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POLITICA/L’INTERVISTA

ALESSANDRO CAMPI

Alessandro Campi è professore associato di Storia delle dottrine politiche nell'Università di Perugia e direttore della "Rivista di Politica", trimestrale di studi e approfondimento politico e culturale. Si è occupato, nel tempo, dell'evoluzione storica del concetto di Nazione, delle trasformazioni che hanno interessato lo Stato e i partiti politici nel corso del Novecento e, infine, di temi ed autori riguardanti il mondo della destra italiana ed europea. Noto editorialista è autore di diversi volumi, tra i quali "Mussolini" edito da Il Mulino nel 2001, "Nazione" uscito per la stessa casa editrice nel 2004 e "La destra in cammino. Da Alleanza Nazionale al Popolo della Libertà" edito nel 2008 da Rubbettino. Nazione, cittadinanza e futuro dell'Unione europea sono i temi dell'intervista che il professor Campi ha rilasciato a Confini. Professor Campi, si discute ormai da qualche tempo della possibilità di concedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia. Anche da destra, negli ultimi anni, è arrivata qualche apertura. E' possibile immaginare un graduale passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli, legando quest'ultimo ad un ciclo di studi o al necessario apprendimento della lingua italiana? Mi sembra un passaggio divenuto ormai necessario e ineluttabile, anche se bisognerà definire con attenzione tempi e modalità di concessione della cittadinanza. La permanenza stabile su un territorio è ormai un criterio di definizione del proprio status di cittadino, in senso pienamente legale, che non può essere trascurato. Purché ovviamente si evitino le esagerazioni demagogiche di chi lega la cittadinanza al semplice fatto di nascere (magari casualmente) in un determinato luogo. Ma mi sembra che queste posizioni non abbiano, al di là dell'enfasi umanitaria che sembra accompagnarle, un grande seguito nemmeno negli ambienti della sinistra politico-culturale, almeno quella più avveduta e realistica. La vita dei cittadini e il diritto nazionale risultano sempre di più condizionati dalla legislazione europea. Al contempo circolano liberamente merci, cultura e persone, in particolare i più giovani che si spostano da un Paese all'altro per motivi di studio. In che modo è possibile vivificare la cittadinanza europea al fine di avvicinare sempre di più i cittadini alle istituzione europee? Sembrerà un paradosso ma si diventa cittadini europei nella misura in cui si è cittadini dei rispettivi Stati. E' un errore contrapporre identità europea e identità nazionale, come se la

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Confini24  

Magazine di prospezione sul futuro

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