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Si avverte che gli incaricati alla diffusione non possono essere appartenenti alla Polizia di Stato nÊ a Forze dell’Ordine. In ragione di ciò vi invitiamo a segnalare anomalie rispetto a quanto sopra.


ALL’INTERNO L’ELENCO DELLE POSTAZIONI TUTOR E AUTOVELOX FISSI

Periodico Ufficiale Nazionale della CONSAP - C.N.P.S. anno XIII numero 4 aprile 2011 - Registrazione Tribunale Civile Roma n. 542/99

CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE

SINDACATO MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVO DELLA POLIZIA DI STATO


Sommario

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Firmato il fondo, ora riordino delle carriere e la previdenza complementare Testo del fondo per l'efficienza dei servizi istituzionali

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Grande successo del convegno della Consap a Lucca

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Prontuari alla Polizia Stradale obsoleti ed insufficienti

L'intervento del comandante della Polizia Stradale di Lucca

di veicoli elettrici Alcol: le donne bevono di più. Relazione del Ministero della salute Grandi eventi, incontro col Dirigente della Polizia Stradale del Lazio Neopatentati diminuisce il novero delle auto guidabili nel primo anno di patente

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Da anni si parla di riordino delle carriere senza raggiungere l'obiettivo Decadenza igienico-sanitaria dei nostri uffici: il caso Montecalvario Mappa dei tutor e degli autovelox fissi Violenza di gruppo: devianza e complicità

Si avverte che gli incaricati alla diffusione non possono essere appartenenti alla Polizia di Stato né a Forze dell’Ordine. In ragione di ciò vi invitiamo a segnalare anomalie rispetto a quanto sopra.

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Italia in controtendenza rispetto all'Europa nessun incentivo per l'acquisto

LA TELA DI PENELOPE Registrazione Tribunale Civile di Roma n. 542 del 01/11/1999

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Due nuovi decreti riordinano la prova ed i corsi per la patente dei ciclomotori

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Emergenza Lampedusa: esito incontro al Ministero Innocenzi: rinoscere trattamento O.P. fuori sede

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Polizia di frontiera Tarvisio: rischi sanitari per il personale Grande vittoria della consulta sommozzatori Consap Allarme in polizia per i tagli al carburante, denuncia pubblica della Consap Moda primavera estate 2011 La certezza della pena, produce sicurezza, l'opinione di Tullio Solenghi

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Editoriale

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Firmato il fondo, ora riordino delle carriere e la previdenza complementare Si rischiano pensioni alla soglia della povertà

Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale Consap

Il 19 aprile 2011 è stato siglato ufficialmente l'accordo per il Fondo Efficienza Servizi Istituzionali 2010 che pubblichiamo integralmente. L'intesa è stata sottoscritta dalla Consap alla presenza del Sottosegretario all'interno, on. Alfredo Mantovano e al Vice Capo della Polizia, pref. Paola Basilone. Dopo la registrazione dell'intesa presso l'Ufficio Centrale del Bilancio, Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza procedera' entro il mese di maggio al pagamento delle spettanze al personale. La Consap, all'atto della sottoscrizione, non ha potuto non riconoscere la bontà dell'accordo che mira a riconoscere la professionalità, i rischi e i disagi che il personale affronta nei 365 giorni dell'anno per assicurare sempre maggiori livelli di sicurezza alla collettività. Nella circostanza la Consap ha posto all'attenzione del Sottosegretario Mantovano le due questioni cruciali che stanno a cuore a tutti i poliziotti e per le quali la nostra organizzazione si batte da tempo. E' stato infatti richiesta la presentazione da parte del Governo della legge delega per il riordino delle carriere, il cui iter parlamentare puo' iniziare, come previsto dalla legge, anche senza immediata copertura economica. La valorizzazione della base e l'istituzione del ruolo unico agenti assistenti e sovrintendenti rappresentano un punto assolutamente irrinunciabile.

Una valorizzazione che dovrà permettere a tutti gli agenti di diventare sovrintendenti, agli attuali sovrintendenti il passaggio al ruolo ispettori, agli attuali ispettori il passaggio al ruolo direttivo e agli attuali funzionari l'accesso al ruolo dei dirigenti. La seconda questione posta all'attenzione del Governo riguarda la previdenza complementare. Com'è noto la Consap sostiene con forza il disegno di legge n. 783 giacente al Senato volto a prorogare, per il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, l'avvio del sistema di calcolo contributivo previsto dalla Riforma Dini fino al 31 dicembre dell'anno di effettivo avvio della previdenza complementare.Una proposta che recepisce in pieno le richieste nostre e di tutti i colleghi. Si tratta di una soluzione che permetterebbe di recuperare i gravissimi ritardi che i Governi, di tutti i colori politici, ci hanno fatto accumulare dal 1995. Quello della previdenza integrativa è un tema che resta al centro delle iniziative della Consap perché il personale più giovane che andrà in pensione nei prossimi anni rischia davvero di ritrovarsi sulla soglia di povertà. Verificheremo nei prossimi giorni la bontà dell'azione del Governo su questi temi fondamentali per i poliziotti. Per il momento vi è un'unica certezza: la Consap non mollerà mai la presa!!!


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Grande successo del convegno nazionale della Consap a Lucca Sicurezza stradale infrastrutture: un binomio imprescindibile

Il commosso ricordo di Nicola Giannecchini ha aperto il riuscito Convegno Nazionale della Consap e della rivista ufficiale Consap Magazine sul tema “Sicurezza Stradale e infrastrutture: un binomio imprescindibile”. E' stato il secondo appuntamento nel comune di Borgo a Mozzano con il patrocinio e il supporto dell'amministrazione comunale nei giorni della festa dell'Azalea, dopo il riuscito evento del 2009 fortemente voluto da Giannecchini alla cui famiglia è stata donata una targa ricordo. “Il nostro obbiettivohanno affermato Indro Marchi e Gianluca Pantaleoni del sindacato di polizia- è quello di illustrare i com-

portamenti più a rischio e che con maggiore frequenza mettono in pericolo la sicurezza stradale, la legislazione che attualmente regola e punisce tali comportamenti, gli effetti che fisicamente si subiscono assumendo droga o alcol e i conseguenti rischi nel caso ci si metta alla guida, le attività di prevenzione, informazione ed educazione stradale che vengono realizzate, i danni causati dall'incidentalità stradale e il percorso che le Amministrazioni stanno compiendo per ridurne l'entità, la relazione tra incidenti e infrastrutture e gli investimenti necessari”. La mattinata ha visto la partecipazione di funzionari


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della Polizia di Stato, politici locali e rappresentanti delle amministrazioni pubbliche. Il convegno è stato brillantemente moderato dal Segretario Generale Nazionale, Giorgio Innocenzi che ha introdotto i lavori ricordando il fatto che le recenti statistiche inerenti il fenomeno dell'incidentalità stradale riferiscono dati confortanti circa la diminuzione del 35% degli incidenti stradali rispetto al 2001. A questo fatto positivo - ha proseguito Innocenzi dobbiamo aggiungere l'evoluzione delle leggi che regolano la circolazione stradale susseguitesi in questo decennio che hanno fortemente contribuito alla diminuzione degli incidenti e delle persone decedute. Se, di pari passo, all'aggiornamento normativo, vi fosse stato - secondo Innocenzi- un adeguato aggiornamento delle infrastrutture stradali sulle quali, non dobbiamo dimenticarlo, si muove anche oltre l'80% delle merci, probabilmente questa sinergia avrebbe consentito all'Italia di centrare ed, anzi, superare l'obiettivo stabilito a livello europeo ma soprattutto un risparmio di vite umane. Un tema dunque importante visto che in Italia - ha concluso Giorgio Innocenzi - registriamo circa 4000 morti ogni anni e centinaia di migliaia di feriti che determinano una spesa sociale di circa 30 miliardi di euro (il valore di una legge finanziaria). E' stata quindi la volta dei saluti del sindaco Poggi, del Questore Santoro e del Prefetto Giuffrida che ha parlato di “convegno necessario”. Il convegno quindi si è articolato in una serie di relazioni tecniche svolte dall'avv.to Donato SCIANNAMEO del Foro di Bari, del Segretario Generale Regionale Toscana, Massimo NAPOLI, del Vice Questore


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Primo piano Il saluto del Ministro Altero Matteoli

Aggiunto, Marco TANGORRA Comandante della sezione di Polizia Stradale di Lucca, dal dr. Ferdinando FRANZONI, Specialista in cardiologia e direttore della Casa di cura Santa Zita, dal Segretario Nazionale Consap, Mauro PANTANO, dal Dirigente Superiore, Roberto Sgalla (Dirigente del Servizio Polizia Stradale del Ministero dell'Interno in rappresentanza del Capo della Polizia Antonio MANGANELLI che ha

inviato un telegramma di elogio all'iniziativa come il Ministro alle Infrastrutture, Altero MATTEOLI che per un impegno sopraggiunto non ha potuto partecipare. E' toccato al Segretario Nazionale nonchè Presidente Nazionale della Consulta Nazionale Polizia Stradale Consap, Stefano SPAGNOLI effettuare le conclusioni del riuscito convegno. Giorgio E. De Carolis


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L’intervento del comandante della Polizia Stradale di Lucca

Prima di entrare nel vivo delle tematiche di cui l'odierno convegno si occuperà, mi piace ricordare al convenuto consesso, che la Polizia Stradale è ricompresa dall'articolo 12 c.d.s., quale specialità della polizia di stato, tra quei soggetti che svolgono funzioni di polizia stradale a competenza totale. E' l'articolo 11 che definisce quali sono i servizi di polizia stradale: a) l'accertamento delle violazioni; b) la rilevazione degli incidenti stradali; c) la predisposizione e l'esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico; d) la scorta per la sicurezza della circolazione; e) la tutela ed il controllo sull'uso della strada; f) il concorso alle operazioni di soccorso automobilistico e stradale; g) la collaborazione all'effettuazione di rilevazione per studi sul traffico.

Dunque nuove politiche di sostenibilità con una opportuna valutazione integrata del territorio, Accessibilità ed intermodalità alle grandi aree urbane e di insediamento industriale e commerciale. L'Unione Europea intende facilitare la circolazione delle merci e delle persone tra i paesi europei collegando le reti stradali nazionali. L'Unione sarà responsabile dei controlli di sicurezza della nuova rete. La maggior parte delle reti stradali sono state realizzate a partire da una prospettiva nazionale. L'obiettivo delle TEN è realizzare una rete di trasporto in grado di agevolare il flusso delle merci e dei cittadini tra i paesi europei. La Rete transeuropea dei trasporti comprenderà 90.000 Km di autostrade e strade di alta qualità entro il 2020. Nell'ambito della gestione della sicurezza delle strade appartenenti alla rete,

Come specialità della più grande famiglia che è la Polizia di Stato italiana, la “stradale” svolge i servizi elencati in via principale, alla luce della particolare professionalità che la caratterizza. Ebbene, nel corso degli anni l'esperienza professionale e l'analisi statistica delle cause degli incidenti stradali vedono sempre al primo ed al secondo posto il fattore umano e le infrastrutture

Il fattore umano e le infrastrutture Il fattore umano inteso come errato o imprudente comportamento di guida vedasi la velocità, l'uso di sostanze alteranti la percezione della realtà quali droghe ed alcool, o. ancora più sottilmente, deviazioni comportamentali che verranno di seguito analizzate. Per quanto concerne le infrastrutture l'obbiettivo è quello di migliorare le stesse attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Marco Tangorra Comandante della Sezione Polizia Stradale di Lucca


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l'Unione Europea avrà il ruolo di eseguire i controlli di sicurezza stradale nella fase di progettazione e di eseguire regolari ispezioni di sicurezza della rete Inoltre sono stati incrementati, e continueranno ad esserlo, i requisiti minimi di sicurezza che l'Unione Europea ha voluto per i tratti stradali interessati da gallerie garantendo la loro adeguatezza non solamente alle volumetrie di traffico, ma con particolare attenzione alle misure attive e passive quali uscite di sicurezza, efficienti impianti automatici antincendio, zone salvavita ove potersi rifugiare in caso d'incendio, il tutto per evitare che si trasformino in trappole mortali in caso di incidenti. La sicurezza di un'infrastruttura stradale è strettamente legata al numero di incidenti che in essa si verificano e alla gravità delle conseguenze che ne derivano. Lo studio dell'incidentalità storica, è un utile strumento per la definizione sia delle priorità di intervento (analisi aggregata) sia delle tipologie di intervento (analisi disaggregata). Dopo l'identificazione dei siti con il maggior tasso di incidentalità, è fondamentale procedere con un'analisi di maggior dettaglio dei dati incidentali (analisi disaggregata) finalizzata a individuare quegli elementi tipici del sito (geometria, segnaletica, flussi veicolari, etc.) che possono rappresentare fattori di rischio, e a definire gli interventi infrastrutturali e di gestione del traffico atti ad eliminare o a mitigare tali fattori. In letteratura si riscontrano varie metodologie per l'effettuazione dell'analisi disaggregata degli incidenti, Una di queste consiste nel raggruppare gli incidenti sulla base di similitudini, definendo così il cosiddetto “scenario di incidente”; verranno dunque analizzati diversi aspetti, tutti concordanti nel far emergere uno o più fattori di rischio e conseguente definizione del luogo quale “black spot” viabilistico. Vale la pena ricordare che ogni anno nel mondo muoiono 1 milione e 500 mila persone in incidenti stradali che in gran parte coinvolgono i giovani. Le statistiche italiane per l'anno 2009 hanno fatto registrare 215.404 incidenti, con 4237 decessi, e 307.258 feriti, in calo rispetto all'anno 2008. Certo è che una società evoluta come la nostra non può rinunciare al diritto alla mobilità. E' giusto dunque che vi sia una maggiore responsabilizzazione di chi guida ottenuta anche grazie ad un attento programma di formazione, che abbia come punto di partenza la scuola dell'infanzia, e come traguardo temporaneo i futuri neo patentati. Si deve allora insegnare ai giovani ad avere rispetto dei valori e paura della strada che non è viltà ma sag-

Primo piano gezza. La nostra percezione alla guida cambia notevolmente ma ciò che è sempre da tener presente è che noi ci dobbiamo adeguare alla strada e non viceversa; soprattutto dosare bene la quantità di regole da instillare nei giovani, in quanto un eccesso di regole produce il rifiuto delle stesse. L'esperienza professionale della Polizia Stradale, che fonda le proprie radici nel lontano 1947, anno in cui vide per la prima volta la luce, ha consentito a quest'organizzazione di affinare nel corso degli anni, sempre più la propria competenza e capacità professionale, tanto da inserirsi a pieno titolo nei programmi di offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Certo i risultati, assolutamente più che lusinghieri, sono frutto di un impegno costante nel tempo di una capacità di adeguare la valutazione delle problematiche giovanili, con la stessa velocità con, cui le stesse si presentano, nascono, crescono, muoiono. A tal proposito mi piace ricordare il fenomeno delle “gare clandestine di velocità con auto e moto” agli arbori degli anni novanta, che nel corso del tempo è scemato d'intensità, grazie anche al notevole impegno che la Polizia Stradale ha profuso, non solo sotto il profilo repressivo, ma anche e soprattutto con riguardo all'aspetto educativo, sociale, fenomenologico dello stesso, portando nelle scuole, all'attenzione dei giovani fruitori della strada, il difficile rapporto tra uomo e macchina. Infatti, , molto spesso ciò che induce a comportamenti illeciti e pericolosi sulla strada, è il non corretto approccio che il singolo ha dal punto di vista psicologico, con il proprio mezzo di locomozione; la trasmigrazione della propria aggressività, irruenza, insoddisfazione, bisogno di “esibirsi” al pubblico, induce ad una catena di atteggiamenti e comportamenti assolutamente negativi.

Atteggiamenti negativi di natura psicologica Tra gli obiettivi specifici dell'educazione stradale è compreso quello di dimostrare consapevolezza degli atteggiamenti negativi di natura psicologica nel rapporto uomo-macchina (narcisismo, istinto di potenza, mitizzazione del mezzo meccanico) E' questo un obiettivo primario da acquisire per poter vivere la strada in condizioni di sicurezza. E' evidente infatti che un rapporto pericoloso uomomacchina è alla base di gran parte della incidentalità stradale, perché è la condizione negativa primaria su cui si innestano altri fattori, come la non cono-


Primo piano scenza delle proprie condizioni psicofisiche o delle capacità di guida possedute. Nell'era dell' “apparire”, dell'ostentare, l'auto o la moto di moda, che solitamente accomuna bellezza estetica a prestazioni tecniche, è ancora uno status symbol. Addirittura nella scelta dell'auto o della moto scattano delle “psico-dinamiche di sintonia narcisistica”. Cosi, il tipo, il colore e gli accessori diventano fattori identificativi di una certa personalità che si vuole affermare. Va, perciò, affrontato il tema del rapporto psicologico negativo facendo leva sulla necessità di restare se stessi e non seguire modelli a volte patologici. Il conducente narcisista Il narcisismo può essere un fattore positivo se resta entro i limiti dell'autostima e della fiducia in se stessi. Può essere un fattore negativo della personalità quando sconfina nella patologia. Nel rapporto con il proprio veicolo il narcisismo può diventare “patologico” e quindi pericoloso, quando l'interessato, specie se adolescente, si riflette nel proprio mezzo meccanico. Il conducente narcisista ha una cura maniacale del veicolo, lo “addobba” con ogni novità offerta dai venditori di accessori, per i quali è una miniera d'oro. Quando conduce il veicolo finisce con l'inebriarsi. sino a staccarsi, dalla realtà. Il conducente esibizionista Chi necessita della morbosa attenzione del prossimo per sentirsi sicuro di sé, al volante di un'auto o alla guida di una moto, si esibisce con la certezza. che tutti si interessino a lui. Questa tipologia di conducente, non rara negli adulti

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che hanno vissuto gran parte della vita da motorizzati, senza essere richiamati a riflessioni su queste tematiche, è resa riconoscibile da alcuni tratti particolarissimi. Se il narcisista “si riflette” continuamente nella sua auto o nella moto, l'esibizionista è quello che considera il veicolo la “parte affidatagli” perché possa esibirsi. Il veicolo posseduto ed esibito, diventa la scala del valore personale. Per l'esibizionista possedere un'auto di grossa cilindrata significa essere superiore a chi dispone di una utilitaria. Con questa concezione si muove nel traffico e raramcnte, accetta di essere sorpassato, se non da un'auto più grande della propria. Considererebbe un'offesa essere sorpassato da un'auto o da una moto più piccola e meno potente. E? un comportamento emotivamente infantile. Il conducente competitivo E' riconoscibile dalla ricerca costante di gareggiare con qualcuno; considera l'itinerario percorso come un territorio ove ricercare e cacciare la sua “preda”, costituita da qualcuno stimolato a gareggiare con lui. A volte queste sfide si realizzano con il semplice sguardo. La percezione del significato da attribuire a questo sguardo, ed il partecipare a quanto inconsciamente ricercato, richiedono tendenze comportamentali analoghe o riconducibili alle tipologie già illustrate. Succede spesso che il competitivo finisca col gareggiare solo con se stesso, perché nessuno ha raccolto la sua “sfida”, ma lui non se ne avvede e racconterà di un'altra vittima infilata nel suo carniere nel quotidiano itinerario stradale. Questi soggetti sono pericolosi perché quando si sentono presi dalla competizione non si interessano di regole di alcun genere, né della sicurezza degli altri. Per loro diventa importante solo vincere la sfida, vera o presunta, estraniandosi dalla realtà circostante. Il conducente aggressivo É una delle le tipologie comportamentali più pericolose. In alcuni paesi, quando un conducente ha causato un incidente stradale in cui si evidenziano profili di colpa grave, per riavere la patente è necessario che si sottoponga ad un corso di educazione con terapie psicologiche, al fine di ridurre o eliminare la sua aggressività.


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La macchina, infatti, riduce di per sé il senso di autocritica, per cui difficilmente si ammette di aver sbagliato, mentre, al contrario, non si tollerano errori altrui. Questo atteggiamento è riscontrabile in molti conducenti e nella maggioranza dei casi resta entro limiti non pericolosi. Per alcuni, però, l'aggressività alla guida diventa patologica e si riconoscono dalla litigiosità. Al volante non sono capaci di tollerare o di sorridere e finiscono, così, con l'ingigantire anche piccoli errori altrui, sino ad innescare liti che a volte sfociano in alterchi, in aggressioni fisiche, risse o peggio. Nell'età adolescenziale la formazione va mirata non solo ad evitare di cadere in questi atteggiamenti, ma anche a sapersi difendere dalle persone aggressive. Il conducente irresponsabile Il senso di responsabilità per i danni che possiamo causare agli altri in tutte le attività quotidiane presuppone l'acquisizione del concetto di colpa. È evidente che quasi sempre la responsabilità nasce dall'aver fatto o omesso di fare qualcosa, da cui sono derivati danni ad altri. L'elaborazione del concetto di colpa stradale è stata ed è molto accidentata. Il concetto classico di colpa, elaborato nel diritto romano, è stato valido a lungo. Il metro di giudizio di un comportamento era quello del buon padre di famiglia, una persona di buon senso, in grado di distinguere il bene dal male. Non a caso, per colpa, si intende l'imperizia, l'imprudenza e la negligenza, oltre alla violazione di norme giuridiche. Alla guida del veicolo non sempre questo metro era idoneo a definire il profilo di colpa. Così nacque, insieme al diffondersi dell'auto, anche il concetto di colpa stradale, che è più rigorosa di quella ordinaria e questa caratteristica è comune alla stragrande maggioranza delle legislazioni dei paesi industrializzati. Questo particolare rigore nasce per la intrinseca pericolosità del veicolo stradale, con il quale, ogni leggerezza, anche quella più piccola, può provocare danni irreparabili agli altri e a se stessi. Questa formulazione di maggiore rigore era perfettamente condivisibile a livello di esegesi del diritto, ma richiedeva, e richiede ancor di più oggi, adeguata illustrazione e diffusione sino all'acquisizione convinta da parte di tutti i conducenti. Sottolineando il rigore particolare, si correggono anche alcune psicopatologie sociali, che vedono nell'assenza di responsabilità verso gli altri una preoccupante carenza dell'acquisizione del senso di colpa.

Primo piano Questa carenza è significativamente espressa da certi comportamenti stradali, tenuti da quei conducenti che osservano solo le regole da loro ritenute valide, senza alcun rispetto per gli altri. E quando dovessero essere protagonisti di incidenti, seppure piccoli, non riconoscono mai di aver torto, ma addebitano sempre ad altri la causa dell'evento. Molto spesso, questo non riconoscere il proprio errore anche di fronte all'evidenza, non è frutto della volontà di sottrarsi all'obbligo conseguente, ma di assenza totale di conoscenza dei parametri fondamentali della colpa, intesa come errore involontario, che ha causato danni ad altri che vanno riparati. L'estrema litigiosità post-incidenti, anche giudiziale, è frutto di due carenze: una conoscitiva delle regole giuridiche e l'altra, etica, di accettazione della responsabilità. Quelle sino ad ora elencate, non sono altro che alcune delle motivazioni che hanno spinto nel corso degli anni la Polizia Stradale ad affrontare il problema dell'educazione alla sicurezza stradale con la convinzione di dover coinvolgere altri sostenitori al progetto con il quale creare una cultura della sicurezza come condizione necessaria ed indispensabile per la riduzione del triste fenomeno dell'incidentalità, Quello che ho sino ad ora definito progetto è diventato una splendida realtà; l'anno appena trascorso ha segnato il compimento del 10° anno di vita, del Progetto Icaro, campagna di sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, dal Ministero dell'Istruzione e dalla Fondazione ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici); con la collaborazione del Dipartimento di psicologia della Sapienza - Università di Roma, del Moige (Movimento italiano genitori), dell'Unicef e dell'Eni. “Icaro” nasce nel 2000 per diffondere tra adolescenti c giovani la cultura della sicurezza su strada, cercando di modificare mentalità e comportamenti spesso pericolosi. L'iniziativa ha sempre avuto l'obiettivo di far comprendere ai giovani l'importanza del rispetto delle regole. Promuovere una cultura della legalità ed evitare che i giovani assumano comportamenti pericolosi, causa principale degli incidenti. stradali. Ogni anno un tour attraversa le città italiane con carovane itineranti composte dal pullman azzurro della Stradale, dotato di apparecchiature audio-video e materiale didattico, auto d'epoca e autovetture dotate di tecnologie di controllo. Il progetto è stato sperimentato in 160 città italiane coinvolgendo oltre 92.000 studenti, Dal 2009 è stato esportato in Europa come iniziativa pilota in tema di


Primo piano campagne per la prevenzione degli incidenti stradali, nell'ambito del progetto Icarus (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety), finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Ministero dell'Interno. Nei diversi anni il Progetto Icaro ha saputo sperimentare diverse forme di comunicazione, cercando di adottare un linguaggio sempre più vicino ai giovani e capace di sensibilizzarli al tema della sicurezza stradale. Dal 2006 l'iniziativa si è arricchita di due spettacoli teatrali destinati a fasce di età diverse: “Icaro Young” è la versione indirizzata ai ragazzi dai 14 ai 18 anni, andata in scena tutti gli anni a partire dalla prima del 2006; “Icaro Junior” è invece la versione musical per i bambini che ha seguito la carovana di Icaro nel 2006 e nel 2009. Lo spettacolo teatrale è stato replicato negli anni in molti teatri italiani. Dal Teatro San Carlo di Napoli, al Politeama di Palermo, il Salone Margherita di Roma, il Teatro delle Muse di Ancona, il Teatro Nuovo di Milano, il Teatro Italia di Roma. E molti altri. Dal progetto Icaro nasce una ricerca dell'Università La Sapienza di Roma che ha certificato l'efficacia dello spettacolo grazie ad un test mirato sugli studenti; dai risultati di questo studio è stato pubblicato un saggio dal titolo: il paradosso dei giovane guidatore. La letteratura scientifica definisce come “paradosso del giovane guidatore” il fenomeno secondo il quale ogni volta che un guidatore inesperto mette in atto una imprudenza senza pagarne le conseguenze, si rafforza nella convinzione di essere immune dai rischi. L'obiettivo è quello di evitare che questo circolo vizioso venga interrotto dalla drammatica eventualità di un incidente, attraverso adeguate strategie di intervento. In seno al progetto Icarus, che vedrà alcune polizie europee lavorare congiuntamente imparando dal modus operandi italiano, verrà realizzato un lungometraggio. Il film “Young Europe” sarà prodotto e girato tra settembre 2010 e la primavera del 2011 in vista della presentazione ufficiale a Bruxelles dinanzi alla Comunità Europea che avrà luogo il 31 ottobre 2011. Il Signor Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ha definito Icaro, uno dei tanti figli di quell'idea di prossimità al cittadino e di sicurezza partecipata che la Polizia di Stato ha scelto come modo di pensare e di agire orientato verso i bisogni della gente. Un'idea, afferma ancora il signor Capo della Polizia, che ha rinnovato anche il corredo genetico del poli-

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ziotto della stradale, che affianca alla vigilanza ed ai controlli l'incontro ed il dialogo con i giovani per migliorare quei comportamenti che li mettono troppo di frequente a rischio sulle strade. Forte e rinnovato impulso è stato fornito dal Direttore del Servizio Polizia Stradale, Dr. Sgalla, che ha definito Icaro il miglior progetto di educazione stradale nel settore, per investimento professionale, affettivo e per il carattere scientifico acquisito attraverso la validazione dell'Università La Sapienza di Roma - Facoltà di Psicologia, che ne ha potuto misurare gli indicatori di efficacia e la positiva, ricaduta tra i giovani. A tal proposito, è impossibile individuare quanti giovami, grazie ad Icaro, non siano stati coinvolti in incidenti stradali, feriti o addirittura deceduti; certo che questo progetto è Stato il trait - d'union che ha permesso di parlare ai ragazzi avvicinarli alle istituzioni, e cambiare in positivo i loro comportamenti. Mi piace concludere con quanto affermato dal dottor Sgalla nella pubblicazione celebrativa del decennale del Progetto Icaro, “un particolare grazie alle donne ed agli uomini della Polizia Stradale improvvisati formatori 10 anni fa, ma che con tanta volontà si sono cimentati nel difficile compito di aiutare i giovani a cambiare, modificare, mutare i loro modi di agire ed il loro profilo alla guida. E stata data alla Stradale una diversa funzione rispetto a quella originaria, costruire la sicurezza insieme ai cittadini, adulti, ragazzi. Bambini.


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Prontuari alla Polizia Stradale obsoleti ed insufficienti

Il rappresentante della Consulta Nazionale Polizia Stradale Indro Marchi, che ricopre anche l'incarico di Segretario Provinciale della Consap di Lucca ha sollevato una problematica relativa alla consegna dei prontuari agli operatori, chiedendo chiarimenti all'Amministrazione. Alla fine dell'anno passato sono stati distribuiti, ai dipendenti della Polizia Stradale di questa provincia come nelle altre province italiane, prontuari delle violazioni alla circolazione stradale. Ovviamente l'esiguo numero disponibile degli stessi ne ha permesso la distribuzione solo ad una parte dei dipendenti, individuati nello specifico di mia conoscenza nelle sedi della Polizia Stradale di Lucca tra coloro che effettuano servizi di vigilanza stradale prevalentemente da capo pattuglia. La sorpresa per i “fortunati” destinatari del prontuario è stata duplice. Da una parte, infatti, nessuno si aspettava di ricevere un prontuario a spese dell'Amministrazione, dall'altra, subito dopo, gli stessi “fortunati”, si accorgevano che nonostante fosse stato stampato abbastanza di recente rispetto alla consegna, lo stesso prontuario riportava come importi delle sanzioni cifre che pochi giorni dopo sarebbero state modificate e quindi obsolete. Non sappiamo se questo rappresenta un altro segnale della superficialità con cui si risponde alle esigenze degli operatori della Polizia Stradale o, come qualcuno in malafede potrebbe pensare, se semplicemente non si voglia danneggiare il mercato di chi commercializza i prontuari del codice della strada. Chiunque abbia anche una minima esperienza di Polizia Stradale sa che per poter lavorare “serenamente” avere testi e, soprattutto, prontuari aggiornati è fondamentale quanto viaggiare su un'auto sicura ed avere una divisa appropriata.

Per questo non è ulteriormente tollerabile l'atteggiamento di disinteresse dimostrato dall'Amministrazione che di fatto scarica sull'operatore della Polizia Stradale l'onere di acquistare, per poter lavorare, testi affidabili. Come componente Consulta Nazionale Polizia Stradale il collega Marchi ha chiesto un deciso intervento del sindacato affinché si faccia promotore presso il Dipartimento della P.S. di questa istanza al fine di riuscire a programmare con congruo anticipo la distribuzione dei testi aggiornati necessari prevedendo, in caso di inadempimento da parte dell'Amministrazione forme di compensazione per i dipendenti che siano costretti ad acquistarli a proprie spese. I prontuari infatti sono realizzati da diverse case editrici ed associazioni per importi che vanno da un minimo di 20 euro ad un costo molto più alto perché legato all'iscrizione ad un associazione.


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Pedaggi Anas: slitta il termine a data da destinarsi

Slitta l'introduzione dei pedaggi sulle autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta dell'Anas, previsto fino ad ora per il primo giorno di maggio. A dichiararlo è lo stesso presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, spiegando come "non ci siano i tempi tecnici per rispettare la scadenza prefissata - e aggiunge siamo in attesa del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con le tratte e i criteri per i pedaggi". Prossimo appuntamento a data da destinarsi, ma il presidente dell'azienda gestore della rete stradale rassicura che "il Ministero dei Trasporti sta lavorando sul testo". Nonostante le incertezze l'Anas avrebbe già individuato il soggetto che potrebbe dare attuazione a questo complesso piano, ma sarà necessario rispettare i tempi che prevedono prima l'emanazione del decreto, poi l'aggiudicazione dell'appalto e quindi il crono-programma per la realizzazione dell'opera secondo il sistema del free flow (cioè a flusso libero, così da evitare le code ai caselli). A questo punto pare ragionevole pensare che i tempi possano allungarsi ulteriormente arrivando addirittura al prossimo anno. Poichè installare tali sistemi in tutti i punti che saranno previsti dal decreto, nonchè testarne il funzionamento ed infine collegarli al database del PRA, per l'eventuale invio del verbale, non è cosa semplice e che richiede poche settimane. Anzi. Il sistema di pagamento dei pedaggi sara' con il sistema free flow, ha spiegato Ciucci, ''con portali simil Tutor, con finalita' diversa dal tutor, ma lo stesso sistema di individuazione delle targhe, che permettera' di rilevare i percorsi e il prezzo da pagare''. Le modalita' di pagamento, invece, saranno ''le piu' flessibili'': con la possibilita' di utilizzare sia il telepass, sia pagamenti anticipati con tessere a scalare. La situazione è ormai nota a tutti gli italiani: soldi

non ce n'è, o almeno così pare. L'introduzione di pedaggi in tratti autostradali fino ad ora gratuiti sembrerebbe accantonare la gestione statalista della cosa pubblica. Si griderà allo scandalo per la questione, e forse non senza ragioni, ma stiamo parlando di strade che hanno costantemente bisogno di manutenzione e di una società (l'Anas) che deve ricevere dallo Stato ancora miliardi di euro per opere passate. E se lo Stato non ha i soldi per restituire questi debiti ad Anas devono farlo gli utenti. Una scelta che sa un po' di beffa, ma dopotutto lo Stato siamo tutti noi. La politica di opposizione, in occasioni ghiotte come

Il Grande Raccordo Anulare di Roma, una delle tratte a rischio di pedaggio


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queste, ovviamente non può restare a guardare. Appare legittimo pensare che sia, da una parte l'ennesima mossa pre-elettorale, dall'altra motivo di rivendicazioni contro il Governo. Un esempio è stato il sitin a Carini (Palermo) organizzato il 3 aprile scorso dal Circolo del Partito Democratico della provincia palermitana, che ha ricevuto anche l'adesione del circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Carini, di alcuni consiglieri comunali del comprensorio e di altri movimenti come il coordinamento regionale "No pedaggio"."Ci stiamo preparando ad una ancor più ampia mobilitazione - dice Pino Apprendi, deputato regionale all'Assemblea regionale siciliana del PD -

coinvolgeremo i cittadini di tutti i comuni colpiti da questa nuova tassa, imposta dal governo Berlusconi che ammonta a oltre 1.000 di euro l'anno a persona e che penalizza ulteriormente il bilancio dei pendolari lavoratori e studenti". Ragioni più o meno valide ma cifre, per il momento, prive di ogni fondamento visto che un vero tariffario non è mai stato pubblicato. Qui di seguito le tratte in gestione all'Anas in cui potrebbero essere introdotti i pedaggi, ma sino a quando il DPCM non sarà emanato si possono solamente fare supposizioni

N.

Denominazione

Estensione (Km)

A3

SALERNO - REGGIO CALABRIA

A18 DIR

DIRAMAZIONE DI CATANIA

A19

PALERMO - CATANIA

A19 DIR.

DIRAMAZIONE PER VIA GIAFAR

5,2

A29

PALERMO - MAZARA DEL VALLO

114,8

A29 DIR

ALCAMO- TRAPANI

36,9

A29 DIR/A

DIRAMAZIONE PER BIRGI

13,1

A29 RACC

DIRAMAZIONE PER PUNTA RAISI

A29 RACC BIS

RACCORDO PER VIA BELGIO

A91

ROMA - AEROPORTO DI FIUMICINO

17,4

A90

GRANDE RACCORDO ANULARE

68,2

CATANIA - SIRACUSA

49,2

Totale Autostrade

953,8

442,9 3,7 192,8

4 5,6

R.A. 2

RACCORDO AUTOSTRADALE SALERNO - AVELLINO

30,4

R.A. 3

RACCORDO AUTOSTRADALE SIENA - FIRENZE

56,4

R.A. 4

RACCORDO AUTOSTRADALE DI REGGIO CALABRIA

R.A. 5

RACCORDO AUTOSTRADALE SCALO SICIGNANO - POTENZA

51,5

R.A. 6

RACCORDO AUTOSTRADALE BETTOLLE - PERUGIA

58,5

R.A. 8

RACCORDO AUTOSTRADALE - FERRARA - PORTO GARIBALDI

49,3

R.A. 9

RACCORDO AUTOSTRADALE DI BENEVENTO

12,7

R.A. 10

RACCORDO AUTOSTRADALE TORINO - AEROPORTO DI CASELLE

10,7

R.A. 11

RACCORDO AUTOSTRADALE ASCOLI - PORTO D'ASCOLI

26,3

R.A. 12

RACCORDO AUTOSTRADALE CHIETI - PESCARA

14,7

R.A. 13

RACCORDO AUTOSTRADALE A/4 - TRIESTE

21,4

R.A. 14

RACCORDO AUTOSTRADALE A/4 - TRIESTE - DIRAMAZ. PER FERNETTI

R.A. 15

TANGENZIALE OVEST DI CATANIA Totale Raccordi

TOTALE AUTOSTRADE + RACCORDI da sicurauto.it

5,5

1,5 24 362,9 1.316,70


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Italia in controtendenza rispetto all'Europa nessun incentivo per l'acquisto di veicoli elettrici Nessuno sgravio per chi acquista un veicolo elettrico, questo l'orientamento dello Stato italiano reso noto da il portale dell'automobilista del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Mentre molti Stati stranieri (Francia, Inghilterra, Cina e Stati Uniti su tutti) hanno dimostrato di essere fortemente intenzionati a sostenere lo sviluppo della mobilità eco-sostenibile, l'Italia ha chiuso i rubinetti dei fondi pubblici: l'ultima ondata pro-elettrico risale infatti al 2008-200909. A fare eccezione sono alcuni stanziamenti regionali: a livello locale, infatti, molte amministrazioni hanno cercato di incentivare la mobilità a chilometri zero varando regolamenti e leggi che consentono ai veicoli elettrici di circolare in zone vietate agli altri veicoli. Il Lazio, per esempio, ha prorogato l'incentivo di 2.000 euro per l'acquisto di veicoli destinati al trasporto delle merci nelle città di Roma e Frosinone (ovvero quelle con un tasso di inquinamento più ele-

vato). Segue la Lombardia, che ha destinato un contributo di 3.000 euro per l'acquisto di vetture elettriche, ibride a metano e Gpl, a fronte di una rottamazione. Stesso impegno anche da parte della Toscana, che dal 2004 accorda un contributo a cittadini e aziende che acquistano veicoli elettrici, e da parte della Provincia di Modena, che sostiene il 35% della spesa per l'acquisto. Intanto, in Commissione Trasporti della Camera si discute riguardo la proposta di Legge presentata da Agostino Ghiglia del Pdl ("Disposizioni per la realizzazione di reti infrastrutturali a servizio dei veicoli alimentati a energia elettrica", a.c. 3553), il cui obiettivo è quello di sostenere la diffusione delle infrastrutture di ricarica anche nei condomini, con un bonus di 5.000 euro per i lavori di impianto, e di detrarre dalle imposte (totalmente nei primi anni e poi parzialmente) l'acquisto dei veicoli.


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Alcol: le donne bevono di più. Relazione del Ministero della salute Cresce il fenomeno nordeuropeo del binge-drinking

Il ministero della Salute ha trasmesso al Parlamento la settima relazione sugli interventi realizzati da ministero e Regioni sull'alcol in attuazione della legge 30 marzo 2001 n. 125 «Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati». I dati sui consumi alcolici e i modelli di consumo confermano - secondo la sintesi del ministero - il progressivo allontanamento del nostro Paese dal tradizionale modello di consumo mediterraneo. È cresciuta nell'ultimo decennio la quota di coloro che consumano bevande alcoliche al di fuori dei pasti, con un incremento particolarmente significativo tra le donne. Il binge drinking, modalità di bere di origine nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo, ha riguardato nel 2009 il 12,4% degli uomini e il 3,1% delle donne ed è ormai abitudine stabilmente diffusa, soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (21,6,1%) e di 25-44 anni (17,4%). Pratica il binge drinking anche una buona percentuale di donne fra i 18 e i 24 anni (7,9%) e fra le giovanissime di 11-15 anni esso appare più diffuso che fra i coetanei maschi.

In generale il consumo a rischio riguarda il 15,8% degli italiani al di sopra degli 11 anni , per un totale di quasi 8 milioni e mezzo di persone. Tra esse in particolare circa 475.000 minori (il 18,5% dei ragazzi e il 15,5% delle ragazze al di sotto dei 16 anni), in cui il consumo dovrebbe essere pari a 0; e circa 3 milioni di anziani (il 44,7% dei maschi e l' 11,3% delle femmine di oltre 65 anni) in cui il consumo a rischio coincide prevalentemente con il consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante i pasti. La tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è il consumo fuori pasto, che ha riguardato nel 2009 il 34,4% dei maschi e il 22,8% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 25 anni. Già a 18-19 anni la quota dei consumatori è vicina a quella media della popolazione e la percezione della disponibilità di bevande alcoliche è tra i giovani italiani fra le più alte in Europa. Quasi la metà (45,4 %) delle diagnosi ospedaliere per patologia totalmente alcolcorrelata riguarda persone di oltre 55 anni, ma da alcuni anni la percentuale di diagnosi alcolcorrelate appare in aumento


Primo piano nella classe di età 36-55 anni, mentre continua a diminuire nella fascia di età 15-35 anni. La percentuale di diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica si presenta in crescita da qualche anno in rapporto alle altre diagnosi di ricovero alcolcorrelato, passando tra il 2000 e il 2008 dal 26,30 % al 35,00 % del totale di tali diagnosi. Gli alcoldipendenti in trattamento nei servizi pubblici sono in costante aumento dal 1996 e nel 2008 ne sono stati rilevati 66.548. Fra essi in particolare la percentuale dei giovani al di sotto dei 30 anni rappresenta il 10,2% del totale, con un valore in crescita rispetto a quello della precedente rilevazione(10%), soprattutto tra i nuovi utenti. Risulta ancora bassa rispetto agli altri Paesi europei la diffusione di conoscenze sul tasso legale di alcolemia per la guida e sui limiti di consumo con esso compatibili. Il 2,12% di tutte le cause di incidente stradale rilevate nel 2008, per un totale di 5.920 casi, riguarda l'ebbrezza da alcol, con una percentuale in aumento rispetto all'anno precedente. Nonostante la quota importante di popolazione esposta a una vasta gamma di rischi alcolcorrelati i dati della Relazione, conclude il ministero, segnalano anche qualche positiva tendenza nella evoluzione di alcuni indicatori di rischio, in relazione sia

BRUXELLES, INAUGURATO SITO PER LA MOBILITA' URBANA Lunedì 11 aprile 2011 È stato inaugurato un nuovo portale per la mobilità urbana. Il sito internet www.eltis.org, lanciato dalla Direzione Trasporti della Commissione europea nel quadro dell'Action Plan dell'Ue, funzionerà da osservatorio per tutti i professionisti del settore. Il portale avrà una nuova veste grafica, è consultabile in 11 lingue diverse e permette di avere tutti gli aggiornamenti in tempo reale sullo

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alla popolazione più giovane (diminuzione dei consumi fuori pasto tra i maschi di 14-17 anni, diminuzione degli atteggiamenti di tolleranza nei confronti dell'ubriachezza tra da i giovani studenti di 15-19 anni, diminuzione della quota di giovani studenti che si ubriacano) che a quella anziana di oltre 65 anni (lieve diminuzione del consumo a rischio in entrambi i sessi). Inoltre si presentano in costante calo il tasso nazionale di mortalità per cirrosi epatica e quello di ricovero ospedaliero per patologie totalmente alcolcorrelate; appare in lieve calo da qualche anno la percentuale dei nuovi utenti al di sotto dei 20 anni in trattamento nei servizi alcologici; resta ferma infine la minore diffusione tra i nostri giovani, rispetto ai coetanei europei, di consumi a rischio quali i consumi frequenti, il binge drinking e le ubriacature.

stato di avanzamento dei bandi delle legislazioni comunitarie e nazionali sul tema. Nelle sezioni di notizie, i lettori saranno messi al corrente di tutte le iniziative e sui programmi di investimento avviati nelle diverse nazioni. Inoltre, basterà cliccare sulla sezione "Tools" per avere guide pratiche con lo scopo di monitorare o sviluppare i sistemi di trasporto urbano sostenibile. La sezione "Rubrica", invece, informa sulle opportunità formative e sulle occasioni di lavoro destinate ai professionisti. (fonte: Il Sole 24 Ore Trasporti)


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Grandi eventi, incontro col Dirigente della Polizia Stradale del Lazio

Nei giorni scorsi, presso i locali del Compartimento Polizia Stradale per il Lazio di Roma, si è tenuta una riunione richiesta dal Dirigente Superiore Dottor Stefano BASTREGHI ed alla quale sono state invitate tutte le OO.SS. maggiormente rappresentative al fine di discutere sulle problematiche connesse ai servizi che saranno espletati in occasione dei grandi eventi che avranno luogo a Roma e provincia dal 1 maggio al 2 luglio p.v. (1 maggio festa dei lavoratori e beatificazione del Papa; 15 e 16 maggio elezioni amministrative; 19-22 maggio festa della Poli-

zia; 2 giugno festa della Repubblica con affluenza di circa 60 capi di stato; 25 giugno-2 luglio vertice FAO). Per la CONSAP erano presenti il Segretario Provinciale di Roma Massimo VANNONI ed il rappresentante della Consulta per la Polizia Stradale Marco DI CEGLIE. Il dirigente ha spiegato che servizi saranno suddivisi in due tipologie: 1) AttivitĂ  di scorta e viabilitĂ  con orario 07/19 a giorni alterni;


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2) Controllo del territorio con orario continuativo su 5 quadranti. Il dottor BASTREGHI ha già richiesto un congruo incremento delle risorse per il pagamento delle ore di straordinario che saranno effettuate, nonché l'estensione dell'orario di apertura della mensa fino alle ore 21,45 poiché è anche prevista l'assegnazione di personale aggregato. Gli equipaggi di supporto saranno utilizzati solo per l'espletamento dei servizi di controllo del territorio mentre per l'attività di scorta e viabilità, comprese le riserve che saranno posizionate agli aeroporti e presso la santa Sede, sarà utilizzato tutto il personale del R.O.S. a cui, in relazione alla specificità del servizio moto montato e della conoscenza del territorio, saranno aggregate 32 unità del R.I.P.S. e della Sottosezione di Settebagni. Il signor Questore ha già stabilito che per coloro che svolgeranno l'attività di scorta e viabilità spetterà il compenso previsto per l'ordine pubblico. Tutti i convenuti, preso atto che l'Amministrazione non ha richiesto deroghe, hanno mostrato vivo apprezzamento poiché, per la prima volta dopo l'entrata in vigore, come previsto dal nuovo A.N.Q., il Dirigente ha chiesto di incontrare le OO.SS. per discutere sulla pianificazione dei servizi relativi ad eventi di particolare rilevanza di ordine e sicurezza pubblica chiedendo di verificare la possibilità di corrispondere la retribuzione prevista per l'Ordine Pubblico almeno a tutti coloro che saranno impiegati nei servizi esterni.

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Cina: mai più patente per gli ubriachi al volante Il Comitato permanente dell'Assemblea Popolare Nazionale, l'organo legislativo della Repubblica Popolare Cinese, ha votato e approvato un importante emendamento alla legge sulla sicurezza stradale, che è stata resa assai meno permissiva nei confronti di chi guida in stato di ubriachezza. La modifica prevede che gli incidenti gravi causati dai conducenti che s'erano messi al volante dopo aver bevuto alcolici o assunto sostanze psicotrope o che comunque si trovavano in condizioni psicofisiche non idonee alla guida, siano considerati crimini a tutti gli effetti. Pertanto, i reponsabili di questi sinistri d'ora in poi saranno indagati penalmente (come del resto in Italia, dove è reato anche la semplice guida sotto effetto di alcol o altre sostanze che alterano i riflessi)) e, se giudicati colpevoli, subiranno la revoca della patente da parte del dipartimento di Gestione del Traffico dell'Organo di Sicurezza Pubblica. La verà novità, però, è che la revoca durerà per tutta la vita: il colpevole non potrà guidare mai più. L'emendamento prevede anche un generale incremento delle sanzioni amministrative per gli atti illegali ai fini della sicurezza stradale, come guidare dopo aver bevuto alcolici, e anche senza aver provocato alcun incidente. Pare proprio che i cinesi siano arrivati prima degli italiani a introdurre nel loro codice penale qualcosa di molto vicino al reato di omicidio stradale riguardo al quale da noi ancora si discute. In più, hanno istituito il divieto perenne di guidare un veicolo applicato a chi abusa dell'alcol, una norma che se venisse adottata anche nel nostro Paese provocherebbe probabilmente una sollevazione popolare con barricate nelle piazze.


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Neopatentati: diminuisce il numero delle auto guidabili nel primo anno di patente

Dal 9 febbraio sono entrate in vigore le nuove disposizioni per i neopatentati previste dalla legge n° 120 del 29 luglio 2010 che ha modificato l'articolo 117 del nuovo Codice della Strada. COSA SUCCEDE - Chi conseguirà la patente di guida a partire dal 9 febbraio (importante: quindi la legge non si applica per chi ha già preso la patente prima dell'8 febbraio), per un anno non potrà guidare autoveicoli che superano il rapporto potenza/tara (leggete bene: tara) di 55 kW/tonnellata. La nuova legge è destinata a rinfocolare le polemiche che già avevano accompagnato quella precedente, simile e mai entrata in vigore. MENO RESTRITTIVA - Con quel limite di 55 kW/tonnellata, la nuova formulazione della legge sembra comunque meno restrittiva rispetto a quella vecchia che ne prevedeva appena 50. Tuttavia, le nuove disposizioni introducono un altro vincolo per le sole vetture: chi è fresco di patente non potrà guidare, sempre per un anno, quelle con potenza effettiva superiore a 70 kW. Quindi, le cose si complicano un po' per i genitori che intendono acquistare un auto ai figli visto che dovranno tener conto di due limiti. INIZIA IL REBUS SULLA TARA - Sarebbe bello e comodo se il dato del rapporto potenza/tara fosse facilmente reperibile, ma purtroppo così non è. Il valore è facilmente leggibile sul libretto di circolazione di una vettura già immatricolata (a patto che lo sia stata dopo il 4 ottobre 2007), ma al momento può rivelarsi una vera impresa procurarselo per una vettura non ancora circolante o per una vettura immatricolata prima del 4 ottobre 2007. Ed è imprudente rivolgersi all'amico o al conoscente che ne ha acquistata da poco una simile: l'aggior-

namento di modelli, versioni e motorizzazioni è così rapido che i dati potrebbero essere diversi anche per due versioni apparentemente uguali. MANCA IL VALORE - Sui listini pubblicati dalle riviste specializzate il rapporto potenza/tara purtroppo non c'è, ed è rarissimo che venga riportato dai siti delle case o dai depliant. Quindi, non rimane che armarsi di calcolatrice e determinarlo da soli dopo essersi procurati potenza massima e tara. E qui iniziano i problemi. Intanto, è opportuno chiarire subito un punto importante: il legislatore, preoccupato più di legiferare che di rendere agevole il rispetto delle leggi, ha creato involontariamente una specie di tranello nel quale potrebbero cadere in molti. Il tranello è nascosto nel significato esatto del termine "tara", che non è equivalente a quello di "massa". DIFFERENZA TRA MASSA E TARA - La "tara" è la massa del veicolo vuoto più quella del conducente, che per definizione si assume in 75 kg. La "massa", invece, è il peso del veicolo senza conducente, ma con il pieno di carburante. Purtroppo è proprio quest'ultimo il dato generalmente riportato sulle riviste e sulla documentazione cartacea e online delle case. Insomma, in giro si trova un dato che ai fini del calcolo non serve a nulla e utilizzarlo al posto della tara è assolutamente errato. Ma anche procurarsi la tara di un veicolo può rivelarsi una specia di caccia al tesoro. Tra i siti delle case, quasi nessuno la riporta: c'è, per esempio, sul sito Renault, mentre è tuttora assente da quelli di Audi, Ford, Chevrolet e di molti altri costruttori. SERVE UN VALORE ESATTO - A complicare ulteriormente le cose c'è il fatto che il risultato del calcolo potenza/tara deve essere accurato fino al terzo de-


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cimale. In altre parole, se è anche solo di 55,001 kW/tonnellata, la vettura non può essere guidata dal neopatentato. La cosa migliore sarebbe che ogni costruttore riportasse sul suo sito il dato utile già calcolato per ogni versione, oppure, meglio ancora, un elenco sempre aggiornato delle versioni adatte ai neopatentati. In questo modo, ciascuno potrebbe effettuare una prima ricognizione ed escludere a priori le vetture che superano i limiti. SI RISCHIA UNO STOP DELLE VENDITE - Molti potrebbero quindi rimandare la decisione in attesa di informazioni più precise, con il risultato di rallentare gli acquisti a danno di un mercato già in crisi che di tutto ha bisogno meno che di "rallentamenti". Unica eccezione sembra essere rappresentata dal gruppo Fiat, che qualche giorno fa ha emesso un comunicato che riporta tutti i 32 modelli Fiat, Alfa Romeo e Lancia che rientrano nei limiti e ne ha informato la rete di vendita, una scelta sicuramente furba e orientata alla trasparenza. Proprio per scongurare un ulteriore stop delle vendite (già in crisi) il sito sicurauto.it ha interpellato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto (l'associazione dei concessionari italiani), per sollecitare una maggiore informazione da parte delle reti e a favore dei clienti. Il dirigente ha compreso subito i termini del problema e ha dichiarato che si sarebbe immediatamente attivato per risolverlo. Inoltre, ha concordato con SicurAUTO che in mancanza di elenchi chiari e completi, è opportuno che l'acquirente pretenda dal venditore un documento firmato che riporti chiaramente sia la potenza massima della vettura, sia il suo esatto rapporto potenza/tara oppure, meglio ancora, una dichiarazione che confermi che l'auto (attenzione all'esatta denominazione di modello, versione e motorizzazione) rientra in entrambi i limiti stabiliti: 55 kW/tonnellata e 70 kw di potenza massima. Tutto ciò potrebbe essere contenuto in un allegato al contratto oppure in una dicitura riportata sul modulo contrattuale stesso. LA LISTA DELLE AUTO - Intanto, per offrire ai lettori uno strumento di pronto impiego, il sito sicurauto.it ha pubblicato l'elenco dei modelli "guidabili" attualmente in commercio. Ma è necessaria un'avvertenza: ottenere i dati utili alla sua compilazione (vedi la questione "tara" di cui sopra) è stata una fatica improba e l'elenco potrebbe essere incompleto o ri-

In evidenza portare qualche errore. Quindi, la lista fornisce solo indicazioni di massima sulle motorizzazioni che rienrano nei limiti, che andranno comunque confrontate (quando saranno disponibili) con quelle fornite dai concessionari. Ai quali, beninteso, è sempre meglio chiedere la dichiarazione descritta in precedenza. SEMPRE MENO MODELLI A DISPOSIZIONE - C'è da osservare che il numero di modelli e versioni adatti ai neopatentati si è assai ridotto rispetto a quelli in listino fino a non molto tempo fa. La diffusione dei piccoli motori sovralimentati, un generale aumento delle potenze e la novità del limite alla potenza massima, infatti, ne hanno tagliati fuori parecchi anche se con la nuova legge il valore del rapporto potenza/tara ammesso è stato elevato di 5 kW. E così, dalla rosa delle "guidabili" sono sparite quasi tutte le Volkswagen Golf, parecchie Smart, la "giovanissima" Alfa Romeo MiTo 1.6 a gasolio (recentemente portata da 66 a 70 kW, cosa che ne eleva il rapporto potenza/tara oltre il limite ammesso), tutte le Fiat 500 (compresa la nuova TwinAir) tranne la 1.2 e perfino l'ibrida Honda Insight, un'"ecologica" la cui potenza è passata da 65 a 72 kW, ma che certo non è un missile. Non rientra nei limiti nemmeno la nuovissima Audi A1 che, in versione 1.2 TFSi da 63 kW, avrebbe forse fatto gola a qualche giovane dai genitori generosi: è poco potente, ma troppo leggera, quindi non ha il rapporto potenza/tara richiesto. Peccato. UNA MINI GUIDA SINTETICA - Per orientarsi nel rebus delle nuove regole, ecco una sintetica "Guida all'auto per neopatentati" che può risultare utile prima di acquistare una vettura nuova o anche usata: o la nuova regolamentazione si applica solo a chi ha conseguito la patente dal 9 febbraio 2011 o il divieto non si applica ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell'articolo 188, purché la persona invalida sia presente sul veicolo o riguarda i veicoli di categoria "M1" (quelli per il trasporto di persone che hanno fino a otto posti a sedere più quello del conducente) e, unicamente per il limite riferito alla potenza massima, le sole autovetture (quindi anche quelle omologate autocarro); o la potenza massima: non deve superarere i 70 kW


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In evidenza o il rapporto potenza/tara: non deve superare i 55 kW/t

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Ricordiamo i limiti attuali ●

o il divieto alla guida scatta anche per il superamento di uno solo dei due limiti o il divieto dura per un anno dalla data di conseguimento della patente (vale anche per chi ha preso la patente a 40 anni o l'ha conseguita a seguito della perdita totale dei punti);

sulle autostrade: 130 chilometri orari, scendono a 110 in caso di maltempo. sulle autostrade: 130 chilometri orari, scendono a 110 in caso di maltempo. sulle strade extraurbane principali: 110 chilometri orari, scendono a 90 in caso di maltempo sulle strade extraurbane secondarie e locali: 90 chilometri orari in città il limite è di 50 chilometri orari; 70 in alcuni tratti espressamente segnalati.

o "tara": è la massa a vuoto della vettura senza carburante, ma con il conducente (75 kg)

o per i veicoli immatricolati dal 4/10/2007 il rapporto potenza/tara è riportato alla 2a riga del 3° riquadro della carta di circolazione

Le sanzioni in sintesi (dall'art. 142 del codice della strada):

o per i veicoli immatricolati prima del 4/10/2007 (o per tutti quelli che non riportano il valore già calcolato) il rapporto potenza/tara si ottiene dividendo la potenza in kW per la tara in tonnellate; o per i veicoli immatricolati prima del 4/10/2007 i dati della potenza e della tara sono riportati sulla carta di circolazione. Talvolta, al posto della tara viene riportato il valore della "massa a vuoto". In questo caso, per ricavare la tara bisogna aggiungere i 75 kg convenzionalei per ill conducente e poi procedere al calcolo; o per ottenere o confrontare i dati, consultate sempre il sito della casa automobilistica; o in caso di nuovo acquisto fatevi rilasciare dal venditore una dichiarazione che attesti l'idoneità del veicolo che state acquistando alla guida da parte di un neopatentato

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fino a 10 km/hin più rispetto al limite - sanzione pecuniaria compresa tra 39 e 159euro ● oltre 10 km/h e fino a 40 km/hin più - sanzione pecuniaria compresa tra 159 e 639 euro e decurtazione di 3 punti sulla patente; ● oltre 40 km/h e non oltre i 60 km/h - sanzione pecuniaria tra 500 e 2000 euro, decurtazione di 6 punti sulla patente e sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi ● chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è punito con una sanzione pecuniaria compresa 779 e 3.119 , con la decurtazione di 10 punti sulla patente e la sanzione accessoria della sospensione della patente da sei a dodici mesi. In caso di recidiva in un biennio è disposta la revoca della patente di guida. Queste sanzioni sono aumentate per i neopatentati e per i conducenti professionali. ●

SICUREZZA STRADALE: PROTOCOLLO PER RILEVAZIONE STATISTICA INCIDENTALITA' L'Istat, i Ministeri dell'Interno, della Difesa e delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Regioni, l'Upi (Unione delle Province d'Italia) e l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) hanno approvato un protocollo d'intesa per il coordinamento delle attività inerenti la rilevazione statistica sull'incidentalità statale. L'obiettivo, recita una nota ufficiale, è "migliorare la tempestività e la qualità delle informazioni sull'incidentalità stradale, anche al fine di fornire un quadro idoneo a soddisfare le esigenze conoscitive delle amministrazioni centrali, dei diversi livelli territoriali e dei centri di monitoraggio regionali e locali, previsti dal Piano Nazionale di Sicurezza Stradale e dai relativi Programmi di attuazione". I progetti attivati all'interno del protocollo, che avrà durata triennale e potrà essere prorogato per volontà delle parti, saranno gestiti da un comitato composto da vari rappresentanti delle parti aderenti all'intesa. L'Istat, da parte sua, farà da tramite per la trasmissione dei dati raccolti sull'incidentalità stradale ai vari ministeri e alle regioni.


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Da anni si parla di riordino delle carriere senza raggiungere l'obiettivo LA TELA DI PENELOPE

Mauro Pantano Segretario Nazionale Consap

Noi siamo quelli della lotta alla criminalità, delle domeniche allo stadio, dei servizi di contrasto all'immigrazione clandestina; quelli in servizio di giorno e di notte, di feriale e di festivo, a Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto, pronti ad intervenire in occasione di ogni esigenza. E'tempo di vacche magre, la crisi attanaglia l'economia e gli effetti si sentono imponenti sulle nostre tasche. La severa manovra economica dell'estate 2010 ha creato grave nocumento incrinando ulteriormente la motivazione professionale di chi è chiamato ad assicu-

rare alla comunità sociale il preziosissimo ordine e la sicurezza pubblica. Tra i numerosi effetti disastrosi procurati dalla manovra finanziaria varata per la quadratura del bilancio, rileva certamente l'ulteriore differimento del c.d. riordino delle carriere, del quale da troppo tempo si parla, senza vedere un risultato concreto. Fiumi di parole sono state scritte e oceani di metri cubi di aria espirati per dissertate sul come, quando e con quali modalità provvedere alla revisione ordinamentale, ma il risultato è sempre stato il nulla di fatto. Ricordo con chiarezza le innumerevoli proposte promanate dalla classe politica, le riunioni con l'Amministrazione, le audizioni presso le Commissioni Parlamentari e molte altre cose che infine, non hanno partorito nemmeno un topolino. Noi siamo ancora in snervante attesa di vedere qualcosa di concreto, stufi dei tanti bla, bla, bla, propalatici da più fonti concordanti solo in etichetta sulla necessità di rivedere la griglia organizzativa di Ruoli e Qualifiche della Polizia di Stato. Sembra di trovarci davanti ad uno stratagemma, che mi fa ripensare


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al celebre episodio narrato nell'Odissea: Penelope, per tardare le sue nuove nozze, attendendo il ritorno di Ulisse, di notte disfaceva la tela che tesseva durante il giorno. E già, quando si crede di essere arrivati ad un buon punto, tutto si azzera e bisogna ricominciare da capo. Eppure, quando c'è la volontà, i fondi di copertura vengono sempre trovati; quote latte, ponte sullo stretto, nucleare e quant'altro ritenuto certamente prevalente rispetto alle esigenze riorganizzative dei tutori dell'ordine. La storia più recente ci ha fatto assistere, in occasione della famigerata ultima manovra correttiva della trascorsa estate, allo scippo di circa 800 milioni di euro stanziati per il riordino delle carriere, riassorbiti dalle casse dello Stato. Altro imbroglio ancora più recente si è consacrato del Decreto Legge n.27 del 26 marzo u.s., con il quale, i 115 milioni di euro stanziati per gli anni 2011, 2012 e 2013 per il riordino delle carriere, sono stati stornati dalla originaria destinazione per essere

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attribuiti a titolo di una tantum a copertura degli ulteriori tagli effettuati a carico dei poliziotti in aggiunta al congelamento per tre anni del contratto collettivo nazionale di lavoro. Un vero e proprio disastro, che potrebbe significare una pietra tombale sull'agognato riordino delle carriere. Ma noi non staremo a guardare, siamo pronti ad ogni azione idonea per il raggiungimento del risultato finale. Non ci pieghiamo e non ci spezziamo, faremo battaglia sempre più dura fino a vedere realizzato il nostro obiettivo. Le astuzie ed i raggiri non ci spengono, ma rendono roventi le nostre iniziative. Gli impegni assunti e non mantenuti da una classe politica sempre più inaffidabile alimenta le nostre rabbie. Noi rappresentiamo lo Stato, anzi , siamo lo Stato e non meritiamo tutto questo. Lotteremo a testa alta , con tutte le forze, per ottenere i giusti riconoscimenti.


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Decadenza igienico-santiaria dei nostri uffici: il caso Montecalvario

Una forte iniziativa siamo stati costretti a mettere in campo per salvaguardare la salubritĂ  e mi verrebbe da dire la decenza igienico - sanitaria dei nostri uffici.

Sergio Scalzo Segretario Nazionale Consap

Con una nota ufficiale del nostro sindacato di polizia siamo stati costretti a chiedere al dottor Merolla, questore di Napoli, un ''tempestivo e risoluto intervento'' al fine di ottenere ''la chiusura del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Montecalvario''. Un monitoraggio di quegli ambienti di lavoro ed il costante rapporto con i colleghi che vi prestano servizio, ci ha evidenziato una situazione di assoluto rischio

per il personale. Visitati i luoghi non abbiamo potuto far altro che ritenere ''inaccettabili ed indecenti le condizioni lavorative in cui sono costretti ad operare i dipendenti''. Con una nota stampa poi io stesso ho denunciato pubblicamente la situazione. Secondo il segretario nazionale della Consap, Sergio Scalzo, sarebbe evidente ''il forte disagio lavorativo che i colleghi avvertono, a causa - spiega il sindacalista - dei perenni lavori edili in corso, dove squadre di operai quotidianamente puntellano solai e pareti circostanti, con pesanti martelli pneumatici e attrezzi di vario tipo''. ''Pochi giorni fa - rende noto Scalzo - una signora, che si era recata presso il Commissariato di Montecalvario, dopo aver atteso, impolverata, di accedere all'Ufficio denunce e aver constatato le penose condizioni del Commissariato in cui avrebbe dovuto spiegare i particolari della sua denuncia, non potendosi accomodare su di una delle due uniche sedie impolverate e rotte, ha comunicato, al sottufficiale preposto, di non potersi piu' trattenere nel Commissariato per la totale mancanza di norme igieniche e


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che si sarebbe recata all'Ufficio denunce della Questura Centrale. Il tutto relazionato dal sottufficiale dell'Ufficio denunce del Commissariato di Montecalvario''. Scalzo, infine, sottolinea la precarietà statica del cancello d'ingresso della struttura e l'assenza di un parcheggio per le autovetture della polizia, ''in quanto conclude - l'esiguo spazio disponibile e' di proprietà della chiesa attigua''. Questo intervento ha destato un forte risalto sulla stampa, consentendo di imporre una riflessione pubblica sulle conseguenze dei reiterati tagli alle spese per la sicurezza, ma anche più in generale in una diffusa fatiscenza delle nostre sedi di servizio, a Napoli come in tutta Italia, uffici per i quali molto spesso il Ministero dell'Interno paga con i soldi dei contribuenti affitti stratosferici ed assolutamente antieconomici. In quest'ottica il caso della signora che ha lasciato, indignata, la sede di un commissariato peraltro in pieno centro cittadino è simbolica di quanto i tagli reiterati e

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scriteriati possano recare danno non ai poliziotti in senso lato ma a tutti i cittadini. Anche questo è un aspetto che va tenuto in considerazione infatti il commissariato di Montecalvario non è un piccolo commissariato di una piccola e tranquilla provincia italiana, ma un avamposto nella lotta al crimine organizzato e non; furono quegli agenti in prima linea nella lotta alle piazza dello spaccio del capoluogo campano. Mi auguro che chi ha determinato questa situazione e questo disagio diffuso, sappia tenere in debito conto anche dell'importanza che ha l'immagine nelle attività di polizia, quindi le alternative sono o garantire salubrità e fruibilità oppure, e sarebbe gravissimo, ma a volte necessario, chiudere i battenti.


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Mappa dei tutor e degli autovelox fissi


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Monumento ai caduti della Polizia nel parco di Frasassi Incontro con il Maestro Bruno d’Arcevia, realizzatore dell’opera Un poliziotto che indica la grande croce della chiesetta di Monte sant'Angelo, questa la scultura che immortalerà il sacrificio di donne ed uomini della Polizia di Stato. La scultura è stata commissionata ad uno dei maggiori artisti del secondo novecento italiano il marchigiano Bruno d'Arcevia. Il Consap Magazine è riuscito ad entrare in anteprima nell'officina del maestro, per anticipare ai suoi lettori l'opera che verrà posata il prossimo 8 maggio alla presenza delle massime autorità della Polizia di Stato guidate dal Il maestro Bruno d'Arcevia mostra al Direttore del Consap Magazine Capo della Polizia prefetto Antonio il calco del monumento Manganelli. Incontriamo il maestro Bruno d'Arcevia nella piazza del paese che gli ha dato il calco in cera del monumento, in parte coperto da una i natali: Arcevia oltre 500 metri sul livello del mare inca- resina gommosa che, ci spiega Bruno d'Arcevia, servirà stonato come un gioiello nel Parco Naturale Regionale per realizzare i calchi in negativo ed in positivo per la colata di bronzo. della Gola Rossa e di Frasassi. Cappello in testa ci viene incontro con grande cordia- Scultore e pittore di grande livello, Bruno d'Arcevia è anlità, per un appuntamento reso possibile dalla media- che una persona con cui è piacevole discorrere, prima zione di un nipote del maestro, Angelo Sgreccia titolare di sedersi per lavorare ad un dipinto, parla volentieri di un agriturist in Castel San Pietro in Musio e un grande della sua vita a Roma, della passione per il calcio, in gioamante dell'arte e della buona cucina; quello che ci tro- ventù è stato un portiere di medio livello e delle sue amiviamo davanti è un uomo cordiale e disponibile alla cizie fra le quali quella con il Prefetto Nicola Cavaliere conversazione, che ama il suo paese, per il quale, ci attualmente Vice Capo della Polizia. dice, appena la sera prima ha partecipato alla presen- Poi ci parla dell'opera che rappresenta un giovane potazione di una guida turistica della quale ci fa omaggio. liziotto che posato su un tronco di quercia, che simboArcevia ospita anche un museo dedicato al maestro. leggia la forza del giuramento fatto allo Stato, mentre è Una puntatina al bar per un saluto con gli amici e poi nell'atto di cadere all'indietro alzando la mano destra ci rechiamo nello studio dove il monumento ai caduti come a dedicare a Cristo il suo sacrificio, infatti la sculdella Polizia di Stato è già ad un buon punto di lavora- tura sarà posizionata ai piedi di una grande croce sul zione. Nel breve tragitto il maestro, che ha uno studio promontorio di Monte Sant'Angelo. anche a Roma in zona Villaggio Olimpico, ci confessa E' orgoglioso di siglare con la sua arte uno dei rari di aver deciso di ritornare in pianta stabile ad Arcevia, omaggi pubblici ai caduti della Polizia di Stato, per un per la maggiore vivibilità di questi luoghi rispetto alla sito che punta a diventare un sacrario dedicato ai polisempre più caotica città. Un proposito che si materia- ziotti. lizza quando entriamo nello studio, un atelier d'arte sca- Da parte nostra non possiamo che ringraziare chi, in vato nella roccia, del quale si vanno ultimando i lavori seno al Dipartimento della PS, ha pensato a questo di ristrutturazione. Appena entrati al centro campeggia omaggio commissionandolo ad un maestro di tale fama.


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Violenza di gruppo: devianza e complicità.

Branco e minori: un binomio usuale nei fatti di violenza collettiva (stupri), ricorrenti nella loro ritualità collegata a momenti di festa e di svago come nella notte di Ferragosto o ad Halloween. Il processo è unico e si manifesta attraverso fasi successive in un cammino esasperante verso qualcosa che si può definire disperazione. “Siamo liberi” dicono e di loro si dice che sostengano la libertà e la verità. In effetti la libertà è nelle parole senza sottintesi, gli atti si fanno brutali e validi in quanto tali, mentre anche il gesto più insignificante testimonia la gravità dell'esasperazione che divora gli animi. Viene considerata libertà lo sfrontato insulto ai propri insegnanti, la soddisfazione di ogni “appetito” e il ritenersi avulsi da legami col passato, fino al rigetto dei propri genitori, dei valori costituiti dalle tre certezze di un tempo: famiglia, scuola e religione. L'adolescente, ancora instabile nella sua conformazione intellettiva e di personalità, caratterizza il suo agire nell'adesione solidale e spesso acritica al gruppo, entità che conta, lo rende forte e lo protegge. Nella situazione preparatoria di miscela alcool-spinello si crea così la premessa che favorisce l'allentamento inconsapevole ma graduale e deciso dei freni inibitori: da qui la condizione d'infiammabilità che conduce alla violenza ripetuta e complice degli amici del branco, il cui linguaggio fisico è omologato. Il corpo non si esprime con “passione”, ma attua solo un'azione che desidera appropriarsi del corpo dell'altra, divenuto “oggetto”. Non esiste reciprocità, quindi è un amore perverso, che contraddice il significato stesso del gesto, in quanto spinge il ragazzo, irrobustito dal consenso partecipato del gruppo, a ritenersi “assoluto” al punto di non volere altro che il proprio desiderio.

Nella violenza di gruppo “non si celebra - suggerisce il noto sessuologo Willy Pasini - la sessualità del corpo, ma la sua castrazione. In questo senso la perversione gioca con la morte e quindi, per sadica che sia, è sempre e irrimediabilmente masochistica”. Si tratta allora di un eclatante atto di “devianza”, che si manifesta come conformismo di minoranza ed anticonformismo di maggioranza. Le concause del contesto sociale che inducono atti devianti di stupro, bullismo, furto, sequestro non possono, con tutte le attenuanti “credibili”, non richiamare prepotentemente il concetto di “responsabilità individuale”, verso la quale va prevalentemente diretta un'azione sistematica di una qualificata prevenzione psico-sociale. Dr. Andrea Recchioni sociologo


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Due nuovi decreti riordinano la prova ed i corsi per la patente dei cicolomotori Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 73 del 30-03-2011l

DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 1 marzo 2011 Disciplina di rilascio dell'autorizzazione ad esercitarsi alla guida del ciclomotore e delle relative modalita'. (11A04187) IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni ed integrazioni, di seguito denominato «codice della strada»; Visto, in particolare, l'art. 116, comma 11-bis, ottavo periodo, del codice della strada, introdotto dall'art. 17, comma 1, lettera c), della legge 29 luglio 2010, n. 120, recante «Disposizioni in materia di sicurezza stradale», che, tra l'altro, ha previsto che ai fini del conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore di cui al comma 1-bis dello stesso art. 116, il candidato che abbia superato la prova di controllo delle cognizioni deve altresi' sostenere, previa idonea attivita' di formazione, una prova pratica di guida del ciclomotore; Visto il comma 2 del citato art. 17 della predetta legge n. 120 del 2010, che prevede che le disposizioni relative alla prova pratica del ciclomotore siano applicabili a decorrere dal 19 gennaio 2011; Visto l'art. 1, comma 1, del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, che posticipa al 31 marzo 2011 la scadenza dei termini dei provvedimenti di cui alla tabella 1, tra cui e' ricompreso quello di cui al predetto art. 17, comma 2, legge n. 120 del 2010; Visto l'art. 2, comma 1-quater, della predetta legge n. 10 del 2011, che rinvia ad un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro la data del 31 marzo 2011, la disciplina delle modalita' e delle procedure di richiesta e rilascio di un'autorizzazione al candidato al conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore, che consenta allo stesso di eser-

citarsi alla guida dopo aver superato la prevista prova di controllo delle cognizioni, nonche' la validita' di tale autorizzazione e le modalita' dell'esercitazione stessa, almeno in conformita' alle disposizioni di cui all'art. 122, commi da 2 a 6, del codice della strada ed anche in deroga alle disposizioni di cui all'art. 170, comma 2, dello stesso codice della strada, che - tra l'altro - vieta al minore conducente di un ciclomotore il trasporto di un passeggero; Ritenuto di dover esercitare la predetta deroga al fine di consentire al minore titolare di autorizzazione ad esercitarsi alla guida di un ciclomotore di avere accanto una persona in funzione di istruttore, in possesso dei requisiti previsti dal presente decreto, purche' le caratteristiche costruttive del veicolo lo consentano ed il posto del passeggero sia a fianco a quello del conducente; Considerato che il citato art. 2, comma 1-quater, della legge n. 10 del 2011, prevede, altresi', che nel predetto decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sia stabilito che la prova pratica di guida non possa essere sostenuta prima che sia trascorso un mese dalla data del rilascio dell'autorizzazione ad esercitarsi alla guida, che tra una prova d'esame sostenuta con esito sfavorevole ed una successiva prova debba trascorrere almeno un mese e che nel limite di validita' dell'autorizzazione sia consentito ripetere una volta soltanto la prova pratica di guida; Visti inoltre gli articoli 122 e 180 del codice della strada, rispettivamente in materia di esercitazioni alla guida del candidato al conseguimento di una patente di guida e di possesso dei documenti di circolazione e di guida; Vista la direttiva 2002/24/CE del Parlamento


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europeo e del Consiglio del 18 marzo 2002 relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE del Consiglio, ed in particolare l'art. 1, paragrafo 2, lettera a) e paragrafo 3, lettera a), relativi alla classificazione dei ciclomotori a due (L 1e) o tre ruote (L 2e) e dei quadricli leggeri (L6e); Visti il decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, recante «Approvazione della tariffa dell'imposta di bollo», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 1992, s. o., ed il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 24 maggio 2005, recante «Aggiornamento degli importi fissi dell'imposta di bollo e delle tasse sulle concessioni governative, ai sensi dell'art. 1, comma 300, della legge 30 dicembre 2004, n. 311», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2005; Vista la legge 1° dicembre 1986, n. 870 e successive modificazioni ed integrazioni, recante «Misure urgenti e straordinarie per i servizi della Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti», ed in particolare la tabella 3; Emana il seguente decreto: Art. 1 Conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore 1. I soggetti di cui all'art. 116, commi 1-bis ed 1-ter, conseguono il certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore, di cui al predetto comma 1-bis, a seguito di superamento di una prova di controllo delle cognizioni e, successivamente, di una prova pratica di guida del ciclomotore. 2. L'istanza di conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore e' presentata ad un Ufficio motorizzazione civile a firma del candidato nonche', se quest'ultimo e' minorenne, del tutore. 3. All'istanza di conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore, sono allegate le attestazioni di pagamento degli importi prescritti dal decreto del Ministro delle finanze del 20 agosto 1992, come aggiornati da ultimo dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 24 maggio 2005, e dalla tabella 3 allegata alla legge 1° dicembre 1986, n. 870, in materia rispettivamente di tariffa di imposta di bollo e di tariffe

In evidenza per le operazioni di motorizzazione, nonche' il certificato rilasciato da uno dei medici di cui all'art. 119 del codice della strada, attestante il possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti dall'art. 116, comma 1-quater, dello stesso codice. Art. 2 Autorizzazione per esercitarsi alla guida di un ciclomotore 1. Al superamento della prova di controllo delle cognizioni e' rilasciata al candidato un'autorizzazione per esercitarsi alla guida di un ciclomotore. 2. Il candidato titolare dell'autorizzazione di cui al comma 1 non puo' sostenere la prova pratica di guida del ciclomotore prima che sia trascorso un mese dalla data di rilascio della stessa. 3. Tale autorizzazione ha validita' di sei mesi, nei quali il candidato puo' sostenere la prova pratica di guida del ciclomotore al massimo per due volte ed a distanza non inferiore di un mese l'una dall'altra. L'autorizzazione e' ritirata dall'esaminatore all'esito negativo della seconda prova pratica di guida. 4. Il rilascio dell'autorizzazione alla guida del ciclomotore e' annotato nell'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida di cui all'art. 225, comma 1, lettera c), del Codice della strada, anche ai fini del controllo da parte delle forze dell'ordine su tutto il territorio nazionale, attraverso il collegamento telematico con l'anagrafe stessa. Art. 3 Modalita' di esercitazione alla guida del ciclomotore 1. L'autorizzazione di cui all'art. 2, comma 1, consente al candidato di esercitarsi alla guida di un ciclomotore al fine di conseguire un'idonea formazione, almeno conforme ai contenuti della prova pratica di guida del ciclomotore. L'adeguata formazione e' dichiarata ai sensi dell'art. 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, dal candidato ovvero, se questi e' minorenne, dal tutore. 2. Le esercitazioni su ciclomotori a due ruote sono consentite in luoghi poco frequentati. Non si applicano le disposizioni del comma 3. 3. Il candidato che si esercita su ciclomotori diversi da quelli di cui al comma 2, omologati per il trasporto di un passeggero a fianco del conducente, ivi compresi i quadricicli leggeri, deve avere a bordo, in funzione di istruttore, persona di eta' non


In evidenza superiore a sessantacinque anni, titolare di patente almeno di categoria B da non meno di dieci anni. L'istruttore vigila sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessita'. 4. I ciclomotori di cui al comma 3, per le esercitazioni e la prova pratica di guida devono essere muniti di appositi contrassegni recanti la lettera alfabetica «P», le cui caratteristiche e modalita' di applicazione sono conformi a quanto previsto con riferimento al contrassegno di cui all'art. 122, comma 4, del codice della strada. 5. Nell'ipotesi di violazione delle disposizioni di cui al comma 2, si applicano le sanzioni di cui all'art. 122, comma 8, ultimo periodo, del codice della strada. 6. Nelle ipotesi di esercitazione alla guida di un ciclomotore ai sensi del comma 3, qualora il candidato guida senza l'autorizzazione di cui all'art. 2, comma 1, ma avendo al suo fianco, in funzione di istruttore, persona munita di patente di guida ai sensi del predetto comma 3, si applica la sanzione di cui all'art. 122, comma 7, del codice della strada. La medesima sanzione si applica anche alla persona che funge da istruttore. 7. Nelle ipotesi di esercitazione alla guida di un ciclomotore ai sensi del comma 3, qualora il candidato titolare dell'autorizzazione di cui all'art. 2, comma 1, guida senza avere al suo fianco, in funzione di istruttore, persona provvista di patente ai sensi del medesimo comma 3, si applicano le sanzioni di cui all'art. 122, comma 8, primo e secondo periodo, del codice della strada. 8. Nell'ipotesi di violazione delle disposizioni di cui

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al comma 4, si applicano le sanzioni di cui all'art. 122, comma 9, del codice della strada. Art. 4 Possesso dei documenti nelle esercitazioni alla guida del ciclomotore 1. Il candidato al conseguimento di un certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore che, titolare dell'autorizzazione di cui all'art. 2, comma 1, si eserciti alla guida, deve avere con se' detta autorizzazione, nonche' un documento personale di riconoscimento. 2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, nelle ipotesi di cui all'art. 3, comma 3, la persona che funge da istruttore deve avere con se' la patente di guida prescritta. 3. Nel caso di violazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano le sanzioni previste dall'art. 180, comma 7, secondo periodo, del codice della strada. Si applicano altresi' le disposizioni dell'art. 180, comma 8, del codice della strada. Art. 5 Entrata in vigore 1. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore il 1° aprile 2011 e sono applicabili alle istanze di conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore presentate a decorrere dalla medesima data. Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 1° marzo 2011 Il Ministro: Matteoli

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DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 23 marzo 2011 Riordino della disciplina dei corsi di preparazione alla prova teorica e le modalita' di espletamento della prova teorica e pratica, utili al conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore. (11A04186) IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto con IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, «Nuovo codice della strada» e successive modificazioni e integrazioni, di seguito denominato codice della strada; Visto, in particolare, l'art. 116, comma 11-bis, del


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codice della strada, come modificato dall'art. 17, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120 recante «Disposizioni in materia di sicurezza stradale», che prescrive l'integrazione del programma di formazione teorica per il conseguimento del certificato di idoneita' alla guida di ciclomotori con almeno un'ora di lezione teorica volta all'acquisizione di «elementari conoscenze sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza», nonche' l'obbligo, dopo il controllo con esito favorevole delle cognizioni teoriche, di superare una prova pratica di guida, previa idonea attivita' di formazione; Visto il comma 2 del citato art. 17 della legge n. 120 del 2010 che stabilisce l'obbligatorieta' della prova pratica di guida per il conseguimento del certificato di idoneita' alla guida dei ciclomotori a far data dal 19 gennaio 2011; Visto l'art. 2, comma 1-quater, del decreto-legge n. 225 del 29 dicembre 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, che, posticipando i termini di applicabilita' delle disposizioni relative alla prova pratica di guida per il conseguimento del certificato di idoneita' alla guida dei ciclomotori al 31 marzo 2011, dispone altresi' che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro la predetta data, siano tra l'altro - disciplinate le modalita' e le procedure di richiesta e rilascio di un'autorizzazione ad esercitarsi alla guida al candidato al conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore; Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 1° marzo 2011, registrato alla Corte dei conti in data 15 marzo 2011, Reg. 2, foglio 67, adottato ai sensi del predetto art. 2, comma 1- quater della legge n. 10 del 2011; Visto inoltre il comma 3 del piu' volte citato art. 17 della legge n. 120 del 2010, che dispone che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, «sono stabilite le modalita' di svolgimento della lezione teorica sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza e della prova pratica nonche' della relativa attivita' di formazione»; Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 giugno 2003, recante «Programma dei corsi e procedure d'esame per il conseguimento del certificato di idoneita' per la guida dei ciclomotori», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 luglio 2003, n. 156, come modificato

dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 18 dicembre 2003 recante «Abilitazione di dipendenti del Dipartimento dei trasporti terrestri del ministero delle infrastrutture e dei trasporti per svolgere gli esami per il conseguimento del certificato di idoneita' alla guida dei ciclomotori», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2003, n. 301 Ritenuto opportuno disciplinare la materia dei programmi dei corsi e delle procedure d'esame per il conseguimento del certificato di idoneita' per la guida dei ciclomotori in un unico provvedimento che riordini le disposizioni di cui al citato decreto ministeriale 30 giugno 2003 e disponga i contenuti di cui al citato art. 17, comma 3, della legge n. 120 del 2010; Considerato che il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, ritiene opportuno rendere omogenei i corsi per il conseguimento del certificato di idoneita' alla guida dei ciclomotori svolti presso le scuole e quelli svolti presso le autoscuole, prevedendo la soppressione delle 8 ore di «educazione alla convivenza civile» previsti all'art. 1, comma 1, lettera d), del citato decreto ministeriale 30 giugno 2003; Decreta: Art. 1 Corsi di preparazione alla prova di controllo delle cognizioni 1. I corsi di preparazione alla prova di controllo delle cognizioni di cui all'art. 1 del decreto 1° marzo 2011, citato nelle premesse, vertono sui seguenti argomenti: a) segnali di pericolo e segnali di precedenza; b) segnali di divieto; c) segnali di obbligo; d) segnali di indicazione e pannelli integrativi; e) norme sulla precedenza; f) norme di comportamento; g) segnali luminosi, segnali orizzontali; h) fermata, sosta e definizioni stradali; i) cause di incidenti e comportamenti dopo gli incidenti, assicurazione; l) elementi del ciclomotore e loro uso; m) comportamenti alla guida del ciclomotore e uso del casco; n) valore e necessita' della regola; o) rispetto della vita e comportamento solidale;


In evidenza p) la salute; q) rispetto dell'ambiente; r) elementari conoscenze sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza, in conformita' ai contenuti di cui all'allegato 1. Art. 2 Modalità di svolgimento dei corsi di preparazione alla prova di controllo delle cognizioni 1. I corsi di preparazione alla prova di controllo delle cognizioni sono svolti presso le autoscuole ovvero presso le scuole. Queste ultime nominano un responsabile della gestione dei corsi. 2. I corsi di cui al comma 1 hanno durata di 13 ore, cosi' ripartite: a) 4 ore in materia di norme di comportamento; b) 6 ore in materia di segnaletica e altre norme di circolazione; c) 2 ore in materia di educazione al rispetto della legge; d) 1 ora in materia di conoscenze elementari sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza. 3. La partecipazione alle lezioni e' annotata in appositi registri conformi al modello previsto nell'allegato 2, custoditi dal soggetto che eroga il corso. Il corso e' utilmente frequentato solo se non sono state effettuate piu' di tre ore di assenza con riferimento alla durata complessiva del corso. 4. Il soggetto erogatore del corso, al termine dello svolgimento del corso stesso, rilascia ai soli allievi in regola con le presenze, un attestato di frequenza, conforme al modello di cui all'allegato 3, che deve essere allegato in copia conforme alla istanza di cui all'art. 1, comma 2, del decreto 1° marzo 2011, e che ha validita' di un anno dalla data di fine del corso. Art. 3 Prova di controllo delle cognizioni 1. La prova di controllo delle cognizioni verte sugli argomenti di cui all'art. 1 e si svolge tramite questionario. 2. I questionari sono estratti da un «database» predisposto dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo un metodo di casualita'. Ciascuno di essi consta di dieci

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domande per ognuna delle quali sono previste tre risposte che possono essere tutte e tre vere, ovvero due vere e una falsa, o una vera e due false, oppure infine tutte e tre false. 3. I candidati devono barrare, in corrispondenza di ogni risposta, la lettera «V» o «F» a seconda che considerino quella proposizione rispettivamente vera o falsa. La prova ha durata di trenta minuti e si intende superata se il numero di risposte errate e', al massimo, di quattro. 4. L' esaminatore del Dipartimento dei trasporti, la navigazione e di sistemi informativi e statistici di cui all'art. 116, comma 11-bis, deve essere un funzionario abilitato ad effettuare esami di idoneita' per il conseguimento delle patenti di guida almeno delle categorie A e B, secondo quanto previsto dalla tabella IV-1 allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 1992, recante il regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, ovvero un dipendente appartenente alla seconda area funzionale, fascia economica F2, in possesso almeno della patente di guida della categoria A o B, abilitato a svolgere gli esami di controllo delle cognizioni per il conseguimento del certificato di abilitazione alla guida dei ciclomotori, previa frequenza di apposito corso organizzato dal suddetto Dipartimento. 5. Nel caso che il candidato non abbia superato la prova di controllo delle cognizioni, lo stesso puo' ripeterla piu' volte, ripresentando ogni volta l'istanza, purche' la stessa sia superata entro il limite di validita' temporale dell'attestato di frequenza di cui all'art. 2, comma 4. Art. 4 Prova pratica di guida 1. La prova pratica di guida si svolge su ciclomotori a due (L1e) ovvero a tre ruote (L3e), ovvero infine su quadricicli leggeri (L6e), a scelta del candidato. A tal fine, quest'ultimo indica nello spazio riservato alle note dell'istanza di cui all'art. 1, comma 2, del decreto 1° marzo 2011, il tipo di ciclomotore con il quale intende sostenere la prova pratica di guida. 2. La prova pratica di guida effettuata su un ciclomotore a due ruote consta di due fasi: la prima fase si svolge in aree appositamente attrezzate come indicato nell'allegato 4 e verifica la capacita' dei comportamenti alla guida nello stesso alle-


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gato previsti. La seconda fase, alla quale si accede solo se si e' superata la prima, consiste in una verifica dei comportamenti di guida nel traffico. 3. La prova pratica di guida effettuata su ciclomotori diversi da quelli di cui al comma 2 consta di due fasi: la prima fase si svolge in aree chiuse, appositamente attrezzate come indicato nell'allegato 5 e verifica la capacita' dei comportamenti alla guida nello stesso allegato previsti. La seconda fase, alla quale si accede solo se si e' superata la prima, consiste in una verifica dei comportamenti di guida nel traffico: in tale fase, sul veicolo e' presente, in funzione di istruttore, il soggetto di cui all'art. 3, comma 3, del decreto 1° marzo 2011. 4. Il candidato al conseguimento di un certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore durante la prova pratica di guida deve avere con se' l'autorizzazione di cui all'art. 2, comma 1, del decreto 1° marzo 2011, nonche' un documento personale di riconoscimento. Nelle ipotesi di cui al comma 3, la persona che funge da istruttore deve avere con se' la patente di guida prescritta. 5. La funzione di esaminatore nelle prove pratiche di guida e' espletata da un funzionario in possesso di diploma di istruzione di secondo grado conseguito a seguito di un corso di studi di almeno cinque anni, abilitato ad effettuare esami di idoneita' per il conseguimento delle patenti di guida almeno delle categorie A e B, secondo quanto previsto dalla tabella IV-1 allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 1992, recante il regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, ovvero da un dipendente di cui all'art. 3, comma 4, in possesso di diploma di istruzione di secondo grado ed abilitato a svolgere gli esami di guida per il conseguimento del certificato di abilitazione alla guida dei ciclomotori, previa frequenza di apposito corso organizzato dal suddetto Dipartimento. 6. A seguito del superamento della prova pratica di guida e' rilasciato al candidato il certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore che abilita alla guida di tutti i veicoli di cui al comma 1. Art. 5 Abrogazione di norme 1. A decorrere dal 1° aprile 2012 sono abrogate le disposizioni di cui al decreto del Ministro delle in-

frastrutture e dei trasporti 30 giugno 2003, come modificato dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 18 dicembre 2003. Sino a tale data le disposizioni del citato decreto sono applicabili esclusivamente con riferimento alle domande di conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore presentate entro e non oltre il 31 marzo 2011. Art. 6 Disposizioni transitorie 1. Il candidato che ha frequentato entro il 31 marzo 2011 un corso per il conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore e che presenta l'istanza di cui all'art. 1, comma 2, del decreto 1° marzo 2011 a far data dal 1° aprile 2011, integra la formazione gia' conseguita con l'ora di cui all'art. 2, comma 2, lettera d). La frequenza di tale ora di lezione e' certificata dal soggetto erogatore del corso. 2. La data di rilascio di tale ultima certificazione non rileva ai fini del termine di un anno dal completamento del corso, utile per la presentazione dell'istanza di cui al comma 1. Art. 7 Entrata in vigore 1. Le disposizioni del presente decreto, unitamente agli allegati che ne formano parte integrante, entrano in vigore il 1° aprile 2011 e sono applicabili alle istanze di conseguimento del certificato di idoneita' alla guida del ciclomotore presentate, ai sensi dell'art. 1, commi 2 e 3, del decreto 1° marzo 2011, a decorrere dalla stessa data del 1° aprile 2011. Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 23 marzo 2011 Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteoli

Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca Gelmini


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Emergenza Lampedusa: esito incontro al Ministero Innocenzi: riconoscere trattamento O.P. fuori sede

Si è svolta presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza la programmata riunione tra l'Amministrazione e i sindacati maggiormente rappresentativi per la disamina dei problemi connessi all'emergenza a Lampedusa. La riunione è stata aperta dal Direttore della Segreteria del Dipartimento, prefetto VALERI, che successivamente, per improrogabili impegni, ha dovuto abbandonare i lavori affidando la presidenza al Vice Direttore, Dottor Mario Papa. Hanno partecipato all'importante assise , inoltre, i direttori centrali dei servizi ordine pubblico, reparti speciali, anticrimine, risorse umane, direzione sanitaria. Nella circostanza l'Amministrazione, dopo aver elogiato l'operato del personale di polizia impiegato per fronteggiare l'emergenza immigrati, ha comunicato la predisposizione di una contabilità speciale per tutte le spese sostenute e per le competenze accessorie da liquidare al personale impiegato, in maniera da non erodere le risorse stanziate per l'anno 2011. La delegazione Consap, guidata dal Segretario Generale, Giorgio Innocenzi e composta dai Segretari Nazionali Sergio Scalzo, Guglielmo Frasca e Gianluca Pantaleoni, dopo aver stigmatizzato le numerose e gravi disfunzioni registrate in materia di vi-

gilanza sanitaria, turni di servizio e logistica, ha chiesto il riconoscimento a tutto il personale impiegato del trattamento economico previsto per l'ordine pubblico fuori sede. L'Amministrazione, preso atto di tutte le osservazioni sollevate, ha manifestato la totale disponibilitĂ  ad intraprendere ogni utile percorso per migliorare in futuro le condizioni di vita e lavoro degli operatori di polizia e garantire il rispetto delle regole contrattuali.


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Errori nei concorsi prima la Consap denuncia su “Striscia” poi si apre il tavolo tecnico

Il 19 aprile 2011, alle ore 11,00, presso la sala riunioni del Dipartimento dei Vigili del Fuoco si è tenuto un incontro, con la presenza del Direttore Centrale per le Risorse Umane ed altri funzionari della predetta Direzione, nella quale sono state illustrate le procedure concorsuali per l'accesso alla qualifica di vice sovrintendente relative agli anni precedenti. La posizione della Consap in merito è nota e proprio il 7 aprile scorso ha trovato grande spazio nella trasmissione televisiva di "Striscia la notizia" attraverso l'intervista con Domenico Milazzo, Segretario Generale della Consap a Palermo. Nella programmata riunione sulla tematica delle procedure concorsuali, l'Amministrazione, rappresentata dal Direttore Centrale per le Risorse Umane Prefetto Oscar Fiorollli, dal Direttore dell'Ufficio Relazioni Sindacali Vice Prefetto Castrese De Rosa, dal Direttore dell'Ufficio Concorsi dottor Giancarlo Dionisi, dal Direttore del Servizio Sovrintendenti/Agenti /Assistenti dottor Massimo D'Ambrosio e dal Direttore della Divisione Ispettori dottoressa Loretta Bignardi ha illustrato alle OO.SS. presenti le future procedure che interesseranno i concorsi per l'accesso al ruolo di Vice Sovrintendente, periodo 2003/2010. Le novità di rilievo si possono sintetizzare nella volontà dell'Amministrazione di modificare le attuali regole per le valutazioni dei titoli di servizio( voler snellire) attualmente troppo macchinose e tardive procedure nella compilazione del punteggio finale, dovute, a giudizio della stessa Amministrazione, ad una eccessiva ripartizione dei titoli di servizio indicati in tabella di riferimento, alcuni non in linea con l'attinenza alle specifiche del concorso (con l'importante novità del possibile confronto con le OO.SS). Volontà di bandire fino ad un numero di 3 corsi all'anno, il riconoscimento di una commissione unica per la valutazione dei titoli, di predisporre l'invio delle domande on-line di partecipazione al fine di velocizzare i tempi di consegna,

di voler attivare la procedura che esamina prima i titoli di servizio posseduti e poi procedere alla prova selettiva a quiz (c.d. prova scritta), di voler incaricare una società esterna affidabile per la composizione degli elaborati (per evitare i macroscopici errori commessi nelle ultime due prove concorsuali da Vice Sovrintendente, con l'attenzione ad evitare di formulare domande prive di senso e che nulla hanno a che fare con la preparazione da poliziotto). L'intervento della Consap, che ha comunque apprezzato la volontà di velocizzare i tempi concorsuali per ridurre il notevole ritardo nel bandire concorsi e per colmare il vuoto di ben 7mila unità solo del ruolo dei Sovrintendenti, è stato diretto a sensibilizzare l'Amministrazione, questo a differenza di altre sigle che ostacolano la possibilità, incuranti delle aspettative di una parte del personale che ha dovuto subire mille disagi e disinteressi dalla propria Amministrazione, a tutelare l'interesse pubblico, gli uffici di polizia operativi sono deficitari di Ufficiali di Polizia Giudiziaria con il conseguente danno alla società per l'esercizio dei diritti garantiti dalla legge, al contenimento della spesa pubblica, bandire nuovi concorsi equivale a spese di denaro, alla perplessità di mantenere l'impegno, da parte dell'Amministrazione, a garantire 3 concorsi l'anno conoscendo le contingenti difficoltà organizzative. La Consap ha inoltre invitato l'Amministrazione a considerare i mille idonei vice sovrintendenti del concorso a 108 posti, poi elevati a 291, proponendo lo scorrimento della graduatoria, dove l'Amministrazione ne ha ampia facoltà, personale idoneo a svolgere il ruolo sovraordinato da Vice Sovrintendente, avendo superato a tutti gli effetti una prova, che colmerebbe solo in parte la carenza e senza minare la possibilità di bandire altri concorsi riservati ad Agenti/Assistenti aventi diritto. Gianluca Guerrisi


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Polizia di frontiera Tarvisio: rischi sanitari per il personale

La Consap ha denunciato una situazione di rischio igienico-sanitario a seguito dei rintracci o delle riammissione passiva dal collaterale organo austriaco di cittadini stranieri.

Va rilevato che nel caso indicato sì è registrato anche un colpevole silenzio delle autorità di polizia austriache circa le condizioni di salute del cittadino indiano.

Analizzando un caso rlativo ai giorni scorsi con il riaccompagnamento per l'identificazione di un cittadino indiano, che riferiva solo dopo il trasporto da parte della pattuglia di Polizia una patologia per la quale era in cura in territorio austriaco e in merito alla quale denunciava ancora perdite ematiche nel liquido salivale, il Segretario locale della Consap Mariangela Treccani denunciava tutta una serie di negligenze del Documento di valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro specifico per i settore di Tarvisio, una fattispecie operativa per la quale il rischio è di tipo “elevato” e richiederebbe tuta una serie ai accorgimenti igienico-sanitari che difficilmente sono posti in essere.

Nella lettera- denuncia la Consap segnala anche la sporadicità della pulizia dei locali, la quali per problemi di capitoli di spesa avviene solo su chiamata ed in seguito ad esigenza particolari e soprattutto la mancanza di un apposito veicolo attrezzato per il trasporto degli accompagnati, che limiti il contato diretto con il personale operante. Di qui l'appello ai vertici nazionali della Consap di operare una costante pressione volta ad ottenere risultati in merito a maggiore attenzione della dirigenza ed alla drammatica carenza di equipaggiamenti. Nei prossimi giorni la Consap riferirà l'accaduto ai competenti uffici ministeriali chiedendo chiarimenti.


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Grande vittoria della consulta sommozzatori Consap Al via il tavolo tecnico per la revisione normativa

E' con piacere che questa Organizzazione Sindacale apprende la notizia che a far data dal prossimo 04 aprile si aprirà presso il C.N.eS. un tavolo tecnico per la revisione del compendio normativo riguardante LE DISPOSIZIONI SULLA ATTIVITA' SUBACQUEA DELLA POLIZIA DI STATO. Si tratta di un momento a dir poco epico… Durante i lavori del tavolo tecnico verranno affrontate e ci si augura risolte le 3 grandi problematiche riguardanti nell'ordine: la enorme difficoltà di organizzare l'assistenza sanitaria all'immersione in ottemperanza alle vigenti disposizioni, la previsione di istituire un settore logistico in considerazione del fatto che non è più possibile disperdere professionalità (operatori brevettati) che per effetto dell'avanzamento dell'età anagrafica potrebbero nel tempo perdere l'idoneità all'immersione e da ultima la eventuale definizione dei confini di

azione dei sommozzatori di basso fondale (O.S.S.A.L.C.). È doveroso riconoscere ai vertici del SERVIZIO REPARTI SPECIALI, Dott. Maurizio GELICH e Dott. Vincenzo TROMBADORE di aver mantenuto gli impegni assunti con CONSAP nel recepire e fare propria la necessità di mettere mano ad un disposto normativo in parte inapplicabile e per alcuni diversi punti carente. Un apprezzamento va al Direttore del C.N.eS. di la Spezia, Dott. Ugo TERRACCIANO, che riconoscendo la delicatezza e l'urgenza della problematica si è attivato in un tempo brevissimo per la predisposizione dello stesso tavolo tecnico. La CONSAP, che come è noto, per voce della propria CONSULTA NAZIONALE SOMMOZZATORI si è duramente e lungamente battuta per l'ottenimento di questo risultato invia a tutti i partecipanti al tavolo tecnico un caloroso augurio di buon lavoro.


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Allarme in polizia per i tagli al carburante, denuncia pubblica della Consap

“La sicurezza dei cittadini è ora a grave rischio” lo afferma Giorgio Innocenzi Segretario Generale della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, che definisce “autolesionista e inaccettabile la circolare che ha reso nota la chiusura di tutti i punti carburante della polizia romana, proprio in una fase in cui l'afflusso di pellegrini e turisti sulla Capitale avrebbe richiesto un potenziamento del servizio”. “Esiste il concreto rischio di dover interrompere i servizi per mancanza di benzina - accusa la Consap visto che i buoni carburante che verranno distribuiti

agli equipaggi sono utilizzabili solo nelle ore diurne e per un solo gestore” Che la situazione sia legata alla carenza di fondi lo testimonia la stessa circolare “…i buoni che costituiranno l'unica soluzione per il rifornimento dei veicoli in dotazione, dovranno essere gestiti tenendo conto delle carenze di risorse”. Così una Polizia di Stato che si prepara ad una Festa in grande stile con un giorno in più rispetto alle altre edizioni, abdica al suo ruolo di pronto intervento, razionando il carburante ai mezzi di servizio.

Chiusi tutti i punti carburante in alternativa buoni per 20 euro a pattuglia. Questo Governo vuole affossare la Polizia di Stato


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Adnkronos Roma, 20 apr. - (Adnkronos) -''La sicurezza dei cittadini

buoni carburante che verranno distribuiti agli equipaggi sono utilizzabili solo nelle ore diurne e per un solo gestore''. ''Che la situazione sia legata alla carenza di

e' ora a grave rischio''. Lo afferma Giorgio Innocenzi,

fondi -spiega la nota del sindacato- lo testimonia la stessa

segretario generale della Confederazione sindacale au-

circolare: 'I buoni che costituiranno l'unica soluzione per

tonoma di Polizia, che definisce ''autolesionista e inac-

il rifornimento dei veicoli in dotazione, dovranno essere

cettabile la circolare che ha reso nota la chiusura di tutti

gestiti tenendo conto delle carenze' di risorse''.

i punti carburante della polizia romana, proprio in una

''Cosi' -rimarca Innocenzi- una Polizia di Stato che si

fase in cui l'afflusso di pellegrini e turisti sulla Capitale

prepara ad una Festa in grande stile con un giorno in

avrebbe richiesto un potenziamento del servizio''.

piu' rispetto alle altre edizioni, abdica al suo ruolo di

''Esiste il concreto rischio di dover interrompere i servizi

pronto intervento, razionando il carburante ai mezzi di

per mancanza di benzina -accusa la Consap- visto che i

servizio''.

“Più che di razionamento, bisognerebbe parlare di privazione - prosegue Giorgio Innocenzi - i colleghi infatti avranno a disposizione solo due buoni per turno di servizio, un totale di 20 euro; il che significa che la macchina che deve recarsi, ad esempio, all'aeroporto di Fiumicino rischia di rimanere a secco in autostrada”. “Problematica è anche la situazione dei turni notturni delle volanti e delle autoradio dei commissariati; in quelle ore infatti gli unici distributori aperti e quindi in grado di accettare i buoni benzina si trovano sulle autostrade o sul GRA, cosicché il servizio di controllo del territorio potrà iniziare solo dopo il rifornimento, auspicando che i colleghi del servizio precedente abbiano lasciato quel poco di benzina per raggiungere il distributore”. A 30 anni dalla Legge di riforma che ha costituito la Polizia di Stato, rischiamo di far diventare realtà la barzelletta degli arrestati che danno una spinta all'auto dei poliziotti rimasti appiedati. Altro che impegno per la sicurezza - conclude con amarezza Innocenzi - questo governo e questo ministro rischiano di passare alla storia per quelli che hanno affossato una delle istituzioni più efficienti ed invidiate di questo Paese. La Polizia di Stato. Una denuncia che come preventivabile ha sollevato un grande clamore, nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione degli articoli che vedete


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in pagina, vertci e consulti sembravano far intravedere un cambio di rota che alla fine non c'è stato tanto che la carenza di carburante per i mezzi della Polizia non riguarda solo Roma ma si sta allargando a macchia d'olio in tutta Italia. Le nostra segreterie della Sardegna e delle Marche hanno già avviato analoghe iniziative denuncia e nel prossimo numero della rivista scopriremo fino a che punto questo problema si ripercuoterà sugli apparati di sicurezza posti in campo dalla Polizia di Stato. Ancora una volta, ne siamo certi, verranno questi a colleghe e colleghi il massimo sacrificio, ma il filo che tiene insieme il rapporto di fiducia fra questa classe politica e la nostra Istituzione si va lentamente ma inesorabilmente assottigliando. Elisabeta Ricchio


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Legalità: Consap sponsor di una squadra di calcetto Milazzo: una sana iniziativa per la legalità La segreteria provinciale del sindacato di Polizia Consap di Palermo ha sponsorizzato la squadra di calcetto del Centro sociale comunale "Centro Giovani" di Borgonuovo, a Palermo, donando i completini di calcio ai giovani giocatori. La squadra del "Centro Giovani" partecipa, infatti, al torneo "Calciando in rete", organizzato dall'Assessorato comunale alle Attivitá sociali del Comune di Palermo, il cui obiettivo é quello di coinvolgere in attivitá sportive adolescenti che provengono da zone di Palermo dove il disagio sociale giovanile é particolarmente forte. La Consap di Palermo, "convinta che la Polizia debba essere tra la gente e con la gente, soprattutto i giovani, ha deciso - si legge in una nota - di acquistare i completini di calcio per gli otto componenti della squadra: maglietta azzurra e pantaloncini bianchi come quella della Nazionale". "La scelta della legalitá e del sano agonismo - sottolinea il segretario provinciale del sindacati di Polizia, Mimmo Milazzo - sono le forme migliori per restare lontani da pericolosi richiami che, soprattutto in ambienti a forte disagio sociale, esercitano un pericoloso fascino verso i piú giovani". Anche l'assessore comunale alle Attivitá sociali, Raoul Russo, ha manifestato, in una nota indirizzata alla segreteria provinciale della Consap, il compiacimento del Comune per quanto fatto dal sindacato di Polizia. (ITALPRESS).

Moda: primavera estate 2011 La moda esalta per questa primavera/estate 2011 la femminilità con linee morbide e volants. Possiamo approfittare per giocare con i dettagli (basta un fiocco) e rinnovare così i classici capi basic o assecondare, anche solo per una sera, la nostra voglia di romanticismo, con un vestito a balze. L'abitone ricco sta' bene a chi non abbonda in curve. Con l'abito fluttuante e fiorito si e' molto più femminili ma, per le piccole e tondette, le lunghezze over, i volants e le balze non sono consigliabili. E che dire dell'abito con i drappeggi? Di gran moda in questa stagione 2011 è l'ideale per le longilinee, che vogliono apparire più formose, ma e' utilissimo anche a nascondere i chili di troppo in punti strategici. I drappeggi morbidi rendono sinuosa la figura, anche di chi non e' proprio una pin up. Gonne a vita alta, dritte al ginocchio si rinnovano con volants dietro. Tornano di moda gonne più lunghe: dal tubino alla maxi fino ai piedi. La gonna a tubino abbinata ad una giacca è il giusto abbinamento. Gonne maxi a balze indossate con sandali bassi sono molto trendy per la stagione calda. Il bianco e' il colore della bella stagione, e' una tinta luminosa, solare e rende tutte incredibilmente chic e con questa tonalità ci vestiremo dalla testa ai piedi. Tendenza e' abbinarlo al nero: intramontabile black e white! Un must modaiolo sarà la tuta. Morbida,con scollo all'americana un po' anni 80. In tela kaki con tasche e taschine per weekend e vacanze, ma anche glamour cittadino all'insegna della femminilità e della comodità. Per uno stile di moda, scarpe e borse saranno le vere protagoniste di questo periodo. Scarpe con tacchi vertiginosi, zeppe e ballerine in una infinità di modelli Colori accesi o tinte acquarello. I materiali sono vari: pelle, stoffa ma anche corda. Le sneakers più originali sono in pelle, hanno le ruches alla caviglia e si portano con jeans a gamba stretta. Finalmente abbandonati gli stivali e gli stivaletti per indossare scarpe più comode e leggere. E' un vero must per questa primavera/estate la tanto amata "ballerina". Comoda, sportiva ed elegante calzatura non può mancare in nessun guardaroba per accompagnarci ogni giorno. Colore è la parola chiave per la moda delle borse, colori vivaci e caldi dove sono protagoniste sia la pochette da sera, sia la maxi bag da giorno, i classici bauletti, borse a sacchetto (comode e di moda) che renderanno ogni nostra giornata più bella ed allegra Paola Pietrucci


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La certezza della pena produce sicurezza è l’opinione di Tullio Solenghi Simone Bracci intervista il presentarore dei David di Donatello 2011

Tullio Solenghi, attore, comico e doppiatore, nasce a Genova il 21 Marzo 1948. All'età di 17 anni inizia a frequentare il teatro Stabile di Genova, che lo vedrà impegnato per diverse stagioni prima di debuttare nel 1976 in televisione con Pippo Baudo. Dopo alcuni anni forma insieme ad Anna Marchesini e Massimo Lopez il famoso Trio, con il quale partecipa a diversi programmi televisivi. L'apice del successo del Trio (e di Tullio Solenghi) arriva con lo sceneggiato televisivo “I Promessi Sposi”, parodia dell'omonimo romanzo. Nel 1994 però il Trio si scioglie ed ognuno prende la strada da solista: Tullio Solenghi è impegnato su più fronti: televisione, cinema ed il suo primo amore, il teatro. Come è stata la tua infanzia? La mia infanzia è stata quella di un ragazzo come tanti altri, cresciuto all'ombra di un campanile, quello di S.Ilario mio paese natale. E al mio paese sono rimasto fino ai 26 anni, quando poi mi sono sposato.

A 17 anni frequenti la Scuola di Teatro nel Teatro Stabile di Genova ed a 22 anni avviene il tuo debutto: che ricordi hai di quegli anni? Gli anni della scuola d'arte drammatica li ricordo come molto intensi, densi di infiniti stimoli, che riuscii a far coesistere con la frequentazione scolastica, alla quale i miei genitori mi chiesero di non rinunciare, permettendomi in cambio di proseguire la mia “passione per il teatro”. Nel 1976 Pippo Baudo ti apre le porte della televisione: come è stato il debutto in tv? Il debutto in tv è stato un momento di totale magia, allora più che mai visto che la televisione era solo quella della Rai. Dall'oggi al domani ero diventato “qualcuno”. E se questo accadeva ovunque, figuriamoci poi al mio paesello… Un'esperienza incredibile! Il 1982 è l'anno del Trio: da chi (e come) nasce l'idea? L'idea del Trio partì da me. Io, che già avevo fatto 5 anni di televisione, proposi ad Anna (Marchesini) e Massimo (Lopez), conosciuti “sul campo” e cioè lavorando, di metterci insieme, viste le comuni attitudini a fare un certo tipo di televisione, di cui fummo sempre anche autori e ideatori. Come mai dopo 12 anni di grandissimo successo, decidete di dividervi? Dopo 12 anni venne principalmente a mancare la creatività, il divertimento ad inventare sempre cose nuove. D'altra parte avevamo davvero dato fondo alla nostra inventiva.


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Consap Magazine 2011

E come è stato riunirvi 14 anni dopo? La riunione dopo 14 anni ha avuto un aspetto “pubblico” dell'apparizione in tv e quello “privato” del ritrovarsi tra vecchi amici, tra fratelli. La due cose sono state entrambe emozionanti. Che rapporto hai con Anna Marchesini e Massimo Lopez? Con Anna e Massimo ho sempre avuto un rapporto che esula dal “lavorativo” per esser appunto quello tra amici/fratelli. Un aggettivo per Anna ed uno per Massimo? Anna stakanovista, Massimo eterno Peter Pan Hai un ricordo particolare legato alla lavorazione di uno spettacolo? Quando nel 1987 facevamo il primo spettacolo teatrale capitammo al Teatro Municipale di Piacenza, e il direttore ci confessò che una settimana di teatri esauriti a Piacenza prima di noi l'aveva fatta solo Totò nel 1954. Ci sembrò di toccare il cielo con un dito… Ti sei mai ispirato a qualcuno? Tre nomi sono da sempre miei punti di riferimento: Totò, Sordi e Woody Allen. C'è qualcosa che non rifaresti, se potessi tornare indietro? Non sono abituato a fare bilanci retroattivi, vivo il presente, e rifarei tutto come la prima volta. Sogni nel cassetto? Un film da protagonista con uno dei nuovi talentuosi registi italiani Ti senti un cittadino sicuro? Dipende, sono e nasco “garantista” però è difficile esserlo in un paese dove ancora non esiste la certezza della pena.

Attualità

Comitato di verifica delle cause di servizio Consap: non si gioca sulla pelle dei colleghi Da tempo la Consap ha chiesto ai vertici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, senza ricevere ancora alcuna risposta, di fornire utili notizie sul presunto cambio della composizione del Comitato di Verifica sulle cause di servizio. Com'è noto il Ministero dell' Economia e Delle Finanze alla fine del 2010 ha chiesto alla Direzione di Sanità della Polizia di Stato, di indicare i nominativi di n.2 funzionari medici in vista della scadenza del mandato (luglio 2011)dei due funzionari medici della Polizia di Stato che attualmente fanno parte della composizione del Comitato di Verifica con Decreto del Ministro delle Finanze. Sembrerebbe che siano stati forniti due nuovi nominati tra i quali dovrebbe figurare anche un "noto funzionario medico" recentemente collocato in pensione. Successivamente, con il Decreto Milleproroghe del dicembre 2010 il Comitato di Verifica delle Cause di Servizio veniva prorogato nell'attuale composizione fino al dicembre 2013. (La finalità: prorogare l'incarico agli stessi membri che oramai hanno acquisito esperienza nel settore fino all'entrata in vigore della nuova legge sulla causa di servizio ). Recentemente è trapelata la notizia che sia stato formulato un non meglio precisato quesito per ottenere un "interessato" chiarimento sull'interpretazione della legge. A nostro avviso la lettura del decreto mille proroghe, non sembra possa dare adito a dubbi sull'interpretazione della suddetta legge che chiaramente intende prorogare la composizione del Comitato di Verifica delle Cause di Servizio prolungando di conseguenza un mandato che altrimenti sarebbe in scadenza per la maggior parte dei suoi membri (Magistrati - Medici delle varie FF.AA. - Medici della Polizia - Dirigenti dello Stato). Una situazione paradossale. Mentre i nostri vertici perdono tempo per sistemare gli amici degli amici i nostri colleghi continuano a vedere rigettatte ingiustamente le loro cause di servizio. Vergogna !!!!! Per tali motivi la Consap ha richiesto un risolutore intervento del Capo della Polizia.


CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE Responsabile Nazionale SPAGNOLI STEFANO Vice Responsabile Nazionale GIANLUCA PANTALEONI

Responsabile Italia Settentrionale MORELLO GIANMARIO

Responsabile Italia Centrale VANNONI MASSIMO

Responsabile Italia Meridionale ed Isole DI MURO FILIPPO

Sezione Polizia Stradale Aosta BICCIATO PAOLO

Sezione Polizia Stradale Palermo COSTANTINO GIOVANNI

Sezione Polizia Stradale Asti BENFATTO ROBERTO

Distaccamento Polizia Stradale Fano PU TENAGLIA IVAN

Sottosezione Polizia Stradale Avellino Ovest DILUISO PASQUALE

Sottosezione Autostradale Pescara TOMEI ROSSANO

Sottosezione Polizia Stradale Avezzano SANTUCCI PIETRO

Sezione Polizia Stradale Pisa LAI GESUINO RINO

Sezione Polizia Stradale Benevento MIRRA UGO

Sezione Polizia Stradale Pordenone FIORINI GIANLUCA

Sezione Polizia Stradale Biella LAZZARINI DANIELE

Distaccamento Polizia Stradale Brancaleone RC BRUZZESE GIUSEPPE

Sezione Polizia Stradale Bolzano COCEANO PINO

Distaccamento Polizia Stradale Passo Corese RI COPPOLA IMMACOLATA

Sezione Polizia Stradale Campobasso PICA PEPPINO

Centro Operativo Autostradale Polstrada Centro Italia BOVE ANDREA

Sezione Polizia Stradale Catania MILITELLO MICHELE

Sezione Polizia Stradale Roma QUAGLIERI MASSIMILIANO

Sottosezione Autostradale Mondovì CN ALLEGRO ANDREA

Centro Operativo Autostradale Roma Nord LOTITO VINCENZO

Distaccamento Polizia Stradale Scalea CS STABILITO ANTONIO

Sottosezione Polizia Stradale Albano Laziale RM DI CEGLIE MARCO

Distaccamento Polizia Stradale Soverato CZ PETROSILLO TOMMASO

Sottosezione Polstrada Civitavecchia RM MORMINO MATTEO

Sezione Polstrada Ferrara TAGLIANI MARCO

Sezione Polizia Stradale Salerno DE SANTIS ANTONIO

Sezione Polizia Stradale Firenze CAFIERO VINCENZO

Sottosezione Polizia Stradale Angri SA AURICCHIO RAFFAELE

Sezione Polizia Stradale Foggia CASSANO TEODORO

Sottosezione Polizia Stradale Eboli SA APPIERDO ROBERTO

Sezione Polizia Stradale Frosinone OTTAVIANI DOMENICO

Sezione Polizia Stradale Sassari POLO CRISTIAN

Sezione Polizia Stradale Gorizia BELTRAMINI WALTER

Distaccamento Polizia Stradale Città di Castello TR STAZI LUCIO

Sezione Polizia Stradale Isernia DE FALCO DOMENICO

Sezione Polizia Stradale Terni ZUMBO FRANCESCO

Sezione Polizia Stradale L’Aquila MASTRANGELO ANTONIO

Sezione Polizia Stradale Siracusa BIANCA ANGELO

Distaccamento Polizia Stradale Aprilia LT MASTROMANNO MASSIMILIANO

Sezione Polizia Stradale Udine PREDAN ETTORE

Distaccamento Polizia Stradale Porto Recanati MC FRONTONI FABRIZIO

Sezione Polizia Stradale Mestre VE ANGIOLINI SANDRO VITTORIO

Sezione Polizia Stradale Napoli IZZO GIUSEPPE

Sezione Polizia Stradale Vercelli LA MARCA MELCHIORRE

Sottosezione Polizia Stradale Romagnano Sesia NO PANE BRUNO

Sezione Polizia Stradale Jesi AN BELLI ANTONIO

Sezione Polizia Stradale Perugia PETRONI MAURIZIO

Sezione Polizia Stradale Lucca INDRO MARCHI


Consap Magazine Giugno 2011  

Consap Magazine - Rivista Ufficiale Nazionale della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia

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