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Foggia. Chiostro di Santa Chiara 14 giugno | 13 luglio 2013 1


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I Conservatori, le Accademie e tutte le Istituzioni del settore dell’Alta Formazione Artistica e Musicale hanno non solo la grandissima responsabilità di formare e crescere i giovani artisti , ma anche quella di trasmettere loro il grande patrimonio di “saperi” e di conoscenze di cui sono portatrici. Ai giovani verrà ceduto il prezioso testimone, e loro sarà il ruolo di mantenere il nostro Paese tra i più ricchi di tradizioni e di creatività, di storia e di innovazione, di cultura e di genio. È per questo che sempre con grandissimo piacere ho sostenuto e promosso la partecipazione dei Conservatori e a tutti gli eventi culturali che, con la loro rilevanza nazionale ed internazionale, contribuissero alla diffusione ed alla conoscenza del prezioso lavoro che svolgono le Istituzioni. In questo contesto, la partecipazione del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia all’iniziativa “Musica nelle corti di Capitanata”, giunta alla XVII edizione, assume una rilevante importanza, perchè è un evento di grandissimo spessore, che presenta uno spaccato di musica di altissima qualità, capace di spaziare dalla musica classica alle sfumate del jazz, fino ad arrivare alla musica brasiliana, a conferma del valore e dell’attenzione delle nostre Istituzioni verso i linguaggi contemporanei più vicini alle nuove generazioni senza mai perdere di vista la tradizione e la cultura musicale. Questa circostanza mi è, poi, particolarmente cara, perché rappresenta la testimonianza efficace ed energica del lavoro di un prestigioso Conservatorio, in un momento di grande crisi, non solo economica, e in un territorio a volte complicato, ma capace di far emergere la qualità e la cultura. Territorio ricco di squarci suggestivi ed incantevoli, quali quelli dove sono previsti i venti concerti in cartellone, dal chiostro di “Santa Chiara” e la chiesa dell’Addolorata a Foggia, alla sezione staccata del Conservatorio a Rodi Garganico, alle città di Cerignola, Monte Sant’Angelo e Deliceto Devo riconoscere che tutto questo si è realizzato grazie soprattutto al prezioso e professionale contributo di impegno e di competenza del Direttore, del Presidente, e di tutto il personale del Conservatorio, ai quali va, pertanto, il mio personale ringraziamento. Giorgio Bruno Civello Direttore Generale AFAM

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La provincia di Foggia è ben lieta di salutare questa stagione concertistica, giunta ormai alla sua diciassettesima edizione. Un risultato che credo confermi l’impegno serio e costante di una Istituzione importante come il Conservatorio di Musica, profuso nei processi formativi che fermentano nella Terra dei Dauni. Musica delle corti di Capitanata è una rassegna che quindi può significativamente rappresentare la grande e direi unica capacità di questo pezzo meraviglioso del Mezzogiorno di entrare nelle sue dinamiche culturali che, anche attraverso la musica, contribuiscono indubbiamente a suscitare quell’orgoglio, quel senso di appartenenza che caratterizza e distingue l’identità di una comunità. Questi risultati penso siano stati possibili non solo per l’impegno della Presidenza e della Direzione del glorioso Conservatorio che porta il nome del grande “Umberto Giordano”, ma anche per la grande sinergia che il suo Corpo Docente e i suoi Alunni hanno saputo dare, consegnando al Territorio un gesto d’amore con la loro passione. Ed è in questa rassegna, così ricca di romanticismo e di modernità, che la Capitanata deve proseguire il suo cammino, cogliendo tra le note il meglio del presente, perché, – come diceva Auden - la musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo. Fabio Costantini Commissario Straordinario della Provincia di Foggia

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La musica è vita e può restituire vita e vitalità agli spazi urbani per offrirne una visione ed una fruizione diverse dal quotidiano. È uno dei più che condivisibili obiettivi civici e culturali dell’evento Musica nelle Corti di Capitanata, che il Conservatorio ‘Umberto Giordano’ organizza anche quest’anno contando sulla competenza del direttore Francesco Di Lernia e sull’impegno del presidente Enrico Sannoner. Le piazzette, i chiostri, gli spazi pubblici di Foggia diventano il palcoscenico dove si rinnova l’amore della nostra comunità per la musica e dove è offerta a tanti giovani artisti l’opportunità di esprimere qualità e virtuosismo. Tra questi gli allievi stessi del Conservatorio, fucina di talenti come poche in Italia, grazie alla competenza dei suoi docenti, che onorano Foggia e la cultura foggiana nel nostro Paese e in tutto il mondo. Con la musica si rinnovano e rinsaldano anche le relazioni civiche, storiche e culturali tra le comunità della Capitanata: terra assai complessa e varia, così come ricca di fermenti e tensioni positive in tutti i campi delle arti. Sarà un piacere e un onore accogliere nella nostra città tanti virtuosi, fiducioso che la comunità foggiana saprà essere, come sempre, generosa e accogliente. Gianni Mongelli Sindaco di Foggia

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È davvero superfluo cercare di presentare una manifestazione che da anni per tradizione anima l’estate foggiana. Un luogo magico del nostro centro storico ed un programma ricco, non scontato e – soprattutto – di grande livello interpretativo sono i motivi dello straordinario successo della rassegna concertistica “Musica nelle corti di Capitanata”, capace di registrare in ogni serata il “tutto esaurito”. L’orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano”, composta dei nostri giovani talenti, che si anticipano già come grandi musicisti di domani, e dei docenti del Conservatorio sarà in cartellone quasi come una “vetrina” delle nostre attività, ma in programma ci sono anche concerti di ensemble strumentali e di solisti, anche tra questi le giovani promesse e alcuni docenti del Conservatorio ormai famosi nel campo concertistico nazionale e internazionale. E se è vero che questa rassegna è diventata una delle iniziative culturali di maggiore qualità che vengono presentate a Foggia, allora c’è proprio esserne orgogliosi e bisogna guardarla, dunque, anche come un grande evento di promozione del territorio, oltre che come strumento di diffusione della cultura musicale; perciò credo che, in quanto “risorsa”, “Musica nelle corti di Capitanata” debba essere da tutti, cittadini e istituzioni, alimentata sostenuta e tutelata in modo che ogni anno possa tornare a svolgersi sempre più bella e più importante. In ultimo desidero soprattutto ringraziare tutte le Istituzioni e le persone senza le quali queste straordinarie serate, che impreziosiscono e animano in maniera così raffinata la città, non sarebbero state possibili: il Mi.U.R., con il Direttore Generale dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica Giorgio Bruno Civello; le Amministrazioni del Comune, con il Sindaco Gianni Mongelli, e della Provincia, con il Commissario Fabio Costantini, per il loro patrocinio; il Dirigente della Scuola “Santa Chiara” Mariolina Goduto per la preziosa disponibilità; e infine tutto, davvero tutto il Conservatorio “Umberto Giordano”, dal Direttore M° Di Lernia al Consiglio Accademico, dai Docenti al personale A.T.A., dagli allievi (particolarmente) ai loro genitori, che hanno avuto la lungimirante sensibilità di avviarli ad un mondo bellissimo, quello della musica, fatto di impegno, passione ed emozioni fortissime. Grazie a tutti, davvero, e alla cittadinanza foggiana auguro un buon ascolto e di trascorrere serate veramente memorabili. Enrico Sannoner Presidente

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Le persone che abitano un conservatorio di musica vivono molteplici realtà. C’è quella dello studio, solitaria, tra quattro mura. A farti compagnia uno strumento e uno spartito da decifrare, da odiare e poi da amare, semmai, per tutta la vita. C’è poi quella del confronto con chi ha il delicato compito di tirar fuori il meglio di te. C’è la realtà di chi non suona, ma che lavora in silenzio dietro una scrivania per far suonare gli altri pur sapendo che non riceverà un applauso. Musica nelle corti di Capitanata è la quarta realtà, quella condivisa con la città, il territorio, gli amici nuovi e quelli affezionati di sempre; di quelle in cui devi farti trovare pronto, con il vestito della festa, come si faceva anticamente la domenica mattina quando fuori c’era il sole e le finestre grondavano di fiori. Una realtà che nasconde qualcosa di magico che non possiamo riconoscere ma solo condividere. Vivere insieme il sentimento che la musica racconta è, appunto, un incantesimo che dura lo spazio di un concerto o di una piccola parte di esso: un viaggio diverso per ognuno di noi, fatto dei respiri dei musicisti, dei silenzi tra un brano e un altro, di musica, di vita. Questo è l’anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. È un celebrare ovunque. Si può ascoltare Verdi nei teatri di tutto il mondo, nei concerti in città, nei piccoli paesi, persino in campagna. C’è tanto Verdi in giro che quasi sembra di rivivere il Risorgimento. Allora però la musica ha fatto da collante ai moti popolari, oggi ci accontenteremmo anche solo se riuscisse a regalare un po’ più di fiducia nel domani. Non ci resta quindi che alzare verdianamente “i lieti calici” al cielo e insieme ai nostri giovani talenti brindare al loro futuro, all’arte, alla musica. Francesco Di Lernia Direttore

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Ringraziamenti dott. Giorgio Bruno Civello Direttore Generale per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica dott. Fabio Costantini Commissario della Provincia di Foggia ing. Gianni Mongelli Sindaco di Foggia

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Prof.ssa Mariolina Goduto dirigente del VI Circolo Scuola Primaria “Santa Chiara” don Pietro Russo e Priore sig. Vincenzo Candolini della Confraternita della Chiesa della S.S. Addolorata dott. Antonio Giannatempo Sindaco di Cerignola sig. Antonio Di Taranto Presidente del Comitato di restauro dell’organo D.A. Rossi, 1775 - Deliceto sig. Michelangelo Gioia Priore della Confraternita di S. Antonio e Immacolata Concezione - Deliceto dott. Antonio Di Iasio Sindaco di Monte S. Angelo prof. Mimmo Attademo docente di fotografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari sig. Vittorio Fabbrini per la gentile concessione del pianoforte il Dipartimento di Didattica della musica per le note di sala


CALENDARIO

GIUGNO 14 Venerdì 17 Lunedì 18 Martedì

Concerto inaugurale “Godiam...la tazza e il cantico!” Recital verdiano in occasione delle celebrazioni di Giuseppe Verdi (1813 - 2013) Soprani Ripalta Bufo Gaetana Frasca Marialuigia Martino Daniela Milanese Pia Raffaele Immacolata Riccardi Min Oa Son Mezzosoprani Isabella Abatantuono Mariarosaria Daloiso Valeria Marasco Contralto Clarissa Piazzolla Tenori Romolo Bruno Leonardo Umbriano Baritono Massimiliano Guerrieri Bassi Michele Antonetti Matteo D’Apolito Coro e Orchestra Sinfonica del Conservatorio Angelo Ceddia maestro del coro Pablo Varela direttore “Atmosfere cameristiche” Giovani talenti in concerto Quintetto Valente - Metta - Krylova De Cosimo - Montaruli clarinetto, due violini, viola, violoncello Quintetto Krylova - Metta - Corrieri Gramegna - Di Dedda due violini, viola, violoncello, pianoforte musiche di Mozart, Schumann “Universi paralleli” Recital Domenico Monaco pianoforte

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musiche di Schumann, Liszt “Le virtù del pianoforte” Giovani talenti in concerto Roberto di Napoli pianoforte Francesco Raddatopianoforte musiche di Beethoven, Schubert, Franck, Scriabin 21 Venerdì Festa Europea della Musica “Musica Francese: fra epoche e stili” I vincitori del concorso 2012 della Società Umanitaria Duo Chiara Pavan - Emma Canale flauto, pianoforte musiche di Casella, Poulenc, Berlioz, Ibert 22 Sabato “Uno per tutti!” Il Solista e l’Orchestra Michela Della Vista soprano Marco Mancini sassofono Matteo Guerra pianoforte Orchestra Sinfonica del Conservatorio Pablo Varela direttore musiche di Schumann, Gliére, Ibert 23 Domenica Foggia - Chiesa della SS. Addolorata, ore 10.45 “Concerto spirituale” Pierandrea Gusella organo musiche di Frescobaldi, Bach 24 Lunedì “Le chant du cygne” Ottetto di violoncelli del Conservatorio Montaruli - Miatto - Celozzi - Lioi Calzolaio - Della Vista - Yun - Montaruli con la partecipazione di Pia Raffaele soprano musiche di Brahms, Verdi, Villa-Lobos, Joplin, Piazzolla, Godiam, Piovani 25 Martedì “Tra classica e jazz” Il Solista e l’Orchestra Valerio Sannoner pianoforte Orchestra Giovanile del Conservatorio Simone Genuini direttore e la partecipazione di Ripalta Bufo soprano musiche di Beethoven, Bernstein, Gershwin, Ellington

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26 Mercoledì Cerignola (FG), Notte di Stelle a Torre Alemanna in collaborazione con Club Unesco, Pro Loco e Comune di Cerignola “Tra classica e jazz” Il Solista e l’Orchestra Orchestra Giovanile del Conservatorio (Replica) 29 Sabato “Scatola sonora” I Conservatori si incontrano Orchestra Junior del Conservatorio “Umberto Giordano” Simone Genuini direttore Orchestra dei Giovanissimi di Bologna (OgB) del Conservatorio “Giovan Battista Martini” e “Teatro comunale” di Bologna Stefano Chiarotti Riccardo Martinini Aurelio Zarelli direttori musiche di Mozart, Haydn, Ciaikovski, Rota, Piazzolla, Napolitano, Roquefeuil, Lucidi 30 Domenica Rodi Garganico (FG) Anfiteatro della sez. staccata del Conservatorio, ore 11.00 “Scatola sonora” I Conservatori si incontrano (replica) LUGLIO 2 Martedì “Suoni e colori dal mondo” Giovani talenti in concerto Klezmorim! Musica e parole di un popolo errante Klezmer Ensemble del Conservatorio Simone Genuini direttore Brass Ensemble del Conservatorio Antonio Falcone direttore musiche di Händel, Copland, Piazzolla, De Bellis 3 Mercoledì “Voilà, c’est la Musique” Giovani talenti in concerto Angelo Nasutopianoforte Sestetto Seyfert Facchiano - Maffei -Valente - Rampino Inglese - De Simone flauto, clarinetto, oboe, fagotto, corno, pianoforte musiche di Chopin, Ravel, Poulenc 5 Venerdì “L’eterna giovinezza” Duo Vincenzo Conteduca - Nunzio Aprile

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clarinetto, pianoforte musiche di Brahms, Debussy, Saint-Saëns, Poulenc “Canti sacri e danze profane” Angela Bonfitto mezzosoprano Orchestra d’archi del Conservatorio Gianmichele D’Errico direttore musiche di Manookian, Respighi, D’Errico “Giochi e ombre nell’isola dell’ignoto” Recital Fiorenzo Pascalucci pianoforte musiche di Beethoven, Chopin, Debussy, Gershwin 9 Martedì “Melodie eterne e ritmi gitani” Duo Michele Gioiosa - Tatyana Vratonjic pianoforte a quattro mani musiche di Rachmaninof, Schubert, Liszt 10 Mercoledì “Fra Romanticismo e modernità” Duo Rocco De Massis - Gennaro Pesce viola, pianoforte musiche di Glinka, Brahms, Schumann, Hindemith 11 Giovedì Deliceto (FG) - Chiesa di Sant’Antonio, ore 20.30 “Tra tasti e respiri” Duo Alessandro Piqué - Paola Chiarion oboe barocco - organo musiche di Storace, Pasquini, Bach, Hasse, Zipoli, Moretti 12 Venerdì Monte Sant’Angelo (FG), Piazza de’ Galganis, ore 20.30 in collaborazione con il Comune di Monte Sant’Angelo “Note brasiliane: melodie e ritmi dal Sud America” Giovani talenti in concerto La “Choro Orchestra” del Conservatorio Carlo Biancalana, Gianluca Persichetti direttori Stefano Rossini percussioni Giancarlo Mei voce narrante musiche di Bandolim, Pascoal, Villa Lobos, Abreu, Jobim 13 Sabato “Il fascino dell’esotico” Giovani talenti in concerto Duo Antonio Bruno - Claudia Samele sassofono, pianoforte Orchestra di fiati del Conservatorio Daniele Berdini direttore musiche di Mendelsshon, Iturralde, Piazzolla, Reed, Zimmer


Giuseppe Verdi

Venerdì 14 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Concerto inaugurale Godiam…la tazza e i calici Recital verdiano In occasione delle Celebrazioni verdiane (1813-2013) Soprani Ripalta Bufo Gaetana Frasca Marialuigia Martino Daniela Milanese Pia Raffaele Immacolata Riccardi Min Oa Son Contralto Clarissa Piazzolla Mezzosoprani Isabella Abatantuono Mariarosaria Daloiso

Ripalta Bufo

Gaetana Frasca

Valeria Marasco Tenori Romolo Bruno Leonardo Umbriano

Ma se m’è forza perderti Romanza di Riccardo, atto III Riccardo (tenore) Romolo Bruno

Baritono Massimiliano Guerrieri

da “Un giorno di regno” Non san quant’io nel petto, atto I Giulietta di Kelbar (mezzosoprano) Isabella Abatantuono

Bassi Michele Antonetti Matteo D’Apolito

Coro del Conservatorio Angelo Ceddia preparatore del coro

Orchestra Sinfonica del Conservatorio Pablo Varela direttore Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 -Milano1901) da “I vespri siciliani” Sinfonia da “Un ballo in maschera” Morrò, ma prima in grazia Romanza di Amelia, atto III Amelia (soprano) Immacolata Riccardi

da “Simon Boccanegra” Il lacerato spirito Recitativo e romanza. Prologo Jacopo Fiasco (basso) Michele Antonetti da “Don Carlo” O don fatale Aria di Eboli, atto IV La principessa Eboli (mezzosoprano) Mariarosaria Daloiso da “Rigoletto” Caro nome Aria di Gilda, atto I Gilda (soprano) Ripalta Bufo Quartetto, atto III Bella figlia dell’amore Gilda (soprano) Maddalena (contralto)

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Marialuigia Martino

Duca (tenore) Rigoletto (baritono) Ripalta Bufo Clarissa Piazzolla Leonardo Umbriano Matteo D’Apolito

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da “La Traviata” Pura siccome un angelo Duetto, atto II Violetta (soprano) Germont (baritono) Marialuigia Martino Massimiliano Guerrieri È strano!...Sempre libera Scena ed aria di Violetta, atto I Violetta (soprano) Pia Raffaele *** da “Attila” Preludio Mentre gonfiarsi l’anima Aria di Attila, atto I Attila (basso) Matteo D’Apolito da “Il Trovatore” Vedi, le fosche notturne spoglie Coro degli zingari, atto II Coro

Daniela Milanese

Stride la vampa Aria di Azucena, atto II Azucena (mezzosoprano) Valeria Marasco Tacea la notte placida Aria di Leonora, atto I Leonora (soprano) Daniela Milanese da “La forza del destino” Sinfonia Pace, pace mio Dio, atto IV Leonora (soprano) Son Min Oa La Vergine degli angeli, fine atto II Leonora (soprano) Gaetana Frasca Madre, pietosa vergin Aria di Leonora, atto II Leonora (soprano) Marialuigia Martino da “I Lombardi alla prima crociata” O Signore, dal tetto natio, atto IV Coro di Crociati e Pellegrini Coro

Pia Raffaele

da “Nabucco” Va, pensiero, sull’ali dorate, atto III Coro degli ebrei Coro da “La Traviata” Libiam ne’ lieti calici Brindisi, atto I Tutti


Immacolata Riccardi

Mon Oa Son

Isabella Abatantuono

Mariarosaria Daloisio

Note di sala a cura DI Emanuele Lupidi L’omaggio verdiano, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, inizia con la sinfonia da I vespri siciliani (Parigi, Teatro dell’Opéra 13 giugno 1855), l’ultima e la più monumentale ouverture che Verdi ha scritto nello stile postrossiniano. La romanza Morrò ma prima in grazia (romanza di Amelia, atto III) da Un ballo in maschera (Roma, Teatro Apollo 17 febbraio 1859) è l’emblema dell’amore di una madre che teme di non rivedere più il figlio, contrapposta alla più passionale Ma se m’è forza perderti (romanza di Riccardo, atto III) incentrata sul rimpianto e la rinuncia per la donna amata. Similmente, la cavatina Non san quant’io nel petto (Giulietta, Atto I) da Un giorno di regno (Milano, Teatro alla Scala 5 settembre 1840), è incentrata sul mortal dolore per un amore ostacolato. Il lacerato spirito (aria di Fiesco, Prologo) dal Simone Boccanegra (Venezia, Teatro La Fenice 12 marzo 1857), apoteosi del basso comprimario verdiano, è introdotta dal recitativo A te l’estremo addio che reca un eco dell’invocazione di Bertrand dal Robert le Diable: come il cattivo di Meyerbeer, Fiesco si sente un’anima perduta mentre dà l’addio al palazzo, che per sua figlia Maria si è rivelato una trappola mortale. Nell’aria di Eboli O don fatale, o don crudele (Atto IV) dal Don Carlo (Milano, Teatro alla Scala 10 gennaio 1884), la bellezza rappresenta un dono maledetto dal profondo. Dal Rigoletto (Venezia, Teatro La Fenice 11 marzo 1851) Caro nome (romanza di Gilda, Atto I) è uno degli esempi più evidenti di fioritura vocale usata introspettivamente, fantasia di semicrome intorno al nome dell’innamorato, mentre il quartetto Bella figlia dell’amore (Duca, Maddalena, Rigoletto e Gilda, Atto III) è ritenuto pietra miliare del pezzo d’insieme. Concludono la prima parte due brani dalla Traviata (Venezia, Teatro La Fenice 6 marzo 1853): il duetto Pura siccome un angelo (Germon e Violetta, Atto II) incentrato sull’amore paterno e la celebre cabaletta Sempre libera degg’io (Violetta, Atto I), che scioglie un inno alle gioie passeggere e alla dolce vita. Un tema di semplicità beethoveniana apre la seconda parte del concerto: è il preludio dall’opera Attila (Venezia, Teatro La Fenice, 17 marzo 1846), seguito dall’Aria Mentre gonfiarsi l’anima (Attila, Atto I) dove il protagonista racconta l’incubo da cui si è appena svegliato. Si prosegue con Vedi le fosche notturne spoglie tratto dall’Atto II del Trovatore (Roma, Teatro Apollo 19 gennaio 1853) il coro degli zingari, abili calderai, che a colpi di incudine salutano l’alba cui fa seguito la drammatica aria di Azucena Stride la vampa! La magica atmosfera del canto di Leonora Tacea la notte placida (Atto

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Clarissa Pezzolla

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Valeria Marasco

Romolo Bruno

Michele Antonetti

I), infine, conduce a ricordi di amori perduti o forse sognati, un’aria che rappresenta il climax della musica verdiana per concentrazione di lirismo poetico e pathos. Dopo la celebre sinfonia introduttiva della Forza del destino (San Pietroburgo, Teatro Imperiale 10 novembre 1862), un altro aspetto dell’amore viene ora esplorato: quello religioso e devozionale. Nelle tre arie di Leonora, preghiera, pietà e pentimento sono ora i protagonisti: Pace, pace mio Dio (Atto IV); La Vergine degli angeli (Atto II) e Madre, pietosa Vergine (Atto II). I Lombardi alla prima crociata (Milano, Teatro alla Scala 11 febbraio 1843), quarta opera scritta da Verdi dopo il successo del Nabucco (Milano, Teatro alla Scala 9 marzo 1842), costituisce insieme ad esso la celebrazione dell’amor patriottico. Se nel coro O Signore dal tetto natio (Atto IV) le donne implorano l’aiuto divino mentre infuria la battaglia, la celeberrima Va pensiero (Atto III) è l’emblema dell’amore per la patria perduta. Come nella prima parte il tutto si conclude con un inno alla vita e ai suoi piaceri, un dolce brindisi conclusivo in tempo di valzer, Libiam ne’ lieti calici (La Traviata, Atto I).

Pablo Varela Ha studiato composizione con Franco Donatoni ottenendo il prestigioso Diploma al merito in Composizione dall’Accademia Musicale Chigiana a Siena. Da più di una decade è ospite regolare di prestigiosi teatri ed orchestre in Italia, Austria, Olanda, Romania, Venezuela e Messico. Fondamentale nella sua carriera il repertorio lirico. Ha diretto numerose opere e recentemente, in prima assoluta, “La morte dai piedi leggeri” del compositore messicano Víctor Rasgado. È docente di Direzione d’orchestra e Direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica presso il Conservatorio “Umberto Giordano”.


Massimiliano Guerrieri

Michele Antonetti

Matteo D’Apolito

Leonardo Umbriano

Orchestra Sinfonica del Conservatorio Sorta nel 1992 a sostegno delle attività didattiche della classe di Direzione d’orchestra del Conservatorio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia è ben presto divenuta una compagine di fondamentale riferimento nella produzione musicale del territorio della Capitanata grazie all’alta qualità delle sue prime parti - docenti del Conservatorio di Foggia con prestigiose esperienze artistiche e i migliori diplomati e diplomandi del Conservatorio. L’orchestra è stata protagonista di eventi di risonanza nazionale quali il concerto straordinario con Andrea Bocelli, tenuto a San Giovanni Rotondo in occasione del primo anniversario della Beatificazione di Padre Pio e il concerto lirico-sinfonico alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi in occasione della sua visita ufficiale alla città di Foggia. Recentemente si è esibita con grande successo nell’ambito della Stagione degli Amici della Musica di Foggia con brani di Tchaikovsky e Rachmaninov.

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W. Amadeus Mozart

Venerdì 17 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Robert Schumann

Angelo De Cosimo viola Gianluca Montaruli violoncello

Quintetto del Conservatorio

Atmosfere cameristiche

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Giovani talenti in concerto Gianluigi Valente clarinetto Quartetto del Conservatorio Ilaria Metta Tatiana Krylova violini

Tatiana Krylova Ilaria Metta violini Giuseppe Corrieri viola Antonietta Gramegna violoncello Antonio Di Dedda pianoforte

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756-Vienna, 1791) Quintetto in la minore KV 581 per clarinetto e quartetto d’archi Allegro Larghetto Minuetto Allegretto con variazioni Robert Schumann (Zwickau, 1810-Bonn, 1856) Quintetto in mib maggiore op.44 per due violini, viola, violoncello e pianoforte Allegro brillante In modo d’una marcia. Un po’ largamente Scherzo. Molto vivace Allegro ma non troppo

Note di sala a cura di Tatiana Krylova Il Quintetto per clarinetto e archi KV 581 che Mozart chiamò Stadler-Quintett perché composto per l’abilissimo clarinettista, nonché amico, Anton Stadler fu terminato nel 1789 a Vienna, in un periodo di gravi difficoltà economiche per l’artista. Usato per la prima volta in tutta la sua estensione, il suono del clarinetto, morbido, sensuale, agile e melodioso, si mescola con la dolcezza degli archi, creando una atmosfera primaverile. Il carattere distensivo della composizione si rileva sin dal primo tema dell’‘Allegro’ iniziale, annunciato dagli archi e ripreso e sviluppato dal passaggio di


biscrome del clarinetto. Segue, quindi, il secondo tema più nostalgico e meditativo; un momento di pura poesia. Nel ‘Larghetto’ emerge un canto elegiaco del clarinetto sostenuto dagli archi in sordina. Il ‘Minuetto’, interrotto dal trio riservato ai soli archi, ha un carattere vagamente campagnolo e popolaresco. L’‘Allegretto’ finale è formato da un tema in tempo di marcia, seguito da cinque variazioni , contraddistinte da vivaci passaggi e giochi timbrici tra gli archi e il clarinetto; la quinta variazione, costituita da un adagio, mette in risalto ancora una volta lo spirito affettuoso e sereno dell’opera. Sin dagli anni giovanili Schumann mostrò particolare interesse verso la forma del quartetto, una struttura tra le più nobili della musica da camera. Nei lavori cameristici, che tengono conto naturalmente del modello predominante dei quartetti beethoveniani, si può avvertire la particolare sigla creatrice schumanniana. Nel caso del Quintetto op.44 il pianoforte ha un ruolo da protagonista: sembra quasi che il bianco e nero della tastiera si fonda con i colori degli archi in tutte le sfumature. Nell’‘Allegro brillante’ si impone il tema robusto e marcato del pianoforte, al quale fa da contraltare espressivo, con particolare dolcezza, la magnifica frase del violoncello. ‘In modo di una marcia’ è un tema di marcia funebre esposto con voce rotta e spezzata dal primo violino su un accompagnamento del pianoforte. Festoso, brillante e perfettamente incastonato in un classicismo formale è lo ‘Scherzo molto vivace’, arricchito da due Trii. L’‘Allegro ma non troppo’ conclusivo sviluppa e completa il discorso dell’intero movimento, tanto da far pensare ad un tempo di concerto per pianoforte e orchestra.

Gianluigi Valente Si diploma brillantemente in clarinetto con Bruno Falanga al Conservatorio “Umberto Giordano”, dove attualmente è iscritto al 2° anno di tirocinio e ricopre il ruolo di tutor per l’Orchestra Junior. Ha frequentato corsi con i maggiori clarinettisti: Leister, Meloni, Beltramini, Palermo, Carbonare, Mirabassi. Collabora come Primo clarinetto con orchestre locali e con l’Orchestra Giovanile del suddetto Conservatorio e ha eseguito, in veste di solista, il Concerto n. 1 per clarinetto e orchestra di Carl Maria von Weber, il Concerto KV 622 di Wolfgang Amadeus Mozart. È clarinetto solista della “Choro Orchestra” del Conservatorio. Ha ottenuto il Primo premio al Concorso Internazionale “Città di Greci” e al Concorso Nazionale “Eratai”.

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Franz Liszt

Martedì 18 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Universi paralleli

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Recital Domenico Monaco pianoforte

Robert Schumann

Robert Schumann (Zwickau, 1810-Bonn, 1856) Carnaval Preambule Pierrot Arlequin Valse noble Eusebius Florestan Coquette Replique Papillons A.S.C.H-S.C.H.A. Lettres dansantes Chiarina Chopin Estrella Reconnaissance Pantalon et Colombine

Valse Allemande - Paganini Aveu Promenade Pause Marche des “Davidsbundler” contre les Philistins Franz Liszt (Raiding, 1811-Bayreuth, 1886) Ballata n. 2 sul “Tristano e Isotta” di Richard Wagner Parafrasi dal “Tannhäuser” di Richard Wagner Ouverture

Note di sala a cura di Ermanno Ciccone Lo spirito romantico e la brillante contraddizione disinvolta ben si intrecciano sul pianoforte in due compositori contemporanei dell’800 come Robert Schumann e Franz Liszt, le cui note sono eseguite da Domenico Monaco. Carnaval op.9 di Schumann è una composizione ricca di enigmi scritta da un venticinquenne innamorato, segnata da episodi, sentimenti e stati d’animo legati alla sua vita che si alternano sullo scenario di un carnevale. L’opera è sottotitolata Scènes mignonnes sur quatre notes poiché si susseguono 22 episodi uniti da un motivo ricorrente costituito da una serie di note “chiave” con le quali il compositore introduce nel pentagramma la parola


Asch, città natale di Ernestine, la sua amata. Così le maschere sono depositarie dei differenti stati d’animo, sempre contrastanti, per cui a Pierrot segue Arlecchino e Pantalone che si contrappone a Colombina. Grazie al frequente cambio di ritmo, alla poesia e a giochi bizzarri, i due lati della personalità del musicista, il sognatore e l’uomo d’azione, si legano brillantemente e si ritrovano rispettivamente in Eusebius e Florestan; non mancano inoltre omaggi interessanti a Paganini e Chopin. Se il pianismo di Chopin ricerca l’intimità del salotto e le forme brevi, quello di Liszt presuppone invece le folle e la dimensione spettacolare dell’esibizione virtuosistica: la Ballata n.2 è un pendolo che oscilla tra sonorità irruenti e pagine distensive, ispirata all’amore tragico tra Ero e Leandro del poemetto di Museo Grammatico, in cui le divinità tradizionali lasciano spazio alla divinizzazione daimonica delle forze della natura, che assumono forme minacciose e personificano oscure complicità, spianando la strada ad una sensibilità tutta romantica. L’incontro con Wagner nel 1840 trasformò il Liszt pianista, ormai idolo delle folle in senso pienamente moderno, in uno dei più accesi sostenitori dell’arte totale wagneriana: dal teatro al pianoforte, rielabora e parafrasa con una libera e originale sintesi pianistica pagine importanti d’amore come il Tristano e Isotta e il Tannhäuser, tra leggerezza e contrasti mai esagerati. Domenico Monaco Principali insegnanti: Rosanna Gisotti, Annamaria Pennella, Maria Tipo, Pietro De Maria, Claudio Trovajoli. Principali Premi in Concorsi: 2° premio “A. Speranza” di Taranto, 1° Premio “Paul Badura Skoda” Competition di Villa Seca (Tarragona - Spagna), 2° Premio “Ettore Pozzoli” di Seregno, 3° Premio “Allegro Vivo” Repubblica di San Marino, 2° Premio “Bellini” di Caltanissetta. Principali esibizioni pubbliche: Auditorium “Gianni Agnelli” di Torino, Teatro “Goldoni” di Firenze, Auditorium “Canneti” di Vicenza, Accademia delle Arti di Tirana, Teatro “Petro Marko” di Valona, “Silcher Saal” di Tübingen, Teatro “Rendano” di Cosenza. È docente di pianoforte presso il Conservatorio di musica “Umberto Giordano” di Foggia.

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Domenico Scarlatti

Ludwig van Beethoven

Mercoledì 19 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Le virtù del pianoforte

24 Giovani talenti in concerto Roberto di Napoli pianoforte Francesco Raddato* pianoforte

Franz Schubert

Domenico Scarlatti (Napoli, 1685-Madrid, 1757) Sonata in re minore Sonata in si minore Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Sonata op.27 n.2 Adagio sostenuto Allegretto Presto agitato Franz Schubert (Vienna, 1797-ivi, 1828) Improvviso op.90 n.2 in mib maggiore

Fryderyc Chopin

*** César Franck* (Liegi, 1822-Parigi, 1890) Preludio, Corale e Fuga in si minore Alexander Scriabin* (Mosca, 1872- ivi, 1915) Sonata n.3 op.23 in fa diesis minore Drammatico Allegretto Andante Presto con fuoco

Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Studio op.10 n.5 “Tasti neri” Studio op.10 n.12

Note di sala a cura di Onofrio Romagno Le 555 sonate di Domenico Scarlatti scritte per il clavicembalo, rappresentano la summa artistica del compositore napoletano. Questi brani, costituiti generalmente da un solo movimento bipartito, contengono numerose difficoltà tecniche e una grande inventiva armonica. La Sonata in Re minore esprime con l’eleganza, la vera essenza dell’arte, dove al di là del virtuosismo, si percepiscono emozioni e sentimenti di una


César Franck

Alexander Scriabin

elevata sensibilità espressiva. Con la Sonata in Si minore si avverte una sensazione di freschezza contornata da virtuosismi, incroci di mani e note ribattute, per il quale il compositore partenopeo fu tanto apprezzato. La Sonata per pianoforte op.27 n.2 (1802) di Ludwig van Beethoven, con il titolo ben più famoso di Chiaro di luna, riflette adeguatamente il dramma psicologico dell’artista di Bonn. La struggente melodia iniziale che scandisce la sofferenza e prelude ad atmosfere impressionistiche, regala all’ascoltatore nel secondo movimento una sensazione di speranza, per poi travolgerlo nel terzo movimento ‘Presto agitato’, prima di concludere la corsa angosciosa, dove esplode la voglia di libertà. L’Improvviso in Mi bemolle maggiore op.90 n.2 (1827) di Franz Schubert ha una struttura molto semplice, poco elaborata. Un semplice schema tripartito con l’esposizione dei due temi A e B, il primo dei quali viene esposto nella prima e nella terza parte della composizione. Gli Studi per pianoforte di Chopin rappresentano dei veri e propri capisaldi della letteratura pianistica; queste composizioni da mere esercitazioni didattiche sono elevate a vere e proprie composizioni artistiche. Lo Studio op. 10 n. 5 in Sol bemolle maggiore (1830) si basa sul virtuosismo e l’elaborazione di movimenti terzinati a grande velocità. Mentre nello Studio n. 12 in Do minore (1831), denominato anche La caduta di Varsavia, che richiama alla mente la rivoluzione polacca soffocata nel sangue dallo Zar Alessandro I, troviamo una duplice dimensione sonora: da una parte il virtuosismo tecnico e dall’altra l’effetto sonoro. Il Preludio, Corale e Fuga (1884) di Cesar Franck rappresenta un omaggio allo spirito bachiano, ove possiamo notare il sentimento, il gusto elegante e raffinato di chi ama e accarezza le note di una melodia virtuosistica ma densa di emozioni. Nella Sonata n. 3 in Fa diesis minore op. 30 (1898) di Aleksandr Nicolaevič Skrjabin prevale uno spirito di innovazione che rompe la tradizione romantica, con un progressivo allontanamento dalla tonalità. Questa voglia di cambiamento si nota anche nei quattro movimenti e non è difficile capire che la musica stava cambiando dimensione.

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Roberto di Napoli Nato nel 1999, ha iniziato a cinque anni lo studio del pianoforte con il padre e attualmente è iscritto al sesto anno nella classe di Anna Chiara D’Ascoli. È risultato vincitore di primi premi e premi assoluti in sedici concorsi nazionali ed internazionali. Ha seguito numerose masterclass con Sergio Perticaroli, Alexander Hintchev, Giuseppe Andaloro, Anne øland, Leonid Margarius, Edith Murano. Nei suoi concerti riscuote sempre notevoli consensi di pubblico e di critica per la precisione e la brillantezza del tocco, per la pregevolissima interpretazione e per le eccezionali doti tecniche ed espressive.

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Francesco Raddato Frequenta il 10° anno della Classe di pianoforte di Anna Chiara D’Ascoli presso il Conservatorio “Umberto Giordano”. Ha vinto circa 20 primi premi e premi assoluti in concorsi quali “Città di San Giovanni Teatino”, “Placido Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto, “Città di Rocchetta a Volturno” (concerto premio con l’ orchestra Sinfonica del Molise). Ha partecipato alle masterclass di Perticaroli, Rose, Margarius, Baglini, Bruno, øland, Murano, Andaloro e Hintchev. Nella precedente rassegna di “Musica nelle corti di Capitanata” ha eseguito il Concerto n. 2 di Franz Liszt con l’orchestra sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” diretta da Pablo Varela. Invitato a tenere concerti anche all’estero (Francia, Grecia), si esibisce regolarmente sia come solista che in diverse formazioni cameristiche.


Alfredo Casella

Françis Poulenc

Venerdì 21 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Festa Europea della Musica Musica Francese: fra epoche e stili I vincitori del concorso 2012 della Società Umanitaria Duo Pavan - Canale

Hector Berlioz

Chiara Pavan flauto Eugenia Emma Canale pianoforte Alfredo Casella (Torino, 1883-Roma, 1947) Barcarola e Scherzo Allegretto ben moderato (alla barcarola) Scherzo Françis Poulenc (Parigi, 1899-ivi, 1963) Sonata Allegretto malinconico Cantilena Allegro vivace

Jacques Ibert

Hector Berlioz (La Côte-Saint-André, 1803Parigi, 1869) da “L’Enfance de Christ” Trio op.25 (trascr. di Chiara Pavan) Andante Allegro vivo Andante espressivo Jacques Ibert (Parigi, 1890-ivi, 1962) Jeux Sonata op.14 Allegro deciso Scherzo Andante Andante con moto

Note di sala a cura di Valentina Augelli A volte non serve un pittore per dipingere un’immagine che possa far rivivere un’emozione. Dalla tela allo spartito viaggiano i cromatismi di un’atmosfera unica e soffusa, carica di ricordi parigini. Ben si inserisce in questo contesto l’esordio del concerto, ovvero la Barcarola e scherzo op.4 (1903) di Alfredo Casella dal carattere altalenante: una vera freschezza nel cuore della contemporaneità. Dal carattere leggiadro del primo tempo al melanconico e quasi sussurrato del

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secondo, è possibile ravvisare nella Sonata per flauto e pianoforte (1956-57) di Poulenc l’influsso della musica neoclassica dei primi del Novecento, in contrapposizione allo stile più concitato della Belle Époque. Il funambolico terzo tempo è interrotto da una breve sezione di citazioni nostalgiche. Un “success extraordinaire!” così fu definita l’Enfance de Christ di Berlioz dal pubblico parigino, eseguita per la prima volta nel dicembre del 1854 nella sala Herz. Tratto dalla trilogia sacra, il Trio op.25, concepito originariamente per due flauti e arpa, rappresenta l’arrivo a Sais. Con il trillo iniziale del flauto si apre l’atmosfera serena dell’andante, mentre l’irrompere dell’allegro vuole, forse, ricalcare i perigli di un viaggio, risolvendo il tutto in una dolce ancora di salvezza. Un’unica creatura con infiniti contrasti. Nel primo tempo Animè della sonatina Jeux (1923) di Ibert, il flauto e il pianoforte dialogano in maniera vivace descrivendo atmosfere serene e cangianti, con frequenti spostamenti di accenti, che sembra si rincorrano nelle sonorità del secondo tempo dal carattere Tendre. Ove, crescendo e diminuendo, scolpiscono lo spazio sonoro definendone luci, volumi e ombre. Potremmo definire Robert Muczynsky “un americano a Nizza”. Vincitore del premio internazionale del 1961 con la Sonata op.14, troviamo in questa composizione atmosfere tipicamente jazzistiche e ritmi spiccatamente moderni. Nel primo e secondo tempo il flauto sembra cercare una via di fuga dal labirinto sonoro creato dal pianoforte. Nel terzo tempo il flauto cerca di stemperare questa caccia con una tenue melodia, che potrebbe offrire all’ascoltatore una tregua temporanea. Nel quarto, invece, siamo al termine della caccia, ove i due strumenti furiosi e frenetici continuano a duellare. Chi avrà la meglio? Duo Pavan-Canale Costituitosi nel gennaio del 2009 intraprende da subito un lavoro di ricerca che lo porta ad esplorare alcune tra le composizioni più complesse e spesso trascurate del repertorio per flauto e pianoforte, unitamente ad un’approfondita indagine circa la letteratura tradizionale della formazione. Chiara Pavan ed Eugenia Canale risultano vincitrici di numerosi importanti concorsi nazionali ed internazionali e dal novembre 2010 sono allieve dei corsi tenuti da Piernarciso Masi a Firenze e Mario Ancillotti presso il Conservatorio di Lugano.


Chiara Pavan Nata nel 1987 consegue il Diploma Accademico di primo livello, con il massimo dei voti e la lode. Allieva di Mario Ancillotti presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, ottiene il Diploma di perfezionamento (Master in music performance) e il Master in specialized music performance, entrambi con il massimo dei voti e la lode. Discutendo una tesi su André Jolivet, ottiene inoltre il Diploma Accademico di secondo livello, presso il Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara, con il massimo dei voti. Ha conseguito il Biennio abilitante in Didattica discutendo una tesi redatta da Renato Meucci. Allieva di Marco Lasagna, ha conseguito il diploma di composizione con il massimo dei voti e la lode. È docente di Composizione presso il Liceo Musicale “Casorati” di Novara.

Eugenia Emma Canale Nata nel 1989, si diploma con il massimo dei voti e la lode in pianoforte presso il Conservatorio di Novara sotto la guida di Vincenzo Cerutti. Attualmente segue i corsi di perfezionamento di Piernarciso Masi presso l’Accademia Musicale di Firenze ed è allieva di Luca Schieppati. Svolge un’intensa attività concertistica e in duo con Chiara Pavan, vincendo svariati concorsi. Frequenta inoltre i corsi di musica da camera di Lucca con Piernarciso Masi a Lugano con Mario Ancillotti. Affianca alla musica classica una travolgente passione per il Jazz che l’ha spinta a frequentare i corsi tenuti da Ludemann, Keitha, Alderighi, Cappelletti, Stranieri, Alessi, Borotti e Roncelli esibendosi in contesti internazionali.

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Jacques Ibert

Reinhold Glière

Sabato 22 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Uno per tutti!

30 Il Solista e l’Orchestra Michela Della Vista soprano Marco Mancini sassofono Matteo Guerra pianoforte

Orchestra Sinfonica del Conservatorio Pablo Varela direttore Jacques Ibert (Parigi, 1890-ivi, 1962) Concertino da camera per sassofono contralto e undici strumenti Allegro con moto Larghetto Animato molto

Robert Schumann

*** Robert Schumann (Zwickau, 1810-Bonn, 1856) Concerto in la minore op.54 per pianoforte e orchestra Allegro affettuoso Intermezzo. Andantino grazioso Allegro vivace

Reinhold Glière (Kiev, 1857-Mosca, 1956) Concerto op.82 per soprano di coloratura e orchestra Andante Allegro

Note di sala a cura di Valentina Augelli Prediligendo la forma sonata piegata alle sue esigenze, Ibert con il Concertino da camera (1935) per sassofono fa sì che forma, ritmo, armonia ed estetica viaggino di pari passo. La tradizione classica si sposa con l’eleganza francese, inserendo in questo caos di emozioni, così come il tempo iniziale l’’Allegro con moto’, il Neoclassicismo di Stravinsky e le sperimentazioni timbriche del jazz. L’accompagnamento leggero dell’orchestra nel ‘Larghetto animato molto’, ci dona grazia leggera con un


tocco di humor. “Artista del popolo e artista per se stesso”. Così fu definito Reinhold Moritzevič Glière, vincitore di tre premi Glinka, che con questo Concerto op.82 (1943) per Coloratura soprano e orchestra, esprime tutta la sua personalità. Un pezzo unico di musica, vocalizzi privi di testo, decenni prima che chiunque altro utilizzasse la voce come uno strumento puro. Del pieno ‘900 il cantore di Stalin canta la sua musica incontaminata dal significato delle parole. Dedicato al pianista Hiller e premiato nel gennaio del 1846 nell’interpretazione di Clara Schumann e sotto la direzione d’orchestra di Mendelssohn, con questo Concerto op. 54, scritto in due momenti diversi della propria vita, Schumann completa il più romantico dei concerti pianistici di tutta la letteratura musicale. Qualità e varietà dei temi, che nell’’Allegro affettuoso’ vengono affidati ai legni e successivamente ai violini. Accordi arpeggiati del pianoforte accompagnano l’oboe soave e l’intenso dialogo tra i clarinetti. Irrompe il finale tra brillanti sonorità dell’orchestra. Michela Della Vista È diplomata in canto lirico presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia sotto la guida di Angela Bonfitto con il massimo dei voti e la lode. Ha interpretato numerosi ruoli: Frasquita nella “Carmen” di Bizet, Paggio ne “Rigoletto” di Verdi, Zerlina nel “Don Giovanni” di Mozart, Adina nell’opera “Elisir d’amore” di Donizetti, Pulcinella nello spettacolo “Pulcinella nell’aldilà” di Mario Rucci, Corinna nel “Viaggio a Reims” di Rossini. E’ presente nell’ambito musicale provinciale con concerti di musica da camera e sinfonici. Ha vinto il 2° Premio nel concorso internazionale “Eurterpe”. Ha frequentato i corsi di Urbino, seguito un master con Sara Mingardo nell’opera studio di Tuoro e partecipato al corso di formazione tecnico vocale tenuto da Michael Aspinall. Attualmente sta concludendo il biennio specialistico in canto presso il Conservatorio di Foggia.

Marco Mancini Nato nel 1998 è iscritto al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia nella classe di sassofono di Leonardo Sbaffi. Talento unico nel panorama sassofonistico internazionale, ha già incamerato una serie considerevole di primi premi assoluti in concorsi nazionali ed internazionali. Musicista già di grande maturità e spiccata personalità, si è affermato a Parigi al “Tournoi International de Music” (TIM) ed è stato finalista, con menzione speciale, in duo con il pianista Francesco Sentuti, al concorso Società Umanitaria 2012, tenutosi a Milano. Con la stessa formazione si è esibito su RAI 1 alla rassegna dei “Giovani Talenti dei

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Conservatori italiani”. Ha suonato con l’orchestra “Papillon” di Roma al Mozarteum di Salisburgo. Si è perfezionato alle masterclass di Jean Yves Formeau, Angelo Bolciaghi e Jean-Marie Londeix. È componente dell’ensemble sAXeNSEMBLe del Conservatorio di Foggia. Matteo Guerra Nato nel 1993, inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni. Ha partecipato a vari concorsi pianistici, classificandosi fra i primi posti. Ha eseguito con l’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Foggia, diretta da Raffaele Napoli, il concerto per pianoforte e orchestra KV 466 di Wolfgang Amadeus Mozart. Ha frequentato masterclass con Leonid Margarius, Jerome Rose e Paolo Vergari. È stato premiato dall’associazione “Rotary Club” fra i migliori musicisti della provincia di Foggia. Attualmente studia direzione d’orchestra con Pablo Varela e pianoforte con Olaf John Laneri presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

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Girolamo Frescobaldi

Domenica 23 Giugno Chiesa dell’Addolorata in Foggia - ore 10.45

Concerto Spirituale Pierandrea Gusella organo e il Coro del corso di Organo e canto gregoriano Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685-Lipsia, 1750) Christ ist erstanden BWV 627 (3 versus) Communio Pro Sponsis Beati mundo corde (Mt. 5, 8. 9. 10)

Johann Sebastian Bach

Girolamo Frescobaldi (Ferrara, 1583-Roma, 1643) Toccata avanti la Messa della Domenica (1635)

Recercar – Dopo il Credo Alio modo, si placet

Introitus in Vigilia SS. Petri ET Pauli Dicit Dóminus Petro (Io. 21, 18. 19; Ps. 18)

Toccata Cromaticha. Per le Levatione

Kýrie della Domenica Kýrie eléison Kyrie Christe eléison Christe Christe eléison Kyrie, Alio modo Kýrie eléison Kyrie ultimo Gloria in excélsis Deo (X secolo) Canzon dopo l’Epistola Alleluja in Vigilia SS. Petri ET Pauli Constítues eos príncipes (Ps. 44, 17. 18)

Sanctus (XI secolo)

Agnus Dei (XIV secolo) Communio in Vigilia SS. Petri ET Pauli Símon Joánnis (Io. 21, 15. 17) Canzone post il Comune Communio Pro Sponsis Primum quaérite (Mt. 6, 33) Capriccio sopra la Girolmeta Antiphona ANNI FÍDEI Máneant in vobis (1 Cor. 13, 13) Organo Giuseppe Gallo, 1801

Note di sala a cura di Andrea Lanzellotti In questo concerto spirituale, la realizzazione organistica del Christ ist erstanden (Cristo è risorto) BWV 627 di Johann Sebastian Bach è una breve pagina di carattere intimistico, che offre una visione pacata e meditativa della resurrezione. Una melodia di origine molto antica, forse del sec. XII, derivata parzialmente dalla sequenza

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pasquale Victimae paschali laudes. Il testo è in tre strofe ognuna delle quali termina con l’invocazione Kyrieleison. Bach nella versione organistica rispetta la struttura in tre strofe del testo del corale, costruendo un brano in tre sezioni, più ampio rispetto alla media degli altri brani dell’Orgelbüchlein (letteralmente Piccolo libro per organo), che sono in genere di breve durata. La Communio Pro Sponsis Beati mundo corde è il canto delle Beatitudini tratto dal Proprium Missae degli sposi. Esso rappresenta non soltanto un’indicazione divina, ma un comportamento e una lezione di vita nel segno del Cristianesimo. I Fiori musicali di Girolamo Frescobaldi, pubblicati per la prima volta nel 1635, sono un raccolta di brani liturgici per organo, che nel corso del concerto vengono alternati con brani gregoriani dell’Ordinario (parti fisse) e del Proprio (parti mobili a secondo della festività) della Messa. La Toccata avanti la Messa della Domenica introduce questo imponente rito. L’inizio grave si avvia ad un crescendo di tensione, che culminerà soltanto nella sezione finale: un momento denominato ‘Adasio’, ove troveranno spazio trilli e accenti di origine compositiva chiaramente vocale. L’Introitus in Vigilia SS. Petri et Pauli Dicit Dominus Petro è il canto d’apertura della Messa, che in questo caso fa riferimento alla vigilia della festività dei Santi Pietro e Paolo. Il secondo canto liturgico della Messa è il Kyrie, che fa parte dell’Ordinariummissae, anche se poi in effetti esiste una differenziazione per le singole festività, ma tale differenziazione è soltanto di tipo musicale e non testuale; così sono giunti a noi diversi Kyriales, molto ricchi di melismi e di vere e proprie arditezze vocali. Dopo le tre invocazione del Kyrie segue il Gloria, l’inno di lode al Signore, che è un canto praticamente e prevalentemente sillabico, semplice e bello nella sua solennità, privo di orpelli che viene cantato in modo indiretto, con l’intera Assemblea dei fedeli. La Canzon dopo l’Epistola dai Fiori musicali di Frescobaldi, reca la consueta firma frescobaldiana con la disgregazione della struttura imitativa con i tanti passaggi armonici, ovvero in stile accordale, che troviamo in questa composizione. Dopo le letture e prima del Vangelo viene eseguito il Versus Allelujaticus “Costitues eos principes”: il coro canta, appunto, l’Alleluja, espressione ebraica che significa “date lode a Dio”, con un lungo vocalizzo sull’ultima vocale, detto jubilus, quindi un solista intercala un versetto biblico ed infine si ripete l’Alleluja. Dopo il Credo, nell’Offertorio troviamo il Recercar frescobaldiano tipicamente cromatico. Lo sviluppo del brano prevede l’entrata di più temi secondari in varie combinazioni. Il Sanctus che risente enormemente nel testo e nel canto della tradizione ebraica “Osanna”, si ripete nel ritornello. La Toccata per l’Elevazione è il brano che maggiormente rappresenta la raccolta dei Fiori musicali, una scrittura cromatica ricollegabile alle “durezze et ligature” della scuola napoletana facente capo al franco-fiammingo Jean De Macque, nella quale troviamo fra gli altri Ascanio Mayone e Giovanni Maria Trabaci. Segue il canto dell’Agnus Dei, che ci ricorda il sacrificio di Gesù Cristo per la redenzioni dei peccati dell’umanità e la Communio Simon Joannis, sempre dalla Messa della vigilia per la festa dei Santi Pietro e Paolo. La Canzon post Communio dei Fiori musicali si distingue per la complessa e ardita elaborazione tematica e ritmica. Nel finale, la Communio per gli sposi Primum quaerit ci ricollega idealmente all’inizio


di questo concerto, il Capriccio sopra la Girolmeta la cui melodia richiama momenti descrittivi associati alla melodia popolare la Girometta; una sorta di rappresentazione di affetti e di umori contrastanti. In conclusione, l’Antifona Maneant in vobis vuole essere un omaggio all’anno della fede, che si concluderà il 24 novembre in occasione della festa di Cristo Re. Pierandrea Gusella Nato a Rovigo nel 1962, ha conseguito il diploma d’organo e composizione organistica, sotto l’unica guida di P. Antonio Cozza al Conservatorio di Bologna. Sia in Italia che all’estero prende parte sia a corsi di perfezionamento tenuti da docenti di chiara fama, che a concorsi di interpretazione e composizione organistica, svolgendo una importante attività concertistica. Ha conseguito la Laurea in DAMS con lode a Bologna, il diploma di clavicembalo e quello di Composizione vocale e direzione di coro a Rovigo ove è studente Jazz, e quello di Prepolifonia a Venezia. È docente di Organo e canto gregoriano presso il Conservatorio “Umberto Giordano” .

35 Coro del corso di Organo e Canto Gregoriano: Victoria*, Stella*, Nicoletta Basta, Elena*, Matteo Barbone, Sara*, Don Vito Lapace, Giulia*, Alberto Napolitano, Alba*, Francesco Marchese, Susanna*, Antonio Pio Russo, Serena*, Sofia*, Clara*, Jisu*, Irma Lusuriello, Michele Angelo Bruno, Rosaria Vece Melchiorre, Giovanna Carla Marcone Tosti, Anna Maria Francesca De Stefano, Maria Pia De Stefano, Cinzia Infantino, Antonietta Delli Carri, Lucia Contillo, Leonarda Pellegrini. *Corso speciale per le studenti della Sunshin Women’s University di Seoul (Corea del Sud)

Organo Giuseppe Gallo, 1801


Georg Goltermann

Lunedì 24 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Le chant du cygne

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Ottetto di violoncelli del Conservatorio Francesco Montaruli Daniele Miatto Vincenzo Lioy Michela Celozzi Eunju Yoon Luca Calzolaio Gianluca Montaruli Francesca Della Vista con la partecipazione del soprano Pia Raffaele* Georg Goltermann (Hannover, 1824-Francoforte, 1874) Serenade op. 119

Johannes Brahms

Gabriel Fauré

Johannes Brahms (Amburgo, 1833-Vienna, 1897) Due valzer dall’op.39 Gabriel Fauré (Pamiers, Ariége, 1845-Parigi, 1924) Pavane Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 -Milano1901) da “Traviata” Preludio da “Rigoletto” Aria. Bella figlia dell’amore Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) da “Bachiana brasileras” n.1 Preludio (Modinha) Andante Alex Kelly Three spanish pieces Heitor Villa-Lobos* (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) Aria (Cantilena)

Giuseppe Verdi

*** Nicola Piovani (Roma, 1946) La vita è bella John Williams (New York, 1932) Schindler’s List Ennio Morricone (Roma, 1928) Nuovo cinema paradiso Nino Rota (Milano, 1911-Roma, 1979) Il Padrino Schott Joplin (New York, 1867- ivi,1917) The Entertainer Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921-Buenos

Aires, 1992) Oblivion

Libertango (trascrizione di David

Johnstone)


Hector Villa-Lobos

Nicola Piovani

John Williams

Ennio Morricone

Note di sala a cura di Michela Celozzi Le chant du cygne per Pablo Casals, il canto del violoncello è appassionato, è una nenia nostalgica, un carme d’amore. Il programma degli otto violoncelli è un elogio al “canto del cigno”, in un percorso eclettico che parte dall’’800 e percorre le più diversificate tappe, dall’opera alle colonne sonore d’autore, dal tango argentino alla musica sinfonica. La suggestiva Serenata op. 119 n. 2 di Georg Goltermann introduce la prima parte riservata alla musica “colta”; seguono i Valzer n.11 e 14 tratti dell’op.39 (1895) di Johannes Brahms, una sequenza di 16 valzer brevi e raffinati, originali per pianoforte a quattro mani. Composta dapprima per piccola orchestra e coro, la Pavane di Gabriel Faurè op.50 venne commissionata nel 1888 dalla contessa mecenate Elisabeth Greffulhe per alcuni eventi estivi da lei organizzati. Il ritmo lento è carico dell’eleganza della Belle Époque, Faurè la compose ispirandosi alle poesie di Paul Verlaine. I Tre Spanish Piece del compositore inglese Brian Kelly, sono una breve sosta in terra iberica: ‘Maestoso’, ‘Lento’ e ‘Allegro’. Dopo il doveroso omaggio all’opera, con l’emblema nazionale Giuseppe Verdi, di cui quest’anno festeggiamo il bicentenario della nascita, con il Preludio dalla Traviata e Bella figlia dell’amore dal Rigoletto, la prima parte si conclude con Preludio (Modinha) e Aria (Cantilena) dalle Bachianas Brasileiras, l’unico pezzo originale per otto violoncelli, con l’accompagnamento vocale nella Cantilena. Le nove Bachianas Brasileiras del brasiliano Hector Villa-Lobos, sono composizioni in cui sono stati combinati abilmente elementi di musica popolare brasiliana e musica classica nello stile di Bach (da questo Bachianas), furono scritte tra il 1930 e il 1945 con l’intenzione di realizzare una versione brasiliana dei bachiani Concerti brandeburghesi. La seconda parte è dedicata alla “musica da consumo”, ad enfatizzare la versatilità, ma anche le potenzialità timbriche del violoncello. Si ripercorrono fotogrammi di film memorabili con la musica dei maggiori compositori di colonne sonore: John Williams, e gli italiani Nicola Piovani, Ennio Morricone e Nino Rota, a cui fa da contraltare lo spirito jazzistico di Scott Joplin. Per concludere, poi, con i ritmi porteñas del compositore argentino Astor Piazzolla: la milonga lenta di Oblivion e il tango audace e appassionato di Libertango.

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Nino Rota

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Scott Joplin

Astor Piazzolla

Pia Raffaele

Ottetto di violoncelli Nato nell’ambito del Laboratorio di musica d’insieme per violoncelli tenuto dai docenti Francesco Montaruli e da Daniele Miatto, il gruppo è composto da giovani valenti violoncellisti che si cimentano in un impegnativo e atipico repertorio. L’ottetto di violoncelli è una formazione caratteristica nel panorama musicale contemporaneo, tesa a valorizzare a pieno l’estensione tecnica ed espressiva del violoncello per formare un gruppo a geometria variabile, capace di rendere allo stesso tempo la coralità di un’intera orchestra, la sensibilità tonale di un quartetto per archi o la ritmicità sensuale e travolgente di una band sudamericana. Una formazione che incanta e affascina l’uditorio, trascinato all’entusiasmo e alla gioia da un continuo gioco delle parti, dove i caratteri di ognuno si alternano e si completano, passando di volta in volta dallo sfondo al fronte della scena. Il programma scelto prevede un excursus di musica dal ‘700 ad oggi, grazie a composizioni originali e mirate trascrizioni, alcune scritte appositamente per il gruppo. Grazie a Vincenzo Celozzi per le trascrizioni dei due brani di Giuseppe Verdi e a Benedetto Montebello che ha curato le elaborazioni dei brani di musica da film.


Ludwig van Beethoveen

Martedì 25 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Tra classica e Jazz Giovani talenti in concerto Valerio Sannoner pianoforte Orchestra Giovanile del Conservatorio Simone Genuini direttore Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Ouverture “Coriolano” op.62 Concerto n.3 op.37 per pianoforte e orchestra Allegro con brio Largo Rondò. Allegro per pianoforte e orchestra

Leonard Bernstein

Leonard Berstein (Lawrence, 1918-New York, 1990) West Side Story Suite da “Candide”, Glitter and be gay* George Gershwin (New York,1898-Beverly Hills, 1937) Two Songs*

Georg Gershwin

Duke Ellington (Washington, 1899-New York, 1974) Duke Ellington! Medley for Orchestra

* e la partecipazione del soprano Ripalta Bufo

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Duke Ellington

Arturo Marquez

Ripalta Bufo

Note di sala a cura di Ermanno Ciccone

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Dalla Germania di Ludwig van Beethoven a New York, dalla musica colta al jazz: l’orchestra giovanile diretta da Simone Genuini attraversa l’Oceano Atlantico riscoprendo colori e atmosfere in un viaggio del tutto inedito. Pathos e intensa carica drammatica sono predominanti nell’Ouverture Coriolano op.62 composta dall’artista di Bonn nel 1807, in cui l’autore rievoca la tragedia del condottiero romano Gneo Marcio Coriolano al tempo della guerra contro i Volsci. L’idea del compositore appare subito chiara, sin dal Do iniziale in “fortissimo”, sfociante nel vigoroso accordo di tutta l’orchestra e seguito da ritmi sincopati di incisiva espressività in Do minore che ricordano l’impeto bellicoso di Coriolano e che conducono ad una melodia in Mi bemolle maggiore apparentemente affettuosa e distesa. Sotto la direzione di Ignaz Von Seyfred, Beethoven esegue per la prima volta a Vienna il 5 Aprile del 1803 il Concerto n.3 op.37 per pianoforte e orchestra. Tre tempi, tre temperamenti; ‘Allegro con brio’, ‘Largo’ e infine il ‘Rondò’. Tra scale e cromatismi il pianoforte solista si fa vanto delle sue virtù adagiandosi sulla melodia maestosa, ma nel contempo aleggiante dei fiati che amoreggiano a suon di timpani! In un clima piovoso e metropolitano si inserisce l’opera del compositore americano Leonard Bernstein autore del musical West Side Story (1957): la tragedia di Romeo e Giulietta è ambientata nell’East Side newyorkese dove si sfidano gang rivali. Segue la gioiosa ed energica Glitter and be gay interpretata dal soprano Ripalta Bufo, una delle più celebri arie per l’operetta comica in due atti Candide (1956) del direttore statunitense. Si tratta di una bizzarra, ma riuscitissima trasposizione dell’omonimo racconto di Voltaire. L’eclettico George Gershwin spazia dalla musica colta al jazz; l’atmosfera puramente americana, sfacciata e allegra è rappresentata da molte “songs”, come la celeberrima I got rhythm. Uno dei più importanti compositori della storia del Jazz, Duke Ellington, chiude il cerchio di questo viaggio creativo con Medley for Orchestra, in cui vi è perfetto equilibrio tra discorso orchestrale e improvvisazione solistica, e si delinea il gusto tipico della cultura nero-americana, che permane negli influssi colti occidentali degli anni Trenta.


Valerio Sannoner Si è diplomato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia sotto la guida di Michele Gioiosa. Nato a Foggia nel 1993, inizia gli studi musicali con il padre all’età di soli cinque anni ed ottiene i suoi primi successi in vari concorsi nazionali ed internazionali vincendo primi premi. Si è perfezionato con numerosi pianisti di fama internazionale tra cui: Marcella Crudeli, Benedetto Lupo, Leonid Margarius, Jerome Rose, Sergio Perticaroli, Maurizio Baglini, Giuseppe Andaloro, Anne Oland, Edith Murano. Ha ottenuto recentemente tre importanti successi vincendo il 1° Premio assoluto al VIII Concorso Internazionale “Trofeo Città di Greci”, il 1° Premio al I Concorso Internazionale di Esecuzione Pianistica “Città di San Donà di Piave (VE)” e il Terzo Premio al XXII Concorso Pianistico Internazionale “Roma 2012” promosso dall’Associazione Culturale “Fryderyk Chopin”.

Simone Genuini Nato a Roma ha conseguito i diplomi in Pianoforte, in Direzione d’orchestra, in Composizione, in Musica corale e Direzione di Coro, in Strumentazione per Banda. È Direttore dell’Orchestra Giovanile dell’Accademia Nazionale di “Santa Cecilia” di Roma, la JuniOrchestra, con la quale si è esibito per il “Ravello Festival”, per la stagione dell’Orchestra da Camera di Mantova, più volte presso la Camera dei Deputati, presso l’Accademia Nazionale di “Santa Cecilia”, collaborando con solisti quali Emmanuel Pahud, Angelo Persichilli, Gabriele Pieranunzi, Andrea Oliva. Ha diretto, tra le altre, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Bucarest, I Solisti Aquilani, l’Orchestra di Stato della Città di Vidin, Musikanten, John Cabot University Chamber Orchestra, l’Orchestra Sinfonica “Roma Sinfonietta”, l’Orchestra del Conservatorio “Casella” di L’Aquila. Insegna Esercitazioni orchestrali presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

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Orchestra Giovanile del Conservatorio “Umberto Giordano” Flauti

Antonella Centonza, Pietro Doronzo, Alessandra Facchiano, Michele Gravino, Elisabetta Lo Console, Martina Perretti

Oboi

Miriam Soricaro, Cristina Nembrotte

Clarinetti

Mariella Colantuono, Michele Dorini, Claudio Trotta, Gianluigi Valente, Mattia Vergura

Clarinetto basso

Fabrizio Ricciardi

Fagotti

Stefano Rampino, Simone Tirotta

Corni

Giovanni Calamita, Vincenzo Celozzi, Giuseppe Graniero, Luigi Pensato

Tromba

Antinea Irmici, Vincenzo Marino, Potito Moscato

Tromboni Francesco Di Maggio, Enrico Di Sapio, Matteo Pio Greco Percussioni Raffaele Delle Fave, Rosanna Lo Mele, Federico Moscano, Marika Perna

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Violini I

Ilaria Metta, Luisa Daniele, Elena De Bellis, Claudia Di Corcia, Francesca Sgarro Di Modugno, Davide Gentile, Mauro Maiorano, Francesca Scarano, Antonia Volpone

Violini II

Simona Rampino, Alessia De Leo, Marco Facciorusso, Francesco Fioretti, Alessia Frisoli, Irene Marino, Rocco Mucciarone, Domenico Pedone, Margherita Romaniello, Rocco Vena

Viole

Angelo De Cosimo, Giuseppe Corrieri, Erika Lo Mele, Elisabetta Piccirilli, Matteo Spadone

Violoncelli Luca Calzolaio, Francesca Della Vista, Chiara Maglia, Bianca Maiellaro, Gianluca Montaruli, Antonietta Pilolli, Ivana Querques, David Wang Contrabbassi Sara Roggia, Andrea Caruso, Remo Murani

Orchestra giovanile Nata come naturale evoluzione e a completamento del percorso didattico svolto all’interno della classe di Esercitazioni Orchestrali, l’Orchestra Giovanile è formata dagli studenti iscritti e frequentanti i Corsi Ordinamentali, Trienni e Bienni di Strumento del Conservatorio. Il progetto che da tre anni si sta sviluppando mira ad accrescere le competenze relative alla professione di Professore d’Orchestra, attraverso un percorso che alterni prove di fila, di sezione e d’insieme, nelle quali sviluppare lo studio di un repertorio che spazi dagli autori del Barocco fino al Novecento; per tale motivo, oltre alle tradizionali lezioni settimanali di Esercitazioni Orchestrali, l’Orchestra è impegnata, nel corso dell’Anno Accademico, in intensa attività concertistica che richiede di arricchire il percorso di studio con prove straordinarie. L’Orchestra


si è più volte esibita per la Rassegna “Musica nelle Corti di Capitanata”, organizzata dallo stesso Conservatorio “Giordano”, presso l’Aula Magna dell’Università di Foggia, presso il Teatro di San Severo, su invito del Rotary Club di San Severo, in occasione dei festeggiamenti del 2 Giugno presso il Teatro del Fuoco di Foggia. L’Orchestra ha partecipato, riscuotendo notevole successo, alla Rassegna di Concerti organizzata dal Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, nonchè al concerto di chiusura della Stagione di Concerti dell’Università della Tuscia di Viterbo.

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MercoledĂŹ 26 Giugno Cerignola (FG) Torre Alemanna ore 20.30

Notte di Stelle a Torre Alemanna

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in collaborazione con Club Unesco, Pro Loco e Comune di Cerignola

Tra classica e jazz Il Solista e l’Orchestra Valerio Sannoner pianoforte Orchestra Giovanile del Conservatorio Simone Genuini direttore e la partecipazione della soprano Ripalta Bufo

Replica Vedi Concerto del 25 Giugno


Joseph Haydn

Sabato 29 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Scatola sonora I Conservatori si incontrano Orchestra Junior del Conservatorio “Umberto Giordano” Simone Genuini direttore Orchestra dei Giovanissimi di Bologna (OgB) del Conservatorio “GiovanBattista Martini” e “Teatro comunale” di Bologna Stefano Chiarotti Riccardo Martinini Aurelio Zarrelli direttori

Leopold Mozart

Peter Ciaikovsky

Suite dagli “Scherzando” di

Joseph Haydn (Rohrau, 1732-Vienna, 1809) Scherzando n.4 in sol maggiore Hob II/37 e Leopold Mozart (Augusta, 1719-Salisburgo, 1787) Kindersinfonie Peter Ilic Ciaikovski (Votkinsk, 1840-Pietroburgo, 1893) Capriccio italiano op.45 Poema sinfonico Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) dal “Fidelio” Sinfonia *** Henry Purcell (Londra, 1659?-1695) Rondeau* Alberto Napolitano (Foggia, 1985) Ouverture per la mattina del 17 Settembre (Prima esecuzione assoluta)

Ludwig van Beethoveen

Claudio Monteverdi (Cremona, 1567-Venezia, 1643) Balletto* De la bella danza le dovute lodi Guy de Roquefeuil (Roma, 1992) Viaggio nel Beleriand (2012) (Prima esecuzione assoluta) Luciano Bellini (Roma, 1952) Mediterranea (Prima esecuzione assoluta) Popolare Drowsy Maggie* Nino Rota (Milano, 1911-Roma, 1979) Fantasia di musiche da film (orchestrazione di Alberto Napolitano) Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921-Buenos Aires, 1992) Libertango* Georg Friedrich Haendel (Halle, 1685-Londra, 1759) da “Water Music” Allegro Orchestre tutte *Orchestrazione di Simone Genuini

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G. Friedrich Haendel

Henry Purcell

Claudio Monteverdi

Nino Rota

Il progetto Orchestra dei Giovanissimi (OgB) è condiviso dal Conservatorio “Giovan Battista Martini” e dal Teatro Comunale di Bologna e sostenuto dalla Fondazione Dal Monte

Note di sala a cura di Onofrio Romagno

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Talenti in erba e tanta voglia di crescere con la musica. I giovani musicisti del Conservatorio “Umberto Giordano” e del Teatro Comunale di Bologna eseguiranno questa sera lo Scherzando n.4 di Joseph Haydn. Si tratta di un brano tratto dai sei quartetti russi op.33, detti anche “Gli scherzi”, poiché in essi il minuetto viene sostituito con uno scherzo. Di spessore diverso, invece, appare la Kinder-Symphonie (Sinfonia dei giocattoli) di Leopold Mozart, padre del celebre Wolfgang Amadeus. In questa composizione semplice e di carattere allegro troviamo alcuni tipici strumenti dell’infanzia, che tanto divertono sia i grandi che i piccoli. Il Capriccio italiano è l’omaggio che un artista russo come Pëtr Il’ič Čajkovskij volle fare ad un paese in cui era stato accolto con gioia e con affetto. Egli, infatti, trascorse una vacanza di alcune settimane in Italia tra il 1879 ed il 1880 visitando i luoghi più ameni della penisola. Soggiornò a Firenze, Roma, Napoli, Venezia e da ognuno di questi luoghi colse qualcosa di particolare che volle mettere in musica: le feste natalizie, il canto dei lagunari, gli stornelli toscani e, infine, una tarantella napoletana. Beethoven sentiva la necessità di comporre un’appropriata ouverture per il suo unico lavoro teatrale, tanto che ne compose ben quattro versioni. La prima versione, composta per la prima nel 1805, è l’ouverture nota come Leonore n.2 (op.72). Nel 1814 Beethoven compose la versione definitiva dell’ouverture (op.72b), molto più snella, che sembra adattarsi meglio all’inizio del suo Singspiel. La Water Music (Musica sull’acqua) è una collezione di movimenti orchestrali composti da Georg Friedrich Händel. La prima esecuzione dell’opera si tenne il 17 luglio 1717 in seguito al desiderio del re Giorgio I, che aveva chiesto un concerto sul fiume Tamigi. Il concerto fu eseguito da 50 musicisti che si esibirono in prossimità della chiatta reale, da cui il re ascoltò questo brano con alcuni intimi amici. Si narra che Giorgio I apprezzò talmente tanto questa musica, che ordinò ai musicisti, benché fossero esausti, di ripetere l’esecuzione per ben tre volte.


Astor Piazzolla

Luciano Bellini

Alberto Napolitano

Guy De Roquefeuil

Orchestra Junior del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia Flauti Clarinetti Fagotto Sassofoni soprano Sassofoni contralto Sassofono baritono Trombe Tromboni Percussioni Arpe Violini I

Valentina Bordasco, Guido De Lucia, Andrea Palumbo, Nicole Sauro Giulio di Gioia, Giulia Ricciardi, Maria Silvestre, Sara Tomaiuolo, Gianluigi Valente Eleonora Zimotti Marco Mancini, Stefano Mangini Antonio Bruno, Riccardo Cavaliere, Stefano Russo

Roberto Cocomazzi Antinea Irmici, Simone Martino Antonio Di Biccari, Francesco Di Maggio, Fedele Di Mucci Rosanna Lo Mele, Giuseppe Padalino, Marika Perna Michela Salino, Giovanna Wang Margherita Romaniello, Luisa Daniele, Elena De Bellis, Francesco Fioretti, Chiara Gioiosa, Federica Izzi, Gabriella Mammola, Rocco Mucciarono, Domenico Pedone, Rocco Elia Vena Violini II Irene Marino, Antonella De Santis, Emanuela Dalò, Ilaria Gemminni, Simone Fabrizio Giordano, Alessandra Marino, Gianilda Panella, Pamela Signoriello, Maria Tarantino Violoncelli Ivana Querques, Pierluigi Di Ponte , Leonardo Lannunziato, Francesco Pio Mancini, Bianca Maiellaro, Francesco Melfitano, Antonietta Pilolli, Giorgia Santangelo, Davide Wang Contrabbasso Andrea Caruso Orchestra junior “Umberto Giordano” L’importanza della musica d’insieme e della pratica d’orchestra vissuta sin dai primissimi anni di studio dello strumento come occasione importante per porre il giovane studente a diretto contatto con le problematiche di emissione-ascolto, condivisione dei suoni, condivisione del ritmo, ha favorito l’avvicinamento, alla pratica

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orchestrale, anche degli studenti iscritti ai Corsi Inferiori o Corsi Pre-Accademici di strumento; è nata interpretando questi presupposti l’Orchestra Junior del Conservatorio “Umberto Giordano”, una formazione che conta circa cinquanta studenti, tra archi, fiati, percussioni, ma destinata ad accrescere il numero degli iscritti. Il repertorio è per lo più costituito di elaborazioni di musiche di autori che spaziano tra il repertorio Barocco e quello dl Novecento, ivi comprese musiche tratte da colonne sonore; recentemente alcuni giovani compositori hanno scritto brani originali per l’Orchestra, che ha all’attivo numerosi concerti nel territori di Foggia e provincia.

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Orchestra dei Giovanissimi (OgB) Il progetto Orchestra dei Giovanissimi (OgB), condiviso dal Conservatorio “Giovan Battista Martini” e dal Teatro Comunale di Bologna e sostenuto dalla “Fondazione Dal Monte”, si rivolge a tutti gli studenti di musica del Conservatorio e delle Scuole musicali di Bologna e Provincia nei primi anni di studio nutrendo il loro percorso formativo sino agli studi musicali accademici. L’ Orchestra dei Giovanissimi (OgB) è promotrice di scambi nazionali ed internazionali con le più significative esperienze nel campo della pedagogia musicale.

Simone Genuini Vedi Concerto 25 Giugno Riccardo Martinini Violoncellista allievo di Massimo Amphiteatroff e direttore d’orchestra effettua concerti per importanti enti musicali e Festival in tutta Europa ed è titolare della cattedra di violoncello al Conservatorio di Bologna. Tra i promotori della diffusione della ricerca filologica musicale in Italia ha fondato il Centro Italiano di Musica Antica (CIMA) e l’”Orchestra Barocca Italiana” con la quale si è esibito in tutta Europa, prodotto centinaia di concerti, festival e tournée e registrazioni discografiche e radiofoniche. Ha collaborato con prestigiosi solisti e direttori quali Anner Bylsma, Sigiswald Kuijken, Christophe Coin, Kenneth Gilbert, Scott Ross, Emma Kirkby, Judith


Nelson, Martin Haselbock, Gordon Murray, Christophe Rousset, Rio Terakado, Pierre Hantai. Con il Teatro Comunale e il Conservatorio di Bologna ha dato vita al progetto dell’”Orchestra dei Giovanissimi di Bologna”. Aurelio Zarrelli Pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra, esperto di vocalit , si diploma presso il Conservatorio”Martini” di Bologna in pianoforte con la L. Proietti, in Musica Corale con Tito Gotti, in Composizione con Ivan Vandor, in Direzione d’Orchestra con Maurizio Benini, in Musica elettronica con Lelio Camilleri. Si è esibito in come direttore ed esecutore in tutta Italia e all’estero. Attualmente è docente di ruolo presso il Conservatorio “ Giovan Battista Martini” di Bologna . Presso il Conservatorio di Rovigo ha ricoperto il ruolo di Direttore del Dipartimento di Nuovi linguaggi e Nuovetecnologie, fondato i corsi accademici di 1° e 2° livello in Musica d’uso ad indirizzo multimediale sperimentale e Musica elettronica/Indirizzo Musica applicata ordinamentale. È docente a contratto presso il Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara al Biennio sperimentale di 2° livello in Musica applicata e presso il Conservatorio di Rovigo. Stefano Chiarotti Stefano Chiarotti, diplomatosi in violino al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, ha cominciato giovanissimo una notevole attività artistica, sia come solista che come componente di gruppi cameristici, orchestre da camera e orchestre sinfoniche, affrontando un repertorio che spazia dalla musica di Monteverdi alla musica contemporanea. Ha svolto e svolge tuttora un’intensa attività concertistica in ambito cameristico (dal duo alle orchestre da camera), che lo ha portato ad esibirsi in Europa. Si dedica all’esecuzione e allo studio filologico di musica antica su strumenti originali; ha studiato, inoltre, direzione d’orchestra sia in Italia che all’estero, e in questa veste si è esibito con orchestre italiane ed estere. È docente della cattedra di “Musica d’insieme per strumenti ad arco” presso il Conservatorio “Giovan Battista Martini” di Bologna.

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Domenica 30 Giugno Rodi Garganico Anfiteatro Sezione staccata del Conservatorio “Umberto Giordano”

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ore 11.00

Scatola sonora I Conservatori si incontrano Orchestra Junior del Conservatorio “Umberto Giordano” Orchestra dei Giovanissimi di Bologna (OgB) del Conservatorio “Giovan Battista Martini” e “Teatro comunale” di Bologna

Replica vedi Concerto del 29 Giugno


Elena De Bellis

Aaron Copland

Martedì 2 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Suoni e colori dal mondo Giovani talenti in concerto “Klezmorin!”

Musica e parole di un popolo errante

Klezmer Ensemble del Conservatorio Violini I Elena De Bellis Claudia di Corcia Violini II Luisa Daniele Francesca Scarano Flauti Valentina Bordasco Andrea Palumbo

Henry Filmore

Trombone Enzo Pastore Clarinetto I Gianluigi Valente Clarinetto II Clarinetto Basso Fabrizio Ricciardi Chitarra Andrea Marchesino Ermanno Ciccone Contrabbasso Luciano Pannese Percussioni Aldo Grillo Stroh violin Elena De Bellis Direttore Simone Genuini Voce narrante Claudia Samele Progetto delle classi di Esercitazioni orchestrali e di Didattica della musica Coordinatrice Augusta Dall’Arche

David Short

Brass Ensemble del Conservatorio Trombe Martino Pezzolla Vito Princigalli Potito Moscato Vincenzo Di Rodi Corni Antonio Falcone Vincenzo Celozzi Giovanni Calamita Luigi Pensato Giuseppe Graniero Tromboni Massimo Gianangeli Matteo Maria Pezzolla Enrico Di Sapio Matteo Pio Greco Matteo Continenza Tuba Donato Della Vista Direttore Antonio Falcone Tradizionale Araber Tantz (arr. di Elena De Bellis e Gianluigi Valente)

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Don Gills

Der heyser Bulgar (arr. di Alessandro Inglese) Patsch Tantz (arr. di Alberto Napolitano) Battare prosciutto (arr. di Alberto Napolitano) Der Mirjambrunnen (arr. di Alessandro Inglese)

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Elena De Bellis (Foggia, 1989) Le muse inquietanti (arr. di Simone Genuini) Tradizionale Varshaver freylekhs (arr. di Alberto Napolitano)

G. Friederic Handel

Testi di Moni Ovadia, Gabriele Coen, Isotta Toso, Joann Sfar, MarcAlain Ouaknin a cura di Augusta Dall’Arche, Elena De Bellis e Claudia Samele *** Aaron Copland (New York, 1900-1990) Fanfare for the Common Man Henry Fillmore (Cincinnati, 1881-South Florida, 1956) Lassus Trombone David Short (Cincinnati, 1951) Tango

Don Gillis (Cameron, 1912-Columbia, 1978) Just a closer walk Georg Friedrich Haendel (Halle, 1685-Londra, 1759) The hallelujah Chorus When the Saints Go Marching In Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921-Buenos Aires, 1992) Libertango (arr. di Antonio Falcone) Enrique Crespo (1941, Montevideo) Trumpets of Jericho (arr. di Klaas Van der Woude)

Note di sala a cura Fabrizio Ricciardi Mmhba’asherTelchi Elech (Dove andrai, là sarò portato ad andare). Una frase fortemente religiosa della cultura ebraica, che ben si adatta allo scopo del gruppo Klezmorim. Nonostante, la sua provenienza tipicamente popolare, la grande tradizione orale che la musica Klezmer si porta dietro ha influenzato geni assoluti della musica occidentale come, ad esempio, il compositore Gustav Mahler. L’organico, composto interamente da studenti del Conservatorio, propone una tipica formazione ‘klezmer’, in cui il clarinetto e il violino la fanno da padroni. Alla musica, estratta e arrangiata da brani tradizionali della tradizione Klezmer, si affiancano testi provenienti da scritti


Astor Piazzolla

Enrique Crespo

etnomusicologia elaborati da Elena De Bellis in collaborazione con il Dipartimento di Didattica della Musica del Conservatorio. Shpil es Nokh Amol, Klezmorim! (play itagain, Klezmorim!) Melodie tradizionali miste a passione giovanile: tutto questo è la ‘Brass Ensemble’ del Conservatorio “Umberto Giordano”. Il variegato menù musicale di questa sera ci offre un gustoso antipasto a base di brani americani, come la famosissima Fanfare for the common man di Aaron Copland, dai tratti patriottici ed evocativi; Lassus trombone di Henry Fillmore, dalle divertenti gag di inizio secolo The trombone family, e il Tango di David Short, estratto dal lavoro The brassfactory in cui viene esaltata la duttilità di questi strumentisti. Il primo piatto è Just a closer walk di Don Gillis appartenente alla tradizione dei funerali Jazz di New Orleans. Un ricco secondo a base di armonie classiche e jazzistiche, ci porta al terzultimo brano in programma, The Saints’Hallelujah sintesi di due celebri melodie: il celeberrimo Hallelujah dal Messiah haendeliano e When the Saints Go Marching In. Le ultime portate prevedono il popolarissimo Libertango di Astor Piazzolla e Trumpets of Jericho di Enrique Crespo, il tutto farcito da un saporito tocco… brass!

Klezmorim! Musica e parole di un popolo errante da un’idea di Elena De Bellis

Il progetto “Klezmorim! Musica e parole di un popolo errante”, nasce dalla volontà di raccontare la cultura musicale ebraica riproponendo brani ricercati all’interno del repertorio caratteristico del Klezmer e riproposti con un organico fedele alle tradizioni, e con arrangiamenti che preservano le sonorità tipiche del genere, ponendo in rilievo

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Stroh violin

l’aspetto improvvisativo. L’intento è quello di descrivere una realtà musicale ancora oggi estremamente viva e coinvolgente, e ricca di sonorità raccolte attraverso secoli di peregrinazioni e contatti con numerosissime culture. Alla musica saranno affiancati alcuni testi di Moni Ovadia, Gabriele Coen, Isotta Toso ed altri esperti della storia della musica Klezmer e del popolo ebraico, così da delineare un racconto che sia non solo musicale, ma contemporaneamente anche geografico e storico.

Brass Ensemble Il Brass Ensemble del Conservatorio è nato da un’idea dei docenti Martino Pezzolla, Antonio Falcone e Massimo Gianangeli con l’intento di divulgare il repertorio per Brass e offrire agli studenti del Conservatorio un’ulteriore possibilità di fare musica d’insieme.

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Antonio Falcone Si diploma in corno con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sotto la guida di Giuseppe Selvaggio. Già primo corno in diverse orchestre, entra come primo strumento nel complesso de “I Solisti Dauni”, con il quale svolge intensa attività concertistica sia in Italia che all’estero. Titolare della cattedra di corno presso il citato Conservatorio, affianca all’attività didattica e concertistica lo studio della composizione con Damiano Dambrosio. È stato premiato con il diploma d’argento al 4° Concorso Corale internazionale di Musica sacra e profana “In…Canto sul Garda 2001” (Trento). Ha composto le musiche per orchestra su testo del beato Giovanni Paolo II (Trittico Romano) eseguite in collaborazione con l’attrice Claudia Kool. Ha diretto più volte l’orchestra “ I suoni del sud” promuovendo musiche del territorio.

Simone Genuini Vedi Concerto del 25 Giugno


Fryderyk Chopin

Mercoledì 3 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Voilà, c’est la Musique! Giovani talenti in concerto Angelo Nasuto pianoforte Sestetto Seyfert Alessandra Facchiano flauto

Maurice Ravel

Simona Maffei oboe Gianluigi Valente clarinetto Stefano Rampino fagotto Donato Inglese corno Pasquale De Simone pianoforte

Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Studi op.10 nn.1-2-3-11-12 per pianoforte

Françis Poulenc

Maurice Ravel Ciboure [Pirenei Baschi], 1875Parigi, 1937) Gaspard de la nuit per pianoforte Ondine Le gibet Scarbo *** Françis Poulenc (Parigi, 1899-ivi, 1963) Sestetto per quintetto a fiati e pianoforte Allegro vivace Divertissement Finale

Note di sala a cura di Fabrizio Ricciardi Parigi non è solamente la capitale della Francia, è una metropoli cosmopolita, trait d’union tra le culture del mondo. Lo sapeva il compositore polacco Fryderyk Chopin, quando, nel 1831, lasciò la Polonia per Parigi. Gli Studi op.10, dedicati à mon ami Franz Liszt, costituiscono una variegata raccolta di esercizi diversificati. Lo Studio n.1, detto La cascata, è una vera e propria “pioggia” di note. Ritenuto il più difficile dell’op.10, il n.2, presenta un crescendo continuo, che ha come climax lo stesso finale. «In tutta la mia vita non sono mai stato in grado di trovare una melodia così bella», afferma lo stesso Chopin riguardo allo Studio n.3. Lo Studio n.11, con una rapida successione

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di accordi arpeggiati, fa da anticamera all’ultimo studio in programma, il n.12, detto La caduta di Varsavia, drammatica rievocazione dell’insurrezione polacca del 1830. Parigi è, però, anche meta di studio. È il caso di Maurice Ravel, compositore del Gaspard de la nuit (1908), ispirato a tre poesie di Aloysius Bertrand. Dai tratti orientali, impressionisti e spagnoli, la composizione si divide in tre movimenti. Ad una ‘Ondine’ “umida” in cui emerge un senso di ipnosi, succede ‘Le gibet’ (la forca), un tempo lentissimo, angosciante, che descrive una drammatica scena di impiccagione. L’ultimo movimento, ‘Scarbo’, ci trasporta in una dimensione favolistica, in cui uno strano personaggio sembra prendersi gioco dello spettatore. Parigino di nascita è, invece, Francis Poulenc, autore dell’ultimo brano in programma, il Sestetto per fiati e pianoforte. Scritto nel 1932 e revisionato fino alla versione definitiva del 1939, il Sestetto presenta una formazione cameristica inusuale, composta da un quintetto di fiati e il pianoforte. Il dialogo tra gli strumenti è a tratti umoristico, tipica caratteristica della personalità dell’autore, e a tratti quasi estatico. Anche qui Poulenc mantiene invariata la sua tipica struttura veloce-lento-veloce, alternando tre movimenti, che spaziano tra musica colta, jazz e accenni popolari, utilizzando le peculiarità e gli interi registri di ogni strumento, in un turbinio di emozioni contrastanti.

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Angelo Nasuto Inizia lo studio del pianoforte in tenera età. Attualmente è iscritto al 10° anno di pianoforte presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sotto la guida di Claudio Trovajoli. Ha conseguito riconoscimenti in vari concorsi nazionali e internazionali classificandosi sempre tra i primi posti, tra cui: “Fiori musicali” Città di Foggia, “Euterpe” Corato, ”Premio Sarro” Trani, “Mirabello in musica” Città di Mirabello ; “Musica di Capitanata” Apricena; Ortona; “N. Van Westerhout” Mola di Bari, Rocchetta a Volturno, “A.Gi.Mus” Foggia, “ Florestano Rossomandi”. Ha frequentato Masterclass tenuti da Rosaria Dina Rizzo, Claus Christian Schuster, Sandro De Palma, Maurizio Baglini, Edith Murano, Giuseppe Andaloro. Sestetto Seyfert Si costituisce nel 2013 con l’intento di esplorare le sonorità e il repertorio, ancora troppo poco conosciuto, di questo particolare organico. Tra i progetti futuri ci sono la partecipazione a concorsi nazionali ed internazionali e l’esecuzione di brani originali composti per il sestetto.


Johannes Brahms

Venerdì 5 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

L’eterna giovinezza Duo Conteduca - Aprile Vincenzo Conteduca clarinetto

Claude Debussy

Camille Saint-Saëns

Françis Poulenc

Johannes Brahms

Camille Saint-Saëns (Parigi, 1835-Algeri, 1921) Sonata op.167 (1921) Allegretto Allegro animato Lento Molto allegro

Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 1862Parigi, 1918) Premiére Rhapsodie

Françis Poulenc (Parigi, 1899-ivi, 1963) Sonata Allegro tristemente Romanza Allegro con fuoco

(Amburgo, 1833-Vienna, 1897) Sonata op.120 n.2 in Mib maggiore Allegro amabile Allegro appassionato Andante con moto-Allegro

***

Nunzio Aprile pianoforte

Note di sala a cura di Fabrizio Ricciardi Si dice che durante la senilità la vita passi velocemente davanti agli occhi. Spiritualmente è il momento più alto dell’esistenza. Ne era consapevole Johannes Brahms, quando, nel 1894, due anni prima della sua morte, scrisse la Sonata op.120 n.2 in Mi bemolle maggiore, lavoro conclusivo di un ciclo comprendente un trio, un quintetto e due sonate per clarinetto. La chiarezza e la limpidezza dei colori, spezzate solamente da una pausa riflessiva nel movimento centrale, esaltano la cantabilità del clarinetto e la duttilità del pianoforte, in un dialogo continuo e incessante. Dal carattere misticheggiante, la Première Rhapsodie (1910) di Claude Debussy ci trasporta in un clima anticlassico, impressionista e moderno, in cui la brillantezza espressiva del clarinetto viene messa in primo piano, accompagnata da una eco, a

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tratti impertinente, del pianoforte. È come se i due strumenti fossero impegnati in una lite, dopo una piacevole conversazione, preannunciata da alcuni ritmi percussivi del pianoforte e successivamente del clarinetto. La senilità, però, è anche l’età dei ricordi. È, infatti, come una rievocazione di esperienze passate, il primo tempo della Sonate pour clarinette et piano op.167 scritta da Camille Saint-Saëns nel 1921 pochi mesi prima della sua morte. Un lungo flashback accompagna l’intera sonata, passando dalla giocosità quasi infantile dell’‘Allegro animato’ alla metafisica del ‘Lento’, per chiudere, infine, con un ‘Molto allegro’ vitale, che richiama il grigiore nostalgico espresso dal primo movimento. Commissionata da Benny Goodman, la Sonata per clarinetto e pianoforte (1962) di Françis Poulenc, è dedicata ad Arthur Honegger, membro, come lui, del “Gruppo dei Sei”. Il virtuosismo e la malinconia dei primi due movimenti, fanno da anticamera all’‘Allegro con fuoco’, grottesco e brioso compendio di tecnica e brillantezza espressiva.

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Vincenzo Conteduca Nato a Barletta nel 1959, ha studiato presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari con Angelo Perrino, dove si è diplomato con il massimo dei voti. Si è perfezionato con Karl Leister, Walter Boeykens ed Antony Pay. Ha collaborato in qualità di Primo clarinetto con l’Orchestra Giovanile Italiana, con le Orchestre di Lecce e Bari, con il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro alla Scala, con direttori Riccardo Muti e Zubin Metha. Svolge un’intensa attività sia come solista che in formazioni da camera come i Solisti Dauni (Premio “Abbiati”). Ha inciso per Musikstrasse alcuni brani dell’enciclopedia delle musiche composte nei campi di concentramento. Tiene corsi di perfezionamento ed è titolare di una cattedra di clarinetto presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Nunzio Aprile Dopo aver studiato brillantemente al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia si diploma al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali sia pianistici che di musica da camera classificandosi sempre ai primi posti. Musicista versatile e di profonda sensibilità ha approfondito il repertorio pianistico e cameristico e svolge attività concertistica solistica e in formazioni strumentali dal duo al quintetto. Attualmente e parallelamente al pianoforte si dedica allo studio del repertorio classico e romantico sul fortepiano e pianoforte d’epoca. È docente di Teoria ritmica e percezione musicale al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.


Ottorino Respighi

Sabato 6 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Canti sacri e danze profane

Angela Bonfitto mezzosoprano

Orchestra d’archi del Conservatorio Gianmichele D’Errico direttore Docenti collaboratori Raffaele De Sanio violino Anna Pasetti arpa

Jeff Manookian

Ottorino Respighi (Bologna, 1879-Roma, 1936) Suite n.3 Antiche arie e danze per liuto Italiana (Ignoto, fine del sec. XVI) Arie di corte (G.B. Besardo, sec. XVI) Siciliana (Ignoto, fine del sec. XVI) Passacaglia (L. Roncalli,1692) Jeff Manookian (Salt Lake City, 1953) Ararat dances Moderato assai Lento semplice Sardonico Andantino VAllegro energico Gianmichele D’Errico (Monteleone di Puglia, 1964) Cantigas de Santa Maria I. Des oge mais quer’ eu trobar II. Miragres fremosos

III. Assi como Jesu-Cristo IV. Todo logar mui ben pode V. Rosa das rosas VI. A Madre do que livrou VII. O que a Santa Maria VIII. Macar ome per folia IX. Non è gran cousa X. A Virgen, Madre de nostro Sennor XI. Sempre seja beeita XII. Quen coitas deste mundo XIII. Torto seria grand’ e desmesura XIV. Nas mentes sempre teer XV. Non devemos par maravilla XVI. Pagar ben pod VII. Por que nos ajamos XVIII. Muit’ amar devemos XIX. Quen dona fremosa XX. Deus te salve, groriosa

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Note di sala a cura di Gianmichele D’Errico

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La passione per la musica antica è una delle componenti che caratterizza la personalità di Respighi che, basandosi sulle melodie antiche oggetto dei suoi studi, rielabora in versione orchestrale una dozzina di intavolature per liuto. La Terza Suite delle Antiche danze ed arie, composta nel 1931, è formata dalla trascrizione per soli strumenti ad arco di tre brani per liuto del XVI secolo e di uno del XVII. Apre una danza Italiana, di autore sconosciuto, dal carattere pacato e austero; segue Jean-Baptiste Basard con alcune Arie di Corte in cui si alternano movimenti dall’andante, al lento, al vivace. Il terzo brano è una dolce e nostalgica Siciliana di autore ignoto; il finale è affidato ad un brano di Lodovico Roncalli, una Passacaglia dal carattere maestoso ed energico che si stempera in un Largo conclusivo. Le Ararat Dances, composte dallo statunitense Jeff Manookian, pianista, compositore e direttore d’orchestra di origini armene, sono composte da 5 brani i cui temi sono tratti dalla musica popolare armena. Sono state composte nel 2012 in seguito ad un viaggio dell’autore nella città di Ticara, in Argentina, dove, presso il “Centro Andino para la Educacion y la Cultura”, ebbe occasione di apprezzare l’entusiasmo, l’energia e le qualità musicali dell’orchestra giovanile che gli ispirarono questo brano a loro dedicato. Le Cántigas de Santa Maria sono canzoni monodiche spagnole del XIII secolo che raccontano miracoli avvenuti tramite l’intercessione di Maria narrati da una variopinta folla di personaggi quali mercanti, monaci, menestrelli, cavalieri, pellegrini, ecc… La presente raccolta è una libera elaborazione per orchestra d’archi ed arpa, che sostengono la voce di mezzosoprano a cui è affidata la linea del canto sostanzialmente trascritta nel suo originale profilo melodico. Le venti melodie sono composte secondi i vari modi gregoriani, con una certa preponderanza del dorico e del misolidio e fanno uso dei ritmi binari e ternari secondo fantasiose e trascinanti combinazioni. Angela Bonfitto Si diploma in Canto sotto la guida di Sofia Mukamethova presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia, dove studia anche pianoforte. Contemporaneamente consegue, con lode, la laurea in Filosofia. Si perfeziona all’AsLiCo e all’Accademia Rossiniana di Pesaro. Debutta giovanissima all’Arena di Avenchès al fianco di Leo Nucci e al Rossini Opera Festival. Prosegue la carriera interpretando ruoli da protagonista in prestigiosi allestimenti presso Enti Lirici italiani e stranieri e prendendo parte a


Festival Internazionali. Recentemente ha ricevuto un riconoscimento speciale per il successo ottenuto in “Carmen” (prodotta in DVD da Kicco Music) nell’ambito degli Oscar della Lirica a Torre del Lago. Gli ultimi successi la vedono impegnata su RAI 1 con Paolo Limiti nel cast di “Estate con noi in TV”. Gianmichele D’Errico Si diploma in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra con il massimo dei voti e la lode. Si dedica da subito all’attività direttoriale dirigendo concerti alla guida di numerose orchestre tra le quali l’Orchestra dei Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra da Camera di Siena, l’Orchestra della Magna Grecia, la Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Foggia, la Nova Amadeus Orchestra di Roma, l’Orchestra Sinfonica di Pescara, l’Orchestra del Teatro del Giglio di Lucca. Il suo debutto con l’opera lirica avviene nel 2007 con il “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini a cui seguono “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, “Un ballo in maschera”, “Rigoletto” di Giuseppe Verdi e “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini.

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Domenico Scarlatti

Ludwig van Beethoveen

Lunedì 8 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Giochi e ombre nell’isola dell’ignoto

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Domenico Scarlatti (Napoli, 1685-Madrid, 1757) Sonata in fa minore K 466 Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Sonata n.3 in do maggiore op.2 Allegro con brio Adagio (mi maggiore) Scherzo. Allegro Allegro assai ***

Recital Fiorenzo Pascalucci pianoforte

Fryderyk Chopin

Claude Debussy

Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Scherzo n.2 in si bemolle minore op.31 Bérceuse in re bemolle maggiore op.57 Polonaise in la bemolle maggiore op.53 Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 1862Parigi, 1918) L’isle joyeuse

Note di sala a cura di Cristian Mele Il concerto si apre con la Sonata in Fa minore K 466 di Domenico Scarlatti. La tonalità di Fa minore, una delle favorite e più amate dall’autore, ci regala momenti di incredibile suggestione emotiva, in cui predomina il senso della nostalgia, ma anche della paura, del lamento e di una profonda disperazione. Dall’atmosfera dimessa e solitaria di stampo scarlattiano passiamo ad un clima decisamente diverso, con la Sonata in Do maggiore op.2 n.3 di Ludwig van Beethoven scritta nel 1795. Essa è articolata nei canonici quattro movimenti (‘Allegretto con brio’, ‘Adagio’, ‘Scherzo’, ‘Allegro assai’), in cui l’esecutore può ben sfoggiare


il suo virtuosismo nel primo e nel quarto movimento. Siamo di fronte ad un tipo di pianismo che tende a superare la dimensione del solista, per sfociare nel cosiddetto “pianismo sinfonico” Una visione solitaria e intimistica ritorna nuovamente ad affascinarci con la straordinaria eleganza, ma anche pienezza eroica, di Fryderyk Chopin. Lo Scherzo n.2 in Si bemolle minore op.31, dedicato alla contessa Adèle Fürstenstein, sintetizza forse il carattere contrastante delle opere del compositore polacco, caratterizzate da forti contrasti dinamici ed espressivi; degli arpeggiati in “pianissimo” si contrappongono ad accordi in “fortissimo” con cambi improvvisi di intensità. Segue la Bérceuse in Re bemolle maggiore op.57, definita una delle opere più straordinarie di Chopin e considerata come capolavoro lirico, in cui la raffinatezza si manifesta in forma di ninna nanna, attraverso il suo mondo incantato e visionario. Tutto il brano è accompagnato dalla mano sinistra in maniera statica e monotona, non avvertita dall’ascoltatore, in quanto Chopin con la sua maestria, contrappone, alla mano destra, una serie di variazioni di inesauribile inventiva ricche di trasformazioni ornamentali del tema. La Polonaise in La bemolle maggiore op.53 chiude la parentesi chopiniana attraverso la pienezza eroica e un motivo affascinante reiterato, che ci cattura dall’inizio alla fine della composizione. Con l’Isle joyeuse di Claude Debussy, che chiude il concerto, approdiamo metaforicamente in un’isola dove i nostri sogni trovano finalmente rifugio, immersi nel recinto dell’amore: l’isola, appunto, della gioia.

63 Fiorenzo Pascalucci Campobassano del 1987, ha studiato presso i Conservatori di Campobasso e di Pesaro. Attualmente si perfeziona con Aldo Ciccolini a Parigi e con Stefano Fiuzzi presso l’Accademia Nazionale di “Santa Cecilia” di Roma. Classificatosi Primo al “Premio Venezia” e al “FVG International Piano Competition” di Sacile, insegna pianoforte presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sezione staccata di Rodi Garganico. Ha suonato in numerose prestigiose sale e teatri in Italia e all’estero come solista e in duo con il violoncellista Danilo Squitieri.


Sergei Rachmaninov

Martedì 9 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Melodie eterne e ritmi gitani

64 Duo pianistico Vratonjic - Gioiosa

Franz Schubert

Tatjana Vratonjic Michele Gioiosa pianoforte a quattro mani

Sergei Rachmaninov (Oneg 1873-1943) Sei pezzi op.11 Barcarola Scherzo Tema Russo Valzer Romanza Slava

Franz Liszt

Franz Schubert (Vienna, 1797-1828) Fantasia in fa minore op.103 Allegro molto moderato Largo Allegro Vivace Franz Liszt (Raiding, 1811-Bayreuth, 1886) Rapsodia ungherese n.2 (trascrizione di Franz Bendel)

Note di sala a cura di Michele Rampino Un mosaico di sonorità è presente nei Sei pezzi op.11 (1894) di Rachmaninoff: momenti di calma apparente ed improvvisa tensione si alternano con trepidazione. Il primo dei sei pezzi, la ‘Barcarola’, con il suo carattere meditativo, è come uno sguardo profondo dell’autore sulla propria vita ricca di vicissitudini, anche drammatiche e violente. Lo ‘Scherzo’, il secondo dei pezzi, sembra segnare un momento di possibile sollievo. Tuttavia questo è soltanto momentaneo, vista la presenza di alcuni elementi figurativi che ci ricordano come il dramma umano è sempre presente. Poi il ‘Tema russo’, basato su un semplice materiale tematico (una scala pentatonica), ha un carattere di per sé meditativo e sembra esprimere la drammaticità della vita nella molteplicità delle circostanze. Di nuovo in contrapposizione con il brano precedente, il ‘Valzer’ sembra voler indicare una possibilità di spensieratezza. Con


la ‘Romanza’, nuovamente, fa seguito un momento di riflessione, affidato questa volta ad una melodia cromatica che sembra girare su se stessa in maniera costante. Inaspettatamente il brano conclusivo la ‘Slava’ sembra raccontare un esito positivo della storia narrata. La melodia, che deriva probabilmente da un canto religioso russo, un Gloria, cresce progressivamente attraverso modulazioni improvvise verso una chiusura grandiosa. La Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani op.103 fu scritta da Schubert nel 1828, durante i suoi ultimi mesi di vita. Poesia sonora, potrebbe essere definito questo vibrante componimento dedicato alla ex allieva Carolina, per la quale Franz provava un’attrazione sentimentale non corrisposta. Dal punto di vista della struttura questo brano presenta una sequenza di quattro movimenti collegati fra loro, attraverso una particolare distribuzione di tonalità. Il tema principale dell’’Allegro molto moderato’, entra misterioso, carico di delicata inquietudine. Il ‘Largo’ è amplificato dalla temperie emotiva attraverso la tonalità di Fa diesis minore, con un ritmo puntato, con trilli e accordi drammatici. Dopo questo momento tragico prende avvio un autentico duetto d’amore tra soprano e basso. Il terzo movimento, uno ‘Scherzo’ vitale e travolgente in tempo ‘Allegro vivace’ è caratterizzato da un tema guizzante di carattere popolare. Il quarto tempo ci riconduce all’’Allegro’ inziale del primo movimento, ma la sorpresa giunge nel secondo tema ove si sviluppa un grandioso fugato che libera una grande forza dinamica, che si placherà soltanto con l’ingresso del Fa minore che stempererà questa “agitazione”. Per concludere la Rapsodia ungherese n.2, composta nel 1847 e dedicata allo scrittore ungherese Làszló Teleki, ritenuta uno dei capolavori di Liszt. Il brano, in due tempi, inizia con un ‘Lento a Capriccio’ che introduce il tema e confluisce immediatamente ad un ‘Andante mesto’. Poi il ‘Vivace’ inizia con dolci arpeggi e man mano si struttura con frequenti modulazioni e cambi di tonalità in un continuo alternarsi di temi e contro temi finché si giunge, in crescendo, al frenetico finale. Il carattere incredibilmente giocoso e brioso di questa friska ha comportato il successo di questa Rapsodia anche nella cultura popolare.

Tatjana Vratonjic Da diversi anni svolge una intensa attività concertistica da solista e in varie formazioni cameristiche presso importanti sedi in Italia e all’estero in città come Parigi, Madrid, Barcellona, Monaco di Baviera, Atene, Budapest, Lisbona, Praga, Zurigo, Ginevra, Copenaghen, Stoccolma, Bucarest, Varsavia, Cracovia, Tunisi, Atlanta, Savannah, Charleston, Belgrado, Zagabria. Si è esibita come solista con prestigiose orchestre come Orchestra Filarmonica di Belgrado, Orchestra della Radio-Televisione Jugoslava, Solisti

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di Zagabria e collaborando con importanti direttori. Da diversi anni è presidente dell’associazione “Amadeus” di Teramo, tramite la quale ha curato diverse iniziative culturali e didattiche tra cui la fondazione dell’omonima accademia di musica che oggi è un importante punto di riferimento nel panorama musicale cittadino.

Michele Gioiosa Nato nel 1962, ha studiato con Michele Marvulli e Sergio Perticaroli. Ha seguito numerosi corsi di perfezionamento con concertisti di chiara fama. Ha conseguito il compimento inferiore di organo e composizione organistica ed è laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Urbino. È titolare della cattedra di pianoforte presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Si è esibito in importanti città con varie associazioni musicali, suonando in sale prestigiose come Tonhalle di Zurigo, Rachmaninoff di Mosca, Sala del Castello di Kassel, Castello di Annecy, Teatro Ghione di Roma, Teatro Titano di San Marino, Teatro di Cesenatico, Teatro di Tortona, Teatro Comunale di Modena.

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Michail Glinka

Mercoledì 10 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Fra Romanticiscmo e modernità Duo De Massis - Pesce Rocco De Massis viola

Johannes Brahms

Robert Schumann

Paul Hindemith

Michail Ivanovic Glinka (Novospasskoe, 1804-Berlino, 1857) Sonata in re minore Allegro Moderato

Robert Schumann (Zwickau, 1810-Bonn, 1856) Sonata in lab maggiore op.70 Adagio Allegro

Johannes Brahms (Amburgo, 1833-Vienna, 1897) Sonata in mib maggiore op.120 n.2 Allegro amabile Appassionato, ma non troppo allegro Andante con moto

Paul Hindemith (Hanau, 1895-Francoforte sul Meno, 1963) Sonata op.11 n.4 Fantasia Tema con variazioni Finale

***

Gennaro Pesce pianoforte

Note di sala a cura di Gennaro Palmiotto La Sonata in Re minore per viola e pianoforte di Glinka, composta tra il 1825 e il 1828, non fu mai completata. Brillante, ma nello stesso tempo di stampo romantico, l’’Allegro moderato’è il frutto di un personalissimo gioco fra i due strumenti. Il brano fu composto in giovane età, quando l’autore era ancora poco più che cultore di cose musicali. All’ascolto appare ricco di virtuosismi pianistici e melodici, che lasciano però spazio ad interventi incisivi della viola. Con Brahms, emerge l’elemento cantabile e delicatamente intimistico delle sonate. Ne è l’esempio la Sonata op.120 n.2 in Mi bemolle maggiore, composta nel 1894, per clarinetto (o viola) e pianoforte, in tre movimenti. L’’Allegro amabile’, morbido

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e tenero nella sua sinuosità melodica, sviluppa un gioco di variazioni, di forme e atteggiamenti espressivi. L’’Appassionato, ma non troppo allegro’ del secondo movimento, è impostato come uno ‘Scherzo vivace’; nell’ultimo tempo, e specialmente nel pensoso ‘Andante con moto’, si ritrova il Brahms capace di scomporre e di valorizzare, nelle combinazioni armoniche più diverse, la stessa cellula sonora. La Sonata in La bemolle maggiore op.70, composta da Robert Schumann nel 1849, è stata originariamente concepita e composta per corno e pianoforte. È un brano che richiede grande impegno esecutivo e interpretativo nel rendere e far rivivere il caleidoscopio di emozioni e stati d’animo che l’hanno ispirato. L’’Adagio’, estatico e riflessivo, sembra contrapporsi alla brillantezza vigorosa del ‘Rondò - Allegro’, quasi a conferma della poetica schumanniana basata sul gioco dei contrasti. Hindemith compose la Sonata per viola e pianoforte op.11 n.4 nel 1919. L’aspetto più singolare di questo lavoro è la struttura in tre movimenti: ‘Phantasie’, ‘Tema con Variazioni’ e ‘Finale con variazioni’, senza interruzioni. Il movimento di apertura, dolcemente armonico, riflette la sensibilità post-romantica; una breve cadenza porta al primo piccolo insieme di variazioni basate sulla ‘Phantasie’ di apertura, mentre l’ultima variazione del secondo movimento è la base tematica del ‘Finale’, che si chiude con una coda, un luminoso fascio di suoni che incanta ed emoziona.

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Duo De Massis - Pesce È composto da musicisti che devono la loro formazione ai più grandi maestri: Piero Farulli, Reiner Schmidt, Carlo Bruno, Aldo Ciccolini, Franco Scala , Laura De Fusco e Piero Rattalino. Dopo anni di attività concertistica autonoma in diverse formazioni, le comuni aspirazioni, idee e gusti musicali hanno portato Rocco De Massis e Gennaro Pesce a collaborare stabilmente, creando una formazione cameristica che ha come obbiettivo la ricerca e l’approfondimento del repertorio romantico e contemporaneo. Il duo è così un organismo vivo e in continua ricerca artistica e musicologica, che mette a frutto le molteplici esperienze dei singoli interpreti.

Rocco De Massis Diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila con Sabatino Servilio, si è succes-


sivamente perfezionato con Reiner Schmidt presso l’Accademia di “Santa Cecilia” e con Piero Farulli presso l’Accademia Chigiana e la Scuola di Musica di Fiesole. Ha suonato per vari anni con il Quartetto “Santa Cecilia” effettuando con esso numerosi concerti e vincendo il Concorso Internazionale di Caltanissetta di Musica da Camera ed Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi di Cremona. Già prima viola al Teatro “San Carlo” di Napoli, ha avuto l’opportunità di conoscere direttori di fama internazionale come Prètre, De Burgos, Oren, Tate, Rostropovic. Nel 1994 ha vinto il Concorso Nazionale, valido per l’insegnamento nei Conservatori di Musica ed è titolare della cattedra di Viola presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. Gennaro Pesce Allievo di Vincenzo Vitale, giovanissimo si diploma al Conservatorio di “Santa Cecilia” con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Consegue poi il diploma di perfezionamento, sempre con il massimo dei voti, presso l’Accademia di “Santa Cecilia”. Nella sua attività concertistica, molto apprezzata sia dal pubblico che dalla critica si è esibito in Italia , in molti paesi europei ed ultimamente negli USA. È titolare di cattedra presso il Conservatorio di musica “Vincenzo Bellini “ di Palermo dove insegna pianoforte.

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Bernardo Pasquini

Johann Adolf Hasse

Giovedì 11 Luglio Deliceto (FG) Chiesa di Sant’Antonio ore 20.30

Tra tasti e respiri

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Duo Piqué - Chiarion Alessandro oboe barocco Paola Chiarion organo Bernardo Pasquini (Massa e Cozzile, 1637-Roma, 1710) Due Toccate per organo Per lo Scozzese Ad istanza del Melani Johann David Heinichen (Krössuln, 1683-Dresda, 1729) Sonata in sol minore per oboe e basso e continuo Largo Allegro

Bernardo Storace

Lamentabile ed appoggiato Allegro Bernardo Storace (1637 circa-1707 circa) Ballo della Battaglia per organo Christopf Schaffrath (1709-1763) Sonata in re minore per oboe e basso continuo Adagio Allegro Allegro Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685-Lipsia, 1750) Concerto in fa maggiore BWV 978 (da Vivaldi) per organo Allegro Largo Allegro Domenico Zipoli (Prato, 1688-Cordoba, 1726) All’Elevazione All’Offertorio per organo

Johann Sebastian Bach

Niccolò Moretti (Breda di Piave, 1736-Treviso, 1821) Tempo di Polacca per organo Johann Adolf Hasse (Bergerdorf, 1699-Venezia, 1783) Sonata in sol maggiore per oboe e basso continuo Andante Allegro Largo Tempo di minuetto Organo Domenico Antonio Rossi, 1775


Note di sala a cura di Chiara Cruciano L’argomento musicale di questa sera attinge ad un viaggio nel passato del repertorio organistico, sia nell’ambito solistico che in quello della cosiddetta “musica da camera”. Omofonia e ricerca timbrica nella semplice melodia mirano al piacere di lasciarsi catturare dalla narrazione musicale di quei momenti profani a cui si riferiscono i tre brani Allo scozzese, Ad istanza del Melani, Per il Medesimo, in cui Bernardo Pasquini (1637-1710) sviluppa la forma della Toccata con quel gusto virtuosistico e un po’ cembalistico a lui caro. A seguire la maestria del Pasquini nel trattare l’organo come uno strumento di per sé interessante, troviamo Johann David Heinichen, con la Sonata in Sol minore per oboe e basso continuo: nel suo complesso appare come una danza ora vivace, ora malinconica; caratteristico il “Lamentabile ed appoggiato” in cui il basso sembra avere una funzione più interessante del semplice accompagnamento ritmicoarmonico. Cavallo di “battaglia”, un po’ per il suo esplicito riferimento, segue il Ballo della Battaglia di Bernardo Storace: l’opera completa di riferimento è la Selva di varie composizioni d’intavolatura per cimbalo et organo terminata nel 1664 a Venezia, da cui è tratta la composizione, una danza vivace caratterizzata da un refrain di quattro battute, motivo portante a cui si alternano brevi episodi ornamentali. Un’opera di Caravaggio, un paesaggio disincantato, un leggero richiamo dal bosco: la Sonata in Re minore per oboe e basso continuo di Christoph Schaffrath è un capolavoro dell’immaginario che ben si accosta agli elementi sopra citati, forse per l’Adagio così espressivo e intenso o per i due Allegri simili per scelta tematica ma davvero fantasiosi per la ricchezza dei giochi imitativi fra i due strumenti. Dal gusto italiano dell’epoca furono ispirati i più grandi tastieristi, pensiamo al Genio del contrappunto tedesco: Johann Sebastian Bach. Rapito dalla musica di Antonio Vivaldi, volle trascriverne interi concerti per strumenti a lui cari e questo Concerto in Fa maggiore (1713), con il numero di catalogo BWV 978, tratto dall’op. 3 n. 3 del compositore veneziano, ne è un esempio eclatante: fraseggi ricchi di progressioni armoniche interessantissime, come i momenti fortemente contrappuntistici del terzo movimento; in chiaro contrasto il secondo movimento, caratterizzato da un pedante gioco di domanda/risposta tra linee melodiche e formule di quattro accordi, malinconici protagonisti. Allievo di Pasquini, il compositore Domenico Zipoli segue l’esempio del maestro: il virtuosismo citato è palese nella seconda toccata All’offertorio, mentre in quella All’elevazione prevale il carattere meditativo e conciso. Recentemente rivalutato, il compositore Niccolò Moretti (1763-1821) ha regalato allo strumento un validissimo repertorio; la sua musica brillante trae non poca ispirazione dai modelli classici anche se riesce a riflettere il personalissimo gusto dell’autore nella Pastorale e in nel Tempo di polacca. Infine la Sonata in Sol maggiore per oboe e basso continuo di Johann Adolf Hasse (1699-1783) in cui l’idea di un discorso musicale che ponga a prima legge la coerenza e la cantabilità del fraseggio, pare espressa nel migliore dei modi: il semplice, il naturale, il patetico sono più che sufficienti per affascinare le orecchie e toccare il cuore.

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Alessandro Piqué Diplomato a Firenze sotto la guida di Gaetano Patroniti, Alessandro Piqué si è perfezionato con P. Pollastri, con il quale ha iniziato lo studio dell´oboe barocco. Ha ricevuto premi in concorsi e collaborato con diverse orchestre (sotto la direzione di Muti, Barschai, Metha, ed altri). Specializzato in oboe barocco con Paolo Grazzi ha seguito anche i corsi tenuti da Alfredo Bernardini, Ku Ebbinge e Franz Brüggen. Collabora regolarmente con i più importanti direttori e complessi per esecuzioni con strumenti d’epoca. Alla guida di EPOCA BAROCCA ha esplorato e riproposto un magnifico repertorio negletto che propone regolarmente sia in concerto che su CD. È professore di oboe presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sezione staccata di Rodi Garganico.

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Paola Chiarion Organista presso il Duomo e la Chiesa della “Rotonda” di Rovigo, ha conseguito il Diploma e la Laurea di II livello in pianoforte al Conservatorio di Venezia con Anna Barutti, il Diploma di Organo con Giovanni Feltrin e il Diploma Superiore all’Accademia di Pescara con Bruno Mezzena. Studia Direzione d’orchestra con Ludmil Descev e armonia con Bruno Coltro. Si perfeziona con gli organisti Innig Lohann e Luigi Ferdinando Tagliavini e con i pianisti Wright a Parigi, Scala, Nikolaeva, Fiorentino, Sandor, Masi, Demus e Lonquich all’Accademia di Imola. Suona come solista a Vienna e Salisburgo per il bicentenario mozartiano e in duo con Domenico Nordio ed Elio Orio. Pianista ai corsi di violino di Franco Mezzena e flauto di Jànos Balint, a seguito di Concorso nazionale, é docente al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.


Jacob do Bandolim

Venerdì 12 Luglio Monte Sant’Angelo (FG) ore 20.30 in collaborazione con il comune di Monte Sant’Angelo

Note brasiliane: melodie e ritmi dal Sud America Giovani talenti in concerto La “Choro Orchestra” del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia
 Carlo Biancalana chitarra, coordinamento orchestra

Pixinguinha

Flauti Norma Di Leo Ilaria Di Lernia Clarinetto Gianluigi Valente Cavaquinhos Emanuele Lupidi Pierluigi Vannella Percussioni Raffaele Delle Fave Rosanna Lo Mele Marika Perna Ippolito Pingitore Violoncelli Lara Biancalana Michela Celozzi Contrabbasso Luciano Pannese Basso Elettrico Alessandro Marchionni

Gianluca Persichetti  cavaquinho arrangiamenti e direzione

Voci Veronica Granatiero* Gioia Persichetti**

Stefano Rossini percussioni e arrangiamenti

Chitarre soliste Ermanno Ciccone Danilo Delli Carri Giovanni Sauro Simona Gallo

Giancarlo Mei voce narrante

Hermeto Pascoal

Hector Villa-Lobos

Chitarre ritmiche Andrea Marchesino Alessio Troiano Leonardo D’Ambra Mario Pio Coda Sabino Catalano Chitarre 7 corde Alessandro Gelormini Luca Murani Luigi Staffieri Mario Stefania Raffaele Lotito Chitarre melodiche Alice Abate Antonio Armillotta Antonio Chiella Chiara Rotunno  Donato Lo Russo Francesco Rago Giacomo Papagna Giulia Terlizzi Luca Pinto Stefano Pio Ardito Sassofoni*** Antonio Di Milia Stefano Russo Antonio Russo Giusepe Giovanniello Roberto Cocomazzi Marco Marasco

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Edu Lobo

Antonio Carlos Jobim

Jacob do Bandolim (1918-1969) O voo da mosca Pixinguinha (Rio de Janeiro,1897-ivi, 1973) Rosa (Antonio Di Milia sax alto)

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Zequinha de Abreu

Pixinguinha (Rio de Janeiro,1897-ivi, 1973) Ingenuo (Antonio Di Milia sax alto) Jacob do Bandolim (1918-1969) Alvorada ***

Hermeto Pascoal (Alagoas, 1936) Bebè

Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) Bachianas Brasileiras n.5 *

Jacob do Bandolim (1918-1969) Receita da Samba Santa Morena

Hermeto Pascoal (Arapiraca, 1936) Sao Jorge

Veronica Granatiero

Edu Lobo (Rio de Janeiro, 1943) Zanzibar Antonio Carlos Jobim (Rio de Janeiro, 1927-New York, 1994) Luisa ** Zequinha de Abreu (Santa Rita do Passa Quatro, 1880-San Paolo, 1935) Tico Tico Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) Tremzinho do Caipira

Note di sala a cura di Ermanno Ciccone Ritmi incalzanti, melodie da sogno, ironia in contrappunto: sono gli ingredienti fondamentali che la Choro Orchestra trasmette con il suo sound inconfondibile! C’è chi definisce lo Choro il “jazz brasiliano”, ma chi lo suona di solito inorridisce a questa definizione per orgoglio cultural – nazionale. Lo Choro è molto di più: è in effetti il primo genere musicale urbano genuinamente brasiliano. Sorto a Rio de Janeiro nella seconda metà dell’800, costituisce l’ossatura di tutta la musica brasiliana e può vantare di essere il padre del più noto samba nonché il nonno dell’elegantissima


bossa nova, grazie ad un processo di fusione tra le danze da salone dell’ottocento (valzer, polca, scottish) e i ritmi africani, il tutto con l’influenza della musica popolare e classica europea e con una buona dose della malinconica saudade di origine lusitana. Nella formazione tradizionale di questo genere la voce melodica principale è affidata al flauto e al “bandolim”, con il clarinetto in contrappunto; chitarra, cavaquinho e chitarra a 7 corde assicurano la base armonica, mentre la base ritmica è garantita dal “pandeiro” che ha la funzione di marcare il tempo, sul quale le altre percussioni ricamano intrecci ritmici e colori passionali. Il repertorio della Choro Orchestra rende omaggio ai capisaldi della musica brasiliana con le meravigliose melodie dei maestri Pixinguinha, Jacob do Bandolim, E. Nazareth, fino a risalire allo choro rivisitato in chiave colta di H. Villa-Lobos. Non mancano inoltre proposte di grandi contemporanei come Hermeto Pascoal, Jobim ed Edu Lobo che, anche se non propriamente autori di Choro tradizionale, sono fortemente legati a quell’esperienza musicale. Choro Orchestra Nata verso la fine del 2010 si è esibita in concerto in numerose rassegne e festival come la XV e XVI Edizione Musica nelle corti di Capitanata, il Teatro Comunale “Luigi Rossi” di Torremaggiore, il 2° Festival Chitarristico “Città di Celano”, la V Stagione concertitica “Ostuni in musica”, la rassegna “Volare con la musica” presso l’Aeroporto Amendola, il Circolo di Valle Rossa a San Giovanni Rotondo. A breve sarà pubblicato il primo Cd del gruppo contenente 14 brani del proprio repertorio. Si ringraziano per la collaborazione: Leonardo Sbaffi, Daniele Berdini, Michele Spadoni, Francesco Montarulli, Bruno Falanga, Antonio Amenduni, Maria Vittorio, Angela Bonfitto. Gianluca Persichetti Si è diplomato al Conservatorio di “Santa Cecilia” di Roma sotto la guida di Carlo Carfagna. Successivamente ha conseguito anche il diploma di percussioni sotto la guida di Leonida Torrebruno. Insieme ai chitarristi Massimo Aureli e Massimo delle Cese forma il “Trio Chitarristico Santa Ce-

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cilia”, con il quale si esibisce in tutto il mondo riscuotendo ovunque vivi consensi di pubblico e di critica. Con il trio pubblica il CD “Mutation. Costituisce insieme al percussionista Stefano Rossini, il duo “Itinerario Brasile”e insieme realizzano i CD “Esperanto” (1998) ed “Itinerario Brasile”. Con questo duo ha collaborato con Irio de Paula, Guinga, Rosalia de Souza, Toninho Horta, Alfredo Paixao, Roberto Bottermaio ed i jazzisti italiani Maurizio Giammarco, Fabio Zeppetella, Giovanna Marinuzzi, Eddy Palermo, Nicola Stilo, Stefania Casini, Francesco Puglisi. È titolare della cattedra di Chitarra al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

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Carlo Biancalana Si è diplomato in chitarra classica con il massimo dei voti al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma sotto la guida di Carlo Carfagna. In seguito ha seguito corsi di perfezionamento con Mario Gangi, Angelo Giardino, Eliot Fisk, Leo Brouwer, e Alvaro Pierri. Ha svolto prevalentemente attività concertistica in ambito cameristico, con diverse formazioni - duo, trio, quartetto e ottetto chitarristico, flauto e chitarra, clarinetto e chitarra, voce e chitarra tenendo concerti in Italia e all’estero. Ha partecipato a diversi festival e concorsi nazionali ed internazionali ottenendo prestigiosi riconoscimenti prevalentemente nella formazione del duo chitarristico con Stefano Mingo e come solista nel “Festival di Chitarra di Loreto”, ai concorsi chitarristi “Pasquale Taraffo di Genova”, “Città di Stresa”, “G.B. Ansaldi” di Mondovì”, “Città di Gaeta”, “Mauro Giuliani” di Bari e al “Città di Parma”. Sempre con Stefano Mingo ha inciso per Phoenix Classics. Attualmente è docente di chitarra presso il Conservatorio di musica “Umberto Giordano” di Foggia. Stefano Rossini Ha conseguito gli studi musicali presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila. Ha collaborato con artisti del calibro di Ray Mantilla, Lionel Hampton, Toquinho, Luis Agudo, Toninho Horta, Guinga, Irio De Paula, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Renato Carosone, Gianni Morandi, FredBongusto, Renzo Arbore, Grazia Di Michele, Peppino Di Capri, Nini Rosso. È docente presso l’Accademia Romana di Musica e l’istituto “Salvini Azzarita” di Roma. Direttore della facoltà di percussione presso l’Università della Musica a Roma, è stato docente per sette anni a “Etnie”, stage internazionale sulle tradizioni popolari nel mondo. È fondatore e ideatore del gruppo “Stefano Rossini


Batuque Percussion” e co-leader insieme al chitarrista Gianluca Persichetti del duo “Itinerario Brasile”. Inoltre, è stato docente ed ideatore del “Seminario di musica popolare brasiliana” presso A.R.M. in Roma, riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione. Giancarlo Mei É autore televisivo di vari programmi ed eventi per Rai Uno. Giornalista specializzato in popular music, musica brasiliana, cinema e spettacolo è critico musicale per numerose riviste. Conduttore radiofonico di “Lusofonie”, viaggio sulle note della rotta Africa-Brasile è stato ospite fisso del programma “Brasil “ di Radio Uno Rai. È autore del libro “Canto Latino - Origine, evoluzione e protagonisti della musica popolare del Brasile” (Ed. Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri).

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Ida Gotkovsky

Sabato 13 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore ore 21.00

Il fascino dell’esotico

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Giovani talenti in concerto Duo Bruno - Samele Antonio Bruno sassofono Claudia Samele pianoforte

Orchestra di fiati del Conservatorio Daniele Berdini direttore

Pedro Iturralde

Astor Piazzolla

Ida Gotkovsky (Calais, 1933) Brillance Déclamé Disinvolte Dolcissimo Final

***

Pedro Iturralde (Falces, 1929) Suite Ellenica Kalamatianos Funky Valse Kritis - Kalamatianos

Alfred Reed (New York, 1921- ivi, 2005) El Camino Real A Latin Fantasy

Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921-Buenos Aires, 1992) Tango études n.3 Darius Milhaud (Marsiglia, 1892- Ginevra, 1974) Scaramouche Vif Modéré Brazileira per sassofono e pianoforte

Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo, 1809-Lipsia, 1847) Ouverture op.24 Andante Allegro molto

Hans Zimmer (Francoforte sul Meno,1957) da “Pirati dei Caraibi” Soundtrack Highlights (arrangiamento di Ted Ricketts) per orchestra di fiati


Note di sala a cura di Cristian Mele Dal carattere misterioso del primo tempo in forma “declamata”, come suggerisce l’autrice stessa, al secondo tempo “disinvolto”, Ida Gotkovsky con la sua Brillance per saxofono e pianoforte, ci immette, sin dall’inizio, in un’atmosfera ricca di suggestioni e di pathos. Evidenti sono i contrasti a livello sia sonoro che ritmico. Anche il terzo e il quarto tempo sono in antitesi tra di loro. Dal “dolcissimo” quasi dolente terzo tempo si passa ad un finale “prestissimo” in cui la componente ritmica frenetica, costituita inizialmente da quartine di sedicesimi, trasmette all’ascoltatore un forte senso di attesa e di tensione, che si mescola perfettamente con momenti di intenso lirismo. Con la Suite Ellenica di Pedro Iturralde suddivisa in quattro tempi (‘Kalamatianos’, ‘Funky’, ‘Valse’, ‘Kritis-kalamatianos’) invece, si passa a sonorità mediterranee del mondo ellenico. Il compositore spagnolo ci regala, con quest’opera, una commistione tra folk ed elementi tipicamente jazzistici soprattutto nel secondo e terzo tempo. Il Tango études n.3 di Astor Piazzolla fa parte di una raccolta di sei composizioni scritte originariamente per flauto solo e poi trascritte, dall’autore stesso, per saxofono e pianoforte, dedicate al saxofonista Claude Delangle. Si inserisce nel programma come “trait d’union” con l’opera del compositore francese Darius Milhaud con la sua Scaramouche. Considerata come una delle composizioni più belle del repertorio per saxofono essa risente molto degli influssi della musica brasiliana da cui l’autore rimase affascinato durante uno dei suoi viaggi in Brasile. Elemento fondamentale in Scaramouche è l’uso della politonalità. L’opera si suddivide in un inquieto ‘Vif’ in stile francese che include passaggi politonali, prosegue con un riservato e melanconico ‘Moderè’ e conclude con“Brasileira”, in stile samba. Il primo e il terzo movimento furono scritti originariamente da Milhaud nel 1937 come musica di scena per accompagnare una produzione di Moliére, presso il Teatro Scaramouche di Parigi. Non si esclude l’ipotesi che il titolo dell’opera derivi proprio dal nome del teatro o dalla traduzione della parola “buffone” o “furfante”. Tra le varie versioni e trascrizioni ricordiamo quella del noto jazzista Benny Goodman, per clarinetto e pianoforte.Il programma arriva al suo apice sonoro ed emotivo con il “caleidoscopio” dell’orchestra di fiati. Gli echi classici dell’Ouverture op.24 di Felix Mendelsshon Bartholdy con i suoi due tempi ‘Andante’ e ‘Allegro’ preludono a El camino Real di Alfred Reed in cui ritmi incalzanti dal carattere ispanico si succedono. Il concerto si chiude con l’avventuroso e avvolgente Soundtrack Highlights di Hans Zimmer tratto direttamente dalla colonna sonora dei Pirati dei caraibi.

Orchestra di Fiati del Conservatorio Di circa 40 elementi nasce con l’intento di far vivere un’esperienza di ensemble, in alternativa all’orchestra giovanile, ai numerosi strumentisti a fiato che studiano presso il Conservatorio. Il progetto didattico, coordinato dai prof. Daniele Berdini e

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Simone Genuini, prevede lo studio di partiture originali e mira alla valorizzazione del grande repertorio composto per questo tipo di formazione. Lo stesso esperimento viene portato avanti nella sezione staccata di Rodi garganico sotto il coordinamento del prof. Giovanni Ieie.

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Daniele Berdini Diplomatosi con il massimo dei voti e la lode, Daniele Berdini si è esibito sia come solista che in formazioni da camera presso istituzioni ed associazioni importanti: Albatros, Estate musicale Irpinia, F e F Musica, Accademia di “Santa Cecilia”, Rai di Roma, Accademia Filarmonica Romana, Audutorium Parco della Musica, Festival D’Automne di Parigi, Hebbel Theatre di Berlino e al Festival di Salisburgo. Ha vinto le audizioni presso le orchestre del Teatro Regio di Torino, del Teatro Olimpico di Vicenza e presso l’Orchetsra a fiati della Svizzera Italiana nonché primo premio alla prima edizione del concorso T.I.M. di Roma. Ha eseguito prime esecuzioni di Salvatore Sciarrino, e registrato due cd in formazione di quartetto con le sue musiche. Tiene regolarmente master class in Venaus (TO), Nus (AO), Ripatransone (AP) ed è titolare della cattedra di sassofono al Conservatorio “Umberto Giordano”.

Antonio Bruno È iscritto al 1° livello B dei corsi pre-accademici presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia nella classe di Leonardo Sbaffi. Appena quattordicenne è già risultato vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali. È ragguardevole anche l’attività concertistica che svolge sia in formazioni cameristiche che orchestrali. Vincitore della selezione fra gli studenti del Conservatorio per la rassegna “Musica nelle corti di Capitanata” 2013, si presenta con un programma dagli altissimi contenuti artistici dimostrando assoluta padronanza strumentale e grande maturità musicale.


Claudia Samele Si è diplomata in pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio “Giordano” di Foggia sotto la guida di Maria Ausilia D’Arcangelo. Ha conseguito il diploma di laurea in Didattica della musica con il massimo dei voti. È risultata vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali sia come solista che in formazione di duo. Dopo essersi formata nell’ambito della musica da camera suonando in varie formazioni si è specializzata nell’accompagnamento dei sassofoni con i quali ha realizzato concerti in Italia e all’estero esibendosi anche con il famoso sassofonista francese Fabrice Moretti presso l’auditorium del Conservatorio di Rodi. Ha lavorato in numerosi progetti di propedeutica musicale in diverse associazioni musicali e nelle scuole dell’infanzia e primarie. È docente di Musica nelle scuole medie.

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Partecipanti alla XVII Edizione di “Musica nelle Corti di Capitanata”

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Arpiste Paola Pasetti Michela Salino Augelli Valentina Giovanna Wang Basso elettrico Alessandro Marchionni

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Cantanti Isabella Abatantuono Michele Antonetti Andela Bonfitto Romolo Bruno Ripalta Bufo Matteo D’Apolito Mariarosaria Daloiso Michela Della Vista Gaetana Frasca Massimiliano Guerrieri Valeria Marasco Marialuigia Martino Daniela Milanese Clarissa Concetta Piazzolla Carmela Pia Raffaele Immacolata Riccardi Min Oa Son Leonardo Umbriano Cavaquinhos Emanuele Lupidi Gianluigi Persichetti Pierluigi Vannella Chitarristi Alice Abate Stefano Pio Ardito Antonio Armillotta Carlo Biancalana Sabino Catalano Antonio Chiella Ermanno Ciccone Mario Pio Coda Leonardo D’Ambra Danilo Delli Carri

Alessandro Gelormini Donato Lo Russo Raffaele Lotito Andrea Marchesino Giacomo Papagna Gianluca Persichetti Luca Pinto Francesco Rago Chiara Rotunno Giovanni Sauro Luigi Staffieri Mario Stefania Giuglia Terlizzi Alessio Troiano Clarinettisti Mariella Colantuono Vincenzo Conteduca Giulio Di Gioia Michele Dorini Bruno Falanga Giulia Ricciardi Maria Silvestre Sara Tomaiuolo Claudio Trotta Gianluigi Valente Mattia Vergura Clarinetto basso Fabrizio Ricciardi Contrabassisti Andrea Caruso Massimiliano Mauthe Remo Murani Andrea Notarangelo Luciano Pannese Michele Petrella Sara Roggia Cornisti Giovanni Calamita Vincenzo Pio Celozzi Antonio Falcone Giuseppe Graniero

Donato Inglese Luigi Pensato Cori Coro misto del Conservatorio Coro della Schola Gregoriana Direttori Daniele Berdini Carlo Biancalana Gianmichele D’Errico Antonio Falcone Simone Genuini Gianluca Persichetti Pablo Varela Ensemble Ensemble di archi Brass Ensemble Ensemble di fiati Ensemble Klezmer Fagottisti Stefano Rampino Fernando Saracino Simone Tirotta Eleonora Zimotti Flautisti Valentina Bordasco Antonella Centonza Guido De Lucia Norma Di Leo Ilaria Di Lernia Pietro Doronzo Alessandra Facchiano Michele Gravino Elisabetta Loconsole Laurent Masi Andrea Palumbo Chiara Pavan Martina Perretti Nicole Sauro


Maestri di Coro Pierrandrea Gusella Angelo Ceddia Oboisti Simona Maffei Cristina Nembrotte Domenico Sarcina Miriam Soricaro Oboista barocco Alessandro Piquè Orchestre Choro-Orchestra di chitarre Orchestra Junior Orchestra dei Giovanissimi del Conservatorio “Giovan Battista Martini” (OGB) Orchestra Giovanile Orchestra Sinfonica Organisti Paola Chiarion Pierandrea Gusella Ottavinista Ilaria Di Lernia Percussionisti Raffaele Delle Fave Rosanna Lo Mele Federico Moscano Giuseppe Padalino Carmela Marika Perna Ippolito Pingitore Stefano Rossini Nicola Sarcone Pianisti Nunzio Aprile Emma Canale Pasquale De Simone Antonio Di Dedda

Roberto di Napoli Michele Gioiosa Matteo Guerra Domenico Monaco Angelo Nasuto Fiorenzo Pascalucci Gennaro Pesce Francesco Raddato Claudia Samele Valerio Sannoner Tatjana Vratonjic Sassofonisti Antonio Bruno Riccardo Cavaliere Roberto Cocomazzi Antonio Di Milia Giusepe Giovanniello Marco Mancini Stefano Mangini Marco Marasco Stefano Russo Stroh violin Elena De bellis Trombettisti Antonio Caretta Vincenzo Di Rodi Antinea Irmici Vincenzo Marino Simone Martino Potito Moscato Martino Pezzolla Giuseppe Pinto Vito Princigalli Trombonisti Antonio Di Biccari Francesco Di Maggio Fedele Di Mucci Enrico Di Sapio Massimo Gianangeli Matteo Pio Greco Enzo Pastore Jr.

Matteo Maria Pezzolla Tubisti Donato della Vista Violisti Giuseppe Corrieri Angelo De Cosimo Rocco De Massis Giuseppe Gagliano Mariana Giacobbe Erika Lo Mele Elisabetta Piccirilli Antonio Radatti Matteo Spadone Violinisti Claudio Adriani Laura Aprile Emanuela Dalò Luisa Daniele Elena De Bellis Alessia De Leo Angelo De Magistris Antonella De Santis Raffaele De Sanio Claudia Di Corcia Francesca Sgarro Di Modugno Marco Facciorusso Francesco Fioretti Alessia Frisoli Ilaria Gemminni Davide Gentile Chiara Gioiosa Simone Fabrizio Giordano Mario Ieffa Federica Izzi Tatiana Krylova Saverio Lops Alessandra Marino Gabriella Mammola Mauro Maiorano Irene Marino Ilaria Metta Rocco Mucciarone

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Gennaro Palmiotto Gianilda Panella Domenico Pedone Antonella Piscitelli Maria Simona Rampino Caterina Ricciardelli Margherita Romaniello Orazio Sarcina Francesca Scarano Alina Scoticalio Pamela Signoriello Maria Tarantino Rocco Vena Antonia Volpone

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Violoncellisti Lara Biancalana Luca Calzolaio Michela Celozzi Francesca Della Vista Pierluigi Di Ponte Maria Antonietta Gramegna Vincenzo Lioy Leonardo Lannunziato Chiara Maglia Bianca Maiellaro Francesco Pio Mancini Francesco Melfitano Daniele Miatto Francesco Montaruli Gianluca Montaruli Antonietta Pilolli Ivana Querques Giorgia Santangelo Davide Wang Eunju Yoon Voce Veronica Granatiero Gioia Persichetti Voce narrante Giancarlo Mei


Mi.U.R. Ministero dell’Università e della Ricerca A.F.A.M. Alta Formazione Artistica e Musicale

Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” Foggia

ORGANIGRAMMA

PRESIDENTE Enrico Sannoner DIRETTORE Francesco Di Lernia VICE-DIRETTORE Donato Della Vista COORDINATORI DELEGATI (Sezione Staccata Rodi Garganico) Michele Castelluccia Giuseppe Spagnoli CONSIGLIO ACCADEMICO Francesco Di Lernia Donato Della Vista Michele Castelluccia Anna Chiara D’Ascoli Michele Gioiosa

Gabriella Orlando Leonardo Sbaffi Angelo de Cosimo (rappr. degli studenti) Giuseppe Stoppiello (rappr. degli studenti) CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Enrico Sannoner Francesco Di Lernia Antonio Falcone Raffaele Stanca Alessandro Inglese (rappr. degli studenti) CONSULTA DEGLI STUDENTI PRESIDENTE Alessandro Inglese Laura De Cata Luigi De Cata Angelo De Cosimo Alessio Rampino Giuseppe Stoppiello

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DIPARTIMENTI AREA FORMATIVA ESECUZIONE E INTERPRETAZIONE CANTO E TEATRO MUSICALE Referente: Alessandra De Luca CANTO Angela Bonfitto Maria Gabriella Cianci Maria Paola De Luca Rosa Ricciotti Roberto Scaltriti MUSICA VOCALE DA CAMERA Francesco Moi TEORIA E TECNICA DELL’INTERPRETAZIONE SCENICA Laura Ippoliti Maria Grazia Bonelli

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POESIA PER LA MUSICA E DRAMMATURGIA MUSICALE Maria Rosa Orsitto Giovanni Pozzovio ACCOMPAGNAMENTO PIANISTICO Alessandra De Luca Donato Della Vista Monica Buscicchio Linda Di Carlo Giovanni Gambardella STRUMENTI A FIATO Referente: Laurent Masi FLAUTO Antonio Amenduni Felice Campaniello Laurent Masi Anna Garante Francesco Petrelli OBOE Fabrizio Fava Alessandro Piquè

CLARINETTO Vincenzo Conteduca Giuseppe Costantino Bruno Falanga Cristiano Formicone Michele Castelluccia Giuseppe Coco Cosimo Leuzzi FAGOTTO Giovanni Galasso CORNO Antonio Falcone Davide Dell’Oglio SAXOFONO Daniele Berdini Leonardo Sbaffi Michele Spadoni Gabriele Buschi Roberto Vagnini TROMBA Luca Cognigni Martino Pezzolla Luca Falcone TROMBONE Massimo Gianangeli Fabio Rovere STRUMENTI A TASTIERA E A PERCUSSIONE Referente: Claudio Trovajoli PIANOFORTE Teresa Azzaro Hilda Carrena Anna Chiara D’Ascoli Giuseppina De Berardinis Nicola De Francesco Alessandro Drago Michele Gioiosa Caterina Laganara Olaf John Laneri


Margherita Lobuono Francesco Lotoro Sergio Mascarà Domenico Monaco Carmela Rosini Luigi Sgarro Antonella Trisciuoglio Claudio Trovajoli Tatyana Vratonjic Carlo Forni Giuseppe Gullotta Fiorenzo Pascalucci Annalisa Londero Massimiliano Motterle Giuseppe Spagnoli CLAVICEMBALO E TASTIERE STORICHE Gaetano Magarelli FISARMONICA Adolfo Del Cont ORGANO E COMP. ORGANISTICA Francesco Di Lernia Federico Tollis PRATICA ORGANISTICA E CANTO GREGORIANO Pierandrea Gusella PERCUSSIONI Leonardo Ramadori Maria Vittorio Roberto Pangrazi Giuseppe Tria STRUMENTI AD ARCO E A CORDA Referente: Michele Nigro VIOLINO Matteo Bevilacqua Cataldo De Palma Raffaele De Sanio Massimo Fava Michele Nigro

Antonella Piscitelli Orazio Sarcina Claudio Carmelo Andriani Matteo Santomauro VIOLA Rocco De Massis VIOLONCELLO Daniele Miatto Francesco Montaruli Veronica Lapiccirella CONTRABBASSO Massimiliano Mauthe CHITARRA Carlo Biancalana Gianluca Persichetti Giuseppe Somenzari Andrea Botto Pasquale Filosa Marco Salcito ARPA Anna Pasetti MUSICA D’INSIEME E DIREZIONE Referente: Simone Genuini MUSICA DA CAMERA Vito Dicorato Cristina Iacoboni Francesco Mastromatteo MUSICA D’INSIEME STRUMENTI A FIATO Fernando Saracino Giovanni Ieie MUSICA D’INSIEME STRUMENTI AD ARCO Giovanni Mucci DIREZIONE D’ORCHESTRA Pablo Varela

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ESERCITAZIONI ORCHESTRALI Simone Genuini Nicola Paskowski ESERCITAZIONI CORALI Angelo Ceddia Mauro Marchetti NUOVE TECNOLOGIE E LINGUAGGI MUSICALI Referente: Enzo Nini MUSICA ELETTRONICA Maria Serena Tamburrini Domenico De Simone BASSO E CONTRABBASSO JAZZ Francesco Angiuli BATTERIA JAZZ Giuseppe Tria

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CANTO JAZZ Alessandra De Luca CHITARRA JAZZ Antonio Tosques PIANOFORTE JAZZ Giuseppe Spagnoli SAXOFONO JAZZ Vincenzo Nini Sandro Satta COMPOSIZIONE JAZZ Luigi Giannatempo

AREA FORMATIVA COMPOSITIVA E TEORETICA TEORIA E ANALISI, COMPOSIZIONE Referente: Lilly Carfagno STORIA DELLA MUSICA ED ESTETICA MUSICALE Patrizia Balestra Alessio Di Benedetto Maria Rosa Massa Matteo Summa

COMPOSIZIONE Daniele Bravi Federico Gardella LETTURA DELLA PARTITURA Fausto Di Domenicoantonio Fabrizio Carradori TEORIA, RITMICA E PERCEZIONE MUSICALE Nunzio Aprile Gianfranco Barbera Cristina Campi Gianmichele D’Errico Lodomira Giampietro Filomena Iaccarino Costanza Manduzio Rosenza Oliva Gabriella Orlando Maria Carla Orsi Anna Sganga Salvatore Sica Carmine Amico Roberto Della Vecchia Michele Milone Rosanna Pasqua Antonio Tancredi TEORIA DELL’ARMONIA E ANALISI Paolo Candido Domenico Giannetta Antonio Cannarozzi PRATICA E LETTURA PIANISTICA Paola Chiarion Giuseppe Magaletta Valentina Matani Paola Minervini Raffaella Mummolo Adriano Paolini Mario Rucci Maurizio Angelozzi Antonello D’Addedda Francesca Virgili BIBLIOTECA Lilly Carfagno


LINGUA INGLESE Corinna D’Alessandro DIDATTICA DELLA MUSICA Referente: Augusta Dall’Arche DIREZIONE DI CORO E REPERTORIO CORALE Michele Gasbarro ELEMENTI DI COMPOSIZIONE Gianna Fratta Stefano Taglietti PEDAGOGIA MUSICALE Augusta Dall’Arche PRATICA DELLA LETTURA VOCALE E PIANISTICA Luciano Di Giandomenico Federico Tollis STORIA DELLA MUSICA Antonio Caroccia MUSICOLOGIA E RICERCA ETNOMUSICOLOGICA (Dipartimento trasversale) Referente: Patrizia Balestra Patrizia Balestra Lilly Carfagno Augusta Dall’Arche Alessandra De Luca Simone Genuini Laurent Masi Michele Nigro Enzo Nini Claudio Trovajoli

PERSONALE T.A.

(Tecnico Amministrativo) Direttore amministrativo Dott.ssa Rosanna Saragaglia Direttore di ragioneria P.I. Girolamo Lopez SEDE DI FOGGIA Assistenti amministrativi Cinzia Candela, Anna Cappelletta, Maria Grazia Coduti, Elena De Troia, Pasquale Grimaldi, Giuseppe Ruscitto, Emilio Russo, Elisabetta Terminello Coadiutori Michela Azzarone, Salvatore Caravelli, Michelina Cariello, Michele Cozzolini, Grazia Cucco, Aldo Giraldi, Michele Morese, Filippo Nunziante, Nicola Palladino, Giovanna Palmieri, Lidia Quaranta, Antonio Rendine, Giovanni Schiavone, Rinaldo Stefania, Nicola Troiano,Vincenzo Veneziano, Francesco Vigilante SEDE DI RODI GARGANICO Assistenti amministrativi Lucia Cardillo, Antonietta Pia Caruso, Tommaso Antonio Creta, Giovanna Tommaselli Coadiutori Angela Accadia, Antonietta Biscotti, Antonio D’Atri, Maria Pia De Battista, Francesca Maiorano, Marcello Strizzi, Francesca Tavaglione, Grazia Verna

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Musica nelle corti di Capitanata XVII Edizione Direttore artistico Francesco Di Lernia Coordinamento Laurent Masi Foto, ricerca iconografica Laurent Masi Coordinamento delle note di sala Antonio Caroccia Coordinamento orchestra Francesco Russi Manifesti e copertina opuscolo Fotografie Mimmo Attademo Art Claudio Grenzi


Impaginazione e Stampa: L’EDITRICE DI CAPITANATA srl FOGGIA


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"Musica nelle corti di Capitanata" XVII Edizione  

Libretto della rassegna concertistica "Musica nelle corti di Capitanata" XVII Edizione - 2013