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Supplemento a Noi Artigiani - n. 18 del 15 Maggio 2018 Anno XIX

INsIeme l’Impresa Newsletter settimanale di Confartigianato Imprese Rieti

IncentIvI occupazIonalI e altre dIsposIzIonI In materIa dI lavoro Esonero contributivo under 35 Dal 1° gennaio 2018, i datori di lavoro privati che assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, potranno avvalersi per un periodo massimo di 36 mesi, dell'esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (esclusi i premi e contributi dovuti all'INAIL) nel limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua. Per fruire del beneficio sarà possibile assumere soggetti con età inferiore a 35 anni e che non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Si ricorda che l'esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l'assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi. Decontribuzione per assunzioni presso cooperative sociali di persone con protezione internazionale Dal 1° gennaio 2018 e con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2018, sarà possibile per le cooperative sociali avvalersi di un contributo a riduzione delle aliquote per l'assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale per un periodo massimo di 36 mesi, per l’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato di persone a cui sia stata riconosciuta protezione internazionale a partire dal 1° gennaio 2016. Decontribuzione agricola Ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali con età inferiore a quaranta anni, è riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi, l'esonero dal versamento del 100% dell'accredito contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con riferimento alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola effettuate tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018. Decorsi i primi 36 mesi, esso è riconosciuto per un periodo massimo di 12 mesi nel limite del 66% e per un periodo massimo di ulteriori 12 mesi nel limite del 50%. Lavoro occasionale In relazione alla disciplina delle prestazioni occasionali la Legge 205/2017 ha apportato la possibilità di ricorrervi in relazione alle attività di “organizzazione e servizio degli

steward negli impianti sportivi”, le quali possono essere oggetto di prestazioni di lavoro occasionale nel limite di euro 5.000, nel corso di un anno civile, per ciascun prestatore nei confronti di ciascuna società sportiva. Esonero contributivo NEET Sono previste misure per favorire l’assunzione di giovani: • con età compresa tra 16 e 29 anni; • che siano iscritti al programma “Garanzia Giovani”; prevedendo in caso di assunzione l'esonero contributivo del 100%, nel limite massimo di importo su base annua pari a 8060 euro. Stop ai pagamenti in contanti Ricordiamo che a far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato. I datori di lavoro o committenti dovranno corrispondere ai lavoratori la retribuzione attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; b) strumenti di pagamento elettronico; c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. Al datore di lavoro o committente che viola gli obblighi di cui sopra, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro. Ricordiamo che è ancora a disposizione il bonus fino a 8.000 euro per le assunzioni a tempo indeterminato o in apprendistato. Per verificare la sussistenza dei requisiti è a disposizione lo Sportello Lavoro e Bilateralità di Confartigianato Imprese Rieti, Elisa De Paola tel. 0746 218131 oppure email elisa.depaola@confartigianatorieti.com


I corsI dI FormazIone In proGramma CORSO

LUOGO

DATA

AGGIORNAMENTO RSPP

RIETI - sede Confartigianato Via P. Borsellino 6

lunedì 21 maggio 2018 h 17.00

AGGIORNAMENTO RSPP

FARA SABINA - Delegazione comunale Passo Corese

mercoledì 23 maggio 2018 h 17.00

CARRELLO ELEVATORE

RIETI - presso Edilnolo Centro Italia Via della Meccanica 14 S. Rufina di Cittaducale

sabato 26 maggio 2018 h 9.00

AGGIORNAMENTO RSPP

POGGIO MIRTETO - Sportello Impresa Comunità Montana

giovedì 31 maggio 2018 h 16.00

AGGIORNAMENTO PRIMO SOCCORSO

RIETI - sede Confartigianato Via P. Borsellino 6

giugno 2018 (a raggiungimento n. minimo di partecpati)

PAV-PES - lavori in tensione per AUTORIPARATORI

RIETI - sede Confartigianato Via P. Borsellino 6

GIUGNO 2018 (a raggiungimento di n. minimo partecipanti)

Per aderire ai corsi è necessario contattare l’Ufficio Formazione di Confartigianato Imprese Rieti, tel. 0746 491435 e-mail clara.odorici@confartigianatorieti.com NOI ARTIGIANI Periodico di Confartigianato Imprese Rieti Autorizzazione del Tribunale di Rieti n. 1 /2000 del 21 gennaio 2000 Direzione, Redazione, Amministrazione Via Paolo Borsellino, 6 - 02100 RIETI tel. 0746/491435 - 218131 251900 - 481092 fax 0746/269344 e-mail info@confartigianatorieti.com www.confartigianatorieti.com Editore Confartigianato Imprese Rieti Direttore Responsabile Raffaella Fabi Direttore Editoriale Maurizio Aluffi Comitato di redazione Maurizio Aluffi, Clara Odorici Progettazione Grafica Clara Odorici

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la gestione delle ferie residue entro il 30 giugno L’Ufficio Fiscale di Confartigianato Imprese Rieti ritiene utile fare chiarezza su un tema che ricorre spesso nella gestione organizzativa dell’impresa: come è disciplinato il periodo feriale? Come si stabilisce l’ammontare di giorni di ferie annuali? Fermo restando che la legge (art. 2109 C.c.) prevede che “il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane”, per l’individuazione dei giorni di ferie spettanti è necessario fare riferimento al CCNL (contratto collettivo applicato in azienda). Alcuni contratti indicano ad es. 26 giorni di ferie all’anno, tenendo in considerazione una settimana lavorativa distribuita su 6 giorni. Esso infatti può essere suddiviso sostanzialmente in tre periodi: 1. primo periodo: deve essere fruito necessariamente entro l'anno di maturazione; nell’anno 2018 è necessario che il dipendente fruisca di almeno 2 settimane di ferie, che verranno “decurtate” dalle ferie maturate nell’anno 2018; 2. secondo periodo: può essere fruito entro 18 mesi dall'anno di maturazione; così, se il periodo di maturazione termina il 31 dicembre 2018, egli avrà tempo fino al 30 giugno 2020 per fruirle; 3. terzo periodo: è un periodo ulteriore, eventuale e variabile, ed è stabilito dal contratto collettivo di lavoro applicato (esso può prevedere delle condizioni migliorative del periodo feriale ma NON peggiorative). La gestione delle ferie da fruire entro il 30 giugno Visto l’avvicinamento di una delle scadenze in materia di ferie, cioè il 30 giugno 2018, si segnala che sono in scadenza le ferie residue dell’anno 2016. Così se un dipendente non ha completamente fruito delle 4 settimane maturate nell’anno 2016, sarà opportuno che ci si organizzi per tempo allo scopo di garantire tale diritto ai lavoratori e in modo da evitare di incorrere in sanzioni. Si ricorda in tale circostanza che vige il divieto di monetizzazione delle ferie, cosicché non sarà possibile “trasformare” tali periodi in una retribuzione maggiore: non rimane che prevedere un piano ferie che permetta di usufruire dei giorni residui. Si ricorda in tale sede che spetta comunque al datore di lavoro il pagamento dei contributi sulle ferie non godute maturate nell'anno 2016 e non fruite entro il 30 giugno 2018, che dovranno essere regolarmente pagati entro il mese di agosto 2018. Esempio pratico. Il dipendente Mario Bianchi, assunto nel 2015: • nel 2016 ha usufruito di due settimane di ferie, nonostante

ne avesse maturate 4. Ha così mantenuto 2 settimane di ferie; • nel 2017 ha usufruito di due settimane di ferie, nonostante ne avesse maturate 4. Inoltre gli è stata accordata un’altra settimana di ferie nel mese di dicembre 2017. Ha così mantenuto le 2 settimane di ferie maturate nel 2017, rimanendo però da usufruire una settimana di ferie afferente al 2016. Nel 2018 il Signor Bianchi, non solo dovrà usufruire delle 2 settimane di ferie maturate nel 2018, ma dovrà anche “utilizzare” entro il 30 giugno 2018, la settimana di ferie residua del 2016, di cui non aveva usufruito prima. Le sanzioni in caso di violazione In caso di mancata fruizione da parte del dipendente del periodo feriale il datore di lavoro potrà essere sottoposto a sanzioni amministrative pecuniarie dal valore minimo di euro 100 al valore massimo di euro 4500. In particolare si avrà una sanzione amministrativa pecuniaria: - da 100 a 600 euro se la violazione interessa fino a 5 lavoratori; - da 400 a 1500 euro se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori, oppure se si è protratta per almeno 2 anni; - da 800 a 4500 euro (senza possibilità di pagamento della sanzione in misura ridotta), se la violazione interessa più di 10 lavoratori oppure se essa si è protratta per almeno 4 anni.

sportello Impresa Fara In saBIna Confartigianato Imprese Rieti informa che gli operatori dell’Associazione saranno a disposizione di imprese e cittadini presso lo sportello Impresa del comune di Fara in sabina, delegazione comunale di passo corese in via servilia 74. Gli orari di ricevimento sono i seguenti: martedì dalle 9.30 alle 12.30 GIovedì dalle ore 15.30 alle ore 18.30 Negli stessi orari sarà possibile conferire documentazione da recapitare alla sede di Rieti oppure al Patronato INAPA o al CAAF Confartigianato. per appuntamenti o per comunicare con lo sportello è possibile contattare il numero 0765 2779336.

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Fatturazione elettronica dal sismabonus vale anche per demo1° luglio per i subappalti lizioni e ricostruzioni Come previsto dalla legge di Bilancio per il 2018 debutterà il 1° luglio la fatturazione elettronica per i subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese operanti nel quadro di un contratto di appalto con un’amministrazione pubblica. E con la circolare n. 8 del 30 aprile scorso l’Agenzia delle Entrate ne ha chiarito le modalità per l’applicazione ribadendo che l’articolo 1, comma 917 della legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (cd. Legge di Bilancio) che anticipa l’entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica nei subappalti, «troverà applicazione per i soli rapporti (appalti e/o altri contratti) "diretti" tra il soggetto titolare del contratto e la pubblica amministrazione, nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, con esclusione degli ulteriori passaggi successivi». Dal 1° gennaio 2019 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarderà tutti. Esemplificando: se l’impresa A stipula un contratto di appalto con la pubblica amministrazione X ed un (sub)appalto/contratto con B e C per la realizzazione di alcune delle opere, le prestazioni rese da A ad X saranno necessariamente documentate con fattura elettronica (come oggi già avviene in ragione del Decreto Interministeriale 3 aprile 2013, n. 55) al pari di quelle da B o C ad A (in ragione delle nuove disposizioni e fatte salve le esclusioni prima richiamate). Al contrario, laddove B e/o C si avvalessero di beni/servizi resi da un ulteriore soggetto (in ipotesi D) per adempiere gli obblighi derivanti dal (sub)appalto/contratto, D resterebbe libero di emettere fatture secondo le regole ordinarie e, dunque, anche in formato analogico (almeno sino al 1° gennaio 2019). La circolare ricorda altresì che nelle fatture elettroniche dovranno essere indicati obbligatoriamente il codice identificativo della gara (Cig) e il codice unitario del progetto (Cup). Sul tema l’Agenzia anticipa un successivo documento volto ad esaminare in maniera più dettagliata le specifiche problematiche del settore. Al fine di evitare che l’obbligo di emettere fatture elettroniche comporti costi aggiuntivi per le piccole imprese, la Confartigianato, d’intesa con ANAEPA, aveva richiesto un rinvio dell’entrata in vigore della disposizione e la semplificazione degli adempimenti per l’emissione e la conservazione delle fatture. È stato proposto in alternativa un adeguato periodo di sperimentazione nella prima fase della fatturazione elettronica in cui non siano previste sanzioni e venga consentito il doppio regime di fatturazione su carta e in digitale.

L’Agenzia delle Entrate, in una recente risoluzione, la n. 34/E del 27 aprile 2018, ha chiarito che la detrazione per interventi di miglioramento sismico di edifici, cd. Sismabonus, è ammessa anche in caso di interventi di demolizione e ricostruzione di fabbricati esistenti, a condizione che venga mantenuta la volumetria originaria, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. Come è noto, la legge di Bilancio per il 2017 ha modificato la detrazione del 50% in relazione alle spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021per l’adozione di misure antisismiche su edifici che siano situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o a minor rischio (zona sismica 3). La detrazione del 50% per lavori antisismici va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno). La percentuale di detrazione sale al 70% della spesa sostenuta se la realizzazione degli interventi determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% se l’intervento consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. Nella risoluzione si specifica che il “Sismabonus” può essere fruito anche da coloro che, possedendo o detenendo l’immobile in base a un titolo idoneo, decidono di demolirlo e ricostruirlo con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. Tale intervento, infatti rientra tra quelli di ristrutturazione edilizia e non di nuova costruzione. In risposta all’interpello di tre comproprietari, inoltre, le Entrate chiariscono che questi soggetti possono dividere le spese in proporzione alla spesa sostenuta da ciascuno. Infine, la risoluzione afferma che ai lavori di demolizione con ricostruzione si applica l’aliquota Iva agevolata del 10 per cento prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le opere siano qualificate come tali dalla relativa documentazione amministrativa.

Incontro con assessori regione lazio, Gian paolo manzella e claudio di Berardino Il 18 maggio alle ore 16 si terrà, presso la Camera di Commercio di Rieti, un incontro con gli Assessori Regionali Gian Paolo Manzella e Claudio Di Berardino. L’occasione sarà utile per comunicare ai rappresentanti della Giunta regionale lo stato economico della nostra provincia e discutere dei percorsi applicativi delle politiche regionali nell’interesse delle imprese e dei lavoratori del territorio. L’incontro è riservato ai rappresentanti del nostro tessuto economico ed è la prima tappa di un percorso che i due Assessori intendono intraprendere quale momento di ascolto utile alla programmazione e alla definizione delle priorità d’intervento in ambito territoriale.

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split payment 2018: nuova circolare Chiarimenti sul meccanismo di scissione dei pagamenti (split payment) nella Circolare 9/E del 7 maggio 2018 dell'Agenzia delle Entrate. Il documento di prassi, fa il punto sulla platea di nuovi soggetti verso cui è obbligatorio emettere fattura con la scissione dei pagamenti a partire dal 1° gennaio di quest’anno. Com'è noto, il meccanismo della scissione dei pagamenti, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, prevede che per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti affidabili (Pa e Società) l’Iva addebitata in fattura debba essere versata direttamente all’Erario dagli acquirenti e non più dal fornitore. Dopo le modifiche previste dalla Legge 172/2017 rientrano nell’applicazione della scissione dei pagamenti anche i seguenti soggetti: • gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona • le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70% o che comunque siano controllate da soggetti pubblici (è il caso, ad esempio, delle fondazioni attraverso cui gli Ordini professionali realizzano interessi collegati alle professioni che rappresentano) • le società controllate direttamente o indirettamente dagli enti sopra elencati e dalle società soggette allo split payment • le società partecipate per una quota non inferiore al 70% da amministrazioni pubbliche e da enti e società soggette allo split payment. Questi enti, fondazioni e società si aggiungono ai soggetti precedentemente coinvolti dalla disciplina della scissione dei pagamenti, come le Pubbliche amministrazioni e le società quotate e inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana. Nella Circolare, l'Agenzia delle Entrate ha delimitato l’ambito soggettivo di applicazione dello split payment in riferimento ai due casi pratici di quote societarie intestate a una fiduciaria e dei compensi dovuti ai consulenti tecnici di ufficio (Ctu) che operano su incarico dell’Autorità giudiziaria. In particolare: • nel primo caso, l’Agenzia afferma che bisogna prima valutare se il cliente fiduciante (effettivo titolare delle quote della società) rientri o meno nell’ambito dello split payment, per stabilire se vi rientri anche la società formalmente di proprietà della fiduciaria. • nel secondo caso, invece, in linea con la giurisprudenza della Corte di Cassazione, le Entrate escludono l’applicabilità della scissione dei pagamenti ai compensi e onorari liquidati dal giudice a favore del consulente tecnico di ufficio. Questo sia per ragioni di semplificazione, sia perché il pagamento del corrispettivo del consulente, seppure effettuato dall’Amministrazione della Giustizia, avviene con denaro fornito dalle parti individuate dal provvedimento del Giudice nell’interesse superiore della giustizia.

Il documento ricorda che, per facilitare l’individuazione dei nuovi soggetti rientranti nel regime dello split payment, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato sul proprio sito internet, il 19 dicembre 2017, con effetto a partire dal 1° gennaio 2018, alcuni elenchi che permettono ai soggetti passivi Iva di verificare le informazioni relative ai cessionari/committenti e stabilire se applicare la scissione dei pagamenti. In base a quanto chiarito dal Dipartimento delle Finanze del Ministero, la disciplina dello split payment ha effetto solo a partire dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell’elenco e della pubblicazione dell’elenco sul sito del Dipartimento delle Finanze. L’Agenzia termina chiarendo che eventuali comportamenti non corretti adottati dai contribuenti prima della pubblicazione dei chiarimenti forniti con la circolare di ieri, non saranno soggetti a sanzioni, purché non sia stato arrecato danno all’Erario con il mancato versamento dell’imposta dovuta. Per maggiori informazioni: Ufficio Fiscale di Confartigianato Imprese Rieti, Loretta Imperatori tel. 0746 218131 loretta.imperatori@confartigianatorieti.com.

credito d'imposta formazione 4.0: firmato il decreto attuativo È stato firmato dai Ministri Calenda, Padoan e Poletti il decreto interministeriale che dà attuazione al Credito di Imposta sulle spese di formazione 4.0. In base a quanto stabilito nella Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) è previsto un incentivo finalizzato a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti: • Informatica, • tecniche e tecnologie di produzione • vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane. Il credito di imposta è pari al 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria. La piena operatività del Credito di Imposta alla Formazione 4.0 rappresenta un passaggio importante del Piano Impresa 4.0: una misura automatica finalizzata alla generazione e al rafforzamento di competenze 4.0 necessarie per abilitare gli investimenti a maggior contenuto di innovazione nelle imprese e a mettere al centro la formazione dei lavoratori nelle strategia di recupero di competitività internazionale.

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Quando la finestra è nuova ma installata male A volte, acquistare finestre nuove per la propria abitazione, seppur belle e con ottime prestazioni per quanto riguarda l’isolamento termico e acustico, non è sufficiente a garantire una perfetta performance da un punto di vista energetico. La posa in opera, infatti, è di fondamentale importanza: installare in modo corretto le finestre è più complesso di quanto può sembrare a un occhio inesperto. Il primo passo è scegliere il prodotto che risponde alle mie esigenze (anche estetiche), confrontando le varie soluzioni offerte dal mercato. Non bisogna accontentarsi di garanzie generiche sull’esecuzione “a regola d’arte” del lavoro, ma chiedere sempre tutti i documenti che attestano la qualità del prodotto, soprattutto le certificazioni dei valori di trasmittanza e isolamento acustico. Inoltre, il produttore/serramentista deve rilasciare una dichiarazione di prestazione che conferma le caratteristiche di ciascun infisso. Poi bisogna accertarsi che le finestre siano montate con determinati requisiti. Come evitare gli errori più comuni? Quali materiali usare Lo scorso marzo 2017 è entrata in vigore la norma UNI 11673, che definisce requisiti e criteri di verifica per progettare correttamente l’installazione dei serramenti negli edifici nuovi e nei casi di risanamento/riqualificazione energetica. Di fondamentale importanza è la progettazione dei giunti di posa, che devono garantire una perfetta tenuta all’aria sul lato interno e agli agenti atmosferici (pioggia, vento) all’esterno. Un errore molto frequente, è utilizzare siliconi e schiume tradizionali per sigillare l’infisso. Il silicone, in particolare, andrebbe eliminato, perché si spalma nel giunto e si crepa nel giro di 2-3 anni, facendo passare aria e calore. La schiuma, da sola, non basta, essendo un materiale poroso che non garantisce una sigillatura totale. Oltre a sostituire il silicone con un sigillante MS polimero (attenzione però: all’esterno, va applicato solo sulla parte inferiore, per chiudere il giunto tra finestra e davanzale e impedire all’acqua stagnante di penetrare all’interno), viene raccomandato l’impiego di schiuma elastica, che riesce a “seguire” i movimenti del giunto, perché pareti e finestre sono composte di materiali diversi e reagiscono in modo differente alle variazioni di caldo/freddo, di conseguenza se la schiuma è poco elastica finisce per fessurarsi. Inoltre, conviene utilizzare nastri autoespandenti all’interno e all’esterno, tra il controtelaio e il telaio vero e proprio della finestra, che consentono di tappare perfettamente le fessure, assicurando prestazioni notevolmente superiori rispetto alle schiume e ai siliconi, in termini di tenuta all’aria e all’acqua. Con o senza opere murarie? Il punto è che la maggior parte degli interventi in Italia riguarda la sostituzione di vecchie finestre con le nuove, senza opere murarie, dove i clienti tendono a preferire l’esecuzione di lavori meno costosi e più “puliti”, per evitare polveri e calcinacci.

Tuttavia, un intervento più radicale, che coinvolga anche la parte muraria delle spallette, sarebbe indispensabile per ottenere i risultati migliori. Molto spesso, quando si smontano le finestre, si trovano sotto dei vecchi controtelai di legno o metallo e in questi casi bisognerebbe smurare tutto, perché è quasi impossibile sigillare bene il giunto primario, quello tra l’intonaco e il falso-telaio, se non si elimina la struttura preesistente. In tante occasioni, invece, succede questo: il serramentista inserisce la nuova finestra sul vecchio controtelaio e poi raccorda lo spazio che rimane tra l’infisso e la parete con piattine e silicone. Molto trascurata, ma a torto, è la corretta ventilazione delle stanze, soprattutto quando si montano serramenti con elevate prestazioni energetiche senza un progetto più complessivo di cappotto termico interno o esterno sulle pareti. Con gli infissi nuovi, aumenta il rischio che si formino muffe sui muri, in particolare in bagno e in cucina, se ci dimentichiamo di aprire un po’ le finestre per far disperdere l’umidità dell’aria ogni volta che viene prodotta. L’alternativa è installare dei dispositivi di ventilazione automatica. Attenzione ai davanzali Un altro errore di posa che si vede molto spesso nelle case italiane è il cosiddetto “davanzale passante” di pietra o marmo, su cui è poggiato direttamente il serramento. Il problema è che il davanzale può creare un ponte termico con la conseguente possibile formazione di muffe e condense all’interno. Se proprio si vuole lasciare il vecchio davanzale, bisogna accertarsi che l’installatore esegua un taglio con uno speciale macchinario, nel punto esatto in cui andrà montato l’infisso, inserendo uno speciale materiale isolante. È lo stesso principio del taglio termico delle finestre in alluminio. L’importanza dei cassonetti Infine, non bisogna assolutamente trascurare il cassonetto. Quest’ultimo, infatti, deve essere progettato insieme alla finestra, altrimenti si rischia di compromettere la buona riuscita del lavoro. Sostituire soltanto le finestre, senza risanare i vecchi cassonetti non coibentati, insomma, è una pessima idea dal punto di vista energetico. Per evitare opere murarie più invasive, si può lasciare la struttura esistente, a patto però d’inserire all’interno, dove c’è il rullo, un materassino isolante, altrimenti si può realizzare un cappotto esterno con pannelli isolanti su tutti i lati del cassonetto. Senza dimenticare che anche i “buchi” dove scorrono le cinghie delle tapparelle vanno considerati nell’intervento complessivo, perché da lì passano gli spifferi d’aria. La soluzione, in questo caso, se non si vuole installare un motore elettrico per ogni tapparella, è montare delle speciali placche con delle guarnizioni a “spazzola” sulle fessure, che permettono di ridurre moltissimo il passaggio dell’aria.

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Newsletter n 18 15 maggio 2018  
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