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SIMONE SARASSO

Uno dei più originali scrittori italiani della nuova leva Simone Sarasso, classe 1978, è uno degli scrittori (non me la sento di definirlo giovane, anche perché è diventato padre da pochi mesi) più interessanti della nuova narrativa italiana. Interessante perché i suoi romanzi si presentano ogni volta come qualcosa di nuovo, diverso e sperimentale. Abbiamo parlato con lui di J.A.S.T. il suo ultimo esperimento narrativo Con J.A.S.T. aggiungi un nuovo episodio a questa tua deriva sperimentale in cui cerchi di superare il concetto classico di libro. Credi che la semplice narrativa non basti più o ami le sfide? Credo che la narrativa abbia bisogno di una svecchiata: sono convinto che non si possa restare indifferenti alla rivoluzione dello storytelling portata dalla nuova età dell’oro delle serie TV (quella iniziata con Lost, per intenderci), o a quella che porteranno gli ebook. Come scrittore sento il dovere di stare al passo coi tempi. Ho sempre voglia di sperimentare qualcosa di nuovo: cerco sempre di cambiare rotta un minuto prima di annoiarmi (un’ora prima di annoiare il lettore). 48 LIBRI

In questo libro riproduci un team di lavoro e una tecnica usata per la Tv, lo fai in maniera dichiarata, quasi provocatoria. La scrittura si muove con la macchina da presa, anzi ne chiama e descrive i percorsi come una sceneggiatura. Ci spieghi come nasce la collaborazione con Lorenza Ghinelli e Daniele Rudoni e l’idea di darsi regole nuove di scrittura? Il progetto J.A.S.T. è una mia idea; ecco perché ho voluto assumerne la direzione artistica: volevo produrre la mia serie TV. Non solo scriverla, “produrla”: seguire il production design, curare la regia di alcuni episodi, effettuare il casting, scegliere le location. Avevo un’idea precisa di dove volevo andare e sapevo che non ci sarei potuto andare da solo: due mani non bastano per un lavoro del genere. Di solito ce ne vogliono centinaia (e svariati milioni di dollari). Fortunatamente, scegliere la carta invece della pellicola permette di ridurre i costi. Tuttavia, un’impresa simile rimane collettiva. Coinvolgere Daniele e Lorenza è stato piuttosto naturale: sono autori fantastici. Gli unici con cui abbia mai voluto la-


Coolclub.it n.70/71 (Dicembre - Gennaio 2011)