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Premio Estense 2026

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L’eccellenza del giornalismo italiano

Programma di sala

Ferrara, 26 settembre 2026


Il Premio Estense nasce nel 1965 per iniziativa dell’allora Presidente dell’Unione degli Industriali di Ferrara, Cavaliere del Lavoro dottor Giorgio Piacentini, con l’intento di testimoniare l’attenzione dell’imprenditoria ferrarese verso l’arte e la cultura, nel solco della tradizione rinascimentale della città. L’idea prese forma grazie al giornalista e scrittore Gian Antonio Cibotto, che propose un riconoscimento destinato a giornalisti professionisti e pubblicisti, per opere capaci di rappresentare la realtà contemporanea. Gianni Granzotto aderì all’iniziativa e presiedette la Giuria Tecnica per vent’anni, contribuendo in modo determinante al prestigio e all’affermazione del Premio.

Albo d’Oro Premio Estense 2025 - Marzio G. Mian: Volga Blues. Viaggio nel cuore della Russia 2024 - Francesco Costa: Frontiera, Perchè sarà un nuovo secolo americano 2023 - Gaia Tortora: Testa alta, e avanti 2022 - Marzio Breda: Capi senza stato. I presidenti della grande crisi Italiana 2021 - Francesca Nava: Il Focolaio. Da Bergamo al contagio nazionale 2020 - Pablo Trincia: Veleno Concetto Vecchio: Cacciateli! 2019 - Francesca Mannocchi: Io Khaled vendouomini e sono innocente 2018 - Federica Angeli: A mano disarmata 2017 - Giovanni Bianconi: L’assedio 2016 - Sabrina Pignedoli: Operazione Aemilia 2015 - Jas Gawronski: A cena dal Papa 2014 - Domenico Quirico, Pierre Piccinin da Prata: Il Paese del male 2013 - Gianluca Nicoletti: Una notte ho sognato che parlavi 2012 - Federico Fubini: Noi siamo la rivoluzione 2011 - Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli: Occulto Italia 2010 - Benedetta Tobagi: Come mi batte forte il tuo cuore 2009 - Rosaria Capacchione: L’oro della camorra 2008 - Enzo Bettiza: La primavera di Praga 2007 - Cesare De Seta: Viaggi controcorrente 2006 - Aldo Cazzullo: I grandi vecchi 2005 - Pasquale Chessa: Guerra civile 1943 1945 1948 2004 - Ettore Mo: I dimenticati 2003 - Bianca Stancanelli: A testa alta 2002 - Stefano Malatesta: Il grande mare di sabbia. Storie del deserto 2001 - Lucio Villari: Niccolò Machiavelli 2000 - Stefano Lorenzetto: Dimenticati 1999 - Paolo Mieli: Le storie la storia Giuseppe Pederiali: Padania felix 1998 - Fernanda Pivano: Viaggio americano


1997 - Alberto Arbasino: Lettere da Londra 1996 - Raffaele Crovi: Parole incrociate 1995 - Folco Quilici: L’Africa 1994 - Claudio Marabini: Voci e silenzi di Romagna 1993 - Alfredo Cattabiani: Santi d’Italia 1992 - Igor Man: Diario arabo 1991 - Furio Colombo: Il terzo dopoguerra Alberto Pasolini Zanelli: La caduta dei profeti 1990 - Saverio Vertone: Il collasso 1989 - Giorgio Manganelli: Improvvisi per macchina da scrivere 1988 - Ettore Mo: La peste la fame la guerra 1987 - Vittorio Zucconi: Il Giappone tra noi 1986 - Federico Zeri: L’inchiostro variopinto 1985 - Vittorio Sgarbi: Il sogno della pittura 1984 - Giulio Nascimbeni: Il calcolo dei dadi 1983 - Rosellina Balbi: Hatikvà. Il ritorno degli ebrei nella Terra Promessa 1982 - Piero Ostellino: Vivere in Cina 1981 - Ilario Fiore: La Spagna è differente 1980 - Lucio Lami: Il grido delle formiche 1979 - Beatrice Barbiellini Amidei: Carovana di carta 1978 - Gian Carlo Vigorelli: Diario europeo 1977 - Antonio Spinosa: L’ultimo sud 1976 - Giuseppe Longo: Italia dove 1975 - Enzo Biagi: Russia 1974 - Guido Piovene: L’Europa semilibera 1973 - Gianfranco Piazzesi: La svolta dell’America 1972 - Ennio Flaiano: Le ombre bianche 1971 - Carlo Laurenzi: Le rose di Cannes 1970 - Vittorio Gorresio: Roma. Ieri e oggi 1969 - Adriano Buzzati Traverso: L’uomo su misura 1968 - Sergio Maldini: Il giornalista riluttante 1967 - Alberto Ronchey: L’ultima America 1966 - Enzo Bettiza: La nuova cultura tedesca 1965 - Carlo Bo: Siamo ancora cristiani? Alberto Cavallari: La Russia contro Kruscev

Poche parole sugli scopi e sulle finalità del Premio Estense. Esso vuole essere da parte di noi industriali un modesto, ma significativo omaggio al grande mondo giornalistico che tanto onora la cultura italiana. E vuole essere un’occasione di un incontro che ci auguriamo proficuo e duraturo fra il mondo del lavoro e il mondo della cultura, incontro che reputiamo indispensabile per un sempre più armonioso sviluppo della nostra democrazia nella quale siamo tutti impegnati, tutti egualmente responsabili. Giorgio Piacentini


Azimut è un gruppo indipendente,

una realtà globale nell’Asset Management, Wealth Management, Investment Banking e nel Fintech, al servizio di privati e imprese.

«Da sempre crediamo nella finanza al servizio delle imprese, della cultura, del sociale. Orgogliosi di sostenere il Premio Estense e di promuovere come Gruppo la centralità della cultura, del dialogo e della collettività» Monica Liverani, AD Azimut Capital Management SGR Spa

www.azimut.it direzionecommercialemiliaromagnamarcheumbria@azimut.it


I quattro libri finalisti 2026 (In ordine alfabetico di autore)

Virman Cusenza L’altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera Mondadori Il volto inedito di Giuseppe Garibaldi. Dietro l’eroe dei due mondi, dietro la camicia rossa e il mito risorgimentale, si nasconde un uomo sorprendentemente moderno e attuale. Questo libro invita a osservarlo da vicino, spostando lo sguardo dalle imprese epiche alla vita quotidiana, dai campi di battaglia a Caprera, il luogo che Garibaldi scelse non come fuga dal mondo, ma come centro operativo del suo pensiero e della sua azione. Caprera non è un eremo, ma un laboratorio: agricolo, politico, umano. Qui il generale sperimenta, realizza un’azienda agricola modello, importa macchinari all’avanguardia, costruisce un mulino tra i più innovativi dell’epoca, semina, coltiva, impianta quattordicimila viti. Si circonda di un «secondo esercito» di mille capi di bestiame e fonda la Società Reale di Protezione degli Animali. E ancora, studia, scrive, riflette, anticipa modelli di famiglia allargata, accoglie amici, intellettuali e frotte di visitato-

ri. Descrive, essenziale e preciso, le sue giornate. Nei Diari agricoli, documento straordinario, poco noto e fonte preziosa per questa appassionante biografia, la zappa e la spada si alternano, rivelando un Garibaldi contadino, imprenditore, allevatore. Il generale annota puntigliosamente la temperatura, i venti, la pressione atmosferica, la fioritura di stagione. E, in ultima colonna, eventi che segnano la storia: la visita di un emissario di Vittorio Emanuele o lo sbarco dell’anarchico Bakunin. Caprera è il suo buen retiro, uno spazio speciale da cui osservare il mondo e da cui continuare a influenzarlo. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi: non l’icona contesa e spesso strumentalizzata da ideologie opposte, bensì un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie femminili profonde (d’altronde, la donna per il generale è il motore della trasformazione sociale). Un uomo cosmopolita e visionario, con la testa già rivolta al secolo successivo.

“Il vero Garibaldi è quello che abbiamo dimenticato”


Gianluca Di Feo Il cielo sporco. Come la guerra dei droni e dell’intelligenza artificiale cambierà il mondo Ugo Guanda Editore

«Cielo sporco» è il modo in cui i soldati ucraini chiamano l’affollamento dei droni volanti sul campo di battaglia. Un tempo i fanti asserragliati nelle trincee odiavano pioggia e vento, ora li benedicono perché tengono lontani i quadricotteri assassini. Quello che sta avvenendo nel conflitto russo-ucraino dalla primavera 2022 è un processo di dronizzazione selvaggia, privo di regole e controlli, che ha già rivoluzionato l’arte della guerra. E non solo qui: anche a Gaza e in Medio Oriente lo stato di Israele ha affi-

dato ai droni volanti la sua egemonia bellica. Con una velocità sconvolgente, l’intelligenza artificiale rende questi mezzi dei veri robot con licenza di uccidere, infrangendo persino i limiti posti dalla fantascienza di Isaac Asimov. Questo libro ci fa capire come siamo arrivati alla situazione attuale, a partire dai Predator, gli antesignani dei droni, utilizzati nel 2001 per la Guerra al Terrore, fino all’America di Trump e al suo sogno distopico di una Golden Dome ipertecnologica che possa tenere al sicuro il paese da qualsiasi tipo di attacco.

“Stiamo lasciando alle macchine il compito di decidere chi colpire”


Tonia Mastrobuoni La peste. Indagine sulla destra in Germania Feltrinelli In Germania c’è una peste che non si vede, ma cresce. Avanza silenziosa nelle campagne, si radica in villaggi dimenticati, si insinua nelle scuole, nei corpi civili, nelle associazioni culturali e religiose. Non porta bandiere, ma idee. Idee vecchie, che sembravano sepolte dalla storia: razzismo, culto della purezza, antisemitismo, gerarchia biologica tra esseri umani. Dietro il volto rassicurante dell’agricoltura bio o della pedagogia alternativa, un universo inquietante prende forma. È quello delle comunità völkisch, dei neonazisti “ecologisti”, dei nostalgici del Reich, che educano i propri figli in fattorie isolate, li addestrano nei campi paramilitari, e sognano un nuovo ordine etnico. In questo libro-inchiesta, Tonia Mastrobuoni ricostruisce una rete capillare di movimenti estremisti che hanno smesso di stare ai margini: oggi lavorano con

metodo per infiltrare le istituzioni, costruire consenso locale, riscrivere la memoria e conquistare il potere “dal basso”. Il partito Alternative für Deutschland è oggi il principale vettore politico di questa radicalizzazione. Nato come forza euroscettica e populista, ha progressivamente assorbito istanze razziste e nazionaliste e il pensiero della Nuova destra, fino a diventare un crocevia tra la dimensione parlamentare e l’ampia galassia dell’estremismo neofascista. Oggi è un partito classificato dai servizi segreti tedeschi come un movimento antidemocratico e a rischio eversivo. Mastrobuoni racconta una Germania che resiste, certo, ma è sotto attacco: giudici, maestri, pastori evangelici, sindaci vengono minacciati, isolati, aggrediti. Un intero tessuto democratico rischia di essere logorato dall’interno, senza che l’allarme sia percepito fino in fondo.

“La peste dell’estremismo si manifesta quando spesso è già troppo tardi”


Nello Trocchia Invincibili. La mafia albanese da Roma alla conquista del mondo Rizzoli

Tra gli albanesi che nei primi anni organizzata, infine narcotrafficanti Novanta sbarcano in Itache oggi, potentissimi, lia con la nave Vlora ci controllano centri di sono i disperati ma c’è smistamento e porti in anche chi vuole imparatutto il mondo; ma anre il mestiere dai miglioche trafficanti di esseri ri su piazza. È con un umani, che trasportano patto con i clan italiani i migranti in Italia proche comincia la carriera prio mentre il governo criminale degli albanesi: italiano spende milioprima scafisti e contrabni per tenerli nei centri bandieri, poi picchiatori che ha fatto costruire nei e killer a libro paga della malavita luoghi della mala in Albania.

“Il vero alleato delle mafie è la nostra sottovalutazione”


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Riconoscimento Gianni Granzotto

Uno stile nell’informazione Nel 1985 è stato istituito, in memoria di Gianni Granzotto, per vent’anni Presidente della Giuria Tecnica del Premio Estense, il “Riconoscimento Gianni Granzotto. Uno stile nell’informazione”, segno distintivo conferito ad una personalità vivente, che operando nel campo dell’informazione si è particolarmente distinta per correttezza, impegno e personalità, destando l’attenzione di vasti settori dell’opinione pubblica nazionale. Il Riconoscimento, consistente nella riproduzione della colubrina “La Regina” in argento, viene consegnato da una giuria composta dal presidente della Fondazione Premio Estense e da dieci imprenditori espressione dei territori di Bologna, Ferrara e Modena, con il parere favorevole della giuria tecnica.

2026 - Monica Maggioni 2025 - Corrado Augias 2024 - Antonio Caprarica 2023 - Federico Rampini 2022 - Giovanna Botteri 2021 - Andrea Purgatori 2020 - Massimo Franco 2019 - Lucia Annunziata 2018 - Franco di Mare 2017 - Giovanni Floris 2016 - Antonio Polito 2015 - Lilli Gruber 2014 - Milena Gabanelli 2013 - Giulio Anselmi

2012 - Stefano Folli 2011 - Bruno Vespa 2010 - Joaquìn Navarro Valls 2009 - Beppe Severgnini 2008 - Enrico Mentana 2007 - Vittorio Feltri 2006 - Giovanni Minoli 2005 - Biagio Agnes 2004 - Barbara Spinelli 2003 - Gad Lerner 2002 - Tiziano Terzani 2001 - Ferruccio De Bortoli 2000 - non è stato assegnato 1999 - Sergio Romano

1998 - Mario Cervi 1997 - Guglielmo Zucconi 1996 - Piero Angela 1995 - Enzo Bettiza 1994 - Ugo Stille 1993 - Geno Pampaloni 1992 - Baldassarre Molossi 1991 - Arrigo Levi 1990 - Enzo Biagi 1989 - Egisto Corradi 1988 - Eugenio Scalfari 1987 - Alberto Ronchey 1986 – Enrico Mattei 1985 – Indro Montanelli


Monica Maggioni è giornalista, anchor, inviata speciale, scrittrice, documentarista, è stata Presidente della Rai, Amministratore Delegato di Rai Com e prima donna Direttrice del TG1. Come corrispondente di guerra ha coperto i maggiori conflitti contemporanei e come senior correspondent ha seguito la politica statunitense. Nel 2003, durante la guerra in Iraq, è stata l’unica giornalista italiana embedded con l’esercito americano. Successivamente ha vissuto a Baghdad e in Medio Oriente. Negli ultimi due decenni ha raccontato le principali aree critiche del pianeta. Ha intervistato capi di stato, attivisti e terroristi. Ha diretto due documentari in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, “Ward 54” e “Out of Tehran”. Tra le principali pubblicazioni e libri: “Twitter e jihad”, Ispi 2015, “Dentro la guerra”, Longanesi 2004, “La fine della verità”, Longanesi 2006, “Terrore mediatico”, Laterza 2015, “Spettri”, Longanesi 2024, “The Presidents”, RAI Libri 2025.


Ringraziamo tutti i sostenitori della 62ª edizione del Premio Estense Con il patrocinio di

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Arrivederci alla 63ª edizione. Sabato, 25 settembre 2027


Segreteria Premio Estense Tel. 0532 067403 / 051 6317322 / 051 6317242 premioestense@confindustriaemilia.it www.premioestense.com


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