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06 • DICEMBRE 2017 Anno 07 - Direttore Responsabile Roberto Faggiotto - Mensile di informazione tecnica, economica, sindacale - Forlì, viale Oriani, 1 - Aut. Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/78 - Tariffa R.O.C.: “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale in regime libero - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009”

Disegniamo assieme il rilancio del territorio Confartigianato Forlì continua il dialogo con le istituzioni e il confronto con tutti i soggetti del territorio, di cui l’associazione è un ingranaggio fondamentale. Per questo sono stati ulteriormente intensificati i contatti con le amministrazioni locali, per offrire piena collaborazione per un’azione congiunta a favore di chi qui opera. Con la consapevolezza che sono proprio gli imprenditori il fulcro dell’economia della nostra provincia, in cui è attiva un’azienda ogni 9 persone. Un sistema produttivo che, soprattutto nel forlivese, è fortemente caratterizzato da realtà sotto i dieci dipendenti. Si riparte da qui, per costruire un nuovo anno ricco di soddisfazioni.

in evidenza L’EDITORIALE: “Non prendeteci per il mulo”. Il segretario Roberto Faggiotto spiega la motivazione alla base della protesta di Confartigianato. La Legge di Bilancio trascura i provvedimenti chiave per la piccola impresa. A pagina 2

IL NOTIZIARIO TECNICO: Le news dai servizi; continuano le anticipazioni sulla Finanziaria 2018, gli incentivi per l’occupazione giovanile e le novità dallo sportello energia. Da pagina 15 a pagina 19

ASSOCIAZIONE: Cena degli auguri per unire, in un’occasione speciale, le due anime di Confartigianato: gli imprenditori associati, rappresentati dai delegati e i dipendenti dell’Associazione che li supportano quotidianamente con professionalità e passione nella gestione dell’attività. Da pagina 4

I MOVIMENTI: Donne Impresa s’interroga sulla fattibilità della parità di welfare. Anap denuncia: stretta sulle truffe agli anziani bloccata in Parlamento. Giovani Imprenditori: presentato il digital innovation hub delle Confartigianato romagnole. Da pagina 20 a pagina 26


associazione editoriale Legge di bilancio

Piccola impresa dimenticata • di Roberto Faggiotto

I

n questi giorni sulle pagine dei giornali è apparsa la campagna di Confartigianato nazionale contro la mancata adozione, nella Legge di Bilancio al vaglio del Parlamento, di provvedimenti maggiormente incisivi per le piccole imprese. Lo slogan molto forte e volutamente provocatorio, “non prendeteci per il mulo”, vuole essere un grido di allarme, per far conoscere le difficoltà della piccola impresa in Italia. Gli imprenditori hanno messo in campo tutte le migliori energie per fronteggiare la crisi, ma è indispensabile un supporto da parte del Governo. La burocrazia oggi è un ostacolo all’attività economica, non soltanto perché sottrae tempo, che gli imprenditori potrebbero impiegare per produrre, ma per le pesanti ripercussioni economiche che spesso disincentivano anche la nascita di nuove attività economiche. La burocrazia elefantiaca, che frequentemente si autoalimenta, impone costi eccessivi o superflui per le imprese, costi diretti e costi legati agli obblighi, che mettono in ginocchio chi fa impresa. Il sistema legislativo italiano, composto da più livelli con competenze specifiche e poteri autonomi, impone che le aziende assolvano ad adempimenti derivanti non solo dalla legislazione nazionale, ma anche da quella regionale e dai regolamenti locali. Una selva di provvedimenti, talvolta contrastanti, che sono sopravvissuti ai tentativi di semplificazione messi in campo in questi ultimi dieci anni. È necessaria una riforma strutturale per ricostruire la fiducia tra cittadini e Stato, per eliminare definitivamente i colli di bottiglia che ancora persistono. L’amarezza per la mancata soppressione del Sistri, strumento che pur non essendo mai entrato in vigore ha comportato costi per gli imprenditori, la mancata risoluzione della questione del riporto delle perdite per le imprese che applicano il nuovo “regime di cassa”, sono fonte di preoccupazione. Il mancato riporto delle perdite rende, praticamente, inapplicabile il quanto varato lo scorso anno per oltre due milioni di imprese. Gli imprenditori, per competere, hanno fatto investimenti, formato personale, vissuto con coraggio. Ora vogliamo la stessa determinazione dalla politica. Viale Oriani, 1

Direttore Responsabile Roberto Faggiotto

tel 0543 452811 • fax 0543 452852

Redazione Roberta Zoli

Reg. Naz. Stampa 06185 del 17/2/98 - ROC 5252

Fotocomposizione e Stampa Litocartotecnica Citienne srl Forlì Tel. 0543 480580 • www.citienne.com

ORGANO UFFICIALE DI STAMPA DI CONFARTIGIANATO FORLÌ FEDERIMPRESE

Autorizzazione Tribunale di Forlì n. 548 del 24/11/1978

Anno VII • n. 06 DICEMBRE 2017

Tariffa R.O.C: “Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale in regime libero

redazione@confartigianato.fo.it www.confartigianato.fo.it

2 • dicembre 2017 • • • essere impresa

D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Commerciale Business Forlì n. 66/2009

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il commento associazione L’orgoglio di essere sistema

Un intervento condiviso per il forlivese • a cura del presidente Luca Morigi

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ta per concludersi un anno caratterizzato da segnali di ripresa, deboli, ma che lasciano spazio a un cauto ottimismo. Si sta delineando il domani, in cui le risorse saranno sempre più scarse e da distribuire con maggiore perizia. Il futuro modello di sviluppo dell’economia e della società italiana richiederà una fase di crescente sussidiarietà per integrare risorse pubbliche e private, senza la quale si verificherà - inevitabilmente - un deterioramento dell’offerta dei servizi essenziali al cittadino, in ambito sanitario, previdenziale e assistenziale. È un dato incontrovertibile, suffragato dalle numerose evidenze, che l’ufficio studi della Confederazione nazionale, settimanalmente propone. In un sistema economico in cui l’artigianato e le micro e piccole imprese sono protagoniste occupando il 66% dei lavoratori in Italia e rappresentando il 99,4% delle attività produttive, il ruolo dell’associazionismo e della bilateralità come punti di contatto tra la richiesta e l’offerta di servizi di welfare, intermediando o erogandoli direttamente, cresce sempre di più. Ci troviamo a fronteggiare una nuova fase della nostra storia, in un contesto radicalmente mutato dalla crisi di questi ultimi dieci anni e caratterizzato dalla frammentazione della rappresentanza, osteggiata anche dalla politica, avversa ai corpi intermedi. In realtà, il declino dell’associazionismo è proprio ciò che ha fatto perdere ulteriori posizioni al nostro Paese nella competitività internazionale. La pretesa della politica di amministrare direttamente, bypassando chi fa rappresentanza, ha determinato uno scollamento tra il paese reale e chi lo governa. Occorre riprendere le fila di un dialogo interrotto, nell’illusione di una democrazia diretta veicolata sui social network e che ha dimostrato a più riprese la propria fragilità, risultando manipolabile e inefficace. Una sinergia di intenti che deve essere realizzata a tutti i livelli. Confartigianato Forlì sta lavorando in questa direzione, dialogando con le istituzioni locali, per essere partner degli enti pubblici, fungendo da pungolo, certamente, ma non da sterile opposizione, nella certezza che solo collaborando sia possibile riportare il nostro territorio ai livelli pre-crisi. Obiettivo è per noi l’impresa, costituita da persone che lavorano e sono parte attiva della comunità locale. Non è possibile assistere le aziende, senza prestare attenzione al contesto in cui operano, alla presenza e alla fruibilità dei servizi per le famiglie, alla vivacità del territorio. Confartigianato c’è e vuole esserci, per rappresentare al meglio i protagonisti della nostra tradizione manifatturiera. essere impresa • • • dicembre 2017 • 3


vita associativa

L’evento

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na cena degli auguri insolita quest’anno, un appuntamento pensato per ritrovarsi assieme, dipendenti e dirigenti di Confartigianato Forlì. Un’occasione di festa per scambiarsi gli auguri per un sereno Natale e un 2018 che sia veramente di rinascita. Un’opportunità per incontrarsi al di fuori dell’ambito lavorativo, in un contesto di gioia, per ricordarsi di essere parte di un sistema. Una realtà che conta più di novanta dipendenti e altrettante famiglie e che associa oltre 2800 imprenditori. Un sistema che è costituito da persone, due anime della stessa struttura. Da una parte i collaboratori che quotidianamente danno risposte alle aziende, affiancano imprenditori e dipendenti nelle più svariate necessità professionali e non solo. Col patronato e con Confartigianato Persone si tutelano i bisogni degli associati in quanto parte di un tessuto sociale. Dall’altra, i dirigenti artigiani, che hanno ricevuto un mandato da chi li ha votati, affinché trasferissero nelle sedi opportune le istanze di chi ogni giorno si scontra con burocrazia elefantiaca, fisco, credito erogato col contagocce, infrastrutture Continua a pagina 5 • • •

4 • dicembre 2017 • • • essere impresa


vita associativa

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L’evento carenti, giustizia lenta, concorrenza sleale e abusivismo, eppure continua a credere nella ripresa. Investendo tempo, ben oltre le otto ore quotidiane e fatica e non sempre ricevendo un equo compenso per il lavoro svolto. Uomini e donne che credono che fare rete sia ancora la risposta più efficace alle difficoltà. Riconoscendosi parte di un sistema associativo che da oltre settant’anni si dedica alla micro e piccola impresa, che difende il valore dell’artigianalità, come simbolo del made in Italy e del bello. Fotoservizio Sabatini

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territorio Incontro con Marianna Tonellato

La parola d’ordine è sinergia

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onfartigianato di Forlì continua il confronto con gli amministratori del territorio per conoscere da vicino il contesto in cui operano le imprese. La sindaca di Castrocaro Terme e Terra del Sole Marianna Tonellato, eletta lo scorso mese di giugno, ha incontrato una delegazione guidata dal presidente dell’Associazione forlivese Luca Morigi (nella foto), per fare il punto della situazione sul comune termale. Il presidente Morigi, presentando le motivazioni che hanno portato a richiedere un incontro, ha spiegato che il contesto economico locale, seppure non facile, non è critico. Obiettivo di Confartigianato è intensificare la collaborazione con le istituzioni per favorire la ripresa e ridare fiducia agli imprenditori, fiaccati da quasi un decennio di crisi. L’amministrazione del comune termale ha inaugurato una stagione d’intenso dialogo coi cittadini e con le imprese insediate nell’area, con l’obiettivo di mettere a sistema tutte le attività e gli eventi che possano ridare vigore all’economia locale, riportando turisti anche dai comuni limitrofi. La creazione del logo CaTe! che ha debuttato in occasione della tre giorni di musica e spettacolo realizzata la scorsa estate, testimonia la volontà di operare per promuovere il territorio, superando ogni eventuale campanilismo. È proprio questa logica di collaborazione ciò che l’Associazione forlivese auspica. Ha chiarito Morigi “come più 6 • dicembre 2017 • • • essere impresa

volte ribadito, Confartigianato chiede l’impegno da parte degli enti pubblici affinché scelgano lo spacchettamento degli appalti in lotti, così da non escludere i piccoli imprenditori e per evitare il rischio di affidare i lavori ad aziende che non hanno legami col territorio. È importante che la gestione delle problematiche locali sia data a chi ne conosce a fondo le dinamiche.” Uno scambio reciproco che porterebbe benefici non soltanto all’economia locale, costituita dal tessuto produttivo fortemente connotato da micro e piccole aziende, ma anche alla comunità, sia per la rapidità di realizzazione, sia per la cura posta in essa. “Una realtà radicata nel territorio mette in gioco non solo la propria professionalità, bensì la propria reputazione”. Creare un albo delle attività che si rendono disponibili e che possono essere contattate per intervenire rapidamente, è sicuramente un vantaggio. Tra le opportunità del forlivese c’è sicuramente il turismo, una risorsa che merita di essere implementata. Il Comune è capofila, per la Regione Emilia Romagna, del Progetto Romagna Toscana e proprio in quest’ottica si sta muovendo per mettere a frutto le risorse destinate alla valorizzazione turistica. L’offerta culturale e turistica viene intensificata, anche grazie ai contributi di Destinazione turistica Romagna, nuovo organismo previsto dalla legge regionale con l’obiettivo di sviluppare iniziative di promozione e valorizzazione dei territori sostenendo azioni promo-commerciali realizzate dagli operatori privati. Il termalismo è solo una delle voci dell’offerta turistica, il Grand Hotel è sicuramente un punto d’eccellenza, ma c’è molto altro. Terra del Sole, con le rievocazioni storiche e il fascino rinascimentale da un lato e Castrocaro Terme con la sua forte identità musicale dall’altra, sono un elemento qualificante dei diversi percorsi turistici che interessano la Romagna: il cammino di Dante, il turismo religioso, il cicloturismo, sono solo alcuni degli aspetti che l’amministrazione intende valorizzare. Il volontariato e l’associazionismo sono molto radicati, la collaborazione e il dialogo tra tutte queste realtà, sta consentendo di conseguire risultati di rilievo, con afflussi turistici ragguardevoli. Nel corso dell’incontro, Confartigianato ha chiesto anche di mantenere alta l’atContinua a pagina 7 • • •


territorio L’amministrazione di Galeata prima in Romagna

Conferito il titolo di Comune Mafia Free

L

o scorso 2 dicembre è stata conferito all’amministrazione del comune di Galeata il riconoscimento di “Comune Mafia Free”. La cerimonia alla presenza del Viceprefetto di Forlì-Cesena Michele Truppi e dei rappresentanti delle istituzioni e della cittadinanza, tra cui Elisa Deo, sindaco di Galeata, ha visto la partecipazione di Laura Caputo, presidente dell’Associazione Rete di Comuni Mafia Free, Enrico Bini, sindaco di Castelnovo ne’ Monti e Tiziano Bor• • • Segue da pagina 6

La parola d’ordine è sinergia tenzione sull’abusivismo. Chi svolge attività legate alla cura della persona, in casa, senza le necessarie qualifiche e autorizzazioni igienico-sanitarie non elude solo il fisco, ma rappresenta un pericolo per la salute degli utenti. Lo stesso per coloro che prestano servizi alla casa, solo professionisti qualificati possono garantire che il lavoro sia fatto a regola d’arte. La collaborazione con gli enti preposti al controllo e l’amministrazione comunale ha già consentito di sanare alcune situazioni denunciate da imprenditori locali, un ottimo risultato che premia la comunanza d’intenti.

ghi, sindaco di Carpineti. “Mafia Free” è il marchio dei comuni che si impegnano a realizzare le prescrizioni antimafia e che sono disponibili a fare rete affinché nessuno si senta solo di fronte a questo problema. La rete intende consigliare e sostenere i Sindaci e gli Amministratori di fronte al problema dei tentativi di infiltrazione mafiosa. Il riconoscimento costituisce un’occasione per affermare e difendere il principio di legalità quale valore fondante della convivenza libera e civile di una comunità locale. L’idea nasce dalla constatazione che non sia facile amministrare un comune e che il rischio di infiltrazione mafiosa sia una minaccia reale. Per questo è stato creato il marchio, di cui il comune di Galeata, primo in Romagna, può fregiarsi, che prevede l’applicazione di un decalogo atto a prevenire eventuali infiltrazioni criminali. Tra le norme indicate nel regolamento, lo spacchettamento degli appalti per incrementare la partecipazione delle imprese artigianali locali, favorire i locali che rifiutano l’installazione di giochi e macchinette mangiasoldi, la promozione della raccolta differenziata e collaborare con le forze dell’ordine e la prefettura per contrastare ogni attività criminale. Alla cerimonia di conferimento era presente anche Gianluigi Bandini coordinatore dell’area del Bidente di Confartigianato per testimoniare il plauso dell’associazione all’ottimo lavoro svolto dall’amministrazione galeatese.

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associazione Convention categorie

La forza di un sistema

I

valori artigiani sono l’arma vincente per conquistare il mercato. Perché il mercato cerca l’unicità, la qualità, le competenze, la diversità che soltanto i piccoli imprenditori sanno esprimere, caratteristiche degli artigiani che fanno la differenza e rendono i loro prodotti e servizi inimitabili da qualsiasi algoritmo. Cinque le parole chiave su cui fare leva per costruire il futuro delle categorie: territorio, competenze, mercato, valore, innovazione. Cinque ingredienti che gli imprenditori devono saper mixare nelle giuste dosi per trovare la ricetta più adatta da proporre sul mercato. È quanto emerso nel corso della convention categorie recentemente realizzata a Roma. L’occasione per ribadire l’importanza del fare sistema, dell’essere uniti per fare rappresentanza e per affrontare assieme le sfide del futuro. Che è già iniziato, con l’evoluzione tecnologica e il ruolo preponderante della rete. Come ribadito durante la due giorni “il lavoro artigiano è fortemente coerente con la metamorfosi del sistema produttivo determinata dalla connettività degli oggetti. In particolare vi sono alcuni ambiti settoriali che rappresentano gli assi portanti dello sviluppo dell’economia dell’Internet of things quali il settore manifatturiero, il trasporto e la logistica, l’autoriparazione e l’impiantistica interessata dallo sviluppo della domotica. Senza dimenticare l’attenzione all’ambiente.” La logica dell’economia circolare prevede che i prodotti siano progettati, realizzati e gestiti in modo da trasformare i rifiuti in risorse, con interventi lungo l’intero ciclo di vita del prodotto e non più limitati alla sola fase finale. Gli interventi possibili sono diversi, quali per esempio, l’alleggerimento, con la riduzione la quantità di materie necessarie a fornire un determinato servizio, la durabilità con allungamento della vita utile dei prodotti; l’efficienza, con riduzione del consumo di energia e di materie nelle fasi di produzione e di uso; la sostituzione che riduce l’uso di materie pericolose o difficili da riciclare nei prodotti e nei processi di produzione; la progettazione ecocompatibile basata sulla concezione di prodotti facili da mantenere in buono stato, da riparare, ammodernare, rifabbricare o riciclare; lo sviluppo dei servizi manutenzione e riparazione rivolti ai consumatori; gli incentivi per ridurre i rifiuti, per la corretta separazione e per l’adozione di sistemi di raccolta differenziata che contengano al minimo i costi di riciclaggio e 8 • dicembre 2017 • • • essere impresa

riutilizzo; la simbiosi industriale che favorisce il raggruppamento di attività per evitare che i sottoprodotti diventino rifiuti; l’orientamento al noleggio, prestito o condivisione invece dell’acquisto, nonché la creazione di mercati delle materie prime secondarie. Terzo punto oggetto dell’approfondimento è stato l’economia collaborativa la “sharing economy”, modelli imprenditoriali in cui le attività sono facilitate da piattaforme di collaborazione che creano un mercato aperto per l’uso temporaneo di beni o servizi spesso forniti da privati. Nel caso dell’artigianato 396.388 imprese operano sia nell’internet delle cose sia nella sharing economy (addirittura il 32,8 del totale delle imprese artigiane è potenzialmente interessato dai tre modelli imprenditoriali), 376.329 imprese operano sia nell’internet delle cose che nell’economia circolare (31,1%), 120.580 imprese operano in tutti e tre gli modelli imprenditoriali (10%) e 33.775 imprese operano sia nella sharing economy sia nell’economia circolare (2,8%). Le intersezioni tra i tre modelli imprenditoriali conta un totale di 927.072 imprese artigiane, pari ai tre quarti (76,7%) dell’artigianato potenzialmente interessato nell’Internet delle Cose, nell’economia collaborativa e in quella circolare. L’analisi della quota dell’artigianato sul totale delle imprese potenzialmente interessate, a livello regionale, rileva valori oltre il 40% in Valle d’Aosta (42,5%), Emilia-Romagna (41,3%) e Marche (40,9%). A livello provinciale i valori maggiori si riscontrano a: Reggio Emilia (48,0%), Fermo (47,0%), Savona (45,4%), Belluno e Cuneo (entrambe a 45,2%), Mantova (44,4%), Cremona (44,2%), Asti (43,9%), Lodi e Pavia (entrambe a 43,8%) e Forlì-Cesena (43,7%). Non a caso, le Confartigianato romagnole stanno accompagnando le aziende associate nell’evoluzione a impresa 4.0 con iniziative mirate verso questa interessante opportunità.


i numeri di telefono associazione Via Oriani, 1 - Tel. 0543/452811 - Fax: 0543/452852 e mail - confartigianato@confartigianato.fo.it - www.confartigianato.fo.it PREFISSO 0543 SEGRETARIO

452823 LUCA GASPARI

FORLIMPOPOLI

452819 ROBERTO FAGGIOTTO

LIBRI PAGA FORLÌ

VICE SEGRETARIO UFFICIO POLITICHE ASSOCIATIVE

452871 452840 452899 452822 452888 452805 452807 452902 452845 452867 452864 452804 452836 452813 452889 452812 452880

452930 452931 452932 452933 452934 452936 452937 452939 452938 FAX 0543

452849 MARCO VALENTI

SEGRETERIA DI DIREZIONE 452818 PAOLA BARTOLINI

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE 452874 ROBERTA ZOLI

SINDACALE 452906 ALBERTO CAMPORESI 452844 FABIOLA FOSCHI 452849 MARCO VALENTI

SEGRETERIA AFFARI GENERALI 452851 452884 452883 452894 452811

MONICA GORI - responsabile FRANCESCA BERNARDIS GIANCARLO GALLEGGIANTI MICOL ROSSI SILVIA SPAGNOLI

SUSI SILVANI - responsabile EMILY ALBERTINI GIULIA BOSCATO MAURO D'AMATO STEFANO CASPOLI PAOLO CASTAGNOLI ALESSANDRA FOSCHI ELISABETTA GARDELLI SILVIA GUARDIGLI ERMES MONDUZZI ALESSIA PERINI MARIA RIDOLFI EMANUELE RINGRESSI LAURA SALVIGNI GIANLUCA SGARRELLA SILVIA VENZI SONIA ZILIO

FISCALE FORLÌ

CONFARTIGIANATO PERSONE PATRONATO INAPA

452901 FRANCESCO BANDINI -

452905 452885 452850 452875 FAX 0543

452879 452826 452832 452825 452824 452827 452839 452879 452831 452848 452868 452833

LUISELLA MITI - responsabile MAURA CASADEI ALESSANDRA GHIANI ARTEMISIA BILARDO 452852

ANAP 452809 GIUSEPPE MERCATALI

CAAF 452829 GERMANO CASELLI responsabile

452828 MONIA BASSINI

AMBIENTE & SICUREZZA 452906 ALBERTO CAMPORESI responsabile

452834 MARCELLO DI GIROLAMO 452820 GABRIELE LEONI

CREDITO & SVILUPPO FINANZIARTI ROMAGNA SRL 452873 MAURO COLLINA responsabile

responsabile

ALESSANDRA AMATI FABIO CASADEI CATIA DEGLI ANGIOLI NADIA FUCCI ROBERTO MAMBELLI ERICA PASI PAOLA RANIERI ALICE RAVAIOLI OMBRETTA RUSTIGNOLI PATRIZIA SALMOIRAGHI MORENA TANI GIAMPAOLO ZANZANI

AMMINISTRAZIONE 452814 452835 452876 452802 452858

PAOLO RICCI - responsabile FABIOLA BOSI ROBERTA GENTILI ROSELLA ROSETTI SILVIA ZANELLI

CONSULENZA SOCIETARIA

452816 DEBORA LUGARESI

452860 LORENZO BALDINI

C.E.D.

FORMART (Centro di Formazione)

452837 MARCO STANGHELLINI responsabile

Forlì - V.le Oriani1 TEL. 0543 20200 - FAX 21840

DAVIDE GIORGETTI MIRANDA MINGOZZI ROSANGELA LA POLLA VALERIA RANIERI RACHELE GAZZINI NADIA MAIOLICHINI GIANLUIGI BANDINI ALESSANDRA DI RUSSO ADDETTO PAGHE 742750

MELDOLA 452910 452911 452912 452903 452914 452856 FAX 0543

MASCIA RAGGI PAOLA MARALDI GABRIELLA BRAVACCINI JANA AMADORI GIANMARCO GORINI ALESSANDRA MORFINI 490568

CIVITELLA DI ROMAGNA 452980 452982 452983 452984 FAX 0543

ELENA ZANETTI BARBARA MAZZOLI MARIA GRAZIA CANGINI CALOGERO LO PRESTI 983733

CASTROCARO TERME 452950 452952 452953 FAX 0543

PAOLO LIVERANI PAOLO AMADORI ELISA CASTORI 766742

PREDAPPIO 452920 452921 452922 FAX 0543

GIUSEPPE SANTOLINI PAOLO LIVERANI VANESSA FOSCHI 921584

ROCCA SAN CASCIANO 452970 RITA BANDINI 452971 DAURA CROCIANI FAX 0543 960068

MODIGLIANA 452960 452962 452961 452963 452964 FAX 0546

GIUSEPPE MERCATALI ROBERTA BANDINI ALICE PANZAVOLTA MARINA TASSINARI ROSELLA SAMORÌ 941227

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associazione Legge di bilancio

Veemente protesta della Confederazione sugli immobili strumentali, per non dover continuare a pagare un tributo su un tributo. E l’impegno per l’innalzamento della franchigia Irap, così da evitare il pagamento di questa imposta a chi non è tenuto a farlo. Nel mirino di Confartigianato vi è poi la mancata approvazione al Senato del riporto delle perdite per le imprese che adottano il regime di cassa. In questo modo si impedisce di applicare il provvedimento, varato lo scorso anno, che consente agli imprenditori in contabilità semplificata di pagare le tasse solo dopo aver incassato le fatture. E ancora, Confartigianato rilancia una richiesta storica: la definitiva abolizione del Sistri. Mentre prosegue l’iter parlamentare Confartigianato insiste a chiedere quelle misure che gli artigiani e le piccole imprese attendono da tanto, troppo tempo.

Tempi di pagamento: deferita l’Italia

L

a Legge di bilancio è uscita dal Senato portando con sé un carico di amarezza e di delusione per gli artigiani e le piccole imprese. Alcuni dei provvedimenti attesi dai piccoli imprenditori e chiesti a gran voce da Confartigianato, sono spariti dalla manovra economica varata da Palazzo Madama. Si tratta di misure per togliere un po’ di quel carico di fisco e burocrazia che gli artigiani portano ogni giorno sulle spalle. Come dei muli. Non a caso Confartigianato ha assurto a simbolo proprio questo animale, emblema di nobiltà, laboriosità e pazienza, per la campagna di denuncia lanciata il 5 dicembre sui maggiori quotidiani nazionali. “Non prendeteci per il mulo”, lo slogan che campeggia sulle pagine del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Giornale, La Nazione, Il Resto del Carlino e il Giorno. Un messaggio che Confartigianato rivolge al Governo e al Parlamento per dire di non trattare i piccoli imprenditori come bestie da soma su cui continuare a caricare fardelli di tasse e adempimenti senza mai toglierne. Per chiedere di non tradire gli impegni assunti verso le piccole imprese. Tra le richieste su cui Confartigianato ha concentrato la sua battaglia la deducibilità dell’Imu 10 • dicembre 2017 • • • essere impresa

Le nostre denunce cadute nel vuoto Si conferma la tesi di Confartigianato. La Pubblica Amministrazione non rispetta la legge. A dirlo ora è la Commissione Ue che ha deciso di deferire alla Corte di Giustizia Europea l’Italia, da tre anni sotto osservazione per il mancato rispetto della direttiva europea che regola i tempi di pagamento. È dal 2013, anno di entrata in vigore in Italia della norma di recepimento della direttiva europea, che la Confederazione sottolinea la necessità di introdurre la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la Pubblica Amministrazione. In base a all’analisi, realizzata dall’Associazione, sui pagamenti nel 2016 di 6.547 amministrazioni pubbliche per una somma di 115,4 miliardi riferiti a 23,7 milioni di fatture emesse dai fornitori, il 62% degli Enti pubblici non rispetta i termini fissati dalla legge sui tempi di pagamento. A farsi attendere oltre i 30 giorni è il 64,8% dei Comuni e il 54,5% degli altri Enti pubblici. Per quanto riguarda il servizio sanitario nazionale, il 46,9% degli enti non salda le fatture entro il termine dei 60 giorni stabiliti dalla legge. Continua a pagina 11 • • •


associazione L’impresa ha bisogno di sostegno

Indispensabile innalzare la deducibilità IMU

N

el corso del dibattito sulla manovra di bilancio del 2018 Confartigianato ha richiesto di innalzare la deducibilità dell’IMU corrisposta sugli immobili strumentali all’esercizio dell’attività economica oggi limitata al 20% - per giungere in un triennio alla totale deducibilità dal reddito d’impresa. La mancata applicazione del dispositivo proposto, mantiene un iniquo prelievo fiscale sulle imprese, generando l’effetto perverso di “ulteriori tasse sulle tasse”. Sulla base delle informazioni rese disponibili dal Parlamento il minore gettito per IRES, IRPEF e IRAP che sarebbe determinato dalla deducibilità integrale, a regime, sarebbe pari a 636 milioni di euro, oggi gravanti sulle imprese. Come evidenziato da un’analisi realizzata da Confartigianato nazionale, negli ultimi cinque anni (2011-2016) le entrate fiscali e contributive sono salite di 36.785 milioni, pari a un aumento del +5,4%, trainato dai 11.037 milioni di euro di maggiore prelievo di IMU e TASI sugli immobili, che nel periodo in esame è più che raddoppiato (+119,2%). La tassazione immobiliare nel 2011 pesava per solo il 2% delle entrate fiscali, ma ha determinato oltre un terzo (35%) dell’aumento del prelievo fiscale negli ultimi cinque anni. Per 4.353.371 unità relative a immobili produttivi delle imprese si calcola IMU e TASI pari a 8.802

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Le nostre denunce cadute nel vuoto Sfuggono ai termini di legge anche gli Enti pubblici che gestiscono imposte e contributi: Agenzia delle Entrate, Agenzia del Demanio, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Equitalia, Guardia di finanza, Inps e Inail, pagano in media i loro fornitori in 50 giorni, con picchi di 91 giorni per Agenzia del Demanio e 69 giorni per la Guardia di Finanza. A livello regionale i maggiori ritardi si registrano in Molise, dove i fornitori ottengono il proprio compenso dopo 107 giorni. Seguono la Calabria con 98 giorni, la Campania con 83 giorni, la Toscana con 81 giorni e il Piemonte con 80 giorni.

milioni di euro, pari allo 0,75% del valore aggiunto privato non agricolo. Tenuto conto di una aliquota media nazionale del 9,59 per mille per gli immobili produttivi utilizzati dalle imprese come media delle aliquote provinciali rilevate nel 2015 si calcola una richiesta per IMU e TASI sugli immobili delle imprese pari a 8.802 milioni di euro. Sono importi calcolati sulle imprese per gli immobili di proprietà e in affitto (compresi i non utilizzati), e che tengono conto che le imposte in esame sono un prelievo indiretto, tipicamente traslato sugli utilizzatori del bene. I vertici di Confartigianato chiariscono “allo shock fiscale, determinato dalla crisi del debito sovrano, ha dato un contributo determinante l’escalation della tassazione immobiliare. L’analisi del consuntivo delle entrate delle Amministrazioni pubbliche evidenzia che tra il 2011 e il 2016 le entrate fiscali e contributive sono salite di 36.785 milioni, pari al +5,4%, trainato da un incremento di 11.037 milioni di euro di prelievo di IMU e TASI sugli immobili, pari a un aumento del 119,2%. La tassazione immobiliare nel 2011 pesava per solo il 2% delle entrate fiscali, ha determinato oltre un terzo (35%) dell’aumento del prelievo fiscale nei cinque anni in esame. Di fatto le imprese continuano a essere vessate, i cittadini italiani sono quelli sottoposti all’imposizione fiscale più alta e le piccole imprese hanno un total tax rate, la somma di tasse e imposte pagate al lordo dei profitti quasi del 65%. Una situazione intollerabile.” Sono anni che Confartigianato chiede al Governo di attuare quelle misure di semplificazione e riduzione degli oneri finora rimaste lettera morta. È ora di imprimere una svolta alla politica fiscale italiana, per sostenere davvero il rilancio delle piccole imprese. Conclude il presidente dell’associazione forlivese Luca Morigi (nella foto) “per ricostruire la fiducia incrinata dalla lunga crisi, le tasse dovrebbero essere restituite a imprenditori e cittadini sotto forma di qualità dei servizi pubblici. Infrastrutture adeguate, semplificazioni e tecnologie digitali non sono più procrastinabili. Lo slogan della campagna realizzata dalla confederazione nazionale è forte, ma sintomatico di un malessere. Siamo stanchi di pagare, senza ricevere ciò che occorre per il rilancio delle nostre aziende.” essere impresa • • • dicembre 2017 • 11


economia & lavoro Previsioni Istat: Italia in ripresa, ma troppo lenta

Occorre più coraggio per accelerare la crescita

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algrado le ultime previsioni pubblicate dall’Istat confermino un aumento del PIL nel 2017 dell’1,5% indicando una crescita dell’1,4% per il 2018, non distante dell’1,5% previsto a settembre dall’aggiornato Documento di Economia e Finanza, per il prossimo anno la Commissione Europea e il Fondo Monetario Internazionale sono meno ottimisti, indicando una crescita del PIL rispettivamente dell’1,3% e dell’1,1%. Un danno alla nostra economia, perché una minore crescita mette sotto stress la politica fiscale appesantendo gli indicatori chiave del saldo strutturale di bilancio e del debito pubblico rapportati al PIL. Chiarisce Marco Valenti, vicesegretario di Confartigianato Forlì “è importante evidenziare che gli impegni previsti dal disegno di legge di bilancio per 22,1 miliardi di euro sono per circa la metà finanziati in deficit e che, nel quadro programmatico, il debito pubblico ha quest’anno avviato il calo, con una riduzione di 0,4 punti di PIL per proseguire nel 2018 con ulteriori 1,7 punti. Ora, l’analisi dei dati recentemente pubblicati nell’edizione autunnale dell’Economic forecast della Commissione Europea mostra come nel biennio 2017-2018 l’Italia - con il Regno Unito, appesantito dal processo di uscita dell’Unione

europea - mostri il più basso tasso di crescita del PIL medio nei Paesi dell’Unione.” Il minore dinamismo della ripresa italiana si registra anche nei dati di consuntivo dei conti nazionali: le stime preliminari del terzo trimestre 2017 indicano per l’Italia una crescita del PIL, su base annua, dell’1,8%, mentre la Spagna cresce del 3,1%, la Germania del 2,8% e la Francia del 2,2%. Riprende Valenti “queste comparazioni internazionali non mettono in discussione che la ripresa sia in corso: il 2017 rappresenterà il migliore anno di crescita economica dal 2010 e segnali positivi provengono anche da alcuni indicatori congiunturali. Nei primi nove mesi del 2017 la produzione manifatturiera sale del 2,7% (+1,7% la tendenza un anno prima) e nei primi sei mesi dell’anno il fatturato dei servizi sale del 3,5% (+1,8% nel 2016).” Tra gli elementi che rafforzano la crescita del PIL c’è il dinamismo del made in Italy; negli ultimi dodici mesi l’export dell’Italia sale del 6,1%, la performance migliore tra i 4 maggiori paesi manifatturieri dell’Unione europea: segna un +4,8% la Germania, un +2,7% la Francia e un +2,8% il Regno Unito. Elemento frenante per la crescita l’aumento delle importazioni, appesantite dal rialzo della bolletta energeContinua a pagina 13 • • •

PIANI E OFFERTE ASSICURATIVE IN CONVENZIONE PER GLI ASSOCIATI ANAP GRUPPO TERRITORIALE DI FORLÌ L’Agenzia di Generali Italia di Forlì con la stipula di questa Convenzione è in grado di offrire una serie di piani e offerte assicurative a condizioni agevolate riservate agli associati ANAP, riguardanti la persona e l’ambito familiare. Vi presentiamo le garanzie offerte: - protezione della famiglia e dell’abitazione del socio - rischi della circolazione - rischi professionali - tutela della salute. La nostra Agenzia è il punto di riferimento per offrire soluzioni dedicate a: - previdenza integrativa e complementare - prodotti assicurativi a contenuto finanziario - prodotti per il risparmio. Vieni a trovarci. Scoprirai che investire in serenità è molto più semplice di quello che immagini.

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economia & lavoro Ancora troppo alta la pressione fiscale

Necessario colmare il gap con l’Europa

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l percorso di discesa della pressione fiscale registrato negli ultimi anni non ha ancora colmato il divario con l’Europa - aperto nel 2005 ed esploso nel 2011 - che costringe le imprese italiane a operare in condizioni di svantaggio competitivo nei confronti dei colleghi europei. Nel 2017 in Italia l’indicatore di carico fiscale (tax burden) - calcolato dalla Commissione europea e aggiornato nelle recenti previsioni di autunno - è sceso di 1 punto rispetto al massimo del 2012, ma la diminuzione non ha ancora permesso di raggiungere la parità con l’Europa: nel 2017, infatti, l’Italia mantiene un gap di pressione fiscale con l’Eurozona di 1,3 punti di PIL che tiene lontano il nostro Paese da quell’allineamento con i partner europei che si registrava nel 2005 quando il tax burden era inferiore di 0,2 punti di PIL rispetto all’Eurozona. Nel 2017 il carico fiscale arriva in • • • Segue da pagina 12

Occorre più coraggio per accelerare la crescita tica. In ritardo la ripresa per edilizia e commercio, nei primi nove mesi del 2017 ristagna (-0,5%) la produzione delle costruzioni (-0,1%, in linea con il -0,2% di un anno prima) e segnano una debole crescita le vendite del commercio al dettaglio (+0,4%, stazionarie un anno prima). Una analisi di più lungo periodo evidenzia la necessità di una accelerazione dei processi di crescita: nel 2017 il PIL in Italia rimane del 5,9%, inferiore al livello antecrisi, recuperato pienamente in tutti gli altri maggiori Paesi dell’Eurozona: il PIL in Germania è del 10,9% sopra al livello del 2008, in Francia è sopra del 6,3% e quest’anno è ritornata in territorio positivo anche la Spagna con un PIL dell’1,5% superiore ai livelli pre-crisi. Conclude il vicesegretario “l’Italia deve continuare a credere nella ripresa. È indispensabile che le istituzioni prendano coscienza - non solo strumentalmente in campagna elettorale - della centralità della micro e piccola impresa che è l’asse portante della nostra economia. Garantire condizioni lavorative migliori ai piccoli imprenditori e agli artigiani è l’unica via per ridare slancio al sistema produttivo, costituito per il 95,4% da microimprese fino a dieci addetti.”

Italia al 42,8% del PIL e rispetto al 41,5% dell’Eurozona il tax spread vale 22.624 milioni di euro, pari a 373 euro per abitante. Per il 2018 si prevede per l’Italia una discesa del carico fiscale al 42,5% del PIL, con un gap che rimane pari ad 1,2 punti percentuali rispetto al 41,3% dell’Eurozona. Più accentuata la riduzione nel 2019 quando il gap si dovrebbe ridurre a 0,9 punti di PIL. In questa prospettiva destano preoccupazione gli interventi di politica fiscale che recuperano risorse privilegiando le maggiori entrate piuttosto che intervenire con tagli di sprechi e spesa pubblica inefficiente. Il disegno di legge di bilancio 2018 - che definisce interventi per 22,1 miliardi di euro - recupera risorse da maggiori entrate per 7.186 milioni di euro, quasi il doppio (1,8 volte) dei 3.990 milioni di riduzioni di spesa. Di pari passo con la maggiore pressione fiscale sull’economia, le imprese italiane sono gravate da più elevati oneri burocratici, come evidenziato dalle numerose analisi effettuate dall’Ufficio Studi di Confartigianato. Secondo l’ultimo aggiornamento della comparazione della Banca Mondiale sulle condizioni di fare impresa, l’Italia si colloca al 112° posto nel Mondo per procedure e tempi per pagare le tasse, con effetti negativi sulla competitività delle imprese e in particolare su quelle esposte alla concorrenza internazionale. Il confronto europeo evidenzia che, per la complessità degli adempimenti fiscali, una impresa in Italia per pagare le imposte impiega 238 ore, il 34% in più delle 178 ore rilevate nella media dei 19 Paesi dell’Eurozona. Nel confronto tra i maggiori Paesi dell’Unione Economia e Monetaria, in Germania il tempo per pagare le imposte scende a 218 ore, in Spagna a 152 ore, in Francia a 139 ore. Nell’ambito delle politiche fiscali bisogna sottolineare che interventi di contrasto all’evasione presentano elevati rischi di un aumento della pressione burocratica sulle imprese. Il disegno di legge di bilancio in discussione in Parlamento individua nel triennio 2018-2020 maggiori entrate per 2.681 milioni all’anno per azioni di contrasto all’evasione che, nella concreta applicazione, introduce un nuovo adempimento, la trasmissione elettronica dei dati delle fatture, determinando un forte impatto sui processi gestionali delle imprese, soprattutto a carico delle piccole attività. essere impresa • • • dicembre 2017 • 13


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notiziario tecnico

Consulenza fiscale • a cura di Francesco Bandini Credito a sostegno della pubblicità L’articolo 57 bis della legge 21 giugno 2017, modificato dal collegato fiscale, ha introdotto un credito di imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali programmati ed effettuati sulla stampa (quotidiani e periodici, locali e nazionali, anche on line) e sulle emittenti radio-televisive locali, analogiche o digitali. L’articolo 4 del Collegato fiscale (Dl 148/17), ha autorizzato la spesa di 62,5 milioni per il 2018 (che costituisce tetto di spesa): 12,5 milioni sono stati destinati agli investimenti nel 2018 sulle emittenti radio - televisive locali; 50 milioni sono stati destinati agli investimenti sulla stampa, anche online (di cui 20 per gli investimenti pubblicitari incrementali, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e i restanti 30 per gli investimenti pubblicitari da effettuare nel 2018). La legge ha demandato a un regolamento di attuazione, in corso di adozione, il compito di disciplinare tutti gli aspetti operativi, comprese le procedure. Il contributo è concesso alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali, e consiste in un credito di imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti pubblicitari effettuati (rispetto al periodo di imposta precedente), elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito. Per fruire del credito serve anche che il valore degli investimenti pubblicitari superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione l’anno prima. Sono ammissibili gli investimenti relativi all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, anche on line, o nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Sono escluse le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari come le televendite, i servizi pronostici, i giochi o scommesse con vincite in denaro, di messaggeria vocale o chat - line con servizi a sovraprezzo. Le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario. Se i 62,5 milioni non basteranno per soddisfare tutte le somme richieste, allora si ripartirà la disponibilità totale secondo percentuale e la somma compensata potrà essere inferiore a quella richiesta. Chi investe sia su stampa sia sull’emittenza locale deve indicare separatamente i costi sostenuti, perché appartengono a capitoli di spesa pubblica differenti con possibili meccanismi di ripartizione percentuale diversi. La domanda di ammissione al credito d’imposta andrà compilata online utilizzando il modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate e inviarlo nel periodo, ad oggi indicativo, tra il 1° e il 31° marzo prossimo. A tal proposito si ricorda che anche la pubblicità sul periodico dell’Associazione, Essere Impresa, rientra in questa fattispecie.

I distributori automatici e la trasmissione telematica dei corrispettivi Il decreto legislativo n. 127 del 5 agosto 2015, pubblicato sulla G.U. n. 190 del 18 agosto 2015, ha introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2017 (successivamente prorogato al 1° aprile 2017), la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nel caso delle vending machines (distributori automatici). Come meglio approfondito nel seguito della trattazione, la scadenza del 1° aprile 2017 interessa unicamente i distributori automatici dotati di “porta di comunicazione”, mentre per quelli che ne sono sprovvisti il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 61936 del 30 marzo 2017 ha posticipato tale adempimento al 1° gennaio 2018. Pertanto, a decorrere dalle suddette scadenze, la memorizzazione Continua a pagina 16 • • •

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elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono obbligatorie per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni e di servizi tramite distributori automatici. Il suddetto Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate è stato emanato in data 30 giugno 2016, prot. n. 102807 e si è occupato della “fase transitoria” definendo:  le specifiche tecniche degli strumenti tecnologici attraverso cui operare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi delle vending machine;  le regole tecniche da seguire;  l’individuazione delle informazioni da trasmettere, del loro formato e dei tempi di trasmissione mediante le quali comunicare i dati garantendone autenticità, inalterabilità e riservatezza, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 2, commi 2 e 4 del D.Lgs. 127/2015;  nonché i meccanismi e i processi di certificazione delle componenti software degli apparecchi attualmente utilizzati dagli operatori di mercato, volti a garantire la sicurezza e l’autenticità dei dati memorizzati e trasmessi. In particolare il citato provvedimento chiarisce anche che sono considerati distributori automatici quelli che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo, e che sono costituiti almeno dalle seguenti componenti hardware:  uno o più sistemi di pagamento;  un sistema elettronico in grado memorizzare e processare i dati (c.d. “schema master”);  un erogatore di beni e/o servizi;  una «porta di comunicazione» capace di trasferire digitalmente i dati ad un dispositivo atto a trasmettere gli stessi al sistema dell’Agenzia delle entrate. Le risoluzioni n. 116/E del 21 dicembre 2016 e n. 44/E del 5 aprile 2017, precisano che sono escluse dall’obbligo tutte quelle ipotesi in cui:  non si è in presenza di un distributore automatico, così come sopra descritto (si pensi, ad esempio, ai tradizionali distributori meccanici di palline contenenti piccoli giochi per bambini, privi di allacciamento elettrico e di una scheda elettronica che controlla l’erogazione - diretta o indiretta - e memorizza le somme incassate);  un apparecchio distributore non eroga direttamente (come avviene, invece, ad esempio, per cibi e bevande) o indirettamente (si pensi all’acquisto di gettoni poi inseriti in altre macchine per farle funzionare o alla ricarica di chiavette) beni/servizi, ma fornisce solo l’attestazione/quantificazione di servizi resi in altro modo o tempo (come avviene, ad

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esempio, per i pedaggi autostradali);  i distributori dei biglietti di trasporto e di sosta, per i quali gli apparecchi automatici non solo fungono da mero strumento di pagamento di un servizio che sarà reso altrimenti, ma erogano ciò che a tutti gli effetti null’altro è se non una certificazione fiscale di tale servizio (cfr. gli articoli 12, comma 1, della L. n. 413 del 1991 e 1, comma 1, del D.M. 30 giugno 1992), risultando del tutto illogico duplicare una stessa attività (ossia la certificazione del corrispettivo reso per il servizio, prima con l’emissione del biglietto e, poi, con l’invio telematico degli stessi dati);  i distributori automatici mediante i quali vengono effettuate operazioni ricadenti nell’alveo del regime IVA cd. «monofase», quali quelli che distribuiscono: - tabacchi e di altri beni commercializzati esclusivamente dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che «devono essere pagati dal rivenditore all’atto dell’acquisto, con le modalità prescritte dall’Amministrazione, e sono venduti al pubblico ai prezzi stabiliti dalla tariffa di vendita», e per le quali «i rivenditori sono retribuiti ad aggio» (si veda l’articolo 24 della L. n. 1293 del 1957); - ricariche telefoniche. In merito, è stato più volte precisato che «il soggetto passivo d’imposta è il titolare della concessione o autorizzazione ad esercitare la fornitura di servizi di telecomunicazione, il quale, con il pagamento dell’imposta sulla base del corrispettivo dovuto dall’utente, assolve altresì l’IVA relativa ai compensi, comunque denominati, da esso riconosciuti ai soggetti terzi per i servizi relativi alla distribuzione, vendita, abilitazione, riabilitazione e ricarica dei mezzi tecnici suddetti, nonché per le prestazioni dei gestori di telefoni posti a disposizione del pubblico» (così la circolare n. 328/E del 1997, successivamente ripresa dalla risoluzione n. 140/E del 2004);  la vendita dei biglietti delle lotterie istantanee esente da IVA e non soggetta a fatturazione (ex articoli 10, comma 1, n. 6 e 21, comma 6, lett. c), del D.P.R. n. 633 del 1972) - che rientrano tra i beni ceduti in via esclusiva dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e per i quali i rivenditori non percepiscono veri e propri “corrispettivi”, ma un aggio (cfr. il D.M. n. 183 del 1991, recante “Regolamento delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea” nonché il D.P.R. n. 1677 del 1948).

Distributori automatici con “porta di comunicazione”: invio dei corrispettivi a partire dal 1° aprile 2017 La prima tipologia di distributori analizzata riguarda le vending machine dotate di porta di comunicazione. Continua a pagina 17 • • •


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Sul tema la risoluzione n. 116/E del 21 dicembre 2016 ha specificato che l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi a partire dal 1° aprile 2017 scatta solo per i distributori dotati di una “porta di comunicazione”, capace di trasferire digitalmente i dati memorizzati sulla scheda master ad un dispositivo esterno (Dispositivo mobile) in grado di trasmetterli al sistema dell’Agenzia delle entrate. Come chiarito dall’Agenzia delle entrate nelle FAQ per porta di comunicazione si intende la disponibilità nel distributore di un hardware che permette di connettere il dispositivo fisico presente nel distributore con il dispositivo esterno per il trasferimento dei file. Ad esempio una porta USB fisicamente collegata alla unità di elaborazione ovvero un trasmettitore wireless (collegato tramite bluetooth) che sia in grado di trasmettere all’esterno i dati memorizzati all’interno del dispositivo. L’Agenzia delle entrate ha precisato che se l’attivazione della porta di comunicazione richiede l’aggiunta o la sostituzione di un componente hardware anche diverso dal sistema master il distributore non rientra fra quelli muniti di porta di comunicazione. Tuttavia è facoltà del gestore, qualora lo ritenesse opportuno in base a valutazioni di altra natura, attuare le modifiche hardware che rendano il distributore idoneo alla trasmissione in base al provvedimento del 30 giugno 2016 e adeguarsi ai relativi adempimenti.

Distributori automatici “senza porta di comunicazione”: invio dei corrispettivi entro il 1° gennaio 2018 La seconda tipologia di distributori analizzata riguarda, invece, le vending machine sprovviste di porta di comunicazione. Come chiarito con apposito Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 61936 del 30 marzo 2017, nel caso in cui, i distributori siano privi della c.d. “porta di comunicazione”, l’entrata in vigore del suddetto obbligo è stata posticipata al 1° gennaio 2018. Nel citato Provvedimento, l’amministrazione finanziaria ha precisato che per individuare i distributori che beneficiano della proroga al 1° gennaio 2018 occorre rifarsi alla definizione di distributore automatico indicata nel provvedimento del 30 giugno 2016 e alla descrizione fornita dall’Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 116/2016 precedentemente citati. Nella medesima risoluzione veniva specificato che solo per i distributori che dispongono di una “porta di comunicazione”, capace di trasferire digitalmente i dati memorizzati sulla scheda master ad un dispositivo esterno (Dispositivo mobile) in grado di trasmetterli al sistema dell’Agenzia delle entrate, dal 1° aprile 2017 scattava l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi. Per i soggetti IVA, invece, che utilizzano distributori automatici privi, alla data del 1° aprile 2017, delle caratteristiche tecniche individuate con Provvedimento direttoriale del

30 giugno 2016, ed in particolare privi di una “porta di comunicazione”, l’obbligo di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi scatterà dal 1° gennaio 2018. Nelle specifiche tecniche, allegate al Provvedimento del 30 marzo 2017, sono definite le informazioni da trasmettere, gli strumenti utili a tal fine ed è descritto il processo. Le citate specifiche tecniche, a partire dal 30 giugno 2017, sostituiranno quelle allegate al precedente provvedimento del 30 giugno 2016 e, quindi, saranno valide per tutte le tipologie di distributori automatici presenti sul mercato. Nella fase transitoria (fino al 31 dicembre 2022), per evitare l’immediata sostituzione delle vending machine in uso, i contribuenti, trasmetteranno i dati relativi ai corrispettivi incassati attraverso i dispositivi mobili. Al termine della predetta fase i distributori dovranno essere dotati di sistemi master in grado di memorizzare elettronicamente i dati e trasmetterli in modalità telematica all’Agenzia delle entrate.

Consulenza del lavoro • a cura di Susi Silvani Disegno di Legge di Bilancio 2018 all’esame del Parlamento: anticipazioni sul previsto incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile È in fase finale di approvazione la Legge di Bilancio che, per l’anno 2018, prevede alcune misure di interesse per i datori di lavoro. Si fornisce un’anticipazione sul previsto incentivo strutturale all’occupazione giovanile, ricordando che si tratta di normativa non ancora in vigore e suscettibile pertanto di modifiche/ integrazioni/variazioni, in quanto deve ancora essere approvata in via definitiva dal legislatore. Il disegno di legge prevede un nuovo incentivo, per un periodo massimo di 36 mesi, destinato ai datori di lavoro che, a partire dal 1° gennaio 2018, assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, soggetti con età inferiore a 30 anni che non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altri datori di lavoro. Inoltre, limitatamente alle assunzioni effettuate nell’anno 2018 (entro il 31/12/2018), l’incentivazione spetterà anche in caso di assunzione di lavoratori che non abbiano compiuto i 35 anni di età, a parità di sussistenza di tutte le altre condizioni richieste per poter usufruire del beneficio. Continua a pagina 18 • • • essere impresa • • • dicembre 2017 • 17


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L’incentivo, in concreto, consisterà nell’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali (esclusi i premi e contributi INAIL) a carico del datore di lavoro, per un periodo massimo di 36 mesi ed entro il limite di 3.000,00 euro annui, da riparametrare e applicare su base mensile. In particolare, la norma attualmente in corso di approvazione, specifica che l’esonero troverà applicazione anche:  in caso di prosecuzione a tempo indeterminato di un contratto di apprendistato, per un periodo massimo di 12 mesi (decorrenti dal mese successivo a quello in cui termina l’applicazione dell’aliquota agevolata prevista dalla legge per l’apprendistato), a condizione che il lavoratore non abbia già compiuto il 30° anno di età al momento della prosecuzione del rapporto;  nel caso d trasformazione di un contratto a tempo determinato in un contratto d lavoro a tempo indeterminato, a condizione che il lavoratore non abbia già compiuto il 30° anno di età al momento della trasformazione. Infine, non è prevista l’applicazione dell’incentivo per i datori di lavoro domestico e nel caso di assunzione con contratto di apprendistato, non essendo questo beneficio cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previste dall’ordinamento. Il testo del disegno di legge (con le eventuali modifiche) entrerà in vigore dopo l’approvazione definitiva e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dal 1° gennaio 2018.

Voucher per lavoro accessorio: precisazioni INPS Si informa che l’INPS, con Messaggio dello scorso 28 novembre ha nuovamente ribadito che i buoni lavoro per prestazioni di lavoro accessorio, eventualmente ancora in possesso dei committenti, potranno essere utilizzati per prestazioni svolte entro e non oltre il 31 dicembre 2017, precisando che eventuali prestazioni inserite per date successive verranno cancellate d’ufficio senza che il sistema invii alcun riscontro in tal senso ai committenti. Quanto invece ai voucher acquistati dopo il 17 marzo 2017, si ricorda che, con Messaggio del 07 novembre u.s., l’Istituto ha fornito istruzioni in merito alle modalità di rimborso degli importi versati per l’acquisto dei buoni lavoro da parte di committenti dopo la data di abrogazione della disciplina del lavoro accessorio, stante la conseguente impossibilità per i datori di lavoro di acquistare voucher per le relative prestazioni. Erano infatti pervenuti all’INPS versamenti per l’acquisto dei buoni lavoro anche successivamente alla suddetta data del 17/03/2017 e già l’Istituto aveva anticipato l’impossibilità di utilizzo degli stessi, garan-

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tendo che sarebbero stati rimborsati. È stato così e precisato che i committenti interessati al rimborso potranno inoltrare la domanda alla competente sede territoriale INPS, utilizzando l’apposito modello fornito dall’Istituto e allegando la documentazione richiesta. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi ai consulenti dell’ufficio paghe.

Energia • a cura di Fabiola Foschi Pmi a rischio stangata Nel 2018 la bolletta elettrica delle piccole imprese potrebbe aumentare fino a 1,2 miliardi di euro per effetto degli sgravi sugli oneri generali di sistema alle grandi industrie energivore previsti dalla Legge Europea varata a metà novembre dal Parlamento. Confartigianato esprime forte preoccupazione segnalando che il costo delle agevolazioni agli energivori sarà finanziato con aumenti a carico dei piccoli imprenditori. C’è il rischio di una vera e propria stangata che si aggiungerebbe ai maggiori costi che le piccole imprese già pagano oggi a causa dell’assurda disparità di trattamento nella distribuzione degli oneri generali di sistema: consumano il 25% di energia e pagano il 35% degli oneri, per una cifra complessiva che nel 2016 è arrivata a 5,6 miliardi di euro. L’Associazione vigilerà per contrastare gli effetti di questi rincari sulle piccole imprese in una fase in cui sono fortemente impegnate a cogliere i segnali della ripresa, sono proprio i settori manifatturieri a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese stanno trainando l’export con una crescita del 5,6% negli ultimi 12 mesi.

Energia e gas, la fine della “maggior tutela” slitta al 2019 Il servizio di maggior tutela è il regime tariffario, alternativo a quello del mercato libero, stabilito dall’Autorità per l’Energia elettrica il Gas e il Sistema idrico (Aeegsi) operante in via transitoria nei settori del gas e dell’energia elettrica. Il ddl concorrenza fa slittare al 1° luglio 2019 (invece del 30 giugno 2017) l’abolizione del mercato tutelato sia dell’energia elettrica, sia del gas naturale e si dovrà quindi accedere al Mercato Libero. Per tutte le informazioni e per avere offerte relative ai consumi, rivolgersi al servizio Energia dell’associazione, Fabiola Foschi 0543 452844.


SPORTELLO ENERGIA Un’opportunità di risparmio

La bolletta è complicata? Scegli il tuo risparmio Lo sportello Energia di Confartigianato Forlì rappresenta un’opportunità preziosa per le aziende, per valutare il consumo energetico e opzioni maggiormente vantaggiose. Grazie alle collaborazioni avviate da Confartigianato Forlì gli imprenditori potranno scegliere soluzioni personalizzate per le aziende e le abitazioni, vagliando periodicamente l’andamento dei consumi, ottimizzando il servizio di fornitura. Referente: Fabiola Foschi • Tel. 0543 452844 • ffoschi@confartigianato.fo.it

Accendi il futuro, dai energia al tuo domani C.En.P.I. offre assistenza e consulenza, qualificata e costante, finalizzata all’individuazione delle soluzioni migliori per ottimizzare le forniture di energia elettrica, gas e alla risoluzione di problematiche specifiche. Il consorzio rappresenta gli interessi della piccola impresa artigiana, ma anche di tutti coloro che intendono avere un referente qualificato, indipendente e, soprattutto, dalla parte dei propri clienti, tutelandone i diritti.

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movimenti anap Al via la rete dei servizi sociali

L’obiettivo è abbattere le differenze

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rende corpo la rete dei servizi sociali a cui spetterà, tra le altre funzioni, la concreta attuazione del reddito di inclusione, la nuova misura unica di contrasto alla povertà, che prevede un sostegno di natura economica condizionato all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale mirato a far uscire le persone dalla condizione di povertà. La rete della protezione e dell’inclusione sociale dovrà favorire una maggiore omogeneità territoriale nell’erogazione delle prestazioni e definire le linee guida per gli interventi, con l’obiettivo di rafforzare in maniera uniforme nel paese i servizi sociali, in rete con gli altri servizi territoriali (lavoro, salute, scuola, casa), coinvolgendo le parti sociali, il Terzo Settore e tutte le forze produttive e sociali della comunità al fine di migliorare i processi di accompagnamento verso l’autonomia delle persone più fragili. Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti ha commentato “così si pongono le basi per la costruzione di una vera e propria infrastruttura sociale, riconoscibile sul territorio e con la partecipazione più ampia

della comunità, a protezione dei suoi componenti più fragili”. Uno strumento necessario in quanto, con la riforma del Titolo V della Costituzione, in materia di politiche sociali allo Stato rimane solo il potere di definire livelli essenziali delle prestazioni: le Regioni hanno la competenza su legislazione e programmazione, ma la gestione è affidata ai Comuni, eventualmente coordinati a livello di ambito territoriale. A fronte del rischio che la mancanza di un organismo con poteri di indirizzo, in un sistema frammentato ed eterogeneo, produca una cristallizzazione delle differenze nella qualità e quantità degli interventi (la spesa sociale differisce tra le Regioni in un ordine di grandezza da 1 a 10 tra il minimo e il massimo), a volte anche tra Comuni limitrofi, la Rete rappresenta un organismo rispettoso delle competenze dei diversi livelli di Governo, configurandosi come un forum di decisioni condivise e di programmazione partecipata, attraverso un confronto continuo con le parti sociali e con i soggetti rappresentativi del Terzo Settore.

La rivalutazione delle pensioni

Tutelati i redditi più bassi Dal primo gennaio del prossimo anno le pensioni riprenderanno ad aumentare, dopo due anni di invarianza, per effetto della perequazione automatica. Ciò vale tanto per le pensioni al minimo che per quelle al di sopra del minimo, con un effetto decrescente in termini percentuali man mano che ci si sposta verso pensioni più alte per effetto del meccanismo di perequazione che favorisce le pensioni basse. Questo è dovuto al meccanismo automatico di adeguamento delle pensioni all’inflazione, o meglio alla variazione del costo di un determinato paniere che costituisce il punto di riferimento per le prestazioni previdenziali e assistenziali: l’indice Istat dei prezzi al consumo, tabacchi esclusi, per le famiglie di operai e impiegati. Da gennaio si applicherà l’indice di aumento provvisorio relativo al 2017, che è pari a +1,1%. Di conseguenza aumenteranno tutti i parametri di riferimento delle prestazioni previdenziali: dal trattamento minimo, che passerà dagli 20 • dicembre 2017 • • • essere impresa

attuali 501,89 a 507,41 euro, all’assegno sociale (da 448,07 a 453 euro), ai vitalizi al trattamento di invalidità civile, e ancora ai limiti di reddito per l’integrazione al minimo o il cumulo delle pensioni ai superstiti. Ovviamente aumenteranno anche le pensioni in pagamento superiori al minimo. Per chi percepisce 1.000 euro lordi al mese l’incremento sarà di 11 euro, con 1.600 euro l’aumento sarà di 16,72 euro, con 2.100 euro di 17,33 euro. Rapportato all’intero anno, tredicesima compresa, significa che chi riceve la pensione minima avrà poco meno di 72 euro in più; chi intasca 13mila euro all’anno, ne riceverà 143 in più. Chi ha una pensione compresa tra 1.500 e 3.000 euro al mese “guadagnerà” tra i 200 e i 260 euro lordi all’anno. Con il crescere dell’importo della pensione, l’aumento sarà proporzionalmente minore perché il meccanismo di perequazione favorisce gli assegni di valore più basso, riconoscendo solo a loro l’adeguamento pieno all’inflazione.


anap movimenti Più attenzione al sociale

Alcuni nodi restano da sciogliere

L

a Manovra economica che in questo inizio di dicembre si sta delineando in Parlamento presenta alcune novità dal punto di vista sociale che la rendono più incisiva rispetto al passato. Si tratta in massima parte di misure appena accennate e per le quali viene impiegato un quantitativo esiguo di risorse, tuttavia è già importante l’affermazione della normativa di principio, sperando in tempi migliori per la possibilità di finanziarle adeguatamente. Restano da sciogliere alcuni nodi rinviati al passaggio del testo a Montecitorio, concernenti alcune misure sulle quali per ora non è stato trovato il completo accordo di maggioranza. Tra i provvedimenti sul versante sociale anche l’emendamento che di fatto esenta dall’innalzamento dell’età pensionistico a 67 anni dal 2019 i lavoratori impegnati in 15 categorie di lavori gravosi (14.600 soggetti). Il bonus bebè inoltre diventa permanente. Per i nati nel 2018 si conferma un assegno di 80 euro al mese che dovrebbe essere però dimezzato a 40 euro a partire dal 2019. Il bonus viene riconosciuto alle famiglie con Isee fino a 25mila euro e raddoppia per le famiglie sotto i 7mila euro. Esso sarà corrisposto

soltanto per il primo anno di età del bambino e non più fino al terzo anno. Viene poi istituito un fondo strutturale da 60 milioni l’anno per la cancellazione del superticket sanitario, ovvero il costo aggiuntivo di 10 euro a ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica, a favore di specifiche categorie di soggetti a reddito basso, o con determinate patologie o soggetti vulnerabili come i minori e gli anziani. Viene creato un fondo ad hoc di 60 milioni di euro per il triennio 2018-2020 destinato a interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare, cioè la persona che assiste il coniuge, il partner o un parente entro il secondo grado non autosufficiente. Da evidenziare lo stop alla fatturazione a 28 giorni, le bollette per abbonamenti telefonici, TV e internet tornano mensili, fatta eccezione per le offerte promozionali, che potranno avere scadenze inferiori. Infine, da sottolineare l’istituzione del fondo con 50 milioni di dotazione in due anni, per risarcire i risparmiatori vittime dei crack delle banche messe in liquidazione.

Stretta sulle truffe agli anziani bloccata in Parlamento

La sicurezza non è una priorità per chi governa Arresto obbligatorio in flagranza - ora è facoltativo - sospensione condizionale della pena subordinata alla riparazione del danno, pene più severe e sanzioni pecuniarie più alte per chi si introduce in casa di un anziano cercando di frodarlo con una scusa. In estrema sintesi erano questi in contenuti dell’annunciata stretta sulle truffe agli anziani. E che, purtroppo, pare essere tra i numerosi provvedimenti che, per mancanza di tempo, non faranno parte dei lavori del Senato in questo finale di legislatura. Dunque l’attesa è stata vana e inutili le promesse per il provvedimento approvato circa due mesi fa dalla Camera. Quattro articoli secondo cui chi induce con modi disonesti e scorretti un anziano a dare indebitamente denaro o altra utilità, rischia il carcere da due a sei anni e la multa da 400 a 3mila euro e che rimarranno lettera morta. Giuseppe Mercatali coordinatore Anap di Confartigianato Forlì spiega “dovrebbe essere un obiettivo prioritario tutelare gli anziani e i più deboli. Chi subisce un raggiro non viene colpito solo economicamente, ma viene lesa la sua autostima, la fiducia in se stesso e in chi lo circonda, con pesanti conseguenze anche sul piano emotivo. Le cronache riportano quotidianamente episodi che vedono protagonisti gli over65, ma sono solo quelli che vengono denunciati, molti di più coloro che per vergogna preferiscono tacere. Sono crimini particolarmente ripugnanti proprio perché la mortificazione per essere caduti nel raggiro spesso porta alla depressione”. Anap continua nell’attività di sensibilizzazione degli anziani, affinché siano a conoscenza dei numerosi trucchi messi in campo da chi opera raggiri, sfruttando la vulnerabilità degli anziani, spesso soli in casa e facilmente impressionabili di fronte alla minaccia di eventuali ricorsi al tribunale o al pignoramento delle proprietà. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi alle Forze dell’Ordine per chiedere consiglio e segnalare ogni anomalia. essere impresa • • • dicembre 2017 • 21


movimenti anap Una nuova convenzione assicurativa con la Compagnia Filo Diretto

Una tutela per i soci Anap

U

na nuova convenzione per i pensionati soci Anap. Un’opportunità per difendersi dai malintenzionati. Con la Compagnia Filo Diretto qualora il socio subisca all’interno del territorio del comune di residenza o nel quale è ubicata altra abitazione di proprietà del socio o temporaneamente utilizzata dal socio (es. abitazione locata per vacanza) un furto anche con destrezza o uno scippo o una rapina delle somme da questi prelevate presso uno sportello bancario o uno sportello automatico (bancomat) oppure presso un ufficio postale, previa presentazione dei giustificativi dell’operazione bancaria o di prelievo effettuata e dell’originale della denuncia sporta all’autorità competente entro due giorni dall’avvenimento, la Compagnia rimborserà l’importo sottratto fino alla concorrenza per ciascun associato della somma di € 500 per evento e per anno assicurativo. In caso di truffa ai sensi dell’art. 640 del Codice

Penale, verrà rimborsato l’importo sottratto dal malfattore fino alla concorrenza per ciascun associato della somma di € 500 per evento e per anno assicurativo, previa presentazione dell’originale della denuncia sporta alle Autorità competenti e a condizione che la denuncia stessa venga formalizzata entro due giorni dall’avvenimento del fatto. In caso di furto/rapina/scippo dei propri documenti personali (intesi come passaporto, patente, carta d’identità), la Compagnia rinfonderà l’importo delle spese sostenute per il rifacimento dei documenti stessi fino a un massimo per ciascun assicurato di € 150 per evento e per anno assicurativo. Il socio è tenuto a sporgere regolare denuncia presso le Autorità competenti entro due giorni dall’evento e deve fornire alla Compagnia la documentazione comprovante le spese sostenute. Per ulteriori informazioni è necessario contattare Giuseppe Mercatali, coordinatore Anap Forlì.

Festa del Socio 2018

A settembre, dieci giorni a Taranto Per il 2018 la festa del socio si svolgerà presso il complesso Gran Valentino Village a Castellaneta Marina (TA), dal 9 al 19 settembre 2018 (10 notti/11 giorni). La Festa è occasione di incontro e confronto tra i soci e un momento per rafforzare le capacità organizzative del sistema ANAP nella sua totalità. La manifestazione intitolata “SENIOR 2018” nasce in collaborazione, con ANCoS e con artQuick partner di Confartigianato e oltre al soggiorno marino offrirà tantissimi momenti di confronto e di svago. La quota di adesione prevista per ciascun socio partecipante è di € 645 a persona in camera doppia, il supplemento in camera doppia uso singola € 265, le riduzioni III, IV e V letto da 0/3 anni non compiuti (3°,4° e 5° letto) gratis; da 3 a 8 anni non compiuti (3°,4° e 5° letto) riduzione del 60%; da 8 a 12 anni non compiuti (3°,4° e 5° letto) riduzione del 30%; adulti (3°,4° e 5° letto) riduzione del 10%. Le riduzioni partono dal 3° letto con 2 adulti paganti quota intera. Dal costo è esclusa la tassa di soggiorno, qualora prevista, da saldare in loco. I soci che volessero prolungare il soggiorno oltre il 19 settembre possono farlo pagando una quota di € 57 a persona per giorno (esempio dal 9 settembre al 23 settembre -14 notti/15 giorniprezzo totale a persona in camera doppia € 873).

22 • dicembre 2017 • • • essere impresa

La consegna delle camere avverrà alle ore 16 del giorno di arrivo con riconsegna alle ore 10 del giorno di partenza, con cena del giorno di arrivo e pranzo del giorno di partenza. La quota di partecipazione comprende il soggiorno in pensione completa con servizio di ristorazione (prima colazione, a buffet con caffetteria non espressa, pranzo e cena con servizio a buffet e show cooking) con bevande ai pasti (acqua microfiltrata e vino alla spina) incluse. Pizzette e spuntini in spiaggia dalle ore 11 alle ore 12,30. È previsto inoltre un posto spiaggia assegnato (un ombrellone, una sdraio e un lettino per famiglia), l’uso individuale delle attrezzature sportive, partecipazione a lezioni collettive, animazione diurna/serale. Inclusi anche i trasferimenti dall’aeroporto al villaggio e viceversa e l’assistenza di personale qualificato. Le camere disponibili sono 550 e verranno assegnate in ordine di prenotazione entro il 31 marzo 2018.


associazione

SPORTELLO COLF E BADANTI Un supporto alle famiglie Lo sportello colf e badanti di Confartigianato Forlì nasce per offrire una consulenza qualificata sulla gestione del rapporto di lavoro di colf, badanti, assistenti familiari e baby sitter. I servizi offerti attengono a ogni fase del rapporto di lavoro, offrendo garanzie sia al datore di lavoro, sia al lavoratore domestico, nel rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro di riferimento.

Tra i servizi offerti ➜ definizione del contratto nel rispetto del CCNL del lavoro domestico ➜ elaborazione dei prospetti paga mensili, calcolo della tredicesima ed elaborazione del modello CUD ➜ calcolo dei contributi previdenziali e compilazione della modulistica per il versamento all’INPS ➜ conteggio di ferie, malattia, maternità, infortunio ➜ calcolo di TFR e liquidazione ➜ compilazione dei documenti necessari per accedere alle agevolazioni fiscali previste per il datore di lavoro Per richiedere un preventivo gratuito e una consulenza personalizzata è possibile rivolgersi al Caaf di Confartigianato Forlì, in viale Oriani 1 a Forlì, allo 0543 452811. Trasparenza, professionalità, attenzione alle esigenze del datore di lavoro e a quelle del lavoratore sono i punti di forza del servizio. essere impresa • • • dicembre 2017 • 23


movimenti donne impresa Il welfare sbilanciato

Scarsa attenzione a giovani e donne

L’

andamento della spesa pubblica si conferma fortemente condizionato dal trend demografico, dato evidente anche nel Documento Economico Finanziario del 2017: tra il 2016 e il 2020 la spesa delle Amministrazioni Pubbliche crescerà di 42,3 miliardi di euro (+5,1%), la voce più dinamica, sia in ottica assoluta sia relativa, è la spesa per welfare per anziani - quota relativa alle uscite per pensioni e sanità a favore di anziani con 65 anni e oltre che aumenta di 25,7 miliardi di euro (+9,5%). Parallelamente il peso che la spesa per welfare per anziani ha sul totale della spesa pubblica passerà dal 32,6% del 2016 al 33,9% nel 2020, con un aumento di 1,4 punti percentuali. Nel quadriennio in esame la spesa per investimenti sale di 2,7 miliardi di euro (+7,7%), ma in rapporto al PIL - senza considerare l’impatto della manovra di bilancio 2018 - mantiene un basso profilo e nel 2020 è indicata al 2%, inferiore al livello del 2016 (2,1%). Persistono distorsioni del sistema previdenziale tra le diverse classi di età della popolazione, che rendono necessari interventi correttivi. Il sistema di welfare italiano dimostra di essere una coperta corta: l’aumento della spesa pensionistica genera un

fenomeno di spiazzamento della spesa sociale destinata a giovani e famiglie. Nel dettaglio, in Italia la spesa per le famiglie e giovani ammonta a 25.169 milioni di euro, pari all’1,5% del PIL. Se l’Italia sostenesse una spesa pubblica per la famiglia e giovani in rapporto al PIL in linea con la media del 2% di Francia e Germania, i maggiori Paesi dell’UE con incidenza di tale spesa su PIL superiore a quella italiana, si avrebbe un incremento di spesa di 7.127 milioni di euro che la porterebbe a valere 32.296 milioni di euro, il 28,3% in più del livello attuale. La sintesi di queste valutazioni evidenzia un aspetto paradossale della spesa italiana per welfare: per 1 euro speso per famiglie e giovani si spendono 10,51 euro in pensioni e sanità per anziani. La crescita della spesa pensionistica è quasi interamente determinata dagli assegni di maggiore importo. I pensionati con un reddito medio alto - consistente in un assegno mensile di 3.000 euro e oltre - sono il 6,9% dei pensionati, ma la spesa connessa assorbe un quinto (20,5%) della spesa pensionistica; tra il 2012 e il 2016 le pensioni sopra i 3mila euro determinano l’88,5% dell’aumento della spesa pensionistica, con un aumento di 10,7 miliardi di euro su un totale di

12,1 miliardi di euro mentre le pensioni di minor importo hanno aumentato la spesa per 1,4 miliardi di euro. Alla luce dell’elevata spesa per gli anziani e del basso livello di spesa per le nuove generazioni va segnalato che le risorse pubbliche messe in campo dallo Stato non colgono gli obiettivi redistributivi finalizzati all’inclusione sociale e alla lotta alla povertà soprattutto dei giovani: nel 2016 l’incidenza di povertà assoluta degli anziani è del 3,8% contro il 7,3% degli adulti nella fascia 35-64 anni e il 10% dei giovani tra 18 e 35 anni mentre dieci anni prima, a fronte del 4,6% di anziani poveri, il fenomeno toccava molto meno i giovani 18-34 anni (2,3%) e gli adulti 35-64 anni (2,4%). Un ulteriore indicatore a conferma dell’inefficacia delle politiche della spesa per inclusione e sostegno delle famiglie con figli è il fatto che nel 2016 in Italia sono stati 3.346.000 i giovani sotto i 18 anni a rischio di povertà o esclusione sociale, pari ad un terzo (32,8%) del totale, valore superiore di oltre sei punti alla media UE di 26,4%. Nel confronto con i principali Paesi europei la quota dell’Italia è superiore a quella di Regno Unito (27,2%), Francia (22,6%) Continua a pagina 25 • • •

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www.citienne.com 24 • dicembre 2017 • • • essere impresa


donne impresa movimenti Il sostegno alla famiglia

L’occupazione femminile legata ai servizi

G

li ultimi dati disponibili sulla spesa corrente destinata dai Comuni ai servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia, seppur datati, indicano un ammontare di 1.559 milioni di euro, in diminuzione del 3% in un anno. Al 2014 erano 11.283 asili nido e

2.176 unità in grado di offrire servizi integrativi per la prima infanzia per un totale di 13.459 unità, di cui un terzo (35%) a titolarità pubblica in grado di offrire il 50,5% dei posti complessivi. I posti disponibili erano sufficienti per dare risposta a un quinto (22,5%) del potenziale bacino di utenza rappresentato dal totale dei bambini con meno di tre anni residenti, valore lontano dal 33% indicato dall’Unione Europea come obiettivo strategico per promuovere la maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e migliorare la conciliazione della vita familiare e lavorativa. A livello territoriale la quota di comuni coperti dal servizio di asilo nido è del 53,7% - sia strutture comunali, sia le rette pagate dai comuni per gli utenti di asilo

• • • Segue da pagina 24

Scarsa attenzione a giovani e donne e Germania (19,3%) e di poco inferiore solo rispetto a quella della Spagna (32,9%). In cinque anni la quota di minori a rischio povertà è aumentata in Italia di 1,3 punti mentre in Europa è scesa di 0,8 punti. Il rischio di povertà dei figli minori è inversamente correlato al livello di istruzione dei genitori, a sua volta abbinato al livello di reddito: gli ultimi dati disponibili, relativi al 2015, indicano che la quota di under 18 a rischio povertà è dell’11,6% per figli di genitori laureati, sale al 30% per figli di diplomati e arriva al 64% per figli di genitori con titolo di scuola media inferiore.

nido o privati - e la quota sale al 57,3%, considerando i servizi integrativi per la prima infanzia. Le coperture più elevate dei servizi per l’infanzia si registravano in Friuli-Venezia Giulia con il 99,5% di comuni coperti, in Valle d’Aosta con il 93,2%, in Lombardia con l’89,1%, in Emilia-Romagna con l’86,8% e nella Provincia Autonoma di Trento con l’84,8%. Risulta evidente che la partecipazione femminile al mercato del lavoro delle madri, e della donna più in generale, è strettamente legata alla disponibilità di alcuni servizi. Nel corso della convention nazionale promossa nel mese di novembre da Donne Impresa Confartigianato, i dati sono stati analizzati, diventando spunto per le commissioni di lavoro, attive in seno al movimento. Come spiegato dalla presidente del movimento di Forlì, Patrizia Carpi (nella foto), “s’impone un cambio di marcia nelle politiche a favore delle donne, per valorizzare il potenziale femminile nel mondo del lavoro. È urgente un’evoluzione culturale che porti a una più equa condivisione del lavoro di cura e, a livello aziendale, occorre l’abbattimento degli stereotipi e delle discriminazioni di genere, incluse le differenze contributive, che tendono a penalizzare le donne”.

essere impresa • • • dicembre 2017 • 25


movimenti giovani imprenditori Impresa 4.0

Azioni concrete a livello romagnolo

S

i chiamano Digital Innovation Hub e sono i distretti per la diffusione della tecnologia digitale previsti dal Piano Calenda. Uno di questi è nato a Cesena, dalla collaborazione delle Confartigianato romagnole ed è stato presentato lo scorso 6 dicembre a Ravenna nel corso di un interessante seminario (nella foto). Una rete di realtà innovative, che faccia da ponte tra il mondo delle imprese, della ricerca universitaria e quello della finanza e che riesca ad accompagnare l’Italia produttiva nella rivoluzione digitale, quella del 4.0. È necessario che gli artigiani conoscano le potenzialità di Industria 4.0 e delle tecnologie collegate alla manifattura digitale. Per questo, il programma prevede i Digital innovation hub che sono sostanzialmente dei punti di prima assistenza e informazione rivolte alle imprese, per capire Industria 4.0, per quali motivi può essere

utile al loro business e trovare un primo indirizzamento a quei fornitori di soluzioni con i quali costruire poi dei percorsi concreti d’innovazione. Diffusione della cultura digitale, formazione e valorizzazione delle eccellenze produttive, sono questi gli obiettivi dei Digital innovation hub, che il Piano Calenda ha voluto creare insieme alle organizzazioni di rappresentanza delle imprese, a cominciare da Confartigianato, che ha già pronta una rete di hub digitali che promette di essere la più vasta ed estesa d’Italia. Confartigianato ha accolto con entusiasmo la sfida lanciata dal Governo alle organizzazioni di rappresentanza, di creare i digital innovation hub e di guidare attivamente le imprese in un percorso di trasformazione digitale che parte da Industria 4.0 e finisce per coinvolgere ogni aspetto e ogni attività della piccola impresa. Per questo, Confartigianato ha raccolto la disponibilità di alcune associazioni territoriali per dare vita a una trentina di digital innovation hub della Confederazione in tutta Italia. Questi punti lavoreranno con i Competence center, che in ambito universitario sosteranno la ricerca industriale. Il precedente Governo, con la Legge di Stabilità, ha messo sul piatto 270 milioni di euro. Le piccole imprese italiane e Confartigianato sono pronte per trasportare il tessuto produttivo italiano nel mondo digitale.

Gli effetti dell’innovazione

La tecnologia traino della ripresa I dati sui conti nazionali dell’Istat mettono in luce come il PIL nel terzo trimestre del 2017 sia aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% nei confronti del terzo trimestre del 2016. Tutti i principali aggregati della domanda interna registrano aumenti, con una crescita dello 0,3% dei consumi finali nazionali e del 3% gli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono cresciute, rispettivamente, dell’1,2% e dell’1,6%. L’aumento degli investimenti è trainato dall’aumento del 9,1% per i macchinari e impianti - dinamica influenzata anche dagli incentivi previsti dal Piano Impresa 4.0 - mentre è in ritardo l’investimento in costruzioni che segna un più limi26 • dicembre 2017 • • • essere impresa

tato +1,3%. In virtù di questo andamento, nel confronto internazionale si osserva che nel triennio 2016-2018 il tasso di crescita degli investimenti in macchinari in Italia supera quello di Germania e Stati Uniti. Il ritmo di crescita della domanda genera effetti positivi sul lato della produzione di macchinari e apparecchiature, comparto in cui sono attive 21.560 micro e piccole imprese con 189.452 occupati in, pari al 42% dell’occupazione totale del settore; le micro e piccole imprese produttrici di macchinari registrano un maggiore peso sull’economia del territorio in Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia.


essere impresa • • • dicembre 2017 • 27


categorie e mercato Allo studio in Commissione Bilancio

SISTRI: al vaglio la proroga È allo studio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati l’emendamento al Ddl “legge di Bilancio 2018” che prevede la proroga al 31 dicembre 2018 del termine di definitiva entrata in vigore del Sistri. Pare dunque che, per la quinta volta di fila, sia prorogato l’avvio della piena operatività del Sistema di tracciabilità telematico dei rifiuti (SISTRI) e, quindi, anche delle sanzioni relative alla sua applicazione. La proroga del periodo di transizione prevede che continuino ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi di tracciamento tradizionale dei rifiuti e relative sanzioni ante sistema Sistri, mentre non si applicano le sanzioni che puniscono l’omesso o erroneo tracciamento. Rimangono invece le sanzioni previste per la mancata iscrizione al sistema e l’omesso versamento del contributo correlato. Confartigianato ha espresso forte contrarietà per la mancata abolizione del sistema, avendo richiesto più volte che le imprese potessero finalmente avere certezze sul sistema di tracciabilità dei rifiuti, senza arrivare a ridosso delle scadenze. In questi sei anni gli imprenditori sono stati in balia di un sistema che non ha mai funzionato. Confartigianato chiede che il Sistri venga definitivamente superato e sostituito

con un sistema di tracciabilità dei rifiuti realmente utile per difendere l’ambiente e semplice per le imprese, fondato su criteri di trasparenza, efficienza, economicità. Il Sistri è l’emblema della follia burocratica del nostro Paese, ha infatti dimostrato troppe criticità, che riguardano l’interoperabilità, i malfunzionamenti tecnici e tecnologici di dispositivi e sistema, la lentezza delle procedure. Tutto ciò è costato 250 milioni di euro a 300mila imprese italiane. Il Sistri deve essere superato è un sistema inefficiente, scarsamente trasparente e inadeguato, che comporta pesanti rallentamenti per le imprese e, in alcuni casi, addirittura il blocco delle attività. Per questo era stato chiesto al Governo di procedere rapidamente alla sua sostituzione con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che serva meglio allo scopo. Richiesta purtroppo lasciata cadere nuovamente.

Si stabilizza l’escalation

La tariffa per la raccolta dei rifiuti A ottobre 2017 in Italia il prezzo della raccolta rifiuti appare stabilizzato (+0,1%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un punto inferiore al tasso di inflazione (+1,1%), dopo una forte escalation nell’arco degli ultimi cinque anni. Da ottobre 2012 a ottobre 2017, a fronte di una inflazione del 2,2% il costo della raccolta dei rifiuti è cresciuto del 13,6%, un tasso più che doppio rispetto al 6,4% dell’Eurozona. Nei cinque anni in esame l’aumento del costo del servizio in Italia è il maggiore tra i principali paesi europei: la Francia segna, infatti, un aumento del 10,7%, la Spagna del 4,1% mentre il costo in Germania risulta sostanzialmente stabile (+0,1%). Nell’ultimo anno, tuttavia, il prezzo della raccolta rifiuti nel nostro Paese si stabilizza (+0,1%), 1 punto percentuale in meno dell’inflazione (1,1%). Nel 2016 28 • dicembre 2017 • • • essere impresa

i proventi per il servizio di igiene urbana sono stimati in 10.055 milioni di euro, in leggera diminuzione (0,2%) rispetto all’anno precedente, ma in crescita del 43,2% rispetto al 2007, anno pre crisi. Il trend di crescita del prelievo per la gestione rifiuti si concretizza in un contesto che vede una riduzione della produzione di rifiuti. Nell’arco di un decennio (2006-2016) si registra una diminuzione dell’8,4%, mentre aumentano del 50,1% i proventi totali del servizio di igiene urbana (del 14,5% rispetto al 2011). Nell’ultimo quinquennio (2011-2016) la produzione di rifiuti urbani diminuisce del 5,2%, mentre i proventi totali del servizio di igiene urbana aumentano del 14,5%. Negli ultimi dodici mesi a fronte di un aumento dello 0,8% della produzione di rifiuti, si osserva una sostanziale stazionarietà (-0,2%) del prelievo totale.


categorie e mercato Autotrasporto continua il confronto col Governo

Attenzione puntata sulla concorrenza sleale Il 29 novembre scorso nella sede del Ministero Infrastrutture e Trasporti, è stato realizzato l’incontro convocato dal Capo di Gabinetto del Ministro Delrio, Mauro Bonaretti, dopo le reiterate richieste delle Associazioni di Unatras per fare il punto sulle problematiche del settore per avere risposte certe sulle tante difficoltà che vivono le imprese di autotrasporto. I rappresentanti del Governo hanno dato conto delle problematiche sollevate. In particolare, è stato chiarito che per quanto attiene alle risorse strutturali per il settore è prevista la riconferma nella Legge di Bilancio per il 2018, in discussione in Parlamento. Con il provvedimento il Governo si è impegnato a garantire il ripristino dei 50 milioni di euro che un emendamento approvato in Commissione Lavori Pubblici aveva sottratto all’autotrasporto. Sulla voce spese non documentate, lo stanziamento finale sarà reso noto non appena si conoscerà il tiraggio effettivo della voce dalle dichiarazioni dell’anno precedente, presumibilmente nel mese di maggio, per garantire l’importo dei 51 euro come già avvenuto per l’anno in corso. È stata inoltre evidenziata la palese discriminazione per cui gli artigiani sono rimasti esclusi dall’ambito di applicazione della definizione di conducente (che invece riguarda solo i dipendenti) sia ai fini della decontribuzione Inps per trasporti internazionali sia ai fini del lavoro usurante. Per quanto concerne il contrasto alla

concorrenza e al dumping, vi è la ferma volontà del Governo di difendere l’autotrasporto italiano in Europa e nella discussione sul Pacchetto Mobilità a Bruxelles porterà avanti la posizione concordata contro la concorrenza sleale dei Paesi dell’est, il cabotaggio abusivo e il dumping sociale. In occasione della riunione del Consiglio dei Ministri dei Trasporti europeo, il Ministro Delrio andrà a sostenere le ragioni dell’autotrasporto italiano contro le ipotesi di liberalizzazione del cabotaggi proposte in sede europea. A tal fine il Ministero dei Trasporti attiverà un tavolo di confronto permanente aperto ai contributi delle associazioni per produrre una posizione ben definita sulle varie tematiche oggetto del Road Package. Sul fronte interno il Governo sta portando avanti la norma sul divieto di riposo in cabina in Legge di Bilancio, dove è stata inizialmente dichiarata inammissibile ma poi riproposta ed ammessa. Si attende l’iter parlamentare della manovra. Altro punto caldo è il funzionamento della motorizzazione. Dopo aver manifestato le perduranti inefficienze degli uffici territoriali, che si riscontrano soprattutto per le revisioni, le associazioni hanno riproposto il tema dell’affidamento dei servizi agli operatori privati, pur mantenendo le funzioni di controllo e supervisione in capo all’Amministrazione, come avviene per i veicoli leggeri.

essere impresa • • • dicembre 2017 • 29


categorie e mercato In crescita i dolci del Natale

Artigianato alimentare eccellenza del made in Italy L’ufficio studi di Confartigianato ha analizzato l’andamento del comparto alimentazione, in occasione delle imminenti festività natalizie. Nel mese di dicembre si stima una spesa delle famiglie per prodotti alimentari di 14,6 miliardi di euro, il 24,7% in più della media degli altri 11 mesi, di cui il 42,6%, pari a 6,2 miliardi, per prodotti offerti anche da imprese artigiane. Con le festività legate al Natale, le vendite al dettaglio di prodotti alimentari sono superiori del 22,2% alla media mensile annua e il consumo delle famiglie di alimenti e bevande è stimato a 14.590 milioni di euro, 2.646 milioni in più del consumo medio mensile. Si rileva un calo dello 0,8% del volume delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari dopo che, per due anni, si è interrotta una serie negativa di otto anni. Nell’ultimo anno l’occupazione cresce dell’1,4% e dal 2009 al 2017 si registrano 100.575 occupati in più (+25,7%). Nel settore lavorano in imprese artigiane 155.054 addetti, pari al 36,2% del totale. Il 2017 ha fatto inoltre registrare il massimo storico nelle esportazioni di alimentari e bevande, con un valore di 32.223 milioni di euro nell’ultimo anno e una incidenza dell’1,90% del PIL, anch’essa ai massimi storici. Come rilevato dallo studio nei primi 8 mesi del 2017 l’export del settore ha rappresentato il 7,3% delle esportazioni italiane ed è cresciuto del 6% rispetto allo stesso periodo del 2016, accompagnando la crescita del 7,5% del totale delle esportazioni. In particolare i mercati dell’Unione Europea, che rappresentano il 62,8% dell’export del comparto, crescono del 5%, mentre registrano un maggior dinamismo quelli al di fuori dell’Europa, che aumentano del 7,7%. Interessante notare i dati relativi alla produzione tipica del periodo natalizio: le vendite all’estero del capitolo che comprende i dolci da ricorrenza registrano un incremento tendenziale del 5,8%. Il dato è una combinazione di una crescita del 5% sui mercati dell’Unione europea nonostante il segno meno verso la Francia, prima piazza di vendita del made in Italy alimentare, sebbene in calo dell’1,9% e del +8,6% per i mercati extra Ue. Tra i principali mercati aumenti a doppia cifra per Stati Uniti (+31,4%), Belgio (+24,2%), Polonia (+15,1%) e Svizzera (+13,9%). Importante mettere in luce che l’effetto Brexit si manifesta anche sull’esportazioni di dolci di Natale, verso il Regno Unito, in calo del 10,8% nell’ultimo anno. 30 • dicembre 2017 • • • essere impresa

Italia ai vertici per i prodotti di qualità

I punti di forza della nostra tradizione L’Italia è al primo posto in Ue con 294 prodotti agroalimentari di qualità tra DOP, IGP e STG. Il nostro Paese vanta oltre un quinto (21,2%) dei prodotti di qualità europei censiti e 167 sono DOP - Denominazione di origine protetta - (56,8% del totale), 125 sono IGP - Indicazione geografica protetta - (42,5%) e solo 2 sono STG -Specialità tradizionale garantita - (0,7%) quali la Mozzarella e la Pizza napoletana. Nell’ultimo anno l’Italia ha presentato nuovi prodotti di qualità: Burrata di Andria, Olio extra vergine di oliva di Calabria, Olio extra vergine di oliva Marche, Oliva di Gaeta. Sono 5.047 i prodotti agroalimentari tradizionali censiti e caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, con un aumento di 82 in un anno. Tra le regioni che ne contano di più la Campania con 515 prodotti (10,2%), la Toscana con 461 (9,1%), il Lazio con 409 (8,1%) e l’Emilia-Romagna con 388 (7,7%), tra cui la piadina romagnola, lo scalogno e la pesca nettarina. Nei primi sei mesi del 2017 l’export del vino italiano è salito del 7,3%; tra le dieci regioni più rilevanti, con export regionale annuale superiore a 100 milioni di euro e che insieme cumulano il 96% del totale delle esportazioni, la Puglia con export che sale del 20,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la Sicilia con +18,7%, Abruzzo con +15,1% e Emilia-Romagna con +12,5%.


BUON

Natale E SERENO ANNO NUOVO

il presidente Luca Morigi

il segretario Roberto Faggiotto

Sta per concludersi un altro anno difficile, l’ennesimo dal 2008, caratterizzato dalla crisi. Li abbiamo vissuti insieme e sappiamo quanto sia stato faticoso attraversarli, mantenendo il giusto equilibrio, consapevoli che le difficoltà non sono ancora superate e che continueremo a essere chiamati ad affrontare nuove sfide e criticità. In questo cambiamento continuo, abbiamo maturato la convinzione che ci sia ancora necessità, forse più che in passato, di restare uniti per affrontare le complessità sociali ed economiche. Il valore aggiunto di Confartigianato è proprio l’essere sistema, una realtà che associa imprenditori e artigiani in tutta Italia per far sentire con più forza la propria voce, per far conoscere le storie di chi ogni giorno s’impegna per far crescere la propria comunità. Con orgoglio e con passione. Uomini e donne che non hanno mai smesso di crederci. E che continueranno a farlo, con la voglia di esserci.

A voi e ai vostri cari tanti auguri di buone feste

essere impresa • • • dicembre 2017 • 31


Da sempre la piccola impresa fa parte del panorama italiano.

Da sempre. Confartigianato la rappresenta.

• Forlì - Via Oriani, 1 - Tel 0543 452811 - Fax 0543 452852 www.confartigianato.fo.it • • • • • • • • • • •

Castrocaro Terme e Terra del Sole - Piazza Mazzini, 11 Castrocaro Tel 0543 452950 - Fax 0543 766742 Civitella di Romagna - Piazza Matteotti, 6 - Tel 0543 452980 - Fax 0543 983733 Forlimpopoli e Bertinoro - Via Montegrappa, 5 Forlimpopoli Tel 0543 452937 - Fax 0543 742750 Galeata - Via IV Novembre, 12/A - Tel 0543 981240 - Fax 0543 981240 Meldola - Viale Roma, 172 - Tel 0543 452910 - Fax 0543 490568 Modigliana - Corso Garibaldi, 67 - Tel 0543 452960 - Fax 0546 940285 Predappio - Via Roma, 100/B - Tel 0543 452921 - Fax 0543 921584 Premilcuore - Piazza Caduti, 3 - Tel 0543 452920 - Fax 0543 921584 Rocca San Casciano - Piazza Garibaldi, 53 - Tel 0543 452970 - Fax 0543 960068 Santa Sofia - Via Giovannetti, 6 - Tel 0543 452980 - Fax 0543 970170 Tredozio - Via XX Settembre - angolo Vicolo Biscanto, 1 Tel 0546 943493 - Fax 0546 943493

Essere Impresa Dicembre 2017  

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