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Cari Soci, in occasione della prossima assemblea generale di Assosolare desidero condividere alcune riflessioni che mi hanno portato a continuare a lavorare per il rafforzamento della rappresentanza degli interessi delle nostre aziende. Abbiamo vissuto questo ultimo anno con la consapevolezza che gli incentivi diretti sarebbero presto finiti e la prossima data del 6 luglio (giornata ufficiale della fine del 5° Conto Energia) non ci ha certo colto di sorpresa. Abbiamo capito, fin dal giorno nel quale ho accettato la responsabilità di guidare l'associazione, che il nostro settore, (che ha raggiunto complessivamente una potenza installata di circa 18.000 MW) aveva raggiunto dimensioni tali da dover sedere, non al tavolo della richiesta di contributi (peraltro impossibili da sopportare oggi dalla politica), ma a quello della Strategia Energetica Nazionale. Ma questo fatto lo hanno realizzato anche quelli che sono economicamente legati ad interessi energetici più tradizionali, con la conseguenza, da parte loro, di non poter più trascurare la nuova struttura elettrica del Paese rappresentata dall'insieme degli impianti fotovoltaici. E' iniziata allora una campagna mediatica di "criminalizzazione" alla quale ha contribuito non poco l'ex Ministro Passera quando ha dichiarato, più o meno, che "il giorno peggiore della mia vita è stato quando ho scoperto che avevamo impegnato centinaia di miliardi di euro a favore del fotovoltaico". Da quel momento è iniziato un "lavoro" allo scoperto e ancor di più nelle "stanze giuste" ed in modo riservato, per minare alle fondamenta tutta la politica di contributi dati al fotovoltaico negli anni appena trascorsi. La "corazzata" Confindustria/Assoelettrica le sta tentando di tutte: recentemente ha tentato, senza riuscirci, di applicare la Robin Tax alle aziende delle fonti rinnovabili con fatturati superiori a soli 80.000/euro/anno ( misura che avrebbe colpito la grande totalità dei nostri soci); continua a tentare di dimostrare che l'aumento dei prezzi dell'energia sia essenzialmente dovuto al crescere degli oneri di sistema (questo è vero in termini di aumento % degli oneri, ma in assoluto, che è poi quello che pagano i cittadini, l'aumento della componente energia è più del doppio); con il tema "della riduzione dell'energia contendibile" , nasconde la ferma volontà di mettere in discussione il dispacciamento prioritario ed il meccanismo del mercato elettrico (oggi favorevole, come deve essere, a quelle fonti di energia che non pagano il combustibile); mettendo in allarme il Governo sulla crisi del settore termoelettrico tenta di impedire che vi siano ulteriori possibilità di sviluppo del settore fotovoltaico in Italia. Il Governo, da poco in carica, non ha ancora preso una posizione definita anche se il Ministro dell'Ambiente Orlando ha dichiarato recentemente che il termoelettrico obsoleto andrebbe rapidamente "rottamato".

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Tel. 06 84241995 info@assosolare.org www.assosolare.org


Con un quadro macroeconomico nazionale depresso, l' “over capacity" del sistema elettrico non potrà essere riassorbita (la rottamazione potrà dare un'importante contributo, ma non la soluzione) e il conflitto tra fonti rinnovabili ormai "sistema elettrico" a tutti gli effetti e fonti fossili è destinato a continuare e, forse, a rendersi più duro, non solo per noi, ma anche per il Paese. Recentemente abbiamo vinto una prima battaglia al TAR sulla questione degli oneri di sbilanciamento: è un buona carta nei nostri rapporti con l'AEEG; abbiamo assieme ad APER predisposto ed inviato alla stessa AEEG una risposta ai documenti di consultazione sulle SEU nei quali esprimiamo la nostra ferma opposizione all'impostazione dell'Autorità. Continueremo presto questa battaglia in Parlamento con il contatto diretto con le Commissioni di Camera e Senato e con una precisa informazione anche a singoli parlamentari. Mi sono limitato a segnalare queste due ultime iniziative solo per fornirvi un segnale del livello tecnico e di informazione e di capacità di comunicazione di cui abbiamo bisogno per continuare non solo a difendere il nostro settore, ma anche a "conquistare" lo spazio regolatorio per l'ulteriore sviluppo. Con la proposta di unione ad APER, in una nuova associazione (che dovrà necessariamente cambiare anche il proprio nome) è intenzione del Consiglio Direttivo e mio di raggiungere l'obiettivo di dare una rappresentanza forte ai nostri interessi che, malgrado tutto, rappresentano interessi del breve e del lungo termine del nostro Paese. Giovanni Simoni Roma, 30 giugno 2013

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Lettera Assosolare 30 06 13