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Supplemento a Noi Artigiani - n. 37 del 3 dicembre 2019 Anno XX

INsIeme l’Impresa Newsletter settimanale di Confartigianato Imprese Rieti

Rilancio delle aree montane: vivere e fare impresa in montagna I danni causati dal maltempo in questi giorni hanno riproposto i soliti lamenti da parte di chi spesso non sa nemmeno cosa significa vivere in montagna o, peggio ancora, non si rende conto che la natura ha i suoi cicli storici, con tutti i suoi risvolti, anche quelli più drammatici. Come Confartigianato Imprese Rieti, da tempo stiamo tentando di rimettere al centro del dibattito politico-istituzionale i temi del vivere e del fare impresa in montagna, tenendo conto del fatto che il territorio della nostra provincia è considerato montano per il 70% della sua estensione. L’eterna piaga dell’incuria. Non possiamo continuare ad affidare il nostro destino al buon Dio, sperando che ci protegga dalle frane e dalle alluvioni. Il viadotto dell’Autostrada A6 Torino-Savona, con quel vuoto spettrale lasciato dalla caduta di un pilone causata da una frana, ci ha riportato indietro di quindici mesi, quando a una cinquantina di chilometri di distanza crollò il ponte Morandi. Ancora una volta i più hanno pensato “fortunatamente non è toccato a noi!”. La Torino-Savona è lontana... Le indagini chiariranno se anche stavolta l’incuria dell’uomo c’entri qualcosa. Il tema, comune a tanti territori, è quello di capire quanti altri ponti, strade e viadotti, vetusti e consumati dal tempo, possano essere un pericolo reale per la popolazione. La necessità è quella, quindi, un monitoraggio capillare. Un problema molto serio, aggravato in questi ultimi decenni da scelte compiute dagli uomini capaci di occupare ogni metro di terreno fino a consumare (dato ISPRA) il 22,8% di spazio utile. La cattiva gestione dei territori montani e boscosi (dove un tempo le acque scendevano con minor impeto, vista la cura che veniva riservata alle opere di manutenzione di strade, scoline, alvei, argini ecc) causa danni irreparabili. Altro che condizioni meteo... Oggi appena si apre un rigagnolo di strada, in pochi minuti diventa torrentello, per diventare poi fiume. Ogni anno siamo a contare i danni. Gli interventi di emergenza diventano una costante. Così come il “dopo”, quando si contano i danni, i feriti, i morti. Dopo ogni calamità, più o meno naturale, si riparla di prevenzione. Intanto spendiamo due miliardi l’anno secondo il Consorzio del Politecnico di Milano, per gli interventi di emergenza. L’Italia, complessivamente, ha pagato, dal 1944 al 2012, 242,5 miliardi di euro per i danni provocati da terremoti, frane e alluvioni.

Non è nemmeno un problema di soldi. Quello che fa più rabbia è che non si tratta neppure di soldi. Lo Stato, i Ministeri, le Regioni, sembrano non sapere come spenderli. Ci sono ancora MILIARDI del Fondo Italia Sicura. Mancano i progetti, la voglia di fare sul serio, la volontà di decidere. Tante discussioni intorno a provvedimenti che potevano essere assunti e sono rimasti tali. Triste osservare la paralisi di un Paese che continua a scambiare per emergenza il dissesto idrogeologico. Finanziamenti destinati a interventi specifici, 400 milioni per il fiume Sarno (fece 160 morti) e nel fine settimana è di nuovo uscito dagli argini. Anche la Corte dei Conti sta ponendo attenzione al fatto che tra il 2016 e il 2018 sui 75 milioni stanziali, le somme trasferite alle Regioni ammonterebbero solamente al 26,58%. Perché? Siccome fare un progetto per un’opera pubblica è complesso, non se ne fanno. E chi lo realizza viene pagato in ritardo. Un’analisi impietosa quella di Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera del 25/11/2019, che però descrive puntualmente la situazione del Paese: “Fondi dissesto, speso solo il 10%”. Lavoro, occupazione, fare impresa in montagna. Confartigianato Imprese Rieti da tempo ha individuato nella manutenzione del territorio una priorità assoluta. Conserva un patrimonio naturalistico inestimabile, crea occupazione e fa risparmiare. Bisogna cambiare marcia. Il nostro territorio soffre da anni di un costante declino economico, demografico e politico, legato alla quasi totale scomparsa dell’agricoltura, dell’artigianato e dei mestieri legati alla montagna. Per decenni abbiamo creduto che le industrie che affluivano nell’area industriale Rieti-Cittaducale potessero sostituire una microeconomia diffusa, che comunque manteneva vivo il territorio. Oggi sono in gran parte chiuse o in forte declino. Il turismo rappresenta una fonte di reddito solo per alcune aree, è geograficamente e stagionalmente squilibrato, in alcune zone inesistente. continua a p. 3

Mercoledì 4 dicembre gli uffici di Confartigianato resteranno chiusi per la festività del Santo Patrono.


I CORSI DI FORMAZIONE IN PROGRAMMA CORSO

LUOGO

dATA

MACCHINE MOVIMENTO TERRA (ESCAVATORE+PALA)

RIETI - presso Edilnolo Centro Italia, Via della Meccanica 14 S. Rufina di Cittaducale (RI)

7 dicembre 2019 h. 9.00

AGGIORNAMENTO PRIMO SOCCORSO

RIETI - sede Confartigianato Via F.lli Sabastiani 121

16 dicembre ore 17.00

FORMAZIONE LAVORATORI

RIETI - sede Confartigianato Via F.lli Sabastiani 121

16 dicembre ore 17.30

Per aderire ai corsi è necessario contattare l’Ufficio Formazione di Confartigianato Imprese Rieti, tel. 0746 491435 e-mail formazione@confartigianatorieti.it NOI ARTIGIANI Periodico di Confartigianato Imprese Rieti Autorizzazione del Tribunale di Rieti n. 1 /2000 del 21 gennaio 2000 Direzione, Redazione, Amministrazione Via F.lli Sebastiani,121 02100 RIETI tel. 0746/491435 - 218131 e-mail info@confartigianatorieti.it sito web www.confartigianatorieti.it Editore Confartigianato Imprese Rieti Direttore Responsabile Raffaella Fabi Direttore Editoriale Maurizio Aluffi Comitato di redazione Maurizio Aluffi, Clara Odorici Progettazione Grafica Clara Odorici

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Resto al Sud per under 46 e professionisti in Gazzetta In vigore dall'8 dicembre 2019 l'estensione dell'incentivo Resto al Sud a professionisti e under 46, domande a Invitalia per il finanziamento agevolato di nuove attività nel Mezzogiorno. Dall’8 dicembre 2019 possono accedere all’agevolazione Resto al Sud anche liberi professionisti e giovani under 46: il decreto attuativo delle novità previste dalla Manovra dello scorso anno è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 novembre. La domanda si presenta attraverso il sito di Invitalia, che a breve sarà aggiornato con le novità. L’incentivo Resto al Sud è un finanziamento agevolato per chi apre nuove attività nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia oppure nelle aree del cratere sismico Centro Italia. Introdotto nel 2017 per aspiranti imprenditori fino a 35 anni di età, è stato ampliato dalla manovra 2019 (comma 601 legge 145/2019), che lo ha esteso ai liberi professionisti e ha alzato l’età massima a 45 anni. Questa modifica è stata poi recepita dal DPCM 134 dello scorso 5 agosto, finalmente pubblicato in Gazzetta con entrata in vigore 8 dicembre 2019. I soggetti proponenti devono essere già costituiti alla data di presentazione della domanda o farlo entro 60 giorni (che salgono a 120 in caso di residenza all’estero). Forme giuridiche ammesse: impresa individuale o società (comprese le cooperative e le società fra professionisti). Per le attività libero-professionali svolte in forma individuale è richiesta unicamente la partita IVA nonché, laddove prevista, l’iscrizione agli ordini professionali. Attenzione: anche nel caso delle Partite IVA deve trattarsi di una nuova attività. Non possono infatti presentare domanda di agevolazione coloro che nei 12 mesi precedenti avevano già una partita IVA relativa ad un’attività analoga a quella per cui si chiede l’agevolazione. La regola prevede che il codice ATECO non possa essere identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività di agevolazione. Altro paletto: il soggetto beneficiario non può essere titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un’altra società. Per quanto riguarda l’età, nel caso in cui l’impresa abbia diversi soci, non devono essere tutti under 45, ma gli eventuali soci che hanno un’età maggiore non possono superare un terzo della compagine societaria e non essere parenti di

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nessuno degli altri soci (fino al quarto grado di parentela). L’incentivo può arrivare fino a 50mila per un soggetto individuale e fino a 200mila euro per una società, con una parte (il 35%) a fondo perduto e il restante 65% attraverso un finanziamento agevolato. La domanda, come detto si presenta attraverso l’apposita piattaforma Invitalia. E’ necessario registrarsi compilando l’apposito form, ci vogliono PEC (posta elettronica certificata) e firma digitale. Ad oggi sono oltre 4mila i progetti approvati, pari a più di 15mila nuovi posti di lavoro. Info: Ufficio Credito di Confartigianato tel. 0746218131 credito@confartigianatorieti.it

Rilancio delle aree montane: vivere e fare impresa in montagna Continua da p. 1 A soffrire sono soprattutto i piccoli comuni, nei quali l’invecchiamento della popolazione porta a una perdita costante dell’offerta dei servizi di base che, a sua volta, scoraggia i giovani dal rimanere nei paesi. Il territorio montano e di collina soffre un grave complesso di sfruttamento da parte della città: risorse come acqua, legname, territorio, tranquillità, vengono utilizzate per soddisfare i bisogni di una metropoli come Roma. Al territorio non viene riconosciuto il giusto prezzo per i servizi ecosistemici. Al contrario, diminuisce l’offerta di servizi per la popolazione residente. Rimettere al centro dell’attenzione la manutenzione del territorio (foreste e aree protette) va a beneficio della società intera, ma il costo non può ricadere sulla montagna e sui pochi che sono rimasti a popolarla. Come Confartigianato intendiamo riproporre la montagna non come una “periferia politica”, ma come un territorio strategico per lo sviluppo. Incentivare le nuove forme di insediamento produttivo su piccola scala, sia attraverso strumenti fiscali, sia attraverso investimenti infrastrutturali e di marketing territoriale. Vanno sfruttate le potenzialità del nuovo regolamento europeo sulla qualità dei prodotti, il quale prevede la tutela del “prodotto di montagna”. Valorizzare un turismo diffuso legato alle vere risorse naturali e culturali della montagna (cicloturismo, trekking, centri benessere) puntando a un’apertura degli esercizi turistici legati non solo allo sci di massa. Sarebbe già questo un buon inizio. Maurizio Aluffi - Direttore di Confartigianato Imprese Rieti

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LARGO F. SPADONI, 4 - TORRE C - PRESSO CENTRO COMM.LE PERSEO - RIETI Confartigianato Imprese Rieti INSIEME L’IMPRESA - newsletter n. 37 - 3 dicembre 2019

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CONVEGNO

“RIETI RIPARTE” POLITICHE DEL LAVORO E BILATERALITÀ

Rieti, 9 dicembre 2019 ore 16.00 Sala Convegni “La Teka” di Confartigianato – Via F.lli Sebastiani 121, Rieti PROGRAMMA Saluti Istituzionali  Franco Lodovici – Presidente di Confartigianato Imprese Rieti Interventi  Rosita Pelecca – Vice Presidente Eblart “L’artigianato del Lazio alla soglia del 2020”  Vincenzo Regnini – Presidente CCIAA di Rieti “UN ANNO DI IMPRESA, dati di un’economia incerta”  Clara Odorici – Responsabile Sportello Eblart di Confartigianato Imprese Rieti “Prestazioni Eblart: promozione e supporto alla compilazione per imprese e lavoratori”  Daniele Sinibaldi – Assessore alle Attività Produttive del Comune di Rieti “Il lavoro, una priorità per il nostro territorio”  Francesco Agostini – Segretario Regionale FILCA CISL “La Bilateralità nel comparto costruzioni, un esempio virtuoso”  Claudio Di Berardino – Assessore Regione Lazio Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione “Azioni e proposte per il lavoro”  Don Valerio Shango – Direttore dell’Ufficio diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro “Il valore del lavoro nella coesione sociale” Dibattito Conclusioni – Maurizio Aluffi, Direttore di Confartigianato Imprese Rieti Moderatore: Paolo Di Lorenzo

Segreteria organizzativa: Confartigianato Imprese Rieti, Uff. Politiche del Lavoro e Bilateralità tel. 0746 218131 – lavoro@confartigianatorieti.it


Controlli GdF su serramenti con marcatura CE A fronte di quanto emerso di recente, la Guardia di Finanza si sta organizzando per effettuare controlli nelle aziende relativi alla Marcatura CE dei serramenti di cui alla norma UNI EN 14351 – 1:2016 (Finestre e porte – Norma di controllo, caratteristiche prestazionali – Parte 1: Finestre e porte esterne pedonali). A seguito di alcuni controlli a campione eseguiti in alcune aziende di produzione serramenti che hanno rivelato una totale assenza di ogni credibile base documentale relativa alla Marcatura CE, il Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti della GdF sta elaborando un disciplinare di controllo da rendere disponibile a tutti i nuclei locali al fine di fornire la preparazione necessaria a mettere in atto l’attività di controllo. Che cosa è previsto che venga richiesto durante un controllo effettuato dalla Guardia di Finanza: • Evidenza del piano di controllo produzione che dovrebbe essere composto da: 1. Parte “statica”, ossia un manuale, chiaramente riferito sia alla ditta oggetto di controllo sia alle tipologie di prodotto di competenza della ditta, che spieghi l’organizzazione aziendale, le modalità di controllo, i soggetti coinvolti ecc. Il disciplinare non impone specifici format ma in ogni caso un minimo di formalizzazione è richiesto; 2. Parte “dinamica”, ossia le evidenze dei controlli effettuati durante la produzione. • Archivio delle Dichiarazioni di Prestazione; le dichiarazioni potranno essere archiviate nella maniera preferita dall’azienda (cartacee in apposita cartelle, cartacee allegate alle fatture, elettroniche su supporto informatico ecc.) ma il sistema di archiviazione dovrà permettere sia il facile abbinamento della dichiarazione alla specifica fattura sia la certezza della conservazione decennale prevista per legge.

Si ricorda inoltre che ai sensi del DL 16 giugno 2017 n. 106 le sanzioni relative a mancata o scorretta marcatura sono comprese tra i 4.000 e i 24.000 Euro. Per informazioni contattare l’Ufficio Categorie tel. 0746 218131 Elisa De Paola, elisa.depaola@confartigianatorieti.it.

CCIAA Rieti: Seminario gratuito marchi e brevetti - Rieti 6 dicembre “La lotta alla Contraffazione, i danni e i rischi causati dal Mercato del Falso”: questo il titolo del seminario promosso dalla Camera di Commercio di Rieti, in collaborazione con JA Italia, per il prossimo 6 dicembre dalle ore 11 alle 13 presso la Sala Conferenze dell’Ente, in via Paolo Borsellino 16. L'iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto Tipicamente Rieti, volto alla valorizzazione e alla tutela dei prodotti tipici del nostro territorio, è rivolta a studenti, insegnanti, aspiranti imprenditori e PMI, e punta a sensibilizzare sui vantaggi della tutela della proprietà industriale e sugli strumenti per contrastare la contraffazione dei beni, anche nei canali di commercio on line. “La cultura della proprietà industriale - in particolare la protezione e la valorizzazione di marchi, brevetti, disegni e modelli di utilità - riveste un’importanza fondamentale nell'educazione e nella formazione dei giovani aspiranti imprenditori e imprenditrici”, ha dichiarato il presidente della CCIAA, Vincenzo Regnini. “La contraffazione rappresenta un danno enorme per il nostro territorio, in particolare per quanto riguarda il settore agroalimentare in cui il “Made in Italy” ha un ruolo di leadership con prodotti di elevata qualità e conosciuti in tutto il mondo e l’on line sta amplificando questi rischi. – ha aggiunto il Segretario generale della CCIAA, Giancarlo Cipriano – In questo senso, gli strumenti di tutela della proprietà industriale rappresentano alleati fondamentali per i nostri imprenditori”.

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1° gen.

2020 1° luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari ai fini IVA superiore a 400.000 Euro.

1° gennaio 2020 per i soggetti con volume d’affari ai fini IVA non superiore a 400.000 Euro

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Sicurezza nei cantieri: premio nazionale INAIL alle migliori pratiche prorogato al 22 gennaio 2020 L'Inail ha prorogato dal 22 novembre 2019 al 22 gennaio 2020 la partecipazione al bando sulle migliori pratiche nazionali di sicurezza nei cantieri (temporanei o mobili). Il bando intende creare un archivio di esempi positivi e replicabili. La procedura per candidarsi è attiva sul sito Inail. I cantieri edili temporanei o mobili I cantieri temporanei e mobili sono potenzialmente ad alto rischio infortunistico per la natura dei lavori che in essi si svolgono. Si tratta di ambienti dove si svolgono attività di costruzione, manutenzione o demolizione di una serie di opere, tra cui costruzioni in cemento armato, opere stradali, ferroviarie o marittime e scavi. I cantieri temporanei rimangono nello stesso luogo fino al completamento dei lavori, mentre nei cantieri mobili i lavoratori eseguono le attività spostandosi continuamente. Entrambi i cantieri devono essere opportunamente segnalati, soprattutto quando si trovano in prossimità di zone trafficate e abitate. Chi può partecipare al concorso Possono candidarsi le imprese del settore edilizio che operano, anche indirettamente, nei cantieri temporanei o mobili, i coordinatori per la sicurezza nei cantieri e gli enti pubblici. Tutti i partecipanti devono essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi e non devono aver riportato condanne in sede penale in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli ultimi cinque anni. Iscrizione e invio del materiale in una sola sessione A partire dal 22 luglio e fino al 22 novembre 2019, sul sito dell’Inail sarà possibile accedere alla procedura online per partecipare alla selezione, articolata in tre fasi da eseguire in un’unica sessione. Nella prima fase, gli aspiranti candidati devono compilare la scheda di iscrizione, distinta per categorie. Nella seconda fase, devono caricare i moduli di liberatorie e autorizzazioni e la dichiarazione di veridicità e conferma dei dati. Nella terza fase devono, infine, riempire la scheda tecnica, che contiene descrizione e autovalutazione del progetto, e caricarlo. È possibile inviare fino a tre proposte, per ognuna delle quali va compilato il modulo di iscrizione. Gli elaborati premiati candidabili come "Buone prassi" Per ognuna delle categorie di partecipanti, saranno premiate le prime tre buone pratiche ritenute migliori, che saranno presentate nel corso delle giornate della sicurezza in edilizia organizzate da Inail e Regioni e potranno essere pubblicate su riviste di settore. Gli elaborati premiati potranno, inoltre, essere trasmessi alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro per la procedura di validazione come “Buone Prassi”. Tutti i lavori riconosciuti di interesse entreranno a far parte dell’archivio. A Roma la cerimonia di premiazione, nel corso di una giornata dedicata al tema della prevenzione in edilizia. Entro 120 giorni l’elenco dei finalisti Sarà un Comitato tecnico-scientifico a valutare le proposte

e a individuare i finalisti da sottoporre alla giuria, che ha il compito di scegliere i vincitori ed è composta da rappresentanti degli enti promotori ed esponenti del mondo imprenditoriale, istituzionale e accademico. Entro 120 giorni dalla chiusura della procedura sarà pubblicato l’elenco delle buone pratiche finaliste.

Saldo IMU e TASI al 16 dicembre 2019 IMU Scade lunedì 16 dicembre 2019 il termine per il versamento del saldo IMU 2019. Il saldo si calcola applicando le aliquote pubblicate sul sito internet del Mef entro il 28.10.2019, a conguaglio di quanto versato in acconto. L’IMU viene versata generalmente in due rate: • la prima (di acconto) entro il 16.6. In questo caso l’imposta è calcolata utilizzando le aliquote e detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente; • la seconda (a saldo) entro il 16.12, utilizzando le aliquote e detrazioni dell’anno in corso, qualora pubblicate sul sito www.finanze.it entro il 28.10; in mancanza si utilizzano le aliquote e detrazioni dell’anno precedente. Il saldo è pari all’imposta dovuta per l’anno in corso meno l’acconto versato. TASI Il 16 dicembre 2019 dicembre scade anche il termine di pagamento del saldo della TASI 2019. Anche in questo caso, per calcolare l'ammontare dovuto occorre visionare le delibere comunali che risultano pubblicate sul sito internet del MEF entro il 28.10.2019. In mancanza della pubblicazione della delibera entro tale data, è necessario fare riferimento alle aliquote e alle detrazioni previste per il 2018. Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili. Sono esclusi i terreni agricoli e le aree edificabili possedute e/o condotte da coltivatori diretti e IAP. Dal 2016 sono escluse anche le abitazioni principali, ad eccezione di quelle di lusso. Per poter usufruire dell’esenzione dal pagamento della TASI, l’immobile: • non deve essere “di lusso” (quindi non accatastato nelle categorie A/1, A/8 e A/9); • deve essere adibito ad abitazione principale, come definita ai fini IMU, dal possessore oppure dall’utilizzatore, nelle ipotesi di immobile dato in comodato o locazione. In quest'ultimo caso, se l’immobile costituisce abitazione principale per il detentore, la TASI è dovuta soltanto dal proprietario, nella percentuale fissata dal Comune ovvero nella misura del 90%, se il regolamento/delibera comunale non disciplina tale aspetto. Il versamento, sia dell’IMU e che della TASI, può essere effettuato con mod. F24, elaborato anche presso il CAAF di Confartigianato: Azzurra Spoletini tel. 0746 251900 caaf@confartigianatorieti.it.

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Tasse imprese: carico fiscale alle stelle L’Italia è tra i paesi al mondo in cui il carico fiscale sulle imprese è maggiormente in crescita, con tempi necessari per gli adempimenti sei volte superiori alla media europea: sono le principali evidenze che emergono dal report della Banca Mondiale e di Pwc “Paying taxes 2020“, in base al quale il Total Tax & Contribution Rate (carico fiscale e contributivo), nel 2018 (anno a cui si riferiscono i dati del rapporto 2020) è salito al 59,1% (sei punti in più rispetto al 53,1% precedente). L’Italia è al 128esimo posto nel mondo per quanto riguarda le tasse delle imprese, quindi nella parte bassa della classifica (che comprende 190 paesi). La voce più costosa resta la tassazione sul lavoro (42% contro una media internazionale del 16,3%), mentre le imposte sugli utili (al 14,6%) sono al di sotto della media mondiale (pari al 16%). Il dato dipende anche da fattori contingenti, ad esempio il venir meno delle esenzioni contributive sulle nuove assunzioni previsto nel 2016-2017, che non è stato assorbito dalle

nuove agevolazioni fiscali successivamente previste. Numeri particolarmente negativi anche sul fronte burocrazia: per effettuare tutti gli adempimenti fiscali, un’impresa spende circa 238 ore, che in realtà è un dato abbastanza in linea con la media internazionale (234), ma molto al di sopra della media europea (161 ore). Per non parlare dell’IVA: 42 ore per chiedere il rimborso (in Europa bastano 7 ore e nel resto del mondo 18 ore) e 62,2 settimane per ottenerlo (poco più di un anno), contro una media europea di 16,4 settimane (circa quattro mesi) e mondiale di 27,3 settimane (circa 7 mesi). L’Italia ha anche dei primati, che riguardano in particolare la digitalizzazione: è fra i paesi in cui ci sono stati i maggiori passi avanti in questo senso, grazie soprattutto all’introduzione della fatturazione elettronica. Per quanto riguarda la classifica generale, sul podio Bahrein, Hong Kong e Qatar, nella top ten ci sono due paesi europei ovvero Irlanda (quarta), Danimarca (ottava) e Finlandia (decima).

Pagamenti PA: si accorciano i tempi Con un comunicato stampa del 19 novembre 2019 il MEF (Ministero dell'Economia e della Finanza) ha informato i contribuenti che continua il miglioramento sistematico dei tempi di pagamento delle Pubbliche amministrazioni italiane. In particolare, alla luce degli ultimi dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC) relativi al 2018 sono state pagate circa 22,1 milioni di fatture, con tempi di pagamento che mostrano in media un ritardo di sette giorni rispetto ai termini previsti dalla legge. Anche tenendo conto delle code dei pagamenti delle fatture del 2018 non ancora effettuati al momento della rilevazione (che comporterà un leggero peggioramento del tempo medio di ritardo) si registra un significativo miglioramento rispetto ai tempi medi di ritardo relativi alle fatture del 2017 (10 giorni) e del 2016 (16 giorni). In teoria, tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni. Come ricordato nel comunicato, il rispetto di queste scadenze è un fattore di cruciale importanza per il buon funzionamento dell’economia nazionale e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione Europea effettua un puntuale e rigoroso controllo. Negli ultimi anni, anche grazie all’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni-

dal 31 marzo 2015, il numero delle pubbliche amministrazioni che paga i fornitori con tempi medi più lunghi di quelli previsti dalla normativa vigente si è gradualmente e progressivamente ridotto.

CCIAA Rieti: Asta vendita beni mobili dell’Ente camerale Confartigianato informa che la Camera di Commercio di Rieti ha indetto un'asta pubblica per l’alienazione di beni mobili di proprietà dell’Ente camerale. Oggetto dell’asta sono articoli di arredamento e di varia natura facenti parte del patrimonio storico della CCIAA di Rieti, suddivisi in 25 lotti, visionabili insieme alla documentazione di gara ed alle relative informazioni nella sezione “Amministrazione Trasparente”, nella sottosezione “Bandi di gara e contratti” al link http://www.ri.camcom.it/P42A0C236S177/Bandi-digara.htm I beni in vendita sono rimessati in parte presso la sede principale dell’Ente, in Rieti Via Paolo Borsellino 16, in parte presso gli adiacenti locali di Via dei Lauri 10 e sono visionabili nei giorni di martedì e giovedì, dalle ore 10.00 alle 12.00, fino al termine di presentazione delle offerte (30 dicembre 2019 alle ore 12), previo appuntamento da fissarsi, entro il giorno precedente, con l’Ufficio Provveditorato al numero di telefono 0746/201364.

visita il sito www.confartigianatorieti.it Confartigianato Imprese Rieti INSIEME L’IMPRESA - newsletter n. 37 - 3 dicembre 2019

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Pensioni, RED in scadenza: comunicazione INPS online I pensionati che hanno anche redditi da lavoro autonomo e hanno il divieto di cumulo sono tenuti a presentare all’INPS la dichiarazione su quanto incassato nel 2018 entro il prossimo 2 dicembre, che è anche l’ultimo giorno utile per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Tutte le regole sono indicate nel messaggio INPS 4430/2019. La norma è contenuta nell’articolo 10 del dlgs 503/1992 e prevede il divieto di cumulo nella misura del 50% fino a concorrenza dei redditi da lavoro. La comunicazione va effettuata online, selezionando la voce “Dichiarazione Reddituale – Red Semplificato“, dal menù “tutti i servizi“, scegliendo poi l’anno 2019 nel campo dedicato alla Campagna di riferimento. E’ in teoria possibile anche rivolgersi al Contact Center Multicanale, raggiungibile al numero 803 164 (ma in questi giorni il servizio è sospeso). In entrambi i casi, bisogna avere le credenziali per l’accesso. I redditi da lavoro autonomo, spiega il messaggio INPS, devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali, il reddito d’impresa al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento. Esclusi dall’obbligo Ci sono categorie di pensionati per i quali non c’è divieto di cumulo, di conseguenza non devono presentare la comunicazione all’INPS, a partire dai titolari di pensione di vecchiaia, di anzianità e di tutte le forme a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. In parole semplici, la maggior parte dei pensionati non ha alcun paletto, potendo cumulare interamente l’assegno previdenziale con redditi da lavoro. Ecco, nel dettaglio, tutte

Se subisco un infortunio cosa devo fare?

le categorie escluse dall’obbligo di cumulo (che quindi non devono effettuare alcuna comunicazione all’INPS): • pensione di vecchiaia; • pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo; • pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima; • pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994; • pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni. • pensione e assegno di invalidità che sarebbero in linea di principio soggetti al divieto parziale di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, ma nel 2018 hanno conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a 6mila596,46 euro; • redditi derivanti da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali ed altre istituzioni pubbliche e private; • indennità giudice di pace; • indennità e gettoni di presenza degli amministratori locali; • indennità connesse a cariche pubbliche elettive; • giudici onorari, giudici tributari; • remunerazioni sacerdoti. Info: CAAF Confartigianato tel. 0746 251900.

Ho contributi sufficienti per andare in pensione? Come devo fare per presentare la domanda? Quale sarà l’importo che mi spetta?

Sono andato in pensione ma lavoro ancora. Pago sempre gli stessi contributi? Qualcuno mi ha parlato di un supplemento di pensione. Di cosa si tratta?

Durante la mia carriera lavorativa ho sviluppato una malattia professionale. Posso ottenere un’indennità?

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