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00192 Roma-Via Duilio, 13 Reg.Trib. Roma n°16316 del 10/4/76 Spedizione abb.post. D.L.353/2003, conv. in Legge n. 46/2004, art 1, comma 2, DCB, Roma. Portavoce Unione Nazionale Consumatori. Euro 2,07

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Mensile di informazione sui problemi del consumo e dei consumatori N° 6166 del 14 marzo 2014 Direttore Responsabile: Massimiliano Dona

FONDATO DA VINCENZO DONA

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ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI PAG. 8

PASQUA: TRA FEDE E CONVIVIALITÀ PAG. 12

USURA: SE LA CONOSCI LA EVITI

CON TIE NE I PASNSER QU TO S A PE CIA LE

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EDITORIALE di Massimiliano Dona @massidona

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do le nostre stime, nel on so dire se siamo 2013 è salita a 700 di fronte al “sorgeASPETTANDO UNA euro la soglia al di re di una nuova alba”, sotto della quale un citcitando una celebre “NUOVA ALBA” tadino rinuncia alla frase di Tony Blair, tutela dei propri diritti: tanto cara al Premier la proposta è di introMatteo Renzi. Quel che è certo è che il nostro Paese ha urgenza di durre nel Paese procedure semplificate per un’inversione di marcia nel senso del rinno- la gestione dei contenziosi di modico valovamento: i consumatori ce lo ricordano ogni re (sulla falsariga del Regolamento UE giorno e nelle lettere, le e-mail e nei mes- sugli small claims) e potenziare la soluziosaggi che ci rivolgono cresce l’insofferenza ne alternativa delle controversie, anche online. Un discorso a parte merita la così verso l’attuale stato delle cose. Una delle sfide più difficili che il detta class-action, prevista dall’articolo nuovo Presidente del Consiglio dovrà 140 bis del Codice del Consumo, strumensuperare è ridare dignità al “far politica” e to che andrebbe riformato, anche per favoscardinare l’assioma per cui chi governa rire un ritorno degli investimenti nel nostro badi soprattutto ai propri interessi (secon- Paese dove oggi le imprese straniere sanno do il Rapporto Eurispes 2014, il 70 per che non c’è modo di sanzionare i competicento degli italiani ha meno fiducia nella tors scorretti. Nell’agenda del Governo, non possono politica rispetto allo scorso anno). Avere per la prima volta un Premier mancare iniziative di educazione della citsotto i quarant’anni può contribuire a rom- tadinanza: dall’alimentazione al gioco pere gli schemi del passato, ma per farlo è d’azzardo, non possiamo accettare che necessario un nuovo programma di Gover- l’invadenza della pubblicità induca i cittano. E’ fondamentale, solo per citare alcune dini (ed in particolare i più giovani) a comdelle priorità, riprendere il percorso delle portamenti scorretti, che rischiano di preliberalizzazioni, troppo spesso interrotto giudicare irreparabilmente la salute e le per colpa delle lobbies e rilanciare la con- finanze, ma anche di tradursi in pesanti correnza: ne gioverebbero i bilanci familia- costi sociali di sanità pubblica. Renzi ha annunciato una riforma al ri, sempre più penalizzati dai costi esorbitanti dell’energia, dei carburanti, dei servizi mese: molto più onestamente il Presidente bancari e assicurativi, dei trasporti (settori John Kennedy, salendo alla Casa Bianca all’inizio degli anni Sessanta, dichiarò: nei quali il mercato esiste solo sulla carta). Altro tema urgente riguarda la giustizia “Tutto questo non verrà concluso nei primi civile, che per i consumatori vuol dire ren- cento giorni. E non verrà concluso nei dere accessibile il ricorso al giudice, cosa primi mille, né nel corso di questa amminioggi di fatto preclusa per vertenze di bassa strazione e forse neppure nel corso della entità come sono quelle di consumo: l’at- nostra esistenza su questo pianeta. Ma tuale stato dei tribunali fa del nostro Paese dobbiamo cominciare”. Ecco, all’Italia (e a un luogo dove vige la legge del più forte Matteo Renzi) auguro di cominciare a (ed evidentemente tra imprese e consuma- cambiare. Sarebbe già un’alba che promettori, la spuntano sempre le prime). Secon- te bene.

MENSILE DI INFORMAZIONE SUI PROBLEMI DEL CONSUMO E DEI CONSUMATORI DISTRIBUITO PREVALENTEMENTE AGLI ASSOCIATI numero 6166 del 14 marzo 2014

n. 241 Direzione e Redazione Via Duilio n. 13 - 00192 ROMA Telefono: 06/32600239 Fax: 06/3234616 e-mail: info@consumatori.it www.consumatori.it Fondatore: Vincenzo Dona Direttore responsabile: Massimiliano Dona Segreteria di redazione: Sonia Galardo e-mail: sonia.galardo@consumatori.it Gli articoli firmati esprimono esclusivamente il pensiero degli autori Stampa: Tipolitografia Cimer snc - Roma Grafica e impaginazione: Pixel Press sas - Roma pixelp00@pixelpress.191.it Registrato Tribunale di Roma con il n. 16316 del 10-4-76 Iscrizione al ROC n°298 Spedizione abb.post.D.L.353/2003, conv. in Legge n. 46/2004, art 1, comma 2, DCB, Roma. Portavoce Unione Nazionale Consumatori Prezzo per copia: euro 2,07 Numeri arretrati: euro 4,13 Abbonamento annuale: euro 21,00 Abbonamento sostenitore: euro 258,23 Inviare l’importo in assegno o versare sul c/c postale n. 40268005 intestato a

Unione Nazionale Consumatori Via Duilio, 13 - 00192 ROMA Il versamento della quota associativa di euro 50,00 all’Unione Nazionale Consumatori comprende anche l’abbonamento a questo mensile

Non contiene pubblicità commerciale


SOMMARIO

LA NOSTRA UNIONE NOTIZIE DALLE SEDI SUL TERRITORIO RIETI

Convegno sul codice del turismo ppuntamento per il prossimo 20 marzo, a partire dalle ore 14.30, presso la Camera di Commercio di Rieti (via Paolo Borsellino, 16) con il convegno "Il Codice del turismo e la tutela del consumatore" organizzato dalla delegazione di Rieti dell’Unione Nazionale Consumatori. Realizzato con il Patrocinio dell’Alta Fondazione della Scuola giuridica dell’Università di Camerino, il Centro Tutela del Consumatore di Terni e la sede nazionale dell’Unione Nazionale Consumatori, si tratta di un’importante occasione per discutere di un tema quanto mai attuale come quello della protezione del consumatore in materia turistica.

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SIRACUSA

Imposte e tasse ’Unione Nazionale Consumatori, data l’enorme confusione creatasi nel settore fiscale, ha creato lo “Sportello Imposte e Tasse”. Lo Sportello funziona telefonando allo 0931/412904. Oltre a dare informazioni sulle problematiche fiscali, i

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servizi forniti sono: • Elaborazione modelli 730 e 740 e modelli F24. • Modelli richiesta assegni familiari. • Modello ISEE. • Modello RED. I soci già in atto hanno disponibili gli sportelli della telefonia e dell’energia, dove potranno effettuare la conciliazione, prevista per Legge sempre gratuitamente per tutte le bollette telefoniche, elettriche e del gas, ecc.

AGRIGENTO

Al via il tg dei consumatori l fine di informare gli utenti sull’attività della nostra Associazione, ha preso il via il TG dei Consumatori Sicilia, grazie alla collaborazione del network digitale coordinato dall’emittente Agrigento TV. Il programma potrà essere diffuso anche nelle altre province caratterizzandone le informazioni redazionali e nel tempo potrà migliorarsi anche con il contributo delle notizie e delle informazioni che ciascuna sede locale della Sicilia vorrà fare pervenire inviando articoli, comunicati, foto, rassegne varie a: consumatori.sicilia@alice.it.

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A L I M E N TA Z I O N E

S I C U R E Z Z A S TA R D A L E

Gli pneumatici Allergie e intolleranze alimentari pag. 4 estivi

pag. 15

SPORT

BANCHE

Assegni circolari pag. 15 Tutti in pista in sicurezza

pag. 14

ECONOMIA TRASPORTI

Usura: se la conosci la eviti pag. 12 Autostrada: la bufala degli sconti per pochi pag. 14 PASQUA

Pasqua: tra fede e convivialità

Non si ferma il caro traghetti in Sardegna pag. 14 pag. 8

P R AT I C H E S C O R R E T T E

RUBRICHE

La domanda sorge spontanea di Antonio Lubrano pag. 3

Stop alla prepotenza di GE.RI. pag. 14 La nostra Unione PRIVACY

Replica mittente a social network

Notizie

pag. 3 pag. 14

L’angolo del notaio pag. 15 pag. 15 Lettere

pag. 15

Salvatore il consumatore di Gianni Soria pag. 15

IL PENSIERO DEL MESE E’: L’OBESITA’ NON SI FERMA COL SEMAFORO SCOPRI DI PIU’ SUL BLOG “AAA… ACQUISTI” DI MASSIMILIANO DONA (www.today.it)

a cura di Giuseppe Mermati UNISCITI A NOI, VANTAGGI PER TUTTA LA FAMIGLIA! • Riceverai QUESTO MENSILE ricco di notizie e consigli pratici per la vita quotidiana. • Riceverai ogni settimana la nostra NEWSLETTER ON LINE. • Avrai CONSULENZE GRATUITE in materia di contratti, prodotti, vacanze rovinate, etc. • Nel caso di controversie, potrai ricorrere alla CONCILIAZIONE civile a costi agevolati. COME ASSOCIARSI:

La quota associativa (50,00 euro) può essere versata presso le nostre sedi oppure mediante: • carte di credito e PAYPAL su www.consumatori.it; • c/c postale n. 40268005 intestato a: Unione Nazionale Consumatori - Via Duilio n. 13, 00192 Roma; • bonifico bancario sul c/c n. 100000002892 – Banca Prossima – ABI 03359 – CAB 01600 – CIN F – IBAN IT41 F 03359 01600 100000002892.

LA DOMANDA

SORGE SPONTANEA... di Antonio Lubrano

Perché gli sconti sui pedaggi autostradali sono soggetti a mille vincoli e non sembrano aiutare i pendolari?


A L I M E N T A Z I O N E

ALLERGIE E INTOLLE In arrivo un nuovo Regolamento sull’informazione dei consumatori su allergie e intolleranze alimentari. Ecco cosa cambierà. (Prima puntata)

di Marco Silano* e Vittorio Silano** * **

Istituto Superiore di Sanità, Roma II Università di Roma (Tor Vergata), Roma

COSA ACCADE CON LA NUOVA NORMATIVA A partire dal 13 dicembre 2014, avrà effetto una recente normativa comunitaria (Regolamento (UE) 1169/ 2011) che modifica in modo sostanziale l’attuale disciplina relativa all’informazione dei consumatori in materia di

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MARZO 2014 LE SCELTE DEL CONSUMATORE

presenza di allergeni negli alimenti e nelle bevande, comportando notevoli benefici per la tutela della salute dei consumatori e richiedendo ulteriori impegni agli operatori della catena alimentare destinatari di questa norma. Infatti, innanzitutto la nuova normativa si applicherà, a differenza di quella attualmente vigente, sia agli alimenti preimballati che a quelli imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta, cioè venduti alla rinfusa, ed

anche a quelli venduti a distanza. In secondo luogo, l’individuazione degli allergeni sui quali assicurare l’informazione diverrà molto più puntuale e completa. Infine, le modalità precisate dalla normativa in questione per evidenziare adeguatamente la presenza degli allergeni all’interno della lista degli ingredienti, o con altri strumenti nei casi nei quali la fornitura della lista degli ingredienti non sia prevista, sono state rese molto più efficaci e favorevoli per i consumatori. Per questo, oltre ad illustrare in dettaglio le nuove prescrizioni normative che entreranno in vigore entro l’anno in corso, è opportuno suggerire, nell’interesse dei consumatori, alcune iniziative per facilitare l’adeguamento alle norme in questione da parte degli operatori della catena alimentare del settore del commercio di alimenti non preimballati e della ristorazione.

ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI Come è noto, la conoscenza della composizione in termini di ingredienti dei prodotti alimentari e delle bevande,


A L I M E N T A Z I O N E

RANZE ALIMENTARI cioè di qualunque sostanza o costituente utilizzato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito (anche se sotto forma modificata) è assolutamente necessaria per poter prevenire le manifestazioni allergiche e di intolleranza in persone suscettibili. I sintomi delle allergie alimentari IgE-mediate derivano da reazioni del sistema immunitario nei confronti di un particolare alimento (ad esempio latte vaccino, uova, arachidi, crostacei, frutta secca, soia) e si manifestano, in genere, dopo breve tempo dall’ingestione, mentre quelli delle intolleranze alimentari sono il risultato di reazioni negative dell’organismo che dipendono da difficoltà dell’organismo a digerire o metabolizzare un alimento (ad esempio lattosio) o da reazioni immuni non IgE-mediate (ad esempio glutine) e possono comparire anche a distanza di tempo dal consumo dell’alimento responsabile. La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile; generalmente si riscontrano sintomi prettamente intestinali (dolori addominali, diarrea, vomito, perdita di sangue con le feci), ma possono essere colpiti anche altri organi. Le allergie,

invece, essendo scatenate da meccanismi immunologici IgE-dipendenti, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali. La sintomatologia legata alle intolleranze può in alcuni casi divenire cronica; le allergie possono avere anche complicanze più gravi, fino allo shock anafilattico. Entrambe le due citate tipologie di

reazioni avverse al cibo (allergie e intolleranze alimentari) derivano da una particolare predisposizione, in genere con una componente genetica, delle persone sensibili che rappresentano circa il 3-4% degli adulti ed il 7-8% dei bambini della popolazione dell’Unione Europea. E’ quindi evidente che l’incidenza delle allergie alimentari è tale che esse condizionano la vita di numerose persone, provocando malattie di cui alcune sono benigne, ma altre possono anche rivelarsi molto gravi. Per difendersi dai sintomi associati ad allergie ed intolleranze alimentari è quindi in primo luogo indispensabile, per chiunque ritenga di essere a rischio consultare il proprio medico al fine di rendere possibile l’individuazione (diagnosi) puntuale del particolare alimento/ingrediente coinvolto (in genere definito “allergene”) mediante adeguati approcci diagnostici. Successivamente alla diagnosi di allergia o intolleranza ad un particolare alimento/ingrediente alimentare (allergene), la difesa dai sintomi citati è possibile escludendo del tutto e, nella maggior parte dei casi, per tutta la vita dalla propria alimentazione l’alimento/ingrediente ritenuto responsabile anche se, in qualche particolare forma di intolleranza, il medico può

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A L I M E N T A Z I O N E

individuare una quantità di allergene che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Un aspetto che complica notevolmente l’eliminazione di particolari allergeni dalla dieta di persone suscettibili deriva dalla ampia diffusione degli allergeni alimentari nella formulazione di una grande varietà di alimenti preparati.

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MARZO 2014 LE SCELTE DEL CONSUMATORE

DIRITTO DEI CONSUMATORI AD ESSERE INFORMATI La Commissione Europea e le Autorità competenti degli Stati membri riconoscono che i consumatori hanno bisogno di educazione nutrizionale e sanitaria e di informazioni per fare un uso ottimale degli alimenti e delle bevande. L’informazione dei consumatori è, infatti, parte integrante della

politica dei consumatori condotta dalle Istituzioni europee anche perché la conoscenza dei princìpi base della nutrizione e un’adeguata cultura nutrizionale sugli alimenti possono contribuire significativamente a consentire di effettuare scelte consapevoli e di comprenderne l’importanza. In questo contesto, uno degli aspetti informativi più importanti è quello relativo alla fornitura delle necessarie informazioni sulla presenza negli alimenti di determinati ingredienti o altre sostanze o prodotti (quali i coadiuvanti tecnologici) che sono stati scientificamente dimostrati capaci di provocare allergie o intolleranze in persone suscettibili e che costituiscono un pericolo per la salute delle persone colpite. L’accessibilità a queste informazioni consente infatti ai consumatori, in particolare quelli che soffrono di allergie o intolleranze alimentari, di effettuare scelte consapevoli per la loro salute. Non è, quindi, sorprendente che, a livello dell’Unione Europea siano già state adottate prescrizioni normative per garantire il diritto di informazione dei consumatori in materia di allergeni presenti in alimenti e bevande. La normativa attualmente vigente è quella recata dalla Direttiva 2003/89/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 10 novembre 2003 che modifica la direttiva 2000/13/CE per quanto riguarda l’indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari non venduti alla rinfusa, attraverso l’adozione dell’Allegato III bis (vedi box) e


A L I M E N T A Z I O N E

prevedendo che: (i) gli ingredienti utilizzati nella produzione di un prodotto alimentare e presenti nel prodotto finito anche se in altra forma, elencati nell’allegato III bis o derivati da un ingrediente elencato nell’allegato III bis devono essere riportati sull’etichetta indicando chiaramente il nome dell’ingrediente in questione. L’indicazione in questione non è necessaria nel caso in cui la denominazione di vendita del prodotto indichi chiaramente l’ingrediente interessato. Le sostanze utilizzate nella produzione di un prodotto alimentare e presenti nel prodotto finito anche se in altra forma, derivate da ingredienti elencati nell’allegato III bis, devono essere considerate come ingredienti ed essere riportate sull’etichetta indicando chiaramente il nome dell’ingrediente da cui derivano; (ii) un ingrediente, elencato nell’allegato III bis, deve essere indicato nell’etichettatura se presente nelle bevande con il termine “contie-

ne” seguito dal nome dell’ingrediente o degli ingredienti in questione. Questa indicazione, tuttavia, non è necessaria se l’ingrediente figura già, con il suo nome specifico, nell’elenco degli ingredienti o nella denominazione di vendita

della bevanda; (iii) l’elenco dell’allegato III bis è sistematicamente riesaminato e, all’occorrenza aggiornato, sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche. E’ importante essere consapevoli del fatto che questa normativa sarà superata, a partire dal 13 Dicembre 2014, per effetto del Regolamento (UE) 1169/2011 da una nuova serie di prescrizioni di gran lunga più efficaci in materia di informazione del consumatore in materia di allergeni. Ma di questo parleremo nella prossima puntata. n NON PERDERE IL PROSSIMO NUMERO CON LE NOVITÀ DEL NUOVO REGOLAMENTO!

ALLEGATO III BIS INGREDIENTI DI CUI ALL’ARTICOLO 6, PARAGRAFI 3 BIS, 10 E 11, DELLA DIRETTIVA 2003/89/CE CHE PROVOCANO ALLERGIE O INTOLLERANZE • Cereali contenenti glutine (cioè grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati • Crostacei e prodotti a base di crostacei • Uova e prodotti a base di uova • Pesce e prodotti a base di pesce • Arachidi e prodotti a base di arachidi • Soia e prodotti a base di soia • Latte e prodotti a base di latte (compreso il lattosio) • Frutta a guscio cioè mandorle (Amigdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci comuni (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci pecan [Carya illinoiesis (Wangenh) K. Koch], noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti derivati • Sedano e prodotti a base di sedano • Senape e prodotti a base di senape • Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo • Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2.

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P A S Q U A

PASQUA: TRA FEDE E CONVIVIALITÀ Manca poco alle festività pasquali, ricorrenza che ha da sempre un forte richiamo alla fede cristiana ed è al contempo occasione di svago e convivialità. Ecco i nostri consigli per trascorrerla al meglio.

di Agostino Macrì e Sonia Galardo

CENNI STORICI SULLA RICORRENZA

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La Pasqua, pur essendo una ricorrenza con forte richiamo alla fede cristiana, è sempre stata una importante occasione di convivialità; ne sono derivate numerose tradizioni che

in qualche modo si sono evolute ed adattate al nostro attuale sistema di vita. Le uova di cioccolato, ad esempio, non sono altro che una “derivazione” delle uova sode che venivano colorate in occasione della Pasqua: la sorpresa nell’interno dell’uovo deriva da una invenzione del gioielliere Fabergé che ne costruì i primi per lo Zar di Russia.

Prima della colomba, che ha fatto il suo debutto negli anni ‘30 del secolo scorso, i dolci pasquali erano torte e ciambelloni fatti in casa con le prime uova che le galline deponevano con l’arrivo della buona stagione. I pastori programmavano le gravidanze delle pecore per poter avere gli agnelli del peso giusto da vendere proprio in occasione della Pasqua.

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P A S Q U A

Più aderente alla tradizione, è rimasta la colazione del giorno di Pasqua con uova sode, pizza al formaggio e “salame corallina”. Infine, la tradizionale scampagnata fuori porta di Pasquetta, con il pranzo da consumare all’aria aperta, per molti si è trasformata in una sosta nei ristoranti. La Pasqua è anche un’ottima occasione per la filiera di produzione e distribuzione degli alimenti per i ristoratori e gli albergatori che sperano di ricavare buoni profitti dato il tradizionale desiderio delle persone di trascorrere qualche giornata serenamente e magari concedendosi qualche “trasgressione alimentare”. Per tutti

noi, la Pasqua è una occasione di evasione dalla realtà quotidiana, ma, vista anche l’attuale congiuntura economica, bisogna trovare il modo di approfittarne senza dover subìre pesanti salassi economici. Potrebbe quindi essere utile fare attenzione alle spese seguendo alcune regole elementari che vale la pena di richiamare.

UOVA E COLOMBE DI PASQUA: COME SCEGLIERLE Nell’acquisto delle uova non sempre si fa caso alla qualità del cioccolato, al suo peso ed al costo unitario: la quantità di cacao è determinante per differenziare un cioc-

colato di pregio da uno di minore valore. Pur essendo tutti i cioccolati sicuri da un punto di vista nutrizionale, un cioccolato fondente in cui il cacao è molto superiore al 50% dovrebbe costare di più di un cioccolato al latte. Questa differenza nelle uova non sempre è così netta per cui si corre il rischio di pagare il cioccolato al latte quasi come quello fondente. Spesso si tratta di prodotti “civetta” che vengono venduti a prezzi molto bassi per indurre il consumatore a comprare anche altro. Il consiglio è quello di approfittare delle occasioni, ma sempre leggendo con molta cura le indicazioni riportate in etichetta. Attenzione dunque alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il “cioccolato puro” non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura “contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao, dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore. Se poi l’etichetta riporta l’indicazione cioccolato “finissimo” o “superiore” il contenuto di cacao deve essere almeno il 43%, mentre se nell’elenco degli ingredienti è dichiarato “cioccolato comune”, la qualità è più scadente poiché il cacao è il 25% e l’uovo di Pasqua deve costare di meno. Non dimentichiamo infine che l’e-

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P A S Q U A

una colomba della stessa marca con prezzi molto diversi tra i vari punti di vendita: in alcuni casi si tratta delle già citate “vendite civetta” a cui bisogna evitare di abboccare.

L’AGNELLO PASQUALE

tichetta può fornire indicazioni utili anche sul prezzo adeguato del prodotto: considerato il contenuto in cacao della cioccolata (inferiore al 50%) e valutati i costi di produzione, di confezione e della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi tra i 35 e i 45 euro al Kg. Altro elemento che caratterizza l’uovo pasquale è la sorpresa: si tratta talvolta di oggetti “made in China” di scarso valore commerciale che non dovrebbero incidere pesantemente sul costo e che invece talvolta fanno la differenza. E’ però anche vero che non sempre i commercianti rispettano i prezzi indicati, ma fanno degli sconti che diven-

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gono notevoli con l’approssimarsi della domenica di Pasqua per poi crollare subito dopo: in pratica si finisce con il pagare non tanto l’alimento quanto l’oggetto. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere alle uova prodotte artigianalmente dai pasticceri: in questo caso i costi sono analoghi, ma esiste la possibilità di scegliere l’oggetto da inserire e quindi di fare una “sorpresa” veramente gradita alla persona a cui si regala l’uovo. Un discorso analogo si può fare con le colombe i cui costi possono variare in funzione non tanto della qualità e della sicurezza, quanto delle strategie di vendita. E’ infatti possibile trovare

L’agnello pasquale è una tradizione che ha radici millenarie con profondo significato simbolico. Esistono però diversi tipi di carni ovine o caprine: l’agnello da latte (abbacchio) pesa dagli 8 ai 12 kg ed ha 4-5 settimane di vita; l’agnello pesante ha un peso dai 12 ai 20 kg ed ha 7-8 settimane; ci sono poi gli agnelloni che possono arrivare fino a 35 kg ed hanno fino a sei mesi, mentre sopra gli otto mesi c’è il castrato. Evidentemente i costi di produzione delle diverse tipologie di carne sono molto diversi e dovrebbero riflettersi sui costi per il consumatore finale. Attualmente parte della carne ovina in commercio è di importazione e diviene sempre più difficile per il consumatore riuscire a distinguere i diversi tipi di carne. Non si può quindi escludere che venga venduta carne di agnellone, magari importato dall’Australia, come agnello. Si tratta quindi di fare molta attenzione e confidare nella serietà dei rivenditori.

PER CHI E’ IN PARTENZA Un’ultima segnalazione riguarda la giornata di Pasquetta e la tradizionale gita “fuori porta”: se si intende andare in qualche ristorante è sempre utile prenotare in tempo chiedendo anche il menu con i relativi costi. Si tratta di


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una giornata particolare ed il rischio di non trovare posto all’ultimo minuto esiste, come pure esiste il rischio di trovarsi davanti ad un conto eccessivo rispetto al servizio ricevuto. Muovendosi per tempo si possono evitare brutte sorprese e soprattutto evitare che una giornata serena nelle aspettative divenga carica di tensioni. Se poi si è deciso di staccare la spina per qualche giorno in più e si è prenotato un pacchetto turistico, è bene: • verificare presso l’Assessorato al turismo della Regione – Ufficio licenze di viaggio che l’agenzia o il tour operator prescelti risultino iscritti negli elenchi regionali che abilitano alla vendita di servizi turistici: si eviterà, così, il rischio di affidarsi

ad operatori improvvisati, a tutto danno della capacità organizzativa e della solvibilità finanziaria; • richiedere copia del contratto che si sottoscrive, accertando che faccia chiaro riferimento alle offerte contenute nel catalogo informativo: solo in tal caso, il contenuto del catalogo (compreso la descrizione dei luoghi, dell’albergo, dei servizi accessori) entrerà a far parte del contratto e, quindi, sarà vincolante per il tour operator; • rifiutarsi di acquistare il pacchetto turistico se, in sede di prenotazione, viene richiesto un acconto superiore al 25% del prezzo: tale dato è rilevante anche perché, se si intende recedere dall’acquisto prima della vacanza per ragioni personali (c.d. “recesso

ingiustificato”), il tour operator potrà trattenere soltanto l’acconto versato (e, quindi, al massimo il 25%). Diverso discorso, ovviamente, in caso di recesso per fatto non imputabile (c.d. “recesso giustificato”), quando si potrà pretendere la restituzione di tutto l’acconto versato. rifiutarsi di pagare aumenti di prezzo, • rispetto agli accordi, comunicati a pochi giorni dalla partenza: può capitare, infatti, che vengano richieste somme non preventivate magari adducendo l’imprevisto rincaro dei prezzi del carburante (estremamente probabile in tale periodo). Tali richieste non sono legittime perché, per legge, nessuna arbitraria modifica del costo del pacchetto può avvenire nei 20 giorni che precedono la partenza. Qualora l’aumento del prezzo venga comunicato prima di tale termine, non può, comunque, eccedere il 10% del prezzo originario: in caso contrario, si potrà recedere “giustificatamene” dal contratto, ottenendo il rimborso di quanto versato; • se si sottoscrive una polizza di assicurazione, leggere attentamente le condizioni contrattuali: attenzione, in particolare, alla previsione di franchigie, spese non rimborsabili, etc.; • qualora la destinazione sia un paese straniero, verificare la necessità di adempimenti burocratici o sanitari: documenti di espatrio, visto di ingresso, vaccinazioni, etc.. Non ci resta che augurare a tutti Buona Pasqua! n

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E C O N O M I A

USURA: SE LA CONOSCI LA EVITI Sempre più spesso sentiamo parlare del fenomeno dell’usura. Ma come riconoscerla e cosa fare per non cadere nella trappola? Ecco alcuni utili consigli in un articolo a 2 puntate. (Prima puntata)

è bene sapere che esistono due principali figure di usura, diciplinate dal codice penale italiano: la fattispecie base e quella sussidiaria.

Usura base e usura sussidiaria: cosa sono e come si distinguono

di Avv. Marco Nazareno Mizzau* *

Esperto di diritto bancario e societario

Usura: un fenomeno sempre più presente Complice il periodo di crisi che sta vivendo il nostro Paese, sempre più spesso sentiamo parlare dell’usura in televisione o leggendo articoli di giornale. Inoltre, i costi che giornalmente sosteniamo per tenere in vita un rapporto con banche e società finanziarie sono sempre piú alti. Pertanto siamo spinti in maniera naturale a porci una domanda: “siamo anche noi a nostra insaputa col-

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piti da questo fenomeno?” Per trovare una risposta e capire se siamo vittime di comportamenti usurari, è innanzitutto necessario analizzare quali comportamenti vengono vietati e puniti dalla legge. Preliminarmente è opportuno precisare che la disciplina dell’usura riguarda tutte le operazioni di finanziamento, quindi sia quelle stipulate con banche e intermediari finanziari (società che erogano servizi di finanziamento, pagamento, investimento), sia con privati. Per poi effettuare una prima verifica sulla liceità dei rapporti,

L’usura base (ipotesi piú ricorrente) è quella disciplinata dall’art. 644, comma 1, c.p. E’ una fattispecie fondata su un parametro oggettivo rappresentato dal tasso soglia, oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari. Tale tasso funge da confine tra gli interessi leciti e quelli illeciti e viene stabilito trimestralmente dalla Banca d’Italia. Pertanto, qualora volessimo verificare se gli interessi applicati al nostro rapporto di finanziamento fossero leciti, dovremmo paragonare l’interesse richiestoci con quello stabilito nelle tabelle della Banca d’Italia. Si badi che, essendo rilevazioni trimestrali, la misura del tasso soglia cambia ogni tre mesi: bisognerà quindi fare attenzione a raffrontare i tassi applicati in un determinato periodo del nostro rapporto di finanziamento con quelli stabiliti nelle tabelle per il medesimo periodo dell’anno. Per fare un esempio pratico, la prima rata di interessi semestrali del mutuo, pagata nel mese di giugno 2013, dovrà essere raffrontata agli interessi soglia del secondo trimestre 2013, previsti dalle tabelle della Banca d’Italia per le operazioni di mutuo. Queste ulti-


E C O N O M I A

me ogni trimestre stabiliscono, per ciascuna operazione di finanziamento (mutui, crediti personali, leasing, crediti revolving etc…), tassi soglia oltre i quali gli interessi si considerano usurari. La seconda fattispecie è rappresentata dall’usura sussidiaria, disciplinata dall’art. 644, comma 3, c.p. Al contrario della prima, questa figura è fondata su un parametro soggettivo. In altri termini, la valutazione circa l’usurarietà dell’interesse che abbiamo pagato, o comunque del compenso o altro vantaggio che il nostro finanziatore ha ricevuto, è effettuata discrezionalmente dal giudice e prescinde dal tasso soglia (quindi potrà aversi usura anche se gli interessi sono inferiori al limite stabilito). Tale giudizio sarà pertanto incentrato sui due presupposti che devono ricorrere nella fattispecie sussidiaria: da una parte sulla sproporzione degli interessi, vantaggi o altri compensi rispetto alla prestazione

della nostra controparte (di solito rappresentata da un prestito) e dall’altra sulla condizione di difficoltà economico-finanziaria del soggetto usurato. In altri termini se ci troviamo in una situazione di difficoltà economica (che non significa indigenza, ma qualsiasi situazione psicologica che limitando la volontà del soggetto lo induce ad accettare condizioni usurarie) e gli interessi

(anche se inferiori al tasso soglia) o altri compensi corrisposti a favore del nostro finanziatore risultano sproporzionati rispetto al prestito o ad altro servizio erogato, potremo contestare alla nostra controparte tale situazione illecita, anche agendo in giudizio. E’ bene constatare che la figura di usura sussidiaria, richiedendo una valutazione discrezionale sul caso da parte del giudice, comporta rischi maggiori circa l’effetivo accertamento dell’usurarietà e quindi sul buon esito della causa. E ciò avviene diversamente da quanto accade nella fattispecie base, dove il mero sforamento del tasso soglia, predeterminato oggettivamente dalla legge, comporta l’usurarietà dell’interesse e quindi il favorevole accoglimento delle proprie istanze. n NON PERDERE IL PROSSIMO NUMERO CON I CONSIGLI PER DIFENDERSI DALL’USURA!

LE SCELTE DEL CONSUMATORE MARZO 2014

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NOTIZIE

Rubrica dedicata... ad un rapido sguardo sul mondo dei consumi e dei consumatori

NOTIZIE TRASPORTI

Autostrade: la bufala degli sconti per pochi “Ci saremmo aspettati maggiore conoscenza del mondo dei pendolari da parte di chi si occupa del settore del trasporti”. E’ quanto ha dichiarato Massimiliano Dona in merito agli sconti sui pedaggi autostradali di cui i pendolari potranno usufruire da martedì 25 febbraio. “Apprezziamo -aggiunge Antonino Armao, esperto dei diritti dei contribuenti- che il Governo abbia approvato delle misure che favoriscano chi è costretto a percorrere molti chilometri per raggiungere il posto di lavoro, ma l’impressione è che questa novità cambi ben poco nell’economia domestica di chi lavora lontano da casa: soltanto, infatti, coloro che percorrono al massimo tratte di 50 chilometri potranno usufruire dello sconto (che ricordiamo è proporzionale al numero di tratte che si percorrono in un mese -da 21 a 46- raggiungendo il 20% solo per chi supera i 40 transiti), escludendo di fatto tutti coloro che percorrono tratte fino a 100 chilometri”. “Nel mondo del lavoro -afferma Armao- normalmente si considera pendolare chi impiega fino ad un’ora per raggiungere il posto di lavoro; per tempi superiori, il lavoratore si considera fuori sede. Un’ora di tempo si traduce in circa 100 km autostradali, quindi, per agevolare realmente i pendolari senza creare discriminazioni, si doveva adottare questo limite chilometrico, concedendo uno sconto a tutte le autovetture private (non commerciali) che percorrono regolarmente questa distanza”. “Molti consumatori -conclude Dona- ci hanno scritto per avere chiarimenti in merito, esprimendo il loro rammarico per una novità che sembra avere più peso mediatico che rappresentare una reale agevolazione;

14 MARZO 2014 LE SCELTE DEL CONSUMATORE

vien da chiedersi se è davvero il caso, in un momento come questo, di creare lavoratori di seria A e di serie B”.

P R AT I C H E S C O R R E T T E

nicazioni inviate da Ge.Ri., la società interrompa questo tipo di pratiche per evitare che altri consumatori, preoccupati dal tono dei solleciti, siano indotti a pagare importi non dovuti”.

TRASPORTI Stop alla prepotenza di GE.RI. Non si ferma il caro L’Unione Nazionale Consu- traghetti in Sardegna matori ha denunciato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la società Ge.Ri. Gestione Rischi S.r.l. per aver mandato a numerosi consumatori solleciti di pagamento (per conto di Fastweb) dai toni piuttosto aggressivi. Come molti cittadini ci hanno raccontato, infatti, non solo nelle sue comunicazioni Ge.Ri. fa riferimento a numerosi avvisi che in realtà i clienti non hanno mai ricevuto, ma per ammissione della stessa società, si agisce per ottenere il pagamento di un importo di cui non si è neanche sicuri (si legge, infatti, nella lettera: ‘costatiamo che la Vostra posizione -salvo errori ed omissioni -rimane a tutt’oggi aperta nei confronti di Fastweb’). Proseguendo nel testo leggiamo: “al fine di ritentare la composizione bonaria del Vostro debito, desideriamo informarVi che abbiamo predisposto la visita di un nostro funzionario che si recherà all’indirizzo su indicato o eventualmente presso il Vostro posto di lavoro”; “che bisogno c’è -chiede Dino Cimaglia, membro del Consiglio direttivo dell’Unc cha ha seguito la pratica- di effettuare un sopralluogo (tra l’altro non concordato) presso il domicilio del consumatore o addirittura al suo posto di lavoro? E soprattutto: come fa Ge.Ri. a disporre dell’indirizzo del luogo di lavoro dei consumatori? Ci sembra perlomeno una violazione della privacy!”. “E’ urgente -commenta il Segretario generale Massimiliano Dona- che in attesa che l’Autorità Antitrust verifichi l’opportunità e la legittimità delle comu-

In un momento di difficoltà per il turismo, sarebbe il caso di sostenere il settore piuttosto che ingessarlo con manovre speculative che non fanno altro che creare isolamento e incentivare un circolo vizioso che danneggia sia i consumatori che gli esercenti. Ogni anno quando i consumatori più previdenti iniziano ad organizzare le vacanze estive, i nostri sportelli vengono presi d’assalto da cittadini indignati dal costo dei traghetti per la Sardegna; il problema è ben noto, tanto che lo scorso giugno l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato, a seguito di una nostra denuncia, le compagnie colpevoli di cartello, ma a quanto pare ben poco è migliorato per quanto riguarda i prezzi dei biglietti. Molti consumatori preferiscono cambiare destinazione per risparmiare mentre gli irriducibili cercano un mezzo di trasporto alternativo per l’isola, preferendo un volo low cost o optando per il traghetto per la Corsica, per poi spostarsi in auto in Sardegna. Ma i furbi non perdono occasione di guadagno e quindi, come segnala il Comitato regionale sardo dell’Unc, anche gli autonoleggi, visto l’aumento di domanda, hanno aumentato i prezzi. Ci auguriamo che il nuovo Presidente della Regione Sardegna, che sarà eletto a breve, interverrà con soluzioni mirate che rendano l’isola, già dalla prossima estate, una meta accessibile per gli italiani e per gli stranieri.

SPORT

Tutti in pista in sicurezza E’ tempo di settimane bianche:ma come divertirsi in sicurezza sulle piste da sci? Come ogni anno, l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) fornisce utili consigli sul giusto comportamento da tenere sulle piste, sulla segnaletica, la qualità e le caratteristiche delle attrezzature da sci: informazioni presenti anche nella Guida UNI “Neve in pista… casco in testa. Comportamento, segnaletica e attrezzature a norma” dedicata alle norme tecniche sulle discipline sportive di stagione. In primis, il comportamento corretto e responsabile dello sciatore, la predisposizione di una chiara segnaletica da apporre nelle aree sciabili attrezzate e l’uso obbligatorio del casco per i minori di 14 anni. Come indicato dall’UNI, la segnaletica svolge un ruolo importante nel garantire la sicurezza: i gestori degli impianti di risalita sono obbligati dalla legge a installare specifici segnali sulle piste da sci, il cui grado di difficoltà deve essere chiaramente segnalato con cartelli rotondi che indichino, in maniera corretta e visibile, pericoli e divieti. I cartelli devono avere forma, dimensioni, altezza dal suolo, colori, segni grafici corrispondenti alle norme UNI proprio per rendere più facile l’apprendimento e la memorizzazione delle varie informazioni. Per quanto riguarda la maschera da sci, non deve avere bordi o rifiniture taglienti, deve essere progettata in modo che non possa penetrarvi né l’acqua né la neve, deve permettere il necessario ricambio d’aria per non appannarsi, essere sottoposta a prove di resistenza all’urto e composta da materiali atossici e anallergici.

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LETTERE

Rubrica dedicata... alla corrispondenza: domande e risposte in pillole

L’ANGOLO DEL NOTAIO* Sto vendendo il mio appartamento per comprarne uno più grande fuori città. Vista la crisi del mercato, mi trovo costretta a venderlo ad un prezzo più basso del previsto. Il prezzo pattuito di vendita è € 175.000, ma io ho un residuo di mutuo sull’immobile all’incirca di € 165.000. Mi dice l’agenzia immobiliare che, tra acconto e compromesso, il compratore non può darmi più di € 10.000 perché altrimenti io all’atto del rogito potrei non avere i soldi per estinguere il mutuo. All’inizio avevano proposto € 5.000 di acconto e € 30.000 al compromesso, ma, poiché il mutuo da pagare che ho è più alto, non vogliono dare € 30.000 perché temono che, qualora li spendessi, al rogito non saprei come estinguere il mio mutuo in essere e a loro salterebbe l’acquisto. Premetto che io ho dei contanti miei e dei miei genitori per questo. E’ vero quello che dice l’agenzia immobiliare che mi obbliga ad accettare questo tipo di offerta? S.D. IL NOTAIO RISPONDE: l’agenzia dà un consiglio prudenziale per non farla poi trovare eventualmente in difficoltà. * A cura dell’Associazione Sindacale Notai del Lazio.

BANCHE

Assegni circolari Ogni messe incasso un assegno dal mio datore di lavoro, sempre inferiore a 1000,00 euro. Sono già censito nella banca dove incasso l’assegno e comunque ogni volta presento la mia carta di identità e busta paga. Inoltre, la filiale dove incasso l’assegno è la stessa del mio datore di lavoro e quindi l’assegno è

emesso dalla filiale stessa. L’ultima volta che ho incassato, il cassiere mi ha detto che dal nuovo anno (2014) non potrò più incassare l’assegno a meno che io non apra presso di loro un conto corrente. E’ vero?

LETTERE

li ed attitudini. Vi chiedo inoltre se non esiste un modo che obblighi quanti inviano messaggi di questo tipo ad indicare un contatto diretto ovvero la possibilità di una eventuale cancellazione con semplice “clic” come accade per i messaggi pubblicitari.

(D.F.) (L.C.) Non c’è nessuna nuova legge che proibisce i cambi di assegni circolari e bancari a non correntisti. E’ la banca che fa pressioni per aprire un nuovo conto corrente. Segnali la cosa al suo datore di lavoro facendo presente che la banca fa difficoltà a cambiare l’assegno emesso sulla stessa filiale da un loro cliente. Chieda al datore di lavoro di fare una telefonatina di dissuasione al responsabile della filiale affinché eviti di creare disturbo ai suoi dipendenti. (Giuseppe Mermati)

PRIVACY

Replica mittente a social network Ho ricevuto una notifica da parte di Facebook: non ricordo di essermi mai iscritto né, tanto meno, di avere riattivato di recente un account con Facebook. Purtroppo non ho trovato alcuna possibilità di replicare in modo diretto via mail (solito “no reply” del mittente), né mi è sembrato possibile effettuare la cancellazione che richiede l’indicazione dell’account e della password che non credo di avere mai avuto. Dovrei dunque aprire un account dopo avere fornito un sacco di informazioni personali e dopo avere accettato le condizioni imposte dall’iscrizione. Vi chiedo se tutto ciò è lecito o se non è un modo per obbligare la gente a fornire dati persona-

Da recenti contatti avuti con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, sappiamo che è in corso una istruttoria su Facebook, per lamentele su situazioni analoghe. Riteniamo perciò senz’altro utile aggiungere la segnalazione di questo caso a quelle già in possesso dell’Autorità, anche se i tempi per la conclusione non saranno probabilmente brevi, data la entità del caso. Le segnalazioni al Garante devono essere fatte e sottoscritte dal diretto interessato e può inviare la sua segnalazione per posta (semplice), fax, mail o recandosi di persona ai seguenti indirizzi: Garante protezione dati personali - Piazza di Monte Citorio n. 121 00186 Roma Fax: (+39) 06.69677.3785 Centralino telefonico: (+39) 06.696771 - Posta certificata: urp@pec.gpdp.it - E-mail: urp@gpdp.it

Per informazioni sul trattamento e la protezione dei dati personali, segnalazioni, reclami, quesiti, assistenza nelle procedure e nei rapporti con il Garante, richieste di documentazione e materiale informativo, l’Ufficio Relazioni con il pubblico è aperto da lunedì a venerdi ore 10-13. Telefono: (+39) 06.696771 - 06.696772917. (Angelo Gallippi)

SICUREZZA STRADALE

Gli pneumatici estivi Quando è il momento di montare gli pneumatici estivi? E quando si dovranno togliere? (P.P.) Bisogna distinguere tra gomme invernali pure e gomme  M+S   (mud + snow). Nel primo caso sono gomme molto tenere, che si consumano molto rapidamente sull’asfalto asciutto, ed è consigliabile tenerle solo per i tre mesi più freddi; le  gomme  M+S invece possono essere utilizzate normalmente tutto l’anno. Non ci sono particolari normative sul tema. (Raffaele Caracciolo)

Salvatore il consumatore

di Gianni Soria

FORSE RIESCO A LEGGERE L’ETICHETTA!

www.consumatori.it

LE SCELTE DEL CONSUMATORE MARZO 2014

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info@consumatori.it

www.consumatori.it

DESTINA IL 5 PER MILLE ALL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI OGGI PUOI DARCI UNA MANO

SENZA SPENDERE UN CENTESIMO DESTINANDO IL 5 PER MILLE DELL’IMPOSTA SUL REDDITO COME FARE PER DESTINARE IL 5 PER MILLE ALL’UNIONE

NAZIONALE CONSUMATORI:

% PER ULTERIORI INFORMAZIONI CHIAMARE IL NUMERO

06-32600239

Nel riquadro “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni” che figura nei modelli di dichiarazione (CUD, 730, UNICO): • indicare i propri dati anagrafici ed il codice fiscale; • apporre la propria firma di sottoscrizione; • inserire il codice fiscale dell’Unione Nazionale Consumatori: 02932380583

Chi non è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi può comunque destinare il 5 per mille compilando la scheda aggiuntiva al CUD che va consegnata in busta chiusa, entro lo stesso termine della dichiarazione dei redditi, in banca, alla posta, dal commercialista, al CAF o a chiunque sia abilitato a riceverla. La busta deve recare l’indicazione “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente.

ATTENZIONE; 5x1000 e 8x1000 sono due iniziative distinte, l’una non esclude l’altra e nessuno dei due casi comporta un esborso economico, ma solo la libera facoltà di scegliere a chi destinare una piccola parte delle imposte dovute allo Stato.

Le Scelte del consumatore n. 241  

Allergie e intolleranze alimentari. Pasqua: tra Fede e convivialità. Mensile di informazione sui problemi del consumo e dei consumatori.

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