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OTTOBRE | NOVEMBRE 2018

| Contiene I.R.

ANNO 59 | N°05

Economia circolare: nuova vita alla materia Le buone pratiche trentine protagoniste di un roadshow nazionale

Associazione

Elezioni provinciali: le proposte delle imprese

Economia

Vendemmia trentina, un’annata produttiva

Innovazione

Incentivi alla formazione 4.0 dei lavoratori


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sommario

03

editoriale 7

Dieci temi per cinque anni

economia

il punto 38 9

Le sfide e le opportunità dell’economia circolare

education

copertina 44

rubriche 11

11

La sfida dell’economia circolare

14

Econyl©, la seconda vita del Nylon

17

Dove la carta prende nuova vita

19

L’economia circolare nella filiera della nocciola

copertina

30 aziende 38 economia 44 education

47

Elezioni provinciali: imprenditori uniti

23

Dieci proposte per la crescita e il benessere

25

Il Decreto Dignità sul tavolo dell'Hr Group

27

Tesori della montagna

aziende

#WelfareTrentino in vetrina a Cuneo

giovani

22

47 welfare

“Tu sei”: quando vince l’economia circolare

welfare

associazione

22 associazione

Vendemmia trentina, un’annata produttiva

48

Un giorno d’estate in distilleria

internazionalizzazione 50

Potenzialità e rischi nei mercati esteri

51

Nuove opportunità per l’export trentino

innnovazione

48 giovani

30

Finanza privata al servizio dell’imprenditoria

50 internazionalizzazione

33

Ripartire a vent’anni

53

Incentivi alla formazione 4.0

35

A Sepr la medaglia del Wcm

54

I tuoi referti medici sul cellulare

36

Sparkling Ferrari agli Emmys

56

Il mix che genera innovazione

53 innovazione

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04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 59 | N. 5 Ottobre – Novembre 2018

Direttore Responsabile

ANNO 59 | N°05

Economia circolare: nuova vita alla materia

Stefania Segata Roberto Busato Nicolò Andreini Paolo Angheben Pierangelo Baldo Agnese Biasiolli Andrea Marsonet Eduard Martinelli Maria Cristina Poletto Luca Ribaga

Le buone pratiche trentine protagoniste di un roadshow nazionale

Redazione

Silvia Bruno

Associazione

Elezioni provinciali: le proposte delle imprese

Economia

Vendemmia trentina, un’annata produttiva

Innovazione

Incentivi alla formazione 4.0 dei lavoratori

Direzione, Redazione e Amministrazione

Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it Progetto grafico

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Comitato di Redazione

OTTOBRE | NOVEMBRE 2018

| Contiene I.R.

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editoriale

07

Dieci temi per cinque anni Parlare del futuro delle imprese equivale a parlare del futuro della nostra comunità. Non solo per il contributo che le nostre imprese danno al territorio in termini di ricaduta occupazionale e fiscale, ma anche per il ruolo sociale che svolgono. Le imprese si assumono quotidianamente una responsabilità sociale, promuovendo il lavoro e contribuendo alla creazione di ricchezza. Le imprese, inoltre, contribuiscono alla crescita culturale, civile ed economica della comunità. Per questo motivo, insieme alle altre cinque Associazioni di categoria che costituiscono il Coordinamento Provinciale Imprenditori, in queste settimane abbiamo voluto animare il dibattito sui programmi e gli obiettivi di chi si candida a governare il Trentino per i prossimi anni. Lo abbiamo fatto a una sola voce, in un momento in cui al contrario la politica si presenta in maniera estremamente frammentata, quando unitarietà e coesione sarebbero tanto più necessari a un’economia ancora fragile e a uno scenario internazionale instabile. Abbiamo cercato di illustrare ai candidati alle prossime elezioni provinciali del Trentino la nostra visione sui temi che riguardano più da vicino la vita delle nostre imprese, anche rispetto a tematiche che vanno al di là di quelle strettamente economiche. Le proposte che abbiamo presentato – a beneficio di tutta la comunità, lo ribadisco – sono raccolte nel documento “10x5 – Dieci temi per cinque anni” che alleghiamo a questo numero di Trentino Industriale e rappresentano, secondo noi, il presupposto per garantire al Trentino un futuro di benessere e di crescita. A chi governerà il nostro territorio nei prossimi cinque anni chiediamo attenzione verso il sistema produttivo, con la consapevolezza che – come diciamo nello slogan che abbiamo scelto per accompagnare il nostro documento – “Quando cresce l’impresa, cresce il lavoro e cresce la comunità”. Ci attendono anni impegnativi, ma sono convinto che il Trentino abbia le carte in regola per vincere le sfide che ci attendono. Enrico Zobele Presidente di Confindustria Trento

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il punto

09

Le sfide e le opportunità dell’economia circolare “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Il postulato fondamentale della legge della conservazione della massa formulato da Lavoiser ci dice che la materia non si distrugge: i rifiuti non si distruggono. Non resta che trovare il modo di trasformarli. Tratta di questo, l’economia circolare: un modello economico basato sul risparmio delle materie prime, sull’utilizzo delle energie rinnovabili, sul riciclo e sul riuso, al quale dedichiamo la rubrica di copertina di questo numero di Trentino Industriale, dopo avere organizzato, nelle scorse settimane, la tappa trentina del roadshow nazionale di Confindustria. La prospettiva dell’economia circolare, oggi di grande attualità, rappresenta una grande opportunità: non sarà una coincidenza se – e anche di questo parliamo all’interno della rivista – anche alcuni fra i progetti vincitori dell’ultima edizione “Tu Sei” (il progetto di partnership impresa-scuola che promuoviamo annualmente con la Provincia) hanno adottato, nel loro lavoro, questo approccio. Anche in Trentino-Alto Adige abbiamo diversi campioni dell’economia circolare. Aziende che hanno investito in ricerca e innovazione per diventare sempre più sostenibili e che sono vere pioniere a livello internazionale. L’economia circolare è inoltre praticata con successo anche sul nostro territorio da aziende di piccole e medie dimensioni. La “circular economy” è favorita dall’avvento di nuove tecnologie di progettazione, più eco-friendly e orientate al riutilizzo, da modelli di riciclo sempre più spinti, dall’impiego di macchinari e strumenti avanzati, da normative ambientali sempre più severe, e si fonda sull’ottimizzazione dei diversi “sistemi” che compongono l’azienda. Un ruolo fondamentale giocheranno nell’innovazione dei processi i portati della rivoluzione Industria 4.0: la nostra Associazione è in prima linea per promuovere l’adozione del nuovo paradigma da parte di un numero sempre maggiore di imprese. Le aziende possono rivolgersi in particolare al Digital Innovation Hub, che in Trentino ha sede proprio a Palazzo Stella, per ricevere informazioni, proposte di formazione di alto livello, assistenza qualificata sul versante dei finanziamenti, delle opportunità, dei partner con i quali avviare nuovi progetti di trasformazione. È interesse, oggi più che mai, anche della nostra Associazione continuare a investire su questo filone, per favorire la competitività delle nostre imprese e lo sviluppo sostenibile del nostro territorio. Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento

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10 informazione pubblicitaria

Mediocredito, nuovi strumenti finanziari per imprese che innovano. La crescita dell’Europa e l’aumento dei posti di lavoro sono delle priorità per la Commissione Europea. Attraverso l’Investment Plan for Europe, detto anche Piano Junker, vengono veicolate le risorse europee necessarie al raggiungimento di tali obiettivi. In particolare la Commissione Europea sta promuovendo lo strumento di garanzia InnovFin SME Guarantee. Attivato dal Fondo europeo per gli Investimenti (FEI) – istituto che appartiene al gruppo Banca Europea degli Investimenti – tale strumento viene offerto alle imprese attraverso accordi specifici con le banche degli Stati membri dell’UE. Tra queste, per l’Italia, è stato scelto anche Mediocredito Trentino Alto Adige. Grazie a questo accordo con FEI, Mediocredito Trentino Alto Adige può mettere a disposizione delle imprese innovative, con adeguato merito di credito, un plafond di finanziamenti di 60 milioni di euro garantiti al 50% con InnovFin SME Guarantee. Dall’esperienza maturata in questi anni, i gestori finanziari della banca confermano che le aziende hanno colto con soddisfazione questa opportunità. Grazie alla presenza della garanzia FEI, infatti, la banca è riuscita a rispondere in modo più mirato alla domanda crescente di finanziamenti per investimenti da parte di imprese innovative specialmente del nord-est, territorio ad alta concentrazione di imprese leader nelle nuove tecnologie. FAQ A quali aziende è destinato il finanziamento con garanzia InnovFin? • Piccole e medie imprese: meno di 250 dipendenti con fatturato annuo non superiore a 50 mil di euro oppure attivo totale non superiore 43 mil. • Imprese a bassa/media capitalizzazione fino a 499 dipendenti e non classificate come PMI. Quali sono le principali caratteristiche dei finanziamenti offerti dalla banca? • Deve trattarsi di un nuovo finanziamento (no rifinanziamento e consolidamento), a medio lungo termine (anche Sabatini ter), da 25 mila Euro a 4 mil, con durata da 12 mesi a 10 anni e garanzia InnovFin FEI al 50%. Perché questo prodotto è interessante per l’azienda? • La presenza della garanzia facilita l’accesso ai finanziamenti per le PMI e small Mid Cap. • Le imprese non pagano il costo della garanzia (a carico della Banca). • La garanzia non costituisce aiuto di Stato (non rientra nel de minimis). • Sono applicate migliori condizioni finanziarie a favore dell’azienda. • L’iter amministrativo è veloce ed è effettuato dalla Banca. Non è prevista istruttoria da parte di FEI. Quando un investimento può definirsi innovativo? Quando è rivolto alla produzione, sviluppo o implementazione di prodotti, processi o servizi nuovi o stanzialmente migliorati, di metodi di produzione e consegna nuovi o sostanzialmente migliorati, di innovazione organizzativa e di processo. Sono inoltre considerate innovative le imprese che: • hanno effettuato, nell’ultimo esercizio, investimenti in R&S e/o innovazione, pari ad almeno il 20% dell’importo nominale del finanziamento; • hanno ottenuto contributi/prestiti/garanzie da Programmi Europei, Nazionali per R&S/innovazione; • hanno registrato brevetti negli ultimi 24 mesi; • sono state riconosciute imprese innovative da un’istituzione o ente europeo, nazionale o regionale. (a cura di F. Belli)

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TESTO testo TESTO testo

Esempi di aziende beneficiarie Azienda 1 Tipologia di beneficiario finale PMI Settore Attività di telecomunicazioni Breve descrizione del tipo di innovazione Sviluppo di reti ad hoc per piccoli distretti industriali e turistici, situati in aree difficilmente coperte da fibra ottica o bande ultrabroad. Importo € 1.000.000 Costo garanzia 0,50% (costo a carico della Banca) Tipo di prodotto finanziamento a medio e lungo termine - durata 5 anni Azienda 2 Tipologia di beneficiario finale Small Mid Cap Settore Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici e sapone Breve descrizione del tipo di innovazione Apertura nuovo stabilimento Hong Kong. Significativa innovazione dei prodotti e processi produttivi, con particolare attenzione alla linea biologica/ecologica. Importo € 750.000 Costo garanzia 0,80% (costo a carico della Banca) Tipo di prodotto finanziamento a medio e lungo termine - durata 5 anni

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11

La sfida dell’economia circolare In occasione del roadshow di Confindustria, manager e imprese si sono incontrate alle Cantine Rotari per discutere lo sviluppo di un nuovo modo innovativo e sostenibile di pensare l’economia.

UN NUOVO

modello economico dati sull’efficienza della produzione industriale del territorio: basato sul risparmio delle mate- “Oggi produciamo dieci volte di più di 40 anni fa ma consurie prime, sull’utilizzo delle ener- miamo il 30% di energia in meno, a differenza degli altri settori, gie rinnovabili, sul riciclo e sul nei quali l’utilizzo dell’energia è aumentato. Un dato eloquente riuso: di “Management e imprese quanto quello sull’uso del territorio: in provincia di Bolzano alla sfida dell’economia circolare” le zone produttive occupano lo 0,3% dell’intera superficie, ma si è parlato alle Cantine Rotari in producono più del 25% del Pil e dell’occupazione e generano il occasione del workshop organiz- 70% degli investimenti”. zato da Confindustria Trento, in- Nel corso della mattinata, i relatori hanno illustrato il quadro sieme a Confindustria nazionale normativo di riferimento, caratteristiche, opportunità e vantaggi e Assoimprenditori Alto Adige. del nuovo modelli di business, le azioni del Governo a supporto Ad aprire i lavori, in rappresen- dell’economia circolare. tanza delle territoriali della no- Nel pomeriggio, il programma del convegno ha dato ampio stra regione, il direttore di As- risalto ai casi di studio protagonisti sul territorio. Delle buone soimprenditori Alto Adige Josef pratiche promosse dalle piccole e medie imprese in Trentino Negri, che ha richiamato alcuni ha parlato Marco Giglioli, presidente della Piccola Industria

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copertina

copertina


12 copertina

In Confindustria Trento da 40 anni C'è anche un dipendente di Confindustria Trento tra coloro che sono stati premiati da Confindustria per la loro anzianità di servizio presso il Sistema. Si tratta di Paolo Zanetti, impiegato da quarant'anni presso la nostra Associazione. Il riconoscimento è stato consegnato a Zanetti a Palazzo Stella dal presidente degli industriali trentini Enrico Zobele.

di Confindustria Trento: “Nella nostra provincia, l’economia circolare è un approccio più diffuso di quanto non si immagini. Chi produce grappa, ad esempio, utilizza le vinacce, che hanno esaurito la loro funzione utile per la cantina vini. Ciò che per i distillatori è scarto diventa a sua volta materiale per chi produce olio dai vinaccioli o per chi produce combustibile dalla lignina residua del trattamento delle vinacce. Gli antociani trovano poi nuova vita nell’industria chimica, che li utilizza per colorare tessuti e pellami. E via dicendo”.

Nel pomeriggio anche le testimonianze di Wanda Hager, Managing director Agriculture & Processing and Procurement di Loacker Spa, e Fabrizio Calenti - General manager e responsabile della Divisione Ntf di Aquafil Spa, che hanno illustrato le peculiarità delle loro case history aziendali.

Giglioli: "Nella nostra provincia, l'economia circolare è un approccio più diffuso di quanto non si immagini" Carla Creo, del Laboratorio Rise di Enea, ha portato un esempio di “simbiosi industriale” tratto dell’esperienza dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Infine Lucia Pace, di RetImpresa Confindustria, ha presentato una panoramica delle opportunità offerte dallo strumento delle reti d’impresa a supporto dell’economia circolare.

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N u o v a A u d i Q 8 . N o n l i m i t a t e l a v o s t ra c a p a c i t à d i s t u p i r v i . Immaginate la sportività di una coupé, il carattere di un SUV con trazione quattro e tutta la tecnologia Audi. Ora uniteli. N u o v a A u d i Q 8 . We l c o m e t o t h e 8 th d i m e n s i o n .

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I valori indicativi relativi al consumo di carburante ed alle emissioni di CO2 dei modelli di veicoli sono stati rilevati dal Costruttore in base alla normativa vigente. Eventuali equipaggiamenti aggiuntivi possono modificare i predetti valori. Oltre al rendimento del motore, anche lo stile di guida ed altri fattori non tecnici incidono sul consumo di carburante e sulle emissioni di CO2 (biossido di carbonio è il gas ad effetto serra principalmente responsabile del riscaldamento terrestre) di un veicolo. Per ulteriori informazioni sui predetti dati, vi invitiamo a rivolgervi alle Concessionarie Audi presso le quali è disponibile gratuitamente la guida relativa al risparmio di carburante e alle emissioni di CO2, che riporta i dati inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli. I dati sui valori sono periodicamente aggiornati in conformità all’Allegato 3 del DPR 84/2003.

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Econyl©, la seconda vita del Nylon Econyl© rappresenta il valore aggiunto per i committenti del gruppo Aquafil, leader mondiale nella produzione di fibre sintetiche, che da materiali plastici sono riusciti a dare vita a filati sostenibili e di lusso. di ALESSANDRO DE BERTOLINI

IL PRIMO

nylon al mondo prodotto da fonti rinnovabili? Sarà possibile, in un futuro non lontano, a opera di Aquafil, l’azienda trentina leader da oltre cinquant’anni in Italia e nel mondo nella produzione di fibre sintetiche. Il nylon, come tutte le plastiche, è un materiale che deriva dal petrolio. A oggi, non vi sono altre fonti di produzione. Ma la sfida è aperta… E Aquafil potrebbe vincerla. “Abbiamo intrapreso un percorso di sviluppo con soluzioni e tecnologie molto avanzate per la produzione di nylon da fonti naturali, partendo cioè da materia prima di origine vegetale, le piante, e non di

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origine fossile, il petrolio. Stiamo lavorando in partnership con Genomatica, un’azienda americana, per riuscire a ottenere il primo bio-nylon al mondo”. Fabrizio Calenti, presidente della Divisione Ntf di Aquafil Spa, racconta così la nuova avventura di Aquafil: qualcosa che potrebbe cambiare non soltanto i cicli produttivi per la realizzazione del nylon ma anche il modo stesso di pensare alle fibre sintetiche. Genomatica, partner di Aquafil in questo percorso, è un’avanzatissima società di San Diego, in California, tra i principali protagonisti mondiali nel campo della bioingegneria. Dall’alleanza trentino-californiana tra i due colossi, iperspecializzati in ricerca e sviluppo nel settore della biologia sintetica, c’è dunque da aspettarsi un grande cambiamento all’orizzonte. Muovendosi in questa direzione, Aquafil Spa conferma il suo ruolo pionieristico nel mondo delle economie circolari, quei sistemi economici “pensati per potersi rigenerare da soli”. Questa definizione è stata data dalla Ellen MacArthur Foundation, la più grande fondazione privata degli Stati Uniti, che sostiene con premi, borse di studio e finanziamenti “le persone creative e le istituzioni im-


15 copertina

pegnate a costruire un mondo più giusto, verde e il mondo, tra questi alcuni tra i marchi più noti pacifico”. Proprio sul tema dell’economia circolare e affermati a livello internazionale. Nel fatturato si è svolto a Mezzocorona un workshop promosso del gruppo, l’importante quota rappresentata dai da Confindustria lo scorso 20 settembre: “Manage- prodotti Econyl® è in constante aumento, grazie a ment e imprese alla sfida dell’Economia circolare”. continui investimenti in ricerca, sviluppo, tecnoloAlla giornata di studi ha partecipato anche Fabrizio gie e impianti. Econyl® rappresenta in pieno l’idenCalenti. Il manager di Aquafil ha portato la propria tità aziendale ed è il brand che ha reso l’impresa esperienza aziendale come caso di studio a un udi- trentina un caso di studio che ha fatto da apripista torio altamente qualificato. in tutto il mondo. Aquafil, infatti, è stata tra le prime realtà a investi- Per l’approvvigionamento della materia prima, i re sulla “circolarità” dei cicli produttivi. Il Gruppo rifiuti da rigenerare, non mancano infine impor– con un fatturato di oltre 500 milioni di euro e tanti investimenti e grandi novità in casa Aquafil. circa 2700 dipendenti – ha lanciato sul mercato il “Abbiamo sviluppato – conclude Fabrizio Calenti brand Econyl® nel 2011 grazie a un’idea pensata – nuove tecnologie per riciclare tappeti e moquette e realizzata con grande determinazione da Giulio destinati alle discariche negli Stati Uniti, e stiamo Bonazzi, presidente e amministratore delegato del avviando due impianti produttivi, uno in Arizona Gruppo. “Econyl® – prosegue Fabrizio Calenti – è e uno in California. Tramite tecnologie e macchinadiventato l’anima della nostra azienda”. Il brand si ri progettati e brevettati dai nostri gruppi di ricerca, riferisce a un tipo di nylon prodotto interamente separiamo il nylon dagli altri componenti presenti con materia prima di recupero. “La nostra materia nei tappeti con una purezza sufficiente da poterlo prima – precisa il manager, che è anche respon- rigenerare”. Gli Stati Uniti rappresentano un enorsabile per Aquafil della tecnologia Econyl® – è il me bacino per il recupero della materia prima. nylon contenuto nelle reti da pesca, nelle moquette, negli scarti della lavorazione delle plastiche o in altri prodotti che hanno esaurito la loro funzione, e che diventano rifiuti destinati alle discariche. Lo rigeneriamo chimicamente per ottenere la materia prima con la quale produciamo i nostri filati Econyl®. Facendo questo creiamo valore (oltre che per i nostri azionisti) per i grandi brand dell’abbigliamento, del lusso, dello sport e della moda che, scegliendo Econyl®, scelgono un ingrediente che aggiunge valore ai loro prodotti”. La sempre maggiore attenzione dei consumatori a “come sono fatti i prodotti che acquistiamo” ha trovato in Econyl® una risposta alle loro aspettative di “dare un contributo” al rispetto dell’ambiente. Nessun competitor, nel settore delle fibre di nylon, è in grado di stare al passo con l’innovazione tecnologica di Aquafil in questo campo. La “circolarità” del ciclo produttivo di Econyl rappresenta il vero valore aggiunto per i committenti del Gruppo Aquafil. I partner di Aquafil, coloro che utilizzano il nylon Econyl come ingrediente dei propri prodotti, sono oltre 300 brand di tutto

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La seconda generazione del motore da 12,8 l farà risparmiare all’Actros un ulteriore 3% di gasolio. Questi sono i migliori presupposti per poter ampliare ulteriormente il margine di risparmio di carburante registrato nei precedenti test drive comparativi «Fuel Duel». Constatate voi stessi, andando all’indirizzo www.fuelduel.it, oppure mettendovi personalmente al volante dell’Actros.

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Dove la carta prende nuova vita Il Gruppo Pro-Gest produce principalmente carta riciclata per imballaggi: le carte derivano al 100% da carta da macero, che proviene dalla raccolta differenziata urbana o di aziende private.

POCHI

altri settori come quello dell’industria cartaria hanno saputo interpretare in questi ultimi anni il modello delle economie circolari: cicli produttivi, cioè, che si basano sull’utilizzo di fonti rinnovabili per la materia prima e sulla possibilità di recupero o di reintegro degli scarti generati dal processo produttivo. Eppure, anche nel settore della carta si può migliorare. Ne è convinto Francesco Zago, direttore di Cartiere Villa Lagarina, l’azienda trentina collocata nella più ampia cornice di Pro-Gest, gruppo leader in Italia e tra i maggiori player in Europa nella produzione integrata di carta, cartone, imballi e packaging. “Il nostro comparto industriale – spiega Francesco Zago – ha un problema oggettivo che riguarda l’impossibilità di rendere ‘circolari’ alcuni tipi di residui degli scarti di produzione, poiché in Italia manca la capacità, da parte del Governo ma soprattutto da parte degli amministratori locali, di accettare la presenza dei termovalorizzatori, la cui sostenibilità è ampiamente dimostrata”. Ma andiamo per gradi. Il Gruppo Pro-Gest, di proprietà della famiglia Zago, conta oggi 22 aziende

operative in Italia. “Ridiamo vita alla carta, questa la nostra filosofia”, spiega Francesco Zago. Con un fatturato di 502 milioni di euro nel 2017, ProGest dà lavoro a circa 1.300 persone in 7 regioni d’Italia. Di questi, 80 dipendenti diretti più altri 50 collaboratori esterni lavorano presso lo stabilimento trentino di Villa Lagarina, dove il fatturato si attesta attorno ai 141 milioni di euro annui. “Il Gruppo Pro-Gest – spiega il direttore – si occupa sia di raccolta di carta da macero sia di produzione di carta, ma possediamo anche stabilimenti specializzati nella realizzazione di cartone ondulato e siti che si caratterizzano come scatolifici. Abbiamo, cioè, una filiera integrata. La produzione principale è quella di carta riciclata per imballaggi: carte che provengono al 100% da carta da macero, la quale proviene principalmente dalla raccolta differenziata urbana o dalla raccolta differenziata di aziende private. Su questa carta andiamo a introdurre il nostro processo produttivo, attraverso il quale maceriamo le fibre e le puliamo delle impurità, che in piccola parte sono sempre

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Francesco Zogo

presenti nella carta da macero. I nostri impianti eliminano queste impurità andando a nobilitare e a valorizzare solo le fibre di carta che possono essere riutilizzate. Tra tutte le nostre sedi, Cartiere Villa Lagarina è un sito strategico. Lo stabilimento trentino è per noi un fiore all’occhiello. Qui viene prodotta la carta riciclata necessaria per i cartoni da imballaggio. La cartiera fornisce sia gli scatolifici sia gli ondulatori del Gruppo ma si rivolge anche al mercato esterno. Gli impianti presenti sono all’avanguardia: progettati per avere un basso impatto ambientale con un ridottissimo consumo idrico. Nello stabilimento trentino si consuma circa un terzo dell’acqua che viene normalmente impiegata in altre cartiere per produrre lo stesso quantitativo di carta: 6/7 litri di acqua ogni chilogrammo di carta contro una media nazionale di circa 20 litri. Se così si può dire, i nostri impianti sono i più ‘circolari’ di cui si possa disporre. Inoltre, Cartiere Villa Lagarina è stata tra le prime aziende a produrre carta tecnologicamente molto avanzata. I nostri macchinari, cioè, producono carte con un grado di resistenza molto elevato, anche a grammature basse. Le nostre carte rimangono leggere, necessitando così di poca materia prima per essere realizzate, ma sono resistenti come prodotti di grammatura più elevata”. Nel processo produttivo, tuttavia, rimangono dei residui, calcolabili in un 5% circa per ogni 100 chilogrammi di carta da macero utilizzata. Tali resi-

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dui si presentano come sottoprodotto degli scarti di lavorazione e non sono eliminabili se non tramite smaltimento. “In tutti i Paesi d’Europa – sottolinea sul punto Francesco Zago – i residui vengono eliminati nei termovalorizzatori. Questi impianti sono spesso imposti proprio dalle normative europee per la tutela dell’ambiente e vengono costruiti dalle cartiere stesse, o in partnership con le comunità locali. Dalla combustione, la cartiera recupera energia che può essere utilizzata per l’approvvigionamento del ciclo produttivo, in modo tale da chiudere il cerchio. L’Unione Europea, attraverso le BAT (Best Available Techniques) del settore carta, ha indicato in questa modalità di operare, tramite termovalorizzatore, la migliore strada tecnologicamente percorribile per lo smaltimento e la valorizzazione degli scarti. Ma, questo, in Italia non è possibile. Le leggi per poterlo fare ci sono, almeno formalmente, ma quando vengono avanzate richieste per la costruzione di termovalorizzatori le pratiche sono sempre bloccate. È un grande problema che mette in serio pericolo l’intera industria cartaria italiana e con sé il riciclo della carta. In Italia esistono solo due impianti pubblici di termovalorizzazione per questi rifiuti non pericolosi, che hanno un altissimo potere energetico. E quasi metà degli scarti del riciclo in Italia viene ancora oggi sepolta nelle discariche. Questo grande ostacolo si traduce in una ‘circolarità mancata’ della nostra industria, che avrebbe invece bisogno di nuove cartiere. In Italia, circa un terzo della carta da macero raccolta viene esportata, e contemporaneamente si importano carte per imballaggi per quasi la metà del nostro fabbisogno. In altre parole la nostra raccolta differenziata viene riciclata in Germania, dove le condizioni per fare industria sono molto più interessanti e dove si produce energia anche dagli scarti, e la carta che producono loro viene trasportata fin qui per essere usata nei nostri scatolifici. Questo significa anche un difetto di competitività nei confronti dei nostri colleghi europei, che spendono meno non solo per lo smaltimento dei residui, ma anche in energia e trasporti”. (adb)


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L’economia circolare nella filiera della nocciola Dagli scarti delle nocciole all’energia termica: la sperimentazione di Loacker Spa, che ha portato la propria testimonianza al pubblico del convegno organizzato alle Cantine Rotari. di ELEONORA NICOLETTI

LOACKER

accetta la sfida dell’economia circolare e lo fa partendo dalla filiera della nocciola. “Per noi di Loacker l’idea di economia circolare è a fondamento dei valori aziendali. Pensiamo che si debba dare molta importanza alla sostenibilità aziendale dal punto di vista economico, sociale e ambientale”. Queste le parole di Wanda Hager, managing director Agriculture & Processing and Procurement di Loacker Spa, azienda dolciaria italiana produttrice di specialità di wafer e cioccolato, che ha sede nel cuore delle Alpi in Alto Adige. Nata nel 1925 come una piccola azienda familiare, l’impresa si è evoluta da piccola pasticceria regionale a marchio conosciuto in tutto il mondo arrivando a produrre, nel 2017, 876 mila pezzi. L’azienda conta ora 1.038 collaboratori interni e ha un fatturato complessivo di 335,4 milioni di euro. Nel corso del workshop “Management e Imprese alla sfida dell’economia circolare” dello scorso 20 settembre presso le Cantine Rotari, Wanda Hager ha raccontato l’impegno aziendale verso un’economia più circolare. La filosofia di Loacker si focalizza sulla qualità e sulla sostenibilità che caratterizza tutta la catena di creazione dei prodotti dell’impre-

Wanda Hager

sa altoatesina, a partire dalla filiera della nocciola: “Abbiamo iniziato con un progetto strategico per noi che è la tecnicizzazione della filiera della nocciola dove in Toscana abbiamo coinvolto vari partner tra i quali agricoltori, trasformatori ma anche centri logistici e di stoccaggio dove cerchiamo di valorizzare tutte le componenti della pianta partendo dal frutto fino al riutilizzo del guscio, sia per biomassa e quindi riscaldamento, che per altre potenzialità”. Un vero e proprio impegno “circolare” all’impiego dei residui colturali: gli scarti della lavorazione della nocciola vengono utilizzati come biomassa per la generazione di energia termica mentre con i residui da potatura vengono creati compost utilizzati all’interno dell’impianto per migliorare la struttura del terreno aumentando la sostanza organica al suo interno e non solo. La circolarità e la sostenibilità del progetto è data anche nell’accessibilità delle risorse, grazie all’accordo dell'azienda con Intesa San Paolo per il finanziamento degli agricoltori firmatari dei contratti di ritiro Loacker con un

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preammortamento molto lungo, e dallo sharing, modalità con la quale gli agricoltori condividono le macchine per la raccolta e usufruiscono di impianti di essicazione e stoccaggio. La nocciola rappresenta una delle materie prime fondamentali dei prodotti Loacker e un elemento chiave sul fronte della circolarità. Il mercato della nocciola è dominato dalla Turchia, che produce circa il 70% delle nocciole mondiali e che ne condiziona fortemente il prezzo.

“Per noi di Loacker l’idea di economia circolare è a fondamento dei valori aziendali. Pensiamo che si debba dare molta importanza alla sostenibilità aziendale dal punto di vista economico, sociale e ambientale”. L’Italia, pur mantenendo una qualità maggiore, si colloca al secondo posto con una produzione mondiale di nocciole del 14% circa. Questo

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determina la difficoltà di approvvigionamento di nocciole per le aziende che utilizzano esclusivamente prodotto italiano, come Loacker. Da questa necessità aziendale, spiega Wanda Hager, nasce il progetto di approvvigionamento a lungo termine denominato “Nocciole in Toscana”: “una coltivazione autonoma con una superficie di 240 ettari nelle due Tenute Migliorina e Collelungo, in provincia di Grosseto, rispettivamente nei comuni di Orbetello e Roccastrada dove sono state messe a dimora oltre 25.300 piante di nocciolo e che coinvolge anche agricoltori locali per ulteriori 500 ettari". In questo modo la filiera si verticalizza, escludendo la presenza d’intermediari e mettendo direttamente in contatto produttore agricolo, contoterzista, stoccatore e primo lavoratore, trasformatore industriale. Questa verticalizzazione, voluta dall’azienda Loacker, garantisce la totale tracciabilità del prodotto, dal campo al consumatore finale. L’impegno di Loacker Spa si manifesta anche con l’adesione all'UN Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande e importante iniziativa a livello mondiale a sostegno di una gestione d’impresa responsabile, per promuovere nella propria azienda un’economia globale inclusiva e sostenibile.


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Elezioni provinciali: imprenditori uniti Si rafforza l’alleanza tra le associazioni di rappresentanza in vista dell’appuntamento elettorale di ottobre: presentate le proposte per il Governo del Trentino del prossimo quinquennio.

DIECI TEMI

per cinque anni: a fine settembre il Coordinamento Provinciale Imprenditori ha illustrato il documento che raccoglie le considerazioni e le proposte delle Associazioni che vi aderiscono, e che in vista dell'appuntamento elettorale del prossimo 21 ottobre hanno voluto rappresentare la visione delle imprese per un Trentino più competitivo, più moderno, più giusto. Il Coordinamento si presenta in questo frangente nella moderna formazione, rafforzata dal recente ingresso di Confesercenti del Trentino, che siede ora accanto all'Associazione Albergatori ed imprese turistiche della provincia di Trento, all'Associazione Artigiani Trentino, a Confcommercio Imprese per l'Italia Trentino, a Confindustria Trento e Cooperazione Trentina. Il lancio delle proposte è stato anche l'occasione per formalizzare il passaggio di consegne tra Gianni Battaiola, presidente Asat e presidente uscente del Cpi, e Enrico Zobele, presidente di Confindustria Trento: l'associazione che assume, per l'anno a venire e in ragione della rotazione delle cariche prevista, la presidenza e la segreteria del Coordinamento.

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Ph. Matteo Rensi

associazione

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Nel corso della conferenza stampa di presentazione del documento, Battaiola e Zobele hanno aperto i loro interventi con un ricordo di Luca Libardi, presidente del Cpi scomparso a inizio anno. Hanno dunque spiegato le ragioni del rilancio del Coordinamento: "In un momento in cui la politica si divide hanno detto le categorie economiche consolidano la loro alleanza per lanciare un messaggio univoco a chi governerà il territorio. Siamo diversi per settore di attività e per la tipologia delle imprese che rappresentiamo, ma abbiamo creduto che confrontarci fosse utile e doveroso per le nostre aziende e per le famiglie che vi lavorano. I nostri destini sono legati a quelli del territorio e della popolazione: siamo perciò convinti che un'azione propositiva da parte nostra possa portare beneficio a tutta la comunità”. Il Coordinamento Imprenditori ha organizzato anche un confronto aperto alla cittadinanza tra i candidati alla presidenza del Governo provinciale, che si è svolto a inizio ottobre presso la Sala della Cooperazione di Trento.


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Dieci proposte per la crescita e il benessere Intervista a ENRICO ZOBELE, presidente di Confindustria Trento e del Coordinamento Provinciale Imprenditori.

PRESIDENTE,

In occasione di questa uscita pubblica, il Coordinamento Provinciale Imprenditori si presenta coeso e vigoroso come non accadeva da molto tempo… Crediamo nella forza di una visione e di una presa di posizione comune. Riteniamo che trovare un punto di incontro sia, oltre che utile, anche doveroso nei confronti delle imprese che rappresentiamo e delle famiglie che vi lavorano. Lo facciamo pensando non solo ai nostri settori

Enrico Zobele

Ph. Matteo Rensi

in vista delle imminenti elezioni provinciali le Associazioni aderenti al Coordinamento Provinciale Imprenditori si sono ricompattate per presentare la propria visione e le proprie proposte sul futuro del Trentino. Perché? Il bilancio pubblico con cui finanziamo i servizi ai cittadini è alimentato per la maggior parte dalle tasse e dalle imposte pagate direttamente dalle imprese e indirettamente attraverso gli stipendi versati ai propri dipendenti e collaboratori. Fino ad oggi la nostra Autonomia ha consentito al Trentino di trasformarsi da regione tra le più povere d’Italia a territorio d’eccellenza. Gli indicatori economici, però, ci dicono che stiamo perdendo terreno rispetto alle altre regioni europee, che crescono più velocemente di noi. Dobbiamo elaborare una strategia che ci consenta di garantire, anche alle future generazioni, crescita e benessere sotto il profilo economico e sociale. Questo è un ruolo che ci siamo sempre sentiti addosso e che riteniamo dovrebbe essere interpretato da chiunque si consideri classe dirigente, come chi è alla guida di Associazioni di categoria. Perché il destino di una categoria economica è strettamente legato a quello della comunità e del territorio di cui fa parte.

economici, ma all’intera comunità. La nostra responsabilità sociale si realizza nella promozione del lavoro e del benessere e nella creazione di ricchezza. Le imprese contribuiscono alla crescita culturale, civile ed economica della comunità. Questo concetto è riassunto anche nello slogan che abbiamo scelto per il documento che abbiamo presentato: “Quando cresce l’impresa, cresce il lavoro e cresce la comunità”. Le proposte contenute nel documento sono il nostro contributo in questa fase di rinnovo del Consiglio provinciale. In dieci punti, le categorie spiegano qual è la strada verso un Trentino più vivibile, più efficiente, più sostenibile e più a misura d’impresa. Le proposte spaziano dalla spesa pubblica alla semplificazione, dalla sicurezza all’ambiente. In conferenza stampa lei ha parlato di Autonomia e Unione Europea. In Italia ci sono molti pregiudizi nei confron-

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Il confronto tra i candidati alla presidenza della Provincia autonoma di Trento organizzato dal Coordinamento Provinciale Imprenditori

ti della nostra Autonomia. Dobbiamo rispondere dimostrando di meritarla con una gestione efficiente delle risorse e una produzione normativa efficace. Non è chiudendoci nel nostro fortino che possiamo sperare di resistere agli attacchi esterni. Serve maggiore apertura anche nei confronti dell’Unione europea, dalla quale dipende la quasi totalità della normativa di riferimento per l’economia. Un’Autonomia più attenta a quello che succede a Bruxelles può essere più incisiva anche in sede nazionale e può trovare in sede europea nuove fonti di finanziamento per i propri progetti, in un contesto nazionale con risorse in calo. Fra i temi più cari agli industriali c’è anche e soprattutto quello delle infrastrutture. Siamo convinti che serva ripensare il sistema di trasporto interno in una logica maggiormente integrata, per gestire in maniera sicura, sostenibile ed efficiente le nostre infrastrutture. È necessario continuare a investire nella manutenzione: è una richiesta che facciamo da tempo, ma che la tragedia di Genova ha reso ancora più attuale e urgente. L’apertura verso l’esterno, di cui parlavo prima, non è solo mentale ma viaggia anche sulle strade e sulle ferrovie. Avanti dunque con la progettazione di opere collegate al tunnel del Brennero

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per non subirne l’attraversamento, ma per cogliere l’occasione per migliorare il rapporto delle città di Trento e Rovereto con la ferrovia. Una migliore gestione dei flussi passa anche dalla realizzazione della terza corsia dell’Autostrada del Brennero e da una decisione, in tempi rapidi, sulla Valdastico. Servono inoltre anche le infrastrutture immateriali, come la fibra ottica. La dorsale è stata completata, ma molte aziende lamentano difficoltà di accesso al servizio, che è strategico in un’epoca di trasformazione digitale. Infine resta prioritario, per l’industria trentina, il tema dell’innovazione, insieme a quello dei rapporti tra le imprese e i mondi dell’università e della ricerca. Abbiamo un sistema della ricerca di eccellenza, grazie anche ai forti investimenti che la Provincia ha dedicato negli ultimi decenni. È necessario proseguire in questa direzione, perché il nostro sistema economico ha bisogno dell’apporto culturale e tecnologico dell’università e dei centri di ricerca, a cominciare dalla Fondazione Bruno Kessler e dalla Fondazione Edmund Mach. La sfida sarà fare dialogare sempre più questi soggetti con le imprese, per trasformare la ricerca in innovazione, quindi in valore aggiunto per il nostro territorio.


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Il Decreto Dignità sul tavolo dell'Hr Group Con Umana Spa e l’avvocato Filippo Valcanover gli HR manager delle aziende associate hanno approfondito le novità in materia di lavoro apportate dalla legge di conversione del Decreto Dignità.

SI È TENUTA

lo scorso 20 settembre presso la sede dell’Associazione la periodica riunione del HR Group, in questa occasione organizzata in collaborazione con Umana. Il tema “caldo”, che ha attirato un elevato numero di partecipanti, è stato il cosiddetto Decreto Dignità e la sua conversione in legge, con un focus sulla disciplina del periodo transitorio dal 14 luglio al 31 ottobre. Dopo l’apertura dei lavori da parte di Andrea Marsonet è intervenuta Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana Spa e delegata alle relazioni industriali per Confindustria Veneto, che ha parlato della situazione congiunturale nel triveneto, offrendo un quadro completo grazie al doppio ruolo che riveste. La parola è passata poi a Leonardo Fabretti, responsabile Ufficio Legale e contrattualistica di Umana Spa, che ha illustrato e appro-

L'esame ha toccato i punti su cui impatta la nuova disciplina: in primo piano la reintroduzione delle causali

fondito il nuovo assetto normativo dopo l’entrata in vigore della Legge di conversione del Dl 87/2018, il cosiddetto Decreto dignità. L’esame ha toccato i punti su cui impatta la nuova disciplina, in particolare la reintroduzione delle causali, la durata massima dei contratti, il limite quantitativo di legge e l’aumento del contributo aggiuntivo. La durata massima dei contratti a termine è stata ridotta da 36 a 24 mesi e le proroghe complessive da 5 a 4. Le tanto discusse causali sono necessarie per un contratto a termine di durata superiore a 12 mesi, per tutte le proroghe intervenute oltre i primi 12 mesi (restano libere nel primo anno) e per qualsivoglia rinnovo, anche se intervenuto entro i primi 12 mesi. Per quanto riguarda le causali, queste devono essere riconducibili ad esigenze temporanee ed oggettive, estranee all’ordinaria attività; connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria; sostitutive di altri lavoratori. Allo scadere dei 24 mesi un ulteriore contratto a termine della durata massima di 12 mesi può essere stipulato tra le stesse parti presso l’Itl previa indicazione della causale. In occasione di ciascun rinnovo del contratto a termine, il contributo previdenziale addizionale già previsto nella misura del 1,4%

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RICORDANDO… SEBASTIANO BEE Ci ha lasciati prematuramente l'amico e collega Sebastiano Bee, fondatore e presidente di Futur3, azienda innovativa che tra le prime in Italia ha portato la connettività wi-fi a imprese e cittadini. Sebastiano è stato un pioniere delle tecnologie ICT, mosso da curiosità verso tutto quello che è nuovo e innovativo, animato da una capacità imprenditoriale e da competenze specifiche, che lo ha portato a diventare protagonista in un settore altamente competitivo. A lungo componente del Consiglio Generale e del Comitato della sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Trento, lo ricorderemo per il suo grande impegno negli organi sociali e per la sua costante presenza nella vita associativa. Il suo è stato per tutti questi anni un esempio ammirevole di spirito associazionistico, di proattività nell’interesse non solo della propria azienda ma delle tante associate, con particolare attenzione e capacità di comprensione delle esigenze delle piccole aziende innovative, per le quali si è impegnato e speso in molte occasioni con grande altruismo professionale. Per chi ha avuto la fortuna di conoscere, frequentare e lavorare con Sebastiano, sarà facile ricordare la sua immancabile disponibilità, positività, intelligenza, con doti fuori dal comune per quanto riguarda saggezza, serenità e senso di responsabilità, che lo hanno contraddistinto in modo ammirevole anche negli ultimi anni e giorni della sua grave malattia. Forte di tutto questo, Sebastiano aveva saputo costruire relazioni personali, prima ancora che rapporti professionali, anche all'interno della nostra Associazione. È per questo che sentiremo ancora di più la sua mancanza ed è per questo che, a nome dei colleghi della Sezione, ci stringiamo con affetto alla sua famiglia.

La legge di conversione ha inoltre introdotto una disposizione in base alla quale un’azienda, fatte salve diverse previsioni dei contratti collettivi, non può avere lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con somministrazione a termine in misura superiore al 30% rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione. È importante sottolineare che la contrattazione collettiva - nazionale, territoriale o aziendale - può infatti derogare al limite di durata massima di 24 mesi e all’individuazione di limiti quantitativi di utilizzo. Il Ccnl delle Agenzie per il lavoro – peraltro attualmente in fase di rinnovo - può inoltre derogare alla disciplina delle proroghe introdotta dal decreto in quanto è rimasta confermata la delega, ex art. 34 co. D.lgs 81/2015, alla contrattazione collettiva di settore. Le disposizioni definitive della legge di conversione n. 96/2018 si applicano ai contratti stipulati dal 14 luglio 2018 e alle proroghe e rinnovi successivi al 31 ottobre 2018. La legge ha quindi previsto un periodo transitorio durante il quale non è applicabile la nuova disciplina per quanto attiene i limiti di durata e l’eventuale obbligo di indicare la causale in caso di rinnovo di un contratto sottoscritto prima del 14 luglio e successivamente cessato o in caso di proroga di un contratto sottoscritto prima del 14 luglio e ancora in corso. Ciò a condizione che proroghe e rinnovi intervengano entro il 31 ottobre ALFREDO MAGLIONE 2018. Le proroghe e i rinnovi sottoscritti successiPresidente della sezione Servizi innovativi e tecnologici vamente ricadranno in ogni caso nella nuova didi Confindustria Trento sciplina. Lo scopo della riunione era offrire delle linee guida operative in questo periodo di vigenza del regime transitorio, che ha fatto sorgere molti è aumentato dello 0,50%. In attesa di chiarimenti dubbi ed incertezze tra le aziende in merito all’ da parte dell’Inps, la tesi maggioritaria sostiene che applicazione della disciplina. ogni rinnovo comporti un aumento progressivo dello 0,5% e non che questo – come alcuni hanno ipotizzato – avvenga, indipendentemente dal numero di rinnovi, solo per il primo. Confindustria Trento, area Lavoro e Welfare Da queste previsioni sono esclusi i contratti stagio0461/360008 nali che possono quindi essere rinnovati o prorolavoro@confindustria.tn.it gati anche in assenza delle causali.

Per informazioni

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Tesori della montagna Anche Confindustria Trento ha prestato il proprio intervento, con le testimonianze di Enrico Zobele e Francesco Bosco, l'ultima edizione della Borsa internazionale del turismo montano.

ANCHE

il presidente di Confindustria Trento Enrico Zobele ha preso parte alla sessione plenaria conclusiva della diciannovesima edizione della Bitm – Le Giornate del Turismo Montano, in programma a Trento e Rovereto tra il 25 e il 28 settembre. La tavola rotonda dell'ultima giornata è stata l'occasione per una sintesi dei contenuti emersi durante la manifestazione, ma anche per un confronto con i rappresentanti delle categorie economiche e del mondo della politica destinati alla raccolta di indirizzi di sviluppo ad uso degli stakeholder del comparto. Al dibattito hanno preso parte tra gli altri anche Marco Segatta, presidente dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese della Provincia di Trento; Marina Mattarei, presidente della Federazione trentina della Cooperazione; Gianni Battaiola, presidente Asat; Massimo Piffer, vicepresidente di Unione Commercio; Paolo Calovi, presidente Cia; Luca Oliver, presidente Acli. Tra gli operatori: Michele Lanzinger, direttore Muse; Luciano Rizzi, coordinatore Apt e Pro Loco; Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival; Andrea Weiss, direttore Apt Val di Fassa. Questa edizione della Bitm era stata intitolata alla promozione

dei “Tesori della montagna”: i focus della kermesse sono stati dunque dedicati all’archeologia militare della Grande guerra, ai sentieri etnografici e agli ecomusei, ai pellegrinaggi laici e religiosi, alle architetture alpine tradizionali e contemporanee, ai prodotti locali e all’accoglienza autentica. Tanti piccoli ingranaggi che - se opportunamente messi a sistema - possono e potranno generare una straordinaria macchina di attrazione turistica. Alla sessione di apertura della Bitm era invece intervenuto Francesco Bosco, presidente della Sezione Impianti a Fune di Confindustria Trento. In quella sede, attraverso le riflessioni di esperti del settore e di relatori provenienti dal mondo del turismo e della ricerca accademica, erano stati affrontati i contenuti della “proposta di nicchia” e della sua possibilità di crescita all’interno del sistema turistico trentino. In particolare, si era approfondito il tema del turismo di montagna: comparto che sta mutando profondamente le proprie caratteristiche, e che va orientandosi verso una proposta di svago autentica e originale.

Contributi aggiuntivi per la formazione finanziata Fondimpresa ha stanziato 10 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle piccole e medie imprese aderenti di minori dimensioni. Il contributo aggiuntivo, previsto dall'Avviso 2/2018, è concesso ai piani presentati sul Conto Formazione per un importo compreso tra 1.500,00 e 10.000,00 euro per azienda. Le aziende aderenti al Fondo potranno presentare richiesta di piani formativi dal 19 ottobre al 19 novembre 2018. Per informazioni Fondimpresa Trento T 0461 360076 fondimpresa@fondimpresa.tn.it

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Finanza privata al servizio dell’imprenditoria Il caso di La Finanziaria Trentina, che affianca le imprese locali nei processi di crescita o di ricambio generazionale attraverso operazioni di private equity.

NASCEVA

a fine 2004 come holding di partecipazioni industriali a opera di 27 imprenditori trentini. Oggi, a poco più di dieci anni di distanza, La Finanziaria Trentina (LFT) è una realtà affermata del nostro territorio con una compagine societaria di 74 soci, tutti trentini e di matrice imprenditoriale. La crescita è avvenuta anche tramite aumenti di capitale, sempre collocati integralmente e in breve tempo, sia attraverso l’ingresso di nuovi soci (tra cui 4 Istituzioni private trentine) sia mediante l’incremento delle quote dei preesistenti. “Siamo una vera public company – spiegano Lino Benassi e Massimo Fedrizzi, rispettivamente pre-

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sidente e direttore di LFT – nata 13 anni fa con lo scopo di evitare un’emorragia di capitali fuori provincia. Quando ci costituimmo, volevamo creare uno strumento capace di canalizzare investimenti in progetti industriali sul territorio trentino, che fossero al tempo stesso eticamente sostenibili. L’iniziativa nasceva da esponenti legati al mondo di Confindustria Trento e da alcuni dei protagonisti principali dell’impresa trentina, attratti non tanto da un singolo affare, ma dall’idea di fare squadra”. La mission iniziale era quella di investire in partecipazioni azionarie, nei settori più diversificati, ma con un focus particolare nel settore energetico e in quello infrastrutturale. A partire dal 2010 – spiega il direttore Fedrizzi – complice la crisi della finanza pubblica, i progetti infrastrutturali sono rapidamente calati e LFT ha quindi allargato il proprio raggio d’azione investendo circa 30 milioni di euro in operazioni di private equity sul territorio locale, affiancando gli imprenditori nei processi di crescita o di ricambio generazionale. “Non inseguiamo investimenti speculativi – prosegue il presidente Benassi – e non corriamo rischi eccessivi. Cerchiamo rendimenti adeguati e misurati che non rispondono a logiche di breve periodo ma di medio e lungo termine”. L’esercizio 2017 si è chiuso con un attivo consolidato che ha superato per la prima volta i 100 milioni di euro e vede la società investita in 4 settori: energia, industria, infrastrutture, venture capital. La crescita si è registrata a tutti i livelli, portando il capitale sociale della Holding dagli iniziali 10 agli attuali 45 milioni di euro con un patrimonio netto cresciuto a 67 milioni, mentre la redditività è aumentata progressivamente fino a raggiungere nell’anno record del 2017 il livello eccezionale, e difficilmente ripetibile, di 6,5 milioni di utile netto, attestandosi comunque su un dato medio di circa 2 milioni a esercizio, che ha consentito una buona politica dei dividendi, distribuiti su base continuativa ormai da 10 anni”. Nel decennale della propria attività, LFT ha messo a fuoco i 10 valori che fondano la filosofia d’impresa: territorio, intraprendenza, operosità, indipendenza, etica, crescita, energia, prudenza, coesione e solidità. “La coesione dei soci, che sono i protagonisti della public company – sottolinea Benassi – è l’anima della socie-


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tà, pur nella consapevolezza che la guida strategica conserva una forte indipendenza, che viene dettata dal Consiglio di amministrazione ed eseguita dalla struttura operativa. Pertanto la governance non è deputata ad alcun socio o gruppo di soci, tant’è che nessun azionista ha quote superiori al 5%, e circa la metà del capitale è detenuto da azionisti che hanno meno del 2%”. Quando si parla di soldi e di aziende locali, proseguono i vertici di LFT, la riservatezza non solo è necessaria e garantita, ma è soprattutto doverosa. “Le analisi vengono fatte a tutti i livelli, ma sempre all’interno dei nostri uffici e il Consiglio di amministrazione, espressione dei soci, è l’ente supremo cui compete la decisione finale. I soci dimostrano da sempre un grande interesse nella Società, prova ne è la grande presenza alle assemblee, che hanno sempre una partecipazione superiore al 90% dei soci. Questo atteggiamento si traduce anche in una un gruppo di persone affiatato, giovane e compegrande stabilità dell’azionariato, che non esclude tente, in stretto contatto con il mondo dell’università trentina e dell’imprenditoria”. una certa mobilità della compagine societaria”. Tra le priorità di LFT, infatti, vi è anche quella di Sulla crisi economica e finanziaria che ha colpito aiutare i soci a smobilizzare il loro investimento il mondo dell’impresa, conclude così il presidenin tempi rapidi, se lo richiedono. Una caratteristi- te Lino Benassi. “Quando, dopo il 2008, la crisi ca, questa, che normalmente non si trova in altre ha colpito i mercati globali non abbiamo subìto realtà simili. Tale prerogativa ha fatto sì che nei contraccolpi, anche perché non eravamo investiti momenti difficili per le finanze delle imprese o nell’immobiliare, in quanto temevamo un possidegli imprenditori stessi si sia riusciti a consentire bile crollo, dati i tassi di crescita incontrollati iniun certo ricambio nella compagine con una venti- ziati già negli anni 90 e poi esplosi con l’avvento dell’euro. Questo ci ha consentito di fare poco na di soci usciti a favore di altri entrati. Fin dai primi passi, il rapporto con l’ente pubbli- uso della leva finanziaria e di crescere rapidaco è stato molto buono. “Un rapporto alla pari mente nel periodo successivo." – lo definisce Benassi – nella consapevolezza che "Ora parte la fase della maturità - prosegue il dil’ente pubblico e quello privato non sono concor- rettore - dove la mission va continuamente agrenti ma elementi complementari, dove il primo giornata e allineata ai tempi. Negli ultimi anni stabilisce le regole e il secondo cerca di attuarle abbiamo smobilizzato una gran parte dei nostri nell’interesse dell’azienda e quindi del territorio. investimenti, per certi versi in anticipo rispetto La Finanziaria Trentina agisce in modo autonomo, ai programmi, a dimostrazione del fatto che oltre dando il proprio contributo, ove utile alla causa, agli investimenti (14 ad oggi) sappiamo fare ansenza sostituirsi alla parte pubblica ma nemmeno che i disinvestimenti. La liquidità non ci manca, il sostegno degli enti creditizi nemmeno, servono svolgendo una funzione di supplenza”. Presso gli uffici di LFT, a Trento in via Mantova, però le idee e i progetti imprenditoriali di sviluplavorano oggi cinque persone. “Consideriamo il po, dando priorità al nostro territorio e all’imnostro staff – aggiunge il direttore Fedrizzi – uno prenditoria trentina, senza dimenticare il mondo dei migliori risultati ottenuti. Abbiamo formato esterno”. (adb)

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Ripartire a vent’anni Guidata da Alessandro Cagol, al timone dell’azienda dal 1998, Videoframe Multimedia festeggia un nuovo anniversario nel segno dell’innovazione e della continuità.

QUASI

Cagol riceve la targa di Confindustria Trento dal past president Paolo Mazzalai

Ph. Roberto Bernradinatti

40 collaboratori e 300 dirette video all’anno: l’azienda di Alessandro Cagol, giornalista trentino, compie vent’anni e festeggia quasi un quarto di secolo. Videoframe Multimedia, con sede a Mattarello di Trento in via della Cooperazione 165, si è specializzata nella diretta televisiva di grandi eventi, questo il core business principale, diventando negli anni 2000 punto di riferimento in Trentino e nel nord Italia con importanti commesse all’estero nei paesi di confine, Austria e Germania ma non solo. Alcune settimane fa, Alessandro Cagol ha festeggiato il traguardo con tutti i suoi collaboratori. Non un punto di arrivo ma un momento di ripartenza nel segno dell’innovazione e della continuità. “Era il primo ottobre del 1998 – ricorda Alessandro Cagol – quando cominciai quest’avventura in un piccolo studio di 30 metri quadrati lavorando alla realizzazione di alcuni filmati pubblicitari su commissione. Per qualche anno mi dedicai al montaggio e ad altre attività simili. Poi decisi di produrre programmi autonomamente e scelsi di seguire gli eventi per le dirette televisive. La vera svolta fu quella. Da quel momento iniziai ad aumentare il numero di collaboratori specializzandomi nelle dirette. Era il 2004”. Alessandro Cagol è rimasto da solo

al timone dell’azienda, oggi come ieri, ma i collaboratori ai quali si affida costantemente superano la trentina di professionisti. Dai 30 metri quadrati del primo ufficio, a Trento, Cagol è passato agli oltre 300 dello stabilimento di Mattarello, dove si trova anche uno studio di registrazione. Tra le attrezzature principali, Videoframe Multimedia “dispone di 2 unità di regia mobile full hd (unica azienda in Trentino Alto Adige), un mezzo all’avanguardia con un potenziale di 9 telecamere e rallenty e una piccola unità di regia mobile molto versatile con 3-4 telecamere, adatta alla ripresa di convegni, avvenimenti sportivi o documentazioni integrali di particolari avvenimenti”. Impegnato nelle dirette dei più importanti appuntamenti in ambito provinciale e regionale, Alessandro Cagol è in grado documentare gli eventi in tempo reale con più punti di vista, dettagliati servizi rallenty e alta qualità audio e video: “Per il Giro al Sas, la gara podistica più importante della città, siamo presenti – spiega Cagol – con una quindicina di persone per seguire l’evento e garantire alle televisioni la possibilità di trasmetterlo in diretta. Per Trento Half Marathon, competizione inserita nel circuito agonistico internazionale, siamo in 20. Per il Rallye di San Martino di Castrozza, tra le principali competizioni del settore, siamo presenti in 22 persone”. E l’elenco potrebbe continuare. Sono questi solo alcuni degli appuntamenti che Videoframe documenta in diretta per le televisioni locali e nazionali.

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Ph. Roberto Bernradinatti

aziende

I committenti di Videoframe provengono per il 70% dal Trentino Alto Adige, sia dal settore pubblico sia dal privato. Il restante 30% dall’estero: “Austria, Germania e Svizzera”, precisa Cagol. “Proprio in Svizzera, seguiamo le dirette televisive delle partite di calcio con le sedi locali della Uefa (l’Unione delle associazioni calcistiche europee) e della Fifa (la Federazione internazionale di calcio)”. Un settore che non ti “lascia mai il tempo di rallentare”, quello in cui si muove Videoframe, a causa della necessità continua di rinnovare le tecnologie e l’attrezzatura. “Al massimo ogni 6 anni – spiega il giornalista – dobbiamo rinnovare completamente le nostre dotazioni. Anche gli investimenti che facciamo, quindi, devono rientrare in questo arco di tempo o poco più. Tra gli aggiornamenti più onerosi degli ultimi anni, sicuramente il passaggio all’HD”. Accanto alla dirette televisive, che restano il fiore all’occhiello dell’azienda, altri servizi arricchiscono l’offerta Videoframe. Tra questi, la possibilità di mettere a disposizione a terzi uno studio televisivo, quello in via della Cooperazione, attrezzato per riprese multicamera con ampi spazi per la realizzazione di programmi tivù e trasmissione a tema; servizi di produzione e post-produzioni; servizi di copie in analogico e in digitale per il passaggio da un supporto all’altro di materiali fotografici e audiovisivi (digita-

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lizzazione di CD e VHS). Infine, tramite Videoframe Alessandro Cagol realizza anche documentari, spot televisivi, redazionali, service di documentazione per le attività dei cliente. Tra i documentari di prossima realizzazione, Cagol sta lavorando alla produzione di un video sulla storia del Duomo di Trento e di un lavoro sul mondo delle produzioni tivù, raccontato dal punto di vista degli antennisti e dei tecnici video. (adb)


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A Sepr la medaglia del Wcm L’azienda è stata premiata dal programma di World Class Manufacturing, uno fra i più prestigiosi standard per la gestione degli stabilimenti e dei processi di produzione.

NEL 2018,

Sepr Italia – azienda associata insediata a Mezzocorona che fa capo al gruppo Saint-Gobain - ha ottenuto la medaglia di bronzo nell’ambito del programma Wcm, ovvero World Class Manufacturing. Il Wcm è uno dei più prestigiosi standard dell’industria manifatturiera globale per la gestione degli stabilimenti e dei processi di produzione. Si tratta di una metodologia di produzione rigorosa che coinvolge l'organizzazione nel suo complesso, adottata da Saint Gobain come dai colossi dell’industria in tutto il mondo. Per certificare i miglioramenti ottenuti, il sistema prevede una serie di audit periodici indipendenti, che vanno a toccare tutti gli argomenti necessari al raggiungimento dell’eccellenza operazionale. Durante l’audit, lo stabilimento di Mezzocorona di Sepr ha presentato le evidenze necessarie a colmare i gap avvalendosi anche di strumenti digitali. A fare la differenza, soprattutto, il team di Mezzocorona, che è riuscito, grazie ad una stretta collaborazione tra tutti

i livelli aziendali, a mostrare i grandi miglioramenti ottenuti nel corso dell’applicazione del metodo. Una vera e propria sfida per lo stabilimento, poiché la produzione del sito è prevalentemente personalizzata sulla base delle esigenze di ogni cliente.

“A Taste of Innovation” in ACS Data Systems Una serata all’insegna dell’economia e dell’innovazione con relatori di livello nazionale ha richiamato nei giorni scorsi nella sede di ACS Data Systems a Bolzano numerosi imprenditori e esponenti del mondo economico altoatesino, che hanno potuto così scoprire le nuove prospettive e possibilità di sviluppo aziendale supportate dalle moderne tecnologie. Tra gli ospiti anche il direttore generale di Confindustria Trento Roberto Busato. All’appuntamento sono intervenuti tra gli altri Stefano Venturi, presidente & ceo Hewlett Packard Enterprise Italy, vicepresidente Hewlett Packard Enterprise Inc, e Sebastiano Barisoni, Vicedirettore Radio 24. “Siamo contenti che l’appuntamento abbia riscosso grande interesse - hanno detto Martin Plunger, fondatore & ceo di ACS, e Gabriele Sommavilla, ceo di ACS -. Con questo tipo di eventi intendiamo offrire una piattaforma di dialogo e confronto su tematiche di grande attualità come quelle affrontate in questa occasione”.

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Sparkling Ferrari agli Emmys A Los Angeles, la casa trentina è stata protagonista della settantesima edizione del più importante premio televisivo a livello internazionale. Creata anche la prima Villa Ferrari.

ANCORA

una volta Ferrari è stato scelto come Official Sparkling Wine della stagione degli Emmy Awards: a metà settembre, la notte più importante della televisione americana ha brindato con le bollicine più premiate d’Italia. Un calice di Ferrari Brut Trentodoc ha accolto, in classico stile italiano, i circa 4mila ospiti tra attori, registi, giornalisti e vip internazionali al Governors Ball che ha seguito la cerimonia di premiazione. Il tema di quest’anno di quella che si conferma la cena di gala più grande degli Stati Uniti è stato “Under the Stars” e ha offerto ai propri ospiti una insolita ambientazione open air. Al Ferrari Bar, gli invitati hanno potuto degustare l’intera gamma di etichette della casa trentina, godendosi la scintillante vista della città di Los Angeles, circondati dalle stelle del piccolo schermo.

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Durante la serata Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari, ha omaggiato ad alcune fra le star della televisione presenti una bottiglia di Ferrari, personalizzata per l’occasione, in onore dei loro successi. Le celebrazioni di Ferrari per questa settantesima edizione degli Emmys non si sono esaurite negli eventi ufficiali della Television Academy. Tra le altre iniziative, la creazione della prima Villa Ferrari a Beverly Hills e gli eventi Ferrari al ristorante Spago di Wolfgang Puck e sulla terrazza di Eataly Los Angeles.


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Vendemmia trentina, un’annata produttiva Una stagione stabile dettata da eccellenza e quantità delle uve trentine. Le testimonianze della distilleria Fratelli Pisoni, di Cantine Ferrari, Gaierhof e distilleria G.Bertagnolli raccontano la storia di una vendemmia di qualità.

GRAPPOLI D'UVA

Elio Pisoni

come opere d’arte di Caravaggio, spiega Elio Pisoni, titolare della storica distilleria in Valle dei Laghi: così si presentavano i vigneti trentini durante la raccolta appena conclusa, punto di arrivo di un’annata vitivinicola molto buona che ha avuto soprattutto nella vendemmia

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i suoi momenti migliori. Elio Pisoni, rientrato da poco da un viaggio a Londra per la promozione dell’amaro Don Zio, l’ultimo nato in casa Pisoni, racconta così le sue impressioni. “Il 2018 si è prospettato fin dall’inizio come un’ottima annata. Particolarmente durante la vendemmia le condizioni climatiche e metereologiche hanno agevolato la raccolta. Nel mese di settembre abbiamo avuto giornate calde e tempo stabile. Nulla a che vedere con la raccolta del 2017, che mise a dura prova i viticoltori di tutto il territorio. Negli ultimi mesi, inoltre, non abbiamo patito grandinate o gelate, che avevano colpito il Trentino l’anno scorso. Quest’anno, abbiamo vendemmiato materia prima sana e abbondante. Registriamo un incremento nella quantità piuttosto significativo. E una qualità delle uve e delle vinacce che ci lascia molto soddisfatti. Una stagione stabile, insomma, dove si è potuto lavorare in modo costante e regolare su tutti i nostri vigneti biodinamici”. Da oltre 10 anni Distilleria Fratelli Pisoni ha convertito i suoi vigneti dalla coltivazione convenzionale a quella biodinamica. “Stiamo lavorando a tutta la nostra gamma di prodotti con ottime premesse e forti aspettative, anche per quanto riguarda le nuove referenze, come l’Amaro Don Zio”. Ottenuto da una selezione di erbe e bacche officinali infuse per mesi in finissima Grappa Pisoni, è l’ultima novità della famiglia di vignaioli e distillatori della Valle dei Laghi. Un incremento a due cifre nella quantità di uve raccolte si registra in molte regioni d’Italia, non soltanto in Trentino. Il confronto, tuttavia, non va fatto con il 2017, annata particolarmente difficile, ma con la media quinquennale o decennale. Visto in questo contesto, l’aumento quantitativo nella raccolta 2018, pur presente, appare moderato. Marcello Lunelli, vicepresidente di Cantine Ferrari, definisce alcune stime sulla vendemmia e un primo bilancio per quanto riguarda le basi spumante. “Abbiamo iniziato a raccogliere il 17 agosto. È stata una vendemmia bella e generosa. Abbiamo raccolto più uva rispetto al 2017, recuperando così quanto perso l’anno scorso, ma siamo in linea con la media decennale. La qualità è buona tendente all’ottimo. L’andamento dell’annata climatica è stato altalenante. Dapprima, nei mesi di maggio e giugno abbiamo avuto un periodo di piogge intense,


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Ph. Ugo Zamborlini

Marcello Lunelli

Ph. KLRfoto.it

Martina Togn

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che ha messo sotto pressione il viticoltore nella lotta contro le malattie. Nei nostri vigneti, convertiti alla produzione biologica, questo ha comportato qualche difficoltà in più. Successivamente le condizioni meteorologiche sono cambiate: molto sole e clima quasi siccitoso fino ai primi di agosto. Poi sono tornate le piogge, che hanno salvato la stagione. Infine, durante la vendemmia, il tempo buono e stabile ha assistito il viticoltore. Faremo tutte le nostre referenze”. Insieme alle condizioni climatiche, anche la preparazione dell’agricoltore ha giocato la sua parte. “Ogni anno – continua Lunelli – ci adattiamo all’andamento meteorologico cambiando di volta in volta strategia, perché ogni stagione è diversa dell’altra. L’anno scorso, grandine e gelate hanno vanificato parte dei nostri sforzi. Quando questo accade… Contro certi eventi atmosferici puoi fare ben poco. Ma in tutti gli altri casi è possibile reagire e adattarsi per mantenere un livello qualitativo sempre molto elevato attraverso il lavoro dell’agricoltore nelle campagne. Il 2018 è stata un’annata buona e gli sforzi sono stati portati a vendemmia. Siamo molto soddisfatti, inoltre, della strada che abbiamo intrapreso, quella del biologico. Annate come queste rappresentano una conferma importante. Il biologico ti aiuta, nel lungo periodo, perché permette al vigneto di raggiungere un equilibro con l’ambiente che lo ospita. La pianta diventa più adatta alle condizioni climatiche in cui si trova, al tipo di terreno, all’altitudine. Con il tempo, il vigneto biologico diventa naturalmente più resistente alle avversità, portando a crescita delle piante più forti che reagiscono meglio alle intemperanze”. Alla guida dell’azienda vinicola di famiglia Gaierhof, Martina Togn, presidente della Sezione alimentare di Confindustria Trento, condivide l’analisi degli altri protagonisti del comparto vitivinicoli trentino. “Abbiamo iniziato a vendemmiare il 27 agosto – dice – riscontrando fin da subito livelli quantitativi di prodotto molto elevati. La quantità dei grappoli sulle piante è decisamente superiore a quella del 2017 e leggermente superiore alla media degli ultimi 10 anni. Inoltre, non abbiamo patito gelate o grandinate dannose, che avevano messo


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Livia Bertagnolli

a dura prova la stagione del 2017, soprattutto nei vigneti situati nelle aree più meridionali del Trentino. Anche in queste zone, spesso colpite da tali calamità, non ci sono stati problemi nella stagione in corso. Tutta l’annata, non solo la vendemmia, è stata buona. A livello tecnico, già dalla fioritura si capiva che avremmo avuto tanti grappoli e di buone dimensioni. L’andamento climatico alla fine di agosto e nei primi giorni di settembre ha fatto il resto, consentendoci di procedere alla raccolta senza imprevisti. Abbiamo raccolto uve qualitativamente impeccabili. Per tutte le varietà portate in cantina siamo molto contenti. Va detto, in ogni caso, che sul profilo qualitativo ci siamo oramai stabilizzati, riuscendo sempre, a prescindere dalle annata, a mantenere livelli elevati grazie al lavoro dei viticoltori e alla cura delle campagne. Data la quantità di materia prima raccolta, produrremo volumi maggiori di prodotto quest’anno. Abbiamo fiducia che il mercato saprà assorbire questa aumentata offerta, poiché proveniamo da un’annata, il 2017, piuttosto scarsa”. Il punto di vista dei distillatori è sintetizzato anche da Livia Bertagnolli, titolare assieme al cugi-

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no Beppe della distilleria di famiglia. “Per qualche giorno, a inizio vendemmia, il tempo ci ha fatto tremare, quando ha cominciato a piovere. Ma poi la situazione si è stabilizzata portando giornate di clima caldo e regolare. Da subito, la materia prima che ci hanno conferito è giunta in distilleria con ottimi profili qualitativi, sia le vinacce dei bianchi sia quelle dei rossi. Le sensazioni sono ottime con tutte le varietà che abbiamo raccolto. L’andamento climatico ci ha aiutato. Ma non è soltanto questo. Facciamo molta selezione alla fonte, accettando soltanto vinacce di grande qualità. E lavoriamo con piccoli produttori che hanno vitigni molto curati, di piccole dimensioni, dove si produce con lo scopo di raggiungere elevatissimi standard qualitativi e dove il lavoro del professionista agricoltore conta molto. Non ci interessa produrre tanto. Ciò che importa è produrre bene. Siamo molto esigenti, questa è la nostra filosofia d’azienda. Quando arrivano in distilleria, le vinacce devono essere freschissime, belle, bagnate e grondanti di mosto. Altrimenti non le accettiamo. La qualità prima di tutto. Teniamo molto a questi principi e cerchiamo di comunicarli al consumatore. Durante la vendemmia promuoviamo delle visite tra gli alambicchi per mostrare ai nostri clienti la qualità della materia prima che giunge da noi durante le fasi del conferimento e le fasi di lavorazione. Le uve provengono soprattutto da piccoli agricoltori della Piana Rotaliana ma non solo. Ci rivolgiamo a tutte le zone del territorio provinciale, purché sia Trentino. Apparteniamo infatti all’Istituto Tutela Grappa Trentina, che con il suo disciplinare stabilisce che le vinacce debbano provenire unicamente dal Trentino”. Per la Distilleria Bertagnolli è dunque prevista un’ottima produzione per tutte le referenze in gamma. Tra queste, anche i prodotti di grande qualità appena premiati al Concorso Meiningers International Spirits Award - ISW 2018, che ha attribuito la Medaglia d’Argento al Gran Grappino® Bianco e due medaglie d’oro alla Grappa di Moscato Giallo Trentino e a Koralis K24 Grappa Riserva 24 mesi barrique. (adb)


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education

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“Tu sei”: quando vince l’economia circolare Un’esperienza di lavoro che educa: fra i vincitori dell'ultima edizione di “Tu sei”, due i progetti che nascono e si sviluppano dai principi dell’economia circolare.

I PRINCIPI

dell’economia circolare che trattiamo nella rubrica di copertina di questo numero di Trentino Industriale hanno ispirato anche alcuni fra i lavori condotti nell’ambito della scorsa edizione di Tu Sei, il progetto di Confindustria Trento e Provincia autonoma di Trento che promuove la collaborazione tra il mondo della scuola e il mondo dell’impresa. Si tratta di due fra i progetti vincitori per le realizzazioni annuali degli Istituti comprensivi e degli Istituti secondari di secondo grado.

Ph. Stefano Cagol

Istituto Comprensivo Isera-Rovereto – Scuola secondaria di primo grado “A. Degasperi” in collaborazione con Tessilquattro Spa Nel corso dell’anno scolastico 2017-2018, gli studenti di quattro classi del quarto anno della Scuola secondaria di primo grado “A. Degasperi” hanno visitato Tessilquattro, e hanno documentato l’attività che vi

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si svolge, raccogliendo informazioni e dettagli sulle produzioni dello stabilimento, sul lessico del mondo del lavoro e sulla sicurezza in azienda. Tessendo fili e tessuti dei prodotti di scarto dell’impresa, gli allievi hanno poi progettato e realizzato berretti, sciarpe, borse, borsette, portaocchiali, custodie per cellulari, cinture, sacche, zaini e guanti. Il giudizio della Commissione di valutazione usa toni entusiastici. “Bella – vi si dice - questa esperienza di lavoro che vuole educare a restituire nuova vita alle cose, sperimentando in concreto un sistema di riutilizzo della materia praticamente infinito. Vita e vitalità che le docenti, i docenti, gli studenti e le studentesse replicano nel filmato di presentazione del progetto con immagini e parole accurate e allegre, lievi e profonde. Raccontano, in questa storia fra azienda e scuola, l’importanza delle mani; di come il fare, insieme al pensare, al progettare, al documentare, aiuti l’orientamento dei giovani al futuro. Impresa e Scuola, dunque, capaci di saldare in modo originale tecnologia e saper fare tradizionale, per dirla con le parole di Nova, Augmented Journal di cultura dell’innovazione, che sembrano scritte proprio per questa esperienza. Infine ci hanno ragionato generalizzando in green. Ci sono state in questo percorso tutte le competenze che la Commissione europea ritiene essenziali per le nuove generazioni della comunità. Un’esperienza non previlegio di pochi, ma di ottantacinque fra allieve e allievi, docenti di scienze e lingue, di educazione tecnica e matematica e sostegno, con allievi anche in difficoltà. Opera anche di un dirigente coinvolto con l’emozione, di genitori, bidelli e segretari partecipi. E della TessilQuattro, azienda di produzioni innovative, convinta del ruolo educativo che svolge nel territorio: operazione non solo di testa, ma anche di empatia”.


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Ph. Stefano Cagol

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Liceo Scientifico “L. Da Vinci” in collaborazione con G.A. Operations Spa Diciassette tra ragazzi e ragazze del Liceo “L. Da Vinci” hanno collaborato con la G.A. Operations per produrre una linea di abbigliamento unisex. L’hanno pensata, inventata, disegnata, prodotta e infine presentata sfilando con i modelli da loro stessi realizzati nella natura, ad Artesella, in Valsugana. Da una serie di ragionamenti sulla sostenibilità ambientale dei modelli di produzione che consumano in fretta risorse naturali ha preso infatti spunto il progetto, che per questo si intitola DAW:N, ovvero Developing another way: nature. A raccontarlo anche un video realizzato dai ragazzi. “Al Liceo Da Vinci - spiega la Commissione di valutazione nel suo giudizio - si sono staccati dal libro e hanno mosso le mani, anzi le forbici, il tessuto, l’ago, il filo e il ferro da stiro e pure i piedi dentro il Silos, Museo dell’impresa. Ma il libro era sempre sotto il pianale di lavoro, perché l’abito era il testo del progetto, ma anche il pretesto per un viaggio nelle profondità della moda. Dunque hanno messo in campo tutte le competenze di cittadinanza prescritte per questa generazione dalla Comunità europea; e in più si sono fatti carico di una sfida intellettuale e produttiva con autonomia.

Lavoravano, questi e queste giovani, negli ateliers e nel Silos Armani nell’ambito dell’alternanza Scuola lavoro, dimostrando come un’innovazione didattica spesso criticata, possa giovare in termini formativi parallelamente allo studio sui libri. Sicché dal tavolo del fare hanno frequentemente volto gli occhi al leggio del pensare, attingendo dai libri e dalla documentazione in rete conoscenze e pensieri e ragionamenti sul rapporto fra moda e natura, sulla sostenibilità ambientale di modelli di produzione che consumano in fretta risorse naturali e produttori delle materie prime. Hanno attinto conoscenze sul rapporto fra istanze estetiche e etiche per indurne un ragionamento e pensieri nuovi sul loro futuro. Non per caso il progetto si intitola Developing another way: nature. L’altra via alla sostenibilità è il rispetto della natura. E nella natura hanno presentato con G.A. Operations i modelli da loro stessi prodotti, intorno ad Artesella, raccontando modelli e pensieri in un elegante filmato di mano professionale. Un filmato, che è la luce speciale del progetto, efficace nel dire la qualità dell’azienda, che si è messa in gioco con vera passione, del gruppo e dei docenti che lo hanno condotto, del processo e del prodotto”.

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#WelfareTrentino in vetrina a Cuneo La rete #WelfareTrentino è stata presentata nelle scorse settimane nell’ambito del ciclo di incontri wa.lab condotti da laboratorio di secondo welfare.

SI È TENUTO

a fine settembre a Cuneo il convegno sul ruolo delle Associazioni di categoria nella promozione delle reti per il welfare, al quale ha partecipato Andrea Marsonet, responsabile Area Lavoro e Welfare di Confindustria Trento, per portare l’esperienza dell’Associazione e della rete #WelfareTrentino. L’evento rientra nel ciclo di incontri WaLab, coordinati dal Centro Studi e Innovazione della Fondazione Crc e condotti dal laboratorio di ricerca Percorsi di Secondo Welfare del Centro Einaudi di Torino insieme a Franca Maino - docente dell’Università di Milano e Direttrice di Percorsi di Secondo Welfare- e Federico Razzetti, ricercatore Percorsi di Secondo Welfare. Questo ciclo di incontri vede confrontarsi diversi rappresentanti di realtà pubbliche e private quali consorzi socio-assistenziali e Asl, associazioni di categoria e sindacali, enti bilaterali, cooperative sociali, provider privati e associazioni di promozione sociale per discutere dell’efficacia delle reti ai fini dello sviluppo di politiche di welfare aziendale. “Le imprese più piccole - ha sottolineato in un precedente incontro Federico Razzetti - sono quelle che hanno maggiori difficoltà conoscitive e organizzative sul tema del welfare, per mancanza di risorse, tempo ed energie”.

In questo scenario “il contratto di rete - ha spiegato Franca Maino - può aiutare a far fronte a queste difficoltà comuni, attraverso la condivisione di esperienze, buone prassi, conoscenza e anche costi di attuazione». Per questa ragione l’incontro dello scorso 28 settembre si è focalizzato sull’esperienza della rete #WelfareTrentino, che ad oggi riunisce 14 aziende di diverse dimensioni e diversi settori di appartenenza, coinvolgendo ben 4mila dipendenti. Lo strumento giuridico del contratto di rete ha reso possibile la nascita di questa sinergia tra aziende così diverse, rendendo accessibile a tutte la creazione di un piano di welfare aziendale strutturato ed idoneo a rispondere alle esigenze di tutti i dipendenti ed i relativi familiari. Il ruolo dell’Associazione è fondamentale, in quanto si è fatta promotrice del progetto sottoponendo alle associate il protocollo Retimpresa per il welfare, che garantisce alle aziende aderenti al sistema Confindustria che si aggregano in forma di rete condizioni molto vantaggiose. L’Associazione svolge inoltre un ruolo di cabina di regia, affiancando le aziende, offrendo consulenza e riunendo periodicamente il Gruppo di lavoro, formato da un rappresentante di ogni azienda retista, per favorire il confronto e la condivisione di esperienze tra i partecipanti. Oltre a questo l’Associazione si occupa anche dell’ampliamento del network di fornitori locali e della comunicazione del progetto: partecipa a seminari ed eventi portando l’esperienza della rete ed ha creato dei materiali di comunicazione condivisi dalle aziende, oltre ad un apposito sito web (www.welfaretrentino.it).

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Un giorno d’estate in distilleria Il gruppo Giovani Imprenditori ha incontrato la quinta generazione della famiglia Dolzan presso la storica sede di Villa de Varda srl a Mezzolombardo. di MARA DEFLORIAN

LO SCORSO

luglio, qualche settimana dopo la consueta Festa d’Estate, il gruppo Giovani Imprenditori è stato ospite della famiglia Dolzan nella sua realtà aziendale, la pregiata distilleria Villa de Varda Srl nel cuore di Mezzolombardo. Insieme a Mauro Dolzan, quinta generazione attiva nella storica distilleria, protagonisti della serata sono stati Nicola Negro e Silvia Fondriest, rispettivamente allenatore e capitano della squadra Trentino Rosa Volley, che milita nella serie A2 nazionale, per un evento dal nome “Team Building – Impariamo a fare squadra!” L’evento si apre con un’incantevole visita alle cantine dell’antica distilleria del capoluogo Rotaliano, partendo dal museo di Famiglia “Cose di Casa” che raccoglie oltre 1600 oggetti di oltre quattro generazioni di attività. Qui, i racconti di Mauro Dolzan sulle origini dell’azienda agli inizi del 1800, sull’evoluzione dei metodi e del business, e sul valore aggiunto che può dare tale prodotto certificato di alta qualità. Inoltrandosi poi nella zona produttiva dell’azienda, Dolzan spiega il metodo “de Varda”, che riassume il procedimento del mastro distillatore Luigi Dolzan delle quattro fasi di produzione della grappa: dalla scelta della materia prima che pre-

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vede esclusivamente vinaccia accuratamente selezionata, passando poi al metodo di fermentazione a temperatura costantemente controllata, e a come viene poi effettuato il processo di distillazione fino ad arrivare al periodo di riposo del prodotto. Una bellissima occasione per conoscere una realtà produttiva trentina dagli ideali ben radicati, attenta ai cambiamenti di mercato e che utilizza tecnologie all’avanguardia pur mantenendo vivi gli insegnamenti delle passate generazioni. Un incontro che si è trasformato poi in un’ispirante scambio di pensieri ed esperienze tra il gruppo di imprenditori e i due ospiti del volley. Questi ultimi hanno infatti dato il via al momento formativo della serata, partendo dalla presentazione delle loro vite e carriere nel mondo dello sport, momento che è sfociato in un piacevole ed informale scambio di opinioni sul tema della comunicazione. Si è parlato di squadre e di aziende, di leader e di capi, di staff tecnici e di manager, di pallavoliste e di operai; tutte le esperienze e le vicissitudini di una squadra sportiva rispecchiate all’interno delle aziende. Si è parlato di coesione tra le persone che lavorano per raggiungere un determinato obiettivo. Si è parlato di rispetto dei ruoli, delle persone, delle mansioni. Si è parlato di accountability, un termine che è entrato da tempo nel mondo dell’allenamento e dello sport, utilizzato da Nicola Negro per far riferimento al suo metodo per stabilire e mantenere alta la motivazione delle atlete verso gli obiettivi di squadra. Un collegamento alla responsabilizzazione verso le azioni che tende a portare più facilmente al perseguimento del risultato, perché l’individuo deve avere il focus sulla squadra e non sull’individuo stesso, come al contempo un buon leader deve saper tener conto dell’individuo pur tenendo il focus sulla squadra. Così, questo gemellaggio col mondo dello sport ha voluto dare importanza alle persone, alle squadre, e soprattutto al lavoro invisibile degli imprenditori e delle persone che si preoccupano di guardare anche al di là del prodotto e del business, e che pensano alle risorse umane come vera e propria forza di un’azienda.


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organizza un ciclo di incontri in cui professionisti specializzati si mettono a disposizione gratuitamente per offrire consulenze individuali. gratuite alle imprese associate, sulle tematiche di principale interesse relative all’internazionalizzazione. Il servizio, curato da Confindustria Trento per il tramite della società Assoservizi Srl, si rivolge tanto ad imprese già presenti all’estero quanto a realtà che puntano a formarsi ed informarsi in vista di un futuro progetto di internazionalizzazione. Gli argomenti che verranno affrontati sono funzionali all’accesso o allo sviluppo del business all’estero: dalla penetrazione dei mercati internazionali alla tutela della proprietà industriale, alle certificazioni dei prodotti per l’esportazione, passando per i contratti internazionali e le normative fiscali e doganali estere, fino alla componente assicurativa. Vi sarà inoltre la possibilità di approfondire le normative di specifici Paesi, come ad esempio la vicina Germania o la più esotica India. Ad integrazione dei percorsi consulenziali, l’Associazione lancia un percorso bimestrale di formazione continua gratuita di approfondimento di tematiche inerenti la contrattualistica internazionale e la tutela industriale. Si tratta di un calendario di sei incontri formativi, che si terranno a Palazzo Stella da ottobre a dicembre, dalle 16.30 alle 18.30, in collaborazione con Giuseppina Po, titolare dello Studio legale internazionale Po, e con Marco Brunacci, titolare dello Studio IP Brunacci & Partners. Il valore della formazione continua e delle consulenze è tanto più ampio in quanto queste vengono fornite dall’Associazione insieme ad alcune strutture professionali selezionate. I consulenti saranno a disposizione per eventuali servizi suc-

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cessivi alle prime consulenze gratuite, applicando tariffe scontate, riservate alle aziende associate in virtù di specifici accordi di collaborazione con Confindustria Trento. L’agenda degli appuntamenti con la formazione continua e con gli incontri di consulenza individuale è disponibile ai siti confindustria.tn.it e assoservizi.tn.it.

IV seminario per l’integrazione economica fra Russia e Trentino Alto-Adige Si è tenuto a Bolzano il 19 settembre, presso la locale Camera di Commercio, il seminario “Italia-Russia: l’arte dell’innovazione”, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia. All’appuntamento è intervenuta Ilaria Vescovi, amministratore delegato di Tecnoclima Spa e vicepresidente di Confindustria Trento, la quale ha portato la propria testimonianza aziendale sulle modalità di migliore accesso al mercato e ha poi ricordato i numerosi servizi con cui Confindustria Trento e Trentino Export supportano l’internazionalizzazione dell’industria trentina. In un clima di rinnovato ottimismo: nel 2017 l’export trentino in Russia ha registrato un incremento del 32,6% rispetto al 2016, nonostante il proseguire delle sanzioni e contro-sanzioni internazionali.


51 internazionalizzazione

Nuove opportunità per l’export trentino Trentino Export ha rivolto la sua attenzione alla Spagna, mercato nell’ultimo ventennio in forte e continua crescita, con l’obiettivo di allargare gli orizzonti a tutta l’America Latina. di GIORGIO ZAGONEL

LA SPAGNA

si presenta come uno dei mercati europei più attraenti, con 46 milioni di potenziali consumatori e un bacino supplementare di più di 70 milioni di turisti che visitano il paese ogni anno. Offre altresì una posizione privilegiata come porta di accesso al mercato dell’America Latina e del Nord Africa. Pressione fiscale moderata, presenza di incentivi fiscali per le imprese e incentivi agli investimenti, in particolare per favorire l’innovazione tecnologica ed il lavoro giovanile e a sostegno delle piccole e medie imprese fanno del Paese iberico un importante catalizzatore economico. A partire dal 2014, la Spagna ha registrato una crescita economica per quattro anni consecutivi (con un tasso superiore al 3% negli ultimi tre anni), tornando ai livelli precedenti la crisi e ponendosi ben al di sopra della crescita media registrata nell’Eurozona (2,4% nel 2017). Il Fmi e la Commissione europea stimano che l’economia spagnola crescerà del 2,6% nel 2018 (un decimo superiore alla precedenti previsioni) e del 2,1% nel 2019. I legami economici tra l’Italia e la Spagna si situano su livelli di primissimo piano, grazie a prossimità geografica, culturale e di orientamento dei consumi. I nostri Paesi da sempre intrattengono relazioni economico-commerciali di rilievo. In base ai dati Istat, nel 2017 l’inter-

scambio totale ha toccato i 42,5 miliardi di Euro, con un aumento del 6,8% rispetto al 2016; in particolare le esportazioni italiane verso la Spagna sono cresciute del 10% (registrando il più alto tasso di crescita in Europa). L’Italia si conferma al 4º posto, dopo Germania, Francia e Cina, tra i paesi di provenienza delle importazioni spagnole con 20,2 miliardi di Euro (6,7% sul totale delle importazioni spagnole) con un incremento del 12,3% rispetto all’anno precedente. Infine la forte presenza di imprese italiane in settori economici strategici conferma la Spagna come uno dei mercati europei più interessanti per gli investimenti delle imprese italiani. A tal proposito Trentino Export, braccio operativo per l'export di Confindustria Trento, nella continua ricerca di nuovi mercati per l’industria trentina ha rivolto la sua attenzione alla Spagna, mercato nell’ultimo ventennio in forte e continua crescita. Avvalendosi della collaborazione di professionisti in loco e on il collaudato metodo che ad una prima fase di sondaggi di mercato ed organizzazione di incontri Business to Business, affianca il sostegno alle aziende nella fase post B2B e l’assistenza nello start-up, Trentino Export si propone, quindi, di sostenere, aumentare e consolidare l’export trentino anche verso questo mercato. La volontà del Consorzio di Palazzo Stella è quello di trovare sempre nuovi sbocchi per le esportazioni trentine. Partendo da Madrid, l’obiettivo è quello, poi, di allargare gli orizzonti a tutta l’America Latina. Un mercato ormai globale richiede strategie globali e sempre nuovi orizzonti di business.

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Incentivi alla formazione 4.0 Fin dalla nascita, il Piano nazionale intendeva anche promuovere la digitalizzazione del capitale umano: per supportare questo processo la legge di bilancio 2018 amplia la gamma di incentivi.

rivoluzione industriale sta modificando profondamente le nostre vite. Allo stesso modo, dovrebbe modificare radicalmente il nostro modo di fare impresa. Nel 2016, il Governo ha varato il Piano nazionale industria 4.0 (oggi impresa 4.0) per cercare di accompagnare le imprese italiane in questo importante cambiamento. Gli effetti di questa serie di incentivi sono nettamente visibili: le imprese italiane, specialmente le medie e le grandi, hanno investito molto usufruendo degli incentivi stanziati con il programma nazionale. Fin dalla sua nascita il Piano nazionale intendeva anche promuovere la digitalizzazione del capitale umano: proprio per supportare questo processo la legge di bilancio 2018 amplia la gamma di incentivi, inserendo anche il credito d’imposta sulla formazione 4.0. L’agevolazione spetta a tutte le imprese che nell’anno in corso realizzano attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal piano nazionale. L’incentivo è pari al 40% con durata temporanea e compete in relazione al costo del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nella attività formative agevolabili. Sono ammesse al credito le attività di formazione relative a: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, simulazione e sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva (o stampa tridimensionale), internet delle cose e delle macchine, integrazione digitale dei processi aziendali. Tali ambiti formativi, il cui elenco potrà in seguito essere anche integrato, sono agevolabili a prescindere dal fatto che l’impresa, potenzialmente

beneficiaria dell’incentivo, abbia posto in essere investimenti in beni materiali e immateriali in ambito “Industria 4.0”, rilevanti ai fini dell’iper (o super) ammortamento. La formazione riguardante le tecnologie abilitanti impresa 4.0 può avere tre ambiti di applicazione: vendita e marketing, informatica e tecnologie, tecnologie di produzione. Con questa aggiunta il governo vuole dare chiara visibilità e vigore ad una parte di trasformazione tecnologica che è stata un po’ tralasciata dalle imprese. Queste ultime infatti (anche grazie agli incentivi) hanno investito molto sulla digitalizzazione delle macchine e dei processi, senza però tenere conto che nell’equazione vincente di impresa 4.0 serve anche il contributo di un capitale umano competente e formato. Solo in questo modo si potrà sfruttare al massimo delle sue potenzialità l’innovazione tecnologica che sta pervadendo le imprese, soprattutto trentine. Ph. Zapp2Photo

LA QUARTA

innovazione

innovazione

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54 innovazione

I tuoi referti medici sul cellulare Da oggi tutti i cittadini possono impiegare facilmente la nuova applicazione "TreC_FSE". Per attivarla ci si deve recare agli sportelli abilitati all’attivazione della Cps. a cura di FONDAZIONE BRUNO KESSLER

MENO SPOSTAMENTI

per andare a ritirare i referti, meno code agli sportelli, risparmio di carta, ma soprattutto una semplificazione nell'accesso alla propria documentazione sanitaria. Da oggi è ancora più facile accedere alla cartella clinica e gestire in modo sicuro le proprie informazioni sanitarie. Grazie alla nuova applicazione gratuita “TreC_Fse” si può entrare in TreC (Cartella Clinica del Cittadino) - la piattaforma di servizi di sanità digitale che consente di accedere al proprio Fascicolo sanitario elettronico – anche da smartphone o tablet, ovunque ci sia connessione internet. Attraverso l’App si possono consultare i referti medici, le ricette specialistiche e farmaceutiche. Oggi sempre più cittadini utilizzano strumenti mobili per accedere alla rete e fruire di servizi online in modo veloce, semplice e intuitivo, preferendo usare il cellulare, oggetto che ormai tutti hanno a portata di mano, piuttosto che il computer di casa. TrentinoSalute4.0, il centro di competenza provinciale per lo sviluppo della sanità digitale, ha deciso di venire incontro a questa esigenza e di sviluppare la versione mobile di TreC. L’App TreC_FSE è scaricabile da Apple store e Google play e disponibile per i trentini maggiorenni, iscritti al sistema sa-

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nitario provinciale che abbiano attivato la propria tessera sanitaria. Nei prossimi mesi TreC_Fse sarà arricchita di ulteriori funzioni che saranno rilasciate gradualmente, in linea con la versione web della piattaforma TreC. Si potrà quindi “interagire” con il servizio sanitario provinciale: ad esempio, prenotare e pagare le visite specialistiche e cambiare il medico. L’App TreC_Fse è stata sviluppata dal laboratorio congiunto dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari/ Fondazione Bruno Kessler di TrentinoSalute4.0, in accordo con il Dipartimento salute e solidarietà sociale e il Servizio supporto alla direzione generale e Ict della Provincia autonoma di Trento. Per attivare l’App TreC_Fse ci si deve recare agli sportelli abilitati all’attivazione della Cps-Carta provinciale dei Servizi (l’elenco è disponibile al sito servizionline.provincia.tn.it. Se il cittadino è già in possesso delle credenziali Spid (il Sistema pubblico di identità digitale) o ha già fatto attivare la propria tessera sanitaria, può scaricare e attivare l’app in autonomia seguendo le istruzioni del tutorial (la guida è sul sito https://trec.trentinosalute.net/app).


56 innovazione

Il mix che genera innovazione Nasce all’Università di Trento la “School of Innovation”. Offrirà agli studenti un percorso extracurricolare certificato per integrare le proprie competenze ed essere più appetibili nel mercato del lavoro. a cura dell'UNIVERSITÀ DI TRENTO

NASCE

all'Università di Trento una scuola di formazione dedicata all'innovazione: una struttura interdipartimentale che vuole stimolare la creatività nella soluzione di questioni e problemi nei vari ambiti disciplinari. Un approccio nuovo che parte dalla didattica universitaria per arricchire i percorsi formativi e i curricula di studenti e studentesse dell’Ateneo con competenze manageriali e imprenditoriali utili per adattarsi alle richieste del mercato del lavoro. Ma anche un volano per catalizzare e far crescere iniziative di innovazione sociale del territorio: iniziative preziose per lo sviluppo di prodotti, servizi e di nuovi modelli di business in collaborazione con enti locali, associazioni di imprese, cooperative e organizzazioni non profit. La nuova School of Innovation dell’Università di Trento offrirà corsi, laboratori interattivi, seminari interdisciplinari e altre attività formative pluridisciplinari da inserire all'interno dei corsi di studio già esistenti nei vari dipartimenti dell’Ateneo. Previsti anche percorsi personalizzati sotto la guida di mentori, esperti o professionisti provenienti anche dal mondo esterno. Nel suo primo anno di avvio le proposte saranno destinate a chi frequenta corsi di laurea magistrale e master del Centro di Biologia Integrata (CiBIO) e dei dipartimenti di Economia e Management, Ingegneria industriale, Ingegneria e Scienza dell’Informazione e Sociologia e Ricerca sociale. Poi gradualmente i allargherà al resto dell’offerta formativa dell’Ateneo. A chi conseguirà un nu-

Per informazioni www.soi.unitn.it T 0461 282217 soi-info@unitn.it

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mero minimo di crediti formativi in almeno due aree disciplinari, la Scuola rilascerà un attestato di frequenza che, pur non avendo valore legale, costituirà un valore aggiunto sul mercato del lavoro. Nel secondo anno di attività, la School of Innovation offrirà formazione anche a persone che già lavorano o che hanno completato gli studi e vogliano aggiornare o completare la loro formazione senza necessariamente conseguire un titolo universitario. Prevista anche l’organizzazione di scuole estive. Come obiettivo a medio termine, la scuola intende promuovere l’avvio di nuovi corsi di laurea magistrali con natura interdisciplinare in cui competenze specialistiche e tecniche siano associate a competenze manageriali. Oltre a proporre forme di cooperazione inter-dipartimentale anche nell’ambito dei dottorati di ricerca. Il progetto – spiega Sandro Trento, responsabile scientifico della scuola - vuole reinterpretare in chiave moderna, ma con attenzione alle peculiarità europee, il modello statunitense degli istituti di tecnologia, come il Massachusetts Institute of Technology o il California Institute of Technology. In essi, i dipartimenti scientifici e tecnologici coesistono con dipartimenti di management. Puntiamo su un forte coinvolgimento di imprese e organizzazioni già attive, che fungano da mentori, partner e acceleratori. Tra gli obiettivi strategici del progetto c’è quello di favorire la nascita di spin off di ateneo nei campi vicini alla frontiera tecnologica”.


Palazzo Stella

Via Degasperi, 77 | 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 www.confindustria.tn.it info@confindustria.tn.it

Trentino Industriale ottobre-novembre 2018  

Il bimestrale di Confindustria Trento

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