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N° 20 ottobre/novembre 2009 - ₏ 7,00

Connessioni n° 20 - ottobre/novembre 2009

Tecnologia e tendenze nel mondo del Building & Home Automation

Telemedicina

In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa di restituzione.

Tecnologia al servizio della salute

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2009 - foto o A.B A.Balea aleani ni AF n FI e G.S G.Sal aaluz lu zi

nei “Borghi più belli d’Italia” Sala Consiliare di Montelupone

Teatro Nicola degli Angeli di Montelupone

Montelupone, “Borgo Ideale”, ha inteso rendere grande il suono sia in ambienti chiusi che tra le vie del paese. Un suono che supera il concetto di diffusione sonora geometrica, ma offre un effetto olografico e tridimensionale attraverso diffusori che non deturpano l’architettura medioevale dei palazzi.

Montelupone, nelle Marche, in provincia di Macerata, è riconosciuto dal: Club “I Borghi più Belli d’Italia” dell’ANCI, “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano, “Targa Blu” ed è appartenente a “Il Paesaggio dell’Eccellenza”

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Sarà una caratteristica

culturale tout court, oppure un retaggio della nostra storia nazionale, che ci ha visto divisi fino a tempi recentissimi in stati-regione, stati-dipartimento e addirittura in stati-città, o un misto di entrambe le cose… l’esperienza comune è comunque che gli italiani in ambito lavorativo sono di impostazione piuttosto individualista, e preferiscono generalmente ragionare e fare da soli piuttosto che mescolarsi con colleghi e partner. Non che l’associazionismo non sia presente, anche in ambito professionale, con realtà forti come Confartigianato e Confcommercio, ma l’idea di fare network, nella prospettiva di poter condividere problemi e difficoltà organizzative ma anche risorse e prospettive, per ottenere benefici comuni, è accolta normalmente con prudenza. A questo si aggiunge che il nostro mercato legato all’integrazione e all’audio video è ancora giovane, rispetto a quelli ben più consolidati di Inghilterra, USA, Giappone, con numeri in evoluzione e una consapevolezza ancora da coltivare e rafforzare da parte degli utenti. Accade così che non siano sempre ben definiti i confini delle attività svolte dalle aziende, o che i servizi offerti dai professionisti si “spalmino” su settori contigui. Non è raro infatti che un progettista si trovi a lavorare sia in ambito residenziale, per quanto alto, che ha necessità tutte sue, e che al contempo firmi progetti di regie tecniche, sale conferenza o auditori. Inoltre, nel nostro Paese la professione non è ancora definita né da percorsi formativi ufficiali né da certificazioni o albi professionali, e ancora poco o nulla riconosciuta da parte dell’utente ma anche in termini di autocoscienza da parte dei lavoratori stessi. Alcune esperienze estere, come quella di InfoComm o di CEDIA, confermano che l’associazionismo potrebbe rispondere a molte di queste domande e necessità, creando un network di contatti e alleanze tra gli associati, utile sia per condividere i bisogni comuni a tutti, come una maggiore visibilità di settore o la condivisione

Giorgio Ungania Direttore Responsabile

di informazioni, sia per ciò che un solo soggetto non riesce a realizzare, come per la partecipazione comune per le aziende alle fiere o addirittura la creazione di una vetrina autonoma per gli associati. Ma la ciliegina sulla torta sono la formazione, necessaria allo sviluppo di tutto il settore, e la certificazione della professione, tanto più significativa quanto l’associazione è conosciuta e riconosciuta da utenti e istituzioni. Qualcosa però si sta muovendo, e la sensibilità su questi argomenti da parte sia dei professionisti che delle aziende sta crescendo. CEDIA, di cui Connessioni è media partner nazionale, è sempre più presente in Italia con nuove membership e anche con un intervento diretto tramite i seminari, come nell’area educational organizzata da Connessioni al recente Top Audio & Video Show (il reportage è a pagina 62); e InfoComm sta muovendo i primi passi per creare anch’essa una base culturale nel nostro Paese. Che sia arrivato il tempo per un nuovo sistema di pensiero? Alla prossima


>4 Scenari

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>20 Soluzioni

Soluzioni

Bar Rocco, San La facciata immagine Rocco, Barrocco del Museion

Digital signage per club e bar

Soluzioni

Telemedicina

Il barocco con

Videoproiezione in

L’esperienza della rete On

SanitĂ , comunicazione e IT

tocco tecnologico

formato magnum

nei Paesi Bassi

>1 Editoriale >60 Appuntamenti >70 Open Day >72 News dal mondo >74 News Anno 4 20 Numero mbre v o /n e ottobre 09 20

Tecnologia e tendenze nel mondo del Building & Home Automation

>80 inserzionisti/az. citate


sommario

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scenari

Telemedicina Sanità, comunicazione e IT La Sanità è un argomento di cui si sente parlare spesso, per le inefficienze e le disfunzioni che la espongono all’attenzione delle cronache. Il tema è cruciale per un Paese moderno, soprattutto della vecchia Europa, impegnata a fronteggiare lo sbilanciamento della piramide delle età della popolazione verso i cittadini più anziani. Anche nel settore della Sanità, la tecnologia può aiutare le istituzioni a risparmiare e i pazienti a migliorare la qualità della vita. Quello del medico condotto che visita i pazienti del paese a dorso di mulo non è più un modello di sanità sostenibile Barbara Trigari

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scenari

I

n questo articolo cercheremo di mettere in luce gli aspetti principali della telemedicina o Medicina Telematica, ovvero la disciplina che abbina, a vantaggio del paziente, la medicina clinica e le possibilità offerte dai

moderni mezzi tecnologici. Secondo la definizione di telemedicina concordata in sede CEE: “l’integrazione, il monitoraggio e la gestione dei pazienti, nonché l’educazione degli stessi e del personale sanitario, usando sistemi che consentano un pronto accesso alla consulenza di esperti e alle informazioni del paziente, indipendentemente da dove l’individuo, o le informazioni, risiedano”. Distinguiamo poi la Sanità Elettronica, che non coinvolge direttamente le prestazioni mediche ma tutti quei servizi che sono necessari alla loro somministrazione, quindi la prenotazione dell’esame, il cambio del medico, il referto on-line, la e-prescription o ricetta elettronica e così via. Abbiamo quindi parlato con Giancarmine Russo, Responsabile nazionale FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) per la telemedicina e la sanità elettronica e Segretario generale e legale rappresentante SIT (Società Italiana Telemedicina), con Maurizio Ferrante, Direttore Sanitario dell’Ospedale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina a Roma e con il Responsabile del settore ICT per la Medicina Telematica dello stesso Ospedale, Riccardo Fragomeni (le loro affermazioni sono riportate congiuntamente), e con Vincenzo Gullà, Dirigente di ADiTech, società di Ancona specializzata nella realizzazioni di soluzioni per la telemedicina.

Cartoline dall’Italia Le prime esperienze di telemedicina in Italia risalgono a quarant’anni fa, agli anni Settanta, con i primi apparati di telecardiologia delle dimensioni di un grosso baule. Da allora la tecnologia si è molto evoluta e oggi è possibile svolgere a distanza molte delle prestazioni che si ricevono in un moderno ospedale, dalla trasmissione dei tracciati biomedici fino alle analisi e al monitoraggio delle condizioni del paziente, passando per il teleconsulto e la formazione o aggiornamento degli stessi medici. La telemedicina però è cresciuta solo grazie a sperimentazioni e progetti pilota a macchia di leopardo che si esauriscono con i finanziamenti che li hanno sostenuti, e non è ancora entrata a sistema, principalmente perché il Servizio Sanitario Nazionale non ne riconosce le prestazioni. “In Lombardia esiste il progetto Telemaco e il sistema SISS che gestisce la Sanità elettronica regionale, in Emilia Romagna il progetto Sole, Eolie.net nelle piccole isole, ma purtroppo nel resto del Paese c’è poco e niente, e manca l’introduzione delle prestazioni di telesanità nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che lo Stato riconosce e che dovrebbero essere garantiti uniformemente su tutto il territorio nazionale”, riferisce Russo. Concordano Ferrante e Fragomeni: “Le esperienze internazionali e nazionali cono concordi nel ripetere che le applicazioni di medicina telematica possano, per talune patologie e in specifiche applicazioni, ridurre notevolmente i costi a fronte di una maggiore qualità dell’assistenza. Nel nostro Paese in particolare, riteniamo auspicabile che tali attività già codificate entrino a far parte delle prestazioni rimborsabili da parte del Servizio Sanitario Nazionale, ciò di fatto comporterebbe la definitiva uscita dalla fase sperimentale nella quale il settore si attarda da anni”. Ad accrescere la disomogeneità italiana c’è un federalismo imperfetto, incompiuto, che ha dato luogo a 21 sistemi sanitari regionali separati dove la Sanità è materia di contrattazione continua tra Stato e Regione. Nel maggio 2007 è nata SIT, Società Italiana Telemedicina @ sanità elettronica, una società medico scientifica espressione del mondo accademico, scientifico e industriale che fa attività di informazione e sensibilizzazione a favore della telemedicina. Rispetto ad altre associazioni attive nel settore, la SIT è l’unica formata da medici che operano in ambiti diversi: medici di medicina generale, medici ospedalieri, medici di emergenza e universitari; è quindi l’unica ad avere autorità in campo... medico. Ancora Russo: “La telemedicina fin’ora è stata considerata

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scenari un’eccellenza settoriale applicata agli alpinisti che scalano il k2, alla piattaforma petrolifera dell’ENI, alla spedizione in Antartide o al chirurgo di Houston che opera a 6.000 km di distanza, una cosa molto lontana dalla gente comune. Attraverso SIT vogliamo portare la telemedicina nel quotidiano”. Rispetto agli altri paesi europei, per la medicina telematica l’Italia è come al solito indietro. I più avanzati sono quelli nordici, Svezia, Finlandia, Norvegia, poi Francia, Germania e Inghilterra, infine Spagna, Italia e Grecia. Per la sanità elettronica invece l’Italia è in ottima posizione, sicuramente avanti agli USA dove solo il 5% dei medici di medicina generale sono informatizzati, mentre da noi siamo al 75%. E per questo dobbiamo ringraziare il fatto di avere un servizio sanitario pubblico. Conclude Russo: “È molto importante anche un altro dato: solo il 5% degli ospedali italiani è informatizzato dal punto di vista clinico (quasi tutti lo sono da quello amministrativo), il 7% al nord, il 5% al centro, l’1-3% al sud. Insomma, le cartelle cliniche sono tutte scritte a mano, non ha senso parlare di integrazione ospedale-territorio, perché il medico non può comunicare con la banca dati dell’ospedale”.

Prospettive Nella sistematizzazione della materia, dopo la nascita di SIT, sono intervenuti la Comunità Europea, lo Stato e il Garante per la Privacy. Il 4 Novembre 2008 la CEE ha fissato con una Comunicazione una serie di indicazioni vincolanti, alle quali gli Stati Membri dovranno adeguarsi entro il 2011, con la possibilità di ottenere finanziamenti (anche se per la maggior parte saranno rivolti ai paesi emergenti dell’Est Europa). In Italia parte del piano Brunetta per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione affronta il tema sanità prevedendo le Medir, ovvero le reti regionali dei medici, a livello di sanità elettronica, ai fini del controllo della spesa pubblica. La realtà però è che in Italia ogni regione opera in autonomia, con il risultato che, per esempio, il sistema lombardo non è compatibile con quello dell’Emilia Romagna. “La sanità elettronica è un processo oltremodo complesso e costoso; i risparmi non sono immediati e gli investimenti sono consistenti, inoltre ci sono grossi problemi di privacy”, afferma Russo. Un’altra “tra le più rilevanti sfide organizzative - affermano Ferrante e Fragomeni - è quella della definizione del limite tra forme di assistenza tradizionali e telematiche, anche per le implicazioni medico legali. Nella nostra esperienza, ci si riferisce a procedure standardizzate ove possibile, e al giudizio contingente del clinico di riferimento”.

Una materia delicata La privacy in ambito sanitario è una materia molto delicata, come sono delicati i dati che vengono trattati: malattie in atto o pregresse, ma anche

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scenari

la dipendenza da droghe o dall’alcool, o il fatto di essere malati di AIDS. Inoltre se questo tipo di informazioni venisse pubblicato su Internet, come è successo per le dichiarazioni dei redditi degli italiani ad aprile 2008, sarebbe accessibile a tutti per sempre, perché nessuno sarebbe in grado, per esempio, di cancellare dati da un server collocato fuori dalla giurisdizione italiana. Ben diverso dal danno arrecato da una cartella clinica cartacea dispersa o trafugata. L’aspetto più grave, però, è che in una situazione di privacy malcerta o non tutelata, si verrebbe a incrinare il rapporto di fiducia medico-paziente, e di conseguenza l’efficacia della cura: chi confesserebbe i propri problemi più intimi per telefono al medico, se sapesse di essere spiato? Per questo il Garante ha avviato a marzo una consultazione pubblica sul fascicolo sanitario elettronico, per arrivare a luglio 2009 a fissare le “Linee guida in tema di fascicolo sanitario elettronico (FSE) e il dossier sanitario”, con indicazioni molto strette e precise, e mentre scriviamo si sta chiudendo la consultazione sui referti on-line, la cui regolamentazione verrà pubblicata in ottobre. Entro il 31 dicembre i progetti di telesanità già attivati dovranno adeguarsi alle norme di tutela della privacy, aggiornando i propri software. Anche in questo frangente, le possibilità offerte dalla tecnologia saranno di vitale importanza. Il Garante, nonostante le forti pressioni esercitate dallo Stato (interessato al controllo economico), dalle assicurazioni (cui interessa la profilazione dello stato di salute dei cittadini, a fini economici) e dai medici legali (per le perizie), ha stabilito che i dati saranno accessibili solo ai fini di diagnosi e cura, che il paziente può rifiutarsi di farsi creare un fascicolo elettronico e continuare a farsi curare come si fa oggi, ma soprattutto potrà scegliere se mettere nel fascicolo o meno ogni singola informazione, e anche chi potrà consultarla e chi invece no.

La tecnologia Nella telemedicina si incontrano tre settori scientifici: le telecomunicazioni, l’information technology e naturalmente la medicina. Poiché la disciplina si rivolge per definizione soprattutto (anche se non solo) a fasce deboli della popolazione, la tecnologia impiegata deve essere accessibile, semplice da usare, di qualità sufficiente ad assicurare la prestazione medica e la sicurezza sul fronte della privacy, e “rassicurante” come una visita del proprio medico. Un tipico esempio è costituito da un apparato video cui sono collegati una serie di apparati medicali in grado di svolgere determinate misurazioni, in base alle esigenze del paziente. Quest’ultimo visualizza una schermata simile a quella di un programma di messaggistica, nel quale appaiono

Telemaco, CRS-SISS, Eolie Net e Sole Ecco alcuni dei progetti di telemedicina citati dai nostri interlocutori. Telemaco - Telemedicina ai piccoli comuni lombardi. Nasce nel 2006 con l’obiettivo di garantire assistenza sanitaria in loco alla popolazione e consulenza specialistica ai medici locali. www.telemaco.regione.lombardia.it CRS-SISS - Carta Regionale dei Servizi - Sistema Informativo Socio-Sanitario della Regione Lombardia. Lanciato nel 2001, il progetto consiste nella realizzazione di servizi infotelematici a favore di enti e operatori socio-sanitari, al fine di migliorare l’operatività e i servizi resi ai cittadini. www.svimservice.it/ricerca/progetti/siss/crs_siss.htm Eolie Net - Telemedicina per l’arcipelago delle isole Eolie. Nasce con l’obiettivo di ottimizzare il livello di assistenza sanitaria in presenza di situazioni logistiche disagiate, attraverso l’attività diagnostica e terapeutica in telemedicina, unita al teleconsulto e all’aggiornamento del personale medico locale. www.sanitapiccoleisole.it Sole - Sanità OnLinE. Rete informatica che collega medici di medicina generale e pediatri con le strutture e i medici specialisti delle aziende sanitarie della Regione Emilia Romagna. www.progetto-sole.it

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scenari i contatti attivi (collegati). Quando chiama il medico, questo fornisce delle istruzioni su come usare il medicale, il quale esegue la misurazione e la memorizza (per tutelarsi in caso di caduta della comunicazione), successivamente la invia con un PC o IP box al centro medico, che può essere un multi-video call center collocato in un ospedale o il PC del medico curante. Questi avrà la possibilità di visualizzare sia la misurazione fatta al momento che tutto lo storico del paziente in un periodo di tempo. L’utilizzo delle apparecchiature è volutamente molto semplificato, sia per il paziente che per il medico, quindi il tempo e l’impegno necessario a “istruire” gli operatori è minimo, afferma Gullà. A meno che non si “riciclino” apparecchi presi da altri ambiti adattandoli alle esigenze della telemedicina, come si faceva all’inizio, quando ancora non c’erano prodotti specifici: una opzione poco consigliabile non solo per le problematiche legate all’usabilità, soprattutto oggi che “le tecnologie attualmente disponibili, oltre all’affidabilità, garantiscono una discreta semplicità d’uso che le rende di solito molto ben accette ai pazienti. La metodologia del supporto telematico alla cura è sempre accolta”, e a dirlo sono Fragomeni e Ferrante, il cui parere è di particolare utilità, appartenendo alla categoria medica. Rispetto alla familiarità della tecnologia, afferma Gullà, “La video comunicazione è un discorso sine qua non, non ci si può limitare a remotizzare la misurazione dei parametri del paziente via telefono, significa abbandonarlo alle proprie ansie nel momento in cui è più debole. Ma la tecnologia deve essere mantenuta a un livello semplicissimo: keep it simple, keep it stupid. Riassumendo, ciò che contraddistingue un apparato per la telemedicina rispetto a qualsiasi apparecchio per esempio per la videoconferenza, è la semplicità d’uso, la presenza di un ingresso dati e la capacità di parlare con apparati elettromedicali, infine la criptatura”. In pratica, significa che gli apparecchi per la telemedicina devono avere un’interfaccia Bluetooth di gathering dati, perché la maggior parte degli elettromedicali comunica in questa maniera. Anche la sicurezza è un aspetto rilevante, per la sensibilità dei dati trattati, da qui la necessità di ricorrere a sistemi di crittografia piuttosto pesanti che impegnano parte della banda durante la trasmissione, e a software anti-ingresso per i server che custodiscono i dati. Questi ultimi infatti non vengono mai scaricati e memorizzati sul computer del medico o dell’operatore che li legge, ma rimangono depositati su un server protetto con chiavi di accesso, dal quale vengono consultati. Gli apparati medicali sono forse il “punto debole”, perché se certificati a dovere (come dovrebbero sempre essere, per garantire misurazioni affidabili) hanno un costo elevato. La loro installazione però non richiede certificazioni perché è di solito molto semplice; l’unico test che viene

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scenari

fatto è ovviamente la verifica che ciò che viene misurato corrisponda esattamente a quanto viene ricevuto nel server remoto, e poi consultato dal medico. L’apparato di video

L’ambulanza in UMTS

comunicazione e di gestione dei dati è certificato CE, quindi è anch’esso già garantito.

La ONLUS Soccorso Amico di Salerno

Il mercato La medicina telematica oggi non è già più una scelta, ma una necessità. A imporla sono la crescita della popolazione over 65 e non autosufficiente, oggi nella proporzione di uno su quattro, in previsione vicina a uno su due. “Da qui a dieci anni ci sarà il 30% in più di anziani e il 15% in meno di giovani”, spiega Gullà. Le abitudini di vita poi hanno portato a un aumento del numero delle persone che vivono da sole. Di conseguenza è cresciuta la spesa sanitaria e la necessità, da parte dello Stato, di gestirla e controllarla. Il caos delle nostre città rende poi impossibile (perché economicamente molto poco efficiente) per il medico di famiglia svolgere visite a domicilio, d’altro canto lo Stato ha il dovere di garantire uniformità di trattamento ai cittadini su tutto il territorio nazionale, ma non ha le risorse per dotare di un ospedale le piccole isole o i paesini di montagna. L’obbligo è ulteriormente imposto dalle direttive comunitarie, cui sarà necessario adeguarsi entro il 2011, pena multe salate. I vantaggi offerti dalla telemedicina consistono nell’alleggerimento del carico di lavoro delle strutture ospedaliere (indispensabile punto di riferimento per la Sanità),

ha equipaggiato un’ambulanza con una telecamera brandeggiabile resistente agli urti, gestita da remoto in UMTS. Il medico del 118, senza muoversi dall’ospedale, è in grado di entrare in video comunicazione con l’equipaggio della cellula sanitaria, gestire il malato, valutarne le condizioni e decidere in quale ospedale vada portato, se ne ha davvero bisogno. Tutto questo mentre l’ambulanza è in viaggio. L’idea è nata dalla necessità di risolvere il problema della carenza di mezzi e di medici, a un costo che non arriva nemmeno al 10% di quello di una nuova ambulanza.

che possono assistere in via telematica un buon numero di pazienti con determinate

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scenari patologie, con un notevole risparmio economico, di tempo da parte dei medici, di occupazione delle strutture e a tutto vantaggio dell’ecologia e del risparmio energetico (riduzione del traffico creato dalla necessità di venire in ospedale, fare una visita a domicilio, ritirare un esame, fare una prenotazione, pagare un ticket...). L’ospedale e il medico traggono vantaggio anche dalla possibilità di accedere a cartelle cliniche digitali, scambiarsi opinioni ed esperienze in tempo reale anche con strutture di altri paesi, e poi dall’allargamento in prospettiva che permette a chi non vive in Italia (pensiamo all’Est Europa, o ai paesi in via di sviluppo) di accedere a una struttura d’eccellenza nel nostro Paese, naturalmente pagando le prestazioni privatamente. A un mercato privato dell’assistenza sanitaria potrebbero essere interessati anche molti cittadini italiani che hanno già nella propria casa un sistema di home automation, o intendono installarlo, corredandolo però con un sistema di teleassistenza, soprattutto se in famiglia c’è una persona anziana o bisognosa di cure mediche continuative. Per quanto sia ancora un mercato ristretto, è destinato a crescere perché i prezzi delle tecnologie sono in diminuzione e sono già nate società di servizi sanitari private equipaggiate con centrali d’ascolto. Gullà: “I prezzi scendono molto rapidamente, il costo di una postazione parte da 1.500-2.000 euro a seconda degli elettromedicali installati. La postazione tipica per un anziano che vive solo costa 3.000 euro, che però si ammortizzano in due anni, il tempo con il quale si rinnovano le tecnologie, quindi stiamo parlando di meno di 100 euro al mese. Non a caso compagnie di assicurazioni come Europ Assistance hanno cominciato a occuparsi di telemedicina con diversi modelli di business, pay per use o abbonamento flat, che si vendono anche a causa delle mancanze del servizio sanitario nazionale. Ovviamente però dovrebbero essere prima di tutto le strutture pubbliche a dotarsene”. Sempre Gullà riferisce l’esperienza dell’ospedale distribuito che, dimezzando i tempi di degenza di alcuni pazienti, riduce drasticamente i costi sociali, con un 30% di risparmio grazie alla ridotta occupazione dei posti letto. Racconta Russo: “ A Roma la degenza ospedaliera costa in media 800 euro al giorno, e anche se il prezzo è molto simile, non è certo l’Hilton. In telemedicina domiciliare costerà 100 euro? Basterebbero 30, massimo 50 euro, e il paziente starebbe a casa sua. La qualità della vita deve essere presa in considerazione insieme ai parametri sanitari”. Ecco quindi l’esperienza dell’Ospedale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina: “Abbiamo realizzato e stiamo attivando in forma sperimentale una gestione, governata in forma telematica, di assistenza integrata tra ospedale e domicilio per alcune branche mediche, e in

nica.it www.sanitaelettro om www.aditechsrl.c it www.medmatica.

particolare per specifiche patologie croniche. La sperimentazione è finalizzata allo studio dei costi reali e i risultati verranno pubblicati al termine, a beneficio della comunità scientifica”. Se poi i medici si riunissero in cooperative e acquistassero alcuni apparati, questi potrebbero essere riutilizzati da diversi pazienti. Un altro elemento rilevante è infatti quello della sostenibilità della soluzione di telemedicina, ovvero della sua replicabilità

n_ /legislatio

pa.eu http://euro uropean_ c_health/e li b u /p s e summari 003_en.htm ategy/sp0 health_str

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su larga scala, nel quotidiano. Gullà: “Un progetto pilota di telemedicina è inutile se ha un costo eccessivo, perché non è replicabile. Lo stesso vale nel caso in cui l’uso dell’apparato sia eccessivamente complicato. Deve essere accessibile a tutti, e non solo agli informatizzati benestanti”.


scenari

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soluzioni

Bar Rocco, San Rocco, Barrocco Chiara Benedettini

Il barocco con tocco tecnologico

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Quando le costruzioni con finalità sacra vengono destinate ad altri usi, possono divenire luoghi molto suggestivi, specialmente se la tecnologia ne amplifica le potenzialità e le possibilità d’uso. Assecondando inoltre la sensibilità moderna, secondo la quale tecnologia, estetica e architettura sono strettamente legate n. 20


soluzioni

L

a Chiesa di San Rocco è un gioiellino dell’architettura barocca situato nella cintura sud ovest di Torino, oggi location di uno dei ritrovi più di tendenza del territorio. Locale molto alla moda e molto (ben) frequentato,

offre svariate proposte culturali, come una vivace stagione di musica jazz, laboratori di arte, serate dedicate al divertimento e all’incontro. Dietro al Barrocco (così si chiama il locale) opera la ONLUS Il Coro, che si è fatta promotrice di tutte le azioni che hanno reso possibile il recupero della chiesa, la sua ristrutturazione e l’odierna nuova destinazione d’uso, guidata però dall’idea di un’offerta etica di entertainment ed espressione giovanile. E quelli del Coro sanno bene che la tecnologia è ormai parte integrante della vita e del gusto dei giovani (ma ormai anche dei meno giovani), così il Barrocco sfoggia una livrea da locale trendy di prim’ordine, e in termini di tecnologia non si è certo risparmiato: questa è divenuta anzi un tratto estetico distintivo del locale, perfettamente mixata con le linee barocche mantenute dal restauro. La navata centrale è oggi una sala per concerti e per animati apericena, la ex sagrestia ospita il bar principale, i sotterranei il guardaroba e i servizi; è stato mantenuto anche il vecchio coro ligneo, la cui balconata è oggi collocazione della regia tecnica.

Declinazioni dell’audio al Barrocco Protagonista della progettazione e installazione degli impianti audio video è Sonitus di Cuneo, non nuova a lavori in luoghi che hanno precedentemente avuto una destinazione sacra, mentre il progetto illuminotecnico è stato fatto da Giorgio Marangon e l’installazione luci da ASB di Aldo Belcastro (Torino). Il punti di partenza della progettazione delle dotazioni tecniche, come ci ha spiegato il progettista Simone Migliasso di Sonitus, sono stati la flessibilità dell’uso degli spazi (era previsto fossero utilizzati per conferenze, concerti, stage, ma anche per serate dedicate al ballo) e la necessità di trovare un equilibrio con spazi inconsueti, secondo il binomio ormai esteticamente vincente arte-tecnologia. È stato inoltre scelto di limitare il più possibile il noleggio di materiale tecnico, per avere completa autonomia. L’impianto audio è strutturato come un corpo unico, ma con una distribuzione che offre la possibilità di un uso polivalente, cercando al contempo di non esagerare con i diffusori per non sovraccaricare esteticamente l’ambiente. La navata, ovvero la sala centrale, è dotata di una serie di diffusori Community passivi a due vie modello CPL 42 (risposta in frequenza 60-18 kHz, dispersone 90°x40°), due posti in posizione frontale rispetto al palco residente e tre per lato in posizione laterale, distribuiti in modo da creare quattro “fronti” indipendenti, completati da quattro sub (due in fondo e due a bordo palco); sono state installate anche due casse lateralmente al palco (sempre Community ma Veris8), con funzioni di monitoraggio durante i concerti (la

La storia Il nome del locale indica la sintesi tra passato, presente e futuro che il Barrocco rappresenta per come lo vediamo e lo viviamo oggi: una chiesa settecentesca in stile barocco adibita a nuova destinazione d’uso, intitolata a San Rocco, e divenuta un bar alla moda. Nelle intenzioni della ONLUS Il Coro, costituita nel 2002, che ha provveduto alla ristrutturazione degli spazi e che oggi si occupa della gestione e della direzione artistica, il Barrocco è “un punto di ritrovo per ragazzi e giovani che avranno la possibilità di divertirsi in un ambiente ‘sano’. Non solo un pub, un nuovo bar o un semplice ristorante quindi, ma un vero progetto per la cultura”. Il progetto Barrocco ha ottenuto il sostegno del Comune di Pianezza, della Regione Piemonte, della provincia di Torino, della Fondazione CRT e della Compagnia di San Paolo. www.barrocco.it

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soluzioni superficie è limitata, quindi difficilmente c’è bisogno di spie aggiuntive), e alcune Yamaha nell’area bar, per la diffusione generale. Un processore Biamp Nexia SP si occupa della gestione, equalizzazione e processamento dei diffusori frontali e laterali, un secondo Nexia (PM, Presentation Mixer, pensato per la gestione di presentazioni multimediali) è dedicato alla gestione di sub e casse per il sottofondo musicale; il trasporto del segnale avviene invece in maniera classica, in analogico. L’introduzione dei Nexia non solo è stata necessaria per la distribuzione, la taratura e la messa a punto del sistema anche in relazione all’acustica della sala (sono state definite tre linee di ritardo per uniformare la percezione degli ascoltatori che si trovino in punti diversi del locale, specialmente nelle configurazione conference e live), ma anche per la definizione di alcuni preset, richiamabili facilmente da personale non specializzato. È possibile quindi ottenere diversi “scenari” standard per servire agli usi più comuni: quello “disco” per esempio coinvolge tutti i diffusori creando anche un forte impatto di volume, mentre il preset

Miglior prodotto di visualizzazione commerciale dell’anno

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soluzioni

Edirol V-8 Il V-8 è un mixer video compatto, nato sulla scia del successo del precedente V-4. Offre otto input video, due anche con scan converter incorporato che permette un direct input di segnali RGB (VGAUXGA) dai connettori D-Sub. Dispone di tre uscite video composito, piĂš due per monitor e preview. Permette una completa gamma di effetti, tra i quali Mirror, Picture-in-Picture, il luminance key e il chroma key (per integrare per esempio grafiche o loghi provenienti da computer con sorgenti video diverse). I fader e il master per l’output sono indipendenti e di uso veloce e intuitivo. Il V-8 può essere controllato da presenter della serie Edirol PR, e dagli altri video mixer, inoltre può essere utilizzato come sorgente per il mixer digitale RSS M-400. Ăˆ compatibile con il protocollo di comunicazione V-Link, che permette di legare audio e video. www.ediroleurope.com

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Comprehensive Colour Adjustment .

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™

Non c’è bisogno di dire che il nuovo proiettore Christie Serie M emette rossi vivaci, gialli nitidi e colori incarnati realistici sin dal primo momento della sua accensione. Sappiamo che agli odierni proiettori viene chiesto di combinare input emessi da diverse fonti o di creare immagini uniformi, ed è per questo motivo che vi abbiamo incorporato la capacità di gestire e combinare i colori in modo minuzioso. In ciò sta la differenza tra un buon risultato e uno eccellente. La tecnologia Comprehensive Colour Adjustment (CCA™ ), di serie in ciascun proiettore della Serie M, consente di regolare i singoli canali RGB dei proiettori su accostamenti cromatici uniformi in modo da ottenere immagini credibili e perfettamente armoniose. Con una semplicità che ha quasi dell’incredibile.

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It all adds up.

when it matters.

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soluzioni “conference” attiva i frontali con l’ausilio dei laterali per un sound reinforcement uniforme (con anche i sub, quando ci sono filmati). I preset sono richiamabili tramite touchscreen da incasso di RTI, collegati a una centralina di controllo 8x8 sempre RTI, posizionati uno in regia e uno nella zona bar, e che ripropongono tramite icone molto intuitive i vari scenari d’uso degli impianti. Nelle serate live, invece, è possibile avere completa flessibilità, sia nella gestione dell’impianto che delle sorgenti, per seguire al meglio ogni variabile del concerto. In questi casi il sistema fa capo a un mixer analogico Yamaha MG24 (scelto per mettere a proprio agio tutti i fonici, anche i meno abituati ai banchi digitali) sistemato nella regia creata nel palco del vecchio organo, dove si trovano anche un banco da dj e da dove si può facilmente controllare tutta la situazione.

L’area bar, con il plasma che rimanda le immagini del concerto in tempo reale

Non solo audio Il Barrocco prevede molte iniziative a sfondo musicale, ma neanche il video è stato trascurato, nella sua duplice funzione informativa e legata all’entertainment. La sala principale è dotata di un impianto di proiezione frontale che comprende uno schermo da proiezione (4 m di base, in 4:3) sistemato in area palco e un videoproiettore Sanyo PLC-XT35 LCD da 5.000 ANSI Lumen agganciato a una delle americane luci, un apparecchio di tipo professionale adatto a un uso intensivo, capace di coprire efficacemente il grande schermo e di una luminosità sufficiente anche quando l’ambiente non è perfettamente oscurato (come nelle serate disco, per esempio). L’impianto può essere usato per conferenze o proiezione di filmati, ma è stato configurato anche per offrire effetti e proiezioni in tempo reale durante le serate dedicate alla musica o al ballo: in regia si trovano un

La regia durante un concerto

presenter Edirol PR-10, apparecchio versatile e di semplice uso utile alla creazione di video scenografici a partire da immagini di repertorio o filmati, effetti grafici, tendine, dissolvenze ecc., abbinato a un mixer video Edirol V-8 che combina molteplici input provenienti da due DVD player Denon, dallo stesso PR-10 e da una telecamera Sony che riprende immagini in tempo reale degli eventi e del pubblico. I segnali della telecamera possono anche essere registrati per un uso successivo o in altri contesti. In fondo al palco, a coprire la parete, è stato installato un fondale nero avvolgibile (espressamente ottimizzato da Adeo Group), in modo da uniformare e chiudere lo spazio dedicato allo spettacolo. I punti di visualizzazione sono moltiplicati dalla presenza di tre monitor al plasma Panasonic, due dei quali sono posizionati nell’area bar principale e due presso il bar secondario, sotto una delle ex cappelle della navata centrale. Il loro montaggio ha creato qualche difficoltà, il punto ottimale per la visione non era quello più semplice per l’installazione, per via di volte e affreschi, ma alla fine è stato possibile portare una canalizzazione ad hoc per questi collegamenti. Una matrice Kramer VP-8x8A gestisce la distribuzione di tutti i segnali video ai punti di visualizzazione, dei quali si può avere esatta preview in regia. I segnali sono tutti distribuiti in risoluzione XGA, questo implica che vengano convertiti con uno scaler (sempre Kramer), anch’esso presente in regia. Gli scenari richiamabili tramite touchscreen non coinvolgono solo l’audio ma anche gli impianti video, ed è

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soluzioni

possibile così comandare in maniera semplice le varie sorgenti (a eccezione di presenter, mixer video ecc. da

Schema dell’impianto audio

gestire in manuale a cura del Vj) durante le feste o gli aperitivi, eventi durante i quali difficilmente è presente un operatore. L’effetto finale è di sicuro impatto: per esempio la sera che abbiamo visitato il Barrocco era in programmazione un concerto jazz durante il quale le pareti di fondo erano decorate da un effetto cielo stellato e da animazioni molto gradevoli mentre, benché un po’ lontani dal palco, potevamo seguire gli assoli dei musicisti e riconoscerli uno per uno, grazie alla visualizzazione in tempo reale di immagini del concerto tramite i plasma.

Entertainment e architetturale La parte dell’illuminazione è stata progettata e realizzata da fornitori diversi, ma si combina comunque benissimo con il resto delle dotazioni, sia a livello di concezione che di risultato finale. Il progetto luci è suddiviso in due impianti, uno dedicato all’illuminazione architetturale e un secondo, indipendente, dedicato all’entertainment. Anche strutturalmente si tratta di due installazioni diverse, la prima è costruita come un normale impianto elettrico di ambito civile, il secondo si potrebbe definire “volante”, ovvero ha caratteristiche di versatilità e gestione tipiche del mondo dello spettacolo, ed è strutturato con dimmer, ritorni, console luci e proiettori mobili su americane.

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soluzioni Apparecchi installati Audio

1 supporto da videoproiettore Euromet

Americana fronte palco:

8 diffusori Community CPL 42

UNIV/1100VGA

6 PAR 64 500 W lampada CP61

4 subwoofer Community CPL 51

2 schermi plasma 50“ Panasonic TH-50PH11EK

2 Pro Lighting Wash 575

2 diffusori Community Veris 8

1 schermo plasma 42” Panasonic TH-42PH11EK

2 effetti GLP H2O

2 diffusori Yamaha MSR 100

2 supporti per plasma Chief PWR2059

2 barre Blinder

5 amplificatori Yamaha XP 5000

1 supporto per plasma Euromet 05300

2 macchine fumo Martin Magnum 500

1 amplificatore Yamaha XP 3500

1 matrice Kramer VP-8x8 A

Americana centrale:

1 Presentation Mixer Biamp Nexia PM

1 scaler video con audio Kramer VP-719xl

6 testa mobile Coemar iSpot 575

1 processore Biamp Nexia SP

1 scaler video segnale composito Kramer VP-413

4 PAR 56 500 W

1 distributore audio Australian Monitor AMIS26

1 distributore Kramer VP-200XLN

1 sagomatore Martin-Mania DR1

1 equalizzatore grafico dbx 215

1 amplificatore VGA Extron P/2 DA1

2 effetti GLP Strobo

1 mixer Yamaha MG24

1 mixer video Edirol V-8

1 Martin Mania DR1

1 mixer per dj Pioneer DJM-700S

1 visual sampler Edirol PR-10

2 CD player per dj CDJ-100S

1 telecamera Sony EVI-D70P

Effetti

1 lettore e 1 registratore CD Tascam

1 videoregistratore Panasonic

2 Clay Paky Atlas

3 micorofoni Sennheiser e 835, ew 345-G2,

1 lettore DVD Denon DN-V100

1 laser Vari-lite Imothep.V 1 centrlaina GLP All in One 24 canali DMX

ew 352-G2 Luci Video

Americana retro palco:

1 schermo da proiezione Adeo 400x300 cm

6 proiettori Coemar LX Pro Spot 250

1 schermo nero avvolgibile a motore Adeo

2 laser Vari-lite Imothep.V

550x550 cm

2 blider 2,6 Kw

1 videoproiettore Sanyo PLC-XT35L

9 PAR 64 500 W lampada CP61

1 controllo laser GLP CP1 2 dimmer Botex 6 ch 2 dimmer Coemar Rack Power 6 ch Controllo 1 pannello touch-screen RTI RK-3 1 centralina di controllo RTI XP-8

Il progetto architetturale tende a sottolineare gli elementi architettonici di rilievo, offrendo al contempo un ambiente confortevole e con alcune pennellate di colore: la balconata del coro è illuminata con una serie di sorgenti fluorescenti dimmerabili, la cui luce indiretta arriva fino alle volte, alcune lampade dicroiche invece formano dei fasci verticali sulle lesene, per sottolinearne la verticalità. Ma il “tocco” che caratterizza la navata centrale sono gli otto lampadari di cristallo dell’Ottocento restaurati, recuperati e resi adatti all’uso contemporaneo con lampade dimmerabili. Anche le forme dei banconi dei bar e dei mobili sono stati valorizzati inserendo nelle loro superfici vetrate dei neon da insegna o delle strisce di LED RGB che

it www.sonitus. m www.biamp.co www.glp.de www.edirol.it www.kramer.it pa.it nyo-euro www.sa ny.it www.so non.com www.de

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illuminano i volti dei baristi, bicchieri e bottiglie, e sempre costituito da LED, ma affogati nella resina del pavimento del bar, è il percorso che accompagna idealmente gli ospiti dall’ingresso all’interno del locale. L’accensione e la gestione di questa parte dell’impianto è facilmente comandabile grazie una intuitiva interfaccia utente. L’impianto dedicato all’entertainment è invece strutturato per illuminare il palco, prevedendo alcune situazioni standard: un’americana frontale e una in fondo servono per creare un “piazzato” e punti di illuminazione speciale sul palco, una terza americana, che ospita prevalentemente proiettori a testa mobile, serve anche per le serate più movimentate; una dotazione di tutto rispetto, e anche qui la tecnologia la fa da padrone.

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serie professionale

soluzioni

Tra anquillità allo stato solido. Il nuovo FL32 di projection ndesign.

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19 w ww. pr o ject iondes ign. c om


soluzioni

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soluzioni

La facciata-immagine del Museion di Bolzano Dedicato all’arte contemporanea, già nella sua struttura esterna il Museion rende omaggio all’arte e ai linguaggi della cultura contemporanea: la facciata, completamente di vetro, di sera viene utilizzata come colossale superficie di proiezione Giuseppe Orlando

La decisione di realizzare una nuova struttura per ospitare il museo di arte moderna e contemporanea è stata a lungo dibattuta. È vero, l’impegno finanziario è notevole, ma la costruzione che ospita un museo

d’arte contemporanea deve distinguersi anche dal punto di vista architettonico. L’inserimento nel contesto cittadino sarà ottimo e Museion fungerà da polo di attrazione per la cultura contemporanea. È giusto investire in questa nuova sede, anche per offrire al pubblico interessato, agli artisti e soprattutto ai giovani un luogo dove incontrare le espressioni più moderne dell’arte, per consentire loro di crescere anche dal punto di vista culturale, visitando, osservando e capendo situazioni più vicine al loro modo di pensare. Dobbiamo vederlo come un investimento per il futuro. Guardo con piacere a Museion anche perché per la prima volta abbiamo realizzato una importante collaborazione tra ente pubblico e istituzioni private, che credo possa funzionare particolarmente bene. Spero che Museion possa divenire un punto di incontro per i cittadini di Bolzano e non solo. Che possa essere una porta aperta verso l’Europa e verso altre culture, una attrattiva per gli altri paesi, e che contribuisca a valorizzare la città di Bolzano e tutta la Provincia”. È il commento di Luis Durnwalder, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e della Regione Autonoma del Trentino-Alto Adige, che accompagna il progetto di Museion, nickname di cicladica memoria che invece sta a definire il nuovo museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano inaugurato il 24 maggio 2008 con una sede quanto mai futuristica.

Il concetto strutturale Un monumentale cubo giocato sul dialogo disinibito tra vetro e acciaio, una struttura totemica, la cui apparizione sembra

Apparecchiature installate

evocare la suggestione e lo sgomento delle scimmie davanti

2 sistemi di gestione Crestron CP2E

al monolite dell’incipit di 2001 Odissea nello spazio di Stanley

1 touchpanel wireless TPMC-10

Kubrick. Un’idea strutturale che non lascia indifferenti, sia per

23 videoproiettori projectiondesign F20 SX+ Wide

la parte architettonica che per quella tecnologica. Un cubo

12 videoproiettori projectiondesign F20 SX Ultra Wide

lungo 54, alto 25 e largo 23 metri dove le due facciate frontali

1 switcher multiformato video Extron MPS112 CS

trasparenti fungono al contempo da vetrine e da superfici per le

2 distributori SDI e videocomposito VM-20ARII

proiezioni nella città e nel paesaggio circostante.

35 trasmettitori di segnale VGA/CAT7 MTP C7T15HD RS

Progettato dagli architetti dello studio KSV (Krüger Schuberth

35 ricevitori di segnale CAT7/VGA con SEQ MTP C7RL15HD RS SEQ

Vandreike) di Berlino, Museion non vuole essere un semplice

1 PC portatile Fujitsu Siemens

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soluzioni contenitore di opere d’arte, ma piuttosto un laboratorio internazionale © Ivo Corrà

di ricerca con una vocazione all’interdisciplinarità, che pone al centro del suo sviluppo la collezione in forte relazione con le mostre temporanee. Ai piani sono collegate tra loro le aree dedicate alla didattica dell’arte (aree dei laboratori e delle manifestazioni) e alla familiarizzazione con l’arte (esposizione/biblioteca), mentre un sistema di pareti mobili permette di variare la struttura degli spazi a seconda delle necessità. Gli atelier e le sale di progettazione per gli artisti sono invece ospitati in un edificio distinto situato nella porzione nord del terreno. Nell’area tra l’atelier e il museo si trova il parco museale, che per entrambi gli edifici funge da spazio espositivo e luogo d’azione. Una delle sale di Museion; in alto due F20 projectiondesign per una opera video

L’effetto plastico della costruzione del nuovo museo è dato dal contrasto tra l’involucro metallico, chiuso e massiccio, che riveste pareti laterali e tetto, e la forma a imbuto della facciata d’entrata, che è in vetro. Oltre all’intento di creare un’entrata trasparente inconfondibile, che servisse anche da vetrina, la facciata riveste funzioni tecniche importanti: interamente di vetro e costruttivamente indipendente, integra delle lamelle mobili, anch’esse in vetro, grazie alle quali è possibile regolare l’entrata della luce solare e quindi creare un ambiente espositivo ottimale, adattabile al carattere della mostra. Uno screen sul lato interno della facciata permette l’oscuramento dei livelli espositivi.

Il concetto tecnologico L’ingresso di Museion, sono visibili le lamelle in vetro che

L’idea stessa di rappresentare l’arte moderna non poteva non

permettono di fare della facciata una superficie per proiezione

contemplare le opere realizzate attraverso il video, e la facciata di Museion presenta l’arte contemporanea che utilizza i nuovi media in una forma e dimensione uniche e insolite. I video trasformano la facciata in uno schermo che offre al passante una versione inconsueta del nuovo museo, e il suo lato notturno dalle 22.30 a mezzanotte e mezzo offre a un pubblico volontario e involontario uno spettacolo eccezionale che fa vivere la città anche di notte. Al calare della sera le lamelle in vetro traslucide diventano una superficie per proiezioni, grazie a 35 proiettori fissati a blocchi di quattro posti sul soffitto dei diversi piani. A una prima valutazione il progetto può sembrare semplice, e concettualmente lo è, considerando che si tratta “solo” di proiettare immagini e video su una vetrata. Il fatto che la superficie sia alta quattro piani e larga quasi altrettanto in realtà rende tutto più complicato, soprattutto quando il numero di proiettori coinvolti è

Il plastico del Museion

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così elevato e si rende quindi necessario garantire uniformità nella

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soluzioni

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soluzioni proiezione con un livello qualitativo di prim’ordine. Ma anche il sistema di gestione è cosa non da poco: l’immagine finale della proiezione viene infatti spezzettata in fase di produzione, e ogni porzione proiettata da uno dei proiettori utilizzati, quindi è necessaria una elevata capacità di trattamento dei file, che non molti software sono in grado di gestire. L’azienda che ha realizzato il progetto è 3P di Bolzano, il titolare Christian Pieretto ci ha raccontato che è stata una scelta inizialmente non facile, diventata poi una condicio sine qua non in base alle caratteristiche tecniche che si richiedevano. La scelta dei proiettori è caduta sull’F20 di projectiondesign, una macchina con tecnologia DLP da 3.000 ANSI lumen e risoluzione SXGA+ che ha capacità di impiego 24/7 con interventi di manutenzione programmabili.

www.trepi.it .it www.museion

m ctiondesign.co

www.proje

Per gestire gli F20 è stato utilizzato un sistema Crestron che, attraverso un controller wireless TPM10, dà la possibilità agli operatori di verificare lo stato di ogni macchina ma anche di controllare e gestire alcuni proiettori installati in altri punti delle sale, che servono per proiezioni “tradizionali”. Il sistema di gestione delle proiezioni è affidato al software Watchout di Dataton, che supervisiona la rete dei PC a cui sono collegati gli F20.

Watchout di Dataton È un software per la programmazione di presentazioni basate su digital media quali immagini, suoni e video, dove il programma applica automaticamente una dissolvenza sfumata alle parti sovrapposte delle singole proiezioni facendole sembrare una immagine unica. Il software combina più proiettori, o altri dispositivi di visualizzazione, attraverso computer e tecnologie di rete per creare presentazioni di qualsiasi dimensione. Il computer di produzione utilizza un’interfaccia di tipo timeline per costruire lo spettacolo, distribuendo poi i file multimediali attraverso la rete ai computer che gestiscono ogni singola risorsa video per l’esecuzione dello spettacolo. La presentazione Watchout è

Una schermata di Watchout

completamente scalabile a qualsiasi dimensione, e non crea nessun limite al numero di schermi e alla loro modalità, che può essere un mix di landscape e portrait insieme. Basta trascinare l’immagine o file video direttamente alla posizione desiderata nella finestra di stage per avere immediatamente la distribuzione sul singolo PC o cluster di PC coinvolti. Il programma fonde automaticamente i bordi dei singoli file per formare grandi superfici di immagini senza soluzione di continuità e gestisce la trasparenza (canale alfa) sia per le immagini fisse che per i video. Con la stessa modalità Watchout gestisce anche l’audio, ed è sufficiente trascinare il clip audio per posizionarlo sotto l’evento video, in una modalità simile ai programmi di montaggio video e altre applicazioni di compositing come Adobe After Effects. I formati supportati sono quelli più comuni come Photoshop, JPEG, BMP, PNG, PICT, Targa, TIFF, MPEG-1, MPEG-2, DV, QuickTime, AVI, AIFF e WAV. www.dataton.com Distribuito in italia da Av Comm-Tec, www.avcomm-tec.it

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soluzioni

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soluzioni

Digital signage per club e bar L’esperienza della rete ON nei Paesi Bassi La Club and Bar TV di ON è una rete di digital signage che si è sviluppata con l’obiettivo di creare una piattaforma multimediale pubblicitaria e di intrattenimento, pensata per un pubblico giovane. Le caratteristiche principali sono una struttura tecnica affidabile, e contenuti innovativi e di qualità, associati a un solido modello di business A cura della Redazione

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soluzioni

L

a convergenza delle piattaforme di comunicazione digitale è sempre più vicina, anche in virtù dei continui sviluppi tecnologici intrapresi da consumatori e utenti aziendali nel settore di Internet e dei dispositivi

mobili. Tutto ciò è possibile soprattutto grazie alla disponibilità generalizzata di infrastrutture di comunicazione a banda larga molto veloci e alla conseguente riduzione dei costi di installazione e di accesso alla rete per i consumatori finali. I Paesi Bassi sono un esempio ideale di paese dotato dei requisiti necessari per stimolare e incoraggiare un incremento nell’uso delle tecnologie di comunicazione digitale. L’olandese ON BV punta proprio all’integrazione tra le piattaforme di comunicazione digitale (ad esempio Internet, dispositivi mobili e narrowcasting) nel settore alberghiero e dell’intrattenimento. Il mercato dell’azienda è costituito principalmente da hotel, ristoranti e caffè (da cui l’acronimo HORECA utilizzato per definirlo), e il 95% del suo pubblico di riferimento ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Il modello di business Il modello di business dell’azienda è focalizzato principalmente sul conseguimento di profitti attraverso campagne pubblicitarie effettuate sia dai principali marchi internazionali che da pubblicitari che operano all’interno dei Paesi Bassi a livello nazionale o regionale. La rete, composta da circa 1.500 schermi in città piccole e grandi, oggi è presente in oltre 500 sedi in tutti i Paesi Bassi e conta 3 milioni di spettatori al mese, controllando così più del 25% di tutti i club e bar più importanti considerati da ON come mercato potenziale totale; i bar possono avere dimensioni anche molto diverse, ma il locale medio misura tra

Statistiche e ritorni d’investimento

i 200 e i 300 mq e ha due o tre schermi, per quanto i grandi club ne possano avere

Per dimostrare il ritorno dell’investimento

fino a 20.

delle campagne pubblicitarie trasmesse

La rete ON utilizza esclusivamente monitor Sony (LCD e al plasma) di varie

sulla sua rete, ON offre ricerche su misura

dimensioni e, dato che la maggior parte delle sedi ON è aperta per 15-20 ore al

avvalendosi della collaborazione di De

giorno, è stata scelta la gamma professionale per garantire l’affidabilità necessaria

Vos & Jansen. La ricerca di mercato

ed evitare un peggioramento della qualità e delle prestazioni. L’ubicazione degli

prevede principalmente: la raccolta di

schermi è molto importante: scegliere le aree di maggior transito significa permette

dati qualitativi e quantitativi sull’efficacia

ai proprietari dei locali di ottimizzare l’esperienza dei clienti e di soddisfare allo

della campagna; la presentazione delle

stesso tempo le esigenze commerciali della rete di digital signage.

informazioni in un formato simile a quello

I contenuti della rete ON Pur rimanendo proprietaria di tutte le apparecchiature installate nei locali, ON autorizza ciascuna sede ad avere una certa “influenza locale” sui contenuti multimediali che vi saranno distribuiti. All’atto pratico questo significa che, per ogni ora, i proprietari hanno a disposizione il 20% del tempo per trasmettere i propri messaggi (informazioni su eventi passati o futuri che si sono tenuti nel locale, presentazioni personalizzate e immagini in real time del pubblico…). ON considera questo aspetto molto importante per aumentare il livello di interesse e partecipazione dei proprietari dei locali, e per questo fornisce loro una serie di template e di strumenti per realizzare e aggiornare i propri contenuti personalizzati. Il restante 80% dell’ora è dedicato ai vari canali muti di ON e alla trasmissione dei contenuti pubblicitari (fino al 50%), provenienti anche da marchi internazionali come Dubbel Frisss, Rivella, Bacardi, Pepsi, North Sails Clothing, LG Electronics

utilizzato per le ricerche della televisione tradizionale, in modo che il centro media e il proprietario del marchio possano capirne e interpretarne facilmente i risultati; l’organizzazione di attività di “post-vendita”, in cui ON incontra il centro media e il proprietario del marchio per esaminare i risultati e le prestazioni confrontandoli con quelli di altre campagne trasmesse da ON. Un modo di procedere importante per ON, al fine di costruire rapporti solidi con i propri clienti. www.devosjansen.nl

e Sony Ericsson. Il rapporto con i proprietari dei marchi è spesso gestito dai centri

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soluzioni media, incaricati dell’organizzazione e della distribuzione delle campagne pubblicitarie: generalmente la rete ON può puntare al budget dei marchi principali destinato alle campagne pubblicitarie sperimentali, tuttavia stanno diventando accessibili anche i budget convenzionali grazie all’affermazione crescente della piattaforma digitale tra i centri media e i proprietari dei marchi. La creazione, la gestione e la distribuzione dei contenuti sono attività fondamentali nella rete ON: per la loro realizzazione l’azienda collabora con diversi partner tra artisti e designer. Al momento una delle sfide principali riguarda la possibilità di distribuire contenuti in Alta Definizione attraverso un browser Web, dato che si registra la tendenza a utilizzare schermi sempre più grandi dotati della tecnologia wireless, a patto però di un’ottimizzazione dei costi d’accesso e dell’affidabilità della tecnologia wireless a banda larga (i costi di una rete UMTS sono di circa 80 euro al mese per ogni schermo). ON sta inoltre lavorando a progetti di miglioramento della rete, che prevedono ad esempio l’affiancamento dell’audio (già disponibile in molte sedi) ai contenuti esistenti, ed è inoltre impegnata in iniziative volte ad ampliare le capacità multimediali dell’azienda. Ad esempio ON sta cercando di stabilire rapporti con diverse comunità virtuali e di social networking: la rete potrà così attirare un volume di traffico maggiore grazie alla forza dei rapporti e dei legami tra le comunità virtuali.

Investimenti e ROI L’azienda ha dedicato un’attenzione particolare alla valutazione dell’efficacia della sua rete di digital signage sia in termini di ritorni per i propri azionisti che in relazione ai proprietari dei marchi che hanno utilizzato la rete ON per le campagne pubblicitarie. Dal punto di vista qualitativo, l’azienda si è affermata come leader nell’utilizzo creativo del sistema di digital signage. Oltre ad aver creato una piattaforma per gli artisti, ON collabora anche con altri

Voce agli artisti in rete Per l’acquisizione dei contenuti (o “tracce”, secondo la terminologia utilizzata dall’azienda), ON ha sviluppato una piattaforma grazie alla quale gli artisti possono far conoscere il proprio lavoro. Chi desidera servirsene, crea una traccia della durata di 150 secondi circa e la invia a ON; se soddisfa i requisiti di selezione dell’azienda, viene trasmessa sul network. Questo approccio permette a ON di acquisire tracce di grande qualità a un costo vantaggioso e di dare voce ai giovani artisti.

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partner per la creazione di contenuti con l’obiettivo di costruire diversi canali di intrattenimento muti e campagne multimediali innovative che combinano Internet, i dispositivi mobili e la piattaforma di digital signage. Tuttavia, per raggiungere i successi attuali, ON ha dovuto affrontare sfide importanti, come un alto tasso di abbandono all’interno del settore HORECA, la difficoltà nel convincere i proprietari dei marchi e i centri media dei benefici offerti dalla piattaforma di digital signage, infine i costi elevati per l’installazione della rete. Per contrastare gli abbandoni, l’azienda applica già di partenza


soluzioni

.

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soluzioni

I conti in tasca L’installazione della rete ON ha richiesto spese di capitale (CAPEX) e spese operative (OPEX) ingenti, cui si è potuto far fronte grazie agli investitori di ON, tra i quali New Business Generation Holding e Heineken. Il modello di finanziamento della rete è basato su investimenti anticipati di ON pari al 100% per ogni sede (le CAPEX per una sede tipo dotata di due monitor sono pari a 4.500 euro circa), e su OPEX di rete associate e periodiche, tra cui i servizi di abbonamento alla banda larga (50 euro al mese) e servizi di assistenza alla rete (55 euro al mese). In questo modo è stato possibile costruire una rete di dimensione e portata ragionevole in un periodo di tempo relativamente breve. A compensazione dell’investimento di ON, i proprietari dei locali corrispondono una quota mensile compresa tra i 100 e i 700 euro (la quota media è di 150 euro al mese), ma la fonte di reddito principale è rappresentata dai messaggi pubblicitari trasmessi, non condivisi con i proprietari dei locali. Complessivamente in questo modo ON riesce a mantenere un controllo significativo sulla rete e a garantire ai pubblicitari l’efficacia della rete (compresa la qualità del servizio), dato che ad esempio i proprietari dei locali non possono passare ai contenuti della televisione normale. Il costo di una campagna pubblicitaria può variare e dipende dal grado di complessità associato alla sua creazione, esecuzione e durata (in media dalle quattro alle otto settimane) e si aggira di listino intorno ai 24.000 euro al mese.

una selezione dei locali, abbinata a un incessante reperimento di nuove sedi potenziali per la sua rete, ma è la dimostrazione del ritorno dell’investimento la sfida fondamentale, come spiegato dal Direttore delle Operazioni di ON: il mercato pubblicitario per il digital signage è decollato piuttosto lentamente, per cui il tempo di ritorno dell’investimento sarà più lungo di quanto inizialmente previsto. Ritardo dovuto al fatto che il digital signage deve provare tutto ciò che invece non è necessario ribadire per le campagne pubblicitarie televisive, dato che la TV ha già abbondantemente testato e accettato gli standard industriali per la misurazione dell’efficacia della piattaforma, inoltre una campagna televisiva può attirare finanziamenti superiori al valore di una campagna di digital signage. Di conseguenza i centri media tendono in genere a concentrarsi ancora sulla televisione, dato che la ricompensa finanziaria è maggiore e che attualmente la distribuzione di una campagna di digital signage richiede sforzi notevoli. Per affrontare questa sfida, ON sta sviluppando approcci innovativi che permettano ai proprietari dei marchi di trasmettere i loro messaggi in modo più interattivo e dinamico, oltre a evidenziare che secondo i dati la copertura della rete raggiunge i tre milioni di spettatori al mese. Inoltre ON offre per ogni campagna trasmessa una valutazione a più livelli, dal conteggio tramite telecamera degli occhi rivolti verso lo schermo, a sondaggi on line e interviste. I parametri utilizzati utilizz sono analoghi a quelli impiegati per la televisione, in modo da consentire ai proprietari dei telev marchi e ai centri media una rapida comprensione mar on.nl .thisis w w w .sony www

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delle de informazioni. Informazioni tratte da uno studio a cura di Sony. In


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vox technologica

Tutto sulle LIM Lavagne Interattive Multimediali In Italia gli istituti che le impiegano sono oltre 3.000. Adesso però, con il piano della “scuola digitale” promosso dal ministro Gelmini, il loro numero è destinato ad aumentare sensibilmente. Ecco che cosa sono e come funzionano. E i docenti dovranno trasformare la preparazione delle lezioni in “sceneggiature” Carlo Solarino

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vox technologica

L

e lavagne interattive multimediali, o LIM, rappresentano lo stadio più evoluto delle lavagne digitali che, dalla loro nascita a oggi, hanno conosciuto tre fasi con altrettante tipologie di prodotti: le Copy Board, le White

Board e le vere LIM. Realizzate con rullo di plastica trasparente ad avvolgimento automatico, sul quale scrivere con pennarelli tradizionali, le Copy Board assicurano la memorizzazione delle pagine via via scritte tramite scansione, al pari di quanto avviene con un normale scanner per immagini o foto. Più evolute di esse le White Board, realizzate con appositi laminati (a base di vetro, ceramica, resine o porcellane) su cui apporre le scritte, effettuano direttamente le memorizzazioni tramite interazione tra l’apposita penna digitale e una griglia a raggi infrarossi o elettromagnetici apposta sui bordi della stessa lavagna, che intercetta le posizioni occupate dalla penna. Le scritte vengono sempre eseguite tramite pennarello tradizionale, a sua volta

Il Piano Gelmini: in due anni, 24.000

incapsulato in una penna digitale. L’intera pagina, una volta memorizzata, viene

lavagne interattive multimediali

ripulita col cancellino lasciando spazio alla pagina successiva e così via. In entrambi i casi le pagine danno origine a file che, riportati a computer, possono essere comunque trattati per stampa, inoltro in e-mail, riporto sui monitor degli allievi (nelle aule multimediali) e così via. Le vere LIM infine, che qui approfondiamo, oltre a consentire la memorizzazione delle pagine, una volta sincronizzate a un videoproiettore consentono funzioni più evolute, tra le quali per esempio l’acquisizione e la riproduzione di immagini fisse o in movimento, figure o testi da sorgenti esterne, dando vita a vere lezioni multimediali. Sono costituite da tre elementi che, oltre alla lavagna interattiva, prevedono un computer dotato di software adeguato e un videoproiettore spesso ottimizzato per proiezioni a distanza ridotta. Tra le sorgenti esterne figurano tipicamente personal computer, siti Web, indirizzi di posta elettronica e così via: in sostanza, qualsiasi dispositivo o soluzione capace di generare informazioni digitali in formato standard. L’attenzione delle scuole, come espresso anche dal Piano Gelmini, è per lo più rivolta a queste ultime, ovvero alle LIM, anche se non è fuori luogo sottolineare che, a patto di ricorrere ad adeguati software e dispositivi di interfaccia, è possibile migrare dalle White Board alle LIM integrandole al videoproiettore. Quantomeno con il vantaggio di dilazionare le spese. Ancora in termini generali, entrambi i tipi di lavagna richiedono il supporto di un computer in esse integrato (lavagna con PC “embedded”) oppure, come di solito succede, separato e connesso via RS-232 o USB. In entrambi i casi il funzionamento è analogo, con possibilità di tracciare scritte o disegni, di memorizzare tali informazioni nella memoria del computer, di cancellare le grafiche sviluppate per passare alla pagina successiva e così di seguito per le nuove pagine.

La “Scuola Digitale” è uno degli ultimi di una serie di importanti provvedimenti messi in campo dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, per diffondere le nuove tecnologie in classe. L’obiettivo da raggiungere è di innovare la scuola attraverso strumenti e metodi didattici, che rispondano alle vere esigenze degli studenti e alle sfide della società del futuro. Il Piano d’intervento prevede in particolare una consistente introduzione di Lavagne Interattive Multimediali (LIM) di cui infatti, a partire dal prossimo anno scolastico 2009-2010, ne saranno installate 16.000 in altrettante classi della scuola secondaria di primo grado (la nostra ex scuola media). Nel piano saranno coinvolti 50.000 insegnanti in appropriati percorsi di formazione, per una ricaduta su oltre 350.000 studenti. Nell’anno scolastico successivo 2010-2011, il piano si estenderà alla scuola secondaria di secondo grado e alla scuola primaria (le elementari), dove saranno distribuite 8.000 LIM e coinvolti circa 25.000 insegnanti. In definitiva, nel giro di un paio d’anni

Tra antico e moderno

entreranno sul nostro mercato 24.000 LIM,

Prima ancora di entrare nei dettagli funzionali e costruttivi, vogliamo evidenziare

smovendo un giro d’affari di tutto rispetto

che le lavagne interattive ereditano, dalla vecchia lavagna a gessi e cancellino,

nell’ambito della comunicazione multimediale

tutte le regole sulla costruzione del percorso didattico e sui ritmi espositivi da

professionale.

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vox technologica adattare a quelli dell’apprendimento. In altre parole, una serie di slide in Power Point, pur ideali per presentation congressuali, non rispondono alle esigenze delle spiegazioni e illustrazioni progressive e in crescendo, tipiche delle lezioni in aula. Nel pieno rispetto dunque della tradizione didattica – e al di là del nuovo grado d’automazione e della maggiore pulizia con l’abolizione delle polveri dei gessi – esse preservano la “memoria storica” dell’intera lezione, con tutte le pagine memorizzate e con il vissuto di un’intera ora di lezione, non più buttato via dal semplice gesto del cancellino. E le stesse pagine, una volta memorizzate, restano a disposizione per richiami in classe ma, soprattutto, per inoltro in e-mail agli allievi a supporto dei loro appunti, oppure come aggiornamento per quelli assenti. Le stesse pagine inoltre, supponendo che la scuola disponga di un sito Internet adeguato, saranno sempre disponibili per successive consultazioni via Web. Le LIM in particolare offrono l’opportunità di arricchimenti fotografici o anche documentaristici in precedenza selezionati dall’insegnante. Un altro aspetto riguarda l’audio – le lavagne il più delle volte dispongono di un sistema d’altoparlanti integrati – sia per brani d’autore nelle lezioni di musica, sia per corrette dizioni di lingue straniere. Insomma, un habitat didattico che, nel pieno rispetto della migliore tradizione, offre nuove e aggiornate potenzialità di comunicazione e suggestione.

I touch screen interattivi Pur con diverse soluzioni in relazione ai vari costruttori, le lavagne interattive si basano su un touch screen delle dimensioni analoghe alle lavagne tradizionali. Le tecnologie touch sono svariate: resistive, capacitive, ottiche a infrarosso, al laser o a ultrasuoni, analogamente a quanto avviene con i touch screen interattivi (si veda il precedente numero di Connessioni, che ne riporta un approfondimento sul digital signage interattivo). A seconda della tecnologia impiegata, può essere necessario usare degli appositi pennarelli digitali connessi con la lavagna, oppure interagire a pressione tramite un qualunque oggetto, o semplicemente con le dita. Con questa struttura, il funzionamento delle LIM è il seguente: il docente traccia gli elementi della lezione sulla lavagna la cui superficie, sensibile al tocco, inoltra i relativi impulsi al computer, il quale a sua volta li rimbalza al videoproiettore col risultato di generare le immagini. Tutta l’operazione avviene naturalmente in tempo reale, senza alcun ritardo tra la scrittura virtuale e la generazione dei simboli. Un po’ più articolato è il discorso sui pennarelli, che possono essere attivi (con alimentazione interna oppure ricevuta da computer ed emissione di segnali) oppure passivi (delle semplici punte). Nel primo caso si possono

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vox technologica

generare scritte di vari colori, spessori, conformazioni (linea continua, tratteggio, ecc.) con comandi presenti sullo stesso supporto. Nel

Esempi di soluzioni integrate

secondo caso, le possibili scelte provengono da comandi attivati sulla

schermo-videoproiettore

lavagna.

Alcuni costruttori propongono soluzioni integrate e

Sia le White Board che le LIM dispongono naturalmente di adeguato

pronte per l’uso di lavagne interattive. Due esempi

software di gestione delle pagine. Le White Board in versione entry level,

sono la Smart Board 685ix di Smart Technologies

in particolare, possono ricorrere a soluzioni in firmware con semplici

e il Digital Wall Display di 3M.

comandi (memorizza, cancella, prepara nuova pagina, richiama pagine

La Smart Board 685ix è costituita dalla lavagna

precedenti, ecc.) basati su pulsanti a pressione inseriti nel bordo della

interattiva SMART Board 685 e dal proiettore UX60

stessa lavagna. Più articolato è invece il software delle LIM, presente nel

montato a muro direttamente sopra la lavagna

computer di riferimento e aggiornabile come le nuove release di qualsiasi

a una distanza di soli 41 cm. La sua posizione,

altro programma.

sovrastante e ravvicinata, porta praticamente a

Tra le principali funzioni di un tool per LIM, con gestione tramite barra

zero la possibilità di generare le ombre da parte

dei comandi, figurano l’impostazione delle grafiche (scelta del colore,

del docente. La dimensione dello schermo è

spessore e aspetto delle scritte, cancellazioni, ecc.), l’archiviazione

di circa 2 metri in larghezza per 1,25 in altezza

della pagina ultimata, il richiamo di pagine precedenti, l’accesso a fonti

con formato 16:10 e risoluzione WXGA pari a

esterne (chiavette USB, CD, ecc.), la connessione a computer esterni

1.280x800 pixel. La lampada, con emissione di

(per esempio, il notebook dello stesso docente) per acquisizione di foto o

2.000 Lumen, offre funzionamento di 3.000 ore in

grafici, la possibilità di sovra scritture su immagini acquisite, connessioni

modalità standard e 4.000 in modalità economica.

a Web e a posta elettronica per ricezione e inoltro di messaggi.

Non sono richiesti interventi di pulizia dei filtri.

Il fattore videoproiettore

Il Digital Wall Display di 3M presenta invece

Il videoproiettore è un elemento fondamentale della lavagna interattiva: potenzialmente potrebbe essere usato quello già appeso al soffitto dell’aula, tuttavia è opportuno tener presente che le reciproche posizioni della lavagna e del videoproiettore sono alquanto critiche, considerato che i due dispositivi devono venire correttamente traguardati; inoltre, l’ombra del docente si può facilmente proiettare sullo schermo introducendo un fattore di disturbo. Per evitare tutto ciò e fornire un prodotto già ottimizzato e pronto all’uso (bisognerebbe approntare

il videoproiettore già integrato nella parte superiore della lavagna, montato su un supporto con apertura a battente. La dimensione dello schermo è di 120x90 cm circa, con formato 4:3 e definizione XGA con 1.024x768 pixel. Anche in questo caso vengono evitate le ombre del docente. Entrambi i proiettori operano in tecnologia DLP e integrano coppie di casse audio.

lo schermo adatto, definire l’interattività, collegare il computer ecc.) i

www.smarttech.com

costruttori tendono dunque a proporre soluzioni complete e integrate

www.3m.com

lavagna-videoproiettore-PC. Nelle soluzioni chiavi in mano il videoproiettore, fissato a muro oppure integrato nella stessa struttura della lavagna, si viene a trovare in posizione sovrastante e molto ravvicinata rispetto al piano della stessa lavagna. Una soluzione che previene la creazione delle ombre del docente, ma richiede allo stesso proiettore un’accentuata “correzione trapezio”, per evitare deformazioni di proiezione derivanti dalla collocazione fortemente decentrata. Un’altra rilevante caratteristica del proiettore riguarda il rapporto d’aspetto e la definizione della sua immagine. Per il rapporto d’aspetto, anziché al formato 4:3, è opportuno orientarsi a quello panoramico (16:9, Wide, Plus o similari) che meglio approssimano l’aspetto rettangolare delle classiche lavagne da scuola. Per la definizione, gli attuali valori si attengono allo standard XGA con 1.024x786 pixel ovvero, in formato panoramico, WXGA con 1.280x768.

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vox technologica In termini di tecnologia di proiezione, i costruttori hanno tendenza a ricorrere ai sistemi in DLP che, considerata la breve distanza di proiezione, non presentano il “disturbo di reticolo” che si può invece talvolta manifestare su quelli a LCD a pannello singolo (disturbo derivante dalla

cuola-digitale/ www.indire.it/s lavagna tale.cefriel.it http://scuoladigi

pur sottilissima griglia della matrice dei contatti) e non richiede la pulizia di alcun filtro, con manutenzione pressoché nulla. Sono peraltro valide anche soluzioni in LCD ma a tre pannelli. E ancora per semplificare la manutenzione, le lampade, capaci di emissione luminosa attorno ai 2.000 Lumen, andranno scelte tra quelle con funzionamento prolungato, per una vita media di 3-4.000 ore.

I tanti accessori e la funzionalità estesa Al di là della loro struttura essenziale e basilare, le LIM si possono avvalere di un’ampia disponibilità di accessori hardware e software, per costruire e fruire le lezioni con modalità sempre più evolute.

Tablet di gestione remota Anziché obbligare il docente a restare in piedi davanti allo schermo per l’intera durata delle lezioni, questo dispositivo, che consiste in un touch screen di dimensioni limitate e connesso alla LIM via cavo o in wireless, consente di sviluppare schemi o disegni restando seduti in cattedra. Si usa scrivendo direttamente sul display con l’apposita penna, a sua volta connessa al tablet, con possibilità di salvare e condividere il materiale prodotto come pure di aggiungere note o appunti a lezioni precedenti ed effettuare inoltri via e-mail.

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© SMART

Lo schermo riconosce solamente gli input dalla penna con possibilità dunque di appoggiare la mano sullo schermo, secondo la naturale posizione di scrittura, senza originare disturbi d’immagine. L’inclinazione dello schermo è regolabile e i suoi tasti funzione consentono, tra l’altro, di far cambiare il colore alle scritte.

Riconoscimento al tatto Scrivere, spostare, cancellare: potrebbe essere questo lo slogan di una facility con cui è possibile, una volta tracciate le scritte a penna, spostarle dove meglio si crede con la semplice pressione delle dita, come pure cancellarle con il palmo della mano. Permane anche qui il fatto di non poter “scrivere” con le dita, ma solo di interagire con le scritte, a loro volta tracciate a penna.

Interattività con la classe Per permettere al docente di valutare in diretta il grado di apprendimento delle spiegazioni appena impartite, sono disponibili appositi kit che comprendono software di valutazione, telecomandi per gli studenti e un’interfaccia con la lavagna, per ricevere le risposte alle domande poste.

NEW TV-Tools 8.0 comunicazione semplice e intelligente

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37 JVC Professional Europe Ltd. Filiale Italiana Via Cassanese, 224 Pal. Tiepolo - 20090 Segrate (MI) T. 02 269431 - F. 02 26929361 - www.jvcpro.eu - info@jvcpro.it


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La compressione video Dai file più pesanti a quelli più leggeri, senza perdita di informazioni Nati in ambiente broadcast e grazie alle tecnologie delle telecomunicazioni, i codec sono sofisticati algoritmi di compressione e decompressione che abbattono i bitrate per rendere le immagini in ambito digitale di facile gestione e fruizione. Scegliere quello giusto per ogni applicazione significa trovare il bilanciamento tra efficienza di compressione e potenza di calcolo disponibile. Con importanti risultati anche nella video sicurezza Alberto Forchino, Carlo Solarino

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vox technologica

L

ITU e ISO

si volesse utilizzare un video non compresso con definizione standard PAL (720x576 pixel a 25

ITU (International

frame per secondo) o NTSC (720x480 a 30 fps) avremmo bisogno di una banda netta di oltre

Telecommunications Union) e

200 Mbps (Mega bit per secondo), e per registrare 60 minuti di programma avremmo bisogno

ISO (International Standards

di una capacità di memoria di circa 110 GByte. È davvero troppo! L’obiettivo principale della

Organization) sono i due enti

a sfida maggiore che deve affrontare chi si occupa di video digitale è costituita dall’enorme quantità di dati che deve essere trasmessa o immagazzinata: per esempio, se

compressione video è quindi quello di codificare il segnale usando pochi bit, mantenendo tuttavia la qualità visiva.

che principalmente si occupano dei codec video. Il primo si concentra sulle applicazioni di

Standard e tecniche di compressione

telecomunicazione e ha creato gli

I processi di compressione video sono inizialmente nati in ambiente televisivo per venire poi

standard della famiglia H.26x, nati

adottati anche dall’ambiente delle telecomunicazioni, a servizio della videotelefonia fissa e mobile ma poi, più specificamente, della videoconferenza, della videosicurezza e sopratutto – come tutti sappiamo – dell’inoltro dei filmati via Web. Attualmente le organizzazioni che

essenzialmente per la videofonia. La seconda si concentra sulle applicazioni “prosumer” e ha definito gli standard della famiglia MPEG.

si occupano dei codec (codifica e decodifica) di compressione sono due (vedi box): ISO

Talvolta queste due organizzazioni

(International Standards Organization) e ITU (International Telecommunications Union). Il

lavorano insieme come nel caso

principio essenziale della compressione prevede l’eliminazione di informazioni ripetitive e

del JVT (Joint Video Team) che ha

ridondanti: tale principio viene applicato sia all’interno dei singoli frame, dando origine alla

definito il codec H.264 (per la ITU)

Compressione spaziale, sia all’interno delle sequenze dei frame, per la Compressione temporale. Le tecniche di compressione video, a loro volta, possono essere suddivise in lossless, dove la compressione è un processo perfettamente reversibile che avviene senza perdita di informazione, e lossy, dove la compressione non è reversibile ma tuttavia basata sull’eliminazione di informazioni ritenute “sacrificabili”.

chiamato anche MPEG-4 Part 10 o MPEG-4 Advanced Video Coding (AVC), il cui nome ufficiale è ISO/IEC 14496-10. www.itu.int/net www.iso.org

La compressione spaziale Per la compressione sono state messe a punto tecniche che sfruttano alcune caratteristiche intrinseche del video stesso, in combinazione con quelle della visione umana: ad esempio è possibile comprimere un segnale video eliminando gli aspetti ridondanti e mantenendo solo le informazioni effettivamente utili. Si può così dimostrare, ed è peraltro statisticamente intuibile, che pixel adiacenti o tra loro vicini, all’interno di una stessa immagine, presentano caratteristiche molto simili per quel che riguarda il colore e la luminosità. Per analizzare tali caratteristiche è consuetudine organizzare ogni singolo frame in blocchi e macroblocchi: ogni macroblocco

La cronologia degli standard di

contiene quattro blocchi 8x8 di luminanza e due blocchi 8x8 di crominanza.

compressione video

L’analisi quindi del contenuto di tali blocchi (in sostanza, la mappatura in 0 e 1 delle informazioni) porterà all’eliminazione dei pixel ripetuti. È questa la codifica spaziale nota anche come Codifica Intra-frame, che si occupa appunto di rimuovere le ripetitività, ovvero ridondanze all’interno dello stesso fotogramma. Gli algoritmi della compressione spaziale sono alla base del ben noto standard di compressione d’immagine JPEG, Joint Photographer Expert Group, che diventa

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vox technologica più propriamente M-JPEG, Motion-JPEG, una volta applicato a immagini televisive basate su scansioni interlacciate.

La compressione temporale In questo caso si tratta di valutare la correlazione non più tra i pixel dello stesso fotogramma, ma tra i pixel dei fotogrammi in sequenza. Un fotogramma e i due vicini (il precedente e quello successivo) spesso risultano quasi identici, fatta eccezione per le situazioni con cambi di scena. L’analisi e l’eliminazione dei pixel ripetitivi viene detta, in questo caso, Codifica Inter-frame. La procedura, alquanto complessa, viene eseguita sfruttando le tecniche della Motion Estimation e della Motion Compensation. Nella ME l’encoder individua tra i fotogrammi adiacenti (precedenti e seguenti) i Organizzazione dell’immagine PAL in blocchi da 8x8 pixel, per la

blocchi tra loro più simili (se non uguali), associando loro un “vettore di moto” dato dalla differenze spaziali tra i blocchi interessati. Associando

compressione M-JPEG.

al blocco originario il vettore movimento si crea la MC, con cui costruire il frame successivo in modalità virtuale, il cui “peso” sarà molto inferiore a quello del frame reale (il nuovo blocco è costituito da un numero decisamente inferiore di dati). La compressione temporale, che include anche la precedente compressione spaziale, dà origine agli standard della famiglia MPEG. Essi prevedono, in particolare, la classificazione dei frame in tre tipi: I, B, P. •

I-Frame (Intra-Frame o Key-Frame), è quello reale di riferimento

Sequenza delle immagini in compressione temporale: immagine I (Intraframe),

compresso in M-JPEG: nel sistema PAL è scelto ogni 12 frame reali, nel

P (Predicted), B (Bidirectional). Se la B, valutata in anticipo, non coincide con la

sistema NTSC ogni 15 frame; la codifica prevede l’uso di informazioni

B, valutata a ritroso, prevale la seconda (mismatch).

presenti nello stesso fotogramma, senza rimandi alle immagini adiacenti.

Le immagini sono tratte dal libro di Carlo Solarino Video Produzione Digitale,

Vertical Editrice

informazioni acquisite in base al precedente I-Frame e ricorrendo alle

P-Frames (Predicted Frame): vengono codificati utilizzando

somiglianze in base alla Motion Estimation/Compensation. Risultano meno pesanti degli I-Frame. •

B-Frames (Bi-directional Frame): vengono codificati, anch’essi tramite Motion Estimation/Compensation, utilizzando informazioni acquisite dall’I-Frame precedente e da quello successivo. In caso di differenze tra i risultati prevale la codifica dall’I-Frame successivo (serve a eliminare errori, per esempio, su cambi di scena).

I principali standard Dopo aver esposto i principi su cui poggiano gli standard della compressione video, vediamo ora una rapida rassegna, anche cronologica.

H.261 Creato in ambito ITU e pensato soprattutto per videoconferenza e videosorveglianza, H.261 è stato il primo standard di compressione, ottimizzato inoltre per reti ISDN (Integrated Service Digital Network). Prevede definizione d’immagine per un quarto di frame con 352x288 pixel, un formato noto come CIF, Common Intermediate Format, e per un sedicesimo di frame con 176x144 pixel, con formato noto come QCIF o Quarter

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vox technologica

CIF. Opera su codifica dei soli frame I e P. La banda passante è compresa tra 2 Mbps e di 40 Kbps, alla portata dunque anche dei comuni (e vecchi) modem da 56 Kbps.

MPEG-1 Nato per rispondere alla necessità di memorizzare filmati su compact disc, l’MPEG-1 è stato definito nel 1992, e utilizza un bitrate costante di 1,15 Mbps per il video e dai 384 ai 96 Kbps per l’audio (la ben nota

Compressione di singola immagine

compressione MP3). Il video è codificato in formato CIF (352x288); l’obiettivo era raggiungere una qualità

M-JPEG: il suo peso deriva solo dai

video analoga a quella del VHS.

blocchi con variazioni d’immagine.

M-JPEG

Tratto dal libro di Carlo Solarino Video

Creato nel 1993, rappresenta uno dei più diffusi standard video, usato in tutte le videocamere professionali e

Produzione Digitale, Vertical Editrice

consumer MiniDV a nastro.

MPEG-2/H.262 È stato sviluppato nel 1994 dall’MPEG- 1, con l’obiettivo di creare un formato duttile e adatto a varie applicazioni televisive. Anch’esso molto diffuso, è usato nelle trasmissioni digitali terrestri e satellitari, oltre che nei DVD. Sua caratteristica principale è la scalabilità, con possibilità di creare soluzioni di codifica e decodifica più o meno

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vox technologica Principali caratteristiche degli standard di compressione video H.261

MPEG-1

MPEG-2

H.263

MPEG-4

H.264

Picture coding type

I, P

I, P, B

I, P, B

I, P, B

I, P, B

I, P, B

Entropy Coding

VLC

VLC

VLC

VLC, SAC

VLC

UVLC, CAVLC, CABAC

MV resolution

Int. Pel

1/2 pel

1/2 pel

1/2 pel

1/2 pel

1/2 pel

Transform

8x8 DCT

8x8 DCT

8x8 DCT

8x8 DCT

8x8 DCT

4x4 e 8x8 Integer

Vector Block size

16x16

16x16

16x16, 8x8

16x16, 8x8

16x16, 8x8

16x16, 16x8, 8x16, 8x8, 8x4, 4x8, 4x4

Spatial Intra Prediction

No

No

No

No

No

Si

Formats supported

Prog.

Prog.

Prog./Intr

Prog.

Prog./Intr

Prog./Intr

Prediction Modes

Frame

Frame

Filed & Frame

Frame

Filed & Frame

Filed & Frame

De-blocking filter

In-loop

Nessuno

Post

Annex J in-loop

Post

In-loop

complesse in relazione al prodotto da realizzare. Offre anche altre utili caratteristiche: permette di trasmettere molti canali audio in parallelo, offre controllo sugli accessi al flusso di dati e affidabilità nel trasporto, utilizzando la banda larga ecc. Il bitrate complessivo (video e audio) varia da circa 1 a 10 Mbps, con valori superiori per l’alta definizione. L’MPEG-2/H.262 è utilizzato per la televisione via satellite, la televisione digitale, i DVD e la televisione in alta definizione.

H.263 È stato sviluppato sulla base dell’H.261 per una migliore qualità d’immagine con minore consumo di banda, ricorrendo a tecniche più raffinate di Motion Compensation.

MPEG-4 Sorto nella seconda metà degli anni Novanta e tutt’ora in sviluppo, prevede ad oggi dieci diverse versioni, di cui le più interessanti sono la Parte 2 e la Parte 10 o H.264. Nota come standard “convergente” tra video e telecomunicazioni, è alla base dell’inoltro dei video su Internet ma anche della videoconferenza e della videosicurezza. Usa algoritmi analoghi a quelli dell’MPEG-1 ed MPEG2 e tecniche di MC introdotte dall’H.263, ma in modo molto più efficace. In particolare il sistema riesce a distinguere i vari livelli (Layer) di un’immagine (tra sfondo e primi piani), con preziosi risparmi di peso. Tra gli altri accorgimenti ricorre alla diminuzione del numero dei frame al secondo (da 30 o 25 fino a 6 Fps, con immagini rallentate e a scatti) e alla riduzione dei formati d’immagine (a un quarto o a un sedicesimo). Il bitrate che ne emerge varia da 1,6 Mbps fino a 20 Kbps circa, del tutto compatibili, come si vede, anche con le velocità di rete più limitate. È questa, in particolare, la compressione che consente, nei sistemi di sorveglianza così come nella videoconferenza, di far apparire più immagini (anche fino a 16) su un medesimo schermo, una volta prelevate da altrettante videocamere. E i relativi segnali possono circolare su rete locale ma anche su pr rete re telefonica fissa o mobile, portando le immagini, per esempio in un sistema di videosorveglianza, dalla telecamera di casa fino allo schermo del videofonino.

itu.int

www. g iso.or www.

La Parte 10 o H.264 Denominato anche AVC, Advanced Video Coding, rappresenta uno dei più importanti sviluppi della codifica video in questi anni da parte del JVT di ITU e ISO, grazie anche alle maggiori velocità operative della componentistica di base: non dimentichiamo che tutte le operazioni di codifica e decodifica devono avvenire in tempo reale. Ha ricevuto diversi nomi nel corso della sua evoluzione

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Le soluzioni per il Digital Sign-Age

vox technologica

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vox technologica iniziata dall’ITU nel 1997 (inizialmente chiamato H.26L) ed è stato approvato congiuntamente all’ISO nel 2003. Lo standard H.264 è in grado di ridurre le dimensioni dei file video digitali di oltre l’80% rispetto al formato M-JPEG e fino al 50% rispetto all’MPEG-2 senza compromessi in termini di qualità delle immagini. È stato implementato con successo in numerosi dispositivi elettronici, come cellulari e lettori video digitali, accolto con grande entusiasmo dal pubblico e adottato anche da molti fornitori di servizi di memorizzazione online e società di telecomunicazioni. In particolare nella videosorveglianza è molto probabile che venga rapidamente adottato a rimpiazzo dell’MPEG-4 Parte 2, per applicazioni che richiedono elevate definizione MPEG-4/H.264, compressione

d’immagine (a “megapixel”) e alto numero di telecamere, per esempio in aeroporti, punti vendita, banche,

“entropica”: vengono distinti i vari

casinò. Questi sono infatti gli ambiti in cui la minore larghezza di banda e gli spazi di memorizzazione ridotti

livelli dell’immagine (primo piano

possono offrire i vantaggi più significativi.

più nitido e lo sfondo mosso) e

Con un occhio infine all’intrattenimento, non dimentichiamo l’alta definizione: i codec HD di ultima generazione

vengono trattati separatamente;

lavorano tutti in base a questo standard di compressione.

l’angolo di inclinazione della moto

La tecnologia offre ormai un’ampia possibilità di scelta tra gli standard di codifica video e le differenti

ne rivela la velocità, con una più

implementazioni di uno stesso standard per poter rispondere all’esigenza iniziale: bilanciare l’efficienza di

precisa costruzione del vettore

compressione con la potenza computazionale disponibile, ottenendo la qualità visiva necessaria alla nostra

movimento

applicazione o installazione.

Caratteristiche, applicazioni e usi consigliati degli standard di compressione Applicazione

Caratteristiche

Codec utilizzati

Sicurezza / Sorveglianza

codifiche multiple

M-JPEG, H.263, MPEG-4 SP, H.264

Videofonia, Video conferenza

basso ritardo, basso bitrate

H.261, H.263, H.264 BP

Streaming Internet

basso bitrate, decoder multiformato, management diritti d’autore

WMV, Real Video, MPEG-4 (QuickTime, DivX, Xvid)

DVD

alta qualità, accesso casuale, basso costo

MPEG-2

TV Digitale Terrestre

alta qualità

MPEG-2, H.264, AVS 1.0

TV Satellitare

alta qualità

MPEG-2, H.264 HP

Video Digitali su dispositivi portatili

bassa potenza, basso bitrate, robustezza errori

WMV, H.264

Registratori Video Digitali

alta qualità, bassa compressione, accesso casuale

WMV, MPEG-2, MPEG-4 SP, H.264

Video camere digitali

bassa potenza, basso bitrate, robustezza errori, alta qualità

DV, MPEG-2, MPEG-4 SP

Mobile streaming

bassa complessita di decodifica, basso bitrate, robustezza errori

RV, MPEG-4 SP, H.264 BP, AVS-M

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approfondimenti

Epson Multimedia Projector EB-Z8000WU Scusate il ritardo! Dopo aver primeggiato nei settori home theater ed educational, Epson ha recentemente proposto al mercato il suo primo videoproiettore destinato ad applicazioni professionali. Accanto a prestazioni adeguate a questo settore, molti gli accorgimenti che ne facilitano l’uso, la gestione, l’efficienza nel tempo Alberto Pilot

E

pson non ha bisogno di presentazioni, essendo di fatto uno fra i primi costruttori al mondo di videoproiettori in ambito home theater, educational e business; recentemente ha lanciato un paio di prodotti da affiancare

all’apprezzata serie G5000, oramai a catalogo da quasi due anni, per aumentare l’offerta di apparecchi a elevata luminosità nel settore pro, dato che le stime degli esperti parlano di questa divisione come di un mercato in crescita per i prossimi dieci anni. L’EB-Z8000WU è il primo proiettore LCD (o 3LCD che dir si voglia) al mondo dotato di matrice Widescreen Ultra

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approfondimenti

eXtended Graphics Array (nella versione con suffisso WU della sigla), ossia a risoluzione 1.920x1.200 pixel in rapporto d’aspetto 16:10, prima appannaggio solo dei DMD della Texas Instruments. Le matrici (naturalmente fatte “in casa” e quindi prossimamente vendute anche alle altre aziende del consorzio 3LCD) sono sempre le ultime D7 da circa un pollice e dotate della C2 Fine Technology; in questa risoluzione garantiscono la visualizzazione dei recenti desktop in HD, prerogativa di diverse schede video, ma anche la piena riproduzione di materiale HDTV a risoluzione 1.080p senza l’intervento di algoritmi di downscaling. Si potrebbe dunque parlare di un prodotto “X-over”, perché la risoluzione permette una grande flessibilità d’uso (large venue, pubblic display, ecc.), il parco connessioni annovera una presa HDMI 1.3 (al posto della Display Port, più “attinente” alla classe del prodotto per categoria merceologica) e, con il prossimo aggiornamento del firmware interno, offrirà anche la piena compatibilità colorimetrica a standard DCI (Digital Cinema). L’EB-Z8000 è quindi utilizzabile in ambito professionale per svariate applicazioni, dalle presentazioni che richiedano un’elevata risoluzione per i contenuti da visualizzare (anche in multi finestra, dove la risoluzione a disposizione del display quindi “non è mai troppa”), oppure per proiettare i trailer o le pubblicità in ambito cinematografico prima della visione del film, ma può essere anche il proiettore principale per piccole sale cinematografiche.

Il profilo tecnico Le specifiche tecniche crude parlano di una luminosità massima di 6.000 ANSI Lumen, grazie all’adozione di una doppia lampada da 300 W (altra primizia per Epson), di un parco lenti intercambiabili (inseribili a baionetta con innesto rapido) che coprono in pratica tutte le esigenze installative (dal grandangolo al tiro lunghissimo, dalla retroproiezione al tiro medio) e di un filtro elettrostatico e anti micro-polvere da sostituire ogni 10.000 ore di funzionamento circa (anche in funzione della qualità dell’atmosfera della sala in cui è installato). Massima la connettività con il resto dell’impianto grazie a una porta seriale RS-232 o LAN, che permette di inserire il prodotto in una rete utile, oltre a controllare le normali operazioni di utilizzo, per una sorta di tele-assistenza remota, grazie alle funzioni di autodiagnostica di cui è dotato l’apparecchio.

Isacco Petrucci (destra) e

Il raffreddamento interno del proiettore, dotato di cella di Peltier (con scambiatore a liquido), garantisce sempre

Alessandro De Pasquale

una temperatura d’esercizio ottimale che si traduce in una maggiore affidabilità del prodotto (non a caso Epson

(sinistra), che ci hanno assistito

garantisce il funzionamento delle proprie lampade per tempi superiori ai vari competitor) e in una tempistica di

in questa presa di contatto con il

spegnimento particolarmente veloce; altro aspetto importante per i possibili acquirenti è che lo EB-Z8000 viene

nuovo proiettore Epson

garantito per un utilizzo 24/7/365. Lo scafo della macchina (chassis) ha una forma particolare: è dotato di due maniglioni che ne facilitano sicuramente il trasporto, ma che permettono anche di ancorare delle staffe (fisse da soffitto o telescopiche) per consentire un’installazione “fisica” decisamente veloce e agevole (e parlando di un proiettore da oltre 22kg di peso non è un dettaglio trascurabile). Questo, unito allo shift delle ottiche sui due assi e alle funzione di zoom e fuoco (tutti motorizzati), permette di installare lo EB-Z8000 in modo decisamente agevole. Tutte le connessioni sono riunite nella parte frontale, accanto alla lente, e nascoste da un coperchio rimovibile.

Uso e potenzialità Lo EB-Z8000 dispone di un software di diagnostica e controllo particolarmente flessibile e, oltre a permettere il report di una serie di

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approfondimenti sensori interni, consente di definire da remoto tutte le funzionalità del proiettore (si potrebbe, estremizzando, comandarlo da grande distanza, nel caso fosse richiesto). Assegnando infatti un indirizzo IP al videoproiettore e inserendolo in una rete di controllo, è possibile controllare il proiettore via LAN, ma soprattutto ricevere mail o SMS di avviso in caso di malfunzionamenti (coperchio lampada aperto, filtro intasato, ecc.). Tra le funzioni che potrebbero essere erroneamente considerate “trascurabili”, un utile contatore interno che costituisce una sorta di timer di funzionamento del proiettore in modo che, nel caso di installazioni per uso rental, se sono state stabilite un tot di ore di utilizzo, trascorso questo tempo la macchina si blocca (ma è riavviabile con una password); un meccanismo che offre la massima garanzia sulla correttezza del cliente e sulla salvaguardia della propria Il parco connessioni frontale, protetto da uno sportellino avvitato, con la presenza di una presa HDMI 1.3

apparecchiatura per il noleggiatore. Sempre tra le utilissime “funzioni secondarie”, il resize del menù, per mantenere un’elevata leggibilità delle informazioni (alle elevate distanze di visione permesse dalla risoluzione e dalle ottiche, sarebbe arduo leggere qualcosa di molto piccolo), e la possibilità di “catturare” una porzione dell’immagine proiettata (per esempio il logo della società che ha venduto il proiettore) e di utilizzarla come menù di benvenuto all’accensione del proiettore; protetta da password, questa immagine funge anche da deterrente contro i furti o altre azioni non lecite, perché mantiene questa impostazione fino alla successiva modifica. Sempre in tema di esigenza di utilizzo, di grande utilità è Quick Corner, l’algoritmo interno di resizing indipendente per ognuno degli angoli (quindi più flessibile di una sola regolazione di keystone sugli assi H e V), che non presenta nessuna controindicazione a schermo anche quando utilizzato in modo massiccio. Per le

Particolare delle lenti motorizzate sostituibili,

installazioni particolari (tipicamente in musei o mostre) dove il posizionamento

dotate di innesto rapido

meccanico del proiettore sia forzatamente in posizioni difficili, ma sia sufficiente l’uso di una sola macchina, questo semplifica di molto la catena video, senza rendere necessaria l’interposizione di un processore video dedicato. Concludiamo la carrellata con l’ottima impressione ricevuta dalle ottiche Navitar installate (nell’esemplare a nostra disposizione era montato il modello ELPS04 con rapporto di tiro 1-1.61:1). Durante le operazioni di zoom-in e zoom-out mantengono l’immagine a schermo sempre al centro, senza subire micro scatti o spostamenti diagonali del quadro, tipico di ottiche un po’ meno performanti; una “chicca” è il motorino passo-passo di queste ottiche, comandabile step by step anche via LAN, che offre così la massima flessibilità di installazione nel caso si renda necessario cambiare la dimensione dell’immagine o la sua posizione rispetto allo schermo, per qualsiasi esigenza di utilizzo.

Il vano aperto per le due lampade da 300W una primizia nella

Costi e mercato

produzione del costruttore nipponico

Durante la nostra presa di contatto con questo nuovo proiettore (in vendita da fine settembre), abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere sia con

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approfondimenti

Caratteristiche tecniche Risoluzione: nativa WUXGA (3LCD – risoluzione 1.920x1.200) e

Connessioni: 1xD-Sub 15 pin (RGB), 1xD-Sub 15 pin (component),

WXGA (3LCD – risoluzione 1.280 x 800)

HDMI,1x DVI-D, 1x5 BNC, 1xRCA, 1xS-Video, RS-232, RJ-45

Luminosità: 6.000 ANSI Lumen

Monitoraggio da remoto tramite RJ-45

Contrasto: 5.000:1

Installazione in orizzontale o verticale

Filtro elettrostatico

Chassis con maniglie

Raffreddamento a liquido

Peso: 22 kg

Doppia lampada, durata 3.500 ore in modalità ECO

Dimensioni: 734x534x167 mm (PxLxA)

Sei ottiche opzionali Funzioni di shift, messa a fuoco e zoom motorizzati

Isacco Petrucci (Product management Video Projectors) che con Alessandro De Pasquale (Sales Support Specialist Video Projectors), che ci hanno introdotto alle caratteristiche del proiettore e spiegato il suo posizionamento sul mercato, sia in termini tecnici che di costi: si parla di circa 10.500 euro di listino (supponiamo Iva esclusa) senza lente installata e di circa 11.000 euro con lente standard acquistata assieme alla macchina (il solo costo dell’ottica si aggira sui 2.400 euro circa), ma per informazioni più dettagliate e precise vi rimandiamo direttamente al rivenditore di zona o alla stessa Epson.

t

son.i www.ep

Per fine anno è previsto l’arrivo di un altro videoproiettore Epson ad alta luminosità, si parla di circa 7.000 ANSI Lumen, ma di risoluzione inferiore al modello Z8000 (la WXGA da 1.280x800 pixel e aspect ratio sempre 16:10, tipica dei computer laptop), dotato però di caratteristiche diverse dall’EB-Z8000 e pensato per utilizzi nettamente differenti. Non mancheremo, in sede opportuna, di riparlarne.

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approfondimenti

T-ransformer T-Series e Ti-Series di d&b audiotechnik L’utilizzo di sistemi di amplificazione di tipo “line array” ha visto negli ultimi anni una grande espansione, grazie alla loro applicazione allargatasi a molti ambiti diversi. Rimangono però molte situazioni dove l’utilizzo di un diffusore “point source” tradizionale rimane la scelta migliore. d&b audiotechnik ha realizzato un diffusore che racchiude in un unico oggetto entrambe le soluzioni Carlo Maria Patrese

F

in dai primi progetti, d&b audiotechnik ha realizzato sistemi integrati, nei quali alla parte elettroacustica è inscindibilmente legata la parte di amplificazione e di processamento. Il concetto di “sistema” si è poi

raffinato per diventare quel che oggi è chiamato “system reality”, che include tutti i componenti, hardware e software, riferibili a ogni sistema. Questo approccio permette ai progettisti di mettere in relazione tutti gli elementi in modo da facilitare l’ottenimento della migliore prestazione del diffusore. Inoltre, tutto il delicato e

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approfondimenti

complesso lavoro di ottimizzazione viene svolto a monte da coloro che hanno concepito il sistema, per cui l’utente, volendo, dovrà solo preoccuparsi di selezionare i preset più adatti e agire su pochi altri parametri.

Gli amplificatori La quasi totalità dei diffusori del produttore tedesco, infatti, può essere pilotata esclusivamente dai due amplificatori presenti in catalogo, D6 e D12 (rispettivamente 600 W e 1.200 watt su 4 Ohm, il secondo solo per diffusori che prevedono la biamplificazione) entrambi dotati di un’estesa sezione DSP. La T-Series non fa eccezione. D6 e D12 condividono la stessa filosofia e struttura di funzionamento: il DSP interno si occupa in prima istanza dell’ottimizzazione del proprio comportamento (risposta in frequenza e protezione dell’integrità dei driver) in relazione ai diffusori collegati, tramite una serie di preset disponibili per tutti i diffusori a catalogo. Inoltre, ogni canale dispone di una unità di ritardo estesa fino a 320ms, e un equalizzatore parametrico a quattro bande. È implementato anche un sistema di rilevazione dell’impedenza delle linee collegate alle uscite del finale in modo da monitorare, tramite un processo automatico, l’integrità dei diffusori collegati e l’efficienza e la correttezza dei cablaggi. Tutte le funzioni degli amplificatori sono controllabili a distanza utilizzando le interfacce R60 o R70, che permettono di collegare la rete di amplificatori (che utilizza il protocollo CAN-BUS) a un PC dotato di porta USB o a una rete Ethernet. Un’ultima nota riguarda la conformità degli amplificatori alla normativa CEI EN 60849, che li rende utilizzabile all’interno dei sistemi per la diffusione degli annunci d’emergenza.

La T-Series Il progetto della T-Series nasce con l’obiettivo di creare un sistema per il sound reinforcement utile in una gamma di applicazioni il più possibile ampia. Infatti, ciò che contraddistingue la T10 è il fatto di racchiudere in un unico oggetto sia un modulo line array, sia

Caratteristiche tecniche

un diffusore point-source: il costruttore tedesco ha concentrato in un unico sistema diverse soluzioni tecniche, alcune derivanti dall’esperienza maturata con gli altri sistemi in catalogo e affiancate a nuove soluzioni inedite. Il T10 è un diffusore dalle dimensioni compatte, con un cabinet realizzato in materiale polimerico e dal peso contenuto in 11 kg. Per la riproduzione delle frequenze medio-basse, d&b audiotechnik ha optato per una coppia di driver al neodimio da 6,5” in configurazione dipolare, una soluzione che offre il vantaggio di un eccellente controllo della dispersione fino a frequenze (in questo caso 600 Hz) dove il solo cabinet non sarebbe efficace.

Ti-Series 2x6,5” driver con magnete al neodimio 1x4” driver ruotabile Risposta in frequenza (-5 dB standard): 68 Hz - 18 kHz Risposta in frequenza (-5 dB modalità CUT): 120 Hz - 18 kHz Pressione sonora con D6: 129 dB, con D12: 132 dB Dispersione orizzontale: 105° Imopedenza nominale: 16 ohm Connessioni: 2xNL4 (1+/1-) Misure: 470x197x 300 (LxAxP) Peso: 11 kg

L’aspetto innovativo introdotto riguarda invece il sistema per la riproduzione delle frequenze medio-alte: già nella E-Series era stata introdotta una tromba che poteva essere girata “a mano”, senza il bisogno di usare nessun tipo di attrezzo, lo stesso concetto è stato adottato anche nella T10. Il driver da 1,4” è così accoppiato a una tromba a guida d’onda ruotabile, caratterizzata da una dispersione verticale proporzionale di tipo “line source”, mentre la

T-Series Le caratteristiche tecniche si equivalgono, con le seguenti eccezioni: Pressione sonora (Line/Arc setup, 1 m, campo aperto) con D6: 129 dB, D12: 130 dB Pressione sonora (PS setup, 1 m, campo aperto) con D6: 127 dB, con D12: 130 dB

dispersione orizzontale è di 90°. Davanti alla tromba è sistemata una speciale lente acustica, integrata nella griglia metallica della cassa, che ha lo scopo di “allargare” la dispersione nativa della tromba. Questo permette al diffusore

Dispersione orizzontale, line source: 105° Dispersione orizzontale, point source: 90°x35° Connessioni: 2xEP5, opzionale 2xNL4

di comportarsi, a seconda di come viene orientata la tromba, come modulo

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approfondimenti line array, oppure come tradizionale diffusore point source, per l’utilizzo stand alone. Nel primo caso, la dispersione verticale rimane quella nativa della tromba, mentre quella orizzontale viene estesa a 105°, nel caso del diffusore point source, che prevede l’utilizzo del cabinet in posizione verticale, la dispersione orizzontale torna a essere di 90°, mentre quella verticale diventa di 35°. La pressione massima dipende dalla configurazione, e quindi dal preset che viene impostato sull’amplificatore. In caso di configurazione Point Source, la pressione massima è di 130 dB, mentre in configurazione Line Array (che prevede l’utilizzo di almeno tre moduli) la pressione sale a 132 dB. La risposta in frequenza, quando utilizzata senza subwoofer, si estende da 68 a 12 kHz (-5 dB). La separazione delle due vie del diffusore è effettuata tramite un tradizionale crossover passivo. L’impedenza è di 16 Ohm, così da permettere di collegare sino a quattro diffusori in parallelo su un singolo canale di amplificazione. Per quanto riguarda l’hardware per il rigging del sistema, d&b audiotechnik si è ispirata alle modalità introdotte sui sistemi riservati ai grandi spazi, la J-Series; l’hardware è già a bordo del cabinet e oltre ai due punti di collegamento frontali, è presente un unico aggancio posteriore per determinare l’angolo tra un modulo e l’altro. Per l’utilizzo come diffusore point source, invece, il parco accessori prevede un’ampia varietà di soluzioni per soddisfare la maggior parte delle condizioni di utilizzo. Fa parte della T-Series anche il naturale complemento della T10 per la riproduzione della parte bassa dello spettro audio, il T-SUB, un subwoofer dotato di un driver da 15” a lunga escursione in configurazione bass reflex. Con una pressione massima di 130 dB e una risposta in frequenza estesa fino a 47 Hz, è da considerarsi come un’estensione dell’headroom alle basse frequenze di un sistema composto da una o più T10. La forma del cabinet permette la perfetta integrazione del T-SUB con le T10 in diverse configurazioni: è possibile creare array “ground stacked”, dove uno o più subwoofer fungono da base per un array di T10; oppure possono essere appesi al di sopra di un array senza bisogno di hardware aggiuntivo.

Ti-Series / Installation Series Per le esigenze del mercato delle installazioni fisse, d&b audiotechnik ha realizzato una variante delle T-Series che, come tradizione, prende il nome di Ti-Series. Dalla serie standard si differenzia per dettagli di tipo estetico, e per alcune modifiche al sistema di rigging. Del sistema top sono disponibili due modelli: Ti10L e Ti10P; “L” sta per “line source”: gli spigoli frontali sono stati coperti con una piastra che prolunga i fianchi del cabinet, nascondendo l’hardware frontale, che risulta leggermente modificato. La Ti10P, invece, nasce per l’utilizzo come diffusore point source, ed è quindi priva dell’hardware per la realizzazione degli array.

Il retro del T10

I modelli di diffusori presenti nella Ti-Series, e i relativi accessori, oltre che in nero sono disponibili in tutti i colori Ral standard, oppure su colori a campione.

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approfondimenti

La versione WR (weather resistant) ha parti metalliche, altoparlanti e connessioni trattati specificamente per applicazioni outdoor.

Gli strumenti software Per il corretto dimensionamento del sistema T10/T-SUB, sia in termini di prestazioni acustiche che di sicurezza meccanica, d&b audiotechnik ha creato ArrayCalc, un tool previsionale gratuito che permette di gestire diverse aree d’ascolto e fino a cinque array. È inoltre dotato di un modulo per la previsione del comportamento della sezione subwoofer del sistema: tramite la creazione di un array lineare di subwoofer (siano essi in configurazione tradizionale, oppure cardioide), permette di simulare una disposizione semicircolare semplicemente ritardando specularmente le loro emissioni (sfruttando l’unità di ritardo presente

om

audio.c

www.db

in ogni canale di amplificazione dei D6 e D12). In questo modo, variando il ritardo in maniera progressiva tra le estremità e il centro dell’array, è possibile modificare l’ampiezza della distribuzione dell’energia alle basse frequenze, e uniformare la risposta in frequenza sull’area d’ascolto, riducendo (in base al numero e alla disposizione delle sorgenti) l’effetto del filtraggio a pettine. R1 è invece un software rivolto al monitoraggio e al controllo remoto delle funzioni integrate negli amplificatori; ha un’interfaccia completamente configurabile dall’utente, che permette di accedere alle

funzioni del singolo amplificatore, così come creare dei gruppi di finali gestibili con dei controlli comuni. È inoltre dotato di una funzione chiamata “system check”, che permette di verificare, prima e dopo ogni applicazione, l’integrità di tutti i componenti del sistema.

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approfondimenti

Sennheiser WiCOS Il sistema di nuova generazione per conferenze wireless Si installa rapidamente, si usa con estrema facilità e, grazie alla tecnologia Wi-Fi, garantisce alta qualità dell’audio, protezione da interferenze, immunità da possibili intercettazioni. Si configura su specifiche esigenze e, grazie alle sue porte di ingresso, si comporta da impianto aperto per traduzioni simultanee e annunci public address Carlo Solarino

L

a tecnologia Wi-Fi, quella che consente di connetterci a Internet in radiofrequenza, vanta solide origini sviluppate

in ambiente militare e industriale. Classificata come IEEE 802.11, serviva infatti per trasmettere messaggi criptati in zone di guerra evitando intercettazioni nemiche e in seguito, e tutt’ora, in applicazioni di logistica di magazzino, per tenere costantemente aggiornato il server centrale su consegne e prelievi dei vari colli. Un’esperienza dunque ben rodata che solo di recente – grazie anche a liberalizzazioni di ordine giuridico e amministrativo – ha trovato applicazioni su larga scala per le “Wi-Fi Zone”, le ben note aree aperte al pubblico dove navigare su Web oppure ricevere e inviare e-mail in modalità wireless. Ci è sembrato essenziale riportare questa notazione storica, a testimonianza della potenza ed efficacia di una tecnologia di trasmissione per lo più vista come soluzione di livello consumer a disposizione di autogrill, alberghi, locali pubblici e Internet Point. E difatti Sennheiser ricorre ad essa, nelle sue più recenti versioni 802.11 a/g su frequenze di 2,4 e 5 GHz, per il sistema di conferenza WiCOS, operante appunto in modalità wireless. Con questa soluzione, che si caratterizza non solo per estrema semplicità di installazione, flessibilità nelle postazioni e facilità d’impiego, priva come è della rete dei cavi, vengono così garantiti qualità dell’audio, immunità da interferenze ma anche, grazie al ricorso a segnali criptati, sicurezza nella protezione dei contenuti. Si pensi, per esempio, a un meeting in ambito bancario… “È la prima volta, nell’ambito degli impianti di conferenza wireless, che viene fatto ricorso a questa tecnologia - ci dice Andrea Gottardo, Leader Product Manager di Exhibo, società che distribuisce WiCOS in esclusiva per l’Italia – con la certezza di proporre un sistema di nuova generazione. E difatti, pur da pochissimo disponibile sul mercato, sta già ottenendo ottimi e qualificati riscontri”.

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approfondimenti

Le tre unità di riferimento Del WiCOS, Wireless COnference System, vediamo da vicino prestazioni e caratteristiche. L’intero impianto si avvale anzitutto di tre unità di riferimento: la postazione presidente o Chairman WiCOS C, la postazione relatore o Delegato WiCOS D e il nodo di rete o Access Point WiCOS AP, che assicura l’intera funzionalità del sistema. Dotate di microfono a collo di cigno e di altoparlante integrato, le unità C e D provvedono a raccogliere gli interventi in voce e ad agire da riproduttori personali, funzionalità, quest’ultima, che elimina l’esigenza di sistemi d’amplificazione con altoparlanti in sala. Il trattamento dell’audio avviene in forma digitale, su 16 bit campionati a 32 kHz. La qualità dei microfoni e la costruzione degli altoparlanti permettono di ottenere riproduzioni in modo fedele e a un volume equilibrato tra esigenza d’ascolto dell’interessato e limitata invadenza sui vicini di tavolo. Ciascuna unità è dotata di batterie interne ricaricabili, soluzione che facilita le installazioni senza richiedere allacciamenti a rete di alimentazione. Segnalata da apposito indicatore

L’Access Point di gestione del traffico wireless

dello stato di carica, l’autonomia è di 20 ore circa, un tempo più che adeguato a normali incontri e riunioni. Posizionabile a parete, soffitto o supporto, l’Access Point è l’unità che provvede a raccogliere e diffondere i messaggi all’interno dell’intero sistema. Il suo raggio d’azione è di 30 m circa, per coperture complessive di 60 m, con possibilità inoltre, per sale di maggiori dimensioni, di connessioni in cascata. Ciascun Access Point è in grado servire

Interfacce dell’AP per connessioni con sistemi esterni

un numero teoricamente infinito di postazioni, con microfoni aperti su un massimo di otto relatori simultanei. Grazie alla tecnologia Wi-Fi, come anticipato, la gestione delle emissioni consente il passaggio automatico da una frequenza portante a un’altra (Frequency Hopping), nel caso in cui su di essa subentrino dei disturbi esterni. L’operazione di transizione è istantanea e non viene avvertita dagli utenti. Diventa così possibile installare in un medesimo edificio (tipicamente un albergo o un centro congressi), fino a 25 sistemi WiCOS in funzionamento simultaneo e in reciproca compatibilità. A garanzia inoltre della privacy contro eventuali intercettazioni esterne, la trasmissione delle voci avviene in forma criptata con codifiche a 128 bit. Tramite l’Access Point è possibile inoltre inserire opportune configurazioni di sistema, come pure stabilire connessioni con impianti esterni di traduzione simultanea. L’avvio del WiCOS in versione base, che non richiede alcun adattamento hardware e software, avviene in modo automatico entro otto secondi dall’accensione dello stesso AP.

Caratteristiche tecniche Unità Conferenza WiCOS C/D e WiCOS CV/DV Qualità audio 16 bit/32 kHz Microfono cardioide/50-20.000 Hz Presa cuffia minijack 3,5 mm Uscita cuffia 16,5 mW/32Ω Autonomia > 20 h Consumo ca 3 W Dimensioni 230x130x60 mm Peso con batteria ca 830 g Colore RAL 9011

Il dialogo Delegato-Presidente Il funzionamento del sistema si caratterizza, come anticipato, da estrema semplicità d’impiego. La richiesta di intervento da parte dei relatori avviene premendo sull’unità WiCOS D il pulsante “microfono”. Inoltrata verso l’unità WiCOS C, la richiesta troverà esecuzione sull’unità Presidente WiCOS C, con l’apertura del microfono dell’interessato segnalata da un LED e l’interdizione del relativo altoparlante per evitare effetti Larsen. Durante gli interventi, il presidente potrà intervenire in qualsiasi momento premendo il proprio pulsante microfonico, ma potrà anche, se la situazione lo suggerisce, disattivare

Access Point WiCOS AP Bande frequenza 2,4 e 5 GHz Risposta frequenza 150-15.000 Hz Rapporto S/N > 70 dB Alimentazione 24 V/CC Consumo 6 W Dimensioni 260x230x38 mm Peso ca 1220 g Colore RAL 7035

tutti i microfoni aperti prendendo direttamente la parola. Per ascolti riservati, per esempio

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approfondimenti in caso di traduzioni simultanee, le unità C e D presentano inoltre due prese per cuffia con regolazione del volume. Entrambe le unità WiCOS C e WiCOS D sono poi disponibili nelle versioni più evolute “V”, con funzione di voto. In questo caso sono dotate di tre pulsanti aggiuntivi (con le icone “+”, “– “ e “0”, corrispondenti a Favorevole, Contrario, Astenuto) e di display di visualizzazione dei risultati.

Upgrade a sistema ibrido Quanto detto si riferisce propriamente alla funzionalità base del sistema, che può essere ampliata e riconfigurata, come pure estesa con connessione a sistemi esterni cablati. Gli upgrade avvengono tramite l’Access Point, dotato di porta di ingresso Ethernet RJ45 per PC, di om eiser.c sennh . w w w a da in Itali o it u Distrib hibo.it ww.ex w , o Exhib

indirizzo IP per configurazioni anche da remoto e di Prese BUS adatte, per p esempio, al sistema cablato Sennheiser SDC 8200 per traduzioni simultanee. Il software a supporto delle estensioni prevede due pacchetti di riferimento: il Conference Management per personalizzare le impostazioni dei vari tipi di conferenza, dal massimo numero consentito di microfoni aperti a opzioni speciali per il presidente; e il pacchetto RF Configuration per regolare i livelli e le protezioni da interferenze. A garanzia di sicurezza del sistema, l’accesso da PC è protetto da password. La connessione al sistema cablato SDC 8200 consente, a sua volta, di corredare WiCOS con servizio di c traduzione simultanea fino a 16 lingue, la cui selezione avviene su comando degli interessati tramite gli appositi pulsanti presenti sulle unità D e C, e il cui ascolto è in cuffia con regolazione di volume. Lo stesso SDC 8200 consente inoltre diffusione di messaggi Public Address secondo una configurazione master-slave, di cui l’unità Access Point agisce da slave. “Con questo sistema –conclude Gottardo – siamo certi di posizionarci ad alti livelli tecnologici d’offerta nelle conferenze in tecnologia wireless, grazie anche a un lavoro fatto da Sennheiser in team con i partner che si è protratto per alcuni anni. Col vantaggio di offrire un prodotto sì nuovo, ma già ampiamente maturato e testato in fase di progetto e sviluppo. E una particolare nota va alla sua funzionalità, non solo affidabile ma protetta e presidiata da possibili intrusioni esterne”.

La curiosità storica Per chi non lo sapesse, uno dei principali brevetti a sostegno della tecnologia W-Lan o Wirless Lan, corrispondente alla normativa IEEE 802.11, risale nientemeno che a Hedy Lamarr, celebre diva dei primi anni del cinema, premiata a Venezia nel 1934 per il film Estasi. Trasferitasi a Hollywood, nel periodo della guerra mondiale fu lei infatti che suggerì a un ufficiale, suo compagno di vita, l’idea di trasportare un messaggio su frequenze multiple, come difatti avviene nell’802.11, per preservarlo da interferenze. Subito brevettato, il suggerimento rimase un segreto militare fino al 1959, anno in cui venne liberalizzato dando origine alle reti Wi-Fi industriali per arrivare infine, ma siamo già oltre il 1990, alle sue ben note applicazioni in ambito pubblico. Quanto alla stessa Hedy, scomparsa nel 2000, visto il grande successo del suo brevetto, si è vista consegnare a 70 anni compiuti il pubblico riconoscimento dell’Accademia delle Scienze americana.

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Hedy Lamarr


approfondimenti

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informazione pubblicitaria

L’uovo di Colombo, ovvero il sistema Bose® L1 L1 di Bose® è un sistema di diffusione sonora dedicato a quanti necessitano di una soluzione leggera, semplice e completa per piccoli eventi, conferenze, sfilate e performance in ambienti piccoli e medi, e che serva contemporaneamente da monitoraggio e da diffusione di sala

Via della Mag

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00148 Rom a 292 – Fax 06 .60292159

Tel 06.60292

www.bose.it

Il sistema L1 è nato da una riflessione tanto essenziale quanto brillante: fino all’epoca di Woodsotck, e quindi fino alla nascita dell’idea stessa del grande evento (spesso legato alla musica), l’abitudine in termini di fruizione da parte del pubblico era legata a una diffusione di tipo acustico, con una corrispondenza esatta tra sorgente (musicista o speaker) e punto di erogazione del suono: ogni strumento o sorgente aveva una sua diffusione diretta, senza che esistesse un sistema unitario che distribuisse, in un mix gestito esternamente, i suoni di tutte le sorgenti. Tuttavia, questa modalità col tempo risultò inadeguata per le grandi venue, aprendo la strada ai cosiddetti sistemi tripli (amplificatori backline con monitor e diffusori PA) che, se hanno risolto alcuni problemi, ne hanno comunque introdotto di nuovi, come il rischio di volumi eccessivi, la “perdita di controllo” da parte dello speaker o artista (essendo demandato l’effetto finale a un fonico) e, in generale, una maggiore complessità di gestione, sia pratica che di taratura del sistema audio. Tutti aspetti che vengono affrontati quando necessario e quando la location richiede diffusione tramite PA, ma che si eviterebbero volentieri se il luogo della performance è raccolto. L’abitudine contemporanea e il tipo di apparecchiature presenti sul mercato hanno però indotto ad affrontare i piccoli eventi con la stessa struttura di quelli con pubblico numeroso…tuttavia, non è detto che non si possa ripercorrere una strada già sperimentata, naturalmente con i dovuti aggiornamenti tecnologici, quando si è dimostrata vincente…

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informazione pubblicitaria

Da queste riflessioni è nato il sistema L1, che ripropone la filosofia della diffusione puntuale proveniente da ogni diversa sorgente, uniformando di fatto l’ascolto sul palco con quello in sala, quello del musicista o dello speaker con quello del pubblico. L1 è un sistema pensato per i musicisti, ma estremamente valido anche nei settori del congressuale, nei teatri, e per eventi quali sfilate di moda, performance audio video, presentazioni ecc. Un sistema “chiavi in mano” ma modulabile secondo le necessità, leggero e versatile, smontabile e trasportabile comodamente in un’utilitaria (è completo di sacche per il trasporto e maniglie), e rimontabile in pochi minuti. Una soluzione pratica e funzionale per i service congressuali e per gli organizzatori di eventi, non più obbligati a prevedere impianti complessi anche per situazioni raccolte, e in più con l’affidabilità, la qualità sonora e, non ultima, l’elegante veste estetica che hanno reso famosa Bose® nel tempo. L1 è composto da un colonna sonora, Il Cylindrical Radiator®, una base apposita che serve anche da alimentatore, un telecomando per le regolazioni e da alcuni elementi opzionali: il modulo dei bassi B1, per quando è necessaria una maggiore presenza delle frequenze gravi, l’amplificatore Pack Lite A1 per aggiungere fino a due moduli B1 al sistema, infine il motore audio T1 ToneMatch® per l’elaborazione del segnale digitale, ingressi aggiuntivi e controllo tramite interfaccia utente. La base ha per gli Input una connessione XLR o jack da 6,3 mm, Output con XLR o di linea TRS per collegamento di apparecchiature esterne, alimentazione Phantom. L’efficacia della colonna sonora Cylindrical Radiator® è legata al principio dell’onda sonora cilindrica, che contraddice la legge del quadrato inverso, tipica dell’emissione sonora puntiforme. Quando un altoparlante emette un suono, al raddoppiare della distanza la pressione sonora e l’energia diminuiscono di un quarto ma, nel caso dell’onda sonora cilindrica, l’intensità è attenuata solo della radice 2 (1,4) e l’energia della metà, per cui l’emissione sonora risulta uniforme a distanze anche diverse dalla sorgente. Il Cylindrical Radiator® è quindi ideale per ambienti fino a 400 posti, perché consente di sonorizzare con il medesimo diffusore sia il palco, permettendo ai musicisti o allo speaker di sentire esattamente suono e voce, che la sala in maniera uniforme, fino alle ultime file. L’ampia dispersione laterale di 160°, che è stata migliorata nel Model II grazie al Bose Articulated Array® (i driver sono leggermente angolati verso destra e sinistra

Il motore audio T1 ToneMatch®

alternativamente) permette di coprire tutto lo spazio sul piano orizzontale, senza dimenticare una scarsa sensibilità al feedback e un efficace controllo dell’emissione verso l’alto, per evitare i riverberi. Il Modulo dei bassi B1 può essere aggiunto in caso di maggiore presenza di frequenze gravi; è possibile alimentare uno o due B1 direttamente dall’uscita dedicata sulla base della colonna sonora, mentre nel caso di ulteriori B1, per un massimo di quattro, è necessario aggiungere una unità di amplificazione PackLite®, da collegarsi all’uscita di linea dei bassi sulla base dell’alimentatore. Un’offerta specifica, l’Extended Bass Package, offre agli utenti i moduli B1 in aggiunta oltre alle relative custodie e connessioni. Il motore audio T1 ToneMatch® è un semplice processore multicanale basato sulla tecnologia zEQ, che dà accesso a una vasta libreria di effetti e preset. Per esempio offre una ricca gamma di riverberi, accordatore automatico, preset personalizzati per determinati strumenti e microfoni, controlli di tono che si impostano automaticamente in relazione allo strumento o al tipo di voce ecc.

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appuntamenti a cura della redazione

Viscom Milano 5 – 7 novembre

V

iscom, abbreviazione di Visual Communication, giunge quest’anno alla sua 21a edizione. Organizzata da Reed Exhibitions, la manifestazione

è dedicata alla comunicazione visiva, ed è nata per dare voce ai settori della stampa, della cartellonistica e insegnisica, della serigrafia, incisione e regalistica e, ultimamente anche al digital signage. L’anno scorso ha registrato 21.000 visitatori e 600 espositori. In controtendenza con le abitudini odierne di lavoro, che ci portano a comunicare sempre più spesso virtualmente utilizzando gli strumenti offerti dalle telecomunicazioni, Viscom si propone come una fiera “face to face”, capace di offrire ciò che Internet non può dare, ovvero l’interazione tra cliente e fornitore attraverso incontri e tavole rotonde.

Perché andarci Per gli operatori del settore audio video, Viscom sarà interessante per l’area dedicata al digital signage, che sarà organizzata come una fiera nella fiera. Oltre all’esposizione i visitatori potranno assistere agli incontri tenuti dalle stesse aziende presenti in fiera che, secondo un fitto calendario, racconteranno le proprie esperienze di lavoro e spiegheranno i propri prodotti. Oltre che alle figure tecniche, l’area digital signage è dedicata a quanti a vario titolo si occupano di comunicazione dinamica come manager della GDO, architetti e designer, professionisti della pubblicità e del marketing, funzionari della pubblica amministrazione, gestori di strutture pubbliche ecc…

Informazioni generali Viscom si terrà alla Fiera di Rho-Milano, entrata Porta Est, dal 5 al 7 novembre e con orario dalle 10,00 alle 18,00. Coloro che si registreranno sul sito della manifestazione entro il 30 ottobre riceveranno una tessera di ingresso omaggio, da ritirare all’ingresso presentando la conferma della registrazione

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on-line. Fiera Milano è facilmente raggiungibile tramite mezzi propri (uscita fieramilano sulla Tangenziale Ovest o Pero-fieramilano sulla A4) ma anche tramite metro (linea rossa, scendere al capolinea Rho) o passante ferroviario.


appuntamenti

Sesto Master in Lighting Design Politecnico Milano – A.A. 2009/10

L

a Facoltà del Design e il Dipartimento Indaco del Politecnico di Milano propongono il Master in Lighting Design (valido per 60 crediti formativi). L’obiettivo è formare professionisti capaci

di progettare e realizzare progetti di illuminazione di interni, esterni urbani, di spettacoli, per i beni culturali e per allestimenti museali anche temporanei. Il risultato sarà la creazione di una professionalità innovativa con competenze che si inseriscono nelle attività di progettazione, in azienda, negli studi professionali, negli uffici tecnici delle amministrazioni pubbliche ecc.. Il Master è realizzato anche grazie al contributo di Artemide, Castaldi, Disano, iGuzzini, Martini e Viabizzuno, è patrocinato da: AIDI, ASSIL, ASSISTAL e UNI; hanno inoltre aderito AEM, Cavazzoni, Comi Luce, Elettroservice, Elinca, Flos, ERCO, Grechi, ILTI Luce, Light Solutions, Luceplan, Metis, Norlight, Oxytech, Philips, Relco Group, Sacchi, Targetti, Tecnodelta, Trilux.

www .desig n.poli mast mi.it er.ind aco@ polim i.

it.

Si svolgerà presso il Laboratorio Luce del Dip. Indaco - Politecnico di Milano, avrà inizio nel mese di ottobre e durerà un anno. Quote di partecipazione e informazioni sul sito www.design.polimi.it, o scrivendo a: master.indaco@polimi.it.

InAVation Awards A

nche quest’anno la redazione della rivista inglese InAVate organizza gli InAVation Awards, che ha l’obiettivo di premiare i progetti audio video di maggior interesse conclusi nell’anno

e i prodotti più innovativi presentati al mercato negli ultimi mesi. Due appunto le macro aree (prodotti e progetti), declinate poi a seconda dell’ambito; per i progetti sono previste dieci categorie, dal corporate, educationa, digital signage a quello prettamente residenziale; per prodotti e tecnologie la categorizzazione (14 classi) è fatta per campo d’uso (residentialcommercial) e per tipo (audio, proiezione, display, controllo ecc.). Professionisti e aziende che volessero presentare candidatura (la partecipazione è gratuita) devono farlo entro il 1 ottobre, categoria prodotti, ed entro il 6 novembre per i progetti. La scelta dei vincitori sarà determinata per i prodotti dai voti on line sul sito dedicato, e da una giuria competente per i progetti. La premiazione avverrà ad Amsterdam, con la consueta cena di gala divenuta ormai un must degli

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appuntamenti collegati a ISE, il 3 febbraio 2010. Per maggiori informazioni, candidature e precisazione delle deadline: www.inavationawards.com

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dal mondo

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A cura della Redazione

Reportage dal Top Audio & Video Show Alla sua XXII edizione, il Top Audio & Video Show si è svolto dal 17 al 20 settembre nell'abituale cornice del Quark Hotel di Milano. Nata come expo dell’hi-fi, già da alcune edizioni ha iniziato un progressivo cammino verso il settore professionale, passando attraverso l’hi-end e la custom installation

A

nche quest’anno Connessioni ha partecipato alla fiera milanese dell’hi-fi e dell’audio-video, sebbene apparentemente le categorie di prodotto contemplate e il pubblico cui sono rivolte esulano dagli obiettivi

della rivista. Ma se è vero che una parte dei visitatori del Top Audio è rappresentata da “utenti finali”, è altrettanto vero che proiettori, schermi, impianti audio multiroom di qualità costituiscono ormai l’obbligatorio corredo per il settore denominato “custom installation”, derivazione hi-end della casa intelligente. Non a caso l’anno scorso il Top Audio aveva ospitato, proprio all’ingresso della fiera, una installazione domotica. Sulla base di queste considerazioni, la fiera registra ormai anche una sostanziosa presenza di frequentatori del settore “pro”, installatori, progettisti, custom installer ecc. La consapevolezza di questo legame ha offerto allo staff di Connessioni lo spunto per costruire un programma di seminari da proporre durante i giorni di manifestazione, Connessioni onAir, rivolti ai professionisti del settore installazione e integrazione di sistemi. L’evento è nato dalla collaborazione tra Connessioni, APAF (Associazione per la Promozione dell’Alta Fedeltà, che organizza TAV) e CEDIA (Custom Electronic Design & Installation Association), e il sostegno di Armour Home, Audiogamma, Epson, InFocus, Lutron e Nec. Prezioso è stato

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dal mondo

inoltre il contributo degli sponsor tecnici che hanno fornito materiale e assistenza per la sala conferenze: Exhibo (audio), Nec (video) e AVS (assistenza tecnica). Connessioni onAir nasce dalla consapevolezza che tra i ruoli della stampa specializzata ci sia anche quello di “mettere in connessione” gli attori e le informazioni del mercato di riferimento, per una crescita di tutto il settore. Non a caso è media partner per l’Italia di CEDIA, presente eccezionalmente al Top Audio negli spazi di Connessioni onAir con tre diversi interventi, proprio per promuovere la formazione per le aziende. Tornando alla fiera vera e propria, notoriamente frequentatissima dagli appassionati (e super-esperti) dell’audiovideo, come dai curiosi desiderosi di fare i primi passi nell’’hi-fi più esclusivo, la sensazione è che la crisi abbia colpito anche qui. L’editoriale del catalogo della fiera, firmato da Guido Baccarelli (Presidente APAF), comincia con un “Nonostante tutto, eccoci qua”, che lascia intendere la fatica dell’organizzazione dell’evento in un periodo di difficoltà economica; e se l’area espositiva è ridotta rispetto all’anno scorso, come confermano le circa venti aziende in meno dichiarate dalle cifre APAF, il comunicato ufficiale conferma lo stesso numero di visitatori dell’ultima edizione, oltre 20.000. E in effetti le sale e le camere del Quark Hotel di Milano erano come sempre affollate di curiosi pronti a presenziare a tutte le dimostrazioni, audio e video. Per quanto riguarda l’esposizione, se la maggior parte degli eventi organizzati da riviste e aziende era dedicato all’hi-fi, alle volte con taglio veramente esclusivo e al limite dell’inabbordabile (come i diffusori TAD R-1 presentati da Pioneer, cartellino del prezzo fissato a 90.000 euro la coppia), l’importanza del video (anche se poco rappresentato dal punto di vista delle aziende) s’è fatta sentire, come già l’anno passato, nelle proiezioni dimostrative e negli stand di Avielo by projectiondesign, Audiogamma (InFocus), Epson, JBL, K.C.M. (Vivitek), mentre Samsung era ospitato allo spazio Dday (quotidiano online) e Nec è stato presente con una conferenza stampa ma senza stand. Proprio a causa del momento difficile del mercato, le aziende sembrano concentrarsi su prodotti capaci di offrire all’acquirente qualcosa di più rispetto alla concorrenza, puntando sulla flessibilità, sui servizi correlati, sull’idea di progetto integrato e costruito intorno al fruitore. Il settore pro diviene così, attraverso il ruolo del “custom installer”, la via possibile per fidelizzare il cliente. E sempre di più si evidenzia la tendenza da parte delle aziende a proporre non il singolo prodotto, ma un progetto che coinvolga un network di prodotti, che è poi la caratteristica che i costruttori esteri ricercano nei distributori nostrani: il possesso di un catalogo di apparecchi complementari, e la capacità di offrirli in un progetto unitario che risponda veramente alle esigenze del cliente. Un esempio: Audiogamma anche quest’anno, e come aveva già sperimentato l'anno passato, ha proposto nella propria sala demo una sorta di “presentazione automatizzata”, che coinvolgeva appunto prodotti di marchi diversi in un’unica installazione custom: uno speaker registrato descriveva gli apparecchi mentre un’automazione ne metteva in risalto la funzione nel contesto installativo. Ma veniamo alle novità presentate in fiera. Epson ha riconfermato la propria strategia di approccio al mercato affidata al canale e ha lanciato svariati prodotti con innovazioni tecnologiche di punta, parliamo dei videoproiettori in tecnologia LCD, sui quali fino dal 2003 detiene la prima posizione nel mercato EMEA con una quota che, nell’ultimo trimestre 2008, ha superato il 20% del totale. Due i programmi dedicati al canale, di cui il primo per l’area home cinema high-end lanciato due anni fa che conta oggi oltre 90 operatori; e il secondo e più recente, Epson Installation Videoprojector Reseller, attivo da circa sei mesi per i videoproiettori da installazione. Prodotti di punta nella categoria con luminosità superiore ai 4.000 Lumen, i videoproiettori della linea G5000 e Z8000 con modelli da 6.000 Lumen e definizione WUXGA (1.920x1.200 pixel) e da 7.000 Lumen con definizione WXGA (1.200x768 pixel). Più in linea con lo spirito del TAV, le novità dedicate all’intrattenimento e all’home cinema in particolare, come

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dal mondo cinque nuovi videoproiettori della famiglia EH-TW, di cui tre in Full HD e due in HD Ready, tutti a tre LCD con luminosità compresa tra 1.600 e 2.500 Lumen. La luminosità viene valutata in modalità CLO (Color Light Output) per esprimere l’intensità di luce non solo sulla luminanza ma anche nell’ambito della gamma delle prestazioni cromatiche. Dal punto di vista strettamente tecnologico, due dei cinque modelli (EH-TW4400 e 5500) sono corredati dal nuovo pannello LCD basato su materiale inorganico, dalle migliori risposte soprattutto sui toni del nero (da sempre punto debole della tecnologia LCD). Tra gli altri parametri di rilievo, una completa dotazione di porte d’ingresso (analogiche, digitali, in definizione standard e in HD) e il ricorso al double scan con velocità di scrittura doppia rispetto a quella standard, per migliori rese d’immagine soprattutto su scene in movimento. www.epson.it Primo marchio in assoluto, per quanto ci risulta, nel ricorrere alla tecnologia a “riflessione” anziché a “trasparenza”, JVC Italia ha presentato due nuovi videoproiettori in Full HD e dotati dell’innovativa tecnologia di gestione differenziata della luce, per immagini dal rapporto di contrasto elevato. Parliamo dei modelli DLA-HD950 da 900 Lumen, con rapporto contrasto 50.000:1 e DLA-HD550 da 1.000 Lumen, con

Connessioni onAir Connessioni onAir si è svolto durante i primi tre giorni del Top Audio & Video Show, in un’area dedicata alla formazione e adeguatamente allestita. Sette/otto i seminari al giorno, della durata media di un’ora, alcuni tenuti direttamente da Connessioni, alcuni da CEDIA, altri dalle aziende sponsor (Armour Home, Audiogamma, Epson, InFocus, Lutron e Nec) e da organi di informazione (AV Magazine), sui temi dell’audio video e dell’integrazione di sistemi. Fondamentale anche il contributo degli sponsor tecnici per l’allestimento dell’area educational: EXHIBO ha messo a disposizione la diffusione audio (Ecler), completa di microfoni Sennheiser e mixer, e il sistema per la traduzione in simultanea reso con un Guide Port, un dispositivo evoluto per audio guide con comunicazione wireless; Nec stessa ha fornito uno sbalorditivo display LCD da 85” per la visualizzazione delle presentazioni dei relatori e due videoproiettori NP3250W; il tutto è stato poi riunito in sistema e portato all’efficienza da AVS, nella persona di Tiziano Testoni, che ha seguito la progettazione, l’allestimento della sala e l’assistenza durante tutti i giorni della manifestazione. Ecco i seminari presentati da Connessioni al Top Audio, con i relatori. - La riproduzione video 3D; Strumenti di misura e calibrazione video - Emidio Frattaroli, Direttore Responsabile, AV Magazine. - Il mercato dei prodotti per la visualizzazione delle immagini - Antonio Zulianello, General Manager NEC Italia, Display Solutions Division. - Le opportunità di business in ambito residenziale - Jeff Meyer, Country Manager Italia, Infocus - Distribuzione dei segnali, tips and tricks - Alberto Pilot, System Integrator, CEO Ambience e collaboratore di Connessioni. - Audio, Video ma soprattutto Luce! - Fabrizio Belotti, Country Manager Italia, Lutron - Valorizzare l’innovazione tecnologica attraverso il canale specializzato - Carla Conca, Business Manager Videoproiettori Epson Italia. - Technology trends; Distributed Media Technologies; Custom Installers - The new high end distributors? - David Graham, CEDIA Certified Presenter e Subject Matter Expert CEDIA. - Proporre multi-room entertainment e home networking nel settore real estate - Adrian Ickeringill - Newbuild Sales Manager, Armour Home

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www.ambience.it

www.avmagazine.it

www.cedia.net

www.infocus.com

www.armourhe.co.uk

www.avssrl.com

www.epson.it

www.lutron.com

www.audiogamma.it

www.connessionionair.com

www.exhibo.it

www.nec.it

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dal mondo

30.000:1. Operano sulla base di tre pannelli LCD da 0,7” in tecnologia proprietaria a riflessione D-ILA che consente, restringendo lo spazio interpixel, di ottenere immagini dalla maggiore continuità e fusione, anche a fronte di elevati fattori di ingrandimento. Ma la vera novità, in termini di resa d’immagine, è l’elevato e costante rapporto di contrasto ottenuto ricorrendo, anziché al diaframma dinamico ad apertura variabile, alla gestione differenziata delle intensità di luce tra immagini a dominanza di bianchi e quelle a dominanza di neri. Ciò assicura il persistere della completa gamma di sfumature anche nelle zone più critiche (quelle scure), quando invece l’iride dinamico, con la sua riduzione in concomitanza ai neri, ne limita i livelli per immagini finali dalla minore profondità. Tra le altre novità tecnologiche di entrambi i proiettori, il Clear Motion Drive per generare fotogrammi intermedi interpolati tra quelli reali, col risultato di immagini più fluide soprattutto su azioni in rapido movimento, e il Riverse 2-3 Pulldown, traducibile in “telecinema inverso”, un particolare procedimento ideale per riproduzione di film, che consente di restituire alle immagini provenienti da pellicola cinematografica riprese a 24 fotogrammi al secondo la corretta fluidità, malgrado la precedente conversione a 25 Fps tipiche dello standard televisivo (oppure a 30 Fps per i sistemi americani). Completano le caratteristiche dei due proiettori il copri obiettivo automatico al loro spegnimento, la silenziosità (solo 19 dB in funzionamento standard) e le certificazioni ISF (Imaging Science Foundation) e THX. DLA-HD950 e DLA-HD550

www.jvcitalia.it Kroma è l’ultimo prodotto per home cinema in Full HD sviluppato dalla norvegese Avielo by projectiondesign, con una particolarità: pur basato su tecnologia DLP ricorre, quale sorgente di luce, a un dispositivo a LED. Risultato, un’inaspettata resa d’immagine soprattutto, come abbiamo avuto modo di constatare, su originali girati in pellicola il cui gamma cromatico ci è parso – personalmente, per la prima volta di fronte a una proiezione digitale – con andamento davvero continuo e lineare per una perfetta riproduzione di ogni sfumatura su tutta la scala cromatica, sia sulle tonalità dei chiari che degli scuri. Un’analisi strumentale, magari col supporto di un buon monoscopio, probabilmente confermerà la sensazione avvertita. Il principio di proiezione si basa sulla tecnologia DLP a un solo chip DMD, per la precisione di 0,95” (2,3 cm circa). Il ricorso alla sorgente a LED, oltre a funzionamento ininterrotto per 50.000 ore circa, consente di eliminare la ruota colore, spesso origine di artefatti sia nella sequenza cromatica che nel dosaggio dei livelli. Denominata ReaLED, la tecnologia sviluppata da Avielo per questo proiettore consiste nel ricorrere a tre LED RGB che, alimentati in successione, inoltrano il loro fascio sul DMD (Digital Micromirror Device), a sua volta sincronizzato sui segnali RGB dell’immagine da riprodurre. Oltre alla maggiore nitidezza d’immagine derivante dall’assenza della ruota colore, la nuova estensione del gamut cromatico proviene anche dall’attenta calibrazione ottenuta con il procedimento proprietario RealColor, studiato per i videoproiettori usati dalle principali case di postproduzione cinematografica. In termini di proiezione, il sistema può essere corredato dal sistema ottico Realscope per de-anamorfizzare l’immagine in relazione ai rapporti d’aspetto dei vari formati panoramici usati in ripresa. Tra le altre caratteristiche del nuovo proiettore Kroma, la luminosità di 600 Lumen, il contrasto fino a 7500:1, una completa dotazione di interfacce di ingresso analogiche e digitali, connettività a rete e compatibilità con comandi remoti di domotica. Quanto ai LED da impiegare, nessuna preclusione sui vari marchi. “Il valore aggiunto – come ci è stato precisato – non risiede nei LED ma è tutto nel dispositivo di alimentazione. È questo che conta ed è questo che noi abbiamo progettato e che produciamo”. www.avielo.com

Distribuito in Italia da Gammalta: www.gammalta.it

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dal mondo Anche Vivitek Corporation, presente nello stand del distributore K.C.M., presentava un proiettore LED ad alta risoluzione riservato all’home theater, è l’H9080FD, vincitore del Top Award nella categoria video. Tra i vantaggi di questa nuova tecnologia, a parte il risparmio e il rispetto dell’ambiente grazie all’assenza della lampada, ci sono la modalità di decadimento tipica dei LED che consente di conservare la luminosità con una perdita ridotta al 5% su 2.000 ore di funzionamento, e l’accendimento e spegnimento istantanei. Il proiettore adotta il dispositivo PT120 Phlatlight per il miglior abbinamento ottico con il chip DMD da 0,95”, e un driver Osram Repcur F9030A grazie al quale vengono eguagliate le prestazioni di una ruota colore a 20x, senza gli svantaggi del DLP e con la possibilità, se necessario, di spegnere i LED, per neri veramente realistici. Il rapporto di contrasto arriva a 100.000:1. Completo di certificazione RoHS e di connessioni HDMI 1.3 e RS-232 per l’upgrade via PC. www.vivitekcorp.com Distribuito in Italia da K.C.M., www.kcm.it

La sala di ascolto Yamaha

Accanto al già noto sistema di simulazione del

Direttamente da Santa Barbara, California, Sonos

surround per l’home theater Air Surround, Yamaha

si candida al Top Award e porta a Milano il proprio

ha presentato un nuovo sintoamplificatore AV a 7.1

sistema wireless musicale multiambiente, composto

canali, RX-V2065. Le caratteristiche principali sono

da Controller 200 (per la gestione dell’audio in

upscaling 1.080p HDMI cinque ingressi e due uscite,

tutta la casa con un

potenza 130 W RMS x7 (910 W in tutto), Dolby True

touchscreen a colori),

HD e Digital EX, DTS HD Master Audio e Digital

Controller per iPhone

Surround NEO:6, sistema audio Silent Cinema, HD

(per controllare

radio tuner, compatibilità con iPod e Bluetooth, radio

Sonos dall’iPhone

via satellite, due ingressi e un’uscita

o dall’iPod touch),

Coponent Video, presa USB, otto

ZonePlayer 90 (per

ingressi audio jack, LAN, interfaccia

allargare il sistema

RS-232. Insomma, tutto quanto

ad apparecchi audio

necessario per la connettività più

amplificati già presenti in casa), ZonePlayer 120

estesa e un’ampia compatibilità con

(amplificatore digitale integrato da 55 W per canale,

sorgenti diverse, videogiochi inclusi. A

cui vanno collegati i diffusori per ciascuna stanza)

semplificarne l’utilizzo, quattro scene

e ZoneBridge (per estendere o installare Sonos in

di preset consentono di selezionare le

modalità wireless). Accanto a Sonos, con lo stesso

componenti da attivare per guardare

distributore, il NAS InOut MS 20-NAS per piccole

un DVD, ascoltare musica, guardare

reti. Ha la protezione contro la perdita dati in caso

la TV o sentire la radio, mentre

di guasto, sistema operativo Linux Enterprise e

le impostazioni di equalizzazione

interfaccia di configurazione via Web.

vengono fatte automaticamente con la

www.sonos.com

calibrazione automatica YPAO. www.yamaha.com

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www.inout-digital.com

Distribuito in Italia da Prase Engineering, www.prase.it


dal mondo

la newsletter che tutte le settimane porterà novità e anticipazioni nella mailbox degli operatori che lavorano nei settori dell’installazione, rental, broatcast e lighting. Un’accurata selezione di spunti e informazioni che mette in contatto oltre 14mila professionisti.

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dal mondo L’hi-fi entra nelle reti domestiche con le soluzioni Linn per l’audio multi-room di qualità via LAN. La gamma si chiama DS e include quattro sorgenti audio, Klimax (il top di gamma), Majick, Akurate e Sneaky Music (l’entry level), mentre Sekrit DS-1 è il cuore del multiroom secondo Linn, apparecchio che integra una sorgente audio DS tra quelle elencate, un preamplificatore e un amplificatore stereo 80 W per canale in classe D, connessioni RC5, RS-232, IR, Ethernet RJ-45 e wireless. Il sistema supporta i principali formati audio fino a 24 bit 192 kHz, con possibilità di upgrade software, e la riproduzione di radio digitali; è controllabile via Linn GUI o software open source (anche con l’i-Pod touch), è compatibile UpnP e non ha parti meccaniche in movimento. www.linnitalia.it Candidati al Top Award anche i diffusori “glaciali” GLA-55 Harman Kardon per home entertainment di tendenza, contraddistinti da un look “scolpito nel ghiaccio” con interno trasparente. Sono biamplificati e arrivato a 100 W di potenza, da collegare al PC. www.harman.com Distribuito in Italia da Kenwood Electronics Italia, www.kenwood.it

Riflessioni sul mercato video italiano I produttori sono sempre più attenti alle esigenze del mercato e fiduciosi nelle prospettive future di crescita in Italia, ma riconoscono anche la necessità di accrescere la competenza e la professionalità degli operatori, a partire dagli stessi produttori. Durante i giorni di Connessioni onAir ne abbiamo parlato con alcuni dei relatori dei seminari legati all'area video: Jeff Meyer, Country Manager Italia per InFocus, Antonio Zulianello, General Manager NEC Italia, Display Solutions Division, e Carla Conca, Business Manager Viddeoproiettori Epson Italia. Zulianello: La difficoltà dei produttori consiste nello spiegare i vantaggi del proprio prodotto che, se correttamente compresi, potrebbero essere sfruttati dai rivenditori per aumentare le vendite. I rivenditori, per ragioni di tempo e costi, accade che non si aggiornino sui nuovi prodotti, e spesso neanche chi li compra con regolarità conosce veramente tutte le possibilità che offrono. È una particolarità italiana, perché quando le figure tecniche NEC si incontrano per confrontarsi e sviluppare nuovi prodotti, dal Nord Europa riceviamo richieste puntuali e precise sulle funzioni da implementare, mentre in Italia non riceviamo neanche il feedback dal canale. Meyer: "Stiamo vivendo un momento interessante per il mercato professionale, ma in Italia siamo solo alla fase iniziale; basta andare in Germania per rilevare un molto maggior accesso alle informazioni e conoscenze da parte di venditori, distributori e produttori. Oggi non ci si può limitare a vendere proiettori, bisogna anche aiutare il mercato a crescere, perché solo così cresceranno le vendite, per tutti. Per questo continuerò a collaborare con Connessioni nell’organizzazione di eventi, seminari, per illustrare le tecnologie e aiutare a trovare le migliori soluzioni alle esigenze dei clienti". Conca: "Abbiamo fatto una ricerca di mercato che ci ha confermato la richiesta da parte dei clienti di un servizio a 360° rispetto al prodotto, per questo abbiamo avviato il programma di canale Epson Installation Videoprojector Reseller per la formazione degli installatori e dei rivenditori specializzati, le cui competenze saranno certificate".

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www.connessionionline .it

dal mondo

Debutta il nuovo sito di Connessioni: uno spazio virtualmente infinito per news, pillole di tecnologia, case study. Per l’informazione veloce e per l’approfondimento, per restare in contatto con il mercato e i suoi protagonisti.

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dal mondo

Open Day Strategie Digitali per il digital signage Il 16 luglio scorso Strategie Digitali, la struttura di Beinasco (TO) specializzata nella comunicazione dinamica a elevato contenuto tecnologico, ha tenuto presso la propria sede un Open Day rivolto a un pubblico interessato a esplorare o approfondire le nuove frontiere della comunicazione, in particolare nel digital signage. Dopo la presentazione introduttiva di Simonetta Zandiri (CEO Strategie Digitali) e Giuseppe Andrianò (fondatore di Think&Make) si è svolta la dimostrazione della soluzione software Videro, della quale Strategie Digitali è distributore per l’Italia. Tra i case study illustrati in dettaglio, quello di un franchising nella ristorazione (70 POS in Italia) che ha raggiunto il break-even in 12 mesi. A seguire, il dibattito animato dalle aziende pubblicitarie e aziende italiane di telecomunicazione sui temi del ritardo italiano nel digital signage, il miglior modello di business sostenibile, le leve del nuovo media, la connessione tra la piattaforma ds e i media digitali quali Web, TV e radio. I partecipanti hanno potuto poi “mettere le mani” sul software Videro, realizzando una propria playlist e mettendola “in onda”. Strategie Digitali sta preparando nuovi eventi a Milano e a Roma, previsti in autunno, per diffondere una nuova cultura del digital signage. www.strategiedigitali.it

Audiogamma presenta InFocus Professional Il 15 luglio scorso presso lo showroom Audiogamma di Milano abbiamo assistito alla presentazione dei proiettori InFocus di nuova generazione: le due nuove serie Professional di proiettori DLP, IN5300 (due modelli) e IN5500 (quattro modelli). Accanto ai prototipi esposti agli sguardi interessati di clienti e giornalisti, le informazioni tecniche e di marketing di Jeff Meyer, Country Manager InFocus per l’Italia. I nuovi proiettori si rivolgono espressamente al mercato della Custom Installation integrando anche una serie di funzionalità gradite al cliente finale, come l’adattabilità agli impieghi più vari e a contesti installativi diversi, la funzionalità plug-and-play, la cura estetica e le finiture intercambiabili bianca, nera, noce o verniciabile. Due le versioni disponibili per i modelli IN5300 e IN5500: con lampada singola (maggior efficienza e costi ridotti) o doppia (maggior brillantezza e sicurezza); attenzione è stata posta anche a ridurre al minimo i costi di manutenzione. I modelli IN5500 hanno l’ottica intercambiabile, con spostamento verticale e orizzontale, mentre tutti i proiettori hanno sensori di distanza automatici per il montaggio a soffitto, la correzione del trapezio e l’Image Warping. Inoltre funzioni DisplayLink per proiezioni via USB, con ingressi HD15, BNC e Component, o HDMI 1.3; i proiettori incorporano un browser Web per il controllo remoto su standard LAN/WAN. Per la serie IN5300 con tecnologia DLP DarkChip e colori BrilliantColor, luminosità massima 4.000 lumen, risoluzione fino a WXGA (1.280x800), il modello InFocus IN5500, presentato da Jeff

IN5302 è indicato per l’aggiornamento di installazioni datate con una spesa contenuta, mentre IN5304 si

Meyer durante l’incontro presso la

rivolge a chi intende passare alla visualizzazione panoramica. La serie IN550 con risoluzione fino a WUXGA

show room Audiogamma

(1.920x1.200) e fino a 7.000 lumen di luminosità si rivolge alle installazioni per le quali sono richiesti elevate prestazioni 24/7 e flessibilità nell’ottica. In particolare IN5532 con raffreddamento idraulico e IN5534 anche con lampada duale e ottiche opzionali sono i più adatti a prestazioni continuative. www.infocus.com

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Distribuiti in Italia da Audiogamma: www.audiogamma.it


dal mondo

Canon professional: videocamere e videoproiettori Canon ha scelto lo Spazio Forma, la prestigiosa area milanese da sempre dedicata a mostre fotografiche e incontri culturali, per presentare lo scorso 9 settembre le sue tante novità sulle immagini digitali (foto, video, stampanti…) consumer e professionali. Nella videosicurezza ha debuttato la Mini Dome per sorveglianza in rete VB-C500VD compatta e in costruzione antivandalo, progettata per monitoraggio in ambienti difficili e ad alto rischio. L’obiettivo a impostazione grandangolare di alta precisione assicura copertura estesa di 82°, ottimo contrasto, qualità di immagine ed elevata definizione in ogni condizione di luce. Lo zoom è un 2,4x ottico, oltre a un 4x digitale. La luminosità minima è di 0,2 lux con attivazione automatica della modalità Digital Night per condizioni di sotto illuminazione. La tecnologia proprietaria Canon Smart Shade Control (SSC) permette di controllare e regolare il contrasto delle sole aree scure, garantendo un bilanciamento ottimale dell’intera immagine. Il processore integrato Digic Net effettua le compressioni d’immagine nei formati JPEG/MPEG-4, con inoltro fino a 30 fotogrammi al secondo. La VB-C500VD è corredata della versione aggiornata del software di registrazione VK-Lite V2.2, per l’utilizzo immediato delle funzioni di monitoraggio, registrazione e riproduzione di quattro videocamere su di un unico monitor. Nel caso di rilevazione di movimenti sospetti, è previsto un allarme esterno con inoltro delle immagini a un indirizzo e-mail. Nei videoproiettori per uso medicale ricordiamo lo standard DICOM, Digital Imaging and Communication in Medicine dedicato alla calibrazione delle riproduzioni d’immagine per controllo medico. I due nuovi prodotti di Canon, che assicurano tale caratteristica, sono lo XEED WUX10 Mark II Medical e XEED SX80 Mark II Medical. Operanti entrambi in tecnologia a riflessione LCOS per immagini anche di grandi dimensioni senza disturbi di reticolo, presentano, rispettivamente, definizione WUXGA (1.920x1.200 pixel) con 3.200 Lumen e SXGA+ (1.400x1.050 pixel) con 3.000 Lumen. www.canon.it

Crestron by night Intrattenimento presso la recente sede di Crestron Italia a Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano, occasione anche per la sua inaugurazione ufficiale. È accaduto la sera dello scorso 17 settembre, in concomitanza con l’ultima edizione del Top Audio Video Show. Di fronte a un impianto integrato per audio, video e aromi allestito nella show room dell’azienda e davanti a una giovane e scatenata band di rock & blues, si è ritrovato un buon centinaio di ospiti professionali: partner, installatori, integratori, utenti finali e, buoni ultimi, giornalisti specializzati. Col risultato – sì Crestron, sì party – di aver mixato nella tiepida serata settembrina le più evolute risorse dell’intrattenimento digitale con quello reale. Protagonista ad ogni modo, torniamo alla fase d’impegno, il sistema di intrattenimento Crestron allestito nella show room (la “Sala dei sogni” come già avevamo detto), con controllo totale di ogni risorsa: luci, monitor e videoproiettore, schermo a saliscendi, audio. Nell’impianto allestito, quattro le sorgenti video provenienti

Un momento della festa

rispettivamente da decoder digitale SD e HD, da lettori di DVD e Blu-Ray; altrettanti gli ingressi audio comprensivi

organizzata da Crestron Italia

anche di sorgenti iPod con relative docking station. Lo stesso audio è diffuso in modalità home theater su 5+1 canali. Gli scenari luce si adeguavano poi alle diverse fruizioni prescelte, a loro volta impreziosite dai dispensatori d’aromi. Gli schermi video, quasi un richiamo a situazioni reali, riportavano in Picture in Picture le immagini generate dalle videocamere di sicurezza, collocate attorno alla show room. E naturalmente, l’intero scenario con tutti i suoi parametri restava sotto controllo tramite i terminali touch panel TPMC-8X, e il più compatto TPS-6X, entrambi opranti in wireless come pure su culla di connessione e ricarica. www.crestron.it

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dal mondo Quattro EISA a Panasonic La European Imaging and Sound Association, EISA, associazione che riunisce cinquanta testate giornalistiche specializzate in 19 paesi europei, assegna dei riconoscimenti annuali, gli EISA Award, a prodotti in sei categorie: Audio, Video, Home Theater, Photography, In-Car Electronics e Mobile Devices. Ecco alcuni dei prodotti vincitori. Nella categoria Audio, premiati il player Marantz SA8003, l’amplificatore Harman Kardon HK 990, gli speaker CM9 di B&W e per l’hi-end ha vinto Focal Diablo Utopia. Per i sistemi compatti, award assegnato allo Yamaha MCS-1330, per quelli micro al Panasonic SC-HC3. Premiati anche il receiver Denon AVR-1910 e il sistema home theatre LG HB954PB, il server Dvico TciX HD M-7000, i monitor audio per home theatre Radius serie HD, il sub Elac 2080 D, il processore hi-end Anthem Statement D2v + P5, il player blu-ray Pioneer BDP-LX91, lo LG BD390 per il miglior rapporto qualità/prezzo, il Samsung BD-P4600 per il design, il sistema Philips Cinema 21:9 con BDP9100 per l’innovazione, il video proiettore Sony Bravia VPLVW85. Per il Video citiamo fra gli altri il televisore al plasma Panasonic Viera TX-P42V10E e a LCD il Philips 46FL9704H/12, come miglior rapporto qualità/prezzo ha vinto LG con 42SL8000, la “webmedia” TV Samsung UE46B8000 e il video proiettore Sony Bravia VPL-VW85. Sul sito dell’associazione è disponibile l’elenco completo dei prodotti premiati. www.eisa.eu/awards

Garanzia Christie e crescita EMEA

Premio per l’innovazione nel campo fibre ottiche

Christie ha portato a tre anni, senza costi

Il Consiglio FTTH per l’Europa lancia un invito a

aggiuntivi, la durata della garanzia sui proiettori

presentare progetti innovativi nella tecnologia a fibre

DLP a elevate prestazioni: DS+6K e +8K, le

ottiche, i vincitori saranno premiati (con un premio

serie DW, HD, M e Roadster e Roadie HD+30K.

simbolico e uno in denaro pari a 5.000 euro) durante la

È coinvolta un’ampia gamma che va dai 2.300

prestigiosa conferenza FTTH che si terrà a Lisbona il

ai 30.000 ANSI lumen, con lampade allo xenon

24 e 25 febbraio 2010.

o al mercurio, per

I premi sono suddivisi in tre categorie:

applicazioni professionali

- Innovazione tecnologica e tecnica

di ogni dimensione.

- Innovazione a livello di attuazione e funzionamento

Si tratta di un ulteriore

- Innovazione a livello di marketing e sviluppo

sostegno ai prodotti DLP, conseguente anche alla

commerciale

crescita di Christie, in controtendenza rispetto

Una giuria costituita da esperti del mondo

alle condizioni avverse del mercato. Per questo

accademico, analisti imparziali ed esperti dei media

ha scelto quest’anno di premiare le persone che

valuterà i progetti, e sarà presa in considerazione ogni

hanno permesso di raggiungere questi risultati:

tipo di innovazione nello sviluppo di tecnologie a fibre

Simon Smith, Senior Sales Director; Pascal

ottiche e di prodotti correlati. Le iscrizioni si apriranno

Gervais, Klaus Hilles, Adil Zerouali, tutti Regional

il 1° ottobre e si chiuderanno il 30 novembre 2009;

Director; Richard Nye, Cinema Sales Director,

è richiesta una breve descrizione del progetto, da

Andy Tunley, IT Operation and Customer Services

presentarsi sul sito Web www.ftthconference.eu.

Director, e Brant Eckett, Senior Marketing Manager. www.christiedigital.com/emeaen

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www.fifhtconference.eu


dal mondo

4D al London Eye

Outline Butterfly in Azerbaijan

La poderosa ruota collocata sul South Bank di Londra per

Il Buta Palace di Baku, in Azerbaijan, è la

il diletto dei turisti e gestita da Merlin Entertainment, ha

prestigiosa location dell’ultima installazione

aggiunto una nuova attrazione, la proiezione di una breve

con prodotti Outline, realizzata da Soft Light,

pellicola 4D (dura quattro minuti) prodotta da Centre Screen

uno dei concessionari russi del produttore

Production con Principal Large Format e Pablo Post, e girata

italiano. Si tratta di una sala polivalente

espressamente per il London Eye. La richiesta era di un

utilizzata per concerti, convegni e altre

filmato breve, di facile comprensione, nel quale i dialoghi

manifestazioni che vanta tra i propri clienti il

non fossero fondamentali, costruita per attrarre i visitatori

governo e la stessa famiglia del presidente

preparandoli alla splendida vista dalla ruota. L’efficacia

dell’Azerbaijan. Le apparecchiature installate

dell’effetto tridimensionale associato alle sensazioni fisiche

sono venti Butterfly CDH 483

(audio, vento, odori...) e massimizzata dal fatto che il corto è

Hi-Pack e otto SubTech 218,

stato filmato pensando a una sala specifica, quella costruita

con finali Outline T7 e processori

apposta nella County Hall adiacente l’area accoglienza della

di segnale Genius 26; inoltre

ruota. Le immagini spettacolari offrono una visione a volo

per la medio-corta gittata sono

d’uccello sulla città realizzata con una telecamera 3D con

stati impiegati i diffusori Micra

stabilizzatore per il montaggio su elicottero.

II e Micra II SP (attivi) e console

www.plf.cc

Innovason. www.outline.it

La fibra per l’Africa Seacom ha annunciato la posa e messa in opera di un cavo sottomarino che collegherà in fibra ottica la costa est africana con il resto del mondo. Dopo i ritardi dovuti all’attività dei pirati, che hanno rallentato il lavoro delle navi incaricate della posa, è ora attivo il primo di una serie di collegamenti in fibra che presto eleveranno di molto la connettività di quest’area, mentre il consorzio Sat3/Wasc/Safe controlla l’omonimo cavo che serve la costa ovest dell’Africa, e il satellite (con altri operatori) rappresenta di fatto l’unica alternativa. Mentre altri operatori hanno pianificato prezzi diversi a seconda dei paesi africani cablati, Seacom preferisce vendere a un prezzo unico per tutti la stessa quantità di banda, anche se in alcune aree non possiede proprie strutture a terra e paga un affitto agli altri operatori. Sono già attivi accessi per Kenya, Tanzania e Uganda, fra qualche mese anche Ruanda e Burundi, con l’idea di allargare la propria influenza verso l’entroterra est africano. www.seacom.mu

40 anni di Allen&Heath Quest’anno la britannica Allen&Heath celebra i quarant’anni di attività come azienda di progettazione e produzione di prodotti per l’audio professionale per il live, la registrazione e per l’area Dj. Compie inoltre dieci anni il marchio Xone. I festeggiamenti sono cominciati con un grandioso party tenutosi in occasione del Plasa a Londra, lo scorso settembre. www.allen-heath.com Distribuito in Italia da Grisby Music: www.grisby.it

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news Linea Christie Entero LED

Touchpanel Crestron Isys i/O TPMC-12

Ambiti di applicazione elettivi: sale controllo e

Dalla sala riunioni aziendale all’entertainment casalingo,

videowall. Si tratta del sistema di proiezione a base

Isys i/O TPMC-12 offre la possibilità di gestire tutto da

LED Christie Entero, con risoluzione da SXGA+

un unico pannello touchscreen da 12” con piattaforma

a WUXGA. La serie di prodotti sfrutta un unico

PC integrata e possibilità di accesso al Web. Dispone

chip DLP illuminato a LED (oltre 50.000 ore) al

infatti di connettività Cresnet ed Ethernet ad alta

fine di eliminare i costi di manutenzione (non ha

velocità, due porte USB 2.0, ampia compatibilità con

lampade, quote colore né filtri) e di funzionamento,

diversi formati video streaming (oltre a quelli supportati

per applicazioni 24/7. Il LED mantiene più a

dai media player a bordo, integra il

lungo della lampada tradizionale le proprie

supporto nativo per telecamere e

caratteristiche spettrali, e di conseguenza

server di terze parti con il formato

la qualità dell’immagine, ha anche una

motion-JPEG), per vedere i filmati

corrispondenza colore più accurata e più

direttamente sul touchscreen

ampio margine di regolazione della luminosità,

(risoluzione 24 bit 800x600, 4:3,

oltre alla possibilità di ridurre al minimo gli

400 cd/m2) e scriverci o disegnarci

artefatti sequenziando più velocemente di

sopra con la funzione “annotazioni

una ruota colore tradizionale i colori RGB del

interattive”. Per l’audio, Isys integra altoparlanti stereo

LED. I proiettori integrano le tecnologie Christie

(2x5W), microfoni e presa cuffie stereo, funzionalità

LiteLOC, ColorLOC e ArrayLOC per le regolazioni

intercom, conversione D/A 24 bit 48 kHz. Oltre alla

automatiche in tempo reale, in base alle condizioni

creazione di schermate di controllo su misura, la grafica

di proiezione. La luminosità è pari a 600 ANSI

per le funzioni si può personalizzare con file audio in

Lumen per illuminare piattaforme display cube

formato WAV caricabili dall’utente. Il PC embedded

Christie da 50”, 67” e 72”, dagli ampi angoli di

permette l’installazione di software quali Windows

visione; ottiche sigillate (anti-polvere) e tecnologia

Media Player, RealPlayer, Internet Explorer, Acrobat

di raffreddamento silenziosa “heat pipe”.

Reader, lettura di file Word, Excel e Power Point,

www.christiedigital.com/emeaen

supporto per Windows SlideShow (per l’accesso a

Distribuito in Italia da EHome: www.ehomeitalia.com

contenuti PC e web-based, dalla mail ai feed o alle news). www.crestron.com

Controller Crestron MPC-M5 Classico controller programmabile da installare a parete o su supporto da tavolo, MPC-M5 è l’ultimo nato della serie MPC, Media Presentation Controller, ed è anche il più compatto. Considerato l’ambito di impiego, il controllo audio video in contesti dalle dimensioni limitate, Crestron ha puntato sul rapporto costo/prestazioni. L’M5 prevede la scatola da incasso standard per le connessioni, software Crestron RoomView per l’integrazione e monitoraggio in rete, crittografia SSL, pannello bianco o nero con dieci pulsanti con LED, scritte retro illuminate personalizzabili, collegamento wireless. Collegamento Ethernet 10/100, porta bidirezionale RS-232 COM, seriale IR, due relé e due ingressi, alimentazione via PoE, supporto SNMP per l’integrazione con i software di terze parti. Microprocessore 32 bit Freescale ColdFire, 32 MB SDRAM, 256 kB NVRAM, flash da 8 MB, dimensioni 11,43x15,50x4,93 cm, peso 424 g. www.crestron.com

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Proiettore home cinema Panasonic PT-AE4000 PT-AE4000 è il nuovo proiettore LCD full HD (1.920x1.080) che Panasonic propone all’home cinema di fascia alta e ai professionisti dell’AV, proseguendo sulla strada del precedente modello PTAE3000. Permette una visione 2,35:1 eliminando l’effetto cinescopio, con una qualità professionale apportata da una luminosità di 1.600 lumen, da un contrasto pari a 80.000:1 e dalla tecnologia Intelligent Frame Creation da 100 Mhz (per la riduzione dell’effetto blur). La macchina è in grado di memorizzare fino a sei diverse posizioni di zoom e messa a fuoco (sistema Panasonic Lens Memory 2) e riconosce automaticamente il formato delle immagini passando da 16:9 a 2,35:1. Funzioni più complesse permettono di adattare la qualità dell’immagine per ottenere i migliori risultati rispetto all’ambiente di proiezione, e ridurre consumo e inquinamento: Advanced Gamma Adjustment per il livello di output e input della curva di gamma, Waveform Monitor, che misura il livello di luminosità della fonte video e la ottimizza in base all’impianto presente; dispone inoltre di tre ingressi HDMI (colore profondo e x.v. color). Posizionabile a soffitto o a parete (aggiustamento verticale 100%, orizzontale 40%), filtro laterale sostituibile, lampada collocata nella zona superiore, per facilitare la manutenzione. http://panasonic.net/avc/projector

MPEG-4 obbligatorio dal 2012

Sony e Sharp per gli LCD

Le aspettative dei consumatori riguardo

Joint venture giapponese per la produzione di

all’integrazione tra televisione e dispositivi

pannelli LCD di grandi dimensioni e componenti

portatili, il cellulare primo tra tutti, quindi la

relativi: Sony e Sharp si sono alleate (probabilmente

banda larga, pongono il problema del rapido

per meglio contrastare il concorrente comune

invecchiamento dei “nuovi” decoder per la TV

Samsung) ufficializzando l’accordo nel mese di

digitale. Ecco quindi la risoluzione (in corso di

agosto. Sharp ha creato appositamente la divisione Display

approvazione) della Comunità Europea, che

Products Corporation a Sakai City, Osaka, attiva da ottobre;

propone di rendere obbligatorio a partire dal

l’impianto all’avanguardia lavorerà sugli schermi di decima

2012 il supporto del codec di compressione

generazione e sui moduli che li compongono. Da dicembre

video MPEG-4, già ampiamente utilizzato per

Sony comincerà a sostenerla con i propri investimenti,

l’alta definizione e per il video a risoluzione

ricevendone in cambio azioni da Sharp, fino a detenerne il

standard nella TV digitale, appunto.

34%, mentre il restante 66% resterà in mano di Sharp. La

L’obbligatorietà tutelerebbe i consumatori

creazione di un polo produttivo di questa importanza per

meno tecnologicamente informati da acquisti

gli LCD ne farà prevedibilmente scendere i prezzi, forse già

inutili, quando sono in dirittura d’arrivo in

dal 2010. Sharp ha firmato proprio ad agosto un accordo in

Europa diverse piattaforme video basate sul

Cina per la produzione di pannelli LCD con Cec-Panda LCD

più efficiente MPEG-4.

Technology di Nanjing city, nello Jiangsu. www.sony.it

www.sharp.it

Bticino su smart-phone Il catalogo Bticino (oltre 8.000 articoli) con tutte le caratteristiche tecniche e il manuale di ciascun prodotto è disponibile anche per smart-phone dal sito www.catalogo.bticino.mobi. Un utile supporto per i dubbi in fase di installazione, quando il supporto cartaceo non è a portata di mano: basta utilizzare la ricerca, per esempio tramite il codice articolo, o navigare tra le famiglie di prodotto. www.bticino.it

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news

XD3200U

Videoproiettori Mitsubishi XD3200U e WD3300U

Controller AMX DVX-2100HD

In ambito business, i due nuovi modelli di proiettori

Destinazione d’uso del controller DVX-2100HD sono

DLP Mitsubishi sono indicati per applicazioni su

le presentazioni audio-video più articolate, con molti

grandi schermi (da 40” a 300”). Hanno risoluzione

apparecchi coinvolti tra cui anche la video-conferenza,

nativa pari a 1.024x768 per XD3200U e 1.280x800

oppure i contesti formativi ove siano richiesti display

per WD3300U, rispettivamente luminosità di 4.500

multipli o preview video. Alla base, l’idea di offrire tutto

e 4.000 ANSI Lumen e contrasto 2.300:1 e 2.500:1,

il necessario in un unico dispositivo, per risparmiare

adatto a proiezioni in ambienti luminosi, lampada

sui tempi di installazione e sui costi. Integra quindi

della durata di 4.000 ore, consumo in stand-

le funzioni di

by ridotto a 1W. Per la loro installazione e

scaling video con

settaggio Mitsubishi Electric ha puntato sulla

riconoscimento

semplicità, con impostazioni predisposte per

della risoluzione

le applicazioni più comuni, accesso laterale

e upscaling fino a 1.920x1.200 pixel, gestione digitale

alla lampada, lensh-shift da telecomando,

dei diversi formati video con oltre 200 possibili

ottiche intercambiabili (opzionali) per le quali non è

combinazioni in ingresso tra DVI, RGB, Component,

necessario rimuovere il coperchio del proiettore. Tra le

S-Video e Composito; per l’audio il controller dispone

caratteristiche distintive ci sono la rumorosità ridotta

della funzione di mixaggio e amplificazione con due

e la possibilità di controllo via LAN, con software in

canali da 25 W in uscita (8 Ohm), Eq a cinque bande

dotazione per gli allarmi. Ingressi Mini D-sub 15 pin,

(sette con il prossimo upgrade firmware), e un’uscita

DVI-I, tre stereo jack mini, uscite RGB mini D-sub

stereo di linea con mix ed Eq indipendenti. Porte

e stereo mini jack, connessione LAN RJ45, RS-

RS-232, I/O digitali e relé, CAT5/5e/6 per collegare

23CD sub 9 pin, USB, altoparlante mono da 10W.

fino a due sorgenti audio-video remote (fino a 50 m),

Dimensioni 45x18,7x37,3 cm inclusa la copertura

cavo HydraPort retraibile e UPX. Memoria da 64 MB

posteriore per i cavi, peso 10,3 kg.

SDRAM, 1 MB non volatile SRAM, flash da 256 MB.

www.mitsubishielectric.it/vis

www.amx.com Distribuito in Italia da www.intermark.it

Mixer amplificatori RCF Per installazioni fisse, in particolare per annunci e musica, AM 2160 e AM 2320 sono due mixer amplificatori RCF, le cui caratteristiche tecniche sono identiche a eccezione della potenza, di 160 W per il primo e 320 W per il secondo, sempre in classe D e con alimentazione switching. Entrambi dispongono di quattro ingressi audio mic/line su connettori removibili con controllo comune di presenza e filtri passa alto a 150 Hz (inseribili separatamente, per migliorare l’intelligibilità del parlato) e di due ingressi Aux con controllo di guadagno (pannello posteriore) per sorgenti sonore esterne e controlli di tono separati. L’ingresso 1 ha il connettore XLR e il circuito di rilevazione del segnale con funzione di attivazione della priorità, mentre sugli ingressi 1-4 si può ottenere la priorità utilizzando un comando esterno. Gli ingressi 2 e 3 hanno la connessione RJ-45 per il collegamento alla base microfonica dedicata BM 3001. Aux in uscita, connessioni per diffusori a impedenza costante (4 Ohm) e a tensione costante (70-100 V) indicazioni luminose di stato, per l’attività del circuito di priorità e il livello del segnale audio. Risposta in frequenza 50 Hz - 20 kHz, distorsione <0,3%, rapporto segnale/rumore >60 dB (mic) e >80 dB (Aux). www.rcf.it

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news

PC integrati NEC È già disponibile da NEC la nuova generazione di PC integrati per i public display NEC Multeos M40 ed M46, MultiSync LCD4620, LCD5220 e LCD6520 sia portrait che landscape, X461UN e X461HB. Tre i modelli di Built-In PC disponibili, classificati in base al processore: Intel Celeron 1.2 per applicazioni digital signage in ambito retail, Intel Core 2 Duo 1.86 per applicazioni che richiedono prestazioni grafiche impegnative, e Intel Atom con SSD (Solid State Disk) per le applicazioni meno impegnative o nei trasporti. Tutti e tre con sistema operativo Windows XP Embedded (il PC è compatibile con Linux), supportano la risoluzione video full HD e consumano meno rispetto ai PC della generazione precedente, inoltre il modello con SSD non necessita di raffreddamento attivo, quindi non monta parti in movimento, a vantaggio dell’affidabilità. Poiché i PC sono indipendenti dal monitor e vanno sistemati nell’apposito alloggiamento, è possibile per esempio caricare gli aggiornamenti software anche con il display spento (nel digital signage, durante la notte), con risparmio di energia. Le connessioni prevedono tre porte USB 2.0, interfaccia Gigabit Ethernet integrata (per l’accesso a Internet o Intranet), slot per Express Card per accesso a UMTS, WLAN o DVB-T, uscita DVI-I per il collegamento di un secondo display (per installazioni back-to-back), interfaccia RS-232, software incluso NaviSet Administrator. Garanzia tre anni. www.nec-display-solutions.com

Convertitore USB 3.0 Fujitsu

Sistema Christie Matrix StIM

Primo di una serie di convertitori USB 3.0-SATA

Christie ha messo a punto un sistema per la simulazione e il

di Fujitsu Microelectronics Europe, MB86C30A

training scalabile, in grado di offrire immagini più realistiche

viene collocato nei dispositivi periferici che

sfruttando LED IR per la visione notturna, e a un costo ridotto

sfruttano la connessione USB (hard disk esterni)

dall’assenza di lampade per il proiettore, e di conseguenza dai

e ne migliora la velocità di trasferimento dati

bassi costi di manutenzione. Matrix StIM permette il controllo

verso il computer, con le nuove specifiche

indipendente sia dell’immagine visibile che di quella a infrarossi

USB 3.0, fino a 5 Gbps. Oltre ai circuiti di

(InfraScene), la regolazione del colore, del

controllo della

livello del nero e della luminosità in tempo

comunicazione

reale (ArrayLOC). Il sistema non utilizza filtri di

USB e SATA, il

polarizzazione né ruota colore, consuma poca

chip contiene un

energia, quindi non scalda e non necessita di

motore AES con

sistemi di raffreddamento, con i LED il tempo

il supporto di

medio fra i guasti è pari a 50.000 ore. Queste

due modalità di

caratteristiche fanno sì che il proiettore si possa

cifratura/codifica,

montare praticamente in ogni condizione, senza

Cipher Block Chaining (CBC) e XTS (modalità

limitazioni dovute all’orientamento della lampada. Luminosità

XEX), mirate all’utilizzo con hard disk, per il

600 lumen ±10%, contrasto dinamico 10.000:1, uniformità

salvataggio di dati crittografati in una modalità in

>95%, proiettore con singolo TI Darchip 3 DMD con motore

grado di tutelarli in caso di furto o smarrimento

di illuminazione a stato solido, risoluzione nativa 1.920x1.200

del supporto. Trattandosi di una crittografia che

(WXGA, 16:10), pixel clock max 165 Mhz. Inoltre integra le

avviene a livello hardware, non va a caricare la

funzionalità ChristieNET per il controllo via Ethernet, porte 2xRS-

CPU del computer.

232 e una RS-422. La ricchezza di accessori opzionali rende il

www.fujitsu.com

sistema scalabile in base alle esigenze. www.christiedigital.com Distribuito in Italia da EHome: www.ehomeitalia.com

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news JVC a IBC Molte le novità che JVC ha presentato all’ultimo IBC: i display LCD GD-42X1 da 42” (1.9020x1.080 di risoluzione), l’arricchimento della sua gamma di monitor LCD in HD DT-V17G1 e DT-V24G1, e la dimostrazione della macchina fotografica con risoluzione 4K KY-F4000 ecc.; tra gli altri segnaliamo il sottilissimo (solo 6,4 mm) dispaly full-HD da 32” GD-32X, dotato di tecnologia anti blurring 100Hz/120Hz Clear Motion Drive, contrasto 4,000:1 e colori fedeli; ideale per installazioni business o in locali e negozi. Presentate anche nuove funzioni del monitor 3D GD-463D10, dello spessore di soli 39 mm, che usa tecnologia circolare polarizzatrice ed è compatibile con gli standard dei video in 3D. Quando collegato con il convertitore da 2D a 3D, permette un monitoring fedele per le produzioni 3D, senza rischi di flickering. Il metodo di polarizzazione Xpol®, invece di basarsi sull’alternanza delle immagini, visualizza contemporaneamente le immagini per l’occhio destro e il sinistro, in modo da fornire una visione stabile e confortevole. Dotato di tre connessioni HDMI, è compatibile con i segnali HD fino al 1.080p, la visione è possibile con occhiali passivi, senza batterie e con lenti polarizzate. Per quanto usato anche nell’entertainment, il GD-463D10 è dedicato ad applicazioni professionali come progettazione, ricerca scientifica, formazione medica. Il sottile GD-32X1

Il display per 3D GD-463D10

www.jvcpro.eu

LVS-800, nuovo mixer video da Edirol

AV Magazine projection Shoot-out

Sulla scia del successo dei V-8 e V-440D, è nato il

AV Magazine, la testata giornalistica on-line sui temi

mixer video LVS-800 presentato da Edirol durante

dell’audio video, sta preparando un evento dedicato

l’IBC di Amsterdam. Dedicato alla produzione di

alla videoproiezione home theater, agli appassionati

contenuti video nei quali si impieghino telecamere

consumatori, dealer e installatori. Durante i tre

e altre sorgenti video affiancate da computer, gli

week-end a cavallo tra il 21 novembre ed il 6

ambiti di utilizzo sono il corporate, educational,

dicembre, AV Magazine proverà a organizzare un

luoghi di culto, sale conferenza ma anche il live.

vero e proprio duello tra videoproiettori: dieci diversi

Otto canali con due In per computer, DSK (Down

modelli con varie tecnologie (DLP, LCD, LCoS) si

Stream Keyer) per mettere in sovraimpressione

sfideranno fianco a fianco su schermi in formato

grafiche e titoli, uscite Program e cursori A/B

16:9 da circa 2,5 m di base. Il colpo d’occhio si

separati, è completo di porte RS-232, MIDI e

preannuncia entusiasmante. La redazione di AV

Tally; molti gli effetti disponibili tra cui Chroma Key

Magazine guiderà i visitatori attraverso la scoperta

digitale interno, Luminance Key, P-in-P.

delle varie caratteristiche e differenze tra i prodotti.

www.ediroleurope.com

Nel programma dell’evento sono previste sei date: 21 e 22 novembre a Milano, 28 e 29 novembre a Roma, 5 e 6 dicembre a Palermo. www.avmagazine.it/shootout

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ottobre / novembre ‘09 •

n. 20


news

Roland V-Mixer M-380

Ecler per l’installazione

All’ultimo IBC di Amsterdam, con una conferenza

Cresce la gamma dei prodotti Ecler, questa volta

stampa, Roland ha presentato l’ultima novità, il mixer

con prodotti dedicati all’installazione. Segnaliamo

audio digitale M-380. Diretto discendente dell’M-400,

gli IC SB10, diffusori per le basse frequenze da

ma con chassis formato rack, offre 48 canali, patch-

incasso; sono facilmente installabili grazie ai numerosi

bay digitale, processori ed effetti integrati, 16 Aux, otto

accessori e dotati di una griglia

matrici, otto gruppi DCA e otto di Mute, registrazione e

verniciabile a piacere che li rende

riproduzione stereo integrate. L’interfaccia intuitiva e un help on board facilitano anche l’utente meno esperto. M-380 è basato su tecnologia proprietaria

quasi invisibili. Potenza 100 W RMS su 8 Ohm, 96 dB SPL (1 W/1 m), trasformatore integrato per linee a 100 V, diametro esterno 335 mm. IW6i è un diffusore, sempre da

REAC (Roland Ethernet

incasso, ma full range a due vie;

Audio Communication),

leggero (1,85 kg) e molto discreto,

che permette il trasporto

ha tweeter da 25 mm e woofer da

dei segnali su CAT5 o fibra evitando interferenze; inoltre, il V-Mixing

Componenti dell’IW6i

6,5” accoppiati secondo il principio acustico del baffle infinito, eroga

System (costituito dall’M-38 e da vari apparecchi

90 dB SPL (1 W/1 m). Il mixer SAM412T, misura una

Il mixer da installazione

tra cui l’unita di trasporto digitale Digital Snake e

unità rack, è pensato per le installazioni fisse: quattro

SAM412T

soluzioni per la registrazione multicanale) con l’ausilio

ingressi mic/linea con alimentatore Phantom +18 V,

di Pre microfonici permette di convertire il segnale

con controllo di tono a tre bande su ciascun canale

da analogico a digitale (24 bit) nel punto più vicino

regolabile con cacciavite (contro le manomissioni),

possibile alla sorgente sonora, mantenendone la

funzione talkover sul canale 1, uscite bilanciate

qualità lungo tutta la catena audio. L’M-38 può essere

e sbilanciate, accesso diretto al bus di mix per

anche gestito da remoto con un PC, opzione che

aumentare gli ingressi, controllo mute su tutti gli In per

permette lo scambio di dati e di stabilire configurazioni

la connessione ad allarmi antincendio.

e assegnazioni di canale già prima di arrivare sul luogo

www.ecler.com

dell’evento.

Distribuito in Italia da Exhibo, www.exhibo.it

www.rolandsystemsgroup.net

Doppio HDMI per l’iScan Duo iScan Duo è un processore video con otto ingressi HDMI (oltre a tre ingressi Video Composito, un S-Video, due Component/RGBs, un VGA) in grado di processare segnali di qualsiasi risoluzione (partendo da 480i) e riproporli in uscita a un massimo di 1080p. La sua caratteristica principale è di avere due uscite HDMI, permettendo di ottenere due segnali video a risoluzione diversa (non contemporaneamente) o insieme e della stessa risoluzione. Con la nuova release del software disponibile da fine novembre si potrà disporre di due diversi profili di risoluzione, caricati dall’apparecchio al momento dello switch verso l’una o l’altra uscita HDMI. www.audiogamma.it

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Anno 4° - n°20 ottobre / novembre 2009 Direttore responsabile:

Giorgio Ungania Coordinamento:

Vincenzo Ametrano - v.ametrano@b2bmedia.it In redazione:

Chiara Benedettini, Barbara Trigari, Alessandra Voltani redazione@b2bmedia.it Hanno collaborato a questo numero:

Alberto Forchino, Giuseppe Orlando, Carlo Maria Patrese, Alberto Pilot, Carlo Solarino Progetto grafico:

Atlante Associati – Pesaro Grafica e impaginazione:

Andrea Gasperoni Ferri Stampa:

Pazzini Stampatore Editore Pubblicità:

traffico@b2bmedia.it - Tel 0721 208696 Fax 0721 1791084

Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o delle foto sono riservati. Manoscritti, foto, disegni, quando non esplicitamente richiesti, non vengono restituiti © B2B Media, Viale della Libertà, 9 - 47039 Savignano sul Rubicone [FC] Per la corrispondenza: casella postale 107, uff.postale Pesaro Centro 61100, Pesaro [PU] Registrazione al Tribunale di Pesaro n.540 del 9/10/2006 Informativa ai sensi dell’art. 13, d.lgs 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio della rivista e per svolgere le attività ad essa connesse. Titolare del trattamento è: B2B Media srl – Strada della Romagna 371 – 61100 Colombarone [PU]. Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loto stampa, al confezionamento e spedizione delle riviste, al call center, alla gestione amministrativa e contabile. Ai sensi dell’art.7, d.lgs 196/2003 è possibile esercitare i relativi diritti tra cui consultare, modificare, aggiornare o cancellare i dati, rivolgendosi al titolare che succitato indirizzo. Informativa dell’editore al pubblico ai sensi dell’art.13 lgs 196/2003. Ai sensi del decreto legislativo del 30 giugno 2003, n°196 e dell’art.2, comma 2 del Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, B2B Media srl – titolare del trattamento – rende noto che presso i propri locali siti in Strada della Romagna 371 – 61100 Colombarone [PU], vengono conservati gli archivi di dati personali e di immagini fotografiche cui i giornalisti, praticanti, pubblicisti e altri soggetti (che occasionalmente redigono articoli o saggi) che collaborano col predetto titolare attingono nello svolgimento della propria attività giornalistica per le finalità di informazioni connesse allo svolgimento della stessa. I soggetti che possono conoscere i predetti dati sono esclusivamente i suddetti professionisti, nonché gli addetti preposti alla stampa ed alla realizzazione editoriale della testata. Ai sensi dell’art.7, d.lgs 196/2003 si possono esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati od opporsi al loro utilizzo, rivolgendosi al predetto titolare. Si ricorda che, ai sensi dell’art.138, d.lgs 196/2003, non è esercitatile il diritto di conoscere l’origine dei dati personali ai sensi dell’art.7, comma 2, lettera a), d.lgs 196/2003, in virtù delle norme sul segreto professionali, limitatamente alla fonte della notizia.

3M 3P Adeo Group Adobe AEM Allen&Heath AMX Armour Home ASB Audiogamma

Av Comm-Tec AVS Avielo Biamp Botex BTicino Canon Cavazzoni Chief Christie Digital

Coemar Comi Luce Community Crestron Denon Dataton d&b audiotechnik Ecler Edirol Elettroservice

Gli inserzionisti Agmultivision Via Plinio, 43 20129 Milano Tel 02.45471864 – Fax 02.45471865 www.agmultivision,it

p. 19, 31

Bose Via della Magliana 876 00148 Roma Tel 06.60292292 – Fax 06.60292159 www.bose.it

p. 58, 59

Christie Digital Systems Canada Inc. EMEA Head Office View Point, 200 Ashville Way Workingham, Berkshire, RG41 2PL, U.K. Tel +44 (0) 118.9778000 Fax +44 (0) 118.9778100 www. christiedigital.co.uk

p. 14,15

JVC Professional Europe Ltd. Filiale italiana Via Cassanese 224, Pal. Tiepolo 20090 Segrate (MI) Tel. 02.269431 – Fax. 02.26929361 www.jvcpro.eu Nuova Videosuono S.r.l. Via Albertini 36 60131 Ancona (AN) Tel 071.2868418 – 071.2910028

p. 36, 37

p. 9

Panatronics S.r.l II cop, p. 43 Via Maderna 8 20138 Milano. ITALIA Tel 02.55195561 - Fax 02.55195658 www.panatronics.com Promovisione S.r.l Via Lombadia 26 20098 San Giuliano M.se (Mi) Tel 02.99880359 – Fax 02.700500137 www.promovisione.it

p. 29

p. 45

Crestron Italia S.r.l Via Verona 16 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) Tel 02.9214375 – Fax 02.92729770 www.crestron-int.be www.crestron.com

p. 11

Euromet S.r.l Z.i. Brodolini 60025 Loreto (AN) Tel 071.976444 - Fax 071.978988 www.euromet.com

p. 49

Rimini Fiera Via Emilia 155 47900 Rimini (RN) Tel 0541.744111 – fax 0541.744200

p. 41

Exhibo S.p.A. Via L. da Vinci 6 20057 Vedano al Lambro (MI) Tel 039.49841 – Fax 039.4984280 www.exhibo.it

p. 25

Roland Systems Group C.so Trapani 16 10139 Torino Tel 011.19710332 – Fax 011.19710347 www.rolandsystemsgroup.net Sisme S.p.A. Via Adriatica 11 60027 Osimo Stazione (AN) Tel 071.7819666 Fax 071.781494 www.sisme.com

p. 53

FBT Elettronica S.p.A Zona Industriale Squartabue 62019 Recanati (MC) Tel. 071.750591 - Fax 071.7505920 www.fbt.it

III cop

ISE- Integrated Systems Europe p. 23 Zuidplein 36 1077 XV Amsterdam, NL Tel. +31 (20) 799 7736 - Fax +31 (20) 799 7801 www.iseurope.org

Yamaha Musica Italia IV cop Viale Italia, 88 20020 Lainate (MI) Tel 02.93577241 Fax 02.9370956 www.yamahacommercialaudio.com/commercial_ audio/italy

Le aziende citate Elinca Epson Erco Euromet Exhibo Extron FBT Flos Fujitsu GLP Grechi Harman Kardon K.C.M. Kramer KSV (Krüger Schuberth Vandreike) Ilti luce

InFocus LG Electronics Light Solutions Linn Luceplan Lutron Martin Merlin Entertainment Metis Mitsubishi Electric Nec Norlight Outline Oxytech Panasonic Philips Pioneer

projectiondesign Provincia Autonoma di Bolzano QuickTime Regione Autonoma del Trentino-Alto Adige Relco Group RCF Roland Sacchi Safe Samsung Sanyo Sat3 Seacom Sennheiser Sharp

Smart Sonitus Sonos Sony Strategie Digitali Targetti Tecno delta Trilux Vari-lite Vivitek JBL JVC Italia Wasc Yamaha


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nei “Borghi più belli d’Italia” Sala Consiliare di Montelupone

Teatro Nicola degli Angeli di Montelupone

Montelupone, “Borgo Ideale”, ha inteso rendere grande il suono sia in ambienti chiusi che tra le vie del paese. Un suono che supera il concetto di diffusione sonora geometrica, ma offre un effetto olografico e tridimensionale attraverso diffusori che non deturpano l’architettura medioevale dei palazzi.

Montelupone, nelle Marche, in provincia di Macerata, è riconosciuto dal: Club “I Borghi più Belli d’Italia” dell’ANCI, “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano, “Targa Blu” ed è appartenente a “Il Paesaggio dell’Eccellenza”

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04/10/09 11.18


N° 20 ottobre/novembre 2009 - â&#x201A;Ź 7,00

Connessioni n° 20 - ottobre/novembre 2009

Tecnologia e tendenze nel mondo del Building & Home Automation

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Connessioni n°20 | ottobre/novembre 2009  

Tecnologia e tendenze nel mondo del Building & Home Automation - vox technologica, soluzioni, scenari, dal mondo, approfondimenti

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