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calendario

cultura

gennaio – aprile 2014

Supplemento di Cooperazione N. 2 del 7 gennaio 2014


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cultura

gennaio – aprile 2014

Quel piacevole imbarazzo della scelta

Chi è di scena «Gl’innamorati» di Carlo Goldoni Dal 13 al 15 febbraio, alle 20.45, per la ricorrenza di San Valentino, il Teatro Sociale di Bellinzona ha in cartellone «Gl’innamorati» di Carlo Goldoni, con la regia di Stefano Artissunch. Divertente e romantica, la commedia racconta dell’amore tormentato di due giovani fra corteggiamento e seduzione. Ostacolo alla loro felicità: non i soliti impedimenti esterni ma l’orgoglio e la gelosia reciproci. Il genio di Goldoni rende possibile l’attualità e il realismo del testo.

S

e cercate idee di qualità per spendere bene il vostro tempo libero, mettete il calendario di Coop cultura sul comodino. In questo numero trovate infatti interessanti proposte culturali: da gennaio sino a fine aprile 2014. Appuntamenti che Coop cultura ha deciso di sostenere e che potete pregustare nelle pagine dell’inserto. Ad esempio, accompagneremo il Teatro Sociale di Bellinzona, oltre che sostenendolo nella capitale, anche in uscita sul territorio, precisamente in val di Blenio, con la pièce tratta dal libro di Giovani Orelli «L’anno della valanga», che sarà in scena al Teatro Blenio di Acquarossa. Fra le perle di valle segnaliamo la mostra dedicata allo scrittore tedesco Alfred Andersch, in Onsernone, e due iniziative locali a favore dei più piccoli, ad Ambrì con Coccinellarcobaleno e a Olivone con il Gruppo Teatrino. Per i fanciulli Coop cultura mette in agenda anche gli appuntamenti di Minimusica e la mostra al Museo in erba dedicata all’estroso Arcimboldo. Ma l’aria giovane la si respira soprattutto con lo speciale sostegno alla decima edizione del concorso di scrittura Tre Valli, che mobilita un esercito di allievi alle prese con penna e fantasia. Scrittura è cultura e ogni anno sono quasi in mille a partecipare. Per chi giovane non è più ma tale si sente, l’appuntamento proposto è il ciclo del TeatrOver60 ad Ascona. Non è tutto: la musica è per noi un capitolo di rilie­vo, con manifestazioni che vanno dai Concerti delle camelie a Locarno, ai Concerti di San Biagio a Ravecchia, alle esibizioni dell’orchestra Arcadia su e giù per il cantone, a un tocco di jazz al Festival di cultura e musica di Chiasso e al finanziamento della composizione dell’inno per i 150 anni della Filarmonica faidese. Un settore così importante da dare una mano a salire sul palco anche alla pièce dedicata alla tormentata relazione Mozart-Salieri. Non c’è che dire: c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Info: 091 825 48 18, www.teatrosociale.ch Scritta nel lontano 1759, la commedia di Carlo

Goldoni ha mantenuto intatta la sua forza.

De André: vita e miracoli G

Venerdì 4 aprile, al Teatro Sociale di Bellinzona, arriva «Le cattive strade», spettacolo dedicato al cantautore ligure.

FOTO: MAD, TEATRO SOCIALE BELLINZONA

Monica Piffaretti, membro di Coop cultura

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iornalista (anzi: miglior giornalista italiano su Twitter, nel 2013), autore teatrale, scrittore, volto televisivo (de LA7), persino sommelier e – fa un po’ ridere, certo, ma è così – degustatore di formaggi. Qualificare Andrea Scanzi è un compito arduo. Meglio ascoltarlo, quindi, piuttosto che inquadrarlo. Al pubblico ticinese l’occasione sarà data venerdì 4 aprile, alle 20.45, quando al Teatro Sociale di Bellinzona andrà in scena, al fianco di Giulio Casale (voce e chitarra), con «Le cattive strade», incontro-spettacolo dedicato a Fabrizio De André. Cooperazione: Cosa aspettarsi? Andrea Scanzi: Che nessuno s’immagini una canonizzazione o una santificazione del compianto cantautore ligure. «Le cattive strade» intende raccontare, senza agiografie ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto. Scomodo. Irripetibile.

Andrea Scanzi sul palco.

Non mi dica che il suo obiettivo era quello di una biografia, seppur multimediale,

tanto non le crederei. La verità? Filmati originali, estratti audio, foto rare ed esecuzioni sono in scaletta. Però lo ammetto: pur con la consapevolezza che è una goccia d’acqua nel mare, la speranza è di risvegliare le coscienze. Un invito ad aprire gli occhi, a porsi delle domande, ad affrontare i dubbi. Abbiamo insomma interiorizzato la missione di De André. Perché lui, se ti «prendeva», la vita te la rivoluzionava davvero.

Cosa significa, per lei, portare lo spettacolo fuori dai confini italiani? Una domanda più semplice? No. Mi dispiace. Allora dovrò essere sincero. Ho la sensazione che i cantautori italiani siano più apprezzati all’estero che non nella Penisola. Da noi li si snobba per convenzione. Abbiamo perso questa sensibilità. E, purtroppo, non è l’unica cosa che ci fa difetto.

lenti sono individuali, anarchici. Si è passati dal «noi» all’«io». Una frantumazione già constatata da Fabrizio De André. In Svizzera constato invece un orgoglio positivo: potrebbe apparire coma una sorta di nazionalismo, ma so che in realtà è un patriottismo sano. Nemmeno noi siamo perfetti… No, ma in materia di democrazia avete molto da insegnare. A voi sembrerà un complimento. Eppure, come italiano, mi rattristo di dover oltrepassare i confini per ritrovare il rispetto delle regole. Per concludere: dal giornalismo al palcoscenico, il passo è così breve? Non breve, ma naturale. Meno difficile, comunque, dello scrivere un articolo su temi che non si conoscono bene. Io mi sono laureato in lettere con una tesi sui cantautori. Li conosco. E del contatto con il pubblico ho profondamente bisogno.

Cioè? Thomas Carta Be’, ora dovrò aprire il libro. Non abbiamo più il senso della collettività. In Italia i ta- Info: www.andreascanzi.it


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gennaio – aprile 2014

Quel piacevole imbarazzo della scelta

Chi è di scena «Gl’innamorati» di Carlo Goldoni Dal 13 al 15 febbraio, alle 20.45, per la ricorrenza di San Valentino, il Teatro Sociale di Bellinzona ha in cartellone «Gl’innamorati» di Carlo Goldoni, con la regia di Stefano Artissunch. Divertente e romantica, la commedia racconta dell’amore tormentato di due giovani fra corteggiamento e seduzione. Ostacolo alla loro felicità: non i soliti impedimenti esterni ma l’orgoglio e la gelosia reciproci. Il genio di Goldoni rende possibile l’attualità e il realismo del testo.

S

e cercate idee di qualità per spendere bene il vostro tempo libero, mettete il calendario di Coop cultura sul comodino. In questo numero trovate infatti interessanti proposte culturali: da gennaio sino a fine aprile 2014. Appuntamenti che Coop cultura ha deciso di sostenere e che potete pregustare nelle pagine dell’inserto. Ad esempio, accompagneremo il Teatro Sociale di Bellinzona, oltre che sostenendolo nella capitale, anche in uscita sul territorio, precisamente in val di Blenio, con la pièce tratta dal libro di Giovani Orelli «L’anno della valanga», che sarà in scena al Teatro Blenio di Acquarossa. Fra le perle di valle segnaliamo la mostra dedicata allo scrittore tedesco Alfred Andersch, in Onsernone, e due iniziative locali a favore dei più piccoli, ad Ambrì con Coccinellarcobaleno e a Olivone con il Gruppo Teatrino. Per i fanciulli Coop cultura mette in agenda anche gli appuntamenti di Minimusica e la mostra al Museo in erba dedicata all’estroso Arcimboldo. Ma l’aria giovane la si respira soprattutto con lo speciale sostegno alla decima edizione del concorso di scrittura Tre Valli, che mobilita un esercito di allievi alle prese con penna e fantasia. Scrittura è cultura e ogni anno sono quasi in mille a partecipare. Per chi giovane non è più ma tale si sente, l’appuntamento proposto è il ciclo del TeatrOver60 ad Ascona. Non è tutto: la musica è per noi un capitolo di rilie­vo, con manifestazioni che vanno dai Concerti delle camelie a Locarno, ai Concerti di San Biagio a Ravecchia, alle esibizioni dell’orchestra Arcadia su e giù per il cantone, a un tocco di jazz al Festival di cultura e musica di Chiasso e al finanziamento della composizione dell’inno per i 150 anni della Filarmonica faidese. Un settore così importante da dare una mano a salire sul palco anche alla pièce dedicata alla tormentata relazione Mozart-Salieri. Non c’è che dire: c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Info: 091 825 48 18, www.teatrosociale.ch Scritta nel lontano 1759, la commedia di Carlo

Goldoni ha mantenuto intatta la sua forza.

De André: vita e miracoli G

Venerdì 4 aprile, al Teatro Sociale di Bellinzona, arriva «Le cattive strade», spettacolo dedicato al cantautore ligure.

FOTO: MAD, TEATRO SOCIALE BELLINZONA

Monica Piffaretti, membro di Coop cultura

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iornalista (anzi: miglior giornalista italiano su Twitter, nel 2013), autore teatrale, scrittore, volto televisivo (de LA7), persino sommelier e – fa un po’ ridere, certo, ma è così – degustatore di formaggi. Qualificare Andrea Scanzi è un compito arduo. Meglio ascoltarlo, quindi, piuttosto che inquadrarlo. Al pubblico ticinese l’occasione sarà data venerdì 4 aprile, alle 20.45, quando al Teatro Sociale di Bellinzona andrà in scena, al fianco di Giulio Casale (voce e chitarra), con «Le cattive strade», incontro-spettacolo dedicato a Fabrizio De André. Cooperazione: Cosa aspettarsi? Andrea Scanzi: Che nessuno s’immagini una canonizzazione o una santificazione del compianto cantautore ligure. «Le cattive strade» intende raccontare, senza agiografie ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto. Scomodo. Irripetibile.

Andrea Scanzi sul palco.

Non mi dica che il suo obiettivo era quello di una biografia, seppur multimediale,

tanto non le crederei. La verità? Filmati originali, estratti audio, foto rare ed esecuzioni sono in scaletta. Però lo ammetto: pur con la consapevolezza che è una goccia d’acqua nel mare, la speranza è di risvegliare le coscienze. Un invito ad aprire gli occhi, a porsi delle domande, ad affrontare i dubbi. Abbiamo insomma interiorizzato la missione di De André. Perché lui, se ti «prendeva», la vita te la rivoluzionava davvero.

Cosa significa, per lei, portare lo spettacolo fuori dai confini italiani? Una domanda più semplice? No. Mi dispiace. Allora dovrò essere sincero. Ho la sensazione che i cantautori italiani siano più apprezzati all’estero che non nella Penisola. Da noi li si snobba per convenzione. Abbiamo perso questa sensibilità. E, purtroppo, non è l’unica cosa che ci fa difetto.

lenti sono individuali, anarchici. Si è passati dal «noi» all’«io». Una frantumazione già constatata da Fabrizio De André. In Svizzera constato invece un orgoglio positivo: potrebbe apparire coma una sorta di nazionalismo, ma so che in realtà è un patriottismo sano. Nemmeno noi siamo perfetti… No, ma in materia di democrazia avete molto da insegnare. A voi sembrerà un complimento. Eppure, come italiano, mi rattristo di dover oltrepassare i confini per ritrovare il rispetto delle regole. Per concludere: dal giornalismo al palcoscenico, il passo è così breve? Non breve, ma naturale. Meno difficile, comunque, dello scrivere un articolo su temi che non si conoscono bene. Io mi sono laureato in lettere con una tesi sui cantautori. Li conosco. E del contatto con il pubblico ho profondamente bisogno.

Cioè? Thomas Carta Be’, ora dovrò aprire il libro. Non abbiamo più il senso della collettività. In Italia i ta- Info: www.andreascanzi.it


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gennaio – aprile 2014

TeatrOver60: in scena un giovedì al mese Al Teatro del gatto di Ascona proseguono gli appuntamenti della rassegna per gli anziani.

Giovedì 6 febbraio, alle 15, sarà il turno   della pièce «Di Giulietta e del suo Romeo», prodotta dalla compagnia Progetto Brockenhaus, per la regia di Federico Dimitri, con   Elisa Canessa, Ilaria De Luca e Andrea Gambuzza. Nonostante le loro famiglie siano in guerra per un odio reciproco, tra i giovani Romeo e Giulietta sboccia l’amore. Si ameranno per tutta la vita? I due non lo sapranno mai. Nella loro tragica fine è racchiuso un drastico rifiuto: quello di venire a patti con l’ottusità degli adulti. Nello spettacolo,  

Romeo e Giulietta sono rappresentati da due fantocci che, privati della possibilità di esprimersi e di essere ascoltati, vengono travolti dal mondo degli adulti. Un ambiente che spesso mette in secondo piano le esigenze dei ragazzi, impedendogli di vivere appieno la propria età.

Due scene dello spettacolo.

Giovedì 13 marzo, alle 15, sarà infine il turno de «L’uccello di fuoco», firmato dalla compagnia Art N/veau di Perugia, di e con Cecilia Ventriglia e Giulia Zeetti. Loop station vocale, origami e due attrici-danzatrici: un’atmosfera magica in cui i canti, i corpi e le loro trasformazioni invitano gli spettatori a dipingere, con la loro fantasia, i luoghi, i personaggi e le emozioni di una fiaba senza tempo.   Lo spettacolo è ispirato all’omonima leggenda russa in cui il principe Ivan, con l’aiuto dell’uccello di fuoco, libera dalle grinfie del cattivo Kascey la principessa Vassilissa. In scena, i protagonisti della narrazione sono il corpo e la voce, contenitori di musica, movimento e colore che riescono a toccare le   corde intime di ognuno di noi.

Mozart e Salieri e L’ospite di pietra Il 21 e 22 febbraio, il Teatro Foce di Lugano ospita una spettacolo ispirato ai due omonimi microdrammi di Puškin.

M

Rassegna gratuita per spettatori con tessera AVS. Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

Lo spettacolo   «L’uccello di fuoco».

FOTO: LARA DE MARIA

Giovedì 9 gennaio, alle 15, il cartellone 2014 sarà inaugurato con la proiezione de «La strada di casa». Diretto da Bruno Bergomi e   Matteo Bellinelli, il documentario ripercorre alcuni momenti della nostra storia attraverso la testimonianza di tre interlocutori nati tra   il 1920 e il 1928: Margherita Scala Maderni, Eros Ratti e Giovanni Orelli. Figure che hanno visto e conosciuto un Paese completamente diverso, appena uscito dalla Prima guerra mondiale e sotto la minaccia di un secondo, devastante conflitto. Un’esperienza diretta fondamentale per poter spiegare e raccontare quando, e soprattutto quanto, è cambiato il nostro Paese: com’è passato, nel secondo dopoguerra, da una civiltà contadina al terziario e, in breve tempo, al terziario avanzato.

ozart e Salieri» e «L’ospite di pietra» sono i titoli dello spettacolo (in atto unico), ispirato ai due omonimi microdrammi di Aleksandr Sergeeviˇc Puškin, che l’insieme artistico-dinamico Con_creta porterà in scena al Teatro Foce di Lugano il 21 e 22 febbraio, alle 20.30. L’adattamento e la regia sono stati curati da Diego Willy Corna, mentre alla ribalta saliranno Alessandro Boldetti, Alessia Leoni e Orfeo Fumagalli. I temi portanti dell’opera sono due vizi capitali: l’invidia, movente del leggendario avvelenamento di Mozart da parte del rivale Salieri; e la lussuria, che guida le gesta di Don Giovanni, seduttore impenitente costretto a fare i conti con l’ospite di pietra e con sé stesso. Il primo microdramma mostra il rigo-

re della Vienna settecentesca che si rispecchia nel freddo del bianco, nelle geometrie lineari tracciate sul palco, nelle musiche solenni, nella luce del fuoco e nel profumo d’incenso. Un uomo siede a un tavolo e si consuma cercando di afferrare l’armonia, un altro è in piedi e a quest’ultima si abbandona liberamente. Una sincera unione li lega come la trama e l’ordito che, pur percorrendo strade diverse, s’intrecciano, per dare origine allo stesso tessuto di gratitudine e invidia. Queste prime suggestioni prendono vita dalle pagine del testo di Puškin e ci mostrano due diverse nature del creare, due facce della stessa medaglia, opposte ma indissolubilmente legate. Nel secondo microdramma si sarà di nuovo invitati a sedersi a tavola, ma

questa volta nella calorosa Madrid, avvolti dalla sensualità dei movimenti curvilinei, dal profumo e dal colore di 2065 fiori usati per la scenografia e i costumi. 2065 sono pure le donne conquistate dal seduttore seriale Don Giovanni e registrate nel suo catalogo dal fedele servitore Leporello, come ci racconta lo stesso Mozart nella sua opera, da cui è stata tratta ispirazione per «L’ospite di pietra»: a ogni personaggio è affidato un fiore da cui sboccia una virtù dalla fragranza irresistibile e inebriante. Due spettacoli in uno, in apparenza antitetici, ma uniti da profondi richiami simbolici e dall’immortale musica di Mozart, vero e proprio quarto attore in scena. Info: www.concreta.ch

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TeatrOver60: in scena un giovedì al mese Al Teatro del gatto di Ascona proseguono gli appuntamenti della rassegna per gli anziani.

Giovedì 6 febbraio, alle 15, sarà il turno   della pièce «Di Giulietta e del suo Romeo», prodotta dalla compagnia Progetto Brockenhaus, per la regia di Federico Dimitri, con   Elisa Canessa, Ilaria De Luca e Andrea Gambuzza. Nonostante le loro famiglie siano in guerra per un odio reciproco, tra i giovani Romeo e Giulietta sboccia l’amore. Si ameranno per tutta la vita? I due non lo sapranno mai. Nella loro tragica fine è racchiuso un drastico rifiuto: quello di venire a patti con l’ottusità degli adulti. Nello spettacolo,  

Romeo e Giulietta sono rappresentati da due fantocci che, privati della possibilità di esprimersi e di essere ascoltati, vengono travolti dal mondo degli adulti. Un ambiente che spesso mette in secondo piano le esigenze dei ragazzi, impedendogli di vivere appieno la propria età.

Due scene dello spettacolo.

Giovedì 13 marzo, alle 15, sarà infine il turno de «L’uccello di fuoco», firmato dalla compagnia Art N/veau di Perugia, di e con Cecilia Ventriglia e Giulia Zeetti. Loop station vocale, origami e due attrici-danzatrici: un’atmosfera magica in cui i canti, i corpi e le loro trasformazioni invitano gli spettatori a dipingere, con la loro fantasia, i luoghi, i personaggi e le emozioni di una fiaba senza tempo.   Lo spettacolo è ispirato all’omonima leggenda russa in cui il principe Ivan, con l’aiuto dell’uccello di fuoco, libera dalle grinfie del cattivo Kascey la principessa Vassilissa. In scena, i protagonisti della narrazione sono il corpo e la voce, contenitori di musica, movimento e colore che riescono a toccare le   corde intime di ognuno di noi.

Mozart e Salieri e L’ospite di pietra Il 21 e 22 febbraio, il Teatro Foce di Lugano ospita una spettacolo ispirato ai due omonimi microdrammi di Puškin.

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Rassegna gratuita per spettatori con tessera AVS. Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

Lo spettacolo   «L’uccello di fuoco».

FOTO: LARA DE MARIA

Giovedì 9 gennaio, alle 15, il cartellone 2014 sarà inaugurato con la proiezione de «La strada di casa». Diretto da Bruno Bergomi e   Matteo Bellinelli, il documentario ripercorre alcuni momenti della nostra storia attraverso la testimonianza di tre interlocutori nati tra   il 1920 e il 1928: Margherita Scala Maderni, Eros Ratti e Giovanni Orelli. Figure che hanno visto e conosciuto un Paese completamente diverso, appena uscito dalla Prima guerra mondiale e sotto la minaccia di un secondo, devastante conflitto. Un’esperienza diretta fondamentale per poter spiegare e raccontare quando, e soprattutto quanto, è cambiato il nostro Paese: com’è passato, nel secondo dopoguerra, da una civiltà contadina al terziario e, in breve tempo, al terziario avanzato.

ozart e Salieri» e «L’ospite di pietra» sono i titoli dello spettacolo (in atto unico), ispirato ai due omonimi microdrammi di Aleksandr Sergeeviˇc Puškin, che l’insieme artistico-dinamico Con_creta porterà in scena al Teatro Foce di Lugano il 21 e 22 febbraio, alle 20.30. L’adattamento e la regia sono stati curati da Diego Willy Corna, mentre alla ribalta saliranno Alessandro Boldetti, Alessia Leoni e Orfeo Fumagalli. I temi portanti dell’opera sono due vizi capitali: l’invidia, movente del leggendario avvelenamento di Mozart da parte del rivale Salieri; e la lussuria, che guida le gesta di Don Giovanni, seduttore impenitente costretto a fare i conti con l’ospite di pietra e con sé stesso. Il primo microdramma mostra il rigo-

re della Vienna settecentesca che si rispecchia nel freddo del bianco, nelle geometrie lineari tracciate sul palco, nelle musiche solenni, nella luce del fuoco e nel profumo d’incenso. Un uomo siede a un tavolo e si consuma cercando di afferrare l’armonia, un altro è in piedi e a quest’ultima si abbandona liberamente. Una sincera unione li lega come la trama e l’ordito che, pur percorrendo strade diverse, s’intrecciano, per dare origine allo stesso tessuto di gratitudine e invidia. Queste prime suggestioni prendono vita dalle pagine del testo di Puškin e ci mostrano due diverse nature del creare, due facce della stessa medaglia, opposte ma indissolubilmente legate. Nel secondo microdramma si sarà di nuovo invitati a sedersi a tavola, ma

questa volta nella calorosa Madrid, avvolti dalla sensualità dei movimenti curvilinei, dal profumo e dal colore di 2065 fiori usati per la scenografia e i costumi. 2065 sono pure le donne conquistate dal seduttore seriale Don Giovanni e registrate nel suo catalogo dal fedele servitore Leporello, come ci racconta lo stesso Mozart nella sua opera, da cui è stata tratta ispirazione per «L’ospite di pietra»: a ogni personaggio è affidato un fiore da cui sboccia una virtù dalla fragranza irresistibile e inebriante. Due spettacoli in uno, in apparenza antitetici, ma uniti da profondi richiami simbolici e dall’immortale musica di Mozart, vero e proprio quarto attore in scena. Info: www.concreta.ch

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gennaio – aprile 2014

Il villaggio di Airolo devastato dalla valanga, che causò dieci morti.

E allora eccoci qui, a compiere un salto nel 1951. «Anno di nevicate incredibili, basti pensare che la valanga abbattutasi sul villaggio di Airolo fece registrare dieci vittime», racconta lo scrittore. «Io mi trovavo a Bedretto, come docente di scuola elementare. Il ricordo più tragico non è però legato alla sciagura in sé, quanto all’attesa. L’attesa del male. La paura generata dall’imprevedibilità. La stessa sensazione che in Svizzera avevamo provato alcuni anni prima, con la Seconda guerra mondiale: sul nostro territorio non vi furono combattimenti, ma l’incognita sugli sviluppi era un dramma ancora più spaventoso». «L’anno della valanga», con cui ha inizio la sua carriera letteraria, esce a Milano nel 1965. «E da quel momento, mi creda, almeno per intero non l’ho più riletto», mi assicura. Per l’odio verso le calamità naturali? «No, ma non amo tornare su ciò che ho scritto o detto». Giovanni Orelli sa sempre sorprendere. «Sa perché ho voluto redigere questo romanzo?», mi domanda. Lo guardo in silenzio: preferisco sia lui a spiegarmelo. «Anzitutto per salvare la memoria. Oggi c’è una forma di rifiuto del passato, avvertiva l’intellettuale Franco Fortini. Lo si rimuove. Una tendenza pericolosa». Mentre parla, l’85enne fa comunque trapelare che c’è

Un momento dello spettacolo.

Si replica in Valle di Blenio Il 21 febbraio ad Acquarossa.

Lo scrittore Giovanni Orelli è nato   a Bedretto nel 1928.

FOTO: NICOLA DEMALDI

Lo scrittore Giovanni Orelli torna ai piedi della montagna. E, tra amore e odio, ci spiega il suo rapporto con un libro che ha fatto epoca.

È

un inconfondibile, terapeutico profumo di libri, quello che promana dagli scaffali distribuiti lungo le pareti. In sottofondo, il ticchettio della macchina per scrivere. «Mi perdoni», si giustifica Giovanni Orelli. «Ma devo perfezionare la correzione di una bozza entro stasera: ci vorrà un istante». Ci mancherebbe: per il Professore, questo e altro. Nel frattempo, osservo il suo studio: le «fabbriche di cultura» me le sono sempre immaginate così. «Non stareste più comodi in salotto?», chiede la moglie, dal corridoio. «È un’intervista sulla civiltà contadina», le risponde lui, con un burbero sorriso. «Una stanza nobile non si addice».

FOTO: ARCHIVIO GIULIANO GIULINI, SANDRO MAHLER

1951: l’anno della valanga

dell’altro. In particolare, il tema del viaggio, tanto caro a Charles Baudelaire. «Per me era necessario “uscire dall’inverno”, attraverso la scrittura. Allontanarsi dall’isolamento, in senso fisico e metaforico. All’epoca, infatti, il nostro mondo finiva ad Airolo. Rammento un contadino che, sbuffando, mi disse: “Non ne posso più della neve. Me ne vado ad Arth-Goldau”, come se fosse dall’altra parte del mondo. Del resto, il mio primo viaggio in treno fu fino a Faido. Mi pareva di recarmi all’estero». Aneddoti, citazioni dotte, battute in dialetto. Sa come affascinare, Giovanni Orelli, mentre parla. Ma sulla trasposizione teatrale del suo romanzo, firmata da Ferruccio Cainero, non ha avuto voce in capitolo. Né desiderava averla. «A parte il privilegio della prima fila, l’ho guardata con gli occhi dello spettatore qualunque. E sono rimasto molto soddisfatto: riesce a far capire la differenza tra uno splendido fiocco di neve, che pare un diamante, e il male rappresentato dall’accumulo di questi granelli». L’intervista si conclude qui. Anzi, no. «Immagino utilizzerà immagini della valanga caduta su Airolo», mi dice, già sull’uscio di casa. Glielo confermo. «Be’, si ricordi che io sono di Bedretto, non di Airolo. Ci tengo».

Torna in cartellone «L’anno della valanga», prima produzione del Teatro Sociale di Bellinzona. Lo spettacolo si terrà venerdì   21 febbraio, alle 20.30, al cinema-teatro Blenio di Acquarossa. Grazie al sostegno di Coop cultura, una seconda rappresentazione sarà destinata agli allievi delle scuole medie di Acquarossa. La neve, in Alta Leventina, cade sempre più copiosa. Il paesino di Bedretto è isolato. La vita scorre con la consueta normalità: gli animali da accudire, gli amori da consumare, i morti da   onorare. In cima alla montagna, però, la neve minaccia di precipitare e di spazzare via il villaggio. Per gli abitanti è l’ora della resa dei conti. «L’anno della valanga» è uno dei testi centrali della letteratura ticinese del Novecento. Segna il passaggio dalla prosa celebrativa della vita di montagna tipica di Francesco Chiesa e Giuseppe Zoppi a un approccio critico ma non distaccato, empatico eppure cosciente dei limiti di un mondo destinato a scomparire.   Ma «L’anno della valanga» è stato anche profetico, indicando già mezzo secolo fa quali sarebbero state le linee di sviluppo del   Ticino contemporaneo. La regia di Ferruccio Cainero pone in primo piano il testo di Orelli, in cui le parole fioccano ipnotiche come la neve. Accanto all’io narrante, il villaggio diventa un coro in cui si confondono destini individuali e sorte collettiva. Un narratore, un coro,   una fisarmonica, un clarinetto: la forza delle parole di Orelli non ha bisogno d’altro per raccontare quanto sventurato ed epico sia quel piccolo villaggio aggrappato alla montagna, alla vita,   ai suoi valori che vorrebbe eterni. Info: 091 871 17 05, www.cinemablenio.ch

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Il villaggio di Airolo devastato dalla valanga, che causò dieci morti.

E allora eccoci qui, a compiere un salto nel 1951. «Anno di nevicate incredibili, basti pensare che la valanga abbattutasi sul villaggio di Airolo fece registrare dieci vittime», racconta lo scrittore. «Io mi trovavo a Bedretto, come docente di scuola elementare. Il ricordo più tragico non è però legato alla sciagura in sé, quanto all’attesa. L’attesa del male. La paura generata dall’imprevedibilità. La stessa sensazione che in Svizzera avevamo provato alcuni anni prima, con la Seconda guerra mondiale: sul nostro territorio non vi furono combattimenti, ma l’incognita sugli sviluppi era un dramma ancora più spaventoso». «L’anno della valanga», con cui ha inizio la sua carriera letteraria, esce a Milano nel 1965. «E da quel momento, mi creda, almeno per intero non l’ho più riletto», mi assicura. Per l’odio verso le calamità naturali? «No, ma non amo tornare su ciò che ho scritto o detto». Giovanni Orelli sa sempre sorprendere. «Sa perché ho voluto redigere questo romanzo?», mi domanda. Lo guardo in silenzio: preferisco sia lui a spiegarmelo. «Anzitutto per salvare la memoria. Oggi c’è una forma di rifiuto del passato, avvertiva l’intellettuale Franco Fortini. Lo si rimuove. Una tendenza pericolosa». Mentre parla, l’85enne fa comunque trapelare che c’è

Un momento dello spettacolo.

Si replica in Valle di Blenio Il 21 febbraio ad Acquarossa.

Lo scrittore Giovanni Orelli è nato   a Bedretto nel 1928.

FOTO: NICOLA DEMALDI

Lo scrittore Giovanni Orelli torna ai piedi della montagna. E, tra amore e odio, ci spiega il suo rapporto con un libro che ha fatto epoca.

È

un inconfondibile, terapeutico profumo di libri, quello che promana dagli scaffali distribuiti lungo le pareti. In sottofondo, il ticchettio della macchina per scrivere. «Mi perdoni», si giustifica Giovanni Orelli. «Ma devo perfezionare la correzione di una bozza entro stasera: ci vorrà un istante». Ci mancherebbe: per il Professore, questo e altro. Nel frattempo, osservo il suo studio: le «fabbriche di cultura» me le sono sempre immaginate così. «Non stareste più comodi in salotto?», chiede la moglie, dal corridoio. «È un’intervista sulla civiltà contadina», le risponde lui, con un burbero sorriso. «Una stanza nobile non si addice».

FOTO: ARCHIVIO GIULIANO GIULINI, SANDRO MAHLER

1951: l’anno della valanga

dell’altro. In particolare, il tema del viaggio, tanto caro a Charles Baudelaire. «Per me era necessario “uscire dall’inverno”, attraverso la scrittura. Allontanarsi dall’isolamento, in senso fisico e metaforico. All’epoca, infatti, il nostro mondo finiva ad Airolo. Rammento un contadino che, sbuffando, mi disse: “Non ne posso più della neve. Me ne vado ad Arth-Goldau”, come se fosse dall’altra parte del mondo. Del resto, il mio primo viaggio in treno fu fino a Faido. Mi pareva di recarmi all’estero». Aneddoti, citazioni dotte, battute in dialetto. Sa come affascinare, Giovanni Orelli, mentre parla. Ma sulla trasposizione teatrale del suo romanzo, firmata da Ferruccio Cainero, non ha avuto voce in capitolo. Né desiderava averla. «A parte il privilegio della prima fila, l’ho guardata con gli occhi dello spettatore qualunque. E sono rimasto molto soddisfatto: riesce a far capire la differenza tra uno splendido fiocco di neve, che pare un diamante, e il male rappresentato dall’accumulo di questi granelli». L’intervista si conclude qui. Anzi, no. «Immagino utilizzerà immagini della valanga caduta su Airolo», mi dice, già sull’uscio di casa. Glielo confermo. «Be’, si ricordi che io sono di Bedretto, non di Airolo. Ci tengo».

Torna in cartellone «L’anno della valanga», prima produzione del Teatro Sociale di Bellinzona. Lo spettacolo si terrà venerdì   21 febbraio, alle 20.30, al cinema-teatro Blenio di Acquarossa. Grazie al sostegno di Coop cultura, una seconda rappresentazione sarà destinata agli allievi delle scuole medie di Acquarossa. La neve, in Alta Leventina, cade sempre più copiosa. Il paesino di Bedretto è isolato. La vita scorre con la consueta normalità: gli animali da accudire, gli amori da consumare, i morti da   onorare. In cima alla montagna, però, la neve minaccia di precipitare e di spazzare via il villaggio. Per gli abitanti è l’ora della resa dei conti. «L’anno della valanga» è uno dei testi centrali della letteratura ticinese del Novecento. Segna il passaggio dalla prosa celebrativa della vita di montagna tipica di Francesco Chiesa e Giuseppe Zoppi a un approccio critico ma non distaccato, empatico eppure cosciente dei limiti di un mondo destinato a scomparire.   Ma «L’anno della valanga» è stato anche profetico, indicando già mezzo secolo fa quali sarebbero state le linee di sviluppo del   Ticino contemporaneo. La regia di Ferruccio Cainero pone in primo piano il testo di Orelli, in cui le parole fioccano ipnotiche come la neve. Accanto all’io narrante, il villaggio diventa un coro in cui si confondono destini individuali e sorte collettiva. Un narratore, un coro,   una fisarmonica, un clarinetto: la forza delle parole di Orelli non ha bisogno d’altro per raccontare quanto sventurato ed epico sia quel piccolo villaggio aggrappato alla montagna, alla vita,   ai suoi valori che vorrebbe eterni. Info: 091 871 17 05, www.cinemablenio.ch

  7


8 

cultura

gennaio – aprile 2014

Alfred Andersch al Museo Onsernonese A un secolo dalla nascita, lo scrittore tedesco sarà ricordato a Loco grazie a una mostra monografica. Lorenza Donadini.

Alfred Andersch. umana e artistica dello scrittore, evidenziando la relazione con Berzona quale luogo di lavoro e rifugio. Il tema della vita come fuga è il filo che conduce tra le varie tappe di questa strada, illustrate attraverso le parole

dello scrittore, documenti e fotografie: la Germania degli anni Trenta; la guerra e la diserzione; gli anni del secondo dopoguerra, del miracolo economico e del conflitto est-ovest; il ritiro a Berzona (e in particolare l’amicizia con Max Frisch negli anni in cui qui furono vicini di casa); il rapporto di Andersch con l’Italia e la sua funzione di ponte fra le culture. Una fuga intesa non come abbandono ma come volontà di raggiungere la libertà, l’indipendenza, l’autodeterminazione. L’esposizione è bilingue, in italiano e tedesco, e offre al visitatore italofono una rara occasione per conoscere e approfondire un basilare capitolo della letteratura postbellica e della storia contemporanea.

I concerti di San Biagio La figura di Maria dinanzi alla passione di Cristo in una delle migliori pagine del repertorio sacro.

Info: 091 797 10 70, www.onsernone.ch I suggestivi e accoglienti spazi del museo.

FOTO: ANNETTE KOROLNIK-ANDERSCH, MAD

A

partire dal mese di aprile, in occasione del centenario della nascita, il Museo Onsernonese di Loco ricorda lo scrittore Alfred Andersch, vissuto con la famiglia a Berzona dal 1958 fino alla sua scomparsa nel 1980. Dopo Jan Tschichold, Golo Mann e Max Frisch, si vuol così rendere omaggio a un’altra personalità di rinomanza europea che ha soggiornato a lungo nel villaggio onsernonese. Alfred Andersch è stato uno dei più importanti narratori e saggisti di lingua tedesca del secondo dopoguerra. Dalla fine del conflitto agli anni Settanta e Ottanta ha segnato in modo sostanziale il clima culturale ben oltre i confini della Germania. Lungo un percorso biografico e letterario, la mostra presenta gli aspetti salienti della vicenda

Maria ai piedi della croce, XIV s., Chiesa di San Biagio, Ravecchia.

Domenica 6 aprile, alle 17, la chiesa di San Biagio a Ravecchia, frazione di Bellinzona, ospiterà il concerto inaugurale della rassegna «I concerti di San Biagio», giunta alla sua quarta edizione. «Come sempre l’iniziativa, distribuita sull’arco dell’intero anno, debutta rendendo omaggio al luogo che la ospita e al periodo in cui inizia, quello pasquale», spiega il parroco don Roberto Roffi. «Al centro della serata sarà la figura di Maria, descritta nel drammatico momento della passione di Cristo in una delle più belle pagine del repertorio sacro di tutti i tempi, lo «Stabat Mater» di Giovanni Battista Pergolesi: una straordinaria testimonianza del genio del compositore napoletano scomparso nel 1736 a soli ventisei anni». Pergolesi lo compone nelle ultime settimane della sua vita per la confraternita napoletana dei Cavalieri della vergine dei dolori di San Luigi al Palazzo, per la liturgia della Settimana Santa. Consapevole della gravità della sua malattia, lo scrive velocemente e nell’ultima pagi-

na annota «Finis Laus Deo», come per ringraziare Dio di avergli concesso le ultime forze per terminare l’opera. Un canto semplice, essenziale, forte, dalla cantabilità napoletana, un pathos e un’intensità di sentimenti infinita contraddistinguono il suo commovente ritratto della vergine Maria addolorata ai piedi della croce. Gli interpreti di questa grande apertura della stagione sono tutti solisti specializzati in musica antica e offriranno un’esecuzione a parti reali, nella forma più intima. Si segnala la partecipazione della soprano bellinzonese Lorenza Donadini e della contralto Elena Carzaniga, oltre che di Giacomo Tesini e Andrea Mascetti (violini), Michal Duris (viola), Giacomo Grava (violoncello) e Nicola Barbieri (contrabbasso). «L’evento è una delle proposte per avvicinarsi spiritualmente alla Pasqua», evidenzia don Roberto Roffi. «L’entrata è peraltro libera, con la possibilità di un’offerta a propria discrezione». Info: 079 736 64 52, robertoroffi@bluewin.ch

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8 

cultura

gennaio – aprile 2014

Alfred Andersch al Museo Onsernonese A un secolo dalla nascita, lo scrittore tedesco sarà ricordato a Loco grazie a una mostra monografica. Lorenza Donadini.

Alfred Andersch. umana e artistica dello scrittore, evidenziando la relazione con Berzona quale luogo di lavoro e rifugio. Il tema della vita come fuga è il filo che conduce tra le varie tappe di questa strada, illustrate attraverso le parole

dello scrittore, documenti e fotografie: la Germania degli anni Trenta; la guerra e la diserzione; gli anni del secondo dopoguerra, del miracolo economico e del conflitto est-ovest; il ritiro a Berzona (e in particolare l’amicizia con Max Frisch negli anni in cui qui furono vicini di casa); il rapporto di Andersch con l’Italia e la sua funzione di ponte fra le culture. Una fuga intesa non come abbandono ma come volontà di raggiungere la libertà, l’indipendenza, l’autodeterminazione. L’esposizione è bilingue, in italiano e tedesco, e offre al visitatore italofono una rara occasione per conoscere e approfondire un basilare capitolo della letteratura postbellica e della storia contemporanea.

I concerti di San Biagio La figura di Maria dinanzi alla passione di Cristo in una delle migliori pagine del repertorio sacro.

Info: 091 797 10 70, www.onsernone.ch I suggestivi e accoglienti spazi del museo.

FOTO: ANNETTE KOROLNIK-ANDERSCH, MAD

A

partire dal mese di aprile, in occasione del centenario della nascita, il Museo Onsernonese di Loco ricorda lo scrittore Alfred Andersch, vissuto con la famiglia a Berzona dal 1958 fino alla sua scomparsa nel 1980. Dopo Jan Tschichold, Golo Mann e Max Frisch, si vuol così rendere omaggio a un’altra personalità di rinomanza europea che ha soggiornato a lungo nel villaggio onsernonese. Alfred Andersch è stato uno dei più importanti narratori e saggisti di lingua tedesca del secondo dopoguerra. Dalla fine del conflitto agli anni Settanta e Ottanta ha segnato in modo sostanziale il clima culturale ben oltre i confini della Germania. Lungo un percorso biografico e letterario, la mostra presenta gli aspetti salienti della vicenda

Maria ai piedi della croce, XIV s., Chiesa di San Biagio, Ravecchia.

Domenica 6 aprile, alle 17, la chiesa di San Biagio a Ravecchia, frazione di Bellinzona, ospiterà il concerto inaugurale della rassegna «I concerti di San Biagio», giunta alla sua quarta edizione. «Come sempre l’iniziativa, distribuita sull’arco dell’intero anno, debutta rendendo omaggio al luogo che la ospita e al periodo in cui inizia, quello pasquale», spiega il parroco don Roberto Roffi. «Al centro della serata sarà la figura di Maria, descritta nel drammatico momento della passione di Cristo in una delle più belle pagine del repertorio sacro di tutti i tempi, lo «Stabat Mater» di Giovanni Battista Pergolesi: una straordinaria testimonianza del genio del compositore napoletano scomparso nel 1736 a soli ventisei anni». Pergolesi lo compone nelle ultime settimane della sua vita per la confraternita napoletana dei Cavalieri della vergine dei dolori di San Luigi al Palazzo, per la liturgia della Settimana Santa. Consapevole della gravità della sua malattia, lo scrive velocemente e nell’ultima pagi-

na annota «Finis Laus Deo», come per ringraziare Dio di avergli concesso le ultime forze per terminare l’opera. Un canto semplice, essenziale, forte, dalla cantabilità napoletana, un pathos e un’intensità di sentimenti infinita contraddistinguono il suo commovente ritratto della vergine Maria addolorata ai piedi della croce. Gli interpreti di questa grande apertura della stagione sono tutti solisti specializzati in musica antica e offriranno un’esecuzione a parti reali, nella forma più intima. Si segnala la partecipazione della soprano bellinzonese Lorenza Donadini e della contralto Elena Carzaniga, oltre che di Giacomo Tesini e Andrea Mascetti (violini), Michal Duris (viola), Giacomo Grava (violoncello) e Nicola Barbieri (contrabbasso). «L’evento è una delle proposte per avvicinarsi spiritualmente alla Pasqua», evidenzia don Roberto Roffi. «L’entrata è peraltro libera, con la possibilità di un’offerta a propria discrezione». Info: 079 736 64 52, robertoroffi@bluewin.ch

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Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

«Di Giulietta e del suo Romeo», con la regia di Federico Dimitri. Romeo e Giulietta sono rappresentati da due fantocci travolti dal mondo degli adulti.

Ascona, Teatro del gatto

TeatrOver60

Info: www.bibliomedia.ch

Iniziativa che mira a stimolare il piacere della scrittura giovanile.

Concorso di scrittura per le Tre Valli

Febbraio

Info: 091 867 13 79, 091 869 15 44

Moira Della Torre presenta «La danza delle cose».

Scuola media di Ambrì

Coccinellarcobaleno

Info: www.minimusica.ch

«L’elefantino», con la compagnia La Baracca Testoni Ragazzi di Bologna. Come mai l’elefante ha un naso tanto lungo? E come avvenne la metamorfosi della proboscide? Dai tre anni.

Bellinzona, teatro dell’Oratorio parrocchiale

Minimusica

Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

Info: 091 825 48 18, www.teatrosociale.ch

Di Carlo Goldoni, con la regia di Stefano Artissunch. L’amore tormentato di due giovani fra corteggiamento e seduzione. Ostacolo alla loro felicità: l’orgoglio e la gelosia reciproci. Per la rassegna: «Chi è di scena».

Bellinzona, Teatro Sociale

«Gl’innamorati»

Info: www.minimusica.ch

«L’Arca parte alle otto», con la compagnia del Teatro del Buratto di Milano. Conversazione/bisticcio sul mondo, su Dio, su ciò che è invisibile, su quello che si deve o non si deve fare. Dai cinque anni.

Bellinzona, teatro dell’Oratorio parrocchiale

Minimusica

Coop cultura ha patrocinato la realizzazione del nuovo inno: una marcia commemorativa. Info: www.filarmonicafaidese.ch

Stabio Mini-rassegna «Anch’io a teatro». Orari: 15, 16.30 e 18. Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch Info: 091 835 52 54, www.museoinerba.com

Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch

Mini-rassegna «Anch’io a teatro». Orari: 15, 16.30 e 18.

Morbio Inferiore, sala del frantoio al Mulino del Ghitello

Maribur, rassegna del teatro di figura

Info: teatrino.blenio@gmail.com

«Tre volte Andersen»: racconto di fiabe celebri e meno note, attraverso le ombre ricavate da un vecchio tamburo. Dai quattro anni.

Olivone, Osteria Centrale

Gruppo Teatrino

Data da stabilire Per i festeggiamenti, distribuiti sull’arco dell’anno,

27

27

150° della Filarmonica faidese

Info: www.camellia.ch

Locarno, Società elettrica sopracenerina Ensemble Rossi Piceno

Concerti della camelie

Info: teatrino.blenio@gmail.com

«Il più piccolo circo del mondo»: un invito a rivivere la tradizione dei saltimbanchi, che portavano teatro e divertimento nel cuore di città e paesi.

Olivone, Osteria Centrale

Gruppo Teatrino

Info: www.camellia.ch

Locarno, Società elettrica sopracenerina Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

Concerti delle camelie Concerto con Andrea Staier al clavicembalo.

25

Info: www.minimusica.ch

Festa conclusiva della stagione, con merenda e animazioni.

Bellinzona, Castello di Montebello

Minimusica

Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch

Mini-rassegna «Anch’io a teatro». Orari: 15, 16.30 e 18.

Stabio

Maribur, rassegna del teatro di figura

Info: www.camellia.ch

Locarno, Società elettrica sopracenerina Concerto di Marina de Liso, mezzosoprano, accompagnata da Marco Testori (violoncello) e da Michele Pasotti (tiorba).

Concerti delle camelie

Info: 079 736 64 52, robertoroffi@bluewin.ch

Bellinzona, chiesa di San Biagio a Ravecchia «Stabat Mater» di Giovanni Battista Pergolesi: la figura di Maria dinanzi alla passione di Cristo in una delle migliori pagine del repertorio sacro.

Concerti di San Biagio

Info: 091 797 10 70, www.onsernone.ch

A un secolo dalla nascita, una mostra monografica ricorda lo scrittore tedesco.

Loco, Museo Onsernonese

Alfred Andersch

Info: 091 825 48 18, www.teatrosociale.ch

Incontro-spettacolo con cui il cantautore e musicista Giulio Casale (voce e chitarra) e il giornalista, autore teatrale e scrittore Andrea Scanzi (voce) accompagnano il pubblico attraverso la carriera di Fabrizio De André. Per la rassegna «Musica».

Le cattive strade

«L’uccello di fuoco», spettacolo di e con Cecilia Ventriglia e Giulia Zeetti. L’atmosfera invita gli spettatori a dipingere, con la fantasia, una fiaba.

Ascona, Teatro del gatto

TeatrOver60

16

13

11

6

6

4

Maribur, rassegna del teatro di figura 30

28

23

13

Info: www.minimusica.ch

«Souvenirs», con la Compagnie Pas de Deux di Lustmühle. La storia di Lily, che ha viaggiato per il globo alla ricerca del grande amore. Dai cinque anni.

Bellinzona, teatro dell’Oratorio parrocchiale

Minimusica

Marzo

Info: 091 867 13 79, 091 869 15 44

Luisa Ferroni, del Teatro Paravento, va in scena con «Evviva è festa».

Ambrì, Scuola media

Coccinellarcobaleno

Info: teatrino.blenio@gmail.com

«Raccontando Cappuccetto Rosso»: tra una risata e l’altra si constaterà che la «solita» storia, in effetti, è ben diversa. Dai quattro anni.

Olivone, Osteria Centrale

Gruppo Teatrino

Info: www.concreta.ch

Uno spettacolo ispirato ai due omonimi microdrammi di Puškin, uniti dall’immortale musica di Wolfgang Amadeus Mozart.

Lugano, Teatro Foce

Mozart e Salieri e L’ospite di pietra

Info: 091 871 17 05, www.cinemablenio.ch

Trasposizione teatrale del romanzo dello scrittore Gio­­vanni Orelli. Adattamento e regia di Ferruccio Cainero.

Acquarossa, Cinema-teatro Blenio

L’anno della valanga

Percorso interattivo: «I ritratti di Arcimboldo» Opere che, da lontano, rappresentano il ritratto di un volto, ma che da vicino non sono altro che un assemblaggio di prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli o libri.

Dal Museo in erba 15.2 al Bellinzona, Piazza Giuseppe Buffi 15.6

13 – 15

12

Info: www.orchestra-arcadia.ch

L’orchestra sinfonica presenta un programma prettamente romantico. Brani di Chopin e di Mendelssohn, direzione di Matthias B. Müller, ospite d’onore: la solista Gloria de Piante Vicin.

9 febbraio, ore 17, Mendrisio, Centro Presenza Sud 15 febbraio, ore 20.30, Lugano, Auditorio RSI

5

26

23

21 – 22

21

Info: www.camellia.ch

Info: www.chiassocultura.ch

«La strada di casa»: documentario sui cambiamenti del nostro Paese. Con le testimonianze di Margherita Scala Maderni, Eros Ratti e Giovanni Orelli.

Locarno, Società elettrica sopracenerina Concerto del «Suonar Parlante», quartetto italiano di viole da gamba.

Concerti delle camelie

Un’edizione ispirata al leggendario maestro Duke Ellington, a quarant’anni della scomparsa. Numerose anteprime nelle settimane precedenti.

4

Aprile

Ascona, Teatro del gatto

Festival di cultura e musica jazz Spazio Officina, Chiasso

20 – 22

cooperazione

TeatrOver60

8, Concerti Orchestra Arcadia 9 e 15 8 febbraio, ore 20.30, Ascona, chiesa del Collegio Papio

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Dal 1°

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Gennaio

Calendario Coop cultura gennaio–aprile 2014


Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

«Di Giulietta e del suo Romeo», con la regia di Federico Dimitri. Romeo e Giulietta sono rappresentati da due fantocci travolti dal mondo degli adulti.

Ascona, Teatro del gatto

TeatrOver60

Info: www.bibliomedia.ch

Iniziativa che mira a stimolare il piacere della scrittura giovanile.

Concorso di scrittura per le Tre Valli

Febbraio

Info: 091 867 13 79, 091 869 15 44

Moira Della Torre presenta «La danza delle cose».

Scuola media di Ambrì

Coccinellarcobaleno

Info: www.minimusica.ch

«L’elefantino», con la compagnia La Baracca Testoni Ragazzi di Bologna. Come mai l’elefante ha un naso tanto lungo? E come avvenne la metamorfosi della proboscide? Dai tre anni.

Bellinzona, teatro dell’Oratorio parrocchiale

Minimusica

Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

Info: 091 825 48 18, www.teatrosociale.ch

Di Carlo Goldoni, con la regia di Stefano Artissunch. L’amore tormentato di due giovani fra corteggiamento e seduzione. Ostacolo alla loro felicità: l’orgoglio e la gelosia reciproci. Per la rassegna: «Chi è di scena».

Bellinzona, Teatro Sociale

«Gl’innamorati»

Info: www.minimusica.ch

«L’Arca parte alle otto», con la compagnia del Teatro del Buratto di Milano. Conversazione/bisticcio sul mondo, su Dio, su ciò che è invisibile, su quello che si deve o non si deve fare. Dai cinque anni.

Bellinzona, teatro dell’Oratorio parrocchiale

Minimusica

Coop cultura ha patrocinato la realizzazione del nuovo inno: una marcia commemorativa. Info: www.filarmonicafaidese.ch

Stabio Mini-rassegna «Anch’io a teatro». Orari: 15, 16.30 e 18. Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch Info: 091 835 52 54, www.museoinerba.com

Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch

Mini-rassegna «Anch’io a teatro». Orari: 15, 16.30 e 18.

Morbio Inferiore, sala del frantoio al Mulino del Ghitello

Maribur, rassegna del teatro di figura

Info: teatrino.blenio@gmail.com

«Tre volte Andersen»: racconto di fiabe celebri e meno note, attraverso le ombre ricavate da un vecchio tamburo. Dai quattro anni.

Olivone, Osteria Centrale

Gruppo Teatrino

Data da stabilire Per i festeggiamenti, distribuiti sull’arco dell’anno,

27

27

150° della Filarmonica faidese

Info: www.camellia.ch

Locarno, Società elettrica sopracenerina Ensemble Rossi Piceno

Concerti della camelie

Info: teatrino.blenio@gmail.com

«Il più piccolo circo del mondo»: un invito a rivivere la tradizione dei saltimbanchi, che portavano teatro e divertimento nel cuore di città e paesi.

Olivone, Osteria Centrale

Gruppo Teatrino

Info: www.camellia.ch

Locarno, Società elettrica sopracenerina Info: 091 792 21 21, www.ilgatto.ch

Concerti delle camelie Concerto con Andrea Staier al clavicembalo.

25

Info: www.minimusica.ch

Festa conclusiva della stagione, con merenda e animazioni.

Bellinzona, Castello di Montebello

Minimusica

Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch

Mini-rassegna «Anch’io a teatro». Orari: 15, 16.30 e 18.

Stabio

Maribur, rassegna del teatro di figura

Info: www.camellia.ch

Locarno, Società elettrica sopracenerina Concerto di Marina de Liso, mezzosoprano, accompagnata da Marco Testori (violoncello) e da Michele Pasotti (tiorba).

Concerti delle camelie

Info: 079 736 64 52, robertoroffi@bluewin.ch

Bellinzona, chiesa di San Biagio a Ravecchia «Stabat Mater» di Giovanni Battista Pergolesi: la figura di Maria dinanzi alla passione di Cristo in una delle migliori pagine del repertorio sacro.

Concerti di San Biagio

Info: 091 797 10 70, www.onsernone.ch

A un secolo dalla nascita, una mostra monografica ricorda lo scrittore tedesco.

Loco, Museo Onsernonese

Alfred Andersch

Info: 091 825 48 18, www.teatrosociale.ch

Incontro-spettacolo con cui il cantautore e musicista Giulio Casale (voce e chitarra) e il giornalista, autore teatrale e scrittore Andrea Scanzi (voce) accompagnano il pubblico attraverso la carriera di Fabrizio De André. Per la rassegna «Musica».

Le cattive strade

«L’uccello di fuoco», spettacolo di e con Cecilia Ventriglia e Giulia Zeetti. L’atmosfera invita gli spettatori a dipingere, con la fantasia, una fiaba.

Ascona, Teatro del gatto

TeatrOver60

16

13

11

6

6

4

Maribur, rassegna del teatro di figura 30

28

23

13

Info: www.minimusica.ch

«Souvenirs», con la Compagnie Pas de Deux di Lustmühle. La storia di Lily, che ha viaggiato per il globo alla ricerca del grande amore. Dai cinque anni.

Bellinzona, teatro dell’Oratorio parrocchiale

Minimusica

Marzo

Info: 091 867 13 79, 091 869 15 44

Luisa Ferroni, del Teatro Paravento, va in scena con «Evviva è festa».

Ambrì, Scuola media

Coccinellarcobaleno

Info: teatrino.blenio@gmail.com

«Raccontando Cappuccetto Rosso»: tra una risata e l’altra si constaterà che la «solita» storia, in effetti, è ben diversa. Dai quattro anni.

Olivone, Osteria Centrale

Gruppo Teatrino

Info: www.concreta.ch

Uno spettacolo ispirato ai due omonimi microdrammi di Puškin, uniti dall’immortale musica di Wolfgang Amadeus Mozart.

Lugano, Teatro Foce

Mozart e Salieri e L’ospite di pietra

Info: 091 871 17 05, www.cinemablenio.ch

Trasposizione teatrale del romanzo dello scrittore Gio­­vanni Orelli. Adattamento e regia di Ferruccio Cainero.

Acquarossa, Cinema-teatro Blenio

L’anno della valanga

Percorso interattivo: «I ritratti di Arcimboldo» Opere che, da lontano, rappresentano il ritratto di un volto, ma che da vicino non sono altro che un assemblaggio di prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli o libri.

Dal Museo in erba 15.2 al Bellinzona, Piazza Giuseppe Buffi 15.6

13 – 15

12

Info: www.orchestra-arcadia.ch

L’orchestra sinfonica presenta un programma prettamente romantico. Brani di Chopin e di Mendelssohn, direzione di Matthias B. Müller, ospite d’onore: la solista Gloria de Piante Vicin.

9 febbraio, ore 17, Mendrisio, Centro Presenza Sud 15 febbraio, ore 20.30, Lugano, Auditorio RSI

5

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21 – 22

21

Info: www.camellia.ch

Info: www.chiassocultura.ch

«La strada di casa»: documentario sui cambiamenti del nostro Paese. Con le testimonianze di Margherita Scala Maderni, Eros Ratti e Giovanni Orelli.

Locarno, Società elettrica sopracenerina Concerto del «Suonar Parlante», quartetto italiano di viole da gamba.

Concerti delle camelie

Un’edizione ispirata al leggendario maestro Duke Ellington, a quarant’anni della scomparsa. Numerose anteprime nelle settimane precedenti.

4

Aprile

Ascona, Teatro del gatto

Festival di cultura e musica jazz Spazio Officina, Chiasso

20 – 22

cooperazione

TeatrOver60

8, Concerti Orchestra Arcadia 9 e 15 8 febbraio, ore 20.30, Ascona, chiesa del Collegio Papio

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Dal 1°

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Gennaio

Calendario Coop cultura gennaio–aprile 2014


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cultura

gennaio – aprile 2014

Concerti delle camelie Artisti di prestigio mondiale, dal 28 marzo al 25 aprile, per i quattro imperdibili appuntamenti presentati dal festival locarnese dedicato alla musica antica.

P

untuali come la primavera, tornano i Concerti delle camelie di Locarno, un festival internazionale di musica antica che ha da sempre puntato sull’assoluto livello qualitativo. Quattro i concerti che si terranno alle 20.30, dopo un’introduzione di Giuseppe Clericetti, nella sala della Società elettrica sopracenerina, in Piazza Grande: una cornice ideale grazie anche alla sua ottima acustica.

La talentuosa cantante Y’akoto.

Festival di cultura e musica jazz Dal 20 al 22 febbraio, un’edizione ispirata al leggendario Duke Ellington.

S’inizierà il 28 marzo con l’Ensemble Rossi Piceno formato dagli oboisti Andreas Helm e Emiliano Rodolfi, Carles Cristòbal al fagotto e Raùl Moncada al cembalo. Il gruppo è formato da musicisti attivi in molti ensemble di fama internazionale quali Concerto Italiano, Concerto Köln, Freiburger Barockorchester, Hesperion XXI, La Petite Bande,

Info: www.chiassocultura.ch

FOTO: MAD

È un appuntamento attesissimo dagli appassionati elvetici, italiani ed europei: in sedici anni di vita il Festival di cultura e musica jazz ha richiamato a Chiasso un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. I concerti, così come l’atmosfera che si viene a creare all’interno del suggestivo Spazio Officina, di fronte al Cinema Teatro, contribuiscono ad animare quella che sarebbe, altrimenti, una fredda stagione invernale. Se il cast dell’edizione 2014 è ancora in via di definizione, ci sono già alcune certezze. Nel programma della stagione del Cinema Teatro stesso, anzitutto, il jazz non mancherà di certo. In aggiunta, è ormai ufficiale il «come back» di Stefano Bollani: rivelatosi la star dell’edizione 2013, il pianista italiano è rimasto così colpito dalla calorosa accoglienza chiassese, da convincersi a tornare im­ mediatamente: il 25 gennaio offrirà una performance di pianoforte per la gioia dei numerosissimi estimatori del musicista milanese. Con la Treves Blues Band, il 14 febbraio, giorno di San Valentino, si osserverà l’altra faccia della black music: al Teatro Sociale di Como si festeggerà l’incrollabile amore per il blues del grande armonicista e divulgatore Fabio Treves. L’appuntamento rappresen­ ta il vero e proprio antipasto per il festival di Chiasso, che si svol­ gerà dal 20 al 22 febbraio e avrà un luminoso faro che illuminerà tutti i concerti: il maestro dei maestri Duke Ellington, di cui, nel 2014, ricorrono i quarant’anni della scomparsa.

Andrea Staier al clavicembalo e il quartetto «Il Suonar Parlante».

Les Talens Lyriques, L’Orfeo Barockorchester e Zefiro. La professionalità, la dedizione e l’entusiasmo si riflettono nella varietà della programmazione e nell’esplorazione del repertorio inedito. Il 4 aprile sarà di scena il «Suonar Parlante», quartetto italiano di viole da gamba, formato da Vittorio Ghielmi, Rodney Prada, Fahmi Alqhai e Cristiano Contadin. L’espressione «Suonar Parlante», creata da Niccolò Paganini, si riferisce a una tecnica di emissione sonora per mezzo di cui gli strumenti musicali possono imitare la voce umana. Il Suonar Parlante si dedica all’investigazione del repertorio antico e alla formazione di nuove realtà: ha collaborato con jazzisti come Kenny Wheeler, Uri Caine, Jim Black, Don Byron, Markus Stockhausen, Ernst Rejiseger e con cantautori quali Vinicio Capossela.

Il Suonar Parlante è regolare ospite dei più importanti festival europei. Ha collaborato inoltre con famosi gruppi musicali (Tölzer Knabenchor, Rilke Ensemblen). L’11 aprile, invece, l’ospite sarà Marina de Liso, mezzosoprano, accompagnata da Marco Testori al violoncello e da Michele Pasotti alla tiorba. De Liso debutta con «Falstaff» nel ruolo di Quickly nei teatri di Trento, Rovigo e Bolzano. In seguito è la Maga nel «Dido and Aeneas» di Henry Purcell a Vicenza, Alcina ne «L’Orlando Furioso» di Vivaldi, Isabella ne «L’Italiana in Algeri» in vari teatri italiani, ruolo che canta anche al Teatro alla Scala di Milano a fianco di Juan Diego Florez. Di recente

è stato accolto con successo il suo debutto in «Orfeo ed Euridice» di Gluck a Cagliari, nella «Didone» di Cavalli alla Scala e nel «Farnace» di Handel al Theater an der Wien. La stagione si chiuderà il 25 aprile con il celebre Andrea Staier al clavicembalo, uno dei principali interpreti di strumenti a tastiera antichi: attivo nel mondo intero, Staier è a suo agio tanto al clavicembalo quanto al fortepiano. Ha iniziato la carriera solistica nel 1986 e, da allora, la sua indiscutibile maestria musicale ha lasciato il segno per le sue interpretazioni di musica barocca, classica e romantica. Info: www.camellia.ch

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cultura

gennaio – aprile 2014

Concerti delle camelie Artisti di prestigio mondiale, dal 28 marzo al 25 aprile, per i quattro imperdibili appuntamenti presentati dal festival locarnese dedicato alla musica antica.

P

untuali come la primavera, tornano i Concerti delle camelie di Locarno, un festival internazionale di musica antica che ha da sempre puntato sull’assoluto livello qualitativo. Quattro i concerti che si terranno alle 20.30, dopo un’introduzione di Giuseppe Clericetti, nella sala della Società elettrica sopracenerina, in Piazza Grande: una cornice ideale grazie anche alla sua ottima acustica.

La talentuosa cantante Y’akoto.

Festival di cultura e musica jazz Dal 20 al 22 febbraio, un’edizione ispirata al leggendario Duke Ellington.

S’inizierà il 28 marzo con l’Ensemble Rossi Piceno formato dagli oboisti Andreas Helm e Emiliano Rodolfi, Carles Cristòbal al fagotto e Raùl Moncada al cembalo. Il gruppo è formato da musicisti attivi in molti ensemble di fama internazionale quali Concerto Italiano, Concerto Köln, Freiburger Barockorchester, Hesperion XXI, La Petite Bande,

Info: www.chiassocultura.ch

FOTO: MAD

È un appuntamento attesissimo dagli appassionati elvetici, italiani ed europei: in sedici anni di vita il Festival di cultura e musica jazz ha richiamato a Chiasso un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. I concerti, così come l’atmosfera che si viene a creare all’interno del suggestivo Spazio Officina, di fronte al Cinema Teatro, contribuiscono ad animare quella che sarebbe, altrimenti, una fredda stagione invernale. Se il cast dell’edizione 2014 è ancora in via di definizione, ci sono già alcune certezze. Nel programma della stagione del Cinema Teatro stesso, anzitutto, il jazz non mancherà di certo. In aggiunta, è ormai ufficiale il «come back» di Stefano Bollani: rivelatosi la star dell’edizione 2013, il pianista italiano è rimasto così colpito dalla calorosa accoglienza chiassese, da convincersi a tornare im­ mediatamente: il 25 gennaio offrirà una performance di pianoforte per la gioia dei numerosissimi estimatori del musicista milanese. Con la Treves Blues Band, il 14 febbraio, giorno di San Valentino, si osserverà l’altra faccia della black music: al Teatro Sociale di Como si festeggerà l’incrollabile amore per il blues del grande armonicista e divulgatore Fabio Treves. L’appuntamento rappresen­ ta il vero e proprio antipasto per il festival di Chiasso, che si svol­ gerà dal 20 al 22 febbraio e avrà un luminoso faro che illuminerà tutti i concerti: il maestro dei maestri Duke Ellington, di cui, nel 2014, ricorrono i quarant’anni della scomparsa.

Andrea Staier al clavicembalo e il quartetto «Il Suonar Parlante».

Les Talens Lyriques, L’Orfeo Barockorchester e Zefiro. La professionalità, la dedizione e l’entusiasmo si riflettono nella varietà della programmazione e nell’esplorazione del repertorio inedito. Il 4 aprile sarà di scena il «Suonar Parlante», quartetto italiano di viole da gamba, formato da Vittorio Ghielmi, Rodney Prada, Fahmi Alqhai e Cristiano Contadin. L’espressione «Suonar Parlante», creata da Niccolò Paganini, si riferisce a una tecnica di emissione sonora per mezzo di cui gli strumenti musicali possono imitare la voce umana. Il Suonar Parlante si dedica all’investigazione del repertorio antico e alla formazione di nuove realtà: ha collaborato con jazzisti come Kenny Wheeler, Uri Caine, Jim Black, Don Byron, Markus Stockhausen, Ernst Rejiseger e con cantautori quali Vinicio Capossela.

Il Suonar Parlante è regolare ospite dei più importanti festival europei. Ha collaborato inoltre con famosi gruppi musicali (Tölzer Knabenchor, Rilke Ensemblen). L’11 aprile, invece, l’ospite sarà Marina de Liso, mezzosoprano, accompagnata da Marco Testori al violoncello e da Michele Pasotti alla tiorba. De Liso debutta con «Falstaff» nel ruolo di Quickly nei teatri di Trento, Rovigo e Bolzano. In seguito è la Maga nel «Dido and Aeneas» di Henry Purcell a Vicenza, Alcina ne «L’Orlando Furioso» di Vivaldi, Isabella ne «L’Italiana in Algeri» in vari teatri italiani, ruolo che canta anche al Teatro alla Scala di Milano a fianco di Juan Diego Florez. Di recente

è stato accolto con successo il suo debutto in «Orfeo ed Euridice» di Gluck a Cagliari, nella «Didone» di Cavalli alla Scala e nel «Farnace» di Handel al Theater an der Wien. La stagione si chiuderà il 25 aprile con il celebre Andrea Staier al clavicembalo, uno dei principali interpreti di strumenti a tastiera antichi: attivo nel mondo intero, Staier è a suo agio tanto al clavicembalo quanto al fortepiano. Ha iniziato la carriera solistica nel 1986 e, da allora, la sua indiscutibile maestria musicale ha lasciato il segno per le sue interpretazioni di musica barocca, classica e romantica. Info: www.camellia.ch

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cultura

gennaio – aprile 2014

Coccinellarco baleno Il 22 gennaio e il 26 febbraio, ad Ambrì, due nuovi spettacoli della rassegna teatrale per bambini.

I buffi ritratti di Arcimboldo Al Museo in erba di Bellinzona, dal 15 febbraio al 15 giugno, un percorso interattivo ideato dal Musée en herbe di Parigi.

Una scena dello spettacolo «Il più piccolo circo del mondo».

Olivone pensa al piccolo pubblico Il Gruppo Teatrino di Olivone presenta all’Osteria Centrale tre spettacoli domenicali.

Info: teatrino.blenio@gmail.com

Info: 091 867 13 79, 091 869 15 44

La compagnia «Drammatico Vegetale» di Ravenna durante uno spettacolo.

FOTO: MAD

Domenica 23 febbraio, alle 17, la compagnia del Teatro Azzurro presenta «Raccontando Cappuccetto Rosso» (dai quattro anni). La «solita» storia di Cappuccetto Rosso, interpretata da due pagliacci, viene messa in discussione: la bimba è proprio così brava? La mamma ha davvero tutto il tempo per preparare il cestino della nonna? Il lupo fa veramente paura? Tra una risata e l’altra, ci si ritroverà a rispondere che, in effetti, la storia è ben diversa! Domenica 23 marzo, alle 17, la Compagnia 7 e mezzo mette in scena «Il più piccolo circo del mondo» (dai tre anni). Un invito a rivivere la tra­ dizione dei saltimbanchi, che portavano teatro e divertimento nel cuore di città e paesi. Gli spetta­ coli, pensati per divertire grandi e piccini, intrec­ ciano umorismo, poesia e musica con la magia del circo. Domenica 27 aprile, alle 17, la compagnia Dram­ matico Vegetale presenta infine «Tre volte Andersen» (dai quattro anni). Un pisello rinsecchito, un vecchio soldatino e altri poveri oggetti-ricordo alimentano il racconto di fiabe celebri e meno note, attraverso le ombre ricavate da un vecchio tamburo.

FOTO: MUSEO IN ERBA

P

roseguono, presso l’aula magna della scuola media di Ambrì, le proposte della rassegna «Coccinellarcobaleno». Mercoledì 22 gennaio, alle 16.30, Moira Della Torre presenterà «La danza delle cose»: un divertente racconto che parla della vita all’interno di un armadio di cantina. Fra canti, musiche e comici personaggi, oggetti e vestiti si raccontano e si animano, dando vita a un mondo immaginario. Lo spettacolo intende anche essere una riflessione per rendere più umano, divertente e poetico il mondo materiale. Mercoledì 26 febbraio, sempre alle 16.30, Luisa Ferroni del Teatro Paravento sarà invece in scena con «Evviva è festa». Cosa succede quando un clown prepara una festa? I palloncini scoppiano, le bottiglie spariscono, le tovaglie diventano fantasmi, la musica non funziona e per finire gli invitati non arrivano. Un sentimento di solitudine coglie allora la nostra clown Lulu. Ma una come lei non si lascia prendere dalla tristezza, anzi…

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Quando l’arte è a portata di mano… Dopo quasi mezzo millennio, Giuseppe Arcimboldo continua ad affascinare il pubblico di ogni età. Nato a Milano nel 1526, il pittore è noto soprattutto per le sue grottesche «teste composte», ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di trompe-l’œil, oggetti o elementi dello stesso genere (come prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli o libri). Dal 15 febbraio al 15 giugno, al Museo in erba di Bellinzona, lo stesso Arcimboldo accoglierà i bambini ticinesi con i suoi fanta­ stici quadri. Opere che, viste da lontano, rappresentano il ritratto di un volto, ma che da vicino non sono altro che un assemblaggio dei più svariati articoli. Buffi capolavori, insomma, capaci di stupire grandi e piccini. Attraverso i cinque sensi, i bambini sco­ priranno la strada artistica di questo pittore italiano del Cinque­ cento: potranno odorare il profumo delle guance fiorite del ritratto «La primavera», gustare i frutti che compongono il volto dell’«Estate», toccare e riconoscere frutti e verdure rappresentati nell’«Autunno» e condividere la malinconia del signor «Inverno» ascoltando la pioggia. Il percorso-gioco propone anche tele delle «Quattro stagioni», forse meno note ma splendide, legate ai quattro elementi. Ispirandosi ai personaggi de «L’Acqua», «La Terra», «Il Fuoco», «L’Aria» e allo strano «Libraio», i fanciulli comporranno quadri realizzati con pesci o libri e utilizzeranno il loro spirito d’osservazione per ricomporre puzzle o per eseguire degli esercizi di costruzione. L’arte diventa anche il punto di partenza per una riflessione su una sana alimentazione: frutta e verdura di stagione sono presen­ tate in modo originale, con la speranza che nasca una curiosità per gusti e sapori spesso ritenuti, a torto, poco allettanti. In tale ottica, ogni settimana ai giovani visitatori sarà proposta una ricetta da sperimentare a casa. Info: 091 835 52 54, www.museoinerba.com


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cultura

gennaio – aprile 2014

Coccinellarco baleno Il 22 gennaio e il 26 febbraio, ad Ambrì, due nuovi spettacoli della rassegna teatrale per bambini.

I buffi ritratti di Arcimboldo Al Museo in erba di Bellinzona, dal 15 febbraio al 15 giugno, un percorso interattivo ideato dal Musée en herbe di Parigi.

Una scena dello spettacolo «Il più piccolo circo del mondo».

Olivone pensa al piccolo pubblico Il Gruppo Teatrino di Olivone presenta all’Osteria Centrale tre spettacoli domenicali.

Info: teatrino.blenio@gmail.com

Info: 091 867 13 79, 091 869 15 44

La compagnia «Drammatico Vegetale» di Ravenna durante uno spettacolo.

FOTO: MAD

Domenica 23 febbraio, alle 17, la compagnia del Teatro Azzurro presenta «Raccontando Cappuccetto Rosso» (dai quattro anni). La «solita» storia di Cappuccetto Rosso, interpretata da due pagliacci, viene messa in discussione: la bimba è proprio così brava? La mamma ha davvero tutto il tempo per preparare il cestino della nonna? Il lupo fa veramente paura? Tra una risata e l’altra, ci si ritroverà a rispondere che, in effetti, la storia è ben diversa! Domenica 23 marzo, alle 17, la Compagnia 7 e mezzo mette in scena «Il più piccolo circo del mondo» (dai tre anni). Un invito a rivivere la tra­ dizione dei saltimbanchi, che portavano teatro e divertimento nel cuore di città e paesi. Gli spetta­ coli, pensati per divertire grandi e piccini, intrec­ ciano umorismo, poesia e musica con la magia del circo. Domenica 27 aprile, alle 17, la compagnia Dram­ matico Vegetale presenta infine «Tre volte Andersen» (dai quattro anni). Un pisello rinsecchito, un vecchio soldatino e altri poveri oggetti-ricordo alimentano il racconto di fiabe celebri e meno note, attraverso le ombre ricavate da un vecchio tamburo.

FOTO: MUSEO IN ERBA

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roseguono, presso l’aula magna della scuola media di Ambrì, le proposte della rassegna «Coccinellarcobaleno». Mercoledì 22 gennaio, alle 16.30, Moira Della Torre presenterà «La danza delle cose»: un divertente racconto che parla della vita all’interno di un armadio di cantina. Fra canti, musiche e comici personaggi, oggetti e vestiti si raccontano e si animano, dando vita a un mondo immaginario. Lo spettacolo intende anche essere una riflessione per rendere più umano, divertente e poetico il mondo materiale. Mercoledì 26 febbraio, sempre alle 16.30, Luisa Ferroni del Teatro Paravento sarà invece in scena con «Evviva è festa». Cosa succede quando un clown prepara una festa? I palloncini scoppiano, le bottiglie spariscono, le tovaglie diventano fantasmi, la musica non funziona e per finire gli invitati non arrivano. Un sentimento di solitudine coglie allora la nostra clown Lulu. Ma una come lei non si lascia prendere dalla tristezza, anzi…

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Quando l’arte è a portata di mano… Dopo quasi mezzo millennio, Giuseppe Arcimboldo continua ad affascinare il pubblico di ogni età. Nato a Milano nel 1526, il pittore è noto soprattutto per le sue grottesche «teste composte», ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di trompe-l’œil, oggetti o elementi dello stesso genere (come prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli o libri). Dal 15 febbraio al 15 giugno, al Museo in erba di Bellinzona, lo stesso Arcimboldo accoglierà i bambini ticinesi con i suoi fanta­ stici quadri. Opere che, viste da lontano, rappresentano il ritratto di un volto, ma che da vicino non sono altro che un assemblaggio dei più svariati articoli. Buffi capolavori, insomma, capaci di stupire grandi e piccini. Attraverso i cinque sensi, i bambini sco­ priranno la strada artistica di questo pittore italiano del Cinque­ cento: potranno odorare il profumo delle guance fiorite del ritratto «La primavera», gustare i frutti che compongono il volto dell’«Estate», toccare e riconoscere frutti e verdure rappresentati nell’«Autunno» e condividere la malinconia del signor «Inverno» ascoltando la pioggia. Il percorso-gioco propone anche tele delle «Quattro stagioni», forse meno note ma splendide, legate ai quattro elementi. Ispirandosi ai personaggi de «L’Acqua», «La Terra», «Il Fuoco», «L’Aria» e allo strano «Libraio», i fanciulli comporranno quadri realizzati con pesci o libri e utilizzeranno il loro spirito d’osservazione per ricomporre puzzle o per eseguire degli esercizi di costruzione. L’arte diventa anche il punto di partenza per una riflessione su una sana alimentazione: frutta e verdura di stagione sono presen­ tate in modo originale, con la speranza che nasca una curiosità per gusti e sapori spesso ritenuti, a torto, poco allettanti. In tale ottica, ogni settimana ai giovani visitatori sarà proposta una ricetta da sperimentare a casa. Info: 091 835 52 54, www.museoinerba.com


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cultura

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Un concorso di scrittura per le Tre Valli Stimolare il piacere della scrittura giovanile: è l’obiettivo di un’iniziativa che, in un decennio, ha già coinvolto settemila ragazzi.

La bambina riflessa nello specchio ILLUSTRAZIONI: RAFFAELE CONTE; FOTO: MAD

È uno dei più grandi in Svizzera per estensione geo­grafica e per numero di allievi coinvolti.   Ed è ormai giunto alla sua decima edizione. È il Concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori, grazie a cui, nel corso degli anni, oltre settemila studenti (dal secondo ciclo delle elementari fino alle scuole superiori) hanno dato libero sfogo   alla loro creatività tradotta in racconto. L’iniziativa è nata dal desiderio di offrire una proposta   culturale di chiara valenza formativa, chiamando a cimentarsi con la lingua italiana, liberando   la fantasia, esprimendo sentimenti ed emozioni, narrando esperienze legate al proprio vissuto,   in altre parole invitando a scrivere. «Il concorso s’inserisce in un contesto storico in cui la lingua italiana e le principali competenze a essa collegate – in particolare la scrittura – sono al centro di grandi discussioni, preoccupazioni,   riflessioni e proposte», spiega Orazio Dotta, coorganizzatore e direttore di Bibliomedia Svizzera italiana. «C’è una sorta di malessere linguistico:   si pensi ai risultati dell’indagine PISA nelle scuole, che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Una   situazione non specifica al Ticino, beninteso, ma comune a tutte le lingue del mondo occidentale globalizzato». Il progetto si è dunque lanciato in una sfida   importante: stimolare il piacere della scrittura e, nello stesso tempo, della lettura. Non c’è bravo scrittore che non sia anche un assiduo lettore. Ogni anno gli organizzatori pubblicano un   volume che raccoglie i migliori testi. Sono chiamati a partecipare i   giovani domiciliati nei comuni   delle Tre Valli e della cintura nord di Bellinzona.

Il racconto* di Sofia Stroppini, di Gnosca, studentessa di terza liceo, prima classificata nella categoria «Scuole superiori» 2013.

M

i dirigo verso lo specchio sistemato in fondo al corridoio, quello su cui segnavo, anno dopo anno, la mia altezza con una tacca. La luce lentamente inonda la stanza alle mie spalle, la vedo nel riflesso infilarsi negli anfratti bui, scacciando gli incubi della notte. Poi si allunga, ridipingendo di una tonalità più chiara il pavimento, le pareti, il

Info: www.bibliomedia.ch

La vincitrice del concorso 2013, Sofia Stroppini.

corridoio. Torno a concentrarmi sulla mia immagine, sugli occhi. Come possono essere gli stessi occhi di quella bambina di cinque anni che usciva incespicando dalla camera, portandosi appresso il coniglietto di pezza e si fissava, in parte incuriosita, in parte ancora insonnolita, in quello stesso specchio? Quanti luoghi hanno visto nel frattempo quegli occhi, quanti segreti hanno celato, in quanti animi hanno scavato? E tutto ciò è scivolato lontano, indifferente, o si è depositato sull’iride andando ad aggiungervi un’altra sfumatura di blu? Sono occhi negli occhi ora, la bambina del riflesso e l’adolescente a combattere silenziosamente la guerra di ogni giorno. C’è quella barriera tra loro, quel muro reso ancora più invalicabile dai segni neri sulla cornice dello specchio, che segnano l’implacabile scorrere del tempo, che alcune

volte non passa mai e altre sci- padre è morto quando ero picvola dalle dita, come un aquilo- cola, e in seguito mia madre si ne in balia del vento. è risposata con un altro uomo. Di una cosa però sono certa: La bambina del riflesso mi non si può fermare e ogni mat- avrebbe rimproverato, se avestina so che lascio una parte di se il dono della parola. Penseme in questo specchio. Doma- rebbe che stia scordando i poni non me ne accorgerò nem- meriggi estivi passati, sdraiata meno, ma sarò diversa, imper- in giardino, con mio padre e cettibilmente, ma diversa, e la l’inseparabile coniglietto di bambina del riflesso mi sbef- pezza. Ma, nonostante siano feggerà perché, per quanto ci ricordi oramai sbiaditi, non li provi, fatico ad accettare di es- scorderò mai, e questa è una sermi lasciata l’infanzia alle certezza che mi consola e mi spalle e che il muro si ispessi- dà sicurezza. sca sempre più. In una parte di me, quella che Quando la luce finalmente mi non cederà mai all’agghiaclambisce, mi rendo conto che ciante crudeltà del tempo che ti devo sbrigarmi. Lancio per- porta a dimenticare, vive ancociò un’ultima occhiata alla mia ra quella bambina con le ginocfigura e compio il tragitto in- chia perennemente sbucciate verso fino alla porta della mia e i capelli spettinati. Dentro di camera. Esito un attimo prima me, al riparo da occhi indiscredi raccogliere lo zaino da terra ti, non ho bisogno di erigere e scendere le scale. barriere. Oggi conoscerò la mia sorellina, nata ieri sera. Non è esatta- * Testo basato su un incipit dello mente mia sorella, perché mio scrittore Guido Sgardoli


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cultura

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Un concorso di scrittura per le Tre Valli Stimolare il piacere della scrittura giovanile: è l’obiettivo di un’iniziativa che, in un decennio, ha già coinvolto settemila ragazzi.

La bambina riflessa nello specchio ILLUSTRAZIONI: RAFFAELE CONTE; FOTO: MAD

È uno dei più grandi in Svizzera per estensione geo­grafica e per numero di allievi coinvolti.   Ed è ormai giunto alla sua decima edizione. È il Concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori, grazie a cui, nel corso degli anni, oltre settemila studenti (dal secondo ciclo delle elementari fino alle scuole superiori) hanno dato libero sfogo   alla loro creatività tradotta in racconto. L’iniziativa è nata dal desiderio di offrire una proposta   culturale di chiara valenza formativa, chiamando a cimentarsi con la lingua italiana, liberando   la fantasia, esprimendo sentimenti ed emozioni, narrando esperienze legate al proprio vissuto,   in altre parole invitando a scrivere. «Il concorso s’inserisce in un contesto storico in cui la lingua italiana e le principali competenze a essa collegate – in particolare la scrittura – sono al centro di grandi discussioni, preoccupazioni,   riflessioni e proposte», spiega Orazio Dotta, coorganizzatore e direttore di Bibliomedia Svizzera italiana. «C’è una sorta di malessere linguistico:   si pensi ai risultati dell’indagine PISA nelle scuole, che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Una   situazione non specifica al Ticino, beninteso, ma comune a tutte le lingue del mondo occidentale globalizzato». Il progetto si è dunque lanciato in una sfida   importante: stimolare il piacere della scrittura e, nello stesso tempo, della lettura. Non c’è bravo scrittore che non sia anche un assiduo lettore. Ogni anno gli organizzatori pubblicano un   volume che raccoglie i migliori testi. Sono chiamati a partecipare i   giovani domiciliati nei comuni   delle Tre Valli e della cintura nord di Bellinzona.

Il racconto* di Sofia Stroppini, di Gnosca, studentessa di terza liceo, prima classificata nella categoria «Scuole superiori» 2013.

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i dirigo verso lo specchio sistemato in fondo al corridoio, quello su cui segnavo, anno dopo anno, la mia altezza con una tacca. La luce lentamente inonda la stanza alle mie spalle, la vedo nel riflesso infilarsi negli anfratti bui, scacciando gli incubi della notte. Poi si allunga, ridipingendo di una tonalità più chiara il pavimento, le pareti, il

Info: www.bibliomedia.ch

La vincitrice del concorso 2013, Sofia Stroppini.

corridoio. Torno a concentrarmi sulla mia immagine, sugli occhi. Come possono essere gli stessi occhi di quella bambina di cinque anni che usciva incespicando dalla camera, portandosi appresso il coniglietto di pezza e si fissava, in parte incuriosita, in parte ancora insonnolita, in quello stesso specchio? Quanti luoghi hanno visto nel frattempo quegli occhi, quanti segreti hanno celato, in quanti animi hanno scavato? E tutto ciò è scivolato lontano, indifferente, o si è depositato sull’iride andando ad aggiungervi un’altra sfumatura di blu? Sono occhi negli occhi ora, la bambina del riflesso e l’adolescente a combattere silenziosamente la guerra di ogni giorno. C’è quella barriera tra loro, quel muro reso ancora più invalicabile dai segni neri sulla cornice dello specchio, che segnano l’implacabile scorrere del tempo, che alcune

volte non passa mai e altre sci- padre è morto quando ero picvola dalle dita, come un aquilo- cola, e in seguito mia madre si ne in balia del vento. è risposata con un altro uomo. Di una cosa però sono certa: La bambina del riflesso mi non si può fermare e ogni mat- avrebbe rimproverato, se avestina so che lascio una parte di se il dono della parola. Penseme in questo specchio. Doma- rebbe che stia scordando i poni non me ne accorgerò nem- meriggi estivi passati, sdraiata meno, ma sarò diversa, imper- in giardino, con mio padre e cettibilmente, ma diversa, e la l’inseparabile coniglietto di bambina del riflesso mi sbef- pezza. Ma, nonostante siano feggerà perché, per quanto ci ricordi oramai sbiaditi, non li provi, fatico ad accettare di es- scorderò mai, e questa è una sermi lasciata l’infanzia alle certezza che mi consola e mi spalle e che il muro si ispessi- dà sicurezza. sca sempre più. In una parte di me, quella che Quando la luce finalmente mi non cederà mai all’agghiaclambisce, mi rendo conto che ciante crudeltà del tempo che ti devo sbrigarmi. Lancio per- porta a dimenticare, vive ancociò un’ultima occhiata alla mia ra quella bambina con le ginocfigura e compio il tragitto in- chia perennemente sbucciate verso fino alla porta della mia e i capelli spettinati. Dentro di camera. Esito un attimo prima me, al riparo da occhi indiscredi raccogliere lo zaino da terra ti, non ho bisogno di erigere e scendere le scale. barriere. Oggi conoscerò la mia sorellina, nata ieri sera. Non è esatta- * Testo basato su un incipit dello mente mia sorella, perché mio scrittore Guido Sgardoli


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cultura

gennaio – aprile 2014

Bambini, il teatro è per voi!

I concerti d’inverno dell’Orchestra Arcadia L’8, 9 e 15 febbraio, l’orchestra luganese si esibisce ad Ascona, Mendrisio e Lugano.

Il direttore d’orchestra Matthias Mueller.

Info: www.orchestra-arcadia.ch

Un antipasto per Maribur Fra il 30 marzo e l’11 maggio, la rassegna del teatro di figura propone un evento nell’evento. Per i bimbi fino a cinque anni.

A Bellinzona, la rassegna «Minimusica» propone spettacoli per i più piccoli.

L

FOTO: VASILY DANILIN, DANIEL VASS, MAD

La musicista Gloria de Piante Vicin.

Sotto la direzione di Matthias B. Müller, quest’inverno l’Orchestra Arcadia di Lugano si presenta al pubblico con un programma prettamente romantico: il «Concerto n° 2 op. 21 per pianoforte e orchestra» di Frédérik Chopin (1810-1849), brillante e poetico; e la nobile e solenne «Sinfonia n° 5 op. 107» di Felix Mendelssohn Bartholdy (18091847). I concerti avranno luogo sabato 8 febbraio, alle 20.30, nella chiesa del Collegio Papio di Ascona; domenica 9 febbraio, alle 17, al Centro Presenza Sud di Mendrisio; sabato 15 febbraio, alle 20.30, presso l’Auditorio RSI di Lugano. L’entrata ai concerti è libera. Attiva nella Svizzera italiana dal 2001, l’Arcadia è un’orchestra sinfonica che conta una cinquantina di musicisti, tra amatori di buon livello, insegnanti e studenti di musica. Il suo repertorio spazia dal periodo classico a quello contemporaneo. Per l’occasione potrà contare sulla solista Gloria de Piante Vicin. Ospite di prestigiose rassegne concertistiche, la pianista ha tenuto concerti in Europa e negli Stati Uniti, in teatri quali la Duke’s Hall di Londra, l’École Normale Supérieure di Parigi, il Palazzo Massimo di Roma, il Meyerson Music Center di Dallas, il Teatro Verdi di Padova e l’Auditorio RSI di Lugano, dove nel 2012 è stata solista con l’OSI. È inoltre stata premiata da istituzioni musicali e concorsi nazionali e internazionali in Italia, Svizzera e USA.

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e luci della ribalta rimangono accese: proseguono infatti, al teatro dell’Oratorio parrocchiale di Bellinzona (dietro la Collegiata), gli appuntamenti della rassegna «Minimusica». Come sempre, le rappresentazioni si svolgono di mercoledì, alle 14 e alle 16. S’inizierà il 15 gennaio con «L’elefantino», messo in scena dalla compagnia La Baracca Testoni Ragazzi di Bologna. Come mai l’elefante ha un naso tanto lungo? Con calze di colori e dimensioni diverse, si scopre come avvenne la metamorfosi della proboscide. Età consigliata: dai tre anni. Il 12 febbraio sarà la volta de «L’Arca parte alle otto», con la compagnia del Teatro del Buratto di Milano. Tre pinguini sulla banchisa. Tre piccoli punti neri, persi in un mare bianco di ghiacci. Tre pinguini amici da sempre. Uno di loro, il più piccolo, minaccia di schiacciare una farfalla e ci si siede sopra, cattivo come un bambino cattivo. Gli altri due insorgono: «Non si deve uccidere». Comincia così una conversazione/bisticcio sul mondo, su Dio, su ciò che è invisibile, su quello che si deve o non si deve fare, con domande che tutti si pongono e risposte che molti si danno, scherzi, «schiaffi», sorrisi. Dai cinque anni. Si proseguirà, il 5 marzo, con «Souvenirs». La Compagnia Pas de Deux di Lustmühle racconterà la storia di Lily, che ha viaggiato per il globo alla ricerca del grande amore. Con l’aiuto del fedele Alphonse, i suoi ricordi prendono la forma di una pallina da giocoliere, di una melodia russa oppure di un salto mortale. Uno spettacolo per divertirsi e meravigliarsi. Dai cinque anni. Il 16 aprile alle 14, infine, al Castello di Montebello si terrà la festa conclusiva di Minimusica, con tanto di merenda.

La compagnia «Pas de deux di Lustmühle» presente a «Minimusica».

Info: www.minimusica.ch

La compagnia ScarlattineTeatro. Una tradizione da mantenere e un calendario da rinfrescare: è con questi obiettivi che è stata progettata la ventunesima edizione di Maribur, la rassegna del teatro di figura dedicata al grande e compianto burattinaio Otello Sarzi. Sarzi che, lo ricordiamo, è stato tra i primi ad accostare i burattini alla musica, guadagnando elogi a livello mondiale. Se l’evento raggiungerà il suo momento clou nel weekend del 24 e 25 maggio (ne riferiremo in dettaglio sul prossimo calendario di Coop cultura), c’è però una novità da annotare subito in agenda. È la mini-rassegna domenicale «Anch’io a teatro», che si terrà tra il 30 marzo e l’11 maggio. Dedicati alla fascia d’età compresa tra gli uno e i cinque anni, gli spettacoli si terranno con cadenza quindicinale a Stabio (30 marzo, 13 aprile, 11 maggio), pur mantenendo un appuntamento nella sala del frantoio al Mulino del Ghitello di Morbio Inferiore (27 aprile). Si andrà in scena alle 15, 16.30 e 18. Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch

Il nuovo logo di Maribur (creato da Laura Mengani di Besazio).


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cultura

gennaio – aprile 2014

Bambini, il teatro è per voi!

I concerti d’inverno dell’Orchestra Arcadia L’8, 9 e 15 febbraio, l’orchestra luganese si esibisce ad Ascona, Mendrisio e Lugano.

Il direttore d’orchestra Matthias Mueller.

Info: www.orchestra-arcadia.ch

Un antipasto per Maribur Fra il 30 marzo e l’11 maggio, la rassegna del teatro di figura propone un evento nell’evento. Per i bimbi fino a cinque anni.

A Bellinzona, la rassegna «Minimusica» propone spettacoli per i più piccoli.

L

FOTO: VASILY DANILIN, DANIEL VASS, MAD

La musicista Gloria de Piante Vicin.

Sotto la direzione di Matthias B. Müller, quest’inverno l’Orchestra Arcadia di Lugano si presenta al pubblico con un programma prettamente romantico: il «Concerto n° 2 op. 21 per pianoforte e orchestra» di Frédérik Chopin (1810-1849), brillante e poetico; e la nobile e solenne «Sinfonia n° 5 op. 107» di Felix Mendelssohn Bartholdy (18091847). I concerti avranno luogo sabato 8 febbraio, alle 20.30, nella chiesa del Collegio Papio di Ascona; domenica 9 febbraio, alle 17, al Centro Presenza Sud di Mendrisio; sabato 15 febbraio, alle 20.30, presso l’Auditorio RSI di Lugano. L’entrata ai concerti è libera. Attiva nella Svizzera italiana dal 2001, l’Arcadia è un’orchestra sinfonica che conta una cinquantina di musicisti, tra amatori di buon livello, insegnanti e studenti di musica. Il suo repertorio spazia dal periodo classico a quello contemporaneo. Per l’occasione potrà contare sulla solista Gloria de Piante Vicin. Ospite di prestigiose rassegne concertistiche, la pianista ha tenuto concerti in Europa e negli Stati Uniti, in teatri quali la Duke’s Hall di Londra, l’École Normale Supérieure di Parigi, il Palazzo Massimo di Roma, il Meyerson Music Center di Dallas, il Teatro Verdi di Padova e l’Auditorio RSI di Lugano, dove nel 2012 è stata solista con l’OSI. È inoltre stata premiata da istituzioni musicali e concorsi nazionali e internazionali in Italia, Svizzera e USA.

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e luci della ribalta rimangono accese: proseguono infatti, al teatro dell’Oratorio parrocchiale di Bellinzona (dietro la Collegiata), gli appuntamenti della rassegna «Minimusica». Come sempre, le rappresentazioni si svolgono di mercoledì, alle 14 e alle 16. S’inizierà il 15 gennaio con «L’elefantino», messo in scena dalla compagnia La Baracca Testoni Ragazzi di Bologna. Come mai l’elefante ha un naso tanto lungo? Con calze di colori e dimensioni diverse, si scopre come avvenne la metamorfosi della proboscide. Età consigliata: dai tre anni. Il 12 febbraio sarà la volta de «L’Arca parte alle otto», con la compagnia del Teatro del Buratto di Milano. Tre pinguini sulla banchisa. Tre piccoli punti neri, persi in un mare bianco di ghiacci. Tre pinguini amici da sempre. Uno di loro, il più piccolo, minaccia di schiacciare una farfalla e ci si siede sopra, cattivo come un bambino cattivo. Gli altri due insorgono: «Non si deve uccidere». Comincia così una conversazione/bisticcio sul mondo, su Dio, su ciò che è invisibile, su quello che si deve o non si deve fare, con domande che tutti si pongono e risposte che molti si danno, scherzi, «schiaffi», sorrisi. Dai cinque anni. Si proseguirà, il 5 marzo, con «Souvenirs». La Compagnia Pas de Deux di Lustmühle racconterà la storia di Lily, che ha viaggiato per il globo alla ricerca del grande amore. Con l’aiuto del fedele Alphonse, i suoi ricordi prendono la forma di una pallina da giocoliere, di una melodia russa oppure di un salto mortale. Uno spettacolo per divertirsi e meravigliarsi. Dai cinque anni. Il 16 aprile alle 14, infine, al Castello di Montebello si terrà la festa conclusiva di Minimusica, con tanto di merenda.

La compagnia «Pas de deux di Lustmühle» presente a «Minimusica».

Info: www.minimusica.ch

La compagnia ScarlattineTeatro. Una tradizione da mantenere e un calendario da rinfrescare: è con questi obiettivi che è stata progettata la ventunesima edizione di Maribur, la rassegna del teatro di figura dedicata al grande e compianto burattinaio Otello Sarzi. Sarzi che, lo ricordiamo, è stato tra i primi ad accostare i burattini alla musica, guadagnando elogi a livello mondiale. Se l’evento raggiungerà il suo momento clou nel weekend del 24 e 25 maggio (ne riferiremo in dettaglio sul prossimo calendario di Coop cultura), c’è però una novità da annotare subito in agenda. È la mini-rassegna domenicale «Anch’io a teatro», che si terrà tra il 30 marzo e l’11 maggio. Dedicati alla fascia d’età compresa tra gli uno e i cinque anni, gli spettacoli si terranno con cadenza quindicinale a Stabio (30 marzo, 13 aprile, 11 maggio), pur mantenendo un appuntamento nella sala del frantoio al Mulino del Ghitello di Morbio Inferiore (27 aprile). Si andrà in scena alle 15, 16.30 e 18. Info: 091 641 69 60, www.maribur.ch

Il nuovo logo di Maribur (creato da Laura Mengani di Besazio).


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cultura

gennaio – aprile 2014

FOTO: FILARMONICA FAIDESE, A. RIGHETTI

La Filarmonica faidese diretta dal maestro Andrea Cupia.

Filarmonica faidese, un inno per il 150° Andrea Cupia.

I

Fondata nel 1864, l’orchestra raggiunge il secolo e mezzo. E si regala una marcia commemorativa.

l traguardo, per la storia della Filarmonica faidese, è di quelli destinati a lasciare il segno: l’orchestra leventinese di strumenti a fiato e percussioni raggiunge infatti i 150 anni di attività musicale e sociale. Per festeggiare al meglio, la società ha deciso d’impegnarsi in varie attività che si distribuiranno lungo l’arco del 2014. Ricca di giovani componenti, la Filarmonica faidese propone un viaggio tra il passato, il presente e il futuro, con uno sguardo a volte più sociologico – quando la banda incontra l’evoluzione del paese e della valle – e a volte più introspet-

tivo – nel momento in cui l’occhio di una telecamera arriva fino al cuore della propria attività –. Una prospettiva che potrà incuriosire gli amanti della musica bandistica, ma anche i semplici interessati a scoprire cosa si nasconde dietro a un concerto e rimane invisibile nella quotidianità. Per il giubileo, grazie allo specifico patrocinio di Coop cultura, la Filarmonica ha voluto realizzare la composizione di una marcia commemorativa. La stessa è stata affidata al suo maestro Andrea Cupia, che da diversi anni lavora sullo sviluppo artistico della banda. «Faètt»

(«Faido») risulta così un brano dalle varie sfaccettature e che aderisce alla perfezione all’immagine della Filarmonica faidese. La ricorrenza è evocata dall’uso di una struttura formale classica tipica della marcia, come si poteva ascoltare nel 1864, mentre il richiamo al territorio è dato dal titolo della marcia, che fa riferimento all’origine del nome del paese di Faido. Il tradizionale è mantenuto anche dall’introduzione delegata unicamente ai tamburi basilesi. La celebrazione avviene invece nel trio, con un tema cantato a guisa d’inno e un tema «eroico» nell’ultimo ritornello. Infine, il

riferimento a quello che rappresenta la Filarmonica faidese oggi, che viene espresso tramite un’armonia non sempre «classica», interruzioni e variazioni ritmiche, effetti a sorpresa (la marcia è appunto sottotitolata marcia-scherzo). Un eccellente biglietto da visita, insomma, per far presentare un gruppo di giovani (l’età media è di ventiquattro anni), che suonano con entusiasmo, in grado di essere propositivi e di saper far convivere la serietà con il divertimento, l’entusiasmo e la serenità. Info: www.filarmonicafaidese.ch

IMPRESSUM Editore: Coop Società Cooperativa, 4002 Basilea. Jörg Ledermann, Patric Wehrli Redazione: Daniele Pini (caporedattore), Thomas Carta (curatore dell’inserto)  Produzione: Saverio Verrascina Layout: Martin Lobsiger (respons.), Meret Küng Stampa e distribuzione: Centro Stampa Ticino SA, Muzzano Tiratura: 131.500 copie Il programma può essere soggetto a modifiche. Coop cultura è raggiungibile presso: Coop, Regione Ostschweiz-Ticino, Via Industria, 6532 Castione, Tel. 091 822 35 35, www.coop.ch/coopcultura Coordinamento: Samantha Dresti, samantha.dresti@coop.ch Commissione Coop cultura: Marco Lucchini (presidente), Livio Bontognali, Orazio Martinetti, Timoteo Morresi, Rocco Notarangelo, Monica Piffaretti.

Coopcultura (gennaio-aprile) 2014  

Il calendario delle manifestazioni Coop cultura, da gennaio ad aprile 2014.

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