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-SOMMARIO IN MOSTRA Progetti di luce

LIBERI PENSIERI La via italiana alla cooperazione COOPERAZIONE L’efficienza energetica abita in cooperativa UN SOCIO Intervista a Gianfranco Pagani IN VIAGGIO Viaggio a Vienna, tra modernità a tradizione IN VIAGGIO Gita Sociale 2013: viaggio nelle Langhe Nuove convenzioni

numero XLIV Ottobre 2013

Pe r i o d i c o t r i m e s t r a l e e d i t o d a

Cooperativa Edificatrice di Muggiò via Galvani 12, 20835 Muggiò MI tel. 039 793662 fax 039 2781072 redazione@coopedifmuggio.it

Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 1641 del 30/11/2002 Spedizione in abbonamento postale 70% Milano Direttore responsabile Stefano Rijoff Redazione Francesca Naboni Antonella Vargiu

Grafica e impaginazione Valentina Gatto Stampa RDS WEBPRINTING S.r.l. - Arcore (MB) Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

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Cooperativa & Cultura Progetto di luce

CON LA PERSONALE DI SILVIO VIGLIATURO LA EDIFICATRICE PARLA DI SPERANZA E FIDUCIA, DI VALORI ANTICHI DA RECUPERARE PER SUPERARE LA CRISI Rosso, giallo, blu, bianco. I colori si succedono uno dopo l'altro, si rincorrono fra loro e si plasmano nello spazio, mai uguali a se stessi, nelle trasparenze di sculture dalle forme inaspettate, così come su ampie tele, dove spessi contorni neri li delimitano come farebbe lo stagno su delle vetrate. Anche il familiare Centro Pasolini è apparso un ambiente del tutto nuovo grazie alla magia della mostra "Progetto di luce", personale dell'artista Silvio Vigliaturo che la Edificatrice ha allestito per festeggiare anche quest'anno la sagra cittadina nel nome dell'arte. Un intenso e suggestivo percorso che racconta l'arte del vetro e del colore, avvalendosi di un materiale antichissimo per raccontare valori senza tempo e storie moderne.

"La missione e anche l'aspirazione di un artista è sempre quella di comunicare un messaggio. Un'opera artistica non è mai essenzialmente decorativa o fine a se stessa - ha spiegato l'artista, cercando di sintetizzare i messaggi del percorso suggerito dalla selezione di opere - . Ciò che poi arriva a chi osserva è poi sempre diverso perché ognuno riesce a cogliere e interpretare in maniera propria ciò che ha di fronte, riesce a raggiungere livelli differenti. Un artista ha però sempre qualcosa da dire che va al di là della decorazione. Il mio obiettivo, in queste opere, è un'aspirazione al ritorno e al recupero di valori di un tempo che oggi paiono dimenticati. Valori importantissimi ma trascurati o soffocati nelle dinamiche quotidiane, talvolta rinnegati completamente:


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in mostra

il più sacro, il valore essenziale della nascita e della famiglia, e poi la trasparenza, l'onestà e l'umiltà, la sincerità annientata e distrutta dalla menzogna e poi il saper amare ed essere amati al di à degli altri, cioè senza chiedere nulla in cambio”. Al cospetto del pubblico accorso per l'inaugurazione dell'esposizione curata da Vittorio Amedeo Sacchi, l'artista si è soffermato in particolare sull'opera che accoglie i visitatori nella prima sala del Pasolini: un enorme fico d'India le cui foglie di vetro dai colori accesi si spiegano fino quasi al soffitto. “Questa scultura di fronte a noi ci parla poi del valore prezioso e sempre più attuale della mescolanza – ha continuato - . Per rappresentarla ho scelto il fico d'India, una pianta che conosciamo bene, che unisce tutte le coste del nostro mare, il Mediterraneo, di cui è diventato in un certo senso anche un simbolo pur non essendo originario del nostro continente ma dell'America da dove arrivò insieme a Cristoforo Colombo. Niente altro avrebbe potuto raccontare meglio il valore fondamentale della mescolanza, dell'incontro, dello scambio, come questa pianta che oggi ci rappresenta. La mescolanza è scambio di culture, di civiltà, l'incontro di genere da cui nasce la vita, di materia proprio come avviene nel vetro e nei suoi colori incredibili che parlano di speranza e di Il presidente Antonio Marucci presenta la mostra con il sindaco Pietro Zanantonio, l'artista Silvio Vigliaturo e il curatore Vittorio Amedeo Sacchi

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energia, della possibilità di riscattarci da questi tempi difficili che affliggono la nostra dimensione”. “Con questo progetto abbiamo voluto lanciare un messaggio positivo”, spiega il presidente Antonio Marucci, presentando l'esposizione realizzata con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggiò, della Provincia Monza e Brianza e Legacoop Abitanti. “Anche in questi momenti problematici sul fronte economico, politico e sociale per il nostro Paese e non solo – ha continuato - è importante coltivare la speranza e con questo progetto abbiamo voluto offrire questa opportunità a tutti, perché ognuno potrà trarre una propria visione e la propria luce. Mi sembra essenziale tornare a ragionare sui valori più genuini e avere una possibilità di una riflessione comune che ci sproni verso un futuro più certo. Questa mostra è un segno di luce, una dichiarazione di speranza e di fiducia nella possibilità di cambiare e superare le difficoltà del momento”.

“Una mostra con due anime, una più dura e una più morbida – ha spiegato il curatore Vittorio Amedeo Sacchi - Quella più dura vede come protagonista il vetro, la materia e l'alchimista e artista che ha creato le opere. Quella più morbida riguarda più la filosofia e la letteratura e come l'artista ha manipolato il pensiero per poter fare un passo più avanti. Progetto di luce è un modo di affrontare il futuro con una voglia di liberarsi dal passato negativo, ristabilire rapporti che si sono dimenticati, la famiglia, le persone care e una comunità civile e collaborativa.”. Un messaggio apprezzato anche dal sindaco Pietro Zanantoni “Il vetro e il colore di queste opere ci parlano di una luce alla fine di un tunnel che iniziamo a intravedere e mi piace pensare che questa luce arrivi anche dalla comunità di Muggiò che si distingue sempre durante la sagra anche grazie a iniziative come queste. Grazie alla Edificatrice e a questo appuntamento con la cultura, un esempio di come con intelligenze e voglia di fare si riesce a godere il meglio e l'arte di un'artista di questo calibro”. Silvio Vigliaturo sarà ancora con la Edificatrice per una seconda tappa - tutta da scoprire - della sua personale, dedicata al territorio di Nova Milanese, in esposizione dal 30 novembre al 6 gennaio nelle sale di Villa Brivio. F.N.


LIBERI PENSIERI DI UN VECCHIO COOPERATORE Il direttore STEFANO RIJOFF

La via italiana alla cooperazione Un antico proverbio africano recita: “due sole braccia non bastano per circondare un baobab”. È vero e potrebbe anche essere affascinante dal punto di vista cooperativo, sempre che non ci si riduca al concetto che l’unione fa la forza (o come dice un altro proverbio del continente nero, “se molte formiche si mettono assieme spostano anche un elefante”). Ma anche in un'impresa che non basa la propria economia su principi cooperativi fa dell’aggregazione di soci e soprattutto di capitali dei veri punti di forza. Quindi ci vuole qualcosa in più e a tal proposito vogliate scusarmi se mi avvalgo ancora della saggezza africana: “se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”. Occorre pertanto avere un sogno, degli ideali, dei principi che uniscano e permettano di fare quelle scelte che si concretizzano in imprese non solo basate sul profitto, ma sulla democrazia, la partecipazione e la solidarietà, insomma attraverso attività d’impresa con un fine non solo economico, ma insieme anche sociale e culturale. Interessante a questo proposito il libro “Le prime radici, la via italiana alla cooperazione e al mercato” firmato da Luigino Bruni. Molti sono gli spunti che aprono a riflessioni; per esempio nella cooperazione viene perseguita non tanto la libertà da (cioè dall’assenza di costrizioni), ma la libertà per (cioè la libertà per un fine) e questo si lega a quanto prima sottolineavamo, anche se naturalmente non è solo il bisogno di realizzare il più possibile il guadagno, non badando a come lo si raggiunga, ma perseguendo oltre al proprio interesse i valori di democrazia , giustizia sociale e libertà. Bruni mette in risalto la peculiarità del movimento cooperativo italiano (e su questo sono pienamente concorde), facendone risalire le origini dal punto di vista culturale al monachesimo medioevale e alle corporazioni d’arti e mestieri, che sempre nel medioevo fiorirono e si svilupparono. Così come italiani furono i primi Monte dei pegni, che in qualche modo rispondono alla domanda di aiuto proveniente da settori deboli della popolazione. Personalmente vedo più vicino al mondo cooperativo le Società di Mutuo soccorso, quasi coeve delle cooperative, che nel diciannovesimo secolo trovarono ampia diffusione (a protezione di quelle fasce di persone che fortemente ne abbisognavano). Ma se pensiamo ai famosi libretti che nelle cooperative di consumo permettevano a molte famiglie di far fronte al quotidiano, non ritroviamo una parte di quanto faceva da base alle Società di Mutuo Soccorso? Un altro tema trattato nel libro è quello dell’innovazione, come motore dell’economia, che permette di fare dei salti di qualità, che scuotono il mercato, finché “l’imitazione” non prevale, tornando quindi a una stato di stagnazione. Questa staffetta innovazione-imitazione è, secondo l’autore, la ”vera dinamica virtuosa che spinge avanti la società”. Tesi interessanti che mi fanno pensare a un ultimo proverbio africano: “se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano corri in compagnia”. Penso che il movimento cooperativo, malgrado tutte le traversie che attraversano il nostro mondo, sia destinato ad andare lontano. Vanno affermate con forza le necessità di essere sempre più uniti e la recente creazione anche in Lombardia di un’Alleanza cooperativa come sistema unitario di più di quattromila aziende mi sembra un’ottima testimonianza.


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cooperazione

L'efficienza energetica abita in cooperativa SOSTENIBILITÀ E RIDOTTI CONSUMI NON PIÙ SOLO SULLA CARTA. L'UNIONE EUROPEA PROMUOVE L'ADOZIONE DI NUOVE TECNOLOGIE E SOLUZIONI CHE IL MONDO COOPERATIVO HA GIÀ FATTO PROPRIE E SU CUI INTENDE LAVORARE Quanto incidono gli edifici sulla bilancia del consumo energetico globale? Ben il 40% nei Paesi dell'Unione Europea. Una responsabilità pesante che è all'origine delle campagne di sensibilizzazione e informazione promosse negli ultimi anni dall’UE in merito all'efficienza energetica. L'obiettivo? Far sì che i cittadini europei adottino soluzioni energetiche più efficaci, razionali e sostenibile. Concetti come "casa ecologica”, "casa efficiente" o “casa in classe A”, ormai nel nostro linguaggio comune, sono retaggio di questo nuovo approccio che si estrinseca in un modo nuovo di concepire la casa: più indipendente dalle fonti energetiche tradizionali e più orientata verso soluzioni volte a soddisfare il proprio fabbisogno energetico (cioè l’energia necessaria per il riscaldamento, il rinfrescamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda e l'illuminazione) attraverso fonti più pulite e rispettose dell'ambiente. In Italia il patrimonio edilizio è costituito da circa 10 milioni di alloggi. Considerato che circa il 55% delle famiglie ne occupa uno realizzato prima del 1971, gli interventi di efficienza energetica e, più in generale, legati all’economia verde rappresentano la via al momento più concreta e realistica per promuovere il settore delle costruzioni che versa in profonda crisi e deve ritrovare le basi per stimolare nuova occupazione. Su questi temi Legacoop Abitanti ha proposto, l'11 e il 12 giugno 2013, un forum dedicato agli strumenti per finanziare l'efficienza energetica nei condomini e nei caseggiati cooperativi con l’obiettivo di conoscere gli incentivi e le possibilità che le normative, italiana ed europea, concedono per sostenere l’adozione di tecnologie innovative.

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Molti gli interventi, in ambito residenziale, che possono trovare vie di incentivazione e finanziamento: dagli interventi di riqualificazione come l’involucro (il noto “cappotto”), alla realizzazione di impianti termici o frigoriferi centralizzati (sia in edifici nuovi che già esistenti), dall’installazione di un impianto di cogenerazione per la climatizzazione invernale ed estiva, all’installazione di pannelli fotovoltaici con potenza inferiore ai 20 kW. Interventi come quelli appena citati, oltre ai noti meccanismi di detrazioni fiscali, possono accedere anche ai titoli di efficienza energetica (TEE), noti anche come “certificati bianchi”. Altro dato di cui prendere nota è che entro il 31 dicembre 2020 (2018 per gli edifici pubblici) tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere "a energia quasi zero" (nearly zero building) e l’UE metterà a disposizione, a partire dal settennio 2014-2020, fondi per 17 miliardi di euro complessivi da dedicare alla promozione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, per sostenere è una delle più importanti sfide ambientale ed energetico. C'è da rimboccarsi le maniche. Non solo di norme e strumenti di finanziamento si è parlato nel forum di Brescia. La seconda giornata infatti è stata dedicata alla visita di edifici già realizzati o in via di ultimazione in cui cooperative di abitanti hanno messo in pratica soluzioni innovative di risparmio energetico. A Lonato gli abitanti di un intervento di housing sociale di Coop Casa di Brescia hanno per esempio testimoniato che nello scorso inverno hanno acceso il riscaldamento chi due giorni, chi nemmeno quelli. Ad Assago la cooperariva Ferruccio De Gradi sta portando a termine più di centosessanta appartamenti in classe L’esperienza degli ultimi anni sta quindi dimostrando che una casa efficiente dal punto di vista energetico è alla base di una migliore qualità di vita e la Cooperativa Edificatrice saprà continuare a stare al passo di questa rivoluzione in corso, per offrire alloggi secondo i più moderni standard tecnologici ed energetici a prezzi competitivi. Alberto Suppa IMPIANTI DI RISCALDAMENTO CONDIZIONAMENTO SANITARI

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un socio

Gianfranco Pagani: valori, speranze e ricordi di una vita di cooperazione UNA CHIACCHIERATA CON GIANFRANCO PAGANI PER CONOSCERE COM'È COMINCIATA LA SUA AVVENTURA NEL MONDO COOPERATIVO, COM'È CRESCIUTO QUESTO GRANDE AMORE E COME MAI NON RIESCE PROPRIO A DIRE LA PAROLA "FINE" La vita di Pagani si intreccia tra politica e cooperazione in un susseguirsi di ideali, grande impegno e un’inesauribile voglia di fare e di cambiare. Lui, con i suoi 80 anni alle spalle, la racconta con la voce incerta, ma con lo sguardo di chi sa bene che quello che ha fatto ha avuto senso e senza il minimo rimpianto o la più piccola delusione. Gli chiedo di cominciare dall’inizio, e lui parte proprio da lì e da quando, a 14 anni, si iscrisse alla Federazione Giovanile Comunista per diventarne segretario già a 17, entrare nel Consiglio della Cooperativa di Consumo a poco più di 20 anni e, a 33, diventarne il Direttore. Si lavorava presto, all’epoca. Muggiò era un paese di 5.000 abitanti ma gli stimoli erano tanti e le sfide dietro l’angolo. Tant’è che in quel periodo arriva un’offerta di quelle che possono lasciare senza parole: diventare direttore della Cooperativa di Consumo e sostituire niente meno che Carlo Arosio. “Non mi sentivo all’altezza – dice umilmente, quasi ancora imbarazzato da quell’inaspettato incarico – Io ho la quinta elementare e la Coop all’epoca era forte, aveva il forno, il negozio, 3 circoli, erano anni impegnativi.” Fa una pausa, quasi rivivendo quella titubanza nel dire “sì” – Ma mi sono detto, beh, tento, accetto. Era durissima. C’era da avere a che fare con i fornitori e io non sapevo niente”. Ma l’avventura continua, la fiducia cresce, la Cooperativa nel ’68 apre addirittura un ristorante. Ma è negli anni ‘70 che avviene la svolta. “Le cooperative si uniscono, e non fu facile. C’era molta diffidenza, molta paura, ci guardavano con sospetto”. In quegli anni si cercavano adesioni, si tentava di costruire la grande Coop per far fronte all’arrivo dei privati che, con i loro supermercati, avrebbero soffocato le attività più piccole. Le cooperative che rifiutavano di unirsi, alla fine chiudevano in questa morsa di grandi capitali contro i quali non potevano competere.

È in questo contesto di grandi cambiamenti che nasce la Coop Lombardia. “Il lavoro diminuiva – racconta Pagani – I rapporti con i fornitori non li seguivo più, i fornitori non venivano in negozio, andavano direttamente al magazzino generale di Bollate. La Coop Lombardia, poi, aveva portato i dirigenti veri… - Ride e abbassa la testa con aria umile, consapevole di non potersi più rapportare con veri e propri manager – Così, dopo il ’77, sono andato a Cinisello a fare il capo negozio. E l’ho fatto fino all’85, quando sono andato in pensione.” Intanto la Coop cresceva, diventava una potenza, diffondeva i suoi ideali, intorno a lei uomini e donne lavoravano in nome degli interessi collettivi, della cooperazione, della solidarietà. “In Cooperativa si pensava alla gente - dice Pagani, accalorandosi – la nostra forza era l’onestà, era che davanti a tutto c’era la cosa comune, che le regole valevano per tutti. Sì, la nostra forza era proprio in tutte le persone oneste che credevano nei principi della cooperazione, amici veri, brave persone che mi hanno accompagnato in questo viaggio e che tutt’oggi mi sono accanto”. Ma la vita di Pagani non è solo Cooperativa… È anche (e soprattutto) vita politica. Da uomo che ha visto le grandi trasformazioni della sinistra, da Figc fino al moderno PD, Pagani ha visto la società cambiare intorno alla politica e la politica cambiare intorno alla società. Lo provoco, chiedendogli se ha mai avuto la tentazione di lasciare tutto, preda di delusione o di scoramento, ma non ci casca. “Non ce la faccio, non riesco a lasciare il partito. Se la cooperativa è la mia seconda casa, il partito è la prima” – ride e tira in ballo la moglie – Una santa, ha sempre capito i miei impegni, il mio star fuori casa, i miei pensieri”. E l'Edificatrice che cos'è per Gianfranco Pagani? "L'Edificatrice è forte - mi risponde - è una realtà che lavora con impegno e ha successo. Io ho grande fiducia in questa realtà, tant'è che la stessa casa in cui vivo è dell'Edificatrice... e anche quella di mio figlio!". Gli chiedo cosa non funziona oggi in Italia e la sua risposta è saggia e molto franca “I giovani, oggi, non si danno da fare abbastanza, non reagiscono alla crisi economica, si arrendono di fronte al lavoro che non c’è. Che poi, in realtà il lavoro c’è, eccome.

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un socio Se tanti extracomunitari trovano lavoro in Italia, vuol dire che i nostri ragazzi non riescono ad accettare un lavoro più umile, non all’altezza delle loro aspettative. Ma non tutti possono fare il medico o l’ingegnere…” Una verità semplice, forse scontata, ma che forse fotografa la società più di quanto crediamo. Una verità distante da quest’uomo che, cinquant’anni fa, aveva accolto con modesta inquietudine un incarico troppo grande per sé, sentendosi inadatto, inadeguato al ruolo. Lui che, nonostante la già rispettabile esperienza nella cooperazione, non aveva un titolo di studio, e questa mancanza gli sembrava imperdonabile. Lui che, con forza di carattere e determinazione, ha accompagnato la cooperazione lombarda dalla sua nascita alla sua esplosione e che, oggi, dichiara “Dopo 66 anni, mi sento stanco, ho voglia di stacca-

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re. Ho i miei pensionati, gli porto il giornale, vengo qui al circolo e giochiamo a carte, parliamo di politica. Ma è ora di smettere, è ora di stare a casa." Fa uno sguardo d'intesa, piega un po' la testa di lato e una risata soffocata. "In realtà esco alle 8 del mattino, torno a casa alle 8 di sera e, quando c'è qualche riunione di partito, esco di nuovo anche dopo cena. Probabilmente morirò nel partito. Che, comunque, per me è una seconda casa". Forse non è ancora tempo di fermarsi. Forse, quando si ha ancora così tanto da dare, è giusto andare avanti. Per dare senso alla propria vita, per dare senso al mondo in cui viviamo. Per darne soprattutto al futuro, che farebbe meno paura se ci fossero tanti uomini come Gianfranco Pagani ad accompagnarci. A.V.

in viaggio

Viaggio a Vienna, tra modernità e tradizione UN WEEKEND LUNGO, DAL 6 AL 9 DICEMBRE, SULLE RIVE DEL BEL DANUBIO BLU

Vienna è come la sua Sachertorte: quando rompi lo strato di cioccolato e credi di poterti abbandonare al calore dolce e morbido del prezioso nettare nero, all'improvviso incontri il gusto acidulo e freddo della marmellata di albicocche. E sono brividi... Quindi, certo, sarai rapito dal fascino aristocratico di Shonbrunn con le sue 1400 stanze, dall'Hofburg imperiale e dalla cattedrale. E penserai che il tempo si sia fermato percorrendo l'Innere Stadt, il cuore di Vienna, e la Ringstrasse. Ma, con tutto il rispetto per Francesco Giuseppe e la principessa Sissi, Vienna è anche altro! E senza dimenticare i fasti del passato, la capitale austriaca ha colto al volo negli anni la preziosa occasione di respirare il presente, lasciandosi contaminare da tutti gli input che il mondo contemporaneo riserva. Ed ecco, allora, la Vienna moderna e pulsante di negozi alla moda, bistrot all'aperto in cui ascoltare musica dal vivo, musei, cantine e mercati. Come sfuggire, infatti, alla tradizione di immergersi in un freddo, eppure caldissimo, mercatino di Natale tra luci, musiche, delizie locali e tante idee regalo? E per chi non si emoziona solo di fronte alle suggestioni aristocratiche, c'è anche un'incursione in un

tipico Heuriger, la locanda viennese, la tipica osteria interamente arredata in legno: tavoloni, panche, attrezzi da lavoro e trofei alle pareti scaldano l'ambiente e sono la degna compagnia di una cucina decisamente saporita: Wiener Schnitzel (e non chiamarla cotoletta!) innaffiata con una birra locale sarà la degna conclusione di una giornata decisamente piena. Partiamo, quindi, con l'Edificatrice venerdì 6 dicembre per questo viaggio tra modernità e tradizione, e fino a lunedì 9 saltiamo qua e là tra i luoghi più suggestivi della zona: dopo Vienna visitiamo Heiligengreuz, sede di una famosa abbazia, poi Mayerling, un piccolissimo villaggio oggi trasformato in convento carmelitano. Poi saremo a St Wolfang, tra montagne imponenti, e Steyr, romanticissima e imperdibile. In Cooperativa il programma completo. A.V.

info e iscrizioni

Le iscrizioni si raccolgono fino al 22 novembre presso gli uffici della Cooperativa Edificatrice dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30. Tel. +39.039.793662 – Fax +39.039.2781072


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Viaggio nelle Langhe IL 29 SETTEMBRE L'EDIFICATRICE CI HA PORTATI A SERRALUNGA D'ALBA, IN PIEMONTE, A CONOSCERE I SEGRETI DELLA TENUTA VINICOLA DI FONTANAFREDDA. ECCO LE EMOZIONI E I RICORDI PIU' BELLI DI UNA SIMPATICA VIAGGIATRICE Climene Frefel è una signora allegra e gentile dai capelli corvini e lo sguardo curioso di chi ama la vita. Lo vedo dalla foto che mi spedisce via sms e lo sento al telefono dalla voce squillante, dalla parlata veloce, dall'energia di chi racconta volentieri le sue storie. Mi racconta della sua giornata nelle Langhe spendendo elogi soprattutto per l'organizzazione di chi, in Edificatrice, lavora per rendere i ricordi di viaggio delle coccole per la memoria. “Tutto è sempre perfetto, i dettagli sono sempre curati, gli itinerari scelti con cura. Viaggio spesso con l'Edificatrice perché so di poter contare su un programma che abbraccia sia i piaceri dell'enogastronomia, sia gli aspetti culturali di un luogo”. Un viaggio con la cooperativa, imparo, è soprattutto un'occasione. Per lasciarsi andare alle seduzioni della gola, per passare del tempo insieme alle amiche, per rivedere quei volti e quei sorrisi che ormai appartengono al mondo dei “compagni di viaggio”. “Io di solito viaggio da sola perché sono vedova – mi spiega Climene – ma mi informo sempre di chi è in partenza, perché il gruppo più o meno è sempre quello. Ormai le persone con cui viaggio sono una specie di famiglia allargata per me.E, se un viaggio è fatto bene, la destinazione non è che una parte di tutta l'avventura: anche il tragitto per arrivarci acquista una sua magia, un valore speciale non inferiore a quello dello scopo della visita. Ed ecco che in pullman, alla volta di Serralunga d'Alba, si chiacchiera, qualcuno canta, qualcuno racconta barzellette. Si crea subito quell'atmosfera di gruppo

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e di allegria che, dai tempi delle gite scolastiche, non ha perso il suo potere attrattivo. “La cosa che mi ha colpito della casa vinicola di Fontanafredda è il profumo. Un profumo di mosto intenso, inebriante, che riempiva le narici e rendeva la testa più leggera senza nemmeno bere! Anche se non sono amante del vino, era comunque bello trovarsi in quei luoghi, capire i segreti della produzione, imparare che per pulire quelle botti centenarie dai residui che potevano contaminare il vino, un uomo veniva addirittura fatto entrare nella botte stessa e, con un attrezzo apposito, faceva “la barba” alla botte.” Bella la compagnia, interessante l'aspetto storico, stuzzicante anche il gossip... Mi racconta, infatti, Climene che che negli anfratti segreti di Fontanafredda, che era la residenza estiva di Vittorio Emanuele II, il re avesse consumato la sua passione per la “bela Rosìn”, cioè la popolana diventata poi contessa di Mirafiori di cui il sovrano era invaghito. E dopo i profumi inebrianti e la passione, può forse mancare un banchetto speciale? “Il pranzo è stato sublime – mi racconta – e il luogo era splendido, in mezzo a un parco enorme. La giornata era bella e, tra pietanze saporite e buon vino, è scivolata via in un attimo.” C'è anche un po' di tempo per fermarsi a prendere un souvenir: una bottiglia di Barolo, le nocciole ricoperte di cioccolato per i nipoti, una bottiglia di grappa un po' speciale da regalare a Natale. La sosta al negozio si fa lunga, il pullman ritarda addirittura la partenza per aspettare la comitiva che rientra piena di sacchetti e di pacchi profumati. “Quest'anno ero già stata in Toscana e questa giornata nelle Langhe conclude il filone eno-gastronomico! ride Climene – il prossimo sarà a dicembre, ai mercatini di Natale di Vienna. So che andremo a vedere anche dei luoghi bellissimi e non vedo l'ora.” Bentornata e buon viaggio, quindi, a te e alla tua bella compagnia di turisti dell'Edificatrice! A.V.

Nuove convenzioni

La Edificatrice saluta l'autunno con due nuove utilissime proposte per i soci all'insegna della convenienza. Basta infatti semplicemente presentare la propria tessera di socio della Edificatrice e lo sconto è servito! Dove?

Fino al 30 giugno 2014 la Lavanderia Il Girasole di Lissone (via Piave 35) applicherà uno sconto del 10% su tutti i capi lavati e stirati, con l'esclusione dei capi già in promozione e i capi solo lavaggio o solo stireria.

Anche la bellezze sarà più conveniente. Ancora a Lissone, la Edificatrice ha stilato una nuova convenzione con Simona Hair Fashion. Nel negozio di via Garibaldi 6, i nostro soci potranno approfittare il martedì e il giovedì di uno sconto su tutto il listino (escluse eventuali altre promozioni in corso) e di uno sconto di ben 25% su un servizio matrimoniale. Un'offerta che le future sposine non possono perdere! Per informazioni e prenotazioni, 039.2459688 oppure simonahairfashion@live.it, www.simonahairfashion.it.

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