Issuu on Google+

Anno IV - n. 09 - Settembre 2012

Confsport Italia Campionati Nazionali di Ginnastica Ritmica e Artistica Stabilite le sedi

L’angolo del campione: JESSICA ROSSI


SOMMARIO In copertina: Jessica Rossi    

Presidente Paolo Borroni Segreteria di redazione Orsola Alice Trevisan Hanno collaborato Paolo Borroni Simone Cotini Arianna Landi Luciano Montanari Antonello Siclè Orsola Alice Trevisan Fotografie Archivio Confsport Italia La collaborazione a questo notiziario è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita

Notiziario della Confsport Italia Anno IV - N. 09 – Settembre 2012

3

Ispirando una generazione di Orsola Alice Trevisan

6

L’angolo del campione Jessica… una ragazza d’oro di Arianna Landi

9

Ginnastica I verdetti di Londra 2012 di Luciano Montanari

11

Normative Defibrillatori e certificazioni mediche di Paolo Borroni

16

Normative Agenzia delle Entrate - Ravvedimento per omes se comunicazioni possibile fino al 31/12/2012 di Paolo Borroni

24

NEWS Alcune foto della Cerimonia di Premiazione degli atleti azzurri medaglisti a Londra 2012

25 Confsport Italia Sede Nazionale Via dell’Imbrecciato, 181 00149 Roma Telefono 06.55282936 06.5506622 Fax 06.5502800 Indirizzo mail info@confsportitalia.it Sito web www.confsportitalia.it

Editoriale

La Formazione E=SC² Il movimento che previene la malattia di Antonello Siclè

26

La Formazione E=SC² L’articolazione del ginocchio di Simone Cotini

28

Ginnastica Ritmica Stage di Ginnastica Ritmica Confsport Italia di Orsola Alice Trevisan

29

Parlano i protagonisti Intervista ad alcune ginnaste partecipanti allo stage di Ginnastica Ritmica di Orsola Alice Trevisan

31

Ginnastica Stabilite le sedi per i Campionati Nazionali di Ginnastica Ritmica e Artistica di Orsola Alice Trevisan

2


L’EDITORIALE

3

Ispirando una generazione di Orsola Alice Trevisan Dal 29 agosto al 9 settembre si sono tenute a za eventi sportivi e culturali per i diversamente Londra le Paralimpiadi 2012. Gli atleti italiani abili, è testimone dell’importanza di queste attihanno vinto complessivamente 28 medaglie: 11 vità. I sacrifici e la dedizione verso l’attività spordi bronzo, 9 d’argento e 9 d’oro. Grazie alle metiva, e non, è la stessa se non superiore di quella daglie conquistate, l’Italia si è collocata al trediprofusa dai normodotati. Nessuna pietà, Ragiocesimo posto nel medagliere. Alle Olimpiadi di nier Fantozzi. Anche Lei nei suoi film, cercava di agosto, l’Italia ha ottenuto lo stesso numero di non essere un “debole”, benché con scarsi risulmedaglie. Al primo posto, nel medagliere delle tati. Al contrario questi atleti hanno invece diParalimpiadi, si è posizionata la Cina con 95 ori mostrato di avere una forza di volontà, dedizio(231 medaglie), seguita al secondo dalla Russia ne e spirito di vita che molto spesso, purtroppo, con 36 ori (102 medaglie) e dalla Gran Bretagna non troviamo negli atleti tanto osannati e celecon 34 ori (120 brati. medaglie). Alex Zanardi, ex La manifestaziocampione di Forne ha avuto uno mula 1 e ora straordinario campione del successo di pubmondo di handbiblico, le ipotesi di ke, ha dichiarato, incasso degli oranche in relazioganizzatori sono ne alle parole di state abbondanPaolo Villaggio, temente superache «ciò che conta te, ed un ottimo nella vita non è share televisivo. dove riesci ad arSiamo rimasti barivare, ma quanta siti davanti alle strada hai fatto Alex Zanardi dichiarazioni da quando sei dell’attore Paolo Villaggio, indimenticabile inpartito». Ha detto di non poter sprecare terprete del Ragionier Ugo Fantozzi, che ha dil’opportunità più grande che ha, vale a dire la chiarato «Le Paralimpiadi? Non sono entusiavita stessa, e di sentire il dovere di fare qualcosmanti, sono l’esaltazione della disgrazia. Non si sa, che sia nello sport, nello studio, nel lavoro, dovrebbero fare. Non le guardo, mi fanno molta nell’amicizia o negli affetti. tristezza… È crudele esaltare una finta pietà». L’Handbike è una particolare bicicletta a tre ruoNoi della Confsport Italia non ci vediamo nulla te che si muove tramite delle manovelle mosse di pietoso anzi ….! Abbiamo visto nei visi esausti dalle braccia dell’atleta, e quindi utilizzata da degli atleti la gioia e la felicità di chi ha potuto persone che hanno disabilità alle gambe. Il nodire ”io c’ero!” Questo che si siano piazzati o mestro Alex, a questi Giochi, ha vinto la medaglia no. d’oro nella gara contro il tempo sul circuito di 16 La Confsport Italia, che da diversi anni organizkm di Brands Hatch, nella prova su strada di 64 Segue a pag. 4


L’EDITORIALE

Cecilia Camellini km categoria H4, con il tempo di 2h00'32" e, non domo, ha conquistato l’argento insieme a Francesca Fenocchio e Vittorio Podestà nella staffetta a squadre mista H1-4. Come si può parlare di ghettizzazione, ci chiediamo, quando vediamo tanta soddisfazione e felicità anche solo per essere presenti a una manifestazione di questa portata, la grinta di voler a tutti i costi arrivare alla fine della competizione. Ma soprattutto Alex è la dimostrazione che si può tornare a vivere dopo un dolore fortissimo. E dare l’esempio, magari a persone che non riescono a trovare la grinta per affrontare una vita “diversa” dal canone di normalità che tutti noi abbiamo. Il leitmotiv dei Giochi Paralimpici 2012 era, infatti, “Inspire a generation”, “Ispiriamo una generazione”. E guardando le foto di Beatrice “Bebe” Vio, la fiorettista 15enne che ha fatto da tedofora a Londra, e che non riesce a contenere l’emozione per la sua futura partecipazione a Rio 2016. Nella cerimonia di inaugurazione ha indossato, al posto delle protesi delle gambe, le

4

“lame” simili a quelle del velocista Pistorius e proprio con queste ha percorso i "suoi" 200 metri in un tratto tra Piccadilly Circus e Trafalgar Square. Insomma, una ragazzina determinata e, soprattutto “ispirata”. Un’altra italiana delle protagoniste di queste Paralimpiadi, che si è distinta vincendo una medaglia di bronzo nei 1500 m T11-T12 (guidata da Andrea Giocondi) e stabilendo il record del mondo della categoria non vedenti (le due atlete che l'hanno preceduta erano della categoria ipovedenti), è Annalisa Minetti, la cantante che nel 1998 trionfò al Festival di Sanremo con la canzone “Senza te o con te”. Ricordiamo che esattamente un anno fa la nostra Arianna Landi intervistava la famosa cantante-atleta. Nell’intervista, pubblicata del numero di Ottobre 2011 del Notiziario Idea Sport, Annalisa ci parlava dell’emozione con cui attendeva e si preparava per Londra 2012, incisa in musica nella canzone dal titolo «Ai vostri posti»,

Annalisa Minetti Segue a pag. 5


L’EDITORIALE Ci raccontò come iniziò la sua carriera da atleta professionista, a 34 anni, e del suo immenso amore per la vita che la portava a tirare fuori una determinazione capace di farla primeggiare in molti ambiti. E soprattutto ci parlò di limiti, che definì «una prigione per chi se li crea». Anche Luca Pancalli, presidente del Cip è entusiasta per i risultati conseguiti dagli atleti azzurri: «E' stato un trionfo. Londra segnerà uno spartiacque nella storia delle Paralimpiadi. Si sono affacciati alla ribalta atleti molto giovani, ma abbiamo visto anche straordinari campioni che hanno fatto la nostra storia. Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro iniziato ancora prima di Pechino: quattro anni fa le fondamenta erano già state posate, ma eravamo all'inizio. In Italia c'è un grande impegno verso la disabilità, su tutti i fronti, e lo sport è certamente un canale importante sul binario di sviluppo. Bisognerebbe capire se in altri Paesi, accanto ai risultati sportivi, esiste una politica di reale sostegno della disabilità. Quando ho smesso i panni dell'atleta, ho iniziato a sognare il Comitato Paralimpico del futuro e ho fatto di tutto per arrivare a costruirlo. Ma nulla avrei potuto fare senza cuore e passione. L'avvocato Agnelli diceva una cosa saggia: un uomo che non piange, non potrà mai fare grandi cose. Ecco, io mi sono commosso spesso durante queste Paralimpiadi». A noi della Confsport Italia, tra Paolo Villaggio, le centinaia di atleti che hanno partecipato ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e i milioni di persone che le hanno seguite con passione in televisione da tutto il mondo, sembra che questi limiti appartengano ad una persona sola. Ecco i nomi dei 28 medagliati italiani: Oro (9): Cecilia Camellini (nuoto, 100mt sl e 50mt sl), Assunta Legnante (lancio del peso), Martina Caironi (atletica 100mt T42), Oscar De Pellegrin (tiro con l’arco), Roberto Bargna (ciclismo su strada C1-C3), Alessandro Zanardi (ciclismo su strada handbike crono, handbike), Luca e Ivano Pizzi (ciclismo su strada tandem).

5

Argento (8): Oxana Corso (atletica 200mt T35, 100mt T35), Pamela Pezzuto (tennistavolo), Alvise De Vidi (atletica100mt T51), Elisabetta Mijno (tiro con l’arco), Luca e Ivano Pizzi (ciclismo su strada, tandem crono), Giorgio Farroni (ciclismo su strada T2), Francesca Fenocchio, Vittorio Podestà, Alessandro Zanardi (ciclismo su strada, team relay). Bronzo (11): Federico Morlacchi (nuoto, 400mt sl, 100mt farfalla, 200mt misti), Cecilia Camellini (100mt dorso, 400mt sl), Annalisa Minetti (atletica 1500 mt), Matteo Betti (scherma in carrozzina, spada), Vittorio Podestà (ciclismo su strada, handbike crono), Michele Pittacolo (ciclismo su strada C4-C5), Alessio Sarri (scherma in carrozzina, sciabola), Cecilia Camellini (nuoto 400sl).


L’ANGOLO DEL CAMPIONE

6

Jessica… una ragazza d’oro! di Arianna Landi una medaglia, noi della Confsport Italia abbiamo voluto mettere in luce una donna che è stata in questa Olimpiade il chiaro segno della passione e della determinazione, caratteristiche essenziali per il raggiungimento dei grandi obiettivi. Lei è Jessica Rossi, 20enne che oggi, dopo l'oro vinto nella disciplina, il tiro al volo, non ha certo bisogno di presentazioni. Come nasce la tua passione per questo sport?

Se c'è una cosa che abbiamo potuto apprendere dalle Olimpiadi di Londra è che in Italia lo sport funziona, ed è più in forma di quanto avessimo potuto immaginare. Forse proprio Londra ha saputo togliere i paraocchi a tutti quelli che, fino ad ora, avevano guardato in un'unica direzione senza rendersi conto che il meglio dello sport italiano, quello che il mondo ci invidia, lo avevamo lasciato lì, dietro l'angolo, senza capire quanto fosse maturo per il raggiungimento di grandi successi. Molti sono gli sport che dopo queste ultime Olimpiadi sono usciti allo scoperto ad iniziare dal Taekwondo con Molfetta che regala, al nostro paese, il primo oro in questa disciplina. Il Tiro con l'arco sale, anch'esso, sul gradino più alto del podio, il pugilato, l'artistica maschile, la ginnastica ritmica ci regalano medaglie e grandi emozioni. Insomma a Londra hanno vinto quegli sport su cui non puntavamo, mentre hanno deluso quelli più visibili al grande pubblico. Per evidenziare meglio, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto impegno ci sia dietro la conquista di

Anche mio padre è tiratore e quindi da quando ero bambina andavo sul campo insieme a lui fino ad appassionarmi, e all’età di 12 anni ho iniziato a fare le gare. Come si vive da donna in un ambiente quasi totalmente maschile? Si pensa sport maschile solo per il fatto che utilizziamo un arma, ma vorrei precisare che l’arma per noi è uno strumento che utilizziamo per fare sport, come un tennista usa una racchetta, noi utilizziamo un fucile. Oltretutto maneggiare un arma ci rende molto responsabili, caratteristica che si può notare in tutti i giovani che si avvicinano a questo sport. Comunque tante donne frequentano il campo da tiro, al contrario di come si pensi. Quali sono state le emozioni che hai provato la prima volta che hai tirato, a sette anni? Le emozioni non le ricordo molto bene, ma posso sicuramente dire che avevo una grande passione dentro, andavo a scuola con il gilet da tiro, e mi caricavo da sola le cartucce pur di sparare. A 12 anni, della tua prima gara, che ricordi hai? Ricordo che ero un po’ arrabbiata perché avevo sparato male rispetto come sparavo in allenaSegue a pag. 7


L’ANGOLO DEL CAMPIONE mento, ma alla fine ho vinto lo stesso!! Quando hai capito che questo sport non era più un gioco, ma avevi potenzialità vere per fare grandi cose? Dalla prima convocazione in nazionale, avevo 15 anni, e non era mai successo che venisse convocata una ragazza cosi giovane: il CT Albano Pera credeva in me e io non volevo deluderlo, così ho iniziato a lavorare seriamente e lo stesso anno vinsi il Campionato del Mondo Juniores! Quanto ha inciso tuo padre nella tua carriera? Mi ha regalato questa grande passione e mi ha aiutato a imparare, poi da quando sono entrata in nazionale ho preso una strada diversa dalla sua che è un tiratore amatoriale. La prima immagine che ti viene in mente pensando alle Olimpiadi di Londra? L’ultimo piattello sparato!! Avresti mai immaginato di arrivare a vincere l’oro? Sapevo che potevo farlo, soprattutto VOLEVO farlo, ho lavorato seriamente per anni per questo importante risultato, non avevo lasciato nulla al

7

caso, e quando sono arrivata là ero serena per il lavoro che avevo fatto, non mi mancava nulla. Quanto è stato impegnativo l’allenamento che ti ha portato a vincere la medaglia più importante e come si articola? Ovviamente è stato un duro lavoro sia tecnico che psicologico, è stato difficile da affrontare soprattutto a livello mentale, e ci sono stati tanti sacrifici. Per potermi allenare meglio sono anche andata a vivere nella provincia di Padova insieme al mio fidanzato, per avvicinarmi al campo da tiro di Ponso: lì ho fatto buona parte dell’allenamento, anche perché molto simile alla struttura di Londra, sia lo sfondo che gli impianti lanciapiattelli che la federazione ci ha messo a disposizione per l’allenamento. Dove si trova la fermezza e l’equilibrio mentale che hai dimostrato di avere durante la gara? La mia sicurezza e serenità non erano altro che la consapevolezza del lavoro che avevo fatto. Qual era l’atleta che ti faceva più paura, se ce ne era una? Per poter partecipare alle Olimpiadi è necessario essersi qualificati e quindi aver ottenuto dei risultati, quindi tutte le partecipanti erano forti e sapevo avrebbero dato il meglio di loro. D’altra parte, nel mio modo di vedere le cose, non esistono avversarie ma l’unico vero avversario è il piattello. Quando sei arrivata a Londra eri nella categoria Juniores e oltre a vincere l’oro hai conquistato un record Olimpico: come ci si sente a 20 anni davanti a tali imprese? L’anno scorso mi sono accorta che nel mio palmares mancava la finale di coppa del mondo e l’Olimpiade. Ho pensato che sarebbe stato bello poter vincere tutto all’età di 20 anni ovvero nella categoria Juniores. Avere uno scopo è la cosa più importante: anche dopo una medaglia così prestigiosa con record del mondo, ho ancora stimoli e obiettivi e quindi voglio guardare avanti! Segue a pag. 8


L’ANGOLO DEL CAMPIONE

8

più importante, la tua impresa è stata quella di aver dato al tiro al volo una visibilità che forse non aveva mai avuto. Sei consapevole di questa responsabilità? E come la vivi? Sono felicissima di questo perché il nostro sport ne ha bisogno e se lo merita, cerco di viverla serenamente!! Com’è vedere la tua figura su tutti i giornali e sentirsi raccontare da essi? Sicuramente mi dà un enorme piacere! Vinta la medaglia non hai dimenticato la tua terra, l’Emilia, anzi le hai dedicato la vittoria…

Come ti sei sentita dopo quel diciassettesimo tiro sbagliato? Credo sia stata l’emozione più bella della mia Olimpiade, perché dagli spalti è partito un “noohh” di sconcerto e dispiacere, seguito però da un lungo applauso di un pubblico così numeroso,dove ognuno tifava per la propria nazione, ma che in quel momento ho sentito tutto con me, e ho sorriso!! Quanto ha inciso il tuo allenatore Albano Pera, su questa vittoria? Moltissimo, anche lui ha vinto una medaglia olimpica e quindi ha saputo gestire benissimo l’avvicinamento alla gara, cosa per me più difficile dato che era la prima Olimpiade. Quindi è stato importante averlo accanto anche per questo. Oltre ad aver vinto la medaglia

Era doveroso, anche se io non ho vissuto il terremoto in prima persona ma lo ha vissuto la mia famiglia. Volevo regalare a tutti i terremotati delle emozioni positive, ne avevano bisogno. Come è stato vivere nel villaggio Olimpico a contatto con i campioni di tanti sport e di tutte le nazioni del mondo? Meraviglioso, è una cosa particolare e speciale che solo chi la vive può sapere cosa significa. I tuoi prossimi progetti? Avrò ancora qualche gara insieme alle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato di cui faccio parte, poi staccherò un po’ la spina per poi riprendere gli allenamenti a dicembre!


GINNASTICA

9

I verdetti di Londra 2012 di Luciano Montanari I Giochi di Londra si sono lasciati alle spalle emozioni e consensi. In termini di risultati, per quanto riguarda la ginnastica, si sono avute sentenze secche, in gran parte conferme. Come la supremazia americana nel settore dell’artistica femminile, con gli Stati Uniti medaglia d’oro sia nella gara a squadre che nel concorso generale con Gabrielle Douglas.

Kohei Uchimura

Gabrielle Douglas Gli asiatici si sono affermati nell’artistica maschile, con Cina e Giappone che hanno confermato le prime due posizioni d Pechino nel concorso per nazioni. Il secondo posto dei nipponici è stato favorito dalla discutibile accettazione del ricorso per l’esercizio di Kohei Uchimura al cavallo con maniglie, decisione che sa un po’ di sudditanza del Comitato Tecnico Maschile della Federazione Internazionale verso il Paese del Sol Levante: la FIG ha perso una grande occasione per tutelare pubblicamente, e in diretta televisiva mondiale, oltretutto per un episodio abbastanza evidente, l’operato delle proprie giurie, che, se pur accusate di solito di partigianeria o incompetenza, a detta di molti nell’occasione avevano espresso bene il loro giudizio. Tornando al nostro discorso, a Londra proprio Uchimura, già tre volte campione del mondo

consecutivamente, si è confermato il numero uno nell’individuale. Nella ritmica, invece, abbiamo assistito alla conferma della Russia, sia nell’all-around, con l’imbattibile Eugenia Kanaeva, che nella gara di squadra, dove ci si aspettava l’impresa delle azzurre, purtroppo non riuscita. Dunque un panorama ben delineato, oltre che per valori tecnici, anche a livello geografico, con tre blocchi che negli ultimi anni l’hanno fatta quasi sempre da padroni. Quasi, perché nella ritmica l’Italia è riuscita per ben tre edizioni consecutive dei Mondiali a primeggiare contro quelle che sono ormai divenute le grandi avversarie, le russe. 

Eugenia Kanaeva Segue a pag. 10


GINNASTICA 10

La squadra italiana Cosa si prevede per il futuro? Partendo proprio dalla ritmica sembra difficile che si possa interrompere la supremazia russa nell’individuale; anche qui si ripete il discorso della sudditanza con il Centro di Mosca, che spesso ospita le stelline delle nuove repubbliche, facendole crescere e brillare di luce propria ma non al punto da poter illuminare il firmamento internazionale. Nella squadra si aspetta di vedere la nuova Italia. Nella ginnastica artistica femminile, gli Stati Uniti sono in grado di continuare a produrre nuovi talenti a getto continuo e di alternarli sul primo gradino del podio, come racconta la storia recente di Giochi Olimpici e Mondiali. La Russia

negli ultimi anni è cresciuta tanto, giungendo finalmente, con Aliya Mustafina, a conquistare per la prima volta la corona di regina dopo lo sgretolamento dell’URSS, ma poi, al momento che conta, cioè a Londra, ha pagato i gravi infortuni occorsi lo scorso anno alla stessa Mustafina e alla Komova. La Romania è sempre lì, come la Cina, gran bella ginnastica ma incompiuta, almeno a livello di risultati. Nella maschile difficile ipotizzare chi possa competere alla pari, o superare, Cina e Giappone. La loro sembra una dinastia destinata a durare nel tempo. Per i due titoli più prestigiosi, a squadre e individuali, insomma, non sembra esserci, a breve, spazio per possibili outsiders, che invece possono e devono accontentarsi di cercare gloria nelle singole specialità. Speriamo che qualcuna di queste possa tingersi d’azzurro, come avvenuto con Jury Chechi e Igor Cassina, ma stiamo parlando di campioni che hanno fatto scuola nel mondo…

 

 

         

DANZARCHETIPO  di Damiano Mongelli  Via Palermo n. 26‐4  00048 ‐ Nettuno (Rm)  info@danzarchetipo.com  Damiano Mongelli +39 327.00.19.571  Fabio Longobardi +39 327.00.19.587  Mauro Murri +39 333.27.69.513  www.danzarchetipo.com 


NORMATIVE 11 Defibrillatori e certificazioni mediche: importanti novità per lo sport introdotte dal “decreto sanità” di Paolo Borroni Certificazioni mediche obbligatorie per le attività sportive e l’utilizzo dei defibrillatori per le società sportive professionistiche e dilettantistiche

Il cosiddetto “decreto sanità” del Ministro Balduzzi, che contiene un passaggio relativo alle certificazioni mediche obbligatorie per le attività sportive e l’utilizzo dei defibrillatori per le società sportive professionistiche e dilettantistiche, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 settembre. Per quanto concerne i certificati medici, il provvedimento ha come obiettivo la tutela della salute dei cittadini che svolgono un’attività sportiva non agonistica o amatoriale e prevede l’introduzione di linee guida per il rilascio di idonee certificazioni, nonché l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti. Il Ministro della Sanità Balduzzi ha recentemente precisato che «chi pratica sport nel tempo libero, dovrà dunque munirsi di una “una certificazione analitica” che vada oltre il tradizionale certificato di sana e robusta costituzione e dica che in ordine a una specifica attività agoni-

stica o amatoriale c’è una condizione di salute fisica adeguata dell’assistito. Non si cambiano le regole sui certificati, ma si chiedono regole più puntuali e precise». Il Ministro Balduzzi ha inoltre chiarito che, diversamente da quanto si potesse dedurre dalla prima formulazione inserita in una bozza del decreto, la certificazione non dovrà essere rilasciata da un medico sportivo. Quanto ai defibrillatori, la norma introduce l’obbligo per le società sportive professionistiche e dilettantistiche di essere dotate di tali apparecchi semi-automatici e di altri eventuali dispositivi salvavita. Restano comunque ancora alcuni nodi da sciogliere su tale iniziativa del Governo, in primo luogo sulla sua natura, ovvero sulla possibilità che diventi, almeno in parte, disegno di legge. Il provvedimento, composto da 16 articoli (e non dai 27 della prima bozza), è stato presentato dal premier Mario Monti come un insieme di «misure urgenti per innalzare il livello di salute del Paese». Ecco le 14 novità principali contenute nel decreto legge n. 158 del 13 settembre 2012 (c.d. ''decreto omnibus'' per la sanità), messo a punto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre: 1) ASSISTENZA SANITARIA TERRITORIALE. Si riorganizzano le cure primarie, nella consapevolezza che il processo di de-ospedalizzazione, se non è accompagnato da un corrispondente e contestuale rafforzamento dell'assistenza sanitaria sul territorio, determina di fatto una impossibilità per i cittadini di beneficiare delle cure. Segue a pag. 12


NORMATIVE 12 I punti qualificanti del riordino delle cure primarie sono: integrazione monoprofessionale e multiprofessionale per favorire il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, secondo modelli individuati dalle Regioni anche al fine di decongestionare gli ospedali; ruolo unico ed accesso unico per tutti i professionisti medicine nell'ambito della propria area convenzionale al fine di far fronte alle esigenze di continuità assistenziale, organizzazione e gestione; sviluppo dell'ICT quale strumento irrinunciabile per l'aggregazione funzionale e per l'integrazione delle cure territoriali e ospedaliere.

2) INTRAMOENIA. Si introducono, dopo più di dieci anni, nuove norme in materia di attività professionale intramoenia dei medici, al fine di superare il regime provvisorio. Le aziende sanitarie devono procedere a una definitiva e straordinaria ricognizione degli spazi disponibili per le attività libero-professionali ed eventualmente possono, con un sistema informatico speciale, utilizzare spazi presso strutture sanitarie esterne, ovvero autorizzare i singoli medici a operare nei propri studi. Rilevante novità è che tutta l'attività viene messa in rete per dare trasparenza e avere tracciabilità di tutti i pagamenti effettuati dai pazienti, rendendo anche possibile un effettivo controllo del numero delle prestazioni che il

professionista svolge sia durante il servizio ordinario, sia in regime di intramoenia. E' previsto che parte degli importi riscossi saranno destinati, oltre che per i compensi dei medici e del personale di supporto, anche per la copertura dei costi sostenuti dalle aziende. 3) MEDICINA DIFENSIVA. Si regola la responsabilità professionale di chi esercita professioni sanitarie per contenere il fenomeno della cosiddetta ''medicina difensiva'' che determina la prescrizione di esami diagnostici inappropriati al solo scopo di evitare responsabilità civili, con gravi conseguenze sia sulla salute dei cittadini, sia sull'aumento delle liste di attesa e dei costi a carico delle aziende sanitarie. Nel valutare la responsabilità dei professionisti si terrà conto della circostanza che essi abbiano svolto la prestazione professionale secondo linee guida e buone pratiche elaborate dalla comunità scientifica nazionale e internazionale. Viene inoltre costituito un Fondo per garantire idonee coperture assicurative finanziato con il contributo dei professionisti e delle assicurazioni, in misura percentuale sui premi incassati, comunque non superiore al 4 per cento. 4) TRASPARENZA NELLA SCELTA DI DIRETTORI GENERALI E PRIMARI. Le nomine dei direttori generali delle aziende e degli enti del SSR (Servizio Sanitario Regionale) vengono sottoposte a una nuova disciplina che privilegia il merito e tende a riequilibrare il rapporto tra indirizzo politico e gestione delle aziende sanitarie.

Segue a pag. 13


NORMATIVE 13 Le Regioni infatti dovranno provvedere alla nomina dei DG attingendo ad un elenco regionale di idonei costituito a valle di una procedura selettiva che sarà svolta da una commissione costituita da esperti indipendenti, procedura a cui potranno accedere solo coloro che documenteranno, oltre ai titoli richiesti, un'adeguata esperienza dirigenziale nel settore. Saranno garantite idonee misure di pubblicità, anche sul web, dei bandi, delle nomine e dei curricula, oltre che di trasparenza nella valutazione degli aspiranti alla nomina. Per i primari (dirigenti, medici e sanitari di strutture complesse) viene istituita una procedura selettiva affidata a primari della stessa disciplina, ma non della stessa Asl, sorteggiati a livello nazionale. Il direttore generale dovrà scegliere il primario necessariamente entro la rosa dei primi tre candidati. Per consentire il sorteggio, saranno costituiti entro tre mesi elenchi regionali dei primari per singole discipline e l' elenco nazionale sarà la sommatoria degli elenchi regionali. 5) NUOVI LEA. Si aggiornano i Lea tenendo conto anche di nuove patologie emergenti con riferimento prioritario alla malattie croniche, alle malattie rare e al fenomeno della ludopatia. 6) LIMITAZIONI VENDITA TABACCHI. Si arricchisce il quadro normativo inerente alla lotta al fumo. E' vietata la vendita dei prodotti da fumo ai minori di 18 anni (finora il limite era a 16 anni) con sanzioni per gli esercenti da 250 a 1000 euro, che passano da 500 a 2000 euro con la sospensione della licenza per tre mesi in caso di recidiva. I distributori automatici di tali prodotti dovranno possedere un sistema automatico di accertamento dell'età degli acquirenti. 7) CERTIFICATI PER ATTIVITA' SPORTIVA

tive professionistiche e dilettantistiche di defibrillatori semi-automatici e di altri eventuali dispositivi salvavita. 8) LUDOPATIE. Sono state introdotte disposizioni per: limitare la pubblicità dei giochi con vincite in denaro con particolare riguardo alla tutela dei minori; esplicitare le probabilità di vincita e il rischio di dipendenza dal gioco; vietare l' accesso dei minori alle sale ovvero alle aree destinate al gioco; effettuare controlli mirati per verificare il rispetto di norme a tutela dei minori; rivedere, limitatamente alle nuove concessioni, anche su indicazione dei Comuni la dislocazione di punti di raccolta del gioco evitando la prossimità a luoghi sensibili (scuole, università, nosocomi, luoghi di culto). 9) SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA' VETERINARIA. Si introduce l'obbligo di avviso ai consumatori, con appositi cartelli affissi nei punti vendita, dei rischi connessi al consumo di latte crudo e pesce crudo. Viene vietata, inoltre, la somministrazione di latte crudo e crema cruda nell'ambito della ristorazione collettiva, anche scolastica. Sono previste misure sanzionatorie nei confronti delle Regioni che sono in ritardo nei programmi di contrasto alle malattie infettive e diffusive del bestiame. Per le Regioni inadempienti e' prevista la nomina di appositi commissari. E' previsto che, fatta salva la verifica della compatibilità comunitaria della misura, sia aumentato il contenuto di succo naturale di frutta dal 12 al 20 per cento nelle bevande analcoliche che utilizzano la denominazione della frutta medesima.

AMATORIALE. A tutela della salute dei cittadini che svolgono un'attività sportiva non agonistica o amatoriale, verranno predisposte linee guida per idonee certificazioni mediche e l'effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione, nonchè l'impiego, da parte di società sporSegue a pag. 14


NORMATIVE 14 10) FARMACI. Sono previste misure finalizzate a garantire che i farmaci innovativi riconosciuti dall'AIFA come rimborsabili dal SSN siano tempestivamente messi a disposizione delle strutture sanitarie di tutte le Regioni italiane. Viene disposto l'aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale per eliminare farmaci obsoleti e avere più spazio per i farmaci innovativi. Si prevede la sperimentazione, da parte delle Regioni, di nuove modalità di confezionamento dei farmaci per eliminare sprechi di prodotto e meccanismi impropri di prescrizione e per facilitare la personalizzazione del confezionamento stesso. Viene completato il passaggio all'AIFA delle competenze in materia di sperimentazione clinica dei medicinali oggi ancora attribuite all'Istituto superiore di sanità, limitando contestualmente il proliferare dei comitati etici, prevedendo una gestione interamente telematica della documentazione sugli studi clinici. Le regole sulle autorizzazioni inerenti ai farmaci omeopatici sono precisate e semplificate, mantenendo le necessarie garanzie di qualità e sicurezza. 11) EDILIZIA OSPEDALIERA. Vengono migliorate le norme che regolano il partenariato pubblico-privato in materia di edilizia sanitaria ampliando la possibilità di collaborazione tra investitore privato e azienda sanitaria pubblica. Per quanto attiene all'adeguamento della normativa antincendio, viene previsto che una quota-parte delle risorse statali dedicate all'adeguamento strutturale e tecnologico dei presidi sanitari venga utilizzata specificamente per il rispetto della stessa normativa antincendio, la quale viene anche semplificata per alcune tipologie di strutture sanitarie. Viene inoltre accelerato e facilitato l'utilizzo delle risorse, già destinate alla creazione di strutture socio-sanitarie, per trasferire i pazienti attualmente ospitati negli ospedali psichiatrici giudiziari di cui e' stata recentemente stabilita per legge la chiusura definitiva. 12) ISTITUTO NAZIONALE MIGRAZIONI E PO-

VERTA'. Viene definitivamente stabilizzata l'operatività di questo Istituto vigilato del Ministero della Salute, con programmi d'intervento a carattere interregionale per operare nelle situazioni di maggior disagio sanitario legato alla povertà e ai fenomeni migratori. 13) RICERCA SANITARIA. Si stabiliscono nuove regole per il riconoscimento e la conferma degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. 14) ASSISTENZA AL PERSONALE NAVIGANTE. Viene completato il processo di trasferimento delle competenze per l'assistenza ai marittimi e al personale dell'aviazione civile dal Ministero della Salute alle Regioni. Ogni anno in Italia le vittime dell'arresto cardiaco sono 57.000, una ogni nove minuti, e costituiscono il 10% della totalità dei decessi. L’'arresto cardiaco può colpire chiunque, quasi sempre senza preavviso. Se il ritmo cardiaco non viene ristabilito velocemente, la morte sopraggiunge in pochi minuti e danni cerebrali irreversibili possono manifestarsi dopo appena 5 – 6 minuti. Vitale è intervenire immediatamente utilizzando un defibrillatore, che consente al cuore di riprendere un ritmo cardiaco regolare. L’utilizzo rapido e diffuso dei defibrillatori convenzionali è estremamente limitato dalla difficoltà di interpretare presto e bene una traccia elettrocardiografica, soprattutto in condizioni extraospedaliere e da personale non medico.

Segue a pag. 15


NORMATIVE 15 Molti studi hanno quindi confermato l’ampia affidabilità dei defibrillatori semiautomatici (AED o DAE) e l’utilità della loro adozione in quanto consentono di anticipare sensibilmente la defibrillazione. Inoltre questi apparecchi sono dotati di meccanismi che interpretano l’ECG e dati gli alti livelli di specificità riscontrati garantiscono una scarica adeguata alle necessità del momento e possono essere utilizzati senza specifiche referenze. Ridurre di un minuto il tempo fra l’arresto cardiaco e la defibrillazione consente di aumentare in modo non trascurabile la sopravvivenza. I defibrillatori semiautomatici sono in grado di riconoscere automaticamente il segnale elettrocardiografico e permettono l’ erogazione della scarica solo quando viene riconosciuto un ritmo defibrillabile. Oggi la defibrillazione è possibile anche in ambiente non ospedaliero. Sono infatti disponibili defibrillatori cosiddetti “semiautomatici”, ovvero apparecchi che, una volta collegati opportunamente al paziente, effettuano la diagnosi del ritmo cardiaco e si predispongono ad erogare la corrente di defibrillazione qualora sia indicato; il compito dell’operatore consiste nel controllare che l’operazione avvenga in sicurezza per la vittima, per gli operatori e per gli astanti e nell’erogare la scarica, se consigliata, attraverso il pulsante apposito. I defibrillatori semiautomatici hanno una caratteristica essenziale: una volta collegati correttamente alla persona in arresto cardiaco, effettuano la diagnosi del ritmo cardiaco, esonerando da questo compito i soccorritori. I defibrillatori analizzano automaticamente l’attività elettrica del cuore attraverso due elettrodi adesivi che vengono posizionati sul torace del paziente. Solo in presenza di fibrillazione o tachicardia ventricolare, viene data l’indicazione di erogare la scarica. Guide vocali e visive guida-

no il soccorritore nelle varie fasi. I livelli di energia sono preimpostati in accordo con le linee guida. La “salute” è sempre stato un obiettivo primario della Confsport Italia. Da anni siamo impegnati in campagne di sensibilizzazione ed in modo particolare verso i giovani. Il nostro obiettivo è sempre stato quello della “prevenzione”. Per noi la salute è da considerarsi un bene primario nella vita della persona e della collettività. Infatti, la sua perdita preclude qualunque opportunità e la qualità stessa della vita ne viene seriamente compromessa. Spesso dalla pagine di “Idea Sport” abbiamo invitato i genitori a prestare molta più attenzione verso i loro figli. Non servono ne leggi ne decreti “prima di effettuare qualsiasi pratica sportiva occorre una certificazione medica”. Non accontentiamoci, però del certificato di “sana e robusta costituzione fisica”, cerchiamo di approfondire il più possibile le capacità o i limiti del nostro corpo e periodicamente effettuiamo un “tagliando”. Abbiamo visto che molte volte queste visite non sono risultate determinati a scoprire alcune patologie congenite. Plaudiamo quindi l’iniziativa del Ministro Balduzzi anche se siamo consapevoli che “la vita non ha prezzo”.


NORMATIVE 16 Agenzia delle Entrate - Ravvedimento per omesse comunicazioni possibile fino al 31 dicembre 2012

di Paolo Borroni

L’art. 2, comma 1, del DL 16/2012 ha introdotto la possibilità di sanare l’omissione di comunicazioni che, per effetto della legislazione di riferimento, sono necessarie per la fruizione di particolari regimi fiscali. Ecco che l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 38/E del 28 settembre 2012, si è pronunciata in merito all’ambito applicativo di tale novità. Tale innovazione ha come ratio la salvaguardia dei diritti del contribuente in buona fede, e, come chiarito dalla Relazione illustrativa al DL 16/2012, presuppone che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto ovvero con il beneficio fiscale di cui intende usufruire, “e abbia solo omesso l’adempimento formale normativamente richiesto, che viene posto in essere successivamente”. In sede di prima applicazione della norma, in considerazione dell’incertezza interpretativa in merito all’individuazione del dies ad quem entro il quale sanare l’adempimento omesso, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la regolarizzazione possa avvenire entro il 31 dicembre 2012. Ecco il Testo integrale della circolare OGGETTO: Remissione in bonis – Articolo 2, commi 1, 2, 3 e 3-bis, del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16 (c.d. “Decreto semplificazioni fiscali e Decreto semplificazioni tributarie”), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44 – Primi chiarimenti PREMESSA Con il decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44 (di seguito “decreto”), sono state introdotte disposizioni di semplificazione degli adempimenti tributari, volte ad assicurare una riduzione degli oneri ammini-

strativi per i cittadini e le imprese. La presente circolare fornisce chiarimenti in merito ad alcune delle semplificazioni introdotte dall’articolo 2 del decreto con riferimento a comunicazioni ed adempimenti fiscali. In particolare, detto articolo: 1. consente, al comma 1, la fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali anche nel caso in cui il contribuente non adempia, nei tempi previsti, agli obblighi di preventiva comunicazione o a qualunque altro adempimento di natura formale previsto dalla legislazione vigente; 2. fa salve, al comma 2, le domande tardive di iscrizione negli elenchi dei soggetti che partecipano al riparto del cinque per mille dell’IRPEF, nonché le tardive integrazioni documentali; 3. modifica, al comma 3, il vigente articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, aggiungendo la disposizione secondo cui, in caso di cessione dell’eccedenza dell’IRES risultante dalla dichiarazione dei redditi derivante dal consolidato, ai sensi dell’articolo 122 del decreto del Presidente della Repubblica 1986, n. 917, (di seguito “TUIR”), la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto non comporta l’inefficacia della cessione stessa; 4. fa salva, al comma 3-bis, l’efficacia giuridica dell’eventuale cessione, tra soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo, di eccedenze utilizzabili in compensazione realizzata in mancanza dell’indicazione degli estremi del soggetto cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione. 1 ARTICOLO 2, COMMA 1. REMISSIONE IN BONIS. 1.1 Premessa L’articolo 2, comma 1, del decreto introduce una particolare forma di ravvedimento operoso (c.d. remissione in bonis) volto ad evitare che mere dimenticanze relative a comunicazioni ovvero, in generale, ad adempimenti formali non eseguiti tempestivamente precludano al contribuente, in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma, la possibilità di fruire di benefici fiscali o di regimi opzionali.

Segue a pag. 17


NORMATIVE 17 Ai sensi del citato articolo, infatti, “la fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non è preclusa, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, laddove il contribuente: a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; b) effettui la comunicazione ovvero esegua l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile; c) versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalità stabilite dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista”. Come chiarito dalla relazione illustrativa, la previsione in esame, in presenza di alcuni presupposti di natura sostanziale di cui si dirà oltre, intende “salvaguardare la scelta operata dal contribuente che presenta la comunicazione ovvero assolve l’adempimento richiesto tardivamente”, ed è “strutturata in modo tale da sanare quei soli comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario, nemmeno in termini di pregiudizio all’attività di accertamento”. La medesima relazione, nel precisare che la suddetta previsione “intende salvaguardare il contribuente in buona fede”, esclude che il beneficio possa essere fruito o il regime applicato nelle ipotesi in cui il tardivo assolvimento dell’obbligo di comunicazione ovvero dell’adempimento di natura formale rappresenti un mero ripensamento, ovvero una scelta a posteriori basata su ragioni di opportunità. L’esistenza della buona fede, in altri termini, presuppone che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto ovvero con il beneficio fiscale di cui intende usufruire (c.d. comportamento concludente), ed abbia soltanto omesso l’adempimento formale normativamente richiesto, che viene posto in essere successivamente. 1.2 Condizioni per la regolarizzazione Per potersi avvantaggiare della regolarizzazione di cui

all’articolo 2, comma 1, è necessario, innanzitutto, che la violazione “non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, laddove il contribuente”. Ne consegue che soltanto in assenza di attività di accertamento avviate da parte dell’Amministrazione finanziaria e conosciute dal contribuente è possibile porre in essere, ancorché tardivamente, gli adempimenti necessari al fine di fruire del beneficio o del regime fiscale prescelto. Si ritiene, comunque, che l’inizio di un’attività di accesso, ispezione, verifica o di altra attività amministrativa di accertamento che abbia ad oggettocomparti impositivi diversi da quello cui si riferisce il beneficio fiscale o il regime opzionale non sia ostativo alla possibilità di avvalersi dell’istituto in esame attraverso la successiva trasmissione della comunicazione o l’assolvimento dell’adempimento fiscale richiesto (cfr. circolare n. 180/E del 10 luglio 1998). Al fine di accedere alla “sanatoria” in esame, il contribuente deve, inoltre, possedere “i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento”. Tali requisiti, in particolare, devono essere posseduti alla data originaria di scadenza del termine normativamente previsto per la trasmissione della comunicazione ovvero per l’assolvimento dell’adempimento di natura formale propedeutici alla fruizione di benefici di natura fiscale o all’accesso a regimi fiscali opzionali. Inoltre, il contribuente deve effettuare la comunicazione ovvero eseguire l’adempimento richiesto “entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile”, da intendersi come la prima dichiarazione dei redditi il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione ovvero eseguire l’adempimento stesso. Qualora l’adempimento omesso rilevi esclusivamente ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, il termine cui occorre fare riferimento è quello di presentazione della prima dichiarazione IVA che scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione ovvero eseguire l’adempimento stesso. Si precisa inoltre che, sulla base delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, per “termine di presentazione” si intende quello ordinario di presentazione del Modello UNICO, a nulla rilevando il “periodo di tolleranza” di 90 giorni previsto dall’articolo 2, comma 7, del medesi-

Segue a pag. 18


NORMATIVE 18 mo decreto secondo cui “sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo”. Spirato il suddetto termine, la facoltà prevista dall’articolo 2, comma 1, non può più essere esercitata e, quindi, il beneficio di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali deve ritenersi precluso. Ai fini del perfezionamento dell’istituto in esame, inoltre, contestualmente alla presentazione tardiva della comunicazione o all’adempimento tardivo occorre versare la sanzione in misura pari a 258 euro, ossia l’importo minimo previsto dal citato articolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997. Detta sanzione: - deve essere versata tramite modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza possibilità di effettuare la compensazione con crediti eventualmente disponibili; - non può essere oggetto di ravvedimento ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, dal momento che la sanzione rappresenta l’onere da assolvere per aver diritto al riconoscimento dei benefici concessi dalla norma in esame. 1.3 Ambito oggettivo di applicazione Come detto in precedenza, l’articolo 2, comma 1, del decreto circoscrive l’ambito di applicazione del nuovo istituto alla fruizione di benefici di natura fiscale e all’accesso ai regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione o di altro adempimento di carattere formale. Tanto l’obbligo di comunicazione quanto l’adempimento formale devono essere previsti a pena di decadenza dal beneficio o dal regime opzionale. Ne consegue che la disposizione in esame non trova applicazione con riferimento alle comunicazioni o agli adempimenti fiscali la cui non tempestiva esecuzione assume natura di mera irregolarità (e dal cui mancato o tardivo adempimento discenda la sola irrogazione di sanzioni). Si pensi, ad esempio, alla comunicazione che, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2008, deve essere inviata all’Agenzia delle entrate per beneficiare della detrazione, pari al 55%, delle spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico (articolo 29, comma 6, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2). L’omesso invio della suddetta comunicazione non determina la deca-

denza dall’agevolazione ma l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997 (cfr., sul punto, anche circolare n. 21/E del 23 aprile 2010). Ai fini di una corretta delimitazione dell’ambito applicativo della norma in commento, occorre individuare il rapporto tra l’istituto in esame ed il regolamento sulla disciplina delle opzioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442. In particolare, tale decreto prevede, all’articolo 1, comma 1, che “l’opzione e la revoca di regimi di determinazione dell’imposta o di regimi contabili si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili. La validità dell’opzione e della relativa revoca è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività. E’ comunque consentita la variazione dell’opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative”. Tale disposizione, quindi, per quanto concerne la validità di regimi di determinazione dell’imposta e di regimi contabili di natura opzionale, dà rilevanza unicamente alla loro concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività, privilegiando, in altri termini, il comportamento concludente del contribuente o le modalità di tenuta delle scritture contabili. Del resto, ai sensi del successivo articolo 2, sebbene il contribuente sia tenuto a comunicare l’opzione “nella prima dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta operata”, la violazione dell’obbligo di comunicazione non preclude l’applicazione del regime di determinazione dell’imposta o del regime contabile, adottato dal soggetto passivo, come espressamente statuito dal comma 3 del medesimo articolo 2. Ne consegue che la disposizione introdotta dal decreto n. 16 del 2012 esplica la propria efficacia in ipotesi diverse da quelle cui sono applicabili gli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 442 del 1997, vale a dire in ipotesi: - di benefici, agevolazioni o regimi opzionali, diversi da quelli di determinazione dell’imposta o dai regimi contabili, di cui al medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 442 del 1997; - di regimi di determinazione dell’imposta o di regimi contabili per i quali la normativa di settore, derogando all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 442 del 1997, preveda l’effettuazione di

Segue a pag. 19


NORMATIVE 19 adempimenti di comunicazione o di altri adempimenti formali, a pena di decadenza. 1.3.1 Le fattispecie sanabili: la relazione illustrativa La relazione illustrativa al decreto, a titolo esemplificativo, individua alcune fattispecie alle quali l’istituto della remissione in bonis risulta applicabile. Tra queste vengono richiamate espressamente: - il regime di tassazione per trasparenza nell’ambito delle società di capitali (articolo 115 e seguente del TUIR e decreto ministeriale 23 aprile 2004); - il consolidato fiscale (articoli da 117 a 129 del TUIR e decreto ministeriale 9 giugno 2004); - le disposizioni di favore introdotte per gli enti di tipo associativo (articoli 148 del TUIR e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633). Il regime opzionale di trasparenza previsto per le società di capitali partecipate interamente da altre società di capitali (articolo 115 del TUIR) e per le S.r.l. a ristretta base proprietaria (articolo 116 del TUIR) consente di attribuire direttamente ai soci i redditi prodotti, indipendentemente dall’effettiva percezione, secondo il modello tipico delle società di persone. Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto ministeriale del 23 aprile 2004, l’opzione per la trasparenza fiscale deve essere esercitata in modo espresso sia dalla società partecipata (sulla quale gravano gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle entrate), che da ciascuno dei soci (tenuti a inviare raccomandata A/R alla società partecipata contenente l’intenzione di avvalersi del regime opzionale). In particolare, l’opzione deve essere esercitata dalla società trasparente, mediante presentazione del modello di comunicazione. Come previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 4 agosto 2004 che ha approvato il modello, lo stesso “è presentato in via telematica” e “la prova della presentazione è costituita dalla ricevuta rilasciata in via telematica dall’Agenzia delle Entrate che attesta l’avvenuto ricevimento della comunicazione”. L’esercizio dell’opzione deve avvenire entro il primo dei tre periodi d’imposta della società partecipata a decorrere dal quale la stessa intende far valere il regime di trasparenza. Come chiarito dalla circolare n. 47/E del 18 giugno 2008, l’invio entro i termini della comunicazione di avvio del regime è “condizione essenziale” per l’ammissione ai relativi benefici, essendo a tal fine irrilevanti eventuali comportamenti con-

cludenti tenuti dal contribuente. Beneficiando della remissione in bonis, il mancato esercizio dell’opzione è sanabile inviando il modello entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (UNICO) che scade successivamente al termine per l’esercizio dell’opzione, versando contestualmente la sanzione di 258 euro. Così, ad esempio, se una società con esercizio coincidente con l’anno solare intendeva esercitare l’opzione per il triennio 2011-2013, il modello doveva essere presentato entro il 31 dicembre 2011. Avvalendosi della remissione in bonis, il mancato invio del suddetto modello può essere sanato presentando lo stesso entro il 1° ottobre 2012 (termine che, come chiarito al successivo paragrafo 1.4, è fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012). Le medesime considerazioni valgono anche con riferimento alla regolarizzazione dell’opzione per l’istituto del consolidato fiscale di cui agli articoli 117 e seguenti del TUIR. Al riguardo, si ricorda che il modello di comunicazione per l’esercizio dell’opzione per il consolidato deve essere presentato, ai sensi dell’articolo 119, comma 1, lettera d), del TUIR “entro il sedicesimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l’esercizio dell’opzione stessa”. Per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, quindi, la comunicazione deve essere presentata entro il 16 giugno dell’anno a partire dal quale l’opzione ha effetto. Ad esempio, se una società con esercizio coincidente con l’anno solare intendeva esercitare l’opzione per il triennio 2012-2014, il modello di comunicazione doveva essere presentato entro il 16 giugno 2012. Avvalendosi della sanatoria in commento, il mancato esercizio dell’opzione è sanabile inviando il suddetto modello entro il 1° ottobre 2012 (termine che, come chiarito al successivo paragrafo 1.4, è fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012). La remissione in bonis può riguardare anche l’omesso invio del modello EAS, ossia della comunicazione dei dati fiscalmente rilevanti necessaria ai fini dell’applicazione del regime fiscale agevolato previsto per gli enti associativi dall’articolo 148 del TUIR e dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. A tal fine si ricorda che l’articolo 30, commi da 1 a 3-bis, del decreto legge n. 185 del 2008 ha stabilito che, per beneficiare della

Segue a pag. 20


NORMATIVE 20 non imponibilità, ai fini IRES e IVA, dei corrispettivi, delle quote e dei contributi, gli enti di tipo associativo devono trasmettere, in via telematica, i dati e le notizie fiscalmente rilevanti, mediante un apposito modello, al fine di consentire gli opportuni controlli. Il modello di comunicazione dei dati deve essere presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente. Beneficiando dell’istituto della remissione in bonis, i contribuenti in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma che non hanno inviato la comunicazione entro il termine previsto possono fruire comunque dei benefici fiscali inoltrando il modello entro il termine di presentazione del modello UNICO successivo all’omissione, versando contestualmente la sanzione pari a 258 euro. Così, ad esempio, un ente, che si è costituito a gennaio 2012 e per il quale non sia stato inviato tempestivamente il modello EAS, può inviare quest’ultimo entro il 1° ottobre 2012 (termine che, come chiarito al successivo paragrafo 1.4, è fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012). 1.3.2 Altre fattispecie sanabili Oltre alle fattispecie elencate nella relazione illustrativa, ad ulteriore titolo esemplificativo, si osserva che la disposizione in esame può trovare applicazione anche relativamente: - all’opzione per l’adesione al regime di liquidazione e versamento mensile o trimestrale dell’IVA di gruppo, previsto dall’articolo 73, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, così come attuato dal decreto ministeriale 13 dicembre 1979. La scelta di avvalersi di detta procedura deve essere manifestata mediante la presentazione dell’apposito modello IVA 26 entro il termine di liquidazione e versamento dell’imposta relativa al mese di gennaio (ovvero, il 16 febbraio in base alle vigenti disposizioni), ai sensi dell’articolo 3 del citato decreto del 1979. Con la risoluzione n. 69/E del 21 aprile 1997, si è chiarito che la tempestiva presentazione del modello IVA 26, entro il ricordato termine, costituisce una delle condizioni cui è subordinata la facoltà di avvalersi del sistema di liquidazione “di gruppo” dell’imposta, con possibilità di compensazione tra debiti e crediti. Pertanto, “l’omessa o tardiva presentazione del modello stesso comporta, […], che le intervenute compensazioni tra le società del gruppo debbano intendersi illegittimamente eseguite, con l’ulteriore conseguenza che gli Uffici di rispettiva competenza

dovranno riliquidare l’IVA periodica e di conguaglio, nonché l’eventuale acconto d’imposta, separatamente per ogni società del gruppo (ivi compresa la società controllante”, al fine di determinare sia l’imposta da recuperare nei confronti delle singole società sia la base di commisurazione delle sanzioni applicabili. Così, ad esempio, se una società con esercizio coincidente con l’anno solare intendeva avvalersi della facoltà di effettuare le liquidazioni di gruppo per l’anno d’imposta 2012, la stessa doveva inviare l’apposita comunicazione entro il 16 febbraio 2012. Avvalendosi della sanatoria in commento, il mancato invio del modello IVA 26 è sanabile entro il 1° ottobre 2012 (termine che, come chiarito al successivo paragrafo 1.4, è fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012); - all’opzione per la determinazione dell’IRAP in base al bilancio. Al riguardo, si ricorda che, ai sensi dell’articolo 5-bis, comma 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997, le società di persone e gli imprenditori individuali in contabilità ordinaria possono avvalersi della facoltà di determinare la base imponibile IRAP – in luogo del regime naturale fondato sulle disposizioni del TUIR – secondo le medesime regole previste per le società di capitali (principio di derivazione dal bilancio), utilizzando un apposito modello. Come chiarito con la circolare n. 60/E del 28 ottobre 2008, tale modello deve essere inoltrato, “pena l’inefficacia dell’opzione stessa”, all’Agenzia delle entrate entro il termine di 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta per il quale si intende applicare la disciplina in parola. Così, ad esempio, se una società di persone non ha esercitato tempestivamente l’opzione per l’anno d’imposta 2012, la stessa, avvalendosi della sanatoria in commento, può inviare l’apposito modello entro il 1° ottobre 2012 (termine che, come chiarito al successivo paragrafo 1.4, è fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012). - alla tonnage tax. Tale regime si applica al reddito delle navi che presentano i requisiti di cui all’articolo 155, commi 1 e 2, del TUIR, così come integrato dall’articolo 6, comma 1, del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 giugno 2005. Inoltre, per ogni nave, è necessario adempiere all’obbligo di formazione dei cadetti (ovvero imbarcare un allievo ufficiale o versare al fondo nazionale marittimi o istituzioni analoghe un importo determinato). L’opzione per la determinazione forfettaria del reddi-

Segue a pag. 21


NORMATIVE 21 to: · deve essere inviata telematicamente all’Agenzia delle entrate entro tre mesi dall’inizio del periodo d’imposta a partire dal quale si applica, utilizzando l’apposito modello (per le imprese neo costituite, il predetto termine decorre dalla data di costituzione); · va esercitata relativamente a tutte le navi aventi i requisiti richiesti, conseguiti entro la chiusura del periodo d’imposta; · può essere relativa ad una singola società di navigazione oppure relativa ad un gruppo d’imprese; · è irrevocabile per 10 esercizi sociali e può essere rinnovata, con le medesime modalità, entro 3 mesi dall’inizio del periodo successivo alla scadenza. Come previsto dall’articolo 3, comma 3, del decreto del 23 giugno 2005 (e dalla circolare n. 72/E del 21 dicembre 2007), l’invio telematico della comunicazione è stabilito “a pena d’inefficacia”. Pertanto, l’omesso invio di detta comunicazione può essere regolarizzato avvalendosi della sanatoria in commento, al ricorrere di tutti i presupposti richiesti dall’articolo 2, comma 1, del decreto Ad esempio, se una società, con esercizio coincidente con l’anno solare, intendeva avvalersi del regime della tonnage tax a partire dal periodo d’imposta 2012, la stessa doveva esercitare l’opzione entro il 31 marzo dello stesso anno. Avvalendosi della sanatoria in commento il mancato esercizio dell’opzione è sanabile entro il termine di presentazione dell’UNICO 2012 ovvero entro il 1° ottobre 2012 (termine che, come chiarito al successivo paragrafo 1.4, è fissato, in sede di prima applicazione della norma, al 31 dicembre 2012). 1.4 Decorrenza Il decreto legge n. 16 del 2012 è entrato in vigore il 2 marzo 2012. In ossequio agli ordinari principi di efficacia delle leggi nel tempo, le relative disposizioni trovano applicazione con riferimento alle irregolarità per le quali, alla suddetta data di entrata in vigore, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile – nel senso sopra precisato – ai fini della regolarizzazione. Poiché, peraltro, la fruizione del beneficio fiscale ovvero l’accesso al regime opzionale trovano, di fatto, compiuta rappresentazione solamente nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui il contribuente se ne è avvalso, in applicazione del principio di legalità espresso dall’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, nonché in con-

siderazione della ratio della disposizione in esame, si è dell’avviso che la remissione in bonis trovi applicazione anche con riferimento alle irregolarità per le quali, alla suddetta data di entrata in vigore, sia scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile – nel senso sopra precisato – ma non sia ancora scaduto quello di presentazione della dichiarazione riguardante il periodo d’imposta nel quale l’adempimento è stato omesso. Si tratta, ad esempio, degli adempimenti omessi nel 2011 dai contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Peraltro, in sede di prima applicazione della norma, in considerazione dell’incertezza interpretativa in merito all’individuazione del dies ad quem entro il quale sanare l’adempimento omesso, si ritiene che, in attuazione di principi di tutela dell’affidamento e della buona fede, il termine entro cui regolarizzare le omissioni sopra individuate - compresi gli adempimenti omessi nel periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della relativa dichiarazione è scaduto successivamente al 2 marzo 2012 - sia il 31 dicembre 2012. 2 ARTICOLO 2, COMMA 2. RIPARTO DEL CINQUE PER MILLE. Oltre alla remissione in bonis, a carattere generale, di cui al comma 1, l’articolo 2, disciplina, al comma 2, una forma di ravvedimento particolare per gli enti che non hanno assolto, in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, gli adempimenti richiesti per partecipare al riparto del cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Ai sensi del citato articolo, infatti, “a decorrere dall’esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l’ammissione al contributo: a) abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; b) presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre; c) versino contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall’articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, secondo le modalità stabilite dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, esclusa la compensazione ivi prevista”.

Segue a pag. 22


NORMATIVE 22 Per potersi avvantaggiare di detta regolarizzazione i soggetti che intendono partecipare al riparto del cinque per mille e che non abbiano tempestivamente eseguito gli adempimenti nei termini normativamente previsti devono: - possedere i requisiti sostanziali richiesti dalle relative disposizioni; - presentare la domanda di iscrizione entro il 30 settembre; - effettuare, entro la medesima data del 30 settembre, le successive integrazioni documentali; - versare la sanzione in misura pari a 258 euro, ossia l’importo minimo previsto dal citato articolo 11, comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997, utilizzando il codice tributo “8115” (cfr. citata risoluzione n. 46/E del 2012). Detta sanzione deve essere versata tramite modello F24, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza possibilità di effettuare la compensazione con crediti eventualmente disponibili. La sanzione non può, per le ragioni già in precedenza evidenziate, essere oggetto di ravvedimento ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997, dal momento che la stessa rappresenta l’onere da assolvere per aver diritto al riconoscimento dei benefici concessi dalla disposizione in esame. Per maggiori approfondimenti circa l’ambito di applicazione ed il possesso dei requisiti per l’ammissione al beneficio in esame si rinvia ai chiarimenti forniti con la circolare n. 10/E del 20 marzo 2012. 3 ARTICOLO 2, COMMI 3 E 3-BIS. CONSOLIDATO: CESSIONE DELLE ECCEDENZE. 3.1 Premessa L’articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 prevede, al comma 1, che “le eccedenze dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell’imposta locale sui redditi risultanti dalla dichiarazione dei redditi delle società o enti appartenenti ad un gruppo possono essere cedute, in tutto o in parte, a una o più società o all’ente dello stesso gruppo, senza l’osservanza delle formalità di cui agli articoli 69 e 70 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440”. Mentre, infatti, in base al regime ordinario previsto dalla legge sulla contabilità di Stato (di cui al citato regio decreto n. 2440 del 1923) le cessioni relative a somme dovute dallo Stato devono risultare da atto pubblico o da scrittura privata autenticata da notaio e, ai fini della loro opponibilità, devono essere

notificate all’amministrazione cui spetta di ordinare il pagamento, il citato comma 1 dell’articolo 43-ter consente alle società o enti appartenenti al gruppo di effettuare la predetta cessione mediante l’indicazione nella dichiarazione dei redditi. Nondimeno, ragioni di tutela dell’amministrazione finanziaria rendono necessaria l’osservanza di specifici adempimenti anche in tale forma “semplificata” di cessione del credito. In particolare, ai sensi del medesimo articolo 43-ter, comma 2, la cessione delle eccedenze “è efficace a condizione che l’ente o società cedente indichi nella dichiarazione [...] gli estremi dei soggetti cessionari e gli importi ceduti a ciascuno di essi”. Inoltre, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto ministeriale 30 settembre 1997, n. 384 – con cui è stato approvato il regolamento relativo alla cessione dei crediti d’imposta – anche il cessionario è tenuto ad indicare nella dichiarazione dei redditi “l’ammontare delle eccedenze ricevute, i soggetti cedenti e le date di effettuazione delle cessioni nonché, distintamente, la parte delle eccedenze utilizzate per il versamento delle imposte cui la predetta dichiarazione si riferisce”. Con specifico riferimento all’ipotesi di cessione delle eccedenze IRES nell’ambito del consolidato, prima delle novità introdotte dal decreto n. 16 del 2012, con la circolare n. 35/E del 18 luglio 2005 era stato chiarito che “il meccanismo di cui all’articolo 43-ter (per le particolari garanzie che fornisce) è […] l’unico strumento offerto al soggetto consolidante non solo per attribuire a soggetti terzi […] le eccedenze Ires emergenti dalla dichiarazione consolidata, ma anche per compensare tali eccedenze con i propri debiti tributari e previdenziali”. Sulla base di quanto espresso nella richiamata circolare, ogni qualvolta, pertanto, la consolidante intendeva utilizzare tali eccedenze emergenti dal consolidato per la compensazione con propri debiti tributari e/o previdenziali, avrebbe dovuto indicare in dichiarazione i propri dati sia in qualità di soggetto cedente che in qualità di soggetto cessionario. L’omessa indicazione in dichiarazione degli estremi della cessione avrebbe comportato il mancato perfezionamento della stessa - sostanziandosi in capo alla consolidante l’utilizzo di una eccedenza IRES non disponibile – e il conseguente disconoscimento della compensazione eseguita. 3.2 Le nuove disposizioni di cui all’articolo 2, commi 3 e 3-bis Come chiarito dalla relazione illustrativa al decreto n.

Segue a pag. 23


NORMATIVE 23 16 del 2012, “al fine di attenuare gli effetti della mancata indicazione in dichiarazione dell’attribuzione dell’eccedenze d’imposta nel caso in cui questa venga ceduta dal consolidato al soggetto consolidante per il pagamento di propri debiti tributari, l’articolo 2, comma 3, del decreto, ha modificato l’articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, aggiungendo il comma 2-bis. Ai sensi di tale ultima disposizione, “in caso di cessione dell’eccedenza dell’imposta sul reddito delle società risultante dalla dichiarazione dei redditi del consolidato di cui all’articolo 122 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto non determina l’inefficacia ai sensi del secondo comma. In tale caso si applica la sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, nella misura massima stabilita”. Prima della conversione del decreto ad opera della legge n. 44 del 2012, lo stesso prevedeva che la cessione dell’eccedenza fosse efficace nei confronti dell’Amministrazione finanziaria anche in assenza degli adempimenti formali di cui al comma 2 dell’articolo 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 solo quando il soggetto cessionario dell’eccedenza fosse anche la società consolidante. Per effetto della conversione tale previsione è venuta meno, con la conseguenza che la cessione dell’eccedenza è efficace anche quando la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto riguardi un soggetto diverso dalla consolidante. Pertanto, la società capogruppo, che ha optato per il regime del consolidato fiscale, può validamente utilizzare l’eccedenza IRES emergente dal modello CNM (eccedenza IRES di gruppo) per compensarla con i propri debiti tributari, anche ove tale cessione non sia stata correttamente indicata negli appositi quadri delle dichiarazioni dei redditi presentate dalla società consolidante (modello CNM e modello UNICO SC). Analoghe considerazioni valgono nell’ipotesi in cui la cessione dell’eccedenza avvenga nei confronti di società diversa dalla consolidante. La mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario e dell’importo ceduto, sebbene non infici la validità del trasferimento del credito ed il suo utilizzo in compen-

sazione, comporta l’applicazione della sanzione di 2.065 euro (ossia la sanzione prevista dal citato articolo 8, comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997 in misura massima), utilizzando il codice tributo “8116” (cfr. citata risoluzione n. 46/E del 2012). In sede di conversione del decreto è stato aggiunto, all’articolo 2 del decreto, il comma 3-bis, ai sensi del quale “in caso di cessione di eccedenze utilizzabili in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, tra soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo, la mancata indicazione degli estremi del soggetto cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione non determina l’inefficacia della cessione. In tal caso, si applica la sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni, nella misura massima stabilita”. L’adesione al consolidato comporta oltre che una particolare modalità di determinazione del reddito da assoggettare ad IRES e di utilizzo delle perdite, anche una particolare disciplina della cessione delle eccedenze e dei crediti d’imposta individuali, a favore del gruppo. Ai sensi, infatti, dell’articolo 7, comma 1, lettera b, del decreto ministeriale 9 giugno 2004 “ciascun soggetto può cedere, ai fini della compensazione con l’imposta sul reddito delle società dovuta dalla consolidante, i crediti utilizzabili in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nel limite previsto dall’art. 25 di tale decreto per l’importo non utilizzato dal medesimo soggetto, nonché le eccedenze di imposta ricevute ai sensi dell’art. 43-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”. In altri termini, le società consolidate che intendono trasferire alla consolidante i propri crediti d’imposta debbono rispettare i seguenti limiti: - i crediti possono essere trasferiti da ciascuna consolidata alla consolidante per un ammontare non superiore all’IRES risultante, a titolo di saldo e di acconto, dalla dichiarazione dei redditi del consolidato. Gli stessi crediti possono essere utilizzati dalla controllante esclusivamente per il pagamento della predetta IRES; - non possono essere trasferiti crediti utilizzabili in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997 di importo superiore al limite di 516.456,90 euro (cfr. circolare n. 53/E del

Segue a pag. 24


NORMATIVE 24 20 dicembre 2004). Per effetto della previsione di cui al comma 3-bis dell’articolo 2 del decreto è fatta salva l’efficacia giuridica dell’eventuale cessione di eccedenze utilizzabili in compensazione tra soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo anche quando la stessa sia stata realizzata in assenza dei richiesti adempimenti di carattere formale (indicazione degli estremi del soggetto cessionario, dell’importo ceduto o della tipologia di tributo oggetto di cessione). Resta ferma anche in tal caso l’applicazione della sanzione di cui all’articolo 8,

comma 1, del decreto legislativo n. 471 del 1997 nella misura massima stabilita dalla norma, ossia 2.065,00 euro utilizzando il codice tributo 8116 (cfr. citata risoluzione n. 46/E del 2012). ********** Le Direzioni regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti. IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

NEWS 24 Alcune foto della Cerimonia di Premiazione degli atleti azzurri medagliati a Londra 2012 Roma, 19 settembre 2012

La Nazionale di ginnastica ritmica premiata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La Nazionale di pallanuoto aschile premiata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La consegna della bandiera dell’Italia al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


LA FORMAZIONE 25 Il movimento che previene la malattia di Antonello Siclè

Gli italiani stanno diventando un popolo di sedentari: nella fascia di età che va dai 65 anni ai 74 il 31% degli uomini e il 51% delle donne non svolge alcuna attività fisica. E con i bambini purtroppo il trend non si inverte: infatti a fare attività motoria sono solo il 53% della popolazione della scuola dell’obbligo. Secondo i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità un bambino dovrebbe trascorrere almeno quaranta minuti al giorno in movimento di qualsiasi tipo, per compensare le ore di sedentarietà passate sui banchi. Inoltre il movimento durante l’infanzia non solo migliora lo sviluppo influendo positivamente sulla crescita ma consente al bambino di introiettare le regole fondamentali che saranno il prototipo delle regole che incontrerà nella vita. Le più importanti istituzioni sanitarie, tra le quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si sono fatte più volte propugnatrici della diffusione delle attività fisiche sottolineando come le stesse contribuiscano a prevenire la naturale involuzione senile, tanto da essere ritenute un fondamentale strumento di miglioramento della qualità della vita. Il movimento ci accompagna anche da adulti consentendoci di invecchiare bene, soprattutto prevenendo l’insorgenza delle malattie cardiore-

spiratorie. E’ stato dimostrato che l’attività sportiva in età adulta predispone il cuore a tollerare meglio eventuali piccoli infarti. L’allenamento ideale in età adulta consiste nell’alternanza tra l’attività aerobica e attività anaerobica legata alle specifiche fasce muscolari che perdono con il passare del tempo. Inoltre il movimento regolare, fatto un’ora per tre volte a settimana previene il diabete e rafforza le difese immunitarie. Nella terza età, il movimento previene le patologie muscolo scheletriche e migliora l’equilibrio e le funzioni recettoriali consentendo una migliore qualità della vita. Inoltre bisogna sapere che lo sport ha bisogno di una alimentazione equilibrata fatta per il 60% di carboidrati meglio se integrali, il 25% di grassi, il 12% di proteine e circa otto porzioni di frutta e verdura, soprattutto a metà mattina e metà pomeriggio, unite a due litri di acqua al giorno con basso residuo fisso. Quindi lo sport e l’alimentazione sono di fatto due farmaci che possono donarci una qualità della vita migliore. Importante è nella terza età qualora si voglia praticare regolarmente un'attività fisica sottoporsi prima di iniziarla ad una accurata valutazione del grado di efficienza dei vari apparati al fine di evitare che questa pratica si risolva in un danno per l'organismo.


LA FORMAZIONE 26 L’articolazione del ginocchio di Simone Cotini L’articolazione del ginocchio è formata da due articolazioni principali che sono la femororotulea e la femoro-tibiale. La prima ha come superfici articolari la troclea femorale e la superficie posteriore della rotula; la seconda, invece, ha come superfici articolari i condili femorali e il piatto tibiale. Sulla superficie superiore della tibia sono disposti i menischi, che sono dischi fibrocartilaginei disposti sulle cavità glenoidi; il menisco esterno ha una forma di O, mentre quello interno ha forma di C. Nel ginocchio si distingue un compartimento mediale, dove troviamo il legamento collaterale tibiale, un compartimento laterale, dove è inserito il legamento collaterale fibulare o collaterale laterale ed un versante posteriore, in cui troviamo i legamenti poplitei. Anteriormente troviamo la rotula, che è fissata alla tuberosità anteriore della tibia dal tendine rotuleo, che è un’espansione del tendine del quadricipite. All’interno dell’articolazione femoro -tibiale, sono presenti i legamenti crociati, che si distinguono in: legamento crociato anteriore e legamento crociato posteriore. Il legamento crociato anteriore è il più breve tra i due e si estende dalla superficie pre-spinosa della tibia e raggiunge la faccia interna del condilo laterale. Il legamento crociato posteriore si estende dalla faccia posteriore della tibia e raggiunge la faccia interna del condilo mediale. Il ginocchio permette i movimenti di flesso – estensione, che avvengono secondo un’asse trasversale che passa per i condili femorali, i movimenti di rotazioni sull’asse verticale, che però sono modesti, come anche i movimenti di inclinazione laterale. Nella flesso-estensione dell’articolazione femorotibiale, il movimento è di rotolamento e scivola-

mento. Se ci fosse solo il movimento di rotolamento, il piatto tibiale risulterebbe troppo corto in rapporto allo spostamento dei condili e si arriverebbe alla lussazione posteriore del femore. Il rapporto tra i due movimenti è variabile; a partire dalla estensione massima il condilo comincia la fase di rotolamento alla quale si aggiunge quella di scivolamento che diventa la sola componente negli ultimi gradi di flessione. Data l’asimmetria dei condili, lo scivolamento si effettua dapprima sul condilo interno e poi su quello esterno, mentre il contrario avviene nel rotolamento. A ginocchio esteso, l’asse del femore delimita con l’asse della gamba un angolo aperto lateralmente di 175°. Questo è il valgismo fisiologico del ginocchio. L’escursione di flesso-estensione massima è di circa 120°-140° con un movimento spontaneo, qualora la flessione venga forzata si può aumentare di circa 30°. Il ginocchio può effettuare diversi movimenti, i quali sono determinati dall’utilizzo di diversi muscoli. Andremo ora ad analizzare tutti i movimenti e i muscoli interessati in ciascuno di essi. I movimenti di flessione sono assicurati dai muscoli: gracile, sartorio, semitendinoso, semimembranoso, bicipite, femorale, popliteo, gemelli, soleo e plantare.

Segue a pag. 27


LA FORMAZIONE 27

Il movimento di estensione del ginocchio è sostenuta dal muscolo quadricipite femorale con tutti i suoi capi e dal tendine rotuleo. Durante la pratica sportiva, il ginocchio è sottoposto a sollecitazioni dall’esterno molto intense. Quando queste oltrepassano il limite di tollerabilità variabile in funzione dell’intensità delle sollecitazioni stesse e della resistenza interna offerta dalle strutture articolari. La percentuale più alta di lesioni si ha quando il trauma si applica al ginocchio con una forza diretta, contemporaneamente, sul piano sagittale e frontale. Le sollecitazioni traumatiche distorsive più dannose per l’articolazione del ginocchio avvengono in: - valgismo, con ginocchio in atteggiamento di flessione e tibia in rotazione esterna. Si tratta di traumi tipici dello sci alpino e del calcio, nei quali il compartimento interno è quello più interessato. Si può verificare una lesione del legamento collaterale interno e, se il trauma è violento, anche del LCA e del menisco interno. - varismo, con ginocchio in flessione e tibia in rotazione interna. Questo tipo frequente nelle torsioni del busto con piede fisso al suolo durante un rapido cambio di direzione, non rare nel calcio a cinque, nella pallacanestro, nella pallavolo e nel calcio durante la ricaduta da un salto su un piede solo. In questi casi, si ha spesso la lesione del LCA, associato o meno a quella del collaterale esterno e del corno posteriore di uno o entrambi i menischi.

- iperestensione forzata, meccanismo raro, che può causare la rottura del LCA o del LCP. - iperflessione forzata. Un tipico esempio è quello dello sciatore che dalla posizione di massima velocità, per evitare una caduta contrae bruscamente e con massima forza il quadricipite, portando la tibia avanti rispetto al femore e causando la rottura del LCA. La rotula è un osso molto importante per il ginocchio, in quanto, in caso di trauma con articolazione in flessione, il danno a tutte le sue componenti (ossa, legamenti e menischi) sarebbe sicuramente maggiore. La stabilizzazione della rotula è ottenuta tramite elementi attivi, rappresentati dai muscoli, e da elementi passivi, rappresentati dai legamenti. Sul piano frontale, cioè il versante esterno della rotula, gli stabilizzatori sono rappresentati dal muscolo vasto laterale e dai legamenti alare esterno e menisco-rotuleo esterno. Sul versante interno, dal muscolo vasto mediale e dai legamenti alare interno e menisco–rotuleo interno. Gli stabilizzatori esterni conferiscono il “freno” alle sollecitazioni esterne della rotula, mentre quelli interni si oppongono alle sollecitazioni che porterebbero la rotula verso l’interno. Inoltre, durante la contrazione muscolare del quadricipite, il tendine quadricipitale tende a portare la rotula verso l’alto mentre, nella flessione del ginocchio, il tendine rotuleo la porta verso il basso.


GINNASTICA RITMICA

28

Stage di Ginnastica Ritmica Confsport Italia  di Orsola Alice Trevisan  Un anno iniziato alla grande per il settore Ginnastica Ritmica della Confsport Italia. Dal 3 al 7 settembre 2012, dalle ore 8,30 alle ore 17,00, si è svolto presso la palestra dell'Istituto La Salle di Roma uno Stage di ripresa e aggiornamento di Ginnastica Ritmica, tenuto dalla Direttrice Tecnica Nazionale della Confsport Italia, Giulia Innocenzi, dalla Direttrice Nazionale di Giuria della Confsport Italia, Fabiana Lalli e dalla Coreografa Elena Mannacio. Le ginnaste partecipanti sono state circa 40, dai 6 ai 17 anni, appartenenti alle società A.S.D. Wellness & Beauty di Casalbordino (CH), A.S.D. Agorà di Casoli (CH), Polisportiva Città Futura e A.S.D. Wibe di Roma. Sono stati cinque giorni all'insegna di stretching,

potenziamento, studio delle difficoltà corporee, maestrie d'attrezzo, lezioni di danza ma anche... conoscenza, allegria, divertimento, pranzi e tanti tuffi in piscina. Oltre alla didattica per le ginnaste partecipanti, è stato un momento di scambio di informazioni e approfondimenti sui programmi della Confsport Italia di questo nuovo anno sportivo 2012-2013. Ora ci attende il primo Campionato in programma per la nuova stagione sportiva e quindi non ci resta che darci appuntamento il 15 e 16 dicembre 2012 a Norcia (PG) per il Campionato Nazionale a Squadre di Specialità.

In bocca al lupo a tutte le ragazze!!


PARLANO I PROTAGONISTI

29

Intervista ad alcune ginnaste partecipanti allo Stage di  Ginnastica Ritmica Confsport Italia  di Orsola Alice Trevisan  Abbiamo posto qualche domanda a quattro giovani ginnaste, a Maria Lisa Ianieri dell’ASD Agorà, a Sara Lombardi dell’A.S.D. Wellness & Beauty di Casalbordino, a Sara Rogantoni dell’A.S.D. Wibe e Valentina Brandi della Polisportiva Città Futura. Quanti anni hai e da quanto tempo pratichi questo sport? Maria Lisa Ianieri: Ho 11 anni e da 7 anni pratico la ginnastica ritmica. Sara Lombardi: Io ne ho 10 e faccio ginnastica da 6 anni. Sara Rogantoni: Ho 16 anni, ho cominciato 4 anni fa.

Valentina Brandi: Ho iniziato 7 anni fa, ora ho 13 anni. Cosa ti piace della ginnastica ritmica? Maria Lisa Ianieri: è uno sport che mi appassiona, amo la sensazione che mi dà. Sara Lombardi: Mi piace molto essere così sciolta. Sara Rogantoni: la grazia dei movimenti; inoltre ti costruisce bel corpo e ti permette di stare in compagnia delle amiche! Valentina Brandi: da quando, da piccola, ho visto per la prima volta Hilary, un cartone animato sulla ginnastica ritmica, mi sono innamorata di questo sport. Quante ore alla settimana ti alleni? E come riesci a conciliare sport, scuola e tempo libero? Maria Lisa Ianieri: 5 ore e mezzo. Non ho molto tempo libero per uscire, però cerco di fare tutte e due le cose, i compiti e la ginnastica. Sara Lombardi: 2 ore al giorno. Non ho per niente tempo libero perché a scuola faccio i compiti vado in palestra da mia mamma, poi in palestra mia e finisco alle 20.00. Sara Rogantoni: 7 ore. Riesco a gestire tutto con molta organizzazione: forse rinuncio ad alcune cose da adolescente, ma essendo un’attività che amo non mi pesa. Valentina Brandi: 4 - 5 ore. È molto difficile avere tempo libero, devo sempre sbrigarmi a fare i compiti. Chi ti ha avvicinato a questo sport? Maria Lisa Ianieri: mia cugina Sara Lombardi: mia mamma. Sara Rogantoni: mia sorella più piccola. Valentina Brandi: nessuno, o meglio Hilary (ride). Segue a pag. 30


PARLANO I PROTAGONISTI

Qual è il tuo attrezzo preferito? Maria Lisa Ianieri: il cerchio. Sara Lombardi: la palla. Sara Rogantoni: le clavette. Valentina Brandi: il cerchio. Come vedi il tuo futuro sportivo? Maria Lisa Ianieri: non andrò certo alle olimpiadi, ma continuerò a praticare la ginnastica ritmica con tanta passione. Sara Lombardi: vorrei continuare per tanti tanti anni ancora, finché ce la farò! Sara Rogantoni: vorrei rimanere nell’ambito della ginnastica ritmica, fare il giudice o l’allenatrice. Valentina Brandi: voglio senz’altro continuare, magari migliorando! Quali sono le emozioni prima della gara? Maria Lisa Ianieri: soprattutto tensione e paura di sbagliare; dopo la gara invece, se non sbagli, il nodo che avevi ti si scioglie e va via. Sara Lombardi: prima di entrare in pedana sono un po’ tesa: però quando entro dentro faccio tutto bene e ne esco felice. Sara Rogantoni: prima di entrare in pedana l’emozione è tanta, ma con il tempo ho imparato a controllarla e dosarla.

30

Valentina Brandi: all’inizio ti assale l’ansia di entrare in pedana da sola; alla fine però una volta che inizi a eseguire l’esercizio ti senti come se stessi facendo allenamento e ti rilassi. Com’è il tuo rapporto con l’allenatore? Maria Lisa Ianieri: Tranquillo, soprattutto se mi incoraggia. Sara Lombardi: ho due allenatrici: una è mia madre e con l’altra sto benissimo. Sara Rogantoni: conoscendola da tanto tempo è diventata come una seconda madre: Passiamo un sacco di tempo insieme in palestra, mi ascolta, sento un legame stretto con lei. Valentina: anche io sento un legame molto forte con la mia allenatrice. A quale campionato Confsport Italia parteciperai quest’anno? Maria Lisa Ianieri: Campionato a squadra con la palla. Sara Lombardi: farò tante gare, mi dovrò impegnare moltissimo. Sara Rogantoni: Gare di squadre e individuali. Valentina Brandi: Campionato di Serie A. E allora un grande in bocca al lupo alle nostre atlete, che sia un anno pieno di soddisfazioni per loro!


GINNASTICA

31

Stabilite le sedi per i Campionati Nazionali  di Ginnastica Ritmica e Artistica della Confsport Italia  di Orsola Alice Trevisan  È ufficialmente iniziato l’autunno, le scuole e con loro le attività della Confsport Italia. Stiamo organizzando gare per tutti i gusti e tutti i livelli, vi assicuriamo che nessuno rimarrà a bocca asciutta!

I numerosi campionati di Ginnastica Artistica e Ginnastica Ritmica che abbiamo previsto per l’anno 2012-2013 seguiranno i nuovi programmi tecnici predisposti dalle bravissime Responsabili Nazionali, Eleonora Marmorè e Patrizia Crico per l’artistica, Fabiana Lalli e Giulia Innocenzi per la ritmica: si stanno tenendo in questo periodo riunioni tecniche regionali proprio per illustrare alle società i cambiamenti inseriti dalle nostre tecniche. Anche quest’anno la manifestazione che aprirà i giochi del settore Ginnastica Ritmica sarà il Campionato Nazionale a Squadra di Specialità che si svolgerà nel palazzetto di Norcia il 15 e il 16 dicembre 2012. Scenderanno in pedana le categorie, Giovanissime, Allieve, Junior e Master. Per tutte le categorie è previsto un esercizio di squadra per 4/5 ginnaste: la Categoria Giovanissime a corpo libero, la Categoria Allieve e Junior con 4/5 palle e la Categoria Master 8/10 cerchi. Le categorie uniche, invece, saranno così organizzate: I Categoria (riservata a Gio-

vanissime e Allieve) esercizio di squadra per 5/6 ginnaste con 3 cerchi e 2/3 funi; II categoria (riservata a Junior e Master) esercizio di squadra per 5/6 ginnaste con 3 cerchi e 2/3 nastri. Appuntamento a Norcia prima di Natale allora, e buon lavoro a tutte le ginnaste e alle loro isegnanti! Questo il calendario nazionale della Ginnastica Ritmica: 15/16 dicembre 2012 - Campionato a Squadre di Specialità - Norcia; 25/26/27/28 aprile 2013 - Campionato Serie B e Campionato Serie C di Specialità - Norcia; 10/11/12 maggio 2013 Campionato Serie A di Specialità e Campionato Gold - Spoleto; 24/25/26 maggio 2013 - Campionato Grand Prix delle Società - Lucera; 16 giugno 2013 - Torneo Internazionale - Spoleto. Questo il calendario nazionale della Ginnastica Artistica Femminile e Maschile: 31 maggio/1 e 2 giugno 2013 Campionato Serie A, Campionato Serie B, Campionato Gold Rimini; 8/9 giugno 2013 - Trofeo Arcobaleno e Campionati Maschili - Civitavecchia;


I SERVIZI DELLA CONFSPORT:  Consulenza legale,

assicurativa e scolastica in favore delle società affiliate per territorio e per tramite dei Comitati Periferici.  Collaborazione con la

famiglia, la scuola e le strutture sociali.  Organizzazione di corsi in

diverse discipline sportive:  Calcio e Calcetto;  Danza Moderna e Classica;  Danze Orientali;  Hip-Hop, Funky;  Ginnastica Artistica F/M;  Ginnastica Ritmica;  Nuoto;  Nuoto Sincronizzato;  Nuoto per salvamento;  Acquafitness;  Acquagoal-Pallanuoto F/M;  Arti Marziali;  Pallavolo;  Pallacanestro;  Sport Diversamente abili;  Atletica Leggera;  Vela;

La Confsport Italia, Forum Europeo della Associazioni Sportive, Culturali e del Tempo Libero, è un ente di promozione sociale e sportiva che ha come scopi istituzionali la promozione, l’organizzazione e la diffusione delle attività sportive amatoriali e dilettantistiche. L’Ente promuove e realizza manifestazioni sportive, culturali, pedagogiche e sociali aventi come fine la crescita e la maturazione personale e civile di ognuno. Il principio ispiratore della Confsport Italia, impegnata da sempre nelle grandi tematiche della promozione sportiva, è quello di disegnare l’attività di ogni disciplina intorno a ciascun individuo: il cittadino, le donne e gli uomini di ogni età, la famiglia, i diversamente abili, i ragazzi, gli anziani, ognuno con le proprie motivazioni e le proprie realtà. Infatti lo sport, oltre ad essere un diritto di ognuno di noi, dovrebbe essere un riferimento immediato ad una nuova qualità della vita da affermare, giorno per giorno, non solo negli impianti sportivi tradizionali, ma anche e soprattutto in ambienti naturali, sui prati, sulle spiagge, nei cortili e negli spazi all’aperto di piccole e grandi città dove si possa respirare appagamento e complicità onorando l’antico detto: “Mens sana in corpore sano”. In questa visione, la Confsport Italia, ha sempre sostenuto i valori della solidarietà umana, del rispetto reciproco e i valori etici e morali nella società civile. Tecnici e Dirigenti altamente qualificati costituiscono l’asse portante della Confsport Italia. Le nostre Associazioni affiliate e i nostri soci tesserati possono usufruire di numerosi servizi. Attraverso il nostro Centro Europeo Ricerche e Studi sulle Attività Motorie - E=SC2 Education, Sport & Culture, si organizzano, a livello provinciale, regionale e nazionale, Corsi di Formazione Professionale, Seminari e Convegni aventi per obiettivo il miglioramento della conoscenza culturale della società, con particolare riferimento alla condizione dei portatori di handicap, degli anziani e di quanti vivono un disagio. 

 Surf;  Tennis;

e tanto altro ancora!!!

La Confsport Italia è iscritta nel Registro Regionale (Lazio) delle Associazioni di Promozione Sociale – Det. n. D4535 del 14/12/06

 


ottobre-2012