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Arezzo INFORMAZIONI DI COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI

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n. 10 - Anno XIV - € 0,26

a cura della Confesercenti Provinciale di Arezzo www.confesercenti.ar.it

aprile/maggio 2014

Poste Italiane SpA - Sped. Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Firenze 2 - € 0,26

Contro la crisi Alleati nella lotta al caro-affitti

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Presentato un progetto per evitare altre chiusure

Ridurre gli effetti devastanti della crisi, che pesano ugualmente sia sulle spalle dei commercianti, che dei proprietari di fondi commerciali. Confesercenti e Confabitare si sono posti questo obiettivo comune e hanno deciso di intervenire per affrontare al meglio le situazioni di difficoltà, rivedendo i contratti caso per caso secondo precisi parametri e permettendo così a entrambe le parti di superare un ostacolo che rischia di apparire altrimenti insormontabile e che in non pochi casi ha già determinato la chiusura delle attività con conseguenze negative non solo per i commercianti ma anche per i proprietari dei fondi.

Turismo Ad Arezzo, no alla tassa di soggiorno

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La presidente Barbara Brogi spiega i motivi dell’opposizione Una città che introduce la tassa di soggiorno è una città che prima di tutto offre molto ai turisti. Questo, in sintesi, il pensiero della Presidente Brogi, secondo la quale ad Arezzo mancherebbe innanzitutto la “vocazione turistica”, presupposto di base per qualsiasi ragionamento in merito. Brogi punta dunque il dito principalmente sulle istituzioni, specie quelle regionali. Secondo la Presidente, ciò che serve è innanzitutto crederci, porsi degli obiettivi, e lavorare con programmi concreti per dotare Arezzo e l’intera provincia di strutture e servizi all’altezza delle aspettative dei turisti. Ma per adesso, Confesercenti risponde con un “no” deciso all’introduzione della tassa di soggiorno.

Italia Comfidi Finanziamento da 36 a 120 mesi

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Per investimenti ancora da realizzare Italia Com-Fidi, la società per la garanzia del credito, ricorda che è possibile accedere ad un credito chirografario fino a 500.000 euro per ogni singola impresa a costi della garanzia pari a zero ed uno spread bancario in linea con le migliori condizioni di mercato. La possibilità di accedere a Fondi Pubblici nell’ambito del POR Regione Toscana 2007/2013, ha permesso di stanziare uno specifico plafond di 10 milioni di euro destinato a sostenere le PMI socie con sede legale in Toscana, attraverso il rilascio della Garanzia Diretta del Comfidi.

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EDITORIALE

Turismo, una risorsa tenuta ai margini dell’economia italiana Massimo Biagioni Direttore Regionale Confesercenti Toscana

Il turismo è il settore economico più citato e meno sostenuto da atti e fatti concreti, a partire dal livello istituzionale e dalla politica. Un comparto che produce un valore di oltre 161 miliardi di euro, oltre il 10% del Pil; oltre 85 miliardi di euro di valore aggiunto, il 6-7% del totale. 103 milioni di arrivi, 381 milioni di presenze, con Roma, Venezia e Firenze, e Veneto, Lazio e Toscana a primeggiare. Visto però con sufficienza e nella sbagliata convinzione che tanto, nel turismo, andrà tutto bene. Invece no, il mercato italiano è aggredito, il mondo web ci vede assenti con tour operator adeguati, che dovrebbe essere un primo problema da affrontare, per trattenere in Italia le percentuali pagate dalle nostre imprese alle aziende di contrattazione. Pur se la competenza è regionale, è sul piano nazionale e dell’Unione Europea che si giocano partite e si assumono scelte fondamentali per la vita dei sistemi economici, senza che l’Italia sia in grado di essere decisiva. Vedi Bolkestein, classificazione alberghiera, regolazione dell’intermediazione, normativa igienico-sanitaria, per esempio. Vedi i temi trasversali - non solo turistici - che lo influenzano pesantemente (aeroporti, traghetti, strade e autostrade, accessibilità delle città, ecc.). Il Governo deve riprendere un coordinamento vero e forte della promozione all’estero. E finanziare adeguatamente l’Enit, com’è ora non basta. La “destinazione Italia” stenta e occorre investire. Poi chiarire ruoli tra Stato e Regioni, evitando la confusione e i ricorsi generati dalla modifica della Costituzione, intervenendo infine sulla tassa di soggiorno, oggi applicata in modo troppo diverso, con risvolti negativi sulle imprese, con una quota da destinare alla promozione. Chi guadagna deve re-investire, comuni compresi. Il turismo occupa 2 milioni e settecentomila addetti, oltre il 12% del totale, solo nel ricettivo 158 mila imprese per 4 milioni e 800 mila posti letto. Risorse distribuite su agricoltura, industria e artigianato, attività immobiliari per il 22%, la ristorazione per il 10%, altrettanto tra ferrovie e trasporti, il commercio per l’8%, ma anche agenzie, noleggio, beni culturali, sport e la rete benessere e salute. Il turismo è un formidabile moltiplicatore dello sviluppo. Confesercenti fornirà un sostegno formativo per dare alle imprese strumenti per stare sul mercato in modo adeguato. In particolare nel mondo dell’on-line, dai “nuovi” turisti cinesi al BRICS, cogliere opportunità. Promozione e marketing turistico, “sharing economy”, sociali network: capire come essere presenti nelle “opportunità nostop”, combattendo la sfida delle recensioni, da Trip Advisor a Trivago, dalla “Brand reputation” alle modifiche delle aspettative, linguaggio e comportamenti, fronteggiare le difficoltà reagendo in termini appropriati e efficaci. Sostenere le imprese, soprattutto piccole e medie, puntare su professionalità in grado di dialogare con il mondo estero, contrastando l’egemonia della distribuzione del “prodotto turistico Italia” da parte di tour operator stranieri, e riunire in una aggregazione un grande numero di operatori. Imprese di piccole dimensioni che possono trovare opportunità di maggior visibilità e potenziamento di distribuzione commerciale grazie all’unione e alla condivisione tra pubblico e privato per programmi mirati sull’industria turistica, di pacchetti da proporre all’estero, in particolare sui mercati “lontani” e “difficili”, con interlocutori in grado di rappresentare esigenze di centinaia di imprese.

“Vuoi diventare rivenditore “Pegaso”? leggi a pag. 7


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l’accordo

Stop al caro-affitti nei negozi Impegno comune di Confesercenti e Confabitare

FOCUS di Confesercenti su aperture e chiusure negozi A livello nazionale, nei primi due mesi del 2014 chiuse migliaia di attività

Commercianti e proprietari degli immobili un po’ più vicini. Confesercenti ha messo in atto, assieme a Confabitare, un progetto per contrastare il periodo di crisi che colpisce sia i commercianti sia quanti hanno un fondo commerciale di proprietà. Una delegazione di Confesercenti, con il direttore Mario Checcaglini, il vice direttore Stefano Micheli, il presidente dell’area aretina Mario Landini, ha incontrato Maria Grazia Bartolini, presidente di Confabitare, l’associazione che rappresenta i proprietari degli immobili. Al centro del tavolo un confronto costruttivo per affrontare la delicata questione degli affitti dei fondi commerciali. «In un momento in cui le imprese faticano a far quadrare i bilanci e la voce degli affitti rappresenta un costo fisso ed oneroso – spiega Checcaglini -, le due associazioni hanno inteso promuovere un progetto per cercare di affrontare seriamente la questione legata agli affitti e alla morosità». Oggi infatti, considerata la crisi che attanaglia il settore del commercio, in tanti fanno fatica ad adempiere a quel contratto siglato in passato tra proprietari e commercianti che hanno firmato l’accordo in un periodo più florido per l’intero sistema economico. «L’affitto – spiega Checcaglini - a volte rischia

di diventare un ostacolo insormontabile per il titolare dell’attività commerciale, fino a costringere il commerciante a chiudere l’attività per non poter fronteggiare il pagamento del canone». Ecco quindi che Confesercenti e Confabitare si prefiggono l’obiettivo di evitare, a proprietari e inquilini di fondi commerciali, di arrivare al contenzioso che da una parte significa sfratto e a volte chiusura di un negozio, e dall’altra mancate riscossioni, lungaggini legali e un futuro incerto per la difficoltà del mercato immobiliare di affittare i locali. Nell’interesse duplice sia dei commercianti quanto dei proprietari, ecco che Confesercenti e Confabitare hanno pensato di unire le forze per venire incontro alle esigenze dei rispettivi associati. «Crediamo – ha puntualizzato Mario Landini – che se tutti remiamo dalla stessa parte ci saranno benefici sia per i commercianti che per i proprietari e, nel medio-lungo periodo, magari potremo pensare ad una ripresa economica». L’intesa tra Confesercenti e Confabitare mira a intervenire in quelle situazioni critiche, ovvero in quei casi in cui i bilanci di un’azienda non consentono di pagare il canone pattuito in passato. «In questi casi – spiega Bartolini di Confabi-

tare - Confesercenti e Confabitare faranno da tramite per poter riconsiderare il canone e procedere ad un nuovo contratto meno oneroso, per proseguire un rapporto contrattuale dal quale entrambe le parti avranno un pratico miglioramento, evitando morosità da una parte e garantendo, dall’altra, il regolare e puntuale pagamento della rata, rafforzando quindi un rapporto di fiducia e di stima che dura da anni». «È evidente – specifica il direttore di Confesercenti – che per esperire la pratica saranno analizzate attentamente le difficoltà del titolare dell’esercizio, ma è altrettanto vero che chi ritiene di trovarsi in una situazione di affitto non più sostenibile, è bene che prima di dover essere costretto ad abbassare la saracinesca, tenti di “mediare” assieme alle associazioni, con il proprietario del negozio che magari vedrà di buon occhio un nuovo accordo stilato negli interessi di entrambi ma alla luce dell’attuale situazione economica. Anche perché, a volte, dopo lo sfratto seguono lunghi periodi durante i quali i locali rimangono sfitti a svantaggio del decoro e sicurezza delle strade cittadine». L’impegno di Confesercenti e Confabitare è rivolto ad evitare le chiusure delle saracinesche e a salvare i fondi commerciali dall’abbandono.

polemica rifIuti

Confesercenti coinvolge le “consorelle” Siena e Grosseto Checcaglini: «Intendiamo unire le forze per evitare aumenti in bolletta» Caro rifiuti, Mario Checcaglini allarga il cerchio dei dissensi. Confesercenti Arezzo ha affrontato la questione abbracciando il territorio di Siena e Grosseto. Trasferta per il direttore di Confesercenti che si è confrontato con i direttori delle “consorelle”. «Il problema dei rifiuti legato all’Ato - ha sottolineato Mario Checcaglini – necessita di un confronto che va oltre il territorio provinciale. Le scelte dell’Ato Sud Toscana ricadranno sulle province di Arezzo, Siena e Grosseto. Come associazione di categoria abbiamo quindi pensato di unire le forze dei territori, manifestando il dissenso per le migliaia di piccole e medie imprese che si troveranno di fronte ad aumenti in bolletta inac-

cettabili». Inaccettabili per Checcaglini quanto per il direttore di Grosseto Gloria Faragli e per quello di Siena Valter Fucecchi, che si sono incontrati per affinare le strategie da mettere in atto per sensibilizzare non solo i titolari di impresa ma anche i cittadini intorno ad una problematica che rischia di pesare enormemente sulle tasche di tutti gli utenti. «Utenti – dicono i direttori di Confesercenti – che tra l’altro non riceveranno in cambio nessun beneficio in termini di migliori servizi». Il processo pensato come razionalizzazione è infatti diventato un vero boomerang per i cittadini. «La razionalizzazione - dicono Checcaglini,

Faragli e Ficecchi – non porterà a ridurre i costi in bolletta. Al contrario è già chiaro che ci saranno aumenti. Come associazione di categoria chiediamo a tutti i Sindaci delle province coinvolte nel fantomatico processo di razionalizzazione di alzare la voce per dire no a tale processo». «Confesercenti - concludono i direttori di Arezzo, Grosseto e Siena – crede che alla razionalizzazione debba corrispondere una significativa riduzione dei costi. Incomprensibili, quindi, gli aumenti, per evitare i quali c’è bisogno di una stretta collaborazione delle associazioni impegnate a vigilare su un processo che oggi riguarda i rifiuti, ma che in seguito potrebbe abbracciare anche altri servizi».

È il settore moda con l’abbigliamento e le calzature a subire di più gli effetti della crisi. In tutta Italia, tra gennaio e febbraio sono state registrate 12.895 chiusure 3 3.620 aperture nel commercio al dettaglio in sede fissa, con un saldo negativo di 9.385 negozi. Solo nel settore moda 3.065 le chiusure, 723 aperture con un saldo negativo di 2.342 imprese. Il caro-affitti, la pressione fiscale, la contraffazione e l’eccessiva concorrenza dei “saldi privati” o “mascherati”, l’e-commerce e la concorrenza degli outlet sono le cause principali di chiusura delle attività. Un andamento nazionale che si rispecchia a livello regionale e locale. In Toscana nel primo bimestre 2014 il settore moda indica 46 nuove aperture contro 220 cessazioni, registrando un saldo negativo di meno 174. E il trend ad Arezzo è analogo, con decine di chiusure. Basta passeggiare per le strade del centro storico per notare le insegne dismesse dei negozi e il proliferare di cartelli fluorescenti con su scritto “affittasi (o vendesi) fondo commerciale”. «Il perdurare della crisi dei consumi - spiega il vice direttore di Confesercenti Lucio Gori - ha avuto pesanti ripercussioni su tutto il commercio al dettaglio in sede fissa. L’aumento della pressione fiscale sulle imprese e la contemporanea riduzione del reddito disponibile delle famiglie ha portato ad una grave emorragia di imprese. In più ci si è messo di mezzo il caro-affitti e, come se non bastasse, a danneggiare prevalentemente abbigliamento e calzature c’è il fenomeno dilagante delle vendite on-line. Non è un caso che nei primi due mesi del 2014, quasi una cessazione su 4 nel commercio colpisce un negozio di abbigliamento dove gli acquisti sul web iniziano a diventare un’abitudine per i consumatori».


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Tassa di soggiorno, uno spettro per il turismo aretino Barbara Brogi: «Impensabile introdurla. Un deterrente per lo sviluppo del territorio» L’introduzione della tassa di soggiorno nel territorio comunale, per Barbara Brogi, presidente di Confesercenti, rappresenta un freno allo sviluppo del turismo e dell’intera economia del territorio. Presidente, cosa pensa della tassa di soggiorno? «La tassa potrebbe essere sopportabile se i proventi venissero reinvestiti per la promozione o il miglioramento dei territori e per migliorare il soggiorno del turista. Allo stato attuale la tassa risulta inopportuna perché siamo certi che il ricavato in questo momento andrebbe a tam-

ponare situazioni che niente hanno a che vedere con il turismo. La tassa di soggiorno per la città di Arezzo, come lo sarebbe per il Valdarno a Montevarchi, a San Giovanni, a Terranuova Bracciolini e in tantissime altre realtà, è decisamente inopportuna». Per quali ragioni? «Due principalmente. La prima perché la tassa di soggiorno ha ragione di esistere in quelle realtà a “vocazione turistica” dove il turista visita una località di un territorio dove tutto funziona». Nel nostro territorio provinciale non è così? «Credo che ci sia molto da lavorare, soprattutto in tema d’accoglienza, prima di poter definire Arezzo una città turistica. A partire dalla Regione, credo che le amministrazioni non abbiano un buon approccio con il turismo». Negli ultimi anni si è puntato molto sul turismo? «Per iniziare non bastano le parole, bisogna crederci e operare in ma-

niera programmata e con obiettivi da raggiungere. Attualmente sarebbe veramente imbarazzante per noi albergatori motivare una tassa turistica. Finiremmo per scontare ulteriormente il soggiorno dei clienti sobbarcandoci così un altro “balzello” fra i tanti, che però, adesso, sono diventati impossibili». E la seconda ragione? «Attivare la tassa a stagione inoltrata, quando non è stata comunque prevista, quindi senza conoscere l’entità del contributo e senza di fatto sapere dove questi proventi andrebbero investiti, ci sembra veramente il bisogno da parte del Comune di batter cassa». Quindi l’associazione di categoria di via Fiorentina non è d’accordo sull’introduzione della tassa di soggiorno? «Confesercenti è contraria all’introduzione della tassa di soggiorno ad Arezzo come lo è stata per Bucine, per Cortona, per altre realtà del territorio provinciale e in tutte le città d’Italia. Riteniamo che la tassa di soggiorno sia dannosa per lo sviluppo del territorio e che contribuisca a far perdere competitività alla rete turistica del nostro Paese». Pensa che sia un ostacolo allo sviluppo del turismo? «Ad Arezzo il settore non decolla. Siamo fermi da dieci anni con il numero di presenze visitatori. Nessuna impennata significativa è stata registrata. Ecco, quindi, che come associazione di categoria riteniamo che prima di fare certe scelte sia importante un attento studio dei flussi turistici e una valutazione sulla reale situazione del turismo in città e in tutto il territorio provinciale». Le attuali analisi del settore turistico in città cosa indicano? «Arezzo, come città turistica, è ultima in Toscana per presenze. È evidente che debbano essere messe in piedi strategie per rilanciare il settore e non per frenarlo. Gli alberghi soffrono di una crescita esponenziale di strutture extralberghiere; inoltre l’eccessiva tassazione sta mettendo in ginocchio molte strutture. Andare oggi ad introdurre la tassa di soggiorno sembra essere la peggior strada percorribile». Progetto1:Layout 1

PIAZZA GUIDO MONACO

A Confesercenti piace il progetto del Sindaco Checcaglini: «importante riqualificare la piazza con l’obiettivo di animarla» Mario Checcaglini, direttore di Confesercenti, interviene sulla questione della riqualificazione di piazza Guido Monaco. «Il progetto che ha in mente il sindaco Giuseppe Fanfani ci piace. Installare le strutture sugli angoli della piazza significherebbe contribuire a creare occasioni di incontro, quindi animare la piazza, in modo che diventi meta di famiglie e turisti. Già in passato – prosegue Checcaglini – come associazione di categoria ci eravamo espressi favorevolmente sul progetto che prevedeva la possibilità di realizzare strutture - i cosiddetti “gazebo”- da destinare eventualmente ai bar che si affacciano sulla piazza o anche ad altre attività, quali: libri, edicola, fiori, ecc. Insieme a queste un presidio della Polizia Municipale, di cui tanto è sentita la necessità, e non ultimo anche un punto informativo per il turista. Riteniamo – conclude - che la piazza abbia tutte le caratteristiche per diventare un bel biglietto da visita anche per i turisti. L’importante è che presto ritorni ad essere il cuore e il fulcro per famiglie e visitatori». «Fondamentale – aggiunge poi Checcaglini – il fatto di risolvere una volta per tutte la questione. Per piazza Guido Monaco è urgente arrivare a una soluzione definitiva, che dopo la recente ristrutturazione edilizia non la consegni al degrado e allontani le famiglie dal suo utilizzo. Bene fa quindi il sindaco Fanfani a promuovere un progetto che

riscontrerà favorevolmente il giudizio dei commercianti e degli aretini. E noi siamo con loro». Per Checcaglini «occorre però fare in fretta. Non sarà difficile trovare le soluzioni più adeguate a rendere la piazza primario luogo di incontro degli aretini».

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Roma 18 febbraio, piazza COME APRILE-MAGGIO 2014

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Riprendiamoci il futuro! Roma, in piazza del Popolo 60mila imprese chiedono una svolta Una giornata storica. Una data da ricordare. Il 18 febbraio, a Roma, oltre 60.000 imprese hanno riempito piazza del Popolo e dato una scossa al Paese. Lo hanno fatto nei giorni di formazione del nuovo Governo. Servono, è stato detto, interventi per la crescita, cambiando l’approccio che ha guidato, fino ad ora, le scelte di politica economica dell’Italia e dell’Europa. Basta con l’austerità: vanno rilanciati consumi e gli investimenti. Rete Imprese Italia ha lanciato un manifesto programmatico al Parlamento e al nuovo Esecutivo, al prossimo Parlamento Europeo. RIFORMARE GLI ASSETTI ISTITUZIONALI E GARANTIRE LA GOVERNABILITÀ - ripresa di un forte e rinnovato dialogo con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori da parte delle istituzioni. Ri-articolazione dei livelli di governo territoriale ed eliminazione di ambiti istituzionali inutili;  nuova legge elettorale e revisione del Titolo V della Costituzione. RIFORMA FISCALE: DALL’OPPRESSIONE ALLO SVILUPPO  destinazione delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione e dalla “Spending Review” alla riduzione della pressione fiscale generale, in particolare par-

tendo dalla riduzione delle aliquote IRPEF e IRAP per rilanciare i consumi;  nuovo sistema tariffario per i rifiuti attraverso una revisione della TARI e profonda rivisitazione della TASI per le imprese, con l’inclusione in tale imposta di altri tributi locali, con la conseguente loro abolizione. FAR RIPARTIRE LE IMPRESE E USCIRE DALL’EMERGENZA OCCUPAZIONALE  ridurre il costo del lavoro e sostenere tutte le nuove assunzioni;  non penalizzare i contratti flessibili ed eliminare le causali per le assunzioni a tempo determinato;  semplificare ulteriormente l’apprendistato, in particolare per i giovani che ancora studiano. DARE CREDITO ALLE IMPRESE  intervento straordinario della BCE a sostegno dell’accesso al credito delle Pmi;  riorganizzazione della filiera della garanzia e rafforzamento nella patrimonializzazione dei Confidi;  incentivazione delle fonti alternative al canale bancario PROSEGUIRE NELL’AZIONE DI SEMPLIFICAZIONE  efficace semplificazione normativa e amministrati-

va: non costa ma libera risorse per la crescita;  pieno riconoscimento e valorizzazione delle Agenzie per le Imprese e di ogni altro strumento atto a rafforzare la sinergia pubblico-privato e rendere maggiormente positivo il rapporto tra le imprese e le Amministrazioni. TORNARE ALLA LEGALITÀ E NUOVE INFRASTRUTTURE  meccanismi premianti per le imprese che denunciano l’illegalità;  sistema giudiziario per le cause civili più rapido ed efficiente;  network di sostegno alla presenza internazionale delle Pmi con servizi finanziari e assicurativi dedicati alle Pmi;  definizione di un Piano nazionale vincolante sulle infrastrutture, i trasporti e la logistica. RIDURRE I COSTI ENERGETICI PER LE PMI  adeguata revisione dei sussidi incrociati presenti nell’articolazione delle tariffe elettriche;  modifica del sistema impositivo vigente sui consumi di energia elettrica;  abrogazione dell’IVA sugli oneri propri e impropri della bolletta;  favorire l’uso di fonti energetiche alternative.

Questa “La svolta buona” del Governo per far Matteo Renzi, neo presidente del Consiglio, ha presentato una lunga lista di misure su casa, scuole, famiglie, imprese, lavoro, debiti della Pubblica Amministrazione, riforme istituzionali. Misure accorpate insieme in una pittoresca serie di slide dal titolo «la svolta buona». Alcuni sono provvedimenti immediatamente operativi per decreto, altri programmati e affidati al Parlamento. Taglio

dell’Irpef per il lavoro dipendente; riduzione 10% Irap; taglio spese energetiche; piano casa; disegno di legge e decreto lavoro; disegno di legge sui debiti Pubblica Amministrazione; recupero delle scuole e del dissesto idrogeologico. Il premier ha promesso un lavoro «serio e articolato» e «100 giorni di lotta durissima» per cambiare Pubblica Amministrazione, Fisco e Giustizia e arrivare al 1 luglio, giorno di inizio del semestre di presidenza italiana della Ue, con i conti in ordine e una struttura più leggera. E prima di allora dovranno essere affrontate molte questioni nei campi di politica, economia e occupazione, a partire da riforma della legge elettorale e dalle riforme costituzionali, in primis l’abolizione del Senato. E poi la riforma del titolo V con l’abolizione della legislazione concorrente, ovvero la sovrapposizione di funzioni tra Regioni e Stato Centrale.

DIECI MILIARDI DI RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE Dieci miliardi di riduzione dell’Irpef andranno direttamente nelle buste paga di 10 milioni di lavoratori dipendenti, compresi i cosiddetti assimilati, che hanno stipendi netti fino a 1.500 euro al mese. Circa 1.000 euro a regime, 85 euro di media al mese. Decorrenza 1 maggio 2014.

SBLOCCO DEI DEBITI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Il premier ha annunciato provvedimenti per lo sblo «immediato e totale» dei debiti della Pubblica Am nistrazione: «22 miliardi già pagati - ha sottoline - e 68 miliardi che pagheremo entro luglio media un’intesa tra Istituti di Credito e Cassa Depositi e P stiti».

TAGLIO IRAP DEL 10% Sempre dal 1 maggio sarà ridotta del 10% l’Irap sulle imprese. L’operazione sarà finanziata da un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, armonizzando l’aliquota al 26% come in tutta Europa. Non saranno toccate le imposte sui titoli di Stato BOT e CCT.

FONDO DI GARANZIA DI 500 MILIONI PER LA LOTTA AL “CREDIT CRUNCH” Si tratta di una misura a favore delle piccole e me imprese. È uno stanziamento di 500 milioni di euro in più pe fondo di garanzia per la lotta al credit crunch, «ver presunto che sia e che ha già garantito 10 miliard accesso al credito». Un altro fronte di intervento sarà quello dell’utili dei fondi europei già stanziati.

L’ASTA DELLE AUTO BLU Dal 26 marzo al 16 aprile le auto blu andranno all’asta. Sono oltre 1500 e sono oggi a disposizione dei vari ministeri.


a del Popolo. COME APRILE-MAGGIO 2014

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La sfida europea e il rilancio dell’Italia

Massimo Vivoli

Bene le misure sull’Irpef

Dalla grande manifestazione di Roma del 18 febbraio un monito: ”Niente sarà più come prima”

Intervenire anche su i grandi esclusi, i pensionati e gli autonomi «Le linee guida presentate ieri dal premier Matteo Renzi sono condivisibili, tuttavia è facile notare come restano escluse due importanti categorie: pensionati e in parte anche i lavoratori autonomi». Lo ha detto Massimo Vivoli, presidente regionale di Confesercenti, in merito alle misure del nuovo Governo. «Bene le proposte in materia di Pmi e Irpef, anche a sostegno dei redditi fino a 25 mila euro, ma è necessario che queste misure di sostegno al reddito vengano estese anche ai lavoratori autonomi. Inoltre, è evidente che nel pacchetto di riforme manchi un’attenzione agli anziani, molti dei quali sono costretti a vivere con pensioni al di sotto dei mille euro al mese. Gli over 60 - conclude il Presidente - sono quelli che in questi anni si sono sacrificati in nome di una crisi che ha colpito imprese e famiglie e costretto gli anziani a supplire al ruolo di ammortizzatori sociali. Chiediamo dunque al Premier e al suo Governo un intervento in grado di ridare capacità d’acquisto alle pensioni e dignità agli anziani».

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FONDO PER LE IMPRESE SOCIALI E PER I RICERCATORI Tra gli altri interventi annunciati ci sono «dal 1 giugno, 500 milioni di fondo per chi vuole creare imprese sociali» e un aumento di 600 milioni del credito di imposta per i ricercatori, con l’obiettivo, da qui al 2018, di «creare 100.000 posti di lavoro». RIDUZIONE COSTI ENERGETICI E, ancora per le piccole e medie imprese, una riduzione del 10% del costo dell’energia - oggi pari a 14 miliardi di euro - «attraverso la rimodulazione del paniere della bolletta energetica».

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UN PIANO PER LE SCUOLE DI 3,5 MILIARDI «La scuola - ha detto ancora Renzi - è il luogo da cui riparte la comunità per uscire con la centralità della formazione scolastica». Per questo motivo è stato previsto un piano da 3,5 miliardi per investimenti nel campo della sicurezza e dell’edilizia scolastica. Dal 1 aprile, ha poi spiegato, sarà attiva a Palazzo Chigi l’unità di missione per le scuole an-

nunciata nei giorni scorsi. E quanto agli investimenti che anche gli enti locali realizzeranno in questo campo «abbiamo trovato il modo per farli uscire dal patto di stabilità interno», consentendo così a Comuni e Province virtuosi di programmare nuovi investimenti. LA RIFORMA DEL LAVORO Capitolo riforma del lavoro: il Governo prevede di realizzare l’annunciata riforma mediante un decreto legge ed un disegno di legge. Il secondo sarebbe «una delega per riorganizzare l’intero sistema e sarà il Parlamento a discuterne», ma servirà per riordinare «l’intero sistema del lavoro dall’assegno di disoccupazione, al salario minimo, agli ammortizzatori, alla tutela delle donne in maternità». In sostanza il «Job Act» di cui si parla orma da diverse settimane. Nel frattempo è stato approvato un decreto legge che prevede semplificazioni nell’apprendistato e nei contratti a termine. Questi ultimi potranno durare al massimo tre anni e saranno applicabili senza causale per

un massimo del 20% sul totale dei lavoratori occupati. IL PIANO CASA E GLI AFFITTI CONCORDATI Il Governo ha anche varato il piano casa da 1,7 miliardi, che prevede tra l’altro agevolazioni fiscali per chi destina alloggi ad affitto di residenza sociale, 467 milioni per l’edilizia popolare, l’incremento fino a 200 milioni di euro del fondo per gli affitti concordati per i quali è prevista anche una riduzione della cedolare secca dal 10 al 15%. Il Ministro delle Infrastrutture, ha poi prospettato «la possibilità di vendere gli alloggi ex Iacp», così da reperire risorse per la «riqualificazione, ristrutturazione o costruzione di alloggi per rispondere all’emergenza abitativa». BONUS ACQUISTO MOBILI La detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili o elettrodomestici di classe A+ torna ad essere slegata dal piano di ristrutturazione edilizia. Il limite di spesa sarà di 10.000 euro.

“Senza impresa non c’è Italia, senza sviluppo non c’è Europa”. È questo il filo conduttore della manifestazione del 18 aprile a Roma delle Piccole e Medie Imprese aderenti a Rete Imprese Italia, alla cui riuscita Confesercenti ha dato un contributo determinante. Oggi il governo italiano, domani il prossimo Parlamento europeo, saranno chiamati a nuove e più grandi responsabilità rispetto al passato: i prossimi cinque anni, infatti, saranno decisivi per il futuro dell’ Italia e dell’Unione Europea. Decisiva sarà anche l’azione dell’Italia, che assumerà la presidenza dell’Unione in un periodo caratterizzato dal rinnovo delle sue Istituzioni. Il primo obiettivo dell’Ue dovrà, dunque, essere il superamento della crisi che ha colpito l’economia in una dimensione inaudita. L’Europa, fino ad oggi, ha fatto fronte agli attacchi speculativi dei mercati finanziari, che sono all’origine della crisi, con misure di austerità, al fine di salvaguardare la stabilità economico-finanziaria degli Stati sovrani, specie quelli, come l’Italia, con un rapporto debito-Pil molto elevato, senza però assumere misure idonee per la ripresa economica e lo sviluppo. È giunto il momento di cambiare! Confesercenti chiede, pertanto, all’Europa di invertire la rotta, con un’azione decisiva per rilanciare lo sviluppo. Tra le priorità indicate anche nella manifestazione nazionale del 18 febbraio a Roma, Confesercenti ha sostenuto la valorizzazione del ruolo delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, tramite politiche di sviluppo e investimenti che ne accrescano la competitività; l’armonizzazione del mercato interno e dei regimi fiscali degli Stati membri per garantire un contesto di concorrenza leale tra tutte le imprese e tutti i settori economici; la semplificazione e la stabilità dell’assetto normativo anche a vantaggio delle imprese meno strutturate e di più piccole dimensioni, come impone lo Small Business Act; la revisione della direttiva Bolkestein; la centralità delle città e dei territori per la crescita e lo sviluppo. E poi ancora: la salvaguardia del pluralismo distributivo e il contrasto alla desertificazione commerciale dei centri storici e delle periferie; la valorizzazione del turismo e del patrimonio storico, artistico e culturale; la facilitazione dell’accesso al credito; la modificazione e l’agevolazione dell’utilizzazione dei fondi strutturali; la revisione dei parametri di Maastricht; l’istituzione del marchio di origine dei prodotti; la lotta alla contraffazione e alla criminalità; lo sviluppo di sistemi e reti di trasporto e logistica che garantiscano l’accessibilità ai diversi mercati; il completamento dell’apertura alla concorrenza del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico locale; il sostegno all’innovazione nel terziario di mercato e alla digitalizzazione delle imprese.


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arezzo

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ECONOMIA

Arezzo Fiere e Congressi ha un nuovo Presidente Al timone del polo fieristico adesso c’è Andrea Boldi

Perché ha investito fin da subito sul cambiamento? «Perché l’area esterna fruibile e dignitosa renderà per il futuro più appetibile la struttura. Una struttura all’avanguardia, che adesso ha bisogno di essere sfruttata per le sue potenzialità».

Arezzo Fiere e Congressi si prepara a vivere un nuova era. Al timone, adesso, arriva Andrea Boldi. L’imprenditore orafo, alla guida del polo fieristico di via Spallanzani, ha già dato una incisiva virata migliorativa. Ad aprile, Oro Arezzo, la fiera internazionale dell’oreficeria della gioielleria, dell’argenteria e del bijoux, ha registrato un deciso cambiamento d’immagine e di contenuti, riscuotendo apprezzamenti da parte di tutti.

Un nuovo percorso è quello avviato sotto la sua presidenza? «Personalmente mi sono fin da subito adoperato a riorganizzare la struttura attraverso un processo rigoroso. Credo che razionalizzare le risorse e valorizzare le professionalità che abbiamo sia stato il primo passo che già ha dato i suoi risultati».

Quali sono i prossimi obiettivi in veste di presidente di Arezzo Fiere e Congressi? «Tante le idee, tanto che un intero staff è al lavoro per metterle in pratica. Inizialmente ho preso in mano le redini utilizzando il buonsenso e per dare un immediato tocco di nuovo» Un’innovazione che si è tradotta prima di tutto in un restyling del parcheggio. L’area esterna ha di fatto restituito al polo fieristico un altro aspetto.

«Era impensabile organizzare eventi di portata internazionale senza un parcheggio all’altezza. Arezzo Fiere e Congressi è la vetrina di Arezzo per gli imprenditori e per il sistema economico e quindi deve essere valorizzata al meglio».

Risultati che puntano in alto. «La struttura dovrà essere messa a reddito in modo da portare una preziosa ricaduta sul territorio. La nostra struttura può risultare un volano per lo sviluppo del centro storico. L’idea è quella di fornire variegate manifesta-

Una nuova strategia da mettere in pratica. Come? «Importante sarà stringere accordi con altri poli fieristici per poter contare su ulteriori professionalità e poter interagire con format da utilizzare nella nostra città in modo da organizzare più facilmente iniziative grazie alle esperienze acquisite in altre realtà». Oro Arezzo sotto la tua guida è stata fin da subito valorizzata. «Nonostante le novità che abbiamo messo in atto all’ultimo tuffo, credo che il vero cambiamento, con il nuovo layout espositivo interno, sarà pronto ad ottobre, in occasione di “Gold in Italy”. In ogni caso grazie all’energia e all’entusiasmo del nuovo art director Beppe Angiolini, fin da questa edizione ci sono stati cambiamenti di immagine». Ma la promessa di Andrea Boldi è quella di “cambiare pelle” ad ogni edizione di Oro Arezzo e di cambiare passo ad Arezzo Fiere e Congressi.

RIFORMA PENSIONI

turismo

Allarme guide turistiche Gori (Federagit): “Urgente riordinare la normativa” In vista dell’arrivo della primavera e dell’estate e dell’auspicabile boom di presenze turistiche in città e nei centri storici del territorio provinciale, Confesercenti lancia l’allarme guide turistiche. L’appello è a «riordinare subito la normativa per evitare danni». Federagit Confesercenti, il sindacato che raccoglie gli esperti delle bellezze architettoniche a passeggio tra le statue, le chiese e i monumenti della terra d’Arezzo a livello nazionale, ha inteso incontrare il nuovo ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, per affrontare le problematiche che minacciano lo sviluppo e il corretto esercizio della professione per le guide turistiche italiane. «Un incontro importante ed estremamente incoraggiante – ha ricordato il coordinatore di Federagit Lucio Gori, vice direttore di Confesercenti -. Il Ministro si è dimostrato disponibile ad approfondire gli effetti negativi dell’attuale normativa sulla guida turistica nazionale, che consente anche alle guide degli altri Paesi europei

zioni, in modo da rilanciare anche le attività commerciali, artigiane, gli alberghi e le imprese della ristorazione».

di esercitare in Italia. Il momento di incontro è stato anche importante per il fatto di aver ottenuto il riconoscimento del ruolo delle associazioni che rappresentano questi operatori». Il rischio dell’applicazione della nuova normativa, la legge europea n.97 approvata il 6 agosto 2013 dal Parlamento italiano con la quale si prevede che

l’abilitazione alla professione di Guida Turistica sia valida su tutto il territorio nazionale, eliminando la “specificità culturale italiana”, vale a dire la specializzazione per ambiti territoriali provinciali o regionali, è infatti quello di un enorme danno economico, in termini occupazionali, fiscali, previdenziali ma anche culturali. «La nuova legge – spiega Gori - stabilisce di fatto che la qualifica professionale di guida conseguita da un cittadino dell’Unione Europea in un altro Stato membro abbia efficacia su tutto il territorio nazionale, impoverendo anche la cultura e la figura professionale delle guide. Per questo Federagit ha avviato una serie di azioni per rilanciare il ruolo e l’importanza di queste figure professionali in un Paese come l’Italia, che nel turismo e nel patrimonio naturale, artistico e culturale ha il suo principale punto di forza. Come categoria siamo contrari all’istituzione della figura di guida nazionale, che porterà al liberismo selvaggio e senza regole della professione di guida turistica».

sciopero

Stato di agitazione dei benzinai Faib: “Proclamati due giorno di sciopero”

Data ancora incerta ma gestori intenzionati a manifestare. Al centro dello sciopero una situazione sempre più insostenibile sulla rete di tutta Italia con migliaia di gestori vicini al fallimento. Ad Arezzo la situazione non è migliore per chi lavora alle pompe di benzina. Faib-Confesercenti quindi si mobilità con le altre sigle sindacali di categoria per manifestare le preoccupazioni. “La contrazione delle vendite – dichiara Lucio Gori di Faib-Confesercenti - il taglio ai margini operato dalla compagnie petrolifere con la politica delle promozioni e degli sconti discriminatori verso gestori e cittadini, l’aumento incontrollato dei costi di gestione stanno conducendo migliaia di gestori alla chiusura delle attività. Preoccupante lo stallo del rinnovo degli accordi economici e normativi, mediamente scaduti da oltre due anni”. “Esprimiamo – prosegue Gori di Faib-Confesercenti - tutta la nostra contrarietà alla cancellazione della gratuità delle transazioni di pagamento con moneta elettronica e al tempo stesso all’introduzione dell’obbligatorietà all’accettazione dei pagamenti con carte. Un regalo alle banche sulle spalle dei gestori e dei consumatori”. Inoltre siamo contro il tentativo di emarginare ed espellere i gestori allargando il servizio self service. “La rappresentanza dei gestori – conclude il responsabile di Faib Confesercenti - denuncia l’incapacità dell’industria petrolifera di giungere ad una proposta condivisa in tema di nuove tipologie contrattuali, di diversificare l’offerta rete con nuove attività non oil, di procedere alla ristrutturazione e ammodernamento della rete, sottraendosi persino alla normale manutenzione mentre vorrebbe scaricare sui gestori gli oneri della ristrutturazione”. È su questi delicati temi che si gestori si preparano a chiudere per due giorni le pompe di benzina avviando una serie di iniziative di protesta, nell’interesse anche degli automobilisti.

Interviene Cesare Catalani del sindacato Fipac «La Riforma Fornero ha messo a posto i conti ma impoverito i pensionati. I pensionati hanno già pagato la spending review». Non ha dubbi Cesare Catalani, presidente di Fipac-Confesercenti Arezzo: «I provvedimenti adottati in materia di perequazione dei trattamenti pensionistici, fino ad oggi sono serviti

sicuramente a mettere a posto i conti dello Stato, ma hanno impoverito ulteriormente gli over 60. Gli effetti della Riforma Fornero per il 2012-2013 hanno portato a tagli che man mano sono diventati strutturali per circa 5,2 milioni di pensionati, in questo biennio la perequazione persa è di 8,2 miliardi, a conti fatti circa 1.600 euro pro-capite». «Un meccanismo che per il 2014 - spiega Cesare Catalani - sarebbe dovuto cambiare, ma che, in mancanza di interventi da parte del Governo, consentirà che le nuove aliquote vengano applicate sull’intero importo pensionistico e non sulle quote eccedenti. In questo modo, a pagarne le spese non saranno coloro i quali percepiscono una pensione alta, ma i pensionati medi, che continuano a fungere da ammortizzatori sociali in un paese dove il tasso di disoccupazione a febbraio è al 13%, un dato che ci riporta alla crisi del 1977».


regionale

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federagit

Cosa chiedono le Guide Turistiche

Secondo Federagit è necessario che Governo e Regione focalizzino l’attenzione su alcuni punti L’associazione di categoria delle guide turistiche, delle guide ambientali e degli accompagnatori turistici di Confesercenti (Federagit) ha partecipato alla manifestazione nazionale organizzata il 18 febbraio scorso a Roma da Rete Impresa Italia, con centinaia di propri iscritti, e ha organizzato la giornata di protesta lo scorso 14 marzo, allo scopo di richiamare l’attenzione del Governo e della Regione Toscana sulla necessità di rivedere urgentemente il quadro normativo di settore. In particolare le guide turistiche chiedono:  al Governo, di costituire rapidamente un gruppo di lavoro per predisporre la leg-

ge di riordino delle professioni turistiche e la relativa norma da inserire nella legge Europea del 2014;  che sia approvata con la massima urgenza una norma transitoria rispetto alla legge europea n.97 del 06/08/2013 art. 3 sulle guide turistiche, che stabilisca una proroga delle legislazioni attualmente in vigore fino all’approvazione della nuova normativa sulla professione di Guida;  che si risponda alla Commissione Europea che quanto affermato nella procedura di pre-infrazione EU Pilot 4277/12/ Mark si basa su presupposti errati;  che vengano applicate le disposizioni

del D.P.R. 13/11/1995 che tutelano i siti protetti e che questi siano individuati con il criterio del vincolo e della notifica adottati dalle Soprintendenze, oltre che dei siti Unesco;  che si approvi in tempi brevi una nuova legge complessiva e organica sulla professione di Guida Turistica, che ne riconosca la qualificazione specifica e non vada oltre ciò che il diritto europeo richiede;  che gli organi competenti, istituzionali e politici, introducano le sanzioni a carico dei trasgressori delle normative in vigore ed eseguano i controlli.

caaf/regione toscana

Pegaso-Card Toscana: Sistema tariffario integrato regionale Con il Sistema Pegaso la Regione Toscana ha voluto creare un’integrazione tariffaria regionale tra i vari servizi di trasporto pubblico: treni, autobus urbani ed extraurbani. L’abbonamento mensile Pegaso consente al cliente di utilizzare qualsiasi mezzo di trasporto sia su gomma che rotaia, fra due località prescelte del territorio regionale e, eventualmente, anche il trasporto urbano, ottenendo una considerevole convenienza economica rispetto alle normali tariffe. La PegasoCARD è nata per facilitare e favorire l’utilizzo del mezzo di trasporto pubblico in Toscana. Il nostro sistema consente il rilascio sia della Tessera Pegaso (PegasoCARD) che dell’abbonamento mensile Pegaso. Il servizio avviene attraverso il collegamento al nostro sito www.cat-toscana.it, cliccando nella sezione “Accedi servizio Pegaso”. La rivendita, da noi autorizzata con password e codice identificativo, deve essere dotata di stampante con carica dall’alto. Le operazioni si svolgono on-line e sono di facile e veloce esecuzione. Per l’esercizio commerciale l’iniziativa rappresenta un’ottima opportunità di diversificazione e potenziamento dell’attività, senza sottovalutare l’aspetto strettamente più economico: viene infatti riconosciuto un corrispettivo pari al 4% del valore facciale dei titoli di viaggio e tessere di adesione complessivamente venduti e una commissione fissa per la predisposizione delle tessere. Pegaso è un sistema integrato tariffario innovativo, pratico, ecologico e conveniente, che sfrutta le potenzialità della messa in rete di servizi per la cittadinanza. Per informazioni più dettagliate scrivete all’indirizzo: amministrazionecat@confesercentitoscana.it o telefonate al n. 055 3036109/210.

NUOVE NORME

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.49 del 28-2-14 la Legge n. 15 di conversione del Decreto Milleproroghe 2013 (DL n. 150/2013). Gli effetti del provvedimento sono in vigore dal 1 marzo e interessano in particolare quattro temi: noleggio con conducente, strutture ricettive, Sistri e moneta elettronica Per qualsiasi chiarimento, gli operatori economici possono rivolgersi alle sede di via Fiorentina di Confesercenti e agli uffici territoriali

Noleggio con conducente Sul noleggio con conducente, la legge preannuncia l’emanazione di un successivo decreto che dovrebbe disciplinare il rilascio delle autorizzazioni per i noleggiatori, un provvedimento che in realtà è atteso dal 2010 nell’intento di contrastare l’abusivismo.

Antincendio Per le strutture ricettive, in particolare quelle dotate di 25 o più posti letto, la conversione ha confermato la nuova proroga - questa volta fino al 31 dicembre 2014 - dell’obbligo di adeguamento alle disposizioni di prevenzione degli incendi. Rispetto all’originario decreto, la legge di conversione ha anche inserito un nuovo comma, secondo il quale entro la fine di aprile il Ministero dell’Interno procederà a semplificare i requisiti per le strutture che hanno fino a 50 posti letto.

Sistri In merito al Sistri, il sistema elettronico di gestione rifiuti promosso e rinviato più volte negli ultimi anni, la conversione del Milleproroghe ha rinviato al 1 gennaio 2015 l’applicazione delle sanzioni previste per il mancato adempimento da parte degli interessati, mantenendo l’obbligo delle registrazioni cartacee.

Anche in questo caso è “in itinere” un nuovo Decreto con il quale il Ministero dell’Ambiente, alla luce di quanto emerso dal confronto con le Associazioni di categoria, semplificherà il sistema. In particolare, il prossimo decreto dovrebbe escludere l’obbligo di adozione per molte delle imprese sin qui considerate: si tratta di quelle aziende che hanno un numero di addetti pari o inferiore alle dieci unità di personale, che anche se produttrici iniziali di rifiuti pericolosi, non dovranno aderire al Sistri ma dovranno continuare ad utilizzare Registri di carico/scarico e Formulari.

Obbligo Pos Di portata più ampia, allo stato attuale, la misura approvata con la conversione del Milleproroghe in relazione ai pagamenti elettronici. Per liberi professionisti, commercianti e prestatori di servizi è stato sancito l’obbligo di dotarsi di Pos, l’apparecchiatura necessaria per accettare pagamenti con bancomat o carte di credito. Per tutti, anche per le aziende con volume d’affari inferiore a 200.000 euro, l’entrata in vigore della norma sarà al 30 giugno, in merito alle transazioni effettuate da persone fisiche per importi superiori a 30 euro. Anche in questo caso, pur se meno probabile, un successivo decreto potrebbe aggiustare il tiro, in particolare per quello che riguarda le imprese con volume d’affari inferiore a 200.000 euro, e per i pagamenti con cellulari o tablet.

Impianti condizionamento Entro maggio dichiarazione gas Entro il 31 maggio gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore, nonché dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 chili o più di gas fluorurati ad effetto serra, devono presentare la dichiarazione annuale dei gas fluororati al Ministero dell’Ambiente. Le sanzioni per chi non rispetta la scadenza vanno da 1.000 a 10.000 euro. Tale scadenza deve essere rispettata da chi ha impianti di refrigerazione o condizionamento dell’aria che presi individualmente hanno carica complessiva superiore ai 3 chili: in particolare grandi esercizi commerciali oppure alberghi. Per ogni esercente che possieda impianti di refrigerazione e condizionamento, il consiglio è quello di confrontarsi con il proprio manutentore, che in caso di ampia delega all’effettivo funzionamento può provvedere direttamente alla dichiarazione.

Nuove disposizioni sul lavoro in vigore dal 21 marzo 2014 Ecco le novità su contratto a tempo determinato e apprendistato

Contratto a tempo determinato Per stipulare un contratto a tempo determinato non occorre più la motivazione. Si può stipulare per un massimo di 36 mesi, comprese le proroghe a prescindere dalla mansione esercitata dal lavoratore. Si può prorogare, sempre nel limite dei 36 mesi, fino ad un massimo di 8 volte, sempre che si riferisca alla stessa attività lavorativa. Si possono assumere lavoratori a tempo determinato fino ad un massimo del 20% dell’organico complessivo, salvo le esenzioni già presenti nella stessa legge, e che riguardano ad esempio i lavoratori assunti in sostituzione, quelli a causa della stagionalità, lavoratori di età superiore a 55 anni etc… Le aziende fino a 5 dipendenti possono assumere un lavoratore a tempo determinato. Apprendistato Per gli apprendisti assunti dal 21 marzo 2014 in poi non sarà più obbligatorio redigere il piano formativo individuale. Attenzione, la formazione all’apprendista va comunque effettuata; per questo motivo è comunque consigliabile tenere dei documenti che attestino la formazione svolta. La formazione di base e trasversale ora “può essere integrata” dalla offerta pubblica e non “deve essere integrata”. L’interpretazione di tale cambiamento impone cautela; attendiamo maggiori chiarimenti. È abolito qualsiasi obbligo da parte dei datori di lavoro di confermare gli apprendisti al termine del periodo formativo, al fine di poter avviare nuovi rapporti di apprendistato.


NOTIZIE

in

PILLOLE

Ocse/1 Ricchi e poveri sempre più lontani Nel rapporto annuale dell’Ocse una cifra segnala il livelli di caduta dei redditi. Ogni famiglia, in questa lunga, crisi ha perso in Italia mediamente 2.400 euro (la media europea è 1.100). Ma il dato più allarmante è l’aumento della forbice tra ricchi e poveri. In una situazione complessiva di riduzione dei redditi del 12%, il 10% è a carico delle famiglie meno abbienti e il 2% di quelle con redditi elevati.

Ocse/2 Tasso di disoccupazione raddoppiato Il deterioramento del mercato del lavoro penalizza essenzialmente i giovani. Il tasso di disoccupazione durante questa crisi è passato dal 6% al 12,3%. Con un balzo dei giovani ad oltre il 40%. Tra i giovani il tasso Neet (ne studia ne lavora) è 1 su 5 tra i 15 e i 25 anni. Il terzo dato più alto dei paesi Ocse dopo Grecia e Turchia.

Ocse/3 L’Italia spende un terzo di meno Mentre si parla molto di spesa pubblica, l’Ocse sottolinea come l’Italia nei trasferimenti sociali (disoccupazione, sussidi alle famiglie, formazione e assistenza, ecc) spenda un terzo in meno della media europea. La conseguenza è tale che il tasso di natalità è sceso ad 1,4 mentre quello europeo è 2,1.

Eurostat Inflazione ancora più bassa A febbraio l’inflazione è ancora più bassa del previsto: 0,7%. È la constatazione di un profondo ristagno dell’economia ed in particolare del mercato interno. Ad aprile i tecnici stimano una leggera ripersa, vicina all’ 1% e le stime dell’intero 2014 sarebbero di un +1,1%.

Osservatorio Confesercenti In Toscana in due mesi hanno chiuso 982 imprese Il saldo tra aperture e chiusure dei primi due mesi 2014, nel settore Commercio, Turismo e servizi, registra in Italia -17.723 imprese. Il dato più basso degli ultimi 40 anni. In Toscana hanno chiuso 986 imprese mentre le nuove si limitano a 214. In flessione over cinquantenni, ambulanti ma anche e-commerce.

Mensile di informazione al servizio del commercio e del turismo Reg. Trib. FI: nr. 5091 del 30/7/2001 Anno 14 - n. 10 aprile-maggio 2014 Editore: Edimedia Srl Direttore Responsabile: Massimo Biagioni Redazione e Pubblicità: Edimedia Srl via Volturno, 10/12a 50019 Sesto F.no - FI tel. 055340811 - fax 055340814 info@edimedia-fi.it Stampa: Industria Grafica Valdarnese tel. 0559122550 Chiuso in redazione il 28 aprile Distribuzione in abbonamento postale a tutte le imprese commerciali, turistiche e di servizi della Toscana

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House Organ Confesercenti Toscana ed. Arezzo

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