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L’ORA L’ORA di di …“Spini” …“Spini”

Periodico d’informazione di Comunità Periodico d’informazione di Comunità NR. 2 DICEMBRE 2013 NR. 2 DICEMBRE 2013

In questo numero: L’Albero di Natale: tra tradizione e storia Spini: alcune sfide si vincono solo insieme L’Angolo delle ricette Curiosità dal mondo…del cinema Passeggiata di inizio autunno dell’Associazione Carpe Diem C’era una volta… La “scommessa” nata a Spini

E dopo l’assenza d’autunno ecco che L’Ora di…“Spini” fa risentire la propria voce e la sua voglia di diventare l’antenna di una comunità in costruzione e in continua trasformazione. Prosegue così la pubblicazione di nuovi e frizzanti articoli, scritti dai fedelissimi e da alcuni nuovi “arrivi”. Cogliamo l’occasione di ringraziarli ufficialmente della disponibilità e del tempo che hanno regalato al progetto; senza la loro collaborazione le pagine di questo giornale rimarrebbero vuote e insignificanti. Le loro parole, i loro ricordi, i loro pensieri, la loro creatività permettono di restituire valore al territorio che abitiamo; un territorio che ha bisogno di ricordare il proprio passato per rivedere il proprio presente e gettare le fondamenta di un futuro. Attraverso i racconti di chi da sempre vive questi luoghi e attraverso gli occhi di chi solo in questi ultimi anni abita Spini, possiamo rileggere il quartiere di oggi con tutte le sue bellezze e contraddizioni. Siamo giunti finalmente al tempo del Natale e all’augurio di passare delle BUONE FESTIVITÀ e un BUON 2014 da tutta la redazione de L’Ora di Spini! La Redazione

L’ALBERO DI NATALE: TRA TRADIZIONE E STORIA

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n questo periodo l’albero di Natale è sicuramente presente in tutte le nostre case, ma forse in pochi sanno il perché e da dove derivi questa tradizione. In generale l’albero ha assunto funzione simbolica fin dai tempi più antichi.

L’albero di Natale rappresenta, insieme al presepe, una delle tradizioni natalizie più diffuse nel mondo. Ma, mentre del presepe è chiara l’origine cristiana, meno chiara è l’origine dell’albero di Natale. L'immagine dell'albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale ed in seguito assimilato dal Cristianesimo. La derivazione da queste antiche tradizioni, tuttavia, non è stata ancora provata con certezza. Ma qual è il significato simbolico dell’albero di Natale? Esso ha rappresentato da sempre e per tutte le culture il simbolo della vita. I druidi, antichi sacerdoti dei Celti, notando che gli abeti rimanevano sempreverdi… Continuaaapag. pag.22 Prosegue

Spini: alcune sfide si vincono solo insieme Migliorare la convivenza, "il bello è anche qui"....dipende un po' da ognuno di noi

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l Polo Sociale è l’unità operativa territoriale del Servizio Attività Sociali del Comune Continua di a Trento e per le Circoscrizioni di Gardolo e Meano si trova a Gardolopag.2 in Via S. Anna a Palazzo Crivelli. Il cittadino può rivolgersi al Polo Sociale di riferimento e nello specifico all'assistente sociale per chiedere informazioni sui servizi socio-assistenziali e affrontare le difficoltà del nucleo attraverso percorsi che mirano a promuovere/sviluppare le risorse, il benessere e l’autonomia del singolo e della famiglia. Il Polo, attraverso il coordinatore, le assistenti sociali e l'educatore lavorano anche a stretto contatto con le Circoscrizioni di riferimento, le Cooperative, le Associazioni, singoli cittadini del territorio per analizzare i bisogni sociali dei quartieri o di singole fasce di età e per raccogliere… Continua a pag.3


2 L’Angolo delle ricette… E sotto le feste di Natale non possono mancare i CANTUCCI!!!! Duri ma apprezzati …ma noi li rendiamo morbidi!!! RICETTA per biscotti alle nocciole

I CANTUCCI INGREDIENTI: 250 gr farina bianca 150 gr zucchero 200 gr nocciole intere tostate e spellate 2 uova ½ bustina lievito per dolci Pizzico di sale fino 50 gr burro ammorbidito o margarina Carta forno PROCEDIMENTO: Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°. Sbattere le uova con lo zucchero in modo che risulti spumoso l’impasto. Unite la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Mettete il burro ammorbidito e mescolate il tutto con cura girando dall’alto verso il basso senza lasciare grumi. Aggiungete le nocciole e mescolate leggermente ancora. Sulla carta forno disponete l’impasto diviso in 3 parti formando 3 rotoli lunghi come la teglia rettangolare del vostro forno e appiattite leggermente con le mani. Infornate e cuocete per circa 20-30 minuti o fino a quando uno stecchino uscirà pulito. Sfornate SUBITO e tagliate a fette di circa 1 cm. Conservate in un barattolo di latta i biscotti. … UNA “DRITTA”!!!!: potete unire delle GOCCE DI CIOCCOLATO ad una parte dell’impasto e fare cosi dei biscotti diversi e più golosi!! Cristina Mattedi L’Ora di…“Spini” - Periodico d’informazione di Comunità iscritto al Registro Stampa del Tribunale di Trento in data 18 dicembre 2013, n. 24 del 2013; Proprietà Cooperativa Sociale Arianna; via Marco Pola, 7 38121 Gardolo (TN); Direttore responsabile Alessandro Graziadei In redazione in questo numero: Domingo Garberoglio, Rino Mattedi, Sofia Bragagna, Cristina Mattedi, Giuseppe di Stefano Stampa LB Litolegatoria Betta C&C snc Tiratura/diffusione 200 copie

Curiosità dal mondo…del cinema! uesta volta voglio parlarvi di Massimo Troisi, uno dei miei attori preferiti; oltre ad essere un grandissimo ed inimitabile attore è stato un poeta originale e come dice il grande Roberto Benigni "morto un Troisi non se ne fa un altro”. Nasce il 19 Febbraio 1953 a San Giorgio (Napoli) da Alfredo Troisi, macchinista ferroviario e da Elena Adinolfi, calinga. Massimo, crebbe in una famiglia molto numerosa; si diplomò geometra all'Istituto Tecnico Commerciale. Contemporaneamente scrisse anche alcune poesie in dialetto ispirate a Pasolini, il suo autore preferito. Da ciò, si può dedurre che dietro un grande comico, c’è sempre una grande mente. A 19 anni a Troisi venne diagnosticata un’insufficienza cardiaca che lo obbligò a recarsi negli Stati Uniti per un intervento; Troisi non amava parlare della sua malattia, tanto che solo i familiari e gli amici più intimi erano a conoscenza dei suoi problemi di salute. Esordisce nel teatro molto presto, tant’è vero che, come solitamente avviene per gli artisti alle prime armi a cui nessuno offre uno spazio, decide di affittarsi un garage assieme ad alcuni amici di infanzia. Il gruppo in seguito si riduce dopo varie metamorfosi nella Smorfia, tra cui oltre a Troisi, Lello Arena e Enzo Decaro. Troisi co-produce oltretutto, anche da regista, svariati film, tra i più noti ricordiamo “Ricomincio da tre”, “Pensavo fosse amore ma invece era un calesse”, “Non ci resta che piangere” e, il più commovente a mio parere, “Il Postino” (1994). Quest ultimo, girato a Procida e Salina, liberamente tratto dal romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta, tratta l'amicizia tra un umile portalettere e Pablo Neruda durante l'esilio del poeta cileno in Italia. Troisi riuscì a terminare le riprese del film con enorme fatica e con il cuore ormai stremato, facendosi sostituire in alcune scene da una controfigura. Massimo Troisi muore nel sonno il 4 Giugno 1994 all'età di soli 41 anni, 12 ore dopo aver terminato le riprese del film Il Postino. « Ed è stata un'esperienza umana grandissima, perché lui stava male e ha voluto fare questo film a tutti i costi: tutti gli dicevano "ma dai, fai il trapianto e poi lo farai", e lui diceva "No, questo film lo voglio fare con il mio cuore". [...] E poi questo film è il suo testamento morale. »(l'attore Renato Scarpa su Massimo Troisi).

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Giuseppe Di Stefano

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…anche durante l'inverno, li considerarono un simbolo di lunga vita e cominciarono a onorarli nella festa del solstizio d’inverno. In alcune tradizioni del nord Europa, in questo periodo era tradizione bruciare un albero (un pino o un abete, alberi resinosi e molto infiammabili) come simbolo di luce. Metaforicamente con questo gesto si bruciava il passato e le scintille che venivano emanate rappresentavano la luce dei giorni in arrivo. È nel Medioevo però che l’abete fa la sua comparsa un po’ dovunque come albero principe delle feste, questo grazie alla sua caratteristica "magica" di essere un sempreverde. La sua nascita ufficiale come albero di Natale risale al 1605: in una cronaca di Strasburgo si legge che gli abeti erano portati nelle case e ornati con mele, zucchero e fiori di carta, oggetti simbolo della fertilità. La sua fortuna e diffusione si deve però a uno scrittore, Johann Wolfang Goethe che ne “I dolori del giovane Werther” fa una descrizione dettagliata dell’albero natalizio, all’epoca molto diffuso soprattutto nelle abitazioni aristocratiche. Goethe, pur non essendo propriamente di fede cattolica o protestante, amava moltissimo questa usanza e grazie a lui l'albero si impose a Weimar che era il centro culturale dell'epoca. Con l’epoca romantica l’albero assume tutte le caratteristiche che ha anche oggi, incominciando ad essere adornato di palline e fiocchi. Nel nostro secolo assistiamo a una diffusione massiccia e capillare di questa usanza.


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idee/proposte per fronteggiarli. Questo lavoro viene promosso perché siamo convinti che all'interno delle comunità/quartieri ci sono problemi ma anche risorse per affrontarli. Nel quartiere di Spini questo tipo di lavoro viene portato avanti dal 2004, ovvero da quando sono stati assegnati ai nuovi residenti buona parte degli appartamenti ITEA: l'obiettivo iniziale è stato quello di promuovere momenti di accoglienza, poi il Polo si è fatto portavoce all'interno dell'Amministrazione per attivare servizi per minori come il Centro Giocastudiamo nel 2005 e gli educatori di strada nel 2006. E' stato costituito un tavolo di lavoro sociale chiamato Tavolo Spini a cui partecipano stabilmente la Circoscrizione, il Comitato Amizi del Pont dei Vodi, la Cooperativa Arianna, l'Associazione Carpe Diem, al Scuola Materna e il Punto Famiglie. Il Tavolo si ritrova regolarmente per ragionare sui problemi sociali del quartiere: in questi anni sono state numerose le iniziative per promuovere la convivenza nel quartiere oltre a quelle già storicamente esistenti realizzate dal Comitato Amizi del Pont dei Vodi. Sono stati organizzati momenti di accoglienza, di conoscenza fra le nuove famiglie, la stesura di un opuscolo informativo, numerosi “The di condominio”, laboratori per bambini e famiglie, momenti di incontro per genitori/mamme, la festa ”Vento in Poppa", il Natale a Spini, la pulizia del quartiere, l'imbiancatura dei muri esterni del Centro Giocastudiamo, ecc. Nel 2012/13 è stato realizzato con Con.solida il Progetto "Noi quartiere" che ha visto la partnership del Comune di Trento. L'obiettivo del progetto è stato quello di ascoltare dalla viva voce dei cittadini proposte per migliorare la vivibilità del quartiere, ma soprattutto offrire la possibilità alle persone di collaborare alla realizzazione di attività socio animative: si è quindi voluto aprire un dialogo con i cittadini

LA PASSEGGIATA DI INIZIO AUTUNNO DELL'ASSOCIAZIONE CARPE DIEM I Centri Giocastudiamo di Spini e Canova hanno organizzato una gita per tutti i bambini e le loro famiglie: una passeggiata alle Gorghe di Meano per raccogliere le castagne! Sabato 19 ottobre, alle 13.30, ci siamo trovati tutti assieme in piazza a Gardolo. Una volta arrivati tutti abbiamo preso l’autobus e, dopo un breve viaggio, siamo arrivati al punto di partenza della nostra camminata. Non ci avevano mica detto che avremmo dovuto affrontare una lunga salita! Ma, nonostante lo spavento iniziale, ce l’abbiamo fatta e ci siamo fermati varie volte nei punti strategici per la raccolta. Purtroppo non c’erano ancora tantissime castagne ma qualcosa abbiamo trovato. A metà pomeriggio siamo arrivati alla baita degli alpini, dove abbiamo fatto merenda con il tè caldo e delle torte. Dopo la camminata era proprio quello che ci voleva!

su cosa fare e su come farlo. Rispetto a "cosa fare", qualche traccia il progetto l'ha lasciata: si è potuto organizzare la biciclettata di comunità, la cena "Aggiungi un posto a Tavola", serate di musica, baby dance, la mostra fotografica sulla storia di Spini, la realizzazione di colorati murales e costruire l'importante esperienza di questo giornalino che sta già diventando un altro luogo, una piazza dove potersi esprimere, incontrare, raccontare. Rispetto al "come fare", la scommessa è stata quella di coinvolgere attivamente più persone possibile: così hanno dato disponibilità e lasciato il proprio numero di telefono una trentina di persone anche se poi durante la primavera/estate solo una decina ha collaborato attivamente alla costruzione degli eventi. C'è quindi voglia di fare da parte di numerose persone....si tratta di non disperdere le disponibilità, di cogliere l'attimo e proseguire in questa direzione...questo è il nuovo punto di partenza! Ci aspettano in un prossimo futuro nuove sfide da vivere insieme: dalla costruzione dei prossimi eventi come il Natale, al pensare a nuovi momenti di ritrovo, per arrivare ad organizzare la gestione del nuovo campo da calcio per fare in modo che i giovani del quartiere abbiano un ruolo sempre più attivo e propositivo nella comunità. In questo periodo abbiamo tutti già toccato con mano che i servizi arrivano fino ad un certo punto...poi molto dipende da ognuno di noi: per questo il nostro invito è quello di cogliere sempre di più queste occasioni come delle opportunità perché, per ricordare il motto del progetto "Noi quartiere"..."il bello è anche qui"...dipende un po' da ognuno di noi...a partire dalle piccole cose quotidiane, come il modo con ci si saluta, ci si parla, ci si ascolta, per arrivare a prendersi qualche piccola responsabilità per la comunità di cui facciamo parte. Domingo Garberoglio Educatore del Polo Sociale di Gardolo e Meano Prima del rientro noi bambini abbiamo avuto il tempo di giocare tutti assieme, mentre i nostri famigliari e gli e gli educatori chiacchieravano tra loro. Alla fine è arrivato il momento di tornare a casa. Per fortuna questa volta ci aspettava una bella discesa! Velocemente siamo arrivati alla fermata dell’autobus e alle 18 eravamo di nuovo a Gardolo. Questa giornata per me è stata davvero bella, anzi bellissima! Spero che presto passeremo un’altra giornata così, tutti assieme, bambini, genitori, nonni, zii, fratelli. Penso proprio che fare qualcosa assieme a tutte queste persone sia un’esperienza fantastica! Sofia Bragagna


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X C’era una volta W I “Bombaroli” di Spini

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nche la comunità di Spini, a partire dal 1943, ebbe modo di conoscere in diretta la forza devastante della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo l'armistizio del 1943 e la primavera del 1945 la vita fu vissuta all'ombra dei bombardamenti alleati. Gli angloamericani, infatti, al fine di mettere in seria difficoltà le truppe naziste, sganciarono i propri ordigni sulle vie di comunicazione fra nord e sud e in particolare sui ponti del torrente Avisio, in primis, il Pont dei Vodi. Gli aerei alleati si accanivano invano con migliaia di bombe, senza tuttavia riuscire mai a interrompere completamente il transito dei convogli militari tedeschi carichi di rifornimenti, che, dalla Germania erano diretti verso il fronte del sud. Furono anni di miseria ed ognuno si arrabattava come poteva per sopravvivere e prendersi cura della propria famiglia. C’era chi per far fronte a questo periodo di fatica rischiava la vita per recuperare il tritolo all’interno delle bombe inesplose e rivenderlo per guadagnar qualcosa. Anche mio padre, Enrico Mattedi, faceva parte dei “bombaroli” di Spini che si spingevano fin sotto al ponte per recuperare gli ordigni da disinnescare. La bomba che ancor oggi si può vedere accanto alla casa di famiglia in piazza è una delle ultime che son state scaricate in quegli anni. È stata ritrovata vicino alla strada vecchia che portava a Spini, accanto al ponte della ferrovia e trasportata alla zona abitata per mezzo di carriole di legno o da carri trainati da cavalli. L’ordigno pesava circa 180 kg ed era alta 1, 50 metri. Non era facile estrarla dal terreno ed era necessario la forza di alcuni uomini per poterla caricare e portare via.

Con molta attenzione levavano la spoletta, ossia l’innesco per lo scoppio e con l’aiuto di una mazza battevano con energia sui fianchi del bossolo della bomba così il tritolo che era fuso dentro si staccava ed usciva apparendo come una sostanza gialla a scaglie. La parte più difficile e delicata consisteva proprio nel togliere la spoletta che, se smontata scorrettamente o maneggiata con poca cura poteva provocare lo scoppio della bomba lanciata dai caccia. Una volta staccata la spoletta il rischio di esplosione era nullo e si era liberi di manipolare l’ordigno senza pericolo. Il tritolo veniva poi venduto al “mercato nero” per recuperare un po’ di soldi. Con il ricavato di quell’ultima bomba disinnescata mio padre regalò una bicicletta alla mamma, promettendole che non avrebbe più rischiato la vita; la famiglia, infatti, si stava allargando ed era in arrivo un altro figlio! Decise così di fissare l’involucro esterno dell’ ordigno al muro di casa, creando al di sopra della bomba una nicchia con all’interno il Sacro Cuore di Gesù da illuminare tutte le sere; era un ringraziamento per esser stato protetto in quegli anni di fatica e aver avuto la possibilità di veder crescere i propri figli.

La “scommessa” nata a Spini

Rino Mattedi

Trentino Solidale Onlus

È da tempo che nel nostro sobborgo un gruppo di volontari, in collaborazione con TRENTINO SOLIDALE e le POLITICHE GIOVANILI, hanno dato vita ad un’iniziativa sociale volta alla distribuzione di generi alimentari: “IL FRESCO”. Un grazie particolare va rivolto alla Circoscrizione di Gardolo e Meano per aver dato la disponibilità degli spazi. Questa iniziativa, nata quasi come una “scommessa” in tempi di forte contrattura economica, si sta rivelando una vera e propria risorsa sociale di aggregazione e di dialogo mettendo al centro della nostra attenzione la famiglia.

REDAZIONE La redazione si ritrova ogni mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 presso la sala di via del Loghet (al primo piano). Per info e/o inviare articoli: edustrada@arianna.coop


L'ora di...Spini n°2 2013