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NUOvO ORIzzONtE dELLA sALUtE

La chiropratica e l’Abruzzo Morbo di parkinson Le risaie vercellesi Anche i bambini sono stressati Lower X syndrome

RIvIstA PUBBLICAtA A CURA dELL’AssOCIAzIONE PRO ChIROPRAtICA ItALIANA. sPEdIzIONE IN ABB. POst. GR. III PUBB. INf. 70% - € 2,50 - Giugno 2009 - NUMERO 15


NUOvO ORIzzONtE dELLA sALUtE

editore: Associazione Pro Chiropratica Italiana redaZione: Ruelle Laurent Revel, 2 - 11017 Morgex (AO) tel. 0165.800404 - fax 0165.801349 www.chiropratica.com E-mail: info@chiropratica.com direttore responsabile: Enrica fERRI registraZione: presso la cancelleria del tribunale civile e penale di Aosta il 23-06-1995 Pubblicità: A.P.C.I. comitato di redaZione: Enrica ferri Louise La Rue Antonio Gil Baiju Khanchandani impaginaZione graFica e stampa: tipografia Marcoz s.n.c. Piazza E. Chanoux, 1 - 11017 Morgex (AO) tel. e fax 0165.809640 L’Editore non si assume alcuna responsabilità circa dati, opinioni o conclusioni espressi dai vari collaboratori di questa pubblicazione. di questo numero sono state stampate

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Sommario chiropratica e natura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . il morbo di parkinson e la sindrome parkinsoniana . . . . . . . . . . . . . scienze, arte e filosofia. che cos’è veramente la chiropratica . . . . . emergenza terremoto in abruzzo: “mani che curano” . . . . . . . . . . . lower X syndrome: quando la lombare si fà sentire . . . . . . . . . . . . . Un silenzio che puo’ essere vinto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . anche i bambini sono stressati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ecU - maggio 2009 - alghero “la chiropratica: una scienza vitale” le risaie vercellesi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . nesting: fare il nido . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . la luciastove . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . a.e.c.c. anglo european chiropractic college . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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L’opinione del Presidente

Chiropratica e natura Louise La Rue Presidente Associazione Pro Chiropratica Italiana

Una volta l’uomo era molto più vicino alla natura, il mondo nel quale si viveva era già di per sè stesso molto più in simbiosi con la natura e non esisteva la necessità impellente di doverlo ricordare costantemente. Ad esempio, dopo scuola noi, al contrario dei nostri figli, andavamo fuori a giocare nei campi con gli amici, ci arrampicavano sugli alberi, facevamo il bagno nei fiumi. I giovani erano molto più a contatto con la natura e scoprivamo crescendo i suoi lati positivi e negativi (quanto erano buone le ciliege colte sull’albero ma quanto facevano male le sberle del proprietario dell’albero depredato o le cadute nelle ortiche!). L’idea, la necessità di fare sport ai nostri tempi era poco sviluppata in quanto non era una necessità ma un piacere, uno faceva sport perché era dotato per una disciplina sportiva, perché era un qualcosa in più rispetto alla vita di studente e non era un obbligo che doveva supplire alle molte ore

passate davanti al computer o alla play station. La vita che facciamo da piccoli è la base della nostra vita futura: oggi i giovani nascono con la tecnologia e hanno soltanto un approccio molto intellettuale alla natura perchè non è più il loro modo di vivere: quanti sono, anche in Italia, i bambini che non hanno mai visto una mucca, che non hanno mai colto una ciliegia o una mela o per i quali l’unico approccio con la natura è costituito dalla gita al mare la domenica o sulla pista da sci in inverno? Le “grandi leggi dell’esistenza” sono universali e le ripartizioni disciplinari fra scienza biologica, scienza umana, zoologia, botanica, tutti questi settori ben delimitati, sono il prodotto del nostro intelletto ma non corrispondono alle verità che sono coerenti con la fondamentale esistenza e ragione d’essere della natura. Un grande filosofo francese, il botanico Jean Marie Pelt afferma che “la sola idea nuova del XX secolo è l’ecologia”. Pelt prende ad esempio le orchidee: queste piante molto evolute sviluppano tantissime strategie di crescita, il che lascerebbe pensare che ci sia una intelligenza insita in tale comportamento: infatti sembra che non c’è solo l’intelligenza del nostro cervello ma anche nella natura. Non la vediamo praticamente più perche siamo troppo condizionati dall’idea “dell’azzardo darwiniano” e del caos. Queste idee sono incontestabili ma ci hanno portato lontano, al punto di non vedere più il resto: questa capacità di coerenza, d’equilibrio, di armonia con la natura, il fatto che ci sia in lei un insieme di competizione e cooperazio-

ne, predazione e simbiosi… La natura funziona in un’armonia di contrari: lo Yin e lo Yang, il caldo e il freddo, l’alto e il basso, il bene e il male… Come potete vedere nell’articolo sulla filosofia chiropratica presente nelle prossime pagine, la Chiropratica è sempre stata molto legata a questo concetto di naturale, di vivere in armonia con queste “grandi leggi dell’esistenza universali”. Il che ci porta anche ai tempi nostri: la Chiropratica e la Medicina, eterne sorelle rivali e sempre in contrasto nel tentare di risolvere i problemi di salute dei pazienti! Eppure non è così: come potete vedere nell’articolo sul terremoto in Abruzzo la Chiropratica può convivere benissimo nell’ambito delle altre scienze della salute per portare benefici unici e esclusivi all’uomo nel momento del bisogno e del dolore. Oramai che la Chiropratica in Italia è stata finalmente riconosciuta si aprono prospettive e possibilità sempre più attraenti per la nostra professione e il riconoscimento datoci dalla Croce Rossa Italiana ne è una prova tangibile. Quale presidente dell’Associazione Pro Chiropratica Italiana esprimo, a nome mio e di tutti i soci, un ringraziamento enorme a tutti i chiropratici che hanno portato sollievo alle popolazioni e ai volontari che hanno lavorato in Abruzzo. Grazie e continuate così a dimostrare l’efficacia e la potenzialità della chiropratica, in armonia con le leggi della natura anche quando si devono correggere i danni che la natura, nella sua imparzialità, ci può infliggere!

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Nuovo orizzonte della salute

Chiropratica e scienza

Il morbo di parkinson e la sindrome parkinsoniana Dr. Cavedoni Elio D.C. La sindrome parkinsoniana è tra le patologie più diffuse in neurologia, ma non è sinonimo di morbo di Parkinson: i sintomi tipici sono il tremore, l’acinesia (povertà e lentezza di movimento) e l’ipertonia (rigidità), spesso difficile da diagnosticare in

quanto l’insorgere della malattia è lento e insidioso e con segni clinici comuni ad altri stati patologici (tipo astenia, affaticamento, dolori diffusi, depressione). Mi è già capitato di ricevere in studio pazienti affetti dal morbo di Parkinson, qualcuno

non ancora diagnosticato: in questo caso particolare, la paziente avanzava a piccoli passi e teneva il braccio destro flesso, l’espressione del viso cupa, la firma era una grafia piccola e lievemente disordinata, il tremore alla mano appena percettibile e lamentava lombalgia e podalgia (dolore al piede destro). Consultare il chiropratico le fu d’aiuto, non tanto per il tipo di prestazione che avrebbe ricevuto, quanto per scoprire l’origine dei suoi sintomi e capire che sarebbe stato necessario l’intervento di uno specialista in materia, un neurologo, la cui collaborazione apportò alla sofferente notevoli benefici. Nel morbo di Parkinson il tipo di lesioni e carenze di tipo chimico riguarda il sistema nervoso centrale (alterazioni della sostanza nera e del corpo striato e riduzione di un neurotrasmettitore, la dopamina), le cui cause sono ancora sconosciute (anche se si sospetta una possibile aggressione di tipo virale, durante l’infanzia, possibile) ;le sindromi parkinsoniane possono derivare invece da tumori cerebrali, intossicazioni, trattamenti farmacologici, processi encefalitici e/o arteriosclerotici, cause vascolari quindi, traumi (soprattutto quelli ripetuti, probabile esempio ne è il famoso pugile Mohamed Ali). Il tremore è detto comunemente “da riposo” in quanto, oltre ad attenuarsi notevolmente o scomparire durante i movimenti volontari (lo si può osservare chiedendo al soggetto di prendere un oggetto), la riduzione di questo sintomo si osserva effettivamente durante il sonno, cioè a riposo, ed è accentuato invece in caso di stress emozionale o di sforzo intellettuale. Raramente questo tipo di tremore affligge testa e collo (come nel caso del

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Chiropratica e scienza

tremore senile). L’ipertonia si manifesta come marcata rigidità cedente a scatti quando si tenta di allentarla (collo, tronco, spalle, ginocchia, anche, ma tutti i muscoli ne sono interessati) e soprattutto a livello dei muscoli flessori (ecco perché il braccio flesso della paziente poteva insospettire), per cui è estremamente faticoso mobilizzare passivamente il paziente, anche perché suo malgrado difficilmente riesce a collaborare. Ciononostante tale condizione

non impedisce di realizzare il trattamento chiropratico, il quale viene effettuato come per qualsiasi altro paziente. L’acinesia si presenta come se il paziente volesse risparmiare ogni suo gesto o movimento (riflettuto e ritardato). L’andatura è strascicata e a piccoli passi. Inoltre la mimica facciale è ridotta (a volte come se in presenza di paralisi), persino la deglutizione, tant’è che uno dei segni associati è l’accumulo incontrollato di saliva nella cavità orale; la grafia è piccola (microgra-

fia) e disordinata, la voce monotona e le parole debolmente articolate. Paradossalmente può capitare di osservare la presenza di movimenti bruschi in determinate condizioni (stress in genere). È possibile osservare aumento della sudorazione e della secrezione sebacea, così come una sorta di “perseverare intellettuale” nonostante si provi che il paziente abbia torto. Malgrado ciò il soggetto conserva l’integrità mentale (quando non minata da altre condizioni patologiche). Questa varietà di sintomi non si presenta necessariamente allo stesso tempo. L’intervento del chiropratico è coadiuvante, associato alle cure specialistiche del caso, nel migliorare, per quanto possibile, la qualità di vita del paziente affetto da questo tipo di patologia, che si manifesta essenzialmente tra i 40 e i 70 anni (ma presente anche in età più giovane), un’età cioè che può essere maggiormente soggetta alle più comuni disfunzioni motorie che, associate alla malattia, ne aggravano sicuramente la sintomatologia. Oltretutto il trattamento chiropratico mira al miglioramento delle trasmissioni neurologiche (oltre che delle funzioni motorie propriamente dette e delle sindromi dolorose) per cui non è escluso, anche se difficilmente dimostrabile, che possa avere ripercussioni a livello centrale per questo tipo di problematiche.

Breve curriculum vitae Nato a torino nel 1972, il dr. Cavedoni Elio d.C. ha studiato e conseguito la laurea in Chiropratica presso l’“Istituto franco Europeo di Chiropratica” (IfEC) a Parigi in francia, scuola riconosciuta dal C.C.E. (Chiropractic Council of Education) . Membro dell’ Associazione Italiana Chiropratici, esercita la professione a torino presso la Chiropratica s.C. e dal 2006 collabora con lo staff medico della Juventus f.C., squadra di serie A del campionato italiano di calcio.

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Filosofia Chiropratica

Scienze, arte e filosofia Che cos’è veramente la chiropratica Dr. Eddy Pellissier D.C., C.C.S.P. Già Presidente Associazione Italiana Chiropratici Al fine di capire veramente che cos’è la chiropratica vi invito a leggere il sunto dei libri verdi scritti da D.D. Palmer all’inizio della sua carriera di chiropratico. Nel riassunto di ogni libro vengono toccati i principali punti salienti che caratterizzano l’essenza della professione chiropratica. Libro verde 1 Perché parlare di filosofia chiropratica? La chiropratica non ha una filosofia... la chiropratica è una filosofia! Spesso quando i chiropratici si riuniscono, parlano di filosofia, eppure raramente li sentirete parlare di Platone o Aristotele, o paragonare Nietzsche a Emerson. La filosofia che li interessa di più, quella di cui discutono, è la filosofia chiropratica ovverosia i credo e le basi dell’intera professione chiropratica. Molte persone trovano strano che la chiropratica abbia la sua filosofia. Dopo tutto, le altre professioni non si basano su una filosofia: avete mai sentito parlare di filosofia pediatrica, di filosofia contabile o di filosofia legale? Perché allora la chiropratica ha una sua filosofia? Forse, in qualche modo, dire che la chiropratica ha una filosofia è fuorviante. Secondo il dottor B. J. Palmer, lo sviluppatore della chiropratica (il cui padre, D. D. Palmer, ne è stato lo scopritore nel 1895) la chiropratica è filosofia oltre ad essere scienza ed arte. La chiropratica non è solamente un metodo per aggiustare la colonna vertebrale o correggere problemi di curvature, è una serie di credenze e opinioni che riguardano il corpo umano e il naturale ordine delle cose dell’universo. Questi credo, questa filosofia sono il perché della

chiropratica. La scienza e l’arte della chiropratica (ad esempio le specifiche tecniche di aggiustamento) sono state sviluppate e sono usate in accordo a tale filosofia. La chiropratica è unica sotto tale aspetto. Le altre professioni non sono basate su una serie di principi immutabili. La professione legale, ad esempio, si occupa di un sistema di leggi e statuti che vengono modificati molto velocemente, ad esempio fino a poco tempo fa non esisteva nel codice

della strada un sistema di penalità di punti in caso di infrazioni al codice. Anche le singole azioni possono essere interpretate differentemente dipendendo dal giudice o dalle circostanze: privare una persona della vita può essere considerato omicidio, incidente, delitto passionale o premeditato con pene differenti; non esiste un codice unico ed universale per giudicare tali azioni. Gli avvocati devono lavorare con leggi e regole che cambiano con il tempo, luogo

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Filosofia Chiropratica

geografico e tabù sociali. Lo stesso dicasi per i contabili: ogni finanziaria cambia le regole a cui bisogna sottostare. Anche la medicina cambia i suoi parametri secondo le ultime scoperte scientifiche: fino a poco tempo fa era routine operare di tonsille o di appendicite mentre oggi tali operazioni sono molto rare. Nella chiropratica le azioni e i principi di base non cambiano e sono immutabili. La comprensione di tali credo può essere approfondita e le tecniche possono essere migliorate ma la dottrina di base rimane costante. L’importanza della filosofia per la professione chiropratica non potrà mai essere sottolineata troppo perché è la base di tutto ciò che un chiropratico con “principi” fa. Secondo uno dei primi filosofi chiropratici, il dottor Ralph Stephenson, D.C la filosofia “è la spiegazione di tutta la chiropratica e la differenza tra un bravo chiropratico e uno mediocre è che quello bravo ha una varietà enorme di principi nel cervello mentre quello mediocre ne ha pochi e un chiropratico mediocre ha la tendenza a sostituire la conoscenza con la strumentazione.” Nonostante esistano tanti principi chiropratici, i fondamentali sono: • Esiste un’intelligenza universale che permea tutta la materia, che le fornisce continuamente e totalmente le sue proprietà ed azioni, mantenendola perciò in esistenza e permettendole nel contempo di esprimersi; • La funzione dell’Intelligenza Innata del corpo è quella di adattare le forze universali e la materia ai bisogni del corpo; • La missione dell’Intelligenza Innata del corpo è quella di mantenere in uno stato di organizzazione attiva il tessuto vivente di un corpo (salute); • L’interferenza nella trasmissione delle Forze Innate causa non coordinamento ovverosia Mal-essere (da non confondere con malessere dove Mal-essere è inteso come non funzionamento perfetto delle

attività del corpo che è differente da malessere che significa presenza di sintomi negativi.). La filosofia chiropratica è la ragione d’essere del chiropratico: le tecniche possono essere copiate, le mosse duplicate, la nostra manualità può essere chiamata medicina manuale, osteopatia, manipolazione ma la CHIROPRATICA sarà sempre l’insieme di arte, scienza e filosofia. La chiropratica è sopravvissuta a 114 anni di battaglie e lotte per non essere inglobata e assorbita dalla medicina allopatica e finché esisterà la filosofia e i chiropratici continueranno a vivere e lavorare secondo tali dettami, la chiropratica continuerà ad essere l’unica professione differente con una risposta tutta sua ai problemi di benessere dell’umanità. Libro verde 2 Ragionamento induttivo Il ragionamento induttivo fa dal piccolo al grande, dalla parte all’insieme, da uno a tutti. Se doveste misurare 20 carote e trovaste che sono tutte di lunghezza compresa tra i 15 e i 20 centimetri, potreste concludere che tutte le carote rientrano in quell’intervallo dimensionale. Il procedimento logico utilizzato per trarre tale conclusione è detto ragionamento induttivo. Secondo il filosofo John Stuart Mill, suo principale fautore, utilizziamo il ragionamento induttivo quando concludiamo che “ciò che è vero di alcuni individui di una classe, è vero dell’intera classe, o ciò che è vero in

un dato momento sarà vero sempre, in circostanze simili”. Questa logica, egli sosteneva, è possibile perché vi è una certa “uniformità” nella natura e ciò consente di trarre tali conclusioni. L’esempio classico usato per illustrare il ragionamento induttivo è il “fatto” che tutti gli uomini sono mortali. Per dimostrare questo “fatto”, tuttavia, tutti gli uomini dovrebbero essere già morti. Ovviamente, alcuni di noi sono ancora in circolazione! Come possiamo allora essere certi che uno di noi non vivrà per sempre? Non possiamo. Eppure, attraverso il ragionamento induttivo, possiamo concludere che vi è una probabilità estremamente alta che tutti gli esseri umani siano mortali. Molte “leggi” scientifiche sono il risultato del ragionamento induttivo anche se si tratta di una questione di probabilità. L’astronomo Giovanni Keplero, per esempio, annotò la posizione del pianeta Marte in vari punti della sua orbita. Basandosi sul presupposto che le orbite naturali conservano una geometria uniforme, indusse che l’orbita doveva essere di forma ellittica. In effetti, se si dovesse veramente calcolare la posizione del pianeta in TUTTI i punti della sua orbita, risulterebbe che esso descrive un’ellisse quasi perfetta. Nessuno ha mai scoperto un pianeta che non segua questo principio, passato alla storia come “Legge di Keplero” dell’orbita planetaria. O meglio, nessuno ha trovato un’eccezione finora. Con il progredire dello studio dell’universo, non possiamo sapere con

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certezza che cosa scopriremo. Altri fatti “scientifici” stabiliti mediante il ragionamento induttivo sono crollati in seguito alla scoperta di un nuovo dato. Il punto debole del ragionamento induttivo, dunque, è il fatto che esso si affida a una conoscenza parziale per trarre conclusioni circa la “verità”. Nel caso della scienza medica, questo punto debole può avere conseguenze dannose, se non tragiche. Quando i ricercatori medici traggono le loro conclusioni su ciò che va bene per TUTTE le persone sulla base di quello che, secondo le loro osservazioni, va bene per ALCUNE persone, corrono il rischio di causare un danno irreparabile a molti. Prendiamo l’esempio dell’appendicectomia. I medici studiarono a lungo quest’organo curioso, l’appendice, senza riuscire ad attribuirgli alcuno scopo utile. Conclusero, pertanto, che non ne aveva alcuno. Quando si infiammava o comunque dava problemi, si limitavano a tagliarlo via. Ci sono voluti anni alla professione medica per ammettere che il ragionamento era scorretto e cercare altri metodi di trattamento dell’appendicite. Tuttavia, la scienza medica sostiene ancora a spada tratta altre sue conclusioni, malgrado il fatto che anch’esse siano state tratte tramite il ragionamento induttivo. Di più, si attiene alle “regole” con una rigidità che spesso non lascia spazio alle differenze tra gli individui. Gli scienziati hanno scoperto che la temperatura media dell’essere umano è di 37 gradi Celsius. Se il termometro segna 37,3, diranno che “abbiamo la febbre” e ci somministreranno farmaci per riportare la temperatura alla “normalità”. Il problema di questo tipo di ragionamento è evidente. Nessuno corrisponde alla perfezione (per altezza, peso e persino per temperatura corporea) al profilo dell’essere umano “medio”. È errato concludere che la temperatura corretta per tutti i membri della razza umana debba corrispondere per

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forza alla temperatura “media” di un campione limitato di membri di questa razza. Per i produttori di abbigliamento è evidente da tanto tempo: ogni persona è diversa. Magari tutti avessero esattamente la stessa taglia! Non dovrebbero prendersi il disturbo di fabbricare i loro capi nelle versioni small, medium e large. E anche così, sembra impossibile, a volte, trovare un abito davvero calzante: l’unica soluzione per una vestibilità perfetta è farsi realizzare artigianalmente un capo su misura. Se andiamo dal sarto e ordiniamo un abito nuovo, qualcuno prenderà esattamente le nostre misure. Ve lo immaginate un sarto che vi dica: “l’uomo medio è un metro e settantacinque di altezza, 80 chili di peso e 86 centimetri di interno gamba. Userò queste misure per rifarle il guardaroba”? Di certo andreste di filato da un altro. E tuttavia, per il totale affidamento al ragionamento induttivo, la scienza e in particolare la scienza medica utilizza diagnosi, rimedi e farmaci “preconfezionati”. In altre parole, per realizzare un “guardaroba”, procede d’ufficio usando solo misure “medie”. C’è da meravigliarsi che raramente i loro abiti calzino a pennello? Libro verde 3 Ragionamento deduttivo Ragionamento deduttivo: la somma delle parti è maggiore delle parti stesse! Come abbiamo visto nel libro verde 2, il ragionamento induttivo va dal piccolo al grande. Ovvero fa osservazioni su singole parti e, sulla base di tale conoscenza, trae conclusioni in merito all’intero. Il ragionamento deduttivo capovolge questa modalità di pensiero. Parte da una premessa maggiore e, sulla base di quell’idea, deduce la verità relativa a ogni singola parte dell’intero. Supponiamo, per esempio, di accettare come premessa maggiore che “dire una bugia è sbagliato”. Una volta deciso che que-

sta premessa è “vera”, ne seguirà automaticamente, per deduzione, che è sbagliato se mentiamo noi, se mente l’uomo giù in strada, se mente il governante di un paese straniero, se mente chiunque. La premessa fondamentale si applica a tutto, in ogni tempo e in ogni luogo, senza eccezioni. Molte delle premesse su cui basiamo il ragionamento deduttivo sono universalmente accettate, in quanto considerate “verità autoevidenti”. Sono gli assiomi, che devono semplicemente esser dati per acquisiti perché non possono o non devono essere dimostrati. Una delle premesse più comunemente note è che “tutti gli uomini sono creati uguali”, giudizio che costituisce il fondamento della Costituzione degli Stati Uniti. I fondatori di questo paese hanno riconosciuto la validità di tale precetto in virtù di un innato senso di moralità e umanità. Non è parso loro che avesse bisogno di “dimostrazioni”. Ad altre premesse si giunge attraverso un’analisi lunga e rigorosa. Per esempio, gli scienziati hanno formulato una teoria sui “buchi neri” sulla base di premesse fondamentali relative a gravità e massa. Per anni e anni non hanno trovato un solo esempio di tale fenomeno, ma ciò non ha diminuito la loro fiducia nella verità della premessa. Se i principi fondamentali erano corretti, allora la premessa DOVEVA essere corretta. Alla fine, sono riusciti a trovare i dati fisici che confermavano la premessa. La premessa più importante della filosofia chiropratica è questa: vi è un ordine intelligente nell’universo, il quale conferisce alla materia le sue proprietà ed azioni, preservandone così l’esistenza. Un principio che sta giungendo a essere ugualmente accettato dalla “nuova” fisica quantistica, astronomia, biologia e da molte altre scienze. Nessuno può più studiare l’universo e continuare a credere che questo, ed ogni sua parte, siano casuali. Vi è un ordine che lo

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organizza e gli consente di sopravvivere e permanere. Una volta accettata questa premessa maggiore che l’universo nel suo complesso è guidato da un ordine intelligente possiamo logicamente concludere che anche ogni parte dell’universo è guidata da quell’intelligenza. E ciò vale per ogni cosa, in ogni luogo e in ogni tempo. Proprio come vi sono dei punti deboli nel ragionamento induttivo, anche quello deduttivo può presentare dei vizi. Il rischio più evidente si corre nella formulazione e nell’accettazione della premessa maggiore. Gli assunti devono essere autoevidenti al punto che nessuna persona sensata potrebbe possibilmente obiettare (tutti gli uomini sono creati uguali), o tali da poter essere dimostrati mediante studi clinici od osservazioni fisiche (i buchi neri esistono). Non si può adottare una premessa solo per ragioni di cieca fede, contro ogni evidenza (la terra è piatta, una premessa che un tempo era considerata un “fatto” acquisito). Per arrivare alla verità, è meglio usare una combinazione di logica deduttiva e logica induttiva. Cominciando con il ragionamento deduttivo, possiamo formulare una premessa fondamentale da cui far seguire tutto il resto. Poi, attraverso studi clinici e ragionamento induttivo, possiamo verificare l’accuratezza della premessa. A differenza di gran parte della medicina moderna, la chiropratica sfrutta questa combinazione ideale. Prende le mosse dalla premessa maggiore che vi è un ordine dell’universo. Procedendo da questo assunto, può presupporre che anche ogni parte dell’universo, compreso l’organismo umano, sia organizzata in modo ordinato, intelligente. La chiropratica è stata concepita sulla base di questa premessa, quale modo per ridurre al minimo le interferenze a questo ordine naturale all’interno dell’organismo umano. Ma la chiropratica non si ferma a

questo. Essa utilizza anche il metodo induttivo per studiare gli individui e correlare quei casi specifici al quadro “più grande”. La sua estesa attività di indagine e ricerca ha contribuito a dimostrare, in termini concreti e scientificamente accettabili, l’efficacia della chirorpatica stessa e la verità sottesa alla sua filosofia. Ma, per il chiropratico, l’enfasi resta sulla “Grande Idea”, la premessa maggiore in cui sono radicate tutte le conoscenze e le conclusioni. Poiché solo quando vediamo con chiarezza quella grande idea possiamo arrivare a conoscere le verità relative a ognuno di noi e a ogni essere vivente dell’universo. Libro verde 4 Intelligenza universale Nulla nell’ordine naturale dell’universo è dovuto al caso…la nostra esistenza non è dovuta solamente alla “fortuna” Poiché la chiropratica è una scienza deduttiva, prende le mosse da una premessa maggiore su cui si fondano tutte le altre conclusioni. Quel primo assunto è che in tutta la materia vi è una Intelligenza Uni-

versale che le conferisce costantemente ogni sua proprietà e azione, mantenendola in essere. Questa premessa non fu adottata per motivi di cieca fede o di fervore religioso. È una conclusione fondata sull’osservazione di dati fisici. Guardatevi intorno. Vi sembra logico pensare che ogni cosa nell’universo sia il risultato di una mera selezione casuale o della “fortuna”? È “fortuna” il fatto che l’ala di un uccello sia perfettamente concepita per il volo fino all’ultima penna? È un puro “caso” che le radici di una pianta si sviluppino verso il basso, attraverso il terreno (dove troveranno acqua e minerali), e che le sue foglie crescano invece verso l’alto (dove troveranno luce solare e aria)? Se l’universo fosse davvero il mero frutto del caso, dovrebbe esserci almeno qualche pianta con le radici per aria e le foglie seppellite sottoterra. Ne avete mai vista una così? Pensare che l’universo sia privo di organizzazione intelligente è come ritenere che le piramidi di Giza siano il risultato di una frana. Le piramidi avrebbero mai potuto derivare da un’azione casuale? E l’Empire State Building? L’ala di un uccello? Le radici

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e le foglie di una pianta? Proprio come è necessaria l’intelligenza umana per creare e preservare le meraviglie dell’architettura, così ci volle intelligenza per creare le “meraviglie” naturali che ci circondano. Naturalmente l’intelligenza umana non potrebbe essere responsabile del complesso ordine dell’universo: non ha nemmeno cominciato a comprenderne una minuscola parte! E se non si trattava di intelligenza umana, doveva essere qualcosa di più grande. Quel “qualcosa” è ciò che noi chiamiamo Intelligenza Universale. Non sappiamo che cosa sia, da dove venga, quale sia il suo fine, né se ne abbia uno. Sappiamo solo che deve esistere, o non esisterebbe nient’altro! Questa Intelligenza Universale è Dio? Nessuno lo sa. Non c’è modo di “dimostrare” l’esistenza di Dio o di descrivere le caratteristiche di Dio. Non c’è modo di “dimostrare” l’esistenza dell’Intelligenza Universale o di descrivere le sue caratteristiche. Come si può dunque stabilire se rappresentino la stessa cosa? Alcuni credono che Dio sia la fonte di quell’Intelligenza Universale. Altri possono accettare il concetto di Intelligenza Univer-

Filosofia Chiropratica

sale senza nemmeno credere nell’esistenza di un Dio. Comunque sia, grazie all’osservazione e al ragionamento deduttivo, sappiamo che una tale intelligenza deve esistere al fine di evitare che la materia precipiti nel caos. Nell’Era della tecnologia in cui il metodo scientifico regnava supremo tali nozioni erano spesso criticate come “non scientifiche”. Ciò che i critici intendevano, in realtà, era che la premessa non poteva essere dimostrata e non ci si poteva arrivare attraverso il ragionamento induttivo. Naturalmente ciò valeva anche per affermazioni come “tutti gli uomini sono creati uguali” o per l’esistenza nello spazio di “aspirapolveri” chiamati buchi neri (teoria anch’essa disprezzata al suo primo apparire). Tuttavia, il primo di questi due assiomi non richiede dimostrazione e il secondo era considerato valido anche prima di essere dimostrato. Lo stesso si può dire della premessa dell’Intelligenza Universale: è una “verità” così basilare che trascende la scienza e a essa si può giungere solo attraverso la logica deduttiva. Oggi, con l’espandersi della scienza nella “nuova fisica” e nella meccanica quantisti-

ca, viene accettata una visione più ampia. Si coltivano nuove idee e il ragionamento deduttivo è riconosciuto quale valida forma di logica. Finalmente si comincia a dare per acquisita la consapevolezza che deve esistere un’Intelligenza Universale. I chiropratici sorridono all’idea che la “scienza” stia “scoprendo” solo oggi questa idea. Dopo tutto, l’intera loro professione è costruita su quella semplice eppur profonda verità. I dottori in chiropratica comprendono che l’intero universo è governato da ordine e intelligenza. Per deduzione, sanno anche che questo ordine e questa intelligenza si applicano a ogni parte dell’universo, compreso l’organismo umano. Questa conclusione porta direttamente a un’altra premessa essenziale della filosofia chiropratica. Un essere vivente ha nel proprio organismo un’Intelligenza Innata, che viene denominata appunto così. Non si dà, in filosofia chiropratica, altra parola tanto pregna di significato quanto il termine “innato”, poiché esso si riferisce al solo elemento che distingue i viventi dai non viventi, ed è la ragione per cui la chiropratica esiste. Libro verde 5 Intelligenza innata In tutte le cose c’è un’intelligenza innata che le indirizza verso la strada della salute La prima cosa che dobbiamo fare, trattando di “Intelligenza Innata”, è chiarire il concetto di intelligenza. È importante comprendere che non stiamo parlando di istruzione o della capacità di apprendimento. Gli esseri umani possono andare a scuola e fare corsi di programmazione al computer oppure, viaggiando, possono assimilare varie lingue straniere, ma non è questo che intendiamo quando diciamo “intelligenza”. L’intelligenza di cui parliamo è la “conoscenza” con cui ogni entità vivente è nata e che le consente di adattarsi all’ambiente al fine di sopravvivere. Se mettiamo una pianta

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Chiropratica - N. 15 - Giugno 2009 11

Filosofia Chiropratica

sul davanzale della finestra, nel giro di una giornata la vedremo rivolgere le foglie alla fonte luminosa. se la giriamo dall’altra parte, volgerà di nuovo e altrettanto rapidamente le foglie verso la luce, che le consente di svolgere le sue normali funzioni. La pianta non fa uso della logica per capire che ha bisogno di luce, né decide di voltare le foglie verso la finestra. Non “pensa” e non è autocosciente. Eppure, l’intelligenza che possiede le consente di passare da un minuscolo seme a un esemplare rigoglioso, di mettere radici nel terreno per trovare acqua e sostanze nutritive, di aspirare alla luce e all’aria e di sfruttarle per trasformare questi elementi in altre foglie, radici, germogli e, infine, in nuovi semi che, trasportati dal vento, ricominceranno da capo il processo altrove. Non azione casuale, ma intelligenza. Non apprendimento, ma conoscenza innata. intelligenza innata. Ma che cos’è questa intelligenza? da dove viene? Come funziona? Nessuno conosce la risposta a queste domande. Gli esseri viventi non sono aggregati casuali di molecole ed atomi. sono tutti organizzati in entità funzionali che si adattano al loro ambiente. Pertanto, accettiamo come principio fondamentale il fatto che nell’organismo sussista un ordine, ordine che abbiamo deciso di chiamare Intelligenza Innata. Ma, come nel caso dell’Intelligenza Universale, non abbiamo la capacità di comprendere esattamente che cosa sia e

come funzioni questa intelligenza. sappiamo solo che esiste. Nell’essere umano, è l’Intelligenza Innata che dice al neonato quante volte il suo cuore deve battere al minuto, come ingerire e digerire i nutrienti ed eliminare le scorie, come produrre e utilizzare globuli bianchi per combattere le infezioni, come comunicare i propri bisogni per richiedere assistenza esterna. Nessuno deve insegnare al bambino queste cose. tuttavia, l’Intelligenza Innata può solo guidare il funzionamento interno di quel bambino. Non può consentirgli di manipolare il suo ambiente o di fare più di ciò che il suo organismo può permettere. Non potrà, per esempio, se ha fame, camminare fino al frigorifero e prendersi uno spuntino (non più di quanto una pianta possa accendere una lampada se la luce è insufficiente). Quell’azione richiederà apprendimento e pratica più che non l’Intelligenza Innata. da notare che ogni essere vivente possiede il 100% dell’Intelligenza Innata che gli occorre. Non vedrete mai una pianta che “sa” che le sue radici devono svilupparsi nel terreno, ma non “sa” che le foglie devono crescere verso l’alto, in direzione della luce. Potete immaginare una povera pianta che sospinge verso il basso sia le foglie che le radici perché ha solo il 50% dell’Intelligenza Innata? se un’entità è viva, possiede il 100% dell’Intelligenza Innata che le serve. In più, per de-

finizione, l’Intelligenza Innata è sempre normale e la sua funzione è sempre normale. Ciò significa che il nostro organismo “sa” esattamente che cosa gli occorre e come adattarsi all’ambiente per funzionare al meglio. se la nostra salute fisica ed emotiva facesse assegnamento esclusivamente sull’Intelligenza Innata, saremmo tutti “perfettamente” sani. Ma in gioco entrano anche altri fattori. Un carpentiere sarà anche esperto nella costruzione di un tavolo, ma se ha il braccio ingessato e non può applicare una forza al martello, o se gli mancano gli strumenti adatti, il tavolo non gli riuscirà molto bene. l’intelligenza innata è un esperto che fa funzionare il nostro organismo, ma se è ostacolata dalla mancanza di forza (energia innata) o dalla mancanza degli strumenti adeguati (materia innata), il risultato sarà al di sotto del funzionamento normale. Questi tre elementi - Intelligenza Innata, Energia Innata e Materia Innata costituiscono la “trinità della vita”. Poiché l’Intelligenza Innata di una persona ha la “competenza” necessaria a preservare adeguatamente quell’organismo, i chiropratici non si rivolgono a questo ambito. Né si interessano degli “strumenti” di cui ogni persona è provvista: l’organismo stesso e gli organi interni. Oggetto della loro pratica è l’Energia Innata o forza, che rappresenta il collegamento tra l’Intelligenza Innata e la Materia Innata.

Breve curriculum vitae Chiropratico dal 1983, laurea conseguita presso il Canadian Memorial Chiropractic College, a toronto (Canada), dopo anni di esperienza in quel paese rientra in Italia nel 1991 e per otto anni detiene la presidenza dell’Associazione Italiana Chiropratici dal 1995 al 2003. si specializza in chiropratica sportiva (è maestro di sci fin dal 1975) e nel corso degli anni si occupa delle squadre nazionali italiane di snowboard, sci nautico, ski-arc e skyrunning. Nominato “Chiropratico dell’anno” dall’AIC nel 2000. Relatore in vari congressi, da alcuni anni si occupa di scrivere articoli e diffondere la chiropratica attraverso tutti i canali possibili tenendo anche lezioni di filosofia chiropratica nelle scuole di chiropratica europee.

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Nuovo orizzonte della salute

Chiropratici per l’Aquila

Emergenza terremoto in Abruzzo: mani che curano

Dr. Patricia De Luca, D.C., C.C.S.P.

Mai come durante il verificarsi di un disastro naturale l’essere umano è così improvvisamente e drammaticamente messo di fronte al crollo di tante sue illusorie certezze. In quello che la nostra mente percepisce come un nanosecondo di tempo vengono spazzate via le nostre fondamentali sicurezze, lasciando al loro posto enormi crepe nelle fondamenta della nostra psiche. Durante un terremoto “il mondo, l’emblema stesso di tutto ciò che è solido, si muove sotto i nostri piedi come una crosta sopra un elemento liquido” (Charles Darwin). L’impetuosità del movimento violento del terreno non fa distinzione fra classi sociali, razze o religioni, mettendo città intere in ginocchio e causando grave distruzione e perdita di vite umane. Sono decine di migliaia le scosse tellu-

riche registrate nell’aquilano, a partire da quella di magnitudo 5,8 della scala Richter che alle ore 3:32 del 6 aprile scorso ha devastato la zona e capovolto le sorti di una popolazione durante il sonno. L’Italia è una delle nazioni sismicamente più attive d’Europa ma un terremoto di queste dimensioni è insolito: con quasi 300 morti e più di 70 mila sfollati ha causato uno stato di emergenza nazionale che ha mobilitato l’intero paese nell’opera dei soccorsi. Palazzi eretti, persone per la strada, auto e mezzi pubblici in circolazione ad un primo impatto facevano apparire la città funzionante ingannando l’occhio poco vigile. Ma un’osservazione più accurata faceva percepire che c’era in realtà qualcosa di surreale. Giravi l’angolo e vedevi le prime crepe nelle strutture

pubbliche, case polverizzate al suolo, infrastrutture inagibili con macerie ovunque e la forte presenza di personale in uniforme. Poi, quando scendeva la notte, ovunque guardavi ti accorgevi che le case non avevano alcuna luce accesa perché i loro proprietari erano alloggiati negli alberghi della costa adriatica oppure in una delle tante tende blu ammucchiate come fossero centinaia di cloni, comprensibilmente a disagio e con poca intimità. Camminando fra gli sfollati nelle tendopoli di quella che prima era l’emblema di una città fiera e prosperosa si respirava nell’aria la gravità della devastazione che c’era di fronte. Si incrociavano persone che vagavano senza una meta e senza orari da rispettare, senza risposte a come tutto ciò fosse potuto accadere. Alcune si interrogavano su come affrontare il mutuo per una casa che non esisteva più, paralizzate da un senso di precarietà. Occhi con lo sguardo perso, triste, incerto, che rispecchiavano un bruciante tormento interiore e paure profonde di anime frantumate da riferimenti spazzati via ed affetti persi per sempre, si mescolavano in un mare di divise e di uniformi di vari colori. Erano presenti specialisti di tutti i tipi, clown per distrarre i più piccoli e psicologi per i più grandi che si davano da fare per riparare uno stato psicologico duramente provato. Sembrava la scena di un film, tanto era lontana dalla vita quotidiana conosciuta. Invece questa era ed è la realtà degli Aquilani nel loro periodo più buio.

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Chiropratici per l’Aquila

Il Primo Intervento dei Chiropratici Nella gara di solidarietà che ha visto impegnate tante persone nell’opera di aiuto alla popolazione aquilana colpita dal sisma, noi chiropratici ci siamo mossi rapidamente cercando di lenire la fatica di chi si è dedicato fisicamente ai soccorsi. Cinque giorni dopo la prima scossa, su iniziativa di alcuni chiropratici dell’Abruzzo, un piccolo gruppo di chiropratici da Pescara e Roma si erano già recati nella zona terremotata con i loro lettini portatili in mano. Nonostante la loro presenza iniziale non fosse ufficia-

lizzata e non sapessero cosa aspettarsi, avevano ottenuto il permesso di organizzare due presidi con l’intento di aiutare quante più persone potevano. Con l’appoggio dell’Associazione Italiana Chiropratici (A.I.C.), si erano accordati con la Croce Rossa Italiana (C.R.I.) per un primo ‘periodo di prova’ per trattare i volontari nelle aree di soccorso. “Nei primi giorni”, racconta la Dr.ssa Jennifer Lovern, “eravamo rigidamente confinati nelle zone a noi assegnate dovendo stare attenti a non interferire con i soccorsi”. Ma dopo pochi giorni l’esitazione iniziale si è tramutata in entusiasmo per

i benefici che i soccorritori riscontravano grazie ai trattamenti chiropratici, tanto che la Croce Rossa ha invitato la squadra ad estendere il proprio servizio dai campi di Paganica e S. Gregorio al campo base della C.R.I. all’Aquila. Nella settimana successiva i chiropratici sono stati invitati dai Vigili del Fuoco (VF) ad operare anche nella loro caserma principale dell’Aquila e nel campo base dei Vigili del Fuoco (all’interno della scuola della Guardia di Finanza) situato a Coppito. Collaborazione Ufficiale Da quello che era partito come un pic-

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Nuovo orizzonte della salute

colo gesto di solidarietà da parte di persone che avevano vissuto il terremoto da vicino, si è sviluppato un progetto di collaborazione fra l’Associazione Italiana Chiropratici (associazione ufficiale riconosciuta a livello mondiale che regola la professione chiropratica in Italia), la Croce Rossa e i Vigili del Fuoco. Seguendo un appello dell’A.I.C., circa 40 chiropratici membri dell’associazione sono accorsi finora da ogni parte d’Italia lasciando i loro studi privati e dedicando il loro tempo e la loro professionalità all’impegno “Chiropratici per L’Aquila”. In un primo periodo di due mesi, sono state trattate migliaia di persone. Attraverso quella che è diventata una vera e propria collaborazione ufficiale coordinata dal presidente dell’A.I.C. Dr. John Williams con la Croce Rossa Italiana e i Vigili del Fuoco, si è deciso di mettere a disposizione dei dottori chiropratici volontari una sistemazione che somiglia ad uno studio professionale dove saranno attrezzati per svolgere al meglio il loro lavoro, che ci si aspetta proseguirà finchè i soccorritori rimarranno nella zona. Il servizio ufficiale dei chiropratici volontari si è esteso attualmente a quattro campi diversi: VF caserma comando provinciale dell’Aquila, VF campo base Toscano-Monticchio 1, C.R.I. S. Gregorio, e C.R.I. campo base L’Aquila, mettendo a disposizione in media quattro dottori in chiropratica. Per poter assicurare una presenza costante, l’A.I.C. ha ricevuto il supporto dell’European Chiropractors’ Union (E.C.U. che rappresenta la professione chiropratica in Europa) generando offerte di volontariato da chiropratici anche di altri paesi Europei. E’ stato istituito un comitato ufficiale dell’A.I.C. per seguire il progetto “Chiropratici per l’Aquila” il quale ha stabilito dei criteri specifici da seguire. I chiro-

Chiropratici per l’Aquila

La presenza dei chiropratici ha ottenuto un apprezzamento lusinghiero anche da parte della Croce Rossa Italiana, che ha mandato una lettera di ringraziamento all’A.I.C.

pratici che partecipano al progetto devono innanzi tutto essere membri del A.I.C. o dell’E.C.U. se provenienti da altre parti d’Europa, quindi laureati in scuole accreditate a livello mondiale. Al loro arrivo, vengono loro consegna-

te una lista di linee guida da seguire e un protocollo delle tecniche da poter usare. Inoltre, ogni paziente è tenuto a firmare una liberatoria e vengono fatti una breve anamnesi ed un primo esame e se opportuno vengono trattati.

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Chiropratica - N. 15 - Giugno 2009 15

Chiropratici per l’Aquila

L’interesse per il progetto “Chiropratici per l’Aquila” è stato condiviso anche da calciatori come Beckham, Ronaldinho, Kakà, Del Piero, ed altri che hanno donato le loro maglie con dedica a questa iniziativa. Dieci maglie sono state offerte per una lotteria mentre altre tre sono state messe all’asta per raccogliere più di 5 mila euro di fondi.

Mani che curano Nel periodo di Pasqua, tutta l’Italia era incollata alla televisione che trasmetteva immagini toccanti di come la natura avesse avuto il sopravvento sull’uomo. Ma essere lì giorni dopo l’accaduto a vivere il dramma di coloro che avevano perso tutto è stata un’esperienza unica ed indimenticabile. Mi sono recata all’Aquila in macchina da Vicenza dopo una lunga giornata di lavoro arrivando giù in tarda notte in compagnia di mio fratello Marcus anche lui chiropratico. Non sapevamo cosa aspettarci. Come molti miei colleghi siamo andati in Abruzzo per dare assistenza, ma questa esperienza è andata ben oltre il nostro ruolo di chiropratici e la nostra competenza tecnica. A mano a mano che il tempo passava, la chiropratica lavorava a più livelli ed emergevano sempre di più l’aspetto umano e la profonda compassione per gli abitanti della zona.

Pranzavamo assieme ai vigili del fuoco nella loro mensa respirando nell’aria un apprezzamento reciproco. Alcuni di noi hanno dormito sulle brandine nelle tende aspettando l’indomani per riprendere il lavoro. Siamo tornati con la consapevolezza della gravità di quello che era realmente accaduto, sentendo di aver fatto una piccola parte all’interno di un grande movimento che ha mosso persone da tutta Italia unendole in una missione comune, quella di assistere degli sconosciuti, sventurati esseri umani segnati dalla durezza di un evento catastrofico. Lavoravamo in tende spesso sovraffollate 4-5 chiropratici uno a fianco a l’altro trattando una persona dopo l’altra cercando di smaltire la fila di persone che diventava sempre più lunga. Pur mangiando a rotazione per non interrompere il nostro lavoro, spesso si andava avanti fino a tarda notte. Trattavamo soccorritori in uniforme con imbragature ingombranti, stivali pesanti ed infangati dal maltempo, affaticati dopo 15 ore di fila di lavoro. Molti erano sudati, esausti e doloranti, stavano tirando avanti grazie a pura adrenalina. Si presentavano con dolori vari ma tutti avevano qualcosa in comune: livelli altissimi di stress fisico ed emozionale. Venivano da tutta Italia, molti lontani da casa e dalle loro famiglie, per trascorrere giornate interminabili a spostare macerie. Alcuni di loro erano sconvolti dopo aver trovato corpi senza vita. Avevano bisogno di cure fisiche. Lo stress in queste situazioni di emergenza è inevitabile e si ripercuote negativamente sul sistema neuro-muscolo-scheletrico creando forte tensione nervosa. Lo scopo del nostro lavoro è quello di migliorare le normali funzioni articolari attraverso “aggiustamenti” manuali alla colonna vertebrale per ripristinare il buon funzionamento del sistema ner-

voso ed alleviare dolori di vario genere causati dallo stress fisico e mentale. La maggior parte dei soccoritori non aveva mai avuto un trattamento vertebrale prima ed era il loro primo contatto con la chiropratica. Alcuni non capivano il perché della nostra presenza, altri erano incuriositi da cosa fosse la chiropratica e si raggruppavano attorno ai lettini mentre trattavamo i loro compagni per vedere cosa facevamo. Qualcuno raccontava le proprie incredibili storie di soccorso mentre altri non dicevano una parola, ma tutti ci sorridevano sempre dopo il trattamento e ci ringraziavano e noi ringraziavamo loro. In quei momenti si percepiva qualcosa di quasi tangibile, il legame creato dalla solidarietà. Vigili del fuoco, medici ed infermieri della Croce Rossa, polizia, finanza, protezione civile ed altri volontari diventarono “i nostri nuovi pazienti”. Chiunque volesse una seduta chiropratica era il benvenuto e più persone arrivavano più si sentiva la forza guaritrice in questo riparo sicuro che avevamo creato, riparo in cui i volontari potevano sentirsi sollevati dalla loro tensione fisica, distogliendosi, seppur per pochi attimi, dai duri eventi della giornata. Si era formato un senso di pace all’interno della nostra tenda e a mano a mano che si

L’altruismo dimostrato dai chiropratici all’Aquila ha generato notevole interesse. E’ andato in onda un servizio sul TG5 il giorno di Pasquetta in cui sono stati intervistati 2 chiropratici che hanno trascorso il giorno di Pasqua visitando i volontari e la popolazione.

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NUOvO ORIzzONtE dELLA sALUtE

Chiropratici per l’Aquila

E’ doveroso menzionare il grande lavoro svolto dal comitato ufficiale del progetto “Chiropratici per l’Aquila” ed in particolare dr. Jennifer Lovern, dr. daniel Rigel, dr. Eduardo Enrique Aguilar e dr. Mukesh Bhardwaj per la loro tempestiva iniziativa di assistenza e per la loro immensa dedizione nell’aver creato e coordinato questo progetto. E’ altrettanto doveroso citare i colleghi chiropratici che hanno dedicato il loro tempo e la loro professionalità per prendere parte al progetto. L’intero corpo mondiale dei chiropratici applaude il loro nobile e altruistico contributo. Membri dell’A.I.C. che hanno preso parte all’iniziativa in Abruzzo dall’11 aprile al 15 giugno: Eduardo Enrique Aguilar, D.C. (Pescara)

Daniele Bertamini, D.C. (Genova)

Jennifer Lovern, D.C. (Pescara)

Piero Giacobbi, D.C. (Civitanova Marche)

Daniel Rigel, D.C. (Roma)

Paul Neuray, D.C. (Roma)

Paolo Canepari, D.C. (Pescara)

Giovanna Petricone, D.C. (Roma)

Christopher Cerrato, D.C. (Roma)

Susanne Brauner, D.C. (Milano)

Mauro Cento, D.C. (Roma)

Philip Gregory, D.C. (Frosinone)

Anita McGrath, D.C.

Antonio Diquigiovanni, D.C. (Bologna)

Stephen Smith, D.C. (Firenze)

Cristine Del Bene, D.C. (Macerata)

Forieri Mario, D.C. (Viterbo)

Alfonso Falcone, D.C. (Cosenza)

Bhardwaj Mukesh, D.C. (Roma)

Andrea Vlacos, D.C. (Milano)

Corrado Semprini, D.C. (Roma)

Daniela Cinicolo, D.C. (Torino)

Mario Stefano, D.C. (Trento)

Florian Brunstein, D.C. (Roma)

Aris Allais, D.C. (Torino)

Liem Kai, D.C. (Roma)

Marcus De Luca, D.C. (Vicenza)

Renaud Dejean, D.C. (Roma)

Patricia De Luca, D.C. (Vicenza)

Davide Veronese, D.C. (Milano)

Boehne Sven, D.C. (Civitanova Marche)

Ignaas Meersseman, D.C. (Milano)

Martin Silva, D.C. (Caserta)

Marco Caravaggio, D.C. (Chieti)

Dania Mazzini, D.C. (Milano)

Patrick Murugan, D.C. (San Remo)

Donatello Testerini, D.C. (Arezzo)

Therese Belline, D.C. (Firenze)

John Williams, D.C. (Ancona)

Thomas Rigel, D.C. (Roma)

Baiju Khanchandani, D.C. (Fermo)

Mukesh Bhardwaj, D.C. (Roma)

spargeva la voce, quelli che erano già stati trattati portavano altri nei giorni successivi. Molte facce erano ormai diventate familiari e ci si rendeva conto dell’importanza del lavoro che si stava svolgendo. Era una bellissima sensazione camminare con il lettino in mano dove la stampa non poteva arrivare e vedere i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile che avevamo incontrato il giorno prima salutarci accompagnando il gesto della mano con un sorriso di riconoscimento.

la chiropratica nel mondo e in italia Molti di noi giovani chiropratici erano negli stati Uniti a studiare quando è successa la tragedia dell’11 settembre a New York. Ricordo che colleghi da tutta la nazione si sono precipitati a prestare aiuto giorni dopo l’accaduto. In seguito alla tragedia americana dell’11 settembre 2001 ed altri eventi come gli incendi nel sud della California del 2003 e 2008 in cui gruppi di chiropratici si sono mobilitati per prestare il loro aiuto, la professione chiropratica

ha raggiunto nuovi livelli di metodo di cura per lenire il dolore da applicare in situazioni di emergenza. In un paese in cui esiste il maggior numero di college di chiropratica e dove operano più di 50˙000 chiropratici, la chiropratica è una componente importante nel settore della salute con una grossa percentuale della popolazione che fa ricorso a questa terapia. La chiropratica oggi è una delle professioni di salute naturale più diffuse al mondo. In seguito ad un vero e proprio boom delle discipline non convenzionali in tutta l’Europa, verificatosi negli ultimi anni, sempre più italiani (oltre 2 milioni) si affidano alle cure chiropratiche. E’ stata approvata una legge nel 2007 che riconosce la chiropratica come “professione sanitaria primaria”, e siamo in procinto di avere un registro dei dottori in Chiropratica presso il Ministero della salute come previsto dalla finanziaria 2008. abbattendo le barriere Mentre i vigili del fuoco rimangono gli eroi indiscussi di questo evento catastrofico, fra le macerie di questo disastro la chiropratica ha brillato come parte importante nel recupero di una città. In modo ufficiale i chiropratici hanno offerto il loro aiuto in uno dei terremoti peggiori nella storia dell’Italia e migliaia di soccorritori da tutto il paese hanno potuto trarre benefici dalle loro cure e dare così il massimo di se stessi. “C’è qualcuno che pensa anche a loro e grazie ai trattamenti stanno effettivamente meglio e quindi lavorano meglio”, ha commentato il dr. daniel Rigel a proposito dei soccorritori. Mentre le leggi, la burocrazia, le autorizazzioni sono spesso usate per definire e delimitare i confini di una professione, eventi eccezionali come la catastro-

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Chiropratici per l’Aquila

fe abruzzese possono abbattere in un batter d’occhio preconcetti radicati ed additare nuove vie di interazione, di comprensione e di collaborazione in vista di uno scopo nobile e giusto. Meno di 2 anni fa la nostra professione non era ancora ufficialmente riconosciuta in Italia, adesso per la prima volta ci siamo trovati a lavorare gomito a gomito con la Croce Rossa. Anche se permangono dei preconcetti verso discipline naturali ancora poco divulgate in Italia, l’esperienza abruzzese ci ha dimostrato che possiamo fare parte integrante di una squadra di soccorso nel caso di un’emergenza o di un disastro e può servire come modello perché si instaurino una nuova intesa fra specialisti di diverso pensiero e una collaborazione che consenta di offrire un servizio migliore e più completo al paziente. A volte ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci separa. dagli eventi più catastrofici, nasce spesso un’ unità ed una imparzialità prima sconosciute. In questa tragedia questo qualcosa è la solidarietà. Il lavoro svolto da parte dei chiropratici all’Aquila rispecchia il vero senso della nostra professione che consiste nell’impegno, nel servizio e in un profondo senso di responsabilità verso il prossimo. Per noi chiropratici è stato un privilegio fare parte integrante di un

movimento così grande e poter offrire una mano a persone che danno incondizionatamente agli altri e ad aquilani che hanno dimostrato di essere uomini e donne di grande coraggio e resistenza. Anche se non c’è più il caos iniziale e, come si sapeva già, l’onda mediatica si sta esaurendo per lasciare spazio a storie più recenti, gli sforzi per ricostruire l’Aquila stanno andando avanti e continueranno per i mesi a venire. Gli Aquilani hanno una lunga strada davanti a sè per ricostruire la loro vita. Noi chiropratici siamo con loro.

Il Comitato “Chiropratici per l’Aquila” e l’Associazione Italiana Chiropratici esprimono il loro sentito ringraziamento alle ditte che con il loro contributo hanno voluto fornire un concreto aiuto alla riuscita della missione “Chiropratici per l’Aquila: mani che curano”.

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Comitato ufficiale del progetto “Chiropratici per l’Aquila”: Dr. Jennifer Lovern, Dr. Daniel Rigel e Dr. Eduardo Enrique Aguilar

Breve curriculum vitae di origine anglo-australiana, dopo la laurea in Psicologia alla Murdoch University di Perth, Western Australia, la dottoressa Patricia de Luca ha conseguito il suo dottorato in chiropratica al “Life Chiropractic College West” in California. Membro dell’Associazione Italiana Chiropratici e dell’Associazione Chiropratici Europea, dal 2003 lavora nel suo studio privato a vicenza assieme al fratello dr. Marcus de Luca, anche lui chiropratico. Nel 2006 si è specializzata in chiropratica sportiva. ha partecipato a missioni umanitarie in Messico ed El salvador offrendo cure chiropratiche a migliaia di famiglie e bambini. dal 2007 lavora anche presso le thermae del prestigioso forte village Resort di s. Margherita di Pula, sardegna.

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NUOvO ORIzzONtE dELLA sALUtE

Chiropratici per l’Aquila

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Il Seggiolino Koala nest è raccomandato da osteopati, fisioterapisti e chiropratici. Fabbricato direttamente in Italia questo prodotto è ideale per i bambini da 6 mesi a 3 anni. Il Koala nest è una comoda cintura di sostegno che riduce la tensione a cui si sottopongono la spina dorsale, la schiena e tutti i muscoli coinvolti mentre si sostiene un bimbo in braccio. Il Koala nest è dotato di una comoda tasca dove potrete inserire il vostro cellulare, chiavi, portafoglio o altro. Ovunque voi andrete, questa comoda cintura vi porterà sollievo e vi aiuterà nel duro compito di genitore. Una volta cresciuto il bambino il Koala nest può essere comunque usato quale marsupio per varie attività: alcuni nostri clienti ci hanno scritto che lo usano per la pesca, passeggiate in montagna e uno lo usa per seguire il figlio che fa gare di trial mettendoci dentro chiavi inglesi cacciaviti e candele. Il materiale usato per fabbricare il Koala nest è DuPont Cordura, altamente resistente all’abrasione ed impermeabile. Koala nest utile dai 6 mesi ai 3 anni per i bambini e poi per tutta una vita di comodità per voi. Come usare il Koala nest: Inspirare e allacciare la fascia il più strettamente possibile a livello dell’anca indifferentemente dal lato sinistro o destro. Chiudere la fascia con l’apposito velcro e allacciare la cintura di sicurezza. Posizionare il bimbo sul seggiolino con le gambe divaricate. Il bambino può essere posizionato anche con il corpo rivolto verso l’esterno.

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Chiropratica - N. 15 - Giugno 2009 23

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5NOGGETTOPREZIOSO NONSOLOPERLASUAEFFICACIA MAANCHEPERIMATERIALICHELO COMPONGONOPUROLEGNODIFAGGIO

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TRENTINO ALTO ADIGE GIEsE KEIth . . . . . . . . stEfANO MARIO . . . . . .

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FRIULI VENEZIA GIULIA ChIROPRAtICA EACh . . .

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VENETO dE LUCA MARCUs . . . dE LUCA PAtRICIA . . . GRUEN dANIELA MAE . GRUEN ERIC . . . KRAGt MICKAEL .

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WILLIAMs JOhN .

ABRUZZO AGUILAR EdUARdO . LOvERN JENNIfER .

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CIvItANOvA M. - MC - Corso v. Emanuele - tel. 0733.818105 CIvItANOvA M. - MC - via sonnino, 11 - tel. 0733.784094 . . . . fERMO - AP - P.zzale Azzolino, 22 - tel. 0734.224658 . . . . . MACERAtA - MC - via Morelli, 20 - tel. 0733.36155 s. BENEdEttO - AP - via Mario Curzi, 29 - tel. 0735.593074 fERMO - AP - P.zzale Azzolino, 22 - tel. 0734.224658 . . . . . . IEsI - AN - Corso Matteotti, 20 - tel. 0731.215750 sENIGALLIA - AN - via Gherardi, 70 - tel. 071.7939649

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PEsCARA - PE - via Milano, 51 - tel. 340.8909209 PEsCARA - PE - P.za della Rinascita, 33 - tel. 085.2056363

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LECCE - LE - via Parini, 21 - tel. 347.8940276 MARtINA fRANCA - tA - via verga, 8 - tel. 347.8940276

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CALABRIA dE LEO MIChELE . OLIvA BENItO

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CUSCINO LOMBARE Il SUPPORTO LOMBARE CUSCINOLO è disegnato in modo da adattarsi perfettamente al contorno della vostra schiena, specialmente nella zona lombare dove è più importante. Riduce l’affaticamento e porta sollievo ai problemi lombo-sciatalgici. Ideale per le persone che devono svolgere un lavoro sedentario. Adatto per la casa, l’ufficio o l’automobile. Utile per prevenire, in caso di predisposizioni, peggioramenti di problemi di ernie del disco.

ELEVATORE GAMBE Il CUSCINO ELEVATORE CUSCINOLO per gli arti inferiori è disegnato per sostenere in modo naturale ed anatomico le gambe che necessitano di riposo. Riduce l’affaticamento e porta sollievo anche ai problemi lombari. Ideale per le persone che soffrono di disturbi di circolazione, grazie al suo disegno ergonomico permette alla linfa di drenare rapidamente alleviando dolori e gonfiori. Aiuta in caso di vene varicose, flebiti, crampi ai polpacci, sovrappeso, ristagni ed è un coadiuvante indispensabile durante il periodo della gravidanza per evitare problemi alla circolazione.

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CUSCINO LOMBARE AUTO Il SUPPORTO LOMBARE per AUTO CUSCINOLO è disegnato in modo da adattarsi perfettamente al contorno della vostra schiena, specialmente nella zona lombare dove è più importante. Riduce l’affaticamento e porta sollievo ai problemi lombosciatalgici. Specifico per l’automobile e per i lunghi viaggi in aereo o treno. Ideale per le persone che devono guidare a lungo o che devono ricominciare a guidare dopo operazioni di ernia del disco.

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Chiropratica - N. 15 - Giugno 2009 27

Chiropratica e scienza

Lower X syndrome Quando la lombare si fà sentire Dr. Coralie Pellissier Ms.C. La lower crossed syndrome è una distorsione posturale che influenza la catena cinematica della parte bassa del corpo, per intenderci, interessa la zona lombopelvica, le anche, le ginocchia e le caviglie. Dolori, patologie e adattamenti posturali risultano in compensazioni innate del corpo stesso che a loro volta provocano disequilibri muscolari. Ciò alla lunga può causare dolori cronici e disabilità motorie. Nella lower crossed syndrome queste alterazioni muscolari causano malfunzionamento dell’articolazione in questione portando il corpo ad un disequilibrio generale che il povero corpicino prova a compensare come meglio può. Le persone affette dal lower crossed syndrome di solito hanno il bacino spostato anteriormente (cosa che incrementa la lordosi lombare), addominali e glutei deboli ed erettori spinali e quadricipiti contratti. Tesi/contratti Ilio psoas Quadricipite retto femorale Tensore fascia lata Adduttori Erettore spinato Gastrocnemius, soleus

Con conseguenti dolori di: Mal di schiena Male alle ginocchia Male alle cosce Un’altra conseguenza di questa sindrome è lo stress al quale viene sottoposta l’articolazione L5-S1. Spesso infatti proprio in questo punto si sviluppa un’ernia risultando così nel classico dolore di sciatica. Questa sindrome si può sviluppare in persone che effettuano azioni ripetitive come il correre, o in altre completamente inattive e/o immobilizzate. Detto ciò, la maggior parte delle persone sviluppa questa sindrome dovuta ad una postura scorretta al lavoro che di solito tende ad essere sedentario.

Acuni degli esercizi che vi possiamo raccomandare sono: Allunghiamo bene gli iliopsoas e i quadricipiti.

Rafforziamo i glutei

In generale, cosa influenza la postura? Una postura ottimale è una forma di benessere fisico nella quale i muscoli del corpo supportano lo scheletro in modo stabile ed efficiente durante il movimento. Sfortunatamente però, spesso questo semplice meccanismo viene modificato alterando la nostra postura. Le cause più comuni sono:

Deboli/inattivi Retto addominale obliquo Gluteo massimo e medio Hamstrings Risulta in… Rotazione anteriore del bacino Incremento della lordosi lombare Incremento della flessione dell’anca Ginocchia iper- estese

1. Infortuni e protezione muscolare Dopo un infortunio i muscoli adiacenti tendono a proteggere l’area vulnerabile lavorando meno in modo da mantenere la parte ferita più stabile e prevenendo il ritorno del male. Questo meccanismo

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NUOvO ORIzzONtE dELLA sALUtE

è del tutto normale ma alla lunga tende ad indebolire i muscoli in questione. La differenza di forza esercitata dai muscoli sani e quelli sani/malati ma utilizzati per proteggere il danno subito possono creare disequilibri posturali.

Chiropratica e scienza

biamenti ossei e/o muscolari. Il nostro corpo è una macchina perfetta che se non può usare la via più efficiente, compensa usando altre parti. Alla lunga anche questo può portare a squilibri posturali.

5. attitudini mentali e stress spesso lo stress causa una diminuzione della respirazione che il corpo compensa assumendo posture sbagliate e aumentando lo sforzo muscolare causando ulteriormente disequilibri. 6. ereditario A volte è semplicemente scritto nei nostri geni!

2. patologie e nutrizione La presenza di patologie o malnutrizione possono direttamente influenzare in maniera negativa ossa, muscoli e altre strutture del sistema muscolo scheletrico. Il ruolo di questo sistema è quello di fornirci forza e flessibilità due elementi essenziali per mantenere una buona postura. Ovviamente in mancanza di una o entrambe queste qualità la postura viene alterata e ne soffre.

4. tensioni e debolezze muscolari scompensi muscolari sia troppo forti che troppo deboli ovviamente causano problemi di postura.

7. scarpe e vestiti inappropriati vestiti e specialmente scarpe possono influenzare la postura. scarpe troppo consumate, tacchi troppo alti, scarpe che non danno un sostegno adeguato al piede, jeans troppo stretti, gonne che ci limitano i movimenti… tutto ciò provoca una reazione del nostro sistema nervoso che alla lunga può trasformarsi in posture errate.

Breve curriculum vitae

3. abitudine Il corpo altera i suoi movimenti per accomodare debolezze, tensioni e cam-

Coralie Pellissier, si è laureata in chiropratica nel 2008 ed attualmente si sta specializzando in chiropratica pediatrica e chiropratica sportiva. Grande appassionata di sport, Coralie è stata membro della Nazionale Italiana di snowboard, è cintura nera di karate e possiede i diplomi di bagnina e sommozzatrice. Nel 2006 è stata una dei sei studenti selezionati mondialmente a partecipare ad una “missione chiropratica” in Costa Rica organizzata dal “North West Chiropractic College” e spera di poter rifare questa esperienza altamente formativa e gratificante (l’articolo sulla missione è apparso sulla rivista “Chiropratica numero 12”). Attualmente lavora a Genova.

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Chiropratica - N. 15 - Giugno 2009 29

I nostri lettori

Un silenzio che puo’ essere vinto Alma Dermidoff Severino

“Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio”: questo è un antico detto e più ne capiamo il significato più realizziamo questa verità perché vita armoniosa è anche silenzio. Una persona che parla molto può anche non essere capace di esprimere un’idea in mille parole, mentre chi è padrone del silenzio sa esprimersi con un solo cenno. Silenzio e comunicazione apparentemente costituiscono due termini antitetici. Coloro che non per loro volontà ma per la mancanza dell’udito sono costretti al “silenzio” della parola, tuttavia sanno esprimere con la “gestualità” il proprio pensiero, i propri sentimenti, le proprie reazioni.

Un esempio figurativo di questa gestualità quasi esasperata ci è fornita dalle opere pittoriche di Pietro Ivaldi (1818-1897) nato a Toleto di Ponzone (Al). La sua attività artistica ebbe inizio con un alunnato presso l’Accademia Albertina di Torino. Pietro visse accompagnato dal fratello Tommaso, valente stuccatore, che lo aiutò per la stipulazione di contratti, atti di commissione, ecc. essendo sordomuto dalla nascita o forse a seguito di uno spavento; per questo fu soprannominato “il Muto”. La sua pittura si sposò perfettamente con l’ambiente socio-culturale per cui fu prodotta, in osservanza delle esigenze di una committenza religiosa la cui prima missione era quella educativa. Nelle sue opere vi fu un’esigenza

comunicativa diretta che si espresse attraverso una gestualità insistita, che fu la caratteristica stilistica dominante della sua arte, da connettere direttamente alla sua infermità e alla pratica del linguaggio dei gesti, linguaggio che in quegli anni veniva codificato da Padre Assarotti. La corrispondenza fra i gesti dei personaggi del Muto e la gestualità codificata nel linguaggio dei segni, emerge chiara al confronto di quella con questi, ad indicare una precisa volontà da parte dell’artista di istituire un doppio livello comunicativo con la sua utenza. (Alcune opere: Affresco della Parrocchiale di Visone; Resurrezione del figlio della vedova di Naim della Parrocchiale di Molare; Madonna degli Angeli della

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Chiesa di S. Caterina di Rossiglione Superiore). Le persone non udenti devono affrontare un grosso problema, quello della totale o parziale impossibilità di recepire informazioni sufficienti; questo aspetto preclude la maggiore completezza possibile del dialogo ossia di quel rapporto costante tra la persona e l’ambiente che per chi ode è fonte continua, inconscia e feconda di apprendimento. L’impossibilità ad udire non è limitata alla ricezione delle parole ma soprattutto alle sfumature del discorso, all’inflessione della voce, alle allusioni sottintese, ai suoni ed ai rumori. Tutta questa gamma di “valori” per coloro che sentono è motivo di valutazione, d’elaborazione, di riflessione di ciò che giunge dall’esterno alla persona che poi elabora e valuta secondo la propria potenzialità soggettiva; tutto questo non avviene facilmente per il sordo. Fare propri i concetti acquisiti, elaborarli, comprenderli e valutarli è essenziale per fare delle scelte coscienti della vita ma per i non udenti può risultare molto difficile o quasi impossibile. I sordi di una certa gravità (detti sordi profondi) se come nella maggioranza dei casi sono soggetti intellettualmente normali, risultano però poco capaci ad elaborare i diversi ambiti di informazione tra cui quelli fondamentali per lo sviluppo intellettuale e spirituale. Tutto ciò concorre a non consentire a questi soggetti il pieno raggiungimento intellettivo e cioè la loro “maggiore perfezione personale” ovvero il loro “bene” che, a livello sociale, si estende al “bene comune”. Queste problematiche espongono i non udenti al rischio di scelte sbagliate, all’essere condizionati dagli elementi esterni, a non poter essere in grado (secondo le capacità personali) di comprendere l’evolversi del

pensiero politico, filosofico e religioso. I concetti “astratti” sono difficilmente elaborabili per tutti quelli che sono “isolati” acusticamente dal mondo che li circonda. E’ facile che coloro (specie i giovani) che recepiscono la loro “diversità” creino una cortina per autodifesa e cerchino così di escludere i rapporti con gli udenti isolandosi; si isolano vivendo solamente nell’ambito della propria famiglia, si isolano rifugiandosi nell’informatica, si isolano anche da coloro che sono affetti dalla stessa loro disabilità. Il dialogo fra udenti e non, non è facile perché i primi non hanno la pazienza, la voglia, la capacità di “fermarsi” a capire i gesti di coloro che non hanno altro mezzo per farsi intendere e i secondi si affannano per farsi comprendere, faticano per capire quello che viene “detto”, hanno paura di non recepire il discorso; subentra allora la vergogna per questa non “prontezza” in un mondo che vive correndo. L’unico mezzo per mettere le basi per un dialogo vero, costruttivo, fecondo e gratificante è l’amore; l’amore per il fratello che fa fatica a sentire, l’amore per il fratello che vorrebbe essere “ascoltato” ma che deve essere “sentito” attraverso un suo linguaggio, quello dei gesti, quello delle espressioni del viso, dei movimenti delle mani e del corpo. Questo linguaggio è stato studiato e divulgato e in Italia si indica con la sigla LIS (Lingua Italiana dei Segni). La LIS viene trasmessa con precisione e coerenza grazie ad una grammatica che la regola e che è in grado di esprimere i pensieri umani alla stregua di ogni altra lingua esistente. Il canale utilizzato è quello visivo anziché uditivo. Sempre più spesso si vede in televisione, nei Convegni, all’Università un interprete che, muovendo le mani, traduce le parole in LIS oppure dà la voce ad una

persona sorda segnante. I primi studi in USA risalgono alla fine degli anni Cinquanta e dimostrano, grazie alle ricerche di William Stokoe, che la lingua dei segni americana (ASL) aveva le stesse caratteristiche linguistiche delle lingue vocali; in Italia, solo alla fine degli anni Settanta, Virginia Volterra effettua studi sulla Lingua Italiana dei Segni (LIS). Come per le lingue vocali ogni nazione ha la propria lingua dei segni. La fonte più antica sui sordi che parlano muovendo le mani è un brano di Platone, ma le prime notizie storiche sull’utilizzazione dei segni nell’educazione dei bambini non udenti risalgono al ‘600, quando Pedro Ponce de Leon venne chiamato da un nobile castigliano ad educare i suoi tre figli sordi. Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione con cui raccomanda agli Stati membri di inserire la Lingua dei Segni in tutti i settori sociali, compresa la scuola. La filosofa politica Martha Nessbaum, nel suo libro “Le nuove frontiere della giustizia” individua la disabilità - accanto alla nazionalità e all’appartenenza di specie tra le sfide più forti che la nostra società democratica dovrà affrontare. L’obiettivo dovrebbe essere quello di mettere ogni persona nella condizione di esercitare l’intera gamma delle sue capacità. La Nussbaum esprime una critica forte nei confronti delle discriminazioni cui sono soggette persone con menomazioni (cecità, sordità, difficoltà a deambulare) che non impedirebbero loro di essere produttive se solo la società fosse davvero disposta ad includerle. Esempio: i non udenti potrebbero essere avvantaggiati dalle e-mail al posto del telefono e da molte altre tecnologie visive, sempre a patto che i luoghi di lavoro avessero le strutture idonee ad accoglierli.

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Anche i bambini sono stressati Dr. Sharon A. Vallone D.C., D.I.C.C.P.

I bambini possono soffrire di stress in quella che appare essere una vita invidiabile di giochi, coccole e storielle prima di addormentarsi? Già nel grembo della madre i bambini possono essere sottoposti a stress causati da trauma, tossine e emozioni che possono risultare in sublussazzioni vertebrali che a loro volta possono causare diminuzione della mobilità della colonna vertebrale, dolori e malessere fisico. Una madre che si nutre in maniera inadeguata o che continua a lavorare per lunghe ore ad alta intensità di stress fino al termine della gravidanza può causare stress al piccolo feto che sta cercando di svilupparsi basandosi solamente sulle risorse nutritive che la madre gli fornisce e rispondendo agli impulsi nervosi della madre stessa. A questo proposito, studi scientifici hanno dimostrato che lo stress materno ha effettivamente un forte effetto sul sistema del feto. Uno psicologo dello sviluppo, Janet DiPietro alla Johns Hopkins University un giorno disse: “Il funzionamento psicologico di una donna in gravidanza, (stress, ansietà, personalità) affetta direttamente il temperamento del bimbo e deve per forza essere così…il bimbo infatti è circondato da migliaia di sostanze chimiche prodotte direttamente dalla madre”. Questo livello di stress può anche causare sublussazzioni vertebrali croniche ancora prima che il bimbo nasca. Una volta, quando I bambini nascevano, la madre era circondata, aiutata e consigliata da amiche e ostetriche per settimane prima del parto. La nostra società moderna invece ha distrutto questi legami così fondamentali dovuto

a distanza, economia (oggi giorno tutti i membri della famiglia lavorano per un benificio economico comune) e medicinali pre, durante e post parto. Le neo madri spesso non ricevono abbastanza supporto in termini nutritivi, di consigli e tempo per riposare. Sempre più spesso accadde anche che le madri non allattino più i loro piccoli a causa di farmaci o disinformazione ignorando e saltando così il primissimo legame che si crea tra madre e bimbo durante il semplice gesto dell’allattare. Infatti, spesso il latte artificiale usato per rimpiazzare il latte materno è troppo difficile da digerire per il loro piccolo e fragile apparato digerente e ciò causa infiammazione, reflusso, costipazione e coliche che alla lunga possono causare sublussazioni vertebrali e così aumentare lo sconforto del bimbo. Fin dalla tenera età i bambini sono sot-

toposti alla vita frenetica degli adulti che spesso risulta in ore trascorse in macchina seduti nel seggiolone mentre mamma e papà accompagnano i fratelli a corsi vari, fanno shopping o quant’altro. Questo seggiolino anche se studiato e disegnato per la sicurezza del bimbo, non è la posizione ideale che un bimbo dovrebbe assumere per un prolungato periodo di tempo in quanto piegato in avanti con la testa sul petto diminuisce la loro capacità respiratoria, la loro capacità digestiva e aumenta nettamente la pressione posta sulla loro colonna vertebrale che cerca di sviluppare in modo sano le rispettive curve del collo e della zona lombare che sono in posizione opposte da quelle adottate in posizione fetale nel seggiolino. E dunque fondamentale che i bimbi non saltino o affrettino le fasi di base del loro sviluppo. Allattare, giocare con

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Chiropratica e pediatria

le loro manine e piedini, imparare a sedersi, imparare a gattonare e infine imparare a camminare sono tutte fasi che vanno di pari passo con lo svilupparsi del sistema nervoso il che in futuro determinerà la loro coordinazione, equilibrio e controllo muscolare. tutte queste semplici azioni, che un bimbo ogni giorno compie automaticamente, mandano continuamente migliaia di segnali al loro piccolo cervello che è in continua evoluzione creando collegamenti tra la parte destra e sinistra del cervello, cervelletto, sistema vestibolare, etc… Per esempio, se un bimbo non trova abbastanza spazio nel grembo della madre (gemelli? mamma piccola e papà gigante, sublussazioni a livello del sacro-iliaco della madre) oppure sta seduto troppo a lungo in macchina, ciò può facilmente risultare in un bacino bloccato impedendogli di gattonare appropriatamente (il bimbo usa una gamba più dell’altra, saltella, si tira entrambe le ginocchia contemporaneamente invece di una alla volta…). Queste sono piccole informazioni che ci indicano chiaramente che c’è un problema muscolo-scheletrico da

qualche parte e va corretto al più presto per permettere al cervello di ricevere informazioni corrette ed appropriate al suo sviluppo. Quando poi iniziano a crescere tutto diventa una sfida. Corrono, saltano, cadono, si rialzano e insistono fino a quando non ci riescono, stimolando così il loro sistema nervoso creando connessioni a breve e lungo termine. Giocare con i fratelli, gli animali domestici o essere lanciato per aria dallo zio preferito può essere molto stimolante per il cervello ma altre volte può risultare in stress fisico creando piccoli trauma che influenzano il corretto movimento articolare della loro colonna vertebrale. In contrapposizione al bambino super attivo quello sedentario è a rischio di obesità precoce. In bambini che fanno poca attività motoria non sviluppano il cervello velocemente come gli altri. Il tuo chiropratico può valutare abbastanza facilmente se tuo figlio ha sublussazioni vertebrali che potrebbero creargli problemi futuri aiutandoti a valutare al meglio il suo sviluppo. Infatti

ci sono tecniche di chiropratica studiate appositamente per aggiustare i bimbi. Queste tecniche sono non invasive e solitamente piacciono molto ai bimbi che sembrano pensare tra loro…ohhhhhhh finalmente qualcuno ha capito dove sta il problema! Il tuo chiropratico saprà lavorare in collaborazione con gli altri specialisti della salute per permettere al tuo bimbo di crescere al meglio delle sue capacità!

Breve curriculum vitae

La dottoressa vallone, dopo essersi laureata al Palmer Chiropractic College nel 1986 e specializzata in pediatria nel ’97, è diventata una delle pricipali esperte in pediatria chiropratica del mondo. Nel corso degli anni, oltre a esercitare nel suo studio, è stata professoressa in vari college chiropratici e università americane e anche la direttrice del Kentuckiana Children’s Center, Louisville, KY, una delle più prestigiose istituzioni americane che si occupano di bambini portatori di handicap. Oltre 15 dei suoi articoli sono stati pubblicati dalle maggiori riviste specializzate e nel corso della sua carriera ha tenuto oltre 50 presentazioni a medici e chiropratici in tutto il mondo. Può essere raggiunta a questo indirizzo: svallonedc@aol.com

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ECU - maggio 2009 - Alghero “La chiropratica: una scienza Vitale” Baiju A. Khanchandani, D.C., I.C.S.S.D. Vice Presidente Associazione Italiana Chiropratici Il Convegno Europeo dei chiropratici è una delle conferenze scientifiche più importanti del mondo. Come regola generale se il convegno viene ospitato nel nord Europa solitamente si sceglie una città piena di attrazioni in modo da compensare per il tempo di solito non molto favorevole. Invece quando il convegno viene ospitato in una città del sud Europa, si tende a scegliere una località marittima. Il convegno Europeo dei chiropratici non era stato organizzato in Italia da più di dieci anni ormai e quest’anno finalmente siamo stati fieri di ospitarlo in Sardegna più precisamente ad Alghero. Inizialmente la scelta del posto ci ha dato qualche problema. Ryanair non ha aiutato cancellando all’ultimo un paio di voli dal Nord Inghilterra e Alitalia rischiava di chiudere i battenti. Ma, malgrado la crisi economica, il convegno ha ottenuto un record di presenze tra oratori, chiropratici, studenti, accompagnatori ed espositori. Più di 500 persone da tutta Europa hanno preso parte a questo fantastico evento. L’Hotel Carlo V, con la sua vista sul mare, temperatura perfetta, una raffinata cucina tipicamente italiana, una piscina accogliente e un panorama straordinario con degustazioni di vini locali, ha soddisfatto pienamente le aspettative di coloro che non prendevano parte al convegno stesso o coloro che necessitavano di una piccola vacanza oltre a partecipare al convegno stesso. La parte accademica del programma è stata la parte chiave del convegno. Quest’anno il tema era “La chiropratica, una scienza vitale” tema ispirato dalla visione olistica della chiropratica in quanto professione. Ventisette oratori e professori da tutta Eu-

ropa hanno parlato mattina e pomeriggio lasciando piena libertà a chi li ascoltava di scegliere il loro proprio programma. Infatti lezioni teoriche e pratiche si alternavano in più sale in modo tale da non annoiare mai chi ascoltava ed era venuto per imparare. Gli argomenti variavano da problemi di spalle, allo studio dell’articolazione temporo-mandibolare, alla kinesiologia applicata, all’integrazione Biometrica, agli attivatori, alla pediatria chiropratica e molto altro. Tutte le classi pratiche hanno avuto un successo enorme specialmente quelle di neurologia, kinesiologia applicata e radiologia. C’erano anche delle sessioni di chiropratica sportiva per varie problematiche che si riscontrano sui campi da gioco e sessioni di ultrasuono per problemi muscolo-scheletrici. Per la prima volta in un convegno di questa importanza ci sono state sessioni di chiropratica per animali, con visita ad una fattoria con dimostrazioni di trattamenti sui cavalli. Un’enorme sessione è stata anche dedicata alla presentazione delle nuove ricerche scientifiche in favore della chiropratica. La convenzione Europea assieme All’associazione Italiana hanno consegnato il premio Jean Robert per la miglior ricerca dell’anno.

Gli espositori sono stati fantastici esponendo molti dei nuovi prodotti e tecnologie utili per la professione. C’è stato anche il ritrovo degli ex studenti dell’Anglo European Chiropractic College (inglesi), quello del Canadian Memorial Chiropractic College (canadesi) e quello del Life West (America) il tutto accompagnato da formaggio e vino a volontà. Il programma sociale includeva una cena tipicamente sarda con vino del posto e un delizioso... porceddu!!! Durante questa cena c’è stato anche il discorso del presidente Europeo dei Chiropratici, Dott. Druart a proposito del terribile terremoto dell’Aquila e su come la professione poteva aiutare in casi simili. L’associazione Italiana ha anche fatto pervenire 15 magliette autografate da giocatori di calcio famosi a livello mondiale da mettere all’asta per la popolazione dell’Aquila. Il tutto ha permesso di raccogliere 7000 euro da dedicare ai terremotati. Ringrazio L’Associazione Italiana Chiropratici che ha organizzato sia il Parker Seminar a Rimini nel 2008 sia il convegno Europeo nel 2009. Il prossimo Convegno Europeo si svolgerà a Londra nel 2010, mentre il prossimo Parker Seminar si svolgerà in Italia a Roma nel 2010.

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Le risaie vercellesi Enrico Garbo

Mi chiamo Garbo Enrico e sono appassionato di fotografia naturalistica come il dottor Eddy Pellissier, che è il mio chiropratico. Da 2 o 3 anni sono attratto dall’osservazione di uccelli (birdwatching) e dal successivo scatto fotografico come momento finale. Nei miei trattamenti chiropratici nel suo studio di Vercelli, ho avuto modo di scoprire, da un po’ di tempo, una zona stupenda, la zona delle risaie vercellesi, paradiso per l’osservazione di numerose specie di uccelli durante la migrazione primaverile. In questa zona gli uccelli si fermano durante la migrazione per riposarsi durante il lungo viaggio ed alcune specie nidificano durante l’allagamento delle risaie. Ardeidi , limicoli ed altre numerose specie si fanno avvicinare senza scendere dalla macchina nelle strade sterrate che delimitano la vasche in risaia, potendo effettuare degli scatti fotografici interessanti. In primavera ed estate le risaie appaiono come un susseguirsi di paludi artificiali, in grado di supplire alla carenza di ambienti naturali.

La notevole diffusione di molte specie di uccelli nella provincia di Vercelli è dovuta proprio alla possibilità di utilizzare le risaie come ambiente di alimentazione, nidificazione e sosta durante la migrazione. Tale situazione dura, però, solo per una parte dell’anno: le periodiche asciutte, i trattamenti con i diserbanti e la definitiva scomparsa dell’acqua prima della raccolta del riso, ne limitano fortemente l’idoneità per moltissime altre specie. L’acqua è l’elemento dominante a Vercelli, ma solo per alcuni mesi; nel restante periodo dell’anno il paesaggio cambia: le vasche vengono svuotate, il riso raccolto e il terreno privo di copertura appare come una landa desolata. Vicino a Vercelli c’e anche il Parco Naturale Lame del Sesia. Le lame sono formazioni di palude derivate dalle anse abbandonate dal fiume che ha abbandonato il proprio corso. Questa Oasi naturale contrasta nettamente con il paesaggio circostante caratterizzato dalla coltura del riso. Si tratta di un habitat ideale soprattutto per l’avifauna acquatica, aironi, garzette, nitticore, cormora-

ni e alcune rarità come la spatola e l’ibis sacro. La riserva naturale speciale Isolone di Oldenico, parte del Parco Lame del Sesia, ospita una garzaia tra le più popolate d’Italia, dove nidificano aironi, garzette, cormorani e aironi guardiabuoi. Nei periodi appropriati si può praticare il birdwatching dai capanni di osservazione attrezzati del parco . Tuttavia non è questa l’unica grande città degli aironi. La garzaia di Villarboit è riserva naturale speciale della regione Piemonte dal 1990. La superficie protetta è formata da una parte di coltivo a pioppeto e risaia e dall’altra da un bosco ceduo con robinie, olmi campestri e ontani neri. Altro luogo di nidificazione degli ardeidi si trova a Carisio sulla sponda destra del torrente Elvo, con la riserva naturale speciale della garzaia di Carisio. In un’area di pianura fortemente antropizzata, hanno trovato casa nitticore, garzette e aironi cenerini. Consiglio a tutti gli appassionati di natura una visita prolungata in questi luoghi poco pubblicizzati ma che offrono incontri stupendi ed a volte inconsueti.

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Nitticora in volo Airone rosso Ibis Sacro

Sgarza Ciuffetto

Airone Guardiabuoi

Falco Pellegrino

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Cavaliere d’Italia solitario

Combattenti in volo

Airone Bianco Maggiore Airone Guardiabuoi

Nitticore in lite

Gruccione in volo

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Psicologia

Nesting: fare il nido

Dr. Roberto Vincenzi Psicologo Negli Stati Uniti alcuni psicologi usano la parola “nesting” (fare il nido), per indicare una serie di concetti diversi: Nesting e istinto materno In questo caso, la parola “nesting” indica alcune tra le emozioni e sentimenti che la futura mamma prova quando pensa che porterà il suo bambino a casa, e quali cambiamenti dovrà fare in casa, per poterlo accogliere. Questa atmosfera psicologica è particolarmente forte alla nascita del pri-

mo figlio, ma si ripete comunque, anche se in modo diverso, per i figli che nascono in seguito. Questi pensieri si concretizzano in tutte le attività pratiche di arredamento, l’acquisto della culla o del lettino, la preparazione di una stanza per il bambino, i mobili da metterci dentro, come sistemare la casa per l’arrivo di una persona in più. La casa dove viveva una coppia si trasforma nella casa dove abiterà anche un bambino. E’ facile quindi che ci siano sistemazioni e arrangiamenti nuovi da studiare per ri-

spettare le nuove esigenze. I mobili possono essere risistemati, e la disposizione stessa della casa viene in qualche modo a cambiare. Molte coppie in queste occasioni, man mano che la data della nascita si avvicina, eseguono o fanno eseguire anche una manutenzione generale della casa: dare il bianco alle pareti, riordinare, eliminare oggetti inutili Sono attività positive e spesso molto tenere che preparano l’atmosfera adatta per

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Psicologia

accogliere un neonato. La futura mamma e il futuro papà man mano che svolgono queste attività pratiche, in qualche modo preparano anche uno spazio per il bambino nella loro mente. Pensare al figlio che arriverà, mentre si fanno i preparativi, aiuta a trasformare la mentalità del single in quella del genitore. Anche semplicemente pensare che lo spazio di casa non sarà più tutto a disposizione, che ci saranno delle ore nelle quali la tv o lo stereo dovranno essere messi bassi per non svegliare il neonato che dorme, insomma che i desideri e le esigenze degli adulti dovranno essere mediate con quelle di un bambino piccolo, aiuta a capire la dedizione necessaria a far crescere un essere umano. Nesting nella vita di coppia La parola “nesting” viene anche usata per descrivere l’insieme di tutte le attività che una coppia, con figli o senza, svolge in casa propria per ottenere dei miglioramenti. In genere queste attività comprendono il sistemare in modo nuovo mobili e oggetti, eseguire lavori di manutenzione o trasformazioni, acquistare nuovi arredi o suppellettili. Queste attività hanno un risvolto pratico e reale che si concretizza nel lavoro fatto, ma, a livello mentale, hanno comunque un significato. Psicologicamente, occuparsi assieme al partner della propria casa, significa investire energie in un progetto comune, “crederci” come si suol dire, pensare che la coppia che vive nella casa possa avere un futuro. Lavorare in casa assieme al partner, spesso favorisce la comunicazione di coppia, che dal livello pratico di ciò che si sta facendo assieme, può passare facilmente a contenuti più profondi. Dal “Passami il martello” possiamo arrivare a discutere aspetti importanti dello stare insieme. Certe volte, mentre si sistemano oggetti o mobili, vengono fuori dei ricordi di analoghi lavori

fatti anni prima, possono venire in mente persone di allora, memorie di come la coppia viveva insieme negli anni passati. I due partner, uniti semplicemente nel fare qualcosa assieme, proprio perché non sono lì per parlare, possono sentirsi più disposti e facilitati a farlo. Nesting e Space Cleaning (Pulizia dello Spazio) Gli psicologi che si rifanno ad una concezione New Age della vita, fanno in certi casi coincidere la parola “nesting” con le attività di “Space Cleaning” che letterariamente significa “pulizia dello spazio”. Lo “Space Cleaning” è il nome che si usa in America per indicare un’attività ispirata al “Feng Shui” cinese. In cinese la parola “Feng shui” significa “vento” e “acqua”, indicando così i due elementi che trasformano la terra e che col loro influsso determinano le caratteristiche più o meno salubri di un particolare luogo o di una particolare abitazione. Si tratta di un’antica dottrina taoista cinese, secondo la quale la posizione dei luoghi e delle abitazioni, rispetto all’energia

della natura, alle costellazioni ed ai pianeti, favorisce o danneggia gli uomini che ci vivono. In base a questa teoria venivano orientate le abitazioni da costruire. Nelle case già esistenti, si sistemava la posizione dei letti e dell’arredamento, in modo da favorire e armonizzare lo scorrere dell’energia cosmica all’interno della casa. Questa teoria, è stata recentemente inglobata nelle ideologie New Age. Negli Stati Uniti il “Feng Shui”, modificato in modo da renderlo un po’ più comprensibile per gli occidentali, è stato ribattezzato “Space Cleaning”, e, secondo alcuni psicologi, si tratterebbe di un’attività migliorativa della casa, abbastanza simile al Nesting.

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nesting syndrome (rupofobia: ossessione per la pulizia paura dello sporco) Quando una persona è ossessionata dalla pulizia della casa, dedica ad essa molto più tempo del normale o pulisce molto più a fondo e più spesso del necessario, ci possiamo trovare di fronte ad uno stato di sofferenza psicologica, ad una nevrosi che si sta esprimendo con una fobia. Ma che cos’è la fobia? Questi pensieri irrazionali significano qualcosa? La fobia fa parte delle nevrosi, cioè quei disturbi psicologici che non hanno una causa fisica, organica, ma sono invece alterazioni nel modo di funzionare del pensiero. Nessuno nasce fobico, piuttosto la fobia è un tentativo di difesa sbagliato, che è stato costruito durante la vita della persona, cresciuta in un ambiente psicologicamente malato, per combattere l’ansia. L’ansia a sua volta nasce da un cosìddetto “conflitto rimosso”, cioè una situazione nella quale il soggetto rifiuta di affrontare un contrasto nella sua vita; fa’ finta che non esista, lo elimina dalla coscienza e lo trasferisce su qualcos’altro che è meno penoso da affrontare, per esempio una fobia. freud, descrivendo questo meccanismo psicologico, usava i termini “rimozione” (per indicare l’operazione con la quale si rimuove dalla coscienza, cioè si fa finta che non esista il conflitto) e “spostamento” (quel artificio psicologico col quale le emozioni provate ad affrontare un certo pensiero conflittuale , vengono trasferite

Psicologia

ad un altro pensiero ritenuto più facile da sostenere). Nella prima elaborazione della sua teoria, freud riteneva che il conflitto avvenisse tra “principio del piacere” e “principio di realtà”; in seguito, mise in evidenza il contrasto tra “pulsioni sessuali” e “pulsioni dell’Io”; concluse poi la sua elaborazione indicando il conflitto tra “Eros” e “thanatos” cioè tra desiderio di vivere e volontà distruttiva. In termini attuali, possiamo dire che il conflitto è collegato alla crescita di una persona e alla acquisizione di indipendenza dai genitori e dalla famiglia di origine. I genitori sani, favoriscono l’indipendenza dei propri figli e li aiutano ad acquisire gli strumenti necessari per la crescita. I genitori nevrotici, psicologicamente malati, ostacolano questo processo, stabilendo coi figli un tipo di rapporto morboso, troppo stretto e intenso, impostato sul principio “o sei come me o sei contro di me; ma contro di me non ci puoi stare”. Ed è proprio a causa di questo legame troppo forte, che i figli di questi genitori faticano a crescere e rendersi psicologicamente indipendenti. Per loro è molto penoso affrontare il conflitto: ubbidire ai genitori (e quindi restare bambini per sempre) o costruire la propria indipendenza (e quindi disubbidire ai genitori). Non tutti ci riescono. Molti di loro, piuttosto che affrontare il contrasto coi genitori, lo rimuovono, fanno finta di ignorarlo, e innescano così un meccanismo nevrotico che può svilupparsi in varie forme. La fobia

è una di queste possibili forme di nevrosi. La fobia impedisce quindi di impegnarsi nella vera battaglia, che è quella per la propria autonomia, e mantiene la persona in una condizione infantile, caratterizzata da paura di agire e immobilismo. Nella vita del fobico, le novità sono da temere ed evitare, i sensi di colpa sono sempre in agguato, non appena si accenna ad un pensiero di indipendenza dalla famiglia di origine. A causa del suo modo di pensare, il fobico è una persona insicura nell’affrontare la vita; la barriera psicologica che dovrebbe difenderlo dall’esterno, non funziona bene ed ha paura di poter essere “invaso” dal mondo. Chi vive nella nevrosi fobica è un represso che ignora come funzioni il suo corpo e come si sviluppino le emozioni; teme la propria impulsività e l’espressione dell’istinto; i genitori hanno marcato in lui una potente autorità che è difficile e penoso estirpare. Attraverso la fobia vengono negate l’affettività e le emozioni, l’istinto e la spontaneità; tutti questi sentimenti vengono sostituiti da rigidi schemi “paura / non paura” che, paradossalmente, sembrano al fobico, più facili da affrontare.

Breve curriculum vitae sono nato a Genova nel 1949, la psicologia mi interessava fin da ragazzo, ed ho percorso una lunga serie di esperienze, che mi hanno portato a diventare Psicologo Psicoterapeuta, iscritto all’Ordine degli Psicologi della Liguria. dal 2004 sono associato al CIRs (Centro Interdisciplinare per Ricerca e la formazione in sessuologia) diretto da Jole Baldaro verde; assieme agli altri soci (psicologi, psichiatri, ginecologi, neurologi, medici) abbiamo elaborato uno studio sulla coppia oggi. dall’aprile 2006 sono iscritto all’Albo dei Consulenti tecnici (CtU) del tribunale di Genova. dal maggio 2006 sono docente presso la “scuola di Psicoterapia Istituzionale” di Genova, dove svolgo lezioni sulla psicoterapia. Attualmente la mia principale attività è costituita dal lavoro in studio privato, rivolto a pazienti adulti affetti da nevrosi; in collaborazione con psichiatri e neurologi, mi occupo anche di pazienti borderline o psicotici.

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I nostri lettori

La LuciaStove Giovanni Fois - Marta Mutti

Quando ci si trova alla presenza di una soluzione semplice ad un problema complesso, si è soliti definirla “uovo di Colombo”, facendo riferimento all’aneddoto secondo il quale Cristoforo Colombo riuscì a fare rimanere in posizione verticale un uovo, semplicemente schiacciandolo su una delle due estremità. Facile no? L’uovo di Colombo del quale vi stiamo per raccontare e che in pochi mesi di vita è stato in grado di catalizzare l’attenzione di mezzo mondo, sgretolando convinzioni scientifiche fino ad oggi inattaccabili, si trova in Piemonte, ha l’aspetto di una stufetta e si chiama LuciaStove. La prima sensazione che si prova, assistendo ad una dimostrazione del funziona-

durre. Energia, tanta energia. Facciamo un veloce flashback, tornando all’origine dell’idea e del suo creatore: Nathaniel Mulcahy un americano di Tortona, figlio di padre statunitense e di madre piemontese, decide di fissare la propria dimora e laboratorio nella cittadina piemontese e di vivere nella casa natale del nonno, tra gli scaffali ricoperti di libri ingialliti dal tempo ma soprattutto dall’usura, in compagnia di Lucia, l’inseparabile compagna, alla quale deve la vita; è, infatti, grazie alla sua assistenza in occasione di un grave incidente che Nat oggi può ancora fare ciò che fa senza problemi.

Dimenticavo, Lucia è un cane, uso il presente, anche se Cia non c’è più, perchè il legame tra i due è stato perpetuato nel nome dell’invenzione di Nat, la LuciaStove. L’idea o “eureka”, nasce da una sequenza di eventi, idee e voglia di fare, che in Nat hanno trovato terreno fertile, grazie alle sue precedenti esperienze di consulente ed inventore di soluzioni per le aziende. Nel caso della LuciaStove tutto ruota intorno a due parole chiave, la PIROLISI, che molto sinteticamente consiste in un procedimento di degradazione di sostanze organiche provocata dal calore e la GAS-

mento della LuciaStove, è di scetticismo per la sua apparente non-complessità, frutto del fatto che è composta da soli cinque elementi metallici, assemblati in pochi secondi dalle mani di Nat. In seguito subentra lo stupore per ciò che questo piccolo strumento è in grado di produrre e soprattutto per come lo sa prowww.chiropratica.com - Iscrivetevi alla newsletter


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Nuovo orizzonte della salute

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SIFICAZIONE, ossia il procedimento per il quale è possibile ottenere gas da un materiale solido organico. La domanda che nasce spontanea dopo un’analisi più approfondita è: ma che cos’ha di diverso questa stufetta? Cosa la rende unica rispetto a tutte le altre? Le differenze sono tante e rilevanti: intanto ha un’efficienza di combustione (ricordiamoci che il carburante non brucia ma pirolizza) pari al 93%, con emissioni nocive irrilevanti. Tutto ciò sembra impossibile ma è la realtà, come dimostra il fatto che chi assiste ad una dimostrazione della LuciaStove si accorge solo verso la fine, che non c’è canna fumaria e che allo stesso tempo non c’è nemmeno fumo nè odore di bruciato. In secondo luogo la LuciaStove è in grado di ricavare energia da qualsiasi tipologia di materiale organico, a condizione che abbia un tasso di umidità inferiore al 30%, come pellet, legno, ma anche le più disparate tipologie di scarti produttivi organici come potature, cippato, residui di lavorazione, gusci, scarti di granaglie, rifiuti organici ed essendo destinata anche e soprattutto a popolazioni che vivono in zone prive di vegetazione, la LuciaStove è in grado di funzionare al meglio anche con escrementi

animali. Di fronte a tanta e apparente semplicità si corre il rischio di perdere di vista la complessità che sta alla base del progetto, frutto dell’incontro di studi termodinamici e genetici che hanno consentito a Nat di sviluppare il cuore della LuciaStove, una ghiera che, grazie alla sua particolare conformazione, è in grado di incanalare i flussi termici prodotti dal materiale pirolizzato e trasformarli in energia pulita, generando una fiamma a volte trasparente e dalla forma affusolata (“serie Fibonacci”). L’aspetto pulito e trasparente della fiamma è un’altra caratteristica di questa piccola stufetta, che grazie alla pirolisi e alla conseguente estrazione di gas dal materiale organico introdotto nella camera di combustione, funziona come un fornello, ma senza bombola, rendendo la LuciaStove un inserto per camini idoneo anche per quei luoghi dove le leggi non consentono di bruciare legna. Spiegarlo è difficile, ma se avete tempo e voglia vi suggerisco di andare su Youtube o Google e digitare Worldstove o LuciaStove e vi si aprirà un mondo. Il passo successivo è stato scoprire che il materiale pirolizzato che si estrae dalla stufa, ossia ciò che a prima vista sembra carbonella, assume un valore e un nome ben

Gusci di mandorle: scarti di produzione

Residuo dei gusci di mandorle (biochar) ottenuto a seguito del processo di pirolisi avvenuto nella LuciaStove

Esempi di fiamme

preciso, il BIOCHAR, un prodotto in grado di ottimizzare la fertilità dei terreni, trattenere acqua e quindi rendere coltivabili zone aride, ridurre la desertificazione, consentendo ad un materiale di scarto di essere trasformato in un prezioso alleato, tanto che il CNR di Firenze, con a capo il Dott. Franco Maglietta, da tempo sta portando avanti studi sulle possibili applicazioni in campo agricolo di questo materiale. Ed ecco un nuovo circolo virtuoso che ha reso la LuciaStove non un semplice esercizio tecnologico fine a se stesso, ma uno strumento utile e funzionale per le aziende, che se prima consideravano i propri scarti un costo di smaltimento rifiuti, ora, grazie alla LuciaStove possono trasformarli in una voce di guadagno, in quanto il biochar ha un suo mercato, una quotazione e un valore in carbon-credit. La LuciaStove per volontà di Nat si muove su un doppio binario: commerciale e solidale. Da una parte ci siamo noi, il così detto Primo Mondo in cui, essendo la tec-

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Biochar da escrementi di coniglio ottenuto a seguito del processo di pirolisi avvenuto nella LuciaStove

nologia della Luciastove scalabile e replicabile a livello industriale per dimensioni e prestazioni asseconda interessi economici di grandi realtà produttive; dall’altra, il terzo Mondo in cui può dare un importante aiuto alle popolazioni più disagiate, che possono ricavare un significativo miglioramento della qualità della vita, anche solo dalla semplice possibilità di far bollire l’acqua o cuocere i cibi, evitando l’esposizione alle più elementari malattie, o semplicemente evitando la morte da intossicazione per emissioni nocive derivanti da sistemi tradizionali di combustione. Il progetto Luciastove ha raggiunto la sua più autorevole visibilità in seguito alla Conferenza Onu sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Poznan in Polonia l’11-12 dicembre 2008 grazie alla quale la associazione WhO, World health Organization l’ha ritenuta tra le migliori invenzioni dell’anno 2008 per la sua capacità di sequestrare CO2 (anidride carbonica) dall’atmosfera e per il grande supporto ed aiuto che può offrire alle popolazioni meno fortunate nei paesi del terzo mondo. E’ proprio in questo contesto che la Luciastove è già stata distribuita alle famiglie sparse nelle zone depresse del pianeta con il patrocinio delle Nazioni Unite e di altre associazioni umanitarie di diverse nazionalità.

Festival dell’Energia, Lecce: Nathaniel Mulcahy durante una dimostrazione con il gas prodotto dalla LuciaStove

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Non tutte le associazioni benefiche riescono ad accedere ai fondi dell’Onu e delle varie organizzazioni umanitarie mondiali; la maggior parte sono istituzioni di volontari od organizzazioni tanto piccole che non hanno nemmeno i fondi per autofinanziarsi. Ecco allora il nostro ultimo slogan per dare loro un supporto concreto. Con un contributo che oscilla tra i 35 ed i 50 euro regalerete una Luciastove ad una famiglia che non ha nulla. PER INfORMAzIONI scrivere a : worldstovesales@gmail.com

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NUOvO ORIzzONtE dELLA sALUtE

Università Chiropratiche

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Anglo European Chiropractic College Baiju A. Khanchandani, D.C., I.C.S.S.D. Vice Presidente Associazione Italiana Chiropratici L’Anglo-European Chiropractic College di Bournemouth, Inghilterra ha aperto la sua nuova clinica il 3 Aprile 2009. La cerimonia di apertura si è svolta in collaborazione con la British Chiropractic Association e con l’Associazione Chiropratici Italiani assieme a centinaia di chiropratici da tutt’Europa. La clinica è stata costruita in tempo record: 11 mesi dalla prima pietra per un costo totale di 3.8 milioni la maggior parte dei quali sono stati recuperati dalla professione stessa. La clinica ha: • 34 sale di trattamento chiropratiche ognuna di esse equipaggiate con computer. • Un centro di riabilitazione • Un centro di ricerca sportiva in collaborazione con A.C. Milan e altre associazione sportive nazionali • Equipaggiamento completo per ultrasuono • Il miglior equipaggiamento radiografico come OsMIA (Objective spinal Motion Imaging Assessment) sviluppato dal professor Alan Breen e realizzato da siemens e Atlas Clinical Ltd. (L’AECC è il primo ad usare questo tipo di equipaggiamento in Europa dopo l’America e hong Kong) • Uffici per i professori dove gli alunni possono consultare i professori privatamente • spazi per gli studenti con computer, televisioni, docce, e quant’altro La nuova clinica significa un servizio migliore per la comunità circostante assieme ad un servizio migliore per gli studenti del quinto anno di chiropratica. L’AECC ha aperto 40 anni fa e da allora è cresciuta sempre di più. Oramai ci sono più di 600 studenti ogni anno nel collegio il 50% dei quali viene da fuori Inghilterra (Korea, Canada, Israele, sud Africa, scandinavia e il

resto dell’Europa con 15 Italiani!! Quest’anno 13 italiani hanno chiesto di entrare all’A.E.C.C. Per il settembre 2010 le iscrizioni si chiudono il 15 gennaio 2010. L’A.E.C.C. è fiero di promuovere la chiropratica in Italia quindi qualunque persona interessata a questa fantastica professione può contattare il dipartimento delle ammissioni al: admissions@aecc.ac.uk I chiropratici spesso rimangono in contatto con il collegio anche dopo la laurea. L’A.E.C.C. ha 85 persone che seguono corsi post-laurea come quello di pediatria per esempio. Informatevi per saperne di più...

Breve curriculum vitae Laureato in Chiropratica nel 1986 all’Anglo-European College of Chiropractic si è perfezionato ed ha ottenuto i seguenti certificati: International Chiropractic sports science diplomate, Applied Kinesiology 100 hour Certification, Chiropractic Neurology Board Eligible. Il dottor Khanchandani è membro dell’Associazionte Italiana Chiropratici, della British Chiropractic Association, dell’European Chiropractors’ Union, del Public health Committee Coordinator e dell’International federation of sports Chiropractic.

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thumper

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D I S S O LV E T E N S I O N E M U S C O L A R E E S TA N C H E Z Z A • R I L A S S A E R I N V I G O R I S C E • A I U TA A L E N I R E I L M A L D I S C H I E N A E L E C E FA L E E D OV U T E A I P R O B L E M I C E RV I C A L I • PA R AG O N A B I L E A L L A S E N S A Z I O N E D I BENESSERE DI UN MASSAGGIO PROFESSIONALE

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Chiropratica Nuovo Orizzonte della Salute # 15  

Rivista dell'Associazione Pro Chiropratica Italiana

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