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1912 2012

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IL BANDITO E IL CAMPIONE

Il crimine è una cosa comune. La logica è una cosa rara. Quindi, lei dovrebbe concentrarsi più sulla logica che sul crimine. Arthur Conan Doyle

L’avventura dei faggi rossi, ne Le avventure di Sherlock Holmes

Porta corazzata a tenuta stagna fine anni 30

Sante Pollastri e Costante Girardengo sono due figure eticamente opposte, nate entrambe a Novi Ligure e legate nella leggenda da una lunga amicizia che avrebbe tratto linfa dalle loro comuni origini. La loro avventura inizia nell’Italia della miseria. Figli di contadini poverissimi, seguono un destino tracciato dalla passione per la bicicletta, un mezzo di riscatto che li condurrà in direzioni socialmente divaricate. Girardengo divenne un mito del grande ciclismo, Pollastri divenne il più famoso bandito degli anni Venti. In verità non si sa con certezza se siano stati davvero amici, certamente s’incontrarono più volte. L’ultimo incontro fu in Francia, durante la “sei giorni” cui il ciclista partecipò nel 1927, e a questo proposito il campione rese deposizione al processo che valse al Pollastri la condanna all’ergastolo. Tralasciando l’aspetto storico o cronachistico per indugiare su quello squisitamente narrativo, il legame tra “bandito e campione” simboleggia in modo azzeccato il rapporto di somiglianza tra due intelligenze messe al servizio di scopi opposti. Il poliziotto deve pensare come un criminale per poterne prevenire le mosse e assicurarlo alla giustizia, un criminale cerca d’intuire le azioni del poliziotto per vanificarne gli effetti. Entrambi lavorano sulla stessa materia, da due differenti posizioni. Il bandito vuole il bottino, il poliziotto vuole proteggere la legittima proprietà, entrambi usano la pistola, il pedi53


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1912 2012 namento, l’astuzia. Secondo la retorica romanzesca il bandito e il campione sono avversari eppure amici, ma è la sostanziale differenza etica a separare i loro destini intimi dopo avere distinto le loro destinazioni sociali. Nelle grandi coppie di antagonisti narrativi, l’elemento della sfida acuisce l’inventiva di entrambe le parti, sviluppando scenari molto creativi. L’attività di difesa e custodia valori si gioca sulla previsione degli attacchi che lo scassinatore potrebbe portare al sistema. La prevenzione è il primo risultato di una corretta previsione. L’impianto d’allarme è una grande rivoluzione nel settore della sicurezza, e la sua concezione affianca ancora una volta l’impiego dell’intelligenza preventiva allo sviluppo di mezzi fisici di comprovata resistenza. L’allarme è un ulteriore deterrente che interviene a sbaragliare i possibili attacchi dei malfattori prima che possano essere perpetrati. È uno strumento segreto da palesare con cura. Lo scassinatore può esserne sorpreso, ma è preferibile che si senta scoraggiato dall’intraprendere l’azione criminosa in virtù dell’esistenza di una protezione annunciata. L’elettronica rende il meccanismo dell’impianto simile al sortilegio magico della grotta di Alì Babà, ma meno neutralizzabile. Che suoni o informi una centrale, che faccia scattare un tranello o una chiusura in più, che renda inutilizzabile un meccanismo o non funzionante una serratura, il sistema d’allarme antifurto fiacca la volontà del malvivente con la sua semplice presenza resa nota. La prevenzione è più efficace se si fa sapere ai malintenzionati che potrebbero avere delle sorprese, anziché sottoporli alle sorprese senza informarli. Si tratta di prevenzione psicologica, nuovo tassello nel panorama complessivo dell’intelligenza applicata agli scenari di custodia e protezione valori. La prevenzione funge anche da dissuasione. La Conforti non si limita a fornire mezzi forti e impianti d’allarme, ma anche consulenza in fatto di difesa e risoluzione dei problemi che di volta in

volta insorgono, così da offrire un sistema di sicurezza attivo. Se eccellente qualità equivale a eccellente pubblicità, una pubblicità fondata sull’infallibilità di un sistema di difesa scoraggerà ogni tentativo di aggressione. C’è un aneddoto particolarmente eloquente in tal senso. Riguarda un caso verificatosi presso una banca provvista di caveau interamente realizzato dalla ditta Conforti: mezzi di difesa, porte, impianto d’allarme e perfino le disposizioni inerenti al tipo di muratura - la ricetta per la costruzione delle parti murarie del deposito - tutto in questa struttura porta la firma della ditta. Il sistema di allarme montato a protezione del grande caveau non serve tanto ad aumentare la difesa quanto a ridurre il tempo d’intervento delle forze preposte in caso di attacco da parte degli scassinatori. Quando l’allarme comincia a suonare senza apparente motivo, la banca chiama la Conforti per avere ragguagli e ottenere la consulenza necessaria a risolvere l’enigma di un allarme che scatta senza che nulla lo possa giustificare. Disattivare l’apparato di sensori e microfoni che fanno capo al sistema di avviso di un probabile scasso è una decisione rischiosa da prendere. Senza l’allarme in azione lo scassinatore può lavorare indisturbato nei periodi in cui la vigilanza scarseggia. Il problema è grave. Sono molti i film polizieschi in cui si narra il successo di un’azione criminosa fondata sullo screditamento dell’impianto di sicurezza che, dopo numerosi falsi allarmi, viene staccato permettendo infine l’effrazione. L’idea che possa esserci un contatto inspiegabile è insita nel concetto di elettronica. L’invisibilità dell’impianto lo rende di non facile comprensione e lo apparenta alla magia, inducendo alla rassegnazione l’individuo non edotto in materia. La Conforti, rappresentata nel caso in questione dall’ingegner Leopoldo, non è certo alle prime armi sull’argomento e la decisione che viene presa è salomonica: staccare l’impianto sì, ponendo però dei microfoni alternativi, in assoluta segretezza, che possano registrare ciò che succede nel 55


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Porta corazzata degli anni ‘80 con doppia fila di chiavistelli

periodo di disattivazione. La scelta dà i suoi frutti. I microfoni rivelano dei rumori metallici. Qualcuno sta lavorando da qualche parte con un attrezzo meccanico, un motore. Qualcosa di simile a un trapano emette rumori che, a impianto inserito, fanno scattare la suoneria. Non lo si può vedere. Quando l’allarme scatta, questo qualcuno si ferma. Ma una volta disattivato, di qualunque cosa si tratti, il lavoro riprende. Una pausa di tre giorni, poi l’allarme viene reinserito e di notte urla di nuovo. La città in cui si trova la banca è piena di cunicoli e sotterranei scavati per tubature e fognature. Il rumore non viene dal vuoto, dall’aria, da fuori, ma dal pieno, da sotto, da un qualche punto interrato. Leopoldo Conforti lo distingue chiaramente: qualcuno sta scavando di sotto per entrare nel caveau. Non lo si riesce a individuare ma c’è e, se non si trova una soluzione, prima o poi riuscirà a penetrare nel deposito. L’abilità di prevedere gioca il suo ruolo non solo quando si tratta di progettare e installare un sistema di difesa, ma anche nel momento in cui si è chiamati a risolvere concretamente un problema inerente a un attacco in atto come questo. È qui che si vede l’applicabilità su vasta scala della teoria su cui si basa la professionalità di un sistema e di un’azienda. Per questo caso specifico viene ideata una strategia che si articola in due fasi, ciascuna di importanza vitale per la risoluzione del problema. Si decide di sollevare di circa mezzo metro le cassette di sicurezza custodite nel caveau e di allagare il locale per il volume di quel mezzo metro. Nel momento in cui lo scassinatore riuscisse ad aprirsi il passaggio sotterraneo nella muratura, fuoriuscirebbe la grande quantità d’acqua giacente nel caveau e lo trascinerebbe lontano con sé lungo il cunicolo da lui stesso praticato. L’idea è buona e ingegneristicamente funzionale, ma questa è solo la prima fase. La seconda consiste nell’informare ampiamente gli interessati riguardo al tipo di soluzione intrapresa. Lo scassinatore che lavora all’esterno ha spes57


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1912 2012 so “talpe” interne alla struttura che gli riferiscono in merito alla situazione e alle eventuali misure adottate. Così è andata nel caso di cui si parla: non appena la voce sul sistema di difesa “ad acqua” si è sparsa nell’istituto di credito, i rumori sono cessati e l’allarme ha smesso di scattare. Pericolo rientrato. Ben diffusa, l’informazione in sé sarebbe anche stata sufficiente a scoraggiare i malintenzionati, ma meglio non rischiare, meglio evitare qualunque falla nel piano di difesa. Devono essere presi i provvedimenti, ci dev’essere una contromisura ben pensata in previsione degli attacchi e poi è bene che tale reazione venga pubblicizzata nei suoi caratteri generali d’invincibilità, così da evitare gli inutili danni di una tentata effrazione. Il bandito deve venire informato su cosa il campione sta facendo per mandare all’aria i suoi progetti. Una parte delle misure è bene che rimanga segreta, la protezione poggia pure sulla riservatezza e i meccanismi non devono essere palesati, ma la loro esistenza dev’essere nota. L’allarme funziona in entrambe le direzioni: avvisa di un attacco chi si vuole difendere e avvisa di una difesa chi vorrebbe attaccare. L’effetto deterrente è elemento determinante nella strategia di custodia e protezione valori. Il rapporto dialettico campione/bandito è costante, sebbene non sia mai supportato da un contatto diretto. Fin dagli inizi le casseforti erano “intrapanabili e incombustibili”, la dichiarazione faceva bella mostra di sé sull’insegna della ditta. La scritta era per il cliente ma anche per il suo avversario. L’ideatore di difese informa chi si serve dei suoi mezzi e al contempo avvisa chi pensa di scassinarli. Il trapano non funzionerà. Nemmeno la fiamma ossidrica. Bisogna che lo sappiano. Con l’avvento della lancia termica, adottata diffusamente dalla malavita a partire dagli anni Settanta per la sua semplicità ed efficacia, al campione è lanciata una nuova sfida da parte del bandito. La lancia termica è un’arma da scasso che attacca il metallo a temperature fino a 2500 gradi centigra-

di, cui nessuna difesa a base di ferro è in grado di resistere. È necessario studiare una difesa che sia in grado di assorbire un’elevata quantità di energia termica senza fondere. Il carbonio ha tale caratteristica, dunque si approntano casseforti con protezioni a base di carbonio di modo che i tempi di scasso aumentino entro termini sufficienti a consentire l’intervento che interrompe l’azione criminosa. La gara tra campione e bandito è sempre una lotta contro il tempo. C’è bisogno di continui aggiornamenti tecnologici per mantenere l’impegno. È ugualmente necessario far sapere che Conforti ora costruisce con questa speciale materia. La notizia serve al cliente come rassicurazione sul mezzo di difesa impiegato e dissuade contemporaneamente lo scassinatore dal tentare un attacco con la lancia termica. Sarebbe uno sforzo inutile. Chi attacca ha bisogno di tempo per portare con efficacia il suo affondo, chi difende deve estendere questo tempo fino a rendere inutile l’attacco. L’introduzione del sistema d’allarme contrae il tempo a disposizione del bandito, rendendo sempre più rapida la risposta dell’apparato di difesa. Crescente durata di resistenza, brevissimo intervallo di reazione. In questa equazione temporale, che avvicina gli opposti, sta la misura del progresso sviluppato da Conforti. Niente è lasciato al caso. La partita si gioca in ambito d’intelligence e si avvale di tutta l’esperienza accumulata in anni di produzione e rapporti con i clienti. Gli anni Settanta mettono a repentaglio l’idea di sicurezza con il loro piombo, e l’esplosione di inquietudini sociali di grave portata fa tremare il mondo politico. Il clima è infuocato anche a livello internazionale. Nell’infuriare del disordine ci vogliono punti fermi. Chi protegge deve mantenere la calma, se vuole ispirare calma in chi chiede protezione. Da una parte si salvaguarda il benessere con sistemi sicuri di versamento e prelievo, dall’altra s’impiega l’elettronica per rafforzare la sicurezza con impianti d’allarme sempre più soddisfacenti. L’elettronica spalanca le porte del progresso e la ditta Conforti si conferma all’avanguardia. 59


Cent'anni con Gratitudine VII Capitolo