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Periodico dell’Associazione

Periodico dell’Associazione Consenso Comune Anno 4° - numero 1 - Diffusione gratuita

Rivelazioni - Critiche - PROPOSTE su temi riguardanti

San Pietro in Casale

“Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori” Platone - Filosofo greco antico, ha contribuito a porre le basi del pensiero filosofico occidentale - n. Atene 428 / 427 a.C. m. Atene 348 / 347 a.C.

Un parassita che ci sfrutta e ci svuota Servizi in calo quantitativo e qualitativo, tassazione sempre maggiore, lavoro in esaurimento, prospettive inesistenti, mortificazione del territorio in cui viviamo, spremitura delle nostre ultime risorse, potere d’acquisto in caduta libera, disperazione sociale in aumento ma la “Casta dei Politici” di destra e di sinistra vive apparentemente indisturbata e serena. È la “Casta dei Politici” che avvilisce e peggiora la nostra vita.

È nei piccoli paesi come il nostro che gli aspiranti futuri “statisti” si esercitano in accordi, finte contrapposizioni, prepotenze dissimulate, compromessi immorali, favoritismi e vessazioni; apparentemente impegnati a fare il bene dei cittadini ma evidentemente occupati a fare il bene di chi li premierà con una più alta poltrona. È a partire dai paesi come il nostro che questo sistema deve essere debellato.

di Marco Alberghini

INQUINAMENTO: Biomasse a San Pietro in Casale

› Fusione Fredda › Sanpierini cercano lavoro › Determine relative alle scuole

Dopo il tramonto delle ideologie si sta rapidamente completando il tramonto della credibilità dei politici e dei loro partiti. Ammesso e non concesso che in passato i politici italiani di ogni livello abbiano veramente operato per il solo bene dei cittadini, oggi è certamente molto difficile aver fiducia in loro e sempre più persone ritengono la cosiddetta “casta” composta, principalmente, da semplici opportunisti dai quali è giusto difendersi. L’amministrazione dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni soddisfa sempre meno persone ed è chiaro

che non dipende esclusivamente dalla crisi economica mondiale. In questi mesi, ormai anni, nei quali siamo passati da una situazione di incertezza rispetto al futuro ad una certezza di futuro carico di difficoltà collettive ed individuali, la pubblicazione di questo giornale potrebbe risultare inopportuna, fuori luogo. È un dubbio che ha sfiorato anche noi che lo realizziamo: “con tanti problemi enormi che attanagliano le famiglie c’è proprio bisogno di questo giornale, così limitato al nostro territorio?”. La nostra risposta è SÌ! Ce n’é bisogno! Serve perché è una prima reazione a questo stato di cose. È a partire dagli 8.092 Comuni italiani che


si delinea la condizione del nostro Stato, afflitto da un parassita le cui radici hanno ormai prosciugato le risorse, bloccato la crescita, avvelenato l’organismo.

Non siamo certo noi cittadini ad aver voluto questo stato di cose ma è nostro dovere reagire e tentare di uscire da questa morsa. È nostra opinione che siano stati buona parte dei Politici ed Amministratori di ogni livello che invece di decidere come deciderebbe chi pensa alla collettività, hanno deciso come chi pensa a se stesso ed ai propri amici e “soci”. SOS Comune serve perché mostra ai cittadini una verità diversa da quella che da decenni ci viene raccontata da chi amministra. Noi di Consenso Comune abbiamo iniziato ad aprire gli occhi, vorremmo che li aprissero anche i nostri concittadini e che assieme si arrivasse ad una gestione Seria, Trasparente, Attenta, Giusta, Irreprensibile del nostro Comune.

Ci preme ricordare a tutti i lettori che la nascita di Consenso Comune è la conseguenza del perdurare di una insoddisfacente e discutibile gestione del nostro Comune. Consenso Comune è una Lista Civica Indipendente, svincolata da qualsiasi partito, voluta, ideata, composta da cittadini con percorsi culturali, professionali e politici diversi tra loro e accomunati dall’obiettivo di migliorare la gestione del nostro territorio. Questo giornale illustra parte del lavoro che Consenso Comune ha realizzato e porta all’attenzione dei lettori/cittadini, elementi che permettono -a chi lo vuole- di rendersi conto di come siamo amministrati e da chi.

La reazione di un organismo che tenta di mantene-

re la propria stabilità e di sopravvivere.

A seguito dell’uscita di SOS Comune di agosto 2010, il gruppo consigliare di maggioranza ha diffuso un manifesto e volantino dove si leggeva che noi siamo ignoranti, ipocriti ed incoerenti accusandoci di essere bugiardi che mentono sapendo di mentire, che pubblichiamo notizie false e tendenziose e sostenendo che il Sindaco Brunelli è bravo ed onesto. Per capire fino in fondo cosa aveva disturbato i Consiglieri di Maggioranza bisogna aver letto il numero dell’agosto 2010 di SOS Comune, ma per riassumere, fra i tanti argomenti trattati, c’erano il voto del Sindaco ad una delibera che lo riguardava direttamente ed il nostro esposto per denunciare la mancanza di certificazioni che attestano la conformità degli edifici pubblici. Se avessimo scritto cose false, ci avrebbero certamente querelato e poiché non è avvenuto nulla del genere abbiamo ottenuto la migliore prova che quelli da noi riportati, erano fatti documentati e veri. Quando, nei mesi successivi all’uscita del manifesto calunnioso, attraverso il controllo delle determine, abbiamo scoperto che gli Amministratori hanno provveduto a regolarizzare le mancanze da noi denunciate -vedi tabelle alle pagg. 20, 21e 22-, abbiamo provato grande soddisfazione per il risultato ottenuto. Non siamo noi di Consenso Comune a dire bugie.

La nostra azione locale è un primo atto di ribellione al sistema che ci ha portati in questa situazione. La nostra azione concreta e diretta viene normalmente contrastata con atteggiamenti sarcastici e denigratori finalizzati a sminuire, svilire e screditare ogni nostra presa di posizione, addirittura distorcendo l’espressione del nostro pensiero (vedi articolo a pag.

47). Questo comportamento non ci fermerà affatto fino al 2014 e, se servirà, anche nei cinque anni successivi. Con queste persone, anche attraverso questo giornale, stiamo adottando una strategia che li costringerà a fare le cose che vanno fatte e a non fare le cose che non vanno fatte. Per loro volontà manca quel dialogo aperto e costruttivo che per noi sarebbe stato meglio avere; abbiamo preso coscienza del fatto che questo tipo di organizzazione non pratica e tantomeno tollera il dialogo democratico ed abbiamo trovato un metodo per gestire la maggioranza che ci soddisfa abbastanza. È vero che non riusciamo ad intervenire sulle tante cose che la maggioranza decide per i fatti suoi, o meglio che il Sindaco Brunelli sembra decidere per i fatti suoi, nello scontato ed indiscusso assenso dei Consiglieri di maggioranza, ma rispetto alle questioni legate a norme e regolamenti, ogni tanto riusciamo ad imporci. Nonostante quanto ci ha annunciato il Sindaco durante il Consiglio Comunale del 23-122009 «Voi non interverrete per cinque anni nella decisione, lo dico chiaramente, perché va spezzata questo tipo di idea.... ...governa chi prende un solo voto in più degli altri.... Non c’è niente da fare. Non l’ha voluto il Sindaco Brunelli, o la maggioranza che lo sostiene. E’ così. Quando si continua a nascondersi dietro “noi non votiamo questo bilancio perché non ci avete fatto partecipare”, io vi dico che non vi farò mai partecipare, la maggioranza non vi farà partecipare a questa cosa; vi darà tutti gli strumenti per poter discutere, per poter fare proposte, ma non vi farà partecipare alle decisioni di scelte strategiche su questo Comune, perché è la legge che lo dice.» nonostante questa dichiarazione noi abbiamo inciso, eccome.


La trascurata gestione della cosa pubblica deve essere corretta: ecco alcuni obiettivi che abbiamo imposto a questi Amministratori. Per quanto riguarda la cucina centralizzata, solo due ore dopo che davanti alle scuole distribuimmo un volantino che denunciava la situazione del nuovo centro pasti, alcuni operai stavano già installando la porta mancante, altri stavano asfaltando il piazzale fino a quel momento costituito da pietriccio e ghiaia e i cumuli di rifiuti presenti sul retro erano stati rimossi ed al loro posto si potevano notare cassonetti per

l’immondizia. Altro caso, quello del Centro Alice in cui, in una saletta del primo piano, da mesi, dal tetto entrava acqua che, dopo aver allagato il pavimento, scendeva nella cucinetta sottostante, adibita alla quotidiana consegna dei pasti ai bambini della scuola elementare -le foto in questa pagina sono eloquenti- è stato sufficiente che una persona di Consenso Comune entrasse per documentare (Foto e Video) lo stato di degrado, ingestito fino a quel momento, perché pochi giorni dopo gli Amministratori mandassero una squadra di operai a risolvere il problema. Il degrado del Cimitero di San Pie-

Esterno del Centro Alice in cui si nota il muro intriso d’acqua

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Interno del primo piano del Centro Alice. Area interessata dal gocciolamento di acqua piovana dal tetto soprastante

Soffitto del primo piano del Centro Alice Foto 3

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Soffitto del piano terra del Centro Alice

Interno della cucinetta del Centro Alice

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tro in Casale è stato denunciato sul Blog di Consenso Comune già dal 1 settembre 2010 con un servizio ricco di immagini e successivamente l’Amministrazione ha posto rimedio. Abbiamo più volte chiesto che il vialetto che porta alla palestrina di via Massarenti fosse modificato in modo che non si allagasse più e, anche se con notevole ritardo, l’Amministrazione ha provveduto. Abbiamo riscontrato che l’Albo Pretorio del Comune non funzionava come gli altri della Reno Galliera ed abbiamo ottenuto la messa on.line di tutta (almeno sembra) la documentazione che deve essere pubblicata. Per quanto riguarda le certificazioni delle scuole, solo dopo il nostro esposto, l’Amministrazione che ci è capitata ha provveduto a delegare professionisti alla messa a norma. Stessa cosa per l’accatastamento degli edifici di proprietà comunale; solo a dicembre 2010 e gennaio 2011 gli Amministratori hanno dato l’incarico perché si completasse la regolarizzazione. Sono cose importanti che sappiamo di aver ottenuto.

Un sistema di potere politico che sembra trovare energie dal “tessuto economico”.

Gli Amministratori che si sono succeduti non hanno saputo o voluto ottenere dai costruttori, attivi sul nostro territorio, la realizzazione delle strutture necessarie alla popolazione, condizione estremamente vantaggiosa che invece si verifica in altri comuni attraverso specifiche convenzioni con i costruttori. Il centro anziani, per esempio, è stato pagato dal Comune e non, per esempio, dai costruttori del vicino quartiere di via Sacchetti. Queste convenzioni che sarebbero costate agli operatori del comparto immobiliare e che avrebbero potuto e dovuto fruttare al Comune strutture, parchi e scuole, si sarebbero dovute attivare con maggiore incisività negli anni del boom edilizio, ormai terminato. Se un giorno riprenderà l’edilizia sarà opportuno chiedere agli attuatori di impegnarsi a realizzare quanto necessario per valorizzare e rendere più vivibili le aree che andranno ad urbanizzare, anche se si tratterà di piccole aree. San Pietro in Casale è già molto urbanizzata e riteniamo sia sbagliato insistere con questo tipo di sviluppo urbano.

Il nostro impegno tende a cambiare l’attuale modo di amministrare e tenta di introdurre dei principi più giusti.

Siamo consapevoli del fatto che molti cittadini non leggeranno mai questo giornale, chi per mancanza di coraggio, chi perché inconsciamente timoroso di dover mettere in discussione le proprie certezze di sempre e chi per il totale disinteresse alla gestione del Comune dove vive, ma sappiamo anche che i tanti che

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hanno letto i precedenti numeri e staranno leggendo questo, sanno che quanto scriviamo corrisponde a realtà ed è per loro, qualsiasi sia stato il loro voto alle elezioni comunali del 2009, che manterremo fede al nostro impegno con tenacia e determinazione. Questa analisi generale e questa breve panoramica di eventi accaduti a San Pietro in Casale, ci deve far capire che siamo in presenza di un sistema di potere estremamente sbagliato e radicato che dobbiamo combattere ed annullare per ripartire con i giusti presupposti che, per quanto ci riguarda, sono il rispetto delle persone, l’onestà morale, la trasparenza vera, la condivisione delle problematiche ed il dialogo “alla pari” per trovare le soluzioni più giuste, più apprezzate e condivise. Gli Amministratori devono considerarsi al servizio della collettività perché è quello il ruolo che dovrebbero ricoprire ed è questo che vorremmo per il nostro paese. Una vera rinascita, con presupposti diversi dagli attuali, con persone diverse dalle attuali. Questa rinascita è il nostro impegno da ormai 4 anni e lo sarà fino a quando saremo riusciti a raggiungere un nuovo modo di pensare il Comune, di gestirlo assieme ai cittadini ed in modo equo per tutti noi. È dai paesi come il nostro che si deve iniziare a cambiare questa Italia che non ci piace. PROPOSTE: Nell’articolo come nel giornale, denunciamo solo alcune delle cose che non vengono gestite bene, così che tutti possano capire la qualità di questi Amministratori, e contemporanamente suggeriamo un modo diverso di governare il Comune. - Proponiamo una gestione che rispetti le persone, che sia limpida, onesta e sincera con i cittadini, che non compia né ingiustizie né soprusi. Proponiamo un tipo di amministrazione che non deve sottostare a imposizioni da parte di nessun organo politico superiore. - Vogliamo che l’opera dell’Amministrazione sia palesemente e inequivocabilmente a favore della collettività e che nei casi di scelte complesse e delicate ci sia una forma di consultazione dei cittadini così da garantire la vera partecipazione e, se vogliamo, la vera democrazia. - Suggeriamo Amministratori che sappiano dire la verità, che non presentino un conflitto di interesse e non diano adito neppure al minimo sospetto di tutelare gli interessi di qualsivoglia gruppo di potere. - Per raggiungere questi obiettivi il primo passo è rivelare ciò che sta avvenendo così da allontanare, prima possibile, gli attuali Amministratori dalla gestione del nostro Comune.

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Siamo convinti che, da sempre, la politica di espansione urbanistica del nostro Comune venga pianificata dagli Amministratori con molta più considerazione per le imprese del comparto edile ed immobiliare che per offrire stabili benefici ai cittadini.

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nostro parere, a San Pietro in Casale, a fronte di un evidente sfruttamento edilizio del territorio comunale non è seguito un equo beneficio per la popolazione, in termini di strutture a servizi per la collettività. L’Amministrazione comunale, costruttori ed immobiliaristi hanno beneficiato della realizzazione di nuovi immobili ma la popolazione ne ha ricavato unicamente una diminuzione dello spazio verde procapite, maggior traffico veicolare ed una generale riduzione della qualità dei servizi. Quello che abbiamo osservato e documentato, per noi è un sistema di promozione del territorio che per più volte, promettendo parchi, piste ciclabili e strutture sportive ha favorito e forse innescato una decisa corsa alla edificazione di unità abitative ed alla loro commercializzazione; salvo poi non realizzare quanto annunciato. Il gioco si è ripetuto più volte e per noi è piuttosto semplice dimostrare la nostra teoria. Per capire la dinamica ricorriamo ad un esempio: l’Amministrazione annuncia la realizzazione di un parco in prossimità di un’area di nuova urbanizzazione (dove dovranno sorgere nuove case e palazzi), l’annuncio della prossima realizzazione di un parco rende immediatamente più interessanti e più vendibili le abitazioni già costruite ed imprime una forte spinta al completamento di nuovi edifici realizzati da imprenditori che avranno maggiori possibilità di vendere e ad un prezzo più alto. Quando gli edifici sono stati realizzati e già venduti, allora l’Amministrazione rivede i programmi e annulla la realizzazione del parco (che per l’Amministrazione è solo un costo), vende il terreno e annuncia un nuovo parco in un’altra area da rendere interessante. Negli anni ottanta, con la realizzazione del quartiere della zona Peep, l’allora Amministrazione annunciò la realizzazione della piscina in quel nuovo quartiere, la nostra impressione è che si sia compiuta una azione di promozio

Sopra: la copertina del documento pubblicato dall’Amministrazione nel 1998 per illustrare il PRG (Piano Regolatore Generale) Sotto: Dicembre 1985. Annuncio della realizzazione di una Sala Polivalente presso il Centro Sportivo “E.Faccioli”

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Porzione del PRG anno 1998

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ne residenziale per la costruenda zona PEEP. La piscina non fu mai realizzata ed il motivo ufficiale fu l’improvvisa indisponibilità di 850 milioni di lire a tasso zero, su un totale necessario di 2 miliardi e 800 milioni di cui quasi 2 miliardi erano già disponibili grazie ad un contributo della Regione. La colpa fu attribuita anche allo Stato, per il taglio di 500 milioni di lire di trasferimenti finanziari al nostro Comune (vedere articolo a pag.18). Sempre nella zona Peep fu presentata una “sala polivalente” a disposizione dei cittadini del quartiere, al piano primo dell’edificio centrale che successivamente divenne un ristorante, tutt’ora attivo, fruibile non più liberamente dai cittadini ma dai soli clienti. Nella stessa zona PEEP si sarebbe dovuto realizzare anche un laghetto per la pesca sportiva, ancora presente nella segnaletica stradale. A servizio del quartiere dei musicisti fu realizzato un parco che un tempo costeggiava una strada che ora non esiste più. La strada è stata occupata dal giardino antistante la scuola materna “Italo Calvino” ed il parco fino a quel momento a disposizione degli abitanti, dotato di un campetto da calcio, è stato inglobato nel parco a disposizione della scuola e progressivamente tolto alla disponibilità della popolazione. Ora la parte pubblica disponibile è circa la metà di quando venne realizzato. Nella zona a sud del quartiere dei musicisti negli anni scorsi è stato realizzato un parchetto (riferimento P sulle foto aeree 1, 2 e 3 a pag. 7) ad uso degli abitanti del costruendo vicino quartiere che oggi presenta una densità abitativa notevole -tra le più alte del nostro Comune-. Anche nel PRG era stato previsto un ampliamento di quel parco fino a misurare circa 13.000 metri quadrati ed una fascia boscata di circa 21.000 metri quadrati (schema del PRG qui a fianco). Ora che il quartiere ha raggiunto un quasi totale completamento (vedi foto 3 a pagina 7), l’Amministrazione decide di non realizzare più l’ampliamento del parco con fascia boscata, e addirittura delibera di vendere l’area che corrisponde a circa la metà del parco esistente per far costruire numerosi edifici a qualche costruttore. (a pagina 8 potete vedere Tavola 1 come doveva diventare nel RUE 2008 e nella Tavola 2 potete vedere come diventerà nel PSC). Dal 2009 l’Amministrazione ci dice che verrà realizzata la Piscina in un luogo che si trova al centro di un’area nella quale è prevista la possibilità di un significativo sviluppo edilizio nei prossimi anni, anche la futura Palestra ed il Centro Giovanile della Musica si trovano nella stessa zona. Sarà un caso? Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna


Una serie di casi che per noi costituiscono la prova che l’Amministrazione agisce in modo da favorire certamente il mercato immobiliare ma mantenendo a livelli minimi la quantità e la qualità delle infrastrutture a disposizione di noi cittadini. Tutto ci sembra ruotare attorno all’affare immobiliare. Abbiamo conteggiato il numero di unità immobiliari realizzate negli ultimi 10 anni, dopo la pubblicazione del giornale speciale sul PRG, nei nuovi quartieri del capoluogo. Sono circa 650 e se vogliamo dar loro un valore, non sapendo la metratura di ciascuno, ci sembra cauto attribuire un valore medio di 150.000 Euro. Complessivamente la vendita di queste unità immobiliari può aver raggiunto un valore (alla vendita) superiore ad 1 Miliardo di Euro. Non stiamo condannando l’espansione urbana in genere, che tra l’altro è stata una delle pricipali fonti di entrata per le amministrazioni locali, ma diciamo che a San Pietro in Casale questa espansione è avvenuta in modo squilibrato, non qualitativo e soprattutto non ha portato i benefici - in termini di vivibilità, di qualità della vita e delle infrastrutture - che altri comuni hanno voluto e saputo pretendere dai costruttori ed immobiliaristi. Credo non sia un caso che “il sistema” abbia candidato l’Ing. Brunelli, un tecnico che è stato a capo dell’Ufficio Tecnico del nostro Comune dal 1995 al 1999, lo stesso che ha progettato la scuola Elementare di Poggetto, lo stesso che ha progettato la scuola “Italo Calvino”, lo stesso che ha progettato l’ampliamento del cimitero di San Pietro in Casale (vedi lista a pagina 12) e credo che non sia casuale la presenza, tra gli assessori, di un socio di una importante Agenzia Immobiliare. Pensiamo che la politica di sviluppo del nostro comune abbia seguito regole che hanno molto favorito gli operatori nel settore immobiliare, ai quali, gli Amministratori che si sono succeduti, forse non hanno chiesto quanto avrebbero potuto chiedere a vantaggio della cittadinanza. È ora che si cambi radicalmente metodo e che, tramite opportune convenzioni, si chieda agli attuatori di realizzare le opere necessarie per un equilibrato sviluppo urbanistico e dei servizi nel nostro territorio. Questa Amministrazione, come le precedenti, ha politicamente ingannato i cittadini di San Pietro in Casale, promettendo loro cose che non ha realizzato nei tempi e nei modi annunciati, convincendo i sanpierini che si trovavano in un Comune “eccellente”.

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Foto 1

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Foto 2

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Foto 3

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Tavola 1

Dal RUE 2008 - Prima delle elezioni amministrative

Tavola 2

Dal PSC approvato il 3 Febbraio 2011

Tavola 3

edi lotto fica bile

edi lotto fica bile

edi lotto fica bile

edi lotto fica bile

Dal “variato” Piano delle Alienazioni Immobiliari approvato il 30 Giugno 2011

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Siamo certi che anche la prossima Amministrazione, figlia dell’attuale, seguirà questa condotta. Se i cittadini glielo permetteranno. È tempo di togliere la possibilità a questi Amministratori, di definire il territorio come stanno facendo da vari decenni. Stanno delineando una struttura del nostro ambiente dalla quale non si potrà più tornare indietro. Amministratori che a nostro parere si dimostrano troppo ben disposti a lasciare spazio alle costruzioni a discapito degli spazi vivibili per noi cittadini, disponibilità la loro che è per noi più che sospetta. Durante questi cinque anni di mandato 2009-2014-, avranno annullato anche solo l’idea di spazi verdi vivibili, rimarranno inviolati solo diversi fazzoletti di verde, per il semplice motivo che non è possibile costruirvi nulla sopra. Noi siamo sinceramente schifati di come a queste pochissime persone, venga permesso di devastare l’assetto urbano del nostro capoluogo. Danni irreparabili inflitti con il silenzio/assenso dei Consiglieri di maggioranza. Nel 2014 dobbiamo impedir loro di continuare la vendita del patrimonio comunale, basta con l’edificazione ammassata nei luoghi più vicini alla Stazione ferroviaria. Se le promesse del 2008 fossero state mantenute dagli Amministratori, il nostro paese sarebbe più bello e più vivibile ma, purtroppo, la pessima abitudine degli Amministratori di promettere qualsiasi cosa e poi fare tutt’altro è del passato come è di oggi. Qui sotto, in conclusione, parte della lettera firmata dal Sindaco Brunelli indirizzata ai cittadini di San Pietro in Casale con cui l’Amministrazione ha tentato di spiegare ai cittadini il motivo di certe scelte: Perché vendiamo lotti di terreno La vendita di cinque lotti di terreno edificabile è per l’Amministrazione comunale una necessità e una opportunità. La necessità è conseguenza dei tagli indiscriminati, vessatori e generalizzati imposti da assurde disposizioni governative che stanno massacrando i bilanci dei comuni, specialmente di quelli virtuosi. L’opportunità è costituita dall’occasione di dare valore economico e sociale a proprietà comunali, trasformandole in momenti di completamento urbanistico e di ampliamento della dotazione dei servizi a disposizione dei cittadini. Chiediamo al Sindaco di spiegarci, bene bene, come riuscirà ad ottenere un ampliamento della dotazione dei servizi a disposizione dei cittadini attraverso quei terreni che non saranno più nostri.

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venduto

venduto in buona parte

venduto in buona parte

Sopra il RUE 2008 che l’anno prima delle elezioni amministrative proponeva ampie “Aree sistemate a verde”. A fianco un articolo pubblicato su l’Orologio nell’ottobre 2007 in cui due neo-sanpierini testimoniavano la qualità del paese in cui si erano appena trasferiti da Ferrara. Con frasi come: “San Pietro è il paese giusto per vivere”; “Per vivere a misura di persona”; “ci ha colpiti la ricchezza della vita culturale, le proposte e le strutture esistenti. E poi ci sono i servizi... l’impressione è che non manchi niente”, questo articolo inserito nell’organo ufficiale del Comune ha troppo il sapore di un articolo redazionale pubblicitario a favore del comparto immobiliare.

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Parco

Foto 1

Figura 2

1998

RUE 2008

In questa pagina. L’evoluzione dell’area ad Est della ferrovia in cui, le Amministrazioni che si sono succedute, in dodici anni, hanno “ridotto” le aree destinate a verde pubblico attrezzato in minuscoli segmenti residuali.

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Figura 1

PRG 1998

Via Modena

2011

Parchetto “residuale” in via Modena

2011

L’area indicata con “Parco” in figura 1, che nel PRG 1998 era destinata a “Verde pubblico urbano”, temiano potrà essere una delle prossime “alienazioni” decise dagli attuali Amministratori, magari motivandola con necessità di bilancio.

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Parco tra via Bologna e via Modena

Parco area Coop che probabilmente verrà “ridotto” per fare spazio all’ampliamento dell’attigua COOP

Vasta area, in fondo a via De Zaiacomo, destinata a parco nel RUE 2008 poi venduta e trasformata in lotti edificabili e parcheggio.

All’inizio di via Massumatico, triangoli di terra con alberi, difficilmente fruibili come parco

Testimonianza dell’alta densità abitativa in via Giovanni Falcone

Prato, mai divenuto parchetto di via IV Novembre, mai valorizzato e recentemente venduto

Parchetto all’incrocio tra le vie Vivaldi e Borsellino che sarà in parte smantellato per far posto ad edifici

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Questo elenco di lavori pubblicato dal sito web della SAP Tecnica di cui è socio l’Ing Roberto Brunelli, evidenzia in particolare, la storicità dei rapporti professionali dell’at-

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tuale Sindaco, con gli operatori del mondo dell’alloggio e dell’edificazione. Presumiamo che gli importi si riferiscano al costo complessivo delle opere in oggetto.

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Questi Amministratori, sostenendo che la vendita di terreni è una strada obbligata al fine di garantire il pareggio del bilancio comunale, mettono questi lotti edificabili di grande valore commerciale nelle mani di speculatori edili. Quando ci si trova di fronte alla dichiarazione del Sindaco che le nevicate sono costate al Comune 100.000 Euro (con lettera al Ministro degli Interni) mentre da una nostra specifica verifica, il Comune è stato in grado di documentare costi per circa 56.000 Euro (comprese le 261 ore lavorative del personale e la riparazione di attrezzature), è naturale che le nostre perplessità sulle dichiarazioni di difficoltà di bilancio diventino dei seri dubbi, anzi la certezza che non ci si possa assolutamente fidare di quanto dichiarato dagli attuali Amministratori. Secondo noi è probabile che con il pretesto economico l’Amministrazione stia cedendo terreni in posizioni strategiche (a meno di 750 metri dalla stazione ferroviaria), facilmente trasformabili, da chi le acquista, in formidabili opportunità di guadagno. Temiamo che con questa motivazione, anche il prossimo anno questi Amministratori opte-

ranno per vendere terreni, magari in zone molto centrali ed accessibili, sebbene predestinati ad aree verdi e parchi. Questa insistenza nel cedere patrimonio è intollerabile; i sospetti sulla veridicità delle dichiarazioni economiche dell’Amministrazione ci inducono a pensare che forse la situazione finanziaria non sia così grave come ci vogliono far credere e che, in realtà, potrebbe non essere indispensabile vendere terreni. È nostra opinione che questa Amministrazione, come le precedenti, conosca metodi efficaci per farsi perdonare dai cittadini, per ammaliarli e saprà riconquistare la loro fiducia nonostante le gravi negligenze che secondo noi ha compiuto, nonostante l’insufficiente trasparenza e l’esiguo rispetto che, a nostro avviso, dimostra per i sanpierini. Nel 2009 l’annuncio della realizzazione della Piscina ha indubbiamente sedotto, in extremis, molti elettori. Nel 2014 probabilmente punteranno sulla neo-inaugurata piscina per far dimenticare ogni loro possibile misfatto, mantenere i voti e, con quelli, il potere di fare ciò che hanno sempre fatto.

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La lettera di dimissioni dal Comitato Direttivo del locale PD del Sig. Drago Biafore di Marco Alberghini

A mio avviso il Sig. Drago Biafore, ormai certo del dilettantismo e dell’incapacità di quel Comitato Direttivo che si riflette negativamente anche sull’Amministrazione opo soli 12 mesi dalle elezioni del giugno 2009, il Comunale, se ne dissocia al fine di non subirne i danni Sig. Drago Biafore - Sindaco di San Pietro in Cain termini di credibilità; detta la formula per un sostansale tra il 1978 e il 1993 - si è dimesso da componenziale ritorno ad un controllo politico da tempo perduto te del Comitato Direttivo del locale PD (vedi la lettera e si candida a referente del PD quando quel Comitato, integrale pubblicata nella pagina 14). Era prevedibicon i suoi componenti, avrà toccato il fondo ed i dirigenle che un ex Sindaco si dissociasse così nettamente ti provinciali del partito dovranno trovarne di alternativi dagli attuali dirigenti, vista la loro mediocrità politica, per affidargli la guida di San Pietro in Casale. secondo lui colpevoli di aver avvilito il locale PD. La lettera è ampiamente condivisibile e sarebbe da A mio parere era abbastanza prevedibile che avrebbe asapplaudire se non fosse scritta proprio da chi, a mio sunto una posizione molto critica nei confronti di questa avviso, in veste di Sindaco, con le prodirigenza in quanto gli eventuali successi prie scelte, impopolari, ha avviato un dell’attuale Amministrazione potrebbero progessivo declino del nostro paese danneggiare la sua credibilità di Ammiche prosegue tutt’oggi. nistratore. Per fare un esempio, quando negli anni ‘80, in pieno boom economiQuesta lettera mi appare come un co, il Sig. Drago Biafore era Sindaco di mediocre tentativo di mettere in salvo San Pietro in Casale, per molti mesi, la propria immagine -quindi il proprio annunciò la realizzazione della piscina futuro sociale e politico- che però, a che però poi non venne mai realizzata. mio giudizio, rivela le intime finalità ed È chiaro che dal raffronto tra lui, che non i princìpi di chi scrive. è stato in grado di realizzare una piscina che sarebbe stata l’unica nella zona, In questa lettera, il Sig. Drago Bianegli ‘80 del boom economico ed il suo fore non si rivolge mai ai cittadini successore Brunelli che la realizza nel come destinatari del servizio di geNella foto: Drago Biafore pieno della peggiore crisi economica stione del Comune ma pensa uni(fonte foto:www.fondionline.it) degli ultimi 50 anni, l’ex Sindaco Biafore camente alla popolarità del partito ne esce danneggiato. ed alla capacità di quest’ultimo di conservare il potere politico ed amministrativo del Il Sig. Drago Biafore critica Brunelli ma, sotto certi Comune. Il suo problema sembra non essere una aspetti, mi appaiono molto simili. Illustro, sinteticaridotta qualità del servizio per i cittadini ma il rimente, la vicenda della chiusura dell’Ospedale Bonodotto consenso di cui gode il suo partito. ra, così come è stata riportata dalle opposizioni che in quegli anni hanno lottato per evitarne la chiusura. Noto, senza sorpresa, che per il Sig. Drago Biafore il È opportuno che i cittadini, specie quelli venuproblema di fondo è “impedire che il nostro comune ti ad abitare a San Pietro in Casale negli ultimi sia consegnato ad altri, per difendere una storia che decenni, sappiano alcune cose molto importanti dura da 60 anni” come se il Comune fosse “cosa” loro. del nostro paese. Per questo ex Sindaco il problema è che “continuando a laNel 1896, Anacleto Bonora, un facoltoso cittadino vorare nel modo come si è fatto dal congresso ad oggi, il nato e vissuto a San Pietro inaugurò e donò l’ospePD a San Pietro in Casale perderà sempre più consensi”. dale, che tutti noi conosciamo, alla comunità. La struttura ospedaliera, grazie alla qualità dei serUn altro problema rilevato dal Sig. Drago Biafore è che vizi ed alla posizione particolarmente felice, serviva “l’Amministrazione comunale fatica ad esprimere proi cittadini di un’ampia zona. L’11-8-1972 il Consiglio gettualità e dettare l’agenda politica per essere percedi Amministrazione dell’Ospedale deliberò la realizpita come punto di riferimento dell’intera collettività”. zazione del nuovo Padiglione dell’Ospedale (l’attuale Non sono parole di chi abbia a cuore il benessere dei Scuola Media Bagnoli inaugurata il 1 dicembre 1979), cittadini, ma di chi è interessato unicamente al successintomo di una precisa volontà di sviluppo ed espanso del proprio partito e considera il Comune come cosa sione. In quegli anni il Sindaco di San Pietro in Casale del partito stesso. Quanto di più distante dalla nostra era il Sig. Ottavio Taddia (in carica dal 1970 al 1978), idea di impegno civico.

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il quale, nel Gennaio 1978, durante un Consiglio Comunale, rassegnò le proprie dimissioni sia dalla carica di Sindaco che da quella di Consigliere Comunale. Gli succedette il Consigliere Comunale Drago Biafore. Nel 1978, alcuni cittadini allarmati dalle prime voci di chiusura del reparto di Chirurgia, organizzarono una petizione popolare che raccolse circa 6000 firme di sanpierini che chiedevano il mantenimento di tutti i reparti di degenza nell’Ospedale. Il 29-12-1980 fu ufficialmente istituita l’Unità Sanitaria Locale n°25 che comprendeva i comuni di Argelato, Bentivoglio, Galliera, Minerbio, San Pietro in Casale, Baricella, Castello d’Argile, Malalbergo e San Giorgio di Piano. Era organizzata tramite un’Assemblea Generale formata da rappresentanti dei Consigli Comunali; di fatto l’organo deliberante dell’Associazione dei Comuni che costituiva le USL. L’Assemblea Generale eleggeva il Comitato di Gestione, composto da 8 membri, che aveva il compito di approvare i bilanci preventivi ed i conti consuntivi; predisporre i provvedimenti da sottoporre all’Assemblea Generale ed eleggere il Presidente ed il Vice Presidente del Comitato stesso. Il Sindaco Drago Biafore fu nominato Vice Presidente del Comitato di Gestione. Nei primi anni ‘80 l’Ospedale garantiva i seguenti servizi: a) Ricoveri per Medicina, Chirurgia, Geriatria, Ostetricia e Ginecologia, Otorinolaringoiatria e Riabilitazione; b) Pronto Soccorso; c) Visite specialistiche per tutte le branche di ricovero ed altre consulenze specialistiche; d) Posto di Guardia Medica notturna, festiva e prefestiva; e) Laboratorio analisi; f) Radiologia; g) Day Hospital dal 1982; h) Dialisi; i) Ricovero per anziani e lungodegenti. Nel Dicembre 1981, in un suo do-

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cumento, l’Assemblea Generale dei Comuni dell’Unità Sanitaria Locale n°25, nel prendere atto della comunicazione presentata dal Comitato di Gestione che anticipava un disavanzo (passivo) previsto al 31-12-1981 pari a 1.738.343.777 Lire, espresse il parere che “una linea di riduzione dei servizi o di chiusura dei reparti ospedalieri non rappresenterebbe un apprezzabile risparmio, poiché resterebbero le spese generali e di personale e d’altra parte l’utenza graverebbe sui servizi restanti e tale scelta comporterebbe, inevita-

bilmente, un declassamento delle prestazioni e la degradazione delle attrezzature”. Il 3 ottobre 1984, una edizione speciale de l’Orologio, intitolata Speciale Sanità: “Per un servizio sanitario moderno e qualificato”, esponeva -approvandole- le proposte elaborate dall’Assemblea Generale. Alla pagina 5 si riassumevano le motivazioni per cui si proponeva di unificare la sede dei ricoveri presso il presidio ospedaliero di Bentivoglio. Nello stesso documento il Sindaco Drago Biafore veniva

Volantino che nel 1986 denunciava “azioni tanto umilianti” del Sindaco Biafore, “contrastanti con i reali interessi dei cittadini”. La storia si ripete.

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indicato come Presidente dell’Associazione dei Comuni. Nella campagna elettorale del 1985, l’Amministrazione pubblicava un giornale in cui dichiarava: “Relativamente al servizio di Chirurgia, per il quale si prevede di concentrare presso la struttura di Bentivoglio l’attività di degenza e operatoria...”. Vari comitati ed i partiti di minoranza iniziarono una lunga battaglia per scongiurare la chiusura. Il Sindaco Drago Biafore, in varie occasioni pubbliche, sostenne che si sarebbe dovuto chiudere il reparto di Chirurgia solo per sei mesi al fine di realizzare lavori di ristrutturazione non più rimandabili, al termine dei quali il reparto sarebbe stato riaperto. In paese era forte l’apprensione ed il dubbio che in realtà, quello, sarebbe stato un primo atto per la definitiva chiusura dell’ospedale. Il 6 Febbraio 1986 furono trasferiti gli ultimi degenti ed il reparto di Chirurgia fu chiuso. Da un notiziario Speciale Ospedale della DC, del Novembre 1986: “ ...si era infatti venuti a conoscenza della richiesta avanzata alla Regione Emilia Romagna, da parte del Presidente dell’Assemblea dei Comuni dell’USL 25 (Sindaco di San Pietro in Casale), di modificare il 1° Piano Sanitario Regionale e di anticipare il 2°, che prevedeva la chiusura definitiva della stessa Chirurgia”. Il 18 Giugno 1986, il Consiglio Regionale deliberò l’accoglimento dell’atto di chiusura del reparto di Chirurgia richiesto dall’Assemblea Generale. Nell’Ottobre 1988 si formò un ulteriore comitato promotore di una petizione in difesa dell’Ospedale che in pochi giorni raccolse circa 4000 firme. Il 27 Settembre 1989, il Consiglio Regionale deliberò la definitiva chiusura del reparto di Chirurgia del nostro Ospedale (Delibera 1640). Nel Settembre 1993 il Sindaco Drago Biafore, su l’Orologio pubblicò un articolo dal titolo “Sull’Ospedale abbiamo avuto

ragione” in cui rivendicava il merito di aver compiuto scelte coraggiose e lungimiranti che, a suo parere, hanno reso un servizio importante ai cittadini del nostro territorio. Nel Dicembre 1993 il Sig. Drago Biafore rassegnò le proprie dimissioni dalla carica di Sindaco e Giuliano Barigazzi, il 6 Dicembre diventò il nuovo Sindaco di San Pietro in Casale. Oggi a San Pietro in Casale non esiste più l’Ospedale “Anacleto Bonora” ma esiste il Polo Sanitario “Anacleto Bonora”. Personalmente trovo molte analogie tra quegli eventi ed i fatti che stanno succedendo in questi mesi del 2011. Mi riferisco alla dichiarata volontà dell’Amministrazione di favorire la realizzazione di impianti a biomasse sul territorio, in rispetto al piano Regionale che ne prevede circa 400 in Emilia Romagna, anche se ci dovesse essere una netta contrarietà da parte dei cittadini. Drago Biafore ha proceduto alla chiusura del reparto di Chirurgia nonostante le 6000 firme di cittadini contrari raccolte nel 1978 e le vibranti proteste di una grande parte della popolazione. Roberto Brunelli ha dichiarato che anche se l’80% dei cittadini dovesse essere contrario lui andrà avanti lo stesso per autorizzare le centrali a biomasse. Io credo che da questo punto di vista, Drago Biafore e Roberto Brunelli sono esattamente uguali, con stili diversi ma identici nel modo di rapportarsi con la popolazione, uguali nel gestire il potere che il voto gli ha messo nelle mani. Drago Biafore ha mantenuto un ruolo attivo all’interno del partito dal quale non mi risulta essere mai uscito, ed è mia impressione, sostenuta anche dalla lettera di dimissioni, che la sua sia una posizione in contrasto a quella del Sindaco Brunelli. Un ruolo attivo, che lo potrebbe vedere impegnato, anche se non in prima persona, nella conquista o meglio riconquista di quel ruolo direttivo che non è più suo dal 1993. Il Sig. Drago Biafore è stimato per le capacità politiche e oratorie che

nessuno mette in dubbio, ma San Pietro in Casale non ha bisogno di persone di questo tipo, né di Drago Biafore né di Roberto Brunelli. Nel nostro Comune c’é bisogno di persone che prima di decidere il da farsi chiedano il parere dei cittadini così da poter gestire nel modo più soddisfacente per tutti, un po’ come fa un amministratore condominiale che deve tener conto di tutte le esigenze; c’é bisogno di persone che non considerino il proprio mandato come un’autorizzazione a fare tutto ciò che vogliono; in pratica servono persone veramente democratiche e non solo a parole come sembrano fare queste. Drago Biafore e Roberto Brunelli sono il frutto di un modo di “fare politica” che ai cittadini, anche quelli che storicamente hanno sempre votato la sinistra, suona sempre più come “gestire il potere”. L’ex Sindaco Drago Biafore, in 15 anni di mandato ha saputo farsi amare da una parte dei cittadini ma ha instaurato un rapporto con la popolazione e con i consiglieri di minoranza che di democratico non sembra avere nemmeno il tentativo di sembrarlo, quel modo che persiste tutt’ora e che noi di Consenso Comune tentiamo di spezzare e cambiare. Credo sia giusto ed onesto nei confronti dei sanpierini svelare un “espediente” comunicativo a cui tutti i cittadini, credo siano stati sottoposti e nel quale sono evidentemente caduti. Riguarda il modo di comunicare che l’allora Sindaco Biafore sembra aver adottato per piegare la popolazione ai suoi fini politici. Quando nel 1985 si stava per rinnovare Sindaco ed il Consiglio Comunale, la polemica sulla chiusura dell’Ospedale era, da anni, molto accesa ed ogni partito batteva su quel tema, chi a favore e chi contro la chiusura. Il Sindaco Biafore voleva/doveva chiudere il reparto di chirurgia, cosa che viste le 6000 firme sarebbe stata alquanto impopolare ma voleva anche essere rieletto alla carica di Sindaco. Non poteva essere troppo esplicito nel confermare la volontà di chiudere ma doveva

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Sopra: pagina 5 del numero di marzo 1989 de l’Orologio in cui l’Amministrazione metteva la parola fine sulla travagliata questione piscina.

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dichiarare, prima del voto, le proprie intenzioni così da essere, una volta rieletto, legittimato ad attuarle. Nel numero di marzo 1985 de l’Orologio, pubblicato poco prima delle elezioni comunali, in fondo alla seconda pagina si trovava un articolo intitolato “Le proposte del Consiglio” in cui veniva pubblicato un Ordine del Giorno della maggioranza all’interno del quale si trovava questo breve passaggio: «Relativamente al servizio di Chirurgia, per il quale si prevede di concentrare presso la struttura di Bentivoglio l’attività di degenza e operatoria e di mantenere, potenziandola, l’attività ambulatoriale ed i piccoli interventi presso l’Ospedale “Anacleto Bonora”, il Consiglio Comunale riconosce la necessità di addivenire per questo servizio ad una riorganizzazione che consenta di risolvere i problemi che sono emersi in questi anni». Nello stesso giornale, la quarta pagina era interamente dedicata al progetto della nuova piscina. Il titolo “La piscina a San Pietro in Casale non sarà più un sogno” e le due immagini del progetto furono la vera attrattiva di quel giornale. Certamente l’articolo sulle decisioni del Consiglio Comunale fu messo in ombra. Immagino che i sanpierini andarono a votare con, negli occhi, le immagini della pagina dedicata alla piscina e non certo con le 7 righe che anticipavano l’intenzione di procedere alla sostanziale chiusura dell’Ospedale. Un vero e proprio “tranello” comunicativo in cui, a quei tempi, caddero molti elettori che se fossero

stati veramente consci del fatto che la riconferma del Sindaco Biafore avrebbe avuto come conseguenza annunciata la chiusura di Chirurgia e poi dell’intero servizio di degenza, probabilmente avrebbero votato in modo diverso. Quello appena descritto, dal mio punto di vista è un modo “furbesco” di comunicare che non sembra ispirato da un sincero rispetto per i cittadini ma sembra dettato dalla volontà di fare ciò che si vuole senza che nessuno ”disturbi” con domande ed obiezioni. Concludo questa esposizione di come il Sindaco Biafore comunicava, con la descrizione del modo in cui, successivamente, venne chiuso in modo definitivo il capitolo Piscina. Nel numero de l’Orologio del Marzo 1989 (vedi pag 18), con il titolo “La piscina all’asciutto: tagliati i fondi” l’Amministrazione comunicava che a fronte di un importo necessario pari a 1.980.000.000 di Lire si era chiesto ed ottenuto un contributo in conto interessi (del 4%) alla Regione Emilia Romagna. Che essendo poi il progetto cresciuto fino ad un importo di 2,8 miliardi di lire, il Comune chiese allo Stato un contributo di 850 milioni di Lire a tasso zero, così come previsto da una legge del 1987. Si legge: “Mentre la pratica proseguiva i suoi giri nei meandri della pubblica amministrazione, un decreto legge del 1988 ha abrogato la forma di intervento a tasso zero per la realizzazione di impianti sportivi”. L’articolo parlava della difficoltà a ripristinare le condizioni iniziali e

Sopra: titolo dell’articolo a firma Drago Biafore apparso sul n° 3 de l’Orologio nel settembre 1993. Nel lungo testo il Sindaco rivendicava di “aver avuto il coraggio e la lungimiranza di costruire un progetto di riconversione delle risorse e razionalizzazione dei servizi...” e concludeva con “Crediamo di aver reso un servizio importante ai cittadini del nostro territorio”. Non di San Pietro in Casale, ma del nostro territorio.

lamentava il fatto che il Comune avrebbe ricevuto dallo Stato mezzo miliardo di Lire in meno di trasferimenti. Aggiungeva che un bilancio così scarnificato non avrebbe potuto sopportare l’aumento di spesa che sarebbe derivato dalla gestione della piscina, calcolato in 75/80 milioni all’anno ai quali si sarebbero aggiunti gli interessi sui mutui ventennali. L’articolo si concludeva con: “A queste condizioni realizzare la piscina è un’impresa impossibile. L’auspicio è che cambi il quadro legislativo nazionale, affinché vengano agevolate le opere utili alla gente e si colpiscano finalmente i veri sprechi, le ruberie, le rendite parassitarie, che sono altrove, non nel nostro Comune”. Immediatamente sotto si trovava un articolo intitolato “Come va la grande viabilità” che illustrava il progetto, poi attuato, per la realizzazione di opere viarie come la nuova circonvallazione e la “inspiegabile” via Renello, compresi due ponti cavalcaferrovia nello spazio di 3,7 kilometri, escluso un terzo ponte, quello di via Genova che venne realizzato successivamente con costi aggiuntivi, per un costo di 8.790.000.000 di Lire. Due anni prima infatti, nel marzo 1987, fu approvato un progetto generale di 14,5 miliardi di Lire per la viabilità mentre la piscina non venne mai realizzata. Se il Sig. Drago Biafore non avesse scritto e pubblicato quella lettera noi non ce ne saremmo mai occupati ma, poiché la consideriamo una mossa, una prima mossa, abbiamo ritenuto necessario chiarire la nostra opinione sul politico Drago Biafore dal quale ci aspettiamo che nei prossimi mesi lavorerà per organizzare una possibile operazione politica (chiaramente un suo diritto che nessuno gli potrà mai togliere) e poiché riteniamo che lui abbia già fatto “anche troppo” al nostro paese, saremo attenti ad individuarne le mosse e non mancheremo di evidenziare i possibili obiettivi ed i sostenitori.

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La gestione economica del nostro Comune è così organizzata: con il bilancio preventivo si

prendere più “affidamenti” e più di un fornitore. Nell’ultima e terza colonna sono riportati gli importi di “liquidazione” dei fornitori, in pratica il pagamento del fornitore. La “liquidazione” di tutti gli “affidamenti” riconducibili alle relative “approvazione”, dal punto di vista contabile chiude un lavoro o una fornitura. Per conoscere il costo complessivo di un’opera o di un servizio basta sommare gli affidamenti relativi o tutte le liquidazioni di spesa. assegnano le risorse economiche ai vari Settori che, a San Pietro in Casale, sono Servizi Finanziari sf, Servizi alla Persona sp, Gestione Territorio gt ed Affari Generali ag. L’assegnazione delle risorse viene deliberata dal Consiglio Comunale ma successivamente, i fondi vengono spesi attraverso delle determine dirigenziali, in pratica il dirigente di ogni settore, in accordo con il Sindaco e gli Assessori, impegna le risorse senza dover passare per l’approvazione del Consiglio Comunale. Esaminando le determine del 2010 e del 2011 abbiamo potuto constatare che Gli importi sono stati qui elencati per dare ai cittadini la possibilità di osservare le azioni dell’Amministrazione. Bisogna fare attenzione a non sommare i totali di Affidamento con quelli di Liquidazione. Con il fondo giallo sono indicate le determine strettamente correlate all’ottenimento dei Certificati di Prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco.

le spese sono chiaramente atti amministrativi ma che vengono emanate in base a motivazioni e per finalità che hanno una forte ed evidente componente politica.

Data

23-01-2010 23-01-2010 18-02-2010 27-02-2010 16-03-2010 23-03-2010 13-05-2010 18-05-2010 19-05-2010 25-05-2010 28-05-2010

9 10 18 23 24 28 67 68 71 78 81

Scuola elementare Poggetto compartimentazione REI cucina e modifica impianto termico del bagno (liquidazione di spesa) Scuola elementare Poggetto fornitura e posa di contatore divisionale metano cucina (liquidazione di spesa) Collegamento fra scuola ex Keynes e scuola Bagnoli filtro a prova di fumo Sistemazione impianto di riscaldamento della scuola di Maccaretolo Manutenzione straordinaria scuole comunali liquidazione preventivamente impegnata per incarichi sulla sicurezza Manutenzione straordinaria scuole comunali liquidazione di spesa lavori in economia ADEGUAMENTO E MESSA A NORMA EDIFICI SCOLASTICI ANNO 2009 ADEGUAMENTO E MESSA A NORMA EDIFICI SCOLASTICI - Liquidazione di spesa 1° acconto incarico tecnico ed ingegnere MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLE COMUNALI ANNO 2010 APPROVAZIONE TECNICA PROGET. SCUOLA ELEMENTARE DI POGGETTO IMPEGNO DI SPESA PER IL RILASCIO DEL CPI VVFF LIQUIDAZIONE DI SPESA 1° ACCONTO ING BIZZARRI MESSA A NORMA EDIFICI SCOLASTICI

Oggetto

gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt

200.000,00

Ser Approvazione

1.800,00

461,24 856,80

4.784,00 18.960,00 6.960,00 856,80

287,40 627,60 7.800,00

Affidamento Liquidazione Lavori

DETERMINE per lavori ed adempimenti relativi a scuole negli anni 2010-2011

elle tabelle riportate in queste pagine sono indicate delle determine in ordine di numero e di data, è indicato l’oggetto o una sintesi dell’oggetto, nella prima colonna di importi si trovano le cifre corrispondenti alle “approvazioni” con cui il dirigente del settore decide di impegnare le risorse economiche complessive per un acquisto o per un servizio. Nella seconda colonna sono indicate le cifre degli “affidamenti”, gli importi che vengono destinati al pagamento, solitamente ad aziende, o per l’acquisto di materiali e servizi. Una “approvazione” può com-


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95 97 99 101 120 125 127 131 167 170 181 186 189 195 197 198 201 202 206 207 234 232 236 6 19 31 34 40 41 45 70 75 79 80 81 82 93 94 136

17-06-2010 18-06-2010 24-06-2010 25-06-2010 29-07-2010 12-08-2010 19-08-2010 1-09-2010 26-10-2010 27-10-2010 19-11-2010 25-11-2010 29-11-2010 2-12-2010 2-12-2010 2-12-2010 7-12-2010 9-12-2010 16-12-2010 16-12-2010 31-12-2010 31-12-2010 31-12-2010 11-01-2011 3-02-2011 21-02-2011 22-02-2011 1-03-2011 1-03-2011 1-03-2011 19-04-2011 20-04-2011 22-04-2011 22-04-2011 22-04-2011 22-04-2011 9-05-2011 9-05-2011 1-07-2011

Affidamento prove di carico sui solai del centro Alice per ottenimento CPI + adeguamento impianto idrico Scuola elementare Poggetto cllaudo tecnico funzionale impianti idrotermosanitari e antincendio Messa a norma degli edifici scolastici anno 2009, fornitura e posa di porte REI…... per rilascio CPI Adeguamento e messa a norma edifici scolastici spesa per redazione documentazione per CPI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLA MATERNA POGGETTO APPROV TECNICA DEL PROGETTO MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLA MATERNA DI POGGETTO AFFIDAMENTO LAVORI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLE COMUNALI ACCETTAZIONE CAUZIONE DEFINITIVA MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLE COMUNALI SIST. CALDAIA POGGETTO Manutenzione straordinaria scuola materna di Poggetto anno 2010 opere aggiuntive Lavori di adeguamento e messa a norma edifici scolastici comunali anno 2009 liquidazione di spesa Realiz. scuola elementare Poggetto - Realizzazione di compartimentazione REI ed adeguamenti per rilascio CPI - aff. Lavori Lavori di adeguamento e messa a norma edifici scolastici comunali anno 2009 liquidazione di spesa Lavori di manutenzione straordinaria scuole elementari app variante in corso d’opera 1 (Q.E. € 200.000) Incarico professionale per accatastamento fabbricati all’interno del polo sportivo “E Faccioli” Conferimento incarico per accatastamento scuola elementare di POGGETTO impegno di spesa Conferimento incarico professionale per accatastamento scuola materna “I. Calvino” Liquidazione incentivi per responsabile del procedimento scuola elementare “Poggetto” Manutenzione straordinaria scuole elementari 2° ed ultimo SAL cert pagamento e liquidazione Progetto preliminare per adeguamento edifici “Bagnoli” e “De Amicis” con finanziamenti di Edilizia scolastica Incarico per redazione schede di sintesi di livello 0 per plessi scolastici impegno di spesa Incarico per ottenere il certif prev incendi Scuola materna “Arcobaleno; Calvino; Media Bagnoli; Elementare Maccaretolo LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLA MEDIA “P. BAGNOLI” - IMPEGNO DI SPESA Adeguamento e manutenzione Straordinaria Scuola “De Amicis”e Centro “Alice” (manutenzione e adeguamento ipianto antincendio) Realizzazione Scuola elementare di Poggetto, collaudo tecnico-ammiimostrativo (pubblicata il 9-11-2011) Realizzazione nuova scuola Elementare Poggetto- realizzazione di compartimentazione REI e interventi per ottenere il CPI Liquidazione incentivi responsabile del procedimento per lavori di manutenzione straodinaria scuole comunali 2009 (pubblicata il 11-11-2011) MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCUOLE ELEMENTARI affidamento “opere in economia” Scuola elementare Poggetto - Comparimentazioni REI per rilscio CPI - liquidazione spesa ditta Vaneton Scuola elementare Poggetto -Comparimentazioni REI per rilscio CPI - liquidazione spesa ditta LUXOR s.r.l Ripristino parete in cartongesso - Scuola di Maccaretolo Realizzazione parete REI in cartongesso presso la scuola materna I. Calvino Conferimento incarico professionale per accatastamento scuola di Poggetto - Liquidazione di spesa Scuola elementare di Poggetto - realizzazione di compartimentazione REI ed adeguamento per rilascio CPI - opere edili Lavori di manutenzione straordinaria scuole elementari liquidazione di spesa opera in economia Lavori di manutenzione straordinaria scuola media “Bagnoli” liquidazione di spesa Lavori di adeguamento e manutenzione straordinaria scuola elementare “DE AMICIS” e “Centro Alice” liquidazione di spesa Ampliamento all’impianto elettrico presso la scuola dell’infanzia “ITALO CALVINO” liquidazione di spesa Ampliamento all’impianto elettrico presso la scuola dell’infanzia “ARCOBALENO” liquidazione di spesa Scuola Elementare Poggetto - Realizzazione Compartimentazione REI, interventi per rilascio CPI liquidazione

gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt gt 10.982,5 22.500,00

2.400,00 748,80

2.314,80

6.729,12

13.721,00

35.400,00

600,00 2.221,00

1.300,00

8.676,00

4.776,00

8.736,00

2.796,00

7.451,00

8.573,96

2.688,00

35.400,00

22.188,00

3.895,00

2.514,80 8.676,00 1.560,00 2.760,00 4.776,00 3.420,00 3.240,00 413,00

2.904,00 5.260,00

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18.666,00

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1.495,72

1.101,00

3.060,00


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gt gt gt gt gt gt gt 576,00

144,00

5.808,00 124.176,41 163.512,32

5.557,45

1.710,00

2.796,00 2.221,20

20-9-2011 CENTRO GIOVANILE PER LA MUSICA - Manutenzione ascensori ott-dic 2011

4-11-2011 CENTRO GIOVANILE PER LA MUSICA - Cablaggio sala informatica

Importi Affidati in nero e già Liquidati in Verde

270 18-10-2011 Materiali audio e video per sala prove e registrazione impegno di spesa

209

Totali

10-6-2011 Realizzazione di controsoffitto isolante fonoassorbente con applicazione quadri acustici a parete

25-5-2011 Impegno di spesa per cablaggio sala informatica

8-3-2011 Affidamento incarico professionale per progettazione insonorizzazione sala prove

8-3-2011 ACQUISTO ARREDI CASA DELLA MUSICA - IMPEGNO DI SPESA (Simon Gavina)

6-12-2010 Liquidazione degli incentivi per il responsabile del procedimento e collaborazione per centro gio. per la musica

2-12-2010 Realizzazione del centro giovanile per la musica 2° stralcio sistemazione fabbricati accessori liq di spesa

198 20-10-2011 Liquidazione spesa per realizzazione del controsoffitto isolante

179

120

106

46

61

200

199

378 31-12-2010 Acquisto arredi e attrezzature per il centro giovanile “casa della musica” prenotazione impegno di spesa

132

2-9-2010 CENTRO GIOVANILE PER LA MUSICA F. E P. APPARATI ILLUMINANTI (affidamento)

6-5-2010 Realizzazione centro giovanile per la musica SISTEMAZIONE FABBRICATI ACCESSORI

61

35

20-5-2010 Realizzazione centro giovanile per la musica RICHIESTA INTERESSI PER TARDIVO PAGAMENTO

Oggetto

sp

gt

gt

gt

gt

gt

gt

gt

gt

gt

sp

gt

gt

gt

gt

999,00

6.197,12

5.280,00

3.480,00

20.000,00

58.021,64

251,57

1.440,00

19.998,00

18.556,62

17.775,45

Affidamento Lavori

55.008,69

3.480,00

5.280,00

19.998,00

1.342,23

17.775,45

5.895,81

1.237,20

Liquidazione

Sotto sono elencate le determine riguardanti costi per il completamento degli interni e per servizi legati all’attività della struttura.

Ser Approvazione

spesi (in base ai documenti in nostro possesso). 991.812 spesi per la ricostruzione di un ex edificio colonico (abitazione + fienile) di circa 540 m quadrati; quindi circa 1.800 € al mq.

8-1-2010 Centro giovanile per la musica - fornitura e posa di GSM per ascensore

Data

Importo delle opere 768.418 € Costi di progettazione, direzione lavori e contabilità 159.465 € (più IVA più 36.246 € di ritenute). Costi per la sicurezza 21.850 € Per un totale di 991.812 € già

2

Tra il 2003 ed il 2010 gli amministratori che si sono succeduti alla guida del nostro Comune hanno speso molti soldi per la realizzazione del Centro della Musica. Ecco gli importi riassuntivi in nostro possesso.

DETERMINE relative a “Centro Giovanile per la Musica e le Attività Espressive”

138 5-07-2011 Accatastamento scuola “Italo Calvino” - liquidazione di spesa 141 5-07-2011 Realizzazione parete REI in cartongesso presso la scuola materna “Italo Calvino” - liquidazione di spesa 148 18-07-2011 Affidamento lavori di adeguamento e messa a norma impianto elettrico scuola media “P. Bagnoli” 153 3-08-2011 Manutenzione straordinaria scuole elementari pagamento diritti di tesoreria a vvff per rilascio CPI 158 8-06-2011 Affidamento lavori impianto idrico estinzione incendio Scuola “De Amicis” e Centro Alice 170 15-09-2011 Pagamento diritti di tesoreria per parere di conformità antincendio della scuola “De Amicis” 185 23-09-2011 Progettazione e realizzazione di impianto di segnalazione manuale per l’evacuazione incendi scuola “De Amicis” e Centro Alice Importi Affidati in nero e già Liquidati in Verde Totali


Riflessioni di metà Mandato Amministrativo IN UNA DEMOCRAZIA “FORMALE” di Massimo Monari

L

a nostra “avventura” politica comincia con l’intenzione di contribuire a migliorare l’amministrazione del paese in una dimensione locale, reale, non ideologica ma concreta. La realtà di una lista civica che al primo tentativo raccoglie il 21% dei consensi, dovrebbe fare riflettere i professionisti della politica locale, perché di sicuro, quelli non sono voti di scambio per grazie ricevute come potrebbe accadere in altre situazioni o in altri schieramenti politici, ma si tratta di voti che esprimevano ed esprimono perplessità sulla conduzione della cosa pubblica e la volontà di un cambiamento. L’atteggiamento della Maggioranza, fin dall’inizio del mandato, è quello di tentare di demolire con tutti i mezzi ciò che Consenso Comune pubblica, propone, offrendo punti di vista fuori dal coro come è accaduto recentemente con gli impianti a biomasse. Sempre nell’ottica di demonizzare e delegittimare Consenso Comune, è partita l’accusa di fare disinformazione quando abbiamo sostenuto che le scuole erano prive dei necessari certificati (la verifica da noi eseguita era corretta) come dimostrano i provvedimenti adottati dall’attuale Amministrazione pubblicati in questo giornale.

male ha ragione, ma la democrazia sostanziale, reale non viene rappresentata all’interno dell’aula, perché con un consenso al 38% il Sindaco è padrone assoluto del Consiglio Comunale dove siedono, grazie al premio di maggioranza, 11 Consiglieri più il Sindaco contro 5 di minoranza, la partita è impari, gli argomenti all’ordine del giorno passano tutti. L’osservatore esterno che assiste al Consiglio Comunale è paragonabile a un tifoso che si reca allo stadio per vedere una partita che ha il risultato già scritto, mancano solo i dettagli perché è sicuro che la squadra di maggioranza vincerà; questa è competizione? È confronto? È in situazioni come queste che si misura la forza, la validità e l’autorevolezza di una formazione politica che dovrebbe avere il coraggio di governare in modo aperto, non con la forza derivata da una legge elettorale che probabilmente, a breve, sarà cambiata e non con mezzucci di disinformazione e piccoli tranelli ma con aperture vere di dialogo, non dovrebbe temere il confronto vero, tanto la maggioranza rimane sempre.

A mio parere nella sede del Consiglio Comunale, dove si dovrebbero confrontare le idee senza preconcetti ideologici o elettorali, di fatto le decisioni su argomenti all’ordine del giorno hanno l’esito scritto e acquisito prima di entrare nell’aula a causa della legge elettorale che consente questo comportamento, a volte sembra che alcune decisioni siano suggerite da entità estranee ed esterne al Consiglio Comunale. Il Sindaco non perde occasione per comunicare che l’aula consigliare è la sede della democrazia; dal punto di vista for

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Informare i Gruppi di minoranza sull’ordine del giorno 5 giorni prima del consiglio come prevede il regolamento non è un invito al dialogo, perché ci sono argomenti complessi e articolati che non possono essere colti in tutte le loro sfaccettature in un così breve lasso di tempo. Un passo verso la democrazia reale con un pò di attenzione che vada oltre alle dichiarazioni ricorrenti che il Sindaco recita, come quella di essere il rappresentante di tutti, instaurerebbe un clima migliore, collaborativo e conveniente elettoralmente in modo particolare per la Maggioranza stessa. Confinare l’opposizione a un ruolo di controllo e critica porta inevitabilmente a focalizzare le disarmonie di decisioni che sono in maniera autoreferenziata definite dalla maggioranza eccellenti, favorendo un clima di contrapposizione che non permette di costruire. La situazione conflittuale porta a deleggitimare la politica come sta succedendo in campo nazionale, dove sembra che nessuno abbia contribuito alla crescita del debito dove purtroppo tutti rimangono ai loro posti delegando in modo meschino ad altri la risoluzione del problema. Definire una Amministrazione buona o cattiva è oggettivamente arduo perché le scelte sono soggettive, ma evidenziare gli sprechi (Centro della musica)… gli indebitamenti ventennali (piscina) e pensare che si tratti di cattiva amministrazione è possibile, come è possibile valutare non opportune le spese per tutti i bisogni voluttuari. Ma siamo davvero un paese eccellente o siamo un paese dormitorio su cui scaricare i servizi più sgradevoli di Comuni più forti economicamente e contrattualmente? Quale futuro ci attende ? Come facciamo ad andare oltre al paese dormitorio? Il gruppo “Amici del metro bosco” immaginava un paese immerso nel verde dove l’ambiente avrebbe richiamato investitori che avrebbero

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portato allo sviluppo, ma dopo l’avvento improvviso degli impianti a biomasse penso che questo non possa più avvenire. Non è facile per l’Amministrazione tracciare orizzonti di sviluppo realizzabili e credibili, per questo occorre onestà intellettuale, il coraggio della verità per costruire decisioni lungimiranti per i cittadini di San Pietro in Casale che attualmente, alla nascita, solo nell’ambito comunale, hanno uno zaino con 1.000 euro di debito a cui si sommano quelli dello Stato e il pendolarismo assicurato sia scolastico che lavorativo. A questo punto è doveroso fare una riflessione sulla democrazia, sulle elezioni, sui numeri, sui seggi, sulle elezioni future, tutte questioni importanti, che non dovrebbero diventare il motore principale delle scelte amministrative. Sarà possibile nel 2012 parlare con gli interlocutori politici locali in modo diretto, schietto senza bizantinismi, tatticismi, trappole oratorie, di San Pietro in Casale, dei problemi amministrativi e di quelli dell’ambiente, dei problemi dei giovani e delle persone più avanti nell’età, dei problemi delle scuole…... partendo da analisi oggettive senza preconcetti o verità già acquisite? A proposito di democrazia, segnalo che nel sito ufficiale del Comune, dove oltre alle molte informazioni utili per tutti i cittadini, ci sono comunicazioni a senso unico confezionate dall’Amministrazione in modo monopolistico che non lascia spazio a contradditori, informazioni o punti di vista diversi; intendo parlare della rubrichetta “voci di piazza”…… Potrebbero essere voci strumentali non verificabili; è democratico tutto questo? Mi auguro che il futuro ci porti ad atteggiamenti non formali ma sostanzialmente democratici perché l’alternativa è la sconfitta dei cittadini di San Pietro in Casale.

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L’agricoltura per il biogas è una necessità mentre il biogas, per l’agricoltura, potrebbe rappresentare un’ulteriore grave “spallata” a questo settore da tempo in crisi di Mirco Stracciari Da agricoltore quale sono voglio esprimere le mie perplessità rispetto agli impianti a biogas. Sarebbero condivisibili se, come previsto dalla normativa europea, funzionassero con materiali di scarto come liquami, patate e cipolle, magari una piccola quantità di mais, triticale o sorgo. Sarebbero più tollerabili se fossero attivate e gestite da agricoltori che impiegano con potenze proporzionate ai residui delle proprie attività, ma così come sono progettate e tenuto conto che spesso sono gestite da società neonate, non di tradizioni agricole, temo tanto che si tratti di una speculazione, di una corsa ai 15 anni di contributo e che non porteranno quei benefici prospettati. Ecco alcune considerazioni. > Quella derivata dal biogas, come energia alternativa, non è così vantaggiosa perché costa circa quattro volte il valore dell’energia convenzionale. Differenza di costo che paghiamo noi cittadini. Non è accettabile l’idea di coltivare e poi mettere a marcire delle colture che potrebbe essere destinate ad alimentazione animale o umana.

> La produzione di biogas, agli agricoltori che non intendono produrre mais, non porta benefici, anzi agli agricoltori che necessitano di terra per coltivare il foraggio per animali o grano si sono già visti aumentare il costo dell’affitto che è passato da circa 500 euro all’anno per ogni ettaro a oltre 1000, ed in alcune zone anche 1500 euro all’anno per ettaro. Il motivo di questo aumento si spiega con l’offerta al rialzo fatta dai gestori delle centrali a biogas che, grazie ai consistenti incentivi sono in grado di “strappare” i terreni alle altre colture, forzando e distorcendo l’equilibrio del mercato degli affitti. > La prolungata coltivazione di mais per le centrali a biogas, non porta benefici nemmeno alla terra stessa. Per quel tipo di coltura sono necessari trattamenti sempre più intensivi che non giovano alla terra. Il digestato solido, residuo della centrale a biogas, può essere cosparso nel terreno solo in quantità limitate perché, essendo basico, una quantità eccessiva potrebbe ostacolare l’assimilazione dei microelementi da parte delle piante.

> Un aspetto importante è quello del consumo di carburanti per le lavorazioni agricole. Per la lavorazione di un ettaro di terreno a mais, senza irrigazione, si consumano circa 250 litri di gasolio ai quali vanno sommati quelli consumati dai camion per il trasporto alle centrali e quelli dello smaltimento del digestato. > Voglio aggiungere che la coltivazione del mais per ricavarne biogas toglie disponibilità dei terreni ad altre colture come, per esempio il buon grano per uso alimentare. Ogni centrale da 1 mega Watt ha bisogno di terreno equivalente a 600 campi di calcio. Penso che tra 15 anni, quando saranno terminati gli incentivi, questi impianti saranno fermati ma nel frattempo potrebbero aver causato gravi scompensi all’ambiente ed all’agricoltura e se in questi anni si metterà in secondo piano la vera agricoltura quella delle professionalità eccellenti, riconosciuta nel Mondo con il marchio Made in Italy. Con questa politica del “coltivare energia” arriveremo a perdere definitivamente quella che è ancora una risorsa per l’Italia ovvero gli agricoltori, messi in ombra e poi schiacciati dalle colture non di pregio.

Se volete farvi un’idea della situazione potete visionare il servizio andato in onda il 10-4-2011 su RAI 3 e visionabile da www.report.rai.it selezionando “a tutto biogas”

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L’invasione delle BIOMASSE, concepite, autorizzate e gestite all’italiana, oltre ad essere potenzialmente dannosa per la salute umana ed ambientalmente inutile, sconquassa i delicati equilibri dell’agricoltura, garantendo profitti milionari a pochissimi. L’applicazione, tutta italiana, della condivisibile normativa europea. Un incentivo a favore degli agricoltori intercettato, prevalentemente, da società sostanzialmente prive di agricoltori. Una interpretazione della norma

I

l tema delle Biomasse ha un’origine molto distante nel tempo e nello spazio. Cercheremo di spiegare in sintesi l’origine di questo tema. Kioto 1997, la commissione riunita stabilisce che entro il 2020 in tutti gli stati industrializzati del mondo si dovrà consumare -20% di energia da fonti fossili (petrolio, carbone, metano) produrre -20% di CO2 e consumare +20% di energia proveniente da fonti rinnovabili (vento, maree, sole, geotermia, idroelettrico). Gli stati si attivano ed iniziano ad organizzare incentivi per chi realizza impianti di produzione elettrica. Per quanto riguarda il tema che stiamo trattando, poiché gli scarti di lavorazione agricola, per essere smaltiti generano un forte inquinamento dovuto al loro trasporto ed alla trasformazione, la Comunità Europea incoraggia gli agricoltori ad utilizzare sul posto gli scarti della propria attività ricavandone energia elettrica e

europea all’italiana, una regolamentazione all’italiana, autorizzazioni concesse all’italiana e controlli alla gestione che immaginiamo verranno eseguiti all’italiana con risultati drammaticamente all’italiana. termica e stabilisce che, per ogni kilowatt di elettricità prodotta, riceveranno un incentivo. In Germania esistono circa 6000 centrali a biomasse la cui singola potenza non dipende dalla smania degli agricoltori di incamerare l’incentivo previsto, ma dipende dalla quantità di scarti effettivamente prodotti dall’attività di ciascuna azienda agricola. Inizia ora la parte che riguarda l’Italia, quindi noi, a partire dalla traduzione dall’inglese all’italiano della direttiva europea e del principio ispiratore che, in questa fase vengono sensibilmente modificati. In sostanza mentre nel resto d’Europa, negli impianti a biomasse, si possono utilizzare unicamente gli scarti, in Italia, la normativa prevede che si possano utilizzare prodotti agricoli appositamente coltivati per essere trasformati in energia. Questa condizione fa saltare ogni legame tra potenza dell’impianto, quindi incameramento degli incentivi

Veduta di San Pietro in Casale

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e quantità di scarti agricoli da smaltire poiché in Italia è possibile coltivare gli “scarti” da immettere nell’impianto. Inizia una corsa alla realizzazione di impianti che vede protagonisti non tanto le numerose aziende agricole italiane bensì nuove società che dispongono di cospiqui finanziamenti. La potenza degli impianti in costruzione e quelli in attesa di autorizzazione è sempre di 999 kW, la potenza massima raggiungibile senza dover ricorrere alla Valutazione di Impatto Ambientale, obbligatoria invece per impianti di potenza superiore.

Iniziano gli squilibri.

1) Una centrale da 999 kW necessita di una quantità di mais coltivabile in un’area di circa 380 ettari. Le società di biomasse fanno incetta di contratti di affitto di terreni per assicurarsi la materia prima e potendo disporre di incentivi altissimi, per ottenere i terreni offrono ai legittimi proprietari affitti ben superiori alla media. Un ettaro di terreno agricolo poteva essere affittato per 500/700 euro all’anno mentre ora sono frequenti i casi in cui la società biomasse paga 1500 euro per l’affitto di quel medesimo ettaro di terreno. Questo salto di valori ha sbilanciato e creato seri problemi agli agricoltori che necessitano di terreno per la coltura di alimenti per l’allevamento di bovini e suini, i quali agricoltori, in pochi anni, si sono visti triplicare i costi di affitto. È vero che i proprietari di terreni potranno ricavare maggiori utili affittando la propria terra ma tutti gli altri agricoltori che invece necessitano di terreni per le proprie produzioni ne risultano molto penalizzati. Questa realtà è in netto contrasto con gli obiettivi che la Comunità Europea aveva espresso al fine di favorire l’agricoltura. 2) Il numero di autocarri che, nell’arco di un anno, dovranno raggiungere ogni centrale per alimentarla è stato stimato in circa 2000. Non serve molta immaginazione per rendersi conto dell’impressionante traffico di veicoli pesanti che inquinano, che consumano le strade e che costituiscono un pericolo. 3) Il bilancio energetico di una centrale è circa del 98%, significa che l’energia immessa attraverso vegetali, i combustibili necessari per la coltura del mais, il suo trasporto e le varie funzioni della

centrale stessa, tutto sommato costituisce il 100% dell’energia immessa e la centrale riesce a ricavarne solo il 98%, compreso l’acqua calda che si si ricava dal motore. Raramente le centrali nostrane riscono a sfruttare questa acqua calda che venendo lasciata raffreddare nell’ambiente determina un mancato sfruttamento dell’energia che abbassa ulteriormente il già poco vantaggioso 98% di rendimento. 4) Gli incentivi che una centrale riceve nei 15 anni di funzionamento non aiuteranno l’agricoltura locale ma invece andranno a gonfiare le tasche di chi ha costituito delle apposite società ed ha ottenuto finanziamenti molto agevolati per la realizzazione della centrale. 5) La macerazione della massa vegetale produce forti cattivi odori che attualmente, in prossimità delle centrali a biogas (Bondeno, Castenaso, ecc.) rende la vita dei residenti, a tratti, invivibile. Il problema è diverso per le centrali a combustione di biomasse dove la quantità di odori è inferiore ma si presenta il problema delle nano particelle che hanno un effetto devastante nel nostro corpo e sono una provata causa di cancro. È talmente irragionevole coltivare mais per macerarlo e ricavare gas metano, che alle persone più accorte è sorto il dubbio che l’utilizzo di queste colture possa verificarsi solo in una fase iniziale, qualche mese o anno, ma che successivamente questi impianti possano essere fatti funzionare con materiale organico che non deve essere coltivato o acquistato, ma che addirittura, oltre ad essere ottenuto gratuitamente, possa portare un ulteriore profitto. Mi riferisco ai rifiuti organici urbani che costituiscono una importante percentuale del totale dei rifiuti prodotti quotidianamente dai cittadini italiani. Questi rifiuti che sono composti da sostanze vegetali ed animali potrebbero generare una quantità di gas metano ben superiore a quella prodotta dal mais. Il loro utilizzo negli impianti a biogas sarebbe una soluzione molto economica per le società che li ritirano dai cassonetti in quanto non dovrebbero più pagare il conferimento nelle discariche e sarebbe un enorme vantaggio per i soci dell’impianto

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a biogas poiché avrebbero materia prima a costo zero. Per quanto assurda ed esagerata possa apparire questa ipotesi, trova la sua sensatezza negli ingenti vantaggi economici che produce e i fatti che si sono succeduti non ci tranquillizzano. Il materiale organico che viene immesso in una centrale a biogas (mais, sorgo, triticale, ecc.) una volta macerato, dopo aver prodotto gas metano, arriva ad una fase di esaurimento (non produce più metano) e viene espulso dal bio digestore e, in questo nuovo stato prende il nome di digestato. Il digestato di origine vegetale, viene indicato come ammendante per il terreno, utile all’agricoltura. In linea teorica la sua cosparsione sui campi completa un ciclo. Uno dei fatti accaduti, di cui i cittadini più informati si preoccupano, è una richiesta fatta da HERA a GAL.A - la società che gestisce la mega discarica di Galliera. In questa richiesta del LUGLIO 2011, Hera chiede di poter conferire (consegnare) tre nuovi tipi di rifiuto, precisamente del digestato di origine vegetale, del digestato di origine animale e del digestato misto. La cosa è estremamente sospetta. Se il digestato è un ammendante perché si chiede di portarlo in discarica? Se le centrali funzionano con vegetali da dove arriva il digestato di origine animale? In fine, il digestato misto potrebbe essere considerato il risultato dell’utilizzo dei rifiuti organici messi nei cassonetti da noi cittadini ed utilizzati per produrre energia? I progettisti delle centrali spiegano che un impianto progettato per funzionare con il mais non può funzionare con carcasse di polli morti, mentre gli industriali che le vogliono realizzare sostengono che qualora nascano per funzionare con mais non sono autorizzate ad utilizzare altre materie. Ma siamo in Italia dove fatta la legge trovato l’inganno. Durante un incontro pubblico tenutosi a Mascarino, alla domanda di un cittadino che chiedeva chiarimenti proprio sul tema delle autorizzazioni per l’impiego di materiali diversi da quelli autorizzati, la Consigliera Regionale Paola Marani, ex Sindaco del Comune di San Giovanni in Persiceto, ha risposto dicendo che sarebbe stato possibile integrare le tipologie di

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materiali con una semplice richiesta di autorizzazione dimostrando che quella strada è percorribile. Allora, alla luce di questi fatti, quale è il vero obiettivo di queste centrali? Perché la Regione EmiliaRomagna, inizialmente ha previsto un piano per la realizzazione di centinaia di centrali disseminate nelle provincie di Ferrara, Ravenna, Rimini, Cesena, Bologna e Modena? Hanno forse intenzione di realizzare impianti capaci di trasformare i rifiuti organici in energia? Le nostre province potrebbero diventare l’area di trasformazione e sfruttamento di rifiuti provenienti da tutta Italia? Questi sono alcuni dei dubbi che attanagliano noi cittadini.

È il comportamento degli Amministratori che non rassicura.

Quando si parla di temi come questo, tutti sanno che i cittadini -indipendentemente dalla propria ideologia politica- sono molto suscettibili, impiegano poco tempo ad allarmarsi, poco di più per irritarsi e arrivano presto alla collera. Ci si domanda per quale motivo gli attuali politici ed amministratori, certamente consci del fatto che le cose giuste non temono critiche, hanno deciso di non comunicare preventivamente quanto stavano per approvare. In tutti i comuni interessati dagli impianti a biomasse, sindaci ed assessori, se hanno anticipato qualcosa, lo hanno fatto in modo parziale, tardivo e chiaramente finalizzato a minimizzare e rassicurare. Non hanno considerato che non viviamo nell’ottocento e che oggi le notizie volano. Quando i cittadini sono stati informati dai comitati contrari agli impianti, anche attraverso i giornali, si è innescata la protesta e poi il contrasto. L’impressione generale è che le Amministrazioni abbiano tentato di “raggirare” i cittadini. Per quanto riguarda la centrale a Biogas della Cooperativa Motta e Bosco (foto sotto), è giusto sapere che questi Amministratori hanno immediatamente espresso parere favorevole senza avanzare nessuna richiesta restrittiva a generale garanzia della popolazione ed in particolare a tutela di chi vive a Maccaretolo.

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Perché i cittadini si battono contro l’invasione degli impianti a Biomasse e Biogas? In questa pianura, già fortemente inquinata, dove è elevata l’incidenza di malattie riconducibili alla contaminazione ambientale, non sono tollerabili nuove fonti di inquinamento che noi cittadini percepiamo come un attentato alla salute. Non è tollerabile che ci sia il benestare della politica che si presta, apparentemente senza scrupoli, ad assecondare chi, da questa attività trae cospicui vantaggi...

P

er capire meglio i pensieri e le emozioni che spingono i cittadini a battersi perché non vengano realizzate le centrali a Biomasse e a Biogas credo sia opportuno considerare il quadro generale. Prima di tutto sappiamo che le centrali a Biomasse, quelle che funzionano bruciando tonnellate di materia organica, nella fase di combustione produco-

no micro e nano polveri che, in mancanza di metodi efficaci per filtrarle e fermarle, in massima parte vengono immesse nell’ambiente. Queste micro e nano polveri che entrano facilmente nel nostro corpo, anche e soprattutto attraverso gli alveoli polmonari, sono composte da metalli ed altri elementi che l’organismo non riesce ad espellere o neutralizzare e nel

tempo diventano probabile fonte di malattie tumorali. Le centrali a Biogas non bruciano materiale organico ma utilizzano il gas -prevalentemente MA NON SOLO metano- prodotto dalla “macerazione” di grandi quantità di biomasse per far funzionare un grande motore a cilindri che, facendo ruotare un generatore, produce elettricità. In questo tipo di impianti, la produzione di micro e nano polveri è sensibilmente inferiore rispetto agli impianti a combustione diretta di Biomasse. Il problema serio degli impianti a Biogas è che, oltre al metano, la “macerazione” del materiale organico produce vari tipi di gas che, legandosi con molecole di metano, originano componenti tossici e cancerogeni, molto dannosi per l’ambiente e per la salute - come indicato in un documento stilato da un’importante azienda produttrice dei motori impiegati nelle centrali a biogas-. In quello stesso documento viene evidenziata la diversità con cui la normativa italiana prende atto del problema delle NMHC e di come la stessa normativa non preveda né il controllo né la riduzione di tali sostanze tossico-cancerogene (vedi pag. 34). L’italia è quell’area della Terra che, forse più di ogni altro luogo

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al Mondo, sembra essere popolata da furbi impostori, persone senza scrupoli, opportunisti cinici e determinati, affabulatori capaci di qualsiasi menzogna, criminali impuniti, truffatori onorati e riveriti, irresponsabili con cariche di responsabilità, incapaci con incarichi strategici. È tutto italiano il detto “fatta la legge.. trovato l’inganno”. Ricordiamo qualche episodio emblematico. L’etanolo nel vino, il poco cemento nelle costruzioni crollate con il terremoto, i titoli azionari venduti quando non valevano più nulla, falsi specialisti e falsi medici anche ospedalieri, falsi avvocati, falsi corsi di formazione, false fatturazioni per truffare l’erario, automobilisti truffati da Autovelox clonati in tutta Italia, i tanti casi di bancarotta fraudolenta, falsi “gratta e vinci” a Ferrara, magari non sono in tema ma sono emblematici gli

scandali nel gioco del calcio e nel ciclismo, “Ancora uno scandalo nella sanità piemontese”, “Scandalo sanità a Milano, altri 300 medici coinvolti”, “In Italia si conta un illecito ambientale ogni 43 minuti” (fonte: www.ecoo.it) Per finire con il Sig, Scotti della nota azienda produttrice di riso che è stato arrestato assieme ad alcuni funzionari del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), a quanto sembra, per aver bruciato nel suo impianto di combustione di Biomasse, oltre agli scarti della sua azienda, anche altro materiale organico proveniente dai rifiuti solidi urbani. Questo triste e vergognoso quadro descrive, purtroppo, l’ambiente sociale e culturale in cui tutti noi viviamo, che mina alla base la nostra fiducia nelle organizzazioni economiche, industriali, sociali e politiche del nostro paese. È con questo spirito di motivata diffidenza che una

parte di cittadini si avvicina al tema degli impianti a Biogas e a Biomasse. Non si tratta di un rifiuto preconcetto a questo tipo di tecnologie ma della manifestazione di una quasi totale sfiducia in chi intende realizzare gli impianti, in chi dovrebbe esaminare e valutare attentamente prima di autorizzarli, in chi dovrà controllare il corretto funzionamento, in chi dovrebbe sanzionare e far cessare le irregolarità e, per finire, la mancanza di fiducia nelle autorità che dovrebbero tutelare la salute di noi cittadini ma che ci appaiono troppo legate al potere politico per essere credibili ed affidabili. Poiché stiamo affrontando argomenti che possono incidere drammaticamente sulla salute nostra e dei nostri figli, che possono danneggiare la qualità della vita nostra e dei nostri figli non ci possiamo permettere di sottovalutarne la gravità delle possibili conseguenze.

I principali inquinanti atmosferici indicati dall’ARPA

le pagine a seguire dagli elaborati della olandese TEMIS sulla base di dati forniti dall’ESA (Ente Spziale Europeo). Le emissioni antropogeniche (generate dalle attività umane) di Biossido di azoto (NO2) sono principalmente derivate da processi di combustione (veicoli, centrali termiche, riscaldamento domestico). Il Biossido d’azoto, che presenta una tossicità decisamente superiore al monossido, è un gas fortemente reattivo, ritenuto tra gli inquinanti atmosferici più pericolosi in quanto irritante per propria natura. Esplica questa azione a livello delle mucose delle vie respiratorie, sia a livello nasale che bronchiale ed è inoltre precursore, in presenza di forte irraggiamento solare, di una serie di reazioni secondarie che determinano

la formazione di tutta quella serie di sostanze inquinanti note con il termine di “smog fotochimico”. Relativamente agli aspetti ambientali, gli ossidi di azoto intervengono nella formazione di piogge acide con conseguenti danni alla vegetazione a seguito di un impoverimento dei terreni di ioni calcio, magnesio, sodio e potassio e contemporanea liberazione di ioni metallici tossici per le piante, mentre per quanto riguarda le problematiche igienico-sanitarie, le conseguenze più frequenti sono riconducibili ad irritazioni e patologie a carico dell’apparato respiratorio, in particolare nei soggetti asmatici, con diminuzioni delle difese polmonari e conseguente insorgenza di bronchiti, allergie ecc..

(Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente) ____________________________ • Monossido di carbonio • Biossido di zolfo (SO2) • Biossido di azoto (NO2) • Benzene • Ozono • Polveri sottili • Idrocarburi Policiclici Aromatici (benzo(a)pirene) Tra le varie sostanze segnalate da ARPA , abbiamo considerato illustriamo il NO2 poiché rappresenta un importante indicatore delle aree più inquinate del pianeta, così come evidenziato nel30

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SEGNI CHE CI INDUCONO A DUBITARE E AD OPPORCI Seguiteci in questa breve analisi degli eventi, della comunicazione, della rappresentanza e dell’azione diplomatica. Mentre in Germania gli impianti sono prevalentemente ad ausilio delle attività agricole -come nello spirito dalla Comunità Europea-, qui in Italia si stanno realizzando tanti impianti da 1 megawatt. In tutti questi casi non possiamo credere che si tratti delle piccole e grandi aziende agricole che risolvono un loro problema di smaltimento di scarti e di rifiuti, ma avendo effettuato delle visure camerali, abbiamo potuto constatare che si tratta prevalentemente di società appena costituite che intendono sfruttare la normativa italiana che prevede incentivi, per realizzare degli impianti che

producono energia elettrica e guadagnare ingenti capitali. Se queste società si fossero presentate alla popolazione mostrando i progetti, le caratteristiche dell’impianto, parlando delle problematiche ma anticipando la strada che avrebbero percorso per risolverle ancor prima di chiedere le autorizzazioni, dando a noi cittadini copia dei progetti per consentirci di valutare le soluzioni tecniche a garanzia della nostra salute e qualità di vita, se ci avessero rassicurato sul pieno controllo delle emissioni in atmosfera, magari attraverso un sistema adottato negli impianti presenti in Germania che, tramite Internet, permette a qualsiasi cittadino di controllare i livelli delle amissioni, aggiornati ogni 5 o 10 minuti, se avessero fatto una qualsiasi di queste cose noi ci saremmo posti in maniera diversa nei loro confronti. Non lo hanno fatto!

Perché? Se una società ha intenzione di fare le cose “bene”, senza arrecare nessun tipo di danno ad alcuno, immaginiamo che sarebbe la prima a sentirsi spinta a creare un rapporto con i cittadini; per chi non ha nulla da nascondere la migliore arma di persuasione è la piena trasparenza; questo lo capisce anche un bambino. Queste società hanno inoltrato le proprie richieste di autorizzazione agli enti territoriali come Comune o Provincia senza prendere contatto con la popolazione locale. Questo è il primo passo sbagliato che hanno compiuto perché ci hanno indotto a pensare che si tratti di società che hanno paura ad annunciare i propri intenti, che non hanno la coscienza pulita e che sono disposte a calpestare tutto e tutti pur di fare profitti. Di una società che si comporta in questo modo possiamo fidarci?

L’immagine della Terra i cui sono evidenziate le aree con maggiore inquinamento. A destra si nota la vasta area della Cina compresa tra le città di Pechino e Shanghai. Nel Sud dell’Africa è evidenziata l’area di Pretoria e Johannesburg. Negli Stati Uniti l’area maggiormente inquinata dalle NO2 corrisponde pressappoco agli Stati di New York e Pennsylvania.

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Poiché un impianto costa di più, quanto più è tecnologicamente avanzato ed accurato, sospettando che queste società vorranno massimizzare i profitti contenendo il più possibile i costi, potremo mai credere che gli impianti saranno realizzati e gestiti in modo tale da non arrecare danno alla popolazione? A Rubizzano abbiamo un caso che rappresenta alla perfezione questo concetto. Quando l’8 maggio 2008 ci siamo recati nel costruendo impianto di compostaggio di Finale Emilia, abbiamo visto una struttura che non aveva nulla in comune con quella dell’impianto di compostaggio che si trova a Rubizzano. Vedendo le foto a lato, chiunque può rendersi conto delle differenze anche di costo. A Finale Emilia hanno speso in-

genti capitali per realizzare un impianto in regola con tutte le emissioni e pertanto cominceranno a guadagnare più tardi, mentre a Rubizzano sembra che l’impianto sia stato ricavato da un magazzino agricolo nato per servire a scopi assolutamente diversi, quindi, grazie alla mancata edificazione di una struttura specifica hanno probabilmente speso meno e per questo, con ogni probabilità, hanno cominciato a guadagnare molto presto. A Rubizzano solo da un anno a questa parte sembra che la società proprietaria stia investendo in adeguamenti, per cui in tutti gli anni precedenti il profitto è stato probabilmente massimizzato. Una struttura apparentemente così inadeguata che in questi anni ha danneggiato la qualità della vita di chi vi abita vicino

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Nell’immagine 1 l’impianto di compostaggio aerobico di Rubizzano della Compagri che diventerà un impianto a biogas. Si notano le strutture consistenti in quelli che sembrano comuni magazzini. Nelle immagini 2 e 3 è visibile l’impianto di compostaggio anaerobico (in costruzione) realizzato a Finale Emilia costituito da una struttura appositamente ingegnerizzata.

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e che ultimamente sta creando problemi anche agli abitanti di San Pietro in Casale, la cui proprietà sembra aver dato inizio ai lavori di adeguamento solo perché costretta dalle tante azioni di protesta del “Comitato San Pietro e Rubizzano senza la puzza”. Ecco l’esempio più classico e negativo a cui facevo riferimento ad inizio articolo: un’azienda che da anni sta facendo profitti senza rispettare le persone, che solo ora spende per ridurre la puzza, che nessuna autorità ha potuto o voluto mettere in condizione di risolvere il problema della puzza prima di oggi, una società che non è mai stata sanzionata per i disagi a cui ha condannato molte persone ma che ha ottenuto le autorizzazioni per ampliare la propria attività ancor prima di aver risolto il problema della puzza. Il detto “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno” per quanto mi riguarda, in questo caso diventa: “per colpa di tutti i furbi e truffatori italiani e per colpa del comportamento, a mio avviso, prepotente ed irrispettoso di chi gestisce l’impianto di compostaggio di Rubizzano, di certo non ci fidiamo di queste società che hanno già sbagliato le prime mosse e che siamo più che certi che pur di guadagnare ci faranno vivere i prossimi 15 anni nella puzza di cadavere ed esposti a sostanze tossiche, nocive e cancerogene, anche se i politici di ogni grado ci vogliono convincere che è una cosa giusta, sana ed inevitabile” L’insalubrità e la pericolosità delle sostanze emesse dagli impianti a Biogas è documentata e certa. La normativa tenta di contenere l’esposizione della popolazione entro quantità di emissioni considerate “accettabili” o di cautela ma l’insidia rimane.


Negli ultimi mesi, durante i numerosi incontri sul tema delle Biomasse, si sono presentati a parlare quasi esclusivamente dei politici. Sindaci, assessori provinciali, assessori regionali, qualche tecnico dell’Ausl (sarà o non sarà politicizzata?) e qualche tecnico dell’Arpa (Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente) o tecnici incaricati dalla società proponente.

Immagine 1

SITUAZIONE IERI E OGGI

Nel contesto del 37° Congresso Nazionale della Società Italiana Tumori, svoltosi a Bologna tra il 24 ed il 26 Novembre 2011, il Prof. Davide Degli Esposti - Unità Operativa Biochimica e Biologia Molecolare - Hòpital Paul Brousse - Parigi, Francia, ha esposto una panoramica sul tema “Tumori ed ambiente”: “Già gli Egizi, i Greci ed i Latini erano a conoscenza del Cancro ma solo nel ‘900 la malattia assunse una condizione Epidemica. È evidente che gli stili di vita e l’ambiente hanno un impatto nella dimensione della patologia. Nel 2008 i nuovi casi di cancro al Mondo sono stati circa 12milioni di cui 7,5milioni i morti e si prevede l’aumento del cancro nei prossimi anni. La conoscenza che l’esposizione ha effetto sull’incidenza del cancro ha circa 200 anni. La prima osservazione scientifica avvenne a fine ‘700 quando un chirurgo londinese, Percival Pott, osservò che gli spazzacamini che erano normalmente esposti alla fuliggine, mostravano una alta incidenza di un tumore molto raro che era il cancro allo scroto. Solo agli inizi del ‘900 venne confermata la correlazione e nei primi 30 anni del ‘900 vi fu una grande attenzione da parte di tutta la comunità scintifica per quanto riguardava l’eziologia (lo studio e

Nell’immagine 1 l’Europa e parte dell’Unione Sovietica in cui viene evidenziato il valore del NO2 presente nell’atmosfera. Le aree in rosso, quelle con maggiore concentrazione di NO2 si trovano nelle regioni del Belgio, dei paesi Bassi ed in parte della Germania. La Spagna presenta valori alti nell’area di Madrid, in Francia è Parigi ad avere i valori più alti: In unione Sovietica è l’area della città di Mosca ad evidenziare un forte inquinamento.

Immagine 2

Nell’immagine 2 l’Italia in cui i livelli di NO2 sono massimi nella parte nord della Pianura Padana. Le zone maggiormente inquinate vanno da Como a Treviso a Portogruaro. Sono interessate le regioni a Nord del Po, nelle quali si registrano i valori massimi mentre nelle regioni a Sud del Po si rilevano valori molto alti. Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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l’approfondimento sul motivo per cui alcuni eventi o processi si verificano) ambientale del cancro; furono evidenziati gli effetti cancerogeni di idrocarburi policiclici, dell’arsenico, di agenti fisici come i raggi ultravioletti e c’erano report in cui si sottolineava come le cause ambientali risiedessero nelle condizioni di vita e potessero quindi essere evitate cambiando le condizioni di vita stesse. Per le sfide del presente è importante che per la prevenzione primaria si diminuisca l’esposizione agli agenti cancerogeni, specie per la fascia dei bambini e degli individui più vulnerabili. In Italia c’é un aumento dell’incidenza dei tumori infantili del 2% all’anno. Grazie al miglioramento delle terapie, circa il 75% raggiunge l’età adulta ma se eliminassimo le cause primarie di cancro non miglioreremmo solo la situazione della popolazione pediatrica ma riusciremmo a migliorare anche la qualità di vita futura. Queste evidenze sono state confermate sperimentalmente in diversi studi dall’Istituto Ramazzini come, per esempio, quelli sul Cloruro di Vinile, l’Alcol etilico, l’Acetato di Vinile e l’Aspartame in cui si dimostra come l’esposizione durante la vita fetale sia un fattore chiave per l’aumento delle incidenze. In effetti l’esposizione a sostanze di questo tipo induce un aumento di linfomi e leucemie nei ratti femmina indipendentemente dall’inizio dell’esposizione, ma quando l’esposizione inizia durante la vita fetale, l’aumento di incidenza passa dal 18% al 31% e l’insorgenza è anticipata. Questi studi dimostrano come l’eliminazione di fattori cancerogeni durante la vita fetale può portare alla

diminuzione di oltre il 40% dell’incidenza delle leuceme nell’età adulta. Negli ultimi dieci anni abbiamo compiuto molti progressi nello studio della relazione tra genoma umano ed ambiente. A seguto di studi sono stati trovati circa 150 regioni associate ad una aumentata suscettibilità individuale in circa una ventina di tumori specifici. Il messaggio di sanità pubblica che viene da questi studi è che probabilmente la popolazione con suscettibilità genetica a cancro è più ampia di quello che ci siamo figurati fino ad ora, quindi è necessario prendere in considerazione questi fattori per definire dei limiti di esposizione e contaminazione ambientale più stringenti in modo da proteggere l’intera poplazione”.

RICHIESTE PER IL FUTURO

Vorremmo che i Politici-Amministratori, locali, nazionali e mondiali, prima di prendere qualsiasi decisione, prendessero la sana abitudine di ragionare con il cuore e la smettessero di decidere in funzione di calcoli, statistiche e cifre. Ragionando con la calcolatrice, prima o poi, si finisce per calpestare dei diritti fondamentali, come per esempio il diritto alla salute. Si rischia di innescare meccanismi irreversibili a danno di tutti. La nostra richiesta è che i Politici-Amministratori prendano veramente coscienza delle proprie responsabilità e capiscano se stanno sbagliando prima di sbagliare, non si prestino a speculazioni tanto pericolose e, se non sono in grado di soddisfare queste nostre richieste, se ne vadano.

Rubizzano

Con questo simbolo è indicata l’area dove la AGROEN Pancaldi vorrebbe realizzare un impianto a Biogas da quasi un Mega Watt. Si troverebbe a circa 400 m dal centro di Rubizzano.

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Nella pianta sono raffigurate le regioni europee diversificate dal colore in funzione dell’incidenza dei Tumori maligni della laringe, trachea, bronchi e polmoni. Mortalità standardizzata per età nei maschi di tutte le età. Eurostat 1994-1996

C

on il termine “energie rinnovabili” si comprendono quelle forme di energia generate da fonti di energia che hanno la particolarità di rigenerarsi e non sono “esauribili” e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Le “rinnovabili” sono fonti energetiche alternative alle tradizionali fonti fossili e molte di esse hanno la prerogativa di essere anche “pulite” ovvero di non immettere nell’atmosfera sostanze nocive e/o climalteranti quali ad esempio la CO2. Tra le fonti rinnovabili “pulite” si contano quelle derivate dal sole, dal vento, dal mare e dal calore della terra ma NON le biomasse. Le biomasse, inserite tra le energie rinnovabili, possono essere sia a combustione diretta che a biogas. Gli impianti a combustione diretta emettono sostanze considerate altamente tossiche e cancerogene mentre gli impianti a biogas ricavano gas, prevalentemente metano, dalla fermentazione di materia vegetale ed animale; il gas composto prevalentemente da metano alimenta un motore a cilindri che, facendo ruotare un generatore, produce elettricità. La combustione del Biogas da parte dei motori produce le sostanze indicate qui a destra.

Grafico che evidenzia come il Biogas contenga una alta percentuale di gas diversi dal metano. Composizione tipica del Biogas. dove Methan = Metano, CO2 = Anidride Carbonica, N2 = L’Azoto molecolare (N2, composto di due atomi di azoto) è un gas incolore, inodore, insapore e inerte che costituisce il 78% dell’atmosfera terrestre (è il gas più diffuso nell’aria); O2 = Ossigeno molecolare, altro. Durante la combustione nella camera di scoppio dei motori, ad alte temperature, le molecole di azoto (N2) si dissociano in azoto atomico che risulta invece estremamente reattivo a contatto con ossigeno (a sua volta atomicamente dissociato) portando alla formazione di NO. La sigla (NOx) identifica in modo collettivo gli Ossidi di azoto che si producono come sottoprodotti durante ogni combustione che avvenga utilizzando aria. Gli ossidi di azoto sono considerati sostanze inquinanti dell’armosfera. Alcuni di essi in presenza di radiazione solare possono reagire con l’ossigeno formando ozono e altri composti del cosiddetto smog fotochimico se in presenza anche di idrocarburi incombusti (HC). Il triossido ed il pentossido di azoto sono solubili in acqua e con l’umidità atmosferica possono formare acido nitroso e acido nitrico, entrambi presenti nelle cosiddette “piogge acide”.

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Alberghini - “Poniamo il caso che la popolazione sia all’80% contraria agli impianti a biomasse, lei cosa fa?” Brunelli - “Io continuo ad andare avanti, le prossime elezioni possono cambiare tranquillamente il voto!” di Marco Alberghini

l 13 ottobre 2011, presso il Comune di San Pietro Imissione in Casale si è tenuta la terza riunione della Comtemporanea per il monitoraggio degli im-

pianti di produzione d’energia da fonti rinnovabili e trattamento rifiuti di cui, qui di seguito, riportiamo fedelmente un dialogo avvenuto fra tre componenti della Commissione ed il Sindaco Brunelli. (riferimento audio-registrazione 2:03:48) Domanda rivolta al Sindaco Brunelli, da parte di una Prima componente della Commissione: “L’Amministrazione Comunale ha un orientamento favorevole sulle biomasse?” Brunelli: “Ma certo che abbiamo un orientamento favorevole, scusatemi, io c’ho un orientamento favorevole, favorevole in generale sulle biomasse”. Prima componente: “Questo orientamento favorevole è determinato da un’indagine attraverso la popolazione del Comune o è un’orientamento personale?” Brunelli: “Un orientamento personale, di questa Amministrazione! Ma stiamo scherzando?” Prima componente: “L’orientamento personale dovrebbe essere messo da parte ad un certo punto perché l’Amministrazione Comunale è rappresentativa della cittadinanza, se una quantità X della cittadinanza è contraria a questo genere di impianti, l’Amministrazione Comunale si deve far portavoce non solo della maggioranza del 50% della popolazione che dice sì agli impianti, deve farsi portavoce anche di quella parte della popolazione che dice no, in eguale misura”. Brunelli: “Ci sono organi eletti con una democratica situazione che hanno l’indicazione, dal voto popolare, di andare avanti, dopodichè, come dico spesso, passati cinque anni, noi tutti Consiglieri Comunali ci dobbiamo rimettere al voto e qualcuno deciderà di conseguenza”. Prima componente: “Ma questo argomento non era in auge qualche tempo fa”. Brunelli: “Fa lo stesso, fa lo stesso, su questa stessa 36

base perché non posso dire le stesse cose a Berlusconi? Non funziona così, mi piacerebbe poter dire a Berlusconi vattene da lì perché stai facendo delle cose... o vattene... o fai le cose che dico io perché la maggior parte dei cittadini vorrebbe qualcosa di diverso, ma purtroppo non funziona così. Finché il Governo tiene, quella situazione terrà e lui potrà fare quello che vuole e qui, da questo punto di vista è la stessa identica cosa.” Prima componente: “Io non la vedo così: “potrà fare quello che vuole” è una considerazione ottusa perché se io sono a capo di un’Amministrazione Comunale e faccio quello che voglio, non faccio il bene dei cittadini, non devo fare quello che voglio, devo fare quello che è in coscienza della maggior parte dei cittadini”. Brunelli: “Non è così, no, non funziona così, non è il mio mandato, io ho avuto una delega a fare determinate cose, se dovessi essere conseguente a questo, nel mio Mandato Amministrativo che hanno votato, c’era scritto delle cose sulle energie rinnovabili, poi stanno succedendo altre cose, però...” Secondo componente: “Posso farti una domanda? (al sindaco Brunelli) Nel Programma Elettorale di questa Amministrazione, l’Energia rinnovabile e le Biomasse, c’é nel programma?” Brunelli: “Assolutamente Si!” (riferimento audio-registrazione 2:17:21) Alberghini: “Poniamo il caso che la popolazione sia all’80% contraria agli impianti a biomasse, lei cosa fa?” Brunelli: “Io continuo ad andare avanti, le prossime elezioni possono cambiare tranquillamente il voto!” >> Letto questo dialogo, purtroppo devo dire che nelle Linee Programmatiche di Mandato non si trova nessun riferimento alle Energie rinnovabili ed alle Biomasse. >> Nel Programma “Le tue Idee per San Pietro in Casale” diffuso dalla Lista “Progetto per San Pietro

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in Casale 2009” in occasione delle elezione del 6 e7 giugno 2009, non si trova traccia di quanto detto dal Sindaco Brunelli su Energie rinnovabili e Biomasse. >> Anche nel numero di giugno 2009 di Orizzonti non si trova nessun accenno alle Energie rinnovabili o alle Biomasse. Chiunque può verificare i tre documenti pubblicati all’indirizzo http://marcoalberghini.wordpress.com/

Noi di Consenso Comune, purtroppo, non siamo sorpresi dalla evidente differenza tra quanto affermato dal Sindaco Brunelli e quanto effettivamente riscontrato nella realtà, quello che ci colpisce e ci indigna è l’atteggiamento di superiorità e di presunzione che spesso lo accompagna.

L

’articolo 1 dello Statuto Comunale - “Ruolo e finalità del Comune” - al comma 6, lettera F, dice:

«Il Comune uniforma la propria azione ai seguenti principi e valori: difesa dell’ambiente e della qualità della vita, tutela del territorio come bene da preservare».

Il Sindaco ha il dovere di tutelare la qualità della vita e l’ambiente dove vivono i cittadini che lo hanno eletto e, chiaramente, a loro deve rispondere. Il Sindaco Roberto Brunelli, il 23 dicembre 2010, ha sottoscritto, accettandolo, l’accordo per la riconversione dell’area ex zuccherificio che prevede la realizzazione di almeno quattro centrali (un biodigestatore per la produzione di energia elettrica e termica, un impianto di spremitura di olii vegetali per la successiva combustione e produzione di energia elettrica e termica, una caldaia a combustione di biomasse con turbina per la produzione di energia elettrica e termica, un pirogassificatore che attraverso una particolare forma di combustione di materiale genera energia termica e successivamente elettrica, ed infine un impianto fotovoltaico). A parte l’impianto fotovoltaico si tratta di impianti che funzioneranno bruciando tonnellate di materiali vari o ricavando gas metano dalla decomposizione delle materie organiche. Progetto ben diverso da quello originario di produzione di contenitori per alimenti in cellulosa biodegradabile, per cui questa maggioranza si era impegnata durante la campagna elettorale. Riportiamo dal programma di Brunelli: «Il consolidamento degli insediamenti pro-

duttivi deve privilegiare le attività che offrono lavoro stabile, che danno spazio alla ricerca, che puntano sull’adozione di processi innovativi a basso impatto ambientale e a basso consumo energetico». Continuava: «...arrivare alla completa bonifica delle aree ex zuccherificio- e alla destinazione di esse ad attività commerciali per prodotti non alimentari, verificandone la compatibilità con l’assetto ecologico complessivo dell’area». Durante il Consiglio Comunale del

26-11-2010 il Sindaco ha illustrato ai Consiglieri la situazione della SFIR ed ha chiarito che «Nella mia

sollecitazione, che ho fatto in quella giornata, ho detto che questa Amministrazione è pronta a qualsiasi ragionamento all’interno di quel comparto, poiché ovviamente quello richiesto sia tutto ed esclusivamente di tipo manifatturiero industriale, o legato comunque ad esso; non siamo ovviamente disponibili ad altre forme alternative, però chiediamo in questo caso un rispetto dei tempi, vincolato alla firma di qualsiasi altra situazione». Il Sindaco Brunelli, soli

27 giorni dopo firmava l’accordo di riconversione di quell’area in cinque impianti di cui tre a combustione di biomasse. Capite la nostra grande difficoltà nel rapportarci con questo gruppo dirigente? Perché dicono una cosa e poi fanno quello che gli pare. Stanno “tradendo” -politicamente- soprattutto i propri elettori. Nelle Linee Programmatiche di Mandato di questa Amministrazione, condivisibili, al punto che noi di Consenso Comune le abbiamo votate, il Sindaco Brunelli, in tema di Partecipazione, Trasparenza e Comunicazione ha preso questo impegno: «Un’efficace politica della comunicazione deve essere capace anche di ascoltare, per capire, per consentire all’amministrazione di governare meglio assieme alla comunità e per verificare il livello di soddisfazione dei cittadini stessi»; benissimo. Quando il 23 dicembre

2010 Brunelli ha sottoscritto quell’accordo aveva consultato ed ascoltato i cittadini di San Pietro in Casale per sapere se fossero d’accordo con quella decisione? Dopo l’esperienza disastrosa lunga otto anni che dal compostaggio di Rubizzano ha appestato l’aria e la nostra vita, veramente pensava di fare una cosa giusta per noi cittadini di San Pietro in Casale dando il via a quegli impianti? A mio avviso, il Sindaco Roberto Brunelli ha politicamente tradito i propri elettori in quanto ha ottenuto i voti con un programma e una volta eletto ha fatto ciò che gli pareva senza consultare la popolazione. Ecco perché lo riteniamo politicamente inadeguato ed inaffidabile, come avevamo già scritto nel numero di SOS Comune di agosto 2010. Pensiamo che il Sindaco Brunelli non ha il mandato per prendere tali decisioni senza aver prima informato approfonditamente la popolazione e poi aver attivato una consultazione popolare capillare. Lo Statuto Comunale, all’art.9 prevede la Consultazione Popolare, al comma 2 si legge: «La consultazione popolare può essere promossa dalla Giunta (Sindaco ed Assessori), dalla maggioranza dei componenti il Consiglio Comunale .....». Non ci risulta

che il Sindaco e tantomeno i Consiglieri di maggioranza abbiano manifestato l’intenzione di consultare i cittadini, anzi, l’atteggiamento con cui stanno gestendo questa emergenza, dà la netta impressione che, in fondo, non vogliano essere vincolati nelle “proprie” decisioni, magari proprio da un parere negativo degli stessi cittadini. Se avessero vo-

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luto, avrebbero potuto consultare la popolazione, magari attraverso un breve questionario, inserito senza costi, sul giornale comunale l’Orologio. >> È inaccettabile che un Sindaco, pur avendo un mandato di governo si dimostri tanto disinteressato ed indifferente rispetto al pensiero ed alle volontà dei cittadini. È evidente che non gli interessa ciò che pensano i cittadini che lo hanno eletto. Dove sono finite le promesse di “ascolto dei cittadini” fatte durante la campagna elettorale? Il Sindaco Brunelli afferma che, in pratica, decide in piena autonomia e dà per scontato che il suo operato sarà giudicato solo nel 2014, quando si voterà il nuovo Consiglio Comunale ed il nuovo Sindaco. Credo, invece, che per temi come questo, così delicato e basilare, sia giusto e “democratico” che un Sindaco consulti la popolazione prima di prendere qualsiasi decisione perché gli impianti, una volta realizzati potrebbero condizionare il nostro territorio per almeno 15 anni.

ha pronunciato i termini “centrali” o “biomasse” e tantomeno la potenza di 1 megawatt, è riuscito a non pronunciare il termine “combustione” forse lo ha evitato perché avrebbe spaventato. Ha detto produrre energia con strumenti alternativi, biogas, olio di colza (due immagini abbastanza rassicuranti poiché tutto ciò che è bio è buono e naturale e perché l’olio riporta a qualcosa di naturale) ma non ha detto bruciando olio di colza o facendo imputridire materiale organico. Non ha citato né l’impianto di pirogassificazione né l’impianto a cippato che appena un mese dopo ha avallato. Poi, forse per imprimere maggiormente l’impressione di un Polo poco più che sperimentale, ha aggiunto «nello

Il Sindaco Brunelli, a mio parere, è stato poco chiaro anche con i Consiglieri di maggioranza. Dal verbale del Consiglio Comunale del 26-11-2010 (un mese prima che sottoscrivesse il progetto di riconversione con la SFIR), ecco come il Sindaco BRUNELLI descrive il progetto della stessa Sfir, alternativo a quello di uno stabilimento che doveva produrre vaschette biologiche per derrate alimentari;

nucleo dovrebbe poi dare elettricità, calore, anche alla parte di insediamento produttivo che è prevista nel PSC attuale». Non si è mai sentita nessuna per-

«Come stavo dicendo, però (la Sfir) ha presentato questo progetto alternativo, che fa perno su un nucleo di produzione di materiale per le nuove tecnologie ecosostenibili. In sostanza avrebbero realizzato un cuore vero e proprio di stabilimenti che possano produrre energia con strumenti alternativi, biogas, olio di colza, e nello stesso tempo essere zona di produzione per questo tipo di materiale, cioè per i motori, o per pezzi di motori che lì possono anche essere fatti vedere come funzionano. Questo nucleo dovrebbe poi dare elettricità, calore, anche alla parte di insediamento produttivo che è prevista nel PSC attuale; chiederebbero un ampliamento della possibilità di edifici industriali nella zona, collegata appunto a questa possibilità di realizzare questo nucleo operativo di bioenergia. Inoltre avrebbero un progetto di realizzazione di campi di fotovoltaico sulle zone delle ex vasche»

Non bisogna essere psicologi o esperti della comunicazione per capire che il Sindaco Brunelli ha utilizzato la seguente frase «stabilimenti che pos-

sano produrre energia con strumenti alternativi, biogas, olio di colza, e nello stesso tempo essere zona di produzione per questo tipo di materiale, cioè per i motori, o per pezzi di motori che lì possono anche essere fatti vedere come funzionano» per parlare del

tema senza far troppo capire che cosa si sarebbe effettivamente realizzato. Ha citato le “nuove tecnologie ecosostenibili” non 38

stesso tempo essere zona di produzione per questo tipo di materiale, cioè per i motori, o per pezzi di motori che lì possono anche essere fatti vedere come funzionano».

Per non dire che i quattro impianti sono vere e proprie centrali elettriche e che immetteranno elettricità in rete, il Sindaco Brunelli, ha aggiunto «Questo

sona parlare in modo tanto equivoco, sibillino e fuorviante. Provate voi a fidarvi di quello che dice il Sindaco Brunelli. Poiché questo discorso è stato fatto a tutti i componenti del Consiglio Comunale, a mio avviso, l’obiettivo del Sindaco Brunelli era di informare, ma il meno possibile, anche e soprattutto i Consiglieri di maggioranza. Per noi di Consenso Comune che andiamo al sodo delle questioni nel minor tempo possibile e nel modo più chiaro ed inequivocabile, è estremamente difficile rapportarci con una persona con quel tipo di comportamento e di personalità. Non ci è dato sapere se gli undici Consiglieri di maggioranza siano tutti egualmente considerati dal Sindaco ma la nostra impressione è che non lo siano. Sospettiamo che in diversi casi, i Consiglieri di maggioranza, probabilmente non adeguatamente informati, abbiano appreso dell’esistenza di un problema da noi di Consenso Comune o dai cittadini più o meno organizzati. Da parte dei vertici politici della maggioranza, constatiamo l’abitudine di esporre gli argomenti in modo attenuato, ricorrendo ad una comunicazione che intorpidisce e rassicura oltremodo i cittadini. Possibile che i Consiglieri di maggioranza non si accorgano di questo modo di gestire il rapporto con la popolazione, così distante dai più elementari metodi democratici e dai propri impegni elettorali? A questa Amministrazione manca la coerenza con le proprie Linee Programmatiche di Mandato, manca la trasparenza, la vera partecipazione e l’ascolto delle persone, manca l’evidenza di una gestione fatta pro-cittadini. Questi Consiglieri, politicamente parlando, ci appaiono in ostaggio delle decisioni del Sindaco. Ci troviamo di fronte ad una direzio-

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ne politica che, a mio avviso, come già dichiarato in altri articoli su questo giornale, ha troppo poco di democratico e di giusto, che è gravemente distante dalla popolazione, disinteressata a capirne le esigenze, i timori, le emergenze ed il desiderio di un futuro sereno e sicuro, specie per i propri figli. Inoltre, questi Consiglieri di maggioranza danno la netta impressione di non tenere affatto al futuro del proprio partito politico, poiché anche un bambino capirebbe che sul tema delle biomasse, gestito come lo sta gestendo il Sindaco Brunelli, nel 2014 probabilmente non raccoglierenno consensi e, siccome non possiamo credere che siano d’accordo con questo modo arrogante di decidere, mi domando cosa li stia bloccando.

uanto detto fino ad ora non c’entra con quello Q che ciascuno di noi sa o pensa degli impianti a Biomasse.

Noi di Consenso Comune non vogliamo che il nostro territorio venga invaso da una moltitudine di centrali autorizzate all’italiana, realizzate all’italiana, gestite all’italiana, controllate all’italiana, la cui futura gestione potrebbe renderci la vita impossibile. Siamo d’accordo con i principi indicati dalle norme europee che prevedono la realizzazione di impianti che utilizzano esclusivamente scarti e siamo assolutamente contrari all’utilizzo di mais o altri prodotti coltivati appositamente per ricavarne energia. HERAmbiente S.p.A. e GAL.A S.p.A. (la Società che gestisce la discarica di Galliera), nel mese di Marzo 2011 hanno congiuntamente chiesto la “Sopraelevazione della discarica di rifiuti non pericolosi di Galliera”. Nella voluminosa documentazione, si legge: «Di seguito, si elencano le modifiche richieste dal Gestore nella documentazione presentata, rispetto alla situazione autorizzata», al punto C.5 si trovano le «MODIFICHE RICHIESTE PER LA GESTIONE DELLA DISCARICA» in cui compare questo nuovo codice: «190606 Digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale». Questo documento è molto importante in quanto il “digestato” è ciò che rimane dopo che il mais, il sorgo o il triticale, al termine di un processo di circa 30 giorni, durante i quali hanno generato gas metano, divengono in parte materiale secco e biostabilizzato simile al compost ed in parte una sostanza che può rappresentare un eccellente fertilizzante. Le centrali a biogas che interessano il nostro territorio impiegano prevalentemente mais che notoriamente è un vegetale. Chi sarà a produrre del digestato di origine mista vegetale e animale? Abbiamo il dubbio, anche a causa di questo documento, che in futuro queste centrali potrebbero utilizzare non più solo mais ma anche la componente umida dei rifiuti solidi urbani -che contiene materia organica di origine animale- quei rifiuti che noi portiamo nei cassonetti. Considerata la possibilità che quanto ipotizzato

potrà avvenire in futuro, noi di Consenso Comune, in alternativa all’accettazione “passiva” dell’invasione delle centrali a biomasse, proponiamo che l’Amministrazione decida di realizzare una propria centrale a biogas (del tipo che non brucia materia organica), che utilizzi esclusivamente gli sfalci, le potature, la frazione organica dei rifiuti domestici o industriali, rifiuti da cucina da raccolta differenziata e rifiuti da giardino, prodotti in un anno nel nostro comune e non utilizzando mais coltivato appositamente. Realizzata con i criteri che garantiscano l’assoluto rispetto della salute umana e senza intaccare la qualità della vita, senza lesinare spese per assicurare il minor impatto ambientale e dimensionata per rispondere completamente (ma senza superarle) alle esigenze di smaltimento dei rifiuti appena descritto. In questo modo i cospicui profitti degli impianti a biogas - si parla di molti milioni di euro nel periodo di 15 anni - rimarrebbero direttamente o indirettamente all’Amministrazione Comunale che potrebbe utilizzarli per garantire o migliorare i propri servizi, le strutture e magari per contenere la tassazione comunale. Potrebbe essere anche un modo per ridurre i costi del servizio di nettezza urbana. L’investimento potrebbe essere recuperato in alcuni anni e la redditività sul capitale investito risulterebbe molto interessante. Chiaramente, questo progetto, dovrebbe essere supportato da un Piano Energetico Comunale, che gli Amministratori che ci sono capitati non hanno ancora predisposto, e dovrebbe escludere la realizzazione di qualsiasi altra centrale che non sia quella comunale. Perché questi Amministratori non hanno pensato di procedere in questo senso? Perché sembrano favorire la realizzazione di queste centrali che non portano benefici al comune ma creano senza dubbio problemi? I 2652 elettori che, rispettabilmente, hanno dato la propria fiducia all’attuale maggioranza, sono d’accordo con le scelte di questi Amministratori? Si sentono rappresentati e tutelati? Pensano che ci sia coerenza con il programma presentato nel 2009? Ritengono che sia questo un modo democratico di amministrare la nostra comunità? Gli elettori che hanno espresso una preferenza si sentono tutelati dai Consiglieri nei quali hanno riposto la propria fiducia? Possiamo fidarci del Sindaco che da tempo sostiene che l’autorizzazione agli impianti viene data dalla Provincia e che lui non può farci nulla e poi si dichiara personalmente favorevole e che “andrà avanti” anche contro l’eventuale parere contrario della cittadinanza? Chiamo i cittadini a riflettere attentamente su questi fatti e a chiedere chiarimenti a questi Amministratori. Segnalo che nelle prossime settimane, si svolgeranno varie Conferenze dei Servizi durante le quali il Sindaco potrà dare il “proprio” parere favorevole, dopodichè, per noi cittadini non rimarrà che sperare che i numerosi impianti sul nostro territorio non daranno mai problemi.

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BIOMASSE - Le responsabilità dei Consiglieri Comunali di maggioranza In una comunità dove le scelte, da quelle meno incisive a quelle più importanti, vengono prese da un ristretto numero di persone, è opportuno che i cittadini sappiano chi sono queste persone. Il Consiglio Comunale è l’organo politico del Comune ed è composto da cittadini eletti dal popolo che ricoprono il ruolo di Consiglieri Comunali. La loro responsabilità “politica” è rilevante anche per quei temi, come gli impianti a Biogas e Biomasse, in cui il parere favorevole o contrario non passa per il loro voto ma viene espresso dal Sindaco. I Consiglieri, specie quelli di maggioranza, non possono sottovalutare un argomento tanto rilevante e serio per le persone e per il territorio e devono essere ben consci delle proprie responsabilità. È nostra opinione che tra i tipi di persone politicamente attive vi siano gli idealisti e gli opportunisti. Le persone idealiste si adoperano con impegno e costanza per realizzare un ideale di società, di gestione politica che secondo loro è più giusto ed equo per tutti. Sono le persone che più facilmente, senza che se ne rendano conto, vengono sfruttate e strumentalizzate. Sono intimamente appagate di “servire” al proprio ideale ed al sistema ma altrettanto spesso sono le sole a “pagare” quando qualcosa non funziona come dovrebbe. A loro, di qualsiasi parte politica esse

siano, va riconosciuto l’impegno spesso abbinato alla integrità morale, nonostante in molti casi credano di lavorare per un progetto comune mentre, in realtà, stanno rendendo un prezioso servizio a pochi. Le persone opportuniste si adoperano con impegno per realizzare un ideale di gestione politica che secondo loro è più giusto e vantaggioso per loro stesse. Tra quelle opportuniste, spesso si trovano persone che, pur avendo un pensiero politico opposto a quello radicato nel territorio, con il fine di procurarsi e preservare un proprio vantaggio, sono capaci di dissimulare la propria vera natura e di trasformarsi, in-

dossando lo stemma giusto per quel luogo, così da avere aperte le porte giuste ed essere accolte invece che contrastate. La mia personale opinione è che a San Pietro in Casale di persone corrispondenti a quest’ultima categoria ce ne siano troppe e da troppo tempo. I Consiglieri di maggioranza (escluso il Prof. Virzì che si è chiaramente dissociato) corrono il serio rischio di essere associati ad una di queste categorie. Sembrano non rendersi conto che quando questi impianti saranno in funzione, se creearanno dei disagi dovuti alla puzza o problemi sanitari dovuti alle esalazioni o alle nanopolveri, agli occhi dell’opinione pubblica,

Le immagini dei Consiglieri sono tratte dal Sito Istituzionale del Comune.

Roberto Brunelli Sindaco di San Pietro in Casale

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Silvia Passarini Capogruppo

Mauro Marchesi

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Andrea Pinardi

Serena Nappi


la colpa sarà anche e soprattutto loro, che non avranno saputo o voluto gestire bene la fiducia che i cittadini gli hanno dato con il voto. Non ci è dato sapere se gli undici Consiglieri di maggioranza siano tutti egualmente considerati dal Sindaco ma la nostra impressione è che non lo siano. Non sappiamo con certezza se il Sindaco informa tutti egualmente dei problemi e delle possibili decisioni che sarà necessario prendere ma ogni tanto la nostra impressione è che quasi tutti i consiglieri, apprendano da noi di Consenso Comune l’esistenza di un problema del quale non erano stati adeguatamente informati. Per noi di Consenso Comune è drammaticamente facile constatare l’abitudine dei vertici politici della maggioranza di dipingere gli argomenti in modo attenuato, ricorrendo ad una comunicazione che intorpidisce e rassicura oltremodo i cittadini; possibile che i Consiglieri di maggioranza non si accorgano di questo modo di gestire il rapporto con la popolazione, così distante dai più banali metodi democratici e dagli obiettivi delle Linee Programmatiche di Mandato? Manca la coerenza con le linee programmatiche di mandato, manca la trasparenza, manca la vera partecipazione dei cittadini, manca l’ascolto dei cittadini, manca l’evidenza di una gestione fatta pro cittadini. Possibile che nessun Consigliere se ne accorga?

Per la verità le differenze tra i Consiglieri di maggioranza si vedono eccome. Tornando alla questione biomasse, se i consiglieri nella quasi totalità non hanno dimostrato perplessità o timori rispetto alle decisioni e posizioni assunte dal Sindaco, vuol dire che sono d’accordo. Possibile che non sia venuto loro qualche dubbio sulla opportunità di sostenere l’affare biomasse? Possibile che non abbiano fatto delle riflessioni su possibili problemi ambientali, esistenziali e patrimoniali, sanitari a breve e a lungo termine dei cittadini? Stento a credere che non vi siano state delle riflessioni personali, ma ciò che importa è che in Consiglio Comunale non sono state espresse. Le scelte fatte dal Sindaco prima e le linee di gestione del territorio previste per il futuro sono quanto di più delicato e sensibile si possa pensare quando si parla di programmazione politica. Queste scelte potrebbero devastare per decenni il nostro territorio, la nostra economia, la nostra salute, il nostro futuro, le nostre speranze. Vedendo i Consiglieri accompagnare il Sindaco nel suo programma di gestione, con il proprio voto scontatamente favorevole ci si domanda se si rendono conto della responsabilità che si assumono nel momento in cui alzano la mano per dire Sì. È evidente che si fidano ciecamente di chi guida, altrimenti in

qualche occasione qualche consigliere si sarebbe opposto a certe decisioni anche se queste non sarebbero dovute passare per il voto del Consiglio Comunale. Poiché quasi nessuno dissente con l’Amministrazione, risultano tutti convinti che le biomasse non costituiscano un problema e si assumono la responsabilità di supportare l’Amministrazione nella propria idea di gestione, mentre noi di Consenso Comune pensiamo ogni male di questa invasione e per questo riterremo i Consiglieri di maggioranza responsabili, politicamente e moralmente, di ogni problema futuro a breve medio e lungo termine che si dovesse verificare, riconducible in modo certo alle scelte avallate ieri, oggi e domani da questa Amministrazione. Per non dimenticare chi riterremo i responsabili della presenza delle centrali a biomasse sul nostro territorio, come gruppo di minoranza, assoceremo ognuna di queste centrali ai nomi del Sindaco Roberto Brunelli, ai nomi dei consiglieri Silvia Passarini, Mauro Marchesi, Andrea Pinardi, Serena Nappi, Stefania Ravaioli, Anna Maria Masetti, Antonio Sellitto, Valentina Bellisario, Annalisa Lanzoni ed Enrico Fregna. A loro assoceremo ogni singola centrale con la speranza che non si verifichino mai problemi di nessuna natura; diversamente sapremo ricordare chi oggi, anche solo passivamente, se ne è assunto la responsabilità politica.

Stefania Ravaioli

Antonio Sellitto

Annalisa Lanzoni

Anna Maria Masetti

Valentina Bellisario

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Enrico Fregna

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BIOMASSE: Responsabilità di PDL+Lega Nord Nei rapporti tra le varie forze politiche locali, l’Amministrazione comunale ed il Comitato “San Pietro e Rubizzano senza Puzza”, a nostro avviso, il comportamento politico della Consigliera Frisario è stato subdolo. Dopo aver constatato che il Comitato non sarebbe mai stato disponibile ad assoggettarsi a nessun patrocinio politico, la Consigliera Frisario sembra avergli dichiarato guerra, creando ripetutamente le condizioni per ostacolarne il lavoro. È nostra chiara impressione che si sia verificata la condizione: “se non ti posso avere, ti combatto”. Per noi, il comportamento politico della Consigliera Frisario non è facile da interpretare poiché ci risultano ancora oscuri i princìpi fondanti a cui fa riferimento ma, nello stesso tempo, ci risulta prevedibile il suo non essere mai in contrasto con l’Amministrazione. In merito alle Biomasse, ci sembra fedelmente impegnata a facilitare il cammino dell’Amministrazione.

I

Consigli comunali e le Commissioni sono state occasioni in cui abbiamo potuto osservare il comportamento del gruppo PDL-Lega nei suoi rapporti con noi di Consenso Comune, con i Consiglieri di maggioranza, con il Sindaco e con i componenti del Comitato San Pietro e Rubizzano senza Puzza. Le dinamiche personali ed istituzionali, a nostro parere non sono cambiate affatto. Specie tra la Capogruppo Consigliera Sabina Frisario ed il Sindaco, al di là di una artificiosa contrapposizione formale e di superficie, la concordanza e l’armonia sembrano essere quelle di sempre. In merito al tema delle biomasse, la Consigliera Frisario ha più volte ricordato che è suo il merito di aver richiesto la commissione congiunta Ambiente e Sanità, finalizzata ad istituire la “Commissione temporanea per il monitoraggio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e trattamento rifiuti”, cosa per altro vera, ma si guarda bene dal raccontare le volte in cui ha agito in modo da indebolirne le funzioni ed i poteri.

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È nostra impressione che dopo aver ricevuto un rifiuto da partedel Comitato, la Frisario abbia iniziato a sostenere che il Comitato era ed è politicizzato. Durante la stesura del Regolamento che disciplina l’attività della Commissione di monitoraggio, la consigliera ha più volte aggiunto regole che di fatto andavano a limitare i poteri della stessa Commissione. A nostro avviso in piena sintonia con le preferenze dell’Amministrazione favorevole agli impianti. In occasione del Consiglio Comunale in cui il Prof. Salvatore Virzì, membro del Consiglio Comunale nel gruppo di maggioranza, ha presentato un proprio Ordine del Giorno sul tema delle Biomasse, durante la relazione del Consigliere Virzì, la Consigliera Frisario ha messo in atto un comportamento che noi riteniamo di deliberato disturbo all’intervento stesso, lamentando che non venivano rispettati i tempi stabiliti dal Regolamento del Consiglio Comunale. Alla protesta della Consigliera Frisario ha fatto seguito la reazione del Sindaco Brunelli (Presidente del Consiglio Comunale)

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che ha recepito le lamentele della Consigliera Frisario e, in un paio di riprese, ha contenuto il tempo per la relazione, tanto che per il Prof. Virzì non è stato possibile completarla. Il nostro giudizio politico del gruppo di minoranza PDL+Lega Nord è profondamente negativo in quanto sembra anteporre le proprie finalità politiche alle logiche di rispetto dei diritti dei cittadini. Ancora più negativo il giudizio sul metodo che, in un primo tentativo di assoggettamento del Comitato ci è sembrato velatamente ricattatorio e ultimamente, sempre nei confronti del Comitato, lascia intravedere quelli che per noi sono atteggiamenti vendicativi. Le immagini dei Consiglieri sono tratte dal Sito Istituzionale del Comune e dal profilo Facebook.

Sabina Frisario (Capogruppo)

Ladislao Margiotta


BIOMASSE: Responsabilità dei cittadini di Marco Alberghini Questo articolo è, con ogni probabilità, il più delicato del giornale rispetto al tema delle biomasse. I cittadini, in questa vicenda sono indubbiamente le sole vittime, “sacrificate” per assicurare imponenti profitti ai pochi soci in questo affare milionario ma, i cittadini, sono anche responsabili del proprio destino. Come sarà la loro vita tra un mese, tra un anno o tra dieci anni dipende assolutamente dai cittadini, anche se i più non si rende conto di questo. I cittadini che si sono attivati ribellandosi alla puzza inflitta dal compostaggio di Rubizzano e che poi si sono ulteriormente allarmati di fronte alla minaccia delle biomasse, lo hanno fatto e lo fanno principalmente per sè e per i propri cari anche se, in fine, stanno rendendo un servizio per tutta la popolazione. Rispetto ad una popolazione adulta di circa 8000 persone, questo gruppo di persone costituisce una percentuale minima prossima all’1%. Minima ma non trascurabile. Il restante 99% o non si interessa ai problemi, o è tanto condizionato dall’appartenenza al partito che sente di inspirare profumo, crede a chi dice che non ci sono pericoli oppure si rende conto del problema ma non si muove. A nostro parere, su questo ultimo punto si gioca il valore civico di una popolazione. Perché un cittadino cosciente della impellenza di un problema rimane immobile? Le motivazioni possibili sono varie. 1) Ha chiesto un favore ad un’Amministrazione comunale attuale o passata, un trattamento di riguardo che ha ottenuto ed oggi non se la sente di contrapporsi. 2) Non avverte assolutamente il problema e comunque crede che non lo riguardi. 3) Il cittadino avverte il problema e ne comprende la gravità ma poiché c’é già qualcuno che se ne occupa attivamente, “sbattendosi” e catalizzando su di sé tutti i problemi legati allo scontro con le istituzioni, ritiene di non procurarsi possibili problemi e rimane immobile in attesa che altri risolvano anche per lui.

4) C’é chi è pienamente d’accordo con la realizzazione di impianti di Biomasse perché qualcuno gli ha detto che ha letto da qualche parte su di un giornale che ci salveranno dall’energia nucleare e per questo si sono convinti della loro indispensabilità. Chiaramente, questa casistica è anche un po’ provocatoria, ma il risultato, drammaticamente, non cambia; oltre il 99% dei cittadini non muove un dito per tutelare il proprio diritto di respirare aria sana, pulita e che non puzzi di decomposizione. La nostra netta impressione è che negli anni la popolazione di San Pietro in Casale sia stata educata all’immobilismo ed al silenzio, all’accettazione rassegnata delle scelte delle Amministrazioni che si sono succedute. Il timore di ritorsioni può piegare ed annullare le coscienze di interi popoli. Credo che una parte consistente dei nostri compaesani abbia subìto questo tipo di condizionamento e pochi siano poi stati in grado di liberarsene. Il principio che «l’unione fa la forza», nel nostro paese, sembra vinto dal terrore per le inevitabili conseguenze personali. Ogni individuo ha una vita sola e soprattutto ha una sola dignità da spendere. La nostra vita è qui ed è ora. Rimanere immobili e lasciare che qualcuno rovini la vita nostra e dei nostri bambini, vuol dire perdere gran parte della nostra dignità ed il rispetto per noi stessi. È umano che i più ritengano di dare il proprio apporto con un voto ragionato. Questo è senz’altro giusto ed apprezzabile, purché ci si trovi in una condizione che potremmo definire normale. Quando invece la situazione è grave e ci si trova di fronte ad una emergenza, come nel nostro caso, il solo voto ogni cinque anni, può non bastare. Se questo vi sembra un appello a partecipare a questa lotta contro l’invasione dell’Affare Biomasse, avete capito bene. Concludo citando una frase di Oriana Fallaci: «Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita... Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un’essere umano».

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Osservazioni su come questa maggioranza gestisce la Comunicazione Come si dice che lo sguardo è lo specchio dell’anima, si potrebbe dire che lo stile di comunicazione rivela la qualità ed il carattere dell’Amministrazione. In questa analisi riportiamo alcuni episodi che dimostrano quale sia l’obiettivo reale degli attuali Amministratori del nostro Comune.

1) Mentre in tema di ambiente, durante la campagna elettorale sono stati presi precisi impegni come quelli riportati (vedi qui sotto un estratto del Programma della Maggioranza), durante questo mandato giunto quasi a metà dei cinque anni, questi impegni sono stati disattesi in pieno.

Si parlava di “politica del verde” (vedi sotto) ma nella realtà nulla è stato fatto, anzi, è recente una delibera (contrastata da Consenso Comune) con la quale questi Amministratori tanto “impegnati a tutelare il nostro ambiente”, hanno venduto lotti di terreno, in passato destinati a parco e tra questi anche metà estensione di un parco già funzionante che si trova all’angolo tra via Vivaldi e via Paolo Borsellino. Questo fanno, nel chiuso del palazzo, mentre fuori i cittadini, da tempo, venivano informati dall’ex Asses-

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sore all’Ambiente Cicchetti (vedi sopra), che a San Pietro in Casale sono circa 200.000 i metri quadrati di verde pubblico curati dall’Amministrazione. È odioso questo modo di comunicare perché intanto che si somministra una notizia positiva, gli stessi si organizzano per vendere terreni comunali destinati a parchi e verde, annullando, di fatto gli impegni presi con la popolazione e rendendo impossibile uno sviluppo armonioso ed equilibrato del capoluogo. I cittadini che difficilmente possono verificare le notizie, si convinceranno di quanto detto dall’Assessore e saranno più contenti di vivere in un Comune con tanto verde pubblico. È una notizia che fa bene ai cittadini e molto bene a chi guadagna realizzando e vendendo immobili poiché in un Comune tanto “verde” gli immobili saranno più richiesti e più quotati. Il problema che quella comunicazione, basata sui numeri, non corrisponde alla realtà quotidiana. Stiamo descrivendo una comunicazione piegata e plasmata per CONVINCERE ancor più che per informare i cittadini.

2) La CHIAREZZA è l’opposto dell’INCOMPRENSIBILITA’. Questa considerazione ci aiuta a capire un fatto accaduto il 24 Aprile 2011 quando un articolo sulle biomasse scritto da Consenso Comune per l’Oro-

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logio (giornale del Comune) ha subìto una modifica sostanziale (vedere articolo pubblicato su questo giornale a pag. 47. Il nostro articolo, nella sua parte finale, conteneva un appello agli elettori del PD in tema di biomasse e Sindaco. Un appello che poteva far insorgere dubbi negli elettori del PD. Nella versione impaginata dalla redazione del giornale, l’appello agli elettori del PD è diventato un appello agli elettori del PdL. Si è verificata una modifica del termine PD con il termine PdL. Un appello agli elettori del PdL, in quell’articolo sarebbe risultato pressoché incomprensibile. Va chiarito che gli articoli che pubblichiamo su l’Orologio vengono inviati attraverso la posta elettronica e per essere inseriti nel giornale non è rischiesta nessuna battitura o ridigitazione dell’articolo ma è sufficiente copiarne il contenuto con una sola azione ed inserirlo nello spazio assegnato. Grazie alla presenza ed acume di un nostro concittadino, conosciuto come Fabbri l’artigiano, il quale visionando la versione modificata pubblicata in anteprima sul sito del Comune, ci ha permesso di intervenire bloccando la stampa della versione cartacea ed il ripristino dell’articolo originale, così come da noi inviato. Il giornale è uscito con l’articolo non modificato ed i cittadini hanno potuto leggere un sensato appello agli elettori del PD, altrimenti avrebbero letto un incomprensibile appello agli elettori del PdL.

La comunicazione è un’arte che ha principi scientifici ed è una scienza che si applica con grande creatività. Parlando di strategie di comunicazione, il giornale A Viva Voce (supplemento ad Orizzonti che è l’organo ufficiale del locale PD, il cui Direttore Responsabile è Sergio Secondino, Segretario del locale PD) non colpisce tanto per l’uso fuorviante delle immagini e dei titoli, quanto per gli interventi di Enrico Baldazzi e Paolo Bernini. A mio parere sono quelli gli interventi più insidiosi per il cittadino-lettore. Se in un giornale incentrato principalmente sul problema biomasse, due giovani che si dichiarano svincolati dall’Amministrazione (tanto che erano per la Sinistra e per il

3) altro esempio di comunicazione piegata ed edulcorata sono i numerosi esempi di locandine e pagine in cui, pur parlando di combustione di biomasse o di biogas, questi amministratori inseriscono immagini di moduli fotovoltaici che nulla hanno a che vedere con il problema delle esalazioni insalubri e maleodoranti degli impianti a biogas o con le nanopolveri cancerogene emesse dagli impianti a combustione di biomasse. È una comunicazione che più che istituzionale è di tipo commerciale, pensata e strutturata con l’obiettivo di “vendere” ai cittadini la sicurezza che le biomasse sono “buone”, quantomeno “innoque”. L’utilizzo di belle immagini, anche se completamente fuori tema, è un modo per convincere i cittadini che non devono avere nulla di cui preoccuparsi, che non c’é nulla da cui difendersi. 4) Su di una popolazione apparentemente concentrata sulla propria realtà personale o famigliare e storicamente poco incline ad una visione globale del territorio e apparentemente ancor meno disposta ad assumere, apertamente, posizioni critiche nei confronti dell’Amministrazione questa tecnica comunicativa riesce a mantenere nella più totale tranquillità ed immobilismo un’ampia parte della popolazione condizione che è di fatto l’“approvazione” degli impianti a biomasse nel nostro territorio.

Sopra: alcune pagine de l’Orologio con il titolo BIOMASSE Vademecum, si sono trattati gli argomenti quali: “Cosa significa Biomasse”; “Che cos’é un impianto di digestione anaerobica”; “Come avviene il processo”; “Perché fanno odore e come si fa ad abbatterlo”; “Quali sono i rischi per la salute”; “Emissioni di CO2”. Sono evidenti l’uso di immagini rassicuranti e la mancanza di qualsiasi rappresentazione di un vero impianto a Biogas.

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A Viva Voce è un giornale, supplemento ad Orizzonti che è l’organo del Partito Democratico di San Pietro in Casale e per questo lo consideriamo uno dei mezzi di comunicazione che esprimono le posizioni della Maggiornaza che governa il nostro Comune. Si può notare come, già a partire dall’immagine di copertina, qualche “genio” della comunicazione abbia pensato di “infinocchiare” i lettori ed abbia continuato nell’interno con l’utilizzo di immagini non allarmanti.

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movimento Cinque Stelle) parlano di problematiche giovanili, senza nemmeno sfiorare il tema cocente Biomasse, inducono il lettore a pensare e poi a convincersi che in fondo le Biomasse non sono un problema così tanto serio se questi “oppositori” non ne parlano e che su questo argomento, così come fanno questi “oppositori” non c’é nessun motivo di allarmarsi. È molto probabile che lo scopo di quei due interventi sia stato quello di rassicurare, specialmente i giovani, rispetto alle biomasse dimostrando loro che non c’è nemmeno bisogno di parlarne. È difficile stabilire se i due cittadini intervistati, Baldazzi e Bernini si siano prestati, consapevolmente o non consapevolmente. Noi avevano già espresso il dubbio che una di quelle due liste fosse nata, durante la campagna elettorale, con il solo scopo di frazionare il voto, disperdendolo in tante liste, finendo così per favorire la maggioranza. Le votazioni comunali sono andate proprio come avevamo anticipato ed oggi ritroviamo i due candidati a scrivere sul giornale riconducibile al PD con temi che spostano l’attenzione dei lettori dalle biomasse ad altro. Chiaramente gli interessati potranno anche negare questa teoria ma non riusciranno a cambiare la nostra opinione, rafforzata anche dal fatto che negli anni successivi alla campagna elettorale, questi due candidati non hanno mai “graffiato” l’attuale Amministrazione e non sembrano partecipare al dibattito su problematiche locali. Ci azzardiamo ad anticipare cosa succederà durante la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2014. Ancora una volta, proprio per frazionare il voto, a solo vantaggio dell’attuale maggioranza, verranno fatte sorgere numerose liste civiche di ogni tipo. Magari legate al mondo sportivo, al mondo cooperativo, dall’ambiente alla caccia, dalle liste “rosa” alle liste “verdi”, da quelle giovani a quelle della terza età, da quelle che tenteranno di raccogliere voti da delusi della sinistra a quelle che tenteranno di fare la stessa cosa con i delusi del mondo cattolico e conservatore. Tutto purché siano tante ed assicurino agli uomini della maggioranza di mantenere il proprio potere... in eterno. Quanto avevamo ipotizzato trova conferme nei fatti ed è per questo che stiamo costantemente monitorando la situazione, condizione che ci permette di osservare che diverse persone, ben note, da sempre associate al potere politico-economico del nostro comune, hanno da tempo cominciato ad organizzarsi in vista del 2014. Per tornare al tema principale e concludere, questo articolo vuole essere un monito per i lettori-elettori nostri concittadini ad essere attenti a quanto succede e a non farsi strumentalizzare da chi, secondo noi, pensa per sè stesso prima che per la collettività ed utilizza ogni mezzo e metodo per dissimulare i propri veri intenti.

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L’inspiegabile caso in cui PD divenne PdL Se il messaggio contenuto in un articolo rischiasse di destabilizzare gli elettori ed indurli a riflettere, nell’impossibilità di impedirne la pubblicazione potrebbe prevalere la “tentazione” di alterarne il contenuto così da ridurne la comprensibilità e quindi l’efficacia comunicativa. di Marco Alberghini

“P

er svilirci agli occhi dei cittadini qualcuno sembra averci modificato l’articolo su l’Orologio!” Consenso Comune, in quanto gruppo politico di minoranza, ha la possibilità di utilizzare uno spazio dell’organo ufficiale del Comune, il giornale che si intitola “l’Orologio”, per pubblicare articoli attinenti alla gestione del nostro Comune. Fino ad ora era stato tutto regolare ma nell’articolo intitolato “Nuovi impianti e nanopatologie”, nella versione PDF pubblicata in anteprima sul sito del Comune, abbiamo scoperto una differenza nel testo, comparsa successivamante al nostro invio. La redazione che riceve la e-mail con il testo completo del nostro articolo, non deve far altro che copiare questo testo ed incollarlo nello spazio del giornale assegnato a Consenso Comune, nessuna modifica deve essere apportata e nessuna elaborazione deve essere effettuata, nessun carattere deve essere digitato poiché è sufficiente selezionare il testo -già scritto- ed “incollarlo” (per chi non è pratico di computer significa applicarlo o riversarlo) nel giusto spazio. Nel PDF de “l’Orologio” pubblicato in anteprima sul sito del Comune, la parola PD era sparita ed al suo posto si trovava la parola PdL, il risultato era di una sostanziale modifica dell’appello che noi si voleva rivolgere ai simpatizzanti del PD e non a quelli del PdL.

Qui trovate la e-mail che abbiamo inviato alla redazione dell’Orologio così che chiunque potrà verificare che il testo originale non conteneva un appello agli elettori del PdL ma agli elettori del PD. Mentre nel testo inviato si poteva leggere “Poiché noi di Consenso Comune, compresi tutti i nostri sostenitori non siamo minima-

mente considerati da Sindaco ed Assessori, ci appelliamo agli elettori del PD, per chiedere loro se era questo ciò che si aspettavano dai candidati ai quali hanno espresso la propria fiducia e chiediamo loro, nel caso in cui non approvino queste scelte, di tentare di bloccare la realizzazione di tanti e tali impianti”, te-

Sopra: la parte di testo del nostro articolo in cui si legge PdL, che abbiamo bloccato prima che andasse in stampa e di cui abbiamo fatto ripristinare il testo originale. Sotto: la parte di testo del nostro articolo dopo che abbiamo preteso il ripristino del testo originale, come è poi stato stampato e diffuso.

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sto da giorni pubblicato sul blog di Consenso Comune a partire dal 19-4-2011, nella versione che stava per essere stampata e diffusa a tutti i cittadini, abbiamo scoperto questa variazione “Poiché noi di Consenso Comune, compresi tutti i nostri sostenitori non siamo minimamente considerati da Sindaco ed Assessori, ci appelliamo agli elettori del PdL, per chiedere loro se era questo ciò che si aspettavano dai candidati ai quali hanno espresso la propria fiducia e chiediamo loro, nel caso in

cui non approvino queste scelte, di tentare di bloccare la realizzazione di tanti e tali impianti”. Tutto ci fa pensare che qualcuno possa aver sostituito PD con PdL. Un fatto gravissimo che abbiamo subito denunciato imponendo la sospensione della stampa e l’immediato ripristino del testo originale. È un fatto inquietante che va oltre agli aspetti di carattere giuridico e ad una possibile rilevanza penale, a nostro avviso si tratta di un atto finalizzato a distorcere e stravolgere il senso di un con-

Sopra: la copertina del giornale l’Orologio con l’articolo contenente la trasformazione che grazie alla prontezza di un nostro collaboratore, accortosene in tempo, è stato fatto da noi ripristinare nella versione originale da noi consegnata alla redazione.

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cetto, manomettere il pensiero di persone. È più che improbabile che si possa trattare di un refuso o una cancellazione perché la scritta PD è diventata PdL. Se non ci fossimo accorti di questa modifica, il giornale sarebbe stato stampato con PdL e una volta consegnato in tutte le case del Comune di San Pietro in Casale, il nostro articolo, avrebbe sconcertato tutti i lettori, specie gli elettori del PdL che non avrebbero capito per quale motivo ci stavamo appellando a loro. Una confusione che ci avrebbe molto danneggiato. Sappiate che - cosa mai avvenuta prima per nessun motivo - il Sindaco di San Pietro in Casale Ing. Roberto Brunelli, dopo circa sei ore dall’avvertimento di conseguenze per i responsabili di questo atto che ho comunicato all’Assessore Claudio Pezzoli mi ha chiamato al telefono. Brunelli si è scusato per l’errore compiuto, ha rassicurato che la correzione era già stata effettuata, che non era responsabilità loro poiché a loro non sarebbe venuto in tasca nulla (cioè a dire che non ci avrebbero guadagnato nulla). Io ho semplicemente risposto che secondo me non si è trattato di un errore bensì di una modifica apportata ed ho chiuso la conversazione. Noi di Consenso Comune, che ormai da tempo abbiamo imparato a non fidarci delle parole di questi Amministratori, pensiamo che questa trasformazione PD in PdL potrebbe essere interpretata come un atto suggerito da una certa irrequietezza, forse preoccupazione per quanto stiamo scoprendo e spiegando ai cittadini di San Pietro in Casale. Per noi, questo grave episodio è, soprattutto, il segnale che stiamo compiendo il nostro incarico di controllo e sollecitazione con efficacia ed incisività.


Ecco come, Amministratori che si definiscono “democratici”, gestiscono la critica ed il dissenso Da una lista politica “democratica” chiunque si aspetterebbe una buona disponibilità al dialogo, una naturale attenzione al pensiero ed alle opinioni altrui, una certa predisposizione a rivedere le proprie posizioni. A San Pietro in Casale non funziona così. Il vero volto del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri Comunali, si è manifestato nel conflittuale rapporto nato tra loro ed il Consigliere Comunale di Maggioranza, Prof. Salvatore Virzì, colpevole di informarsi autonomamente, pensare con la propria testa, di elaborare pensieri ed ipotesi e, quello che è peggio per la compagine “democratica”, manifestare il proprio pensiero, non nel chiuso della propria stanza, ma addirittura in pubblico. Infatti, in occasione di un incontro pubblico sul tema delle biomasse, organizzato dall’Amministrazione comunale il 7 giugno 2011, il Prof. Virzì espresse seri dubbi sulla salubrità degli impianti a Biomasse e a Biogas. Mentre stava esponendo le sue ricerche, basate su una voluminosa documentazione che lo aveva allarmato e mentre tentava di trasmettere l’allarme ai suoi compaesani fu interrotto dal Sindaco Brunelli, il quale sosteneva che Virzì avesse superato i minuti massimi consentiti previsti per quell’incontro. Durante il Consiglio Comunale del 25 Ottobre 2011, il Consigliere Virzì ha presentato un Ordine del Giorno dal titolo: “Parco Tecnologie Eco Energetiche “Area Sfir San Pietro In Casale: Sì Al Parco Fotovoltaico No Alle Biomasse”. Durante l’esposizione delle argomentazioni relative al suo Ordine del Giorno, il Prof. Virzì è stato nuovamente interrotto dal Sindaco Brunelli per aver superato abbon-

dantemente i minuti massimi consentiti previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale. Si è innescata una forte contrapposizione verbale, alimentata anche dalla Consigliera Frisario che, secondo noi, anche in quella occasione, non ha mancato di portare il proprio “sostegno” alla Maggioranza, contrapposizione che è poi sfociata nel divieto di Brunelli a far completare l’esposizione delle argomentazioni e dal conseguente abbandono dell’aula Consiliare da parte del Consigliere Virzì. Nei giorni successivi ne è nata una polemica, riportata dagli organi di stampa, che ha registrato il suo culmine quando il Sindaco ha accusato il Consigliere Virzì di

aver tenuto un comportamento “fascista”. Gli elementi non sono propriamente quelli tipici di una democrazia: 1°) Impedire che si levi la voce; 2°) Tentare di zittire; 3°) Diffamare la persona che si è dimostrata in disaccordo. L’aggressività dei capi accompagnata dal servilismo dei gregari non sono espressione di democrazia. La sostanza è che una persona capace, preparata ed attendibile non ha potuto dire ciò che voleva dire, nella Sala Consiliare durante un Consiglio Comunale. Non solo questi Amministratori non danno prova di sapere cosa voglia dire “democrazia” ma sembrano guardarsi bene dal tentare di apprenderla.

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NUOVA FONTE ENERGETICA in attesa di VALIDAZIONE La Fusione Fredda potrebbe essere l’energia del futuro di Enrico Castaldini

L

’inizio della fusione fredda 23 Marzo 1989, il termine “Fusione Fredda” viene improvvisamente portato agli onori della cronaca di tutto il mondo quando, Martin Fleishmann dell’Università di Southampton e Stanley Pons dell’Università dello Utah, annunciano di essere riusciti a produrre energia ‘gratis’ fondendo atomi di Idrogeno trasformandoli in atomi di Elio. Si tratta della stessa fusione che tiene accese le stelle e il nostro Sole, ma nella Fusione Fredda tutto viene realizzato utilizzando apparecchi di piccole dimensioni e temperature inferiori a quelle di una fiamma da cucina. Lo scalpore mediatico é immediato, poiché questo significa produzione di energia a costi ridotti, nessun rischio per la salute e impatto ambientale nullo. Il loro apparecchio viene replicato ovunque nel mondo ottenendo risultati contrastanti e la comunità scientifica, dopo molti test per dimostrarne la veridicità, decide di porre la parola ‘fine’, bollando il termine ‘Fusione Fredda’ come appartenente alla pseudo-scienza. Da allora, chiunque nella comunità scientifica abbia annunciato la Fusione Fredda, è stato screditato e relegato ai margini degli ambienti di ricerca. Negli ultimi ventidue anni in molti hanno tentato di replicare e migliorare l’apparecchio di Fleishmann e Pons. I risultati

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Reattore E-CAT

ottenuti sono stati in parte negativi e in parte migliori di quelli di Fleishmann e Pons, producendo energia in quantità maggiore di quanta se ne fosse spesa per mettere in moto l’apparecchio.

La fusione fredda oggi

A partire da Gennaio 2011, un apparecchio chiamato E-CAT ha attirato l’attenzione dell’intera comunità scientifica mondiale. Progettato dall’Ing.Andrea Rossi in collaborazione con il dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna nella persona del professor Sergio Focardi, l’ECAT ha dimostrato più volte di poter generare molta più energia di quanta ne sia necessaria per essere messo in funzione. Tutto ha inizio dagli esperimenti di Focardi e Piantelli, che nel 1994 pubblicano il risultato dei loro esperimenti iniziati due anni prima. Mostrano che il Nickel fatto reagire con l’Idrogeno, in

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particolari condizioni, inizia a produrre un calore inspiegabile. La quantità di calore extra non era sufficiente a scaldare una tazza di tè, ma questo fenomeno viene considerato straordinario e soprattutto inspiegabile secondo le teorie scientifiche di allora e odierne. Negli ultimi quindici anni, si è quindi provato a formulare teorie scientifiche che spiegassero questi fenomeni che sono andate a far parte della categoria LENR, acronimo inglese di “Reazioni nucleari a bassa energia”. LENR o fusione fredda? A questo punto gli scienziati si dividono, soprattutto perché i meccanismi conosciuti di fusione non possono spiegare quanto osservato negli esperimenti: La trasformazione di materiali più leggeri (Nickel e Idrogeno) in materiali più pesanti (Rame e Elio). Gli unici fenomeni fisici conosciuti e accreditati in grado al


momento di compiere queste trasformazioni sono quelli di Fusione. Secondo la scienza ufficiale, questo dovrebbe avvenire solo a milioni di gradi di temperatura, come avviene all’interno del Sole. Si sono quindi cercate teorie alternative, le teorie LENR.

ventore è convinto di poter collegare insieme più apparecchi, anche se ammette che molto lavoro è ancora da fare per industrializzare questa tecnologia.

Nascita del E-CAT

Numerosi test, sia pubblici che a porte chiuse, sono stati eseguiti per verificarne la funzionalità. I primi sono stati rivolti ad un ampio pubblico di giornalisti e professori universitari provenienti da tutto il mondo, durante i quali è Andrea Rossi (a sinistra) e Sergio Focardi (Destra), stato possibile visionare e fotografare alcune parti inin funzione. Questi test erano terne dell’apparecchio. anche orientati ad eliminare le Tutti hanno avuto esito positivo perplessità sui metodi di misura e hanno dimostrato che E-CAT dell’energia ricavata oltre ad atè in grado di fornire più energia tirare l’attenzione della stampa di quanta spesa per metterlo internazionale.

Negli ultimi dieci anni, l’ingegner Rossi, già famoso per il caso Petroldragon (1978), azienda che si prefiggeva lo scopo di convertire rifiuti solidi in carburante (refluopetrolio), ha messo a punto un dispositivo tutto italiano in grado di produrre energia a costo quasi zero, l’E-CAT. Il dispositivo sfrutta la famosa reazione Nickel-Idrogeno, più un catalizzatore che Rossi per ragioni brevettuali tiene segreto, per produrre energia. L’E-CAT, portato alla temperatura e pressione di funzionamento, innesca la reazione e produce più energia di quanta ne sia servita per farlo partire. Infatti, il cuore di questo apparecchiatura, il nucleo, opera attorno ai 300-400°C e riesce facilmente a generare vapore dall’acqua che vi viene fatta scorrere attorno. Avviato il sistema, notiamo che il dispositivo è in grado di generare calore per ore senza bisogno di alcuna fonte esterna di energia. Continua semplicemente a produrre calore dall’interno, come se fosse un piccolo sole, ma molto più piccolo e freddo. Ad oggi il dispositivo viene portato alla temperatura giusta da comuni resistenze elettriche. Il nucleo dell’apparecchio (dove avviene la reazione) non è più grande di una marmitta per auto (nella versione da 10KW) e l’in

I test

Camere di reazione dell’ E-CAT durante i test. Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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L’ultimo test in ordine cronologico si è svolto a Bologna il 28 Ottobre 2011. In tale data Rossi ha presentato al suo primo cliente ed ad un nutrito gruppo di giornalisti una minicentrale da 1MW in funzione. Le prove hanno mostrato che la centrale, formata da un centinaio di E-CAT collegati insieme, fosse in grado di produrre calore e scaldare acqua auto-

nomamente per 5 ore e mezza senza alcun intervento esterno. Gli apparecchi sono stati collegati in serie tra loro e l’acqua a temperatura ambiente in ingresso è stata scaldata dai reattori che all’uscita fornivano vapore a 109°C. Questo vapore è stato analizzato e non ha mostrato tracce di radioattività o di inquinanti. Il vapore è stato poi semplicemente raffreddato e rimes-

so in circolo senza aver prodotto alcun effetto. Il cliente potrà decidere successivamente come sfruttare questa energia. Durante l’intero test, la centrale ha generato una potenza media di 470KW convincendo il cliente a completare l’acquisto. Secondo quanto ricavato dall’esperimento, si è stimato che una centrale E-Cat da 1MW, in grado di alimentare 10 appartamenti, funzionerebbe per 6 mesi, utilizzando solamente 10Kg di Nichel e 18Kg di Idrogeno (poco più di 300€ di materie prime).

Confronto con le tecnologie esistenti

Camere di reazione dell’ E-CAT durante un test. (Ph. Massimo Briga per Focus)

Un prototipo di E-Cat

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I benefici che E-CAT potrebbe introdurre sono molteplici, basandoci sui dati forniti dalla stesso Rossi. Costi: le anticipazioni sul costo di messa in opera di un impianto E-CAT parlano di circa 600$ al KW per la produzione di calore e di circa 2000$ per la produzione d’energia elettrica. L’energia prodotta ha un costo minore di 1c$ per KWh. Valori incredibili se confrontati ad una centrale a Biomassa che costa più di 4000$ per KW installato e produce energia ad un costo variabile tra i 17c$ e i 27c$ per KWh. Per una centrale nucleare invece, scendiamo a circa 3500$ per KW e 3c$ al KWh. L’energia prodotta con E-CAT sarebbe quindi la più a buon mercato. Scalabilità: E-CAT potrà essere usato in impianti di ogni dimensione. Questo permetterà sia la realizzazione di motori ecologici ed economici per treni e navi, sia l’alimentazione delle centrali termiche per sopperire al riscaldamento degli immobili e al bisogno di acqua calda (i due consumi di energia maggiori in Italia), sia l’uso per la generazio-


ne di energia elettrica e termica Lo possiamo confrontare con i in centrali dedicate. valori attualmente calcolati per Basso impatto ambientale: altre tecnologie quali, 1100% A differenza di una centrale a per l’idroelettrico, 70%-180% Carbone, Biomassa o Nucleare, per la combustione di scarti agrinon vengono prodotte scorie o coli (si noti come in questo caso fumi nocivi per la salute. Inoltre si spenda più energia di quannon necessita di controlli sulle ta se ne ricavi). Quindi l’E-CAT sostanze bruciate poiché non è potrebbe essere da subito una possibile utilizzare altri combutecnologia competitiva. stibili per generare energia al di Le prospettive fuori di Idrogeno e Nickel. commerciali Sfruttamento del territorio: Per Nei piani di Rossi, dopo la prima realizzare un impianto fotovolvendita effettuata con successo, taico da 1 MW. serve una sula strada commerciale sembra perficie di circa 14.000 m2 di terreno e produce circa 1.200.000 ormai tutta in discesa. kWh elettrici all’anno. Una cenMolti committenti hanno contattrale a biomasse di potenza tato Rossi e uno di questi è già pari a 1 MW invece, per funin trattativa per una centrale da zionare per un anno, impiega 13MW composta da 13 centracirca 3.800.000 m2 di terreno li da 1MW. I test saranno però coltivati a mais e produce circa completamente a porte chiuse 7.800.000 kWh elettrici all’anno e 4.500.000 kWh termici all’anno. Per un impianto E-CAT da svariati megawatt, le centrali sarebbero compatte, con grandezze paragonabili o inferiori e quelle delle centrali a combustione di gas fossili (i quattro moduli della centrale termoelettrica di Ostiglia - Mantova - hanno una superficie di circa 20.000 m2), senza però la necessità di gasdotti. Rendimento: Nel complesso, si prevede che la tecnologia E-CAT potrà produrre inizialmente 10 volte (1000%) l’energia necessaria a farlo funzionare. Valore destinato ad aumentare con lo sviluppo della tecnologia anche se al momento non si conosce ancora il valore limite che potrà Una immagine dell’E-Cat tratta dalla rete raggiungere negli anni.

in quanto il cliente appartiene al mondo militare. Nei progetti di Rossi è presente anche una versione civile dell’ECAT per la quale dovremo aspettare almeno 2 anni. Questi tempi sono dovuti alle legislazioni per impianti civili, molto più rigorose e stringenti di quelle per apparati industriali e militari, ma se le stime sui costi verranno rispettate c’è da aspettarsi un grande successo commerciale. Entro pochi mesi si saprà quindi in maniera definitiva se questa tecnologia potrà rappresentare o meno una possibilità pratica per la generazione di energia pulita.

Le Critiche

Il percorso futuro non sembra sgombro di ostacoli.La comunità scientifica è spaccata in due e le critiche e i dubbi su una possibile bufala sono all’ordine del giorno, come ai tempi di Fleishmann e Pons. In questo caso però non si tratta di un esperimento di laboratorio ma di un oggetto commerciale.Il vero giudizio arriverà quindi dai mercati e non dalla comunità scientifica. Citando Dennis Bushnell, stimato scienziato a capo del gruppo di ricerca della NASA al Centro di Ricerca Langley, molto ottimista su questa tecnologia: “Penso che abbiamo quasi risolto il problema del ‘non capiamo che cosa sia’ e anche quello del ‘non produce nulla di utile’. Penso che andremo avanti molto velocemente, ora. Se funziona cambierà completamente lo scenario geo-economico e geopolitico e risolverà i problemi energetici”.

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Un tentativo di soccorso per i compaesani che cercano lavoro N

egli scorsi mesi abbiamo cercato di capire come avremmo potuto aiutare i nostri compaesani a trovare una occupazione. Abbiamo strutturato un servizio mirato ai residenti di San Pietro in Casale, non per campanilismo, ma perché pensiamo sia giusto che Consenso Comune dia la precedenza alle problematiche dei residenti locali. Agli iscritti, circa 250, abbiamo inoltrato alcuni messaggi contenenti delle offerte di lavoro raccolte dalle varie fonti come i Centri per l’Impiego e le agenzie specializzate. Messagi di testo contenenti offerte, tipo quelle che potete leggere qui di seguito. Nei prossimi mesi è nostra intenzione regolarizzare e potenziare le segnalazioni di offerte di lavoro, attraverso il profilo Facebook nel quale solo i sanpierini possono essere accettati e tramite alcune bacheche che abbiamo intenzione di installare in alcuni luoghi sul territorio, per informare chi non dispone di un collegamento internet.

Offerte di lavoro di dicembre 2011 RESPONSABILE DI ISTITUTO DI ESTETICA/Direttrice Tecnica Centro Benessere
 - Azienda richiedente: UDO di Sandra Pedreno Salleras - servizi di centri per il benessere fisico - via Sant’Isaia 24 40100 Bologna (Bo)
 - Inviare cv via e-mail a: tserezade79@ hotmail.com
 Cod. 2447/2011 valida fino al 31/12/2011

Mansione: PROGETTISTA MECCANICO
 - Azienda richiedente: People Design Srl Via Delle Lame, 29 - 40122 Bologna (Bo)
: progettazione meccanica area motori
 - Luogo di lavoro: Bologna
 - minimo 23 anni di esperienza. Patente b. Auto propria, preferibile conoscenza inglese e tedesco, buon uso Proe o Catia - Contratto da concordare
 - tempo pieno - 
Inviare cv via email a: personale@ peopledesign.it
 Cod. 2434/2011 valida fino al 29/12/2011

Mansione: TECNICO ELETTRONICO - Assemblaggio e manutenzione sistemi di collaudo funzionale per dispositivi elettrici ed elettronici, supporto alla realizzazione e messa a punto di schede elettroniche, realizzazione e manutenzione documentazione tecnica per quanto sopra indicato
 - A Calderara di Reno (Bo)
 - titolo di studio di perito elettronico o equipollente, eta’ da 20 ai 29 per assunzione apprendistato, esperienza nella mansione per assunzione a tempo determinato in elettronica di almeno qualche anno, per apprendistato non richiesta esperienza, conoscenza della lingua inglese tecnica, conoscenza di windows e applicativi office
 - tempo determinato o apprendistato
 - tempo pieno
 - inviare il curriculum via mail a info@givitech.it
 Cod. 2180/2011 valida fino al 30/12/2011

Mansione: INGEGNERE MECCANICO
 - Zini Srl
 - Sala Bolognese (Bo)
 Laurea in ingegneria meccanica, età dai 25 ai 29 anni, patente

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b, automunito, buono conoscenza della lingua inglese e di autocad,
 - Apprendistato - dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 13.oo alle 17.00
 - Inviare curriculum via mail cinzia.laporta@zinigalvanotecnica.com
 Cod. 2449/2011 valida fino al 30/12/2011

 MAGAZZINIERE
 - Travel Retail Italiana S.R.L.
 - Ricevimento merci, preparazione e trasferimento merce, compilazione ordini e documenti di trasporto, controllo prodotti e date di scadenza
 Utilizzo del muletto - A Calderara Di Reno (Bo)
 - Patente b, automunito, esperienza nella mansione di almeno 1 anno, conoscenza lingua inglese, conoscenza excel e posta elettronica, possesso del patentino per il muletto - Tempo determinato - Turni 6.00 - 14.30 o dalle 8.00 - 16.30 5 giorni alla settimana dal lunedì alla domenica - Inviare curriculum via mail silvia.toschi@travel-retailitaliana.it
 Cod. 2254/2011 valida fino al 30/12/2011 TECNICO CONDUZIONE DI MACCHINE CNC 
- D & P Automation
 - Programmazione CNC, lettura disegni meccanico, fresatura
 - Fresatrice CNC e tradizionale - A Pieve di Cento
 - Patente b, esperienza nella mansione - Tempo determinato
 - Dalle 8.30 - 12.30 e dalle 13.30 - 17.30
 - Inviare curriculum via mail amministrazione@dpautomation.it Cod. 2440/2011 valida fino al 29/12/2011

 TECNICO CONDUZIONE DI MACCHINE CNC
 - Azienda richiedente: RVN di Rizzitano Vincenzo & C. S.n.c. Addetto alla programmazione e alla produzione su macchine principalmente tornio a CNC - A San Giovanni in Persiceto - Tempo determinato - Esperienza nella mansione
 - Full time
 Inviare curriculum via mail a info@torneriarvn.it
 Cod. 2335/2011 valida fino al 10/12/2011

Mansione:

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PULITORE DI LOCALI ANCHE SENZA ESPERIENZA
 Bologna Clean Service S.R.L.
 - Pulizie ordinarie
 - A Castel Maggiore e Stiatico - Lavoro dipendente TI
 - Part/time 10 ore settimanali: lunedì al venerdì nella fascia oraria dalle 14:30 alle 17:00
 - Inviare il curriculum tramite fax al num. 051 5877902, tramite e-mail a info@bolognacleanservicesrl.it
 Cod. 2485/2011 valida fino al 06/01/2012

 TECNICO PERITO ELETTRONICO O ELETTROMECCANICO CON ESPERIENZA
 - Pasvens srl, via Marzabotto 14/L - A Minerbio (Bo)
 - Installazione e manutenzione di macchine lavatrici ed essicatori
 - Minerbio (Bo)
 - Patente b, buona conoscenza del pacchetto office e della lingua inglese
 - Collaborazione a progetto
 - Tempo pieno - Inviare il curriculum tramite e-mail a ufficio. personale@pasven.it
 Cod. 2408/2011 valida fino al 24/12/2011

 MONTANTORE MECCANICO DI PRECISIONE DI MACCHINE AUTOMATICHE - Sanima Srl - Servizi Logistici - A San Pietro In Casale (Bo)
 - Trasferte presso le aziende della provincia di Bologna
 - Conoscenza del disegno - Automunito
 - Lavoro a tempo determinato con possibilità di trasformazione
 - Tempo pieno con disponibilità a straordinari - Inviare curriculum via mail a : cm979nm@libero.it oppure via fax al n. 03411881083
Cod. 2087/2011 valida fino al 28/12/2011

Mansione: MAGAZZINIERE
 - Joker s.r.l.- Fabbricazione di giocattoli (inclusi i tricicli e gli strumenti musicali giocattolo) - via Morandi 141 - A Crevalcore (Bo) - Esperienza nella preparazione degli ordini e nell’uso del carrello elevatore. Si richiede ottima conoscenza della lingua italiana.
 - Inviare cv a: maurizio.garbi@jokergiochi.it o al fax 051 982848
Cod. 3293/2011 valida fino al 30/12/2011

 OPERATORE COMMERCIALE ESTERO
 - Azienda Metalmeccanica vicino a Mirandola
 - Impiegato/a commerciale estero con esperienza e ottima conoscenza lingua russa per attività di back office, inserimento ordini e gestione contatto con i clienti.
 - Per candidarsi: Studio Alberto Nicolini - Ricerca e Selezione, Via Agnini 47 - 41037 Mirandola (Mo); Tel. 0535 611367 fax 0535 609908 e-mail: job@albertonicolini.it
 Cod. 3284/2011 valida fino al 29/12/2011 INGEGNERE ELETTRONICO ADDETTO/A ALLA CONVALIDA DI IMPIANTI
 - La risorsa prescelta riporterà direttamente al responsabile dell’ufficio validazione e si occuperà del controllo di qualità sui processi e sugli impianti affinché questi rispondano alle specifiche tecniche della commessa, si occuperà inoltre della stesura della relativa documentazione tecnica.
 Requisiti indispensabili: Laurea in Ingegneria elettronica (vecchio ordinamento 5 anni o laurea triennale con specialistica) - Ottima conoscenza della lingua inglese - Conoscenza avanzata del pacchetto office - Disponibilità a brevi trasferte nazionali ed estere Costituirà titolo preferenziale aver maturato un’esperienza anche breve in aziende appartenenti al settore dell’automazione, anche in ruolo diverso. Saranno prese in considerazione anche candidature di neolaureati purché abbiano un’ottima conoscenza della lingua inglese e del pacchetto office. A Ferrara - Full time TECNICO DI IMPIANTI DI RADIOCOMUNICAZIONE ED INFORMATICI
 - Per attività di progettazione ed installazione di apparecchi radio ricetrasmittenti ricerchiamo un Tecnico di impianti di radiocomunicazione ed informatici, si valuteranno candidature con laurea in ingegneria informatica o elettronica e delle telecomunicazioni, nonché candidature con diploma di perito elettronico o informatico, è richiesta una forte predisposizione e passione per l’elettronica nonché manualità. - Ferrara - Assunzio ne.
Disponibilità oraria Full Time - Rivolgersi a: Adecco - Filiale di Ferrara, Telefono 0532 241700, Fax 0532 241725, Email: paola. schiumarini@adecco.it

Agenzia AreaJob di Ferrara ricerca: COST ACCOUNTANT
per importante azienda metalmeccanica con sede nel basso ferrarese, richiesta esperienza in ambito contabile di almeno 3/5 anni. Il/la candidato/a si occuperà del controllo ed analisi dei costi di produzione e dei materiali: analisi degli ordini di lavoro e dei costi di produzione; preparazione del costo mensile dei dati di vendita; redazione reportistica, analisi scostamenti; gestione inventario secondo metodo FIFO e supervisione all’inventario trimestrale e di fine anno.
Requisiti: Laurea Specialistica in Economia;esperienza di almeno 5 anni maturata in analoga posizione; richiesta conoscenza ed utilizzo di un gestionale ed Excel, ottima conoscenza lingua Inglese 
Contratto: assunzione diretta da parte dell’azienda
 Sede di lavoro: Provincia di Ferrara

 MAGAZZINIERE/ CARRELLISTA
 per azienda in provincia di Ferrara, richiesta esperienza e patentino uso muletto. Orario: Full Time dal lunedì al venerdì. Sede di lavoro: Provincia di Ferrara, zona basso ferrarese.

 SALDO CARPENTIERE TUBISTA
 per importante azienda metalmeccanica di Ferrara, con esperienza ed iscritto alle liste di MOBILITA’. Orario di lavoro: Full time dal lunedì al venerdì. Contratto a tempo determinato. Sede di lavoro: Ferrara

 TORNITORE CNC 
per importante azienda metalmeccanica di Ferrara,con esperienza. Orario di lavoro: full time dal lunedì al venerdì. Contratto: tempo determinato. Sede di lavoro: Ferrara

 Presentarsi con curriculum vitae dal lunedì al venerdì orari 9.30- 11.30 e dalle 15.00 alle 17.00 oppure inviare cv alla mail: ferrara1@areajob.it indicando nell’oggetto, il titolo dell’annuncio di interesse. Agenzia OpenJob di Ferrara ricerca: OPERAI 
per azienda del settore pelli di Ferrara, cercasi giovani in età di apprendistato dotati di buona manualità e spiccato interesse peril settore tessile/pelle.

 PERITO MECCANICO
 per azienda metalmeccanica della provincia di Ferrara ricerchiamo un perito meccanico anche neo diplomato disponibile a lavorare in produzione.

 ADDETTA/O MARKETING 
ricerchiamo per azienda della provincia di Ferrara laureata/o in marketing o scienze della comunicazione per attività di organizzazione eventi.

 SEGRETARIA 
per azienda della provincia di Ferrara un’impiegata con minima esperienza in bolle, fatture e recupero crediti.

 ELETTRICISTI
 per azienda della provincia di Ferrara elettricisti civili/industriali con consolidata esperienza nella mansione.

 CUCITRICI in mobilità
 per azienda di Ferrara cucitrici esperte con precedente esperienza nel taglio/cucito pelle e tessuto.

 Rivolgersi a: Open Job, C.so Porta Po, 82/a Ferrara, Tel 0532.247182, Fax 0532.243267, ferrara@openjob.it Agenzia Randstad di Ferrara ricerca: 
DISEGNATORE CAD 
con ottima conoscenza diAutocad 2D/3D, per azienda metalmeccanica di Ferrara. 
MANUTENTORE MECCANICO 
con esperienza e ottima conoscenza della lingua inglese, disponibile a trasferte di medio periodo in Italia, Estero, Mondo, per azienda metalmeccanica di Ferrara.

 SALES RAPRESENTATIVE 
con esperienza pregressa nel settore vendite e contatto con il pubblico. Si richiede disponibilità sia full-time che part-time, flessibilità oraria, auto propria, per azienda che opera nel settore telecomunicazioni, pay-tv, a Ferrara e provincia. 
IMPIEGATA CONTABILE FINITA 
in possesso di diploma di ragioneria, disponibile ad un part time di 20 ore settimanali. E’ richiesta disponibilità immediata e flessibilità oraria, per azienda metalmeccanica di Ferrara. Rivolgersi a: Randstad Italia SpA, Via Ugo Bassi, n°50 - 44042 Cento (Fe), tel. 051.6832605 - fax 051.6832194, Email: cento.bassi@it.randstand.com - www.randstad.it

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Anomalie dei Consiglieri Comunali del PD impantanati in un maldestro tentativo di “ritorno al passato” Dopo i risultati elettorali del 2009, pare chiaro anche alla maggioranza che se nel 2014 i cittadini voteranno nuovamente con la “testa”, il PD, promotore di un’Amministrazione che fino ad ora non ha certo brillato è destinato a scendere sotto il 38% quindi, per mezzo di questa “scenetta” strumentale, rappresentata con il locale PDL+Lega Nord, sembra suonare la campana ideologica, riaccendendo nei cittadini la contrapposizione comunisti - fascisti al fine di indurci a votare con la “pancia” e sperando in questo modo di ricompattare l’elettorato che storicamente ha sostenuto il PD in quanto antagonista della destra. di Claudio Masotti - Massimo Monari Marco Alberghini - Consiglieri Comunali

N

oi Consiglieri di Consenso Comune non abbiamo una contrapposizione ideologica nei confronti dei Consiglieri del PD, siamo estremamente critici nei loro confronti ma indubbiamente non proviamo odio per loro. È a causa di questi presupposti che assistendo a quanto è capitato di vivere ai consiglieri del PD, durante il Consiglio Comunale del 8/9/2011, in noi di Consenso Comune è scattato spontaneo un sentimento di umana pietà. Ecco cosa è successo. Nell’ultimo punto del Consiglio Comunale si è trattata una proposta del gruppo PDL-Lega Nord che chiedeva la realizzazione di un cippo in memoria dei prelevati di San Pietro in Casale. All’inizio del Consiglio Comunale il Sindaco ha letto la lettera di alcuni famigliari di prelevati, molto critica e contraria a tale proposta. La discussione dell’Ordine del Giorno è proseguita con l’inter56

vento della Capogruppo del PD Silvia Passarini che ha attaccato pesantemente l’iniziativa del PdL-Lega ed ha anticipato che i consiglieri del PD non avrebbero partecipato alla discussione e nemmeno al voto. È seguito l’intervento della Consigliera Frisario che ha ribadito la sua posizione ed in fine noi di Consenso Comune che, leggendo la nostra dichiarazione, abbiamo spiegato i motivi della non partecipazione al voto. Poiché nessuno aveva espresso l’intenzione di aprire un dibattito, il Sindaco Brunelli, senza esitazioni ha messo ai voti la proposta; i soli due consiglieri a votare sono stati quelli del PDL-Lega che con i loro due voti favorevoli hanno determinato il risultato di approvazione dell’Ordine del Giorno, all’unanimità, immediatamente ufficializzato dal presidente del Consiglio Comunale che è lo stesso Sindaco Brunelli. Da quel momento in poi abbiamo visto il Segretario del PD di San Pietro in Casale, Sergio Secondino, presente in

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aula probabilmente proprio per seguire il voto di quel punto, alzarsi in piedi ed agitarsi osservando i consiglieri di maggioranza con sguardo tra l’incredulo e l’arrabbiato, chiedendo loro che cosa avevano fatto. Il dubbio e lo sgomento si sono impossessati di tutti i consiglieri del PD che, di conseguenza, hanno chiesto spiegazioni al Sindaco Brunelli riguardo le conseguenze di quel voto. Il Sindaco Brunelli si è avvicinato ai consiglieri ed ha somministrato una spiegazione tecnica dell’accaduto finalizzata a rassicurarli e rabbonirli. Le parole del Sindaco non sono però bastate a stemperare la tensione dei Consiglieri PD e men che meno la tensione del Segretario Secondino. Intanto, la Consigliera Frisario ed il Consigliere Margiotta, abbandonavano l’aula con la certezza di aver ottenuto l’approvazione del loro ODG. Vedendo i consiglieri di maggioranza - convinti che il nemico siamo noi di Consenso Comune - non accorgersi, o non voler


capire, che il problema più serio ce l’hanno in casa, presi dallo sgomento per l’accaduto, disorientati e sconcertati, ascoltare le spiegazioni del Sindaco ma dimostrando tutta la diffidenza che traspare da chi sente di essere stato tradito, in quel frangente è scaturito in noi un senso di umana pietà nei loro confronti. Si rendevano conto che il momento era grave poiché il gruppo PDL-Lega aveva appena evitato una cocente sconfitta politica mentre il gruppo di maggioranza, di conseguenza, era appena entrato in un vortice di critiche e tensioni. Il Sindaco Ing. Roberto Brunelli, conoscendo le posizioni dei gruppi politici, sapeva benissimo quale sarebbe stato l’esito del voto; un esito che, se lui avesse voluto, avrebbe facilmente potuto evitare. Come? Con tutto il tempo che riteneva, avrebbe potuto consultarsi sul regolamento con il Segretario comunale, seduto al suo fianco, al fine di accertare che la non partecipazione al voto di 11 su 13 consiglieri avrebbe impedito la votazione

dell’ODG. Avrebbe potuto consultarsi con la Capogruppo Silvia Passarini e suggerire di far votare contro almeno tre consiglieri del PD, impedendo l’approvazione dell’ODG. Avrebbe potuto suggerire ai consiglieri del PD di abbandonare l’aula così da far mancare il numero legale necessario per procedere al voto. Il Sindaco Brunelli, Presidente del Consiglio Comunale, la carica politica preposta alla gestione e regolamentazione del Consiglio Comunale, non ha fatto nulla di tutto questo. Al termine del nostro intervento, accertatosi che nessuno avrebbe dibattuto il tema, ha dato inizio alla votazione alla quale hanno partecipato unicamente gli stessi consiglieri che hanno presentato l’Ordine del Giorno. Il Sindaco ha conteggiato i due voti a favore, ha dichiarato l’approvazione dell’Ordine del Giorno all’unanimità ed infine ha annunciato la conclusione del Consiglio Comunale. Un ulteriore atto di questa vicenda anomala si è verificato il giorno sabato 10 settembre 2011,

due giorni dopo il Consiglio Comunale, quando sul giornale “il Resto del Carlino” è apparso un articolo intitolato “A San Pietro un cippo in memoria delle vittime dei partigiani - Il Centrosinistra si “sbaglia”, passa la proposta del PdL” che, in sostanza, sostiene la tesi dell’errore. NON SIAMO D’ACCORDO CON QUESTA INTERPRETAZIONE. Questa ricostruzione dei fatti ci sembra opportunamente confezionata per “coprire” quella che in realtà è stata una precisa scelta. Una scelta che ha già scatenato forti polemiche e che ora rischia di danneggiare tutti i protagonisti del fatto, compreso il Sindaco Brunelli. Quella che per noi è una chiara iniziativa di “salvataggio” continua il giorno 11 settembre 2011 con un articolo in cui, al fine di distogliere l’attenzione sulle responsabilità del Presidente del Consiglio Comunale - lo stesso Sindaco Brunelli - esce un nuovo articolo sul quotidiano il Resto del Carlino in cui pur parlando di sdegno per l’accaduto, di dibattito rovente dopo lo “sbaglio” della maggioranza e nonostante si legga “ce n’è per tutti”, in tutto l’articolo, grande una intera pagina, stranamente non si trova il benché minimo riferimento al Sindaco Brunelli. È estremamente sospetto che non sia mai stata utilizzata la parola Sindaco, la parola Presidente del Consiglio, primo cittadino. Questo articolo attribuisce la responsabilità dello “sbaglio” alla maggioranza, in pratica i Consiglieri del PD. Salvato Brunelli e condannati i Consiglieri del PD. È plausibile che i dirigenti locali e provinciali del partito abbiano concordato questa versione ufficiale per non mettere in ulteriore difficoltà il Sindaco Brunelli.

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È ammirevole come il gruppo dei consiglieri di maggioranza continuino a difenderlo, facendosi carico anche delle più imbarazzanti responsabilità come quella di aver “pasticciato” in Consiglio Comunale e ricavandone un danno di reputazione e di credibilità politica e personale indelebile. È chiaro che, fino a quando i consiglieri continueranno a fidarsi ciecamente del loro leader Brunelli, la stabilità del gruppo consigliare di maggioranza sarà garantita. Bisogna però vedere se i consiglieri di maggioranza sono stati informati dell’operazione di “salvataggio” di Brunelli e se sono d’accordo con questa soluzione in cui saranno gli unici a pagare. Inoltre, un principio fondamentale del comando è che per ogni evento, positivo o negativo, la responsabilità è attribuibile a chi comanda e per questo motivo non si capisce come si possano incolpare dei “semplici” consiglieri mentre il Sindaco, che li dovrebbe coordinare; che è anche Presidente del Consiglio Comunale e come tale dovrebbe conosce ogni articolo del regolamento; che è stato Consigliere Comunale a Bari-

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cella dal 1990 al 2002 nelle liste PCI, PDS e DS e dal 1993 al 2002 ha ricoperto il ruolo di capogruppo, diversamente dai Consiglieri viene ritenuto privo di responsabilità. Il giorno 13 settembre 2011 l’Amministrazione pubblica, sul Sito ufficiale del Comune, un comunicato, intitolato “LA FORZA DELLA RAGIONE: NON ACCETTARE PROVOCAZIONI” dove, nella ricostruzione dell’accaduto in Consiglio Comunale, Il Sindaco Brunelli, descrive la presentazione dell’ODG come una “FORZATURA”. UNA FORZATURA?? A noi di Consenso Comune ogni atto compiuto durante quel Consiglio Comunale non ha mai dato l’impressione di essere stato imposto, forzato e tantomeno ci è parso forzato il Sindaco Brunelli nel gestire tutte le fasi che hanno portato a quel voto. Per noi comunque è tutto chiaro! Ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di attribuire le responsabilità dei propri atti (l’ennesimo infausto) ad altri. Complimenti per lo spessore politico! Nulla avviene per caso e per noi è sciocco credere che il Sindaco Brunelli si sia sbagliato. Qual-

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cosa è successo ed il risultato è che i consiglieri Frisario e Margiotta hanno ottenuto un importantissimo risultato politico che li ha tolti dalla zona d’ombra in cui, a nostro avviso, si trovavano negli ultimi mesi. Inoltre questo loro successo procurato dalla maggioranza è in perfetta linea con altri casi in cui, per esempio, la maggioranza ha dato il proprio voto a sostegno della elezione della Frisario nel Consiglio della Reno Galliera e nella Commissione Elettorale del 2014. Per noi, il risultato di quanto è successo durante il Consiglio Comunale dell’8/9/2011, non è stata una sorpresa. Ce lo aspettavamo. Poiché le polemiche, nelle settimane successive, hanno assunto un volume forse inaspettato anche per gli stessi componenti della maggioranza, abbiamo l’impressione che questi abbiano deciso di smorzare la polemica attraverso un ulteriore Ordine del Giorno presentato e votato durante il Consiglio Comunale del 30-9-2011. Magari tutta questa vicenda non sia stata ideata dal locale PD ma la nostra impressione è che sia stata “cavalcata” per raggiungere i propri scopi elettorali.


Gli Amministratori stanno manovrando per arrivare alla Fusione degli otto comuni della Reno Galliera. Perché? I motivi che vengono dichiarati dai proponenti sono tutti economici: razionalizzazione dei servizi, riduzione dei costi per le sedi, maggiori trasferimenti dallo stato. Noi crediamo che esistano altre motivazioni, unicamente partitiche, che non hanno al centro le persone ma il mantenimento del potere, in tutte le sue forme. Questa pagina è il nostro primo segnale di allarme.

Q

uesta è solo un’introduzione al tema della Fusione dei Comuni della Reno Galliera di cui tratteremo più ampiamente nel prossimo giornale. La volontà dei Politici/Amministratori è di arrivare alla Fusione di otto Comuni che diventeranno un solo Maxi Comune. Non ci sarà più una persona votata localmente che si prenderà i meriti e le responsabilità di ciò che decide e fa, ma ci sarà un Sindaco comune, eletto dai cittadini degli otto Comuni, Consiglieri comuni. Le decisioni verranno prese dal Sindaco che andrà a decidere per tutti e a livello locale potrebbero esserci dei referenti incaricati (probabilmente pagati). Quel Sindaco avrà la capacità di prendere delle decisioni che soddisfino tutti i cittadini dei vari ex Comuni? Quando farà scelte che non piacciono, per esempio ai cittadini di un ex Comune, sarà disposto ad ascoltarli e rivederle dispiacendo ai cittadini di un altro ex Comune? Come si comportarà il Sindaco del Maxi Comune, è ininfluente; anche se dovesse deludere tutti i cittadini di un ex Comune, questi cittadini, rispetto alla totalità dei cittadini del nuovo Maxi Comune, rimarranno una percentuale così bassa da non

preoccupare né quel Sindaco né la dirigenza politica che lo sostiene. I numeri non sarebbero mai sufficienti per riuscire a cambiare. In una condizione di quel tipo, la possibilità di incidere, per i cittadini di un territorio sarà pressoché nulla, come è nulla per gli abitanti di una frazione che si appellano agli Amministratori per far valere i propri diritti e per anni, in vano, tentano di essere considerati e rispettati. Il Sindaco di San Pietro in Casale ci ha dato un assaggio del rischio che corriamo. Se il Sindaco del Maxi Comune se ne fregasse della volontà dei cittadini di un ex Comune, come ha dichiarato farebbe il Sindaco Brunelli, non badando all’80% della popolazione, figuratevi quanto poco sarebbe preoccupato un Sindaco se quell’80% dei cittadini di un ex Comune di San Pietro in Casale corrispondesse a circa il 9% di tutta la popolazione del nuovo Maxi Comune. Pur essendo migliaia, queste persone non avrebbero più la possibilità di ottenere ascolto e considerazione perché il loro peso politico sarebbe circa un ottavo di quello che avevano prima. Questo della Fusione, secondo noi è l’ennesimo tranello ordito

dai Politici/Amministratori al fine di toglierci la possibilità di decidere ed ottenere una buona gestione per il nostro territorio. I cittadini di territori storicamente separati e ben distinti tra di loro non saranno mai uniti nel momento in cui si dovrà prendere decisioni impopolari e penalizzanti. Sarebbe una popolazione di circa 70.000 abitanti sostanzialmente divisa in 8 fazioni, mentre i politici, i consulenti, gli incaricati e gli assessori si riunirebbero alla guida di questa popolazione slegata. Questa condizione di popolo diviso governato da politici uniti è quanto di più pericoloso per il nostro futuro e non profuma di democrazia.

San Pietro in Casale

Castel Maggiore

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Territorio dell’Unione Reno Galliera

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Per il nostro Comune, passato da una sottomissione ad una semi-libertà, vogliamo la piena liberazione e l’inizio di una gestione comunale fatta partendo dalle persone Un popolo tenuto all’oscuro degli obiettivi primari di chi lo governa, non potrà mai essere veramente libero ma sarà sempre in balìa delle scelte altrui che gli pioveranno sulla testa senza che gli vengano nemmeno annunciate. Questa, è l’attuale nostra condizione che noi intendiamo cambiare. di Marco Alberghini

L

a libertà non è fare ciò che si vuole ma è, come diceva Giorgio Gaber, “PARTECIPAZIONE”. Se partecipi, a qualsiasi cosa, perché lo vuoi, ciò vuol dire che sei libero di farlo e nessuno te lo sta impedendo. Con questo articolo voglio spiegare cosa pensiamo rispetto all’attuale Amministrazione e soprattutto come vorremmo che fosse amministrato il nostro Comune. Per farlo dobbiamo partire da oggi, da come è organizzato, dagli equilibri che lo regolano per arrivare a dire che quello che vorremmo è un Comune gestito in modo molto diverso da così. Con il sistema attuale manca la vera Libertà! Sembra eccessivo, invece è anche troppo facile dimostrarlo. Credo che la Libertà si trovi un passo dopo la consapevolezza, consapevolezza che si raggiunge solo attraverso ad una profonda conoscenza. 60

Noi cittadini di San Pietro in Casale siamo tenuti nella NONconoscenza, come potremo mai arrivare alla libertà? Chi ci amministra non ci dice tutto, trattiene per sè le decisioni proprie e di chi sta ancora sopra. Ci viene detto il minimo indispensabile per dare una parvenza di trasparenza e democrazia ma ci vengono taciute tante cose, così che noi cittadini non abbiamo elementi per farci un’idea, per elaborare una parere, senza informazioni nessuno è in grado di argomentare delle critiche e senza le critiche costruttive che potrebbero incontrare il plauso di gruppi di cittadini, viene a mancare anche il mtivo per aggregarsi per raggiungere un obiettivo comune. Loro non ci informano per non darci gli strumenti necessari a capire ed eventalmente ad avanzare delle critiche. Noi cittadini di San Pietro in Casale non siamo liberi perché tutto viene deciso da qualche decina di persone che gestisce la “cosa pubblica” da decenni.

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Nemmeno per cose banali, queste persone che si chiamano Amministratori, interpellano noi cittadini; creerebbero un precedente tanto buono per noi quanto pericoloso per loro. Un precedente di “partecipazione” quindi di libertà concretizzata in quel momento in cui esprimiamo un’opinione. Figuriamoci se questo gruppo di persone che ci tiene in pugno avrebbe mai potuto chiederci se noi cittadini accettiamo le Biomasse sul nostro territorio. Non l’hanno chiesto e non lo chiederanno mai fosse anche solo per non farci sorgere il dubbio che quello della consultazione popolare sarebbe un modo veramente democratico di gestire il nostro Comune. Le tante omissioni di queste poche decine di persone sono la conseguenza di una loro necessità di non voler gestire nessuna voce fuori dal loro coro. Se noi non sappiamo nulla, non chiederemo nessun chiarimento e non saremo mai in disaccordo. Se si trattasse di un film, gli spettatori avrebbero già capito


che dietro a questo modo di gestire la politica c’é qualcosa di più che ci viene nascosto. Gli spettatori dovrebbero solo attendere di capire cosa. Il nostro problema è che questo non è un film, è la realtà in cui noi stiamo dentro, senza consapevolezza, senza strumenti per far cessare questo stato di sottomissione. A dir il vero uno strumento lo abbiamo ed è la stampa. È l’unica ancora di salvezza di cui disponiamo ed infatti, non crediamo sia un caso che hanno tentato di fiaccarcela con un esposto, con una querela e con il tentativo di modificare il contenuto di un nostro articolo. Perché sono tanto diversi l’Orologio del Comune e SOS Comune di Consenso Comune? Perché nel nostro mettiamo tutto l’impegno possibile per informare i cittadini nel modo più chiaro, documentato, attendibile ed onesto che riusciamo. Tornando a come vorremmo fosse amministrato il nostro Comune, per prima cosa ci deve essere una totale trasparenza; una abitudine a consultare i cittadini, specialmente per le decisioni più importanti con il ricorso, se opportuno, al referendum popolare previsto dallo Statuto comunale; una totale chiarezza dei capitoli di spesa resi disponibili a chiunque; non ci devono essere persone amiche che ottengono l’impossibile e quelle non-amiche che non ottengono nemmeno ciò che gli spetta; i cittadini dovrebbero poter conoscere appieno quali somme vengono spese e per cosa; gli aiuti alle persone bisognose, previsti dalla legge, dovranno essere controllati al fine di evitare eventuali forme di parassitismo che la popolazione non tollera affat

to e che sono, in barba ai principi solidaristici di questa classe politica, uno dei principali motivi della scarsa integrazione. L’Amministrazione non deve dire bugie di nessun tipo. L’Amministrazione che vorremmo per il nostro Comune deve sempre aver chiaro che ogni cittadino riveste due ruoli fondamentali: è il destinatario del lavoro amministrativo in quanto fruitore dei servizi ed ha dei diritti ma, nel contempo, ha anche dei doveri e può essere una risorsa per la collettività (non stiamo parlando di volontariato). L’amministrazione che vorremmo tenta di mantenere tutta l’autonomia decisionale che può, non accetta che il centro delle decisioni gli venga strappato dalle mani, magari dal volere della Unione Reno Galliera, dalla Provincia di Bologna o dalla prospettata Fusione dei Comuni della Reno Galliera. Tenterebbe di decidere autonomamente nell’interesse dei propri cittadini non accettando le imposizioni politiche ed affaristiche che potrebbero arrivare dai livelli superiori della politica e dell’Amministrazione. Nel Comune che vorremmo dovrebbero viverci persone libere, pensanti, informate quindi consapevoli, anche contrarie ma attive, nel rigore della fredda gestione amministrativa ma nel calore dei rapporti umani basati sul rispetto e la considerazione. Oggi noi viviamo in un Comune che non ci permette di essere liberi e noi di Consenso Comune siamo, di fatto, una forza di Resistenza che si batte per la nostra Liberazione da quelle poche persone che ci mantengono all’oscuro degli obiettivi che solo loro definiscono e che solo loro conoscono.

Edito da Associazione Consenso Comune Vicolo del Parco Nord, 15 40018 San Pietro in Casale (Bo) Aut.Tribunale di Bologna n° 7916 del 30-1-2009 Direttore Responsabile: Marco Alberghini cell. 377-1304562 marco-alberghini@libero.it Vicedirettore: Silvia Giatti Hanno collaborato: Mirco Stracciari, Enrico Castaldini, Gianni Grandi, Massimo Lodi, Claudio Masotti, Massimo Monari, Roberto Amadori, Lucia Comastri, Paola Padovani. Un sentito ringraziamento a tutti i correttori e i consulenti che hanno contribuito alla realizzazione che per motivi di salvaguardia non vengono citati. Stampa: Tipoarte Ozzano Emilia (Bo) Chiuso il 22 Dicembre 2011 www.consensocomune.it info.consensocomune.it http://marcoalberghini.wordpress.com/ www.facebook.com digitando Consenso Comune Tiratura 5000 copie. I costi per la stampa di questo giornale e per tutta l’attività di Consenso Comune sono sostenuti dai componenti della Lista Civica e da contribuenti che ringraziamo sentitamente.

Vogliamo esprimere un particolare ringraziamento ai cittadini sostenitori per il fondamentale apporto, costante nel tempo e l’augurio, esteso a tutti i sanpierini, che le cose possano presto migliorare. Associazione Consenso Comune Vicolo del Parco Nord, 15 40018 San Pietro in Casale (Bo) Codice Fiscale 91294640379

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PROMEMORIA e CONSIGLI per il SINDACO

La corretta gestione delle nevicate garantisce l’incolumità dei cittadini e la mobilità dei mezzi di soccorso. È chiaro a tutti, forse non proprio a tutti, che al centro del tema neve si trovano le persone, le quali, si aspettano dalle autorità preposte, una gestione puntuale ed efficace. Nessuno pretende “miracoli” ma è sufficiente che qui si gestisca come in ogni altro Comune interessato dalla stessa nevicata. Questo “pareggio”, a quanto pare, non è avvenuto negli ultimi due inverni pertanto noi, con il solo fine di sollecitare un servizio migliore per i cittadini del nostro paese, non potendo decidere nulla, presentiamo i seguenti suggerimenti, accompagnati dalla speranza che, questi Amministratori, che spesso danno l’impressione di sentirsi superiori, in questo caso, per il bene degli stessi cittadini, mettano da parte ogni presunzione e si impegnino a fare meglio.

V

isto come sono state gestite le nevicate degli ultimi due inverni, con questo articolo intendiamo contribuire, con suggerimenti, ad una migliore gestione delle prossime, prevedibili, nevicate. PREMETTIAMO che di quelle infelici gestioni riteniamo responsabili esclusivamente gli Amministratori ed i dirigenti dell’Ufficio Tecnico, mentre gli addetti, che vengono coordinati, a nostro avviso non hanno responsabilità. Capiamo che sarebbe imbarazzante per i nostri Amministratori chiedere ai colleghi dei Comuni vicini come si fa a gestire una nevicata, pertanto abbiamo estrapolato il disciplinare “Come gestire l’emergenza neve“ dal Comune di Rho, in provincia di Milano di cui, in blu, riportiamo alcuni passaggi fondamentali. I comportamenti e gli accorgimenti suggeriti dagli esperti sono sempre utili; tra questi: restare sempre informati e aggiornati sulla situazione di emergenza; avere a disposizione una scorta di sale; leggere i giornali quotidiani; ascoltare telegiornali o radio giornali locali; consultare le previsioni meteorologiche in Internet. Poiché nel dicembre 2010, dopo quindici giorni in cui in tutta Italia 62

si preannunciavano forti nevicate estese, le cose a San Pietro in Casale, non si può dire che siano andate bene, per questo inverno, consigliamo agli Amministratori di restare più vigili, di rendersi conto quando sta nevicando e senza tentennamenti, attivarsi per fare ne più ne meno quello che fanno in tutti i Comuni del Nord Italia. Per quanto riguarda l’utilizzo del sale, il Comune di Rho ci ricorda che: questo può essere usato per intervenire su formazioni di ghiaccio di spessore limitato. Nel caso di forti nevicate, quindi, è necessario prima togliere la neve quasi completamente e poi spargere il sale sul ghiaccio rimasto. Il quantitativo di sale deve essere proporzionale allo spessore di ghiaccio o di neve da scogliere: per sciogliere un centimetro di neve, per esempio, occorrono circa 50 gr. di sale a metro quadro; con un chilogrammo di sale, quindi, possono essere trattati 20 metri quadrati di superficie. Questo passaggio è molto importante perché ci spiega che non bisogna cospargere il sale sulla neve e poi passare con la pala asportando sia la neve che il sale appena cosparso, ma prima bisogna passare con la pala spazzaneve e dopo aver spar-

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so il sale, bisogna lasciarlo lì in modo che faccia il suo lavoro di scioglimento del ghiaccio. Questa informazione ci permette anche di calcolare quanto sale sarà necessario per cospargere le strade che debbono essere liberate e, una volta trovata la quantità, acquistarla prima che abbia già nevicato, magari in quantità superiore, di sicurezza. Il sale per scioglimento ghiaccio costa circa 12 Euro al quintale. Il nostro Comune, l’anno scorso, ne ha acquistato circa 230 quintali con una spesa di circa 3500 Euro IVA compresa. Con importi di questo tipo, per un materiale tanto strategico, è auspicabile che gli Amministratori decidano di procurarsi una certa scorta di sicurezza per riuscire ad affrontare anche periodi particolarmente nevosi e non rimanere senza sale. Sentite cosa fa il Comune di Rho in caso di neve: il Comune attiva le procedure previste per fronteggiare le precipitazione nevose. Pensate; il servizio è articolato in tre fasi. Prima che nevichi È la fase di monitoraggio delle condizioni atmosferiche. Si attiva ogni volta che le previsioni meteo, fornite da stazioni meteorologiche accreditate,


annunciano possibili nevicate sul nostro territorio. Questa fase prevede che da quel momento in poi siano posti in stato di allerta il settore Lavori Pubblici - ufficio Strade, servizio Protezione Civile e la Polizia Municipale. Quando nevica Quando inizia a nevicare, una volta raggiunti i 3 cm di neve, intervengono mezzi spartineve e uomini, a meno che le previsioni metereologiche non prevedano un miglioramento e l’innalzamento della temperatura nel breve periodo. Lo scopo principale di questa fase è di rendere il più possibile percorribili le strade e garantire l’accessibilità ai punti strategici e si concretizza con la pulizia delle strade compreso lo spargimento del sale. L’intervento prevede l’impegno di un numero adeguato di mezzi spalatori suddiviso per zone di intervento. Priorità viene data da subito alle arterie principali e in contemporanea alle arterie secondarie sino alla viabilità minore. Il controllo dei parchi e delle aree a verde per eliminare eventuali rami o alberi abbattuti e/o pericolanti a causa del carico neve; l’eventuale chiusura delle scuole a secondo della gravità dell’evento meteorologico. Dopo la nevicata Passata la nevicata, prosegue l’intervento dei mezzi d’opera al fine di pulire quanto necessario per contenere il disagio alla viabilità. Per contenere la possibile formazione di ghiaccio, nelle ore di maggiore criticità a causa dell’abbassamento della temperatura, prosegue l’intervento dei mezzi spargisale sulle strade. Proseguono inoltre gli interventi di pulizia su aree pubbliche in funzione della gravità dell’evento. I mezzi per lo sgombero della neve

La città e la sua viabilità sono state analizzate, mappate e classificate, così da ottenere una “graduatoria di priorità” negli interventi di pulizia delle strade e di salatura (spargimento di sale). I mezzi una volta entrati in servizio proseguono a ciclo continuo senza sosta sino al cessare dell’evento e comunque sino a quando la percorribilità delle strade è garantita, provvedendo in seconda fase ad effettuare gli interventi di finitura e pulizia ove necessario. Importante sottolineare la difficoltà di intervento non solo in funzione dell’intensità dell’evento e della temperatura ambiente ma anche in funzione della fascia oraria e quindi del possibile traffico presente che inevitabilmente potrebbe rallentare la velocità dei mezzi operanti.

Comprare il sale prima che nevichi in quantità di sicurezza; spalare la neve dalle strade e solo dopo cospargere il sale; una volta cosparso il sale lasciarlo lì; pulire e salare le strade partendo da quelle più trafficate arrivando a quelle meno trafficate; fare tutte queste cose a partire dall’inizio dell’evento metereologico senza interruzioni. Nello stesso sito si trovano le indicazioni ed i consigli per i cittadini, ai quali, quell’amministrazione richiede e riconosce un ruolo fattivo e collaborativo importante che chiunque può consultare all’indirizzo http://www.comune. rho.mi.it/Eventi-e-Notizie/le-Notizie/Come-gestire-lemergenzaneve-dp1 e nel caso di indecisioni si potrà sempre telefonare al Comune di Rho Piazza Visconti, 23 Rho (MI) Centralino: 02.933321

Sono privilegiate: - le strade principali (grandi vie di comunicazione, principali direttrici) che sono interessate dal trasporto pubblico (autobus, taxi,) e di emergenza (118 e Vigili del Fuoco, ecc.) - le strade che permettono il raggiungimento degli ospedali (autoambulanze, ecc.), l’uscita dei mezzi di soccorso e di pubblica sicurezza, raccordi e vie di accesso alla città.

Per chi vuole constatare e confrontare di persona come è stata gestita la nevicata del 17 dicembre 2010 a San Pietro in Casale e a San Giorgio di Piano, può farsene un’idea guardando questo video: http://vimeo.com/18007560

Questi sono consigli gratuiti che si possono trovare sui siti dei comuni ma se si hanno delle incertezze si può sempre telefonare e farsi spiegare bene bene cosa e come si deve fare o non fare, e magari farsi assistere da qualcuno con maggiore esperienza, proprio durante la nevicata. Chiedendo, con cortesia, si imparano tante cose utili e si riesce a fare ciò che i cittadini si aspettano venga fatto da chi amministra e gestisce il Comune, risparmiando a tutti disagi e guai. Ricapitolando: Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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Come e perché viene espresso il nostro voto in Consiglio Comunale esidero spiegare ai cittadini con quale metodo, noi consiglieri di Consenso Comune, votiamo in D sede di Consiglio Comunale.

Quasi ogni atto che viene compiuto dal Comune, attraverso ad un provvedimento amministrativo, segue una precisa linea politica. L’Amministrazione decide di tagliare servizi ed il caposettore di riferimento pubblica una determina dirigenziale che ufficializza quanto deciso dall’Amministrazione. Si decide di ristrutturare il Centro della Musica e l’Ufficio Tecnico si attiva per preparare tutti i documenti che dovranno essere deliberati dal Consiglio Comunale. Quello che si legge nelle pagine del Bilancio Comunale è il risultato economico di scelte che a volte ci vengono annunciate ma che per lo più non conosciamo e non conosceremo mai. Per questo motivo, per i Consiglieri di minoranza, i quali non vengono praticamente mai coinvolti nelle fasi di analisi e decisione politica, risulta impossibile stabilire, caso per caso, se il bilancio Comunale o le variazioni di bilancio siano condivisibili quindi votabili a favore o non condivisibili quindi da contrastare. A parte i casi evidenti in cui, per esempio, l’Amministrazione decide di vendere i lotti di terra di proprietà del nostro Comune, in passato destinati alla realizzazione del Parco Sud, perché si costruiscano abitazioni, decisione assurda per la quale abbiamo espresso la nostra contrarietà in Consiglio Comunale, per una miriade di altri provvedimenti, non ci è stata data la possibilità di conoscere le motivazioni politiche, pertanto, la posizione che abbiamo deciso di tenere non è quella di contrarietà a prescindere (potrebbero essere motivazioni da noi condivise) ma di astensione poiché dalla nostra posizione non abbiamo elementi sufficienti per valutare le scelte politiche di questi Amministratori. Come previsto dal Regolamento Comunale, alcuni giorni prima che si riunisca il consiglio Comunale, l’Amministrazione mette a disposizione dei Consiglieri (di maggioranza e minoranza) i documenti relativi ai punti che saranno trattati in Consiglio. Per quanto riguarda il bilancio, ultimamente i documenti ci vengono messi a disposizione con anticipo rispetto a quanto previsto dal regolamento stesso e, in occasione delle Commissioni Consigliari nelle quali si approfondiscono i vari argomenti, i responsabili del settore economico ci forniscono chiarimenti sulle decisioni che l’Amministrazione ha di fatto già preso e che debbono solo essere ratificate (ufficializzate) dal Consiglio Comunale. Quello che viene spiegato può essere la verità ma per noi, con ogni probabilità, non è tutta la verità.

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Mi spiego meglio. Quando questi Amministratori decidono di spendere soldi a favore di un servizio piuttosto che di una manutenzione, compiono una loro scelta politica che viene concretizzata da un atto che, in certi casi, deve essere avallato dal Consiglio Comunale. Queste scelte talvolta ci sono parse condivisibili salvo poi scoprire che aprivano la strada ad altre decisioni ed atti per i quali ci siamo trovati completamente in disaccordo. Per chi, come noi, non ha nessun controllo della strategia politica è molto pericoloso avallare anche la più, apparentemente, innocua decisione e, per lo stesso motivo, il voto contrario potrebbe, in futuro, rivelarsi opposto ai nostri principi amministrativi. Decidere per il Sì, per il No o per l’Astensione, non conoscendo le motivazioni profonde e non sapendo quali saranno le successive “mosse politiche” di questi Amministratori, è come muoversi in un campo minato. Sarebbe estremamente ingenuo da parte nostra, fidarci di chi dichiara cose che poi non trovano riscontro nella realtà. Un’ultima spiegazione la voglio dare in merito al nostro comportamento in Consiglio Comunale. Se le Amministrazioni che hanno guidato il nostro Comune nel passato si fossero comportate diversamente da come, purtroppo, si sono comportate, Consenso Comune non sarebbe mai nata e noi Consiglieri e ogni componente della Lista Civica sarebbe impegnato in altro. La nostra presenza è la conseguenza di Amministrazioni, compresa l’attuale, che debbono essere fermate ed il nostro unico obiettivo è raggiungere una gestione equa, trasparente, ragionevole, imparziale, saggia, non clientelare e non affaristica del nostro Comune. Ci pregiamo di non far parte della “casta” né tantomeno di voler entrarne a far parte. Non ci piacciono i discorsi polemici ed infuocati che sentiamo fare da chi poi raramente dà seguito concreto a quanto detto, mi riferisco espressamente alla Consigliera Frisario. Il Sindaco Brunelli ama ripetere che il Consiglio Comunale è il luogo dove si esercita la democrazia. Sì, forse l’intento originale era questo ma oggi, a nostro avviso, per responsabilità di chi ha la maggioranza da sempre, il Consiglio Comunale è svuotato di poteri e non rappresenta più un luogo dove i cittadini vengono considerati, rappresentati e tutelati. Basti pensare che una volta approvato il Bilancio, un semplice Caposettore, può decidere di emanare una determina dirigenziale anche di milioni di Euro (ne abbiamo una) senza che quel provvedimento passi per il Consiglio Comunale e nemmeno che i Consiglieri ne siano informati. Per noi di Consenso Comune, è importante conoscere ogni sfaccettatura della gestione del nostro Comune ora in mano a questi Amministratori ed è ancor più importante informare e dialogare con i cittadini, tutti i cittadini, tentando di concretizzare quella trasparenza che è nostra e di cui la maggioranza è solo capace di riempirsi la bocca. Marco Alberghini

Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

SOS COMUNE N.5  

PERIODICO POLITICO DELLA LISTA CIVICA CONSENSO COMUNE, SAN PIETRO IN CASALE

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