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Estate 2014

ALPE Alpe di Siusi Magazine

CASTELROTTO · SIUSI ALLO SCILIAR · FIÈ ALLO SCILIAR · ALPE DI SIUSI · TIRES AL CATINACCIO

Sulla scia dei fiori alpini Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio

La Saltnerei I cowboy dell’Alpe di Siusi

Che formaggio Il caseificio del maso zu Fall a S. Valentino


Alto Adige. È bello sentirsi arrivati.

Un viaggio in Alto Adige/Südtirol è sempre l’inizio di un’esperienza unica che ti offre emozioni autentiche. E la meravigliosa sensazione di essere nel posto giusto. www.suedtirol.info


Foto: SAM/Helmuth Rier

Editoriale & Sommario

Cari ospiti!

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rascorrere l’estate nell’area vacanze Alpe di Siusi significa godere di belle e rilassanti vacanze a stretto contatto con una natura incontaminata, dove l’avventura fa da padrona. Fare escursioni o arrampicate, andare in mountain bike, cimentarsi nel parapendio, nell’equitazione o nel nuoto, gironzolare oppure oziare, qualsiasi cosa decidiate di fare, per tutta la vacanza dimenticherete la quotidianità. Variegate come le idee per le vacanze sono anche le località alle falde dello Sciliar: oltre a Castelrotto, Siusi, Fiè allo Sciliar e Alpe di Siusi ora anche Tires al Catinaccio con il leggendario regno di Re Laurino viene annoverato tra le perle dell’area vacanze Alpe di Siusi. Quest’edizione punta i riflettori sul saltner “Much”, un cowboy dell’Alpe di Siusi alias Michael Tirler che, nei mesi estivi, è responsabile del bestiame sugli alpeggi e conosce ognuno dei “suoi” circa 400 bovini, cui si sommano Avelignesi e capre. Il pascolo degli animali sono gli alpeggi in fiore che esploriamo con Riccardo Insam, guida del parco naturale, che ci accompagna alla scoperta del profumato mondo dell’Alpe di Siusi. In un viaggio esplorativo un po’ diverso si cimenta Hartmann Stampfer, il maratoneta di Fiè che conosce il mondo di corsa: un atleta d’eccezione che ha già portato a termine 200 maratone in tutto il globo. A piacevoli momenti gastronomici provvedono le ristoratrici Luisa Schenk e Martha Fink Markart, che vivono in due mondi culinari, abbinando abilmente la tradizione alpina con quella mediterranea. Seguendo

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Corpus Domini Pagina 6

le tracce del gusto incontriamo anche Joachim Rier che nel suo laboratorio, il piccolo caseificio di Maso zu Fall, produce formaggio biologico di latte dolce.

Tour nel Parco Naturale Pagina 10

Il mito delle Dolomiti Pagina 12

Much, il Saltner

Con gli aeromodellisti sullo Spitzbühl arriviamo poi al settimo cielo, o meglio nel paradiso degli appassionati di volo, mentre, a chi desidera aleggiare sulle note, ricordiamo i Kastelruther Spatzen, che nel 2014 celebrano il 30° anniversario della loro festa. Infine, nell’intervista di ALPE vi presentiamo Stephan Pramstrahler, l’uomo che da un anno guida le sorti del “Golf St. Vigil Seis”.

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ALPE vorrebbe anche essere un’utile guida per la vostra vacanza: oltre ad informazioni importanti sui servizi pubblici e dati interessanti, presenta molti consigli circa i migliori ristoranti, trattorie e punti d’incontro, così come numerose e allettanti possibilità per lo shopping nei paesi dell’altopiano e dintorni. Questo magazine contiene anche un programma dettagliato di eventi, appuntamenti culturali e ricreativi, da vivere in compagnia. Se deciderete di partecipare, l’album delle vostre vacanze sarà ricco di momenti felici e indelebili.

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Vi auguriamo di trascorrere un meraviglioso e indimenticabile soggiorno, all’insegna di benessere e relax.

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In mani femminili Pagina 20

Al caseificio di Maso zu Fall Pagina 25

Di corsa per il mondo Pagina 30

Aeromodellismo sullo Spitzbühl Sul campo da golf St. Vigil Seis Pagina 40

L’anniversario della Festa dei Kastelruther Spatzen Pagina 44

I 10 consigli dell’area vacanze Alpe di Siusi Pagina 46

Anteprima estate 2014 Pagina 48

Anteprima inverno 2014/15 Visto & sentito

Eduard Tröbinger Scherlin - Presidente per Alpe di Siusi Marketing e le Associazioni Turistiche di Castelrotto, Siusi allo Sciliar, Fiè allo Sciliar, Alpe di Siusi e Tires al Catinaccio Estate | ALPE 5


Corpus Domini I

n Alto Adige, il Corpus Domini viene vissuto come la festa religiosa più importante dell’anno: si tratta della “Cerimonia del santissimo corpo e sangue di Cristo”, con cui la presenza fisica di Gesù viene celebrata nel sacramento dell’Eucarestia. Dopo la Santa Messa, uomini e donne in abito tradizionale sfilano per il paese in una festosa processione, il cui percorso viene delimitato da cespugli di pioppi. Inoltre, intorno ai quattro vangeli oppure ai relativi altari sono disposti rami di palme benedette. La processione del Corpus Domini, a cui partecipano il coro della chiesa e la banda musicale, così come associazioni, federazioni e autorità, testimonia il profondo legame della popolazione con il suo credo e la tradizione.

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Sulla scia dei fiori Pantaloni alla zuava, camicia a quadri e cappello verde in feltro fanno parte del passato: oggi, l’escursionismo è chic e molto di moda. Ecco perché sempre più persone partecipano ai tour nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio.

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Testo: Barbara Pichler Foto: Helmuth Rier

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gni anno, l’Ufficio Parchi Naturali dell’Alto Adige, in collaborazione con l’Associazione Turistica dell’area vacanze Alpe di Siusi, organizza oltre 40 escursioni a tema. L’origine delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO, gli eventi geologici nel corso di 270 milioni di anni di storia della terra, le marmotte o i valorosi cavalieri e i loro manieri sono argomenti che meritano di essere approfonditi. Ma sono soprattutto le escursioni tra i fiori con Riccardo Insam a essere particolarmente amate. Da metà maggio a metà luglio, questa guida escursionistica illustra agli ospiti la grande varietà floreale dell’Alpe di Siusi e la ricchezza di piante di brughiera, prati e paludi, che

affascinano gli escursionisti. In passato, in occasione del progetto “Habitat Sciliar”, sono state catalogate tutte le specie di flora e fauna dell’Alpe di Siusi: gli scienziati hanno scoperto circa 790 spermatofite e pteridofite.

Escursione tra i fiori. Davanti all’Associazione Turistica dell’Alpe di Siusi, la guida Riccardo Insam attende gli ospiti che si sono iscritti all’escursione tra i fiori. Nativo della Val Gardena, da numerosi anni si occupa di natura nelle vesti di assistente del parco naturale, consulente ambientale e, da molto tempo, anche come guida escursionistica dell’Alpe di Siusi. “La natura è la mia passione. Per me è un piacere mostrare agli ospiti i magnifici fiori dell’al-


alpini peggio. Durante il tour emergono anche interessanti discorsi su cambiamento climatico, sostenibilità e sull’Alpe di Siusi, il posto di lavoro più bello del mondo”, racconta Riccardo, entusiasta. Questa guida turistica conosce tutto dell’Alpe: il biotopo alpino, le piante di prati e pascoli e gli animali che vi abitano. La fioritura determina il corso di ogni escursione e, durante l’estate, si raggiungono aree sempre più in quota. I colori di rododendri e genziane risplendono in lontananza, mentre l’intenso profumo delle erbe aromatiche d’alpeggio accompagna il gruppo durante il percorso. “Sono anni che mia moglie e io trascorriamo le vacanze estive nell’area vacanze Alpe di

Siusi. Quasi ogni giorno, intraprendiamo escursioni tra i prati e, dal momento che sono un appassionato di botanica, porto sempre con me un manuale. Oggi, invece, mi farò spiegare tutte le differenti specie di fiori da una guida esperta”, rivela Francesco, un membro del gruppo. Con entusiasmo Riccardo indica le piante che crescono lungo il margine del sentiero e sugli alpeggi: a quest’altitudine sono spesso molto piccole e poco appariscenti, tanto che potrebbero sfuggire a un occhio non allenato. Riccardo conosce aneddoti su ogni specie: di quali restano pochi esemplari o quali crescono nuovamente in abbondanza, poiché sono state poste sotto tutela ambientale. Agli escursionisti più curiosi, infine, rivela le proprietà curative delle piante officinali. »

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Centro visite Sciliar-Catinaccio a Tires. Duran­te le escursioni, i visitatori scoprono l’area protetta dell’Alpe di Siusi e il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, il primo dei sette parchi naturali altoatesini, che s’estende su una superficie di 7291 ettari delle Dolomiti occidentali. I quasi 7000 ettari dell’Alpe di Siusi sono un’area protetta, nonché una zona periferica del parco naturale. Nel Comune di Tires, in Val Ciamin, sorge il centro visite (nei prossimi anni, Siusi allo Sciliar ne ospiterà uno nuovo) e presso il Laghetto di Fiè un piccolo punto informativo.

Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio è habitat per una varietà quasi infinita di piante e animali.

“Il centro visite di Tires, all’ingresso della Val Ciamin, è stato integrato in un’ex segheria. L’antico edificio con l’appartamento del segantino è stato conservato e la segheria veneziana è stata ristrutturata:

un’autenticità apprezzata dai visitatori”, spiega Klaus Puntaier, assistente presso la struttura. Infine, sono stati accuratamente inseriti nuovi elementi espositivi: una stazione audio che offre informazioni sulle seghe e sui versi degli uccelli, così come una sala proiezioni con indicazioni su fauna, flora e geologia del parco naturale. Inoltre, una volta alla settimana, l’impianto viene messo in funzione.

Punto informativo presso il Laghetto di Fiè. Accanto al parcheggio sorge il punto informativo del parco naturale, dove i visitatori scoprono informazioni su flora e fauna circostanti e sui pesci che vivono nel Laghetto di Fiè. Oltre al dettagliato materiale informativo, c’è sempre qualcuno a disposizione per fornire ulteriori informazioni. «

Parco naturale Sciliar-Catinaccio Dal 20 maggio al 2 settembre 2014 (date indicate sul calendario di ALPE), escursioni nel parco naturale con Riccardo Insam, guida escursionistica.

Orario d’apertura del centro visite del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio a Tires: dal 3 giugno al 4 ottobre 2014, da martedì a sabato, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Nei mesi di luglio e agosto, aperto anche la domenica. Attivazione della segheria veneziana: mercoledì alle ore 11, 15 e 16.30.

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Orario d’apertura del punto informativo presso il Laghetto di Fiè: dal 9 luglio al 22 settembre 2014, da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 17.30; chiuso il lunedì.


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Foto: SAM/Laurin Moser

L’affascinante mondo delle Dolomiti seduce soprattutto per le bizzarre formazioni di roccia e l’inconfondibile colorazione.

Il mito delle Dolomiti

Dal 2009 sono Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO, per l’alpinista estremo altoatesino Reinhold Messner sono “le montagne più belle del mondo” e per molti sono il sinonimo per eccellenza della vacanza estiva: l’ineguagliabile bellezza delle Dolomiti colpisce tutti.

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na barriera corallina pietrificata che si eleva verso il cielo definisce l’impareggiabile mondo alpino delle Dolomiti. Grazie alla loro bellezza monumentale e al loro significato geologico e geomorfologico, i cosiddetti “monti pallidi” nel 2009 sono stati inclusi dall’UNESCO nel Patrimonio Mondiale. Suddivise in nove aree, di cui fa parte anche il Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio, le Dolomiti sono considerate ufficialmente uno dei più bei paesaggi naturali del mondo.

40 anni parco naturale Sciliar-Catinaccio. Il parco naturale più antico dell’Alto Adige è stato istituito nel 1974. L’area protetta, grande 7.291 ettari, si trova nella parte occidentale delle Dolomiti altoatesine. Lo Sciliar è un imponente massiccio dolomitico, che, con le sue torri Santner e Euringer, rappresenta una delle immagini simboliche dell’Alto Adige. Anche il massiccio del Catinaccio, con le sue innumerevoli cime, è conosciuto molto oltre i confini della regione. Una delle tante vette del massiccio, il Catinaccio d’Antermoia, raggiunge i 3.002 metri. Fanno parte del parco naturale anche i boschi di Siusi, Fiè allo Sciliar e Tires, oltre alla Val Ciamin. «

Bruneck Brunico

Südtirol

Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

5 St. Ulrich

7 Sciliar-Catinaccio, Latemar 8 Rio delle Foglie 9 Dolomiti di Brenta

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Tiers/Tires

7

Auronzo Corvara

Canazei

2

8

Cortina d’Ampezzo

Alleghe

Pieve di Cadore

1

Agordo

3

Longarone

Cimolais

Pordenone

Madonna di Campiglio Fiera di Primiero

9 Trento

Belluno

Udine

Belluno Feltre

Trentino

Ampezzo

4

Zoldo

Cavalese

5 Dolomiti Settentrionali 6 Puez-Odle

6

Fiè allo Sciliar

Bozen Bolzano

2 Marmolada

4 Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave

St. Vigil S. Vigilio

Kastelruth Ortisei Castelrotto Seis am Schlern Seiser Alm Siusi allo Sciliar Alpe di Siusi Völs am Schlern

1 Pelmo, Croda da Lago 3 Pale di San Martino, San Lucano Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine

Brixen Bressanone

Meran Merano

Lienz Toblach Dobbiaco

Pordenone


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Much, il Saltner L’area vacanze Alpe di Siusi ha tre saltner: uno nell’area del Ciapit, uno sullo Sciliar e il terzo a Saltria, che è anche il più giovane. Si tratta di Michael Tirler, conosciuto da tutti con il soprannome di “Much”.

M

entre Much indossa l’abito e il cappello da saltner, Daisy, la sua cavalla avelignese, lo aspetta impaziente per cavalcare insieme a lui nel Bosco dei buoi. Much è originario di Maso Untermulserhof di Castelrotto, lavora come pastore all’Alpe di Siusi ed è responsabile dei pascoli che s’estendono a est di Malga Saltner. Sebbene

dal punto di vista legale il saltner-capo sia Alexander Ciabattoni, gestore di Malga Saltner, in concreto è Much a sorvegliare il bestiame.

Il termine “saltner” deriva dal latino “saltus”, che può essere tradotto con “luogo per il pascolo”. Il più antico saltner della leggenda dell’Alpe di Siusi è Partschott, il guardacaccia e pastore del bestiame »

Testo: André Bechtold Foto: Helmuth Rier

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del famoso Laurino, il re degli gnomi. Quando questo fu fatto prigioniero da Teodorico il Grande, maledì il suo giardino delle rose, impedendo che fiorisse di giorno e di notte, tralasciando però il crepuscolo. Ecco come si spiega l’enrosadira, il rosso ardente che tinge le Dolomiti al tramonto. Re Laurino dimenticò anche il suo saltner e, così, ancora oggi Partschott vaga per i boschi dell’Alpe di Siusi, dov’è facile vederlo soprattutto in occasione dei solstizi. E Much l’ha incontrato spesso…

trare in chiesa armati; un diritto che non fu revocato nemmeno sotto Napoleone. Inoltre, un tempo, ai saltner veniva vietato di sposarsi e le domestiche o le figlie degli agricoltori dovevano stargli lontano. Questi guardiani, però, erano personaggi molto affascinanti: si diceva che fossero in grado di parlare con gli animali ed erano uomini forti che vivevano nella natura, da cui traevano la loro energia. Much sorride malizioso, quando gli si chiede se sia così ancora oggi.

Tra il 1473 e il 1477, fu redatto il cosiddetto “Castl­ rutterische Seiser Albm Zetl”, un ordinamento giudiziario composto da 45 articoli, in cui si fa riferimento anche ai saltner, che venne poi integrato nel 1582 e 1583. L’articolo 22 stabiliva come il saltner dovesse sorvegliare il bestiame e, ad esempio, comunicare entro tre giorni la scomparsa di un esemplare. Sebbene i pericoli odierni siano minori rispetto a quelli affrontati dai suoi predecessori, Much è tenuto a farlo ancora oggi, che l’Alpe di Siusi non è più popolata né da lupi, né da orsi. Gli ultimi lupi furono introdotti nel 1966, in occasione delle riprese del film cult di Roman Polanski “Il ballo dei vampiri”. Much è comunque sempre molto indaffarato e, a giugno, quando il bestiame lo raggiunge in alpeggio, ricorda ognuno dei 400 vitelli che gli vengono affidati, oltre a conoscerne il proprietario. A questi si sommano anche gli avelignesi e le capre.

Il suo predecessore, il saltner Peter Sattler rac-

Much suddivide i pascoli e stabilisce un’eventuale aggiunta di pietre saline, per poi occuparsi di sorvegliare i bovini, prestando attenzione a non perderli di vista. Qualora un animale si ferisse o presentasse i sintomi di una malattia, Much deve avvertire il veterinario e, come già stabilito nel 1473/77, il proprietario. Ogni giorno, percorre i pascoli a piedi o a cavallo, fino all’inizio di ottobre, quando ha luogo la nota transumanza, oggi accompagnata da un folto pubblico. All’epoca dell’Imperatrice Sissi, il saltner era diventato un’attrazione turistica nelle aree vitivinicole dell’Alto Adige e, adornato di piume, sembrava uscito da un romanzo di Karl May. Tuttavia, il saltner delle vigne ha poco in comune con quello dell’alpeggio, sebbene in entrambi i casi si tratti di una figura avvolta dal mistero e dall’erotismo. I saltner erano gli unici ad avere il permesso di en-

contò che dava particolare importanza all’antico diritto secondo cui, per ogni animale ricondotto a valle, doveva ricevere uno schüttelbrot (pane di segale croccante). Inizialmente, però, numerosi giovani agricoltori non desideravano rispettarlo e, così, Peter si regolò di conseguenza: quando questi si presentavano per condurre a valle il loro bestiame, fingeva di non sapere dove fosse quella mattina, costringendoli a ritornare, con lo schüttelbrot ovviamente! Sebbene questa sia una “professione” leggendaria, resta pur sempre una realtà essenzialmente dura e faticosa, paragonabile all’immagine romantica e la realtà dura del cowboy americano. Much non ha recitato in nessun film western, ma ormai è conosciuto anche oltre i confini dell’Alto Adige. Durante la trasmissione Herbstshow di ZDF (3 novembre 2013), il reporter Eric Mayer l’ha accompagnato nei suoi giri, illustrando anche i singoli oggetti che porta con sé, come il corno, il frustino e il costume tipico. Sempre su ZDF, il 2 gennaio 2014, è andata in onda la terza serie della trasmissione “Auf dem Dach Europas” (Sul tetto d’Europa), in cui si vede Much in occasione della transumanza. Quando s’incontra Michael Tirler a Castelrotto, sembra un giovane normalissimo. Se lo si vede nel suo “mondo”, invece, è il saltner Much ed è bello credere alle vecchie storie, a nostalgiche profezie del futuro e al ritorno di Re Laurino. Osservandolo cavalcare in lontananza sulla sua Daisy, attraverso i pascoli al cospetto del fiammeggiante Sassopiatto, il tempo magicamente si ferma e quando Much parla con un anziano, che improvvisamente si dilegua all’orizzonte della leggendaria Alpe di Siusi, allora, l’eredità di Partschott riprende vita. «

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In buone mani … femminili La simpatica guida turistico-gastronomica “Südtiroler Weiberwirtschaften” presenta numerose donne speciali, come le due ristoratrici Luisa Schenk e Martha Fink Markart dell’area vacanze Alpe di Siusi.

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bbiamo selezionato le ristoratrici e le cuoche, presentate in questo libro, per illustrare il maggior numero di caratteri, storie e modelli di vita. Inoltre, la gamma degli esercizi commerciali è varia come la regione stessa: dalle buschenschank (osterie contadine) dei masi, passando per rifugi alpini, tradizionali trattorie di paese ed enoteche, fino ai ristoranti stellati”, rivelano l’autrice Elisabeth Augustin e la fotografa Anneliese Kompatscher. Le ristoratrici e le cuoche altoatesine hanno la fortuna di vivere in due mondi gastronomici (uno autoctono e alpino, l’altro leggero e mediterraneo), destreggiandosi facilmente con creatività e ingegno tra ricette regionali, classici e specialità in chiave moderna.

Testo: Barbara Rier Foto: Anneliese Kompatscher © dal libro “Südtiroler Weiberwirtschaften”, Edizione Hädecke

La molteplicità delle donne selezionate e delle ricette presentate rende speciale questo libro. Con una grande capacità d’immedesimazione e una sana dose di curiosità, Elisabeth Augustin è riuscita a far raccontare alle imprenditrici la storia della loro vita, consentendo ai lettori di scoprire

dettagli che oltrepassano i confini della cucina. Infine, la fotografa Anneliese Kompatscher non dà solo molto spazio all’individualità delle donne, ma fa anche venire l’acquolina in bocca, ritraendo ricette descritte perfettamente.

Luisa Schenk. Quest’amante dei cavalli è la proprietaria del Rifugio Zallinger sull’Alpe di Siusi. Con Hans Schenk, il marito mancato nel marzo 2010, ha gestito lo Zallinger per numerosi anni e condiviso anche la passione per gli Avelignesi. Coadiuvata da un collaboratore, si occupa dell’allevamento dei cavalli nel suo maso di Laion, mentre al rifugio la affianca, ora, il nipote Markus. Luisa Schenk è l’anima dello Zallinger e, durante l’alta stagione, è sempre molto indaffarata. Oltre al ristorante, gli ospiti hanno a disposizione anche 16 camere, quattro delle quali (a più letti) vengono occupate soprattutto in estate dagli escursionisti che trascorrono numerosi giorni sulle Dolomiti. A oltre 2.000 m s.l.m., il Rifugio Zallinger è un mondo a sé, dove l’ospitalità ha una lunga tradizione e tutti possono godersi la quiete e un paesaggio sconfinato. In inverno, la cucina locale attira in questi famosi »

Guida turistica gastronomica Il lettore scopre gli indirizzi degli esercizi a gestione femminile e gli orari d’apertura, con una precisa descrizione di come arrivare. Inoltre, ogni capitolo offre un consiglio per un tour. Il libro, pubblicato dalla casa editrice Hädecke in lingua tedesca, è opera della collaborazione di due donne: l’autrice Elisabeth Augustin di Fiè allo Sciliar è giornalista e scrive anche per ALPE (Alpe di Siusi Magazine); la fotografa Anneliese Kompatscher, nata a Fiè e cresciuta nell’Hotel Heubad di Fiè di Sopra, vive da molti anni nei pressi di Monaco e, fin dall’infanzia, è esperta di gastronomia e cucina locale. Anni fa, ha ricreato e fotografato le ricette della mamma, pubblicandole nel libro di successo “La cucina nelle Dolomiti”.

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Agnello stufato Ricetta di Martha Fink (Per 4-6 persone) Ingredienti 100 g di carote 50 g di sedano 100 g di cipolla 3 patate 800 g di coscia d’agnello Sale, pepe macinato fresco 2-3 cucchiai d’olio d’oliva 250 ml di vino bianco 1 tazza di brodo di manzo 1 mazzolino di erbe aromatiche miste 2 rametti di rosmarino

Preparazione · Lavare o sbucciare le carote e tagliarle a dadini. Pelare le cipolle e sminuzzarle. Sbucciare le patate e tagliarle a metà (a pezzi, se sono grandi). · Riscaldare il forno a 200 °C. · Condire la carne con sale e pepe. Riscaldare l’olio d’oliva in una casseruola e rosolare completamente le cosce d’agnello. Sfumare con il vino bianco, lasciare addensare un po’ e versare il brodo di manzo. Aggiungere le patate, le erbe aromatiche e i rametti di rosmarino. Cuocere a fuoco lento per 40 minuti, girando sempre la carne e versarvi la salsa. Contorno ideale: patate e insalata di crauti.

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e remoti angoli dell’Alpe di Siusi numerosi sciatori, escursionisti e, soprattutto, appassionati di slittino, così come amanti delle passeggiate e della mountain-bike, in estate. Vengono servite prevalentemente ricette altoatesine, come carne di manzo all’agro, spezzatino, costolette di maiale o differenti varietà di canederli e di pasta, rese perfette da dessert quali kaiserschmarrn (frittata dolce accompagnata da marmellata di mirtilli rossi) e torte fatte in casa. La carne proviene dall’allevamento di Luisa e l’insalata dal suo orto a Laion. Cosa fa la felicità della padrona di casa? Il benessere dei suoi ospiti!

Martha Fink Markart. La proprietaria del Vecchio Maso Faust cura con molto impegno e passione la sua azienda, che gestisce da sola, occupandosi del benessere dei suoi ospiti. Chi è alla ricerca di qualcosa di rustico e tradizionale, è nel posto sbagliato: il Vecchio Maso Faust affascina con un abile connubio di tradizione ed eleganza contemporanea, e con eccellenti decorazioni

naturali che donano armonia all’ambiente. Quest’aspetto creativo si rispecchia anche nelle ricette di Martha Fink: il pane fatto in casa, la zuppa di zucca, i ravioli ripieni di mele, ricotta e speck, la sottospalla di vitello con le patate al rosmarino, così come tutti i dolci al cucchiaio o i piccoli snack, infatti, sono impareggiabili. Le specialità vengono servite fresche e preparate al momento. Il vino proviene dai vicini masi Gump e Besserer, mentre la Schiava, il più noto vitigno autoctono dell’Alto Adige, è prodotta con il raccolto del suo piccolo podere vitivinicolo. Anche la frutta e la verdura sono del suo orto: ciliegie, albicocche, prugne, fichi e cotogne diventano squisite marmellate, mentre gli ortaggi vengono offerti sottaceto o come mostarde. Al Vecchio Maso Faust gli ospiti dovrebbero sentirsi come a casa e, talvolta, al termine di un ottimo pasto, la creativa ristoratrice si accomoda con loro nell’accogliente stube e comincia a suonare la chitarra o il pianoforte. «


IL FIENO DELL’ALPE DI SIUSI In un metro quadrato di prato di montagna dell’Alpe di Siusi si trovano sino a 80 diverse erbe, piante e fiori, tra cui alchemilla, genepì, pulsatilla, achillea, genziana, primula e arnica, solo per citarne alcune. Tutte le ricche sostanze organiche naturali con la loro efficace azione rivitalizzante, si trovano nella linea di trattamenti per la pelle Original fieno alpino. Un autentico dono della natura per la pelle.

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Il Maso zu Fall di S. Valentino ospita il piccolo caseificio di Joachim Rier, un entusiasta agricoltore che, insieme alla moglie Michaela, si occupa di nove vacche da latte, un negozio e appartamenti per le vacanze.

Che formaggio! A

novembre 2013, il giovane agricoltore Joachim è diventato padre per la prima volta. La piccola Amelie non conosce ancora né i formaggi, né le mucche, e nemmeno il panorama mozzafiato su Sciliar e Punta Santner, che è possibile ammirare dal Maso zu Fall. Forse fra qualche anno, si recherà con i genitori nella stalla, aiuterà a produrre il formaggio o in negozio. Per il momento, Amelie passeggia per il maso nella sua carrozzina, spinta dal padre che, organizzandosi bene, trova sempre il tempo per lei. Questo, infatti, è stato uno dei motivi che hanno spinto il qualificato geometra a scegliere il maso: abitare dove lavora. E, grazie al caseificio, ha trovato una professione che gli consente di vivere. A gennaio 2014, il giovane figlio di un albergatore di Castelrotto ha rilevato il maso del padre. Joachim lo aiuta da quando, quasi 20 anni fa, comprò il Maso zu Fall, e così è nata la sua passione per l’agricoltura. Dopo l’esame di maturità, ha lavorato per cinque anni come geometra, ma sedeva in ufficio pensando a quanto ci fosse da fare al maso. Così, ha

proposto al padre, che ancora oggi collabora con lui, di rilevare l’attività agricola e lavorare il latte. I magnifici dintorni sono il regno di nove capi di grigio alpina, una razza autoctona tradizionale dell’Alto Adige, che restano nella stalla solo per il foraggiamento, per poi fare rapidamente ritorno all’esterno. “Le mucche vivono all’aperto quasi giorno e notte. Nella natura si sentono bene e dormono poco, poiché ruminano circa 24 ore su 24”, spiega Joachim. Il maso conta oltre dieci ettari di prato, una parte dei quali si estende anche sull’Alpe di Siusi, dove i vitelli trascorrono l’estate e le mucche si nutrono del fieno aromatico; un toccasana per il latte, nonché il segreto del successo di un formaggio saporito.

Il caseificio del maso. Ogni due giorni, al Maso zu Fall ha luogo la produzione del formaggio, per un totale di quasi 600 volte negli ultimi tre anni. I locali adibiti al caseificio sono adiacenti alla stalla: un piccolo ma raffinato laboratorio e una sala, in cui vengono ordinatamente immagazzinate le »

Testo: Barbara Pichler Foto: Helmuth Rier

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forme di formaggio. La pulizia è il massimo imperativo di quest’attività e Joachim lavora nella sua “cucina del formaggio” con un camice bianco, una cuffia e stivali tanto lustri da potercisi specchiare, che indossa solo nel caseificio. Inizialmente controlla la quantità di latte presente nel grande bollitore, per poi aggiungere i batteri dell’acido lattico necessari, in base a una tabella. “Mi affascina il lavoro tecnicamente preciso del caseificio: è quasi come un laboratorio scientifico”, rivela Joachim. Al Maso zu Fall viene prodotto esclusivamente formaggio di latte dolce con presame bio proveniente dallo stomaco delle vitelle, che fa cagliare il latte senza che diventi acido. Con il suo pregiato latte grezzo Joachim produce tre varietà di formaggio: quello a pasta molle di Castelrotto, quello a pasta dura e quello di montagna di Cima Santner, che maturano da cinque settimane a tre mesi in un’apposita cantina, prima di essere venduti. Il formaggio è un prodotto vivo e in costante sviluppo: si calcola che ne esistono circa 5.000 diversi tipi. Il giovane agricoltore ingentilisce il formaggio a pasta dura anche con cumino, chili, pepe o trigonella. Questa spezia aromatica, che cresce in tutti gli orti degli agricoltori altoatesini, è tipicamente impiegata per il pane con lievito di pasta acida, che un tempo veniva prodotto nei masi. Con le sue specialità Joachim Rier ha già attirato l’attenzione su di sé durante il Festival del formaggio, a Campo Tures. Per ampliare l’offerta, il giovane agricoltore ha in serbo una novità per l’estate: lo yogurt, anche perché lui stesso lo adora. Da tre anni, ogni venerdì Joachim Rier vende i suoi prodotti al mercato contadino estivo di Castelrotto, dove ha uno stand e numerosi clienti entusiasti, che presto potranno apprezzare anche lo yogurt fresco del Maso zu Fall. «

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Zu Plun Distillatore di acquaviti. Florian Rabanser è l’entusiasta distillatore di Maso Zu Plun, la distilleria più in quota dell’Alto Adige, unica nelle Dolomiti. Rabanser rivela che gli elementi essenziali per produrre acquaviti pure e genuine nel paiolo di rame sono la qualità e il livello di maturazione di frutta e vinacce locali. Dal momento che la distilleria può impiegare solo un volume limitato di alcol, il maso predilige la qualità alla quantità e, al termine del duplice processo di distillazione, la grappa matura ancora un anno, prima di essere venduta.

Distilleria Zu Plun Florian Rabanser S. Valentino, 9 39040 Siusi allo Sciliar Tel. 335 60 095 56 www.zuplun.it info@zuplun.it

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Gin - Premiato a Londra. Genziana, ginepro, arnica, coccola della rosa canina, sambuco e altre 19 erbe aromatiche locali, raffinate con un pizzico di limone: ecco gli ingredienti del “DolGin” di Florian Rabanser. Grazie a quest’eccellente connubio, il dry gin delle Dolomiti è stato premiato a Londra, la roccaforte di questo liquore. La Distilleria Zu Plun produce anche grappe, rum e distillati di frutta. Liquid Dolomites. Dal 13 al 15 gennaio, l’area vacanze Alpe di Siusi è il punto d’incontro di barman e produttori di distillati. “Liquid Dolomites” celebra la cultura alpina dei bar: nuove ricette, mix innovativi, star di questo mondo e uno show dedicato ai cocktail presentano quest’arte. Inoltre, è possibile degustare whiskey, rum, gin e vodka dei più noti produttori.


Hartmann Stampfer: “Una maratona è una sfida per riuscire a percorre 42 km.”

Di corsa per il mondo Lui si definisce un “ambizioso podista amatoriale”, altri lo considerano un atleta d’eccezione che, in dodici anni, ha partecipato a 200 maratone. Determinato e con ferrea volontà, Hartmann Stampfer di Fiè corre in giro per il mondo.

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omen est omen”: da un “tipo duro” (Hartmann, in tedesco) ci si aspetta la capacità di prendere e dare, come da questo corridore nato nel 1960 a Fiè allo Sciliar. Quando Hartmann Stampfer s’allena al Laghetto di Fiè, non spicca tra gli altri podisti. È in quest’idil-

liaca quiete alle falde dello Sciliar, che adora prepararsi alla prossima grande sfida, programmata da lungo tempo e attesa scrupolosamente. Hartmann è un maratoneta che scrive la storia dello sport e si gode la sua materia preferita, la geografia, in un modo davvero particolare. »

Testo: Elisabeth Augustin Foto: Helmuth Rier

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“Correre è una cosa importante, ma non la più importante.”

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Come tecnico dei comandi a distanza presso le ferrovie, Hartmann può dedicare con flessibilità il suo tempo libero allo sport. Se dalla prima gioventù si trattava del ciclismo, nel 2001, quest’abitante di Fiè ha cominciato a correre con i figli, all’epoca ancora piccoli. Essendo un uomo spinto da grande curiosità e da una certa ambizione, la prima grande corsa non si fece aspettare a lungo: la Maratona dell’Alto Adige, il 1° aprile 2002. Si trattava dell’ultima che avrebbe avuto luogo a Bolzano, la prima della pressoché infinita serie di Hartmann, che conosceva tutte le strade della città e aveva il presentimento che sarebbe stata un’occasione unica. “Se riesco in questa maratona in una città che conosco così bene, allora le altre non saranno un problema”, credeva Hartmann che, così, superò facilmente il primo ostacolo. Nel 2003, una brutta lesione ostacolò la sua partecipazione a ulteriori maratone, sebbene si pose l’obiettivo di correrne ancora nella sua vita. Il momento giunse solo un anno dopo: nel 2004, Hartmann partecipò alla maratona di Roma. “Finora è stata la più bella”, racconta con entusiasmo. “La corsa è stata come una visita della città con partenza e traguardo al Colosseo, fino a Piazza Venezia e Piazza San Pietro, lungo il Tevere e facendo ritorno per l’antico e venerabile Centro Olimpico, fino a Piazza Navona, Piazza di Spagna, oltrepassando la Fontana di Trevi e numerosi monumenti. Ma non come un turista qualsiasi, bensì correndo!”

Una corsa, una tantum. Il curioso maratoneta comprese subito che la corsa era strettamente legata ai viaggi e, così, nacque il suo motto: ogni maratona una sola volta. “Ogni maratona è unica e dovrebbe essere ricordata come tale”, rivela Hartmann. Grazie a questa filosofia, “l’Italia maratoneta” gli diede il soprannome di “Paganini”, poiché nemmeno Hartmann ripete! Così, divenne un entusiasta collezionatore di maratone, noto per la sua eccellente preparazione sia nel “100 Marathon Club” italiano, che in quelli di Austria e Germania. Inoltre, come altoatesino, Hartmann si sente un anello di giunzione tra nord e sud. Ma per lui 100 maratone non erano abbastanza e la raccolta si è trasformata in una dipendenza. “Ci sono oltre 1.000 maratone, non c’è da preoccuparsi”, sorride, malizioso. Quasi la metà delle sue finora 199 maratone le ha corse in Germania e in Italia, sebbene il suo hobby l’abbia spinto in 49

stati, che potrebbe elencare singolarmente. Il maratoneta ha viaggiato, o meglio corso, in tutti i continenti del mondo, “eccetto Oceania e Antartide”, precisa. In Europa, restano in sospeso solo Repubblica Ceca, Bulgaria, Bosnia Erzegovina e Cossovo. Per Hartmann Stampfer una maratona è sempre una nuova sfida. Ogni volta, deve organizzare la partenza, trovare un pernottamento adeguato, analizzare il percorso e molto altro ancora. Per riuscirci, lavorando, non deve solo gestire bene il suo tempo, ma anche avere a fianco una partner che lo supporta. “Mia moglie Johanna è la mia prima fan”, rivela con orgoglio Hartmann. “Se possibile, mi accompagna e segue la corsa lungo il tragitto, documentandola fotograficamente.” L’organizzazione deve avvenire il prima possibile e, quindi, essere progettata da lungo tempo, per ridurre i costi e trovare le migliori opzioni per il viaggio.

Hartmann ama i numeri, e, memoria, potrebbe facilmente tracciare la sua intera carriera di podista in diagrammi numerici e tabelle: la prima maratona nel 2002 a Bolzano, sei anni dopo (2008) la centesima a Berlino, dopo altri sei anni (2014) la duecentesima a Londra. Ricorda ogni percorso, i tempi e probabilmente anche la quota di partecipazione. Ha corso 26 maratone nel 2006, 37 nel »

Pronti, attenti … Alpe! La corsa torna protagonista sull’altipiano più grande d’Europa. L’Alpe di Siusi Running, dedicata agli appassionati della corsa in altitudine, prende il via il 6 luglio 2014 con la seconda Mezza Maratona Alpe di Siusi. Una gara che, partendo e arrivando a Compaccio, consente di misurarsi sulla distanza della mezza maratona di 21,0975 lungo i saliscendi montani inseriti nel Running Park Alpe di Siusi e rappresenta una sfida eccezionale per i suoi 601 metri di dislivello e per i panorami mozzafiato che offre. Un percorso che, incorniciato dalle Dolomiti, attraverso pascoli e prati fioriti, si sviluppa su un tracciato circolare con viste spettacolari. Fianco a fianco ai partecipanti alla Mezza Maratona, pronti a dare preziosi suggerimenti, correranno maratoneti kenyoti di fama internazionale che, dal 28 giugno al 12 luglio, torneranno ad allenarsi su questi tracciati perfetti. www.alpedisiusi.info/running

SEISER ALM | ALPE DI SIUSI

HALF MARATHON

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2007 e 2008, 34 nel 2009. Momentaneamente, la sua prestazione sportiva è di “massimo dieci maratone all’anno, una cifra chiara e facilmente raggiungibile”, spiega. La statistica personale di Hartmann dimostra che ha corso 44 maratone in meno di 3.30 ore, 150 in meno di 4 ore e 49 in più di 4 ore. Il tempo, con cui raggiunge la meta, non è il dettaglio decisivo; all’inizio della carriera desiderava essere il più bravo e veloce possibile, ma nel corso degli anni è diventata più importante la collezione di maratone e, infine, il desiderio di scoprire il mondo correndole. Sul suo sito internet (www.stampfer.org), il maratoneta ha accuratamente documentato la sua esperienza con dettagliati resoconti e immagini, che parlano chiaro: si tratta di un uomo che si diverte “on tour” e conoscendo nuove persone.

I ricordi e le esperienze di ogni maratona valgono molto di più che la collezione di medaglie.

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Piancavallo, in Friuli Venezia Giulia. Il maratoneta gioisce, pensando alle corse a Firenze, Venezia, Verona, Brescia, Pisa e Napoli, per non parlare di San Pietroburgo e di quelle meravigliose in Spagna e Scandinavia. Inoltre, l’hanno affascinato anche corse in montagna e nella natura, dalla leggendaria Jungfrau Marathon fino alla Maratona Bressanone Dolomiti.

Maratone eccezionali. Grazie a una memo-

Hartmann Stampfer non può rinnegare il suo istinto: compiere qualcosa di straordinario. Una maratona, dunque, non era più sufficiente, così corse anche la cosiddetta “doppietta”: una maratona il sabato e un’altra la domenica. “È semplicemente una questione di testa”, rivela. Ci è riuscito già tre volte e, inoltre, il programma prevede già qualche ultramaratona: le 100 miglia di Berlino e il Passatore da Firenze a Faenza, ad esempio. Proprio come se fosse la cosa più normale del mondo!

ria impeccabile, Hartmann Stampfer ricorda ogni singola corsa, soprattutto quella in una prigione di Darmstadt, dove “girò” con 25 detenuti che si erano allenati per sei mesi, quella in una miniera di potassio in Turingia, 700 metri sotto terra e in presenza di un’umidità molto bassa, quella nell’antica galleria dell’Elba ad Amburgo o una su due piani in un edificio di Norimberga. In Italia l’offerta di maratone non è così stravagante, tuttavia Hartmann non dimentica, sebbene in negativo, la corsa in un capannone su un fondo di cemento a

Finora, Hartmann non si è ancora ritirato da nessuna maratona, per dirlo in termini tecnici “ha sempre tagliato il traguardo”. La ricetta del suo successo? “Accendere il cervello, non sovraffaticare il corpo e non mettersi pressione”. Correre una maratona è questione di pazienza e per i 42.195 km ne serve molta, ma soprattutto è fondamentale un’ottima gestione dell’energia. Ad aprile 2014, Hartmann avrà partecipato a Londra alla sua 200esima maratona. «


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Butterfly sullo Spitzbühl Lo Spitzbühl sull’Alpe di Siusi è un paradiso per gli amanti dell’aeromodellismo, che qui possono approfittare di una corrente ascensionale calda che ne fa un’area di volo unica.

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Testo: Rosa Maria Erlacher Foto: Helmuth Rier

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o Spitzbühl è una cima sul margine occidentale dell’Alpe di Siusi, affacciata su un panorama indimenticabile. Le ripide pareti dello Sciliar, precedute dalle guglie dolomitiche di Punta Santner e Punta Euringer, sembrano così vicine da poterle sfiorare, mentre lo sguardo vaga in lontananza sulla conca di Bolzano e la Val d’Adige fino ai ghiacciai del principale crinale alpino. Gli ampi alpeggi terminano

repentinamente sul bordo del pendio, al di sotto del quale s’estende un ampio bacino che accoglie la località di Siusi. Quando questa conca protetta dal massiccio dello Sciliar si riscalda, ha origine una corrente ascensionale che trasforma lo Spitzbühl in una magnifica rampa di lancio per chi vola in parapendio e deltaplano e atterra sui prati al di sopra di Siusi, »


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dopo essersi lasciato trascinare in alto oltre lo Sciliar. Gli aeromodellisti annoverano lo Spitz­ bühl tra le migliori località delle Alpi, contraddistinto da una corrente ascensionale calda, che è normalmente così forte da creare turbolenze lungo il bordo del pendio, da cui prende vita un ciclo ventoso locale. “Può accadere che la corrente ascensionale calda trascini letteralmente in cielo i nostri aeromodelli”, racconta Matthias. È normale che salgano di oltre tre metri al secondo e possono ridiscendere altrettanto rapidamente. “Quindi devono essere sufficientemente resistenti, per sopportare queste pressioni”, sottolinea. Tuttavia, l’aria calda s’alza solo nelle ore pomeridiane e questo può mettere a dura prova la pazienza degli appassionati piloti.

Difficile accesso. La strada che porta all’Alpe di Siusi è chiusa alle auto dalle 9 alle 17. I piloti, dunque, devono oltrepassare il punto di controllo a S. Valentino entro le 9 e possono lasciare gratuitamente il loro veicolo nel parcheggio davanti alla stazione a valle della seggiovia Spitzbühl, che in pochi minuti consente di raggiungere l’omonima cima; a piedi si deve salire sulla strada forestale consolidata, superando un dislivello di 200 m. L’impianto di risalita è in funzione dalle 8.30 alle 17.15 e, chi si ferma più a lungo, deve ritornare al parcheggio a piedi. Le specialità altoatesine della Baita Spitz­ bühl o le conversazioni tecniche sulla sua meravigliosa terrazza assolata con altri aeromodellisti amatoriali consentono d’ingannare il tempo, nell’attesa che si presentino le condizioni di volo ideali. Chi non vuole aspettare, può prendere la cabinovia Alpe di Siusi da Siusi a Compaccio, per poi proseguire a piedi per 20/30 minuti, scendendo alla stazione a valle della seggiovia Spitzbühl.

Oppure, è possibile salire con l’autobus Alpe di Siusi Express da Siusi, passando per Castelrotto, e scendere direttamente al parcheggio Spitzbühl. Nell’omonima baita è affisso un elenco, su cui gli aeromodellisti registrano la loro presenza. “Quest’elenco segue il motto chi prima arriva, meglio alloggia”, spiega Matthias. Ma si potrebbe anche trovare un accordo. Matthias è una persona particolarmente conciliatrice e, pertanto, è in sintonia anche con i piloti di deltaplano e parapendio, che partono dallo Spitzbühl. “La vita di un uomo è appesa a ‘un pezzo di stoffa’. Quindi, per quanto possibile, io e il mio modello ci teniamo il più lontano possibile. Se il paracadute ha la meglio, gli lascio spazio e faccio atterrare il mio aeromodello”, spiega così il suo punto di vista.

Sfide. Matthias, inoltre, sa bene che un agricoltore non vuole che i suoi campi vengano calpestati, solo perché sono un magnifico punto d’atterraggio e ritiene che “I prati recintati dovrebbero essere rispettati”. Qualora un atterraggio su uno di essi è inevitabile, è opportuno recuperare il modello con la maggiore cautela possibile. In ogni caso, per gli aeromodellisti far atterrare il proprio velivolo sullo Spitzbühl è un’ardua sfida. Con un po’ d’esercizio si potrebbe toccare terra direttamente al punto di partenza. Il prato sale di alcuni metri dal bordo del pendio. Arrivando con il vento in coda, ci si solleva molto rapidamente. Il punto d’arrivo ufficiale è un prato che scende vicino alla seggiovia e che viene utilizzato anche per gli atterraggi d’emergenza, quando si vola sotto il bordo del pendio. “Comunque sono già riuscito ad effettuare atterraggi molto dolci”, rivela Matthias con un pizzico d’orgoglio. Ma se qualcosa si rompe, lo attendono numerose ore di lavoro in officina, per fare in modo che il modello possa tornare a volare. “Fa parte del gioco e, dopotutto, la meticolosità di questi interventi mi diverte quanto volare”. «

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Dalla primavera 2013, il “Golf St. Vigil Seis” a 18 buche è gestito dalle famiglie d’imprenditori Pramstrahler di Fiè e Stuffer di Bolzano.

Signor Stephan Pramstrahler, com’è passato dai successi di albergatore del Romantik Hotel Turm di Fiè allo Sciliar a comproprietario di un campo da golf? Dopo aver realizzato una struttura straordinaria, i precedenti titolari sono stati sopraffatti dai debiti e, quando è stata messa all’asta, ho fatto la mia offerta insieme alla famiglia Stuffer. Nutro verso questo campo un pro-

L’“eagle” del campo da golf

fondo legame sentimentale, poiché è qui che ho cominciato a giocare e, inoltre, so che è apprezzato da numerosi ospiti del Romantik Hotel Turm e di altri alberghi. All’acquisto non mi ha motivato solo il suo grande potenziale turistico, ma anche il fatto che, in futuro, quest’impianto di 60 ettari può rappresentare un’ulteriore possibilità di sviluppo imprenditoriale e alberghiero.

Ha dovuto apportare molte modifiche al campo da golf? No, non è stato necessario. Già prima che lo rilevassimo, era annoverato tra i 40 migliori campi da golf d’Europa e, come ha rivelato un noto giornalista del settore, è uno di quelli su cui si deve assolutamente giocare almeno una volta nella vita. Grazie all’impeccabile design dell’architetto paesaggista Bernd Hofmann e del professionista di golf Wolfgang »

Intervista: Rosa Maria Erlacher Foto: Helmuth Rier

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Jersombek, infatti, questo spettacolare campo, impegnativo dal punto di vista sportivo e tecnico, è stato magnificamente incastonato nella natura circostante. Ora non ci resta che migliorarne la cura e ottimizzare costantemente la sicurezza lungo strade, sentieri e recinzioni. Inoltre, prestiamo attenzione anche ai piccoli dettagli, ad esempio, collocando contenitori di mele a disposizione dei giocatori presso i tee di partenza.

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Il Golfhotel Sonne è stato cambiato? Sì, era inevitabile e, ora, è gestito direttamente dal Romantik Hotel Turm. Abbiamo riarredato le camere, così come il centro benessere, e poi abbiamo investito notevolmente nell’area accessibile ai golfisti. Al termine di una partita, i giocatori possono degustare specialità a base di prodotti qualitativamente pregiati, presso il Ristorante 19, che è stato ristrutturato,

o sulla terrazza panoramica. Infine, la nuova eleganza del wine bar crea un’atmosfera d’assoluto benessere. Lei, che è un appassionato giocatore di golf, come descriverebbe il Campo St. Vigil Seis? Sono numerosi i campi su cui è meraviglioso giocare, ma prima o poi ce li dimentichiamo. Il Campo St. Vigil Seis, invece, è differente:


ogni buca è interessante, rappresenta una nuova sfida e lascia un ricordo indelebile. Alcune possono essere definite “spettacolari” come, ad esempio, la buca 15/Par 3 che ha il dislivello maggiore d’Europa, e poi ci sono dirupi, ruscelli, fairway ampi e stretti, si gioca in salita e in discesa, costeggiando anche alberi e laghetti. Questo campo richiede la massima concentrazione, ma consente comunque il

gioco anche ai principianti. Infine, il magnifico panorama con vista sulle vicine cime dolomitiche, le lontane vette alpine e i boschi, i prati e i borghi dei dintorni è unico al mondo.

simo di 250, per offrire a tutti un tempo di gioco sufficiente. Inoltre, abbiamo stipulato accordi con i nostri 25 hotel partner, i cui ospiti godono dello sconto del 30% sul green fee.

Chi può accedervi? Tutti coloro che sono in possesso di un’abilitazione al campo valida. Finora, il club conta circa 150 soci, anche alcuni a distanza, e abbiamo fissato il limite a un mas-

Quali servizi offre il Campo da golf St. Vigil Seis? Abbiamo un ampio driving range con 32 tee di partenza coperti e disposti su due livelli, un’area per l’allenamento con putting green, »

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pitching green e chipping green, e bunker per la pratica. Il golf pro Rudi Knapp, direttore della Scuola di golf St. Vigil Seis, e i suoi assistenti offrono lezioni d’altissimo livello: vengono proposti corsi per bambini e ragazzi, golf clinic per adulti e, inoltre, Rudi prepara anche i principianti al campo e ai tornei, oltre ad allenare giocatori professionisti come il nostro Aron Zemmer. Infine, abbiamo ampliato il parco

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macchine, affittiamo cart elettrici e trolley, anche alimentati a batteria, disponiamo di un deposito per l’attrezzatura da golf e, vicino al driving range, ci sono docce e spogliatoi a disposizione dei giocatori. Senza dimenticare il Ristorante 19 e la sua magnifica terrazza. Inoltre, ogni giovedì organizziamo una weekly cup, aperta a tutti, che si conclude con una grigliata serale sulla terrazza.

Quali sono le Sue prospettive per il futuro? Anno dopo anno, miglioreremo senza sosta le nostre offerte per i golfisti. Per questo abbiamo bisogno di energia e lungimiranza, proprio come l’aquila del nostro logo, che non rappresenta solo l’eagle nel gioco del golf, ma anche la regina del cielo, che volteggia tra le pareti dello Sciliar al di sopra del campo. Ringraziamo per l’intervista.


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La grande festa dei Kastelruther Spatzen Quest’anno a ottobre, uno dei gruppi musicali di maggiore successo a livello europeo festeggia il 30° anniversario del mega spettacolo che ogni anno organizza nella sua località natale.

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“Questo è un ringraziamento per i fan, che sono sempre stati dalla nostra parte, hanno acquistato i CD e partecipato ai concerti”, rivela il frontman Norbert Rier. Giovedì, ai fedeli fan club è dedicata una festa speciale sulla piazza del paese.

Quindi, anche se non sarà l’ultima festa dei Kastelruther Spatzen, sarà comunque un evento assolutamente straordinario che durerà cinque giorni, dal 9 al 13 ottobre, e non tre come di consueto.

Chi partecipa all’evento si godrà un programma di prima classe, che vedrà sul palco gli Spatzen minimo sei volte con le loro migliori hit, vecchie e nuove. A questo revival contribuiscono anche i loro ex compagni, Andreas Fulterer e Oswald Sattler, che hanno intrapreso la carriera da solisti. Edelseer, Südtiroler Spitzbuam e altri gruppi di musica popolare creeranno la giusta atmosfera, senza dimenticare Jürgen Drews, noto ovunque come il “Re di Maiorca”. E se ancora non vi basta, non perde-

romette di essere una festa indimenticabile e non solo perché si mormora che, al termine, i Kastelruther Spatzen si ritireranno a vita privata, ponendo fine alla loro carriera. “Queste chiacchiere sono prive di qualsiasi fondamento”, smentiscono gli interpreti sulla cresta dell’onda della musica popolare da tre decenni, “non siamo intenzionati a smettere, finché ci divertiremo a fare musica e i fan vorranno ascoltarci.”

Testo: Rosa Maria Erlacher Foto: Helmuth Rier

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tevi la serata conclusiva di gala con i Kastelruther Spatzen, gli Amigos e Semino Rossi.

30ª festa degli Spatzen. Nel 1984, dopo aver vinto l’oro con “Das Mädchen mit den erloschenen Augen” (La ragazza con gli occhi spenti), il gruppo organizzò la prima festa insieme alla banda musicale. Su un prato leggermente fuori dal centro del paese venne montato un grande tendone e i fan arrivarono da ogni dove per festeggiare la consegna del primo disco d’oro da parte della casa discografica Koch Records.

Quel tendone accolse 1.200 persone e Karl Schieder, fondatore del gruppo, era a capo dell’organizzazione. Avendo riscosso il grande favore dei fan, la festa fu ripetuta anche l’anno successivo e quello dopo ancora, in un tendone sempre più grande ma pur sempre troppo piccolo, per poter contenere una schiera di fan in costante aumento. Così, inizialmente, la festa degli Spatzen venne suddivisa in due fine settimana e, a un certo punto, Castelrotto cominciò a ospitare il più grande tendone d’Europa, che accoglieva oltre 12.000 spettatori. »

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All’inizio degli anni ’90, Richard Fill e Karl-Heinz Gross, manager degli Spatzen deceduto in tragiche circostanze, erano responsabili dell’organizzazione, poiché i preparativi e le difficoltà burocratiche, collegati a un simile mega evento, richiedevano molto tempo, impegno e professionalità. “Sicurezza, ordine e pulizia sono i nostri massimi imperativi”, sottolinea Fill, parlando del suo incarico. Ogni anno, oltre 1.000 volontari collaborano con le associazioni locali, che di volta in volta accolgono i fan. A questi si aggiungono i volontari nel settore sanitario, servizio d’ordine e parcheggio, la polizia locale e i Carabinieri, così come il pronto intervento medico: tutte attività che devono essere coordinate, per poter assicurare uno svolgimento senza contrattempi.

A prova di stress. “Pur cominciando con i preparativi numerosi mesi prima, gli imprevisti sono inevitabili”, racconta Fill. Una volta, ad esempio, dovemmo far parcheggiare oltre 265 pullman sui prati adiacenti. Nel 1998, invece, piovve durante l’intero montaggio del tendone e i numerosi pullman dovettero posteggiare lungo le strade circostanti, a causa dell’erba bagnata. “Così, abbiamo imparato a organizzare bus-navetta da ogni località”, rivela Fill. Il capo del comitato organizzativo, un uomo a prova di stress, ricorda soprattutto la festa degli Spatzen dell’ottobre 2013: cominciò a nevicare già il giovedì, ma i Vigili del Fuoco volontari fecero in modo che il concerto del venerdì potesse avere luogo senza problemi; il sabato, però, nevicò nuovamente. “Il tendone non è in grado di sopportare carichi estremi”, spiega Fill. Quindi, si dovettero intagliare delle grondaie per far cadere la neve che fu rimossa in tempo record, per poi asciugare il pavimento del tendone con 400 metri cubi di segatura. “Poco meno di un’ora prima dell’inizio del concerto, ottenemmo l’autorizzazione ufficiale per aprire al pubblico”, ricorda Fill e “nonostante il grande numero di fan, la festa fu perfetta e il tendone pervaso da un’atmosfera eccezionale!”. «

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I 10 luoghi da visitare nell’area vacanze Alpe di Siusi Centro storico di Castelrotto Il simbolo di Castelrotto è il campanile barocco ben visibile in lontananza, affiancato da un’imponente chiesa in stile neoclassico, un municipio interessante dal punto di vista architettonico, edifici con dipinti sulle facciate e una storica collina porfirica, il Colle. Chi desidera ammirare Castelrotto dall’alto, può salire i 298 gradini del campanile di 82 m, per godersi il meraviglioso panorama sul paese e i dintorni.

Marinzen L’Alpe di Marinzen, che si estende a circa 1.500 m d’altitudine, è un’amata meta escursionistica estiva. Oltrepassando la stazione a valle dello lift Marinzen, il sentiero sale attraverso i prati e successivamente il bosco verso l’omonima alpe, che si può anche raggiungere in pochi minuti con la seggiovia. Una volta arrivati, vi attendono uno zoo per i più piccoli con animali da accarezzare, un avventuroso parco giochi e un laghetto per la pesca. Durata dell’escursione: 2 ore circa.

Centro visite del Parco Naturale a Tires All’imbocco della Val Ciamin, all’interno dell’antica segheria Steger (una segheria veneziana nuovamente funzionante), sorge il centro visite del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio con informazioni sull’area protetta, la sua geologia, flora e fauna. La segheria e l’abitazione del segantino, testimoni della tradizione artigiana e della cultura alpina, sono state conservate. Il centro visite è aperto dal 3 giugno al 4 ottobre, da martedì a sabato, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Nei mesi di luglio e agosto è aperto anche la domenica. Ogni mercoledì alle ore 11, 15 e 16.30, viene attivata l’antica segheria veneziana.

Sentiero Oswald von Wolkenstein e Rovine di Castelvecchio Oswald von Wolkenstein risiedeva a Castelvecchio, al di sopra di Siusi allo Sciliar. Lungo il Sentiero Oswald von Wolkenstein, gli escursionisti scoprono come il poeta e cavaliere viveva con la sua gente nel lontano 15° secolo. Quest’emozionante percorso oltrepassa le Rovine di Castel Salego e di Castelvecchio, raccontando aneddoti sul galateo a tavola e sugli strilloni dell’epoca di cavalieri e damigelle. Il facile sentiero tematico segue un piacevole percorso didattico-escursionistico, apprezzato non solo dai bambini. Durata dell’escursione: 2 ore circa.

Maso Pfleger a Sant’Osvaldo Il Maso Pfleger è il primo maso altoatesino delle erbe biologiche in cui, su una superficie di 20.000 m², la famiglia Mulser coltiva circa 80 differenti erbe aromatiche e oltre 500 diverse piantine locali ed esotiche. In primavera ed estate, il Maso Pfleger si trasforma in un paradiso di colori, aromi e fragranze. Il maso è aperto tutto l’anno: in estate, da lunedì a venerdì alle ore 16.00, hanno luogo le visite guidate e, i mercoledì d’agosto, il Pflegerhof attira nel mondo delle erbe aromatiche le famiglie nella cornice dell’evento “Streghe e magia all’Alpe di Siusi”.

46 ALPE | Estate


Sciliar e Monte Pez Cima simbolo dell’Alto Adige, massiccio altoatesino delle streghe, barriera corallina pietrificata: lo Sciliar ha numerosi nomi e il suo rilievo più elevato è Monte Pez (2.563 m). In tutte le stagioni e in ogni momento del giorno, avvolto dalle nubi o dalla nebbia, nella scintillante luce del sole o al crepuscolo, lo Sciliar affascina l’uomo da millenni. Numerosi sentieri, alcuni secolari, si snodano fino alla cima, partendo da Fiè allo Sciliar, Siusi, Castelrotto o dall’Alpe di Siusi (Sentiero dei turisti). L’altipiano dello Sciliar è raggiungibile anche da Tires.

Castel Prösels Chi era Leonardo di Fiè? Quando ebbe luogo l’ultimo processo a una “strega” a Castel Prösels? Durante una visita guidata attraverso quest’imponente maniero, gli amanti della cultura conosceranno tutte le risposte, ammaliati dalla collezione di armi nella sala dei pilastri e dalla cappella di Sant’Anna. Le visite di Castel Prösels hanno luogo dal 1° maggio al 31 ottobre 2014. Inoltre, tutti i martedì di agosto, il programma “Magici simboli” attende le famiglie.

Val Ciamin L’escursione in Val Ciamin, una vallata romantica e selvaggia tra lo Sciliar e il Catinaccio, ha inizio al di sopra di San Cipriano e, attraversando i prati Doss e la sorgente Schwarzn Lettn, raggiunge i prati Erster Leger, da dove si prosegue verso le sorgenti del Ciamin: nell’arco di pochi metri il letto secco del rio si trasforma in un vivace ruscello alpino. Meta dell’escursione è il Rechter Leger, un meraviglioso belvedere con area di sosta e panorama sulle Torri del Principe e le Cime del Ciamin.

Laghetto di Fiè Un tuffo a 1.056 m s.l.m.: il Laghetto di Fiè, il più incantevole lago balneabile dell’Alto Adige, è stato ripetutamente premiato da Legambiente per l’ottima qualità delle sue acque. Con una temperatura di circa 22 °C è l’ideale per rinfrescarsi e, inoltre, la breve escursione intorno a questo bacino è adatta anche alle famiglie con bambini piccoli e carrozzine, anziani e disabili.

Giro del Bullaccia con le Panche delle streghe e il belvedere Engelrast Il Bullaccia non accoglie solo i belvedere più affascinanti con una vista a 360°, ma anche alcuni luoghi energetici. Il tour del Bullaccia conduce alla piattaforma panoramica Engelrast e da lì, passando per la croce Filln, alle Panche delle streghe, per poi proseguire fino alla croce Goller. Consiglio: concedetevi una sosta sulle Panche delle streghe, proprio come facevano le Streghe dello Sciliar. Durata dell’escursione: 3 ore circa.

Estate | ALPE 47


Foto: Oswald von Wolkenstein-Ritt / Helmuth Rier

Anteprima estate 2014

> 30 maggio - 2 luglio 2014

> Luglio 2014

> 8 - 28 luglio 2014

> Estate 2014

32 Cavalcata Oswald von Wolkenstein

Mese del Running e della Mezza Maratona Alpe di Siusi

Schlern International Music Festival

Estate: Tutti in famiglia!

a

Nessun altro evento riesce a fondere così sapientemente storia, sport, tradizione, cultura e folclore come la celebre cavalcata intitolata ad Oswald von Wolkenstein. Il tradizionale spettacolo equestre è celebrato ogni anno sullo sfondo di un paesaggio unico e di fronte ad un pubblico in visibilio. Il torneo storico ha inizio al Castel Forte a Ponte Gardena: vessilli al vento, i cavalieri passano di torneo in torneo mettendo alla prova le loro doti di velocità, abilità e governo del cavallo. Spirito di squadra, coraggio e amore per l’animale: questi i requisiti fondamentali chiesti ad una squadra che voglia aggiudicarsi il prestigioso concorso. Al termine delle sfide, la solenne premiazione a Castel Prösels fra la pompa e lo sfarzo tipici del grande poeta e cantore lirico. La presentazione delle squadre partecipanti e la grande festa si terranno nella località di Siusi. www.ovwritt.com

48 ALPE | Estate

Con la 2a Mezza Maratona Alpe di Siusi in data 6 luglio, l’allenamento dei maratoneti keniani e la Running Shoe Experience, il mese di luglio è all’insegna del running. La mezza maratona all’Alpe di Siusi, l’altipiano più vasto d’Europa, è non solo una gara affascinante per il panorama mozzafiato delle Dolomiti, ma è anche una sfida particolare per i suoi 601 m di dislivello. Per la terza volta consecutiva, quest’anno saranno presentati al pubblico i nuovi modelli delle collezioni di scarpe da running dell’anno 2015. Per tutti coloro che vogliono testarli lungo i tracciati del Running Park Alpe di Siusi, l’appuntamento è per il 27 e il 28 luglio con Alpe di Siusi Running Shoe Experience. Dal 28 giugno al 12 luglio 2014, i migliori maratoneti keniani ritorneranno ad allenarsi sull’altipiano più grande d’Europa dove si prepareranno per i prossimi appuntamenti podistici. Il 6 luglio saranno i maratoneti keniani stessi a correre fianco a fianco con i partecipanti della mezza maratona all’Alpe di Siusi. Un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati della corsa!

Come le precedenti, anche la dodicesima edizione dello Schlern International Music Festival offre l’insolita possibilità di ascoltare concerti di musicisti di fama mondiale nel territorio dell’Alpe di Siusi. Il programma del festival prevede anche quest’anno, oltre al concorso internazionale, corsi di approfondimento e workshop, circa 35 concerti pomeridiani e serali, a cui parteciperanno riconosciuti professori di musica e giovani artisti provenienti dall’America del Nord e del Sud, dall’Asia e dall’Europa. Tutti i concerti, i corsi e i workshop sono aperti gratuitamente al pubblico. Solo i concerti delle grandi star sono a pagamento. Le note degli straordinari Misha Maisky, Paul Badura-Skoda, Sergey Khachtryan e Alexander Rudin saranno fonte di un eccellente piacere musicale. www.schlernmusicfestival.eu

In estate l’Alpe di Siusi si trasforma in un paradiso magico per i bambini: in occasione del Dolomiti Ranger grandi e piccoli detective scoprono l’architettura faunistica, osservano gli animali notturni, ne seguono le tracce ed esplorano il loro biotopo. Assieme alla strega Martha, grandi e piccini vanno sulle tracce di streghe e stregoni. Si può scegliere tra una passeggiata notturna tra fate e folletti assieme alla strega Martha, creare delle streghette d’erbe oppure ricercare magici simboli; lo spasso e il mistero sono garantiti. Coloro che invece preferiscono esplorare la vita di un maso lo possono fare con il programma “Un universo in fattoria”. Oltre vedere da vicino mucche e cavalli le famiglie scopriranno anche come il grano viene trasformato in farina e la farina in pane. www.alpedisiusi.info


Foto: SAM / Helmuth Rier

> Estate 2014

> 9 luglio - 12 agosto 2014

> 14 luglio - 18 agosto 2014

> 1 - 31 ottobre 2014

Escursioni per gli amanti dei fiori

Silenzi d‘Alpe

Summer Classics di Siusi allo Sciliar

37° Dispensa di Fiè

Nel territorio dello Sciliar nel corso dell’anno si possono trovare oltre 790 piante da fiore e felci dai più diversi aspetti e di diversa provenienza. Sui prati delle malghe, sui pascoli e sui ghiaioni spuntano tipici fiori alpini e molte altre rarità botaniche. Nel corso dell’anno l’Ufficio Parchi Naturali organizza in collaborazione con le associazioni turistiche dei comuni del Parco Naturale circa 30 escursioni guidate con l’esperto escursionista e naturalista Riccardo Insam. www.alpedisiusi.info

All’Alpe di Siusi la montagna dona incontri di Cultura in Natura, insieme a paesaggi sorprendenti e scenari incantati. Tutt’intorno echeggia la voce del silenzio, s’alzano racconti di miti e leggende, si specchia la bellezza della natura, canta la luce di pietre e cime, chiama la felicità dell’animo. Questo suggeriscono i lenti passi dei partecipanti ora cadenzati ora leggeri che li immergono in flussi di voci, colori, profumi, sorprese, lungo umidi pendii, territorio di metamorfosi e ascensione, dove l’immersione nel passato (natura) è anche trasformazione e il paesaggio è soglia della bellezza. Il silenzio tesse risonanze, s’allarga come un’attesa, una promessa di rivelazione.

Agli appassionati di musica classica, Siusi propone anche quest’anno una serie di straordinari concerti. Artisti italiani con alle spalle esperienze internazionali si esibiranno sulle note di grandi compositori. Con il suo alto livello, la “Summer Classics” è da tempo parte integrante del programma culturale estivo proposto, ai piedi dello Sciliar, ad un pubblico estasiato di residenti e villeggianti.

Uno spunto per i buongustai e gli amanti della cucina locale: la Dispensa di Fiè allo Sciliar. Dal 1978 i ristoratori della località invitano a partecipare all’Ottobre gastronomico, pronti a sorprendere ancora una volta con la rivisitazione di piatti tradizionali. Piatti creati con amore e serviti con altrettanta passione. Piatti originali eppure antichi. L’ottobre culinario di Fiè: un’occasione da non lasciarsi sfuggire. www.voelserkuchlkastl.com

> 17 luglio 2014

Berglertafel in Tires al Catinaccio La Cena del montanaro (Berglertafel) offre un menù per buongustai di cinque portate con tipiche ricette di Tires e vista panoramica al cospetto dello scenario leggendario di Proa, un alpeggio affacciato sul Catinaccio. Non esistono altri belvedere a Tires al Catinaccio, da cui ammirare meglio il regno di Re Laurino e il noto fenomeno dell’enrosadira, accompagnato da favolose specialità gastronomiche. La tavolata di oltre 100 m accoglie 160 buongustai, che potranno godersi il menù e il panorama sul Catinaccio.

> 9 - 13 ottobre 2014

30 anni Festa dei Kastelruther Spatzen La tradizione ha un nome. 30 anni di “Festa dei Kastelruther Spatzen”: l’occasione per festeggiare è ancora più grande, fra migliaia di fan radunati sotto il grande tendone di Castelrotto. Un’emozione davvero senza eguali.

Estate | ALPE 49


Foto: SAM/Helmuth Rier

Anteprima inverno 2014/15

> Dicembre 2014

> 5 - 7 dicembre 2014

> 11 gennaio 2015

> 13 - 15 gennaio 2015

Natale a Castelrotto

1° Festival invernale per i bambini dell’Alpe di Siusi

Il matrimonio contadino di Castelrotto

Liquid Dolomites

La prima edizione di quest’evento, sotto l’egida della simpatica strega Nix, dà il benvenuto alla stagione invernale 2014/15. Dal 5 al 7 dicembre 2014, sulle piste dell’Alpe di Siusi, hanno luogo numerosi programmi emozionanti, divertenti e avventurosi, particolarmente adatti a bambini e ragazzi.

Lo spettacolo in costume più affascinante dell’Alto Adige. Si tratta della ricostruzione storica di un matrimonio contadino, così come si celebrava un tempo ai piedi dello Sciliar. Il matrimonio contadino ha inizio a S. Valentino, luogo dal quale il corteo nuziale ci si incammina con la slitta trainata dai cavalli splendidamente addobbata – nella più precisa osservanza dell’ordine da sempre seguito – e attraversa campi innevati per giungere fino a Castelrotto.

Per la settima volta gli abitanti di Castelrotto rivelano i segreti delle loro antiche usanze natalizie. Le contadine di Castelrotto allietano poi gli ospiti del Mercatino a suon di biscotti di panpepato, dolci natalizi, panforte e krapfen. Il 5 e il 6 dicembre l’appuntamento è anche con i „Kastelruther Spatzen“, e le loro note musicali: l’ideale per favorire l’atmosfera di raccoglimento che precede il Natale. Appuntamenti 5 - 8 dicembre 2014 12 - 14 dicembre 2014 19 - 21 dicembre 2014 26 - 28 dicembre 2014 www.kastelruther-weihnacht.com

50 ALPE | Estate

Dal 13 al 15 gennaio, l’area vacanze Alpe di Siusi è il punto d’incontro di barman e produttori di distillati. “Liquid Dolomites” celebra la cultura alpina dei bar: nuove ricette, mix innovativi, star di questo mondo e uno show dedicato ai cocktail presentano quest’arte. Inoltre, è possibile degustare whiskey, rum, gin e vodka dei più noti produttori.


Foto: SAM/Helmuth Rier

> Febbraio 2015

> 1 febbraio 2015

> 4 febbraio 2015

> 22 - 28 marzo 2015

Alpe di Siusi inverno in famiglia

Torneo invernale di golf all’Alpe di Siusi

Alto Adige Moonlight Classic Alpe di Siusi

30 anni Swing on Snow

Inverno all’Alpe di Siusi vuol dire paesaggi innevati fino all’orizzonte, giornate di sole garantite, atmosfera vacanziera e molto divertimento. Alpe di Siusi inverno in famiglia propone a bambini e adulti un viaggio al centro dell’inverno dell’altipiano più esteso d’Europa. Insieme vengono esplorate le tracce lasciate nella neve, con lo Skitour delle Streghe si va a caccia di un tesoro nascosto, si fanno le prime esperienze di sci acrobatico nello snowpark e ci si sfida nelle olimpiadi delle streghe.

Giocare a golf sulla neve e rallegrarsi di un panorama mozzafiato: in data 1 febbraio, tutti gli appassionati di golf potranno provare l’ebbrezza di questo evento speciale. Si gioca su 9 buche che hanno una lunghezza tra i 61 e i 1150 m. Con gli sci, snowboard o slitta si va di buca in buca. I fairways sono bianchi invece che verdi, i green white e le palline da golf si differenziano dalla bianca neve grazie ai loro colori scintillanti.

Che stupore, per la luna, quando farà capolino da dietro le Dolomiti… Al suo sorgere sarà infatti al via una maratona di fondo quanto mai insolita nel suo genere. L’appuntamento per le centinaia di fondisti partecipanti è a Compaccio. Armati di sci e torcia, eccoli scivolare silenziosamente nella notte, fra il candore del paesaggio invernale, lungo i 15 o 30 km del tracciato che li ricondurrà al punto di partenza. L’evento si prospetta unico ed emozionante anche per i tanti spettatori della „Moonlight Classic“ dell’Alpe di Siusi.

Swing all’Alpe di Siusi! Sullo sfondo dorato delle sue distese di neve baciate dal sole, le note musicali di diverse band allieteranno per una settimana le imprese di sciatori e boardisti fondendosi con la dolcezza del paesaggio. Ritmi travolgenti e toccanti pervaderanno al mattino le piste dell’Alpe per poi spostarsi nei rifugi e ristoranti a pranzo. A partire dalle ore 21, nei locali di Castelrotto, Siusi e Fiè allo Sciliar saranno in programma „concerti after-hour“.

Tutti i bambini che partecipano ad almeno tre dei quattro programmi diventeranno professionisti dell’inverno all’Alpe di Siusi con tanto di attestato: il diploma della “Strega Nix”.

www.golfkastelruth.it

www.swingonsnow.com

www.moonlightclassic.info

Estate | ALPE 51


Foto: Nicolò Degiorgis

Visto & sentito

Il nuovo presidente della Provincia di Bolzano. A gennaio 2014, Arno Kompatscher, ex sindaco di Fiè allo Sciliar, è stato eletto Presidente della Giunta Provinciale dell’Alto Adige. Il 43enne punta al rinnovamento politico, amministrando la Provincia in maniera efficiente, trasparente e indipendente al motto “Conservare gli aspetti positivi e osare con le novità”. Ad Arno Kompatscher sta a cuore il consolidamento dell’Alto Adige quale ponte tra l’area economico-culturale tedesca e italiana. Con Leonardo di Fiè, 500 anni fa, la Provincia aveva già avuto un presidente originario di questa località. (Arno Kompatscher, sulla sinistra, con il contadino Isidor Kompatscher)

Foto: Markus Kompatscher

Il simpatico cantante, musicista e compositore ha trascorso le vacanze di San Silvestro 2013/14 con la moglie Tanja e il figlio Yaris Eno presso il Romantik Hotel Turm a Fiè allo Sciliar (nell’imagine con il suo oste Stephan Pramstrahler e l’alano Jai). Quest’ospite insigne è rimasto affascinato dall’idilliaco paese e dalla cordialità dei suoi abitanti. Markus Matuella, il direttore della scuola di sci Alpe di Siusi, gli ha rivelato l’arte dell’eleganza sciistica sull’Alpe di Siusi. Era la prima visita di Peter Maffay a Fiè allo Sciliar, ma sicuramente non sarà l’ultima …

Fotos: Hermann Sober, Helmuth Rier

Fiè ospita Peter Maffay, icona del rock

I nostri olimpionici Ai blocchi di partenza delle Olimpiadi Invernali 2014 di Sochi c’erano anche Andrea Vötter di Fiè allo Sciliar, slittinista e campionessa del mondo juniores, la slittinista e vice-campionessa del mondo juniores Sandra Robatscher di Tires, così come Denise Karbon e Peter Fill, le due stelle dello sci di Castelrotto. “Complessivamente posso dire di aver gareggiato bene, sebbene non mi sia aggiudicato alcuna medaglia”, rivela Peter Fill. Mentre per Andrea Vötter e Sandra Robatscher erano le prime Olimpiadi, per Denise Karbon sono state le ultime: in occasione della finale della Coppa del Mondo di sci, l’atleta ha gareggiato a Lenzerheide indossando l’abito tradizionale di Castelrotto.

COLOFONE. ALPE: registrato pr. il trib. BZ, decreto n. 9/2002 R.St. Editore: Alpe di Siusi Marketing, Via del Paese, 15, 39050 Fiè allo Sciliar, Tel. 0471 709 600, Fax 0471 704 199, info@alpedisiusi.info, www.alpedisiusi.info. Caporedattore: Alex Andreis. Redazione: Elisabeth Augustin, Rosa Maria Erlacher, Barbara Pichler, Michaela Baur, André Bechtold, Daniela Kremer. Pubblicità: Sabine Demetz, Christoph Trocker. Traduzioni: Studio Bonetti & Peroni. Impaginazione: Komma Graphik. Stampa: Litopat, Verona. Tiratura: 50.000 copie

Estate | ALPE 52


UN Par adiso ter r estr e „Sorgenti delle streghe“

Il percor so d’avventur a per tutta la famiglia ‌ e dopo accomodar si in una delle rusticali stuben nella Baita Tirler

TIRLER - DOLOMITES LIVING HOTEL I - 39040 Alpe di Siusi (BZ), Saltria 59, Dolomiti – Alto Adige Tel: +39 0471 727 927, Fax: +39 0471 727 849 info@tirler.com, www.tirler.com 7LUOHUB&XUDGLQDBDQVWHFNQDGHOBSIDGB5=LQGG 


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