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Si avverte che gli incaricati alla diffusione non possono essere appartenenti alla Polizia di Stato nÊ a Forze dell’Ordine. In ragione di ciò vi invitiamo a segnalare anomalie rispetto a quanto sopra.


Periodico Ufficiale Nazionale della CONSAP - C.N.P.S. anno XIII numero 3 marzo 2011 - Registrazione Tribunale Civile Roma n. 542/99

CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE

SINDACATO MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVO DELLA POLIZIA DI STATO


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EDITORIALE Perché manifestiamo in tutta Italia?

La Consap incontra al Viminale il Capo della Polizia Consiglio Nazionale, un sindacato unito ed in ottima salute Relazione del Segretario Nazionale Gianni Valeri Palazzo Chigi: incontro inutile e deludente Relazione del Segretario Nazionale Guglielmo Frasca Polizia, la Consap protesta in tutta Italia e davanti al Viminale Ancona: sciopero e manifestazione Consap

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Esito incontro con il Vice Capo della Polizia Basilone. A rischio assegni di funzione, classi e scatti Incontro con il Ministro Maroni, in visita nella regione Marche Unità d’Italia. IO LA FESTEGGIO!!! Ricompense al personale: grido d’allarme, occorre più trasparenza L’onorevole Celori annuncia una grande opera per decongestionare le strade del Lazio Sicurezza: il disagio della paura Indennità autostradale: esito incontro, importi irrisori non adeguati ai disagi Polizia Autostradale di Porto San Giorgio Minicar, arriva il foglio rosa per le guide pratiche Da oggi in vigore l’obbligo delle luci diurne per i nuovi modelli di auto Riforma delle pensioni: 18 anni di servizio Mortalità stradale, è stata strage di pedoni e utenza debole L’assalto dei barbari. Roma, capitale d’Italia e della cristianità

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I tutori dell’ordine stanno vivendo uno dei momenti più tristi della loro storia DE PROFUNDIS PER I POLIZIOTTI Giostrai, artigiani, circensi: ma nelle città Rom spesso equivale a criminalità

Si avverte che gli incaricati alla diffusione non possono essere appartenenti alla Polizia di Stato né a Forze dell’Ordine. In ragione di ciò vi invitiamo a segnalare anomalie rispetto a quanto sopra.

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Scegliere di cambiare per mantenere la coerenza di sempre Cresce in tutta Italia il consenso per il progetto Consap Alloggiopoli in polizia: fare chiarezza. Rendere pubblico subito elenco beneficiari Emergenza Lampedusa: per Consap “Spreco di denaro pubblico” Una vita in prestito, libro del poliziotto-scrittore CIE, la Consap scrive alla Commissione Bicamerale Scorte di Polizia: “Che il Capo della Polizia ci impieghi in divisa” In tema di sicurezza anche i cittadini devono fare la loro parte Innovazione tecnologica nella terapia non invasiva del tumore alla prostata Convegno sicurezza stradale a Lucca

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Editoriale

Consap Magazine 2011

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Perché manifestiamo in tutta Italia? In piazza per difendere i nostri diritti

Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale Consap

Tanto tuonò che alla fine piovve! Il cartello dei sindacati si spacca sulla manifestazione. Il siulp e l'ugl polizia si defilano. Il sap,dopo aver preso atto delle dichiarazioni di impegno del Capo del Governo, Silvio Berlusconi, circa la volontà di presentare nel Consiglio dei Ministri del 23 marzo un decreto per risolvere il problema del tetto retributivo e del fondo perequativo, ha alla fine deciso di sospendere la manifestazione organizzata per il 14 marzo. La uil polizia, non fa neppure testo, non manifesta contro il governo per ragioni di “principio”. In buona sostanza i “nostri amici” hanno accolto la “raccomandazione” del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che in tutta fretta il 10 marzo scorso, per scongiurare ogni manifestazione di dissenso contro il Governo e soprattutto il ministro Maroni, aveva convocato alle ore 19,00 tutte le OO.SS. rappresentative della Polizia di Stato nella accogliente Sala Azzurra del Viminale. La Consap, dunque, ha manifestato il 14 marzo davanti a Palazzo Chigi e a tutte le Prefetture e Questure d'Italia. La nostra scelta non è stata sicuramente gradita dal Dipartimento. Qualche sindacato non l'ha apprezzata, tanto da scomodarsi a dichiarare testualmente “che ritiene, ad oggi, pretestuosa l'azione di altre organizzazioni sindacali che intendono confermare l'azione di protesta del 14 marzo”. La Consap ritiene che vi siano molte e valide ragioni per scendere in piazza. Innanzitutto perché non crediamo più agli impegni assunti da questo Governo. Da troppo tempo, aspettiamo il varo di questo benedetto provvedimento

idoneo a scongiurare il rischio paralisi del sistema sicurezza. Abbiamo aspettato prima l'approvazione di un emendamento alla legge finanziaria, poi di un altro con il decreto mille proroghe, quindi una bozza di decreto sull'utilizzo degli ottanta milioni concordato tra i ministeri interessati, senza alcun risultato concreto. Ma, ammesso pure che questa volta il Governo voglia veramente fare qualcosa per il nostro comparto, non condividiamo il sistema escogitato. In buona sostanza il Governo, con l'avallo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, non intende finanziare con risorse aggiuntive il fondo perequativo di 80 milioni al fine di riconoscere appieno la nostra specificità professionale, garantendo gli appostamenti necessari per le promozioni e i relativi adeguamenti retributivi nel triennio 20112013, ma vuole semplicemente utilizzare i 119 milioni, a suo tempo destinati al riordino delle carriere del personale non dirigente, per sbloccare l'assegno di funzione, classi e scatti e fin'anche il recupero dell'inflazione per la dirigenza. Una scelta inaccettabile, una vera e propria pietra tombale su ogni eventuale possibilità futura di realizzare il tanto atteso riordino delle carriere del personale. Una scelta immorale in quanto gran parte delle risorse, di esclusiva spettanza del personale appartenente ai ruoli degli agenti, assistenti, sovrintendenti, ispettori andrebbero a beneficio della dirigenza. Per tali motivi la Consap è scesa in piazza il 14 marzo per difendere il diritto alla sicurezza contro le logiche aberranti del palazzo e dei loro ”ingenui” amici.


CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE Responsabile Nazionale SPAGNOLI STEFANO Vice Responsabile Nazionale GIANLUCA PANTALEONI

Responsabile Italia Settentrionale MORELLO GIANMARIO

Responsabile Italia Centrale VANNONI MASSIMO

Responsabile Italia Meridionale ed Isole DI MURO FILIPPO

Sezione Polizia Stradale Aosta BICCIATO PAOLO

Distaccamento Polizia Stradale Fano PU TENAGLIA IVAN

Sezione Polizia Stradale Asti BENFATTO ROBERTO

Sottosezione Autostradale Pescara TOMEI ROSSANO

Sottosezione Polizia Stradale Avellino Ovest DILUISO PASQUALE

Sezione Polizia Stradale Pisa LAI GESUINO RINO

Sottosezione Polizia Stradale Avezzano SANTUCCI PIETRO

Sezione Polizia Stradale Pordenone FIORINI GIANLUCA

Sezione Polizia Stradale Benevento MIRRA UGO

Distaccamento Polizia Stradale Brancaleone RC BRUZZESE GIUSEPPE

Sezione Polizia Stradale Biella LAZZARINI DANIELE

Distaccamento Polizia Stradale Passo Corese RI COPPOLA IMMACOLATA

Sezione Polizia Stradale Bolzano COCEANO PINO

Centro Operativo Autostradale Polstrada Centro Italia BOVE ANDREA

Sezione Polizia Stradale Campobasso PICA PEPPINO

Sezione Polizia Stradale Roma QUAGLIERI MASSIMILIANO

Sezione Polizia Stradale Catania MILITELLO MICHELE

Centro Operativo Autostradale Roma Nord LOTITO VINCENZO

Sottosezione Autostradale Mondovì CN ALLEGRO ANDREA

Sottosezione Polizia Stradale Albano Laziale RM DI CEGLIE MARCO

Distaccamento Polizia Stradale Scalea CS STABILITO ANTONIO

Sottosezione Polstrada Civitavecchia RM MORMINO MATTEO

Distaccamento Polizia Stradale Soverato CZ PETROSILLO TOMMASO

Sezione Polizia Stradale Salerno DE SANTIS ANTONIO

Sezione Polstrada Ferrara TAGLIANI MARCO

Sottosezione Polizia Stradale Angri SA AURICCHIO RAFFAELE

Sezione Polizia Stradale Firenze CAFIERO VINCENZO

Sottosezione Polizia Stradale Eboli SA APPIERDO ROBERTO

Sezione Polizia Stradale Foggia CASSANO TEODORO

Sezione Polizia Stradale Sassari POLO CRISTIAN

Sezione Polizia Stradale Frosinone OTTAVIANI DOMENICO

Distaccamento Polizia Stradale Città di Castello TR STAZI LUCIO

Sezione Polizia Stradale Isernia DE FALCO DOMENICO

Sezione Polizia Stradale Terni ZUMBO FRANCESCO

Sezione Polizia Stradale L’Aquila MASTRANGELO ANTONIO

Sezione Polizia Stradale Siracusa BIANCA ANGELO

Distaccamento Polizia Stradale Aprilia LT MASTROMANNO MASSIMILIANO

Sezione Polizia Stradale Udine PREDAN ETTORE

Distaccamento Polizia Stradale Porto Recanati MC FRONTONI FABRIZIO

Sezione Polizia Stradale Mestre VE ANGIOLINI SANDRO VITTORIO

Sezione Polizia Stradale Napoli IZZO GIUSEPPE

Sezione Polizia Stradale Vercelli LA MARCA MELCHIORRE

Sottosezione Polizia Stradale Romagnano Sesia NO PANE BRUNO

Sezione Polizia Stradale Jesi AN BELLI ANTONIO

Sezione Polizia Stradale Perugia PETRONI MAURIZIO

Sezione Polizia Stradale Lucca INDRO MARCHI


Primo Piano

Consap Magazine 2011

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La Consap incontra al Viminale il Capo della Polizia

Il sindacato di polizia Consap incontra il capo della Polizia. Una delegazione della Segreteria Nazionale del sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato guidata dal Segretario Generale Giorgio Innocenzi ha incontrato presso il Palazzo Viminale il

Capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli. Fra i temi affrontati nel cordiale colloquio il problema degli stanziamenti pro-poliziotti legati al decreto mille proroghe in discussione parlamentare, ma anche la necessitĂ di garantire il massimo impegno con le risorse disponibili. Un impegno che la Consap, unitamente al saluto del Capo della Polizia, ha riferito ai delegati sindacali degli uffici di polizia di tutta Italia a Chianciano Terme dove si terrĂ  nei giorni 23 e 24 il Consiglio Nazionale della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia.


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Primo piano

Consap Magazine 2011

Consiglio Nazionale, un sindacato unito ed in ottima salute

L'XI Consiglio Nazionale della Consap, si è concluso con l'approvazione all'unanimità di un documento programmatico.

Il verbale integrale è consultabile nelle ultime pagine della rivista

Preceduto dall'incontro tenutosi presso il Ministero dell'Interno, fra i vertici nazionali della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ed il Capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli, si è tenuto a fine febbraio il Consiglio Nazionale della nostra organizzazione sindacale. L'undicesima assise dal 2001 al 2011. Come già fu per il Congresso Costituente che nel marzo del 2000 diede vita alla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia,

anche per questo appuntamento è stata designata la provincia di Siena. Sede senese è replicata anche per questo undicesimo appuntamento, anche se si è cambiato città, da Sarteano dove si tenne l'assemblea costituente a Chianciano Terme nei saloni del prestigioso hotel Villa Ricci. I delegati delle segreterie provinciale di tutta Italia, con i membri dell'Esecutivo nazionale, del Consiglio Nazionale e dei collegi dei Sindaci e dei Probiviri, si so-


Primo piano

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no confrontati in una due giorni di acceso confronto ed intenso dibattito sindacale, sul canovaccio tracciato dall'ordine del giorno precedentemente comunicato dalla Segreteria Generale Nazionale. L'XI Consiglio Nazionale della Consap, si è concluso con l'approvazione all'unanimità di un documento programmatico e rivendicativo sulla scorta del quale la nostra organizzazione sindacale avvierà già dai prossimi giorni una forte mobilitazione su tutto il territorio nazionale. Due giorni di lavoro intenso e costruttivo, caratterizzati da passione ed amicizia tra tutti i consiglieri nazionali al quale ha voluto portare un gradito saluto il Questore di Siena, Giancarlo Benedetti. Oltre 60 interventi, lavori prolungati sino a notte inoltrata per arrivare alla definizione delle strategie future della Consap. Il Consiglio Nazionale ha ribadito con

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forza l'attaccamento agli ideali dell' , la rivendicazione del diritto di sciopero, l'alternatività della nostra organizzazione rispetto a tutte le altre organizzazioni quali strumenti efficaci ed indispensabili per il contrasto delle inconcludenti politiche governative in materia di sicurezza. Il Consiglio Nazionale ha, altresì, ribadito l'impegno della Consap per il riordino delle carriere, la previdenza integrativa nonchè per la revisione del regolamento di disciplina, di servizio e della mobilità del personale. Il Consiglio Nazionali ha inoltre approvato i regolamenti congressuali per il rinnovo delle cariche provinciali, regionali e nazionali. Un sindacato, dunque, unito e determinato, in ottima salute, rinforzato e qualificato dal prossimo ingresso di diversi ed autorevoli esponenti sindacali provenienti da altre organizzazioni, pronto ad affrontare le sfide future.


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Primo piano

Relazione del Segretario Nazionale Gianni Valeri

La Consap è l'unico sindacato di polizia che al proprio interno ha una struttura nazionale che si occupa prevalentemente di ruoli tecnici, con relativa Consulta Nazionale. In tutte le segreterie provinciali dovranno essere istituite delle consulte provinciali per il ruolo tecnico; sono già state istituite quelle di Roma, Udine, Messina ed altre sono in via di definizione. Questo tipo di organizzazione permetterà un monitoraggio su tutto il territorio nazionale che consentirà di conoscere particolari problematiche o suggerimenti utili per poter porre in essere iniziative sindacali a tutela di tutto il settore.

I ruoli tecnici, come sapete, sono stati previsti dalla legge 121/81, ed istituiti dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 337 del 24 aprile 1982, che ne determina l'ordinamento ed indica i settori tecnici nei quali se ne prevede l'impiego, per le esigenze operative di polizia, ed in generale, di supporto al Ministero dell'Interno. La nostra Amministrazione, sovente, dimentica od omette di osservare quanto disposto dalla 337/82. E' in queste situazioni che la Consap è presente ed interviene tempestivamente. Basti pensare al rispetto di quanto previsto dai profili professionali, dove in molti casi dei “solerti” Dirigenti hanno cercato di impiegare personale tecnico in servizi più svariati, noi siamo intervenuti con forza affermando che l'attribuzione di un profilo professionale per ogni appartenente ai ruoli del personale che espleta attività tecnico - scientifica è elemento caratterizzante dello stesso decreto e determina una diversità ordinamentale rispetto alle corrispondenti qualifiche del personale che espleta funzioni di polizia, in relazione all'impiego che deve essere disposto in maniera esclusiva secondo il contenuto della professionalità del proprio profilo (D.M. 18 luglio 1985). Addirittura, sono state istituite due commissioni, composte da Prefetti e Dirigenti, che hanno lavorato per mesi, con costi economici probabilmente elevati, che avevano il compito di rivedere l'assetto normativo ed organizzativo dei ruoli tecnici. Entrambe le commissioni sono miseramente naufragate. Alcune proposte avanzate dalle predette commissioni, contenevano norme nettamente penalizzanti e lesive della dignità degli appartenenti al settore tecnico, la Consap ha impedito che tali proposte diventassero realtà.


Primo piano In questi anni abbiamo avanzato diverse proposte, che a nostro avviso avrebbero prodotto miglioramenti per tutto il settore, tra l'atro a costo zero, come per esempio rivedere in termini più moderni e confacenti alle attuali tecnologie gli obsoleti profili professionali, la denominazione ed il colore dei tesserini personali equiparati ai ruoli ordinari, purtroppo i nostri suggerimenti non sono stati recepiti, noi non demordiamo e continueremo ad incalzare su questi temi l'Amministrazione. Altra nota dolente, i concorsi per l'avanzamento di carriera. I concorsi per Revisore sono banditi con tempi “biblici”, mentre quelli per Perito sono banditi con criteri molto discutibili. L'ultimo concorso per Perito lo abbiamo definito una “farsa”, per l'assurda richiesta di titoli di studio specifici. Sono stati estromessi dal concorso centinaia di colleghi, con grandi capacità professionali, acquisite con oltre dieci anni di impiego in servizi tecnici. Abbiamo presentato centinaia di ricorsi, e grazie alla nostra mobilitazione i criteri concorsuali futuri, dovrebbero contenere importanti modifiche. In riferimento al titolo di studio specifico, occorre denunciare un'ulteriore mortificazione per gli appartenenti alla nostra Amministrazione, infatti, con decreto del Ministero dell'Istruzione del 16 aprile 2009 di concerto con il Ministero della Difesa, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, è stato stabilito che al personale del ruolo dei marescialli e dei sergenti delle Forze Armate, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che hanno frequentato e completato con esito favorevole, i corsi di formazione generale, professionale e di specializzazione, è riconosciuto, a domanda, il corrispondente diploma di qualifica dei corsi di studi. In pratica il diploma triennale degli istituti professionali. La Polizia di Stato è stata incredibilmente esclusa. Il diploma in parola avrebbe permesso a tutti i canditati esclusi dal concorso per Vice Perito, per mancanza del titolo di studio specifico, di partecipare. Grazie, al nostro tempestivo e deciso intervento, presso gli uffici competenti, a breve questo beneficio dovrebbe essere esteso anche al personale della Polizia di Stato. Altra novità, è la nascita all'interno della Consap, dell'Osservatorio Nazionale Infermieri della Polizia di Stato, coordinato dal dott. Maurizio Bellini, che si occupa di tutto ciò che riguarda il settore sanitario, con

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referenti nella maggior parte degli uffici sanitari presenti sul territorio nazionale. In questi giorni, l'Osservatorio sta predisponendo un ricorso sempre in riferimento all'ultimo concorso per Vice Perito, che, nella prova scritta, ha visto risultare non idonei 70 infermieri su 80 partecipanti, a fronte di 14 posti disponibili. Giova ricordare che i dipendenti esclusi, sono tutti laureati in scienze infermieristiche. Le problematiche riguardanti il ruolo tecnico, che vedono la Consap impegnata per trovare giuste soluzioni sono diverse: la misera indennità meccanografica corrisposta, che tra l'atro molti operatori, pur avendone diritto non percepiscono, la carenza di mezzi nel settore motorizzazione, strumenti tecnologici obsoleti nei settori di informatica e telecomunicazioni, uffici sprovvisti di postazioni per consultazioni ed inserimenti nella nostra banca dati (SDI), corsi di aggiornamento specifici per settore di appartenenza. La Consap è presente, negli ultimi anni abbiamo ottenuto sicuramente dei buoni risultati, dando visibilità al settore tecnico, la nostra azione sindacale continuerà non tralasceremo alcuna iniziativa, soprattutto, per la tutela della dignità professionale del personale appartenente ad un settore fondamentale per il buon andamento della nostra Amministrazione


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Primo piano

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Palazzo Chigi: incontro inutile e deludente

Il Sottosegretario Letta ha ascoltato senza prendere impegni L'incontro a Palazzo Chigi con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta è stato inutile e deludente. Letta si è limitato ad ascoltare pazientemente i rappresentanti delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare. Dopo la passerella si è limitato a dire che il Governo sta preparando un provvedimento a favore delle forze di polizia che sarà discusso in un prossimo Consiglio dei Ministri. Il Governo, dunque, non ha preso alcun impegno sul superamento del tetto retributivo e sull'integrazione del fondo perequativo già finanziato con 80 milioni. Alla luce di ciò appare sempre più probabile, come denunciato dalla Consap, l'utilizzo dei 119 milioni di euro stanziati per il 2011 e destinati al riordino delle carriere. Con buona pace dei “sindacatoni” che ancora una volta hanno tentato maldestramente di spaccare il tavolo negoziale nella speranza di vedere ripagata la loro "vicinanza" al governo. Purtroppo questo go-

verno non ha alcun rispetto per gli operatori della sicurezza. Gli impegni assunti da Berlusconi e da Maroni sono solo carta straccia. Per tali motivi la Consap non può far altro che intensificare lo stato di mobilitazione. Il premier Berlusconi nei giorni scorsi aveva promesso un provvedimento al Consiglio dei ministri di mercoledì per stanziare risorse aggiuntive al comparto sicurezza. Ma martedì, lamentano i rappresentanti dei sindacati, ”ci hanno detto che domani non ci sarà alcun decreto ed allora ci chiediamo quanto vale la parola del presidente Berlusconi?”.


Primo piano

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Relazione del Segretario Nazionale Guglielmo Frasca

I lavori dell'odierno Consiglio Nazionale Consap ci permettono di confrontarci, di scambiare delle idee, delle proposte e dei suggerimenti. Elaborare, infine, la nuova e prossima attività sindacale da diramare su tutto il territorio nazionale. Questo di oggi è un momento fondamentale, dove le varie e complesse realtà lavorative si confrontano e dove l'analisi di ognuno di noi, con i propri contributi, fornirà al sindacato il sentiero per tracciare un migliore slancio propulsivo per arricchire, da un lato, la nostra già brillante attività sindacale fatta di conquiste “sudate” e tangibili, dall'altro lato, invece, per migliorare la qualità della vita lavorativa di ogni singolo appartenente alla Polizia di Stato. Questo il ruolo che mi preme evidenziare in ognuno di noi e la missione più importante che deve sempre primeggiare nelle nostre menti, non lasciando mai il posto ad azioni singolari del tutto lontane dalla nostra politica. Mi riferisco, in questo ultimo caso, ai pochi e fiacchi allontanamenti dalla nostra O.S., di persone in cerca solo di profitti personali, contrapposti agli ideali nobili che avvolgono la Consap e quindi ognuno di noi qui presente. Ritengo sia patrimonio prezioso di tutti noi, l'aver portato la Consap tra i maggiori sindacati di Polizia, al momento come ultimi nella classifica formale della rappresentatività nazionale, ma sicuramente prima per onestà, dedizione e lealtà, proprietà che fanno del nostro sindacato un esempio per tutti e che nel tempo scaleranno le vette dei migliori rappresentanti. Tutto questo, tutte queste proprietà che devono inorgoglire tutti noi, sono state trasmesse da un vero leader, dal segretario di tutti, da una persona a cui dobbiamo davvero tutto, dall'essere nati 12 anni fa, in un panorama sindacale piatto e sempre più chino all'Amm.ne,

e mai reattivo, all'essere oggi gli interlocutori validi e determinati delle Istituzioni e della stessa Amministrazione. Parlo di Giorgio Innocenzi che ringrazio pubblicamente ed al quale auguro lunghi successi nella Consap. La mia personale esperienza, da Vice Segretario Locale del Reparto Volanti, a Segretario Generale Provinciale di Roma poi, ed attualmente come appartenente al direttivo nazionale, mi ha sempre stimolato ad essere al servizio di tutti e soprattutto ad imparare giorno dopo giorno, dagli spunti di tutti i colleghi, come eticamente un dirigente sindacale deve comportarsi. Con umiltà e coraggio! Un saluto a tutti Voi, grazie per avermi ascoltato e sempre forza Consap!


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Polizia, la Consap protesta in tutta Italia e davanti al Viminale

“Chi ha manifestato oggi ad Arcore, si è prestato al gioco di Berlusconi che mai come in questo momento appare lontanissimo dai problemi della sicurezza del Paese” la butta giù durissima la Consap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, che parla di pietra tombale, su ogni futura possibilità di varare il tanto atteso riordino delle carriere. La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP) contrariamente agli altri sindacati di polizia, che sulla manifestazione ad Arcore, contro la Finanziaria, hanno frantumato il cosiddetto cartello, oggi ha manifestato unita davanti al Ministero dell'Interno ed a tutte le questure d'Italia, per i reiterati tagli di spesa sulla sicurezza. La comparsata odierna del Presidente del Consiglio di fatto non ha prodotto alcun risultato, Berlusconi si è mosso come un maestro dell'affabulazione, annunciando aumenti senza alcun stanziamento aggiuntivo: anzi il Governo, con l'avallo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, non intende finanziare con risorse aggiuntive il fondo perequativo di 80 milioni al fine di

riconoscere appieno la specificità professionale, garantendo gli appostamenti necessari per le promozioni e i relativi adeguamenti retributivi nel triennio 2011-2013, ma vuole semplicemente utilizzare i 119 milioni, a suo tempo destinati al riordino delle carriere del personale non dirigente, per sbloccare l'assegno di funzione, classi e scatti e fin'anche il recupero dell'inflazione per la dirigenza. “Una scelta inaccettabile ed immorale in quanto gran parte delle risorse, di esclusiva spettanza del personale appartenente ai ruoli degli agenti, assistenti, sovrintendenti, ispettori andrebbero a beneficio della dirigenza - spiega Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale della Consap - una vera e propria pietra tombale su ogni eventuale possibilità futura di realizzare il tanto atteso riordino delle carriere del personale”. I poliziotti sono stanchi di questa politica dei proclami e delle comparsate - conclude la Consap - che specula sulle reali difficoltà operative, mistifica la realtà e non garantisce nulla di quelli che a suo tempo furono gli impegni elettorali di questo Governo.


Primo piano

ANCONA: sciopero e manifestazione Consap Bertoni: a difesa dei diritti dei poliziotti Fedeli allo Stato ma non a questi politicanti. Il 14 marzo protesta del sindacato di polizia Consap davanti alla sede centrale del Governo ed alla questura e prefettura di Ancona. “Come si fa ad avere ancora fiducia in questi politicanti da strapazzo” se lo chiede la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP) che ha promosso la mobilitazione nazionale e lunedì 14 marzo ha indetto una manifestazione con sit-in e volantinaggi davanti a Palazzo Chigi ed alle prefetture ed alle questure delle maggiori città del Paese. Con l'ultima manovra finanziaria il governo Berlusconi ha assestato un colpo di grazia alla sicurezza del Paese ma soprattutto ha danneggiato fortemente gli operatori di polizia ponendo a serio rischio il pagamento degli assegni di funzione, degli scatti e delle classi stipendiali. A nulla sono valse le rassicurazioni dei ministri Maroni e La Russa. Abbiamo aspettato prima l'approvazione di un emendamento alla legge finanziaria, poi di un altro con il decreto mille proroghe, quindi una bozza di decreto sull'utilizzo degli ottanta milioni concordato tra i ministeri interessati, senza alcun risultato concreto. Per i poliziotti il Governo non è riuscito a far passare alcun emendamento. “Arrivati a questo punto - afferma il Segretario Generale Provinciale della Consap di Ancona Mauro BERTONI - non rimane che la strada della mobilitazione per conquistare quel rispetto e quella considerazione che ci è stata sinora negata. Per questi motivi annunciamo la ripresa della nostra mobilitazione, con una manifestazione che si terrà davanti Palazzo Chigi ed alle sedi delle maggiori Prefetture e questure d'Italia il giorno 14 marzo 2011. Ad Ancona , la segreteria provinciale effettuerà un sit-in con volantinaggio dalle ore 08.00 alle 10.30 in via Gervasoni 19 sede della questura e dalle 11.00 alle 12.30 in Piazza del Papa sede della Prefettura. da Mauro Bertoni Segretario Generale Provinciale CONSAP

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Primo piano Adnkronos Roma, 13 mar. (Adnkronos) - ''Il ministro Maroni che ha facolta' di destinare i fondi solo all'interno del proprio ministero, con la decisione di buttare 350 milioni di euro dalla finestra, facendo votare il 12 giugno per il referendum, penalizza il settore della sicurezza". Lo afferma il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica. "Con 350 milioni di euro, infatti- aggiunge Pedica- si potevano tutelare le forze di polizia ed i vigili del fuoco, vi sono, dei concorsi gia' espletati con vincitori idonei, che non riescono a prestare servizio proprio per la mancanza di fondi. Oltretutto, la polizia di stato piu' volte ha denunciato la mancanza di un 'adeguato trattamento a livello economico nei pagamenti degli straordinari e strategico, per insufficienza di mezzi'', continua. ''Domani -annuncia- saro' con il sindacato di polizia Consap alle 12 davanti sotto al Viminale, perche' Maroni non puo' buttare tali somme dalla finestra solo per un gioco politico utile alla strategia della coalizione cui appartiene'continua Pedica'-Iniziero' inoltre, uno sciopero della fame se fosse vero che a Razzi e Scilipodi, famosi per aver tradito l'Idv, e' stata concessa la scorta. Se fosse cosi', chiederemo a gran voce le dimissioni del ministro Maroni perche' tali personaggi, dalla dubbia moralita' ed etica , non necessitano della scorta che viene invece spesso negata a magistrati o tutti coloro che lottano contro la criminalita'.Domani sotto il viminale per denunciare il boicottaggio dei referendum, lo spreco che gravera' sulle tasche dei cittadini e la scarsa tutela per le forze di polizia", conclude Pedica.

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Se qualcuno ti perseguita con telefonate sms e-mail

STALKING appostamenti e pedinamenti commette un reato

QUANDO LE ATTENZIONI DIVENTANO PERSECUZIONE DENUNCIA CHI TI PERSEGUITA E RIPRENDITI LA LIBERTÀ Ora lo stalking è un reato punibile fino a 4 anni di reclusione (art. 612-bis c.p.)

www.pariopportunita.gov.it numero antiviolenza 1522


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Esito incontro con il Vice Capo della Polizia Basilone. Arischio assegni di funzione, classi e scatti

Si è svolto presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il programmato incontro con il Vice Capo della Polizia, pref. Paola Basilone finalizzato all'esame delle possibili ricadute sul personale dei tagli operati dalla legge 122/2010. Il Dipartimento ha comunicato di voler correggere lo schema di decreto di ripartizione del fondo che originariamente prevedeva la esclusiva salvaguardia delle progressioni derivanti: 1) da passaggi da un ruolo all'altro a seguito di concorso; 2) dal conferimento della qualifica o del grado a seguito di frequenza dei corsi di formazione iniziale; 3) dal conferimento delle promozioni il giorno precedente alla cessazione dal servizio; 4) dal conferimento delle promozioni per merito straordinario o corrispondenti; 5) dal conferimento del grado al personale volontario che ha contratto ferme prefissate; 6) dalle promozioni con decorrenza antecedente al 1° gennaio 2011.

Il pref. Basilone ha quindi illustrato una bozza di emendamento da includere nel provvedimento c.d. milleproroghe in discussione al Senato finalizzato all'utilizzo dei 119 milioni, a suo tempo destinati al riordino delle carriere del personale non dirigente, per garantire il pagamento dell'assegno di funzione, delle classi e degli scatti ed il recupero dell'inflazione per la dirigenza. La Consap, rappresentata da Innocenzi, Pantano e Strano, ha espresso una forte critica all'inconcludente politica del Ministro Maroni che non è riuscito ad assicurare agli operatori della sicurezza i fondi necessari per garantire il regolare pagamento degli emolumenti spettanti al personale. La Consap ha affermato a chiare lettere di "ritenere il tentativo di prelievo dei fondi destinati al riordino delle carriere, pur se per un fine legittimo, la pietra tombale su ogni eventuale progetto di riqualificazione professionale". Si fa riserva di comunicare le posizioni del cartello e del magma uil. Com'è noto il Senato, stamane, in sede di conversione del decreto milleproroghe, non ha preso in considerazione alcun emendamento pro-poliziotti. Sono dunque salvi i fondi per il riordino ma resta aperta la partita per salvaguardare i diritti e gli emolumenti spettanti al personale.


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Incontro con il Ministro Maroni, in visita nella regione Marche

Una delegazione della Consap composta dal Segretario Generale Regionale Marche Mario Seri e dal Segretario Generale Provinciale di Fermo Stefano Bel Fiore, guidata dal Segretario Generale Nazionale Giorgio Innocenzi e dal Segretario Nazionale Raffaele Tavano, ieri, alle ore 11,15, ha incontrata il Senatore Luigi Perruzzotti, Consigliere del Ministro dell'Interno Onorevole Roberto Maroni, per chiedere al titolare del Viminale di rompere il silenzio dei vertici della Polizia di Stato e far sapere ai cittadini fermani ed ai Poliziotti del territorio i tempi ed i modi di realizzazione della Questura e della Sezione Polizia Stradale di Fermo.

Nel corso del cordiale e costruttivo colloquio, i Sindacalisti della Consap hanno consegnato un documento per il Ministro, con il quale sono state spiegate le preoccupazioni del Sindacato circa gli ingiustificati ritardi dell'Amministrazione competente alla realizzazione degli Uffici Provinciali della Polizia di Stato che dovranno essere istituiti nel territorio femano, che di seguito si trascrive.


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Al termine dell'incontro, il Senatore Perruzzotti ci ha dato assicurazione di concreto interessamento del Ministro per fare chiarezza su una situazione che è a dir poco paradossale! La Consap spera di poter ricevere a breve buone notizie, per vedere realizzata la Questura di Fermo e la Sezione Polizia Stradale ed in pieno regime di funzionalità per le esigenze connesse alla prossime elezioni amministrative a Fermo!

Squadra Mobile Roma: esito verifica e confronto - Consap: accertate gravi e persistenti violazioni Si è tenuta presso la Questura di Roma la programmata verifica ai sensi dell'art. 4 dell'ANQ e confronto ai sensi dell'art. 28 del DPR 164/2002 inerente la Squadra Mobile. La riunione, svoltasi alla presenza del Vice Questore Vicario e del Dirigente della Squadra Mobile, è servita alla Consap per illustrare i motivi di doglianza relativi al mancato rispetto della espressa previsione normativa, ex art. 16 dell'ANQ, relativamente ai turni di lavoro straordinario nella misura del 40% del monte ore assegnato all'ufficio. La Consap, nella circostanza, ha altresì posto in evidenza l'anomalo ricorso a cambi turno volontari finalizzati allo svolgimento costante di lavoro emergente straordinario. La Consap ha ricordato che per entrambe le violazioni è stata nei giorni precedenti inoltrata formale diffida alla dirigenza per richiamarla al rispetto puntuale della normativa vigente in materia. Le altre organizzazioni, pur riconoscendo la validità dell'istituto del lavoro straordinario programmato hanno sostenuto la tesi dell'atipicità del servizio svolto dalla squadra mobile. Nell'intervento finale, la Consap ha ribadito la riscontrata violazione contrattuale, ex art. 27 dell'ANQ, da parte della dirigenza e la necessità, condivisa da tutte le OO.SS, di una migliore e più puntuale informazione preventiva finalizzata alla conoscenza delle strategie e degli obiettivi da raggiungere. La questione di una diversa articolazione dell'informazione preventiva è stata favorevolmente valutata anche dal Vice Questore Vicario.


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Unità d’Italia. IO LAFESTEGGIO!!! La Consap aderisce all’appello de “Il Tempo”

La Consap aderisce all'appello semplice e chiaro lanciato su Il Tempo da Federico Guiglia «Il 17 marzo io festeggio l'unità d'Italia». Chiediamo ai nostri associati di firmarlo e sostenerlo, come un'allegra rivoluzione contro la tristezza di ministri, governatori e imprenditori che ancora tentennano. Tentenna il ministro Roberto Calderoli, che, nonostante lo stipendio e gli onorevoli privilegi di cui gode, dice che non ci sarebbero fondi per celebrare il compleanno della patria. Faccia dimezzare fondi e privilegi all'onorevole casta a cui appartiene, e poi ne riparliamo. Tentenna persino il presidente del comitato celebrativo, Giuliano Amato, che concesse al governatore di Bolzano, Luis Durnwalder, l'abolizione del tradizionale omaggio delle Forze Armate al monumento alla Vittoria il 4 novembre, e che oggi, da pesce in barile, scrive: «Tocca alla politica, non a me, valutare se sia meglio, data l'importanza e la solennità dell'occasione, che la si renda festiva a tutti gli effetti». Si rifiuta perfino di partecipare alle celebrazioni Durnwalder, sputando sul ricchissimo piatto che la Repubblica italiana, a cui ha giurato fedeltà, gli serve ogni anno da più di sessant'anni per valorizzare l'economia e la convivenza dell'Alto Adige. Tentenna l'imprenditrice Emma Marcegaglia, per le presunte perdite che le aziende potrebbero subire. Ricorda l'atteggiamento di quei genitori che non c'erano mai quando i loro figli soffiavano sulle candeline della torta, perché la carriera veniva prima delle cose che contano nella vita. E poi vivono di rimorsi, i genitori e i figli. Ma io non ho rimorsi per l'Italia, dove sono

arrivato tredicenne dall'Uruguay nel 1973, dopo averla sognata attraverso i racconti di mio padre mantovano. In Italia mi sono formato, ho creato la mia famiglia, ho coltivato l'amore per la lingua che è il meraviglioso segreto per poter esercitare bene il nostro mestiere di giornalisti. La mia gratitudine, sono sicuro, è pari a quella di milioni di cittadini nati in Italia o arrivati dall'estero, italiani dei due mondi o stranieri, ognuno dei quali ha la sua buona ragione per poter dire, una volta ogni 150 anni, che l'Italia è bella, nonostante le indignazioni che ogni giorno ci procura la sua classe dirigente. Quasi un doloroso pegno quotidiano in cambio della fortuna di vivere qui. Ma siamo maturi abbastanza per saper distinguere fra Stato vecchio e nazione moderna, per essere nemici della mafia e della corruzione e felici di Dante e della Ferrari, di Verdi e di Riccardo Muti, di Leonardo e di Marconi, di tutti quelli che da Roma antica al Rinascimento, passando per


In evidenza Cristoforo Colombo, ci hanno donato una nazione solare e universale. Tant'è che la Chiesa cattolica ha a Roma e non altrove la sua sede e la sua fede. Tant'è che la Chiesa cattolica ha a Roma e non altrove la sua sede e la sua fede. «Il 17 marzo io festeggio l'unità d'Italia» con animo commosso per quanti, donne e uomini, prima e dopo Garibaldi, hanno coronato un sogno che noi, oggi, dobbiamo rendere ancora più attraente e per forza di cose nuovo e diverso, perché ogni generazione ha diritto di immaginare e costruire la sua Italia del cuore. Pulita. È arrivato il momento di chiederci, come si chiedeva qualcuno nell'America che sa guardare lontano, non già che cosa possa fare l'Italia per me, ma che cosa possa fare io per l'Italia. Intanto posso e voglio festeggiarla. Sarà un atto d'amore e di rettitudine, da cittadino del mondo che apprezza anche le leggi del suo Paese, cominciando dalla straordinaria Costituzione. È la Divina Commedia del tempo nostro, il tempo dell'arida politica. Ma è la prova che in Italia c'è sempre una speranza da vivere e condividere.

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Festa dell’Unità d’Italia Ennesima Beffa? Il 17 Marzo, Festa dell'Unità d'Italia i colleghi dovranno usufruire di una loro Festività soppressa. Questo è quanto dice il decreto legge del 22.02.2011 n.5 nel quale viene sottolineato il fatto che per l'attuazione dello stesso non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza. Non si potrà quindi decidere quando usufruire di uno dei giorni di RFS che si hanno a disposizione. Invece di aumentare le festività e creare quindi una festività aggiuntiva a quelle che già ci sono, si mantiene tutto così, obbligando il collega a utilizzare un RFS in una giornata comunque importante ma prestabilità.

Ricompense al personale: grido d’allarme, occorre più trasparenza Le ricompense a favore del personale della Polizia di Stato sono regolate dalla legge perchè si tratta di riconoscimenti di elevata importanza sia dal punto di vista professionale che personale. Per tale ragione, sono state istituite specifiche Commissioni, composte anche dai rappresentati del personale a garanzia del rispetto delle regole, che hanno il compito di deliberare in merito alle proposte. Con tutta onestà, dobbiamo riconoscere che il lavoro svolto dalle Commissioni in questi anni non hanno generato un elevato contenzioso, tanto da preoccupare il Sindacato sull'imparzialità e trasparenza del loro lavoro. Di contro però, in periferia, laddove viene elaborata la proposta di premio di qualsiasi livello, la situazione è assolutamente diversa e preoccupa il Sindacato! Le ragioni di questa nostra affermazione discendono dalle ripetute segnalazioni di colleghi che ci giungono, secondo le quali alcune proposte verrebbero “confezionate” in maniera non coerente con i ruoli avuti dai soggetti interessati in ciascuna delle opera-

zioni di polizia a cui fanno riferimento, tanto da non mettere nelle condizioni le Commissioni di deliberare obiettivamente e senza il rischio di produrre un danno agli interessati. Sempre a livello locale, giungono al Sindacato altri allarmanti problemi al riguardo dei premi in denaro e di come vengono gestiti gli specifici fondi. La Consap, nel rispetto delle proprie prerogative e di quelle dell'Amministrazione, trattandosi di questioni delicatissime, si riserva ogni iniziativa al fine di garantire trasparenza e legalità! Tuttavia, considerata la delicatezza della materia, su cui grava l'assenza di adeguata trasparenza nella fase propositiva delle ricompense, riteniamo che il procedimento non può essere lasciato esclusivamente nelle mani dei Questori o dei Dirigente di altri Reparti. Per ciò, a nostro avviso, sarebbe opportuno l'istituzione di una commissione in ambito provinciale, composta anche dai rappresentanti del personale, a garanzia dei diritti dei colleghi!


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L'onorevole Celori annuncia una grande opera per decongestionare le strade della Regione Lazio da dicembre scorso presiede la Società Autostrade per il Lazio

La giunta della Regione Lazio ha nominato l'onorevole Luigi Celori alla presidenza della Società Autostrade per il Lazio un incarico di prestigio del quale abbiamo voluto parlare con il diretto interessato. Onorevole cos'è la società che lei presiede? Dal 16 dicembre sono a capo di una società che coinvolge Regione Lazio ed Anas, questo ente si occuperà di una grande opera sul territorio il cosiddetto corridoio tirrenico. Un investimento di 2 miliardi e 700 milioni di euro con un 40% di fondi pubblici ed il rimanente a capitale privato. Per avere contezza dell'impegno basta dire che l'investimento per il Ponte di Messina è di poco superiore. Questa opera consentirà di risolvere l'annoso problema della pericolosità della statale Pontina permettendo il rilancio dell'economia del Lazio. Ci può illustrare nel dettaglio come state procedendo in questo progetto? Stiamo lavorando alacremente, ho già incontrato il presidente dell'Anas dottor Ciucci, ricordandogli che lui stesso ha sostenuto la necessità di questa opera anche per decongestionare il Grande Raccordo Anulare favorendo il transito dalla Roma Civitavecchia alla Tuscolana. A Tor de Cenci subito dopo l'Eur l'imbottigliamento che si forma per salire sulle rampe del GRA di

fatto riduce la Pontina a strada da una sola corsia. Quest'opera immaginata da noi serve proprio ad evitare questo. Soprattutto in funzione di un'altra opera che noi vorremmo fosse inserita nelle competenze di Adl, ossia la tratta che va da Decima fino alla bretella Fiano - San Cesareo. Si creerebbe di fatto un'altro anello del Raccordo a sud di Roma; la bretella collega infatti le autostrade per Firenze, Napoli e L'Aquila. Ecco bisogna portare la bretella ad intersecare Decima fino alla Roma Civitavecchia. Questo si può fare c'è già un progetto dell'Anas che passa in maniera sotterranea Ciampino ed arrivo fino alla Roma Napoli. Non sfugge a nessuno che i problemi di traffico sulla Pontina emergono prevalentemente a sud di Roma considerato che siamo in presenza di territori molto popolati. Un progetto di questa portata necessita della cosiddetta integrazione delle vie di comunicazione ci riferiamo al Porto di Civitavecchia e nell'immediato futuro all'aeroporto di Viterbo, l'Adl ha competenze su queste vie di comunicazione? Per ora non ci sono. Nello statuto della società però ci sarebbero anche queste competenze. Alle opere ci ha citato vanno aggiunte se mi consente anche il nuovo porto di Fiumicino, il raddoppio del porto di Ostia ed il porto di Anzio che è di fatto partito. Ci sarà bisogno di affiancare a queste strade anche la cura del ferro. Però bisogna partire perché se si aggiungono sempre progetti non si parte mai. Anch'io sono convinto che al corridoio tirrenico vada affiancata una linea ferroviaria per risolvere più compiutamente i problemi della vivibilità. C'è un'altra iniziativa di cui ho parlato con il Sindaco Alemanno è il Cinecittà World, che peraltro sta partendo a Castel Romano. E' inimmaginabile che da Fiumicino si possa arrivare fin lì con il Gra e la Pontina che resterebbe così com'è. Sarebbe impensabile. Dobbiamo far in modo che lo svi-


In evidenza luppo di Roma e del Lazio sia accompagnato dallo sviluppo dei servizi. Sarà l'investimento più importante da compiere in Italia nei prossimi anni. Il Cipe ha finanziato l'opera per oltre 2 miliardi di euro e non possiamo perdere il finanziamento e non offrire una risposta alle esigenze della regione. Non voglio dimenticare che esiste ancora un contenzioso perché Adl ha comperato il progetto da Arcea, vorrei solo evidenziare he forse ci si doveva cautelare per evitare queste situazioni, purtroppo non è stato fatto e quindi ci sono due arbitrati in corso. Comunque sia il mio auspicio che è quasi una certezza è quello che si possano aprire i cantieri già nel prossimo autunno. Apertura in autunno e conclusione… Credo che in 5 anni si possa concludere. Porterà pochi disagi grazie all'uso delle complanari e del vecchio tracciato della Pontina. In parte ci sarà una rivalutazione dei percorsi che restano all'interno della città che possono essere messi a disposizione per gli svincoli. Andrà studiata immagino una forma di pedaggio per coloro tutti i giorni a percorrere la strada per lavoro, ma questi fondi andranno a ripagare l'impegno di capitale privato. Sul pedaggio immaginiamo un malcontento da parte dei cittadini? Credo che dovremo fare in modo che il raccordo sia considerato una strada interna alla città salvaguardandolo da eventuali iniziative di padaggio. Se riusciamo a collegare le 4 autostrade supereremo il problema. A questo punto il GRA sarà libero da pedaggio per i cittadini romani. Io voglio anche ricordare che il corridoio ha avuto mille difficoltà di carattere ambientale, perché nella zona vicina alla capitale c'è il parco di Decima Malafede, ci sono reperti archeologici e c'è stata l'impossibilità di realizzare strade complanari. Io credo che in corso d'opera si possano

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fare delle correzioni utili sul tracciato. Bisognerà mettersi a discutere tutti insieme su quale possa essere il male minore. Nessuno certo immagina di devastare l'ambiente o asfaltare i reperti. Potrebbe tornare in auge il progetto che prevedeva l'arrivo a Formia? Vedremo se sarà possibile arrivare fin lì, sicuramente la circonvallazione vicino a Latina sarà inserita perché nella fase di progettazione preliminare il Cipe ce l'ha quindi il finanziamento servirà a questo. Come servirà al tatto Castel Romano fino alla Roma Civitavecchia abbandonato dalla giunta di centrosinistra. Ci sarà bisogno di un tavolo con il principale protagonista che è il Comune di Roma perché si tratta di operare sul suo territorio. Voglio anche ricordare che la statale Pontina è oggi la strada più pericolosa d'Italia e nel percorrere la quale non si può mai immaginare con un accettabile margine di errore quanto si impiegherà ad arrivare a destinazione; questo non è certo un problema che può essere risolto da un'autostrada che finisce a Castel Romano. L'attuale omogeneità delle giunta dovrebbe facilitare le opere? L'Arcea a mio parere aveva commesso un errore pensava di gestire interamente in house l'opera. Andava rivisto quel passaggio e non chiudere completamente l'esperienza. Al di là dei colori politici le opere pubbliche dovrebbero essere al solo beneficio del cittadino. Non voglio stralciare tout court il progetto del centrosinistra, ma solo rimodularlo e perfezionarlo. Ricordo a questo proposito il prolungamento del Castel Fusano - Villaggio Tognazzi che l'amministrazione capitolina ha bocciato anche se c'era già il finanziamento. L'assessore alla mobilità dell'epoca Fabio Ciani, poi andato a presiedere l'Autorità Portuale, allora purtroppo boccio quel progetto.


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Sicurezza: il disagio della paura

alla città (di Roma) e al mondo. Una locuzione latina che racchiude un senso di accoglienza, di coesione. Come se la città e il mondo fossero fuse in un unicum.

pagina di giornale. Si entra in un bar e sfogliando le pagine di un quotidiano ne usciamo in uno stato depressivo. E la paura prende il sopravvento nel vivere quotidiano.

Ma la città, spesso nella storia, luogo di accoglienza ha, negli ultimi anni, accantonato quella caratteristica.

I dati sono allarmanti: è inarrestabile la crescita delle rapine in banca, l'Italia detiene il record europeo. Ma anche gli omicidi e le aggressioni seguono questo percorso.

Ancor più negli ultimi mesi assistiamo attoniti a fatti di cronaca nera. Omicidi, sparizioni, rapimenti, rapine, stupri. Il problema della sicurezza si riaffaccia prepotentemente a far percepire un disagio. Il senso dell'impotenza delle comunità cittadine, la percezione di insicurezza che rende ancor più deboli di fronte ad una

Ci si chiede come mai le amministrazioni non riescano ad arginare questo fenomeno e, ciò che si riscontra, è sempre un ritardo, quando il fatto è già avvenuto. Episodi non più circoscritti alle periferie, ogni quar-


In evidenza tiere di una città più o meno importante è stato testimone di un atto di violenza. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad omicidi efferati di giovanissime ragazze, di bambini. Spesso vittime di distorte dinamiche familiari, ma spesso agnelli sacrificali di malintenzionati che liberamente danno sfogo alle loro pulsioni di morte. Forse anch'essi vittime di una società cambiata, di un disagio insopportabile che sfocia in un'assurda ed efferata violenza. Ricordiamo nel 2007 l'omicidio della Signora Reggiani alla stazione di Roma di via Tor di Quinto. Quel fatto è stato seguito da parole, conferenze stampa, commemorazioni, riqualificazione dei luoghi. Un episodio di cronaca che avrebbe potuto e dovuto essere un monito per chi avrebbe dovuto dare tutela ai cittadini. Cosa è cambiato da allora? Potremmo sicuramente ricondurre molti episodi alla grande affluenza di immigrati che rendono le nostre piazze e i nostri giardini impraticabili. Momenti di bivacco, tetrapak di vino da due soldi lasciati sotto le panchine dei giardini, cibi consumati in un orrendo convivio nel centro abitato, di fronte a scuole, oratori, parrocchie. Bottiglie di vodka abbandonate insieme ad abiti usati, lisi da una povertà che crea disperazione. Ubriachi molesti che fanno camminare in fretta quando si fa buio. Questo quadro rende il pregiudizio più forte, la paura più tangibile. Si prova angoscia a rientrare la sera, a cercare parcheggio distante da casa. Si ha paura per uno screzio tra automobilisti perché non si sa in che modo possa finire. La risposta è che non è cambiato nulla. Questo senso di illegalità si tramuta in sfiducia. Dove sono i poliziotti di quartiere che dovevano rassicurare e “conoscere” le varie realtà di ogni Rione? La questione della sicurezza è un aspetto sempre più centrale nella nostra società eppure non si percepiscono miglioramenti. Le istituzioni vengono percepite lontane. Manca il controllo. Una prevenzione capillare e costante da parte delle forze di polizia. È evidente che il problema sia al vertice della piramide. Sono gli amministratori locali che dovrebbero organizzare un sistema di controllo efficace. La città è impaurita e nessuno ascolta le voci dei comuni cittadini, nessuno si assume la responsabilità di fronte ad una crescita così repentina di fatti violenti. “Mi ritrovo nella mia auto di sera, sono sola. Non trovo parcheggio e intorno a me solo buio e si-

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lenzio. Da lontano vedo la piazzetta vicino casa piena di bottiglie di birra, di schiamazzi, di gente ubriaca. Non mi avvicino neanche a vedere se c'è un posto. Faccio il giro dell'isolato, mi fermo con l'auto sotto casa. L'unico spazio libero è quello riservato ai mezzi pubblici. Non importa - mi dico - la paura è più forte dell'idea di una multa. Scendo dall'auto con il mazzo di chiavi pronto nella mano. Dall'altra stringo la borsa. Mi sbrigo ad entrare a casa, entro con il fiatone. Chiudo il cancello dietro di me. Tiro un respiro di sollievo, sono entrata. Domani è un altro giorno. E domani avrò una multa”. Questa è la reale cronaca di una donna che torna a casa la sera da sola. Questa è l'angoscia che si prova, la sfiducia che l' assale. A Roma si accendono le luci sul Colosseo per la manifestazione “Mai più violate”. Si manifesta accanto alle istituzioni locali e le istituzioni esprimono la propria solidarietà e vicinanza. E' un rito che si ripete e accende un barlume di speranza, ci crediamo ancora una volta. Scacciamo la paura e affrontiamo una nuova giornata, passiamo davanti al suggestivo scenario dei Colosseo illuminato con l'auspicio che quel simbolo di luce si tramuti in una nuova e sicura realtà. Giada Ariani


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Indennità autostradale: esito incontro importi irrisori non adeguati ai disagi

In data odierna presso il Dipartimento della P.S. ha avuto luogo la riunione inerente lo “Schema di decreto interministeriale, ai sensi dell'art.39, comma 2, della legge 16 gennaio 2003, n.3, per la corresponsione di indennità autostradale in favore del personale della Polizia di Stato”. Il Vice Prefetto Castrese DE ROSA, Direttore dell'Ufficio Relazioni Sindacali, era coadiuvato da Funzionari della Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato ed in particolare il dr. DEL VESCOVO ha esposto lo schema predisposto e le novità che l'Amministrazione ha intenzione di apportare. La realtà dell'indennità autostradale è che ci troviamo a parlare di un emolumento vecchio di ventanni, che a suo tempo poteva avere un certo valore (10 mila lire) ma oggi con 5,16 euro pro-capite è anacronistico discutere di somme che le Società concessionarie autostradali, corrispondono, a titolo di indennità, in favore del personale della Polizia di stato impiegato nei servizi autostradali. La Consap rappresentata dal Segretario Nazionale Raffaele TAVANO e da Carlo FIGLIOMENI, componente l'Esecutivo, condividendo i pareri espressi nell'incontro, hanno evidenziato l'irrisorio importo per i servizi autostradali rispetto ad altre convenzioni in atto, come le scorte sui treni (oltre 100 euro a servizio) e con tempi biblici nelle liquidazioni. Infatti, è stato confermato che le Società Concessionarie Autostradali puntualmente versano le somme destinate ad elargire questo emolumento, ma il Ministero dell'Economia e delle Finanze, anch'esso è puntuale con il suo ritardo annuale. Infatti, il M.E.F. deve ancora sbloccare i fondi del 2009 a favore del Ministero dell'Interno il quale deve poi saldare il dovuto a tutti i poliziotti che ne hanno diritto. A tal proposito, è emerso che sono stati pagati 60

mila euro di rimborsi, solo per l'attività legale prestata, a seguito di atti ingiuntivi proposti da poliziotti ricorrenti ed aventi diritto a questo credito, certo, liquido ed esigibile. Le proposte avanzate e condivise sono: - incremento dell'emolumento che oggi è di soli euro 5,16; - stabilire un automatismo tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze con il Ministero dell'Interno affinché, le somme versate dalle Società Concessionarie al capitolo 2439 del Bilancio dello Stato, vengano trasferite per almeno l'80% della disponibilità, per il pagamento delle somme entro un predeterminato periodo di tempo, quanto meno in acconto sul totale del credito vantato; - è necessario rivedere le convenzioni stipulate fino a luglio 2010 al fine di apportare le modifiche anzidette. La riunione si è conclusa con un arrivederci tra un mese, tempo necessario affinché i Funzionari della Direzione Centrale delle Specialità possano raccordarsi con il MEF e le Società Concessionarie, affinché possa essere emanato il nuovo decreto interministeriale, necessario per poter essere pronti alla liquidazione degli importi relativi al 2010 sempre che il Ministro TREMONTI, titolare del M.E.F., si decida a “dare a Cesare quel che è di Cesare” ovvero versare al Ministero dell'Interno le somme che già le Società concessionarie autostradali, hanno puntualmente depositato nel capitolo 2439 art. 5 del Bilancio dello Stato. La Consap ha ribadito che non è disponibile ad ulteriori tentennamenti nei pagamenti e non può concordare sullo schema di decreto proposto, senza la certezza dei tempi di liquidazione degli emolumenti e l'impegno a rivedere la normativa che blocca l'indennità in questione a soli 5,16 euro per servizio.


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Polizia Autostradale di Porto San Giorgio

Un altro grave episodio di cronaca accaduto nella serata di lunedì 31 gennaio scorso sull'A14, ha visto il personale della Sottosezione Polizia Autostradale di Porto San Giorgio in difficili condizioni operative e di alto rischio per la propria incolumità! I colleghi, anche in questa circostanza, hanno dimostrato spiccate capacità professionali individuali, sapendo scegliere tempi e modi d'intervento per rendere al massimo efficace l'operazione di polizia. La violenza criminale che ha caratterizzato l'aggressione alla pattuglia della Polizia Stradale di Porto San Giorgio, insidiosa per la vita dei tre Poliziotti, ci riconduce agli analoghi fatti accaduti nel mese di settembre del 2009, sempre sull'A14, nella zona di Pedaso, ed ancora una volta ci fa riflettere sulla necessità di disporre maggiori condizioni di sicurezza in servizio. In quella circostanza, la Consap denunciava le significative carenze che gravavano sul personale e sul reparto interessato! Si sottolineava la necessità di portare l'organico a livelli accettabili proprio per essere in grado di dare risposte di sicurezza decise sia ai cittadini che al personale. In tal senso, il 27 settembre 2009 attraverso gli organi di stampa, il 2 ottobre 2009 con un comunicato congiunto delle Segreterie Provinciale di Fermo e Regionale Marche, il 19 ottobre 2009 con un comunicato della Segreteria Regionale Marche, il 3 novembre 2009 con lettera diretta al Dirigente del Compartimento Polizia Stradale di Ancona, e con altre diverse note interne, la Consap sollecitava gli Organi competenti ad intervenire perché non era più sopportabile il carico di lavoro affidato ad una sola pattuglia, impegnata a percorrere 270 km durante il turno di servizio su una complessa tratta autostra-

dale, da Ancona sud a San Benedetto del Tronto con le varianti tecniche! Purtroppo le nostre sollecitazione sono rimaste parole al vento e lettere morte! Oggi, di fronte ad un ennesimo episodio che ha visto i Poliziotti in pericolo, ci sentiamo in dovere di richiamare la coscienza di chi ha il compito istituzionale di dare garanzie acchè il personale operi in condizioni di sicurezza e non corra pericoli a causa delle carenze dell'Amministrazione! Dunque, ancora una volta, chiediamo che venga istituita la seconda pattuglia sull'A14, sulla tratta interessata alla Sottosezione di Porto San Giorgio! Se lunedì sera ci fosse stato il secondo equipaggio, come c'era non molti anni fa, non ci sarebbe stata la scena da “far west” sull'autostrada, l'autovettura della Polizia con molta probabilità non sarebbe stata speronata, i colleghi non avrebbero corso il rischio di rimetterci la vita e quei malviventi sicuramente non avrebbero fatto in tempo a scappare a piedi! Le ragioni per cui l'Amministrazione deve intervenire con urgenza, prima di dover affrontare fatti più gravi, a noi sembrano chiare! Fermo, 3 febbraio 2011


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Minicar arriva il foglio rosa per le guide pratiche

Scatta l'ora X per una delle norme che puntano a regolamentare la guida delle minicar. A fine marzo entrerà in vigore l'obbligo del possesso del foglio rosa per consentire le guide pratiche degli aspiranti guidatori. Al termine delle guide pratiche, come per le patenti di categoria superiore si procederà all'esame teorico ed alla prova pratica. La data di inizio di questa nuova procedura è fissata al 31 marzo prossimo. Quella del legislatore appare come una scelta giusta che si muove nel senso di una sempre maggiore conoscenza delle norme anche attraverso il periodo di guida in attesa dell'esame nel quale si maturano la maggior parte dei comportamenti che si replicheranno poi alla guida. Una norma che si rivelerà molto utile anche per accrescere la conoscenza della segnaletica verticale ed orizzontale che disciplina la guida sulla strada, sia con le quattro che con le due ruote. Con l'introduzione del foglio rosa per le guide pratiche a bordo di cicli e quadri cicli a motore si appone un altro tassello ad uno degli impegni che il legislatore si è assunto in sede di modifiche al Codice della Stradale, legge 120/10, quello di regolamentare l'accesso alla guida di questi veicoli, che stanno registrando il crescente favore della clientela con la conseguenza di una vertiginosa crescita del parco circolante di questo tipo di veicoli. Ricordiamo brevemente gli altri interventi del legislatore: aumento delle sanzioni pecuniarie per chi fabbrica, produce, pone in commercio o vende ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella attualmente prevista e per chi circola con un ciclomotore alterato ovvero munito di una targa i cui dati non siano chiaramente visibili; l'ob-

bligo di allacciare la cintura di sicurezza a bordo di veicoli, dotati sin dall'origine di cinture di sicurezza secondo le prescrizioni di cui alla direttiva 2002/24/CE del 18 marzo 2002; e l'obbligo per i conducenti che abbiano conseguito l'idoneità di guida in cui siano previsti adattamenti o protesi, di farne uso durante la guida, estendendo ad essi le sanzioni già previste per i conducenti di veicoli con simili prescrizioni iscritte sulla patente di guida.


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Da oggi in vigore l'obbligo delle luci diurne per i nuovi modelli di auto

Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per l'industria e le imprese, ha dichiarato: "Le luci diurne daranno un contributo molto importante al raggiungimento del nostro obiettivo di ridurre il numero dei morti sulle strade europee. È una buona cosa anche per la protezione dell'ambiente, dato che il basso consumo energetico di queste luci permetterà di ridurre, rispetto ai fari tradizionali, le emissioni di CO2”. Nel 2009 più di 35.000 persone sono morte in Europa in incidenti stradali. Per ogni morto, si stima che vi siano quattro feriti che riportano invalidità permanenti, dieci feriti gravi e quaranta feriti leggeri. Queste cifre sono in diminuzione, grazie alle iniziative adottate e in particolare allo sviluppo delle tecnologie per la sicurezza dei veicoli, al miglioramento delle infrastrutture stradali e a quello della formazione dei conducenti (v. IP/10/970). Secondo un recente studio, gli utenti della strada (compresi i pedoni, i ciclisti e i motociclisti) riescono ad avvistare più chiaramente e tempestivamente i veicoli equipaggiati con luci diurne che quelli con fari anabbaglianti. Le luci diurne si azionano automaticamente all'avvio del motore. Quando è buio, il conducente deve azionare manualmente i fari anab-

baglianti. In questo caso, le luci diurne si disattivano automaticamente. Da un punto di vista ambientale, le luci diurne sono una soluzione efficace per migliorare la visibilità dei veicoli. Essendo stato concepito per essere utilizzato alla luce del giorno, questo dispositivo è molto più efficace ed efficiente dei dispositivi di illuminazione esistenti. Il consumo di energia è pari al 25 - 30 % di quello dei fari anabbaglianti tradizionali. Se per le luci diurne si utilizza la tecnologia LED (diodi a emissione luminosa), il consumo di energia si riduce ulteriormente, fino al 10% soltanto. La direttiva 2008/89/CE, che introduce l'obbligo delle luci diurne per i nuovi modelli di veicoli ed entra in applicazione oggi, contribuirà a migliorare la sicurezza delle strade in Europa e permetterà di armonizzare le normative nazionali esistenti in materia, finora molto diverse l'una dall'altra. Giorgio E. De Carolis


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Riforma delle pensioni: 18 anni di servizio

Nel 1995 il Governo Dini varò la riforma delle pensioni, con grosse penalizzazioni per coloro i quali al 31/12 di quello stesso anno non avevano compiuto 18 anni di servizio e con immensi privilegi per tutti quelli che quel numero di anni lo avevano raggiunto. Tali privilegi, ingiusti ed iniqui, rendevano tale legge chiaramente incostituzionale in quanto in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione, visto che tutti i cittadini non venivano messi nella condizione di essere uguali di fronte alla norma. Come sempre succede in Italia quando la sinistra fa qualcosa, giusta o sbagliata che sia, nessuno fiata, nessuno sbraita, nessuno occupa, nessuno scende in piazza e, quindi, nessuno impugna. Mi piacerebbe tanto sapere dove fossero, all'epoca, i giudici, o perché non abbiano agito per ripristinare quel sacro principio del tutti uguali di fronte alla legge. Peraltro, i giudici anche sul riordino delle carriere nella Polizia di Stato non si videro, o meglio, sulla sollecitazione del TAR, nulla espressero, lasciando l'amaro in bocca e che amaro, agli Ispettori vincitori dei concorsi esterni. Comunque, ritornando al tema di cui trattasi sarebbe stato bello e forse lo sarebbe ancora sapere perchè la funzione pubblica CIGL - CISL - UIL ed anche UGL e chi più ne ha più ne metta, abbia taciuto e sia rimasta inerte nel merito di tale vicenda. Non si contesta la riforma delle pensioni giusta e necessaria, si critica il principio, così frequente in Italia, dei figli e figliastri. Anzi sarebbe auspicabile ancora oggi, da tale punto di vista, un patto generazionale tra genitori e figli per consentire a questi ultimi di avere finalmente il lecito, il giusto ed evitare così, di creare e sarebbe ora, le premesse per farci odiare un giorno per tutto

ciò che noi abbiamo avuto, in tanti casi veri e propri privilegi, con tanto sperpero di denaro pubblico e per tutto quello che Loro abbiamo già negato ed ancora stiamo negando. Tutto questo potrà accadere con qualcosa estremamente semplice a cui, con celerità, bisogna far ricorso a chi governa si deve assumere l'onere di farlo capire ai cittadini e senza compromessi con gli sfascisti, nel caso in cui questi ultimi dovessero ostinarsi come sempre , o quantomeno spesso gli capita a non voler comprendere. L'età pensionabile deve essere immediatamente e senza distinzione alcuna, elevata, per chi si trova in situazioni di privilegio o almeno inizialmente su base volontaria, a sessantacinque anni, tranne per gli occupati nei pochi lavori usuranti. Tutto ciò che lo Stato andrà a risparmiare dovrà essere utilizzato solo ed esclusivamente per i giovani, con incentivi alle aziende che assumono, ma solo con contratti a tempo indeterminato e mai più precari e, nel pubblico sviluppando quei lavori che giovano alla Patria, come sicuramente è possibile nei settori beni culturali, commercio estero, lotta alla criminalità, soprattutto nel meridione, ambiente, ricerca, ecc, che non deve o dovrà significare assolutamente aumento delle parassitismo o del burocratismo, ma serena e severa analisi di quello che necessita ed abolizione di tutto il resto. Per intenderci, sciabola e spada, mai più fioretto.

Il Segretario Generale Provinciale di Forlì - Cesena Dott. Giuseppe Franco


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Mortalità stradale è stata strage di pedoni e utenza debole La strada resta il luogo in cui si muore con maggiore facilità e a perdere la vita sull'asfalto non sono solo automobilisti e centauri, ma specialmente pedoni: due ogni giorno e circa seicento ogni anno. Cifre "da primato" che collocano oggi questa "categoria" tra le più a rischio. Se - per quanto riguarda il capitolo specifico degli infortuni sul lavoro - gli incidenti legati alla circolazione stradale (autotrasportatori merci/persone, commessi viaggiatori, addetti alla manutenzione stradale, etc.) e quelli in itinere sono stati causa, lo scorso anno, di 583 incidenti mortali su 1.053 totali (Rapporto INAIL 2009), anche attraversare sulle strisce, camminare a piedi o semplicemente passeggiare sul marciapiede costituisce sempre di più un motivo di pericolo per l'incolumità personale dei cittadini. A lanciare l'allarme su questa emergenza è l'ultima relazione di Automobile Club e Legambiente, che evidenzia come nel 2009 - a fronte di una diminuzione complessiva degli incidenti stradali - si registra, invece, un aumento del quasi 3% dei pedoni che perdono la vita. Numeri che vanno di pari passo anche con i recenti dati Istat. Secondo l'ente di statistica, infatti, sono stati 667 i pedoni che lo scorso anno sono morti a seguito di incidenti stradali (il 15,7% del totale delle vittime della strada, di cui la metà ultrasessantacinquenni). Se velocità e alcolismo sono tra i fattori che determinano il maggior numero di investimenti, anche una guida poco attenta può generare tragedie. Secondo le cifre, quindi, le strisce pedonali sembrerebbero essere sempre più considerate come una sorta di "arredo urbano" e rallentare in loro prossimità è un'abitudine che ormai riguarda pochi automobilisti. Se i pedoni travolti e uccisi sono tanti, altrettanto rilevante, poi, è il fenomeno che riguarda le persone che restano seriamente ferite e invalide per tutta la vita in

seguito a investimenti. In Italia, inoltre, i pedoni sembrerebbero passarsela peggio rispetto ad altri paesi europei: a tal proposito, intatti, il rapporto dell'Automobile Club evidenzia come gli italiani siano tra i primi a infrangere il codice della strada. E, in questo specifico ambito, Milano e Napoli si aggiudicano il "bollino nero" degli automobilisti più spericolati e dove il rischio per chi si sposta a piedi è particolarmente alto. Il drammatico elenco delle vittime della strada diventa ancora più rilevante se si aggiunge alla categoria dei pedoni anche quella degli automobilisti, dei ciclisti, dei centauri e dei camionisti. I numeri sono da capogiro, al punto che gli incidenti stradali - ormai annoverati tra i più grandi problemi di salute pubblica - sono responsabili del 2,1% di tutte le morti registrate nel paese e figurano all’undicesimo posto nella classifica delle cause di decessi più probabili.


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L'assalto dei barbari Roma, capitale d'Italia e della cristianità

In quarant'anni di reportage allo scopo di documentare avvenimenti di attualità e violenze nelle manifestazioni seguendo le attività di Ordine Pubblico, non mi era mai capitato di assistere e foto documentare tanta rabbia nei contestatori come nella manifestazione del dicembre scorso nel cnnetro storico di Roma. Quel pomeriggio nel corso della contestazione alcuni teppisti addestrati alla guerriglia urbana distrussero tutto ciò che incontrarono, compresi mezzi pubblici e privati dandoli alle fiamme che poi in considerazione del fatto che oggi quasi nessuna assicurazione risarcisce più gli atti vandalici, questi danni andranno a pesare su tutti noi contribuenti romani. Nel corso dei cortei al passaggio in alcuni quartieri sono state frantumate vetrine e saccheggiati negozi, con lanci di bombe incendiari, biglie d'acciaio e sanpietrini verso le Forze dell'Ordine che cercavano di arginare quelle violenza inaudite, organizzate allo scopo di cacciare l'odiato Presidente Berlusconi ed il suo governo. La strategia della sommossa era abbastanza eloquente: distogliere e disperdere le forze di sicurezza dai palazzi del potere per poterli occupare politicamente. In quel giorno di passione le notizie correvano ininterrottamente attraverso i cellulari. La ribellione dei dimostranti si è intensificata dopo il voto di fiducia al governo. Vedere quei ragazzi fuori di testa, intossicati dalla politica, consumare reati di una certa gravità, mentre aggredivano con accanimento altri giovani come loro appartenenti alle forze di polizia, con vera vigliaccheria soprattutto da parte di quei registi organizzatori dei tumulti i quali miravano solo al disordine infatti per raggiungere i loro scopi se ne sono infischiati degli studenti e anziché aiutarli a studiare per un futuro sicuro e diventare uomini onesti. Essi così seguono questi cattivi maestri facendosi pla-

giare tanto da perdere la capacità di volere. Per discolparsi dalle gravi responsabilità, per vare organizzato e condotto la battaglia nel cuore di Roma antica messo a ferro e fuoco, i professori “baroni” con il concorso di certa stampa hanno dichiarato a caldo che a creare gli incidenti erano stati gli stessi poliziotti infiltrati tra i gruppi no-global, centri sociali e collettivi progressisti. Nel vedere quelle scene mi si è presentata alla memoria l'aggressione all'appuntato della finanza in forza la reparto di pronto impiego. E' passato più di mezzo secolo e ancora quel ricordo mi sovviene vivo ed inquietante come se fosse accaduto ieri. Eravamo alla fine di dicembre dell'anno 1950. Non passava giorno che non suonasse l'allarme di intervento rapido ,per sedare violenze gravi in Liguria, in particolare nel capoluogo: Genova. L'avvenimento accadde dopo un comizio tenuto da esponenti del P.C.I. i piazza De Ferraris per protestare contro la situazione lavorativa alle acciaierie Ansaldo; dopo l'imponente manifestazione ci fu una violenta ribellione. Gli scioperanti iniziarono a distruggere tutto ciò che trovavano lungo via XX settembre, compresi i negozi che poi venivano saccheggiati di tutta la merce. In quella giornata calda furono bruciate automobili e mezzi pubblico nonché l'autoblindo del IV Reparto Mobile della Polizia di Stato di Bolzaneto. Nel corso dei tumulti vi furono molti feriti gravi ed una vittima fra le forza dell'ordine, l'autista di un'auto blindata ribaltata e bruciata. Quell'incidente fu per me il primo impatto da poliziotto con le violenze di piazza; mi sembrava di sognare assistendo a quella deriva della ragione di cui non riuscivo a percepire il senso. La folla che urlava sembrava impazzita non si arrestava nonostante la repressione delle forze di polizia, per respingere quell'onda di de-


In evidenza vastazione gli uomini in divisa lanciarono una pioggia di candelotti lacrimogeni; ricordo che mentre cercavo nel mio zainetto gli occhiali di protezione non mi accorsi di essere circondato e strattonato da scalmanati che con fare minaccioso tentarono di sfilarmi la pistola di ordinanza; a quel punto scatta una forza in controllata che mi portò a puntare il mitra (Mab) verso quei malintenzionati e così come per incanto mi si aprì un corridoio che mi permise di raggiungere i colleghi del reparto che si facevano largo fra la folla. Genova la Superba che dette i natali a Cristoforo Colombo e Niccolò Paganini non meritava quella violenza dovuta all'uso cattivo della politica. Purtroppo la storia si ripete sempre, perché dopo questi accadimenti del 1949-50, la meravigliosa città ha subito altre violenze di lunga peggiori; durante il G8 del 2001 la manifestazione delle devastazioni dei black block dei no-global, dei centri sociali affiancati da progressisti di mezza Europa sotto la giuda di alcuni politici “trombati” che miravano a far fallire il vertice dei capi di stato del pianeta, nel tentativo folle di risolvere così le ingiustizie nel mondo. Tre giorni di violenze inaudite con feriti anche gravi tra le Forze del-

Condotta antisindacale Il Segretario Nazionale Guglielmo Frasca ha scritto al Questore di Roma per evidenziare un mancato intervento in ordine ad una condanna per condotta antisindacale che ha riguardato un dirigente della Questura di Roma, in data antecedente alla nomina dell'attuale questore Francesco Tagliente. Nella missiva si fa riferimento alla sentenza del Tribunale di Roma I Sezione Lavoro del 24 novembre 2008, che disponeva la condanna per condotta antisindacale del Dirigente pro-tempore dell'U.P.G.S.P. Raffaele Clemente per omessa informazione preventiva alla Consap nella predisposizione di turni di lavoro straordinario programmato e condannava il Ministero dell'Interno al pagamento delle spese di lite. Poiché il comportamento tenuto dal dirigente della Polizia di Stato è in palese contrasto con il DPR 737/81, non potendosi escludere la configurabilità quale “inosservanza delle norme che regolano i diritti sindacali degli appartenenti ai ruoli dell'Amministrazione della pubblica sicurezza” ex art. 4 c.15 del citato DPR, la Consap ha invitato il Signor Questore a prendere atto di tale situazione e voler attivare le prescritte procedure disciplinari.

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l'Ordine e ci fu scappa anche il morto: un giovane contestatore Carlo Giuliani. Anche in quel caso la responsabilità degli incidenti si provò a scaricarla sulla forze di polizia che pagarono a caro prezzo gli errori e le omissioni di altri; anche adesso per i fatti di Roma descritti in apertura sono riusciti a mascherare la sofisticata strategia, di cui certi politicanti, ancorchè fuori dai giochi sono maestri raffinati, attribuendo le loro malefatte sulle forze di polizia chiamate a garantire l'ordine pubblico. Malgrado ciò i tutori dell'ordine sono riusciti a frenare l'attacco insensato alle bellezze della capitale culla di cultura e di storia, nonostante il loro trattamento economico assolutamente inadeguato all'impegno ed alla responsabilità. E' noto da tempo, che nei reparti serpeggia un forte malcontento a causa di retribuzioni che sono all'ultimo posto fra tutte le forse di polizia europee; per cui i nostri responsabilità dell'economia sarebbe opportuno che intervenissero per far stringere la cinta dei pantaloni a tutti quelli che ogni mese portano a casa dai 20 mila euro in su, recuperando risorse de destinare ai veri baluardi della democrazia e della libertà in questo paese. Francesco Moretta


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I tutori dell'ordine stanno vivendo uno dei momenti più tristi della loro storia DE PROFUNDIS PER I POLIZIOTTI

Mauro Pantano Segretario Nazionale Consap

Stiamo vivendo momenti bui; una società alla deriva; un inesorabile declino di valori e principi. Il popolo sovrano assiste inerme al triste teatrino della sua rappresentanza in Parlamento. E nella polizia di Stato le cose vanno ancora peggio rispetto agli andamenti generali. Le aspettative di un riordino delle carriere, in grado di riaccendere una motivazione professionale diffusamente depressa, è tristemente naufragata in un oceano di impegni assunti e non mantenuti da una classe politica inaffidabile ed insensibile. Al disastroso esito del progetto riordino delle carriere, va aggiunto il peggiorativo sul sistema pensionistico, che vede sempre più lontano e sempre più sottile l'assegno di quiescenza, con la totale latitanza di chi avrebbe l'onere di far partire la previdenza integrativa. Per non parlare poi del congelamento delle retribuzioni per un triennio, che andrà ad incidere ulteriormente sulla gestione di cassa delle famiglie dei poliziotti nonché sul già misero assegno di pensione. E per i tutori dell'ordine il “congelamento” è più severo rispetto agli altri pubblici dipendenti: oltre al

mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, la penale viene pagata anche per tutti gli aspetti di avanzamento economico correlati al decorso del tempo, nonché agli avanzamenti in carriera. L'esiguo stanziamento disposto a compensazione,gli 80 milioni di euro per il 2011 e 2012, a conti fatti, sarà un “pannicello caldo” per i lavoratori della sicurezza. La vecchia cara Polizia è a questo punto più vecchia che cara: una età media troppo elevata e meccanismi di ricambio del personale ridotti a lumicino. Pochi, vecchi, indeterminati e carichi di lavoro, con sempre meno mezzi e risorse, a combattere con una criminalità sempre più efficiente e determinata. Sempre i soliti, in alcuni settori particolarmente gravosi, a sostenere le necessità operative, senza speranze di vedere arrivare i “rinforzi” giovani e pieni di energie. La carrellata delle problematiche è lunga ed articolata; norme sulla mobilità da ripensare radicalmente; un codice disciplinare vetusto ed inadeguato: bandi concorsuali in perenne biblico ritardo; chiusura di Istituti di Istruzione, Commissariati, ed Uffici di ogni genere , per far quadrare un


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bilancio sempre più povero e dissestato. Alcune cose sarebbe certamente utile e giusto farle: eliminare tutte quelle spese di cerimoniale che a nulla servono in momenti di grave crisi quale quello attuale; impedire ristrutturazioni e rinnovazioni inutili di tanti uffici faraonici presenti su tutto il territorio nazionale: ridurre le auto di accompagnamento di tanti burocrati; porre un tetto di spesa per l'acquisto di auto non operative; censire e regolamentare severamente il ricco patrimonio immobiliare provvedendo alla cartolarizzazione della parte ritenuta superflua. Ormai da troppi anni il trend è ribassista; la politica di governo si accanisce contro i pubblici dipendenti che devono farsi carico di quella folta schiera di evasori fiscali, causa principale del forte dissesto finanziario del Paese. Cosi per il poliziotto il carico fiscale sulle retribuzioni “congelate“ diventa insostenibile. Deve pagare le spese scolastiche anche per i figli di quell'esercito” a basso reddito dichiarato, che si reca a prendere la prole a scuola a bordo di supermacchine; che

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svolge attività imprenditoriali, commerciali o libero professionali, accomunate da introiti stranamente tendenti allo zero. Deve pagare anche per gli extracomunitari e per i comunitari non abbienti. Deve sostenere per loro anche le spese del Servizio Sanitario Nazionale e figura sempre nelle ultime posizioni in qualsiasi graduatoria di accesso a servizi pubblici, che inesorabilmente gli saranno erogati a prezzo salato. Partecipa con la tassazione sul reddito all'edilizia destinata alle categorie anzidette, stringendo la cinghia ai limiti del possibile per ottenere la disponibilità di un ricovero abitativo per la propria famiglia. Tutto questo è odioso ed inaccettabile; il sacrificio e la dedizione totale, l'impegno senza limite e l'esposizione al rischio vengono ripagati in questo modo. La misura è ormai colma.


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Giostrai, artigiani, circensi ma nelle città Rom spesso equivale a criminalità

Guglielmo Frasca Segretario Nazionale Consap

La maggior parte delle volte sono affiancati all'immagine del degrado di Roma e alla delinquenza urbana. Dai campi rom partono gli scippatori, i ladri delle auto, coloro che entrano di notte nelle case. Per altri, sono l'emblema del male della società occidentale, che boccia chi resta dietro e non dà alcuna speranza di elevarsi a chi comincia da zero. Le scritte "Rom -4" e "Rom Raus" equivalente a "rom fuori", insieme a svastiche, sono apparse su un muro di via della Pisana, sulle colonne di una scalinata che porta a Via del Fontanile Arenato. Raffaele Scamardì, capogruppo Pd del XVI Municipio, ricorda con rabbia che non è stato il primo avvenimento di questo genere. Già lo scorso anno nei pressi delle poste di via di Bravetta, un scritta analoga antisemita aveva come obiettivo Anna Frank. Fabio Bellini, presidente del XVI Municipio, ha domandato il pronto intervento dell'Ufficio decoro urbano del Comune. Di nuovo Scamardi ha sottolineato la vergogna da cancellare immediatamente, se non fosse intervenuto subito il decoro urbano l'avrebbero fatto, come la volta scorsa, il XVI municipio e i cittadini del quartiere autonomamente. Erdei Mircea, padre dei quattro

bambini morti nell'incendio del piccolo campo abusivo a Roma la settimana scorsa, ha definito le scritte razziste apparse nel XVI municipio che si riferivano proprio ai quattro figli morti. Come un gesto razzista che turba molte persone, non solo la comunità rom. Attualmente la comunità rom consiste di oltre 3mila persone che vengono ospitati in sette villaggi attrezzati; 1.600 si trovano nei campi cosiddetti tollerati; 2 mila persone circa si trovano in insediamenti abusivi. I rom spesso vengono chiamati in Italia nomadi, ma la gran parte tende a radicarsi in un territorio, come effetto del venire meno, nell'economia contemporanea, del cosiddetto “prestigio sociale” delle attività professionali quali giostrai, venditori di cavalli, arrotini, circensi, connesse alla secolare storia nomadica. Questo fa capire il nesso inscindibile con la discriminazione che subiscono i rom. La Commissione Europea contro il Razzismo e l'Intolleranza, ECRI, nei suoi “rapporti sull'Italia”, ha spesso invitato a lasciare, nelle “politiche sui rom e i sinti”, il “falso presupposto che i membri di tali gruppi siano nomadi”, da cui ne deriva “una politica di segregazione dal resto della società”, con la creazione di "campi nomadi",


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concepiti secondo il principio di una presenza temporanea dei rom, spesso senza accesso ai servizi più basilari, favorendo la mancanza di responsabilità delle amministrazioni locali dal dover fornire i servizi scolastici e sociali finalizzati all'integrazione. Nel libro "Immigrazione e sicurezza in Italia" l'antropologo Glauco Sane riga ed il sociologo Marzio Barbagli che citano a sostegno delle loro tesi anche altri antropologi quali: Leonardo Piasere, Dick Zatta e Francesco Remotti, nelle comunità Rom, come anche fra altri gruppi di zingari, rubare ai Gage, i non zingari, è non solo consentito ma considerato positivamente, mentre è vietato e criticato all'interno della stessa comunità. Sempre secondo Barbagli e Sanga il furto contro un rom o la denuncia di un altro rom alle autorità sono considerate colpe molto gravi; ai bambini viene insegnato fin da molto piccoli a chi si può e a chi non si può rubare, a chi è bene e a chi è male parlare dei furti commessi. Nel libro "Comunità girovaghe, comunità zingare", Leonardo Piasere, analizzando l'organizzazione produttiva di un piccolo gruppo di rom Khorakhanè, accampati presso Verona e dintorni, afferma che i Khorakhanè provenienti dalla ex Jugoslavia non giungono in Europa occidentale per vendere forza lavoro

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manuale o intellettuale, né per investire un capitale produttivo, commerciale o finanziario ma al contrario con l'intenzione di vivere attraverso la mendicità e/o il furto. Glauco Sanga e Francesco Remotti, propongono inoltre un'analogia fra gli zingari e le antiche popolazioni di cacciatori-raccoglitori, mettendo in evidenza però che l'ambito della raccolta si è attualmente llargato: i prodotti della raccolta non sono più solamente i prodotti della terra o dell'allevamento ma anche i prodotti dell'attività industriale; è con questa tesi che Remotti spiega la mancanza di senso di colpa in coloro che si dedicano ai furti quotidiani. Secondo Leonardo Piasere l'analogia tra gli zingari e le antiche popolazioni di cacciatori-raccoglitori è invece da abbandonare. Pur riconoscendo il massimo rispetto a questi studiosi ci si consenta di pensarla come l'uomo della strada che è stanco di subire le angherie dei rom; se siamo dello stesso avviso che il degrado delle comunità rom siano una macchia per una società civile, non siamo disposti a lasciare il passo alla commozione e continuare a subire una delinquenza sempre più diffusa. Cordoglio e rispetto per i bambini morti ma rigidità e fermezza contro i soprusi delinquenziali dei rom.


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Scegliere di cambiare per mantenere la coerenza di sempre Dalla Uil alla Consap, Benvenuto a Pantaleoni nuovo segretario nazionale

Se con la lettera che segue annunciamo di aver concluso la nostra esperienza alla UILPS (ora Uil Polizia), non per questo abbiamo deciso di abbandonare il nostro impegno sindacale, assunto principalmente nei confronti di coloro che ci hanno dato fiducia e sostegno in questi anni. Potevamo restare ad aspettare che questo processo di “fusione” (o frantumazione?) giungesse a termine, ma con la coerenza di sempre, abbiamo invece deciso di essere attori, e non spettatori, del nostro futuro sindacale e, parallelamente, di quello dei nostri iscritti (che prima ancora sono colleghi e amici). Abbiamo perciò raccolto un invito che rappresenta, per tutti coloro che vorranno coglierlo, un'opportunità unica e, in particolare per PANTALEONI Gianluca, il riconoscimento di tanti anni di onesta e proficua attività sindacale. E' stato il Segretario Generale Nazionale della CONSAP, Giorgio Innocenzi, in persona ad offrire a Gianluca la carica di Segretario Nazionale, permettendogli altresì di portare nella segreteria regionale Toscana e nelle singole province il suo gruppo di dirigenti sindacali. Ad Ognuno ovviamente la possibilità di scegliere la propria strada,…per noi la convinzione di poter incidere con maggior forza e determinazione nella risoluzione dei problemi del nostro territorio e la possibilità di relazionarci, direttamente e amichevolmente, con un Segretario Nazionale costantemente disponibile,…la convinzione di poter continuare ad offrire le stesse iniziative (Festa della Befana); le stesse agevolazioni (CAF Acli a disposizione gratuitamente); e qualcuna in più (iscrizione alla Codacons - coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e tutela dei diritti di utenti e consumatori - compresa nella quota sindacale con un ri-

sparmio di euro 50.00).., per noi la convinzione di poter realizzare, insieme a tutti voi, progetti ancor più ambiziosi! PANTALEONI Gianluca MARCHI Indro Per evitare mistificazioni, alterazioni, possibili strumentalizzazioni dei fatti abbiamo deciso di raccontare cosa è cambiato e, soprattutto, perché! Documento congiunto Segretario Generale Regione Toscana Uil Polizia Pantaleoni Gianluca e Segretario Generale Provincia Lucca Uil Polizia Marchio Indro DIMISSIONI DAGLI INCARICHI RICOPERTI NELLA 0.S. UIL POLIZIA - Come anticipato in oggetto gli scriventi hanno deciso di lasciare gli incarichi attualmente ricoperti nella o.s. Uil Polizia. Da troppo tempo, ovvero dal momento della costituzione del S.U.P.. e dalla conseguente realizzazione della federazione con la UILP S (Federazione SP), assistiamo, cercando di non assumere posizioni di parte e mantenendoci per quanto possibile in una posizione neutrale, a tentativi di conciliazione tra realtà che, a questo punto, riteniamo non possano convivere pacificamente. Siamo stati resi partecipi dei diffusi e reciproci tentativi di “screditamento” avvenuti da parte di Segretari Nazionali” simpatizzanti” per l'una o l'altra componente sindacale, finalizzati, a nostro parere, solo ad incrementare la rappresentatività di una o.s. a scapito dell'altra, e che hanno avuto, come ulteriore, inevitabile riflesso, quello di creare fratture e malesseri all'interno delle Segreterie presenti sul nostro territorio. Anziché assistere ad un processo di unificazione e fusione tra due realtà con il conseguente arricchimento che ne sarebbe derivato alla nascente Uil Polizia, quello che ci si presenta davanti è uno scontro


Attualità per la spartizione e divisione della stessa Uil Polizia che, questo crediamo, non ne potrà che uscire impoverita e frammentata. Il recente incontro tenutasi a Roma alla presenza di Luigi Angeletti, confermando tutti i nostri timori, ha evidenziato come la realizzazione della Uil Polizia, sebbene ufficialmente avvenuta dal 1 gennaio 2011, debba ancora affrontare un lungo e travagliato cammino, reso ancor più difficile ed incerto dalle ulteriori federazioni e affiliazioni che si sono realizzate o stanno per farlo. Senza entrare nel merito della bontà degli “ingredienti” utilizzati noi non pensiamo che, per realizzare un buon “piatto “, basti “mescolarli” tra loro e metterne tanti; questi non solo devono abbinarsi bene insieme, ma necessitano altresì di un buon “cuoco”. Noi non ci riconosciamo in chi, è stato deciso, dovrà guidare questa operazione di “fusione” ovvero il “cuoco”, non sappiamo nemmeno se né uscirà un buon “piatto”, di sicuro, avremmo voluto partecipare alla sua scelta e condividerne la “ricetta “, cosa che non è avvenuta,

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Oggi non ce la sentiamo di continuare lungo questo cammino, faticosamente iniziato alcuni anni fa in Toscana, perché non lo faremmo con la sufficiente convinzione, quella necessaria per risolvere i problemi e soddisfare le necessità dei colleghi che in noi hanno riposto la loro fiducia. È con sacrificio che, all'amico e guida Sebastiano Di Luciano diciamo “scusa ma non ci sentiamo più parte di questa Uil Polizia che, crediamo, anche tu avresti voluto diversa. È con un peso sul cuore che salutiamo, ringraziandoli; tutti coloro che ci hanno accompagnato ed aiutato lungo questo cammino sindacale che, come tutti i colleghi 'sindacalisti” sanno, seppur spesso pesante e faticoso sa essere anche piacevole e gratificante. Con la convinzione che i rapporti umani costruiti con, il tempo e le esperienze condivise resteranno immutati, anche, e nonostante, questa nostra scelta facciamo a tutti voi i nostri migliori auguri di buon lavoro. Con sincera stima ed affetto Lucca, 25 febbraio 2011 Pantaleoni Gianluca - Marchi Indro

Cresce in tutta Italia il consenso per il progetto Consap In tutto il territorio nazionale la nostra organizzazione sindacale ha proceduto ad un ricambio dirigenziale a livello provinciale e regionale, acquisendo nuove professionalità ed esperienze sindacali che hanno deciso di aderire al nostro progetto. E' questo il caso della Toscana. E' stato nominato il neo Segretario Generale Regionale nella persona di Massimo Napoli, poi Gianluca Pantaleoni, già Segretario Generale Regionale Toscana della UIL Polizia, ha ufficialmente aderito alla Consap unitamente al Segretario Generale Provinciale di Lucca, Indro Marchi, al Segretario Generale Provinciale di Livorno, Giovanni Pontillo, al Segretario Generale Provinciale di Pistoia, Andrea Mazzoni ed ad un consistente numero di iscritti. La scelta è stata ampiamente motivata in un articolato documento con la quale è stato aspramente criticato il progetto di fusione a freddo tra la UILPS e il SUP e la successiva proliferazione di incomprensibili affiliazioni e aggregazioni. Gianluca Pantaleoni, dirigente sindacale molto conosciuto ed apprezzato in tutta la Toscana, andrà a ricoprire il prestigioso incarico di Segretario Nazionale della Consap. Inoltre c'è stata la nomina del nuovo Segretario Generale provinciale di Firenze Michela Pascali e del nuovo Segretario Generale

Provinciale di Pisa Francesco Durante. Anche in Puglia La Segreteria Nazionale ha nominato Mauro Mercadante, Segretario Generale Provinciale Consap di Bari. Al neo Segretario Generale Provinciale gli auguri di buon lavoro. Al collega Vincenzo Smaldini, collocato in quiescenza, i ringraziamenti più sinceri della Consap per il grande lavoro svolto alla guida della struttura barese, stessi ringraziamenti che vano rivolto all'ex Segretario Generale Regionale della Toscana Fabio Comparini. (nella foto il neo Segreteraio Nazionale Consap Gianluca Pantaleoni insieme al Capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli)


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Alloggiopoli in polizia: fare chiarezza Rendere pubblico subito elenco beneficiari

“In una fase di recessione occorre la massima trasparenza” questo il concetto espresso dalla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, che ha chiesto al Questore di Roma di conoscere l'attuale situazione degli alloggi in temporanea concessione della Polizia di Stato a Roma. “Le notizie di stampa riguardanti assegnazioni a prezzi inferiori al costo di mercato, che coinvolgono Comune di Roma e Regione Lazio - spiega la Consap nella missiva inviata per conoscenza anche al Capo della Polizia, al Prefetto di Roma ed al Sindaco della Capitale - impongono chiarezza di comportamenti anche nella opaca gestione degli alloggi di servizio in temporanea concessione della Polizia di Stato”. A distanza di due anni dall'ultima denuncia, nella quale emersero evidenti anomalie sia nelle assegna-

Prefetto di Roma Pecoraro

zioni che nei verbali delle riunioni della Commissione Provinciale Assegnazioni Alloggi Individuali costituita ex art. 53 e 53 del Regolamento di Servizio dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza e dall'infruttuosa richiesta di censimento che il Sindacato di polizia aveva richiesto al prefetto, la Consap torna a reclamare trasparenza nei criteri di individuazione ed assegnazione dei fruitori degli alloggi chiedendo una verifica anche sui costi di questi immobili, molti dei quali di assoluto prestigio, situati nel centro di Roma, con dimensioni superiori ai 100 mq e spesso ristrutturati sforzescamente a spese della collettività. La Segreteria Provinciale della Consap di Roma stavolta intende andare fino in fondo e si dichiara pronta alla mobilitazione qualora questi elenchi non siano resi noti.


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Emergenza-Lampedusa: per Consap "Spreco di denaro pubblico" E agenti abbandonati sul molo!

L’attenzione di tutto il nostro Paese in questi giorni è rivolta, giustamente, all’emergenza-sbarchi a Lampedusa. Un esodo di umana disperazione dalle dimensioni bibliche, aggravatosi, di recente, per l’effetto della sanguinosa repressione libica ad opera, sembra, di mercenari assoldati da Gheddafi. Tutto ciò mentre il ministro Roberto Maroni registra a Bruxelles scarsa solidarietà, se non addirittura una chiusura totale da parte di alcuni Ministri sullo smistamento dei richiedenti asilo sulle nostre coste. “Sono affari vostri” pare sia stata la risposta di alcuni Ministri UE: il ministro francese Brice Hortefeux, ha addirittura lasciato l’aula non appena il Ministro Maroni ha iniziato a parlare del problema immigrazione. Ma se a preoccupare - e ad occuparci - è anzitutto il destino di questa marea umana, sventurata e disperata, la loro collocazione nei nostri Centri accoglienza, la loro integrazione con il nostro Paese e gli Italiani, la preoccupazione di un loro ritorno, o nonritorno, in Patria, come stanno vivendo questi sbarchi di disperati le nostre Forze dell’Ordine? E’ tutelata l’azione dei poliziotti in questa emergenza di massiccia immigrazione clandestina? Prismanews lo ha chiesto a Giorgio Innocenzi, Segretario Generale della Consap, Sindacato maggiormente rappresentativo delle Forze di Polizia Dottor Innocenzi, come procedono le attività di assistenza e sicurezza agli sbarchi per la Polizia a Lampedusa? “La situazione è tutt’altro che tranquilla: al momento, oltre 100 poliziotti a Lampedusa, sottoposti a dei tour de force inenarrabili e quindi esausti per mantenere notte e giorno l’ordine pubblico, attendono direttive e un ricambio da parte di altri colleghi, e il ricambio non arriva. Da come si sta svol-

gendo tutta l’operazione, dobbiamo solo constatare amaramente che il Governo non è in grado di approntare e affrontare un efficace piano di emergenza degli sbarchi clandestini, almeno per quanto riguarda le Forze dell’Ordine”. Poliziotti che provengono da dove? “Attualmente nell’isola, stazionano, stremati di fatica, circa 100 operatori dei reparti mobili di Catania, Reggio Calabria, Firenze e Bologna e della Polizia Scientifica di Roma; sono giorni e giorni che aspettano di poter rientrare nelle loro sedi, cosa resa impossibile, in questi giorni, a causa delle condizioni meteo avverse”. E cosa impedisce il ricambio e il rientro in sede degli uomini in divisa? “Il Viminale non autorizza i voli aerei che ha bloccato per farli tornare in sede: è stato detto un secco “no” ai voli aerei perché costano troppo!! In pratica il Governo vuole risparmiare annullando i voli per il rientro dei nostri colleghi, negando ulteriori spese e costi”. Ma questo “risparmio” ci sarà poi effettivamente? “Assolutamente no ed è questa l’assurdità della situazione, perché ai colleghi che sono costretti a restare lì occorrerà comunque pagare l’indennità missione e gli straordinari: cose che faranno lievitare i costi, altro che ridurli! Se il nostro personale non riesce a tornare a casa (hanno famiglia anche loro, sa?!) gli andrà corrisposta una maggiorazione significativa sullo stipendio e tutto ciò è assurdo! Si verificherà un vero e proprio spreco di denaro pubblico, in quanto - ripeto - i soldi risparmiati per gli aerei dovranno comunque essere pagati in seguito, perché i colleghi che operano in regime stipendiale di indennità di ordine pubblico e straordinario, comunque dovranno essere pagati”. E a parte il mancato ritorno in sede o a casa pro-


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pria, cos’altro stanno subendo le nostre Forze dell’Ordine in questa situazione di super-lavoro? “Si sta, ancora una volta, mortificando la professionalità dei colleghi perché siamo in assenza totale di direttive operative circa l’impiego della Polizia. Siamo all’assurdo che, da domenica, il personale del reparto mobile di Reggio Calabria è abbandonato sui moli di Porto Empedocle, in attesa di una nave che non arriva”. Ma il maltempo sta frenando, almeno, nuovi arrivi di barconi in questi giorni… “Certamente: i cittadini di Lampedusa sanno benissimo che le condizioni meteo non consentono l’arrivo di altri fuggiaschi, ma forse sarebbe utile che sapessero che lo stesso maltempo ha messo in crisi anche il Governo, che si sta dimostrando incapace ad affrontare un’emergenza, peraltro facilmente prevedibile". Un Governo sordo alle richieste della Polizia?

“Purtroppo sì: finora sono state disattese tutte le nostre richieste perché in ogni nostra rimostranza non è stata mai ravvisata nessuna specificità che giustificasse una maggiore attenzione delle Istituzioni verso i nostri bisogni: ora, se davanti a questa emergenza di proporzioni bibliche si continua a non voler vedere tale specificità... che dire? Siamo arrivati proprio alla frutta. Ma la Consap continuerà imperterrita e decisa nelle sue giuste e sacrosante battaglie“

CIE Ponte Galeria: vigilanza a rischio CONSAPnecessario coinvolgere altre forze di polizia Accoglienza profughi: CIE di Ponte Galeria vigilanza a rischio per carenza ispettori, Consap chiede coinvolgimento delle altre Forze di Polizia Prevedere una turnazione interforze nel coordinamento della vigilanza al CIE di Roma, questa la richiesta della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, legata all'emergenza sbarchi paventata a più riprese dallo stesso Ministro Maroni. Il servizio di vigilanza presso il Centro di Identificazione ed Espulsione di Roma Ponte Galeria è garantito da contingenti interforze spiega la Consap di Roma - ma il coordinamento è affidato alla Polizia di Stato che lamenta carenze enormi nel ruolo degli ispettori ne consegue che tale servizio impone a questi graduati di polizia, turni massacranti, che mal si conciliano con la delicatezza del compito da assolvere. Gli occhi del mondo saranno puntati sull'accoglienza del nostro paese in considerazione degli stravolgimenti che stanno avvenendo nel nord Africa è per garantire a questo personale un ricambio adeguato, sarebbe auspicabile che anche il coordinamento, così come il contingente operativo, fosse interforze.


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Una vita in prestito, libro del poliziotto-scrittore Francesco Saverio Di Lorenzo

Di seguito una sintesi della prefazione al libro a cura di Ferdinando Imposimato:


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Attualità molto importante, ricco di umanità e rivelatore di come vivono queste persone che lottano contro la criminalità organizzata”; - 21 giugno intervista radiofonica TGR Lazio; - 17 agosto: presentazione libro, “Incontri d'estate” lungomare Diamante (CS); - 12 settembre: “I sapori del giallo” (presentazione ambito manifestazione festival prosciutto di Parma) Langhirano (PR): - 2 ottobre: “GR Parlamento” intervista radiofonica; - 28 ottobre:“Dove di sera” intervista TV Rete Oro; - 29 ottobre: presentazione libro c/o Fondazione Civita, Piazza Venezia 11 - Roma; - novembre: presentazione libro manifestazione Auguri Italia “Roma Capitale-150° unità d'Italia” in Piazza Margana 41 - Roma; - 18 novembre: intervista TV RTV di Reggio Calabria; - 19 novembre: presentazione libro Reggio Calabria;

RECENSIONI ED EVENTI 2010/2011:

- 22 novembre: intervista TV Rete Gold;

- 16 giugno: 1^ presentazione Nazionale c/o la “Domus Talenti” via delle Quattro Fontane 113 Roma; - 19 giungo: recensione “Do Re Ciack Gulp” a cura di Vincenzo Mollica (giornalista TG1); “Un libro

- 18 dicembre: presentazione libro libreria “Mind Cibo per la mente”, Via Federico Nansen 62 Roma

NOTA BIOGRAFICA Francesco Saverio Di Lorenzo è nato in Calabria da dove è partito per arruolarsi nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, dichiarato sciolto dalla legge di riforma 121/81 sancendo di fatto la nascita dell'Amministrazione Civile della Polizia di Stato. Ha svolto tutta la sua vita professionale nelle Istituzioni Statali. Attualmente presta servizio presso la Direzione Investigativa Antimafia. E' alla sua prima esperienza letteraria, alla quale si è avvicinato con circospezione, scevro da condizionamenti mediatici, sublimali e di parte. Strenuo sostenitore della meritocrazia, si definisce un indipendente sano, animale raro e per tale motivo cacciato dai predatori. L'esperienza acquisita sul campo e le numerose vicissitudini vissute quale testimone oculare, garantiscono il lettore offrendo, nel contempo, un ambito utile al ragionamento e alle riflessioni.

- 25 febbraio 2011 presentazione Sala Consiliare Comune di Anzio


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Centro Identificazione ed Espulsione La Consap scrive alla Commissione Bicamerale

La Segreteria provincia della Consap di Gorizia ha scritto all'onorevole Strizzolo Vice Presidente ella Commissione Bicamerale Schengen, Europol Immigrazione, per relazionarlo sulla situazione presso il Cie/Cara di Gradisca D'Isonzo. Voglio porgere i miei ringraziainenti per la disponibilità a milgiorare la situazione attuale presso il Centro d'identificazione ed Espulsione e Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Gradisca d'Isonzo Come avete già preso atto dalle relazioni verbali durante il nostro incontro dell'11 marzo 2011 con i Sindacati della Polizia di Stato più rappresentativi, espongo nuovamente in forma dettagliata le condizioni di questo Centro che è attualmente il più grande d'ltalia Dalla sua istituzione del 2008, in poi sono stati spesi ben 18 milioni di euro per la conversione da Caserma abbandonata dell'Esercito a C.P.T., non sono stati più spesi ulteriori soldi per l'adeguamento, manutenzione e ripristino della struttura stessa a seguito dei danneggiamenti e del degrado. Un milione e 600 mila euro stanziati per la manutenzione non sono assolutamente sufficienti per sopperire alle esigenze attuali. Il personale interno operante che ò suddiviso tra personale civile, operatori della Polizia di Stato coadiuvati a rotazione dall'Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza e Reparto Mobile non è assolutamente in grado di supplire alle esigenze operative del Centro. Dire che attualmente la Sicurezza del Centro non è precaria è assolutamente utopia! La situazione è a dir poco disastrosa e come si è detto durante la riunione dell'11 marzo, è un miracolo che non ci sia ancora scappato il morto! La professionalità degli operatori di Polizia non basta a colmare la cronica carenza organica e struttu-

rale per gestire questo Centro in totale decadenza, ma di questo sicuramente Ve ne siete accertati di persona durante la visita presso la struttura. In sintesi bisogna prendere una decisione drastica per salvaguardare il personale e gli ospiti stessi del CIE con la momentanea chiusura o sottodimensionamento per portare il complesso ad un livello accettabile la sicurezza. L'attuale azienda civile vincitrice dell'appalto non sta garantendo un servizio adeguato in numero di personale, nella qualità del servizio e tutto ciò incide sulla sicurezza. La struttura, inizialmente è stata realizzata per ospitare 225 persone e nei primi di marzo alloggiavano 98 persone suddivise tra: due camerate (una in zona Blu e una in zona Rossa), zona centralino, corridoio che porta alla mensa Rossa, zona tra le due mense e fino a un paio di giorni fa corridoio che porta dal centralino alla mensa zona Rossa e corridoi del barbiere e della moschea. Ovviamente dormono e vivono a terra. In più, nonostante vi fosse la garanzia del blocco degli arrivi, continuano ad arrivare ulteriori ospiti! Non è assolutamente accettabile, che delle 28 camerate iniziali, ben 26 sono inagibili a seguito di incendi dolosi da parte degli ospiti e che ben 100 persone devono soggiornare in due sole camerate, e in più per ovvie ragione in assenza di letti. A seguito di alcune rivolte, per far convivere tutte queste persone, gli operatori di Polizia devono scortare a rotazione gli ospiti per garantire la loro igiene personale, i pasti e la ricreazione, in modo di non far lievitare le tensioni già elevatissime a seguito del sovraffollamento. Inoltre la Prefettura ha imposto il divieto assoluto di possedere cellulari e il divieto di fumo in tutti gli


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spazi chiusi e aperti della struttura, decisione che ha fatto generare in seguito diversi disordini. Non si può tenere il pugno duro se non sussistono le condizioni di sicurezza, mettendo in pericolo tutti quanti. E' ovvio che tale misura cautelativa scatta a seguito degli incendi dolosi dei materassi che dovevano essere ignifughi, ma tutto ciò non fa che accrescere le già elevatissime tensioni.

lanza sono costretti a effettuare delle scorte sanitarie, seguendo con un mezzo non adeguato l'ambulanza dell'ente gestore, oltretutto non attrezzata a norma. Ovviamente spesso e volentieri il malessere dell'ospite è simulato per poter tentare una fuga all'esterno della struttura stessa.

Oltretutto in caso di scontro fra ospiti e operatori di Polizia, sicuramente ne avrebbero la peggio questi ultimi a causa del numero esiguo e della morfologia stessa della struttura.

Si richiede quindi a questa Commissione un intervento immediato per: - un rafforzamento cospicuo di personale a livello provinciale in modo di poter evitare di dover attingere tramite aggregazioni o missioni di personale esterno, evitando cosi sprechi gestionali e di denaro pubblico. - un profondo adeguamento strutturale della sicurezza. Salubrità ed igiene - l'assegnazione di alcune autovetture tipo Fiat Marea, provviste di cabina di sicurezza per la separazione dal personale operante durante le scorte sanitarie, nel caso il servizio Io richiedesse.

Ci tengo a rilevare che si tratta oltretutto di operatori di sicurezza di forze diverse e con compiti, obblighi e preparazioni differenziate. La situazione attuale sta mettendo a rischio l'incolumità degli operatori di polizia e delle forze amiate, alle quali è richiesta una professionalità e abnegazione non comune e si vedono costretti a fare miracoli contravvenendo a qualsiasi normativa sulla sicurezza e senza poter garantire la propria e altrui salubrità. I colleghi si sentono abbandonati a se stessi e mandati a correre rischi che non gli competono, e come se non bastasse, spesso due operatori della vigi-

Colgo l'occasione e porgo i miei più cordiali saluti Il Segretario Generale Provinciale CONSAP Walter BELTRAMINI

Scorte di Polizia: "Che il Capo della Polizia ci impieghi in divisa" Scorte di polizia in divisa, questa la singolare ma utile richiesta che la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia intende fare nei prossimi giorni al Capo della Polizia, per salvaguardare il già esiguo stipendio di donne e uomini dei reparti scorte della Polizia di Stato. “I colleghi ci rappresentano un problema concreto spiega Giorgio Innocenzi Segretario Generale della Consap - dovuto al fatto che gli abiti civili per i servizi di scorta a personalità varie si lacerano spesso a causa dell’arma e l’Amministrazione non ne prevede né la fornitura né tantomeno un’indennità vestiario. Ne consegue che circa 1.000 euro l’anno degli stipendi si dilapida in vestiti che di fatto sono abiti da lavoro. Da qui la nostra richiesta di autorizzazione

a garantire questo servizio con gli unici abiti che l’Amministrazione fornisce quasi puntualmente, ossia le divise”. Gli agenti delle scorte di polizia attraverso la Consap lanciano la loro proposta: vale a dire 5 euro di indennità per ogni giorno di servizio. L’utilizzo della divisa per i servizi di scorta, nelle argomentazioni esplicative della richiesta al Capo della Polizia, spiega la Consap, presenterebbe un rischio oggettivo che è quello di non garantire l’occultamento dell’operatore, ma potrebbe anche portare dei vantaggi a livello etico: chissà che trovandosi a girare per la città in mezzo a due poliziotti in divisa, molte scorte inutili, dei veri e propri status symbol, non ci verrebbero risparmiate per rinuncia dello stesso scortato.


Attualità Inoltre, una delegazione della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha incontrato il senatore Achille Serra, ex-prefetto designato responsabile della sicurezza per il Terzo Polo. Il colloquio si è svolto all’insegna della cordialità reciproca e il Segretario Generale Nazionale della Consap, Giorgio Innocenzi, insieme al Segretario Nazionale Guglielmo Frasca, ha commentato in termini negativi l’impegno del Governo per la sicurezza nazionale, falcidiata dai cosiddetti tagli lineari: tagli che fanno continuamente registrare arretrati nel pagamento delle indennità e degli straordinari, con conseguente rischio sotto il profilo dell’efficienza operativa. Nello specifico, ha sottolineato Giorgio Innocenzi, “La mancata integrazione da parte del Governo del fondo perequativo di 80 milioni di euro, si ritorce come un danno verso la sicurezza, ove si tenga conto che anche lo sblocco di questo esiguo finanziamento, sarebbe solo una piccola boccata d’ossigeno per un settore che da questo Governo si aspettava molto di più in tema di investimenti". La richiesta e l’auspicio della Consap, il sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, è che si individuino al più presto nuove risorse da destinare alla sicurezza nazionale: e questo nell’interesse, in primis, di tutti i cittadini. Dal canto suo, il senatore Serra ha condiviso le preoccupazioni dei rappresentanti dei poliziotti, assicuModa Le tendenze moda primavera/estate 2011 presentano una donna molto femminile. Denim e pizzo, questa primavera li vedremo sempre abbinati. Il jeans e' diventato più romantico e il merletto più grintoso. Pensavate di averle sentite tutte? che dire del primo jeans anticellulite! Questo tessuto contiene estratti di caffeina, escina e la vitamina E. Indossandoli si riesce a levigare la pelle, diminuire o prevenire la cellulite e dimagrire nei punti critici di noi donne e, tutto questo indossando pantaloni molto glamour e seducenti. Ritornando, care amiche al mitico jeans, quest'anno si risvolta l'orlo e si indossa con una camicia di cotone con le ruches. Non mancano pantaloni ricchi e “svasatissimi” che si abbinano alla camicia vicky e con zeppe in corda per un look fresco e giovane. Con gonna o pantaloni il tailleur sarà il pezzo forte del guardaroba di ogni donna per questa stagione.

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rando il massimo impegno affinché la sicurezza nazionale possa tornare ad essere una priorità per il nostro Paese. (Mafalda Bruno da Prisma News).

Gp a Roma segnali contrastanti La lettera di Bernie Ecclestone ha di fatto chiuso, prima ancora che aprisse, il cantiere del Gran Premio della Formula 1 all'Eur. Troppa fretta hanno avuto gli organizzatori: quello spot di Capodanno sulle reti Rai, dove si annunciava l'evento prima ancora che fossero stabilite tutte le procedure, è stato il necrologio del grande sogno sportivo del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il gran capo della F1, Bernie Ecclestone, sollecitato da più parti, ha fatto il Ponzio Pilato. Non è entrato nel merito della questione, ma con una lettera ha chiarito il punto più delicato, quello più sensibile: l'Italia avrà un solo Gran Premio e ad Ecclestone non importa se sia Roma o Monza, per lui potrebbero anche alternarsi. Qui, però finisce lo sport e comincia la politica. Una querelle tutta italiana, con la Lega pronta a dare battaglia al sindaco per difendere lo storico Gp di Monza e portare la questione a livello nazionale, sui tavoli che regolano gli accordi di Governo, già molto delicati. Una grana che né Berlusconi, né Bossi vogliono avere tra i piedi in questo momento con le elezioni sempre più probabili. Alemanno è costretto così a fare un passo indietro e chiudere la polemica che stava montando: "Abbiamo sempre detto che il Gp di Monza non era in discussione e in caso di dualismo, Roma avrebbe fatto un passo indietro".

Giacca con un bottone, sciancrata, con le maniche al gomito, un'infinita' di modelli per questa pazza primavera. Che carini i nuovi trench! Sono perfetti per la mezza stagione e vestono bene tutte. I modelli a doppiopetto hanno un'aria più grintosa e maschile,quasi come una divisa. I trenches monopetto sono certamente più femminili e dai dettagli romantici. Quando si tolgono sciarpe ed i dolcevita, si avverte la voglia di indossare una bella collana. Lo style di quest'anno ci propone grandi collane con pietre, con nastri in tessuto, collane impreziosite da cristalli e girocollo formato da rose di stoffa di varie misure. Anche in questa primavera/estate la passione per i pendenti a forma di croce continua imperterrita, croci grandi in metallo, con brillantini, pietre; per essere trendy basta indossarne una! Paola Pietrucci


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In tema di sicurezza anche i cittadini devono fare la loro parte Il nostro Simone Bracci intervista Rodolfo Laganà

Rodolfo Laganà, attore e comico, nasce a Roma il 7 marzo 1957. Dopo aver frequentato il laboratorio teatrale di Gigi Proietti, esordisce nel mondo dello spettacolo con il gruppo “La Zavorra”, formato insieme ad altri colleghi del corso (tra cui Massimo Wertmuller, Patrizia Cruciani, Giorgio Tirabassi e Patrizia Loreti) e con il quale partecipa a diversi programmi televisivi (nel 2000 è ospite fisso a “Domenica In”). Le sue apparizioni sul grande schermo non sono molte, ma tra i film che lo vedono protagonista possiamo ricordare “Febbre da cavallo - La mandrakata”, sequel del celebre film di Steno. La sua attività principale è il teatro, dove debutta nel 1989 accanto a Massimo Ranieri e dove, grazie ad una serie di spettacoli di successo da lui ideati ed interpretati, vede crescere la sua popolarità. Rodolfo come è iniziata la tua esperienza nel mondo dello spettacolo? E’ cominciata per caso: era il 1978, mi ero appena diplomato ed ero alla ricerca di un lavoro. Un giorno andai al botteghino del Teatro Brancaccio per comprare un biglietto perché c’era Gigi Proietti che recitava. E mentre aspettavo il mio turno mi accorsi che distanti dal botteghino c’erano delle persone in fila. Incuriosito da questo fatto mi avvicinai e chiesi il motivo di quella coda. ”Facciamo la fila perché Proietti fa il laboratorio teatrale e ci vogliamo iscrivere”, mi risposero. Allora mi misi in fila anche io, feci la domanda, mi presero e da lì la mia vita cambiò completamente! Qual è il segreto per far ridere? Ci sono molti segreti! Io sono una persona che vive

in mezzo alla gente e quello che faccio è raccontare la vita di tutti i giorni. Racconto i problemi, l’incomunicabilità, la difficoltà di vivere portati sul palcoscenico in maniera esasperata e comica. E se non avessi fatto ridere? Mi sarei messo a piangere da solo! Non so veramente quale altro mestiere avrei potuto fare. A me piace stare a contatto con la gente, quindi sicuramente avrei scelto un mestiere che me lo avrebbe permesso. Ma credo di saper fare forse solo l’attore! E allora parliamo del tuo mestiere: quel è il tuo ricordo più bello? Un ricordo particolare che mi ha stravolto la vita era proprio nel 1981 quando ancora frequentavo il laboratorio di Proietti. Andammo a Torino per fare un grande lavoro su Cesare Zavattini con la regia di Gregoretti ed io fui scelto per fare proprio il protagonista, Cesare Zavattini. Quella fu una cosa che ancora ricordo con grande emozione. Ti ispiri a qualcuno? Io ho 2 miti, che sono uno l’opposto dell’altro: Aldo Fabrizi e John Belushi. Di Aldo Fabrizi mi ispiro a tutta la sua poesia, all’indolenza romana, al fatto di prendersela con calma. Di John Belushi mi ispiro alla sua follia, all’aggressività ed all’unione con la musica. E’ stato semplice arrivare al successo? Quando ho iniziato la scuola, dal 1979 al 1981, ho vissuto momenti duri. Quando tornavo a casa molto spesso ci pensavo, mi chiedevo cosa stavo facendo. I miei genitori sono stati fantastici perchè non mi hanno mai ostacolato, ma chiaramente quando inizi a fare un mestiere, soprattutto quello dell’attore,


Attualità niente è semplice. Ancora adesso non sono certo di niente, figuriamoci all’epoca! Ho avuto grandi momenti di sconforto che però sono riuscito a superare con la “tigna”, come dice il grande Proietti. Questo mestiere non è facile, non devi mollare mai e soprattutto devi crederci. Se c’è la forza di sopportare tutto questo, allora vai avanti. Ma se questa forza manca, tanta strada non la fai. Ed io ho avuto la forza di sopportare. Poi piano piano con la televisione ed il teatro i risultati sono arrivati. Tra gli artisti con cui hai lavorato a chi sei più legato? Naturalmente l’artista a cui sono più legato è Gigi Proietti. Con lui ho un bellissimo rapporto di amicizia che dura da 30 anni, lo considero un mio papà! E poi ho sempre mantenuto dei buoni rapporti di amicizia con tutti gli artisti con i quali ho lavorato. Spesso vengono a casa mia a mangiare perché sanno che a casa mia si mangia bene e si vive in armonia. Io sono poco mondano, preferisco la chitarra, gli spaghetti, un fiasco di vino e raccontare barzellette, insomma una vita molto semplice. Cinema o teatro? Teatro tutta la vita! Io faccio teatro da 30 anni e penso che sia la cosa migliore perché hai un contatto con il pubblico immediato e poi non bluffi: a teatro se funzioni la gente ti batte le mani, mentre se non fai ridere oppure vai male, se ne vanno. Il teatro è un momento di grande verità ed è la forma d’arte che preferisco in assoluto. C’è una canzone nella tua vita? “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti è una canzone che mi mette sempre molta energia. E poi c’è “Insieme a te” di Ornella Vanoni a cui sono legato particolarmente. Hai 53 anni, ma quanti te ne senti? La metà! Certo, a 53 anni il fisico risponde in maniera diversa rispetto a quando ne avevi 30. Ma a parte questo, di testa, di energia e di allegria me ne sento la metà! Parteciperesti a reality? No, assolutamente no! Me l’hanno offerto ma gli ho detto di no! Non è una cosa che mi interessa, è una forma d’arte che non mi piace. C’è un momento in cui ti sei sentito in imbarazzo? Ce ne sono stati molti, ma l’episodio che mi ha messo più in imbarazzo è stato nel 2000 quando feci Full Monty, con la regia di Proietti, precisamente nella scena dello strip: mi sono vergognato come un

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ladro! C’erano le luci che ci accecavano e quindi non vedevamo niente davanti a noi, però è stato davvero imbarazzante! Sì, quello è stato il momento peggiore! Ti senti un cittadino sicuro? A volte sì e a volte no. Credo che la sicurezza si debba anche costruire da soli perché le Forze dell’ordine vanno aiutate, il cittadino gli deve comunque dare una mano. Fanno tanto per noi, anche se mi rendo conto che a volte si trovano in difficoltà perché non ci sono i mezzi, non ci sono i soldi. Mio padre poi mi ha insegnato il grande rispetto per le Forze dell’ordine. Mentre una volta non ci si poteva permettere di rispondere male ad un poliziotto oppure ad un carabiniere, oggi noto molta sfacciataggine e molta mancanza di rispetto. Le Forze dell’ordine sono amici, non sono nemici. Io li ho sempre visti come persone che mi tutelano. E poi ci vuole rispetto perché sono persone che rischiano la propria vita ogni giorno per tutelare la sicurezza altrui. Io questo mi chiedo: come fai ad essere contro una persona che ti protegge? Non c’è logica, è un controsenso. Una persona che è pagata per proteggerti e tu gli vai contro. Allora che vuol dire: sei matto! Io la penso così!


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Innovazioni tecnologiche nella terapia non invasiva del tumore alla prostata Il Carcinoma prostatico è la causa più frequente di morte per cancro nell'uomo, l'incremento dell'incidenza e della prevalenza è con l'aumentare dell'età. In Europa vengono diagnosticati ogni anno circa 190.000 nuovi casi, di cui più di 15.000 solo in Italia. Dal 1996 esiste una nuova opzione terapeutica che si basa sull'uso degli HIFU, Ultrasuoni Focalizzati ad Alta Intensità, attenendosi alle linee guida dell'OMS, consente di esplorare vie meno traumatiche dell'intervento chirurgico tradizionale a cura di Carlo Bellorofonte

senti contemporaneamente aumentano sensibilmente la probabilità di riscontrare una neoplasia prostatica.

Il carcinoma prostatico costituisce l'11% di tutti i casi di cancro nell'uomo. E' la causa di morte più comune per cancro nell'uomo avendo ormai superato il tumore del polmone. Il Psa (Antigene Prostatico Specifico) può essere considerato oggi l'unico marcatore biochimico da utilizzare di routine nei pazienti con patologia prostatica. Il riscontro di un valore di Psa aumentato non rappresenta un elemento di sicura diagnosi tumorale. Per diagnosticare i casi 'dubbi' solitamente si fa ricorso a strumentazioni diagnostiche invasive quali l'ecografia prostatica transrettale e l'agobiopsia prostatica ecoguidata. L'indicazione ad effettuare un'agobiopsia prostatica può derivare dal riscontro di un incremento dei valori plasmatici del PSA e da una consistenza anomala della ghiandola all'esplorazione retta-le, dal rilievo di aree sospette, per lo più sotto forma di nodulo o di area ipoecogena, all'ecografia transrettale; questi elementi quando pre-

Secondo l'Ente Americano Agency for Healthcare Research and Quality la terapia del cancro della prostata e il relativo grado di successo sono correlati allo stadio della malattia al momento della diagnosi, al livello di aggressività della stessa, all'età ed alle condizioni fisiche del paziente. Quando viene diagnosticato un tumore alla prostata occorre definire quale possibile terapia, tra quelle a disposizione, possa dare il migliore risultato al paziente in termini sia di radicalità oncologica sia di minori effetti collaterali. Il tumore prostatico è solitamente un tumore a lenta crescita nella maggior parte dei casi, i pazienti sopravvivono per diversi anni e spesso la morte sopraggiunge per altre cause; in un minor numero di casi però il tumore prostatico può essere particolarmente aggressivo. Numerose e recenti pubblicazioni scientifiche condotte a livello internazionale hanno dimostrato che nessuna scelta terapeutica tra la prostatectomia radicale, la terapia ormonale, la radioterapia, la crioterapia e il semplice 'watchful waiting', cioè 'aspetto e vedo' si è rivelata superiore alle altre in termini di radicalità oncologica e minori effetti collaterali per il paziente. Nessun trattamento in questione ha incrementato la sopravvivenza a distanza, nessun trattamento è stato scevro da effetti collaterali. Al momento vengono condotti altri studi a livello internazionale allo scopo di confrontare tutte le metodiche terapeutiche per il trattamento del tumore prostatico, valutandone rischi e benefici.


Attualità Le varie opzioni terapeutiche per il cancro della prostata L'intervento chirurgico, cioè la prostatectomia radicale è un intervento proponibile solo nella fase di tumore localizzato ed è più difficilmente effettuabile su pazienti sopra i 65 anni data l'invasività dell'intervento stesso. Esso può essere causa di notevoli perdite di sangue, ha come effetto collaterale l'incontinenza urinaria (nel 30% dei casi) ed è causa quasi certa d'impotenza coeundi (80%). Quando l'intervento chirurgico non è proponibile resta l'alternativa della radioterapia esterna che consiste in genere in un ciclo terapeutico della durata di 6 settimane, con notevoli svantaggi per il paziente stesso e, spesso, lunghe ed interminabili liste d'attesa. Tale terapia ha percentuali di successo inferiori alla chirurgia, preclude o rende estremamente rischioso l'intervento chirurgico in un secondo tempo in caso di recidiva locale di malattia ed è una tecnica associata ad una notevole morbidità. Inoltre, per avere riscontri accettabili sull'esito della terapia c'è da attendere circa 18-24 mesi. In caso di insuccesso non può essere ripetuta. Esiste un'altra forma di terapia radiante, la brachiterapia, che consiste nell'inserimento di semi radioattivi direttamente all'interno della prostata. Questa terapia presenta non pochi limiti dovuti alla dimensione della prostata, al grado di aggressività del tumore (Gleason Score) ed all'organizzazione della struttura sanitaria anche per l'immagazzinamento dei semi radioattivi. Può inoltre essere effettuata solo in collaborazione tra urologo, fisico e radioterapista e la sua diffusione è limitata. I risultati globali non appaiono essere migliori della radioterapia esterna tradizionale. Esiste, infine, la terapia ormonale che spesso viene proposta anche in abbinamento alle altre terapie o quando le condizioni del paziente sono talmente gravi (malattia localmente avanzata) da non consentire altro. Questa alternativa terapeutica non è curativa, ma tende a controllare la crescita del tumore per un certo periodo di tempo, presenta un elevatissimo impatto negativo sulla sfera psico- fisica del paziente (perdita della potenza, perdita della libido, sudorazione, rigonfiamento delle mammelle ecc.) e spesso nel tempo può rivelarsi inefficace per la progressiva perdita della ormonosensibilità della malattia di base. Negli ultimi anni è in atto una tendenza, secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sa-

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nità, a ridurre il numero di interventi chirurgici nel tentativo di esplorare nuove vie meno traumatiche per il paziente che comunque possano garantire un accettabile livello di successo. In tale ottica sono state introdotte nuove scelte terapeutiche fra cui la terapia con HIFU (Ultrasuoni Focalizzati ad Alta Intensità), che sembra essere la più promettente perché dotata di risultati a lungo termine del tutto sovrapponibili alla chirurgia tradizionale ma con minori effetti collaterali (tasso di incontinenza urinaria vicina allo 0%, percentuale di impotenza sessuale pari al 30% nei casi trattati con tecnica 'non nerve sparing'). La terapia con HIFU Dal 1996 la tecnica HIFU, applicata con un'apparecchiatura denominata HIFU di Ablatherm (r), ha cominciato a diffondersi in Europa, dove oggi esistono oltre 170 centri con una maggiore concentrazione in Francia, Germania e Italia; ad oggi nel nostro paese sono operativi circa 20 centri. Il trattamento è mininvasivo ed avviene tramite l'introduzione di una particolare sonda transrettale comandata da un computer che mediante l'emissione di impulsi di ultrasuoni ad alta intensità determina una necrosi coagulativa mediante cavitazione della zona tumorale definita dal medico operatore. Il trattamento viene effettuato in anestesia spinale e il paziente può lasciare l'ospedale il giorno dopo l'intervento. I dati della letteratura e le relazioni presentate ai più importanti congressi mondiali (Società Europea di Urologia, Società Americana di Urologia, Società Internazionale di Urologia, Società Italiana di Urologia) mostrano risultati estremamente soddisfacenti e con lunghi follow-up,(oltre 10 anni) rappresentati dalla riconduzione entro i limiti fisiologici dei principali markers della malattia neoplastica (PSA, Biopsia) e dalla quasi immediata riabilitazione del paziente che può riprendere la normale attività entro pochi giorni, grandi vantaggi quindi per il paziente rispetto alle altre terapie. La terapia HIFU presenta una serie di vantaggi: - può essere ripetuta in caso di recidiva locale della malattia dopo prostatectomia radicale; - è un valido strumento come terapia di salvataggio nel caso di fallimento della radioterapia; - trova una buona indicazione come trattamento palliativo nella forma di cancro localmente avanzata e nei pazienti non operabili o non candidabili all'in-


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tervento chirurgico, anche in associazione con terapia medica; - presenta un tasso molto basso di effetti collaterali rispetto alle altre terapie; - riduce il tasso di morbidità per neoplasia prostatica; - è richiesto un breve ricovero, in genere il paziente viene dimesso il giorno dopo l'intervento. Sono stati pubblicati dati e sono in corso studi, anche in Italia, molto interessanti per quanto riguarda l'uso degli ultrasuoni focalizzati negli stadi di cancro localmente avanzato. Ad oggi in Europa sono stati trattati oltre 17.000 pazienti. Di norma i centri ospedalieri che si sono dotati dell'apparecchiatura HIFU di Ablatherm( r) per il trattamento del cancro della Prostata hanno sempre avuto un incremento di pazienti affetti da tale patologia. Il numero dei centri è in costante e rapido sviluppo grazie ai buoni risultati ottenuti. Casi clinici M. L. ingegnere, 58 anni, paziente con tumore prostatico diagnosticato si sottopone ad intervento chirurgico di prostatectomia radicale e data la presenza di un margine chirurgico positivo (ovverossia la presenza di tumore nel margine chirurgico di resezione della ghiandola) è stata data indicazione al controllo periodico del PSA che in caso di aumento significativo (PSA > 0,2 ng/ml) confermerebbe una ripresa attiva della malattia. M. ovviamente controlla periodicamente con una minima angoscia il valore del PSA ma è più fiducioso, perchè in caso di malattia da recidiva locale ha come opzione non invasiva l'HIFU invece della radioterapia. G. S. di Milano, impiegato di banca, 55 anni, sessualmente attivo, PSA 0,0 ng/ml, non ha problemi urinari. E' un paziente che ha beneficiato in modo straordinario della terapia in-

tegrata con HIFU, radioterapia e chemioterapia. Il paziente si è presentato tre anni fa con un valore di PSA uguale a 158 ng/ml (valore normale < 2,5 ng/ml) con diagnosi di tumore prostatico e plurime metastasi alla scintigrafia ossea. Dopo vari consulti specialistici che non sfociavano in una terapia radicale, il paziente si è presentato disperato ad una valutazione presso il nostro centro; ha eseguito una terapia neoadiuvante ormonale e dopo tre mesi ha effettuato l'HlFU del tumore prostatico. Due mesi dopo l'intervento il PSA è subito crollato vicino allo zero (PSA < 0,5 ng/ml), e su indicazione del medico oncologo è stato sottoposto ad un ciclo di radioterapia sulle localizzazioni ossee. Al momento, dopo un anno dalla sospensione di tutte le cure, gli esami sono negativi, dal PSA alla scintigrafia ossea, alla PET. Il paziente 'lamenta' la ripresa dell'attività sessuale e la ripresa dell'attività lavorativa. Ma non tutti i casi sono superfortunati come Gianluigi. G. M., di Torino, 72 anni, riferisce invece una recidiva del tumore prostatico dopo trattamento del tumore prostatico con HIFU con tecnica 'nerve sparing' bilaterale. Dopo sei mesi dal primo trattamento, il paziente ha avuto un incremento del valore del PSA (da 0,3 ng/ml a 2,1 ng/ml) ed è stato sottoposto a biopsia transrettale di controllo che ha confermato la presenza di recidiva tumorale. Se la recidiva fosse stata secondaria ad intervento chirurgico, a brachiterapia o a radioterapia, il problema terapeutico non sarebbe stato di facile soluzione; invece un ritrattamento con HIFU della durata di circa 30 minuti ha permesso anche in questo caso l'azzeramento del valore PSA senza effetti collaterali e traumi per il paziente. Conclusioni La terapia con HIFU si sta diffondendo anche in altre specialità chirurgiche come fegato e pancreas; sulla mammella è in sperimentazione c/o IEO di Milano Prof. U. Veronesi; i risultati sono notevolmente incoraggianti e ci auguriamo possano essere sovrapponibili a quelli già brillantemente ottenuti in questi dieci anni di follow-up sulla prostata. La terapia HIFU di Ablatherm (è disponibile presso Clinica Columbus, via M. Buonarroti 48, 20145 Milano (Tel.: +39 02 480801). Per informazioni chiamare il Dott. Carlo Bellorofonte al +39 3383111125.


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Sicurezza ed infrastrutture stradali, Convegno Nazionale della Consap

Il simposio si terrà il 15 aprile a Lucca Si terra a Lucca il prossimo mese un convegno organizzato dalla Consap e dalla Consulta Nazionale Polizia Stradale dal titolo “Sicurezza stradale e infrastrutture. Un binomio imprescindibile”. La sede del convegno sarà la prestigiosa Sala dell'ex convento delle oblate sita in Borgo a Mozzano. Il simposio fa seguito a quello tenutosi a Milano alla fine dello scorso anno che ha fatto registrare un successo di pubblico e consentito alla nostra organizzazione ed alla consulta di settore di ritagliarsi un posto da interlocutore di livello nelle strategie di indirizzo delle attività di controllo sulla rete stradale, divenendo nel contempo anche portatore delle istanze degli operatori della Polizia Stradale. Le recenti statistiche inerenti il fenomeno dell'incidentalità stradale ci riferiscono alcuni dati che se da un lato possono apparire confortanti per la diminuzione dei sinistri dall'altro evidenziano il mancato raggiungimento degli obiettivi europei prefissati per il decennio appena trascorso.

Siamo convinti che l'evoluzione delle leggi che regolano la circolazione stradale susseguitesi in questo periodo abbiano contribuito fortemente a questi lusinghieri risultati in termini statistici. Siamo però altresì convinti che se, di pari passo, all'aggiornamento normativo, vi fosse stato un adeguato ammodernamento delle infrastrutture stradali, sulle quali, non va dimenticato, si muove oltre l'80% delle merci in questo Paese, probabilmente questa sinergia avrebbe consentito all'Italia di centrare ed anzi superare l'obiettivo prefissato dall'Unione Europea, con un inestimabile valore aggiunto in termini di vite umane preservate. Su questo tema si svilupperà il dibattito che vedrà la partecipazione del Direttore Centrale del Servizio Polizia Stradale del Dipartimento della P.S. dottor Roberto Sgalla e salvo impegni dll'ultima ora il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti onorevole Altero Matteoli.


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Regolamento recante disposizioni per l'applicazione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, e successive modificazioni, in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nell'ambito delle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di stato, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, del Corpo nazionale dei vigili del fuoico nonché nell'ambito delle strutture destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica del Ministero dell'interno. ADOTTA il seguente regolamento: CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI ART, 1. Campo di applicazione de//e disposizioni comuni 1. Il presente capo disciplina le disposizioni comuni che si applicano alle articolazioni di cui al comma 2. 2. Le disposizioni contenute nel decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche, di seguito indicato come decreto legislativo n. 81/2008, tenuto conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, si applicano: a) alle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato e alle strutture del Ministero dell'interno destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica individuale dai decreti interministeriali di cui all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008, secondo quanto indicato nel capo I' del presente decreto; b) alle aree e alle strutture di pertinenza del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, alle articolazioni centrali e periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, in quanto compatibili, anche alle aree operative, nonché nei riguardi del personale permanente e volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale in servizio nel medesimo Dipartimento, ivi compreso quello che opera in situazioni di emergenza, secondo quanto indicato nel capo III del presente decreto. ART. 2, Individuazione del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro come definito ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 81/2008, esercita in via esclusiva le funzioni di cui all'articolo 17 del medesimo decreto legislativo n. 81/2008. Per l'esercizio delle attività delegabili il datore di lavoro si avvale dei dirigenti o dei funzionari preposti agli uffici dipendenti che, ancorché di qualifica non dirigenziale, sono preposti ad uffici aventi autonomia gestionale e sono dotati di autonomi poteri decisionali e di spesa, ferme restando le responsabilità agli stessi demandate nell'ambito delle rispettive competenze. 2. I soggetti destinatari degli obblighi già attribuiti al datore di lavoro sono individuati con decreto del Ministro dell'interno, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. ARI. 3, Individuazione dei dirigenti e preposti 1. Per le finalità previste dalle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1 lettere d) ed e), del decreto legislativo n. 81/2008, negli ambienti di lavoro del Ministero dell'interno, si intende per: a) «dirigente»: il lavoratore che, ancorché non dotato di qualifica dirigenziale, in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionali attribuiti, sia responsabile di unità orga-

Attualità nizzative. Il dirigente attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa; b) «preposto»: il lavoratore cui, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, fanno capo doveri di sovrintendenza e sorveglianza diretta sull'attività lavorativa del personale dipendente, anche temporanea, e di garanzia dell'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione ed esercitando un funzionale potere di iniziativa, individuato sulla base dell'organizzazione dell'ufficio. ART. 4. Comunicazioni e segnalazioni 1. Il datore di lavoro provvede a comunicare annualmente ai rispettivi uffici di vigilanza di cui all'articolo 6 del presente decreto, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, previsti dall'articolo 18, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo n. 81/2008. 2. Le comunicazioni, le segnalazioni e la trasmissione di documenti che il decreto legislativo n. 81/2008 prevede a cura del datore di lavoro e del medico competente, si intendono compiute con analoghe comunicazioni, segnalazioni e trasmissioni ai rispettivi uffici di vigilanza. 3. I dati del personale, destinati a confluire nel Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), di cui all'articolo 8, comma 4, del decreto legislativo n, 81 / 2008, sono trasmessi dagli uffici centrali e periferici del Ministero dell'interno ai rispettivi uffici di vigilanza di cui all'articolo 6 del presente decreto, per il successivo conferimento all'Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro (I.N.A.I.L.). ART 5 Servizio di prevenzione e protezione 1. Gli uffici di cui all'articolo 1 del presente decreto, tenuto conto delle esigenze di riservatezza e segretezza, istituiscono il servizio di prevenzione e protezione avvalendosi esclusivamente di proprio personale, in possesso dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 del decreto legislativo n. 81/2008. Attività di vigilanza 1. La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 13 del decreto legislativo n, 81/2008: a) dall'ufficio di vigilanza dell'Ufficio centrale ispettivo del Dipartimento della pubblica sicurezza negli uffici centrali e periferici della Polizia di Stato nonché nelle strutture centrali e periferiche del Ministero dell'interno individuate nei decreti interministeriali di cui all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008, con esclusione dei luoghi di lavoro su cui ha competenza l'ufficio di vigilanza di cui alla lettera b) del presente comma; b) dall'ufficio di vigilanza dell'Ufficio centrale ispettivo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile nelle aree individuate, con decreto interministeriale adottato al sensi dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008. 2. Il personale assegnato agli uffici di cui al comma 1 non può prestare attività di consulenza e di medico competente nell'ambito delle strutture individuate dai decreti interministeriali di cui all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008. ART. 7. Attribuzioni degli uffici di vigilanza 1. Agli uffici di vigilanza di cui all'articolo 6 del presente decreto


Attualità è attribuita, in via esclusiva, la competenza della vigilanza preventiva tecnico-amministrativa e della vigilanza ispettiva prevista dall'articolo 13, commi 1 bis e 3, del decreto legislativo n. 81/2008, nonché ogni altra competenza in materia di igiene e sicurezza attribuita alle Aziende sanitarie locali (ASL) e alle Direzioni provinciali del lavoro, In particolare gli uffici di vigilanza: a) svolgono attività di vigilanza presso le rispettive strutture pertinenti del Ministero dell'interno e presso quelle di cui all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008, consistente in verifiche ispettive, programmate ed emergenti, finalizzate al controllo dell'osservanza della normativa prevenzionistica e igienico-sanitaria; b) effettuano, per le finalità di cui alla lettera a) del presente comma, rilievi tecnici, funzionali anche alle attività istruttorie delle autorizzazioni “in deroga”per i locali destinati ai luoghi di lavoro, nonché rilievi tecnici strutturali ed ambientali sui cantieri temporanei e mobili insistenti nelle aree riservate, di sicurezza degli impianti, dei rischi fisici, chimici e biologici; c) esaminano i ricorsi avverso i giudizi del medico competente, disponendo, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso; d) ricevono dai datori di lavoro le comunicazioni di dati o informazioni previste dall'articolo 18, comma 1, lett. r), del decreto legislativo a 81/2008, concernenti la tutela della sicurezza e della salute del personale dipendente; e) hanno rapporti con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza da cui ricevono le segnalazioni relative alle inosservanze in materia di prevenzione degli infortuni e tutela della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro; f) svolgono attività di controllo sulle prescrizioni igieniche degli alimenti nelle mense, bar e spacci delle strutture dipendenti del Ministero dell'interno; g) svolgono attività statistico epidemiologica per i profili di specifica competenza. 2. Qualora sia necessario effettuare rilievi, misurazioni, indagini analitiche e verifiche tecniche per accertare compiutamente le condizioni di salubrità e di sicurezza degli ambienti di lavoro, gli uffici di vigilanza, ove non dispongano delle risorse occorrenti, possono avvalersi di personale tecnico esterno all'Amministrazione secondo le procedure amministrative vigenti. CAPO I I DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER LE ARTICOLAZIONI CENTRALI E PERIFERICHE DELLA POLIZIA DI STATO NONCHE' PER LE STRUTTURE DEL MINISTERO DELL'INTERNO DESTINATE PER FINALITA' ISTITUZIONALI ALLE ATTIVITA' DEGLI ORGANI CON COMPITI IN MATERIA DI ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA ART. 8. Campo di applicazione 1 Il presente capo disciplina le peculiari e specifiche modalità di applicazione delle disposizioni del decreto legislativo a 81/2008 negli ambienti di lavoro degli uffici centrali e periferici della Polizia di Stato e delle strutture del Ministero dell'interno destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica individuate dal decreto interministeriale di cui all'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81/2008, relativamente al personale ivi operante, tenuto conto delle specifiche particolari esigenze connesse al servizio espletato e delle peculiarità organizzative. 2. Le particolari esigenze connesse alle attività istituzionali ovvero

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alle peculiarità organizzative di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 81/2008, sono di seguito definite in relazione ai principi e alle finalità istituzionali destinate a salvaguardare l'ordine e la sicurezza pubblica: a) direzione funzionale delle attività; b) capacità e prontezza d'impiego del personale operativo e relativo addestramento; c) efficienza e riservatezza del personale civile anche di supporto alle attività operative; d) tutela delle informazioni relative all'efficienza dell'apparato organizzativo, alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e al contrasto della criminalità, per le quali, nell'interesse della sicurezza nazionale, è ritenuta vietata la divulgazione ai sensi delle disposizioni vigenti; e) particolarità costruttive e d'impiego di equipaggiamenti speciali, strumenti di lavoro, armi, mezzi operativi, quali unità navali, aeromobili, mezzi di trasporto e relativo supporto logistico, nonché specifici impianti, quali poligoni di tiro, laboratori di analisi, palestre e installazioni operative, addestrative e di vigilanza, anche con riferimento a quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, lettere d) e g), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 17, nonché a quanto previsto dall'articolo 74, comma 2, lettera c), del decreto legislativo n. 81/2008. 3. Negli immobili e nelle aree di pertinenza delle strutture di cui al presente articolo sono salvaguardate, per le finalità di cui al comma 2, le caratteristiche strutturali, organizzative e funzionali preordinate a realizzare: a) il massimo livello di protezione e di tutela del personale in servizio, in relazione alle specifiche condizioni di impiego, anche con riguardo alla prontezza ed efficacia operativa del personale medesimo, nonché delle sedi di servizio, installazioni e mezzi, contro il pericolo di attentati, aggressioni, introduzioni di armi ed esplosivi, sabotaggi di sistemi, impianti ed apparecchiature, ovvero contro il pericolo di limitazione dei compiti d'istituto; b) la riservatezza e la sicurezza delle telecomunicazioni e del trattamento dei dati; c) la prevenzione dalla fuga o da aggressioni, anche al fine della liberazione di persone detenute, arrestate, fermate o trattenute, nonché la prevenzione da azioni di autolesionismo. 4. L'applicazione delle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo n. 81/2008 e di altre disposizioni di legge in materia, non determina, in relazione alle esigenze di cui al comma 2, del presente articolo la rimozione o la riduzione dei sistemi di controllo, anche ai fini della selezione degli accessi al pubblico e dei sistemi di difesa ritenuti necessari, né l'omissione o il ritardo delle attività di cui all'articolo 328, comma 1, del codice penale. Devono essere, assicurati e adeguatamente segnalati idonei percorsi per l'esodo, e verificata periodicamente l'innocuità dei sistemi di controllo. ART 9 Funzioni di medico competente 1. Nell'ambito delle attività e dei luoghi di cui al presente capo, le funzioni di medico competente sono svolte dai medici del ruolo professionale dei sanitari della Polizia di stato in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 38 del decreto legislativo n. 81/2008. 2. Quando ai fini della sorveglianza sanitaria siano richiesti dal medico competente accertamenti clinici e strumentali che non è possibile effettuare con personale e mezzi dell'Amministrazione, gli accertamenti sono eseguiti, anche mediante apposite convenzioni, con oneri a carico del datore di lavoro, Analogamente si


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procede quando non è possibile utilizzare i medici di cui al comma 1, per l'attività di sorveglianza nelle aree riservate ed operative ed in quelle che presentano analoghe esigenze. 3. Nelle strutture ove insistono più uffici, ancorché appartenenti a differenti aree funzionali, può essere nominato un medico competente con l'incarico di coordinare l'attività degli altri medici competenti 4. La verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti di cui all'articolo 41, comma 4, del decreto legislativo n. 81/2008, è disciplinata, per il personale della Polizia di stato, con direttive del Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Le medesime direttive individuano le procedure per lo svolgimento degli accertamenti e la periodicità degli stessi, da valutarsi in relazione ai settori di impiego del personale. ART 10. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Negli uffici di cui all'articolo 1 del presente decreto, aventi autonomia gestionale, operano i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del personale della Polizia di stato e del personale dell'Amministrazione civile dell'intento, 11 rappresentante è unico per tutti i lavoratori, presso le sedi di uffici con autonomia gestionale collocati in infrastrutture comuni. 2. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del personale di cui al comma 1, sono elettti o designati secondo le modalità previste dalle disposizioni di cui agli articoli 47, 48 e 49 del decreto legislativo n. 81/2008, e nel rispetto degli accordi collettivi nazionali di lavoro. 3. Ai fini della definizione del numero, delle modalità di designazione o di elezione del rappresentante per la sicurezza del personale della Polizia di stato, del tempo di lavoro retribuito e degli strumenti per l'espletamento delle funzioni, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n, 395. ART. 11, Formazione, informazione e addestramento 1. Il datore di lavoro assicura l'informazione, la formazione e l'addestramento, come previsto dal decreto legislativo n. 81/2008. 2. L'attività formativa di base in materia di sicurezza e salute dei lavoratori durante l'attività lavorativa e di gestione delle emergenze, anche ai sensi dell'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo n. 81/2008, è attuata, ove possibile, nei limiti delle risorse disponibili, nell'ambito dei cicli formativi e addestrativi di base, sia per l'immissione nei ruoli, che per la progressione in carriera del personale, secondo programmi didattici, distinti per ruoli di appartenenza, che rispettino i contenuti dei percorsi formativi previsti dal decreto legislativo a 81/2008. I programmi didattici sono, altresì, rivolti ai rischi tipici ed alle peculiarità tecniche, operative ed organizzative dell'attività della Polizia di Stato. 3, Le attività addestrative e formative, definite a livello centrale, si concludono con il rilascio di apposito attestato di frequenza, che costituisce titolo valido ai finii delle trascrizioni matricolati degli interessati. Le trascrizioni e la documentazione di cui al precedente periodo sono sostitutivi della registrazione nei libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. 4. L'attività formativa, articolata in seminari, conferenze e cicli di formazione e di aggiornamento, è svolta presso gli istituti di forma-

Attualità zione del Ministero dell'interno ovvero presso strutture dallo stesso individuate. ART. 12. Controlli tecnici, verifiche, certificazioni, interventi strutturali e manutenzioni 1. Fermi restando gli obblighi di cui agli articoli 22, 23 e 24 del decreto legislativo n. 81/2008, anche sulla base di speciali capitolati d'opera, le uniformi, le armi, gli strumenti di lavoro, ivi compresi quelli di dissuasione, di difesa e di autodifesa, gli specifici impianti, quali poligoni di tiro, laboratori di analisi, palestre e installazioni addestrative speciali, le istallazioni di sicurezza e le attrezzature di protezione, individuali e di reparto, ed i mezzi operativi restano disciplinati dalle specifiche disposizioni di settore, previo controllo tecnico, verifica o collaudo da parte di personale in possesso dei requisiti professionali previsti dalla normativa vigente ART. 13. Valutazione dei rischi 1. Fermo restando gli obblighi del datore di lavoro ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n 81/2008, ai firii della valutazione dei rischi nelle attività e nei luoghi di lavoro di cui all'articolo 8 del presente decreto, i funzionari che provvedono all'individuazione delle disposizioni tecniche e capitolati tecnici d'opera dei materiali, delle armi, delle installazioni e dei mezzi di cui all'articolo 12, ovvero al loro approvvigionamento e fornitura ai destinatari finali, sono responsabili della sicurezza e della salute del personale. 2 I funzionari di cui al comma 1 provvedono ad individuare le seguenti informazioni: a) la natura, la tipologia e le caratteristiche costruttive dei materiali e delle loro componenti; li) i rischi per la salute e la sicurezza del personale, in conseguenza dell'utilizzo dei beni, mezzi e materiali di cui al comma 1; c) le principali misure tecnico-organizzative e sanitarie da adottare nell'utilizzo dei beni, mezzi e materiali di cui al comma 1, al fine di eliminare, ridurre o contenere i rischi per la salute, avuto riguardo alla natura e alla priorità degli obiettivi istituzionali da raggiungere. 3. Le informazioni di cui al comma 2, sono comunicate ai datori di lavoro destinatari dei beni, mezzi e materiali di cui al comma 1, affinché ne tengano conto nella valutazione dei rischi e nella elaborazione del documento previsto dall'articolo 28 del decreto legislativo n. 81/2008. 4. Ai fini degli adempimenti previsti dall'articolo 28 del decreto legislativo n. 81/2008, la valutazione dello stress lavoro-correlato è definita, anche secondo le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 81/2008, con le modalità tecniche individuate dall'Amministrazione. ART. 14. Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze 1. Ai fini della riservatezza delle informazioni di cui è vietata la divulgazione nell'interesse della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica ovvero per evitare pregiudizio ai compiti istituzionali, si applicano i seguenti criteri: a) nella predisposizione delle gare di appalto o somministrazione di servizi, lavori, opere o forniture, i costi relativi alla prevenzione dai rischi da interferenze fra le attività della stessa e quelle delle imprese appaltatrici, sono indicati omettendo le specifiche informazioni di cui è vietata o ritenuta inopportuna la divulgazione;


Attualità I,) il documento unico di valutazione dei rischi da interferenza delle attività svolte dal personale di cui all'articolo I del presente decreto con quelle svolte dalle imprese appaltatrici di servizi, lavori, opere o forniture è elaborato, contestualmente all'inizio delle attività dell'appalto e previa verifica delle effettive interferenze, dal datore di lavoro committente e, per le parti di specifico interesse, dal datore di lavoro dell'organismo destinatario dei servizi, lavori, opere o forniture, qualora si tratti di appalti aggiudicati dagli enti centrali del Ministero dell'interno. All'attività di cui al precedente capoverso collabora anche il datore di lavoro appaltatore. 2. Il documento di cui al precedente comma, sottoscritto dai datori di lavoro committente ed appaltatore, qualora contenga informazioni di cui è ritenuta vietata la divulgazione: a) non è allegato al contratto di appalto, subappalto o somministrazione, ma è custodito, con le misure finalizzate a salvaguardare le informazioni in esso contenute, presso il luogo del datore di lavoro committente odi quello destinatario dei servizi, lavori, opere o forniture oggetto dell'appalto, concordato con il datore di lavoro appaltatore, e ne è data menzione nel contratto stesso, Le misure di prevenzione occorrenti a seguito della valutazione dei rischi da interferenze sono immediatamente attuate dai datori di lavoro committente ed appaltatore e portate a conoscenza dei lavoratori interessati; b) può essere visionato, senza estrazione di copia, oltre che dal personale dell'Amministrazione autorizzato, ivi compresi i rappresentanti per la sicurezza, esclusivamente dal datore di lavoro appaltatore, dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nel servizio di prevenzione e protezione stesso nella parte di loro stretto interesse, In ogni caso, il personale di cui al periodo precedente non deve divulgare le notizie e le informazioni concernenti i luoghi e le attività dell'Amministrazione di cui venga comunque a conoscenza 3. Nei confronti del personale impiegato dalle imprese appaltatrici per lo svolgimento dei servizi, lavori, opere o forniture, gli obblighi e gli adempimenti previsti dal decreto legislativo n. 81/2008 sono a carico del datore di lavoro delle medesime imprese. CAPO III DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER IL DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE E PER IL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO ART. 15. Campo di applicazione 1. Il presente capo disciplina le modalità di applicazione delle disposizioni del decreto legislativo n. 81/2008 nei riguardi del personale permanente e volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale in servizio nel Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, di seguito denominato Dipartimento, ivi compreso quello che opera in situazioni di emergenza. 2. Le disposizioni di cui al precedente comma si applicano anche alle aree e alle strutture di pertinenza e a disposizione del Dipartimento e nelle articolazioni centrali e periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 3. Le disposizioni di cui al comma I si applicano, in quanto compatibili, anche alle aree operative in cui il Corpo nazionale dei vigili del fuoco espleta la propria attività istituzionale, nel rispetto delle caratteristiche strutturali, organizzative e funzionali preordinate a realizzare: a) la tutela della salute e della sicurezza del personale, in relazione

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alle specifiche condizioni di impiego, anche con riguardo alla prontezza e all'efficacia operativa b) la protezione e tutela della sicurezza, commisurate al rischio effettivo degli edifici, strutture, infrastrutture di supporto, impianti fissi, mezzi e attrezzature; c) la tutela della salute e della sicurezza del personale in fase di formazione, addestramento, esercitazione, installazione, manutenzione, verifica, studio e ricerca; la continuità dei servizi finalizzati al soccorso pubblico, nonché la riservatezza del trattamento dei dati. 4. Fatto salvo il dovere di intervento anche in situazioni di personale esposizione al pericolo, il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco deve adottare le misure di tutela della salute e della sicurezza anche individuali predisposte per lo specifico impiego. 5. Compatibilmente con le disposizioni di cui agli articoli 22, 23 e 24 del decreto legislativo n. 81/2008, il vestiario, gli strumenti ed attrezzature, gli specifici impianti, le installazioni addestrative anche speciali, le attrezzature di protezione individuale ed i mezzi operativi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono disciplinati da specifiche disposizioni, nel rispetto delle norme europee, anche sulla base di speciali capitolati d'opera, previo controllo tecnico, verifica o collaudo da parte del personale del Dipartimento in possesso dei requisiti professionali o culturali previsti dalla normativa vigente. Nell'ambito di tali accertamenti il Dipartimento può comunque avvalersi della specifica competenza degli ordinari organi tecnici di controllo, anche privati. ART. 16. Valutazione dei rischi, luoghi di lavoro e formazione specifica 1 La valutazione dei rischi di cui al comma 1, lettera a) dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 81/2008 e la conseguente redazione del documento di valutazione dei rischi è effettuata dal datore di lavoro esclusivamente all' interno delle sedi ed infrastrutture di competenza. 2. La valutazione dei rischi su vestiario, materiali, automezzi, attrezzature é dispositivi di protezione individuale forniti al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è effettuata, a livello centrale, dalle competenti strutture, che vi provvedono con la redazione del capitolato, l'acquisto ed il collaudo del materiale stesso, salvo i casi in cui sia espressamente previsto che il datore di lavoro provveda autonomamente agli acquisti. Al datore di lavoro ed al dirigente, spetta l'obbligo di formazione e di informazione sul corretto utilizzo, il controllo della conformità e della funzionalità di materiali e mezzi, nonché dell'accertamento dell'idoneità, qualora prevista, del personale abilitato all'utilizzo degli stessi materiali e mezzi, sulla base delle direttive impartite dal Dipartimento. 3. Non si intendono luoghi di lavoro, ai fini dell'applicazione del Titolo Il del decreto legislativo n. 81/2008, le aree in cui il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco interviene per la tutela della pubblica incolumità, dei beni e dell'ambiente, ivi compresi i campi base, le installazioni e gli impianti messi in opera per la gestione di situazioni di emergenza o di calamità. In tali aree gli obblighi di cui al comma 1, lettera a) dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 81/2008 si intendono adempiuti adottando uno o più dei seguenti strumenti appositamente predisposti: manuali addestrativi, procedure operative, corsi base di qualificazione e di specializzazione, disposizioni interne, manuali e libretti di uso e manutenzione e note informative redatte dalle ditte fornitrici. Nelle circostanze indicate nel periodo precedente, il personale interviene sulla base della preparazione tecnica e professio-


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nale posseduta e adotta le tecniche e le procedure ritenute più idonee ed applicabili in relazione all'evento, contemperando la valutazione della diretta e personale esposizione al pericolo con l'esigenza di assicurare la protezione propria e di quanti sono presenti sullo scenario, in relazione all'urgenza e alla gravità dell'attività da espletare. 4, Sono ricomprese tra le aree di cui al comma 3 quelle in cui si effettuano attività di addestramento, esercitazioni operative o manifestazioni a cui il personale partecipa anche al di fuori delle sedi ed infrastrutture di pertinenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Nelle circostanze previste nel periodo precedente le operazioni sono svolte a seguito di specifica pianificazione da effettuare con le modalità di cui al comma 3. 5, In occasione di interventi in cui cooperano soggetti che non hanno alcun rapporto di impiego con il Dipartimento, gli adempimenti in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro spettano ai datori di lavoro dei soggetti operanti, fatto salvo il dovere di indirizzo all'esecuzione dell'intervento e di coordinamento delle attività da effettuare nell'area di soccorso tecnico spettante al responsabile delle operazioni di soccorso dei vigili del fuoco. 6. Il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a seguito della formazione espletata o organizzata da parte delle competenti strutture in occasione dei corsi di ingresso, di progressione in carriera e di aggiornamento, svolti ai sensi dell'articolo 142 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, è formato per l'espletamento delle funzioni di dirigente, di preposto e di lavoratore, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi dei lavoro. 7. Ai tini della registrazione e del controllo degli obblighi formativi per il personale, ivi compresi quelli indicati dall'articolo 37, comma 14 del decreto legislativo n- 81/2008, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco opera in conformità all'articolo 142 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, avvalendosi del libretto individuale della formazione, ovvero di apposite attestazioni rilasciate dai preposti alla formazione per le attività formative o di addestramento dei lavoratori. 8. Per le finalità previste dal decreto legislativo n. 81/2008, il corso di formazione di base, l'addestramento periodico e l'attività di soccorso espletata, soddisfano, per il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, i requisiti richiesti dall'articolo 45 del decreto legislativo n. 81/2008 in materia di primo soccorso ed assistenza medica di emergenza. 9. Ai fini degli adempimenti previsti dall'articolo 28 del decreto legislativo n, 81/2008, la valutazione dello stress lavoro-correlato è definita, anche secondo le indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n, 81 / 2008, con le modalità tecniche individuate dal Dipartimento. ART. 17. Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobili 1. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni contenute nel titolo IV del decreto legislativo n. 81/2008, la vigilanza presso i cantieri temporanei o mobili in area riservata, come individuata nel decreto interministeriale adottato ai sensi dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo n. 81 / 2008, è effettuata dal personale dell'ufficio di vigilanza dell' Ufficio centrale ispettivo del dipartimento. 2. Sono escluse dalla valutazione dei rischi e dalla conseguente redazione del documento di valutazione dei rischi, nonché dall'ottemperanza di ogni ulteriore obbligo anche previsto dal Titolo IV

Attualità del decreto legislativo n. 81/2008, le attività effettuate per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle operazioni in interventi di soccorso, che richiedano l'esecuzione anche di lavori individuati nell'allegato X del decreto legislativo a 81/2008. Tutte le attività di cui al presente comma sono realizzate sotto la direzione tecnica di un responsabile operativo, direttamente designato dal datore di lavoro, in qualità di dirigente, come definito dall'articolo 3 del presente decreto, Sorveglianza sanitaria e primo soccorso 1. Nell'ambito delle attività e dei luoghi di lavoro di cui al presente capo, le funzioni di medico competente sono svolte dai medici del ruolo professionale dei sanitari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 51, comma 1, lettera ci) del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, ovvero dall'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo n. 81/2008, designati a livello centrale e periferico. Ove non sia possibile assolvere alle funzioni di medico competente con i medici del ruolo professionale dei sanitari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, si provvede attraverso le convenzione di cui all'articolo 51, comma 3, del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217. 2. In relazione alla peculiarità dei compiti istituzionali, per gli aspetti disciplinati dal presente capo, al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco si applicano le disposizioni in materia di libretto individuale sanitario e di rischio e di idoneità psicofisica, con le relative periodicità, diverse da quelle annuali, in relazione al settore di impiego, anche per gli adempimenti previsti dagli articoli 25, comma 1, e 41 del decreto legislativo n. 81/2008. 3. Per gli adempimenti previsti dall'articolo 41, comma 2, del decreto legislativo n, 81/2008, il libretto sanitario e di rischio, di cui all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 1984, n. 210, è integrato con la cartella sanitaria e di rischio, di cui all'articolo 25, comma 1, lettera c) del decreto legislativo n. 81/2008. 4. La verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza o di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti, di cui all'articolo 41, comma 4, del decreto legislativo n. 81/2008, è disciplinata, per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco con direttive del Dipartimento, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Le medesime direttive individuano le procedure per lo svolgimento degli accertamenti e la periodicità degli stessi, da valutarsi in relazione ai settori di impiego del personale. CAPO IV DISPOSIZIOM FINALI ART. 19. Abrogazione di nonne 1. Alla data di entrata in vigore del presente regolamento è abrogato il decreto interministeriale 14 giugno 1999, n. 450 emanato in attuazione del deceto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e del decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, in materia di sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro nell'ambito dell'Amministrazione della pubblica sicurezza. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservano e di farlo osservare. IL MINISTRO DELL'INTERNO IL MINISTRO DEL LAVORO E POLITICHE SOCIALI IL MINISTRO DELLA SALUTE IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE


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