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GRATUITO AI SOCI

FEBBRAIO 2012

ANNO XVI XV

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Sped. in A.P. -45% - art. 2 comma 20/B - L.662/96 Fil. di PG A.G. - Contiene I.P.

p ro v i n c ia d i Per u g ia

Misure anticrisi Chiesti interventi straordinari per sostenere le imprese

Associazioni e politica

Per la prima volta, 11 Associazioni fanno fronte comune

Tasse e tariffe comunali

si apre il confronto con l’associazione dei comuni umbri

Incentivi e contributi allo sviluppo Nuove misure per imprese e lavoratori


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Lavoro: meno costi, più flessibilità

p ro v i n c ia d i p er u g ia

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FEBBRAIo 2012 ANNO XVI Direttore responsabile Lorella Cucchiaroni Comitato di redazione Vasco Gargaglia, Lorella Cucchiaroni, Claudia Migliorati Redazione/Amministrazione Via Settevalli, 320 - 06129 Perugia Tel. 075.506711 - Fax 075.5067177 redazione@confcommercio.pg.it www.confcommercio.pg.it Hanno collaborato N. Censi, L. Cucchiaroni, F. Fiorucci, M. Martini, G. Menichini, C. Migliorati, F. Settequattrini. Concessionaria per la pubblicità e partner editoriale Sifa srl Via Pievaiola, 45 - 06128 Perugia Tel. e Fax 075.5051028 Progetto grafico/editoriale Fattoria Creativa www.fattoriacreativa.it Stampa Litograf Todi S.r.l. Zona Industriale Ponte Rio Todi Tiratura: 7.500 copie Finito di stampare in Gennaio 2011 Aut. Trib. PG - R.P. n. 11 del 26/02/1997

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egli ultimi 10 anni, l’occupazione in Italia è stata sostenuta in misura quasi esclusiva dal terziario di mercato, e più specificatamente dai settori la cui rappresentanza è riconducibile a Confcommercio-Imprese per l’Italia. Il settore più dinamico è stato quello relativo alle attività immobiliari e dei servizi alle imprese (informatica, ricerca, ecc.). Ma anche il commercio al dettaglio ha svolto un ruolo estremamente positivo, poiché ha generato quasi 140mila nuovi posti di lavoro alle dipendenze. Sono alcuni dei risultati che emergono da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sulle tendenze recenti del mercato del lavoro, che conferma il ruolo del terziario, in termini di tenuta e crescita occupazione, in quello che è stato definito il “decennio perso”, caratterizzato dalla stagnazione economica, dalla contrazione del reddito disponibile e da un andamento altalenante dell’occupazione. Oggi questo comparto vive enormi difficoltà, anche per effetto del calo dei consumi, ma non vuole abdicare al proprio ruolo. Per questo, abbiamo invocato misure straordinarie che alleggeriscano il costo del lavoro (v. pag 10) e che consentano alle

imprese di superare l’emergenza. Al ministro Elsa Fornero, che la nostra associazione nazionale ha incontrato di recente, abbiamo chiesto, oltre la riduzione del costo del lavoro, di riformare il sistema degli ammortizzatori sociali e iniziative di sostegno al reddito collegate a percorsi di ricollocamento professionale, sostenuti da agevolazioni contributive ed accompagnati da formazione continua. Apprendistato, flessibilità in entrata ed uscita sono gli altri temi prioritari che attendono risposte. Il primo va favorito, anche perché è proprio nei nostri settori che sono assunti il 40% degli apprendisti. Se una riforma del mercato del lavoro è necessaria, infine, non si può pensare che tutti i settori possano adottare un unico modello. Confcommercio ha ribadito al ministro Fornero che il terziario ha bisogno di soluzioni alle proprie necessità occupazionali ispirate ai principi della flessibilità, che non vuol dire necessariamente precarietà.

Giorgio Mencaroni Presidente Confcommercio provincia di Perugia

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IL MEGLIO DEL MESE

5 milioni di euro per commercio e turismo

è

stata confermata la destinazione di una parte delle risorse FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate) alle imprese del commercio e del turismo. Si tratta di 5 milioni di euro, in parte destinati a chiudere la partita del

TAC 2 (bando per la filiera Turismo, Ambiente e Cultura, a integrazione e completamento del precedente bando del 2005, per il perfezionamento di prodotti turistici tematici), e del Re.Sta. commercio 2 (bando per progetti innovativi presentati da

reti di imprese). Gli altri andranno a rispondere alle attese delle imprese ricettive che hanno partecipato al bando per la qualità alberghiera e a predisporre un ulteriore bando Re.Sta 3 per le imprese commerciali.

Turismo e terziario, accordo per la detassazione

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iglato l’accordo per la detassazione dei salari di migliaia di dipendenti della provincia di Perugia, appartenenti ai settori del turismo e del terziario. Il protocollo è stato sottoscritto dalle organizzazioni territoriali di Confcommercio, Federalberghi, Fipe, Faita e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.

L’intesa sulla detassazione, raggiunta sulla base di un accordo quadro sottoscritto di recente a livello nazionale, porterà, dunque, a buste paga più ‘pesanti’. L’agevolazione fiscale consiste infatti nell’applicazione - per il periodo d’imposta 2011 - dell’imposta sostitutiva del 10% sulle componenti accessorie della retribuzione corrisposte ai lavoratori dipendenti in relazione agli

incrementi di produttività. Il ricorso a tale aliquota, sulle componenti accessorie della retribuzione, scatta a fronte di incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione, efficienza organizzativa, in relazione a risultati riferibili all’andamento economico o agli utili dell’impresa o ad ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale.

Premio Nazionale Innovazione nei Servizi

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a qualche settimana sono aperti i termini per la partecipazione alla quarta edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione nei Servizi, indetto da Confcommercio, che si concluderà a giugno 2012 con la consueta, prestigiosa cerimonia al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, che consegnerà il riconoscimento. Il Premio, ormai da qualche anno, è una vetrina importante per afferma-

re il ruolo del terziario come generatore di innovazione, non solo per rafforzare la richiesta di politiche di sostegno del settore, oggi carenti, ma, soprattutto, per favorire lo sviluppo di progetti innovativi e nuova imprenditorialità. Per ogni approfondimento, c’è il sito del Premio (www.premioinnovazione.confcommercio.it), dove le imprese interessate possono presentare la propria candidatura, fino alle ore 15.00 del giorno 12 aprile 2012.

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Per dirla tutta

Lotta all’evasione o caccia alle streghe?

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ampagne di comunicazione in tv e sui giornali, operazioni in grande stile che prendono di mira sempre i soliti, ovvero “chi ha il negozio sulla strada” e quindi è più facile da raggiungere e controllare. La lotta all’evasione, di questi tempi, si fa sotto i riflettori, creando così un clima da “caccia alle streghe” che non fa bene a nessuno. Lavoratori autonomi e piccole imprese sono messi, ogni giorno, sul banco degli imputati, additati al pubblico ludibrio come responsabili del “disastro” italiano. Ma è proprio così? Una recente indagine, pubblicata dal quotidiano La Repubblica, ha fatto un po’ di conti in materia di evasione e messo in evidenza ciò che ogni piccolo imprenditore sa già bene: i buchi nelle casse dell’Erario li fanno i veri “big” dell’economia, ma ci si

continua ad accanire sullo scontrino per il caffè. Le stime riportate dal quotidiano parlano di 38 miliardi di euro l’anno sottratti al Fisco dalle grandi aziende italiane, un terzo delle quali ha chiuso il bilancio 2011 in perdita e non ha pagato le tasse. Il segreto sembra essere nel sistema con il quale sposterebbero costi e ricavi tra le società del gruppo, trasferendo così la tassazione nei paesi dove non ci sono controlli fiscali. Il 78% circa delle società italiane di capitali, inoltre, dichiara redditi negativi, o meno di 10 mila euro l’anno, o non versa imposte. Le stime, in questo caso, parlano di oltre 22 miliardi di euro che non finiscono nelle casse dello Stato. Nella classifica degli evasori, ai primi posti ci sono però tutti coloro che si muovono nella cosiddetta economia sommersa (qui l’evasione d’imposta

è stimata in oltre 34 milioni di euro) e nell’economia criminale, che si aggiudica il primo posto con ben oltre 78 milioni di euro di evasione stimata. Fanalino di coda, i lavoratori autonomi e le piccole imprese, che, a forza di scontrini non battuti e fatture non emesse, evaderebbero poco più di 8 milioni di euro. è ora che l’Agenzia delle Entrate alzi la mira.

Attenzione alle comunicazioni ingannevoli Continuano ad arrivare alle imprese comunicazioni ingannevoli, che, se prese in considerazione, comportano poi il pagamento di importi anche significativi per servizi non richiesti e, soprattutto, non chiaramente specificati. Viene sollecitato, in genere, di aggiornare dati relativi all’impresa, con un linguaggio che lascia intendere la necessità di questa operazione, per essere iscritti in fantomatici “registri” che nulla hanno a che vedere con i normali adempimenti dovuti dalle imprese. Si raccomanda di leggere attentamente le comunicazioni che hanno queste caratteristiche prima di sottoscrivere impegni e, nel dubbio, di consultare la propria associazione di categoria.

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FEBBRAIO 2012

PRIMO PIANO ECONOMIA

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Commercio, chiesto lo “stato di crisi” Dall’Umbria parte la richiesta di 14 misure urgenti per traghettare le imprese oltre l’emergenza

Primo Piano Liberalizzazioni

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Liberalizzazioni, un provvedimento da impugnare La Regione Umbria sollecitata a presentare il ricorso alla Suprema Corte

10

Una sonora bocciatura I risultati di un sondaggio tra gli imprenditori

16

Più tasse, meno competitività Un rapporto Unioncamere fa luce sul peso di tasse e tariffe

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Umbria NO TAX Federalberghi e Faita si battono contro l’introduzione

Primo piano programmazione regionale

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Strategie per il futuro dell’Umbria Osservazioni e proposte al Documento Annuale di Programmazione 2012 - 2014

PRIMO PIANO rappresentanza

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Uniti contro la crisi Per la prima volta, undici Associazioni d’impresa umbre

31

Alla “scoperta” dei giovani imprenditori Incontri sul territorio per raccogliere stimoli ed idee dagli under 40

Primo piano Tasse e tariffe

PRIMO PIANO Turismo

Dalle categorie

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dei servizi pubblici locali sulle piccole e medie imprese

della tassa di soggiorno

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fanno fronte comune

Agenzie di viaggio, ad Assisi l’assemblea nazionale Fiavet Dalle associazioni Dalle categorie

33

Alla Confcommercio di Spoleto si “concilia”

fiere ed eventi

35

Gli appuntamenti di FEBBRAIO

37

Mercati e fiere, l’intensa attività di Fiva Fiera dei Morti, è tempo di fare la domanda

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ANNO XVI

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PRIMO PIANO ECONOMIA

Commercio, chiesto lo “stato di crisi” Dall’Umbria parte la richiesta di 14 misure urgenti per traghettare le imprese oltre l’emergenza

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i rappresentanti confcommercio: da sinistra, Il direttore Gargaglia e il presidente mencaroni, tra i due vice amoni e mercuri

Ci devono dire una volta per tutte se il commercio serve o no. E se serve, bisogna intervenire immediatamente, perché la situazione del settore è drammatica. Le imprese non possono

Un appello che ha destato attenzione L’appello di Confcommercio sulla necessità di intervenire a sostegno delle imprese del commercio ha trovato immediata attenzione in diversi interlocutori: tra i parlamentari umbri, ad esempio, i senatori Anna Rita Fioroni del Pd e Domenico Benedetti Valentini del Pdl han-

aspettare un minuto di più. Tante rischiano di chiudere”. Di fronte ad una sala affollata dai giornalisti, dai membri del Consiglio provinciale riunitisi precedentemente in seduta straordinaria - e dai presidenti delle

no partecipato alla presentazione delle richieste. Nel momento in cui scriviamo, la senatrice Ada Spadoni Urbani, l’onorevole Bocci e l’onorevole Trappolino hanno dichiarato il loro massimo interesse per la questione e la piena disponibilità ad un incontro di approfondimento. Anche la presidente della Regione Catiuscia Marini ha preso in esame il documento Confcommerciop che, attraverso le asso-

associazioni territoriali e di categoria, Giorgio Mencaroni, presidente della Confcommercio provinciale, ha espresso senza mezzi termini e con toni forti l’enorme preoccupazione per le sorti del commercio, con la richiesta di proclamare lo stato di crisi del settore e la proposta di 14 misure (vedi pag 11) - indirizzate ad una pluralità di istituzioni - per intervenire sull’emergenza. Il pesante andamento dell’economia nel 2011, aggravato dal crollo dei consumi registrato nell’ultimo periodo dell’anno (anche per effetto della manovra depressiva del Governo) e dal trend negativo delle vendite di Natale - ormai tutti parlano di recessione! - ha portato a livelli non più sostenibili la situazione stagnante in cui versa la stragrande maggioranza

ciazioni territoriali è stato sottoposto ai sindaci delle principali città umbre, per la parte di loro competenza. Un primo segnale è arrivato anche dall’Agenzia delle Entrate: non sembra infatti un caso che la riunione del 18 gennaio dell’Osservatorio regionale sugli studi di settore sia stata dedicata “essenzialmente al lamentato stato di crisi del commercio denunciato dalle associazioni di categoria”.


PRIMO PIANO ECONOMIA

i partecipanti alla conferenza stampa confcommercio

delle imprese commerciali. Le proposte elaborate da Confcommercio sono una risposta al grido di allarme di tanti associati, che evidenziano ogni giorno di più la difficoltà a tirare avanti, e non riescono a far fronte neppure alle scadenze più importanti ed impellenti. Le misure chieste dall’organizzazione sono frutto di una analisi concreta

LE MISURE RICHIESTE INTERVENTO

DESTINATARIO

Moratoria delle scadenze fiscali e previdenziali in atto da gennaio a giugno 2012. Restituzione in 24 rate, e senza interessi, a partire da gennaio 2013.

Governo Regione Comuni Enti previdenziali

Fiscalizzazione degli oneri sociali (dal 50% al 75%, a seconda della percentuale di riduzione del fatturato), per le micro e piccole aziende che hanno subito una riduzione di fatturato, a partire dal 15%. La riduzione del fatturato deve essere certificata da un Centro di Assistenza Tecnica, con il cui contributo le imprese dovranno realizzare un piano di rilancio dell’attività. Le imprese non devono aver provveduto a ridurre il Governo personale. La misura - che prevederebbe check up in azienda, redazione del piano di sviluppo e adeguamento delle competenze professionali - dovrebbe essere estesa alle aziende che operano in centri commerciali o centri commerciali naturali (centri storici), che realizzino progetti di sviluppo in forma aggregata. La liberalizzazione così come pensata penalizza le piccole imprese, alle quali vanno forniti gli strumenti per gestire in modo più flessibile l’attività, ad esempio sul fronte del lavoro. La liberalizzazione va inoltre estesa a tutti i settori.

Governo

La manovra Monti manca di politiche forti e specifiche per il turismo, unico strumento di valorizzazione e salvaguardia dei centri storici. Occorrono misure urgenti in questo senso.

Governo

Ammortizzatori sociali efficaci per gli imprenditori che siano costretti a chiudere l’attività.

Governo

Applicazione dell’IMU all’aliquota minore, almeno per il 2012.

Comuni - Anci

Interventi per calmierare il mercato degli affitti, favorendo così anche la diversificazione dell’offerta commerciale e l’apertura di nuove attività nei centri storici.

Comuni

Non applicazione della tassa di soggiorno.

Comuni - Anci

Applicazione dell’addizionale regionale Irpef e delle accise sui carburanti al minor livello.

Regione

Accelerazione pagamenti della pubblica amministrazione. Ipotesi di cessione alle banche dei crediti verso le pubbliche amministrazioni.

Enti pubblici locali Banche

- Stabilire un plafond per il commercio - da gestire tramite accordo con il confidi - allo scopo di finanziare la liquidità a vantaggio delle imprese che hanno comunque potenzialità per superare la crisi. - Richiesta di considerare la garanzia del confidi come ragione per abbattimento reale del costo del denaro. - Procedure accelerate e semplificate per la concessione di finanziamenti di basso importo (fino a 30.000 euro).

Banche

Corretta applicazione della nuova tassa sui rifiuti - RES - che corregga le palesi penalizzazioni ai danni delle imprese del commercio e turismo, che oggi pagano il “vuoto” per pieno. I criteri da applicare dovrebbero invece tenere conto, ad esempio, della quantità prodotta e dell’occupazione reale delle strutture ricettive.

Comuni

Sospensione dello strumento accertativo legato agli studi di Settore per le imprese del commercio per il 2011. Gli Studi di settore, soggetti a revisione ogni 3 anni, non riescono infatti a tenere dietro al reale andamento dell’economia.

Governo Agenzia delle Entrate

Condizionare i contributi a sostegno della imprenditoria giovanile all’obbligo di acquisire competenze specifiche nel fare impresa, in modo che le neo imprese abbiano reali chance di stare sul mercato.

Regione

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PRIMO PIANO ECONOMIA

delle maggiori priorità delle imprese, ma sono anche pensate in relazione alla realistica ed effettiva possibilità di intervento dei diversi interlocutori: il Governo, tramite i parlamentari umbri, ma anche Regione, Province, Comuni, Enti previdenziali, Agenzia delle Entrate, istituti bancari. è stato chiesto inoltre il sostegno della Confcommercio nazionale, perché la confederazione le faccia

proprie, in modo che le proposte che partono dall’Umbria possano essere estese a tutto il territorio nazionale. “Se i nostri interlocutori dovessero restare sordi alle nostre richieste ha sottolineato Giorgio Mencaroni esiste il rischio concreto di chiusura per migliaia di imprese commerciali, che in questo momento non sono in grado di far fronte ad adempimenti e scadenze”.

La condizione di difficoltà coinvolge anche le imprese del turismo: settore che non riesce a decollare come potrebbe, alle prese con problemi di scarsa redditività e sul quale incombe il rischio dell’introduzione della tassa di soggiorno. Ora che il grido di allarme, ma anche l’idea di un preciso piano di intervento, sono stati lanciati, il lavoro prosegue per ottenere risultati concreti.

Natale e saldi, nessuna schiarita

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atale e i saldi sono tradizionalmente un appuntamento fondamentale per i bilanci delle imprese del commercio, specie del settore abbigliamento e calzature. Quest’anno però i conti non sono tornati: sia nell’uno che nell’altro periodo le vendite hanno segna-

to il passo. A proposito del Natale, ad esempio, una indagine effettuata su un campione di 130 imprese umbre del commercio (abbigliamento, calzature, alimentari, profumerie, giocattoli, articoli da regalo, ecc.), condotta da Confcommercio tra Natale e Capodanno, evidenzia che per 64% l’andamento è stato complessivamente negativo; addirittura gravemente negativo per il 14%, a fronte di un 22% di imprese che, in controtendenza, hanno avuto un andamento positivo delle vendite. Sconfortante anche il raffronto con l’anno precedente. Per il 47% delle imprese le vendite sono risultate molto inferiori a quelle del 2010 (flessioni oltre il 20%). Il 36% ha dichiarato flessioni più moderate (sotto il 20%); per il 12% il livello delle vendite è stato stabile, con volumi equivalenti a quelli del 2010; il 5% ha dichiarato incrementi leggermente superiori - solo l’1% molto superiori - rispetto al 2010. A coloro che avevano dichiarato una flessione importante e molto importante delle vendite nel corso delle Festività 2011 (78% complessivo),

Confcommercio ha domandato quali fossero le conseguenze immediate di questo andamento rispetto alla gestione della propria impresa. Solo il 22% delle imprese ha risposto che, per ora, questa situazione delle vendite non sta comportando gravi conseguenze gestionali. è invece molto difficile la situazione evidenziata dalla maggioranza del campione. Tra le imprese che hanno infatti dichiarato di doversi già misurare con le conseguenze dall’attuale situazione critica delle vendite e dei consumi, il 28% ritiene di non poter più assortire adeguatamente la merce del negozio, il 20% pensa addirittura di cessare l’attività, il 17% farà ricorso al credito bancario ed il 16% intaccherà il proprio patrimonio personale, mentre il 13% ha dichiarato che non riuscirà ad assolvere regolarmente i pagamenti programmati. (La domanda era a risposta multipla). Per quanto riguarda i saldi, pur non essendo ancora possibile fare un bilancio definitivo, i segnali del primo mese denotano comunque una flessione notevole. Insomma, è davvero crisi.

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Primo Piano Liberalizzazioni

Liberalizzazioni, provvedimento da impugnare

La Regione Umbria sollecitata a presentare il ricorso alla Suprema Corte

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eguire le orme di altre Regioni impugnando davanti alla Corte Costituzionale l’art 31 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, che dispone la liberalizzazio-

ne di aperture e orari. è la sollecitazione che Confcommercio ha fatto alla Regione Umbria, evidenziando come l’articolo in questione non sia coerente con l’attuale riparto di

competenze derivante dal Titolo V della Costituzione e appare, pertanto, di dubbia costituzionalità. L’art. 31, infatti, sottraendo completamente alle Regioni qualunque possibilità di limitare le aperture domenicali e festive, detta una disposizione immediatamente auto applicativa, che va al di là della tutela della legittima concorrenza e pone in essere una illegittima compressione dell’autonomia regionale, che risulta ingiustificata e non proporzionata rispetto all’obiettivo di tutela della concorrenza. Sulla materia, insomma, secondo Confcommercio, devono essere la Regione e i Comuni a disporre, previo confronto con le associazioni d’impresa e partendo da un’attenta analisi delle esigenze delle imprese a livello locale.

Una sonora bocciatura I risultati di un sondaggio tra gli imprenditori

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osa pensano le imprese commerciali della liberalizzazione? Il 78% di quelle sentite in una indagine a campione effettuata dalla Confcommercio provinciale, ha espresso una opinione complessivamente negativa. Questa sonora bocciatura è motivata sia da ragioni economiche, che personali. Per il 50% delle imprese si tradurrebbe solo in un ulteriore costo che non si possono permettere; il 9% ha dichiarato di non voler

lavorare tutti i giorni e rivendica il desiderio e la volontà di poter passare la domenica in famiglia. Un 35% del campione sostiene poi che tutto ciò non serve affatto a rilanciare i consumi, mentre il 22% dichiara che il piccolo commercio non può riuscire a far fronte anche alle aperture totali ed alla deregulation degli orari; l’8% ritiene che la misura favorisca la grande distribuzione commerciale e non il commercio di prossimità.

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Primo piano Tasse e tariffe

Più tasse, meno competitività Un rapporto Unioncamere fa luce sul peso di tasse e tariffe dei servizi pubblici locali sulle piccole e medie imprese

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T

ra le richieste avanzate da Confcommercio per consentire alle imprese di superare l’emergenza, ci sono anche quelle relative al contenimento di tasse e tariffe locali (v. pag. 11), nella consapevolezza che il loro costo grava pesantemente sui bilanci delle imprese e ne influenza la competitività.

Aumento medio dell’8% per il costo del servizio rifiuti solidi urbani Nel mirino di Confcommercio, tra

gli altri, la nuova tassa sui rifiuti che, secondo l’organizzazione, dovrà correggere le palesi penalizzazioni ai danni delle imprese del commercio e turismo. Di questi temi si parlerà nell’incontro già chiesto a Wladimiro Boccali, presidente ANCI Umbria. Intanto, a fare luce su questo tema ci ha pensato Unioncamere Umbria, che di recente ha presentato un rapporto sulle tariffe dei servizi pubblici locali - come acqua, energia elettrica e gas, raccolta dei rifiuti - pagate dalle piccole e medie imprese nei Comuni con più di 5 mila abitanti: 32 Comuni, la cui popolazione rappresenta circa il 90% della popolazione

totale regionale. Per restare in tema di rifiuti, il rapporto ha evidenziato “chiari segnali di tensioni al rialzo, con un tasso di crescita medio vicino all’8%”. Nel 2010, 16 dei 26 Comuni indagati in provincia di Perugia hanno incrementato i corrispettivi del servizio, mentre in provincia di Terni gli aumenti (tra il 10 e il 20%) hanno interessato solo i due Comuni di maggiori dimensioni. In provincia di Perugia, due Comuni hanno sperimentato rialzi del 20% e sei tra il 10% e il 20%. Da sottolineare che solo sette dei 32 Comuni umbri indagati hanno adottato la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA), che impone un vincolo di copertura integrale del costo del servizio rifiuti solidi urbani attraverso il gettito della tariffa. I restanti Comuni applicano ancora la tassa TARSU,

Tasse e tariffe locali saranno al centro del prossimo incontro con il presidente dell’Associazione dei Comuni che prevede solo una copertura non inferiore al 50% del costo. Questo fatto ha ripercussioni non solo sull’attuale differente distribuzione del carico tariffario zona per zona, ma preannuncia una situazio-


PRIMO PIANO tasse e tariffe

Spesa Rifiuti Solidi Urbani per le imprese in provincia di Perugia Rapporto Unioncamere Umbria

ne ancora più pesante per molte imprese, al momento in cui entrerà in vigore, dal primo gennaio 2013, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi istituita dal decreto “Salva Italia”, che

Spesa Riufiuti Solidi Urbani per le imprese in provincia di Perugia Rapporto Unioncamere Umbria

La spesa unitaria sostenuta da un albergo di 1000 mq può variare da un minimo di circa 2,2 euro/mq ad un massimo di 7,7 euro/mq prevede la copertura totale dei costi di servizio e di investimento. Intanto, il rapporto predisposto da Unioncamere Umbria evidenzia differenze molto elevate della spesa sostenuta per questo servizio per imprese dislocate in aree diverse del territorio. In provincia di Perugia, la spesa unitaria sostenuta nel 2010 da un albergo di 1000 mq può variare da un minimo di circa 2,2 euro/mq ad un massimo di 7,7 euro/mq, mentre quella sostenuta da un negozio di ortofrutta di 60 mq va da 3,6 euro/ mq a circa 21 euro/mq.

Imposta sulla pubblicità a Gualdo, passo indietro del Comune L’inizio della vicenda era stato pessimo: il Comune di Gualdo sul finire del 2011 - senza nessun confronto con le associazioni di categoria - aveva incaricato una azienda di fare verifiche sul pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità. Sono così fioccati avvisi di accertamento e sanzio-

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ni, anche pesanti, su imprese già stremate dalla crisi e per di più in buona fede, poiché in molti casi il tributo non era stato versato per la nebulosità che si era generata in materia e sulle relative esenzioni dell’imposta, nelle quali molti operatori pensavano di rientrare. Confcommercio di Gualdo, e al suo fianco Cna e Confartigianato, è scesa in campo con decisione per far valere di fronte all’amministrazione le ragioni delle imprese. Dopo un approfondito dibattito, in certi momenti anche duro, ad inizio anno si è arrivati ad un risultato

considerato soddisfacente, che si basa su tre elementi fondamentali: la non retroattività dell’imposta la cui applicazione è prevista per l’anno 2011; la possibilità generalizzata di ottenere lo scorporo della sanzione per omessa dichiarazione; la possibilità di ottenere la rateizzazione del pagamento su richiesta dell’interessato. Importante è anche aver riaffermato la necessità del metodo del confronto tra amministrazione comunale e associazioni di categoria, specie su temi così spinosi come quello delle tasse e tariffe.


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Primo piano Turismo

Umbria NO TAX Federalberghi e faita si battono contro l’introduzione della tassa di soggiorno

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olte cose sono cambiate da quando si è cominciato a parlare dell’ipotesi di reintrodurre in Italia la tassa di soggiorno. Nello scenario generale, ad esempio, hanno fatto la loro comparsa le misure del nuovo governo, che consentono ora ai Comuni di attivare ulteriormente la leva impositiva per fare cassa. Quella che non è cambiata è la posizione, fermamente contraria, di Confcommercio, Faita e Federalberghi.

Chiesto all’assessore regionale di sostenere le imprese in questa battaglia In una lettera indirizzata all’assessore regionale al Turismo Fabrizio Bracco, che si è più volte dichiarato contrario alla tassa di soggiorno, il presidente della Federalberghi della provincia di

Perugia Vincenzo Bianconi ha chiesto che la Regione affianchi le imprese in questa battaglia così importante per il futuro del turismo in Umbria. Andando a verificare sul territorio, soprattutto nelle città più importanti dal punto di vista turistico, è ormai chiaro, ha evidenziato Bianconi, che il fronte dei Comuni rappresentati dall’ANCI non appare più così compatto nel sostenere l’opportunità della tassa. Alcuni sindaci di Comuni importanti dal punto di vista turistico, come Todi e soprattutto Assisi, hanno espresso pubblicamente la loro contrarietà. “Si è parlato, paradossalmente, di prevedere qualche tipo di penalizzazione per i Comuni che non si dovessero adeguare alle decisioni dell’ANCI, se dovesse vincere la linea favorevole all’imposta di soggiorno - sottolinea il presidente Bianconi - come se sottoporre i cittadini all’ennesimo balzello fosse un titolo

di merito. Al contrario, la nostra organizzazione sarebbe disponibile a contribuire a valorizzare, anche con campagne di comunicazione ad hoc, quei territori che scegliessero di non adottare il provvedimento, presentandosi ai turisti che scelgono l’Umbria come NO TAX”. In un prossimo incontro con i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni, Federalberghi ribadirà la propria posizione, sostenendo che, dopo la reintroduzione dell’ICI/IMU, la prevista rivalutazione degli estimi catastali e le addizionali, anche le casse delle amministrazioni locali non dovrebbero essere più così bisognose di una ulteriore tassa come quella di soggiorno.

Il fronte dei Comuni non è compatto nel sostenere la tassa di soggiorno In questo nuovo scenario - che vede la ricettività umbra ancora alle prese con problemi di redditività e con grandi incognite nei confronti del futuro, con propensione al consumo ancora più ridotta dai nuovi sacrifici a carico delle famiglie imposti dal Governo - Federalberghi sostiene che poter affrontare il 2012 affermando sul mercato turistico che l’Umbria è “NO TAX” sarebbe un’importante occasione di visibilità.

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Primo piano programmazione regionale

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Strategie per il futuro dell’Umbria Osservazioni e proposte al Documento Annuale di programmazione 2012 - 2014

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entro c’è tutto. Lo schema del Documento Annuale di Programmazione predisposto dalla Regione dell’Umbria, importantissimo piano di azione per gli anni 2012 - 2014, rappresenta un punto di sintesi dello stato del tessuto socio - economico della Regione,

individuando anche alcune macro iniziative necessarie per contrastare la grave crisi economica in atto. La Regione, insomma, è andata oltre le critiche per i tagli operati dal Governo, facendo lo sforzo di individuare le linee guida necessarie a gestire la crisi.

Dentro, quindi, c’è tutto. Ma, basterà, rispetto all’emergenza che stanno vivendo le imprese? Un elemento di forte discontinuità, secondo Confcommercio, è sul fronte del credito, al quale la Regione destina 20 milioni di euro, ma anche questa misura sarà sufficiente per risollevare l’an-


Primo piano PROgrammazione regionale

damento dell’economia umbra? Su questo testo fondamentale per lo sviluppo, che comunque riconosce un ruolo importante ai settori del commercio e del turismo, Confcommercio è intervenuta con osservazioni e proposte presentate personalmente alla presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, alcune delle quali di seguito sintetizzate, che non riguardano solo i settori rappresentati. Perché in ballo c’è il futuro di tutta l’economia e la società umbra. Agenzie regionali La riforma delle Agenzie regionali è un punto di importanza strategica. Occorre quindi un’ampia riflessione

sul ruolo, le funzioni, la governance della nuova Agenzia regionale che raccoglierà le funzioni fin qui svolte dalle attuali Agenzie: APT e altri soggetti. Qualunque sia il contenitore o la struttura, Confcommercio chiede che sia chiara ed inequivocabile la centralità del turismo nel futuro economico regionale e, di conseguenza, anche quello delle sue imprese. E che sia avviata una riflessione relativa alle modalità di integrazione, ormai necessarie, tra la struttura di promozione e le conseguenti attività commerciali. Molte competenze di questa nuova “super agenzia”, inoltre, sembrano sovrapponibili a quelle proprie e tipiche delle Associazioni di categoria, come l’assistenza e lo sviluppo del sistema delle imprese (attraverso la realizzazione di piani di marketing, business plan, attività di orientamento e formazione), l’accompagnamento nella fase di start - up delle neo imprese e progetti di sviluppo locale e dei territori. Tutto questo in contraddizione con il principio di sussidarietà orizzontale, tanto sbandierato dal Governo regionale in più occasioni,

ma poi di fatto rimasto senza alcuna declinazione operativa. Credito Confcommercio ribadisce la necessità di adottare una politica straordinaria per il credito. Pur apprezzando lo sforzo della Regione nel reperire ulteriori risorse su questo fronte strategico, ritiene che queste non siano purtroppo sufficienti a fronteggiare il fabbisogno di patrimonializzazione, soprattutto dei Confidi. Necessario inoltre aprire il Tavolo del credito alle Associazioni di categoria e studiare la possibilità di cedere alle banche i crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, previa garanzia rilasciata dai Confidi e tramite un coinvolgimento del sistema camerale. Green economy La green economy non deve essere appannaggio solo dei settori agricolo e manifatturiero, ma va inserita in un concetto di filiera, coinvolgendo a pieno titolo anche il terziario di mercato in tutte le sue componenti (commercio, turismo e servizi).

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Primo piano programmazione regionale

terziario sui temi strategici per le imprese del terziario: accoglienza, customer care, lingue straniere, applicativi informatici, informatica di base, gestione del personale, gestione economico-finanziaria, marketing strategico ed operativo, ecc.

Nel concreto, le risorse messe a disposizione, quantificabili in 7,5 milioni di euro, vanno intese quindi come trasversali e non più settoriali. Innovazione Innovazione non è solo ricerca scientifica e tecnologia industriale, ma è anche innovazione di processo ed organizzativa, propriamente tipica del terziario. Confcommercio auspica un cambio di marcia che si traduca in fatti concreti: equiparazione nei bandi dedicati all’innovazione, professionalità al servizio del terziario, alta formazione manageriale declinata sui temi dei servizi. Autoimprenditorialità L’autoimprenditorialità - non solo nei settori ad alta innovazione, ma anche in quelli a bassa e media innovazione, come è il settore dei servizi e delle piccole e medie imprese - va sostenuta con attività di affiancamento, formazione, consulenza e orientamento, anche erogate dalle

Associazioni di categoria in chiave sussidiaria, con una spinta decisa alla cultura d’impresa. Piccole imprese Il settore del terziario rappresenta una gran parte del PIL regionale, ha pari dignità, è un valore da preservare. Ogni chiusura d’impresa, piccola o piccolissima che sia, determina una sofferenza nel mercato, nonché nella famiglia coinvolta, meritando considerazione in termini di risorse investite e politiche messe in campo da parte del Governo regionale. Politiche attive del lavoro Le politiche attive del lavoro rappresentano un pilastro della strategia per la crescita economica regionale e proprio per questo motivo non si può condividere che il finanziamento degli assegni di ricerca per i giovani laureati e i percorsi di work–experience siano calibrati esclusivamente in favore del settore manifatturiero. Occorre un piano per la formazione di operatori e addetti del settore

Welfare Il welfare privato rappresenta una forma complementare che Confcommercio sta sperimentando da anni, sia attraverso l’utilizzo dei fondi di assistenza sanitaria integrativa (EST, QUAS e FAST) che attraverso i fondi interprofessionali per i lavoratori (FOR.TE e FONDIR). Non da ultimo occorre dare spazio a tutti i servizi erogati dagli Enti Bilaterali, che rappresentano di fatto il culmine della bilateralità, mettendo in campo gli strumenti legati ai diversi eventi della vita lavorativa di imprenditori e di addetti (maternità, malattia, infortunio ecc.) e con possibilità concesse dalla legge di attivarsi anche sul fronte dell’integrazione salariale. è inoltre auspicabile attuare una seria politica per la conciliazione dei tempi di cura e lavoro, che faciliterebbe di gran lunga l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro. Sicurezza e legalità Tra le priorità assolute da perseguire ci deve essere il tema della legalità, della lotta all’abusivismo e alla contraffazione. La Regione si deve riappropriare del potere di controllo, svolgendo il ruolo di soggetto interistituzionale in grado di coordinare le attività ispettive e repressive. Le campagne di controllo devono essere indette anche sulla base di consultazioni con le Associazioni d’impresa.

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Uniti contro la crisi Per la prima volta, undici Associazioni d’impresa umbre fanno fronte comune

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’obiettivo è quello di porre realmente l’impresa, nelle sue varie forme e dimensioni, al centro di ogni politica per lo sviluppo regionale. Per questo, undici Associazioni di impresa dell’Umbria (Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop) rispondono alla gravità del momento economico e sociale del Paese e del territorio regionale facendo fronte comune e inaugurando, così, un nuovo modo di rapportarsi tra loro e di gestire le relazioni con la politica, le istituzioni e gli enti regionali.

Il confronto permanente delle undici sigle sui nodi centrali della tenuta e della crescita dell’Umbria diverrà metodo di lavoro, allo scopo di individuare posizioni comuni sulle scelte più importanti.

L’obiettivo è porre l’impresa al centro di ogni politica per lo sviluppo regionale Sono cinque le aree individuate come strategiche: credito, edilizia e infrastrutture, internazionalizzazione,

valorizzazione delle risorse territoriali, culturali ed identitarie dell’Umbria, welfare e sanità. Dalla condivisione della drammaticità degli avvenimenti economici è nata dunque la volontà delle imprese di incamminarsi verso un nuovo modo di interpretare la loro funzione e il rapporto istituzionale. Le undici sigle - che hanno illustrato nel dettaglio questo loro impegno e i contenuti delle loro proposte nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno partecipato i presidenti di tutte le Associazioni, tra cui quello di Confcommercio Umbria Aldo Amoni - sottoporranno all’attenzione


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PRIMO PIANO rappresentanza

venti proposti, in vista della costruzione di “un progetto unificante per l’Umbria, disegnato intorno alla centralità dell’impresa e del lavoro”.

Le aree strategiche: credito, edilizia e infrastrutture, internazionalizzazione, valorizzazione delle risorse territoriali, culturali ed identitarie dell’Umbria, welfare e sanità

delle istituzioni, delle forze politiche e della pubblica opinione, già dalle prossime settimane, alcune iniziative che possano dare un immediato ossigeno all’economia. “Le imprese stanno facendo sforzi eccezionali per resistere alla recessione e per mantenere viva la loro capacità competitiva”, si legge nel documento congiunto elaborato dalle Associazioni di categoria. “Gli imprenditori, di tutte le categorie, chiedono oggi precisi ed accentuati segnali di attenzione verso i problemi che stanno vivendo, nella consapevolezza che l’unica via per la ripresa sia il sostegno alle attività produttive e ai consumi”. Convinti che in una fase di difficoltà eccezionali, occorra dare vita ad una reazione ugualmente eccezionale, “senza risparmiare impegno,

Il confronto permanente delle undici sigle sui nodi centrali dello sviluppo diverrà metodo di lavoro risorse, intelligenze”, le Associazioni di categoria “sentono di dover cambiare passo rispetto al loro tradizionale operare, assumendo un ruolo più attivo e propositivo, al di là degli steccati categoriali, sempre più labili e superati dalla realtà”. Se la posta in gioco è alta, di alto spessore dovranno essere gli inter-

Questo percorso le Associazioni non vogliono costruirlo da sole. “Intendiamo ricercare forme di confronto e di convergenza con le Organizzazioni sindacali - hanno scritto nel loro documento unitario - consapevoli che le ragioni della crescita e dell’occupazione devono unire, e non dividere, chi opera in prima linea all’interno delle imprese”. Questo anche alla luce delle significative esperienze di bilateralità, che in sé già testimoniano i benefici derivanti da un approccio di corresponsabilità. In sintesi, per le undici Associazioni ci vorranno più pragmatismo, più proposte, più impegno e più condivisione nei comportamenti associativi, così da ottimizzare sia il proprio contributo progettuale alla crescita dell’Umbria, sia i risultati a vantaggio dell’intero sistema delle imprese. Questa presa di coscienza della necessità di cambiare le modalità della rappresentanza degli interessi generali delle imprese servirà anche a riaffermare con forza, nei confronti delle istituzioni, il ruolo insostituibile delle Associazioni nell’interpretare e sostenere le esigenze, le aspettative e le potenzialità delle imprese.

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Dalle categorie

Alla “scoperta” dei giovani imprenditori Incontri sul territorio per raccogliere stimoli ed idee dagli under 40

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onfrontarsi, condividere i bisogni, mettere in comune le esperienze, trovare vie e soluzioni per far crescere la propria azienda. è questo l’obiettivo del ciclo di incontri - partito da Foligno il 25 gennaio - che i dirigenti del Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio sta realizzando in diverse città della provincia, per incontrare i colleghi under 40, condurre una azione di ascolto che possa arricchire e rafforzare il Gruppo stesso e indirizzare al meglio il programma di attività. Gli appuntamenti sono ispirati ad una formula “snella”, adatta al target - non a caso si chiamano “AperiGiovane” - e si snoderanno durante il primo semestre 2012. Le date e le sedi sono riportate di volta in volta nel sito www.confcommercio.pg.it. Per informazioni: Gruppo Giovani Confcommercio Perugia, Giovanni Rubeca, tel. 075.506711.

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Agenzie di viaggio, ad Assisi l’assemblea nazionale Fiavet

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’11 febbraio, a Palazzo Bernabei di Assisi, la Fiavet nazionale, il sindacato delle Agenzie di viaggio, deciderà il proprio assetto per i prossimi anni. Si svolgerà infatti in quella sede l’assemblea

elettiva, alla quale parteciperanno una cinquantina di delegati provenienti da tutta Italia, più una ventina tra accompagnatori e giornalisti della stampa di settore. Un evento importante per la Fiavet Umbria,

fortemente voluto dal suo presidente, e vice presidente nazionale Fortunato Giovannoni, che non nasconde l’ambizione di arrivare alla guida della categoria, alle prese con tanti ed urgenti problemi.


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Dalle associazioni Dalle categorie

Alla Confcommercio di Spoleto si “concilia”

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a Confcommercio di Spoleto ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la Camera di commercio di Perugia finalizzato a sviluppare, anche in questo territorio, l’accesso alle procedure della Camera di Conciliazione, organismo istituito nel 2000 dalla Cdc per la gestione delle controversie in materia civile e commerciale. La Confcommercio, a partire da gennaio, mette gratuitamente a disposizione della Camera di commercio un proprio locale per lo svolgimento degli incontri di mediazione. Un atto di disponibilità deciso dall’organizzazione per promuovere la cultura della mediazione.

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Mercati e fiere, l’intensa attività di Fiva Fiera dei Morti, è tempo di fare la domanda

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ra dicembre 2011 e il primo mese dell’anno, sono stati davvero numerosi i mercati organizzati dalla Fiva, il sindacato dei venditori su aree pubbliche: il 4 dicembre a Città di Castello, l’11 a Nocera Umbra, il 17-18 a Cannara, il 6 gennaio a Rivotorto di Assisi, per chiudere il 25-26 con la Fiera di San Feliciano a Foligno. Una intensa attività per cercare di dare opportunità ad un categoria che sta soffrendo

moltissimo la crisi. Intanto gli operatori interessati a partecipare per il quadriennio 2012-2015 alla Fiera de Morti, che si svolge tradizionalmente a Perugia dal 1° al 5 novembre di ogni anno, devono presentare apposita domanda entro il 30 giugno (a partire dal 3 gennaio), in bollo da € 14,62, con raccomandata con avviso di ricevimento, al Comune di Perugia. Le istanze presentate al di fuori del termine si considerano non ricevibili.

Nella domanda deve essere indicata, a pena di esclusione, l’autorizzazione amministrativa con la quale si intende partecipare, il numero e la data di iscrizione al Registro delle Imprese o R.E.A. e C.C.I.A.A. ove si è iscritti. L’avviso è pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito Internet del Comune (www.comune.perugia.it) unitamente al relativo modello di domanda. è inoltre reperibile nel sito www.confcommercio.pg.it.


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FIERE ED EVENTI

Gli appuntamenti DI FEBBRAIO 2 - 5 FEBBRAIO • FIERAGRICOLA International Agri - business Show Verona www.fieragricola.com

9 - 12 FEBBRAIO • EXPO EMERGENZE Primo soccorso sanitario, disabilità motoria, protezione civile, antincendio, sicurezza lavoro, rischio industriale Umbriafiere Bastia Umbra www.expoemergenze.it

16 - 19 FEBBRAIO • BIT Borsa Internazionale del Turismo Milano www.bit.fieramilano.it

18 - 26 FEBBRAIO • MODENA ANTIQUARIA - PETRA Alto antiquariato Modena www.modenantiquaria.it

24 - 27 FEBBRAIO • FISHING SHOW Salone internazionale della pesca sportiva Belle Arti Bologna www.fishingshow.it

25 - 28 FEBBRAIO • MIA - SAPORE Mostra internazionale dell’alimentazione Rimini www.saporerimini.it

In arrivo Expo Emergenze è all’Umbriafiere di Bastia dal 9 al 12 febbraio Expo Emergenze, la prima grande rassegna biennale in ambito di sicurezza ed emergenza del Centro Italia, arriva all’Umbriafiere di Bastia il prossimo 9 febbraio. Expo Emergenze, organizzata da Epta - Confcommercio, ha l’obiettivo di contribuire in modo concreto alla diffusione della cultura e della prevenzione del rischio, ma anche alla divulgazione delle politiche di attuazione, strategie e salvaguardia del territorio, e di promuovere lo sviluppo di pre-

Trent’anni di Expo Casa Trenta candeline per Expo Casa, che dal 3 all’11 marzo 2012 occuperà l’Umbriafiere di Bastia Umbra per un’edizione davvero sfavillante. Sono sei i saloni settoriali - Expo Casa Fuoco, Expo Casa Edilizia, Expo Casa Complementi, Expo Casa Arredo e Design, Expo Casa Energia e Riscaldamento, Expo Casa Garden e Piscine - e tante le novità: dagli

cise competenze per la tutela di persone e cose in tutte le situazioni di calamità. Sono sei gli ambiti della rassegna: Primo Soccorso Sanitario, Disabilità Motoria ed Ausili, Protezione Civile, Antincendio, Sicurezza sul Lavoro e Protezione Ambiente e Rischio Industriale. “Expo Emergenze”, spiega Roberto Prosperi, presidente di Epta - Confcommercio, “è un progetto imponente e pluritematico, che nasce come una vetrina d’eccellenza di prodotti, tecnologie ed innovazioni a servizio di chi ci protegge”. Nell’ambito di Expo Emergenze, Federottica della provincia di Perugia, in collaborazione con l’ACI, effettuerà gratuitamente test visivi agli automobilisti.

incontri con arredatori e architetti ai menù per tutte le ricorrenze, presentati da Anna Moroni de La prova del Cuoco. Anche Expo Casa è una iniziativa Epta - Confcommercio.

A cura di Epta - Fiere ed eventi Si consiglia di contattare l’organizzatore per conferme di tempi e modalità di svolgimento delle manifestazioni

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mensile febbraio confcommercio