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Pmi Edili News Settimanale Informativo Aniem Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere - aderente alla Confapi

Numero 10

Giovedì 29 marzo 2012

In questo numero

APPALTI…………………………..............................................................................................................2 ANALISI DIRETTIVA APPALTI PUBBLICI IN PARLAMENTO....................................................2 ECONOMIA…………………………......................................................................................................10 E’ LEGGE IL DECRETO SULLE LIBERALIZZAZIONI...................................................................10 FONDI PER LE INFRASTRUTTURE DAL CIPE .............................................................................18 AMBIENTE…………………………........................................................................................................20 IN GAZZETTA LE NUOVE NORME SUI MATERIALI DI RIPORTO..........................................20 INAIL………………………………..........................................................................................................21 DURC: INTERVENTO SOSTITUTIVO DELLA STAZIONE APPALTANTE ...............................21

Approfondimenti tematici ......................................................................... 21 In assenza di sub-criteri o anche di criteri di valutazione sufficientemente dettagliati inammissibile giudizio mediante mero punteggio .........................................................................................................21 Modifica composizione Rti in fase di esecuzione - si applica a tutti i settori......................................22 Non costituisce causa di esclusione dalla partecipazione alla gara l’amministrazione straordinaria dell'impresa .............................................................................................................................................22


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APPALTI ANALISI DIRETTIVA PARLAMENTO

APPALTI

PUBBLICI

IN

Come preannunciato nelle precedenti PMI Edili News è, attualmente all’esame delle Commissioni Lavori Pubblici della Camera dei Deputati e del Senato, Proposta di nuova direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici che sostituirà la direttiva 2004/18/CE COM/2011/896 del 20 dicembre 2011, http://www.osservatorioappalti.unitn.it/content.jsp?id=13 oltre a quella sulle procedure di appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, e a quella sull’aggiudicazione dei contratti di concessione. Le nuove direttive dovrebbero essere approvate entro la fine del 2012 ed essere recepite negli Stati membri entro il 30 giugno 2014. Illustrazione dettagliata della proposta di direttiva sugli appalti pubblici Semplificazione e maggior flessibilità delle procedure di appalto

La proposta di direttiva prevede una semplificazione e una maggior flessibilità del regime procedurale istituito dalle attuali direttive sugli appalti pubblici. A tal fine, essa contiene le seguenti misure: Chiarimento del campo di applicazione. La nozione di "procedura d'appalto" che figura anche nel titolo della proposta di direttiva, è stata recentemente introdotta al fine di determinare meglio il campo di applicazione e l'obiettivo della legislazione in materia di appalti nonché agevolare l'applicazione delle soglie. Le definizioni di alcuni concetti fondamentali che determinano il campo di applicazione della direttiva (come organismo di diritto pubblico, appalti pubblici di lavori e di servizi, appalti misti) sono state riviste alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia. Sarà abolita la tradizionale distinzione tra cosiddetti servizi prioritari e non prioritari (servizi di tipo "A" o "B"). I risultati della valutazione indicano che non è più giustificato limitare

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la piena applicazione della legislazione in materia di appalti a un gruppo limitato di servizi. Tuttavia, è apparso altresì evidente che il normale regime degli appalti non è adeguato ai servizi sociali che necessitano di un insieme di norme specifiche. Ventaglio di strumenti a disposizione. I sistemi degli Stati membri metteranno a disposizione due tipi di procedura di base: la procedura aperta e quella ristretta. Inoltre, essi possono prevedere, subordinata a determinate condizioni, la procedura competitiva con negoziato con pubblicazione, il dialogo competitivo e/o il partenariato per l'innovazione, una nuova forma di procedura per un nuovo tipo di procedura per appalti innovativi. Le amministrazioni aggiudicatrici avranno inoltre a disposizione un insieme di sei specifici strumenti e tecniche d'appalto, destinati agli appalti aggregati ed elettronici: accordi quadro, sistemi dinamici di acquisizione, aste elettroniche, cataloghi elettronici, centrali di committenza e appalti comuni. Rispetto alla direttiva vigente, questi strumenti sono stati migliorati e resi più chiari al fine di facilitare la procedura d'appalto elettronica. Regime più leggero per le amministrazioni aggiudicatrici locali. In linea con l'accordo OMC sugli appalti pubblici, la proposta fornisce un sistema di appalti semplificato che si applica a tutte le amministrazioni aggiudicatrici sotto il livello dell'amministrazione centrale, come le autorità locali e regionali. Tali acquirenti possono utilizzare un avviso di preinformazione come mezzo di indizione di gara. Se si avvalgono di tale facoltà, esse non devono pubblicare un bando di gara separato prima dell'avvio della procedura di appalto. Esse possono inoltre fissare determinati limiti di tempo in modo più flessibile di comune accordo con i partecipanti. Promozione degli appalti elettronici. L'utilizzo di mezzi elettronici di comunicazione e di trattamento delle operazioni da parte degli acquirenti può generare importanti risparmi e migliorare i risultati degli appalti riducendo contemporaneamente sprechi ed errori. La proposta intende aiutare gli Stati membri a realizzare il passaggio agli appalti elettronici consentendo ai fornitori di partecipare a procedure

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di appalto on-line in tutto il mercato interno. A tal fine, la proposta di direttiva prevede l'obbligo di trasmissione di bandi e avvisi per via elettronica e l'obbligo di rendere disponibili in forma elettronica i documenti di gara; essa impone il passaggio a una comunicazione integralmente elettronica per tutte le procedure di appalto, con particolare riguardo alla presentazione per via elettronica, nei limiti di un periodo di transizione di due anni. La proposta semplifica e migliora i sistemi dinamici di acquisizione e i cataloghi elettronici, strumenti di aggiudicazione interamente informatizzati, particolarmente consoni ad appalti altamente aggregati gestiti da centrali di committenza. Lo strumento degli appalti elettronici consentirebbe inoltre alle amministrazioni aggiudicatrici di prevenire, individuare e correggere gli errori comunemente imputabili a un'errata comprensione o interpretazione della normativa sugli appalti pubblici. Modernizzazione delle procedure. La proposta prevede un approccio più flessibile e maggiormente orientato agli utenti per alcune caratteristiche importanti delle procedure di appalto. I termini per la partecipazione e la presentazione delle offerte sono stati abbreviati, consentendo una procedura più rapida e semplice. La distinzione tra criteri di selezione degli offerenti e di aggiudicazione dell'appalto, che è spesso fonte di errori e malintesi, è stata resa più flessibile, consentendo alle amministrazioni aggiudicatrici di decidere in quale ordine esaminare i criteri (se sia cioè più pratico vagliare quelli di aggiudicazione prima di quelli di selezione) e di tener conto, in quanto criterio di aggiudicazione, dell'organizzazione e della qualità del personale incaricato di eseguire il contratto. I motivi di esclusione dei candidati e degli offerenti sono stati riesaminati e chiariti. Le amministrazioni aggiudicatrici hanno il diritto di escludere gli operatori economici che hanno evidenziato significative o persistenti carenze nell'esecuzione di contratti precedenti. La proposta prevede anche la possibilità di "autopulitura": le amministrazioni aggiudicatrici possono accettare i candidati o gli offerenti nonostante l'esistenza di un motivo di esclusione se sono adottate misure atte a porre rimedio alle conseguenze di una condotta illecita e prevenire efficacemente ulteriori conseguenze derivanti dal comportamento scorretto.

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Uso strategico degli appalti pubblici in risposta alle nuove sfide

La modifica dei contratti durante il loro periodo di validità è diventata un'istanza sempre più rilevante e problematica per gli esperti del settore. Una disposizione specifica relativa alla modifica dei contratti riprende le principali soluzioni sviluppate dalla giurisprudenza e fornisce una soluzione pratica per affrontare circostanze impreviste che richiedono l'adattamento di un contratto d'appalto pubblico durante il suo periodo di validità. La proposta di direttiva si fonda su un approccio attivo che fornisce alle amministrazioni aggiudicatrici gli strumenti necessari per contribuire a raggiungere gli obiettivi cruciali della strategia Europa 2020, attraverso l'utilizzo del loro potere d'acquisto per ottenere merci e servizi che promuovano l'innovazione, rispettino l'ambiente e contrastino il cambiamento climatico, migliorando l'occupazione, la salute pubblica e le condizioni sociali. Calcolo dei costi del ciclo di vita. La proposta fornisce agli acquirenti la possibilità di basare le loro decisioni di aggiudicazione sui costi del ciclo di vita dei prodotti, servizi o lavori che prevedono di acquistare. Il ciclo di vita comprende tutte le fasi dell'esistenza di prodotti, lavori o forniture di servizi, a partire dall'acquisizione della materia prima o dalla generazione di risorse fino a giungere allo smaltimento di un prodotto a fine vita, allo smantellamento a fine lavoro nonché alla conclusione di una prestazione. I costi da prendere in considerazione non includono solamente le spese monetarie dirette ma anche i costi ambientali esterni, se possono essere monetizzati e verificati. Una volta definita una metodologia dell'Unione europea per il calcolo dei costi del ciclo di vita, le amministrazioni aggiudicatrici sono tenute a utilizzarla. Processo di produzione. Le amministrazioni aggiudicatrici possono far riferimento a tutti i fattori direttamente collegati al processo di produzione sia nelle specifiche tecniche che nei criteri di aggiudicazione, sempreché si riferiscano ad aspetti di tale processo strettamente legati alla produzione o alla fornitura delle merci o dei servizi acquisiti. D'altro canto, esso esclude requisiti non connessi al processo di produzione dei prodotti, lavori o servizi ai quali si riferisce l'appalto, quale il requisito sulla responsabilità sociale generale delle imprese che copre la globalità dell'attività dell'aggiudicatario.

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Etichette. Le amministrazioni aggiudicatrici possono esigere che lavori, forniture o servizi siano muniti di particolari etichette o marchi di certificazione ambientali, sociali o relativi ad altre caratteristiche, a condizione che riconoscano anche etichette o marchi di certificazione equivalenti. Ciò vale, ad esempio, per le etichette o i marchi di qualità ecologica europei o (multi)nazionali oppure che attestano che un prodotto non ha fatto ricorso all'impiego di lavoro minorile. I sistemi di certificazione in questione devono riguardare caratteristiche legate all'oggetto dell'appalto ed essere concepiti sulla scorta di informazioni scientifiche, a seguito di una procedura aperta e trasparente nonché resi accessibili a tutte le parti interessate.

Migliorare l’accesso al mercato delle PMI e delle imprese in fase di avviamento

Sanzionare le violazioni degli obblighi derivanti dal diritto del lavoro, di previdenza sociale e dell'ambiente. Ai sensi della presente proposta di direttiva, un'amministrazione aggiudicatrice può escludere operatori economici dalla procedura se individua violazioni degli obblighi stabiliti dalla legislazione dell'Unione in materia di diritto del lavoro o di previdenza sociale o dell'ambiente, nonché di disposizioni internazionali di diritto del lavoro. Inoltre, le amministrazioni aggiudicatrici saranno tenute a respingere le offerte in caso accertino che siano anormalmente basse a causa di violazioni della normativa dell'Unione in materia di diritto del lavoro, di previdenza sociale o dell'ambiente. Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano un potenziale enorme per la creazione di posti di lavoro, la crescita e l'innovazione. Un accesso facile ai mercati degli appalti può aiutarle a mettere a frutto questo potenziale consentendo alle amministrazioni aggiudicatrici di allargare la loro base di fornitori, con conseguenze positive grazie all'aumento della concorrenza per i contratti pubblici. Per favorire l'accesso delle PMI agli appalti pubblici la Commissione europea ha pubblicato nel 2008 il "Codice europeo delle buone pratiche per facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese (PMI) agli appalti pubblici - Documento di lavoro della Commissione del 25 giugno 2008 ". http://www.osservatorioappalti.unitn.it/content.jsp?id=12

La presente proposta si basa su tale documento e fornisce misure concrete per eliminare gli ostacoli all'accesso delle PMI al mercato.

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Semplificazione degli obblighi di informazione. La semplificazione generale di obblighi di informazione nelle procedure di appalto saranno di notevole beneficio per le PMI. La proposta prevede l'obbligo di accettazione delle autocertificazioni come l'esistenza presunta ai fini della selezione. La produzione effettiva di prove documentali sarà facilitata da un documento standard, il passaporto europeo per gli appalti pubblici, che costituisce uno dei mezzi di prova per l'assenza di motivi di esclusione, rilasciato dalle autorità nazionali su richiesta dell’operatore economico. Nello specifico, il passaporto europeo per gli appalti pubblici contiene i seguenti elementi: (a) Identificazione dell'operatore economico; (b) Certificazione che l'operatore economico non è stato condannato con sentenza definitiva, per uno dei motivi di cui all'articolo 55, paragrafo 1; (c) Certificazione che l'operatore economico non è oggetto di una procedura di insolvenza o di una procedura di liquidazione di cui all'articolo 55, paragrafo 3, lettera b); (d) Se del caso, la certificazione dell'avvenuta iscrizione in un albo professionale o in un registro commerciale richiesta nello Stato membro di stabilimento, di cui all'articolo 56, paragrafo 2); (e) Se del caso, la certificazione che l'operatore economico possiede una particolare autorizzazione o è membro di una determinata organizzazione ai sensi dell'articolo 56, paragrafo 2; (f) Indicazione del periodo di validità del passaporto che non può essere inferiorea 6 mesi. Suddivisione in lotti. Le amministrazioni aggiudicatrici saranno invitate a suddividere gli appalti pubblici in — omogenei o eterogenei — lotti per renderli più accessibili alle PMI. Nel caso in cui non decidano in tal senso, saranno obbligate a fornire una spiegazione specifica. Limitazione sui requisiti di partecipazione. Per evitare inutili ostacoli alla partecipazione delle PMI, la proposta di direttiva contiene un elenco esauriente di condizioni per la partecipazione alle gare di appalto e afferma esplicitamente che tali condizioni sono limitate "a quelle appropriate per assicurare che un candidato o un offerente ha le… capacità e le… competenze per eseguire l'appalto da aggiudicare".

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I criteri che sono spesso un serissimo ostacolo all'accesso da parte delle PMI sono esplicitamente limitati a tre volte il valore stimato dell'appalto, salvo in casi debitamente giustificati. Infine, le eventuali condizioni per la partecipazione di gruppi di operatori economici — uno strumento di particolare interesse per le PMI — devono essere giustificate da motivazioni obiettive e proporzionate.

Procedure corrette

Pagamento diretto dei subappaltatori. Inoltre, gli Stati membri possono prevedere che i subappaltatori richiedano un pagamento diretto da parte dell'amministrazione aggiudicatrice per forniture, lavori e servizi forniti al contraente principale nel quadro del contratto di prestazione. Ciò consente ai subappaltatori, che spesso sono PMI, di proteggersi efficacemente dal rischio di mancato pagamento. Gli interessi finanziari in gioco e l'interazione tra il settore pubblico e quello privato fanno degli appalti pubblici un settore in cui è particolarmente elevato il rischio di prassi commerciali scorrette, come conflitti di interessi, favoritismi e corruzione. La proposta rafforza le garanzie esistenti contro tali rischi e prevede ulteriori tutele. Conflitti di interesse. La proposta contiene una disposizione specifica sul conflitto di interessi, che riguarda situazioni di conflitto - reali, potenziali o percepite - che coinvolgono il personale di un'amministrazione aggiudicatrice in materia di appalti o di prestatori di servizi d'appalto che intervengono nella procedura nonché la dirigenza dell'autorità aggiudicatrice che può influenzare il risultato di una procedura di appalto anche se è formalmente coinvolta nella detta procedura. Comportamento illecito. La proposta contiene una disposizione specifica riguardante comportamenti illeciti da parte di candidati e offerenti, quali i tentativi di influenzare indebitamente il processo decisionale o di concludere accordi con altri partecipanti onde manipolare i risultati della procedura, che portano all'esclusione dalla procedura stessa. Attività illecite di questo tipo violano principi fondamentali del diritto dell'Unione e possono dar luogo a gravi distorsioni della concorrenza.

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Indebiti vantaggi. Le consultazioni di mercato costituiscono uno strumento utile a disposizione delle amministrazioni aggiudicatrici al fine di ottenere informazioni sulla struttura, le capacità, le risorse del mercato e, contemporaneamente, per informare gli operatori di mercato in merito ai progetti e ai requisiti degli acquirenti riguardo agli appalti. Tuttavia, i contatti preliminari con i partecipanti al mercato non devono dar luogo a vantaggi indebiti o distorsioni della concorrenza. La proposta contiene a tal fine una disposizione specifica su misure di tutela contro il rischio di un'indebita preferenza a favore dei partecipanti che abbiano fornito consulenze all'amministrazione aggiudicatrice o abbiano partecipato alla preparazione della procedura.

Governance

Organi nazionali di vigilanza. Dalla valutazione è emerso che non tutti gli Stati membri vigilano in modo coerente e sistematico sull'attuazione e il funzionamento delle norme in materia di appalti pubblici. Ciò compromette un'efficiente e uniforme applicazione del diritto dell'Unione europea. La proposta pertanto prevede che gli Stati membri debbano designare un'unica autorità nazionale incaricata del monitoraggio, dell'attuazione e della vigilanza in materia di appalti pubblici. Solo nel caso sia presente un unico organo in grado di espletare i diversi compiti si potrà garantire di avere una visione d'insieme delle principali difficoltà di attuazione e di poter suggerire misure adeguate per rimediare ai problemi strutturali di fondo. Tale organo sarà in grado di fornire un riscontro immediato sul funzionamento della politica e sulle carenze potenziali nella legislazione e nelle prassi nazionali, contribuendo in tal modo a una rapida individuazione delle soluzioni. Centri di conoscenza. In molti casi, le amministrazioni aggiudicatrici non posseggono al loro interno le competenze necessarie per occuparsi di progetti d'appalto complessi. I risultati delle gare di appalto potrebbero essere sensibilmente migliorati con il ricorso a un sostegno professionale adeguato e indipendente da parte di strutture amministrative, attraverso un ampliamento delle conoscenze e della professionalità dei committenti pubblici e una migliore assistenza alle aziende, soprattutto per le PMI. La proposta

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impone agli Stati membri di fornire strutture di sostegno che offrano consulenza, orientamenti, formazione e assistenza, sia di tipo legale che pratico, nella preparazione e svolgimento delle procedure di appalto. Per rendere più efficace la lotta alla corruzione e ai favoritismi, le amministrazioni aggiudicatrici dovranno inviare il testo dei contratti conclusi all'organo di vigilanza che sarà quindi in grado di esaminarli e rilevare eventuali segnali sospetti, e dovranno consentire l'accesso ai documenti ai soggetti interessati sempreché ciò non pregiudichi interessi legittimi pubblici o privati. Tuttavia, occorre evitare di dar luogo a oneri amministrativi sproporzionati; l'obbligo di trasmissione del testo completo dei contratti conclusi deve quindi limitarsi a contratti il cui valore è relativamente elevato. Le soglie proposte rappresentano un giusto equilibrio tra l'aumento degli oneri amministrativi e una garanzia di maggior trasparenza: la presenza di una soglia che va da 1. 000 000 EUR, per le forniture e i servizi, fino a 10. 000. 000 EUR, significa che tale obbligo si applica al 10-20% di tutte le procedure d'appalto pubblicate nella Gazzetta Ufficiale. Cooperazione amministrativa. La proposta prevede inoltre una cooperazione efficace che consenta agli organi nazionali di vigilanza di scambiare informazioni e buone pratiche nonché di collaborare mediante il sistema d'informazione del mercato interno (IMI).

ECONOMIA E’ LEGGE IL DECRETO SULLE LIBERALIZZAZIONI E’ stato pubblicato sulla (GU n. 71 del 24-3-2012 - Suppl. Ordinario n.53) il testo del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Supplemento ordinario n. 18/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 19 del 24 gennaio 2012), coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività.» http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&d atagu=2012-03-

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24&task=dettaglio&numgu=71&redaz=12A03524&tmstp=1332 655201227 in vigore dal 25/3/12. Le novità per il settore delle costruzioni:

Il Tribunale delle Imprese (art. 2)

Con l’art. 2 della legge sulle liberalizzazioni è stata introdotta un’importante novità in materia di giustizia mediante la istituzione del Tribunale delle imprese. Con modifiche recate al D.Lgs. 168/2003, istitutivo delle Sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale, queste divengono ora sezioni specializzate per il contenzioso in materia di imprese. Non si tratta, pertanto, della creazione di un Tribunale ad hoc, quanto piuttosto della estensione delle competenze proprie delle sezioni specializzate già esistenti per il contenzioso in materia di proprietà industriale e intellettuale. Le sezioni specializzate avranno una competenza molto vasta, che investe tutto il contenzioso relativo alle attività economiche. In particolare, le rinnovate sezioni specializzate, oltre a giudicare delle cause in materia di proprietà industriale, di concorrenza sleale interferente con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e di diritto d’autore, saranno altresì competenti: a) per le azioni di classe di cui all’art. 140bis del D.Lgs. 206/2005, per cui la relativa domanda andrà proposta al Tribunale presso cui è istituita la sezione specializzata (in questo senso dispone il nuovo comma 4 dell’art. 140bis); b) relativamente alle società di cui al Libro V, Titolo V, Capi V e VI del codice civile (società per azioni e in accomandita per azioni) e alle società da queste controllate o che le controllano, per le seguenti cause:  tra soci delle società, inclusi coloro la cui qualità di socio è oggetto di controversia;  relative al trasferimento delle partecipazioni sociali o ad ogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o i diritti inerenti;  di impugnazione di deliberazioni e decisioni di organi sociali; tra soci e società;  in materia di patti parasociali;

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 contro i componenti degli organi amministrativi o di controllo, il liquidatore, il direttore generale ovvero il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari;  aventi ad oggetto azioni di responsabilità promosse dai creditori delle società controllate contro le società che le controllano; relative a rapporti di controllo, di coordinamento fra società e interni al gruppo cooperativo paritetico (artt. 2359, co 1, n. 3), 2497septies e 2545septies c.c.);  relative a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria, in cui sia parte una società per azioni o in accomandita per azioni, quando sussiste la giurisdizione del giudice ordinario (in sostanza per gli aspetti concernenti l’esecuzione del contratto). Il decreto prevede che le nuove disposizioni riguarderanno i giudizi instaurati dopo 180 giorni dall’entrata in vigore del della legge di conversione (25/9/2012).

Rating di legalità delle imprese (art. 5ter)

Al fine di promuovere l'introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato e' attribuito il compito di procedere, in raccordo con i Ministeri della giustizia e dell'interno, alla elaborazione di un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale; del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti pubblici da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario. Secondo la norma approvata, il rating sarà uno strumento premiale per le imprese nell'accesso al credito e ai finanziamenti pubblici.

Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali (art. 25)

La legge sulle liberalizzazioni interviene sulla disciplina dei servizi pubblici locali, contenuta nella manovra di Ferragosto (art. 4 del DL 138/11, convertito in legge n. 148/1, come modificato dalla Legge di Stabilità per il 2012) introducendo misure dirette a potenziare la liberalizzazione e la concorrenza nel settore. In particolare, la norma prevede l'organizzazione dei Servizi Pubblici Locali in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei di dimensioni comunque non inferiori al territorio provinciale e tali da consentire economie di scale e di

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differenziazione idonee a massimizzare l'efficienza del servizio.

Misure per la tempestività dei pagamenti ed estinzione debiti pregressi PP.A. (art. 35 commi 1-4)

La norma prevede modifiche anche in riferimento alla gestione in house, per cui il valore complessivo dei servizi che possono essere affidati alla gestione di aziende a partecipazione pubblica, che abbiano i requisiti europei per la gestione "in house", si riduce dai 900.000 euro annui, previsti nella manovra di Ferragosto, alla somma di 200.000 euro annui. Slittano, inoltre, alcuni termini temporali importanti nella fase transitoria. Gli affidamenti diretti relativi a servizi il cui valore economico sia superiore alla somma di 200.000 euro annui, cessano non più alla data del 31 marzo 2012, ma alla data del 31 dicembre 2012. Inoltre, le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio privato sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, che non abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessano, non più alla data del 30 giugno 2012, ma alla data del 31 marzo 2013. La norma prevede misure specifiche per favorire la tempestività dei pagamenti dei debiti pregressi delle amministrazioni statali relativi a transazioni commerciali per l'acquisto di servizi e forniture. A tal fine è previsto uno stanziamento complessivo di 5,7 miliardi di euro destinati, per 4,7 miliardi di euro, a pagamenti di crediti certi, liquidi ed esigibili iscritti in bilancio come residui passivi perenti, e per 1 miliardo di euro a crediti fuori bilancio per spese relative a consumi intermedi. In merito ai crediti iscritti in bilancio la norma prevede un rifinanziamento dei fondi speciali per la reiscrizione dei residui passivi perenti di natura corrente e di conto capitale rispettivamente di 2.000 milioni e 700 milioni per l'anno 2012 e la possibilità che i crediti maturati al 31 dicembre 2011 possano essere pagati, su richiesta dei soggetti creditori, anche mediante assegnazione di titoli di Stato nel limite massimo di 2.000 milioni di euro. Tale tetto sarà flessibile, ovvero se le richieste saranno superiori potranno essere soddisfatte compensando con le risorse destinate al rifinanziamento dei fondi relativi ai residui passivi perenti. Il Ministero dell'economia e delle finanze

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definirà con decreto le modalità di attuazione e le caratteristiche dei titoli. La norm a fa riferimento ai deb iti della pubblica amministrazione statale derivati da transazioni commerciali per l'acq uisizione di servizi e forniture.

Grandi eventi (art. 40 bis)

Emissioni di obbligazioni e titoli di debito da parte delle società di progetto (art. 41)

Alleggerimento ed integrazione della disciplina del promotore per le infrastrutture strategiche (art. 42)

Viene modificato l’art. 5-bis del DL 343/2001 convertito dalla L. 401/2001 sulla disciplina della Protezione civile, eliminando i grandi eventi dall`ambito di applicazione del potere di ordinanza di cui all`art. 5 della L. 225/1992. La Protezione civile non potrà più gestire gli appalti per i grandi eventi. Non saranno quindi più possibili affidamenti diretti alle imprese ma sarà necessaria la gara pubblica.

La norma modifica l'art. 157 del D. Lgs 163/2006, relativo all'emissione di obbligazioni e di titoli di debito da parte delle società di progetto costituite per la realizzazione di infrastrutture. Rispetto alla normativa attuale, la nuova previsione consente di emettere obbligazioni anche senza garanzia ipotecaria, purché siano sottoscritte da investitori qualificati, ovvero tutti i soggetti autorizzati ad operare sui mercati finanziari. La norma di fatto amplia i soggetti coinvolti nel finanziamento delle opere pubbliche. Ciò, unito all'eliminazione dell'obbligo di ipoteca, potrebbe incentivare il ricorso a tale strumento da parte dei concessionari. La norma modifica l'art. 175 del D. Lgs 163/2006, già modificato dal DL 201/2011 "Salva Italia", che disciplina la procedura del promotore per gli interventi ricompresi nel programma delle infrastrutture strategiche (Legge Obiettivo) da realizzare in project financing. La disciplina è quella che consente ai soggetti qualificati di presentare delle proposte per interventi che non risultano inseriti nella lista predisposta dal Ministero delle Infrastrutture relativa agli interventi da realizzare con capitali privati. Il Dl Salva Italia ha fornito un maggior dettaglio nelle procedure di affidamento delle concessioni su proposta del promotore relativamente alle opere suddette, ma ha previsto il riconoscimento del diritto di prelazione al promotore.

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Con l'ultima revisione dell'articolo, si introduce il diritto di prelazione per il promotore, allineando le previsioni relative alle opere strategiche a quelle per le opere ordinarie. La norma intende favorire la realizzazione di infrastrutture carcerarie tramite il ricorso ai capitali privati. Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie (art. 43)

Il Ministero dell'economia con decreto stabilirà le condizioni, le modalità e i limiti di attuazione delle disposizioni. Al concessionario verrà riconosciuta una tariffa comprensiva dei costi di investimento e di gestione dell'infrastruttura e dei servizi connessi ad eccezione della custodia da corrispondersi dal momento di messa a disposizione dell'opera. La norma impone un limite massimo di venti anni alla durata della concessione.

Il nuovo istituto del contratto di disponibilità nel Codice Appalti (art. 44)

L’introduzione nel Codice Appalti (art. 3 comma 15bis, 15 ter, art. 160ter) del nuovo istituto del "contratto di disponibilità." Il contratto di disponibilità è quel contratto mediante il quale sono affidate, a rischio e a spesa dell'affidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favore dell'amministrazione aggiudicatrice di un'opera di proprietà privata destinata all'esercizio di un pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo. Si intende per messa a disposizione l'onere assunto a proprio rischio dall'affidatario di assicurare all'amministrazione aggiudicatrice la costante fruibilità dell'opera, nel rispetto dei parametri di funzionalità previsti dal contratto, garantendo allo scopo la perfetta manutenzione e la risoluzione di tutti gli eventuali vizi, anche sopravvenuti L'affidatario assume il rischio della costruzione e della gestione tecnica dell'opera per il periodo di messa a disposizione dell'amministrazione aggiudicatrice Le offerte devono contenere un progetto preliminare rispondente alle caratteristiche indicate nel capitolato prestazionale e sono corredate dalla garanzia di cui all'articolo 75 Codice Appalti; il soggetto aggiudicatario è tenuto a prestare la cauzione definitiva di cui all'articolo 113 Codice Appalti. Dalla data di inizio della messa a disposizione da parte dell'affidatario è dovuta una cauzione a garanzia delle penali relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla messa a disposizione dell'opera, da prestarsi nella misura del dieci per cento del

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costo annuo operativo di esercizio e con le modalità di cui all'articolo 113; la mancata presentazione di tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale.

Documentazione a corredo del PEF per le opere strategiche (art. 45)

Dialogo competitivo (art. 46)

Disposizioni in materia di concessioni di costruzione e gestione di opere pubbliche (art. 50)

La norma definisce con dettaglio la documentazione necessaria da allegare al Piano economico finanziario per richiedere l'assegnazione al CIPE delle risorse relative alla realizzazione di opere di interesse strategico. La norma dovrebbe consentire di ridurre i tempi necessari per la procedura di assegnazione delle risorse da parte del CIPE, attraverso l'eliminazione dei tempi di istruttoria necessari a acquisire tutti gli elementi necessari per la valutazione.

La norma è volta a favorire l'uso del dialogo competitivo per l'affidamento dei contratti pubblici, prevedendo di integrare la disciplina dello strumento nel regolamento di attuazione del codice dei contratti.

La norma modifica l'art. 144 del D. Lgs 163/2006 relativo alle caratteristiche delle concessioni di lavori pubblici. Viene introdotto il comma 3-bis che stabilisce che i bandi e gli allegati (schema di contratto e piano economico finanziario) siano definiti in modo da assicurare adeguati livelli di bancabilità dell'opera. È stata, inoltre, introdotta una disposizione secondo cui le offerte per concessioni di costruzione e gestione di opere pubbliche devono dare conto del preliminare coinvolgimento di uno o più istituti finanziari nel progetto. Disposizioni in materia di affidamento a terzi nelle concessioni (art. 51)

Disposizioni in materia di affidamento a terzi nelle concessioni (art. 51)

La norma aumenta dal 40 al 50 per cento la quota dei lavori che il concessionario autostradale a maggioranza privata, titolare di concessioni vigenti, già affidate alla data del 30 giugno 2002, deve affidare con gara a terzi. La norma si applica a partire dal 1 ° gennaio 2015. La relazione illustrativa alla legge di conversione del decreto specifica che il periodo transitorio è necessario al fine di evitare il blocco degli investimenti già avviati dalle concessionarie autostradali.

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Emissioni di obblig azioni di scopo da parte di enti garantite da beni immobili patrimoniali ai fini delle opere pubbliche (art. 54)

La norma consente agli enti locali di emettere obbligazioni di scopo per finanziare singole opere pubbliche, garantite da un asset di beni immobili di proprietà dell'ente. Il valore di tale patrimonio dovrà essere pari almeno al valore dell'emissione obbligazionaria, e sarà destinato esclusivamente alla soddisfazione degli obbligazionisti e non attaccabile dai terzi creditori. Il Ministero dell'economia, di concerto con i Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti, entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto dovrà definire le modalità di costituzione e di gestione del patrimonio destinato a garantire le obbligazioni per il finanziamento delle opere pubbliche. Viene prevista la possibilità per i Comuni di ridurre l’aliquota di base fino allo 0,38% per i fabbricati costruiti e destinati dall`impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati e, comunque, per un periodo non superiore a 3 anni dall`ultimazione dei lavori.

IMU agevolata (art. 56)

IVA per housing sociale (art. 57)

Viene modificato l’art. 10 del DPR 633/1972 in materia di IVA prevedendo tra le operazioni esenti da tale imposta: le locazioni e gli affitti, relative cessioni, risoluzioni e proroghe, di terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a parcheggio di veicoli, per le quali gli strumenti urbanistici non prevedono la destinazione edificatoria, e di fabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati e affittati, escluse le locazioni per le quali nel relativo atto il locatore abbia espressamente manifestato l`opzione per l`imposizione, di fabbricati abitativi, di durata non inferiore a quattro anni, effettuate in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata. Risultano, altresì, esenti le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato, escluse quelle effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, interventi di ristrutturazione, entro cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell`intervento, e cessioni, per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l`opzione per l`imposizione. Viene, inoltre, modificata la Tabella A, parte terza, del predetto DPR prevedendo tra i beni e i servizi soggetti all`aliquota del 10 per cento le locazioni di immobili di civile

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abitazione effettuate in esecuzione di programmi di edilizia abitativa convenzionata dalle imprese che li hanno costruiti o che hanno realizzato sugli stessi interventi di recupero del patrimonio edilizio. FONDI PER LE INFRASTRUTTURE DAL CIPE Nella seduta del 23/3 il CIPE ha messo a disposizione 2 miliardi di euro per sostenere l’economia e lo sviluppo delle infrastrutture. Per quanto attiene i fondi infrastrutturali il Comitato ha: ▪ approvato il progetto definitivo delle opere per lo sviluppo del giacimento di idrocarburi denominato “Tempa Rossa”, nella Regione Basilicata, individuando il soggetto aggiudicatore nella Total E&P Italia S.p.A., che finanzierà interamente l’opera; ▪ approvato il progetto definitivo di ammodernamento del secondo lotto del tratto Palermo -Lercara Friddi dell’itinerario Palermo-Agrigento; ▪ approvato, con prescrizioni, la variante delle opere complementari della stazione di BariCentrale, nell’ambito del Programma Grandi Stazioni; ▪ approvato la variante di Morbegno (dallo svincolo di Fuentes allo svincolo del Tartano) della strada statale 38 “Accessibilità Valtellina”, confermando in via definitiva il finanziamento di 60milioni di euro previsto dalla delibera CIPE n. 14/2008 e assegnando un ulteriore contributo di50,1 milioni di euro a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n.98/2011; ▪ assegnato, relativamente alla nuova linea ferroviaria AV/AC Torino – Lione, 10 milioni di europer le opere e misure compensative dell’impatto territoriale e sociale dell’opera e 20 milioni di euro per lavori relativi alla Stazione di Rebaudengo, nell’ambito delle opere prioritarie connesse con la detta linea, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011; ▪ approvato la modifica del soggetto aggiudicatore della Metropolitana automatica di Torino, tratta Lingotto – Bengasi, individuato nella società INFRA.TO; ▪ approvato una modifica alla delibera CIPE n. 94/2010, concernente la convenzione ANAS Autostrada Brescia/Padova S.p.A.; ▪ assegnato alla tratta “Prealpino - S. Eufemia” della Metropolitana di Brescia 41,6 milioni di euro per la 1a tranche

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delle opere di completamento e, in via programmatica, 30 milioni di euro per la 2a tranche, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011; ▪ assegnato un finanziamento di 70 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, all’asse stradale Lioni – Grottaminarda di collegamento tra l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria e l’autostrada A16 Napoli – Bari; ▪ assegnato, in via programmatica, 60 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, all’HUB portuale di Ravenna; ▪ assegnato, in via programmatica, 9 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, alla strada statale 172 “dei Trulli” e preso atto della proposta del Ministero delle infrastrutture di prevedere un’ulteriore assegnazione di risorse a carico delle risorse rinvenienti dalle revoche di cui all’articolo 32, commi 2 e seguenti, decreto-legge n. 98/2011; ▪ assegnato, in via programmatica, 33 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, alla strada statale 106 “Jonica”, fra Squillace e Simeri Crichi; ▪ assegnato 5 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, per la realizzazione di opere di sistemazione idraulica nei Comuni di Vernazza e di Monterosso colpiti dagli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011; ▪ assegnato 300 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, per gli interventi previsti dal Contratto di programma ANAS 2012; ▪ assegnato 300 milioni di euro, a valere sul Fondo di cui all’art. 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011, per gli interventi previsti dal Contratto di programma RFI, annualità 2012; ▪ autorizzato, nell’ambito del piano per le opere piccole e medie nel Mezzogiorno, l’utilizzo di 47,3 milioni di euro rinvenienti dalle economie di gara maturate sugli interventi di competenza dei Provveditorati interregionali delle opere pubbliche di Campania-Molise, Abruzzo-Lazio-Sardegna e Puglia-Basilicata. Altri fondi sono stati assegnati per gli eventi sismici, per lo sviluppo e la coesione e per la sanità. http://www.cipecomitato.it/it/il_cipe/sedute/2012/index.html

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AMBIENTE IN GAZZETTA LE NUOVE NORME SUI MATERIALI DI RIPORTO Novità significative sull’utilizzo dei materiali di riporto in edilizia sono contenute nell’art. 49 della legge sulle liberalizzazioni. Tale articolo prevede che l'utilizzo delle terre e rocce da scavo e' regolamentato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Tale decreto dovrà stabilire le condizioni alle quali le terre e rocce da scavo sono considerate sottoprodotti ai sensi dell'articolo 184-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006. Si ricorda altresì che è stato convertito in Legge il decreto legge n. 2 del 25/01/2012 recante “Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale” http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu =2012-0324&task=dettaglio&numgu=71&redaz=012G0049&tmstp=1332771564 400 il quale contiene all'articolo 3 c. 3 una importante novità

per il settore dell'edilizia. Il decreto, (art. 3), disciplina le terre e rocce da scavo, in attesa del regolamento richiesto dall'articolo 49 del Dl n. 1/2012, sulle liberalizzazioni, di cui si discute. In particolare, si affronta il problema dei cosiddetti materiali "di riporto", materiali non naturali che si trovano soprattutto nelle zone antropizzate al momento di uno scavo. Si tratta di quei tipici materiali estratti quando si lavora nelle aree industriali dismesse. L’attuale definizione del Codice Ambiente prevede che i materiali di riporto debbano essere rimossi dalla terra prima di far proseguire il lavoro, per essere trattati come rifiuti. Il Decreto Ambiente, invece, rispondendo alle esigenze manifestate dalle imprese, stabilisce che i materiali di riporto vanno tendenzialmente considerati sottoprodotti, se sussistono una serie di condizioni. Nella sostanza, possono essere riutilizzati nel sito dove sono stati scavati e non devono essere trattati come rifiuti, nel caso

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in cui il loro riutilizzo non porti alcuna conseguenza sulla salute umana. Altro requisito è che non debbono essere inquinanti. La norma avrà comunque carattere transitorio e avrà validità fino all'approvazione del provvedimento di cui all'articolo 49 del D.L. liberalizzazioni.

INAIL DURC: INTERVENTO SOSTITUTIVO DELLA STAZIONE APPALTANTE L’INAIL nei giorni scorsi ha emanato una circolare http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nf pb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano /info972044236.jsp riguardante l’intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva dell’esecutore e del subappaltatore ex art. 4 DPR 207/10. Sul punto, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a seguito di approfondimenti congiunti anche con l'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, ha emanato la circolare n. 3/2012 già commentata nelle PMI Edili News n. 6 del 23/2 e a cui l’INAIL si fa integrale rinvio.

Approfondimenti tematici In assenza di sub-criteri o anche di criteri di valutazione sufficientemente dettagliati inammissibile giudizio mediante mero punteggio Consiglio di Stato sez. VI 8/3/2012 n. 1332 Nelle ipotesi connotate dall’assenza di sub-criteri o anche di criteri di valutazione sufficientemente dettagliati, e dunque in presenza di criteri improntati a significativi margini di discrezionalità tecnica non compiutamente definiti, la mera attribuzione dei punteggi non sia sufficiente a dar conto dell’iter logico seguito nella scelta e a far comprendere con chiarezza le ragioni per cui sia stato attribuito un punteggio maggiore a talune offerte e minore ad altre, sicché in ipotesi

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siffatte, per assolvere correttamente al dovere di motivazione, è necessario che, oltre al punteggio numerico, sia espresso un giudizio motivato, col quale la commissione espliciti le ragioni del punteggio attribuito (v. in tal senso, ex plurimis, C.d.S., Sez. V, 29 novembre 2005 n. 6759).

Modifica composizione Rti in fase di esecuzione - si applica a tutti i settori TAR Campania Napoli sez. I 21/3/2012 n. 1407 L'art. 37, comma 19, del d.lgs. n. 163/2006, dispone che: "In caso di fallimento di uno dei mandanti, ovvero, qualora si tratti di imprenditore individuale, in caso di morte, interdizione o fallimento del medesimo ovvero nei casi previsti dalla normativa antimafia, il mandatario, ove non indichi altro operatore economico subentrante che sia in possesso dei prescritti requisiti di idoneità, è tenuto alla esecuzione, direttamente o a mezzo degli altri mandanti, purché questi abbiano i requisiti di qualificazione adeguati ai lavori o servizi o forniture ancora da eseguire." È appena il caso di rimarcare che tale meccanismo sostitutivo si applica indistintamente alle procedure di affidamento dei lavori e quelle di affidamento di servizi e forniture, avendo il codice dei contratti pubblici superato l'eterogeneità delle discipline pregresse. L'esercizio di tale facoltà deve essere assicurato anche nella fase procedurale dell'affidamento, oltre che in sede di esecuzione dello stesso, dovendosi intendere l'ipotesi normativa sopra evidenziata (anche) come eccezione al principio di immodificabilità della composizione dei raggruppamenti temporanei nel corso dell'espletamento della gara, conformemente a quanto previsto dall'art. 37, comma 9, del d.lgs. n. 163/2006 (cfr. in tal senso Consiglio di Stato, Sez. V, 2 marzo 2009 n. 1148).

Non costituisce causa di esclusione dalla partecipazione alla gara l’amministrazione straordinaria dell'impresa TAR Basilicata sez. I 23/3/2012 n. 132 La condizione temporanea di amministrazione straordinaria (…) non rientra tra le tassative ipotesi che possono determinare l'esclusione dalla gara indicate dall'art. 38 del decreto legislativo n. 163/2006 e cioè di soggetto che si trovi in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato

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preventivo o che abbia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. Sul punto è poi intervenuta l'Autorità per la vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, servizi e forniture che, con la determinazione n. 1 del 12 gennaio 2010, ha espressamente chiarito " che l'Amministrazione straordinaria di cui al D.Lvo 8 luglio 1999 n. 270 non costituisce una causa di esclusione dalla partecipazione alla gara, considerata l'incertezza del rinvio alle situazioni analoghe contenute nell'art. 45 della direttiva 2004/18/CE e perchÊ l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, rilasciata in tale procedura, è volta alla conservazione dell'impresa, cui viene consentito di continuare ad operare sul mercato in funzione del risanamento dell'azienda".

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