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03 • GIUGNO 2017 Anno 07 - Direttore Responsabile Roberto Faggiotto - Mensile di informazione tecnica, economica, sindacale - Forlì, viale Oriani, 1 - Aut. Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/78 - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale in regime libero - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009”

in evidenza L’EDITORIALE: Il presidente Luca Morigi avvia una riflessione sulla centralità della micro e piccola impresa come promotrice della buona economia, basata sulla capacità di creare a regola d’arte, con passione. A pagina 3

IL NOTIZIARIO TECNICO: Le news dai servizi; le novità della manovra correttiva. La scadenza della valutazione dei rischi. Chiarimenti sul nuovo lavoro occasionale e sull’apprendistato professionalizzante. Da pagina 15 a pagina 22

ASSOCIAZIONE: L’Assemblea Nazionale di Confartigianato: il presidente Merletti sollecita ai rappresentanti del Governo maggiore attenzione agli imprenditori che costruiscono il lavoro, osteggiati da troppi fattori, vere zavorre che bloccano lo sviluppo. Da pagina 4 a pagina 5

I MOVIMENTI: I Giovani Imprenditori ancora in prima linea per la diffusione della cultura d’impresa. Le premiazioni della nuova edizione di Confartigianato ABC. Anap sempre attenta alla sicurezza degli anziani: avviata la terza edizione di “Più sicuri insieme”. Da pagina 24 a pagina 27


associazione editoriale Costruire il domani, rivalutando l’esistente

Sconfiggere la paura che frena

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’unico motivo per cui gli uomini sono infelici è che non sanno di essere felici.” Una frase apparentemente banale, che suona quasi scontata, eppure sintetizza la verità, non ci accorgiamo di ciò che abbiamo, almeno fino a quando non lo perdiamo. E a quel punto è troppo tardi, resta solo il rimpianto. Nella citazione dello psicologo Paul Watzlawick è racchiusa l’essenza di ciò che andrebbe sempre tenuto a mente, certamente nel privato, ma soprattutto nella professione: l’obiettivo è tendere al miglioramento, eppure è indispensabile guardare con positività al presente, senza consentire alle inevitabili complicazioni di impedirci di vivere. La crisi ha sicuramente sparigliato le carte, nulla è come prima, il nuovo assetto tarda a essere definito e l’insicurezza genera una paura tale, da non permettere di osservare, con serena obiettività, la situazione non facile. Facendoci dimenticare che il nostro territorio rappresenta ancora uno di quelli maggiormente vivaci per qualità della vita, per cultura, per tenore economico. Una buona base dalla quale partire, non per adagiarci sugli allori, ma per ritrovare quella voglia di costruire un futuro, facendo tesoro dell’esistente. Un senso di precarietà che tocca tutti e che richiede un ulteriore impegno per essere contrastato. Non è un caso che tutto il personale dell’Associazione sia attualmente impegnato in un percorso formativo per rafforzare la compattezza e lo spirito di squadra indispensabili per rappresentare al meglio gli associati. Consapevoli di uno scenario dai connotati inediti e ancora in piena evoluzione e che necessita di fare appello a tutte le risorse disponibili. La sfiducia del presente porta a denigrare ciò di cui potremmo disporre, in ogni ambito, eppure è chiaro che con un atteggiamento scarsamente propositivo sia impossibile migliorare. Continuare a rimarcare solo gli aspetti negativi finisce col diventare un alibi per giustificare l’immobilismo. È, invece, indispensabile ritrovare la fiduciosa e creativa sicurezza che spinge l’imprenditore a mettersi in gioco, anche quando nessuno pare dare credito al suo progetto. La consapevolezza dei nuovi limiti, imposti dalla crisi, non può impedire l’azione, piuttosto renderci maggiormente attenti al contesto, realisti ma obiettivi. Il crogiolarsi nel lamento, il soffocare la vitalità significa non far evolvere il mondo che chi ci ha preceduto ha costruito anche per noi, significa non ottemperare al debito contratto con le generazioni del futuro per consegnare un mondo che sia almeno nelle medesime condizioni nelle quali lo abbiamo ricevuto. Viale Oriani, 1

Direttore Responsabile Roberto Faggiotto

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Redazione Roberta Zoli

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ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE

Autorizzazione Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/1978

Anno VII • n. 03 GIUGNO 2017

Tariffa R.O.C: “Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale in regime libero

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D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009

Il prezzo di abbonamento al periodico è pari a 6 € ed è compreso nella quota associativa. La quota associativa non è divisibile. La dichiarazione viene effettuata ai fini postali.


il commento associazione Costruire il nuovo valorizzando il presente

Per un’economia del fare • a cura del presidente Luca Morigi

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itorna l’appuntamento con la festa Artusiana e, come di consueto, Confartigianato è presente a Forlimpopoli, con il proprio stand, in Piazza Garibaldi assieme alle aziende associate, per far conoscere le delizie della gastronomia del nostro territorio. Un evento che riveste un particolare rilievo, non soltanto per il richiamo internazionale che ha ormai assunto la manifestazione, come prestigiosa vetrina della tradizione culinaria locale, ma anche perché fornisce, a chi sceglie di far parte del sistema, l’opportunità di farsi apprezzare da una vasta platea di persone. Attività di Tredozio, di Modigliana, del Corniolo, di Meldola e di Forlì si alterneranno nel corso delle nove serate, dal 24 giugno al 2 luglio presentandosi agli avventori della ventunesima edizione della festa. La tradizione artusiana è rivisitata e coniugata con le eccellenze locali, un trionfo di sapori, inaugurato dai tortelli alla pesca e proseguito con le tipicità più ghiotte, come il tortello alla lastra, premiato a Expo 2015. Una rappresentanza di tutto il comprensorio forlivese per ribadire, anche in questo caso, la scelta di Confartigianato di mantenere una presenza in tutti i comuni del territorio, una vicinanza fisica, testimonianza tangibile del nostro impegno quotidiano per contribuire al rilancio dell’economia locale. Confartigianato di Forlì è parte integrante del sistema economico del comprensorio e, da oltre settant’anni, opera in sinergia con tutti i soggetti del territorio per costruire opportunità. Una collaborazione attiva affinché le imprese possano continuare a operare, perché, come affermato recentemente dal Pontefice Papa Francesco, “non c’è buona economia senza buoni imprenditori, senza la capacità di creare, creare lavoro, creare prodotti.” E la piccola impresa, motore produttivo del Paese, porta benessere, dignità e inclusione sociale, in netto contrasto con l’economia speculativa e spersonalizzata che ha portato alla crisi finanziaria di cui ancora subiamo gli strascichi negativi. In questa occasione, siamo in piazza con le aziende dell’alimentazione, in rappresentanza di tutte le realtà imprenditoriali e artigiane che rendono viva la nostra Romagna e che incarnano l’attenzione per il lavoro fatto a regola d’arte, la passione che spinge a innovare la tradizione. Siamo convinti che per ritornare ai livelli pre-crisi sia fondamentale valorizzare le risorse ambientali, naturali e culturali, di cui il territorio è ricco, coniugandole con l’offerta enogastronomica, con le produzioni tipiche del nostro artigianato alimentare. Dare impulso al territorio investendo sull’attrattività turistica, per rafforzare le imprese, crearne di nuove e aumentare le opportunità occupazionali, innescando un circuito virtuoso che metta a frutto le bellezze della nostra zona. Guardando con fiducia al futuro. essere impresa • • • giugno 2017 • 3


associazione Piccola impresa, tradizione che ha futuro

Il presidente Merletti arringa la platea

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o scorso 20 giugno Confartigianato ha realizzato l’Assemblea Nazionale, inaugurando la struttura congressuale “Nuvola”. Presente all’evento anche una delegazione di dirigenti e funzionari di Forlì, guidati dal presidente Luca Morigi e dal segretario Roberto Faggiotto (nelle foto). Di grande impatto il discorso del presidente nazionale Giorgio Merletti che ha ribadito come il lavoro sia fondamentale e, per questo, sia necessario, più che un reddito di cittadinanza, un lavoro di cittadinanza, poiché non si può guadagnare senza lavorare. Le imprese non sono astratti strumenti per far soldi, ma luoghi in cui le persone hanno volti e anime e dove si svolge la loro vita, il luogo dove il lavoro viene fatto con precisione e passione, dove non esiste l’approssimazione. La Cina fa un po’ meno paura se il mondo continua a riconoscere l’artigianato italiano come campione della qualità ed è proprio la qualità la direzione giusta da seguire per la ripresa. Eppure le politiche sono fatte a misura di grande impresa, il sistema politico non smette di scoraggiare gli imprenditori che creano lavoro, con una burocrazia opprimente e controlli inutili che avvantaggiano coloro che riescono a eluderli. Merletti non risparmia una frecciatina al Governo per la scelta del nome del

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piano Industria 4.0, la rivoluzione digitale, che le piccole imprese hanno già iniziato. Eppure quella digitale non è l’unica rivoluzione che chi fa impresa deve affrontare, è necessario recuperare il senso di responsabilità e di partecipazione al bene comune che, oggi, in tanti sembrano aver perduto. Il tasso di crescita italiano è ancora il più basso dell’Unione Europea, la flessione dell’occupazione e il credito col contagocce sono fragilità che si vanno ad assommare alle tensioni internazionali, dal terrorismo alle migrazioni. In un mondo lacerato dalle incertezze è l’associazionismo d’impresa a creare comunità, i corpi intermedi sono la cura democratica a ogni disgregazione. L’Europa deve recuperare capacità di ascolto, non essere soltanto un insieme di regole e procedure, deve esserci solidarietà fattiva, il proseguimento della pace e dello sviluppo. E non può esserci sviluppo in Europa senza i suoi 25 milioni di piccole imprese, il cuore dell’economia produttiva. Realtà che credono nel nuovo e non esitano a investire in innovazione, eppure non sono ancora messe in condizione di usufruire delle opportunità della banda larga. Ma non solo, soffrono per la tassazione pari al 43% e per una burocrazia opprimente e per la costante diminuzione dei prestiti. Come è possibile investire senza un’evoluzione del sistema di credito bancario tradizionale verso forme più complete di finanza aziendale? Senza dimenticare gli oneri che gravano sulle bollette o i debiti commerciali della Pubblica Amministrazione verso le imprese fornitrici di beni e servizi. Un’Italia che deve cambiare il passo e mettere al centro i giovani, invocando la parola responsabilità, da declinare con lavoro e sviluppo, una vera alleanza tra impresa, lavoro e politica per percorrere assieme la strada della ripresa economica e sociale.


associazione Assemblea Nazionale 2017

Le zavorre antiripresa che bloccano le aziende

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è un’Italia che corre e un’Italia che frena. Gli artigiani e le piccole imprese si sforzano di agganciare la ripresa con numeri di tutto rispetto. Nel 2016 sono nate 319 imprese artigiane al giorno. Sempre lo scorso anno, le piccole imprese hanno esportato nel mondo 117,4 miliardi di prodotti (1,5 miliardi in più rispetto al 2015). In innovazione i piccoli imprenditori spendono 5 miliardi l’anno, 6.600 euro per addetto (il 6,5% in più rispetto alla media di tutte le imprese). Quanto a produttività, in 3 anni le piccole imprese manifatturiere hanno fatto meglio delle grandi imprese italiane e delle piccole aziende tedesche: la produttività è aumentata del 10,7%, rispetto al +1,6% delle grandi aziende italiane e al +0,8% delle piccole imprese tedesche. Ma a fronte di questi primati positivi delle piccole imprese c’è un’Italia di record negativi che rallenta la loro corsa verso la ripresa. A dirlo è il Rapporto che Confartigianato nazionale ha presentato all’Assemblea 2017, al Centro Congressi la Nuvola a Roma lo scorso 20 giugno. A intralciare il cammino dei piccoli imprenditori sono le zavorre monitorate da Confartigianato in 13 ambiti e che confinano l’Italia al 50° posto della classifica mondiale per le condizioni favorevoli a fare impresa. A cominciare dal fisco: nel 2017 il carico fiscale arriva al 43% del Pil. In pratica paghiamo 24,3 miliardi di tasse in più rispetto alla media europea. Soltanto la Francia ci supera con il 47,5%. Per le piccole imprese il prelievo maggiore si registra nei Comuni più inefficienti: tra Imu, Tasi e addizionale Irpef un piccolo imprenditore paga 4.373 euro l’anno. Sulla competitività delle imprese, poi, pesa il cuneo fiscale sul costo del lavoro dipendente, pari al 47,8%, vale a dire 11,8 punti superiore al 36% della media Ocse. Siamo tra i peggiori d’Europa anche per la tassazione sull’energia: è pari al 2,8% del Pil, superiore di 0,9 punti rispetto alla media Eurozo-

na. Record negativo anche per il prezzo del gasolio pagato dalle imprese: con 1,128 euro al litro è il più alto dell’Eurozona. Senza dimenticare che un altro fattore di produzione, l’energia elettrica, costa alle piccole imprese il 25,6% in più rispetto alla media delle imprese europee. Siamo maglia nera nell’Eurozona anche per le tariffe della raccolta rifiuti che negli ultimi 5 anni sono aumentate del 18,7% rispetto al + 7,9% della media Ue. Le cose non vanno meglio per il credito: nel 2016 i finanziamenti alle imprese artigiane sono diminuiti di 2,7 miliardi (-5,9%) e addirittura, rispetto al 2011, il calo è stato di 13,5 miliardi (-4,3%). Se le imprese investono in innovazione, lo stesso non si può dire per l’Italia che, in quanto a digitalizzazione, si colloca al 25° posto tra i 28 dell’Unione. Ma scendiamo alla 27° posizione, davanti a Cipro, per l’accesso delle imprese alla banda larga ad alta velocità: è connesso soltanto il 15,2% delle aziende, rispetto al 31,7% della media Europea. Non c’è da stupirsi quindi se i Comuni italiani gestiscono online soltanto il 3,1% dei servizi richiesti dai cittadini e dagli imprenditori. Di conseguenza, soltanto il 23% degli italiani si dichiara soddisfatto dei nostri servizi pubblici, contro la media europea del 52%. Un dato che ci colloca al penultimo posto nell’Ue. Nel frattempo gli Enti pubblici hanno accumulato un debito commerciale verso le imprese fornitrici di beni e servizi pari a 64 miliardi e si fanno aspettare in media 95 giorni (rispetto ai 46 giorni della media Ue) per saldare le fatture agli imprenditori. Quanto, infine, al futuro delle nuove generazioni, c’è molto da recuperare: la spesa per giovani e famiglie è pari all’1,5% del Pil, contro l’1,7% della media Ue, una percentuale che ci colloca al 15° posto tra i 28 Paesi europei.

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i numeri dell’economia Manifattura italiana più forte della crisi

Le microimprese fortemente competitive

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a bassa crescita dell’economia italiana è condizionata dal ristagno della produttività. Gli studi realizzati da Confartigianato hanno evidenziato forti differenze settoriali dell’andamento della produttività, e in particolate la performance positiva nel settore manifatturiero. La necessità di mantenere la competitività sui mercati internazionali, associata ai mutamenti organizzativi innescati dalla Grande Crisi e la digitalizzazione dei processi produttivi, ha profondamente modificato la capacità di generare reddito e valore aggiunto nel comparto manifatturiero, con effetti rilevanti anche sulla produttività delle micro e piccole imprese del settore. Le piccole imprese italiane manifatturiere, pur partendo da livelli di più bassi della produttività rispetto alle imprese dei principali paesi europei, grazie a un maggiore dinamismo stanno recuperando il gap di competitività. Tra il 2011 e il 2014 la produttività delle micro e piccole imprese manifatturiere in Italia sale del 10,7%, l’aumento maggiore tra i principali paesi dell’UE e superiore anche rispetto alle imprese medio-grandi in Italia e nei principali paesi dell’UE; segue il Regno Unito con una crescita quasi dimezzata e pari al 5,9% mentre in Spagna e in Germania la produttività delle piccole imprese aumenta di poco, rispettivamente dello 0,9% e dello 0,8%. In controtendenza la Francia dove la produttività scende del 5,7%. Un’ulteriore recente

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analisi mostra che in Italia tra il 2011 e 2014 la produttività totale dei fattori - che considera l’influenza di tutti i fattori produttivi incluse la capacità di innovazione e la gestione d’impresa - è aumentata in media del 2,8% per il Manifatturiero e le Costruzioni e in particolare l’aumento maggiore arriva dal settore della Pelle dove l’occupazione nelle Micro e Piccole imprese è pari al 68,7% del totale, 14,4 punti superiore al 54,3% della media del manifatturiero. Un andamento, quello della piccola impresa italiana, che continua a offrire un contributo importante alla nostra economia. Un apporto fatto di qualità dei prodotti e delle lavorazioni, di economia e occupazione diffuse lungo tutto lo Stivale. Nonostante i problemi, tanti, che ancora oggi pesano come macigni sulle spalle dei piccoli imprenditori, tra cui i 24 miliardi di maggiori tasse pagati dagli italiani rispetto al resto d’Europa, il peso degli oneri nella bolletta elettrica o i 14 miliardi in meno concessi alle pmi negli ultimi cinque anni dal sistema bancario. Nel 2017 le strategie dominanti tra le imprese al fine di migliorare la competitività sono quelle della qualità, adottata dal 76% delle imprese, e dell’innovazione (58,6%), risultando più diffuse rispetto al contenimento dei prezzi (52,7%). Circa metà delle aziende adottano una strategia basata sulle politiche di Continua a pagina 7 • • •


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i numeri dell’economia L’impatto della burocrazia

Rete Imprese Italia richiama il Governo

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a semplificazione degli adempimenti fiscali rischia di essere una tela di Penelope. Nonostante gli impegni e le norme degli ultimi anni, l’Italia mantiene il record negativo nell’Ue per la burocrazia fiscale: per pagare le tasse servono 240 ore l’anno, 85 ore in più rispetto alla media dei Paesi dell’Area euro. Occorre una strategia coerente e di ampio respiro che metta mano anche a norme di carattere sostanziale, non soltanto ad adempimenti comunicativi. Come Rete Imprese Italia, a cui aderisce Confartigianato, abbiamo indicato quattro linee guida per semplificare la vita delle imprese: in primis il riordino in testi unici delle disposizioni fiscali, poi la stabilità nelle disposizioni che impongono gli adempimenti fiscali e la non retroattività delle disposizioni tributarie e la “costituzionalizzazione” dello Statuto del contribuente, infine i controlli fiscali non devono incrementare gli oneri burocratici delle • • • Segue da pagina 6

Le microimprese fortemente competitive marketing (51,8%) e sull’adozione di tecnologie ICT (48%) quali cloud internet, additive manufacturing, machine-to-machine; relativamente meno diffuse l’intensificazione delle relazioni produttive con altre aziende (38,3%) e l’esternalizzazione di fasi precedentemente svolte all’interno dell’azienda (13,6%). In chiave settoriale l’orientamento a qualità e innovazione rappresenta un denominatore comune del comportamento strategico prevalente delle imprese, pur con differenti intensità. In particolare l’investimento nell’incremento della qualità è segnalato dall’82,1% delle imprese manifatturiere, quasi otto punti superiore al 74,5% di quelle dei servizi; il ricorso all’innovazione di processo e di prodotto viene indicato dal 72,6% delle imprese della manifattura, oltre diciassette punti superiore al 55,2% di quelle dei servizi. In generale l’esposizione alla concorrenza internazionale del manifatturiero obbliga un numero più elevato di imprese del settore a mantenersi su un sentiero evolutivo caratterizzato da una costante innovazione e alta qualità dell’offerta.

imprese e deve essere introdotta una reale valutazione d’impatto preventiva delle nuove disposizioni, come pure una verifica periodica sull’efficacia delle norme stesse spesso introdotte per finalità di contrasto all’evasione. L’Associazione ribadisce che il percorso di semplificazione intrapreso nel 2014, è stato, di fatto, interrotto e, in maniera contraddittoria, negli ultimi mesi è ricominciato un periodo caratterizzato da nuovi oneri e adempimenti a carico delle imprese. “Segnaliamo due nuovi adempimenti: l’obbligo di comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute, con periodicità trimestrale e l’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, sempre con periodicità trimestrale. Sulla stessa lunghezza d’onda è il decreto legge 50 del 2017, con il quale è stata prevista un’ulteriore stretta sulle compensazioni fiscali, incrementando il numero dei casi in cui è necessaria l’apposizione del visto di conformità per poter compensare i propri crediti, obbligando all’utilizzo esclusivo delle procedure telematiche dell’Agenzia delle Entrate. Il tutto a fronte di un fisiologico incremento di crediti fiscali a seguito dell’allargamento del campo di applicabilità dello split payment.

Un unicum in Europa

La forza della microimpresa La struttura produttiva italiana presenta una connotazione caratteristica, data dal rilievo della micro e piccola impresa e che la differenzia sul panorama internazionale. Prendendo a riferimento le venti prime economie mondiali per numero di occupati ed esaminate dal Rapporto Ocse 2016 l’Italia mostra una quota di occupati nelle imprese con meno di 50 addetti pari al 67,2%, oltre una volta e mezzo il 40% della media, e poco dietro rispetto solo al 68% della Corea del Sud; seguono Portogallo con il 62,6%, Spagna con il 60%, Messico con il 51,3% e Polonia con il 50,1%. La quota di occupati in questa tipologia di aziende, in Italia è di 19,3 punti percentuali superiore al 47,9% della Francia, di 25,2 punti al 42% della Germania e di 29,9 punti del Regno Unito. essere impresa • • • giugno 2017 • 7


i numeri dell’economia Crescono le imprese a conduzione straniera

L’artigianato non conosce confini

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a consistente e crescente presenza di stranieri nel mercato del lavoro italiano, come evidenziato dalle indagini dell’Ufficio Studi di Confartigianato che indicano come gli occupati stranieri siano saliti al 10,7% del totale dell’occupazione, si riflette anche sul segmento degli imprenditori e lavoratori autonomi. L’analisi dei dati Eurostat mette in luce che, nel 2016, gli occupati indipendenti stranieri in Italia sono pari al 6,3% del totale. Nell’ultimo anno il lavoro indipendente è sceso dello 0,7%, combinazione di una caduta dell’1,3% degli italiani e di un aumento del 9,1% degli stranieri. Nell’arco di dieci anni (2007-2016) gli imprenditori e lavoratori autonomi in Italia sono scesi di 501.200 unità, combinazione di un aumento di 91.300 autonomi stranieri e di un calo di 592.500 italiani; nel periodo in esame la quota degli imprenditori e lavoratori autonomi stranieri è salita di 2,3 punti. Anche nell’imprenditoria artigiana è salito il peso della componente straniera che nel 2016 arriva al 13,6%, pari a 182.438 imprese, con una crescita dell’1,5% rispetto al 2015, pari a 2.659 unità in più, in controtenden-

za rispetto al totale artigianato che è in flessione dell’1,4%. Si tratta di imprese artigiane in cui è nato all’estero il titolare di impresa individuale, oltre il 50% dei soci di società di persone, oltre il 50% dei soci e degli amministratori delle società di capitali. A livello settoriale sei imprese artigiane straniere su dieci (58,6%) operano nelle Costruzioni (106.963 imprese), segue il Manifatturiero con il 16,6% (30.230 imprese), i Servizi alle persone con il 13,1% delle imprese (23.913 imprese), i Servizi alle imprese con l’11,0% (20.029 imprese) e infine nelle Altre attività si conta lo 0,7% delle imprese (1.303 imprese). Le regioni con le quote più elevate imprenditori stranieri si rileva in Toscana (19,6%), Liguria (19,2%), Emilia Romagna (18,7%), Friuli–Venezia Giulia (17,8%) e Lombardia (17,5%). A livello territoriale in otto regioni oltre la metà delle imprese artigiane straniere opera nelle Costruzioni e le incidenze maggiori si rilevano in Liguria (78,6%), Piemonte (66,3%), Valle d’Aosta (65,6%), Emilia Romagna (64,2%), Umbria (63,5%), Lazio (63,4%) e Friuli-Venezia Giulia (61,2%).

Come cambia il mercato del lavoro

Immigrati e occupazione Nella prima metà del 2017 prosegue la crescita del numero dei migranti sbarcati: tra il 1° gennaio e il 9 giugno di quest’anno sono stati 61.282, con una crescita del 23,2% rispetto allo stesso periodo del 2016, con una media di 385 migranti sbarcati ogni giorno. La gestione dell’emergenza migranti ha rilevanti ricadute sul bilancio pubblico: la spesa per soccorso in mare, accoglienza, sanità e istruzione – con scenario costante – è stimata nel Documento Economico Finanziario 2017 in 4.213 milioni di euro, pari allo 0,25% del PIL; in uno scenario di crescita la spesa potrebbe arrivare fino a 4.609 milioni di euro, pari allo 0,27% del PIL. Nel periodo tra 2011 e 2017 si osserva un tasso medio di crescita della spesa pubblica per emergenza migranti del 32,3%. Sul mercato del lavoro italiano, al quarto trimestre del 2016, gli occupati stranieri sono saliti al 10,7% del totale dell’occupazione, quasi 3 punti superiore alla me8 • giugno 2017 • • • essere impresa

dia del 7,8% dell’Unione Europea. In particolare mentre in Europa la quota di stranieri extra UE è pari a quella degli stranieri di paesi UE - entrambe le componenti sono pari al 3,9% - in Italia prevalgono gli occupati non comunitari che sono il 7,1%, quota quasi doppia rispetto al 3,6% degli stranieri UE. Tra i maggiori paesi dell’Unione, l’Italia si posiziona al primo posto per quota degli occupati extracomunitari, seguita da Spagna (6,6%), Germania (5,2%), Regno Unito (4,0%) e Francia (3,3%).


i numeri dell’economia Esportazioni, le eccellenze italiane volano

Made in Italy il ruolo dell’agroalimentare

L’

export rappresenta un elemento importante della competitività delle aziende. Nell’ambito dei complessi processi di integrazione produttiva che governano le filiere, le imprese di minore dimensione contribuiscono all’esportazione sia attraverso la vendita diretta all’estero sia attraverso la produzione in subfornitura rivolta a imprese committenti esportatrici. Numerose Micro e Piccole imprese quindi pur non essendo direttamente esportatrici, competono indirettamente sui mercati internazionali, da cui ricevono segnali di prezzo e di standard in quanto fornitrici di semilavorati e prodotti finiti per conto di altre realtà maggiormente strutturate: il 50% delle imprese manifatturiere con 3 o più addetti opera in subfornitura. Nel corso degli anni la Manifattura italiana si è adattata ai mutamenti economici e geopolitici, cambiando le destinazioni dei propri prodotti e cercando di raggiungere nuovi mercati. Ma non solo, l’Italia è il primo esportatore nell’Unione europea nel 2016 con un valore di 79,3 miliardi di euro, in trenta settori, che rappresentano il 19% delle esportazioni totali e in crescita dello 0,3% in un anno; in questi settori le Micro e Piccole imprese con meno di 50 addetti contano 431.275 addetti, il 61% dell’occupazione dei settori che vanno dalla metalmeccanica all’alimentare. Proprio l’alimentare è il più rilevante per vendite all’estero tra i settori a maggior concentrazione di microimprese; con una quota del 5,9%: i 23.758 milioni di euro di esportazioni del settore nel 2016 sono pari all’1,42% del PIL, entrambi i valori al massimo storico negli ultimi venti anni. Nel 2016 l’export del settore alimentare sale del 3,6% (824

milioni di euro in più): tale aumento è tre volte quello del Manifatturiero (+1,2%), ma risulta in rallentamento rispetto al +6,6% rilevato nel 2015 per il settore. Nell’Alimentare e bevande quattro addetti su dieci lavorano in una impresa artigiana: nel dettaglio si tratta di 154.904 addetti, pari al 36,4% del totale. L’attrattività dei prodotti italiani nel mondo si basa sulla leadership europea per la produzione agroalimentare di qualità: l’Italia è al primo posto in Ue con 288 prodotti tra DOP, IGP e STG, undici in più in un anno; il nostro Paese vanta oltre un quinto (21,3%) dei prodotti di qualità europei censiti e 166 sono DOP - Denominazione di origine protetta - (57,6% del totale), 120 sono IGP - Indicazione geografica protetta (41,7%) e solo 2 sono STG -Specialità tradizionale garantita - (0,7%) quali la Mozzarella e la Pizza napoletana. Inoltre sono 4.965 i prodotti agroalimentari tradizionali censiti e caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, con un aumento di ottantaquattro in un anno.

Il mercato del made in Italy

Venti paesi assorbono la totalità delle vendite Per quanto riguarda la destinazione dell’export nei settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese, nei primi venti mercati si concentrano 91.060 milioni di euro di vendite, pari a oltre i tre quarti (77,6%) del totale. La Germania è il primo cliente dell’Italia nei settori considerati, con 13.906 milioni di euro di esportazioni, seguita dalla Francia con 13.883 milioni di euro; questi due paesi sono gli unici a superare un decimo dell’export totale dei settori di MPI, entrambi con una quota dell’11,8%. Seguono tre mercati extra Area Euro: Stati Uniti d’America con 10.234 milioni di euro e una quota dell’8,7%, Regno Unito con 7.598 milioni ed una quota del 6,5% e Svizzera con 7.082 milioni pari al 6%. essere impresa • • • giugno 2017 • 9


movimenti donne impresa Evento promosso dal movimento Donne Impresa

Un approfondimento sui rischi della rete

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a alcuni anni Donne Impresa Confartigianato ha avviato una riflessione sull’influenza del linguaggio nella riduzione della disparità fra generi. Proprio il linguaggio di genere è stato al centro di interessanti approfondimenti realizzati in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti e, lo scorso 25 maggio, nella sede

dell’Associazione forlivese, è stato realizzato un partecipato convegno sul delicato tema di internet e delle trappole che in esso si possono annidare (nelle foto). Il presidente Luca Morigi, che ha introdotto la serata, ha ringraziato la presidente del movimento Patrizia Carpi, per aver caldeggiato l’approfondimento sul tema, oggi più che mai attuale. Ha chiarito Morigi “purtroppo i pericoli che la rete cela sono balzati sulle prime pagine dei giornali anche a seguito di eventi luttuosi che riguardano i giovanissimi. Poter conoscere meglio, anche grazie al contributo delle Forze dell’Ordine, quali siano i rischi ai quali siamo tutti esposti, ma, in particolar modo, i soggetti più esposti, donne e ragazzi, è un’opportunità preziosa.” La serata “Difendersi dalle trappole di internet” ha offerto nuovi spunti, anche grazie alla collaborazione di una delle relatrici Mara Cinquepalmi, consigliera dell’Ordine regionale e rappresentante di Giulia (giornaliste unite libere autonome). La serata, che si è avvalsa anche del contributo della dottoressa Loretta Bignardi Questore di Forlì-Cesena, molto attenta alla sicurezza in rete, ha preso in considerazione un nuovo aspetto del variegato tema, complesso e dalle numerose sfaccettature, tenendo conto di come la comunicazione sia evoluta grazie al web. Come spiegato dalla presidenContinua a pagina 11 • • •

UFFICIO CREDITO CONFARTIGIANATO Presso i nostri uffici troverete gli strumenti necessari per la gestione finanziaria della vostra impresa. In particolare ci occupiamo di: ➽ Analisi dei flussi finanziari aziendali ➽ Richiesta finanziamenti a tassi estremamente convenienti, attraverso l’utilizzo di garanzie previste dal FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI e dal FONDO REGIONALE DI CO-GARANZIA. ➽ In convenzione con Unifidi è possibile ottenere finanziamenti a medio/lungo termine per investimenti, liquidità e consolidamento dei debiti, così come anche garanzie su linee di credito a breve (fido di c/c, SBF, e anticipo fatture) e su leasing, ➽ Condizioni bancarie vantaggiose, con la possibilità di controllare sia i tassi “dare” (scoperto di c/c, portafoglio sbf, anticipo fatture) sia i costi fissi (spese di chiusura, RI-BA, sconto e incasso SBF, giorni di valuta per assegni ed effetti, ecc.), ➽ Richiesta di agevolazioni all’impresa. ➽ In accordo con Fraer Leasing SpA siamo in grado di proporre soluzioni diversificate per l’acquisizione di beni strumentali (autovetture, veicoli commerciali, camion/rimorchi, macchine utensili, macchine operatrici, macchine da cantiere, immobili). Per informazioni contattare l’ufficio credito di zona Tel. 0543/452811 - Fax 0543/452843 - e-mail: credito@confartigianato.fo.it

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80.000 imprese, un solo consorzio di garanzia.

Emilia Romagna


donne impresa movimenti

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Un approfondimento sui rischi della rete te di Donne Impresa Patrizia Carpi “sono passati solo 25 anni da quando Tim Berners-Lee ha reso il World Wide Web accessibile a tutti, e, in questo lasso di tempo, internet è diventato una parte fondamentale delle nostre vite. Non è solo internet a diffondersi così rapidamente, è cambiato il modo in cui le persone interagiscono tra loro, con le istituzioni, con gli acquisti. Più della metà della popolazione mondiale usa uno smartphone; quasi due terzi della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare; più della metà del traffico internet è generato da mobile; più della metà delle connessioni mobile avviene oggi su banda larga; più di una persona su cinque della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni. Oggi internet non è più esperienza di pochi e la sempre crescente integrazione e convergenza tecnologica fa sì che – mediante il telefono cellulare, la tv interattiva, il navigatore satellitare ognuno sia in grado di accedere e scambiare molteplici informazioni e in tempi sempre più brevi.” Un’enorme opportunità che può trasformarsi in un incubo per i fruitori della rete che incappano in cyber bulli o molestatori della rete. La testimonianza del professor Elvis Mazzoni, ricercatore

del dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna ha fornito alcuni chiarimenti sui meccanismi che innescano i comportamenti deviati in rete, attacchi violenti verso soggetti ritenuti più fragili, adolescenti e donne in primis. Il ruolo dei genitori è fondamentale nel tutelare i ragazzi dai pericoli della rete, per questo il docente ha ribadito l’importanza della conoscenza del mezzo anche da parte degli adulti, affinché possano affiancare i giovanissimi nell’utilizzo della tecnologia. La presenza di Cristina Fagone, Vicequestore aggiunto della Polizia Postale del compartimento di Bologna è stata preziosa per capire come la legge, in costante evoluzione data la complessità del tema, possa intervenire per tutelare le vittime di coloro che riversano le proprie frustrazioni in rete. E ha ricordato l’importanza che i giovani siano consapevoli delle conseguenze di azioni che sembrano soltanto virtuali ma che in realtà hanno una ricaduta sulla vita reale. Internet deve essere qualcosa che integra la vita degli adolescenti e non che la sostituisca. Il web è un universo estremamente complesso, che muta sovente, proprio perché la stessa tecnologia è costantemente in evoluzione, tanto che l’informazione online, i social network, la diffusione di materiale che spesso sfugge alla fonte originale ricadono sotto discipline diverse della giurisprudenza.

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vita associativa La moda protagonista a Milano Marittima

Artinfashion: l’evento di Confartigianato Emilia Romagna

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omenica 16 luglio 2017, alle 21, nello splendido salotto di viale Gramsci a Milano Marittima, si svolgerà l’evento Artinfashion, organizzato da Confartigianato. Artinfashion manda in scena un mix di arte e artigianato: la musica di Matthew Lee, uno straordinario pianista e cantante definito il fenomeno italiano del rocknroll (nel 2015 ha vinto il Coca Cola Summer Festival categoria giovani) e le creazioni di cinque ditte emiliano-romagnole, Artico (Bologna), Ernesto (Parma), Le Fate (Carpi), Pellicceria Magnani (Forlì),

Caterina Lucchi (Cesena), che presenteranno le loro collezioni autunno inverno 2017/2018 dedicate alla moda uomo e donna. La musica accompagnerà le modelle come filo conduttore e parte integrante della sfilata, rappresentando la creatività e l’abilità di trasformare il tessuto in abiti che acquistano la loro sonorità attraverso il movimento del corpo. Artinfashion vuole diventare una vero e proprio appuntamento per chi ama frequentare gli eventi glamour della moda italiana. Confartigianato mira a valorizzare le imprese produttrici del Made in Italy e

sfruttare le potenzialità offerte dai territori, soprattutto quelli di maggior attrattività turistica. La location di Milano Marittima si presta quindi meravigliosamente a ospitare questa sfilata di moda aperta al pubblico. L’evento è realizzato grazie al patrocinio e contributo del Comune di Cervia, della Camera di Commercio e Artigianato di Ravenna e della Scuola di formazione regionale Formart. In caso di maltempo la manifestazione verrà spostata, sempre alla stessa ora, all’interno del Pineta Luxury Hall, uno dei locali più noti della riviera e di Milano Marittima.

LA MODA ITALIANA A MILANO MARITTIMA

LE MIGLIORI PROPOSTE WINTER 2017 DOMENICA 16 LUGLIO - ORE 21 - VIALE GRAMSCI *

MILANO MARITTIMA

*In caso di maltempo la sfilata verra' allestita al

con il contributo di

COMUNE DI

CERVIA

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vita associativa

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notiziario tecnico

Consulenza fiscale NOVITÀ MANOVRA CORRETTIVA

modifica comporta che prima di compensare i crediti Iva annuali o Infrannuali di importo superiore a € 5.000 va presentata la dichiarazione o il modello Iva TR e solo dopo 10 giorni (prima della modifica occorreva attendere il 16° giorno del mese successivo alla presentazione della dichiarazione o dell’istanza) dalla presentazione è possibile trasmettere i modelli F24.

LA STRETTA ALL’UTILIZZO DEI CREDITI D’IMPOSTA CONTENUTA NEL D.L. N. 50 DEL 2017

UTILIZZO OBBLIGATORIO DI ENTRATEL O FISCO ON LINE PER L’INVIO DEI MODELLI F24

Con la recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sono entrate in vigore a decorrere dal 24.4.2017 le novità dello specifico Decreto (D.L. 50/2017) contenente la c.d. “Manovra correttiva”; le novità fiscali piu’ interessanti contenute nel Decreto in esame possono essere così sintetizzate.

Altra modifica di rilievo riguarda le modalità con le quali va effettuata la compensazione. In particolare, il comma 3 dell’art. 3 in esame modifica l’art. 37, comma 49-bis, DL n. 223/2006. Tale modifica comporta che dal 1° di giugno, per i titolari di partita IVA che intendono effettuare compensazioni nel mod. F24, l’obbligo di utilizzare esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel / Fisconline) trova applicazione:  a prescindere dall’importo del credito utilizzato;  per la generalità delle imposte. La nuova norma, infatti, prevede detto obbligo, oltre che per l’IVA anche con riferimento ai crediti relativi a: - IRPEF e relative addizionali, IRES, IRAP; - imposte sostitutive delle imposte sul reddito; - ritenute alla fonte; - crediti d’imposta da indicare nel quadro RU del mod. REDDITI. La Confederazione è intervenuta per sollecitare un chiarimento in merito all’obbligo di utilizzo dei canali telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle entrate, in presenza di modelli F24 in cui sono presenti compensazione di crediti relativi al cd. bonus Renzi di cui all’art. 13, comma 1-bis) TUIR (introdotto dall’art. 1 D.L. n. 66/2014) e a rimborsi da assistenza fiscale. A seguito di tale sollecitazione, è stato successivamente confermato dall’Agenzia delle Entrate che sono comunque esclusi dai nuovi obblighi di compensazione sia i crediti rimborsati dai sostituti d’imposta a seguito di liquidazione del modello 730, sia le somme erogate a titolo di cosiddetto Bonus Renzi.

• a cura di Roberto Mambelli

VISTO DI CONFORMITÀ COMPENSAZIONE DEI CREDITI TRIBUTARI A decorrere dal 24.4.2017, “al fine di contrastare gli indebiti utilizzi in compensazione dei crediti d’imposta” è prevista: la riduzione da € 15.000 a € 5.000 del limite annuo di utilizzo dei crediti tributari (IVA, IRES / IRPEF, IRAP, ecc.) in compensazione oltre il quale è necessario il visto di conformità. In caso di utilizzo del credito:  in violazione dell’obbligo di visto di conformità / sottoscrizione dell’organo di controllo;  con visto di conformità / sottoscrizione da parte di soggetti non abilitati; l’Ufficio provvede al recupero del credito utilizzato, maggiorato degli interessi, nonché all’irrogazione della relativa sanzione. In particolare, per quanto riguarda il Credito annuale Iva, è previsto che dal 24.04.2017 viene ridotto da 15.000 a 5.000 euro il limite dal quale va apposto il visto di conformità in presenza di compensazione orizzontale;  in caso di richiesta di rimborso il limite da cui è obbligatorio il visto di conformità resta fissato a 30.000 euro. A partire dall’entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. 50/2017, avvenuta in data 15.06.2017, è stato introdotto un ulteriore obbligo riguardante il Credito Iva infrannuale, in particolare:  viene introdotto il visto di conformità anche sui modelli TR in presenza di compensazioni orizzontali di importo superiore a 5.000 euro;  in caso di richiesta di rimborso il limite da cui è obbligatorio il visto di conformità resta fermo a 30.000 euro. Sempre a partire dalla data di conversione in Legge del D.L. 50/2017 (15.06.2017), è prevista la riduzione del periodo intercorrente tra la presentazione della dichiarazione Iva o del modello Iva TR (Iva infrannuale) e la possibilità di effettuare la compensazione. Tale

Ambiente e Sicurezza • a cura di Alberto Camporesi Scadenza Valutazione dei Rischi Quando scade la valutazione dei rischi? Questa è una delle domande che spesso i datori di lavoro formulano agli operatori del nostro Servizio Sicurezza. Cerchiamo in queste righe di rispondere a una “semplice domanda” a cui non corrisponde una “semplice Continua a pagina 16 • • • essere impresa • • • giugno 2017 • 15


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 15

risposta “. Prima di tutto occorre fare una premessa in merito al DVR - Documento di valutazione dei Rischi. Il DVR costituisce uno dei documenti più importanti per ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro nelle aziende, viene definito dall’articolo 28 del Testo Unico DLgs 81/08 e serve a indicare tutti i rischi a cui sono sottoposti i lavoratori, a definire le procedure di sicurezza, i dispositivi di protezione da utilizzare, le procedure di prevenzione da attuare e le figure che si occuperanno della sicurezza sul lavoro in azienda. Viene redatto, in qualità di responsabile, dal datore di lavoro in collaborazione con Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Medico Competente (se nominato) e con l’approvazione dell’Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Dal 2013, in sostituzione della possibilità di redigere il DVR in autocertificazione, i datori di lavoro di imprese che occupano fino a 10 lavoratori - salvo alcune eccezioni indicate nel Testo Unico - possono effettuare la valutazione dei rischi secondo le disposizioni del documento “Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi “approvato dalla Commissione Consultiva in data 16 maggio 2012. Le procedure standardizzate guidano il Datore di Lavoro di un’azienda con meno di 10 dipendenti nella redazione di un DVR completo. In merito alla scadenza o meglio alla rielaborazione del DVR possiamo dire che il legislatore non ha inteso legare al tempo l’obbligo di aggiornare la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e di rielaborare il documento di valutazione dei rischi (DVR) né ha voluto fissare una frequenza minima per tali adempimenti. Ha però indicato delle precise condizioni in presenza delle quali è necessario dare corso a tali adempimenti stabilendo con l’art. 29 comma 3 del D.Lgs 81/08 che “La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali.” Risulta, a mio avviso, ragionevolmente necessaria un’integrazione del DVR ad esempio nei casi in cui si provveda alla nomina di un nuovo Medico Competente, dell’R.S.P.P., ad un inserimento di un addetto con pari mansioni rispetto all’esistente, alla modifica della struttura aziendale/ societaria dell’impresa (con esclusione della creazione di nuove imprese), senza cambiamenti nei processi produttivi, alla sostituzione di una apparecchiatura con una di pari utilizzo e livello di rischio, al cambio

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di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) soprattutto quando generano un miglioramento della sicurezza, alla gestione del piano di miglioramento previsto in riferimento alla valutazione dei rischi effettuata. Alcune valutazioni, riferite a rischi specifici, quali ad esempio rumore, vibrazioni, Stress Lavoro Correlato, agenti chimici pericolosi, agenti cancerogeni e mutageni sono soggette comunque a scadenze temporali (4/3 anni). Sperando con queste poche righe di aver fornito una risposta esauriente sul tema “scadenza del DVR”, ricordiamo che gli operatori del Servizio Sicurezza della Confartigianato sono a disposizione per qualsiasi approfondimento/chiarimento.

Consulenza del lavoro • a cura di Susi Silvani Il nuovo lavoro occasionale È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2017 (data di entrata in vigore), la Legge n. 96 del 21 giugno 2017 (di conversione - con modificazioni - del Decreto Legge n. 50/2017) che all’art. 54/bis disciplina le nuove forme di “lavoro occasionale”, colmando almeno parzialmente il vuoto verificatosi con la recente abrogazione dell’intera disciplina del lavoro accessorio. Le casistiche individuate sono sicuramente più limitate rispetto al passato e la legge distingue ora tra due tipologie: da una parte uno strumento (il Libretto Famiglia) utilizzabile dai privati persone fisiche e dall’altra il contratto di prestazione occasionale, rivolto invece ai datori di lavoro che non abbiano alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori a tempo indeterminato.  Per quanto riguarda i privati, il Libretto Famiglia sarà acquistabile attraverso una “costruenda” piattaforma informatica INPS o presso gli uffici postali, per pagare le prestazioni occasionali svolte in una delle seguenti attività: piccoli lavori domestici (compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione); assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; insegnamento privato supplementare  Per i soggetti diversi dai privati, invece, viene introdotto il contratto di prestazione occasionale utilizzabile dai datori di lavoro che non abbiano in forza più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato. È posto però il divieto assoluto di utilizzo per le imprese del settore dell’edilizia ed affini, per quelle esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di mateContinua a pagina 17 • • •


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 16

riale lapideo, per quelle che operano nel settore delle miniere,cave e torbiere. Inoltre, è altresì vietato fare ricorso alle prestazioni occasionali nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi, in tutti i settori di attività. Quanto ai limiti di natura economica (più restrittivi rispetto al passato) è stabilito quanto segue:  ogni prestatore, tenendo conto della totalità degli utilizzatori, non potrà percepire compensi di importo superiore a 5.000 euro;  ogni utilizzatore non potrà fare ricorso - con riferimento alla totalità dei prestatori - a prestazioni i cui compensi eccedano i 5.000 euro. Ai fini del limite indicato, viene prevista poi una modalità di computo differente, ovvero si conta solo il 75% dell’importo, (come una sorta di “bonus” o “sconto”) per particolari categorie di prestatori , quali ad esempio: titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità; giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università; disoccupati; percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito. Infine, le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore non possono essere superiori a 2.500 euro. I lavoratori hanno diritto ai riposi giornalieri e settimanali ed alle pause, secondo quanto previsto dalla legge e si applicano altresì le disposizioni in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Una importante novità è data dal fatto che non è possibile utilizzare il lavoro occasionale con prestatori con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa. Quanto alle procedure necessarie all’operatività della nuova normativa (naturalmente non ancora disponibili) l’INPS dovrà fornire strumenti e istruzioni sia per la registrazione di utilizzatori e prestatori sia per i successivi adempimenti necessari per la gestione dei rapporti e dei pagamenti. Infine, si segnala il quadro sanzionatorio previsto, che risulta molto pesante, essendo stabilito quanto segue:  se l’utilizzatore corrisponde al singolo prestatore più dei previsti 2.500 € o, comunque, del limite di durata della prestazione pari a 280 ore annue, il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato;  è stabilita la sanzione amministrativa di importo compreso da 500 a 2.500 € per ogni prestazione lavorativa giornaliera nel caso di mancata effettuazione della comunicazione preventiva o per l’utilizzo dello “strumento contrattuale” da parte di datore di lavoro con più di 5 dipendenti a tempo

indeterminato o appartenente ad uno dei settori oggetto di divieto (edilizia, ecc....) o se le prestazioni vengono effettuate nell’ambito di un contratto d’appalto.

Assunzione in apprendistato professionalizzante Lavoratori beneficiari di indennità di mobilità ovvero di un trattamento di disoccupazione L’INPS, con messaggio del 31/05/2017, ha fornito istruzioni operative per effettuare l’assunzione in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, di lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Tale apprendistato è svolto ai fini della qualificazione o riqualificazione personale del lavoratore. Queste le principali caratteristiche dei due tipi di percorsi di apprendistato: 1) Apprendistato con beneficiari di indennità di mobilità. Si premette che le disposizioni relative alla mobilità sono state abrogate dal 1° gennaio 2017. Rimane oggi la possibilità di assumere mediante contratto di apprendistato professionalizzante lavoratori iscritti alle liste di mobilità “sino a quando saranno erogate le indennità di mobilità”, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore. Con questa tipologia contrattuale può aversi il vantaggio di una riduzione contributiva, a carico del datore di lavoro, nella misura prevista per gli apprendisti, per i primi 18 mesi dall’assunzione. Non trova applicazione però la riduzione dell’aliquota contributiva prevista a favore dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, in quanto l’aliquota è fissata per tutti al 10%. L’aliquota contributiva a carico del lavoratore è invece nella misura del 5,84% per tutta la durata del periodo di formazione (e pertanto anche oltre i 18 mesi di contribuzione ridotta per il datore di lavoro). Qualora spettante, trattandosi di una assunzione a tempo indeterminato, il datore di lavoro beneficia di un incentivo economico in misura pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per il residuo periodo di fruizione. 2) Apprendistato con beneficiari di disoccupazione. Sono interessati alla possibilità di essere assunti i lavoratori che beneficiano di una delle seguenti tipologie di disoccupazione:  Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI);  Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI);  Indennità speciale di disoccupazione edile; Continua a pagina 18 • • • essere impresa • • • giugno 2017 • 17


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 17

 Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL). Il regime contributivo dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante beneficiari di disoccupazione, è il medesimo previsto dalla disciplina vigente per le assunzioni ordinarie in apprendistato professionalizzante. Per cui l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro sarà pari al 10% per tutta la durata dell’apprendistato, fatte salve le imprese che occupano fino a 9 dipendenti, per le quali l’aliquota dei primi due anni sarà pari, rispettivamente, al 1,5% e 3%. Si applica inoltre l’aliquota di finanziamento della NASpI, pari a 1,31% e il contributo dovuto per il finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua (di cui all’art. 25 Legge n. 845/1978) pari allo 0,30% aggiuntivo. L’aliquota a carico dell’apprendista è pari al 5,84% per tutta la durata dell’apprendistato. Infine, è esclusa la possibilità di conservare i benefici contributivi in capo al datore di lavoro e al lavoratore per i 12 mesi successivi al termine del periodo di formazione, tipici dei rapporti di apprendistato.

Lavoro agile (“smart working”) È entrata in vigore dal 14/06/2017 la Legge n. 81 che detta misure previste per favorire l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento, normativa che ha lo scopo di incrementare la competitività ed agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il lavoro agile consiste in una prestazione di lavoro subordinato ( con rapporto a tempo determinato o indeterminato) disciplinata con un accordo scritto tra lavoratore e datore di lavoro, caratterizzato da una forma di organizzazione e di svolgimento dell’attività lavorativa stabilita concordemente tra le parti e che si svolge con le seguenti modalità:  esecuzione della prestazione lavorativa in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, dettati dalla legge e dalla contrattazione collettiva;  possibilità di utilizzare strumenti tecnologici, di proprietà del lavoratore o del datore di lavoro, per lo svolgimento dell’attività lavorativa;  assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali. Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto a ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda. Si segnala che, pur trattandosi di una normativa già entrata in vigore, si resta in attesa della emanazione

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di apposite circolari interpretative che rendano in concreto pienamente applicabili le nuove disposizioni.

Moda • a cura di Fabiola Foschi La filiera del Made in Italy incontri con buyers Confartigianato Imprese Parma ha aderito al progetto nazionale “La filiera del made in Italy artigiano” che prevede incontri mirati con operatori esteri, provenienti da paesi target indicati all’oggetto, che saranno a Parma il prossimo 19 ottobre per incontrare imprese produttrici del made in Italy. Per consentire il miglior matching tra i buyer interessati ai settori abbigliamento, maglieria e accessori uomo/donna , le ditte che desiderano partecipare devono contattare Fabiola Foschi allo 0543 452844 per compilare il form di adesione. La conferma di abbinamento con acquirenti interessati verrà data entro fine agosto. Propedeutico all’incoming il seminario di 8 ore complessive, realizzato da un Export manager ICE, con focus sulla realizzazione del Business Plan e controllo di gestione per l’export. Il costo di partecipazione è di 350 € + Iva, per le imprese associate è previsto un contributo di €100. La quota di adesione comprende anche la formazione in aula; ogni azienda partecipante avrà una postazione attrezzata per incontrare i buyer.

Confartigianato Persone • a cura di Luisella Miti APE SOCIALE L’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017 prevede un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011 (c.d. legge Monti-Fornero). Continua a pagina 19 • • •


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 18

Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa. L’APE sociale spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1996, i quali si trovino nelle seguenti condizioni:  disoccupati che abbiano finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;  soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;  invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;  dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via continuativa una o più delle attività lavorative di seguito elencate e meglio descritte nell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n. 88. Tali attività lavorative si intendono svolte in via continuativa quando le medesime non abbiano subito interruzione nei sei anni precedenti il momento del pensionamento per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi ed a condizione che le attività lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente il pensionamento, per una durata almeno pari all’interruzione predetta. Comportano l’interruzione della suddetta continuità i periodi di svolgimento di attività diverse da quelle gravose di cui sopra e i periodi di inoccupazione. - operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; - conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; - conciatori di pelli e di pellicce; - conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; - conduttori di mezzi pesanti e camion; - personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro orga-

nizzato in turni; - addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; - insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; - facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati; - personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; - operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Decorrenza durata importo L’indennità dell’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio ove a tale data sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, compresa la cessazione dell’attività lavorativa. In deroga a quanto sopra esposto, in fase di prima applicazione e per le sole domande presentate entro il 15 luglio 2017 e, in caso in cui residuino risorse finanziarie, al massimo entro il 30 novembre 2017, è corrisposta dal primo giorno del mese successivo alla data di maturazione dei requisiti e delle condizioni richieste dalla legge e comunque con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017. L’APE sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia. Al fine di valutare se le risorse finanziarie stanziate risultino sufficienti a copertura del beneficio rispetto al numero degli aventi diritto, si procede al monitoraggio. Il monitoraggio viene effettuato sulla base della maggiore prossimità al requisito anagrafico di vecchiaia e, a parità di requisito, sulla base della data di presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni. L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo. Nel caso di soggetto con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni, tra quelle interessate dall’APE sociale, il calcolo della rata mensile di pensione è effettuato pro quota per ciascuna gestione in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. Durante il godimento dell’indennità non spetta contribuzione figurativa. Continua a pagina 20 • • • essere impresa • • • giugno 2017 • 19


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 19

Lavoratori precoci

Il trattamento di APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

L’articolo 1, comma 199 e seguenti, della legge di bilancio 2017 prevede la possibilità, per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni, di accedere con un requisito contributivo ridotto alla pensione anticipata (articolo 24, comma 10, della legge 22 dicembre 2011, n. 214). Il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) ed alle sue forme sostitutive ed esclusive, con almeno un anno di contribuzione - tradotto in mesi (12), settimane (52) e giorni in riferimento alla gestione di appartenenza - per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età e che sono nelle seguenti condizioni:  lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;  lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);  lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;  lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67);  lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa una delle seguenti attività: - operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; - conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; - conciatori di pelli e di pellicce; - conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; - conduttori di mezzi pesanti e camion; - personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; - addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; - insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; - facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;

Ai beneficiari non spettano gli assegni al nucleo familiare.

REQUISITI Per ottenere l’indennità è necessario che i soggetti in possesso delle condizioni indicate dalla legge abbiano, al momento della domanda di accesso, i seguenti requisiti:  almeno 63 anni di età;  almeno 30 anni di anzianità contributiva; per i lavoratori che svolgono le attività di cui all’allegato A del DPCM l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni;  non essere titolari di alcuna pensione diretta. L’accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero. L’indennità non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’assegno di disoccupazione (ASDI), nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale. È invece compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro lordi annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro lordi annui. Nelle ipotesi di superamento del limite annuo così determinato, il soggetto decade dall’APE sociale e l’indennità percepita nel corso dell’anno in cui il superamento si è verificato diviene indebita e la Sede Inps procede al relativo recupero.

COME FARE DOMANDA I soggetti che entro il 31 dicembre 2017 si trovino o potrebbero venire a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge devono, preliminarmente alla domanda di prestazione, presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017; coloro i quali vengano o possano trovarsi nelle predette condizioni entro il 31 dicembre 2018 devono presentare la predetta domanda entro il 31 marzo 2018. Contestualmente o nelle more dell’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE sociale, il soggetto già in possesso di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, può presentare la domanda di accesso alla prestazione. Le domande, sia di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale, sia di accesso al beneficio, devono essere indirizzate alle sedi territoriali Inps di competenza e presentate in modalità telematica attraverso il nostro patronato INAPA.

20 • giugno 2017 • • • essere impresa

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notiziario tecnico • • • Segue da pagina 20

- personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; - operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti. Riguardo all’ultimo punto, le attività lavorative si intendono svolte in via continuativa quando non abbiano subito interruzione nei sei anni precedenti il momento del pensionamento per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi ed a condizione che le attività lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente il pensionamento per una durata almeno pari all’interruzione predetta. Comportano l’interruzione della continuità i periodi di svolgimento di attività diverse da quelle gravose di cui sopra e i periodi di inoccupazione. Il periodo di interruzione (di durata massima di 12 mesi) può essere frazionato o può collocarsi anche interamente nei 12 mesi antecedenti la decorrenza del trattamento pensionistico. Dal mese di maggio 2017 i lavoratori interessati potranno ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione. Tale requisito è soggetto al normale adeguamento alla speranza di vita, a decorrere dal 1° gennaio 2019. La riduzione riguarda sia i lavoratori che le lavoratrici: il requisito si abbassa di un anno e dieci mesi per gli uomini e di dieci mesi per le donne. Il beneficio verrà riconosciuto, dopo la presentazione di apposita domanda, a condizione che l’interessato risulti in possesso dei requisiti necessari per essere definito “precoce” e rientri nel contingente numerico che tiene conto dei limiti di spesa previsti dalla norma. Per la presente misura è stato inserito un limite di spesa di 360 milioni di euro per il 2017, 550 milioni di euro per il 2018, 570 milioni di euro per il 2019 e 590 milioni di euro dal 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del beneficio pensionistico, accertando i criteri di priorità nell’accesso (data di conseguimento del requisito ridotto dei 41 anni e data di presentazione della domanda amministrativa per il riconoscimento delle condizioni).

COME ACCEDERE AL BENEFICIO Per poter accedere al beneficio, l’interessato deve presentare con modalità telematica, entro il 15 luglio 2017 o, per i soggetti che vengono o possono trovarsi nelle predette condizioni nel corso degli anni successivi, entro il 1° marzo di ciascun anno, una domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. Le domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate per l’anno 2017 in data successiva al 15 luglio 2017 e per gli anni successivi in data successiva al 1° marzo di ciascun anno, sempre che siano pervenute entro e non oltre il 30 novembre di ciascun anno, potranno essere prese in considerazione dall’Istituto nell’anno di riferimento esclusivamente se residuino risorse finanziarie nei limiti dello stanziamento annuale. Possono essere valutati in via prospettica e, comunque, maturati entro

la fine dell’anno in corso al momento della presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio:  il requisito contributivo;  il trimestre di inoccupazione successivo alla conclusione del periodo di percezione della prestazione di disoccupazione;  il requisito di almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, ovvero di almeno la metà della vita lavorativa complessiva, svolti come lavoratore addetto a lavori usuranti che soddisfa le condizioni di cui all’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67;  i sei anni di svolgimento in via continuativa dell’attività gravosa di cui all’articolo 1, comma 199, lettera d). Entro il 15 ottobre dell’anno 2017 ed entro il 30 giugno di ciascun anno successivo (oppure entro il 31 dicembre di ciascun anno per le domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 e il 1° marzo di ciascun anno ma non successive al 30 novembre) l’Inps comunica all’interessato l’esito dell’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. La domanda di accesso alla pensione anticipata con il beneficio per i lavoratori precoci è presentata, con modalità telematica, all’INPS ed è corrisposta al ricorrere di tutti i requisiti e le condizioni previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, oltreché all’esito del positivo riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio e del relativo monitoraggio. La pensione anticipata può essere richiesta anche utilizzando il cumulo della contribuzione presente sia in FPLD, che nelle gestioni speciali, nella gestione separata e casse professionali. Il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Per il solo anno 2017, la pensione sarà corrisposta con decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni e, comunque, con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017. Qualora si tratti di un iscritto alla gestione esclusiva la pensione decorre dal giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro; nel caso di domanda di pensione in cumulo la decorrenza sarà dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

INCUMULABILITÀ E INCOMPATIBILIÀ Se si accede alla pensione usufruendo della riduzione del requisito contributivo per i lavoratori precoci, non si può svolgere lavoro subordinato o autonomo, prodotto in Italia o all’estero, fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di pensione anticipata e non si possono ottenere altre maggiorazioni previste per i lavoratori precoci. Nel caso in cui il titolare di tale trattamento pensionistico percepisca, per tale periodo, redditi da lavoro autonomo o subordinato, il trattamento Continua a pagina 22 • • • essere impresa • • • giugno 2017 • 21


notiziario tecnico • • • Segue da pagina 21

pensionistico è sospeso dalla data di decorrenza di quest’ultimo fino alla conclusione del sopra richiamato periodo di anticipo e l’Inps procede al recupero integrale delle rate di pensione già erogate in tale periodo, ivi inclusa la tredicesima mensilità. Il beneficio è compatibile esclusivamente con il riconoscimento, in favore dei lavoratori sordomuti e degli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74%, ovvero ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensione di guerra, del beneficio di due mesi di contribuzione figurativa, fino al limite massimo di cinque anni, per ogni anno di servizio effettivamente svolto presso pubbliche amministrazioni o aziende private o cooperative.

Trasporti • a cura di Alberto Camporesi Cronotachigrafo - chiarimenti La circolare 2720 del 13 febbraio chiarisce alcuni punti del decreto Dirigenziale numero 2015 del 12 dicembre 2016 sui corsi che le aziende di autotrasporto possono svolgere per i loro autisti con il fine di evitare di ricevere sanzioni se un loro dipendente viola le norme sui tempi di guida e di riposo a causa del mancato assolvimento degli oneri di formazione, informazione e controllo. In particolare, l’articolo 10, del regolamento (CE) n. 561/2006, prescrive che tra gli obblighi a carico delle imprese di trasporto rientra anche quello di fornire ai conducenti le opportune istruzioni per garantire che siano rispettate le disposizioni del regolamento (CEE) n. 3821/85 (ormai abrogato e sostituito dal regolamento (UE) n. 165/2014) e del capo II dello stesso regolamento (CE) n. 561/2006. Il regolamento (UE) n. 165/2014, articolo 33 - entrato in vigore il 2 marzo 2016 - nel ribadire la responsabilità delle imprese per le infrazioni dei conducenti, specifica ancor meglio quanto stabilito dal predetto regolamento (CE) n. 561/2006, introducendo l’onere, per le imprese stesse, di garantire che i propri conducenti ricevano una formazione e istruzioni adeguate per quanto riguarda il buon funzionamento dei tachigrafi e prescrive, inoltre, che le imprese svolgano controlli periodici sul corretto uso del tachigrafo da parte dei propri conducenti. Fatti quindi salvi i divieti previsti dall’articolo 10, comma 1 del regolamento (CE) n. 561/2006, e precisamente di retribuire i conducenti in base alle distanze percorse e/o al volume delle merci trasportate, a scapito della sicurezza stradale incoraggiando l’infrazione del regolamento stesso - che per la loro gravità si ritiene debbano essere sempre punibili con sanzioni in capo alle imprese - le altre fattispecie pre-

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se in considerazione dal legislatore europeo si focalizzano sull’adempimento delle prescrizioni in materia di formazione, informazione e controllo dei conducenti di cui ai predetti articoli 33 del Regolamento (UE) n. 165/2014 e dall’articolo 10, commi 2 e 3 del regolamento (CE) n. 561/2006. Il mancato assolvimento di tali oneri da parte delle imprese comporta, dunque, l’applicazione di sanzioni in capo alle imprese stesse le quali, non sono punite per una responsabilità oggettiva derivante dal fatto dei propri conducenti, ma per una responsabilità propria, derivante dal mancato assolvimento degli oneri di formazione, informazione e controllo. D’altro canto, è ragionevole ritenere che il principio di responsabilità non possa applicarsi alle imprese che possono dimostrare di aver esattamente adempiuto a tutte le prescrizioni dei citati Regolamenti (CE) n. 561/2006 e (UE) n. 165/2014 e ciò anche sulla base di quanto disposto dall’articolo 10 comma 3 del predetto regolamento (CE) n. 561/2006, secondo alinea, che stabilisce che gli stati membri possono tener conto di ogni prova atta a dimostrare che l’impresa di trasporto non può essere ragionevolmente considerata responsabile dell’infrazione commessa. Poiché il corretto adempimento degli oneri di formazione, informazione e controllo da parte delle imprese può essere valutato in base a quanto prescritto dai Regolamenti comunitari sia dalle Autorità di controllo che dalle Autorità eventualmente adite in sede di ricorso, quale circostanza esimente della responsabilità delle imprese stesse ai fini dell’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 174, comma 14, del codice della strada, emerge l’esigenza di fornire alle imprese e - per quanto di loro rispettiva competenza - alle Autorità procedenti, elementi di valutazione uniformi e standardizzati. Proprio in quest’ottica è stato emanato il Decreto dirigenziale protocollo n. 215 del 12 dicembre 2016 (di seguito semplicemente decreto) che reca disposizioni per la corretta ed uniforme attuazione di quanto previsto dai regolamenti (CE) n. 561/2006, articolo 10, comma 2 e (UE) n. 165/2014, articolo 33, primo alinea, e che prescrive precise regole per l’erogazione dei corsi di formazione che in tal modo vengono certificati e resi uniformi su tutto il territorio nazionale e detta disposizioni circa le corrette modalità di informazione dei conducenti nonché regole e tempistiche certe per l’attività di vigilanza e controllo da parte delle imprese. Opportuno sottolineare che il decreto in argomento non introduce adempimenti obbligatori per le imprese, né è obbligatorio l’avviamento alla formazione dei dipendenti delle imprese stesse e la mancata attuazione delle prescrizioni del decreto stesso non costituisce autonomo oggetto di sanzione. Giova, inoltre, ribadire che l’ambito di applicazione della disciplina comunitaria in tema di “conducenti” si riferisce non solo all’autotrasporto merci e viaggiatori in conto terzi, ma anche all’attività in conto proprio. Per agevolare le imprese di autotrasporto c/terzi di merci e v​iaggiatori e le aziende con autocarri per trasporto Conto Proprio, il nostro Ente di Formazione Form-Art ha organizzato dei percorsi formativi.


associazione

SPORTELLO COLF E BADANTI Un supporto alle famiglie Lo sportello colf e badanti di Confartigianato Forlì nasce per offrire una consulenza qualificata sulla gestione del rapporto di lavoro di colf, badanti, assistenti familiari e baby sitter. I servizi offerti attengono a ogni fase del rapporto di lavoro, offrendo garanzie sia al datore di lavoro, sia al lavoratore domestico, nel rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro di riferimento.

Tra i servizi offerti ➜ definizione del contratto nel rispetto del CCNL del lavoro domestico ➜ elaborazione dei prospetti paga mensili, calcolo della tredicesima ed elaborazione del modello CUD ➜ calcolo dei contributi previdenziali e compilazione della modulistica per il versamento all’INPS ➜ conteggio di ferie, malattia, maternità, infortunio ➜ calcolo di TFR e liquidazione ➜ compilazione dei documenti necessari per accedere alle agevolazioni fiscali previste per il datore di lavoro Per richiedere un preventivo gratuito e una consulenza personalizzata è possibile rivolgersi al Caaf di Confartigianato Forlì, in viale Oriani 1 a Forlì, allo 0543 452811. Trasparenza, professionalità, attenzione alle esigenze del datore di lavoro e a quelle del lavoratore sono i punti di forza del servizio. essere impresa • • • giugno 2017 • 23


movimenti giovani imprenditori Le premiazioni di Confartigianato Annual Business Contest

Cultura d’impresa l’impegno dei Giovani Imprenditori

F

ar conoscere agli studenti dell’Itis Marconi come si redige un business plan, toccando con mano quali siano le difficoltà del fare impresa e le opportunità per chi ha un’idea imprenditoriale nel cassetto, ecco ciò che sprona il Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì, a proseguire il progetto Confartigianato ABC (Annual Business Contest). La competizione, giunta alla quarta edizione, consente ai ragazzi delle classi quarte di sperimentare in prima persona cosa significa concretizzare un progetto d’impresa. Una gara fra tre gruppi che hanno predisposto un piano aziendale, sfruttando quanto appreso nel corso degli incontri con gli esperti dell’Associazione realizzati durante l’anno scolastico. Un impegno conclusosi sabato 20 maggio con la cerimonia di premiazione, nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale Marconi (nella foto). Confartigianato ha organizzato un percorso formativo, con

giornate d’approfondimento, curate dal personale dell’Associazione e dai Giovani Imprenditori, che, in qualità di tutor, hanno coadiuvato le squadre nella redazione dei progetti. Chiarisce Mauro Collina, coordinatore del Gruppo Giovani di Forlì “in questa edizione l’interesse dei ragazzi è passato dalle app, percepite erroneamente come facile occasione da arricchimento, verso temi più concreti e vicini al percorso di studi, legati ai cambiamenti della quarta rivoluzione industriale. Internet delle cose, abitazioni connesse in ecosistemi digitali a misura d’uomo, sono la tendenza sempre più forte e decisa che porta a nuovi stili di vita. Elettrodomestici capaci di decidere, con attenzione al risparmio e all’ambiente e schermate di informazioni su ciò che accade all’interno delle abitazioni. Il tutto, sorvegliato, gestito e comandato dal telefono, dal tablet o addirittura da uno smartwatch.” Conclude “i ragazzi dell’ITIS hanno affrontato questi scenari, che sembravano avveniristici fino a pochi anni fa e i risultati sono positivi. Il futuro è nelle loro mani e Confartigianato è orgogliosa di accompagnarli in questo percorso.” Anche quest’anno la giornata conclusiva ha previsto che i ragazzi protagonisti della gara illustrassero ai compagni i diversi progetti, dai quali sono usciti i vincitori. Un appuntamento molto atteso, non solo per aggiudicarsi la coppa sulla quale sono incise tutte le classi, che hanno conseguito il primo posto nelle diverse edizioni, ma anche per l’orgoglio di aver avuto un’idea vincente.

Il ruolo dell’alternanza scuola-lavoro

Confartigianato punto di contatto tra i due mondi “La quarta edizione di Confartigianato ABC che si è conclusa sabato 20 maggio dimostra che gli studenti sono curiosi e interessati, hanno voglia di confrontarsi col mondo del lavoro, scegliendo di frequentare un corso al di fuori dell’orario scolastico proprio per conoscere il significato del fare impresa.” Sono parole di soddisfazione quelle espresse dalla dirigenza di Confartigianato in occasione della proclamazione del progetto imprenditoriale vincitore della gara fra classi dell’ITIS Marconi, 24 • giugno 2017 • • • essere impresa

BICKO Domotic pensato dai ragazzi della classe IV B Elettronica: Michele Bosi, Lucian Petrison Ion, Nicolò Zoffoli, Giacomo Orioli e Klevis Duka. Come evidenziano i dati, in Italia la quota di giovani under 30 che sono impegnati sui libri e che lavorano è pari al 3,4% del totale ed è sensibilmente inferiore alla media dell’Unione europea che si attesta al 14%. Per affrontare la criticità della bassa interazione tra scuola e mercato del lavoro, la riforma Continua a pagina 25 • • •


giovani imprenditori movimenti Giovani Imprenditori attenti alle novità

La quarta rivoluzione industriale al centro di una indagine

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opo il convegno realizzato a Forlì dello scorso 20 aprile (nella foto), il piano Industria 4.0 continua a essere al centro dell’approfondimento da parte del Gruppo Giovani Imprenditori. Un sondaggio online realizzato recentemente, proprio fra gli under 40 ha messo in luce che il 33,8% dei partecipanti all’indagine conoscono il Piano Nazionale Industria 4.0. La quota di imprenditori che dichiarano di conoscere il Piano Nazionale Industria 4.0 si alza e si attesta al 42,7% per coloro che operano nel settore manifatturiero, comparto principalmente interessato dalle misure introdotte nel Piano. Tra tutti coloro che ne sono a conoscenza solo il 20% ha compreso quan• • • Segue da pagina 24

Confartigianato punto di contatto tra i due mondi sulla Buona Scuola (legge 107/2015) ha introdotto l’alternanza scuola-lavoro come percorso obbligatorio dell’ultimo triennio delle scuole superiori. Ciò si traduce, per l’anno scolastico 2016/2017, in u​n coinvolgimento di 1.150.000 studenti. Continuano i vertici di Confartigianato “sulla partecipazione delle imprese ai percorsi di alternanza influiscono le condizioni del mercato del lavoro, chiaramente al decrescere del tasso di disoccupazione tende a crescere la quota di imprese che ospitano studenti.” L’indagine Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro i dati sulla propensione delle imprese con dipendenti a ospitare studenti in alternanza scuola lavoro chiarisce i numeri: il 9,7% del totale e l’8,1% delle realtà artigiane sono coinvolte nel

to questo preveda. Il 78,5% degli intervistati valuta necessario un supporto tecnico per comprendere e attuare le misure del Piano Nazionale Industria 4.0 e due imprenditori su tre (66,7%) usufruirebbero di servizi di consulenza a sportello dedicati a innovazione, tecnologie digitali e a Industria 4.0 se promossi da Confartigianato. Il 12,7% degli imprenditori usano o useranno almeno una misura indicata nel Piano Nazionale Industria 4.0 che sale al 73,3% tra coloro che conoscono il Piano. Le misure sono principalmente l’iper-ammortamento (73,7%) e la Nuova Sabatini (50,5%); seguite dal Credito di imposta in ricerca e sviluppo (36,4%), da Start Up e PMI Innovative (13,1%) e dal Patent Box (7,1%). La formazione è ritenuta l’azione prioritaria per accrescere le competenze digitali dal 60,3% degli imprenditori. I giovani a capo di imprese artigiane valutano come azioni rilevanti per aumentare il livello di competenze digitali anche il mettersi in rete con altre imprese specializzate in tecnologie digitali (23,2%), partecipare a incontri con fornitori di app e soluzioni software (19,6%), effettuare assunzione di risorse qualificate (8,5%) e acquistare servizi da imprese specializzate nelle tecnologie digitali (7,4%). progetto. “Per questo diviene necessario realizzare percorsi diversi di alternanza, imparare il significato di business plan, conoscere le dinamiche del credito e poter conoscere gli elementi base del fare impresa rappresenta un’opportunità preziosa per i ragazzi.” E l’attenzione dell’artigianato del nostro territorio alla scuola è chiarito dalle statistiche: in prima posizione il Nord-Est (10,2% delle imprese ospitano studenti in alternanza) seguito dal Nord-Ovest (8,8%) e il Centro (8,4%) mentre la quota minore, pari al 4,9%, si osserva nel Mezzogiorno. Le regioni con la più elevata propensione delle imprese artigiane sono Trentino Alto Adige con il 12,9% seguito da Friuli Venezia Giulia con l’11,2%, Piemonte con il 9,9% ed Emilia Romagna con 9,8. A livello provinciale la classifica incorona Cuneo con il 14,8%, seguito da Bolzano con il 13,1% e la nostra provincia di Forlì-Cesena con il 12,7%, seguita da Asti e Trento con il 12,6%, Ravenna con il 12,4% e Reggio Emilia con il 12%. essere impresa • • • giugno 2017 • 25


movimenti anap Legge di Bilancio 2017

A luglio arriva la nuova quattordicesima

L’

INPS conferma l’erogazione nel mese di luglio della “somma aggiuntiva” (quattordicesima mensilità di pensione) a 3,4 milioni di pensionati con i nuovi requisiti e importi stabiliti dalla Legge di Bilancio 2017 approvata alla fine dello scorso anno e dà le indicazioni per l’applicazione della normativa. Con la Legge di Bilancio veniva esteso il beneficio ai pensionati oltre 64 anni con redditi tra 1,5 e due volte il trattamento minimo e veniva aumentato l’importo per chi già il beneficio lo percepiva. Ecco, in sintesi, a chi spetta la quattordicesima e come viene erogata. Ai pensionati con più di 64 anni con un reddito complessivo individuale annuo fino a 13.049,14 euro (due volte il trattamento minimo, circa 1.000 euro al mese). Non conta quindi il reddito del coniuge né i beni che dovesse avere il pensionato, se non danno reddito. La somma viene corrisposta una volta l’anno. Ai pensionati con redditi fino a 9.786,86 euro annui (fino a 1,5 volte il minimo), ovvero circa 752 euro al mese per 13 mensilità, che già godevano del beneficio, spetterà un im-

porto pari a 437 euro se hanno fino a 15 anni di contributi, a 546 euro se hanno da 15 a 25 anni di contributi e a 655 euro se hanno oltre 25 anni di contributi. I pensionati che hanno un reddito tra 9.786,87 euro e 13.049,14 euro riceveranno una somma variabile tra 336 euro (se hanno fino a 15 anni di contributi) e 504 euro (con più di 25 anni di contributi). Ai pensionati che hanno tra i 15 e i 25 anni di contributi verranno corrisposti 420 euro. Per i pensionati del lavoro autonomo i requisiti di contribuzione sono aumentati di tre anni rispetto agli ex lavoratori dipendenti. La quattordicesima viene corrisposta insieme al rateo di luglio se si perfeziona il requisito anagrafico nel primo semestre, mentre sarà corrisposta a dicembre se si raggiungono i 64 anni nel secondo semestre del 2017. Il beneficio viene erogato “in via provvisoria sulla base dei redditi presunti” e sarà verificato appena si conosceranno le informazioni consuntivate dei redditi 2016, “o nel caso di prima concessione, del 2017”.

Bilancio positivo per l’attività del CUPLA Il CUPLA Forlì-Cesena (Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) composto da sette Associazioni dei Pensionati ( tra cui ANAP - Confartigianato) stila il bilancio del 2016, anno di particolare rilievo, aprendosi con il rinnovo dei propri vertici. L’assemblea provinciale ha eletto il nuovo Direttivo, in carica per il biennio 2016-17, nominando Presidente Ugo Berti, già vicepresidente, artigiano, rappresentante di Anap Confartigianato Forlì. Il nuovo Direttivo del Cupla provinciale, oltre al presidente Berti, è composto dal vice presidente Benito Gaudenzi e dai consiglieri Paola Desanti, Alberto Dina, Cesare Garavini, Sergio Giunchi, Sauro Suprani, Marcello Mazzotti, Ernesto Partisani, Ettore Succi e 26 • giugno 2017 • • • essere impresa

Armano Morelli. L’impegno del presidente Berti è stato fin da subito improntato alla promozione dell’attività del Cupla nel segno della continuità al fine di assicurare la massima visibilità al Coordinamento e di rappresentare al meglio le problematiche e le istanze dei pensionati del lavoro autonomo. L’azione svolta dal CUPLA si è tradotta, dunque, in momenti di studio e attività convegnistiche per dare rilievo alle tematiche connesse alla terza età. Il primo appuntamento pubblico promosso dal Cupla provinciale è stato un approfondimento dell’impatto delle modalità di calcolo e compilazione dell’ISEE, con un focus specifico sui servizi e le prestazioni assistenziali. Sulla questione, da segnalare l’impegno del Cupla, a

tutti i livelli, per sensibilizzare le istituzioni centrali a individuare strumenti adeguati, finalizzati a consentire la massima partecipazione ai processi di scelta e programmazione tecnico-normativa delle Associazioni rappresentanti le persone anziane coinvolte nell’applicazione dalla nuova ISEE. Successivamente, il Cupla provinciale ha preso parte alla quinta conferenza PAR (Piano di Azione Regionale) promossa dalla Regione Emilia Romagna per affrontare in modo integrato i temi legati alle politiche e alla programmazione per la terza età. L’incontro, svoltosi a Bologna, ha riguardato il tema “Innovazione e integrazione delle politiche regionali per le persone anziane, ma anche le sfiContinua a pagina 27 • • •


anap movimenti La terza edizione della campagna

Più sicuri insieme

P

er gli anziani il pericolo di truffe, raggiri, furti e rapine è ovunque. In casa, per strada, su Internet. L’arma migliore per difendersi consiste nel conoscere i trucchi usati dai malintenzionati e le situazioni a rischio. Anziani più informati e più sicuri, quindi. È proprio questo l’obiettivo della Campagna nazionale contro le truffe agli anziani, giunta quest’anno alla terza edizione, promossa da Anap, Associazione nazionale anziani e pensionati di Confartigianato, insieme con il Ministero dell’Interno, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale della Polizia Criminale, con il contributo della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza. La Campagna punta a sensibilizzare la popolazione anziana sul tema della sicurezza, fornendo informazioni e consigli utili per difendersi dai malintenzionati e per prevenire i reati. Più sicuri insieme è lo slogan della Campagna perché i peggiori nemici delle persone anziane sono la solitudine e il senso di isolamento che li espone ai fenomeni di criminalità. Il problema della sicurezza è centrale se si considera che l’Italia è il Paese europeo con la maggiore quota di over 65, 13.370.000 persone, sul totale della popola-

zione, vale a dire il 2,8% in più rispetto alla media Ue. Un numero destinato a salire rapidamente: nel 2050, infatti, un terzo degli italiani sarà anziano. Persone sempre più vulnerabili e insicure visto che, secondo i dati di Confartigianato, l’82,3% degli anziani diffida del prossimo e questa percentuale, dal 2011 al 2016, è aumentata dell’1,3%. Bisogna stare in guardia, ma anche affidarsi con fiducia a chi può difendere i diritti dei cittadini. Per questo la Campagna prevede l’alleanza con le Forze di Polizia in un’azione comune per tutelare soprattutto i soggetti più deboli, in vista dei mesi estivi durante i quali si moltiplicano i rischi per gli anziani che rimangono soli. La campagna prevede la distribuzione, in tutta Italia, di vademecum e depliant che contengono poche semplici regole, suggerite dalle Forze di polizia, per difendersi dai rischi di truffe, raggiri, furti e rapine in casa, per strada, sui mezzi di trasporto, nei luoghi pubblici, ma anche utilizzando Internet e, soprattutto, consigliano di rivolgersi sempre con fiducia alle Forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza) per segnalare atteggiamenti sospetti e per denunciare situazioni di pericolo.

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familiari a quello misurabile in giornate, ore, minuti dedicate all’associazionismo e al volontariato - ma sottolineando, allo stesso tempo, anche la consistente parte di pensionati a rischio povertà. Altra attività di rilievo, il ciclo di conferenze sociosanitarie promosso in collaborazione con l’assessorato alla Rete Civica del Comune di Forlì. Gli incontri informativi, dedicati al tema Anziani attivi e in salute, hanno permesso di approfondire le conoscenze in merito alla rete dei servizi rivolti ai cittadini, in particolare a quelli diversamente giovani e più fragili. Questi i temi dei quattro incontri: Dalla cura del sintomo alla presa in carico della persona - Nuove risposte ai bisogni di assistenza agli anziani; Teniamo (all)a mente - Aver cura della propria mente allenando la memoria; Casa sicura e adattamento domestico - Rendere adeguato l’ambiente domestico alle esigenze delle persone anziane; Migliorare la salute a tavola - Il piatto ideale che gli anziani dovrebbero portare in tavola. Un insieme di azioni che continuano anche nell’anno in corso.

Bilancio positivo per l’attività del CUPLA de e i nuovi bisogni dinnanzi a una società sempre più anziana”. Si è poi svolto il secondo meeting provinciale del Cupla, un pomeriggio di festa e riflessione a Villa Silvia di Cesena, dedicato al tema ‘Invecchiamento attivo, aggiungere anni alla vita’. Il convegno ha visto gli interventi della psicologa Chiara Salerno, dell’Assessore ai Servizi per le persone del Comune di Cesena Simona Benedetti e la presenza del Coordinatore Regionale Cupla Salvatore Cavini. Il direttivo ha preso parte all’incontro promosso dal nazionale a Roma sul tema ‘Anziani attivi, ma cresce il disagio’, appuntamento che ha visto anche la partecipazione del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Al rappresentate del Governo, il Cupla ha presentato idee e proposte provenienti dalle associazioni dei pensionati, ribadendo il ruolo svolto dai pensionati in famiglia e nella società - dal contributo economico ai bilanci

essere impresa • • • giugno 2017 • 27


categorie e mercato autotrasporto Motorizzazione no alla chiusura della sede forlivese

L’attuale gestione portata all’attenzione del Governo Una battaglia per le imprese. Un impegno per il nostro territorio. Confartigianato Forlì continua nell’opera di sensibilizzazione delle istituzioni affinché il comprensorio forlivese non venga depredato dei servizi essenziali. Un’attività costante che vede l’associazione dialogare con i rappresentanti delle istituzioni affinché tutelino l’economia locale, anche attraverso il mantenimento dei servizi essenziali per operare al meglio. Come riportato anche dalla stampa locale, le criticità riscontrate nelle sedi della Motorizzazione Civile di Forlì e Cesena finiscono in Parlamento. Grazie all’intervento della senatrice romagnola Mara Valdinosi, sollecitata dalle associazioni di categoria territoriali tra cui Confartigianato Trasporti. La senatrice ha chiesto al Governo di prendere misure tempestive per garantire il pieno funzionamento dei servizi della Motorizzazione Civile. Come chiarito dalla senatrice “le imprese dell’autotrasporto lamentano gravi ritardi legati ai servizi di collaudo ritardi che si ripercuotono sulle attività e si trasformano in disagi e danni economici. Ci sono aziende, infatti, che si trovano costrette a fermare i loro mezzi a causa delle revisioni scadute e non rinnovabili in tempi brevi”. Sono proprio le tempistiche di elaborazione di queste pratiche ad essere al centro delle problematiche. Nelle sedi della Motorizzazione Civile di Forlì e Cesena si riscontra una grave carenza di organico del per-

sonale tecnico ci sono soltanto tre persone, di cui una part-time, e poi dal 16 marzo scorso è venuta a mancare in via continuativa l’ingegnere di riferimento. Il risultato è che per ottenere un collaudo serve attendere non meno di 45 giorni dalla data del protocollo e anche il nuovo meccanismo di prenotazione, da effettuare online attraverso il portale dell’automobilista, determina ritardi, irrigidimenti e maggiori costi per le imprese visto che al momento il sistema funziona a singhiozzo. In provincia sono attive circa 1.400 imprese nel settore dei trasporti, di cui quasi l’80% si occupa di trasporto merci su strada. Evidente l’impatto che può avere su queste attività una Motorizzazione Civile che funziona col freno a mano tirato. “Se prima venivano garantire circa 20 prenotazioni settimanali per i servizi di collaudo - aggiunge ancora - oggi questa attività si è praticamente dimezzata, con circa 10 prenotazioni settimanali. Nonostante queste criticità siano state segnalate a più riprese, la Motorizzazione Civile a Forlì e a Cesena non è messa nelle condizioni di poter assolvere alle sue funzioni e per l’economia locale, di cui l’autotrasporto è una delle voci più importanti, è un danno rilevante.” L’impegno della senatrice Valdinosi testimonia l’importanza del dialogo e della collaborazione tra chi assiste le imprese e le istituzioni che regolano il contesto nel quale essere operano.

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28 • giugno 2017 • • • essere impresa


autotrasporto categorie e mercato Trasporti: un nuovo modello europeo

Le misure per migliorare la mobilità Trasporti più sicuri, pedaggi equi, riduzione dell’inquinamento, lotta al lavoro nero: la Commissione Europea ha presentato a fine maggio un pacchetto di misure pensato per migliorare la mobilità nel vecchio continente. L’obiettivo di lungo termine dell’iniziativa è realizzare benefici che «si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l’occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l’equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e indirizzeranno l’Europa sulla strada della diminuzione delle emissioni». “L’Europa in movimento”, così la Commissione ha battezzato il pacchetto, prevede una prima serie di otto iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Si tratta di un settore di particolare importanza per l’esecutivo comunitario, perché impiega direttamente cinque milioni di europei, e perché all’origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea. Le proposte, che adesso passeranno al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio per essere approvate e adottate, puntano a migliorare il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. In particolare, prevede una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio sull’applicazione delle leggi nazionali sul salario minimo. Tra le misure più significative per il contrasto alla concorrenza sleale e al dumping sociale, due delle principali piaghe che affliggono il comparto, Confartigianato Trasporti segnala:  Cabotaggio - prevista la possibilità di un nu-

mero indefinito di operazioni ma nell’arco di 5 giorni durante i quali il conducente è considerato un distaccato e quindi deve assolvere tutti gli obblighi previsti dalla disciplina sul distacco;

 Trasporto internazionale - in caso di trasporti

transfrontalieri si applicano al conducente le condizioni normative e salariali più favorevoli del Paese di destinazione, se vi trascorre almeno 3 giorni al mese;  Riposo regolare settimanale - si afferma il divieto di effettuarlo nella cabina del camion, dovrà essere trascorso a casa o in adeguata sistemazione;  Letter box (società fittizie), verranno imposti nuovi criteri ed obblighi per contrastare le società di comodo costituite all’estero per beneficiare di una migliore imposizione fiscale e previdenziale.

Motorizzazione nella bufera

La posizione di Confartigianato “Siamo contrari alla chiusura della sede forlivese della Motorizzazione e auspichiamo che gli attuali disservizi non siano creati ad arte, proprio per spingere a un definitivo trasferimento su Cesena”. Netta la posizione dei vertici dell’Associazione che lamentano come il progetto di accorpamento, pur nell’ottica della spending review, farebbe in realtà lievitare i costi per le imprese. e i cittadini. “Spostare tutti i servizi significa far scontare ai privati, eventuali vantaggi per l’ente pubblico, pensiamo solo alle attività di autoriparazione che si occupano della manutenzione dei veicoli da revisionare e che hanno sede, proprio per ragioni di praticità del cliente, nei pressi dell’attuale Motorizzazione, ma non solo, tutti gli utenti saranno costretti a spostarsi su Cesena per qualsiasi tipo di pratica da effettuare, dal rinnovo della patente, ai collaudi e revisioni per ogni tipologia di veicolo.”

essere impresa • • • giugno 2017 • 29


categorie e mercato edilizia Iniziativa congiunta delle associazioni romagnole

Appalti pubblici sotto i riflettori Si è tenuto a Cesena, lo scorso 8 maggio, il partecipato convegno organizzato da Confartigianato Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini (nelle foto). L’iniziativa, prendendo spunto dalla recente pubblicazione del Correttivo del nuovo codice appalti, ad appena un anno dalla sua introduzione, ha garantito un’informazione circa le novità introdotte, per limitare le criticità che hanno caratterizzato il periodo di prima applicazione. Criticità, costituite in particolare dall’appesantimento delle procedure, dal sovraffollamento delle gare determinato dal ricorso delle stazioni appaltanti alle manifestazioni d’interesse, dalla mancanza di predeterminazione dell’offerta anomala e dalle conseguenti aggiudicazioni tramite sorteggio, che, se da un lato possono garantire trasparenza, non sono certamente un esempio premiante per imprese virtuose e meritevoli. La presenza di Daniela Scaccia, responsabile Nazionale di ANAEPA-Confartigianato ha evidenziato le principali regole del Codice Appalti per le imprese che concorrono ad appalti pubblici, le novità legislative del correttivo, nonché le richieste che Confartigianato nelle audizioni parlamentari

ha presentato per tutelare le micro-piccole e medie imprese del settore, allo scopo di favorire la concessione dei lavori alle imprese locali, soprattutto di piccole dimensioni, spesso relegate al subappalto. Gli interventi di Angelo Rossi, dirigente Stazione unica appaltante Unione dei Comuni Valle del Savio, di Paolo Neri, segretario e direttore generale del Comune di Ravenna e di Flavio Magalotti, responsabile della Centrale unica di Committenza per gli appalti dell’Unione dei Comuni del Forlivese, hanno qualificato l’iniziativa, garantendo un confronto utile e costruttivo con Confartigianato per favorire, sempre nel rispetto delle regole, la prossimità degli appalti, e fornendo spunti importanti di confronto per superare le criticità insorte nel primo anno di applicazione del Nuovo Codice Appalti. Confartigianato da anni richiede agli interlocutori pubblici, a partire dai Comuni di tutelare le piccole imprese attraverso appalti a chilometro zero per garantire qualità e professionalità nel territorio. Nonostante alcune modifiche positive che sono state recepite dal Parlamento e dal Governo rispetto alle richieste di Confartigianato, negativa è stata la scelta di eliminare in extremis, la cosiddetta “riserva d’appalti” per le imprese locali, soprattutto di piccole-medie dimensioni. Confartigianato, nel ribadire l’obiettivo di favorire la filiera corta degli appalti, per garantire maggior valore aggiunto al territorio, tramite lavori qualitativamente apprezzabili per gli enti locali e per le nostre comunità, grazie al patrimonio di professionalità e serietà delle imprese locali, continuerà ad impegnarsi per questa prospettiva. Le Associazioni sollecitano un confronto territoriale con i principali Comuni della Romagna per avanzare proposte specifiche tese a superare in maniera omogenea il sovraffollamento delle gare, la lotteria delle aggiudicazioni e i criteri per gli appalti banditi a offerta economicamente più vantaggiosa. 47121 Forlì (FC) • Via Martin Luther King, 5 Tel. +39 0543 480580 • Fax +39 0543 561906 www.citienne.com • info@citienne.com

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Essere Impresa Giugno 2017  

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