__MAIN_TEXT__

Page 47

LIBRI

47

La riscoperta della pizzica a metà anni ’90 si è innestata proprio su questo terreno artisticamente molto fertile, e tali dinamiche sono spiegate esaustivamente all’interno del mio libro. Raccontaci una storia degna di attenzione. Nel 1998, quando mi trasferii a Londra, all’interno di un rave illegale mi sono imbattuto in un banchetto informativo sulle droghe. C’erano volantini dettagliati per ogni sostanza in cui venivano spiegate caratteristiche, precauzioni d’uso, controindicazioni e interazioni con altre droghe e una ragazza offriva persino un test gratuito delle pasticche di ecstasy con delle strane cartine al tornasole che ne verificavano il contenuto. Mi sembrava roba da folletti. Tempo dopo capii che era prassi abbastanza ordinaria in Inghilterra, ma anche in Olanda, per non parlare della Francia, e così via. In Italia invece no. Gli unici che in tempi non sospetti (e in ambito illegale) hanno offerto un servizio di riduzione del danno sono stati i ragazzi del Lab57, al Livello57 di Bologna. Da qualche anno ormai alcune associazioni hanno iniziato a muoversi grazie alle regolamentazioni della comunità europea. Possono effettuare assistenza sanitaria, informare con volantini esplicativi, ma ancora, in Italia, non possono effettuare liberamente i test. Ti rendi conto? Sono passati vent’anni, ma qui siamo particolarmente retrogradi e ignoranti in materia: poi però inorridiamo quando accadono tragedie come quella di quest’estate al Cocoricò…

lentini. A Lecce, nel 1995, Matteo metteva dischi techno al centro sociale Stazione Ippica. Qualche anno dopo avrebbe organizzato feste al Livello 57 a Bologna. Bisognerebbe chiedere, al contrario, che ruolo ha avuto il movimento dei rave nello sviluppo del Salento. I rave e poi i teknival sono arrivati a fine anni ’90 e in realtà non hanno cambiato più di tanto la realtà salentina, perché all’epoca si organizzavano già imponenti dance-hall illegali, anche se la musica era differente. La cultura delle feste illegali, ovvero delle “occupazioni” musicali che duravano per giorni, era già ben radicata in Salento, anche se oggi sono in pochi a ricordarsene. Oltretutto lo stesso DJ War iniziò a suonare musica jungle subito dopo la fuoriuscita dai Sud Sound System, a metà anni ‘90. In Salento, come a Londra, la cultura rave ha quindi pagato il suo debito nei confronti della cultura giamaicana. Oggi invece niente più dance-hall né rave, tutto è incanalato principalmente in eventi legali. Una solida eredità sopravvive, quindi, anche se la repressione è forte. Ma il legame più profondo del nostro territorio con la scena rave fu scoperto nei primi anni ’90 da due docenti universitari, Piero Fumarola e George Lapassade, che contribuirono a sciogliere i legami più arcani tra la pizzica tradizionale salentina, il taranta-muffin autoctono dei Sud Sound System e la transe estatica dei rave. Furono proprio loro ad inventare il termine techno-pizzica e a lanciare band come i Nidi D’Arac.

Quale eredità musicale e sociale ci ha lasciato la scena dei rave? A livello musicale l’eredità è enorme: pensa a quanto la musica dance ormai influenzi il pop, l’hip-hop e tutto l’indie rock, a partire dall’underground più oscuro; e pensa a tutti i festival rock odierni, che da un certo orario in poi si trasformano praticamente in superclub. A livello sociale, invece, la cultura rave ha stravolto il modo di pensare e di agire di molti: tra le tifoserie degli hooligan inglesi, nei centri sociali italiani, tra gli attivisti di social forum internazionali; ha addirittura modificato l’assetto di quartieri e città e nel libro si racconta di Ostia. Oggi l’utenza che frequentava i rave negli anni ’90 e nei primi anni del 2000 è stata comunque assorbita dai numerosi bar, club e locali sparsi un po’ per tutta l’Europa in cui si consuma liberamente il rito dionisiaco. Ma il rave illegale in senso stretto torna e ritorna ciclicamente. L’artista inglese Burial qualche anno fa parlava nostalgicamente dei rave che non aveva vissuto in prima persona per motivi anagrafici. Oggi gli italiani Aucan ammettono di essere influenzati dalla scena rave. Probabilmente ai più sfugge la percezione di quanto questo movimento sia stato e sia ancora importante. “Rave New World” racconta le ramificazioni e le implicazioni di una scena rivoluzionaria che ormai si è spinta fino in Palestina. Ennio Ciotta

Profile for Coolclub.it

Coolclub.it - Dicembre 2015  

Dopo una lunga pausa di oltre quattro anni torna Coolclub.it, mensile di musica, libri, cinema, teatro, arte, eventi. Ogni mese un mondo di...

Coolclub.it - Dicembre 2015  

Dopo una lunga pausa di oltre quattro anni torna Coolclub.it, mensile di musica, libri, cinema, teatro, arte, eventi. Ogni mese un mondo di...

Profile for coolclub
Advertisement