Page 1

PERIODICO MENSILE DEL CO.S.P. - COORDINAMENTO SINDACALE PENITENZIARIO -

ANNO II NUMERO 6 GIUGNO - LUGLIO 2014

Sommario Redazione

Pag. 1

Editoriale

Pag. 2

Semplicemente Eroi Pag. 3 Nunema Cap. V

Pag. 4

Nota Vice Capo Dap Pag. 5 e 6 Lettera Aperta

Pag. 7

19 Luglio 1999

Pag. 8

Il Grillo Parlante

Pag. 9

Sovr.te Rizzo Giuseppe Pag. 10

REDAZIONE—SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE Via Vicinale Vecchia Trani-Corato n. 24 cap. 76125 Città di TRANI (BT) E-mail segretariogeneralecoosp@gmail.com - relazionisindcosp@libero.it


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO VI

GIUGNO—LUGLIO 2014

CO.S.P. - COORDINAMENTO SINDACALE PENITENZIARIO

EDITORIALE A CURA DI DOMENICO MASTRULLI

197° ANNUALE DEL CORPO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA : “ E’ QUI LA FESTA (?)” Ne ho contate 36 di feste, come 36 di anni, una dopo l’altra, un anno dopo l’altro, portandomi dietro come eredità professionale di un mondo a volte sommerso a volte cunicolo i soliti conosciuti problemi del sovraffollamento carcerario, come quello del terrorismo e della criminalità organizzata o avventuriera, delle condizioni delle carceri fatiscenti e luoghi insalubri, delle caserme tipo far west con bagni alla turca e cucine mensa alla ali babà , condizioni di vita prima degli ex Agenti di Custodia ed oggi degli Agenti della Polizia Penitenziaria in un quarantennio sempre pochi, sempre sporchi, considerati sempre i cattivi tanto da azzardare alcune volte leggendo quello che scrivevano i milord del giornalismo, libere associazioni, o dai centri sociali noi poliziotti catalogati agli “animali” del regime detentivo a sbarre che rinchiudono le persone in cella, sbattono le chiavi e le porte contro le inferriate, picchiano gratuitamente gli esseri umani , una storia raccapricciante inesistente quasi alla follia della demenzialità di cronaca di tutti i giorni, vedi esempio di Poggioreale Napoli, dell’Ucciardone e di San Vittore, degli OPG dell’Emilia Romagna .. Ogni anno si festeggia, si festeggia e si banchetta, si brinda a cosa poi, questo non l’ho mai compreso ma come me penso anche i restanti 45.000 uomini e donne dei Baschi Azzurri che nella giornata di “Festa” forzata aggiungo, perché di quello si tratta chi partecipa sono i dirigenti, i funzionari, i dipendenti degli altri comparti, le associazioni, educatori, sociologi, ragionieri ,contabili, tecnici,cantanti, attori e politici in passerella meno che meno la POLIZIA PENITENZIARIA rilegata nelle carceri a sorvegliare i criminali,violentatori e stupratori, alcolisti, tossicodipendenti, rapinatori, ladri, truffatori, avventurieri del crimine , sex offender, puttane e papponi. Nei miei 36 anni di effettivo servizio nel Corpo,già conclusi e superati ne ho viste tante ma proprio tante e parlo delle criticità sperando negli anni che trascorrevano un miglioramento delle condizioni professionali,di vita interna,di vita quotidiana,pregavo che tutto il vecchio potesse essere lasciato un giorno alle spalle per poter iniziare a raccontare ai futuri giovani e generazioni,qualcosa di nuovo,qualcosa di buono,qualcosa di me-

glio,ma così è stato solo in parte. Nulla è totalmente cambiato se non solo l’aumento numerico di chi dirige prima si chiamava appuntato pasquale ed oggi si chiamano commissari,prima si chiamavano direttore del carcere ed oggi si chiamano dirigente penitenziario ma la Polizia Penitenziaria meno la chiamano e meglio stanno. Vi ripro- Nella foto Domenico Mastrulli pongo a lato dell’editoriale, un vecchio articolo giornalistico di un quotidiano regionale Pugliese “La Gazzetta del Mezzogiorno” dell’11 ottobre 2001 conosciuto in tutta Italia ma anche all’estero, che riportava la cerimonia del giorno prima 10.10.2001 celebratasi nel Carcere di Bari presso la Sala Sportiva del carcere Minorile della Città in riproposizione festa regionale,dove vengono segnalati all’epoca da me denunciati ai media ed alla stampa che rispecchiano il presente e l’attualità,quindi cambiano i tempi e le stagioni ma restano problemi nelle prigioni. Intanto,oggi mentre vi scrivo siamo da qualche giorno senza Testa(capo dipartimento) e senza coda (personale dipendente e risorse economiche)mentre incombe la falce della sentenza Torreggiani e le multe salatissime dell’Unione Europea,dicono che non ci sono soldi per i nostri contratti e le nostre famiglie e poi danno obbligano l’Italia a pagare i carcerati per spazi inferiore a tre metri quando il nostro spazio di libertà,di democrazia,di attività e di diritto del lavoro e costituzionale è minore a quello del recluso appellante a Strasburgo. Dopo la Celebrazione di Roma,i saluti ed anche gli adii, le cerimonie territoriali ci si chiede ancora oggi ma:

“ E’ QUI LA FESTA” (?) Domenico Mastrulli Pag. 2


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO VI GIUGNO - LUGLIO 2014

A CURA DI @COCCINELLAZZURRA Ormai ho smesso di ascoltare i telegiornali. Prima accendevo la televisione solo per sentire delle voci quando mi sentivo sola ma ben presto mi sono resa conto che erano voci che non si udivano perché non riuscivano ad arrivare al cuore e nemmeno alla mente. Vivo al presente. Ho smesso di sognare una dolce età per poter finalmente vivere appieno e senza stress le gioie degli affetti più cari. Ho smesso di preoccuparmi per un mondo del lavoro che fra non molti anni si trasformerà in un’ arida steppa in cui anche il precariato sarà considerato un’ utopia e di temere che qualcuno possa volare lontano dal suo nido. Poi però è successo che una sera al rientro dal lavoro, la televisione mi ha parlato ed io prima distrattamente e poi a poco a poco sempre più interessata, ho incominciato ad ascoltare il suono della voce modulata ed impostata del giornalista. Mi sono improvvisamente arrestata e mi sono accorta che quella voce finalmente arrivava al cuore: si parlava del Sostituto Commissario di Polizia di Stato, Roberto Mancini, morto il 30 Aprile scorso per una grave malattia contratta mentre indagava nella “terra dei fuochi” sul ciclo dei rifiuti e delle attività illegali ad esso connesse. Mentre scorrevano le immagini e andavano in onda stralci di alcune interviste di repertorio che gli erano state rivolte, vedevo scolpiti sul viso di quell’uomo gli effetti delle chemioterapie che rendono così uguali i tratti di tutti coloro che sono accomunati dallo stesso destino. Li avevo già visti quegli occhi chissà quante volte eppure mi sembravano così carichi di luce forse perché erano gli occhi di un eroe. Un eroe dei nostri giorni che ha combattuto per un ideale e per il quale ha messo in gioco ciò che c’è di più prezioso: la vita. Così mi viene in mente lo scrittore Roberto Saviano: anche lui ha messo in gioco la propria la libertà con la speranza di rendere liberi gli altri. Sono questi gli eroi dei nostri giorni che cercano di rendere il mondo più pulito da tutto ciò che è sudicio come le coscienze di chi sa e consente che tutto accada, come le poltrone su cui siede chi pensa di ingannare chi non ha più nulla in cui credere, come le parole e gli atti di coloro che ostacolano la verità per interessi economici, come il volto di chi smentisce gli effetti positivi dei nuovi traguardi raggiunti dalla ricerca che alleviano le sofferenze di gravi malattie, come il nascondersi dietro falsi ideali costruendo rudimentali macchine da guerra cancellando i sacrifici di chi ha combattuto per unire. Sporco è tutto quello che si vuol far credere ma che non è vero. Armiamoci di tutto quello che riesce a detergere il ricordo di chi non ha paura di affrontare e di assumersi le proprie responsabilità senza giocare a nascondino e di chi combatte o ha combattuto per donarci un mondo migliore. @coccinellazzurra

Pag. 3


Vulcanica Informazione

ANNO II numero VI GIUGNO - LUGLIO 2014

A cura della psicologa d.ssa Gabriella Pascazio

L’interesse di Alice stamattina è catturato interamente dalle corde della finestra del salotto, che servono a tirare giù le veneziane, quando c’è troppo sole. Sono già quindici minuti che è lì in piedi, impalata, vicino alla finestra. Guarda le corde, e si lamenta quando G. parla con le operatrici perché ha male ai piedi, quasi non volesse essere distratta. Corre via gridando e lamentandosi, ma non appena G. esce dal salotto, lei ritorna con lo stesso interesse di prima, rivolto alle corde. Mi avvicino e le faccio vedere a che cosa servono e lei le tocca. Accanto alla finestra c’è una pianta, voglio vedere se riesco a spostare la sua attenzione verso un altro oggetto, in modo da capire se è davvero così forte l’interesse per le corde. Comincio a toccare le foglie della pianta. Alice subito mi imita. Allora io annuso la pianta, ma lei invece la bacia. La chiamo e le faccio vedere che io non bacio la pianta, ma la annuso. Lei questa volta mi imita e mi sorride. E’ la prima volta che un suo sorriso è così spontaneo ma soprattutto, è la prima volta che sorride in risposta ad uno stimolo esterno, in questo caso la vista di me che bacio la pianta e la sua imitazione perfetta. E a quanto pare gradita. All’improvviso corre in bagno, quasi si fosse risvegliata da un incantesimo e avesse ripreso la sua corsa verso le sue abitudini. Mi reco nella sua stan-

za, ma non nel bagno. La chiamo e lei esce. Le dico “Ciao” e lei mi risponde alzando la mano destra, come fa’ sempre con tutti quelli che le dicono “Ciao”. Io non alzo la mia mano e lei la guarda... forse si è accorta che non sono un’immagine speculare, ma sono una persona che fa’ una cosa diversa da lei. Forse tutta la vita di Alice volge ad essere abitudinaria, vorrei che iniziasse a fare qualcosa che non ha mai fatto, per vedere fin dove riesce ad essere la solita Alice e dove invece potrebbe venir fuori una “nuova” lei. O per lo meno una Alice che è già dentro questo giovane corpo, ma che non è mai stata aiutata a venir fuori. Torniamo in salotto. E’ attratta nuovamente dalle corde delle veneziane, ma questa volta succede qualcosa di strano e di magicamente nuovo... Alice si accorge in modo autonomo che nel soggiorno c’è un’altra finestra e che anche questa finestra è dotata di corde per chiudere le veneziane. Corre tra le due finestre, un andirivieni che sembra senza fine. Osserva con interesse la finestra del salotto e poi con altrettanto entusiasmo va ad osservare quella del soggiorno. L’aspetto più bello della sua ennesima corsa è che sorride per la sua

scoperta, e corre sempre più veloce quasi sembra a voler imprimere nella mente le similitudini scoperte tra le due finestre. E guarda le corde e le tocca, prima di una e poi dell’altra finestra. E avanti così per lunghi incan- Nella foto la d.ssa Gabriella Pascazio con Domenico Mastrulli tevoli minuti… una corsa da una finestra all’altra, una corsa di giovani sorrisi, una corsa di piacevoli momenti a contatto con il mondo “degli altri”. Alice corre in quel corridoio come lo stesse facendo in un prato, con lo sguardo rivolto al cielo e quel sorriso che le trasforma completamente il viso. La gran parte del pomeriggio va avanti così, con Alice che corre spensierata nelle sue immaginarie praterie, felice di aver “scoperto” le due finestre. La spensieratezza finisce quando ricomincia a correre lungo il corridoio delle camere e fila dritta in camera sua. Sicuramente è lì per cambiare l’assorbente. Mi accorgo di tutto ciò, ma non la seguo. Noto però che mentre corre, torna indietro a prendermi. Mi afferra il polso e mi trascina con sé. Arrivate nella stanza, Alice mi “parcheggia” vicino al suo armadio e lei si dirige verso il bagno, E’ questo il momento per mettere a punto il mio nuovo “esperimento”. La chiamo e quando lei mi è vicina, io apro l’armadio, le indico il pacco dei salva slip, senza aggiungere altro né in termini di gesti, né di parole. Alice prende da sola il suo salva slip e va in bagno. Questa volta ho deciso di non aspettare che lei cambi il suo assorbente, quindi esco dalla stanza. Arrivata a metà corridoio, sento la presenza di Alice alle mie spalle. Con fare scattante mi supera e mi si mette davanti porgendomi il suo assorbente sporco. Che tenerezza che mi fa questa ragazza, mi sembra come un gatto quando lascia davanti alla porta della sua padrona il topo catturato e ucciso. Allo stesso tempo Alice mi “offre” l’oggetto del suo “fare da sola”, quasi per farmi vedere che ha fatto quello che le ho indicato io, o almeno, questa è la mia percezione, quanto ci possa essere di reale in tutto questo rimane, come sempre un semplice ma straordinario MISTERO.

Fine 1^ parte

Pag. 4


Vulcanica Informazione

ANNO II numero V I

GIUGNO - LUGLIO 2014

GIUGNO—LUGLIO 2014

IL SEGRETARIO GENERALE COSI’ COMMENTA: “ La solita Amministrazione ringrazia ed esalta la dirigenza penitenziaria così come è giusto che faccia pubblica amministrazione, ma come al solito così come ci hanno abituati nell’ultimo trentennio, si dimenticano gli attori principali e diretti di questa rivoluzione penitenziaria, che giornalmente a causa del riversarsi di detenuti dalle celle nei corridoi detentivi hanno dovuto facendosi scudo del loro proprio corpo fronteggiare rivolte, sommosse, evasioni, tentativi di evasioni, suicidi, tentativi di suicidi, risse e aggressioni. Di tutto ciò, il trend negativo dei feriti sul campo dei baschi azzurri è altissimo nel primo semestre del 2014. IL SINDACATO CO.S.P. RINGRAZIA TUTTI I BASCHI AZZURRI, IN ASSENZA DEL RINGRAZIAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE.

Pag. 5


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO V I GIUGNO—LUGLIO 2014

Pag. 6


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO V I GIUGNO - LUGLIO 2014

RICEVIAMO VIA E-MAIL E PUBBLICHIAMO UNA LETTERA APERTA AL SINDACATO CO.S.P. COORDINAMENTO SINDACALE PENITENZIARIO - E NOI DOVEROSAMENTE LA PUBBLICHIAMO.

Sono poliziotto da oltre 30 anni e, per una riflessione, vorrei parlarvi di un argomento che da diversi anni, benché se ne parli, non trova soluzioni e per i motivi che mi appresto a spiegare, somiglia a tanti altri dilemmi italiani. La sicurezza pubblica è un bene collettivo e l’unificazione delle forze di polizia non più rimandabile produrrebbe benefici, considerevoli risparmi e maggiore tranquillità per i cittadini. Chi si oppone sono le sfere alte del Comparto Sicurezza e Difesa. Per meglio chiarire, l’Arma dei Carabinieri nasce nel 1886 dietro esperienza della Gendarmeria Francese che nacque ufficialmente nel 1771, più di cento anni prima. L’istituzione Gendarmeria più antica dei Carabinieri è da tempo Polizia Civile e alle dirette dipendenze del Ministro dell’interno ed è al servizio dei cittadini con tutte le passate storie. La realizzazione della fusione in un’unica forza, resa ancora più difficoltosa dal governo D’Alema offrendo ai Carabinieri il credito di quarta forza armata è impedita solo dal non comprensibile “orgoglio di appartenenza". La Gendarmeria francese, con un passato non meno nobile dei Carabinieri, per il bene collettivo della sicurezza pubblica nel Terzo Millennio, ha messo da parte l’orgoglio ed è transitata nella dimensione che ha permesso ai cittadini di risparmiare ed avere maggiore sicurezza. La sicurezza non la si produce con l’orgoglio, con le tradizioni e i ricordi che non vengono certamente cancellati con una riforma ma con senso di responsabilità, mezzi, uomini e donne coordinati con professionalità. O tutto questo è solo una mera giustificazione e il tutto tende a far rimanere tutto invariato e continuare a mantenere sicure tante posizioni importanti e con importanti stipendi? L’Italia, dai partner europei é definita la nazione dalle mille polizie e delle mille uniformi. Cinque Forze di Polizia che non camminano insieme e non dialogano fra di loro, non possono fare il massimo per i cittadini. Alcune normative già da molti anni avevano previsto delle sale operative comuni ma, di fatto quasi niente. Pensate ad un’unica sala operativa quanti vantaggi potrebbe sviluppare. Pensate a tutti i vertici di tutte e cinque le forze, Ministri, Capo della Polizia, Comandante Generale della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria, dei Carabinieri, del Corpo Forestale e via scendendo sino a livello Provinciale. Dovrebbero tutti rinunciare alla loro fetta di popolarità, a vantaggio dei cittadini con una rapida ed immediata riduzione dei costi e una presenza costante di uomini e donne sul territorio. Abbiamo 110 province con 550 sale operative, quando ne potremmo avere solo 110. Dobbiamo pensare a Forze di Polizia come vere e proprie aziende che producono sicurezza. Non è possibile considerare un così tanto importante compito di farlo esercitare alla Casta delle Forze di Polizia. Gli italiani chiedono più sicurezza e tanti si preoccupano di perdere il prestigio, l’insostituibile Arma dei Carabinieri. Basta con la politica delle caste e l’orgoglio sia principalmente per essere uomini, donne ed amministratori corretti. Pag. 7


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO VI

GIUGNO—LUGLIO 2014

Era un caldo ed assolato pomeriggio di una domenica di luglio. Riesco ancora a sentire l’eco delle chiacchiere intervallate alle risate mentre disponevamo i borsoni nel bagagliaio della macchina dopo un week end trascorso in Calabria, anteprima di una vacanza estiva che ci aspettava. Subito dopo la macchina partì con il suo carico di fluttuante spensieratezza. Sulla strada tanti posti sti di blocco, carabinieri, poliziotti con giubbotti antiproiettili. Ogni volta che ne vedevamo in lontananza uno, rallentavamo pensando che ci avrebbero fatto accostare, ma la paletta ci indicava di proseguire. Capimmo che qualcosa di ben più grande di noi era accaduto, qualcosa di molto grave perché in quella strada percorsa varie volte nei fine settimana estivi e che conoscevamo quasi a memoria, non c’erano ano mai stati tanti posti di blocco. Poi la radio rimosse ogni dubbio: la trasmissione radiofonica si interruppe e la notizia dell’agguato al Giudice Paolo Borsellino ci cadde addosso come le schegge che si erano liberate da quella terribile deflagrazione:: ci colpirono senza farci male ma lasciando un segno che ci avrebbe accompagnato per sempre. Era il remake di quanto accaduto qualche mese prima al Giudice Giovanni Falcone. La stessa sensazione di impotenza si espandeva e non si poteva arginare. L’odore ore nauseabondo che diffonde l’ingiustizia, quando il male riesce a prevaricare il bene, si sentiva nell’aria perché quando si è molto giovani si vive di finta superficialità mista alla profondità degli ideali ed i “leggeri” problemi di quell’età si contrappongono ppongono al senso di oppressione che libera il dolore. Poi sono entrata a far parte del nostro mondo lavorativo e sempre più spesso mi sono sorpresa a guardare quella foto in cui quei due giudici, uno

accanto all’altro, in atteggiamento complice si scambiavano avano forse delle impressioni. Quella foto incorniciata negli uffici dei Comandanti, dei Direttori e nei lunghi corridoi mi ricordava di non dimenticare e come per magia quando la guardo mi ritorna in mente quell’assolato pomeriggio di luglio. Si cercano ancora i mandanti di quelle orribili stragi anche se sono così evidenti perché siamo noi, quando non denunciamo e facciamo finta che tutto vada per il verso giusto. Facciamo finta di ribellarci ma ci adagiamo nelle nostre posizioni come un cancro che cova in una parte nascosta del corpo per poi apparire all’improvviso ed i lembi di quella ferita si riaprono quando si ascolta in televisione che l’Unione Europea ha deciso di introdurre nel PIL i proventi di attività illecite quali la droga e la prostituzione rendendo legale quello che non lo è. Quando attraverso strade a loro intitolate, racconto a chi mi sta accanto e che quei drammatici giorni di maggio e luglio non li ha vissuti, la storia di due semplici uomini, servitori di uno stato che non li ha potuti potu proteggere, monito di altri onesti lavoratori che hanno deciso di ripercorrere il loro cammino, ricordando che l’onestà di sentimenti e di azioni è la base di una società civile.

@coccinellazzurra

Pag. 8


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO V GIUGNO— GIUGNO—LUGLIO 2014 2014

LA RUBRICA DEL GRILLO PARLANTE DIRETTIVA EUROPEA ANTIDISCRIMINAZIONE – ABOLITA Forse non tutti sanno che l’U.E. aveva OBBLIGATO gli Stati Membri ad ospitare forzatamente un numero non definito quindi a proprio piacimento (SIC!) di immigrati d’origine ROM, all’interno dei propri territori. Ebbene, questa direttiva Europea antidiscriminazione antid è stata ABOLITA, dopo la denuncia di unaa giovane coppia francese aggredita e seviziata da un gruppo di Rom clandestini in Francia, la Sentenza della Commissione Europea si è espressa motivando tale sentenza con dure parole di seguito riportate riportat del Capo della Commissione Anti Crimine Europea: “ E’ FUORI DISCUSSIONE CHE IL POPOLO ROM POSSA AGIRE AL DI SOPRA DELLE REGOLE”. “QUINDI D’ORA IN POI, SARA’ DISCREZIONE DEI PAESI MEMBRI DELL’U.E. DECIDERE SE OSPITARE O MENO GLI EXTRA COMUNITARI DI ORIGINE ROM”. Mi sorge spontanea una domanda: “ Se fosse successo successo in Italia, avremmo avuto lo stesso risultato?” Denuncia e annullamento? Lasciatemi atemi il beneficio del dubbio, ma una riflessione va fatta: “Perché in Italia tutti si sentono autorizzati ad assumere comportamenti illeciti? A voi le considerazioni e le riflessioni…. In Italia una tale decisione da parte della U.E. ha fatto sì che istituissero istituissero un Tribunale T Speciale per la verifica della regolarità degli stranieri, a tal proposito il Premier ha pronunciato dure parole, tra l’altro il popolo italiano è stanco stanco di accogliere, rom, marocchini, badanti/e rumeni/e, polacchi, giorgiani, indiani, albanesi, croati e chi più ne ha, più ne metta….BASTA, BASTA! Queste le parole discutibili o meno del Premier: “ i Rom ed extra - comunitari senza lavoro né fissa dimora verranno erranno immediatamente rimpatriati, senza possibilità di appello”. Ci credete??? Forse orse il Premier non sa che sono in arrivo circa duemila extra – comunitari nel Sud Italia per via mare…

IL GRILLO PARLANTE Pag. 9


VULCANICA INFORMAZIONE

ANNO II NUMERO VI GIUGNO - LUGLIO 2014

" A Pino Rizzo Dirigente Sindacale Provinciale COSP nella difficile terra dei Sassi (Matera) un istituto penitenziario sotto i riflettori dell'incuria e della insofferenza,un carcere dove chi lavora paga e chi gioisce incassa. A lui e per Lui nel ricordo indelebile di aver portato una ventata di umanitĂ ,gioia e passione professionale, dedichiamo il nostro comune sentito profondo e condiviso pensiero"

Nella foto Pino Rizzo il primo dal lato destro

Pag. 10


Vulcanica Informazione

ANNO II numero VI GIUGNO - LUGLIO 2014

SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE Via Vicinale Vecchia Trani-Corato n. 24 cap. 76125 Città di TRANI (BT)

Vulcanica Informazione giugno - luglio 2014  

Organo Ufficiale di informazione del CO.S.P. - Coordinamento Sindacale Penitenziario -.