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INNOVAZIONE Va in CITTA'

Assessorato all’Innovazione ed E-Government Servizio Sistemi Informativi e Telematici Ufficio Progetti Educativi 3-14 anni


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IL CONCORSO Il concorso è stato realizzato con la finalità di sviluppare l'immaginazione e la creatività dei giovani cittadini per pensare soluzioni tecnologiche innovative che risolvano in modo geniale i problemi quotidiani della vita cittadina. Questo non vuol dire che tutte le risposte arrivino solo dalla tecnologia in quanto il nostro futuro dipende in gran parte dall'efficacia dei nostri comportamenti nel rispettare le persone e il territorio ma dipende anche dalla nostra capacità di ricercare soluzioni ai problemi che riguardano la città di oggi e quella del futuro. Inoltre il concorso ha l'obiettivo di introdurre nell'attività didattica delle scuole primarie cittadine l'utilizzo di innovativi strumenti tecnologici come le lavagne interattive multimediali che permettono un'espansione multimediale e multidisciplinare dell'apprendimento. La lavagna interattiva multimediale è un dispositivo elettronico avente le dimensioni di una tradizionale lavagna didattica, sul quale è possibile disegnare usando dei pennarelli virtuali oppure può essere possibile interagire con il computer toccando la lavagna stessa con un qualunque oggetto, o semplicemente con le dita.. E' collegata ad un personal computer del quale riproduce lo schermo. Può essere utilizzata come una normale lavagna e può essere integrata con strumenti multimedia, l'accesso ad internet e la possibilità di usare software didattico in modo condiviso.

http://innovazione.comune.udine.it

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La storia La maestra ha iniziato la giornata parlando alla vostra classe di un concorso un po' originale. “Cosa si vince?” è la prima domanda. “Si vince una lavagna interattiva per la nostra scuola” chiarisce la vostra maestra. “Una lavagna intercosa?” “INTERATTIVA. E' una lavagna che oltre ad essere usata come una normale lavagna a pennarelli può essere collegata ad un computer ed a un videoproiettore e funzionare come un grande schermo su cui si può lavorare direttamente toccandolo con le mani, scriverci sopra, memorizzare tutto quello che si fa sulla memoria del computer e collegarsi a internet.” “Forte! E cosa bisogna fare per vincere” “Bisogna immaginare un'invenzione che risolverà nel futuro qualcuno dei problemi di una città” “Che cos'è un'invenzione, maestra?” “E' una cosa realizzata con l'idea e l'intuizione di una persona che aveva un problema e si è impegnata per risolverlo” “E noi dovremmo immaginare quali invenzioni useranno i cittadini del futuro per risolvere i loro problemi quotidiani?” “Esattamente. Il regolamento dice che ciascuna classe può realizzare una sola invenzione e dovrà costruirla in grandezza naturale e descriverla” “Ma è difficile... non vinceremo mai!” “Adesso basta bambini, Facciamo lezione. Ne riparleremo” - dice la maestra e inizia a spiegare geografia, poi italiano, poi aritmetica, poi geometria e infine... dopo due lunghe ore di lezione che hanno messo alla prova la resistenza al sonno di tutta la vostra classe, improvvisamente, la campanella ridà un senso alla vostra vita segnalando l'inizio della ricreazione. Vi alzate tutti di scatto seguendo il primordiale istinto di sopravvivenza che vi porta immediatamente a immergervi fino alla cintura nello zaino alla ricerca di quel che resta della vostra merenda schiacciata tra i libri di testo e le scarpe da ginnastica. Riemergete trionfanti con in mano l'agognata preda e cominciate a sbranarla a morsi seminando attorno briciole e brandelli di cibo mentre tra un boccone e l'altro non rinunciate a parlare con la bocca piena. Il caos è tollerato dalla maestra che però a un certo punto dice: “Bambini c'è il sole usciamo a cambiare aria”. Formate un agglomerato umano che dovrebbe sembrare una fila di persone e tra risate e battibecchi raggiungete il cortile della scuola. La giornata è serena sebbene l'aria sia fredda, pertanto quell'unica nuvoletta un po' giallastra che si muove velocemente nel cielo è notata subito dagli occhi attenti di alcuni di voi che camminano per il cortile con il naso all'insù. Prima l'osservate con la bocca aperta poi, quando la nuvoletta sembra avvicinarsi abbassandosi verso il cortile cominciate ad agitarvi. Gridando e indicandola vi raggruppate tutti vicini ad osservare quella strana nuvoletta che, con andatura incerta, scende verso di voi. A voi si aggiunge anche la maestra con l'intento di farvi rientrare a scuola perchè non si sa mai che cosa può essere quel vapore colorato. Magari è tossico e poi chi li sente i genitori. Ma il vostro gruppo non fa in tempo ad eseguire l'ordine di ritirata che tutta la truppa con il suo generale vengono avvolti dalla giallastra nuvola in veloce discesa. Immersi in quella nuvola vi sentite un po' persi ma apprezzate il colore giallo e arancione dei suoi vapori con un profumo di arancia.

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La nuvola è densa e non si vede a un palmo dal naso. Ognuno di voi vede a malapena i compagni che ha immediatamente vicino e così è istintivo per tutti stringersi gli uni accanto agli altri. A un certo punto vi sembra che la nuvola cominci a girare su se stessa a velocità sempre maggiore come una specie di vortice. Poi, veloce come era arrivata, la nuvola si dissolve e la vostra classe si ritrova di nuovo nel cortile della scuola. Sospiri di sollievo e urla di gioia salutano la ritrovata libertà ma presto molti di voi notano qualcosa che non va. La vostra scuola non è più l'accogliente edificio con i disegni dei bambini alle finestre ma ha sul tetto grosse antenne con rami a spirale, dalle finestre escono tubi trasparenti e colorati che finiscono in bombole e serbatoi che si trovano nel cortile. Fili e circuiti, fibre ottiche, luci e indicatori numerici si vedono da ogni parte e invadono anche l'interno delle aule e dei corridoi. Vi sentite subito spaesati e vi chiedete che cosa poteva essere successo interpellando anche la vostra maestra che a bocca aperta si guarda in giro senza riconoscere i familiari luoghi che aveva avuto sotto gli occhi pochi istanti prima. Prima che lo spavento abbia il sopravvento del vostro gruppo una voce vi ha saluta amichevolmente. “Buongiorno ragazzi, buongiorno signora maestra”. Vi voltate tutti verso la porta della scuola e vedete sull'uscio uno strano ometto in camice bianco che vi guarda sorridendo. “Permettete che mi presenti. Sono il professor Dixtract e temo di essere responsabile del vostro stupore” “Che cosa è successo alla nostra scuola?” chiedete in coro al mortificato professore. “Semplicemente non è più la vostra scuola. Io l'ho comprata circa 10 anni fa dopo che era stata messa in vendita dal Comune che ne aveva costruito un'altra poco lontano da qui”. “Ma ci prendi in giro? come hai fatto a comprare la scuola 10 anni fa se fino a poco fa ci facevamo lezione”. “Per un semplice motivo: perchè vi trovate nel vostro futuro. Siete nel 2030. Stavo realizzando un esperimento nel laboratorio che ho allestito in quella che era la vostra scuola e per distrazione o calcolo sbagliato si è liberata una nuvola temporalesca.” “Noi non abbiamo visto nessun temporale e siamo ancora tutti asciutti” “La nuvola non causa temporali di genere meteorologico, si chiama temporalesca perchè causa turbolenze nel tempo” “Vuoi dire che quella nuvola di aranciata ci ha trasportati nel futuro?” “Esattamente 20 anni avanti nel futuro. Ma non preoccupatevi posso rimediare e riportarvi indietro” “Ecco, sarà meglio” - dice la maestra - “E lo faccia subito perchè la ricreazione è finita e io devo fare lezione e qualcuno potrebbe essere preoccupato della nostra sparizione”

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“Signora maestra lei e la sua classe non perderete neanche un secondo infatti vi riporterò nello stesso luogo e nello stesso istante che avete lasciato e nessuno si accorgerà della vostra assenza” “Me lo auguro proprio. Ma ora si dia da fare e ci riporti indietro” “Cara signora lo farò senz'altro ma ho bisogno di un po' di tempo per rifare l'esperimento. Nel frattempo vi consiglio di sfruttare questa opportunità di essere nel futuro e di fare un giro in città per vedere come vivrete tra 20 anni. Sarà senz'altro istruttivo per i suoi bambini”. La maestra diventa tutta rossa in faccia e, puntando il dito indice verso il professore, gli dice “Caro professore sarà meglio per lei che il suo esperimento funzioni perfettamente altrimenti se la dovrà vedere con me e per quanto riguarda la visita alla città del futuro se la può anche scordare perchè i miei alunni non si muoveranno da qui” “Ma signora maestra” - ribatteva il professore “ - non correte nessun pericolo in questi ultimi decenni la tecnologia e i buoni comportamenti dei cittadini hanno contribuito a risolvere molti problemi della città. Potrete vedere molte invenzioni interessanti e ...” “E potremo riportarle nel nostro tempo?” chiedete subito. “No questo non è possibile, non è prudente interferire nello spazio-tempo” risponde il professore. “Ma ha detto lei che queste invenzioni hanno risolto tanti problemi della città e poi lei è in debito con noi” – fate notare voi. Il professore ci pensa un po' su e poi conclude - “Allora d'accordo, andate a visitare la città, guardate quali invenzioni usano i cittadini per risolvere i quotidiani problemi della vita cittadina, tornate qui tra due ore e mi dite quella che vi sembra più utile da portare nel vostro tempo e io ve la consegnerò.” “Grazie professore ci vediamo tra due ore” Accompagnati dalla maestra uscite dal cancello e vi trovate sulle strade della città. Restate a bocca aperta a osservare quanto sono cambiate le abitudini e i comportamenti dei cittadini che possono usare numerose invenzioni che li aiutano a vivere meglio la loro città” Percorrete le strade e le piazze entrate nei negozi, attraversate i parchi e i giardini, usate i mezzi pubblici, parlate con le persone, osservate il paesaggio e il cielo, guardate gli edifici, le scuole gli impianti sportivi tutto vi sembra nuovo e da scoprire. Dopo due ore siete puntuali all'appuntamento con il professor Dixtract e gli comunicate entusiasti l'invenzione che vorreste portare con voi nel 2010. “Ottima scelta” dice il professore “ve ne procuro subito un esemplare da portare via. Ve lo incarto?” Subito dopo siete al centro del cortile e salutate il professore che si scusa ancora con voi per l'inconveniente che vi ha causato. Da un tubone trasparente comincia ad uscire un vapore giallo che vi avvolge in un turbine profumato di arancio e dopo qualche secondo si dissolve. Vi guardate in giro. Siete di nuovo nel cortile della vostra scuola. La riconoscete, è esattamente tutto come prima. La bidella e le altre classi che erano nel cortile non si sono accorte minimamente del vostro viaggio nel futuro perchè siete ritornati nello stesso secondo in cui eravate partiti. Vi guardate felici della positiva conclusione dell'avventura e vi ricordate dell'invenzione che avete portato dal futuro. Qualcuno ha un'idea: “potremmo presentarla al concorso per le invenzioni del futuro.” Cosa state aspettando?

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LE INVENZIONI DI UDINE 2030

Scuola Primaria “M. Boschetti Alberti”, classi 4ABC Nome dell’invenzione: CIURVIEL V(I)ERT 1° CLASSIFICATA ASSOLUTA Descrizione dell’invenzione Il nostro progetto prende il nome di “ CIURVIEL V(I)ERT “, titolo che gioca sul significato delle parole friulane VIERT e VERD, cioè CERVELLO APERTO E VERDE.Tutta la progettazione, infatti, deriva da un unico, fondamentale assunto: noi siamo parte integrante dell’ambiente, siamo gli uni parte dell’altro, ci completiamo a vicenda, se sta bene l’ambiente, così è per noi e viceversa. Non si parla però di solo benessere strettamente fisico, bensì anche mentale: il cervello, questa incredibile macchina umana, deve essere messa sempre in moto, mantenuta attiva e lucida in ogni momento, anche quando ci sembra di poter abbandonarci all’apatia e alla noia. Solo un cittadino mentalmente efficiente e attivo potrà occuparsi di ciò e di chi gli sta intorno in modo efficace. Dunque il nostro progetto presenta una macchina che già nell’aspetto, avendo la forma di albero, ha la capacità di integrarsi nell’ambiente naturale e per questo tranquillizza e rassicura chi lo incontra, lo osserva e lo utilizza. Sappiano, infatti, che spesso l’aspetto ipertecnologico di alcuni strumenti possono generare ansia e anche rifiuto, in particolare nei cittadini meno giovani o meno attratti dalle novità.L’albero, dunque, realizzato in alluminio riciclato e vernici naturali, viene posto ad ogni fermata di bus cittadino. E’ lì infatti, che i poveri utenti di questo salutare mezzo pubblico, spesso mossi da spirito ecologico a lasciare la propria automobile o il proprio scooter in garage, si ritrovano a bivaccare per interi quarti d’ora (se non di più) con una duplice, gravissima svantaggiosa conseguenza. Infatti, spento il cervello, spesso si abbandonano a pensieri sostanzialmente inutili (“...possibile che il bus non arrivi ancora?” “...brr che freddo stamattina” “...non vedo l’ora di andare a casa e buttarmi sul divano” ). Sono lì, immobili e spenti, che guardano con aria vacua il traffico che gli passa sotto il naso. Sì, appunto il naso: è con il naso che respirano i peggiori veleni offerti dalle case petrolifere, tra gas velenosi e polveri sottili, iniziando così una lenta e inesorabile storia di malattie polmonari e malesseri di ogni genere. Bene, il nostro Ciurviel V(i)ert dà una soluzione sia all’apatia mentale dei nostri bus-riders sia alla salute del loro sistema respiratorio e non solo (come vedremo in seguito). Agendo sul principio del “do ut des”, il computer inserito nel tronco dell’albero propone all’utente un più o meno facile enigma (matematico o di altra natura) da risolvere con un po’ di logica o un po’ di fantasia, ma sempre “cum grano salis”. Ecco che le sinapsi si attivano, le idee circolano, la soluzione arriva! Il cittadino trova la soluzione e l’autostima va a mille all’ora! Chi non ha mai provato il benessere infuso da un successo? Ma

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che fa a questo punto il Ciurviel V(i)ert? Sempre regolato dal computer-cervello e grazie ai pannelli solari posti nella chioma che lo riforniscono di energia a costo zero (identificabili nei cerchietti metallizzati –bronchioli dei polmoni), si attiva un aspiratore che, attraverso le radici dell’albero, risucchia tutti i gas tossici che avvolgono il nostro protagonista, e li invia in una zona di purificazione posta nella chioma. A questo punto le particelle tossiche vengono riconvertite in ioni negativi che, premio per il buon lavoro intellettivo del nostro cittadino, lo inondano come una doccia benefica da cui non vorrà più staccarsi. Forse non tutti conoscono gli effetti salutari degli ioni negativi. Consigliandovi questo link con l’Università degli Studi di Milano www.naturmed.unimi.it/meteolab_Ioni.html, in sintesi possiamo dirvi che essi sono in grado di curare l’asma, il mal di testa, dolori di vario tipo e generano un generale miglioramento psico-fisico e di rendimento intellettivo. E per l’ambiente, quali sono i vantaggi? L’aria è ripulita, è frizzante come se ci trovassimo a due passi da una cascata, non ci sono più inquinanti, non c’è più puzza di scarico né di sigarette. Le piante rinascono, i fiori sbocciano, tutto brilla! E tutto ciò grazie al lavoro mentale di uno di noi che vuole prendere il bus! Istruzioni per l’uso 1) Avvicinati al tronco di Ciurviel V(i)ert e inserisci il biglietto del bus nell’apposita fessura del cervello. 2)

Leggi il quiz proposto nello schermo del computer.

3) Scegli una delle 3 soluzioni proposte e schiaccia un tasto: hai 2 possibilità per rispondere bene. 4)

Se dai la soluzione al primo invio il premio sarà più prolungato.

5)

Goditi la tua “doccia” benefica.

6)

Puoi ritentare quante volte vuoi: il tuo cervello ti ringrazierà.

Avvertenze Il nostro Ciurviel V(i)ert non ha praticamente controindicazioni.I soliti malintenzionati metropolitani sono diffidati dall’effettuare eventuali vandalismi: in fondo anche loro possono godere gratuitamente di una doccia di ioni negativi! Possibili problemi e soluzioni · Gli enigmi non vi piacciono? Siamo convinti che gli addetti dell’ufficio comunale Attività culturali sapranno inserire nel computer dei quiz divertenti (magari con grafica 3D!)... · Potrebbero crearsi litigi fra gli utenti che vogliono provare a dare le soluzioni prima che arrivi l’autobus. In questo caso, si consiglia di perdere una corsa, ne vale la pena! Comunque gli ioni positivi si diffondono su un ampio raggio, e quindi su molte persone. · Ci è stato detto che non tutti i cittadini usano il bus, e che quindi soltanto alcuni possono beneficiare del duplice vantaggio di Ciurviel V(i)ert. Noi pensiamo che il benessere mentale e fisico regalato dalla nostra macchina, al contrario, convincerà un maggior numero di persone ad avvicinarsi al (nuovo) salutare mondo dell’autobus cittadino! Ciò comporterà un ulteriore vantaggio per l’ambiente: più bus, meno auto per le strade! Comunque l’ambiente riceve sempre da Ciurviel V(i)ert un beneficio e ciò avrà una ricaduta positiva su tutto il territorio e, in un circolo virtuoso, su tutta la popolazione.

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Scuola Primaria “A. Negri”, classi 4AB Nome dell'invenzione: Il furgone ecologico e la ricicletta 1° CLASSIFICATA I CIRCOLO Descrizione Il furgone ecologico è un mezzo di trasporto che si alimenta a energia solare o idroelettrica. Questo messo di trasporto ha dei pannelli fotovoltaici, posti sulla fiancata del furgone, che trasformano l’energia del sole in energia elettrica. Se piove l’acqua della pioggia viene raccolta sul tetto, convogliata in un tubo che la porta alla turbina dove viene trasformata in energia elettrica per alimentare il furgone, così il furgone può muoversi senza inquinare. La ricicletta è una bicicletta, fatta con lattine riciclate, a risparmio energetico. Grazie al suo utilizzo si può risparmiare energia perché ogni pedalata, non solo non inquina, ma anche produce energia elettrica da fonte sempre rinnovabile. L’energia elettrica prodotta dalle pedalate viene accumulata negli speciali pedali e quantificata nel microchip posto sul manubrio; dietro al sellino c’è un cestino che ha due tubi, da uno entra l’aria che viene filtrata, dall’altro esce aria pulita, all’interno c’è un albero che è capace di ripulire l’aria inquinata. Sarebbe bello poterla utilizzare presto!

Istruzioni Furgone. Salgo a bordo, controllo il tempo atmosferico e attivo le diverse funzioni con gli appositi tasti posti sul volante. Ricicletta. - sali - pedala - scarica l'energia accumulata nei depositi comunali e registrala nel microchip - accumula i punti e ritira i premi Funziona come una normale bicicletta. Più pedali, più purifichi l'aria e accumuli energia elettrica rinnovabile. .L'energia elettrica accumulata nei pedali può essere scaricata in appositi accumulatori

Avvertenze Non attivare la turbina in caso di mancanza di acqua nell'apposito contenitore. Non aprire i pannelli fotovoltaici in mancanza di sole. Ricordati di scaricare l'energia accumulata e di non lasciare la ricicletta sotto la pioggia!

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Possibili problemi e soluzioni In caso di tempo nuvoloso utilizzare la bicicletta contenuta nel furgone, oppure andare a piedi. Se bagnata la ricicletta potrebbe “andare in cortocircuito�, quando piove va lasciata in un posto riparato.

Sarebbe bello poterla utilizzare presto!

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Scuola Primaria “di Toppo Wassermann”, classe 4B Nome dell’invenzione: C.N.I. SPAZZATURA (cassonetto non inquinante) 1° CLASSIFICATA II CIRCOLO Descrizione dell’invenzione Forma: rettangolare Elementi: 12 : cassonetto, due pulsanti, botola, anticamera sotterranea, tubi, rulli, dispositivo, due porte automatiche. Pregi: rispetta l’ambiente e …migliora la vita!! Utilizzo: molte volte , ai cittadini, non è gradito vedere i cassonetti che sono esteticamente poco gradevoli. A volte la puzza della spazzatura si diffonde per le strade. Invece i cassonetti che vanno sottoterra, scompaiono evitando questo problema e fanno si che le immondizie non vengano sparse a terra. Usate i cassonetti “C.N.I” : in sole tre azioni ….. rispetti l’ambiente e……. lo aiuti!!! In più, non senti la puzza, tutto è pulito ed il cassonetto è sparito. Istruzioni per l’uso 1. Schiacciare il primo pulsante e dalla botola esce il cassonetto della plastica. 2. Gettare il sacchetto della plastica. 3. Schiacciare il secondo pulsante che permette al cassonetto di riposizionarsi sottoterra. 4. Mentre il cassonetto va sottoterra, si apre la parte anteriore facendo così uscire la spazzatura che cade in una piccola anticamera sotterranea. Quando l’anticamera è piena, un dispositivo lo percepisce e automaticamente fa aprire una “porta” . La spazzatura viene così immessa su un rullo trasportatore che ha la funzione di far scorrere le immondizie fino alla centrale di riciclaggio. Avvertenze E’ severamente vietato buttare, per esempio, in un cassonetto per la carta, un sacchetto che contiene vetro. Possibili problemi e soluzioni In caso di guasto chiamare gli addetti alle riparazioni e andare a buttare la spazzatura in un altro cassonetto “C.N.I: Spazzatura”. Al contrario dei normali cassonetti dove viene usata la pedana per l’apertura del coperchio, nei cassonetti “C.N.I.”, devi schiacciare il pulsanti con le mani. Potrebbe sembrare non igienico, ma noi abbiamo pensato anche a quello!!!!! Infatti vicino alla pulsantiera verrà applicato un distributore di salviette igieniche, con cui si potranno schiacciare i pulsanti senza toccarli. Queste salviette vengono rinnovate ogni giorno e, naturalmente, sono fatte con materiali naturali.

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Scuola Primaria “Girardini”, classe 4A Nome dell’invenzione: CAMINI A ELICHE 1° CLASSIFICATA III CIRCOLO Descrizione dell’invenzione Nei mesi di febbraio e marzo abbiamo capito che la nostra città è molto inquinata, infatti più volte il centro cittadino è stato chiuso al traffico. Udine si trova in pianura e a volte non c’è ventilazione quindi i gas tossici, rilasciati dalle vetture e dalle camere fumarie, rimangono sospesi nell’aria. I livelli di inquinamento a Udine sono molto elevati anche nei pressi delle scuole. Infatti nella nostra scuola si è registrata una forte concentrazione di polveri sottili, di questo ne siamo certi, perché degli esperti ci hanno registrato tale fenomeno con uso di strumenti posizionati nella nostra aula. Per il futuro ci piacerebbe avere una città dove l’ aria non sia così inquinata e dove si possa passeggiare tranquillamente. Abbiamo pensato che gli “inventori” dovrebbero creare una macchina che si nutra di polveri cattive e inquinanti, come quelle che escono dei camini della case durante l’inverno. Dovrebbero poi trasformare le polveri raccolte in energia, così noi la potremo utilizzare per le nostre case. Questa macchina verrebbe posizionata all’ interno della canna fumaria della case e dei palazzi in modo che tutti gli abitanti della nostra città abbiamo aria pulita ed energia a sufficienza. Istruzioni per l'uso Avvertenze Le eliche all’interno del cilindro devono essere resistenti, possibilmente d’acciaio inox o in altro materiale non alterabile. Possibili problemi e soluzioni Potrebbero verificarsi i seguenti problemi: • •

incrostazioni da caligine; filtro da sostituire.

La soluzione consiste nella pulizia e controllo annuale dei fumi.

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Scuola Primaria “G. Carducci”, classe 5° Nome dell’invenzione: TUNNEL CICLABILE A SCOMPARSA 1° CLASSIFICATA IV CIRCOLO Descrizione dell’invenzione Come tutti sanno, Udine è una città molto piovosa e quando inizia a cadere solo qualche goccia di pioggia, per le strade cittadine scoppia il grande caos: il traffico, come per incanto, triplica, gli automobilisti diventano nervosi, con il conseguente aumento del rischio di incidenti e con la produzione di masse di smog che vanno a inquinare l’ambiente; inoltre poche gocce di pioggia sono sufficienti per far demoralizzare anche molti convinti ciclisti, pertanto le piste ciclabili rimangono inutilizzate proprio quando potrebbero rivelarsi più utili. Allora ci siamo chiesti: “Come si potrebbe ovviare a tutto ciò?” La risposta è semplice: realizzare lungo le piste ciclabili un “TUNNEL CICLABILE A SCOMPARSA”, una copertura trasparente, sostenuta da pali, che venga azionata attraverso dei sensori, al cadere delle prime gocce di pioggia, per poi richiudersi appena torna il sereno. Tale dispositivo può rivelarsi utile anche d’ estate perché, potendosi oscurare, la copertura crea un tunnel in ombra. Istruzioni per l’uso Un pannello solare(1) ogni due pali, accumula l’ energia necessaria per azionare un motore elettrico(2) che apre e chiude la copertura posta su una struttura in acciaio(3). Tale motore viene comandato da due sensori: uno per la pioggia(4) (simile a quello per i tergicristalli delle auto) e uno termico(5). In caso di mutate condizioni meteorologiche, il sensore della pioggia sente l’umidità e fa partire la copertura in plexiglas, mentre in caso di rialzo della temperatura, il tettuccio che è in materiale termosensibile, oltre ad aprirsi, si oscura (come le lenti fotocromatiche degli occhiali da sole). Inoltre, durante la notte, si attiva un sensore al crepuscolo che accende lucette notturne poste sui pali(6). Avvertenze

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Tale dispositivo dovrebbe avere la funzione di contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, pertanto solo se verrà utilizzato nel modo opportuno potrà essere utile a tutti, quindi sarà vietato qualsiasi uso scorretto delle varie parti che formano la struttura. Si raccomanda di non appoggiarsi ai pali, che potrebbero cedere, e di non scuoterli, di non coprire i sensori, di non lanciare oggetti che possano danneggiare la copertura. Possibili problemi e soluzioni Se dovesse alzarsi un forte vento, si azionerebbe un terzo sensore, quello eolico(7),che darebbe al motore il segnale di chiusura del tettuccio, al fine di evitare la distruzione della struttura stessa. Attenzione! Questo dispositivo, essendo montato su una struttura d’ acciaio, potrebbe causare danni a ciclisti distratti o inesperti pertanto, per evitare sgraditi incidenti, riteniamo utile che i pali siano rivestii con materiale gommoso, morbido e resistente, non danneggiabile. Per evitare che il plexiglas venga imbrattato con spray corrosivi, la copertura sarà in materiale repellente a qualsiasi sostanza nociva per la struttura. In caso di temporale non c’è pericolo: i pali sono protetti da parafulmini(8).

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Scuola Primaria “L. Garzoni”, classe 5° Nome dell’invenzione: Saltasu

Descrizione dell’invenzione Quante volte vorremmo saltare sui materassi, ma non si può perchè si rompono o perchè sono in lattice e non è più divertente? Quante volte siamo caduti dai tappeti elastici perchè troppo alti? Con i nostri “Saltasu” potremo saltare quanto ci pare! E non solo: grandi e piccini potranno recarsi a scuola o al lavoro senza usare automobili. Basta saltare. Abbiamo pensato ad un sistema elastico in fibra di carbonio, materiale flessibile e resistente. È una striscia lunga un mt e larga cm 20 ripiegata in tre parti, a forma di zampa di lepre (cioè a S). I due ripiegamenti permettono la compressione ed estensione dell'intera struttura durante il salto. I feltrini posti nei punti di compressione permettono salti morbidi. Sotto la suola i cuscinetti di gomma impediscono di scivolare e aiutano a far maggiore presa sul terreno. I saltasu si possono decorare a piacere. Istruzioni per l’uso Appoggiare l'avampiede (che dà la propulsione) sulla base di gomma. Allacciarsi il “Saltasu” alla scarpa. Iniziare con piccoli saltelli per imparare a stare in equilibrio. Avvertenze Occorre fare attenzione ai sassi che possono rovinare le fibre. Si può inoltre inciampare se prima non ci si allena a provare piccoli salti sul posto. È consigliabile l'uso di un casco, delle ginocchiere e dei

proteggi

gomiti

e

polsi.

Possibili problemi e soluzioni Se si pesa più di 80 chili si possono rompere: però saltando si dimagrisce e quindi col tempo il problema scompare.

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Scuola Primaria “L. Garzoni”, classe 5B Nome dell’invenzione: Acchiappafulmini Descrizione dell’invenzione La nostra invenzione è costituita da un sostegno a traliccio a base quadrata (diagonale di 20 mt), realizzato in metallo, posto ad un'altezza dal terreno, sufficientemente elevata (50 mt) da assicurare isolamento elettrico e riduzione dei campi elettromagnetici al suolo. L'ultima parte del traliccio è costituita da un pilone singolo terminante con una cupola in acciaio. Su questa sono posti delle semplici funi fluttuanti di rame. Dall'interno della sfera, un cavo scende attorno al pilone fino alla base delle antenne. Qui si trova un accumulatore che riceve l'energia dal cavo. Dall'accumulatore parte un altro cavo che si collega alle quattro antenne. L'antenna cattura i fulmini che forniscono energia elettrica. Le antenne durano per sempre, se qualcuno non le distrugge. Rispettano l'ambiente poiché non producono scorie, non emettono gas inquinanti e non utilizzano il petrolio. Quindi l'aria sarà pulita. Istruzioni per l’uso Sui tetti degli edifici si trova un'antenna che è sintonizzata sulle frequenze della ionosfera. Basta accendere gli interruttori e arriva l'energia. Lo stesso accade con i mezzi di trasporto dotati di antenna cattura energia. Al posto dei serbatoi di benzina c'è una pila molto grande che viene ricaricata quando è ferma. Per ricaricarla basta collegarla alla presa elettrica. In questo modo c'è sempre energia di riserva per l'avviamento dei motori. Avvertenze Ai piedi del traliccio deve essere applicato un cartello che faccia capire che l'impianto è pericoloso: parte della corrente può scendere lungo il traliccio e quindi non bisogna toccarlo, soprattutto con le mani bagnate. 5 o 10 metri prima della base dell'accumulatore devono essere applicati degli "spuntoni" in modo da impedire che una persona possa arrampicarsi sull'antenna. In cima alla sfera deve essere posto un segnale bianco-rosso per rendere evidente il traliccio ai velivoli. Non bisogna avvicinarsi all'antenna in caso di temporale perchè si può prendere la scossa. Possibili problemi e soluzioni Causa terremoto può cadere: per evitare danni non si possono costruire edifici nel territorio circostante.Se per un periodo molto lungo non ci sono temporali si può rimanere senza energia: conviene, allora, tenere un accumulatore di riserva negli edifici. Nei dintorni potrebbero

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verificarsi degli incendi: conviene tenere i prati falciati e non piantare alberi. PoichĂŠ non si userĂ  piĂš la benzina, i benzinai potrebbero vendere accumulatori, ma anche fare il pieno di energia ai mezzi di trasporto.

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Scuola Primaria “G. Pascoli”, classe 5° Nome dell’invenzione: UDINE UNA CITTA’ SOSTENIBILE Descrizione dell’invenzione Dopo un interessante ed approfondito dibattito, durante il quale sono stati presi in esame aspetti problematici per la vita della città e che, pertanto, dovrebbero essere tenuti in considerazione per essere migliorati, noi bimbi di classe quinta abbiamo deciso di concentrare l’attenzione sulle FONTI ALTERNATIVE DI ENERGIA per ridurre l’inquinamento e iniziare a pensare ad una città vivibile, che abbia a cuore il risparmio energetico, nella prospettiva della salvaguardia dell’ambiente, conseguentemente, del benessere delle cittadine e dei cittadini di UDINE. Istruzioni per l’uso Abbiamo , così, cercato di capire quali potrebbero essere le tappe per realizzare il nostro progetto relativo alla strutturazione di un PARCO FOTOVOLTAICO : • • • •

Identificazione dell’area comunale su cui realizzare la centrale FOTOVOLTAICA Valutazione, si pure approssimativa, delle dimensioni dell’area identificata. Valutazione delle dimensioni di un impianto fotovoltaico e della sua potenzialità energetica. Valutazione della possibile energia prodotta da un impianto dislocato su un’area circoscritta e del numero possibile degli abitanti coinvolti.

Dopo una ricerca relativa ai possibili siti nei quali allestire il PARCO FOTOVOLTAICO, la scelta è caduta su alcune aree occupate dalle diverse caserme dismesse che si trovano entro il territorio comunale. Tali aree appartengono alle caserme OSOPPO e PIAVE. Tuttavia, altri luoghi potrebbero essere destinati al medesimo scopo. Le aree identificate hanno un’estensione complessiva di circa 16 ettari . un impianto fotovoltaico destinato al fabbisogno energetico annuale di una famigli di tre quattro persone , con un’abitazione di circa 100mq., ha una potenza di 1,5 KWp ( chilowatt di picco, ossia la potenza teorica massima prodotta nelle condizioni standard di 25° e con un’insolazione di 1000W/mq.) e occupa uno spazio di circa 12 mq. di superficie. Abbiamo cercato di comprendere quali siano le reali dimensioni prese in considerazione, rapportandole all’estensione di un campo di calcio. Se il campo di calcio ha un’area di circa 7.200 mq. Che corrispondono a 0,72 hmq, ossia 0,72 ettari, in un’area di queste dimensioni ( visualizzando anch’essa come una superficie rettangolare) possono essere collocati circa 600 impianti fotovoltaici, i quali possono soddisfare il fabbisogno energetico di circa 600 famiglie. Avvertenze Le avvertenze relative alla manutenzione spetta a personale competente. Possibili problemi e soluzioni Gli unici problemi riscontrati sono ritenuti essere esclusivamente di natura burocratica.

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Scuola Primaria “E. De Amicis”, classe 5 Nome dell’invenzione: SETDA 5ª (Sistema energetico tecnologico depurazione ambiente) Descrizione dell’invenzione Il prototipo si compone di 3 parti tra loro integrate: 1. un sistema di mattonelle da posizionare in vari luoghi della città. Sono costituite da un materiale spugnoso ma resistente e da uno strato interno di ferro. Lo strato spugnoso assorbe lo SMOG cittadino e lo trasforma in energia che viene distribuita alle case mediante rete sotterranea. Servono anche per la ricarica dei ROBOT. Esternamente hanno caratteristiche estetiche che si adattano a diversi luoghi della città. Simpatiche e colorate per parchi, scuole, ospedali, parcheggi dei centri commerciali…Con simboli ufficiali (stemma del Comune o della Regione) da posizionare davanti agli uffici pubblici (comunali, regionali, banche...)Con il simbolo dell’Udinese per il parcheggio dello stadio. 2. sistema dei robot: sono macchine proposte in diversi modelli. Sorvolano la città e catturano lo SMOG. si ricaricano appoggiandosi sulle mattonelle mediante un sistema di calamite. 3. sistema del lampioni e semafori: tramite un congegno interno assorbono anidride carbonica e fumi nocivi. I fumi vengono trasformati in energia che, accumulata in piccoli generatori, permette l’illuminazione dei semafori e dei lampioni stessi e in parte contribuisce all’illuminazione delle case. L’anidride carbonica viene assorbita e trasformata in ossigeno tramite un sistema simile alla fotosintesi clorofilliana. Istruzioni per l’uso • • •

Posizionare le mattonelle in diversi luoghi della città tenendo conto delle caratteristiche estetiche. I sensori delle mattonelle, dei semafori e dei lampioni si attivano automaticamente. Mettere in carica il robot per la prima volta per almeno 8 ore. Successivamente la ricarica avviene automaticamente. Regolare il programmatore ore-minuti del robot tramite tastierino numerico. Il tasto OK permette il passaggio dall’impostazione delle ore a quella dei minuti.

Avvertenze • • •

Attenzione all’atterraggio dei robot segnalato con appositi cartelli. Non manomettere i circuiti dei robot. Non toccare i robot durante la ricarica.

Possibili problemi e soluzioni Se compare questo simbolo (lampadina accesa) su lampioni e semafori: mettere a riposo il sistema per 1 ora. Sostituire le mattonelle ogni 3 anni solo se non perfettamente funzionanti. Se compare questo simbolo (triangolo con dentro punto esclamativo) sui robot: verificare i circuiti.

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Primaria “di Toppo Wasswermann”, classe 4A Nome dell'invenzione: LA BICI-NETTA Descrizione dell’invenzione Bicicletta a due dinamo, dotata posteriormente di un contenitore (con sportellino superiore foro inferiore con tappo) realizzato in alluminio o in plastica riciclati, munito all'interno di piccola pompa aspirante con ventola azionata da una dinamo. Utilizzabile per la raccolta di rifiuti leggeri come cartacce e cicche di sigarette che sporcano le vie cittadine. • • • •

Non inquina Aiuta a mantenere pulite le vie cittadine Può essere utilizzata da chiunque pedalare Economica e di semplice manutenzione

sappia

Istruzioni per l’uso Si toglie il tappo del foro posto sotto e si avvita al contenitore il tubo (in dotazione) di gomma "a fisarmonica", flessibile e semovente, di lunghezza variabile (a seconda dell'altezza della bicicletta), ma tale da arrivare a terra. All'estremità del tubo è possibile applicare la spazzola di setole naturali (in dotazione). L'energia prodotta dalla prima dinamo mette in funzione la piccola pompa aspirante che risucchia all'interno del contenitore i rifiuti piu' leggeri che spesso si trovano sul manto stradale cittadino. L'energia prodotta dalla seconda dinamo attiva invece due segnali, uno acustico e uno luminoso (per i non udenti) che avvertono della necessità di svuotamento e/o malfunzionamenti. Qualora il contenitore non venga utilizzato per la funzione di cui sopra, serve come portabagagli: sarà sufficiente svitare il tubo di gomma e richiudere il foro con l'apposito tappo. Avvertenze Usare sempre guanti durante lo svuotamento. Si consiglia di controllare frequentemente la griglia che protegge la ventola della pompa e di pulirla magari con gli spazzolini da denti che non si usano più. Possibili problemi e soluzioni Essendo semovente il tubo di gomma potrebbe avere spostamenti anche laterali. Prestare la massima attenzione e segnalare sempre la propria posizione con una scampanellata decisa quando ci si trovi in prossimità di pedoni o in fase si sorpasso di altri cicli, al fine di evitare incidenti.

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Scuola Primaria “Girardini”, classe 5 Nome dell’invenzione Il tappeto mobile + Ventilatori per veicoli + Filtraggio

Descrizione dell’invenzione Per rispondere all’esigenza di eliminare parte dell’inquinamento, si è pensato d’intervenire su più fronti. 1) Il tappeto mobile Noi bambini di classe 5^ abbiamo pensato che sarebbe opportuno posizionare su una parte del marciapiede un tappeto mobile. Questo servirebbe a diminuire il numero delle automobili circolanti con il conseguente calo dell’inquinamento. Nei mesi di febbraio-marzo abbiamo scoperto, grazie al dott. Mario Canciani e del dott. Dan Norback, che il tasso di inquinamento, nella nostra città, è molto elevato. Per 15 giorni abbiamo tenuto in aula un’apparecchiatura che rileva il grado di anidride carbonica; quando suonava, per il superamento del limite tollerabile, dovevamo aprire una finestra, ma……….che aria entrava? ARIA RICCA DI POLVERI SOTTILI !!!!!!! COSI’ IN AULA AUMENTAVA L’INQUINAMENTO PROPONIAMO: DI POSIZIONARE IL TAPPETO MOBILE PER: • •

diminuire l’utilizzo dei veicoli; favorire gli spostamenti delle persone.

Per realizzare l’opera si propone l’utilizzo di materiali riciclati. 2) Posizionare delle eliche sui veicoli per muovere l’aria. “….per creare il vento..:” ARIA,ARIA…VENTO,VENTO… Noi alunni di classe 5 abbiamo deciso di partecipare al concorso:”INNOVAZIONE VA IN CITTA’ ”,ci siamo perciò confrontati sulle nostre idee e alla fine abbiamo pensato di realizzare qualcosa per creare della ventilazione in città. Abbiamo capito che la causa dell’ inquinamento persistente nell’aria è dovuto alla mancanza di vento. Questo ci ha spinti ad ipotizzare il modo di creare il vento. Eliminati molti veicoli, perché in funzione il tappeto mobile e i camini a eliche con filtro, abbiamo pensato di posizionare delle eliche sui veicoli, così che anche quelli che per necessità transitano, contribuiscono a muovere l’aria.

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3)

Filtraggio

Per il funzionamento dell’aspiratore utilizzare energia prodotta dai pannelli foto voltaici posti sulla tettoia protettiva del tappeto mobile. N0N BASTA BISOGNA

MUOVERE L’ARIA… FILTRARLA!!!

Ecco come abbiamo pensato di fare: in tutte le piazze di Udine bisogna realizzare questo progetto che ha lo scopo di recuperare le polveri sottili per rendere l’aria meno inquinata. Abbiamo capito che per risolvere il problema legato all’inquinamento bisogna agire su molti fronti: consumare meno energia elettrica da fonti non rinnovabili, usare mezzi di trasporto non inquinanti. Vorremmo una città decisamente più sana! Istruzioni per l’uso • • •

Utilizzare il tappeto mobile per gli spostamenti Utilizzare mezzi con ventilatori Predisporre impianto di filtraggio nelle piazze

Avvertenze Mantenere una costante manutenzione Possibili problemi e soluzioni I problemi che si possono verificare sono i seguenti: • • • •

interruzione di corrente infiltrazioni d’acqua usura delle eliche dei ventilatori intasamento bocche di lupo

Le soluzioni ai suddetti problemi sono le seguenti: • • •

manutenzione e controllo regolare degli impianti sostituzione delle eliche usurate pulizia o/e so sostituzione dei filtri con regolarità.

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Scuola Primaria “I. Nievo”, 5A Nome dell'invenzione: PIASTRELLA ENERGETICA Descrizione dell'invenzione Il calpestio impresso da una scarpa su una piastrella può dare energia. Questa teoria si basa sul principio che l'energia cinetica può essere trasformata in energia meccanica e questa in energia elettrica. Ogni volta che si calpesta la piastrella questa si abbassa di 5 mm e aziona una dinamo che produce una piccola quantità di energia. Essa poi viene accumulata in batterie al litio e da qui scaricata sulla rete elettrica. Le piastrelle in materiale riciclato (gomma, vetro, ecc..) potrebbero essere sistemate in luoghi di rande afflusso pedonale. La produzione di energia potrebbe essere notevole e vantaggiosa per tutti.

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Scuola Primaria “I.Nievo�, classe 5B Nome dell'invenzione: SCARPA ENERGETICA Descrizione dell'invenzione Questa scarpa potrebbe produrre energia come una piccola centrale elettrica ad acqua, ma qui per pressione sui serbatoi di tacco e pianta. La corrente accumulata nelle batterie al litio, attraverso un fio, raggiunge uno spinotto in punta alla scarpa e scaricata nella rete elettrica.

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Scuola Primaria “P. Zorutti”, classe 5A Nome dell’invenzione: DISINQUINATORE Descrizione dell’invenzione La nostra invenzione è un depuratore d’aria. E formato da un corpo metallico rettangolare con in cima un tubo “ cattura aria” che scende all’interno della struttura; ad esso è collegato un tubicino più piccolo e un sacchetto con spugna speciale che filtra l’aria e la depura. Dopodiché l’aria esce da un altro tubo più piccolo del primo, pulita. Può avere varie dimensioni, si può mettere sulle auto, sui tetti delle case, agli incroci delle strade ed è efficace specialmente per l’eliminazione delle polveri sottili. Si alimenta tramite un pannellino solare. Istruzioni per l’uso Installare il “ Disinquinatore “ nel luogo scelto e lui svolgerà la sua funzione di pulitore dell’aria. Avvertenze Non mettere il prodotto in luoghi chiusi, accertarsi che la spugna filtrante sia sempre intatta e ogni tanto cambiare il sacchetto raccoglitore ( una spia rossa si accende quando il sacchetto è carico ). Possibili problemi e soluzioni Se la retina di protezione dell’entrata dell’aria si rovina potrebbero entrare oggetti che, ostruendo i tubi, causerebbero il surriscaldamento del Disinquinatore mandandolo momentaneamente in Tilt. Per evitare questo inconveniente controllare ogni tanto la retina ed assicurarsi che questa sia intatta.

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Scuola Primaria “G. Carducci”, classe 4A Nome dell’invenzione: Ecotecnofarfalla Descrizione dell’invenzione Udine 2030: forse ci saranno poche farfalle, allora noi abbiamo pensato di crearne alcune speciali, per rallegrare l'ambiente cittadino e favorire la vita all'aria aperta anche nelle zone in cui il traffico intenso rende l'aria poco respirabile. Abbiamo così progettato la nostra eco-tecno-farfalla le cui caratteristiche sono: ali lunghe 11 centimetri e larghe 9; lunghezza del corpo 8 centimetri; lunghezza antenne 4 centimetri. Un'ala contiene un microchip ecologico capace di azionare particolari circuiti in grado di aspirare i fumi inquinanti e purificarli, trasformandoli in odori piacevoli e contribuendo così a diminuire l’inquinamento atmosferico. Un secondo microchip, posto sull'altra ala, consente di trasformare i rumori sgradevoli in suoni piacevoli come il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie, diminuendo così l'inquinamento acustico. Tutti gli elementi che la compongono sono costituiti da speciale materiale plastico riciclato, eco-compatibile. Le ali sono in realtà piccoli pannelli solari trasparenti che consentono alle farfalle di funzionare senza il consumo di energia elettrica. Ogni farfalla può mantenersi in volo per 20 ore; per ricaricarle sarà sufficiente farle sostare per 4 ore, alternativamente, su apposite micro-corsie a scomparsa che fiancheggeranno le piste ciclabili ed i marciapiedi delle zone individuate. Istruzioni per l’uso Da una centrale operativa posta in piazza Primo Maggio, partono impulsi che, captati dalle antenne delle farfalle, vengono poi trasmessi a speciali sensori che consentono l’attivazione del volo. Le tecno-farfalle seguono itinerari impostati, dislocandosi sui percorsi delle piste ciclabili che collegano la periferia cittadina ai servizi maggiormente utilizzati dagli abitanti. Sono anche presenti in punti strategici della città particolarmente trafficati. Tecno farfalle svolazzanti si vedono però anche in altre parti della città: vicino alle scuole, intorno all’ospedale o in quelle zone un po’ tristi che hanno bisogno di essere rallegrate. Avvertenze Le nostre farfalle non richiedono una particolare manutenzione ed il materiale riciclato di cui sono costituite non si usura facilmente. Controlli periodici devono essere effettuati dagli addetti ai lavori a tutti gli elementi che compongono la farfalla, per garantire la integrità di ogni elemento e accertare che ogni sua parte svolga il lavoro per cui è stata progettata. Ogni sei mesi è però necessario controllare i microchip ed i sensori posti sulle ali, per verificare se ci sono state modificazioni nei circuiti causate da piogge o altri fattori atmosferici.

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Possibili problemi e soluzioni Le nostre farfalle non presentano particolari rischi per i cittadini purché vengano osservate le seguenti misure di sicurezza: mai toccarle, perché potrebbero perdere l’equilibrio e cadere interrompendo il volo; nel caso si dovesse notare un inceppamento del meccanismo non tentare di intervenire, ma chiamare il numero 111: anche da lontano un esperto ingegnere riattiverà i magneti e la farfalla riprenderà il suo volo e volando compirà la sua opera; nel caso si dovesse scambiare una farfalla finta per una vera … ripensare al 2010, quando ancora le farfalle, malgrado tutto, avevano qualche prato libero sul quale volare.

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Scuola Primaria “Divisione Alpina Julia”, classe 5B Nome dell’invenzione: Il cattura energia (utilizzo di energie rinnovabili per la casa e l’automobile) Descrizione dell’invenzione Un'invenzione non serve a niente se nessuno la usa. Dovete convincere le persone a utilizzarla. Descrivete i suoi pregi e i suoi vari aspetti. Per esempio: la forma, gli elementi che la compongono, come funziona, l'utilizzo, la durata, se rispetta l'ambiente, ecc... Per non inquinare la nostra città, noi proponiamo un progetto che utilizzi le energie rinnovabili: fotovoltaica, eolica ed elettrica dei fulmini. Gli impianti di queste energie devono essere collocati sul tetto della casa: pannelli fotovoltaici, pale eoliche, parabola per catturare l’ energia dei fulmini. Il progetto comprende un accumulatore di energia che funziona automaticamente di notte e quando non c’è nessuno in casa; è fornito di un bocchettone che scorre lungo il muro della casa per essere collegato al serbatoio dell’automobile quando è necessario. Anche l’ automobile sfrutta le energie rinnovabili, infatti è fornita di pala eolica e pannello solare. Queste idee ci sono venute non solo per evitare l’ inquinamento dei derivati dal petrolio, ma anche per non dipendere da chi lo vende e soprattutto per migliorare la nostra vita e quella delle generazioni future. Istruzioni per l’uso Un chiaro elenco di istruzioni per far capire come viene utilizzata la vostra invenzione. Grazie ad un telecomando multiuso si può decidere quando e quali funzioni attivare, o nella modalità multipla quali utilizzare assieme. Quando non c’è la possibilità di sfruttare direttamente queste energie per far muovere l’ auto, ad esempio in caso di cattivo tempo, viene utilizzata quella degli accumulatori di energia che si trovano nell’ auto stessa e quella che viene presa dalla casa quando l’ auto è ferma e si ricarica utilizzando il bocchettone collegato all’ accumulatore che c’è in casa. Avvertenze Ogni invenzione deve essere usata con attenzione per prolungarne la durata, per utilizzarla al meglio e in modo sicuro. Date gli avvertimenti necessari. Manutenzione annuale degli impianti

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Scuola Primaria “Divisione Alpina Julia”, classe 5A Nome dell’invenzione: Il riciclo dell’acqua (utilizzo domestico più responsabile dell’ acqua)

Descrizione dell’invenzione Questo progetto si divide in due parti: una comprende il riciclo dell’ acqua piovana, l’ altra il riciclo degli scarichi della stanza da bagno ( lavatrice, lavandino, doccia). L’ acqua piovana viene incanalata nelle grondaie che la portano in una cisterna sottoterra. Una parte dell’ acqua degli scarichi della stanza da bagno viene convogliata attraverso dei tubi che la portano nello sciacquone del WC e riutilizzata come acqua saponata per lo scarico del WC stesso. Queste idee ci sono venute in mente perché l’ acqua, oro blu, non è un bene inesauribile e noi siamo soliti sprecarla perché la consideriamo un diritto. L’ acqua è un bene prezioso, basti pensare che una famiglia del terzo mondo, con l’ acqua che noi utilizziamo una sola volta dallo sciacquone del WC (20 litri circa), vive una giornata intera usandola per bere, cucinare, lavare. Istruzioni per l’uso Per il primo progetto è prevista anche una grondaia che fa uscire direttamente l’ acqua nel terreno e quindi nel tombino se la cisterna è piena. L’ acqua della cisterna viene portata all’ esterno attraverso tubi e utilizzata per annaffiare giardini e orti, lavare automobili ecc. Si potrebbe utilizzare una cisterna per condominio o per piccoli gruppi di case (3-4). Avvertenze Serve una pompa per tirare su l'acqua dalla cisterna Possibili problemi e soluzioni Non pensiamo che ci siano problemi

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Scuola Primaria “G. Rodari”, classe 5A Nome dell'invenzione:Il Camaleonte Descrizione dell'invenzione Il camaleonte è un robotino ideato per i parchi di Udine: bello da vedere, utilissimo nei suoi lavori, avvincente il funzionamento. La sua forma è ovoidale. E' munito di quattro piccole ruote; di simpatici bracci allungabili acchiapparifiuti, con la parte terminale simile a mani; un trituratore; dei contenitori cilindrici per la raccolta differenziata; una telecamera di controllo; un computer interno per elaborare dati raccolti e inviare informazioni, ad esempio HELP!; dei radar che gli fanno evitare gli ostacoli durante gli spostamenti; ultimo, ma non ultimo, un pannello solare posizionato in alto per la "cattura" dei raggi solari e l'autoproduzione dell'energia necessaria per il suo funzionamento. Assume colorazioni differenti a seconda dell'attività che svolge: nei giochi diventa vivace ed attraente, in sosta si mimetizza perfettamente con cespugli, alberi, macchie di fiori ... Istruzioni per l'uso Il nostro camaleonte, una volta sistemato nel parco e azionato da telecomando a distanza, è programmato in maniera tale che si autoutilizza. Grazie ai suoi sensori ( dei piccoli radar), si sposta nel parco riconoscendo gli ostacoli e cambiando rotta di fronte ad essi. E' azionato da motori elettrici per cui è pressoché silenzioso. L'energia che gli serve proviene dal pannello solare che ha in alto. Quando è in azione, raccoglie ogni tipo di rifiuto abbandonato nel parco, ne analizza il materiale di cui è composto e lo posiziona nel contenitore adatto. Riconosce inoltre ciò che potrebbe esser pericoloso (presenza di prodotti chimici, radioattivi,...). Completato il suo lavoro, si autochiude. Nei momenti di non lavoro, diventa una postazione di sicurezza in grado di elaborare informazioni, come urla di bambini che si fanno male, comportamenti pericolosi, vandalici, sospetti,... e li segnala alla propria centrale. Oltre alla sua funzione principale di "pulisci parco" e a quella di “parco sicuro”, interagisce con i bambini con scherzetti e giochi sfruttando le sue "mani" e i suoi altri accessori, con capacità, tra le altre, di cambiare colore. Avvertenze Il parco deve essere controllato nel suo sviluppo vegetativo perchè troppa ombra e quindi poca luce solare potrebbero mandare il nostro camaleonte in ... blocco. Possibili problemi e soluzioni Qualcuno, poco amico dell'ambiente, non abbastanza sensibilizzato dalla famiglia e dalla scuola, potrebbe "per gioco" rovinargli gli accessori (pannello solare, telecamera...). Tutti dobbiamo contribuire a preservarlo da questi... "attacchi. Troppi rifiuti potrebbero usurarlo

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presto per cui ciascuno controlli il proprio comportamento e suggerisca a chi non fa cosĂŹ, di migliorare.

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Scuola Primaria “San Domenico”, classe 5A Nome dell’invenzione: IL TRAMAI Descrizione dell’invenzione Abbiamo pensato agli anziani e ai loro problemi di vita quotidiana. La vita si allunga e gli anziani sono sempre più numerosi e forse più soli. La tecnologia può essere di grande aiuto per loro, ma non avendo in genere molta dimestichezza con le “diavolerie informatiche”, abbiamo inventato una “cosa” molto sofisticata dal punto di vista tecnologico, ma estremamente semplice ed immediata in quanto i comandi si trasmettono con la voce. Abbiamo considerato che i nostri nonni non riescono ad utilizzare facilmente le tecnologie attuali come il computer, internet, l’i-pod, il cellulare, il lettore dvd, il navigatore gps… che però in tante occasioni potrebbero essere estremamente utili per loro. Così abbiamo pensato di inventare uno strumento da polso, che abbiamo chiamato “TRAMAI”, praticamente uguale nell’aspetto ad un orologio, ma dotato di un computer miniaturizzato potentissimo, capace di fare moltissime cose di cui l’anziano ha bisogno aiutandolo a superare quasi tutti i problemi

nella sua vita quotidiana.

Il “tramai” è realizzato in materiale completamente riciclato (PVC) e riciclabile, non ha bisogno di batterie perché è alimentato ad energia solare, calore corporeo e movimento del polso, antichoc ed impermeabile. Non ha bisogno di essere configurato su ogni singola persona, in quanto è in grado di riconoscere il DNA e di collegarsi automaticamente ad un server centrale che ospita tutti i dati relativi alla persona che lo indossa. In caso di danno o di smarrimento, può essere sostituito tranquillamente, in quanto in pochi secondi il nuovo strumento si riaggiorna con i dati di chi lo porta. Il “tramai” è dotato di microfono miniaturizzato; minitelecamera; minialtoparlante; raggi infrarossi; bluetooth; wi-fi; navigatore GPS, telefono cellulare; lettore mp3 mp4; alloggiamento

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per micro SD; sensore per il riconoscimento dell'identità della persona tramite DNA; sensori per il monitoraggio dei parametri vitali (pressione sanguigna, battito cardiaco, glicemia, …); software per le esigenze più diverse: agenda, rubrica, segnalazione degli orari per l’assunzione dei medicinali, dettatura documenti, appunti, condizioni e previsioni meteo, guida TV, news, telecomando universale (TV, ricevitore satellitare, apertura tende, apertura porte e garage, ecc.) e naturalmente anche orologio, cronometro e sveglia. Questo strumento viene messo a disposizione di tutti gli anziani in forma gratuita, in quanto il costo è ampiamente ammortizzato dai risparmi che derivano dai servizi offerti, che, se dati con mezzi tradizionali, avrebbero un costo molto maggiore. Inoltre il costo iniziale della realizzazione dell'invenzione viene ammortizzato dal numero dei pezzi realizzati e dalla vendita del brevetto. Inoltre quanti realizzano prodotti che interagiscono con questo strumento (serrature, auto, televisori, impianti stereo, elettrodomestici, ecc.) avendo l'indubbio vantaggio di incrementare le vendite dei propri prodotti, potrebbero mettere in vendita ad un prezzo irrisorio il TRAMAI per invogliare tutti e non solo gli anziani ad acquistarli. Istruzioni per l’uso Questo “orologio” interagisce con l’anziano tramite semplici comandi vocali. Ad es.: • • • • •

• • • •

CHI SONO? riconoscimento dell'identità della persona; TELEFONA A... / VIDEOCHIAMA A... telefonate e videochiamate (per le videochiamate interagisce via radio con i televisori della prossima generazione, consentendo quindi di vedere i propri interlocutori nel televisore stesso); ASCOLTO... radio, musica, letture di libri o di giornali; GUARDO... trasmissioni TV, video, telecamere varie (anche in questo caso interagendo con i televisori della prossima generazione); INTERNET… sempre interagendo con comandi verbali e utilizzando come monitor qualsiasi televisore della prossima generazione. Attraverso Internet, sempre con comandi vocali, è possibile compiere operazioni in banca o in posta, ordinare la spesa, compiere acquisti di vario genere; STAMPA.. collegamento bluetooth alla stampante per la stampa di documenti; SALUTE monitoraggio automatico dei parametri vitali (pressione sanguigna, battito cardiaco, analisi del sangue, glicemia) e trasmissione dei dati al server dell’Azienda Sanitaria, per l’analisi automatica e la prevenzione di fattori di rischio; SVEGLIAMI ALLE... sveglia; RICORDAMI... allarme per ricordare l'assunzione dei farmaci, appuntamenti, visite mediche, ecc.; GUIDAMI IN VIA.. aiuto per orientarsi in città ed ovunque; AIUTO… richiesta di soccorso in caso di bisogno (112, 118, 115 ecc.);

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Il tramai risponde con la sua voce sintetica e può essere anche connesso tramite bluetooth con l’apparecchio acustico dell’anziano, nel caso che questi abbia problemi di udito. Lo strumento automaticamente svolge queste funzioni: • • • • • •

riconoscere condizioni di rischio grave (caduta, svenimento, incidente, ecc.) e inviare richieste di soccorso, complete di tutte le informazioni che è in grado di rilevare (identità, luogo, parametri vitali; mantenere il collegamento con qualsiasi banca dati (Azienda sanitaria, Banche, Posta, Forze dell’ordine, Servizi sociali, Informazioni varie, ecc.); dare all'anziano le istruzioni per l’assunzione dei farmaci e per una corretta alimentazione che rispetti il suo fabbisogno calorico; consigliare quali prodotti devono essere comprati tenendo conto di quanto è già presente in casa e delle scadenze dei prodotti; svolgere la funzione di carta di credito per qualsiasi acquisto evitando così l’uso dei contanti e furti (IL TRAMAI non può essere rubato, in quanto riconosce la persona che lo indossa); può essere utilizzato per l’apertura automatica della serratura di casa e dell'automobile, senza necessità di chiavi.

MODALITA' D'USO Si consiglia di indossare sempre il TRAMAI, anche di notte per consentire il monitoraggio continuo dello stato di salute. Avvertenze Per ragioni di sicurezza lo strumento non funziona se è indossato da un'altra persona e in questo caso si disattiva, visto che è dotato di riconoscimento dell'identità. E’ inoltre dotato di un PIN non modificabile: nel caso che venga utilizzato da persona diversa, il server se ne accorgerebbe e segnalerebbe alle forze dell’ordine l’abuso, localizzando anche l’utilizzatore. Per questi motivi non ha senso che sia rubato. Lo strumento è costruito con materiale molto resistente, ma molto leggero e pratico. Non ha bisogno di alcuna manutenzione in quanto non ha batterie, preleva e aggiorna software e dati dal server. Nel caso veramente eccezionale in cui debba essere sostituito, il nuovo strumento, una volta fissato al polso, in pochi secondi si aggiorna, prelevando i dati dal server ed è pronto a funzionare, senza alcun intervento, esattamente come quello che ha sostituito. Può essere usato in massima sicurezza perché non nuoce alla salute, non causa alcun tipo di inconveniente alla persona che lo utilizza, anche a livello di privacy, in quanto utilizza delle connessioni criptate estremamente sicure. Per limitare il numero di radiazioni a cui viene esposto l’anziano, la connessione con il server non è continua: viene attivata solo quando necessaria per compiere qualche operazione e poi periodicamente per controllo. Possibili problemi e soluzioni Abbiamo pensato a lungo, ma non abbiamo trovato problemi: questo strumento interagisce in modo quasi “umano” (non ci sono tasti: l’anziano parla e ascolta e, se ha problemi di udito, può collegare in bluetooth l’apparecchio acustico allo strumento) per cui non prevediamo difficoltà da parte degli anziani ad utilizzare questo nuovo “orologio”, considerando che dal punto di vista estetico potrà presentarsi in tanti modi diversi. Lo strumento distingue la voce del proprio anziano ed è in grado di distinguere anche il tono di voce, oltre alle parole. Dal punto di vista dei costi, i vantaggi che abbiamo indicato sopra li compensano abbondantemente. Le tecnologie utilizzate sono già presenti, lo sforzo da fare è solo quello di standardizzare le

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modalità di comunicazione, in modo che strumenti diversi possano comunicare tutti con il nostro “orologio”. Abbiamo già dei clienti per la nostra invenzione, perché alcuni dei nostri nonni, ma non solo, hanno prenotato l’acquisto non appena il “tramai” sarà disponibile.

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L'innovazione va in città  

Raccolta delle invenzioni del primo concorso dell'innovazione per le scuole elementari della città di Udine

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