Issuu on Google+

Edizione a cura di: Edmondo Ziggy Cetrangolo & Vincenzo Pizzolante. 01/2011 redazionecontrocorrente@gmail.com Vignettista: Pietropaolo Carro. Grafica: Marco Gerbasi & Carlo Mariella

La cultura es el camin de la libertad Secondo lo scrittore romano Svetonio, vissuto nel I secolo dopo Cristo, già nell’antica Roma erano presenti dei “quotidiani”, che se pur non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via; Svetonio li definì acta diurna (cioè “decisioni del giorno”). Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung (cioè Notizie fresche degli affari della guerra e del mondo). L’uomo fin dal primo giorno della sua esistenza ha cercato di comunicare con il mondo esterno,interagire con esso per comprenderlo e farne parte. Le prime testimonianze dell’indole “giornalistica” dell’uomo risalgono al 3000 avanti Cristo, quando, con forme di scrittura cuneiforme mesopotamica e geroglifica egizia, i primi uomini sentirono la necessità di imprimere nella pietra e nella storia ciò che ritenevano essenziale per la loro sopravvivenza. segue a pag. 1

edizione #0

La dittatura dell’ignoranza La riforma epocale, come la definisce il ministro Gelmini, non è altro che una grande catastrofe del sistema scolastico italiano. segue a pag. 9

Il problema della rappresentanza in italia La questione della rappresentanza è spesso legata alla nozione di democrazia, ma dobbiamo fare attenzione. segue a pag. 10

La figura dello studente Quanto è importante essere uno studente nella società italiana di oggi? segue a pag. 5


La cultura es el camin de la libertad di Vincenzo Pizzolante Secondo lo scrittore romano Svetonio, vissuto nel I secolo dopo Cristo, già nell’antica Roma erano presenti dei “quotidiani”, che se pur non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via; Svetonio li definì acta diurna (cioè “decisioni del giorno”). Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung (cioè Notizie fresche degli affari della guerra e del mondo). L’uomo fin dal primo giorno della sua esistenza ha cercato di comunicare con il mondo esterno,interagire con esso per comprenderlo e farne parte. Le prime testimonianze dell’indole “giornalistica” dell’uomo risalgono al 3000 avanti Cristo, quando, con

forme di scrittura cuneiforme mesopotamica e geroglifica egizia, i primi uomini sentirono la necessità di imprimere nella pietra e nella storia ciò che ritenevano essenziale per la loro sopravvivenza.Scrivere vuol dire comunicare, leggere vuol dire apprendere e crescere! Il nostro giornale “ControCorrente” nasce dalla voglia e dalla necessità di creare sinergicamente una scuola fatta di partecipazione e complicità, in cui i problemi individuali diventino problemi collettivi ed insieme adoperarsi per risolverli. Tutti gli studenti sono giornalisti ed allo stesso tempo lettori, chiunque può scrivere ciò che pensa liberamente e senza censure, sempre nei limiti previsti dal buonsenso.Critichiamo, pensiamo, sogniamo e creiamo, cresciamo e riflettiamo, è un nostro diritto conquistarci la libertà con la cultura; la trasparenza,la chiarezza ed

il rispetto devono essere i nostri strumenti di crescita, per essere studenti creativi e produttivi oggi…e cittadini dignitosi domani!Prima di ogni altra libertà, datemi la libertà di conoscere, di esprimermi e discutere liberamente secondo coscienza.

(John Milton)

35 metri sopra il cielo Storia di quattro immigrati emarginati di Carlos Vita

Che fine hanno fatto Arun, Sayad, Rachid e jimi? Perchè nessuno parla più di questi 4 ragazzi che hanno resistito per 17 giorni sopra una gru? Questi 4 ragazzi, immigrati, protestavano perchè gli è stata negata la possibilità di avere il permesso di soggiorno poiché lo Stato Italiano non gli ha permesso di usufruire della legge sanatoria riguardante la questione degli immigrati, poiché molti di loro erano condannati anche per il solo reato di clandestinità. Così, da inizio ottobre i lavoratori clandestini, hanno iniziato a ribellarsi, manifestando e presidiando la prefettura, subendo più volte la carica della polizia ma senza mai mollare. Il 30 ottobre alla fine di un’ ennesima manifestazione, 6 ragazzi sono saliti su una gru nel centro di Brescia, adibita ai lavori per la costruzione della linea metropolitana, chiedendo di essere messi in regola e minacciando di scendere solo a patto che la loro richiesta fosse accolta. Per tutti e 17 i giorni di protesta da parte degli immigrati(ridotti poi 4 a causa di alcuni malori che li hanno portati a rinunciare), ai piedi della gru si sono susseguite manifestazioni di solidarietà, da parte di altri immigrati, ma anche di moltissimi italiani. Questi manifestanti che sostenevano i loro compagni sulla gru sono stati caricati e picchiati dalla polizia, alcuni di loro sono stati denunciati e quelli più sfortunati sono stati rispediti al loro paese d’origine. In questi 17 giorni di protesta l’argomento ha toccato e interessato le diverse testate giornalistiche e tutti i giornali hanno parlato di loro, ma dal 16 novembre (giorno in cui sono scesi dalla gru) nessuno ne parla più, sembra che tutti si siano dimenticati chi fossero, sembra che a nessuno interessi che fine hanno fatto o che fine faranno. E’ possibile che viviamo in una società così egoista e malata, dove ancora al tele-

1

giornale sentiamo parlare del caso di Avetrana, di quando si sposerà Elisabetta Canalis o dell’ultimo scandalo di Corona? La realtà dice che viviamo in un paese ed in una società che preferisce non parlare di 4 immigrati giunti in Italia in cerca di fortuna, costretti a lavorare più di otto ore al giorno pagati al cottimo; non si parla delle “pari opportunità” che tutti i cittadini dovrebbero avere, ma del ministro delle pari opportunità che platealmente dichiara alla stampa di volersi dimettere “per attriti con le maggiori cariche dello stato”!

Qualsiasi paese civile dovrebbe garantire i diritti fondamentali ad ogni essere umano in quanto tale, disperati che lasciano il proprio paese e la propria famiglia in cerca di una “vita migliore” in Italia, ignari del fatto che l’Italia non riconosce questi diritti … ma cosa volete che sia?! Sono solo banalità rispetto alle ultime nomination del Grande Fratello!!!


Il valore della carta stampata Quattro studenti si affacciano al mando del giornalismo: Un tour tra i più temibili predatori della libertà di stampa.

del L.C. Eravamo quattro amici al bar, che non volevano cambiare il mondo, ma semplicemente scrivere un articolo, un po’ per sperimentare il mondo giornalistico, un po’ per sfogarci e buttare giù qualche pensiero. Ignari del viaggio appena intrapreso, col grande Gino Paoli nelle orecchie, ci incamminammo verso un universo ancora a noi purtroppo sconosciuto. Sottolineiamo, sconosciuto. E così, desiderosi di apprendere di più circa le arcane tecniche giornalistiche, decidemmo di addentrarci nella lettura di alcune note testate, per svelare i segreti di un mestiere così nobile.Ma la tragica verità piombò su di noi come una cannonata! La libertà di stampa è divenuta un’utopia, un bene perennemente esposto al rischio di monopolio, potere, politica. L’informazione si è ridotta a semplice merce, una compravendita continua gestita dalle sporche mani di pochi, grandi gruppi della proprietà editoriale. Basti pensare che in Paesi come l’Italia i grandi giornali e le tv private sono posseduti da gruppi industriali con una percentuale pari al 100%; le fanno compagnia nella sfera del controllo dell’opinione Francia, Russia e Spagna, contro il 30% della media mondiale.Chi sono, dunque, i Paperon de’ Paperoni che gestiscono le nostre idee?Al top della classifica dei giganti mondiali troviamo la “Walt Disney &Co.”, che vanta 52 testate, 27 giornali e 10 marchi, canali tv esclusi; di seguito, si guadagna il posto tanto ambito nel contesto europeo la “Lagardère”, che conta 98 case editrici, 9 network, 19 testate e 47 giornali con 900 milioni di copie vendute ogni anno. E se a noi è bastato compilare un semplice modulo per poterci esprimere liberamente, non tutti hanno questa possibilità, per noi, irrevocabile. Al mondo ben il 33% dei Paesi non gode dell’innegabile diritto alla libera stampa: questi fo-

colai del proibizionismo si concentrano prevalentemente in Asia ed Africa, ad esclusione di Cuba, baluardo occidentale della censura. Secondo un recente questionario dell’associazione “Freedom of the Press” ad aggiudicarsi il posto di leader nel rendere la vita difficile ai giornalisti troviamo la Cora del Nord, contro il primato di liberalità dell’Islanda. Ma il dato che ai nostri occhi risulta più sconvolgente e certamente mortificante riguarda il nostro bel paese: l’Italia è l’unica nazione europea ad apparire tra le parzialmente libere.Ragionandoci un po’ su, ci rendiamo conto di quanto questo dato possa influire tra le cause che determinano tanta precarietà lavorativa nel settore giornalistico italiano, ma per non infierire e forse per consolarci voltiamo pagina e buttiamo un occhio a chi si trova in una situazione sicuramente peggiore della nostra: in Cina, Birmania e Cuba si contano il maggior numero di imprigionamenti di giornalisti a livello mondiale. Con un quadro così tragico per la libertà di stampa davanti agli occhi, risulta facile giustificare la continua diminuzione dei lettori, causa di un’inevitabile disinformazione generale: aumentano a dismisura i giovani che non leggono, che dal 2006 ad oggi hanno registrato un +10%; ma ciò che ci sorprende di più è l’aumento di laureati e diplomati che non leggono che si portano ad un +8,2%. Alla vista di un panorama di dati così oscuro, non abbiamo potuto fare altro che sentirci enormemente privilegiati per l’opportunità che il concorso di Parlandone “I giovani e la politica” ci ha offerto, grazie al quale, a volte ridendo, a volte interrogandoci, siamo riusciti ad esprimere il bagaglio di opinioni, timori, speranze che noi quattro semplici studenti ci portiamo da un po’ riguardo il mondo che ci circonda.

Avere la possibilità di scrivere nero su bianco i propri pensieri in piena libertà in uno spazio di condivisione di idee come questo non solo ci onora, ma ci rende consapevoli dell’inestimabile valore della libertà di stampa, che speriamo sia comprensibile in modo limpido per tutti. Fonti: Freedom of the Press, Indagine Censis, Columbia Journalism Review.

“Io sono per sempre con-

dannato ad esistere al di là della mia essenza, al di là dei moventi e dei motivi della mia azione, sono condannato ad essere libero, e ciò significa che non è possibile trovare alla libertà altri limiti oltre se stessa, o, se si preferisce, che non siamo liberi di cessare di essere liberi.” Jean-paul Sartre

2


La società del magna magna Aspettiamo il dolce, sperando di evitare l’intossicazione. Seduti a banchetti di falsità, siamo ormai alla frutta. del L.C. Politica, dal greco πολιτεία: partecipazione, interesse. Partecipazione? Interesse? L’italiano medio non sa più dove  questi valori siano ubicati. In passato ha provato a far riferimento alle istituzioni e ai governanti, ma cerca, cerca e la “caccia al tesoro” alla quale aveva ingenuamente deciso di giocare lo ha portato dietro un arcobaleno artificiale, che ostentava una pentola d’ottone. E l’oro di quei valori che legittimavano la funzione del cittadino? Basta dare uno sguardo alle statistiche delle recenti elezioni regionali: i dati su carta relativi ai cittadini votanti farebbero concorrenza ad un qualsiasi ramo di iperbole; i numeri calano vertiginosamente, sino ad arrivare ad un 8% in meno di elettori. Il vero scandalo, tuttavia, risiede nella mancanza d’interesse che manifestiamo noi giovani nei confronti della vita politica, mentre ne dovremmo rappresentare il fulcro. Gli ideali, i valori non mancano; si è persa la fiducia nei confronti delle amministrazioni locali, nei riguardi di uomini che troppo spesso promettono modernità, innovazioni, sviluppo, coscienti di non poter realizzare i propri propositi. La corsa al potere spinge questi uomini, che dovrebbero tutelare il cittadino, a

preoccuparsi maggiormente della forma delle loro campagne elettorali, piuttosto che del reale significato dei loro programmi.Dovremmo forse premiare questi “politici da fiera” per il manifesto più originale? Per aver indossato il completo più elegante? Per aver offerto caffè e cornetto ad ogni singolo passante?Dunque non dobbiamo meravigliarci se l’affluenza alle urne diminuisce da elezione in elezione.Che di italiani fieri, orgogliosi della propria storia, radicati in concezioni giuste e valide ce ne siano pochi, questo è stato ormai appurato; la corruzione, sebbene nascosta, dilaga e si manifesta paradossalmente proprio nei momenti in cui quei pochi cittadini sono chiamati ad esprimere la propria opinione. E noi, cittadini campani, a chi dovremmo affidarci? Ad un politico che arriva a mercificare la propria dignità per una manciata di voti? Ad un uomo che, nel napoletano, si abbassa a distribuire schede elettorali falsificate, per giungere alla guida di un’amministrazione, scevro di ogni capacità governativa? Cosa dire di fronte a personaggi di tale calibro? “Magna, magna” e buon appetito!

Disobbedire piuttosto che sottomettersi Storia di un sistema scolastico messo in ginocchio da leggi distruttive. di Edmondo Cetrangolo e Vincenzo Pizzolante

26-11-2010

Colosseo, Torre di Pisa, Mole Antonelliana, Abbazia del Santo a Padova: i monumentisimbolo dell’Italia, occupati dagli studenti, sono diventati teatri della protesta del mondo universitario.Henry David Thoreau nel lontano 1849 scriveva “La disobbedienza Civile”, un pamphlet che sarà l’atto di quella forma di lotta politica che contribuirà a fare la storia del Novecento, creando negli animi dei lettori il dovere di ribellarsi ad una legge ingiusta, in modo pubblico e non violento. Scrive Thoreau che il vero problema della società è il rapporto tra l’individuo e lo Stato, quando, un rappresentante del volere popolare, una volta eletto, non ascolta più coloro che l’hanno votato, ma agisce secondo interessi personali paurosamente distanti dalla realtà e dalle problematiche sociali.Le rivolte studentesche nascono dall’esigenza di portare alla luce hproblemi mai realmente affrontati in modo diretto. Tagliando esecrabilmente fondi alla scuola pubblica e ridimensionando di anno in anno le cattedre ed i posti di lavoro, il sistema scolastico italiano è ridotto ad un ruolo marginale, come dimostrano i dati comparativi OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) su quanto gli Stati spendono in istruzione: Rapporto spesa per l’istruzione sul PIL %Con il taglio di 8 miliardi di Euro previsto dalla manovra finanziaria la percentuale verrà ridotta al 3,9 %, misura che ci collocherà al penultimo posto nella graduatoria OCSE.I dati parlano chiaro, le manifestazioni dimostrano la gravità della questione, gli studenti sono sempre più informati e con-

3

sapevoli dei danni che potrà causare questa riforma, eppure il popolo italiano rimane immobile e passivamente subisce la scelleratezza della sua classe dirigente.Migliaia di studenti scendono in piazza, e la lotta ormai non è più partitica o di fazione ma è contro un sistema politico inadeguato alle richieste

dei cittadini. A manifestare sono centri sociali, giovani studenti, sindacati, insegnanti precari e cittadini senza nessuna tessera di partito, il tutto in un’eterogeneità di pensieri politici che si uniscono nel dissenso.

“La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democraticorivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline.” Pierpaolo Pasolini


Articolo 21…. basta come garanzia???

M

di Rosanna Alleva e Giovanna Di Spirito ille, forse anche più idee, tutte chiuse in quei cassetti della testa che non apriamo, per motivi a volte stupidi, solo perché abbiamo paura di dire la nostra senza conoscere quei cinque righi di costituzione che ci offrono la libertà di stampa e di parola. Siamo circa 500 alunni divisi in diciassette classi, posso solo immaginare quanti di noi vogliano dire la loro, ma non lo fanno per i motivi sopra elencati. Vi chiederete che connessione c’è tra libertà di stampa e di espressione con queste pagine di giornalino eppure, il collegamento c’è! Sapere quanto sia importante la libertà di stampa e di espressione ci renderanno molto più liberi perché tramite essa abbiamo il potere di esprimere tutto quello che pensiamo senza problemi. La libertà di stampa e di parola è un diritto di noi cittadini italiani, in questo caso di noi studenti e abbiamo tutte le possibilità di sfruttarli per comunicare di tutto tramite questo giornalino. La società in cui viviamo definita “società dell’informazione” è caratterizzata dalla possibilità di diffondere le proprie idee senza confini anche se ad esempio, ancora oggi esiste il divieto di pubblicazione contrario al “buon costume”. Noi stessi,scrivendo quest’articolo e conducendo ricerche a riguardo, comprendiamo come, noi semplici cittadini, siamo condizionati dai MEDIA i quali ci inducono a pensarla come vogliono loro. La moralità italiana e la libertà di pensiero stanno via via diventando inesistenti. Non vi spaventate per questo, perché cercando qua e là abbiamo trovato sulla costituzione italiana un articolo che sembra darci una garanzia: l’articolo 21 afferma: “tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo

di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. Nel caso in cui vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre le 24 ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle 24 ore successive, il sequestro s’intende George Orwell revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. “Ad ognuno interessano i diversi pareri delle altre persone.Noi dobbiamo liberare quei pareri,renderli indipendenti dalla “soppressione” dei MEDIA e dal timore di essere contraddetti.Dal nostro punto di vista la libertà è una cosa fondamentale nella vita dell’uomo,a maggior ragione quella di stampa e di parola proprio perché troviamo fantastico dire la nostra. Forse sarebbe opportuno un altro articolo che abbia una maggiore garanzia, anche se quello che abbiamo è sufficiente. E’ un invito quello che vi facciamo:

“La vera libertà di

stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.”

DIRE QUELLO CHE SI PENSA OSSIGENA LA MENTE E RENDE FELICE IL CUORE, TALVOLTA PUO’FERIRE MA SPESSO POTRA’ AIUTARE!

4


Tra passato e futuro: la figura sociale dello studente

di Gennaro Avallone Quanto è importante essere uno studente nella società italiana di oggi? Quanto è considerato rilevante nella vita di un o una adolescente essere un soggetto in formazione? E quanto si sentono importanti gli adolescenti nel loro ruolo di studenti? A queste domande si poteva rispondere con sufficiente certezza almeno fino a venti anni fa. Ad esempio, a quanti potevano frequentare il liceo, o, addirittura, l’università, durante gli anni ’50 o ’60 si riconosceva una centralità sociale, il fatto di essere impegnati in un’attività che li proiettava in ruoli e posizioni sociali significative, di dirigenza e, in ogni caso, di status elevato. Lo studente degli anni del secondo dopoguerra era un giovane in formazione orientato verso un processo di ascesa sociale, riconosciuto socialmente in questo ruolo, nel quale, solitamente, si rispecchiava. Le trasformazioni degli anni ’60 e ’70 hanno messo in discussione questa centralità, rendendo i giovani in formazione sempre meno sicuri della loro condizione presente e, soprattutto, futura. I movimenti giovanili di quel periodo, non riassumibili nel semplice e, ormai, banalizzato, riferimento al ’68, reagirono, in realtà, a questa crisi. Essi cercarono strade alternative, ipotesi diverse anche per la scuola, la formazione e la produzione culturale. Basti ricordare che, ad esempio, in

Italia, è sull’onda di quei movimenti che nascono le radio e le tv libere, o, negli Stati Uniti, si da vita alle sperimentazioni informatiche, le cui evoluzioni più famose sono sintetizzate nelle vicende di Bill Gates e Steve Jobs. È dalla crisi della figura e della condizione sociale dei soggetti in formazione che nascono esperienze innovative, dunque, tanto importanti da essere velocemente al centro dei grandi cambiamenti economici degli anni ’80. Paradossalmente, quei cambiamenti hanno messo ancora più in discussione la figura dello studente, perché hanno modificato il rapporto socialmente costruito con il futuro. Come sottolinea David Harvey, uno dei principali analisti sociali contemporanei, quanto più la produzione e la circolazione del denaro e delle merci sono diventate veloci, tanto più i riferimenti temporali si sono ristretti. Il tempo si è compresso e il futuro è diventato difficile da pensare e, quindi, da gestire nella vita quotidiana. In questa trasformazione della dimensione temporale, tutto ciò che richiede un investimento di lungo periodo, in particolare la formazione e lo studio, è stato messo in discussione. Questa crisi ha riguardato i modi socialmente organizzati di pensare e di vivere, interessando, violentemente, le vite delle persone, soprattutto di quelle più giovani, per le quali la prospettiva

del futuro è diventata sempre meno significativa. Alla crisi dei riferimenti generali ha corrisposto una crisi più profonda della rilevanza sociale dell’essere studente, che, negli ultimi venti anni, è andata perdendo ulteriormente importanza. A questa crisi una parte del mondo studentesco sta reagendo. Nuove strade di formazione e auto-formazione vengono sperimentate e si presentano rinnovati fermenti di protagonismo sociale e politico. In questi percorsi embrionali si concentrano, sicuramente, grumi di innovazione sociale e culturale, che, anche nella società italiana, contribuiranno nei prossimi anni a cambiamenti attualmente imprevedibili. Ad esempio, anni di socializzazione alle modalità di scambio dei social networks e alla condivisione nelle reti peer to peer potrebbero favorire processi di cooperazione e di scambio orizzontale anche nella più ampia vita economica e politica, modificandone logiche, regole ed assetti di potere. Se letta in questo modo, la figura sociale dello studente acquista un’inedita centralità, la centralità del cambiamento orientato verso diverse relazioni sociali e forme originali di democrazia e partecipazione.

Parco buoi

di Vicente Berardi Quando ero ragazzo, mi ero accorto che persone con delle idee politiche chiare ne esistevano ben poche e , in occasione delle elezioni, constatavo un fenomeno curioso. Questa gran massa di elettori senza una propria idea su come votare volta per volta – chiedeva o veniva indirizzata da amici e parenti. Oggi, tutta questa gente, sembra quasi sia scomparsa . Che bello, si potrebbe dire, gli Italiani hanno acquisito una coscienza politica! Poi, parli con loro ed è evidente che politicamente non c’è stato alcun passo avanti, non danno risposte, si dichia-

5

rano ignoranti, non sanno differenziare le politiche dalle amministrative.E allora da dove arriva la loro sicurezza in merito al voto da dare ?Negli anni novanta, un signore che faceva acquistare agli Italiani quello che voleva con la pubblicità – e gli Italiani quando si tratta di soldi stanno molto attenti – ha avuto modo di pensare che sarebbe stato possibile convincerli non solo che più bianco non si può, ma anche su come votare. E così oggi tutto quel “ parco buoi ” vota per lui; non sa perché, non è in grado di sostenere quaranta secondi di dibattito, ma …… vota per lui ! Più bianco non si

può !Meglio allora o meglio oggi ? Allora i voti si distribuivano più o meno equamente in relazione al proponente; oggi chi quotidianamente, nei modi più svariati, entra nelle case è uno solo è le conseguenze si vedono .Fra l’altro al venir meno di costui tutto sarà eclatante.


La leggenda del politico fantasma Un’epopea durata quattro mesi per dare libero sfogo alla creatività giovanile: Sfatato il mito del “giovane disinteressato” in una piccola realtà della Campania del L.C. Il C.S.S. (Comitato Studentesco Saprese), riunitosi in un’aula dell’I.T.G.C. “Leonardo Da Vinci” della cittadina di Sapri, discute di una proposta che appare promettente: la “Giornata dell’arte”, manifestazione che mira alla valorizzazione del territorio, attraverso l’utilizzo di risorse artistiche musicali, pittoriche, fotografiche, scultoree e culinarie. I rappresentanti delle varie scuole riversano idee originali nel calderone del materiale finalizzato alla realizzazione dell’evento, felici per il progetto e per quella solidarietà studentesca ancora embrionale. Sopra uno sfondo di arcobaleni colorati, farfalline che volano, sole ed allegria di affermazioni come “Ce la possiamo fare!” o ancora “Ho un’idea per la scenografia!”, il Comitato sorride fiducioso. Ma improvvisamente il cielo s’incupisce, l’arcobaleno si rompe in mille pezzi, le meravigliose idee proposte fuggono da quell’aula spingendosi l’una con le altre, terrorizzate da tre semplici parole, pronte a trasformare quel contesto idilliaco in un incubo: “Chiediamo al Comune.”

Marzo 2010. Il progetto cartaceo è pronto. E’ bello e promettente. Non resta che presentarlo al girone infernale popolato da adulatori, falsari, traditori, barattieri di cui Dante Alighieri ci ha parlato; chiediamo scusa, intendevamo all’amministrazione locale. Al Comune della cittadina, teatro della manifestazione, la tensione si taglia con la lama di un coltello. “Venite avanti ragazzi, ho poche sedie e non posso farvi sedere tutti”, “Il progetto è fattibile, contate su di noi”, “Penseremo a tutto: non preoccupatevi di service, palco, elettricità, e personaggi noti.”, “Ogni promessa verrà mantenuta”. Ci congedano con la promessa di un nuovo incontro, per aggiornarci sul da fare e far riuscire al meglio la Giornata:“E’ fatta!”, pensiamo. Poveri illusi! Al primo appuntamento il Comune è chiuso, al secondo gli assessori arrivano con tre ore di ritardo e molti recapiti telefonici che ci erano stati forniti risultano praticamente inesistenti.

Aprile 2010. “Non possiamo finanziarvi totalmente, ragazzi”. Direttamente dalla pagina 53, capitolo 7 del manuale “Come distruggere ogni speranza giovanile”, l’amministrazione che aveva ostentato tanto impegno ci ha scaricati sottovalutando noi e la nostra poca esperienza. Ciò non basta a fermarci e, nonostante le difficoltà economiche, continuiamo imperterriti per la nostra strada,   lavorando giorno e notte per un progetto in cui crediamo. Maggio 2010. “Questa giornata s’ha da fare”, con il nostro impegno, con l’ingegno che possediamo, con l’appoggio di chi ha creduto in un gruppo di ragazzi stanchi dell’oblio in cui la nostra cittadina sta precipitando. Dopo quattro estenuanti mesi abbiamo deciso di dare libero sfogo alla nostra creatività unicamente con le nostre forze. Domani è il grande giorno. Il mito del giovane disinteressato non c’è più: la leggenda del “politico fantasma”, che vaga per Sapri con una zucca vuota in testa ed una spada di cartone in mano, ha ormai preso il suo posto.

La nostra assemblea di Sara de Felice 20 Novembre 2010, ore 8:30, Sapri si sta per svegliare, ma il liceo è già in fermento: striscioni alle pareti, casse e microfoni pronti per dare voce all'assemblea studentesca che sta per iniziare. Arrivati nelle classi la discussione inizia: omosessualità, omofobia, politica pro e contro un problema di attualità indiscussa. Cosa spaventa dell'omosessuale? Omosessuali si nasce o si diventa? Un omosessuale può essere padre o madre? Queste sono solo alcune delle mille domande che hanno colorato le discussioni nate nelle varie classi dell'istituto del liceo scientifico, durante le prime due ore di questa giornata di assemblea. Ore produttive, materiale interessante per la seconda parte della nostra assemblea, nonché notevole spunto di riflessione in merito. Ospiti del dibattito il presidente dell'Arcigay di Salerno, signor Antonello Sannino, affiancato dal signor Francesco Napoli, responsabile dell’area giovani della medesima associazione, entrambi disponibili a qualsiasi tipo di confronto e chiarimento. Significativo anche l'intervento del professore Giuseppe Visone, che ha invitato l'assemblea ad una riflessione tutt'altro che superficiale, che si basasse sul valore dell'amore più che su quello della sessualità fine a se stessa. In base a quanto riportato quindi, non sarebbe sba-

gliato definire la giornata del 20 Novembre scorso produttiva e positiva! Ma è sempre stato così? La suddivisione in due momenti diversi della giornata assembleare (2 ore nelle classi più discussione collettiva nell’atrio) è infatti una novità di quest'anno. Ciò è sintomo di un profondo cambiamento, di una crescita organizzativa e partecipativa nel considerare lo spazio assembleare non più espediente di “festa”, ma momento di integrazione e crescita sociale e culturale. Questo è solo il primo passo verso una scuola più partecipata e vicina a tematiche sociali di importanza elevata come l’omofobia, che troppo spesso vengono trascurate dai mass media nazionali o considerati veri e propri tabù. Siamo all’inizio … ma se il detto popolare della nonna aveva ragione: “Chi ben comincia è a metà dell’opera”!

“Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene.” Rosa Luxemberg

6


SATIRA VS POTERE Quando i potenti impongono il silenzio

Dal “caso Luttazzi” ad oggi nessun miglioramento

“Ogni padrone, piccolo

o grosso, ha sempre l’aria di pensare che lui non ha fatto il sole perchè il sole ne usufruiscano senza pagare” Giuseppe Marotta del L.C. Vi è mai capitato di camminare a stento con un sassolino nella scarpa? Uno di quelli piccoli, pungenti e fastidiosissimi? Se per i “comuni mortali” quel sassolino è occasionale, per un qualsiasi politico attuale il fastidio diviene un’abitudine, una costante, un vero e proprio masso sempre pronto a sottolineare ogni passo falso. Di che macigno parliamo? Quale tremenda tortura viene inflitta ai poveri ed innocenti piedini dei nostri amati capi di governo? La sferzante satira. E’ questo il mostro che terrorizza chi detiene il potere in Italia, forse troppo preoccupato a tener nascosti i propri scheletri nell’armadio, troppo impegnato alla tutela dell’integrità della propria immagine per ricordare l’Articolo 21 della Costituzione italiana, che legittima la sacrosanta libertà di stampa.  Libertà che oggi si tenta in ogni modo di limitare, di zittire, di rinchiudere in un cassetto di omertà, per poi buttarne la chiave in processi, querele, denuncie. Esempio calzante: il “caso Luttazzi”.  La celebre trasmissione “Satyricon”, che non mirava ad alcuna propaganda politica, come è possibile evincere dal titolo preso in prestito dall’autore latino Petronio, è stata soggetta ad un lungo processo intentato dal nostro amato premier contro il conduttore Daniele Luttazzi, gettato nella bolgia dei “cospiratori” insieme a Travaglio, Santoro & Co. La richiesta di risarcimento avanzata da Berlusconi, pari a20 miliardi di lire, è stata ovviamente rigettata; tuttavia, nonostantela pretesa di tale somma di denaro sia palesemente assurda e ridicola, l’ingiustizia umana ha fatto il suo corso ed il premier, salito al

7

governo in maggioranza, ha realizzato la vendetta tanto meditata: Luttazzi, vittima e non carnefice, è stato cacciato a calci dai cancelli della Rai.  Quanto mai veritiero è stato il commento dell’ ex-conduttore sull’accaduto: «In realtà, Berlusconi, censurando noi ha censurato i milioni di persone che ci guardavano: e questo è inaccettabile. La Rai è pubblica, non sua». Come commentare la vicenda? Tra i mille dibattiti è di particolare rilievo l’opinione di Roberto Racinaro, docente di filosofia all’Università degli Studi di Salerno, che, riprendendo l’illuminista Diderot, afferma che «presso un popolo in schiavitù tutto si corrompe: bisogna, dunque, avvilirsi con i buffoni per togliere alla verità il suo peso e la sua asprezza». Unica perla in mezzo alle cozze, sottolinea Racinaro, è che «gli attuali partiti di governo, finalmente, hanno una “bandiera”, un valore, un progetto: la difesa della libertà della satira». Appelliamoci, dunque, a questo principio, con la convinzione che nessuna violenza può essere subita dal libero pensiero, dalla stampa, da queste stesse righe che tu, lettore, hai il diritto di leggere ed interiorizzare. Tutti ci portiamo dietro qualche sassolino nella scarpa, ma  chi li colpevolizza evidentemente nasconde  un piede malato e, magari, anche  poco profumato.


La monnezza costa caro Si scatena la “caccia al colpevole” del degrado partenopeo

Accolto il provvedimento della Commissione Europea: congelati 500 milioni di euro per la Campania

del L.C. Via la puzza dalle strade di Napoli e via anche i soldi: è questo il provvedimento presentato dalla Commissione dell’Unione Europea nel 2008 e accolto pochi giorni fa dalla Corte di Giustizia del Lussemburgo in merito alla crisi dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Il capo d’accusa scagliato in faccia al mezzogiorno italiano è quello di inadempimento per la mancata creazione di “una rete integrata ed adeguata di impianti, atta a garantire l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti”; e inoltre, colpa ben più grave, la regione viene tacciata di aver generato “un pericolo per la salute umana e per l’ambiente” viste le migliaia di tonnellate di “monnezza” sotto cui la bella città partenopea era sommersa. La sanzione della Corte non tarda ad arrivare: congelati 500 milioni di euro di fondi destinati alla Campania, un colpo all’economia regionale tutt’altro che leggero. A nulla è valsa la richiesta di respingere il ricorso presentata in Commissione da Raimondo Santacroce per la Campania e da Ettore Figliolia per il governo, che hanno precisato di aver arginato, sebbene in ritardo dalla scadenza del termine fissato, la crisi  dello smaltimento dei rifiuti.  Data

l’irremovibilità dei giudici della Corte di Giustizia, inizia all’interno dei confini italiani la solita “caccia al colpevole” di tale de grado: il Dipartimento della Protezione civile se ne lava subito le mani, rilevando che i fatti contestati sono riferiti al 2007 e quindi in un periodo precedente alla nomina di Bertolaso avvenuta nel 2008. Come se non bastasse la sinistra parla di “gestione scellerata” dell’amministrazione di destra nella regione e in risposta esponenti di destra intimano l’opposizione di “non sottrarsi alle colpe evidenti”. In questo vortice di accuse il cittadino non fa altro che rendersi conto di come sia facile per i nostri beneamati politici puntare il dito piuttosto che riconoscere le proprie colpe. E’ ovvio che tutti indistintamente, destra o sinistra, dirigenti o semplici cittadini, abbiamo contribuito alla rovina di un angolo cosi bello d’Italia, ma ciò che ora si rivela davvero necessario è collaborare per rimediare agli errori del passato. E’ questo l’impegno che  ogni campano chiede ai propri rappresentanti provinciali e regionali, scuotere la situazione della regione per non permettere più che la terra del mare e del sole diventi una discarica a cielo aperto.

La politica italiana: “PIENA DI VUOTO” I giovani fanno sentire la loro voce

Assoluta mancanza di valori nella bufera di collisioni ed individualismi

del L.C.

La torre di Pisa è più stabile della politica odierna. Almeno il celebre monumento ha la fortuna di poggiare su un terreno solido; ciò che invece regge i partiti attuali sono “basi di

carta”. Ma cosa manca davvero alla politica italiana? Nella moltitudine di scandali morali, personalità corrotte, “affaristi latitanti” e nella fattispecie campana, sistemi sanitari

mal funzionanti e inquinamento ambientale, sono racchiusi la più grande contraddizione e il più grande fallimento dell’odierno sistema governativo italiano. La voglia e il coraggio di far valere gli ideali in cui si crede sembrano essersi persi per lasciare spazio a interessi puramente economici. In linea a ciò che afferma Norberto Bobbio, oggi è inesistente la dimensione peculiare della politica, il contrasto tra parti contrapposte, il confronto come “lotta”. “Perché è proprio questo l’aspetto che oggi sembra massimamente assente” ricorda Roberto Racinaro, “al di là degli inevitabili scontri di facciata, a maggior ragione durante o in prossimità di una campagna elettorale”. Mancano ideali di fondo. Dovremmo forse scomodare i grandi politologi del passato, per riuscire a riedificare il sistema governativo? Di fronte a tanto individualismo, Solone, promotore dell’equivalenza tra giustizia e legalità, Aristotele e Platone, maestri della “virtù collet-

tiva”, Cicerone, difensore di moralità e cultura, avrebbero molto da ridire e da insegnarci. La verità è che la politica italiana è “piena di vuoto”, non ha contenuti, è priva di ideologie, suscita nei giovani l’”horror vacui” tanto temuto da Nietzsche. Non si tratta di distinguere una destra da una sinistra, ma di assicurare il bene della collettività, attenendosi ai principi basilari delle più alte espressioni governative del passato. Non permettiamo che tali principi vengano ignorati. Non permettiamo che la politica del nostro Paese rimanga una bella cornice senza alcun quadro.

8


La dittatura dell’ignoranza di Edmondo Ziggy Cetrangolo

L

a riforma epocale, come la definisce il ministro Gelmini, non è altro che una grande catastrofe del sistema scolastico italiano. Si parla di cifre corrispondenti a milioni e milioni di euro sottratti al sistema della scuola pubblica. Per il ministro Gelmini si parla invece di “semplificazione” ed “essenzializzazione” del sistema scolastico. Questa che viene definita da lei come “essenzializzazione” si traduce in una grave riduzione dei posti di lavoro e dei fondi garantiti alla scuola pubblica, tutto a discapito e alla stregua della formazione finale e del livello qualitativo che la scuola può offrire alle nuove generazioni. E’ un processo lento e deleterio per le nuove generazioni, sempre più disinformate e prossime ad uno “schiavismo intellettuale” e “di pensiero” nei confronti di chi ci governa. Purtroppo questo paese sta andando a rotoli e straripa di “monnezza” sia in mezzo alle strade del Napoletano sia politicamente parlando. Stiamo vivendo una democrazia apparente, in cui a breve le più grandi testate giornalistiche scompariranno per lasciare via libera al premier di “stuprare” l’informazione e la stessa amatissima (ma ormai dimenticata) democrazia. Ora ,questi tagli ai fondi della scuola pubblica, tagli netti ai finanziamenti per i quotidiani e controversie di ogni tipo, a cosa porteranno? Porteranno ad una corruzione universale dell’opinione pubblica, unica arma di difesa, ma anche di attacco del governo. La classe dirigente (in ogni ambito) gioca sull’ignoranza del popolo. La classe dirigente che dovrebbe costruire un salto di qualità nella cultura, invece, ci vuole ignoranti e stolti, senza un’indipendenza di pensiero. Qui si tratta di un disinvolto e cinico capovolgimento della realtà, spesso aiutato dal controllo dei media. Infatti non ci meravigliamo quando le statistiche parlano chiaro. Siamo ignoranti! Questo è quello che vogliono, e questo è ciò che permette loro di boicottare l’informazione, e noi stessi. In nessun altro paese un popolo avrebbe permesso schifezze simili. In altri paesi avrebbero manifestato e scioperato per mesi, fino ad ottenere un dialogo con il premier, come è successo ultimamente in Francia con Sarkozy. Qui no. In Italia non è possibile, semplicemente in quanto non siamo all’altezza. Un dialogo con Berlusconi, per fare un esempio, non si otterrà mai. Io penso che il ministro Gelmini, al posto di apparire in video, potrebbe incontrare gli studenti, i ricercatori strutturati, i ricercatori precari, gli insegnanti e via dicendo. Non c’è cosa più vera del fatto che la cultura porti alla libertà. La questione Italiana odierna ne dimostra la veridicità.. La cultura scarseggia in Italia, e, infatti, a noi la libertà è la prima che sta venendo a mancare. L’ignoranza, la disinformazione (che ci hanno rifilato), e la mafia ci hanno portato ad una pseudo-schiavitù. La disinformazione “mirata” in Italia avanza ormai da anni, soprattutto da quando il premier S. Berlusconi entra in politica (con

9

una dichiarazione personale a I. Montanelli e E. Biagi lui dice testualmente: “Se non entravo in politica io, mi sarei ritrovato sommerso dai debiti e rinchiuso in carcere”) e diventa padrone di tv pubblica e TV privata . In pratica possiede quasi tutto, e tutto sforna le stesse balle, pronte da far ingoiare subito a noi Italiani dietro lo schermo, che come tanti veri e propri “stronzi” ripetiamo per filo e per segno quello che “ipse dixit”, in questo caso una tv deviante e offensiva. A breve avremo un sistema politico dittatoriale simile, anzi, uguale, a quello proposto dal nostro ex despota Mussolini, che a distanza di decenni risulta moderno e le sue affermazioni e bugie vengono riproposte dal vecchio Silvio, che non è per niente diverso da Benito. Non a caso cito un aforisma di Karl Marx che recita così: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.” Riporto ,inoltre, un documento che per quanto può risultare attuale e coincidere con la situazione odierna, appartiene al 1945, scritto da Elsa Morante e riferito a Mussolini:”Il capo del Governo si macchio’ ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto

di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorita’ di governo. Perchè il popolo tollerò e addirittura applaudi’ questi crimini? Una parte per insensibilita’ morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attivita’ criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Cosi’ un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, e’ un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al piu’ il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia e’ diventato il capo del governo. Ed e’ difficile trovare un piu’ completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale,corruttibile e corrotto,cattolico senza credere in Dio,presuntuoso,vanitoso,

fintamente bonario,buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti,di bugiardi,di inetti,di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.” Non volevo dilungarmi molto, ma reputo questo testo di grande importanza. Tornando alla questione “cultura e informazione”, riaggancio il discorso con quello della fuga dei cervelli: parlano di fuga di cervelli quando i nostri cervelli più giovani partono per il resto d’Europa e del mondo per trovare lavoro...Hanno ragione e fanno benissimo, per quanto mi riguarda. Qui in Italia non avrebbero futuro, in quanto qui, al giorno d’oggi, ciò che conta è altro. Ciò che conta oggi sono le raccomandazioni e l’ apparenza. Si osserva il mondo“per quello che esso appare”, invece dovrebbe essere visto“per quello che esso è” . La passione per il sapere e per la libertà in Italia non esiste più, è tutto un discorso di nepotismo e vera e propria plutocrazia. L’immagine che diamo all’estero dell’Italia, è un immagine comica, per la quale veniamo scherniti. Il quadro generale è il quadro di un paese in cui vanno avanti raccomandati e non chi merita, un paese in cui il premier invita ragazzine a casa per “compagnia” comprandosele con gioielli e denaro, un paese in cui la mafia ha colpito ovunque e continua ad operare indisturbata. Un paese pieno di corruzione ed ignoranza. E’ questo il paese che vogliamo?E’ questa davvero la “Bella Italia”?Le cose potranno migliorare,forse,solo attraverso un gruppo compatto di persone che ha voglia di abbattere questo sistema che richiama il senso di ingiustizia e disparità sociale.


Il problema della rappresentanza causa la crisi della democrazia

di Vincenzo Pizzolante

La questione della rappresentanza è spesso legata alla nozione di democrazia ma dobbiamo fare attenzione a non confondere i due termini: il fatto che la storia delle istituzioni politiche del nostro mondo occidentale ci ponga davanti l’una (cioè la rappresentanza) come elemento qualificante dell’altra (cioè la democrazia) non ci autorizza a produrre facili identificazioni. Scrive , a questo proposito, Gustavo Zagrebelsky:“Democrazia e rappresentanza sono due cose diverse. La democrazia come potere del popolo richiede identità tra governanti e governati; la rappresentanza si basa invece sul dualismo tra gli uni egli altri. Il rappresentante è colui che parla in nome di un altro (il rappresentato) e , con i suoi atti,può obbligarlo;La democrazia

è invece decisione del popolo.”Democrazia e rappresentanza non sono dunque sinonimi ma , nello stesso tempo, presentano un evidente legame che dobbiamo chiarire: si tratta di far vedere come la rappresentanza sia un elemento che, operando anche all’interno della democrazia, abbia un peso decisivo nella sua nascita, nella sua evoluzione e , per alcuni, nella sua crisi.La rappresentanza è il fatto di agire per conto altrui in un rapporto a due: una parte, detto il rappresentante, si sostituisce ad un’altra, detto il rappresentato, per il compimento di uno o più atti. La rappresentanza non va confusa con l’attività di semplice messo, che è il soggetto incaricato di enunciare la volontà altrui a terzi. Infatti, mentre il rappresentante agisce in base ad

Ordine sociale “dei ceti”. Parlamento medievale Il singolo è rappresentato per quello che è.

una volontà propria (sia pure nell’interesse altrui), il messo si limita a riferire ad altri la dichiarazione di volontà del rappresentato. Anche in politica la rappresentanza è un rapporto a due: il rappresentato ed il rappresentante: il secondo si fa portavoce del primo, prende decisioni al suo posto ed in suo nome governa.Nella moderna vita politica la determinazione dei parlamentari avviene attraverso le elezioni ed il parlamento, non dimentichiamolo, non è certamente un’espressione del mondo moderno-contemporaneo : se andiamo alla storia medievale troviamo la presenza di parlamenti protagonisti della vita politica in quasi tutti i paesi: dagli Stati Generali in Francia alle Cortes spagnole, ai Comuni e Camera dei Lords in

Inghilterra. Ma ciò che distingue nettamente il parlamento, chiamiamolo così ,medievale da quello moderno è l’elemento della rappresentanza. Nel parlamento medievale viene rappresentata la società nella sua organizzazione in ordini , nel parlamento moderno la società è rappresentata in forza dei diversi orientamenti politico-culturali degli uomini che la costituiscono.( Per dirla in breve: si è rappresentati per ciò che si è socialmente parlando o per ciò che si pensa).Quindi nel primo caso emerge una rappresentanza , per così dire, immediata, nel secondo mediata, mediata cioè da ciò che si pone come l’organizzazione del consenso:

Lotta politica legata alle fazioni, gruppi legati a momenti storici particolari ed intenzionati a distruggere la parte avversa

Ordine sociale delle classi. Parlamento moderno Rappresentanza di interessi economici. Il singolo è rappresentato per quello che pensa

Partiti come gruppi orientati da comuni interessi e ideali. La loro forza è strettamente legata alla capacità di rastrellare e conservare il consenso della base

Da questo schema emerge che il partito ,nel suo essere un fenomeno della modernità politica, risulta collegato alle trasformazioni della relazione di rappresentanza nel senso della complessità.Questo significa che:il partito nasce nel momento in cui la società lascia emergere la sua dimensione economica

e viene rappresentata nei suoi orientamenti ideali.Il partito può assumere , all’interno di questo orizzonte di trasformazione, varie modalità d’essere. Queste modalità sono varie, ma tra esse possiamo ricordare i partiti d’opinione, i partiti di massa, i partiti di quadri. Il partito è fatto da uomini e donne

che si organizzano, in nome di comuni idee ed interpretazioni della realtà, per mutare la distribuzione del potere politico e, a volte, la struttura di classe di un paese.”Partiti come gruppi orientati da comuni interessi e ideali. La loro forza è strettamente legata alla capacità di rastrellare e conservare il consenso

della base.Nelle democrazie occidentali si parla sempre più spesso di crisi della politica come crisi della rappresentanza: questo nodo problematico emerge da alcune importanti trasformazioni del sistema politico e non solo, che si sono prodotte.

1. FORTE DISTANZA TRA CITTADINI E POLITICA Un evidente senso di sfiducia

il rappresentante non può ignorare ma che in qualche caso possono entrare contrasto con gli interessi e gli orientamenti stessi del partito. Se prevale la ragione dell’elettorato è possibile che la delega politica si trasformi in delega di “affarismo politico” per la difesa di interessi particolari. Se prevale la ragione del partito risulta chiaro che la scelta di uncandidato come portavoce di particolari interessi è strumentale, al fine di ottenere un puro e semplice consenso da spendere nell’immediato. Da qui deriva il fatto che in una simile situazione il pieno rispetto del principio di rappresentanza risulta segnato da evidente problematicità. Se nel Leviatano di Hobbes questo problema non emergeva, nel momento in cui si parla di stato democratico in cui ogni cittadino è elettore, la rappresentanza diventa un’arma a doppio taglio.

(nel senso di uno scadimento profondo dello spessore dei contenuti e della qualità dell’argomentare) ma anche la stessa forma della rappresentanza, molte volte incidono nelle decisioni delle persone, tanto che Il consenso ad un programma o ad un’iniziativa nasce spesso da fattori che poco hanno a che fare con una meditata e consapevole decisione.

uno capace di convincere gli altri a fare le cose attraverso la “creazione di una visione”, la “mobilitazione dell’impegno”, “il riconoscimento dei bisogni”, la “presentazione di valori nuovi” rispetto a quelli presenti, dipinti come obsoleti per l’autorealizzazione di ciascuno, e dannosi rispetto agli obiettivi prefissati in cui quell’autorealizzazione può trovare attuazione.” La rappresentanza è assolutamente in crisi, la democrazia in cui continuiamo a credere di vivere è un’utopia creata ad arte da chi gestisce testate giornalistiche e mass-media. La realtà parla di una percentuale di 35,79% di astenuti alle elezioni politiche regionali tenutesi il 28 e il 29 marzo 2010. La politica sta pian piano diventando qualcosa di così apatico alla gente, che anche le sfilate dei politici nei telegiornali serali sono motivo di parodia.

nell’azione politica emerge nell’opinione pubblica accanto ad una tendenza a vedere in modo distaccato dalla realtà l’attività politica. La scarsa considerazione morale del comportamento dei politici fa scaturire nei cittadini un profondo disinteresse che si manifesta nelle alte percentuali di astenuti alle elezioni politiche. 2. Il DEPUTATO O SENATORE E’ VERAMENTE LIBERO DI ESERCITARE LA SUA AZIONE POLITICA? E quali elementi di

ambiguità emergono nel suo rappresentare la società civile? Un deputato fa parte di un partito, di cui sposa l’orientamento ideale e nello stesso tempo viene eletto da elettori con i quali ha un rapporto particolare di fiducia. Ora, questi elettori producono anche un insieme di interessi e di aspettative che

3. DECIDERE SENZA CONOSCERE.

La sempre più forte presenza del mezzo televisivo che di fatto ha profondamente trasformato non solo il linguaggio della politica

4. PERSONALIZZAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA. La persona-

lizzazione della politica, come conseguenza del dominio dell’immagine sull’analisi e sulla dialettica politica tradizionali, è oggi uno dei dati più evidenti della crisi della democrazia al punto che per alcuni si può addirittura parlare di un ritorno all’assolutismo hobbesiano con esaltazione del “Dio in terra”. L’adesione al leader carismatico avviene infatti in modo emotivo,irrazionale, quindi con il sacrificio di una delle componenti qualificanti della situazione democratica, cioè del principio di responsabilità. Scrive Umberto Galimberti nel suo “I Miti del nostro tempo”: “Il leader è uno capace di far fare le cose agli altri; il leader è

10


1 dicembre 2010 - Fotostoria di una giornata autogestita di Ernesto Guzzo

Le cose che ho imparato oggi... 1) Le cose improvvisate o quelle organizzate all’ultimo momento sono sempre le migliori. 2) Si può sempre ottenere quello che si vuole, solo se lo si vuole insieme. 3) Un paese senza istruzione è un paese senza futuro. 4) E’ più facile governare un popolo ignorante che un popolo informato. 5) L’art. 9 della costituzione italiana sostiene: “ la repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”. 6) Ho imparato che il crollo della Domus dei gladiatori a Pompei, la mancata ricostruzione del centro storico dell’Aquila ed il nucleare sono problemi da affrontare proprio perché in antitesi con l’articolo 9 della Costituzione. 7) Ho imparato che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato” (art. 33), ma a quanto pare la classe dirigente continua a tagliare sulla scuola pubblica per finanziare quella privata. 8) Ho imparato che nonostante “I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” (art. 34), i fondi per le borse di studio sono stati tagliati drasticamente. 9) Ho imparato…che se mi siedo nell’atrio della scuola, sto commettendo un reato! 10) Ho imparato che Vincenzo Pizzolante è un ottimo rappresentante d’istituto. Grazie, Vincenzo!

11


Report “Consiglio d’istituto” di martedi 16 dicembre 2010 di Alessandra Grieco e Raffaella Iannotta

Martedì 16/12/2010 si è tenuto il primo consiglio d’ istituto dell’anno scolastico 2010/2011. Il consiglio d’istituto è quell’organo collegiale che si occupa della gestione e dell’amministrazione trasparente degli istituti scolastici pubblici. Tale organo elabora ed adotta atti di carattere generale che attengono all’impiego delle risorse finanziare erogate dallo Stato, dagli Enti pubblici e privati. E’ formato dalle varie componenti dell’Istituto:

- Dirigente (F. Principe) - Componente studentesca (V. Pizzolante, R. Iannotta, A. Grieco, P. Vinci) - Rappresentanza genitori (G. Carro, M. Russo, F. Maldonato, D. Falce) - Corpo docenti (A. Abbamonte, M. Vitetta, Zicca, I. Pierri, P. Pantano, A. D’Amico, A. Ferrante, Berardi) Gli argomenti posti all’ordine del giorno e discussi sono stati: 1 Approvazione del regolamento del consiglio d’Istituto, sostanzialmente invariato rispetto a quello dell’anno scolastico 2009/2010. 2 Proposte attuazione nuovi indirizzi - LICEO MUSICALE -; da quest’anno è presente una sezione del liceo classico ad indirizzo musicale, in progetto vi è l’estensione di tale indirizzo ad altre classi anche del L. Scientifico. 3 Approvazione POF (piano offerte formativa) e piano annuale;Letture del pof 2010/2011 contenente relativi progetti ad attività che si svolgeranno durante il corso dell’anno. Alcuni progetti sono già in corso di svolgimento, le attività invece si attiveranno e potranno quindi diventare progetti o meno a seconda della partecipazione degli studenti. 4 Comunicazione D.S. (Dirigente scolastico) su: - aspetti economico-organizzativi (Accordi di programma, convenzioni, contratti). - criteri di reclutamento studenti in progetti. Ampliamente discussa la modalità di reclutamento e soprattutto la ricaduta educativa di vari progetti. Gli studenti saranno informati non solo dal coordinatore di classe sui progetti in programma ma avvisi scritti passeranno in tutte le classi per dare maggiori e più dettagliate spiegazioni sulle attività da svolgersi. Per quanto riguarda la ricaduta sulla valutazione del singolo studente sta allo studente stesso utilizzare al meglio le informazioni acquisite durante i progetti ed integrarle agli argomenti studiati per poi esporle nella interrogazioni in classe e farle confluire nel voto finale. - Progetto Neve: si è svolto per la prima volta lo scorso anno;il progetto ha il fine di promuovere la conoscenza pratica di sport su neve e interagire con l’ambiente. Per dare una maggiore continuità a questa attività si è deciso di includere anche le classi terza (che avevano partecipato già l’anno scorso) alle già stabilite prime e secondo classi. - Varie ed eventuali; proposta della componente studentesca sulla possibilità di partecipare ad una o più visite guidate. Scelta mete ed organizzazione a carico esclusivo del consiglio di classe. Si ricorda quindi l’importanza della partecipazione a tale organo (consiglio di classe) da parte dei rappresentanti di classe, ciò permette maggiore comunicazione tra stu-

LABORATORIO31: storia e progettualità di Vincenzo Pizzolante Il “Laboratorio 31” è una rete di associazioni e singoli soggetti presenti nel Golfo di Policastro, ma anche oltre, che senza alcun scopo di lucro, ha come obiettivo quello di mettere in relazione differenti competenze, passioni e professionalità al fine di proporre un percorso culturale e sociale alla cittadinanza locale. Questa rete nasce dalla mancanza di spazi dedicati alle attività giovanili e alla loro formazione culturale e si pone di tracciare nuovi percorsi di socialità al di fuori degli luoghi meramente di consumo, in modo da essere aperti alle potenzialità e alle ambizioni espresse dal territorio di riferimento. La scelta della forma laboratoriale è dettata dalla caratteristica principale che si pone questa rete e cioè quella di essere un’officina polivalente, in cui mettere al “lavoro” e dunque in pratica, le idee dei partecipanti attraverso un percorso di elaborazione delle proposte che non precluda nessun percorso culturale che abbia la capacità di far crescere il gruppo in senso aggregativo e formativo. Il laboratorio vuole essere uno strumento dalle molteplici funzioni che includa la proposta teatrale (dall’introduzione alla recitazione fino alla creazione di tutta la macchina scenica), quella musicale (dalla sala prove all’allestimento di spettacoli musicali), fino a intraprendere percorsi di recupero e rilancio delle potenzialità del territorio cilentano. Obiettivo principale del laboratorio è la valorizzazione delle peculiarità dell’ambiente sociale, culturale, storico e ovviamente quella naturale-paesaggistica del golfo di Policastro, cercando lo stimolo culturale nella cittadinanza, al fine di suscitare l’interesse, la vitalità e la partecipazione alle politiche comunitarie e pubbliche delle varie amministrazioni locali. Ottimo mezzo di promozione del territorio è sicuramente l’esercizio delle “buone prati-

che” delle economie locali, fondate sulla sostenibilità delle scelte produttive e che si possono riprodurre sul territorio cilentano dati i grandi pregi di salubrità ambientale. In quest’ottica il “Laboratorio 31” intende essere un contenitore di idee e pratiche, uno strumento “work in progress”, aperto e flessibile che nasce dal basso, dalla volontà popolare e che si rivolge alla cittadinanza tutta, che si propone di creare coscienza e tutela per i beni comuni, sia naturali che sociali. Il laboratorio vuole essere uno strumento permanente sul territorio capace di creare la consapevolezza e fiducia nella popolazione che vive l’attuale Sud Italia, funestato dalla continua emigrazione giovanile e dalla mancanza di opportunità per questi ultimi. La rete “Laboratorio 31” vuole puntare sulla creatività, sulla potenza delle arti manuali, letterarie e intellettuali di questa popolazione, sul rispetto per l’ambiente che ha contraddistinto questi territori, sulla convivialità e ospitalità degli abitanti di queste località che sono motivo di vanto in tutto il mondo; sulle possibilità di innovazioni tecnologiche che non dovranno in futuro mai trascurare l’ingegnosità della pratiche tradizionali dalle quali prendono spunto. “Laboratorio 31” è un rete che mette in sinergia le persone che vi partecipano e i luoghi da cui provengono, in un insieme organico di prospettive e capacità che riallacci le potenzialità di un territorio oggi troppo frammentato e parcellizzato, costruendo quello che è “un mondo in cui esistano altri mondi”, cioè modelli alternativi di sviluppo e di conoscenza, nuovi modelli di socialità basati sulla crescita collettiva delle comunità locali rispettando le diversità e mettendole in comune verso un altro mondo possibile.

12


Raccontaci un libro di Chiara Buongiovanni

Di cosa parla questa rubrica? Semplicemente, di libri. Di quell’ammasso numerato di fogli sommersi di parole. Di quei mattoncini poco invitanti che i prof ci obbligano a leggere e nel peggiore dei casi, a studiare. Questa rubrica è nata per riscoprirli, per farceli amici, per quelli che - come me - non riescono a farne a meno. Chiamalo pure bisogno ossessivo di perdersi in qualcosa di sconosciuto, di così estraneo da incuriosire. Chiamala pure ostinata aspirazione di scovare storie, universi, o improbabili realtà. Chiamala anche, se vuoi, spropositata esigenza di evadere da questa asfissiante quotidianità. I libri non fanno altro che questo, aprirti un portone per mondi paralleli, dove esiste quel posto, quell’uomo, quel destino. Non fanno altro

Sezione Posta di Orazio Nicodemo

Cos’è? Questa è la nuova sezione posta del giornalino scolastico del TUO liceo scientifico. In quest’ area troverai pubblicate, edizione per edizione, quelle che sono le tue domande, i tuoi dubbi, le tue lamentele su tutto ciò che concerne la tua vita scolastica.

che invitarti a saltare nelle storie che raccontano in silenzio, ma che poi, magari, ti rimbombano dentro per tempi immemorabili. Ti invitano a tuffarti fra le frasi che portano stampate addosso. Senza contare quei libri che cercano ostinatamente di combattere il conformismo che dilaga, che cercano di spiaccicarti in faccia la realtà, nuda e cruda; quelli che ti mostrano ciò che c’è dietro la scenografia, dove attori e comparse brulicano come formiche, correndo forsennatamente per accaparrarsi la maschera migliore, il trucco più appariscente e sorrisi stucchevoli, prima di entrare in scena. Parlo di quei libri che vorresti chiudere e scaraventare lontano perché sono sfacciati, veri, di cui vorresti liberarti e dimenticare tutto quello che ti hanno raccontato, perché in fondo ci riconosci dentro la realtà in cui vivi, e non ti piace. Quei libri non sono altro che spunti di quotidianit��, dove è permesso parlare di tutto. Non ci sono parole che non possono essere scritte, non ci sono verità che non possono essere raccontate. E dovremmo imparare un po’ tutti a conoscere attraverso i libri, a spingerci oltre i confini, oltre le frontiere, oltre la porta di casa. Dovremmo imparare un po’ tutti a celarci dietro una copertina, imparare a riscoprire in quella frase, in quella misera frase, parti di noi che immaginavamo definitivamente perse. “Dovremmo” un sacco di cose, in effetti. Come ad

esempio, ritrovare il gusto (e forse la capacità) di immaginare, di fantasticare, invece di lasciare che la televisione ci finisca di atrofizzare il cervello! Dovremmo riscoprire la libertà del non avere volti imposti dallo schermo, perché davanti ad un libro ci sei solo tu, le parole e la tua immaginazione. Non c’è quel passivo ingoiare di immagini che facciamo inconsciamente davanti alla TV

Problematiche scolastiche

di Orazio Nicodemo di Sara Bonaccorsi e Daniela Caggiano

Come funziona? La sezione posta, si basa ovviamente su un dialogo che dev’ esserci tra te e tutti gli altri studenti di questo istituto, dialogo che viene reso possibile dalla casella di posta elettronica redazionecontrocorrente@gmail.com A questo indirizzo tutti noi abbiamo il diritto di scrivere eventuali mail contenenti domande, richieste, dubbi, curiosità su come svolgere una corretta vita scolastica.Tutte le domande che arriveranno saranno risposte dagli stessi studenti nel modo più esauriente possibile, facendo in modo che i tuoi dubbi diventino le nostre certezze. Il risultato di questo dialogo: domanda-risposta sarà pubblicato integralmente e quindi messo a disposizione di tutti.

A cosa serve, e perché dovrei utilizzare questa sezione? L’ area di dialogo della sezione posta, serve cm già detto, a rispondere alle domande che ci riguardano in prima persona, i dubbi, le incertezze di fronte ad un qualsiasi problema rende il problema stesso un ostacolo insuperabile. Tutti gli studenti devo sapere cm comportarsi in ogni possibile situazione, spesso non è così, e quindi è proprio lì che bisogna intervenire. Per quanto riguarda il perché tu debba utilizzare questa sezione l obiettivo è migliorare la scuola al fine di renderla più efficiente e consona alle nostre esigenze.

13

Questa sezione del giornalino scolastico si prefigge lo scopo di analizzare le varie problematiche delle classi prime. E’ ormai un dato di fatto che le cosiddette “matricole” avvertono quasi sempre dei disagi che, rimanendo irrisolti, spesso portano a dei conflitti. Questo avviene sia perchè vi è un diverso approccio con la nuova scuola, sia perchè molte volte la scuola non si impegna a pieno nell’informare gli studenti, sia perché c’è poco dialogo tra studenti e docenti. Questa sezione vuole essere un mezzo di comunicazione trasversale tra studenti,docenti e personale a.t.a.(coinvolto comunque in parecchie questioni) ; tutto ciò per rendere consapevoli delle varie problematiche e delle varie questioni in corso. Dopo la prima riunione del Comitato studentesco del L.S. abbiamo avuto modo di analizzare con i nostri compagni delle tre prime classi i problemi strutturali e logistici che purtroppo “affliggono” le nostre aule, e noi stessi. Per esempio,alcune di queste risultano troppo piccole per il numero di alunni che ospitano. Inoltre non risultano essere igienicamente adeguate e sono carenti di strumenti necessari allo svolgimento delle lezioni. In questa sezione però non vogliamo che ven-

gano trattate solo le problematiche presenti nelle classi, ma vogliamo che il discorso venga ampliato anche alle problematiche di tutto l’istituto. Tra le più gravi, vi è sicuramente la mancanza della scala d’emergenza,in quanto una struttura pubblica,come la scuola, senza di essa risulta “illegale”. Non è finita qui! A questo problema si aggiunge un’altra lunga serie di questioni di entità non inferiore a quest’ultima. Si parla d’infiltrazione d’acqua nei solai delle classi che potrebbero causare cedimenti improvvisi della struttura. Sottolineiamo inoltre la “GRAVE” mancanza di materiale di pronto soccorso, acquistato solo in seguito a diverse lamentele da parte degli studenti. A notare questa carenzaè stato un ragazzo del liceo scientifico, il quale dopo essersi tagliato in classe, a causa dei banchi rotti, si è recato in infermeria per disinfettare la ferita; aprendo la cassetta del pronto soccorso si è reso conto che non conteneva medicazioni di alcun tipo: Né acqua ossigenata, nè alcol, nè cerotti o ovatta. Per concludere invitiamo tutti a sollecitare chi di dovere, per risolvere questi problemi e segnalare ogni tipo di disagio all’interno dell’edificio scolastico.

CONTATTI puoi contattarci o inviare i tuoi suggerimenti di miglioramento a: email: redazionecontrocorrente@gmail.com facebook: ControCorrente-RivoluzionareInformando


Orientamento universitario di Michele Barbella

Cos’è?

Spesso si dice che all’università si comincia da zero e che quindi lo studio alle superiori può anche essere “trascurato”,tu cosa ne pensi?

Questo spazio del giornalino è dedicato alle future matricole universitarie, a coloro che ancora non hanno scelto la facoltà universitaria ma anche a chi comincia a pensarci

Non sono d’accordo! La preparazione che mi sono fatto fino all’anno scorso mi è servita, mi serve e mi servirà, non solo per i test di ingresso. È vero che all’università si comincia da capo ma certi argomenti che adesso mi vengono spiegati in un’ora l’anno scorso a scuola li trattavo per un mese!

Ma in pratica questa facoltà quale lavoro ti permette di fare dopo la laurea? Questa intervista è stata fatta a Domenico,ex studente della ragioneria, iscrittosi alla facoltà “scienze matematiche fisiche e rurali” dell’università di Fisciano.

Innanzitutto all’interno di questa facoltà ci sono i vari corsi di laurea quali biologia, fisica, matematica, scienze dei materiali, informatica, chimica e tante altre (dipende dall’università). Gli sbocchi lavorativi sono moltissimi (e in caso decidessi di andare all’estero, sono praticamente infiniti). Secondo me vale la pena laurearsi in questa facoltà, perché siamo veramente in pochi e quindi siamo abbastanza “ricercati” nel mondo del lavoro, soprattutto dalle aziende, ma anche dalle banche per esempio.

Qual è la prima cosa da fare per iscriversi?

Anche tu,come la maggior parte dei ragazzi, hai deciso di affittare una casa?

Bisogna fare la preiscrizione on-line; per la facoltà che ho scelto le iscrizioni scadevano a fine agosto. Dopo di questo, a inizio settembre, ci sono i test di ammissione.

In cosa consistono questi test? Sono tre prove di mezz’ora. Le materie sono: logica, matematica e comprensione del testo.

Dopo I test, cosa bisogna fare? Ho controllato le graduatorie sul sito. Se superi queste prove devi fare l’iscrizione e pagare le tasse(la quota dipende dall’ ISEE).

Ok. Dopo di questo iniziano i corsi, giusto? Si, per sapere quando iniziano i corsi bisogna andare ad informarsi all’università perché sul sito spesso ci sono degli errori (per

Bene. Quali sono i corsi che stai seguendo? Programmazione, Architettura, Elaborati, Analisi matematica, Sistema operativo, Fisica, Matematica discreta e Logica matema-

No, ho preferito viaggiare in pullman. Arrivo a casa quasi sempre stanco, però mi conviene perché ci sono molti pullman che vanno e vengono da Fisciano e quindi torno a casa quando mi pare e se qualche mattina non ci sono dei corsi per scioperi o altri motivi resto a casa.

A proposito di scioperi, com’è la situazione a Fisciano? Già Da inizio anno ci sono stati parecchi scioperi, mi è capitato molte mattine di arrivare all’università dopo due ore di pullman e di scoprire che erano state cancellate le lezioni. Purtroppo la riforma Gelmini sta rovinando l’università con tutti questi tagli. Questa è la cosa più evidente che ho notato fin dall’inizio, ad esempio la riduzione delle borse di studio è un colpo basso per quelli che come me non vogliono far pesare troppo sulle spalle dei genitori questa scelta di continuare gli studi!

Le borse di studio, sperando che le troveremo anche noi, puoi dirci come vengono assegnate? Ci sono due vie. La prima è quella in base al reddito. La seconda dipende dai crediti che si sommano ad ogni esame. Il minimo dei crediti, nel mio caso, per accedere a questo servizio è di 25 punti.

Oltre a questo quali sono i pregi ed i difetti di andare a studiare a Fisciano? Il maggior pregio è che si sta tranquilli, io la trovo ben collegata e soprattutto pulita. Inoltre mi trovo bene anche con la mensa, il cibo è buono. Il difetto grave invece è il sito, perché è poco aggiornato.

E quando li segui? Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, c’è solo un’ora di intervallo per pranzare dalle 14 alle 15.

Bene, ma ora facciamo un passo indietro. Qual è la cosa che hai fatto alle superiori che ti è stata più utile? Senza dubbio l’ ECDL. Per questa facoltà è obbligatoria ed averla già fatta è senza dubbio un vantaggio.

Spesso si dice che all’università si comincia da zero e che quindi lo studio alle superiori può anche essere “trascurato”,tu cosa nepensi? Senza dubbio l’ ECDL. Per questa facoltà è obbligatoria ed averla già fatta è senza dubbio un vantaggio.

Invece l’ambiente come lo hai trovato? I professori sono tutti molto preparati, mi sono trovato bene fin dal primo giorno. Inoltre già ho fatto un sacco di amicizie, anche perché le altre facoltà sono tutte abbastanza vicine.

Ok. Quindi quali sono i consigli che daresti a coloro che vogliono scegliere questa facoltà? Innanzi tutto di farsi una buona preparazione alle superiori. Poi è importante anche conoscere l’inglese in prospettiva di un ERASMUS.

Bene. Ringraziando Domenico per questa intervista, Vi ricordiamo che potete scriverci per qualsiasi informazione su qualsiasi facoltà e soprattutto potrete aiutarci anche facendo voi stessi delle interviste su facoltà diverse, per farsi un’idea e non arrivare a scegliere senza avere chiare le idee.

14


MUSICA Il Teatro Degli Orrori: A Sangue Freddo di Franco Galato Sempre le stesse bands che ormai calcano la scena da Perchè continuare ad osannare sempre le stesse bands che ormai calcano la scena da anni?.. Bands, si, con carriere rispettabilissime, ma ormai “stanche” che si limitano a fare bei dischi... Perchè ignorare l’esistenza di un circuito nascosto che produce dischi dal valore incredibile?.. Circuito dal quale sono emersi Il Teatro Degli Orrori tornati su disco con “A Sangue Freddo”, che diventa una delle più importanti uscite di questo 2009 musicale. Un disco in cui Pierpaolo Capovilla dimostra di essere fra i più grandi cantautori della scena italiana attuale, accompagnato dall’immancabile, devastante suono alla Jesus Lizard. Si, perché l’influenza c’è tutta, si sente, ma i 4 non si limitano a diventare una brutta copia di una delle principali band del filone noise, bensì mostrano le loro qualità e creano qualcosa, forse, non di innovativo, ma, sicuramente, originalissimo! Le differenze rispetto al primo disco, “Dell’Impero Delle Tenebre” ci sono e si notano…”A Sangue Freddo” non risparmia l’ascoltatore per quanto riguardo la potenza del suono, ma Il Teatro Degli Orrori, in alcuni punti, ha puntato ad un disco molto più easy-listening, senza cadere mai nel banale, tenendosi distante da facili ritornelli da classifica.E’ un disco amaro e zeppo di rabbia questo, composto da parole che mostrano l’insicurezza e il malessere causato da tutto ciò che va male in questo mondo, in questa vita breve che scorre e noi, fermi, afflitti dalla solitudine, dalla malinconia e dalla guerra, dalla fame, come se niente fosse, come se fosse giusto, implorando qualcuno che non ci aiuterà… C’è l’impegno sociale, l’amore (sempre sofferto…), la critica al qualunquismo nelle canzoni di “A Sangue Freddo”, storie raccontate col taglio

decadente che caratterizza le loro liriche. La title-track è una dedica a Ken Saro-Wiwa, scrittore ed attivista nigeriano, impiccato perché “ha troppo amato”, opponendosi allo sfruttamento della sua terra da parte dei signori delle multinazionali. E’ uno dei pezzi più orecchiabili del gruppo, che comunque non si priva della ferocia che contraddistingue Il Teatro Degli Orrori. “Direzioni Diverse” è spiazzante, brano alquanto inusuale per la band che si vanta della collaborazione di Bob Rifo, mente dei Bloody Beetroots, duo electro di Bassano Del Grappa, noto soprattutto all’estero, anche prima dell’uscita del loro album “Romborama”. Ci ritroviamo con un pezzo di rock-elettronico stupendo e intenso, dai tratti cupi e con un testo rassegnato a quello che ci ha offerto la vita. Fa male la verità cantata ne “Il Terzo Mondo”. Un’Italia troppo vicina a quel terzo mondo che ci sembra tanto distante. Un’Italia vittima dei “miserabili al potere” e piena di “cretini che camminano”. “Alt!” sarà uno dei momenti caldi dei loro concerti, senza dubbio. Una citazione di Celentano e si aprono le danze. Una sfuriata in musica questa. Un attacco al perbenismo e ai facili luoghi comuni radicati troppo spesso nella mentalità delle forze dell’ordine. In chiusura, gli 11 minuti di “Die Zeit”, il pezzo più sperimentale dell’intero disco, che completa quello che è il disco più bello di questo 2009 musicale. Un disco da venerare che possiede una sua forza sacrale sprigionata durante le 11 scintille di pura genialità che compongono “A Sangue Freddo”. Entrate anche voi nel Teatro Degli Orrori e lasciatevi incantare dallo splendore di questa band che si conferma una delle maggiori rappresentazioni della musica italiana oggi.amminano”. “Alt!” sarà uno dei momenti caldi dei

Marchio Brain damage Sonar blow job

Kraftwerk

Silence

Portishead

Dollars & Cents

Radiohead

Panic attack

UNKLE

Jetstream

Thom Yorke

Beaten metal

Antibalas

Little wonder

David Bowie

Motorcade

Beck

On the run

Pink Floyd

Slipping away

Michael Andrews

di Ziggy

Marchio Eternal Life Eternal Life is now on my trail Got my red glitter coffin, man, just need one last nail While all these ugly gentlemen play out their foolish games There's a flaming red horizon that screams our names And as your fantasies are broken in two Did you really think this bloody road would Pave the way for you? You better turn around and blow your kiss hello to life eternal, angel Racist everyman, what have you done? Man, you've made a killer of your unborn son... Crown my fear your king at the point of a gun All I want to do is love everyone... And as your fantasies are broken in two Did you really think this bloody road would Pave the way for you? You better turn around and blow your kiss hello to life eternal.... There's no time for hatred, only questions What is love, where is happiness, what is Life, where is peace? When will I find the strength to bring me release? And tell me where is the love in what your prophet has said? Man, It sounds to me just like a prison for the walking dead And I've got a message for you and your twisted hell You better turn around and blow your kiss goodbye to life eternal angel...

15

CANZO-

Marchio Britannico

Coffee & TV

Blur

The way

Fastball

Mystical machine gun

Kula Shaker

Cast no shadows

Oasis

Better Day

Ocean Colour Scene

Lucky man

The Verve

Alright

Supergrass

Fools gold

Stone Roses

Traffic

Stereophonics

Hello goodbye

The Beatles

di Sir Tambourine


MUSICA JAM di Massimo Magaldi “In questo posto non c’è mai un cazzo da fare!”. Quante volte avete sentito pronunciare questa frase e quante volte l’avete pronunciata voi stessi? Bene, l’ embrione del progetto JAM nasce proprio da un’ elaborazione concettuale grezza e diretta come questa. Viviamo in un territorio culturalmente comatoso, fermo, apatico; ci si può lamentare finché si vuole della situazione, ma le lamentele lasciate a se stesse hanno sulla realtà la stessa efficacia che hanno, sulle pizze, i coltelli in dotazione alla maggior parte delle pizzerie. Per non limitarci alle sole lamentele noi abbiamo deciso di agire e di rischiare, gettandoci a capofitto in un progetto molto complesso ma anche molto affascinante, nel tentativo di trasformare l’arretratezza culturale delle nostre zone in un’ opportunità, immaginando e costruendo JAM come uno strumento di DEFIBRILLAZIONE ARTISTICO/CULTURALE del territorio. JAM è uno studio di registrazione multisala, è scuola di musica e d’arte, è sale prova, è agenzia artistica e anche circolo culturale; le potenzialità del progetto JAM sono altissime proprio perché quella che abbiamo creato è una struttura polifunzionale e integrata in grado di non fermarsi solo all’insegnamento, capace cioè di sostenere e stimolare tutto il “ciclo vitale dell’arte”: - Formazione: corsi di musica, teatro e recitazione, videomaking, fotografia, doppiaggio, disegno, audiorecording, fumetto e animazione, DJ school, moda e design. - Aggregazione: sale prova, circolo culturale, cineforum, sala concerti, spazio aperto per mostre, performance, installazioni, sala lettura. - Produzione: studio di registrazione audio-video. - Inserimento nel mondo del lavoro: agenzia di spettacolo, organizzazione eventi. Sostenere tutte le fasi di questo ciclo vitale è fondamentale: oggi insegnare non è più sufficiente, ancor di più nelle nostre aree, vista la carenza di infrastrutture e visto il torpore culturale che sembra contraddistinguere le nostre routine sociali. Bisogna creare interesse, bisogna creare movimento, bisogna preparare tante menti ad essere in grado di suonare, recitare, disegnare ma almeno altrettante ad essere in grado di ascoltare, di vedere, di apprezzare. La sensibilità artistica serve sia all’esecutore sia allo spettatore.In un mondo di ciechi, spingere qualcuno ad imparare a dipingere sarebbe crudele, oltre che del tutto inutile. Solo così si può riuscire ad entrare NELL’ ARTE intesa in senso pieno, totale, non considerando le diverse discipline come degli scomparti separati a tenuta stagna. In questo modo un musicista potrà entrare a contatto con la pittura e da essa lasciarsi influenzare, e lo stesso potrebbe fare un pittore; le possibilità sono infinite. JAM è un PALCOSCENICO di input-output, in cui potrete studiare e apprendere una disciplina, in cui potrete guardare all’opera i grandi esponenti di quella disciplina ed in cui, quando pronti, potrete anche esprimere voi stessi.Abbiamo dotato JAM del meglio che oggi la tecnologia mette a disposizione (ampli-microfoni-strumenti-hardware & software ecc.) e di ambienti confortevoli e completamente climatizzati. Da oggi quindi, prima di dire “qui non c’è mai un cazzo da fare”, andate a dare un’ occhiata ai nostri eventi, ai nostri corsi e alle nostre attività, anche perché JAM è a soli 20 minuti da Policastro. Tutto il potenziale di JAM è a vostra disposizione, non vi resta che coglierlo.

Canzonette

Overhead the albatross Hangs motionless upon the air And deep beneath the rolling waves In labyrinths of coral caves An echo of a distant time Comes willowing across the sand And everything is green and submarine. And no one called us to the land And no one knows the where’s or why’s. Something stirs and something tries Starts to climb toward the light.

Super dinner before devastation You’ re crazy

Guns N’Roses

Stand up for rock and... Airbourne Medication

Queen Of The Stone Age

Take the power back

Rage Against The machine

Let me put my love...

AC/DC

Backwooods

Red Hot Chili Peppers

Communication...

Led Zeppelin

N.I.B.

Black Sabbath

Fat bottomed girls

Queen

I want to disappear

Marilyn Manson

di Monsieur Devastation

Strangers passing in the street By chance two separate glances meet And I am you and what I see is me. And do I take you by the hand And lead you through the land And help me understand The best I can.

CAN-

Echoes

Natural High

Bloodstone

Waiting for a train

Flash & The Pan

Why did you do it

Strech

Across 110th street

Bobby Womack

Strawberry letter

Brothers Johnson

Dreadlock Holiday

10 CC

Keep it comin`love

KC & the Sunshine Band

With a bullet

Pete Wingfield

Don’t you just know it

Huey Smith & Clowns

Little green bag

George Backer

di Ziggy

And no one called us to the land And no one crosses there alive. No one speaks and no one tries No one flies around the sun.... Almost everyday you fall Upon my waking eyes, Inviting and inciting me To rise. And through the window in the wall Come streaming in on sunlight wings A million bright ambassadors of morning. And no one sings me lullabyes And no one makes me close my eyes So I throw the windows wide And call to you across the sky....

16


14 Dicembre 2010, racconto di una giornata di protesta e sfiducia di Vincenzo Pizzolante foto di Oscar Cetrangolo

L

a protesta era iniziata pacificamente. I manifestanti, nel giorno del voto di fiducia alla Camera del governo Berlusconi, avevano progettato blitz e azioni dimostrative. Intorno alle 12.15, dopo aver appreso il risultato delle votazioni, il grande corteo degli studenti universitari si è unito con quello della Fiom e dei movimenti sociali. In seguito però sono scoppiati numerosi scontri. Le proteste, anche molto violente, si sono acuite quando il governo ha passato il voto di fiducia alla Camera. Le forze dell’ordine sono riuscite a sfondare la barricata dei manifestanti a piazza del Popolo e hanno respinto indietro gli studenti, oltre una densissima cortina di fumo dovuta ai petardi, ai lacrimogeni e alle bombe carta. Scontri, cariche, assalti a blindati, barricate, vetrine rotte, Bancomat sfondati, cassonetti e auto a fuoco, lancio di oggetti e sanpietrini divelti tra via del Corso e Piazza del Popolo trasformata in una campo di battaglia. Roma per un giorno si è trasformata in un campo di battaglia; almeno una decina i ragazzi fermati. Feriti tra studenti e forze dell'ordine. Migliaia i manifestanti asserragliati a Villa Borghese. Così la Capitale è stata messa a ferro e fuoco dai ragazzi che hanno protestato contro il ddl Gelmini sulla riforma dell’università e il governo Berlusconi.

17

Col passare delle ore, però, tensione e scontri si erano spostati nei pressi del Senato, dove era ancora vivo il dibattito politico. Le forze dell’ordine avevano effettuato una carica di alleggerimento, lanciando anche lacrimogeni contro gli studenti,azione questa che ha suscitato in più punti della capitale scontri tra manifestanti e polizia con lancio di petardi, fumogeni, palloncini pieni di vernice, ma anche sedie e tavolini prelevati dai bar nella zona circostante. Sono avvenute diverse schermaglie anche vicino alla Camera dove alcuni manifestanti avevano fatto esplodere tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell'ordine avevano tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova. Il corteo aveva poi proseguito verso il Lungotevere in direzione dell'Ara Pacis e poi in Piazza del Popolo, dove un camion palco chiamava a raccolta gli studenti tra cori e musica. Dopo tensioni e scontri, la giornata si è conclusa con un unico verdetto: mentre nelle aule parlamentari si discuti di un effimero potere temporale, nelle strade cresce il dissenso e la rabbia verso una politica troppo lontana dalla vita dei cittadini. Il nostro consiglio? RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!


VERTICALI: 1.Indumento simbolo delle rivolte sessantottine. 2. Movimento di Sion. 3. Treni senza rei. 4. Comune a nord di Venezia. 5. Non sufficiente. 6. In tetto e putti. 7. Il dittongo in poeta. 8. Radio spazio aperto. 9. 1 Tedesco. 11.E’ famoso quello di Villafranca. 12. Colpevoli 13. Nel mezzo dell’ ermo. 14. Lo tratta la BP. 20. American school of oriental research. 22. Di ZIdane e dei giornali. 23. “delle cose” 24. Lo è shrek. 26. E’ personal nelle palestre. 29.Un tempo bruciava e illuminava. 31. Desideri passionali. 32. Si tagliano le vene invece che i capelli. 34. Ci siamo stati tutti. 38. 3600’’. 39. Non definito, generale. 40. Segnale acustico. 44. Opposto ad OFF

GAME... di Rosario Di Spirito

ORIZZONTALI: 1. Apparecchio mobile destinato allo spegnimento di fuochi. 10. Trainato da uno o più animali 15. Associazione di due termini che si riferiscono a due sfere sensoriali diverse 17. Pagaie. 18. Knockout. 19. Sospiri. 21. Può essere completo, circolare, destro e sinistro. 25. Membri di una operativa. 27. Vomito delle api. 28. Irto senza io. 30. Radere. 33. Tipico piatto milanese. 35. Viaggia in città. 36. Amato senza vocali. 37. Uso per i latini 38. Nel circolo di Mecenate con Orazio e Virgilio. 40. Serpente in mare. 41. Nel caso in cui. 42. Un cuore spagnolo. 44. Torino. 45. Radiotelevisione italiana 46. Fare, intraprendere. 47. Pasto diurno. 49. Arco. 50. Rabbia, furia.

18



ControCorrente