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N°7-8 LUGLIO-AGOSTO 2018

POSTE ITALIANE S.P.A. SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE 70% - NE/VR

MENSILE DI ATTUALITÀ, COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI DELLA CONFCOMMERCIO VERONA-IMPRESE PER L’ITALIA

CONFCOMMERCIO IN PRIMA LINEA PER RILANCIARE LA CULTURA

www.confcommercioverona.it

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Il negozio di abbigliamento cambia pelle: innovazione, servizio al cliente, web

Turismo, è un’estate tra luci e ombre


ASSOCIATI E AVVANTAGGIATI                        

Con le convenzioni Confcommercio

Quadro esemplificativo di alcune convenzioni. Maggiori informazioni sul sito www.confcommercioverona.it COSTO STANDARD €

SCONTO

Fino o Medio

RISPARMIO ASSOCIATO €

ANTINCENDIO (Estintore a polvere da 6 Kg)

55A s.n.c.

52,00*

23%

12,00

RISPARMIO PRATICA RICHIESTA FINANZIAMENTO

CONFIDI VENETO

300,00

33,33%

100,00

TARIFFE AGEVOLATE sul consumo di energia elettrica

A.G.S.M. ENERGIA

1000,00*

5,5%

55,00

ASSICURAZIONE AUTO AZIENDALE E PRIVATA (estesa a familiari e collaboratori)

VITTORIA ASSICURAZIONI

570,00**

30%

171,00

ASSICURAZIONE CASA (es.Polizza All Risk, appartamento 130 mq)

VITTORIA ASSICURAZIONI

350,00**

30%

105,00

ASSICURAZIONE ATTIVITÀ COMMERCIALE (es. Polizza All Risk e responsabilità civile)

VITTORIA ASSICURAZIONI

1.800,00**

SIAE (radio - cd e 2 altoparlanti)

SIAE

277,60

16%

38,17

SCF Consorzio Fonografici (costo annuale 0-200 mq)

SCF

76,70

30%

22,00

Abbonamento Annuale quotidiano (7 su 7)

L’ARENA

475,00

48,42%

230,00

Abbonamento Annuale quotidiano (7 su 7)

GAZZETTA DELLO SPORT

563,83

27,43%

154,63

Abbonamento Annuale quotidiano (7 su 7)

CORRIERE DELLA SERA

599,53

31,78%

190,53

PRODOTTI SCRITTURA E UFFICIO,SCUOLA, CARTA, ARREDO, DECORO, CENTRO COPIE

OFFICE STORE GIUSTACCHINI

200,00

10%

20,00

Pos: Commissione Pagobancomat (0,35% per nuovi associati)

BANCA DI VERONA

1.500,00

50%

750,00

Pos commissioni pagobancomat 0,30/0,35 Pos commissioni carta di credito 0,60/0,75

UBI BANCA

1.000,00

50%

500,00

35%

TOTALE RISPARMIO ANNUALE UBI BANCA commissioni pagobancomat 0,30 distributori carburanti 0,35 altre attività Commissioni Carta di Credito 0,60 distributori carburanti 0,75 altre attività

revisione 22 novembre 2017

ABBONAMENTO

L’ARENA LA GAZZETTA DELLO SPORT CORRIERE DELLA SERA Il risparmio si intende su acquisto giornaliero

630,00

€ 2978,33

VITTORIA ASSICURAZIONI POLIZZA ALL RISK ATTIVITÀ COMMERCIALE Furto, incendio, merci, danni elettrici e vetri

*Gli esempi sono simulazioni. Per informazioni e preventivi personalizzati rivolgersi a 55A snc oppure Agsm **Gli esempi sono simulazioni. Per informazioni e preventivi personalizzati rivolgersi le agenzie Vittoria Assicurazioni del territorio ***La convenzione è valida esclusivamente per i nuovi Clienti con fatturato annuo non superiore a Euro 2.500.000. Non valida per i distributori di carburante

OPPORTUNITA’

DESCRIZIONE


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POSTE

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Il Commercio Veronese Organo ufficiale della Confcommercio-Imprese per l’Italia della Provincia di Verona Anno XXXXVII - n.7-8 Luglio-Agosto 2018 Editore Confcommercio As.Co. Verona Direttore Paolo Arena Direttore responsabile redazione, videoimpaginazione Mirko Aldinucci Redazione c/o Confcommercio Verona, Via Sommacampagna, 63/H 37137 Verona tel.045-8060811 fax 045-8060888 ilcommercioveronese@confcommercioverona.it www.confcommercioverona.it Stampatore Gmg Press srl Via Ventura, 6 - 37135 Verona Autorizzazione Tribunale n.263 dell’11.09.1971 Spedizione in A.P. 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona una copia: 0,10 euro abbonamento: 1 euro  Le foto di questo numero sono di: Mirko Aldinucci, archivio Tutti i numeri de Il Commercio Veronese sono disponibili in pdf sul sito www.confcommercioverona.it

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IN COPERTINA • Un patto per la cultura e i libri • E in Confcommercio nasce Impresa cultura Italia

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ATTUALITA’ • Il paradosso della tassa rifiuti • Erasmus per imprenditori • Zoonosi da zecche, vademecum Inail

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TURISMO • Un’estate tra luci ed ombre • Extralberghiero fuori legge • Airbnb nel mirino di Bruxelles

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CATEGORIE • Countdown per la Scuola Fimaa • Trasporto persone: e le regole? • Traffico merci, i numeri della crisi • Mercato dell’auto in ripresa • Fondi per la montagna veronese • Abitazioni turistiche, prezzi giù

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RUBRICHE • CRESCIAMO INSIEME di Paolo Arena • FOCUS • L’ESPERTO RISPONDE • NORME E ADEMPIMENTI • SPORT


CRESCIAMO INSIEME

n.7-8 luglio-agosto 18

Mettere le persone al centro per risollevare l’economia e la nostra società di Paolo Arena Mettere le persone al centro, garantire regole uguali per tutti, specializzarsi: intervistato da Verona Fedele, ho evidenziato quali sono alcuni nodi strategici per risollevare le sorti dell’economia, ma anche della società. In un periodo di grandi cambiamenti epocali urge un deciso cambio di passo e, in certi ambiti, una vera e propria inversione di rotta. E’ fondamentale per me ma non per questione ideologica bensì pratica, mettere le persone al centro di tutto. Finora non è stato fatto e ne subiamo le conseguenze. Quando sono arrivate le “lenzuolate” di liberalizzazioni, non se n’è tenuto conto. C’erano alla base motivazioni economiche, ci si è scordati di quelle sociali, della vita delle persone. Si pensi alle aperture 365 giorni all’anno. È stato un errore clamoroso pensare che queste avrebbero portato più affari. Alla fine i fatturati si sono spalmati su più giorni, ma sono rimasti quelli: però è cambiata la vita di chi lavora nel commercio e anche economicamente non ci siamo: stesse entrate per maggiori costi fissi. E sull’e-commerce il percorso deve essere lo stesso: la tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, non il contrario. Qui stiamo andando verso una rivoluzione sociale ancor più che economica, con le persone sole e chiuse nelle loro case, con la perdita dei negozi di quartiere, dei punti fisici di riferimento, delle abitudini giornaliere, della consulenza di persone a cui puoi rivolgerti prima, durante e dopo. Ecco allora che il venditore di oggi e di domani deve di-

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ventare un consulente specializzato, un punto di riferimento; deve saper investire in nuovi servizi, affinarli, allargare la cerchia del business, non rimanere passivo davanti allo tsunami. Guardiamo ad un esempio positivo: sull’alimentare c’è un’inversione di tendenza. Stanno tornando i negozi di vicinato, la piccola bottega che ti dà il prodotto freschissimo, di qualità, oppure mo- dellato secondo le tue esigenze. Qui l’e-commerce non è competitivo e la grande distribuzione soffre i cambiamenti di una società sempre più anziana, sempre meno bisognosa di enormi spese che riempiono il bagagliaio dell’auto. In un periodo di crisi per i centri commerciali, che si stanno cannibalizzando, il piccolo commercio deve specializzarsi e diventare un coccola-clienti, mentre la politica deve cambiare rotta e capire più gli interessi della società italiana, che quella di singoli settori. Si pensi alla questione fiscale e contributiva. Il negoziante fisico deve pagare tasse sui redditi da lavoro, contributi Inps e Inail, imposte locali di vario tipo, affitti... Amazon e chi per lei, cosa paga? E cosa lascia sui territori nei quali fa affari? Già questo è un dumping inaccettabile, una concorrenza sleale che finora è stata tollerata. Io non sono assolutamente per la politica degli incentivi, delle mance: bisogna invece che tutti siano messi nelle condizioni di gareggiare ad armi pari. Quello bravo, farà molta strada; quello bravino, galleggerà. Il mediocre salterà come è giusto che sia. Ma questa è la vita, questo il corretto svolgimento di una gara che deve smettere di vedere qualcuno molto più avvantaggiato di tutti gli altri.


FOCUS

Il negozio di abbigliamento cambia pelle e punta su web, innovazione, cura del cliente Quarantamila imprese perse, 20mila che hanno aperto. Si parla di negozi di abbigliamento Il quadro è quello tracciato, a livello nazionale, da FederazioneModaItaliaConfcommercio negli ultimi sei anni. Buona parte di quei 20mila negozi nuovi è gestita da cittadini stranieri, perlopiù cinesi. Il Veneto non fa eccezione, e segue le stesse percentuali della media italiana. Sul fronte del web, l’indagine realizzata da Format Research per Federazione Moda Italia-Confcommercio dice che i canali ‘social’ sono utilizzati dal 52,5% dei retailer, con una predilezione per facebook (97,3%) e Instagram (35,3%), mentre solo il 33% dei negozi ha un sito web. I dati sono stati presentati nella sede di Confcommercio Vicenza in occasione del convegno “Nuovi stili di vita e nuovi modelli di shopping”, organizzato da Confcommercio Veneto e FederazioneModaItalia. A illustrarli, partendo dall’Osservatorio acquisti Nexi 2018, il segretario generale della Federazione Massimo Torti e il coordinatore Sipap Veneto (Società Italiana Psicologi Area Professionale) Paolo Angelini. L’Osservatorio, basato sull’utilizzo del pagamento con carta di credito da parte dei clienti italiani nei negozi di moda, rivela che nel Veneto l’andamento delle vendite è stato altalenante, passando da un -2,5% di gennaio (contro il -4,6% nazionale) al +4,5% di febbraio (sul +0,9% nazionale), dal -3,7% di marzo (sul -6,8% nazionale), fino al +1,5% di maggio (contro il -0,9% nazionale). La Federazione sta lanciando la piattaforma iNovaRetail Small, che rende accessibili le vendite omnichannel anche ai piccoli imprenditori. Grazie alla tecnologia Rfid, applicata ad alcuni prodotti e ai touchscreen, si può scoprire qual è l’articolo più guardato, toccato, provato, e mettere a punto strategie mirate. “La piattaforma è in sperimentazione in alcuni esercizi a Milano e rappresenterà uno strumento in più per migliorare i fatturati”, ha spiegato a “L’Arena” Mariano Lievore (nella foto), presidente della Federazione di categoria scaligera di Confcommercio. “Però i dati dell’Osservatorio Nexi evidenziano che le vendite nel retail moda hanno avuto un andamento

crescente nel 2017 (+1,9%). Nella regione l’aumento è stato ancor superiore e pari al +5%, con Verona in linea”. C’è una quota di clientela che torna a preferire il negozio di vicinato a quello del centro commerciale. “Si tratta di chi cerca il contatto con il personale, il consiglio o i servizi di sartoria”, aggiunge. La concorrenza dei centri commerciali ha fatto vittime negli anni passati. Negozi di abbigliamento, accessori e calzature hanno sofferto. E si sono attrezzati per reggere la concorrenza, investendo anche sul web”, conclude Lievore. “Un grafico non omogeneo, con segnali meno negativi per il Veneto rispetto alla media italiana - afferma il segretario generale Federmoda, Massimo Torti, a proposito dello studio - Facciamo affidamento sui segnali timidamente positivi per sperare in un futuro con percentuali di crescita più consistenti”. “Bisogna sostituire il concetto di concorrenza con quello di collaborazione – sostiene il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon – Le imprese devono investire in nuove tecnologie: è necessario abbassare drasticamente la percentuale dei negozi che non utilizzano social network, e che attualmente è del 47,5%”. 55


IN COPERTINA

n.7-8 luglio-agosto 18

Un patto per la cultura e i libri Ali e Adiconsum insieme per valorizzare il ruolo delle librerie Ali, Associazione Librai Italiani aderente a Confcommercio, e Adiconsum hanno firmato un protocollo di intesa per sostenere la cultura e il settore del libro. “Ci siamo rivolti anche al mondo dei consumatori – spiega il sambonifacese Paolo Ambrosini, presidente nazionale di Ali Confcommercio - convinti che superare la ‘mercificazione’ del libro sia un altro passo necessario per recuperarne il valore sociale e rimettere al centro le librerie nella sua distribuzione. Il mondo del consumo rappresentato da Adiconsum ha raccolto il nostro invito, perché ha compreso che in gioco non c’è solo l’interesse dei librai, ma anche dei cittadini”. Gli obiettivi della collaborazione tra commercianti e consumatori sono fornire maggiore consapevolezza informativa a chi acquista i libri; portare avanti un’attività di tutela dell’intera filiera adoperandosi nelle sedi opportune affinché il prezzo dei libri di testo non abbia rincari superiori alla normativa vigente e comunque per un suo contenimento; sensibilizzare le istituzioni e chi le rappresenta sull’importanza di una presenza diffusa di librerie sul territorio; rivendicare interventi da parte delle istituzioni tesi a garantire la reale concorrenza nel mercato a tutela sia del consumatore che degli operatori commerciali, contrastando e denunciando quindi ogni situazione che con essa contrasti. “Lo sviluppo della conoscenza e dell’informazione – dichiara il presidente Carlo De Masi (con Ambrosini nella foto 6 a

sopra) – è da sempre nelle corde di Adiconsum. Con la sottoscrizione del protocollo con Ali-Confcommercio, intendiamo salvaguardare e sostenere la cultura in generale, agendo su due fronti: tutelare la filiera, in un’ottica di sviluppo di una reale concorrenza del mercato, segnalando ad esempio gli operatori commerciali disonesti, e lavorare per un contenimento dei costi, che possa avvicinare sempre più consumatori alla lettura, in particolare i giovani. Non faremo mancare il nostro sostegno a quest’iniziativa anche attraverso tutte le nostre strutture presenti sul territorio”. E Verona rilancia l’accordo L’intesa ha uno degli avamposti nel Veronese, dove Ali ha siglato un accordo con Adiconsum Verona, guidata da Davide Cecchinato.

“La libreria nel corso degli anni è cambiata adattandosi al mutare delle condizioni di mercato; ciò che con più forza è emerso negli ultimi tempi è la sua capacità di incidere sulla diffusione della cultura nel suo territorio”, sottolinea Ambrosini. “In questa direzione va la scuola di Alta Formazione per librai di Ali-Confcommercio che proprio in questi giorni ha celebrato la chiusura del dodicesimo corso. Il valore culturale che la libreria è in grado di esprimere è un prezioso servizio che svolge all’Italia, un Paese nel quale la lettura non è considerata un valore e questo malgrado studi e ricerche ne dimostrino l’utilità socio-economica. Per recuperare al libro il suo ruolo sociale noi librai di Ali-Confcommercio da tempo sosteniamo che si debba renderne


ATTUALITÀ IN COPERTINA CRESCIAMO INSIEME CRESCIAMO INSIEME

E IN CONFCOMMERCIO NASCE IMPRESA CULTURA ITALIA Impresa Cultura Italia-Confcommercio è il nuovo organismo di coordinamento delle imprese culturali e creative, promosso da Confcommercio e Agis nel quadro della recente affiliazione dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo alla Confederazione. Al centro dell’azione di Impresa Cultura Italia-Confcommercio la convinzione che la cultura, segno di identità nazionale, sia fattore di sviluppo e di progresso per l’intera società e autentico motore di sviluppo economico per i territori.

detraibile dalle tasse la spesa così come si è fatto per la palestra, perché i libri sono cibo per la mente e il Paese ha bisogno di cittadini preparati a leggere la complessità del tempo presente”. “Una maggiore attenzione al libro e alla lettura con più librerie con librai formati - evidenzia ancora Ambrosini - sono garanzia di una maggiore diffusione della cultura e dei saperi. Oggi in realtà tutto questo è a rischio per l’affermarsi di stili di acquisto che prescindono dalle librerie, sollecitati da precise scelte commerciali degli editori, che propongono il libro esclusivamente come bene di consumo. Per questo come associazione di librai ci siamo rivolti anche al mondo dei consumatori convinti che superare la “mercificazione” del libro sia un altro passo necessario per recuperarne il valore sociale e rimettere al centro le librerie nella sua distribuzione”. Il mondo del consumo rappresentato da Adiconsum ha prontamente raccolto l’invito: “Un libro - spiega il presidente provinciale Davide Cecchinato - è relazione, confronto, è conversazione. Con sè stessi ma soprattutto con gli altri. In un mondo in cui tutto è ridotto a valore economico c’è un disperato bisogno di mettersi in contatto, di recuperare un approccio umano”. “La libreria oggi - aggiunge Cecchinato - non può essere il supermercato della parola ma un centro che promuove e fa cultura che è, ricordiamolo, la nostra seconda natura. Possiamo essere iper tecnolo-

gici, iper veloci, iper vitaminizzati ma se non sappiamo usare la nostra capacità razionale tutto è vano. Ci avvitiamo su noi stessi nell’illusione di essere sufficientemente autonomi. Ognuno nel suo piccolo può fare molto. Possiamo decidere di acquistare con un click, o rifugiarci nella solitudine di un’applicazione, oppure instaurare un rapporto con chi, come noi, ha bisogno, per sua natura, di essere in relazione con gli altri”. “Per questo - dice ancora il presidente Adiconsum Verona - non una, ma cento, mille alleanze per la cultura, cibo per la mente, di cui abbiamo disperato bisogno. Per rievocare collettivamente il nostro passato, riflettere sul presente e ragionare sul futuro. In altri termini, pensare a noi come esseri umani. Questa è la sfida non solo delle As-

sociazioni di categoria ma di tutta una società a cui sta a cuore la libertà delle cittadine e dei cittadini”. “Consumatori e operatori del settore insieme quindi - conclude il presidente Ali Ambrosini - perché non si disperda il patrimonio che le librerie e i librai sono in grado di offrire ai nostri territori e non prevalga l’offerta commerciale di quei pochi operatori, magari stranieri, che non garantiscono al Paese lo stesso servizio di promozione del libro e della lettura e che si fanno forti di un modello fondato sulla concorrenza fiscale e sociale. Ci auguriamo che l’impegno di Ali e di Adiconsum possa diventare di stimolo per il resto della filiera del libro e per le istituzioni, chiamate oggi a scelte di campo coraggiose per realizzare quel cambiamento di cui il Paese ha bisogno”. Bonus cultura Ali commenta intanto positivamente la nostizia che il ministro della Cultura Bonisoli ha deciso di rifinanziare e rendere operativo il Bonus cultura anche per i nati nel 2000 e 2001. “L’intenzione di allargare la platea va benissimo tuttavia abbiano qualche perplessità nel legare il bonus al reddito perché lo andrebbe a snaturare, la renderebbe una misura di sostegno al reddito delle famiglie e non più a sostegno della formazione di tutti i cittadini italiani, che è la filosofia che ha ispirato il provvedimento”, ha affermato Ambrosini. “Vorremmo si rimanesse nel solco della logica che lo ha determinato”. 7 a


ATTUALITÀ

n.7-8 luglio-agosto 18

Il paradosso della tassa rifiuti Distorsioni, divari di costo e aumenti ingiustificati: è caro-Tari Per cittadini e imprese la tassa sui rifiuti comporta costi eccessivi e ingiustificati che derivano in particolare, da inefficienza ed eccesso di discrezionalità di molte amministrazioni locali, da una distorta applicazione dei regolamenti e dal continuo ricorso a coefficienti tariffari massimi. E’ quanto emerge dal primo rapporto dell’Osservatorio tasse locali di Confcommercio, strumento permanente al via su www.osservatoriotasselocali.it, dedicato alla raccolta e all’analisi di dati e informazioni sull’intero territorio relative alla Tari pagata da cittadini e imprese del terziario. Entrando nello specifico della ricerca, si scopre che la tassa sui rifiuti pagata da cittadini e imprese è sempre più alta e in continua crescita: nel 2017 è arrivata, complessivamente, a 9,3 miliardi di euro con un incremento di oltre il 70% negli ultimi sette anni nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti. In particolare per le imprese del terziario, si fanno sempre più evidenti distorsioni e divari di costo tra medesime categorie economiche a parità di condizioni e nella stessa provincia: un albergo con ristorante di 1.000 metri quadri paga 4.210 euro l’anno a San Cesario (Lecce) mentre ne paga 7.770 a Lecce; per la stessa attività in provincia di Padova si passa dai 4.189 euro l’anno di Abano Terme ai 5.901 euro l’anno del capoluogo. L’inefficienza delle Amministrazioni locali (in media il 62% dei Comuni capoluogo di 8

provincia registra una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni), pioi, costa a cittadini e imprese 1 miliardo l’anno a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi comunitari di raccolta differenziata (siamo al 52% contro il 65% fissato a livello europeo). In molti casi, infine, le imprese pagano costi per un servizio mai erogato (con aggravi di oltre l’80%) o per il mancato riconoscimento della stagionalità delle attività. Nel primo caso, ad esempio a Roma, un distributore di carburante di 300 metri quadri paga 2.667 euro mentre l’importo corretto dovrebbe essere di 446 euro; nel secondo caso, un campeggio di 5.000 metri quadri nel Comune di Fiumicino paga 13.136 euro quando per i soli cinque mesi di attività ne dovrebbe pagare 5.473, oppure uno stabilimento balneare di 600 metri quadri, nello stesso Comune, paga 1.037 euro contro i 432 che do-

vrebbe pagare. Per Patrizia Di Dio, membro di Giunta di Confcommercio con delega all’ambiente, “i dati dell’Osservatorio sono la conferma di quanto le nostre imprese siano penalizzate da costi dei servizi pubblici che continuano a crescere in modo ingiustificato. Negli ultimi sette anni la sola Tari è cresciuta di quasi 4 miliardi di euro. Bisogna, dunque, applicare con più rigore il criterio dei fabbisogni e dei costi standard nel quadro di un maggiore coordinamento tra i vari livelli di governo, ma soprattutto è sempre più urgente una profonda revisione dell’intero sistema che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga’ e tenga conto delle specificità di determinate attività economiche delle imprese del terziario al fine di prevedere esenzioni o agevolazioni. In due parole, meno costi e meno burocrazia per liberare le imprese dal peso delle inefficienze locali di gestione”.


ATTUALITÀ CRESCIAMO INSIEME

Erasmus per gli imprenditori Scambio di esperienze e location finanziato dall’Unione Europea L’Unione Europea cofinanzia “Erasmus per giovani imprenditori” un progetto che prevede una reciproca influenza tra chi ha avviato una start up in giro per la comunità economica del vecchio continente, così da lanciare al meglio la propria attività e imparare a gestirla. Il tutto, tramite uno scambio di esperienze e location occupazionale per un periodo che va da uno a sei mesi. Il programma recentemente presentato in Confcommercio Veneto, è promosso e gestito da Eurosportello Veneto: offre ai neo-imprenditori l’opportunità di fare un’esperienza all’estero in affiancamento ad un imprenditore straniero, e costituisce allo stesso tempo un’occasione per le aziende che intendono ospitare professionalità provenienti dall’estero. Il nome dell’iniziativa non è casuale. Il meccanismo, infatti, ricorda molto quello degli scambi tra studenti universitari, con gli imprenditori che possono candidarsi per essere ospitati oppure per accogliere un collega. Il programma prevede un periodo di affiancamento in cui chi vuole lanciare un’impresa ha la possibilità di lavorare insieme a chi ha già un’attività avviata, per imparare le buone prassi del settore o semplicemente i cosiddetti trucchi del mestiere. Dal 2009 sono state presentate circa 8 mila domande e organizzati 1600 scambi, un sistema che ha coinvolto oltre 3 mila persone. Italia e Spagna sono i Paesi con il nu-

ZOONOSI DA ZECCHE, MANUALE INAIL Zoonosi trasmesse da zecche: questo il titolo del manuale pubblicato dall’Inail che ha lo scopo di fare chiarezza sui rischi reali cui l’uomo, e in particolare il lavoratore che opera in ambienti outdoor, può andare incontro qualora venga punto da una zecca. L’analisi accurata dei microrganismi patogeni che possono essere veicolati dalle zecche contribuisce alla comprensione del perché è necessario adottare comportamenti e procedure specifici, atti ad evitare l’interazione con tali patogeni. Il manuale - il cui Pdf può essere scaricato su internet, anche dal sito di Confcommercio Verona - intende tradurre l’attività di studio e di ricerca espletata nel settore dal dipartimento in strumenti operativi per la gestione del rischio biologico, fruibili da tutti coloro che prestano il proprio lavoro all’aperto.

mero più alto di giovani imprenditori in cerca di un’esperienza all’estero, raggiungendo, da sole, il 49 percento del giro. È altresì vero che detengono pure la quota maggiore di professionisti in erba ospitati. La Spagna col 22 percento e lo Stivale poco meno. Gli altri Paesi Ue i cui imprenditori credono molto in Erasmus for young entrepreneurs risultano essere Gran Bretagna, Germani e Francia. Nonostante il nome dell’iniziativa, il programma non prevede limiti di età. Per giovani imprenditori, infatti, Bruxelles intende persone che

abbiano dato il via a una start up da non più di tre anni oppure che abbiano in mano anche soltanto un valido business plan. Tra le storie di successo c’è anche quella di Filippo Ambrosi (a sinistra nella foto), imprenditore veronese che ha instaurato una fruttuosa collaborazione nel settore dei birrifici artigianali nel Regno Unito. A Canterbury, Filippo, grazie al suo host Jon Mills, ha capito come affrontare tutti i passaggi necessari per gestire un prodotto come la birra: dalla sua produzione alla vendita al dettaglio nei pub.

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TURISMO

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Un’estate tra luci ed ombre I dati Confturismo evidenziano un trend meno positivo del 2017 Come si muovono italiani e stranieri durante l’estate 2018, chi va dove e perché? Confturismo-Confcommercio insieme alle federazioni di categoria, con il contributo dell’Istituto Piepoli, ha scattato la fotografia dell’estate delle vacanze. Circa 300.000 italiani hanno cancellato o spostato una vacanza tra maggio e luglio causa maltempo. A fronte di previsioni iniziali positive che prospettavano incrementi di arrivi e spesa dei turisti sul territorio nazionale, l’estate 2018, fortemente penalizzata dal maltempo a giugno e per buona parte di luglio, registra per ora situazioni molto differenti da zona a zona e comunque non si attendono incrementi rispetto al 2017. Per quanto riguarda i soli turisti esteri diretti in Italia, spicca la redistribuzione delle preferenze tra aree di destinazione in favore del Sud e isole. Se, infatti, in quest’area si registrava, nel corso del 2017, solo il 15% della spesa totale dei turisti stranieri in Italia, il dato di quest’anno balza al 21%. Ne fanno le spese principalmente il Nord-Ovest, che scende di 4 punti percentuali, e il Nord-Est che ne perde 3. Il budget medio degli Italiani per la vacanza estiva sarà di 847 euro pro capite e il mese dove si spenderà di più è agosto con una spesa media pari a 910 euro. In generale, rispetto all’estate 2017 sono il 13% in più gli intervistati che dichiarano che spenderanno, per le loro vacanze, un importo maggiore

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di quello speso l’anno precedente. 16 miliardi la spesa degli stranieri in Italia, ben 7 miliardi di euro superiore alla spesa degli italiani all’estero (9 miliardi). Un surplus che non si registra in nessun altro settore dell’economia italiana. Saranno oltre 38 milioni i passeggeri internazionali che transiteranno nei nostri aeroporti, oltre 2 milioni in più dell’estate 2017 di cui la metà con destinazione Sud Italia. Le destinazioni della riva Sud – Marocco, Tunisia, Egitto e Turchia – dopo essere state sostanzialmente fuori gioco per oltre 3 anni, tornano particolarmente agguerrite e aumentano di quote considerevoli gli arrivi soprattutto da Francia e Germania, quest’ultima top client dell’offerta italiana con il 20% del totale della spesa turistica degli stranieri nel nostro paese. Alla fine di luglio si registra un andamento di arrivi, presenze e spesa non uniforme, con risultati al di sotto delle aspettative, non di rado in calo rispetto al 2017. Durata media del viaggio sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno

ma spesa media in incremento su tutte le destinazioni e segmenti di vacanza. Ai primi posti tra le prenotazioni degli italiani nelle agenzie di viaggi Spagna, Italia e Grecia. Sensibile crescita anche per il Mar Rosso e l’Oceano indiano, Maldive in testa. Segnali positivi anche da Tunisia, Turchia, Tanzania e Caraibi. Le destinazioni top dell’Italia sono Sardegna, Sicilia e Puglia. La ristorazione non sembra entusiasta per l’andamento della stagione estiva. Anzi il pessimismo è il sentimento prevalente tra le imprese intervistate da Fipe. Se per il mese di giugno i risultati sono più o meno in linea con quelli di un anno fa, è a luglio che la valutazione diventa fortemente negativa. Infatti il saldo tra chi ritiene che il mese sarà migliore dell’anno scorso e chi, al contrario, ritiene che sarà peggiore è pari a -37,5%. Se a consuntivo di stagione questo sentiment venisse confermato si potrà parlare di un -10% rispetto alla stagione 2017. Male le presenze in spiaggia nei primi due mesi estivi.


TURISMO TURISMO

Extralberghiero fuori legge Controlli della polizia nel Veronese evidenziano irregolarità diffuse “Il risultato dei controlli di questi giorni conferma una volta di più quanto andiamo dicendo da tempo, ossia che nel cosiddetto extralberghiero sono ancora molte, troppe, le irregolarità diffuse, con ripercussioni notevoli sia dal punto di vista fiscale, sia dal punto di vista della sicurezza”. E’ il commento del presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena, ai controlli effettuati nei giorni scorsi dalla polizia amministrativa su affittacamere, B&B e locazioni turistiche a Verona, Sommacampagna e Viaggio che ha portato alla segnalazione di numerose violazioni degli obblighi per i gestori di queste attività. Tra le irregolarità riscontrate, l’aver ospitato dei minorenni senza accompagnatori. “Fa piacere questo intervento della polizia amministrativa e sappiamo che anche la Polizia Municipale, i Carabinieri e la Guardia di Finanza sono impegnati sullo stesso fronte, sul quale hanno ottenuto nel recente passato brillanti risultati”, aggiunge Arena. “Il rispetto delle regole è fondamentale sia per una questione di correttezza nei confronti degli imprenditori delle strutture turistiche regolarmente registrate, sottoposti a norme stringenti e a una fiscalità pesante, sia appunto per una questione di sicurezza in un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo: come dice il Primo Dirigente di Polizia Giuseppe Schettino è fondamentale sapere chi è presente sul nostro territorio”.

AIRBNB NEL MIRINO DI BRUXELLES Pratiche commerciali sleali, clausole contrattuali abusive, consumatori non tutelati: sono le accuse della Commissione Ue ad Airbnb, la quale ha tempo fino a fine agosto per correggere i propri comportamenti e adeguarsi alle norme Ue. Se non lo farà, la Commissione si rivolgerà alle autorità degli Stati membri, le uniche che possono lanciare procedure sanzionatorie. Tra le contestazioni di Bruxelles, la presentazione dei prezzi che non è completa perché non mostra il totale ma esclude spese come pulizia o servizio. “I consumatori devono capire facilmente quanto e per che cosa devono pagare quando acquistano servizi e nei loro confronti vanno applicate regole eque, ad esempio sull’annullamento dell’alloggio da parte del proprietario”, ha detto la commissaria alla giustizia Vera Jourova. Bruxelles spiega che l’attuale presentazione dei prezzi di Airbnb e una serie di disposizioni che applica “non sono conformi alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali, alla direttiva sulle clausole contrattuali abusive, e al regolamento sulla competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale”. L’autorità europea dei consumatori e la Commissione hanno quindi chiesto ad Airbnb una serie di modifiche. La società ha tempo sino alla fine di agosto per presentare le relative proposte. Le soluzioni che Airbnb proporrà per rimediare a questa situazione saranno esaminate dalla Commissione e dalle autorità per la tutela dei consumatori. Se non saranno ritenute soddisfacenti, nei confronti di Airbnb potrebbe essere avviata un’azione coercitiva. Tra le richieste della Ue c’è quella di indicare chiaramente se l’offerta è fatta da un privato o un professionista, poiché cambiano le norme relative alla protezione dei consumatori. Inoltre, non può modificare unilateralmente le clausole e le condizioni del contratto senza informare chiaramente i consumatori in anticipo e senza dar loro la possibilità di rescinderlo. Altro nodo da sciogliere, la politica di Airbnb in materia di restituzioni e rimborsi.

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L’ESPERTO RISPONDE

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Versamenti Iva non effettuati per mancate entrate, come comportarsi? L’azienda di cui ero titolare ha dovuto chiudere, lo scorso anno, per una serie di importanti crediti non riscossi. Come devo comportarmi con i versamenti Iva che non ho potuto effettuare a causa delle mancate entrate? A.S. - Verona Non si commette il reato di omesso versamento Iva se l’inadempimento è conseguente al mancato incasso di fatture da parte di clienti falliti e il contribuente si è comunque adoperato in altri modi per recuperare le somme da destinare all’erario. A fornire questo importante principio è la Corte di cassazione, sezione III penale, con la sentenza n. 37089 depositata ieri. Il legale rappresentante di un consorzio veniva imputato per il delitto di omesso versamento Iva (articolo 10-ter del Dlgs 74/2000) per vari anni di imposta. Nel processo di primo grado il tribunale lo assolveva in quanto dimostrava che il consorzio non aveva potuto corrispondere il tributo in conseguenza di un plurimo evento imprevisto: il fallimento dei cinque clienti più importanti che così non avevano pagato le prestazioni ricevute. L’imputato documentava di aver fatto il possibile per incassare le somme attraverso ricorsi per decreto ingiuntivo, insinuazione nel passivo fallimentare oltre che in via amichevole. A conferma dell’adozione di ogni iniziativa utile per recuperare liquidità a fronte della imprevista crisi, provava, inutilmente, ad impegnare risorse patri12

moniali proprie. Tuttavia la Corte di Appello, in riforma della prima sentenza, lo condannava, escludendo, in estrema sintesi, la sussistenza della forza maggiore Secondo i giudici di secondo grado la continua emissione delle fatture senza speranza di ottenere i pagamenti dai clienti non era compatibile con l’assenza di colpa o dolo. La soluzione di illiquidità, in buona sostanza, era stata provocata da una precisa scelta imprenditoriale, consapevolmente assunta dall’imputato, di mantenere operativo il consorzio . La sentenza era impugnata per cassazione. La difesa lamentava che la Corte territoriale non avesse debitamente esaminato la copiosa documentazione comprovante la forza maggiore e l’assenza di dolo. La Cassazione ha accolto il ricorso. Viene evidenziato, innanzitutto, che in assenza di pagamento delle fatture non era possibile rispettare il noto dovere di «accantonamento» dell’imposta richiesto dalla giurisprudenza di legittimità, anche a sezioni unite, per configurare la causa di forza maggiore. Inoltre, la continuata emissione delle fatture non poteva considerarsi una condotta idonea ad aggravare il debito tributario, in quanto si trattava di un adempimento doveroso per prestazioni effettivamente rese cui il consorzio non poteva sottrarsi. In tale contesto, non era possibile ipotizzare che la situazione di illiquidità fosse conseguente a una precisa e consapevole scelta

imprenditoriale. Non sono poi stati valutati tutti gli elementi offerti dalla difesa per dimostrare l’assoluta impossibilità di adempiere al debito di imposta: non imputabilità a se stesso della crisi economica che aveva investito l’azienda, impossibilità di fronteggiare l’illiquidità anche con azioni sfavorevoli al proprio patrimonio personale. La pronuncia della Suprema Corte indubbiamente mitiga il rigoroso orientamento giurisprudenziale sinora prevalso, secondo il quale, purtroppo, è ben difficile in concreto provare la sussistenza della causa di forza maggiore impeditiva del versamento delle somme all’erario. Va detto che, da un lato, occorre salvaguardare generalizzati inadempimenti tributari da parte di contribuenti attraverso il semplice riferimento alla crisi economica (magari dirottando quelle risorse finanziarie in altre attività personali) e dall’altro deve essere evitato di perseguire penalmente l’imprenditore che si adoperi in tutti i modi per effettuare il pagamento delle imposte, senza riuscirci, ma per colpe non sue. In tale contesto, ora la Suprema corte attribuisce rilevanza al mancato pagamento delle fatture da parte dei più importanti clienti (falliti), fermo restando la necessità di provare comunque l’impegno del contribuente, di versare il dovuto ricercando altrove le risorse finanziarie ed anche esponendosi col proprio patrimonio.


NORME & ADEMPIMENTI

Decreto dignità verso l’approvazione «Provvedimento nemico delle imprese» “Il Decreto Dignità evidenzia tutti i limiti di un’impostazione segnata da un errore di metodo e da altrettanti errori di merito: sul piano del metodo si è scelto di intervenire senza confrontarsi adeguatamente con le parti sociali, sul piano del merito, la stretta dei contratti a termine aggrava i costi, incertezze e rischi di contenzioso, ma non può certo dare impulso ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato”. Lo ha detto Nicola Baldo, vicepresidente di Confcommercio Verona, in occasione dell’incontro con la presidente di Fratelli d’Italia Giorga Meloni, che lunedì era nella nostra città per confrontarsi con una rappresentanza di imprenditori. Baldo ha consegnato una lettera con le osservazioni di Confcommercio Verona sul delicato argomento: “Il Decreto Dignità - si legge nella missiva - dovrebbe riguardare non solo i lavoratori dipendenti, ma anche gli imprenditori, che meritano lo stesso rispetto e considerazione favorendoli nello svolgimento di attività spesso caratterizzate da difficoltà, economiche ed organizzative, che la crisi ha aggravato. Il provvedimento sul lavoro, purtroppo, non va in questa direzione perché introduce elementi di contrasto alle formule contrattuali di flessibilità di cui le imprese hanno bisogno”. “Il lavoro a tempo determinato evidenzia la lettera - non può essere confuso con la cattiva occupazione, perché molte nostre attività sono (per fortuna) caratterizzate da fisiologici picchi di incremento, che non possono essere diversamente

gestiti. Anche, riproporre la causale riporta la disciplina dei contratti a termine al passato. Comprendiamo la necessità di tutelare i giovani da precariato, ma paradossalmente si rischia di crearne di nuovo. Inoltre decretare così nel dettaglio queste materie, svuota di significato la contrattazione settoriale, si impone un abito uguale a settori differenti con esigenze fortemente disomogenee”. E ancora: “Ridurre la durata massima del tempo determinato da 36 a 24 mesi, creando ulteriori rigidità, ed eliminare le causali legate alla stagionalità, rappresenta un fattore estremamente penalizzante per

le imprese - ad esempio quelle dei Pubblici Esercizi - che operano nel campo turistico. Così facendo si impone una disciplina del lavoro più rigida, creando problemi di natura organizzativa e favorendo la concorrenza internazionale”. Per quanto riguarda i voucher, viene ricordato che la Federazione dei Pubblici Esercizi ha appreso con molta preoccupazioni alcune indiscrezioni relative all’intenzione del Governo di limitarne l’utilizzo alle sole strutture ricettive e non più alle aziende del settore che lavorano nel comparto del turismo che naturalmente applicano il contratto collettivo: “La sua reintroduzione, 13


NORME NORME&EADEMPIMENTI ADEMPIMENTI

fortemente auspicata dalla Federazione, implicherebbe la restituzione alle aziende del settore la possibilità di avere a disposizione uno strumento legale e tracciabile per regolamentare le prestazioni di lavoro occasionali. Prestazioni frequenti nelle aziende a vocazione turistica, e dunque non solo alberghi, ma anche ristoranti, stabilimenti balneari e tutti i pubblici esercizi che devono rispondere ad una domanda di lavoro caratterizzata da alta flessibilità e stagionalità”. “Il doppio intervento di restrizione sul lavoro a tempo determinato e di eventuale negazione dell’uso dei voucher comporta l’irrigidimento di un settore fondamentale del Made in Italy e del turismo”, la conclusione di Confcommercio Verona. “Chi ha elaborato questo provvedimento è convinto che chi fa impresa faccia solo ed esclusivamente speculazione. La nostra visione d’impresa è creare reddito per continuare gli investimenti per migliorare l’azienda e formare il personale al futuro”. “La maggioranza delle nostre imprese, hanno meno di 50 dipendenti e sono piccole o micro imprese dove i titolari sono i primi lavoratori coadiuvati dai propri collaboratori”, conclude la lettera rivolta a Meloni. “Nessuna di queste imprese ha conti nascosti in Paradisi Fiscali. Questa, come dice lei, è una proposta di sinistra che considera gli imprenditori come nemici”. Rete Impresa Italia preoccupata Per Rete Impresa Italia il Decreto dignità contiene disposizioni che preoccupano artigiani, commercianti e piccole imprese e deludono le aspettative di una reale virata delle politiche del lavoro e fiscali in grado di favorire un’accelerazione dei livelli di crescita che, principalmente a causa del deterioramento del quadro internazio14

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nale, mostrano qualche segnale di rallentamento”. Lo ha affermato il presidente della Cna e di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino, nel corso dell’audizione presso le commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera. “Questo decreto, motivato da temi di sicuro rilievo, come la lotta alla precarizzazione del lavoro, al contrasto dei processi di delocalizzazione e a semplificare gli adempimenti fiscali a carico di professionisti e imprese, nella sua pratica articolazione - ha proseguito Vaccarino - ha prodotto l’irrigidimento nell’utilizzo dei contratti a termine, cioè proprio di quei contratti che hanno permesso negli ultimi anni di sostenere la nuova occupazione, l’introduzione dei maggiori vincoli per i beneficiari di aiuti pubblici che rischiano di penalizzare solo le piccole e medie imprese e alcuni parziali alleggerimenti degli adempimenti fiscali”. Verso il via libera Mentre si appresta a incassare il via libera finale al primo provvedimento simbolo, il decreto dignità, il governo già è alle prese con la ricerca delle coperture per la prossima legge di Bilancio. Mentre si

ragiona sull’opportunità di accompagnare o meno la manovra con un decreto fiscale collegato, come accaduto lo scorso anno ad esempio, per anticipare l’entrata in vigore di alcune misure. Il veicolo sarebbe peraltro il più adatto se si decidesse, e la Lega rimane in pressing in questo senso, di far partire subito la ‘pace fiscale’. Di ipotesi tecniche, sul tavolo, ce ne sono già parecchie, molte delle quali ripescate tra le proposte studiate già in passato, a partire dalla riduzione lineare delle tax expenditures. I due azionisti dell’esecutivo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, hanno comunque già detto ‘no’ a qualsiasi ipotesi di aumento della tassazione, anche se l’Iva sarebbe un aumento indiretto. Diverso sarebbe se si lasciasse salire l’imposta sul valore aggiunto solo per determinate categorie di beni, sfruttando le risorse per abbassarla su altri di largo consumo come già tante volte si è tentato di fare (dai prodotti per la prima infanzia alle bollette). Ma si tratterebbe comunque di aumenti di tasse. Stesso scoglio lo dovrebbe superare anche un eventuale taglio delle detrazioni, perché di fatto anche minori sconti si traducono in maggiori imposte da pagare. La maggioranza, così come pattuito con il ministro dell’Economia Giovanni Tria, punta invece ad avviare il calo delle tasse, partendo dalle partite Iva e, se possibile, anche da alcune misure in favore delle famiglie, specie quelle numerose. C’è poi da finanziare anche il reddito di cittadinanza con il primo step rappresentato dalla riforma dei centri per l’impiego. Si cercherà, per quest’ultima misura, di utilizzare anche i fondi europei. E l’aumento Iva? “E’ un’altra fake news, una al giorno almeno”. Così il ministro e vicepremier Luigi Di Maio dopo il rincorrersi di voci in tal senso.


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Countdown per la scuola Fimaa Programma di alta formazione al via a settembre, ultimi posti

Ultimi posti disponibili per la “Scuola dell’agente immobiliare”, programma di alta formazione per il real estate che si svolgerà da settembre 2018 a marzo 2019. Caratterizzata da una formazione di alta qualità, continuativa nel tempo, inclusiva, la scuola nasce dalla collaborazione tra Fimaa Confcommercio Verona, guidata dal presidente Francesco Gentili e BV Invest di Bruno Vettore, consulente aziendale e manager tra i più importanti del real estate italiano. La valorizzazione dei punti di forza, lo sviluppo di nuove politiche commerciali e la forte specializzazione sono fattori cruciali per l’iniziativa che si prefigge di innalzare a tutto tondo i livelli qualitativi dei partecipanti all’iniziativa, partendo prima di ogni altra cosa dalla formazione delle risorse umane.

La scuola verterà su due percorsi formativi suddivisi in tre lezioni ciascuno. Il percorso, in particolare, è articolato in due ambiti, metodologico e manageriale, entrambi di tre sessioni. Questo il dettaglio: Percorso formativo metodologico: PRIMA GIORNATA - Panorama aggiornato sul mercato immobiliare - Strategie di acquisizione e vendita - Il ciclo produttivo dell’Agente Immobiliare Evoluto SECONDA GIORNATA - Le fasi metodologiche e operative - La trattativa commerciale - La gestioni ed i superamento delle obiezioni TERZA GIORNATA - Condivisione e collaborazione: lo sviluppo di una cultura comune - L’agente immobiliare, il web ed i social media - Il futuro della professione

Percorso formativo manageriale: PRIMA GIORNATA - Analisi personale: atteggiamento mentale, autostima e autorevolezza - Il marketing di se stessi: obiettivi e strumenti operativi - L’intelligenza emotiva: emisfero destro e sinistro SECONDA GIORNATA - La comunicazione efficace : relazione ed empatia - Il public speaking: valorizzazione della propria persona - Le abilità relazionali: tecniche e modalità concrete TERZA GIORNATA - Il Personal Branding - Lo sviluppo della leadership personale - La gestione e la motivazione del team Per ulteriori informazioni, contattare Enrico Bosco: 045.8060865 e.bosco@confcommercioverona.it 15


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Trasporto persone: e le regole? Unione Radiotaxi Verona: la riforma del settore è urgente L’Antitrust ritiene illegittime le clausole di esclusiva contenute negli atti che disciplinano i rapporti tra le coop. radiotaxi di Roma e Milano e i tassisti aderenti, affermando che “nella misura in cui vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi, costituiscono reti di intese verticali restrittive della concorrenza” e che pertanto devono cessare. Lo sottolinea, in una nota informativa diffusa da Confcommercio Verona, il presidente Paolo Arena. Il pronunciamento dell’Antitrust avviene a seguito di una segnalazione dell’app Mytaxi e lascia 120 giorni alle imprese di radiotaxi di Roma e Milano per avviare le dovute iniziative. E’ evidente, per Confcommercio Verona, come non sia più rinviabile una norma che regolamenti le piattaforme tecnologiche anche nel settore del trasporto persone. Non si possono per altro mettere sullo stesso piano delle app come MyTaxi o Uber con i consorzi e le cooperative tra tassisti artigiani, realtà che hanno vocazioni di impresa e mutualistiche. Gli statuti e i regolamenti di queste realtà sono approvati dalle assemblee dei soci nel rispetto del codice civile, pare azzardato metterne in discussione la legittimità. L’Associazione, a livello nazionale, si riserva gli opportuni approfondimenti giuridici, di concerto con le altre rappresentanze di categoria. “Chiediamo a parlamento e go16

TRAFFICO MERCI, I NUMERI DELLA CRISI L’economia italiana rallenta. Lo dimostrano anche i dati dell’Osservatorio congiunturale trasporti realizzato da Confcommercio-Conftrasporto, il cui primo numero è stato presentato a Roma in una conferenza stampa organizzata presso la sede nazionale di Confcommercio. Si tratta del primo e unico strumento in grado di informare sulla variazione del traffcio merci e passeggeri tra un trimestre e l’altro. Nel primo semestre 2018, dunque, secondo i dati illustri dal responsabile dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, il traffico passeggeri è sì cresciuto dell’1,8%, ma nello stesso periodo del 2017 era aumentato del 4,5%. Così come il traffico merci è aumentato del 2,5% contro il 3,3%. Entrando nello specifico dei dati, in autostrada il traffico passeggeri nel primo trimestre dell’anno è salito dello 0,6% contro l’1,4% dei tre mesi precedenti e la previsione per il secondo trimestre parla di un calo dello 0,7%, mentre per le merci c’è una crescita del 3,1% rispetto al 3,2% e una previsione di un rallentamento a +2,3%. Meglio il trasporto su ferro, con un rallentamento tendenziale sia per i passeggeri che per le merci (da + 3,6% a +3,1% e da 8,5% a +5,6% rispettivamente nel primo semestre dell’anno), mentre sono in frenata sia il traffico aereo che quello su nave. Ne deriva una sottolineatura della fondamentale importanza che continua a rivestire il traffico merci su strada, con una quota modale ponderata del 60% contro il 31% del trasporto su nave e il 6% su ferro. E’ interessante, quindi, notare che gli autotrasportatori, sondati nella seconda metà del maggio scorso, si dimostrino più pessimisti che ottimisti sull’andamento economico e che per fronteggiare la concorrenza puntino soprattutto sulla leva del prezzo (57,6% del campione), mentre a fronte della riduzione complessiva del numero di aziende (da oltre 85mila a inizio 2016 a poco meno di 82mila nel primo trimestre del 2018) aumenta la quota di quelle organizzate come società di capitali, ormai il 21,6% del totale.

verno di riprendere prontamente il filo della riforma del settore, il conflitto con l’Antitrust è sintomo di un vuoto normativo, non di un

comportamento scorretto della categoria”, sottolinea Mirco Grigolato, presidente di Unione Radiotaxi Verona.


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Mercato dell’auto in ripresa Immatricolazioni in aumento a luglio, ma nel 2017 si vendeva di più Torna a crescere il mercato italiano dell’auto dopo il calo del 7,25% di giugno. Le immatricolazioni a luglio sono state infatti 152.393, il 4,42% in più dello stesso mese del 2017. Dall’inizio dell’anno sono state vendute 1.273.730 vetture, pari allo 0,74% in meno dell’analogo periodo del 2017. I dati sono stati pubblicati sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Sempre nel mese di luglio sono stati registrati 378.884 trasferimenti di

proprietà di auto usate, con una variazione di -0,99% rispetto a luglio 2017. Il volume globale delle vendite (531.277 autovetture) ha dunque interessato per il 28,68% auto nuove e per il 71,32% auto usate. Nel periodo gennaio-luglio la Motorizzazione ha in totale immatricolato 1.273.730 autovetture, con una variazione di -0,74% rispetto al periodo gennaio-luglio 2017, durante il quale ne furono immatricolate 1.283.242. Nello stesso periodo di gennaio-luglio 2018 sono

stati registrati 2.768.661 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -2,48% rispetto a gennaio-luglio 2017, durante il quale ne furono registrati 2.838.956. La quota importante di auto-immatricolazioni e la crescita del canale società sono state influenzate dalla prossima applicazione alle immatricolazioni del nuovo ciclo di omologazione Wltp (Worldwide Armonized Light Vehicle test Procedure) che impatta sugli stock.

Fondi per la montagna veronese Contributo a fondo perduto per le strutture turistiche veronesi E’ in arrivo la seconda opportunità di contributo a fondo perduto riservato alle strutture turistiche della montagna veronese. Lo scorso anno Confidi Veneto, specialista del sistema Confcommercio Verona, ha canalizzato contributi pari all’80% del totale erogato su Verona. Le domande assistite da Confidi Veneto hanno ricevuto una valutazione tale da posizionarsi ai vertici della graduatoria generale. Il nuovo bando sarà destinato ad imprese che vogliono investire, innovando la propria struttura, offrendo nuovi servizi ai clienti. A fronte degli investimenti effet-

tuati sarà erogato un contributo a fondo perduto tra il 20% e il 40%. Per avere i dettagli, inviare una mail a agevolazioni@confidi. veneto.it oppure un messaggio al 366/6159990 con: · nome della struttura, · numero di telefono aziendale

· mail aziendale a cui essere contattati · nominativo del referente aziendale · indicazione dell’investimento che si vorrebbe realizzare. Possono beneficiare del contributo le imprese turistiche situate nei territori dei Comuni di: Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, Brenzone, Brentino Belluno, Cerro Veronese, Dolcè, Erbezzo, Ferrara di Monte Baldo, Malcesine, Roverè Veronese, San Mauro di Saline, Sant’Anna d’Alfaedo, San Zeno di Montagna, Selva di Progno, Velo Veronese, Vestenanova. 17


BANDO PER L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI PER INVESTIMENTI INNOVATIVI NEL SETTORE RICETTIVO TURISTICO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE IN MONTAGNA SOGGETTI AMMISSIBILI Localizzazione

Tipologia PMI

 Comuni di montagna ai sensi della L.R. 8 Agosto 2014 n. 25  Aderenti ad una OGD (organizzazione di gestione della destinazione) come da L.R. 11/2013 e succ. DGR 2286/2013  Iscritte nel R.I. o al REA e attive  Gestiscono e/o sono proprietarie di strutture ricettive attive  Strutture ricettive: alberghiere, all’aperto, complementari, in ambienti naturali

PROGETTO Interventi ammissibili Tipologie di spese ammissibili

Termine Premialità

Soglie

Interventi volti a favorire innovazione, differenziazione dell’offerta e dei prodotti turistici. Interventi che consentano la rigenerazione e il riposizionamento dell’impresa.  Opere edili/murarie e di impiantistica  Strumenti tecnologici  Progettazione, collaudo e direzione lavori  Attrezzature, macchinari e arredi  Spese connesse all’ottenimento delle certificazioni  Spese relative alla fidejussione bancaria  Diritti di brevetto, know-how, proprietà intellettuale 22 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie  Ampliamento, ristrutturazione, riconversione e innovazione strutture. Crescita dimensionale, sviluppo di sinergie  Impianti e strumenti tecnologici  Innovazione digitale  Riduzione dell’impatto ambientale e/o del consumo di risorse  Turismo sostenibile  Miglioramento dell’accessibilità della struttura € 100.000 - € 2.000.000

SOSTEGNO Forma Intensità

Contributo in conto capitale 40% - 20%

PROCEDURA Tipologia Presentazione della domanda Dotazione Bando e allegati

Procedura valutativa a graduatoria Apertura: 31 Luglio 2018 Chiusura: 30 Novembre 2018 ore 17.00 € 6.000.000 https://bandi.regione.veneto.it/Public/Dettaglio?idAtto=2692&fromPage=Elenco&high=990

per investimenti da sostenere In uscita tra settembre ed ottobre il bando per contributo a fondo perduto riservato alle strutture turistico ricettive ubicate nei comuni della pianura veronese per investimenti già sostenuti credito d’imposta 18


TURISMO

Abitazioni turistiche, prezzi giù I dati dell’Osservatorio immobiliare Confcommercio Presentato nella sede di Confcommercio a Roma l’Osservatorio Immobiliare Turistico 2018 sul mercato delle case per vacanza realizzato da Fimaa in collaborazione con Nomisma. I dati dell’Osservatorio indicano una leggera crescita delle compravendite di abitazioni nelle località turistiche. Rispetto al 2016, infatti, nel 2017 le transazioni registrate a livello complessivo sono aumentate del 3,5%: in particolare, le località marine hanno fatto segnare +4,8%, quelle lacuali +8,0%, mentre quelle montane sono diminuite del -4,3%. Nel 2018, il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.173 euro al mq commerciale, con un trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza in ulteriore contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua pari a -2,5%. Per quello che riguarda l’analisi territoriale, l’Umbria è la regione che ha registrato il calo più intenso (-4,5%), a seguire Abruzzo e Lazio (-4,0%) e Sardegna (-3,5%). Nelle località marine, il calo maggiore dei prezzi medi di compravendita di appartamenti nel 2018 si registra in Abruzzo e Lazio (-4,1%), quello più contenuto in Puglia (-0,4%); tra le località di montagna o lago la maggiore variazione negativa è in Umbria (-4,5%) e, a seguire, in Abruzzo (-3,9%), mentre in Friuli Venezia Giulia si è rilevata una sostanziale stabilità (-0,1%). Santa Margherita Ligure

(GE) si conferma ancora una volta in cima alla classifica delle principali località turistiche per quanto riguarda i prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi, con valori pari a 13.000 euro/mq. Completano il podio Capri (NA) con 12.800 euro e Forte dei Marmi (LU) con 12.700. A seguire, si trovano le più rinomate località montane italiane: Madonna di Campiglio (TN), Courmayeur (AO) e Cortina d’Ampezzo (BL). Cresce nel 2018 il mercato della locazione delle abitazioni che segna un +1,1% su base annua, in miglioramento rispetto al 2017, beneficiando della crescita dei flussi turistici. L’aumento ha interessato tutte le zone turistiche: +1,5% nelle località lacuali, +1,1% le località marittime e +0,9% la montagna. Nel suo intervento, il presidente Fimaa, Santino Taverna, ha sottolineato le grandi potenzialità

del turismo e quindi del settore immobiliare di riferimento: “Le comparavendite sono in crescita anche grazie al calo dei prezzi che comunque si stanno stabilizzando”. Taverna ha poi ricordato l’importanza di interventi sul piano fiscale che possano favorire il definitivo rilancio del settore: “Servirebbe un’unica imposta locale, la deducibilità per gli immobili strumentali e l’introduzione della cedolare secca, oltre naturalmente scongiurare l’aumento dell’iva come chiesto piuù volte dal nostro presidente nazionale Sangalli e come ha ribadito nel corso dell’Assemblea di Confcommercio il vicepresidente del Consiglio Di Maio”. Infine, il presidente Fimaa ha voluto ancora una volta sottolineare l’anomalia rappresentata dall’attività di intermediazione immobiliare online da parte di alcune note piattoforme: “Si tratta di un esercizio abusivo della professione”. 19


SPORT - IL CANGRANDE DEL BENTEGODI

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“Il Cangrande” è maggiorenne Scatta la 18esima edizione del concorso per i tifosi del Chievo Sarà la sfida contro la Juventus “stellare” di Cristiano Ronaldo ad aprile la diciottesima edizione de “Il Cangrande del Bentegodi”, vinto nel 20172018 da Ivan Radovanovic. Come ogni campionato, dopo ogni partita interna del Chievo Verona i tifosi potranno votare il migliore in campo inviando una mail a ilcommercioveronese@ confcommercioverona.it avente per oggetto “Il Cangrande del Bentegodi”. A fine stagione, il giocatore clivense più votato riceverà il “Trofeo Confcommercio Verona” Questo l’albo d’oro aggiornato: 2017/18: Ivan Radovanovic 2016/17: Valter Birsa

2014/15-2015/16: Riccardo Meggiorini 2013/14: Alberto Paloschi 2012/13: Cyril Théréau 2011/12: Sergio Pellissier 2009/10-2010/11: Stefano Sorrentino 2007/07-2008/09-2009/10: Sergio Pellissier 2005/06: Franco Semioli 2004/05: Luca Marchegiani 2003/04: Simone Perrotta 2002/03: Nicola Legrottaglie 2001/02: Eugenio Corini

OGNI ULTIMO MERCOLEDÌ DEL MESE

L’ORIGINALE Eccezionalmente a dicembre l’originale sconto -10% sarà domenica 30.

Supermercati nelle province di VERONA, BRESCIA, MANTOVA, VICENZA, PADOVA, ROVIGO, CREMONA, REGGIO EMILIA, MODENA

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rossettogroup.it


SPORT - IL MASTINO DEL BENTEGODI

“Mastino”, chi dopo Romulo? Ventesima edizione del concorso per i sostenitori dell’Hellas Torna con il campionato 2018-2019 “Il Mastino del Bentegodi”, giunto ormai alla ventesima edizione. L’Hellas Verona di patron Setti riparte dalla serie B dopo un disastroso campionato nella massima serie culminato con la retrocessione. Per scegliere il migliore in campo dopo ogni gara interna dei gialloblù è sufficiente inviare una mail a ilcommercioveronese@confcommercioverona.it avente per oggetto “Il Mastino del Bentegodi”. Questo l’albo d’oro del concorso: 2017/18: Romulo 2016/17: Daniel Bessa 2015/16: Giampaolo Pazzini

2013/14-2014/15: Luca Toni 2012/13: Jorginho 2011/12: Juan Ignacio Gomez Taleb 2010/11: Emil Hallfredsson 2009/10: Giuseppe Pugliese 2007/08-2008/09: Rafael De Andrade 2006/07: Gianluca Pegolo 2005/06: Martins Adailton 2004/05: Valon Behrami 2003/04: Sandro Mazzola 2002/03: Martins Adailton 2001/02: Adrian Mutu 2000/01: Martin Laursen 1999/00: Antonio Marasco

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