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PRIORITÀ DELLA FILIERA DELLE COSTRUZIONI Il settore delle costruzioni è in ginocchio, piegato da una crisi senza precedenti. La discesa in piazza dell’intera filiera, imprenditori, lavoratori e professionisti, imprese industriali, artigiane e cooperative, industria dei materiali, dei macchinari e delle tecnologie, rappresenta un evento straordinario per un momento straordinario. Ance e Confindustria, con Cna, Confartigianato, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Ordine degli Ingegneri, Architetti, Geometri, Geologi e con le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl, Uil, Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil, denunciano lo stato di grande crisi dell’intera filiera delle costruzioni e richiamano l’attenzione del mondo politico ed istituzionale sulla messa in atto di un’azione forte, incisiva, che riporti il settore a svolgere un ruolo di traino per l’economia dell’intera Provincia. Imprese, professionisti e lavoratori non chiedono vantaggi o privilegi per la categoria ma, chiedono di restituire al settore delle costruzioni la priorità che gli compete attraverso una serie di interventi che ristabiliscano il corretto funzionamento del mercato. 1. PAGAMENTI ALLE IMPRESE e PATTO DI STABILITÀ Garantire i pagamenti alle imprese ed ai progettisti per i lavori eseguiti Il Patto di stabilità interno per le Regioni e gli Enti locali abbatte la capacità di investimento dei principali protagonisti della domanda di infrastrutture e blocca i pagamenti alle imprese a fronte di lavori regolarmente realizzati. Non si possono far fallire le imprese per non far fallire le Amministrazioni pubbliche. Le punte di ritardo nei pagamenti in Calabria superano i due anni con gravi ripercussioni sulla tenuta del sistema delle imprese già fortemente stressate dal razionamento del credito imposto dalle banche ed ulteriormente sollecitate proprio dal mancato pagamento di lavori regolarmente eseguiti. A questo si aggiunge l’inammissibile sospensione dei pagamenti dei corrispettivi contrattuali di appalti pubblici, dovuti ad una “disfunzione del sistema informatico” di Equitalia. Le imprese non possono e non devono essere bersagli delle inefficienze della pubblica amministrazione. Un ruolo fondamentale potrebbe essere esercitato dalla BANCA DEL SUD intesa come operatore facilitatore e prestatore di garanzia per migliorare l’accesso al credito ed alle misure di finanza regionale, nazionale e comunitaria da parte delle imprese. 2. UTILIZZO DI TUTTE LE RISORSE PUBBLICHE DISPONIBILI Capacità di attrarre e di spendere i fondi comunitari La correttezza delle procedure risulta fondamentale nel processo di approvvigionamento delle risorse finanziarie sotto forma di contributi comunitari, statali o regionali da parte delle Amministrazioni Pubbliche locali. Oltre alla diminuzione degli stanziamenti per nuove infrastrutture, preoccupa la lentezza con la quale vengono spese le risorse disponibili. L’incapacità di spendere soldi già stanziati, la continua ripianificazione delle stesse opere nei programmi triennali ed annuali, indica la mancata efficienza ed efficacia dell’azione politico-amministrativa. Indispensabile utilizzare, concretamente e rapidamente, le risorse disponibili tra fondi strutturali e fondi FAS senza continue riprogrammazioni e rinvii.


È inderogabile mandare in appalto anche i lavori di piccola entità, le manutenzioni ed ogni altra risorsa che possa effettivamente garantire un effetto reale, immediato e positivo, sul sistema industriale delle costruzioni. 3. DIFESA E MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO Agire per la salvaguardia dell’ambiente Il territorio della nostra Provincia risulta continuamente esposto a fenomeni che mettono in evidenza il grave dissesto dal punto di vista idrogeologico e dell’erosione costiera. I drammatici eventi dell’alluvione del 3 luglio 2006, delle recenti alluvioni a Maierato, Parghelia e Zambrone hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica, degli amministratori locali e del governo centrale, l’urgenza di assumere come prioritaria le messa in sicurezza della nostra regione e della nostra provincia. La difesa del territorio e dell'ambiente, la messa in sicurezza da possibili dissesti idrogeologici e dalle conseguenze da calamità naturali, in specie attraverso attività di prevenzione e previsione dei fenomeni, è una esigenza ineludibile per garantire un concreto sviluppo. La difesa del suolo si attua solo attraverso il governo del territorio, con interventi strutturali di consolidamento e con l’azione di monitoraggio e salvaguardia dei fiumi, dei canali, delle fasce costiere. 4. RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO Interventi mirati di trasformazione e di rigenerazione urbana Il centro storico della Città capoluogo così come quello di molti dei comuni dell’intero territorio provinciale, rappresentano una porzione significativa del tessuto urbano provinciale e naturalmente una risorsa preziosa in termini di opportunità di sviluppo economico, culturale, sociale. Necessari interventi mirati a recuperare e a valorizzare i beni culturali ed architettonici che potrebbero arricchire e qualificare l’offerta turistica del nostro territorio. Un’attenzione particolare deve essere destinata alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, caratterizzata da una inadeguatezza e dal mancato rispetto della normativa antisismica nel 60% degli edifici presenti sul territorio. 5. APPROVAZIONE PSC, SBLOCCO DELL’EDILIZIA PRIVATA E APPLICAZIONE PIANO CASA Attivare meccanismi di sviluppo e di valorizzazione territoriale Per uno sviluppo territoriale funzionale alla valorizzazione della qualità complessiva del patrimonio edilizio delle città, indispensabile giungere all’approvazione dei Piani Strutturali Comunali (PSC) quali strumenti urbanistici validi ed aggiornati. Il Piano Casa della Regione Calabria, finalizzato al rilancio dell’economia mediante misure straordinarie a sostegno dell’attività edilizia e al miglioramento della qualità del patrimonio esistente, può costituire la giusta chiave di volta per il rilancio del settore ma in realtà, rischia di diventare uno strumento inutile ed inapplicabile nel Comune di Vibo Valentia, a causa della paralisi che ormai da quasi due anni sta vivendo il comparto edile della città capoluogo. L’interpretazione assai restrittiva, che gli Amministratori del Comune attribuiscono al Piano Versace ed alle ordinanze post alluvione del 3 luglio 2006 del Commissario delegato all’Emergenza per la Provincia di Vibo Valentia, sta avendo effetti disastrosi in termini economici e produttivi, non solo per il settore edile ma anche per altri comparti ad esso satellitari. Nessun divieto di edificabilità assoluta è disposto dal Piano Versace né per il territorio del Comune di Vibo Valentia né per i territori degli altri Comuni alluvionati della Provincia. Si tratta piuttosto di interpretazioni che esulano dal significato normativo delle disposizioni in questione e


che generano paradossi come quello del blocco dell’edilizia nel comune di Vibo Valentia ma non negli altri comuni della provincia anch’essi alluvionati. 6. SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE Sistema integrato di mobilità territoriale L’immagine di un territorio contribuisce a determinare il grado di attrattività dello stesso. Tuttavia, l’attrattività e il livello di competitività del territorio dipendono in gran parte dalla dotazione d’infrastrutture economiche e sociali presenti. La loro qualità e localizzazione possono influenzare in modo decisivo lo sviluppo di un’area. Solo un sistema integrato di mobilità, reti e comunicazione intercomunale può garantire il corretto ed armonico sviluppo delle aree costiere e di quelle interne della nostra provincia. Appare pertanto necessario ridefinire un assetto del territorio che consenta di valorizzare tutte le potenzialità del vibonese nel contesto regionale e nazionale, partendo dal “completamento” dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, passando dall’ultimazione delle procedure di assegnazione fondi per il completamento della Trasversale delle Serre, dall’ultimazione delle tangenziali Est ed ovest di Vibo Valentia, dalla strada del mare, dal potenziamento del Porto di Vibo Marina e delle aree annesse, finendo con l’ammodernamento e la messa in sicurezza della viabilità provinciale per facilitare i collegamenti con i centri interni del territorio. Di fondamentale importanza la realizzazione del nuovo Ospedale e del Teatro comunale. 7. PROFESSIONISTI ED OPERE PUBBLICHE Qualità dell’Opera Pubblica L’attività di progettazione, le conoscenze tecniche e la professionalità del progettista stesso, rivestono un’importanza centrale nel processo di realizzazione delle costruzioni essendo, il progetto, contenuto e parte integrante del contratto, vincolo ed obbligazione a carico dell’appaltatore: indispensabile quindi, per la realizzazione di opere di qualità, una “progettazione a norma di legge”, con riguardo sia alla cantierabilità, sia all’utilizzo di prezzi aggiornati. Le Amministrazioni devono puntare a progetti di qualità ed adeguatamente remunerati così da permettere una realizzazione di un’opera di qualità ed una gestione della stessa con minori oneri. È indispensabile la massima trasparenza amministrativa nell’espletamento delle procedure di affidamento degli incarichi progettuali che garantiscano la reale rotazione dei professionisti. 8. BUROCRAZIA E BUONA AMMINISTRAZIONE Regole Semplice e più controlli La burocrazia è innegabilmente una delle piaghe che affligge il settore edile: infiniti i tempi per l’espletamento delle pratiche; il rilascio di valutazioni/nulla osta è spesso discrezionale e non supportato dalle norme vigenti. Innumerevoli e senza fine le attese dietro le porte dei funzionari addetti; non disponibili o non individuabili i centri di responsabilità. Serve invece un sistema di regole semplici, con una chiara responsabilità della Pubblica Amministrazione. E’ necessario sapere chi decide e che cosa, rendendo evidenti le responsabilità di ciascuno. Il processo di realizzazione di un’opera deve essere caratterizzato da un controllo del rispetto delle leggi nel corso di tutte le fasi del processo e da parte di tutti i soggetti coinvolti. Improrogabile l’istituzione dello Sportello Unico per l’Edilizia (SUE), struttura di raccordo operativo tra l’Ente Comunale e gli Enti terzi chiamati a pronunciarsi in ordine a pratiche edilizie e garante di tempi certi e procedure semplificate.


9. QUALITA’ E LA SICUREZZA DEL LAVORO Lotta al lavoro nero e revisione dell’aggiudicazione al massimo ribasso Il settore delle costruzioni è fortemente segnato dalle dimensioni del fenomeno del lavoro irregolare, che, oltre alla violazione delle norme che regolano le assunzioni, genera un grave pregiudizio al normale andamento del mercato del lavoro. E’ innegabile che una delle cause principali del lavoro nero sia l'elevato costo della manodopera nell'edilizia e la forbice tra quanto percepito dal lavoratore al netto e quanto pagato dall'azienda. La pesante crisi del settore è un prezzo altissimo che stanno pagando i lavoratori, sia in termini di minor reddito da salario, anche in virtù di un elevato ricorso agli ammortizzatori sociali, sia in termini di minore sicurezza nei cantieri. L’introduzione della verifica preventiva della congruità dell’ incidenza del costo della manodopera sul valore complessivo dell'opera e la revisione del sistema di aggiudicazione secondo il massimo ribasso, rappresentano strumenti fondamentali per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare e per riaffermare e garantire una corretta e leale concorrenza tra le imprese. Un miglior impatto occupazionale degli investimenti sul territorio potrebbe essere favorito inoltre, dal ricorso alle maestranze locali nonché dall’utilizzo di materie prime e manufatti locali. 10. LOTTA ALL’ILLEGALITÀ E QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE Adesione al Protocollo di Legalità Ministero dell’Interno e Confindustria Un controllo del territorio efficace e visibile è ormai indispensabile per non lasciare che lo “Stato parallelo” diventi la sola forza a comandare: è necessaria una strategia condivisa capace di tutelare ed assistere gli imprenditori e non abbandonandoli a se stessi. Qualsiasi misura a difesa della legalità deve essere essenziale, efficace e deve tutelare le imprese corrette che non possono e non devono essere lasciate sole. Lo Stato deve essere al fianco delle imprese e ciascuno deve svolgere a pieno e fino in fondo, il proprio ruolo. Non sono le imprese che devono svolgere il presidio del territorio. Per una corretta selezione degli operatori economici attivi nel mercato delle opere pubbliche, è fondamentale preferire la valutazione sulla base di elementi qualitativi eliminando la logica del fatturato. Per dare concretezza alle priorità del settore sopra formulate, si chiede l’istituzione di due tavoli permanenti di confronto. Tavolo permanente con la Prefettura: • Per monitorare l’emergenza dei ritardati pagamenti da parte di tutta la PA alle imprese e professionisti vibonesi. • Per risolvere l’emergenza della messa in sicurezza del territorio. • Per contrastare la criminalità e supportare, con azioni mirate, la lotta all’illegalità. • Per sostenere le imprese e sensibilizzarle all’adesione del Protocollo di Legalità. Tavolo permanente con gli Enti Locali, coordinato congiuntamente dal Sindaco della Città Capoluogo e dal Presidente della Provincia di Vibo Valentia • •

Per coinvolgere attivamente le Parti economiche e sociali nella programmazione dello sviluppo del territorio. Per monitorare l’adozione dei PSC da parte dei Comuni.


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Per sbloccare l’edilizia nel territorio della Città Capoluogo. Per stimolare gli interventi di messa in sicurezza dei comuni della fascia costiera. Per monitorare il funzionamento dei sistemi di depurazione e la programmazione delle azioni a contrasto dell’erosione costiera.

Vibo Valentia, 4 febbraio 2011

ANCE CONFINDUSTRIA CNA Confartigianato Casartigiani Legacoop Confcooperative Ordine Professionale Ingegneri Ordine Professionale Architetti Ordine Professionale Geologi Collegio Geometri CGIL CISL UIL Fillea-Cgil Filca-Cisl Feneal-Uil

Priorità della _filiera della costruzioni  

04/02/2010