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GIUGNO | LUGLIO 2019

| Contiene I.R.

ANNO 60 | N°03

Imprese al voto per l’Europa Le proposte degli industriali per la competitività dell’Unione Europea

Speciale Prospettive per il Sistema Moda

Associazione L’appello a uno spirito riformista

Education Tu Sei ed Eureka alla ribalta


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sommario

03

associazione

editoriale 7

34

L'appello a uno spirito riformista

36

In 3110 all’appuntamento con le imprese

37

Formazione: ancora fondi per le imprese

38

Prepararsi a ripartire

Scelte lungimiranti e soluzioni di qualità

il punto 9

education

Filiere, Sistemi e mercato

copertina 10

Riforme per l’Europa: il roadshow

13

Elezioni UE: il confronto a Palazzo Stella

39

Tu sei: tutti vincitori

41

Piccolo inventori alla ribalta

43

Un patto per l’occupabilità e la competitività

innovazione

rubriche speciale

45

I nuovi pilastri dell’Edilizia 4.0

46

Smact: “pronto per partire”

16

Prospettive per il Sistema Moda

47

Un progetto strategico pioniere in Italia

16 speciale

18

Soluzioni intelligenti per la moda

49

“Europa: Errata Corrige”

20

Filati avanzati, performanti e sostenibili

26 aziende

22

L’anima sostenibile di Aquafil

24

A Trento l’"esperienza" La Sportiva

10 copertina

34 associazione aziende

39 education 45 innovazione 51 internazionalizzazione 53 economia

26

Innovazione, reti e "invisibili connessioni"

28

Icetop: c'è il ghiaccio di fonte

30

Il Vinitaly più grande di sempre

31 32

internazionalizzazione 51

Fare business in Arabia Saudita

53

I nuovi corsi di lingua

economia 54

Manifatturiera mondiale in rallentamento

Un Salone del Mobile da +12%

53

I nuovi corsi di lingua

A Bonfiglioli il “Premio dei Premi”

55

In Trentino nove stelle al merito

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04 TRENTINO INDUSTRIALE Anno 60 | N. 3 Giugno – Luglio 2019

Direttore Responsabile

Stefania Segata Roberto Busato Nicolò Andreini Paolo Angheben Pierangelo Baldo Andrea Marsonet Eduard Martinelli Maria Cristina Poletto Luca Ribaga

ANNO 60 | N°03

Imprese al voto per l’Europa Le proposte degli industriali per la competitività dell’Unione Europea

Speciale Prospettive per il Sistema Moda

Redazione

Silvia Bruno

Associazione L’appello a uno spirito riformista

Education Tu Sei ed Eureka alla ribalta

Direzione, Redazione e Amministrazione

Palazzo Stella, Via Degasperi, 77 38123 Trento T 0461 360000 | F 0461 933551 Internet: www.trentinoindustriale.com e–mail: trentino.industriale@confindustria.tn.it

illustrazione ed elaborazione: GRAFFITI

Comitato di Redazione

GIUGNO | LUGLIO 2019

| Contiene I.R.

Alessandro Santini

PUBBLICITÀ

Progetto grafico

La pubblicità su Trentino Industriale significa:

GRAFFITI – It’s Communication

10 mila copie ogni numero;

Stampa

invio a tutte le industrie aderenti a Confindustria Trento e ad un selezionato elenco di imprese artigiane, turistiche, commerciali e di servizi;

Saturnia | Via Caneppele, 46 | Trento 0461 822636 – 822603

invio ai professionisti trentini: ingegneri ed architetti, commercialisti e consulenti aziendali, notai ed avvocati, giornalisti...;

Editore

invio a università, istituti di ricerca, scuole e centri di formazione professionale;

Associazione degli Industriali della Provincia di Trento

articoli, servizi, firme autorevoli e interviste a personaggi di spicco;

Pubblicità

ITIS Srl | Via Degasperi, 77 | Trento | T 0461 360000 Laura Canzian | T 338 7789032 | F 0461 933551 Autorizzazione del Tribunale di Trento N. 71 del 10 febbraio 1990

presentazione di aziende, loro attività e prodotti ad una vasta e competente platea di lettori; autorevolezza di una voce “targata” Confindustria.

TARIFFE SECONDA DI COPERTINA | I ROMANA | CONTROSOMMARIO

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FRONTE COLOPHON | FRONTE EDITORIALE

Le tesi espresse nelle rubriche e negli articoli firmati impegnano soltanto l’autore e non rispecchiano quindi necessariamente le opinioni della rivista.

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PUBLIREDAZIONALE

INFORMATIVA

Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, si informano i destinatari del periodico che i dati dei medesimi sono conservati – con la garanzia di massima sicurezza – nell’archivio informatico del Titolare del trattamento: Associazione degli Industriali della Provincia di Trento via Degasperi 77 – 38100 TRENTO. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per l’invio del periodico e di eventuali allegati.Ai sensi dell’art. 7 del citato D.Lgs., i destinatari hanno diritto di conoscere, aggiornare, rettificare, cancellare i dati, nonché di esercitare tutti i restanti diritti ivi previsti mediante comunicazione scritta al Titolare del trattamento.

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Laura Canzian canzian@trentinoindustriale.com T. 338 7789032 | F 0461 933551 I prezzi indicati vanno maggiorati di IVA. L’editore si riserva di valutare di volta in volta la compatibilità con la rivista dei messaggi pubblicati proposti.


editoriale

07

Scelte lungimiranti e soluzioni di qualità In vista dell’appuntamento elettorale di fine maggio, abbiamo creato occasioni e luoghi affinché non solo i nostri associati, ma tutta l’opinione pubblica interessata a conoscere candidature e programmi fosse adeguatamente informata. Abbiamo messo in evidenza le nostre priorità, abbiamo ascoltato e dialogato. Detto in altri termini: abbiamo cercato di fare la nostra parte perché anche questo passaggio fosse un’opportunità. Usciamo dal consueto dibattito del “dopo le urne” con la convinzione che vi siano le condizioni – di stabilità di governo, perlomeno – per provvedere alle riforme che occorrono per liberare la crescita: del nostro Trentino, del nostro Paese, della nostra Europa. Il confronto sarà tanto più necessario in questa nuova stagione delle azioni concrete: servono scelte coraggiose e misure lungimiranti; servono pazienza, pacatezza e perseveranza per risolvere i problemi e raggiungere gli obiettivi. Passo dopo passo, col tempo che ci vuole, perché la natura non fa salti. Sul fronte internazionale, la priorità è risolvere il nodo della sperequazione tra territori, standardizzando le politiche fiscali affinché le imprese competano ad armi pari. Se fino ad oggi la politica monetaria di Mario Draghi ci è stata di grande aiuto, domani sarà importante esprimere un commissario all’economia di alto livello. Sul fronte interno, dobbiamo fare i conti con un dato di fatto incontrovertibile: abbiamo sperperato risorse come un buon capo di famiglia non farebbe, non dimentichiamo che l’oggi è il prodotto delle scelte fatte nel passato e che oggi stiamo scegliendo il futuro dei nostri figli. E siccome prima o poi quel conto qualcuno lo pagherà, la situazione va finalmente presa in mano. Ciò significa: più investimenti e meno spesa, più lavoro e meno assistenzialismo. Il nostro debito si attesta sui 2.300 miliardi e ci è costato, negli ultimi dieci anni, circa 500 miliardi. Il Centro Studi Confindustria calcola che Reddito di garanzia e Quota 100 peseranno per 38 miliardi in tre anni. Non è in questo modo che si affrontano le povertà che ci sono nel nostro Paese e certamente sono da prediligere le politiche attive del lavoro. Iniziamo dal nostro territorio: certamente qualche indicazione ci arriva dal confronto con il vicino Alto Adige, che viaggia in fuga e sta incrementando la distanza mentre noi arranchiamo. E non ci si dica che noi siamo trentini… è una cosa nota. Dal canto nostro, non mancheremo di ricordare quelle che sono a nostro avviso le priorità: costruire o ammodernare le infrastrutture, puntare alla piena occupazione, stringere un patto tra imprese e lavoratori. Aspetti che ribadiamo in ogni occasione di confronto, perché farlo è proprio del nostro ruolo: ne abbiamo parlato recentemente al Festival dell’Economia. Fra i punti di forza di un corpo di rappresentanza c’è anche la “competenza”: una competenza che è superiore a quella che il singolo attore, per quanto di alto profilo, potrebbe coltivare, perché è il frutto di una conoscenza profonda dei problemi e delle dinamiche, di studio e analisi, di un aggiornamento continuo, perché gli scenari cambiano, continueranno a cambiare e le fonti si moltiplicano. Esercitare questa competenza nell’agone significa alzare l’asticella del confronto, per arrivare alle giuste soluzioni, con la forza delle idee, con ponderazione, senza strillare. Fausto Manzana Presidente di Confindustria Trento

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il punto

09

Filiere, Sistemi e mercato Il mondo sta cambiando. Cambiano le geografie, le priorità, i problemi e le soluzioni. Così è per i corpi intermedi. Nell’associazionismo è in atto una profonda riorganizzazione, che ha fra i suoi principi ispiratori la convinzione che lo spirito identitario, da solo, non sia sufficiente. All’Identità, che insieme alla Rappresentanza e ai Servizi ha costituito per tanti anni uno degli obiettivi della Confindustria, va affiancato il Networking: il futuro non è più, o non è più soltanto, nell’appartenere, ma nel valore delle relazioni, nell’incontro, nello scambio. Gli Associati ci chiedono di aiutarli ad accrescere la cultura imprenditoriale e le competenze dei manager, ma anche quelle degli stessi imprenditori. C’è anche altro. Lavorando con le nostre imprese, e ragionando in un’ottica di mercato, ci siamo accorti che le occasioni di collaborazione tra realtà affini per merceologia, erano in molti casi minori delle opportunità di confronto e di business tra società appartenenti a sezioni diverse, e però orientate – faccio un esempio – a soddisfare uno stesso utente finale. Ristrutturare l’organizzazione che per decenni ha raggruppato le nostre imprese è un compito delicato, perché tocca un’infrastruttura consolidata e definita per Statuto. È un processo che richiede gradualità, e che abbiamo intrapreso con una prima riorganizzazione delle Sezioni Merceologiche qualche tempo fa, certi di fare il bene dei nostri Associati. Le prime evidenze di questo nuovo approccio emergono già ora in qualche bel progetto di filiera che iniziamo a raccontarvi nella rubrica Speciale di questo giornale. Una rubrica dedicata alla Moda in forma di Sistema, ovvero a tutte le imprese che insistono sulla catena produttiva: a partire dalla costruzione dei macchinari, dunque dalla Meccanica, per finire con la confezione di abiti e calzature, dunque con il Tessile, passando per la fabbricazione dei materiali e il loro trattamento, dunque per la Chimica. Dobbiamo proseguire su questa strada per arrivare a una narrazione nuova. Con lo stesso spirito, l’Associazione sta lavorando per individuare le nuove filiere e le “catene globali del valore”, con l’intento di assistere al meglio le imprese associate, e proporre in maniera più efficace quello che facciamo per loro. Roberto Busato Direttore Generale di Confindustria Trento

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10 copertina

copertina

Riforme per l’Europa: il roadshow Anche Confindustria Trento ha aderito all’appuntamento organizzato a Venezia per le imprese del sistema della circoscrizione Nord-Est. Condiviso il piano di proposte degli industriali trentini.

ANCHE

Confindustria Trento ha preso parte a Venezia alla tappa del nordest del roadshow “Confindustria: riforme per l’Europa. Le proposte delle imprese”: un ciclo di incontri organizzati in tutta la penisola nelle scorse settimane per condividere le ricette degli industriali per la crescita e la competitività dell’Europa del futuro. In quell’occasione Enrico Zobele ha rappresentato le istanze degli industriali trentini, sottoscrivendo la filosofia che guida il documento licenziato dal sistema e sottoposto all’attenzione dei candidati al Parlamento europeo in vista dell’appuntamento elettorale del 26 maggio scorso. Enrico Zobele

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“Rivoluzione digitale, cambiamenti climatici, flussi migratori, nuovi equilibri geopolitici mondiali rappresentano sfide senza precedenti – si è detto –, che rendono urgente e necessario un profondo ripensamento delle regole e degli strumenti su cui l’Unione si è finora basata”. L’obiettivo deve dunque essere creare crescita inclusiva, occupazione e benessere per i cittadini. Realizzare un’Europa del lavoro, dei giovani, delle imprese. Un’Eu-


11 copertina

ropa che attragga talenti, offra pari opportunità di accesso ai sistemi di istruzione, premi le eccellenze, garantisca ai propri giovani lavoro qualificato, assicuri mobilità sociale e protezione a chi rischia di rimanere escluso, crei coesione, integrando persone e territori. Un’Europa che preservi i suoi valori di democrazia e di società aperta. Un’Europa miglior luogo dove vivere e fare impresa. “Serve una nuova stagione riformista – hanno annunciato gli industriali -, per ridare speranza ai cittadini europei. Per farlo, la nostra visione mette al centro tre concetti chiave: più lavoro, più crescita, più peso internazionale, proponendo tre missioni, interconnesse tra loro: un’Europa che include, un’Europa che cresce, un’Europa che conta”.

Per portare a compimento queste tre missioni, Confindustria ha dunque dato indicazioni rispetto a tre aree di intervento: le risorse da recuperare, le politiche prioritarie da mettere in campo, la governance più efficace per attuarle. Le risorse La linea guida nella allocazione delle risorse europee deve essere quella degli investimenti in infrastrutture e competitività delle imprese, a partire da ricerca e innovazione, istruzione e lavoro. Le proposte delle imprese: eliminare il condizionamento dei fondi europei al rispetto dei vincoli di finanza pubblica ed escludere la spesa cofinanziata dai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita per accrescere gli investimenti pubblici, centrare il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 sul tema della competitività delle imprese e dei territori come profilo trasversale di politiche diverse, creare un bilancio dell’Eurozona che valga il 3 per cento del PIL dell’Eurozona. Le politiche Le infrastrutture hanno un ruolo sociale straordinario: sono un forte elemento di inclusione perché collegano i territori, le periferie ai centri, le città tra loro, i paesi membri, accrescendo la coesione sociale. La promozione di un modello di vita sostenibile, meno aggressivo nei confronti dell’ambiente e meno energivoro, trova proprio nelle infrastrutture, in particolare nella mobilità e nella logistica, la sua prima implementazione. A livello europeo serve completare la rete TEN-T (le reti trans-europee di trasporto), valorizzare l’intermodalità, concorrere alla messa in sicurezza di infrastrutture, imprese e territori, completare il mercato unico digitale, promuovere la transizione energetica. L’Europa rischia di perdere la sfida globale che si sta giocando per la leadership tecnologica del prossimo futuro. Questo rischio riguarda da vicino anche le tecnologie abilitanti per la trasformazione digitale dell’industria e può quindi impattare negativamente il vantaggio competitivo acquisito in molti settori manifatturieri nel corso degli scorsi decenni. Serve dunque investire sulle nuove tecnologie (5G), tutelare la fiducia sulla data economy e aumentare gli

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investimenti in ricerca e innovazione (sia pubblici che privati). Il lascito della crisi è una forte carenza di lavoro e un aumento dei divari territoriali. Secondo gli industriali serve più mobilità dei lavoratori per riequilibrare i divari territoriali e una continua riqualificazione del capitale umano per affrontare le sfide globali (trasformazione delle tecnologie e dei modelli di business). Eurostat stima che nei prossimi 5 anni saranno obsolete il 35% delle attuali competenze, serviranno 80 milioni di persone high skilled, il 90% delle professioni subirà significativi cambiamenti strutturali introdotti dal digitale. La governance Senza Mercato unico non c’è competizione globale per le imprese italiane. La rivista Forbes include solo sedici aziende europee nella classifica delle prime 100 più innovative nel 2018, dominata da aziende americane ed asiatiche. Le imprese europee, pur essendo leader in molti set-

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tori, sono frenate soprattutto da: dimensioni ridotte, limitate possibilità di investimento, condizioni di contesto penalizzanti. Un mercato di dimensioni adeguate, più ampio di quello domestico, è necessario per consentire alle imprese di successo di espandersi rapidamente ed essere nelle condizioni di competere a livello globale penetrando nuovi mercati. Un Mercato unico come quello europeo che, con più di 500 milioni di consumatori e 23 milioni di aziende è la più grande area economica del pianeta, è dunque una precondizione per lo sviluppo e la crescita dell’industria e di tutta l’economia italiana, senza la quale nessuna politica industriale nazionale potrà essere efficace. I Paesi europei hanno bisogno di maggiore facilità nell’accesso a capitale di rischio e a modalità alternative di finanziamento, per riuscire a chiudere il divario accumulato con USA e Cina sugli investimenti. La disponibilità di capitale di rischio nell’UE è ancora 7 volte inferiore a quella degli Stati.


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Elezioni UE: il confronto a Palazzo Stella Confindustria Trento ha organizzato un dibattito fra i candidati al Parlamento europeo e gli industriali trentini per uno scambio sui temi prioritari per il sistema delle imprese del territorio.

PALAZZO STELLA

ha ospitato a metà maggio l’incontro tra gli industriali trentini e alcuni tra i candidati locali al Parlamento europeo, invitati a esprimersi in particolare sulle tematiche di maggiore interesse per le imprese del territorio. All’appuntamento hanno preso parte Roberto Battiston (Partito Democratico), Herbert Dorfmann, (SVP), Matteo Gazzini (Lega Salvini Premier), Francesca Gerosa (Fratelli d’Italia), Norbert Lantschner (Europa Verde), Mario

Malossini (Forza Italia), Ivo Tarolli (Popolari per l’Europa) e Cristiano Zanella, (Movimento 5 Stelle). L’evento si è aperto con il saluto del presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, che ha illustrato le ragioni dell’incontro e i tratti principali del documento di Confindustria “Riforme per l’Europa. Le proposte delle imprese”. “Condividiamo – ha detto – la nostra visione per il futuro, appellandoci a un sistema che sia vicino anche alle imprese, per una crescita operata nel segno della coesione sociale e del rispetto per l’ambiente, dell’attenzione ai più deboli e per un benessere diffuso”. A seguire, il dibattito moderato dalla direttrice di Trentino TV Marilena Guerra, che ha interpellato i candidati per conoscerne le posizioni. Sul destino dell’Unione Europea, in primo luogo, e sulle infrastrutture per un’Europa unita: “Occorrono – hanno detto le imprese – reti di trasporto, energetiche e digitali, sicure e

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affidabili, in grado di collegare i centri e le periferie dei paesi europei tra loro e l’Europa al mondo. È ciò che in Trentino è rappresentato dal Tunnel del Brennero e più in generale dalle infrastrutture previste lungo l’intero asse che di lì attraversa il territorio”. Il confronto ha toccato poi il tema degli investimenti e delle relazioni commerciali. Tra le istanze della categoria, la necessità di elaborare specifici piani industriali, un quadro sugli aiuti di Stato che favorisca gli investimenti per affrontare le sfide tecnologiche, della sostenibilità, la ricerca e l’innovazione, l’aggiornamento delle regole sulla concorrenza Ue. Guerra ha poi orientato i candidati al dibattito sul delicato equilibrio tra nuove tecnologie e lavoro. All’indomani della crisi, il tema dell’occupazione resta prioritario. Nel 2018 in Europa il tasso di disoccupazione era pari al 7,3, con profondi divari tra stati. In questo scenario, appaiono chiari i benefici di una maggiore mobilità dei lavoratori all’interno dei confini della Ue, ma soprattutto di continui processi di riqualificazione del capitale

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umano, che vanno ridefiniti alla luce delle esigenze di una domanda di lavoro marcatamente orientata dalla trasformazione delle tecnologie e dei modelli di businness. Eurostat stima infatti che nei prossimi cinque anni il 35 per cento delle attuali competenze sarà obsoleto, e che entro quell’anno il 90% delle professioni subirà cambiamenti strutturali introdotti dal digitale. “Ci vogliono – si è detto ancora – politiche di welfare più incisive e più omogenee tra Paesi, anche per favorire l’occupazione femminile”. Numerosi gli interventi della platea, nell’ottica generale di contribuire allo sviluppo di soluzioni e strategie per un'Europa più autorevole e più competitiva.


UN PROGETTO CHE DIVENTA REALTÀ: corsi abilitanti alle professioni Accademia d’Impresa, Azienda speciale della Camera di Commercio I.A.A. di Trento, organizza corsi di formazione per l’abilitazione alle professioni e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, fra questi:

AGENTI E RAPPRESENTANTI DI COMMERCIO 100 ore di formazione - Trento Chi può partecipare? Chi intende svolgere un’attività autonoma come agente e rappresentante di commercio Perché iscriversi? • per ottenere la necessaria professionalità ed il requisito per sostenere e sviluppare iniziative di lavoro autonomo • per svolgere un’analisi di fattibilità aziendale e valutare realisticamente l’attuabilità del proprio progetto aziendale

AGENTI D’AFFARI IN MEDIAZIONE SETTORE IMMOBILE E ORTOFRUTTICOLO 144 ore di formazione (parte comune e specifica per il settore immobili) - 96 ore di formazione (parte comune e specifica per il settore ortofrutticolo) - Trento Chi può partecipare? Chi intende avviare o gestire un’ attività nei settori dell’intermediazione immobiliare e/o ortofrutticola Perché iscriversi? • per ottenere la necessaria professionalità ed il requisito per iscriversi al Ruolo degli agenti d’affari in mediazione tenuto dalla C.C.I.A.A. • per svolgere un’analisi di fattibilità aziendale e valutare realisticamente l’attuabilità del proprio progetto aziendale

LA GESTIONE PROFESSIONALE DELL’ATTIVITÀ AGRITURISTICA

SOMMINISTRAZIONE E VENDITA ALIMENTI (S.V.A.) 125 ore di formazione - Trento, Predazzo, Cles, Levico, Rovereto, Arco, Tione

135 ore di formazione - Trento Chi può partecipare? Potenziali nuovi imprenditori, imprenditori agricoli o coltivatori diretti che desiderano integrare la propria attività principale con l’agriturismo Perché iscriversi? • per acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per l’avvio e la gestione di un’attività agrituristica • per riflettere sui valori di cui il mondo agrituristico è massima espressione: il rispetto per la natura, la valorizzazione del territorio, il legame con le tradizioni e l’impiego dei prodotti tipici locali

Chi può partecipare? Chi intende avviare o gestire attività nel settore della somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti, bar, pizzerie, alberghi con bar e ristoranti aperti al pubblico) o un’attività di vendita al pubblico di prodotti alimentari Perché iscriversi? • per acquisire le conoscenze e le competenze adeguate alla gestione di pubblici esercizi legati alla somministrazione di cibi e bevande o alla vendita di prodotti alimentari • per riconoscere le variabili critiche e affrontare le problematiche legate alla qualità, all’orientamento al cliente e al soddisfacimento delle aspettative dei consumatori

ADDETTI AI SERVIZI DI CONTROLLO DELLE ATTIVITÀ DI INTRATTENIMENTO E DI SPETTACOLO IN LUOGHI APERTI AL PUBBLICO O IN PUBBLICI ESERCIZI 90 ore di formazione - Trento Chi può partecipare? Chi intende svolgere l’attività di addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo Perché iscriversi? • per ottenere la necessaria professionalità ed il requisito per l’iscrizione nell’apposito elenco tenuto presso il commissariato del governo • per acquisire conoscenze nelle aree tematiche giuridica, tecnica, psicologico-sociale

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speciale

speciale

Prospettive per il Sistema Moda I dati della crescita, del commercio estero, delle importazioni, fino alla fiducia degli operatori del settore nelle simulazioni econometriche del Centro Studi di Confindustria Moda-Liuc.

AD OGGI, secondo le simulazioni econometriche del Centro Studi di Confindustria ModaLiuc, per il Tessile-Moda italiano si prospetta una crescita su base annua pari al +2,1%. Il turnover settoriale, pertanto, passerebbe a 55,2 miliardi di euro, guadagnando oltre 1,13 miliardi rispetto al consuntivo 2017. Come noto, nel corso del 2018 il commercio internazionale si è rivelato meno dinamico delle attese, rallentando il ritmo di crescita: il Tessile Moda italiano ha inevitabilmente risentito della congiuntura meno favorevole. Secondo le prime stime, nel 2018 l’occupazione torna a contrarsi lievemente almeno nella misura del -0,1%, per una riduzione di oltre 500 posti di lavoro. Nel corso del 2018 il commercio con l’estero del settore sperimenta un rallentamento della crescita delle esportazioni, mentre le importazioni segnano un’accelerazione. Più in particolare, le vendite estere di Tessile-Moda hanno sperimentato una crescita del +2,8% medio annuo, sfiorando così i 31,5 miliardi di euro. La dinamica favorevole ha interessato sia l’export del ‘monte’ della filiera, pur in aumento solo del +1,1%, sia soprattutto l’export del ‘valle’, che ha archiviato l’anno a

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+3,7%, in decelerazione, dunque, rispetto al ritmo sperimentato nel 2017 (+4,5%). Con riferimento all’import, nel 2018 i prodotti di Tessile-Moda mostrano un aumento del +3,3%, passando complessivamente a poco meno di 21,7 miliardi di euro. In tal caso, il Tessile frena al -0,1%, mentre l’Abbigliamento-Moda cresce del +4,9%. L’effetto combinato dei flussi commerciali in uscita e in ingresso dal nostro Paese ha determinato nel 2018 un miglioramento del surplus con l’estero; il saldo commerciale supera, infatti, i 9,7 miliardi di euro circa, sperimentando nei dodici mesi un aumento di oltre 177 milioni. Sotto il profilo merceologico, l’export mostra generalizzate evoluzioni positive; best performer si conferma la maglieria, in aumento del +4,1%. L’abbigliamento confezionato mostra un aumento delle vendite estere pari al +3,7%. Al panorama positivo fa eccezione la calzetteria, in flessione del -1,6%. Tra i comparti a ‘monte’, all’estero pettinatura e filatura crescono rispettivamente del +9,1% e del +2,4%; i tessuti, invece, non vanno oltre al +0,9% tessuto cotoniero-liniero, mentre il tessile per l’arredo-casa mostra una variazione del +1,9%. Guardando all’import, si sottolinea l’incremento non marginale che interessa l’abbigliamento, pari al +8,3%. L’import di maglieria assiste ad un incremento del +2,1%, mentre la calzetteria perde il -6,8% risultando quindi in arretramento sia lato export sia lato import. Tra i comparti del ‘monte’, le importazioni di filati e tessuti presentano un andamento dicotomico ovvero i primi archiviano un timido incremento pari al +0,7%, i secondi cedono, invece, il -3,1%. Il tessile-casa di origine estera chiude l’anno in debole aumento (+0,5%). Dal punto di vista geografico, nel 2018 l’export diretto nella UE presenta una battuta d’arresto del -0,1%, mentre quello destinato alle aree extraUE si muove su un tasso ben più vigoroso pari al +6,4%. Sul fronte import, l’area comunitaria presenta un aumento del 4,9%, mentre i flussi provenienti dalle aree extra-UE, in grado di assicurare il 55,2% del totale, segnano un +2,0%.


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Germania e Francia si confermano i primi due mercati di sbocco del Tessile-Moda italiano, segnando rispettivamente una frenata del -0,7% e un aumento del +1,6%. Prosegue il trend favorevole del Regno Unito, in aumento del +6,3% e salito in terza posizione. Di contro, la Spagna arretra del -2,2%. Relativamente ai mercati extra-europei, l’export verso gli Stati Uniti, quarto mercato e primo non-Ue, archivia l’anno con un incremento pari al +3,1%. La Svizzera cresce su ritmi double-digit (+14,8%), Hong Kong e Cina archiviano rispettivamente una dinamica del +2,1% e del +23,6%. L’export verso il Giappone registra un deciso aumento pari al +7,0; l’export diretto in Corea del Sud sperimenta, invece, una variazione del +11,3%. La Russia, in decima posizione, frena al -0,4%, assestandosi su oltre un miliardo. Con riferimento ai partner di approvvigionamento, saldamente al primo posto resta la Cina, pur segnando un lieve +0,1%. Anche gli altri principali supplier si muovono in territorio positivo: la Francia segna un aumento del +16,8%, la Germania del +2,6%, il Bangladesh del +1,6%, portandosi a oltre 1,3 miliardi di euro. Di contro, la Spagna accusa una flessione pari al -9,5%, mentre la Turchia cala del -2,4%. Secondo l’Indagine Congiunturale svolta dal Centro Studi di Confindustria Moda per SMI su un panel di circa ottanta imprese operanti in tutti gli stadi della filiera, stante il peggioramento del contesto congiunturale di riferimento, il 2019 si è aperto con un cambio di passo di un certo rilievo. I risultati emersi mediano, inevitabilmente, performance assai differenti che hanno caratterizzato i diversi comparti della filiera, ma soprattutto i “numeri” ottenuti dalle singole aziende, caratterizzate da dinamiche estremamente diversificate vista la “schizofrenia” che caratterizza sempre più la domanda. Sulla base delle elaborazioni effettuate sui dati di fonte interna aziendale, da gennaio a marzo 2019 le aziende del Tessile-Moda a campione presentano un fat-

turato in flessione rispetto al medesimo periodo del 2018, sperimentando, nel complesso, una variazione pari al -2,8%. A livello di macro-comparto, il Tessile presenta un calo trimestrale del -0,7%, e il “valle” cede il -4,0%. I risultati peggiori sono da attribuire al mercato interno, in flessione del -6,6%, mentre il mercato estero è rimasto, pur debolmente, positivo facendo registrare un +0,9%. Più in dettaglio, nel caso delle aziende tessili, le vendite estere sono cresciute del +1,6%, mentre nel caso delle aziende del “valle” segnano un modesto +0,7%. D’altro lato, sul mercato interno il panel tessile arretra del -4,2%, mentre le aziende operanti nell’abbigliamento accusano un calo nella misura del -8,1%. Nei primi tre mesi dell’anno in corso la raccolta ordini si rivela insoddisfacente evidenziando una dinamica negativa pari al -3,9%. In tal caso, la raccolta interna registra un calo del -4,1%, mentre quella estera segna un -3,1%. Il segno negativo caratterizza, inoltre, sia le aziende del Tessile, interessate da una variazione del 6,1%, sia quelle di Abbigliamento-Moda, la cui raccolta cala del -2,6%. Rispetto ad indagini svolte nel più recente passato, in questa rilevazione è emerso un ritorno della Cig da parte delle aziende a campione, mentre a livello occupazionale si registra una lieve contrazione. Gli operatori del settore appaiono poco fiduciosi: il 61,4% del campione propende per una “stabilità” delle condizioni di mercato poco favorevoli. Teme un ulteriore peggioramento il 26,5% del campione, scende al 12,0% chi confida, invece, in un miglioramento.

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Soluzioni intelligenti per la moda Nata nel 1992 in Brasile, Audaces è approdata in Trentino con la sede produttiva di Rovereto: l'occasione per lo sviluppo di nuove partnership. Da ultimo quella con Bonfiglioli, per un nuovo macchinario tessile. di ALESSANDRO DE BERTOLINI

AUDACES

opera in più di 70 paesi sviluppando soluzioni intelligenti che integrano i processi di automazione in diversi settori industriali, tra cui quello della moda, l’ambito in cui l’azienda è tra i principali leader mondiali. “In Sud America – spiega Magner Steffens, chief operating officer dello stabilimento trentino di Audaces – 7 aziende su 10 impegnate nel settore della moda utilizzano i nostri prodotti e le nostre tecnologie”. L’azienda nasceva nel 1992 sulle coste dell’Oceano Atlantico a Florianopolis, capitale di Santa Caterina, uno dei 27 stati federati del Brasile, con

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l’idea di produrre nuove tecnologie finalizzate all’ottimizzazione dei processi industriali. Alla fine degli anni ’90 si specializza nello sviluppo software e quindi, dal 2008, nella produzione e fornitura di macchine per la stesura, la lavorazione e il taglio dei tessuti. Negli anni 2000 Audaces aumenta il proprio giro d’affari conquistando il mercato sudamericano e conoscendo picchi di crescita con incrementi annui fino al 20%. Supera la crisi politica brasiliana del 2015 consolidando il fatturato e nel 2016 ricomincia a crescere. Fino a quando, due anni fa, decide di aprire ai


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mercati euroasiatici scegliendo l’Italia come base d’appoggio. Si arriva così all’apertura di una sede produttiva in Trentino, a Rovereto, dove Audaces Europe srl trova posto al Polo della Meccatronica. “Abbiamo scelto l’Italia – spiega Steffens – come snodo geografico strategico per poterci rivolgere al mercato europeo, a quello asiatico e anche al mercato africano”. Ma non è solo per questo. L’Italia e il Trentino offrivano qualche cosa in più alla strategia di crescita di Audaces. “L’Italia – continua il manager – è punto di riferimento nella moda a livello mondiale per la qualità e per la creatività dei prodotti. Qui abbiamo trovato il valore aggiunto del made in Italy. Un mercato, quello italiano, dove le esigenze del cliente sono altissime; se riusciamo a soddisfare il cliente italiano avremo raggiunto il massimo delle aspettative. In Trentino, invece, abbiamo trovato il Polo della Meccatronica: che a me piace definire come una Silicon Valley italiana. Qui, è possibile mettere a sistema il mondo della scuola, delle aziende e degli istituti di ricerca in un luogo dove il clima di incontro tra professionalità differenti viene effettivamente favorito, incentivato, coltivato. Questo è il polo dell’innovazione di Rovereto. Voglio dire… Quando stacchi dal lavoro per la pausa pranzo e incontri per due chiacchiere informali altri protagonisti del mondo della meccatronica, impegnati a vari livelli nell’industria, possono nascere davanti a un caffè nuove idee, nuovi progetti e nuove collaborazioni, anche di grande importanza. Potrei fare molti esempi. Con Marco Bertoldi, di Bonfiglioli, è appena nato un progetto in comune per lo sviluppo di un nuovo prototipo, che presenteremo a breve”. Il prototipo è finalizzato alla realizzazione di un macchinario tessile che entrerà in produzione a partire dal 2020. La notizia è di alcune settimane fa. Il risultato ottenuto è il frutto dell’intesa raggiunta tra Bonfiglioli e Audaces. Bonfiglioli, colosso metalmeccanico bolognese, è presente in tutto il mondo con una rete di stabilimenti e filiali che dà lavoro a 3.800 dipendenti. Il Grup-

po, che ha chiuso il 2018 con oltre 900 milioni di fatturato, è presente a Rovereto al Polo della Meccatronica tramite il Bonfiglioli Mechatronic Research, un centro di ricerca e sviluppo per nuove tecnologie. Marco Bertoldi è country manager e sales director della divisione Mechatronic and motion systems di Bonfiglioli, che si occupa di automazione e controllo del movimento. Lo scopo della cordata Audaces-Bonfiglioli, nata dall’intesa tra Magner Steffens e Marco Bertoldi, è quello di utilizzare la nuova macchina per penetrare meglio nel mercato asiatico, ma anche per consolidare la presenza in quello europeo. In Europa, tramite il presidio trentino a Rovereto, Audaces lavora soprattutto con il Portogallo, la Polonia, la Turchia e la Romania. In Asia è presente in Vietnam e in Bangladesh. Il 40% del fatturato dello stabilimento trentino di Audaces è realizzato all’estero. Una percentuale destinata ad aumentare.

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Filati avanzati, performanti e sostenibili Cuore, cervello e produzione ad Ala, LeMur opera nel settore tessile, dove è leader nella produzione di un filato di silicone che, per le sue speciali proprietà, viene utilizzato in molti campi industriali.

DA QUANDO,

nel 2011, i soci Mario Dorighelli e Thomas Klotz si sono messi al timone di LeMur spa, rilevando le quote azionarie detenute dal Gruppo austriaco Fein-Elast, l’azienda di Ala ha conosciuto una svolta decisiva. Sono aumentati fatturato, giro d’affari e presenze sui mercati esteri. Ma, soprattutto, l’incremento del knowhow, il rispetto dell’ambiente e il perseguimento di standard qualitativi sempre più alti hanno costituito i capisaldi strutturali più importanti del percorso di crescita aziendale, protagonisti principali dello sviluppo. LeMur opera nel settore tessile, dove è leader nella produzione di un filato di silicone che, per le

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sue speciali proprietà di resistenza alle temperature e per altre caratteristiche uniche, viene utilizzato in molti campi industriali: tessuti per le serre, per le tende da sole, per l’arredamento, tessuti per l’impiego nelle strutture ospedaliere e nell’ambito della chirurgia, nei settori dell’automotive, in quelli della nautica e dell’aeronautica, nello sport, nell’industria siderurgica, nell’abbigliamento destinato alle forze di polizia, dell’esercito e dei vigili del fuoco. Il marchio Muriel, tramite il quale LeMur commercializza una vasta gamma di prodotti di filato di silicone, è stato registrato dall’azienda di Ala tramite brevetto in Italia, poi esteso in Europa, Giappone, Cina, Stati Uniti, Canada, Australia e India. Sulle proprietà del silicone LeMur ha costruito il proprio core business mediante investimenti costanti in ricerca e sviluppo e nella formazione di personale altamente qualificato. “Negli ultimi anni – spiegano Mario Dorighelli e Thomas Klotz – il filato siliconico muriel ha avuto diversi riconoscimenti per la sua unicità a livello globale. Tra questi, i premi del 2015 in occasione dell’Itma di Milano, l’appuntamento internazionale più importante nel settore meccano-tessile, dove abbiamo ricevuto i Future Materials Awards nella categoria Best innovation for protective textiles. Suc-


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cessivamente, nel 2017, durante la Fiera Techtextil di Francoforte abbiamo ottenuto i Future Materials Awards nella categoria Best product elastic innovation for extreme temperature cooking”. La peculiarità del silicone non si ferma alle caratteristiche chimico/fisiche. “Questo elastomero – precisano Dorighelli e Klotz – è interessante anche sotto il profilo ambientale. Il GSC (Global Silicones Council), un’organizzazione internazionale no-profit la cui missione è promuovere un uso e una gestione corretti e sicuri dei siliconi, ha recentemente commissionato uno studio indipendente per valutare la sostenibilità del silicone in comparazione con altri materiali. Comparando i dati ottenuti in termini di CO2 emessa per la produzione, utilizzo e smaltimento dei siliconi con gli omologhi materiali sostitutivi, i risultati lasciano pochi dubbi sulla migliore sostenibilità dell’impiego del silicone rispetto agli altri materiali. Grazie alle caratteristiche uniche dei siliconi, si è potuto dimostrare che questa famiglia di materiali garantisce un risparmio medio in termini di anidride carbonica prodotta pari a nove volte rispetto ai materiali sostitutivi”. Nel segno di un’economia sempre più green, sia nei cicli produttivi che nel prodotto finale, tutti i comparti aziendali di LeMur hanno avuto dei benefici. Si spiegano così le certificazioni ottenute dall’azienda: Uni En Iso 9001.2015, OeKO - Tex Standard 100 e Skin Friendly Compatibility. I risultati dello studio condotto sui filati siliconici sono stati da poco presentati da LeMur a Francoforte alla Techtextil, la fiera internazionale di

settore più importante al mondo specializzata nel campo dei tessili tecnici, tessuti non tessuti e abbigliamento di protezione. “Techtextil – continuano i soci –rappresenta un faro per il nostro settore. Si incontrano qui gli attori più importanti a livello internazionale. Eravamo presenti con il nostro stand e abbiamo avuto ottimi riscontri. Una grandissima soddisfazione per noi. Ci siamo accorti di essere riconosciuti dai partner e dai clienti di settore dentro e fuori dell’Europa. Il nostro impegno in attività di ricerca e sviluppo ha ottenuto riconoscimenti sinceri da tutti i protagonisti. Ottimi riscontri, inoltre, per quanto riguarda nuovi sviluppi nel campo dell’automotive e dell’aerospaziale: è in questi ambiti che si sta giocando il futuro del nostro settore”. Presso la sede di Ala, unico stabilimento di LeMur, lavorano circa 60 persone. Avviene qui tutta la produzione, dove si trovano il cuore e il cervello dell’azienda: “Abbiamo voluto restare in Trentino per sottolineare il forte legame con il territorio”. Qui, del resto, c’è terreno fertile per lavorare su nuove tecnologie. “Curiamo lo sviluppo di nuove applicazione collaborando con i dipartimenti di Fisica e Ingegneria dei Materiali dell’Università di Trento e con la Fondazione Bruno Kessler. All’estero, invece, lavoriamo con i centri di ricerca Itv di Denkendorf, Fraunhofer e Hohenstein in Germania”. (adb)

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L’anima sostenibile di Aquafil La sostenibilità economica e sociale dell’azienda leader nella produzione di fibre sintetiche si racconta con la voce del suo investor relations and performance management director, Karim Tonelli.

"LA SOSTENIBILITÀ

come driver del vivere quotidiano e della crescita aziendale in tutti i suoi aspetti: la sostenibilità economica per la produzione di valore aggiunto per gli azionisti, la sostenibilità sociale per favorire enti e fondazioni impegnate nella ricerca, e la sostenibilità ambientale per promuovere sempre di più il passaggio a un’economia circolare”. Karim Tonelli, investor relations and performance management director, riassume così l’anima

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di Aquafil, da più di cinquant’anni tra i principali attori in Italia e nel mondo nella produzione di fibre sintetiche, in special modo di quelle in poliammide 6, settore nel quale è leader mondiale. La sostenibilità come ago della bussola, quindi, per una corporate che è presente in otto paesi con sedici stabilimenti in tre contenenti, che dà lavoro a 2.813 dipendenti, che è stata quotata in borsa nel 2017 e che si attesta attualmente su un fatturato di 555 milioni (2018) con previsione di crescita sul 2019. I sedici stabilimenti si trovano in Germania, in Slovenia, in Croazia, in Inghilterra, negli Stati Uniti (Georgia, Arizona e California), in Cina e in Tailandia. In Italia è la sede principale, dove, in Trentino, si trovano l’anima e il cervello dell’azienda, ben radicati sul territorio. Il quartier generale è ad Arco in zona industriale. A Rovereto e a Cares (nei pressi di Comano


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Terme) ci sono altri 2 stabilimenti. Inaugurata cinquant’anni fa, nel 1969, la prima unità produttiva di Arco rimane ancora oggi il cuore pulsante di tutto il Gruppo Aquafil, continuando a essere il centro strategico di ogni attività. Non a caso, proprio dal complesso industriale di Arco, posto in un contesto ambientale caratterizzato da un ecosistema delicato, hanno avuto origine quelle politiche ambientali – un marchio di fabbrica per Aquafil, sempre all’avanguardia nella riduzione degli impatti ambientali delle attività produttive – che sono servite da esempio alle altre aziende controllate. Da Arco, insomma, un’onda green che ha pervaso le politiche aziendali di tutto il Gruppo Aquafil negli Usa, in Cina, in Tailandia e nei paesi d’Europa dove la corporate è presente. “Abbiamo fatto della sostenibilità – sottolinea Tonelli – un punto di forza della nostra crescita e siamo stati pionieri nello sviluppo di un’economia circolare, come dimostrano i fatturati del L’internazionalizzazione, infatti, è l’altra grande Giulio Bonazzi nostro marchio ECONYL®”. Il brand ECONYL® priorità del gruppo e la caratteristica che, assieè stato lanciato sul mercato nel 2011 grazie a me alla sostenibilità, ne completa il ritratto. Si un’idea voluta con determinazione da Giulio spiega così la recente acquisizione da parte di Bonazzi, amministratore delegato del Gruppo, Aquafil del 100% di O’Mara Incorporated, un’ae si riferisce a un tipo di nylon prodotto zienda americana fondata nel 1970 che produinteramente con materia prima di recupero. ce fili tessili di nylon e polipropilene. Nel 2018 “Non ricicliamo solo la materia prima – continua O’Mara Incorporated ha registrato un fatturato Tonelli – ma la rigeneriamo e possiamo farlo un pari a 40,1 milioni di dollari. Aquafil incrementa numero infinto di volte”. Per tecnologie, modelli così la presenza sul mercato statunitense, dove produttivi e per mentalità, in tema di economia era già molto radicata. L’acquisizione dell’aziencircolare Aquafil è dieci anni avanti rispetto ad da americana, il cui dossier era oggetto di valualtre aziende che si affacciano oggi nel settore. tazione già da diversi anni, si è conclusa anche La “circolarità” del ciclo produttivo di ECONYL® grazie alla presenza della controllata Aquafil rappresenta il valore aggiunto per i committenti Usa Inc. (adb) del Gruppo Aquafil. Sono oltre 700 in tutto il mondo i brand che utilizzano il nylon rigenerato ECONYL® come ingrediente sostenibile dei propri prodotti. Il 38% del fatturato del Gruppo deriva oggi da questo brand, una percentuale in costante aumento. Il filo rigenerato ECONYL® è un’eccellenza di Aquafil, che ne ha fatto uno degli strumenti principali verso un processo di internazionalizzazione nel segno del rispetto ambientale.

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A Trento l’ "esperienza" La Sportiva Nel capoluogo a maggio l’International Sales Meeting e l’inaugurazione del nuovo monomarca, con una sfilata delle principali novità prodotto della stagione estiva.

UN INTERNATIONAL

Sales Meeting spettacolare, sullo sfondo delle scenografie suggestive del Teatro Sociale di Trento, e un evento inaugurale festoso e affollatissimo. Lo scorso 15 maggio, La Sportiva ha animato in due momenti di grande vivacità il centro città. Al mattino, l’azienda della val di Fiemme ha organizzato il tradizionale appuntamento annuale pensato per presentare i concetti principali della collezione La Sportiva per la stagione estiva 2020. Vi hanno preso parte atleti internazionali e tutti i principali importatori mondiali del marchio. Nel tardo pomeriggio, La Sportiva ha dunque inaugurato il negozio monomarca aperto nelle scorse settimane in Via Mazzini, con un dj set, happy hour con prodotti tipici della Val di Fiemme, una sfilata delle novità prodotto salienti per la stagione estiva e la partecipazione dei migliori atleti ambassador internazionali del brand. Ospite speciale, direttamente dai migliori festival di musica elettronica in Italia, il DJ Lorenzo Nada in arte Godblesscomputers che ha tradotto in musica il pay-off aziendale innovation with passion. Spiega Luca Mich, marketing operations manager: “Attraverso gli stores e tutte le attività di comunicazione collegate La Sportiva

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vuole offrire ai propri appassionati un’esperienza a 360 gradi finalizzata a coinvolgere tutti i sensi. Da qui l’idea di curare anche l’aspetto del suono attraverso un’operazione di soundbranding: da quest’anno chi entrerà in uno degli 8 stores La Sportiva sentirà suoni e contenuti sviluppati ad hoc per LaSpo Radio, la storeradio ufficiale che propone una serie di brani pensati per una clientela evoluta, dinamica, attiva: con lo sguardo sempre rivolto al futuro e alle prossime sfide.” I brand stores del marchio trentino sono otto: le nuove aperture di Pozza di Fassa e Trento si aggiungono infatti ai punti vendita di Ziano di Fiemme, Cavalese, Arco, Finale Ligure, Rodellar e Città del Messico.


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aziende

Innovazione, reti e "invisibili connessioni" Delta Informatica compirà 40 anni il prossimo 18 marzo 2020. Ma il percorso di avvicinamento è già iniziato con un ciclo di appuntamenti per riflettere sul presente e sul futuro dell’Ict.

"MI VERREBBE

da dire, con un tono lirico, nessun dorma. Come Delta Informatica ci stiamo interrogando su quale sia il modo migliore per trovare delle risposte a tutela dello sviluppo futuro della nostra azienda e, più in generale, per quanto riguarda il settore dell’Ict. La velocità con cui avvengono i cambiamenti in ambito tecnologico e nel mondo dell’intelligenza artificiale sta sconvolgendo il nostro modo di vivere sociale, culturale, economico e domestico. Come interrogarsi su questi cambiamenti? Come trovare le risposte giuste, mentre qualcuno, in altre parti del mondo, sta già

Pompeo Viganò

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rispondendo alle domande che iniziamo a porci? Siamo arrivati alla conclusione che per riflettere su questi temi sia necessario confrontarsi e incontrarsi con realtà simili alla nostra e anche con le istituzioni, con i giovani, con la comunità e con la società”. Pompeo Viganò, socio fondatore di Delta Informatica e attuale Presidente, esprime così il senso del 40esimo compleanno della società. Delta Informatica, leader nell’Ict, nasceva in Trentino nel 1980 per volontà di 5 soci appena laureati: Diego Schelfi, Antonio Conta, Roberto Postal, Fulvio Rigotti e Pompeo Viganò. “Dopo tanti anni – sottolinea Viganò – siamo ancora insieme all’interno di un gruppo di governance”. Cosa non facile e per nulla scontata, di questi tempi. Una riflessione ponderata e misurata, quella che la società intende fare in occasione dell’anniversario. Una riflessione che parte da lontano. Delta Informatica, infatti, compirà 40 anni il prossimo 18 marzo del 2020. Ma il percorso di avvicinamento è già iniziato con un ciclo di appuntamenti per riflettere sul presente e sul futuro dell’Ict. Un modo di celebrare i 40 anni con senso


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del rigore e consapevolezza, con grande responsabilità, soprattutto, verso una riflessione dal respiro profondamente culturale, non soltanto economico, sul significato di impresa in una fase globale di grandi cambiamenti. Il ciclo di appuntamenti pensato da Delta Informatica si chiama “Invisibili connessioni”: una serie di incontri a cui sono chiamati a partecipare personalità dal profilo internazionale di altissimo rilievo, professionisti autorevoli nel settore della ricerca, della comunicazione, dell’economia e dell’innovazione sociale. Il primo incontro si è già svolto a Trento lo scorso 9 maggio. Erano presenti, assieme a Viganò, Francesco Profumo, già Ministro dell’Istruzione e attualmente presidente della Fondazione Bruno Kessler, Franco Bernabè, in passato alla guida di Eni e Telecom Italia, e Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon. L’incontro si è svolto di fronte a un pubblico rappresentato dalle istituzioni e da vari settori della società oltre che dagli industriali del Trentino. Francesco Profumo si è soffermato sull’importanza della “complementarietà di competenze” in una società che diventa sempre più complessa, sottolineando la necessità di uno sguardo responsabile nel campo dell’intelligenza artificiale, dove spesso le “riflessioni travalicano l’ambito strettamente tecnologico”. Franco Bernabè ha ribadito l’importanza di non considerare l’intelligenza artificiale come “il superamento dell’intelligenza umana”. Al contrario, il dominio di quest’ultima non può essere mai messo in discussione. Francesca Pasinelli si è soffermata sul significato etico delle decisioni e delle scelte, quando la “persona viene messa al centro di un ecosistema di innovazione e digitalizzazione”. L’asticella della riflessione è stata dunque posta – e così sarà anche nei prossimi incontri verso il 40esimo – a un livello intrinsecamente culturale. “Oggi la tecnologia – spiega il presidente Viganò – è più avanti rispetto all’utilizzo che normalmente ne facciamo. Per saperla sfruttare, stando al passo con la sua velocità, occorre un salto culturale. Occorre un patto di fiducia con le tecnologie

e con gli strumenti del comparto Ict. Un giusto adeguamento culturale è indispensabile per avere buone tecnologie e buone innovazioni. Espressioni come ‘invisibili connessioni’ e ‘geometrie sconosciute’ sono termini che non usiamo nella nostra vita quotidiana. Ma io penso che a ognuno di noi sia capitato di fermarsi un attimo e guardare l’orizzonte, per cercare l’intuizione giusta. Per farlo, dobbiamo lavorare in rete. Il Trentino ha fin qui saputo dimostrare grandi eccellenze nel campo dell’innovazione e dell’industria nel mercato dell’Ict, ma dobbiamo riuscire a collaborare meglio sia all’interno sia all’esterno, consapevoli che cooperare è uno stile e che la competitività economica migliora in modo esponenziale grazie all’ingegno, alla competenza e alla creatività ma anche e soprattutto grazie alla capacità di perseguire modelli di reti sociali”. Tra le invisibili connessioni, infine, Viganò ha posto l’accento sull’incoscienza, quello che ci differenzia dall’intelligenza artificiale. “L’incoscienza – conclude – attiene alla sfera del personale, alla propria capacità e alla propria propensione al rischio. Ecco, un pizzico di incoscienza è alla base di ogni impresa, qualunque essa sia. E sono sicuro che nessuna intelligenza artificiale potrà sostituirla”. (adb)

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Profumo, Pasinelli e Bernabè


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Icetop: c'è il ghiaccio di fonte Inaugurato a Rovereto lo stabilimento di Ghiacciopuro Srl: prima in Italia a impiegare la tecnologia giapponese Hoshizaki per produrre cubetti con una densità di tre volte superiore alla media.

DIVENTA

ghiaccio l’acqua, leggera e purissima, che sgorga a 1660 metri di altitudine dalla fonte alpina Levico. Accade nel nuovo stabilimento di via Fornaci a Rovereto, inaugurato nei giorni scorsi da Ghiacciopuro Srl, che vi produrrà Icetop, ghiaccio puro di qualità superiore destinato al mercato Horeca, e in particolare alla fascia alta di hotel, ristoranti e catering. IceTop è un’iniziativa industriale nata grazie alla sinergia con Levico Acque Srl, azienda che controlla l’Acqua Levico, tra le migliori per caratteristiche organolettiche dell’arco alpino. IceTop e Levico Acque condividono infatti la stessa proprietà.

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All’appuntamento inaugurale hanno preso parte numerose autorità locali, insieme, ai vertici di Confindustria Trento. “La decisione di investire a Rovereto non è casuale – ha spiegato il presidente Mauro Franzoni in quella occasione –. In Trentino abbiamo trovato le condizioni ideale per fare impresa, un’amministrazione attenta e un territorio di eccellenza. Oggi ampliamo, in un settore complementare qual è la produzione di ghiaccio puro, il nostro campo di interessi. Il tutto nell’ottica di un futuro sostenibile garantito da un’azienda 4.0”. Le lavorazioni dello stabilimento impiegheranno, ed è il primo caso in Italia, la tecnologia giapponese Hoshizaki, la più avanzata del mercato per la produzione di ghiaccio puro. Questa tecnologia si contraddistingue sia per la sostenibilità del ciclo produttivo (consumi energetici e trattamento della materia prima) sia per l’utilizzo di “celle chiuse”, che permettono, a differenza delle altre case produttrici di macchine per ghiaccio, un cubetto con una densità tre volte superiore alla media. Il risultato, per dirla in altri termini, è che IceTop scioglie più lentamente, raffreddando più a lungo il drink senza annacquarlo. La produzione di Ghiacciopuro è dunque unica per tecnologia e processo, caratterizzata da


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un innovativo sistema di subraffreddamento del scita annua costante del 20-25% – spiega Franzoni prodotto e da uno speciale sistema di essicazione –. Al momento il mercato è caratterizzato dall’auche porta il ghiaccio alla temperatura secca di -30°. toproduzione, in quanto non vi è ancora una diL’intero ciclo produttivo avviene in un ambiente stribuzione organizzata del ghiaccio industriale in controllato, igienicamente sano, circoscritto in un modo capillare. Ma siamo convinti che, come già tunnel di produzione a temperatura controllata accade in altri Paesi all’estero, l’utilizzo del ghiaccio da fornitori esterni diventerà la soluzione di 10 gradi. “Il mercato del ghiaccio registra in Italia una cre- preferita dagli esercenti. L’autoproduzione è conveniente solo per consumi veramente importanti”. La produzione industriale di ghiaccio puro risolve molte problematiche oggi in capo al punto vendita. Dar forma all’acqua è a tutti gli effetti produrre un alimento: richiede pertanto competenze specifiche e una gestione sanitaria dell’elemento base, l’acqua minerale pura da fonte. Elemento di indiscusso vantaggio però rimane l’aspetto qualitativo. Produrre ghiaccio con acqua pura di sorgente, anziché acqua potabile clorata e filtrata, garantisce a IceTop un’identità assoluta. “E naturalmente – conclude Franzoni – contare su una fra le materie prime tra le migliori d’Italia rappresenta un vantaggio indubbio”. (sb)

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Il Vinitaly più grande di sempre Tra gli espositori della 53esima edizione, anche le aziende del settore associate a Confindustria Trento. L’evento chiude con 125 mila visitatori provenienti da 145 nazioni.

C'ERANO

anche le aziende del settore associate a Confindustria Trento tra i 4.600 espositori del 53° Vinitaly: l’edizione più grande di sempre, con 130 espositori in più dello scorso anno e il 3% di buyer esteri in più, per un totale di 33mila presenze. “Continua la focalizzazione sulla selezione di visitatori verso una presenza sempre più professionale e internazionale – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. A riprova, sono aumentate di 20mila, per un totale di 80mila, le presenze di wine lover al fuori salone di Vinitaly and the City. Registriamo molta soddisfazione da parte degli espositori e questo significa che la svolta intrapresa nel 2016 è la direzione da seguire.

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Dopo quella in Brasile, abbiamo lanciato la nuova piattaforma di promozione Wine To Asia attiva dal 2020 in Cina, a Shenzhen. Inoltre, il ruolo guida per il sistema vitivinicolo è stato confermato dall’attenzione istituzionale, con la visita del presidente del Consiglio, dei due vicepremier, del presidente del Senato, del ministro delle Politiche agricole e del Turismo, e a livello europeo con il commissario per l’Agricoltura”. Una delle cifre di questa edizione di Vinitay è stata anche l’internazionalità, con l’incremento dei top buyer presenti tra i padiglioni: merito delle ulteriori risorse investite sull’attività di incoming, con la selezione e gli inviti da 50 paesi target e la collaborazione con Agenzia Ice. Nella top five delle provenienze degli operatori primeggiano gli Stati Uniti, seguiti da Germania, Regno Unito, Cina e Canada. A integrare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola. A quest’ultima si è affiancato quest’anno Vinitaly Design, che ha proposto prodotti e accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino e all’esperienza sensoriale.


31 aziende

Un Salone del Mobile da +12% Orsini, Federlegno: “Investimenti, creatività, entusiasmo sono le parole d’ordine di una manifestazione che ha dimostrato il valore di una filiera in grado di muoversi unita per vincere le sfide dei mercati internazionali”.

QUASI

2.500 espositori provenienti da 43 paesi, suddivisi tra Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Euroluce Workplace3.0 e S.Project, hanno preso parte alla 58esima edizione del Salone del Mobile, organizzata al principio di aprile alla Fiera di Milano a Rho. La rassegna 2019 ha fatto registrare un incremento del +12% rispetto al 2017, con 386.236 presenze in sei giorni, provenienti da 181 paesi. “Chiudiamo questa edizione con un bilancio molto positivo - ha commentato il presidente del Salone del Mobile Claudio Luti -. Abbiamo investito sulla qualità e abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra voglia di fare sempre meglio, lavorando a stretto contatto con designer, artigiani, operatori della comunicazione e della cultura per continuare a produrre innovazione di prodotto e di processo e a ‘raccontare storie’ che aumentano il valore dell’oggetto di design”. “Investimenti, creatività, entusiasmo sono le parole d’ordine di una manifestazione che ha visto gli imprenditori mettersi in gioco per contribuire al successo di un’edizione che, ancora una volta, ha dimostrato il valore di una filiera in grado di muoversi unita per vincere le sfide dei mercati internazionali - ha sottolineato Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo Eventi -. Un successo globale ottenuto grazie anche al deciso e convinto supporto delle istituzioni, tra cui quello di Ice, che ha riconosciuto nel Salone un player fondamentale per lo sviluppo del made in Italy nel mondo, e di Confindustria, che ha organizzato il consiglio generale all’interno della manifestazione”. Anche per questa edizione dell’appuntamento, tra gli espositori, un gruppo di eccellenti aziende associate a Confindustria Trento.

Ciresa allo Smart Design Hotel In occasione del Salone, la trentina Ciresa è tornata a far suonare le sue creazioni all’interno dello Smart Design Hotel. Per tutta la durata dell’evento è stato infatti possibile vedere e ascoltare due diversi modelli di Opere Sonore, i diffusori naturali in abete di Fiemme prodotti dall’azienda, e un modello del nuovo Resonance piano installato in verticale, a parete: soluzione particolarmente interessante proprio per il mondo dell’hotellerie.

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32 aziende

A Bonfiglioli il “Premio dei Premi” “Il riconoscimento – si legge in una nota del Premio, conferito a Roma – è assegnato a operatori che si sono distinti nel 2018 come campioni dell’innovazione”.

BONFIGLIOLI

Riduttori Spa è tra le imprese qualità e di competitività di numerosi operatori che hanno ricevuto quest’anno il Premio dei privati e pubblici italiani, nonostante i valori dei Premi dell’Innovazione, istituito su concessione classici indicatori della attività di ricerca e svidel Presidente della Repubblica Italiana presso la luppo collochino l’Italia in una posizione intermedia rispetto ai Paesi più industrializzati”. Fondazione Cotec. Il premio è stato consegnato a Palazzo Madama, “Il riconoscimento simbolico del Premio dei Prein sala Koch, da Maria Elisabetta Alberti Casel- mi, assegnato a operatori che si sono distinti lati, presidente del Senato della Repubblica, ai nel 2018 come campioni dell’innovazione, tende campioni che in imprese industriali e di servi- sia a stimolarli nel proseguire su questa strada zi, banche, pubbliche amministrazioni, studi di sia ad additarli come esempio agli altri attori design, start-up accademiche, hanno realizzato del sistema produttivo e istituzionale nazionale. innovazioni eccellenti di prodotti o processi. L’appuntamento annuale di consegna del Premio, Per Bonfiglioli, presente in Trentino con l’inse- istituito dal governo italiano nel 2008, intende diamento di Rovereto, era presente la presidente contribuire, tra l’altro, a diffondere e rafforzare nei cittadini la cultura dell’innovazione, ovvero Sonia Bonfiglioli. “Esistono in Italia – si legge in una nota del Pre- la capacità di comprendere, valutare e utilizzare mio – numerose e diffuse capacità di innovazio- le nuove tecnologie con spirito critico, evitando ne che sfuggono alle statistiche ufficiali ma tro- i comportamenti estremi del facile consumismo vano un concreto riscontro negli elevati livelli di tecnologico, da un lato, e del preconcetto rifiuto della tecnologia, dall’altro”. Bonfiglioli Riduttori Spa figura tra i premiati del settore “Industria e servizi – grandi imprese”. L’azienda era tra le dodici aziende che, per avere investito con successo in ricerca e innovazione, erano state insignite a Milano del Premio Imprese per Innovazione di Confindustria nel corso dell’evento “Connext”. Il premio, promosso da Confindustria e realizzato in collaborazione con la Fondazione Giuseppina Mai, Confindustria Bergamo, con il sostegno di Bnp Paribas e Warrant Hub - Tinexta Group e con il supporto tecnico di dell’Associazione Premio Qualità Italia, è il primo in Europa ad aver adottato i parametri dell’European Foundation for Quality Management.

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L'appello a uno spirito riformista Nel corso dell'Assemblea 2019 di Confindustria a Roma, il presidente Vincenzo Boccia ha richiamato il Paese all'azione: "Mostriamoci - ha detto - all’altezza del cambiamento che vogliamo".

QUALE ITALIA

troverà fra 20 anni un bambino che nasce oggi dipenderà dalle scelte che faremo noi, adesso. Dalle politiche economiche e dai cambiamenti culturali che tutta la società italiana – istituzioni, famiglie, imprese – avrà avviato. Nella sua relazione per l’Assemblea 2019, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sottolinea l’urgenza di agire in questo delicato frangente della vita nazionale, sospesi tra il rischio di un destino declinante e la possibilità di riattivare una piena ripresa. “Dobbiamo e vogliamo agire perché crediamo in questa Italia - ha spiegato Boccia lasciando da parte i tatticismi e invitando la po-

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litica ad allungare e allargare lo sguardo. Insieme dobbiamo condividere quale Italia ed Europa immaginiamo fra tre, cinque, venti anni. Più lavoro, più crescita e meno debito pubblico restano gli obiettivi che una sana politica economica deve perseguire. Con gli ultimi due come precondizioni per raggiungere il primo: la vera priorità è creare più lavoro a partire dai giovani”. “Lo spread - ha avvertito il presidente, lanciando un decalogo di azioni concrete da mettere in campo a questo scopo - va riportato a livelli sostenibili, più lavoro, meno debito e un piano shock per le infrastrutture. Il bilancio non sarà indolore.


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Per evitare un autunno freddissimo bisogna collaborare tutti insieme, la popolarità non si misura con i like”. Boccia, interrotto dodici volte dagli applausi del pubblico, si è commosso consegnando alla platea il suo messaggio di fine mandato. “La certezza del futuro deve muovere noi oggi, perché quel bambino che abbiamo visto nel filmato iniziale, che diventerà ragazzo e poi uomo, sia grato alla nostra generazione. Mostriamoci all’altezza del cambiamento che vogliamo recuperando lo spirito riformista che ha fatto grandi Italia e Europa”, ha detto prima della lunga standing ovation finale. Lunghissimo anche l’applauso rivolto dall’assemblea al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In sala – oltre al premier Giuseppe Conte e al vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio – anche i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, molti esponenti del governo e delle forze politiche, il gotha industriale e finanziario. “Anche il mio governo – ha detto poi Conte – intende coniugare una strategia di visione e di coraggio per invertire il declino a cui sembravamo destinati e a cui stiamo ponendo un argine”. “Fin dai primi giorni del governo Conte – ha aggiunto Di Maio – pur in un’accesa dialettica, l’intensità della collaborazione con Confindustria è andata sempre più aumentando” ha detto Di Maio. “Un no assoluto e pregiudizievole – ha spiegato – non è nelle mie corde né per le infrastrutture, né per il mantenimento in funzione di un impianto, né per accordi commerciali”. Di Maio ha anche annunciato che l’Italia deve puntare a un “commissario alll’industria e al commercio interno per riappropriarsi del ruolo che ci consenta di orientare la politica industriale europea”.

Premi ai dipendenti di Confindustria Trento In occasione dell'Assemblea romana, Confindustria ha premiato quattro dipendenti di Confindustria Trento per la loro anzianità di servizio. Si tratta di Luigi Conte (40 anni di servizio, nella foto), Maria Luisa Negriolli (40 anni), Fiammetta Nicoletti (35 anni) e Maria Cristina Poletto (25 anni).

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In 3.110 all’appuntamento con le imprese Ad aprile la Career Fair 2019: un’opportunità per conoscere 217 delle 1623 aziende con cui l’Ateneo trentino, solo lo scorso anno, ha avuto rapporti di collaborazione.

Il DG Busato durante il suo saluto agli studenti

AZIENDE, studi legali, organizzazioni no-profit, cooperative, musei, enti pubblici: sono stati 217, per 3110 studenti, gli ospiti della seconda edizione della Career Fair, l’iniziativa dell’Università di Trento dedicata all’incontro degli studenti con il mondo del lavoro. L’appuntamento si è aperto a Palazzo Economia con il saluto dei vertici dell’Ateneo, per proseguire con le presentazioni, le conferenze, i colloqui e gli incontri nelle aule del Palazzo, a Palazzo Prodi, al Centro Fiere di Trento. “La formula della Career Fair consente agli studenti di avere più opportunità insieme per presentarsi nei colloqui ed entrare in contatto con realtà interessanti per il proprio futuro lavorativo – ha precisato il rettore Paolo Collini –. Aziende che hanno accettato di dialogare con l’università, di capirne il funzionamento e spesso di partecipare nell’arricchirne l’offerta formativa in modo da facilitare gli studenti nel loro successivo ingresso con il mondo del lavoro”. “L’efficacia dell’attività di accompagnamento verso il mondo del lavoro si vede soprattutto dagli esiti occupazionali e in questo senso l’Ateneo trentino presenta dati inco-

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raggianti – ha commentato il presidente Daniele Finocchiaro –. Secondo le ultime rilevazioni indipendenti del consorzio Almalaurea, l’81,6% dei laureati magistrali dell’Università di Trento a un anno dal conseguimento del titolo è occupato, contro una media italiana dell’73,9%. Non solo, i laureati all’Università di Trento hanno già in partenza una retribuzione mensile media più alta di quella del resto d’Italia. Segnali positivi che però da soli non bastano a contrastare la congiuntura sfavorevole che interessa le prospettive occupazionali di lungo termine per i giovani nel nostro Paese. Occorre continuare a lavorare insieme per rafforzare e ampliare i rapporti con i grandi gruppi imprenditoriali, ma anche con le aziende locali”. A portare i saluti di Confindustria Trento, partner dell’iniziativa, c’era il direttore generale Roberto Busato: “Per noi e per le aziende che rappresentiamo – ha detto – sono fondamentali il dialogo con l’Università e la partecipazione al Career Fair, perché la risorsa principale da cui dipende il successo delle nostre aziende e sulla quale possono costruire i propri piani per il futuro, sono le persone. Per contro, tra i problemi principali che le aziende ci segnalano sistematicamente c’è la difficoltà a reperire le risorse umane. In questi anni, come sistema industriale trentino, abbiamo ricevuto importanti segnali di attenzione da parte dell’ateneo trentino e dai suoi dipartimenti. Da ultimo, in ordine cronologico, c’è il nuovo Dottorato in Innovazione Industriale, che auspichiamo diventi uno strumento per valorizzare i laureati trentini all’interno delle nostre aziende. Credo che stiamo andando nella giusta direzione”.


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Formazione: ancora fondi per le imprese Il piano che ha meritato il finanziamento Fondimpresa coinvolge 15 aziende e si prefigge grandi traguardi: la formazione di 81 persone per un totale di 1024 ore d’aula.

DIGITALIZZAZIONE, internazionalizzazione dei processi aziendali e innovazione dell’organizzazione: questi i tre ambiti formativi dell’avviso 3/2018 di Fondimpresa aggiudicato da Assoservizi e Delta Informatica, in partenariato con Enfap e Randstad, con la presentazione del piano formativo territoriale “DIPINTO - DIgitalizzare, INTernazionalizzare e INnovare per la competitività dell’organizzazione”. Con questo avviso, Fondimpresa intende finanziare la realizzazione di piani formativi condivisi, rivolti alla formazione dei lavoratori e delle lavoratrici delle imprese aderenti a Fondimpresa. Il Piano proposto da Assoservizi e Delta Informatica intende dunque contribuire a supportare la competitività delle imprese e l’occupabilità dei lavoratori della Provincia di Trento, favorendo la circolazione e la condivisione di conoscenze e pratiche volte all’internazionalizzazione, all'innovazione

dell’organizzazione e alla digitalizzazione dei processi, per uno sviluppo sostenibile del territorio. In termini quantitativi il piano DIPINTO si prefigge un totale di 1024 ore di formazione per 81 lavoratori e lavoratrici e coinvolge 15 aziende trentine che hanno un forte legame con il territorio. Per formulare il progetto sono state effettuate analisi e rilevazione sul campo al fine di intercettare e soddisfare i reali fabbisogni delle piccole, medie e grandi imprese del territorio di Trento nell’acquisizione di competenze finalizzate ad affrontare con successo la competizione globale. Il piano formativo è frutto dunque di un percorso condiviso e comune nel quale vengono affrontate criticità e formulate soluzioni. Il percorso di analisi preliminare ha permesso di individuare i fabbisogni comuni nelle aree tematiche nelle quali le aziende stanno strutturando progetti per rafforzare la propria competitività. (en)

I metalmeccanici trentini potranno aderire a Sanifonds Nelle scorse settimane Confindustria Trento ha siglato con Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil del Trentino un accordo che consentirà ai lavoratori interessati di poter scegliere se rimanere iscritti al Fondo sanitario nazionale dei metalmeccanici “Metasalute”, o se aderire al Fondo Sanitario territoriale trentino Sanifonds. Il Contratto Nazionale dei Metalmeccanici aveva infatti previsto, con l’ultimo rinnovo di fine 2016, l’adesione automatica di tutti i lavoratori metalmeccanici italiani al Fondo Sanitario integrativo Metasalute, con costi di adesione integralmente a carico delle aziende. In Trentino Confindustria Trento e Organizzazioni Sindacali, avevano esplorato fin da subito la possibilità di consentire ai lavoratori di aderire a Sanifonds, lo strumento nato dall’accordo tra le Parti Sociali con l’obiettivo di diventare il Fondo Sanitario integrativo di tutti i lavoratori dipendenti della provincia di Trento. A spingere industriali e sindacati in questa direzione è stato principalmente il fatto che la Sanità in Trentino è una competenza provinciale. Un Fondo sanitario territoriale consente di offrire prestazioni più adeguate alla specifica situazione del territorio, evitando sovrapposizioni con ciò che è già ben coperto dalla sanità pubblica.

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Prepararsi a ripartire Nella stagione estiva la formazione rallenta, per tornare a intensificarsi dopo il mese di agosto. A partire dal mese di settembre, l'agenda dei corsi in aula di Assoservizi si infittisce.

Il rischio sanzionatoro, e gestione del personale all’estero 12 settembre

La vendita parte dal no: vendere di più e meglio applicando il lean thinking 17 settembre

Selezionare, gestire e motivare correttamente il proprio team di lavoro 19 settembre

Gli strumenti giuridici per il passaggio generazionale

La marcatura ce 2 ottobre

Costruisci il tuo canale di vendita online 3 ottobre

Moltiplica! Imparare la delega: l’abc del la delega per ottenere di più, accentrando di meno 4 ottobre

Gestione del foglio di calcolo (excel base) 8 ottobre

Come preparare un buon piano di marketing

Minimaster iva internazionale prima giornata: importazioni, esportazioni e operazioni comunitarie

23 settembre

8 ottobre

Public speaking attivo

Comunicazione multicanale low cost. Come impostare un marketing che dia buoni risultati

20 settembre

24 settembre

Effective presentations: slide texts, spoken language skills 24 settembre

Il bordo linea e la sua alimentazione 24 settembre

Welfare aziendale dalla teoria alla pratica 25 settembre

Per un efficace accesso al credito: conoscere il funzionamento di rating 26 settembre

La gestione degli adempimenti contabili e fiscali dell’impresa - la contabilità 27 settembre

Posso incrementare le mie vendite tramite la scienza? 27 settembre

Cloud computing system - come abbattere i costi del datacenter 1 ottobre

La gestione del personale in trasferta all’estero 2 ottobre

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9 ottobre

4-7-1, un metodo per gestire il cliente informato e imparare a parlare la sua lingua 10 ottobre

La gestione del licenziamento individuale: licenziamento disciplinare e per ragioni aziendali 11 ottobre

La costruzione dei modelli 231 ed il loro aggornamento periodico 11 ottobre

International marketing & sales: presentations, sales, negotiations, market research, pr 15 ottobre

Big data&analytics - valore dell’industria 4.0 16 ottobre

Fringe benefits, rimborsi spese di trasferta, welfare aziendale, premi di produttività 17 ottobre

La flessibilità nella gestione dei rapporti di lavoro 18 ottobre


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education

Tu sei: tutti vincitori Per l'alto livello e la complessità dei lavori in concorso, l'undicesima edizione del progetto targato Confindustria Trento e Pat ha premiato tutte le partnership in gara. Servizio fotografico a cura dell’Ite “A. Tambosi” di Trento

CON

l’evento finale di premiazione dei migliori progetti in concorso, si è conclusa l’undicesima edizione del “Tu Sei”: progetto che è frutto di un accordo sottoscritto tra la Provincia autonoma di Trento e Confindustria Trento per promuovere iniziative volte a costruire un più stretto e continuativo rapporto tra scuola e mondo delle imprese industriali. “Il progetto – ha sottolineato l’assessore all’istruzione e cultura Mirko Bisesti - rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione sinergica tra sistema educativo e mondo industriale, dove si valorizza la reciproca contaminazione e la circolazione di conoscenze e competenze acquisite in contesti di apprendimento diversi. Capitalizzare esperienze di questo tipo significa investire nel futuro e questa è la strada giusta per affrontare preparati le sfide di domani”. “Scuola e lavoro non sono due tappe distinte della vita – ha proseguito il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, intervenuto assieme a Stefania Segata, vicepresidente con delega per Capitale Umano, Giovani e Formazione – la formazione dovrà continuare a intersecare la vostra vita lavorativa, per garantire una preparazione sempre aggiornata. Il vostro obiettivo oggi è imparare ad

Bisesti e Manzana

imparare, perché lo dovrete, lo dovremo fare per tutta la vita. Il mercato richiede lavoratori preparati e costantemente aggiornati; con queste esperienze avete creato preziosi contatti con le imprese del nostro territorio e avete conosciuto più da vicino il mondo

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I progetti vincitori dell’edizione 2019: Istituti Comprensivi Categoria progetti biennali Istituto Comprensivo Isera-Rovereto con Tessilquattro Spa Istituti Comprensivi Categoria progetti annuali Istituto Comprensivo Levico Terme con Adige Spa Istituti secondari di secondo grado Categoria progetti biennali Istituto Tecnico Tecnologico Buonarroti Pozzo con Menz & Gasser Spa Istituti di istruzione secondaria di secondo grado – Categoria progetti annuali Liceo Scienze Umane “F. Filzi” Rovereto con Sandoz Spa Istituzioni formative - Categoria progetti annuali Cfp Enaip di Arco con Dana Italia Spa

Le menzioni speciali Istituti secondari di secondo grado – Categoria progetti annuali Liceo “A Maffei” Riva Del Garda con Arcese Trasporti Spa Istituzioni formative – Categoria progetti annuali Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche Trento con Bauer Spa

Il riconoscimento Banca Intesa Sanpaolo Istituto Agrario San Michele con Cantine Ferrrari F.lli Lunelli Spa

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del lavoro. Confindustria è orgogliosa di supportare questa iniziativa, poiché scuola e impresa hanno la necessità di continuare a contaminarsi reciprocamente a tutti i livelli”. Infine, chiudendo gli interventi della mattinata, Andrej Fischnaller, direttore Area imprese Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo, sponsor dell’iniziativa, ha affermato: “Intesa Sanpaolo è molto attenta al mondo dei giovani, costantemente impegnata nella ricerca di modalità e linguaggi adatti ad accompagnarli nelle loro esperienze e aspirazioni, per questo motivo ha deciso di sostenere ‘Tu sei’. Riteniamo infatti che sia un programma di formazione innovativo e ricco di opportunità per i nostri giovani, un efficace esempio di alleanza scuola lavoro che ha permesso a oltre 8.200 ragazzi di apprendere come opera quotidianamente un’azienda, facendo emergere le loro competenze trasversali, rafforzandone la cultura. Intesa Sanpaolo è a fianco delle iniziative che rappresentano un ponte tra la scuola e il mondo del lavoro”. Ospite d’onore dell’iniziativa Andrea Sales, psicologo, formatore e opinionista, con la performance “Tu sei le sei matite con le quali disegnare il tuo domani”. L’undicesima edizione ha visto l’avvio di 13 progetti, di cui 8 in concorso (6 annuali e 2 biennali al secondo anno e 5 biennali al primo anno non in concorso), la partecipazione al concorso di 12 scuole, di 12 imprese e di 750 studenti supportati da 37 insegnanti. Negli undici anni di attività di “Tu sei” sono stati coinvolti nella realizzazione dei progetti 9.047 studenti di 203 istituti scolastici e 224 aziende.


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Piccoli inventori alla ribalta A metà aprile all’Itt Buonarroti-Pozzo l’evento conclusivo della terza edizione del progetto “Eureka! Funziona!” promosso da Confindustria Trento in collaborazione con Federmeccanica.

NOVE

istituti scolastici, 350 alunni, 79 invenzioni: è culminata nell’evento di metà aprile l’edizione dei record di Eureka! Funziona!, gara tecnologica per piccoli inventori targata Federmeccanica e patrocinata dal Miur, portata in Trentino da Confindustria Trento. All’appuntamento odierno hanno preso parte 113 bambini suddivisi in 21 team, provenienti dagli Istituti Comprensivi di Arco, Cavalese, Borgo Valsugana, Lavis, Levico Ter-

me, Bassa Anaunia – Tuenno, Trento 7 – Meano, Fondo Revò, Cembra. Si tratta degli autori delle migliori fra le 79 costruzioni tecnologiche realizzate nel corso dell’anno dalle classi coinvolte, invitate a occuparsi in questa occasione del tema del magnetismo. Fra loro, le giurie hanno scelto i vincitori delle tre categorie, premiate dalla vicepresidente di Confindustria Trento Stefania Segata: IC Fondo Revò con il gioco “Trattoreureka” per le classi terze IC Bassa Anaunia – Tuenno con il gioco “SLAT La nave spazzina” per le classi quarte

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IC Lavis con il gioco “Funivia magnetica” per le classi quinte L’evento è stato ospitato all’Itt Buonarroti-Pozzo di Trento, rappresentato dalla dirigente Laura Zoller, che ha portato il saluto dell’istituto. “Il progetto – hanno spiegato Luca Arighi, presidente della Sezione metalmeccanica di Confindustria Trento e il Direttore Generale Roberto Busato - mira a sviluppare, sin dalla scuola primaria, le attività di orientamento alla cultura tecnica e scienTRENTINOINDUSTRIALE.COM | GIU-LUG 2019

tifica. I bambini e le bambine sono introdotti al mondo del saper fare: lo svolgimento delle attività di invenzione e progettazione consente infatti agli alunni di integrare la teoria con la pratica, ma anche di stimolare lo spirito imprenditoriale, le capacità manuali, l’attitudine al lavoro di gruppo e la creatività”. Anche per questa edizione Confindustria Trento ha previsto il supporto delle aziende della sezione metalmeccanica attraverso i “Tutor aziendali”: un modello di networking altrove non previsto, eletto nel 2018 a buona pratica nazionale.


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Un patto per l’occupabilità e la competitività L’accordo siglato da Fondimpresa Trento e Agenzia del Lavoro offre alle persone disoccupate la possibilità di partecipare agli stessi corsi organizzati in Trentino dal Fondo.

I LAVORATORI

disoccupati e le imprese del Trentino potranno contare su una nuova, importante opportunità: Fondimpresa Trento e Agenzia del Lavoro hanno sottoscritto un accordo teso a favorire l’occupabilità delle persone disoccupate e insieme la crescita e la competitività delle aziende del territorio. Siglando la convenzione, dal titolo “Sviluppo degli interventi di formazione”, i due soggetti si impegnano a condividere, per i prossimi due anni, le attività formative promosse da Fondimpresa. In particolare, Agenzia del lavoro potrà dare alle persone disoccupate la possibilità di partecipare agli stessi corsi organizzati in Trentino da Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. “Si tratta di attività formative destinate ai lavoratori che partecipano ai Piani Fondimpresa - spiega il presidente di Fondimpresa Trento Marcello Lunelli - ma che da oggi sono a disposizione di Agenzia del Lavoro per i lavoratori disoccupati con l’obiettivo di far loro acquisire competenze e abilità operative per l’esercizio di una professione o per l’inserimento lavorativo. I contenuti degli interventi sono, per la stessa natura del Fondo, altamente professionalizzanti e spendibili

nel mercato del lavoro provinciale”. L’intesa ha in effetti l’obiettivo ultimo di aumentare l’occupabilità dei lavoratori: “Una volta formate - continua Riccardo Salomone, presidente di Agenzia del Lavoro - le persone che hanno partecipato ai corsi saranno segnalate alle imprese trentine che aderiscono al Fondo, a partire da quelle che hanno partecipato alla stessa offerta formativa. È  anche  in questo modo che la pubblica amministrazione favorisce l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, migliorando l’offerta formativa e puntando a rafforzare competenze richieste dalle nostre imprese e realmente spendibili sul mercato”.  “Un ringraziamento al presidente Lunelli per la sigla di questo accordo tra l’articolazione territoriale di Trento e la Provincia autonoma di Trento, un primo esempio che va nella direzione di una politica collaborativa tra enti locali e fondi interprofessionali”: questo il commento del presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto. “Riteniamo necessario avviare una interlocuzione tra conferenza stato regioni e fondi per definire un quadro complessivo e unitario di regole all’interno delle quali avviare collaborazioni fattive regione per regione”. Fondimpresa Trento è stata costituita nel 2007 da Confindustria Trento, Cgil, Cisl e Uil del Trentino. L’Articolazione Territoriale trentina, che opera presso Confindustria Trento, è esempio eccellente del sistema e può evidenziare risultati importanti. A Fondimpresa in Trentino aderiscono attualmente 1.748 imprese con 38.383 lavoratori. Tra il 2016 e il 2018 sono stati presentati 919 piani formativi aziendali, per circa 20mila lavoratori e per un finanziamento richiesto al Fondo di 4.788.793 milioni di euro. Lunelli e Salomone

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I nuovi pilastri dell’Edilizia 4.0 Confindustria Trento ha ospitato la tappa trentina del roadshow nazionale: “Building revolution. Connettività a banda ultra-larga e nuove applicazioni per la casa digitale”.

SI È FERMATO

anche a Palazzo Stella il roadshow nazionale Smart Building dal titolo “Building revolution. Connettività a banda ultralarga e nuove applicazioni per la casa digitale”, organizzato da Anitec-Assinform con Smart Building Italia e Confindustria Trento, con il supporto di Ance e l’Associazione Trentina dell’Edilizia. “Un momento - ha spiegato all’apertura dei lavori Marco Giglioli, presidente del comitato Piccola Industria di Confindustria Trento - di un percorso consolidato in Trentino dall’avvio del Polo Edilizia 4.0, un centro di eccellenza nella ricerca e per l’innovazione del costruire che la nostra Associazione sostiene con convinzio-

ne”. Per l’Associazione Trentina dell’Edilizia ha portato i saluti il vicepresidente Andrea Basso. La connettività è lo snodo dell’innovazione e lo scenario competitivo del XXI secolo. In ambito home è sempre più percepita come una commodity irrinunciabile, al pari dell’acqua o della luce elettrica. La connettività è lo strumento essenziale per accedere ai nuovi servizi, come la TV via internet o come le applicazioni di videosorveglianza e di building automation, prime fra tutte quelle per l’efficienza ed il risparmio energetico. Le norme, come le nuove esigenze abitative e dei luoghi di lavoro, impongono la progettazione di edifici adeguati: le aziende lavorano a soluzioni in grado di realizzare immobili al passo con i tempi. Il workshop ha avuto dunque come focus l’edilizia 4.0 alla luce del processo di innovazione impiantistica. Con il contributo di un ricco panel di esperti del settore si è parlato di nuovi strumenti per la progettazione condivisa e per la gestione d’edificio nel nome della sostenibilità ambientale, di connettività e di infrastrutture digitali, di fibra ottica e di home and building automation, di sicurezza come fattore irrinunciabile della smart home.

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Smact: “pronto per partire” Presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il direttore generale Stefano Firpo ha firmato il decreto di concessione del finanziamento di sette milioni di euro allo Smact Competence Center del Triveneto.

"PER AFFRONTARE

la sfida dei grandi colossi industriali, le eccellenze del Nordest devono fare massa critica. Smact è per questo un’iniziativa importante e necessaria”: così Alfredo Maglione, presidente di Optoelettronica Italia e competente del Consiglio di Presidenza di Confindustria Trento, intervenuto al lancio ufficiale dello Smact. Ufficializzato, in quella occasione, anche il general manager Andrea Tellarini individuato dopo una fase di consultazione tra i soci fondatori e le imprese (40 enti tra pubblici e privati) che hanno appoggiato la costituzione del Centro. Il suo compito sarà quello di gestire la direzione strategica e operativa di Smact presso la sede amministrativa e dirigenziale del

Alfredo Maglione

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Centro stesso, collocata al Campus Economico San Giobbe dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Tellarini ha dichiarato: “Il centro di competenza potrà agire come catalizzatore chiave del cambiamento e della trasformazione aziendale/industriale nella consapevolezza che il cambiamento è l’unica cosa certa, e per tale motivo deve essere abbracciato con entusiasmo e visione prospettica”. Il Trentino è direttamente coinvolto in questo progetto con la presenza tra i fondatori dell’Università di Trento, della Fondazione Bruno Kessler e di alcune aziende del territorio tra cui Adige BLM Group, EnginSoft e Optoelettronica Italia. Inoltre, all’interno della ProM Facility, il centro di prototipazione rapida del Polo Meccatronica di Rovereto, verrà ospitato uno dei tre “live demo” di Smact con il focus su robotica e automazione industriale. Il suo compito sarà quello di avvicinare le aziende, formare il personale e tradurre i progetti in processi e prodotti. Si va a completare quindi il disegno tracciato dall’ex ministro Carlo Calenda tramite il lancio nel 2016 del Piano Nazionale Industria 4.0 (diventato oggi Impresa 4.0). Gli incentivi alle imprese per la digitalizzazione, la costituzione dei Digital Innovation hub come antenne territoriali per la divulgazione e sensibilizzazione del digitale, e per ultimo i Competence Center per la realizzazione congiunta di progetti 4.0 tra centri di ricerca, università e imprese. Smact è l’acronimo delle cinque tecnologie di cui si occuperà: Social, Mobile, Analytics, Cloud e Internet of Things. Le imprese avranno quindi un nuovo alleato su cui poter fare affidamento, considerando che l’industria si trova nel periodo a più alto tasso di innovazione di tutta la storia dell’umanità. Jeremy Rifkin afferma che “le grandi rivoluzioni economiche nella storia avvengono quando nuove tecnologie di comunicazione convergono con nuovi sistemi energetici”, il periodo quindi necessita un cambio radicale di business model con l’inserimento efficiente del digitale in ogni settore del sistema manifatturiero italiano.


47 innovazione

Un progetto strategico pioniere in Italia La School of Innovation è una struttura interdipartimentale sull’innovazione indirizzata agli studenti che vorrebbero mettere in atto la loro creatività e proporre prodotti e servizi innovativi. di SANDRO TRENTO, professore ordinario presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento e responsabile della School of Innovation e MILICA PEJOVIC, coordinatrice amministrativa della School of Innovation

L'INNOVAZIONE

può essere definita come la valorizzazione delle nuove idee che portino alla creazione di un nuovo prodotto, processo o servizio. Tuttavia, oltre alla generazione di una nuova idea, è fondamentale “portarla sul mercato”, metterla in pratica e valorizzarla in un modo che porti a nuovi prodotti, servizi o sistemi o migliori la qualità di quelli già esistenti. Inoltre, l’innovazione spesso comporta la trasformazione tecnologica e la ristrutturazione della gestione. L’innovazione significa anche sfruttare le nuove tecnologie e impiegare il pensiero fuori dal comune per generare nuovo valore e apportare cambiamenti significativi nella società. Un sondaggio ha rilevato che quasi il 90% delle imprese ritiene che l’innovazione sia una priorità per loro. Nello scenario economico attuale, l’innovazione è diventata un fattore importante nell’influenzare la pianificazione strategica e nella creazione di ricchezza. Nonostante l’efficienza sia essenziale per il successo aziendale, nel lungo periodo non può sostenere la crescita del business. Per questi motivi, l’Università di Trento ha deciso di lanciare la School of Innovation (SoI), una struttura interdipartimentale sull’innovazione all’interno del

piano strategico d’Ateneo indirizzata principalmente agli studenti che vorrebbero mettere in atto la loro creatività e proporre prodotti e servizi innovativi da lanciare sul mercato o che avrebbero un impatto positivo sulla società. Il programma della SoI fornisce gli strumenti applicativi utili a progettare innovazione e sviluppare le capacità imprenditoriali dei partecipanti e li aiuta a comprendere come i processi innovativi siano trasversali ai diversi aspetti di un’impresa e implichino nuovi modi di lavorare insieme. Inoltre, mostra come tradurre idee di business in progetti realizzabili, ricorrendo anche a modalità di finanziamento innovative. La SoI è la prima struttura di questo genere in Italia e offre un percorso che integra competenze di management dell’innovazione con le tradizionali competenze tecniche fornite dai corsi di laurea. Grazie a questo approccio diversificato, i partecipanti al programma della SoI avranno una maggiore attrattività sul mercato del lavoro e l’occasione di essere assunti da imprese, società di consulenza oppure startup. L’offerta didattica della SoI si basa sulla multidisciplinarità, sull’utilizzo di nuove metodologie di insegnamento e sull’uso di strutture come il CLab Trento, uno

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spazio interattivo in grado di favorire scambi di idee e volto a mettere gli studenti in contatto con le aziende del territorio. I metodi di insegnamento sono vari e includono lezioni frontali, interattive e seminariali. Per sviluppare le competenze di comunicazione, presentazione e coordinamento gli studenti saranno impegnati in lavori di gruppo, analisi di casi studio ed esercitazioni di sviluppo di prodotti. Al momento la SoI offre un percorso formativo extra-curriculare a circa 50 studenti della laurea magistrale, master e dottorato dei Dipartimenti di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, di Ingegneria Industriale, di Sociologia e Ricerca Sociale, di Economia e Management e del Centro di Biologia Integrata. Questo percorso integra le lezioni con laboratori interattivi, seminari, mentoring, summer e winter school e altre attività con lo scopo di stimolare la creatività, l’imprenditorialità e lo spirito di iniziativa nei partecipanti. Inoltre, la SoI offre corsi e seminari specifici erogati da docenti interni ed esterni, ma anche da professionisti ed esperti che operano in vari settori. A breve sarà stabilito un Advisory Board composto dai rappresentanti delle aziende, startup e agenzie locali per l’innovazione e si incontrerà una volta all’anno per formulare pareri e dare suggerimenti nei mo-

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menti delle scelte strategiche: l’aggiornamento annuale dell’offerta didattica e l’individuazione di nuovi ambiti di ricerca. Inoltre, la Provincia di Trento ha deciso di finanziare alcune aree ritenute strategiche tra quali l’innovazione, prevedendo le risorse per quattro professori associati affiliati alla School. La finalità di medio termine della School of Innovation è di ristrutturare i corsi formativi esistenti nei vari dipartimenti e di introdurne di nuovi e interdisciplinari, incentrati sull’innovazione. La SoI rilascia agli studenti che abbiano conseguito un numero minimo di crediti formativi universitari (Cfu) in almeno due aree disciplinari un attestato di frequenza che avrà un valore sul mercato di lavoro. Durante il suo secondo anno, la SoI intende offrire corsi di formazioni a lavoratori o a coloro che si sono già laureati e vogliono ampliare le proprie competenze imprenditoriali e acquisire conoscenze multidisciplinari. Nel terzo anno di attività, l’obiettivo è ideare nuove lauree magistrali interdisciplinari e promuovere la cooperazione tra i cinque dipartimenti nell’ambito dei dottorati di ricerca.


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“Europa: Errata Corrige” “Europa: correggi le cose sbagliate”: apriamo una riflessione pubblica perché pensiamo sia istruttivo e non pedante, necessario e non machiavellico, urgente e non corollario. di FRANCESCO ANESI

"NELLE RELAZIONI

internazionali, non esistono amici permanenti o nemici permanenti, solo interessi permanenti”. Questo il pragmatismo di britannico Lord Palmerson e il pragmatismo dell’americano Henri Kissinger. Ma Europa e Italia cosa sono? Amici, nemici o interessi? Su questo ci siamo interrogati in “Europa: Errata Corrige”, un convegno aperto al pubblico, organizzato al Muse di Trento a fine marzo. Alla conversazione – sostenuta da GiPro, Edison e una molteplicità di stakeholders – hanno partecipato tra gli altri un grande non-europeo, un norvegese, membro del Comitato dei 5 che ogni anno attribuisce il Premio Nobel per la Pace, Asle Toje; un europeo illuminista francese, già consigliere economico di Emmanuel Macron al Ministero dell’Economia e delle Finanze Francese e di Herman Van Rompuy alla Presidenza del Consiglio Europeo, Shahin Vallee (ora alla London School of Economics); un’italiana culturalmente europea come Francesca Colombo (Direttrice Culturale della Biblioteca degli Alberi a Milano), Valeria Palmisano (Head of EU Institutional Relations di Edison). Colombo ha problematizzato il concetto stesso di Europa, che sta affrontando una molteplicità di crisi a più livelli; Cesare Furlanello

della trentino-internazionale Fondazione Bruno Kessler ha avanzato ipotesi di lavoro sul ruolo dei Big Data come ecosistema per l’Intelligenza Artificiale. Vallee della London School of Economics ha rivelato come sia fondamentale per l’Unione Europea andare oltre le sfide economiche e – da economista – ha evidenziato la manifesta crisi democratica in Europa, riprendendo il paradosso della globalizzazione con il Trilemma di Dani Rodrik: non si possono avere contemporaneamente globalizzazione, lo Stato Nazione e Democrazia – si possono avere solo due delle tre componenti contemporaneamente. Palmisano ha affrontato la questione della sfida energetica, della grande transizione e del cambiamento climatico, partendo dal parallelo tra la corporate history di Edison e la storia dell’Europa e arrivando a parlare di leadership, di project-based vision, di interpretazione della complessità e di digestione corporate dell’innovazione. Alessandro Panerai del Milan Hub dei Global Shapers ha portato l’esempio dell’hub milanese, delle iniziative imprenditoriali e sociali che stanno impostando e della Rivoluzione Industriale 4.0. Toje ha concluso senza mediazioni e vie di mezzo, evidenziando come l’Europa sia in uno stato problematico, non esista una tradizione di pensiero globale e vada ripensato il concetto di Europa. Concetto che, secondo Silvia Merler (Head of Research, Algebris Policy & Research Forum), potrebbe avere una crisi esistenziale, diviso tra elezioni/votazioni e sostegno per politiche pubbliche inter-nazionali. Non abbiamo risposto alla domanda se l’Europa sia il Deus ex machina o la machina sine Deo, ma rimaniamo certi che – come sosteneva il consigliere strategico di Obama, Rahm Emmanuel - “You never want a serious crisis to go to waste”. Sprecheremo anche questa crisi?

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NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS? C’È UN MONDO CHE TI ASPETTA Trentino Export da oltre 40 anni è punto di riferimento per l’export trentino: una rete di 30 referenti nel Mondo, 21 lingue parlate e 55 paesi coperti rappresentano un’efficiente opportunità commerciale per aprire nuovi scenari di business per la vostra attività

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Fare business in Arabia Saudita Le opportunità per le imprese trentine, dai grandi investimenti nelle infrastrutture e nell’edilizia, ai settori dei beni di fascia alta come i gioielli, la moda e i prodotti alimentari. di GIORGIO ZAGONEL

L'ARABIA SAUDITA

è, dopo gli Emirati Arabi, il secondo mercato di destinazione delle esportazioni italiane nell’area del Golfo. Il valore dell’export italiano nel 2018 è stato di circa 3 miliardi e 100 milioni di euro e quello della Provincia Autonoma di Trento di poco più di 10 milioni di euro (fonte Istat). L’Arabia Saudita, poi, è il principale paese del Golfo e unico membro G20, di cui deterrà la Presidenza nel 2020. Il mercato saudita è il più vasto del Golfo, contando una popolazione di 33,4 milioni di abitanti, di cui 2/3 sauditi, che cresce a un tasso annuo del 2,5-3% (con il 70% della popolazione di età inferiore ai 35 anni). Tra i principali prodotti esportati dall’Italia troviamo macchinari e tecnologie, prodotti in metallo e materie plastiche, materiali per l’edilizia, mobili e beni di lusso (gioielli in particolare). Esistono inoltre anche buone opportunità d’affari per le aziende italiane nei settori della logistica, dei trasporti e telecomunicazioni, del turismo, della sanità, delle energie rinnovabili e dell’ambiente, in particolare per la gestione delle risorse idriche. A tal proposito martedì 28 maggio 6 aziende hanno partecipato a incontri personalizzati con il referente di Trentino Export per l’Arabia Saudita. Trentino Export infatti con l’inizio del 2019 si è dotato di un nuovo referente con base a Riyadh per assistere commercialmente le imprese trentine su questo mercato. Dopo la crescita degli anni passati, la sfida che attende ora il Regno saudita è far evolvere l’economia per renderla meno dipendente dal petrolio. Con il piano Saudi Vision 2030 sono state annunciate alcune radicali riforme che dovrebbero accelerare questo processo, aprendo anche nuove opportunità per le imprese straniere. Saudi Vision 2030 è basato su una radicale liberalizzazione e

diversificazione dell’economia e si propone di aumentare il grado di apertura internazionale e l’attrattività del mondo degli affari saudita. Il piano è ambizioso, anche in considerazione dell’orizzonte temporale di attuazione, che è di 14 anni da oggi. Si tratta di un quadro di riforme che dovrà condurre l’Arabia Saudita da un’economia basata sul greggio e sul settore pubblico, a un’economia attiva e dinamica, competitiva a livello internazionale. Per sviluppare gli investimenti nel settore non petrolifero nascerà un fondo sovrano e una serie di privatizzazioni coinvolgeranno alcune società pubbliche, prima fra tutte la compagnia petrolifera di stato, la Aramco (sarà trasformata in una holding e una quota del 5% sarà messa sul mercato). Il settore privato giocherà un ruolo fondamentale. Al fine di attirare gli investimenti stranieri, verranno probabilmente concessi incentivi fiscali e verrà attuata una netta semplificazione legislativa e burocratica. La sfida per le imprese trentine sarà quindi quella di cogliere le opportunità legate ai grandi investimenti previsti nei comparti industriali e nel settore delle infrastrutture e dell’edilizia, mettendo a disposizione know how, tecnologie, macchinari e apparecchiature. Allo stesso modo il made in Italy può trovare ampi spazi sul mercato saudita intercettando la domanda dei consumatori a più alto potere d’acquisto nei settori dei beni di fascia alta, dai gioielli alla moda, dai mobili e articoli per l’illuminazione ai prodotti alimentari. Trentino Export tramite il suo desk di Riyadh si pone quindi come punto di riferimento per le aziende trentine che vogliono approcciare questo mercato o che intendono ampliarvi il loro business.

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internazionalizzazione

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52 internazionalizzazione

I nuovi corsi di lingua Inglese, tedesco, francese, portoghese, spagnolo e russo: mattutini e serali, estivi e annuali, in calendario i corsi di lingua organizzati da Assoservizi di Confindustria Trento a Palazzo Stella.

CON IL MESE

di ottobre si apre a Palazzo Stella la sesta edizione dei corsi annuali di lingua: si tratta di sei percorsi in inglese e sei in tedesco, un corso in francese, uno in spagnolo, uno in portoghese e uno in russo. I corsi saranno distinti per livelli omogenei, sulla base dei risultati di test di conoscenza della lingua che ciascun partecipante dovrà sostenere prima dell’inizio di ciascun percorso. I livelli andranno dal base al proficiency (A1/A2, B1, B2/C1) e saranno tenuti da docenti certificati, con possibilità di sostenere un esame finale di certificazione internazionale. I corsi di livello più alto (dal B1 in su) avranno approccio business, particolarmente adatto per l’applicazione in ambito lavorativo di quanto imparato. Saranno proposti corsi mattutini di lingua inglese e tedesca, dalle ore 7.20 alle ore 8.50, e corsi serali di lingua inglese, tedesca, francese, spagnola, portoghese e russa dalle ore 18.30 alle ore 20.30. I corsi saranno divisi in 2 tranche: una prima tranche da ottobre a dicembre 2019, per un totale di 15 ore per i corsi mattutini e di 20 ore per i corsi serali; e una seconda tranche da gennaio a maggio 2020, per un totale di 30 ore per i corsi mattutini e di 40 ore per i corsi serali. I partecipanti potranno quindi decidere di fermarsi a dicembre 2019 o continuare fino a giugno 2020 o, perfino, iniziare i corsi a gennaio 2020. Si prevedono costi agevolati per le imprese associate a Confindustria Trento (10 euro/h + iva). In ogni caso, la partecipazione ai corsi può essere interamente finanziata per il tramite di Fondimpresa o Fondirigenti (se iscritti), attraverso il fondo aziendale incrementato da contributi

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aggiuntivi fino a 10.000 euro erogati da Fondimpresa, con cui l’impresa potrà finanziare l’interezza della formazione.

I corsi di livello più alto avranno approccio business, particolarmente adatto per l’applicazione in ambito lavorativo di quanto imparato Assoservizi Srl potrà fornire il servizio “chiavi in mano”, comprensivo della presentazione e gestione della domanda di finanziamento. L’attivazione dei singoli corsi è condizionata al raggiungimento di un numero minimo di partecipanti. Le imprese interessate potranno aderire online sul sito di Assoservizi Srl (www.assoservizi.tn.it entro il 27 settembre. A luglio iniziano invece a Palazzo Stella tre corsi di lingua inglese. Si tratta di corsi serali di venti ore complessive, articolati in dieci incontri di due ore a settimana, dalle 18.30 alle 20.30.

Per informazioni Area Internazionalizzazione T 0461 360000 estero@assoservizi.tn.it


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Manifattura mondiale in rallentamento Per saper affrontare i cambiamenti in atto occorre prolungare e intensificare una strategia attiva di politica industriale sia a livello europeo che nazionale, in modo da rivitalizzare l’economia e creare nuove possibilità di crescita. di DANIELE BERTI

L'INDUSTRIA

manufatturiera mondiale sta uscendo da una lunga fase di sviluppo, avvenuta grazie alla globalizzazione, e sta entrando in una fase di marcato rallentamento. Lo spiega il Centro Studi Confindustria nel suo ultimo rapporto sull'industria italiana. Questa nuova fase, che chiude un ciclo importante in cui si è affermata una progressiva liberalizzazione dei mercati, pone le economie industriali di fronte a percorsi inesplorati. Le principali cause dell’uscita da questa fase di sviluppo continuo si possono trovare in fattori di ordine congiunturale, che confluiscono nel creare un clima di crescente incertezza: l’orientamento più inward-looking delle politiche commerciali americane, quadro confuso e incerto sugli esiti della Brexit, tensioni Usa-Cina e i possibili esiti delle elezioni Europee, con il ritorno preponderante di correnti nazionaliste. Inoltre, sull’instabilità della situazione pesa il dissiparsi delle condizioni strutturali che avevano favorito l’esplosione della domanda mondiale negli anni della globalizzazione. Ultimo ma non meno importante, il cambio completo della gerarchia nei settori economici

mondiali. I dati IHS usciti pochi giorni fa, attestano che i settori coinvolti nella trasformazione digitale (meccanica strumentale ed elettronica) stanno trainando lo sviluppo industriale mondiale in termini di crescita di valore aggiunto manifatturiero nel biennio 2016-2018. Questo cambio completo di prospettiva ha disorientato molti sistemi economici mondiali, che non sono riusciti ad appropriarsene con la stessa efficacia. Il dato più eclatante è quello inerente al rallentamento del commercio mondiale, che causa quindi la frenata forzata dell’ottica di sviluppo favorita dalla globalizzazione. La fase in cui ci troviamo vede il commercio ad un ritorno a tendenze regionaliste (già viste alternarsi con tendenze multilateraliste dal dopoguerra ad oggi). Già a partire dalla crisi, le politiche commerciali si sono fatte dichiaratamente più selettive, percorrendo la via della discriminazione fra i diversi partner. Rispetto al passato però, questa fase di regionalismo commerciale pesa in maniera più evidente, poiché una quota rilevante degli scambi è oggi dovuta a ragioni Valore aggiunto (2018)

Esportazioni (2017)

1

Cina

(28,5)

Cina

2

Stati Uniti

(17,2)

Germania

(9,4)

3

Giappone

(8,1)

Stati Uniti

(8,1)

4

Germania

(6,1)

Giappone

(4,4)

5

Corea del Sud

(3,1)

Corea del Sud

(3,9)

6

India

(3,0)

Hong Kong

(3,7)

7

Italia

(2,3)

Francia

(3,4)

8

Francia

(2,1)

Paesi Bassi

(3,2)

9

Regno Unito

(1,9)

Italia

10

Indonesia

(1,6)

Regno Unito

(15,1)

(3,2) (2,8)

Fonte: elaborazioni CSC su dati UNCTAD, IHS e UN-Corntrade

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economia

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di tipo produttivo, e non semplicemente commerciale. Questo sottintende l’esistenza di catene del valore frammentate in senso verticale e ormai distribuite su scale internazionale. La naturale conseguenza è quella di un ridimensionamento e di un riportare in patria produzioni precedentemente dislocate altrove. Negli ultimi anni l’Italia è riuscita a mantenere il settimo posto tra le potenze manifatturiere (2,3% del valore aggiunto mondiale) anche grazie alla fetta di fatturato proveniente dall’export. Si può quindi subito intuire come la frenata del commercio mondiale si amplifichi nel contesto nazionale. Sarà necessario quindi costruire le condizioni per un aumento della domanda interna anche grazie ad un contributo più incisivo della politica economica italiana. Il nostro Paese rimane comunque una delle nazioni più virtuose per quanto riguarda la capacità di effettuare un upgrading qualitativo dei propri prodotti. Questo sistema è risultato molto utile per rispondere alla crescente concorrenza di prezzo proveniente dal mondo emergente, spostando la produzione su fasce di mercato a maggiore contenuto di valore aggiunto. Si tratta di una strategia esplicita, che ha rappresentato una vera e proprio “via alta” al riposizionamento del sistema manifatturiero italiano sui mercati internazionali. Ora però la difficoltà da parte dell’Italia di rilanciare la domanda interna vincola in maniera preponderante la possibilità di espansione della produzione. Vengono così al pettine i limiti di una visione dello sviluppo tutta e solo rivolta alla ricerca continua di una maggiore competitività: che da sola non può bastare a sostenere i livelli produttivi in assenza di domanda. Le considerazioni economico commerciali si riflettono sull’occupazione della manifattura sia europea che italiana: siamo di fronte ad un ridimensionamento subito negli anni della crisi, che si è prolungato in modo strutturale fino ad oggi. Tra il 2007 e il 2013 le ore lavorate nella manifattura erano diminuite del 21,1%, tra il 2013

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e il 2018 il recupero è stato solo del 3,3%. Inoltre, negli ultimi dieci si assiste ad un fenomeno di polarizzazione del lavoro, con un aumento del peso relativo sia alle professioni caratterizzate da alto livello di competenze sia di quelle elementari, con una contestuale riduzione della quota delle professioni intermedie. Nella prospettiva dei cambiamenti tecnologici che verranno, e che amplificheranno la questione della qualità del fattore lavoro, è a questa altezza che il problema dell’occupazione diverrà probabilmente più acuto. In ultima analisi la manifattura è sottoposta a grandi cambiamenti dovuti alla digitalizzazione e all’economia del dato: il processo se affrontato in tempo e nel modo corretto può offrire potenziali benefici alle imprese. La trasformazione digitale richiede però un supporto multilivello della politica industriale, che favorisca gli investimenti in tecnologia e un più stretto legame con il mondo della ricerca. L’Europa sul tema della digitalizzazione rischia di perdere la sfida globale contro Asia e Nord-America, per quanto riguarda la leadership nell’offerta di tecnologie abilitanti e nel caso delle capacità brevettuali legate all’Ict. L’Italia, se pur in ritardo agli altri principali paesi europei, si è mossa nel 2016 con una strategia nazionale a medio-lungo periodo (Piano nazionale Industria 4.0) per favorire gli investimenti in tecnologie 4.0. I dati del Dipartimento delle finanze su dati delle dichiarazioni fiscali attesta che il Piano, tramite l’iper-ammortamento, ha favorito investimenti in macchinari per un valore di dieci miliardi di euro. Per saper affrontare i cambiamenti in atto nell’industria manifatturiera occorre prolungare e intensificare una strategia attiva di politica industriale sia a livello europeo che nazionale, in modo da rivitalizzare l’economia e creare nuove possibilità di crescita.


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In Trentino nove stelle al merito In occasione della tradizionale cerimonia del 1° maggio, a Bolzano, l’omaggio ai lavoratori che si sono distinti per particolari requisiti morali, professionali, culturali, di perizia e laboriosità.

Sergio Balbinot Entrato giovanissimo in Luxottica, è stato da subito inserito nel reparto manutenzione e ha cominciato ad occuparsi non solo della manutenzione dei macchinari ma anche della progettazione e realizzazione di prototipi di attrezzature. Si è occupato con grande passione di seguire i giovani colleghi durante il percorso di alta formazione. Alberto Bridi Attualmente occupato presso la Edyna Srl è il coordinatore del progetto “smartnet” di piccole e medie centrali di produzione elettrica (idroelettrica). È inoltre, esperto di collegamenti e scambi internazionali in alta tensione e segue per conto della società il progetto di collegare le reti italiane e austriache attraverso il Brennero. Laura Corradini Dipendente della Diatec Holding Spa di Cles, ha percorso una brillante carriera passando da impiegata a quadro e responsabile del settore amministrativo e fiscale. Si è sempre distinta per la disponibilità, la flessibilità e l’apertura a nuove tematiche.

Ivan Erlicher Entra in Dalmec come apprendista nel 1976 e assiste alla crescita all’azienda, che all’atto della sua assunzione conta una trentina di persone. Attualmente è responsabile del reparto macchine utensili e assiemaggio attrezzi di presa. Si è speso inoltre anche nella formazione pratica di molti collaboratori dell’azienda. Raffaella Marini Ha percorso una brillante carriera quasi esclusivamente all’interno della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella. Attualmente ricopre il ruolo di vice direttore generale e responsabile dell’Area NPL.

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Clara Mazzucchi Ha percorso la propria carriera quasi interamente nel settore del credito. Attualmente opera presso l’Area commerciale-marketing della Cassa Rurale Alto Garda. Si è distinta particolarmente nella formazione del personale neo assunto.

Tiziano Odorizzi Entra nella Tassullo Spa nel 1983 come impiegato e dal 2002 riveste la qualifica di dirigente. La sua dedizione, in particolare durante la curatela del concordato fallimentare in continuità, in cui ha rivestito il ruolo di responsabile amministrativo, ha dato un fondamentale apporto alla ripresa dell’attività della Tassullo e alla creazione di un clima di fiducia, che ha contribuito a portare il nuovo gruppo, Miniera San Romedio Srl, a rilevare l’attività. Sergio Pecoraro Assunto giovanissimo quale apprendista muratore presso un’impresa locale, dal mese di ottobre 1981 a tutt’oggi lavora esclusivamente presso l’impresa Libardoni Costruzioni Srl e attualmente ha la mansione di primo referente di tutti i capo cantieri e operai. Degno di menzione è stato l’apporto di Pecoraro in materia di sicurezza e nell’addestramento dei giovani, alcuni dei quali hanno in seguito assunto le funzioni di capo squadra. Claudio Rossi Ha concorso, in prima persona, allo sviluppo all’estero del gruppo Arcese grazie alla sua capacità di interpretare i cambiamenti imposti dal mercato. Ha contribuito alla formazione e alla crescita professionale dei collaboratori che gli sono stati affiancati in Arcese Trasporti Spa.

Il Consolato in Assemblea “Vorrei lanciare un invito alle istituzioni della nostra Provincia: noi ci siamo, non solo per vivere nel Consolato, ma per porci a disposizione di quanti vorranno credere in noi e soprattutto per il mondo della scuola”: così Gianfranco Ghisi, il Console uscente dei Maestri del lavoro della Provincia di Trento, nel discorso pronunciato in occasione dell’ultima Assemblea generale del Consolato, organizzata presso le Cantine Ferrari di Trento. Dopo l’approvazione del rendiconto 2018 è intervenuto dunque il nuovo Console provinciale, Renzo Sevignani, che ha ribadito: “Auspichiamo un incontro con l’assessore all a pubblica istruzione per esporre la situazione del Consolato dei Maestri del Lavoro di Trento, chiedendo di avere, in ambito locale, una maggiore visibilità, così come avviene nel restante territorio italiano”. Sevignani ha ricordato che il contributo dei Maestri è un patrimonio importante per qualsiasi impresa di qualunque dimensione, “capitale da cui dipende la qualità, la vitalità ed il successo della nostra provincia di Trento”. “Vogliamo – ha detto anche Sevignani – enfatizzare l’importanza del rapporto tra i Maestri e la Scuola, volto a definire una cultura del lavoro basata sul merito, sulla preparazione e sull’aggiornamento continuo, sia per favorire il proseguimento degli studi, sia per il successivo concreto inserimento degli studenti nel mondo del lavoro”.

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DA DA SEMPRE SEMPRE VICINI VICINI ALLE ALLE PERSONE, PERSONE, ALLE ALLE IMPRESE, IMPRESE, AL AL TERRITORIO. TERRITORIO.

OGGI

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Il bimestrale di Confindustria Trento

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