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Mensile di informazione dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese - Confartigianato

N. 01

obiettivo professionalitĂ

Tutti

al (fuori)

expo

Spedizione in A.P. - 45% - art. 2 - comma 20/B L. 662/96 - art. 1 e art. 2 DPCM 24/02 - DC Varese - euro 0,25

Gennaio/Febbraio 2015 - anno XIV

Artigianioggi


Sommario gennaio/febbraio 2015 L’editoriale di Davide Galli............................................................................................... 3 seguici su:

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wyoutube.com/confartigianatoVA Mensile di informazione dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese

L’associazione Workinvoice, e la liquidità non è più un problema............................................................... 4 Fuori EXPO 2015: occasioni di business per le piccole imprese.......................................... 6 Faberschool: le stampanti 3D entrano in aula..................................................................... 8 Crowdfunding è anche crowdloving: i consigli per farlo bene............................................. 10 Convenzioni Assiteca............................................................................................................................. 12 Assicontrol: la qualità prima di tutto................................................................................... 13

Viale Milano, 5 - Varese Tel. 0332 256111 - Fax 0332 256200 www.asarva.org - asarva@asarva.org

Il punto Manifatturiero: piccola ripresa frenata da burocrazia e fisco............................................... 14

INVIATO IN OMAGGIO AGLI ASSOCIATI Autorizzazione Tribunale di Varese n. 456 del 24/01/2002

Impresa e territorio Nasce ad Arcisate il trolley del super vip............................................................................ 16 Dall’artigiano inventore all’artigiano specializzato.............................................................. 18

Presidente - Davide Galli Caporedattore - Davide Ielmini Progetto grafico - Simona Caldirola Impaginazione - Stefania Campiotti e Simona Caldirola Hanno collaborato: Roberta Brambilla, Lucia De Angeli, Giuseppe Aletti, Maurizio Salardi, Giulio Di Martino, Umberto Rega, Monica Baj, Livio Lazzari, Matteo Campari, Lucia Pala. Stampa Grafica Lavenese - Laveno Mombello Tiratura 13.779 copie Questo numero di “Artigiani Oggi - Obiettivo Professionalità” è stato chiuso il 16 gennaio 2015. Il prezzo di abbonamento al periodico è pari a euro 28 ed è compresa nella quota associativa. La quota associativa non è divisibile. La dichiarazione viene effettuata ai fini postali.

Fisco e lavoro: le novità approvate nella legge di stabilità................................................. 20 Lavoro Jobs Act 2015: varati i primi due decreti........................................................................... 22 Lavorare in Svizzera: attenzione alle regole e ai controlli.................................................... 23 Cassa integrazione in deroga: i punti dell’accordo.............................................................. 23 Fisco Locazioni immobiliari: obbligo di utilizzo del Mod. F24 Elide............................................... 24 Imu: proroga versamento terreni agricoli, collinari e montani............................................. 24 Equitalia: richiesta di rateazioni anche online..................................................................... 24 Operazioni con paesi “black list”........................................................................................ 24 Ambiente Sistri: ennesimo rinvio. Si va verso la tenuta dei registri online........................................... 25 Il servizio di gestione rifiuti online...................................................................................... 25 In Gazzetta il nuovo Mud 2015........................................................................................... 26 Arrivano nel 2015 i nuovi codici CER.................................................................................. 26 Formazione I corsi da non perdere........................................................................................................ 27 Social e Impresa Primi passi nei social - PARTE 2......................................................................................... 28 Novità di settore.............................................................................................................. 30 Scadenze.......................................................................................................................... 31

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L’editoriale di Davide Galli

Davide Galli, Presidente di Confartigianato Imprese Varese, invita il Premier Renzi a visitare le nostre imprese.

A Renzi dico: “venga nelle nostre imprese dove si dà lavoro e si produce” Cari colleghi, la ripresa che ci aspettavamo non è arrivata. Il 2014 è stato caotico e complesso; il 2015 sarà probabilmente difficile allo stesso modo ma sono certo che a tutti noi non mancheranno la pazienza e la voglia di cambiare e crescere insieme anche in questo nuovo anno. Siamo abbastanza determinati per dirci che orgoglio e responsabilità non ci mancano. Lo abbiamo dimostrato con cocciutaggine, idee, progetti vincenti. Da soli, però, non possiamo farcela. Matteo Renzi, il Presidente del Consiglio, penso debba venire a farsi un giro nelle nostre imprese: potrebbe meravigliarsi di tutto quello che siamo in grado di fare per la nostra provincia e per l’Italia. Da lui ci attendiamo un atto di fiducia ma anche quegli interventi strutturali che servono a cambiare il contesto nel quale dobbiamo lavorare giorno dopo giorno. Perché qui in “periferia” le nostre imprese producono e danno lavoro. Ci vogliono grinta e coraggio per cambiare quello che non va: da qui è partita la Confartigianato Varese quando ha deciso di porre al centro della sua attività l’impresa e il territorio.

Indici di attrattività, tassazione locale, sburocratizzazione, Agenzia per le Imprese, accordi sul credito con i Comuni: nel 2014 tutto è stato fatto per aiutare le aziende a risolvere più velocemente i loro problemi, e così sarà nel 2015. La nostra Associazione non farà un solo passo indietro sul fronte dell’impegno e della responsabilità: le tasse dovranno essere eque, i timbri e le carte sempre meno, i finanziamenti più rapidi e meno costosi, la formazione adeguata a ciò che chiedono gli imprenditori e l’innovazione come regola quotidiana dell’azienda. In tutto questo, la scuola e i giovani hanno un ruolo centrale: ci piace lasciarci contaminare dalla loro effervescenza e ci piace costruire con loro un percorso che è iniziato proprio nel 2014 con FaberLab e con le stampanti 3D consegnate in 7 istituti della nostra provincia. Lavorare per il territorio non è semplice, ma lo spirito collaborativo ha avuto la meglio: molte amministrazioni locali stanno seguendo i nostri passi e sono sicuro che anche in questo 2015 sapremo fare ciò che serve per dare nuova energia alle nostre imprese e scuotere la fiducia in noi. Ecco perché insistere sulla collaborazione e sul dialogo: per trovare una soluzione ai nostri problemi e per costruire un futuro dignitoso ai nostri figli.

Davide Galli Presidente Confartigianato Imprese Varese @DavideGalli_

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l’associazione

Workinvoice, e la liquidità non è più un problema Presentata da Confartigianato Varese la piattaforma che mette in contatto diretto imprese e investitori. Si chiama Workinvoice e, come dice il suo slogan, è un efficace strumento per “far lavorare le fatture”. Si tratta infatti della prima piattaforma italiana online attraverso la quale le piccole imprese possono reperire liquidità, in modo semplice, cedendo le loro fatture ad investitori interessati a destinare parte della loro liquidità all’economia reale, rappresentata dai crediti commerciali. La piattaforma, presentata nel mese di dicembre a Varese da Confartigianato Varese e Fabio Bolognini (fondatore di Workinvoice), può essere definita la “e-bay” delle fatture perché tecnologia e trasparenza possono assicurare alle aziende, ed agli investitori, il migliore risultato con un meccanismo di asta. Gli investitori, infatti, competono per aggiudicarsi i crediti migliori, tipicamente quelli delle aziende più grandi e conosciute e con il migliore merito di credito.

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A cosa serve Workinvoice? » Facciamo un esempio: una piccola impresa che ha crediti e fatture verso società eccellenti, e che tuttavia a causa del credit crunch ha difficoltà ad accedere al credito bancario, può trovare in Workinvoice una soluzione pronta e sicura al suo bisogno di liquidità. » La piattaforma è accessibile sul web, e applicando le nuove tecnologie può rivoluzionare l’accesso delle piccole imprese alla liquidità e alle risorse finanziarie.

6 semplici steps.

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Le parole d’ordine sono condivisione, connessione, flessibilità e trasparenza dove l’accordo tra venditori e acquirenti si realizza con un semplice click, perché con Workinvoice l’azienda e l’investitore entrano subito in contatto soddisfacendo i reciproci interessi.

Come funziona Workinvoice L’obiettivo del portale è quello di dare liquidità alle imprese in modo rapido e semplice.

Un processo trasparente e controllabile direttamente online

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l’associazione Cosa deve fare l’imprenditore

Mercato online.

Cedi le fatture che vuoi e ricevi il pagamento in tempi rapidi

Ü Dopo un contratto di adesione a Workinvoice, l’impresa può caricare i dati relativi le fatture (ragione sociale del debitore, importo, data attesa di pagamento…) che vuole vendere all’asta e cedere le proprie fatture al prezzo più competitivo perché diversi compratori competono per aggiudicarsi le fatture migliori. Ü Non è richiesto un volume minimo di fatture ed è l’impresa a decidere quante e quali fatture cedere e il prezzo minimo che si è disposti a ricevere. Ü Possono partecipare imprese di ogni dimensione, purché abbiano la forma giuridica di società di capitali e che siano interessate a cedere i propri crediti commerciali superiori a 10mila euro per singola fattura. Ü La scadenza dell’asta è fissata alle ore 18 del giorno successivo e a quella di apertura. Alla conclusione dell’asta l’investitore che si è aggiudicato il credito provvede entro 24 ore a disporre di un bonifico bancario (il 90% del valore della fattura ceduta dopo aver detratto un piccolo importo come sua remunerazione) a favore dell’azienda venditrice. Il saldo sarà pagato dall’investitore all’impresa entro le 24 ore dalla data di incasso del credito ceduto dal debitore. Ü L’utilizzo efficiente della tecnologia aiuta l’imprenditore ad abbattere i costi: registrandosi semplicemente sulla piattaforma, è possibile avere gratuitamente il rating (e quindi la probabile appetibilità per gli investitori) dei propri principali clienti di cui si intende cedere le fatture.

Cosa deve fare l’investitore Ü Workinvoice è una piattaforma di invoice-financing attraverso la quale investitori privati o istituzionali acquistano le fatture con tecnologia web. Il sistema è rapido e affidabile perché si superano nettamente i tempi che servono per avere un aumento di fido o per ottenerne uno nuovo. Ü Chi decide di comprare (un investitore può anche essere un fondo comune d’investimento) deve impegnare una somma minima di 50mila euro. Le fatture vanno all’asta, e nel momento in cui l’investitore si aggiudica la fattura si assume anche il rischio di credito dell’azienda debitrice. www.asarva.org

Ü Ad essere accettati su Workinvoice sono solo crediti esigibili, cedibili e non scaduti verso imprese di medio-grande dimensione. Insomma, fatture buone. I rendimenti per gli investitori sono elevati e possono arrivare anche ad un tasso annuo del 10%.

Ricordiamo che le fatture sono “l’oro nero” delle imprese e Workinvoice è in grado di estrarre liquidità dai bilanci delle aziende. Negli Stati Uniti lo hanno capito da un pezzo e là decide di milioni di fatture sono cambiate quotidianamente al NYSE, la borsa statunitense delle fatture. Per info contattare: Consulenti credito presso le nostre sedi Tel: 0332 256111 www.asarva.org/consulenze/#credito

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l’associazione

Fuori Expo 2015: occasioni di business per le piccole imprese Confartigianato Varese e il progetto che mette in vetrina le eccellenze del nostro territorio. Portiamo le imprese varesine a Expo 2015. Meglio, a “Fuori Expo Confartigianato”, un progetto che offrirà agli imprenditori – con l’ “Italian Makers Village” (www.italianmakersvillage.it) – uno spazio di 1.800 m2, in via Tortona 32 a Milano, dove mettere in vetrina ciò che sanno fare con la cura che le contraddistingue in tutto il mondo. <Perché se il tema di Expo 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, penso sia in egual modo importante “Nutrire l’impresa, energia per il territorio”>, dice il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli. Per le imprese si tratta di un’esperienza nuova e concreta, perché con “Fuori Expo 2015” potranno esaltare le loro capacità, le loro conoscenze e le loro professionalità. Dal 1° maggio al 31 ottobre, nello stesso periodo in cui si terrà Expo 2015, le imprese potranno: » Promuovere e commercializzare, ad un pubblico mondiale di visitatori, le loro realtà e i loro prodotti d’eccellenza. » Incontrare B2B le delegazioni commerciali straniere e buyer. » Valorizzare ciò che sanno fare attraverso mostre, convegni, allestimenti ed eventi ricreativi anche gastronomici.

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“Fuori Expo 2015” è composto da: 27 stand espositivi. 10 spazi all’interno dello “Store delle Eccellenze”. 5 spazi dedicati allo “Street Food”. 1 sede di “incoming” per B2B ed eventi.

La presenza di Confartigianato Varese Le tante Confartigianato italiane gestiranno a rotazione, per un’intera settimana, uno spazio dell’Italian Makers Village. Nel mese di maggio Confartigianato Varese si occuperà di iniziative interamente dedicate all’innovazione, al mondo dei maker, ai tanti cambiamenti tecnologici che oggi stanno facendo correre il mondo. Uno spazio innovativo, smart, tutto votato a mettere insieme persone (non solo imprenditori), idee, conoscenze ed esperienze.

Perché è importante esserci Expo 2015 deve essere per tutti e deve fare tesoro delle professionalità di tutti, piccole imprese comprese. Il concetto di “territorio” si veste di nuovi significati ponendo l’accento, con forza, sul mix vincente tra il globale e il locale, tra il sapersi muovere nel mondo e l’esaltare le peculiarità che, attraverso le imprese, hanno fatto grandi i singoli territori. In questo “villaggio economico mondia-

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le” – villaggio dove quel “makers” sta per artigiani, da sempre abituati ad abbinare la manualità alla tecnologia la condivisione sarà all’ordine del giorno. Per questo l’ “Italian Makers Village” è il luogo in cui tradizione e modernità si fondono per far vivere al mondo l’esperienza del Made in Italy.

Fuori EXPO 2015 Sede: Milano – via Tortona 32 (zona Navigli – movida milanese) Spazio: 1800 mq Periodo: 1 maggio > 31 ottobre 2015 Orari di apertura: dalle 11.00 alle 24.00 Ingresso Libero 27 settimane con un tema specifico. Alcuni appuntamenti saranno trasversali (donne, start-up, makers, business etico) di filiera (moda, design, energia/ambiente) e di prodotto (formaggio, cioccolato, vino). Ogni settimana inoltre ospiterà un Paese straniero riservandogli uno spazio espositivo ed una giornata dedicata alla promozione degli usi, dei costumi e dell’economia del territorio. Settimana Lombardia Alpina e Prealpina: dal 3 al 7 settembre 2015


l’associazione

settimana dal 3 al 7 settembre 2015 Rassegna delle Eccellenze

Store delle Eccellenze

Area Street Food

Imprese ammesse

Imprese che espongono prodotti di Imprese che si rivolgono al consumatore propria produzione e che si si rivolgofinale no al consumatore finale

Stand

27 stand espositivi di 12 mq

10/12 temporary shop da 9 mq con merce in c/vendita. No presenza imprenditore.

Allestimento

Modulo espositivo comprende: 3 desk/tavolo, 2 sgabelli/sedie, grafica personalizzata, tessere espositori, illuminazione generale, sorveglianza generale, servizio d’ordine, pulizia generale, assistenza agli espositori

» Cassa centralizzata per i 10/12 stand » Presenza di hostess per assistenza vendita » Allestimento degli spazi ripiani per esposizione merce

Apertura

Dal giovedì al lunedì

Dal lunedì alla domenica

Dal lunedì alla domenica

Costo modulo espositivo

€ 2.160,00 + IVA

Costo store: 1 settimana: € 1.000,00 + IVA 2 settimane: € 1.800.00 + IVA 3 settimane: € 2.500,00 + IVA 4 settimane: € 3.000,00 + IVA

Costo € 300,00 + IVA al giorno

Tassa iscrizione

€ 100,00 + IVA

€ 100,00 + IVA

€ 100,00 + IVA

Assicurazione RC espositore

€ 75,00

€ 75,00

€ 75,00

Modalità di pagamento

»30% all’atto della sottoscrizione del contratto »Saldo (70%): entro 30/06

»30% all’atto della sottoscrizione del contratto »Saldo (70%): entro 45 giorni prima inizio presenza

Domanda di ammissione

entro 31 gennaio 2015

entro 31 gennaio 2015

entro 31 gennaio 2015

Orari di allestimento/ rifornimento

ogni mercoledì dalle ore 8.00 alle ore 24.00 per il 1° allestimento. Dalle ore 9.00 alle ore 11.00 per i successi rifornimenti nei giorni della rassegna.

ogni mercoledì dalle ore 8.00 alle ore 24.00 per il 1° allestimento. Dalle ore 9.00 alle ore 11.00 per i successi rifornimenti nei giorni della rassegna.

ogni mercoledì dalle ore 8.00 alle ore 24.00 per il 1° allestimento. Dalle ore 9.00 alle ore 11.00 per i successi rifornimenti nei giorni della rassegna.

Orario di disallestimento

ogni martedì dalle 8.00 alle 15.00

ogni martedì dalle 8.00 alle 15.00

ogni martedì dalle 8.00 alle 15.00

5 Spazi esterni dedicati al cibo di strada

9 mq -minimo 7 giorni –

»30% all’atto della sottoscrizione del contratto »Saldo (70%) 45 giorni prima inizio presenza

Per info e iscrizioni (entro il 31.01.2015):

Rivolgersi a Confartigianato Imprese Varese - Monica Baj e Matteo Campari mail: expo2015@asarva.org Forniremo alle imprese tutti i dettagli per la partecipazione.

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l’associazione

Faberschool: le stampanti 3D entrano in aula Presentato al Faberlab il nuovo progetto di Confartigianato Varese che coinvolge 7 scuole della nostra provincia. Per costruire insieme il futuro. Timidi ma neppure troppo, puliti, pieni di entusiasmo. Sono i volti dei ragazzi presenti nel mese di dicembre al Faberlab di Tradate. Si presentava l’iniziativa di Confartigianato Imprese Varese: sette scuole della provincia stanno per ricevere una stampante 3D. Per dare un’idea di quanto questo regalo di Natale sia avveniristico, basti forse dire che in questo momento ne stanno utilizzando una - per altro made in Italy - nello spazio, sulla stazione interazionale della nostra Samantha Cristoforetti. Come verranno utilizzate queste stampanti nelle scuole? Tantissime sono le applicazioni possibili. All’Isis Valceresio di Bisuschio si pensa per esempio a un utilizzo per la chimica, per la stampa di modelli molecolari per un concorso nazionale a cui gli studenti parteciperanno. A Busto Arsizio, invece, l’Enaip ha in progetto di produrre etichette informative resistenti alla pioggia che unendo la dimensione tattile possano fornire informazioni anche ai non vedenti. All’Isis Newton pensano al “Digiting manifacturing”, per l’utilizzo di software di progettazione e modellizzazione di componenti meccanici complessi.

per ogni scuola americana. In sintesi, nella nostra provincia Confartigianato metterà risorse economiche e menti e, con la collaborazione di Comingtools, che fornisce gli hardware, formerà tre docenti per istituto che affiancheranno i ragazzi nell’uso delle stampanti. Le prime sette macchine – ma è in arrivo un accordo con il Comune di Tradate per estendere i numeri - sono diverse tra loro. Fra queste c’è Materia101, la prima prodotta da Arduino, la microscheda open source italiana, da poco esposta al Moma di New York. L’obiettivo di questo progetto, come ci spiega Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato, è <rispondere alle sollecitazioni che ci arrivano dalle imprese, che desiderano avvicinare il loro mondo del lavoro e del-

L’iniziativa presentata si chiama Faberschool. Prende le sue mosse da un’idea che viene niente meno che da Barack Obama, che un anno fa circa aveva promesso una stampante 8

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la produzione a quello delle scuole>. <Quando questi ragazzi saranno sul mercato del lavoro, forse, le stampanti che oggi possono utilizzare a scuola saranno già invecchiate, ma oggi sono il futuro: l’idea è aprire le menti, capire il senso, la logica, il funzionamento e apprendere linguaggi e modalità di un futuro che è a portata di mano>. E se si chiede a Colombo se non sia pesante, al giorno d’oggi, sobbarcarsi di un investimento del genere, lui risponde: <E’ necessario investire in innovazione, oggi più che mai: per essere preparati a quello che sta per venire e perché il nostro ruolo di rappresentanza deve cambiare e avvicinarsi sempre più alle esigenze concrete di imprenditori di oggi e futuri>.


Da gennaio, poi, prenderà il via il contest tra le scuole coordinato da Comingtools e Confartigianato: una sfida all’ultima stampata che coinvolgerà i giovani in progetti che siano efficaci dal punto di vista tecnologico e insieme funzionali alle nuove esigenze dei mercati. Giulia Cazzaniga La Provincia di Varese

Le scuole Isis Valceresio di Bisuschio (indirizzi liceali e professionali)

Isis Newton di Varese (Itis e Ipsia) Padre Monti di Saronno (grafica) Liceo Scientifico Ferraris di Varese Enaip di Busto Arsizio (centro formazione professionale) Ponti di Gallarate (Itis e Ipsia) Marie Curie di Tradate (Itis e Ipsia)

corsi in avvio

Gli obiettivi

Viviamo in un tempo nel quale l’azione è sempre più importante delle parole. E’ per questo che con “FaberSchool”, Confartigianato Imprese Varese ha deciso di intervenire direttamente nel rapporto scuola / lavoro. Se i due mondi devono avvicinarsi, quale miglior modo se non quello di portare l’azienda all’interno della scuola? O, ancora meglio, la qualità e la cura del lavoro artigiano applicato alle nuove tecnologie nel mondo dei giovani. La nuova frontiera è questa e la digital fabrication è un orizzonte al quale gli studenti stanno già guardando. Con “FaberSchool” lo faranno anche attraverso la consolidata esperienza degli imprenditori di Confartigianato Varese: formazione sul campo, learn by doing, applicazione delle conoscenze scolastiche direttamente alle macchine, crescita personale ed esperienze accumulabili spingono i ragazzi verso ciò di cui hanno bisogno le nostre imprese. Le scuole coinvolte nel progetto sono riconosciute “Faberschool” con apposito protocollo siglato tra Confartigianato Imprese Varese, Provveditorato agli Studi della Provincia di Varese e le singole scuole.

Progettazione 3D Rhinoceros 5 – Basic

03 - 17

febbraio

Stampa 3D

23 02

febbraio

Social media. Dentro e oltre Facebook: relazionarsi con il cliente grazie ai social media

25

febbraio

Personal Branding: come comunicare la propria immagine

04

marzo

Progettazione 3D Rhinoceros 5 – Architecture Design

09 - 16

marzo

Digital export: meno fiere, più digitale?

11

marzo

marzo

ORARI DI APERTURA PER INFO E PRENOTAZIONE MACCHINE Da Lunedì a Giovedì: 16.00 - 20.00 Chiamare negli orari di apertura Il Venerdì:www.asarva.org 14.00 - 22.00Artigiani Oggi>Obiettivo al pubblico: 0332 2564802015 Professionalità n. 01T.Gennaio/Febbraio 9 Il 
Sabato: 10.00 www.asarva.org Artigiani Oggi>Obiettivo Professionalità n. 09 Novembre 2014- 20.00 mail: info@faberlab.org


l’associazione

Crowdfunding è anche crowdloving: i consigli per farlo bene Successo e curiosità per l’incontro con Chiara Spinelli al Faberlab di Tradate. La definizione più efficace di crowdfunding è quella che Qui, Quo, Qua danno a zio Paperone: “Ti iscrivi a un sito e spieghi il progetto per cui stai cercando un finanziamento e chi vuole ti manda un aiuto”. Parte così l’incontro con Chiara Spinelli, tra i pionieri del crowdfunding in Italia, comunicatrice appassionata di cinema e tecnologia, digital champion pisana fresca di nomina, ospite del Faberlab di Tradate. Sono davvero tanti gli imprenditori, i giovani e i curiosi che vogliono capire il meccanismo di questo fenomeno che potrebbe aiutarli a realizzare il sogno, il progetto nel cassetto, l’idea che non hanno ancora detto a nessuno. Non solo la startup innovativa dunque, ma anche il progetto più piccolo, quello culturale o sociale. @ChiaraPeggy non delude il suo pubblico e parte in quarta: “Non c’è funding (finanziamento) senza crowd (folla). E non c’è crowdfunding senza internet”. E’ la prima caratteristica di questa nuova, ma neanche tanto, forma di raccolta di fondi, o “salvadanaio virtuale” o “partita a scacchi con la morte”, come qualcuno la definisce. Il focus è, comunque, sulle persone, sulla fiducia, la partecipazione, la condivisione. 10

Ed ecco le regole base del crowdfunding: che sia online, ovviamente, che sia chiara la cifra che si vuole raccogliere, la scadenza della raccolta e visibile il numero dei sostenitori. La storia, nostra e quella del nostro progetto, devono essere raccontate “con entusiasmo, coinvolgimento ed emozione” anche e soprattutto con un video breve ed efficace, capace di suscitare quel “wow!” che cattura e convince i sostenitori. “Altrimenti, non illudetevi, non funziona”. A ogni progetto corrisponde un modello di crowdfunding: » donation based, in cui il progettista raccoglie donazioni senza offrire ricompense, » reward based, basato su un sistema di ricompense differenziate in relazione all’importo del finanziamento, » equity based, ovvero il finanziamento ad aziende in cambio di quote o azioni, » social lending, il prestito di denaro. Chiara ci descrive le piattaforme (la più importante è l’americana Kickstarter, “ma solo per chi ha un conto corrente statunitense, mentre in Italia ce ne sono più di 50 nate come i funghi negli ultimi anni e che disperdono così

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risorse e risultati”), le loro specificità (“come MusicRaiser per i progetti musicali, l’unica italiana che funziona all’estero”), la strategia digitale, le relazioni con sostenitori e influencer. Ma il tutto sta in piedi se il progetto è chiaro in ogni suo aspetto: budget, a cosa serve e come si regge. E, naturalmente, se chi ci sostiene sa perché lo fa: interessi personali, sociali, economici, ma anche di appartenenza e di nicchia. Sicuri di avere un buon progetto per il crowdfunding? Ancora qualche consiglio. Occhio alla trasparenza “che genera fiducia e seguito”. E poi “lasciatevi sorprendere, difendete le vostre idee, godetevi anche gli imprevisti: in fondo il crowdfunding è anche crowdloving, un’esperienza d’amore, non solo per soldi”.

Per approfondire: Ivana Pais, Paola Peretti, Chiara Spinelli, Crowdfunding, la via collaborativa all’imprenditorialità, Egea


Confartigianato Imprese Varese Viale Milano 5 - Varese Tel. 0332 256111 www.asarva.org www.asarva.org Artigiani Oggi>Obiettivo ProfessionalitĂ n. 01 Gennaio/Febbraio 2015

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convenzione

Assicontrol: la qualità prima di tutto Siglata la convenzione con Confartigianato Varese per la certificazione degli strumenti elettronici e meccanici. La qualità prima di tutto, perché “per continuare a lavorare – dice Claudio Alborghetti, titolare e direttore tecnico di Assicontrol – si deve sempre garantire la qualità dei propri prodotti”. E’ questo che fa da 17 anni Assicontrol, azienda leader con sede a Varese, con i propri uffici e laboratori certificati.

Di cosa si occupa Assicontrol? Di strumentazione per il controllo della qualità aziendale. La nostra attività si sviluppa in due direzioni: la commercializzazione di strumenti di misura e il settore tecnico che, attraverso i nostri laboratori, certifica, verifica, tara e ripara tutti gli strumenti elettronici e meccanici in conformità con il sistema qualità ISO 9001 / VISION 2000.

Con un focus particolare sull’attività di certificazione? Gli strumenti per il controllo qualità spesso necessitano di essere certificati. E’ per questo che quindici anni fa, in Assicontrol (www.assicontrol.com), è nata l’esigenza di affiancare all’attività di vendita quella di certificazione. D’altronde, un’azienda che vuole continuare a lavorare, a maggior ragione se ha clienti esteri, non può non gestire con consapevolezza il lato della qualità. Lavoriamo giornalmente con il tessuto imprenditoriale nazionale e della provincia di Varese, piccole e grandi aziende, e tutti sanno che la qualità – e tutto ciò che la può assicurare – è sempre vincente.

Di quali strumenti parla? Tutti quelli che nei settori della meccanica, metalmeccanica (i comparti che seguiamo più da vicino), costruzioni navali, automotive, aviaonico, piccole e medie imprese in genere, ma anche chimico e alimentare; servono per controllare temperature, umidità, forze, pressioni, rumore. Quindi termometri, igrometri, manometri, fonometri, dinamometri, spessimetri. Assicontrol gestisce interi parchi strumenti: tenuta sotto controllo, scadenze, rinnovi, verifiche, riparazioni. A livello locale garantisce lo stesso servizio, avvisando addirittura gli imprenditori – con fax o mail – delle scadenze. Certificazioni e tarature sono fondamentali per il lavoro che le imprese devono svolgere ogni giorno.

Un mercato senza crisi? Clienti, ordini e fatturato di Assicontrol stanno crescendo ininterrottamente da diciassette anni. Solo nel 2008 abbiamo avvertito una leggera flessione nell’incremento. Per il resto il mercato è sano perché si concentra su un settore molto specifico. E da qui è nata la convenzione con Confartigianato Imprese Varese.

Di cosa si tratta? Per le imprese associate a Confartigianato Varese che vogliono acquistare strumenti elettronici e meccanici, o certificare quelli che hanno già in azienda, garantiamo uno sconto del www.asarva.org

10% sul listino pubblicato su www. asarva.org. Facciamo qualche esempio: la normativa sugli FGas chiede agli imprenditori il conseguimento di un patentino, la dotazione di strumenti certificati o l’obbligo di certificare quelli che usano già. Il caldaista usa l’analizzatore di fumi, i gruppi manometrici, il cercafughe, i termometri a infrarossi e i multimetri. Un’azienda meccanica ha i calibri e i micrometri comparatori. In tutti questi casi interviene Assicontrol. Dobbiamo dire, però, che la frequenza di verifica non è dettata da una normativa ma viene stabilita dal sistema qualità di ogni azienda, basandosi su criteri pratici come la frequenza di utilizzo dello strumento e quanto questo è importante per il sistema della qualità. Per il 70% dei casi il controllo viene fatto ogni anno; per il 20% ogni 2 anni e il rimanente a varie scadenze. Come si attiva la Convenzione: Le imprese interessate dovranno presentare ad Assicontrol la tessera associativa o la lettera intestata rilasciata da Confartigianato Varese. Assicontrol Strumenti & Servizi per il sistema qualità Via S. Silvestro, 92 21100 Varese Tel. 0332 213045 info@assicontrol.com www.assicontrol.com

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Manifatturiero: piccola ripresa frenata da burocrazia e fisco L’analisi dell’Ufficio studi di confartigianato imprese: per ogni norma che semplifica ne nascono più di quattro che complicano. Timidi segnali di ripresa per il comparto del manifatturiero, un settore che in Italia conta 270mila imprese artigiane, e impiega quasi un milione di lavoratori. L’ufficio studi di Confartigianato ha evidenziato come alcune dinamiche stiano migliorando rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In particolare, nel secondo trimestre del 2014, cresce l’occupazione che registra un +3,4 per cento di occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno passato: circa 137mila posti di lavoro in più. Un dato positivo che inanella il secondo trimestre consecutivo di crescita tendenziale, ma che si ridimensiona se letto su base annua. L’aumento complessivo è infatti dello 0,1 per cento, e segue quattro cali tendenziali consecutivi. A offrire le migliori performance nel comparto manifatturiero sono i settori delle industrie alimentari, delle confezioni di articoli per l’abbigliamento, della fabbricazioni di articoli in pelle, della fabbricazione di carta e di prodotti derivati e dei prodotti chimici. Bene anche le aziende metalmeccaniche e metallurgiche. Invariato rimane invece il panorama della pressione burocratica sulle imprese. Sempre dall’Ufficio studi di Confartigianato arriva uno studio che ha analizzato sei anni di provvedimenti fiscali. Dal 29 aprile 2008 al 21 novembre 2014.

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Nel periodo esaminato sono state approvate 703 norme fiscali, di cui 98 vanno nella direzione della semplificazione burocratica, 177 sono sostanzialmente neutre dal punto di vista dell’impatto burocratico e ben 427 sono giudicate negative per la vita delle imprese. In sostanza il quasi 61 per cento delle norme fiscali approvate, sei norme su dieci, aumentano i costi burocratici per le aziende italiane. Tradotto, il fisco si complica alla velocità di 1 norma alla settimana. Secondo quanto risulta dal confronto internazionale fatto dalla Banca Mondiale (Doing Business 2015) il gap tra le imprese italiane e quelle dei nostri diretti competitor esteri rimane troppo elevato. Prendendo a riferimento il tempo necessario per pagare le imposte, si osserva che in Italia sono necessarie 269 ore per pagare le imposte, ben il 53,3 per cento in più della media Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nello specifico un’impresa nel Regno Unito ne impiega 110, in Francia 132, in Spagna 102 e in Germania 51. In sostanza siamo 122esimi su 189 nazioni monitorate. Un risultato deludente. Il governo Renzi. L’Ufficio studi di Confartigianato Varese ha esaminato quanto fatto dal governo Renzi sino a qui. Nel corso del 2014 l’esecutivo ha emanato otto provvedimenti con 87 norme di carattere fiscale. Di queste 26 semplificano, 12 hanno effetto neutro e 49 hanno un impatto www.asarva.org


burocratico sulle imprese. Le norme che semplificano sono pressoché interamente concentrate, 25 su 26, nel Decreto legislativo sulle dichiarazioni precompilate del 21 novembre scorso.

Il Burofisco index Per misurare l’impatto della burocrazia fiscale, Confartigianato ha dato il via al Burofisco Index. Si tratta di un “misuratore” che sintetizza il saldo tra le norme che semplificano e quelle che complicano la vita alle imprese. Nel 2014 l’indice ha registrato un calo arrivando a +24; nel 2013 era a +93. “Le nostre rilevazioni – dice Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato Imprese – indicano qualche miglioramento, ma siamo ben lontani da un fisco a burocrazia zero per le imprese. La strada è ancora lunga, perché oltre a snellire

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gli adempimenti, occorre anche riordinare i regimi contabili semplificati così come previsto dalla delega. Senza interventi immediati che riducano gli oneri fiscali sulle imprese, si rischia davvero grosso”. Ricordiamo che nei suoi primi 272 giorni, il Governo Renzi ha emanato 8 provvedimenti con 87 norme di carattere fiscale di cui 26 semplificano, 12 sono neutre e 49 hanno un impatto burocratico sulle imprese. E per ogni norma di semplificazione, ne sono state approvate 4,3 di complicazione. Se diamo un’occhiata al cambio dei Governi in questi ultimi anni, il record assoluto lo si è raggiunto nel 2013 con Letta: “saldo burocratico” di 93 norme, una ogni 3,9 giorni; Mario Monti ha portato il saldo a 70 mentre con Silvio Berlusconi si era arrivati a 142. E’ dal 1987 che si parla di semplificazione del sistema tributario, di semplificazione della normativa fiscale, di grosse novità in fatto di pagamento delle tasse. Fatto sta che ad oggi nulla è stato fatto e il fisco continua ad essere un “nemico” per imprese e cittadini.

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impresa e territorio

Nasce ad Arcisate il trolley del super vip TRAVETTI Srl Via Campi Maggiori 25 21051 – Arcisate (Va) Tel. 0332 472522 mail: info@travetti.com Sito: www.travetti.com

Altissima specializzazione e strategia mirata per aumentare il proprio export

con una stampante 3d le rotelle della travetti srl arrivano a hong kong e dubai. una storia d’eccellenza del made in italy. Alzi la mano chi non ha un trolley. Il geniale accessorio, balzato recentemente agli onori delle cronache e inventato quasi trent’anni fa da un pilota d’aerei, Roberth Plath, non ha solo rivoluzionato il nostro modo di viaggiare, ma ha anche imposto uno stile. Viaggiare con un trolley infatti non è solo più comodo, ma ha obbligato designer, ingegneri e stilisti a ridisegnare i vani portabagagli degli aerei, a inventare ogni tipo di rotella e a ripensare completamente il concetto di valigia. Tra i protagonisti assoluti di questa trasformazione c’è una piccola azienda di Arcisate, la Travetti. Un’impresa nata dalla spinta propulsiva di Oreste, che nel 1956 decise di mettersi in proprio, e che oggi lavora per i più noti e prestigiosi brand del settore. Siamo andati a trovare Pierangelo e Alessio, padre e figlio, che tra un viaggio in Cina e uno a Dubai, hanno trovato il tempo per raccontarci la storia della loro impresa.

Pierangelo, quand’è che suo padre Oreste ha deciso di specializzarsi nel settore della valigeria?

La storia della Travetti inizia nel dopoguerra, quando mio padre faceva il portinaio per una delle più grosse aziende del varesotto, “La Primaria valigeria italiana”. Dato che non era necessario presidiare il cancello otto ore al giorno, l’ingegner Toia, il titolare dell’azienda, gli 16

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propose di lavorare anche in produzione e così papà divenne un tecnico. Dopo qualche tempo inventò una macchina per velocizzare e facilitare il lavoro della costruzione dei telai delle valigie.

Nasce tutto allora?

Sì, nel 1956 papà decide di mettersi in proprio, lavorando con mio fratello Pinuccio. A quell’epoca io lavoravo nel settore delle stoffe e la sera studiavo ragioneria. Poi mio padre mi offrì di lavorare con loro.

Erano gli anni del miracolo economico, cosa rimpiangere di quel periodo?

Non si può dire che all’epoca andasse tutto bene. Forse l’unica cosa che rimpiango di quegli anni è lo spirito. Una volta c’era la soddisfazione di lavorare per clienti che si affezionavano al tuo modo di lavorare, alla tua serietà e professionalità. Oggi il cliente ha un’offerta molto più ampia, quindi è anche più impaziente. Ma c’è qualcosa di molto positivo anche oggi.

Cosa?

Viviamo di continui rinnovamenti dei processi produttivi, di miglioramenti nell’organizzazione aziendale e non solo.

Qual è il vostro core business?

Noi produciamo componentistica per articoli da viaggio: ruote, telai, maniglie,


L’impresa delle meraviglie

Ma scusi, un giorno non potreste rifornire i grandi mercati emergenti come quello russo, cinese, brasiliano, etc?

manici di valigie, borsoni, trolley, cartelle, pilot o, come si dice in italiano, pilotino, la valigia tipica del pilota d’aerei.

Chi sono i vostri clienti?

I nostri clienti sono i maggiori brand, a livello mondiale, di moda e valigeria. In più, tutti quei piccoli e medi artigiani italiani che hanno un grande talento, ma non un nome riconosciuto dal consumatore e che compongono l’ossatura del Made in Italy.

E come entrate in contatto con queste realtà?

Quando arriva l’ordine da un grande cliente, il capofila di una filiera diciamo, noi ci rapportiamo con il piccolo artigiano certificato e supervisionato dal brand. Quindi inizia un rapporto costante per realizzare il prodotto finale richiesto dal marchio.

Conoscete anche la situazione in cui vivono questi artigiani?

Sì. Oggi buona parte di loro sta assistendo a un ritorno del lavoro grazie al fatto che le grandi firme stanno tornando a cercare il Made in Italy, dopo anni di delocalizzazioni.

Perché voi non avete subito queste delocalizzazioni?

Diciamo che la nostra è una nicchia piccola. Negli anni ci siamo specializzati moltissimo e a livello di know-how i nostri clienti hanno riconosciuto in noi la massimo professionalità. Ma in questo c’è un vantaggio e allo stesso tempo una “condanna”: non cresceremo mai più di tanto.

In un certo senso la condanna è imposta. Noi vogliamo rimanere piccoli, nella nostra nicchia fatta di grande professionalità e competenza. Espandersi troppo nel nostro settore vuol dire non essere più in grado di seguire in modo appropriato i progetti che i nostri clienti ci affidano. A noi si rivolgono designer, stilisti, creativi, persone che amano essere seguite in tutto e per tutto.

Ma i grandi marchi, oltre a essere buoni clienti, sono anche buoni partner? Mi spiego, a Scandicci nel distretto della pelletteria, Gucci ha chiesto alle banche che i propri fornitori avessero gli stessi tassi di interesse che proponevano a lui. Anche per voi è così?

Noi non abbiamo mai pensato di chiedere ai grandi marchi un aiuto di questo tipo. Ci siamo sempre rivolti direttamente alle banche e la risposta degli istituti di credito è sempre stata parametrata agli sterili numeri di bilancio. Ma noi abbiamo sempre preferito percorrere un’altra strada.

Quale?

Ci siamo sempre autofinanziati, reinvestendo la totalità degli utili in formazione, tecnologia e processi produttivi.

A proposito di tecnologia, vedo alla sua destra una stampante 3D, è solo un giocattolo o anche un macchinario di lavoro?

È soprattutto un macchinario di lavoro e attualmente è funzionante 24 ore su 24. Abbiamo valutato questo investimento, viste le sempre più numerose richieste di articoli personalizzati. www.asarva.org

In che senso personalizzati?

Le faccio un esempio: un cliente ci ha chiesto dei realizzare l’impugnatura di un trolley a forma di manico di coltello, un altro la rotellina di un trolley con la forma di un cerchio di una nota casa automobilistica. Noi partiamo da quel disegno a matita, gli stilisti disegnano sempre a matita (sorride Alessio), quindi creiamo un rendering tramite un software di modellazione 3D e poi lo stampiamo con la nostra stampante.

Come è avvenuto questo passaggio al digitale?

Di base c’era una necessità. Dal disegno a matita, i nostri clienti chiedevano sempre più spesso pezzi fatti e finiti. Grazie a un servizio giornalistico siamo venuti a conoscenza delle potenzialità della stampa 3D. Contemporaneamente a Tradate era nato il Faberlab e grazie a Confartigianato Imprese Varese siamo andati a visitarlo. Lì abbiamo stampato il nostro primo pezzo.

E da lì come è andata avanti la collaborazione con Faberlab?

I ragazzi del Faberlab si sono dimostrati molto collaborativi e ci hanno consigliato come muoverci. Così, sulla base dei loro suggerimenti, abbiamo acquistato una stampante.

Un servizio utile per la Travetti?

All’inizio avevamo l’idea che il mondo delle stampanti 3D fosse inaccessibile. Invece, in tre mesi di lavoro, non solo abbiamo imparato a usarla, ma ci ha agevolato notevolmente nella nostra attività quotidiana e ci ha portato molte nuove commissioni.

In che senso?

«Non appena diciamo che abbiamo una stampante 3D, i nostri clienti ci inoltrano progetti e idee».

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impresa e territorio

dall’artigiano inventore all’artigiano specializzato OFFICINE MECCANICHE REGNANI Via G.Tatto 15 21100 Varese Tel. 0332 811660 Fax 0332 265791 mail: info@regnani.it Sito: www.regnani.it

Produce prodotti di elevata qualità in tempi ridotti. Ogni anno investe in tecnologia parte del proprio fatturato

nasce 70 anni fa dalle invenzioni di Flaminio. oggi i figli la fanno crescere con la stessa passione e dedizione. La storia delle Officine Meccaniche Regnani è la storia di un’azienda familiare nata dalla spinta dell’inventiva del suo fondatore, Flaminio Regnani, che ha attraversato tutte le fasi dell’Italia degli ultimi 60 anni. Dal boom economico, alla crisi dei sistemi produttivi italiani, fino all’attuale crisi economica. Oggi l’impresa si avvicina al suo secondo passaggio generazionale, siamo andati a conoscere quale sia il segreto della sua longevità, partendo dalla straordinaria intraprendenza del suo fondatore e dalla testimonianza di Franca e Claudio, i suoi figli.

Partiamo dall’inizio. Che persona era vostro padre, Flaminio Regnani?

Il papà (rispondono i figli Franca e Claudio) era un tecnico dell’Aermacchi e finita la guerra desiderava mettersi in proprio. Voleva un tornio e per poterlo fare andava a lavorare dieci ore in un’azienda di Varese. In cambio, chiedeva di poter utilizzare i loro macchinari, dato che non aveva soldi per pagarglieli. E mia madre era sempre al suo fianco. Nel 1946 riesce così a presentare il tornio alla fiera campionaria di Milano e lì ottiene un enorme successo. Iniziano così ad arrivare gli ordini. Quindi si rivolge alle banche e ottiene un prestito ma questi gli stavano col fiato sul collo. Lo stesso dicesi per i commercianti che venivano da lui, gli comparavano il

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tornio ma lo rivendevano al doppio, al triplo di quello che lo avevano pagato, non riconoscendo un extra a mio padre.

E quindi cosa ha fatto?

Insieme ai bassi margini c’era un altro fattore che lo angustiava, la routine. Nostro padre era un inventore tant’è che a Bruxelles, alla fiera internazionale degli inventori del 1976 vinse ben tre premi per invenzioni realtive alla meccaniche.

L’officina quando nasce?

Negli anni ‘60 decide di acquistare il terreno dell’attuale via Tatto e apre l’officina dove inizia a lavorare per la Carrozzeria Macchi e a produrre gli impianti per le aperture pneumatiche delle porte degli autobus. All’epoca nostro padre conosceva i Pontiggia dei torni, i Riva delle fresatrici e tanti costruttori di macchine utensili. È così che gli chiedevano di realizzare le linguette chiavette ad incastro (sono componenti per la trasmissione del moto negli alberi motori) e da lì iniziò a realizzare queste linguetta, ma non ci ha mai tenuto particolarmente a queste cose, forse perché c’era poca inventiva.

Il passaggio generazionale com’è avvenuto?

È stato un passaggio graduale, dettato dal mercato. Ho iniziato in officina quando avevo 18 anni. Ma nostro padre ha


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In che senso?

continuato a lavorare in officina fino ad ottant’anni.

Il lavoro era tutto per lui?

All’epoca si lavorava senza sosta per cercare di soddisfare le esigenze dei clienti. È bello anche sottolineare che tutti i dipendenti degli anni d’oro sono rimasti con noi per decenni. All’epoca era tutto più facile anche un po’ perché c’era meno burocrazia, un po’ perché la tassazione era meno elevata.

Come riuscite a essere competitivi con il mercato? Verso la fine degli anni ‘70 il mercato ci impone di specializzarci. Le evoluzioni tecniche stavano iniziando a dettarci un cambiamento di mentalità. Dall’artigiano inventore, si stava passando all’artigiano specializzato.

È lì che decidete di dedicarvi esclusivamente sulle linguette?

Sì in quegli anni, fatto un calcolo, costi benefici decidiamo di far diventare le linguette il nostro core business. All’epoca servivamo per un certo periodo Fiat, Italsider oggi Ilva e aziende nazionali e internazionali.

Oggi chi sono i vostri clienti?

Oggi siamo fornitori di centinaia di aziende del settore metalmeccanico: dal meccano-tessile, ai costruttori di macchine utensili, all’impiantistica, al settore alimentare, etc. Imprese che al 90 per cento vendono il loro prodotto all’estero e che si rivolgono a noi perché siamo in grado di produrre in tempi relativamente brevi dei pezzi di alta precisione con tolleranze millesimali.

Come si fa a mantenere lo standard?

A me viene naturale. Come si fa? Per poter essere competitivi bisogna mantenere uno standard qualitativo altissimo, tempi di produzione e consegna ridotti, ripetibilità di qualità nel tempo.

Per questo sono indispensabili gli investimenti.

Esatto. Noi siamo costantemente negli anni rimaniamo aggiornati agli ultimi macchinari presenti sul mercato. Una certa percentuale del nostro fatturato ogni anno dal 7 all’8 per cento è investito in tecnologia. L’imprenditore che sta fermo è condannato a chiudere. Facendo dei finanziamenti a scadenza pluriennale mi permettono di fare sempre nuovi investimenti in macchinari ad alta precisione.

A proposito di investimenti sono stati utili gli sgravi fiscali approvati nel corso degli anni dai diversi governi?

Certo. L’imprenditore deve essere non solo bravo nel suo mestiere ma anche molto informato. Questo anche grazie alle associazioni di categoria, nel nostro caso Confartigianato. Poi l’investimento deve essere sempre oculato, nel senso che cerco di vedere cosa mi servirà da qui a vent’anni. Certo oggi si potrebbe fare qualcosa di più.... www.asarva.org

Se avessimo un incentivo in più da parte delle istituzioni e con meno burocrazia annessa, il nostro investimento sarebbe stato sicuramente maggiore.

Sareste disposti ad assumere un giovane?

Noi l’anno prossimo vorremmo assumerne un paio. In Italia il lavoro c’è per le aziende che hanno una certa tradizione e una grande professionalità. Sto aspettando di capire la nuova legislazione sul lavoro per valutare le scelte futuro. Nella nostra azienda io sempre fatto così prima un assunzione a tempo determinato, poi dopo una conoscenza reciproca valutiamo cosa fare. Il più grosso investimento che un imprenditore può fare è sulla forza lavoro.

Il futuro come lo vedete?

Dal nostro punto di vista lo vedo positivo. Le fondamenta ci sono e i nostri figli si rivolgono anche a quegli strumenti di comunicazione, come il sito internet, che oggi ci aiutano a presentarci al mondo. Molto dipende anche dalle decisioni che verranno prese dal governo. I giovani di oggi sono in gamba tanto quanto lo eravamo noi alla loro età, se non di più. Il mondo è dei giovani, che tutti denigrano, ma noi abbiamo fiducia nei nostri figli.

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legge di stabilità Fisco e lavoro: le novità approvate nella Legge di Stabilità La Legge di Stabilità (come si chiama ora la “manovra finanziaria”) è stata approvata in via definitiva dalla Camera il 22 dicembre scorso ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014. Il testo è composto da un unico articolo e 735 commi. La manovra ammonta a 32 miliardi di euro.

Tra le novità evidenziamo in particolare Bonus Irpef 80 euro

Il bonus di 80 euro diventa strutturale. L’importo è riconosciuto interamente ai lavoratori che hanno un reddito compreso tra 8.145 e 24mila euro. Per i lavoratori che percepiscono reddito compreso tra 24mila e 26mila euro è previsto un riproporzionamento del bonus. Il sostituto d’imposta riconoscerà al lavoratore in via automatica il credito spettante sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga.

Incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato

A partire dal 1° gennaio 2015 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2015, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato le imprese non saranno tenute al versamento dei contributi previdenziali (eccetto i premi Inail). Per tale incentivo è prevista una durata massima di 36 mesi fino a un limite di 8.060 euro su base annua. Sono interessati all’incentivo i datori di lavoro privati con esclusione del settore agricolo, che gode di una specifica disciplina. Gli incentivi non riguardano inoltre i contratti di apprendistato e di lavoro domestico. La legge ha previsto ulteriori limiti per accedere ai benefici: non potranno infatti accedervi i lavoratori occupati nei 6 mesi precedenti con un contratto a tempo indeterminato oppure quelli per i quali sia già stato usufruito l’incentivo per una precedente assunzione a tempo indeterminato. Un’ulteriore esclusione riguarda il datore di lavoro che intenda assumere a tempo indeterminato un lavoratore con il quale sia intercorso un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato nei 3 mesi prima dell’entrata in vigore della Legge. Tale beneficio non è cumulabile con altre forme di sgravio previste dalla normativa vigente. Per un’effettiva operatività occorrerà comunque l’emissione da parte degli enti preposti di specifici provvedimenti attuativi. Infine, per i nuovi rapporti instaurati a decorrere dal 1° gennaio 2015, sono stati aboliti i benefici previsti dalla Legge n. 407/1990 riguardanti i lavoratori disoccupati o sospesi in cassa integrazione straordinaria da almeno 24 mesi. 20

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Anticipazione TFR in busta paga

A titolo sperimentale, per i dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici, agricoli e quelli occupati presso aziende sottoposte a procedura concorsuale o dichiarate in crisi ai sensi dell’articolo 4, Legge n. 297/1982), che abbiano maturato almeno 6 mesi presso il medesimo datore di lavoro, viene data la possibilità di percepire la quota di TFR maturata nel mese come parte integrativa della retribuzione. Tale importo sarà soggetto a tassazione ordinaria e non costituirà base imponibile ai fini previdenziali. Tale misura è prevista per i periodi di paga compresi fra il 1 marzo 2015 ed il 30 giugno 2018. Il lavoratore potrà esercitare la predetta facoltà entro i termini che saranno definiti con specifico Decreto che stabilirà anche le modalità di attuazione della disposizione in esame.

Deduzioni Irap

Il costo dei lavoratori a tempo indeterminato per la parte che eccede quanto già oggi deducibile, è portato in diminuzione della base imponibile. Il risultato è di fatto la deduzione integrale di questo costo nella determinazione dell’Irap. È ripristinata la precedente aliquota Irap (ordinaria pari a 3,90%) che con una precedente norma era stata ridotta del 10% portandola dal 2014 al 3,5%. Per limitare l’aggravio derivante dal ripristino dell’aliquota Irap al 3,9%, le imprese e i lavoratori autonomi che non si avvalgono di dipendenti potranno accedere ad un credito d’imposta pari al 10% utilizzabile in compensazione a partire dall’anno successivo a quello in cui è maturato.

Reverse charge, anche non in subappalto, per i lavori relativi agli edifici

Dal 1° gennaio 2015 tutte le prestazioni delle attività di servizi di pulizia, di costruzione specializzati e di installazione di impianti elettrici e idraulici, per quanto riguarda i lavori relativi ad edifici, sono soggette al regime di “reverse charge” (inversione contabile) nei confronti di tutti i titolari di Partita Iva, anche per le prestazioni non in subappalto. www.asarva.org


legge di stabilità Confartigianato, al momento di andare in stampa, è già in grado di anticipare la direttiva che nei prossimi giorni sarà comunicata dall’Agenzia delle Entrate: le attività coinvolte in questa importante novità sono quelle con: » codice Ateco 81.2 – Attività di pulizia (pulizia generale non specializzata di edifici, attività di pulizia specializzata di edifici) (in attesa di conferma per i servizi di disinfestazione); » codici Ateco 43 – per i codici attività relativi alla demolizione, installazione di impianti elettrici, idraulici, ecc e completamento di edifici: intonacatura, posa in opera di infissi ecc. rivestimento pavimenti e muri, tinteggiatura ecc.) Tali prestazione, se effettuate nei confronti di titolari di partita Iva (non nei confronti di privati o condomini), anche non in regime di subappalto, dovranno perciò essere fatturate senza l’esposizione dell’Iva, riportando l’indicazione che si tratta di operazione soggetta ad inversione contabile ai sensi dell’art 17 comma 6 lettera a-ter del DPR 633/72. Il soggetto che riceverà la fattura dovrà perciò integrarla con l’Iva relativa alla prestazione ricevuta e dovrà registrare la fattura sia sul registro degli acquisti che su quello delle vendite e conteggiare nella liquidazione dell’Iva del periodo interessato sia l’importo dell’Iva a debito che in detrazione. Rimangono invariate le vecchie regole previste dall’art. 17 comma 6 lettera a) riguardanti il sub-appalto in edilizia. Per informazioni rivolgersi in tutte le sedi (tel. 0332 256111)

Iva: fatture alla Pubblica amministrazione e split payment

Tutte le imprese che emettono fatture soggette ad “Iva ad esigibilità differita” nei confronti della Pubblica Amministrazione e agli altri enti pubblici indicati nell’art 6 comma 5 del DPR 633/72, continueranno ad emettere la fattura con le modalità sino ad ora utilizzate ma, a partire dal 1 gennaio 2015 riceveranno in pagamento l’importo al netto dell’Iva anche se quest’ultima deve comunque essere esposta in fattura. L’Iva dovrà essere direttamente versata all’erario dall’ente pubblico con le modalità che un successivo decreto stabilirà. Il soggetto che ha emesso la fattura non dovrà conteggiarla nella liquidazione dell’Iva relativa al periodo di incasso come avveniva sino ad ora. La legge di Stabilità ha di fatto eliminato la subordinazione della decorrenza della disposizione all’autorizzazione UE, pertanto, a meno di chiarimenti in senso contrario dell’Agenzia delle Entrate, la normativa si deve di fatto considerare già in vigore a partire dal 1 gennaio 2015. Si ritiene perciò che la norma debba essere applicata non solo alle fatture emesse dopo il 1 gennaio 2015 ma anche a quelle precedenti e non ancora incassate al 31 dicembre 2014. www.asarva.org

Si ricorda che gli enti indicati nell’art 6 comma 5 del DPR 633/72 sono: Stato, organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, enti pubblici territoriali e consorzi tra essi, camere di commercio, industria e artigianato e agricoltura, istituti universitari, aziende sanitarie locali, enti ospedalieri, enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalentemente carattere scientifico e, infine, enti pubblici di assistenza e beneficenza o di previdenza.

Nuovo regime forfetario

E’ stato approvato in via definitiva un nuovo regime forfetario, che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva del 15% calcolata sul reddito determinato applicando ai ricavi un coefficiente di redditività differenziato a seconda dell’attività esercitata. Potranno accedervi i soggetti che nell’anno precedente: » abbiano i ricavi / compensi, ragguagliati ad anno, non siano superiori a specifici limiti, differenziati a seconda dell’attività esercitata variabili da 15.000 a 40.000 euro, » abbiano sostenute spese non superiori ad € 5.000 lordi per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori, compensi e prestazioni di lavoro di familiari. » il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali al 31.12 non superi € 20.000.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo

È previsto un credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Sono agevolabili le spese sostenute per le attività di ricerca e sviluppo. Le spese agevolabili relative a personale altamente qualificato, quote di ammortamento delle spese di acquisizione / utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio, costi della ricerca e competenze tecniche. Il credito d’imposta che può essere usato esclusivamente in compensazione è riconosciuto in generale, nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015

Bonus edilizia

Prorogati sino al 31/12/2015 il bonus per il risparmio energetico del 65% e la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie, così come la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili o grandi elettrodomestici rientranti nella classe A+ per le spese sostenute dai soggetti che usufruiscono della detrazione per la ristrutturazione edilizia. Passa dal 4% all’8% la ritenuta d’acconto che le banche o le poste devono applicare ai bonifici relativi alle spese sopra indicate. Per tutti gli approfondimenti e gli aggiornamenti:

www.asarva.org/speciali/la-legge-di-stabilita-2015/ Artigiani Oggi>Obiettivo Professionalità n. 01 Gennaio/Febbraio 2015

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Jobs Act 2015: varati i primi due decreti A fine anno il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Jobs Act, il disegno di legge con le deleghe al Governo su ordinamento del diritto del lavoro, mercato del lavoro, ammortizzatori, servizi per l’impiego, semplificazioni delle procedure e tutele e conciliazione vita e lavoro. Il Governo ha ora il compito di disegnare le regole su questi importanti principi che dovranno essere tradotti in specifici decreti entro 6 mesi. In occasione del Consiglio dei Ministri del 24 dicembre sono stati emanati i primi due decreti delegati riguardanti la disciplina del nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutel e crescenti e i nuovi sussidi per la disoccupazione.

Tra le novità evidenziamo in particolare Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti

A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, per operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (viene esclusa la categoria dei dirigenti) ci saranno rilevanti novità. Nel caso dei licenziamenti individuali, si esclude la possibilità del reintegro in caso di licenziamenti economici. Ci sarà invece un indennizzo economico che aumenterà con l’anzianità di servizio. Il diritto al reintegro permarrà per licenziamento discriminatorio, nullo o intimato verbalmente, nonché per i licenziamenti disciplinari ingiustificati.

I nuovi sussidi per la disoccupazione

Il secondo decreto legislativo in attuazione del Jobs Act prevede un’assicurazione contro la disoccupazione (NASPI) che amplia la platea rispetto a coloro che hanno potuto accedere ad Aspi e mini-Aspi. L’erogazione della NASPI è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale.

Vengono inoltre istituiti, in via sperimentale per il 2015, l’assegno di disoccupazione (ASDI) e l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto (DIS-COLL). Il Governo prevede la partenza dei nuovi ammortizzatori in maggio (da gennaio invece l’assegno di disoccupazione per i co.co.pro). Con questo decreto sul Jobs Act, poi, è stato dato il via alla nuova indennità di disoccupazione, che andrà a sostituire l’Aspi, l’assicurazione sociale per l’impiego introdotta con la riforma Fornero del 2012. Il nuovo nome della prestazione sarà proprio “Naspi”, ossia Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, e sarà rivolto a tutti i lavoratori dipendenti, esclusi quelli del pubblico impiego assunti a tempo indeterminato e degli operai agricoli anch’essi a tempo indeterminato. Si tratta di una prestazione che viene riconosciuta ai lavoratori licenziati con almeno 13 settimane di retribuzione. Per tutti gli approfondimenti e gli aggiornamenti: www.asarva.org/speciali/il-jobs-act-2015/

Tessera di riconoscimento nei cantieri: obbligo anche per i lavoratori autonomi senza dipendenti Le imprese che svolgono attività in appalto o subappalto devono munire il personale di un’apposita tessera di riconoscimento. Tutti i lavoratori sono tenuti a indossare in modo visibile la tessera di riconoscimento. Anche i lavoratori autonomi senza dipendenti che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro sono soggetti all’obbligo e devono provvedervi per proprio conto. La tessera di riconoscimento dei lavoratori autonomi deve contenere generalità, fotografia, indicazione del committente. I lavoratori autonomi devono provvedere autonomamente alla predisposizione e all’esibizione della tessera di riconoscimento. La tessera di riconoscimento dei lavoratori dipendenti deve contenere: generalità del lavoratore , fotografia, indicazione del datore di lavoro, data di assunzione, in caso di subappalto, l’autorizzazione al subappalto. Durante le verifiche, gli organi ispettivi sono tenuti a rilevare le infrazioni all’obbligo di tenuta dei cartellini identificativi. Il datore di lavoro e lavoratori sono punibili con sanzioni fino a 500 euro. 22

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Giuseppe Aletti_Tel. 0332 256266 giuseppe.aletti@asarva.org


Lavorare in Svizzera: attenzione alle regole e ai controlli Per monitorare l’accesso del personale dall’Italia, la Svizzera richiede alla aziende che si recano nel territorio elvetico per svolgere lavori, una serie di adempimenti preventivi. Li ricordiamo segnalando anche che, negli ultimi tempi, si sono intensificati i controlli da parte dell’Ufficio di Sorveglianza del Mercato del Lavoro e dell’Associazione Interprofessionale di Controllo del Cantone. I lavoratori di aziende italiane che si recano in Svizzera per lo svolgimento di prestazioni della durata massima di 90 giorni annui sono tenuti ad effettuare la notifica di attività lucrativa con le seguenti modalità: » il titolare dell’azienda dovrà notificarsi come “prestatore di attività indipendente”, mentre tutti gli altri lavoratori – lavoratori dipendenti, soci (escluso il titolare), coadiuvanti o collaboratori – dovranno essere denunciati nella notifica in qualità di “prestatori di lavoro dipendente” (ossia lavoratori distaccati); » per questi lavoratori, considerati dalla legislazione Svizzera come prestatori di lavoro dipendente, nella notifica di attività lucrativa dovrà essere indicato l’importo della retribuzione che sarà corrisposta per la prestazione lavorativa svolta nel territorio elvetico. Il compenso deve essere tale da garantire il rispetto delle condizioni salariali minime previste dalla legge federale svizzera;

» in fase di controllo l’ispettorato potrà richiedere, a comprova del rispetto di tali requisiti, l’esibizione delle buste paga. In caso di attività prestata dai soci e dai coadiuvanti per i quali non è prevista l’elaborazione della busta paga, la prova del rispetto delle condizioni salariali dovrà risultare dalla fattura emessa al committente, nella quale dovranno essere indicate le ore effettuate e il costo sostenuto per l’esecuzione dei lavori stessi.

È importante ricordare che, quando l’azienda si reca in Svizzera ad effettuare lavori, dovrà portare con sé: » copia della notifica di attività lucrativa, » copia del Modello A1 debitamente vidimato dall’Inps, » copia del registro ore di lavoro effettuate, dettagliato per lavoratore, » copia della visura camerale, » copia del mandato e/o preventivo dei lavori da eseguire.

Attenzione: in aggiunta a tali adempimenti, gli impiantisti elettrici, prima di recarsi in Svizzera per l’esecuzione di lavori, devono richiedere al Sefri (Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione) un’apposita autorizzazione per lo svolgimento dell’attività. Per assistenza e informazioni: » Rivolgersi agli Assistenti di Impresa presenti nelle nostre sedi » tel. 0332 256111

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Cassa integrazione in deroga: i punti dell’accordo Il 16 dicembre scorso le parti sociali e la Regione hanno firmato l’Accordo per il rinnovo della Cassa Integrazione in deroga in Lombardia, valido dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. Questi i punti principali dell’accordo. » Nel corso del 2015, le aziende che non hanno diritto agli ammortizzatori, possono richiedere la Cassa integrazione in deroga per un periodo massimo di 5 mesi, pari a 152 giorni di calendario nel corso dell’anno. » Le imprese potranno distribuire la Cassa integrazione attraverso la presentazione di più domande alla luce delle proprie esigenze: nello specifico, ogni domanda può valere per un minimo di 30 giornate di calendario e un massimo di 90 giorni di calendario. » Possono richiederla solo le imprese di cui all’art. 2082 del Codice Civile (sono esclusi, ad esempio, gli studi professionali e gli enti non iscritti in Camera di Commercio). » Sono escluse le aziende che hanno dichiarato la cessazione, anche parziale, dell’attività. » I lavoratori devono aver fruito delle ferie residue e degli strumenti di flessibilità adottati in azienda. » Può essere richiesta per i lavoratori con anzianità lavorativa presso la stessa impresa di almeno 12 mesi. Per informazioni alle imprese: » Simone Manfrin simone.manfrin@asarva.org tel. 0332 256332 » oppure contatta gli: operatori paghe delle nostre sedi tel. 0332 256111

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fisco Locazioni immobiliari: obbligo di utilizzo del Mod. F24 Elide Dal 1° gennaio 2015 è obbligatorio utilizzare esclusivamente il mod. F24 Elide per il versamento delle somme dovute per la registrazione dei contratti di locazione immobiliare. L’imposta di registri e oneri connessi dovuti per la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili dovranno essere versati esclusivamente tramite questo modello con i codici tributo appositamente istituiti.

Operazioni con Paesi “black list” Dal 13 dicembre 2014, con il Decreto Semplificazioni (Dlgs n.175/2014), è stata introdotta una semplificazione dell’obbligo di comunicazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti “black list”. La comunicazione, infatti, deve essere effettuata a cadenza annuale, e non più mensile o trimestrale, per le operazioni di importo complessivo annuale superiore a 10 mila euro (prima il limite era di 500 euro). Tuttavia, per evidenti finalità di semplificazione e per consentire gli adempimenti dell’intero anno 2014 secondo le regole già adottate per la maggior parte dell’anno, i contribuenti possono continuare a effettuare le comunicazioni mensili o trimestrale secondo le regole previgenti fino alla fine del 2014; tali comunicazioni saranno ritenute pienamente valide anche secondo le nuove modalità. 24

Equitalia: richiesta di rateazioni anche online

Nell’ambito del processo di semplificazione dei rapporti con i contribuenti, Equitalia ha reso disponibile sul proprio sito istituzionale, il servizio “rateazioni online”, che permetterà di richiedere on line la dilazione dei debiti fino a 50 mila euro. Il nuovo strumento (https://www. gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/ it/servizi/rateazioni-online/ ) si aggiunge al canale tradizionale (richiesta presentata direttamente allo sportello o tramite posta raccomandata).

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Imu: proroga versamento terreni agricoli, collinari e montani Proroga al 26 gennaio 2015 del termine di versamento dell’IMU dovuta, per il 2014, sui terreni agricoli situati in zone collinari e montane, non più esenti per effetto dei nuovi criteri introdotti dal decreto interministeriale 28 novembre 2014. Il decreto legge stabilisce che l’aliquota da applicare è quella di base del 7,6 per mille, a meno che nei comuni non siano state approvate specifiche aliquote per i terreni agricoli. Quindi, anche nel caso in cui il comune nella propria delibera Imu per il 2014 abbia stabilito una categoria residuale “altri immobili” o non abbia deliberato nulla per tale anno, si applica l’aliquota di base del 7,6 per mille. Sono esenti i terreni agricoli ricadenti nei Comuni ubicati ad una altitudine pari o superiore a 601 metri slm; ad una altitudine pari o superiore a 281 metri slm se posseduti da coltivatori diretti / Iap iscritti alla previdenza agricola.

Maurizio Salardi_Tel. 0332 256323 maurizio.salardi@asarva.org www.asarva.org


ambiente

Sistri: ennesimo rinvio si va verso la tenuta dei registri online Con l’articolo 9, comma 3 del Decreto “Milleproroghe” (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31/12/14), il Governo ha rinviato l’operatività del Sistri, il Sistema di tracciabilità dei rifiuti, al 1° gennaio 2016 (sarebbe dovuto entrare in vigore il 1 gennaio scorso). La proroga è stata accompagnata, inoltre, dal differimento dell’apparato sanzionatorio che è tuttavia avvenuto in più tempi. » Il 1° febbraio 2015 entreranno in vigore le sanzioni concernenti la mancata iscrizione ed il mancato pagamento del contributo annuale per i soggetti tenuti ad usare il Sistri (produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti, enti e imprese che effettuano attività di raccolta o trasporto di rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, enti e imprese che effettuano attività di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, “nuovi produttori” di rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento di rifiuti). Chi è tenuto al pagamento ha tempo fino al 31 gennaio 2015 per pagare il contributo di adesione 2014. Le sanzioni per mancata iscrizione o versamento sono molto elevate: da euro 15.500,00 a euro 93.000. » Dal 1° gennaio 2016, in concomitanza con l’avvio dell’operatività “definitiva” del Sistema, entra in vigore il regime per le altre sanzioni Sistri, inerenti, in sintesi, al mancato

Il Servizio di Gestione rifiuti online

utilizzo del medesimo da parte dei soggetti tenuti a servirsene.

Rimane quindi obbligatorio per tutti la compilazione del Registro di carico/scarico e dei formulari rifiuti. » Al 30 aprile 2015 è, per ora, previsto il pagamento del contributo per il 2015. La confusione generata da queste scadenze continua a crea difficoltà alle imprese. Per questo Confartigianato continuerà a fare pressioni per modificare il testo in sede di conversione e, in particolare, perchè vengano uniformate le varie scadenze in materia ambientale in un’unica data a fine anno. Le intenzioni del Governo sul Sistri sono infatti intuibili nel capoverso del decreto che recita “le parole: «31 dicembre 2014» sono sostituite con le seguenti: 31 dicembre 2015 al fine di consentire la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati nonché l’applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative”.

Se non hai ancora aderito al nostro Servizio Gestione rifiuti online, è il momento di farlo! Fino al 31 gennaio, potrai usufruire di una tariffa speciale ed assicurarti tanti altri vantaggi : penseremo noi anche al Mud 2015 e alla raccolta e tenuta della documentazione per la tracciabilità. Senza perdite di tempo e con un unico punto di riferimento. Per tutte le informazioni:

» Servizio Ambiente e Sicurezza » ambiente@asarva.org » Tel. 0332 256111

Come da tempo sosteniamo è quindi possibile dal 2016 il definitivo “trasferimento” della tenuta dei registri di carico/scarico dal sistema cartaceo a quello elettronico. E’ quindi auspicabile che le aziende prendano sin da subito confidenza con il diverso sistema di contabilità dei rifiuti.

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ambiente

In Gazzetta il nuovo Mud 2015

Arrivano nel 2015 i nuovi codici Cer

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2014 il Decreto di approvazione del nuovo Modello Unico di Dichiarazione ambientale per l’anno 2015 riferito ai rifiuti prodotti e smaltiti nel 2014 che saranno da dichiarare entro il 30 aprile 2015. Tra le modifiche l’obbligo di indicare la quantità di rifiuto in giacenza al 31 dicembre 2014, distinguendo i rifiuti tenuti in deposito temporaneo in attesa di essere avviati a recupero da quelli in attesa di essere inviati a smaltimento.

Dal 1 giugno 2015 entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e miscele. Di conseguenza anche la definizione delle caratteristiche (e le frasi) di pericolo sono andate via via modificandosi con gli inevitabili riflessi anche sui rifiuti. Tutti i produttori e detentori di rifiuti dovranno utilizzare i nuovi codici Cer (se variati) ai fini della corretta identificazione dei propri rifiuti. Alle aziende che usufruiscono del Servizio rifiuti online sarà assicurato l’allineamento con i nuovi codici al momento della registrazione dei movimenti.

Le imprese che si affidano al nostro servizio e quelle che intendono richiederlo per la prima volta possono già contattare gli Assistenti d’impresa presso le nostre sedi territoriali per la consegna, entro la fine di febbraio, della documentazione necessaria. Per le aziende che usufruiscono del Servizio di gestione rifiuti online, la dichiarazione Mud è compresa. Per saperne di più:

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formazione

social

impresa

Primi passi nei social

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Continua il nostro viaggio nel mondo dei social per imparare a usarli per ottenere più visibilità, aumentare i contatti e le opportunità di business. Nel numero di dicembre di Artigiani Oggi abbiamo parlato della differenza tra profilo e pagina in e dei primi passi per aprire una “fan page”. In questo numero iniziamo a organizzarci, a scrivere e a “postare”.

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Il piano editoriale: cos’è e a cosa serve Il piano editoriale è lo strumento più importante per pianificare il flusso dei contenuti e impostare la nostra strategia di comunicazione. Fare un piano editoriale permette di dare un senso organico e logico alla propria presenza sui social e consiste, in pratica, nell’aver chiaro cosa si vuole dire, a chi e quando. Ecco i punti principali di un piano editoriale.

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» L’obiettivo: perché essere su ? Per fare customer care, promuovere eventi, raccontare cosa facciamo e come lavoriamo? » Le caratteristiche del pubblico: che esigenze e abitudini ha? Quale linguaggio predilige? » Il “file rouge”: quel è il filo conduttore che tiene insieme i singoli contenuti? » I contenuti, gli argomenti e il linguaggio: testi, foto, video, infografiche, link vanni utilizzati tutti e sapientemente alternati. » Il calendario: è il planning per organizzare la cadenza, la frequenza delle notizie (o “post”). » La misurazione dei risultati: quali contenuti hanno creato più condivisioni e contatti? Cosa non ha funzionato? Per questo bisogna tenere sempre monitorata la nostra pagina attraverso gli “Insights”. » La promozione dei contenuti: Facebook Ads, lo strumento per gestire le inserzioni di e le notizie sponsorizzate, è ormai diventato parte integrante di ogni strategia social; per trarne vantaggio occorre però promuovere i contenuti giusti al momento giusto. » Chi fa che cosa: è importante tanto quanto tracciare la strada da percorrere

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Alcuni consigli per scrivere un post su Facebook Per scrivere un “post” di successo, misurabile in numero di “Mi piace”, commenti e condivisioni, non esistono ricette. Moltissimo dipende, ovviamente, dalla qualità e originalità del contenuto che vogliamo “postare” (cosa vogliamo dire al nostro pubblico, quali sono i suoi interessi, cosa di quel

che facciamo può interessare i nostri lettori e tenerli legati a noi), ma ci sono anche alcune accortezze ed elementi da tenere sempre in considerazione affinchè il nostro post venga letto, apprezzato e magari anche condiviso. » Il testo e la sua lunghezza: il tasso di successo di una notizia è inversamente proporzionale a numero di caratteri utilizzato: più è corta è più è letta. » La “call to action”: è l’invito a compiere un’azione: che ne pensate? Voi cosa dite? Come fareste?. Non deve mai mancare. I post con una domanda diretta e coinvolgente hanno più commenti. » L’immagine: non può mai mancare per arricchire e anticipare il contenuto di un post. Deve essere il più possibile bella, di impatto ed emozionante. Anche gli album, con le gallerie fotografiche, sono molto apprezzate. » Il link: meglio preferire il link esteso + l’immagine alla solo anteprima. permette di modificare il testo e sostituire l’immagine con una più idonea e pertinente. » L’hashtag: in non è così determinante come in altri social (come Twitter). A volte disturba e distrae perché se cliccato porta il lettore ad abbandonare la pagina. » Gli orari e i giorni di pubblicazione: gli “insights” della pagina (le statistiche) permettono di conoscere il comportamento del pubblico, i giorni e gli orari in cui si collegano e interagiscono. Monitorare il traffico e le statistiche della nostra pagina è importante anche per programmare la pubblicazione dei post. » L’ascolto e la risposta: non c’è nulla di meglio che di una risposta gentile e puntuale, e niente di peggio di una richiesta di informazioni o di una lamentela caduta nel vuoto.

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Per imparare a utilizzare Facebook e gli altri social abbiamo organizzato corsi pratici come quello che partirà a breve al Faberlab di Tradate. E’ già possibile iscriversi sul sito:

www.asarva.org/corsi/social-media/

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Artigiani Oggi>Obiettivo Professionalità n. 10 Dicembre 2014

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Novità di settore Albo autotrasporto: nuove disposizioni per la dimostrazione della capacità finanziaria autotrasporto

Da gennaio con la legge di Stabilità 2015 sono state modificate le disposizioni relative alla dimostrazione della capacità finanziaria al fine del mantenimento dell’iscrizione all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori.

Autotrasporto: recupero accise IV trimestre 2014 L’Agenzia delle Dogane ha stabilito le modalità operative per il recupero del 4° trimestre delle accise 2014. La domanda va presentata all’Ufficio delle Dogane competente nel mese successivo a ciascun trimestre solare. Per i consumi di gasolio effettuati tra il 1/10/14 e il 31/12/14 la dichiarazione dovrà essere presentata a partire dal 1 gennaio 2015. La misura del beneficio è rimasta invariata. Per tutti gli approfondimenti:

www.asarva.org/2015/01/recupero-accise-ivtrimestre-2014/

Taxi: recupero accise Entro il febbraio, come ogni anno è possibile presentare la richiesta di recupero dell’accisa taxi all’Ufficio dogane competente del territorio.

Nello specifico la normativa prevede che solo le nuove imprese di autotrasporto e limitatamente ai primi due anni di attività potranno dimostrare il requisito della capacità finanziaria ancora attraverso la polizza di responsabilità civile professionale. Le polizze di responsabilità civile professionale in essere alla data del 1° gennaio 2015 restano valide fino alla scadenza e ne è escluso il rinnovo tacito. Una volta scadute, le imprese dovranno dimostrare la capacità fi-

Per tutti gli approfondimenti:

www.asarva.org/2015/01/albo-autotrasportonuove-disposizioni-per-la-dimostrazione-dellacapacita-finanziaria/

Cartello unico, etichettatura e allergeni: novità e obblighi alimentazione

E’ in corso di discussione il riordino nella normativa comunitaria in materia di etichettatura degli alimenti (Regolamento (UE) n. 1169/2011: verranno riviste, con un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, alcune disposizioni nazionali contenute nel Decreto legislativo n. 109 del 27 gennaio 1992.

Il Decreto è ancora sotto forma di bozza ma già delinea quale sarà il futuro della normativa. In questa fase Confartigianato è intervenuta per riconfermare il suo orientamento sul mantenimento del cartello unico che rappresenta uno strumento di adempimento di facile compilazione per l’operatore e di veloce accessibilità per il consumatore anche per le informazioni relative alla presenza delle sostanze allergeniche. Per tutti gli approfondimenti:

www.asarva.org/2014/12/cartello-unico-etichettatura-allergeninovita-e-obblighi/

Rinnovo marchio metalli preziosi 2015 artistico

Per informazioni: » rivolgersi agli Assistenti d’Impresa presenti nelle sedi di Confartigianato Varese. » Tel. 0332 256111- n. verde 800650595

Il rinnovo del marchio di identificazione dei metalli preziosi per il 2015 deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2015. 30

nanziaria, requisito obbligatorio da rinnovare annualmente per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, mediante attestazione rilasciata da un revisore contabile o altro soggetto debitamente riconosciuto oppure attraverso attestazione di vigenza di una polizza fidejussoria rilasciata dalla banca oppure dalla compagnia assicurativa.

Artigiani Oggi>Obiettivo Professionalità n. 01 Gennaio/Febbraio 2015

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Le imprese artigiane devono versare 32 euro su c/c n. 19485218, intestato a Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, piazza Monte Grappa 5 – Varese. Alle imprese che effettuano i versamenti dopo il 31 gennaio sarà applicata un’indennità di mora. Per tutti gli approfondimenti:

www.asarva.org/2015/01/rinnovo-marchio-metalli-preziosi-2015/


Scadenze gennaio 2015 07 CONTABILITÁ E ASSISTENZA FISCALE - Termine ultimo consegna documentazione relativa al mese di DICEMBRE. 12 AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE - Ritiro cedolini. CONTRIBUTI COLF E CASSA COLF - Versamento 4° trimestre anno precedente. DIRIGENTI D’AZIENDE COMMERCIALI - Versamento 4° trimestre anno precedente contributi previdenziali e assistenziali fondi Negri, Besusso, Pastore. 16 IRPEF - Ritenute d’acconto non versate nell’anno 2014 inferiori a euro 1,03. FORNITORI ESPORTATORI ABITUALI - Termine per l’invio telematico della Comunicazione dati contenuti nelle lettere di intento ricevute. Invio telematico VERSAMENTO UNITARIO F24 - delle imposte (lavoro dipendente - ritenute IVA - contribuenti mensili - imposte sostitutive) e dei contributi, relativi al mese precedente ,do-

vuti all’lNPS (contributi previdenziali e assistenziali - contributo dei CO.CO. CO.e Co.co.pro), FONDO EST, ELBA, SAN.ARTI, CADIPROF, EBIPRO, ENTE BILATERALE TERZIARIO PUBBLICI ESERCIZI E TURISMO. FONDO PENSIONE FONTE - Scadenza versamento contributi 4° trimestre anno precedente. FONDO PENSIONE BYBLOS - Scadenza versamento contributi 4° trimestre anno precedente.

20 FONDO INTEGRATIVO COMETA - Scadenza versamento 4° trimestre anno precedente. CASSA EDILE - Presentazione denunce contributive aziende edili. 21 FONDAPI - Versamento contributi mesi di novembre e dicembre anno precedente. 26 IVA COMUNITARIA - Presentazione degli elenchi. INTRASTAT mese di dicembre 2014 per contribuenti con periodicità di invio mensile e 4° trimestre 2014 per soggetti con periodicità di invio trimestrale.

26 ENPAIA - Denuncia delle retribuzioni, impiegati agricoli e pagamento contributi. 30 AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE - Termine ultimo consegna foglio ore di GENNAIO CASSA EDILE - Versamento contributi periodo dicembre anno precedente CAIT - Consegna D.A.M. mese precedente RIDUZIONE ACCISA AUTOTRASPORTO - Termine ultimo per la presentazione delle domande di rimborso alla Circoscrizione Doganale relative al IV trimestre 2014 SCADENZA RINNOVO CONCESSIONE MARCHIO DI IDENTIFICAZIONE DEI METALLI PREZIOSI assegnato alle aziende che esercitano una o più delle seguenti attività: vendita di metalli preziosi, fabbricazione di prodotti finiti, importazione di materie prime e/o prodotti.

Scadenze febbrAio 2015 02 INPS - Denuncia contributiva telematica operai agricoli (ottobre-dicembre anno precedente). Invio telematico DENUNCE MENSILI UNIEMENS dicembre anno precedente - ditta e lavoratori dipendenti, parasubordinati, associati in partecipazione (esclusi agricoli e colf). 04 CONTABILITÁ E ASSISTENZA FISCALE - Termine ultimo consegna documentazione relativa al mese di GENNAIO. 13 AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE - Ritiro cedolini 16 INAIL – Versamento, in unica soluzione o 1° rata, del premio INAIL regolazione saldo 2014 e acconto 2015. IVA TRIMESTRALE - Versamento dell’imposta a debito relativo al 4° trimestre 2014 per distributori di carburante e autotrasportatori. (Trimestrali speciali). IVS ARTIGIANI e COMMERCIANTI - Versamento 4a rata contributi in misura fissa anno 2014.

16 Invio telematico VERSAMENTO UNITARIO F24 - delle imposte (lavoro dipendente - ritenute IVA - contribuenti mensili - imposte sostitutive) e dei contributi, relativi al mese precedente, dovuti all’lNPS (contributi previdenziali e assistenziali contributo dei CO.CO. CO. e Co.co.pro), versamento a FONDO EST, ELBA, SAN.ARTI, CADIPROF, EBIPRO, ENTE BILATERALE TERZIARIO PUBBLICI ESERCIZI E TURISMO. 20 AGRIFONDO - Scadenza versamento gennaio. CASSA EDILE - Presentazione denunce contributive aziende edili. ENASARCO - Termine per il pagamento dei contributi e denuncia on-line 4° trimestre anno precedente. 25 IVA COMUNITARIA - Presentazione degli elenchi INTRASTAT mese di gennaio per contribuenti con periodicità di invio mensile. ENPAIA - Denuncia delle retribuzioni, impiegati agricoli e pagamento contributi.

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27 CASSA EDILE - Versamento contributi periodo gennaio. FASI - Versamento 1° trimestre contributi sanitari dirigenti industriali. AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE - Termine ultimo consegna foglio ore mese di FEBBRAIO. CAIT - Consegna D.A.M. mese precedente. RIDUZIONE ACCISA TAXI - Termine ultimo per la presentazione delle domande di rimborso alla Circoscrizione Doganale di Varese. DIRITTI SIAE - Termine ultimo pagamento dei diritti SIAE per diffusione musicale in ambiente, utilizzo strumenti radio/audiovisivi e su automezzi pubblici. SCF – DIRITTI DISCOGRAFICI - Termine per il pagamento dei diritti SCF Diffusioni Musicali per i diritti discografici - Esercizi Commerciali - Esercizi Artigiani.

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Artigiani Oggi - Gennaio / Febbraio 2015  

Rivista mensile di Confartigianato Imprese Varese

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