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Periodico dell’Associazione

Periodico dell’Associazione Consenso Comune Anno 2° - numero 1 - Diffusione gratuita

Rivelazioni - Critiche - PROPOSTE su temi riguardanti

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”. Mahatma Gandhi (Mohandas Karmchand Gandhi) n. il 2 ottobre 1869 a Porbandar, Gujarat (India), m. il 30 gennaio 1948 a Birla House, New Delhi (India)

Inadeguato e inaffidabile È il nostro giudizio politico sul Sindaco di San Pietro in Casale, Roberto Brunelli - Segnaliamo alcune circostanze da cui scaturisce la nostra posizione di Marco Alberghini

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on si tratta di un giudizio alla persona Roberto Brunelli, ma del giudizio al Sindaco di San Pietro in Casale, Ing. Roberto Brunelli. Il Sindaco di un Comune dovrebbe essere dotato di autorevolezza, di saggezza nel valutare le diverse scelte possibili, della capacità di saper accettare e valorizzare il lavoro ed i consigli degli altri, della pazienza di ascoltare le critiche senza irritarsi, della capacità di gestire il presente intanto che si programma e progetta il futuro del paese. Dal Sindaco di qualsiasi Comune ci si aspetta la consapevolezza ed il rispetto del proprio ruolo, poiché un Sindaco non rappresenta se stesso, ma rappresenta una intera comunità, composta anche da chi quel Sindaco non ha votato. Da un Sindaco che crede in quello che sta facendo, ci si aspetta che voglia cogliere l’occasione

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San Pietro in Casale

Nota sulle vicende edilizie riguardanti San Pietro in Casale “da definire”

Nuovo questionario dopo un anno di mandato

di farsi conoscere, apprezzare fino a convincere quanti non lo avevano votato a cambiare idea su di lui e, soprattutto, sul partito che esso rappresenta. È passato troppo poco tempo perché si smetta di sperare che il nostro Sindaco e la Giunta, da lui scelta, rifletta maggiormente sulle proprie responsabilità nei confronti di noi cittadini. Confidiamo che la presa di coscienza delle nostre critiche, sia di carattere politico che amministrativo, possa servire a imprimere un cambiamento negli attuali Amministratori, in funzione del quale essi comincino a rapportarsi alla cittadinanza con maggiore considerazione e che, contemporaneamente, inizino ad essere più trasparenti e rigorosi nella diffusione di informazioni di interesse pubblico, che si curino maggiormente dei problemi quotidiani delle persone con un rapporto alla pari, che si occupino del territorio molto più di quanto hanno fatto finora e che vogliano considerare il nostro ruolo con maggiore riguardo.


È tanto lontana da noi la volontà di oltraggiare il Signor Roberto Brunelli quanto è concreta e determinata l’intenzione di rendere pubblica ogni circostanza documentata che richieda un chiarimento o che meriti una critica al Sindaco di San Pietro in Casale, Ing. Roberto Brunelli e ad una parte degli Amministratori di maggioranza.

Il primo fatto rilevante che vogliamo segnalare è avvenuto durante il 2° Consiglio Comunale. Secondo le nostre informazioni il Sindaco Brunelli ha partecipato alla votazione di una delibera che lo interessava direttamente infrangendo, a quanto pare, il Regolamento del Consiglio Comunale.

Sappiate che ci vorrebbero cento pagine per raccontare le tante situazioni emblematiche che vedono gli attuali Amministratori agire in quella che ci sembra una piena sintonia e continuità con l’operato di chi li ha preceduti. Con una aggravante: ci risulta sempre più evidente l’impoverimento dell’identità dei politici del PD locale, la costante perdita dei valori, degli obiettivi, del rapporto con la cittadinanza, delle idee da concretizzare cose che si riflettono drammaticamente sulla qualità della gestione del nostro Comune.

Ecco gli elementi in nostro possesso: l’articolo 38 del Regolamento del Consiglio Comunale riguarda l’Astensione obbligatoria. Al punto 1 si legge - Il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica a provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini sino al quarto grado -. Significa che un componente dell’Amministrazione comunale non può prendere decisioni che lo favoriscano direttamente o indirettamente: perciò, nel caso in cui si presenti questa circostanza, - l’amministratore è obbligato ad assentarsi dall’Adunanza (il Consiglio Comunale) per tutto il tempo della discussione e votazione delle relative deliberazioni -. Il Sindaco Brunelli ci risulta essere cotitolare della Società SAP Tecnica S.r.l. (lo è tutt’ora), la quale nel proprio sito web, pubblica un elenco di lavori eseguiti per conto dei propri clienti. Tra questi lavori ne risalta uno in particolare: committente “Caffé Italiano” che a San Pietro dovrebbe realizzare un Centro Benessere e Attività Culturali, per il quale la SAP Tecnica S.r.l. di Brunelli e soci, dichiara sempre sul proprio sito web, di aver realizzato il Pro-

Giudichiamo San Pietro in Casale un paese con grandi potenzialità stroncate da scelte errate compiute da Politici Amministratori. I primi passi di questa Amministrazione che ci pare in linea con le precedenti, non fa sperare in una inversione di tendenza. Apparentemente agli attuali Amministratori mancano troppi presupposti perché possano anche solo sperare di porre rimedio agli “errori” compiuti dagli Amministratori del passato. Perché siamo così netti nel giudizio? Proveremo a spiegarlo in modo sintetico. Vi proponiamo un elenco di temi che potrete approfondire nelle pagine che seguono: 1) Presentazione e votazione da parte del Sindaco di una delibera che sembra favorire interessi propri. 2) Incongruenze tra la risposta ufficiale ad una nostra interrogazione ed atti pubblici del Comune. 3) Negazione di un problema di Non conformità rispetto alle norme di sicurezza e presenza di punti pericolosi, accertati, presso la Biblioteca Ragazzi. 4) Per tentare di fare chiarezza sui reali costi di Aemiliana, abbiamo chiesto al Comune di avere copia dei bilanci della PRO-LOCO per ogni anno di esercizio sapendo che questa è tenuta a presentarli nel momento in cui ottiene un contributo economico da parte dell’Amministrazione. 5) Risposta ufficiale del Sindaco riguardo i certificati di usabilità degli edifici pubblici come scuole, biblioteche, palestre ecc. 6) Gestione della Cucina centralizzata 7) Pedonalizzazione del Centro 8) Compagri committente della SAP Tecnica

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Avvenimento 1°

getto esecutivo la Direzione lavori e Strutture, importo complessivo dei lavori 1.500.000 Euro. Questa notizia era già stata da noi pubblicata nel n° 2 di SOS Comune. Nell’ordine del giorno del secondo Consiglio Comunale del 1 luglio 2009, abbiamo individuato una delibera con oggetto: APPROVAZIONE VARIANTE SPECIFICA AL P.R.G. VIGENTE - ART.41 - CO.2 - LETT.B) L.R. N.20 DEL 24.03.2000 (CENACCHIO). È importante notare il termine “specifica” e non “generale”. In pratica, alla proprietà del terreno viene concessa la possibilità di trasformare un’area di 350 mq, da agricola ad edifica-

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bile per poter costruire uno stabile di servizio, funzionale al Centro Fitness, con ambulatori e spogliatoi. Opera, a quanto pare, indispensabile alla realizzazione dell’intero Centro Fitness, senza il quale stabile, tutto il progetto potrebbe segnare una battuta d’arresto. Ci ha da subito incuriosito questo Centro Fitness che abbiamo associato a quello che già conoscevamo. Abbiamo cercato, tra la documentazione, un riferimento che stabilisse se si trattava dello stesso o di un’altro. Non abbiamo trovato nessun riferimento all’architetto progettista del Centro. Anche le planimetrie presenti nella documentazione erano “anonime”, né un timbro né una intestazione di studio di progettazione. La cosa ci ha insospettito non poco, per cui abbiamo esaminato riga per riga ogni pagina presente nel fascicolo. In alcune pagine interne della relazione geologica allegata al progetto, abbiamo trovato due riferimenti al committente della relazione stessa, evidentemente, a sua volta, incaricato dalla proprietà. Ecco i testi. “A seguito dell’incarico ricevuto dallo studio SAP si trasmette...”, “Cone Penetration Test, Committente: Sap, Località:

Via Altedo

San Pietro in Casale (Bo) Via Altedo, Attrezzatura: Penetrometro da 200kN”. Un altro importante riscontro viene dal documento Visura per soggetto, un documento catastale che riguarda il terreno dove dovrebbe essere realizzato il Centro. Questi documenti vengono preparati dagli studi tecnici, consultando on-line il sito del Catasto di Bologna. Per potere accedere a questi dati riservati, il tecnico dello studio si deve registrare inserendo il proprio codice fiscale. Nella parte inferiore del documento che abbiamo trovato nel fascicolo, sono indicate le lettere “CLZ SMN”.

Corrispondono, con ogni probabilità, alla signora o signorina Calzolari Simona che, guardacaso, è una dipendente della SAP Tecnica s.r.l., come ci viene comunicato dal sito web della stessa SAP Tecnica alla pagina Collaboratori Interni. Ci sembra di poter affermare, con scarse possibilità di essere smentiti, che la SAP Tecnica di Brunelli e soci è stata incaricata alla progettazione del Centro Fitness

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che dovrebbe sorgere a Cenacchio, ne ha realizzato il progetto ed incaricato altri professionisti come la GeoProbe. Se, a quanto pare, il Sindaco di San Pietro in Casale Ing. Roberto Brunelli è ancora socio della SAP Tecnica S.r.l. (e da quanto emerge dal proprio sito, la SAP Tecnica S.r.l. di Brunelli e soci sembra ancora in affari con i committenti del progetto) se il progetto non si dovesse realizzare, la SAP Tecnica S.r.l. di Brunelli e soci, perderebbe apparentemente una parte di guadagno relativo alla Direzione Lavori e Strutture come si evince dal sito della stessa SAP Tecnica S.r.l. Siamo arrivati al punto. Noi di Consenso Comune eravamo sicuri che il Sindaco Brunelli, in rispetto dell’articolo 38 del Regolamento del Consiglio Comunale, sarebbe uscito dall’aula Consiliare, invece ha preso la parola, ha presentato la delibera, l’ha “caldeggiata”, e alla fine l’ha pure votata. I più benevoli potrebbero pensare ad una svista, una mancanza involontaria, ma il Sindaco Brunelli, ha fatto un discorso conclusivo che presenta, secondo il nostro parere, elementi di una gravità superiore ad ogni possibile svista formale. Ecco la trascrizione del discorso in cui il Sindaco Brunelli presenta la delibera, nel quale interviene anche il Consigliere Alberghini: BRUNELLI - “Nel tentare di chiudere una serie di situazioni che mi sarebbe anche piaciuto, come nuova Amministrazione, di non aver avuto ma che risolvono anche una serie di piccole situazioni, all’interno del piano regolatore, che sta andando in ultimazione, mettiamo all’attenzione del Consiglio una approvazione, faccio notare la parola in questo caso è approvazione perché è una variante al Piano Regolatore per una piccola area di cui poi vi dico, vi facevo il passaggio sull’approvazione perché, come dire, questo Consiglio Comunale raccoglie dal precedente un’adozione e tutti i pareri favorevoli degli enti preposti al controllo, ARPA, USL, Provincia di Bologna ecc. ecc. che sono favorevoli in questo caso, raccoglie e porta all’approvazione, non posso dire che è un atto dovuto perché un’approvazione non è mai un atto dovuto però è una conseguenza di alcune scelte fatte precedentemente che non mi sento assolutamente di diniegare in questo caso perché risponde, in altri casi che vedremo successivamente, ad esigenze soprattutto di tipo produttivo, ... in questa fattispecie l’oggetto del contendere è la creazione di una piccola specie di centro benessere vicino a Cenacchio che prevede la possibilità di realizzazione di superficie accessoria di circa 350 m2, va precisato che i proprietari hanno fatto questo tipo di richiesta perché erano già proprietari della possibilità

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di realizzare questa cosa qui sul tipo di fabbricato che già avevano, loro hanno uno di quei fabbricati censito come fabbricato tipologicamente importante, nel quale già potevano realizzare un centro benessere, un ristorante o un centro agrituristico già nel vecchio PRG, ma solo nella cubatura originale dell’immobile, non potevano fare ampliamenti. Ovviamente, per questa attività che devono fare, la cosa non gli era gradita perché hanno presentato un progetto per la realizzazione di quello che potevano fare all’interno del fabbricato ma hanno chiesto la possibilità di avere questi 350 metri in più per la realizzazione degli alloggi degli addetti e degli ambulatori, ha fatto tutti i passaggi sia di adozione, ha avuto tutti i pareri positivi del caso, pertanto, io lo metto all’attenzione del Consiglio Comunale per l’approvazione”. ALBERGHINI - “Noi non abbiamo intenzione di fermare una cosa di questo tipo, anzi è molto interessante ed è stata una sorpresa per noi ieri vedere questa iniziativa di un privato, visto che ci sono indicate nel progetto diverse vasche, piscine, di venticinque metri, quindi una struttura importante, chiediamo se sia possibile valutare con questo privato la possibilità di fare una convenzione in modo da garantire un servizio ulteriore, al limite potenziare questa struttura e rivedere il progetto della piscina di San Pietro in Casale scongiurare il rischio di realizzare dei doppioni di strutture realizzate da un privato e poi vedersi costruire una piscina con simili potenzialità, chiediamo di economizzare e razionalizzare gli investimenti ed il servizio”. BRUNELLI - “Vedo difficile la possibilità di intervenire sulla fruizione, comunque potrebbe essere lì che mandiamo alcuni per fare qualche tipo di terapia da parte dell’AUSL ed otteniamo degli sconti, questa potrebbe essere una buona fruizione che magari non è compatibile con la piscina pubblica perché ha altri tipi di interessi, sono aperto ad altri tipi di discussione, questo non per raccattare il voto per forza, volevo solo essere preciso”. ALBERGHINI - “Noi il voto lo diamo perché non vogliamo ostacolare questa estensione ma sollecitiamo di verificare la possibilità di convenzionarsi, non per gestire la struttura ma dare “una mano”. Ci sembra una cosa a contrasto, una struttura che parte con un forte investimento in quella zona, a due passi da San Pietro in Casale, vicino, ma in qualche misura sfavorito, ed un progetto del Comune per realizzare una cosa simile, chiediamo all’Amministrazione di trovare una soluzione che non impegni il Comune in un’opera come quella della Piscina comunale e, magari, cogliere l’occasione di questo privato che è già partito con questo progetto ed economizzare gli investimenti”. BRUNELLI - “Vediamo di tenere distinte le due questioni, la scelta che faremo sulla Piscina, mi dispiace, conosco anche le persone, nel senso che sono un

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fruitore del loro Caffè Italiano, spesso, ad Altedo, perché ci passo per lavoro, mi fermo a prendere il caffé, quindi li conosco anche personalmente, non voglio andare addosso a nessuno, però sono due questioni che tengo profondamente distinte. La scelta che faremo sulla Piscina comunale dovrà essere una scelta dettata dalla opportunità ed economicità generale della nostra amministrazione. Se l’Amministrazione deciderà di fare la Piscina Comunale, la farà anche se lì sarà realizzata una struttura privata”. Poi si è passati alla votazione che ha visto l’approvazione con voto unanime.

Analisi 1ª

Ad un certo punto, nella parte finale del discorso, il Sindaco Brunelli ammette di conoscere le persone (del Centro Fitness), fa riferimento al Caffé Italiano e aggiunge di conoscerle perché, passando per andare al lavoro, si ferma a prendere il caffé nel loro bar. Siamo convinti che abbia voluto ammettere di conoscerli ma che, nel caso in cui sia confermato, abbia intenzionalmente omesso il rapporto professionale e di conseguenza anche il rapporto economico che, eventualmente, li lega. Chiediamo al Sindaco Brunelli di chiarire “ampiamente” la sua posizione rispetto a questi elementi oggettivi. Ci auguriamo che voglia fornire una spie-

gazione basata su prove documentali, certificate ed ufficiali come, ad esempio, che la SAP Tecnica non ha mai lavorato per quel Cliente, producendo l’eventuale lettera raccomandata di rinuncia all’incarico a riprova che non ci lavorava più nel giorno in cui è stata votata la delibera, oppure che il Sindaco Brunelli non era più socio della Sap Tecnica nel giorno in cui è stata votata la delibera. Quella che ci è sembrata una omissione ha instillato in noi il sospetto che il Sindaco Brunelli sapesse che non avrebbe dovuto e potuto presentare, e poi votare, quella delibera, ma lo ha fatto comunque. A meno che non esista una valida giustificazione, sarebbe la prova che il Sindaco Brunelli, 25 giorni dopo essere stato eletto, avrebbe violato il Regolamento sapendo di violarlo, per una faccenda che lo interessava direttamente. Se il fatto venisse confermato, mi chiedo se i Consiglieri della maggioranza ne fossero al corrente e, nel caso non lo fossero, quali ripercussioni potrà avere sulla credibilità del Sindaco e sul rapporto di fiducia con i Consiglieri stessi? Per visionare, in versione integrale, i documenti a cui facciamo riferimento nell’articolo, potete consultare il sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 1

Avvenimento 2° Altro tema è quello delle risposte ufficiali che il Sindaco Brunelli ha dato alle nostre interrogazioni, smentite da documenti provenienti dallo stesso Comune. Noi di Consenso Comune, il 21 settembre 2009 abbiamo inoltrato 18 Interrogazioni al Sindaco e agli Assessori competenti. L’intento era di avere risposte chiare su temi di pubblico interesse. Le risposte, in alcuni casi, NON corrispondono ai documenti di cui noi siamo in possesso. A) Museo Archeologico Abbiamo chiesto se questa Amministrazione ha intenzione di provvedere alla realizzazione del Museo Archeologico al piano terra del Museo Frabboni, così come da progetto esecutivo redatto dall’Arch. Cervellati. Risposta del Sindaco Brunelli: “Premetto che, come evidenziato nella relazione del Direttore dell’Area Servizi alla Persona, non è mai stato approvato alcun progetto esecutivo per la realizzazione di un museo archeologico presso Casa Frabboni;

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non si può dunque affermare che non sia ancora stato realizzato qualcosa che non è ancora stato previsto. Premetto ancora che non risulta a questa Amministrazione alcuna indicazione di destinazione d’uso nel piano di recupero redatto dall’Arch. Cervellati, per cui è improprio ritenere che gli spazi espositivi siano utilizzati in modo difforme da quanto progettato. Vi proponiamo ora la nostra risposta durante il Consiglio Comunale del 14 movembre 2009. Consigliere Alberghini: “Visto che lei dichiara che non esiste un Progetto Esecutivo della ristrutturazione del Museo Frabboni, redatto anche da lei (Brunelli) tra le altre persone. Nella spiegazione della destinazione dei vari spazi si legge, a piano terra, che: - Sulle indicazioni del Soprintendente Malnati, si è pensato di dedicare tutto il piano terra al Museo Archeologico - poi c’é la lista di tutti gli spazi e gli angoli, come caricarli con i vari reperti, ecc”. Risposta del Sindaco Brunelli (dopo un momento di esitazione): “Non posso dirle altro, ma le sottolineo un fatto, io nella fattispecie facevo il calcolatore statico, non ero tenuto a sapere cosa ci fosse dentro ad una sala ma ero impegnato a tentare di farla stare in piedi bene”.

Analisi 2ª

Alcune pagine estratte dal progetto per la realizzazione del Museo della Città di San Pietro in Casale. 6

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Ad una domanda posta in modo semplice: «poiché, dal 2003, esiste un Progetto esecutivo, relativo al Parco Culturale - Casa Frabboni - che prevede una sezione archeologica, il Sindaco ha intenzione di realizzare tale museo?» il Sindaco Brunelli, nella sua risposta, sostiene che non è mai stato approvato un progetto esecutivo per la realizzazione di un museo archeologico presso


Casa Frabboni ed aggiunge che non risulta nessuna destinazione d’uso, nel piano di Recupero redatto dall’Architetto Cervellati. I documenti in nostro possesso, sono un Progetto culturale molto articolato e dettagliato che prevede una sezione Archeologica e ne descrive l’ubicazione e l’organizzazione espositiva. Parte integrante di questo Progetto culturale è il Progetto esecutivo, con intestazione del Comune di San Pietro in Casale, a cui hanno lavorato, come progettisti, l’Architetto Cervellati, l’Ing. Antonio Peritore (Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Pietro in Casale), mentre per le strutture era incaricato Roberto Brunelli. • Poiché per il Museo Casa Frabboni era già stato completato il progetto di recupero, nel Progetto di Cervellati era prevista la sezione archeologica di cui, attualmente, non si trova traccia nella stessa Casa Frabboni; quale progetto esecutivo è stato adottato per realizzare i lavori già ultimati? • Si è seguito il Progetto esecutivo di Cervellati oppure un altro progetto? • Se si è seguito il Progetto di Cervellati, perché non si è rispettato il Progetto culturale cancellando la sezione Archeologica?

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• Se invece l’Amministrazione ha adottato un ulte-

riore progetto, non credete che si siano spesi malissimo soldi pubblici per un lavoro non utilizzato? • Se in un primo momento il Sindaco Brunelli nega che sia stato approvato un Progetto esecutivo per la realizzazione di un Museo Archeologico, facendo pensare che quello redatto dall’Arch. Cervellati sia stato scartato a favore di un’altro di cui non conoscevamo l’esistenza, perché nella risposta successiva il Sindaco Brunelli afferma che nel Progetto esecutivo redatto dall’Arch. Cervellati non risulta all’Amministrazione alcuna destinazione d’uso, mentre dai documenti di cui disponiamo risulta invece chiarissima la destinazione a Museo Acheologico di buona parte del piano terra? In pratica prima sostiene che il progetto non prevedeva il Museo Archeologico, poi, subito dopo sostiene che il progetto seguito è quello di Cervellati, che invece prevede la sezione archeologica. • Dal tono delle risposte dà l’impressione di non conoscere i contenuti né del Progetto culturale né del Progetto esecutivo; è possibile che veramente non li conoscesse, come da lui dichiarato durante la discussione in Consiglio Comunale? E, anche se realmente non li conosceva ma era al

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corrente del progetto, avendoci lavorato attivamente, perché non si è informato prima di scrivere la risposta alla nostra interrogazione? • Come spiega il Sindaco la Determina n° 209 del 20/05/2004 che ha come oggetto: Incarico professionale per la realizzazione della Sezione Archeologica Museo della Città - Impegno di spesa.? Lo abbiamo detto in Consiglio; la risposta a questa interrogazione è in assoluto la peggiore che abbiamo ricevuto. È caotica, non chiara, non lineare e contraddittoria rispetto all’ampia documentazione avuta dallo stesso Comune. Poiché crediamo che il Sindaco Brunelli non abbia l’abitudine di dare risposte “a caso”, ci dà l’impressione che faccia lo slalom tra i tecnicismi che lui conosce tanto bene e che non sono la nostra materia, per svincolarsi dalla domanda ed evitare la risposta, una cosa che non ci sorprende più. Per visionare, in versione integrale, i documenti a cui facciamo riferimento nell’articolo, potete consultare il sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 2

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Avvenimento 3° Continuiamo con le risposte ufficiali che il Sindaco Brunelli ha dato alle nostre interrogazioni, “smentite” da documenti provenienti dallo stesso Comune. La nostra Interrogazione: Biblioteca Ragazzi. Non conformità rispetto alle norme di sicurezza e presenza di punti pericolosi. Considerato che la Biblioteca Ragazzi risulta non conforme alle norme sulla sicurezza e conserva evidenti punti pericolosi si interroga il Sindaco e gli Assessori competenti per sapere se questa Amministrazione ha intenzione di risolvere tali carenze con interventi definitivi che possano garantire la sicurezza e l’incolumità dei numerosi utenti, principalmente minori, che frequentano assiduamente la Biblioteca Ragazzi. Il Direttore dell’Area Gestione Territorio Ing. Peritore risponde: “In merito all’interrogazione di cui all’oggetto, si precisa quanto segue: A questo ufficio non risulta vi siano punti pericolosi o non conformi alle normative vigenti all’interno dell’edificio in oggetto, né che siano pervenute segnalazioni in merito, né che siano state riscontrate tali problematiche a seguito delle visite periodiche effettuate da parte del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione”. Il Sindaco Brunelli risponde: “Considerato che la risposta dell’Ufficio tecnico in allegato è in palese contraddizione rispetto a quanto da Voi affermato, confermiamo la massima attenzione da parte di questa Amministrazione nei confronti delle norme di sicurezza”. Noi sappiamo che da molti anni all’interno della Biblioteca Ra

gazzi c’é almeno un punto molto pericoloso, un gradino, poco visibile nel quale varie persone sono inciampate. Sappiamo che l’ambiente al secondo piano non è a norma e la struttura è sprovvista del Certificato di Prevenzione Incendi.

Analisi 3ª Anche in questo caso, ad semplice domanda ci siamo ripondere in maniera netta quanto abbiamo esposto corrisponde a realtà.

una visti che non

• Perché il Direttore d’Area com-

petente ha fatto un’affermazione smentita da un documento a lui inviato? • Da un ingegnere, che vive a San Pietro in Casale da diversi anni, che è stato a capo dell’Ufficio tecnico del Comune per diversi anni, che ha sicuramente visitato la Biblioteca Ragazzi, che oggi riveste il ruolo di Sindaco, non ci aspettavamo che facesse propria la risposta del Direttore dell’Area Gestione Territorio Ing. Peritore senza che gli nascesse il dubbio che qualcosa di anomalo ci fosse veramente.

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Perché il Sindaco Brunelli ha subito accolto la posizione del Direttore d’Area ed ha escluso che noi potessimo avere anche una minima ragione? Noi pensiamo perché è FORTEMENTE PREVENUTO nei nostri confronti e non sembra in grado di gestire questo suo disagio. Arriva a sostenere una cosa palesemente imprecisa pur di non ammettere che esiste un problema e magari che lo stanno già risolvendo. Il Sindaco Brunelli, politicamente parlando, ci sembra non volere o non riuscire ad elevarsi al ruolo che gli compete e liberarsi dei pregiudizi che dimostra di avere nei nostri confronti, divenendo fi-

nalmente libero di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato anche se gli viene suggerito da noi. • La risposta del Capo Area, Ing. Peritore, ci suona come un’operazione di soccorso per salvare il Sindaco Brunelli. Sicuramente, nell’immediato, ne ha alleggerito la responsabilità ma, in fondo, lo penalizza in termini di credibilità. • La prima regola del comando è: “tutto è responsabilità mia”. Allora, non sarebbe stato meglio se la risposta del Sindaco fosse stata: “È vero, ci sono dei problemi che conosciamo bene, li stiamo già risolvendo, vi informeremo al più presto della loro soluzione”. A quel punto, noi cosa avremmo potuto dire? Niente! Saremmo

stati soddisfatti della trasparenza e franchezza di tale risposta. Non è andata così e temiamo che l’atteggiamento non cambierà.

questa Amministrazione il bilancio annuale d’esercizio. Nel caso in cui la Pro-Loco, come qualsiasi altra Associazione, chieda all’Amministrazione un contributo economico per una o più iniziative è necessario corredare la richiesta con un Bilancio economico delle stesse come previsto dal “Regolamento per la concessione di finanziamenti e benefici economici ad Enti pubblici e soggetti privati”. Il Sindaco Brunelli risponde: “Riteniamo esauriente la risposta dell’ufficio che alleghiamo facciamo notare che i finanziamenti alla Pro

Loco vengono concessi attraverso patrocini onerosi deliberati dalla Giunta nella fattispecie l’unico patrocinio oneroso deliberato da questa Giunta è stato quello del Basket in piazza organizzato dalla società Veni iniziativa che una nota associazione ci fa notare non essere dell’attuale Amministrazione”. Riassumendo, Raul Duranti afferma che la Pro-Loco non è tenuta a presentare i propri bilanci al Comune ma se chiede finaziamenti per iniziative, deve presentare i bilanci di quelle iniziative al

Voglio mettere in evidenza un fatto positivo. Poco tempo dopo l’inoltro della nostra interrogazione, l’Amministrazione ha provveduto a sostituire il gradino pericoloso con un più sicuro piano inclinato, risolvendo finalmente un annoso problema. Per visionare, in versione integrale, i documenti a cui facciamo riferimento nell’articolo, potete consultare il sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 3

Avvenimento 4° Ancora una risposta ufficiale che il Sindaco Brunelli ha dato ad una nostra interrogazione. C) Oggetto della nostra Interrogazione: Pro-Loco di San Pietro in Casale. Considerato che, anche da parte degli associati, non è possibile ottenere un bilancio economico della suddetta Pro-Loco, che riceve contributi pubblici dal Comune di S.Pietro in Casale. Considerato che non è mai stata fatta chiarezza sul costo reale dell’iniziativa “Aemiliana” per nessuna delle edizioni, abbiamo chiesto, al Sindaco ed agli Assessori competenti, di avere copia dei bilanci economici di ogni anno di esercizio della Pro-Loco e con quale criterio e da chi viene redatto il programma di “Aemiliana”. Il Direttore dell’Area Servizi alla Persona - Raul Duranti - risponde: “L’Associazione turistica Pro-Loco di San Pietro in Casale non prevede la compartecipazione economica del Comune per la gestione ordinaria e quindi non è tenuta a presentare a 10

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Comune. PROPRIO QUELLI VOLEVAMO VEDERE!. Il Sindaco Brunelli, nella sua risposta, approfitta dello spazio libero nel foglio per aprire una polemica nei nostri confronti.

Analisi 4ª Né Raul Duranti né il Sindaco Brunelli, pur confermando che la ProLoco è tenuta a presentare i bilanci al Comune, se da questo finanziata, ha fornito chiarimenti sui bilanci attinenti ad iniziative realizzate in collaborazione con la Pro-Loco. È vero che la nostra richiesta sarebbe dovuta essere più tecnica, più precisa, ineludibile, ma è anche vero che ogni cittadino di San Pietro in Casale sa benissimo che l’iniziativa più importante a cui è chiamata ad intervenire la Pro-Loco è proprio Aemiliana. Ci sembra che sia mancata la volontà di capire che ci stavamo riferendo proprio a quei bilanci. In ogni caso abbiamo richiesto le determine emanate dal Comune che avessero come oggetto Aemiliana. Non si possono considerare un bilancio, ma pensiamo che servano a farsi un’idea del costo. Un’ultima considerazione riguarda i dirigenti della Pro-Loco: hanno idea di quello che si potrà pensare della loro gestione se continueranno a non presentare alcun bilancio, nemmeno agli iscritti che avendone diritto li hanno più volte richiesti senza averli mai ottenuti? Lo statuto della Pro-Loco, all’articolo 13 comma 3 stabilisce che “Il bilancio consuntivo approvato dall’Assemblea sarà disponibile, per la visione da parte dei Soci, presso la sede dell’Associazione”. A quale autorità ci si dovrà rivolgere per ottenere i bilanci della nostra Pro-Loco? Per visionare i documenti integrali a cui facciamo riferimento, consultate il sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 4

determine relative ad AEMILIANA - servizi alla Persona det 72 del 22/03/2005 det 126 del 24/05/2005 det 136 del 03/0672005 det 158 del 20/06/2005 det 202 del 07/09/2005 det 287 del 24/11/2005 det 290 del 29/11/2005 det 329 del 30/12/2005

MEDIAMORPHOSIS manifesti, locandine folder PEPITA PROMOTERS rapporti con i media coop VOLI realizzazione immagine Coop Molinella trasporto sculture pubblicità su repubblica PRO-LOCO gestione Aemiliana compensi a coop le pagine per apertura biblioteche PRO-LOCO gestione Aemiliana PRO-LOCO gestione Aemiliana PRO-LOCO gestione Aemiliana PRO-LOCO gestione Aemiliana

det 32 del 02/03/2006 PRO-LOCO stagione concertistica 2005/2006 det 99 del 23/05/2006 incarico al giornalista per (promozione aemiliana prestazione di servizi (biblioteca comunale) det 178 del 04/09/2006 PRO-LOCO per teatro culinario

det 102 del 18/05/2007 pubblicità tipografia Altedo informazioni e pubblicità imposte e tasse più affissione det 109 del 25/05/2007 coop facchini di Molinella (trasporto sculture) pubblicità tip Altedo det 112 del 29/05/2007 PRO-LOCO 1° trance per aemiliana det 120 del 11/06/2007 Bonfiglioli pubblicità per Aemiliana det 130 del 20/06/2007 PRO-LOCO per Aemiliana

det 105 del 19/05/2008 tipografia Altedo per pubblicità affissioni det 108 del 21/05/2008 coop facchini di Molinalla trasporto sculture det 18 del 28/05/2008 Bonfiglioli pubblicità per Aemiliana det 122 del 30/05/2008 PRO-LOCO 1° trance det 150 del 19/06/2008 tipografia Altedo per pubblicità 600 volantini det 131 del 20/06/2007 PRO-LOCO 2* trance

det 130 del 20/05/2009 fornitura materiale per mostra tipografia Altedo det 133 del 21/05/2009 spese biblioteca comunale det 134 del 21/05/2009 pubblicità tip Altedo introiti da sponsorizzazione det 146 del 29/05/2009 pubblicità Bonfiglioli det 159 del 04/06/2009 PRO-LOCO

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3.550,00 3.400,00 1.300,00 1.220,00 1.306,00 16.666,00 245,00 10.000,00 5.000,00 3.400,00 1.800,00

47.887,00

2.800,00 2.550,00 3.515,00 8.000,00

16.865,00

4.170,00 6.238,00 800,00 2.304,00 468,00 10.000,00 595,00 15.000,00

39.575,00

1.968,00 400,00 4.320,00 60,00 11.000,00 150,00 15.000,00

32.898,00

1.063,00 564,00 672,00 1.740,00 10.350,00 96,00 7.700,00

22.185,00

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Avvenimento 5° Ancora una risposta ufficiale che il Sindaco Brunelli ha dato ad una nostra interrogazione. Stiamo parlando degli edifici di proprietà del Comune, adibiti a scuole, palestre, biblioteche ecc. e le relative certificazioni. Breve cronistoria. In data 25/10/2008 ho richiesto al Comune di San Pietro in Casale copia dei Certificati di Usabilità di 14 stabili di uso pubblico senza ricevere alcuna risposta scritta, né entro i trenta giorni di legge né mai. In data 24/12/2008 ho inoltrato il sollecito della richiesta di copia dei Certificati al quale non è seguita alcuna comunicazione da parte del Comune. In data 30/1/2009 ho inoltrato formale esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna. In data 21/9/2009, in veste di Consigliere Comunale, ho inoltrato una interrogazione con oggetto “Interrogazione relativa ai certificati di usabilità” alla quale il Sindaco Ing. Roberto Brunelli ed il Direttore Area Gestione Territorio, Ing. Antonio Peritore hanno risposto con argomenti difformi da quanto previsto dal testo unico e confermando che gli stabili sono sprovvisti di certificato di usabilità. Ho ricevuto risposta a tale interpellanza contenente, a mio avviso, affermazioni irregolari o non corrispondenti alla normativa; Il Sindaco Brunelli infatti, nella sua risposta, afferma che un Certificato di Usabilità “non è altro che una rendicontazione di altri certificati”. La definizione attribuita dalla legge all’attuale Certificato di Agibilità che va a sostituire l’Abitabilità e l’Usabilità è: “Attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e degli impianti installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente”. 12

Risulta solo in parte corretto quanto sostiene l’Ing. Peritore, e cioè che i fabbricati pubblici devono essere muniti di Certificato di Regolare Esecuzione dei Lavori (in sostituzione dell’Usabilità) come da Art. 200 e 208 del D.P.R. 554/99 che al comma 1 cita testualmente: “Il Certificato di Regolare Esecuzione dei Lavori è emesso dal direttore dei lavori ed è confermato dal responsabile del procedimento”; ed al comma 2: “Il Certificato di Regolare Esecuzione dei Lavori è emesso entro tre mesi dall’ultimazione dei lavori e contiene gli elementi di cui all’Art. 195”. L’Articolo. 195 stabilisce a) se il lavoro sia o no collaudabile b) a quali condizioni e restrizioni si possa collaudare c) i provvedimenti da prendere qualora non sia collaudabile d) le modificazioni da introdursi nel conto finale e) il credito liquido dell’appaltatore Mi risulta che una cosa è il Certificato di Collaudo ed un’altra cosa è il Certificato di Regolare Esecuzione: sono necessari entrambi, e quest’ultimo è successivo al primo. Ho inoltrato una ulteriore interpellanza relativa alla Biblioteca Ragazzi alla quale l’Amministrazione ha fornito una risposta smentita da altri documenti sempre forniti dal Comune; Successivamente, in data 17/11/2009, ho fatto richiesta dei certificati di Collaudo statico, Collaudo Tecnico Amministrativo o parimenti Certificato di Regolare Esecuzione, Certificato di Prevenzione Incendi, ove necessario e ove rilasciato, certificato degli Impianti, relativi a 14 stabili di proprietà del Comune di San Pietro in Casale a seguito della quale richiesta mi è stato consegnato il plico di certificazioni di cui pubblichiamo il rendiconto:

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• • Relativamente alla Palestra di Via Conta Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianto elettrico Certificazione Impianto termico Mancanti Collaudo Certificato Prevenzione Incendi Certificato di Regolare Esecuzione • • Relativamente alla Scuola Elementare “De Amicis” - Centro Alice Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianto elettrico Certificazione Caldaia Certificazione Impianto a Gas Attestato di idoneità statica del 1998 dove si legge: “Piena Idoneità statica di entrambe gli edifici, con finalità educative-didattiche, in argomento, ad unica esclusione delle aule ad est ed a ovest Piano Rialzato del “Centro Alice” ove occorrono consolidamenti”. Nulla Osta provvisorio di Prevenzione Incendi (scaduto) Richiesta di Certificato Agibilità con parere dell’USL del 1988 per: Scuola Elementare Maccaretolo Scuola Elementare di Poggetto Scuola Elementare via Matteotti - “De Amicis”. Scuola Media “Bagnoli” Mancanti Nessuno • • Relativamente alla Scuola Elementare di Maccaretolo Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianti elettrici Nulla Osta provvisorio di Prevenzione Incendi (scaduto) Certificato di Idoneità statico del 1994 da rinnovare dopo tre anni. Mancanti Certificazione Impianto termosanitario • • Relativamente alla “Scuola Media “Bagnoli” Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianti elettrici


Attestato di Idoneità statica Nulla Osta provvisorio di Prevenzione Incendi (scaduto) Mancanti Certificazione Impianto termosanitario C.C.T. e impianto di riscaldamento • • Relativamente alla “Casa delle Associazioni” Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianti Certificato di Regolare Esecuzione privo di data e non firmato dall’Ammin.ne Mancanti Certificato di Prevenzione Incendi Collaudo • • Relativamente alla Scuola Materna “Italo Calvino” Certificati forniti dal Comune Relazione e Certificato di Collaudo dove a pagina 16 lettera D si legge: Chiusura lavori in ritardo e rinuncia alla penale - Dichiarazione D.L. Brunelli per l’impiantistica. Incaricato per prevenzione incendi p.i. Rino Natali DGC 144 del 12/11/1998 Parere di conformità del progetto condizionato dei Vigili del Fuoco per il progetto • • Relativamente alla “Scuola Elementare di Poggetto” Certificati forniti dal Comune Collaudo Certificazione Impianti Mancanti Certificato di Regolare Esecuzione Certificato di Prevenzione Incendi • • Relativamente alla “Scuola Materna Arcobaleno” Certificati forniti dal Comune Collaudo Certificazione Impianti Mancanti Certificato di Prevenzione Incendi • • Relativamente al “Centro Sportivo - Palestra e Spogliatoio” Certificati forniti dal Comune

Relazione e Certificato di Collaudo Certificazione Impianti Mancanti Certificato di Prevenzione Incendi • • Relativamente al “Museo Casa Frabboni” Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianti Mancanti Collaudo Certificato di Regolare Esecuzione Certificato di Prevenzione Incendi • • Relativamente alla “Biblioteca Mario Luzi” Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianti Mancanti Collaudo e relazione tecnica Certificato di Prevenzione Incendi • • Relativamente al “Centro Anziani” Certificati forniti dal Comune Certificazione Impianti Mancanti Collaudo Certificato di Regolare Esecuzione Certificato di Prevenzione Incendi • • Relativamente alla “Biblioteca Ragazzi” Certificati forniti dal Comune Certificato impianto elettrico Mancanti Collaudo e relazione Certificato impianto termosanitario installazione caldaia Certificato di Prevenzione Incendi

Analisi 5ª La maggior parte degli stabili risulta non in regola con le certificazioni. In tutto il periodo che va dalla prima richiesta di certificati ad oggi, il comportamento degli Amministratori precedenti come degli attuali, è risultato insopportabile, irrispettoso, animato da arbitraria superiorità. Ho segnalato questa situazione alle autorità compe-

tenti con un esposto, segnalando la mancata risposta alla mia richiesta di Atti della Pubblica Amministrazione. Ho evidenziato la contraddittorietà delle risposte ufficiali fornitemi dal Sindaco e dal Direttore d’Area competente con altra documentazione ufficiale e con la normativa vigente. Ho segnalato la mancanza delle previste certificazioni come un gravissimo inadempimento del DPR n° 37 del 1998. Convinto che l’atteggiamento dell’Amministrazione, interpretabile come reticente, riveli la piena coscienza di una gestione approssimativa, ho richiesto la verifica del pieno rispetto delle norme, da parte dell’Amministrazione Comunale, al fine di garantire l’incolumità delle numerose centinaia di persone che popolano gli stabili in oggetto e di ristabilire quel rigore amministrativo apparentemente mai raggiunto. Ho chiesto alle autorità competenti di disporre tutti i sopralluoghi che si renderanno necessari per verificare il reale stato degli stabili in oggetto e delle relative strutture, accertare eventuali inadempienze, eventuali situazioni di potenziale pericolo e, se sarà ritenuto indispensabile, imporre all’Amministrazione Comunale di adottare ogni provvedimento che possa garantire il rispetto della normativa vigente e, contestualmente, la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. Ho inoltrato un Esposto agli organi istituzionali e di controllo che potete leggere nel frontespizio dell’Esposto stesso. Trovate i documenti integrali a cui facciamo riferimento sul sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 5

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Al Ministero degli Interni Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Al Signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Piazza Trento e Trieste, 3 - Bologna Integrazione all’Esposto n° 267/09 Al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco Dott. Ing. Antonio La Malfa Via Ferrarese 166/2 - Bologna Al Direttore dell’ISPESL Ing. Giovanni A. Zuccarello Via C. Boldrini, 14 - 40121 Bologna Al Direttore Generale dell’ Azienda USL di Bologna Dott. Franco Riboldi via Castiglione 29 - 40124 Bologna INAIL - Consulenza Tecnica Regionale Accertamento Rischi e Prevenzione Responsabile: Dott.ssa Annamaria Iotti via Amendola,3, 40121 Bologna (BO) Al Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna Dott. Vincenzo Aiello Via de’ Castagnoli 1 - 40126 Bologna e.p.c alla Caserma dei Carabinieri di San Pietro in C. Via 4 Maggio 40018 San Pietro in Casale (Bo) e.p.c. Al Sindaco di San Pietro in Casale Ing. Roberto Brunelli - Via Matteotti, 154 40018 San Pietro in Casale (Bo) e.p.c. Alla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di San Pietro in Casale Dott.ssa Elena Accorsi - Via Massumatico n.67 40018 San Pietro in Casale (Bo)

Marco Alberghini in veste di Consigliere Comunale presso il Comune di San Pietro in Casale, Capogruppo della Lista Civica Indipendente “Consenso Comune”, costituita il 3 aprile 2008 e registrata il 22 aprile 2008 - CF 91294640379 - con sede a San Pietro in Casale (Bo) in Vicolo del Parco Nord, 15. ESPONE qUANTO SEGUE: Premesso che: in data 25/10/2008 ho richiesto al Comune di San Pietro in Casale copia dei Certificati di Usabilità di 14 stabili di uso pubblico e che non ho ottenuto alcuna risposta scritta, né entro i trenta giorni di legge né mai; (allegato A) che in data 24/12/2008 ho inoltrato la reiterazione della richiesta di copia dei Certificati alla quale non è seguita alcuna comunicazione da parte del Comune; (allegato B)

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Avvenimento 6° Gestione della Cucina Centralizzata L’economia delle cose e dei servizi è molto importante, mai quanto la qualità di quelle cose e di quei servizi. Durante uno dei primi consigli comunali, abbiamo votato favorevolmente all’istituzione di una Mensa Centralizzata della quale ci avevano decantato la qualità e l’economicità; ci siamo fidati. Purtroppo, quando i nostri Amministratori sono passati dalle parole ai fatti, si sono verificate tutte quelle superficialità a cui, purtroppo, siamo abituati. Sto parlando di un modello di efficienza ed organizzazione che mi fa vergognare. Come è possibile che una struttura che deve garantire un servizio così importante e delicato come il pasto di bambini ed anziani, venga attivata anche in condizioni igienico sanitarie disastrose (mi domando chi ha concesso l’autorizzazione ad aprire il servizio), come dimostrato da immagini e filmati del 12 e 13 gennaio 2010? Come è possibile che non si sia fatta nessuna “prova” prima di iniziare il servizio vero e proprio? Davvero questi Amministratori hanno bisogno di un tutore o tanti tutori che dicano loro che lo stabile della cucina, così come è, non va bene, che i pasti sono in ritardo, nel numero sbagliato, alla temperatura sbagliata? Il 15 gennaio 2010, dopo che alle 8,30 noi di Consenso Comune abbiamo diffuso un volantino relativo alla cucina, dove si denunciava un’apertura di 7 cm tra l’esterno e l’interno della cucina stessa e si segnalava ai genitori la presenza di cumuli di rifiuti a ridosso della porta esterna della

cucina, gli Amministratori hanno mandato degli operai a montare la porta che mancava e a rimuovere i sacchi dell’immondizia e i rifiuti abbandonati a terra. Due ore dopo quei due problemi erano risolti e pochi giorni dopo veniva completata l’asfaltatura. Allora, penso, hanno bisogno del nostro aiuto, dei nostri suggerimenti, hanno bisogno di un tutore. Mi domando, con quale senso di onestà alcuni esponenti del Comune hanno preso parte ad alcuni pranzi presso le scuole, se, come sembra, si sono accomodati in una saletta isolata e a loro sono stati serviti cibi diversi da quelli serviti ai bambini ed ai ragazzi delle scuole? Avrebbero dovuto accomodarsi tra i ragazzi e assaggiare le stesse pietanze. Quale era il vero intento di quei pranzi, verificare la reale qualità dei pasti oppure far vedere che si stavano occupando della questione? Si dice che al termine di questi pranzi “ispettivi” il responso sia stato: “è tutto commestibile”. Evviva! La legittima protesta dei genitori è scoppiata quasi subito ma si è scontrata con il solito “minimizzare” delle autorità; atteggiamento che ha fatto arrabbiare ancor di più i genitori. Ad un certo punto, però, gli Amministratori hanno dovuto ammettere i problemi ma non hanno smesso di minimizzare le proprie responsabilità; come si percepisce dall’articolo pubblicato da “il Resto del Carlino”, la colpa è della Società che gestisce la cucina.

7 cm

Analisi 6ª Io non mi capacito di come i responsabili di tutto questo si siano potuti mettere in una situazione tanto disastrosa da comprometterne definitivamente la credibilità. Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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Non hanno immaginato che ogni inefficienza sarebbe ricaduta sulla loro credibilità? Il troppo tempo trascorso prima di ammettere un disservizio fa pensare ad una incapacità o indisponibilità a riconoscere le proprie responsabilità. Speriamo che gli Amministratori vogliano far tesoro di questa pessima esperienza e delle legittime critiche dei cittadini e, in futuro, ci evitino altri disservizi. Registriamo che il Consiglio di Ammnistrazione della Se.R.A. ha rassegnato le proprie dimissioni che accettate dai soci di maggioranza - i quattro comuni - hanno portato ad un nuovo Presidente, Giuseppe Chiarillo ed una Vice Presidente, Paola Bollina. Una ultima considerazione: registro con rammarico ed imbarazzo che nella pagina de “il Resto del Carlino” di sabato 23 gennaio 2009, interamente dedicata alla questione Mensa, nessuno dei sindaci, né a nome proprio né a nome della società Se.R.A., ha chiesto formalmente scusa per il forte disagio procurato. Complimenti! Per visionare i documenti integrali a cui facciamo riferimento, consultate il sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 6

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Sito www.consensocomune.it BLoG http://marcoalberghini.wordpress.com/

Al Sindaco piace parlare di servizi d’eccellenza ma a noi cittadini basterebbe averne di normali In giugno 2009 il Sindaco Brunelli scriveva:

“Qui le istituzioni locali hanno saputo creare ciò che molti ci invidiano”. Auspichiamo una repentina presa di coscienza della realtà seguita da un maggiore impegno nella gestione del nostro Comune, una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini, alla loro salute ed incolumità, riservando loro maggiore rispetto e considerazione. Non ci risulta che i cittadini abbiano mai chiesto dei servizi di qualità eccellente, siamo certi che sarebbero già molto soddisfatti ad averne di normali; basterebbe molto meno, come per esempio: - che i pasti per i bambini che vanno a scuola arrivassero; - che arrivassero con un ritardo inferiore all’ora; - che, se possibile, arrivassero non freddi; - che la cucina centralizzata fosse chiusa quanto basta perché topi o gatti non potessero entrarvi durante la notte; - che se dovesse tornare il freddo intenso, i dirigenti del Comune ordinassero di cospargere il sale “prima” del passaggio di alunni, genitori e tutto il personale; - che gli Amministratori provvedessero a dotare gli stabili del Comune delle necessarie Certificazioni (Nulla Osta Prevenzione Incendi e Certificato di Regolare Esecuzione), che a quanto ci risulta da documenti forniti dallo stesso Comune, oggi ne sono ampiamente sprovvisti; - che fossero gli stessi Amministratori, autonomamente, ad adempiere alle proprie funzioni senza che altri dovessero sollecitarli a farlo;

Dall’alto: Cancello della recinzione della nuova Cucina Centralizzata apribile da chiunque. Apertura larga 7 cm presente nei serramenti che permette il passaggio dal piano esterno a quello interno. Cumuli di rifiuti sparsi.

Infine, suggeriamo agli Amministratori di non convocare i responsabili di Consenso Comune per comunicare minacce di querela, come già accaduto, ma informare tutti sulle reali condizioni organizzative, igienico sanitarie e di rispetto delle norme di sicurezza che gli competono. Marco Alberghini Il filmato della Cucina Centralizzata è visibile a: http://vimeo.com/8728626

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Avvenimento 7° Tratteremo ora di un tema che riguarda la viabilità del centro di San Pietro in Casale. Il “Piano degli interventi locali per la promozione e l’attivazione dei Centri Commerciali naturali” prevede dei contributi economici a fondo perduto, per un massimo di 200.000 Euro per quei comuni che assieme ad un Comitato di operatori economici locale, presentino un progetto finalizzato alla “Valorizzazione commerciale di aree urbane al fine di promuovere il rilancio e la qualificazione dell’assetto commerciale dei centri storici”. Il Comune di San Pietro, con Sindaco Valenti, assieme al Comitato degli Operatori Economici di San Pietro in Casale, ha già presentato un progetto, con delibera n° 83 del 9-9-2006 grazie al quale ha ottenuto la somma di 200.000 Euro, liquidata negli ultimi mesi del 2009 e così ripartita, 100.000 Euro al Comune di San Pietro in Casale e 100.000 Euro al Comitato di operatori economici. Il Comune di San Pietro, con Sindaco Brunelli, assieme al Comitato degli Operatori Economici di San Pietro in Casale, ha presentato un nuovo progetto per ottenere questi fondi e questo progetto è parte inte-

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Periodico dell’Associazione

E Periodico dell’Associazione Consenso Comune Anno 1° - numero 3 - Diffusione gratuita

Rivelazioni - Critiche - PROPOSTE su temi riguardanti

San Pietro in Casale

“In ogni attività la passione toglie gran parte delle difficoltà”. Erasmo da Rotterdam - (N. Rotterdam, 27 ottobre 1466 - M. Basilea, 12 luglio 1536) - Teologo, umanista, filosofo olandese.

La Giunta comunale, Sindaco e tre Assessori, ha deciso di chiudere il centro di San Pietro in Casale rendendolo zona pedonale. Vediamo come, perché e a quali costi!! I

Non ci risulta che gli Amministratori abbiano consultato i cittadini per conoscere il loro parere in merito

l 16 settembre 2009 alle ore 13.00, presso la sede comunale, si è riunita la Giunta che, composta dal Sindaco Roberto Brunelli, dagli Assessori Ezio Cicchetti, Oronzo De Santis e Claudio Pezzoli ha deliberato il “Piano degli interventi locali per la promozione e l’attivazione dei Centri Commerciali naturali”. Sindaco ed Assessori intendono “Salvaguardare e qualificare la presenza delle attività commerciali ed artigianali in grado di svolgere un servizio di vicinato, di tutelare gli esercizi aventi valore storico ed artistico ed evitare il processo di espulsione delle attività commerciali ed artigianali” e “Approvano progetti di valorizzazione commerciale di aree urbane al fine di promuovere il rilancio e la qualificazione dell’assetto commerciale dei centri storici”. Quindi hanno deliberato di chiudere il centro, rendendolo pedonale, con l’obiettivo di raggiungere “maggiore

fruibilità delle attività commerciali presenti nel centro storico e sulle relative vie di accesso”. Poi, in una fase successiva all’intervento di chiusura del centro, il Sindaco Brunelli e gli Assessori Cicchetti, De Santis e Pezzoli, dichiarano che “Eventualmente, si potrà attivare un confronto con le attività commerciali per la definizione del nuovo piano del traffico, l’accessibilità al centro storico ed incrementare l’afflusso dei clienti”.

Tutta questa bella pensata costerà ai cittadini di San Pietro in Casale, la somma di 290.000 Euro. Non ci risulta che nessun cittadino sia stato consultato su tale progetto. Ricordiamo che a San Giorgio di Piano, Pieve di Cento, Castel Maggiore, Castello d’Argile non hanno preso un provvedimento di questo tipo e anche a Cento il centro è percorribile in auto, eccetto il sabato mattina quando diventa pedonale.

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Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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grante della Delibera di Giunta n° 97 del 16/09/2009. Confrontando il progetto del 2006 con il nuovo del 2009, abbiamo individuato alcuni differenze significative che ci hanno allarmato. Vediamo quali: Nell’allegato A si legge una parte del progetto del 2006 - che ha già ottenuto il finanziamento - in cui la precedente Giunta stabiliva di applicare una aliquota ICI ridotta per quelle “attività penalizzate economicamente dalla protratta chiusura al traffico per lavori di oltre sei mesi”. Ci sembra giusto, e notiamo che veniva riconosciuta penalizzante economicamente la chiusura della strada di fronte alle attività - in quel caso si riferiva alla chiusura per i lavori del sottopasso ferroviario di via Pescerelli. La prima cosa sospetta appare nel progetto presentato dalla Giunta Brunelli, contenuta nella Delibera di Giunta n 97 del 16/09/2009, dove nello stesso paragrafo viene tolta la frase “penalizzate economicamente dalla protratta chiusura al traffico”. Ci è parso il tentativo di non evidenziare le negative ripercussioni economiche di una chiusura del Centro Storico. Ulteriori differenze: Nella pagina 26 del Progetto del 2009 (allegato C) si può seguire un ragionamento che pare sostenere questa tesi: poiché Via Tolomelli e Via Marconi sono la “porta di accesso” al centro, trovandosi nel percorso naturale di accesso

pedonale per chi parcheggia nel parcheggio della Coop, visto che via Marconi è già pavimentata si prevede di qualificare anche Via Tolomelli, mediante nuova pavimentazione. Nelle ultime due righe si legge “Con la sistemazione di Via Tolomelli e Via Matteotti si prevede un diverso utilizzo degli spazi comuni con la realizzazione di un’isola pedonale”. A pagina 50 del progetto del 2009 (allegato D) si legge chiaramente che questa Amministrazione ha deliberato di rivedere l’accesso al Centro Storico mediante nuovi sensi unici e l’opportunità di rendere pedonabile il Centro Storico stesso. Infine, come già detto, per quanto riguarda l’aliquota ICI (allegato E), nel progetto del 2009 è sparita la frase “attività penalizzate economicamente dalla protratta chiusura al traffico per lavori di oltre sei mesi”. Se a tutto questo aggiungiamo alcuni casi in cui, a quanto ci è stato riferito, almeno un assessore dell’attuale Giunta, ha anticipato l’intenzione di pedonalizzare il Centro Storico, ci sembra legittimo sostenere che questi Amministratori hanno deliberato di pedonalizzare il Centro. Non appena abbiamo avuto la delibera, compiute le dovute verifiche, abbiamo pubblicato una edizione straordinaria di SOS Comune, nella quale abbiamo antici-

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pato questa decisione e abbiamo dichiarato che noi non critichiamo la decisione di pedonalizzare, ma critichiamo il metodo con cui si è presa tale decisione non ricordando che sia mai stata consultata la popolazione residente e gli operatori economici interessati al provvedimento di chiusura. Le reazioni del Comune non si sono fatte attendere, Sono stato personalmente convocato al cospetto del Sindaco, incontro al quale mi sono presentato con i due consiglieri Masotti e Monari. Il colloquio è cominciato con l’avvertimento del Sindaco, che mi ha suggerito di smettere di pubblicare cose false e che se avessi continuato mi avrebbe querelato. Non è finita. Alcuni giorni dopo, il Comitato degli operatori economici di San Pietro in Casale ha indetto una riunione durante la quale, oltre ad altri argomenti, si sarebbe fatta chiarezza sulla questione da noi sollevata. All’incontro erano presenti il Sindaco Brunelli, il Presidente del Comitato Angelo Di Benedetto ed il responsabile provinciale dell’Ascom. Come prevedibile, il Sindaco, di fronte ai numerosi operatori economici presenti, ha pronunciato queste parole: “per chiudere un centro ci vuole una ordinanza sindacale di chiusura e che un atto di questo genere ho intenzione,


se avrei mai intenzione di farlo, di farlo con la massima partecipazione di tutti”. A questo punto, sono intervenuto con un argomento che è sembrato sfuggire a Sindaco e Presidente degli Operatori, ricordando che l’accesso ai fondi è regolato da norme molto chiare (allegato F), mentre nella prima parte del regolamento sono indicati i criteri di assegnazione dei fondi stessi, nella parte finale sono indicate le cause di revoca di tali finanziamenti (allegato G) nei vari punti (allegato H) in cui in pratica è stabilito che se il progetto non sarà rispettato i finanziamenti saranno revocati e, nel caso in cui fossero già percepiti, dovranno essere restituiti aumentati dei relativi interessi legali. Dopo che io ho ribadito che se il progetto prevede la pedonalizzazione e non viene realizzata, la Provincia di Bologna potrebbe chiedere la restituzione dei contributi, il responsabile dell’Ascom è di nuovo intervenuto per puntualizzare quanto segue:“che siano previste, nei piani degli interventi locali, delle pedonalizzazioni del centro, non è niente di male, può essere anche un bene per la categoria”. La mia impressione è che il responsabile dell’Ascom abbia fatto quel breve discorso per tenersi aperta la possibilità di riparlare, in futuro, di pedonalizzazione.

Analisi 7ª Premetto che non siamo né favorevoli né contrari ad una eventuale pedonalizzazione di alcune vie del centro di San Pietro in Casale; critichiamo l’inserimento di questo obiettivo nel nuovo progetto senza aver consultato i residenti ed i negozianti. Critichiamo la volontà di prevedere e predisporre la pedonalizzazione nel nuovo progetto, poiché non era indispensabile all’ottenimento dei fondi regionali visto il ricevimento dei 200.000 euro del mese di ottobre 2009 a seguito del progetto del 2006 in cui non veniva mai contemplata la possibilità di pedonalizzare. 1) Non ricordiamo che sia stata consultata la popolazione in merito alla chiusura del centro, quantomeno i residenti e le attività commerciali. 2) Qualunque persona intuisce che una chiusura sconvolgerebbe l’equilibrio del centro storico e interromperebbe abitudini che attualmente, almeno di giorno, rendono vivo il centro. 3) Siamo contrari al modo di amministrare degli attuali Amministratori che, con i soldi pubblici, realizzano i propri progetti e solo successivamente, se necessario, si confrontano con la popolazione. 4) Il comportamento politico degli Amministratori appena insediati tradisce le Linee Programmatiche

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di Mandato da loro sbandierate durante la campagna elettorale. 5) È risaputo che gran parte del successo dei centri commerciali dipende dalla disponibilità di parcheggi nelle immediate vicinanze. Non potendo raggiungere il centro in auto, magari per acquistare merce ingombrante o pesante, quanti accetteranno di parcheggiare relativamente lontano e spostarsi a piedi? Temiamo che le persone arriveranno a non frequentare più il centro di San Pietro in Casale, determinando lo “spegnimento della piazza”. 6) L’esempio di Cento che prevede una pedonalizzazione solo al sabato mattina dovrebbe far riflettere i nostri Amministratori, ai quali consigliamo una maggiore cautela nel prendere decisioni e di far ricorso ad una sana modestia nella speranza che riescano, un giorno, ad ascoltare veramente. 7) Condanniamo quello che ci sembra un modo abituale e consolidato di gestire l’amministrazione, opposto a quello che noi riteniamo un comportamento ragionevole, saggio ed oculato.

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Avvenimento 8° Quando il 18 maggio 2010 si è tenuta l’assemblea sul tema del compostaggio di Rubizzano, il Sindaco Brunelli ha ribadito numerose ed ulteriori volte che le autorizzazioni di quell’impianto possono essere rilasciate unicamente dalla Provincia di Bologna. Il Sindaco Brunelli, durante l’accesa discussione, ha pronunciato queste frasi: “Io non devo prendere né la parte loro né la parte di qualcun’altro; loro per me sono persone che stanno facendo un business” - e ancora - “quale è l’interesse da parte di un Amministratore, io o qualunque altro, a tener bordone (dare aiuto) a questi signori, cosa gli incidenta? Nulla, ve lo dico io”. Se a questi interventi aggiungiamo gli elementi che abbiamo individuato, la posizione del Sindaco cambia sensibilmente. È interessante sapere che, a quanto sembra risultare dai do-

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cumenti ottenuti presso l’Ufficio Tecnico comunale, l’Ing. Brunelli, cotitolare della SAP Tecnica, il 17 Maggio 2001 ha ricevuto dall’allora Geometra comunale il computo degli Oneri e dei Costi di Costruzione che la Cooperativa “il Raccolto” avrebbe poi sostenuto per trasformare quella che era una stalla in un centro di produzione di compost. È interessante sapere che, sempre a quanto sembra risultare dai documenti ottenuti presso l’Ufficio Tecnico comunale, la SAP Tecnica di Brunelli e soci, nel Novembre 2005, ha incaricato la GeoProbe di effettuare una indagine geologica nell’area dove, all’interno dell’impianto di compostaggio di Rubizzano, verrà realizzato un digestore anaerobico. Nel Sito Web ufficiale della SAP Tecnica, attualmente non consultabile - off-line - per manutenzione, fino al gennaio 2009, nella sezione Lavori, si poteva trovare il riferimento ai lavori svolti per la

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Cooperativa “Il Raccolto” e per la “Compagri”. Durante l’assemblea del 18 maggio, non è trapelato che la Conferenza dei Servizi che ha dato il proprio unanime parere favorevole all’ampliamento del compostaggio, era composta dal Comune di San Pietro in Casale, ARPA, AUSL e Provincia di Bologna e che i due pareri favorevoli espressi dal Comune di San Pietro in Casale sono datati 27 Agosto 2009 e 14 Gennaio 2010 quindi durante l’Amministrazione Brunelli.

Analisi 8ª

Questo quadro ci fa sorgere non poche perplessità rispetto alla validità delle decisioni prese dal Sindaco e dagli Amministrazione in generale ed anche sulla fondatezza delle sue parole. Ci domandiamo se il Sindaco decide al di sopra di tutto e di tutti per il bene di tutto e di tutti o se tiene conto dei propri rapporti professionali. Naturalmente il Sindaco Brunelli


non era obbligato a rivelare che la Compagri e la Cooperativa “Il Raccolto” sono elencate tra i propri clienti, ma il fatto che abbia ritenuto di non dirlo ci preoccupa non poco. La nostra preoccupazione riguarda questo caso e tutti quelli che, ammesso e non concesso che sussistano, potremmo non aver ancora individuato. Come possiamo essere certi che le decisioni del Sindaco e degli Amministratori vengano prese nel solo interesse della cittadinanza e dell’Ente comunale? Come possiamo essere pienamente sicuri che le risorse economiche vengano spese nel modo migliore per la collettività, al di sopra di ogni faccenda anche vagamente personale? Quando il Sindaco Brunelli parlerà ed esporrà le scelte dell’Amministrazione, come potremo non domandarci cosa, in quel momento, non ci starà dicendo? Quando ci verrà spiegato che un progetto, magari ambizioso e costoso, sarà pienamente sostenuto dalle finanze di questa Amministrazione e che non ci porterà invece ad una situazione più critica di quella che già subiamo, come potremo credere fino in fondo alle parole del primo cittadino? Trovate i documenti integrali a cui facciamo riferimento sul sito di Consenso Comune - SOS Comune 4° / Documenti integrali rif. 8

Sopra: la determina con la quale l’attuale Amministrazione ha stabilito di convertire la somma dovuta dalla Soc. Il Raccolto in lavoro per la sistemazione della strada di accesso al “Casone Partigiano” . Sotto: estratto dal sito istituzionale della SAP Tecnica S.r.L.

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Considerazioni finali

N

el 3° numero de “l’Orologio” del 2010, abbiamo pubblicato un articolo intitolato “L’amarezza di non potersi fidare di questa Amministrazione” in cui informiamo dei rapporti che hanno legato il Sindaco Brunelli con le aziende che hanno realizzato l’impianto di compostaggio. Il Sindaco, il 21 giugno 2010, durante la pubblica riunione sul Compostaggio ha dichiarato che “noi siamo solo capaci di sollevare dubbi senza sapere di ciò che stiamo parlando”, che il nostro è “un modo di fare politica becero e senza senso”, che non ha mai nascosto di essere stato un professionista prima di essere eletto e che noi, a differenza di lui “abbiamo paura e siamo solo capaci di lanciare qualche sasso e poi ritrarre la mano”. Se in seguito alla nostra rivelazione il Sindaco avesse chiarito anche solo il caso del Centro Fitness di Cenacchio, oggi noi avremmo molti meno dubbi sulla sua affidabilità politica. Inoltre ci inquieta una riflessione che da oltre due anni non trova risposta. Come è possibile che noi di Consenso Comune abbiamo portato alla luce quelle che riteniamo “preoccupanti ombre” nell’operato delle Amministrazioni di ieri e di oggi mentre i componenti delle precedenti forze di minoranza, in tanti anni di attività consigliare, non ci risulta lo ab-

biano fatto, perlomeno non come noi e non quanto noi? Se dovessero emergere prove concrete in grado di rispondere a questo nostro quesito, non mancheremo di comunicarle ai cittadini. La nascita di Consenso Comune è la conseguenza sia del comportamento politico degli amministratori di ieri che, purtroppo, oggi sembra persistere, sia della apparente passività delle forze di opposizione. La credibilità di una persona o di un gruppo di persone è il presupposto indispensabile per ottenere fiducia. Come possiamo avere fiducia nel Sindaco Brunelli e negli Assessori da lui incaricati, sapendo le cose che vi abbiamo illustrato? Noi chiediamo al Sindaco Brunelli che imprima al proprio mandato una impronta di vera trasparenza. Come dobbiamo considerare l’atteggiamento dell’Amministrazione che continua a dipingersi come la migliore possibile e a decantare le “eccellenze” del nostro territorio? Ci domandiamo se veramente siano convinti di quanto dichiarano, se non si accorgano della triste realtà in cui, Amministrazione dopo Amministrazione, hanno portato il nostro Comune. Chiunque può incorrere in errori di valutazione e compiere scelte sbagliate e tutti possono riparare, correggersi e ravvedersi al fine di non ricadere negli stessi errori, ma chi non si rende conto di aver sbagliato non riuscirà mai

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a migliorare. È l’atteggiamento che sembrano tenere il Sindaco e la Giunta quando si lodano e si compiacciono del proprio operato, senza nemmeno l’ombra di un’autocritica che sicuramente li riaccrediterebbe al giudizio di tutti i cittadini. Se gli Amministratori facessero una autocritica vera, sincera, onesta e propositiva, sarebbero probabilmente apprezzati da ogni cittadino. Sarebbe il primo passo “serio” verso una nuova stagione politica ed amministrativa del nostro Comune. Al Sindaco di San Pietro in Casale Ing. Roberto Brunelli consigliamo di riflettere profondamente sul proprio ruolo, su quanto si aspettano i cittadini, i suoi elettori, i suoi oppositori, di considerare attentamente il fatto che le persone sono cambiate, cambiano continuamente e rapidamente, e che specie in periodi di difficoltà hanno bisogno di concretezza, chiarezza, trasparenza e “giustizia sociale”. Suggeriamo di considerarsi e comportarsi come l’amministratore di un condominio che deve rispondere ad ogni condomino, con chiarezza e trasparenza su ogni euro speso e risolvere i tanti problemi che gli vengono sottoposti, nella consapevolezza che il suo operato determinerà la sua riconferma o la sua revoca.


L’attività di Consenso Comune nel primo anno V

i presentiamo una lista di iniziative che abbiamo intrapreso durante questo primo anno di mandato. Ci siamo occupati del sistema fognario di Massumatico sollecitandone una soluzione poi raggiunta. Abbiamo invitato l’Amministrazione a sollecitare la Provincia di Bologna affinché installi due semafori di limitazione della velocità alle estremità dell’abitato di Gavaseto. Ci siamo occupati delle prestazioni sociali agevolate chiedendo un maggior controllo sulle dichiarazioni ISEE ed una maggiore equità di trattamento sociale. Essendo convinti che una maggiore presenza di forze dell’ordine potrebbe ridurre la criminalità abbiamo chiesto all’Amministrazione di attivarsi in ogni modo possibile per giungere alla realizzazione di una più ampia Caserma dei Carabinieri. In seguito alla quarta richiesta di certificati relativi a stabili pubblici come scuole e palestre, una volta ottenuto tali documenti, abbiamo riscontrato la mancanza di numerosi certificati indispensabili. In ambito di trasparenza e servizio per i cittadini abbiamo sollecitato il Sindaco e gli Amministratori affinché venga attivato il servizio di Consiglio Comunale on-line, indispensabile a quanti desiderino usufruire del proprio diritto di controllo sull’operato della pubblica amministrazione. Abbiamo chiesto un rendiconto sui bilanci economici della ProLoco dei quali il Comune ha diritto di prendere visione come stabilito dalla convenzione tra le due parti. Una interrogazione ha riguardato la Piscina Comunale in fase di realizzazione ed era finalizzata a comprendere lo stato di avanzamento dei lavori. In riferimento al nuovo parco, previsto nelle adiacenze della Scuola

Elementare di Poggetto, abbiamo chiesto all’Amministrazione se ha intenzione di renderlo fruibile sia alla scuola che alla popolazione locale, oltre all’orario di apertura della scuola. Abbiamo chiesto se l’Amministrazione ha intenzione di realizzare il Museo Archeologico già deliberato in passato e per il quale sono già stati spesi soldi pubblici. Abbiamo chiesto agli Amministratori di alzare il livello del vialetto di accesso ai campi ed alla palestra di via Massarenti che ad ogni pioggia si allagano e di dotare le palestre di arredi idonei a garantire l’incolumità di quanti le frequentano. Rispetto al compostaggio di Rubizzano abbiamo chiesto se questa Amministrazione intendesse adottare iniziative di controllo ed imposizione per risolvere l’annoso problema delle esalazioni maleodoranti. In merito al Nuovo Centro Pasti abbiamo diffuso un volantino di denuncia delle condizioni strutturali e generali in cui detta cucina aveva già iniziato la produzione e la consegna dei pasti. Da notare che nelle due ore successive alla diffusione del volantino, numeroso personale era occupato a rimuovere il cumulo di rifiuti ammassati nell’area della cucina, a ripristinare la porta temporaneamente sostituita con una lamiera metallica e, in pochissimo tempo, ad asfaltare l’intero piazzale circostante alla cucina. Abbiamo chiesto chiarimenti sulla gestione del nuovo Centro Anziani e sui costi a carico della collettività. Onde evitare che i cittadini che si iscrivono all’anagrafe come nuovi residenti possano diventare immediatamente un onere a carico dell’Amministrazione comunale, con una interrogazione abbiamo

chiesto se l’Amministrazione intendesse adottare provvedimenti finalizzati a contenere il numero di famiglie a carico della collettività. Ci siamo occupati di una azienda ubicata nel tessuto urbano di San Pietro in Casale che utilizza 21 quintali di ammoniaca nel proprio impianto di refrigerazione. Abbiamo chiesto all’Amministrazione se ritenesse opportuno aver espanso l’area residenziale nelle immediate vicinanze di tale azienda. Abbiamo sollecitato la risoluzione di alcuni problemi di sicurezza presenti nella Biblioteca Ragazzi. Abbiamo chiesto chiarimenti sul numero di unità abitative di proprietà di privati in uso al Comune. Ancora in riferimento alla Cucina centralizzata abbiamo voluto verificare la qualità e l’economicità del servizio. Ci siamo occupati dell’illuminazione -mancante o insufficiente- della via Gamberini e Conta, del cattivo stato di manutenzione del Parco Luigi de Simone. Sul tema della viabilità comunale abbiamo chiesto se l’Amministrazione intenda interpellare i cittadini prima di adottare provvedimenti in merito. Abbiamo inoltrato un espostosegnalazione al Sig. Prefetto di Bologna lamentando il comportamento sempre più osteggiante da parte di funzionari del Comune di San Pietro in Casale in occasione delle nostre richieste di copia delle Determine. Abbiamo inoltrato l’esposto descritto a pag. 14 di questo giornale. Per visionare le risposte dell’Amministrazione alle varie nostre interrogazioni potete consultare il sito di Consenso Comune.

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Sopra: Foto aerea di San Pietro in Casale del 1938 . Volo effettuato dal ricognitore Italo Poluzzi - Archivio Remo Zecchi Sotto: Foto aerea di San Pietro in Casale del 1938 . Volo effettuato dal ricognitore Italo Poluzzi - Archivio Remo Zecchi

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nota sulle vicende edilizie riguardanti San Pietro in Casale di Giovanni Verardi

F

ino a circa cinquant’anni fa, San Pietro era intatto. Diversamente da quasi tutti gli altri paesi della Bassa (Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, ecc.), il paese non è una Bologna in miniatura. C’è, sì, una piccola piazza porticata, ma il resto del paese è costituito da piccoli insediamenti organizzati intorno a una corte oppure, è il caso del Baraquai, il quartiere operaio di fine Ottocento, lungo una breve strada. Nei grandi spazi liberi tra questi insediamenti si trovano numerose ville, grandi e piccole, con i loro parchi: Villa Padoa (l’attuale Municipio), Villa Bonora-Berselli (tra Via Matteotti e la circonvallazione), Villa Rusconi-Camerini (sulla circonvallazione), Villa Bonora (l’attuale asilo parrocchiale), la Palazzina Garani (all’inizio di Via Matteotti), e altre ancora. L’unico, importante intervento urbanistico del Novecento aveva tenuto conto di questa situazione: le nuove abitazioni erano sorte lungo la nuova Via XXIV Maggio, mentre gli spazi liberi a ridosso dell’area del mercato furono sistemati a giardino (il malandato giardino del “Monumento”). Si tratta dell’unica operazione urbanistica seria che sia mai stata fatta a San Pietro insieme con la sistemazione a campo sportivo, risalente anch’essa a prima della seconda guerra mondiale, dell’area verde pertinente alla Villa/Ospedale Bonora, da questa separata dalla circonvallazione aperta a fine Ottocento.

I parchi delle ville avevano subìto qualche ridimensionamento già agli inizi del Novecento (le Scuole Elementari erano sorte nel parco di Villa Padoa), ma fu tra gli anni 1950 e 1960 che essi cominciarono davvero a scomparire, presto seguiti dai parchi più piccoli, dai giardini e dagli orti. La sorte peggiore fu riservata al grande parco di Villa BonoraBerselli, che si apriva nel mezzo del paese: vi erano un laghetto, un canale per alimentarlo,

l’imbarcadero e una grande grotta artificiale. È evidente che, come è avvenuto altrove, si sarebbe dovuto salvaguardarlo insieme con la villa, destinando l’uno e l’altra a uso pubblico. Ma dapprima un po’ casualmente, poi con decisione, e infine con disordinata determinazione, tutti gli spazi verdi furono riempiti di brutti edifici, stravolgendo per sempre la particolare struttura del paese. Nell’estate del 1968, il giornale “L’Unità” denunciava con giusta

Sopra: Planimetria del centro di San Pietro in Casale del 1954. Sono evidenziati i numerosi ed ampi parchi. In tutta l’area si può notare la bassa densità di edifici. Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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violenza ciò che stava succedendo in Italia: a fine agosto dovevano essere pubblicati i decreti attuativi della famosa legge-ponte urbanistica, che per la prima volta poneva fine agli arbìtri postbellici. I municipi di tutta Italia erano impegnati in una guerra contro il tempo per concedere le ultime licenze (quelle che permettevano, tra l’altro, di costruire a un solo metro di distanza dalle proprietà confinanti): è la fine della cuccagna, ma una fine gloriosa. Per ricordare il caso più celebre, nei mesi di luglio e agosto, a Napoli, si concessero licenze con una media di tre al secondo. Il PCI accusava, ma là dove amministrava con la maggioranza assoluta, come a San Pietro (dove era assistito da un PSI subalterno) e come in tutti i comuni della riviera romagnola, non fu certo da meno: la disastrosa cementificazione della costa della nostra regione viene dalle licenze concesse allora. Anche a San Pietro furono concesse molte decine, forse centinaia di licenze che mai si sarebbero dovute accordare: sorsero così, per fare qualche esempio, le lottizzazioni del Vicolo del Parco Sud e del Vicolo del Parco Nord (il parco era quello della Villa BonoraBerselli, dove la “Conchiglia Verde”, la balera all’aperto che si trovava negli spazi del parco, cedette il posto alle cementizie, deturpanti “Grotte”, poi “Vivi”).

Il grande condominio sorto accanto all’“Ape”, che era la barchessa di Villa Bonora, ora asilo parrocchiale. Sul davanti, il muretto che delimita il parcheggio, mai provvisto della pur prevista ringhiera.

incuneato tra le ex scuderie e la barchessa di Villa Bonora (l’“Ape”), e si assestarono non pochi colpi a Via Matteotti: distrutto il parco, ecco lo sfregio al fabbricato della villa, che fu provvisto di un avancorpo dove s’istallarono prima l’ANPI poi il bar dell’ARCI avancorpo conservato (sembra incredibile) anche nella recente ristrutturazione con cui il pianterreno dell’edificio è stato destinato a Biblioteca Comunale

Lottizzazione compresa tra Via Corridoni e Via Vittorio Veneto Villa Bonora-Berselli in Via Matteotti, con avancorpo aggiunto. Si lottizzarono gli spazi tra Via Vittorio Veneto e Via Corridoni (sopra); fu costruito il condominio di Via Cesare Battisti 10-11 26

In Via Matteotti sorsero brutti edifici fuori scala e tipologicamente non coerenti (nn. civici 26, 42-44

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21-10-2005

12:08

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sicurezza

Un lato di Via XX Settembre (nn. civici 1-7) è un falso storico, poiché non era porticato (succederà la stessa cosa, in anni più recenti, per un edificio nel piazzale della chiesa). L’ex Casa del Popolo, ovvero l’edificio principale di Piazza dei Martiri, destinato a centro culturale, vede sorgere al suo interno una sorta di di Marco che Alberghini emiciclo, una tipologia architettonica nella Bassa non si era mai vista. Ricostruito dalle fondamenta è l’edificio, attuale sede di uffici comunali, che fa da pendant della caserma dei carabinieri (si tratta delle due barchesse di Villa Padoa); eccetera.

Trombe d’ARIA Il piano particolareggiato arrivò solo negli anni 1980, e mirò visibilmente a consolidare il potere del gruppo di speculatori e costruttori già rafforzatosi negli Edifici fuori scala in Via Matteotti anni precedenti e destinato a diventare la lobby più Il nuovo asilo comunale in via Tolomelli sfruttava il importante del paese, le cui sorti guiderà fino ad oggi. parco di Villa Rusconi-Camerini, le cui colonne della L’astensione di DC e PSDI sulle scelte urbanistiche cancellata d’ingresso, conservate per un curioso fatte allora dal PCI la dice lunga sui veri rapporti di scrupolo, furono poi abbattute alcuni anni più tardi. Ciò potere nel nostrosono Comune, di là dallecon appartenenze In seguito al disastroso Poggetto ha scoperchiato edificate leche resta di quel parco, è l’attuale nudo parcheggio politiche. uragano “Kathrina” che diverse abitazioni a gname e cartongesso; davanti all’ingresso della discoteca, considerare ha mietuto circa 1242 vit- a non Maccaretolo. molto meno resistenti La scelta più grave per a ilmattoni centro storico la time “ristrutturazione” di una delle barchesse, demolita negli U.S.A., di uraNel caso ci si trovi in rispetto e travi fu la distinzione A e una Zona B, distinzione e interamente rifatta non molti anni gani si è parlato molto e fa. prossimità di una tromba tra una inZona cemento in uso in arbitraria e storicamente inesistente, che aveva si è detto che nel nostro d’aria, è consigliabile Italia. però il vantaggio di questo consentire alla speculazione paese non si verifichemettersi al sicuro dentro Per la possibilità di dare l’assalto agli ultimi spazi rimasti in ranno; mancherebbero un immobile chiuso e che una trombaliberi d’aria paese,fare situati per l’appunto nella un’abiZona B: ecco infatti le condizioni robusto. Bisogna possa abbattere sorgere Via Brodolini (gli ultimi edifici di Via Marconi, geomorfoclimatiche e geoomolta attenzione a quanto tazione è veramente aremota. quelli prossimi Piazza, giudicati logiche perché questo trasportato in contrariamente alto dal Un alla ulteriore degni dicorisanamento conservativo, avvenga. Le nostre zone, vortice che potrebbe pericolo consistevengono nella definiti “fatiscenti” e abbattuti); scompare il campo invece, sono sono spesso invece, spessointeresinter stituire un pericolo ricacaduta di alberi chesportivo, sate dadatrombe parte del quale sorgeràingombrano poi Piazza Testoni essate trombed’aria, d’aria dendo a terra; sugeneralspesso la con il meno durevoli nel tempo mente volano grottesco lamiere,edificiosede stradale e che della a Coop pseudo-duecentesco rispetto agli uragani ma tegole e rami. Gli volte spezzano fili Renoeffetti e relativo parcheggio. A soffrirei dell’arbitraria potenzialmente molto didei tornado o degli ura- tra Zona dell’alta tensione; distinzione A e Zona B è ancheinil tratto di struttive. gani sono impressionanti quest’ultimo caso, bi-tra Piazza Via Matteotti a numerazione pari compreso Il parcheggio a ridosso di Villa Rusconi-Camerini, Negli ultimi sei anni se ne perché non di rado sognaE’ una mantenersi Martirivene il Municipio. delle parti a più tipiche di cui registrate si vede anche una delle barchesse sono alcune gono rasi al suolo case e distanza di sicurezza del paese, fino a tutti gli anni 1950 una lunga quinta che hannoristrutturata. provocato interi quartieri. che È opporche le radicalmente si apriva sul per parco evitare di Villa Bonora-Berselli, di là danni materiali, come tuno ricordare che le scariche elettriche raggiungerci. quella che passando per abitazioni negli U.S.A. possano rI.

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della strada, e si chiudeva col parco di Villa Padoa/ Municipio: l’edificio più recente, ai nn. civici 150-152, è una palazzina degli inizi del Novecento. Per questa “quinta” il piano prevedeva la “ristrutturazione leggera” nel tratto verso Piazza, e nel tratto verso il Municipo la “ristrutturazione edilizia” e, per un edificio del primo Ottocento, la ristrutturazione totale – ristrutturazioni in parte poi disastrosamente avvenute.

e sottoproletariato sampierino è stato sostituito dagli immigrati: a più di un secolo di distanza, la sua destinazione non è dunque mutata, con buona pace dell’impegno, che si vuole progressista, del Comune. Gli effetti della speculazione, a cui si lega immancabile l’incuria, si colgono anche nelle piccole cose: i “non luoghi” quale l’area asfaltata (ma di fatto un parcheggio) presso l’angolo di Via Tolomelli con la circonvallazione; le piccole opere lasciate incompiute da decenni, come la mancata posa della ringhiera di metallo sui muretti che delimitano il parcheggio nei pressi della stazione;

I muretti in cemento che delimitano il parcheggio in prossimità della Stazione FS ancora privi della ringhiera metallica. Retro dell’edificio di Via Matteotti 116-122 che ha sostituito un edificio del primo Ottocento. Non fu compreso entro il perimetro del centro storico, nemmeno nella Zona B, Villa Bonora, divenuta sede negli anni 1950 dell’Opera Parrocchiale “Maria Immacolata”. Il legame storico dell’edificio con i fabbricati ad essa pertinenti di Via Cesare Battisti e Via Matteotti, rispettivamente la barchessa e le scuderie, fu così definitivamente scisso, non bastando alla Villa di aver perso il bellissimo parco, distrutto per far posto ai mediocri impianti sportivi parrocchiali. Inutile dilungarsi oltre: il piano particolareggiato riservava il “restauro scientifico” alla sola Chiesa (peraltro sottoposta a pesanti interventi avviati nel 1959 e presto conclusi e da discutibili scelte recenti): a conti fatti, esso tutelava, e in parte, solo un terzo del già massacrato centro storico del paese. Da quelle scelte è disceso l’attuale, visibile degrado del centro. Le ristrutturazioni parziali o totali hanno consentito il frazionamento degli edifici più vecchi, la piccola borghesia sampierina dei mestieri e dei negozi ha preferito vendere e prender casa nelle aree più tranquille fuori del paese, cosa che rende problematico qualunque tentativo di riqualificazione del centro. Quanto al Baraquai, il vecchio proletariato

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i parcheggi che altro non sono che spiazzi asfaltati; viali con alberi soffocati dall’asfalto e con vistosi vuoti; eccetera. Non migliore fu la sorte che il piano particolareggiato riservò alle frazioni. Il piano si limitava a proteggere aree minuscole in genere, come a Poggetto, la sola chiesa. Il caso più emblematico fu quello di Maccaretolo, la nostra frazione più grande: il piano comprendeva nella “zona ambientale” solo dieci edifici, nove dei quali disposti lungo un lato di Via G. Setti. Per cinque di essi prevedeva peraltro la ristrutturazione totale. Ciò che più colpiva era il disinteresse per il Palazzo delle Tombe, un

Palazzo delle Tombe

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casino di caccia dei Bentivoglio (i signori di Bologna) di fine Quattrocento poi trasformato in casa colonica che, dopo i drastici interventi di fine Ottocento sul Castello di Bentivoglio ad opera di Alfonso Rubbiani e sulla Villa Giovannina presso San Giovanni in Persiceto, è l’unico edificio quattrocentesco della Bassa, e sia pure il minore, di cui sarebbe stato, e sarebbe ancora possibile, un vero recupero. Nessuna delle amministrazioni che si sono succedute si è battuta per l’acquisizione dell’edificio, per il quale la sola tutela non è sufficiente. Il suo recupero, sempre più urgente, dovrebbe essere attuato unitamente alla costituzione di una zona di rispetto e alla salvaguardia ambientale dell’area, oggi intaccata dai soliti edifici privi di qualunque dignità architettonica. Si tratta, oltretutto, dell’area di un insediamento romano, noto sin dall’Ottocento ma del tutto trascurato dalle amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune. Quanto accadde nel centro storico con la concessione delle licenze nell’estate 1968 e, in seguito, con il piano degli anni ’80, trova un perfetto riscontro nella periferia del paese, di cui qui si trascurano gli sviluppi degli ultimi quindici-vent’anni, che meriterebbero un discorso a parte. La mancanza di una seria pianificazione e, al suo posto, la presenza di speculazione e clientela, balza agli occhi osservando le nuove vie aperte tra la fine degli anni 1960 e gli anni 1980. Una semplice camminata nella periferia sud del paese vi obbligherà a passare per vie sprovviste di marciapiedi (Via De Zaiacomo, Via Magli, Via del Sole e molte altre), con un irresistibile effetto da paesi del basso Lazio e delle zone interne della Campania. Perfino la larga Via Pilati, che il buon senso, prima che una qualsivoglia coscienza urbanistica, concepirebbe come asse viario parallelo a Via Matteotti/Via Galliera Sud ma che invece non si innesta nello svincolo che oggi chiude il paese a sud, è priva di marciapiedi. Nessuno, in queste vie, ha nemmeno mai pensato di definire lo spazio per i pedoni con paletti o, almeno, con strisce tracciate sull’asfalto. Il carattere speculativo del piano balza ancor più vivo

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agli occhi quando passiamo, sempre nella periferia sud, agli spazi compresi tra Via Galliera Sud e la linea ferroviaria. Il buon senso avrebbe consigliato di collegare la stazione alla strada provinciale, rendendola così di facile accesso. Ma non è certo l’edilizia speculativa che s’interroga sul ruolo di una stazione ferroviaria e del trasporto pubblico: è il Comune che avrebbe dovuto farlo, ma che si è reso latitante creando quell’imbuto stradale che è sotto gli occhi di tutti.

Condomini costruiti a ridosso della ferrovia, la cui presenza ha impedito il collegamento tra la stazione e Via Galliera Sud.

In quest’area fu aperta una serie di deprimenti strade a U rovesciata (Via Mazzanti-Via Gherardi, Via CalzolariVia I Maggio) in cui, ancora una volta, domina un’edilizia priva di qualità. Sono tutte strade prive di marciapiedi, di segnaletica a terra, di una qualsiasi connotazione che si possa definire “urbana”. A fare le spese della speculazione sui terreni è stata qui la Villa di Raveda, inghiottita dal cemento.

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Villa Raveda oggi

La pochezza culturale che si accompagna alle lottizzazioni giunge, nella periferia nord, a impostare una piazza cieca: in quella che fu battezzata Piazza della Pace, gli edifici non si aprivano con le facciate, come in tutte le piazze di questo mondo, ma con il retro. Si porrà rimedio a questa assurdità costruendo in seguito alcuni condomini che mascherano la scelta iniziale. Si aprono strade prive del loro collegamento naturale (via XXV Aprile avrebbe dovuto avere una ortogonale su via San’Alberto), e, anche qui, strade prive di marciapiedi. Nessuno pensa a trasformare in viale (lo spazio non manca) l’attuale ultimo tratto di Via Matteotti, rimasto a tutt’oggi un avvilente stradone. Gli scavi condotti a fine anni ’80 nel Centro Sportivo, che portarono alla luce i resti di un edificio rurale di epoca romana non smuovono l’orientamento ormai definitivo dell’Amministrazione Comunale. Le proposte fatte in occasione delle giornate di studio tenutesi nel 1990 sulla “Romanità della Pianura” restano lettera morta: dell’“ipotesi archeologica a San Pietro in Casale come coscienza storica per una nuova gestione del territorio”, come recita il sottotitolo degli atti del convegno, non si è visto nulla.

I tentativi di rimediare a tanto sfacelo sono stati, per quanto riguarda il centro storico, tardivi e sbagliati. In particolare, il tentativo di fornire San Pietro di nobilitanti ma in passato mai esistite quinte porticate (abbiamo ricordato sopra Via XX Settembre, la piazza della Chiesa e Piazza Testoni). Esse negano la natura stessa dell’insediamento, che, come si è detto all’inizio, nasce in modo del tutto diverso dai paesi vicini, ai quali non dovrebbe essere omologato. Da questo punto di vista, la scelta di affidarsi a Pierluigi Cervellati è stata la peggiore possibile. E’ ben nota l’ideologia passatista che sostiene l’opera del celebre urbanista, che è quella di ricostruire in stile tutti quegli edifici (e sono la maggior parte) resi obsoleti dalle moderne condizioni di vita. Se è comprensibile che questa scelta sia stata fatta per la Bologna minore, essa diviene intollerabile quando si risolve in una pura invenzione, nel vagheggiamento di una realtà mai esistita. Non di finte anticaglie ha bisogno San Pietro, ma di un’architettura moderna di qualità che, a buoi ormai scappati, lasci almeno immaginare e, là dove è ancora possibile, sappia ricreare, l’ariosità degli spazi che caratterizzava un tempo l’abitato.

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Essere giovani a San Pietro in Casale

Un ospizio-ricovero nell’Unione Reno Galliera di Massimo Monari

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er progettare il futuro, occorre essere consapevoli della realtà in cui si opera, dello stato in cui vivono i nostri ragazzi che riteniamo spesso superficiali, svogliati, inconcludenti, bamboccioni ma non ci chiediamo il perché. Superata l’età della media inferiore (13 anni) inizia per i giovani del nostro paese la diaspora scolastica verso Cento, Castelmaggiore, Ferrara, Bologna. Il disagio del viaggio, i tempi morti possiamo considerarli benevolmente momenti di socializzazione, che contengono per ragazzi e adolescenti insidie gravi dovute a stili di vita che possono portare alla loro “distruzione”. Penso al pericolo rappresentato dalle droghe e dall’alcool che nel momento formativo più delicato irrompono nelle vite dei nostri figli. La formazione e l’educazione passano dalla mano dei genitori e degli insegnanti alle mani dei mass media e dei comportamenti purtroppo omologati dello “sballo” e delle notti brave. Il tempo residuo dallo studio e dai tempi di collegamento casa scuola può essere sfruttato per lo sport o per attività ricreative che trovano radici nella tradizione di San Pietro, ma questo non basta per costruire una personalità e un futuro. Superato questo scoglio i ragazzi ormai diciottenni scelgono l’indirizzo universitario che li porterà lontano dal paese per tentare di realizzare il sogno della loro vita. Terminato il ciclo degli studi i nostri

giovani troveranno lavoro a San Pietro in Casale? NO! Non ci sono posti di lavoro, perché non esiste industria, c’è poco artigianato, esiste un commercio in declino, l’agricoltura è in una crisi senza precedenti e i servizi molto spesso non assorbono i lavoratori locali. I nostri giovani per lavorare dovranno trasferirsi altrove lasciando a San Pietro gli anziani che avranno i bisogni tipici della loro età, trasformando un paese dormitorio in un paese ricovero per anziani e quindi da dotare delle infrastrutture del caso. Faccio molta fatica ad accettare questa realtà che sembra ineludibile, sbilanciata nell’armonia sociale, accentuata dalle scelte dei piani territoriali previsti dall’Unione Reno Galliera, provo a pensare ad alternative che possano far esistere i giovani a San Pietro in Casale e purtroppo in queste condizioni riesco ad immaginare solo numeri piccoli come: • Piccole cooperative di servizi costituite da giovani che operano sul territorio. • Attività artigianali da attivare dopo un inventario sull’esistente. • Attività commerciali che raccolgano in maniera soddisfacente le briciole lasciate degli IPERMERCATI • Servizi che sembra debbano essere riservati a persone provenienti da altri stati. • Progetti mirati sull’agricoltura per produrre frutta e verdura di qualità a Km 0. • Zootecnia che possa rivitalizzarsi con progetti medio piccoli ma di qualità. Penso che nella mancanza di lavoro oggettiva e tangibile occorra fare un

censimento comunale sulle possibilità, sulle offerte di lavoro del territorio comunale e un elenco dei giovani in cerca di lavoro, (per ragionare su fatti non su aria fritta) per dare qualche possibilità in più di lavoro ai ragazzi anche se temporaneo per rendere meno dirompente l’impatto dei ragazzi stessi con il lavoro, con il futuro e con la loro vita. Occorre che l’Amministrazione comunale assuma un impegno concreto che superi gli intenti delle “politiche giovanili” che spesso si occupano solo di attività per il tempo libero e non guardano alle prospettive per il lavoro e alla formazione dei futuri cittadini. L’Amministrazione comunale non deve avere il timore di fare concorrenza agli uffici per l’impiego o alle agenzie per il lavoro; sfruttando gli strumenti che già possiede potrebbe monitorare le opportunità di lavoro nel suo territorio e se risultassero insoddisfacenti potrebbe favorire l’attivazione di nuove. La scommessa è ardua, occorre fronteggiarla con un impegno maggiore rivolto al lavoro per i giovani che dovranno essere aiutati e coinvolti su questo aspetto fondamentale della loro vita. Sono cosciente che la mia analisi della situazione giovanile è impietosa, non ottimista ma per costruire il futuro occorre guardare la realtà non trascurando le cause che hanno portato a questa situazione, sia quelle internazionali sia quelle locali, per partire con la costruzione di un pò di speranza per il futuro dei giovani a San Pietro in Casale.

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“Il Comune dovrebbe essere la casa di tutti, vicino alle persone, specie quelle che si trovano in condizioni di bisogno, senza discriminazioni, senza ingiustizie e senza favoritismi” Simona Bentivogli intervista il Consigliere Claudio Masotti

Claudio Masotti Consigliere Comunale S - Tu sei molto impegnato nel sociale, quale è la molla che ti spinge? C - Io ho cominciato da ragazzo a fare queste cose qua; quando ho fatto la scuola dei Salesiani tra il 1953 e il 1958. Venivo da una famiglia di persone che lavoravano, partivo da una condizione di vita familiare dove ero già svezzato alle cose pratiche, i Salesiani mi hanno “forgiato” e mi hanno dato un punto di partenza per il mio lavoro. Evidentemente era una cosa innata in me perché io cominciai a fare del volontariato nel 1955/’56 quando a Rubizzano, dove sono nato e dove ho frequentato le elementari, arrivò un Parroco nuovo, don Giovanni Albarello, pieno di volontà; cominciammo ad organizzare cene, comprammo un pezzo di terra su cui costruimmo un campo di calcio, poi, negli anni che seguirono, il destino ha voluto che venissi ad abitare a San Pietro in Casale, dove ho portato avanti questa mentalità. Qui a San Pietro in Casale partimmo in pochi ed “in piccolo” ed oggi gestiamo varie attività della Parrocchia, il Centro Don Bosco, Centro Sociale e Centro Anziani; ho trovato un gruppo di persone con le quali siamo amalgamati, lavoriamo e andiamo d’accordo. Mia 32

moglie, molto intelligentemente, si rende conto che io ho bisogno di occuparmi di tutte queste attività. Penso che, in un certo senso, sia una vocazione, come uno ha la vocazione sacerdotale, un altro ha la vocazione politica, prima te ne accorgi poi vai avanti e fai sempre di più. Io sono questo, sono fatto così. Il tempo che dedico agli altri mi gratifica molto e penso che non essere rinchiusi in se stessi, non pensare esclusivamente ai propri interessi personali, possa aiutare chiunque a sentirsi meglio, più realizzato. S - Come mai, una persona che ha alle spalle un passato politico come il tuo, così coerente nelle scelte, ha deciso di sostenere una lista civica, quali sono gli obiettivi che speri di raggiungere? C - A parte gli obiettivi, mi hanno convinto a fare questa scelta i giornali SOS Comune, sui quali ho letto cose che, a mio parere, nessuno aveva mai scritto, forse per mancanza di coraggio o disinformazione, codardia o ipocrisia, cose così, con convinzione, negli ultimi trent’anni non le avevo mai sentite dire da nessun partito di minoranza. Siamo stati tacciati di “cattiveria”, mi ci metto in mezzo anche io, ma non credo che fosse cattiveria, sembrava cattiveria perché c’erano scritte delle cose molto veritiere sui giornali. Io sono rimasto impressionato dalla lettura di quei giornali e credo che come me abbiano fatto molti altri, se teniamo conto dell’alta adesione che la nostra proposta ha fatto registrare, nonostante il poco tem-

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po che abbiamo avuto per farla conoscere. La politica di San Pietro in Casale non credo che sia basata sulle grandi scelte che, in realtà, vengono fatte a Roma e Bologna, ma penso sia basata sulle piccole cose che bisogna sapere e se noi non saremo capaci di farle sapere, deluderemo anche i nostri elettori. Di Aemiliana, per esempio, dobbiamo far sapere quali sono i conti con la maggior chiarezza possibile ed imporre al Comune una gestione più trasparente. S - Secondo te come è meglio impegnare le poche risorse del Comune? C - Prima di tutto in quelle cose che porterebbero beneficio a tutti i cittadini. Qui manca praticamente tutto, il paese è stato “azzerato”. Oggi si paga la politica che è stata fatta 25 anni fa dall’allora Sindaco Biafore; i danni o le risorse si vedono a lungo termine. Avevamo l’ospedale, il pronto soccorso, tutti i servizi sociali, c’era l’ufficio dell’ENEL, della SIP, l’esattoria delle tasse; una volta qui c’era tutto mentre oggi non c’é più niente. Capisco che ci sia stato un raggruppamento di questi servizi, ma perché hanno concentrato tutto in altri paesi e a San Pietro in Casale niente? Non si è fatto nulla per potenziare il nostro paese. In anni ed anni i sanpierini hanno dovuto fare i pendolari, non c’era possibilità di lavorare vicino. Io, fortunatamente, ho sempre lavorato a 500 metri da casa, i soldi per quei 200 caffé che prendevo ogni anno, o per quei 200 pezzi


di gnocco che compravamo per la merenda, li spendevamo qui a San Pietro. Quando, invece, per quattro anni ho lavorato a Bologna, quei soldi li lasciavo in via Massarenti, cioè dove lavoravo. Mi sembra che siano chiari per tutti gli effetti. Non mi si parli dell’Industria a San Pietro in Casale; hanno fatto dei capannoni? Certo che ne hanno fatti, ma sono piccole imprese, artigianali, a conduzione familiare. Ci sono capannoni di 600 mq con una persona al lavoro. Un capannone di 3000 mq con un operaio oltre a tre soci. Sono tanti i casi come questi. Complessivamente, prima dell’arrivo della Zambelli e della DVP, nella zona artigianale potevano lavorare non più di 150180 dipendenti. Con numeri così ridotti certamente non si sostiene l’economia delle famiglie di un paese. A parte che nel passato diverse aziende che si erano insediate poco dopo si sono trasferite, ed alcune di queste, dopo trasferite si sono ampliate come, per esempio, Testoni calzaturificio o i Cinesi camiciai che dopo aver abbandonato San Pietro in Casale si sono ampliati notevolmente. Il Sindaco di un Comune dovrebbe fare di tutto per favorire i cittadini lavoratori. Avevamo due zuccherifici dove molti ragazzi, facendo la campagna estiva, si pagavano gli studi. Qui i politici non hanno fatto abbastanza per attrarre industrie e lavoro in generale, hanno invece spinto perché San Pietro in Casale rimanesse un paese a carattere residenziale. Quando critichiamo gli Amministratori, anche su queste cose, si inferociscono perché li andiamo a toccare nel vivo. S - Secondo te, a parte Faccioli, perché i Sindaci che si sono suc

ceduti non erano espressione di San Pietro in Casale? C - Noi abbiamo avuto Faccioli di San Benedetto, poi Taddia che veniva da Galliera, Biafore di origine croata, poi Barigazzi sanpierino d’adozione, Valenti romano ed oggi Brunelli baricellese. Sono convinto che un sindaco sanpierino, anche se legato al partito, avrebbe fatto di più per il proprio paese. Per esempio, avrebbe avuto il coraggio di difendere l’Ospedale quando prospettarono di chiuderlo. Pensate che erano state raccolte 6000 firme per impedirne la chiusura. Ricordo che l’allora Sindaco Drago Biafore, in un incontro pubblico al Cinema Teatro Italia, disse che l’ospedale sarebbe stato chiuso per sei mesi, per permettere lavori di ristrutturazione, e invece hanno trasferito gli ammalati una mattina sotto una bufera di neve e poi quei reparti non furono più riaperti. Quell’ospedale aveva una sala operatoria nuovissima e tecnicamente all’avanguardia e la nuova grande ala, dove ora ci sono le scuole Medie, era già costruita. S - Per non spegnere e non far degradare la piazza cosa bisognerebbe fare? C - Adesso è troppo tardi per pensarci. Ci vorrebbe un’attività capace di portare un po’ di vita, per fare un esempio, forse basterebbe un bar come la Pasticceria Chiari, che con la “verve” e la professionalità che hanno, potrebbe forse ravvivare il centro se si trovasse nella piazza. S - A quali valori ti senti più legato e non rinunceresti mai? C - Prima di tutto la famiglia, l’onestà, la correttezza ed il rispetto. Penso come la maggioranza delle persone. Io credo molto in quello che faccio e sono contento delle mie scelte anche se a volte

penso che, in qualche occasione, ho dato priorità agli impegni di volontariato al punto che il rubinetto rotto in Parrocchia lo aggiustavo il giorno dopo mentre a casa mia lo aggiustavo dopo quattro mesi. Mi sento fortunato perché queste mie scelte sono state fondamentalmente condivise dalla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto ed apprezzato. Un altro valore molto importante per me è il lavoro, ho fatto ferie solo per accompagnare la mia famiglia, non mi sono mai concesso un viaggio o una vacanza in Europa o in altri luoghi del Mondo. L’unica parentesi c’é stata nel 1968 quando ho trascorso 4 mesi a Parigi per frequentare un corso di aggiornamento per istruttori operanti nella formazione, visto che io ero istruttore professionale, ho partecipato alle selezioni svolte a Roma, e fui scelto assieme ad altri sei per rappresentare l’Italia e andare a Parigi a seguire questo corso organizzato dal Consiglio d’Europa. S - Come pensi di mettere in pratica i tuoi valori e principi nell’attività di Consigliere Comunale? C - Il Comune dovrebbe essere la casa di tutti, vicino alle persone, specie quelle che si trovano in condizioni di bisogno, senza discriminazioni, senza ingiustizie e senza favoritismi. Stiamo cercando di fare chiarezza su alcuni argomenti che interessano tutti perché costano a tutti noi sanpierini. Uno degli obiettivi è proprio questo, la trasparenza dell’Amministrazione che toglierebbe ogni nostro dubbio sul corretto utilizzo del denaro pubblico. Impedirebbe ogni spreco e la possibilità che vengano aiutate le persone che urlano “più forte” a discapito di chi è veramente nel bisogno e non trova sostegno da parte del Comune.

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È questo nostro disinteresse che ci sta rovinando Ora più che mai risulta urgente “curare” l’ambiente di Massimo Lodi

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l modo più comune di ragionare, purtroppo è: “Chissenefrega, tanto a noi poi cosa cambia, non siamo mica dei politici”! Noi di Consenso Comune, invece abbiamo pensato, “siamo semplicemente premurosi, lo dobbiamo fare per i nostri figli”: io ne ho uno, Marco tre, Alessandro tre, e così altri. lo dobbiamo fare per loro, in un mondo dove tutti parlano, criticano, ma nessuno partecipa. Lo dobbiamo fare per poter dire, un domani, noi abbiamo fatto, loro hanno fatto e magari insieme abbiamo fatto buone cose. Oltre due anni fa abbiamo creato questo gruppo -Consenso Comune- vi assicuro, fuori dagli schemi della politica, per partecipare alla crescita del nostro Comune. Ognuno con la propria esperienza, tutti con lo stesso obiettivo. L’argomento che conosco a fondo e per il quale sono chiamato a porre la discussione riguarda una parte della nostra fauna che arreca danni alle colture e a volte alla nostra stessa salute. Premesso che tutta la flora e la fauna sono patrimonio dello Stato, in teoria, lo Stato dovrebbe rispondere di tutti gli eventuali danni. Purtroppo esiste lo “scarica barile”, per cui sono sempre i soliti che ci rimettono. Mi spiego meglio: se un corvo becca una mela, rovinandola, o una nutria mangia le foglie del grano mentre spuntano dalla terra, è come se qualcuno vi “prelevasse” dei soldi dal vostro conto corrente, senza 34

contropartita. Bèh, forse anche voi vi arrabbiereste. È quanto succede, da svariati anni, a molti agricoltori. Bisogna tener conto che alcuni animali, come per esempio le nutrie, non hanno nemici naturali, pertanto si riproducono (più volte all’anno) indisturbate. La loro popolazione è già cresciuta a dismisura tanto da mettere in allarme molte pubbliche Amministrazioni. A quanto pare non la nostra. Provate a percorrere via Trento in bicicletta, sulla strada: una carneficina di nutrie travolte da automobili; provate a pensare se siete in moto e vi attraversa una di queste “tope”. Parecchi Comuni hanno emanato delle ordinanze che autorizzano coloro che hanno frequentato il corso da “selezionatore”, ad attivarsi con qualsiasi mezzo in qualsiasi ora e in qualsiasi giorno dell’anno per contrastare questi animali. In alcuni comuni, come per esempio Sant’Agata Bolognese, un’ordinanza del Sindaco ha attivato un gruppo di “selezionatori” che in pochi mesi ha riportato l’ambiente al giusto equilibrio di un tempo. Nei pericoli che derivano dall’aumento incontrastato di questi animali, si può incorrere anche semplicemente costeggiando, con mezzi pesanti, argini di piccole e grandi dimensioni. Si sono verificati casi di ribaltamento di macchine operatrici a seguito dello sfondamento della sede stradale causato dalle gigantesche gallerie create da questi animali.

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In questi anni, personalmente, ho assistito a parecchie discussioni in merito a come gestire il problema. Di fatto ho avuto l’occasione di sentire persone che, già qualche anno fa, avevano anticipato come sarebbero andate le cose se non si fosse intervenuti per tempo. Purtroppo queste persone sono state “isolate” e quanto avevano previsto si è drammaticamente avverato. Si sarebbe dovuto dar loro ascolto e, assieme all’Amministrazione comunale, iniziare a lavorare ma, il mondo agricolo, non è abituato a protestare nelle sedi designate. Pertanto, questa Amministrazione comunale, non potrà mai essere a conoscenza della reale situazione dei danni creati da nutrie, corvidi e volpi. Durante la maturazione della frutta esiste il problema dei danni causati da gazze, ghiandaie e cornacchie, le quali, rovinando la frutta con beccate, arrecano migliaia di euro di danni. I fondi destinati dai vari enti (ATC e Provincia) non bastano, se non in piccola percentuale, a rifondere i danni provocati agli agricoltori e questa realtà è deleteria per i buoni rapporti fra Associazioni agricole, ambientaliste e venatorie. Mi aspetto che questa Amministrazione cominci subito a fare qualcosa per tentare di risolvere una situazione che si sta aggravando anno dopo anno.


Conoscenza e trasparenza: strumenti per avvicinarsi ed avvicinare i cittadini di Gianni Grandi

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ari lettori, mi chiamo Gianni Grandi, sono ormai 30 anni che frequento il paese di San Pietro in Casale e sono meglio conosciuto come “Gus”. Amo questo paese che con me è sempre stato accogliente e generoso. Come molti hanno potuto notare, durante le ultime elezioni amministrative del paese mi sono impegnato nel supporto di una nuova lista civica fondata e diretta da Marco Alberghini ed all’interno della quale mi occupo principalmente della comunicazione attraverso la rete (internet per intenderci). Mi è stato chiesto di esprimere un mio pensiero per far sì che gli elettori che ci hanno supportato con il loro consenso, e che colgo l’occasione per ringraziare, conoscano il pensiero “politico” dei vari appartenenti della lista civica Consenso Comune. Abbiamo attivato un “Blog” (http://marcoalberghini.wordpress.com), orrenda parola per rappresentare un luogo virtuale, ma non per questo meno importante, che dia voce a tutti quei sanpierini che con responsabilità e senso civico volessero far sentire la propria voce non solo nel facile lavoro di critica e di dissenso, ma soprattutto in quello responsabile e più alto, di partecipazione e proposizione. Credo molto nell’importanza della rete, anche se parlando con amici, conoscenti o cittadini con i quali mi capita di confrontarmi, intuisco che siamo ancora in una fase embrionale e che soprattutto le generazioni precedenti la nostra, trovano difficile avvicinarsi a questo strano, ostico e all’apparenza complicato mondo dei computer. Come ho già scritto in campagna elettorale “Ho deciso di aderire alla Lista Civica “Consenso Comune” perché credo nell’importanza della trasparenza nel gestire le risorse pubbliche. Quella delle Liste Civiche, a mio avviso, è l’unica dimensione capace di garantire indipendenza amministrativa, impedendo a qualsiasi struttura politica superiore di imporre condizioni penalizzanti o vietare a priori scelte vantaggiose per i cittadini. Una prerogativa delle liste civiche, che hanno un’origine popolare e sono quindi composte da gente comune, è l’essere capace di portare la voce di tutti all’interno dei Consigli Comunali

che dimostrano di vivere una fase di assoluto distacco rispetto alle esigenze dei cittadini. Con la consapevolezza che amministrare un Comune non sia cosa semplice, in tutto il territorio italiano, negli ambiti comunali si è lentamente ed inesorabilmente creato un divario profondo tra rappresentati e rappresentanti, o come ricorda spesso un comico tra i cittadini ed i loro dipendenti. Personalmente la mia azione politica (anche se preferirei chiamarla civica) che si traduce in impegno, appoggio e conoscenza ad una lista civica, non nasce e credo che mai si trasformerà in una mera “battaglia contro l’una o l’altra amministrazione”. Cambiamento e innovazione nei mezzi di realizzazione. Questo è il mio auspicio! Cambiare un piccolo passo alla volta, cercando di limitare l’influenza e, scusate la parola forte “l’ammorbamento dei partiti” i quali scavalcano le esigenze reali con ideologie che somigliano sempre più a religioni e che anziché dare risposte vere alla comunità servono più a gestire comitati di affari e quindi consensi. Analisi, la mia, che trova sempre più conferme nell’uso sfrenato della comunicazione politica in televisione e non nelle piazze con un serio e sereno confronto con i cittadini. Le risposte di cui abbiamo bisogno, per combattere la sfiducia che la gente ha sviluppato in questo particolarissimo momento storico sono conoscenza e trasparenza. Per trasparenza intendo anche lo sforzo che le amministrazioni locali devono secondo me fare per rendere comprensibili ai più, i bilanci e le scelte programmatiche, anche attraverso la pubblicazione della lista spese mensile che il comune sostiene (cioè le determine di giunta). Cosa che già altri comuni limitrofi fanno. Credo quindi che il grosso dell’impegno da mettere in campo sia nella ricerca del coinvolgimento dei cittadini delusi dagli effetti amministrativi della politica centrale e locale. A questo intervento vorrei aggiungere che ho molta fiducia in quello che la rete può ottenere nei confronti delle pubbliche amministrazioni per ottenere livelli di trasparenza e concertazione sempre richiesti e agevolati attraverso modifiche ai commi anche dal legislatore stesso. A questo fine volevo riportare alcune parole della Senatrice a vita Rita Levi Montalcini e che ho aggiunto nella pagine di ingresso del sito. Frase recente pronunciata da una persona di ben 101 anni

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e che la dice lunga circa questi concetti.“Il grande problema della nostra società è che le nostre decisioni vengano prese dai Grandi della Terra, lontanissimi dalle istanze di chi, poi, ne subirà le conseguenze. La possibilità che attraverso Internet le informazioni siano disponibili a tutti, che lo scambio avvenga in modo diretto, non mediato, e interattivamente, non dall’alto verso il basso, apre grandi spazi alla democrazia. Io credo che ci sarà per tutti, a tutti i livelli socio-economici, la possibilità di conoscere di più, di acculturarsi. E la cultura, la conoscenza sono, inevitabilmente, fonte di benessere”. Fin dall’inizio, io più degli altri all’interno della lista civica, ho cercato di portare avanti la richiesta di poter riprendere e rendere fruibili ai cittadini attraverso la rete le sedute del consiglio comunale di San Pietro in Casale. Oggi molti consigli comunali già lo fanno, compreso un Comune appartenente all’Unione Reno Galliera. Chi ha partecipato ai primi consigli comunali ha potuto notare la notevole partecipazione che ha costretto spesso i cittadini a sostare sulla sala antistante quella consigliare. Questo a dimostrare che l’interesse dei cittadini è presente. La trasmissione dei consigli comunali non è la panacea a tutti i mali ma sarebbe a mio avviso un servizio utile, sfruttato perché sentito, e soprattutto uno strumento di controllo dei cittadini nei confronti dei loro rappresentanti/dipendenti. Ognuno di noi dipendente o libero professionista deve rendere conto del suo operato al proprio datore di lavoro o al proprio cliente… Confido che il regolamento comunale che oggi non prevede questo strumento di trasparenza e di controllo venga presto modificato al fine di agevolarne la messa in funzione. Un’altro concetto che vorrei introdurre in questo mio breve intervento è che la forma sia anche sostanza, per questo ci piacerebbe, da cittadini, vedere limitare l’uso dei telefonini ai soli casi di emergenza durante le sedute di consiglio. Alcuni cittadini, presenti durante un Consiglio Comunale, ci hanno fatto notare qualche consigliere intento ad armeggiare sotto il banco con il cellulare… Il Presidente degli Stati Uniti

amava curare molto la propria presentabilità e ad un giornalista che lo intervistava e che per questo si prendeva gioco di lui, rispose: “Dal portellone dell’Air Force One non esce John Fitzgerald Kennedy, ma escono gli Stati Uniti d’America”. Nel concludere faccio un appello affinché l’Amministrazione attuale che governa con maggioranza - nonostante un risultato elettorale tutt’altro che esaltante - si adoperi per quanto le è possibile, e per quanto il partito che li guida lo permetta, a recuperare consensi con azioni di trasparenza e concertazione sia in Consiglio che con la cittadinanza stessa. Personalmente sono sempre stato molto restio alla creazione di tensioni tra le persone. Ma credo che in Italia a tutti i livelli, un certo modo di fare politica e amministrazione sia ormai giunto al capolinea. Sollevare queste problematiche ci ha fatto perdere qualche saluto in paese, ma quello era in conto. Esporsi ha sempre un costo. Ma non farlo alle volte ha un costo maggiore..., tuttavia credo che sia stato e sia ancora utile. Troppi comitati di affari e ancora troppi conflitti di interessi a tutti i livelli affliggono ancora le nostre amministrazioni. Quello che è il mio sogno e che dovrebbe essere l’obiettivo dei governanti più lungimiranti sarebbe avvicinare alla politica i giovani. Perchè il rinnovamento e la forza per i cambiamenti che contano stanno in loro, nella forza del loro entusiasmo e nelle loro idee. Alle forze escluse dalle scorse elezioni vorrei ricordare che il paese è sempre pronto a premiare persone che con sinceri intenti siano disponibili ad un impegno consapevole e responsabile, invitandoli ad essere presenti non con rancore ma con sano spirito propositivo. Credo fortemente che la pluralità sia da sempre fonte di ricchezza per tutti.

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È un segnale grave che la Maggioranza si dimostri contrariata dalla attività del nostro gruppo di minoranza di Marco Alberghini

I

l primo giorno in Consiglio Comunale, noi Consiglieri di Consenso Comune eravamo convinti di essere giunti nel luogo in cui si esercita la democrazia, dove ci si batte al fine di ottenere il meglio per il nostro paese e per noi cittadini, il luogo giusto dove dire e dove essere ascoltati, dove si decidono le sorti del Comune. A dodici mesi di distanza abbiamo capito che non è così. Il Consiglio Comunale ci appare talmente svuotato di funzioni tanto da risultare marginale nella gestione del Comune. Convinti di questo abbiamo deciso di non assecondare, nemmeno fingendo di credervi, quella che ci sembra una farsa. Abbiamo stabilito che non è e non sarà quello il campo delle nostre battaglie. Sappiamo che è molto più democratico informare i cittadini di tutte le spese sostenute dal Comune e mettere gli Amministratori in condizione di giustificare le proprie scelte in rispetto ai diritti dei cittadini. Il Bilancio è l’atto più politico che compie il Comune. È il momento in cui i fondi disponibili vengono ripartiti nei vari Capitoli ed assegnati nella disponibilità dei vari Direttori d’Area. Questa ripartizione viene votata dal Consiglio Comunale ma successivamente i Direttori d’Area spendono questi fondi, generalmente, senza che i Consiglieri ne siano informati. Milioni di Euro che una volta ripartiti non sono più materia di discussione per i Consiglieri ma vengono spesi dai Direttori d’Area attraverso le Determine.

Così, noi abbiamo cominciato a richiedere copia delle Determine scoprendo, per esempio, che nel 2008, si sono spesi 367.232 Euro (1.000 euro al giorno) per la manutenzione e ristrutturazione del Centro Sportivo “Faccioli”, che Aemiliana, nelle varie edizioni, è costata non meno di 110.000 Euro, che per iniziative finalizzate all’integrazione ed interventi economici legati al “sociale” si sono spese somme ingenti. Gli attuali Amministratori, promotori della trasparenza durante la campagna elettorale, oggi si limitano a pubblicare le delibere del Consiglio Comunale, non le Delibere della Giunta e tantomeno le Determine attraverso le quali si spende la maggior parte delle risorse pubbliche. Siamo convinti di aver toccato un nervo molto sensibile, dolente. La convinzione ci viene anche dal modo e dai tempi in cui ci viene rilasciata copia delle Determine. Ci vengono rilasciate fotocopie degli atti, mentre noi, per motivi di costi e di risparmio di carta le abbiamo richieste in formato digitale, su supporto informatico. Ci è stato detto che il motivo di tale condizione è l’eccessiva difficoltà a fornirci i documenti in formato digitale. Per quanto riguarda i tempi, mentre il regolamento prevede la consegna di documenti richiesti dai Consiglieri in tre giorni, per fare le nostre poche fotocopie, questa Amministrazione, di giorni, se ne prende 15. Inoltre siamo stati accusati - verbalmente - di bloccare, congestionare il lavoro degli uffici e di arrecare un danno economico alla collettività. È evidente che stiamo facendo la cosa giusta per noi cittadini e la più

fastidiosa per gli Amministratori. In noi è altrettanto netta l’impressione di subire un forte ostruzionismo; abbiamo quindi inoltrato un esposto al Prefetto di Bologna illustrando la situazione e chiedendo suggerimenti per giungere ad una soluzione positiva. Apparentemente in conseguenza di quell’esposto, il Sindaco ci ha sollecitato a partecipare con nostre proposte da condividere con la maggioranza. Poteva essere un’occasione per cambiare registro. Nel mese di aprile abbiamo presentato una mozione per proporre al Comune di verificare la situazione occupazionale attuale a breve e medio termine e di fare tutto quello che è nelle possibilità del Comune per incrementare, direttamente o indirettamente, i posti di lavoro sul territorio comunale, ma nel momento in cui Brunelli e Marchesi, hanno risposto che tale mozione non è accoglibile per una serie di motivi, abbiamo capito che quell’invito ad una partecipazione era un bluff. Vogliamo informare i cittadini che fino al giugno 2014 chiederemo ogni singola determina e che poi, in nome della tasparenza, pubblicheremo sistematicamente in un resoconto mensile. Vogliamo inoltre chiarire che il nostro ruolo di controllo e sprone non si “gioca” nel Consiglio Comunale, in scontri che non porterebbero a nessun risultato, ma si compie con l’indagine relativa alle spese e con l’informazione di tutti noi cittadini. Questo è il motivo per cui non concentreremo il nostro lavoro nei Consigli Comunali nei quali terremo sostanzialmente una posizione di astensione.

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Con la “giustizia sociale” sempre più lontana aumentano le tensioni tra fasce di popolazione e l’integrazione diventa impossibile “Noi italiani, i nostri padri e padri dei nostri padri, abbiamo creato, con il sudore del nostro lavoro, quel sistema di garanzie e tutele sociali sul quale, soprattutto nei momenti di maggior bisogno, possiamo contare. Non solo è ingiusto, ma costituisce fonte di legittima frustrazione e recriminazione, soprattutto per gli italiani che più hanno bisogno, che il frutto delle fatiche di generazioni sia goduto da chi non ha concorso a realizzarlo. Preferire, nell’accesso ai servizi sociali, agli asili, agli ospedali, alle abitazioni popolari gli italiani, non significa escludere gli altri: significa dare una concreta risposta ad una comunità umana che, tutta insieme, ha lavorato per crearsi quei diritti”. Questo discorso tratto dal sito del Comune di Modena (amministrato dal PD), il 19 giugno 2009, espone molto bene il sentimento di insoddisfazione che accomuna molti cittadini, di destra, di sinistra, cattolici e non. Ci sembra perfetto per introdurre il tema dei servizi sociali agevolati che il nostro Comune eroga.

di Simona Bentivogli

C

omincio questo articolo con una premessa: vorrei rispondere a tutti coloro i quali sostengono che NOI di Consenso Comune non abbiamo mai messo la faccia su quanto è stato scritto nelle scorse edizioni di “SOS COMUNE”; questa volta non solo metto la faccia e la firma a questo articolo, ma, senza remore, voglio spiegare almeno uno dei motivi per cui oggi, dopo diciannove anni in cui ho creduto tantissimo nella politica del PD, il Partito dei lavoratori..., ho deciso di non votare più per Loro e di sostenere Alberghini e la sua Lista. Il PD, l’Amministrazione che a S.Pietro è diventata l’Amministrazione che ha fatto di chi non lavora dei SUPER TUTELATI, tanto... ci sono i “compagni” lavoratori che fanno entrare soldi nelle casse del Comune. Su questo punto penso di poter parlare a nome dei tanti elettori che hanno votato per noi, io dico BASTA!! Basta rette

super agevolate, basta contributo affitto, basta contributo bollette, basta! Ma il Comune da dove prende tutti questi soldi? Io penso che li prenda dalle nostre tasche, risparmiando sui servizi, sempre più scadenti, che ci offre come se fossero una carità. Mi domando se i dirigenti del PD non si siano chiesti come mai hanno perso tanti voti, forse pensano che quanto successo in questi anni sia passato inosservato a noi cittadini? Molte Amministrazioni, sia di destra che di sinistra, subito dopo le elezioni hanno cominciato a lavorare su provvedimenti per aiutare le famiglie messe in difficoltà dalla crisi e rivedendo quelle agevolazioni “persistenti nel tempo” che hanno portato tanti Comuni ad indebitarsi. Sembra proprio che queste Amministrazioni abbiano capito che non si può continuare sulla strada dell’agevolazione perenne, ed in tal senso si stanno muovendo. A San Pietro in Casale? Tutto tace! Cosa stanno facendo gli Amministratori del nostro Comune? Per mettere a posto le cose, al punto in cui

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siamo arrivati, forse bisognerà prendere delle decisioni estreme, che probabilmente non piaceranno ad una parte di cittadini, ma che, sicuramente, ne hanno già largamente sfavorito la maggior parte. Mi sembra che non si leda la dignità di nessuno cercando di fare le cose il più equamente possibile. I mezzi per sistemare le cose ci sono, i nostri Amministratori hanno il potere per farlo, in tutto il nord Italia lo stanno facendo con varie soluzioni. Perché questi Amministratori, appena si solleva la questione, si difendono tacciando chiunque di razzismo, senza rendersi conto che è un disagio avvertito da gran parte della popolazione? Io penso che non si tratti di razzismo rivendicare il sistema di garanzie che è stato creato dai nostri nonni e dai nostri genitori. Penso che non sia razzismo preferire gli italiani nell’accesso alle abitazioni popolari, agli asili,ai servizi sociali; questo non significa escludere gli altri, significa dare una risposta concreta ad una Comunità che si sente trascurata e bistrattata. Come si può pensare che agevolando le persone senza un limite di tempo, queste siano incentivate a trovare lavoro? Ad esempio: l’asilo nido e la scuola materna, non dovrebbero servire a “parcheggiare”i bambini per non tenerli a casa, dovrebbero essere un servizio che serve principalmente a chi lavora,

poiché il massimo mensile del nido per un tempo pieno costa 400 euro mentre il minimo mensile ne costa 38; vorrei tanto sapere dove sta la proporzione. Io ho un figlio di 7 anni che ha frequentato sia il nido che la materna comunale, quella che sto per fare è una considerazione del tutto personale, una sensazione, se vogliamo; vorrei sapere quanti dei miei 350 euro del nido e 290 euro della materna, sono serviti a coprire le spese reali di mio figlio e quanti invece sono serviti a coprire le rette super scontate. Poi mi permetto, da madre, di aggiungere di più: possibile che una donna che non lavora abbia così bisogno di lasciare il figlio all’asilo tutto il giorno? L’asilo non è mica la scuola dell’obbligo! Comunque parte di questo scempio è causato dalla famigerata “CERTIFICAZIONE ISEE”, che sta a dire - indicatore della situazione economica equivalente - che sulla base delle effettive condizioni economiche dell’interessato e del suo nucleo familiare, consente di usufruire di prestazioni sociali agevolate: rette per asilo, mense scolastiche, ecc. Niente da dire su tutti quegli aiuti che si possono dare a una famiglia in difficoltà, ma vogliamo dare un limite di tempo alla cosa? Vogliamo far sì che non siano sempre i soliti a beneficiare degli aiuti, prevalentemente chi non lavora o chi sostiene di

non lavorare. Ogni anno, qui a S.Pietro, sempre più persone hanno usufruito degli asili pagando cifre ridicole e noi che andiamo a lavorare, ogni anno, abbiamo visto lievitare le nostre rette. E poi, le autocertificazioni.... Sarebbe bene abolirle e far presentare alle persone i documenti che servono, ad esempio, per l’iscrizione al campo estivo, richiedere la dichiarazione del datore di lavoro..... per evitare l’ammissione di bambini che hanno la mamma disoccupata e l’esclusione di altri bambini con entrambe i genitori occupati. Vorrei ricordare a questa Giunta che, tutte le famiglie che si sentono penalizzate da questo stato di fatto, sono tra quelle che contribuiscono a far entrare soldi nelle casse del Comune e che, siccome lavorano, non hanno diritto ad usufruire di prestazioni sociali agevolate. Un po’ di considerazione magari se la meritano e se la aspettano. Le persone sono stanche, e gli Amministratori di maggioranza non possono più nascondersi dietro ad un dito, attaccando noi di Consenso Comune, perché se avessero fatto bene il proprio lavoro negli anni passati, probabilmente oggi noi non avremmo ragione di esistere.

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Analisi politica della consigliera Frisario: “Caricata a salve contro la Maggioranza” di Marco Alberghini

A

vremmo preferito poter verificare, senza ombra di dubbio, che il comportamento della Consigliera Frisario fosse tale da smentire la nostra ipotesi di suoi “buoni” rapporti con la Maggioranza, per non dovercene più occupare. Non abbiamo avuto questa possibilità. Quanto da noi sostenuto nel n° 2 di SOS Comune, sulla esistenza di un Partito Unico dei Politici di Destra-Sinistra non è mai stato smentito dai diretti interessati né, tantomeno dai fatti. Anzi!

Partito Unico dei

POLITICI di Destra-Sinistra

La nostra presenza in Consiglio Comunale, con la possibilità di osservare i rapporti tra esponenti del PD e del PDL, ha rafforzato in noi questa convinzione. Vediamo i fatti: Il percorso di trasformazioni repentine compiuto prima di divenire candidata del PDL+Lega, che la vide passare, in pochi mesi, da esponente di partito (con AN) a sostenitrice della civicità (ottobre 2008), poi di nuovo partitica (PDL+Lega), mantenendo l’atteggiamento di chi si celebrava l’unica persona capace di contrastare i “comunisti”. La Consigliera Frisario ci è da subito sembrata avvezza a rilasciare dichiarazioni, a nostro avviso, “sopra le righe”. 40

Durante il primo Consiglio Comunale, la Consigliera Frisario è stata votata dalla maggioranza. Ha infatti ottenuto 4 voti, due suoi (Frisario, Margiotta) e due dai consiglieri del PD che, superando i nostri 3 (Alberghini, Masotti, Monari), le hanno permesso di divenire l’unica consigliera di minoranza a far parte della Commissione elettorale del 2014. Due componenti del PD hanno votato e sostenuto la Capogruppo del PDL+Lega. Alcuni minuti prima del secondo Consiglio Comunale la Consigliera Frisario si è avvicinata a Marco Alberghini per chiedere di essere votata dai consiglieri di Consenso Comune al fine di entrare a far parte del Consiglio dell’Unione Reno Galliera. Alberghini ha comunicato l’intenzione di non concedere i voti di Consenso Comune spiegando che era nostra precisa intenzione di entrare nel Consiglio dell’Unione Reno Galliera, per meglio controllare il funzionamento di quell’ente che “regola” anche il nostro Comune. Incassato il nostro rifiuto ed espresso il proprio rincrescimento, la Capogruppo del PDL+Lega è rapidamente rientrata nel gruppo di Consiglieri e Assessori della Maggioranza

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con tutta la famigliarità che, abitualmente, dimostra di avere nei loro confronti. Durante il secondo Consiglio Comunale, l’esito del voto ha fatto nuovamente registrare quattro voti alla Consigliera Frisario, due voti suoi e due voti dalla Maggioranza del PD. Quanto bastava per superare i nostri 3. La Consigliera Frisario è dunque entrata nel Consiglio dell’Unione Reno Galliera, dove riveste il ruolo di Vice Presidente del Consiglio. Noi, anche in questo caso, siamo rimasti molto sorpresi e colpiti dall’esito della votazione, mentre, in


entrambe le occasioni, né la Frisario né il Sindaco Brunelli hanno dimostrato la minima sorpresa. Ci siamo chiesti il perché e, con una lettera, lo abbiamo chiesto anche ad alcuni esponenti del PDL e Lega a livello provinciale e regionale. Nella sua risposta, il Consigliere Regionale Alberto Vecchi - Gruppo Assembleare Alleanza Nazionale - PDL - ci spiega che “avere avuto occasionalmente i voti della sinistra non è uno scandalo”. Risposta chiara ed illuminante: non c’é nulla di male se un PDL prende i voti dal PD. Per noi è una chiara conferma del sospetto. Ci domandiamo se 1164 elettori della candidata del PDL+Lega, siano informati di questi fatti e se ne siano contenti. Se si domandino, come ci domandiamo noi, quale “prezzo”, politicamente parlando, la Consigliera Frisario ha pagato oppure dovrà pagare per quei voti del PD e se già oggi, ad inizio del mandato amministrativo, non sia compromesso il proprio ruolo di vera oppositrice che, con ogni probabilità, gli elettori si aspettavano da lei. Durante il terzo Consiglio Comunale, subito dopo il nostro intervento molto critico nei confronti della Maggioranza, nel quale abbiamo concordato con la “condanna” formale delle violente repressioni in Iran, abbiamo anche richiamato la stessa Maggioranza ad occuparsi concretamente di questioni locali come la nuova rotatoria in corso di realizzazione (che, a nostro avviso, poteva generare situazioni di pericolo, specie per i pedoni). La Consigliera Frisario ha preso la parola in difesa della mozione della Maggioranza, e con violenza si è dissociata dal nostro intervento arrivando a dire che “rispetto

al problema dell’Iran, quelle della rotatoria sono quisquilie”. Noi invece pensiamo che la sicurezza e l’incolumità delle persone NON siano quisquilie. Quando il 2 ottobre 2009, con un’edizione straordinaria di SOS Comune, abbiamo informato le attività commerciali del centro di San Pietro in Casale che il progetto inoltrato dal Comune per poter ottenere finanziamenti in virtù della Legge Regionale 41/97, tra le varie cose previste, siamo convinti che contenga l’intenzione di pedonalizzare le vie Matteotti e Tolomelli: 1° “Con la sistemazione di via Tolomelli e via Matteotti si prevede una diverso utilizzo degli spazi comuni con la realizzazione di un’isola pedonale”; 2° “Con la realizzazione degli interventi di cui sopra si prevede di rivedere l’accesso al centro storico mediante l’istituzione di nuovi sensi unici e l’opportunità di rendere pedonabile il centro storico”; 3° “Realizzazione nuova pavimentazione in porfido e riqualificazione arredo urbano nella via Tolomelli - sita nel centro storico del paese - per creare, insieme alla riqualificazione di via Matteotti, un “salotto” a cielo aperto nel centro commerciale naturale di San Pietro in Casale a misura d’uomo e non di macchina”, la Consigliera Frisario ha pubblicamente condannato il nostro comportamento definendolo “terroristico” e difendendo la Giunta del PD, sostenendo che mai avrebbe preso una simile decisione. In Consiglio Comunale la Consigliera Frisario spesso inizia i propri interventi esprimendo apprezzamento per decisioni prese dalla Maggioranza PD. Chiaramente non esiste un divieto a fare ciò, ma è una ulteriore conferma degli “ottimi rapporti”

con la Maggioranza, se si considera l’articolo a firma Frisario pubblicato sul numero di ottobre de “l’Orologio” che contiene un apprezzamento alla Maggioranza PD per aver posto al voto lo stesso Programma della lista del PDL+Lega. Tutto il resto dell’articolo è un attacco agli ex compagni di partito e a noi di Consenso Comune. Aggiungiamo ancora due note importanti. La prima riguarda il giornale “La Meridiana di S.Pietro” pubblicato dal Gruppo Consiliare PDL+Lega e distribuito in anteprima durante il Consiglio Comunale del 23 dicembre 2009. In quella occasione, durante una breve pausa la Consigliera Frisario ha fatto il giro dei banchi consegnando il giornale a tutti i Consiglieri, agli Assessori ed al Sindaco. Ci ha colpito che nessuno della Maggioranza si sia stupito o che abbia protestato, ci sono sembrati sereni nel ricevere il giornale dalla Consigliera Frisario. La nostra curiosità e perplessità nell’assistere a quell’avvenimento ha trovato risposta quando, dopo averlo letto, ci siamo resi conto che si trattava di un giornale che in nessun modo avrebbe potuto impensierire l’Amministrazione che infatti non si è contrapposta alla diffusione durante il Consiglio Comunale. Nel giornale “la Meridiana” a pagina 8, spiegando la spaccatura registrata all’interno del PD avvenuta durante il Consiglio Comunale del 30 novembre 2009, relativamente all’ordine del giorno sul Crocefisso, ci sembra che i redattori non abbiano voluto infierire troppo sulla Maggioranza PD e che abbiano riportato un testo scritto da Marco Alberghini sul Blog di Consenso Comune che termina con questa considerazione: “Il Sindaco che ci

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è capitato non sembra assolutamente in grado di tenere unite le diverse personalità dei Consiglieri della Maggioranza”. Abbiamo l’impressione che abbiano preferito far dire l’intervento “graffiante” a noi di Consenso Comune piuttosto che fare uno sgarbo dicendolo loro. A pagina 10 si può leggere questa notizia: “Abbiamo votato le linee programmatiche della Maggioranza PD perché hanno abbandonato il loro Programma elettorale ed hanno optato per il NOSTRO”. Siamo certi che il giornale non lascerà nemmeno un “graffietto” all’Amministrazione PD. Aggiungiamo che la Consigliera Frisario, dopo il Sindaco Brunelli, è la seconda persona che, pubblicamente, ha minacciato di querelare Marco Alberghini per le proprie affermazioni. Brunelli e la Frisario accomunati da uno stesso proposito. La prova che la Consigliera Frisario sostiene la maggioranza, anche se passivamente, si trova nella sua risposta al richiamo che le abbiamo fatto in Consiglio Comunale, di non difendere la maggioranza: in risposta a tale invito ha dichiarato (rivolgendosi al Consigliere Marco Alberghini): “Io ti invito volentieri a non fare più indicazioni sul fatto che io appoggi la sinistra o che difenda la sinistra, perché la prossima volta che tu lo farai ad un microfono acceso - e sono buona perché

è Natale - io non solo ti querelo, ma farò di tutto per farti allontanare da quella che è l’idea della politica che hai tu nella testa”, il tutto registrato durante il Consiglio Comunale e depositato agli atti. La consigliera Frisario non ha smentito di sostenere la sinistra per esempio aggiungendo un semplice “perché non è vero”. Aggiungiamo che nel giornale “la Meridiana”, pubblicato dal gruppo PDL+Lega di San Pietro, nelle dodici pagine di cui è composto, non si trovano serie critiche all’Amministrazione o al Sindaco del nostro Comune; per essere precisi il cognome Brunelli non si trova nemmeno una volta. Che deferenza! In conclusione: a noi l’azione politica della Consigliera Frisario sembra descrivibile come una opposizione di facciata, polemica e chiassosa ma, nei fatti, inoffensiva che sembra voler non toccare i punti nevralgici dell’attuale Maggioranza.

Ecco quella che secondo noi è la prova che a San Pietro in Casale esiste il Partito Unico dei Politici di Destra Sinistra La prova è arrivata, inaspettata e tonante, sul finire del Consiglio Comunale di giovedì 29 aprile

2010 dalle parole della Consigliera Frisario, del PDL+Lega, la quale ha dichiarato di non aver mai chiesto i voti che il PD le ha dato, che solo recentemente ha saputo che il PD l’ha votata per ben due volte poiché un Consigliere di opposizione, dell’UDC, decaduto e non rieletto ha consigliato il Sindaco Brunelli del PD di votarla. In pratica, la Consigliera Frisario, ha rivelato pubblicamente ed in una sede istituzionale che un ex Consigliere di opposizione ha consigliato il neosindaco Brunelli di votare la candidata Sindaco del PDL+Lega. Cosa che è effettivamente accaduta. Durante questa dichiarazione, ed alla fine di essa, il Sindaco Brunelli, presente nella Sala Consiliare non ha avuto nessuna reazione, non ha fatto nulla e non ha detto nulla. Aspettandosi una immediata smentita da parte del Sindaco che invece non è arrivata, il Consigliere Alberghini è intervenuto chiedendo al Sindaco Brunelli se la dichiarazione della Frisario corrispondesse al vero. Brunelli, sollecitato, ha confermato di aver dialogato frequentemente con quel Consigliere dell’UDC, che non ricordava tutto quanto si dissero e che in ogni caso lui avrebbe votato per la Consigliera Frisario. Per noi questa risposta è una conferma dei rapporti tra i politici del PD, PDL+Lega ed UDC.

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Il Partito Unico dei Politici di Destra Sinistra di cui abbiamo ipotizzato l’esistenza sul secondo numero di SOS Comune e che non è mai stato ufficialmente smentito dalle tre forze politiche. La nostra analisi stando alle dichiarazioni della Frisario: - La Frisario, al fine di salvarsi dal sospetto e dalla nostra accusa di aver chiesto ed ottenuto voti dal PD, con quella dichiarazione ha sostanzialmente “tradito” l’ex Consigliere dell’UDC che, secondo quanto da lei sostenuto, l’ha raccomandata al neo-Sindaco. L’ex Consigliere UDC ha raccomandato la Frisario per motivi che non conosciamo, ma l’anomalia che colpisce, è che costui abbia avuto la possibilità di farlo, di essere ascoltato nonostante fosse fuori dallo scenario politico di San Pietro in Casale. Ci domandiamo quali crediti potrà mai avere per permettersi tale interferenza. Per quale motivo il Sindaco Brunelli PD che non è intervenuto a smentire le dichiarazioni della Frisario, durante quei primi giorni del suo mandato amministrativo, ha deciso di scegliere e votare la Consigliera Frisario a lui politicamente opposta? Tutto questo fa pensare che i locali Politici del PD abbiano scelto di dialogare con quella parte di opposizione che sapevano non gli

avrebbe dato problemi ed abbiano chiuso nei confronti dell’altra parte - Consenso Comune - che si è sempre dimostrata indisponibile ad eventuali accordi, mediazioni, cooptazioni. Dodici mesi trascorsi in assenza di scontri tra PD e PDL+Lega sono una prova tangibile. Consenso Comune è nata anche perché era, ed è ancora, evidente che fino ad ora i locali Politici hanno amministrato incontrastati come in mancanza di una vera opposizione, attenta, vigile, determinata e combattiva. A San Pietro in Casale, anche oggi, quella che dovrebbe essere la “vera” opposizione, PDL+Lega, ci appare come amica, alleata, mansueta e pronta ai voleri della maggioranza. Se i politici di opposizione che nei decenni del passato sono stati votati ed eletti dal popolo per controllare, verificare e contrastare la maggioranza, ne fossero stati occulti alleati - ma è solamente una ipotesi - ecco che sarebbe spiegato lo stato di arretratezza generale che il nostro paese ci offre oggi.

Agli elettori del PDL+Lega chiediamo se ritengono che la Consigliera Frisario stia utilizzando il metodo giusto per attuare una vera opposizione. Un consiglio, che è anche una speranza: che la Consigliera Frisario in futuro si dedichi meno all’attacco sistematico di quanti non fanno parte del suo schieramento, concentrandosi invece nelle questioni che interessano veramente i cittadini di San Pietro in Casale e che inizi a lavorare in modo più convincente per ottenere risultati concreti, anche se questo vorrà dire andare apertamente “contro” la Maggioranza. Questo, a mio parere, dovrebbe essere il ruolo della Consigliera Frisario e sono convinto che sia quanto si aspettano i cittadini che l’hanno votata.

Noi di Consenso Comune siamo forse la prima organizzazione di cittadini che si sia impegnata nel fare una vera ed onesta opposizione. Prova evidente di questa affermazione è l’atteggiamen-

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to costantemente infastidito del Sindaco Brunelli nei confronti dei Consiglieri di Consenso Comune.

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I perenni politici del PD locale hanno avuto una tale paura di perdere le elezioni Comunali che sono arrivati a dichiarare cose diffamanti che sapevano benissimo essere false Hanno ripetutamente mentito sapendo di mentire di Marco Alberghini

S

embra complicato ma non lo è affatto. Quando nel febbraio 2009 è uscito il primo numero di SOS Comune, i perenni dirigenti del PD locale, con ogni probabilità si sono molto preoccupati. Penso che abbiano capito che noi di Consenso Comune facevamo e facciamo sul serio e non scendiamo a patti, non siamo comprabili, non siamo ricattabili. Un serio problema per questi Politici Democratici che si sono trovati di fronte qualcuno che ha cominciato a fornire prove concrete di quanto molte persone del paese sapevano da molti anni ma non avevano mai verificato. Ecco, noi abbiamo cominciato a verificare, con metodo e a fondo. Se l’Amministrazione del nostro comune poteva vantare “una tradizione di buon governo”, perché i soliti Politici sono sembrati molto preoccupati dalla nostra apparizione? La loro paura era tanta che sono arrivati a pubblicare informazioni diffamatorie nei miei confronti, che sapevano benissimo essere false, al solo fine di danneggiare la mia credibilità. Hanno ripetutamente pubblicato che l’allora Sindaco Valenti mi aveva querelato a seguito di mie dichiarazioni. In realtà solo il giorno 1° giugno 2009, cinque giorni prima delle elezioni, l’allora Sindaco Valenti (Avvocato penalista) ha inoltrato un esposto - atto molto diverso dalla querela - che è stato rapidamente archiviato per “infondatezza della notizia di reato”. Pensate che se io avessi pubblicato cose non vere o diffamatorie, uno stimato Avvocato penalista non avreb-

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Sopra, la porzione di un volantino emanato dal PD, durante la campagna elettorale, con l’intento di screditare Consenso Comune con uno stile che non è mai stato e non sarà mai il nostro. Si può leggere la notizia, data per certa, della querela che l’ex Sindaco Valenti avrebbe mosso nei confronti di Marco Alberghini. Avremmo potuto reagire a queste diffamazioni con una querela “vera”, ma siamo tutte persone serie e proprio per questo non lo abbiamo fatto.

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be potuto querelarmi veramente? L’obiettivo di gettare ombre su di me era già stato raggiunto, ma oggi, alla luce di queste prove, chi è che risulta avvezzo a dichiarare cose non veritiere, tendenziose, opportunistiche? Voglio ricordare il titolo di copertina di questo giornale. La mia, la nostra impressione è che la maggioranza stia tentando, in tutti i modi, di fermare la nostra azione. La nostra impressione è che il nostro approfondire, indagare, ragionare e comunicare costituisca un pericolo troppo elevato per l’integrità e la credibilità di questa maggioranza e delle precedenti. In questo scenario, ci aspettavamo attacchi più consistenti che non sono mancati. La società Se.R.A. che produce i pasti per i Comuni che ne detengono le quote di maggioranza, mi ha querelato per diffamazione a mezzo stampa. Io, noi, lo riteniamo un atto intimidatorio nei nostri confronti e non sono, non siamo preoccupati. Anzi! Pur non avendone le prove, siamo convinti che questa querela sia stata ispirata dagli Amministratori del nostro Comune, i quali, maldisposti a ricevere critiche e tantomeno a far autocritica, con questo atto, seppur legittimo dal punto di vista legale, tentando di impaurirci e dissuaderci dal continuare si sono messi in una posizione molto criticabile dal punto di vista politico. Solo un giudice potrà stabilire se Marco Alberghini ha commesso il reato di Diffamazione nei confronti di quella Società a capitale pubblico ma il giudizio politico di questa azione legale rimane dei cittadini di San Pietro in Casale i quali ricordano le immagini relative alle condizioni in cui operava la Cucina centralizzata prima che noi di Consenso Comune ne denunciassimo lo stato. Considerato che non abbiamo nessuna intenzione di ridurre l’impegno che mettiamo nello svolgere il nostro compito di controllo, sollecitazione e denuncia, nel futuro prevediamo ulteriori azioni legali nei miei confronti.

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Dodici mesi di democrazia a San Pietro in Casale di Massimo Monari

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uando il partito vincitore con il 38,87% dei voti governa e sceglie l’opposizione che gli fa comodo con il 17,06 non per affinità ideologica, non esprime un governo democratico nel senso reale del termine, ma un governo di sua utilità-comodo che non tiene conto della volontà della gente. Quanto affermato sopra si può evincere dalle votazioni dei consigli comunali n°50 del 18/06/2009 e n°54 01/07/2009 dove un componente della minoranza con il 17,06% con 2 voti a disposizione ne ha ottenuti 4 provenienti inequivocabilmente dalla maggioranza. Il gioco pseudo democratico continua con un candidato sindaco di una lista che non ha raggiunto il numero di voti necessari per ottenere un Consigliere e viene ospitato con ampio rilievo sul giornale dei contribuenti con un articolo “cara redazione ti scrivo”, mi chiedo quanti cittadini riusciranno a farsi ospitare nel giornale l’orologio? Gli elettori degli schieramenti PD e PDL sono soddisfatti da questa situazione? Pensano che questa aggregazione persegua la politica migliore per il paese o garantisca altri interessi? Il tentativo democratico di ridicolizzare la minoranza che rappresenta il 21,05 % con argomentazioni discutibili come l’inesperienza del gruppo e dei singoli

che non sono politicanti, ma persone con un bagaglio professionale di esperienza e di conoscenza del territorio e della società che non trovano riscontro in altri gruppi presenti nel consiglio comunale giova al governo del paese? Consenso Comune con tanta fatica dovuta a una burocrazia finalizzata a rallentare i controlli per l’accesso agli atti dovuti ha evidenziato decisioni e gestioni discutibili di questa amministrazione in questi dodici mesi come la gestione inadeguata dello sgombero neve, la partenza disorganizzatissima del centro di produzione pasti, il tentativo poi negato di chiudere il centro del paese, la gestione delle agibilità dei fabbricati comunali alcuni dei quali sprovvisti dei necessari certificati, gli errori nella presentazione del bilancio 2010 non sono comportamenti che esaltino l’amministrazione ma mostra comportamenti superficiali e arroganti. L’appello alla democrazia vera, non quella decantata, passa attraverso la trasparenza di tutti gli atti che per noi debbono essere resi visibili alla cittadinanza attraverso gli strumenti informatici. L’amministrazione comunale non può temere la trasparenza se è veramente democratica.

Analisi politica del Comitato Direttivo del Circolo del PD di San Pietro in Casale di Marco Alberghini

S

ergio Secondino (Segretario), Luca Andreotti, Graziella Artioli, Drago Biafore, Dante Cassanelli, Donata Cavazza, Andrea Gargiulo, Giorgio Golfieri, Antonina Malaguti, Paola Malaguti, Luca Menegatti, Paolo Minarelli, Marco Pallini, Silvia Passarini, Miranda Pedrini, Tiziana Petruccelli, Graziella Poggi. Del Comitato Direttivo fanno parte in qualità di membri di diritto il Sindaco Roberto Brunelli ed il capogruppo in Consiglio Comunale Mauro Marchesi. Questo Comitato, eletto il 12 dicembre 2009, ha in alcuni suoi componenti una tara insanabile. In giugno 2009 gli elettori hanno “bocciato” il modo di gestire il Comune messo in atto dagli Amministratori della sinistra nell’arco di vari decenni. 46

Lo staff politico se ne è reso conto ed ha deciso di rinnovarsi per “riagganciare” le tante persone che si sono definitivamente stancate di come viene gestito il nostro Comune. Così, ed è qui la contraddizione, alle persone di cui sopra viene affidato il compito di recuperare la fiducia degli elettori e, di conseguenza, riottenere il loro voto. Chi vive in questo Comune da molti anni, può immediatamente notare la presenza di alcune personalità che hanno avuto un ruolo molto importante nella gestione di San Pietro in Casale. Anche chi è giunto recentemente potrà notare alcuni nomi che ricorrono nella più recente storia locale. Costoro che, a nostro parere hanno la responsabilità del declino di San Pietro in Casale, si ripropongono in veste di risolutori di una situazione che molto probabilmente hanno loro stessi creato.

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Con quale credibilità si propongono a questo ruolo di rinnovamento e salvataggio? Sono in buona fede, quindi non consapevoli dei gravi danni che, a nostro avviso, hanno causato al Comune, oppure sono consapevoli ma furbescamente confidano, ancora una volta, nella fiducia incondizionata degli elettori di sinistra e nel loro profondo sentimento di appartenenza? Quale è la molla che li spinge ad esserci ancora oggi dopo una così pesante bocciatura? Crediamo che non siano gli stessi ideali degli elettori di sinistra. Se desiderassero veramente il bene del paese e del proprio partito, avrebbero già abbandonato la gestione politica del Comune. Questo gruppo Dirigente ci appare sordo e cieco, incapace e forse disinteressato a comprendere i bisogni concreti ed urgenti di noi cittadini. Teniamo a precisare che il ruolo di Consenso Comune non prevede obiettivi ideologici. Siamo concentrati sul funzionamento del nostro piccolo Comune, su come viene gestito, la presenza di servizi, la qualità dei servizi e su come vengono spesi i soldi. Quando abbiamo cominciato ad “indagare” sui tanti aspetti della gestione del Comune chiedendo di vedere le Determine - documenti con i quali vengono spesi gran parte dei circa 12 Milioni del bilancio comunale - gli Amministratori hanno subito tentato di tardare la consegna di questi documenti. Durante il Consiglio Comunale del 30 marzo 2010 il Sindaco Brunelli ha sostenuto che gli può andare bene che noi chiediamo alcune Determine ma non tutte poiché sarebbe eccessivo mentre il Capogruppo Mauro Marchesi ha tentato di minimizzare l’importanza delle Determine sostenendo che ci si possono trovare le banali spese per l’acquisto della cancelleria e, sempre lui, sull’ultimo numero de l’Orologio ha scritto che tutti i conti del Comune si possono conoscere attraverso il Bilancio. Quello che noi stiamo cominciando a fare è informare i cittadini in modo comprensibile anche per chi non si occupa di contabilità, chiunque deve poter sapere e capire come vengono spesi i soldi. Sfidiamo il Consigliere Marchesi a spiegare il dettaglio delle spese attraverso gli importi totali e riassuntivi del bilancio. Su questo tema non ci sembra che questi Amministratori intendano essere trasparenti. Attraverso le Determine, abbiamo potuto scoprire che nel 2008, si sono spesi 367.232 Euro (1.000 euro al giorno) per la manutenzione e ristrutturazione del Centro Sportivo “Faccioli”, che Aemiliana, nelle varie edizioni, è costata non meno di 110.000 Euro di cui non sappiamo se e quanti siano provento di sponsorizzazioni, che per iniziative finalizzate all’integrazione ed interventi economici legati al “sociale” si sono spese somme ingenti.

Ora siamo in attesa della copia delle fatture relative a quei 367.000 euro esaminando le quali tenteremo di capire se quei soldi sono stati spesi bene o no. Che un’Amministrazione tenti di ostacolare le richieste di documenti pubblici è un fatto molto grave. La netta sensazione di subire questo tipo di ostruzionismo ci ha spinti ad inoltrare un esposto/segnalazione al Prefetto di Bologna documentando ed illustrando la situazione e chiedendo suggerimenti per giungere ad una soluzione positiva. - Vorremmo capire perché il nostro Comune è l’unico tra quelli dell’Unione Reno Galliera che non pubblica le delibere di Giunta - anche se il Sindaco Brunelli in Consiglio Comunale ha detto che vengono pubblicate - mentre gli altri lo fanno da tempo e ci domandiamo se gli elettori del PD sono così convinti della buona gestione da non avere nessun dubbio. - Vorremmo capire per quale motivo i politici che conducono l’Amministrazione Comunale, Sindaco in testa, dimostrano tanta insofferenza nei nostri confronti e ci domandiamo se i Consiglieri della maggioranza sono d’accordo con l’atteggiamento che il Sindaco ed il Capogruppo riservano alle nostre richieste. - Vorremmo capire perché in due occasioni, Consiglieri del PD, hanno dato il proprio voto alla Consigliera del PDL permettendole, per esempio, di entrare nel Consiglio della Unione Reno Galliera dove oggi ricopre il ruolo di Vice Presidente del Consiglio. - Vorremmo capire perché i locali politici del PD assieme ai locali politici del PDL attaccano noi di Consenso Comune, mentre tra di loro non si registrano mai contrasti significativi. Una cosa ci risulta molto evidente; il nervosismo di alcuni esponenti della Maggioranza rivela coscienze non serene. Il tentativo di ledere la nostra credibilità prima con il ripetuto annuncio di una querela mai esistita e poi con l’assurda accusa di aver compiuto un atto illegale, un reato, quando abbiamo filmato le pessime ed inaccettabili condizioni della cucina centralizzata, ci fa capire quanto temono il nostro lavoro e che stiamo facendo una cosa giusta per noi cittadini e la più “fastidiosa” per questo tipo di Amministratori. - Ci domandiamo se gli elettori del PD, nei quali certi valori si trovano ancora genuini e rispettabili, sono d’accordo con la condotta di questi politici che nel concreto si dimostrano scarsamente democratici ed ancor meno trasparenti.

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Proposte in pillole - rivolte all’Amministrazione Illuminazione pubblica a LED, si ripaga in pochi anni e procura forti risparmi sui consumi elettrici del Comune

Pubblicare, sul sito del Comune, le Delibere di Giunta e le Determine come atto di reale tasparenza.

Oggi la tecnologia di illuminazione a LED ci permette di andare ben oltre le iniziali applicazioni decorative e di segnalazione, consentendoci di illuminare senza alcun limite ambienti esterni ed interni. Si tratta di sistemi urbani e stradali, corpi illuminanti con luce bianca (temperatura di colore da 3500 a 7500 gradi K) che possono garantire ambienti confortevoli e riposanti, rispettando l’ambiente e potrebbero sostituire le numerose attuali luci arancioni. Il loro costo di acquisto è maggiore rispetto alle lampade attualmente installate ma in pochi anni, grazie ai bassissimi consumi, sarebbe ammortizzato e, da quel momento in poi si concretizzerebbe un notevole risparmio per l’Amministrazione.

Sono sempre più i Comuni che pubblicano Delibere di Giunta e Determine. Non ci si può nascondere dietro ai costi di pubblicazione oggi tutti questi documenti si possono realizzare in formato PDF. Lo fanno i comuni di Malalbergo, Bentivoglio, Bondeno, San Lazzaro di Savena, Aquilonia, San Giovanni in Persiceto per citarne alcuni.

Attivare le riprese dei Consigli Comunali e pubblicarle sul sito del Comune in forma permanente. Poiché il Sindaco ha risposto ad una nostra interrogazione affermando che è intenzione di questa Amministrazione attivare tale servizio (anche se lui stesso contesta che si tratti di un servizio) sollecitiamo a farlo in tempi contenuti, possibilmente prima del giugno 2014 - quando si rivoterà. Ricordiamo che i Comuni di Argelato, di Bondeno, Modena, Firenze, Pieve di Cento, Nogara ed altre centinaia di Comuni in Italia hanno già attivato tale servizio. 48

Verificare che i Gruppi Ecologici Volontari (GEV) svolgano tutti i compiti che si sono dati. Da una verifica personale sul territorio abbiamo potuto accertare che in aree di riqualificazine ecologica nei pressi del Canale Emiliano Romagnolo a Massumatico, si trovano abbandonati da anni, veleni ed altre sostanze pericolose ad uso agricolo come pure una cella frigorifera di grandi dimensioni. Auspichiamo che il Comune intervenga per rimuovere tali materiali e si attivi per controllare l’operato dei GEV che tale problema avrebbero dovuto individuare e poi risolvere. Noi, che mesi fa abbiamo votato a favore del finanziamento dei GEV, alla luce dei fatti accertati, naturalmente, non rinnoveremo la fiducia.

Sistemare il vialetto di accesso al campo di calcio di via Massarenti prima che inizino le pioggie.

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Rendere “l’Orologio” un giornale istituzionale,con cifre chiare e tabelle di spesa. Nell’ultimo numero de “l’Orologio” su 20 pagine si possono apprendere ben poche cifre. Alla pagina 2 si trova la notizia dell’avvenuta approvazione del Bilancio Consuntivo 2009 con il chiarimento che il testo integrale si trova on-line ad un preciso indirizzo. Chi vorrà consultare le cifre sarà deluso in quanto troverà solamente la Delibera di Consiglio che approva il Rendiconto 2009 ma di cifre nessuna. A pagina 3 si trovano 9 importi relativi a lavori pubblici che dovrebbero essere realizzati. Nel resto del giornale non si trovano altre cifre. Poiché si parla di Amministrazione Comunale, a nostro avviso, il giornale istituzionale dovrebbe presentare rendiconti chiari, un po’ come fanno gli amministratori condominiali con i propri assistiti. Perché questa Amministrazione non si decide a pubblicare su “l’Orologio” dei rendiconti chiari per tutti i cittadini? Fermo restando che non siamo a criticare le iniziative culturali, ad esempio, ci domandiamo perché a pagina 12 non ci viene rivelato quanto ci costeranno Aemiliana e Fricandò e a pagina 13 quanto costerà a noi cittadini la mostra dedicata a Luciano De Vita. Il concetto è applicabile a quasi tutti gli argomenti trattati. Chiediamo che d’ora in poi al termine di ogni argomento trattato siano indicati i costi sociali a carico della collettività.


Grandi manovre a sinistra preparatorie della scalata alla guida del Comune da parte di noti politici veterani Tra i politici della maggioranza si è aperta una fase di dissociazione e ripulitura che sembrerebbe positiva ma che, a nostro avviso, non è ispirata da nessun senso civico e che nasconde una ulteriore insidia per il nostro Comune di Marco Alberghini

P

remesso che grazie al lavoro che ho svolto per circa 20 anni ho potuto conoscere a fondo vari Amministratori locali, imparando a capirne i principi, le scelte, le contraddizioni e le qualità, mi duole scrivere che la mia personale opinione rispetto al Comune dove vivo dal 1990 è che gli Amministratori che si sono succeduti e che ho visto all’opera sono responsabili dello stato poco invidiabile in cui versa San Pietro in Casale oggi. Invece delle “eccellenze che tutti ci invidiano” tanto sbandierate dal PD durante la Campagna elettorale io vedo contesti preoccupanti come la trascuratezza dei parchi e delle strade, la qualità di alcuni servizi diminuita a fronte di costi aumentati, l’impegno spropositato nella realizzazione di progetti che non ci possiamo permettere a fronte della disattenzione per tanti piccoli lavori che ci migliorerebbero la vita e che non vengono mai realizzati. A sentire questi Amministratori è sempre e solo colpa del Governo Centrale che non trasferisce i fondi necessari; in parte è anche vero ma scordano di aver speso molti soldi pubblici in costruzioni sempre costosissime, a volte completate ma quasi vuote come

il nuovo Centro Anziani, o peggio in edifici nuovi come la Scuola di Poggetto, la cui palestra è tanto piccola e bassa da non rendere possibili molte delle attività sportive più comuni, a volte non ancora completate dopo quindici anni come il Centro della Musica e delle attività espressive, a volte per rifare opere come nel caso del sottopassaggio pedonale realizzato una prima volta su progetto straordinariamente sbagliato, demolito e rifatto. Sto parlando di milioni di Euro della collettività che, secondo me, sono stati spesi male. Questi Amministratori mi sembrano incredibilmente staccati dalla realtà delle cose, da noi persone comuni, concentrati su priorità che non coincidono con le nostre. Di fronte ad una debolezza politica così evidente, alcuni componenti del PD locale hanno cominciato a prendere posizioni diverse e critiche rispetto alla corrente a cui sembra far riferimento il Sindaco Brunelli. Una condizione molto significativa e grave che personalmente percepisco come una bocciatura politica, senza appello, del Sindaco e della Giunta. Ero certo che questo momento sarebbe arrivato. L’inizio del rito di dissociazione e successivo allontanamento personale e di

gruppo, per salvare il salvabile da parte dei compagni di sempre che oggi non vogliono rimetterci la faccia. Se da una parte è umanamente comprensibile, dall’altra penso che per alcuni sia l’occasione che attendevano da tempo per dimostrare l’incapacità di una fazione - quella apparentemente diretta dall’ex Sindaco Barigazzie da una posizione di sola alternativa possibile rimasta, sperare di riguadagnarsi l’incarico politico dalle alte sfere del PD per gestire il futuro politico di San Pietro in Casale. Vedremo gli sviluppi di questo scisma e staremo molto attenti a chi saranno i compagni che affiancheranno e sosterranno le possibili varie correnti. Quando ne conosceremo le identità capiremo quali potranno essere i loro obiettivi principali, se agiranno per il bene del nostro Comune, spinti da un senso civico autentico oppure se tenteranno di collocarsi in posizioni di vantaggio. Io, noi siamo pronti a riconoscere, smascherare e contrastare chiunque stia pensando più a sè che alla collettività.

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Le nostre proposte sistematicamente rigettate di Marco Alberghini

A

d una prima vista potrebbe sembrare che l’attività di Consenso Comune sia unicamente di controllo, sprone e, in caso di necessità, di denuncia. Oltre a questo abbiamo presentato proposte inserendole nelle numerose interrogazioni, attraverso la formula “chiediamo all’Amministrazione se per risolvere quel dato problema, ha intenzione di attivare la soluzione da noi prospettata”. In pratica una richiesta contenente delle proposte. Nelle scorse settimane abbiamo presentato una mozione relativa all’occupazione con la quale chiedevamo al Sindaco ed ai Consiglieri di impegnarsi nella raccolta di dati per meglio conoscere lo stato occupazionale di noi cittadini di San Pietro, quanti cittadini sono occupati stabilmente, quanti in cassa integrazione, quanti rischiano di perdere il posto di lavoro e quanti lo hanno già perso; tutte informazioni importanti per capire quale potrebbe essere il nostro futuro e, con questa consapevolezza, adottare le scelte amministrative più giuste. La mozione - che è una proposta sollecitava anche l’Amministrazione a fare di più per favorire in modo diretto ed indiretto l’aumento di posti di lavoro nel nostro territorio. Ecco i punti della nostra proposta: 1) di attivare, all’interno del Consiglio Comunale, una commissione che si impegni a rilevare l’attuale stato occupazionale dei cittadini di San Pietro in Casale, anche e soprattutto attingendo dati dalle strutture già esistenti che si occupano di questa materia. 2) che verifichi il numero di posti di lavoro presenti sul territorio comunale con particolare attenzio50

ne alle previsioni a breve e medio termine, 3) che, una volta rilevata la situazione, si adoperi ad individuare ed attivare ogni possibile iniziativa che, direttamente o indirettamente, possa incrementare il numero di posti di lavoro sul territorio comunale. Il Capogruppo PD Marchesi ci ha risposto che la proposta si presentava molto difficile da concretizzare, che tali indagini non sono fattibili perché tutte le rilevanze sindacali sono riferite ad una dimensione troppo esigua e non si riesce a risalire ai dati occupazionali del solo Comune di San Pietro in Casale. La Capogruppo PDL Frisario ha aggiunto che tale mozione non trova spazio nelle competenze dell’Amministrazione e che l’Ente non si debba occupare del pendolarismo. Il Sindaco Brunelli ha spiegato che esistono alcune strutture alle quali ci andremmo a sovrapporre (ISTAT e altri Enti che dispongono di dati), se poi possiamo tentare, con una Commissione, di elaborare e capire queste cose che esistono per vedere cosa abbiamo sul territorio per capire un po’ le dinamiche, questo lo possiamo fare e potrebbe essere un lavoro interessante ma cerchiamo di guardare un po’ più in la perché vedremmo dei numeri che conosciamo già. Successivamente, in Consiglio Comunale, il gruppo di maggioranza ha presentato una propria contro mozione nella quale il Consiglio stesso si impegna a mantenere la più attenta vigilanza sulle ricadute della crisi nei confronti della propria popolazione, attraverso il lavoro delle proprie Commissioni preposte, e quindi già in essere, ovvero le attività produttive ed i servizi sociali, affinché i

progetti e le risorse stanziate nei Piani di Zona siano verificati puntualmente nella loro efficacia ogni semestre; che il distretto informi periodicamente questo Consiglio Comunale, comunicando i dati dell’osservatorio; che siano avviati al più presto un tavolo tecnico ed un tavolo politico omnirappresentativo a livello distrettuale che veda, oltre agli Enti Locali e ai Sindacati, anche le organizzazioni di impresa impegnate ad una fattiva collaborazione per attenuare gli effetti devastanti della crisi e formulare o studiare nuove proposte occupazionali sul territorio; che questi tavoli, per le premesse e le considerazioni di cui sopra, abbiano un carattere permanente; che l’ANCI affronti in sede nazionale il tema del patto di stabilità, affinché ogni Comune con i conti in regola possa avere la possibilità di dare il proprio piccolo, ma prezioso contributo, in termini di opportunità di lavoro e di mantenimento dei servizi sociali favorendo gli investimenti sui lavori pubblici in conto capitale. La maggioranza ed il PDL + Lega hanno bocciato la nostra mozione mentre noi, coerentemente con il nostro obiettivo di occuparci della situazione occupazionale dei nostri concittadini, abbiamo votato quella presentata dalla maggioranza nonostante nutriamo poche speranze sugli effetti positivi di tale impegno. Abbiamo la netta impressione che ogni cosa che proponiamo, di regola, non venga accolta dalla maggioranza anche se poi questa procede autonomamente sullo stesso tema ma senza di noi. Poiché abbiamo ottenuto risultati con la pubblicazione di volantini di denuncia, continueremo volentieri su questa strada.

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San Pietro in Casale Agosto 2010

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Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna *** Le pagine 51 e 52 potrebbero mancare per il motivo che in origine contenevano un questionario poi tagliato ***

QUESTIONARIO

A seguito della pubblicazione del primo questionario del quale ne sono ritornati compilati circa 600, abbiamo tratto lo spunto per inoltrare all’Amministrazione diverse interrogazioni che, in alcuni casi a distanza di tempo, hanno prodotto il risultato da noi voluto. Abbiamo tradotto le osservazioni dei cittadini in richieste che, una volta inoltrate al Comune, si sono concretizzate e risolte. Anche con questo secondo sondaggio, voluto ed ideato dall’Associazione Consenso Comune, intendiamo conoscere i punti di vista e le esigenze degli abitanti del Comune di San Pietro in Casale. Vorremmo capire quali servizi non funzionano come si vorrebbe, se e quali altri servizi sono richiesti ma non sono stati attivati e quali invece funzionano bene e capire come noi Sanpierini giudichiamo il nostro territorio. Questo “Ascoltare” ci permetterà di “Conoscere” e “Capire” ed in seguito attivare ogni iniziativa possibile finalizzata al miglioramento della

qualità del nostro Comune.Ovviamente nessuno è obbligato a compilare il questionario ma vi chiediamo di farlo, contribuendo così a conoscere meglio chi vive nel Comune di San Pietro in Casale.I risultati del sondaggio saranno pubblicati in un prossimo numero di “SOS Comune” e, per quanto possibile, si tradurranno in specifiche richieste all’Amministrazione.

INFRASTRUTTURE

1.4 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla disponibilità e qualità della rete telematica nel territorio comunale.

1.0 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla qualità delle strade comunali nel territorio di San Pietro in Casale. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

1.1 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla disponibilità e qualità delle piste ciclabili nel territorio di San Pietro in Casale. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

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Finalizzato alla conoscenza dei pareri e delle esigenze degli abitanti del Comune di San Pietro in Casale ad un anno dall’insediamento di questa Amministrazione.

1.2 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla qualità dell’illuminazione pubblica nel territorio di San Pietro in Casale.

Come fare: Il questionario può essere compilato in tutte le sue parti o nei soli punti ai quali si intende rispondere, a certi quesiti si possono dare contemporaneamente più risposte. Non vengono richiesti dati personali. Ultimata la compilazione potete piegare il questionario ed inserirlo nella buchetta per le lettere che troverete davanti al Bar Black&Wite (da Lucia) in via Matteotti di fronte alla Scuola Elementare. Se ci vorrete scrivere e gli spazi previsti dal questionario non vi saranno bastati, potrete allegare un comune

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

1.5 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla qualità del verde pubblico attrezzato nel territorio comunale. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

1.6 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla qualità delle scuole nel territorio comunale. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

1.7 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla qualità delle palestre comunali nel territorio comunale.

1.3 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla funzionalità della rete fognaria nel territorio di San Pietro in Casale.

1.8 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla qualità degli impianti sportivi nel territorio comunale.

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

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foglio di carta A4 puntato assieme al questionario, prima di imbucarlo. Se vorrete compilare il questionario via web potrete farlo collegandovi al sito www.consensocomune.it e seguire le indicazioni “Questionari”. Pensiamo che per amministrare bene sia fondamentale ricevere suggerimenti, segnalazioni e richieste da parte dei cittadini. Pertanto, anche al di fuori dei questionari che prepariamo, vi chiediamo di segnalarci problemi di ogni genere o suggerimenti, sempre tramite la buchetta. Grazie per la collaborazione. Ecco come potrete esprimere la vostra valutazione, positiva, negativa oppure neutra. 0 = valutazione negativa 10 = valutazione positiva nessuna risposta = Non so

RAPPORTO TRA AMMINISTRATORI E CITTADINI 3.0 - Come giudica la trasparenza del Comune relativamente a: Bilancio comunale; costi di iniziative come Aemiliana; costo complessivo della Piscina, interventi sul territorio; aiuti alle famiglie; scelte fondamentali sul medio e lungo periodo? Molto trasparente Trasparente Ne molto ne poco trasparente Poco trasparente Per niente trasparente Non so 3.1 - Come giudica la comunicazione, in termini di chiarezza e completezza, da parte del Comune, in particolare il giornale “l’Orologio” e il sito www. comune.san-pietro-in-casale.bo.it.?

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Ne molto ne poco Poco completa e chiara

SI, la stessa importanza

Per niente completa e chiara

NO, non hanno la stessa importanza

Non so

Non so

3.2 - Come giudica il grado del coinvolgimento dei cittadini, da parte degli Amministratori, per scelte di particolare importanza?

Alta qualità del rapporto

Grande coinvolgimento

Media qualità del rapporto

Medio coinvolgimento

Ne alta ne bassa qualità

Ne molto ne poco

Scarsa qualità del rapporto

Scarso coinvolgimento

Pessima qualità del rapporto

Nessun coinvolgimento

Non so

Non so 3.3 - Come giudica la disponibilità degli Amministratori ad ascoltare e gestire richieste, osservazioni, critiche e proteste espresse da cittadini? Grande disponibilità Media disponibilità Ne molta ne poca disponibilità Scarsa disponibilità Nessuna disponibilità Non so 3.4 - Come giudica il grado di intervento e soluzione di problemi sollevati dai cittadini? Alto grado di intervento Medio grado di intervento Ne alto ne basso Scarso grado di intervento Nessuna capacità di intervento Non so 3.5 - Secondo il suo parere, gli attuali Amministratori, in quale modo trattano i “comuni” cittadini? Con grande rispetto e considerazione Con rispetto e considerazione Ne molto ne poco rispetto Scarso rispetto e considerazione Nessun rispetto e considerazione Non so

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3.7 - Dia un giudizio generale sulla qualità del rapporto tra gli attuali Amministratori ed i cittadini.

3.8 - Quali soluzioni suggerisce per migliorare il rapporto tra il Comune di San Pietro in Casale e i cittadini. ........................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... indicare

SCELTE OPERATE DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE (voto) 4.0 - Esprima, con un voto, il suo parere sulla assistenza agli anziani e a persone con problemi di salute. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

4.1 - Interventi mirati a favorire la popolazione giovane nel tempo libero. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

4.2 - Interventi mirati a preservare e migliorare l’ambiente nel territorio comunale. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

4.3 - Interventi mirati a preservare e migliorare le strade comunali. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

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4.4 - Interventi mirati a preservare e migliorare le aree verdi ed i parchi attrezzati.

6.3 - Suggerisca quali argomenti dovremmo approfondire e cosa dovremmo fare di più nel futuro.

Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna *** Le pagine 51 e 52 potrebbero mancare per il motivo che in origine contenevano un questionario poi tagliato ***

Completa e chiara

3.6 - Secondo il suo parere, gli attuali Amministratori, attribuiscono la stessa importanza a tutti i cittadini senza fare differenze?

........................................... ..................................................... ..................................................... ..................................................... .....................................................

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Molto completa e chiara

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

4.5 - Interventi mirati a migliorare la sicurezza di chi percorre le strade del territorio comunale a bordo di veicoli oppure a piedi (Strade, ciclabili, attraversamenti pedonali, marciapiedi). 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

4.6 - Ritenete di essere pienamente informati sui costi della Piscina, della nuova Palestra e delle ricadute economiche su noi cittadini nei prossimi anni? 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

AMBIENTE 5.1 - Nelle varie fasi della giornata, presso la propria abitazione, ha mai avvertito un forte odore nauseabondo? Mai

Ogni tanto

Spesso

5.1 - Se si, indichi la via in cui sente tali effluvi nauseabondi. ........................................... ..................................................... indicare

IL NOSTRO OPERATO 6.1 - Indichi il suo grado di soddisfazione su come Consenso Comune sta vigilando nei confronti della Maggioranza. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

6.2 - Per gli elettori di Consenso Comune: indichi il suo grado di soddisfazione rispetto alle sue aspettative nel giugno 2009. 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

indicare


Panem et circenses di Massimo Monari

N

ell’antica Roma, persone subordinate a un patrono. In cambio di protezione, assistenza giudiziaria e distribuzioni di cibo e denaro (sportula), procuravano al patrono voti alle elezioni e si arruolavano per lui. Il rapporto era ereditario, consacrato dalla pratica e dalla legge. Intere comunità divennero clientes dei generali romani che le avevano conquistate. Clientele si chiamano ancora in età contemporanea i gruppi di cittadini elettori che sorreggono i notabili politici ottenendone favori, in una rete di reciproci interessi. Da 2000 anni i comportamenti del potere e il modo di governare non sono cambiati, sono cambiati i vocaboli!! Il “panem” di oggi viene distribuito con strumenti moderni, come i piani di zona che non richiamano il pane ma la salute e il benessere sociale che con tanto di marchio dispongono di 40.000.000 di euro in tre anni per i quindici comuni della provincia est di Bologna, “panem”sono

- ma chi pèga??? anche i contributi di AMA dell’agenzia metropolitana per l’affitto 100.000 euro di disponibilità annua. Per quanto riguarda i “circenses”li possiamo riconoscere in varie iniziative come “borghi e frazioni in musica” (costo per il comune 2000 euro per manifestazione nel territorio comunale), tracce d’autore, e Aemiliana. Aemiliana è una nutrita rassegna di eventi che si svolge da inizio giugno fino a luglio con una intensità da far rabbrividire i comuni a vocazione turistica: A chi giova spendere sesterzi per questa manifestazione? Ma chi paga??? Anche se paga lo sponsor, che possiamo paragonare al signore romano togato che erogava benefici ai clientes in cambio di consensi, è proprio necessario sperperare danaro per vedere, dal vivo, divetti o divette televisive? Dopo 2.000 anni si spendono euri e non sesterzi per mantenere il consenso secondo l’antico schema di governo “panem et circenses”, nulla è cambiato nel modo di governare.

Una mozione inopportuna - intanto i problemi locali attendono di Marco Alberghini

D

urante il Consiglio Comunale del 14 luglio 2010, i consiglieri di maggioranza hanno presentato una mozione per esprimere solidarietà alla Dott.ssa Maria Luisa Busi, conduttrice del TG1 delle 20 che il 20 maggio 2010 si è autoesonerata per dissentire dalla linea editoriale del telegiornale. Noi di Consenso Comune, per la prima volta durante la nostra esperienza, abbiamo deciso di non partecipare al voto. Non per disinteresse rispetto a tale argomento ma perché vorremmo che il Consiglio Comunale del nostro paese si occupasse principalmente di temi che riguardano il nostro paese. Personalmente, il giorno seguente alle dimissioni della Busi, il 21 maggio 2010, ho scritto una e-mail alla redazione del TG che riporto in seguito: Buongiorno. Scrivo per esprimere un plauso alla conduttrice Maria Luisa Busi per la posizione presa. Al di sopra di ogni considerazione politica ed ideologica ha dimostrato di saper prendere posizione rispetto a temi che interessano la sfera della dignità umana e dell’integrità professionale. Sentiti complimenti. Marco Alberghini Con preghiera di recapito all’interessata. Da molti anni mi occupo di comunicazione e so benissimo cosa vuol dire sentirsi mettere il bavaglio, come quando, in occasione di un numero speciale di SOS Comune sulla chiusura del centro, il Sindaco Brunelli, alla presenza dei consiglieri Masotti e Monari, mi ha avvertito che se avessi continuato a pubblicare cose da lui ritenute false mi avrebbe querelato. Nonostante questa “vicinanza” non ho mai pensato di presentare una mozione a sostegno della Busi in Consiglio Comunale e tantomeno di sfruttarla politicamente. La Busi non ha certo bisogno di essere difesa poiché ha dimo-

strato una integrità ed una forza che pochi possono vantare. La maggiornaza, con la scusa della solidarietà, solleva e sfrutta politicamente questo argomento in Consiglio Comunale. Proprio non si sono domandati se siano questi gli argomenti che i cittadini si aspettano essere trattati in quella sede? Voglio ricordare che noi di Consenso Comune, per primi, abbiamo presentato una mozione con l’obiettivo di conoscere la situazione occupazionale a San Pietro in Casale e proposto di fare tutto il possibile per contenere il disagio. Mozione che la maggioranza assieme al PDL+Lega ha respinto proponendone successivamente un’altra, sullo stesso tema, ma propria. Voglio ricordare che noi abbiamo votato la loro mozione perché, nonostante ci sia parsa come suggerita e resa indispensabile dalla nostra, era giusto farlo poiché si trattava di un tema scottante che riguarda tutte le famiglie. La maggioranza ha inteso solidarizzare e prendere le parti della Busi la quale ha dichiarato di non tollerare che l’informazione sia imbavagliata, che si nasconda la vita reale e che ha concluso la propria lettera di dimissioni affermando che “occorre maggiore rispetto per le notizie, per il pubblico, per la verità”. Come si concilia questa loro mozione con il fatto che l’Amministrazione che rappresentano non mette on-line le Delibere di Giunta, le Determine, le riprese del Consiglio Comunale? Che gli articoli scritti da noi di Consenso Comune, si trovano stampati su “l’Orologio” con un carattere sempre più piccolo rispetto agli interventi di altri gruppi consiliari? Esorto i consiglieri della maggioranza a riflettere su quanto stanno facendo per questo paese e a domandarsi se corrisponda a ciò che si aspettano i cittadini ai quali, tutti noi, dobbiamo prestare maggiore attenzione nel pieno rispetto della verità.

Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

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Bilancio di Consenso Comune

Come finanziamo l’attività dell’Associazione di Marco Alberghini

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onsenso Comune è una Associazione di carattere politico ed indipendente, significa che non ha nessun tipo di relazione con altri partiti politici, locali o nazionali che siano, quindi nessun tipo di aiuto logistico o economico. In questa occasione presentiamo il Bilancio 2008 e 2009. Voglio che sia chiaro il funzionamento di Consenso Comune e credo che possa essere utile quanto ho scritto in risposta ad un concittadino che mi ha posto questa domanda. - DOMANDA Mi pongo una domanda. Alberghini, come viene finanziato questo meraviglioso (non sto scherzando) giornale che SOS Consenso Comune manda gratuitamente a casa di ogni cittadino di San Pietro in Casale? Spero non sia sulle spalle tue e di pochi altri... Però, se decidi di rispondere, vogliamo la verità (come dovrebbe essere ovvio) e non le solite frasi fatte. - RISPOSTA È da molti anni che vivo e mi comporto in modo da non dover mentire, sono franco e diretto con le persone che conosco bene e molto cauto con quelle che non ho ancora “verificato”. Mi concedo di omettere informazioni strategiche alle persone di cui non mi fido o che pur fidandomi, anche ciecamente, potrei mettere in imbarazzo o in difficoltà. Sorrido quando la “bugia” è detta da bambini, su questioni seconda54

rie, per sfuggire ad un rimprovero; sono capaci di incredibili slanci di fantasia e spregiudicatezza. Quindi sappi concittadino che non ti mentirò. Tu mi chiedi come viene finanziato il giornale SOS Comune. Il giornale è uno dei capitoli di un progetto che è molto più della pubblicazione di un giornale di opposizione. Nel 2007, in novembre ho preso i primi contatti con il gruppo storico di persone che oggi, più o meno in vista, danno vita a Consenso Comune. (Colgo l’occasione per ringraziarli) Quando nel marzo 2008 abbiamo fondato Consenso Comune, con l’assunzione della carica di Presidente ho acquisito anche tutte le responsabilità legali ed economiche. Sono tenuto a rispondere di persona, penalmente ed economicamente. Poiché nella mia carriera professionale, ho ideato e realizzato tre campagne elettorali - tutte vinte - in qualità di operatore della comunicazione, mi risultava “facile” occuparmi della redazione del materiale divulgativo, giornale compreso. Questi punti in premessa servono a capire che se si voleva raggiungere un obiettivo, ogni rischio economico sarebbe stato direttamente ascritto a me e che io ero l’incaricato più “economico” (per Consenso Comune) al quale affidare la comunicazione. Tra iscrizioni, registrazioni, bolli, spese telefoniche, volantini, visure, affitti, fotografie, stampa, spese di spedizione postale e di ricevimento postale (questionario), la campagna elettorale che

Giornale dell’Associazione “Consenso Comune” San Pietro in Casale - Bologna

abbiamo sostenuto è costata circa 16.000 Euro. In parte recuperati da amici che, con somme variabili, hanno finanziato la Lista Civica, un’altra parte dai componenti della lista e candidati alla carica di Consigliere Comunale, che ringrazio caldamente, mentre il resto l’ho anticipato io. Dimenticavo! Il bollettino che abbiamo inserito nel programma elettorale, ha prodotto una entrata complessiva di 40 euro. Due signore contribuenti della campagna elettorale, con 10 Euro ed una terza signora che ci ha spedito 20 euro. Azioni significative che abbiamo molto apprezzato per le quali ho ringraziato personalmente. Qualche fondo lo abbiamo recuperato con un pranzo domenicale che si è svolto presso il Marana-Thà il 27 settembre 2009. Bel momento e pranzo memorabile che ripeteremo. Il costo delle “cose”: carta, benzina, scatti telefonici, fotografie, costi annuali di gestione, sono niente in confronto al tempo che in quasi tre anni abbiamo impegnato nella nostra attività. Quello non è economicamente quantificabile. Anzi, è più onesto dire che è meglio non quantificarlo. Veniamo ad oggi. Non è saggio aspettarsi la comprensione delle persone, ed un conseguente loro sostegno. Oggi, è quanto abbiamo capito. Se lo avessimo saputo prima, avremmo, per esempio, risparmiato di spendere circa 300 Euro di stampa dei bollettini di


cui ti ho già detto. Non bisogna meravigliarsi di nulla; pensa che una persona, molto nota in paese, dopo aver visto che siamo arrivati secondi, ha smesso di darci un contributo dicendomi “in fondo, mica ve l’ho chiesto io di fare quello che avete fatto”. Voglio ringraziare un caro amico che contribuisce ogni mese pagando i costi telefonici legati a questa attività che, altrimenti dovrei sostenere io solo. Grazie! Ringrazio anche quanti, specie nel gruppo di Consenso Comune, stanno fornendo un sostegno economico fondamentale. Nel prossimo numero di SOS Comune, il 4°, abbiamo sintetizzato il 3° che è uscito in una edizione straordinaria in sole 100 copie, incentrato sulla chiusura del centro storico. Per economizzare abbiamo deciso di stampare utilizzando solo il colore nero ed inserito alcuni spazi pubblicitari, principalmente aziende di fuori territorio. Questo determina un gran risparmio nella stampa. Spero di essere stato esaustivo e concludo con un riconoscimento alla mia famiglia, a mia moglie Paola ed ai miei figli Tommaso, Alessandro e Davide che hanno “pagato” in vari modi questa “missione” mia e dei miei amici-colleghi. Con sincero rispetto Marco Alberghini - Questa la risposta -

Bilancio di Consenso Comune dal 1-1-2008 al 31-12-2009 USCITE Cancelleria - Carta - Buste - Rilegature - Timbri 865,92 Marche da bollo - Visure camerali 944,37 Spedizioni postali (giornale e questionario) - Casella postale - Ritiro questionari 3.026,00 Spese di registazione e dominio web “consensocomune” - Blog 236,00 Servizi elenco agricoltori da CCIAA 38,00 Stampa manifesti 70x100 e 100x140 cm 156,00 Stampa SOS Comune n° 1 2.704,50 Stampa SOS Comune n° 2 2.842,50 Stampa Programma elettorale 1.757,98 Stampe digitali di volantini, documenti e buste 1.187,45 Servizio fotografico 960,00 Spese telefoniche 1.168,45 Costi generali legati alla campagna elettorale 900,00 _________________________________________________________________________ Totale uscite al 31-12-2009

16.787,17

ENTRATE Entrate da contributi volontari e tesseramento 4.417,40 Contributi da sostenitori 750,00 Iniziative pro-Consenso Comune 723,00 Finanziamento da sostenitori 9.896,77 Entrate pubblicitarie 1.000,00 _________________________________________________________________________ Totale entrate al 31-12-2009

16.787,17

Una cospicua parte dei costi è stata sostenuta da contributi volontari, una parte è stata sostenuta dal finanziamento di privati, poche persone che hanno finanziato l’inizio dell’attività della Lista Civica. Finanziare l’attività di Consenso Comune è importante per sostenere iniziative come esposti e segnalazioni, per dare continuità a tutti i mezzi di comunicazione come il sito web, il blog, i volantini, il TG web e, soprattutto alla realizzazione e diffusione del giornale SOS Comune. L’impossibilità di proseguire nella nostra attività e nella pubblicazione di SOS Comune, sarebbe il regalo più grande che potremmo fare all’attuale Amministrazione.

Approfitto per ringraziare in anticipo quanti decideranno di sostenerci ed indico il numero di Conto Corrente Postale di Consenso Comune. n° 96216445. Tengo a dire che tutte le attività di Consenso Comune sono frutto del lavoro volontario svolto gratuitamente.

G.P. Legno di Gianmarco Nassaro

Un doveroso e sentito ringraziamento voglio esprimere al personale dell’Ufficio Segreteria del nostro Comune per i preziosi consigli, la disponibilità e la professionalità.

Riparazione - Levigatura - Verniciatura Rinnovo di: Scuri - Serramenti Manufatti in legno Travi di sottotetto esterne

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Prima

Dopo

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Dopo

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Obiettivi di Consenso Comune e previsioni per i prossimi anni di Marco Alberghini

R

iconoscendo che ci troviamo in un contesto di crisi mondiale, non possiamo ignorare che il Comune dove viviamo con le nostre famiglie, dove trascorriamo il nostro tempo, dove stanno le nostre proprietà, dove risiede il nostro passato e immaginiamo il nostro futuro, da troppo tempo non sembra in grado di garantirci la possibilità di scegliere. Il territorio non sufficientemente curato, i servizi non proprio eccellenti, le risorse come il lavoro -che qui non offre molte possibilità-, abbassano notevolmente la qualità della nostra vita. Tutto questo senza che gli Amministratori dimostrino di occuparsene o, peggio, di interessarsene realmente. È in questo “quadro grave” che è nata Consenso Comune, non c’entrano né ideologie né orientamenti politici. Lavoriamo perché il nostro Comune, San Pietro in Casale, migliori fino a raggiungere il livello qualitativo degli altri e così, possa offrirci un presente migliore, garanzie per il futuro dei nostri figli quindi la nostra serenità. Questo giornale, “impegnativo”, che mi auguro abbiate letto, non è ispirato da contrapposizione personale, politica o ideologica ma è un documento di “verità” e “resistenza”, “autodifesa” e “denuncia” di uno stato di apparente incapacità e forse mancanza di volontà degli Amministratori che da numerosi decenni, ed ancor di più oggi, avvilisce, deprime e penalizza la nostra vita. Noi di Consenso Comune, pur dalla nostra posizione di minoranza, stia-

mo lavorando per far raggiungere al nostro Comune una condizione migliore. Alcuni risultati li abbiamo già raggiunti e stiamo lavorando per raggiungerne altri. Premesso che all’interno di questa Amministrazione il nostro potere decisionale è pari a zero, teniamo a dire che le proposte da noi espresse per una migliore Amministrazione sono state sistematicamente inascoltate e rigettate. Comunque andrà, manterremo fede all’impegno che abbiamo assunto fino al 2014. Per quanto riguarda le previsioni, poiché negli ultimi mesi abbiamo notato importanti segni di disaccordo all’interno del locale PD, ci aspettiamo due fenomeni apparentemente simili ma sostanzialmente diversi. Il primo fenomeno che prevediamo è la progressiva presa di coscienza, da parte dei rispettabili elettori del PD, sulla reale condizione del proprio partito qui a San Pietro in Casale. Non sappiamo prevedere le reazioni in seno al partito ma immaginiamo una sorta di resa dei conti. L’altro fenomeno che prevediamo e che in parte stiamo già osservando, riguarda alcuni dirigenti del PD locale che, trovandosi in una posizione “scomoda” nei confronti degli elettori si allontaneranno sempre più dal Sindaco e gradualmente si dissoceranno dalle scelte di questa Amministrazione, con l’obiettivo - secondo noi per niente lodevole - di riconquistare una sorta di “verginità” politica che gli permetterà di “riciclarsi”, magari all’interno di una nuova li-

sta civica, forse anche sostenuta dallo stesso PD. Immaginiamo la nascita di uno o più schieramenti che tenteranno di approfittare dello spazio reso migliore da noi di Consenso Comune in questi cinque anni.

Siamo pronti a riconoscere e smascherare sia i trasformisti riciclati del PD che gli opportunisti approfittatori di qualsiasi origine. Continueremo a mettere tutto l’impegno necessario per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati nel 2008 e non permetteremo a nessuno di ottenere vantaggi dal lavoro che solo noi stiamo facendo.

Edito da Associazione Consenso Comune Vicolo del Parco Nord, 15 40018 San Pietro in Casale (Bo) Aut.Tribunale di Bologna n° 7916 del 30-1-2009 Direttore Responsabile: Marco Alberghini cell. 377-1304562 Vicedirettore: Silvia Giatti Hanno collaborato: Simona Bentivogli, Gianni Grandi, Massimo Lodi, Claudio Masotti, Massimo Monari, un sentito ringraziamento a Giovanni Verardi, a tutti i correttori e consulenti che hanno contribuito alla realizzazione ed agli inserzionisti. Stampa: Tipoarte Ozzano Emilia Chiuso il 2 agosto 2010 www.consensocomune.it info.consensocomune.it

Sos Comune Annno 2 Numero 1  
Sos Comune Annno 2 Numero 1  

Periodico di informazione sull'attivit dell'opposizione a San Pietro in Casale

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