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N° 18 giugno/luglio 2009 - ₏ 7,00

Connessioni n° 18 - giugno/luglio 2009

Tecnologia e tendenze nel mondo del Building & Home Automation

Speciale digital signage:

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contenitore, contenuto, redemption

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Digital signage per Mercedes Benz

La GDO si lega al digital signage

Reportage dal PL&S di Francoforte

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Connessioni non si

occupa normalmente di show business, per quanto più volte abbia parlato del fatto che alcune aziende e diversi professionisti siano interessati al tema: specialmente in Italia accade che alcune società distribuiscano le linee sia pro che commercial dello stesso marchio, e professionisti che hanno passato l’estate a fare il fonico di importanti artisti in tour, durante l’inverno diventino consulenti per le installazioni audio. Ascoltando la radio ho sentito che l’estate 2009 sarà orfana di alcuni importanti eventi musicali: niente Heineken Jamming Festival, niente Cornetto Free Music Festival, per esempio. Rassegne nate dalla sponsorizzazione di marchi commerciali, oggi annullate per via dell’attuale clima economico, ma che negli anni passati hanno costituito sostanziosa entrata per molti attori del settore spettacolo. Ci chiediamo se il venire a mancare di alcune importanti commesse per professionisti e service non spingerà i soggetti più flessibili, tra queste categorie, a cercare nuove aree di mercato, approdando forse proprio a quella che magari già frequentano, anche se parzialmente. Ovvero, il settore delle installazioni fisse. Una tendenza che potrebbe aumentare l’offerta di operatori sul mercato delle tecnologie e che andrà forse a scuotere la situazione attuale. Vedremo. Ma veniamo a questo numero di Connessioni, in larga parte dedicato al digital signage: seconda incursione verticale in questo mercato dopo il primo speciale già pubblicato a dicembre scorso. Nato all’interno del settore AV professionale, prima negli Stati Uniti e Giappone e progressivamente anche in Europa, il digital signage si è guadagnato rapidamente un’area di mercato propria, con aziende, convegni, fiere dedicati. Eppure, nonostante digital signage significhi solida struttura tecnologica, indipendentemente dalla maturità del mercato nazionale, dalle

Giorgio Ungania Direttore Responsabile

interviste, chiacchierate, incontri ai quali abbiamo partecipato è sempre emersa la centralità della questione dei contenuti veicolati, sentita come cruciale per la buona salute di tutto il comparto. Infatti se il contenuto è efficace e ha successo tra il pubblico, questo darà riscontro sia in termini di immagine che di fedeltà al brand, di popolarità del luogo dove si svolgono gli acquisti, e naturalmente di vendite dei marchi pubblicizzati, con un generale incremento di ogni segmento della filiera. E così anche la struttura tecnica, la scelta dei monitor, delle tecnologie più appropriate, dei software di gestione più adatti, avranno un ruolo fondamentale nella riuscita dell’installazione, nell’efficacia del raggiungimento del target, nella concretizzazione del ROI (Return Of Investment). Quello che potrebbe sembrare un numero atipico di Connessioni, perché dedicato non solo all’approfondimento tecnico e tecnologico ma anche al dialogo tra chi si occupa del contenitore e chi del contenuto nel digital signage, è invece uno stimolo, un tentativo di applicare uno sguardo più ampio nei confronti di uno dei nuovi settori di mercato nel quale sono coinvolti i nostri lettori. Alle volte può essere utile. Buona lettura


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Digital signage

Digital signage

Digital signage

Comunicare con il digital signage

Dialogo tra contenitore

Tavola rotonda con le

Nuovi scenari della comunicazione digitale

Il salone Mercedes Benz di Milano

e contenuto

aziende del settore

Esperienze dall’estero

Digital signage per il retail

Digital signage

Digital signage

>1 Editoriale

Speciale digital signage

>54 Appuntamenti

>64 Dal Mondo Open day News dal mondo

Anno 4 18 Numero lio g u /l o giugn 2009

>72 News

>80 inserzionisti/az. citate

Tecnologia e tendenze nel mondo del Building & Home Automation


sommario

>34 Digital signage

Tele News Metro di Milano Digital signage nei trasporti

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>46

>56

Digital signage

Digital signage

Dal Mondo

Centro Commerciale Vienna SĂźd

La misurazione dell’audience

Reportage ProLight&Sound

Digital signage per la GDO Quando, quanto e cosa valutare


speciale digital signage

Non di solo hardware vive il digital signage

Tra tecnologie dal facile impiego e soluzioni entry level dai costi accessibili, le soluzioni per digital signage sono ormai alla portata di molti. Ma, per ottenere apprezzabili ritorni d’investimento o d’immagine, l’attenzione va rivolta anche a contenuti e forme: la scelta di visualizzatori e di strutture di rete adatte ai contenuti che si vorranno proporre, di un palinsesto accattivante e realmente innovativo, al fine di raggiungere gli utenti attraverso l’infallibile carta del

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speciale digital signage

gradimento, sono le basi per raggiungere una redemption soddisfacente per l’investitore. Una carta vincente anche per raggiungere la massa critica necessaria a giustificare l’investimento tecnologico di base e la vita futura del mercato digital signage. Con questa analisi tentiamo un primo profilo, in vista di nuove grammatiche di linguaggio.

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speciale digital signage

Carlo Solarino

Il dialogo tra contenitore e contenuto nella comunicazione digitale Partiamo da un grande evento: i Lions di Cannes, manifestazione mondiale che presenta e premia i migliori prodotti pubblicitari realizzati per ogni genere di media. Lo scorso anno nella sezione Outdoor che molti pensavano ancora dedicata alle affissioni dei classici e stropicciati cartelloni, è stato assegnato il massimo riconoscimento alla campagna Voyeur Project, creata negli Stati Uniti per il canale televisivo HBO, quello di Sex and the City per intenderci. Una miniserie di sei corti ambientati in altrettanti appartamenti senza la “quarta parete” proiettati – udite, udite! – su un muro libero di una casa regolarmente abitata. Col risultato di un “reality da appartamento sventrato” condito da un effetto Grande Fratello, voyeurismo incluso, che ha attirato folle di curiosi fermi per ore davanti alle proiezioni… e per i quali il marchio HBO rimarrà indelebile nella memoria. Ma tanto genio, e l’America in fatto di pubblicità se ne intende, non può essere messo a fuoco e trovare forma senza il solito, ma ineludibile, stimolo del business… quello della pubblicità outdoor o OoH, Out of Home, che dir si voglia. La comunicazione digitale ormai si avvale di strumenti innovativi offerti dalle nuove tecnologie, e sta in pratica reinventando il linguaggio stesso della pubblicità e della comunicazione. Da ciò nasce anche il digital signage, settore a cui ci stiamo sempre più dedicando. E i produttori di tecnologie e di soluzioni dovranno farsi trovare pronti a queste sfide. La proiezione della campagna

Un contenuto per ogni forma

Voyeur Project di HBO,

Nei passati numeri e nello speciale di dicembre sul digital signage abbiamo esplorato soprattutto gli aspetti

seguitissima, come si può vedere

tecnologici che, per la verità, non presentano grosse incognite. Qualunque sia infatti l’applicazione finale, le necessità si riassumono in una sorgente locale o remota (dal semplice lettore di DVD ai player di rete più o meno sofisticati), a un’infrastruttura di connessione (un coassiale, oppure una LAN oppure ancora un canale via Web), un software di gestione delle play list, per finire dei dispositivi di riproduzione (display o videoproiettori). Se a ciò aggiungiamo che i relativi costi sono in progressiva diminuzione, se ne conclude che la soglia d’accesso può essere ormai alla portata di molti, quantomeno per soluzioni entry level. E difatti il settore è in crescita.

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serie professionale

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speciale digital signage

Eppure qualcosa, nell’intero meccanismo, può essere migliorato. È infatti nostra convinzione, peraltro ampiamente riscontrata con vari operatori del settore con cui quotidianamente ci confrontiamo, che il punto debole della catena stia soprattutto nei contenuti e nella difficoltà di raggiungere una massa critica interessante per gli investitori. Infatti gli investimenti di struttura dovranno essere bilanciati dalla prospettiva di un ritorno (diretto in termini di vendite e/o indiretto per l’immagine del marchio) in tempi ragionevoli, se si desidera rendere appetibile il digital signage. E sono proprio i contenuti a costituire il valore intrinseco di questa forma di comunicazione, e a far scattare la molla, nell’osservatore, dell’interesse per il messaggio visualizzato. Da qui alla valorizzazione del ROI (Return on Investment) il passo è breve. Un altro aspetto chiave della comunicazione digitale è la specificità del suo linguaggio, come spiegheremo nei successivi articoli: per ottenere risultati apprezzabili si dovrà sfuggire al tranello di ricostruire procedure già definite, come i modelli proposti dalla TV o dalla pubblicità tradizionale. In questo senso la tecnologia stessa avrà un ruolo fondamentale nell’ideazione dei contenuti perché capace di offrire mezzi prima non disponibili, basti pensare alle possibilità dell’interattività e multimedialità. In ogni caso, al fine di ottenere le più indovinate combinazioni di messaggi, applicazioni differenti in differenti contesti richiedono tutte una propria analisi.

I settori di mercato Settori d’impiego del digital signage a livello mondiale Retail 29% Sanità 17% Corporate/alberghiero 13% Trasporti 10% Banche 9% Intrattenimento 6% Education 1% Altro 2% Fonte NSR, anno 2007

Per valutare comparti applicativi e consistenza del digital signage ci riferiremo alla ricerca condotta dalla società NSR, Nothern Sky Research, con sede vicino a Boston, che ha valutato il settore con estrema attenzione prendendo, quale parametro di riferimento, il numero complessivo dei siti corredati da digital signage attivi a livello mondiale. A fine 2007, ultimo anno monitorato, tali siti sono complessivamente circa 210.000, ma con una crescita del 25% all’anno che porterà, per il 2013, a circa 850.000. Applicate all’Italia, tali cifre porterebbero, rispettivamente, a circa 6.500 e 25.500 siti, considerando che il nostro Paese rappresenta più o meno il 3% del mercato mondiale, per quanto si debba considerare che il trend di crescita è più timido che in altri paesi. Ma attenzione al temine “siti”: i ricercatori di NSR intendono delle postazioni “complete” in grado di proporre messaggi, la cui complessità è però molto variegata: si può andare

Tabella 1

dal semplice sistema stand alone con dispositivo integrato, a un vero network con server centralizzato e numerosi display di destinazione. Come dire che un sito può essere tanto

Percentuale di revenue del digital signage

l’installazione all’interno di un singolo negozio, quanto la complessa rete di una catena della GDO. Ma entriamo nella tipologia d’utenza. L’analisi NSR rileva che al primo posto figura il retail con un’incidenza del 29%, seguito dalla sanità per il 17%, dal corporate e dall’alberghiero entrambi

Retail 71% Trasporti 7% Intrattenimento 6% Corporate 5% Sanità/Alberghiero 4% Eduacation/Banking/Altri 1%

al 13%, per arrivare ai trasporti con il 10%, al banking col 9%, all’intrattenimento col 6%, all’education con l’1% e a un non precisato outdoor, al 2%. La Tabella 1 riassume e meglio evidenzia questi dati. In merito al profitto complessivo per lo più proveniente da raccolta pubblicitaria, risulta poi che il retail concorre ben per il 71%, i trasporti per il 7%, l’intrattenimento per il 6%, il corporate per

Fonte: NSR, anno 2007

il 5%, la sanità e l’alberghiero per il 4%, l’education, il banking e i vari per l’1%. Anche qui la Tabella 2 riassume il complesso dei dati.

Tabella 2

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speciale digital signage

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speciale digital signage Contenuti e location Al momento di progettare e costruire un impianto di digital signage, sono diversi gli elementi da tenere in considerazione: il supporto dovrà infatti essere adatto alle condizioni fisiche (per esempio installazione in interni o in esterni, visualizzazione notturna o diurna…) ma sarà relativo anche al tipo di contenuti, secondo un rapporto di influenza reciproca. Un certo tipo di contenuti definirà infatti il supporto prescelto, ma potrà essere a sua volta la struttura tecnologica pre-esistente a determinarli. Ultima, e determinante, variabile: il target di riferimento. In base a queste considerazioni, abbiamo provato a mettere a fuoco il dialogo tra tutte queste componenti nei principali ambiti di utilizzo, il risultato è la breve trattazione che segue; alcune casistiche saranno inoltre sviluppate più dettagliatamente negli articoli a seguire.

Il retail Il digital signage sui punti vendita rappresenta decisamente l’area dal maggiore interesse e profitto. La tipologia di tali impianti è molto variegata, dal piccolo negozio al centro commerciale alla show room, così come l’utenza potenziale. Si tratta di location che offrono molti spunti: per esempio alcuni marchi scelgono la comunicazione digitale (proiezioni, touch panel, animazioni…) per creare intorno al cliente una vera “custom experience”, ovvero un’esperienza gratificante di frequentazione del luogo che potrà incentivare a future visite. Ecco la ragione di display © Sony

interattivi che offrono informazioni sui prodotti, o intrattengono il cliente durante le attese e i tempi morti, come alle casse. In questi casi linguaggi e contenuti riflettono la tipologia della comunicazione cosiddetta “complementare”, che integra quella “generalista” a sostegno del brand o del marchio. Il digital signage può avere inoltre una funzione decisiva quando i display sono posizionati nei luoghi chiave dove si effettuano le scelte di acquisto.

L’intrattenimento Queste applicazioni riguardano soprattutto i locali pubblici: la struttura è frequentemente costituita da grandi display visibili anche a distanza e connessioni a banda larga per contenuti misti. Vista l’utenza particolarmente esigente e già abituata alla tecnologia, i contenuti dovranno essere accattivanti e articolati, tanto che alcuni network, trovano forme di collaborazione con artisti e designer. Di conseguenza, le immagini sia pubblicitarie che di intrattenimento dovranno essere di qualità, come la struttura tecnica e i supporti che le visualizzeranno, i quali dovranno inoltre essere affidabili e perfettamente funzionanti 7/7.

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speciale digital signage

L’alberghiero Qui ci troviamo in un netto squilibrio tra presenza dei siti al 13% e ritorni al 4%. Ma attenzione: i display posizionati negli alberghi oltre alla divulgazione di messaggi pubblicitari possono svolgere numerose funzioni interne (messaggi di benvenuto, presentazioni di servizi, di menù, intrattenimento ecc.), con una sostanziale tenuta del business compensata dal più alto livello di servizio.

I trasporti Anche qui il bilancio appare in negativo con un 10% di siti e un 7% di ritorni. E difatti il maggiore sforzo da compiere (come diciamo nel successivo servizio sulla Metropolitana milanese) è quello di operare avendo alle spalle una solida struttura editoriale, magari anche appoggiandosi a enti pubblici (Comune, Regione, Provincia, ecc.) per comunicazioni di interesse generale (lavori in corso, sospensione temporanea di linee, ecc.). Qualche difficoltà in più a livello tecnologico sarà da gestire quando gli schermi sono su mezzi in movimento, e comunque in generale sarà importante scegliere apparecchiature realmente robuste per un funzionamento 24/24 e 7/7 e provviste di protezioni anti vandalismo. Anche qui, la scelta del contenuto più adeguato, possibilmente creato ad hoc, è cruciale per la riuscita dell’operazione.

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speciale digital signage La sanità Secondo la ricerca NSR il settore farmaceutico figura tra i principali utenti del digital signage, un dato che caratterizza anche la realtà italiana con la presenza di numerosi operatori e svariate strategie di approccio al mercato. L’Italia, a parte alcuni impieghi in cliniche private, vede quali protagoniste soprattutto le farmacie: flat display rimandano immagini dedicate a salute, igiene e bellezza, oltre a veicolare advertising per numerosi prodotti da banco. Due i prevalenti approcci al servizio: tramite agenzie dall’impronta creativa e pubblicitaria, operanti interamente in outsourcing senza coinvolgere la farmacia se non per la messa a disposizione dello spazio espositivo, e tramite software house maggiormente orientate al servizio che ai contenuti, con un certo intervento richiesto al personale di farmacia.

Corporate e banking Le due posizioni sono analoghe, con sensibile presenza di siti e limitati ritorni (ma notevoli risparmi per es. nella formazione del personale). Esse peraltro appaiono congrue rispetto all’ambiente d’impiego: le aziende, ma solo quelle oltre i 500 dipendenti lo considerano utile, ricorrono spesso al digital signage per comunicazioni interne (una sorta di bacheca elettronica), le banche lo usano per far conoscere alla clientela nuovi servizi e opportunità, dando vita a una sorta di canale di autopromozione.

L’education Si tratta di applicazioni soprattutto in scuole o università, anche qui come bacheca elettronica con gli stessi vantaggi sopra riportati, che possono eventualmente ospitare messaggi pubblicitari. Le cifre in gioco, con un 1% su entrambe le voci, sono ovviamente limitate.

La nostra radiografia Dove c’è spazio per crescere? Soprattutto tra le grandi cifre del retail ma sicuramente puntando su messaggi più incisivi e mirati, che sappiano veramente distinguere tra “informazione di servizio” e “informazione accattivante”, a un passo dalla cosiddetta “seduzione” tipica del mondo pubblicitario. Subito dopo, gli alberghi e poi i trasporti, secondo le già riportate indicazioni. Infine è opportuno fare un’ulteriore distinzione tra situazione in cui l’impianto già esiste oppure è ancora da installare. Nel primo caso è tutto più facile (o meno difficile); nel secondo, ma si tratta di un discorso a scadenza medio lunga, si potrebbero far rientrare gli investimenti d’impianto in una sorta di leasing compensativo sul lavoro di creazione dei contenuti che, se tutto funziona, si potrebbe protrarre per anni.

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speciale digital signage

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speciale digital signage

Quale contenuto? Barbara Trigari

Comunicare con il digital signage

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Nelle nostre conversazioni con le aziende, alle fiere, ai seminari e incontri sul tema ai quali abbiamo partecipato, ci siamo sentiti dire sempre che l’aspetto cruciale, la chiave del digital signage, è il progetto comunicativo. Quando però confrontiamo la teoria con la pratica, ci troviamo di fronte a ben poche installazioni nelle quali il messaggio massimizza davvero la resa economica del network tecnologico. Assegnare dunque il giusto valore al contenuto e alla sua costruzione può rappresentare una delle principali chiavi di successo di un progetto di digital signage.

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speciale digital signage

I

nostri interlocutori (vedi box aziende) per questa tavola rotonda sono Simonetta Zandiri, CEO Strategie Digitali, Nicola Sciumè, Direttore Generale Enterlab (gruppo Y2K Communication), Euro Sereni, General

Manager di Ech(o), business unit di ART Group. Sono attori diversi nello scenario del ds, c’è chi ha più competenze nell’ambito della comunicazione e si avvale di una rete di consulenti per gli altri aspetti, come Simonetta Zandiri, chi è in grado di progettare e realizzare “in casa” ogni aspetto legato al ds, come Enterlab e Sciumè, e chi ha più specificamente competenze tecniche software dalle quali parte per offrire soluzioni complete di ds (Echo). Ci siamo appellati alla loro esperienza per capire meglio come è composta la galassia contenuto e cosa le ruota intorno. Le scelte tecniche, infatti, sono strettamente legate agli aspetti contenutistici, i quali determinano anche i budget e i possibili guadagni. Tutti elementi che chi installa o progetta deve conoscere, anche solo per scegliere in quale momento e in quale parte della filiera collocare il proprio business.

Gli affari sono affari Abbiamo scelto di non dare niente per scontato, partiamo quindi con una considerazione che a qualcuno sembrerà banale, ovvero che il cliente che desidera installare presso la propria azienda qualcosa che chiama digital signage, e per questo si rivolge a un system integrator o a una società dedicata, lo fa perché vuole che il proprio business cresca. La valutazione unanime è però che senza un messaggio ben calibrato e adeguato al contesto nel quale è posizionato il network, il ritorno dell’investimento o non ci sarà, o avverrà più faticosamente. Come è unanime l’opinione che l’unica applicazione per la quale esista un modello affidabile di calcolo del ROI (Return on Investment) è quella del marketing di prossimità nella GDO; Simonetta Zandiri: “Nel retail il valore più alto che possiamo dare è aumentare il guadagno, lo scontrino medio, e spostare la vendita sui prodotti a marginalità più alta. Anche se il modello più redditizio è questo, la maggior parte dei clienti ci chiede a quanto potrà vendere lo spot televisivo sul proprio monitor. Dobbiamo far loro capire che il contenuto va fatto ad hoc, per quello spingiamo sul progetto pilota. Così l’azienda impara a fare il ds che serve di più. Non a caso abbiamo scelto una piattaforma che, progressivamente e con il giusto supporto, mette in condizione i clienti di fare da soli”. Anche per Nicola Sciumè l’efficacia del ds in-store realizzato con un progetto comunicativo adeguato è indubbia. “Abbiamo fatto pianificazioni su infrastrutture ds che hanno dato risultati veramente sorprendenti, perché se le infrastrutture sono collocate laddove si può effettivamente completare la vendita, l’efficacia è elevata. La cosa strana è che proprio la GDO in Italia sia ancora diffidente, mentre in realtà sarebbe l’unico caso di applicazione del ds per il quale è stato definito il modello per il calcolo del ROI. In altri contesti invece, come per esempio il roadside, purtroppo non abbiamo ancora trovato modelli affidabili”. E Sereni: “è dimostrato che nei punti vendita nei quali è presente una forma di comunicazione multimediale si ha un aumento delle vendite dell’11-12%, mentre le vendite dei prodotti in promozione crescono del 25%. Con questi dati il ROI è raggiungibile sotto i sei mesi”. Quindi per generare guadagno non è neanche necessario disporre di un network con centinaia di schermi: ne bastano pochi posizionati bene e con il contenuto adeguato. Ecco un esempio portato dalla Zandiri: “Abbiamo fatto un business plan per una catena

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speciale digital signage di bar in franchising, circa 80, nel quale dimostriamo Le voci in campo

che il costo giornaliero di tutta la struttura, compreso

Simonetta Zandiri, CEO di Strategie Digitali.

l’outsourcing totale dei contenuti fatti da noi con refresh tre

Azienda piemontese nata nel 1998 dall’unione di competenze di

volte alla settimana, più playlist in base alle fasce orarie,

marketing e comunicazione con know how informatico-sistemistico, con l’obiettivo di coniugare i progressi della tecnologia con le esigenze e strategie reali delle aziende. All’interno dell’azienda collaborano

hardware, software, rinnovo a quattro anni della tecnologia, è di cinque caffè al giorno. Ma grazie al ds il bar riesce

l’area IT Service Management e l’area WEB & Digital Signage legata

a vendere ben oltre cinque caffè in più al giorno, e di

alla comunicazione nell’era del Web 2.0. Dal 2007 intraprende l’attività

conseguenza avrà il ritorno dell’investimento già nei primi

di progettazione e design di contenuti multimediali per soluzioni ds,

14 mesi di esercizio”.

corporate e retail, distribuendo per l’Italia la piattaforma software Videro. È socio sostenitore di Popai Digital.

Hardware, software e contenuto in equilibrio

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Nonostante le premesse siano esaltanti, questa formula di ds non decolla: come mai? Sempre Sciumè: “Secondo

Nicola Sciumè, Direttore Generale Enterlab

me il vero problema in questa fase è avere la proprietà

Enterlab è la società del gruppo milanese Y2K Communication che si occupa di web & digital media, l’offerta Enterlab consiste nell’integrazione tra le competenze presenti nel gruppo Y2K (che

dell’infrastruttura per veicolare i contenuti, anche se è di solito vissuta come una ‘pepatencia’, cioè un oggetto

spaziano dalla fornitura della rete, al software, alla produzione e

scomodo che ciascuno tenta di rifilare a qualcun

post produzione della creatività) grazie alla quale il cliente trova una

altro. La GDO pensa che a installarla debba essere la

risposta a ogni propria esigenza passando per un interlocutore unico

concessionaria, che però non ha parametri sufficienti per

il cui grado di commitment è elevato, qualsiasi sia l’aspetto che

valutare se può valere la pena l’investimento, o addirittura

necessita attenzione. È socio di Popai Digital.

chi mette a disposizione questo genere di infrastrutture

www.enterlab.it

viene provocato a farlo in modalità revenue sharing con

Euro Sereni, General Manager di Ech(o) Business Unit di ART Group

un qualche soggetto non meglio identificato, per poter poi

La business Unit Ech(o) Solution è un brand nato dalla creatività

forse in futuro, da un certo business di cui non si hanno

di Digilab 2000, azienda del gruppo ART (Advanced Research

le leve, ottenere un guadagno. Ritengo che il proprietario

Tecnologies). Ech(o) Solution opera nell’ ambito del digital signage,

e gestore della rete abbia, e avrà, una forza notevole in

per il quale ha sviluppato diverse soluzioni tra cui un sistema di

qualsiasi contesto”.

comunicazione multimediale per medi e grandi network Linux 64bit

Ma non è solo il costo dell’investimento iniziale per la

based, Ech(o) Web Pro, e offre al cliente le competenze e i servizi necessari a installare e gestire ds in network o stand alone, dalla consulenza iniziale, al player, alle soluzioni server, all’hardware,

struttura a frenare il ds nella GDO, c’è anche il desiderio di avere sotto controllo ogni aspetto del business, dall’avvio

fino alla creazione e aggiornamento dei contenuti, la misurazione

alla conclusione, e in generale una scarsa percezione

dell’audience e la manutenzione della rete.

dell’importanza dei contenuti. Euro Sereni: “Manca la

www.echosolution.it

consapevolezza dell’importanza dei contenuti. Nella nostra installazione in un supermercato di Conegliano Veneto a

occuparsene è stato un nostro partner, B&B, ed è l’unico

Secondo me il vero problema in

caso attualmente in Italia in cui abbiamo noi la gestione

questa fase è avere la proprietà

totale del network. In altri casi il business model è legato

dell’infrastruttura per veicolare i

a un’agenzia che gestisce il network di ds per la raccolta

contenuti; [...] Ritengo che il proprietario e gestore della rete abbia, e avrà, una forza notevole in qualsiasi contesto.

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pubblicitaria. Ma non è ‘vero’ ds, è una cartellonistica multimediale a fini pubblicitari, come i manifesti per le strade o la pubblicità in TV. A Conegliano la proprietà del supermercato ha deciso di comunicare il valore della


speciale digital signage

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speciale digital signage propria filiera ai clienti nel momento dell’acquisto, così viene data un’informazione più precisa sul valore aggiunto del prodotto, volta a fidelizzare il cliente, ad aumentare la rotazione del prodotto e le vendite all’interno del punto vendita”. Simonetta Zandiri: “Alcune aziende, riporto un dato reale, hanno un ingresso giornaliero nei punti vendita di un milione e 400mila persone. Di questi potenziali clienti circa il 41% conclude un acquisto con uno scontrino medio di 60 euro. Con un mix di progetti di fidelizzazione e nuovi servizi che potrebbero aiutare il cliente nella decisione d’acquisto, potremmo ragionevolmente portare la percentuale di conversione al 50%, che significa un incasso maggiore immediato. È sicuramente meglio avere un aumento misurabile dei guadagni, piuttosto che sperare che qualcuno veda uno spot alle due di notte facendo zapping”. Per concludere, anche il “contenitore” (l’hardware, il software, la rete...) ha un’importanza cruciale, ma se non è inserito in un progetto che prende in esame tutti gli aspetti della filiera ds, a partire dal contenuto e dal modello di business, difficilmente risponderà davvero alle esigenze del cliente e contribuirà alla generazione di un guadagno.

Miglior prodotto di visualizzazione commerciale dell’anno

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speciale digital signage

Quale messaggio? Vediamo rapidamente quali sono le specificitĂ della comunicazione trasmessa attraverso un sistema ds rispetto a quella tradizionale per le affissioni, la TV, la radio e la carta stampata. Una caratteristica che distingue un messaggio veicolato attraverso una struttura di ds da uno veicolato con media tradizionali è la contestualitĂ . Se per la TV si realizza uno spot di 30â€? che gira in tutta Italia a ogni possibile orario e su qualsiasi canale televisivo, e risulta sempre adeguato, la stessa cosa certo non vale se nel nostro ipotetico network abbiamo un display posizionato presso il banco rosticceria di un ipermercato o alle casse, o se intendiamo pubblicizzare il nostro marchio in una sala d’attesa piuttosto che in un centro commerciale. “La comunicazione è strettamente legata al tipo di applicazioneâ€? - ci racconta Simonetta Zandiri - “per esempio l’80-90% delle installazioni sono collocate in luoghi dove la gente ‘vaga’, ma c’è vagare e vagare, e di conseguenza cambieranno le scelte contenutistiche e tecniche. Per esempio, visitare un negozio di abbigliamento è sempre un premio che una donna fa a sĂŠ stessa, mentre fare la spesa può essere una torturaâ€?.

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Comprehensive Colour Adjustment .

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™

Non c’è bisogno di dire che il nuovo proiettore Christie Serie M emette rossi vivaci, gialli nitidi e colori incarnati realistici sin dal primo momento della sua accensione. Sappiamo che agli odierni proiettori viene chiesto di combinare input emessi da diverse fonti o di creare immagini uniformi, ed è per questo motivo che vi abbiamo incorporato la capacità di gestire e combinare i colori in modo minuzioso. In ciò sta la differenza tra un buon risultato e uno eccellente. La tecnologia Comprehensive Colour Adjustment (CCA™ ), di serie in ciascun proiettore della Serie M, consente di regolare i singoli canali RGB dei proiettori su accostamenti cromatici uniformi in modo da ottenere immagini credibili e perfettamente armoniose. Con una semplicità che ha quasi dell’incredibile.

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It all adds up.

when it matters.

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speciale digital signage Entra qui in gioco la capacità del messaggio (inteso come somma di creatività e possibilità offerte dalla tecnologia, come avviene nel ds) di © IGPDecaux

migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente, attraverso l’adeguatezza al contesto, al destinatario, al momento della giornata o dell’anno. Un esempio: Rob Winston di Arbitron nel suo intervento alla Digital Out-ofHome Business Conference quest’anno all’ISE ha affermato che il ds posizionato alle casse fa scendere il tempo percepito di attesa di 3-5 minuti. Il messaggio, però, deve essere quello giusto! Molti dei nostri intervistati hanno citato un errore tipico, ovvero quello di utilizzare il display posizionato alle casse per le promozioni senza riflettere sul fatto che il cliente che arriva alle casse sta già uscendo dal negozio, quindi se vuole comprare l’articolo in promozione è già tardi. Ancora Zandiri: “Lì conviene spingere sul fidelity program o sull’intrattenimento puro con qualche notizia. Il tipo di messaggio dipende proprio da come e dove viene messo il display, e dal tipo di attenzione che la gente può

© IGPDecaux

dare”. Ecco il parere di Sciumè: “Chi produce i contenuti è abituato a definirli e adattarli poi al supporto, ma nel ds interviene un elemento nuovo, perché lo stesso supporto può venire inserito in contesti differenti. La sfida è far capire alle agenzie creative che non possono fare come per la TV e la carta stampata, cioè studiare un concept e limitarsi a due declinazioni monolitiche. Se per esempio un contenuto è prodotto per funzionare con l’audio, e invece devo collocarlo in un posto affollato e rumoroso dove il sonoro è non solo inutile ma proprio fastidioso, anche il contenuto più bello verrà percepito in maniera

Alcune immagini del network di IGP Decaux presso l’Aeroporto di Linate,

negativa. Ci sono contesti invece dove un messaggio senza l’audio

gestito da Y2K Communication

si perderebbe, per esempio in luoghi con un livello di stress acustico molto basso ma ricchi di colori”.

© Claudio Tadiotto

Un altro elemento da valutare è la durata della comunicazione. Dipende anch’essa dal contesto, ma nel caso di situazioni “nomadi” i contenuti non possono durare più di 5-6 secondi: “Nell’ipermercato dove la gente ha fretta, utilizziamo immagini che sfumano una sull’altra con pochissimo movimento, per dare modo alle persone di cogliere il messaggio. Poi prediligiamo il formato verticale, che è scientificamente dimostrato essere il più efficace perché riprende le fattezze umane”, spiega la Zandiri. Ecco il punto di vista di Sereni: “Molti pensano che uno spot televisivo da 30” possa andare bene anche per i sistemi di ds, e anche i big spender la pensano spesso così, infatti sul network di Grandi Stazioni girano degli spot TV e funzionano abbastanza bene.

Inaugurazione del supermercato Eat’s di Conegliano Veneto, dove è stato installato

Il punto è che il network potrebbe rendere di più se la comunicazione

un sistema di ds da Ech(o) Solutions

fosse ottimizzata per quel medium, e non ci si limitasse a ‘riciclare’ spot che durano troppo tempo perché pensati per medium diversi. I sistemi

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speciale digital signage

di audience mesurement ci hanno permesso di valutare l’attenzione concessa dal pubblico al mezzo, e non supera i cinque-sette secondi. La comunicazione va dunque tutta e completamente ripensata, con qualcosa di più emozionale e con tempistiche notevolmente ridotte”. Sarebbe la situazione ideale, ma per molti motivi spesso si è costretti ad accettare una mediazione e a utilizzare un messaggio “adattato” al nuovo media, possibilmente con intelligenza. Da qui l’idea di Enterlab di fornire un servizio di “post produzione creativa” (accanto a quella di adattamento dei formati che conosciamo tutti), che a partire dal concept e dal mood magari fissato per il cliente dall’agenzia creativa, lo rielabora inserendo alcuni elementi o lavorando su altri per renderlo il più vicino possibile

La comunicazione va dunque tutta e completamente ripensata, con qualcosa di più emozionale e

alle esigenze del ds. “Soprattutto se si lavora con una concessionaria, bisogna stare molto nei ranghi.

con tempistiche

Per noi è più facile far comprendere lo strumento ds se possiamo adattare una comunicazione

notevolmente

studiata per altri mezzi, perché così il cliente lo assimila più facilmente alla comunicazione tradizionale.

ridotte.

Ovviamente però sarà meno efficace di quanto potrebbe”, spiega Sciumè.

Il marketing olfattivo Tra le aperture creative offerte dal ds c’è anche la possibilità di arricchire il contenuto del messaggio visivo e uditivo con un’atmosfera olfattiva creata ad hoc: un “senso” in più per il marketing sensoriale. Ne abbiamo parlato con Stefano Bader, Presidente di Oikos Fragrances, società milanese specializzata nella progettazione di profumazioni d’ambiente e tecnologie per la loro diffusione. Bader - Esiste un’attenzione specifica per gli aspetti visivi e uditivi, mentre altri sensi, in particolare l’olfatto, sono poco utilizzati anche per difficoltà tecniche. Infatti i sistemi tradizionali di diffusione delle essenze non consentono un controllo dell’emanazione, né una regia olfattiva sinestesica. Noi abbiamo brevettato il sistema SFR, Solid Fragrance Release, che consente di estrarre la profumazione da un supporto solido attraverso la ventilazione, e di sincronizzarla a immagini e suoni. C - Qual è la specificità comunicativa del marketing olfattivo? Bader - L’olfatto è l’unico dei nostri sensi a non essere legato a una parte logica del cervello. Fa capo all’area delle emozioni e non ama le considerazioni di carattere filologico o didascalico. Se devo abbinare una sensazione olfattiva all’immagine di un panino, non userò mai il profumo del pane, perché l’olfatto immediatamente scoprirebbe l’inganno. Occorre qualcosa di più sofisticato, un’ambientazione più concettuale, che rompa il canone classico del fiore col fiore, altrimenti diventa controproducente. Altra cosa è mettere un profumo in un contesto dove non ce lo si aspetta: allora la stimolazione di carattere concettuale fa diventare l’esperienza memorabile. C - Perché aggiungere la stimolazione dell’olfatto? Bader - La prima area di intervento è il benessere trasversale rispetto agli ambienti, la casa, l’ufficio, il cinema, la strada, il museo, gli ospedali. In questo caso la stimolazione di carattere olfattivo mira a riprodurre condizioni ambientali empatiche: alcune sostanze sono in grado di migliorare l’attenzione, la concentrazione, l’autostima, ridurre la paura (per ambulatori o studi dentistici), regolamentare il ciclo del sonno, attenuare stati depressivi. La seconda area di intervento è legata al fatto che non esistono profumi buoni o cattivi di per sé, quando si sente un odore o un profumo per la prima volta, si tende ad associarlo alla situazione, positiva o negativa, e quel legame diventerà indelebile: tutte le volte che si sentirà lo stesso stimolo ritornerà alla mente anche il contesto. Questa leva si può applicare alla comunicazione per favorire la capacità di riconoscimento o di memoria di un marchio: è il logo olfattivo. www.oikosfragrances.it

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speciale digital signage I tempi del digital signage Tornando al fattore tempo, questo non coinvolge solo la durata della creatività, ma anche i suoi tempi di realizzazione, con l’ovvia ricaduta sui costi. Secondo Sereni, la comunicazione per un sistema di ds dovrebbe essere “economica, non in termini di qualità ma di rapidità di creazione, perché il sistema consente un aggiornamento frequente, e se ogni settimana occorre avere uno spot nuovo non si possono impiegarne tre per realizzarlo. Si dovranno utilizzate tecnologie innovative anche per la realizzazione dei contenuti”. Spesso chi si propone di realizzare contenuti per il ds viene dall’ambito web. Entrambi i media infatti sfruttano la dinamicità e applicativi che funzionano su PC e IP, cui però, nel caso del ds, è necessario affiancare almeno competenze di comunicazione sul punto vendita. Ancora un aspetto distintivo del messaggio in versione ds: non ci si può limitare a “martellare” l’utente

Comunicare in grande Il digital signage veicolato da pannelli di grandi dimensioni, collocati negli stadi o in location prestigiose e spettacolari, ha esigenze molto specifiche e soluzioni altrettanto mirate, naturalmente disponibili 24 ore al giorno e sette giorni su sette. Ce ne parla Roberto Segato, sales director CEMEA&RCIS di Lighthouse Technologies, società leader nella fornitura di pannelli LED di grandi dimensioni e sistemi video. C - Quali sono le specificità di questo tipo di installazioni? Segato - Il posizionamento degli schermi viene fatto secondo due Il grande LEDwall di Lighthouse a Westfield

parametri. Il primo è il pixel pitch, ovvero la distanza ideale tra pixel e pixel perché si possano vedere le immagini; è dato dalla

distanza minima di visualizzazione, quindi più vicino sarà lo spettatore, più piccolo dovrà essere il pixel pitch, con un rapporto di 1:10. Al di sotto di questa soglia avrò la sgradevole sensazione di vedere i singoli pixel, mentre al di sopra l’immagine risulterà uniforme. Il secondo parametro riguarda le dimensioni dello schermo e, a parte il caso in cui il committente voglia impressionare la cittadinanza con uno schermo spettacolare, per ottenerle si calcola la distanza massima di visione diviso 30. Il risultato è l’altezza ideale dello schermo, poi la base sarà calcolata a seconda del formato prescelto. Per quanto riguarda il software abbiamo delle grosse limitazioni con i LED, perché la risoluzione è sempre molto bassa, quindi il materiale dovrà essere possibilmente editato appositamente. Non sempre è possibile, così spesso usiamo degli up-converter, cioè delle matrici di scaler che accettano in ingresso tutti i segnali video e li adattano allo schermo. Comunque quasi tutti i software di digital signage oggi offrono la possibilità di fare scaler e resize delle immagini. C - C’è un legame molto stretto tra il contenuto, la distanza tra i pixel e la distanza di visione. Segato - Sì, quando pixel pitch è alto e la distanza di visione ravvicinata, è meglio visualizzare effetti e grafica, ma se ho una risoluzione di 150 linee, posso tranquillamente trasmettere anche del video. Ci sono però anche dei limiti legislativi: da noi è proibito installare all’aperto uno schermo con video in movimento, si può fare solo con immagini still, per non distogliere gli automobilisti alla guida. A meno che non si tratti di una zona pedonale, ma non nel centro storico, perché allora a bloccarci sono le Belle Arti. www.lighthouse-tech.com

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speciale digital signage con messaggi commerciali, occorre alternare sapientemente dei contenuti informativi, anche perché potrebbero essere già vissuti come commodity: insomma, il pubblico se li aspetta, e se non li trova... “La pubblicità forzata - secondo Zandiri - intesa come subdolo convincimento di un bisogno che non esiste, non è parte del nostro schema di valori. Il cliente è una persona, non un contenitore di denaro; ha delle esigenze, un bisogno di informazioni o di intrattenimento, occorre utilizzare questo nuovo strumento stando dalla sua parte. Deve essere un’opportunità di valore per chi lo guarda, altrimenti è assolutamente distruttivo”. Un vantaggio ancora poco sfruttato del ds è che permette, grazie ai sistemi di misurazione dell’attenzione (che approfondiremo in un articolo a parte), di intervenire sulla comunicazione “in corsa”, ovvero con regolazioni fini basate sulle preferenze del pubblico registrate in tempo reale da appositi strumenti software. Questi permettono di valutare quali sono i contenuti più apprezzati, in quali momenti e da quali tipologie di utenza.. “Al progetto pilota così concepito si dovrebbe affiancare”, sostiene Zandiri, “un servizio in più, ossia interviste e osservazioni sui dati raccolti dai software, una serie di verifiche sul campo. Il software fornisce dei dati ma poi bisogna interpretarli: non dice se lo spot è stato apprezzato o meno, se verrà © Strategie Digitali

ricordato, queste informazioni si possono ottenere solo con ricerche di mercato tradizionali”. Ma secondo Sereni il mercato non è maturo: “Magari! In futuro sarà così, il sistema di misurazione verrà utilizzato anche per ottimizzare i contenuti al fine di massimizzare la redemption delle vendite, la fidelizzazione e tutta una serie di valori aggiunti stratosferici ma ancora non percepiti dalla parte del cliente, perché non c’è una sufficiente comunicazione che va in questa direzione”.

Ostacoli e soluzioni Discutendo con i nostri intervistati sono emersi alcuni elementi critici intorno al tema dei contenuti, vediamoli in rassegna. Innanzitutto, anche se il contenuto è un elemento imprescindibile per qualsiasi attore nella filiera del ds, non è detto che per vendere un sistema di ds ci si debba basare solo sulla presentazione del progetto comunicativo. Sereni: “Tre anni fa pensavamo che il ds dovesse essere proposto a chi gestisce la comunicazione. Errore clamoroso! Dopo un anno abbiamo ri-tarato tutta la comunicazione verso amministratori delegati e direttori commerciali, perché afferrano più velocemente che il ds fa aumentare la rotazione dei prodotti e quindi incrementa le vendite. Per Una demo di Strategie Digitali durante Expo Franchising

questo, al momento, il riscontro maggiore lo abbiamo dalle piccole aziende, dove proprietà e marketing coincidono, e applicando il

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speciale digital signage

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speciale digital signage business model della rivendita di spazi pubblicitari. Le grandi aziende non si sono ancora mosse”. © POPAI Digital

Se invece è il marketing o la comunicazione il committente del ds, allora l’interlocutore ideale deve “avere un po’ di shining, cioè essere in grado di recepire l’aspetto emozionale, empatico o comunicativo dello strumento”, racconta Sciumé. Un altro aspetto problematico è che, dopo l’installazione del network, spesso in azienda mancano le figure per la gestione operativa e dei contenuti, ecco perché i fornitori di ds cercano di fare la differenza offrendo al cliente l’assistenza di cui può aver bisogno. Ecco la proposta di Sciumé: “Abbiamo scelto di mettere a disposizione del cliente il know-how per imparare a gestire questi aspetti, in modo che in capo a un anno sia in grado di acquisire l’autonomia. Questo ci aiuta anche a dare valore al nostro lavoro, in più è un metodo per il cliente per spostare tutti i costi da fisso a variabile, eccetto la parte infrastrutturale”. In caso di guasto tecnico, problema di rete o qualsiasi tipo di interruzione del servizio di ds, l’azienda che è in grado di porsi verso il proprio cliente come un interlocutore unico sarà anche capace di risolvere il problema rapidamente e di conseguenza acquisirà un vantaggio competitivo. Un altro servizio a valore aggiunto che risolve un aspetto critico è quello già citato dell’adattamento tecnico o creativo di un messaggio preesistente concepito per altri media. I nostri intervistati hanno rilevato la scarsa conoscenza dello strumento ds da parte delle agenzie di comunicazione, che quindi non sono in grado di proporlo ai loro clienti, e della scarsa propensione delle concessionarie a investire nell’infrastruttura scommettendo quindi sul nuovo medium, non identificando un volume di reti sufficiente (mentre abbiamo visto che in realtà dipende dal modello di business adottato). Il progetto comunicativo legato al medium ds quindi offre molte più possibilità rispetto alla comunicazione attraverso i media

tradizionali (e non abbiamo parlato di interattività), e la maggior

Il progetto comunicativo legato al

ricchezza del mezzo comporta anche un maggiore coinvolgimento di

medium ds offre molte più possibilità

professionalità diverse, almeno nella fase iniziale quando ancora non

rispetto alla comunicazione

si è affermata una figura specializzata. Ma gli elementi del quadro si

attraverso i media tradizionali.

stanno piano piano concretizzando, come le competenze necessarie

per venirne a capo.

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speciale digital signage

Nuovi scenari della comunicazione digitale L’introduzione delle tecnologie digitali sta cambiando modalità e strategie della comunicazione, un’ottima chance per ripartire da nuove basi e, per i marchi, creare un nuovo e migliore rapporto con l’utenza. Chiara Benedettini

L

o scorso febbraio, in concomitanza con la fiera ISE, ha avuto luogo un convegno sul fenomeno DOOH, Digital Out Of Home, ovvero sulla

comunicazione digitale outdoor, con specifica attenzione al digital signage. Tra i molti interventi, anche quello di Simone Ashoff di Jung v Matt, agenzia di comunicazione con sede ad Amburgo che recentemente ha intrapreso la strada della comunicazione digitale, offrendo ai propri clienti non solo lo sviluppo di strategie marketing, messaggi pubblicitari ecc. ma anche campagne che utilizzano i nuovi media, traendone ispirazione ed efficacia. L’intervento è stato doppiamente interessante perché non focalizzato esclusivamente sulle attività dell’agenzia, ma dedicato più in generale ad alcuni meccanismi della comunicazione digitale e in particolare della comunicazione DOOH. Aspetti che non coinvolgono solo esperti di marketing e PR, e che anzi toccano gli interessi anche di chi si occupa di quelle tecnologie da un punto di vista tecnico, perché aprono nuovi scenari nella comunicazione: le tecnologie infatti forniscono maggiori e migliori strumenti per attrarre l’attenzione degli utenti, con la speranza concreta di un grado di coinvolgimento superiore… a patto però che la tecnologia funzioni in maniera impeccabile e il messaggio risulti ben calibrato.

L’interlocutore Alcune immagini dell’installazione su un grattacielo

Il progressivo diffondersi delle tecnologie, una maggiore familiarità con

di Berlino: i contenuti cambiano al variare delle

l’uso di apparecchiature digitali, migliore conoscenza dei meccanismi

condizioni atmosferiche

della pubblicità hanno portato, negli utenti, una consapevolezza e maturità di giudizio che rappresentano una vera sfida per l’operatore della comunicazione. Il moltiplicarsi dei messaggi, inoltre, fa sì che l’utente si

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speciale digital signage

ritrovi a dover scegliere tra i moltissimi che gli vengono presentati, optando poi infallibilmente per quello più attraente e finendo per percepire gli altri come una sorta di spam. L’avvento delle nuove tecnologie ha quindi creato le condizioni per l’invenzione di un nuovo linguaggio comunicativo che, per modalità e strumenti, è opportuno si differenzi da quello che nel tempo è stato codificato per altri media, primo esempio tra tutti quello della TV. Tanto la TV è statica, “unidirezionale”, e dal sapore retrò, tanto la comunicazione digitale può sfoggiare interattività, elasticità e modernità. La comunicazione digitale in generale e il digital signage in particolare hanno dunque gli strumenti per interessare, divertire, informare l’utente, inoltre hanno il potere di creare messaggi graditi ed esteticamente accattivanti, potenzialmente quindi più efficaci. Un’esperienza sensoriale gratificante, essere protagonisti di un episodio divertente, il fatto di identificarsi con le caratteristiche e i valori di un brand, la possibilità di sentirsi poi parte di un gruppo di persone che condividono gli stessi valori, sono tutti elementi che portano alla fidelizzazione dell’utente, che con tutta probabilità potrà diventare cliente. Esempio pratico e lampante è il marketing di Apple, che è riuscita addirittura a creare potenti meccanismi di auto advertising intorno ntorno al marchio attraverso le azioni volontarie dei suoi… potremmo chiamarli “fan”, più che utenti. E tutto corre su rete. Per esempio, grazie agli stessi simpatizzanti ogni novità Apple è presentata con largo anticipo, facendo crescere il clima di attesa (tutti ci ricordiamo di file mostruose di consumatori in attesa, anche per una intera notte, per acquistare tra i primi l’iPhone) mentre i discorsi di Jobs di inizio anno sono ormai divenuti veri e propri PR event. Le leve sono

dooh

.org/ europe www.is m.de www.jv

rappresentate dai valori dell’innovazione, dell’originalità, non a caso del primato tecnologico.

Dalla teoria alla pratica Insieme a molta teoria, ecco qualche esempio per vedere nello specifico come la tecnologia abbia fatto “fare il salto” alle stesse metodologie della comunicazione. Nel 2007 Adobe è stata protagonista di una campagna pubblicitaria creata grazie alle tecnologie dell’interattività e della videoproiezione, location la strada e un muro bianco per le immagini proiettate. Il movimento delle persone, davanti all’area prescelta, innescava la proiezione di strisce di colore e grafiche, per cui ognuno poteva, semplicemente muovendosi, creare una propria opera d’arte. I risultati sono stati molto soddisfacenti per Adobe, che ha potuto raggiungere un target ampio, ma comunque interessato al mondo tecnologico e quindi mirato, ottenendo una lunga permanenza davanti all’installazione (spesso minuti) e quindi un’alta esposizione del marchio. Inoltre, l’aspetto ludico e la sorpresa hanno fatto in modo che l’esperienza per gli utenti fosse coinvolgente, gradevole ed emozionante grazie all’interattività, legando così il brand a valori positivi e rimanendo con tutta probabilità a lungo nella memoria dei protagonisti. Il secondo esempio coinvolge direttamente Jung v Matt, e riguarda la scelta di contenuti per un videowall di 15x4 m installato sulla sommità di un grattacielo in uno dei quartieri più affollati di Berlino. La capitale tedesca, come tutte le metropoli, ha sostituito la linea naturale dell’orizzonte con un paesaggio fatto di grattacieli che nascondono alla vista i cambiamenti del cielo nelle diverse ore della giornata. Da qui l’idea di renderli di nuovo visibili ai berlinesi per strada o in coda al semaforo, visualizzando albe e tramonti sul LEDwall, in perfetto sincronismo con l’orario di quelli reali… un’ottima esposizione per lo sponsor, il settimanale Bild. Sempre legata agli eventi atmosferici, la campagna della rivista Maxim mostrava una ragazza, distesa per sfruttare al meglio le proporzioni dello schermo, il cui abito e atteggiamento cambiano a seconda del tempo: se piove la ragazza si presenta in impermeabile, se c’è il sole, l’immagine varia automaticamente e la ragazza sfoggia costume da bagno e cocktail.

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speciale digital signage

© Vivica

Il salone Mercedes-Benz di Milano Carlo Solarino

Digital signage per ambienti retail

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Il celebre marchio automobilistico tedesco ha di recente rinnovato la sua sede nel capoluogo lombardo, dando vita a uno dei maggiori centri d’Europa. E la rete video, basata su 28 monitor al plasma in alta definizione, può trasmettere con massima duttilità canali in diretta, spot pubblicitari, scritte scorrevoli, eventi live e registrati

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speciale digital signage

C

on il termine generico “retail” si intende il settore d’impiego che riguarda i punti vendita, per la verità anche molto differenziati tra loro: si può andare infatti dal negozio di cravatte, alla libreria, alla grande

distribuzione fino ai più raffinati e sofisticati show room per alta moda o automobili di lusso. E, in questo servizio, proprio di automobili ci occupiamo parlando del centro Mercedes-Benz di Milano, uno dei maggiori d’Europa, di recente realizzato in una nuovissima sede che si estende per oltre 66.000 mq. Di particolare suggestione il vasto salone dedicato alle ultime creazioni (non possiamo non citare il nuovissimo suv GLK), dall’avveniristica architettura in vetro e acciaio articolata anche in altezza su tre piani. Un ambiente in cui non potevano certo mancare le più aggiornate soluzioni di digital signage, che difatti lo costellano con svariati monitor al plasma, tutti disposti con estrema discrezione ed eleganza. Uno schermo a retroproiezione incassato a parete, in una sorta di angolo-museo dedicato alla migliore tradizione MercedesBenz, fa poi rivivere i più suggestivi e significativi momenti storici dell’azienda a risalire dai primissimi motori diesel e a scoppio. Ma, tralasciato il fascino delle automobili, ecco le caratteristiche del “progetto video” curato e realizzato dalla società Vivica, con sede a Marostica in provincia di Vicenza, tra le prime in assoluto ad essersi dedicata al digital signage in Italia. Per la sezione riproduzione, il sistema conta 28 display al plasma che offrono al pubblico vari palinsesti con messaggi di servizio, video promozionali, news, eventi sia registrati che live e alcuni canali satellitari. La sezione gestione e network è organizzata su una stazione di regia per la raccolta dei segnali provenienti dalle varie fonti e il loro smistamento ai display interessati, e su singoli player a presidio di ciascun monitor. La sezione controllo si avvale di tre video server con altrettante funzioni per acquisire, memorizzare ed editare i contenuti, col supporto inoltre di set-top-box satellitare e lettore di DVD.

Display, regia e server I display anzitutto sono degli schermi al plasma da 42” Panasonic in Full HD della linea professionale TH42PH10, modelli scelti, oltre che per la loro ottima resa d’immagine anche in ambiente luminoso, per l’elevata affidabilità e per le generali prestazioni che si collocano al top di livello nel loro segmento di mercato. I player, anch’essi 28 in totale con un player per ciascun monitor, sono rappresentati dai modelli iB Media Player della stessa Vivica caratterizzati, oltre che da robustezza e affidabilità, da accentuate prestazioni in real time. Questa configurazione con un player per ciascun display consente la massima duttilità e dinamica di comunicazione: permette l’inoltro di un proprio contenuto su ogni singolo monitor, come pure di visualizzare il medesimo contenuto su tutti i monitor e con possibilità di qualsiasi combinazione intermedia. Plasma e player sono installati a muro tramite supporti che, per meglio rispettare le esigenze estetiche e architetturali del salone, sono stati progettati e

© Vivica

realizzati ad hoc.

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speciale digital signage

Dove la tecnologia incontra i contenuti Per avere qualche approfondimento sul sistema, le sue caratteristiche e, soprattutto, le sue potenzialità di comunicazione, abbiamo sentito Pier Paolo Volpato, Managing Director nonché socio fondatore della stessa Vivica, la società che ha fornito l’intera soluzione di sistema. Sorta cinque anni fa puntando con posizione d’avanguardia sul digital signage, che rappresenta infatti il suo core business, Vivica vanta a oggi la bella cifra di oltre 2.500 installazioni rivolte tanto al negozio, al centro commerciale o alla show room, come appunto il sistema di Mercedes-Benz, quanto a soluzioni più raffinate e di nicchia rivolte ai Golf Club. In merito ai contenuti diffusi presso il nuovo salone di Milano, come ci dice Volpato, si tratta di un’organizzazione alquanto articolata, a sua volta resa possibile dalla già vista architettura di sistema che prevede un player per ciascun monitor, ma con possibilità di dare vita a una rete integrata in connessione a un’unica regia. Pier Paolo Volpato: “In termini concettuali l’intero ambiente è ripartito in singole aree dedicate alle diverse linee di prodotto – le ben note automobili Classe A, Classe B e così via – in un’area vip e in alcune aree comuni. In sostanza, viene dedicato un monitor a ciascuna area di prodotto che visualizzerà un contenuto specifico per ciascuna di esse, costruito con i tanti video aziendali che la stessa Mercedes da sempre produce, alternati agli altrettanto numerosi spot pubblicitari che tutti vediamo sul televisore di casa. Per attualizzare inoltre i messaggi, vengono proposte brevi news giornalistiche corredate da scritte scorrevoli in RSS. Analoga la situazione nell’area vip, anche qui con filmati aziendali corredati da news, naturalmente con video selezionati tra le produzioni al top delle gamme; nell’area comune delle ‘accettazioni’, i video sono costruiti con un mix di filmati dedicati alle diverse automobili; infine, nell’area comune dove si trova il bar, nuovamente un mix di filmati ma alternato alla ricezione in diretta di alcuni canali satellitari connessi al sistema tramite set-top-box”. Questa dunque l’organizzazione di massima del palinsesto Mercedes, ma con una nota in più. Il sistema infatti, grazie alla flessibile configurazione di rete, in caso di eventi live diffonde il medesimo contenuto su tutti i monitor del salone. E lo stesso salone, grazie ai suoi spazi architetturali d’ampio respiro, tra concerti, manifestazioni ed eventi ha modo di ospitarne davvero tanti. In questi casi le riprese vengono diffuse in diretta su tutti i diversi monitor per un unico grande spettacolo in tempo reale aperto a tutti. Inoltre, come ha precisato Volpato, “Lo spettacolo viene trasmesso anche nel negozio Mercedes merchandising presente nel pieno centro di Milano, connesso in rete con il salone via IP”. Insomma, un impianto dove le più evolute soluzioni tecnologiche si sposano con i contenuti e con la duttilità della loro gestione: ma – ed è la nostra ultima domanda – quale la maggiore soddisfazione da questo sistema? “A distanza di oltre anno dalla sua inaugurazione e con funzionamento 24 ore al giorno, mai la segnalazione di un minimo guasto”.

La regia necessaria a gestire il complesso dei video all’interno del centro è rappresentata dal sistema iBroadcast Media Station, cui fanno capo le 28 linee verso i player e i monitor. Tra le numerose funzioni aggiuntive che esaltano la potenzialità comunicativa del sistema figurano poi lo smart upadate, che permette una gestione intelligente dei contenuti dei player in modo da trasferire, anziché gli interi file, solo i dati necessari alla selezione di tali file all’interno delle playlist di riproduzione; un’altra funzione consente di gestire gli aggiornamenti per i singoli player o per gruppi di player, è inoltre possibile la creazione di file list per la trasmissione e riproduzione dei contenuti in differita e la gestione multipla dei ticker con informazioni testuali o aggiornamenti tramite canali RSS. Infine, il sistema permette di visualizzare fino a quattro diversi canali satellitari. In termini di gestione operativa e funzionale del sistema, la stessa regia consente la creazione del calendario

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speciale digital signage

d’accensione e spegnimento dei player su varie basi temporali, fino alla durata di un anno, pause giornaliere incluse. La sezione di supervisione e controllo prevede tre video server Fujitsu-Siemens, Celsius R640 Med, Celsius M450 e PY RX300S3, posti direttamente in connessione con la regia e da essa pilotati. Il primo è destinato a immagazzinamento e distribuzione dei contenuti, con funzione inoltre di controllo e aggiornamento dell’intero network; il secondo provvede all’acquisizione da esterno e al campionamento dei segnali, operazioni condotte tramite scheda video professionale Winnov videum quattro; il terzo server provvede infine alle operazioni di editing sui contenuti e di gestione dei flussi di

© Vivica

dati sul network. La sua struttura si completa con un decoder per canali satellitari Sky, un DVD player Panasonic, una matrice video con funzione di mixer per eventi live e vari componenti di connessione e interfaccia. Il cablaggio di rete infine è stato effettuato in cavi CAT7, capaci di supportare velocità nell’ordine dei Gbps (giga bit al secondo) adatti dunque a inoltrare segnali video, oltre che in definizione standard,

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vivica

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anche in alta definizione. La realizzazione dell’impianto è stata effettuata dalla società Euphon, da tempo partner della stessa Vivica.

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© Telesia

TeleNews Metro di Milano Il digital signage nei trasporti Realizzato da Telesia Sistemi in collaborazione con importanti editori, da oltre cinque anni il circuito televisivo per la metropolitana del capoluogo lombardo raccoglie un’audience di due milioni e mezzo di contatti la settimana. Basato su una complessa rete in rame e fibra, offre immagini in videoproiezione, è attivo per 18 ore al giorno e propone un vivace palinsesto basato su loop delle durata media di qualche minuto in linea con i tempi medi d’attesa dei viaggiatori. Ma attento anche a valenze sociali. Carlo Solarino

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speciale digital signage

C

on sede a Roma e oltre venti anni di esperienza nel settore dell’I&ct, Telesia Sistemi è specializzata nella progettazione,

realizzazione e gestione di complessi sistemi multimediali con un’offerta che si estende anche ai contenuti. Il suo più affermato progetto è Tele.News, un pacchetto integrato di TV digitale per luoghi pubblici dal grande afflusso nel quale spiccano, a loro volta, i due prodotti Tele.News Airport e Tele.News Metro indirizzati, rispettivamente, agli spazi aeroportuali e alle stazioni delle metropolitane. Telesia si fa inoltre carico della raccolta pubblicitaria, col risultato di potersi proporre come operatore globale per servizi mirati di videocomunicazione. In questa avventura ha da tempo coinvolto, © Telesia

acquisendole nel proprio gruppo, due aziende dalla convalidata esperienza nei settori dell’I&ct e delle comunicazione: Italnetwork,

La TV out of home nell’Aeroporto di Linate a cura di Telesia, la visualizzazione

un internet service provider specializzato nel networking

è tramite schermi al plasma

e in soluzioni Web, e Italprint’90, azienda specializzata in progettazione grafica, comunicazione visiva e d’impresa. Con questo bagaglio di esperienza e competenze alle spalle, circa cinque anni fa è sbarcata a Milano con un obiettivo ben preciso: installare la sua Tv nelle stazioni della Metropolitana. E, in quest’occasione, ha giocato grosso: ha stabilito relazioni e accordi con un operatore di primissimo piano come Class Editori, a sua volta spalleggiato da Ansa per le notizie d’agenzia, e con svariati canali tematici quali Marco Polo, Nuvolari, Leonardo, Sailing Channel e altri ancora. Il palinsesto della Metropolitana lombarda si nutre così di mille

© Telesia

stimoli diversi: dall’attualità alla borsa, dai trailer per cinema e teatro, al meteo e agli oroscopi con flash su viaggi, automobili e

Uno dei punti di visualizzazione a cura di Telesia nella Metropolitana di Roma

barche d’altura, fino a informazioni di interesse pubblico fornite a cura del Comune e della stessa ATM, l’azienda di gestione dei trasporti urbani. Il target di riferimento è un pubblico dai 15 ai 65 anni di età, eterogeneo e con tempi di visione brevi.

La rete e i contenuti Con questo background, l’odierno circuito di digital signage della Metropolitana milanese conta venti postazioni collocate in varie stazioni delle tre linee caratterizzate da alto traffico, per un totale di 86 punti di fruizione realizzati tramite videoproiettori e schermi con impianto di diffusione audio. A seconda delle dimensioni delle © Telesia

stazioni il numero dei videoproiettori varia, sei, quattro oppure due. L’architettura di rete, il cui centro di emissione è presso la stessa

Uno degli chermi al plasma nell’aeroporto di Fiumicino per la visualizzazione di

Class Editori sempre con sede a Milano, è rappresentata da una

outdoor Tv a cura di Telesia

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speciale digital signage struttura su cavi in rame che raggiunge le varie stazioni; nell’ambito delle singole stazioni la distribuzione dei segnali ai diversi videoproiettori è garantita da connessioni in fibra ottica. La fibra garantisce, in particolare, immunità da interferenze provocate dai treni in movimento. I videoproiettori prescelti sono i Sony VPL-FX51 a tre LCD da 3.500 ANSI Lumen adatti a uso intensivo e protetti contro atti vandalici, gli schermi di proiezione sono posizionati frontalmente alla banchina di attesa dei treni, in posizione strategica rispetto al pubblico, e hanno formato di 2,5x1,5 m. Ma torniamo sui contenuti, punto particolarmente critico di numerosi progetti di digital signage. “Il palinsesto di Tele News Metro – ci ha detto il direttore editoriale di Class Editori Andrea © Telesia

Cabrini – è stato studiato per chi vive e lavora nella città e nell’hinterland, e prevede la divulgazione di informazioni sui

Il network di Telesia nella

principali fatti internazionali e italiani affidati alla nostra redazione. Le informazioni locali provengono invece

Metropolitana di Milano

da avvisi forniti dal Comune attraverso il servizio ‘Milano News’ mentre gli aggiornamenti sulla situazione dei trasporti fanno capo alla rubrica ‘Atm Informa’ curata dalla stessa società”.

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speciale digital signage

La programmazione nel suo insieme prevede inoltre pillole di intrattenimento con brevi filmati su moda, trend, arte, eventi, concerti, teatri, cinema e i già citati oroscopo e meteo. Stringato ed essenziale il taglio delle notizie, rispettando i ridotti tempi di fruizione, con l’accorgimento inoltre di una grafica corredata da scritte scorrevoli alla base dello schermo per le notizie di borsa o le brevissime. La durata complessiva delle proiezioni è di circa 18 ore al giorno, per tutti i giorni dell’anno, con loop della durata di circa cinque minuti, tarati sui tempi d’attesa calcolati su una media di tre minuti e mezzo. Si stima che l’audience raggiunta sia intorno alla (ragguardevole) cifra di due milioni e mezzo di contatti la settimana. Ma sempre in termini di contenuti, come ci viene infine sottolineato, un tocco di nobiltà proviene dalla collaborazione con l’Accademia della Comunicazione, la scuola di Milano che dal 1988 prepara i nuovi professionisti della comunicazione visiva, che provvede a creare, mese per mese, nuovi messaggi di forte

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valenza contenutistica sull’impegno civile e il volontariato, per la “migliorabilità di un mondo che proprio perfetto non è”.

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speciale digital signage

© Epamedia

Il digital signage al Centro Commerciale di Vienna Sud Quando il mezzo conta Tra i principali d’Europa con mercati, supermercati, negozi, ristoranti, cinema e hotel, lo Shopping City Süd della capitale austriaca presenta un impianto di 233 monitor con segnali provieniti da 45 diverse sorgenti video. È gestito dalla principale società locale di pubblicità outdoor sulla base di precise pianificazioni e gestioni dei contenuti. Gli schermi prescelti sono gli LCD di Mitsubishi. Carlo Solarino

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R

ealizzato nel 1976 su una copertura d’area totale di 850.000 mq, lo Shopping City Süd (SCS) di Vienna è uno dei maggiori centri commerciali europei strutturato su un’ampia galleria con mercati e

supermercati, numerosi negozi e boutique, ristoranti, un multiplex cinematografico e un hotel a quattro stelle. Il suo giro d’affari, col richiamo di oltre 25 milioni di visitatori all’anno – circa 76.000 al giorno – supera ampiamente il miliardo di euro all’anno. Quale sede migliore per un importante impianto di digital signage? Ci ha pensato infatti la società Epamedia, principale organizzazione austriaca di pubblicità OoH (Out of Home), che circa due anni fa vi ha inaugurato un evoluto sistema basato sul oltre 200 display LCD.

L’installazione degli schermi Per i display è stato scelto il marchio Mitsubishi Electric grazie soprattutto, come ci è stato detto dall’ufficio stampa della stessa Epamedia, all’alta qualità delle loro immagini, capace di garantire ottima visibilità anche in ambienti semi-aperti ed esposti a varie sorgenti d’illuminazione, come appunto quelli del SCS. Oltre a ciò hanno contribuito l’ampia disponibilità di schermi delle dimensioni previste per il progetto, nonché l’affidabilità e robustezza della loro costruzione tali da assicurare continuità di funzionamento anche a fronte di un uso intensivo e in ambiente aperto al pubblico. I 233 monitor Mitsubishi impiegati nell’impianto di Vienna rientrano nei tre modelli MDT462S, MDT402S e MDT371S con dimensioni dello schermo, rispettivamente, di 46”, 40” e 37”, formato 16:9 e funzionalità orizzontale e verticale. L’impianto è costituito, nel suo insieme, da monitor a soffitto e con appoggio a pavimento. L’installazione a soffitto prevede 80 coppie di display ancorate a un’unica staffa portante, disposte a 20 metri di distanza l’una dall’altra in modo da coprire l’intera galleria dei negozi. Quella a pavimento è basata su torri che si alternano con le postazioni a soffitto, realizzate secondo tre diverse configurazioni: - La torre tipo A, con tre LCD da 37” disposti in verticale e con ogni singolo schermo anch’esso in verticale; - La torre tipo B, con otto monitor da 46” disposti in verticale e organizzati in quattro coppie, creando una sorta di videowall; - La torre di tipo C, con monitor orizzontali da 46” disposti uno sopra l’altro ma tra loro leggermente sfalsati. Tutti gli schermi, fanno capo a una Control Room centralizzata con duplice funzione: diffusione dei contenuti tramite video server, nonché gestione e controllo da remoto di ciascuno schermo per attivazioni, disattivazioni come pure per l’organizzazione e pianificazione dei diversi criteri di monitoraggio. In questo secondo caso la connessione avviene tramite interfaccia RS-232C.

Target e contenuti La conduzione dell’intero sistema di digital signage dello Shopping City Süd di Vienna fa capo alla società Epamedia, principale società austriaca specializzata in digital signage, con varie realizzazioni anche all’estero. Epamedia si fa carico anche della creazione e gestione dei contenuti, in accordo con le aziende sponsor. Ecco, la struttura e l’organizzazione dei contenuti. Il loop presenta durata di 20 minuti, corrispondente al tempo medio trascorso in questa sede dai visitatori. Il contenuto è ripartito nel 50% di notizie “infotainment” e nel 50% di pubblicità. L’impaginazione prevede otto settori da un minuto e mezzo l’uno, a contenuto alternato tra news e pubblicità. Non esiste colonna sonora, con il vincolo di esaltare al massimo l’uso e la portata di scritte e immagini.

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speciale digital signage

Il digital signage visto da Mitsubishi Electric filiale italiana Con quasi 100 anni di storia alle spalle e attività estese dall’informatica alle telecomunicazioni, dalla ricerca spaziale e satellitare all’elettronica di consumo, Mitsubishi Electric occupa una posizione di primo piano a livello mondiale. Presente in 34 Paesi nel mondo e fortemente impegnata in soluzioni eco compatibili, si avvale di un organico di 105.000 dipendenti. Presente in Italia dal 1985, opera con cinque divisioni commerciali tra le quali la Visual Information System che offre soluzioni per la stampa fotografica, impianti di TVCC, videowall DLP e LED, videoproiettori e – aspetto che qui maggiormente ci interessa – monitor LCD di impiego professionale. Al Divison Manager Visual Information Systems Division della filiale italiana, Delio Rovelli, abbiamo posto alcune domande per meglio comprendere l’intera realizzazione presso SCS. Connessioni - Quali le ragioni, secondo voi, che hanno condotto la società Epamedia, alla scelta dei vostri display? Delio Rovelli - Quello di Vienna è un impianto certamente impegnativo che deve unire all’aspetto accattivante e spettacolare anche sicura funzionalità, tanto più in ambiente aperto al pubblico. Oltre alla linea elegante e sobria dei nostri monitor, caratterizzati dal bordo ridotto, ritengo che abbia contribuito alla scelta la loro affidabilità, comprovata peraltro da elevati valori di Mtbf (Mean time between falilure) da noi attentamente valutati e misurati in fase di fabbricazione e test funzionale. A ciò vorrei aggiungere l’ampia varietà di ingressi disponibili nonché, in termini di livello di servizio, la disponibilità del prodotto proiettata nel tempo. C - Quali le caratteristiche dei vostri schermi, che li rendono più adatti al ds? DR - Considerata la funzionalità pressoché continua dei monitor nelle applicazioni di digital signage, vorrei sottolineare il limitato consumo energetico per esempio rispetto al plasma. A livello di prestazioni offrono immagini luminose e brillanti, modularità, impiego sia in orizzontale che pr in i verticale, design discreto. Le configurazioni d’impianto inoltre, così come le gestioni dei vis

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RJ45. A livello di servizio offriamo sostituzione immediata del prodotto in caso di guasto.

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contenuti, sono tutte agevolate da controllo remoto tramite porta seriale e ingresso Lan Lo stesso impianto di Vienna, che conta oltre 200 schermi e in funzione ormai da due anni, non ci risulta abbia mai subito problemi.

C – L’utenza L’uten retail ha in genere poca dimestichezza con le tecnologie AV, come organizzate l’assistenza? DR – In prima linea figurano i system integrator presenti su tutto il nostro territorio. Essi fanno capo a un Centro di Assistenza, sempre italiano, che si occupa direttamente delle riparazioni. In merito alla formazione, vengono organizzati training “on the job” con supervisione della casa madre. In termini di manutenzione vengono poi forniti appositi supporti informatici per il controllo da remoto dei monitor.

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Le notizie riguardano la politica, le attualità locali, il meteo, il traffico, eventi sociali e culturali. Gran parte di esse vengono fornite tramite scritte scorrevoli o RSS (Really Simple Syndication) e sulla base di immagini e video d’agenzia. L’aggiornamento è pressoché continuo e le previsioni meteo, in particolare, arrivano addirittura alla singola ora. Più articolata è l’organizzazione della pubblicità, che accoglie video e immagini istituzionali ma, soprattutto, immagini per lo più fisse, create ad hoc per le singole realtà del Centro. Per agevolare la loro costruzione, Epamedia si avvale di alcuni template di base che, forniti ai clienti, consentono un’agile preparazione delle pagine, con varia collocazione di foto, slogan, logo e intestazioni. Vengono accettati tutti i più diffusi formati grafici (JPG, TIFF, ecc,), con definizione d’immagine © Epamedia

consigliata di 1.600x1.200 pixel. I logo possono scendere a definizione 600x800. Nel caso di immagini in movimento, viene accettato tanto il formato AVI (Audio Video Interleaved) di Microsoft, quanto il Quincktime di Apple. La durata d’esposizione dei messaggi pubblicitari parte da una base

www .epa med www ia.at .krau tzerlynn.

com

settimanale, in linea peraltro con occasioni e offerte speciali tipiche dei centri commerciali. La prenotazione prevede inoltre lo schermo singolo, quello doppio e così via, in relazione alle diverse esigenze.

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speciale digital signage

I monitor professionali di Mitsubishi Electric Realizzati in tecnologia LCD, i public display a impiego professionale di Mitsubishi Electric sono stati appositamente sviluppati per applicazioni di digital signage e punti informativi in centri commerciali, banche, aeroporti, stazioni ferroviarie, mostre e fiere. Disponibili in taglie da 32”, 37”, 40”, 42”, 46”, 52”, 56” e 65” con formato d’aspetto in 16:9, offrono ampi angoli di visione e, grazie ad appositi pannelli superficiali antiriflesso, immagini brillanti anche in ambienti illuminati. Presentano definizione nativa W-XGA (1.366 x 768 pixel), bassissima distanza tra i pixel o pixel pitch (da 0.600 a 0.746 mm), rapporto di contrasto compreso tra 800:1 e 1.500:1, luminosità fino a 500 cd/m² (candele a mq). Con rapidi tempi di risposta (gray-to-gray di 6 ms) e gamut cromatico di 16,7 milioni di colori, dispongono di processore grafico integrato che consente varie combinazioni multi screen senza richiedere processore esterno. Tra le funzioni addizionali di impiego professionale figurano appositi screen saver, temporizzazioni automatiche di accensione e spegnimento su base giornaliera o settimanale. La dotazione di input è completa tanto per i formati video che dati: sono accettati i più diffusi standard video, quali PAL, NTSC, SECAM oltre all’NTSC 4.43, al PAL60 e all’HDTV. Gli ingressi video prevedono connettori per Composito, S-Video e Component; VGA in Mini D-Sub a 15 pin per Input da PC e interfaccia DVI-D. In termini di installazione, sono disponibili cinque diversi agganci a soffitto. L’assorbimento energetico è di 260W, 230W e 220W. I pesi sono attorno ai 30 kg ciascuno. www.mitsubishielectric.it/vis/

La gestione dei messaggi L’insieme dei contenuti proposti sui vari monitor è rappresentato da un mix di notizie d’attualità, meteo, informazioni sul traffico, eventi di rilievo quali spettacoli teatrali o prime cinematografiche, pubblicità istituzionale orientata ai marchi e, tipica del digital signage, pubblicità complementare mirata ai prodotti disponibili in sede, con occasioni, liquidazioni e offerte speciali. Il sistema di gestione dei contenuti, Content Management System, CMS, è affidato a un software sviluppato dalla società austriaca Krautzer Lynn, specializzata in servizi e tool per comunicazione al pubblico. I contenuti provengono a rotazione da 45 diverse sorgenti video con possibilità, attraverso il già nominato server centrale presente nella control room, di essere variamente indirizzati ai diversi monitor di destinazione. Ciò consente di gestire informazioni e messaggi pubblicitari in modo estremamente duttile e flessibile, in relazione alle richieste degli sponsor e alle diverse tipologie d’affollamento dei visitatori. Con riferimento, per esempio, alle diverse ore della giornata, l’utenza del mattino è maggiormente segnata da pensionati e casalinghe, mentre quella della “pausa pranzo” da ampio pubblico inserito in contesti lavorativi. E analogo discorso può essere fatto su base settimanale, come pure sulle diverse tipologie degli spazi che comprendono, come detto, aree destinate a puri acquisti, aree per visitatori straneri (nei pressi dell’hotel) e aree di svago e divertimento (nel multiplex cinema). Nel rispetto delle caratteristiche dell’impianto, non è previsto il ricorso all’audio, situazione che richiede immagini incisive e brillanti nonché, nella costruzione dei messaggi, apposite soluzioni di tipo grafico: meteo e traffico, per esempio, risolti con esteso ricorso a piantine e simboli, “emoticon” inclusi.

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Public Display NEC Display Solutions Progettati per il Digital Signage NEC Display Solutions ha una “line-up” completa di monitor Public Display per soddisfare tutte le necessità di Digital Signage e Retail Signage

L

e Serie 15 e Serie Multeos, ideate per applicazioni light duty, hanno formati da 40, 42 e 46 pollici, mentre la Serie 20 e il nuovo MultiSync® X461UN (con cornice ultra sottile da 2,7 mm) sono stati progettati per

operazioni heavy duty con pannelli da 40 fino a 65 pollici (Serie 20) e sono provvisti di molte funzionalità per realizzare e gestire Video Wall in maniera semplice e affidabile. In condizioni di forte illuminazione ambientale, solare o artificiale, quando la normale luminosità di un monitor Public Display a 500 cd/m2 non è sufficiente, NEC offre un monitor LCD da 46 pollici con una luminosità di 1.500 cd/m2 (MultiSync® X461HG) in grado di contrastare le situazioni più sfavorevoli. Completa la gamma di Public Display NEC il gigante da 82 pollici MultiSync® LCD8205.

Immaginate un grande formato da 60 m2… quasi senza cornice Il MultiSync® X461UN è ideale per la creazione di pareti video wall, da un minimo di 2x2 fino a un massimo di 10x10 schermi per raggiungere una superficie di 60m2, dove gli schermi affiancati sono separati da una cornice praticamente invisibile (max 7,3 mm). Il tutto con caratteristiche che rendono semplice e istantanea la calibrazione e la gestione della temperatura, facile il montaggio, una gestione via LAN e la garanzia di assoluta affidabilità.

Da un minimo di 2x2 fino a

La gestione del calore, le componenti elettroniche e i video wall

un massimo di 10x10, tutte le

I Public Display emettono una certa quantità di calore quando sono in funzionamento, visto che non tutta

combinazioni sono possibili

l’energia è trasformata in luce. Questo non è un grosso problema per una installazione stand-alone. Viceversa, in una installazione video wall le cose si complicano man mano che aumenta il numero dei monitor. NEC Display Solutions, grazie a un forte know-how in questo settore, ha sviluppato un sistema di sensori di temperatura per controllare lo stato termico di ogni schermo. Oltre a ciò, l’utente può attivare le ventole di raffreddamento del monitor o anche determinare la soglia di temperatura, superata la quale le ventole si attivano automaticamente. Il tutto si traduce in una affidabilità e durata dei prodotti senza pari.

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Precisione e uniformità per comunicare perfezione Solo i monitor con una resa ineccepibile sono in grado di comunicare un messaggio forte e chiaro. Un problema frequente delle pareti video wall è quello della non uniformità del colore o della differenza di luminosità tra i diversi pannelli LCD. Problema tanto più evidente quanto più è grande la dimensione del wall. Per superare questi limiti, i monitor Public Display NEC sono pre-calibrati in fabbrica a 500 cd/m2 e testati per alcune ore per garantire che la calibrazione rimanga stabile nel tempo e che l’uniformità non cambi dopo alcune ore di funzionamento. È previsto anche un kit di calibrazione per poter intervenire sulle regolazioni in caso di bisogno.

Controllo temperatura. A sinistra un controllo attivato. A destra senza controllo

Soluzioni flessibili, scalabili e uniche sul mercato I Public Display NEC offrono diverse soluzioni per creare video wall a seconda del budget a disposizione. In particolare sono quattro le opzioni NEC da integrare sui propri Public Display: -

DVI Daisy Chain (per collegare in cascata un segnale digitale);

-

ricevitore CAT 5 (per fare viaggiare contenuti video e audio con cavo CAT 5 fino a 600 metri di distanza dalla sorgente);

-

scheda HD SDI;

-

Built-in PC (un vero e proprio PC disponibile in varie versioni

Differenza tra un video wall calibrato e uno non calibrato

con processori Intel® Celeron, Core Duo e Atom, fino a 2 GB RAM e 120 GB di hard disk). Per una installazione 3x3, ad esempio, una soluzione efficiente è utilizzare un built-in PC insieme alle schede DVI Daisy Chain, che permettono di collegare in cascata con segnale digitale tutti gli altri display. I vantaggi di questa soluzione sono che tutte le componenti hardware, inclusi i cavi, sono forniti dallo stesso produttore assicurando la completa compatibilità e, nel caso di assistenza, avere un unico interlocutore. Esempio di configurazione 3x3 con built-in PC e DVI Daisy Chain

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speciale digital signage

La misurazione dell’audience nel digital signage Quando, quanto e cosa valutare

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speciale digital signage

Dopo una prima ricognizione di carattere più tecnico sul tema del ROI (Return On Investment) nel digital signage, fatta nel numero 16 di Connessioni, abbiamo ripreso il tema cambiando il punto di osservazione: considerando cioè l’interrelazione tra tutte le parti, hardware, software, comunicazione, rete e cercando di mettere in luce la relazione tra redemption e validità dei contenuti. Barbara Trigari

P

er qualificare l’effettiva resa di un progetto di digital signage si possono adottare diversi metodi e strategie, legati al modello di business prescelto, alle risorse economiche disponibili e naturalmente

agli interlocutori in gioco. Prima di scegliere quello migliore è quindi opportuno analizzare il contesto nel quale ci si muove e le esigenze cui si dovrà rispondere con le per ora non meglio identificate misurazioni. Ancora qualche considerazione di carattere generale: la misurazione della redemption viene intesa come un concetto più vasto della mera quantificazione numerica (pur indispensabile ai fini del business plan) e coinvolge tutta una serie di valutazioni volte ad esaltare le specificità del digital signage in funzione della vendita degli spazi pubblicitari, o della vendita della rete di player, o meglio dell’intero progetto. Infatti è più corretto guardare all’installazione di ds come a un tutto unico la cui efficacia dipende proprio dal gioco di interrelazione tra le parti (hardware, software, comunicazione, rete...), mentre risulta perdente estrapolare un solo aspetto (i monitor, oppure la vendita della pubblicità) e valutare l’intero progetto in base a quell’unico punto di vista.

Coordinate Rob Winston, Sales Account Manager di Arbitron, società statunitense specializzata nelle ricerche di mercato, nel suo intervento per la DOOH Business Conference a ISE ha messo a fuoco i destinatari dei report di misurazione e i loro bisogni, identificando agenzie di pubblicità (interessate al guadagno derivato dalle inserzioni piazzate), investitori (che ricercano la sicurezza per i loro investimenti), distributori (cui interessa l’espansione del loro network) e uomini marketing (il cui interesse è valorizzare o spingere un determinato marchio). L’ideale sarebbe poter disporre di un report indipendente (quindi non legato a nessuno degli attori in gioco) e basato su parametri condivisi (vedi le linee guida pubblicate da OVAB) e possibilmente non troppo alieni da quelli classici utilizzati per i media tradizionali: troppe spiegazioni in genere sono controproducenti. L’obiettivo della misurazione è triplice, ovvero prima di tutto è necessario venire inclusi in una pianificazione pubblicitaria (in senso lato), quindi che il nostro network sia riconosciuto come un valido mezzo di supporto commerciale (che sia instore, o cartellonistica digitale o qualsiasi altro modello di business). Poi occorre portare avanti una negoziazione, successivamente arrivare a definire quale sarà il compenso. La misurazione può aiutare in ciascuna fase e sarà calibrata in base alle risorse disponibili, alla dimensione del panel da misurare e al livello di dettaglio della misurazione, che può variare da un’area identificata (la catena di negozi, la zona dove è posizionato il monitor...) fino al singolo consumatore.

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speciale digital signage Feedback Dialogando con alcune aziende (Strategie Digitali, Digilab 2000, Enterlab, M-Cube) è emerso come il primo passo, quello del farsi riconoscere come valido medium per la trasmissione di un messaggio efficace dal punto di vista commerciale, sia già un grosso scoglio da affrontare, almeno in Italia (ma non solo, l’Europa in generale è più indietro rispetto agli Stati Uniti). La conseguenza è la difficoltà di guadagnarsi la fiducia di chi mette i capitali, e il conseguente blocco dello sviluppo del ds. Per convincere gli investitori quindi si possono utilizzare i case studies (Arbitron ne mette alcuni a disposizione gratuitamente sul proprio sito), le tradizionali ricerche di mercato e i dati ricavati dai sistemi software di misurazione dell’audience (per esempio Quividi, iCapture di TruMedia, Anonymous Impression Metric Analytics di CognoVision, LumiCam, Vis-àpix, Intelligent Earth e Wallflower con Alive! ecc.). Quando i dati della misurazione sono solo numerici (come tipicamente avviene per i software con il riconoscimento facciale), occorre fornire anche l’interpretazione di questi dati e affiancarli con ricerche di mercato in senso tradizionale, le uniche per ora capaci di dire se è stato effettivamente raggiunto l’obiettivo della comunicazione. I sistemi di misurazione dell’audience per ora da noi vengono utilizzati, quando va bene, in fase di progetto pilota, per fornire al committente un’idea della resa del sistema e, molto raramente, per calibrare il messaggio che verrà poi costruito per l’intero network in previsione. Nella maggior parte dei casi, però, arrivano dopo, oppure non arrivano affatto, perché a budget non sono previste le risorse. Insomma, il mercato non sembra aver ancora compreso le potenzialità del ds, figuriamoci quelle della misurazione dell’audience in tempo reale. Ciò non toglie che alcune aziende abbiano capito l’importanza di certificare l’efficacia delle loro installazioni e per questo abbiano deciso di rischiare in prima persona, anticipando loro le risorse per la misurazione in modo da ottenere una serie di dati da utilizzare per vendere meglio i propri prodotti. Si tocca così un altro dei problemi per i quali il ds fatica a diffondersi: tutti lo vogliono, ma nessuno (o quasi) si vuole assumere il rischio economico iniziale.

Cosa misurare Qualsiasi sia il metodo impiegato, una misurazione efficace al fine della vendita deve provare che il sistema ds raggiunge il target desiderato, è installato in un ambiente idoneo (quindi

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speciale digital signage

non viene vissuto come disturbante, per esempio) ed è efficace (il mezzo viene notato e il messaggio sortisce l’effetto voluto). A monte c’è il modello di business prescelto: intendiamo lavorare su una risposta diretta da parte del consumatore (come nella comunicazione in-store), oppure il ds è mirato al marchio, al brand, quindi a migliorarne la consapevolezza o la fedeltà? Meglio: ci rivolgiamo a un target specifico per ottenere un comportamento specifico, oppure il nostro target è molto vasto, come in TV, e puntiamo sulla larghissima platea cui il mezzo può accedere? Tutti i professionisti con cui abbiamo parlato hanno detto che gli introiti per ora non possono arrivare da enormi network di ds che eguaglino le platee televisive, ma che anche un piccolo network in negozio (addirittura un singolo display) ben posizionato e con il messaggio ben studiato garantisce (non promette, come la TV) un aumento delle vendite intorno all’11% e un aumento della vendita dei prodotti in promozione pari al 25%. Insomma, il rientro dell’investimento entro un arco di sei-dodici mesi. Questi dati sono stati ottenuti utilizzando le misurazioni affiancate dalle verifiche sugli scontrini (numero e valore), familiari alla grande distribuzione e semplici da attuare, oppure anche dall’utilizzo di campagne pubblicitarie interattive. Queste ultime permettono di avere subito il polso della situazione e si possono sfruttare anche per disporre di contenuto generato dagli utenti (rigorosamente filtrato dal committente), come per esempio fotografie o proposte di slogan su uno specifico prodotto inviate via touch screen, SMS, MMS o Bluetooth. In genere questo tipo di iniziative ha anche impatto sull’esperienza d’acquisto e quindi sulla propensione del cliente a ritornare in quel negozio. Un altro elemento che qualsiasi agenzia richiederà è la prova che il proprio messaggio è “andato in onda” senza guasti od ostacoli, e possibilmente su tutti i display o visori dove era previsto che andasse. TV, radio, stampa non hanno bisogno di provarlo, il ds sì.

Soluzioni integrate Hw-Sw-Contenuti Promovisione opera nel settore digital signage con l’intento di fornire al cliente una completa “cabina di regia”, capace di gestire la comunicazione dalla A alla Z, di fornire i prodotti e pianificare le campagne pubblicitarie. Una regia che comincia dalla stessa personalizzazione dei display: è infatti possibile personalizzare il contenitore, con qualsiasi forma e materiale, sia in modo permanente con metalli o plexiglass, o temporaneo con cartonati o adesivi. Un importante ruolo nella personalizzazione è giocato nella comunicazione da banco, nell’ottica dei minimi ingombri e della massima resa, con i display “vestiti” con forme disegni e logo dei brand rappresentati. Ma nel complesso di un impianto di ds, e soprattutto in esigenti show room, non meno Informazione pubblicitaria

importanti sono il design dello schermo e quello dei supporti che, come una cornice fa risaltare un quadro, contribuiscono anch’essi al valore dei contenuti nell’ottica di conferire a un puro oggetto tecnologico anche un valore comunicativo. Con questa precisa filosofia Promovisione seleziona i prodotti del suo catalogo, scegliendoli oltre che in base all’alto livello delle prestazioni, nell’ottica integrata del mezzo-messaggio. www.promovisione.com

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speciale digital signage

I software di misurazione per il ds La natura tecnologica del nuovo mezzo di comunicazione costituito dal DS facilita l’impiego, per la misurazione dell’audience, di specifici software, abbinati a comuni videocamere e basati su algoritmi di riconoscimento facciale. Il numero e il tipo di location dove posizionare il sistema vengono scelti in base agli obiettivi, che variano dal conteggio e qualificazione dell’audience alla calibrazione della campagna pubblicitaria. Il software fornisce dei dati numerici ricavati dall’osservazione del pubblico rivolto verso il monitor nell’arco temporale stabilito, è quindi in grado di distinguere tra spettatori di sesso maschile o femminile, adulti o bambini, di misurare la durata della permanenza dello spettatore e del suo sguardo in relazione a un determinato contenuto (quello “in onda” nel dato istante) e anche di variare la playlist in base all’audience rilevata (un altro possibile utilizzo di questi software). La privacy rimane tutelata, perché le informazioni fornite non sono mai univocamente attribuibili a un soggetto specifico e i software si limitano a contare i visi e non registrano alcuna immagine, a differenza, per esempio, delle telecamere per la sicurezza. Le schede con i dati fornite dai software di misurazione si basano sulle metodologie tradizionali, anche se dal 2007 esiste un ente indipendente specifico che si occupa della loro armonizzazione: OVAB, ovvero Out-of-home Video Advertising Bureau. Le “Guidelines” pubblicate da OVAB si possono scaricare gratuitamente dal sito www.ovab.org.

Un elemento a favore del ds e di facile comprensione per uomini marketing e agenzie pubblicitarie è il costo-contatto, il cui valore rispetto a quello della TV è circa sette volte inferiore. Sempre Rob Winston ha parlato di 5-7 dollari ogni mille contatti per il ds, 30-35 dollari per la TV e 20-25 dollari per la radio. Nel caso delle azioni in-store il confronto valido si può fare anche con i costi per una hostess un fine settimana.

Scelte tecniche Una volta deciso di avvalersi di uno dei software disponibili in commercio per la misurazione della redemption, la scelta avverrà in base ai costi, alle possibilità offerte dal prodotto e in base alla sua compatibilità con l’architettura di ds che si sta utilizzando. Un software aperto permetterà maggiore integrazione, ma richiederà forti capacità informatiche per la customizzazione; un software chiuso sarà subito pronto all’uso, ma non avrà la stessa flessibilità rispetto alle esigenze del cliente. Le opinioni che abbiamo ascoltato sottolineavano la forte esigenza di personalizzazione del settore ds, ma anche la mancanza, fino a ora, di volumi sufficienti e progetti sufficientemente grandi da rendere davvero conveniente un lavoro di approfondita integrazione tra i sistemi. Come sempre, la soluzione prescelta dipende dal problema e non c’è una risposta valida per tutti.

.com (in www.tru-media ntato da Italia è rapprese .mcube.it) M-Cube: www om www.quividi.c

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m unt.co nceco ie d u .a www g vab.or www.o .com rbitron www.a .com ovision n g o .c www

www.lumicam

.net

www.wallflow

erglobal.com www.visapix.d e www.intelligent -earth.com


speciale digital signage

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informazione pubblicitaria

Bose® scalda le atmosfere del Palaghiaccio di Cortina Continua l’impegno di Bose® a sostegno dello sport: dopo la sponsorizzazione degli Europei di Atletica Indoor di Torino, una soluzione proposta dalla filiale italiana del produttore americano è stata prescelta per sonorizzare il rinnovato Palaghiaccio di Cortina. Una location tanto prestigiosa quanto acusticamente difficile, ma che Bose® ha saputo corredare con un sistema audio efficace e semplice da gestire.

N

ell’immaginario collettivo Cortina d’Ampezzo è la località montana dei vip, ma oltre a questo vanto la cittadina ha anche quello di avere una solida vocazione sportiva: nel 1956 è stata sede dei Giochi Olimpici, e conserva

ancora alcune strutture sportive. Tra queste il Palaghiaccio, originariamente progettato come ambiente aperto e senza copertura, una specie di cavea con al centro la pista e intorno tre ordini di balconate in legno. Dopo lunghe valutazioni da parte del Comune, nel 2005 sono iniziati i lavori di ristrutturazione: un ambizioso progetto realizzato con materiali e forme in netto contrasto con l’esistente, e che ha previsto l’aggiunta di una copertura e di una vetrata per chiudere lo spazio ma mantenere il contatto con il magnifico panorama esterno. La ristrutturazione ha previsto anche un totale rinnovo delle dotazioni audio, e Bose® ha saputo rispondere perfettamente, vincendo la gara d’appalto, alle precise necessità descritte nel capitolato: un impianto di qualità, facilmente utilizzabile anche da personale non specializzato, che offrisse perfetta intelligibilità della parola e flessibilità per scenari sonori differenziati, infine, che fosse perfettamente integrabile con la nuova veste estetica. Paolo D’Innocenzo, Sales Manager della Divisione Professionale Bose®: “In realtà, i vincoli architettonici sono stati fonte di ispirazione per creare un impianto efficace e che grazie alle forme tondeggiati dei diffusori prescelti (Panaray® MA12 e Acoustic Wave® Cannon) si integra perfettamente con le strutture

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informazione pubblicitaria

dei piloni e della copertura, rimanendo quasi invisibile”. Giuseppe Mattiazzi, agente Bose professional per il Veneto, Friuli-Venezia

Appunti del progettista, di Giorgio Gianotto

Giulia e Trentino-Alto Adige ha spiegato: “il primo sopralluogo è

Nella costellazione dei palazzi per lo sport del nostro paese

avvenuto in compagnia di Giorgio Gianotto, Responsabile Tecnico

dedicati alle discipline invernali, quello di Cortina certo spicca

Bose® Italia; l’ambiente ha specifiche caratteristiche acustiche,

per singolarità. Ad operare il distinguo non è tanto la situazione

alti tempi di riverbero, vincoli installativi e difficoltà pratiche, come la presenza di una tribuna che oscura parzialmente la diffusione

acustica – il Tempo di Riverberazione, intorno a 6 secondi, è allineato a quello di altri siti consimili – quanto la struttura architettonica, del tutto inconsueta. Le grandi tribune mobili, a

nell’area a sinistra della pista. Abbiamo quindi raccolto alcune misure

ridosso dell’immensa vetrata frontale, e gli spazi destinati alle

che ci sarebbero poi state utili per la simulazione dell’installazione,

aree tecniche condizionano la collocazione dei diffusori ma

®

operata con Modeler .” Ancora D’Innocenzo: “una volta definita

la sfida più impegnativa è portata dalle pareti delle balconate

l’idea di base, l’incarico per l’installazione è stato affidato a Fly

dei tre livelli della cavea, di dimensioni tali da consentire agli

Show di Piero De Zorzi, che opera nella zona come partner Bose®.

spettatori la vista del campo di gioco attraverso esigue fessure.

La fortuna lo ha aiutato: l’installazione ha coinciso con i cinque giorni con maggiori precipitazione nevose di tutto l’inverno…

Nei posti più arretrati la visuale del campo è sì completa, quanto limitata solo a quello. Nella grandi arene la collocazione d’uso dei diffusori è al centro campo, appesi alle strutture della

Scherzi a parte, la familiarità con il territorio di De Zorzi ha giocato

volta. A Cortina questa soluzione non è applicabile, perché

un ruolo fondamentale, soprattutto in relazione agli stretti tempi di

non consentirebbe a tutti gli spettatori di “vedere” i diffusori,

montaggio”.

condizione indispensabile per il buon ascolto. Pure non applicabile l’opzione di spostare i diffusori al centro della vetrata:

Installazione, taratura e utilizzo dell’impianto

troppo vicini alle tribune mobili, ne impedirebbero di fatto l’uso.

Garante della messa in opera a regola d’arte, De Zorzi ci ha illustrato

Si è quindi pensato a un sistema di rinforzo del suono al di

i componenti del sistema: “l’impianto deve rispondere a esigenze

fuori dai canoni tradizionali, collocato in un angolo della grande

molto diverse: musica di sottofondo nei giorni di apertura al

arena e composto da tre diversi sottosistemi, opportunamente

pubblico, a volume sostenuto per il pattinaggio artistico o le partite di hokey, annunci, diffusione di musica live ecc… nel rack delle apparecchiature troviamo un mixer automatico per gestire ognuno

integrati: -

due diffusori a guida d’onda per coprire il solo campo di gioco nella gamma di frequenze medio-basse, medie ed alte;

-

due colonne alte dieci metri di diffusori a linea di suono

di questi Input, che poi verranno inviati al processore ControlSpace®

e radiazione diretta, di diametro ridottissimo e collocati a

ESP-88 di Bose®; l’ESP-88 ha avuto un ruolo determinante per la

ridosso dei piloni portanti della struttura del tetto;

taratura ed equalizzazione dell’impianto, ma anche per la creazione di scenari sonori ad hoc, che possono essere facilmente richiamati con il tastierino ControlSpace® CC-16 Zone Controller. Completano le dotazioni cinque amplificatori Bose Entero 4400, un player per

-

un bass array di diffusori anch’essi a guida d’onda (Acoustic Wave® Cannons) per le frequenze più gravi.

L’onda sonora cilindrica generata dalle linee di suono è in grado di attraversare gli 80 metri fra il cluster di diffusori e la zona più distante delle sedute con una minima attenuazione

messaggistica di emergenza e un PC”.

dell’intensità, a tutto vantaggio di un buon valore dell’Indice

Un impianto che ha saputo sostenere tutte le sfide del committente

di Intelligibilità in ogni parte dell’area d’ascolto. Inoltre, tutti gli

(il Comune di Cortina d’Ampezzo) e riguardo al quale GIS, la società

spettatori “vedono” almeno due o più diffusori e sono raggiunti,

a partecipazione comunale che gestisce gli impianti sportivi di

anche per diffrazione, da una componente diretta del suono.

Cortina, ci ha riferito piena soddisfazione; Fabrizio Genova di GIS:

L’accorgimento consente un ascolto ben intelligibile persino nei

“Si tratta di un impianto versatile e adatto a tutte le applicazioni che ci coinvolgono, facile da gestire e che si è

corridoi dietro le sedute. Il bass array, capace di riprodurre a pieno volume la frequenza di 20 Hz, genera anch’esso un’onda cilindrica, che eccita minimamente le riflessioni di pavimento e

dimostrato all’altezza anche in

soffitto e consente un discreto “punch” a dispetto dell’acustica e

occasioni importanti, come le gare

degli echi dell’ambiente.

di pattinaggio artistico o il recente Campionato Mondiale di Curling. E senza dimenticare il lato estetico…”

48 Roma 76 - 001 agliana, 8 M lla e d Via 292159 ax 06.60 2292 – F 9 2 0 .6 6 0 Tel .it www.bose

L’estetica del sistema, tanto inusuale quanto aggraziata, costituisce un plus aggiuntivo assai apprezzato dagli utenti.

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appuntamenti a cura della redazione

CEDIA Expo Londra (UK), 22-25 giugno CEDIA, associazione professionale internazionale che riunisce le imprese attive nel settore della progettazione e installazione di sistemi elettronici per l’abitazione, promuove la fiera CEDIA Expo, giunta alla 12esima edizione. L’esposizione dei prodotti e delle nuove tecnologie per la custom installation, affiancata da sessioni di formazione gratuite e a pagamento, si terrà dal 22 al 25 giugno prossimi sempre a Londra, nel centro ExCeL.

Perché andarci CEDIA Expo è l’occasione per aggiornarsi sui prodotti più avanzati disponibili a livello internazionale per il settore di riferimento, per seguire qualificati corsi di formazione professionali, certificare la propria professionalità e acquisire competenze nell’uso dei prodotti stessi. Tra i workshop pratici in programma, quelli dedicati alla distribuzione in alta definizione, all’HDMI e alla progettazione dell’home cinema. In tutto 23 corsi CEDIA, 90 ore di formazione, un esame di certificazione e 12 ore di training gratuito organizzato dalle aziende presso lo Show Floor Seminar Theatre, su vari temi inerenti la custom installation. Si va da corsi di un’intera giornata a focus di quattro ore. Il target sono installatori, architetti, sviluppatori e interior designer, produttori e distributori. Altre iniziative tra le quali il Party CEDIA sono previste al fine di mettere in connessione tra loro gli operatori (scopo primario delle fiere).

Informazioni generali Il centro esposizione e conferenze ExCeL si trova a Londra presso i Victoria Dock vicino all’aeroporto London City ed è raggiungibile anche in metropolitana. La fiera vera e propria comincia il 23 giugno, il 22 partono i corsi e i seminari. CEDIA ha negoziato varie convenzioni con alcuni hotel per tariffe agevolate, disponibili sul sito, dove si trovano anche tutti i contatti e le istruzioni per gli espositori. La registrazione è gratuita fino al 29 maggio, dopo questa data costa 12 sterline per i membri CEDIA e 18 sterline per qu chi non è membro CEDIA. La pre-registrazione chiude il 19 giugno. c .ce www

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o.co

xp dia-e

L’ingresso acquistato sul posto costa 25 sterline (20 per i membri CEDIA).


appuntamenti

Corsi Crestron Italia La forte richiesta di partecipazione ai corsi Crestron, e in particolare quello introduttivo alla conoscenza dei prodotti e alla progettazione, ha spinto Crestron Italia ad aggiungere re nuove date e a dare cadenza mensile al corso di livello 1. Eccole in dettaglio. - Corso livello 1, gratuito, durata due giorni. Tratta l’architettura di sistema in fase

www.

crestr on.eu

di progettazione con gli strumenti di analisi di primo intervento e la possibilità per gli iscritti di sviluppare tre progetti pratici con Crestron D3Pro, Adagio Composer e SystemBuilder. Ammessi due partecipanti per società, per un totale di otto iscritti (quattro se la sede è Roma). Date a Cernusco sul Naviglio: 8-9 giugno, 6-7 luglio; date a R Roma: 22-23 giugno e 27-28 luglio. - Corso livello 2, costo 250 euro+IVA, durata tre giorni. Si rivolge a chi desidera programmare i sistemi e ha una minima conoscenza di logica digitale e programmazione. Utilizzo dei software Crestron SumplWindows e VisionToolPro-e. La quota di iscrizione viene scalata nel caso di acquisto di un sistema demo effettuato entro i tre mesi successivi al corso. Le regole per la partecipazione sono le stesse del corso di livello 1. Date a Cernusco sul Naviglio: 15-17 giugno, 15-17 luglio; date a Roma: 8-10 giugno, 6-8 luglio. - Corso livello 3, gratuito, durata due giorni. Si rivolge ha chi ha superato (da almeno sei mesi) il corso base e prevede l’approfondimento della programmazione dei sistemi di controllo Crestron proseguendo quanto trattato nel corso di livello 2: comunicazione seriale, Ethernet, intercomunicazione fra processori. Il tutto verrà testato dai partecipanti su processori e touchscreen. Per accedere (sono ammessi solo quattro partecipanti) è richiesto l’invio di un software realizzato dall’aspirante che contenga gestioni su porta seriale RS232/422/485 e controllo/ setup su Ethernet. Date a Cernusco sul Naviglio: 22-23 giugno.

RCF, formazione sulla normativa EN 60849 Nei prossimi mesi RCF proporrà alcuni nuovi incontri rivolti ai professionisti, finalizzati alla formazione in materia di progettazione di sistemi audio per emergenza ed evacuazione. La nuova serie di appuntamenti (gratuiti) dedicati agli Studi di Progettazione è pensata per illustrare e aggiornare i professionisti del settore sui temi inerenti la progettazione dei sistemi di diffusione sonora secondo la normativa EN 60849 (CEI 100-55). Oltre allo staff di RCF, saranno presenti ai seminari le Agenzie di rappresentanza dell’azienda nelle rispettive regioni. I nuovi appuntamenti sono fissati secondo il seguente calendario: 9 giugno – Ancona, Agenzia Feliziani Rappresentanze (Tel. 071 2861269); 23 giugno – Torino, Agenzia REP (Tel. 011 4531118); 9 luglio – Napoli, Agenzia Elvetico Rappresentanze (Tel. 081 5228660).

.rcf.it www

Chi fosse interessato a partecipare ai seminari o a ricevere maggiori informazioni può contattare la Dott.ssa Mita Rota all’indirizzo di posta elettronica mita.rota@virgilio.it, oppure contattare direttamente le Agenzie delle rispettive zone.

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dal mondo

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Carlo Maria Patrese

PRO LIGHT + SOUND 2009 Il tradizionale appuntamento primaverile per gli operatori del mondo tecnologico legato allo show business ha confermato anche quest’anno il suo ruolo di punto di osservazione privilegiato per il mondo del live show e teatrale, ma con in più un'inedita apertura verso il mercato della system integration.

I

l pubblico di riferimento di questa fiera è sempre stato quello del professionismo legato agli eventi live e al mondo teatrale, ma l’apertura verso le installazioni, testimoniata già dall’intervista al direttore della fiera pubblicata

l’anno scorso su Connessioni, è stata confermata nel 2009 con la sezione Media System Prolight + Sound. È stato infatti istituito un “percorso” (indicato con il colore blu delle guide a terra) che include sia produttori e importatori legati in maniera quasi esclusiva al mondo dell’integrazione, ma che connota anche molti altri “big player” del mercato pro audio sottolineando la presenza nel loro catalogo di soluzioni per l’ambito dell’installazione. L'impegno crescente nell’ambito dell’installazione e integrazione di sistemi da parte di aziende e professionisti tradizionalmente attivi nel mondo teatrale o del live sound è stato ancora una volta ben visibile.

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dal mondo

Un altro segnale in questo senso è arrivato dal “Media System Congress”, che ha proposto incontri di due tipi, rivolti alla presentazione e discussione di temi legati alla system integration, non solo in ambito tecnico ma con temi che riguardano sia gli aspetti economici, legali e di sicurezza, e vari interventi riservati alla presentazione di prodotti da parte degli espositori. Segnaliamo anche l’attribuzione dei Sinus Award per progetti di installazioni nelle tre categorie Venue, Entertainment e Information.

Numeri e impressioni I dati raccolti alla fine dei quattro giorni di apertura hanno mostrano aspetti interessanti per il nostro settore, soprattutto se riferiti a un clima economicamente incerto come quello che ha accompagnato l’edizione di quest’anno. Il numero degli espositori ha confermato il trend di crescita degli anni precedenti (Germania +3,8%, trend invariato per altri gli paesi di provenienza) grazie anche alla presenza, appunto, di alcuni produttori legati al mondo della “system integration” non presenti nelle edizioni precedenti. Anche la presenza di pubblico è stata in linea con gli anni passati, riconfermando l’interesse per l’evento (33.300 visitatori circa, +7,5%). Per quanto riguarda invece il “polso” della situazione economica da parte dei produttori di diversi paesi, i confronti avuti con alcuni dei loro responsabili vendite hanno registrato punti di vista simili: nell’ambito del settore professionale, il mercato europeo sta assistendo a un rallentamento generale, con ovvie differenze tra paese e paese, dovuto principalmente alla cautela con la quale sia le imprese private che i soggetti pubblici si stanno ponendo di fronte agli investimenti. La speranza, (ma non la certezza, questo soprattutto in relazione al venir meno dei finanziamenti pubblici) è che la stagionalità tipica di questo mercato, e quindi la stagione estiva, possa essere d’aiuto per sbloccare molti progetti. Per quanto riguarda l’ambito dell’integrazione di sistemi, il settore che sembra aver rallentato un po’ è quello dell’home automation: la frenata del mercato immobiliare, sia delle nuove costruzioni che delle ristrutturazioni, ha ridotto il volume dei progetti realizzati in maniera sensibile. Un aspetto percepibile visitando la fiera, soprattutto nel settore audio, e poi confermato nelle chiacchierate fatte con alcuni produttori, è un rallentamento dello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni. Data l’incertezza economica, infatti, molti hanno preferito dirottare una parte degli investimenti destinati ai dipartimenti di R&D (ricerca e sviluppo), verso il consolidamento dei prodotti esistenti, e su progetti di comunicazione e di supporto alle reti di distribuzione internazionali per agevolare e sostenere i progetti e le vendite. Nonostante tutto, però, diversi prodotti interessanti sono stati comunque presentati, anche nel settore installazioni. Nello stand di d&b audiotechnik, dal design come sempre iper realista, le novità più importanti erano i diffusori T10 e T-SUB della neonata T-Series, declinata sia nella versione per l’utilizzo “on the road”, sia da installazione (Ti-Series). Il T10 grazie all’utilizzo di una tromba ruotabile e una lente acustica posta sulla griglia frontale, è in grado di funzionare sia come modulo “line array”, sia come tradizionale diffusore “point source”. La sua risposta in frequenza si estende fino a 62 Hz, mentre la pressione massima è di 130 dB in versione point source, e 132 dB quando configurato come modulo line array. T-SUB è un compatto subwoofer con un altoparlante da 15” in caricamento bass reflex, con a bordo tutto l’hardware per poter essere appeso al di sopra di un array di T10. Di questi due diffusori esistono le versioni da installazione, dalla veste estetica leggermente diversa, e con hardware specifico per l’appendimento. Sono inoltre ordinabili in qualsiasi colore e in versione da esterni. www.dbaudio.com

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dal mondo Due le novità nello stand Meyer Sound, dal tradizionale design al quale la casa americana ha abituato i suoi visitatori. Il primo riguarda una nuova linea di diffusori pensati per le sale cinematografiche, Cinema Experience: come da tradizione Mayer, sono amplificati, e le loro prestazioni sono ottimizzate per l’utilizzo dietro gli schermi perforati. Anche per questa serie è previsto un “pacchetto” di strumenti per ottimizzarne le prestazioni: è disponibile una versione specifica del software di previsione MappOnline, così come la gestione e il processamento dei segnali destinati ai diffusori è demandata al processore Galileo. La seconda novità, che sarà sul mercato alla fine di quest’anno, riguarda il mondo delle reti digitali. D-Mitri è un network, nato come elemento di base per tutti i futuri sistemi digitali di Meyer, in grado di occuparsi del trasporto dei segnali dalle sorgenti sino ai diffusori, incorporando inoltre la distribuzione audio e registrazione multicanale, e funzioni di show control. Basato su un sistema hardware proprietario, permette di creare una matrice che può arrivare a gestire 576x576 canali, sfruttando il protocollo AVB (Audio Video Bridging). www.meyersound.com Distribuito in Italia da Grisby Music: www.grisbymusic.it

Molte e interessanti le novità di prodotto presentate da RCF per il mondo dell’installazione, a riprova del fatto che il marchio italiano intende concretizzare sempre di più il suo ruolo di big player in questo ambito. VSA 2050 è un diffusore multi amplificato a colonna, la sua particolarità è poter controllare in maniera precisa la dispersione acustica, orientando verso il basso il fascio acustico, con una installazione verticale del diffusore. È stato concepito come soluzione in installazioni dove il fattore acustico è critico e dove non sarebbe possibile montare diffusori tradizionali per problemi di impatto visivo. Il segnale viene gestito e amplificato nel dominio digitale, grazie anche a sei FPGA (Field Programmable Gate Array) che gestiscono tutti i dati all’interno del sistema di altoparlanti e inoltre 20 amplificatori digitali di potenza, supportati da un alimentatore ad alta capacità. Sono stati implementati parecchi controlli per la gestione della copertura acustica (ribaltamento, dispersione e lobing) in base al range, il livello di SPL, tipologia di installazione. Sono anche disponibili due ingressi audio per la gestione di sistemi di priorità. Ultimo dettaglio, il VSA rispetta le normative per l’evacuazione attraverso sistemi acustici. Presentata anche una nuova linea di diffusori installabili in configurazione array. Si tratta della famiglia RCFAcustica serie P, che comprende i modelli 3108, 4228 e 5228. Tutti hanno il cabinet fatto di un pezzo unico di polietilene di media densità stampato col metodo rotazionale, e protetto contro i raggi UV, e il modello 5228 è certificato IP55. Il 3108 monta un singolo cono da 8’’, 4228 e 5228 montano un doppio 8’’, mentre la parte alta è affidata a driver al neodimio a compressione da 1 a 1,5’’. Il nuovo VSA 2050

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www.rcf.it

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Il diffusore P 5228


dal mondo o

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dal mondo In una ben organizzata conferenza stampa, Roland ha spiegato ai giornalisti di settore il percorso che l’azienda sta intraprendendo per integrare a livello applicativo i marchi Roland, Edirol e RSG con l’obiettivo di entrare in maniera importante anche nel mondo dell’installazione. E in effetti i tre marchi singolarmente offrono già ottimi prodotti che soltanto recentemente abbiamo “inquadrato” nel nostro settore e che a pieno titolo soddisfano i requisiti degli installatori. La strategia del gruppo è quella di valorizzare il know-how dei singoli brand in una confluenza tesa ad offrire al mercato dell’installazione tecnologie e un supporto di prim’ordine. In fiera è stata presentata la release 2.0 del V-Mixer Live Mixing Console M-400, che introduce numerose caratteristiche funzionali e gestionali, che ne potenziano l’uso, come un analizzatore di spettro in tempo reale, la possibilità di convertire gli eq integrati a 31 bande in parametrici a otto bande, di abilitare la modalità LCR per disporre del bus “C” dedicato, e sei particolari effetti “vintage”: RE-201 Space Echo è ottenuto con un nastro magnetico continuo su cui viene registrato temporaneamente l’audio da processare, venendo successivamente riprodotto da due testine di lettura; l’SDD-320 Dimension D, Alcuni partecipanti all'incontro,

un chorus che offre grande spazialità, uno strumento raro e costoso nel mercato vintage; il flanger stereo SBF-

da sinistra: Francesco Galarà,

325; il digital delay SDE-3000 con controllo di fase, filtro, modulazione e feedback modulation ecc.; lo SPH-323

Michele Mansi, Giamba

progettato per riprodurre effetti di phase shifting multipli attraverso due oscillatori LFO in combinazione con un

Zerpelloni, Paulo Caius

amplificatore VCA, infine il digital reverb SRV-2000.

(presidente RSG) Mauro De Nadai

www.rsgeuro.com Robin è l’acronimo di “Robe Innovative Concept” ed è il nome della nuova linea di apparecchi luce mobili del produttore della Repubblica Ceca che per ora include i Plasma Spot Robin 3, gli Spot Robin 300E e i Wash Robin 300E. Ad accomunare la serie Robin ci sono le lampade Lifi Plasma, particolarmente efficaci nella resa del colore, e Philips MSD Gold 300/2 MiniFastFit con un sistema di controllo remoto brevettato dell’hot-spot. È già in produzione il Robin 300E versioni Spot e Wash, indicato per teatri, studi TV, edifici di culto, spettacoli ed eventi live di medie dimensioni e installazioni professionali. Per entrambi gli apparecchi la lampada è la nuova Philips MSD Gold 300/2 con un indice di colour rendering pari a 75 e 2.000 ore di vita. Inoltre è equipaggiato con ballast elettronico, pan e tilt a 18 od 8 bit (540° pan e 260°

Robin 3 Plasma Spot

tilt), meccanismo di bloccaggio per il trasporto e supporto della potenza di alimentazione tra 100 e 240 V AC a 50/60Hz. Utilizza protocolli di comunicazione USITT DMX-512, ArtNet, MA Net, MA Net2 e RDM. Alla base, l’interfaccia RNS2 con touch screen e backup della batteria. Wash è un apparecchio discreto, silenzioso e leggero, in grado di realizzare ampie superfici luminose colorate o illuminazione da palco d’impatto dai bordi morbidi. Monta uno zoom 4-40°. Plasma Spot Robin 3 è un apparecchio di nuova generazione, con un’uscita di 18.000 lumen, indice di colour rendering pari a 94, fascio piatto e regolare (1:1), vita di 10.000 ore, grazie alla nuova lampada al plasma. La capacità di dimming è pari a 20-100%, efficienza ottica 54%, flusso luminoso della lampada pari a 22.000 lumen e dispone di un meccanismo per velocizzare il ritorno alla piena resa dopo lo spegnimento. www.robe.cz

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Distribuito in Italia dalla filiale italiana: www.robemultimedia.it


dal mondo

Anche la belga Apart presentava diverse novità rivolte al mercato dei retail store e delle installazioni corporate. Nato per sostituire le soluzioni provenienti dal mercato consumer che spesso, e non sempre a ragione, vengono utilizzate nelle installazioni ridotte, l’amplificatore integrato Concept1 è pensato per uso intensivo, è in grado di gestire due zone di volume indipendenti (per ognuna sono disponibili present per livelli e volumi predefiniti), che possono essere unite in un unico sistema stereo. Loudness automatico, quattro ingressi stereo, dei quali uno in formato minijack sul frontale, e un ingresso microfonico per annunci o altro tutti con gain regolabile e memorizzabile. Concept1 è controllabile dal pannello frontale, il software permette anche diversi livelli di accesso alle funzioni avanzate, e tramite seriale. www.apart-audio.com Distribuito in Italia da Prase Engineering, www.prase.it

Pandora’s Box di Coolux è il nome di una linea

L’esperienza acquisita sul

di apparecchi per la gestione integrata del video,

campo nell’illuminazione

che comprende Media player, server, storage per i

architetturale ha permesso

contenuti, software di gestione e una serie cospicua

a Stark di sviluppare

di accessori. A Francoforte Coolox ha presentato

due sistemi interattivi,

un sistema per trasformare qualsiasi monitor,

Touchless StarkWall

display o videoproiezione, di qualsiasi dimensione

e StarkFloor. Questi

e forma, in una superficie interattiva multi-touch: si

permettono di modificare

chiama Air Scan e fa parte del sistema playback

immagini dinamiche,

Pandora’s Box per le presentazioni video full HD. In

suoni, ambientazioni virtuali in 3D al gesto della

pratica si tratta di una cortina a raggi infrarossi che

mano o con un movimento del corpo, insomma

funziona come sensore del tocco, composta da una

di interagire con le immagini. StarkWall, il sistema

barra trasmettitrice e una ricevitrice da collegare

realizzato con il prodotto StarkMatrix, funziona

via RS-232 al Widget Designer Pro (l’applicativo

come una libreria interattiva nella quale però

per la personalizzazione dell’interfaccia) e a uno o

non serve toccare i libri per sfogliarne le pagine:

più Pandora’s Box. La precisione nella detenzione

basta fare il gesto perché il tracking interattivo

del tocco è intorno ai 5 mm, la distanza massima

“sfogli” le immagini delle pagine. StarkMatrix è un

tra ricevitore e trasmettitore è di 320 cm ed è

sistema plug & play tutto incluso che si installa

possibile elaborare fino a quattro paia con oltre

rapidamente con una staffa a soffitto o aliscaff

512 fasci contemporaneamente. Paia multipli di

all’americana (versioni 4000 da 3.500 ansi lumen

ricevitore/trasmettitore offrono le coordinate x e y

e 5000 da 4.500 ansi lumen). Integra un sistema

che è possibile assegnare a qualsiasi parametro di

di proiezione e uno grafico di elaborazione 3D e

Pandora’s Box per il controllo.

permette l’interattività con immagini (con effetti

www.coolux.de

personalizzabili) proiettate sul pavimento, al

Distribuito in Italia da G-Mep Molpass, www.gmep-molpass.it

StarkMatrix

passaggio di una persona. www.stark1200.com

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informazione pubblicitaria

Restituita al pubblico la Chiesa di San Giorgio nel centro storico di Brescia Lo scorso Aprile è stata ufficialmente riaperta, dopo lunghi lavori di restauro, la chiesa di San Giorgio a Brescia. I nuovi sistemi di diffusione sonora della linea K-Array distribuiti da Exhibo e un oculato studio preventivo hanno reso questo ambiente un suggestivo scenario per conferenze e meeting.

L

a chiesa di San Giorgio di Brescia è un preziosissimo monumento che conserva testimonianze artistiche che coprono un vasto periodo della nostra storia, dalle fondamenta austere di epoca romana fino alle architetture

barocche del XVIII secolo. Tutto il lavoro di restauro e di recupero è stato coordinato con perizia e competenza dallo Studio di Architettura Gino Bozzetti di Brescia, in particolare nella persona dell’Architetto Alessandra Castelli, che ha cercato di rendere il più possibile visibili tutti gli interventi artistici che hanno arricchito la storia del monumento nei secoli. I complessi e meticolosi lavori di restauro conservativo sono stati finanziati in buona parte da alcune Fondazioni e dalla Provincia di Brescia, la quale potrà utilizzare per un periodo di tempo questo luogo come sede di importanti eventi espositivi, congressuali e culturali. Per questo motivo, oltre alla delicata opera di recupero architettonico, si è reso necessario l’allestimento di tecnologie moderne per rendere idoneo lo spazio allo svolgimento di

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informazione pubblicitaria

manifestazioni che, ora più che mai, prevedono una fruizione multimediale da parte del pubblico. Queste tecnologie tuttavia dovevano essere installate senza modificare e senza interferire minimamente con la preziosa architettura ambientale. In poche parole le pareti, i pavimenti, le antiche volte, le colonne della chiesa non potevano assolutamente essere “contaminate” da monitor video, diffusori acustici, cavi elettrici o da ogni possibile simbolo delle moderne tecnologie.

Il progetto di sonorizzazione Tiziano Testoni, titolare di Audio Video Service di Carnate (MI), l’azienda incaricata degli allestimenti tecnologici, ci racconta la storia di questa installazione: “La richiesta del committente era di avere a disposizione un impianto tecnologico multifunzionale che permettesse lo svolgimento di

Anche da vicino i sistemi RedLine non “invadono” l’architettura ambientale

congressi, spettacoli e manifestazioni espositive di diverso genere. I limiti (tassativi!) erano quelli di non compromettere in nessun modo la struttura dell’edificio. Questo significava ad esempio che nessun monitor video o nessun diffusore acustico potevano essere fissati alle pareti o alle colonne della chiesa, mentre i cablaggi dovevano essere ridotti drasticamente… La sfida più audace è stata comunque quella di adattare l’acustica tipica di una chiesa a un centro congressi. Avevo già pensato al sistema Sennheiser SDC 8200 per quanto riguardava la sezione “congress” dell’impianto, sistema che ho utilizzato in tantissime occasioni e che apprezzo per la semplicità e la grande affidabilità dimostrata in migliaia di installazioni in tutto il mondo”. Continua Tiziano Testoni: “La questione più importante è stata la scelta di un impianto di amplificazione che garantisse un’ottima intelligibilità del parlato in un ambiente acusticamente ‘critico’ come quello di una chiesa, e che

Il tavolo congressuale con il sistema Sennheiser SDC 8200

permettesse la diffusione di programmi musicali con una elevata qualità. Avevo già utilizzato in passato i prodotti K-Array, ma proprio nei giorni in cui studiavo la soluzione del problema della chiesa di San Giorgio, Exhibo confermava l’acquisizione della rappresentanza di questo importante marchio. Con la collaborazione dell’Ufficio Tecnico di Exhibo e di quello di H.P. Sound (la casa costruttrice di K-Array) sono state sviluppate delle simulazioni computerizzate che hanno ricreato il comportamento della ‘sala San Giorgio’ in presenza di segnali audio amplificati. La soluzione ottimale è stata individuata nell’impiego di un sistema ‘ibrido’ KR RedLine, con subwoofer da 12 pollici del sistema KR100 e i ‘satelliti’ alti 200 cm del sistema KR 200. In questo modo si è potuto fornire un

Exhibo S

.p.A.

Via Leon

ardo da V inci, 6 20057 Vedano a l Lambro (MI) Tel. 039 49841, F ax 039 4 984282 www.exh ibo.it

impianto di amplificazione assolutamente non invasivo (i due elementi sub+satellite si posizionano davanti al pubblico, oppure là dove serve) e perfettamente calibrato per sonorizzare un ambiente dotato per sua natura di un tempo di riverbero elevato. Gli angoli di emissione in verticale del sistema K-Array infatti sono talmente ridotti (meno di 10°!) da permettere il puntamento direttamente verso il pubblico e non su pavimenti o arcate, fonti di riflessioni e rifrazioni incontrollabili”. “In poche parole” - conclude Testoni - “è stata confermata anche in questo caso una vecchia regola dell’elettroacustica: la soluzione più semplice è generalmente anche la migliore… Inoltre è stato per me motivo di orgoglio e di riconoscenza nei confronti di Exhibo l’aver confermato il primo ordine K-Array per una installazione permanente”.

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dal mondo

Tannoy “Nelson Day”

Alberto Pilot

Nell’affollato auditorium di Prase Engineering di Noventa di Piave (VE), l’8 maggio scorso si è svolta la presentazione ufficiale per il nostro mercato del sistema QFlex Tannoy. Azienda coinvolta direttamente in diversi settori dell’audio, Tannoy è stata fondata nel 1926 ed è oggi parte del TC Group of America (multinazionale che comprende al suo interno anche nomi del calibro di TC Helicon e Lab.Gruppen). Il nome, curiosamente, deriva dalla contrazione di Tantalum-Alloy (lega di tantalio in Italiano), ed è assurto a definizione di “sistema di trasduttori” per il vocabolario anglosassone, come Jacuzzi per le vasche a idromassaggio, per esempio. Il nome dell’evento, Nelson Day, non trova apparentemente relazione con il sistema QFlex; andando invece a scavare si scopre che in Scozia (terra nativa di questi trasduttori), fin dal giorno “zero” del progetto questo sistema era identificato proprio come Nelson (in onore all’Ammiraglio Horatio Nelson) sino a quando in territorio statunitense, patria del TC Group, non si è voluto modificarlo proprio in QFlex. Ad ogni modo, se avrete occasione di parlare direttamente con la R&D scozzese potete tranquillamente riferirvi a un sistema Nelson 48 intendendo proprio una QFlex 48, basta che non vi sentano gli yankees. La gestazione di questo sistema, (perché si tratta di trasduttori, amplificatori e DSP tutti in un unico chassis), non è stata semplice e ha in qualche maniera costretto la Tannoy a “rinnegare” il brevetto che ha fatto anche in parte la sua fortuna: il sistema concentrico basato sul Driver Dual Concentric (brevettato nel 1946). Il sistema QFlex, infatti, nasce per garantire una elevata intelligibilità del parlato e al contempo buone prestazioni musicali, inserite in un cabinet che ne permetta l’installazione con flessibilità ma anche la “scomparsa”. Dopo una breve ricerca, si era capito che usare dei sistemi DC non avrebbe permesso di ottenere una direzionalità del lobo acustico principale accurata, unita ad una intelligibilità del parlato e soprattutto un accostamento in termini di banda fra le vie alte e basse del messaggio sonoro senza creare aliasing (sfasamento): si rendeva necessario aumentare la densità di trasduttori, considerato il fatto anche che i centri di emissione dell’unità alta di un trasduttore DC non potevano essere avvicinati, perché la dimensione della membrana del sistema medio/basso deve avere (per questioni “fisiche”) un diametro proprio in proporzione all’emissione delle alte frequenze. Quindi sono stati studiati altri trasduttori (con bobina mobile al neodimio per ridurne le dimensioni), sono stati multi-amplificati con un canale per ognuno ed è stato aggiunto un potente DSP che permette, oltre naturalmente al “classico” processing di un componente audio, anche uno steering (ossia un’inclinazione del lobo acustico principale) di ben +0 - 70° . Il tutto unito alla flessibilità del sistema di networking VNET, un protocollo comune a molta della produzione Tannoy, e a una modularità dei singoli “componenti”: i sei modelli (dalla QFlex 8 alla QFlex 48) si avvalgono di una potente e intuitiva GUI (QFlex Beam Engine) che aiuta il professionista a orientarsi nell’offerta. www.tannoy.com

www.tcgroup-americas.com

Distribuito in Italia da Prase Engineering, www.prase.it

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dal mondo

Exhibo presenta Sennheiser Evolution Wireless G3

Barbara Trigari

Il 20 aprile scorso Exhibo, storico distributore del marchio Sennheiser, ha presentato agli addetti ai lavori la nuova serie di microfoni Evolution Wireless G3 nella festosa cornice del Teatro Zelig di Milano, celeberrimo spazio cabaret dove hanno cominciato molti comici oggi famosi. Introduce l’argomento Graziano Somaschini, responsabile della divisione audio professionale Exhibo, cui segue un intervento del Presidente Ferrante Anguissola D’Altoè. Ci racconta come nel 1958 sia stato presentato in fiera a Milano il primo microfono wireless con trasmettitore addirittura in cartone e un’antenna lunghissima, quella richiesta dalla tecnologia dell’epoca a 36 Hz. Poi i dubbi della Rai di Torino nell’impiegare microfoni nei quali “manca il filo”. I primi inoltre subivano le interferenze della radio dei Carabinieri e... dello spinterogeno delle automobili! La prima referenza utile è arrivata con l’Istituto Mario Negri, cui segue rapidamente quella della Rai di Torino che acquista un microfono ma rifiuta di dichiararne l’impiego... Si scoprirà poi per caso che lo usava Nanni Loy agli esordi della trasmissione Specchio Segreto. Ecco invece le informazioni sulla nuova serie Sennheiser illustrate da Somaschini. La Evolution Wireless G3 comprende 19 modelli preconfezionati a kit suddivisi in tre serie, i cui componenti sono disponibili anche separatamente. Sono ew 100 G3, ew 300 G3 ed ew 500 G3 e hanno una larghezza di banda estesa a 42 MHz e fino a 1.680 frequenze selezionabili. La serie ew 100 G3 prevede cinque componenti, il ricevitore EM 100 G3, i trasmettitori SKM 100 G3 (il microfono tradizionale), SK 100 G3 (per gli strumenti) ed SKP 100 G3 e il ricevitore EK 100 G3, dalle cui combinazioni sono ricavati i diversi kit. La stessa logica viene applicata per le altre due serie

La presentazione della serie G3 presso il Teatro Zelig

a creare kit per l’amplificazione della voce (microfono handeld, lavalier o headset) o degli strumenti musicali, per applicazioni dal musicale alla presentazione professionale. Il top della serie G3 è costituito dalla ew 500 composta da tre componenti, ricevitore EM 500, trasmettitore SKM 500 e SK 500 G3. Le caratteristiche tecniche del ricevitore sono un range di guadagno esteso 48 dB in passi di 3 dB (+6 dB di guadagno), sincronizzazione con porta IR, interfaccia Ethernet per la gestione con software WSM, ampio display grafico, accordatore per chitarra ed equalizzatore. Il microfono trasmettitore, anch’esso dotato di display ampio, dispone di tre capsule intercambiabili MMD 935, 945 e 965 (questa è una novità rispetto alla serie precedente), potenza di uscita selezionabile tra 10 e 30 MW, contatti per la ricarica e sincronizzazione a raggi infrarossi. www.sennheiser.com

Il Presidente di Exhibo Ferrante Anguissola D’Altoè presenta la serie G3

Distribuito in Italia da Exhibo, www.exhibo.it

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dal mondo

Anteprima Adeo Control4 e Jamo

A cura della Redazione

Adeo ha presentato al mondo professionale due marchi dei quali ha da poco acquisito la distribuzione: Control4 e Jamo. Luoghi prescelti per il road show Milano e Roma, con due presentazioni molto seguite che prevedevano una parte teorica e una pratica, organizzata con la simulazione di due ambienti e di altrettanti impianti gestiti dal controller HC300. Il primo era un soggiorno corredato di sistema home theater composto da un processore MV5 con finale di potenza Lexicon GX7 e due diffusori da incasso Jamo IW807, un server di rete HC1000, un monitor LCD, un lettore DVD, player di rete, telecamera Ethernet e dimmerazione delle luci, in più una docking station IPDKTT-1-E-B per l’iPod. L’altro ambiente era una camera da letto con amplificatore di zona Speaker Point comandato dalla tastiera a parete wireless KPZ-6B1-240W con due diffusori Jamo A402 e sub 250. Inoltre, controllo della temperatura con cronotermostato wireless CCZ-T1. Un telecomando ZigBee SR250-Z-B controllava le due stanze. Per dimostrare la qualità audio dei diffusori della serie Reference di Jamo è stato allestito uno spazio ascolto con una coppia di diffusori da pavimento R907 con lettore Burmester CD061 e amplificatore stereo integrato 032 della stessa Casa, cablaggio Acrolink. Alri prodotti erano visibili in esposizione. Adeo organizza anche dei corsi specifici sui prodotti Jamo e Control4, ad aprile e a maggio le prime date. www.control4.com

www.jamo.com

Distribuiti in Italia da Adeo Group, www.adeogroup.it

Audio Pro Group Roadshow

Chiara Benedettini

Il gruppo Audio Pro Group, a cui fanno riferimento le tre società Audio Equipment, AD&T e Cofipo, ha organizzato un roadshow di presentazione di tante novità; abbiamo scelto la data di Riccione, presso il nuovo Palacongressi. In una grande sala dell’ultimo piano erano esposti i prodotti, mentre in quella accanto era possibile partecipare ad alcuni seminari. Tra le novità più vicine al nostro settore (erano presenti anche linee di prodotti dedicate al live), la serie di diffusori audio JBL Control Contractor 40, che conta apparecchi a incasso di varie dimensioni e usi, dai piccolissimi Control 42C con driver di 60 mm e risposta in frequenza dai 160 Hz ai 20 kHz, al subwoofer 40CS/T, che offre escursione dai 30 ai 280 Hz. I tre modelli con codice 47, completi di tweeter e woofer, hanno un efficace sistema di guida d’onda proprietario (RBI – Radiation Boundary Integrator) che permette copertura uniforme e controllo della dispersione. Esposto anche Mongoose di Rane, un sistema di interconnessione 32 by 32 per il trasporto dell’audio digitale, come dice l’azienda, “nell’ultimo miglio” tra il rack delle apparecchiature e le zone periferiche (fino a 8), con il vantaggio di una sola scheda CobraNet (e una sola licenza!). Presentata anche la versione wireless del sistema per conferenza Revoluto di Beyerdynamic, MCW-D 50, che offre design elegante (senza la presenza di un classico microfono gooseneck) e la possibilità per il relatore, attraverso la tecnologia brevettata “Microphone Array Technology” di parlare liberamente senza la necessità di essere in prossimità del microfono, con la sicurezza che la voce venga comunque captata e amplificata. La connessione senza cavo degli elementi permette un’installazione semplice e veloce anche in luoghi con vincoli architettonici. www.audioequipment.it

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www.adtweb.it

www.cofipo.it


chi non si accontenta... gode di pi첫.

dal mondo

17 - 20 Settembre 2009 Milano Atahotel Quark

La pi첫 importante manifestazione italiana specializzata con centinaia di marche e migliaia di prodotti Audio | Hi-End | AudioVideo | Home Automation CD | DVD | Blu-ray | Vinile | Edizioni tecniche Oltre cento sale dimostrative Concerti live gratuiti Tante iniziative speciali

Ingresso gratuito 9.30 - 19 | domenica 9.30 - 18

www.topaudio.it

Con il patrocinio

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dal mondo Concept restaurant con AV Set a Londra È di AV Set la tecnologia necessaria a realizzare il nuovo concept restaurant londinese di Food Secret, a Soho. Alla base del progetto, la volontà di creare un “ambiente emotivo” per la consumazione di cibi e bevande, dove la necessità della consumazione diventa un’esperienza da ricordare. Oltre all’atmosfera di tendenza, ai materiali semitrasparenti e traslucidi, il locale è attrezzato con hardware e software di visualizzazione di contenuti videografici basato su tecnologia digital signage. I clienti dispongono ciascuno di una console touch screen per consultare i menu, selezionare gli ingredienti, vedere un’anteprima del piatto che ordineranno o anche intrattenersi con programmi televisivi on demand. Un sistema AV Set permette di visualizzare in automatico il listino prezzi e gli ingredienti scelti dal cliente su uno schermo di 17 metri, attraverso 15 videoproiettori Nec NP2150 controllati da otto computer. AV Set ha anche realizzato la videografica e il software di aggiornamento in tempo reale per i contenuti, l’automazione per l’accensione e lo spegnimento dell’impianto di videoproiezione e gestione dei contenuti. www.avset.it

Euromet e Peerless, nuovo accordo Franco Stacchiotti, Presidente e CEO di Euromet, azienda

Accordo Eko e Sony per pro audio e musicale

leader nella progettazione e realizzazione di supporti per

Eko ha annucniato la chiusura

apparecchi AV, ha reso pubblico il nuovo accordo siglato

dell’accordo di distribuzione nazionale

il 18 maggio con la statunitense Peerless, attiva nel

stretto con Sony per i prodotti pro

medesimo ambito. Obiettivo della partnership è

audio e software musicale nei canali di

combinare le rispettive soluzioni e cataloghi dei

vendita musical instruments e business

prodotti per una migliore e più capillare presenza

& industrial. L’obiettivo è anche quello

sui mercati di Europa, Nord e Sud America.

di espandere l’offerta pro audio Sony

L’accordo prevede inoltre lo sviluppo di soluzioni

in ambiente produzione di contenuti

in co-design per la produzione di nuove linee

e nelle applicazioni AV. I prodotti

di supporti per flat panel, videoproiettori ecc.

coinvolti dall’accordo sono le cuffie

Mike Campagna CEO di Peerless ha affermato: “Questa

professionali, i sistemi radiomicrofonici

partenrship ci dà l’unicità del design e dell’estetica italiana

UHF, i registratori PCM lineari su memoria

che, abbinati ai nostri prodotti, offrono ai clienti di tutto il

solida, i mixer digitali portatili, i microfoni,

mondo la migliore scelta possibile per il mercato.”

mixer/processori AV polifunzionali per installazione, il software di produzione AV

www.euromet.com

e di mastering. www.peerlessmounts.com www.ekomusicgroup.com

Panatronics distribuisce Anton Bauer Panatronics ha acquisito la distribuzione italiana dei prodotti Anton Bauer, azienda che realizza e commercializza sistemi di alimentazione portatili per telecamere professionali. L’accordo è partito a maggio. Tra i prodotti già disponibili ci sono le Digital Dionic (ioni litio) che privilegiano l’aspetto della leggerezza; le Digital HyTRON (ioduro metallico di nickel) con elevata potenza; le Digital Logic Series (NiCad) e le Logic Series NiCad. www.panatronics.com

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www.antonbauer.com


dal mondo

Euromet e gli OperaPop a Washington DC

Sistema Casa e HAI

Lo scorso aprile l’ambasciata italiana a Washington DC

HAI (Home Automation Inc.) è una società

ha ospitato un concerto degli OperaPop, i marchigiani

con base a New Orleans specializzata nella

Francesca Carli ed Enrico Giovagnoli (allievi di Pavarotti)

produzione di sistemi home automation e

accompagnati dal M° Davide Di Gregorio, in occasione

sicurezza a elevato livello di integrazione,

del premio internazionale “Urbino Press Award”, conferito

come centrali domotiche, touch screen,

quest’anno a Thomas Friedman, il noto editorialista del

termostati elettronici comunicanti, sistemi

New York Times. Euromet oltre a essere promotrice del

audio hi-fi, prodotti per la videosorveglianza

concerto (con 400 invitati selezionati tra cui il Portavoce del

e il controllo accessi,

Dipartimento della Difesa USA J.D. Gordon, il Sottosegretario

e software di controllo

al Commercio Christina Sevilla e rappresentanti delle

locale e remoto.

maggiori testate giornalistiche americane) ha anche donato

Sistema Casa ha

all’ambasciata alcuni prodotti disegnati ad hoc per l’evento.

stretto con HAI un

Il giorno dopo il

contratto in esclusiva

concerto il Managing

come “premier

Director di Euromet,

distributor” per il sud Europa, ovvero Italia,

Cristiano Traferri, e

Francia, Spagna e altri sette paesi. La

gli artisti sono stati

partnership tra le due società è cominciata

invitati dal Ministero

già 16 anni fa con gli impianti realizzati da

della Difesa

Sistema Casa, che è anche HAI Connectivity

Americana a visitare

Partner. A occuparsi della distribuzione

il Pentagono.

italiana dei prodotti di Sistema Casa e HAI

www.euromet.com

sarà però la società Domotica Integrata con sedi a Milano e Roma, a integrazione della

Cristiano Traferri al centro, Managing Director Business

rete di concessionari Sistema Casa. Development di Euromet, con il premiato Friedman e Miss Sevilla (sottosegretario al commercio USA)

www.sistemacasa.it

Erard in Italia con Nuova Videosuono Nuova Videosuono ha acquisito la distribuzione italiana del marchio francese Erard, produttore di supporti manuali e motorizzati, sia in ambito consumer che professionale. Per quanto riguarda l’ambito pro, Erard ha a catalogo diverse soluzioni standard e su misura per l’audio-video in hotel, luoghi pubblici, digital signage ecc. Supporti per videoproiettori, per schermi piatti, per la retroproiezione, per monitor o TV, tra i quali per esempio il supporto a muro per grandi schermi (da 40” a 70”), adatto sia al formato portrait che landscape, in versione inclinabile e orientabile (Movik Big Arms) oppure fisso (Applik XXL); il sostegno doppio della serie Movik per schermi di dimensioni comprese

Movik di Erard

tra 32” e 42”. www.videosuono.it www.support-meuble-ecran-videoprojecteur.com

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news Allen & Heath per l’installazione Su richiesta dei propri clienti installatori e imprenditori edili Allen & Heath ha introdotto una versione “ST” per le serie iDR e GR05 da installazione, fornita di connettori Euroblock al posto degli XLR. Disponibili a partire dall’estate, i prodotti sono i processori/mixer a matrice digitali iDR-8ST, iDR-4ST, iDR-InST, iDR-OutST e il mixer zonale GR05ST, acquistabili allo stesso prezzo delle versioni “originali” con XLR. I nuovi connettori semplificheranno l’installazione, velocizzandola e rendendola più economica. www.allen-heath.com/IT/install.asp Distribuito in Italia da Grisby Music, www.grisbymusic.it

Display LCD Sony 65” full HD

Mixer Datavideo SE-2000 e SE-3000

Lo schermo GXD-L65H1 di Sony è un 64,5” adatto ad

Datavideo ha presentato al Nab 2009 due mixer

applicazioni all’aperto (IP-54, è testato per resistere

video full HD equipaggiati di schermo multiview

alla polvere e all’acqua, oltre che agli urti grazie al

per gestire le sorgenti video in ingresso e per la

vetro protettivo antiriflesso), al digital signage in

messa in onda. SE-2000 è un quattro canali audio

qualsiasi contesto (si può

con tre ingressi HD-SDI, un ingresso DVI-D e un

installare sia in modalità

ingresso selezionabile HD-SDI o DVI-D, controllo

lanscape che portrait) e

via RS-232 e uscite e ingressi Tally. È portatile e

anche per il medicale, per

adatto al lavoro in studio o in esterna, realizzato

esempio per la formazione,

per fonti video o digitali da computer, offre anche

infatti prevede la funzionalità

mixer audio, doppio banco di effetti video e

DICOM. Ha una definizione

doppio chroma key. SE-3000 invece, ancora allo

full HD nativa di 1.920x1.080,

stadio di prototipo, ha da otto a 16 ingressi HD-

1,06 miliardi di colori, angolo

SDI, possibilità di controllo via touch screen o

di visione orizzontale e

computer.

verticale di 178°, sistema di

Distribuiti in Italia da www.panatronics.com

mantenimento della temperatura indipendente dalle condizioni atmosferiche esterne, connessione LAN, luminosità 700 cd/m2 e pesa 94 kg. L’operatività è garantita entro il 20-90% di umidità e tra 0 e 35°C . http://b2b.sony.com/Solutions/product/GXDL65H1

Il pannello posteriore dell’SE-2000

Intertek e le prove Atex La direttiva europea Atex è quella che concerne le specifiche di tutti gli apparecchi e i sistemi di protezione destinati all’utilizzo in atmosfere potenzialmente esplosive. In merito Intertek fornisce un servizio completo di valutazione del prodotto secondo i requisiti richiesti, l’attestamento del sito (Risk Assessment), la classificazione delle aree e le ispezioni. Intertek infatti è Ente Notificato secondo la direttiva Atex per tutti i tipi di apparecchiature e per i moduli relativi alle diverse procedure di valutazione, inoltre è Ente Notificato e Accreditato dall’Ukas, NRTL riconosciuto dall’Osha per il listing relativo alle Hazardous Locations, è Certification Body (CB) e Testing Organization (TO) accreditato dallo Standard Council del Canada, ente di certificazione e laboratorio di test IECEx ed è accreditato Compex per formazione “Full Hazardous Location Training”. www.italy.intertek-etlsemko.com

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Proiettori Panasonic serie PT-D6000 Nuovo arrivo nel catalogo Panasonic, i proiettori della serie PT-D6000 si rivolgono soprattutto (ma non esclusivamente) al mercato del noleggio. I modelli DZ di questa serie infatti utilizzano la tecnologia DLP con chip singolo di quarta generazione (e sono quindi economicamente più vantaggiosi rispetto ai proiettori a triplo chip a fronte di un minimo sacrificio nella qualità dell’immagine), definizione full HD e luminosità compresa tra 6.000 e 6.500 Lumen. I modelli in commercio sono quattro, PT-DZ6710E e 6700E, PT-DW6300E e PT-D6000E dei quali il primo

Il modello Panasonic PT-DZ6710

rappresenta il top per qualità dell’immagine (1.920x1.200 pixel) con supporto dei formati full HD 16:9 e WUXGA 4:3 e regolazione geometrica delle proiezioni su superfici curve. La serie PT-D6000 infatti lampada, il filtro autopulente e un consumo energetico in stand-by inferiore a 0,5 W, nel rispetto dell’ambiente. www.panasonic-projectors.com

Mirage by Targetti all’Arsenale

Le regole per diffondere in pubblico musica “registrata”

Mirage è un display LED

Italia è sempre stata oggetto, dal punto di vista dei diritti

ideato da Targetti nella

discografici e d’autore, di incertezze e controversie a

nuova collezione Luceviva,

causa di una mancanza di precise regole nel rapporto tra il

che si distingue per un

locale interessato, i produttori discografici e la SIAE.

effetto di trasparenza

Mette però fine a questa situazione di indecisione

particolarmente marcato

l’accordo firmato lo scorso marzo tra il Consorzio

e dovuto alla struttura

Fonografici SCF e la Federazione Italiana Pubblici Esercizi

La diffusione in locali pubblici di musica registrata in

a barre orizzontali di LED alternate ad aree

FIPE, che definisce la misura e le modalità del compenso

vuote. Caratteristiche apprezzate dallo studio di

da riconoscere, per legge, a produttori e artisti, come

architettura austriaco Coop Himmelb(l)au che

previsto dalla legge sul diritto d’autore e dalle direttive

l’ha scelto per l’installazione Feed Back Space

dell’Unione Europea. L’accordo incentiva inoltre i titolari

realizzata in occasione dell’undicesima Mostra

di pubblici esercizi ad adempiere al pagamento grazie a

Internazionale di Architettura all’Arsenale di

tariffe di favore, purché pagate in anticipo a copertura del

Venezia. Il concept dell’installazione risale al 1969

completo anno in corso. Le tariffe sono assai articolate,

e trasferisce idealmente il battito cardiaco dello

in modo da considerare ogni diversa forma di utilizzo

spettatore alla luce.

(permanete, stagionale, radio proprietarie o in store).

www.targetti.it

www.scfitalia.it

www.fipe.it

LCD super sottili per JVC JVC ha annunciato la realizzazione di schermi LCD 32” super sottili (spessi 7 mm) e leggeri (5 kg), perché realizzati con una tecnologia di nuova generazione denominata appunto Super-Thin, che prevede l’integrazione di un nuovo sistema ottico e della costruzione modulare dell’LCD. Gli schermi così costruiti permettono di risparmiare sui materiali, circa il 50% meno degli schermi tradizionali e circa il 10% in meno in parti di moduli LCD; inoltre

news

è mirato alle installazioni di lungo periodo con cicli di lavoro impegnativi, 24x7; tutti i modelli hanno la doppia

l’uso dei LED elimina la necessità di impiegare il mercurio. Sono comunque prodotti per l’alta risoluzione. www.jvcpro.it

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news Altoparlanti in resina di Toni Acustici Georgia 1 è il primo di una nuova linea di altoparlanti in resina a impiego residenziale, realizzati su misura per design, dimensioni e potenza, senza dover scegliere il modello, più o meno potente più o meno grande, tra le solite casse a parallelepipedo. Un prodotto completamente “custom” per essere inserito al meglio nel suo ambiente d’ascolto. A proporre questa novità per l’Italia è Toni Acustici di Milano, che da oltre 15 anni si dedica a trattamenti acustici ambientali rivolgendosi a locali pubblici, alberghi, club o palestre. Con questo nuovo passo l’azienda intende rivolgersi anche all’utenza privata, sia pure di un certo livello, ma con un approccio dove il primo “progettista” del diffusore è lo stesso cliente. La scelta della costruzione in resina che, come sostiene l’azienda, in termini di resa acustica nulla ha da invidiare al legno, è stata fatta per poter meglio realizzare i diffusori secondo i vari modelli richiesti. Quelli di Georgia 1 dalla potenza di 40 Watt ciascuno (passivi), si caratterizzano per il design originale e sono stati progettati, costruiti, testati e misurati completamente in casa, con un lavoro di oltre un anno che ha fornito tutto il knowhow per poter ormai avviare un’attività su scala. Il tempo adesso richiesto per un nuovo prodotto interamente customizzato è di uno-due mesi. www.toniacusticimilano.it

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Nuove matrici Crestron CENRGBHV

Proiettore 3LCD Christie LW650

Due matrici in più nella serie delle

a lampada singola

professionali a larga banda di

ha risoluzione nativa

Crestron, sono CEN-RGBHV32x32V

WXGA (1.366x800) per

e CEN-RGBHV32x32A. La prima, a

la compatibilità a pieno

450 Hz dispone di controllo audio

schermo con i portatili

opzionale e si rivolge ad applicazioni

e i monitor più recenti, una

in centri congressi, università, centri

luminosità di 6.500 Ansi Lumen con contrasto 2.500:1

Il proiettore LW650 3LCD

formazione, centrali di comando e controllo ed

ed elaborazione dell’immagine a 10 bit con oltre 1,07

eventi live. La seconda è un commutatore audio a

miliardi di colori. Impieghi consigliati dal produttore

matrice mirato al routing bilanciato dei segnali audio

sono le videoconferenze, installazioni in musei, case

stereo che, collegato a un CEN-RGBHV32x32V

di culto e rental/staging, per sale di dimensioni medio-

dà luogo a una soluzione di routing di segnali AV

grandi, dispone anche di una modalità wisper nella

completamente integrata. Controllabili via pannello

quale produce un livello di rumore di 32 dBA. Si tratta

frontale, CresNet o LAN via controller Crestron.

di un proiettore versatile per il quale sono disponibili

Le funzioni sono accessibili tramite il software di

sei lenti opzionali (ma in futuro saranno di più) con

programmazione Crestron SIMPL o SystemBuilder,

la possibilità di memorizzare le impostazioni di tre a

mentre l’indirizzamento dei segnali, le tarature

scelta. Inoltre offre un elevato lens shift che ne facilita

delle compensazioni audio e dieci indirizzamenti

il posizionamento anche in condizioni difficili: l’85%

sono memorizzati sulla memoria non volatile del

dell’altezza dello schermo in verticale e il 60% della

commutatore. L’integrazione con i sistemi Crestron

larghezza dello schermo. È possibile visualizzare

è completa, incluso il software RoomView Asset

immagini multiple, o immagini e dati insieme, ed è

Management ed e-Control2 XPanel. Sempre per la

supportato il Close Captioning. La modalità Network

serie CEN, Crestron ha reso disponibili sei livelli di

Bridge permette di collegare e controllare un network

matrice: 8x4, 8x8, 12x4, 12x8, 16x16 e 32x32.

di proiettori.

www.crestron.eu

www.christiedigital.com/emeaen

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Sony Ziris per il digital signage Ziris Canvas è il nuovo videowall appositamente creato da Sony per applicazioni di digital signage. Presentato al Digital Screen Expo Europe dello scorso aprile, la mostra londinese dedicata alla comunicazione OoH (Out of Home), offre un innovativo approccio al tradizionale concetto di videowall per le sue caratteristiche di flessibilità, modularità e facilità di installazione. Basato su singoli display in alta definizione, il sistema permette di utilizzare un numero teoricamente illimitato di unità, riproducendo contenuti diversi su ciascuno di essi o un’unica immagine ripartita su diversi schermi; ma inoltre, grazie alla possibilità di installare gli schermi con qualsiasi posizione e orientamento, di creare suggestive e originali configurazioni con varie forme e angolazioni. Per agevolare la realizzazione degli impianti, oltre a garantire la costruzione di layout personalizzati in totale libertà creativa, il sistema offre alcuni progetti preconfigurati. Ricorrendo al software Ziris è possibile programmare, in locale o da remoto, le riproduzioni delle playlist adattando in modo facile e veloce i contenuti alle diverse situazioni d’impiego. La tecnologia alla base di Ziris Canvas ricorre al processore Cell. A Digital Screen Expo è stato presentato anche il nuovo public display GXD-L65H1 in tecnologia LCD da 65” con certificazione industriale IP54, ideale per ambienti semi-esterni. Fornito di vetro protettivo anti-manomissione, lo schermo è infatti antipolvere e antispruzzo, resistente agli urti e antiriflettente. www.sonybiz.net

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news DTS e Peter Pan in musical La favola di Peter Pan riadattata in musical da Maurizio Colombi, Giovanni Tallon, Arturo Brachetti e Fabrizio Carbon, naturalmente con le musiche di Edoardo Benato, è andata in scena questa stagione nei teatri della penisola. L’allestimento curato dal Teatro delle Erbe si è avvalso del Top Service di Salvatore Faraso per gli aspetti tecnici, affidati a Michele Reccia. Il team ha scelto di impiegare corpi illuminanti DTS: in prima americana erano montati sei cambia colori LED Delta Full Colour motorizzati per i colori saturi, caratterizzati dall’assenza di ventole (quindi silenziosi) e dal CTC con bianchi equalizzati da 3.200 a 6.800 K. Per il fronte palco c’erano sei Fos 100 Full Colour, ovvero barre LED di un metro di lunghezza utilizzate per rinforzare la luce e il colore dell’area bassa sul fronte palco e per nascondere cavi e appendimenti utilizzati dagli attori per le scene aeree. A terra, sempre in zona fronte palco, c’erano quattro XR 700 Wash, i nuovi proiettori DTS la cui efficienza è simile a quella dei vecchi corpi illuminanti con lampada 1.200 W MSR, ma molto più piccoli e leggeri. Per controluce e tagli sono stati utilizzati 12 XR 9 Spot con ballast elettronico (a vantaggio della leggerezza). www.dts-lighting.it

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LCD Full HD 3D professionale da JVC

Diffusori Proel Flash

La sigla che lo contraddistingue è GD-

Proel ha presentato al Musikmesse quattro nuovi modelli di

463D10 ed è il monitor LCD full HD per il 3D

diffusori della serie Flash, sono 15A (versione attiva) e 15P

professionale che JVC renderà disponibile

(versione passiva), 12HA e 15HA. Il primo, Flash15, è un

a luglio, producendone circa 2.000 pezzi

sistema full range portatile con woofer da 15” con cabinet in

all’anno. Un 46” di 39 mm di spessore basato

polipropilene (caratterizzato da una serie di nervature interne

sulla tecnologia Xpol a filtro polarizzante,

create tramite analisi FEM) e tromba per le alte frequenze a

fornito con due paia di occhiali

copertura 90°x60°. La bi-amplificazione avviene tramite un

a lenti polarizzanti (senza uso

modulo da 50W in classe AB e 350 W in classe H con EQ a

di batterie). L’ingresso video

due bande, doppio circuito di clip limiter, ingressi Line e Mic.

è compatibile con i formati

Il diffusore si può impiegare sia come monitor da pavimento

3D standard e il circuito di

che in sospensione in interni o esterni, per location di piccole

decodifica 3D traduce le

dimensioni. Flash12HA e 15HA (in fotografia) sono diffusori

immagini nel formato ottimale

portatili attivi che montano un driver a compressione Celestion

per il display Xpol, ottimizzando

da 1” al neodimio con bobina da

le sfumature sottili e le ombre; ci sono tre

1,75” e per le basse frequenze un

ingressi HDMI conpatibili con gli standard HD

woofer rispettivamente da 12” o da

video, in formato line-by-line o side-by-side

15”, sempre Celestion al neodimio,

per il 3D (risoluzione 1.920x1.080xRGB). Il

con bobina da 3”. I moduli di

display visualizza sempre sia l’immagine per

amplificazione in classe D dei due

l’occhio destro che per il sinistro, quindi la

modelli sono da 100+400W e da

resa delle immagini è migliore perché non

100+500W. Gli ambiti di utilizzo

ha effetto flicker. Contrasto 2.000:1 nativo

sono l’installazione fissa in locali

e 10.000:1 dinamico, color management,

o sale conferenza o la diffusione

separazione Y/C, funzione per la riduzione del

e il monitoraggio per live al chiuso

rumore, tre temperature colore selezionabili,

o all’aperto in ambienti di media

angolo di visione 178° da qualsiasi lato.

grandezza.

www.jvcpro.it

www.proelgroup.com

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Flash 15HA


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news Philips Lighting alla Sala delle Colonne

Sirena Murano by Venitem

Il Museo del Duomo di Milano beneficia di un

Murano è il nome che Venitem ha scelto per

nuovo progetto scenografico di illuminazione per

la sirena autoalimentata 12 vdc, autoprotetta,

la Sala delle Colonne, lo spazio più prestigioso del

antischiuma e antishock che, oltre alle dotazioni

museo; la magnifica sala progettata dal Piermarini

necessarie al fine primario della sicurezza, si

infatti era sprovvista di illuminazione, e non era

presenta con un look molto caratterizzato. Non a

quindi pienamente fruibile da parte dei cittadini. Lo

caso ha conquistato il primo premio per il design

Studio Castagna & Ravelli ha deciso di rispondere

al Security & Safety Award tenutosi in occasione

all’appello lanciato dalla Veneranda Fabbrica

della fiera Sicurezza 2008. Murano ha un

del Duomo e ha trovato in Philips il partner più

lampeggiante LED, circuito a microprocessore

affine, anche nella scelta di donare il progetto

con quattro suoni e quattro temporizzazioni,

di riqualificazione. La finalità del disegno luci è

conteggio allarmi, memoria lampeggiante,

favorire la lettura del disegno architettonico della

segnalazione On/Off impianto, comando sirena

sala anche nelle ore serali, mantenerne la scenograficità

programmabile, test mensile della batteria,

senza però dimenticare il confort, da qui l’impiego dei

uscita di anomalia open collector, doppio tamper

LED, per la qualità del colore e il risparmio energetico.

reed magnetico anti-apertura e rimozione,

Per le pareti laterali si è scelta una luce bianca calda

circuito elettronico protetto

(eW Graze Powercore), archi e soffitto a volta invece

da inversioni di polarità

sono valorizzati da una miscela di luce calda e fredda,

e tropicalizzato.

dinamica (iW Cove Powercore); luci d’accento puntuali

Venitem comunica

sono dirette sulle statue e alcuni particolari scultorei della

inoltre di aver

sala (Spot Led2 e Led1). Sotto le finestre sono collocati

ottenuto anche la

gli antelli delle vetrate originali del duomo, illuminati con

certificazione EN

lampade a fluorescenza lineare con luce bianca dinamica,

54-3 per l’intera linea

per simulare le variazioni cromatiche create dalla luce

di sirene antincendio

naturale; le nicchie poste sotto gli antelli sono illuminate da

Doge F24, triade F24,

batterie lineari a LED a luce bianca (eW Profile Powercore).

mini Doge F24 e Mini

L’illuminazione generale invece è realizzata collocando gli

Doge FL24.

apparecchi Fiorenza su finte catene tra gli archi.

www.sirenamurano.com

www.lighting.philips.com

RCF per l’Aeroporto di Torino L’impianto di diffusione dell’aeroporto Le Caselle di Torino è stato realizzato da RCF con il sistema RX 4000, capace di gestire, come prescritto dalla normativa EN 60849, gli annunci di sicurezza, emergenza ed evacuazione. Oltre alla conformità a questa norma CEE, il sistema risponde anche alle più stringenti norme fissate nella BS 5839-8. L’aerostazione si sviluppa su un’area di 57.000 mq disposti su tre livelli e smista oltre 500 voli settimanali e tre milioni e mezzo di passeggeri all’anno. Per soddisfare le esigenze della committenza RCF ha scelto di installare diffusori PL60, DP 1420BS, BD 2412BS e i modelli Art 310. L’intero impianto è stato collaudato e verificato in tutti gli scenari di emergenza, grazie al software di simulazione presente nel sistema RX 4000. www.rcf.it

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Proiettori a LED da projectiondesign Il primo proiettore a LED allo stato solido indirizzato ad applicazioni di simulazione e visualizzazione di projectiondesign è FL32, frutto dell’integrazione tra il sistema ottico della serie F32 e la tecnologia ReaLED. Grazie a questa scelta l’immagine dovrebbe risultare migliore con una riduzione degli artefatti e dei disturbi tipici, inoltre la qualità delle immagini non dipenderà dal posizionamento del proiettore. La tecnologia LED riduce i costi di manutenzione e operativi. Disponibile un’ampia gamma di lenti per ogni esigenza. L’anteprima dell’FL32 si è svolta all’ITEC di Brussels, a maggio. www.projectiondesign.com

Panorama B&W per l’home cinema

Proiettori short throw di Nec

Da B&W una soluzione per il surround casalingo che

Da Nec due proiettori per l’educational, a breve

salvaguarda anche l’estetica e la comodità di gestione

distanza di proiezione: NP500WS (risoluzione WXGA)

(pulizia, ordine dei cablaggi): si chiama Panorama. In

ed NP600S (risoluzione XGA). La diagonale minima

sostanza è una “barra sonora” dal profilo arrotondato

di proiezione è di 60”, la distanza minima un metro,

ed elegante che contiene tutte le acustiche, i canali e

sono quindi indicati per piccole sale o corsi di

i collegamenti audio necessari allo schermo plasma

formazione con applicazioni interattive a schermo.

o LCD, da collocare vicino al proprio visore (sopra,

Inoltre sono equipaggiati con il telecomando virtuale

sotto). Panorama ha un DSP incorporato per gestire

(il cui vantaggio è che in caso di uso da parte di molte

tipo e standard del segnale in ingresso, oltre alla

persone, non si rischia di perderlo) per impostare i

modalità di emissione dai nove altoparlanti. Dispone

proiettori via VGA direttamente dal computer, con

di due ingressi digitali ottici, uno coassiale e due

un’interfaccia simile a quella di un telecomando reale;

analogici stereo (quindi compatibile con Blu-ray e

la connessione LAN RJ-45 consente il comando e

HDTV). Dei nove altoparlanti, cinque sono deputati al

il monitoraggio via software (Control Unit Pro 4 in

canale centrale (quello per il quale è richiesta maggiore

download gratuito dal sito Nec) per accendimento e

cura perché contiene

spegnimento automatici (si possono

parlato ed effetti

impostare anche direttamente

surround delle colonne

dal proiettore), con notifica

sonore) a comporre

all’amministratore in caso di

un sistema a due vie

anomalie. Entrambi i proiettori

con un tweeter con

dispongono di funzioni mirate

cupola in alluminio a

all’impiego aeducational, come

tecnologia Nautilus da

Off-Timer, Quick On and Off, Direct Power Off, la

2,5 cm, due midrange in fibra di vetro da 9 cm e due

modalità EcoMode per allungare la vita della lampada,

woofer in kevlar. La riproduzione dell’effetto surround

lo standby normale o Power Safe (per ridurre i

avviene attraverso sei canali (5.1). L’angolazione degli

consumi a 3 W). Il contrasto è di 600:1, correzione del

altoparlanti fa sì che il suono venga percepito come

trapezio automatica di ±20° in verticale, correzione

avvolgente, sfruttando le riflessioni sulle pareti. Risposta

colore della parete con la modalità Whiteboard,

in frequenza da 36 Hz a 50 kHz a -6 dB, potenza

ingressi DVI-I ed RS-232, altoparlanti integrati da 7 W.

d’uscita 50 W per il sub e 5x25 W per il canale centrale.

I proiettori pesano ciascuno 3,3 kg e sono provvisti

www.bowers-wilkins.com

di attacco per Kensington Lock, protezione con

Distribuito in Italia da Audiogamma, www.audiogamma.it

Il modello NP600S

password, blocco tasti e security bar. www.nec-display-solutions.com

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news Elshine con il designer Ely Rozenberg

Praesideo 3.3

Il produttore di pellicole luminose

sonora Praesideo di Bosch è giunto alla

elettro-pilotate Elshine ha deciso di

versione 3.3, pienamente certificata da Tüv

ampliare la propria offerta di sistemi

(ente indipendente di certificazione tedesco)

luminosi affidandosi alla creatività

per le normative di sicurezza EN54-16 e ISO

di un designer, Ely Rozenberg.

7240-16. La nuova release infatti ha esteso

Nascono così la collezione

caratteristiche già presenti nel sistema per

(rinnovata ogni stagione, come per

renderlo conforme alle normative, come gli

gli abiti) Luxciting nella quale la

indicatori di stato-zona che si attivano in caso di

luce si abbina al vetro alla ricerca

guasto, gli allarmi vocali, le uscite verso allarmi

di fonti luminose e di complementi

antincendio, la compatibilità elettromagnetica

d’arredo innovativi. Mobili luminosi

(EMC) aggiornata alla EN50130-4 per i sistemi di

e lampade con superficie in vetro

allarme. Hardware e software del sistema Bosch

decorate con motivi geometrici,

sono ora pienamente conformi alle prescrizioni

naturali e fiabeschi avvalendosi

obbligatorie e facoltative delle EN54 e ISO 7240.

di una nuova metodologia grazie

Di particolare importanza la conformità alla

alla quale la luce appare come

EN54-16 perché presto tutti i paesi dell’Unione

stampata nel materiale vetroso.

dovranno conformarsi alle sue direttive.

www.elshine.it

www.boschsecurity.it

Il sistema di evacuazione audio e diffusione

CEDIA Awards 2009 I CEDIA Awards sono il riconoscimento alla creatività e all’innovazione che l’associazione conferisce ai suoi associati, scegliendo tra i progetti presentati in diverse categorie, sia tecnologiche che di impatto economico. Quest’anno la cerimonia per gli Awards ha avuto ottimo riscontro di pubblico (oltre 300 persone): festeggiata il 3 Aprile al Brewery, elegante locale nel cuore di Londra, è stata sponsorizzata da Dymo, Dynalite e Sky News e presentata dal giornalista e “technology fan” Martin Stanford. L’aspetto più sorprendente è stato la presenza estera, sia tra i partecipanti agli Award che tra i presenti: c’erano rappresentanti di India, Olanda, Francia, Pakistan ecc. La lista dei vincitori, divisi per categoria e completa delle motivazioni dell’assegnazione dei premi, è disponibile sul sito di CEDIA (http://awards.cedia.co.uk/2009-awards); nessun italiano tra gli awarded, ma segnaliamo che la connazionale Audio Video Design è stata finalista nella categoria Best home cinema installation over 100.000 £ con il suo progetto Tradate. www.cedia.co.uk

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Gli inserzionisti Anno 4° - n°18 giugno / luglio 2009 Direttore responsabile:

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p. 9

Euromet S.r.l Z.i. Brodolini 60025 Loreto (AN) Tel 071.976444 - Fax 071.978988 www.euromet.com

p. 11

Exhibo S.p.A. Via L. da Vinci 6 20057 Vedano al Lambro (MI) Tel 039.49841 - Fax 039.4984280 www.exhibo.it

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p. 13, 49

p. 23

p. 43, 62-63

RCF S.p.A. Via Raffaello 13 42100 Mancasale (RE) Tel 0522.274411 - Fax 0522.232428 www.rcf.it

p. 25

FBT Elettronica S.p.A Zona Industriale Squartabue 62019 Recanati (MC) Tel. 071.750591 - Fax 071.7505920 www.fbt.it

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Robe Multimedia Via Mercadante, 25 47841 Cattolica (RN) Tel 0541.833103 - fax 0541.833074 www.robemultimedia.it

p. 41

Kramer Electronics Via Cesare Cantù 25 20092 Cinisello Balsamo (MI) Tel. 02.66594771 - Fax 02.61296221 www.krameritalia.com

p. 17

Roland Systems Group C.so Trapani 16 10139 Torino Tel 011.19710332 - Fax 011.19710347 www.rolandsystemsgroup.net Sisme S.p.A. Via Adriatica 11 60027 Osimo Stazione (AN) Tel 071.7819666 - Fax 071.781494 www.sisme.com

p. 33

Top Audio &Video Via G.P. Puricelli 7 20147 Milano Tel 02.87394619 www.topaudio.it

p. 67

JVC Professional Europe Ltd. Filiale italiana Via Cassanese 224, Pal. Tiepolo 20090 Segrate (MI) Tel. 02.269431 - Fax. 02.26929361 www.jvcpro.eu

p. 36 - 37

ISE- Integrated Systems Europe p. 27 Zuidplein 36 1077 XV Amsterdam, NL Tel. +31 (20) 799 7736 - Fax +31 (20) 799 7801 www.iseurope.org

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Connessioni n° 18 - giugno/luglio 2009

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Connessioni n°18 | giugno/luglio 2009  
Connessioni n°18 | giugno/luglio 2009  

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