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- D.L. 353/2003 (C o n v . I n t . L.27/02/2004 n . 46)

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Il sistema Confartigianato sempre in primo piano

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ottobre 2009

mensile di confartigianato alto milanese

c ial e pe allegato

il Made in Italy

tema del mese

ambiente categorie FISCALE area lavoro legale fare impresa


L’album dell’Associazione

Anche quest’anno, in occasione della festa di Villa Cortese, presso il PalaVilla, è stato assegnato Miss Acconciatura 2009. Gli acconciatori della Categoria Benessere si sono esibiti nelle acconciature, in occasione della sfilata di abiti da sposa di Colomba Più. A coordinare la serata,

il Presidente di Confartigianto, Edmiro Toniolo, e Lidia Villa.

Durante la serata è stata presentata l’attività dell’AISED (Associazione Italiana Sindrome Elehrs-Danlos), info 393 9283010

Il professor Francesco Donatelli, Direttore Dipartimento Cardiovascolare, IRCCS MultiMedica/Università degli Studi di Milano, il 25 settembre, ha illustrato la campagna di prevenzione “Il Cuore delle Donne”


L’editoriale

Influenza e crisi economica: siamo vaccinati?

I

l vice ministro alla Salute Ferruccio Fazio, in uno degli interventi ha sottolineato: «Influenza A: meno allarmismi più risposte efficaci». E la risposta efficace è arrivata: la campagna di vaccinazione contro l’influenza A/H1N1 partita a ottobre prevede che circa il 40% della popolazione italiana (con precedenza alle categorie a rischio) sarà coperta dagli 8 milioni di dosi vaccinali distribuiti alle ASL competenti per territorio regionale. Poi dal 31 gennaio saranno disponibili altre 16 milioni di dosi. Insomma, l’Italia ~ grazie alla task force messa in campo dal Ministero della salute ~ sta affrontando la pandemia con misure e mezzi che sembrano tranquillizare la popolazione se è vero che gli operatori sanitari stanno rispondendo con una bassa percentuale all’invito di sottoporsi alla vaccinazione contro l’influenza A/H1N1. Chi, viceversa, accoglierebbe con molto più entusiasmo dosi di vaccino a pioggia sarebbero quegli imprenditori che stanno vivendo una “pandemia economica e industriale” di portata catastrofica. Anche in questo caso, quindi si potrebbero riproporre le parole dei ministri e viceministri: niente allarmismo ma risposte efficaci! In effetti, di risposte se ne sono avute ma, forse, non sufficientemente efficaci se ancora in questi giorni si paventa una drammatica situazione per le nostre imprese. Anche se, fortunatamente sono gli stessi imprenditori a “tentare di essere ottimisti”. E come già affermato dal Segretario Cesare Fumagalli: «La crisi economica che ha rotto gli argini della finanza di Wall Street travolgendo l’economia reale italiana ed europea ha messo in luce la necessità di abbandonare determinati stereotipi. Bisogna abbandonare i vecchi stereotipi sotto due punti di vista, nella ritualità delle analisi e dei numeri statistici e nella capacità propositiva, maggiormente attiva e capace di offrire risposte immediate alle necessità della micro e piccola impresa italiana». Una necessità improcrastinabile, che richiede “una massiccia campagna di “vaccinazione” anti-crisi. Infatti, come affermava il professor Magatti nell’inter-

vista proposta alcuni numeri fa in Artigiano Oggi: «La fase acuta altro non è che l’anticamera di un periodo di convalescenza nel quale è fondamentale riconoscere che non si può più tornare quelli di prima». Assistiamo inoltre a una continua “guerra” dei dati: ripresa della produzione industrale ma nello stesso tempo “crollo sugli ordinativi”. Una realtà che anche Mario Fortis, economista e vicepresidente della Fondazione Edison commenta così in un’intervista rilasciata a ilsussidiario.net: «Il balletto delle statistiche può dare esiti comici. Ma ci sono elementi che vanno chiariti. I dati di agosto dicono un incremento della produzione industriale del 7 per cento, e fatturato 3 per cento. Se dovessimo attribuire significatività contemporanea a questi indici dovremmo dedurre che ad agosto le imprese italiane hanno aumentato la produzione fisica, +7 per cento, ma venduto i loro beni a prezzi molto più bassi, come dimostra il -3 per cento in termini di fatturato. Lo hanno fatto per mantenere quote di mercato? È una forbice che lascia perplessi ... se guardiamo lo scenario mondiale, la situazione critica non dipende da problemi di competitività dei sistemi nazionali, ma dal fatto che il commercio mondiale si è contratto di un terzo. Il primo semestre del 2009, rispetto a quello analogo del 2008, ha visto sparire in un colpo solo un terzo del volume degli scambi mondiali». Così, in attesa che il Governo passi dalle parole ai fatti e attui una “campagna vaccinale” anti-IRAP, un aiuto alle imprese arriva attraverso i POR (programmi operativi regionali) con le azioni di sostegno pubblico alle piccole e medie imprese. Regione Lombardia, per esempio, ha da pochi giorni lanciato il bando FIMSER (Fondo per l’innovazione e l’imprenditorialità del settore dei servizi alle imprese), attraverso il quale saranno finanziati progetti per un totale di 7.370.000 euro. Il bando intende sostenere i processi di innovazione e di sviluppo competitivo delle imprese di servizi sul mercato interno e internazionale e si chiuderà il 21 gennaio 2010. 


il sommario 1 editoriale Confartigianato Alto Milanese www.confam.org sedi e uffici

Legnano via XX Settembre, 28 Tel. 0331 597069 - Fax 0331 543287 info@confam.org via XX Settembre, 28 - Legnano Tel. 0331 529356 - 0331 529354 e-mail: michela.scarpelli@confam.org

18 convenzioni

Obesità: se la dieta non basta

4 Tema del mese

20 Avvocato

Made in Italy

6 il giornale parlato

La Tradizione e la Passione

8 area fiscale

Servizi bancari e finanziari: nuova disciplina per le operazioni Le spese di rappresentazna/2

via XX Settembre, 28 - Legnano Tel. 0331 529370 - 0331 529373 e-mail: ivana.rota@confam.org

21 TAssi 22 I gialli di filippo confalmi

L’asta di beneficienza

24 agenda, Annunci & scadenziario

11 area Lavoro Fare Impresa via XX Settembre, 28 - Legnano Tel. 0331 529321 - 0331 529324 e-mail: luisa.borsani@confam.org

Il contratto: formazione, proposta e accettazione

Contratti determinato o indeterminati? Nuovo modello contrattuale dell’artigianato

12 ambiente

Il correttivo al Testo Unico sulla sicurezza

14 FILO DIRETTO via XX Settembre, 28 - Legnano Tel. 0331 529111 e-mail: info@confam.org

le sedi distaccate Castano Primo via Tadini, 38 Tel. 0331 880292 - 0331 881131 Fax 0331 880920 Parabiago - Villa Corvini via Santa Maria, 27 Tel. 0331 559655 Fax 0331 553995 Senago via Lattuada, 3 Tel. 02 529213 - 02529214 Fax 02 99483907 Rho Corso Europa, 144 Tel. 0331 529201 Fax 0331 580290

intervista con Paolo Preti, professore di Organizzazione delle PMI presso l’Università Bocconi di Milano

: ASA C PIANO

16 Categorie

inserto are da conserv

Aggregarsi per resistere e crescere Corsi di formazione La micro-impresa deve imparare ad apprendere

Artigiano Oggi, mensile di CONFARTIGIANATO ALTO MILANESE Autorizzazione Tribunale di Milano n. 96 del 6 marzo 1982 inviato agli Artigiani associati a Confartigianato Alto Milanese

Responsabile di testata Claudia Grossoni - Patrizia Lia

Editore Confartigianato Alto Milanese via XX Settembre, 28 - 20025 Legnano Tel. 0331.597069 - Fax 0331.543287

DTP - Click&Click: Stefania Binaghi - Delek Chokjin

Direttore responsabile Edmiro Toniolo

Informativa e Consenso in materia di trattamento dei dati personali (Codice Privacy d.lgs. 196/03). Nel vigore del d.lgs 196/03 il Titolare del trattamento dei dati personali, ex art. 28 d.Lgs. 196/03, è Confartigianato Alto Milanese (di seguito anche “Associazione”, e/o “Confartigianato”), con sede in Legnano

Comitato di redazione Riccardo Balarini, Luisa Borsani, Silvia Bricalli, Marco Broggini, Adriana Carimati, Pietro Lavazza, Morena Lenna, Ivana Rota

Realizzazione editoriale Excalibur servizi fotogiornalistici: Giovanna Mazzoni

Stampa: AGA srl - Cusano Milanino (MI)

(MI), via XX Settembre, 28. La stessa La informa che i Suoi dati verranno raccolti, trattati e conservati nel rispetto del decreto legislativo ora enunciato anche per attività connesse all’azienda. La avvisiamo, inoltre, che i Suoi dati potranno essere comunicati e/o trattati nel vigore della Legge, anche all’estero, da società e/o persone che prestano servizi in favore della Società. In ogni momento Lei potrà chiedere la modifica, la correzione e/o la cancellazione dei Suoi dati ovvero esercitare tutti i diritti previsti dagli artt. 7 e ss. del d.lgs. 196/03 mediante comunicazione scritta a Confartiginanato Alto Milanese e/o al personale incaricato preposto al trattamento dei dati. La lettura della presente informativa deve intendersi quale consenso espresso al trattamento dei dati personali.


Tema del Mese

made in italy Doppia vittoria per la battaglia di Confartigianato: al via stagione di valorizzazione del vero Made in Italy. Si avvia il marchio volontario 100% Italy. Dopo un iter temporalmente breve (due mesi compresa la pausa estiva) ma incredibilmente accidentato (la nuova norma ha rischiato di essere congelata per i grandi interessi in gioco) per il provvedimento a tutela del Made in Italy è scattato il disco verde

I

l Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini commenta positivamente il provvedimento sul Made in Italy pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 2009. «Non soltanto ~ spiega ~ è stato sventato il tentativo di ridurre le tutele del Made in Italy, ma si sono poste le basi per valorizzare la qualità del “ben fatto” in Italia. Il Governo ha recepito le nostre sollecitazioni, confermando il principio dell’art. 17 della legge 99/2009 che difende chi investe, produce e dà lavoro in Italia e obbliga il produttore a dichiarare l’origine dei prodotti quando questi siano fatti interamente all’estero e possano essere confusi con prodotti italiani. Si tratta di un principio da tempo consolidato in Paesi come gli Stati Uniti, il mondo”. Giappone e l’India». Guerrini, nell’apprezzare l’impegno del Governo, sottolinea la fermezza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola contro i tentativi di bloccare una norma fortemente sollecitata da

Confartigianato a difesa della qualità del “saper fare” delle nostre imprese, dell’antica tradizione produttiva profondamente radicata nei territori del nostro Paese e capace di rinnovarsi per dare vita a soluzioni tecnologiche d’avanguardia. «Inoltre ~ aggiunge il Presidente Guerrini ~ anche grazie alla sensibilità manifestata dal Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli, si rafforza e si amplia la tutela del Made in Italy, gettando le basi del marchio volontario “100% made Italy”. Anche in questo caso è stata recepita una proposta di Confartigianato che era stata fatta propria dal Presidente del Consiglio Berlusconi il quale ne aveva annunciato l’introduzione a giugno scorso durante la nostra Assemblea». «Paradossalmente ~ spiega il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli ~ la crisi ha dato un frutto buono: l’avvio di un impegno comune per far conoscere e apprezzare il significato del vero Made in Italy, vale a dire la storia manifatturiera del nostro Paese, l’orgoglio, la passione, l’abilità, la competenza di 480.000 artigiani e piccoli imprenditori che MANIFATTURIERO IN ITALIA – Settori e Imprese producono davvero soltanto in Italia, che danno lavoro a 1.900.000 addetti Attività Economica Imprese e realizzano un valore aggiunto di 58 miliardi, il più alto in Europa. Sono Alimentari 63.136 tutt’altro che una minoranza, sono il 93% delle imprese manifatturiere Tessile abbigliamento 75.457 italiane, sono il cuore del Made in Legno e carta 62.239 Italy che significa economia reale, Prodotti petroliferi 355 reddito, occupazione, benessere, Chimica 4.852 sviluppo per tutti. Dietro al vero Farmaceutica 554 Made in Italy ci sono queste nostre Plastica, gomma e metalli non metalliferi imprese che costituiscono una risorsa 37.113 creativa contro l’omologazione dei Metalli 89.581 gusti, sono straordinario esempio Computer 6.927 del “su misura” e del “fuori serie”, Apparecchiature elettriche 9.338 rappresentano la difesa della Altri macchinari 23.659 memoria, dell’identità e delle Mezzi di trasporto 5.487 diversità del Paese». «I consumatori ~ aggiunge Altre e riparazioni 95.504 Fumagalli ~ hanno il diritto di poter riconoscere e scegliere il vero Made Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat in Italy che significa il pregio del “pezzo” unico, il lusso quotidiano



MANIFATTURIERO – Imprese (fino a 19 addetti), fatturato, valore aggiunto e addetti Paese

Numero

% imprese su totale Ue a

Fatturato

% fatturato

Valore aggiunto

% valore aggiunto su

Addetti

% addetti su totale Ue


degli oggetti di uso comune, è chiaro che per quella la perfezione “su misura”. parte di grande industria Hanno il diritto di sapere che fa ricorso alla che, acquistando un prodotto delocalizzazione, l’obbligo italiano, possiedono un pezzo di fornire al consumatore di storia del nostro Paese, precise indicazioni possiedono la qualità del saper sull’effettiva origine del fare che il mondo ci invidia, prodotto rappresenta fatta di storia, creatività, “una mazzata”. Discorso flessibilità. Confartigianato diverso per le piccole continuerà a battersi per imprese artigiane, il cuore la trasparenza del mercato del sistema manifatturiero affinché il consumatore possa italiano che, invece, riconoscere la provenienza potranno avvantaggiarsi e la qualità dei prodotti. dell’indicazione in termini Continueremo a batterci competitivi. perché resti in Italia e Sull’esito finale della battaglia venga tutelato il patrimonio per l’approvazione delle nuova manifatturiero che l’ha resa norme il ruolo esercitato grande nel mondo». da Confartigianato è stato mondo”. di imprese italiane I prodotti centrale. Il Governo, grazie realizzati anche parzialmente anche all’interlocuzione in Cina, Romania o Hong Kong per esempio, ma costante della Confederazione, un dialogo che non si è la novità riguarda tutti i Paesi esteri, non potranno interrotto neppure nel mese di agosto, ha riconosciuto fregiarsi in etichetta di indicazioni quali “100% il valore del lavoro e dell’impegno di artigiani e piccoli made in Italy”, “100% Italia”, “tutto Italiano”, “fatto imprenditori. Un risultato stupefacente su cui in pochi interamente in Italia”. avrebbero scommesso, soprattutto dopo gli interventi E non potranno neppure aggirare l’ostacolo confindustriali di senso chiaramente opposto. traducendo l’indicazione in una qualsiasi lingua o Confartigianato ha fatto la sua parte, e il Governo non si MANIFATTURIERO IN ITALIA – Settori e Imprese utilizzando segni o figure che mirino a esprimere lo è tirato indietro nonostante le forti pressioni di parte del Economica stesso concetto. Infatti, dopo un iterAttività temporalmente mondoImprese produttivo. Una determinazione dell’Esecutivo breve (sono occorsi appena due mesi compresa ad andare avanti che Guerrini ha riconosciuto la pausa estiva) ma incredibilmente pubblicamente. Alimentariaccidentato 63.136 (la nuova norma ha rischiato seriamente di essere L’emanazione del provvedimento ha riaperto anche Tessile abbigliamento 75.457 congelata per i grandi interessi in gioco, e rispetto un’ulteriore file, anche questo seguito da tempo dalla Legno e carta 62.239 al testo varato ad agosto ha comunque subito alcune Confederazione: l’annosa questione del regolamento petroliferi 355che dovrebbe essere rivisto per prevedere modifiche), il provvedimentoProdotti a tutela del Made in comunitario Italy contenuto nel Decreto legge n.135/2009 ha l’obbligatorietà Chimica 4.852 dell’indicazione d’origine per le ottenuto il disco verde. merci prodotte Farmaceutica 554 nei Paesi extra UE. La posizione di Sanzioni pecuniarie pesanti per chi indurrà il Confartigianato, ha riportato l’attenzione del Governo Plastica, gomma e metalli non metalliferi 37.113 di riattivare azioni di lobby presso consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia sulla necessità Metalli 89.581 di origine italiana ai sensi della normativa europea: il Consiglio europeo per ottenere la maggioranza Computer da 10.000 a 250.000 euro. Il provvedimento del necessaria6.927 per l’approvazione del nuovo regolamento. In Governo Berlusconi mette il punto alle pretese di questa direzione si è mosso il Viceministro Adolfo Urso Apparecchiature elettriche 9.338 quanti hanno provato a dilatare dismisura il campo che nello23.659 scorso settembre ha promosso un incontro Altriamacchinari di applicazione del marchio Made in Italy, che tra Confartigianato, le altre organizzazioni del settore, Mezzi di trasporto 5.487 rappresenta un vero e proprio patrimonio nazionale e il Commissario al Commercio Catherine Ashton. Sul Altre e riparazioni sinonimo di eccellenza e qualità. tavolo la95.504 richiesta al Commissario di riprendere i contatti Adesso si volta pagina: il vero Made in Italy è solo con i Paesi che finora si oppongono all’approvazione del Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat sul Made In. quello realizzato interamente in Italia. regolamento

MANIFATTURIERO – Imprese (fino a 19 addetti), fatturato, valore aggiunto e addetti Paese

Numero Imprese

Italia

478.667

% imprese su totale Ue a 27

Fatturato (mln euro)

% fatturato su totale Ue a 27

Valore aggiunto (mln euro)

57,4

191.255,1

19,9

57.901,0

% valore aggiunto su totale Ue a 27

5,9

Addetti

1.869.08

% addetti su totale Ue a 27

24,3

Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat




Il Giornale Parlato

la tradizione e la passione “Nato nel cesto della segatura” così dicevano i suoi genitori, in questa intervista Pietro Caglio di Busto Garolfo, a 82 anni e in procinto di “chiudere bottega”, ci racconta la sua vita e la sua esperienza

L

a passione si sente nell’aria, appena si entra e si sale al primo piano e quando ci si appoggia al corrimano si scopre quanto eleganti e flessuose siano le forme che può assumere il legno lavorato da un maestro artigiano come Pietro Caglio. Signor Caglio come si può raccontare la sua storia e quella della sua azienda? «La nostra è sempre stata una famiglia che ha lavorato il legno, fin da quando i miei antenati sono arrivati a Busto Garolfo nell’800. E, quando parlavano di me, dicevano che ero nato nel cesto della segatura, infatti la famiglia era tutta partecipe della vita della falegnameria. La nostra è sempre stata un’attività artigianale, ci tengo a sottolinearlo, non abbiamo mai prodotto “in serie”, ma tutti gli oggetti prodotti sono “unici”». Un lavoro tramandato di generazione in generazione, ma al quale proprio Lei ha saputo dare un nuovo impulso? «Sì, in effetti è così, anche se io non dovevo entrare subito in azienda ma dovevo continuare a studiare perché avevo meritato una borsa di studio di 500 lire. Purtroppo, però, mio padre è morto improvvisamente e così mi sono dovuto dare da fare e portare avanti l’attività, a fianco dei miei zii. La vera svolta però arriva, nel 1957, quando decido di staccarmi da mio cugino Angelo, spostarmi in una nuova sede con delle macchine nuove e all’avanguardia e mettermi in proprio. Certo erano anni di impegno e duro lavoro ma ne è valsa la pena. La mia giornata iniziava verso le 6,30 perché dovevo preparare il lavoro per gli



operai che arrivavano per le 8,00. Poi era tutta una tirata fino alle 19,00 per poi ~ magari dopo cena ~ ritornare in laboratorio a dare gli ultimi ritocchi a un mobile, finire una lucidatura, insomma fare quello che serviva. Sempre in questi anni nasce la collaborazione con la Confartigianato. Erano gli anni del signor Landoni, il presidente prima di Toniolo. Comunque, qui nel territorio eravamo molto conosciuti, grazie al passaparola fra i clienti, inoltre collaboravamo con molti architetti per gli arredi su misura, oppure per gli arredi delle chiese. Uno dei lavori dei quali vado molto fiero sono le panche rotonde della chiesa di Rescaldina, che abbiamo fatte ispirandoci a quelle del Duomo di Milano. Lo sviluppo dell’impresa è stato costante e i lavori da eseguire davvero innumerevoli. E poi, spesso usavo la nostra casa per brevettare innovazioni che poi proponevo ai clienti. Per esempio, i finestroni a scorrimento del nostro balcone sono stati i primi che si sono visti in zona. Ma tutto questo lo devo anche ai miei professori del Bernocchi di Legnano: in falegnameria c’era il signor Accornero, mentre per la meccanica c’era il signor Pellegrini ma mi piace ricordare su tutti il direttore, professor Strobino. Infatti, è grazie a loro ~ oltre ai geni di famiglia ~ se sono arrivato sin qui». A proposito di “lavori” ce n’è uno che ha lasciato un segno particolare? «Moltissimi, anche se elencarli tutti non si può. Uno davvero importante e che mi ha permesso di lavorare con un architetto famoso è la preparazione di parte della struttura e degli arredi della villa famosissima, di Cerro, appena fuori dall’autostrada per Milano. Il lavoro è stato impegnativo ma appassionante


Una storia di Famiglia perché il progetto era innovativo e bisognava trovare soluzioni che rispecchiassero l’idea di casa che si stava realizzando. Beh il legno è tutto! I fornitori dovevano essere come dicevo io e finché non trovavo la tavola e il legname giusto non ero soddisfatto. Sceglievo tavola per tavola e le lasciavo invecchiare naturalmente, aspettavo il momento per usarle e ottenere i risultati migliori. Sicuramente il legno che preferisco è il noce nostrano, anche se nel corso del tempo ci siamo adeguati alle “esigenze” del mercato. Per esempio, quando sono stati introdotti i legni esotici o quando magari era il momento del ciliegio; però un brutto scherzo me l’ha tirato il cedro del Libano. Infatti, verso i 50 anni ho avuto un’allergia a questo tipo di legno e non potevo più lavorare, neanche entrare in falegnaria e respirare la mia dose di “aria di segatura”! Fortunatamente la cura è stata semplice, ho eliminato dal nostro catalogo i prodotti in cedro del Libano e così ho risolto tutti i problemi». Qual è il mobile più curioso che ha costruito e il tipo di lavorazione che preferisce? «Mah, ho fatto veramente tante cose, forse quello più curioso è un mobiletto per la macchina fotografica con tanti scomparti, anche segreti, per gli obiettivi e tutti gli accessori. E per la lavorazione credo che la curvatura e la modellatura dei corrimano per le scale sia sempre stato il mio “pallino”. Si tratta di una lavorazione lunga, nella quale bisogna capire e domare l’anima del legno per renderlo omogeneo, elegante, armonioso e proporzionato. Però, tutte le fasi di lavorazione sono importanti, dall’idea, al progetto, agli utensili e alle macchine che devi usare. Non si può dimenticare la testa e la passione per creare qualcosa di bello e duraturo. E poi, bisogna pensare che io ho sempre lavorato come se tutti gli oggetti prodotti fossero per me, quindi dovevano essere fatti ad arte».

T

radizione vuole che la famiglia Caglio sia giunta in Busto Garolfo a seguito della famiglia nobiliare Litta-Modignani, in qualità di fattori/uomini di fiducia alla fine del 1700. Tuttavia, le prime notizie documentali sulla Falegnameria Caglio, in Busto Garolfo, risalgono alla prima metà dell’800. Infatti nel libro “Nuovo metodo economico di tendere le viti e vantaggi che ne derivano”, del 1823, l’autore Carlo Raja, parroco di Busto Garolfo, nell’evidenziare i costi di alcune strutture scrive: «Sì l’uno che l’altro da me vennero immaginati, vennero costruiti in Busto Garolfo dal Fabbro Ferrajo Giosuè Crespi, e dal Falegname Andrea Caglio». Nella stessa pagina viene inoltre evidenziato che venne pagato “al detto Caglio” la somma di lire 0.768. È stato inoltre rinvenuto un “Istrumento di vendita di stabile” del 1892 in cui il notaio in Busto Arsizio, Alberto Vitali, rogita la vendita di un immobile tra Restelli Luigia ved. Tommasi ~ definita dal notaio agiata ~ e i fratelli Francesco, Giulio e Giuseppe Caglio nel cui nome e interesse dichiara di acquistare il loro padre Caglio Pietro fu Giulio ~ definito dal notaio ~ possidente. Del 1897 è invece la fondazione della Cassa Rurale ed Artigiana di Busto Garolfo, o meglio, come era denominata allora, Cassa Rurale Cattolica di Depositi e Prestiti di S. Margarita, tra i cui soci fondatori compare un Pietro Caglio fu Giulio, artigiano/possidente, probabilmente la stessa persona della compravendita di qualche anno prima. Francesco, Giulio e Giuseppe Caglio per continuare l’attività paterna di falegnameria frequentarono l’Istituto Tecnico per Mobilieri di Seregno, ma ben presto furono chiamati a combattere nella Grande Guerra. In quegli anni l’attività di falegnameria continua grazie al più anziano degli operai, Teodoro Rondanini (i cui figli fondarono in epoca successiva il salumificio Rondanini). Tornati dalla guerra continuarono l’attività realizzando opere per le più importanti famiglie del paese (Valsecchi, Sala, Battaglia, Beretta). Nel 1923, La Ditta fratelli Caglio di Busto Garolfo riceve il “Diploma di medaglia d’Oro” nell’ambito della “Esposizione permanente d’arte industriale – Firenze”. Man mano che l’attività cresceva si ingrandì anche il laboratorio e vennero comperate le prime macchine moderne di falegnameria, tutte comandate da un unico motore e con la peculiarità che se ne poteva usare solo una alla volta. Il futuro della Ditta Caglio vede la luce nel 1927 quando nasce Pietro, figlio di Giuseppe Caglio e Maddalena Cardani, che frequentò la scuola Bernocchi meritando anche la borsa di studio di 500 lire per poter proseguire gli studi. Purtroppo tre mesi prima, a 52 anni, era morto il padre, quindi “entrò” nella Ditta di famiglia. Nel 1957, Pietro dà un’altra svolta all’azienda: separa l’attività dal cugino Angelo e rifonda l’azienda: in un nuovo capannone con nuove macchine (quelle dismesse sono state donate al Museo Franco Tosi di Legnano). Nel 1969 un nuovo ingrandimento e una nuova sede in via Fosse Ardeatine. Oggi, a quarant’anni di distanza, nel 2009 la falegnameria Caglio finisce la sua attività. A 82 anni Pietro Caglio, pur continuando ad appassionarsi alla sua arte deve cedere il testimone al tempo!




Artigianservice

servizi bancari e finanziari: nuova disciplina per le operazioni estiva è intervenuta stabilendo nuovi limiti massimi per Lrioaladimanovra data di valuta e la data di disponibilità economica per il beneficiabonifici, assegni circolari e assegni bancari. A decorrere dal 1° novembre 2009: ◗ la data di valuta per il beneficiario (per bonifici e assegni circolari) non potrà superare 1 giorno lavorativo successivo alla data del versamento, per gli assegni bancari non potrà mai superare 3 giorni ◗ la data di disponibilità economica per il beneficiario non può mai superare 4 giorni lavorativi successivi alla data del versamento per bonifici e assegni circolari, mentre per gli assegni bancari non potrà superare i 5 giorni lavorativi successivi al versamento.

A decorrere dal 1° aprile 2010: ◗ la data di disponibilità economica per il beneficiario non può mai superare 4 giorni per tutti i titoli ◗ gli interessi sui versamenti presso una banca di denaro, di assegni circolari emessi dalla stessa banca e di assegni bancari tratti sulla stessa succursale vanno conteggiati con la valuta del giorno in cui è effettuato il versamento e sono dovuti fino a quello del prelevamento ◗ l’ammontare del corrispettivo omnicomprensivo di massimo scoperto non può superare lo 0,50% calcolato trimestralmente dell’importo dell’affidamento a pena di nullità del patto di remunerazione; ciò trova automatica applicazione relativamente ai rapporti in essere che prevedano un’aliquota maggiore.

Pillole di Fisco STAMPA REGISTRI CONTABILI ENTRO IL 31 dicembre 2009 Dal 1° gennaio 2008 i registri e i libri contabili sono considerati regolarmente tenuti con sistemi meccanografici se al momento dell’attività di controllo i libri risultano aggiornati e possano essere stampati alla precisa richiesta formulata dagli organi di controllo e in loro presenza. Ora non occorre più rispettare il termine perentorio della presentazione della dichiarazione dei redditi ma si beneficia di un termine più ampio che viene a scadere tre mesi dopo tale adempimento, così per il periodo d’imposta 2008 il termine scade il 31.12.2009. Bisogna sottolineare che vi è una eccezione prevista per il registro dei beni ammortizzabili il cui termine continua a coincidere con la data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Particolare attenzione devono avere i soggetti che hanno l’esercizio non coincidente con l’anno solare i quali devono conteggiare i 3 mesi per effettuare l’adempimento in relazione alla scadenza della propria dichiarazione, ricordandosi di indicare accanto al numero di ciascuna pagina di stampa il primo dei due anni di contabilità. DETRAZIONE MEDICINALI Dal 1° gennaio 2010 lo scontrino parlante rilasciato dalle farmacie al fine di permetterne la detrazione dovrà contenere il codice alfanumerico “AIC” che rappresenta il codice di autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco e non la denominazione commerciale dei medicinali. Fino al 31 dicembre 2009 potranno ritenersi validi per la detrazione sia gli scontrini emessi con il vecchio sistema (con il nome del farmaco) sia quelli emessi con l’indicazione del codice AIC. Pare ora inutile conservare copia della ricetta ma l’importanza ricade sulla natura del medicinale, ossia deve trattarsi di farmaco e non pos

sono essere portate in detrazione tutte le altre categorie di parafarmaci: dietetici, alimenti, prodotti per la medicazione, prodotti fitoterapici e integratori alimentari. Per distinguere un farmaco dagli altri prodotti occorre individuare il codice ministeriale presente sotto il codice a barre che deve iniziare con “AO”; per i medicinali senza ricetta la sigla “SOP” individua i farmaci senza obbligo di prescrizione e la sigla “OTC” individua i farmaci da banco. La dicitura “ticket” è di per sé sufficiente a qualificare l’acquisto di un medicinale, la dicitura “generico” o “equivalente” corrisponde comunque a classi di medicinali così come la dicitura “omeopatico”. I NUOVI OBBLIGHI PUBBLICITARI La legge comunitaria 2008 ha modificato e integrato le disposizioni previste dal Codice Civile in riferimento agli adempimenti pubblicitari per le società prevedendo l’applicazione della sanzione pecuniaria amministrativa in caso di mancato rispetto delle stesse. Come già previsto dall’art. 2250 C.C. tutte le società soggette all’obbligo d’iscrizione nel Registro delle Imprese devono indicare negli atti e nella propria corrispondenza una serie di informazioni: la sede della società, l’ufficio del Registro dove risulta iscritta, il numero di iscrizione presso il Registro Imprese (coincidente con il codice fiscale) e lo stato di liquidazione; inoltre, le società di capitali devono indicare il capitale sociale nella somma versata; per le Srl e le Spa vi è l’obbligo di indicazione della sussistenza di un unico socio (società unipersonale). Dal 29 luglio 2009 la legge comunitaria ha integrato l’obbligo per le sole società di capitale di fornire le informazioni sopra elencate anche sul sito web della società e ha introdotto la sanzione pecuniaria amministrativa da 206,00 euro a 2.065,00 euro in caso di omessa informazione.


Le spese di rappresentanza 2 Continua dal numero precedente di “Artigiano Oggi” l’analisi degli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in merito alle spese di rappresentanza.

Spese di ospitalità dei clienti Le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di mostre-fiere in cui sono esposti i prodotti dell’azienda o in occasioni di visite a sedi e stabilimenti possono dar luogo ad una completa deduzione per il contribuente. L’amministrazione ha evidenziato che sono da considerare clienti quei soggetti che compongono attualmente il fatturato dell’impresa e che sono da considerare clienti potenziali quei soggetti che abbiano già manifestato o possano manifestare un interesse commerciale d’acquisto verso i beni/servizi dell’impresa (per esempio l’esercizio di un’attività affine). Spese di ospitalità dei soggetti diversi Le spese sostenute per i fornitori, i giornalisti, gli agenti non sono da considerare integralmente deducibili in quanto mancherebbe un collegamento diretto tra il sostenimento delle spese e il conseguimento dei ricavi dell’impresa.

Oneri documentali In relazione alle spese sostenute in occasione di ospitalità della clientela e per poterne operare la detrazione sono richiesti doverosi oneri documentali dai quali deve risultare: la generalità dei soggetti ospitati, la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione, la natura dei costi sostenuti. Al riguardo l’Agenzia delle Entrate segnala la particolare importanza assunta dalla documentazione indicante la generalità degli ospiti in quanto risulta essenziale riscontrare che si tratta di clienti per avere la piena deducibilità delle spese sostenute; sempre l’Agenzia indica che la documentazione deve provare il nesso esistente tra la spesa sostenuta per i clienti e la loro partecipazione all’evento. Viene consigliato quindi, ai contribuenti, di conservare ed esibire in caso di verifica ogni altro documento integrativo atto a provare la piena deducibilità delle spese.

Spese indistinte La spesa sostenuta in occasioni partecipate sia da clienti che da altri soggetti e quindi dove risulti impossibile farne un distinguo viene attratta dal regime delle spese di rappresentanza che possono essere detratte nei limiti previsti.

Iva L’Agenzia delle Entrate ricorda che non è ammessa in detrazione l’imposta relativa alle spese di rappresentanza tranne per quelle di importo unitario non superiore a 25,82 euro. Per la qualifica di spesa di rappresentanza, anche ai fini Iva, occorre fare riferimento alla definizione indicata nella normativa delle imposte dirette.

Viaggi turistici L’esposizione dei prodotti/servizi dell’impresa in occasione di viaggi turistici risulta una iniziativa collaterale all’evento principale costituito dall’organizzazione del viaggio così che tutte le spese afferenti sono da dedurre nei limiti di congruità.

Regime dei minimi (de minimis) L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le spese di rappresentanza sostenute dai contribuenti che applicano il regime dei minimi sono da assoggettarsi al plafond previsto dalla normativa. Mentre le spese per omaggi, vitto e alloggio possono essere portate in diminuzione per intero.

Spese commerciali Le spese sostenute per l’affitto e l’allestimento degli stand o il trasporto dei prodotti da esporre sono da considerare deducibili come normali spese di gestione in base alle regole generali.

Professionisti Secondo la circolare n. 34/09 la disciplina prevista per le imprese relativamente alle spese di rappresentanza va applicata anche ai professionisti.

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Il Consorzio Artigianauto Alto Milanese è stato costituito nell’ambito della nostra Associazione per offrire agli artigiani la possibilità di utilizzare le tecnologie e professionalità di un Centro di Revisioni autorizzato. Il Centro è a disposizione degli Associati del settore per offrire alla propria clientela accurati interventi in tema di revisione degli autoveicoli.

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Area lavoro

Contratti: determinati o indeterminati? Un aiuto concreto per le imprese artigiane che assumono apprendisti o trasformano contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato

A

ttraverso un contributo a fondo perduto, le Camere di Commercio di Milano e di Monza e Brianza intendono promuovere e favorire l’incremento dell’occupazione nelle imprese artigiane. I beneficiari di questo contributo, per il quale lo stanziamento totale è di 1.390.000,00 euro, sono le imprese aventi sede nelle Province di Milano e di Monza e Brianza. È necessario essere iscritte all’Albo Provinciale, essere in regola con il pagamento del diritto camerale e con il versamento dei contributi previdenziali del proprio personale. Il bando prevede due tipologie di interventi finanziabili. La Misura 1 riguarda l’assunzione di personale con contratto di apprendistato nel periodo dal 1° marzo al 31 dicembre 2009 e il contributo, che sarà corrisposto in un’unica soluzione, sarà pari a 2.000,00 euro.La Misura 2 è inerente alla trasformazione nel periodo dal 1° marzo al 31 dicembre di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato e il contributo è di 3.000,00 euro. È importante ricordare che ciascuna impresa partecipante potrà beneficiare del contributo per un solo intervento e per l’assunzione di un solo lavoratore. Le domande di contributo potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2009, salvo esaurimento delle risorse finanziarie, esclusivamente utilizzando la modulistica appositamente predisposta che è scaricabile dal sito della CCIAA di Milano all’indirizzo internet:www.mi.camcom.it

Informazioni Ufficio Sindacale Confartigianato Alto Milanese - 0331 529111 10

Le domande compilate e gli allegati potranno essere consegnate a mano al: Protocollo Generale della CCIAA di Milano (via San Vittore al Teatro 14, Milano) oppure a uno degli uffici periferici di Assago, Legnano, Magenta, Melzo, Rho-Fiera, Sesto San Giovanni. In alternativa si potranno spedire mediante raccomandata A/R all’indirizzo: Camera di Commercio di Milano, via Meravigli 9/B, 20123 Milano (farà fede il timbro postale). I contributi saranno assegnati agli aventi diritto sulla base dell’ordine cronologico di ricevimento delle domande (con riferimento alla data e ora del Protocollo). Per la Misura 1 entro 60 giorni dalla data di chiusura del bando sarà pubblicato l’elenco relativo alle domande presentate e saranno avvisati i beneficiari tramite lettera. Dopo tale comunicazione il contributo verrà corrisposto a tutte le imprese che, al termine di 6 mesi continuativi di contratto, presentino entro i successivi 30 giorni alla CCIAA i documenti che provano la costanza di lavoro (copia ultima busta paga, copia attestazione denuncia contributiva rilasciata dall’INPS e riferita al periodo lavorativo). Per la Misura 2 la Camera di Commercio di Milano ogni 2 mesi dalla data di apertura del bando emetterà un provvedimento amministrativo di ammissibilità al contributo, relativo alle richieste pervenute fino a quel momento. Come per la misura precedente, sarà pubblicato l’elenco dei beneficiari all’Albo camerale, l’esito sarà comunicato alle singole imprese tramite lettera ed il contributo verrà liquidato previe opportune verifiche della documentazione. Informazioni relative a questo bando sono disponibili ~ oltre che a livello associativo ~ anche sul sito della Camera di Commercio di Milano, presso il Servizio Innovazione e Brevetti (02 8515 5072 5075), presso i Desk Polifunzionali di Rho-Fiera (02 8515 3421 /3433) e Legnano (0331 428.947).


Area lavoro

Nuovo modello contrattuale nell’artigianato: Accordi 21 novembre 2008, 22 gennaio 2009 e 23 luglio 2009

I

l 23 luglio scorso è stato siglato anche da Confartigianato l’accordo attuativo degli accordi interconfederali del 21 novembre 2008 e del 22 gennaio 2009, relativamente al nuovo modello contrattuale del comparto artigianato e alle sue prime applicazioni. In questa presentazione analizziamo i punti principali dell’accordo. Incremento dei minimi contrattuali relativi al 2009 Considerato che tutti i contratti artigiani (con esclusione del settore edilizia e autotrasporto, e del settore delle pulizie) sono scaduti, nella parte economica al 31 dicembre 2008, e che gli incrementi retributivi avranno decorrenza dal gennaio 2010, l’accordo siglato prevede, a copertura dell’anno 2009, l’erogazione di un importo a titolo di una tantum. L’importo complessivo è pari a 115,00 euro per impiegati e operai e a 80,00 euro per gli apprendisti, da corrispondere a tutti i dipendenti in forza alla data del 1° luglio 2009, in 2 tranche: la prima (60,00 euro per il personale qualificato e 40,00 euro per gli apprendisti) nel mese di agosto 2009; mentre la seconda rata (e 55,00 per il personale qualificato e 40,00 euro per gli apprendisti) verrà erogata unitamente alla mensilità di novembre 2009. Con questa previsione viene quindi chiaramente ribadita l’abolizione definitiva dell’istituto dell’Indennità di vacanza contrattuale. Altra importante previsione è il cambio del parametro da prendere a riferimento per il conteggio degli incrementi retributivi; l’indice Istat viene infatti sostituito dal nuovo indice previsionale costruito sulla base dell’IPCA (l’indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l’Italia), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. Con ciò è stato determinato anche il passaggio della vigenza contrattuale da quadriennale a triennale.

Bilateralità Le parti firmatarie hanno inteso confermare l’importanza che la bilateralità riveste nel sistema delle relazioni sindacali ai vari livelli, disponendo che l’attuazione dei nuovi istituti bilaterali sarà avviata a decorrere dal 1° luglio 2010. è importante sottolineare che l’istituto della bilateralità consente l’utilizzo degli ammortizzatori sociali (contratto di solidarietà, sospensioni, oltre alle altre provvidenze) senza il versamento del contributo INPS previsto per la cassa integrazione come nelle aziende industriali. Per questo motivo è stato definito che ai sensi dell’articolo 10 della legge n. 30 del 2003 e degli accordi confederali dell’artigianato, “i trattamenti previsti dalla bilateralità sono vincolanti per tutte le imprese rientranti nella sfera di applicazione degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali e territoriali, laddove sottoscritti”. è stato quindi sancito che le prestazioni della bilateralità nazionale e regionale rappresentano un diritto contrattuale dei lavoratori, azionabile nei confronti dell’impresa non aderente al sistema della bilateralità per ottenere da quest’ultima l’erogazione diretta delle prestazioni medesime. Infine, a far data dal 1° luglio 2010, le imprese non aderenti al sistema degli enti bilaterali, fermo restando tutto quanto sopra, hanno l’obbligo di erogare a ciascun lavoratore un elemento retributivo aggiuntivo pari a 25,00 euro. Nuove aree contrattuali: L’intesa del 23 luglio 2009 ha previsto la costituzione di un’apposita commissione tecnica bilaterale per definire gli ambiti di applicazione dei 9 CCNL d’area e per dare copertura ai settori scoperti. Tale commissione ha stabilito che le trattative di rinnovo dei CCNL sono state avviate dal 31 ottobre.

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Ambiente

il “correttivo” al testo unico sulla sicurezza nformiamo che il 20 agosto 2009 è entrato in vigore il D. Lgs. 106, il Itegrato cosiddetto “correttivo”, (pubblicato il 5 agosto) che ha modificato e inil Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 81/08). Sono stati confermati gli adempimenti già in essere a carico del datore di lavoro per quanto riguarda soprattutto la completa valutazione di tutti i rischi presenti in azienda. Pertanto l’obbligo di redigere il relativo documento di valutazione dei rischi completo di tutti gli allegati e valutazioni speci-

fiche rimane l’adempimento principale per tutte le aziende. Resta, inoltre, confermata l’obbligatorietà dei corsi di formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (RSPP, PRIMO SOCCORSO e PREVENZIONE INCENDI). Riportiamo di seguito le principali novità ed obblighi contenute nel “correttivo” al Testo Unico sulla sicurezza, sottolineando l’importanza di fissare un appuntamento con i nostri tecnici per poter avere un quadro più completo sugli aspetti normativi entrati in vigore il 20 agosto 2009.

VALUTAZIONE DEI RISCHI (art. 16 e 28 del T.U.) Le nuove imprese dovranno effettuare immediatamente la valutazione dei rischi e redigere il relativo DVR (Documento Valutazione dei Rischi) entro 90 giorni dall’inizio delle attività. Il DVR potrà essere tenuto anche su supporto informatico. Per le imprese già esistenti, il documento di valutazione dei rischi deve essere aggiornato: la rielaborazione deve avvenire nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali (modifiche al processo produttivo / organizzazione / evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione / sorveglianza sanitaria) e comunque la periodicità dell’aggiornamento deve essere pianificata e decisa dal datore di lavoro. La “data certa” sul DVR viene attestata mediante la sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del RSPP, del RLS o del RLST e del Medico Competente.

SVOLGIMENTO DIRETTO DEL DATORE DI LAVORO Novità di rilievo, ma solo per le aziende o unità produttive fino a 5 lavoratori, è rappresentata dal fatto che il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, di prevenzione incendi e di evacuazione anche in caso di affidamento dell’incarico di RSPP a persone interne o esterne. Comunque, è obbligo del datore frequentare gli specifici corsi di formazione e provvedere a darne comunicazione al RLS.

GESTIONE DELLE EMERGENZE Il datore di lavoro, ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, deve garantire la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio e al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.

VALUTAZIONE DEI RISCHI DA STRESS

La valutazione dovrà avvenire sulla base di appositi criteri che dovranno essere individuati, ad opera della Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, entro il 31/12/09. L’elaborazione della valutazione del rischio da stress decorrerà a far data dal 1° agosto 2010. 12

COMUNICAZIONI ALL’INAIL I nominativi degli RLS sono comunicati non più annualmente, come disponeva il D.Lgs. 81/08, ma solo in caso di nuova elezione o designazione o di cambiamento dei nominativi precedentemente indicati. In fase di prima applicazione, l’obbligo di comunicazione riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati. Confermata la comunicazione in via telematica all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, dei dati e informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

SORVEGLIANZA SANITARIA e visite mediche Viene introdotto l’obbligo di inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria. Maggiore “responsabilizzazione“ del datore di lavoro relativamente al rispetto delle scadenze previste per le visite mediche e per altri adempimenti di pertinenza del medico competente (tempestiva comunicazione della cessazione del rapporto di lavoro). Viene eliminato l’obbligo di custodia delle cartelle sanitarie e di rischio c/o studio medico (aziende con meno di 15 dipendenti) trasformato ora in un’opzione a scelta: o presso lo studio del medico competente o presso la sede del datore di lavoro. Obbligo di consegna solo della copia della cartella sanitaria e di rischio al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre l’originale va archiviato, nel rispetto delle normative in tema di privacy, dal datore di lavoro per almeno 10 anni dalla data indicata. Possibilità di eseguire la visita medica preventiva in fase pre-assuntiva, a scelta del datore di lavoro, da parte del medico competente o dei dipartimenti di prevenzione delle ASL (con relativa espressione del giudizio di idoneità). Introdotta ex novo la visita medica prima del rientro a lavoro nel caso di assenze di durata superiore a 60 giorni per motivi di salute, per verificare il mantenimento dell’idoneità alla mansione specifica precedentemente svolta.


RIDUZIONE DEL SISTEMA SANZIONATORIO

NOZIONE DI LAVORATORE

è stata prevista la rivalutazione quantitativa e qualitativa delle sanzioni penali ed amministrative a carico dei datori di lavoro, dirigenti e preposti sanzionando solo in via amministrativa (cioè con la sola ammenda) per le violazioni di natura formale. Si mantiene, invece, la sanzione dell’arresto (sempre alternativo all’ammenda) per i datori di lavoro o i dirigenti che non forniscono ai lavoratori i necessari Dispositivi di Protezione Individuali. Il nuovo Testo Unico prevede anche una rivisitazione di tutte le disposizioni nei confronti dei lavoratori inadempienti correlate all’inosservanza degli obblighi generali, oltre all’ipotesi specifica di rifiuto ingiustificato alla designazione per la gestione delle emergenze.

I”volontari” non vengono più equiparati a lavoratori subordinati ma a lavoratori autonomi, con applicazione dell’analoga disciplina (art. 21 del D. Lgs 81/08).

IL MEDICO COMPETENTE La sospensione scatterà con l’impiego di almeno il 20% di personale irregolare rispetto al totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro. La sospensione dell’attività si applicherà anche quando siano state accertate gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza che saranno individuate con decreto del Ministro del Lavoro.

ALLEGATO XVII

Viene chiarito che la sorveglianza sanitaria per i lavoratori autonomi è assolutamente facoltativa e che gli attestati che la comprovano debbono essere presentati, ai fini della qualificazione, solo se previsti obbligatoriamente. Le modifiche in questione pongono fine ad un’anomala interpretazione (di alcuni organi ispettivi) secondo la quale gli attestati formativi per gli autonomi sarebbero obbligatori (art. 21, comma 2 del T.U.).

Per informazioni Ufficio Ambiente 0331 529356 - 0331 529354 e-mail: ambienteesalute@confam.org

Misure per la limitazione del traffico veicolare La Giunta Regionale ha approvato i nuovi provvedimenti per ridurre le emissioni in atmosfera e migliorare la qualità dell’aria ai fini della protezione della salute e dell’ambiente. In particolare i provvedimenti si applicano alla Zona A1 del territorio regionale (d.G.R. n. 5290/07) fino al 15 aprile 2010 e riguardano il fermo della circolazione nelle giornate da lunedì a venerdì, escluse le giornate festive infrasettimanali, dalle ore 7.30 alle ore 19.30, dei veicoli “Euro 0” a benzina o diesel, “Euro 1” diesel ed “Euro 2” diesel e dei motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 0. Il fermo della circolazione di motoveicoli e ciclomotori a due tempi “Euro 0” è così disposto: · dal 15 ottobre 2010: il fermo permanente della circolazione nella zona A1, da lunedì a domenica, dalle 00.00 alle 24.00 · dal 15 ottobre 2010 al 15 aprile 2011: il fermo della circolazione nelle zone A2, B, C1 e C2, come definite dalla d.G.R. n. 5290/07, da lunedì a venerdì, dalle ore 7.30 alle ore 19.30 · dal 15 ottobre 2011: il fermo permanente della circolazione, oltre che nella zona A1, nelle zone A2, B, C1 e C2, da lunedì a domenica, dalle 00.00 alle 24.00. Una novità introdotta dalla d.G.R. 9958 riguarda inoltre l’obbligo di apporre su ogni autoveicolo una vetrofania che ne identifichi la classe Euro, il tipo di alimentazione e l’eventuale presenza di filtri antiparticolato; tale obbligo, e la relativa sanzione per mancata osservanza, entreranno in vigore il 15 ottobre 2010. Resta in vigore quanto deliberato nel provvedimento precedente, relativo al periodo invernale 2008/2009, compreso il divieto di utilizzo di biomasse legnose in apparecchi obsoleti. Con il decreto n. 11254 del 13/10/2008, la Direzione Generale Qualità dell’Ambiente ha proceduto all’individuazione delle tratte di collegamento tra le autostrade, le strade di interesse regionale R1, gli svincoli autostradali e i parcheggi d’interscambio ricadenti all’interno della zona A1, escluse dal fermo della circolazione, in attuazione della d.g.r. 7635 dell’11 luglio 2008. Maggiori informazioni: www.regione.lombardia.it 13


Filo diretto

Il ruolo delle piccole e medie imprese nel contesto economico attuale Paolo Preti, professore di Organizzazione delle Piccole e medie imprese presso l’Università Bocconi di Milano, condivide con noi alcune riflessioni

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pesso mi chiedono cosa devono fare le nostre imprese, e segnatamente quelle di piccola dimensione, per prepararsi alla futura ripresa; un po’ provocatoriamente rispondo sempre: “restare ferme”. La peculiarità economica italiana è in un sistema produttivo di imprese piccole, di proprietà familiare, imprenditoriali e manifatturiere. Queste sono, e ritengo saranno a lungo, le caratteristiche del nostro fare impresa, se non altro perché non siamo capaci di fare altro e perché questo ci riesce particolarmente bene da almeno cinquant’anni. Restare fermi significa non andare a cercare ispirazione in modelli che non ci appartengono per storia e cultura: l’impresa italiana post-crisi sarà, con tutte le ovvie eccezioni del caso, piccola e non grande, familiare e non public company, imprenditoriale e non manageriale, manifatturiera e non terziaria. La crisi internazionale, infatti, non solo non ha condannato questo modello di sviluppo, ma, anzi, ne ha valorizzato le sue peculiarità anche in termini sociali. Il problema, invece, è mantenerlo vincente nel tempo adeguandolo al mutato contesto competitivo: si tratta dunque per i nostri imprenditori di stare fermi, quanto a modello, e di andare però in profondità sulle ragioni della singola azienda. Ci sono settori industriali maturi, come per esempio il tessile-abbigliamento e il calzaturiero, dove fare impresa è diventato sempre più difficile anche per la pressante concorrenza cinese e tuttavia ci sono imprese che proprio in questi anni e in quei settori hanno costruito esperienze di successo. Il sistema-paese italiano non aiuta, rispetto ad altri paesi europei, l’internazionalizzazione delle nostre imprese e spesso anche la loro attività quotidiana è intralciata da vincoli utili a dare fastidio, ma non a regolamentare l’azione imprenditoriale e tuttavia anche in questi difficili frangenti tante aziende esportano quote importanti del loro fatturato. Ci si lamenta spesso dello stato delle nostre infrastrutture e di come questo causi un’ulteriore difficoltà per gli imprenditori e tuttavia si scoprono casi aziendali di successo dislocati in zone del paese impervie, addirittura oltre i mille metri di altezza e in comuni 14

dove la strada finisce. Si è sempre sottolineata l’importanza dei distretti per l’azione delle piccole e medie imprese, oggi un po’ meno per la verità, e tuttavia è facile individuare imprese con risultati economici positivi e continui nel tempo che operano a centinaia di chilometri di distanza dal distretto di riferimento. In tutti questi casi cosa è in grado di fare la differenza, chi determina che un’azienda vada bene e l’altra male? è l’imprenditore. All’origine di ogni azienda, anche di quelle che oggi fanno fatica a trovare nuovi equilibri per riprendere a macinare successi, c’è sempre un imprenditore, una persona per cui un’idea non è solo un’intuizione destinata a restare tale, ma un’occasione per costruire, con un poco di fortuna e molta tenacia, un’opera economica. Alcuni di essi nelle variegate vicissitudini della propria avventura personale e professionale, si sono attardati su formule strategiche e organizzative che hanno garantito loro in un recente passato ottimi risultati, ma che oggi denunciano la propria crescente obsolescenza. In altri casi i buoni risultati di mercato sono stati raggiunti nonostante molte difficoltà da affrontare: sono aziende, queste più di altre, che esaltano la figura imprenditoriale perché il loro successo non è spiegabile se non con un’idea imprenditoriale particolarmente azzeccata e per la tenacia e bravura di chi le guida. È indubbio, e sarebbe grave dimenticarsene, che dietro il successo di un’impresa c’è sempre l’identificazione e la dedizione intelligente di chi ci lavora, a tutti i livelli gerarchici, dal più giovane al più anziano, ma non è ancora adeguatamente sottolineato, mi sembra, il ruolo fondante dell’imprenditore; il lavoratore è per definizione dipendente, a tempo indeterminato o no, assunto o con partita IVA, perché dipende dal rischio imprenditoriale di qualcun altro senza del quale la sua posizione non esisterebbe. Imprenditori e lavoratori dipendenti rappresentano le due facce del problema lavoro: due aspetti complementari, ma temporalmente in sequenza. Senza i primi i secondi


recuperarle domani, a ricapitalizzare le imprese con risorse fresche e provenienti dalle proprie tasche non c’è etica, c’è interesse. Essi riconoscono, e come non potrebbe essere così, che dietro i cospicui successi del passato ci sono le loro buone intuizioni strategiche, la loro elevata voglia di rischiare, ma anche il notevole contributo in energia, dedizione e impegno di tanti fra i loro collaboratori che oggi, in un momento di generale fatica, vanno tutelati anche a costo di salvaguardare, nel mucchio, lavativi e furbetti. è questa, infatti, la principale materia prima di cui dispongono, il solo capitale che non si deprezzi e da cui poter ripartire non appena possibile.

non hanno motivo d’essere, ogni tanto i secondi imparano dai primi il gusto del rischio e diventano imprenditori a loro volta. Riconoscere, non solo simbolicamente, la figura dell’imprenditore può essere utile anche a sottolinearne i doveri sociali, a temperarne l’iniziativa privata nell’interesse della collettività più ampia, ad emarginare figure imprenditoriali, poche per la verità, che, nel loro essere più simili a pirati che a costruttori di imprese, ne danneggiano l’immagine complessiva. Nella realtà delle piccole e medie imprese la fiducia tra le persone che ci lavorano è, dunque, merce sufficientemente diffusa, che mantiene un suo mercato e il cui valore tende a salire proprio in periodi di crisi. Per queste imprese perdere un collaboratore significa in tantissimi casi privarsi delle competenze maturate in anni di relazione: ciò che è a rischio non è solo il saper fare, pur importantissimo, ma anche il vissuto di battaglie affrontate e vinte, di problemi risolti e, anche, di sconfitte aziendali elaborate insieme. Questa esperienza comune è un cemento armato il cui potere antisismico è ben più forte di un rapporto mercantile o di regole burocratiche. Dietro l’impegno di molti imprenditori, costruito ovviamente sulla speranza in un maltempo passeggero, a non ricorrere alla cassa integrazione, a mantenere lo stesso stipendio invariato a fronte di minori ore lavorate oggi per

Un ulteriore fattore caratterizzante l’impresa, e in particolare quella familiare di piccole e medie dimensioni, è l’orientamento temporale. Nella nostra società è normale ipotecare il futuro e rapinare il presente: più si è abituati a sognare un domani idilliaco e meno si è disposti a costruire nell’oggi con il materiale a disposizione. In attesa di tempi migliori la fatica di oggi non ha senso e può essere solo obbligata. Se la vita vera è spassarsela, oppure è domani, o addirittura non c’è perché solo il nulla esiste, oggi bisogna sfruttare il più possibile il momento, evviva il carpe diem. Questa, all’estremo, è l’educazione che nelle sue varie forme ha portato alla crisi finanziaria, prima, ed economica, poi, in cui siamo ancora immersi. Una crisi dunque, come più volte affermato, all’origine educativa. Rispetto a questa mentalità diffusa l’imprenditore e i suoi collaboratori sono costretti, nelle loro manifestazioni più coscienti e di successo, a essere alternativi. Il loro è un “già e non ancora” perseguito con tenace determinazione. L’impegno nel presente è vitale perché è lì che si fa la differenza sui mercati, con i clienti e i concorrenti: per competere innovazione, qualità, servizio, creatività e riduzione dei costi sono pane quotidiano e non sogno a occhi aperti. Per esempio, come ben sa la parte migliore dei nostri imprenditori, meglio l’innovazione incrementale oggi che l’improbabile innovazione epocale in un lontano futuro, meglio la certezza operosa delle attuali minori dimensioni che l’attesa buzzatiana delle grandi imprese. è un presente, quello delle aziende, di fatica, di impegno nell’incertezza, di talenti rischiati: per avere un futuro sono costrette a credere nel presente. E tuttavia l’orizzonte temporale della loro azione va spesso oltre la stessa vita dell’imprenditore, è motivato dal lasciare qualcosa di cui continuare la cura a chi verrà dopo, sia esso appartenente alla famiglia o meno. Come nella vita vissuta coscientemente, dunque, la voglia di futuro determina il presente senza alcuna soluzione di continuità. L’imprenditore vive appieno nell’oggi, anche pericolosamente, ma non vi si ferma perché altrimenti l’azienda, in un mondo in continuo cambiamento, sarebbe velocemente messa fuori mercato e, d’altra parte, la sua idea di futuro deve in qualche modo iniziare a verificarsi nell’istante. 15


Categorie

AGGREGARSI PER RESISTERE (E CRESCERE) Appello di un Dirigente dell’Associazione

le imprese artigiane ad operare in gruppo e presenAstoiutare tarsi insieme sul mercato, per essere più competitive: quel’obiettivo che perseguono tanti progetti giunti a termi-

ne o ancora operativi nell’ambito della Convenzione Regione Lombardia/Unioncamere Lombardia. Aggregazione significa: ◗ ricercare nuove strategie per vincere la concorrenza ◗ superare insieme gli ostacoli, fare massa critica, per muovere le leve dell’internazionalizzazione in maniera intelligente, avviando un processo ben strutturato ◗ mettere insieme le idee, per attuare le condizioni migliori dove dare spazio alla creatività e all’innovazione, per condividere e stimolare l’assunzione del rischio, elemento imprescindibile per la crescita ◗ superare il tempo delle lotte “fratricide”, perché il competitor oggi non è più soltanto l’azienda vicina ma quella che opera sul mercato globale ◗ dare maggiore forza ai comuni obiettivi, superando le divisioni, perché in ballo c’è la difesa delle tradizioni e delle culture imprenditoriali Pur nella consapevolezza che l’aggregazione tra imprese rappresenta uno dei processi d’innovazione più impegnativi che un’azienda può affrontare (e che presenta peraltro rischi d’insuccesso elevati), l’integrazione fra imprese comporta la

possibilità di condividere vantaggi competitivi e di conseguire significativi benefici che possono variare in funzione della modalità di cooperazione che vengono a concretizzarsi. Partendo da queste premesse, ed alla luce anche delle esperienze maturate col Progetto “Cooperare per Competere” di cui la nostra Associazione si era fatta promotrice già tre anni fa, e nella consapevolezza delle opportunità che Expo 2015 forse potrà garantire alle imprese che avranno il coraggio (e la forza) di presentarsi AGGREGATE per ricavarsi margini d’operatività in quest’ambito, un nostro Dirigente ha lanciato un appello a riproporre in ambito associativo i temi legati all’aggregazione appunto, creando anche una nuova banca dati in cui iscrivere le aziende associate che già partecipano a gare d’appalto e che sono interessate a sviluppare questo filone.

C ondividendo

e raccogliendo quest ’ appello , invitiamo le imprese a segnalarci il loro interesse all ’ argomento , e la loro eventuale volontà di costituire o entrare a fare parte di gruppi d ’ acquisto – gruppi di vendita – consorzi – partecipazioni collettive a fiere / mostre o altri progetti :

P ietro L avazza – 0331 529306

CORSI DI FORMAZIONE, APERTE LE PRE-ISCRIZIONI

L

a nostra Associazione intende organizzare nuovi corsi di formazione a partire da inizio 2010. Presumibilmente i corsi saranno gratuiti, in quanto dovrebbe essere pubblicato a breve da Regione Lombardia un nuovo bando sulla formazione finanziata. Qualora ciò non dovesse accadere, vi proporremo gli stessi percorsi formativi a pagamento: sarete liberi di accettare o rifiutare la nostra offerta. SIAMO ORA IN FASE DI RACCOLTA DELLE PRE ISCRIZIONI. VI INVITIAMO PERTANTO A COMUNICARCI A QUALI CORSI VORRESTE PARTECIPARE (O FAR PARTECIPARE I VOSTRI SOCI, COLLABORATORI E DIPENDENTI). VI RICORDIAMO CHE FORMARSI E’ IMPORTANTE, NON E’ UNA PERDITA DI TEMPO! SONO ORAMAI SVARIATE CENTINAIA GLI ARTIGIANI CHE HANNO FREQUENTATO I NOSTRI CORSI DI FORMAZIONE. POSSIAMO CONTARE SU UNA “CLIENTELA ABITUALE” MA VORREMMO ANNOVERARE TRA I NOSTRI CORSISTI ANCHE CHI NON CI CONOSCE SOTTO QUESTO PROFILO. Ecco i principali argomenti che saranno affrontati con i corsi del 2010: y INFORMATICA - vari livelli 16

y LINGUE STRANIERE - vari livelli y AUTOCAD – 2D e 3D y COMUNICAZIONE y MARKETING y CONTABILITA’ AZIENDALE y CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE VARI SPECIFICI PER LE SINGOLE CATEGORIE (in questo caso vi chiediamo di specificare in maniera articolata le vostre esigenze per le quali vorreste approfondire tematiche di aggiornamento Cercheremo, al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, di soddisfare tutte le vostre esigenze formative (che dovranno essere specifiche in termini di tipologia di corso e numero di partecipanti).

Per informazioni e pre-iscrizioni Claudia Grossoni 0331 529353 claudia.grossoni@confam.org


LA MICRO IMPRESA DEVE IMPARARE AD APPRENDERE a cura di Saverio Da Pozzo di DIADE Srl serve alla piccola impresa per progredire? Deve metter in Cpliceosaattopiano alcuni interventi facili, ma importanti. Effettuare un semdi marketing, creare un budget, commerciale ed eco-

nomico, controllare costi e ricavi confrontandoli con il budget che si è creato, effettuare una semplice analisi della tesoreria, prevedendo i flussi in anticipo.

Prevedere in azienda è importante, su tutti i fronti; commerciale, finanziario, economico e patrimoniale. Sapere che impatto avrà un’operazione fa differenza. Le necessità delle piccole aziende non sono quelle delle grandi aziende. A chi si rivolge quindi l’imprenditore dell’azienda italiana più tipica per risolvere le sue necessità? Spesso a figure prese in prestito da altre aree o al commercialista dell’azienda, che però non hanno una competenza o un’esperienza specifica. Oppure, sono concentrati su impegni o scadenze che non permette loro di soddisfare appieno i bisogni dell’ azienda. Serve di più: serve competenza specifica per permettere alle aziende di evolversi, quindi LA SOLUZIONE E’ CONSULENZA E ADDESTRAMENTO La piccola imprenditoria italiana necessita di essere guidata verso le mete che si è prefissata. To coach: allenare, addestrare, preparare E’ comprovato che il coaching applicato alle piccole imprese è, oggi, lo strumento perfetto per centrare gli obiettivi aziendali. Per applicare IL COACHING il responsabile della piccola impresa deve essere seguito e consigliato nelle scelte strategiche, nell’operatività con le banche, ottimizzare le linee di credito, con tassi adeguati, gestire le risorse umane, deve avere gli strumenti per meglio comprendere la redditività attuale e futura della propria azienda. Il metodo è trasferire in affiancamento, dopo un’accurata analisi, le conoscenze e l’operatività in azienda e controllarne la giusta applicazione.

L’incremento della produzione e di conseguenza del fatturato, che impatto avrà sui fidi accordati e di riflesso sui pagamenti dei fornitori? E in caso di calo di fatturato quanto si può resistere? I dati del bilancio sono congrui con gli indici di “Basilea 2”?, cosa si deve fare per adeguarli? Affiancare l’imprenditore (coaching) nelle decisioni strategiche, addestrare il personale trasmettendo il giusto metodo, fotografare l’azienda nella sua dinamicità, leggerla in due fogli. Prevedere i flussi finanziari a 30 60 90 giorni, addestrando il personale a usare un metodo semplice che ragiona allo stesso modo delle banche. Gestire i rapporti bancari per e con l’imprenditore. Controllare i risultati confrontandoli con gli obiettivi aziendali. Verificare la congruità del bilancio con gli indici di “Basilea 2”. Monitorare gli esborsi verificandone la congruità, quali costi per assicurazioni, leasing, spese generali e così via. Ecco alcune cose che si devono apprendere per raggiungere l’eccellenza. Tu sei quello che sai. E oggi al sapere tecnico/specifico per governare l’azienda occorre far proprio il sapere dei numeri. Ricordatevi che l’Associazione ha stipulato una convenzione con il DIADE per poter installare gratuitamente il programmino di tesoreria che vi agevolerà con automatismi creati ad hoc. Utilizzate questa opportunità: ragionare come le banche oggi è indispensabile.

Per informazioni

Informazioni raccolte esternamente e internamente all’azienda, legate a un buon controllo, contribuiscono a prendere decisioni giuste che portano al successo aziendale.

Ufficio Categorie

Per esempio:

Pietro Lavazza 0331 529306 pietro.lavazza@confam.org

Qual è il punto di pareggio dell’ azienda? Quando si può investire senza preoccuparsi di fare fronte ai debiti contratti nel lungo periodo? Quando si acquista beni patrimoniali è più conveniente accendere un mutuo, un leasing, a tasso fisso o variabile? E i tassi applicati sono in linea con il mercato attuale?

Claudia Grossoni 0331 529353 claudia.grossoni@confam.org Giacomo Rossini 0331 529350 giacomo.rossini@confam.org 17


Convenzioni

OBESITA’: se LA DIETA NON BASTA Professor Valerio Ceriani, Responsabile Unità di Chirurgia Generale, IRCCS MultiMedica

I

l problema dell’obesità oggi è purtroppo alla ribalta: oltre un miliardo di persone nel mondo sono obese con oltre due milioni e mezzo di morti l’anno, tre volte di più del numero di morti per cancro del colon e della mammella messi insieme. Ormai il problema obesità investe numerose nazioni in tutto il mondo, dall’occidente, dove gli Stati Uniti occupano da tempo la prima posizione, all’oriente con la Cina dove le biciclette sono state sostituite dalle auto e l’Oceania dove i fast food si sono recentemente diffusi a tappeto, identificando così alcune della cause più importanti dell’obesità: la sedentarietà e l’alimentazione sbagliata. In Italia si possono contare più di un milione di persone affette da obesità patologica che colpisce purtroppo anche l’età pediatrica: l’Italia con il suo 20-25 % occupa in Europa un triste primato per l’obesità infantile. Ci sono molti modi per classificare il grado di obesità; il più semplice e utilizzato è l’Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI) dato dal rapporto tra peso espresso in chili e superficie del corpo espressa in metri al quadrato. C’è un momento della vita della persona obesa in cui “qualcosa” cambia: è la percezione che quei chili di troppo modifichino la qualità della sua vita a causa delle limitazioni fisiche che influenzano a loro volta la sfera psicologica personale, sociale-lavorativa e relazionale. Da qui spesso si apre un circolo vizioso che porta purtroppo a gradi di obesità sempre maggiori con la comparsa di una serie di malattie che coinvolgono vari apparati aggravando lo stato di salute.

la chirurgia laparoscopica La conseguenza inevitabile è una riduzione importante dell’aspettativa di vita che oggi per un normo peso è di circa 80 anni; per gli individui obesi si riduce a circa 65 anni, quindi quasi un quarto in meno di anni da vivere. La terapia medica dietetica dell’obesità, benché coadiuvata da un adeguato insostituibile trattamento di supporto psicologico, pur ottenendo nel breve periodo successi talvolta anche considerevoli, nel lungo termine raramente vede consolidare i risultati. A oggi la percentuale di successo di 18

qualunque tipo di terapia medica è inferiore al 5% e questa percentuale diminuisce con BMI superiori a 35. La chirurgia ottiene risultati soddisfacenti nel 60-80 % dei casi con una riduzione della mortalità pari al 90%. L’avvento della chirurgia laparoscopica ha poi profondamente rivoluzionato lo scenario; il concetto di mini-invasività si è imposto nel mondo della chirurgia ma soprattutto in quello dei pazienti per l’indubbio maggiore comfort che offre l’intervento condotto con questa metodica. Minor dolore post

operatorio, più precoce mobilizzazione e più rapida ripresa funzionale sono obiettivi per tutta la chirurgia e per tutte le tipologie di paziente ma ancora di più per il paziente obeso per il quale l’allettamento prolungato è di per se stesso una complicanza per le problematiche respiratorie e cardiocircolatorie che possono sopravvenire. In Italia nel ’99 erano attivi 19 centri di chirurgia bariatrica di cui solo 8 utilizzavano la metodica laparoscopica; nel 2006 i centri sono saliti a 53 di cui ben 41 utilizzano di preferenza la metodica

laparoscopica. Una vera e propria avanzata di questa tecnica riconosciuta ufficialmente da una Consensus Conference europea nel 2004 e una Consensus Conference americana nel 2005 con la codifica e la messa a punto della tecnica chirurgica per le varie tipologie di interventi bariatrici universalmente riconosciuti e accettati che si dividono essenzialmente in tre tipi: restrittivo, metabolico, malassorbitivo. Presso l’Unità di Chirurgia Bariatrica dell’Istituto Scientifico MultiMedica siamo in grado di effettuare tutti gli

interventi bariatrici con tecnica videolaparoscopica, ripiegando sulla tecnica tradizionale laparotomica solo per necessità. Un “team obesità” di specialisti si occupa dell’importante fase di valutazione pre-operatoria multidisciplinare del paziente evidenziando e trattando eventuali patologie associate, in modo da ridurre al minimo il rischio chirurgico operatorio; consulenza nutrizionale e psicologica, qualora necessarie, sono disponibili in tutte le fasi del percorso del paziente obeso nella nostra struttura.


le attenzioni per il paziente obeso Il personale sanitario è altamente specializzato, attento e preparato alla gestione del paziente obeso in sala operatoria e nel postoperatorio, anche se per una degenza limitata a soli 3-4 giorni. La sala operatoria per la chirurgia bariatrica è fatta a misura per il paziente obeso sia per le apparecchiature e la strumentazione, che necessariamente devono essere pensate per quel tipo di corporatura, che per l’équipe chirurgica dedicata altamente specializzata. La tranquillità di affrontare un inter-

vento importante con la competenza di un servizio di anestesia e rianimazione con Terapia Intensiva attigua alla sala operatoria è certamente una cosa importante. Obiettivo del nostro centro è l’eccellenza e ciò ci impone di centrare da subito con l’intervento bariatrico scelto il risultato ottimale per ciascun paziente che si affida a noi. Il poter disporre di una gamma diversificata di interventi consente di poter spaziare nella scelta e apre anche la possibilità ai reinterventi con

commutazione da una tipologia di interventi a un’altra qualora si renda necessaria. A seconda delle peculiarità del paziente viene proposta la metodica restrittiva con l’utilizzo ormai consolidato del posizionamento del bendaggio gastrico regolabile, oppure l’intervento metabolico di by pass gastrico, oppure l’intervento malassorbitivo di diversione biliopancreatica secondo Scopinaro (professor Nicola Scopinaro, Professore Ordinario Chirurgia Generale, Università

di Genova, ndr). Da qualche tempo la sleeve gastrectomy è stata presa in considerazione come intervento restrittivo alternativo in casi particolari da adottare come primo step con la possibilità di poter proseguire in una seconda fase verso l’inter-

vento metabolico di by pass gastrico o verso l’intervento malassorbitivo di diversione bilio pancreatica duodenal switch. Solo la capacità di saperli eseguire tutti con ottimi risultati rende liberi nella scelta di adottarli quando indicati.

Informazioni Ufficio Categorie Pietro Lavazza 0331 529306 Claudia Grossoni 0331 529353 Giacomo Rossini 0331 529350 Simone Tondelli 334 1782750 www.multimedica.it 19


Avvocato

IL contratto: formazione, Proposta e accettazione A cura dell’avvocato Stefano Brandolini - Studio Legale Brandolini Marcati (Legnano)

In quale momento si perfeziona la conclusione del contratto? Tale questione riveste un’importanza pratica notevole, per poter stabilire, innanzitutto, se esista un contratto, quando e in quale luogo sia stato perfezionato, da quale momento incomincino a decorrere gli effetti e le obbligazioni per i contraenti l contratto presuppone l’accordo tra le parti, cioè l’inIcontraente, contro dei liberi consensi manifestati a opera di ciascun su una determinata questione, oggetto del

contratto; la volontà contrattuale è manifestata attraverso due dichiarazioni unilaterali, la proposta e l’accettazione, con cui il procedimento di formazione contrattuale prende avvio e si conclude. Quando alla proposta segue l’accettazione conforme alla proposta, si ha l’accordo e la genesi del contratto.

il perfezionamento Stabilire quando l’accordo si è perfezionato è agevole quando il consenso delle due parti si manifesta in un unico contesto di luogo e di tempo; diventa, invece, più complicato nel momento in cui le trattative si svolgono in tempi successivi o in luoghi distanti, facendo uso, per esempio, di posta o telefono o di altri strumenti di comunicazione a distanza. In questi ultimi casi, il nostro legislatore accoglie il principio della cognizione, secondo cui il contratto si considera concluso nel momento e nel luogo in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione della proposta, comunicatagli dall’altra parte. Per evitare una strumentalizzazione di tale principio a opera e vantaggio del proponente, il quale, cambiando per esempio idea sulla proposta formulata, potrebbe sostenere di non aver avuto conoscenza di alcuna accettazione, la legge introduce una generale presunzione di conoscibilità.

Lo “sconto” La proposta di contratto non può rimanere efficace all’infinito: affinché sia accettata validamente, è necessario che la risposta pervenga al proponente nel termine da lui stabilito, o in quello ordinariamente necessario; l’accettazione, inoltre, dovrà essere compiuta nella forma richiesta dal proponente (se il proponente richiede la forma scritta, ad esempio, non sarà sufficiente l’accettazione verbale), e dovrà essere conforme alla proposta, cioè non potrà contenere variazioni delle condizioni indicate nella proposta. Un’accettazione difforme dalla proposta deve intendersi come una nuova proposta e non consente di concludere il contratto. Il contratto non vincola le parti finché i consensi non si incontrano: da ciò consegue la possibilità di revocare la proposta o l’accettazione, mediante un atto di revoca. La legge detta, però, un regime differente per la revoca: la proposta può essere revocata purché sia stata emessa e inviata prima che il proponente abbia avuto conoscenza dell’accettazione della controparte. Viceversa per la revoca dell’accettazione è necessario che la stessa pervenga all’indirizzo del proponente prima che sia pervenuta l’accettazione. Da ultimo, segnaliamo che i contratti possono concludersi anche senza bisogno di una formale accettazione, dando direttamente esecuzione a un ordine ricevuto; in tale caso, l’accordo si considera perfezionato nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione.

Per informazioni sulla consulenza legale Raffaella Volonnino - 0331 529321 raffaella.volonnino@confam.org 20


Artigianfidi

Le condizioni delle banche convenzionate con ARTIGIANFIDI (tassi in continua evoluzione)

BANCA CONVENZIONATA

B. Credito

Banca di

Coop. Busto

Legnano

G.fo e

Linea

Buguggiate Artigiani

intesa - s. paolo

Commercio

popolare

Industria

di lodi

Popolare

Banco

Banco

Popolare

di Lecco

di Brescia

di Desio

di Milano

2,36

3,31

2,29

rete

rete

Pop.

(gruppo Banco

s. paolo

cariplo

Bergamo

Popolare)

2,16

2,79

2,19

2,29

2,29

2,29

2,29

2,79

2,54

2,29

Investimenti produttivi Finanziamenti immobiliari ipotecari Acconti imposte varie (Irpef, Irap, Iva)+13^ Investimenti finalizzati all’innovazione Investimenti finalizzati al risanamento ambientale Finanziamenti non finalizzati

2,16

2,41

2,09

2,29

2,16

2,22

2,29

2,29

Nuove assunzioni

2,29

Impresa giovane e nuova impresa

2,16

2,29

2,16

2,31

5,56

2,16

2,79

3,09 3,09

3,04 2,29 2,29

3,04

3,29

2,54

2,54

2,56

4,06

3,04

5,56

2,29

3,09

2,19 2,29 2,54

Finanz. L. 626/94

2,72

unicredit

Lavoro

3,31

2,12 2,79

Banca Nazionale

2,09

2,79

2,16

Start up High tech

2,54

Certificazione qualità Prodotto Prov. Milano

2,29

2,29

2,66

2,29

2,79

prestito oro 12 mesi

2,31

Sviluppo qualità CCIAA Milano

3,06

3,06

3,06

3,06

CCIAA MI patrimonializz.

2,76

2,76

2,76

2,76

3,06

2,29

3,06 2,76

Parametri utilizzati in modo differenziato tra le varie Banche EURIBOR a 1 mese: 0,466 (media % mese prec.) EURIBOR a 3 mesi: 0,789 (media % mese prec.) EURIBOR a 6 mesi: 1,063 (media % mese prec.)

ARTIGIANFIDI NON SI AVVALE DI INTERMEDIARI

I tassi indicati in tabella si riferiscono a una media, poiché le banche differenziano gli spread in base al rating aziendale

ARTIGIANFIDI LEGNANO • Società cooperativa • Via XX Settembre, 28 • 20025 Legnano (MI) Telefono 0331.529370 - 0331.529372 • Fax 0331.453045 Internet Page: www.confam.org • E-mail: artigianfidi@confam.org Aderente a: Artigiancredit Lombardia e FedartFidi 21


Agenda

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Scadenziario novembre e dicembre novembre

16 Lunedì • Versamento unitario (ritenute – Iva – contributi previdenziali e assistenziali) 20 Venerdì • ELENCHI INTRASTAT: presentazione modelli ottobre 2009. • CONAI: dichiarazione produzione imballaggi.

dicembre

1 Martedì • UNICO 2009: versamento 2° acconto. • INPS : I.V.S. art. e comm. versamento 2° acconto extra minimale 16 Mercoledì • Versamento unitario (ritenute, IVA, contributi previdenziali e assistenziali) • ICI: versamento saldo 2009

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L’Asta di Beneficienza


ongo me p o r gi ti p ma... co . g o , Ciao va storia il finale.. uo ca un mistero da risolvere una n drai man ve

Q

oi gioca con n vole pe trova il colcome e spiega ha fatto!

uesta nuova storia che pubblichiamo si intitola “L’Asta di Beneficienza” e, anche senza volerlo, Filippo si ritrova a risolvere un caso... naturalmente al fianco del suo amico commissario Lorenzo Artiser! Insomma, quella che doveva essere una piacevole serata... si è trasformata in una caccia al ladro! Vuoi provare a risolvere il caso con Filippo Confalmi e il suo amico commissario? Hai letto questa storia di Filippo Confalmi? Secondo te chi è il colpevole? E come ha fatto? Prova a dare la tua risposta e fotocopia la scheda in questa pagina, compilala con la tua soluzione e mandala per fax allo 02 6080677 perché le sorprese non finiscono qui! I primi 5 che invieranno la soluzione esatta riceveranno un premio. Se, invece, vuoi saperne di più sulle attività di Filippo Confalmi, manda una mail a: filippoconfalmi@epinet.it oppure telefona al 349 2222839

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SPECIALE piano casa a cura dell’ufficio categorie di confartigianato alto milanese

Artigiano Oggi ~ Speciale PIANO CASA ~ Ottobre 2009

Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Lombardia Legge regionale n.13/2009

INSERT O d a conser vare

Il “Piano Casa” della Regione Lombardia è una concreta occasione di sviluppo per le micro e piccole imprese del settore edilizio, con potenziali ricadute positive sull’intera filiera. Le possibilità d’intervento potranno essere un volano importante per l’intero comparto casa, che risulta una delle principali filiere dell’economia italiana. Consentire alcune tipologie d’interventi a fronte di una riqualificazione energetica rappresenta un’importante opportunità di lavoro: basti pensare al ruolo strategico che rivestono gli installatori d’impianti, i serramentisti e coloro che si occupano di risanamenti di pareti orizzontali e verticali. Qualche perplessità permane sugli elevati standard richiesti per la sostituzione degli edifici, il rischio è che si cerchi di raggiungerli attraverso certificazioni poco veritiere. Il lavoro svolto da Confartigianato ha dimostrato la validità delle azioni strategiche. Il risultato raggiunto con l’approvazione della Legge13 è estremamente apprezzabile, per il ruolo di volano allo sviluppo che gli interventi proposti possono rivestire in questo momento non facile per l’economia generale e, in particolare, del nostro settore.


Interventi consentiti dalla legge regionale per il rilancio dell’edilizia Recupero patrimonio edilizio esistente

◗ Recupero edilizio e funzionale di edifici residenziali e misti esistenti al 31 marzo 2005 situati in zone non destinate all’agricoltura o ad attività produttive con utilizzazione delle volumetrie esistenti e delle superfici, per destinazioni residenziali o per altre funzioni ammesse dagli strumenti urbanistici. Note 1-2-3 ◗ Utilizzazione delle volumetrie edilizie in seminterrato, per destinazioni accessorie alla residenza, per attività economiche ammesse dagli strumenti urbanistici, nonché per attività professionali. Note 1-2-3 ◗ Nelle aree destinate all’agricoltura è consentito il recupero di volumi esistenti e non utilizzati, senza ampliamento, di edifici (assentiti prima del 13/06/1980) fino a un massimo di 600 mc, da destinare all’uso residenziale dell’imprenditore agricolo proprietario, del suo nucleo familiare o dei dipendenti dell’azienda agricola, oppure a usi ricettivi non alberghieri, uffici o attività di servizio compatibili con l’azienda agricola. Note 1-2-3-4-5-6-7-8

Ampliamenti ◗ Ampliamento fino al 20% della volumetria esistente per gli edifici uni e bi-familiari a destinazione esclusivamente residenziale situati fuori dai centri storici e ultimati al 31/03/2005 con non più di 300 mc per ciascuna unità immobiliare. Note 3-9-10-11 ◗ Ampliamento fino al 20% della volumetria esistente per edifici plurifamiliari a destinazione esclusivamente residenziale situati fuori dai centri storici e ultimati al 31/03/2005 purché di volumetria complessiva non superiore a 1.200 mc. Note 3-9-10-11

l’ufficio categorie

L’Ufficio categorie di Confartigianato Alto Milanese ha realizzato questo inserto con le principali indicazione della Legge regionale per fornire un supporto informativo utile a tutti i soci sia per chiarire le modalità di applicazione e le opportunità offerte dalla Legge, sia per aiutarlo a individuare quali interventi poter eseguire nei differenti casi. L’intento è quello di fornire un orientamento per chiunque voglia saperne di più sul “Piano casa”. Buon lavoro! Pietro Lavazza 0331 529306 pietro.lavazza@confam.org Claudia Grossoni 0331 529353 claudia.grossoni@confam.org Giacomo Rossini 0331 529350 giacomo.rossini@confam.org

note o note o note o note o note o note o note o note o note o note o note o 1) Gli interventi non potranno comportare la totale demolizione e ricostruzione dell’edificio. 2) Gli interventi dovranno rispettare i requisiti di efficienza energetica in funzione della tipologia d’intervento in edilizia (DGR n. 8745/2008). 3) Gli interventi sono in deroga alle volumetrie previste dagli strumenti urbanistici comunali vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi.

4) Gli interventi sono in deroga alle previsioni dei piani territoriali di coordinamento dei parchi regionali, escluse le aree naturali protette. 5) Occorre presentare denuncia di inizio attività (DIA) (art. 42 LR12/2005), ovvero richiedere il permesso di costruire (art. 38 LR12/2005), presso il Comune in cui si trova l’edificio, entro il 15 aprile 2011). 6) Gli interventi sono soggetti all’esame dell’impatto pae-

sistico da parte delle commissioni per il paesaggio di cui all’art. 81 della LR12/2005. La Denuncia di Inizio Attività (DIA) dovrà quindi contenere la documentazione prevista dall’art. 64 comma 9 della LR12/2005, mentre la commissione per il paesaggio dovrà rilasciare il relativo giudizio entro 30 giorni (anziché 60), trascorsi i quali il giudizio si intende favorevole (silenzio / assenso). 7) Gli interventi in Comuni classificati in zona sismica 2 e 3(OPCM del 20 marzo

2003, n.3274, e successive disposizioni regionali attuative) e tutti gli interventi di tipologia e), richiedono il rilascio del permesso di costruire. 8) Gli interventi devono essere progettati e realizzati nel rispetto della normativa antisismica vigente e sono soggetti alle verifiche sismiche e ai controlli di cui alla normativa nazionale e regionale vigente in materia. 9) Gli ampliamenti volumetrici sono ridotti di un

terzo (ovvero non più del 13,33%) se l’intervento ricade all’interno di un parco regionale, ad eccezione delle aree di esclusiva disciplina comunale (zone IC) dove invece l’incremento massimo ammissibile resta pari al 20%. 1 0 ) L’ampliamento do vrà essere realizzato rispettando i requisiti di efficienza energetica (d.g.r. n. 8745/2008) e dovrà essere accompagnato da una diminuzione certificata di almeno il 10% del fabbiso-


Demolizioni e ricostruzioni

incremento volumetrico non superiore al 30% della volumetria esistente. Note 3-5-6-7-8-12-13-14-15

◗ Sostituzione degli edifici esistenti, aventi destinazione esclusivamente residenziale, anche mediante demolizione e ricostruzione, è consentito un’ incremento volumetrico non superiore al 30% della volumetria esistente, elevato al 35% nel caso in cui gli interventi assicurino un congruo equipaggiamento arboreo, per una porzione non inferiore al 25% del lotto interessato ovvero con la costituzione di quinte arboree perimetrali (secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale). Note 3 - 12

In aree a destinazione produttiva secondaria

All’esterno dei Centri Storici e dei “nuclei urbani di antica formazione”

◗ Sostituzione di edifici esistenti, parzialmente residenziali (edifici misti) o non residenziali, situati in aree a prevalente destinazione residenziale, anche mediante demolizione e ricostruzione. I nuovi edifici dovranno essere a destinazione esclusivamente residenziale, la volumetria non superiore a quella esistente, l’ altezza non superiore a quella dell’esistente o a quella massima ammessa dallo strumento urbanistico (se maggiore) ed il rapporto di copertura maggiorato fino al 25% rispetto a quello previsto dallo strumento stesso per le zone residenziali in cui gli edifici sono inseriti. Note 3 - 12 All’interno dei Centri Storici e dei “nuclei urbani di antica formazione” ◗ Viene consentita la sostituzione di singoli edifici aventi destinazione esclusivamente residenziale, anche mediante demolizione e ricostruzione, non coerenti con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali dei suddetti centri e nuclei con un

◗ Nelle aree a destinazione produttiva secondaria (industriali e artigianali) specificamente individuate dai Comuni entro il 15 ottobre 2009, è possibile sostituire edifici artigianali ed industriali esistenti anche mediante demolizione e ricostruzione. Per tali interventi è previsto un’ incremento volumetrico non superiore al 30% della volumetria esistente elevato al 35% nel caso in cui gli interventi assicurino un congruo equipaggiamento arboreo, per una porzione non inferiore al 25% del lotto interessato ovvero con la costituzione di quinte arboree perimetrali (secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale). Note 3-4-5-6-7-8-12-16

Edilizia residenziale pubblica ◗ Ampliamento di edifici di edilizia residenziale pubblica o convenzionata esistenti o realizzazione di nuovi edifici, all’interno dei quartieri E.R.P. esistenti alla data del 31 marzo 2005. E’ consentito un’ incremento del 40% della volumetria complessiva esistente nel quartiere e destinata a edilizia residenziale pubblica. L’ampliamento volumetrico è ridotto di un terzo (ovvero non più del 26,66%) se l’intervento ricade all’interno di un parco regionale, ad eccezione delle aree di esclusiva disciplina comunale (zone IC) dove invece l’incremento massimo ammissibile resta pari al 40%. Note 2 (solo per le nuove volumetrie)-3-4-8-17-1819-20

note o note o note o note o note o note o note o note o note o note o note o gno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale della porzione di edificio esistente se il suo valore di fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale è superiore al rispettivo valore limite, indicato all’Allegato A, tabelle A.1.1 e A.1.2 della DGR n. 8745/2008. 11) A conclusione dell’intervento, il proprietario dovrà dotarsi dell’attestato di certificazione energetica dell’intero edificio, redatto secondo la stessa DGR n. 8745/2008. 12) L’inter vento dovrà comportare una diminuzione certificata del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizza-

zione invernale del nuovo edificio superiore al 30% rispetto al relativo valore limite previsto all’Allegato A, tabelle A.1.1 e A.1.2 della DGR n. 8745/2008. Tale diminuzione dovrà essere documentata nella relazione tecnica di cui all’Allegato B stessa GDR n. 8745/2008. 13) Questo intervento richiede il preventivo parere positivo delle commissioni provinciali per il paesaggio (art.78 LR12/2005), comunque non sostitutivo delle valutazioni di competenza delle commissioni comunali per il paesaggio. Il parere dovrà essere dato entro sessanta giorni dalla richiesta, decorsi infruttuosamente

i quali si intende reso in senso negativo (silenzio/ diniego).

miglioramento termico dell’immobile (art.2, comma 1-ter, LR26/1995)

14) Gli interventi descritti non possono essere cumulati e comunque non possono determinare il superamento di più del 50% dell’indice fondiario e del rapporto di copertura previsti dallo strumento urbanistico vigente o adottato, nonché il superamento di quattro metri dell’altezza massima consentita dallo stesso. In alternativa, gli interventi possono confermare la volumetria esistente.

16) L’intervento non deve superare di più del 50% l’indice fondiario e il rapporto di copertura previsti dallo strumento urbanistico e non deve superare di più di 4 metri l’altezza esistente, oppure può confermare la volumetria esistente.

15) Agli incrementi volumetrici si aggiungono i benefici già previsti dalla normativa di settore per gli interventi che interessano i muri perimetrali e orizzontali, volti al

17) La nuova volumetria può essere ceduta in tutto o in parte ad altri operatori che si impegnino a realizzare gli interventi: i relativi proventi sono destinati al risanamento energetico e ambientale del quartiere. 18) Occorre richiedere il permesso di costruire, presso il Comune in cui si trova

il quartiere ERP, entro il 15 ottobre 2011. 1 9 ) Tutti gli inter ven ti sono soggetti all’esame dell’ impatto paesistico da parte delle commissioni per il paesaggio. La richiesta di Permesso di Costruire dovrà quindi contenere la documentazione prevista dall’art.64 comma 9 della LR12/2005, mentre la commissione per il paesaggio dovrà rilasciare il relativo giudizio entro 30 giorni (anziché 60), trascorsi i quali il giudizio si intende favorevole (silenzio/ assenso). 20) Gli interventi dovranno contribuire a migliorare l’efficienza energetica e la qualità paesaggistico ambientale del quartiere.


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Artigiano Oggi novembre 2009