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04 agosto 2012

VISION Periodico di Informazione di Confartigianato Imprese Arezzo

“Arezzo è la provincia più importante e deve rivendicare i suoi diritti” Confartigianato chiama a raccolta il mondo economico per sconfiggere i “giochini” della politica e dei poteri forti

“Arezzo è di gran lunga il soggetto politico ed economico più importante di tutta la Toscana meridionale. In termini imprenditoriali il sistema aretino rappresenta il 10% di tutte le imprese Toscane, il 27% dell’intero export regionale (più di Firenze che si ferma al 26%) e l’85% dell’export complessivo delle 3 province di Arezzo, Siena e Grosseto”. Mauro Giovagnoli, segretario di Confartigianato Arezzo, usa la forza dei numeri per esprimere la sua opinione sulla questione del mantenimento della Provincia e chiama a raccolta le altre associazioni di categoria. “Le associazioni di categoria – sottolinea il Presidente Giovanni Battista Donati- dovranno far sentire forte la loro voce nei confronti delle istituzioni, e dovranno fare in modo che le responsabilità di tutti siano chiare. Occorre evitare interessi compromissori con la politica e gli interessi particolari – prosegue Donati - dobbiamo essere liberi da qualsiasi compromesso per gridare forte ed agire di conseguenza rispetto a qualsiasi ingiustizia, errore, o colpevole azione che la politica di qualsiasi livello può mettere in atto, e dare un fortissimo contributo alla nostra gente alle nostre istituzioni in una lotta per i nostri diritti ed i nostri interessi che in questo momento ci deve unire.

news L’orgoglio e la rabbia

di artigiani e commercianti in piazza San Iacopo

confartigianato persone Ad Arezzo il Festival della Persona:

“welfare opportunità di sviluppo”

credito Sempre più difficile la vita per le piccole e medie imprese

categorie e mercato Rhythm and Donna:

in piazza San Iacopo le seduzioni della “notte rosa”

I “mestieri dell’arte fra Tevere ed Arno”

Una mostra di successo un catalogo e un sito per esaltare l’eccellenza

SEGUE a PAG. 8

bpc

fondata nel  Settimanale della Confartigianato Toscana - Anno XXII Nº 18 del 24/8/2012 Poste Italiane s.p.a. Sped. in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 nº 46), art. 1 comma 1, DCB Po - Iscr. Trib. FI - n. 4161 del 12/12/91 Direttore Responsabile: G. GUERRINI Editore: Media srl - C.P. 555 Progetto grafico e stampa: Industria Grafica Valdarnese (San Giovanni Valdarno) Copia: 0,50 € con la collaborazione di laura pugliesi


news

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L’orgoglio e la rabbia

di artigiani e commercianti in piazza San Iacopo Donati: “Con troppe tasse e burocrazia non si risana l’Italia, la si condanna a morte” L’orgoglio e la rabbia. L’orgoglio del proprio lavoro, quello di aver costruito tutti insieme il benessere dell’Italia dal dopoguerra in poi, quello di aprire ogni giorno, nonostante tutto, la saracinesca dell’azienda e ....andare avanti. La rabbia per troppe tasse, troppa burocrazia, troppe vessazioni, troppi lacciuoli che ti ingabbiano e non riesci a muoverti, quando già sarebbe difficile farlo con la crisi. Tutto questo è mereso come un grido di dolore, alto e forte, dalla manifestazione organizzata da Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti, che si è tenuta la sera di martedì 10 luglio 2012 in piazza San Iacopo ad Arezzo. Rabbia e orgoglio, orgoglio e rabbia: emersi dalle parole di tutti i leader delle 4 associazioni di categoria che hanno illustrato i motivi della protesta e il documento in 14 punti che rappresenta il “cahes des doleance” dei piccoli imprenditori, un appello per la sopravvivenza delle aziende e dell’Italia. Giovanni Battista Donati, il presidente di Confartigianato, ha concluso la serata. “Non avremmo voluto essere in piazza stasera – dice – perchè noi siamo abituati a lavorare, e anche così, costretti a scendere in piazza, lo abbiamo fatto alle 19, per non lasciare il lavoro. Perchè noi siamo l’Italia vera, quella che lavora e che ha ricostruito l’Italia negli anni duri del dopoguerra.” Poi Donati guarda la piazza, quella piazza San Iacopo dove si sono raduati in tanti per la protesta contro il fisco e la burocrazia. “Qui, in questa piazza, tanti anni fa c’era una chiesa. Era una chiesa del 200, è stata demolita per far poto a palazzi moderni. Ecco noi siamo come quella chiesa, siamo roba vecchia, che non serve più. Eppure in questa nostra città, che è una piccola città, abbiamo saputo creare uno dei maggiori poli di esportazione del Paese. Abbiamo tre distretti: quello della moda, quello delle calzature e quello dell’oro. Abbiamo tante aziende, ma ormai queste aziende non ce la fanno più a tirare la carretta per tutti.” E snocciola i dati.

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“Siamo in Italia all’87° posto per la facilità di fare impresa, al 90° per i regolamenti urbanistici, al 134° per i tempi di pagamento, a 86 giornate annue per risolvere i problemi con la burocrazia.” E ancora. “Lo sapete che dal 2001 in poi l’aumento della spesa pubblica è stata di 250 miliardi e 2 milioni all’ora?” L’arrabbiatura si riassume in una frase. “Abbiamo dato troppi soldi, sbagliando, e protestando troppo tardi. Nonostante tutto ciò oggi si chiede a noi di rimettere a posto questi conti. Ma lo sanno che noi vantiamo oltre 70 miliardi di crediti con la Pubblica Amministrazione? E questo, questa mole di soldi non pagata, è un’altra tassa, un prestito forzoso. Loro non pagano, ma le tasse le vogliono subito ed Equitalia applica tassi da usura a chi ritarda. Ecco – sottolinea cnora Donati – nboi non prendiamo in mano forconi, ma la nostra rabbia è tantissima. E lo Stato cosa fa? Dal 2000 a oggi ha fatto 5 proposte di riforma fiscale, e così la pressione ora è al 55%. e poi c’è la burocrazia, la proliferazione selvaggia di norme (una ogni 6 giorni) e la creazione di mostri, come il Sistri, che costano e non entrano mai in funzione. Ma come mai – si domanda Donati – una cosa che è costata 70 milioni di euro, versati dalle aziende, e mai entrata in funzione, è stata già pagata?”. L’appello è al Governo, ma non solo. “Il premier Monti ci ha lavato la faccia davanti all’Europa, ma no n può risanare l’Italia a furor di tasse, perchè di sole tasse si muore, non si vive.” E allora si parte dal piccolo, da Arezzo, ma si punta a far nascere un movimento di opinione che cresca a valanga nel Paese. “Noi lo diciamo a tutti – conclude Donati – e vogliamo scegliere quelli che vanno in Parlamento, perchè poi vogliamo che tornino qua a raccontarci quello che hanno fatto.” La conclusione. “Spero che ognuno di voi sia una scintilla per questo movimento di opinione, noi non prendiamo in mano i forconi, ma esprimeremo la nostra rabbia con il voto a tutti quelli che ci prendono in giro.”

AREZZO

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Ad Arezzo il Festival della Persona: “welfare opportunità di sviluppo”

Arezzo torna ad ospitare il Festival della Persona. Evento nazionale promosso da Confartigianato e giunto alla sua quarta edizione. Appuntamento dal 27 al 29 settembre per affrontare il tema del “welfare: un costo o una leva per lo sviluppo della comunità?” “Ringrazio la Confartigianato e il Presidente Guerrini per avere scelto nuovamente la nostra città – ha affermato stamani il Sindaco Giuseppe Fanfani. E’ un’attenzione che onora Arezzo. E dobbiamo ringraziare Confartigianato anche per aver provveduto, in questi anni, al restauro di 3 importanti statue in occasione delle diverse edizioni del Festival”.”Aver scelto quale tema il Welfare come opportunità è estremamente importante – ha aggiunto la vice Presidente della Provincia, Mirella Ricci. Dobbiamo cominciare a pensare che il progressivo invecchiamento della popolazione (nel 2020 avremo 3 nonni per 1 nipote) non è solo un costo ma un’importante opportunità, anche lavorativa”. Il programma dell’edizione 2012 prevede significative presenze e appuntamenti. Centrale sarà ancora il Prato di Arezzo ma ci saranno occasioni di incontri in altri quattro luoghi della città.”Anche per questa quarta edizione, Confartigianato ha confermato la scelta di Arezzo quale sede del Festival della Persona - afferma il Presidente nazionale Giorgio Guerrini. E’ il riconoscimento a un territorio, a una realtà che per storia, tradizione e cultura ha dato e sa dare valore non tanto all’individuo, come singola unità della società, ma alla persona, intesa come generatore di relazioni e come protagonista attivo della vita della comunità. Il tema scelto quest’anno è di grande attualità. Nel momento in cui si sta ripensando, per vincolo di spesa, il ruolo del welfare, intendiamo chiederci se il welfare non possa, invece che essere pensa-

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to e vissuto come un costo, diventare un’opportunità, una risorsa preziosa per la crescita di quella comunità, fatta di persone e non di individui, in cui profondamente crediamo”. Aggiunge Sandro Corti, Coordinatore Nazionale di Confartigianato Persone: “il tema che sarà quest’anno al centro del nostro appuntamento con il Festival della Persona è il “welfare che verrà”; vogliamo scommettere sulla possibilità di costruire un welfare che diventi motore dello sviluppo della comunità. Come Confartigianato vogliamo dare un significativo contributo per la realizzazione, accanto ad altri soggetti, di un welfare sussidiario e comunitario, trovando una terza via che vada oltre l’alternativa pubblico-privato. Ad Arezzo si riuniranno interlocutori appartenenti a mondi diversi per avviare una riflessione da più punti di vista: saranno presenti,

tra gli altri, il demografo Massimo Livi Bacci e il sociologo Mauro Magatti, interlocutori sociali, tra i quali alcuni dei protagonisti di esperienze di nuovo welfare come Johnny Dotti, presidente di Welfare Italia, nonché un importante rappresentante del Governo. Sono anche in programma momenti di incontro con la città, con testimonianze e interventi che aiutino a generare, in questo momento difficile, speranza e fiducia. Ce n’è tanto bisogno. In questo senso, la nostra è una proposta aperta non solo al mondo di Confartigianato, ma a tutti quelli che credono nel futuro e vogliono contribuire a costruirlo concretamente”. Anche quest’anno verrà posta particolare attenzione al rapporto con Arezzo: “il Festival della Persona non vuole essere una presenza “estranea” al contesto in cui si svolge e abbiamo, quindi, cercato di costruire con la realtà del territorio eventi e momenti coinvolgenti, stimoli per intrecciare con la città un dialogo che possa essere utile per tutti. Abbiamo quindi previsto uno spazio di proposta, di ascolto e confronto attraverso la presenza di testimonial significativi, una mostra fotografica sul tema “La famiglia insieme” che possa “parlare” con le immagini, a tutti, momenti di festa e di cultura aperti alla cittadinanza”.


credito

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Sempre più difficile la vita per le piccole e medie imprese Non solo la crisi ha ridotto le commesse, ma anche chi ha la fortuna di lavorare trova sempre maggiori difficoltà per riscuotere quanto dovuto. E se il debitore non paga? La strada è tutta in salita. Non bastano fatture, bolle di accompagnamento e documenti vari, per attivare una procedura esecutiva è necessario che il debitore abbia beni pignorabili e poi….bisogna comunque pagare tasse e contributi vari. E non è finita, perché poi i tempi delle procedure giudiziarie in Italia sono lunghissimi. “E’ un problema gigantesco per l’intero sistema produttivo italiano – sottolinea Leonardo Fabbroni, presidente dell’associazione Legno di Confartigianato Arezzo – si calcola che il mancato pagamento dei crediti alle imprese costi circa 10 miliardi all’anno a livello nazionale. In particolare è un problema molto sentito dalle piccole aziende, che forniscono aziende più grandi e la pubblica amministrazione, ed è particolarmente sentito da quanti operano nel comparto legno e producono mobili e serramenti. L’Italia – continua Fabbroni - è al 158esimo posto su 183 Paesi esaminati in materia di esecuzione dei contratti. Da noi ci vogliono in media 1.210 giorni per tutelare un contratto, contro 394 in Germania, 389 in

– prosegue il presidente di Confartigianato Legno

ne all’attenzione del Governo.” Quale l’auspicio?

Gran Bretagna e 331 in Francia. Rispetto alla media

– perché molto spesso non si riesce a recuperare

“ Sappiamo – conclude Fabbroni – che i costi per

di 518 dei Paesi Ocse, si tratta di 692 giorni in più (1

quanto dovuto e allora si fa un accordo. Un accordo

l’esercizio dell’azione esecutiva sono quelli e vanno

anno 10 mesi e 27 giorni).” Ma il problema è anche

che porta i creditori ad accontentarsi di cifre molto

pagati sull’intero ammontare del credito che si va ad

il “costo” della procedura giudiziaria, che l’impren-

più basse del dovuto, anche cifre pari al 10-20% del

esigere, ma sarebbe già un buon passo avanti se si

ditore paga in base al credito vantato. “Faccio un

totale, di fronte al rischio concreto di non ottenere

potesse ottenere un credito di imposta per la parte

paio di esempi – continua Fabbroni – per far capire

nulla perché non ci sono beni di valore sufficiente da

che il creditore versa sull’ammontare che poi non

come vanno le cose. Mettiamo che un’azienda vanti

pignorare. Il colmo di tutto questo è che però i bolli e

riesce ad ottenere. In altri termini, se io pago 100 per

un credito di 168 mila euro. Per avviare le procedure

i costi della giustizia si sono pagati sull’intero!”

il totale del debito, ma poi ottengo solo 20, sarebbe

giudiziarie deve pagare 200 euro circa di bolli, 400

Confartigianato Arezzo si è rivolta all’onorevole Do-

euro per l’emissione del decreto ingiuntivo, 4194 per l’iscrizione dell’ipoteca dopo che ha ottenuto il decreto ingiuntivo, il tutto fa 4794 euro. Mettiamo che il credito sia più basso, 66 mila euro. Le marche da bollo costano 100 euro, il decreto ingiuntivo sempre 400 euro, l’iscrizione di ipoteca 1894 euro. Totale 2394 euro. Una bella cifra no? Ma non finisce qui

nella Mattesini, la parlamentare Pd eletta ad Arezzo, che ha sensibilizzato sulla questione il capogruppo alla Camera, Alberto Fluvi, e rivolto un’interrogazione al Governo. “Siamo molto grati alla nostra parlamentare – sottolinea Fabbroni – non solo come aretini, ma a nome di tutta la categoria, perché si

già un passo avanti che il rimanente 80 possa andare in credito di imposta. Noi speriamo che, grazie alla sollecitazione compiuta dall’onorevole Mattesini e dal capogruppo del Pd alla Camera questa misura possa essere inserita nel prossimo decreto del Governo sugli incentivi alla competitività delle piccole e medie imprese.”

è mossa con tempestività e ha portato la questio-

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categorie e mercato

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Rhythm and Donna:

in piazza San Iacopo le seduzioni della “notte rosa” “Rhytm and Donna”: è stato il connubio fra la musica e la femminilità in tutte le sue sfaccettature il filo conduttore de “La Piazza della Bellezza”, manifestazione di Confartigianato e Cna che si è svolta in piazza San Iacopo ad Arezzo in occasione della “Notte Rosa”. La folla delle grandi occasioni ha gremito la piazza dove per alcune ore acconciatori ed estetisti hanno mostrato il meglio della loro arte in un susseguirsi di colori, musica, emozioni e tanta fantasia con un tante suggestioni romantiche e più di uno sguardo alla moda degli anni passati. E così tante bellissime ragazze hanno calcato la scena sotto gli occhi ammirati della folla indossando acconciature sfarzose e trucchi sfavillanti. Soddisfatti il presidente di Confartigianato Arezzo, Giovanni Battista Donati e il presidente della federazione benessere, Pierluigi Marzocchi. “Una grande edizione – sottolinea Marzocchi – che ha mostrato al pubblico la donna in tutte le sue sfaccettature e ha permesso di esaltare l’arte dei nostri acconciatori e dei nostri visagisti. Piazza San Iacopo ha mostrato in occasione della “notte rosa” il massimo dello stile italiano e le più belle acconciature su ragazze meravigliose i

cui lineamenti sono stati esaltati dalle mani sapienti delle nostre estetiste e truccatrici.” Un’occasione di glamour e di bellezza accompagnato dalla musica, dal jazz alla discoteca, che ha permesso di scacciare i pensieri della crisi almeno per una notte. “ In questa stessa piazza – ha ricordato il presidente Donati – alcuni giorni fa abbiamo fatto la nostra manifestazione di protesta chiedendo al Governo meno tasse e meno burocrazia per uscire dalla crisi. Ma noi siamo artigiani, e come tali siamo positivi. Le nostre aziende sono quelle che, lavorando giorno dopo giorno portano all’Italia la forza di andare avanti e l’ottimismo necessario per guardare al futuro. Noi continuiamo a impegnarci e questa manifestazione dimostra quello che sanno fare con le mani i nostri artigiani. Questa – ha concluso Donati – è la strada giusta per uscire dalla crisi, tornare a basare l’economia sul lavoro e sulle cose concrete realizzate con le mani, come fanno gli artigiani. Solo questo è in grandi di sconfiggere i guasti creati da un’economia basata sulla finanza e sulla speculazione che non crea ricchezza per tutti ma accumula il denaro soltanto nelle mani di pochi, sedicenti maghi, delle banche e delle borse internazionali.”

Musica, colore, glamour e fashion: le nuove tendenze moda con il fascino retrò

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categorie e mercato

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I “mestieri dell’arte fra Tevere ed Arno”

Una mostra di successo un catalogo e un sito per esaltare l’eccellenza DAL 1912

I “mestieri dell’arte fra Tevere ed Arno”: una mostra di successo, un bel catalogo fotografico e un sito internet (www.mestieridellarte.it) che raccoglie le eccellenze del migliore artigianato artistico aretino. La mostra che è stata allestita al castello dei Conti Guidi di Poppi ed ha chiuso i battenti il 19 agosto scorso ha registrato un ottimo successo di pubblico e di critica, mentre il catalogo fotografico con le opere di tutti i maestri artigiani aderenti all’iniziativa era stato già distribuito nelle strutture ricettive di tutto il territorio. Complessivamente il progetto curato dalle Federazioni Artistico di Confartigianato Imprese Arezzo e CNA Arezzo intende esaltare il legame tra la produzione artigianale artistica ed il patrimonio storico e culturale del territorio da cui nasce e da cui ogni giorno trae linfa vitale. Un progetto insomma che mira a valorizzare identità culturale della produzione artigiana locale in risposta alla omologazione dei modelli di consumo imposta dalle politiche commerciali della grande distribuzione.  L’iniziativa, che ha avuto il patrocinio della Provincia di Arezzo, è stata realizzata con il sostegno finanziario della Camera di Commercio di Arezzo.

UNA BANCA, LA SUA GENTE, LA SUA TERRA Cento anni di cooperazione costruendo il futuro FILIALI San Giovanni Valdarno* Tel. 055/91371 Faella-Piandiscò Tel. 055/965148 Terranuova Bracciolini Tel. 055/9198222 Montevarchi* Tel. 055/910111

*In filiale anche il sabato mattina www.bancavaldarno.it

San Cipriano-Cavriglia Tel. 055/961787 Loro Ciuffenna Tel. 055/9171177 Castelfranco di Sopra Tel. 055/9149665 Figline Valdarno* Tel. 055/ 959471

La tera fase del progetto è rappresentata dal Sito internet (www.mestieridellarte. it), nel quale vengono descritti, sia in italiano che in inglese, i profili aziendali delle 40 botteghe d’arte partecipanti oltre alle riproduzioni fotografiche degli oggetti più rappresentativi della loro produzione. A corredare il tutto anche pagine dedicate alla città di Arezzo e alle vallate con immagini e illustrazioni sulle peculiarità storico-artistiche del territorio. L’elaborazione dei testi anche in lingua inglese, inoltre, consentirà di diffondere la conoscenza delle botteghe artigiane presenti nel sito  anche presso tutti coloro che, in Italia e all’estero, stanno valutando l’organizzazione di un soggiorno turistico in provincia di Arezzo. Di seguito le aziendeassociate che hanno aderito al progetto “I Mestieri dell’Arte fra Tevere ed Arno”: AULE snc di Alano e Massimo Maffucci (Arezzo) Andrea Cocci (Arezzo)

SINOPIA di Stefania Bracci (Montevarchi) Matteo Capitini (Castiglion Fiorentino)

Marco Conti (Arezzo)

Vadi Robi (Cortona)

FIDIA restauri snc (Arezzo)

Fantasie in Vetro di Donatella Neri

FERR ART (Arezzo)

(Castiglion Fiorentino)

GOKU Gioielli (Arezzo)

Stablum Maurizio (Cortona)

Andrea Roggi (Arezzo)

Carlo Galaurchi (Foiano della Chiana)

Iacopo Nesi (Arezzo)

Ceramiche GIOTTO (Monte San Savino)

I Consoli - Studio Consul e Atelier Apollo (Arezzo)

Enzo Isolani (Camucia)

Colozzi Marcello & Umberto

Ceramiche d’arte Stefania Patassini (Cortona) Longo G. & G. (Cortona)

Strada in Casentino)

La scultura di Andrea Roggi

TACS (Stia)

(Castiglion Fiorentino)

Ceramiche Tapinassi (Castel San Niccolò)

Luzzi Leonardo (Anghiari)

L’Antica Forgia (Loro Ciuffenna)

Oriano Mearini (Sansepolcro)

Romy pelletterie (Pian di scò)

Arte e Vita di Fabrizia Pancioni (Monterchi)

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ilpunto

Le associazioni di categoria forti e autonome possono far diventare migliore la nostra politica.” Il presidente di Confartigianato ricorda il contesto. “Anno 2012, gravissima crisi economica, la più pericolosa in quest’ultimo dopoguerra, così dirompente da mettere in pericolo non solo la nostra prosperità ma tutto il sistema democratico-istituzionale. “ E punta il dito verso la politica e i governanti. “In un momento come questo in cui

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l’economia è oberata da un debito pubblico mostruoso che ci fa competere con zavorre pesantissime, i nostri governanti mettono in atto una serie di armi di distrazione di massa che servono a poco dal punto di vista pratico ma fanno molta scena.” E invece il problema è proprio la politica e governanti. “Il problema principale – prosegue Donati - e’ il peso del Sistema pubblico sul Pil e il debito che questo ha creato. Si e’ cercato di risolverlo aumentando la pressione fiscale e oggi abbiamo il record mondiale di pressione fiscale, e si sono promesse riforme strutturali, semplificazioni e semplici intendimenti che in Italia significano “il carretto si presta domani”. Fra questi intendimenti che dovrebbero portare al taglio dei costi c’e’ l’abolizione delle Province. Ma questo – osserva Donati – è un ente che come tanti altri può essere virtuoso o no, il responsabile è chi l’amministra. Visto il peso dei campanili in Italia il Governo ha pensato di mettere alcune regole, giuste o sbagliate che siano, ma regole che debbono valere per tutti. Semplice? Ebbene no. Basta pensare alla legge elettorale, chiamata “legge porcata” dal suo stesso ideatore,

attaccata da tutti coloro che l’hanno votata, ma che non la vogliono cambiare. Abbiamo una Regione – rincara Donati - ed il partito egemone in questa Regione che si stracciano le vesti contro questa legge dimenticandosi che in Toscana l’hanno inventata loro e nonostante le promesse si sono ben guardati dal cambiarla. Tutto questo – continua Donati - per dire che e’ inutile meravigliarsi di certi atteggiamenti del Presidente Rossi. E infatti – sottolinea ancora – nonostante le regole date dal Governo sulla nuova strutturazione delle Province, la Regione prova a fare “giochini” che favoriscono i cosiddetti poteri forti bancari,universitari e della sanità, organismi che sono stati governati con pessimi risultati, ma i cui debiti il nostro Presidente Rossi vorrebbe far pagare a chi e’ stato virtuoso.” Il Segretario Giovagnoli chiama in causa anche la classe politica (e non solo politica) aretina. “In questi giorni – osserva - vediamo molti tentativi del Sistema aretino per valorizzare e recuperare la nostra identità, tentativi che devono dare le certezze a Firenze, che in questo territorio molto è cambiato dal 1384 quando le fazioni aretine,

in perenne contrasto tra di loro, non pensarono di meglio che vendere a Firenze il libero comune di Arezzo per 40.000 miseri fiorini. Identità di una Provincia con un’economia globalizzata e non tesa a mantenere privilegi o campanilismi. ” “Può – si domandano i vertici dell’associazione - un sistema politico che designa i propri rappresentanti nelle assemblee, che non paga i fornitori ma li tassa senza ritegno, che e’ riuscito, con le sue interferenze nel mondo finanziario, a distruggere negli ultimi quindici anni un patrimonio accumulato in 700 anni, può valorizzare grandi territori laboriosi e capaci le cui eccellenze produttive sono un valore aggiunto per tutti? O forse c’è chi pensa che un sistema economicamente forte può diventare anche politicamente troppo autonomo?” Ecco perché Confartigianato rivolge il suo appello alle associazioni di categoria, messaggio peraltro condiviso anche da CNA Arezzo, e le invita ad unirsi in nome dei diritti e degli interessi della comunità e del territorio, per sconfiggere i torti, rimediare gli errori e rendere migliore la stessa politica.


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