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TOSCANA www.confesercentitoscana.it Informazioni di commercio, turismo e servizi

www.tweetimprese.com n. 6 - Anno XVI - € 0,26

MAGGIO 2016

Poste Italiane SpA - Sped. Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Firenze 2 - € 0,26

PISTOIA

capitale italiana della cultura

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REGIONALE

COMFIDI

IL REPORTAGE

L’INTERVISTA

È aperto il cantiere sulla riduzione del peso fiscale. Si può e si deve fare di più

“Una vasta rete capillare di consulenti per il credito alle imprese”

Una Livorno sconosciuta, tra storia, cultura e tradizione gastronomica

Stefano Ciuoffo, Assessore regionale Attività produttive, Credito, Turismo, Commercio

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La nuova stagione di CoMe

IONI Z A L O V E G A E L L GUIDA A per le PICCOLE e MEDIE IMPRESE

di Martina Venni

NUOVE IMPRESE A TASSO ZERO PER GIOVANI E DONNE

Finalità: Sostenere le imprese composte in prevalenza da giovani (18-35 anni non compiuti) e donne e le persone fisiche che hanno intenzione di costituire una nuova impresa. Forma di agevolazione: finanziamento a tasso zero. Continua a leggere su www.tweetimprese.com

FINANZIAMENTO A TASSO ZERO E VOUCHER PER LE IMPRESE

Forma di agevolazione: finanziamento a tasso zero, voucher. Beneficiari: persone fisiche con l’obbligo di costituire micro o piccole imprese innovative entro sei mesi dalla data di adozione del provvedimento di concessione; micro e piccole imprese innovative la cui costituzione è avvenuta nel corso dei due anni precedenti alla data di presentazione della domanda di accesso all’agevolazione Continua a leggere su www.tweetimprese.com

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER MICRO E PMI CON SEDE IN ITALIA

Forma di agevolazione: contributo a

fondo perduto. Beneficiari: Micro e PMI con sede legale e operativa in Italia. Il programma prevede due linee di intervento. Continua a leggere su www.tweetimprese.com

INVESTIMENTI PER PMI DEL TURISMO E DEL COMMERCIO

Beneficiari: Micro, Piccole e Medie imprese, anche di nuova costituzione, aventi sede legale o unità locale destinatarie dell’intervento, nel territorio regionale ed esercitanti come attività economica prevalente turismo o commercio. Caratteristiche e importo della garanzia: la garanzia è diretta, esplicita, incondizionata, irrevocabile, escutibile a prima richiesta, gratuita. Continua a leggere su www.tweetimprese.com

START UP. CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Forma dell’agevolazione: contributi a fondo perduto, in regime “de minimis”. Finalità: sostenere le imprese già insediate, o che abbiano ottenuto l’approvazione della domanda di insediamento. Continua a leggere su www.tweetimprese.com

Quotidiano on line di Confesercenti Toscana In tempo reale tutte le notizie del giorno riguardanti l’Economia, il Commercio e il Turismo, ma anche le notizie provenienti dai vari territori della Toscana, con particolare riguardo alle iniziative dei Centri Commerciali Naturali. “Tweet Imprese” si può leggere con un semplice smartphone, su un computer o su un tablet su www.tweetimprese.com. Lo troverete su Facebbok e su twitter. Il nuovo strumento di comunicazione si aggiunge al canale You Tube e al portale ufficiale regionale (www.confesercenti.toscana.it), dal quale si accede a tutti i siti della Confesercenti e a quelli istituzionali per tutti gli approfondimenti.

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Con questo numero CoMe cambia la propria veste grafica ma soprattutto modifica profondamente la sua “mission”. L’obiettivo è coerente con le scelte di Confesercenti Toscana di razionalizzare i costi e nel contempo di rafforzare la comunicazione, puntando molto sulle nuove tecnologie. In questo contesto è positivamente decollato “tweetimprese”, il quotidiano on line lanciato da Confesercenti Toscana, che punta a dare, giorno dopo giorno e in tempo reale, il massimo delle informazioni possibili provenienti da tutti i territori. Confesercenti è inoltre presente puntualmente su molti social, a partire da Facebbok, Twitter e Youtube. Ha una suo portale accessibile da computer e tablet e, in formato mobile, da qualunque smartphone (www.confesercenti.toscana.it). Raggiungere in tempo reale il più ampio numero di imprese e di associati, razionalizzare l’informazione, puntare sull’attualità e rendere più efficaci le nostre iniziative sul territorio, utilizzando le opportunità offerte dalla nuove tecnologie, non contrasta però con la necessità di avere momenti di approfondimento. Questo vuole essere CoMe nella sua nuova stagione. Guardare oltre l’orizzonte della quotidianità, elevare il contributo di idee, realizzare approfondimenti e reportage. Insomma creare uno spazio necessario a consolidare una produzione importante di proposte che non si consumano nel giro di qualche ora e rendono propositiva e più autorevole un’associazione come Confesercenti, la più forte e rappresentativa organizzazione in Toscana del mondo del Commercio del Turismo e dei Servizi. G.B.

Mensile di informazione al servizio del commercio e del turismo Reg. Trib. FI: nr. 5091 del 30/7/2001 Anno XVI - n. 6 maggio 2016 Editore: Edimedia Srl Direttore Responsabile: Gilberto Bacci Redazione e Pubblicità: Edimedia Srl via Pratese, 201 - 50045 Firenze tel. 055340811 - fax 055340814 info@edimedia-fi.it Stampa: Industria Grafica Valdarnese tel. 0559122550 Chiuso in redazione 29 febbraio Distribuzione in abbonamento postale a tutte le imprese commerciali, turistiche e di servizi della Toscana

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REGIONALE

È aperto il cantiere sulla riduzione del peso fiscale di Nico Gronchi Presidente di Confesercenti Toscana La riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie è stata al centro in questi ultimi anni dell’ iniziativa politica di Confesercenti. Oggi che si è ufficialmente aperto questo “cantiere” sarà bene seguirne gli sviluppi in vista della prossima legge di stabilità per realizzare risultati significativi che aiutino concretamente la ripresa in atto e diano nuovo fiato a investimenti e consumi. L’Istat ha fatto alcune simulazioni e rilevato come alcuni provvedimenti divenuti operativi nel 2015 e quelli varati per il 2016, hanno già ingranato questa marcia. La pressione fiscale è leggermente calata al 43,3% rispetto al PIL, ma, com’è noto, le nostre imprese hanno molta più familiarità con un altro dato calcolato dalla Banca Mondiale, il total tax rate, che indica il peso effettivo di tasse e contributi in rapporto agli utili, che per una Pmi italiana arriva a livelli inaccettabili. E’ vero che il nostro Paese parte dai livelli di tassazione che conosciamo, conseguenza diretta del pesante debito pubblico accumulato in anni di spesa facile e di comportamenti elusivi radicati nel tempo e che tutto ciò comporta vincoli europei da rispettare, ma sarebbe un errore non riconoscere ciò che di positivo è stato fatto tra il 2015 e il 2016 sul versante fiscale: L’eliminazione del costo del lavoro dall’Irap; l’ammortamento rafforzato sull’acquisto di beni strumentali; il taglio dell’Imu sulla prima

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Si può e si deve fare di più

casa; il bonus su ricerca e innovazione; la decontribuzione per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato. Se si guarda avanti, nel 2017 dovrebbe anche arrivare il taglio dell’aliquota Ires al 24%, misura che il primo anno porterà risparmi per quasi 3 miliardi euro. Tutti interventi utili e attesi dagli operatori. Ma non ancora sufficienti per modificare la percezione che si ha sull’elevato livello di pressione fiscale. Un livello che continua a essere eccessivo se non spropositato. Bisogna andare avanti sulla strada già avviata della riduzione del carico fiscale. Bisogna fare di più e con coraggio sulla

riforma degli aspetti burocratici che ancora condizionano pesantemente le nostre aziende. Occorre concludere positivamente il processo avviato sulle riforme costituzionali semplificando il processo legislativo e il rapporto con le Regioni. Il cantiere è aperto, ed è in questa direzione che vanno anche le richieste del Parlamento al Governo arrivate in queste ultime settimane che puntano ad un anticipazione al 2017 del taglio dell’IRPEF e quelle tese a rendere strutturale la riduzione del cuneo fiscale sui contratti a tempo indeterminato. Per parte nostra si dovrà vigilare sulla “qualità” e sulla “equità” di questi provvedimenti oggi resi possibili anche per una maggiore propensione dell’ Unione Europea a rendere più flessibile il rientro del debito a fronte delle riforme che tra grandi difficoltà sono state approvate. I dossier in questi ultimi giorni si moltiplicano, con proposte anche alternative che dovrebbero avere però un punto di approdo con la legge di stabilità di fine anno. In campo ci sono proposte specifiche per nuove semplificazioni riguardanti il lavoro autonomo e per le piccole e medie imprese con particolare attenzione alle imprese familiari ed alle società di persone, ma anche una fiscalità di vantaggio per le famiglie numerose a rischio povertà e interventi di flessibilità in uscita per i pensionandi maggiormente colpiti dalla legge Fornero. Si, si sta facendo il possibile, ma si può fare e fare di più.

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ITALIA COMFIDI

“Una vasta rete capillare di consulenti per il credito alle imprese” In un periodo storicamente caratterizzato da un contesto economico mondiale che ha abbassato il tasso di crescita complessivo, fiaccando e in molti casi mettendo in crisi molte imprese, Italia Com Fidi svolge la propria assemblea annuale presentando un bilancio di tutto rispetto che segna un utile netto di 501.349 euro e garantendo flussi finanziari alle imprese nel 2015 per 841 milioni di euro. Già questa è una notizia. Le piccole e medie imprese, da sempre caratterizzate da bassa capitalizzazione, in Italia Confidi hanno trovato, in questi anni di pesante crisi che ha ridotto il PIL di oltre 9 punti, la società consortile di Confesercenti, un punto di riferimento teso a favorire l’accesso al credito necessario per affrontare le difficoltà e oggi consolidare i timidi segnali di ripresa in atto. Italia Com-Fidi è una società consortile, iscritta nell’elenco speciale ex art 107 del TUB e quindi soggetto vigilato dalla Banca d’Italia. È promossa da Confesercenti Toscana, ma oggi ha una vasta e radicata presenza su buona parte del territorio nazionale e la proprietà è in mano a 66.255 soci che hanno sottoscritto un capitale sociale di 56.550.000 euro.

La presentazione del bilancio 2015 avviene in un contesto attraversato da un vero e proprio “tsunami” nel mondo bancario e da una contrazione dei pre-

Emilio Quattrocchi presenta un bilancio in piena salute

stiti al complesso della clientela e in particolare alle piccole e medie imprese ed alle famiglie. Del resto è un fatto che il nostro Paese sia oggi quarto nell’eurozona, dopo la Grecia, Cipro e l’Irlanda, per crediti deteriorati o in sofferenza. Dopo la “cura” della Banca Europea «oggi il si-

stema bancario nel sui complesso, gode di un’eccellente liquidità – ha recentemente dichiarato Emilio Quattrocchi amministratore delegato d’Italia Comfidi – ma è stretto dai vincoli nella concessione dei crediti e l’intervento del sistema delle garanzie dei confidi può, se opportunamente valorizzato, dimezzare il tasso d’insolvenza sul Fondo Centrale di Garanzia». «L’attività economica, nel 2015, ha ripreso a crescere a ritmi attorno all’0,8%, – continua Quattrocchi – accompagnati da segnali congiunturali significativi, come l’aumento della produzione industriale, il rafforzamento dell’indice di fiducia delle famiglie e delle imprese. Crescono, anche se timidamente, i consumi interni e mostrano un graduale riavvio gli investimenti. L’aumento del reddito disponibile e i bassi tassi d’interesse rafforzano inoltre anche la ripresa dei mutui immobiliari. Altri timidi segnali si riscontrano nelle dinamiche dei livelli di occupazione». «Venendo al bilancio che abbiamo presentato – ha poi proseguito l’Amministratore Delegato d’Italia ComFidi – registriamo un decremento dei flussi operativi assai marginale rispetto ai

I NOSTRI NUMERI: PATRIMONIO DI VIGILANZA E REQUISITI CAPITALE SOCIALE PATRIMONIO NETTO PATRIMONIO DI VIGILANZA Patrimonio di base (Tier1) Patrimonio supplementare (Tier2) COEFFICIENTE DI SOLVIBILITÀ NUMERO SOCI LINEE DI CREDITO GARANTITE STOCK FINANZIAMENTI GARANTITI STOCK GARANZIE RILASCIATE FLUSSO FINANZIAMENTI GARANTITI NELL’ANNO* *comprensivo dei rinnovi annuali delle operazioni a breve termine

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DATI DAL 31/12/2015 56.550.000 92.253.728 87.940.969 81.690.888 6.250.081 44,07% 66.255 44.269 2.933.177.910 1.432.056.916 841.869.476

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ITALIA COMFIDI

nostri competitor, che in alcuni casi registrano invece una flessione a doppia cifra. Ad ogni modo segnaliamo segnali incoraggianti per quanto riguarda l’operatività ad assorbimento patrimoniale». «Gli sforzi della società consortile di diventare sempre più un operatore su scala nazionale hanno dato i loro frutti - ha

sostenuto Quattrocchi -. La nostra attività nel 2016 sarà tesa a rafforzare la presenza capillare nelle aree principali del Centro-Nord, senza peraltro trascurare quelle verso le aree meridionali, dove abbiamo già nel 2015 segnali positivi». Le tabelle sintetiche che seguono dimo-

strano il radicamento territoriale del nostro Confidi e soprattutto il rafforzamento patrimoniale. Il Capitale sociale, interamente versato, è di 56.550.000 euro, suddiviso 205.818 quote possedute da 66.255 imprese. Il patrimonio netto è di 92.253.728 euro e quello di vigilanza è di 87.940.962.

Massimo Vivoli:

«Riavviare una politica pubblica d’incentivazione alle garanzie dei Confidi» «Il credito è stato sempre nell’economia Italiana un fattore determinante in quanto acceleratore dello sviluppo con il sostegno agli investimenti e leva per la ripresa, fornendo mezzi per il capitale circolante, rivolti ad alimentare la liquidità alle imprese, che sono dipendenti dall’intervento bancario a causa di uno scarso volume di mezzi propri e da un ridotto mercato del capitale di debito. Ciò è ancora più importante per la particolare consistenza delle imprese italiane con meno di 20 addetti, che rappresenta il 98,3% del tessuto produttivo, contribuisce al 58% dell’occupazione e al 41 % del valore aggiunto, mentre ad esse va un modesto 19,6% di prestiti bancari. Nel periodo della crisi, i Confidi hanno svolto il ruolo di ammortizzatore sociale nei confronti delle piccole e medie imprese, favorendone l’accesso al credito e trovandosi per questo ad affrontare grandi problemi determinati dalla crescita delle sofferenze e delle perdite a valere sui finanziamenti condivisi con gli Istituti di Credito. In tale contesto, il sistema bancario ha cercato di razio-

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nalizzare l’attività e di ridisegnare i suoi attivi a rischio, per cui i problemi dell’accesso al credito, per le piccole imprese in particolare, si sono via via aggravati. Si è attenuata la correlazione credito/sviluppo, mentre si è sempre più imposto il principio credito-rischio capitale regolamentare. È fondamentale riavviare una politica pubblica di incentivazione alle garanzie dei Confidi e del Fondo Centrale. È indubbio che il Fondo Centrale di Garanzia ha rappresentato uno dei più efficaci strumenti di politica economica nel settore delle incentivazioni alle imprese, mediante il supporto ai Confidi (Controgaranzie) e alle Banche (Garanzia Diretta), affermandosi come un’infrastruttura centrale di riferimento capace di fornire contributi determinanti alla ancora flebile ripresa economica italiana. Il Fondo anche nel 2015 è stato infatti uno straordinario strumento per le oltre 66 mila micro, piccole e medie imprese italiane che ne hanno beneficiato».

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ATTUALITÀ

Pistoia capitale italiana della cultura di Riccardo Bruzzani Direttore Confesercenti Pistoia

Sarebbe riduttivo considerare Pistoia Capitale della Cultura un affaire pistoiese. Pistoia, questa città sconosciuta ai più, con Firenze vicina, in una regione tanto ricca di storia e bellezza, è stata capace di elaborare un progetto che considera il patrimonio artistico, e dunque la cultura, il bene più prezioso, profondo, resistente nel tempo, di primaria importanza per il futuro. Expo poneva al centro “nutrire il Pianeta”. Il “sapere e la conoscenza” nutrono la mente, l’emancipazione, la tolleranza, il rispetto, la solidarietà. Valori oggi poco praticati dall’alto e dal basso, per i quali è doveroso favorire il loro risveglio. Il recupero del patrimonio storico, artistico, architettonico, i musei, le biblioteche, gli interventi di qualificazione dell’area del Ceppo, l’arricchimento di funzioni vitali per il centro storico, la sostenibilità di una città a misura d’uomo, costituiscono le fondamenta del progetto che guarda ad un futuro di sviluppo economico di qualità da usufruire nel quotidiano da abitanti e turisti. Pistoia Capitale della cultura, in sostanza, si deve porre l’obiettivo strategico di ripensare il ruolo della città. Altro che appuntamento effimero. L’ambizione è alta e l’opportunità va colta. Ci sono due punti fondamentali d’impostazione e di lavoro. Il primo si riferisce alla capacità di fare squadra. Dobbiamo riuscire a mettere insieme e coordinare pubblico e privato, comprese le associazioni delle categorie economiche. Confesercenti è disponibile e in grado di dare il proprio contributo di arricchimento progettuale. Sarebbe un salto di qualità emblematico e una sconfitta di chi ritiene che tutto debba restare com’è. Abbandonare quindi visioni arroganti, vecchie e miserevoli, che niente hanno a che vedere con la cultura; a dire la verità neppure con gli interessi delle imprese e dell’economia. Il secondo, con-

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«Niente localismi, in Toscana abbiamo un patrimonio storico, artistico, culturale e valori che possono costituire le fondamenta di un nuovo sviluppo economico. Occorre fare squadra» Ecco le proposte di Confesercenti siderare Pistoia uno dei punti di forza di un piano strategico territoriale. Pistoia, inserita in un contesto vasto ad ovest e ad est, nell’area metropolitana di Firenze e nella direzione del mare, insomma nella Regione Toscana. Il riconoscimento ottenuto da Pistoia

sarebbe sbagliato collocarlo in una logica localistica, sia pur qualificata. Il localismo non porta alla crescita culturale e economica. È come pensare che la promozione porti lo sviluppo. Sono stati sprecati milioni di euro con studi e con campagne di promozione senza risultati. È ormai dimostrato che nessuno può salvare se stesso. Perseverare è diabolico e forse molto umano. Altra deve essere la scelta. Pistoia si trova in Toscana e questa è la Regione italiana più conosciuta a livello internazionale. Dovrebbe essere la Svizzera dell’Italia. Abbiamo, invece, territori con incredibili potenzialità di sviluppo che, purtroppo versano nella stagnazione o, addirittura, nell’impoverimento e nel degrado più cupo. È assolutamente urgente integrare lo sviluppo in una dimensione ampia del territorio con progetti di fattibilità, finanziabili perché collocati un un’ottica di sistema. Soltanto con progetti di rilancio e riqualificazione territoriale sui quali investire le risorse pubbliche e private, in un percorso unitario che veda coinvolti Comuni, Fondazioni, Camere di Commercio, Categorie Economiche, Sindacati, Realtà Sociali, è possibile costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed integrato. La soppressione delle Province esige la ridefinizione della governance con soluzioni condivise e, soprattutto, efficaci. Tutti dobbiamo riprogrammarci allargando l’orizzonte, poiché i confini amministrativi rappresentano un limite allo sviluppo. Bisogna inserire Pistoia in questa visione ampia, di sistema, e dare concretezza a veri piani strategici fattibili, fondati sulle attrattive del territorio, i relativi punti di forza e su quali investimenti pubblici e privati effettuare affinché essi diventino attrattori per una nuova economia, sviluppo turistico, posti di lavoro. Attuare sul serio, quindi, attività concrete di programmazione integrata, partendo dal territorio e da alcune fondamentali risorse. Pistoia Capitale della

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ATTUALITÀ Cultura pone, in definitiva, la questione di come trasformare il riconoscimento in crescita economica non effimera. Quali investimenti strutturali sono necessari, ad iniziare dall’introduzione di nuove tecnologie per accessibilità, guida e fruibilità dei monumenti e musei, di servizi efficaci. Non è possibile pensare allo sviluppo turistico con strumenti del ‘900. È fondamentale un piano per la gestione e la valorizzazione del patrimonio artisticoculturale, ma anche di quello naturalistico e paesaggistico (vedi Montagna Pistoiese, Vivaismo che somma rilevanza economica essenziale, uso e peculiarità del territorio, Montalbano, Padule di Fucecchio). Le stesse Terme di Montecatini, per le quali è da considerare morta qualsiasi politica di rimessa in pristino del passato. Insistere significa puro masochismo e spreco intollerabile di danaro pubblico. È finita un’epoca e ne va preso atto. La proprietà pubblica (figuriamoci la

gestione) delle Terme è una storia chiusa e irrecuperabile da un pezzo. Avere ritardato a comprendere un dato di fatto oggettivo ha comportato il pagamento di un prezzo altissimo, in termini di risorse sprecate e di occupazione. Oggi si impongono scelte drastiche e chiare. Un piano che punti alla privatizzazione di un nucleo termale, agevolando al massimo gli investimenti privati e la riqualificazione del patrimonio e delle risorse termali di un sistema regionale. Il Progetto ludico/educativo del Parco di Pinocchio a Collodi è di alto livello, innovativo e originale, di valenza europea ed internazionale, su un terreno di 60 ettari a est del Parco Storico nel Comune di Pescia che prevede 260 milioni di euro di investimento. Il valore è rilevante dal punto di vista dell’economia della Valdinievole, di Pistoia e di Lucca, della stessa Regione, non soltanto per l’impatto occupazionale, già importantissimo, quanto per una nuova crescita economica, in conse-

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guenza di una nuova offerta di qualità in grado di attrarre migliaia e migliaia di visitatori. La realizzazione del progetto ricolloca e valorizza Pistoia e la Valdinievole, con una funzione di cerniera, incentrata su un nuovo sviluppo. Le implicazioni infrastrutturali materiali e immateriali sono di enorme significato: raddoppio ferrovia Pistoia/Montecatini Terme/ Lucca (la più grande opera dopo quelle di Leopoldo di Lorena), terza corsia FI/ Mare, collegamento aeroporti di Firenze e Pisa, banda larga). Le implicazioni del territorio sarebbero di grande rilievo, per tutti i Comuni (dalla Città capoluogo, ai Comuni più piccoli, a Lucca), in molteplici settori dal vivaismo, al commercio, ai servizi, all’artigianato, al turismo, allo stesso manifatturiero. Pistoia Capitale della Cultura esige un’attuazione alta, qualificata, non localistica, proprio perché può rappresentare una rinascita dei nostri territori.

promuovere salute e benssere per chi maNgia fuori casa aderire è semplice e gratuito invia una mail a: cat@confesercentitoscana.it www.pranzosanofuoricasa.it tel. 055 3036301 7


IL REPORTAGE

Una Livorno sconosciuta di Gilberto Bacci Una città cosmopolita che non ti aspetti. Ricca di emozioni, aperta all’accoglienza, i suoi canali che qui chiamano fossi, le fortezze, i ponti, le cantine e poi il centro, cuore pulsante della città. Colpisce la bellezza delle chiese, non solo quella Cattolica ma anche quella Armena, l’Ortodossa dei Greci e poi la Sinagoga Ebraica; segno evidente, nei secoli, di una convivenza aperta tra più religioni. Da non sottovalutare il percorso gastronomico alla ricerca delle eccellenze locali. Confesercenti Livorno, per il secondo anno consecutivo, ha realizzato un evento particolare, teso a presentare la città labronica, che sta vivendo una situazione economica tra le più difficili della Toscana, nella convinzione di contribuire a stimolare una ricaduta in termini di presenze turistiche e quindi a dare un seppur minimo contributo alle attività economiche e commerciali locali. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale Cristina Grieco e i consiglieri Gianni Anselmi e Francesco Gazzetti. Ma torniamo a Livorno e alle sue bellezze: attraversando il centro, in un’area pedonalizzata, si entra nel quadrilatero dove non meno di settecento attività commerciali e una piazza intera di prodotti ortofrutticoli avvolgono il Mercato Centrale coperto, il più grande d’Italia e tra i più imponenti dell’Europa, progettato da Angelo Badaloni nel 1894; per la sua bellezza architettonica i livornesi lo chiamano ancora oggi “il nostro Louvre”. Ma la sorpresa non è solo la distesa di pesce fresco e i prodotti tipici della gastronomia livornese, che emanano profondi profumi e sapori, ma i sotterranei che sboccano direttamente su canale, segno che una volta tutte le merci arrivavano nel mercato direttamente dal mare.

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Livorno, come è noto, nasce alla fine del Cinquecento con la Signoria dei Medici di Firenze, i quali investirono su un piccolo borgo di pescatori. Un progetto affidato all’architetto Bernardo Buontalenti. Navigando fra i

Tra storia, cultura e tradizione gastronomica

suoi canali si costeggiano i bastioni che difendevano la cittadella e ci si immerge in un panorama mozzafiato. Ma il monumento più imponente che merita di essere visitato è la “Fortezza Vecchia”, realizzato su progetto di Antonio da San Gallo. Una fortezza che nei secoli avrà diverse sovrapposizioni con le sue torri dalle quali si ammira un panorama spettacolare, da una parte la pittoresca darsena con pescherecci simbolo della tradizione marinara della città, dall’altra il mare, prodemente azzurro, solcato da transatlantici che scaricano migliaia di turisti, che purtroppo corrono rapidamente verso Pisa o Firenze, senza dare uno sguardo a questo patrimonio storico che meriterebbe di essere visitato. In questa dimora granducale, il 19 marzo 1606 Livorno fu ufficialmente dichiarata città, luogo dal quale, raccontano gli storici, la celebre figlia di Lorenzo II dei Medici, Cateriana, partì per la Francia in vista del suo matrimonio con il futuro Re Enrico II.

Proseguendo la navigazione ci si inserisce tra i vicoli del quartiere Venezia, una vera e propria isola, tra palazzi storici, nati su palafitte, ristoranti tipici e cantine. Si ammirerà il porto mediceo voluto da Cosimo I dei Medici nel sedicesimo secolo, i moli, le banchine, i bacini e le darsene; un’opera che nei secoli è stata crocevia delle rotte tra Oriente ed Occidente. La città diventa una meta appetibile per mercanti di tutto mondo, un porto franco. Con le “leggi livornine” emanate nel 1593, Livorno sarà centro della libertà di pensiero, di costumi e di religioni, diventando una città multietnica, ognuna con le sue leggi, le sue regole, le sue banche e, come si è visto, i suoi luoghi di culto. Non può mancare una visita alla “Fortezza Nuova”, oggi un parco pubblico per eventi e manifestazioni, imponente struttura militare, realizzata nel 1591 con l’obiettivo di difendere la città verso nord est, in parte demolita per fare posto al quartiere Venezia. Un cenno alle sue tradizioni culinarie. Non si può venire a Livorno e non assaggiare la torta di ceci di 5+5 dallo storico tortaio Gagarin. Uno spuntino che solo a Livorno si può apprezzare. A pranzo o a cena il Cacciucco, piatto tipico di pesce che solo a Livorno si può gustare e apprezzare nella sua versione originale; una ricetta ormai certificata per la quale occorrono una gran quantità di pesci freschi e una varietà che un buono chef tiene gelosamente custodita. Con questa iniziativa Confesercenti Livorno lancia una sfida per migliorare sempre di più l’offerta turistica. Promuove iniziative ed eventi che attirino sulla città labronica nuovi flussi, ma che puntino anche a dare nuove opportunità tanti turisti che sbarcano dalle grandi navi da crociera bypassando questo magnifico luogo dove l’arte e la cultura s’incontrano con una buona cucina.

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EBCT

Ne parliamo con Roberto Maestrini Presidente EBCT L’Ente Bilaterale del Commercio e del Turismo della Toscana è un organismo paritetico senza scopo di lucro avente natura giuridica di associazione non riconosciuta. I rappresentanti dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro sono in numero paritario tra loro, esprimendo così una concreta forma di collaborazione tra impresa e lavoro, volta al superamento dei conflitti. Le parti sociali presenti sono le organizzazioni firmatarie dei CCNL di riferimento (CCNL Commercio, terziario e servizi, CCNL Turismo): l’associazione datoriale Confesercenti Regionale ed i sindacati dei lavoratori della Toscana, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.

«Ci sono stati interventi importanti ed altri meno rilevanti, alcuni risultati positivi si sono indubbiamente visti però personalmente non credo che questa crisi economica si risolva soltanto con la modifica di alcune regole del mercato del lavoro, i problemi sono ben più vasti e radicati purtroppo ed il sistema delle piccole e medie imprese è veramente in ginocchio; servono adesso scelte coraggiose per rianimare il nostro tessuto economico e la sua occupazione».

L’Ente Bilaterale della Toscana è presieduto, in questa fase da Roberto Maestrini

Presidente, siamo alla scadenza del suo mandato, può farci qualche considerazione sul lavoro svolto In questo periodo? «Sono stati tre anni intensi, caratterizzati purtroppo da un contesto economico negativo, con il sistema produttivo stretto nella morsa di una crisi senza precedenti, che ha fortemente colpito anche i nostri territori, le nostre imprese e i loro lavoratori; malgrado tutto ciò, EBCT ha cercato di svolgere il proprio ruolo fornendo risposte al mondo del lavoro in modo serio e puntuale, compatibilmente con le risorse disponibili: un importante lavoro svolto anche grazie al contributo dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e della Confesercenti che hanno affrontato questo complesso periodo con correttezza e lealtà, in un clima di dialogo e confronto continuo, senza che prevalessero interessi di parte o posizioni radicali».

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“Stiamo facendo molto nel campo della formazione, dovremmo fare di più nella gestione di alcune regole del mercato del lavoro e del Welfare contrattuale” Quest’anno con il Job Act ci sono state grandi novità nel campo del lavoro. Le nuove norme, dal suo punto di vista, stanno dando un impulso alla ripresa occupazionale?

Sul terreno dei servizi offerti dall’EBCT a che punto siamo? «Le rappresentanze regionali di Confesercenti – Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil hanno elaborato e sottoscritto proprio qualche settimana fa un importante accordo sindacale che detta le nuove regole di organizzazione e gestione degli enti bilaterali e che indirizza EBCT verso il rafforzamento dei servizi erogati ai lavoratori e alle imprese iscritte; la formazione professionale continuerà ad essere un tema importante ma dovranno crescere anche altri servizi, in particolare nel campo della conciliazione delle vertenze, della gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro e del welfare contrattuale. Da qualche mese è attivo il servizio per la gestione delle dimissioni telematiche dei lavoratori come previsto dalle recenti normative, il programma informatico per la gestione dei libretti formativi degli apprendisti sta iniziando a dare i primi frutti; qualcosa dunque si muove ma dobbiamo fare ancora maggiori sforzi per migliorarci ed essere punto di riferimento per il mondo del lavoro nel terziario della Toscana».

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TERRITORIO

QUI

Adottare strategie comuni per cogliere l’opportunità della rete

Livorno

di Riccardo Fincantieri Presidente Assohotel Livorno Internet è il mercato più importante per il mondo dell’ospitalità. Le OTA (Online Travel Agency), stanno pervadendo il mercato internet con una presenza diretta(Booking.com) ed una presenza indiretta tramite i metamotori (Trivago), i siti di recensioni (Tripadvisor), i motori di ricerca (Google), in crescita costante e con modalità che cambiano continuamente. In questo scenario le strutture, in modo associato o singolarmente, possono cogliere le opportunità di un mezzo che fornisce visibilità in tutto il mondo, anche senza investimenti, l’alternativa è una marginalizzazione progressiva e un

I U Q

“Obiettivo far cresecre il turismo del proprio territorio” uscita dal mercato più importante. Concentriamoci sul cogliere le opportunità della rete: ad esempio sulle OTA gestire le tariffe in modo dinamico con tecniche di Revenue Management; per le recensioni non subirle ma cercare di governare la propria reputazione online; per i Metamotori inserire anche il booking Engine della struttura; per i motori di ricerca gestire i contenuti ed i

Social del proprio sito in modo corretto. Tutto questo è possibile farlo singolarmente, ma se molte strutture di una singola destinazione adottassero delle strategie comuni, allora in modo esponenziale crescerebbe anche la destinazione turistica, in presenze, ricavi ed in reputazione. Utilizzare in modo singolo, ciascuno per la propria struttura, strategie comuni e condivise, ad oggi è forse l’unico sistema per difendere e far crescere la propria destinazione sul web. Confesercenti, con il progetto sulla formazione nel campo del Revenue Management, ha intrapreso un percorso che coglie le necessità del momento, ma individua anche un modello che può essere esteso ad altri aspetti.

Isola d’Elba, una boccata d’ossigeno

to appena detto può essere di aiuto, anche se la divisione del territorio in municipalità, come nel caso dell’Isola d’Elba, non facilita una visione Il 2015, in termini di arrivi e occupazione delle presenze, ha fatto regi- strategica comune, favorendo, al contrario, municipalismi, incapacità strare per l’Elba numeri positivi. Si tratta di risultati che hanno dato una di prendere decisioni importanti e disallineamento tra gli interventi e boccata d’ossigeno a un’economia turistica che negli ultimi anni aveva le legittime aspettative del mondo produttivo. mostrato varie difficoltà. Naturalmente non si è trattato di una vera Nel campo della promozione e del marketing territoriale, le cose da inversione di tendenza, ma di valori che in qualche modo sono stati fare restano ancora tante; l’Arcipelago Toscano e l’Elba in particolare, condizionati da una sensibile diminuzione di viaggi per destinazioni come destinazione, devono guadagnare un’identità più forte e per “mare” problematiche, che sono state interessate cioè da fenomeni far questo sono necessarie strategie coordinate e supportate da un sociali o geopolitici che hanno generato insicurezza nei viaggiatori, impianto normativo regionale che deve tener conto dei cambiamenti favorendo così località marine europee, tra queste l’Elba. globali in atto, in primis delle dinamiche e delle regole imposte dal Dal punto di vista di chi lavora in questo settore e in questo territorio, Web. È possibile seguire modelli come le Dolomiti, la Costiera Amalsi tratta di un momento favorevole che non deve farci cullare sugli fitana, il lago di Garda ecc, che hanno costituito un identità chiara e allori, soprattutto chi nel pubblico è il soggetto deputato a program- definita nel movimento turistico, partendo da investimenti seri e promare progetti e strategie nel campo del turismo. In questo senso gli grammati proprio nel campo dell’accoglienza e dei servizi turistici. interventi da fare possono essere molti e l’auspicio del mondo delle Sempre all’Elba, la gestione associata dei comuni per il turismo non laimprese è quello di una Pubblica Amministrazione che realizzi inve- scia ancora intravedere i benefici che tutti auspicavamo e pare spesso stimenti nell’ottica di un miglioramento qualitativo dell’offerta e della aggrovigliata in esigenze e spinte municipalipromozione di attività sostenibili, in particolare stiche. outdoor, che rappresentano ottime opportuniLa sensazione è che questo organismo, proprio Promozione e marketing tà di differenziazione dell’offerta ed occasioni per come è strutturato, non riesca a rappresendi visibilità. guardiamo i modelli tare quel “motore” che deve conferire spinta Le isole godono di una risorsa economica, la propulsiva e proposte in linea con le attese e vincenti di altre realtà tassa o contributo di sbarco, che ai fini di quanl’identità del territorio. di Marco Casaroli Assoviaggi Toscana

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L’INTERVISTA

Stefano Ciuoffo,

Assessore regionale Attività produttive, Credito, Turismo, Commercio Abbiamo alle spalle sette anni di pesante crisi. Nel 2015 la Toscana, sembra aver reagito meglio di altre regioni italiane. Siamo fuori dal tunnel? Buoni segnali ci sono ma di uscita dal tunnel aspettiamo qualche mese a parlarne, intanto continuiamo a lavorare impegnandoci su più fronti, primo fra tutti quello dell’attrazione degli investimenti, cercando di creare in Toscana le condizioni per venire a lavorare, anche in settori innovativi e del manifatturiero. Centri di ricerca e distretti tecnologici che abbiamo sul territorio sono elemento da sfruttare. Poi ci sono alcuni territori che stanno reagendo con più difficoltà e per questo per aree come Piombino, Livorno, Massa Carrara la Regione Toscana sta attivando politiche per sostenere queste zone che stanno soffrendo di più la crisi. Le imprese in generale, ma in particolare quelle meno strutturate come le PMI, denunciano su questo piano difficoltà a reperire credito per accompagnare la ripresa… La Regione Toscana è intervenuta ampiamente con strumenti tesi a colmare il cosiddetto “fallimento di mercato” del credito, sia concedendo garanzie che assistevano l’impresa nell’accesso a finanziamenti bancari, sia concedendo finanziamenti a tasso zero. Ora, grazie alle risorse disponibili del nuovo POR, questi strumenti potranno essere di nuovo attivati, anche se con modalità diverse dal passato: se - da un lato - la Regione sospenderà l’intervento con fondi di garanzia, d’altro canto sarà molto potenziato l’intervento di microcredito a tasso zero e sarà riaperto (anche se con criteri più selettivi) il fondo per prestiti. Il turismo registra, come si è visto, dati importanti per la tenuta dei livelli d’occupazione. Non le sembra che in Toscana, dovrebbe essere maggiormente valorizzato nelle politiche regionali sulla promozione e sulla formazione? I risultati che in questi anni la Tosca-

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«Stiamo lavorando per consolidare la ripresa in atto. Sosterremo la domanda di credito per le PMI e Centri Commerciali Naturali» na del turismo sta raccogliendo sono il giusto premio per l’impegno dei nostri operatori. Sappiamo però che questo non può bastare e che se vogliamo mantenere alto l’appeal della Toscana è necessario che la nostra offerta si aggiorni e si arricchisca costantemente di novità. E questa è una delle nostre sfide principali per il futuro e anche per questo è stata pensata la nuova Toscana Promozione Turistica che nasce, tra le altre cose, proprio per affiancare i territori nella creazione di prodotti turistici innovativi e per promuovere in Italia e nel Mondo le nostre terre e le nostre eccellenze. Dopo tre annullamenti, finalmente la Corte Costituzionale ha dato un parere positivo sulla legge della Toscana. Come intende declinare tutto ciò nella nuova legge regionale sul Commercio? La Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso contro la norma regionale che considera le aggregazioni di medie e/o grandi strutture di vendita in

relazione al loro impatto complessivo sul territorio, soprattutto per quanto riguarda il consumo del suolo, la viabilità e l’impatto sull’ambiente. Di conseguenza, scartata la possibilità di “misurare” tali impatti con criteri legati alle distanze reciproche tra esercizi commerciali, si tratta ora, anzitutto, di sensibilizzare i Comuni ad individuare le situazioni che possono determinare criticità, in relazione alla specificità del territorio. Inoltre, la Regione interviene di concerto col Comune stesso per valutare gli interventi da attuare per mitigare gli impatti dei nuovi insediamenti, sia in relazione al territorio che a situazioni di criticità della rete commerciale circostante. Relativamente alle nostre proposte su Centri Commerciali Naturali 2.0, che prevedono aggregazione di vari soggetti economici, la Regione come può sostenere questo percorso? Sono oltre 180 le aggregazioni di imprese che si sono costituite e con risorse regionali abbiamo accompagnato la loro nascita; alcune di queste si sono evolute ed hanno oggi una maggiore autonomia finanziaria e organizzativa che trova la sua ragion d’essere nell’erogazione di servizi alle imprese aderenti e nei servizi ai consumatori che frequentano questi centri commerciali naturali. Ci troviamo oggi in una fase di risorse pubbliche in forte contrazione e con un sistema pubblico territoriale in radicale riassetto Province e Camere di Commercio in primo luogo. Ma la Regione può continuare a sostenere le imprese grazie alle professionalità e al lavoro che gli uffici possono svolgere sul territorio, supportando con competenza lo sviluppo di una fase 2.0 dei CCN, e grazie all’attività di Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana per promuoverli trovando i modi e le occasioni.

L’intera intervista è pubblicata su www.tweetimprese.it

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NOTIZIE in

PILLOLE

POTERE D’ACQUISTO Dopo 8 anni torna a crescere il potere d’acquisto È passata quasi inosservata una notizia rivista da uno studio dell’Istat. Il potere d’acquisto riprende fiato dopo otto anni. Nel 2015 si registra un segno positivo del +0,8%. Si tratta del primo rialzo dal 2007, quando segnò un +1,3%. Da allora è stato sempre negativo. Non è un caso se questo dato coincide con una leggera ripresa dei consumi (+1%). Il dato, però, è ancora troppo timido e non soddisfa Confesercenti, che in una dichiarazione sottolinea come «la sensazione degli operatori è che in questi primi tre mesi del 2016 la spesa delle famiglie sia ancora sostanzialmente al palo».

UNO SCANDALO MONDIALE Panama Papers, il primo vero scandalo geopolitico globale Una pioggia di inchieste fiscali e penali in Europa è il primo effetto della pubblicazione dei “Panama Papers”. Il primo vero scandalo globale che potrebbe provocare un terremoto geopolitico. Un elenco sterminato di conti e società “offshore” a disposizione di élite economiche e politiche globali. Un colpo alla credibilità del sistema finanziario che coinvolge ben 72 tra leader politici e statisti, da Cameron a Putin, alla famiglia Le Pen, ma anche di ex potenti tra i quali Gheddafi e oltre 200.000 grandi imprenditori e operatori finanziari. In tempi di cure draconiane, di austerity, fa una certa impressione leggere l’entità delle banche tedesche coinvolte, ben 28: tutti i più grandi e blasonati istituti di credito della Germania.

TORNA IL RISPARMIO NELLE FAMIGLIE La propensione al risparmio è rimasta inalterata La propensione al risparmio delle famiglie italiane è risultata pari all’8,3%. Sostanzialmente inalterata nonostante il perdurare della crisi economica in atto. È questo il dato reso pubblico recentemente dall’Istat, in un quadro che vede un aumento dello 0,5% degli investimenti medi (casa, auto, mobili, ecc). Prima della grande crisi il risparmio era passato dal 19% degli anni Settanta al ad un valore medio del 10% negli anni Ottanta. Dopo si è sostanzialmente stabilizzato ai livelli attuali..

TURISMO SI PUÒ FARE DI PIÙ Turismo, la grande bellezza, ma potrebbe dare molto di più al sistema paese Secondo l’ultimo rapporto del Wttc, nella classifica del contributo del turismo al PIL l’Italia occupa l’ottavo posto nel mondo con 76,3 miliardi di fatturato. Al vertice di questa classifica ci sono gli Stati Uniti d’America con 488 miliardi, la Germania con 130, il Giappone con 106, il Regno unito con 103 e il Messico 80. Ma l’Italia potrebbe fare molto di più; vanta più siti “Patrimonio dell’Umanità” riconosciuti dall’ Unesco” rispetto a qualsiasi altro Paese: ben 51, più due della Città del Vaticano. Complessivamente il settore muove 7200 miliardi di dollari (il 9,8% del PIL mondiale). Un settore in continua cresciuta nonostante la crisi e le terrificanti turbolenze geopolitiche in atto.

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Come maggio 2016  

House Organ Confesercenti Toscana

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