Page 1

COOPINEWS

N O T I Z I A R I O S U I P R O G E T T I U M A N I T A R I D I C O O P I N E L M O N D O

Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. In legge 46/2004) art. 1 comma 1 LO/MI

M I GL I OR I A M O I L M OND O I N S I EM E aprile 2013


IN QUESTO NUMERO:

04 IN PRIMO PIANO • 5 per 1000 06 APPROFONDIMENTO • Gente di COOPI 09 dal campo • Mali, una corsa contro il tempo • Palestina, il lavoro e la speranza 14 MONDO COOPI 17 AZIENDE • Le donne valgono l'impresa 18 RELAZIONE CON I DONATORI • Sierra Leone, i diritti delle donne si combattono in aula 20 dall'italia 21 sostegno a distanza

Segnalo in calendario!

___________________________________________________________________________ aprile: per la deducibilità fiscale delle donazioni, chiedere a Iris (troiano@coopi.org) ___________________________________________________________________________ maggio: il mio 5 per 1000 a COOPI. C.F. 80118750159 ___________________________________________________________________________ giugno: COOPI Camp, campo nazionale volontari ___________________________________________________________________________ luglio: pubblicazione bilancio COOPI ___________________________________________________________________________ agosto: scrivere lettera del Sostegno a distanza

Il prossimo numero a Ottobre 2013.

DONAZIONI

Seguici su:

___________________________________________________________________________

Le donazioni a favore di COOPI possono essere dedotte o detratte. Per poter usufruire della agevolazioni fiscali previste dalla legge, è sufficiente che, al momento della dichiarazione dei redditi, si alleghi la ricevuta delle donazioni (bollettino postale o estratto conto bancario), senza bisogno si altri attestati. Poiché COOPI è ONG Organizzazione Non Governativa riconosciuta idonea ai sensi della legge n. 49 del 26/02/1987 - ma anche ONLUS - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale ai sensi del D. Lgs. n. 460/97, chi effettua una donazione può decidere liberamente il trattamento fiscale di cui beneficiare.

Contatti

Se sei un donatore o una donatrice, contatta l’Ufficio Relazione con i Donatori allo 02 30.85.057 oppure scrivi a amici@coopi.org Se sei un’impresa, contatta l’Ufficio Relazioni con le Aziende allo 02 30.85.057 oppure scrivi a aziende@coopi.org Se sei un sostenitore a distanza, contatta l’Ufficio Sostegno a distanza, allo 02.3085057 oppure scrivi a sostegnoadistanza@coopi.org

Numero Verde: 800 117755

Testata n. 685, registrata presso il Tribunale di Milano il 23.12.94 - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. In legge 46/2004) art. 1 comma 1 LO/MI


COOPINEWS / Editoriale

coopI news

Un motivo in più In questi giorni, le caselle postali dei lettori di “COOPI News” si stanno riempiendo di appelli: Organizzazioni di tutti i settori chiedono di destinare a loro il 5 per 1000 sulla dichiarazione dei redditi 2012. Poiché i finanziamenti stanno diminuendo, il 5 per 1000 rappresenta per molti l’ultima ancora di salvezza e anno dopo anno ha acquisito sempre più popolarità. Piace l’idea di vincolare parte delle imposte a opere di interesse sociale indicate dal contribuente: è una buona modalità di sussidiarietà fiscale. Ha anche però degli effetti distorsivi, perché mette in concorrenza organizzazioni che meriterebbero in maniera eguale di essere sostenute e premia soprattutto chi ha una maggiore visibilità. So che molti lettori - se potessero, ma non si può - indicherebbero più di un destinatario per il loro 5 per 1000, divisi come sono tra la piccola associazione culturale del proprio paese, l’associazione che fa ricerca sanitaria nel vicino Ospedale e la grande organizzazione dal respiro internazionale. Per questo vi confesso di essere un po’ imbarazzato, perché mi dispiace sinceramente mettere in competizione COOPI con tante piccole associazioni di volontariato che francamente meriterebbero maggiore attenzione da parte dello Stato. Eppure non posso dimenticare quanto si è rivelato prezioso il ricavato del 5 per 1000 del 2009: con quei 53 mila euro, abbiamo completato il progetto di sicurezza alimentare rivolto alla comunità di allevatori e agricoltori del distretto di Kinshasa , in Repubblica Democratica del Congo. Il 5 per 1000 ci può aiutare a realizzare i nostri progetti umanitari. Mi permetto quindi di farvi un invito franco: quest'anno regalate a COOPI il vostro 5 per 1000. Il nostro Codice Fiscale è 80118750159. Ditelo anche ai vostri amici e familiari. C’è un motivo in più per chiedervi il 5 per 1000. Negli ultimi anni, in Italia, è sembrato che fare della cooperazione internazionale fosse un lusso non permesso e i cooperanti degli illusi ingenui che corrono dietro alle farfalle. Noi siamo convinti che esiste una “buona cooperazione”, che sa rendere conto di ogni euro speso, che si coordina con gli altri attori pubblici e privati e che sa dialogare proficuamente con le comunità locali per costruire insieme meccanismi di sviluppo nei loro paesi di origine. Se anche voi credete con noi che una “buona cooperazione” sia possibile, destinate il 5 per 1000 a COOPI. Sarà anche un segnale di chiaro interesse per un nuovo modello di sviluppo, basato sulla cooperazione tra i popoli e non sulla prepotenza e la dominazione.

aprile 2013

Direttore responsabile: Claudio Ceravolo Direttore editoriale: Isabella Samà Comitato di redazione: Lorenzo Bianchi Carnevale, Elena d'Andrea, Giacomo Franceschini, Ennio Miccoli, Barbara Nese, Isabella Samà Redazione: Daniela Aprile, Licia Casamassima, Claudio Ceravolo, Eleonora Erdas, Giacomo Franceschini, Diana Nahum Nico Porco, Isabella Samà Ricerca iconografica: Isabella Samà Foto di: Archivio COOPI, Yuko Cornale, Lorenzo Dell'Uva, Giacomo Franceschini, Alessandro Gandolfi, Giovanni Porzio, Marianna Hruska, Alessio Romenzi, Jerome Socie, Max Woldy Benoit, Mattia Zoppellaro Progetto grafico: Tosicampanini

Claudio Ceravolo

Stampa: Brain Print & Solution s.r.l.

Presidente di COOPI Cooperazione Internazionale

Mali, 2013. Ph. Giacomo Franceschini

Palestina, 2012. Ph. Alessandro Gandolfi

COOPI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ONG Onlus via F. De Lemene 50 - 20151 Milano

3


Ph. Gandolfi/parallelozero

Con voi possiamo mantenere la nostra promessa più bella: migliorare il mondo.

Ogni giorno COOPI promette a uomini, donne e bambini che vivono in condizioni di povertà un mondo migliore in cui possano vivere senza fame, sete, ignoranza, epidemie, ingiustizie sociali. È il mondo che tutti noi vorremmo e per realizzarlo ognuno può fare qualcosa, ogni giorno. Anche quest’anno al momento della dichiarazione dei redditi ci viene data la possibilità di aderire al 5 per 1000. Si tratta di una scelta di responsabilità, che non comporta alcun costo aggiuntivo e consente di decidere a quale causa sociale destinare una piccola parte della propria imposta sul reddito. Per COOPI significa contare su risorse preziose, essenziali per mantenere la sua promessa e quella di tutti coloro che credono nel suo lavoro e nei suoi ideali. In Repubblica Democratica del Congo, proprio grazie al

4

vostro 5 per 1000, COOPI ha contribuito a stabilizzare i prezzi degli alimenti sul mercato di Kinshasa, finanziando un progetto agropastorale che ha permesso da un lato l’aumento della produzione agricola, dall’altro il miglioramento della filiera del commercio. Per questo risultato e per altri che si devono ancora raggiungere, non possiamo perdere quest’occasione. Scegliete anche quest’anno di destinare a COOPI il vostro 5 per 1000, ve ne saremo estremamente grati. Volete fare qualcosa di più? Molte persone ancora non conoscono il 5 per 1000 o non sanno a chi destinarlo. Familiari, amici, colleghi possono aver bisogno di informazioni o di un consiglio. I promemoria che trovate sul retro da staccare e distribuire vi permetteranno di fare passaparola. Un TAMTAM che può dare la speranza di una vita migliore a milioni di persone.


Aiutaci a moltiplicare il 5 per 1000! 1

Destina a COOPI il tuo 5 per 1000: scrivi il nostro codice fiscale 80118750159 nell’apposito

2

Fai passaparola! Fai conoscere COOPI ai tuoi familiari, amici e colleghi. Proponi loro di destinare a

riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni, ecc..” che trovi nei moduli della dichiarazione dei redditi (modello unico, 730 o Cud) e metti la tua firma!

COOPI il 5 per 1000 quando compileranno la dichiarazione dei redditi. I promemoria che trovi sul retro del notiziario sono utili per fare passaparola.

Proponi al tuo commercialista di esporre la locandina e i promemoria di COOPI. È un’occasione

3

fondamentale per raggiungere ed informare chi non ha ancora le idee chiare!

4

www.coopi.org dove potrai trovare i materiali promozionali (locandine e promemoria) e altre informazioni: potrai condividerle sulla tua pagina facebook o twitter, oppure diffonderle via e-mail.

5 6

Visita il sito

Chiedi di esporre la locandina nei luoghi a te familiari: biblioteche, negozi abituali, il luogo di lavoro, il

condominio o la sala d’aspetto del medico.

Inserisci un messaggio promozionale

nelle tue e-mail “Il tuo 5 per 1000 a COOPI. La tua buona azione che non costa nulla. 80118750159” oppure un BANNER sul tuo sito o su quello dei tuoi amici. Per riceverlo contattaci al numero 023085057 o scrivici ad amici@coopi.org.

8011875

0159

Codice Fiscale 80118750159

MIGLIORIAMO IL MONDO INSIEME

Ciad 2008 - Ph. Lorenzo dell'Uva

5


COOPINEWS / approfondimento di Nico Porco e Isabella Samà

Gente di COOPI

RDC, 2013. Ph. Giovanni Porzio

Non chiamiamoli "eroi", anche se lavorano in situazioni in cui nessuno di noi vorrebbe trovarsi. Non chiamiamoli neppure "volontari": sono architetti, infermieri, assistenti sociali - professionisti della cooperazione. Sono persone che lavorano strenuamente per aiutare chi è nel bisogno per un mondo libero da povertà e ingiustizie. Sono la nostra gente. La gente di COOPI.

6

Haiti, 2012. Ph. Max Woldy Benoit

Tiziana Vicario

“Ridurre il rischio disastri”: questo potrebbe essere il motto di Tiziana Vicario, cooperante che ha speso 10 anni sui progetti di COOPI in America latina, per insegnare alle autorità locali e alla popolazione civile ad individuare le vulnerabilità del territorio, a prevedere il rischio disastri (terremoti, alluvioni, siccità, tsunami), ad affrontare l’emergenza, riducendo la perdita di vite umane e dei beni fondamentali per la ripresa dopo gli shock. Tiziana oggi ricopre l’importante ruolo di focal point di COOPI per la tematica Ambiente e riduzione dei rischi disastri: dall’Italia, ma anche effettuando missioni in Africa ed America Latina, supervisiona i nostri progetti di prevenzione, preparazione e mitigazione dei disastri di origine naturale, fenomeni che sono stati acuiti dal cambiamento climatico e di cui fanno le spese le popolazioni più povere e vulnerabili.

Antonella Girardi

“Nella crisi che ha investito la città di Goma a dicembre, le “donne di COOPI” si sono distinte particolarmente per il loro valore umano e professionale”: così ci ha riferito Franca Covini, al suo ritorno dalla Repubblica Democratica del Congo, dove aveva vissuto - alla sua prima missione come nuova responsabile dei progetti - l’emergenza in atto. “Tra le donne che si sono distinte per lucidità e operatività c’è sicuramente Antonella Girardi (nella foto), infermiera e capo base di COOPI a Goma, che non ha lasciato la città nell’occhio del ciclone, ma ha attivato la sua equipe sanitaria per soccorrere 8.000 profughi arrivati in condizioni disperate al Centro Don Bosco”. Gli operatori di COOPI hanno effettuato 150 consultazioni mediche al giorno, assistito una decina di parti, assicurato il servizio igienico. Così hanno evitato la propagazione di malattie letali, come il colera.


COOPINEWS COOPINEWS/ /AZIENDE IN PRIMOSOLIDALI PIANO Roberto Misuriello

Roberto è un pezzo di storia di COOPI. Muove i primi passi nella cooperazione internazionale nel 1973, quando parte volontario per la Sierra Leone per due anni. Roberto è geometra e gli viene assegnato il compito di costruire scuole e dispensari nella zona di Makeni. Incrocia nuovamente una fase storica di COOPI nel 1984, quando parte come logista per l’Ogaden, una regione della Somalia colpita da una grave crisi, in cui l’associazione saggia per la prima volta la propria capacità di risposta all’emergenza. Nel 2000, Roberto è ancora in Sierra Leone per riaprire i progetti di COOPI all’indomani della guerra civile. Oggi, Roberto è nel Consiglio di Amministrazione dell’Associazione “Amici di COOPI” che nel 2011 ha dato vita al GOOD SHOP, l’emporio solidale che vende i capi donati dalle grandi case di moda a COOPI.

Senegal, 2011. Archivio COOPI

Pierre Diatta Sarr

Pierre ha 386 bambini. Bambini da seguire per conto dei sostenitori a distanza di COOPI, che ogni mese dall’Italia inviano un contributo affinché i bambini vadano a scuola, abbiano un pasto sicuro, possano essere curati nel momento del bisogno, abbiano la possibilità di un futuro migliore. Pierre Diatta Sarr lavora in Senegal e dal 2006, in qualità di formatore e assistente sociale, si occupa per COOPI di 3 progetti di sostegno all’infanzia più vulnerabile nella periferia di Dakar e nella cittadina di Ziguinchor. Pierre è l’occhio e il cuore di COOPI su questi bambini: vigila affinché le donazioni dei sostenitori a distanza siano ben impiegati e segnala all’ufficio italiano i casi più urgenti di cui prendersi carico. Se gli domandi a quale bambino sia più affezionato, risponde: “Ai bambini disabili, indubbiamente. Mi commuove profondamente il fatto che molto spesso i bambini disabili siano rinchiusi in casa, se non in una stanza, dalle loro famiglie. Con l’opera di sensibilizzazione di Asedeb, noi puntiamo a cambiare la mentalità delle persone e ad offrire a questi bambini una sorte migliore”.

Papy Kabwe

Nazionalità congolese, ha mantenuto attiva l'unità di coordinamento COOPI in Repubblica Centraficana durante l'avanzata dei ribelli verso la capitale Bangui, che ha comportato l'evacuazione di tutto il personale espatriato. Grazie alla sua presenza e allo staff locale è stato possibile supportare le attività di alcuni progetti, anche nelle zone più remote del Paese, nonostante l'estrema difficoltà di approvvigionamento.

7


COOPINEWS / approfondimento

Per gli amici “Milos”, è una dei 4.500 operatori locali che COOPI impiega in tutto il mondo. Personale specializzato che regge l’ossatura dei nostri progetti. Milos per esempio è un’assistente sociale, lavora nella regione di Maniema, in Repubblica Democratica del Congo e si occupa di accogliere e assistere le vittime di violenza sessuale. Nel Paese, come purtroppo in tutta l’Africa, specie nelle situazioni di conflitto, le donne, ma non solo loro - anche uomini e bambini -, sono vittime di violenze efferate che spesso non possono essere prese in carico da un debole sistema sanitario. COOPI, grazie a professionisti come Milos, è chiamata ad intervenire, per la qualità della presa in carico e della “protezione” di chi ha vissuto questo tremendo trauma. Etiopia, 2012. Ph. Alessandro Gandolfi

RDC, 2012. Ph. Marianna Hruska

Milondo Malendela

Roberto Orlando

Ha l’onore e l’onere di rappresentare COOPI in Etiopia. In qualità di capo missione, infatti, deve gestire 8 progetti, 100 operatori locali, 4 espatriati e 3 milioni di euro. Senza contare le innumerevoli relazioni istituzionali, tra cui quelle con i 6 donatori internazionali. Il suo lavoro comincia alle 8 del mattino e finisce alle 8 di sera, nell’ufficio di Addis Abeba, a meno che non debba andare in missione, per monitorare gli avanzamenti dei progetti o risolvere gli ostacoli che li frenano. In Etiopia, Coopi, a parte il progetto di sostegno a distanza nella capitale, concentra il suo lavoro nell’area arida e marginale del Sud, quella che appartiene al famigerato Corno d’Africa, teatro di passati conflitti e interminabili carestie. COOPI spesso è l’unica ong presente dove le comunità più remote patiscono gli effetti della siccità.

Adriano Drammissino

8

è un architetto che ha scelto di operare nella cooperazione allo sviluppo: costruisce strade, fognature, case, scuole per chi ha perso tutto o non ha mai avuto niente; e lo fa seguendo il criterio della sostenibilità sociale ed ecologica. Adriano lavora con COOPI da molti anni, sempre sui fronti più difficili, come il Libano, l’Afghanistan, il Congo, lo Sri Lanka – all’epoca dello tsunami. Oggi si trova in Guatemala, ancora al fianco delle vittime di calamità naturali: nel villaggio di San Marcos, raso completamente al suolo da un terremoto di magnitudo 7,5, segue la ricostruzione di 420 nuove abitazioni antisismiche e coordina un team di ingegneri, psicologi ed educatori. Questi ultimi si occupano del recupero dei bambini colpiti da stress post-traumatico. Quando p. Barbieri fondava COOPI, nel 1965, se la immaginava proprio così: un’associazione di “tecnici” a fianco dei popoli in via di sviluppo.


COOPINEWS / DAL CAMPO di Giacomo Franceschini, Responsabile ufficio emergenza di COOPI

Mali, una corsa contro il tempo Mali, 2013. Ph. Jerome Socie

Per effetto di questo conflitto, nelle regioni del Nord, quasi 170.000 persone si ritrovano rifugiate nei paesi vicini e più di 240.000 persone sono sfollate dalle zone in guerra verso altre regioni del Sud, considerate più sicure. COOPI ha deciso di intervenire nella regione di Ségou, tra le regioni del Sud più prossime alle regioni toccate dal conflitto, perché si tratta di una regione che accoglie numerosi sfollati del Nord e perché assieme alla regione di Kaye, secondo l’ultima inchiesta nutrizionale realizzata dall’Unicef e dal Programma Alimentare Mondiale, è quella che ha un tasso di malnutrizione più elevato. È stata appena fatta una missione di valutazione rapida (al momento della stesura dell’articolo, febbraio 2013) nel Distretto Sanitario di Ségou; sono stati visitati 15 dei 31 Centri Sanitari Comunitari e l’Ospedale Distrettuale. Si sono raccolte informazioni sanitarie e nutrizionali, informazioni relative all’accesso all’acqua potabile e l’igiene. Si sono incontrate le autorità locali ed ascoltati i problemi espressi direttamente dalle comunità. All’Ospedale Distrettuale dovrebbe esistere un apposito reparto per il trattamento dei bambini che, oltre ad essere malnutriti severi, soffrono anche di altre patologie. Questo reparto purtroppo nel Distretto Sanitario di Ségou non esiste, ed i bambini sono ricoverati in una piccola stanza sovraffollata, assieme ad altri pazienti affetti da qualsiasi patologia, giovani, vecchi o da donne incinta in attesa di partorire.

Mali, 2013. Ph. Giacomo Franceschini

COOPI ha deciso di intervenire nella regione di Ségou, tra le regioni del Sud più prossime alle regioni toccate dal conflitto.

Importanti crisi alimentari sembravano ricorrere ogni dieci anni in Sahel. Sembravano. Da qualche anno, per una moltitudine di ragioni, la loro frequenza si sta intensificando: le più recenti crisi alimentari sono state nel 2005, nel 2008, nel 2010 e poi l’ultima lo scorso anno. 4 in 8 anni. L’ultima carestia del 2012, che ha coinvolto 6 paesi ed ha esposto più di 18 milioni di persone ad un grave rischio di insicurezza alimentare, ha generato 1,5 milioni di bambini malnutriti, dei quali quasi 500.000 soffrono di malnutrizione severa. COOPI, per cercare di arginare gli effetti di questa carestia, ha avviato un programma di intervento in 3 paesi (Ciad, Niger e Mali). Intendiamo occuparci dei bambini, perché la carestia non risparmia nessuno, e mentre gli adulti soffrono, i bambini muoiono. Con questo programma, COOPI conta di curare più di 20.000 bambini con meno di 5 anni dalla malnutrizione severa. L’ultimo dei tre paesi in cui si svolge il programma di recupero nutrizionale di COOPI, ultimo solo in termini temporali, è il Mali. Si tratta di un paese particolarmente travagliato: oltre alla carestia, si ritrova con un governo non riconosciuto dalla comunità internazionale, salito al potere lo scorso anno a seguito di un colpo di stato militare, e con un conflitto aperto in tre regioni del Nord del paese (Toubouctu, Gao e Kidal). Lì, gruppi integralisti islamici si oppongono alle forze regolari maliane, appoggiate dall’esercito francese e da quelle di diversi paesi africani, membri della Comunità dei Paesi dell’Africa Occidentale (CEDEAO).

8

9


Mali, 2013. Ph. Giacomo Franceschini

COOPINEWS / DAL CAMPO

In fondo alla stanza si intravede un letto, nel quale sono sdraiati due bambini malnutriti. Le madri sono sedute sul bordo del letto ed i loro effetti personali sono appoggiati in parte in terra ed in parte sul letto stesso. Mohamed, uno dei due bambini, è molto provato, ha gli occhi incavati e soffre di insufficienza respiratoria, ma non esiste l’ossigenatore nell’ospedale di Ségou. Chiedo alla mamma perché abbia aspettato tanto ad arrivare all’ospedale. La mamma mi rivolge lo sguardo e mi accorgo che è poco più di una ragazzina, cresciuta troppo in fretta. Mohamed è il suo terzo figlio, ed è ancora incinta. Il bambino stava male da settimane, ma il centro sanitario era lontano, ed il guaritore tradizionale aveva promesso che con la sua pozione gli spiriti maligni lo avrebbero lasciato in pace, e sarebbe quindi guarito. La madre abbassa lo sguardo, si sente in colpa, poiché se gli spiriti maligni si accaniscono contro suo figlio lei deve in qualche modo aver commesso qualcosa che ha scatenato la loro collera. Il suo villaggio dista più di 45 chilometri di distanza, non ci sono strade ed occorre muoversi a piedi o a dorso d’asino, ed attraversare in canoa il fiume. Sono giorni di viaggio, con un costo che alle volte una mamma non può permettersi, così come non può permettersi di lasciare soli gli altri bambini al villaggio. Per affrontare il viaggio ha dovuto indebitarsi, chiedendo in prestito 3.500 FCFA ad un parente. Sono poco più di 5 Euro, ma per loro costituisce una somma importante, quando tornerà

10

al villaggio sarà costretta a vendere due galline o parte delle scorte del suo granaio. Proseguiamo la nostra visita nei Centri Sanitari, consultiamo i registri, parliamo con gli infermieri; abbiamo la sensazione che il numero dei casi di bambini malnutriti curati siano di gran lunga inferiore a quelli che ci si dovrebbe aspettare, in base ai dati dell’inchiesta nutrizionale. Ma allora dove sono tutti questi bambini, ci chiediamo, e soprattutto perché sembra che nessuno se ne preoccupi? Quanti Mohamed ci saranno in questo momento laggiù, che soffrono su una stuoia dentro una capanna, negli oltre 400 villaggi del distretto? Occorre fare in fretta, avviare al più presto delle attività di depistaggio di massa dei bambini direttamente nelle comunità, senza attendere che siano le madri a portarli nei centri. Occorre supportare tecnicamente i Centri Sanitari per il trattamento dei malnutriti, fornire farmaci ed alimenti terapeutici, costruire ed equipaggiare un reparto all’ospedale di distretto per il trattamento dei bambini malnutriti che sono affetti da altre patologie, inviare personale formato per il trattamento dei bambini. È una corsa contro il tempo, sappiamo che dobbiamo fare in fretta. In Sede, arriva rapido il rapporto della valutazione, scatta immediatamente la fase operativa, si cercano i medici ed il personale di supporto da inviare, mentre si organizzano i farmaci e gli equipaggiamenti.


Ciad, 2010. Ph. Lorenzo Dell'Uva

Grazie, ancora.

Coopi ringrazia tutte le persone che hanno risposto ai nostri appelli, hanno donato tempo e denaro ai nostri banchetti, hanno dimostrato solidarietà e amore scegliendo le bomboniere solidali. Grazie per aver salvato insieme a noi centinaia di bambini dalla malnutrizione in Niger, Ciad, Mali ed Etiopia. Ci ripromettiamo di ringraziarvi ancora. Perché in un anno abbiamo raccolto 120 mila euro e abbiamo scoperto che insieme possiamo fronteggiare una carestia che ha azzerato i raccolti e svuotato i granai. Il nostro ambizioso intento è quello di salvare 100.000 bambini dalla malnutrizione. Nei centri di salute e nelle cliniche mobili che abbiamo allestito possiamo offrire cure mediche e alimenti terapeutici. E ora non vogliamo smettere e vogliamo continuare a salvare vite innocenti. Volete continuare insieme a noi?

Come donare: c/c postale sul conto 990200 - intestato a COOPI - Cooperazione Internazionale - ONG ONLUS Causale: "Insieme x 100.000" Info: medi@coopi.org


COOPINEWS / DAL CAMPO COOPINEWS / AZIENDE SOLIDALI di Daniele Natale, Advocacy officer in Palestina

Palestina, il lavoro e la speranza

12

COOPI, tramite i progetti di “cash for work” finanziati da ECHO, l'Ufficio per gli Aiuti umanitari e la Protezione civile della Commissione Europea, crea impieghi temporanei per migliaia di persone disoccupate

Palestina, 2012. Ph. Alessandro Gandolfi

Le condizioni di vita nei Territori Palestinesi occupati sono molto drammatiche, ma non fanno quasi mai notizia. I palestinesi devono quotidianamente fare i conti con barriere fisiche come il Muro, i checkpoint e i posti di blocco, così come con restrizioni amministrative e un complicato sistema di permessi. Questo sistema di limitazioni aumenta l’impoverimento e la fragilità delle comunità palestinesi , perché blocca la crescita economica e limita l’accesso a servizi primari, come la sanità e l’educazione, così come a mezzi di sostentamento e risorse; inoltre è fortemente discriminatorio nei confronti dei palestinesi residenti in Area C, perché ne mina la presenza a vantaggio dei coloni israeliani. Infatti, oltre il 60% della Cisgiordania è considerata Area C, sotto il totale controllo dell'autorità israeliana; l’Area C include la maggior parte dei pascoli e delle terre fertili della Cisgiordania, compresa la Valle del Giordano. La continua crescita degli insediamenti israeliani, con 500.000 coloni in Cisgiordania e Gerusalemme Est, ha ridotto lo spazio disponibile per i palestinesi. Demolizioni di abitazioni, sfratti e violenze dei coloni hanno aumentato il numero di palestinesi allontanati dalle proprie case e dalle proprie comunità di origine. Come ridare la speranza a persone che da decenni vivono nella povertà? Con il lavoro: COOPI infatti, tramite i progetti di “cash for work” finanziati da ECHO, l'Ufficio per gli Aiuti umanitari e la Protezione civile della Commissione Europea, crea impieghi temporanei per migliaia di persone disoccupate. I soldi vengono dati ai capifamiglia come compenso per “lavori di pubblica utilità”, stabiliti da COOPI assieme alle singole comunità, sulla base delle problematiche maggiori: per esempio, là dove l'acqua costa quasi 15 euro al metro cubo, come nel villaggio di Khirbet Al-Twayel, la riabilitazione delle cisterne ha permesso alla comunità di avere accesso all'acqua, senza più doversi sobbarcare viaggi estenuanti di ore. In questo modo si garantisce ai beneficiari l’accesso economico ai mezzi di sostentamento e, allo stesso tempo, si migliorano le infrastrutture di base (aree gioco per bambini, strade, cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, sorgenti d’acqua,muretti di contenimento e vecchi edifici),  oltre a fornire servizi di pubblica utilità, come lo smaltimento dei rifiuti a Gaza. Piccoli gesti che hanno dato speranza alla popolazione civile, creando lavoro a vantaggio non solo del singolo ma della comunità intera.

WORK FOR HOPE: Un progetto di speranza

Guadagnare dei soldi lavorando, laddove il lavoro non esiste più e si sperimenta il dramma di come sfamare la famiglia, ha significato, anche se per poco tempo, rompere lo stato di immobilità legato alla particolare situazione e provare a pianificare il futuro. Ha significato riaprire la porta alla speranza. Con questa accezione è nato il sito www.workforhope.org, che racconta le storie di alcuni beneficiari del progetto. Le testimonianze riportano al tipo di lavoro svolto e all’uso del guadagno. Il reportage, realizzato dal fotoreporter Alessandro Gandolfi per Parallelozero, riflette il senso di pace trasmesso dall’ambiente e le persone. Il sito, costruito grazie al lavoro gratuitamente offerto da ”pensoblu”, studio Demade e Mattia Reali, è pensato per generare a sua volta speranza. Condividendo le storie di WORK FOR HOPE su internet, si promuove la conoscenza e la consapevolezza sulle condizioni di vita nei territori palestinesi occupati. Condividere le storie è anche un modo di costruire la speranza. Fallo anche tu.

Vai su www.workforhope.org


La maggior parte delle demolizioni e degli sfollamenti avvengono nell'Area C, tra le comunitĂ  di allevatori e agricoltori giĂ  provate dalla povertĂ . Al Maleh, Cisgiordania del Nord. Foto di Alessandro Gandolfi/Parallelozero Scopri le storie dietro ogni foto. Vai su www.workforhope.org


COOPINEWS / MONDO COOPI

Italia Dal 18 al 22 marzo, sono convenuti Haiti “All’Istituto Saint Paul, frequentato dai 180 bambini che ricevono il Sostegno a Distanza di COOPI, abbiamo vissuto due giorni di festa con loro” – racconta Yuko Cornale da Haiti, parlando del Carnevale. “È stata una grande sorpresa vedere che i bambini non si erano travestiti da super eroi o principesse Disney, ma piuttosto da contadini, con vestiti tradizionali dei loro antenati, ricordando il detto “la nostra storia è la nostra identità”. Sulle loro pelli nere brillavano lustrini di tutti i colori, riflettendo la loro gioia e il loro buon umore”.

a Milano da 18 diversi paesi i capi delle missioni di COOPI nel mondo. Il “COOPI meeting”, diventato ormai un appuntamento consueto, mira a collegare più strettamente il lavoro fatto in ambito internazionale, illustrando i singoli casi, le strategie, le opportunità e le best practice, per migliorare e rafforzare la governance della Fondazione e l’efficacia degli interventi umanitari. “A CONCORD, la nostra forza sono i suoi membri”. Così la Presidente Joanna Maycock della Confederazione Europea delle Ong di Sviluppo ed Emergenza ha salutato la nascita di CONCORD Italia, avvenuta a dicembre, con la partecipazione anche di COOPI. “Stiamo vivendo un tempo in cui c’è bisogno di configurare meglio le politiche europee in materia di cooperazione allo sviluppo e di sostenere la lotta contro la povertà globale. Perciò guardiamo con entusiasmo ad una ancora più attiva partecipazione della rappresentanza delle ong italiane nella nostra confederazione”.

glio convivono ingredienti e culture diverse e dove si mescolano origini e nuove identità”. È in questa maniera che Teresa Casanova, capo missione di COOPI in Ecuador, ci introduce al nuovo progetto di co-sviluppo iniziato il 1° marzo, grazie al finanziamento del Comune di Milano. “Tra la comunità ecuadoriana e la comunità italiana il punto di incontro di tradizioni e aromi è il caffè. COOPI porrà le basi per l’importazione e la commercializzazione del caffè biologico Refinca nel Parco Agricolo Sud di Milano, coinvolgendo associazioni di produttori locali e migranti”.

14

Ph. COFENAC

Ecuador “La tavola è il luogo in cui me-


COOPINEWS / AZIENDE SOLIDALI

Palestina “Hands of Palestine”: è stata ribattezzata così la doppia kermesse che COOPI ha organizzato a Gaza e nella Jordan Valley, per omaggiare le donne e i bambini, tra le vittime più nascoste della crisi palestinese. Sotto la tenda drappeggiata e ricamata dalle donne beneficiarie del progetto “cash for work”, finanziato da ECHO (il Dipartimento per l’Aiuto umanitario e la Protezione civile della Commissione Europea), si sono riuniti centinaia di cittadine e cittadini, rappresentanti istituzionali e delle ong locali, uniti dalla comune volontà di costruire un futuro di speranza.

Repubblica Centrafricana Da quando alcune fazioni anti-governative, riunite nell’Alleanza (la “Seleka”), hanno conquistato la metà orientale della Repubblica Centrafricana, la vita è peggiorata per 1.100.000 persone: mancano il cibo, l’acqua, le cure mediche; le scuole sono chiuse. COOPI, nonostante le difficoltà, sta lavorando insieme alle Nazioni Unite e ai suoi partner per portare assistenza umanitaria alle comunità delle zone più colpite.

Ph. IRIN

Rep. Democratica del Congo Il giornalista e scrittore Giovanni Porzio ha trascorso due settimane al fianco degli espatriati di COOPI a Goma, Bunia e Mahagi, per comprendere meglio le sfide e le peculiarità del lavoro in campo umanitario. Ha così visitato i villaggi dove garantiamo assistenza multisettoriale alle vittime dei ribelli e dove sosteniamo i centri sanitari di cura e depistaggio della malnutrizione infantile.

15


COOPINEWS / aziende di Licia Casamassima

Le donne valgono l'impresa

Sierra Leone, 2013. Ph. Mattia Zopellaro

Le donne sono il motore dello sviluppo. Con questa consapevolezza COOPI ha lanciato, 3 anni fa, il progetto “D come sviluppo. Il futuro della Sierra Leone è donna”, attraverso il quale, promuovendo i diritti delle donne, tra cui anche quelli economici, si vuole raggiungere l’ obiettivo di rilanciare la crescita del paese a 10 anni dalla fine di una delle più cruente guerre civili in territorio d’ Africa. “D come sviluppo” ha rappresentato 3 anni di progetti a fianco di 2.500 donne, donne di valore e coraggio, che sono state formate con corsi di alfabetizzazione di base, sostenute ed incoraggiate alla denuncia e alla prevenzione delle violenze domestiche subite, al diritto alla proprietà della terra che lavorano. Questo primo risultato è stato possibile anche grazie al sostegno di aziende come Elgon. Elgon, specializzata in cosmetici per capelli, convinta che la responsabilità sociale di una azienda che si occupa della bellezza delle donne possa esprimersi in una serie di azioni concrete, seppur piccole, ha co-finanziato “D come sviluppo”.

L’8 marzo, presso lo stand Elgon al Cosmoprof di Bologna, si è celebrata la Festa della Donna pensando proprio a queste donne, inaugurando la mostra, rimasta in fiera fino all’11 marzo. Poi “Noi, Regine d’Africa” è passata presso la nuova sede di Elgon a Nerviano (MI), per una settimana aperta al pubblico, dove avvicinare i clienti, non solo al business, ma anche alle attività che l’azienda sostiene, in virtù del proprio impegno sociale. LEONE È stato anche promosso il concorso “Donne e Diritti per un futuro a colori”, grazie al quale il pubblico del Cosmoprof è stato invitato ad esprimersi circa il “perché” è importante sostenere i diritti delle donne in tutto il mondo, sulla scia della campagna istituzionale di COOPI, “Io Non Me Ne Frego”. Lo staff COOPI ha poi selezionato i 10 perché più belli, disponibili sul sito di COOPI ed Elgon, che sono stati premiati con una pochette di prodotti di hair care di Elgon, nonché con una maglietta “Io Non Me Ne Frego” di COOPI. Elgon, dunque, oltre a vedere realizzati i risultati del progetto umanitario, ha aumentato il valore e la notorietà del brand nei confronti dei suoi stakeholder, attraverso una concreta azione di repsonsabiltà sociale d'impresa con COOPI. Se anche la tua azienda crede nel valore delle donne, contattaci. Ci sono tanti progetti che pongono al centro dell’intervento l’istruzione, la sensibilizzazione delle comunità circa i diritti delle donne ed il loro coinvolgimento nella vita socio-economica del Paese. Chiama subito Licia Casamassima, tel. 02 3085057 oppure scrivi ad aziende@coopi.org. Grazie!

D COME SVILUPPO IL FUTURO DELLA SIERRA È DONNA

Inoltre, per dare un volto alle donne che, grazie all’aiuto di COOPI, dopo anni di violenze e discriminazioni, sono riuscite a vincere la loro battaglia e a riprendere in mano la loro vita, ha prodotto la mostra fotografica “Noi, regine d’Africa”, che racconta 7 storie, emozionanti e positive, di donne che sono diventate esempio per le loro comunità di appartenenza. Grazie al sapiente obiettivo di Mattia Zoppellaro, le 7 storie mettono in luce la bellezza e l’orgoglio delle donne coinvolte, ritratte al lavoro e nella sfera più intima, la casa. Sono storie come quella di Sia Jimmy, madre di 3 figli, che ha perso il marito ed è stata stuprata da un ribelle durante la guerra civile ed ora fa l’insegnante a Bangaloo o di Mariatu Juse che, dopo l’esproprio dalle proprie terre, è arrivata a Freetown nel 2000, solo con i vestiti che aveva addosso ed ha fondato l'Associazione Leleima per lo sviluppo della donna, iniziando a collaborare con COOPI dal 2009.

Scopri tutte le foto della campagna "D come sviluppo" su www.coopi.org/dcomesviluppo

17


COOPINEWS / RELAZIONE CON I DONATORI di Eleonora erdas e Daniela Aprile

Sierra Leone, i diritti delle donne si combattono in aula In Sierra Leone le donne costituiscono l’80% della forza lavoro nel settore agricolo, ma esse ancora oggi non possono definirsi proprietarie della loro casa e dei terreni coltivati da tutta una vita. Nonostante siano stati presi alcuni provvedimenti legislativi, le donne si trovano ad affrontare ogni giorno sfide difficili per dimostrare di possedere i loro beni. Questa drammatica situazione nasconde un fatto assai più grave, cioè che oggi in Sierra Leone la donna non è ancora considerata al pari di un uomo, non ha i suoi stessi diritti, e in quei villaggi immersi nelle foreste, dove la tutela legislativa non riesce ad arrivare, prevalgono ancora le leggi consuetudinarie, per cui la donna raramente viene inclusa nei negoziati di acquisizione della terra, raramente ne riceve il risarcimento e talvolta viene invitata a tacere durante le riunioni comunitarie. Questa condizione non fa che aumentare la dipendenza delle donne dagli uomini per tutto ciò che riguarda il loro ruolo nella società come donne e come madri. Difficile scappare dai maltrattamenti domestici, impossibile pagare le cure mediche dei tuoi bambini se la tua casa o il pezzo di terra che coltivavi ti viene espropriato da un giorno all’altro senza riceverne un minimo rimborso. La terra è dunque l’unico mezzo di sostentamento e di emancipazione della donna in Sierra Leone. COOPI lo sa e da tre anni porta avanti un progetto di alfabetizzazione e sensibilizzazione circa i suoi diritti.

D come Sviluppo • Con 20 euro sostieni l’acquisto e la distribuzione di materiale informativo • Con 30 euro offri ad un gruppo di 20 donne un corso di alfabetizzazione e leadership • Con 50 euro assicuri la formazione sulle leggi nazionali e locali in tema di diritti per 5 donne • Con 125 euro garantisci per un mese il supporto di un paralegale • Con 300 euro sostieni interamente le spese processuali di una donna

Come donare: • in posta: CC postale sul conto 990200 intestato a COOPI - Cooperazione Internazionale - ONG ONLUS. • in banca: CC Banca Popolare Etica IBAN: IT 06 R 05018 01600 000000102369 intestato a: COOPI - Cooperazione Internazionale - ONG ONLUS. • online: con carta di credito su www.coopi.org

18

Ma oggi serve qualcosa di più. Le donne ora sanno leggere e scrivere, conoscono i propri diritti, ma per farli valere di fronte alla legge hanno bisogno di un supporto legale. Una nuova legge del 2012 ha stabilito che le persone prive di mezzi economici dovrebbero accedere al supporto paralegale, una rete di assistenti legali professionali. Dovrebbero… Tuttavia il loro scarso numero e la loro formazione generica li rende una risorsa inaccessibile. Obiettivo di questa nuova fase del progetto di COOPI sarà quindi mettere in grado le donne di rivendicare i propri diritti all’interno dei sistemi di giustizia formale e tradizionale. Come? Attraverso: •La formazione dei paralegali in tema di violazione dei diritti di genere e di proprietà, affinché siano in grado di assistere le nostre beneficiarie nella preparazione delle carte del processo; •La copertura finanziaria delle spese processuali; •La prosecuzione dei corsi di alfabetizzazione e sensibilizzazione. Sia Jimmy, Mariatu Juse, Mary Kamara, Mary Ellie, Ethel Cynthia Gloria Vincent… sono oltre 2.500 le storie di donne che grazie a COOPI hanno riacquistato la propria dignità contro la violenza, i diritti negati e i soprusi illegittimi del loro passato. Aiutaci a rendere questo cammino di riscatto possibile per oltre 3000 donne che ancora oggi attendono un futuro migliore. Contribuisci al futuro della donna in Sierra Leone!

Fiori? No!

Un futuro migliore per la Festa della Mamma Per la Festa della Mamma COOPI ha pensato ad un regalo veramente speciale: donare un futuro di speranza ad una madre in Sierra Leone. Se lo desideri, con una donazione minima di 20 €, COOPI invierà a casa una lettera che spiegheràil tuo gesto. Basterà chiamare lo 02 3085057, oppure inviare ad amici@coopi.org il nome, l’indirizzo della madre che riceverà il tuo regalo e la ricevuta di donazione.

Buona Festa della Mamma a tutte!


Sierra Leone, 2013. Ph. Mattia Zopellaro

Sono Sia Jimmy, nella foto mi vedete con i “miei bambini”. In realtà quelli che mi circondano sono i gli alunni della scuola elementare di Bangaloo, nel distretto di Kono, dove insegno; nell’altra immagine, invece, sono con i miei figli Samba and Eiah, di 2 e 7 anni - il più grande dei miei figli al momento della foto era a scuola. Ho 40 anni e vivo nella regione di Kono, nella parte orientale della Sierra Leone, al confine con la Guinea. Questa zona del Paese è ricca di miniere di diamanti che però sono state la rovina della nostra terra. Dal 1991 al 2002, infatti, siamo stati sconvolti da una guerra civile sanguinosa legata proprio alle pietre preziose, che ha lasciato dietro sé una generazione di giovani mutilati e di donne vittime di abusi. È proprio a causa di questa guerra che la mia vita è cambiata radicalmente: ho perso mio marito ucciso dai ribelli e a 20 anni sono stata costretta a fuggire nella vicina Guinea. Lì per sopravvivere mi sono dedicata al piccolo commercio di frutta, pane, acqua… Sono stati anni terribili, in cui ho continuato a subire violenze, tra cui lo stupro di un soldato. Terminata la guerra, sono riuscita a tornare nel mio Paese ed ho acquistato una piccola casa a Koidu. Purtroppo, di tanto in tanto, devo allontanarmi a causa dell’espansione della vicina miniera di diamanti: le deflagrazioni di dinamite sono così forti che fanno tremare i muri della casa,

ma poi ritorno. È lì la mia casa. Alcuni anni fa ho incontrato COOPI. Sono stata coinvolta nelle attività di formazione sui diritti delle donne per la proprietà della terra ed ho partecipato ai dibattiti sulle discriminazioni tra uomini e donne. Adesso sono consapevole dei miei diritti e da 6 anni insegno in una scuola elementare. Nonostante il mio stipendio sia molto basso, amo il mio lavoro e lo porto avanti con impegno e passione perché mi da la possibilità di parlare con i piccoli che saranno il futuro del nostro Paese. Sono loro che devono essere educati ed accompagnati perché gli orrori del passato non sconvolgano di nuovo la Sierra Leone.

19


COOPINEWS / dall’italia di Cecilia Cinelli e Marta Bolognino

Buon compleanno, COOPI Suisse!

Coopi Suisse, fondata nel maggio 2012 a Lugano, su iniziativa di alcuni cittadini ticinesi, é stata riconosciuta ufficialmente 'associazione di pubblica utilità' lo scorso dicembre. Festeggia questo riconoscimento ed il suo primo anno di vita con due importanti eventi a Lugano: un incontro e una mostra sul Ciad il 22 marzo ed il corso di introduzione alla cooperazione il 25-26 maggio. Per info: Laura Francioli, Resp.le Coopi Suisse, suisse@coopi.org      

Auguri al Gruppo Locale Monopoli!

Anniversario anche per il Gruppo Locale di Monopoli (BA), nato un anno fa dal desiderio di Isabella, la volontaria responsabile del gruppo, e di altri amici pugliesi di attivarsi concretamente per migliorare il mondo. Per info: Isabella Recchiuto, Resp.le GL Monopoli, isabellarecchiuto@libero.it     

Ci vediamo a Terra Futura

Terzo anno di partecipazione per COOPI Toscana a Terra Futura, la mostraconvegno che ogni anno unisce le realtà impegnate nella costruzione di un futuro sostenibile e più equo per tutti. Il 17-18-19 maggio alla Fortezza da Basso a Firenze cerca lo stand di COOPI Toscana per saperne di più sui progetti COOPI e per conoscere i nostri volontari! Per info: Luca Tacconi, Resp.le Coopi Toscana, toscana@coopi.org

COOPI in marcia a Crema

Inizia a scaldarti i muscoli: il 25 maggio arriva la prima edizione di COOPI Marcia, la maratona non competitiva organizzata a Crema dal gruppo di volontari COOPI. Corri insieme a noi per promuovere l’alfabetizzazione in Repubblica Democratica del Congo. Per info e iscrizioni: Giacomo Minaglia, Resp.le GL Crema, giacomo.minaglia@tin.it

Riapre COOPI Piemonte

Introduzione alla cooperazione I corsi di COOPI - edizione 2013

Quinta edizione per i corsi di introduzione alla cooperazione internazionale di COOPI, il consueto appuntamento con la formazione rivolto a chi vuole avvicinarsi ai meccanismi della cooperazione e di una ONG come la nostra. Durante il 2013 saranno affrontati argomenti specifici con moduli tematici, come ad esempio la sicurezza alimentare, le energie rinnovabili e gli interventi di riduzione disastri. I corsi sono a numero chiuso e sono attivati solo a raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Al termine di ogni corso, è rilasciato un attestato di partecipazione. Sconti per studenti e soci COOPI.

› Lugano: 25-26 maggio › Milano: 22-23-29-30 ottobre, 5-6-12 novembre › Cagliari: 16-17 novembre Controlla il calendario aggiornato, i programmi e le modalità per partecipare su www.volontaricoopi.org oppure contatta Cecilia Cinelli a volontari@coopi. org, tel.02.3085057.

Grazie a tutti voi per questo anno insieme! C'è ancora tanto da fare!

Ripartono le attività di COOPI a Torino! Dopo qualche mese di pausa, i volontari di COOPI Piemonte ritornano sulla scena torinese con nuove leve, idee ed energie per promuovere i progetti COOPI nel sud del mondo. Per info: contatta Margherita Lala a piemonte@coopi.org

20

Sul sito www.volontaricoopi.org trovi anche tutti gli appuntamenti delle sedi e dei gruppi locali COOPI. Iscriviti al sito e diventa volontario anche tu! Ti aspettiamo!


PER INFO E ISCRIZIONI: Cecilia Cinelli, Responsabile Area Volontari tel. 023085057 - volontari@coopi.org - www.coopi.org

21


COOPINEWS / SOSTEGNO A DISTANZA a cura di Diana Nahum

Grazie a tutti voi! Insieme stiamo dando un grande supporto ai 2.692 bambini del Sostegno a distanza; e non solo a loro: il vostro aiuto, arriva anche ai genitori, ai fratelli, ai compagni di classe, agli amici dello stesso villaggio... Infatti, grazie al sostegno a distanza, la maggior parte delle famiglie riceve ogni mese una cassa di prodotti alimentari che contribuisce all’alimentazione di tutti; allo stesso modo, i bambini delle scuole in cui lavoriamo ricevono le uniformi, i quaderni, le matite e anche le cure mediche. Così a beneficiare del sostegno a distanza sono intere comunità. Il nostro GRAZIE quest’anno è ancora più intenso. Perché l’impegno di chi, nonostante la grave crisi, decide di portare avanti in ogni caso il suo aiuto a un bambino, è ancora più stimabile. È il caso di Michela, che sostiene a distanza una ragazza in Senegal e che ci ha scritto per raccontarci come per lei “la solidarietà ha vinto la crisi” (vedi box accanto). Purtroppo, sono in tanti anche coloro che ci scrivono o ci telefonano accorati per dirci che sono costretti a interrompere il loro sostegno. Anche a tutti loro va il nostro caloroso Grazie. Grazie per esserci stati vicini finché avete potuto: sappiamo con quanta fatica avete dovuto fare questa scelta. Siamo certi che continuerete a sostenerci con la vostra amicizia e che, in tempi migliori, sarete di nuovo concretamente con noi dalla parte dei bambini.

Diamo i numeri 2.692 bambini sostenuti a distanza nel 2012 2.401 donatori 752.470 euro raccolti 28 progetti 8 paesi

Quando la solidarietà vince sulla crisi Le parole di Michela

Babbo Natale è passato! Un vestito nuovo a tutti i bambini dell’Orfanotrofio di Grafton (Sierra Leone), un paio di scarpe per i piccoli ospiti del Foyer Ek-Abana (Rep. Democratica del Congo), nuovi libri per le bambine domestiche supportate da Casa de Panchita (Perù): questi sono solo alcuni esempi di quanto abbiamo potuto fare, grazie alle donazioni che abbiamo ricevuto per Natale. Grazie a voi, tutti i bambini sostenuti a distanza hanno ricevuto un dono: in alcuni casi, come quelli sopra citati, siamo riusciti ad acquistare esattamente quello che ci era stato richiesto. In altri casi, abbiamo regalato un piccolo gioco o dei dolci, poiché i fondi raccolti non sono stati sufficienti per accontentare esattamente le richieste. Tutti sono stati felici e noi vi ringraziamo di cuore, perché garantire un dono ai nostri piccoli beneficiari significa anche restituire loro il diritto di essere bambini!

22

Un anno fa io e il mio ragazzo abbiamo deciso di intraprendere una cosa nuova: l'adozione a distanza. Io ero entusiasta, non stavo più nella pelle. Era nato in me un sentimento forte. Volevo sapere tutto della ragazza che avevamo iniziato a sostenere. Ma soprattutto il mio sogno era quello di accompagnarla finché non sarebbe diventata un'adulta soddisfatta e realizzata. Ma arriva gennaio e io devo rinnovare la mia quota annuale. 300 euro. È vero, non sono tanti, ma in questo momento per me sono una grossa cifra. Mando una mail all'associazione e dico che non posso continuare. Mi piange il cuore. Mi dispiace infinitamente, mi sento in colpa. Però, a malincuore, è la scelta che faccio. La sera, ne parlo con il mio ragazzo, che mi dice: "Non possiamo interrompere il nostro impegno. Non possiamo abbandonare una ragazza. Continuiamo." Erano le parole che volevo sentirmi dire, quello che mi serviva per farmi continuare e "spendere" (anzi, investire) questi 300 euro. Il giorno dopo chiamo subito COOPI e comunico che ho cambiato idea. Sento la ragazza sorridere dall'altra parte del telefono e capisco nuovamente di aver fatto la cosa giusta. Faccio subito il bonifico e il mio cuore torna ad essere felice.


Diventa Socio partecipante di COOPI! Chiunque si sente vicino a COOPI, ne approva lo spirito e contribuisce anche minimamente alle attività che conduciamo quotidianamente, può divenire Socio Partecipante. Diventando Socio, ciascuno può essere più coinvolto nella vita quotidiana di COOPI, ricevendo regolarmente documentazione sulle attività che abbiamo in corso, venendo invitato alle attività che i diversi gruppi locali mettono in campo un po’ in tutta Italia. A norma di Statuto poi, non appena verrà raggiunto il numero di 100 Partecipanti, verrà costituito il Collegio dei Partecipanti. Esso potrà formulare pareri e proposte sulle attività e sui programmi della Fondazione e potrà indicare al Collegio dei Fondatori candidature per il Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Per aderire e avere maggiori informazioni: scrivi alla Segreteria Generale - segreteria@coopi.org o chiama il numero 02.3085057 Quota di adesione: 20 euro

Potete dimostrare un amore

ancora più grande.

Vogliamo parlarvi proprio di matrimonio. Un momento speciale che ogni persona vuole vivere con intensità, serenità, amore e un’immensa felicità. Coopi vi propone di rendere questo vostro giorno pieno d’amore ancora più unico e speciale e legato indissolubilmente ad una scelta di cuore, di condivisione e di bene. Le bomboniere e la luna di miele solidali non vi costeranno di più, ma vi permetteranno di dedicare parte della vostra festa alle persone bisognose che Coopi aiuta quotidianamente nel sud del mondo. Un modo semplice per rendere ancora più grande il vostro amore. Per maggiori informazioni: · Bomboniere solidali per battesimo, comunione, laurea e matrimonio: Ufficio Relazioni con i Donatori allo 02.30.85.057 - mail: amici@coopi.org

· Viaggi di nozze: www.lunadimielesolidale.it - Tel.045 8010680 - mail: preventivo.luna@p-t-s.it

23


Abbiamo promesso a un milione di bambini un mondo migliore. Il tuo 5 per 1000 per mantenere questa promessa.

Codice Fiscale 80118750159 Il tuo 5 per 1000 a COOPI: la tua buona azione che non costa nulla. COOPI Cooperazione Internazionale lotta contro la fame, la sete, l’ignoranza, contro le ingiustizie sociali, le epidemie e interviene per risolvere le emergenze e promuovere uno sviluppo sostenibile delle comunità del Sud del Mondo.

MIGLIORIAMO IL MONDO INSIEME

8011875

www.coopi.org

0159


COOPI News Aprile 2013  

COOPI News Aprile 2013

Advertisement
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you