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PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFARTIGIANATO IMPRESE AREZZO

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settembre 2010 SPIRITO D’IMPRESA

Ad un anno dalla prima edizione del Festival nazionale della persona svoltosi ad Arezzo, possiamo affermare senza paura di aver vinto la scommessa. L’ha vinta Confartigianato e l’ha vinta Arezzo. Se non fosse così oggi non saremmo qui con dei progetti e delle proposte che verranno esaminate in prima persona da politici di altissimo livello come per esempio il ministro al Welfare Maurizio

Sacconi o da enti di ricerca di fama indiscussa come il Censis. Ebbene sì, in questa edizione del Festival, iniziamo anche a raccogliere i frutti di quanto seminato nella scorsa edizione, approfondiamo ancora tutti i temi toccati lo scorso anno, e raddrizziamo il tiro rispetto ad alcune proposte enucleate nel corso di questi mesi. Arezzo e la sua provincia torneranno ad essere sotto i riflettori che contano e potremo fruire di una platea di personalità di tutto rispetto. Inutile dirlo, non abbiamo che da gua-

dagnare da questa occasione. Dopo tutto si fa un gran parlare di turismo congressuale, e noi, nel nostro piccolo, mostriamo che Arezzo può dare molto anche sotto questo aspetto. Tanti i momenti importanti di questa edizione, e tanti anche i momenti da non lasciarsi sfuggire sia nel cartellone «più convegnistico», se così lo si può definire, che nel cartellone più esplicitamente «culturale». Confartigianato inoltre, sarà parte attiva anche per un radicale intervento di pulizia della statua dedicata a Francesco Petrarca. L’occasione naturalmente è il Festival della Persona - che tra le altre cose avrà come sede principale proprio il Prato - in modo da lasciare un dono concreto alla città che lo ospita. E il dono è proprio un abbellimento della città stessa attraverso percorsi di arte e di storia. La scelta è stata posta d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Arezzo, e l’obiettivo è quello di riconsegnare il monumento pulito per il 25 settembre. L’Amministrazione inoltre, si impegnerà a proteggere il monumento per evitare nuovi deturpamenti. Carmelo Rigobello

Coordinatore Nazionale Confartigianato Persone

COPIA PERSONALE DI

Settimanale della Confartigianato Toscana - Anno XX - N° 17 del 6/08/2010 Poste Italiane S.p.a. Sped. in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB Po - Iscr. Trib. FI - n°4161 del 12/12/91 Direttore Responsabile: G. Guerrini Editore: Media Srl - C.P. 555 Progetto Grafico: Settore8 Srl Stampa: Tipografia La Zecca - Levane - Bucine - (Ar) Copia: 0,50€

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FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

«Famiglia, impresa e comunità: filiera di valori»

Quando essere cristiani voleva dire persecuzioni.

Seconda edizione del Festival nazionale della persona

La compagnia Gat racconta la storia di «Lavinia»

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al 23 al 25 settembre torna ad Arezzo la seconda edizione del Festival della persona. Dopo il successo e la risonanza ricevuta dall’edizione dello scorso anno, il sistema Confartigianato ha deciso di scommettere ancora su questa iniziativa consapevole del fatto che il lavoro da fare per promuovere la persona in tutte le sue dimensioni sia tutt’altro che compiuto. E il Festival torna anche perchè Confartigianato ha ancora molto da dire e da fare per sostenerne la dignità umana. Come Confartigianato abbiamo certamente tante cose da dire e da affermare, ma siamo anche coscienti che abbiamo tanto da imparare, da scoprire, da condividere: dopo il tema della prima edizione «La persona al centro del welfare» particolarmente apprezzato dal mondo dei soci, ma anche da quello istituzionale, l’edizione

2010 allarga l’orizzonte concentrandosi su: «Famiglia impresa comunità: filiera di valori». Come risulta nella mission, il tema vuole esaltare i legami che hanno segnato nel dopoguerra lo sviluppo economico e sociale del Paese evidenziando peraltro le fragilità che stanno intaccando modelli, convinzioni, potenzialità. E la riflessione non sarà solo teorica ma collegata a dimostrazioni, a proposte innovative, a testimoni di alto valore. Parlare di «Famiglia impresa comunità: filiera di valori» vorrà dire anche riflettere sul fatto che il 2010 è stato dichiarato dall’Unione Europea l’anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Nell’Unione infatti, 78 milioni di persone (il 16% della popolazione e il 19% dei bambini) sono attualmente esposti al rischio di povertà, ovvero vivono, con un reddito inferiore al 60% del reddito medio familiare registrato nel loro Paese. In ogni caso nel 2004

L’anfiteatro romano ospita il 23 settembre La macchina del capo di Marco Paolini

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iovedì 23 settembre alle 21.30 l’anfiteatro romano di Arezzo ospiterà lo spettacolo La macchina del capo Racconto di capodanno, messo in scena da Marco Paolini. Verranno ripresi racconti teatrali creati tra il 1964 e il 1984, nei quali i personaggi stessi crescono da uno spettacolo all’altro e vengono mixati con dei testi scritti da lui un anno fa. Ad accompagnarlo per le due ore e mezza di racconti che ripercorrono i tempi della scuola, le vacanze, il gioco, passando per i problemi della vita ci sarà la musica di Lorenzo Monguzzi della band Mercanti di liquore. Lo spettacolo non un diario, non un pezzo nostalgico e nemmeno la memoria d’altri tempi. Un lavoro sull’infanzia e sulla primissima adolescenza, tra la famiglia, la colonia e le avventure nel campetto sotto casa giocando a pallone. Frammenti di vita appartenenti a tutti, momenti esilaranti e a tratti malinconici in una semplicità che sembra non esistere più nell’Italia di oggi. Il racconto n°06 settembre 2010

dell’innocenza e della genuinità vista dagli occhi di un bambino che si trova ad annusare l’odore del primo viaggio in treno da solo, fa i conti con il gruppo, con una famiglia normale e non perde mai l’abitudine a rimane stupito da ciò che lo circonda. Ho preso le storie più vecchie che ho raccontato spiega Marco Paolini -. Le ho prese da Adriatico, Tiri in porta, Liberi tutti, che sono i primi Album, quelli su cui ho imparato questo mestiere di raccontare storie. Ho ricombinato le storie vecchie con episodi nuovi che ho cominciato a scrivere nel 2008. Attore, autore e regista bellunese, Marco Paolini cura progetti teatrali, cinematografici, televisivi, ed editoriali. Nella serie de Gli Album, una sorta di romanzo popolare di iniziazione formato da cinque racconti messi in scena tra il ‘90 e il ‘99, si incastona l’ormai mitico Il racconto del Vajont, un monologo di teatro politico d’autore che secondo molti, rappresenta la migliore novità italiana negli ultimi decenni.

(ultime cifre disponibili), circa 23,5 milioni di cittadini si trovavano a dover tirare avanti con meno di 10 euro al giorno. Noi vogliamo porre, in una visione positiva della persona e della storia umana, il nostro mattoncino perché insieme a istituzioni, associazioni, persone di buona volontà, esso sia parte di un edificio solido e sviluppabile: non con sterili ambizioni, ma con forti convinzioni e reagendo alle tentazioni di rassegnazione. L’idea è anche quella di fornire una bussola per orientarsi tra le sfide poste dalla seconda modernità trovando risposte vincenti e più umane di fronte alle difficoltà che sembrano oscurare il futuro. La risposta a detta di tutti è quella di fare sistema, di fare rete, ma spesso tali proposizioni restano sulla carta, perchè prevalgono troppo spesso interessi di parte, visioni individualistiche, poco aperte al futuro. Per questo è in programma un ricco

cartellone di eventi culturali che prevedono l’intervento di personalità del mondo scientifico, politico e istituzionale, di altissimo livello, senza dimenticare il teatro e la pittura, passando per il recupero di importanti opere d’arte del nostro territorio. Prima della tre giorni vera e propria del Festival, inoltre, la città di Arezzo sarà investita da un percorso di avvicinamento che prederà il via domenica 12 settembre con lo spettacolo teatrale «Lavinia» messo in scena dalla compagnia Gat presso il Pietro Aretino. Sabato 18 settembre sarà la volta dell’«adozione di un poeta» con «I Blues del quartiere» di Antonio Stefani e dell’Ecopasseggiata degli Etruschi organizzata in collaborazione con la Podistica aretina e Ancos e che prevede una corsa podistica nelle immediate vicinanze del centro cittadino alla scoperta di luoghi spesso dimenticati.

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omenica 12 settembre alle 21.30 presso il teatro Pietro aretino in via Bicchieraia ad Arezzo la compagnia teatrale Gat mette in scena «Lavinia». Ambientato nella Roma del primo secolo, lo spettacolo ripercorre la storia di Lavinia, una giovane ebrea segretamente cristiana scappata dalla Palestina e rifugiatasi a Roma dove lavora come serva nel tempio di Vesta. La storia ha inizio quando la giovane donna soccorre e aiuta il centurione Valerio Marco Gallio che irrompe improvvisamente nel tempio inseguito dai suoi commilitoni che lo accusano di essere cristiano. Dopo aver rivelato di nascosto la condivisione della stessa fede, la prima sacerdotessa vestale Numisia, che già era solita deridere Lavinia per la sua visione

ideale del culto, accortasi della loro stessa fede, finge di accordare al centurione un riparo per la notte, ma poi confida tutto al suo amante Spartaco, e quest’ultimo, non trattenendo il segreto ne fa occasione di chiacchiera con il suo amico senatore Publicio, che denuncia tutto alle autorità imperiali. I soldati catturano dunque il centurione e la stessa Lavinia, anche lei denunciata come cristiana così da subire il processo di condanna. Lavinia e Valerio Marco Gallio vengono dunque processati, duramente interrogati e falsamente accusati come nemici di Roma, ma i due giovani cristiani si difendono con dignità e purezza. Valerio viene condannato a lottare nell’arena con le tigri affamate, mentre Lavinia viene condannata a morire di stenti in prigione.

Lavinia prega e veglia in attesa della morte, mostrando la bellezza del martirio come testimonianza, ma la prigionia sarà l’occasione per una nuova avventura. Con questo spettacolo la compagnia

Soggetto di Elisabetta Meacci Sceneggiatura della Compagnia Teatrale G.A.T. e di Elisabetta Meacci

Gat, un gruppo di amici, appassionati, studiosi e ricercatori autodidatti si pone l’obiettivo di riscoprire il teatro delle origini. «Ci siamo chiesti: perché è nato il teatro? A cosa serviva? Si

cercava solo il diletto del pubblico fine a sé stesso o nascondeva altro? E questo altro “tesoro nascosto” dove trae la sua origine e quando scompare, vittima della ricerca estetica? Così ci siamo proposti di riscoprire un teatro capace di essere più attento ai suoi effetti, dove integrando in un’arcana miscela il passato dell’origine al presente, non si ammiri soltanto la bravura di un attore, ma si tenga vivo l’effetto che porterà ad uscire dallo spettacolo con una consapevolezza nuova. Questa, tra le altre, potrebbe essere una via per dare nuovo vigore all’arte nel III millennio, così riportarla sul piano etico e far riaffiorare le parole e l’auspicio del grande scrittore russo Gogol: “Se l’arte non compie il miracolo di trasformare l’anima dello spettatore, non è che una passione passeggera”».

Al Pietro Aretino, sognando New Orleans

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ella settimana che precede il Festival della Persona, nel ricco cartellone culturale, è prevista tra le altre cose anche «l’adozione di un poeta». Sabato 18 settembre al teatro Pietro Aretino di via Bicchieraia ad Arezzo, Antonio Stefani presenta I blues del quartiere dei reading «in agrodolce» con gli attori di Theama Teatro e la chitarra di Alcide Ronzani. Una serata stuzzicante in un mix tutto da scoprire di poesia, blues e recitazione. Alla prima provvede il vicentino Antonio Stefani, che nel corso degli anni ha proposto raccolte di versi caratterizzati da una poetica che Massimo Bubola, cantautore e a lungo al fianco di Fabrizio De Andrè, ha definito «con gli stivali, lucidi di gustose metafore, squisiti ossimori e spassose allitterazioni, eppure sporchi di polvere, fango, pomeriggi lenti, alghe e catrame». Una vera e propria «poesia blues», e non a caso lo stesso Stefani ha raccolto di recente, per Meridiano Zero, parte

In scena la poesia con l’odore del blues della sua produzione poetica intitolando il volumetto I blues del quartiere. Stefani è esponente di una generazione – i cinquantenni di oggi – che da un lato non può e non deve sottrarsi al compito di mantenere il contatto con quella precedente – i genitori, gli anziani – e dall’altro si trova a far crescere quella successiva – i figli, i nipoti – attraverso un presente e un futuro tutti da decifrare. È proprio da tale condizione che nascono I blues del quartiere che in forma di poesie e poemetti cercano di rintracciare valori – la famiglia, il lavoro, il ruolo dell’arte, la popolarità dello sport – «social-

mente utili» a non smarrire la bussola tra terra e cielo, disincanto e speranza, realtà e fantasia, rinnovando un atto di fiducia nei confronti della vita nella convinzione che essa sia sempre e comunque degna di essere conosciuta e vissuta fino in fondo, fonte com’è di doni incommensurabili: alcuni miracolosamente spontanei, altri da conquistare col sacrificio, l’impegno,lafatica quotidiana. Sabato sera, quindi, l’occasione di vedere insieme, sul palco del Pietro Aretino e sotto le stelle del blues, Ronzani in versione solista (alle chitarre e al dobro) e gli interpreti di Theama Teatro, vale

a dire Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Anna Zago e Daniele Berardi, tutti impegnati a dar vita sonora alla poesia di Antonio Stefani, che già di per sé nasce in forma spiccatamente musicale e fortemente ritmata. Antonio Stefani è nato nel 1954 a Vicenza, dove vive e lavora. Giornalista, critico (per Il Giornale di Vicenza e riviste di teatro e musica rock), saggista, narratore e umorista estemporaneo, dirige il settimanale FareImpresa di Confartigianato Vicenza. Incoraggiato a proseguire nella poesia da Neri Pozza, che gli volle pubblicare la tesi di laurea in lettere classiche, ha atteso fino al 1992 per dare alle stampe la plaquette Fucsia, seguita da Indaco (1994), Viola virtuale (1996), L’erba morsa (1999, in Calcio a due con Stefano Ferrio) e Cari saluti da Venezia (2006). I blues del quartiere raccoglie per la prima volta tutta la sua produzione in versi, seguendone i percorsi tematici e aggiungendovi inediti recenti.

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FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

Nasce una nuova mutua previdenziale a sostegno dell’artigiano e della sua famiglia

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uesta seconda edizione del Festival della persona vuol essere non soltanto un momento di riflessione e confronto, ma anche l’occasione per elaborare proposte concrete. Delle proposte che sappiano tener di conto dell’idea di società e di comunità che vogliamo, che partano dal rispetto e dalla promozione della persona, della famiglia e dell’impresa. Per questo giovedì 23 settembre a partire dalle 18 verrà presentata una proposta elaborata in questi mesi da un gruppo di lavoro costituito ad hoc guidato dal professor Gianfranco Cerea della Facoltà di Economia dell’Università di Trento, per la formazione di una mutua integrativa e per una previdenza complementare per gli artigiani e per la loro famiglia. Il progetto prevede la costituzione non di semplici prodotti assicurativi simili a prodotti già esistenti e nemmeno di aleatori piani finanziari, ma strumenti scelti «su misura» dal sistema Confartigianato. L’associazione ne manterrà la titolarità per favorire comportamenti appropriati nel «consumo sanitario», per fornire effettive convenienze, per sostenere in sostanza, un sistema sanitario universalistico e di sus-

sidiarietà che tenga conto delle diverse realtà territoriali per bisogni e offerta servizi. L’idea aveva mosso i suoi primi passi proprio lo scorso anno nella tavola rotonda svoltasi con il ministro del

nando così la mutua artigiana con una governance adeguata alle esigenze dei tempi. Il fondo sarà esentasse e si sta studiando l’opportunità di renderlo obbligatorio al momento dell’iscrizione a Confartigianato. La proposta definitiva

Maurizio Sacconi Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Welfare Maurizio Sacconi nel corso del Festival della persona. Oggi l’idea è quella di creare due linee integrative basate sulla non autosufficienza e la prevenzione odontoiatrica, ripristi-

verrà presentata a Sacconi proprio nel corso del Festival della persona. Con questa iniziativa vorremmo riprendere alcuni elementi della nostra storia e tradizione, riadattarli alla situazione

attuale e garantire così una maggiore protezione sociale ai nostri associati. Ripristinando la mutua, siamo convinti che contribuiremmo anche a rafforzare la coesione della categoria, e tutto sommato, se si parla di «persona», «relazioni sociali», «comunità», «impresa» e «famiglia», possiamo parlare anche di un «nuovo mutualismo» capace di dare risposte adeguate al nuovo welfare che comunque deve continuare a rimanere universalista ed equo. La scelta di incamminarsi in percorsi di questo tipo nasce anche dal fatto che l’attuale sistema di welfare si trova a fare i conti con fondi sempre minori e con un invecchiamento della popolazione che porterà a far crescere ancora la spesa pensionistica a scapito di altri interventi di politiche sociali, sanitarie e previdenziali. Un altro elemento da non sottovalutare riguarda il fatto che la mutua, potrà essere destinata non solo nei confronti degli artigiani, ma anche dei propri familiari, rafforzando ancora di più il legame impresa-persona-famiglia-società. Sarà possibile costituire il fondo sin dalla nascita dei nostri figli, pensare al loro futuro, sperimentare che il risparmio è un valore.

Confartigianato e il Censis insieme per ridare slancio alla comunità aretina

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seguito della lectio magistralis del professor Giuseppe De Rita svoltasi lo scorso anno proprio nel corso del Festival della Persona, Confartigianato ha affidato al Censis un progetto biennale incentrato sul potenziamento dei legami comunitari da applicare su Arezzo. Una sorta di caso studio che faccia da modello da applicare e diffondere in caso di successo anche in altre realtà. Lo studio nasce dalla constatazione che nelle società si sta verificando un’erosione delle relazioni, del senso di appartenenza e anche della responsabilità sociale. In sostanza il Censis registra una vera e propria «crisi del sociale», intesa come «capacità di connessione, di fare relazioni, di essere una comunità che sa stare insieme, aggregare, includere». Pertanto, per «ritornare ad una cultura complessa del presidio sociale» il Censis auspica una «strategia di potenziamento comunitario», e per fare questo considera esperienze, dati e bisogni, e nell’arco di un biennio le tradurrà in scelte operative da applicare nel contesto aretino. Un contesto, caratterizzato da un’antica cultura di coesione sociale non insinuata più di tanto dall’industrialismo e da una composizione sociale senza prevalenza

ne’ di «big palyers», ne’ di una «cultura comportamentale di massa». Si tratta di una realtà la nostra, in cui sono presenti «forti soggetti intermedi capaci di gio-

locali, la diocesi e le associazioni di rappresentanza, tanto per fare alcuni esempi. Il Censis prevede dunque di studiare il contesto relazionale e le sue direttrici po-

Giuseppe De Rita Presidente Censis

care un importante ruolo nello sviluppo comunitario» come la banca, gli enti

tenziali di sviluppo, enucleando soggetti, luoghi, progetti, modalità di azione, per

il rafforzamento comunitario di Arezzo. Poi valuterà le iniziative di rilancio di una nuova progettazione di iniziative comunitarie già attivate dai vari soggetti, per elaborare un rapporto di comunicazione sullo stato dell’arte del percorso di crescita comunitaria. In sostanza, la domanda cruciale affidata allo studio è quella di scoprire come sia possibile consolidare la relazionalità e la socialità nel contesto comunitario in questa fase di globalizzazione. Si procederà in pratica alla definizione di un programma che include le iniziative già attive o da attivare che siano concretamente verificabili nei loro effetti sulle relazioni nella comunità con un’attenzione particolare non solo a favorire le dinamiche relazionali spontanee, ma anche a incentivare quelle che più potenziano forme di aggregazione non elettive, non esclusive, ma piuttosto di ricomposizione della comunità rispetto alle linee di frattura generazionali, quella fra autoctoni e stranieri, quella di sesso, quella tra diversi ceti sociali, ecc. Il progetto, accompagnato da testimonianze, sarà presentato dal professor De Rita venerdì 24 settembre dalle 11 alle 13 presso la tensostruttura al Prato di Arezzo.

SUL SITO UFFICIALE DEL FESTIVAL TUTTE LE INFORMAZIONI AGGIORNATE SUL PROGRAMMA, SUI PARTECIPANTI, SUGLI EVENTI COLLATERALI DELLA MANIFESTAZIONE WWW.FESTIVALDELLAPERSONA.IT PUBBLICITÀ

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n°06 settembre 2010

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FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

Ripensare il welfare a partire dalla lotta alla povertà relativa

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no dei temi forti sui quali Confartigianato riflette da sempre è il welfare e nella scorsa edizione del Festival della persona sono state molte le sollecitazioni ad approfondire la riflessione proprio su questo punto. Così venerdì 24 settembre, nel corso del Festival parleremo con Walter Nanni - sociologo di Caritas Italiana - di povertà, un fenomeno tanto presente nel nostro Paese quanto sottovalutato e con il quale ogni sistema di welfare deve fare i conti in maniera seria. L’Istat rileva che l’11,3% delle famiglie italiane nel 2008 era al di sotto della soglia di povertà relativa, ovvero poteva disporre di una spesa mensile per consumi inferiore a 999,67 euro, mentre metà della ricchezza del Paese è nelle mani del 10% della popolazione. In sostanza si registra in Italia un trend che dura da circa 20 anni che sta portando a una polarizzazione crescente della

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società, con un ceto medio sempre più debole, la crescita della povertà relativa e l’incremento della concentrazione della ricchezza. È questo il presupposto dal quale parte la riflessione di Walter Nanni che si occuperà di «Solidarietà: comunità contro la povertà» e che da anni segue la redazione del rapporto sulla povertà che Caritas Italiana redige in collaborazione con la fondazione vicentina Zancan. Un’esperienza lunga oltre 30 anni e che affianca i dati forniti dall’Istat con quelli che vengono dagli osservatori di frontiera che Caritas ha sparsi su tutto il territorio nazionale grazie a i suoi Centri di Ascolto. Giusto per avere un’idea, nell’ultimo rapporto presentato lo scorso autunno (con dati che quindi si riferiscono al 2008), in Toscana, la povertà relativa si è attestata al 5,3% delle famiglie residenti. Un dato sicuramente migliore della media nazionale, ma che non può lasciarci comunque soddisfat-

ti. L’11,5% delle famiglie toscane infatti, arriva con grande difficoltà alla fine del mese, il 26,1% non riesce a far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro, l’8,4% ha avuto difficoltà a pagare le spese mediche, il 4,1% non ha avuto i soldi per le spese alimentari, almeno in un’occasione nei dodici mesi precedenti. Le difficoltà maggiori delle famiglie sotto la soglia di povertà risultano essere principalmente quelle di tipo economico (56,8%), problemi di occupazione (44%), mentre per gli stranieri assumono un posto di rilievo i problemi abitativi (21,8%). Questa situazione difficile, e con trend non certo confortanti, si va a scontrare con le difficoltà di bilancio degli enti locali che stanno determinando una contrazione/eliminazione di alcuni servizi sociali essenziali. Quello che emerge dal rapporto sulle povertà, sembrerebbe richiedere prima che riforme del sistema di welfare una

maggiore equità che parta in primo luogo dal sistema fiscale e che sappia dialogare con lo stato sociale e il privato sociale in modo da innescare meccanismi virtuosi di promozione umana non assistenzialistici. Interessante è anche l’analisi effettuata dal Rapporto sulla riflessione delle Chiese locali. I nuovi poveri, sembrano dire i vescovi italiani, non sono solamente le persone, ma anche le famiglie; non solo le persone che vivono ai margini, ma anche dentro le città; non solo gli stranieri, ma anche gli italiani. È una povertà fortemente connessa, nel mondo giovanile, con la precarietà e l’insicurezza nel lavoro; nel mondo familiare, è una povertà connessa con le separazioni, con i divorzi e i fenomeni migratori, che contribuiscono a creare numerose famiglie monogenitoriali; è una povertà connessa con l’indebitamento, che porta con sé il rischio di usura.

Recuperata la statua del Petrarca

no dei simboli della città di Arezzo che torna a nuova vita grazie all’impegno e al contributo di Confartigianato Persone. È il monumento dedicato a Petrarca che si trova al Prato di Arezzo e che nonostante un restauro di non troppi anni fa, è già tornato in condizioni indecenti. Bombolette spray e scritte di ogni genere, oltre al “normale” deterioramento e annerimento causato dalle intemperie, rendono la statua un pessimo biglietto PUBBLICITÀ

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n°06 settembre 2010

da visita per i turisti che passeggiano sotto il campanile della cattedrale dedicata San Donato e non permettono ai cittadini di godere delle bellezze che il nostro territorio ci offre. Così dopo la statua del Fossombroni in piazza San Francesco, restaurata lo scorso anno, quest’anno il Festival sarà l’occasione per riscoprire un altro simbolo del nostro territorio che con le sue opere ha saputo incantare il mondo. Francesco Petrarca è considerato uno dei primi grandi umanisti del

Rinascimento ed è passato alla storia grazie alla perfezione della sua poesia in lingua volgare, assunto nel corso dei secoli come modello di tutto il classicismo occidentale. In poche parole potremmo definire Petrarca uno degli ispiratori del Festival della Persona. I lavori sono iniziati il 25 agosto e verranno conclusi in un mese, facendo coincidere la loro presentazione con la giornata conclusiva del Festival. La velatura di protezione, per ragioni tecniche, sarà poi fatta in primavera. Per la

pulitura, l’elemento più difficile, verrà effettuata la cancellazione delle scritte usando solventi in grado di evitare qualsiasi alone. La Soprintendenza infine ci ha anche chiesto di ricostruire alcune parti dell’opera che sono state danneggiate dai vandali. Un’operazione che ha visto una forte collaborazione anche con l’amministrazione comunale di Arezzo che attraverso un sistema di telecamere e controllo a distanza dovrebbe scoraggiare nuovi atti di vandalismo.

Famiglia impresa di comunità presentazione di uno studio organico promosso dall’ufficio Studi di Confartigianato

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impresa familiare nell’artigianato italiano: da tutti riconosciuta come un modello d’impresa che ha dato al nostro Paese risultati importanti, fondamentali per PIL e per valori, in realtà è poco conosciuta, poco studiata. Va invece riconosciuto che in essa s’incrociano meriti e contraddizioni delle scelte normative del nostro Paese perché se da un lato il modello si è fortemente diffuso dall’altra le difficoltà “di conciliazione” tra vita e lavoro a volte sono elevatissime e prive di concreti sostegni. Applausi da una parte, sbadigli dall’altra…Come Confartigianato Persone vogliamo in modo organico “registrare” il fenomeno evidenziandone vizi pubblici e virtù private….ma a che prezzo?! Al tema saranno dedicati 2 focus group VENERDI 24 DALLE ORE 15.00 ALLE 17.00 sulla base anche di un “quaderno” elaborato dal Centro Studi Confartigianato per l’occasione. Sono ancora in grado gli stati nazionali dei paesi occidentali ad alto reddito di garantire ai loro cittadini l’erogazione di beni e servizi pubblici essenziali? In numerosi paesi europei (non solo Italia dunque), il peso della fornitura dei servizi di cura viene spostato sulle famiglie e sulle imprese sociali con benefici evidenti per il bilancio. Le cooperative di reinserimento lavoro ad esempio, con una paziente opera di reinserimento portano persone marginalizzate dall’area del disagio a quella della produzione trasformandole da un peso ed un onere per la società (con un costo di diverse centinaia di euro al giorno per persona) ad una risorsa produttiva. Più in generale, un servizio sociale appaltato ad un’impresa sociale, un’organizzazione a movente ideale, è in grado di attrarre risorse di lavoro volontario il cui valore per il bilancio pubblico è almeno quello di altrettante ore di salario di dipendenti pubblici risparmiate. In parallelo alle famiglie vengono affidati

molti oneri di cura tenendo giustamente conto del fatto che la forza delle relazioni al loro interno consente di erogare servizi di assistenza risparmiando risorse monetarie. Le energie e la partecipazione della società civile e delle famiglie sono certamente un fattore da valorizzare al massimo, evitando però che uno sfruttamento eccessivo possa finire per deteriorare quegli stessi beni relazionali che sono alla base del loro funzionamento. II rischio di questi tempi è che la sussidiarietà, coniugata con bilanci in costante dimagrimento, crei uno stress sempre maggiore su chi svolge azione supplementare nei confronti del pubblico. E’ il caso delle cooperative e delle imprese sociali che devono vincere gare al massimo ribasso risparmiando all’osso sui costi fino a costringere al precariato i propri dipendenti. O di famiglie che si sobbarcano i costi della cura dei propri anziani senza alcun supporto pubblico (sistemi assicurativi per le cure a lungo termine, indennità di accompagnamento). Infine il drammatico problema della precarietà delle giovani generazioni che, soprattutto nei paesi dell’Europa mediterranea dipendono dalle risorse dei genitori ben oltre la soglia dei trent’anni. Le relazioni però funzionano se sono tra pari e non sono inquinate da ricatti o dipendenze economiche. Se dunque le amministrazioni pubbliche tirano troppo la corda rischiano di distruggere le preziose risorse con le quali famiglie e imprese sociali (motivazioni intrinseche, relazioni forti) contribuiscono alla loro opera. Vale inoltre la pena domandarci se la

situazione in cui siamo è veramente soltanto figlia della necessità o anche di una cultura che ha minato alla base la capacità di coniugare valore economico e coesione sociale. L’erosione della base fiscale in paesi dove sono prevalentemente i dipendenti pubblici e i pensionati a pagare le tasse è figlia di una cultura schizofrenica che pensa che le tasse finanzino solo sprechi e inefficienze quando poi si pretendono negli ospedali e nelle scuole servizi gratuiti e di qualità. E’ tempo forse di tornare ad essere fieri

Un futuro di equità ed efficienza passa attraverso la lotta all’evasione e un giusto mix di pubblico e privato sociale fatto i famiglie e di imprese sociali

di alcuni meccanismi pubblici che si dimostrano molto più efficienti di quelli privati. Come la sanità di molti paesi europei ai vertici per qualità delle classifiche internazionali dove ciascuno paga all’anno poche migliaia di euro a fronte di un modello come quello americano dove una larga fascia di popolazione è scoperta e le classi medio-alte con le loro polizze assicurative sono costrette a pagare quella stessa somma mensilmente. Un futuro di equità ed efficienza passa attraverso la lotta all’evasione e un giusto mix di pubblico e privato sociale fatto di famiglie e di imprese sociali. Con l’accortezza da parte dei governi di garantire quel minimo di risorse necessarie ad alimentare  le “energie rinnovabili” della società civile e l’efficienza di meccanismi di contribuzione pubblica dove effettivamente è possibile pagare meno pagando tutti.

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Le relazioni funzionano se sono tra pari e non sono inquinate da ricatti o dipendenze economiche

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FESTIVAL DELLA PERSONA 2010

programma

iniziative PRE-FESTIVAL

FESTIVAL 2010

Domenica 12

Giovedì 23

TEATRO PIETRO ARETINO Ore 21.30 Lavinia - Compagnia teatrale Gat

Un’opera ambientata nella Roma del I° secolo che attraverso la figura della giovane ebrea Lavinia ripercorre le origini della fede cristiana, sia nella sua dimensione esistenziale che in quella sociale.

Sabato 18

SALA GRANDE DEL PALAZZO VESCOVILE AREZZO Ore 10.00 Ricostruire la persona oggi - S.E. Arciv. Riccardo Fontana

Una qualificata riflessione per aiutarci a guardare verso il futuro riposizionando la persona al centro dei valori e delle scelte.

VILLA SEVERI Ore 16.00 Ecopasseggiata degli Etruschi - Podistica Aretina in collaborazione con Ancos

Una piacevole occasione per scoprire insieme, chi camminando chi di corsa, “angoli” meno noti di Arezzo e dintorni. Una esperienza di benessere!

TEATRO PIETRO ARETINO Ore 21.30 Il Festival adotta un poeta: Antonio Stefani I Blues del quartiere - Rime corsare per un bucaniere della poesia.

In ogni edizione il Festival andrà ad “adottare” un poeta tra i meno noti con la convinzione che senza poesia il tempo delle persone è spiacevolmente grigio.

Domenica 19

SALA MICHELUCCI PREFETTURA DI AREZZO Ore 17.30-18.30 “Caritas in veritate” - Lectio Magistralis di Stefano Zamagni

Una Enciclica non è da depositare in libreria, ma ci interroga per accrescere la qualità della vita personale e sociale perseguendo valori di comunità: un maestro come Zamagni ci guiderà a scoprire l’attualità di “Caritas in veritate”.

Da Lunedì 20 a Mercoledì 22 Serata di Musica

Il linguaggio universale della musica da un “la” di assoluto valore ai percorsi di visione e di ricerca del Festival.

Giovedì 23

SALA CONVEGNI CAFFE’ LA TORRE Ore 11.30-13.30 Seminario nazionale operatori CAAF su nuovi servizi Ore 14.30-17.00 Seminario nazionale operatori INAPA sulla manovra finanziaria e gli impatti sulle pensioni

SALA DEI GRANDI - Provincia di Arezzo Ore 16.30-17.30 Inaugurazione con Giorgio Guerrini FORTEZZA MEDICEA - Tensostruttura Prato Ore 18.00-20.00 Dalle buone intenzioni alle azioni: modelli di mutua e previdenza “integrativa” Con: Maurizio Sacconi, Gianfranco Cerea, Cesare Fumagalli, Johnny Dotti, Raffaele Bonanni, Maurizio Carrara Il Convegno vuole uscire da una accademica analisi in materia di mutua integrativa e di previdenza complementare, per presentare una proposta elaborata in questi mesi per il mondo dell’artigianato: un concreto contributo al welfare per vivere meglio il presente e per guardare al futuro con “strumenti” seri e convenienti. ANFITEATRO ROMANO Ore 21.30 La macchina del capo di e con Marco Paolini La macchina del capo - Racconto di Capodanno “raccoglie” venti anni di racconti con i quali Paolini attraversa tra memoria e sogni il tempo della scuola, delle vacanze, del gioco, dei viaggi: un modo poetico e vero per entrare nella vita. Ma la vita sono anche suoni, rumori, canti e in questo si forma un formidabile duo con Lorenzo Menguzzi della band Mercanti di Liquore.

Venerdì 24

FORTEZZA MEDICEA - Tensostruttura Prato Ore 10.00 Famiglia impresa comunità: filiera di valori - Lectio Magistralis di Mauro Magatti Perché parlare e mettere insieme oggi famiglia, impresa, comunità? E’ la complessa domanda affidata alla lectio magistralis di Mauro Magatti che anche dalla “posizione” di Preside della Facoltà di Sociologia della Cattolica di Milano offrirà interessanti prospettive a tutto il Festival. Ore 11.00 Ridare slancio alla Comunità: relazioni, senso di appartenenza Esperienze e progetto Confartigianato-Censis - con Giuseppe De Rita Sembra anacronistico parlare oggi di comunità: esistono invece esperienze ma soprattutto diffuse richieste che rendono importantissimo

ricercare percorsi e risposte. Confartigianato ha affidato al Censis guidato dal Prof. De Rita uno studio per tessere in concreto ad Arezzo relazioni di comunità partendo dai “tesori” esistenti. E chissà che provochi imitazioni… MUSEO D’ARTE MEDIOEVALE E MODERNA Ore 15.00-17.00 FOCUS GROUP • Nuove mutualità in un Welfare partecipato Johnny Dotti, Paolo Landi, Riccardo Bonacina • Solidarietà: comunità contro la povertà Walter Nanni, Andrea Dalla Verde • Alzheimer: dalla ricerca al servizio Vincenzo Marigliano, Paolo Zolo, Manlio Matera • La forza dei legami: impresa familiare e solidarietà Francesco Belletti, Enrico Quintavalle • La forza dei legami: la famiglia,una storia finita? Antonio Sciortino, Silvia Vegetti Finzi* • La forza dei legami: educazione come ponte tra generazioni Maria Rita Parsi Tante “voci” per approfondire la missione del Festival e per coinvolgere il pubblico in un aperto dialogo: una modalità dunque che vuole aiutare a tracciare solchi perché il Festival non sia solo un evento. La sede del Museo d’arte medioevale e moderna fa da magica cornice agli incontri. FORTEZZA MEDICEA - Tensostruttura Prato Ore 17.30-19.30 SEMINARIO “La sanità d’iniziativa: quali vantaggi per i cittadini? Con Daniela Scaramuccia, Enrico Desideri, Maurizio Guidi, Paolo Francesconi La sanità non è solo ospedale: oggi medicina preventiva, assistenza domiciliare, presenza sul territorio di servizi un po’ sentinella un po’risposte sono sempre più diffusi rivelandosi efficaci e graditi. Il Seminario sarà una originale “vetrina” di questi profondi cambiamenti del fare salute pubblica.

Sabato 25

FORTEZZA MEDICEA - Tensostruttura Prato Ore 9.30-12.00 Welfare familiare: con quale futuro? - con Natale Forlani, Antonio Marzano, Pier Paolo Donati* La povertà, al di là delle soglie utilizzate per individuarne perimetri, è realtà diffusa anche nei cosiddetti Paesi ricchi: impone politiche sociali

vitali. Ma va affrontata anche cogliendo l’essenziale ruolo della famiglia quale valore di condivisione e di ammortizzatore sociale come la recente crisi ha evidenziato. Segue Inaugurazione del restauro del monumento a Francesco Petrarca Il Festival vuole lasciare alla Città che lo ospita un “segno” di riconoscenza e di presenza continuativa: un restauro è salvare bellezza, storia, simboli, arte. Il monumento a Francesco Petrarca è stato aggredito non dal tempo ma dalla inciviltà: vorremmo che il dono di questo intervento alla Città di Arezzo fosse anche un richiamo al rispetto della res pubblica.

i relatori BELLETTI FRANCESCO* - Direttore Cisf BONACINA RICCARDO - Direttore “Vita non profit magazine” BONANNI RAFFAELE - Segretario Generale Cisl CARRARA MAURIZIO - Presidente Fondazione Unicredit CEREA GIANFRANCO - Ordinario di Econ. Pubblica Univer. di Trento DALLA VERDE ANDREA - Direttore Caritas Arezzo DE RITA GIUSEPPE - Presidente Censis DESIDERI ENRICO - Direttore Generale Usl 8 Toscana DONATI PIER PAOLO* - Prof. Ordinario Sociologia Univ. di Bologna DOTTI JOHNNY - Presidente Welfare Italia FONTANA RICCARDO - Arcivescovo di Arezzo FORLANI NATALE - Direttore Generale dell’Imm. Min. Interni FRANCESCONI PAOLO - Ars Toscana FUMAGALLI CESARE - Segretario Confartigianato GUIDI MAURIZIO - Direttore “Eli Lilly” LANDI PAOLO - Direttore Inapa MAGATTI MAURO - Preside Fac. di Soc. Univ. “La Cattolica” di Milano MARIGLIANO VINCENZO - Ord. Fac. Scie. Invecc. “La Sapienza” di Roma MARZANO ANTONIO - Presidente Cnel MATERA MANLIO - Vice Presidente Aima NANNI WALTER - Sociologo PAOLINI MARCO - Attore, Auotre e Regista Teatrale PARSI MARIA RITA - Psicologa QUINTAVALLE ENRICO - Responsabile Uff. Studi Confartigianato SACCONI MAURIZIO- Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali SCARAMUCCIA DANIELA - Assessore Regione Toscana SCIORTINO ANTONIO - Direttore Famiglia Cristiana VEGETTI FINZI SILVIA* - Psicologa STEFANI ANTONIO - Giornalista e Scrittore ZAMAGNI STEFANO - Economista ZOLO PAOLO - Neurologo * invitati

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