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1912 - 2012

CENT’ANNI CON GRATITUDINE Testo di Marco Ongaro

Edizione 21 gennaio 2012


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CENT’ANNI CON GRATITUDINE

Testo di Marco Ongaro


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Nec descendere nec morari Non retrocedere non indugiare Motto scaligero scelto da Silvio Conforti per il marchio aziendale


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1912 IL CAPOLAVORO

Io non cerco, trovo. Pablo Picasso

È il 1912. Braque e Picasso a Parigi giocano a scambiarsi collage cubisti sul cui autore vero si scommette ancora. In Italia, a Verona, Silvio Conforti lavora come operaio in ferrovia, sa come fondere e piegare, saldare ma anche disegnare, sa come trattare i metalli e renderli docili sfruttando la loro resistenza. Intuisce che il secolo appena nato poggerà solo in apparenza sul secolo d’acciaio che l’ha preceduto, per svilupparsi presto grazie all’ingegno in un’epoca nuova, trasparente come cristallo e dura come diamante. Ha già aperto una piccola bottega di fabbro, tra chiavi e serrature, cardini e catenacci, cerca l’occasione propizia per spiccare il balzo e farne l’unica attività. Da tempo, ornamenti naturali integrano la perfezione tecnologica nel Liberty, curve di foglia esaltano ricche ramificazioni fregiate da boccioli destinati a rimanere tali, quasi la natura volesse arrestare il suo corso in una primavera di contrasti vivissimi. Il Modernismo non è già più avanguardia. Palazzi e vetrine ne portano il segno, lampade e oggetti preziosi sono cresciuti nella sua ispirazione. Dall’arte ai mestieri, lo stile si è venuto affermando con insolita determinazione. Il design continuerà a svilupparsi sotto la sua spinta, mentre altre forze intellettuali, artistiche e artigianali si delineano all’orizzonte con la propria influenza. I fermenti sono grandi, nel 1912. Da tre anni il Futurismo italiano ha pubblicato il suo Manifesto sul Figaro e il movimento si è diffuso a macchia d’olio in Francia 5


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e in Russia. Tra non molto anche quest’avanguardia diventerà istituzione e i suoi capolavori rimarranno materia da museo. Silvio Conforti è nato nel 1891, un anno dopo la nascita dell’Art Nouveau. È cresciuto nell’eco del Modernismo che dall’Europa ha superato le Alpi espandendosi a Torino e in Italia per l’intera ampiezza della sua età. Fiuta il nuovo, ma è sul conclamato che impegna le sue energie. Il fascino futurista per la meccanica è meglio dedicarlo alla solidità della struttura, all’ingegnosità degli ingranaggi. Se si tratta di abbellire, meglio puntare sull’arte che ha governato l’ultimo ventennio, quella che ha allevato il giovane traghettando lui e il mondo oltre l’alba del Novecento: lo Stile Liberty riunisce in sé il nuovo e il consolidato, offre ancora spunti di modernità senza eccedere in azzardi ed è ben integrato nella funzionalità decorativa applicata alla tecnologia. L’Esposizione Universale di Parigi del 1900 l’ha diffuso nel mondo e l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna del 1902, a Torino, ne ha fissato i parametri fondamentali. Silvio Conforti è un uomo pratico e intraprendente, a ventun anni sente di dover creare qualcosa di suo. Le mani sanno fare ciò che la mente inventa, ed esiste un concorso nazionale riservato agli artigiani, il “Weil Weiss”, che potrebbe offrirgli l’opportunità desiderata. Il premio consiste in una borsa, una somma di danaro messa a disposizione dalla Fondazione “Weil Weiss” di Lainate per consentire a chi ha iniziativa e voglia di emergere di mettersi in mostra e dare impulso all’intraprendenza del proprio ingegno. Per partecipare è necessario produrre e presentare un capolavoro.

Attestato del Premio “Weil Weiss” del 1912 vinto da Silvio Conforti

Il capolavoro non è solo l’opera migliore di un artista, di una corrente, di un’epoca, un’opera di grande valore nel suo genere. Nella sua seconda accezione, è il lavoro prodotto da un operaio o un artigiano in prova, quale saggio preliminare all’assunzione. Lui è già assunto, lavora come operaio alle Ferrovie dello Stato, dove anche suo padre Leopoldo ha lavorato prima della pensione. Un posto che indurrebbe molti ad adagiarsi nella tranquillità di un futuro assicurato. 7


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1912 2012 Non gli basta. L’esuberanza dei vent’anni si combina con l’indomabile vitalità del carattere, l’impulso a migliorare la propria condizione si coniuga con l’orgoglio di offrire alla società qualcosa di valore e lo porta ad aggiungere ore di fatica individuale al suo lavoro quotidiano, per concorrere al premio con qualcosa di suo.

vinca le 450 lire destinate al primo classificato nel Premio “Weil Weiss”. Il riconoscimento sancisce il valore e incoraggia l’intraprendenza, individua la precisione, l’attitudine, l’intelligenza e l’abilità di un uomo che si presenta con il cuore umile di un giovane in cui vibra il carattere di un leader.

Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro, scriveva Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 nel suo Manifesto del Futurismo. Il capolavoro che Silvio Conforti decide di approntare per concorrere al Premio “Weil Weiss” non ha natura aggressiva, bensì protettiva. Ha scelto di realizzare una cassaforte. Niente di più rassicurante. Non a caso l’arte che sceglie per abbellirlo è il Liberty, il delicato Art Nouveau che addolcisce le forme meccaniche anziché inasprirle. E ha scelto soprattutto di fare un oggetto d’arte. Tra i numerosi capolavori candidati al premio, di varia natura e impegno propositivo, il suo si staglia simbolicamente per utilità sociale e grazia artigianale, precisione tecnologica e pregio ornamentale. La cassaforte, realizzata interamente in acciaio satinato a mano, porta decorazioni floreali che armoniosamente celano le serrature e, sulla sommità, reca il marchio del suo creatore lasciando il nome in sigla: S. Conforti. Ottant’anni dopo, nel 1992, l’immagine del manufatto compare su una raffinata pubblicazione dell’editore d’arte Franco Maria Ricci dedicata alla collezione Clavis di proprietà della famiglia Conforti. Si può così ammirare il misurato rigore, il tratto spontaneo del fregio, l’impronta del capolavoro giovanile nella felice sintesi di efficacia artigiana e aspirazione artistica. Un’opera di grande qualità esecutiva e di ottimo impatto estetico, un manufatto artistico la cui realizzazione è stata particolarmente laboriosa e che, com’è tradizione, possiede anche un segreto inerente alla sua apertura. In una delle quattro terminazioni di un fiore, nella parte bassa del decoro, c’è una piccola leva spingendo la quale si sgancia una foglia più in alto, che libera la serratura nascosta. Non c’è da stupirsi che la cassaforte prodotta a mano da Silvio Conforti nel 1912 9


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