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PENSIAMO BASILICATA PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI

MANIFESTO delle ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI POTENZA 15 NOVEMBRE 2011


INTRODUZIONE Le Associazioni datoriali firmatarie del presente documento hanno inteso offrire il loro contributo all’opera di rilancio socio economico della nostra Regione a seguito di una crisi che sempre più ha perso i caratteri della transitorietà dando vita a nuovi assetti, nuovi equilibri e nuove esigenze che impongono nuove strategie e nuovi strumenti. Un documento che non vuole assolutamente essere sostitutivo di altri documenti presentati, ma che intende offrire un contributo per superare il difficilissimo momento che stiamo vivendo. Da questa consapevolezza è cominciato un percorso comune che vuole porre sul tavolo della riflessione politica il punto di vista del mondo della rappresentanza datoriale che vive quotidianamente le preoccupazioni delle imprese associate alle quali deve rispondere con proposte concrete. Implementare azioni e politiche rivolte al rilancio dell’intero sistema economico regionale, liberare le risorse non utilizzate o spese in maniera inadeguata, velocizzare e semplificare il processo della spesa pubblica dei fondi comunitari per evitare che vengano disimpegnati e restituiti alla UE: tutto questo dovrebbe costituire la priorità di ogni agenda politica finalizzata, nel breve periodo, ad individuare interventi immediati ed urgenti in grado di poter dare una scossa al sistema economico lucano in grande affanno. Programmare con una nuova metodologia: questo lo strumento necessario espressione di quel senso di responsabilità, a cui tutti siamo stati richiamati dal nostro Presidente Napolitano, per rilanciare la nostra Regione e garantire la partecipazione attiva di tutte le parti economiche e sociali nella fase di predisposizione del bilancio regionale. Un bilancio, del resto, che si confronterà, sempre più, con la riduzione delle risorse finanziarie e con un rigido Patto di Stabilità per il quale dovranno necessariamente essere rivisitati i parametri per consentire agli Enti locali di realizzare gli investimenti necessari allo sviluppo e alla competitività del Paese e di onorare i debiti con le imprese. Si potrebbe, ad esempio, escludere dal Patto di Stabilità la quota di cofinanziamento nazionale e regionale agli interventi dei programmi comunitari (P.O. FESR, FSE e FEASR).

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La carenza di risorse finanziarie disponibili e il patto di stabilità, dopo aver messo a dura prova il sistema delle imprese, oggi rischiano di abbattersi come una scure sui singoli cittadini in termini di servizi offerti e di opportunità di crescita. Occorre pertanto una maggiore attenzione nella gestione delle ridotte risorse finanziarie incidendo, in primo luogo, su quella parte di spesa pubblica improduttiva. Credito per le imprese, programmazione e spesa regionale, rilancio di settori tradizionalmente strategici per la loro funzione anticiclica e interventi finalizzati all’occupazione sono alcune proposte operative che il seguente documento contiene e propone per affrontare la situazione di emergenza. Temi sui quali è necessario aprire immediatamente un confronto con il governo regionale, con le istituzioni politiche, con le associazioni sindacali e con il sistema bancario.

INTERVENTI A SUPPORTO DELL’ACCESSO AL CREDITO DELLE PMI In un quadro economico così complesso appare opportuno sostenere i Confidi, valorizzandone l’importante ruolo di collegamento fra le aziende e gli istituti bancari, sostenendoli in maniera significativa nella loro azione a supporto della imprenditoria lucana realizzata con attività di consulenza e di affiancamento grazie allo strumento delle garanzie. Chiediamo l’immediata assegnazione di risorse finanziarie che possono essere facilmente ed immediatamente recuperate dai residui del Fondo Regionale di Garanzia ai “Fondi Rischi” e/o per la “Patrimonializzazione” dei Confidi. Rimodulazione del FESR, relativamente al Fondo di Garanzia PO FESR Basilicata 2007-2013 per le PMI, con un riparto pro-quota a Fondo di Garanzia e a Patrimonializzazione dei Confidi, così come era previsto originariamente nel PO FESR 2007 – 2013. Lo stesso dicasi per il Fondo di Garanzia in capo a ISMEA, relativamente ai confidi agricoli ed alle imprese agricole.

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LA PROGRAMMAZIONE E LA SPESA REGIONALE Inserire in agenda, con immediatezza, la costituzione di una task force per definire termini, modalità e strumenti necessari per dare piena attuazione della L.R. n. 1/2009 “Legge regionale per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo lucano”.

RIORGANIZZAZIONE DELLA GOVERNANCE REGIONALE La Governance regionale assume un ruolo decisivo nell’applicazione delle strategie messe in campo per uscire da questo delicatissimo momento: occorre, quindi, affrontare con grande attenzione il tema del riordino degli enti strumentali e dare un forte impulso al completamento del percorso di riforma dello statuto regionale e del riassetto istituzionale che deve procedere tenendo presente gli interessi delle imprese e dei cittadini di Basilicata. La riorganizzazione degli enti sub regionali deve implicare una razionalizzazione degli stessi con un relativo contenimento dei costi ed un riposizionamento delle rispettive mission, accrescendo le competenze tecnico-professionali attraverso una selezione improntata sul merito.

IL RILANCIO DELL’EDILIZIA E DEL SETTORE INDUSTRIALE Far ripartire il settore dell’edilizia mettendo in campo misure e risorse in grado di incidere ed impattare sull’economia regionale attraverso la programmazione, l’avvio di interventi immediatamente cantierizzabili ed il pagamento dei lavori eseguiti. Su questa materia il tavolo recepisce in pieno il documento predisposto dalle parti sociali del comparto delle costruzioni in vista della convocazione degli stati generali. Rispetto al comparto industriale si chiede di dare seguito ad alcuni bandi che registrano un forte rallentamento della spesa e di aggiungere ulteriori risorse finanziarie per favorire lo scorrimento delle relative graduatorie (Click day, Bando per la Reindustrializzazione delle Val Basento, Piano Industriale 2010, PMI Innovazione, Start Up, i vari PIOT); è inoltre necessario, in particolare in questa fase,

incentivare quei processi rivolti alla innovazione tecnologica, sostenere

adeguatamente l’Accordo Murgiano per la reindustrializzazione delle aree colpite dalla crisi del mobile imbottito.

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Si chiede, inoltre, di intervenire in materia di infrastrutture immateriali (energia e banda larga) dove non necessitano investimenti finanziari da parte dell’Istituzione, ma solo regolamentazione normativa e ciò può sicuramente rappresentare un attrattore per investimenti sul territorio.

GIOVANI: OCCUPAZIONE E NUOVA IMPRENDITORIA Diffusione del nuovo contratto di apprendistato che, alleggerito già della quota del 10% dei contributi previdenziali, potrebbe essere ulteriormente incentivato dalla Regione Basilicata con un “Bonus Occupazione” di € 10.000,00, per ogni apprendista assunto, a favore dell’impresa per l’attuazione del “patto formativo” attenuandone la mancata produttività iniziale. Si ricorda che il nuovo contratto di apprendistato si configura come un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Individuare una serie di strumenti utili e necessari a promuovere una nuova stagione di “sostegno allo start up delle imprese”, ottimizzando e dando seguito anche a quanto la Regione ha già messo in campo ed utilizzando tutte le collaborazioni e sinergie possibili con i soggetti istituzionali già impegnati su questo fronte (Basilicata Innovazione, Sviluppo Basilicata, Alsia, Centri di ricerca, Università, Camere di Commercio, Associazioni Datoriali, ecc.). Relativamente al settore agricolo e particolarmente alla costituzione di nuove imprese formate da giovani imprenditori è indispensabile recuperare, anche se con fondi regionali, il sostegno comunitario agli oltre settanta giovani imprenditori agricoli esclusi solo per motivi di mera burocrazia e dare finalmente avvio alla prevista azione del PSR Basilicata del cosiddetto Pacchetto Giovani.

AIUTI AGLI INVESTIMENTI INIZIALI ALLE MICROIMPRESE E ALLE PICCOLE IMPRESE Agevolare progetti di investimento iniziale destinati alla creazione di una nuova unità produttiva, all'ampliamento o ammodernamento di una unità produttiva esistente, alla diversificazione della produzione di una unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi, a un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di una unità produttiva esistente.

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IL

TURISMO REGIONALE: DELL’OFFERTA

IL

MODELLO

ORGANIZZATIVO

Completare le politiche di investimento iniziate con i PIOT e dare impulso all’azione dell’APT Basilicata di promo-commercializzazione dei Prodotti Turistici Locali, in sinergia con i partner di progetto. Implementare il già istituito Osservatorio Turistico Regionale, definendone i confini, con lo strumento operativo dell’ “Osservatorio PIOT” che, oltre a verificare la coerenza degli ambiti programmatori e delle azioni messe in campo dai diversi attori istituzionali, dovrà attuare il controllo di risultato su eventi e manifestazioni turistiche, integrare le indagini quantitative già svolte con azioni di indagini qualitative (indagini motivazionali, di customer,…..). Supportare le politiche di rete delle imprese del turismo per aiutarle a raggiungere una massa critica sufficiente per poter procedere con gli investimenti e consentire la loro competitività su tutti i mercati. Rivisitare la strategia degli sportelli di Informazione e Assistenza Turistica (finora immaginati con responsabilità gestionale in via principale e prioritaria in capo ai comuni) per renderli più funzionali a modelli di servizio innovativi, che, oltre ai compiti finora attribuiti e definiti di tipo statico (ufficio informazioni per i turisti già presenti in loco, luogo di esposizione delle diverse tipologie di offerta, orientamento sui possibili itinerari e sulle proposte di animazione territoriale…), possano attivare azioni di back office, come per esempio attività di prenotazione unica, supporto agli strumenti di marketing e di promo-commercializzazione. Implementare un forte collegamento strategico e funzionale con le strutture enogastronomiche di Basilicata e con la diffusa rete di imprese dedite alla filiera corta agroalimentare e della disponibilità agrituristica.

GREEN ECONOMY: UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER LA BASILICATA Lo sviluppo di filiere energetiche ed agro-energetiche, se ben pensato ed incentivato, può rappresentare una grande occasione per abbattere la bolletta energetica regionale, per tutelare le nostre risorse ambientali e per sviluppare e riposizionare il tessuto produttivo locale.

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Risparmiare energia con la bioedilizia, con una migliore coibentazione dei fabbricati, con impianti efficienti, per fare solo alcuni esempi, determina effetti positivi sui conti delle imprese e sull’ambiente. Pertanto, considerato che la produzione di energia da fonti rinnovabili può costituire per le imprese lucane (agricole, commerciali, manifatturiere, turistiche) una importante integrazione di reddito (riducendo o azzerando la bolletta energetica e/o con gli incentivi alla produzione di energia rinnovabile) senza sottrarre terreni alla produzione primaria (considerato che per installare un palo minieolico servono pochi metri quadrati di terreno) è auspicabile che tetti e piazzali delle imprese possano montare pannelli fotovoltaici e che i sottoprodotti e gli scarti dell’agricoltura e dell’agroindustria possono costituire una importante biomassa da valorizzare per la produzione di energia.

LA FILIERA AGROALIMENTARE DI BASILICATA Occorre creare un sistema agroalimentare regionale rispettoso del valore e della qualità del prodotto agricolo e non penalizzante, nel rapporto di filiera, dell’impresa agricola e del consumatore finale. La qualità del prodotto oggi però non è adeguatamente accompagnata da un indispensabile sistema regionale di comunicazione e di promozione del nostro territorio, lasciato ad iniziative individuali parziali e non coordinate. La capacità di penetrazione e di permanenza nei mercati non è data solo dalla “massa critica” ma dalla qualità delle produzioni e dalla costruzione di un funzionante sistema di filiera agroalimentare che coinvolga gli agricoltori lucani delle diverse fasi della filiera stessa, dalla produzione, alla trasformazione fino alla commercializzazione. Il prodotto lucano deve avere il suo marchio, la sua riconoscibilità: il “made in Basilicata” deve costituire il valore aggiunto della nostra agricoltura nella consapevolezza che il valore aggiunto esprima sia il dato della territorialità (dell’imprenditore e dell’impresa), ma anche il valore della relazione tra le imprese della filiera. Sono importanti, a tal fine, normative a sostegno e tutela delle produzioni agroalimentari lucane e delle numerose produzioni tipiche ed a marchio di protezione. In particolare, i prodotti tipici tradizionali individuati dal Ministero dell’Agricoltura dovranno essere tutelati da precisi disciplinari di produzione da approvare e depositare. Gli appositi organismi di controllo certificheranno la conformità di tipicità e qualità ai disciplinare a garanzia del consumatore. 7


Strumentali, altresì, sono l’Osservatorio dei prezzi dei mezzi di produzione e un borsino regionale delle quotazioni dei prodotti agro-alimentari; l’incentivazione dell’associazionismo del prodotto lucano; la promozione di contratti e reti d’impresa di patti e intese di filiera regionali; la disciplina e il sostegno dei circuiti brevi di commercializzazione dei prodotti agricoli; la regolamentazione e gli incentivi alle intese interprofessionali e ai rapporti con la distribuzione regionale. Urgente è l’applicazione della Legge nazionale 228/2001 circa la istituzione dei contratti territoriali di manutenzione ambientale direttamente tra gli enti locali e le imprese agricole multifunzionali al fine di contenere e prevenire i danni conseguenti a calamità naturali. Coerentemente a tale impostazione ed in ragione delle nuove sfide che si aprono per il settore a ed anche delle nuove opportunità, a partire dalla nuova PAC 2014/2020, si propone di dar vita ad una organica normativa regionale per lo sviluppo e la competitività del sistema agricolo regionale lucano. Il tutto deve essere finalizzato ad aumentare la competitività delle imprese nei mercati nazionali ed internazionali.

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