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REPORT AMBIENTALE 2014 Sommario 2

Introduzione Presidente SAFE

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SAFE: il contatto privilegiato con i valori dei consorzi Ecoped, EcoR’it e Ridomus • La mission • I servizi • I numeri del gruppo SAFE • I consorzi • Organizzazione e struttura operativa • Lavorare in SAFE • La rete dei partner operativi e la loro distribuzione territoriale

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SAFE dalla parte buona • ECOGuard: il punto di partenza • Weeelabex

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Performance ambientale

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Performance economica

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I nostri numeri • RAEE domestici • Pile portatili • Batterie piombo – industriali ed avviamento • RAEE professionali • Toner • Altri rifiuti da ufficio

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Approfondimenti • I dati SAFE a tutela dell’ambiente


parte prima

“L’ANNO DEL CAMBIAMENTO” “C’è da considerare anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti. Si producono centi­naia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasfor­marsi sempre più in un immenso deposito di im­mondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici uti­lizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifi­ca anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone”.

PAPA FRANCESCO, LETTERA ENCICLICA LAUDATO SÌ

Siamo felici di poter condividere con voi, e per la prima volta come gruppo SAFE, attraverso il nostro report collettivo di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, le attività svolte nel corso del 2014. Un impegno di trasparenza che Ecoped, ecoR’it e Ridomus, rappresentate da SAFE, mettono a vostra disposizione. Il report è disponibile anche in versione digitale facendone richiesta alla segreteria SAFE (segreteria@gruppo-safe.it). Siamo qui da molto ma è come se fossimo appena arrivati. Sì, perché dalla nostra abbiamo l’esperienza di una gestione consolidata negli anni come entità singole, eppure ci sentiamo spinti da un’energia nuova, da una forza motrice che solo la giovinezza riesce a donare, quella

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voglia di trasformare i sogni in stimoli e gli stimoli in progetti concreti. Ed è questo che SAFE rappresenta per tutti noi, non solo un elemento iconografico da applicare su carta stampata o business card ma quel fil rouge che, nonostante i differenti punti di forza dei singoli, ci guida verso un’identità collettiva condivisa votata alla trasparenza e alla partecipazione reciproca. Non sono mancate le difficoltà e non mancheranno, d’altronde ogni evoluzione porta con sé anche la ricerca di nuove simmetrie, ma siamo certi che è nell’eterogeneità equilibrata che risiede la forma più alta di coopartecipazione. Il 2014 ha rappresentato per tutti noi l’anno del cambiamento, ci siamo infatti strutturati


parte prima

come Gruppo e in modo unito abbiamo affrontato le modifiche apportate dal decreto legislativo 49/2014, che ha incorporato in unico testo la vigente normativa in materia di RAEE. Le nostre storie individuali, iniziate tra il 2005 e il 2006, raccontano una realtà che ha sempre mirato all’eccellenza e all’innovazione nell’ambito delle categorie AEE Ped (piccoli elettrodomestici), ICT (Information and Communication Technology) e condizionatori, oltre che nella gestione di pile e accumulatori esausti. Come SAFE ci impegniamo a fare sempre di più, perché è nostro dovere etico spingerci sempre al massimo per meritare la fiducia delle 1.124 aziende che rappresentiamo e per le quali abbiamo effettuato una raccolta pari a 50.726 tonnellate con 22.600 missioni di ritiro effettuate solo nel 2014: adagiarsi sugli allori è un lusso che non possiamo, e non vogliamo, permetterci. In linea con la nostra mission aziendale, nel totale rispetto dell’ecosistema e delle volontà dei nostri Soci, abbiamo puntato a salvaguardare gli alti standard che da sempre contraddistinguono i nostri consorzi, incoraggiando programmi all’avanguardia e servizi dedicati per l’intera filiera di gestione dei rifiuti. L’azione preventiva ha rappresentato un obiettivo primario per lo sviluppo di quello

che costituisce, oggi, un modello unico di controllo nella gestione della tracciabilità dei RAEE: ECOGuard, programma volto a garantire un efficiente riutilizzo delle risorse naturali e a consentire ai soci e al mercato di reintrodurle in nuovi cicli produttivi. L’elevato profilo qualitativo di SAFE è sottolineato, inoltre, dal riconoscimento delle certificazioni ISO 9001:2008 e ISO 14001:2004, rilasciate da parte dell’ente certificatore TÜV ai singoli consorzi. È molto importante per noi dare il nostro contributo costruttivo al dibattito generale in materia di politica dei rifiuti elettronici e affrontare le questioni derivanti dalla legislazione europea in materia di RAEE. Ad oggi, infatti, il non corretto trattamento e smaltimento dei RAEE rappresenta un problema aperto a cui è necessario rivolgere attenzioni e risorse dedicate perché purtroppo le norme a tutela del corretto ciclo di gestione dei RAEE vengono spesso sottovalutate e aggirate. Questo report rappresenta per noi l’opportunità di far conoscere la nostra nuova realtà e ci auguriamo che possiate condividere con noi la dedizione, oltre che l’impegno, che ogni giorno poniamo nel nostro lavoro. Alessandro Lama – Presidente SAFE

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parte prima

SAFE: IL CONTATTO PRIVILEGIATO CON I VALORI DEI CONSORZI ECOPED, ecoR’it e RIDOMUS SAFE non è solo la concretizzazione di un progetto di condivisione delle competenze e delle migliori pratiche implementato, primo caso in Italia, da tre dei consorzi RAEE più rappresentativi (cui si aggiunge anche Ecopower, consorzio per la gestione di raccolta e smaltimento delle batterie a piombo). Un’idea che racchiude nel suo stesso nome la sicurezza di un volere continuo a migliorare e a migliorarsi. Un impegno che rappresenta non solo l’accorpamento di realtà differenti, ma la creazione di un nuovo Gruppo fondato su competenze, responsabilità e valori condivisi. Prima coopetitors, oggi insieme per prosperare nella celebrazione delle rispettive competenze chiave, cercando

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di propagare un modello evoluto in grado di proteggere in primis i valori ambientali e quelli dei brand dei consorziati. Un nuovo Gruppo, fondato sulla trasparenza delle attività svolte, con l’obiettivo di salvaguardare e tutelare i profili di responsabilità degli attori coinvolti nelle molteplici fasi della gestione dei rifiuti. Quattro sistemi collettivi: dalla gestione di tutte le categorie AEE, con particolare focus alla filiera Ped (piccoli elettrodomestici) e ICT (Information and Communication Technology), alla responsabilità della gestione di pile e accumulatori esausti, al recupero dei condizionatori. Un innesto comune improntato sull’etica del riciclo.


parte prima

IL POLO POSITIVO

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parte prima

LA MISSION SAFE garantisce, nel totale rispetto dell’ambiente, la gestione certificata dei rifiuti tecnologici, dei rifiuti di pile e accumulatori e dei consumabili esausti mantenendo elevati standard. Per questo motivo poniamo un’assidua attenzione verso il mantenimento di controlli

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certificati su tutta la filiera affidandoci a specifici modelli di trasparenza nel trattamento dei rifiuti. SAFE rappresenta la certezza di una gestione dei rifiuti orientata al mercato e alla qualità, nel rispetto della volontà dei propri Soci, trasformando le attività tipiche dei consorzi in servizi immediatamente fruibili dai consorziati.


parte prima

I SERVIZI SAFE, in quanto collettore dei vari Sistemi Collettivi che rappresenta, si affida a strutture dedicate e qualificate nella fornitura di servizi per il ritiro, trasporto, riciclo e trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e dei rifiuti di pile e accumulatori in conformità con le norme specifiche. Qualità, efficienza, produttività e puntualità caratterizzano i servizi erogati, volti sia alla gestione dei rifiuti provenienti dal circuito domestico (B2C) sia a quelli professionali (B2B). Le attività previste che rientrano nella diretta competenza del Gruppo sono: 1) il ritiro dei rifiuti presso: - centri di raccolta comunali e luoghi di raggruppamento assegnati annualmente dal Centro di Coordinamento RAEE (CDCRAEE) sulla base delle quote

market share relative detenute dai Sistemi Collettivi (RAEE domestici); - impianti di Trattamento RAEE, Grandi Utilizzatori, Centri di Stoccaggio e Luoghi di Raggruppamento assegnati ai consorzi dal centro di Coordinamento Nazionale Pile ed Accumulatori (PILE PORTATILI); - imprese;

2) il trasporto agli impianti di trattamento; 3) il trattamento adeguato del rifiuto.

Per quanto concerne la gestione operativa, il Gruppo si è dotato di un’efficiente struttura interna e di qualificati partner per il trasporto ed il trattamento, scrupolosamente selezionati e monitorati sulla base di rigorosi standard di performance ambientali e di efficienza operativa.

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parte prima

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R1

LA RACCOLTA: RAEE DOMESTICI E PILE PORTATILI

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parte prima

All’interno dei Centri di Raccolta i RAEE domestici vengono gestiti e stoccati secondo una precisa suddivisione in 5 diversi Raggruppamenti, seguendo una procedura che tiene conto delle esigenze di trattamento e riciclo: • Raggruppamento R1, riunisce al suo interno tutte le apparecchiature refrigeranti: frigoriferi, congelatori e apparecchi per il condizionamento; • Raggruppamento R2, indica i cosiddetti “Grandi bianchi”: ad esempio lavatrici, lavastoviglie e forni a microonde; • Raggruppamento televisori e monitor; •

R3 ,

comprende

Raggruppamento R4, racchiude tutti i PED (Piccoli Elettrodomestici), CE (Elettronica di Consumo), utensili, giocattoli e Home Fitness, ITC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e apparecchiature illuminanti. Ne sono un esempio: aspirapolvere, macchine per cucire, ferri da stiro, friggitrici, frullatori, computer (unità centrale, mouse,

tastiera), stampanti, fax, telefoni cellulari, videoregistratori, apparecchi radio;

• Raggruppamento R5 , è dedicato alle sorgenti luminose: neon, lampade a risparmio, a vapori di mercurio, sodio, ioduri; • Raggruppamento P1, pile e accumulatori portatili, dalle stilo alle pile a bottone passando per tutte le batterie di cellulari e altre apparecchiature elettriche ed elettroniche. Oltre alle attività effettuate su direttiva dei Centri di Coordinamento SAFE, attraverso i propri Sistemi Collettivi, gestisce anche il ritiro dei RAEE professionali, rifiuti prodotti da: - aziende consorziate; - imprese facenti parte delle reti dei consorziati; - enti Pubblici; promuovendo specifici programmi studiati per garantire un’efficiente e trasparente gestione della filiera.

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parte prima

WAST-E Wast-e rappresenta una risposta concreta alla necessità di molte aziende di interfacciarsi con un unico interlocutore affidabile, trasparente e rispettoso dell’ambiente per la gestione di tutti quei rifiuti prodotti in ambito professionale (RAEE, consumabili esausti, pile e accumulatori, batterie esauste, carta e cartone, imballaggi, sorgenti luminose e altro). Nello specifico, il programma permette: – ai Produttori di AEE, di offrire servizi

accessori ai propri dealer con condizioni di vantaggio rispetto al mercato; – ai Dealer, la possibilità di ricevere un servizio affidabile e puntuale eliminando così difficoltà di negoziazione e tempi lunghi per la scelta del fornitore; – ai clienti finali, uffici e professionisti, l’opportunità di godere di un servizio ad hoc con un unico interlocutore per la gestione di varie tipologie di rifiuti prodotti e la garanzia di un approccio rigoroso e puntuale per una corretta gestione ambientale.

R’ITONER Sistema nazionale volontario per la raccolta capillare, efficiente ed economica dei toner esausti, attivo per il ritiro presso gli utenti finali ed i rivenditori. Il programma nasce al fine di recuperare correttamente le cartucce di toner esausto: solo in Italia infatti se ne utilizzano oltre 7 milioni all’anno. Per questo R’itoner è divenuto nel tempo un punto di riferimento per il trattamento di questo specifico rifiuto svolto in nome e per conto dei produttori di stampanti. I destinatari di questo peculiare servizio sono

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le aziende utilizzatrici di stampanti (clienti finali oppure dealer). Il programma è attivo su tutto il territorio nazionale e mette a disposizione un contact center, un sito dedicato, uno starter-kit informativo e appositi ecobox per la raccolta dei consumabili esausti, che verranno avviati a trattamento con garanzia di totale recupero delle materie prime seconde. R’itoner utilizza, da sempre, le migliori tecnologie disponibili e assicura la garanzia della tracciabilità del rifiuto sino all’impianto di destinazione finale nel pieno rispetto dell’ambiente.


parte prima

UNO CONTRO UNO È il servizio dedicato ai soggetti obbligati, che prevede il ritiro gratuito dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature e Elettriche ed Elettroniche) dal consumatore/cliente all’atto dell’acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente (AEE). I Distributori, i Centri di Assistenza, gli Installatori e tutti coloro che effettuano televendita e vendita elettronica, possono avvalersi della consulenza di un team di esperti per richiedere le necessarie autorizzazioni

all’Albo Nazionale dei Gestori ambientali. A supporto del servizio Uno contro Uno il programma EASYRAEE, un portale dedicato da cui è possibile ricavare la documentazione utile per attuare le procedure, tenere traccia delle diverse missioni e usufruire di un archivio digitale per la gestione dei formulari. Grazie a questo servizio è inoltre possibile risalire ad ogni singola richiesta di ritiro poiché tutte le transazioni sono tracciate e consultabili online in tempo reale.

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parte prima

ECOVolt Il programma ECOVolt affonda le sue radici in un mercato relativamente giovane, ma che rappresenta il primo passo verso un futuro-presente più ecosostenibile e votato ai valori di tutela del patrimonio ambientale: quello degli impianti fotovoltaici e, di conseguenza, del riciclo a fine vita dei PFV, pannelli fotovoltaici. ECOVolt rappresenta una conferma, essendo anche uno dei pochi sistemi accreditati dal GSE e dal centro di Coordinamento RAEE per la riqualificazione dei moduli fotovoltaici, con il valore aggiunto della sicurezza garantita da un grande sistema e la garanzia della massima efficienza lungo tutta la filiera di recupero. Attenersi ai giusti procedimenti e alle normative in vigore, con un modello operativo “alla luce del sole”, resta estremamente importante per massimizzare il recupero delle risorse naturali che in particolari impianti,

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come quelli fotovoltaici, rappresentano un surplus non trascurabile e valorizzabile in nuovi cicli produttivi con elevate percentuali di recupero. L’adesione ai servizi ECOVolt prevede l’aggiornamento normativo e garantisce un modello di finanziamento trasparente e sostenibile a spese contenute. Sarà possibile, infatti, interfacciarsi con un costo trasparente costruito sul parametro della tipologia di modulo e della geolocalizzazione del rifiuto. Grazie a questo sistema, se al momento del ritiro il valore delle materie prime seconde contenute nel rifiuto sarà superiore al costo della sua gestione, anche il PFV potrà essere considerato una risorsa producendo un vantaggio economico per le aziende iscritte al progetto.


parte prima

TUTTI I SERVIZI ELENCATI (WAST-E, R’ITONER, UNO CONTRO UNO, ECOVOLT) VENGONO EROGATI IN ASSENZA DI SCOPO DI LUCRO, GRAZIE AL FINANZIAMENTO DEI PRODUTTORI ADERENTI AL GRUPPO, CONSAPEVOLI CHE UN LORO IMPEGNO FINANZIARIO DIRETTO È NECESSARIO PER DARE IMPULSO A QUESTO MERCATO TROPPO SPESSO SILENTE. Un procedimento comunque a doppio binario, volto a premiare il rapporto di fiducia tra le parti. In alcuni casi, infatti, i detentori sono premiati con riconoscimenti economici in funzione dell’andamento del mercato delle materie prime seconde. É onere del Gruppo, inoltre, fornire servizi di consulenza ambientale e gestione documentale. Le competenze maturate in campo ambientale, in particolare relative alla corretta gestione dei rifiuti aziendali, sono rese disponibili a tutti i consorziati e clienti per facilitare la connessione tra gli attori coinvolti. Esperti qualificati sono in grado di offrire consulenza relativa all’intera filiera di gestione dei rifiuti ed in particolare sulle modalità di presentazione delle pratiche all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Formazione on site e successiva attività di monitoraggio rappresentano per SAFE un incentivo determinante nella corsa all’eccellenza. Al fine di tutelare la responsabilità estesa del Produttore, spesso resa vulnerabile dalla scarsità di competenze specifiche o dall’assenza di risorse interne dedicate, il Gruppo propone un servizio strutturato che prevede un’analisi iniziale sulla base della quale vengono pianificati gli eventuali adeguamenti, il supporto per la scelta dei codici da attribuire al rifiuto e per la compilazione dei formulari e, se necessaria, l’analisi e la caratterizzazione del rifiuto. Un servizio a 360 gradi che accompagna consorziati e clienti per tutto il rapporto collaborativo e che ha come obiettivo la semplificazione dell’intero meccanismo. Ecco perché anche dal punto di vista tecnico-operativo viene offerta l’archiviazione della documentazione, il controllo delle autorizzazioni, la tracciatura delle transazioni, lo storico dei registri di carico e scarico, la compilazione e la trasmissione del MUD, il tutto avvalendosi dei migliori mezzi disponibili e di portali dedicati. Inoltre, i Produttori di AEE e Pile ed Accumulatori possono usufruire del servizio di presentazioni pratiche ai Registri Nazionali.

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parte prima

I NUMERI DEL GRUPPO SAFE - 2014

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consorzi

1.124

imprese rappresentate 16


parte prima

Ritiri annuali

22.600

Risparmio di Co2

47.026

ton CO2eq

Tonnellate di rifiuti gestiti

50.726

Risparmio di energia RAEE Materie prime seconde recuperate dai RAEE

21.726

760.167

GJ

ton

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parte prima

I CONSORZI Ecoped è il consorzio nazionale per la gestione

dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), pile e accumulatori (Ri.P.A.). Nasce nel gennaio 2006 per volontà di un numeroso gruppo di produttori che intendono garantire lo sviluppo di progetti sostenibili dal punto di vista ambientale, economico ed etico. Ricerca, innovazione, prevenzione e controllo perché stare “dalla parte buona” è questione di dedizione, oltre che di impegno. Ecoped conta attualmente oltre 450 aziende associate.

ecoR’it è un Sistema Collettivo multifiliera

senza scopo di lucro, nato nel 2005 per garantire la corretta gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) professionali e domestici, operativo anche per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori. Nel rispetto delle specificità di ogni filiera, ecoR’it è la soluzione unica per tutti i “produttori” di AEE e di pile e accumulatori: un solo interlocutore per garantire massima trasparenza e il costante necessario aggiornamento tecnico legale. ecoR’it conta attualmente oltre 600 aziende associate.

Ridomus, consorzio nazionale per il riciclo

dei condizionatori, nasce nel 2006, senza scopo di lucro, nell’ambito dell’Associazione Nazionale Industrie Apparecchi Domestici

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e Professionali (federata ANIE e aderente a CONFINDUSTRIA). Con circa 50 soci produttori, per una market share del 60% nel settore del condizionamento.

Ecopower, un’idea che nasce e si sviluppa

come risposta concreta ad una necessità primaria: trasformare le batterie esauste da rifiuto a risorsa. Ecco perché Ecopower si occupa proprio di gestire i rifiuti derivanti dagli accumulatori esausti su tutto il territorio nazionale servendo una rete di punti di raccolta aderente al servizio. Un sistema di Qualificazione e Controllo rivolto a tutti i produttori di rifiuti di accumulatori esausti che mette a disposizione un contatto diretto con esperti del settore oltre a un sito dedicato, materiale informativo e appositi contenitori per la raccolta del rifiuto. Le batterie esauste, grazie a questo programma, vengono così avviate a trattamento con garanzia di totale recupero delle materie prime seconde utilizzando le migliori tecnologie disponibili, con particolare attenzione alla tracciabilità del rifiuto fino all’impianto di destinazione finale utilizzando esclusivamente piombifere con riconosciuta competenza e dotate di tutte le autorizzazioni e dei mezzi per evitare dispersioni in ambiente degli acidi e massimizzare il recupero del piombo salvaguardando l’ecosistema.


parte prima

ORGANIZZAZIONE E STRUTTURA OPERATIVA LA GOVERNANCE Le modalità di governance e di gestione di SAFE, disciplinate dallo Statuto, si ispirano alla mission del gruppo, ne orientano l’attività e sono costantemente monitorate dall’Assemblea dei Soci, a cui partecipano

tutti i consorziati. L’Assemblea ha il compito di eleggere e supervisionare il Consiglio d’Amministrazione, approvare il bilancio e deliberare in merito ai piani operativi. Gli organi che assicurano una corretta governance sono:

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Alessandro LAMA Presidente DEDEM Automatica S.r.l.

Jiro MATSUDA Consigliere CANON Italia S.p.A.

Piero TESSAROLO Vice Presidente indipendente

Luciano TELI Consigliere Consorzio ecoR’it

Roberto GHIBAUDO Consigliere Ricoh Italia S.r.l Domenico Giuliano MADDALENA Consigliere Consorzio Ecoped

Roberto SACCONE Consigliere Olimpia Splendid S.p.A. Vittorio RAVASIO Consigliere TENACTA Group S.p.A.

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parte prima

La struttura operativa di SAFE è suddivisa in 3 aree: Direzione Marketing e Comunicazione, Project Management e Direzione Operativa. A queste aree si affiancano l’Amministrazione, il

reparto Ricerca e Sviluppo, Controllo e Miglioramento dei Processi e gestione Logistica & Riciclo.

AD-DIRETTORE GENERALE

Amministrazione & Sviluppo IT

Ufficio Legale

Gestione Sistemi Qualità, Ambiente e Sicurezza

Direzione Marketing & Comunicazione

Segreteria Soci

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Project Mgt & CRM

Direzione Operativa

Controllo e Miglioramento Processi

Gestione Logistica & Riciclo

Ricerca & Sviluppo

Reporting Gestione Operativa

Domestico

Comunicazione & Marketing

Controllo Qualità Fornitori

Batterie

Controllo Formulari e Registro C/S

Professionale


parte prima

LAVORARE IN SAFE Una nuova sede comune che potesse riunire sotto la stessa guida etica e sotto lo stesso tetto tutti i dipendenti dei consorzi è stato il primo passo per costituirsi come vero nucleo cooperativo. Le nostre persone sono molto importanti ed è stato fondamentale fornire loro un ambiente di lavoro funzionale e ispirante dove poter svolgere il proprio lavoro al meglio, continuamente stimolati alla condivisione di idee e competenze. Ognuno dei nostri dipendenti rappresenta per

noi una risorsa importante, poter garantire loro stabilità e affidabilità con contratti adeguati alle esperienze e alle competenze resta quindi un punto chiave della politica SAFE che, secondo principio giuridico, opera sostenendo pari retribuzione e opportunità per qualsiasi individuo senza differenziazioni connesse al genere, età o ulteriori elementi di diversificazione. L’alta partecipazione femminile (oltre il 50%) resta, peraltro, un grosso vanto per tutto il Gruppo.

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parte prima

Genere

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Livello di istruzione

Anni

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Laurea / Master

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Diploma scuola secondaria II° grado

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Uomini

Donne

I DIPENDENTI

40 Età media


parte prima

QualitĂ e Sviluppo

Relazioni Esterne

Operation

Comunicazione

Amministrazione

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parte prima

LA RETE DEI PARTNER OPERATIVI E LA LORO DISTRIBUZIONE TERRITORIALE Per SAFE la progettazione, la realizzazione e il controllo della filiera del riciclo rappresentano i punti basilari della propria mission. Per questa ragione si è deciso di utilizzare per il trasporto ed il trattamento dei rifiuti solamente aziende altamente specializzate e qualificate secondo i più severi standard, puntando al massimo riutilizzo delle risorse natura l i at t rave r s o l ’i n d i v i d u az i one e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili e la reintroduzione delle materie prime seconde in nuovi cicli produttivi, nel rispetto della normativa vigente e in accordo con il disciplinare ECOGuard. SAFE, agendo in nome dei consorzi Ecoped, ecoR’it e Ridomus, garantisce il controllo e il monitoraggio della gestione dei rifiuti in tutte le sue fasi dal ritiro, al trasporto, al

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riciclo e al trattamento dei RAEE per tutti i Raggruppamenti esistenti (R1, R2, R3, R4, R5) e delle Pile e accumulatori portatili, affidandosi a 28 impianti certificati, con oltre 2000 punti di prelievo distribuiti in tutto il territorio nazionale. SAFE garantisce inoltre: • • •

regolamentazione contrattuale a garanzia dell’efficienza, della tutela ambientale e della sicurezza dei lavoratori; verifica, documentale e per mezzo di audit, dei requisiti necessari al corretto funzionamento del sistema (autorizzazioni, fidejussioni, certificazioni ISO 9001, 14000 e OHSAS 18001, DURC, etc); controllo e monitoraggio dell’efficienza del servizio offerto.


parte prima

PARTNER OPERATIVI RAEE

COMUNE

PROVINCIA

AMBIENTE 2000 Srl Consorzio ECOLAMP CSS (c/o Specialtrasporti) DISMECO Eurocorporation Srl FG S.r.l. LA CART Srl (Rimini) LA CART Srl (Sogliano) LAVORO E AMBIENTE S.r.l. Montieco s.r.l. NEC Srl NEW ECOLOGY RAETECH Srl RELIGHT Srl RI.PLASTIC S.p.a RIMEL Srl S.E.VAL. Srl - Colico S.E.VAL. Srl - Piantedo SIDER ROTTAMI Spa Stena Technoworld Srl TERRACUBE (Ecodreaming Srl) TERRACUBE (Erre Tredici Srl) TRANSISTOR Srl Vallone (Anagni) Vallone (Montalto)

Roseto degli Abruzzi Milano Sala Bolognese Marzabotto Firenze Belpasso Rimini Sogliano al Rubicone Ternate Anzola dell'Emilia Fosso' Foiano della Chiana Rho Balvano Pollenza Colico Piantedo Pesaro Angiari Fossò Gioia del Colle Torino Anagni Montalto di Castro

TE MI BO BO FI CT RN FC VA BO VE AR MI PZ MC LC SO PU VR VE BA TO FR VT

PARTNER OPERATIVI PILE PORTATILI

COMUNE

PROVINCIA

AMBIENTE 2000 Srl CSS (c/o Specialtrasporti) EREDI PAPINI OSVALDO Snc di Ferrario Maria e Figli Eurocorporation Srl FG S.r.l. METALLA RI.PLASTIC S.p.a S.E.VAL. Srl S-ECO SERVIZI ECOLOGICI SIAE Srl SINEKO Srl Vallone (Anagni) Vallone (Montalto)

Roseto degli Abruzzi Sala Bolognese

TE BO

Pogliano Milanese

MI

Firenze Belpasso San Sperate Balvano Colico Verona Senago Giffoni Valle Piana Anagni Montalto di Castro

FI CT CA PZ LC VR MI SA FR VT

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parte prima

SAFE, DALLA PARTE BUONA

Obiettivo: RISCHIO ZER 26


parte prima

Realizzare una reale ed efficace azione preventiva, agendo prima che le minacce si trasformino in danni ambientali, avvicinandosi il più possibile alla condizione di rischio zero. Questa la missione quotidiana di chi opera in SAFE. L’approccio etico di SAFE (al compito affidato dalle istituzioni) ha integrato la volontà di andare oltre le direttive basiche sviluppando modelli evoluti di gestione dei rifiuti e condividendo il principio universale della trasparenza. Il continuo confronto con le migliori prassi e competenze, con partner d’eccellenza, nazionali ed internazionali, ha permesso di avere evidenza delle vulnerabilità del sistema e dei rischi connessi, per eliminare i quali abbiamo deciso di adottare volontariamente un modello di prevenzione e di controllo che, grazie allo sviluppo di sistemi di gestione della tracciabilità, garantisce la salvaguardia e l’efficiente utilizzo delle risorse naturali, fino a consentire ai soci e al mercato di reintrodurle in nuovi cicli produttivi. Tutte le fasi del processo presidiate dal sistema ECOGuard (trasporto, stoccaggio,

trattamento selettivo e trattamento finale) sono implementate secondo precise linee guida: - obiettivi di riferimento da raggiungere rispettando requisiti obbligatori; - indicatori di performance; - documenti di registrazione che diano evidenza dell’applicazione dei singoli requisiti; - piano dei controlli Interni che il Sistema esegue nei confronti dei soggetti Partner coinvolti e dei subappaltatori, per verificare la loro conformità ai requisiti; - piano dei controlli Esterni, a cura del TÜV Sud, eseguiti sia presso le sedi dei consorzi che direttamente in campo, al fine di garantire la corretta esecuzione dei controlli stessi così come previsto dal Disciplinare appositamente predisposto. Tutto ciò genera evidenti vantaggi per l’ambiente, per il consumatore e per i consorziati, che potranno a loro volta acquistare le materie prime seconde da partner qualificati che operano nel totale rispetto delle norme Internazionali, ottenendo così vantaggi competitivi e una notevole riduzione dell’impatto ambientale dato dall’estrazione e/o dal rilascio di materie dannose per l’ambiente e per l’uomo.

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parte prima

ECOGuard: IL PUNTO DI PARTENZA Plasmarsi, potenziarsi, perfezionarsi senza accontentarsi mai dei risultati raggiunti, ma guardando ad essi come spinta necessaria alla continua evoluzione e al miglioramento, per offrire sempre il più alto grado di tutela ambientale. Non solo parole, ma fatti. Ne è la prova tangibile ECOGuard, programma d’avanguardia nato per volontà dei soci del Sistema di consorzi che SAFE rappresenta e che opera superando quanto già previsto dai D.Lgs. 49/2014 (RAEE) e 188/2008 (Rifiuti di Pile e Accumulatori). Un modello volto a: – garantire il continuo miglioramento del servizio offerto, producendo evidenti benefici per la collettività, prevenendo ogni possibile rischio per l’ambiente e la salute; – realizzare il paradigma di un efficiente (ri)utilizzo delle risorse naturali attraverso la reintroduzione delle materie

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prime seconde in nuovi cicli produttivi, in accordo con il codice di condotta sulla responsabilità sociale ed ambientale elaborata, in origine, dai consorzi Ecoped-Ridomus. ECOGuard è lo strumento scelto dal Gruppo SAFE per assicurare il trattamento adeguato dei rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, in costante incremento. Sin dalla fase progettuale, ECOGuard nasce come risposta concreta alle Direttive Europee 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, recepite in Italia con il D.Lgs. 25/07/2005 n.151, che definiscono le regole finalizzate alla “prevenzione della produzione di RAEE, e al loro successivo reimpiego, riciclaggio ed altre forme di recupero in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire”, confermandosi di stretta attualità anche a seguito dell’emanazione del D.Lgs. 49 del 14/03/2014, avvenuta nel corso del 2014 in attuazione della Direttiva 2012/19/UE.


parte prima

Un trattamento non corretto dei RAEE comporta, oltre al mancato riciclo delle materie prime, la dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose; per tali motivi i RAEE non possono essere smaltiti insieme ai normali rifiuti urbani o conferiti in discarica, ma necessitano di una raccolta separata e di un successivo trattamento. Il controllo lungo tutta la filiera di gestione dei RAEE diviene pertanto essenziale. La raccolta separata, il trattamento ed il recupero rappresentano momenti fondamentali che, se controllati e attuati correttamente, assicurano che lo smaltimento avvenga in modo sicuro, soprattutto per quanto riguarda le componenti inquinanti e pericolose (come ad esempio il mercurio per le lampade) e di recuperare i materiali presenti reimpiegabili nei processi produttivi (rame, ferro, alluminio, acciaio, vetro e plastiche). ECOGuard interviene in questo processo per garantire un servizio di qualità nella gestione dell’intera filiera del recupero dei RAEE, qualificando tutti i soggetti interessati ed eseguendo controlli periodici per assicurare la costante conformità delle attività svolte.

Tre obiettivi principali: • riduzione dell’impatto ambientale prodotto dall’intero processo di raccolta, trasporto, recupero e riciclo dei rifiuti costituiti da apparecchiature elettriche ed elettroniche con la minimizzazione dei rischi relativi alla gestione delle sostanze potenzialmente pericolose contenute nei rifiuti attraverso il ricorso a trattamenti corretti; • massimizzazione nel recupero e riciclo del materiale proveniente da rifiuti costituiti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; • svolgimento delle attività secondo criteri etici e di sicurezza. Per garantire il raggiungimento degli obiettivi ECOGuard ha ottenuto una certificazione di servizio, sviluppata in conformità alla norma UNI CEI EN 45011:99, che prevede: • la supervisione da parte di un Comitato Tecnico dei requisiti/caratteristiche del servizio, comprese le relative modalità di controllo;

29


parte prima

ECOGuard: il punto di partenza

• la verifica da parte di TÜV Italia circa la conformità delle attività di controllo svolte presso la sede del consorzio e presso i soggetti coinvolti nel servizio, per la verifica del rispetto dei requisiti approvati dal Comitato. ECOGuard, in quanto processo di controllo lungo tutta la filiera per il trasporto e il trattamento dei RAEE domestici, si applica ai seguenti soggetti: • trasportatori dei RAEE; • impianti di Stoccaggio dei RAEE e/o Intermediari con detenzione; • impianti di Trattamento Selettivo dei RAEE (pre-processor); • impianti di Trattamento Finale dei RAEE (end-processor), favorendo best practice volte a minimizzare la cannibalizzazione, le vendite incontrollate di frazioni o componenti e comportamenti dannosi per la salvaguardia dell’ambiente e promuovendo anche attività di sensibilizzazione circa il loro ruolo rispetto all’intera gestione. Il Disciplinare Tecnico ECOGuard prende in esame tutte le fasi del processo di raccolta e

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trattamento dei RAEE identificando in modo dettagliato requisiti di efficienza e indicatori di performance vincolanti per ciascuna di esse. Il gruppo SAFE, in collaborazione con TÜV Italia, assicura perciò la conformità legislativa delle attività, affidando il servizio di trasporto e trattamento dei rifiuti RAEE unicamente ai soggetti in possesso dei requisiti necessari al fine di garantire la corretta esecuzione del servizio. ECOGuard è sinonimo di trasparenza e di efficienza. Per aderire al programma è necessario sottoporsi ad una serie di accertamenti volti a garantire la regolarità di tutto il processo: in primo luogo viene attuata una verifica di pre-qualifica finalizzata ad accertare che i presupposti per la partecipazione al progetto (es: conformità legale, caratteristiche impiantistiche) siano rispettati. Solo a seguito del superamento positivo di tale verifica, il partner accede ad ECOGuard. A partire dal terzo mese dalla verifica di prequalifica, superata con esito positivo, e non oltre 7 mesi dalla stessa, il soggetto viene sottoposto ad una verifica di qualifica per concludere il processo e potrà essere inserito


parte prima

ECOGuard: il punto di partenza

nell’ “Elenco dei Soggetti Qualificati” redatto dal Gruppo. Solo a questo punto, il Soggetto Qualificato diventa Soggetto Coinvolto Aderente inserito nell’ “Elenco dei Soggetti Qualificati Aderenti al Servizio Certificato” redatto a cura di TÜV Italia. Un procedimento attento e scrupoloso che non si esaurisce con i controlli basici, ma al quale si affiancano - per garantire la conformità dell’intera filiera - verifiche periodiche attuate attraverso sia controlli diretti (audit sul campo) sia indiretti (a livello documentale). Gli audit sono effettuati da professionisti qualificati e si svolgono presso i soggetti coinvolti (trasportatori, impianti di stoccaggio, intermediari con detenzione, impianti di trattamento selettivo e impianti di trattamento finale) e sono finalizzati a garantire:

• l’ottemperanza delle disposizioni cogenti nazionali ed internazionali relative all’ambiente, alla salute e la sicurezza sul lavoro e sulla responsabilità sociale; • l’approccio sostenibile di tutta la filiera con particolare riguardo al rispetto dell’ambiente, della salute, sicurezza e dignità dei lavoratori impiegati nella filiera del recupero; • elevate percentuali di recupero dei materiali costituenti (plastiche, metalli ferrosi e non ferrosi, schede elettroniche e circuiti stampati contenenti diversi metalli preziosi/rari/speciali); • l’aumento dell’impiego di materiali di recupero, preferendolo all’utilizzo di materiali vergini. Nel 2014 SAFE ha effettuato controlli presso 18 impianti, per un totale di ben 30 giorni di verifiche; 2 di queste 18 strutture si sono sottoposte ad audit pre-qualifica, diventando nuovi partner ECOGuard.

31


parte prima

LE COORDINATE DEL PROGETTO armonia naturale riduzione impatto ambientale attitudine tracciabilità morale ecologia spirito etico filosofia climaconservazione ecosistema società protezione totale sicurezza massimizzazione del recupero futuro studio tutela comportamento

terra

L’elevato profilo qualitativo ai quali i consorzi lavorano da anni è inoltre, sottolineato dal riconoscimento delle certificazioni ISO 9001:2008 e ISO 14001:2004, rilasciate a Ecoped, ecoR’it e Ridomus da parte dell’ente certificatore TÜV. Oggetto delle certificazioni

è l’organizzazione ed erogazione di servizi di supervisione, coordinamento e monitoraggio nella gestione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e dei rifiuti di pile e accumulatori.

WEEELABEX

32

Di vitale importanza, in un contesto in rapida evoluzione come quello dei RAEE, è l’incessante aggiornamento e l’anticipazione delle necessità future dei consorziati. Così come, più in generale, del sistema RAEE in Italia ed in Europa.

RAEE con lo scopo di fornire ai vari Gruppi una piattaforma internazionale di cooperazione e di ottimizzare l’efficacia delle operazioni delle organizzazioni aderenti, puntando al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali.

A tal proposito Ecoped, come consorzio rappresentante del gruppo SAFE, aderisce a WEEE Forum, associazione europea fondata nel 2002 che raggruppa in sé 32 consorzi

WEEE Forum rappresenta inoltre un’importante opportunità di networking per lo scambio e la condivisione di informazioni e risorse, consentendo ai professionisti del settore


parte prima

di dare il proprio contributo costruttivo al dibattito generale in materia di politica dei rifiuti elettronici e di affrontare le questioni derivanti dalla legislazione europea in materia di RAEE. Il tema del non corretto trattamento e smaltimento dei RAEE rimane infatti un problema aperto a cui è necessario rivolgere attenzioni e risorse dedicate. Basti pensare che, solo nel 2010, nei 27 Stati membri dell’Unione Europea più la Norvegia e la Svizzera, 11.5 milioni di tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche sono state immesse sul mercato. La quantità di RAEE prodotti in quello stesso anno è stata stimata in circa 7.9 milioni di tonnellate. Solamente meno della metà di tale quantitativo però - circa 3.1 milioni di tonnellate - è stata ufficialmente raccolta, trattata e rendicontata alle autorità secondo le norme specifiche con tutto ciò che, in primis a livello di inquinamento ambientale, questo comporta. Per ovviare a questa problematica è stato istituito un collegio UE composto dai maggiori rappresentanti degli Stati membri e dalla Commissione Europea che, dopo attenta analisi, ha sancito e co-finanziato l’approvazione del Progetto multi-stakeholder WEEELABEX, inserito nel 2014 nella rosa dei progetti ambientali Best of Best e che custodisce in sé una serie di norme a tutela della raccolta, dello smistamento, del trattamento, dello stoccaggio, del trasporto e dello smaltimento dei RAEE.

SAFE ha aderito al progetto attraverso la partecipazione del consorzio ecoR’it. WEEELABEX nasce con lo scopo di decretare la virtuosità degli impianti coinvolti per mezzo di audit condotti su tutto il territorio europeo secondo uno standard previsto dalla WEEELABEX Organisation. L’obiettivo è realizzare una prassi omogenea e trasparente valida per tutti i Paesi europei, con il vantaggio di una riduzione dei costi nel processo di trattamento dei RAEE e un beneficio in termini economici per produttori e consumatori. A solo un anno dall’avvio degli audit, in Europa sono avvenuti 75 processi di certificazione di impianti. Un procedimento complesso e lungo, proprio a testimonianza dell’elevato livello di controllo del sistema. Su 75 impianti sottoposti a rigido controllo nel corso del 2014, 15 hanno ricevuto la certificazione: 2 di questi sono italiani. Il progetto ha riscosso successo in tutto il mondo, divenendo un faro di eticità internazionale per l’intero settore, tanto che anche America, Brasile, Cina, Giappone, Malesia, Nigeria e Sud Africa lo hanno preso come esempio per la costruzione dei propri procedimenti di trattamento dei RAEE. Grazie a tale risonanza, il 2015 rappresenterà un anno importante per WEEELABEX con ulteriori audit e il coinvolgimento di numerose nuove strutture, garantendo così una filiera di gestione dei RAEE come modello internazionale di trasparenza ed eccellenza.

33


parte prima

PERFORMANCE AMBIENTALE Valutare e misurare l’impatto sull’ambiente della propria attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici e dei rifiuti di pile è una priorità per SAFE. Per conseguire questo risultato è stata prevista, in collaborazione con Ambiente Italia, la redazione del Bilancio Ambientale di tutti i consorzi, al fine di monitorare i benefici ambientali derivanti dalla riduzione del quantitativo di rifiuti destinato allo smaltimento e dunque recuperati come materia prima seconda. Numeri importanti che riassumono i benefici ambientali derivanti dalle attività di gestione

dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE) e Rifiuti di Pile e Accumulatori Portatili (Ri.PA) svolte dal Gruppo nel 2014: 1. sono stati recuperati complessivamente 21.726 ton di materiali su un totale di 24.334 ton di rifiuti trattati (pari al 90%); 2. sono state evitate 47.026 ton di gas ad effetto serra immesse in atmosfera pari alle emissioni di oltre 23.050 auto che percorrono in media 10.000 km; 3. sono stati risparmiati 760.167 GJ di energia, pari al consumo annuo di 138.250 frigoriferi in classe C.

PERFORMANCE ECONOMICA La fusione operativa di Ecoped, ecoR’it e Ridomus ha consentito di colmare le debolezze inevitabilmente presenti nei singoli consorzi, ha ottimizzato le prestazioni e la saturazione di tutte le risorse, incentivando una più coerente distribuzione delle mansioni ed il focus nelle rispettive competenze distintive. Sappiamo di essere solo all’inizio e sappiamo quanto ogni processo di integrazione sia delicato, siamo però anche certi che l’applicazione e il clima di forte positività che percepiamo in tutto l’ambiente possa costituire il collante necessario al raggiungimento degli sfidanti obiettivi che, come Gruppo, ci siamo posti. La

34

strada è quella giusta: maggiori scale significa allocare - ottimizzandoli - gli investimenti effettuati in capitale umano e tecnologico, significa incentivare la competitività della fase di approvvigionamento, significa fertilizzare il pensiero con diversi e stimolanti punti di vista. Significa, per i consorziati, avere anche la possibilità di fruire di ulteriori servizi a valore aggiunto. Dinamismo, oculatezza, trasparenza, tensione al miglioramento, massimo rispetto per l’ambiente in cui viviamo ed in cui vivranno i nostri figli: i valori di Ecoped, ecoR’it e Ridomus sono oggi i valori di SAFE.


parte prima

I NOSTRI NUMERI RAEE DOMESTICI Secondo il Rapporto 2014 del Centro di Coordinamento RAEE, di cui Ecoped, ecoR’it e Ridomus fanno parte con una rappresentanza in seno agli organi direttivi, il 2014 ha registrato un incoraggiante aumento, pari ad oltre il 2%, nella raccolta dei RAEE sul territorio nazionale. Dati positivi che, dopo la leggera flessione dell’anno precedente, fanno presagire una coscienziosa ripresa del settore. Un buon anno questo, traducibile in 231.717.031 kg di raccolta complessiva e un incremento di quasi 6 milioni di chilogrammi rispetto al 2013. In costante aumento anche il dato medio pro capite che si stabilizza sui 3,8 kg di RAEE raccolti per abitante. In flessione solamente i RAEE appartenenti al Raggruppamento 3 (monitor e tv) che subiscono, rispetto all’anno precedente, una riduzione dello 0,53%, dato che si conferma comunque superiore rispetto alle previsioni di raccolta. Un segnale complessivo importante, che fa sperare in una rassicurante ripresa del settore Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, considerato soprattutto l’andamento del

mercato negli ultimi anni che ha notevolmente ridimensionato il potere di acquisto degli italiani. Il calo della spesa dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche ha infatti - fino ad oggi - prodotto una contrazione dei rifiuti prodotti; è stata infatti spesso rimandata la decisione, da parte dei consumatori, di sostituire le apparecchiature obsolete o rotte con apparecchiature nuove. A supporto dell’incremento degli acquisti, un apporto notevole è stato dato dalle decisione di prorogare gli “eco bonus”, ossia gli incentivi statali alla rottamazione, che hanno permesso detrazioni fino al 50% per alcune tipologie di elettrodomestici. Un ulteriore effetto dell’incremento dei RAEE prodotti è segnato anche dalla crescita del numero di missioni di ritiro effettuate, dai diversi Sistemi Collettivi, presso i Centri di Conferimento italiani. Il 2014 evidenzia un dato crescente per quanto concerne il totale di ritiri rispetto all’anno precedente (136.386 contro i 130.127 del 2013), ma soprattutto un andamento costante e crescente nel corso dell’anno.

35


parte prima

RAEE DOMESTICI

I numeri di SAFE lo confermano: 20.864 tonnellate totali di RAEE raccolti in un anno. Solo nel 2014 abbiamo ritirato 4.480 tonnellate di R1, 1.607 ton di R2, 4.629 ton di R3, 10.114 di R4 e 34 di R5 effettuando un totale di 11.878 missioni di ritiro.

Nel 2014 SAFE ha avviato a trattamento 20.864 tonnellate di RAEE domestici effettuando 11.878 missioni di ritiro

Da evidenziare il dato, detenuto dal Gruppo, riguardante i ritiri relativi al Raggruppamento 4 (ICT, PED, EC, utensili, giocattoli ed Home fitness, fotocamere, illuminazioni e altro), corrispondente al 25,31% sul totale di attività dell’intero sistema RAEE. Una presenza rilevante che sottolinea una buona partenza per l’anno zero di SAFE.

RAPPRESENTATIVITÀ SUL SISTEMA RAEE

R1

R2

7,00 %

2,77 %

R3

R4

R5

6,76 %

25,31 %

2,68 %

2,68

R1

4.480 ton.

R2

1.607 ton.

R3

4.629 ton.

6,76

2,77

25,31

36

R4

10.114 ton.

R5

34 ton.

7,00


parte prima

RAEE DOMESTICI

Il centro-nord si aggiudica il primato di virtuosità e la Lombardia, con le sue 4.701 tonnellate di RAEE raccolte, la regione più produttiva. Seguono Emilia Romagna (2.027 tonnellate) e Piemonte (1600 tonnellate). La peggiore prestazione regionale è rilevata in Valle D’Aosta, con sole 32 tonnellate di RAEE raccolti nell’intero anno (dato da valutare però anche alla luce dell’ammontare della popolazione regionale, che conta solamente 128.591 abitanti). A partire dal 2013 le attività di ritiro dei Sistemi Collettivi comprendono - oltre ai Centri di Raccolta comunali e i Luoghi di Raggruppamento gestiti dalla Distribuzione anche Centri di Raccolta privati e gli Installatori iscritti al portale del Centro di Coordinamento RAEE. L’attività di SAFE coinvolge 1.591 Punti di Prelievo dei RAEE su tutto il territorio nazionale. Tra le 20 regioni italiane, quella in cui il Gruppo è più presente è senz’altro la Lombardia con 357 PDP, segue a quota 153 (meno della metà) l’Emilia Romagna distaccata di poche unità dal Piemonte con 139 punti di prelievo. Andando ad analizzare le singole aree del Paese, si notano alcune differenze significative. Tra le regioni con minor presenza troviamo infatti Basilicata (16 PDP) e il Molise (14 PDP); anche se la regione effettivamente con minor copertura si conferma essere la “penalizzata” Valle d’Aosta con soli 6 Punti di Prelievo, ma come già esposto anche una densità di popolazione nettamente inferiore rispetto alla media.

LE REGIONI PIÙ SERVITE Lombardia:

357 PdP

Emilia Romagna:

153 PdP

Piemonte:

139 PdP

Il mese più produttivo è stato Luglio con 1.130 missioni.

LE REGIONI PIÙ VIRTUOSE Per raccolta in termini assoluti Lombardia:

4.701 ton.

Emilia Romagna:

2.027 ton.

Piemonte:

1.600 ton.

Per raccolta pro-capite Trentino-Alto Adige:

1,18 Kg/ab

Friuli-Venezia Giulia:

0,52 Kg/ab

Umbria:

0,51 Kg/ab

PREMI DI EFFICIENZA EROGATI 772.839 €

37


parte prima

RAEE DOMESTICI

Uno scenario nel complesso positivo, nel quale però non si deve sottovalutare il problema dei RAEE sottratti dalla filiera ufficiale di gestione organizzata dai Sistemi Collettivi. Ad oggi, infatti, non è possibile quantificare quanto incidano, in termini numerici, i fenomeni di illegalità connessi ai RAEE. Non si tratta solo di redigere le statistiche ufficiali, ma di prendere coscienza che tutte le

38

apparecchiature elettriche ed elettroniche non smaltite in maniera conforme alla normativa potrebbero arrecare gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Un tema che sta molto a cuore a SAFE che, con Weeelabex ed ECOGuard ed i loro futuri sviluppi, si impegna ogni giorno affinché un’attenta azione preventiva possa condurre ad una condizione di “rischio zero”, contrastando le attività illecite di organizzazioni criminali che prosperano a danno dell’ecosistema.


parte prima

RAEE DOMESTICI

COPERTURA TERRITORIALE TONNELLATE RACCOLTE PER REGIONE Copertura Territoriale - Punti di prelievo

113 6

357

32

1.591

83

1.241

644 147

4.701

Tonnellate raccolte

1.932

139 1.600

153

20.864

2.027

30 580

81 1.578

51

526

30 457

21

358 14

67

125 52

1.311 91 1.031

658

16 73

72 819

24 316

44

854

39


parte prima

PILE PORTATILI Incremento considerevole anche per la filiera di gestione dei rifiuti di pile portatili. Nel corso del 2014, infatti, i Sistemi di Raccolta aderenti al Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, CDCNPA, hanno raccolto un totale di 9.584.746 kg di pile e accumulatori portatili esausti. Come riportato nel report annuale del CDCNPA, rispetto al 2013, che si era chiuso con 8,4 milioni di kg di materiale raccolto, il nuovo anno registra un aumento netto del 13%. Un dato molto positivo che conferma la ripresa del mercato, soprattutto se si prende in esame un periodo storico più ampio. Negli ultimi quattro anni, infatti, si è registrata una costante crescita, con un incremento tra il 2011 e il 2014 di oltre 2 milioni di kg di rifiuti raccolti. I valori inerenti la raccolta totale, diffusi nel Rapporto 2014 del CDCNPA, provengono da due flussi di rifiuti: il primo, pari a 4.450.225 kg riguarda la raccolta che i consorziati svolgono presso i soggetti abilitati e iscritti al CDCNPA, mentre il secondo, pari a 5.134.521 kg concerne le modalità di raccolta professionali svolte dai consorziati presso altri soggetti che detengono i rifiuti. Da sottolineare un dato estremamente contro corrente rispetto a mercati analoghi: l’incremento della raccolta è avvenuto in modo indirettamente proporzionale ai quantitativi di pile e accumulatori nuovi immessi sul mercato. La vendita di pile è diminuita, infatti, tra il 2011 e il 2014, di circa il 17%, mentre la raccolta è cresciuta del 28% nello stesso periodo.

40

Nel 2014 SAFE ha ritirato 332 tonnellate di Pile portatili effettuando 782 missioni Per SAFE il 2014 si riassume in tonnellate: 332 per essere precisi, quelle raccolte dal Gruppo nel corso dell’anno effettuando un totale di 782 missioni di ritiro. Milano si incorona provincia più virtuosa con le sue 92 tonnellate di raccolta, seguono Verona a quota 77 tonnellate e Parma con 45 tonnellate di Pile e Accumulatori esausti. Per il 2014 la media di raccolta mensile è stata intorno alle 28 tonnellate al mese, con picchi di produttività nei trentun giorni di ottobre (42 tonnellate), marzo e in gennaio (40 tonnellate per mese). La resa diminuisce nel mese di maggio e la raccolta di Pile e Accumulatori esausti cala di ben dieci punti sotto la media, bloccandosi a 19 tonnellate. La raccolta viene effettuata da SAFE presso differenti tipologie di soggetti; ognuno di questi Centri di Raccolta contribuisce con un proprio apporto in termini di quantitativo raccolto. Nel 2014 SAFE ha ritirato: • CdR Comunali: 285 tonnellate. Tutti i rifiuti di Pile e Accumulatori Portatili raccolti in modo differenziato grazie al servizio pubblico di gestione dei rifiuti urbani;


parte prima

• • • •

Centri di Stoccaggio: 18 tonnellate. Impianti di recupero messa in riserva, autorizzati secondo normativa dal D.Lgs. 152/2006, alla ricezione, conservazione, e gestione delle Pile e Accumulatori Portatili esausti; Distributori: 27 tonnellate. Tutti coloro che, nell’ambito di un’attività commerciale, forniscono Pile e Accumulatori Portatili verso un utilizzatore finale attrezzato di specifico contenitore per il ritiro da parte dei cittadini del rifiuto; Grandi Utilizzatori: 2 tonnellate. L’insieme degli grandi attori produttori iniziali di rifiuti di Pile e Accumulatori Portatili, con una produzione pari ad almeno 400 kg annui e la garanzia di un ritiro minimo singolo pari a non meno di 100 kg; Impianti di Trattamento RAEE: 0,1 tonnellate. A questa tipologia di CdR appartengono tutti gli impianti inerenti al trattamento dei rifiuti generati da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); in queste strutture è garantito il ritiro delle pile portatili estratte dai RAEE durante le differenti stadi di trattamento.

L’attività di SAFE interessa 585 Punti di Prelievo di Pile e Accumulatori Portatili in tutta Italia. Tra le province italiane, la maggiore copertura territoriale è soddisfatta nella provincia di Milano, Lombardia, che vanta 111 luoghi di raccolta. A seguire Verona, Veneto, con 94 LdR, soli 64 punti di prelievo invece per la provincia di Como, Lombardia, che mantiene comunque la terza posizione come copertura territoriale. Tra le province con minor presenza troviamo invece le siciliane Caltanissetta ed Enna (3 LdR) e la lombarda Varese (2 LdR).

Ton RACCOLTI (P1) PER TIPOLOGIA CDR Ton CdR comunale Grandi utenti Distribuzione Impianti RAEE Centri di stoccaggio

285 2 27 0,1 18

Totale complessivo

332

COPERTURA TERRITORIALE Le province più servite: Milano - Lombardia:

111 PdP

Verona - Veneto:

94 PdP

Como - Lombardia:

64 PdP

Le provincie più virtuose: Per raccolta in termini assoluti Milano -Lombardia:

92 ton.

Verona - Veneto:

77 ton.

Parma – Emilia Romagna: 45 ton. Il mese più produttivo è stato Ottobre in cui sono state effettuate 90 missioni.

PREMI DI EFFICIENZA EROGATI 20.971 €

41


parte prima

PILE PORTATILI

COPERTURA TERRITORIALE TONNELLATE RACCOLTE PER PROVINCIA Copertura Territoriale - Punti di prelievo

585

Sondrio Como

14 64

18

12

Varese

2

0,1

Milano

Verbano Cusio Ossola

26

111 92 10 0,3

94

28

Pisa

13

Belluno

9

Verona

77

Tonnellate raccolte

45

Parma

20

14

2

33 Roma

53

18

4 17

Caserta

2

6

51

Medio Campidano

6

Trapani

Caltanissetta

42

Chieti

10

15

Frosinone

4

332

Fermo

11

0 3

0

4

0

3

0

Messina Enna

0,1

25

Lecce

Vibo Valentia


parte prima

BATTERIE PIOMBO INDUSTRIALI ED AVVIAMENTO Per quanto concerne la raccolta di batterie al piombo, nel corso del 2014 il Gruppo SAFE, attraverso le attività del consorzio Ecopower, ha raccolto 25.657 tonnellate in 4.292 missioni di ritiro. Grazie a questo programma, tale tipologia di rifiuto è trattata fino al recupero delle materie prime seconde, reintrodotte successivamente nei mercati con un guadagno rilevante in termini economici e di salvaguardia ambientale per i produttori del rifiuto. Nel dettaglio, il trattamento delle batterie contenenti piombo, successivo alla raccolta differenziata e al trasporto in aree di stoccaggio dedicate, prevede la frantumazione, processo

meccanico mediante il quale vengono triturate e separate le parti fisiche del dispositivo. Nel secondo step, le componenti plastiche, circa il 10%, vengono destinate alle industrie di riciclo, mentre le parti meccaniche vengono sottoposte a un processo di recupero, il cosiddetto “circolo virtuoso del riciclo”, che comprende due fasi: la fusione, nella quale il piombo viene raccolto in forni con l’aggiunta di reagenti specifici e la raffinazione del piombo derivato dalla fusione che è poi sottoposto ad un percorso di eliminazione delle impurità. Al termine di questa ultima fase si otterrà il “piombo secondario”, del tutto uguale al minerale originario e con le stesse possibilità di utilizzo.

4.292 25.657

Missioni di ritiro

Ton. batterie ritirate 43


parte prima

RAEE PROFESSIONALI Nel 2014 SAFE ha ritirato 3.137 tonnellate totali di RAEE Professionali effettuando 3.208 missioni di ritiro. La tipologia Informatica, Ped e Utensili detiene la maggior quota del mercato dei RAEE Professionali con il 91,42% e 2.623

TIPOLOGIA DI RIFIUTO FREDDO E CLIMA

tonnellate di rifiuti raccolti. La regione con la maggiore operosità è la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna e dal Lazio, mentre per Molise, Valle d’Aosta e Basilicata i dati riportano una scarsa partecipazione.

CER

TON

%

16.02.11

96

3,06%

20.01.23

83

2,65%

179

5,70%

16.02.13

70

2,24%

20.01.35

19

0,61%

89

2,85%

16.02.14

2.623

83,63%

20.01.36

245

7,79%

2.868

91,42%

1

0,03%

Totale TV E MONITOR Totale INFORMATICA/PED/UTENSILI Totale SORGENTI LUMINOSE

Totale

Totale Complessivo

44

20.01.21

3.137


parte prima

TONNELLATE RACCOLTE PER REGIONE

53

3.137

28

0,26 1.688

192

115 437 32 34

64 30

11 0,10 304 56 43

2

13 14

20

45


parte prima

TONER Nel 2014 SAFE ha ritirato presso le aziende circa 250.000 Toner esausti grazie al servizio R’iToner, consolidato negli anni a salvaguardia della gestione di questo tipo di rifiuto. Il programma, attivo su tutto il territorio nazionale, registra dati considerevoli in Lombardia mentre è minimo il contributo di Molise e Valle d’Aosta.

I toner esausti ritirati vengono trattati da un impianto italiano, unico nel settore, che assicura altissimi tassi di recupero grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Le operazioni di trattamento consistono essenzialmente nella macinazione del rifiuto e nella successiva selezione delle materie prime seconde di risulta, quali alluminio, acciaio, ferro, plastica e rame.

Quantità raccolte anno 2014: 253.724 toner in 2.613 missioni di ritiro

46


parte prima

PEZZI RACCOLTI PER REGIONE

6.994

253.724

1.227

10 127.387

13.640

12.009 22.232 3.805 9.289

10.920 7.282

1.491 50 24.672 3.102 4.001

280

1.907 482

2.944

47


parte prima

ALTRI RIFIUTI DA UFFICIO Il ritiro inerente i rifiuti da ufficio raggiunge quota 482 tonnellate totali con una tipologia di rifiuto, quello di parti di apparecchiature, che copre circa il 30% del mercato complessivo e

TIPOLOGIA DI RIFIUTO

CER

TON

%

BATTERIE ED ACCUMULATORI

16.06.02, 16.06.04, 16.06.05

300

62,2%

CARTA E CARTONE

20.01.01

5

1%

CAVI

17.04.11

0,3

0,1%

IMBALLAGGI

15.01.01, 15.01.02, 15.01.03, 15.01.06, 15.01.10

10

2,1%

INCHIOSTRI

08.03.13

1

0,2%

INGOMBRANTI

20.03.07

14

2,8%

PARTI DI APPARECCHIATURE

16.02.15, 16.02.16

147

30,6%

5

1%

482

100,00%

ALTRI RIFIUTI Totale Totale Complessivo

48

altri CER relativi a Batterie ed Accumulatori che, con 300 tonnellate, rappresentano circa il 62% del totale.

08.01.11, 15.02.03, 16.05.05, 17.04.05,

08.04.10, 16.01.17, 17.02.02, 17.06.04,

12.01.05, 16.01.19, 17.02.03, 18.01.03


parte prima

1

30,6

Batterie ed accumulatori

62,2%

Carta e cartone

1%

Cavi

0,1%

Imballaggi

2,1%

Inchiostri

0,2%

Ingombranti

2,8%

Parti di apparecchiature

30,6%

Altri rifiuti totale

1%

62,2 2,8 0,2 2,1 0,1

1

49


BENEFICI AMBIENTALI DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO ECOPED (RAEE E PILE PORTATILI) Flussi di Raccolta Anno 2014

SocietĂ responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

50


Sommario 50

L’attività del consorzio Ecoped nel 2014

51

Il beneficio ambientale

53

Conclusioni

51


1 L’ATTIVITÀ DEL CONSORZIO ECOPED NEL 2014 A seguito dell’analisi ambientale delle proprie attività, il consorzio Ecoped ha valutato i benefici ambientali derivanti dal ciclo di recupero di RAEE e dei rifiuti di pile portatili. Nella seguente tabella sono riportati i quantitativi di rifiuti gestiti dal consorzio Ecoped nel corso del 2014, la maggior parte dei quali è stata avviata a riciclo: per

quanto riguarda il circuito domestico (RAEE domestici e pile portatili), la percentuale totale di riciclo si attesta oltre l’87%, con un valore massimo pari al 97% per il raggruppamento R2; per il circuito professionale (RAEE professionali), invece, il riciclo totale corrisponde al 93%, con un massimo del 97,8% nel caso del CER 16 02 14.

Tabella 1: Bilancio di massa complessivo per Ecoped, RAEE domestici e pile portatili – anno 2014

RAGGRUPPAMENTO

QUANTITÀ RACCOLTE ANNO 2014

RICICLO TOTALE

SMALTIMENTO TOTALE

ton.

ton.

%

ton.

%

R1

105

83,38

79,09%

22,04

20,9%

R2

1.393

1.354,40

97,21%

38,90

2,8%

R3

18

14,51

80,23%

3,58

19,8%

R4

6.479

6.205,26

95,78%

273,39

4,2%

R5

4.532

4,23

93,42%

0,30

6,6%

PILE

224

158,59

70,8%

54,41

29,2%

TOTALE

8.224

7.820,37

95,09%

392,62

4,91%

Tabella 2: Bilancio di massa complessivo per Ecoped, RAEE professionali – anno 2014

CER

52

QUANTITÀ RACCOLTE ANNO 2014

RICICLO TOTALE

SMALTIMENTO TOTALE

ton.

ton.

%

ton.

%

16 02 11

120

96,34

79,95%

24,17

20,1%

16 02 14 (grandi bianchi)

109

105,88

97,21%

3,04

2,8%

16 02 13

25

19,37

78,22%

5,39

21,8%

16 02 14 (PED)

222

212,94

95,79%

9,35

4,2%

20 01 21

0,042

0,04

93,42%

0,00

6,6%

TOTALE

477

434,56

91,20%

41,95

11,41%


2 IL BENEFICIO AMBIENTALE Il beneficio ambientale delle attività svolte dal consorzio Ecoped consiste nel ridurre il quantitativo di rifiuti destinati a smaltimento e nell’avviarli a recupero come materia prima seconda. Conseguentemente il consorzio contribuisce al risparmio di risorse, sia in termini di materia che di energia, che sarebbero necessarie in mancanza del riciclo. Il beneficio ambientale consiste, quindi, nell’evitare l’impatto ambientale associato allo smaltimento dei rifiuti e nell’evitare la produzione di materie prime vergini, sostituita dal reintegro del materiale riciclato di Ecoped. L’attività del consorzio contribuisce alle emissioni di gas effetto serra, per la fase di trasporto dei rifiuti (dal loro sito di produzione agli impianti di trattamento e successivamente al destino finale), per le attività svolte dagli impianti di trattamento e per gli impatti dovuti allo smaltimento. A fronte di questo aumento delle emissioni di gas serra (scenario “attività Ecoped”) il consorzio contribuisce: • ad evitare gli impatti dello smaltimento dei RAEE in discarica (scenario “no riciclo”); • ad evitare gli impatti della produzione di materie prime vergini, cioè di risorse estratte dall’ambiente naturale (scenario “mancata produzione materie prime”).

Le tabelle 3 e 5 riportano le emissioni di CO2 equivalente prodotte dai seguenti scenari: • • •

lo scenario “no riciclo” rappresenta le emissioni che si avrebbero nel caso in cui i rifiuti fossero inviati totalmente a discarica; lo scenario “attività Ecoped” rappresenta invece le emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti da parte del consorzio, come descritto precedentemente (§ 1); lo scenario “mancata produzione materie prime” corrisponde alle emissioni derivanti dalla produzione da materiale riciclato rispetto a quelle derivanti da materie vergini. Il segno negativo indica che le emissioni derivanti dalla produzione di materie prime secondarie è minore rispetto a quella da materie prime vergini.

Il beneficio ambientale totale corrisponde alla differenza tra il contributo dato dall’attività di Ecoped e dalla produzione dei manufatti da materie prime secondarie meno lo scenario “no riciclo” e la produzione dei manufatti da materie prime vergini. Nelle tabelle 4 e 6, invece, il beneficio ambientale è espresso in termini di consumi energetici: anche in questo caso sono riportati i consumi derivanti dai diversi scenari e l’energia risparmiata grazie all’attività di Ecoped. Le emissioni evitate e il risparmio energetico sono calcolati in riferimento alle quantità di rifiuti che il consorzio Ecoped ha gestito nel corso del 2014 (vedi tabella 1 e 2).

Tabella 3: Beneficio ambientale in termini di emissioni di CO2eq, circuito domestico – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

no riciclo (ton CO2eq)

attività Ecoped (ton CO2eq)

mancata produzione materie prime (ton CO2eq)

ton CO2eq evitate

R1

101,66

43,95

-166,31

-224,02

R2

19,60

254,49

-2.022,31

-1.787,42

R3

0,68

2,01

-28,31

-26,98

R4

338,73

1.360,30

-15.847,91

-14.826,35

R5

0,30

0,44

-5,22

-5,08

P1

144,36

169,97

-615,12

-589,51

TOTALE

605,33

1.831,16

-18.685,19

-17.459,37

53


2 IL BENEFICIO AMBIENTALE Tabella 4: Beneficio ambientale in termini di consumi energetici, circuito domestico – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

no riciclo (GJ)

attività Ecoped (GJ)

mancata produzione materie prime (GJ)

GJ risparmiate

R1

20,71

304,16

-2.109,62

-1.826,17

R2

141,14

3.761,04

-31.254,72

-27.634,83

R3

2,78

28,26

-449,96

-424,48

R4

1.145,90

19.660,64

-318.594,87

-300.080,14

R5

0,81

6,17

-55,22

-49,85

P1

1.254,53

1.254,53

-9.324,52

-9.324,52

TOTALE

2.565,88

25.014,80

-361.788,91

-339.339,99

Sia dal punto di vista delle emissioni di gas serra sia da quello del consumo energetico, le attività del consorzio Ecoped (trasporti lungo la filiera dei RAEE, trattamenti primari e secondari, recupero e smaltimento finale dei rifiuti) hanno generato impatti ambientali superiori rispetto a quelli che sarebbero stati prodotti in caso di completo smaltimento in discarica (colonna “no riciclo delle tabelle precedenti), tranne che per le emissioni del raggruppamento R1, in quanto lo smaltimento degli impianti di refrigerazione senza recupero dei CFC risulta particolarmente impattante. Come già evidenziato, però, oltre a non disperdere sostanze inquinanti,

occorre considerare il beneficio ottenuto grazie al fatto di poter avviare a riciclo materiali che altrimenti sarebbero prodotti completamente ex-novo. Il beneficio ambientale complessivo rimane, quindi, positivo. Il bilancio complessivo delle emissioni climalteranti mostra in modo evidente il peso e l’importanza dell’attività di recupero dei materiali: la gestione dei RAEE domestici (comprese le pile portatili) che il consorzio Ecoped ha svolto nel 2014 ha permesso di evitare l’emissione di 17.459 tonnellate di CO2eq, mentre il risparmio energetico è di quasi 340.000 GJ.

Tabella 5: Beneficio ambientale in termini di emissioni di CO2eq, circuito professionale – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

54

CER

no riciclo (ton CO2eq)

attività Ecoped (ton CO2eq)

mancata produzione materie prime (ton CO2eq)

ton CO2eq evitate

16 02 11*

116,25

74,80

-275,15

-316,60

16 02 14 (grandi bianchi)

0,99

16,91

-183,07

-167,15

16 02 13*

2,99

2,96

-34,69

-34,71

16 02 14 (PED)

9,98

35,91

-482,34

-456,41

20 01 21*

0,0025

0,00

-0,05

-0,05

TOTALE

130,22

130,58

-975,29

-974,92


Tabella 6: Beneficio ambientale in termini di consumi energetici, circuito professionale – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

CER

no riciclo (GJ)

attività Ecoped (GJ)

mancata produzione materie prime (GJ)

GJ risparmiate

16 02 11*

28,62

356,65

-2.157,78

-1.829,75

16 02 14 (grandi bianchi)

1,85

47,32

-2.699,07

-2.653,60

16 02 13*

13,00

193,69

-520,69

-340,00

16 02 14 (PED)

21,15

526,69

-8.840,44

-8.334,90

20 01 21*

0,0039

0,06

-0,51

-0,46

TOTALE

64,61

1.124,40

-14.218,49

-13.158,70

Anche nel caso dei rifiuti del circuito professionale i consumi energetici risultano maggiori per le attività di Ecoped rispetto allo smaltimento dei RAEE in discarica (come per il circuito dei RAEE domestici), mentre per le emissioni di gas serra si nota come lo scenario “no riciclo” e lo scenario “attività Ecoped” siano pressoché equivalenti, grazie all’impatto del CER 16 02 11 dovuto al mancato recupero (e quindi emissione) dei gas CFC degli impianti di refrigerazione. La competitività dello scenario “attività Ecoped” rispetto allo scenario

“no riciclo” è dovuta anche all’assenza del trasporto casa-piazzola ecologica presente nel circuito domestico di raccolta dei RAEE. Il bilancio totale delle emissioni climalteranti mostra, anche nel caso dei RAEE professionali, il peso e l’importanza dell’attività di recupero dei materiali: la gestione dei RAEE professionali che il consorzio Ecoped ha svolto nel 2014 ha permesso di evitare l’emissione di oltre 1.000 tonnellate di CO2eq e il risparmio energetico è stato di oltre 13.000 GJ.

3 CONCLUSIONI Il bilancio ambientale del ciclo dei flussi dei rifiuti (RAEE e pile portatili), trattati dal consorzio Ecoped nel corso del 2014 e redatto in collaborazione con Ambiente Italia, vede riassunti i benefici ambientali derivati dall’attività di Ecoped. Le attività svolte dal consorzio nel 2014 hanno: - recuperato complessivamente 8.255 tonnellate di

- -

materiali su un totale di 8.701 tonnellate di rifiuti trattati (pari al 95%); evitato l’emissione in atmosfera di 18.434 tonnellate di gas a effetto serra pari alle emissioni di quasi 9.000 auto che percorrono in media 10.000 km; risparmiato 352.499 GJ di energia, pari al consumo annuo di circa 55.350 frigoriferi in classe C (ovvero al consumo di una città di 130.000 abitanti).

55


CALCOLO DELLA CARBON FOOTPRINT DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO ECOPED (RAEE E PILE PORTATILI) Flussi di Raccolta Anno 2014

Società responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

56


Sommario 56

Introduzione

60

Obiettivo e campo di applicazione dello studio

64

Analisi di inventario

103

Valutazione degli impatti

111

Interpretazione del ciclo di vita

114

Bibliografia

57


1 INTRODUZIONE La crescente attenzione al problema dei cambiamenti climatici, l’importanza che oggi sul mercato è data ai requisiti “ecologici” dei prodotti, la maggior consapevolezza del consumatore verso scelte più responsabili e comportamenti virtuosi, hanno contribuito a determinare la creazione di nuovi modi per fornire informazioni relative all’impatto sul clima di prodotti e servizi. In questo ambito ha trovato grande diffusione la “carbon footprint”: essa rappresenta un indicatore ambientale che esprime la quantità totale delle emissioni di gas ad effetto serra emesse, direttamente o indirettamente, durante il ciclo di vita di un prodotto, di un’organizzazione o di un servizio e fornisce una quantificazione dell’impatto delle attività umane, espressa come quantità di anidride carbonica equivalente (CO2eq). Nel calcolo dalla carbon footprint si tiene conto di tutti i gas clima-alteranti del Protocollo di Kyoto, tra cui l’anidride carbonica (CO 2), il metano (CH4), l’ossido nitroso (N2O) e altri composti chimici (come i CFC, Halon, HCFC, ecc.). Ciascuna di queste emissioni è moltiplicata per il corrispondente coefficiente di caratterizzazione del potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP) e la somma totale fornisce il valore di carbon footprint. La carbon footprint dei prodotti comprende l’assorbimento e l’emissione di gas clima-alteranti nell’arco dell’intera vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime e la loro trasformazione, al loro uso, fino al riciclaggio ed eventuale smaltimento finale. In ciascuna delle suddette fasi, le emissioni di gas ad effetto serra possono derivare da sorgenti come l’utilizzo di energia e di combustibili per il trasporto, dalla produzione di rifiuti e dalle perdite di refrigeranti dai sistemi di refrigerazione, mentre gli assorbimenti possono derivare dalla fissazione della CO2 atmosferica da parte delle piante o del suolo.

58

1.1 LO SVILUPPO NORMATIVO DEI RAEE

Il D.Lgs. 151/05 (ora sostituito dal D.Lgs. 49/2014) definisce RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) le apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono considerate rifiuti ai sensi della normativa vigente, inclusi tutti i componenti, i sottoinsiemi ed i materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene. I Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) non possono essere gettati nei normali cassonetti e smaltiti in discarica, in quanto possono contenere sostanze in grado di contaminare l’ambiente in maniera irreversibile, quali ad esempio metalli pesanti, sostanze lesive per l’ozono e sostanze alogenate; pertanto, per evitare la dispersione di tali componenti, è necessario trattare nel modo corretto le componenti inquinanti (attraverso recupero o riciclo) e smaltire le sole parti residue non più recuperabili. La normativa di riferimento che ha regolamentato la gestione di questi rifiuti è il Decreto Legislativo 151 del 2005, che ha migliorato, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai produttori agli utilizzatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo. Al decreto legislativo hanno fatto seguito 5 decreti ministeriali attuativi: • •

DM 25/09/07: istituzione del comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE, ai sensi dell’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151; DM 25/09/07, n. 185, recante l’istituzione del “Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE”, del “Centro di coordinamento per l’ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi” e del “Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE” (attuazione articoli 13, comma 8 e 15 comma 4, D.Lgs. 151/2005);


• • •

DM Ambiente 8 aprile 2008 recante “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato — Articolo 183, comma 1, lettera cc) del D.Lgs. 152/2006”; DM Ambiente 12 maggio 2009 recante “Finanziamento gestione Raee”; DM Ambiente 8 marzo 2010, n. 65, recante “Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) — Modalità semplificate”.

In particolare il Decreto stabilisce misure e procedure finalizzate a: a) prevenire la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; b) promuovere il reimpiego, il riciclo e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento; c) migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature, quali, ad esempio, i produttori, i distributori, i consumatori e, in particolare, gli operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE; d) ridurre l ’uso d i s o s t a n ze p e r i c o l o s e ne lle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il sistema introdotto dalla normativa è improntato sulla responsabilità dei “produttori” (ossia dei primi importatori o fabbricanti) ai quali si chiede di organizzare e finanziare la raccolta e la gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato. Nel 2014 sono stati pubblicati due importanti decreti legislativi che hanno sostituito il D.Lgs. 151/05. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27, Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2011/65/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005 D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2012/19/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005.

Il primo, entrato in vigore il 30 marzo 2014, prevede che le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato non dovranno contenere determinate sostanze tossiche e nocive individuate nell’allegato II del decreto, ovvero piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e bifenili polibromurati (PBB). Il secondo, invece, entrato in vigore il 12/04/14, oltre ad inserire prescrizioni per particolari tipologie di AEE, riguarda più direttamente la gestione dei rifiuti (RAEE): precisa meglio la distinzione tra i RAEE domestici e professionali, introducendo inoltre la novità dei RAEE di piccolissime dimensioni (oggetto di ritiro gratuito senza obbligo di acquisto dell’equivalente, cosiddetto “uno contro zero”), definendo:

RAEE DOMESTICI: i RAEE originati dai nuclei domestici

e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici. I rifiuti delle AEE che potrebbero essere usati sia dai nuclei domestici sia da utilizzatori diversi (“dual use”), sono in ogni caso considerati RAEE domestici.

RAEE PROFESSIONALI: i RAEE diversi da quelli provenienti da nuclei domestici.

RAEE DI PICCOLISSIME DIMENSIONI: i RAEE di

dimensioni esterne inferiori a 25 cm.

PANNELLI FV: sono definiti RAEE “domestici” se originati

da impianti di potenza nominale inferiore a 10 kW, mentre sono definiti RAEE “professionali” se di potenza superiore. Inoltre definisce:

CENTRI DI TRATTAMENTO: gli impianti o le imprese

che effettuano operazioni di trattamento Raee devono essere autorizzati con l’autorizzazione unica ex articolo 208, D.Lgs. 152/2006. L’autorizzazione garantisce l’utilizzo delle migliori tecniche di trattamento, di recupero

59


1 INTRODUZIONE e di riciclaggio disponibili, e stabilisce le condizioni per garantire l’osservanza dei requisiti previsti per il trattamento adeguato e per il conseguimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero indicati in allegato V.

8. 9. 10.

TRATTAMENTO: il trattamento prevede, almeno, la

Per quanto riguarda i RAEE domestici, nel periodo c.d “transitorio”, ovvero sino al 15 agosto 2018, la raccolta separata avviene suddividendo i rifiuti secondo 5 Raggruppamenti:

rimozione di tutti liquidi ed un trattamento selettivo conforme alle prescrizioni tecniche. Nel caso di RAEE contenenti sostanze lesive dell’ozono alle operazioni di trattamento si applicano le disposizioni del Reg. (CE) n. 1005/2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e del Reg. (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati a effetto serra.

Il nuovo Decreto RAEE 49/2014 precisa, all’articolo 35 comma 2°), che il Comitato di Vigilanza e Controllo (CVC) del sistema RAEE definisce i criteri di determinazione delle quote di mercato, anche in considerazione, ove possibile, del diverso impatto ambientale delle singole tipologie di AEE. A tal fine, il CVC valuta l’analisi del ciclo di vita dei beni che può essere facoltativamente presentata da ciascun produttore con riferimento alle proprie AEE.

1.2 IL CONSORZIO ECOPED

Il consorzio Ecoped organizza e gestisce per conto dei propri consorziati un sistema integrato per la raccolta, il trasporto ed il trattamento dei RAEE, sostituendosi ai “produttori” per tutte le fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e smaltimento di questi rifiuti. Le categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. 49/2014 sono: 1. grandi elettrodomestici; 2. piccoli elettrodomestici; 3. apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni; 4. apparecchiature di consumo; 5. apparecchiature di illuminazione; 6. strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni); 7. giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero; 60

dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati e infettati); strumenti di monitoraggio e di controllo; distributori automatici.

RAGGRUPPAMENTO 1 – Freddo e clima (es. frigoriferi, congelatori, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti, apparecchi per il condizionamento, ecc.);

RAGGRUPPAMENTO 2 – Altri grandi bianchi (es. lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchiature per la ventilazione e l’estrazione d’aria, ecc.);

• RAGGRUPPAMENTO 3 – TV e monitor; •

RAGGRUPPAMENTO 4 – Information Technology ed elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione (privat i d e lle sorg e nt i luminose ), pic c o li elettrodomestici e altro (es. stampanti, copiatrici, macchine da scrivere elettriche ed elettroniche, calcolatrici tascabili e da tavolo, fax, telefoni, telefoni cellulari, apparecchi radio, videocamere, registratori hi-fi, strumenti musicali, trapani, macchine per cucire, giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport e tutte le categorie non menzionate negli altri raggruppamenti), pannelli fotovoltaici;

RAGGRUPPAMENTO 5 – Sorgenti luminose (es. tubi fluorescenti, sorgenti luminose fluorescenti compatte, sorgenti luminose a scarica ad alta intensità, comprese sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta e bassa pressione, sorgenti luminose ad alogenuri metallici, ecc.).


I RAEE professionali, invece, vengono distinti direttamente per codice CER, così come elencati di seguito: • • • •

CER 16 02 11*: apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC; CER 16 02 13*: apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12; CER 16 02 14: apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13*; CER 20 01 21*: tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio.

Per garantire un servizio efficiente ed efficace di raccolta separata dei RAEE su tutto il territorio nazionale, in conformità alle disposizioni di legge, Ecoped utilizza una serie di fornitori qualificati per garantire un servizio integrato in tutte le fasi della gestione dei RAEE.

Le imprese conivolte si dividono in: • • •

imprese di logistica autorizzate (per le operazioni di raccolta, trasporto, stoccaggio-transit point eventuale); imprese per il trattamento selettivo: messa in sicurezza (rimozione dei materiali pericolosi e separazione delle frazioni riutilizzabili (per l’avvio all’effettivo recupero) o smaltimento dei componenti e frazioni riciclabili; imprese per il trattamento finale (end processing): attività ad alto contenuto tecnologico, che rendono possibile la reimmissione delle frazioni recuperate, senza ulteriori lavorazioni, nell’ambito di nuovi cicli produttivi come nuove materie prime.

Oltre ai RAEE, Ecoped gestisce anche la raccolta dei rifiuti di pile ed accumulatori.

61


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO 2.1 OBIETTIVO

L’analisi della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti gestiti da Ecoped e il calcolo della CFP ai sensi della norma ISO/TS 14067:2013 ha lo scopo di quantificare il contributo di questa attività al riscaldamento globale, espresso in termini di CO2 equivalente, valutando tutte le emissioni (e rimozioni) di gas serra lungo l’intero ciclo di vita. Il formato del Rapporto di studio della CFP è coerente con quanto definito dalla norma ISO/TS 14067.

2.2 CAMPO DI APPLICAZIONE

Le attività svolte dal consorzio Ecoped che sono state considerate nel calcolo della carbon footprint sono il trasporto e il trattamento di varie filiere di rifiuti: RAEE domestici e professionali e pile portatili. La prima fase del ciclo consiste nel ritiro dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche dal luogo dove sono stati “prodotti” (Centro di Raccolta per quanto riguarda i RAEE domestici e pile portatili e azienda/organizzazione per i RAEE professionali) e nel loro trasporto presso l’impianto di trattamento selettivo (conferimento diretto oppure indiretto, cioè attraverso lo stoccaggio). La seconda fase consiste nel trattamento dei rifiuti presso impianti autorizzati (trattamento selettivo), dove avviene la separazione delle varie parti che compongono il rifiuto al fine di essere recuperate direttamente o, eventualmente, inviate ad ulteriore trattamento (trattamento finale) o a smaltimento (discarica o inceneritore). I principali vantaggi della carbon footprint, rispetto ad un classico studio di LCA completo dei suoi consueti indicatori d’impatto, sono la facilità di comunicazione e di comprensione da parte del pubblico dei risultati finali poiché l’impatto ambientale è espresso tramite un singolo indicatore. Si rimanda al paragrafo 5.2, dove sono descritte le limitazioni dello studio.

62

2.3 NORMA DI RIFERIMENTO

Per il calcolo dell’impronta di carbonio della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio Ecoped, la norma di riferimento che viene utilizzata è, quindi, la ISO/TS 14067:2013 e lo studio di valutazione del ciclo di vita è condotto in conformità a quanto richiesto dalla norma.

2.3.1 TIPO DI CFP

Lo studio della CFP della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio Ecoped è una carbon footprint completa (“dalla culla alla tomba”).

2.3.2 CFP-PCR

Per lo studio in oggetto non verranno seguite PCR, in quanto non esistono documenti relativi con l’oggetto del presente studio.

2.4 I QUANTITATIVI DI RAEE TRATTATI DA ECOPED

I Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestici raccolti in Italia nel 2014 sono stati di 231.746 tonnellate1, di cui 8.224 tonnellate sono state gestite dal consorzio Ecoped. Come si può notare nella tabella seguente, dove sono riportati i quantitativi specifici suddivisi nei diversi raggruppamenti, quasi l’80% dei rifiuti gestiti fanno parte del raggruppamento R4 (PED, CE, ITC, apparecchi illuminanti e altro). Tabella 1: Quantità di RAEE domestici e RIPA trattati da Ecoped nel 2014

RAGGRUPPAMENTO

2014 (tonnellate)

R1

105

R2

1.393

R3

18

R4

6.479

R5

5

PILE

224

TOTALE

8.224


Invece, relativamente ai RAEE professionali gestiti da Ecoped, i quantitativi trattati nel 2014 sono pari a 477 tonnellate. Nella tabella 2 si riportano i quantitativi trattati nel 2014, suddivisi nei diversi CER. Tabella 2: Quantità di RAEE professionali trattati da Ecoped nel triennio 2011-2014

CER

2014 ton.

16 02 11*

121

16 02 14 (grandi bianchi)

109

16 02 13*

25

16 02 14 (PED)

222

20 01 21*

0,04

TOTALE

477,04

domestici, suddivisi nei diversi raggruppamenti, e RAEE professionali, separati per CER. Nel circuito dei rifiuti domestici sono inserite anche le pile portatili. Nelle figure 1 e 2 è rappresentato schematicamente il ciclo di vita dei RAEE: dal produttore (piazzola ecologica nel caso dei RAEE domestici, azienda per quelli professionali), il rifiuto viene avviato all’impianto di trattamento selettivo (eventualmente passando attraverso lo stoccaggio). Da qui, in seguito alla separazione delle varie componenti e alla macinazione del rifiuto, le diverse frazioni prodotte possono essere inviate a recupero diretto (con o senza passare per la messa in riserva) oppure possono essere mandate ad un altro impianto dove, in seguito ad uno specifico trattamento (definito finale), verranno recuperati altri materiali. In entrambi i trattamenti, quello selettivo dei RAEE e quello finale delle componenti, una parte dei rifiuti che ne derivano sono inviati a smaltimento (discarica o incenerimento).

Gli output derivanti dal trattamento selettivo delle diverse tipologie di RAEE (rifiuti e/o materie prime secondarie) possono essere avviati a riciclo, direttamente o dopo altri trattamenti (di seguito denominato “trattamento finale”), oppure a smaltimento (discarica o incenerimento).

2.5 UNITÀ FUNZIONALE E FLUSSO DI RIFERIMENTO L’unità funzionale fornisce il riferimento al quale i dati in ingresso e in uscita al sistema considerato sono riferiti. L’unità funzionale considerata nello studio in oggetto è:

1 tonnellata di RAEE gestita dal consorzio ECOPED Sono state quindi determinate le emissioni totali derivanti dai flussi di rifiuti gestiti dal consorzio nel 2014.

2.6 CONFINI DEL SISTEMA

Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo di vita dell’attività di gestione dei RAEE condotta dal consorzio Ecoped; i risultati della carbon footprint sono stati riportati separatamente per RAEE

1 2

Fonte: Centro di Coordinamento RAEE Punto di passaggio intermedio tra produttore del rifiuto e destinatario dove avviene lo stoccaggio

63


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO Figura 1: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE domestici

Figura 2: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE professionali

RAEE DOMESTICO

Fase Fase Fase Fase Fase

RAEE PROFESSIONALE

CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE - Fase 1

ยง ยง ยง ยง ยง

3.2 3.3 3.4 3.5 3.6

PRODUTTORE DEL RIFIUTO - Fase 1

STOCCAGGIO

STOCCAGGIO

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO SELETTIVO

Fase 2

Fase 2

FINE VITA Discarica Incenerimento TRATTAMENTO FINALE

Fase 3

MATERIALE RICICLATO

Fase 4

64

1: 2: 3: 4: 5:

Fase 5

FINE VITA Discarica Incenerimento TRATTAMENTO FINALE

Fase 3

MATERIALE RICICLATO

Fase 4

Fase 5


2.7 CRITERI DI ESCLUSIONE

I criteri di esclusione (cut-off) consentono di escludere, dallo studio del calcolo dell’impronta di carbonio, alcuni flussi di materia ed energia in ingresso e in uscita al sistema considerato. Nel presente studio LCA, i processi che sono stati esclusi dall’analisi, in base a puntuali analisi di sensibilità, sono i seguenti: • la costruzione degli stabilimenti aziendali e dei macchinari per il trattamento dei rifiuti; • i prodotti per la manutenzione degli impianti.

2.8 APPROCCIO DI ALLOCAZIONE SELEZIONATO

La norma ISO/TS 14067 definisce una gerarchia nella selezione dell’approccio di allocazione.

L’allocazione deve essere dapprima evitata attraverso la suddivisione del processo o l’espansione del sistema, se possibile. In caso contrario i rapporti fisici (es. massa, energia) tra prodotti o funzioni devono essere utilizzati per ripartire i flussi in ingresso e in uscita. Quando non è possibile stabilire i rapporti fisici, vengono utilizzati altri rapporti (per esempio il valore economico). Per quanto riguarda i rifiuti gestiti dal consorzio Ecoped, il criterio di allocazione selezionato è quello di massa.

2.9 PERIODO DI RIFERIMENTO

Il periodo di riferimento per il calcolo della carbon footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti da Ecoped è l’anno solare 2014.

65


3 ANALISI DI INVENTARIO Per l’elaborazione del presente studio e per il calcolo della carbon footprint, i dati di input sono stati forniti da Ecoped partendo dai formulari di trasporto dei rifiuti (FIR). Il consorzio ha elaborato le informazioni relative alla movimentazione dei RAEE domestici e professionali e dei rifiuti di pile portatili, eseguite nel 2014 dagli impianti di trattamento, per conto dei consorziati Ecoped, distinguendo i trasporti diretti (dal produttore all’impianto di trattamento) da quelli indiretti (passaggio attraverso uno stoccaggio prima di arrivare all’impianto di trattamento). Sono stati coinvolti 11 partner operativi di Ecoped, che hanno gestito complessivamente il 92% dei rifiuti domestici movimentati dal consorzio e circa il 95% di quelli professionali (di seguito chiamati “impianti campione”). Di seguito sono riportati gli impianti e la località in cui sono situati. Per ogni impianto sono state raccolte informazioni in merito alle lavorazioni effettuate, le tipologie di RAEE trattati e gli output derivanti dalla selezione. Tutte le informazioni sono, quindi, state raccolte attraverso una scheda specifica e puntuale, dove sono stati registrati: • i RAEE in ingresso all’impianto, suddivisi per raggruppamento (per il domestico) e per CER (per il professionale), oltre ai quantitativi di rifiuto trattato per conto di Ecoped nel 2014 e il totale lavorato nello stesso anno; • i consumi di energia elettrica e/o di combustibile necessari per il funzionamento degli impianti, suddivisi, dove possibile, per tipologia di RAEE lavorato; • altri eventuali consumi correlati all’attività di trattamento (metano per riscaldamento, acqua, ecc.); • la tipologia e la quantità dei rifiuti (o delle materie prime secondarie, MPS) in uscita dall’impianto dopo il trattamento. In particolare, per ogni CER (o MPS) in uscita dall’impianto sono state fornite informazioni relative al RAEE da cui hanno avuto origine, all’impianto di destinazione, al destino finale (recupero/trattamento, discarica, incenerimento). Da queste informazioni sono stati, quindi, ricavati tutti i dati necessari per il calcolo della carbon footprint generata dalla 66

Figura 3: Localizzazione degli impianti campione

D

M E

G

C

H

I A

L

F

B

IMPIANTO A B C D E F G H I L M

Dismeco S.r.l. FG S.r.l. Nec New Ecology S.r.l. O2Saving S.r.l. Relight S.r.l. Ri.Plastic S.r.l. S.E.Val. S.r.l. Stena Technoworld S.r.l. Transistor S.r.l. Vallone S.r.l. S.E.Val - Piantedo

LOCALITÀ Marzabotto (BO) Belpasso (CT) Fossò (VE) Castelnuovo (TN) Rho (MI) Balvano (PZ) Colico (LC) Angiari (VR) Torino (TO) Montalto di Castro (VT) Piantedo


gestione dei RAEE da parte di Ecoped. Nei capitoli successivi vengono dettagliatamente descritte tutte le varie fasi del ciclo, con particolare attenzione ai dati disponibili e alle eventuali assunzioni fatte per supplire alla mancanza di dati.

3.1 DESCRIZIONE DEI DATI

La tipologia di dati che sono stati utilizzati nell’LCA per il calcolo della carbon footprint sono: • dati specifici, reperiti presso siti aziendali; • dati generici: dati non site-specific, quali provenienti da banche dati (commerciali e non) o da letteratura (specifica e non) relazionata a quella particolare categoria di prodotto o ad altri sistemi equivalenti da un punto di vista tecnologico, geografico e temporale. Per questa tipologia di dati la struttura consulenziale del consorzio Ecoped garantisce l’accesso a banche dati estremamente aggiornate (per esempio il database Ecoinvent 3.1).

L’utilizzo di dati specifici è prioritaria, per questo motivo è stata condotta una puntuale raccolta dati che ha permesso di approfondire le fasi del ciclo di vita particolarmente impattanti e individuare quelle non coperte da banche dati specifiche.

3.2 D A L P R O D U T T O R E D E L R I F I U T O ALL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO

Come già evidenziato, il quantitativo di rifiuti gestiti da Ecoped nel 2014 è di 8.224 tonnellate per quanto riguarda i RAEE del circuito domestico, mentre ammonta a 477 tonnellate il quantitativo dei RAEE professionali. La distanza percorsa fino all’impianto di trattamento varia a seconda del rifiuto trasportato ed è riportata nelle tabelle seguenti:

Tabella 3: Distanza percorsa (km) per il trasporto dei RAEE domestici e dei RIPA via terra e via mare all’impianto di trattamento

RAGGRUPPAMENTO

Da produttore a destino finale

Da produttore a stoccaggio

Da stoccaggio a destino finale

R1

213

115

234

R2

231

239

303

R3

161

297

112

R4

250

178

622

R5

160

79

147

97

251

pile

Tabella 4: Distanza percorsa (km) per il trasporto dei RAEE professionali via terra e via mare all’impianto di trattamento

CER

Da produttore a destino finale

Da produttore a stoccaggio

Da stoccaggio a destino finale

16 02 11*

234

281

206

16 02 14 (grandi bianchi)

193

210

31

16 02 13*

205

311

31

16 02 14 (PED)

272

233

400

20 01 21*

192

181

20

Da precisare che, per quanto riguarda le pile, esiste un unico impianto autorizzato in Italia che tratta tale tipologia di rifiuto. 67


3 ANALISI DI INVENTARIO 3.2.1 FONTE DEI DATI

Il dato di input utilizzato per il calcolo della carbon footprint è il quantitativo di rifiuti gestiti nel 2014 da Ecoped, dato fornito dal consorzio. Le distanze di trasporto sono state calcolate partendo dai dati contenuti nei formulari di trasporto dei rifiuti, caricati nel registro di intermediazione (dati resi disponibili dal consorzio). Per calcolare i km percorsi è stato utilizzato un software specifico per il calcolo delle distanze, computando in modo puntuale i tragitti, partendo dagli indirizzi dei produttori, dei trasportatori e dei destinatari del rifiuto ricavati dai formulari. I percorsi tengono conto anche degli eventuali trasporti attraverso gli stoccaggi. Si è, inoltre, tenuto conto dei percorsi fatti via nave, relativi ai trasporti dalle isole al continente. Le emissioni specifiche prodotte dai mezzi di trasporto sono state calcolate con la banca dati Ecoinvent 3.13 per singole categorie di mezzi. Per il trasporto dal centro di raccolta comunale o dall’azienda produttrice del rifiuto professionale fino all’impianto di trattamento, sono stati considerati mezzi con portata compresa tra 7,5 e 16 tonnellate, in quanto confrontabile con la tipologia dei mezzi generalmente utilizzata.

3.2.2 ASSUNZIONI

Per quanto riguarda i trasporti, si è assunto che tutti i quantitativi di rifiuti gestiti/movimentati da Ecoped nel 2014 siano stati trattati nello stesso anno presso gli impianti, senza tener conto di eventuali lavorazioni di stoccaggi effettuati l’anno precedente o giacenze da lavorare l’anno successivo.

68

I chilometri percorsi all’andata sono stati calcolati come la somma delle distanze tra il trasportatore e il produttore del rifiuto e tra questo e l’impianto di trattamento (destinatario), considerando quindi come punto di partenza per ogni viaggio la sede locale del trasportatore. Il viaggio di ritorno è stato conteggiato pari a 0,5 volte quello di andata, perché statisticamente il trasportatore si trova nei pressi dell’impianto di trattamento (o coincide con lo stesso impianto di destinazione). Le distanze di trasporto sono state calcolate come media pesata. Per la raccolta dei RAEE domestici, è stato inserito anche il servizio di trasporto dalle utenze domestiche ai centri di raccolta: la capacità di trasporto dei mezzi utilizzati è stata considerata di 3,5 tonnellate e la distanza percorsa è stata stimata in 3,4 km, partendo dall’estensione media dei comuni italiani, pari a 37,3 km2 (fonte dati ISTAT).

3.3 TRATTAMENTO DEI RAEE PRESSO GLI IMPIANTI

Le modalità di trattamento dei RAEE realizzate presso gli impianti possono essere suddivise in diverse fasi, alcune sono comuni a tutte le categorie, altre più specifiche che si distinguono per tipologia di apparecchiatura. In particolare, le fasi principali sono il conferimento, la messa in riserva e il trattamento (suddivisibile in: pre-trattamento e messa in sicurezza dei materiali), smontaggio e recupero del componente, frantumazione e selezione dei materiali, fine vita. La figura seguente fornisce una schematizzazione delle fasi.


Figura 4: Fasi del trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse

Recupero di materiale ed energia Conferimento e messa in riserva

Trattamento selettivo e messa in sicurezza

Smontaggio e recupero dei componenti

Frantumazione e selezione dei materiali Smaltimento

Quando il rifiuto giunge presso l’impianto di trattamento viene effettuata una prima analisi: si tratta del trattamento selettivo e della messa in sicurezza, una lavorazione preliminare il cui scopo è quello di rendere più sicuro lo svolgimento delle successive fasi di recupero. Essa consiste nell’asportazione di tutte le parti mobili presenti nelle apparecchiature (sportelli, componenti e cablaggi elettrici, guarnizioni in PVC e/o gomma ed altre parti accessorie quali piani in cristallo, in acciaio, in plastica ecc.) e nella contemporanea rimozione, se necessario, dei materiali classificati pericolosi come, ad esempio, CFC dai circuiti e dall’olio, interruttori con sostanze pericolose, condensatori, tubi catodici, schede elettriche ed elettroniche. A questa procedura segue la fase di smontaggio effettuata, salvo differente prassi, manualmente.

Ecoinvent è un’associazione senza fini di lucro, fondata dagli istituti svizzeri ETHZ, EPFL, PSI, Empa e ART. Ecoinvent offre uno dei più completi database internazionali di LCI (Life Cycle Inventory) con diverse migliaia di serie di dati in materia di 3

Questa operazione è necessaria per separare in modo corretto le diverse componenti, che potranno così essere inviate a successivo recupero, e per permettere l’asportazione di tutte le parti che potrebbero risultare non idonee alla successiva fase. Lo step seguente è automatizzato e consiste nella frantumazione e nella selezione dei materiali da avviare al recupero (metalli ferrosi e non, plastiche, ecc.). A questo punto i materiali sono pronti per essere reintrodotti all’interno dei cicli produttivi o per essere avviati a processi di recupero energetico o di massa, mentre i rifiuti prodotti dalle attività di bonifica e trattamento vengono avviati a smaltimento. Di seguito vengono sommariamente descritti i trattamenti applicati per ciascun raggruppamento di RAEE.

agricoltura, approvvigionamento energetico, trasporti, biocombustibili e biomateriali, prodotti chimici, materiali da costruzione, materiali da imballaggio, metalli di base e preziosi, lavorazione dei metalli, ICT ed elettronica, nonché il trattamento dei rifiuti.

69


3 ANALISI DI INVENTARIO TRATTAMENTO

70

R1

Il trattamento inizia con la messa in sicurezza e lo smontaggio delle componenti pericolose: manualmente vengono asportati cavi elettrici, guarnizioni e parti in vetro. In seguito viene effettuata l’operazione di bonifica del circuito refrigerante, attraverso l’utilizzo di utensili perforanti e l’aspirazione di CFC-HFC e oli, che vengono separati e stoccati. Negli impianti può essere presente un sistema di abbattimento dei CFC, derivanti dalla fase di triturazione del poliuretano (post- combustore). Una volta privato del compressore, il rifiuto viene inviato alla fase di triturazione, che consiste in una riduzione volumetrica e successiva separazione delle varie componenti (principalmente schiume poliuretaniche, metalli ferrosi e non ferrosi, plastica).

R2

L’operazione di messa in sicurezza consiste nell’eliminazione manuale di componenti quali condensatori, eventuali interruttori al mercurio, cavi esterni, batterie, accumulatori, zavorre in cemento, circuiti stampati, ecc…. Le carcasse vengono quindi sottoposte ad una prima triturazione più grossolana e ad una successiva separazione manuale delle diverse componenti, per poi essere nuovamente ridotte a pezzature più piccole. Nastri magnetici e separatori ad induzione permettono la separazione delle diverse tipologie di materiale.

R3

I monitor e i televisori vengono smantellati manualmente, in modo da estrarre il tubo catodico in sicurezza; l’involucro viene avviato a triturazione, mentre la bonifica del tubo catodico avviene nelle seguenti fasi: viene rimossa la cinghia antimplosione, viene eseguito il taglio per la separazione del vetro cono e del vetro pannello, viene estratta la maschera ferrosa ed aspirate le polveri fluorescenti dalla superficie del vetro pannello.

R4

Anche in questo caso la messa in sicurezza del rifiuto consiste nella rimozione delle componenti ambientalmente critiche, tra cui i condensatori, i componenti contenenti mercurio, pile e batterie, circuiti stampati, cartucce e toner, oltre alle parti che potrebbero danneggiare l’impianto di frantumazione (motori elettrici, trasformatori, ecc.). La successiva triturazione permette la riduzione volumetrica delle carcasse e la separazione delle diverse tipologie di materiale (ferro, materiale non ferroso, plastica,…).

R5

Le operazioni di trattamento delle sorgenti luminose consistono essenzialmente nella frantumazione delle lampade, nella separazione delle parti metalliche e plastiche, nella separazione e pulizia del vetro ed infine l’estrazione e il confezionamento delle polveri fluorescenti.

P1

Il trattamento consiste in una pre-selezione manuale per separare le pile e gli accumulatori da altre frazioni, una cernita per suddividere le diverse tipologie (es. alcaline, Zn-C, Ni-Cd, ecc…), ed infine una macinazione delle pile alcaline e Zn-C che permette di ottenere quattro diverse frazioni: acciaio, carta e plastica, collettori anodici e pasta di pile. Quest’ultima subisce un processo idrometallurgico, per il recupero di zinco e ossido di manganese. Le altre tipologie di pile vengono, invece, inviate ad altri impianti per il trattamento finale.


Nella tabella seguente sono riportati gli impianti campione presi in considerazione per le elaborazioni del

presente studio, con indicate le categorie che vengono trattate in ognuno.

Tabella 5: Raggruppamenti trattati nei diversi impianti visitati nel corso del presente studio

RAGGRUPPAMENTO R1 DISMECO FG NEC NEW ECOLOGY

• •

O2SAVING RELIGHT RI.PLASTIC SEVAL - COLICO SEVAL - PIANTEDO STENA - VR

• • • •

R2

R3

R4

R5

• • • • • • • •

• • •

• • • • • • • •

• • • •

TRANSISTOR VALLONE - MONTALTO

• •

71


3 ANALISI DI INVENTARIO I consumi energetici specifici forniti dagli impianti sono stati elaborati e rapportati ai quantitativi totali di RAEE trattati nel 2014. Solo per due degli impianti campione non è stato possibile inserire il dato specifico, in quanto le informazioni fornite non sono complete. Vengono compresi all’interno della voce “altri impianti”, tutti quegli impianti di trattamento RAEE che gestiscono i rifiuti per conto di Ecoped, ma che non rientrano nel campione di aziende selezionate che hanno fornito i dati relativi ai consumi energetici necessari per lo svolgimento delle attività di trattamento dei RAEE: in questo caso, il consumo energetico è stato determinato considerando la media dei consumi degli impianti campione.

Il consumo più elevato per tutti i raggruppamenti (escluso il raggruppamento R5) è di 698,59 MJ/t per l’R1, mentre i consumi minori sono di 187,94 MJ/t per l’R1, 102,66 MJ/t per l’R2, 87,35 MJ/t per l’R3 e 87,35 MJ/t per l’R3; solo due impianti trattano R5 e i loro consumi variano da 87,35 a 160,44 MJ/t. Alcuni impianti hanno fornito il consumo elettrico comprensivo degli uffici, mentre altri sono stati in grado di separare i consumi. Nel grafico 1 sono rappresentati i consumi degli impianti campione4 rispetto ai raggruppamenti per i quali effettuano il trattamento selettivo, senza considerare i consumi per la movimentazione interna e, in viola, il valore medio pesato utilizzato per i restanti.

Grafico 1: Consumo di energia per tipologia di raggruppamento trattato; in azzurro gli impianti selezionati nel presente studio (in ordine casuale) in viola la media degli impianti.

MJ/t 800,0

impianto X impianto medio

700,0

600,0

500,0

400,0 309,19

300,0

247,29

259,06 211,71

200,0 94,01

100,0

0

4

R1

R2

R3

Per motivi di riservatezza, nel grafico gli impianti campione sono riportati in modo anonimo e casuale.

72

R4

R5


3.3.1 FONTE DEI DATI

Gli impianti campione utilizzati per lo studio hanno fornito i valori di energia e/o combustibile utilizzati per il funzionamento dell’impianto di trattamento e, quindi, per la separazione dei vari componenti e materiali che compongono il rifiuto. Dai quantitativi di RAEE lavorati nel corso del 2014 e dai consumi energetici, è stata calcolata l’energia consumata rispetto ad una tonnellata di rifiuto trattato ed è stato quindi determinato il consumo medio utilizzato per gli altri impianti. Solo due impianti hanno fornito consumi energetici specifici per il diverso raggruppamento trattato, mentre gli altri avevano a disposizione un dato complessivo. Presso gli impianti è presente un sistema di abbattimento dei CFC derivanti dalla fase di triturazione del poliuretano (in genere impianto di post-combustione), per i quali sono stati raccolti i quantitativi dei consumi energetici e dl trattamento dei CFC.

3.3.2 ASSUNZIONI

Si è assunto che tutti i quantitativi di rifiuti gestiti/ movimentati da Ecoped nel 2014 siano stati trattati nello stesso anno presso gli impianti, senza tener conto di eventuali stoccaggi in anni diversi dal 2014. Per quanto riguarda i RAEE professionali, i diversi CER sono stati assimilati ai raggruppamenti dei RAEE domestici, in quanto il trattamento delle diverse tipologie è essenzialmente lo stesso.

3.4 D A L L’ I M P I A N T O D I T R AT TA M E N T O SELETTIVO ALLA DESTINAZIONE FINALE

Questa fase comprende le attività che vengono svolte a valle all’uscita degli impianti di trattamento selettivo dei RAEE e che riguardano essenzialmente l’invio delle varie frazioni ad operazioni di recupero, smaltimento o ad altro impianto dove viene effettuato un secondo processo di trattamento sulle componenti separate nella fase precedente. Da qui, avverrà poi un successivo trasporto delle frazioni recuperate e dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica e/o in inceneritore. Le fasi di trasporto in uscita dall’impianto di trattamento

fanno riferimento al consumo di mezzi con una portata massima di 32 tonnellate. Per calcolare il destino finale dei vari materiali che derivano dal trattamento presso gli impianti, sono state determinate delle percentuali in base agli output forniti dagli impianti campione, selezionando il materiale in uscita da ogni specifico raggruppamento e individuando le percentuali che vanno direttamente a recupero, a trattamento finale e/o a smaltimento. In base alle assunzioni fatte sulle lavorazioni presso gli impianti di trattamento finale e di seguito dettagliatamente descritte, sono state determinate le frazioni recuperate o smaltite. Sono stati quindi calcolati i km percorsi per ogni differente destinazione.

3.4.1 FONTE DEI DATI

La maggior parte degli impianti campione (circa il 75%) ha fornito i dati relativi ai CER in uscita dal proprio impianto, attribuendoli alle tipologie (Raggruppamenti) di RAEE cui sono associati: in questo modo, selezionando uno specifico raggruppamento e gli impianti che hanno gestito quel rifiuto per conto di Ecoped nel 2014, è stato possibile calcolare la percentuale e la tipologia di rifiuti e di materia prima secondaria derivante dal trattamento delle diverse tipologie di RAEE. Per il calcolo dei km percorsi all’uscita dell’impianto di trattamento fino alla destinazione finale (recupero, discarica, incenerimento) o successiva (trattamento finale), sono state utilizzate le informazioni fornite dagli impianti di trattamento campione, i quali hanno indicato, per ogni CER derivante dalle diverse lavorazione, l’impianto di destinazione. Attraverso l’utilizzo di software pubblici per il calcolo delle distanze, sono stati determinati i chilometri del tragitto su strada, mentre per il traghetto e la nave è stata calcolata la distanza tra i porti in miglia, trasformata poi in km. Inoltre, in questo studio è stato preso in considerazione anche il consumo dei big bags che le aziende di trattamento utilizzano per il trasporto di alcune tipologie di rifiuti trattati (generalmente rifiuti di plastica, schede, floppy, hard disk, alimentatori e vetro 73


3 ANALISI DI INVENTARIO del tubo catodico): si è assunto un consumo pari al numero di big bag acquistati nel 2014 da ogni impianto.

3.4.2 ASSUNZIONI

Per quanto riguarda le attività svolte dagli impianti di trattamento finale, non sono state rese disponibili informazioni dagli impianti selezionati (tra cui i consumi energetici e le eventuali emissioni in atmosfera di gas a effetto serra) sostanzialmente perché ritenuti dati confidenziali. I consumi energetici sono stati ricavati dai processi di trattamento presenti nella banca dati Ecoinvent 3.1 per analoghe attività di trattamento rifiuti. I big bags sono stati modellizzati utilizzando processi della banca dati Ecoinvent e il fine vita è stato modellizzato utilizzando le percentuali di recupero, incenerimento e smaltimento in discarica tipiche dello scenario italiano per la plastica (36% riciclo, 32% incenerimento e 32% discarica).

Pe r q u a n t o r i g u a r d a i l f i n e v i t a d e l l e va r i e componenti/rifiuti derivanti da questo trattamento finale, il loro trasporto a recupero e/o a smaltimento, in termini di chilometri percorsi, è stato considerato equivalente a quello fatto dagli impianti di trattamento campione rispettivamente a recupero o a smaltimento. Infine, per le attività svolte nel ciclo finale di trattamento, alcune informazioni relative alle percentuali di rifiuto inviato a recupero e/o a smaltimento sono state fornite dagli impianti di trattamento selettivo, mentre altre sono desunte da dati di letteratura, da banche dati, da altri progetti precedentemente svolti di Ambiente Italia. Nelle tabelle riportate di seguito sono elencate le tipologie di rifiuti che derivano dal trattamento dei diversi raggruppamenti e CER e che, in base alle informazioni fornite durante la raccolta dati, sono poi inviate ad un altro impianto per il successivo trattamento.

Tabella 6: Trattamento finale dei rifiuti derivanti da raggruppamento R1 e dal CER 16 02 11

RIFIUTO CAVI COMPRESSORI

OLIO

POLIURETANO CONDENSATORI

74

ASSUNZIONI

FONTE

Rifiuto costituito da pvc (62%) e rame (38%); si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Sono costituiti dal’89% di ferro, 6% di alluminio, 3% di rame; dopo il trattamento, tutto il materiale è avviato a recupero. Il restante 3% è dato da scarto inviato a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Gli oli minerali usati sono per la quasi totalità oggetto di riciclo o di recupero energetico: solo circa il 3,5% dell’olio raccolto viene smaltito per termodistruzione e il 96,5% è rigenerato e quindi recuperato.

Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e impianti di trattamento selettivo

Anche quest’anno tutti gli impianti di trattamento selettivo hanno dichiarato di inviare tale rifiuto tutto a discarica o a incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

La gran parte di questo rifiuto viene avviata alla termodistruzione (più del 71%), ma vengono anche recuperati ferro (26,7%) e alluminio (2%).

Dati da impianti di trattamento selettivo


Tabella 7: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R2

RIFIUTO

ASSUNZIONI

FONTE

CAVI

Rifiuto costituito da pvc e rame, nelle percentuali del 64% e 36% rispettivamente; si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

MOTORI ELETTRICI

Si suppone tutte le componenti del motore elettrico siano recuperate, in particolare un 12% di rame e un 88% di metalli ferrosi.

Dati da impianti di trattamento selettivo

SCHEDE

Nello studio non è stata fatta nessuna distinzione tra i diversi tipi di schede (prima e seconda scelta, a seconda delle percentuali di materiali preziosi che le compongono); la composizione media presa come riferimento è formata dal 59,7% di plastica, 14,5% di metalli misti e dal resto di scarti i quali finiscono in discarica (14,8%) o sono inviati a incenerimento (11%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

RESIDUI / SCARTI

Si è assunto che questa tipologia di rifiuto, di cui non si hanno informazioni in merito alla composizione, venga inviato a discarica.

Elaborazioni Ambiente Italia

CONDENSATORI

Una parte del rifiuto viene recuperata come ferro (40%) e come alluminio (3%); il restante 57% viene termodistrutto.

Dati da impianti di trattamento selettivo

DEFERRIZZATO

Gran parte del rifiuto viene recuperato (circa il 93% di metalli), il resto viene termodistrutto (6,9%) e solo una piccola parte rimanente è avviata a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CARCASSE LAVATRICI

In questo caso tutto il materiale è avviato a recupero. Il rifiuto è costituito principalmente da ferro (76%), ma sono presenti anche acciaio (9%), rame e plastica (entrambi al 7%) e una piccola parte d’alluminio (1%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

Una parte viene recuperata (49%). Il restante è dato da scarti inviati a incenerimento (49%) e a discarica (2%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

PLASTICA

75


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 8: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R3 e dal CER 16 02 13

RIFIUTO AVVOLGIMENTI TV, CAVI, SPINE

FONTE

Rifiuto costituito da pvc (54%) e rame (46%); si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Si suppone che tutte le componenti del motore elettrico siano recuperate, 12% rame e 88% metalli ferrosi.

Dati da impianti di trattamento selettivo

In questo studio non è stata fatta nessuna distinzione tra i diversi tipi di schede (prima e seconda scelta, a seconda delle percentuali di materiali preziosi che le compongono); la composizione media presa come riferimento è formata dal 43% di metalli misti, dal 23% di ferro, dal 7% di alluminio e dal 27% di scarti. Per questi ultimi si è ipotizzato l’invio in discarica, mentre per le altre frazioni il riciclo.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Le percentuali considerate e recuperate sono rame (50%) e ferro (50%)

Dati da impianti di trattamento selettivo

CONDENSATORI

Solo una piccola parte del rifiuto viene recuperata come alluminio (l’1%) e il restante viene avviato a discarica (99%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

SCHERMI PIATTI

Le componenti che costituiscono tale rifiuti sono: alluminio (0,003%), ferro (40,39%), plastica (25,04%), vetro (7,74%), metalli misti (21,86%), scarti a discarica (4,7%) e scarti ad incenerimento (0,26%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

La composizione media dei gioghi di deflessione è: 38,7% di rame, 26,7% di ferro e 18% di plastica, che vengono recuperati, e il 16,7% di scarti a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Si è assunto che questa tipologia di rifiuto, di cui non si hanno informazioni in merito alla composizione, venga inviata tutta a discarica.

Dati Ambiente Italia

Il 75% viene recuperato come ferro e il 10% come acciaio; solo il 15% è avviato in discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

MOTORI ELETTRICI

SCHEDE

TRASFORMATORI

GIOGHI DI DEFLESSIONE RESIDUI / SCARTI CANONCINO RETRO TUBO

76

ASSUNZIONI


Tabella 9: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R4 e dal CER 16 02 14

RIFIUTO

ASSUNZIONI

FONTE

Stesse considerazioni fatte per i trasformatori

Dati da impianti di trattamento selettivo

Le batterie al piombo sono tipicamente costituite da piombo, elettrolita, materie plastiche e componenti minori. Dal processo di riciclaggio si ottengono: piombo secondario e leghe di piombo (30%), solfato di piombo (pastello) ceduto agli impianti di prodizione di piombo primario (27%), polipropilene riciclabile (circa il 3%), altri materiali recuperati (30,6%) e residui della lavorazione (circa l’8,8%), costituiti principalmente da scorie di lavorazione, mix di plastiche non valorizzabili, acido solforico non valorizzabile.

Dati da impianti di trattamento selettivo e COBAT

ALTRE BATTERIE

Dal trattamento di altre batterie viene recuperato un 25% di ferro; inoltre il 42,3% delle batterie viene riciclato, il 17,7% inviato a discarica e il restante 15% a incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CARTUCCE / TONER

Si è ipotizzato che dalla triturazione delle cartucce si riesca a recuperare la plastica (80%), mentre il restante 20% siano scarti inviati a discarica.

Elaborazioni Ambiente Italia

CAVI E SPINE

Rifiuto costituito da pvc e rame, nelle percentuale del 64% e 34% rispettivamente; si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Si è supposto di conferire in discarica il 99% di questa tipologia di rifiuto, mentre il restante 1% è costituito da alluminio.

Dati da impianti di trattamento selettivo

DEFERRIZZATO

Gran parte del rifiuto viene recuperato (circa il 93% di metalli), il resto viene incinerato (6,9%) e solo una piccola parte rimanente è avviata a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

HARD DISK, PROCESSORI

Non avendo nessuna informazione in merito al trattamento di questo rifiuto, sono state utilizzate le informazioni presenti nella banca dati, considerando che tutto venga poi avviato a recupero.

Banca dati Ecoinvent

Stessa assunzione fatta per gli hard disk e i processori.

Banca dati Ecoinvent

MOTORI ELETTRICI

Praticamente tutte le componenti del motore elettrico sono recuperate, solo un 0,3% finisce in discarica. La composizione considerata è la seguente: 87,7% ferro, 11% rame e 0,7% alluminio.

Dati da impianti di trattamento selettivo

SCHEDE

In questo studio non è stata fatta nessuna distinzione tra i diversi tipi di schede (prima e seconda scelta, a seconda delle percentuali di materiali preziosi che le compongono); la composizione media presa come riferimento è formata dal 29,5% di plastica, 27% di metalli misti, il 12,5% di alluminio, il 5% di ferro e dal 26% di scarti. Per questi ultimi si è ipotizzato l’invio in discarica, mentre per le altre frazioni il riciclo.

Dati da impianti di trattamento selettivo

TRASFORMATORI

Le percentuali considerate recuperate sono ferro (58%), rame (23%) e alluminio (5,3%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

RESIDUI / SCARTI

Si è assunto che questa tipologia di rifiuto, di cui non si hanno informazioni in merito alla composizione, venga inviato tutto a discarica.

Dati Ambiente Italia

ALIMENTATORI

BATTERIE AL PIOMBO

CONDENSATORI

MEMORIA RAM

77


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 10: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R5 e dal CER 200121

RIFIUTO

ASSUNZIONI

FONTE

Si considera di inviare il 71% della frazione in discarica e il 29% in incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

POLVERI

Dalle polveri estratte dai tubi catodici si ricava circa il 37,5% di ossalato di terre rare con purezza tra l’80 e il 90%, che vengono recuperate; la restante parte viene inviata a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

TRASFORMATORI

Le frazioni considerate recuperate sono ferro (58%), rame (23%) e alluminio (5,3%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

BASI

3.5 IL RICICLO

L’attività di riciclo è considerata come il trasporto dei materiali derivanti dal trattamento selettivo e finale

all’utilizzatore successivo. Di seguito si riportano i quantitativi recuperati da Ecoped nel 2014 e le relative percentuali.

Tabella 11: Bilancio di massa complessivo per Ecoped, RAEE domestici – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

Quantità totale trattata

Riciclo dopo altro trattamento

Riciclo totale

ton

ton

%

ton

%

ton

%

R1

105,42

58,84

55,82%

24,54

23,28%

83,38

79,09%

R2

1393,31

1129,84

81,09%

224,57

16,12%

1354,40

97,21%

R3

18,09

11,28

62,36%

3,23

17,87%

14,51

80,23%

R4

6478,65

4940,27

76,25%

1264,99

19,53%

6205,26

95,78%

R5

4,53

3,36

74,06%

0,88

19,37%

4,23

93,42%

TOTALE

8000,00

6143,59

76,79%

1518,20

18,98%

7661,79

95,77%

* salvo eventuale previa messa in riserva

78

Riciclo diretto*


Tabella 12: Bilancio di massa complessivo per Ecoped, RAEE professionali – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

CER

QuantitĂ totale trattata

Riciclo diretto*

Riciclo dopo altro trattamento

Riciclo totale

ton

ton

%

ton

%

ton

%

16 02 11*

120,51

67,93

56,37%

28,41

23,58%

96,34

79,95%

16 02 14 (grandi bianchi)

108,92

88,32

81,09%

17,55

16,12%

105,88

97,21%

16 02 13*

24,76

15,99

64,57%

3,38

13,65%

19,37

78,22%

16 02 14 (PED)

222,29

170,06

76,50%

42,88

19,29%

212,94

95,79%

20 01 21*

0,04

0,03

74,06%

0,01

19,37%

0,04

93,42%

TOTALE

476,52

342,33

71,84%

92,24

19,36%

434,56

91,20%

* salvo eventuale previa messa in riserva

Nelle tabelle seguenti sono riportati i materiali che Ecoped ha recuperato nel 2014, in seguito al trattamento dei RAEE (recupero diretto e recupero

dopo trattamento finale). Ferro, plastica e vetro sono i materiali maggiormente recuperati.

Tabella 13: Principali frazioni di materiale recuperato dal consorzio Ecoped (in t) – RAEE domestici, 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

MATERIALE

R1

R2

R3

R4

R5

Totale

alluminio

4,10

17,25

0,20

256,23

0,15

277,92

blocchi di cemento

267,29

267,29

carta e cartone

0,09

ferro e acciaio

61,62

696,16

3,25

4,25

0,14

4,49

3204,92

0,61

3966,56

0,04

legno

0,08

26,28

0,27

56,22

metalli misti

0,17

3,44

0,44

185,69

olio

0,39

82,89 189,73 0,39

ossalato di terre rare piombo

0,03

0,03 14,12

14,12

plastica

15,08

269,70

3,09

2273,20

0,0002

2561,06

rame

1,12

53,78

0,96

155,19

0,23

211,27

solfato di piombo vetro altro

12,72

12,72 0,74

20,50

6,30

18,94 23,79

3,03

49,52 23,79

79


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 14: Principali frazioni di materiale recuperato dal consorzio Ecoped (in t) – RAEE professionali, 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

MATERIALE

16 02 11

alluminio

3,89

carta e cartone

0,11

cemento

16 02 14

(grandi bianchi)

1,35

16 02 13 0,16

16 02 14 (PED)

8,81

TOTALE

0,00

14,21

0,00

0,11

20,89

ferro

73,33

54,42

4,23

111,72

0,01

243,69

0,00

4,99

legno

0,09

2,05

0,43

2,41

metalli misti

0,19

0,27

0,59

5,29

olio

0,32

6,35 0,32

ossalato di terre rare piombo

0,00

0,00 0,59

0,59

plastica

16,08

21,08

3,70

76,72

0,00

117,58

rame

1,52

4,20

0,78

5,47

0,00

11,97

solfato di piombo vetro

0,82

1,60

3.5.1 FONTE DEI DATI

Dalle informazioni fornite dagli impianti campione sono state determinate le percentuali di recupero (vedi paragrafo 3.4.1)

3.5.2 ASSUNZIONI

Le assunzioni fatte sono le stesse del paragrafo 3.4.2.

3.6 LO SMALTIMENTO

0,53

0,53

altro

Per quanto riguarda lo smaltimento in discarica e

80

20 01 21

9,47

0,46 0,94

0,03

12,39 0,94

l’incenerimento, sono stati considerati i processi della banca dati Ecoinvent 3.1, specifici per materiale (dove il processo specifico del materiale non era presente si è utilizzato un processo simile). Ciascuna tipologia di materiale a discarica e incenerimento è pertanto caratterizzata da consumi ed emissioni specifiche. È stato considerato tutto il processo di incenerimento, compresa la quota energetica, mentre non sono stati considerati gli impatti evitati.


Tabella 15: Bilancio di massa complessivo per Ecoped, RAEE domestici – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

INCENERIMENTO

DISCARICA

TOTALE

ton

%

ton

%

ton

%

R1

9,28

8,80%

12,76

12,10%

22,04

20,9%

R2

21,55

1,55%

17,36

1,25%

38,90

2,8%

R3

0,03

0,16%

3,55

19,61%

3,58

19,8%

R4

5,51

0,09%

267,88

4,13%

273,39

4,2%

R5

0,01

0,24%

0,29

6,34%

0,30

6,6%

TOTALE

36,38

0,45%

301,82

3,77%

338,21

4,23%

Tabella 16: Bilancio di massa complessivo per Ecoped, RAEE professionali – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

CER

INCENERIMENTO

DISCARICA

TOTALE

ton

%

ton

%

ton

%

16 02 11*

21,41

17,76%

2,76

2,29%

24,17

20,1%

16 02 14 (grandi bianchi)

1,68

1,55%

1,36

1,25%

3,04

2,8%

16 02 13*

0,05

0,19%

5,34

21,59%

5,39

21,8%

16 02 14 (PED)

0,24

0,11%

9,11

4,10%

9,35

4,2%

20 01 21*

0,00

0,24%

0,00

6,34%

0,00

6,6%

TOTALE

23,37

6,36%

18,58

5,05%

41,95

11,41%

3.6.1 FONTE DEI DATI Vedi paragrafo 3.4.1

3.6.2 ASSUNZIONI

Vedi paragrafo 3.4.2

3.7 BILANCIO DI MASSA

Di seguito si riportano i bilanci di massa dei RAEE domestici e professionali trattati da Ecoped nel 2014. In particolare il diagramma di flusso mostra la

movimentazione e il destino finale di una tonnellata di RAEE, mentre nella tabella vengono indicati i quantitativi recuperati dei diversi materiali e quelli smaltiti.

3.7.1 RAEE DOMESTICI

Nel 2014, la percentuale di recupero è stata di quasi l’80% per il raggruppamento R1, di oltre l’80% per il raggruppamento R3, mentre ha superato il 95% per gli altri raggruppamenti, arrivando a circa il 97% per l’R2.

81


R1 1.000 kg di R1 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 396 kg

604 kg

STOCCAGGIO 396 kg 115,2 kg discarica

1.000 kg di R1 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

87,9 kg incenerimento 238,8 kg

558,2 kg

TRATTAMENTO FINALE

5,8 kg discarica 0,1 kg incenerimento

232,8 kg

790,9 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

82

79,09%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

3,10

1,00

carta

0,09

ferro

46,04

legno

0,08

plastica

8,29

6,79

rame

0,50

0,62

vetro

0,74

INCENERIMENTO

DISCARICA

15,58

metalli misti

0,17

olio

0,39

0,014 0,14

CFC-HCFC-HC

0,012

condensatori 9,13

poliuretano

11,05 1,69

residui / scarti TOTALE parziale (t)

58,84

24,54

9,28

12,76

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

83,38

22,04

%

79,09%

20,90%

*salvo eventuale previa messa in riserva

83


R2 1.000 kg di R2 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 260,8 kg

739,2 kg

STOCCAGGIO 260,8 kg 11,3 kg discarica

1.000 kg di R2 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0 kg incenerimento 177,8 kg

810,9 kg

TRATTAMENTO FINALE

1,2 kg discarica 15,5 kg incenerimento

161,2 kg

972,1 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

84

97,09%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

17,24

0,01

blocchi di cemento

267,29

ferro e acciaio

625,85

legno

26,28

metalli misti

1,98

1,46

plastica

170,69

99,01

vetro

20,50

INCENERIMENTO

DISCARICA

70,31

53,78

rame condensatori

1,73

frazioni contenenti sost. pericolose

0,28

residui / scarti TOTALE parziale (t)

1.129,84

224,57

21,55

15,34

21,55

17,36

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

1.354,40

38,90

%

97,09%

2,79%

*salvo eventuale previa messa in riserva

85


R3 1.000 kg di R3 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 81,8 kg

918,2 kg

STOCCAGGIO 81,8 kg 163,8 kg discarica

1.000 kg di R3 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,2 kg incenerimento 212,3 kg

623,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

32,3 kg discarica 1,4 kg incenerimento

178,7 kg

802,3 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

86

80,23%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,14

0,07

ferro e acciaio

2,36

0,89

legno

0,27

plastica

2,21

0,88

vetro

6,30

0,00

rame

0,96

metalli misti

0,44

INCENERIMENTO

DISCARICA

1,92

0,00

condensatori

0,02 0,59

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

11,28

3,23

0,02

1,02

0,03

3,55

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

14,51

3,58

%

80,23%

19,77%

*salvo eventuale previa messa in riserva

87


R4 1.000 kg di R4 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 138,6 kg

861,4 kg

STOCCAGGIO 138,6 kg 20,4 kg discarica

1.000 kg di R4 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,1 kg incenerimento 195,3 kg

762,5 kg

TRATTAMENTO FINALE

20,9 kg discarica 0,8 kg incenerimento

195,3 kg

957,8 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

88

95,78%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

218,41

37,81

carta e cartone

4,25

ferro

2.574,52

legno

56,22

plastica

2.060,91

212,29

rame

2,37

152,82

ottone

4,66

vetro

18,94

INCENERIMENTO

DISCARICA

0,93

6,33

630,41

metalli misti

181,03

piombo

14,12

solfato di piombo

12,72

altro

23,79

condensatori

14,69

toner residui / scarti TOTALE parziale (t)

4.940,27

1.264,99

4,59

246,85

5,51

267,85

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

6.205,26

273,39

%

95,78%

4,22%

*salvo eventuale previa messa in riserva

89


R5 1.000 kg di R5 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 996,2 kg

3,8 kg

STOCCAGGIO 996,1 kg 1,5 kg discarica

1.000 kg di R5 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0 kg incenerimento 258,9 kg

740,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

61,9 kg discarica 2,4 kg incenerimento

193,7 kg

934,2 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

90

93,42%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,10

0,05

carta e cartone

0,14

ferro

0,04

legno

0,04

INCENERIMENTO

DISCARICA

0,01

0,24

0,01

0,29

0,57

plastica 0,23

rame vetro

3,03 0,03

ossalato di polveri rare polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

3,36

0,88

TOTALE recupero / smaltimento (t)

4,23

0,30

%

93,42%

6,58%

*salvo eventuale previa messa in riserva

91


P1 1.000 kg di P1 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 1.000 kg

0 kg

STOCCAGGIO 1.000 kg 60 kg discarica

1.000 kg di P1 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

110 kg incenerimento 640 kg

190 kg

TRATTAMENTO FINALE 518 kg

708 kg di materiale riciclato

92

112 kg discarica 0 kg incenerimento


3 ANALISI DI INVENTARIO

Nel grafico precedente viene riportato il bilancio di massa e i risultati della carbon footprint applicata ai rifiuti di Pile Portatili P1.

93


16 02 11* 1.000 kg di 16 02 11* dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 4,6 kg

995,4 kg

STOCCAGGIO 4,6 kg 17,0 kg discarica

1.000 kg di 16 02 11* all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

92,2 kg incenerimento 327,1 kg

563,7 kg

TRATTAMENTO FINALE

5,9 kg discarica 85,4 kg incenerimento

235,8 kg

799,5 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

94

79,95%


3 ANALISI DI INVENTARIO 3.7.2 RAEE PROFESSIONALI

Anche per i RAEE professionali, nel 2014 la percentuale di recupero è stata molto alta, quasi l’80% per i

CER 16 02 11 e 16 02 13, e ha superato il 93% negli altri casi.

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

2,74

1,15

carta

0,11

ferro

55,29

legno

0,09

plastica

8,18

7,90

rame

0,71

0,80

vetro

0,82

INCENERIMENTO

DISCARICA

18,04

metalli

0,19

olio

0,32

0,01

CFC-HCFC-HC

0,49

poliuretano

20,90

residui / scarti

0,0043

2,76

21,41

2,76

TOTALE parziale (t)

67,93

28,41

TOTALE recupero / smaltimento (t)

96,34

24,17

%

79,95%

20,05%

*salvo eventuale previa messa in riserva

95


16 02 14 (grandi bianchi) 1.000 kg di 16 02 14 (grandi bianchi) dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 10,3 kg

989,7 kg

STOCCAGGIO 10,3 kg 11,3 kg discarica

1.000 kg di 16 02 14 (grandi bianchi) all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0 kg incenerimento 177,8 kg

810,9 kg

TRATTAMENTO FINALE

1,2 kg discarica 15,5 kg incenerimento

161,2 kg

972,1 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

96

91,21%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

1,35

0,0005

blocchi di cemento

20,89

ferro e acciaio

48,92

legno

2,05

metalli misti

0,15

0,11

plastica

13,34

7,74

vetro

1,60

INCENERIMENTO

DISCARICA

5,50

4,20

rame condensatori

0,14

frazioni contenenti sost. pericolose

0,02

residui / scarti TOTALE parziale (t)

88,32

17,55

1,68

1,20

1,68

1,36

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

105,88

3,04

%

91,21%

2,79%

*salvo eventuale previa messa in riserva

97


16 02 13* 1.000 kg di 16 02 13* dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 33,6 kg

966,4 kg

STOCCAGGIO 33,6 kg 191,1 kg discarica

1.000 kg di 16 02 13* all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,3 kg incenerimento 162,9 kg

645,7 kg

TRATTAMENTO FINALE

24,9 kg discarica 1,6 kg incenerimento

136,5 kg

782,2 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

98

78,22%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,07

0,09

ferro

3,27

0,96

legno

0,43

metalli misti

0,00

0,59

plastica

2,75

0,95

vetro

9,47

INCENERIMENTO

DISCARICA

3,74 0,78

rame

0,01

condensatori

0,03 0,27

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

15,99

3,38

0,04

1,30

0,05

5,34

TOTALE recupero / smaltimento (t)

19,37

5,39

%

78,22%

21,78%

*salvo eventuale previa messa in riserva

99


16 02 14 (PED) 1.000 kg di 16 02 14 (PED) dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 205,4 kg

794,6 kg

STOCCAGGIO 205,4 kg 19,5 kg discarica

1.000 kg di 16 02 14 (PED) all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,2 kg incenerimento 215,3 kg

765,0 kg

TRATTAMENTO FINALE

21,5 kg discarica 0,9 kg incenerimento

192,9 kg

957,9 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

100

95,79%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

7,78

1,03

ferro

89,61

22,10

legno

2,41

plastica

69,45

7,27

rame

0,11

5,35

ottone

0,22

vetro

0,46

metalli misti

5,07

piombo

0,59

solfato di piombo

0,53

altro

0,94

condensatori

INCENERIMENTO

DISCARICA

0,04

0,06 0,35

toner residui / scarti TOTALE parziale (t)

170,06

42,88

0,19

8,70

0,24

9,11

TOTALE recupero / smaltimento (t)

212,94

9,35

%

95,79%

4,21%

*salvo eventuale previa messa in riserva

101


20 01 21* 1.000 kg di 20 01 21* dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 47,6 kg

952,4 kg

STOCCAGGIO 47,6 kg 1,5 kg discarica

1.000 kg di 20 01 21* all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0 kg incenerimento 257,9 kg

740,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

61,9 kg discarica 2,4 kg incenerimento

193,7 kg

934,2 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

102

93,42%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,00089

0,0005

carta e cartone

0,0013

ferro

0,00039

legno

0,00037

plastica

0,0000023 0,0021 0,0281 0,00026

ossalato di terre rare

0,00043

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

DISCARICA

0,0053

rame vetro

INCENERIMENTO

0,031

0,081

0,00010

0,0022

0,00010

0,0027

TOTALE recupero / smaltimento (t)

0,039

0,0028

%

93,42%

6,58%

*salvo eventuale previa messa in riserva

103


3 ANALISI DI INVENTARIO 3.8 VALIDAZIONE DEI DATI

La qualità dei dati dello studio finale è stata valutata attraverso bilanci di massa e di energia, che hanno fornito un utile controllo sulla validità della descrizione di ciascun processo unitario, secondo una consolidata procedura interna di verifica incrociata dell’elaborazione dei dati e delle informazioni riportate nel report finale. Nel caso fossero state evidenziate anomalie nei dati, queste sono state verificate caso per caso, acquisendo, eventualmente, dati alternativi conformi ai requisiti di qualità.

garantire la copertura geografica dell’area in cui Ecoped gestisce i rifiuti; - precisione: i dati sono stati forniti dai partner operativi di Ecoped, i quali hanno dichiarato la precisione delle informazioni; i dati sono stati verificati direttamente con i responsabili delle aziende, in caso di valori anomali; - completezza: i dati utilizzati nel modello sono completi; - fonte del dato: per ogni dato utilizzato è stata dettagliatamente descritta la fonte da cui sono state ricavate le informazioni.

3.9 QUALITÀ DEL DATO

3.10 FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA

I requisiti di qualità dei dati comprendono: - copertura temporale: tutti i dati primari utilizzati nello studio sono relativi all’anno 2014; - copertura geografica: i partner operativi selezionati sono localizzati in diverse parti dell’Italia, in modo da

104

Come già specificato, nelle varie fasi di trattamento, si considera l’elettricità fornita dalla rete nazionale e composta secondo il mix energetico italiano (banca dati Ecoinvent 3.1, aggiornamento 2014).


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Alla raccolta dati e alla validazione dell’inventario, segue la fase di elaborazione dei dati e la predisposizione del modello di LCA. L’analisi della carbon footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio Ecoped è stata svolta mediante software dedicato e riconosciuto a livello internazionale, quale il SimaPro vers.8.0.4. La prestazione ambientale è espressa mediante la somma delle emissioni e rimozioni di gas ad effetto serra (GHG) nello specifico sistema di prodotto, espresse come CO2 equivalente. La lista dei GHG con i rispettivi coefficienti GWP (Global Warming Potential, 100 anni) utilizzati è ricavata dal V rapporto dell’IPCC 2013 (per lo studio dell’anno scorso erano stati utilizzati i coefficienti del IV rapporto IPCC, 2007).

4.1 RISULTATI

Il calcolo dell’impronta di carbonio del servizio di raccolta e trasporto, trattamento selettivo e secondario, riciclo e smaltimento dei rifiuti RAEE/Pile Portatili è stato condotto ai sensi della norma ISO/TS 14067:2013 “Greenhousegases - Carbon footprint of products Requirements and guidelines for quantification and

Communication”, che definisce i criteri per la valutazione delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dal ciclo di vita di prodotti o servizi, basandosi sulle tecniche e sui principi della valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) definite secondo gli standard ISO 14040 e 14044. La norma valuta solo la categoria d’impatto del riscaldamento globale, pertanto non considera altri potenziali impatti ambientali come le emissioni di gas non a effetto serra, l’acidificazione, l’eutrofizzazione, la tossicità, la biodiversità, nonché altri impatti sociali o economici che possano essere associati con il ciclo di vita dei prodotti. La carbon footprint è una misura che esprime, in termini di emissioni CO2 equivalente, il contributo al riscaldamento globale delle attività di gestione dei RAEE dalla raccolta al trasporto al trattamento (selettivo e finale), al riciclo fino all’incenerimento e discarica effettuati dai partner operativi del consorzio. Di seguito si riportano i risultati per RAEE domestici e professionali, suddivisi in assoluti, in percentuale e per tonnellata di rifiuto.

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 17: Carbon footprint totale dei RAEE domestici

R1 kg CO2 eq

43.946,91

8.074,74

7.053,99

1.495,87

2.418,60

23.576,50

1.327,21

R2 kg CO2 eq

254.486,83

116.486,16

60.168,73

31.145,49

44.709,56

314,91

1.661,97

R3 kg CO2 eq

2.012,42

976,57

492,75

250,64

172,39

13,67

106,40

R4 kg CO2 eq

1.360.298,00

569.506,78

232.338,96

292.181,58

237.401,98

2.590,69

26.278,01

R5 kg CO2 eq

437,30

283,39

11,61

46,68

53,83

6,01

35,78

P1 kg CO2 eq

169.974,74

21.689,53

0,53

125.915,08

5.946,94

13.083,77

3.338,90

TOTALE

1.661.181

695.328

300.066

325.120

284.756

26.502

29.409

105


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 18: Carbon footprint dei RAEE domestici (in percentuale)

R1 %

100

18,37

16,05

3,40

5,50

53,65

3,02

R2 %

100

45,77

23,64

12,24

17,57

0,12

0,65

R3 %

100

48,53

24,49

12,45

8,57

0,68

5,29

R4 %

100

41,87

17,08

21,48

17,45

0,19

1,93

R5 %

100

64,81

2,65

10,67

12,31

1,37

8,18

P1 %

100

12,76

0,00

74,08

3,50

7,70

1,96

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 19: Carbon footprint di 1 tonnellata di RAEE domestici trattati

R1 kg CO2 eq/ton

416,87

76,60

66,91

14,19

22,94

223,64

12,59

R2 kg CO2 eq/ton

182,65

83,60

43,18

22,35

32,09

0,23

1,19

R3 kg CO2 eq/ton

111,24

53,98

27,24

13,85

9,53

0,76

5,88

R4 kg CO2 eq/ton

209,97

87,91

35,86

45,10

36,64

0,40

4,06

R5 kg CO2 eq/ton

96,49

62,53

2,56

10,30

11,88

1,33

7,90

P1 kg CO2 eq/ton

759,93

96,97

0,00

562,95

26,59

58,50

14,93

963,37

169,89

35,15

584,10

49,20

103,77

21,25

MEDIA %

17,6%

3,6%

60,6%

5,1%

10,8%

2,2%

MEDIA

kg CO2 eq/ton

106


Figura 5: Rappresentazione della Carbon footprint per RAEE domestico (kgCO2eq/tonnellata di RAEE trattato)

12,59 76,60

R1

66,91 223,64 14,19 22,94

0,23 1,19

R2

0,76

5,88

R1

R2

R3

R4

R5

P1

Raccolta RAEE

76,60

83,60

53,98

87,91

62,53

94,94

Trattamento selettivo

66,91

43,18

27,24

35,86

2,56

0,00

Trattamento finale

14,19

22,35

13,85

45,10

10,30

562,95

Riciclo

22,94

32,09

9,53

36,64

11,88

26,59

Incenerimento 223,64

0,23

0,76

0,40

1,33

58,50

Discarica

1,19

5,88

4,06

7,90

14,93

12,59

R3

9,53

32,09

83,60

13,85

53,98

22,35

27,24

43,18

0,40 4,06

R4

1,33

7,90

R5

36,64

14,93 58,50

0,00

26,59

11,88

P1

94,94

87,91

10,30 62,53

45,10 2,56

35,86

562,95

107


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Dalla tabella 19 sopra riportata, si evince che, per i RAEE domestici, la fase di raccolta vale mediamente il 18% della carbon footprint totale, il trattamento selettivo vale il 4%, il trattamento finale il 61%, il riciclo il 5%, l’incenerimento l’11% e la discarica il 2%. Per quanto riguarda la fase di raccolta, la tabella 19 riporta valori che variano da un minimo di 62,5 CO2eq/t ad un massimo di 97 CO2eq/t per raggruppamento: tali differenze sono direttamente proporzionali alle distanze percorse dai mezzi di trasporto. Le fasi di trattamento selettivo e secondario dipendono principalmente dai consumi energetici degli impianti, inoltre, per quanto riguarda il trattamento finale, le

emissioni di CO2eq sono legate alla percentuale di rifiuto che subisce un ulteriore trattamento. Come già evidenziato, nella fase di riciclo sono solo considerati i trasporti del materiale dall’impianto all’utilizzatore successivo, in quanto l’attività di recupero del materiale non rientra nei confini del nostro sistema; le emissioni derivanti dal riciclo, pertanto, sono proporzionali alla quantità riciclata e alla distanza percorsa. Infine, nella fase di smaltimento finale, si nota come l’incenerimento del raggruppamento R1 sia superiore agli altri RAEE a causa dello smaltimento all’inceneritore di materiali plastici (poliuretano).

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

74.801,83

7.481,81

5.617,52

3.320,91

2.927,58

55.179,32

274,69

(grandi bianchi)

16.905,43

5.566,36

4.367,74

2.434,72

3.495,05

899,63

141,92

16 02 13* kg CO2 eq

2.963,62

1.369,06

325,90

694,10

411,92

22,48

140,16

16 02 14 (PED) kg CO2 eq

35.908,30

20.408,00

681,01

5.225,48

8.528,71

107,57

957,53

20 01 21* kg CO2 eq

4,11

2,12

0,67

0,43

0,50

0,06

0,33

TOTALE

130.583

34.827

10.993

11.676

15.364

56.209

1.515

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

Tabella 20: Carbon footprint totale dei RAEE professionali

16 02 11* kg CO2 eq 16 02 14

kg CO2 eq

108


CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 21: Carbon footprint dei RAEE professionali (in percentuale)

16 02 11* %

100

10,00%

7,51%

4,44%

3,91%

73,77%

0,37%

100

38,83%

25,84%

14,40%

20,67%

0,14%

0,12%

16 02 13 * %

100

46,20%

11,00%

23,41%

13,90%

0,76%

4,73%

16 02 14 (PED) %

100

56,83%

1,90%

14,55%

23,75%

0,30%

2,67%

20 01 21* %

100

51,67%

16,24%

10,53%

12,13%

1,36%

8,07%

16 02 14

(grandi bianchi) %

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

620,71

62,08

46,61

27,56

24,29

457,88

2,28

(grandi bianchi)

155,21

51,11

40,10

22,35

32,09

8,26

1,30

16 02 13* CO2 eq/ton

119,70

55,31

13,16

28,02

16,64

0,91

5,66

16 02 14 (PED) CO2 eq/ton

161,54

91,81

3,06

23,51

38,37

0,48

4,31

20 01 21* CO2 eq/ton

97,88

50,57

15,89

10,31

11,88

1,33

7,90

MEDIA CO2 eq/ton

231,01

62,18

23,77

22,35

24,65

93,77

4,29

MEDIA %

26,92%

10,29%

9,67%

10,67%

40,59%

1,86%

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

Tabella 22: Carbon footprint di 1 tonnellata di RAEE professionali trattati

16 02 11* CO2 eq/ton 16 02 14

CO2 eq/ton

109


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Figura 6: Rappresentazione della carbon footprint per RAEE professionale (kgCO2eq/tonnellata di RAEE trattato)

2,28

8,26

16 02 11*

62,08

1,30

16 02 14 (grandi bianchi)

46,61 32,09

51,11

27,56 24,29

457,88 22,35

40,10

16 02 11*

16 02 14 (grandi bianchi)

16 02 13*

16 02 14 (PED)

20 01 21*

Raccolta RAEE

62,08

51,11

55,31

91,81

50,57

Trattamento selettivo

46,61

40,10

13,16

3,06

15,89

Trattamento finale

27,56

22,35

28,02

23,51

10,31

Riciclo Incenerimento

24,29

32,09

16,64

38,37

11,88

457,88

8,26

0,91

0,48

1,33

2,28

1,30

5,66

4,31

7,90

Discarica

0,91

5,66

16 02 13*

0,48 4,31

16 02 14 (PED)

7,90 1,33

91,81

16,64

20 01 21*

38,37

11,88

55,31 50,57

10,31 3,06 28,02

13,16

110

23,51

15,89


Per i RAEE professionali, la percentuale media di incidenza delle varie fasi alla carbon footprint (tabella 22) è la seguente: 27% per la fase di raccolta, 10% per il trattamento selettivo, 10% per il trattamento finale, 11% per il riciclo, il 41% per l’incenerimento e 2% per la discarica. La tabella 22 mostra valori relativi alla raccolta che variano da un minimo di 51 CO 2eq/t ad un massimo di 92 CO 2eq/t: anche in questo caso, le differenze sono direttamente proporzionali alle distanze percorse dai mezzi di trasporto. Come già evidenziato per il RAEE domestici, le fasi

di trattamento selettivo e secondario dipendono dai consumi energetici degli impianti e dalla percentuale di materiale che viene avviato ad un ulteriore trattamento prima di essere effettivamente riciclato o smaltito. Infine, le stesse considerazioni descritte per il riciclo e lo smaltimento finale dei RAEE domestici possono essere riportate ai RAEE professionali.

4.2 CONTRIBUTI DEI VARI GHG

Nel grafico seguente è riportato il contributo percentuale dei diversi gas ad effetto serra (GHG) alla carbon footprint.

Figura 7: Contributo dei diversi GHG alla carbon footprint dei RAEE del circuito domestico

100%

CO2

90%

CH4

80%

Altri GHG

N2O

70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0

R1

R2

R3

R4

R5

P1

111


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Figura 8: Contributo dei diversi GHG alla carbon footprint dei RAEE del circuito professionale

100%

CO2

90%

CH4

80%

Altri GHG

N2O

70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0

112

16 02 11*

16 02 14

(grandi bianchi)

16 02 13*

16 02 14 (PED)

20 01 21*


5 INTERPRETAZIONE DEL CICLO DI VITA L’ultima fase dell’LCA, interpretazione e analisi di miglioramento, ha lo scopo di proporre i cambiamenti necessari a ridurre l’impatto ambientale dei processi o attività considerati. Il consorzio Ecoped organizza e gestisce per conto dei propri associati un sistema integrato per la raccolta, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature elettriche ed elettroniche), sostituendosi ai “produttori” per tutte le fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e smaltimento di questi rifiuti. Per garantire un servizio efficiente ed efficace, Ecoped gestisce anche la raccolta di altri rifiuti, tra cui pile e accumulatori. Nel 2014, i quantitativi di RAEE domestici avviati a trattamento da Ecoped risultano essere pari a 8000 tonnellate, mentre, per quanto riguarda i RAEE professionali, i quantitativi trattati sono pari a 477 tonnellate. Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo dell’attività di gestione dei RAEE e delle pile portatili gestiti dal consorzio Ecoped ed in particolare il trasporto e il trattamento delle varie filiere di rifiuti. Come dettagliatamente descritto precedentemente, la fase di raccolta dati ha coinvolto, oltre al consorzio, 11 impianti di trattamento che hanno gestito complessivamente circa il 92% dei rifiuti domestici movimentati dal consorzio e il 95% di quelli professionali; la scelta è stata fatta in modo da coprire tutto il territorio nazionale. Nel 2014, la percentuale di riciclo per i RAEE domestici è stata di quasi l’80% per il raggruppamento R1 e di dell’80% per il raggruppamento R3, mentre supera il 93% per tuttti gli altri, raggiungendo il 97% per il raggruppamento R2. In particolare, sono stati avviati a riciclo 7.662 tonnellate di materiale, di cui 3.967 tonnellate di ferro e acciaio, 2.561 tonnellate di plastica, 679 di metalli misti (metalli non ferrosi). Per quanto riguarda i quantitativi smaltiti, circa 36 tonnellate di rifiuti sono stati avviati a incenerimento e

302 tonnellate a discarica. Anche per i RAEE professionali, nel 2014 la percentuale di recupero è stata superiore al 78% per tutti i RAEE, superando il 95% per il CER 16 02 14. Sono state riciclate 435 tonnellate di materiale, di cui 244 tonnellate di ferro e acciaio, 118 tonnellate di plastica e 26 tonnellate di metalli non ferrosi. A smaltimento sono stati avviate 42 tonnellate di rifiuti, di cui 6 a incenerimento e il rimanente in discarica. Per le pile portatili la percentuale di riciclo è di quasi il 71%. Lo scopo dello studio è stato quello di calcolare la carbon footprint del servizio gestito da Ecoped di recupero e trattamento dei RAEE e dei rifiuti di pile portatili, al fine di valutare il contributo al riscaldamento globale delle attività svolte dal consorzio in termini di emissioni di CO2 equivalente. In base ai dati raccolti e alle assunzioni fatte, lo studio ha permesso di determinare le emissioni potenziali di CO2 equivalente emesse dal trattamento di una tonnellata di rifiuto, che sono riassunte nella tabella seguente. Tabella 23: Carbon footprint di una tonnellata di rifiuti trattato

CARBON FOOTPRINT

kg CO2 eq/ton

R1

416,87

R2

182,65

R3

111,24

R4

209,97

R5

96,49

P1

759,93

16 02 11*

620,71

16 02 14 (grandi bianchi)

155,21

16 02 13*

119,70

16 02 14 (PED)

161,54

20 01 21*

97,88

113


5 INTERPRETAZIONE DEL CICLO DI VITA Come descritto in precedenza, nel ciclo di trattamento dei RAEE il contributo del sistema di trasporto del rifiuto e dei materiali derivati dal suo trattamento risulta determinante: considerando, infatti, tutti i trasporti legati alla raccolta, all’avvio a trattamento finale, a riciclo e a smaltimento, il trasporto rappresenta mediamente quasi il 40% della carbon footprint dei RAEE domestici, arrivando e superando il 60% per i raggruppamenti R2, R3, R4 e arrivando al 90% per il raggruppamento R5, mentre è in media il 44% di quella dei RAEE professionali, arrivando all’85% per il CER 16 02 14 -PED.

Tabella 24: Carbon footprint relativa ai trasporti di una tonnellata di rifiuti trattato

114

CARBON FOOTPRINT

kg CO2 eq/ton

%/tot

R1

106,79

26%

R2

125,58

69%

R3

68,08

61%

R4

132,24

63%

R5

86,97

90%

P1

162,02

21%

16 02 11*

103,25

17%

16 02 14 (grandi bianchi)

93,09

60%

16 02 13*

96,81

81%

16 02 14 (PED)

138,10

85%

20 01 21*

75,01

77%

La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra deve quindi concentrarsi, per ciascuna tipologia di RAEE, sull’ottimizzazione della logistica e sul miglioramento della prestazione dei mezzi da trasporto, anche se la distribuzione territoriale dei punti di prelievo (soprattutto quelli relativi alla gestione dei RAEE domestici e dei rifiuti di pile portatili) non è influenzabile da scelte strategiche del consorzio. Per quanto riguarda il trattamento selettivo, una riduzione delle emissioni si potrebbe avere indirizzando i flussi di RAEE verso quegli impianti di trattamento selettivo a maggior efficienza, incentivando l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (vedi grafico 1 relativo ai consumi energetici dei vari impianti), seppure dopo avere effettuato una indagine sul bilancio complessivo comprensivo del delta trasporti. Come già più volte sottolineato, per quanto riguarda gli impianti di trattamento finale, la possibilità di controllo da parte di Ecoped sui flussi di RAEE è più limitata. Nella logica del continuo miglioramento, ulteriori approfondimenti al calcolo della carbon footprint possono derivare dall’analisi ancora più spinta dei processi di trattamento finale e del destino finale dei rifiuti che ne derivano (tenendo sempre presente che tali attività non sono sotto il diretto controllo del consorzio Ecoped). L’estensione del campione di impianti di trattamento selettivo potrebbe affinare il dato, ma non rappresentare sostanziali miglioramenti della precisione della CF finale.

5.1 VALUTAZIONE DELL’INCERTEZZA

L’analisi dell’incertezza è definita dalla norma UNI EN ISO 14040:2006 come Procedura sistematica per quantificare l’incertezza, introdotta nei risultati di un’analisi d’inventario del ciclo di vita, dagli effetti cumulativi dell’imprecisione del modello, dell’incertezza degli elementi in ingresso e della variabilità dei dati. La norma ISO/TS 14067 elenca come requisito la valutazione dell’incertezza, ma non vengono forniti orientamenti dettagliati. La valutazione dell’incertezza è stata effettuata mediante


l’analisi di Montecarlo sull’intero ciclo di vita, utilizzando l’incertezza di default dei processi delle banche dati. La variazione del risultato finale della carbon footprint varia tra il 15 e il 4%, come mostrato nella tabella seguente (intervallo di confidenza del 95%; copertura del dato 75%). Tabella 25: Coefficiente di variazione per i RAEE domestici e professionali

CV (Coefficient of Variation)

CV (Coefficient of Variation)

R1

11,36%

16 02 11*

15,17%

R2

4,24%

(grandi bianchi)

16 02 14

4,67%

R3

5,45%

16 02 13*

3,97%

R4

4,95%

16 02 14 (PED)

4,24%

R5

5,32%

20 01 21*

5,18%

P1

4,55%

5.2 LIMITAZIONI

La carbon footprint è la somma delle emissioni e rimozioni di gas serra di un sistema prodotto, espressa in CO2 equivalente, relative all’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’uso ed al fine vita del prodotto. La carbon footprint si basa su di uno studio di Life Cycle Assessment (LCA), un metodo standardizzato a livello internazionale e descritto in precise norme internazionali, ma i vincoli e le scelte richieste dall’applicazione della metodologia possono influenzare i risultati e pertanto la valutazione, accurata e completa, può presentare margini di errore, anche se non rilevanti. Si sottolinea infine come la CFP è un singolo indicatore e non può pertanto rappresentare da solo l’impatto ambientale complessivo del prodotto oggetto del presente studio.

115


6 BIBLIOGRAFIA Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151: “Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti” D.M. 25 settembre 2007, n. 185, “Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)” Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27 “Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2011/65/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005” Decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 “Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2012/19/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005” ISO/TS 14067 “Greenhousegases - Carbon footprint of products - Requirements and guidelines for quantification and Communication” ISO 14040:2006 Environmental management – Life cycle assessment - Principles and Framework ISO 14044:2006 Environmental management – Life cycle assessment – Requirements and Guidelines IPCC (2013), Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change United Nation University, “Review of Directive 2002/96 on Waste Electrical and Electronic Equipment–Study No. 07010401/2006/442493/ETU/G4” Report Istat, La superficie dei comuni, delle province e delle regioni italiane (dati al 9 ottobre 2011) Centro di Coordinamento RAEE, www.cdcraee.it Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, www.cdcnpa.it

116


NOTE

117


BENEFICI AMBIENTALI DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO ecoR’it (RAEE E PILE PORTATILI) Flussi di Raccolta Anno 2014

Società responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

118


Sommario 118

L’attività del consorzio ecoR’it nel 2014

119

Il beneficio ambientale

121

Conclusioni

119


1 L’ATTIVITÀ DEL CONSORZIO ecoR’it NEL 2014 A seguito dell’analisi ambientale delle proprie attività, il consorzio ecoR’it ha valutato i benefici ambientali derivanti dal ciclo di recupero di RAEE e dei rifiuti di pile portatili. Nella seguente tabella sono riportati i quantitativi di rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it nel corso del 2014, la maggior parte dei quali è stata avviata a riciclo: per

quanto riguarda il circuito domestico (RAEE domestici e pile portatili), la percentuale totale di riciclo si attesta oltre l’87%, con un valore massimo pari al 97% per il raggruppamento R2; per il circuito professionale (RAEE professionali), invece, il riciclo totale corrisponde al 95%, con un massimo del 95,8% nel caso del CER 16 02 14.

Tabella 1: Bilancio di massa complessivo per ecoR’it, RAEE domestici e pile portatili – anno 2014

RAGGRUPPAMENTO

QUANTITÀ RACCOLTE ANNO 2014

RICICLO TOTALE

SMALTIMENTO TOTALE

ton.

ton.

%

ton.

%

R1

17

13,83

79,75%

3,51

20,2%

R2

214

207,41

97,07%

6,26

2,9%

R3

4.611

3.698,82

80,23%

911,71

19,8%

R4

3.636

3.496,61

96,17%

139,16

3,8%

R5

30

27,72

93,42%

1,95

6,6%

pile

109

76,84

70,80%

31,69

29,20%

8.617

7.521

87,28%

1.094

12,70%

Tabella 2: Bilancio di massa complessivo per ecoR’it, RAEE professionali – anno 2014

CER

120

QUANTITÀ RACCOLTE ANNO 2014

RICICLO TOTALE

SMALTIMENTO TOTALE

ton.

ton.

%

ton.

%

16 02 11*

58

46,47

79,63%

11,88

20,4%

16 02 13*

65

50,56

78,22%

14,07

21,8%

16 02 14

2.537

2.430,02

95,79%

106,72

4,2%

20 01 21*

1

0,71

93,42%

0,05

6,6%

2.660

2.528

95%

133

5%


2 IL BENEFICIO AMBIENTALE Il beneficio ambientale delle attività svolte dal consorzio ecoR’it consiste nel ridurre il quantitativo di rifiuti destinati a smaltimento e nell’avviarli a recupero come materia prima seconda. Conseguentemente il consorzio contribuisce al risparmio di risorse, sia in termini di materia sia di energia, che sarebbero necessarie in mancanza del riciclo. Il beneficio ambientale consiste, quindi, nell’evitare l’impatto ambientale associato allo smaltimento dei rifiuti e nell’evitare la produzione di materie prime vergini, sostituita dal reintegro del materiale riciclato di ecoR’it. L’attività del consorzio contribuisce alle emissioni di gas effetto serra, per la fase di trasporto dei rifiuti (dal loro sito di produzione agli impianti di trattamento e successivamente al destino finale), per le attività svolte dagli impianti di trattamento e per gli impatti dovuti allo smaltimento. A fronte di questo aumento delle emissioni di gas serra (scenario “attività ecoR’it”) il consorzio contribuisce: • •

ad evitare gli impatti dello smaltimento dei RAEE tal quali in discarica (scenario “no riciclo”); ad evitare gli impatti della produzione di materie prime vergini, cioè di risorse estratte dall’ambiente naturale (scenario “mancata produzione materie prime”).

Le tabelle 3 e 5 riportano le emissioni di CO2 equivalenti prodotte dai seguenti scenari: • lo scenario “no riciclo” rappresenta le emissioni che si avrebbero nel caso in cui i rifiuti fossero inviati totalmente a discarica; • lo scenario “attività ecoR’it” rappresenta invece le emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti da parte del consorzio, come descritto precedentemente (§ 1); • lo scenario “mancata produzione materie prime” corrisponde alle emissioni derivanti dalla produzione da materiale riciclato rispetto a quelle derivanti da materie vergini. Il segno negativo indica che le emissioni derivanti dalla produzione di materie prime secondarie è minore rispetto a quella da materie prime vergini. Il beneficio ambientale totale corrisponde alla differenza tra il contributo dato dall’attività di ecor’it e dalla produzione dei manufatti da materie prime secondarie meno lo scenario “no riciclo” e la produzione dei manufatti da materie prime vergini. Nelle tabelle 4 e 6, invece, il beneficio ambientale è espresso in termini di consumi energetici: anche in questo caso sono riportati i consumi derivanti dai diversi scenari e l’energia risparmiata grazie all’attività di ecoR’it. Le emissioni evitate e il risparmio energetico sono calcolati in riferimento alle quantità di rifiuti che il consorzio ecoR’it ha gestito nel corso del 2014 (vedi tabella 1 e 2).

Tabella 3: Beneficio ambientale in termini di emissioni di CO2eq, circuito domestico – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

no riciclo (ton CO2eq)

attività ecoR’it (ton CO2eq)

mancata produzione materie prime (ton CO2eq)

ton CO2eq evitate

R1

19,31

9,92

-25,15

-34,53

R2

13,49

38,83

-296,89

-271,55

R3

290,67

919,45

-5.735,50

-5.106,71

R4

237,84

747,20

-8.338,73

-7.829,37

R5

1,38

3,55

-37,31

-35,14

P1

26,19

85,30

-298,56

-239,46

TOTALE

588,88

1.804,25

-14.732,14

-13.690,96

121


2 IL BENEFICIO AMBIENTALE Tabella 4: Beneficio ambientale in termini di consumi energetici, circuito domestico – anno 2014

RAGGRUPPAMENTO

no riciclo (GJ)

attività ecoR’it (GJ)

mancata produzione materie prime (GJ)

GJ risparmiate

R1

3,31

38,48

-261,02

-225,86

R2

244,79

573,18

-4.353,54

-4.025,14

R3

2.513,75

13.289,60

-107.080,99

-96.305,14

R4

1.146,97

10.896,96

-158.357,99

-148.608,00

R5

18,36

50,31

-418,11

-386,15

P1

26,02

979,11

-4.525,81

-3.572,72

TOTALE

3.953,20

25.827,65

-274.997,46

-253.123,01

Sia dal punto di vista delle emissioni di gas serra sia da quello del consumo energetico, le attività del consorzio ecoR’it (trasporti lungo la filiera dei RAEE, trattamenti primari e secondari, recupero e smaltimento finale dei rifiuti) hanno generato impatti ambientali superiori rispetto a quelli che sarebbero stati prodotti in caso di completo smaltimento in discarica (colonna “no riciclo” delle tabelle precedenti), tranne che per le emissioni del raggruppamento R1, in quanto lo smaltimento degli impianti di refrigerazione senza recupero dei CFC risulta particolarmente impattante. Come già evidenziato, però, oltre a non disperdere sostanze inquinanti,

occorre considerare il beneficio ottenuto grazie al fatto di poter avviare a riciclo materiali che altrimenti sarebbero prodotti completamente ex-novo. Il beneficio ambientale complessivo rimane, quindi, positivo. Il bilancio complessivo delle emissioni climalteranti mostra in modo evidente il peso e l’importanza dell’attività di recupero dei materiali: la gestione dei RAEE domestici (comprese le pile portatili) che il consorzio ecoR’it ha svolto nel 2014 ha permesso di evitare l’emissione di 13.690 tonnellate di CO 2eq, mentre il risparmio energetico è di oltre 253.000 GJ.

Tabella 5: Beneficio ambientale in termini di emissioni di CO2eq, circuito professionale – anno 2014

122

CER

no riciclo (ton CO2eq)

attività ecoR’it (ton CO2eq)

mancata produzione materie prime (ton CO2eq)

ton CO2eq evitate

16 02 11*

64,65

39,82

-103,70

-128,52

16 02 13*

3,21

12,22

-90,56

-81,55

16 02 14

113,24

501,50

-5.504,33

-5.116,07

20 01 21*

0,05

0,15

-0,87

-0,77

TOTALE

181,15

553,70

-5.699,47

-5.326,91


Tabella 6: Beneficio ambientale in termini di consumi energetici, circuito professionale – anno 2014

CER

no riciclo (GJ)

attività ecoR’it (GJ)

mancata produzione materie prime (GJ)

GJ risparmiate

16 02 11*

6,46

226,99

-1.254,44

-1.033,91

16 02 13*

28,93

181,78

-1.359,25

-1.206,40

16 02 14

231,75

7.309,33

-100.885,65

-93.808,07

20 01 21*

0,07

2,24

-9,25

-7,08

TOTALE

267,20

7.720,34

-103.508,59

-96.055,46

Anche nel caso dei rifiuti del circuito professionale, i consumi energetici risultano maggiori per le attività di ecoR’it rispetto allo smaltimento dei RAEE in discarica (come per il circuito dei RAEE domestici), così come per le emissioni di gas serra si nota come lo scenario “no riciclo” abbia emissioni minori rispetto allo scenario “attività ecoR’it”, ad eccezione dell’impatto del CER 16 02 11* dovuto al mancato recupero (e quindi emissione) dei gas CFC degli impianti di refrigerazione. La competitività dello scenario “attività ecoR’it” rispetto

allo scenario “no riciclo” è dovuta anche all’assenza del trasporto casa-piazzola ecologica presente nel circuito domestico di raccolta dei RAEE. Il bilancio totale delle emissioni climalteranti mostra, anche nel caso dei RAEE professionali, il peso e l’importanza dell’attività di recupero dei materiali: la gestione dei RAEE professionali che il consorzio ecoR’it ha svolto nel 2014 ha permesso di evitare l’emissione di circa 5.327 tonnellate di CO2eq e il risparmio energetico è stato di quasi 100.000 GJ

3 CONCLUSIONI Il bilancio ambientale del ciclo dei flussi dei rifiuti (RAEE e pile portatili), trattati dal consorzio ecoR’it nel corso del 2014 e redatto in collaborazione con Ambiente Italia, vede qui riassunti i benefici ambientali derivati dall’attività di ecoR’it. Le attività svolte dal consorzio nel 2014 hanno: - recuperato complessivamente 10.049 tonnellate di materiali (+11% rispetto lo scorso anno) su un totale

- -

di 11.276 tonnellate di rifiuti trattati (pari al 90%); evitato l’emissione in atmosfera di 19.017 tonnellate di gas a effetto serra pari alle emissioni di oltre 9.050 auto che percorrono in media 10.000 km, valore simile rispetto all’anno precedente; risparmiato 349.178 GJ di energia, pari al consumo annuo di circa 50.300 frigoriferi in classe C (ovvero al consumo di una città di 130.000 abitanti).

123


CALCOLO DELLA CARBON FOOTPRINT DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO ecoR’it (RAEE E PILE PORTATILI) Flussi di Raccolta Anno 2014

Società responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

124


Sommario 126

Introduzione

130

Obiettivo e campo di applicazione dello studio

136

Analisi di inventario

171

Valutazione degli impatti

184

Interpretazione del ciclo di vita

187

Bibliografia

125


126


127


1 INTRODUZIONE La crescente attenzione al problema dei cambiamenti climatici, l’importanza che oggi sul mercato è data ai requisiti “ecologici” dei prodotti, la maggior consapevolezza del consumatore verso scelte più responsabili e comportamenti virtuosi, hanno contribuito a determinare la creazione di nuovi modi per fornire informazioni relative all’impatto sul clima di prodotti e servizi. In questo ambito ha trovato grande diffusione la “carbon footprint”: essa rappresenta un indicatore ambientale che esprime la quantità totale delle emissioni di gas ad effetto serra emesse, direttamente o indirettamente, durante il ciclo di vita di un prodotto, di un’organizzazione o di un servizio e fornisce una quantificazione dell’impatto delle attività umane, espressa come quantità di anidride carbonica equivalente (CO2eq). Nel calcolo dalla carbon footprint si tiene conto di tutti i gas clima-alteranti del Protocollo di Kyoto, tra cui l’anidride carbonica (CO 2), il metano (CH4), l’ossido nitroso (N2O) e altri composti chimici (come i CFC, Halon, HCFC, ecc.). Ciascuna di queste emissioni è moltiplicata per il corrispondente coefficiente di caratterizzazione del potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP) e la somma totale fornisce il valore di carbon footprint. La ca rb o n fo o tpr i n t d e i p r o d o t t i c o m pre nde l’assorbimento e l’emissione di gas clima-alteranti nell’arco dell’intera vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime e la loro trasformazione, al loro uso, fino al riciclo ed eventuale smaltimento finale. In ciascuna delle suddette fasi, le emissioni di gas ad effetto serra possono derivare da sorgenti come l’utilizzo di energia e di combustibili per il trasporto, dalla produzione di rifiuti e dalle perdite di refrigeranti dai sistemi di refrigerazione, mentre gli assorbimenti possono derivare dalla fissazione della CO 2 atmosferica da parte delle piante o del suolo.

128

1.1 LO SVILUPPO NORMATIVO DEI RAEE

Il D.Lgs. 151/05 (ora sostituito dal D.Lgs. 49/2014) definisce RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) le apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono considerate rifiuti ai sensi della normativa vigente, inclusi tutti i componenti, i sottoinsiemi ed i materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene. I Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) non possono essere gettati nei normali cassonetti e smaltiti in discarica, in quanto possono contenere sostanze in grado di contaminare l’ambiente in maniera irreversibile, quali ad esempio metalli pesanti, sostanze lesive per l’ozono e sostanze alogenate; pertanto, per evitare la dispersione di tali componenti, è necessario trattare nel modo corretto le componenti inquinanti (attraverso recupero o riciclo) e smaltire le sole parti residue non più recuperabili. La normativa di riferimento che ha regolamentato la gestione di questi rifiuti è il Decreto Legislativo 151 del 2005, che ha migliorato, sotto il profilo ambientale, l’intervento wdei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai produttori agli utilizzatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo. Al decreto legislativo hanno fatto seguito 5 decreti ministeriali attuativi: • DM 25/09/07: istituzione del comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE, ai sensi dell’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 • DM 25/09/07, n. 185, recante l’istituzione del “Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE”, del “Centro di coordinamento per l’ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi” e del “Comitato di indirizzo sulla gestione dei RAEE” (attuazione articoli 13, comma 8 e 15 comma 4, D.Lgs. 151/2005) • DM Ambiente 8 aprile 2008 recante “Disciplina dei


• •

centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato — Articolo 183, comma 1, lettera cc) del D.Lgs. 152/2006” DM Ambiente 12 maggio 2009 recante “Finanziamento gestione Raee” DM Ambiente 8 marzo 2010, n. 65, recante “Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) — Modalità semplificate”

In particolare il Decreto stabilisce misure e procedure finalizzate a: a) prevenire la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; b) promuovere il reimpiego, il riciclo e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento; c) migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature, quali, ad esempio, i produttori, i distributori, i consumatori e, in particolare, gli operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE; d) ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il sistema introdotto dalla normativa è improntato sulla responsabilità dei “produttori” (ossia dei primi importatori o fabbricanti) ai quali si chiede di organizzare e finanziare la raccolta e la gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato. Nel 2014 sono stati pubblicati due importanti decreti legislativi che hanno sostituito il D.Lgs. 151/05. D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27, Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2011/65/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005 D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2012/19/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005. Il primo, entrato in vigore il 30 marzo 2014, prevede che

le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato non dovranno contenere determinate sostanze tossiche e nocive individuate nell’allegato II del decreto, ovvero piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e bifenili polibromurati (PBB). Il secondo, invece, entrato in vigore il 12/04/14, oltre ad inserire prescrizioni per particolari tipologie di AEE, riguarda più direttamente la gestione dei rifiuti (RAEE): precisa meglio la distinzione tra i RAEE domestici e professionali, introducendo inoltre la novità dei RAEE di piccolissime dimensioni (oggetto di ritiro gratuito senza obbligo di acquisto dell’equivalente, cosiddetto “uno contro zero”), definendo:

RAEE DOMESTICI : i RAEE originati dai nuclei

domestici e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici. I rifiuti delle AEE che potrebbero essere usati sia dai nuclei domestici sia da utilizzatori diversi (“dual use”), sono in ogni caso considerati RAEE domestici.

RAEE PROFESSIONALI : i RAEE diversi da quelli provenienti da nuclei domestici. RAEE di piccolissime dimensioni: i RAEE di dimensioni esterne inferiori a 25 cm.

PANNELLI FV : sono definiti RAEE “domestici” se

originati da impianti di potenza nominale inferiore a 10 kW, mentre sono definiti RAEE “professionali” se di potenza superiore. Inoltre definisce:

CENTRI DI TRATTAMENTO: gli impianti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento Raee devono essere autorizzati con l’autorizzazione unica ex articolo 208, D.Lgs. 152/2006. L’autorizzazione garantisce l’utilizzo delle migliori tecniche di trattamento, di recupero e di riciclaggio disponibili, e

129


1 INTRODUZIONE stabilisce le condizioni per garantire l’osservanza dei requisiti previsti per il trattamento adeguato e per il conseguimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero indicati in allegato V.

TRATTAMENTO: il trattamento prevede la rimozione

di tutti liquidi ed un trattamento selettivo conforme alle prescrizioni tecniche. Nel caso di RAEE contenenti sostanze lesive dell’ozono alle operazioni di trattamento si applicano le disposizioni del Reg. (CE) n. 1005/2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e del Reg. (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati a effetto serra. Il nuovo Decreto RAEE 49/2014 precisa, all’articolo 35 comma 2°), che il Comitato di Vigilanza e Controllo (CVC) del sistema RAEE definisce i criteri di determinazione delle quote di mercato, anche in considerazione, ove possibile, del diverso impatto ambientale delle singole tipologie di AEE. A tal fine, il CVC valuta l’analisi del ciclo di vita dei beni che può essere facoltativamente presentata da ciascun produttore con riferimento alle proprie AEE.

1.2 IL CONSORZIO ECOR’IT

Il consorzio ecoR’it organizza e gestisce per conto dei propri consorziati un sistema integrato per la raccolta, il trasporto ed il trattamento dei RAEE, sostituendosi ai “produttori” per tutte le fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e smaltimento di questi rifiuti. Le categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche che rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. 49/2014 sono riportate di seguito: 1. grandi elettrodomestici; 2. piccoli elettrodomestici; 3. apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni; 4. apparecchiature di consumo; 5. apparecchiature di illuminazione; 6. strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni); 7. giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero; 8. dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti 130

impiantati e infettati); 9. strumenti di monitoraggio e di controllo; 10. distributori automatici. Per quanto riguarda i RAEE domestici, nel periodo c.d “transitorio”, ovvero sino al 15 agosto 2018, la raccolta separata avviene suddividendo i rifiuti secondo 5 Raggruppamenti: •

RAGGRUPPAMENTO 1 – Freddo e clima (es. frigoriferi, congelatori, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti, apparecchi per il condizionamento, ecc.);

RAGGRUPPAMENTO 2 – Altri grandi bianchi (es. lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchiature per la ventilazione e l’estrazione d’aria, ecc.);

RAGGRUPPAMENTO 3 – TV e monitor;

RAGGRUPPAMENTO 4 – Information Technology ed elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione ( p r i va t i d e l l e s o r g e n t i l u m i n o s e ) , p i c c o l i elettrodomestici e altro (es. stampanti, copiatrici, macchine da scrivere elettriche ed elettroniche, calcolatrici tascabili e da tavolo, fax, telefoni, telefoni cellulari, apparecchi radio, videocamere, registratori hi-fi, strumenti musicali, trapani, macchine per cucire, giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport e tutte le categorie non menzionate negli altri raggruppamenti), pannelli fotovoltaici;

• I

RAGGRUPPAMENTO 5 – Sorgenti luminose (es. tubi fluorescenti, sorgenti luminose fluorescenti compatte, sorgenti luminose a scarica ad alta intensità, comprese sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta e bassa pressione, sorgenti luminose ad alogenuri metallici, ecc.). RAEE professionali, invece, vengono distinti


direttamente per codice CER, così come elencati di seguito:

• CER 16 02 14: apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13

Le imprese conivolte si dividono in: • imprese di logistica autorizzate (per le operazioni di raccolta, trasporto, stoccaggio-transit point eventuale); • imprese per il trattamento selettivo: messa in sicurezza (Rimozione dei materiali pericolosi e separazione delle frazioni riutilizzabili (per l’avvio all’effettivo recupero) o smaltimento dei componenti e frazioni riciclabili; • imprese per il trattamento finale (end processing): attività ad alto contenuto tecnologico, che rendono possibile la reimmissione delle frazioni recuperate, senza ulteriori lavorazioni, nell’ambito di nuovi cicli produttivi come nuove materie prime.

• CER 20 01 21*: tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio.

Oltre ai RAEE, ecoR’it gestisce anche la raccolta dei rifiuti di pile ed accumulatori.

• CER 16 02 11*: apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC; • CER 16 02 13*: apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12;

Per garantire un servizio efficiente ed efficace di raccolta separata dei RAEE su tutto il territorio nazionale, in conformità alle disposizioni di legge, Ecoped utilizza una serie di fornitori qualificati per garantire un servizio integrato in tutte le fasi della gestione dei RAEE.

131


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO 2.1 OBIETTIVO

2.3 NORMA DI RIFERIMENTO

Il formato del Rapporto di studio della CFP, validato dall’organismo terzo indipendente, è coerente con quanto definito dalla norma ISO/TS 14067.

2.3.1 TIPO DI CFP

L’analisi della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti gestiti da ecoR’it e il calcolo della CFP ai sensi della norma ISO/TS 14067:2013 ha lo scopo di quantificare il contributo di questa attività al riscaldamento globale, espresso in termini di CO2 equivalente, valutando tutte le emissioni (e rimozioni) di gas serra lungo l’intero ciclo di vita.

2.2 CAMPO DI APPLICAZIONE

Le attività svolte dal consorzio ecoR’it che sono state considerate nel calcolo della carbon footprint sono il trasporto e il trattamento di varie filiere di rifiuti: RAEE domestici e professionali e pile portatili. Rispetto a quanto analizzato l’anno precedente, nel presente studio non sono compresi i rifiuti con CER 08 03 18, toner per stampa esausti. La prima fase del ciclo consiste nel ritiro dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche dal luogo dove sono stati “prodotti” (Centro di Raccolta per quanto riguarda i RAEE domestici e pile portatili e azienda/organizzazione per i RAEE professionali) e nel loro trasporto presso l’impianto di trattamento selettivo (conferimento diretto oppure indiretto, cioè attraverso lo stoccaggio presso un transit point). La seconda fase consiste nel trattamento dei rifiuti raccolti presso impianti autorizzati (trattamento selettivo), dove avviene la separazione delle varie parti che compongono il rifiuto al fine di essere recuperate direttamente o, eventualmente, inviate ad ulteriore trattamento (trattamento finale) o a smaltimento (discarica o inceneritore). I principali vantaggi della carbon footprint, rispetto ad un classico studio di LCA completo dei suoi consueti indicatori d’impatto, sono la facilità di comunicazione e di comprensione da parte del pubblico dei risultati finali poiché l’impatto ambientale è espresso tramite un singolo indicatore. Si rimanda al paragrafo 5.2, dove sono descritte le limitazioni dello studio. 1

Fonte: Centro di Coordinamento RAEE

132

Per il calcolo dell’impronta di carbonio della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it, la norma di riferimento che viene utilizzata è, quindi, la ISO/TS 14067:2013 e lo studio di valutazione del ciclo di vita è condotto in conformità a quanto richiesto dalla norma. Lo studio della CFP della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it è una carbon footprint completa (“dalla culla alla tomba”).

2.3.2 CFP-PCR

Per lo studio in oggetto non verranno seguite PCR, in quanto non esistono documenti relativi con l’oggetto del presente studio.

2.4 I QUANTITATIVI DI RAEE TRATTATI DA ECOR’IT

I Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche domestiche raccolti in Italia nel 2014 sono stati pari a 231.746 tonnellate1; il quantitativo è in aumento di oltre il 2% rispetto al 2013, anno in cui i quantitativi raccolti erano stati pari a 225.933 tonnellate. L’incremento è stato ancora più rilevante per il consorzio ecoR’it, che passando da 7.704 tonnellate nel 2013 a 8.507 nell’ultimo anno ha registrato un aumento di oltre il 10% dei rifiuti totali gestiti. Per quanto riguarda il circuito domestico, anche nel corso del 2014 il consorzio ha trattato maggiormente i raggruppamenti R3 e R4, per i quali si è registrato un aumento del 29% dei primi ed una diminuzione del 4% dei secondi rispetto all’anno precedente. In generale, sono stati gestiti 17 tonnellate di R1 (apparecchiature refrigeranti), 214 tonnellate di R2 (grandi bianchi), 4.611 tonnellate di R3 (TV e monitor), 3.636 tonnellate di R4 (PED, CE, ITC, apparecchi illuminanti e altro) e 30 tonnellate di R5 (sorgenti luminose). Nella tabella seguente si riportano i quantitativi dei rifiuti trattati, suddivisi nei diversi raggruppamenti e la differenza rispetto agli anni precedenti.


Tabella 1: Quantità di RAEE domestici trattati da ecoR’it nel triennio 2011-2014

2011 ton.

2012 ton.

2013 ton.

2014 ton.

Trend 2011-2012

Trend 2012-2013

Trend 2013-2014

Trend 2011-2014

67

93

51

17

39%

-45%

-66%

-74%

R1 R2

37

229

280

214

519%

23%

-24%

477%

R3

3.280

2.531

3.580

4.611

-23%

41%

29%

41%

R4

4.496

3.921

3.776

3.636

-13%

-4%

-4%

-19%

R5

15

18

16

30

20%

-12%

90%

98%

7.896

6.791

7.704

8.507

-14%

13%

10%

8%

Figura 1: Quantità di RAEE domestici trattati da ecoR’it

5000

5000 4.611

4000

2014 2013 2012 2011

4.496

3.921 3.776 3.636

4000 3.580 3.280

3000

3000 2.531

2000

2000

1000

1000

0

0

17

51

R1

93

214

280

67

229 37

R2

30

R3

R4

16

18

15

R5 133


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO Invece, relativamente ai RAEE professionali gestiti da ecoR’it, i quantitativi trattati nel 2014 sono leggermente diminuiti, di circa il 2% rispetto all’anno precedente, passando da 2.850 a 2.660 tonnellate.

pericolosi diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12), 2.537 tonnellate di rifiuti non pericolosi classificati con codice CER 16 02 14 (apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 e 1 tonnellata di rifiuti pericolosi classificati con codice CER 20 01 21 (tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio).

Più nel dettaglio, i rifiuti trattati sono i seguenti: 58 tonnellate di rifiuti pericolosi classificati con codice CER 16 02 11 (apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC), 65 tonnellate di rifiuti pericolosi classificati con codice CER 16 02 13 (apparecchiature fuori uso, contenenti componenti

Nella tabella 2 si riportano i quantitativi trattati nel triennio 2011-2014, mostrando un aumento per tutti i due primi CER e una leggera diminuzione per il resto.

Tabella 2: Quantità di RAEE professionali trattati da ecoR’it nel triennio 2011-2014

134

CER

2011 ton.

2012 ton.

2013 ton.

2014 ton.

Trend 2011-2012

Trend 2012-2013

Trend 2013-2014

Trend 2011-2014

16 02 11

32

34

44

58

6%

31%

31%

82%

16 02 13

14

18

33

65

29%

86%

93%

362%

16 02 14

603

1.792

2.636

2.537

197%

47%

-4%

321%

20 01 21

1

2

2

1

100%

-7%

-59%

-24%

650

1.846

2.850

2.660

184%

47%

-2%

309%


Figura 2: Quantità di RAEE professionali trattati da ecoR’it

3000

3000

2014 2013 2012 2011

2.636 2.537

2500

2500

2000

2000 1.792

1500

1500

1000

1000

603

500

500

0

0

1

2

2

20 01 21*

65

1

16 02 14

Gli output derivanti dal trattamento selettivo delle diverse tipologie di RAEE (rifiuti e/o materie prime secondarie) possono essere avviati a riciclo, direttamente o dopo altri trattamenti (di seguito denominato “trattamento finale”), oppure a smaltimento (discarica o incenerimento), come da figure 3 e 4.

2.5 UNITÀ FUNZIONALE E FLUSSO DI RIFERIMENTO

L’unità funzionale fornisce il riferimento al quale i dati in ingresso e in uscita al sistema considerato sono riferiti. L’unità funzionale considerata nello studio in

33

18

16 02 13*

14

58

44

34

32

16 02 11*

oggetto è:

1 tonnellata di RAEE e pile portatili gestita dal consorzio ecoR’it Si precisa che ci si riferisce ad una tonnellata di ciascuna tipologia di rifiuto. Sono state poi determinate le emissioni totali derivanti dai flussi di rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it nel 2014, moltiplicando le emissioni derivanti da una tonnellata di rifiuto per le relative tonnellate trattate dal consorzio.

135


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO 2.6 CONFINI DEL SISTEMA

Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo di vita dell’attività di gestione dei RAEE condotta del consorzio ecoR’it; i risultati della carbon footprint sono stati riportati separatamente per RAEE domestici, s u d d i v i s i n e i d i ve r s i ra g g r u p p a m e n t i , e R A E E professionali, separati per CER. Nel paragrafo 4.2 è riportata la carbon footprint anche delle pile portatili.

Figura 3: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE domestici

RAEE DOMESTICO

CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE - Fase 1

Nelle figure 3 e 4 è rappresentato schematicamente il ciclo di vita dei RAEE, che rimane invariato rispetto allo studio dell’anno precedente: dal produttore (piazzola ecologica nel caso dei RAEE domestici, azienda per quelli professionali), il rifiuto viene avviato all’impianto di trattamento selettivo (eventualmente passando attraverso lo stoccaggio2). Da qui, in seguito alla separazione delle varie componenti e alla macinazione del rifiuto, le diverse frazioni prodotte possono essere inviate a recupero diretto (con o senza passare per la messa in riserva) oppure possono essere mandate ad un altro impianto dove, in seguito ad uno specifico trattamento (definito finale), verranno recuperati altri materiali.

STOCCAGGIO

TRATTAMENTO SELETTIVO

Fase 2

In entrambi i trattamenti, quello selettivo dei RAEE e quello finale delle componenti, una parte dei rifiuti che ne derivano sono inviati a smaltimento (discarica o incenerimento).

FINE VITA Discarica Inceneritore TRATTAMENTO FINALE

Fase 3

MATERIALE RICICLATO

Fase 4

3

Punto di passaggio intermedio tra produttore del rifiuto e destinatario.

136

Fase 5


2.7 CRITERI DI ESCLUSIONE

Figura 4: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE professionali

Fase Fase Fase Fase Fase

RAEE PROFESSIONALE

1: 2: 3: 4: 5:

§ § § § §

3.2 3.3 3.4 3.5 3.6

DETENTORE DEL RIFIUTO - Fase 1

I criteri di esclusione (cut-off) consentono di escludere, dallo studio del calcolo dell’impronta di carbonio, alcuni flussi di materia ed energia in ingresso e in uscita al sistema considerato. Nel presente studio LCA, i processi che sono stati esclusi dall’analisi, in base a puntuali analisi di sensibilità, sono i seguenti: • la costruzione degli stabilimenti aziendali e dei macchinari per il trattamento dei rifiuti; • i prodotti per la manutenzione degli impianti. I risultati di tali analisi dimostrano, per ogni tipologia di rifiuto, che il contributo dei processi esclusi non influisce in modo significativo all’impatto totale (contributo sempre inferiore allo 0,6%).

STOCCAGGIO

2.8 APPROCCIO DI ALLOCAZIONE SELEZIONATO

La norma ISO/TS 14067 definisce una gerarchia nella selezione dell’approccio di allocazione. L’allocazione deve essere dapprima evitata attraverso la suddivisione del processo o l’espansione del sistema, se possibile. In caso contrario i rapporti fisici (es. massa, energia) tra prodotti o funzioni devono essere utilizzati per ripartire i flussi in ingresso e in uscita.

TRATTAMENTO SELETTIVO

Fase 2

FINE VITA Discarica Inceneritore TRATTAMENTO FINALE

Fase 3

Fase 5

Quando non è possibile stabilire i rapporti fisici, vengono utilizzati altri rapporti (per esempio il valore economico). Per quanto riguarda i rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it, il criterio di allocazione selezionato è quello di massa.

2.9 PERIODO DI RIFERIMENTO

Il periodo di riferimento per il calcolo della carbon footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti da ecoR’it è l’anno solare 2014. MATERIALE RICICLATO

Fase 4

137


3 ANALISI DI INVENTARIO Per l’elaborazione del presente studio e per il calcolo della carbon footprint, i dati di input sono stati forniti da ecoR’it partendo dai formulari di trasporto dei rifiuti (FIR). Il consorzio ha elaborato le informazioni relative alla movimentazione dei RAEE domestici e professionali e dei rifiuti di pile portatili, eseguite nel 2014 dagli impianti di trattamento, per conto dei consorziati ecoR’it, distinguendo i trasporti diretti (dal produttore all’impianto di trattamento) da quelli indiretti (passaggio attraverso lo stoccaggio prima di arrivare all’impianto di trattamento). Rilevato che rispetto all’anno precedente sono stati coinvolti altri partner operativi di ecoR’it, il campione

ha gestito complessivamente il 95% dei rifiuti domestici movimentati dal consorzio e circa il 91% di quelli professionali (di seguito chiamati “impianti campione”). Come si vede in figura 5, dove è riportata la localizzazione degli impianti, la scelta è stata fatta in modo da coprire tutto il territorio nazionale favorendo quanto più possibile la centralità geografica rispetto al luogo di produzione del rifiuto. Rispetto allo studio svolto nel 2013, sono aumentati gli impianti coinvolti nell’analisi, passando da 14 a 17. Anche quest’anno, in ogni nuovo impianto è stato fatto un sopralluogo, durante il quale sono state raccolte informazioni in merito alle lavorazioni effettuate, le

Figura 5: Localizzazione degli impianti campione

IMPIANTO E P

C

J

G L

K

Q

N D

A

F

I

M O

H

B

138

A B C D E F G H I J K L M N O P Q

Dismeco S.r.l. FG S.r.l. Lavoro&Ambiente S.r.l. Nec New Ecology S.r.l. O2Saving S.r.l. Raetech S.r.l. Relight S.r.l. Ri.Plastic S.r.l. Rimel S.r.l. S.E.Val. S.r.l. Stena Technoworld S.r.l. Transistor S.r.l. Vallone S.r.l. Ecodreaming Vallone - Anagni S.E.Val - Piantedo Feragame Srl

LOCALITÀ Marzabotto (BO) Belpasso (CT) Ternate (VA) Fossò (VE) Castelnuovo (TN) Foiano della Chiana (AR) Rho (MI) Balvano (PZ) Pollenza (MC) Colico (LC) Angiari (VR) Torino (TO) Montalto di Castro (VT) Fossò (VE) Anagni (FR) Piantedo Broni (PV)


tipologie di RAEE trattati e gli output derivanti dalla selezione, mentre gli impianti già visitati gli scorsi anni sono stati coinvolti nella raccolta dati. Tutte le informazioni sono, quindi, state raccolte attraverso una scheda specifica e puntuale, dove sono stati registrati: • i RAEE in ingresso all’impianto, suddivisi per raggruppamento (per il domestico) e per CER (per il professionale), oltre ai quantitativi di rifiuto trattato per conto di ecoR’it nel 2014 e il totale lavorato nello stesso anno; • i consumi di energia elettrica e/o di combustibile necessari per il funzionamento degli impianti, suddivisi, dove possibile, per tipologia di RAEE lavorato; • altri eventuali consumi correlati all’attività di trattamento (metano per riscaldamento, acqua, ecc.); • la tipologia e la quantità dei rifiuti (o delle materie prime secondarie, MPS) in uscita dall’impianto dopo il trattamento. In particolare, per ogni CER (o MPS) in uscita dall’impianto sono state fornite informazioni relative al RAEE da cui hanno avuto origine, all’impianto di destinazione, al destino finale (recupero/trattamento, discarica, incenerimento).

fatte per supplire alla mancanza di dati.

Da queste informazioni sono stati, quindi, ricavati tutti i dati necessari per il calcolo della carbon footprint generata dalla gestione dei RAEE da parte di ecoR’it. Nei capitoli successivi vengono dettagliatamente descritte tutte le varie fasi del ciclo, con particolare attenzione ai dati disponibili e alle eventuali assunzioni

Come già evidenziato, il quantitativo di rifiuti gestiti da ecoR’it nel 2014 è di 8.616 tonnellate per quanto riguarda i RAEE del circuito domestico, mentre ammonta a 2.660 tonnellate il quantitativo dei RAEE professionali. Nella tabella seguente il peso dei RAEE è suddiviso per raggruppamento e per CER.

3.1 DESCRIZIONE DEI DATI

La tipologia di dati che sono stati utilizzati nell’LCA per il calcolo della carbon footprint sono: • dati primari, reperiti presso siti aziendali; • dati secondari: dati provenienti da banche dati (commerciali e non) o da letteratura (specifica e non) relazionata a quella particolare categoria di prodotto o ad altri sistemi equivalenti da un punto di vista tecnologico, geografico e temporale. Per questa tipologia di dati la struttura consulenziale del consorzio ecoR’it garantisce l’accesso a banche dati estremamente aggiornate (per esempio il database Ecoinvent 3.1). L’utilizzo di dati specifici è prioritario, per questo motivo è stata condotta una puntuale raccolta dati che ha permesso di approfondire le fasi del ciclo di vita particolarmente impattanti e individuare quelle non coperte da banche dati specifiche.

3.2 DAL PRODUTTORE DEL RIFIUTO ALL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO

Tabella 3: Quantità di RAEE e RIPA trattati da ecoR’it nel 2014

RAGGRUPPAMENTO

tonnellate

CER

tonnellate

R1

17,3

16 02 11*

58,4

R2

213,7

16 02 13*

64,6

R3

4.610,5

16 02 14

2.536,7

R4

3.635,8

20 01 21*

0,8

R5

29,7

PILE

108,6

139


3 ANALISI DI INVENTARIO La distanza percorsa fino all’impianto di trattamento varia a seconda del rifiuto trasportato ed è riportata nelle tabelle seguenti: Tabella 4: Distanza percorsa (km) per il trasporto dei RAEE domestici e dei RIPA via terra e via mare all’impianto di trattamento

RAGGRUPPAMENTO

Da produttore a destino finale

Da produttore a stoccaggio

Da stoccaggio a destino finale

R1

152

-

-

R2

203

67

504

R3

250

169

231

R4

283

190

634

R5

128

121

232

pile

315

369

457

Tabella 5: Distanza percorsa (km) per il trasporto dei RAEE professionali via terra e via mare all’impianto di trattamento

CER

Da produttore a destino finale

Da produttore a stoccaggio

Da stoccaggio a destino finale

16 02 11*

387

743

192

16 02 13*

367

411

203

16 02 14

270

226

639

20 01 21*

146

476

110

Da precisare che, per quanto riguarda le pile, esiste un unico impianto autorizzato in Italia che tratta tale tipologia di rifiuto.

3.2.1 FONTE DEI DATI

Il dato di input utilizzato per il calcolo della carbon footprint è il quantitativo di rifiuti gestiti nel 2014 da ecoR’it, dato fornito dal consorzio. Le distanze di trasporto sono state calcolate partendo dai dati contenuti nei formulari di trasporto dei rifiuti, caricati nel registro di intermediazione (dati resi disponibili dal consorzio). Per calcolare i km percorsi è stato utilizzato un software Ecoinvent è una associazione senza fini di lucro, fondata dagli istituti svizzeri ETHZ, EPFL, PSI, Empa e ART. Ecoinvent offre uno dei più completi database internazionali di LCI (Life Cycle Inventory) con diverse migliaia di serie di dati in materia di agricoltura, approvvigionamento energetico, trasporti, biocombustibili e 3

140

specifico per il calcolo delle distanze, computando in modo puntuale i tragitti, partendo dagli indirizzi dei produttori, dei trasportatori e dei destinatari del rifiuto ricavati dai formulari. I percorsi tengono conto anche degli eventuali trasporti attraverso gli stoccaggi. Si è, inoltre, tenuto conto dei percorsi fatti via nave, relativi ai trasporti dalle isole al continente. Le emissioni specifiche prodotte dai mezzi di trasporto sono state calcolate con la banca dati Ecoinvent 3.13 (nuovo aggiornamento rispetto a quella utilizzata l’anno scorso) per singole categorie di mezzi. In base alle informazioni fornite da ecoR’it nei formulari di trasporto biomateriali, prodotti chimici, materiali da costruzione, materiali da imballaggio, metalli di base e preziosi, lavorazione dei metalli, ICT ed elettronica, nonché il trattamento dei rifiuti.


dei rifiuti, è stato determinato il peso medio dei trasporti di RAEE che, per i RAEE domestici risulta essere circa 1,7 tonnellate (passando da un minimo di 5 kg ad un massimo di 13 tonnellate), lo stesso valore che per i professionali (in questo caso con un range che va da 5 kg a 17 tonnellate).

trasportatore. Il viaggio di ritorno è stato conteggiato pari a 0,5 volte quello di andata, perché statisticamente il trasportatore si trova nei pressi dell’impianto di trattamento (o coincide con lo stesso impianto di destinazione). Le distanze di trasporto sono state calcolate come media pesata.

Per il trasporto dal centro di raccolta comunale o dall’azienda produttrice del rifiuto professionale fino all’impianto di trattamento, sono stati considerati mezzi con portata compresa tra 7,5 e 16 tonnellate, in quanto confrontabile con la tipologia dei mezzi generalmente utilizzata.

Per la raccolta dei RAEE domestici, è stato inserito anche il servizio di trasporto dalle utenze domestiche ai centri di raccolta: la capacità di trasporto dei mezzi utilizzati è stata considerata di 3,5 tonnellate e la distanza percorsa è stata stimata in 3,4 km, partendo dall’estensione media dei comuni italiani, pari a 37,3 km2 (fonte dati ISTAT).

3.2.2 ASSUNZIONI

Per quanto riguarda i trasporti, le assunzioni definite per la gestione dei rifiuti trattati nel 2014 sono le stesse fatte l’anno precedente e che vengono riportate per completezza. Si è assunto che tutti i quantitativi di rifiuti gestiti/ movimentati da ecoR’it nel 2014 siano stati trattati nello stesso anno presso gli impianti, senza tener conto di eventuali lavorazioni di stoccaggi effettuati l’anno precedente o giacenze da lavorare l’anno successivo. I chilometri percorsi all’andata sono stati calcolati come la somma delle distanze tra il trasportatore e il produttore del rifiuto e tra questo e l’impianto di trattamento (destinatario), considerando quindi come punto di partenza per ogni viaggio la sede locale del

3.3 TRATTAMENTO DEI RAEE PRESSO GLI IMPIANTI

Le modalità di trattamento dei RAEE realizzate presso gli impianti non sono diverse da quelle realizzate gli scorsi anni e possono essere suddivise in diverse fasi, alcune sono comuni a tutte le categorie, altre più specifiche e si distinguono per tipologia di apparecchiatura. In particolare, le fasi principali sono il conferimento, la messa in riserva e il trattamento (quest’ultimo è suddivisibile in pre-trattamento e messa in sicurezza dei materiali) smontaggio e recupero del componente, frantumazione e selezione dei materiali, fine vita. La figura seguente fornisce una schematizzazione delle fasi.

Figura 6: Fasi del trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse

Recupero di materiale ed energia Conferimento e messa in riserva

Trattamento selettivo e messa in sicurezza

Smontaggio e recupero dei componenti

Frantumazione e selezione dei materiali Smaltimento

141


3 ANALISI DI INVENTARIO Quando il rifiuto giunge presso l’impianto di trattamento viene effettuata una prima analisi: si tratta del trattamento selettivo e della messa in sicurezza, una lavorazione preliminare il cui scopo è quello di rendere più sicuro lo svolgimento delle successive fasi di recupero. Essa consiste nell’asportazione di tutte le parti mobili presenti nelle apparecchiature (sportelli, componenti e cablaggi elettrici, guarnizioni in PVC e/o gomma ed altre parti accessorie quali piani in cristallo, in acciaio, in plastica ecc.) e nella contemporanea rimozione, se necessario, dei materiali classificati pericolosi come, ad esempio, CFC dai circuiti e dall’olio, interruttori con sostanze pericolose, condensatori, tubi catodici, schede elettriche ed elettroniche.

essere inviate a successivo recupero, e per permettere l’asportazione di tutte le parti che potrebbero risultare non idonee alla successiva fase. Lo step seguente è automatizzato e consiste nella frantumazione e nella selezione dei materiali da avviare al recupero (metalli ferrosi e non, plastiche, ecc.). A questo punto i materiali sono pronti per essere reintrodotti all’interno dei cicli produttivi o per essere avviati a processi di recupero energetico o di massa, mentre i rifiuti prodotti dalle attività di bonifica e trattamento vengono avviati a smaltimento. Di seguito vengono sommariamente descritti i trattamenti applicati per ciascun raggruppamento di RAEE.

A questa procedura segue la fase di smontaggio effettuata, salvo differente prassi, manualmente. Questa operazione è necessaria per separare in modo corretto le diverse componenti, che potranno così

Nella tabella 6 sono riportati gli impianti campione presi in considerazione per le elaborazioni del presente studio, con indicate le categorie che vengono trattate in ognuno.

TRATTAMENTO

R1

R2

R3

R4

R5

142

Il trattamento inizia con la messa in sicurezza e lo smontaggio delle componenti pericolose: manualmente vengono asportati cavi elettrici, guarnizioni e parti in vetro. In seguito viene effettuata l’operazione di bonifica del circuito refrigerante, attraverso l’utilizzo di utensili perforanti e l’aspirazione di CFC-HFC e oli, che vengono separati e stoccati. Negli impianti può essere presente un sistema di abbattimento dei CFC, derivanti dalla fase di triturazione del poliuretano (post- combustore). Una volta privato del compressore, il rifiuto viene inviato alla fase di triturazione, che consiste in una riduzione volumetrica e successiva separazione delle varie componenti (principalmente schiume poliuretaniche, metalli ferrosi e non ferrosi, plastica). L’operazione di messa in sicurezza consiste nell’eliminazione manuale di componenti quali condensatori, eventuali interruttori al mercurio, cavi esterni, batterie, accumulatori, zavorre in cemento, circuiti stampati, ecc… Le carcasse vengono quindi sottoposte ad una prima triturazione più grossolana e ad una successiva separazione manuale delle diverse componenti, per poi essere nuovamente ridotte a pezzature più piccole. Nastri magnetici e separatori ad induzione permettono la separazione delle diverse tipologie di materiale. I monitor e i televisori vengono smantellati manualmente, in modo da estrarre il tubo catodico in sicurezza; l’involucro viene avviato a triturazione, mentre la bonifica del tubo catodico avviene nelle seguenti fasi: viene rimossa la cinghia antimplosione, viene eseguito il taglio per la separazione del vetro cono e del vetro pannello, viene estratta la maschera ferrosa ed aspirate le polveri fluorescenti dalla superficie del vetro pannello. Anche in questo caso la messa in sicurezza del rifiuto consiste nella rimozione delle componenti ambientalmente critiche, tra cui i condensatori, i componenti contenenti mercurio, pile e batterie, circuiti stampati, cartucce e toner, oltre alle parti che potrebbero danneggiare l’impianto di frantumazione (motori elettrici, trasformatori, ecc.). La successiva triturazione permette la riduzione volumetrica delle carcasse e la separazione delle diverse tipologie di materiale (ferro, materiale non ferroso, plastica,…). Le operazioni di trattamento delle sorgenti luminose consistono essenzialmente nella frantumazione delle lampade, nella separazione delle parti metalliche e plastiche, nella separazione e pulizia del vetro ed infine l’estrazione e il confezionamento delle polveri fluorescenti.


Tabella 6: Raggruppamenti trattati nei diversi impianti visitati nel corso del presente studio

RAGGRUPPAMENTO R1 DISMECO ECODREAMING

R2

R3

R4

R5

• • • • • •

• • • • •

• • •

FERAGAME FG NEC NEW ECOLOGY

• •

• •

• • • • • • •

LAVORO&AMBIENTE O2SAVING RAETECH RELIGHT RI.PLASTIC RIMEL SEVAL - COLICO SEVAL - PIANTEDO STENA - VR

• • •

• • •

*

• •

TRANSISTOR VALLONE - ANAGNI VALLONE - MONTALTO

• •

• • • • • • •

• • •

* trattamento parziale (smontaggio senza trattamento del tubo catodico)

I consumi energetici specifici forniti dagli impianti sono stati elaborati e rapportati ai quantitativi totali di RAEE trattati nel 2014. Solo per due degli impianti campione non è stato possibile inserire il dato specifico, in quanto le informazioni fornite non sono complete. Vengono compresi all’interno della voce “altri impianti”, tutti quegli impianti di trattamento RAEE che gestiscono i rifiuti per conto di ecoR’it, ma che non rientrano nel campione di aziende selezionate che hanno fornito i dati relativi ai consumi energetici necessari per lo svolgimento delle attività di trattamento dei RAEE: in questo caso, il consumo energetico è stato determinato considerando la media dei consumi degli impianti campione. 4

Il consumo più elevato fra tutti i raggruppamenti (escluso il raggruppamento R5) è di 698,59 MJ/t di RAEE (contro i 575,10 MJ/t del 2013), mentre i consumi minori sono di 187,94 MJ/t per l’R1, 102,66 MJ/t per l’R2, 87,35 MJ/t per l’R3 e per l’R4; solo due degli impianti che trattano R5 hanno fornito i loro consumi che variano da 87,35 a 160,44 MJ/t. Alcuni impianti hanno fornito il consumo elettrico comprensivo degli uffici, mentre altri sono stati in grado di separare i consumi. Nel grafico 1 sono rappresentati i consumi degli impianti campione 4 rispetto ai raggruppamenti per i quali effettuano il trattamento selettivo, senza considerare i consumi per la movimentazione interna e, in viola, il valore medio pesato utilizzato per i restanti.

Per motivi di riservatezza, nel grafico gli impianti campione sono riportati in modo anonimo e casuale.

143


3 ANALISI DI INVENTARIO Grafico 1: Consumo di energia per tipologia di raggruppamento trattato; in azzurro gli impianti selezionati nel presente studio (in ordine casuale) in viola la media degli impianti.

MJ/t 800,0

impianto X impianto medio

700,0

600,0

500,0

400,0 309,19

300,0

238,00

238,88 205,73

200,0

94,01

100,0

0 4

R1

R2

R3

R4

Per motivi di riservatezza, nel grafico gli impianti campione sono riportati in modo anonimo e casuale.

La seguente tabella riporta i consumi energetici medi del triennio 2012-2014 e la loro differenza: come si può notare, ad esclusione dei raggruppamenti R1 ed R2 per i quali i consumi sono aumentati leggermente, c’è in

R5

generale una diminuzione dei MJ/t, riduzione che varia dal -3% per i raggruppamenti R3 ad oltre il 31% per i raggruppamenti R5.

Tabella 7: Consumo medio degli impianti nel triennio 2012-2014

144

2012 (MJ/t)

2013 (MJ/t)

2014 (MJ/t)

Variazione 2013-2014

R1

297,93

282,51

309,19

9%

R2

257,38

214,46

238,00

11%

R3

222,95

211,14

205,73

-3%

R4

307,72

260,94

238,88

-8%

R5

136,71

136,19

94,01

-31%


3.3.1 FONTE DEI DATI

Gli impianti campione utilizzati per lo studio hanno fornito i valori di energia e/o combustibile utilizzati per il funzionamento dell’impianto di trattamento e, quindi, per la separazione dei vari componenti e materiali che compongono il rifiuto. Dai quantitativi di RAEE lavorati nel corso del 2014 e dai consumi energetici, è stata calcolata l’energia consumata rispetto ad una tonnellata di rifiuto trattato ed è stato quindi determinato il consumo medio utilizzato per gli altri impianti. Anche quest’anno, solo due impianti hanno fornito consumi energetici specifici per il diverso raggruppamento trattato, mentre gli altri avevano a disposizione un dato complessivo; infine, per uno degli impianti selezionati non è stato possibile utilizzare i dati forniti, in quanto tali dati sono risultati completamente estranei agli indici medi di riferimento. Presso gli impianti è presente un sistema di abbattimento dei CFC derivanti dalla fase di triturazione del poliuretano (in genere impianto di post-combustione), per i quali sono stati raccolti i quantitativi dei consumi energetici e dl trattamento dei CFC.

3.3.2 ASSUNZIONI

Si è assunto che tutti i quantitativi di rifiuti gestiti/ movimentati da ecoR’it nel 2014 siano stati trattati nello stesso anno presso gli impianti, senza tener conto di eventuali stoccaggi in anni diversi dal 2014.

i kWh prodotti anche dai generatori degli altri impianti.

3.4 DALL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO SELETTIVO ALLA DESTINAZIONE FINALE

Questa fase comprende le attività che vengono svolte a valle all’uscita degli impianti di trattamento selettivo dei RAEE e che riguardano essenzialmente l’invio delle varie frazioni ad operazioni di recupero, smaltimento o ad altro impianto dove viene effettuato un secondo processo di trattamento sulle componenti separate nella fase precedente. Da qui, avverrà poi un successivo trasporto delle frazioni recuperate e dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica e/o in inceneritore. Le fasi di trasporto in uscita dall’impianto di trattamento fanno riferimento al consumo di mezzi con una portata massima di 32 tonnellate. Per calcolare il destino finale dei vari materiali che derivano dal trattamento presso gli impianti, sono state determinate delle percentuali in base agli output forniti dagli impianti campione, selezionando il materiale in uscita da ogni specifico raggruppamento e individuando le percentuali che vanno direttamente a recupero, a trattamento finale e/o a smaltimento. In base alle assunzioni fatte sulle lavorazioni presso gli impianti di trattamento finale e di seguito dettagliatamente descritte, sono state determinate le frazioni recuperate o smaltite. Sono stati quindi calcolati i km percorsi per ogni differente destinazione.

3.4.1 FONTE DEI DATI

Per quanto riguarda i RAEE professionali, i diversi CER sono stati assimilati ai raggruppamenti dei RAEE domestici, in quanto il trattamento delle diverse tipologie è essenzialmente lo stesso. Il CER 16 02 11 è stato equiparato al raggruppamento R1, il CER 16 02 13 ad R3, il CER 16 02 14 ad R4, mentre il CER 20 01 21 ad R5.

La maggior parte degli impianti campione (circa il 50%) hanno fornito i dati relativi ai CER in uscita dal proprio impianto, attribuendoli alle tipologie (Raggruppamenti) di RAEE cui sono associati: in questo modo, selezionando uno specifico raggruppamento e gli impianti che hanno gestito quel rifiuto per conto di ecoR’it nel 2014, è stato possibile calcolare la percentuale e la tipologia di rifiuti e di materia prima secondaria derivante dal trattamento delle diverse tipologie di RAEE.

Tre degli impianti selezionati utilizzano gasolio per la produzione dell’energia necessaria per il funzionamento; solo uno di essi, dotato di contatore, ha fornito il dato di energia elettrica effettivamente prodotta dal generatore. Il rendimento della macchina è stato utilizzato per calcolare

Per il calcolo dei km percorsi dall’uscita dall’impianto di trattamento fino alla destinazione finale (recupero, discarica, incenerimento) o successiva (trattamento finale), sono state utilizzate le informazioni fornite dagli impianti di trattamento campione, i quali hanno

145


3 ANALISI DI INVENTARIO indicato, per ogni CER derivante dalle diverse lavorazione, l’impianto di destinazione. Attraverso l’utilizzo di software pubblici per il calcolo delle distanze, sono stati determinati i chilometri del tragitto su strada, mentre per il traghetto e la nave è stata calcolata la distanza tra i porti in miglia, trasformata poi in km. Inoltre, in questo studio è stato preso in considerazione anche il consumo dei big bags che le aziende di trattamento utilizzano per il trasporto di alcune tipologie di rifiuti trattati (generalmente rifiuti di plastica, schede, floppy, hard disk, alimentatori e vetro del tubo catodico): si è assunto un consumo pari al numero di big bag acquistati nel 2014 da ogni impianto.

3.4.2 ASSUNZIONI

Per quanto riguarda le attività svolte dagli impianti di trattamento finale, non sono state rese disponibili informazioni dagli impianti selezionati (tra cui i consumi energetici e le eventuali emissioni in atmosfera di gas a effetto serra) sostanzialmente perché ritenuti dati confidenziali. I consumi energetici sono stati ricavati dai processi di trattamento presenti nella banca dati Ecoinvent 3.1 per analoghe attività di trattamento rifiuti. I big bags sono stati modellizzati utilizzando processi della

banca dati Ecoinvent e il fine vita è stato modellizzato utilizzando le percentuali di recupero, incenerimento e smaltimento in discarica tipiche dello scenario italiano per la plastica (36% riciclo, 32% incenerimento e 32% discarica). Per quanto riguarda il fine vita delle varie componenti/rifiuti derivanti da questo trattamento finale, il loro trasporto a recupero e/o a smaltimento, in termini di chilometri percorsi, è stato considerato equivalente a quello fatto dagli impianti di trattamento campione rispettivamente a recupero o a smaltimento. Infine, per le attività svolte nel trattamento finale, alcune informazioni relative alle percentuali di rifiuto inviato a recupero e/o a smaltimento sono state fornite dagli impianti di trattamento selettivo, mentre altre sono desunte da dati di letteratura, da banche dati, da altri progetti precedentemente svolti di Ambiente Italia. Rispetto all’anno precedente, sono notevolmente aumentate le tipologie di rifiuto per le quali sono stati utilizzati dati primari. Nelle tabelle riportate di seguito sono elencate le tipologie di rifiuti che derivano dal trattamento dei diversi raggruppamenti e CER e che, in base alle informazioni fornite durante la raccolta dati, sono poi inviate ad un altro impianto per il successivo trattamento.

Tabella 8: Trattamento finale dei rifiuti derivanti da raggruppamento R1 e dal CER 16 02 11*

RIFIUTO CAVI COMPRESSORI

OLIO POLIURETANO CONDENSATORI

146

ASSUNZIONI

FONTE

Rifiuto costituito da pvc (62%) e rame (38%); si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Sono costituiti dal’89% di ferro, 6% di alluminio, 3% di rame; dopo il trattamento, tutto il materiale è avviato a recupero. Il restante 3% è dato da scarto inviato a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Gli oli minerali usati sono per la quasi totalità oggetto di riciclo o di recupero energetico: solo circa il 3,5% dell’olio raccolto viene smaltito per termodistruzione e il 96,5% è rigenerato e quindi recuperato.

Dati da impianti di trattamento selettivo e www.coou.it

Anche quest’anno tutti gli impianti di trattamento selettivo hanno dichiarato di inviare tale rifiuto tutto a discarica o a incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

La gran parte di questo rifiuto viene avviata alla termodistruzione (più del 71%), ma vengono anche recuperati ferro (26,7%) e alluminio (2%).

Dati da impianti di trattamento selettivo


Tabella 9: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R2

RIFIUTO

ASSUNZIONI

FONTE

Rifiuto costituito da pvc e rame, nelle percentuali del 64% e 36% rispettivamente; si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

MOTORI ELETTRICI

Si suppone che tutte le componenti del motore elettrico siano recuperate, in particolare un 12% di rame e un 88% di metalli ferrosi.

Dati da impianti di trattamento selettivo

SCHEDE

Nello studio non è stata fatta nessuna distinzione tra i diversi tipi di schede (prima e seconda scelta, a seconda delle percentuali di materiali preziosi che le compongono); la composizione media presa come riferimento è formata dal 59,7% di plastica, 14,5% di metalli misti e dal resto di scarti i quali finiscono in discarica (14,8%) o sono inviati a incenerimento (11%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

RESIDUI / SCARTI

Si è assunto che questa tipologia di rifiuto, di cui non si hanno informazioni in merito alla composizione, venga inviato a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CONDENSATORI

Una parte del rifiuto viene recuperata come ferro (40%) e come alluminio (3%); il restante 57% viene termodistrutto.

Dati da impianti di trattamento selettivo

DEFERRIZZATO

Gran parte del rifiuto viene recuperato (circa il 93% di metalli), il resto viene termodistrutto (6,9%) e solo una piccola parte rimanente è avviata a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CARCASSE LAVATRICI

In questo caso tutto il materiale è avviato a recupero. Il rifiuto è costituito principalmente da ferro (76%), ma sono presenti anche acciaio (9%), rame e plastica (entrambi al 7%) e una piccola parte d’alluminio (1%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

Una parte viene recuperata (49%). Il restante è dato da scarti inviati a incenerimento (49%) e a discarica (2%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

CAVI

PLASTICA

147


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 10: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R3 e dal CER 16 02 13*

RIFIUTO AVVOLGIMENTI TV, CAVI, SPINE

FONTE

Rifiuto costituito da pvc (54%) e rame (46%); si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Si suppone che tutte le componenti del motore elettrico siano recuperate, 12% rame e 88% metalli ferrosi.

Dati da impianti di trattamento selettivo

In questo studio non è stata fatta nessuna distinzione tra i diversi tipi di schede (prima e seconda scelta, a seconda delle percentuali di materiali preziosi che le compongono); la composizione media presa come riferimento è formata dal 43% di metalli misti, dal 23% di ferro, dal 7% di alluminio e dal 27% di scarti. Per questi ultimi si è ipotizzato l’invio in discarica, mentre per le altre frazioni il riciclo.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Le percentuali considerate e recuperate sono rame (50%) e ferro (50%)

Dati da impianti di trattamento selettivo

CONDENSATORI

Solo una piccola parte del rifiuto viene recuperata come alluminio (l’1%) e il restante viene avviato a discarica (99%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

SCHERMI PIATTI

Le componenti che costituiscono tale rifiuti sono: alluminio (0,003%), ferro (40,39%), plastica (25,04%), vetro (7,74%), metalli misti (21,86%), scarti a discarica (4,7%) e scarti ad incenerimento (0,26%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

La composizione media dei gioghi di deflessione è: 38,7% di rame, 26,7% di ferro e 18% di plastica, che vengono recuperati, e il 16,7% di scarti a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Si è assunto che questa tipologia di rifiuto, di cui non si hanno informazioni in merito alla composizione, venga inviato tutto a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Il 75% viene recuperato come ferro e il 10% come acciaio; solo il 15% è avviato in discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

MOTORI ELETTRICI

SCHEDE

TRASFORMATORI

GIOGHI DI DEFLESSIONE RESIDUI / SCARTI CANONCINO RETRO TUBO

148

ASSUNZIONI


Tabella 11: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R4 e dal CER 16 02 14

RIFIUTO ALIMENTATORI

ASSUNZIONI

FONTE

Stesse considerazioni fatte per i trasformatori

BATTERIE AL PIOMBO

Le batterie al piombo sono tipicamente costituite da piombo, elettrolita, materie plastiche e componenti minori. Dal processo di riciclaggio si ottengono: piombo finale e leghe di piombo (30%), solfato di piombo (pastello) ceduto agli impianti di prodizione di piombo selettivo (27%), polipropilene riciclabile (circa il 3%), altri materiali recuperati (30,6%) e residui della lavorazione (circa l’8,8%), costituiti principalmente da scorie di lavorazione, mix di plastiche non valorizzabili, acido solforico non valorizzabile.

Dati da impianti di trattamento selettivo e da Rapporto annuale 2014 COBAT

ALTRE BATTERIE

Dal trattamento di altre batterie viene recuperato un 25% di ferro; inoltre il 42,3% delle batterie viene riciclato, il 17,7% inviato a discarica e il restante 15% a incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CARTUCCE / TONER

Si è ipotizzato che dalla triturazione delle cartucce si riesca a recuperare la plastica (80%), mentre il restante 20% siano scarti inviati a discarica.

Elaborazioni Ambiente Italia “Il riciclo ecoefficiente”

CAVI E SPINE

Rifiuto costituito da pvc e rame, nelle percentuale del 64% e 34% rispettivamente; si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

Si è supposto di conferire in discarica il 99% di questa tipologia di rifiuto, mentre il restante 1% è costituito da alluminio.

Dati da impianti di trattamento selettivo

DEFERRIZZATO

Gran parte del rifiuto viene recuperato (circa il 93% di metalli), il resto viene incinerato (6,9%) e solo una piccola parte rimanente è avviata a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

HARD DISK, PROCESSORI

Non avendo nessuna informazione in merito al trattamento di questo rifiuto, sono state utilizzate le informazioni presenti nella banca dati, considerando che tutto venga poi avviato a recupero.

Banca dati Ecoinvent

Stessa assunzione fatta per gli hard disk e i processori.

Banca dati Ecoinvent

MOTORI ELETTRICI

Praticamente tutte le componenti del motore elettrico sono recuperate, solo un 0,3% finisce in discarica. La composizione considerata è la seguente: 87,7% ferro, 11% rame e 0,7% alluminio.

Dati da impianti di trattamento selettivo

SCHEDE

In questo studio non è stata fatta nessuna distinzione tra i diversi tipi di schede (prima e seconda scelta, a seconda delle percentuali di materiali preziosi che le compongono); la composizione media presa come riferimento è formata dal 29,5% di plastica, 27% di metalli misti, il 12,5% di alluminio, il 5% di ferro e dal 26% di scarti. Per questi ultimi si è ipotizzato l’invio in discarica, mentre per le altre frazioni il riciclo.

Dati da impianti di trattamento selettivo

TRASFORMATORI

Le percentuali considerate recuperate sono ferro (58%), rame (23%) e alluminio (5,3%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

RESIDUI / SCARTI

Si è assunto che questa tipologia di rifiuto, di cui non si hanno informazioni in merito alla composizione, venga inviato tutto a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CONDENSATORI

MEMORIA RAM

149


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 12: Trattamento finale dei rifiuti derivanti dal raggruppamento R5 e dal CER 20 01 21*

RIFIUTO

ASSUNZIONI

FONTE

Si considera di inviare il 71% della frazione in discarica e il 29% in incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

POLVERI

Dalle polveri estratte dai tubi catodici si ricava circa il 37,5% di ossalato di terre rare con purezza tra l’80 e il 90%, che vengono recuperate; la restante parte viene inviata a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

TRASFORMATORI

Le frazioni considerate recuperate sono ferro (58%), rame (23%) e alluminio (5,3%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

BASI

3.5 IL RICICLO

Per l’attività di riciclo si considera il trasporto dei materiali e il recupero dopo il trattamento selettivo e finale presso l’utilizzatore successivo.

Di seguito si riportano i quantitativi recuperati da ecoR’it nel 2014 e le relative percentuali.

Tabella 13: Bilancio di massa complessivo per ecoR’it, RAEE domestici – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

Quantità totale trattata

Riciclo dopo altro trattamento

Riciclo totale

ton

ton

%

ton

%

ton

%

R1

17

8,58

49,46%

5,25

30,29%

13,83

79,75%

R2

214

146,01

68,34%

61,39

28,73%

207,41

97,07%

R3

4.611

2.875,08

62,36%

823,74

17,87%

3.698,82

80,23%

R4

3.636

2.838,03

78,06%

658,58

18,11%

3.496,61

96,17%

R5

30

21,97

74,06%

5,75

19,37%

27,72

93,42%

8.507

5.889,67

69,23%

1.554,71

18,28%

7.444,38

87,51%

* salvo eventuale previa messa in riserva

150

Riciclo diretto*


Tabella 14: Bilancio di massa complessivo per ecoR’it, RAEE professionali – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

CER

Quantità totale trattata

Riciclo diretto*

Riciclo dopo altro trattamento

Riciclo totale

ton

ton

%

ton

%

ton

%

16 02 11*

58

32,62

55,90%

13,85

23,74%

46,47

79,63%

16 02 13*

65

41,73

64,57%

8,82

13,65%

50,56

78,22%

16 02 14

2.537

1.940,67

76,50%

489,35

19,29%

2.430,02

95,79%

20 01 21*

1

0,56

74,06%

0,15

19,37%

0,71

93,42%

2.660

2.015,58

75,76%

512,17

19,25%

2.527,76

95,01%

* salvo eventuale previa messa in riserva

Nelle tabelle seguenti sono riportati i materiali che ecoR’it ha recuperato nel 2014, in seguito al trattamento dei RAEE (recupero diretto e recupero dopo trattamento

finale). Ferro, plastica e vetro sono i materiali maggiormente recuperati.

Tabella 15: Principali frazioni di materiale recuperato dal consorzio ecoR’it (in t) – RAEE domestici, 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

MATERIALE

R1

R2

R3

R4

R5

Totale

alluminio

0,56

2,36

51,68

149,75

0,97

205,32

blocchi di cemento

37,68

37,68

carta e cartone

0,03

ferro e acciaio

10,52

112,83

15,72

0,94

16,69

827,97

1.813,04

4,00

2768,37

0,26

100,71

legno

0,03

3,70

69,11

27,60

metalli misti

0,06

0,51

111,12

93,76

olio

0,09

205,43 0,09

ossalato di terre rare

0,18

0,18

12,43

12,43

plastica

2,21

37,95

787,87

1.265,58

2.093,61

rame

0,22

9,73

244,14

80,02

piombo

solfato di piombo vetro altro

1,50

0,12

2,65

1.606,93

9,30 18,20

335,60 11,20

11,20 19,86

1638,86 18,20

151


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 16: Principali frazioni di materiale recuperato dal consorzio ecoR’it (in t) – RAEE professionali, 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

MATERIALE

16 02 11*

16 02 13*

16 02 14

20 01 21*

TOTALE

alluminio

1,84

0,42

100,57

0,02

102,85

carta e cartone

6,52

0,02

6,54

ferro

28,81

11,03

1.274,88

0,10

1.314,82

legno

1,91

1,13

27,54

0,01

30,59

metalli misti

0,09

1,55

60,39

olio

0,19

0,19

ossalato di terre rare

0,00

piombo

0,00 6,72

6,72

plastica

5,93

9,66

875,48

0,00

891,07

rame

0,86

2,05

62,39

0,04

65,33

0,32

24,72

0,51

30,85

solfato di piombo vetro

3.5.1 FONTE DEI DATI

Dalle informazioni fornite dagli impianti campione sono state determinate le percentuali di recupero (vedi paragrafo 3.4.1)

3.5.2 ASSUNZIONI

6,05

6,05

altro

Le assunzioni fatte sono le stesse del paragrafo 3.4.2.

152

62,03

5,30 10,71

3.6 LO SMALTIMENTO

10,71

Per quanto riguarda lo smaltimento in discarica e l’incenerimento, sono stati considerati i processi della banca dati Ecoinvent 3.1, specifici per materiale (dove il processo specifico del materiale non era presente si è utilizzato un processo simile). Ciascuna tipologia di materiale a discarica e incenerimento è pertanto caratterizzata da consumi ed emissioni specifiche. È stato considerato tutto il processo di incenerimento, compresa la quota energetica, mentre non sono stati considerati gli impatti evitati.


Tabella 17: Bilancio di massa complessivo per ecoR’it, RAEE domestici – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

INCENERIMENTO

DISCARICA

TOTALE

ton

%

ton

%

ton

%

R1

3,04

17,53%

0,47

2,72%

3,51

20,2%

R2

3,39

1,59%

2,87

1,34%

6,26

2,9%

R3

7,45

0,16%

904,27

19,61%

911,71

19,8%

R4

3,05

0,08%

136,11

3,74%

139,16

3,8%

R5

0,7

0,24%

1,88

6,34%

1,95

6,6%

17,00

0,20%

1045,60

12,29%

1062,60

12,49%

Tabella 18: Bilancio di massa complessivo per ecoR’it, RAEE professionali – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

CER

INCENERIMENTO

DISCARICA

TOTALE

ton

%

ton

%

ton

%

16 02 11*

10,39

17,80%

1,49

2,55%

11,88

20,4%

16 02 13*

0,12

0,19%

13,95

21,59%

14,07

21,8%

16 02 14

2,70

0,11%

104,02

4,10%

106,72

4,2%

20 01 21*

0,00

0,24%

0,05

6,34%

0,05

6,6%

13,21

0,50%

119,51

4,49%

132,72

4,99%

3.6.1 FONTE DEI DATI Vedi paragrafo 3.4.1

3.6.2 ASSUNZIONI

Vedi paragrafo 3.4.2

3.7 BILANCIO DI MASSA

Di seguito si riportano i bilanci di massa dei RAEE domestici e professionali trattati da ecoR’it nel 2014. In particolare il diagramma di flusso mostra la

movimentazione e il destino finale di una tonnellata di RAEE, mentre nella tabella vengono indicati i quantitativi recuperati dei diversi materiali e quelli smaltiti.

3.7.1 RAEE DOMESTICI

Nel 2014, la percentuale di recupero è stata di oltre l’80% per il raggruppamento R3, di quasi l’80% per il raggruppamento R1, mentre ha superato il 95% per gli altri raggruppamenti, arrivando a circa il 97% per l’R2, 96% per R4 e 93% per R5.

153


R1 Bilancio di massa del raggruppamento R1

1.000 kg di R1 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE

1.000 kg

20,4 kg discarica

1.000 kg di R1 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

175,1 kg incenerimento 310,0 kg

494,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

6,8 kg discarica 0,2 kg incenerimento

302,9 kg

797,5 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

154

79,75%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del raggruppamento R1, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,39

0,17

carta

0,03

ferro

7,91

legno

0,03

INCENERIMENTO

2,61

2,21

plastica rame

0,10

vetro

0,12

0,12

metalli misti

0,06

olio

0,09

0,0032

CFC-HCFC-HC

0,0329

condensatori

0,0012

poliuretano

3,0024 0,47

residui / scarti TOTALE parziale (t)

DISCARICA

8,58

5,25

3,04

0,47

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

13,83

3,51

%

79,75

20,25

*salvo eventuale previa messa in riserva

155


R2 Bilancio di massa del raggruppamento R2

1.000 kg di R2 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 251,2 kg

748,8 kg

STOCCAGGIO 251,2 kg 12,4 kg discarica

1.000 kg di R2 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,5 kg incenerimento 303,7 kg

683,4 kg

TRATTAMENTO FINALE

1 kg discarica 15,4 kg incenerimento

287,3 kg

970,7 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

156

97,07%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del raggruppamento R2, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

2,04

0,32

blocchi di cemento

37,68

ferro e acciaio

78,80

legno

3,70

metalli misti

0,30

0,20

plastica

20,84

17,12

vetro

2,65

INCENERIMENTO

DISCARICA

0,11

0,12

34,03

9,73

rame condensatori frazioni contenenti sost. pericolose

0,04

residui / scarti TOTALE parziale (t)

146,01

61,39

3,29

2,71

3,39

2,87

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

207,41

6,26

%

97,07

2,93

*salvo eventuale previa messa in riserva

157


R3 Bilancio di massa del raggruppamento R3

1.000 kg di R3 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 286,0 kg

714,0 kg

STOCCAGGIO 286,0 kg 163,8 kg discarica

1.000 kg di R3 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,2 kg incenerimento 212,3 kg

623,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

32,3 kg discarica 1,4 kg incenerimento

178,7 kg

802,3 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

158

80,23%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del raggruppamento R3, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

34,78

16,90

ferro e acciaio

601,07

226,90

legno

69,11

plastica

563,45

224,42

vetro

1606,67

0,26

rame

244,14

metalli misti

111,12

INCENERIMENTO

490,46

1,14

condensatori

5,17 149,75

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

DISCARICA

2875,08

823,74

6,31

258,88

7,45

904,27

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

3.698,82

911,71

%

80,23

19,77

*salvo eventuale previa messa in riserva

159


R4 Bilancio di massa del raggruppamento R4

1.000 kg di R4 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 83,5 kg

916,5 kg

STOCCAGGIO 83,5 kg 18,0 kg discarica

1.000 kg di R4 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,1 kg incenerimento 202,0 kg

780,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

19,4 kg discarica 0,7 kg incenerimento

181,1 kg

961,7 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

160

96,17%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del raggruppamento R4, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

129,97

19,78

carta e cartone

15,72

ferro

1500,51

legno

27,60

plastica

1151,47

114,11

rame

1,16

78,85

ottone

2,29

vetro

9,30

INCENERIMENTO

DISCARICA

0,45

3,11

312,53

metalli misti

91,47

piombo

12,43

solfato di piombo

11,20

altro

18,20

condensatori toner

7,22

residui / scarti

125,79

TOTALE parziale (t)

2.838,03

658,58

3,05

136,11

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

3.496,61

139,16

%

96,17

3,83

*salvo eventuale previa messa in riserva

161


R5 Bilancio di massa del raggruppamento R5

1.000 kg di R5 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 525,1 kg

474,9 kg

STOCCAGGIO 525,1 kg 1,0 kg discarica

1.000 kg di R5 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0 kg incenerimento 258,0 kg

740,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

62,4 kg discarica 2,4 kg incenerimento

193,7 kg

934,2 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

162

93,42%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del raggruppamento R5, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,63

0,34

carta e cartone

0,94

ferro

0,28

legno

0,26

INCENERIMENTO

DISCARICA

3,72

plastica 1,50

rame vetro

19,86 0,18

ossalato di polveri rare

0,31

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

21,97

5,75

0,07

1,58

0,07

1,88

TOTALE recupero / smaltimento (t)

27,72

1,95

%

93,42

6,58

*salvo eventuale previa messa in riserva

163


16 02 11* Bilancio di massa del CER 16 02 11*

1.000 kg di 16 02 11*

24,9 kg

975,1 kg

STOCCAGGIO 24,9 kg 19,8 kg discarica

1.000 kg di 16 02 11* all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

135,3 kg incenerimento 286,0 kg

559,0 kg

TRATTAMENTO FINALE

5,7 kg discarica 42,8 kg incenerimento

237,4 kg

796,3 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

164

79,63%


3 ANALISI DI INVENTARIO 3.7.2 RAEE PROFESSIONALI

Anche per i RAEE professionali, nel 2014 la percentuale di recupero è stata molto alta, superiore al 78% per i

CER 16 02 11* e 16 02 13* e ha superato il 93% negli altri casi.

Bilancio di massa del CER 16 02 11*, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

1,30

0,53

carta

6,52

ferro

20,31

legno

1,91

plastica

1,98

3,95

rame

0,27

0,59

vetro

0,32

INCENERIMENTO

DISCARICA

8,49

metalli

0,09

olio

0,19

0,01

CFC-HCFC-HC

0,44

poliuretano

9,94

residui / scarti

0,0021

1,49

10,40

1,49

TOTALE parziale (t)

32,62

13,85

TOTALE recupero / smaltimento (t)

46,47

11,89

%

79,63

20,37

*salvo eventuale previa messa in riserva

165


16 02 13* Bilancio di massa del CER 16 02 13*

1.000 kg di 16 02 13*

132,7 kg

867,3 kg

STOCCAGGIO 132,7 kg 191,1 kg discarica

1.000 kg di 16 02 13* all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,3 kg incenerimento 162,9 kg

645,7 kg

TRATTAMENTO FINALE

24,9 kg discarica 1,6 kg incenerimento

136,5 kg

782,2 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

166

78,22%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del CER 16 02 13*, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,18

0,24

ferro

8,54

2,50

legno

1,13

INCENERIMENTO

1,55

metalli misti plastica

7,17

2,49

vetro

24,71

0,0042

9,76

2,05

rame

0,02

condensatori

0,08 0,71

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

DISCARICA

41,73

8,82

0,10

3,40

0,12

13,95

TOTALE recupero / smaltimento (t)

50,56

14,07

%

78,22

21,78

*salvo eventuale previa messa in riserva

167


16 02 14 Bilancio di massa del CER 16 02 14

1.000 kg di 16 02 14

86,2 kg

913,8 kg

STOCCAGGIO 86,2 kg 19,5 kg discarica

1.000 kg di 16 02 14 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0,2 kg incenerimento 215,3 kg

765,0 kg

TRATTAMENTO FINALE

21,5 kg discarica 0,9 kg incenerimento

192,9 kg

957,9 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

168

95,79%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del CER 16 02 14, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

88,81

11,76

ferro

1.022,67

252,21

legno

27,54

plastica

792,50

82,98

rame

1,30

61,09

ottone

2,55

vetro

5,30

metalli misti

57,84

piombo

6,72

solfato di piombo

6,05

altro

10,71

condensatori

0,00

INCENERIMENTO

DISCARICA

0,51

0,67 4,02

toner residui / scarti TOTALE parziale (t)

1.940,67

489,35

2,19

99,33

2,70

104,02

TOTALE recupero / smaltimento (t)

2.430,02

106,72

%

95,79

4,21

*salvo eventuale previa messa in riserva

169


20 01 21* Bilancio di massa del CER 20 01 21*

1.000 kg di 20 01 21

940,7 kg

59,3 kg

STOCCAGGIO 940,7 kg 1,5 kg discarica

1.000 kg di 20 01 21 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

0 kg incenerimento 257,9 kg

740,6 kg

TRATTAMENTO FINALE

61,9 kg discarica 2,4 kg incenerimento

193,7 kg

934,2 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

170

93,42%


3 ANALISI DI INVENTARIO

Bilancio di massa del CER 20 01 21*, dettagliato per materiale differenziato

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

0,02

0,01

carta e cartone

0,02

ferro

0,01

legno

0,01

plastica

0,0000

0,000 0,04

0,51 0,00

ossalato di terre rare

0,01

polveri residui / scarti TOTALE parziale (t)

DISCARICA

0,10

rame vetro

INCENERIMENTO

0,56

0,15

0,002

0,04

0,002

0,05

TOTALE recupero / smaltimento (t)

0,71

0,05

%

93,42

6,58

*salvo eventuale previa messa in riserva

171


3 ANALISI DI INVENTARIO 3.8 VALIDAZIONE DEI DATI

La qualità dei dati dello studio finale è stata valutata attraverso bilanci di massa e di energia, che hanno fornito un utile controllo sulla validità della descrizione di ciascun processo unitario, secondo una consolidata procedura interna di verifica incrociata dell’elaborazione dei dati e delle informazioni riportate nel report finale. Nel caso fossero state evidenziate anomalie nei dati, queste sono state verificate caso per caso, acquisendo, eventualmente, dati alternativi conformi ai requisiti di qualità.

3.9 QUALITÀ DEL DATO

I requisiti di qualità dei dati comprendono: - copertura temporale: tutti i dati primari utilizzati nello studio sono relativi all’anno 2014; - copertura geografica: i partner operativi selezionati sono localizzati in diverse parti dell’Italia, in modo da garantire la copertura geografica dell’area in cui ecoR’it gestisce i rifiuti; - precisione: i dati sono stati forniti dai partner operativi di ecoR’it, i quali hanno dichiarato la precisione delle informazioni; i dati sono stati verificati direttamente con i responsabili delle aziende, in caso di valori anomali; - completezza: i dati utilizzati nel modello sono completi; - fonte del dato: per ogni dato utilizzato è stata dettagliatamente descritta la fonte da cui sono state ricavate le informazioni.

172

3.10 FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA

Come già specificato, nelle varie fasi di trattamento, si considera l’elettricità fornita dalla rete nazionale e composta secondo il mix energetico italiano (banca dati Ecoinvent 3.1, aggiornamento 2014).


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Alla raccolta dati e alla validazione dell’inventario, segue la fase di elaborazione dei dati e la predisposizione del modello di LCA. L’analisi della carbon footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it è stata svolta mediante software dedicato e riconosciuto a livello internazionale, quale il SimaPro vers.8.0.4. La prestazione ambientale è espressa mediante la somma delle emissioni e rimozioni di gas ad effetto serra (GHG) nello specifico sistema di prodotto, espresse come CO2 equivalente. La lista dei GHG con i rispettivi coefficienti GWP utilizzati (Global Warming Potential, 100 anni) è ricavata dal V rapporto dell’IPCC 2013 (per lo studio dell’anno scorso erano stati utilizzati i coefficienti del IV rapporto IPCC, 2007).

4.1 RISULTATI

Il calcolo dell’impronta di carbonio del servizio di raccolta e trasporto, trattamento selettivo e finale, riciclo e smaltimento dei rifiuti RAEE/Pile Portatili è stato condotto ai sensi della norma ISO/TS 14067:2013 “Greenhousegases - Carbon footprint of products Requirements and guidelines for quantification and

Communication”, che definisce i criteri per la valutazione delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dal ciclo di vita di prodotti o servizi, basandosi sulle tecniche e sui principi della valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) definite secondo gli standard ISO 14040 e 14044. La norma valuta solo la categoria d’impatto del riscaldamento globale, pertanto non considera altri potenziali impatti ambientali come le emissioni di gas non a effetto serra, l’acidificazione, l’eutrofizzazione, la tossicità, la biodiversità, nonché altri impatti sociali o economici che possano essere associati con il ciclo di vita dei prodotti. La carbon footprint è una misura che esprime, in termini di emissioni CO 2 equivalente, il contributo al riscaldamento globale delle attività di gestione dei RAEE dalla raccolta al trasporto al trattamento (selettivo e finale), al riciclo fino all’incenerimento e discarica. Di seguito si riportano i risultati per RAEE domestici e professionali, suddivisi in assoluti, in percentuale e per tonnellata di rifiuto.

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 19: Carbon footprint totale dei RAEE domestici (valori assoluti in kg CO2 equivalente)

R1 kg CO2 eq

9.922,14

801,93

689,83

320,32

422,10

7.644,73

43,23

R2 kg CO2 eq

38.828,40

17.410,15

7.612,54

7.005,58

6.474,14

16,26

309,73

R3 kg CO2 eq

919.451,78

372.599,81

185.784,82

133.500,68

175.297,29

3.423,06

48.846,12

R4 kg CO2 eq

747.202,56

328.604,02

139.922,00

93.062,23

171.033,86

1.357,31

13.223,16

R5 kg CO2 eq

3.549,56

2.057,14

560,59

305,84

352,38

39,36

234,25

TOTALE kg CO2 eq

1.718.954,43

721.473,05

334.569,77

234.194,64

353.579,77

12.480,71

62.656,50

173


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 20: Carbon footprint dei RAEE domestici (in percentuale)

R1 %

100

8,08

6,95

3,23

4,25

77,05

0,44

R2 %

100

44,84

19,61

18,04

16,67

0,04

0,80

R3 %

100

40,52

20,21

14,52

19,07

0,37

5,31

R4 %

100

43,98

18,73

12,45

22,89

0,18

1,77

R5 %

100

57,95

15,79

8,62

9,93

1,11

6,60

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 21: Carbon footprint di 1 tonnellata di RAEE domestici trattati

R1 kg CO2 eq/ton

572,21

46,25

39,78

18,47

24,34

440,87

2,49

R2 kg CO2 eq/ton

181,72

81,48

35,63

32,79

30,30

0,08

1,45

R3 kg CO2 eq/ton

199,42

80,81

40,30

28,96

38,02

0,74

10,59

R4 kg CO2 eq/ton

205,51

90,38

38,48

25,60

47,04

0,37

3,64

R5 kg CO2 eq/ton

119,64

69,34

18,89

10,31

11,88

1,33

7,90

174


Figura 7: Rappresentazione della Carbon footprint per RAEE domestico (kgCO2eq/tonnellata di RAEE trattato)

2,49

46,25 39,78

R1 18,47 24,34

440,87

0,08 1,45 30,30

R1

R2

R3

R4

R5

Raccolta RAEE

46,25

81,48

80,81

90,38

69,34

Trattamento selettivo

39,78

35,63

40,30

38,48

18,89

Trattamento finale

18,47

32,79

28,96

25,60

10,31

Riciclo

24,34

30,30

38,02

47,04

11,88

Incenerimento 440,87

0,08

0,74

0,37

1,33

Discarica

1,45

10,59

3,64

7,90

R2

2,49

R3

0,74 10,59

38,02 80,81 81,48 32,79 28,96

35,63 0,37 3,64

40,30

R4

1,33

7,90

R5

11,88 47,04

90,38

10,31

69,34

25,60

18,89

38,48

175


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Dalla tabella 21 sopra riportata, si evince che, per i RAEE domestici, la fase di raccolta vale mediamente il 28,8% della carbon footprint totale, il trattamento selettivo vale il 13,5%, il trattamento finale il 9,1%, il riciclo l’11,9%, l’incenerimento il 34,7% e la discarica il 2,0%. Per quanto riguarda la fase di raccolta, la tabella 21 riporta valori che variano da un minimo di 46 CO2eq/t ad un massimo di 90 CO2eq/t per raggruppamento: tali differenze sono direttamente proporzionali alle distanze percorse dai mezzi di trasporto. Le fasi di trattamento selettivo e finale dipendono principalmente dai consumi energetici degli impianti; inoltre, per quanto riguarda il trattamento

finale, le emissioni di CO2eq sono legate alla percentuale di rifiuto che subisce un ulteriore trattamento. Come già evidenziato, nella fase di riciclo sono solo considerati i trasporti del materiale dall’impianto all’utilizzatore successivo, in quanto l’attività di recupero del materiale non rientra nei confini del nostro sistema; le emissioni derivanti dal riciclo, pertanto, sono proporzionali alla quantità riciclata e alla distanza percorsa. Infine, nella fase di smaltimento finale, si nota come l’incenerimento del raggruppamento R1 sia superiore agli altri RAEE a causa dello smaltimento all’inceneritore di materiali plastici (poliuretano).

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

16 02 11* kg CO2 eq

39.820,94

6.175,63

2.812,23

1.256,89

1.469,93

27.951,97

154,28

16 02 13* kg CO2 eq

12.219,93

6.792,03

2.051,16

1.069,51

1.801,51

56,95

444,95

16 02 14 kg CO2 eq

501.504,17

214.154,15

95.397,01

62.950,80

117.465,07

1.227,60

10.309,54

20 01 21* kg CO2 eq

153,23

112,26

17,13

7,82

9,01

1,01

5,99

TOTALE

553.698,27

227.234,07

100.277,54

65.285,01

120.745,53

29.237,54

10.914,77

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

Tabella 22: Carbon footprint totale dei RAEE professionali

176


CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 23: Carbon footprint dei RAEE professionali (in percentuale)

16 02 11* %

100

15,51

7,06

3,16

3,69

70,19

0,39

16 02 13* %

100

55,60

16,79

8,75

14,75

0,47

3,64

16 02 14 %

100

42,70

19,02

12,55

23,42

0,24

2,06

20 01 21* %

100

73,26

11,18

5,11

5,88

0,66

3,91

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

16 02 11* kg CO2 eq/ton

682,38

105,8

48,2

21,5

25,2

479,0

2,6

16 02 13* kg CO2 eq/ton

189,01

105,09

31,74

16,55

27,87

0,88

6,88

16 02 14 kg CO2 eq/ton

197,70

84,42

37,61

24,82

46,31

0,48

4,06

20 01 21* kg CO2 eq/ton

201,88

147,90

22,57

10,31

11,88

1,33

7,90

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

Tabella 24: Carbon footprint di 1 tonnellata di RAEE professionali trattati

177


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Figura 8: Rappresentazione della carbon footprint per RAEE professionale (kgCO2eq/tonnellata di RAEE trattato)

2,6

16 02 11*

0,9 6,9

16 02 13*

105,8

27,9 48,2 16,5

21,5 25,2

105,1 479,0

31,7

16 02 11*

16 02 13*

16 02 14

20 01 21*

105,8

105,1

84,42

147,9

Trattamento selettivo

48,2

31,7

37,6

22,6

Trattamento finale

21,5

16,5

24,8

10,3

Raccolta RAEE

Riciclo Incenerimento Discarica

16 02 14

25,2

27,9

46,3

11,9

479,0

0,9

0,5

1,3

2,6

6,9

4,1

7,9

0,5 4,1

20 01 21*

11,9

1,3 7,9

10,3

46,3 84,4

22,6

24,8 147,9 37,6

178


Per i RAEE professionali, la percentuale media di incidenza delle varie fasi alla carbon footprint (tabella 24) è la seguente: 34,9% per la fase di raccolta, 11,0% per il trattamento selettivo, 5,8% per il trattamento finale, 8,8% per il riciclo, 37,9% per l’incenerimento e 1,7% per la discarica. La tabella 24 mostra valori relativi alla raccolta che variano da un minimo di 84 CO2eq/t ad un massimo di 148 CO2eq/t: anche in questo caso, le differenze sono direttamente proporzionali alle distanze percorse dai mezzi di trasporto. Come già evidenziato per il RAEE domestici, le fasi di trattamento selettivo e finale dipendono dai consumi energetici degli impianti e dalla percentuale di materiale che viene avviato ad un ulteriore trattamento prima di essere effettivamente riciclato o smaltito. Infine, le stesse considerazioni descritte per il riciclo e lo smaltimento finale dei RAEE domestici possono essere riportate ai RAEE professionali. Nella fase di riciclo sono considerati soltanto i trasporti del materiale dall’impianto all’utilizzatore successivo, in quanto l’attività di recupero del materiale non rientra nei confini del sistema; le emissioni derivanti dal riciclo sono, quindi, proporzionali alla quantità riciclata e alla distanza percorsa. Inoltre nella fase di smaltimento finale, si nota come l’incenerimento del raggruppamento CER 16 02 11* sia superiore agli altri RAEE a causa dello smaltimento all’inceneritore di materiali plastici quali il poliuretano.

4.2 ALTRI RIFIUTI: PILE PORTATILI

Il consorzio ecoR’it effettua anche la raccolta di pile portatili. Nella tabella 25 sono riportati i quantitativi di pile portatili gestiti dal consorzio ecoR’it nel 2014. Tabella 25: Quantità di pile portatili trattate da ecoR’it nel 2014

TIPOLOGIA

tonnellate

Pile portatili

109

Riguardo le pile portatili, sono state fatte le stesse assunzioni relative ai RAEE domestici per quanto riguarda la raccolta e il trasporto all’impianto di trattamento, poiché lo schema di raccolta e gli operatori incaricati sono confrontabili a quelli impiegati per la gestione dei RAEE. Le fasi di lavorazione, le materie prime utilizzate, la destinazione dei materiali dopo il trattamento e i consumi elettrici sono stati forniti da uno degli impianti campione, che è anche l’impianto di destinazione principale dei flussi di pile portatili gestite dal consorzio ecoR’it. Il trattamento consiste in una pre-selezione manuale per separare le pile portatili e gli accumulatori da altre frazioni, una cernita per suddividere le diverse tipologie (es. alcaline, Zn-C, Ni-Cd, ecc…), ed infine una macinazione delle pile alcaline e Zn-C che permette di ottenere quattro diverse frazioni: acciaio, carta e plastica, collettori anodici e pasta di pile. Quest’ultima subisce un processo idrometallurgico, per il recupero di zinco e ossido di manganese. Le altre tipologie di pile vengono, invece, inviate ad altri impianti per il trattamento finale: i dati relativi ai consumi elettrici e alle percentuali di riciclo sono stati desunti dalla banca dati Econvent. Di seguito viene riportato il bilancio di massa e i risultati della carbon footprint applicata ai rifiuti di Pile Portatili P1.

179


P1 1.000 kg di P1 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 248 kg

752 kg

STOCCAGGIO 248 kg 60 kg discarica

1.000 kg di P1 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

110 kg incenerimento 640 kg

190 kg

TRATTAMENTO FINALE 518 kg

708 kg di materiale riciclato Figura 9: Bilancio di massa delle pile

180

112 kg discarica 0 kg incenerimento


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA P1

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 26: Carbon footprint totale delle pile portatili

P1 kg CO2eq

85.296,92

13.324,22

0,26

61.115,02

2.886,41

6.350,43

1.620,59

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA P1

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 27: Carbon footprint delle pile portatili (in percentuale)

P1 %

100

15,62

0,00

71,65

3,38

7,45

1,90

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA P1

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 28: Carbon footprint delle pile portatili rispetto ad 1 ton di rifiuto trattato

P1 kg CO2 eq/ton

785,69

122,73

0,00

562,95

26,59

58,50

14,93

181


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Dalla figura 10 si vede come il contributo maggiore sia dovuto alla fase di raccolta e alla fase di trattamento finale; tutta l’energia utilizzata per il trattamento selettivo deriva da fonti rinnovabili.

Figura 10: Rappresentazione della carbon footprint per il trattamento delle pile (kgCO2eq/tonnellata di pile trattate)

58,50

P1

14,93

26,59

P1

122,73 0

Raccolta Pile

122,73

Trattamento selettivo

0

Trattamento finale

562,95

Riciclo

26,59

Incenerimento

58,50

Discarica

14,93

562,95

4.3 CONTRIBUTI DEI VARI GHG

Nel grafico seguente è riportato il contributo percentuale dei diversi gas ad effetto serra (GHG) alla carbon footprint.

182


Figura 11: Contributo dei diversi GHG alla carbon footprint dei RAEE del circuito domestico

100%

CO2

90%

CH4

80%

Altri GHG

N2O

70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0

R1

R2

R3

R4

R5

P1

Figura 12: Contributo dei diversi GHG alla carbon footprint dei RAEE del circuito professionale

100%

CO2

90%

CH4

80%

Altri GHG

N2O

70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0

16 02 11*

16 02 13*

16 02 14

20 01 21*

183


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI 4.4 VARIAZIONE DELLA CARBON FOOTPRINT RISPETTO ALL’ATTIVITÀ SVOLTA NEL 2013

Il consorzio ecoR’it, da sempre attento all’ambiente, dal 2011 ha iniziato a verificare la carbon footprint delle proprie attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti e, nel corso degli anni, ha migliorato la propria analisi implementando la raccolta dei dati primari e delle informazioni specifiche presso i vari impianti di trattamento, passando dal coinvolgimento di soli 3 partner operativi nel 2011 (due impianti di trattamento e lo stoccaggio) a 17 per il presente studio (senza conteggiare gli stoccaggi). Il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di partner operativi ha permesso di ottenere informazioni puntuali e dettagliate sia relativamente ai trasporti sia alle operazioni di trattamento selettivo (lavorazioni effettuate, consumi di energia e destino finale dei materiali ottenuti dalle operazioni di trattamento, come precedentemente descritto). Per ottenere informazioni sempre più attendibili, l’attività svolta nel 2014, oltre ad aver aumentato i dati raccolti dagli impianti di trattamento selettivo, ha approfondito ulteriormente le lavorazioni che vengono svolte nei trattamenti secondari. Nonostante non sia stato possibile ottenere informazioni specifiche in merito ai consumi energetici degli impianti secondari, numerosi impianti di trattamento selettivo hanno fornito le percentuali di riciclo e/o smaltimento dei diversi materiali (es. trasformatori, schede, cavi, etc.) relativi agli impianti di trattamento finale, perfezionando così l’indagine sul il fine vita dei rifiuti trattati. I dati raccolti hanno, quindi, permesso di utilizzare dati primari per il calcolo della carbon footprint, diminuendo sempre di più il numero di assunzioni e dati di letteratura (dati secondari). Inoltre, nello studio di quest’anno è stata utilizzata una banca dati più aggiornata rispetto allo studio precedente. Di seguito vengono esaminate dettagliatamente le

184

differenze della carbon footprint delle varie tipologie di rifiuto trattato rispetto a quella calcolata l’anno precedente. Per quanto riguarda i RAEE domestici, il valore della carbon footprint per tonnellata di rifiuto trattato nel 2013 è diminuita per tutti i raggruppamenti, ad eccezione del raggruppamento R1, come dettagliatamente descritto di seguito. Per tutti i raggruppamenti si può notare innanzitutto una diminuzione delle emissioni legate alla raccolta dei RAEE: questo è dovuto principalmente ad una diminuzione dei km percorsi dai mezzi per conferire i rifiuti dal produttore allo smaltitore. Per quanto riguarda il raggruppamento R1, le cui quantità trattate sono diminuite del 66% rispetto al 2013, le emissioni totali passano da 299 kg CO2eq per una tonnellata di rifiuto trattato nel 2013 a 572 kg CO2eq per la stessa quantità trattata nel 2014. Il motivo principale di questo incremento è la destinazione di una quantità maggiore di poliuretano a incenerimento; inoltre altri motivi sono legati, oltre alla raccolta dei RAEE come sopra descritto, anche alle emissioni legate al trattamento selettivo e all’incenerimento, mentre sono aumentate le emissioni derivanti dal trattamento finale e dal riciclo, legate probabilmente ad una migliore qualità dei dati raccolti relativamente a questa fase del ciclo di vita; la fase di avvio a discarica, invece, è rimasta pressoché invariata. Le emissioni totali di CO2eq relative alla gestione di una tonnellata di RAEE domestico R2 sono ridotte di oltre 50 kg, passando da 234 kg CO2eq/ton nel 2013 a 182 kg CO2eq/ton nel 2014. Questa diminuzione è dovuta principalmente alla fase di raccolta dei RAEE che è passata da 143 kg CO2eq/ton nel 2013 a 81 kg CO2eq/ton. L’unico aumento si registra nella fase di trattamento finale, che passa da 21 kg CO2eq/ton a 36 kg CO2eq/ton, mentre per tutte le altre fasi le emissioni rimangono simili rispetto all’anno precedente.


I flussi di rifiuti trattati nel 2013 relativamente al raggruppamento R3 riportano una emissione totale di 199 kg CO2eq/ton, rispetto ai 240 kg CO2eq/ton del 2013. Questa differenza è dovuta alla diminuzione sopra descritta dei trasporti legati alla raccolta dei RAEE, ai consumi del trattamento selettivo e a quelli dovuto al riciclo del materiale. Le fasi di trattamento finale e di avvio a discarica sono aumentate e questo è dovuto ad un miglioramento delle informazioni ottenute sul trattamento finale dei rifiuti. Il valore relativo alle emissioni del raggruppamento R4 diminuisce passando da 222 kg CO2eq/ton nel 2013 a 206 kg CO2eq/ton nel 2014. Analizzando le varie fasi, si può notare una diminuzione nella fase di raccolta, trattamento selettivo e finale, mentre rimangono pressoché costanti il riciclo e lo smaltimento finale. Infine, per il raggruppamento R5, si registra un aumento delle emissioni solo per la fase di avvio a discarica, a causa di un maggior quantitativo smaltito, mentre diminuiscono per tutte le altre fasi, portando così le emissioni totali da 171 kg CO2eq/ton nel 2013 a 120 kg CO2eq/ton. Anche per i RAEE professionali si nota una diminuzione delle emissioni per tutti i CER, tranne che per il CER 16 01 11*.

Si passa infatti da 390 kg CO2 eq/ton a 682 kg CO2 eq/ton per il CER 16 02 11*, dove, nonostante una diminuzione delle emissioni legate al trattamento selettivo e alla fase si discarica, si registra un grande incremento della fase di incenerimento (quest’ultimo legato alla maggior percentuale di poliuretano smaltito) e un aumento dell’emissioni dovute alla raccolta dei RAEE; restano pressoché costanti le emissioni legate alle altre fasi. Per il CER 16 02 13* la diminuzione è di circa 6 kg CO 2 eq/ton, passando da 195 kg CO 2 eq/ton a 189 kg CO2 eq/ton: anche in questo caso aumentano le emissioni della raccolta dei RAEE, mentre diminuiscono le emissioni legate a tutte le altre fasi. Le emissioni legate al CER 16 02 14 passano da 210 kg CO2 eq/ton a 198 kg CO2 eq/ton, registrando un aumento delle emissioni legate al trattamento selettivo e finale e alla fasi di avvio a riciclo, mentre diminuiscono le emissioni dovute alla raccolta dei RAEE; le fasi di smaltimento rimangono pressoché costanti. Infine, per quanto riguarda il CER 20 01 21*, le emissioni passano da 220 kg CO2 eq/ton nel 2013 a 202 kg CO2 eq/ton, con un aumento delle emissioni solo nella fase di avvio a discarica.

185


5 INTERPRETAZIONE DEL CICLO DI VITA L’ultima fase dell’LCA, interpretazione e analisi di miglioramento, ha lo scopo di proporre i cambiamenti necessari a ridurre l’impatto ambientale dei processi o attività considerati. Il consorzio ecoR’it organizza e gestisce per conto dei propri associati un sistema integrato per la raccolta, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature elettriche ed elettroniche), sostituendosi ai “produttori” per tutte le fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e smaltimento di questi rifiuti. Per garantire un servizio efficiente ed efficace, ecoR’it gestisce anche la raccolta di altri rifiuti, tra cui pile portatili. Nel 2014, i quantitativi di RAEE domestici avviati a trattamento da ecoR’it risultano aumentati di circa il 10% rispetto al 2013, passando da 7.704 tonnellate a 8.507 tonnellate, mentre, per quanto riguarda i RAEE professionali, i quantitativi trattati nel 2014 sono diminuiti di circa il 2% rispetto all’anno precedente, passando da 2.850 tonnellate a 2.660. Per quanto riguarda le pile portatili, ecoR’it ha trattato un quantitativo pari a 109 tonnellate, 76 tonnellate in meno rispetto all’anno precedente. Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo dell’attività di gestione dei RAEE e delle pile portatili gestiti dal consorzio ecoR’it ed in particolare il trasporto e il trattamento delle varie filiere di rifiuti. Come dettagliatamente descritto precedentemente, la fase di raccolta dati, più approfondita rispetto a quella eseguita l’anno precedente, ha coinvolto, oltre al consorzio, 17 impianti di trattamento che hanno gestito complessivamente circa il 95% dei rifiuti domestici movimentati dal consorzio e il 91% di quelli professionali; la scelta è stata fatta in modo da coprire tutto il territorio nazionale. Nel 2014, la percentuale di riciclo per i RAEE domestici è stata di quasi l’80% per il raggruppamento R1 e oltre l’80% per il raggruppamento R3, mentre ha superato il 93% per gli altri raggruppamenti, raggiungendo il 97% per il raggruppamento R2. In particolare, sono stati avviati a riciclo 7.444 tonnellate di materiale, di cui 2.768 tonnellate di ferro e acciaio, 2.094 tonnellate di plastica, 1.639 tonnellate di vetro, 336 tonnellate di rame e 205 tonnellate di alluminio. 186

Per quanto riguarda i quantitativi smaltiti, circa 17 tonnellate di rifiuti sono stati avviati a incenerimento e 1.045 tonnellate a discarica. Per le pile portatili la percentuale di riciclo è di quasi il 71%. Anche per i RAEE professionali, nel 2014 la percentuale di recupero è stata superiore al 78% per tutti i RAEE, superando il 90% per i CER 16 02 14 e 20 01 21. Sono state riciclate 2.528 tonnellate di materiale, di cui 1.315 tonnellate di ferro e acciaio, 891 tonnellate di plastica, 103 tonnellate di alluminio e 65 tonnellate di rame. A smaltimento sono state avviate 133 tonnellate di rifiuti, di cui 13 a incenerimento e il rimanente in discarica. Lo scopo dello studio è stato quello di calcolare la carbon footprint del servizio gestito da ecoR’it di recupero e trattamento dei RAEE e dei rifiuti di pile portatili, al fine di valutare il contributo al riscaldamento globale delle attività svolte dal consorzio in termini di emissioni di CO2 equivalente. In base ai dati raccolti e alle assunzioni fatte, lo studio ha permesso di determinare le emissioni potenziali di CO2 equivalente emesse dal trattamento di una tonnellata di rifiuto, che sono riassunte nella tabella seguente. Tabella 29: Carbon footprint di una tonnellata di rifiuti trattati

CARBON FOOTPRINT

kg CO2 eq/ton

R1

572,21

R2

181,72

R3

199,42

R4

205,51

R5

119,64

P1

785,69

16 02 11*

682,38

16 02 13*

189,01

16 02 14

197,70

20 01 21*

201,88


Come descritto in precedenza e a conferma di quanto riportato nella comunicazione CF dello scorso anno, nel ciclo di trattamento dei RAEE il contributo del sistema di trasporto del rifiuto e dei materiali derivati dal suo trattamento risulta determinante: considerando, infatti, tutti i trasporti legati alla raccolta, all’avvio a trattamento finale, a riciclo e a smaltimento, il trasporto rappresenta mediamente quasi il 40% (l’anno scorso era mediamente il 65%) della carbon footprint dei RAEE domestici, arrivando e superando il 70% per i raggruppamenti R2, R3, R4 e R5, mentre è in media il 48% di quella dei RAEE professionali (mediamente il 63% nel 2013), arrivando all’85% per il CER 20 01 21*. La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra deve quindi concentrarsi, per ciascuna tipologia di RAEE, sull’ottimizzazione della logistica e sul miglioramento della prestazione dei mezzi da trasporto, anche se la distribuzione territoriale dei punti di prelievo (soprattutto quelli relativi alla gestione dei RAEE domestici e dei rifiuti di pile portatili) non è influenzabile da scelte strategiche del consorzio. Tabella 30: Carbon footprint relativa al trasporto di una tonnellata di rifiuti trattati

CARBON FOOTPRINT

kg CO2 eq/ton

%/tot

R1

78,80

14%

R2

127,05

70%

R3

143,20

72%

R4

148,16

72%

R5

93,77

78%

P1

187,79

24%

16 02 11*

145,49

21%

16 02 14

147,61

78%

16 02 13*

139,72

71%

20 01 21*

172,34

85%

Per quanto riguarda il trattamento selettivo, già quest’anno si è registrata una riduzione dei consumi per la maggior parte dei raggruppamenti e un’ulteriore riduzione delle emissioni si potrebbe avere, indirizzando i flussi di RAEE verso quegli impianti di trattamento selettivo a maggior efficienza, incentivando l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (vedi grafico 1 relativo ai consumi energetici dei vari impianti), seppure dopo avere effettuato una indagine sul bilancio complessivo comprensivo del delta trasporti. Come già più volte sottolineato, per quanto riguarda gli impianti di trattamento finale, la possibilità di controllo da parte di ecoR’it sui flussi di RAEE è più limitata, nonostante quest’anno la qualità delle informazioni sia aumentata, grazie soprattutto ai dati forniti dagli impianti di trattamento selettivo. Nella logica del continuo miglioramento, ulteriori approfondimenti al calcolo della carbon footprint possono derivare dall’analisi ancora più spinta dei processi di trattamento finale e del destino finale dei rifiuti che ne derivano (tenendo sempre presente che tali attività non sono sotto il diretto controllo del consorzio ecoR’it). L’estensione del campione di impianti di trattamento selettivo potrebbe affinare il dato, ma non rappresentare sostanziali miglioramenti della precisione della CF finale.

187


5 INTERPRETAZIONE DEL CICLO DI VITA 5.1 EMISSIONI E RIMOZIONI DERIVANTI DA CARBONIO BIOGENICO

Come prevede la norma, lo studio di carbon footprint ha considerato, ma non conteggiato nel calcolo riportato precedentemente, l’anidride carbonica di origine biogenica. La CO2 di origine biogenica riportata di seguito è stata considerata per le biomasse utilizzate come combustibili nel ciclo di vita e per il fine vita del cartone recuperato. Tabella 31: CO2 di origine biogenica di una tonnellata di rifiuti trattata

orientamenti dettagliati. La valutazione dell’incertezza è stata effettuata mediante l’analisi di Montecarlo sull’intero ciclo di vita, utilizzando l’incertezza di default dei processi delle banche dati. La variazione del risultato finale della carbon footprint varia tra il 16 e il 4%, come mostrato nella tabella seguente (intervallo di confidenza del 95%; copertura del dato 75%). Tabella 32: Coefficiente di variazione per i RAEE domestici e professionali

CV (Coefficient of Variation)

CV (Coefficient of Variation)

CO2 DI ORIGINE BIOGENICA

kg CO2 eq/ton

R1

16,39%

16 02 11*

14,05%

R1

1,74

R2

4,49%

16 02 13*

4,15%

R2

1,39

R3

4,25%

16 02 14

4,30%

R3

2,39

R4

3,92%

20 01 21*

4,83%

R4

1,93

R5

4,81%

R5

2,42

P1

4,25%

P1

119,95

16 02 11*

2,87

16 02 13*

2,36

16 02 14

2,27

20 01 21*

2,62

5.2 VALUTAZIONE DELL’INCERTEZZA

L’analisi dell’incertezza è definita dalla norma UNI EN ISO 14040:2006 come Procedura sistematica per quantificare l’incertezza, introdotta nei risultati di un’analisi d’inventario del ciclo di vita, dagli effetti cumulativi dell’imprecisione del modello, dell’incertezza degli elementi in ingresso e della variabilità dei dati. La norma ISO/TS 14067 elenca come requisito la valutazione dell’incertezza, ma non vengono forniti

188

5.3 LIMITAZIONI

La carbon footprint è la somma delle emissioni e rimozioni di gas serra di un sistema prodotto, espressa in CO2 equivalente, relative all’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’uso ed al fine vita del prodotto. La carbon footprint si basa su di uno studio di Life Cycle Assessment (LCA), un metodo standardizzato a livello internazionale e descritto in precise norme internazionali, ma i vincoli e le scelte richieste dall’applicazione della metodologia possono influenzare i risultati e pertanto la valutazione, accurata e completa, può presentare margini di errore, anche se non rilevanti. Si sottolinea infine che la CFP è un singolo indicatore e non può pertanto rappresentare da solo l’impatto ambientale complessivo del prodotto oggetto del presente studio.


6 BIBLIOGRAFIA Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151: “Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti” D.M. 25 settembre 2007, n. 185, “Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)” Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27 “Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2011/65/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005” Decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 “Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2012/19/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005” ISO/TS 14067 “Greenhousegases - Carbon footprint of products - Requirements and guidelines for quantification and Communication” ISO 14040:2006 Environmental management – Life cycle assessment - Principles and Framework ISO 14044:2006 Environmental management – Life cycle assessment – Requirements and Guidelines IPCC (2013), Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change United Nation University, “Review of Directive 2002/96 on Waste Electrical and Electronic Equipment–Study No. 07010401/2006/442493/ETU/G4” Report Istat, La superficie dei comuni, delle province e delle regioni italiane (dati al 9 ottobre 2011) Centro di Coordinamento RAEE, www.cdcraee.it Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, www.cdcnpa.it Ispra, Rapporto rifiuti urbani 2014 Cobat, Rapporto annuale 2014 Ambiente Italia, Il riciclo ecoefficiente, 2012 Consorzio Obbligatorio degli oli usati, www.coou.it

189


CALCOLO DELLA WATER FOOTPRINT DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO ecoR’it (RAEE E PILE PORTATILI) Flussi di Raccolta Anno 2014

Società responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

190


Sommario 190

Introduzione

191

Obiettivo e campo di applicazione dello studio

195

Analisi di inventario

199

Valutazione degli impatti

224

Interpretazione del ciclo di vita

226

Bibliografia

191


1 INTRODUZIONE L’attenzione sempre maggiore all’ambiente ha spinto il consorzio ecoR’it a valutare e misurare l’impatto della propria attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti. L’acqua dolce è una risorsa scarsa, la sua disponibilità è limitata mentre la domanda è in crescita: le comunità, le aziende e la filiera di produzione influenzano fortemente il consumo e l’inquinamento dell’acqua in termini quantitativi e di distribuzione temporale e spaziale. Per questi motivi, accanto allo studio della carbon footprint, il consorzio ha deciso di valutare anche la propria water footprint. L’impronta d’acqua (water footprint) è stata introdotta nel 2002 da parte di Hoekstra e dal suo gruppo di ricercatori dell’università di Twente ad Utrecht in Olanda (Water Footprint Network). Egli definisce l’impronta idrica di un individuo, di una comunità, di un’azienda, come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati da quell’individuo, comunità o impresa, misurata in termini di volumi d’acqua consumati (evaporati o incorporati in un prodotto) e inquinati per unità di tempo; essa viene stimata considerando l’utilizzo di acqua in tutte le fasi della catena di produzione Tradizionalmente, il metodo sviluppato dal Water Footprint Network distingue tre tipologie di acqua, di

solito richiamate da tre distinti colori: - acqua blu: si riferisce al prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate all’utilizzo per scopi agricoli, domestici e industriali. È la quantità di acqua dolce che non torna a valle del processo produttivo nel medesimo punto in cui è stata prelevata o vi torna, ma in tempi diversi; - acqua verde: è il volume di acqua piovana che non contribuisce al ruscellamento superficiale e si riferisce principalmente all’acqua evapo-traspirata per un utilizzo agricolo; - acqua grigia: rappresenta il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti al punto che la qualità delle acque torni sopra gli standard di qualità. La norma ISO 14046:2014 definisce la water footprint come la misura che quantifica i potenziali impatti ambientali connessi all’acqua. Per creare il profilo ambientale della WF dell’attività svolta dal consorzio ecoR’it, sono stati presi come riferimento gli indicatori stabiliti dalla Environmental Footprint della UE (Raccomandazione della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni), con le varianti sotto riportate dovute alla disponibilità dei modelli in SimPro.

Environmental footprint Scarsità idrica

Modello svizzero per la scarsità ecologia (Frischknectht et al., 2008)

Water Scarcity Index (Hoekstra, 2012)

Eutrofizzazione

Modello EUTREND (Struijs et al, 2008)

Eutrophication potential (Heijungs et al.,1992)

Modello USEtox (Rosenbaum et al., 2008)

Modello USEtox (Rosenbaum et al., 2008)

Ecotossicità per l’ambiente acquatico

192

Presente studio


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO 2.1 OBIETTIVO

L’analisi della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti gestiti da ecoR’it e il calcolo della WFP ai sensi della norma ISO 14046:2014 hanno lo scopo di quantificare e valutare gli impatti sull’acqua definiti da tre indicatori selezionati e legati alle attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it. I risultati dello studio saranno resi disponibili ai soci del consorzio, ai partner operativi e a tutti gli stakeholder interessati. Proprio per assicurare la trasparenza e la coerenza di quanto riportato nel presente documento, si è deciso di effettuare il riesame critico dello studio da parte di un esperto indipendente di terza parte. Il report è costituito dal presente documento che contiene la descrizione dei dati utilizzati, la fonte e le assunzioni fatte per il presente studio. I risultati sono espressi in termini di “water scarcity footprint”, “water eutrophication footprint” e “water ecotoxicity footprint”.

2.2 CAMPO DI APPLICAZIONE

Le attività svolte dal consorzio ecoR’it che sono state considerate nel calcolo della water footprint sono il trasporto e il trattamento di varie filiere di rifiuti: RAEE domestici e professionali e pile portatili. Rispetto a quanto analizzato l’anno precedente, nel presente studio non sono compresi i rifiuti con CER 08 03 18, toner per stampa esausti. La prima fase del ciclo consiste nel ritiro dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche dal luogo dove sono stati “prodotti” (Centro di Raccolta per quanto riguarda i RAEE domestici e pile portatili e azienda/organizzazione per i RAEE professionali e i toner) e nel loro trasporto all’impianto di trattamento (conferimento diretto oppure indiretto, cioè passando attraverso uno stoccaggio); dopo l’impianto di trattamento, le componenti separate dei RAEE sono trasportate alla destinazione finale (riciclo, discarica, inceneritore).

La seconda fase consiste nel trattamento dei RAEE presso impianti autorizzati, cioè la separazione delle varie parti che compongono il rifiuto al fine di essere recuperate direttamente o, eventualmente, inviate ad ulteriore trattamento o a smaltimento finale.

2.3 NORMA DI RIFERIMENTO

Il presente rapporto è conforme alla norma ISO 14046:2014.

2.4 TIPO DI WFP

Lo studio della WFP della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it è una water footprint completa (in quanto prende in considerazione tutto il ciclo di gestione dei RAEE domestici e professionali, oltre che delle pile portatili, dalla raccolta al trasporto, al trattamento, fino al fine vita delle varie componenti) e autonoma, non intesa come asserzione comparativa.

2.5 I QUANTITATIVI DI RIFIUTI TRATTATI DA ECOR’IT

I RAEE domestici raccolti in Italia nel 2014 sono stati pari a 231.746 tonnellate; il quantitativo è in aumento di oltre il 2% rispetto al 2013, anno in cui i quantitativi raccolti erano stati pari a 225.933 tonnellate. L’incremento è stato ancora più rilevante per il consorzio ecoR’it, che passando da 7.704 tonnellate nel 2013 a 8.507 nell’ultimo anno ha registrato un aumento di oltre il 10% dei rifiuti totali gestiti. Per quanto riguarda il circuito domestico, anche nel corso del 2014 il consorzio ha trattato maggiormente i raggruppamenti R3 e R4, per i quali si è registrato un aumento del 29% dei primi ed una diminuzione del 4% dei secondi, rispetto all’anno precedente. In generale, sono state gestite 17 tonnellate di R1 (apparecchiature refrigeranti), 214 tonnellate di R2 (grandi bianchi), 4.611 tonnellate di R3 (TV e monitor), 3.636 tonnellate di R4 (PED, CE, ITC, apparecchi illuminanti e altro) e 30 tonnellate di R5 (sorgenti luminose). 1

Fonte: Centro di Coordinamento RAEE

193


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO Nel 2014, la percentuale di riciclo per i RAEE domestici è stata di quasi l’80% per il raggruppamento R1 e oltre l’80% per il raggruppamento R3, mentre ha superato il 93% per gli altri raggruppamenti, raggiungendo il 97% per il raggruppamento R2. In particolare, sono stati avviati a riciclo 7.444 tonnellate di materiale, di cui 2.768 tonnellate di ferro e acciaio, 2.094 tonnellate di plastica, 1.639 tonnellate di vetro, 336 tonnellate di rame e 205 di alluminio. Per quanto riguarda i quantitativi smaltiti, circa 17 tonnellate di rifiuti sono stati avviati a incenerimento e 1.045 tonnellate a discarica. Per le pile portatili la percentuale di riciclo è di quasi il 71%. Anche per i RAEE professionali, nel 2014 la percentuale di recupero è stata superiore al 78% per tutti i RAEE, superando il 90% per i CER 16 02 14 e 20 01 21*. Sono state riciclate 2.528 tonnellate di materiale, di cui 1.315 tonnellate di ferro e acciaio, 891 tonnellate di plastica, 103 tonnellate di alluminio e 65 tonnellate di rame. A smaltimento sono stati avviate 133 tonnellate di rifiuti, di cui 13 a incenerimento e il rimanente in discarica.

2.6 UNITÀ FUNZIONALE E FLUSSO DI RIFERIMENTO

L’unità funzionale fornisce il riferimento al quale i dati in ingresso e in uscita al sistema considerato sono riferiti. L’unità funzionale considerata nello studio in oggetto è: 1 tonnellata di RAEE e pile portatili gestita dal consorzio ecoR’it Si precisa che ci si riferisce ad una tonnellata di ciascuna

194

tipologia di rifiuto. Sono stati poi determinati gli impatti totali derivanti dai flussi di rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it nel 2014, moltiplicando gli impatti derivanti da una tonnellata di rifiuto per le relative tonnellate trattate dal consorzio.

2.7 CONFINI DEL SISTEMA

Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo dell’attività del consorzio ecoR’it nella gestione dei RAEE; i risultati della WF sono stati riportati separatamente per i RAEE domestici, suddivisi nei diversi raggruppamenti, e i RAEE professionali, separati per codice CER. Nelle figure 1 e 2 è rappresentato schematicamente il ciclo di vita dei RAEE: dal produttore (piazzola ecologica nel caso dei RAEE domestici, azienda per quelli professionali), il rifiuto viene avviato all’impianto di trattamento (eventualmente passando attraverso uno stoccaggio). Da qui, in seguito alla separazione delle varie componenti e alla macinazione del rifiuto, le diverse frazioni prodotte possono essere inviate a recupero diretto (con o senza passare per la messa in riserva) oppure possono essere mandate ad un altro impianto dove, in seguito ad uno specifico trattamento, verranno recuperati altri materiali. In entrambi i trattamenti, quello selettivo dei RAEE e quello finale delle componenti, una parte dei rifiuti che ne derivano sono inviati a smaltimento (discarica o incenerimento). Per completezza, si riporta di seguito lo schema del ciclo di gestione dei RAEE.


Figura 1: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE domestici

Figura 2: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE professionali

RAEE DOMESTICO

Fase Fase Fase Fase Fase

RAEE PROFESSIONALE

CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE - Fase 1

1: 2: 3: 4: 5:

ยง ยง ยง ยง ยง

3.2 3.3 3.4 3.5 3.6

PRODUTTORE DEL RIFIUTO - Fase 1

STOCCAGGIO

STOCCAGGIO

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO SELETTIVO

Fase 2

Fase 2

FINE VITA Discarica Incenerimento TRATTAMENTO FINALE

Fase 3

MATERIALE RICICLATO

Fase 4

Fase 5

FINE VITA Discarica Incenerimento TRATTAMENTO FINALE

Fase 5

Fase 3

MATERIALE RICICLATO

Fase 4

195


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO Per quanto riguarda i consumi idrici degli impianti campione e gli scarichi, sono stati considerati i prelievi idrici nei diversi bacini italiani dove sono localizzate le attività di trattamento, come rappresentato nella figura 3. Per le attività di fine vita, si è tenuto conto del luogo in cui i rifiuti vengono avviati a discarica o a smaltimento (quasi esclusivamente Italia).

prodotti o funzioni devono essere utilizzati per ripartire i flussi in ingresso e in uscita. Quando non è possibile stabilire i rapporti fisici, vengono utilizzati altri rapporti (per esempio il valore economico). Per quanto riguarda i rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it, il criterio di allocazione selezionato nel presente studio è quello di massa.

I processi selezionati dalla banca dati Ecoinvent 3.1 relativi ai consumi di energia elettrica e di combustibile tengono conto della provenienza specifica e, nel caso di consumi di acqua, questa è relativa al paese di origine. In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, per il funzionamento degli impianti è stato selezionato un mix energetico italiano che conteggia anche l’importazione di energia da Francia, Austria, Svizzera, Grecia e Slovenia e, conseguentemente, i consumi di acqua prelevati in questi Paesi. La medesima considerazione può essere fatta per il metano, che tiene conto della produzione europea, con i relativi contributi delle importazioni.

2.9 PERIODO DI RIFERIMENTO

Il periodo di riferimento per il calcolo della WF è l’anno solare 2014. Figura 3: Tipologia delle fonti di approvvigionamento di acqua ad uso potabile nei distretti idrografici

Come descritto nel Report Carbon Footprint ecoR’it sono stati raccolti e utilizzati dati primari per quanto riguarda i processi di trattamento selettivo (copertura del dato superiore al 91%), oltre alle distanze della raccolta dei RAEE e di avvio a trattamento, riciclo e smaltimento. I dati diretti relativi ai processi di trattamento finale non comprendono tutte le tipologie di lavorazione, in quanto, nonostante il coinvolgimento delle aziende, sono informazioni difficili da ottenere perché ritenute confidenziali e riservate; in allegato sono riportati dettagliatamente i processi selezionati da database specifico e tutte le assunzioni fatte.

2.8 APPROCCIO DI ALLOCAZIONE SELEZIONATO

La norma ISO 14046:2014 definisce una gerarchia nella selezione dell’approccio di allocazione. L’allocazione deve essere dapprima evitata attraverso la suddivisione del processo o l’espansione del sistema, se possibile. In caso contrario i rapporti fisici (es. massa, energia) tra

196

Sorgente Pozzo Corso d’acqua Lago naturale Bacino artificiale Acque marine o salmastre


3 ANALISI DI INVENTARIO Per l’elaborazione del presente studio e per il calcolo della water footprint, i dati di input sono stati forniti da ecoR’it partendo dai formulari di trasporto dei rifiuti (FIR). Il consorzio ha elaborato le informazioni relative alla movimentazione dei RAEE domestici e professionali, dei rifiuti di pile portatili, eseguite nel 2014 dagli impianti di trattamento, per conto dei consorziati ecoR’it, distinguendo i trasporti diretti (dal produttore all’impianto di trattamento) da quelli indiretti (passaggio attraverso uno stoccaggio prima di arrivare all’impianto di trattamento).

Rispetto all’anno precedente sono stati coinvolti altri partner operativi di ecoR’it: il campione ha gestito complessivamente il 95% dei rifiuti domestici movimentati dal consorzio e circa il 91% di quelli professionali (di seguito chiamati “impianti campione”). Come si vede in figura 4, dove è riportata la localizzazione degli impianti, la scelta è stata fatta in modo da coprire tutto il territorio nazionale favorendo più possibile la centralità geografica rispetto al luogo di produzione del rifiuto.

Figura 3: Localizzazione degli impianti campione

IMPIANTO E C G L

P J

K Q

N D

A

F

I

M O

H

A B C D E F G H I J K L M N O P Q

Dismeco S.r.l. FG S.r.l. Lavoro&Ambiente S.r.l. Nec New Ecology S.r.l. O2Saving S.r.l. Raetech S.r.l. Relight S.r.l. Ri.Plastic S.r.l. Rimel S.r.l. S.E.Val. S.r.l. Stena Technoworld S.r.l. Transistor S.r.l. Vallone S.r.l. Ecodreaming Vallone - Anagni S.E.Val - Piantedo Feragame Srl

LOCALITÀ Marzabotto (BO) Belpasso (CT) Ternate (VA) Fossò (VE) Castelnuovo (TN) Foiano della Chiana (AR) Rho (MI) Balvano (PZ) Pollenza (MC) Colico (LC) Angiari (VR) Torino (TO) Montalto di Castro (VT) Fossò (VE) Anagni (FR) Piantedo Broni (PV)

B

197


3 ANALISI DI INVENTARIO Anche quest’anno in ogni nuovo impianto è stato fatto un sopralluogo, durante il quale sono state raccolte informazioni in merito alle lavorazioni effettuate, le tipologie di RAEE trattati e gli output derivanti dalla selezione, mentre gli impianti già visitati gli scorsi anni sono stati coinvolti nella raccolta dati. Tutte le informazioni sono, quindi, state raccolte attraverso una scheda specifica e puntuale, dove sono stati registrati: • i RAEE in ingresso all’impianto, suddivisi per raggruppamento (per il domestico) e per CER (per il professionale), oltre ai quantitativi di rifiuto trattato per conto di ecoR’it nel 2013 e il totale lavorato nello stesso anno; • i consumi di energia elettrica e/o di combustibile necessari per il funzionamento degli impianti, suddivisi, dove possibile, per tipologia di RAEE lavorato; • altri consumi correlati all’attività di trattamento (metano per riscaldamento, acqua, ecc.); • la tipologia e la quantità dei rifiuti (o delle materie prime secondarie, MPS) in uscita dall’impianto dopo il trattamento. In particolare, per ogni CER (o MPS) in uscita dall’impianto sono state fornite informazioni relative al RAEE da cui hanno avuto origine, all’impianto di destinazione, al destino finale (recupero/trattamento, discarica, incenerimento). Come sopra descritto, oltre ad informazioni relative ai RAEE in ingresso all’impianto, ai consumi energetici e alla quantità e tipologia di rifiuti in uscita dall’impianto, sono stati raccolti anche i dati relativi ai consumi idrici. È da sottolineare che per tutte le attività di recupero dei rifiuti svolte presso gli impianti di trattamento selettivo non vengono utilizzate acque di processo, ma l’acqua viene utilizzata esclusivamente per gli usi igienici, antincendio e, raramente, per il lavaggio dei piazzali o dei mezzi. Le informazioni raccolte hanno riguardato le quantità di acqua utilizzata e la relativa sorgente, la qualità dell’acqua (la maggior parte acqua potabile) e le forme di utilizzo (vedi sopra), la localizzazione geografica e gli aspetti temporali, oltre alle emissioni in aria, acqua e suolo che possono avere impatti sulla qualità dell’acqua. 198

Da queste informazioni sono stati, quindi, ricavati tutti i dati necessari per il calcolo della water footprint generata dalla gestione dei RAEE da parte di ecoR’it.

3.1 DESCRIZIONE DEI DATI

La tipologia di dati che sono stati utilizzati nell’LCA per il calcolo della water footprint sono: • dati primari, reperiti presso siti aziendali; • dati secondari: dati provenienti da banche dati (commerciali e non) o da letteratura (specifica e non) relazionata a quella particolare categoria di prodotto o ad altri sistemi equivalenti da un punto di vista tecnologico, geografico e temporale. Per questa tipologia di dati la struttura consulenziale del consorzio ecoR’it garantisce l’accesso a banche dati estremamente aggiornate (per esempio il database Ecoinvent 3.01 per i sistemi energetici ed i trasporti). L’utilizzo di dati primari è prioritario e, per questo motivo è stata condotta una specifica raccolta dati che ha permesso di approfondire le fasi del ciclo di vita particolarmente impattanti e individuare quelle non coperte da banche dati specifiche. Si rimanda al Report Carbon Footprint ecoR’it per la descrizione completa dei dati utilizzati per elaborare il ciclo di vita dell’attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti da ecoR’it, dove, per ogni fase è riportata dettagliatamente la descrizione di tutti i processi considerati. Per quanto riguarda i consumi idrici degli impianti di trattamento selettivo, si precisa che solamente 4 impianti prelevano acqua da pozzo (2 nel bacino idrografico delle Alpi Orientali, uno in quello padano e uno nell’Appennino Centrale), mentre la maggior parte degli impianti campione utilizza acqua da acquedotto. I corpi idrici utilizzati per l’approvvigionamento idropotabile sono di diversi tipi in base alle caratteristiche idrogeologiche del territorio: acque sotterranee (sorgente e pozzo), acque superficiali (corso d’acqua,


lago naturale, bacino artificiale), acque marine o salmastre: l’85,6% del prelievo nazionale di acqua a uso potabile deriva da acque sotterranee, il 14,3% da acque superficiali e lo 0,1% da acque marine o salmastre

(Fonte ISTAT 2012, dati 2008). Se consideriamo le regioni in cui sono localizzati gli impianti campione, si possono distinguere le seguenti percentuali per fonte di approvvigionamento:

sorgente

pozzo

corso d’acqua

lago naturale

bacino artificiale

acque marine o salmastre

Piemonte

16,7%

71,0%

11,9%

-

0,4%

-

Lombardia

16,4%

80,7%

0,2%

2,8%

0,0%

-

Trento

82,1%

15,3%

2,6%

0,0%

-

-

Veneto

30,1%

59,9%

9,9%

0,2%

-

-

Emilia Romagna

6,1%

62,8%

19,4%

0,0%

11,6%

-

Toscana

19,8%

54,7%

22,0%

0,2%

3,0%

0,2%

Marche

57,5%

22,6%

8,2%

-

11,7%

-

Lazio

76,7%

22,1%

0,8%

0,3%

0,0%

-

Basilicata

54,3%

1,5%

-

-

44,2%

-

Sicilia

25,5%

52,2%

1,7%

-

18,6%

2,0%

ITALIA

35,7%

49,8%

5,4%

0,5%

8,4%

0,1%

Tutti gli impianti campione hanno fornito i quantitativi dell’acqua prelevata nel 2014 (sia da pozzo che da acquedotto), valori che sono stati utilizzati nel processo specifico di ogni singolo impianto. Mediamente, per il raggruppamento R1 e per il CER 160211* sono stati prelevati 0,014 m3/t da pozzo e 0,104 m3/t da acquedotto, 0,018 da pozzo e 0,108 m3/t da acquedotto per il raggruppamento R2, 0,20 m3 da pozzo e 0,140 m3/t da acquedotto per il raggruppamento R3 e per il CER 160213*, 0,016 m3/t da pozzo e 0,113 da acquedotto per il raggruppamento R4 e per il CER 160216 ed infine 0,239 m3/t da acquedotto per il raggruppamento R5 e per il CER 200121*.

stessi e sono stati identificati i punti di scarico dei reflui depurati. Sono stati inoltre determinati i quantitativi di acque meteoriche derivanti dal dilavamento dei piazzali, calcolati in base alle precipitazioni medie nella provincia dove è ubicato l’impianto (solo in un caso i dati sono regionali, mentre in 2 sono locali) relativamente all’anno 2014 (solo in due casi si è considerata la media degli ultimi 10 anni per mancanza di dati annuali) e la superficie impermeabilizzata. Per tutti i flussi è indicata l’origine geografica e in parte anche se deriva da prelievi da pozzo, fiume, lago, ecc.

Sono stati inoltre considerati tutti gli scarichi idrici. Relativamente agli scarichi idrici degli impianti di trattamento selettivo, tutti recapitanti in pubblica fognatura, i valori sono stati dichiarati dagli impianti

Per confermare e dare evidenza in merito alla qualità dei dati utilizzati per il calcolo della water footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it, l’inventario della WF è stato verificato

3.2 VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DEI DATI

199


3 ANALISI DI INVENTARIO sia internamente (puntualmente) che esternamente (a campione) dall’organismo deputato alla validazione finale dello studio di WF. I requisiti di qualità dei dati comprendono: • copertura temporale: tutti i dati primari utilizzati nello studio sono relativi all’anno 2014; • copertura geografica: i partner operativi selezionati sono localizzati in diverse parti dell’Italia, in modo da garantire la copertura geografica dell’area in cui ecoR’it gestisce i rifiuti; tutti i processi utilizzati nello studio tengono conto della localizzazione geografica; • copertura tecnologica: è stata considerata la specifica tecnologia utilizzata; • precisione: i dati sono stati forniti dai partner operativi di ecoR’it, i quali hanno dichiarato la precisione delle informazioni; i dati sono stati verificati direttamente con i responsabili delle aziende, in caso di valori anomali; • completezza: i dati utilizzati nel modello sono completi; • rappresentatività: i dati e le informazioni utilizzate riproducono la realtà analizzata, in termini di copertura geografica, temporale e tecnologica;

200

• •

riproducibilità: le informazioni sulla metodologia e sui dati utilizzati assicurano la riproducibilità dei risultati riportati nel presente studio; fonte del dato: per ogni dato utilizzato è stata fornita la fonte da cui sono state ricavate le informazioni.

Nel presente studio LCA, i processi che sono stati esclusi dall’analisi, in base a puntuali analisi di sensitività, sono i seguenti: • la costruzione degli stabilimenti aziendali e dei macchinari per il trattamento dei rifiuti; • i prodotti per la manutenzione degli impianti. I risultati di tali analisi dimostrano, per ogni tipologia di rifiuto, che il contributo dei processi esclusi non influisce in modo significativo agli impatti (contributo sempre inferiore alle 0,8%). Non sono stati applicati cut-off aggiuntivi oltre a quelli interne alle banche dati.


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Alla raccolta dati e alla validazione dell’inventario, segue la fase di elaborazione dei dati e la predisposizione del modello di LCA. L’analisi della water footprint sulla raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it è stata svolta mediante SimaPro vers.8.0.4, software dedicato e riconosciuto a livello internazionale.

4.1 RISULTATI

Il calcolo dell’impronta idrica del servizio di raccolta e trasporto, trattamento selettivo e finale, riciclo e smaltimento dei rifiuti RAEE/Pile Portatili è stato condotto ai sensi della norma ISO 14046:2013 “Environmental management – Water footprint – Principles, requirements and guidelines”, che definisce i principi, i requisiti e le linee guida relativi alla valutazione dell’impronta idrica di prodotti, processi e organizzazioni, basandosi sulle tecniche e sui principi della valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) definite secondo gli standard ISO 14040 e 14044. Per definire il profilo idrico dell’attività svolta da ecoR’it, sono state scelte 3 diverse categorie d’impatto, quali: la carenza idrica (Water Scarcity), l’eutrofizzazione, l’ecotossicità per ambiente acquatico. Di seguito vengono riportati i risultati per ogni categoria, ognuno espresso con il proprio indicatore. Visto che tutti i trattamenti primari e la quasi totalità di quelli secondari avviene nel territorio nazionale, così come il riciclo e lo smaltimento dei RAEE, si è deciso di tenere aggregati i risultati, specificando, dove possibile, i bacini idrici interessati.

4.1.1 CARENZA IDRICA (WATER SCARCITY)

La crescita della popolazione mondiale e le relative variazioni nello stile di vita, i modelli di consumo, la competizione per le risorse idriche tra settori come l’agricoltura, l’industria e l’energia, la tutela della salute degli ecosistemi, sono solo alcune tra le numerose questioni connesse alla scarsità idrica. Il gruppo di ricerca di Arjen Hoekstra dell’Università di Twente, in collaborazione con il Water Footprint Network, ha

sviluppato un innovativo indicatore di carenza idrica (Water Scarcity Index), che, rispetto agli indicatori precedenti, introduce tre novità: 1. misura l’utilizzo dell’acqua in termini di consumo di acqua superficiale e sotterranea (cioè impronta idrica blu) e non di prelievo di acqua; 2. per valutare la disponibilità dell’acqua tiene conto dei flussi necessari per mantenere le funzioni ecologiche dell’ecosistema (utilizzando il recente standard che presume che uno sfruttamento superiore al 20% del flusso naturale di un fiume aumenti i rischi per la salute dell’ambiente e l’equilibrio dell’ecosistema); 3. confronta l’utilizzo e la disponibilità d’acqua su base mensile piuttosto che annuale. Il metodo utilizzato si basa sulla pubblicazione di Hoekstra et al. del 2012 “Global monthly water scarcity: blue water footprints versus blue water availability”, che definisce la carenza d’acqua blu in un dato bacino idrico come il rapporto tra l’impronta idrica blu in quel bacino e la disponibilità d’acqua, dove: • l’impronta idrica blu per le attività umane è definita come il volume di acqua superficiale e sotterranea consumata per svolgere quelle attività e il consumo si riferisce al volume di acqua dolce usata e poi evaporata o incorporata nel prodotto; • non si considera la scarsità delle precipitazioni, o l’acqua verde; • la disponibilità di acqua blu considera tutti i deflussi delle acque, da cui viene sottratto l’80% per tenere conto delle esigenze idriche per la salute ecologica (flusso ambientale richiesto presunto); è quindi il volume di acqua che può essere consumato senza provocare impatti negativi all’ambiente. I valori della carenza idrica blu (blue water scarcity) è stata classificata in 4 livelli: 1. Bassa (<100%): l’impronta idrica blu è minore del 20% del deflusso naturale e non supera la disponibilità d’acqua blu; il runoff non è modificato o è leggermente modificato; il flusso ambientale presunto non è compromesso. 201


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI 2. Moderata (100-150%): l’impronta idrica blu è compresa tra il 20 e il 30% del deflusso naturale; il runoff e moderatamente modificato; il requisito del flusso ambientale presunto non è soddisfatto. 3. Significativa (150-200%): l’impronta idrica blu è compresa tra il 30 e il 40% del deflusso naturale; il runoff è significativamente modificato; il requisito del flusso ambientale presunto non è soddisfatto. 4. Grave (>200%): l’impronta idrica blu supera il 40% del deflusso naturale; il runoff è seriamente modificato; il requisito del flusso ambientale presunto non è soddisfatto.

L’indicatore considera diverse tipologie di uso dell’acqua, ovvero acque superficiali prelevate da fiume e lago, acque sotterranee, acque di raffreddamento, acque per le turbine, oltre agli scarichi idrici. Nella tabella seguente si riportano i diversi usi di acqua che l’indicatore considera e il fattore di caratterizzazione. In particolare, si riporta il fattore utilizzato per l’origine Italiana delle acque, dove il valore indica un livello 1 di carenza idrica blu, oltre a quelli dei Paesi che maggiormente sono influenzati dalle attività di ecoR’it (Svizzera, Francia, Austria e Slovenia, paesi da cui viene importata energia elettrica e Russia per il metano).

Tabella 1: Fattore di caratterizzazione per alcuni usi d’acqua in Italia (IT), Svizzera (CH), Francia (FR), Austria (AT), Slovenia (SI) e Russia (RU)

SETTORE

TIPOLOGIA

U.M.

IT

CH

FR

AT

SI

RU

Raw

Water, river

m3/m3

0,12

0,12

0,40

0,12

0,11

0,39

Raw

Water, lake

m3/m3

0,12

0,12

0,40

0,12

0,11

0,39

Raw

Water, well, in ground

3

m /m

0,12

0,12

0,40

0,12

0,11

0,39

Raw

Water, unspecified natural origin

m3/m3

0,12

0,12

0,40

0,12

0,11

0,39

Raw

Water, cooling, unspecified natural origin

m /m

0,12

0,12

0,40

0,12

0,11

0,39

Raw

Water, turbine use, unspecified natural origin

m /m

0,12

0,12

0,40

0,12

0,11

0,39

3

3 3

3 3

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 2: Consumo di acqua totale dei RAEE domestici

R1 m3eq

10,16

0,52

1,17

0,86

0,32

7,29

0,01

R2 m eq

44,26

12,01

11,35

15,95

4,86

0,02

0,09

R3 m3eq

817,62

256,76

165,62

225,58

131,23

11,92

26,51

R4 m3eq

1.249,35

228,34

164,05

720,46

128,30

4,71

3,49

R5 m eq

2,54

1,40

0,45

0,23

0,26

0,12

0,08

3

3

202


L’indicatore utilizzato, espresso in m3eq, si applica e valuta, come sopra descritto, solo all’acqua complessivamente consumata. Si precisa che l’indicatore dell’impatto che un uso degradativo dell’acqua può avere sulla scarsità

idrica non è stato considerato. Di seguito si riportano i risultati per RAEE domestici e professionali, suddivisi per raggruppamento, rispetto ai quantitativi totali trattati, in percentuale e per tonnellata di rifiuto.

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 3: Consumo di acqua dei RAEE domestici (in percentuale)

R1 %

100

5,12

11,50

8,45

3,12

71,74

0,08

R2 %

100

27,12

25,64

36,03

10,97

0,04

0,20

R3 %

100

31,40

20,26

27,59

16,05

1,46

3,24

R4 %

100

18,28

13,13

57,67

10,27

0,38

0,28

R5 %

100

55,06

17,52

9,06

10,40

4,85

3,11

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 4: Consumo di acqua di 1 tonnellata di RAEE domestici trattati

R1 m3eq /ton

0,5858

0,0300

0,0673

0,0495

0,0183

0,4202

0,0005

R2 m eq /ton

0,2071

0,0562

0,0531

0,0746

0,0227

0,0001

0,0004

R3 m3eq /ton

0,1773

0,0557

0,0359

0,0489

0,0285

0,0026

0,0058

R4 m3eq /ton

0,3436

0,0628

0,0451

0,1982

0,0353

0,0013

0,0010

R5 m eq /ton

0,0856

0,0472

0,0150

0,0078

0,0089

0,0041

0,0027

TOTALE MEDIA % m3eq /ton

-

27,40%

17,61%

27,76%

10,16%

15,69%

1,38%

3

3

203


Figura 5: Rappresentazione della water scarcity per RAEE domestico (m3eq /tonnellata di RAEE trattato)

0,0005

0,0300 0,0673

R1 0,0495

0,0183

0,4202

R1

R2

R3

R5

Raccolta RAEE

0,0300 0,0562 0,0557 0,0628 0,0472

Trattamento selettivo

0,0673 0,0531 0,0359 0,0451 0,0150

Trattamento finale

0,0495 0,0746 0,0489 0,1982 0,0078

Riciclo

0,0183 0,0227 0,0285 0,0353 0,0089

Incenerimento 0,4202 0,0001 0,0026 0,0013 0,0041 Discarica

0,0001

0,0004

R2

0,0227

0,0005 0,0004 0,0058 0,0010 0,0027

R3

0,0026 0,0058 0,0285

0,0562

0,0557

0,0746

0,0489 0,0531

0,0013 0,0353

0,0010 0,0628

0,0359

R4

0,0041

0,0027

R5

0,0078

0,0089 0,0451 0,0472

0,1982

204

R4

0,0150


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Dalla tabella 3 sopra riportata, si evince che, per i RAEE domestici, la fase di trattamento finale vale mediamente il 28% del consumo di acqua totale, la fase di raccolta dei RAEE il 27%, il trattamento selettivo il 18%, l’incenerimento 16% il riciclo il 10% e la discarica l’1%. Per tutte le fasi del ciclo di vita dei RAEE il valore della water footprint non è tanto legato al consumo diretto di acqua, ma soprattutto al consumo energetico, cioè ad un consumo indiretto: - per quanto riguarda i consumi di energia elettrica la WF è legata ai consumi del mix energetico italiano, caratterizzato da impianti idroelettrici e da impianti termoelettrici raffreddati per la maggior parte ad acqua; - per i consumi di combustibile per autotrazione, l’utilizzo di acqua è legato all’impatto sull’ambiente acquatico derivato dall’estrazione del combustibile. La tabella 4 riporta valori di consumo di acqua che variano da un minimo di 0,09 m3eq/t ad un massimo di 0,59 m3eq/t per raggruppamento. Per tutte le categorie di RAEE il valore della fase di raccolta si aggira attorno ai 0,05 m3eq/t, tranne per il raggruppamento R4, per il quale supera i 0,06 m3eq/t e per il raggruppamento R1

che vale 0,03 m3eq/t: in questa fase, come riportato sopra, l’utilizzo di acqua è legato al consumo derivato dall’estrazione del combustibile utilizzato dai mezzi di trasporto. Per quanto riguarda le fasi di trattamento selettivo e finale, il loro valore è legato soprattutto al consumo energetico degli impianti e quindi al mix energetico italiano. Per il trattamento finale del raggruppamento R4, il consumo idrico deriva dal trattamento idrometallurgico (svolto presso l’impianto di trattamento finale) di quella frazione di pile portatili che deriva dal trattamento selettivo. Infine, per quanto riguarda il fine vita, la fase di riciclo varia da 0,01 a 0,04 m3eq/t di rifiuto trattato, anche in questo caso legata al combustibile utilizzato per il trasporto, mentre le fasi di incenerimento e discarica mostrano un valore sempre inferiore ad 0,005 m3eq/t, tranne per la fase di incenerimento del raggruppamento R1, dove si raggiunge un valore di 0,42 m3eq/t: l’utilizzo di acqua, in questo caso, è legato soprattutto alla produzione di sodio idrossido utilizzato al post-combustore presso gli impianti di trattamento selettivo per termodistruzione dei CFC. Le tabelle sotto riportate descrivono i risultati relativi ai RAEE professionali.

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 5: Consumo di acqua totale dei RAEE professionali

16 02 11* m3eq

60,260

4,593

5,315

2,860

1,103

46,350

0,039

16 02 13* m3eq

12,795

5,051

3,713

2,152

1,351

0,197

0,330

16 02 14 m3eq

943,881

159,261

158,508

531,081

88,117

4,401

2,513

20 01 21* m3eq

0,120

0,083

0,019

0,006

0,007

0,003

0,002

205


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 6: Consumo di acqua dei RAEE professionali (in percentuale)

16 02 11* %

100

7,62

8,82

4,75

1,83

76,92

0,07

16 02 13* %

100

39,48

29,02

16,82

10,56

1,54

2,58

16 02 14 %

100

16,87

16,79

56,27

9,34

0,47

0,27

20 01 21* %

100

69,29

15,92

4,89

5,61

2,61

1,68

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 7: Consumo di acqua di 1 tonnellata di RAEE professionali trattati

16 02 11* m3eq /ton

1,0326

0,0787

0,0911

0,0490

0,0189

0,7943

0,0007

16 02 13* m3eq /ton

0,1980

0,0782

0,0574

0,0333

0,0209

0,0030

0,0051

16 02 14 m3eq /ton

0,3721

0,0628

0,0625

0,2094

0,0347

0,0017

0,0010

20 01 21* m3eq /ton

0,1587

0,1100

0,0253

0,0078

0,0089

0,0041

0,0027

33,31%

17,64%

20,68%

6,84%

20,38%

1,15%

TOTALE MEDIA %

206


Figura 6: Rappresentazione della water scarcity per RAEE professionale (m3/tonnellata di RAEE trattato)

0,0787

0,0007 0,0911

0,0030

16 02 11*

0,0051

16 02 13*

0,0209

0,0490

0,0782

0,0189

0,0333

0,7943 0,0574

16 02 11*

16 02 13*

16 02 14

20 01 21*

Raccolta RAEE

0,0787

0,0782

0,0628

0,1100

Trattamento selettivo

0,0911

0,0574

0,0625

0,0253

Trattamento finale

0,0490

0,0333

0,2094

0,0078

Riciclo

0,0189

0,0209

0,0347

0,0089

Incenerimento

0,7943

0,0030

0,0017

0,0041

Discarica

0,0007

0,0051

0,0010

0,0027

0,0017 0,0347

0,0010 0,0628

16 02 14

0,0078 0,0089

0,0027 0,0041

20 01 21*

0,0253 0,0625

0,1100

0,2094

207


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Per i RAEE professionali, la percentuale media di incidenza delle varie fasi (tabella 7, dettaglio per codice CER tabella 6) è la seguente: 33% per la raccolta dei RAEE, 21% la fase di trattamento finale, 18% per quello selettivo, 20% per l’incenerimento, 7% per il riciclo e 1% per la discarica. La tabella 7 mostra valori relativi del consumo di acqua che variano da un minimo di 0,16 m3/t ad un massimo di 1,03 m3/t: anche in questo caso, come per i RAEE domestici, l’impatto delle fasi di trattamento selettivo e finale è legato al consumo indiretto di acqua per la produzione di energia elettrica e, per il CER 160214, al trattamento idrometallurgico della frazione di pile derivanti dal trattamento selettivo. La fase di riciclo varia da 0,01 a 0,04 a m3/t di acqua, mentre le fasi di avvio a incenerimento e a discarica sono sempre inferiori a 0,05 m3/t, tranne per il CER 160211* (come visto per il raggruppamento R1 dei RAEE domestici), per il quale la fase di incenerimento raggiunge il valore di 0,8 m3/t, a causa dei consumi idrici per la produzione di idrossido di sodio.

4.1.2 EUTROFIZZAZIONE

Il termine eutrofizzazione si riferisce al processo di arricchimento in nutrienti (soprattutto composti di fosforo e azoto) degli ecosistemi acquatici in grado di alterare più o meno profondamente il loro stesso equilibrio fino a compromettere in casi estremi la loro esistenza. Le alghe e le piante acquatiche hanno bisogno, per compiere il proprio ciclo biologico, oltre che di luce, acqua ed anidride carbonica, anche di nutrienti tra cui l’azoto e il fosforo. L’apporto di nutrienti nei corsi d’acqua e nel mare è un fatto naturale, ma può venire fortemente accelerato dalle attività umane che esercitano un’azione involontaria di fertilizzazione determinata da tre fattori quasi sempre connessi tra loro e direttamente legati all’evoluzione demografica e al conseguente

208

inquinamento dell’acqua: • • •

incremento della popolazione e conseguente aumento degli scarichi urbani, uso progressivo di detergenti contenenti polifosfati; intensificazione dell’agricoltura e conseguente uso crescente di fertilizzanti, concentramento degli allevamenti zootecnici; con rilascio in particolar modo di nitrati; rapida industrializzazione e conseguente incremento di scarichi industriali contenenti sostanze nutritive.

Il fenomeno comporta una crescita eccessiva di alghe, piante acquatiche e fitoplancton dei corsi d’acqua, dei laghi, delle lagune e del mare, il cui sviluppo incontrollato rende difficile alla luce solare di penetrare nelle acque più profonde inibendo il processo della fotosintesi delle alghe e delle piante acquatiche poste in profondità; la conseguente marcescenza della biomassa algale e la riduzione dell’ossigeno (anossia) porta alla morte della fauna ittica e, nei casi estremi, di tutte le forme viventi. L’eutrofizzazione interferisce, inoltre, sull’utilizzo dell’acqua per uso potabile, sul suo impiego per la pescicoltura e la molluschicoltura e per gli usi ricreazionali tra cui la balneazione; può compromettere le qualità estetiche degli ambienti acquatici e la loro funzionalità biologica compromettendo la sopravvivenza di numerose specie di animali e vegetali. Il metodo utilizzato per il calcolo dell’eutrofizzazione (sviluppato da Heijungs et al., 1992 “Environmental life cycle assessment of products”) prende in considerazione le emissioni di nutrienti (ossia azoto e fosforo nelle loro diverse forme chimiche) nei tre diversi comparti, acqua, aria e suolo: gli scarichi idrici, e quindi le emissioni in acqua, danno un contributo diretto all’eutrofizzazione, mentre nel caso delle emissioni in aria e dello spargimento nel suolo, l’apporto è conseguenza rispettivamente della deposizione e della lisciviazione delle sostanze. Di seguito sono elencati i nutrienti e i rispettivi fattori di caratterizzazione.


Tabella 8: Fattori di caratterizzazione delle diverse forme chimiche dei nutrienti

Comparto

Sostanza

Fattore

U.M.

Comparto

Sostanza

Fattore

U.M.

Aria

Ammoniaca

0,35

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Azoto totale

0,42

kg PO43- eq/ kg

Aria

Ammonio

0,33

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Fosfati

1

kg PO43- eq/ kg

Aria

Protossido di azoto

0,27

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Acido fosforico

0,97

kg PO43- eq/ kg

Aria

Nitrati

0,1

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Fosforo

3,06

kg PO43- eq/ kg

Aria

Acido nitrico

0,1

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Anidride fosforica

1,34

kg PO43- eq/ kg

Aria

Monossido di azoto

0,2

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Fosforo totale

3,06

kg PO43- eq/ kg

Aria

Azoto

0,42

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Ammoniaca

0,35

kg PO43- eq/ kg

Aria

Diossido di azoto

0,13

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Ammonio

0,33

kg PO43- eq/ kg

Aria

Ossidi di azoto

0,13

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Aria

Azoto totale

0,42

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Nitrati

0,1

kg PO43- eq/ kg

Aria

Fosfati

1

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Acido nitrico

0,1

kg PO43- eq/ kg

Aria

Acido fosforico

0,97

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Nitriti

0,1

kg PO43- eq/ kg

Aria

Fosforo

3,06

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Azoto

0,42

kg PO43- eq/ kg

Aria

Anidride fosforica

1,34

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Ossidi di azoto

0,13

kg PO43- eq/ kg

Aria

Fosforo totale

3,06

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Azoto totale

0,42

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Ammoniaca

0,35

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Fosfati

1

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Ammonio

0,33

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Acido fosforico

0,97

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Nitrati

0,1

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Fosforo

3,06

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Acido nitrico

0,1

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Anidride fosforica

1,34

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Azoto

0,42

kg PO43- eq/ kg

Acqua

Fosforo totale

3,06

kg PO43- eq/ kg

Suolo

Ossidi di azoto

0,13

kg PO43- eq/ kg

COD, Chemical Oxygen Demand 0,022

kg PO43- eq/ kg

209


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Di seguito sono riportati i valori relativi allâ&#x20AC;&#x2122;eutrofizzazione ed espressi in kg PO43-eq totale rispetto ai flussi di RAEE domestici e professionali trattati nel 2014, oltre al

valore percentuale e a quello relativo al trattamento di una tonnellata.

TOTALE kgPO 43-eq

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 9: Eutrofizzazione totale dei RAEE domestici

R1

9,74

0,58

2,25

0,85

0,31

3,50

2,25

R2

71,08

12,46

25,02

15,79

4,69

0,01

13,11

R3

2521,53

266,86

620,25

222,41

149,97

2,31

1259,72

R4

1604,16

233,89

395,88

217,87

123,80

0,92

631,79

R5

13,04

1,48

2,03

0,22

0,26

0,02

9,04

TOTALE

4219,55

515,27

1045,43

457,15

279,03

6,77

1915,92

210

TOTALE %

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 10: Eutrofizzazione dei RAEE domestici (in percentuale)

R1

100

5,94

23,05

8,74

3,14

35,97

23,16

R2

100

17,53

35,20

22,22

6,59

0,02

18,44

R3

100

10,58

24,60

8,82

5,95

0,09

49,96

R4

100

14,58

24,68

13,58

7,72

0,06

39,38

R5

100

11,31

15,57

1,70

1,96

0,18

69,28


TOTALE kgPO 43-eq/ton

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 11: Eutrofizzazione di 1 tonnellata di RAEE domestici trattati

R1

0,562

0,033

0,130

0,049

0,018

0,202

0,130

R2

0,333

0,058

0,117

0,074

0,022

0,000

0,061

R3

0,547

0,058

0,135

0,048

0,033

0,001

0,273

R4

0,441

0,064

0,109

0,060

0,034

0,000

0,174

R5

0,440

0,050

0,068

0,007

0,009

0,001

0,305

12%

25%

11%

5%

7%

40%

MEDIA TOTALE %

Nella tabella 11 si può notare che i valori dell’eutrofizzazione derivati dal trattamento di una tonnellata di RAEE domestici variano da 0,56 kg di PO43eq per il raggruppamento R1 a 0,33 kg di PO43-eq per il raggruppamento R2. Se si osservano le varie fasi del ciclo di trattamento dei RAEE, i valori sono pressoché simili per tutti i raggruppamenti, tranne per il fine vita, dove il valore è

maggiore per i raggruppamenti R1, R3 ed R5. Dalla tabella 10, inoltre, si può osservare come i contributi maggiori siano dovuti essenzialmente a due fasi, quella del trattamento selettivo e quella dello smaltimento in discarica. Di seguito sono descritti nel dettaglio i contributi all’eutrofizzazione dei diversi nutrienti.

211


Figura 7: Contributi dei nutrienti nei diversi raggruppamenti

0,03

30,80

0,07

R1

0,10 0,07 0,94

6,01

2,33

4,11

19,77 35,78

0,03 0,02

R2

R3

R4

R5

30,80

17,84

41,81

34,85

57,50

Fosfati, in acqua

6,01

8,13

4,88

6,58

2,81

Nitrati, in acqua

35,78

44,75

26,05

29,11

13,80

Ossidi di Azoto, in aria

19,77

20,25

18,02

21,74

13,24

Ammonio, in acqua

4,11

3,33

8,64

7,01

12,14

Protossido di Azoto, in aria

2,33

0,37

0,25

0,32

0,17

Ammoniaca, in aria

0,94

0,17

0,10

0,16

0,07

Nitriti, in acqua

0,07

0,05

0,14

0,11

0,20

Azoto, in acqua

0,10

0,10

0,07

0,07

0,05

Fosforo, in acqua

0,07

0,02

0,01

0,02

0,01

Altro, in aria e suolo

0,03

0,03

0,02

0,03

0,01

COD, in acqua

0,10 0,05

0,17

41,81

0,02

R2

8,13

17,84

R1

R3

0,01 0,07 0,14

0,37

0,10

3,35

0,25 4,88 8,64

20,25

44,75 26,05

18,02

0,03 0,02

34,85

R4

0,07

0,01

0,01

57,50

0,05

0,11 0,16 0,32

0,07 6,58

7,01

0,20

0,17

12,14

21,74

29,11

13,24

2,81 13,80

212

R5


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Per tutti i raggruppamenti, il contributo maggiore è dato dalle emissioni in acqua di nitrati e COD, derivanti principalmente dalla fase di fine vita del materiale trattato (ed in particolare allo smaltimento del poliuretano) e al trattamento delle acque reflue. Un contributo elevato è dato anche dagli ossidi di azoto in aria, che sono sottoprodotti che si formano

durante una combustione in cui si utilizza aria (es. motore delle automobili, centrali termoelettriche, ecc…). Per quanto riguarda i RAEE professionali, di seguito si riporta il contributo potenziale all’eutrofizzazione dei diversi CER gestiti dal consorzio ecoR’it.

TOTALE kgPO 43-eq

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 12: Eutrofizzazione totale dei RAEE professionali

16 02 11*

36,688

4,226

8,391

2,832

1,064

13,049

7,126

16 02 13*

19,088

4,649

7,265

2,129

1,304

0,040

3,701

16 02 14

1222,033

146,833

337,647

157,500

85,022

0,887

494,143

20 01 21*

0,382

0,077

0,061

0,006

0,007

0,001

0,231

TOTALE %

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 13: Eutrofizzazione dei RAEE professionali (in percentuale)

16 02 11*

100

11,52

22,87

7,72

2,90

35,57

19,42

16 02 13*

100

24,36

38,06

11,15

6,83

0,21

19,39

16 02 14

100

12,02

27,63

12,89

6,96

0,07

40,44

20 01 21*

100

20,13

15,98

1,49

1,71

0,16

60,54

Chemical Oxygen Demand, ossia la domanda chimica di ossigeno. Questo parametro rappresenta la quantità di ossigeno necessaria per la completa ossidazione per via chimica dei composti organici ed inorganici presenti in un campione di acqua. Insieme al BOD (Biological Oxygen Demand, doamnda biologica di ossigeno) 2

e TOC (Total Organica Carbon, carbonio organico totale) rappresenta uno dei parametri comunemente utilizzati per la misura indiretta del tenore di sostanze organiche presenti in un’acqua.

213


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI TOTALE kgPO 43-eq/ton

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 14: Eutrofizzazione di 1 tonnellata di RAEE professionali trattati

16 02 11

0,629

0,072

0,144

0,049

0,018

0,224

0,122

16 02 13

0,295

0,072

0,112

0,033

0,020

0,001

0,057

16 02 14

0,482

0,058

0,133

0,062

0,034

0,000

0,195

20 01 21

0,503

0,101

0,080

0,007

0,009

0,001

0,305

17%

26%

8%

5%

9%

35%

MEDIA TOTALE %

Nella tabella 14 sono riportati i valori di eutrofizzazione, espressi in kg di PO43-eq, derivanti dal trattamento di 1 tonnellata di RAEE professionali, con un quantitativo leggermente che varia da 0,3 kg per il CER 16 02 13* a 0,63 kg per il CER 16 02 11*. Anche per i RAEE professionali si può fare la stessa considerazione

214

descritta per i RAEE domestici: tutti i RAEE professionali mostrano valori simile nella stessa fase del ciclo di gestione del rifiuto, mentre la situazione cambia per il fine vita, in quanto il CER 16 02 11* e il CER 20 01 21* sono quelli dal cui trattamento viene avviato a fine vita il quantitativo maggiore di materiale.


Figura 8: Contributo dei nutrienti nei diversi CER

16 02 11* 16 02 13* COD, in acqua

2,13 1,52 0,06 0,17 0,22 0,05

16 02 11*

3,50 27,10

23,83

6,97

0,40

34,47

0,17

0,05

3,30

0,10

0,03

27,10

18,17

16 02 14

20 01 21*

35,31

51,31

Fosfati, in acqua

6,97

7,77

6,82

3,30

Nitrati, in acqua

34,47

39,65

31,59

14,62

Ossidi di Azoto, in aria

23,83

30,33

18,50

19,56

Ammonio, in acqua

3,50

3,30

7,17

10,63

Protossido di Azoto, in aria

2,13

0,40

0,26

0,23

Ammoniaca, in aria

1,52

0,17

0,12

0,10

Nitriti, in acqua

0,06

0,05

0,12

0,17

Azoto, in acqua

0,17

0,10

0,08

0,05

Fosforo, in acqua

0,22

0,03

0,02

0,01

Altro, in aria e suolo

0,05

0,03

0,03

0,02

0,03

18,17

16 02 13* 7,77

30,33

0,26

0,12

0,12

0,08

0,02

0,03

39,65

0,23

16 02 14

7,17

0,10

0,17

0,05

0,01

0,02

20 01 21*

10,63

35,31

51,31

18,50 19,56

6,82 14,62 31,59

3,30

215


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Per i RAEE professionali si possono fare le stesse considerazioni appena descritte per i domestici: anche in questo caso, i composti che contribuiscono maggiormente all’eutrofizzazione (sono, oltre l’80%, il COD in acqua, i nitrati e gli ossidi di azoto).

4.1.3 ECOTOSSICITÀ

Per calcolare il contributo all’ecotossicità della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it, è stato utilizzato il modello USEtox. Il fattore di caratterizzazione per l’ecotossicità in ambiente acquatico (ecotossicità potenziale) è espresso in unità tossiche comparative (CTUe). Gli effetti per gli ecosistemi di acqua dolce sono basati

su dati di concentrazione specifici per una determinata specie, alla quale il 50% di una popolazione mostra un effetto, espresso come una stima della frazione di specie potenzialmente interessate integrate per il tempo e il volume per unità di massa di sostanza emessa. L’indicatore tiene conto del destino ambientale della sostanza chimica, ovvero del modello di distribuzione e degradazione nell’ambiente, delle modalità di esposizione e degli effetti tossici del composto. Di seguito vengono riportate alcune delle sostanze che maggiormente contribuiscono all’ecotossicità nel ciclo di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it.

Tabella 15: Fattori di caratterizzazione per alcune sostanze che contribuiscono all’ecotossicità

NOME Aldicarb Chlorothalonil Chlorpyrifos Cumene Cyfluthrin

DESCRIZIONE Insetticida tossico

5,93E3 CTU/kg

Composto organico altamente tossico per i pesci e gli invertebrati acquatici Insetticida altamente tossico per gli anfibi e molto tossico per i pesci Composto organico pericoloso per l’ambiente

1,16E-8 CTU/kg 1,6E5 CTU/kg 665 CTU/kg

Piretroide ad attività insetticida, altamente tossico per la fauna acquatica

6,68E5 CTU/kg

Cypermethrin

Insetticida pericoloso per l’ambiente

7,01E4 CTU/kg

Diflubenzuron

Insetticida

1,7E5 CTU/kg

Fipronil

Insetticida tossico e pericoloso in ambiente

Phenol

Composto organico aromatico tossico e corrosivo

Profenofos

Pesticida tossico per gli organismi acquatici

3,23E4 CTU/kg 933 CTU/kg 4,53E5 CTU/kg

Toluene

Idrocarburo aromatico tossico

55,9 CTU/kg

Xylene

Idrocarburo aromatico infiammabile e nocivo

77,4 CTU/kg

Come si può notare dalla tabella 15 e come riportato poi nelle tabelle e nei grafici sottostanti, i contributi all’ecotossicità sono legati ai pesticidi e agli insetticidi utilizzati nella coltivazione delle colture impiegate per la

216

FATTORE DI CARATTERIZZAZIONE

produzione di biomasse. Nelle tabelle seguenti sono riportati i valori di ecotossicità per ogni raggruppamento e il contributo di ogni fase.


TOTALE CTUe

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 16: Ecotossicità totale dei RAEE domestici

R1

14,09

1,40

7,88

2,94

0,76

1,10

0,01

R2

183,96

30,68

87,92

53,46

11,73

0,03

0,14

R3

3895,32

656,52

2151,87

720,17

313,66

1,94

51,16

R4

2948,18

579,99

1396,03

656,48

309,85

0,78

5,05

R5

11,84

3,62

6,88

0,56

0,64

0,01

0,15

TOTALE

7053,39

1272,21

3650,57

1433,62

636,64

3,85

56,50

TOTALE %

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 17: Ecotossicità dei RAEE domestici (in percentuale)

R1

100

9,93

55,91

20,83

5,43

7,84

0,06

R2

100

16,68

47,79

29,06

6,38

0,01

0,08

R3

100

16,85

55,24

18,49

8,05

0,05

1,31

R4

100

19,67

47,35

22,27

10,51

0,03

0,17

R5

100

30,54

58,06

4,71

5,39

0,06

1,24

Come si nota dalla tabella 17, per tutti i raggruppamenti, il contributo maggiore è legato al trattamento selettivo e finale, che insieme ricoprono una percentuale media di circa il 70%: il risultato deriva dalla produzione di

energia elettrica ed in particolare dall’uso di pesticidi e insetticidi per la coltivazione delle colture usate per la produzione di biomasse.

217


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

TOTALE CTUe/ton

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 18: Ecotossicità di 1 tonnellata di RAEE domestici trattati

R1

0,813

0,081

0,454

0,169

0,044

0,064

0,001

R2

0,861

0,144

0,411

0,250

0,055

0,0001

0,001

R3

0,845

0,142

0,467

0,156

0,068

0,0004

0,011

R4

0,811

0,160

0,384

0,181

0,085

0,0002

0,001

R5

0,399

0,122

0,232

0,019

0,022

0,0003

0,005

18,73%

52,87%

19,07%

7,15%

1,60%

0,57%

TOTALE MEDIA %

Tabella 19: Contributi delle diverse sostanze all’ecotossicità

SOSTANZA

COMPARTO

R1 (%)

R2 (%)

R3 (%)

R4 (%)

R5 (%)

Aldicarb

Suolo

2,41

2,27

2,17

2,06

1,86

Benzene

Acqua

0,98

1,03

1,16

1,29

1,53

Benzene, ethyl-

Acqua

0,69

0,98

1,10

1,23

1,49

Chlorothalonil

Suolo

1,89

1,52

1,47

1,44

1,28

Chlorpyrifos

Suolo

16,98

16,02

15,33

14,52

13,14

Diflubenzuron

Suolo

47,58

45,00

43,08

40,78

37,09

Fipronil

Suolo

2,13

2,01

1,92

1,82

1,65

Formaldehyde

Aria

1,18

1,35

1,48

1,59

1,87

Phenol

Acqua

12,67

17,72

19,90

22,28

26,89

Profenofos

Suolo

3,97

3,74

3,58

3,39

3,07

Toluene

Acqua

1,11

1,51

1,70

1,90

2,28

Xylene

Acqua

1,24

1,72

1,93

2,16

2,61

Altro

Aria acqua suolo

7,17

5,12

5,17

5,52

5,24

Come si può notare dalla figura 9, per tutti i raggruppamenti il contributo maggiore è dato dal Diflubenzuron e dal Chlorpyrifos, entrambi pesticidi, il cui uso è collegato alla

218

produzione di energia elettrica da biomasse, e dal Phenol, legato al trattamento delle acque reflue. Come riportato nelle tabelle sottostanti, anche per i RAEE professionali le


fasi che maggiormente contribuiscono all’ecotossicità sono il trattamento selettivo e finale, con percentuali comprese tra il 50 e l’83%%. Come per i raggruppamenti del domestico,

il risultato deriva dalla produzione di energia elettrica ed in particolare dall’uso di pesticidi e insetticidi per la coltivazione delle colture usate per la produzione di biomasse.

Figura 9: Contributi delle diverse sostanze all’ecotossicità

100%

Altro

90%

Xylene

80%

Toluene Profenofos

70%

Phenol

60%

Formaldehyde

50%

Fipronil

40%

Chlorpyrifos

Diflubenzuron

30%

Chlorothalonil

20%

Benzene

Benzene, ethylAldicarb

10% 0

R1

R2

R3

R4

R5

P1

TOTALE CTUe

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 20: Ecotossicità totale dei RAEE professionali

16 02 11*

59,555

11,049

29,458

9,587

2,663

6,738

0,060

16 02 13*

48,591

12,151

25,337

7,086

3,264

0,042

0,711

16 02 14

2263,038

383,098

1185,676

476,864

212,802

1,010

3,587

20 01 21*

0,443

0,201

0,208

0,014

0,016

0,000

0,004

TOTALE

406,499

1240,679

493,552

218,745

7,791

4,362

406,499

219


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

TOTALE %

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 21: Ecotossicità dei RAEE professionali (in percentuale)

16 02 11*

100

18,55

49,46

16,10

4,47

11,31

0,10

16 02 13*

100

25,01

52,14

14,58

6,72

0,09

1,46

16 02 14

100

16,93

52,39

21,07

9,40

0,04

0,16

20 01 21*

100

45,31

46,89

3,22

3,68

0,04

0,85

TOTALE CTUe/ton

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 22: Ecotossicità di 1 tonnellata di RAEE professionali trattati

16 02 11*

1,021

0,189

0,505

0,164

0,046

0,115

0,001

16 02 13*

0,752

0,188

0,392

0,110

0,050

0,001

0,011

16 02 14

0,892

0,151

0,467

0,188

0,084

0,000

0,001

20 01 21*

0,584

0,265

0,274

0,019

0,022

0,000

0,005

26,45%

50,22%

13,74%

6,07%

2,87%

0,64%

TOTALE MEDIA %

220


Figura 10: Contributo delle diverse sostanze all’ecotossicità

100%

Altro

90%

Xylene

80%

Toluene Profenofos

70%

Phenol

60%

Formaldehyde

50%

Fipronil

40%

Chlorpyrifos

Diflubenzuron

30%

Chlorothalonil

20%

Benzene

Benzene, ethylAldicarb

10% 0

16 02 11*

16 02 13*

16 02 14

20 01 21*

Tabella 23: Contributo delle diverse sostanze all’ecotossicità

SOSTANZA

COMPARTO

16 02 11* %

16 02 13* %

16 02 14 %

20 01 21* %

Aldicarb

Suolo

2,13

2,04

2,22

1,56

Benzene

Acqua

1,36

1,31

1,09

1,88

Benzene, ethyl-

Acqua

0,99

1,26

1,02

1,86

Chlorothalonil

Suolo

2,08

1,39

1,54

1,09

Chlorpyrifos

Suolo

15,02

14,40

15,67

11,04

Diflubenzuron

Suolo

42,39

40,53

43,94

31,31

Fipronil

Suolo

1,88

1,81

1,97

1,39

Formaldehyde

Aria

1,70

1,71

1,47

2,35

Phenol

Acqua

18,25

22,77

18,51

33,45

Profenofos

Suolo

3,51

3,36

3,66

2,58

Toluene

Acqua

1,63

1,93

1,58

2,83

Xylene

Acqua

1,80

2,21

1,80

3,25

Altro

Aria acqua suolo

7,25

5,27

5,52

5,42

221


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI 4.2 PILE PORTATILI

Come già evidenziato il consorzio ecoR’it si occupa anche di gestire la raccolta, il trasporto e il trattamento dei rifiuti di pile portatili, per i quali sono riportati di seguito i risultati dei diversi indicatori selezionati. Nelle tabelle sottostanti sono riportati i valori dei consumi idrici, collegati soprattutto, come già descritto in precedenza, alla produzione di energia elettrica delle fasi di trattamento selettivo e finale. In particolare, per quanto riguarda il raggruppamento P1 (pile portatili), il valore dipende per oltre il 99% dal

trattamento finale: questo è dovuto sia al consumo di acqua nel processo idrometallurgico di trattamento della pasta di pile, sia al processo della banca dati Ecoinvent selezionato, che considera una produzione globale delle materie prime utilizzate nel processo di trattamento e, di conseguenza, un consumo di energia elettrica proveniente da tutto il mondo. Di conseguenza, comprendendo un mix energetico globale, la frazione di energia proveniente da fonti idroelettriche e prodotta in paesi con un indice di scarsità idrica da moderata a grave, va ad influire notevolmente sul consumo idrico finale del ciclo di gestione delle pile portatili.

U.M.

TOTALE

RACCOLTA P1

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 24: Consumo d’acqua (water scarcity) per il raggruppamento P1 (sul totale gestito, in percentuale e per 1 tonnellata)

m3eq

1295,88

9,43

0,32

1262,96

2,17

20,46

0,55

%

100

0,73

0,02

97,46

0,17

1,58

0,04

m eq/t

11,937

0,087

0,003

11,633

0,020

0,188

0,005

3

Per quanto riguarda l’eutrofizzazione, il contributo maggiore è dato dalle emissioni di COD in acqua (35%),

222

derivante dalla fase di fine vita, e di fosfati in acqua (26%) legati ai processi produzione di energia.


U.M.

TOTALE

RACCOLTA P1

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 25: Eutrofizzazione potenziale per il raggruppamento P1 (sul totale gestito, in percentuale e per 1 tonnellata)

kgPO43-eq

232,71

9,31

0,01

154,96

2,09

3,76

62,58

%

100

4,00

0,00

66,59

0,90

1,62

26,89

kgPO43-eq/t

2,144

0,086

0,000

1,427

0,019

0,035

0,576

Figura 11: Contributi dei nutrienti nelle diverse componenti

0,58

0,29

0,11

0,10

0,03

0,07

7,34

COD, in acqua: 35,42% 35,42

Fosfati, in acqua: 25,72% Nitrati, in acqua: 18,15%

12,18

Ossidi di Azoto, in aria: 12,18% Ammonio, in acqua: 7,34% Protossido di Azoto, in aria: 0,58% Ammoniaca, in aria: 0,29% Nitriti, in acqua: 0,11% Azoto, in acqua: 0,10% Azoto, in aria: 0,03% Altro, in aria e suolo: 0,07%

18,15

25,72

223


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Infine, di seguito sono riportati i valori relativi all’ecotossicità, anche in questi casi come già visto prima, i contributi maggiori sono legati alle fasi di

trattamento finale, derivanti dall’utilizzo di pesticidi nella coltivazione di biomasse per la produzione di energia elettrica.

U.M.

TOTALE

RACCOLTA P1

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 26: Ecotossicità per il raggruppamento P1

CTUe

263,17

23,61

0,00

232,47

5,23

0,84

1,02

%

100

8,97

0,00

88,34

1,99

0,32

0,39

CTUe/t

2,424

0,218

0,000

2,141

0,048

0,008

0,009

Tabella 27: Contributo all’ecotossicità delle diverse sostanze

224

SOSTANZA

COMPARTO

P1 (%)

Aldicarb

Suolo

2,06

Benzene

Acqua

1,08

Benzene, ethyl-

Acqua

0,78

Chlorothalonil

Suolo

4,03

Chlorpyrifos

Suolo

14,53

Diflubenzuron

Suolo

39,32

Fipronil

Suolo

1,82

Formaldehyde

Aria

1,58

Phenol

Acqua

14,47

Profenofos

Suolo

3,40

Toluene

Acqua

1,26

Xylene

Acqua

1,39

Altro

Aria acqua suolo

14,29


4.3 VARIAZIONE RISPETTO ALL’ATTIVITÀ SVOLTA NEL 2013

Il consorzio ecoR’it, da sempre attento all’ambiente, dal 2013 ha iniziato a verificare, accanto alla carbon footprint, anche la water footprint delle proprie attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti e, nel corso degli anni, ha migliorato la propria analisi, implementando la raccolta dei dati primari e delle informazioni specifiche presso i vari impianti di trattamento, passando dal coinvolgimento di soli 3 partner operativi (due impianti di trattamento e uno stoccaggio) a 17 per il presente studio (senza conteggiare gli stoccaggi). Il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di partner operativi ha permesso di ottenere informazioni puntuali e dettagliate sia relativamente ai trasporti sia alle operazioni di trattamento selettivo (lavorazioni effettuate, consumi di energia e destino finale dei materiali ottenuti dalle operazioni di trattamento, come precedentemente descritto). Per ottenere informazioni sempre più attendibili, l’attività svolta nel 2014, oltre ad aver aumentato i dati raccolti dagli impianti di trattamento selettivo, ha approfondito ulteriormente le lavorazioni che vengono svolte nei trattamenti secondari. Nonostante non sia stato possibile ottenere informazioni specifiche in merito ai consumi energetici degli impianti secondari, numerosi impianti di trattamento selettivo hanno fornito le percentuali di riciclo e/o smaltimento dei diversi materiali (es. trasformatori, schede, cavi, etc.) relativi agli impianti di trattamento finale, perfezionando così l’indagine sul fine vita dei rifiuti trattati. I dati raccolti hanno, quindi, permesso di utilizzare dati

primari per il calcolo della water footprint, diminuendo sempre di più il numero di assunzioni e dati di letteratura (dati secondari). Inoltre, nello studio di quest’anno è stata utilizzata una banca dati più aggiornata rispetto allo studio precedente. Di seguito vengono esaminate dettagliatamente le differenze della water footprint delle varie tipologie di rifiuto trattato rispetto a quella calcolata l’anno precedente. Per quanto riguarda l’indicatore della water scarcity, la diminuzione del valore per tutti i RAEE domestici e professionali è dovuta, come già evidenziato, all’aggiornamento della banca, che ha migliorato i bilanci idrici di tutti i processi. Questo cambiamento non permette di evidenziare le variazioni eventualmente legate alle fasi di gestione dei RAEE. L’indicatore relativo all’eutrofizzazione registra un aumento per il raggruppamento R1 (da 0,6 nel 2013 a 1 kg PO43- nel 2014) e per il raggruppamento R5 (da 0,2 nel 2013 a 0,4 kg PO43- nel 2014) e per il CER 20 01 21*(da 0,2 nel 2013 a 0,5 kg PO43- nel 2014), dovuto ad un aumento dello smaltimento in discarica, una diminuzione per il raggruppamento R3 (da 0,5 nel 2013 a 0,6 kg PO43- nel 2014) e per il CER 16 02 13* (da 0,5 nel 2013 a 0,3 kg PO43- nel 2014), mentre rimane pressoché costante per i raggruppamenti R2 e R4 e per il CER 20 01 20*. Infine, per quanto riguarda l’ecotossicità, il valore dell’indicatore è diminuito per tutti i RAEE domestici e professionali e questo è legato alla diminuzione dei consumi energetici e dei km percorsi dai mezzi per conferire i rifiuti dal produttore allo smaltitore.

225


5 INTERPRETAZIONE DEL CICLO DI VITA L’ultima fase dell’LCA, interpretazione e analisi di miglioramento, ha lo scopo di proporre i cambiamenti necessari a ridurre l’impatto ambientale dei processi o attività considerati. Come già evidenziato, i partner operativi del consorzio ecoR’it non utilizzano acqua di processo per il trattamento selettivo dei RAEE e dei rifiuti di pile e accumulatori ma i loro consumi idrici sono legati esclusivamente ai servizi igienici. Si è visto, invece, che gli impatti sull’acqua sono legati principalmente alla produzione di energia elettrica, alla fase di smaltimento e a quella di trasporto. In termini assoluti di utilizzo di acqua, i bacini che maggiormente sono interessati dall’attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it sono quelli italiani (vedi capitolo 3), Paese in cui avvengono la maggior parte delle attività; gli altri bacini interessati sono quelli svizzeri, francesi (per le importazioni di energia elettrica) e russo (per le importazioni di metano). Per quando riguarda l’indicatore di consumo idrico (water scarcity), varia dai 0,09 ai 0,58 m3eq/t per i RAEE domestici e da 0,16 a 1,04 m3eq/t per i professionali; il contributo maggiore deriva dalla fase di raccolta dei RAEE (27% per i RAEE domestici e 33% per quelli professionali) e di trattamento selettivo (17,4% per i RAEE domestici e 17,6% per i professionali) e il trattamento finale (28% per i RAEE domestici e 21% per i professionali). La notevole diminuzione rispetto all’anno precedente è legata essenzialmente alla banca dati utilizzata (Ecoinvent 3.1), il cui aggiornamento ha portato ad un miglioramento del bilancio idrico, che, per numerosi processi, non era corretto. Per questo motivo non si ritiene di poter effettuare un confronto attendibile con i risultati dell’anno precedente.

226

Diversamente, l’eutrofizzazione è legata a due diverse fasi: quella di smaltimento in discarica dei rifiuti (40% per i RAEE domestici e 35% per quelli professionali), legata quindi alla produzione di percolato, e quella di consumo energetico legata invece al trattamento selettivo (26% per il domestico e al 28% per il professionale). I valori dell’eutrofizzazione totale variano da 0,3 a 0,6 kg PO43-eq/t per i RAEE domestici e da 0,3 a 0,6 kg PO43eq/t per i professionali. Infine, per quanto riguarda l’ecotossicità totale, il range è compreso tra lo 0,4 e lo 0,86 CTUe/t per i RAEE domestici e tra 058 e 1,02 CTUe/t per i professionali. Anche questo indicatore è legato alla produzione di energia elettrica ed in particolare alla fase di coltivazione delle biomasse: infatti, le fasi di trattamento selettivo e finale (che utilizzano energia elettrica) pesano il 72% per i RAEE domestici e 64% per quelli professionali. In base a quanto visto, il miglioramento della water footprint del ciclo di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio ecoR’it, si dovrebbe concentrare in particolare su tre aspetti: quello energetico, attraverso una razionalizzazione dei consumi elettrici; quello dei trasporti, puntando sul miglioramento della logistica; quello del fine vita, riducendo i quantitativi di rifiuti che vengono avviati a smaltimento.

5.1 VALUTAZIONE DELL’INCERTEZZA

L’analisi dell’incertezza è definita dalla norma UNI EN ISO 14040:2006 come procedura sistematica per quantificare l’incertezza, introdotta nei risultati di un’analisi d’inventario del ciclo di vita, degli effetti cumulativi dell’imprecisione del modello, dell’incertezza degli elementi in ingresso e della variabilità dei dati. La norma ISO 14046 prevede un’analisi qualitativa o quantitativa dell’incertezza, citando come esempio l’analisi di Montecarlo. La valutazione dell’incertezza è stata effettuata


mediante l’analisi di Montecarlo sull’intero ciclo di vita. L’incertezza di default dei processi delle banche dati risulta predominante.

metodologia possono influenzare i risultati e pertanto la valutazione, accurata e completa, può presentare margini di errore, anche se non rilevanti.

5.2 LIMITAZIONI

La valutazione della water footprint è un indicatore che da solo non è sufficiente per descrivere i potenziali impatti ambientali complessivi di prodotti, processi o organizzazioni.

Limitazioni possono essere dovute alla difficoltà della caratterizzazione, ai metodi sperimentali ancora in fase di sviluppo, alle incertezze in merito alle caratteristiche spazio temporali di ciascuna categoria di impatto che possono portare a differenti risultati.

La water footprint si basa su di uno studio di Life Cycle Assessment (LCA), un metodo standardizzato a livello internazionale e descritto in precise norme internazionali, ma i vincoli e le scelte richieste dall’applicazione della

Si sottolinea, inoltre, che attualmente alcuni passi metodologici devono ancora essere affrontati ed avere un consenso unanime.

227


6 BIBLIOGRAFIA Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151: “Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti” e ss. mm.e ii. D.M. 25 settembre 2007, n. 185, “Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)” ISO 14040:2006 Environmental management – Life cycle assessment - Principles and Framework ISO 14044:2006 Environmental management – Life cycle assessment – Requirements and Guidelines IPCC (2013), Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change United Nation University, “Review of Directive 2002/96 on Waste Electrical and Electronic Equipment–Study No. 07010401/2006/442493/ETU/G4” Report Istat, La superficie dei comuni, delle province e delle regioni italiane (dati al 9 ottobre 2011) Report Istat 2012,Le statistiche sull’acqua (dati al 2008) Centro di Coordinamento RAEE, www.cdcraee.it Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, www.cdcnpa.it Hoekstra AY, Mekonnen MM, Chapagain AK, Mathews RE, Richter BD (2012), Global Monthly Water Scarcity: Blue Water Footprints versus Blue Water Availability. PLoS ONE 7(2): e32688. doi:10.1371/journal.pone.0032688 Hoekstra AY, Chapagain AK, Aldaya MM, Mekonnen MM manual: Setting the global standard. Earthscan, London, UK.

(2011),

Water

footprint

assessment

R. Heijungs (final editor) et al. (1992), Environmental life cycle assessment of product – Guide, Leiden: Centrum voor Milieukunde. – 111 Raccomandazione della Commissione del 9 aprile 2013, relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni Ispra, Rapporto rifiuti urbani 2014 Cobat, Rapporto annuale 2014 Ambiente Italia, Il riciclo ecoefficiente, 2012 Consorzio Obbligatorio degli oli usati, www.coou.it 228


NOTE

229


BENEFICI AMBIENTALI DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO RIDOMUS (RAEE) Flussi di Raccolta Anno 2014

SocietĂ responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

230


Sommario 230

Lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ del consorzio Ridomus nel 2014

230

Il beneficio ambientale

231

Conclusioni

231


1 L’ATTIVITÀ DEL CONSORZIO RIDOMUS NEL 2014 A seguito dell’analisi ambientale delle proprie attività, il consorzio Ridomus ha valutato i benefici ambientali derivanti dal ciclo di recupero di RAEE.

Nella seguente tabella sono riportati i quantitativi di rifiuti gestiti dal consorzio Ridomus nel corso del 2014, la maggior parte dei quali è stata avviata a riciclo.

Tabella 1: Bilancio di massa complessivo per Ridomus, RAEE domestici – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO R1

QUANTITÀ RACCOLTE ANNO 2014

RICICLO TOTALE

SMALTIMENTO TOTALE

ton.

ton.

%

ton.

%

4.357

3.452,07

79,23%

904,77

20,77%

2 IL BENEFICIO AMBIENTALE Il beneficio ambientale delle attività svolte dal consorzio Ridomus consiste nel ridurre il quantitativo di rifiuti destinati a smaltimento e nell’avviarli a recupero come materia prima seconda. Conseguentemente il consorzio contribuisce al risparmio di risorse, sia in termini di materia che di energia, che sarebbero necessarie in mancanza del riciclo. Il beneficio ambientale consiste, quindi, nell’evitare l’impatto ambientale associato allo smaltimento dei rifiuti e nell’evitare la produzione di materie prime vergini, sostituita dal reintegro del materiale riciclato di Ridomus. L’attività del consorzio contribuisce alle emissioni di gas effetto serra, per la fase di trasporto dei rifiuti (dal loro sito di produzione agli impianti di trattamento e successivamente al destino finale), per le attività svolte dagli impianti di trattamento e per gli impatti dovuti allo smaltimento. A fronte di questo aumento delle emissioni di gas serra

(scenario “attività Ridomus”) il consorzio contribuisce: • ad evitare gli impatti dello smaltimento dei RAEE tal quali in discarica (scenario “no riciclo”); • ad evitare gli impatti della produzione di materie prime vergini, cioè di risorse estratte dall’ambiente naturale (scenario “mancata produzione materie prime”). La tabella 2 riporta le emissioni di CO2 equivalente prodotte dai seguenti scenari: • lo scenario “no riciclo” rappresenta le emissioni che si avrebbero nel caso in cui i rifiuti fossero inviati totalmente a discarica; • lo scenario “attività Ridomus” rappresenta invece le emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti da parte del consorzio, come descritto precedentemente (§ 1); • lo scenario “mancata produzione materie prime” corrisponde alle emissioni derivanti dalla produzione da

Tabella 2: Beneficio ambientale in termini di emissioni di CO2eq, circuito domestico – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

no riciclo (ton CO2eq)

attività Ridomus (ton CO2eq)

mancata produzione materie prime (ton CO2eq)

ton CO2eq evitate

R1

5.197,68

2.396,75

-6.774,28

-9.575,21

232


materiale riciclato rispetto a quelle derivanti da materie vergini. Il segno negativo indica che le emissioni derivanti dalla produzione di materie prime secondarie è minore rispetto a quella da materie prime vergini.

Il beneficio ambientale totale corrisponde alla differenza tra il contributo dato dall’attività di Ridomus e dalla produzione dei manufatti da materie prime secondarie meno lo scenario “no riciclo” e la produzione dei

manufatti da materie prime vergini. In tabella 3, invece, il beneficio ambientale è espresso in termini di consumi energetici: anche in questo caso sono riportati i consumi derivanti dai diversi scenari e l’energia risparmiata grazie all’attività di Ridomus. Le emissioni evitate e il risparmio energetico sono calcolati in riferimento alle quantità di rifiuti che il consorzio Ridomus ha gestito nel corso del 2014 (vedi tabella 1).

Tabella 3: Beneficio ambientale in termini di consumi energetici, circuito domestico – anno 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

RAGGRUPPAMENTO

no riciclo (GJ)

attività Ridomus (GJ)

mancata produzione materie prime (GJ)

GJ risparmiate

R1

1.774,43

14.166,88

-70.883,12

-58.490,68

Dal punto di vista delle emissioni di gas serra le attività del consorzio Ridomus (trasporti lungo la filiera dei RAEE, trattamenti selettivi e finali, recupero e smaltimento dei rifiuti) hanno generato impatti ambientali minori rispetto a quelli che sarebbero stati prodotti in caso di completo smaltimento in discarica, in quanto lo smaltimento degli impianti di refrigerazione senza recupero dei CFC risulta particolarmente impattante. Per quanto riguarda il consumo energetico, invece, le attività del consorzio risultano essere più energivore rispetto all’avvio a discarica. Come già evidenziato, però, oltre a non disperdere

sostanze inquinanti, occorre considerare il beneficio ottenuto grazie al fatto di poter avviare a riciclo materiali che altrimenti sarebbero prodotti completamente ex-novo. Il beneficio ambientale complessivo rimane, quindi, positivo. Il bilancio complessivo delle emissioni climalteranti mostra in modo evidente il peso e l’importanza dell’attività di recupero dei materiali: la gestione dei RAEE domestici che il consorzio Ridomus ha svolto nel 2014 ha permesso di evitare l’emissione di 9.575 tonnellate di CO2eq, mentre il risparmio energetico è di quasi 60.000 GJ.

3 CONCLUSIONI Il bilancio ambientale del ciclo dei flussi dei RAEE trattati dal consorzio Ridomus nel corso del 2014 e redatto in collaborazione con Ambiente Italia, vede riassunti i benefici ambientali derivati dall’attività di Ridomus. Le attività svolte dal consorzio nel 2014 hanno: - recuperato complessivamente 3.452 tonnellate di

- -

materiali su un totale di 4.357 tonnellate di rifiuti trattati (pari al 95%); evitato l’emissione in atmosfera di 9.575 tonnellate di gas a effetto serra pari alle emissioni di oltre 5.000 auto che percorrono in media 10.000 km; risparmiato 58.490 GJ di energia, pari al consumo annuo di circa 32.600 frigoriferi in classe C.

233


CALCOLO DELLA CARBON FOOTPRINT DELLA RACCOLTA, DEL TRASPORTO E DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI GESTITI DAL CONSORZIO RIDOMUS (RAEE) Flussi di Raccolta Anno 2014

SocietĂ responsabile dello studio AMBIENTE ITALIA S.R.L. Via Carlo Poerio 39 - 20129 Milano tel +39.02.27744.1 / fax +39.02.27744.222 www.ambienteitalia.it Posta elettronica certificata: ambienteitaliasrl@pec.ambienteitalia.it

234


Sommario 234

Introduzione

237

Obiettivo e campo di applicazione dello studio

240

Analisi di inventario

251

Valutazione degli impatti

254

Interpretazione del ciclo di vita

256

Bibliografia

235


1 INTRODUZIONE La crescente attenzione al problema dei cambiamenti climatici, l’importanza che oggi sul mercato è data ai requisiti “ecologici” dei prodotti, la maggior consapevolezza del consumatore verso scelte più responsabili e comportamenti virtuosi, hanno contribuito a determinare la creazione di nuovi modi per fornire informazioni relative all’impatto sul clima di prodotti e servizi. In questo ambito ha trovato grande diffusione la “carbon footprint”: essa rappresenta un indicatore ambientale che esprime la quantità totale delle emissioni di gas ad effetto serra emesse, direttamente o indirettamente, durante il ciclo di vita di un prodotto, di un’organizzazione o di un servizio e fornisce una quantificazione dell’impatto delle attività umane, espressa come quantità di anidride carbonica equivalente (CO2eq). Nel calcolo dalla carbon footprint si tiene conto di tutti i gas clima-alteranti del Protocollo di Kyoto, tra cui l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), l’ossido nitroso (N2O) e altri composti chimici (come i CFC, Halon, HCFC, ecc.). Ciascuna di queste emissioni è moltiplicata per il corrispondente coefficiente di caratterizzazione del potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP) e la somma totale fornisce il valore di carbon footprint. La carbon footprint dei prodotti comprende l’assorbimento e l’emissione di gas clima-alteranti nell’arco dell’intera vita di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime e la loro trasformazione, al loro uso, fino al riciclo ed eventuale smaltimento finale. In ciascuna delle suddette fasi, le emissioni di gas ad effetto serra possono derivare da sorgenti come l’utilizzo di energia e di combustibili per il trasporto, dalla produzione di rifiuti e dalle perdite di refrigeranti dai sistemi di refrigerazione, mentre gli assorbimenti possono derivare dalla fissazione della CO2 atmosferica da parte delle piante o del suolo.

236

1.1 LO SVILUPPO NORMATIVO DEI RAEE

Il D.Lgs. 151/05 (ora sostituito dal D.Lgs. 49/2014) definisce RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) le apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono considerate rifiuti ai sensi della normativa vigente , inclusi tutti i componenti, i sottoinsiemi ed i materiali di consumo che sono parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene. I Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) non possono essere gettati nei normali cassonetti e smaltiti in discarica, in quanto possono contenere sostanze in grado di contaminare l’ambiente in maniera irreversibile, quali ad esempio metalli pesanti, sostanze lesive per l’ozono e sostanze alogenate; pertanto, per evitare la dispersione di tali componenti, è necessario trattare nel modo corretto le componenti inquinanti (attraverso recupero o riciclo) e smaltire le sole parti residue non più recuperabili. La normativa di riferimento che ha regolamentato la gestione di questi rifiuti è il Decreto Legislativo 151 del 2005, che ha migliorato, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai produttori agli utilizzatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo. Al decreto legislativo hanno fatto seguito 5 decreti ministeriali attuativi: • •

DM 25/09/07: istituzione del comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE, ai sensi dell’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151; DM 25/09/07, n. 185, recante l’istituzione del “Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE”, del “Centro di coordinamento per l’ottimizzazione delle attività di competenza dei sistemi collettivi” e del “Comitato di indirizzo sulla gestione dei


• • •

RAEE” (attuazione articoli 13, comma 8 e 15 comma 4, D.Lgs. 151/2005); DM Ambiente 8 aprile 2008 recante “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato — Articolo 183, comma 1, lettera cc) del D.Lgs. 152/2006”; DM Ambiente 12 maggio 2009 recante “Finanziamento gestione Raee”; DM Ambiente 8 marzo 2010, n. 65, recante “Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) — Modalità semplificate”.

In particolare il Decreto stabilisce misure e procedure finalizzate a: a) prevenire la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; b) promuovere il reimpiego, il riciclo e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento; c) migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature, quali, ad esempio, i produttori, i distributori, i consumatori e, in particolare, gli operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE; d) ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il sistema introdotto dalla normativa è improntato sulla responsabilità dei “produttori” (ossia dei primi importatori o fabbricanti) ai quali si chiede di organizzare e finanziare la raccolta e la gestione dei rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato.

Attuazione direttiva 2011/65/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005 D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2012/19/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005. Il primo, entrato in vigore il 30 marzo 2014, prevede che le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato non debbano contenere determinate sostanze tossiche e nocive individuate nell’allegato II del decreto, ovvero piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente e bifenili polibromurati (PBB). Il secondo, invece, entrato in vigore il 12/04/14, oltre ad inserire prescrizioni per particolari tipologie di AEE, riguarda più direttamente la gestione dei rifiuti (RAEE) e precisa meglio la distinzione tra i RAEE domestici e professionali, introducendo inoltre la novità dei RAEE di piccolissime dimensioni (oggetto di ritiro gratuito senza obbligo di acquisto dell’equivalente, cosiddetto “uno contro zero”), definendo:

RAEE DOMESTICI : i RAEE originati dai nuclei

domestici e i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici. I rifiuti delle AEE che potrebbero essere usati sia dai nuclei domestici sia da utilizzatori diversi (“dual use”), sono in ogni caso considerati RAEE domestici;

RAEE PROFESSIONALI : i RAEE diversi da quelli provenienti da nuclei domestici;

RAEE DI PICCOLISSIME DIMENSIONI : i RAEE di

Nel 2014 sono stati pubblicati due importanti decreti legislativi che hanno sostituito il D.Lgs. 151/05.

dimensioni esterne inferiori a 25 cm;

D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 27, Restrizione dell’uso d i d e t e r m i n a t e s o s t a n ze p e r i c o l o s e n e l l e apparecchiature elettriche ed elettroniche —

originati da impianti di potenza nominale inferiore a 10 kW, mentre sono definiti Raee “professionali” se di potenza superiore.

PANNELLI FV : sono definiti RAEE “domestici” se

237


1 INTRODUZIONE Inoltre definisce:

CENTRI DI TRATTAMENTO : gli impianti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento RAEE devono essere autorizzati con l’autorizzazione unica ex articolo 208, D.Lgs. 152/2006. L’autorizzazione garantisce l’utilizzo delle migliori tecniche di trattamento, di recupero e di riciclo disponibili, e stabilisce le condizioni per garantire l’osservanza dei requisiti previsti per il trattamento adeguato e per il conseguimento degli obiettivi di riciclo e recupero indicati in allegato V;

TRATTAMENTO : il trattamento prevede, almeno, la

rimozione di tutti liquidi ed un trattamento selettivo conforme alle prescrizioni tecniche. Nel caso di RAEE contenenti sostanze lesive dell’ozono alle operazioni di trattamento si applicano le disposizioni del Reg. (CE) n. 1005/2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e del Reg. (CE) n. 842/2006 su taluni gas fluorurati a effetto serra. Il nuovo Decreto RAEE 49/2014 precisa, all’articolo 35 comma 2°), che il Comitato di Vigilanza e Controllo (CVC) del sistema RAEE definisce i criteri di determinazione delle quote di mercato, anche in considerazione, ove possibile, del diverso impatto ambientale delle singole tipologie di AEE. A tal fine, il CVC valuta l’analisi del ciclo di vita dei beni che può essere facoltativamente presentata da ciascun produttore con riferimento alle proprie AEE.

238

1.2 IL CONSORZIO RIDOMUS

Il consorzio Ridomus organizza e gestisce per conto dei propri consorziati un sistema integrato per la raccolta, il trasporto ed il trattamento dei RAEE del raggruppamento R1, sostituendosi ai “produttori” per tutte le fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e smaltimento di questi rifiuti. •

RAGGRUPPAMENTO 1 corrisponde ai rifiuti appartenenti alla categoria freddo e clima (es. frigoriferi, congelatori, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti, apparecchi per il condizionamento, ecc.).

Per garantire un servizio efficiente ed efficace di raccolta separata dei RAEE su tutto il territorio nazionale, in conformità alle disposizioni di legge, Ecoped utilizza una serie di fornitori qualificati per garantire un servizio integrato in tutte le fasi della gestione dei RAEE. Le imprese conivolte si dividono in: • imprese di logistica autorizzate (per le operazioni di raccolta, trasporto, stoccaggio-transit point eventuale); • imprese per il trattamento selettivo: messa in sicurezza (Rimozione dei materiali pericolosi e separazione delle frazioni riutilizzabili (per l’avvio all’effettivo recupero) o smaltimento dei componenti e frazioni riciclabili; • imprese per il trattamento finale (end processing): attività ad alto contenuto tecnologico, che rendono possibile la reimmissione delle frazioni recuperate, senza ulteriori lavorazioni, nell’ambito di nuovi cicli produttivi come nuove materie prime.


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO 2.1 OBIETTIVO

L’analisi della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti gestiti da Ridomus e il calcolo della CFP ai sensi della norma ISO/TS 14067:2013 ha lo scopo di quantificare il contributo di questa attività al riscaldamento globale, espresso in termini di CO2 equivalente, valutando tutte le emissioni (e rimozioni) di gas serra lungo l’intero ciclo di vita. Il formato del Rapporto di studio della CFP è coerente con quanto definito dalla norma ISO/TS 14067.

2.3.1 TIPO DI CFP

2.2 CAMPO DI APPLICAZIONE

2.4 I QUANTITATIVI DI RAEE TRATTATI DA RIDOMUS

Le attività svolte dal consorzio Ridomus che sono state considerate nel calcolo della carbon footprint sono il trasporto e il trattamento dei rifiuti RAEE domestici, appartenenti al raggruppamento R1. La prima fase del ciclo consiste nel ritiro dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche dal luogo dove sono stati “prodotti” (Centro di Raccolta) e nel loro trasporto all’impianto di trattamento selettivo (conferimento diretto oppure indiretto, cioè attraverso lo stoccaggio). La seconda fase consiste nel trattamento dei rifiuti presso impianti autorizzati (trattamento selettivo), dove avviene la separazione delle varie parti che compongono il rifiuto al fine di essere recuperate direttamente o, eventualmente, inviate ad ulteriore trattamento (trattamento finale) o a smaltimento (discarica o inceneritore). I principali vantaggi della carbon footprint, rispetto ad un classico studio di LCA completo dei suoi consueti indicatori d’impatto, sono la facilità di comunicazione e di comprensione da parte del pubblico dei risultati finali poiché l’impatto ambientale è espresso tramite un singolo indicatore. Si rimanda al paragrafo 5.2, dove sono descritte le limitazioni dello studio.

2.3 NORMA DI RIFERIMENTO

Per il calcolo dell’impronta di carbonio della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio Ridomus, la norma di riferimento che viene utilizzata è, quindi, la ISO/TS 14067:2013 e lo studio di valutazione del ciclo di vita è condotto in conformità a quanto richiesto dalla norma.

Lo studio della CFP della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio Ridomus è una carbon footprint completa (“dalla culla alla tomba”).

2.3.2 CFP-PCR

Per lo studio in oggetto non verranno seguite PCR, in quanto non esistono documenti relativi all’oggetto del presente studio.

I Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestiche, raccolti in Italia nel 2014 sono pari a 231.746 tonnellate1, di cui 4.357 tonnellate sono state gestite dal consorzio Ridomus.

Gli output derivanti dal trattamento dei RAEE (rifiuti e/o materie prime secondarie) possono essere avviati a riciclo, direttamente o dopo altri trattamenti (di seguito denominato “trattamento finale”), oppure a smaltimento (discarica o incenerimento).

2.5 UNITÀ FUNZIONALE E FLUSSO DI RIFERIMENTO L’unità funzionale fornisce il riferimento al quale i dati in ingresso e in uscita al sistema considerato sono riferiti. L’unità funzionale considerata nello studio in oggetto è: 1 tonnellata di RAEE gestita dal consorzio Ridomus Sono state quindi determinate le emissioni totali derivanti dai flussi di rifiuti gestiti dal consorzio nel 2014.

2.6 CONFINI DEL SISTEMA

Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo dell’attività di gestione dei RAEE condotta dal consorzio Ridomus.

1

Fonte: Centro di Coordinamento RAEE

239


2 OBIETTIVO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLO STUDIO Nella figura 1 rappresentato schematicamente il ciclo di vita dei RAEE: dal produttore (piazzola ecologica), il rifiuto viene avviato all’impianto di trattamento selettivo (eventualmente passando attraverso lo stoccaggio). Da qui, in seguito alla separazione delle varie componenti e alla macinazione del rifiuto, le diverse frazioni prodotte possono essere inviate a recupero diretto (con o senza passare per la messa in riserva) oppure possono essere mandate ad un altro impianto dove, in seguito ad uno specifico trattamento (definito finale), verranno recuperati altri materiali.

Figura 1: Schema utilizzato per la descrizione del ciclo di gestione dei RAEE domestici

Fase Fase Fase Fase Fase

RAEE PROFESSIONALE

1: 2: 3: 4: 5:

§ § § § §

3.2 3.3 3.4 3.5 3.6

PRODUTTORE DEL RIFIUTO - Fase 1

In entrambi i trattamenti, quello selettivo dei RAEE e quello finale delle componenti, una parte dei rifiuti che ne derivano sono verranno inviati a smaltimento (discarica o incenerimento).

STOCCAGGIO

TRATTAMENTO SELETTIVO

Fase 2

FINE VITA Discarica Incenerimento TRATTAMENTO FINALE

Fase 3

MATERIALE RICICLATO

Fase 4

2

Punto di passaggio intermedio tra produttore del rifiuto e destinatario

240

Fase 5


2.7 CRITERI DI ESCLUSIONE

I criteri di esclusione (cut-off) consentono di escludere, dallo studio del calcolo dell’impronta di carbonio, alcuni flussi di materia ed energia in ingresso e in uscita al sistema considerato. Nel presente studio LCA, i processi che sono stati esclusi dall’analisi, in base a puntuali analisi di sensibilità, sono i seguenti: • la costruzione degli stabilimenti aziendali e dei macchinari per il trattamento dei rifiuti; • i prodotti per la manutenzione degli impianti.

2.8 APPROCCIO DI ALLOCAZIONE SELEZIONATO

La norma ISO/TS 14067 definisce una gerarchia nella selezione dell’approccio di allocazione.

L’allocazione deve essere dapprima evitata attraverso la suddivisione del processo o l’espansione del sistema, se possibile. In caso contrario i rapporti fisici (es. massa, energia) tra prodotti o funzioni devono essere utilizzati per ripartire i flussi in ingresso e in uscita. Quando non è possibile stabilire i rapporti fisici, vengono utilizzati altri rapporti (per esempio il valore economico). Per quanto riguarda i rifiuti gestiti dal consorzio Ridomus, il criterio di allocazione selezionato è quello di massa.

2.9 PERIODO DI RIFERIMENTO

Il periodo di riferimento per il calcolo della carbon footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti da Ridomus è l’anno solare 2014.

241


3 ANALISI DI INVENTARIO Per l’elaborazione del presente studio e per il calcolo della carbon footprint, i dati di input sono stati forniti da Ridomus partendo dai formulari di trasporto dei rifiuti (FIR). Il consorzio ha elaborato le informazioni relative alla movimentazione dei RAEE relativi al raggruppamento R1 eseguite nel 2014 dagli impianti di trattamento, per conto dei consorziati Ridomus, distinguendo i trasporti diretti (dal produttore all’impianto di trattamento) da quelli indiretti (passaggio attraverso lo stoccaggio prima di arrivare all’impianto di trattamento).

D G C

E

Sono stati coinvolti 7 partner operativi di Ridomus, che hanno gestito complessivamente il 95% dei rifiuti movimentati dal consorzio (di seguito chiamati “impianti campione”). Di seguito è riportata la localizzazione degli impianti. Figura 2: Localizzazione degli impianti campione

IMPIANTO A B C D E F G

Dismeco S.r.l. FG S.r.l. Nec New Ecology S.r.l. O2Saving S.r.l. Relight S.r.l. Ri.Plastic S.r.l. S.E.Val. S.r.l.

LOCALITÀ Marzabotto (BO) Belpasso (CT) Fossò (VE) Castelnuovo (TN) Rho (MI) Balvano (PZ) Colico (LC)

Per ogni impianto sono state raccolte informazioni in merito alle lavorazioni effettuate, le tipologie di RAEE trattate e gli output derivanti dalla selezione. Tutte le informazioni sono, quindi, state raccolte attraverso una scheda specifica e puntuale, dove sono stati registrati:

A

F

B

• • • •

i RAEE in ingresso all’impianto, oltre ai quantitativi di rifiuto trattato per conto di Ridomus nel 2014 e il totale lavorato nello stesso anno; i consumi di energia elettrica e/o di combustibile necessari per il funzionamento degli impianti, suddivisi, dove possibile, per tipologia di RAEE lavorato; altri eventuali consumi correlati all’attività di trattamento (metano per riscaldamento, acqua, ecc.); la tipologia e la quantità dei rifiuti (o delle materie prime secondarie, MPS) in uscita dall’impianto dopo il trattamento. In particolare, per ogni CER (o MPS) in uscita dall’impianto sono state fornite informazioni relative al RAEE da cui hanno avuto origine, all’impianto di destinazione, al destino finale (recupero/ trattamento, discarica, incenerimento).

Da queste informazioni sono stati, quindi, ricavati tutti i dati necessari per il calcolo della carbon footprint

242


generata dalla gestione dei RAEE da parte di Ridomus. Nei capitoli successivi vengono dettagliatamente descritte tutte le varie fasi del ciclo, con particolare attenzione ai dati disponibili e alle eventuali assunzioni fatte per supplire alla mancanza di dati.

3.1 DESCRIZIONE DEI DATI

La tipologia di dati che sono stati utilizzati nell’LCA per il calcolo della carbon footprint sono: • dati specifici, reperiti presso siti aziendali; • dati generici: dati non site-specific, quali provenienti da banche dati (commerciali e non) o da letteratura (specifica e non) relazionata a quella particolare categoria di prodotto o ad altri sistemi equivalenti da un punto di vista tecnologico, geografico e temporale. Per questa tipologia di dati la struttura consulenziale

del consorzio Ridomus garantisce l’accesso a banche dati estremamente aggiornate (per esempio il database Ecoinvent 3.1). L’utilizzo di dati specifici è prioritario, per questo motivo è stata condotta una puntuale raccolta dati che ha permesso di approfondire le fasi del ciclo di vita particolarmente impattanti e individuare quelle non coperte da banche dati specifiche.

3.2 DAL PRODUTTORE DEL RIFIUTO ALL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO

Come già evidenziato, il quantitativo di rifiuti gestiti da Ridomus nel 2014 è di 4.357 tonnellate di RAEE del raggruppamento R1. La distanza percorsa fino all’impianto di trattamento è riportata nella tabella seguente:

Tabella 1: Distanza percorsa (km) per il trasporto dei RAEE domestici via terra e via mare all’impianto di trattamento

RAGGRUPPAMENTO

Da produttore a destino finale

Da produttore a stoccaggio

Da stoccaggio a destino finale

R1

311

85

447

3.2.1 FONTE DEI DATI

Il dato di input utilizzato per il calcolo della carbon footprint è il quantitativo di rifiuti gestiti nel 2014 da Ridomus, dato fornito dal consorzio. Le distanze di trasporto sono state calcolate partendo dai dati contenuti nei formulari di trasporto dei rifiuti, caricati nel registro di intermediazione (dati resi disponibili dal consorzio). Per calcolare i km percorsi è stato utilizzato un software specifico per il calcolo delle distanze, computando in modo puntuale i tragitti, partendo dagli indirizzi dei produttori, dei trasportatori e dei destinatari del rifiuto ricavati dai formulari. I percorsi tengono conto anche degli eventuali trasporti attraverso gli stoccaggi. Si è, inoltre, tenuto conto dei percorsi fatti via nave, relativi ai trasporti dalle isole al continente. Ecoinvent è una associazione senza fini di lucro, fondata dagli istituti svizzeri ETHZ, EPFL, PSI, Empa e ART. Ecoinvent offre uno dei più completi database internazionali di LCI (Life Cycle Inventory) con diverse migliaia di serie di dati in materia di 3

Le emissioni specifiche prodotte dai mezzi di trasporto sono state calcolate con la banca dati Ecoinvent 3.13 per singole categorie di mezzi. Per il trasporto dal centro di raccolta comunale del rifiuto professionale fino all’impianto di trattamento, sono stati considerati mezzi con portata compresa tra 7,5 e 16 tonnellate, in quanto confrontabile con la tipologia dei mezzi generalmente utilizzata.

3.2.2 ASSUNZIONI

Per quanto riguarda i trasporti, si è assunto che tutti i quantitativi di rifiuti gestiti/movimentati da Ridomus nel 2014 siano stati trattati nello stesso anno presso gli impianti, senza tener conto di eventuali lavorazioni di stoccaggi effettuati l’anno precedente o giacenze da lavorare l’anno successivo. agricoltura, approvvigionamento energetico, trasporti, biocombustibili e biomateriali, prodotti chimici, materiali da costruzione, materiali da imballaggio, metalli di base e preziosi, lavorazione dei metalli, ICT ed elettronica, nonché il trattamento dei rifiuti.

243


3 ANALISI DI INVENTARIO I chilometri percorsi all’andata sono stati calcolati come la somma delle distanze tra il trasportatore e il produttore del rifiuto e tra questo e l’impianto di trattamento (destinatario), considerando quindi come punto di partenza per ogni viaggio la sede locale del trasportatore. Il viaggio di ritorno è stato conteggiato pari a 0,5 volte quello di andata, perché statisticamente il trasportatore si trova nei pressi dell’impianto di trattamento (o coincide con lo stesso impianto di destinazione). Le distanze di trasporto sono state calcolate come media pesata. È stato inserito anche il servizio di trasporto dalle utenze domestiche ai centri di raccolta: la capacità di

trasporto dei mezzi utilizzati è stata considerata di 3,5 tonnellate e la distanza percorsa è stata stimata in 3,4 km, partendo dall’estensione media dei comuni italiani, pari a 37,3 km2 (fonte dati ISTAT).

3.3 TRATTAMENTO DEI RAEE PRESSO GLI IMPIANTI

Le modalità di trattamento dei RAEE realizzate presso gli impianti possono essere suddivise in diverse fasi: il conferimento, la messa in riserva e il trattamento; quest’ultimo è suddivisibile in: trattamento selettivo e messa in sicurezza dei materiali, smontaggio e recupero del componente, frantumazione e selezione dei materiali, fine vita. La figura seguente fornisce una schematizzazione delle fasi.

Figura 3: Fasi del trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse

Recupero di materiale ed energia Conferimento e messa in riserva

Trattamento selettivo e messa in sicurezza

Smontaggio e recupero dei componenti

Frantumazione e selezione dei materiali Smaltimento

La fase di pretrattamento e messa in sicurezza è una lavorazione preliminare e consecutiva al trasporto, il cui scopo è quello di rendere più sicuro lo svolgimento delle successive fasi di recupero. Essa consiste nell’asportazione di parti mobili delle apparecchiature (sportelli, componenti e cablaggi elettrici, guarnizioni in PVC e/o gomma ed altre parti accessorie quali piani in cristallo, in acciaio, in plastica ecc.) e nella contemporanea rimozione dei materiali classificati pericolosi quali, ad esempio, CFC dai circuiti e dall’olio.

244

La fase di smontaggio, che in genere avviene manualmente, permette di separare diverse componenti che possono poi essere inviate a successivo recupero e di asportare tutte le parti che potrebbero creare problemi alla fase successiva, che consiste nella frantumazione e nella selezione dei materiali da avviare al recupero (metalli ferrosi e non, plastiche, ecc.). Essa è caratterizzata da un maggiore impiego di energia e da soluzioni automatizzate e ad alto contenuto tecnologico.


I materiali così selezionati dovranno essere prioritariamente reintrodotti nei cicli produttivi o avviati a processi di recupero energetico o di massa; i rifiuti prodotti dalle attività di bonifica e trattamento

sono avviati a smaltimento. Di seguito viene sommariamente descritto il trattamento dei RAEE del raggruppamento R1.

TRATTAMENTO

R1

Il trattamento inizia con la messa in sicurezza e lo smontaggio delle componenti pericolose: manualmente vengono asportati cavi elettrici, guarnizioni e parti in vetro. In seguito viene effettuata l’operazione di bonifica del circuito refrigerante, attraverso l’utilizzo di utensili perforanti e l’aspirazione di CFC-HFC e oli, che vengono separati e stoccati. Negli impianti può essere presente un sistema di abbattimento dei CFC, derivanti dalla fase di triturazione del poliuretano (post- combustore). Una volta privato del compressore, il rifiuto viene inviato alla fase di triturazione, che consiste in una riduzione volumetrica e successiva separazione delle varie componenti (principalmente schiume poliuretaniche, metalli ferrosi e non ferrosi, plastica).

245


3 ANALISI DI INVENTARIO Nel grafico 1 sono rappresentati i consumi degli impianti campione4 senza considerare i consumi per la movimentazione interna e, in viola, il valore medio pesato utilizzato per i restanti. Grafico 1: Consumo di energia per il raggruppamento R1 trattato; in blu gli impianti selezionati nel presente studio (in ordine casuale), in rosso la media degli impianti.

MJ/t 800,0

impianto X impianto medio

3.3.2 ASSUNZIONI

700,0

Si è assunto che tutti i quantitativi di rifiuti gestiti/movimentati da Ridomus nel 2014 siano stati trattati nello stesso anno presso gli impianti, senza tener conto di eventuali stoccaggi in anni diversi dal 2014.

600,0

500,0

3.4 DALL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO SELETTIVO ALLA DESTINAZIONE FINALE

400,0

300,0

309,19

200,0

100,0

0

R1

Per motivi di riservatezza, nel grafico gli impianti campione sono riportati in modo anonimo e casuale. 4

3.3.1 FONTE DEI DATI

Gli impianti campione utilizzati per lo studio hanno fornito i valori di energia e/o combustibile utilizzati per il funzionamento dell’impianto di trattamento e, quindi, per la separazione dei vari componenti e materiali che compongono il rifiuto. Dai quantitativi di RAEE lavorati nel corso del 2014 e dai consumi energetici, è stata calcolata l’energia consumata rispetto ad una tonnellata

246

di rifiuto trattato; è stato quindi determinato il consumo medio utilizzato per gli altri impianti. Solo due impianti hanno fornito consumi energetici specifici per il diverso raggruppamento trattato, mentre gli altri avevano a disposizione un dato complessivo. Presso gli impianti è presente un sistema di abbattimento dei CFC derivanti dalla fase di triturazione del poliuretano (in genere impianto di post-combustione), per i quali sono stati raccolti i quantitativi dei consumi energetici e di trattamento dei CFC.

Questa fase comprende le attività che vengono svolte dall’uscita dagli impianti di trattamento selettivo dei RAEE e che riguardano essenzialmente l’invio delle varie frazioni ad operazioni di recupero, smaltimento o ad altro impianto dove viene effettuato un secondo processo di trattamento sulle componenti separate nella fase precedente. Da qui, avverrà poi un successivo trasporto delle frazioni recuperate e dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica e/o in inceneritore. Le fasi di trasporto in uscita dall’impianto di trattamento fanno riferimento al consumo di mezzi con una portata massima di 32 tonnellate.

Per calcolare il destino finale dei vari materiali che derivano dal trattamento presso gli impianti, sono state determinate delle percentuali in base agli output forniti dagli impianti campione, selezionando il materiale in uscita e individuando le percentuali che vanno direttamente a recupero, a trattamento finale e/o a smaltimento. In base alle assunzioni fatte sulle lavorazioni presso gli impianti di trattamento finale e di seguito dettagliatamente descritte, sono state


determinate le frazioni recuperate o smaltite. Sono stati quindi calcolati i km percorsi per ogni differente destinazione.

3.4.1 FONTE DEI DATI

La maggior parte degli impianti campione (circa il 50%) hanno fornito i dati relativi ai CER in uscita dal proprio impianto, attribuendoli alle tipologie (Raggruppamenti) di RAEE cui sono associati: in questo modo, selezionando uno specifico raggruppamento e gli impianti che hanno gestito quel rifiuto per conto di Ridomus nel 2014, è stato possibile calcolare la percentuale e la tipologia di rifiuti e di materia prima secondaria derivante dal trattamento dei RAEE. Per il calcolo dei km percorsi dall’uscita dell’impianto di trattamento fino alla destinazione finale (recupero, discarica, incenerimento) o successiva (trattamento finale), sono state utilizzate le informazioni fornite dagli impianti di trattamento campione, i quali hanno indicato, per ogni CER derivante dalle diverse lavorazione, l’impianto di destinazione. Attraverso l’utilizzo di software pubblici per il calcolo delle distanze, sono stati determinati i chilometri del tragitto su strada, mentre per il traghetto e la nave è stata calcolata la distanza tra i porti in miglia, trasformata poi in km. Inoltre, è stato preso in considerazione anche il consumo dei big bags che le aziende di trattamento utilizzano per il trasporto di alcune tipologie di rifiuti trattati: si è assunto un consumo pari al numero di big bag acquistati nel 2014 da ogni impianto.

3.4.2 ASSUNZIONI

Per quanto riguarda le attività svolte dagli impianti di trattamento finale, non sono state rese disponibili informazioni dagli impianti selezionati (tra cui i consumi energetici e le eventuali emissioni in atmosfera di gas a effetto serra) sostanzialmente perché ritenuti dati confidenziali. I consumi energetici sono stati ricavati dai processi di trattamento presenti nella banca dati Ecoinvent 3.1 per analoghe attività di trattamento rifiuti. I big bags sono stati modellizzati utilizzando processi della banca dati Ecoinvent e il fine vita è stato modellizzato utilizzando le percentuali di recupero, incenerimento e smaltimento in discarica tipiche dello scenario italiano per la plastica (36% riciclo, 32% incenerimento e 32% discarica). Per quanto riguarda il fine vita delle varie componenti/ rifiuti derivanti da questo trattamento finale, il loro trasporto a recupero e/o a smaltimento, in termini di chilometri percorsi, è stato considerato equivalente a quello fatto dagli impianti di trattamento campione rispettivamente a recupero o a smaltimento. Infine, per le attività svolte nel ciclo finale di trattamento, alcune informazioni relative alle percentuali di rifiuto inviato a recupero e/o a smaltimento sono state fornite dagli impianti di trattamento selettivo. Nella tabella riportata di seguito sono elencate le tipologie di rifiuti che derivano dal trattamento del raggruppamento R1 e che, in base alle informazioni fornite durante la raccolta dati, sono poi inviate ad un altro impianto per il successivo trattamento.

247


3 ANALISI DI INVENTARIO Tabella 2: Trattamento finale dei rifiuti derivanti da raggruppamento R1

RIFIUTO

ASSUNZIONI

CAVI

Rifiuto costituito da pvc (62%) e rame (38%); si considera che tutto il materiale venga recuperato in seguito al trattamento finale.

Dati da impianti di trattamento selettivo

COMPRESSORI

Sono costituiti dal’89% di ferro, 6% di alluminio, 3% di rame; dopo il trattamento, tutto il materiale è avviato a recupero. Il restante 3% è dato da scarto inviato a discarica.

Dati da impianti di trattamento selettivo

OLIO

Gli oli minerali usati sono per la quasi totalità oggetto di riciclo o di recupero energetico: solo circa il 3,5% dell’olio raccolto viene smaltito per termodistruzione e il 96,5% è rigenerato e quindi recuperato.

Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e impianti di trattamento selettivo

POLIURETANO

Anche quest’anno tutti gli impianti di trattamento selettivo hanno dichiarato di inviare tale rifiuto tutto a discarica o a incenerimento.

Dati da impianti di trattamento selettivo

CONDENSATORI

La gran parte di questo rifiuto viene avviata alla termodistruzione (più del 71%), ma vengono anche recuperati ferro (26,7%) e alluminio (2%).

Dati da impianti di trattamento selettivo

3.5 IL RICICLO

L’attività di riciclo è considerata come il trasporto dei materiali, derivanti dal trattamento selettivo e finale, all’utilizzatore successivo.

FONTE

Di seguito si riportano i quantitativi recuperati da Ridomus nel 2014 e le relative percentuali.

Tabella 3: Bilancio di massa complessivo per Ridomus, RAEE domestici – anno 2014

RAGGRUPPAMENTO R1

RICICLO DIRETTO*

RICICLO TOTALE

ton

%

ton

%

ton

%

2526,54

57,99%

925,53

21,24%

3452,07

79,23%

* salvo eventuale previa messa in riserva

248

RICICLO DOPO ALTRO TRATTAMENTO


Nella tabella 4 sono riportati i materiali che Ridomus ha recuperato nel 2014, in seguito al trattamento dei RAEE (recupero diretto e recupero dopo trattamento finale). Ferro, plastica e vetro sono i materiali maggiormente recuperati. Tabella 4: Principali frazioni di materiale recuperato dal consorzio Ridomus (in t) – RAEE domestici, 2014 (elaborazione Ambiente Italia)

MATERIALE

R1

alluminio

157,58

carta e cartone

324,32

ferro e acciaio

2250,25

legno

326,83

metalli misti

4,62

olio

12,92

plastica

293,76

rame

55,30

vetro

26,48

3.6 LO SMALTIMENTO

Per quanto riguarda lo smaltimento in discarica e l’incenerimento, sono stati considerati i processi della banca dati Ecoinvent 3.1, specifici per materiale (dove il processo specifico del materiale non era presente si è utilizzato un processo simile). Ciascuna tipologia di materiale a discarica e incenerimento è pertanto caratterizzata da consumi ed emissioni specifiche. È stato considerato tutto il processo di incenerimento, compresa la quota energetica, mentre non sono stati considerati gli impatti evitati (vedi tabella 5).

3.6.1 FONTE DEI DATI Vedi paragrafo 3.4.1

3.6.2 ASSUNZIONI

Vedi paragrafo 3.4.2

3.7 BILANCIO DI MASSA

3.5.1 FONTE DEI DATI

Dalle informazioni fornite dagli impianti campione sono state determinate le percentuali di recupero (vedi paragrafo 3.4.1).

3.5.2 ASSUNZIONI

Le assunzioni fatte sono le stesse del paragrafo 3.4.2.

Di seguito si riporta il bilancio di massa dei RAEE trattati da Ridomus nel 2014. In particolare il diagramma di flusso mostra la movimentazione e il destino finale di una tonnellata di RAEE, mentre nella tabella vengono indicati i quantitativi recuperati dai diversi materiali e quelli smaltiti. Nel 2014, la percentuale di recupero è stata di quasi l’80% per il raggruppamento R1.

Tabella 5: Bilancio di massa complessivo per Ridomus, RAEE domestici – anno 2014

RAGGRUPPAMENTO R1

INCENERIMENTO

DISCARICA

TOTALE

ton

%

ton

%

ton

%

518,57

11,90%

386,20

8,86%

904,77

20,8%

249


R1 1.000 kg di R1 dal CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE 127,6 kg

872,4 kg

STOCCAGGIO 127,6 kg 83,2 kg discarica

1.000 kg di R1 all’impianto di TRATTAMENTO SELETTIVO

90,5 kg incenerimento 246,4 kg

579,9 kg

TRATTAMENTO FINALE

5,4 kg discarica 28,5 kg incenerimento

212,4 kg

792,3 kg di materiale riciclato

da rifiuto a risorsa

250

79,23%


3 ANALISI DI INVENTARIO

MATERIALE

RICICLO DIRETTO*

RICICLO DOPO TRATTAMENTO FINALE

alluminio

117,55

40,04

carta

324,32

ferro

1.617,37

632,88

legno

95,12

198,55

plastica

326,83

rame

18,78

vetro

26,48

INCENERIMENTO

DISCARICA

36,51

metalli misti

4,62

olio

12,92

0,47

CFC-HCFC-HC

23,09

condensatori

0,10

0,34

poliuretano

494,91

316,77 69,09

residui / scarti TOTALE parziale (t)

2.526,54

925,53

518,57

386,20

TOTALE riciclo / smaltimento (t)

3.452,07

904,77

%

79,23%

20,77%

*salvo eventuale previa messa in riserva

251


3 ANALISI DI INVENTARIO 3.8 VALIDAZIONE DEI DATI

La qualità dei dati dello studio finale è stata valutata attraverso bilanci di massa e di energia, che hanno fornito un utile controllo sulla validità della descrizione di ciascun processo unitario, secondo una consolidata procedura interna di verifica incrociata dell’elaborazione dei dati e delle informazioni riportate nel report finale. Nel caso fossero state evidenziate anomalie nei dati, queste sono state verificate caso per caso, acquisendo, eventualmente, dati alternativi conformi ai requisiti di qualità.

3.9 QUALITÀ DEL DATO

I requisiti di qualità dei dati comprendono: - -

252

copertura temporale: tutti i dati primari utilizzati nello studio sono relativi all’anno 2014; copertura geografica: i partner operativi selezionati sono localizzati in diverse parti dell’Italia, in modo

da garantire la copertura geografica dell’area in cui Ridomus gestisce i rifiuti; - precisione: i dati sono stati forniti dai partner operativi di Ridomus, le quali hanno dichiarato la precisione delle informazioni; i dati sono stati verificati direttamente con i responsabili delle aziende, in caso di valori anomali; - completezza: i dati utilizzati nel modello sono completi; - fonte del dato: per ogni dato utilizzato è stata dettagliatamente descritta la fonte da cui sono state ricavate le informazioni.

3.10 FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA

Come già specificato, nelle varie fasi di trattamento, si considera l’elettricità fornita dalla rete nazionale e composta secondo il mix energetico italiano (banca dati Ecoinvent 3.1, aggiornamento 2014).


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI Alla raccolta dati e alla validazione dell’inventario, segue la fase di elaborazione dei dati e la predisposizione del modello di LCA. L’analisi della carbon footprint della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti gestiti dal consorzio Ridomus è stata svolta mediante SimaPro vers.8.0.4., software dedicato e riconosciuto a livello internazionale.

Communication”, che definisce i criteri per la valutazione delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dal ciclo di vita di prodotti o servizi, basandosi sulle tecniche e sui principi della valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) definite secondo gli standard ISO 14040 e 14044.

La prestazione ambientale è espressa mediante la somma delle emissioni e rimozioni di gas ad effetto serra (GHG) nello specifico sistema di prodotto, espresse come CO2 equivalente. La lista dei GHG con i rispettivi coefficienti GWP (Global Warming Potential, 100 anni) utilizzati è ricavata dal V rapporto dell’IPCC 2013 (per lo studio dell’anno scorso erano stati utilizzati i coefficienti del IV rapporto IPCC, 2007).

La norma valuta solo la categoria d’impatto del riscaldamento globale, pertanto non considera altri potenziali impatti ambientali come le emissioni di gas non a effetto serra, l’acidificazione, l’eutrofizzazione, la tossicità, la biodiversità, nonché altri impatti sociali o economici che possano essere associati con il ciclo di vita dei prodotti.

4.1 RISULTATI

Il calcolo dell’impronta di carbonio del servizio di raccolta e trasporto, trattamento selettivo e finale, riciclo e smaltimento dei rifiuti RAEE/Pile Portatili è stato condotto ai sensi della norma ISO/TS 14067:2013 “Greenhousegases - Carbon footprint of products Requirements and guidelines for quantification and

La carbon footprint è una misura che esprime, in termini di emissioni CO 2 equivalente, il contributo al riscaldamento globale delle attività di gestione dei RAEE dalla raccolta al trasporto al trattamento (selettivo e finale), al riciclo fino all’incenerimento e discarica effettuati dai partner operativi del consorzio. Di seguito si riportano i risultati per RAEE domestici suddivisi in assoluti, in percentuale e per tonnellata di rifiuto.

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 6: Carbon footprint totale dei RAEE R1

R1 kg CO2 eq

2.396.748,80

345.379,20

250.412,28

43.861,95

109.656,41

1.394.146,70

253.292,26

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 7: Carbon footprint dei RAEE R1 (in percentuale)

R1 %

100

14,41%

10,45%

1,83%

4,58%

58,17%

10,57%

253


4 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

CARBON FOOTPRINT

TOTALE

RACCOLTA RAEE

TRATTAMENTO SELETTIVO

TRATTAMENTO FINALE

RICICLO

INCENERIMENTO

DISCARICA

Tabella 8: Carbon footprint di 1 tonnellata di RAEE R1 trattato

R1 kg CO2 eq/ton

550,11

79,27

57,48

10,07

25,17

319,99

58,14

Figura 4: Rappresentazione della carbon footprint per RAEE R1 (kgCO2eq/tonnellata di RAEE trattato)

58,14

R1

57,48 10,07 25,17

319,99

254

R1

79,27 Raccolta RAEE

79,27

Trattamento selettivo

57,48

Trattamento finale

10,07

Riciclo

25,17

Incenerimento 319,99 Discarica

58,14


Dalla figura e dalle tabelle sopra riportate, si evince che, per i RAEE del raggruppamento R1, la fase maggiormente impattante è quella dell’incenerimento (58%), seguita dalla fase di raccolta dei RAEE (14%), avvio a discarica (11%), trattamento selettivo (10%), riciclo (5%) e trattamento finale (2%). Per quanto riguarda la fase di raccolta, il valore è direttamente proporzionali alle distanze percorse dai mezzi di trasporto. Le fasi di trattamento selettivo e finale dipendono principalmente dai consumi energetici degli impianti; inoltre, per quanto riguarda il trattamento finale, le emissioni di CO2eq sono legate alla percentuale di rifiuto che subisce un ulteriore trattamento.

L’elevata incidenza della fase di incenerimento è dovuta allo smaltimento finale del poliuretano. Come già evidenziato, nella fase di riciclo sono solo considerati i trasporti del materiale dall’impianto all’utilizzatore successivo, in quanto l’attività di recupero del materiale non rientra nei confini del nostro sistema; le emissioni derivanti dal riciclo, pertanto, sono proporzionali alla quantità riciclata e alla distanza percorsa.

4.2 CONTRIBUTI DEI VARI GHG

Nel grafico seguente è riportato il contributo percentuale dei diversi gas ad effetto serra (GHG) alla carbon footprint.

Figura 5: Contributo dei diversi GHG alla carbon footprint dei RAEE del raggruppamento R1

100%

CO2

90%

CH4

80%

Altri GHG

N2O

70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0

R1

255


5 INTERPRETAZIONE DEL CICLO DI VITA L’ultima fase dell’LCA, interpretazione e analisi di miglioramento, ha lo scopo di proporre i cambiamenti necessari a ridurre l’impatto ambientale dei processi o attività considerati. Il consorzio Ridomus organizza e gestisce per conto dei propri associati un sistema integrato per la raccolta, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature elettriche ed elettroniche), sostituendosi ai “produttori” per tutte le fasi di raccolta, trasporto, stoccaggio, trattamento e smaltimento di questi rifiuti. Per garantire un servizio efficiente ed efficace. Il presente studio prende in considerazione l’intero ciclo dell’attività di gestione dei RAEE del raggruppamento R1 dal consorzio Ridomus ed in particolare il trasporto e il trattamento dei rifiuti. Come dettagliatamente descritto precedentemente, la fase di raccolta dati, ha coinvolto, oltre al consorzio, 7 impianti di trattamento che hanno gestito complessivamente circa il 95% dei rifiuti domestici movimentati dal consorzio; la scelta è stata fatta in modo da coprire tutto il territorio nazionale. Nel 2014, i quantitativi di RAEE domestici avviati a trattamento da Ridomus risultano essere pari a 4.357 tonnellate, con una percentuale di riciclo di quasi l’80%. In particolare, sono stati avviati a riciclo 2.250 tonnellate di ferro e acciaio, 326 tonnellate di legno, 324 tonnellate di carta e cartone, 294 tonnellate di plastica e 158 tonnellate di alluminio. Per quanto riguarda i quantitativi smaltiti, circa 519 tonnellate di rifiuti sono stati avviati a incenerimento e 386 tonnellate a discarica. Lo scopo dello studio è stato quello di calcolare la carbon footprint del servizio gestito da Ridomus di recupero e trattamento dei RAEE domestici (raggruppamento R1), al fine di valutare il contributo al riscaldamento globale

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delle attività svolte dal consorzio in termini di emissioni di CO2 equivalente. In base ai dati raccolti e alle assunzioni fatte, lo studio ha permesso di determinare le emissioni potenziali di CO2 equivalente emesse dal trattamento di una tonnellata di rifiuto, che sono riassunte nella tabella seguente. Tabella 9: Carbon footprint di una tonnellata di rifiuti trattato

CARBON FOOTPRINT

kg CO2 eq/ton

R1

550,11

Come descritto in precedenza, nel ciclo di trattamento dei RAEE il contributo del sistema di trasporto del rifiuto e dei materiali derivati dal suo trattamento risulta determinante, per questo motivo la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra deve quindi concentrarsi sull’ottimizzazione della logistica e sul miglioramento della prestazione dei mezzi da trasporto, anche se la distribuzione territoriale dei punti di prelievo non è influenzabile da scelte strategiche del consorzio. Si potrebbe, inoltre, valutare la possibilità di indirizzare i flussi di RAEE verso quegli impianti di trattamento selettivo a maggior efficienza, incentivando l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, seppure dopo avere effettuato un’indagine sul bilancio complessivo comprensivo del delta trasporti. Invece, per quanto riguarda gli impianti di trattamento finale, la possibilità di controllo da parte di Ridomus sui flussi di RAEE è limitata. Nella logica del continuo miglioramento, ulteriori approfondimenti al calcolo della carbon footprint possono derivare dall’analisi ancora più spinta dei processi di trattamento finale e del destino finale dei rifiuti che ne derivano (tenendo sempre presente che tali attività non sono sotto il diretto controllo del consorzio Ridomus).


L’estensione del campione di impianti di trattamento selettivo potrebbe affinare il dato, ma non rappresentare sostanziali miglioramenti della precisione della CF finale.

5.1 VALUTAZIONE DELL’INCERTEZZA

L’analisi dell’incertezza è definita dalla norma UNI EN ISO 14040:2006 come Procedura sistematica per quantificare l’incertezza, introdotta nei risultati di un’analisi d’inventario del ciclo di vita, dagli effetti cumulativi dell’imprecisione del modello, dell’incertezza degli elementi in ingresso e della variabilità dei dati. La norma ISO/TS 14067 elenca come requisito la valutazione dell’incertezza, ma non vengono forniti orientamenti dettagliati. La valutazione dell’incertezza è stata effettuata mediante l’analisi di Montecarlo sull’intero ciclo di vita, utilizzando l’incertezza di default dei processi delle banche dati. La variazione del risultato finale della carbon footprint è pari al pari al 12% (intervallo di confidenza del 95%; copertura del dato 75%).

5.2 LIMITAZIONI

La carbon footprint è la somma delle emissioni e rimozioni di gas serra di un sistema prodotto, espressa in CO2 equivalente, relative all’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’uso ed al fine vita del prodotto. La carbon footprint si basa su uno studio di Life Cycle Assessment (LCA), un metodo standardizzato a livello internazionale e descritto in precise norme internazionali, ma i vincoli e le scelte richieste dall’applicazione della metodologia possono influenzare i risultati e pertanto la valutazione, accurata e completa, può presentare margini di errore, anche se non rilevanti. Si sottolinea infine come la CFP è un singolo indicatore e non può pertanto rappresentare da solo l’impatto ambientale complessivo del prodotto oggetto del presente studio.

257


6 BIBLIOGRAFIA Decreto Legislativo 25 luglio 2005, n. 151: “Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti” D.M. 25 settembre 2007, n. 185, “Istituzione e modalità di funzionamento del registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)” Decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27 “Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2011/65/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005” Decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 “Gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche — Attuazione direttiva 2012/19/Ue — Modifica del D.Lgs. 151/2005” ISO/TS 14067 “Greenhousegases - Carbon footprint of products - Requirements and guidelines for quantification and Communication” ISO 14040:2006 Environmental management – Life cycle assessment - Principles and Framework ISO 14044:2006 Environmental management – Life cycle assessment – Requirements and Guidelines IPCC (2013), Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change United Nation University, “Review of Directive 2002/96 on Waste Electrical and Electronic Equipment–Study No. 07010401/2006/442493/ETU/G4” Report Istat, La superficie dei comuni, delle province e delle regioni italiane (dati al 9 ottobre 2011) Centro di Coordinamento RAEE, www.cdcraee.it Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, www.cdcnpa.it

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