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COLERE Ai piedi di un austero massiccio calcareo, che incombe con la sua parete nord su una spianata morenica, si trova Colere: un grazioso paese della tipica struttura alpina. Tanto verde, soprattutto larici, faggi ed abeti rossi, fa da cornice alle vertiginose discese che occhieggiano su una stretta valle dall’accesso tanto angusto quanto suggestivo. D’estate meta di escursionisti che amano il trekking più impegnativo e le passeggiate rilassanti immersi in un paesaggio senza confronti che spazia dalle Alpi alla pianura padana, in inverno si riempie di sciatori che, sfruttando gli oltre 25 km. di piste, su un dislivello di 1200 metri, animano un comprensorio piuttosto rinomato soprattutto per la qualità della neve,l’esposizione delle piste e la possibilità di provare sensazioni di ogni tipo, in un ambiente assolutamente integro. Paese di minatori, boscaioli e muratori fino al secondo dopoguerra e oltre, si è animato alle nuove problematiche del territorio, aprendosi sottovoce al turismo e abbellendo le strutture paesaggistiche presenti, salvaguardando quelle naturalistiche. Ma i veri ingredienti che rendono interessante e obbligatoria una visita a Colere, sono senz’altro il silenzio, la tranquillità e il ritmo della vita che trovano qui una naturale collocazione.

AZZONE A mille metri sul livello del mare, situato nella parte sudorientale della Valle di Scalve alle pendici del Pizzo Camino, Azzone è da considerarsi il più antico insediamento della Valle, nonché il più piccolo Comune unitamente alle frazioni di Dezzo e Dosso. Un luogo incantato e magico dove la natura incontaminata offre la possibilità di suggestive passeggiate. Gli estesi boschi di conifere spiegano l’antica economia locale, che accanto alla tradizionale zootecnia era prevalentemente basata sulla produzione di carbone ed il commercio di legname. Per la salvaguardia di questo importante e vasto patrimonio forestale, la Regione Lombardia ha istituito nel 1983 la Riserva Naturale boschi del Giovetto, unica zona protetta in Italia a difesa della formica rufa, vera tampinatrice di alcuni insetti che normalmente attaccano gli abeti. Questa Riserva permette inoltre al mondo scientifico di studiare i metodi di utilizzazione dei boschi e dei pascoli per il raggiungimento della massima stabilità ambientale. Tutto ciò è fissato anche in immagini che ogni escursionista può vedere presso il “Centro visitatori della Riserva” ad Azzone. Infine, un percorso geologico composto da 20 bacheche, permette ai visitatori di scoprire un ambiente di milioni di anni fa quando la Valle stava sotto il livello del mare. Ente gestore Riserva: Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste 0364.22615 uff. operativo di Breno (Bs)

SCHILPARIO Antico centro minerario immerso nel verde e interamente circondato dai monti, il paese trae il suo nome da Schirpa l’attrezzatura dei minatori: le memorie del passato che consentono di risalire alle radici relative alle attività minerarie e a quelle silvopastorali sono oggi conservate nel “Museo etnografico” ospitato in un antico frantoio del lino, edificio lambito dal fiume Dezzo, corso d’acqua che solca l’intero paese.


Questo centro ha dato i natali al Card. Angelo Maj (studioso e paleografo 1782-1854), al quale è stata dedicata la piazza principale del paese, al pittore Tomaso Pizio e conserva nelle sue chiese insigni capolavori d’arte che possono essere visionati da tutti. Qui il turista, sia che soggiorni in albergo o in case private, si trova a vivere in un ambiente a misura d’uomo, impregnato da una grande cordialità di rapporti, che nascono e si intrecciano con la gente del luogo, e che lo induce poi a tornare. Passeggiate nei boschi a piedi o a cavallo, escursioni in montagna, caccia fotografica, pesca sportiva, la ricerca dei minerali e di fossili, la visita guidata alla miniera, lo sport e il divertimento presso le numerose strutture comunali e private, aria pura e silenzio, caratterizzano quindi l’estate del turista a Schilpario. Il paese, tuttavia, anche d’inverno offre tante possibilità per un piacevole soggiorno e per la pratica sportiva: il pattinaggio sul ghiaccio, lo sci alpinismo nella stupenda conca dei Campelli e lo sci nordico lungo la “Pista degli abeti”, che con i suoi 10 chilometri che si snodano tra il fitto degli alberi è una delle più belle e interessanti piste da fondo di tutto l’arco alpino. Schilpario conserva infine un altro valore che oggi va purtroppo spesso scomparendo nelle località di villeggiatura sotto la furia del turismo di massa. Si, è cambiato certamente molto, si è ammodernato, ha impianti turistici e comodità all’altezza di tutte le esigenze moderne, ma è rimasto il paese, che consente di trovare ancora la semplicità serena del vivere in montagna. Museo Etnografico: 0346.55393 Pista sci da fondo: 348.30.36.213 Miniera: 347.81.63.286

La valle di Scalve  

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