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Sicilia: Mensile di Arte, Cultura, Gusto, Immagine, Territorio

copia gratuita Novembre 2012

EDITORIALE

Se cade una pietra qualcosa significherà

S

e cade u n a pietra qualcosa significherà. Se avviene una frana in uno dei posti più amati dai Te r r a s i n e s i , Francesco Cicerone la cosidetta “Maidduzza”, qualcosa ancora di più significherà. Ma se a cadere è una grande roccia, e qualcosa di davvero terribile succede, allora bisogna cominciare a riflettere, ed anche in profondità. Stiano tranquilli i detrattori. Non entreremo nei tragici fatti di cronaca, quello lo lasceremo alle varie perizie, ma permetteteci di analizzare come il territorio stia cominciando davvero a scivolare giù. C'è incuria a Terrasini, anche qui per carità la “legge di stabilità” che obbliga le amministrazione a non spendere oltre la soglia, c'è un debito enorme di più di tre milioni di euro nei riguardi dell'Ato 1 rifiuti (delibera di giunta n. 48) che noi cittadini ed i nostri figli pagheremo salatamente e per tanti anni. “Massimo impegno massimo“ era lo slogan elettorale, in realtà non si intravede lungimiranza, non c'è programmazione, non una visione che possa far pensare ad uno sviluppo programmatico del territorio. Di contro, c'è dispersione delle risorse, nonostante le intenzioni, come nel caso del giardino della legalità alla villa a mare, costato migliaia di euro e solo dopo pochi mesi inesistente. Vano anche, e più grave, il messaggio dato ai bimbi presenti all'inaugurazione. ...segue in seconda

anno I numero 2

Aut. Trib. Pa N.14 del 2012

ALCAMO

PERSONAGGI

Intervista ad Ottilia Mirrione Il territorio Alcamese vanta una fortissima tradizione artigiana rinomata in tutta la Sicilia. Qui spesso le idee trovano sviluppo e diventano economia, andando anche contro vento. Tradizione e modernità che si sposano, e che non hanno vergogna l'uno dell'altro. È il caso di una storica famiglia di imprenditori del legno, la Mirrione. Fu Gaspare che negli anni '60 fondò l'Azienda che oggi ne porta il nome, e grazie alla sua esperienza ed intuito ha saputo mantenere l'azienda al passo con i tempi e a raggiungere traguardi che ne hanno consolidato sempre più l'immagine e l'affidabilità. Dal 2006 i figli Giuseppe, Ottilia e Saverio hanno continuato a portare avanti con successo la filosofia dell'azienda, trasferendo la sede operativa a Castelvetrano in un nuovo stabilimento dotato di impianti veramente efficienti e all'avanguardia,

foto di Enzo Adragna

dove operai specializzati e validi collaboratori riescono a soddisfare con cortesia e professionalità le richieste di clienti sempre più informati ed esigenti, principale obiettivo della nostra azienda. Abbiamo incontrato Ottilia Mirrione che, oltre ad essere una giovane mamma ed imprenditrice di successo, è assessore

LETTERA A GABRIELE OLIVERI

"Un amore infinito" che merita rispetto! CINISI, 20 -11- 2012

Caro Gabriele,

foto di Enzo Adragna

alle attività produttive ad Alcamo, ne è uscita fuori una chiacchierata a tutto campo. Signora Mirrione, Lei è stata chiamata dalla giunta Bonventre in quanto imprenditore per ricoprire all'interno un ruolo tecnico, e Le è stato chiesto di mettere la sua esperienza a disposizione. << Mi hanno assegnato un assessorato che mi permette di occuparmi delle problematiche delle imprese del territorio. Ed in quanto io le vivo ogni giorno, posso capire sicruramente meglio come risolvere i loro problemi in maniera pragmatica. La mia intenzione è quella di dare un contributo ampio alle imprese e a tutte le iniziative produttive, all'economia, e di cercare nuove strade in quanto oggi è quasi necessario>>. Come farà? In questo periodo di crisi cosa intende fare per rilanciare l'economia? Quali sono le reali potenzialità del territorio? <<Voglio promuovere fuori le nostre aziende, anche all'estero (fiere, convegni, eventi...) ma soprattutto portare qui i cosiddetti broker, coloro che possono essere sia interessati all'artigianato che all'enogastronomia, un settore con una potenzialità ancora inespressa ma che può diventare volano per tutta l'economia. ...segue in seconda

ti conoscevo persino io, mi sarai passato davanti almeno un paio di volte, ed il tuo viso non lo dimentico, allegro, peperino, sempre veloce, mai un piede a terra. Forse avrei dovuto fermarti una di quelle volte e capire. Volevi fare il chimico, ti piaceva Vasco, amavi la vita. Non c’è stato tempo, te ne sei andato a 17 anni, il giorno dei morti, per una malformazione. E dal quel giorno improvvisamente il silenzio, l’incredulità, il dolore. IInaspettato, quello che mai nessuno si augurerebbe, di colpo, d’un tratto, che ti porta via l’animo, la vita, il sorriso, il motivo di esistere. Ho conosciuto mamma Giusi e papà Vincenzo, sono andato a trovarli, Lei è una donna minuta ma forte, determinata, umile e di una dignità immensa, che non ho riscontrato neppure in tante persone importanti. Loro sono entrati nel limbo del dolore, dei “perché Signore...?”, nella sofferenza atroce, nelle domande più profonde, “e perché così presto...?”, “e perché me lo hai donato e poi tolto...?”, e tanto altro ancora. ...segue in seconda

"Sillabe nel vento" le poesie di G. Fileccia

La setta dei giovani

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A Terrasini questa sera si recita a soggetto

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La Felicità in Tempi avversi

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novembre LETTERA A GABRIELE OLIVERI

ALCAMO

Intervista ad Ottilia Mirrione

Se cade una pietra qualcosa significherà

segue dalla prima

segue dalla prima

segue dalla prima

Caro Grabrile

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iangono in silenzio perchè c’è anche la piccola Noemi, hai lasciato un vuoto immenso. Caro Gabrile, ci vorrà tempo, sarà difficile darsi una risposta. Accettare tutto questo, è come se tu fossi ancora qui, presente, nella stanzetta, nel corridoio lungo, negli odori delle magliette, ridi e scherzi spensierato con i tuoi amici, qui a casa ce ne sono tantissimi, ogni giorno ti vengono a trovare, e tutti soffrono per la tua assenza. Mamma mi ha detto che forse donando gli organi (ben sette) avrà qualcosa su cui aggrapparsi. È stata una scelta complessa e spontanea. Un gesto unico che non si verificava da trenta anni a Palermo e provincia. Loro non ti hanno voluto mai lasciare morire. Mi ha raccontato tante cose, della dottoressa del pronto soccorso di Partinico, professionale e di un’umanità eccezionale, dell’eccellenza del reparto di Rianimazione e di quello di

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er mia cultura, dalle piccole alle grandi, cercherò sempre di appoggiare qualsiasi inziativa economica del territorio poiché, qualsiasi sia, porterà sempre ad uno sviluppo>>. È in carica da fine maggio, e il sindaco Bonventre ha ricevuto da poco l'esito positivo della sentenza del Tar. Alcamo è famosissima per

PERSONAGGI

(acronimo dei comuni) nel segno della qualità e tipicità, per un dialogo reale fra le forze istituzionali, economiche e sociali al fine di innescare processi duraturi di sviluppo sostenibile in ambito turistico. Il protocollo di intesa tra più comuni permetterà di avere maggiori possibilità di poter intercettare risorse europe. Comuni che fanno sistema fra

foto di Enzo Adragna

Neurochirugia del Civico. Il loro ultimo viaggio verso l’ospedale, lento ed incredulo, sapendo che non c’eri più, e non volerti lasciare andare. E, di contro, immaginare

quello veloce e felice di chi avrebbe ricevuto da te la vita. Brividi. Adesso sono qui, sono venuto a trovarti al cimitero di Cinisi, salgo questa scala, il tuo loculo è troppo alto, impervio, indecoroso. Manderò questa mia lettera al Sindaco di Cinisi, sono sicuro della sua sensibilità, e gli chiederò che ti venga assegnata una sitemazione meritevole, al pianterreno i loculi liberi ci sono, affinchè il tuo gesto diventi visibile e resti esempio per tutti noi. Rivolgerò la stessa al Presidente della congregazione G. Meli, che si adoperi immediatamente. Perchè la tua è una tragedia immensa ma anche un gesto di amore infinito. Merita rispetto! Francesco Cicerone

quanto riguarda l'artigianato ed anche aziende di un certo livello ma anche qui si sente la crisi. Cosa intende fare in concreto? <<Bisogna fare programmazione, ad ampio giro, oggi non si può fare politica senza, l'Italia sta vivendo questa crisi anche per questo. Alla fine il comune è un'impresa, fa economia, ha dipendenti, deve creare lavoro, incentivare le aziende, quindi il Comune non è che sia tanto diverso da un'azienda. A me interessa sempre lavorare per gli obiettivi e raggiungere risultati concreti >>. Nei giorni scorsi I comuni di Alcamo, Balestrate, Calatafimi/Segesta e Castellammare del Golfo (B.A.C.C.), hanno siglato un protocollo d'intesa per la valorizzazione dell’identità locale e delle risorse del territorio. Cosa ci dice a proposito? <<Un connubio fra mare e terre è quello che lega il circuito di B.A.C.C.

loro rappresentano un forte segnale di attenzione per lo sviluppo e la competitività territoriale, nello specifico per quanto riguarda e attiene al turismo e all’ambiente>>. Il SUAP infine, lo strumento più importante. <<È importante per le imprese che esistono e si vogliono insediare. Ad Alcamo esiste già ma voglio avviarlo in modo più concreto, lo Sportello Unico per le Attività Produttive deve dare una risposta immediata o quasi al mondo dell'impresa. Alcamo è avanti rispetto ad altri paesi ma c'è sempre più la necessità di organizzarsi, di pianificazione, di competenze e di vie nuove>>. La ringrazio per la disponibilità e per le sue risposte. Finisce qui la prima di una lunga serie di interviste a personaggi che operano nel territorio, producono economia, credono nelle idee. F. C.

EDITORIALE

E

ci si ostina anche a prendere decisioni costose per la popolazione, in solitudine, senza condivisione, senza partecipazione, senza discussione, spesso senza opposizione, soprattutto quando queste sono importanti, una per tutte la riqualificazione di piazza Duomo a Terrasini, con l'estirpazione dei ficus e delle panchine. Senza entrare nel merito ed esprimere giudizi di valore. Oppure come il mancato ricorso al Tar per obiettare la sentenza negativa e riappropiarsi della zona di Torre Alba e l'indirizzo di acquisto della giunta dei medesimi terreni, sempre a spese della collettività. Nel programma elettorale Turismo come impresa, Paese impresa, la formula dell'albergo diffuso, la riqualificazione dell'arredo urbano, eventi di destagionalizzazione dei flussi turistici, la programmazione di eventi di qualità. Per poter ritornare ad essere un Paese Turistico d'eccellenza. Aspettiamo tutto questo e saremo pronti a partecipare. Ma per fare ciò c'è bisogno di competenze e coinvolgimento, crederci realmente. Proprio per questo, anche per comprendere come vengono gestiti altri comuni, per analizzare e determinare le differenze, da questo mese ContemporaneaNews tratterà anche di Alcamo. Cittadina del trapanese con una forte economia e che ha gestito bene la faccenda rifiuti, mettendo in atto una raccolta differenziata arrivata anche al 60 per cento. Lo Stato accentra ed avoca a se sempre più le risorse, e le toglie agli enti locali, chiede conto e ragione, i tantissimi soldi dei finaziamenti Europei restano inutilizzati e tornano indietro, per questo nei comuni c'è necessità sempre più di gente preparata e che non si improvvisi, di professionalità capaci di intercettare i capitali, di trasformarli, di progettare il territorio e creare relazione, di comunicare ed intraprendere, di trasparenza amministrativa e di pari opportunità. F. C.


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novembre

"Sillabe nel vento", le poesie di Giovanna Fileccia

L

a prima impressione è quella di trovarsi davanti ad una Autrice a tutto tondo. Giovanna Fileccia, non è di certo una poetessa monotematica ma le sue argomentazioni spaziano in molti campi emozionali. Se si volesse cercare di scoprire il suo intimo attraverso le sue poesie, ne verrebbe fuori una donna serena e appagata, con una forte personalità e grande sicurezza di sé , che si proietta verso il prossimo per decantare i lati positivi e negativi dell’esistenza. Ma chi legge poesie , interpreta secondo il proprio stato emozionale. Qualsiasi poeta è cosciente di questo, ecco che la Fileccia si cura di rivolgere i suoi versi ad “un’intima platea”, capace di comprendere e trarre , dalle sue poesie, emozioni proprie. Nella poesia “Tulipano”, l’idea della poesia nasce spontanea e si sviluppa con la naturalezza di un fiore che sboccia. Il desiderio dell’Autrice , di donare emozioni attraverso il suo poetare, trova il messaggio più grande nella poesia che da il titolo a questa raccolta “Sillabe nel vento” . Recita un verso: “Vorrei scrivere una poesia senza parole, una poesia che nella sua coerenza , sia totalmente sconclusionata, perché ognuno possa prendere ciò che gli serve, per far luce nel caos della sua mente”. Tra le poesie dell’Autrice, troviamo spunti filosofici sull’illusione della grandezza umana di fronte all’eternità “Metafore” ma eternità che può essere rappresentata nel suo minimo naturale di una goccia di rugiada che perpetua il suo ciclo naturale in uno spazio temporale infinito , raggiungendo in quel minimo, il suo massimo, “il x sempre”. Tra le svariate argomentazioni poeti-

che, il racconto della vita quotidiana tra dolore e gioia “Stelo di Giunco”, con una visione comunque positiva , dove anche il dolore, attraverso la forza interiore dell’amore,”Madre mancata”, “Girotondo”, può divenire dolce compagno nella solitudine e non abbattimento “Nel silenzio della notte”. La concezione dell’amore infatti, è sempre felicemente positiva e gioiosa, anche quando l’amore è solo sognato “I sensi dell’amore”, “Valzer”, “Solide trasparenze”. Anche la morte, naturale componente della vita, viene sfidata con ironia “Diaogo”, ”Il bruco e la farfalla”. Non mancano in quest’opera, testi dedicati alle festività, come nella poesia “Natale” , dove risalta tra mille luci colorate, la perdita del senso di questa festa , una perdita dolorosa dei valori della vita ma la speranza si perpetua e si affida alla nascita di Gesù. Nella poesia “Carnevale” , la descrizione tra il serio e il faceto , di una antica tradizione popolare “Abballata du nannu”. L’Autrice in quest’opera , presenta oltre i testi in lingua italiana , testi in lingua siciliana, esaltando le bellezze naturali e umane della sua amata terra ma esprimendo la sofferenza del suo cuore per una terra dolente di soprusi, povertà, condizionamenti che da tutte le parti la bersagliano, poesie che sono urlo di dolore e di ribellione, “Stidda a tri punti “, “Figghiu di crita”, “Sabbia rocciosa”, ”Tramuntu spiransusu”. Lo stile poetico di Giovanna Fileccia si caratterizza di una forma innovativa che a volte si insaporisce di prosa, pur restando canto poetico, con espressioni a volte forti e colorate che lo rendono unico. Veronica Giuseppina Billone

Lu journu di li morti di Francesco Ferrante Rigordu era novembri, ma ‘na bella matinata, affacciai a taliàri fora e vitti ca c’era ‘na sfilata.

e a lu canistru chinu ‘i marturana?”

Tanti picciutteddi nichi vistuti da fari scantari... pinsai ‘ntra di mia “Semu già a carnilivari?”

Nun mi la pigghiu, ovviu, cu li picciriddi ‘nnuccenti, ma cu ‘sti maistri ca nun hannu capitu nenti.

Spiai a ‘na giuvini maistra e mi dissi: “Chistu è Hallovei,

Di stu passu pirdemu ‘a nostra cultura, ‘a nostra storia... e pirdemu puru la magia, la speranza e la gioja!

comu ‘nte Stati Uniti a novembri,

nun l’ ha mai ‘ntisu, signor lei?” “E la nostra usanza di li morti?” mi vinni ‘i dumannari “Eh, caru miu!” rispunniù “Si metta ‘ntesta ca nn’amu ‘aggiurnari” “ E chisti “ pinsai dispiratu

“Preferiscinu ‘sta buffunìata ‘miricana a li nostri pupi di zuccaru

Ossuti coriandoli di Pietro Vizzini Volteggiano chiome farfalle d’autunno respiro dei salici preludio leggero tremula voce mormora il vento geme un violino di strada trascina le foglie dei mucchi verderame sottile muschiato calpestio miscugli legnosi danzano in ogni dove ossuti coriandoli ballerine di un momento scroscio di pioggia e un altro sussurro si stacca dalla madre distese carezze in rugginosi giacigli fermentano compagne di cartacce abbandonate.


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novembre

Oltre la Paura Solo allora compresi l’importanza della solidarietà, quando la porta della sala operatoria si aprì cigolando, il chirurgo si avvicinava, era provato dalle lunghe ore di intervento, dalla tensione vissuta, mentre si toglieva la mascherina mi scorse, mi sorrise, mi si accostò: << Signora la sua prontezza e il suo coraggio hanno salvato una vita>>. “Il suo coraggio?” No, il mio non era stato coraggio, in quel momento avevo pensato solo a salvare quella ragazza, per questo la mia paura era fuggita via dal mio cuore e dalla mia mente ed ora ero felice, mi bastava sapere che lei non sarebbe morta, forse avrebbe continuato con la stessa vita, ma non mi importava, e il ricordo ritornò vivido. Il momento più bello della giornata è la sera quando ritorno a casa: le strade semideserte, i semafori sincronizzati e il mio piede con essi; i finestrini della mia auto aperti per fare entrare quell’aria umida e bagnata della notte che incombe; lingue nere d’asfalto, illuminate da lampioni circondati da un’aureola di nebbia sporca, e la radio sulla stazione più tunz del momento. Mentre guido fluida e decisa, amo guardare alle fermate dei semafori i visi degli altri nottambuli e mi chiedo spesso quali pensieri attraversino le loro menti. Dopo il ponte il solito baracchino dai

Ho liberato le parole

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alma Civello è nata e vive a Palermo. Laureata in lettere classiche , si dedica con passione alla pittura e alla scrittura di poesie e racconti. Nel 2008 ha pubblicato il libro di racconti Volti e svolte al telefono. Si è classificata ai primi posti in numerosi concorsi letterari nazionali. Ho liberato le parole è il suo primo libro di poesie. La solitudine, l’amicizia , la ricerca di sé sono soltanto alcuni dei temi espressi nel linguaggio poetico di Palma Civello. I suoi versi mettono in risalto i luoghi dell’anima dove tutti possono condividere pensieri , sensazioni e momenti. Versi in cui “stanno racchiuse le cose del cuore e della mente, di ciò che appare e di ciò che è, dell’amore che ‘è , che non c’è , e che ci potrebbe essere, della vita e dei suoi tempi sino a morire sino a ridere e piangere”. Nelle sue poesie si denota un attaccamento alla vita e un desiderio di felicità tangibile. Ogni lettore si abbandonerà all’emozione, trovando nei versi della Civello qualcosa che gli appartiene. Liberare le parole è per ogni poeta, terapia del dolore interiore ma anche spalancare la porta alla speranza. Per la Civello la pubblicazione di questa raccolta poetica ha segnato l’inizio di una rinascita interiore che Le auguriamo di poter continuare sempre in salita. V.G.Billone

panini alla piastra, wurstel• e crauti fumanti in un panino croccante e l ‘odore acre e particolare della senape. E poi dietro all’ospedale San Carlo i travestiti, sagome giganti nella notte, seminude, tette gonfie al vento, pantaloni attillati per comprimere il loro sesso e piedi enormi appoggiati su trampoli dai tacchi a spillo. Mi piace guardare quegli esseri ibridi, dalla forma falsata, e illusoria, sempre a recitare la loro parte di prostituti esperti e sensuali. E poi c ‘è lei, che mi aveva colpito in modo inconsueto: bruna di pelle e di capelli, sottile come un giunco, con movimenti flessuosi camminava sul marciapiede del mercimonio; da lontano non sono mai riuscita a distinguere i suoi occhi, né il suo sorriso, avrei voluto conoscerla, avvicinarmi, guardare nelle pieghe della sua anima. Quella sera, come ogni sera, tornando dal lavoro, passavo da quel posto dove c’era sempre un traffico incredibile di corpi. Quella _sera sembrava diversa dalle altre sere, sentivo dentro di me una sensazione di inquietudine, non volevo tornare a casa, avrei voluto andare in giro per la città come facevo in passato, andare da qualche parte, bere qualcosa, conoscere gente e, perché no, rimorchiare qualcuno. Quella sera

Parla per me d'amore A volte il silenzio mi chiama Mi dice parole che mai seppi dirti Eppure ti amai e t’amo. “Silenzio, diglielo tu Che lui è il mio sempre, che il tempo respirato insieme ancora profuma… che il guizzo del cuore ancora s’accende… parlagli, silenzio, parla per me d’amore, diglielo tu…io l’amo!” Palma Civello

Prima classificata sez F racconti brevi - tema solidarietà PREMIO "I MOMENTI DEL CUORE... per un Mondo Migliore" l ‘aria era più che mai inquinata, le auto sfrecciavano veloci, i semafori lampeggiavano, svoltai a sinistra per imboccare il rettilineo che sfociava nella rotonda vicino alla discarica: dove si trovava di tutto, anche vite spezzate e distorte dalle vicissitudini del destino. Speravo di vederla, quella sera non c’era nessuno, solo silenzio. Improvvisamente uno stridio di freni schiaffeggiò l’aria stagnante: un Suv nero, aggirò su due ruote l a rotonda e con una brusca frenata riportò l’auto sulle quattro ruote, sterzò con un colpo secco ed evitò di sbattere contro il marciapiede, quindi inchiodò. Ero paralizzata, non sapevo cosa fare, ripresi ad andare, superai la rotonda, impulsivamente guardai ne llo specchietto retrovisore: la portiera si apri e l’auto, come un enorme mostro, vomitò sull’asfalto un corpo quasi nudo, lasciò lì quel fardello di carne ed ossa, accelerò rumorosamente e sfrecciò via. Per un attimo che mi parve infinito, valutai cosa fare: una strana forza mi attirava verso quella creatura distesa, ma temevo il ritorno del Suv nero; mi decisi e andai a vedere. Ora, mentre mi avvicinavo a quel fagotto, abbandonato lì come uno straccio vecchio ed inservibile, avevo timore di scoprire una spietata realtà.

Fermai l ‘auto, scesi con il cuore in gola e con gli occhi appannati dal sudore scrutai: un lamento; mi chinai, decisi di affrontare la situazione. Quello che vidi mi paralizzò: sentii gli occhi dilatarsi e un velo, come fitta nebbia, mi impedì di vedere lo scempio che avevo davanti, mi avvicinai lo stesso e riconobbi la sconosciuta che ogni sera vendeva il suo corpo. Sin dal primo istante ho sentito che non era come le altre; lei aspettava che i clienti arrivassero, non protraeva il suo corpo verso la strada, non era procace, né provocante per attirare gli uomini voraci di libidine. Era lì in attesa di qualcuno o di qualcosa che la portasse via da quel luogo pieno di rifiuti. La guardai con maggiore attenzione, non aveva quasi più nulla addosso, brandelli di stoffa ricadevano dai fianchi ed altri erano appiccicati alla pelle delle braccia e delle gambe, il sangue, uscito copioso, faceva da collante. Sembrava la scena di uno di quei telefilm americani che propinano in televisione. Volevo chiamarla, ma non conoscevo il suo nome, sentii salirmi una forza fisica mai posseduta. .. Il ricordo dell ‘accaduto si attenuò, ringraziai il dottore e mi avviai verso l ‘uscita. Jolanda Gramegna

La setta dei giovani vecchi

I

l quarantaduenne Giovanni Eufemi, di Castel Chimerico, è un precario nella professione, in politica e in amore. Insegnante con contratto a tempo determinato, membro del partito di maggioranza relativa in seno al consiglio comunale senza però un effettivo peso politico, eterno fidanzato della quarantenne Eleonora: su Giovanni Eufemi pare che gravi una maledizione che lo condanna all’incompiutezza, che il nostro protagonista attribuisce allo Stato, ai compagni di partito e, alla vita in genere, le cui trame sembrano essere state ordite da pupari attempati impegnati a boicottare i più giovani. Una sorta di gerontocrazia imperante tiene infatti lontano dai posti di maggiore responsabilità e soddisfazione coloro che insidiano l’ordine costituito, ai quali si appioppa l’appellativo di “giovani” anche oltre i quarant’anni per convincerli ad attendere, con pazienza, nell’attesa di completare un iter di formazione che a Giovanni sembra tuttavia infinito e, in fin dei conti, insensato. Il protagonista e i suoi amici, gravati dal peso insostenibile di un inesorabile fallimento, giungono infine a un punto di non ritorno. Alla “setta dei giovani

vecchi”, ossimorica e mostruosa creazione della nostra società, non rimane così che riunirsi per l’ultima volta, per l’ultima, terribile “cospirazione” di protesta contro la società stessa. Il sospetto dei protagonisti del romanzo, però, è che il motivo sia funzionale a convincerli che tutto sommato possono ancora attendere la piena realizzazione personale, rinviando a data da destinarsi il redde rationem con le loro aspettative di partenza. I quarantenni del romanzo sono “giovani” ma sono anche “vecchi” perché sono intimamente sfiduciati e disillusi, sul punto di deporre le armi. Ne scaturisce un conflitto generazionale che, sempre esistito sin dalla notte dei tempi, è incattivito oggi dalla frustrazione dei giovani, i quali, accusando i vecchi della loro infelicità, danno alla propria insoddisfazione un corpo e un capro espiatorio. È comunque vero che, i giovani hanno ragione ad essere critici nei confronti di chi fa o ha fatto poco per metterli nelle condizioni di realizzarsi, come, ad esempio, chi in un recente passato ha agito in campo politico secondo una logica gestionale e quasi mai di programmazione, mostrandosi più incline a cercare facili consensi e ad amministrare un sistema clientelare di comodo che a chiedere sacrifici e a introdurre misure realistiche funzionali a garantire maggiori possibilità alle generazioni a venire. Per dirla come il protagonista del romanzo, Giovanni Eufemi, “la generazione dei padri non sempre ha a cuore la sorte dei figli” Luca Rachetta


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ottobre

A Terrasini questa sera si recita a soggetto

P

arafrasando il titolo di una commedia di Pirandello e prendendone in prestito l’essenza proviamo ad analizzare, dopo

più di un anno dal suo insediamento, l’operato dell’amministrazione Cucinella. In verità, alla trama proposta dal testo Pirandelliano, nel rispetto

Giacomo Greco

IL LUPO E L'AIRONE (Le Favole) (acquerello di Salvo Galiano)

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n lupo aveva ingoiato un osso e andava attorno per trovare qualcuno che lo liberasse. S’imbattè in un airone, e lo pregò di estrargli l’osso dietro compenso. Quello cacciò la testa nella gola del lupo,tirò fuori l’osso e poi reclamò l’onorario pattuito. Ma il lupo gli disse: <<Caro mio, non sei contento d’aver tirata fuori intera la testa dalla bocca del lupo? e osi ancora chiedere un compenso?>>. La favola di Esòpo mostra che il più gran compenso che si possa ottenere dai servizi resi a un malvaggio è quello di non essere ricambiato con un sopruso.

dei fatti e delle circostanze, dobbiamo apportare una variante inserendo altri personaggi oltre al regista ed agli attori. Ipotizziamo, quindi, un superiore livello di gestione collegiale, che per comodità narrativa chiameremo super regia . La disputa tra il regista e gli attori sul ruolo di ognuno, si intreccia quindi con le ondivaghe determinazioni della super regia che al suo interno annovera un primus inter pares, di cui si dice che, forte del carisma personale e dell’ esperienza maturata negli anni, di fatto, abbia assunto un ruolo dominante. Costui, scrivendo e riscrivendo il testo, finisce per confondere il regista e gli attori a cui si guarda bene dal fare conoscere la fine della storia che non ha ancora chiaramente ipotizzata. Il preambolo è utile ai fini della verifica, in quanto la figura del sindaco-regista e degli attori-assessori va inquadrata in un contesto complesso ed indefinito complicato

dall’assenza di una trama-programma chiara e definita nei minimi particolari. Ma questa amministrazione, come le altre che l’hanno preceduta, ha presentato una trama-programma che è frutto di un copia ed incolla di programmi precedenti uguali nella sostanza e simili nella forma. E questo è reso possibile dal fatto che, negli anni, i problemi sul tappeto, lungi dall’essere stati risolti, continuano a trascinarsi stancamente in attesa di un successivo programma in cui trovare rinnovata evidenza. Sarebbe bastato un superficiale sguardo al programma-trama per rendersi conto che in esso convivono, integrandosi, l’operatività ordinaria che non dovrebbe fare parte del programma amministrativo di un paese civile, specie se a dichiarata vocazione turistica, come la raccolta dei rifiuti, la raccolta differenziata, la copertura delle buche, il piano traffico e la programmazione di opere pubbliche incompatibili con la conclamata carenza di risorse finanziarie e l’altrettanta conclamata incapacità di attrarre capitali pubblici e privati, sperimentata negli anni. Davanti ai nostri occhi continuano a scorrere le immagini del degrado in cui giorno dopo giorno scivola una parte sempre più vasta del nostro territorio, mentre si fa strada la percezione di un’ erosione continua di risorse distolte da iniziative di pubblica utilità come le disinfestazioni e lo scuolabus. A questo punto preferiamo risparmiare al lettore il lungo elenco delle cose promesse nel “ libro dei sogni “ di cui non abbiamo trovato traccia nell’attività amministrativa. Sembra un documento politico ed è solo un’esercitazione di scuola, di quelle che i sofisti amano produrre prendendo a pretesto qualunque argomento, anche il più banale, per dimostrare la propria capacità oratoria e la loro padronanza della Logica. I personaggi ed i temi trattati sono di pura fantasia e non trovano riscontro alcuno nella realtà che ci circonda. Giacomo Greco


7

novembre

PENSIERO MODERNO

La Felicità in tempi avversi

(Seconda parte)

ognuno di noi – diceva Maslow - può dare e ricevere dalla vita solo ciò che è, intendendo che la nostra possibilità di essere forti, felici, appagati, senza paura e senza conflitti, così come la nostra possibilità di dare un contributo alla vita, di essere creativi e significativi nell’esistenza, dipende dal nostro grado di autorealizzazione, ovvero da quanto siamo riusciti a sviluppare le nostre potenzialità, ed a far fiorire i semi che tutti possediamo nelle matrici profonde del nostro inconscio

Caterina Vitale

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el precedente articolo ci siamo salutati con l’augurio di poter vivere ogni cosa al meglio, ho voluto mettere in luce ciò che più ci impedisce di godere della felicità. Come in un gioco, Vi invito adesso a trovare cosa vi rende felici! Cosa di buono oggi vi fa gioire, Vi invito ad esplorare le vostre “credenze”, le cattive come le buone condizionano il nostro modo di percepire il mondo, per cui vale la pena provare! Consapevole che non vi è una ricetta

magica ma solo possibili vie, credo che ciascuno può sceglier quella più consona per sé, considerando che anche l’epigenetica ci suggerisce di abbandonare le vecchie credenze per muoverci verso una nuova ed eccitante prospettiva di salute e benessere. Bruce Lipton dimostra, in modo semplice e appassionante, che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute, ma l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Siamo cocreatori della nostra vita e della nostra biologia e possiamo così rimodellare le nostre vite nel riaddestrare la nostra consapevolezza, e l’elenco che segue vuole essere un semplice spunto di riflessione, un semplice punto di partenza per un possibile risveglio interiore della nostra anima:

• uscire dalle secche dell’individualismo, per entrare in un ottica comunitaria, di solidarietà e riconoscimento vicendevole che legittimi le diversità e le renda risorse di crescita, di incontro, di integrazione reciproca. • asciare le inutili arrabbiature per cose che non possiamo cambiare, ed utilizzare questa energia, per ciò che può essere migliorato. • fare a meno delle dipendenze relazionali visto che l’altro non può, né deve essere la stampella della nostra felicità ma la possibilità di condividere, • recuperare la nostra lucidità emozionale e cognitiva, rimanendo presenti a noi stessi, alla nostra esistenza, siamo noi che diamo agli eventi il giusto valore. • lasciare l’invidia per ciò che non abbiamo e non avremo mai, per ciò che gli altri hanno, • in tempi tanto avversi, alleggeria-

moci dalle nostre paure: la paura ci rende cauti, ma il panico ci paralizza. Non possiamo avere il controllo di molte situazioni, ma l’esperienza ci insegna che sappiamo cavarcela in molti situazioni in modo efficace. Scegliamo due o tre paure da buttar via, affinché il nostro passo possa divenire più leggero e il nostro sguardo verso il futuro più limpido. • scegliamo il coraggio di guardare ciò che c’é, ciò che ancora ci appartiene, recuperiamo un po’ del nostro tempo, riaffermiamo il nostro potere responsabile di scelta sulla quantità e l’intensità dei contatti che vogliamo. La felicità è frutto dell’evoluzione, ed essa riguarda quindi la cooperazione non c’è un noi e un loro, siamo tutti uno. Caterina Vitale caterinavitale@contemporaneaweb.it

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Convegno “Alcamo Antiusura”

dell’Associazione Antiracket ed

Sabato 1 dicembre 2012 (ore 10-13) ad Alcamo, presso il centro Convegni Marconi, si svolgerà un interessante convegno a cura dell’associazione “Alcamo Antiracket ed Antiusura”. Il convegno tratterà argomenti sensibili, saranno presenti testimoni di giustizia, tra cui Ignazio Cutrò, nonchè i sostituti della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Dott.Carlo Marzella e quello di Trapani, Dott. Andrea Tarondo. <<C’è necessità di Legalità con la “L” maiuscola - dichiara il Presidente Sebastiano Vilardi - proprio in un momento difficile anche per le istituzioni >>.

“Il mio cuore ti appartiene”, il nuovo romanzo di Alessio Puleo. Grande successo per il nuovo libro del Cinisaro Alessio Puleo che ha come argomento la donazione degli organi ma in modo leggero e diverso, attraverso una storia di amore adoloscenziale. Pubblicato da De Agostini, nel libro è presente la prefazione di Federico Moccia. Info: www. alessiopuleo.it

Terrasinie Cinisi: è un fiorire di Comitati Civici A seguito della disastrosa gestione dei rifiuti e del Bene Pubblico, nei due Paesi del Palermitano è un proliferare di Comitati Civici. Apartitici, liberi, e spontanei tengono a definirsi. 1) “Ripuliamo Cinisi e Terrasini”, composto per lo più da giovani professionisti, dopo lo “Spazzatour, Pedalata per l’ambiente” sta portando avanti in questi giorni un progetto di sensibilizzazione all’interno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) nelle scuole medie dei due Paesi (info: ripuliamocinisieterrasini@ gmail.com ). 2) Il Comitato “ Cittadini per l’ambiente Cinisi Terrasini” , ha invece nei giorni scorsi raccolto quasi 2000 firme tra i cittadini

dei due paesi e presentato un esposto/ denuncia alla Procura della Repubblica di Palermo per reati relativi ad inquinamento ambientale e rischi per la salute pubblica presso il territorio dei Comuni di Terrasini e Cinisi, ha richiesto un incontro ai due Sindaci e con i consigli comunali, e nei giorni scorsi ha organizzato la pulizia del lungomare “Peppino Impastato” come azione dimostrativa e di sensibilizzazione (info: cctambiente@gmail.com).

Terrasini. La mensa alla Rodari ancora non parte Diversi genitori hanno segnalato al nostro giornale che alla scuola Rodari (materna/ dell’infanzia), succursale del complesso scolastico Don Milani, già da fine settembre sarebbe dovuta partire la mensa interna, ed un servizio scolastico pubblico con i bimbi, fino alle 16.00 (nella vicina Cinisi il servizio simile funziona). In realtà la mensa non è ancora partita e neppure il bando e << tale inefficienza - ci dicono sempre i genitori dipende dal comune di Terrasini, che non ha ancora neppure fatto il bando, e fino all’anno scorso funzionava >>. Dal Comune giungono notizie che tutto sia legato all’approvazione del bilancio. << Bastava saperlo prima - contrabbatono due mamma -, stiamo facendo sforzi economici immani per coprire le ore mancanti con baby sitter ed altro, avremmo fatto altre scelte, ed i bimbi vengono sballotati da un posto ad un altro>>. Contemporaneanews si chiede perchè non ci sia stata programmazione; tutto putroppo a scapito dei più piccoli. Vigileremo!

Bonventre è Sindaco di Alcamo

È ufficiale, Bonventre è sindaco. Il Tar, rigettando la richiesta di riconteggio dei voti delle ultime amministrative di Alcamo, presentato da ABC con il candidato Sindaco al ballottaggio Niclo Solina, ha confermato la vittoria. << Ora inizieremo a lavorare seriamente - ha dichiarato il sindaco perchè prima c’era un freno a mano inserito

proprio in attesa di questa sentenza. Le prirorità saranno quelle del programma, dall’Isola pedonale nel Centro Storico alla questione acqua con una discussione intavolata con il Dissalatore e verificare anche la bontà dell’acqua di Inici >>.

Long List delle Associazioni a Terrasini: desideriamo una risposta! Riformuliamo la richiesta in attesa di una risposta. Ci chiediamo che fine abbia fatto la longlist dei gruppi, delle associazioni musicali, teatrali, di danza, artisti di strada, singoli artisti operanti nel settore delle arti di qualunque tipo, visive, figurative ed altro, la cui richiesta scadeva a fine maggio scorso. Invitiamo quindi l’amministrazione di Terrasini, sempre secondo la legge sulla trasparenza amministrativa, a pubblicare l’elenco e darne massima diffusione, anche progettuale sul sito istituzionale. Chiediamo questo anche alla luce del Patrocinio concesso all’associazione “Così...per passione” di ben 20 incontri culturali e per la stipula con la medesima di un A.T.S.(Associazione temporanea di scopo) con il comune per il progetto “Sulle ali della identità”. Trasparenza amministrativa, lo chiediamo noi ed i cittadini.

Cinisi. Appello al Sindaco per Gabriele Oliveri Il nostro giornale rivolge un appello alla sensibilità del Sindaco di Cinisi, Avvocato Salvatore Palazzolo, affinché il giovane Cinisaro Gabriele Oliveri (articolo in prima pagina) possa essere posto in un loculo basso e rimosso da quello attuale (Alto ed inaccessibile), anche per il grande gesto che la famiglia ha fatto, donando ben sette organi.

Terrasini, la Tarsu aumenta del 50 per cento La Giunta comunale del Sindaco Cucinella aumenta la Tarsu del 50% in maniera

retroattiva già per tutto il 2012.

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CONTEMPORANEANEWS N. 2