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ISSUE #5

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Jun 2014

NA RI TE SI CA ANE P

TI ET LL ! CO BAM S

L’isola

CONDO CONDO


CONDO

C O N D O Magazine N.5, Jun/Giu 2014 Thanks to / Grazie a: Collettivo SBAM! Clelia Colantonio Donato Faruolo Caterina Panesi Federica Romani Thanks to Chloe Anderson, Nina Curose and Filippo Zago for helping us with our (not professional) translations Grazie a Chloe Anderson, Nina Curosee Filippo Zago per averci aiutato con le nostre traduzioni (non professionali) Si segnala il seguente errore nel cognome dell’autrice dell’articolo “Il vero fallimento è il non accorgersi della rovina” nell’indice dello scorso numero: Angela Ruzzoni. Ci scusiamo davvero molto dell’errore. / The surname of the author of “Real failure is not being aware of ruin” is Angela Ruzzoni. We are really sorry for the mistake. Editors Gabriella De Domenico Lucia Del Zotto Alessandra Giro Giovanni Andrea Pamio www.condozine.org condozine@gmail.com


NOTA

Paradiso o prigione? L'isola resta e resterà un tema controverso che ognuno di noi interpreta e vive a modo proprio. Ci è sembrata dunque una tematica interessante da affrontare, soprattutto per celebrare l'arrivo dell'estate e la voglia di calore, ferie ed evasione. CONDO, con il quinto numero, vi porta in vacanza d'isola in isola. Un giro del mondo in cinque articoli (più l'inserto editoriale). Un tour abbastanza particolare che tocca luoghi reconditi e altri pop del globo. In questo numero cinque persone ci hanno mostrato i loro diversissimi punti di vista sulla questione. Qualcuno ha scelto il piano metaforico parlando di naufragio su un'isola come lotta per la sopravvivenza, isolamento del paesaggio dalla figura umana in fotografia, rifugio nei luoghi che quotidianamente ci “proteggono” dalla realtà, architettura catturata con delle foto aeree, altri hanno scelto di parlare di vere e proprie isole come la Corsica e la Sicilia dalla storia e dall'antropologia controverse. Infine, anche per questo numero DIGEST riunisce gli interventi degli editori. Il team ha riunito le sue forze e ha creato un solo contenuto sulle isole fittizie per far viaggiare la vostra fantasia. Vi proponiamo delle infografiche che riassumono caratteristiche, posizioni e storie che si nascondono dietro 12 isole immaginarie che abbiamo selezionato per voi per la loro originalità o fama. Non ci resta che augurarvi un buon isolamento e dirvi a presto!


NOTE

Paradise or prison? The theme of the island is, and will continue to be, controversial since everybody can interpret it in its own way. This is why we think that it is an interesting theme to examine. It also celebrates the arrival of summer and the craving for heat, holidays and escape. CONDO, with its fifth issue, takes you on vacation from island to island. A journey around the world in five articles (plus the insert by the editors). A unique tour to hidden and popular places around the globe. In this issue, five people have shown us alternate points of view on the topic. Some chose the metaphorical point of view: the castaway on an island as fight for survival; the isolation of the landscape from the human figure in photography; the shelters that “protect� us every day from reality; and the architecture captured by aerial pictures. Others chose to talk about real islands such as Corsica and Sicily, which have controversial historical and anthropological characteristics. At the end of the issue there is DIGEST, which contains the editors intervention. The team focused their attention on only one piece about fictional islands to allow you to travel with your imagination. We include diagrams to summarize characteristics, positions and stories hidden behind 12 imaginary islands that were selected for their originality and fame. So, what else, happy vacationing and see you soon!


INDEX 7

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COLLETTIVO SBAM!

DONATO FARUOLO

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FEDERICA ROMANI

CATERINA PANESI

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CLELIA COLANTONIO

DIGEST


Isola!

MARAVILLIA


MARAVILLIA

Lotta per la sopravvivenza

—Un’isola!—esclamò il marinaio con voce soffocata. L’uomo di mare non rispose. Colla fronte aggrottata, gli sguardi fissi, guardava con profonda attenzione quella massa nerastra, che somigliava vagamente alla cima d’una montagna. —Un’isola?— chiese il marinaio con crescente ansietà. —Sì— rispose finalmente il veneziano. Come sentii la terraferma sotto di me, riaprii gli occhi e mi alzai per cercare di guadagnare altro terreno, prima che una nuova ondata mi risucchiasse. Ma ogni speranza fu inutile: vidi un’ondata che arrivava sopra di me, per strapparmi da quella spiaggia; poi altre ondate mi sommersero e mi trascinarono, finchè finii, quasi tramortito, contro uno scoglio. Mi aggrappai allora a una sporgenza della roccia e, con la forza della disperazione riuscii a resistere all’assalto del mare infuriato che sembrava volermi inghiottire.

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MARAVILLIA

Un rifugio in mezzo al mare

Quella parte dell’isola a prima vista non presentava passaggi per salire la costa, la quale era alta assai e scendeva quasi a picco. Pel momento l’uni-

co rifugio era quella caverna, che doveva essere stata scavata dall’impeto continuo delle ondate. Né a destra né a sinistra si scorgeva alcun tratto di terra largo abbastanza da permettere ai naufraghi di sedersi e tanto meno di sdraiarsi. —Siamo su un isolotto— commentò Penncroff —e ne abbiamo percorso la costa da un capo all’altro!— Il marinaio non si sbagliava. La notte intanto si era fatta ancor più scura e non restava quindi che attendere l’alba. Giacqui a lungo in uno stato di semicoscienza, una sola cosa era chiara nella mia mente: anche questa volta ero scappato alla burrasca e dal profondo del cuore ringraziavo Dio. Uno stato di smarrimento permaneva in me; avevo visto la 10 4


Penncroff

MARAVILLIA

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MARAVILLIA

Un nuovo inizio

morte cosĂŹ vicina che quasi non osavo credere di essere ancora vivo. Mi alzai e mi misi a camminare, mentre una grande gioia si faceva strada nel mio animo: mi

Il capitano

trovavo proprio sulla terraferma, mi ero salvato! Il capitano alzatosi piĂš presto del solito era sceso alla spiaggia col suo coltellaccio dondolante sotto le larghe falde del suo abito blu, il cannoc-

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MARAVILLIA

Sempre all’erta!

chiale sotto l’ascella, e il tricorno buttato dietro la nuca. D’un tratto il rumore di un ramo rotto lo scosse. Alzò la testa, guardandosi attorno, ma non vide nulla. Pensò che si trattasse di qualche animale. Naturalmente avrebbe dovuto svegliare subito i ragazzi, non solo a causa di quell’evento misterioso che stava avanzando silenziosamente

verso di loro, ma anche perchè non sarebbe stato salutare dormire su una roccia diventata gelida. Nello stesso istante, un grosso giaguaro, lungo almeno un metro e mezzo, dal pelame fulvo striato di chiazze nere, fece la sua comparsa sul limitare della caverna. Con l’occhio acceso e il pelo irto come se riconoscesse in quegli esseri sconosciuti i più temibili avversari, la belva avanzò lentamente, si arrestò, si guardò attorno, si raccolse, pronta per il balzo. —Presto, uscite! … Un grave pericolo ci minaccia. —Chi? … Che cosa succede?— chiese il 13 7


Un rumore improvviso

MARAVILLIA

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MARAVILLIA

La belva

veneziano, stropicciandosi vigorosamente gli occhi. —Credo che si tratti d’una tigre, signore. —Una tigre?… Usciamo!— Quando si trovarono all’aperto, videro l’animale tranquillamente accovacciato a trenta passi dal

fuoco. Non era più possibile ingannarsi, vedendola in piena luce: era una tigre di razza malese, più tozza, più bassa di zampe, e meno elegante di quelle reali del Bengala. Quelle dell’arcipelago della Sonda hanno il pelo più lungo e spesso sul dorso, le basette meno sviluppate, il ventre e le cosce meno pelose. Sono feroci al pari delle altre, ma fanno più paura, poiché hanno uno sguardo così falso, così minaccioso, che fa male vederlo, e ordinariamente tengono la lingua penzolante e la coda bassa. La fiera nello scorgere quei due uomini e quel ragazzo, aveva sollevato la testa, emettendo un sordo brontolio che nulla di buono pronosticava, ma non si era alzata. 15 9


MARAVILLIA

Tigre!

La disperazione pi첫 tetra la sconvolgeva. Ella non voleva vedere sfiorirei suoi sogni e la sua giovinezza in quel posto. Sentiva di amare la vita

e non voleva viverla lass첫, fra mare e cielo, in una monotonia che dava al cervello. Se ne sarebbe andata; avesse dovuto sfidare anche la morte.

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La tigre lascia l’isola

MARAVILLIA

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Collettivo SBAM! Maravillia 2014


English

IT

ENG

Maravillia

– An island! – the sailor exclaimed with a stifled voice. The sea-man didn’t reply. Frowning and gazing, he was watching that blackish mass attentively, which vaguely looked like the top of a mountain. – An island? – the sailor asked with growing anxiety. – It is – the Venecian finally replied. When I felt the shore beneath me, I re-opened my eyes and woke up trying to move forward before a new wave sucked me in. Every hope was useless : I saw a wave coming over me to take me away from the beach ; then other waves came over me and trailed me until I ended up, almost knocked out against a rock out at sea. I clung to the rock and the strength of my desperation allowed me to resist the assault of the angry sea which looked like it wanted to swallow me. At first sight, the part of the island visible to me didn’t have a path to get on to the very steep cliffs lining the island. For the moment, the only safe place was a cave that had been formed by the force of the insisting waves. I could not see, to my left nor to my right, a fragment of land wide enough to let the castaways lay down or even sit. - We are on a small island - commented Penncroff - and we walked

along the coast from one side to the other! - The sailor wasn’t wrong. Meanwhile the night was even darker, so we could only wait for the sunrise to come. I laid for a long time semi-conscious, there was only one thing that was clear in my mind: I had once again escaped the storm and, for that, I was sincerely thanking God. A state of bewilderment lingered within me; I had been so close to death that I almost didn’t belive I was alive. I stood up and started walking as happiness overcame me: I was actually on shore - I was saved! The captain got up earlier than usual and went down to the beach with his cutlass swinging under the wide brim of his blue coat, a telescope under his armpit and a cocked hat hanging from the nape of his neck. Suddenly, the sound of a broken branch startled him. He raised his head and looked around but he couldn’t see anything. He thought it was some kind of animal. Of course, he should have to woken up the boys immediately, not just because of the mysterious movements that were moving quietly towards them, but also because it would not be healthy to sleep on an icy rock. At the same moment, a large jaguar, at least a meter and a half long, its tawny fur streaked with black spots, made ​​ its appearance at the mouth of the cave. Its eyes were lit and its fur was on end, as if it was seeing in those unknown beings its worst enemies. The beast slowly went forward, stopped, looked around, and 19


Maravillia crouched: it was ready to pounce. - Fast! Get out! … A terrible danger threatens us! - Who? … What’s going on? - asked the Venetian, vigorously rubbing his eyes. - I think it is a tiger, Sir.. - A tiger? Let’s get out! Once outside the cave, they saw the animal quietly crouched just thirty steps from the fire. It was impossible to mistake under the light. It was a Malaisian tiger: stockier, less elegant and with shorter legs than those from Bengal. Tigers from the Sonda archipelago have longer fur and often have a less developed sidburn on their back, while their bellies and thighs are less hairy. They are equally as ferocious as the others but far scarier: their look is so static, so threatening, that the mere sight of it causes fear. Normally they keep their tails low and dangle their tongues. The beast --seeing those men and that boy-- put up its head and gave off a dull grumble that signalled nothing good, but it didn’t stand up. It was shadowed by a dark desperation. It didn’t want to see its dreams and youth fading away in that place. It loved its life and didn’t want to live it there, between sea and sky, in a monotonous cycle. It would have chosen to leave, even if it meant challenging death.and crouched: it was ready to pounce. - Fast! Get out!… A terrible danger threatens us! - Who? … What’s going on? - asked the Venetian, vigorously rubbing his eyes. - I think it is a tiger, Sir.. 20

- A tiger? Let’s get out! Once outside the cave, they saw the animal quietly crouched just thirty steps from the fire. It was impossible to mistake under the light. It was a Malaisian tiger: stockier, less elegant and with shorter legs than those from Bengal. Tigers from the Sonda archipelago have longer fur and often have a less developed sidburn on their back, while their bellies and thighs are less hairy. They are equally as ferocious as the others but far scarier: their look is so static, so threatening, that the mere sight of it causes fear. Normally they keep their tails low and dangle their tongues. The beast --seeing those men and that boy-- put up its head and gave off a dull grumble that signalled nothing good, but it didn’t stand up. It was shadowed by a dark desperation. It didn’t want to see its dreams and youth fading away in that place. It loved its life and didn’t want to live it there, between sea and sky, in a monotonous cycle. It would have chosen to leave, even if it meant challenging death. IMAGES CAPTIONS: Island! Fight for survival A shelter in the middle of the sea Penncroff A new beginning/ start The captain Always ready ! An sudden noise The beast Tiger ! The tiger leaves the island


regulars donato faruolo

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PR-625 Arecibo, 00612, Porto Rico 71 m NO

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Jefferson Davis Hwy Arlington, VA 22202, United States 0.1 mi NE

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Unnamed Rd Golden Gate National Recreation Area, San Francisco, CA 94133, United States 41 ft N

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Largo del Colonnato, 7-9 00120 Rome RM, Vatican City 122 m E

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Al Ahram Nazlet El-Semman, Al Haram, Giza, Egypt 45 m E

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1000 Elysian Park Ave Los Angeles, CA 90090, United States 245 ft SO

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113 Bei Chang Jie Xi Cheng Qu, Beijing, China 54 m SE

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1 Abu Ghraib, Iraq 531 m SE

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104-138 West St New York, NY 10080, United States 163 ft O

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Piazza Grande, 15 33057 Palmanova UD Italy 64 m NE

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Unnamed Rd 70024 Gravina in Puglia BA Italy 156 m SE

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isolare v. tr. [der. di isola] (io ìsolo, ecc.) – 1. a. separare una cosa da tutte quelle che la circondano, in modo che non abbia contatto o comunicazione con esse. isolato agg. e s. m. [part. pass. di isolare] – 1. agg. a. separato, staccato, segregato da altri, privo di contatti o di possibilità di comunicare con altri oggetti o altre persone, ecc.: luogo i., solitario, non frequentato. i·so·late [v. ahy-suh-leyt; n., adj. ahy-suh-lit, -leyt] – 1. to set or place apart; detach or separate so as to be alone. i·so·lat·ed [ahy-suh-ley-tid, is-uh-] adjective – separated from other persons or things; alone; solitary.

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La presenza umana nelle foto rende inevitabilmente identificabile nel tempo qualsiasi soggetto raffigurato. Intervenendo su alcune vecchie foto di famiglia tramite l’eliminazione/ isolamento della figura umana dal paesaggio, quest’ultimo si tramuta in un luogo solitario, isolato e sospeso in una dimensione atemporale. In questo modo esso muta il suo ruolo all’interno della fotografia, evolvendosi da sfondo di un ritratto a soggetto in primo piano nella pagina.

In photographs, the human presence inevitably makes any person depicted identifiable in time. Interfering with some old family pictures through the elimination/isolation of the human figure from the landscape, the latter turns into a solitary place, isolated and suspended in a timeless dimension. In this way the landscape’s role in the photograph changes, evolving from background to foreground subject on the page.


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Caterina Panesi

Ma perché lei che dí e notte fila non li avea tratta ancora la conocchia che Cloto impone a ciascuno e compila, l’anima sua, ch’è tua e mia serocchia, venendo su, non potea venir sola, però ch’al nostro modo non adocchia. Mentre fatico con somma ostinazione a ritrovare le mie fila, noncurante di Cloto, ricevo l’invito di Gabriella a scrivere sul tema dell’isola per CONDO. Che quelle due se la intendono lo sospettavo da molto, ma sto imparando a non porre più questioni al fato. In fondo, mi dico sempre più forte e chiaro, è compito di Lachesi quello di avvolgere il filo sul fuso prima che Atropo lo recida: Unicuique suum! Chiudo gli occhi, il sangue inizia a fluire, il respiro si fa intenso, i ricordi riaffiorano. Una terrazza immersa nel blu del cielo e del mare è il primo pensiero, accompagnato da un odore intenso di fritto e sapone di Marsiglia: Palermo. Ma facciamo un passo indietro. Zwei Seelen wohnen, ach! In meiner Brust!: due anime dimorano nel mio petto, dice Faust sospirando melanconicamente. Anch’io me ne sento due spaccate. Quest’anno più di ogni altro anno l’animo romantico (in senso artistico-letterario) germanico si è destato di soprassalto in me travolgendo completamente quello mediterraneo-latineggiante. Ma doveva succedere proprio appena tornata in Italia? Dopo varie e profonde riflessioni sull’io trascendentale, unite a un radicale senso di insoddisfazione nei confronti 54


A golden thread John Melhuish Strudwick

1885

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della mia dimensione spazio-temporale, dopo il tormento delle incertezze nel rapporto con la realtà esterna, dopo incubi tempestosi e ripetitivi simili a quelli del biondo Eckbert di Tieck, dove la realtà sconfina nel sogno e il sogno allucinante nella realtà, lasciando che nella seducente solitudine prendano spazio gli intricati dilemmi della relazione tra innocenza e colpa che trovano ordine unicamente nel limpido tocco di Horowitz in un improvviso di Schubert o conforto nella decomposizione di Dalì, qualcuno esclamò percuotendo ardentemente le mie braccia “Oh Cate, ma caa fai? Sembri un alieno! RIPIGLIATI deh”. Mi sentivo veramente così: alienata in un sogno, per niente desta. Isola-ta. Forse Cloto era andata un attimo a farsi una doccia di ca..voli suoi lasciando questo benedetto filo ad un sostituto - mi viene in mente l’episodio dei Simpson in cui Homer diventa obeso per lavorare a casa e lascia il computer nelle mani di un picchio di legno dondolante che picchia ripetutamente sul tasto Y del computer causando quasi l’esplosione della centrale nucleare, bloccata per poco dal grasso stesso di Homer -; fatto sta che, una volta ripreso in mano il filo, accortasi dell’aggrovigliamento, decide di usare come balsamo Ugo Foscolo. Era una sera cullata da un venticello quiete e dolce.

Forse perché della fatal quïete Tu sei l’immago a me sí cara vieni, O Sera! E quando ti corteggian liete Le nubi estive e i zeffiri sereni, E quando dal nevoso aere inquïete Tenebre e lunghe all’universo meni Sempre scendi invocata, e le secrete Vie del mio cor soavemente tieni. Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge Questo reo tempo, e van con lui le torme Delle cure onde meco egli si strugge; E mentre io guardo la tua pace, dorme Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. E che balsamo! Dopo una notte di sogni tranquilli (finalmente!), non sentendomi più l’unica che si strugge per il reo tempo che fugge, subito mi addentro nel suo mondo per conoscere questo guerrier che rugge. Mi accorgo che 56


mi sento molto vicina ai suoi stati d’animo legati principalmente ad un forte senso di sradicamento. La sua patria fu la chiara e selvosa Zacinto (Ugo Foscolo, Epistolario, lettera del 29 settembre 1808), l’isola greca di Zante, a cui dedicò il suo sonetto più famoso condensando rimpianto e il presentimento di non poter più toccare la sua terra natia.

Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell’onde del greco mar da cui vergine nacque Venere, e fea quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde l’inclito verso di colui che l’acque cantò fatali, ed il diverso esiglio per cui bello di fama e di sventura baciò la sua petrosa Itaca Ulisse. Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra; a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura. Di fatto Foscolo visse una vita da esiliato per le sue idee e scelte politiche di natura antinapoleonica. L’isola, sua amata patria, sembra costituire una dimensione utopica ben lontana dai disguidi della nazione. Una dimensione unica, distaccata, isola-ta, un po’ come il suo aedo. Il richiamo alle origini e l’elogio della mitologia greca inseriscono il sonetto nel filone del romanticismo. La caratteristica più interessante però è il contrasto tra lo sventurato Foscolo, il quale mai più potrà toccare le amate sponde della patria, e il fortunato Ulisse, il cui viaggio lo riporterà a Itaca, a casa. Proprio questa è la ferita romantica che detta la sua traccia nell’inizio exabrupto delle due negazioni del primo verso (nè più mai toccherò le sacre sponde). Quell’isola feconda di Venere rievoca alla mia mente la Corsica, chiamata proprio dai greci Kallìste, ossia “la più bella”. Selvaggia, nuda, incontaminata, “diversamente profumata” - le sue piante portano solo lo stesso nome, ma hanno un odore ed un sapore totalmente diverso e unico rispetto al

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Corsica Karin Luz

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nostro -, questa terra rivitalizzante e inebriante si schiude agli occhi del viandante in cammino (o in autostop spericolato! o a cavallo!) fino alla sua punta più profonda, Bonifacio, dalle cui croci bianche di un cimitero evanescente s’intravedono le coste lisce e affusolate della Sardegna: una Venere distesa. Contemplando dalla terrazza la vastità del mare a tutto tondo, giunge l’eco di “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla trasportato dai fumi delle correnti che accarezzano e increspano l’acqua. Penso a quando seduta davanti all’oceano del Portogallo qualcuno mi faceva riflettere sul mondo che si nasconde là sotto (in fondo al maaaar). Non si vede, si conosce a malapena, ma è infinitamente più grande del nostro. Ridimensiono ancora una volta l’essere umano così impotente e piccolo dinanzi ad esso e già mi sento più libera. Penso a quando da piccina mi raccontarono che c’era un tappo enorme sul fondale che un giorno sarebbe stato tolto. Era il mio incubo più grande, contrapposto al mio desiderio più grande: essere una sirena, avere una lunga coda verde-cromato da muovere e al posto dell’aria, l’acqua. Acqua nelle strade, nelle case. Tutti a nuotare. Poi penso

Frattanto i pesci dai quali discendiamo tutti assistettero curiosi al dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo

e cominciarono a pensare

nel loro grande mare com’è profondo il mare

E’ chiaro Che il pensiero dà fastidio Anche se chi pensa E’ muto come un pesce Anzi è un pesce E come pesce è difficile da bloccare Perchè lo protegge il mare Com’è profondo, il mare.

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Certo Chi comanda Non è disposto a fare distinzioni poetiche Il pensiero è come l’oceano Non lo puoi bloccare Non lo puoi recintare

Così stanno bruciando il mare Così stanno uccidendo il mare

In Corsica sono riusciti a non farci piazzare nemmeno un Mc Donald’s a suon di bombe. Eh sì, bombe. I corsi fanno costruire di tutto ai ricchi stranieri. Poi, una volta finita la bella villa, la buttano giù. Bum. I soldi restano, i ricchi vanno. Hanno maniere forti. La mia compagna di viaggio mi raccontò che una volta vide staccare un orecchio per gelosia. Sono un po’ così i corsi. Insomma, ho imparato molte cose importanti per la mia personale reLOVEution la scorsa estate (Ciao mamma! Ciao babbo!). Beh, ci si deve pur difendere da isola-ni! I corsi faticano a difendere la loro piccola realtà: da non molto i francesi hanno deciso di ufficializzare la lingua francese in Corsica. Conseguenza: il dialetto è destinato a scomparire. Come sempre mi chiedo perché mai le piccole realtà debbano fare i conti - salatissimi con quelle grandi (...). Per gli amanti della musica folk (e non) consiglio di ascoltare i Muvrini, gruppo musicale che canta esclusivamente in lingua CORSA. Così come le piante diversamente-profumate e la lingua diversamente-francese, anche la Corsica costituisce ai miei occhi, con tutte le sue particolarità, una dimensione diversa dalla “terraferma”, unica, isola-ta dalla sua stessa patria, dal suo stesso paese. Ma dov’ero rimasta? ho perso il filo del dis...DOH! Torniamo a Foscolo. Il senso di sradicamento mi portò a credere che la Wanderlust avrebbe sciolto parte del nodo di questa Cloto pigra e maldestra, che Lust poca ne aveva. Di solito ha sempre funzionato. Dunque decido, meta: Sicilia. Goethe nel suo “Viaggio in Italia” affermò che la Sicilia era la chiave per capire l’Italia: L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: la Sicilia è la chiave di tutto. (Palermo, 13 aprile 1787) 60


Palermo Giovanni Benato

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Vucciria Renato Gattuso

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1974


Basta vedere la cattedrale di Palermo: saraceni, normanni, arabi, ... , sono passati tutti da quest’isola creando una miscela magica di arte declinata in tutte le discipline. La complessità della Sicilia è immensa. Ciò che più mi ha affascinato è stata l’intensità dei contrasti. La dolcezza dei colori dell’acqua e del tufo contrapposta al nero di seppia e ai palazzi della vucciria. Panino con totani freschi pepe e limone vs. panino con milza. Madonnina al muro con fiori vs. macellaio lì davanti. Panni limpidissimi vs. case fatiscentissime. Bambini che giocano a palla vs. pollo che passeggia indisturbato. E natura rigogliosa, sontuosa, festosa, tropicale, africana come solo in quell’isola si può trovare. Le isole hanno sempre suscitato meraviglia e fantasia in me, quasi fossero una dimensione extratemporale e terrestre. L’animo romantico a dire il vero era un po’ in difficoltà dinanzi a tale spettacolo, quasi si sentiva tradito, perduto. Là non c’era lo scenario adeguato per soffrire di tormentosi vuoti, abituato com’era al piatto nord. Eppure percepiva nell’aria qualcosa di molto familiare. L’isola-mento.

E ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te.

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Isola-tion

“Since she that spins both day and night had not used up the flax that for each mortal Clotho loads and winds upon the distaff, ‘his soul, which is your sister--mine as well, could not attempt the climb unaided because it cannot see things quite as we do.”1 While I was struggling with the greatest obstinacy to find my line, heedless of Clotho, I was invited by Gabriella to write for CONDO about the island topic. Those two2 have a connection, I have been suspecting it since a long time, but I’m learning not to question the fate anymore. At the end, I think more loudly and clearly, it is Lachesis’ duty to wrap up the thread on the spindle before Atropos cut it off3: Unicuique suum! I close my eyes, the blood begins to flow, the breathing becomes deep, memories emerge again. My first thought is about a terrace surrounded by the blue of the sky and of the sea, together with a strong smell of fried food and Marseille soap: Palermo. However let’s step back.

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Zwei Seelen wohnen, ach! In meiner Brust!4: two souls dwell in my chest, Faust says, sighing sadly. I feel two split souls too. This year, more than any other year, the romantic German mood (in an artistic and literary sense) suddenly awakened in me, running over the Mediterranean-Latinized one. Why did it happen as soon as I was back in Italy?( It happened after various deep thoughs on the trascendental ego, along with a sense of dissatisfaction towards my space-time dimension. It happened soon after the torment of uncertainty relating to the external reality, later stormy and repetitive nightmares similar to those of Tieck’s Blond Eckbert. Reality trespasses on dreams and hallucinatory dreams on reality. The seductive loneliness is filled with intricate dilemmas of the relationship betweet innocence and guilt, that find their place just in thecrystal clear Horowitz touch in a schubert impromptu or comfort in the Dali decomposition. Someone exclaimed eagerly hitting my arms “Oh Cate, ma caa fai? Sembri un alieno! RIPIGLIATI deh”5. I really felt this way: alienated in a dream, not awakened at all. Isolated. Maybe Cloto was having a selfbusiness shower6, leaving this hell thread to a substitute. - A Simpons’ episode comes in my mind. Homer became obese in order to work at home. he leaves the computer to a swinging woodpecker, who presses again and again the Y key. it almost caused the explosion of the nuclear power plant, but at the end the fat Homer him-


English self stopped it -; however, once she holds in her hands the thread, realising the tangle, she decides to use Ugo Foscolo as hair conditioner. That evening was lulled by a quiet and sweet breeze. Perhaps because you are the image of that fatal quiet so dear to me, you have come, O Evening! And when happy summer clouds and the gentle west wind are your escort, and when from snowy restless heights you send shadows and darkness into the world, you descend summoned always, and gently hold the secret ways of my heart. You make my thoughts wander forms that vanish into eternal nothing; meanwhile this cursed time flees, and with it, the throng of cares with which it me destroys; and while I gaze on your peace, that warlike spirit sleeps, that yet within me roars.7 What a hair conditioner! After a night with quiet dreams (finally!), no longer feeling the only one pined by the offender fleeting time, I immediately penetrate his world in order to get to know this roaring warrior. I realise that I feel very close to his feelings bounded to the strong sense of rootlessness8. His homeland was bright and wooded Zacinto9 (Ugo Foscolo, Epis-

tolario, lettera del 29 settembre 1808), the Greek island of Zakynthos, to whom he dedicated his most famous sonnet. in it he condensed the regret and the presentiment of not being able to touch his ​​ homeland again. Never will I touch your sacred shore again where my young form reclined at rest, Zakynthos, regarding yourself in waves of the Greek sea, where Venus was virgin born, and made those islands bloom with her first smile; nor did he bypass your lacy clouds and leafy fronds in glorious verse, the one who sang of fatal seas, and of the broad exile after which, exalted by fame and by adventure, Ulysses kissed his rocky native Ithaca. You will have nothing of your son but his song, motherland of mine: and our fate already written, the unmourned grave. De facto Foscolo lived his life exiled because of his ideas and political choices that had an antinapoleonic nature. The island, his beloved homeland, seems to be an utopian dimension far away from nation’s glitches. A unique dimension, detached, isolated, such as its aoidos. the importance of ori65


ISOLA-TIOM gin and the acclaim of greek mythology insert the sonnet into the current of romanticism. The most interesting peculiarity, however, is the contrast between the poor Foscolo, who will never touch again the shores of his beloved country, and the lucky Ulysses, whose journey will bring him back home to Ithaca. This romantic wound is evident in the ex-abrupto opening of the sonnet, which contains two negations (nè più mai toccherò le sacre sponde).10 That prolific island recalls to my mind Corsica, called by Greeks kallìste, “the most beautiful”. Wild, naked, uncontaminated, “differently scented” - its plants just bear the same name, but they smell and taste totally different and unique compared to ours. This revitalizing and intoxicating land spreads in front of the walking traveler’s eyes (or reckless hitchhiking! or on horseback!) until its deeper tip, Bonifacio. from its white crosses of an evanescent cemetery the soft and tapered Sardinian costs glimpse: a lying Venus. Contemplating the vastness of the sea all-round from the terrace, comes the echo of “Com’è profondo il mare” by Lucio Dalla transported by the currents’ fumes that brush and ripple water. I think when I was sitting in front of the ocean in Portugal and someone made ​​ me think about the world that is hiding under there (“under the sea” / in fondo al maaaar).11 You don’t see it, you barely know 66

it, but is infinitely bigger than ours. Once again I resize the human being so small and helpless compared to the ocean and I already feel free. I think about my childhood. Someone told me that there is a huge cap on the sea bottom and sooner or later it would be removed. It was my biggest nightmare, opposing to my greatest desire: be a mermaid, have a long green-plate tail to move and instead of air, water everywhere. Water in the streets, in the houses. Everyone swimming. Then I think Meanwhile, the fishes From which we all descend attended curious the collective drama Of this world That they undoubtedly Valued bad And they began to think In their great sea How deep is that sea In their great sea How deep is that sea It ‘clear That thinking is annoying Although those who think Is mute as a fish Indeed a fish And as a fish he is difficult to block Because he is protected by the sea How deep is the sea Well Who is in power Is not willing to do poetic distinctions


English The thought, as the ocean You can not block it You can not fence it So they are burning the sea So they are killing the sea12 In Corsica they couldn’t build any Mc Donald’s thanks to bombs. Yes, bombs. The Corsicans let rich foreign build everything. Then, once the beautiful villa is finished, they throw it down. Boom. The money stays, rich people go. Strong-arm tactics. My traveling partner told me that once she saw someone snapping off an ear for jealousy. This is the way Corsicans are. In short, I have learned many important things for my personal reLOVEution last summer (Hi Mum! Hi Dad!). Island-ers have to defend themselves! The Corsicans are struggling to defend their own little reality: lately the French have decided to formalize the French language in Corsica. Consequence: the dialect is destined to disappear. As usual I wonder why small realities have always to deal, sometimes heavely, with big ones. For folk music lovers (e non) I suggest to listen to the Muvrini, a musical group that sings exclusively in Corsican. Just as differently-scented plants and the differently-French language, Corsica appears to me, with all its peculiarities, as a dimension that is different from the “mainland”, unique, isolated from its own homeland, its own country. Where was I? I lost the thread of conversation… Doh!

Let’s go back to Foscolo. The feeling of alienation led me to believe that the Wanderlust would loose a part of the lazy and clumsy Clotho’s knot, she had really a few Lust. Usually it has always worked out. So I decided, destination: Sicily. Goethe in his Italian Jurney stated that Sicily was the key to understanding Italy: Italy, without Sicily leaves an empty spirit; Sicily is the key for everything! (Palermo, 13 aprile 1787)13 Just look at the Palermo Cathedral: Saracens, Normans, Arabs, … , they are all moved through this island, creating magical arts blend declined to all disciplines. Sicily complexity is immense. The intensity of contrasts fascinated me the most. The gentleness of the water and tuff colors contrasted with black sepia and vucciria’s palaces. Squid sandwich with fresh pepper and lemon vs. spleen sandwich. Madonna on the wall with flowers vs. the butcher in front of it. Very Clear cloths vs. very crumbling houses. Children playing ball vs. chicken that walks undisturbed. And the flourishing, sumptuous, joyful, tropical, African nature, that you can find solely in that island. The islands have always aroused wonder and imagination in me, as they would be a timeless and terrestrial dimension. To be honest, the romantic mood was in a tight spot in front of that show, it feels almost betrayed, lost. 67


ISOLA-TIOM

In that place there wasn’t the adequate scenario to aching for tormenting emptiness, as it was used to the flat north. Yet it feels in the air something very familiar. The isolation. And they make a fool of you if you keep looking for it but do not give up, because who has already given up and laughes on your back maybe is even crazier than you.14

Caterina Panesi

1. Dante Alighieri, Divine Comedy (1304) Purgatorio, lines 25-30. Translation by Robert Hollander. Copyright to Princeton University. 2. “These two” refers to Gabriella e Lucia, two CONDO editors. 3. Hesiod, Theogony (700 B.C.) 4. J. W. Goethe, Faust I (1831) lines 1112. 5. Tuscan dialect: “C’mon Cate, what the hell are you doing? You seem an alien!”. 6. “Self-business shower” literally translated from Italian, it means “mind your own business”. 7. Ugo Foscolo, Alla sera (1803) translation by Nick Benson. 8. If you are going to ask yourself: that girl, (editor’s note: the author) has she

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ever attended a school? The answer is: “Yes, I have! I know very well these poems, but during my teens I haven’t begun to use them as antidepressant yet”. 9. Ugo Foscolo, Epistolario, letter of 29th September 1808. 10. The Italian sentence has a double negative. 11. Soundtrack song “Under the sea” from The Little Mermaid Disney film (1989) 12. Italian song by Lucio Dalla (1977) written in the Tremiti island. Original title: Com’è profondo il mare. 13. J. W. Goethe, Italian Jurney (181617) 14. Italian song by Edoardo Bennato (1980). Original title: L’isola che non c’è.


five.


70


five.

Clelia Colantonio


Ricordo di averle portate a casa dei miei dopo quell’estate on the road nell’entroterra campano. Avevo trovato delle pietre bellissime sott’acqua, che creavano degli effetti di luce meravigliosi. Trascorsi tutto il pomeriggio a raccoglierne migliaia. Una volta imbottigliate scoprii che non erano pietre, ma banali sassi, e che i colori che avevo tanto ammirato erano oramai solo un vecchio ricordo, oramai sbiadito dal vetro economico e la mancanza d’acqua. Ancora belli, li misi in una grande scatola, abbastanza grande da poterla portare con me sulla più fastidiosa compagnia area in circolazione, che prendevo spesso all’epoca, nel 2008. Sfortunatamente è la stessa che prendo ancora oggi. Quel giorno mi avviavo verso L. Da allora, li ho sempre messi in bella mostra nella mia stanza, quasi fossero quarzo o diamanti. Ricordo di averli volute vicini per molto tempo, anche solo per poterli osservare, o disegnare. È risaputo che molte pietre hanno delle caratteristiche incredibili, sono dei catalizzatori di energia e con proprietà


guaritrici; ma i sassi meritano altrettanta dignità in quanto pietre: non sono pietre fatte per essere incastonate, e non sono un granchè come regalo. Ma rimanendo a lungo tempo sempre nello stesso posto, in fondo all’oceano o su una mensola di legno, assorbono pigramente l’energia dell’ambiente che le circonda. In questi cinque anni a L. ho vissuto in cinque case diverse, tutte con le loro dinamiche e le loro posizioni strategiche, le loro belle finestre vittoriane- anche se le case erano tutt’altro che vittoriane- condividendo gli spazi con amici o sconosciuti, a sud o ad est. Se ripenso a questi anni, non riesco sganciare anche il più banale episodio dal suo contesto- “Era Maggio, la sera della secret gig di P.S., cazzo sì vivevamo in Kingsland road. Tutta colpa di Bobby Gunthorpe. Ti ricordi quanta neve venne giù quell’anno?” E così via. Nella mia frenetica voglia di dare un senso a tutto, ogni cosa assume un significato solo se si collega a qualcosa d’altro. Per poi riperderlo di nuovo. Quelle case sono state le mie isole personali, quando il nero è diventato blu,e il bianco non più appannaggio dei gelatai. E La fioraia psicopatica e l’urlatrice di notte? Ma quelli sono solo gossip. Ho sentito la necessità di raccontarle, quelle case. Quei sassolini. Adesso che sono pronti a lasciare definitivamente l’isola B.


E2 / E2 / E9 / SE17 / N16


I brought those back to my parents’ that weekend on my way back from a road trip around Campania’s hinterland. I found them on a beach, shining underwater, and I spent all afternoon collecting them, thousands of them. ‘Those’ were gems. Or at least that is what I thought. Once in a cheap glass container and out of their natural ecosystem, they turned out to be just stones, which beautiful colours were only a fading memory. Still beautiful, I put them in a big carboard box, big enough to be boarded with me on one of the most annoying airline company, the one I used to fly with back in 2008. Unfortunately it is still the one I get on nowadays. I was heading to L. Since then, I got used to display them on a wooden shelf or such in my room, as if those were quarts stones, or diamonds. I remember I wanted to have them close by all the time, so that they could be look at, or drawn, easily.There are a large number of rocks that have incredible characteristics, some of which are praised for their energy or healing properties; but I believe that all stones deserve the dignity to be called gems. Especially those that cannot be mounted on a ring, or that wouldn’t make a great gift. Those stones, by lying in the same place for as long as they do, under the water in the oceans or up on a shelf, can absorb the energy of their surrounding peacefully.It’s been five years I


have lived in L. now, and I have been moving as many houses since I am here. In every place I could call ‘mine’- even tho temporarily- I could find different dynamics: their locations were more or less strategic, and all coming with Victorian sash windows- even when those weren’t Victorian houses. I shared them with friends or strangers, in South or East. If I look back at those years, I can’t take any episode out of context, it is like “It was May, that night I missed P.S’ secret gig, yeah fuck we were living in Kingsland. Yeah, Bobby Gunthorpe is the one to blame. So much snow went down that year.” And so on. I guess it’s all down to my frenetic plan of giving everything a meaning, by linking one thing to another. That’s the only way to look at it, for me, so to say that a specific thing did happen. Before it loses its meaning again. Those houses were my personal islands. When black turned into blue, and ice cream (wo)men weren’t the only one to wear a total white outfit. So many marvellous revelations. Oh, and the psycho florist, and the sex screamer? But these are just gossips. The urgency to get into those houses for the last time, that’s what it matters. And that is what brought me to these images you ar eabout to see. Those stones seem like gems, now that I am leaving GB Island for good.


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DIGEST Fictional islands archive Archivio di isole immaginarie

1. SAINT BRENDAN 2. ASPIDOCHELONE 3. LILLIPUT & BLEFUSCU 4. THE MYSTERIOUS ISLAND 5. SKULL ISLAND 6. KIRRIN ISLAND 7. GILLIGAN’S ISLAND 8. SAN SERIFFE 9. MONKEY ISLAND 10. ISLA NUBLAR 11. ISLA SORNA 12. THE ISLAND


Islands overview Gilligan’s Island p. xxx

The Island p.xxx

Monkey Island p. xxx

Isla Sorna p. xxx

Isla Nublar p. xxx


Panoramica delle isole Saint Brendan p. xxx

Kirrin Island p. xxx

San Seriffe p. xxx

The Mysterious Island p. xxx

Skull Island p. xxx

Lilliput & Blefuscu p. xxx


Saint Brendan LOCATION: West of Northern Africa FEATURED IN: Saint Brendan’s Legend COLLOCAZIONE: Ovest del Nord Africa APPARE IN: Legenda di San Brendano


Aspido– chelone

According to the tradition the Aspidochelone is a fabled sea creature, a large whale, a sea turtle or a kraken. No matter what form it is, it is always described as being huge, often it is mistaken for an island.

LOCATION: Not fixed FEATURED IN: Mithology COLLOCAZIONE: Non fissa APPARE IN: Mitologia

Secondo la tradizione l’Aspidochelone è una creatura marina immaginaria, un’enorme balena, una tartaruga marina o un calamaro gigante. Non importa che forma avesse, ma è sempre stata desritta come enorme e per questo spesso confusa con un’isola.

Whale [Balena]

PAST AND PRESENT REPRESENTATION

Giant Turtle [Tartaruga gigante]

Kraken [Calamaro gigante]

RAPPRESENTAZIONI PRESENTI E PASSATE


Lilliput & Blefuscu

LOCATION: Northeast of Van Diemen's Land FEATURED IN: Gulliver’s Travels AUTHOR: Jonathan Swift

BLEFUSCU

COLLOCAZIONE: Nord Est della Terra di Van Diemen APPARE IN: I viaggi di Gulliver AUTORE: Jonathan Swift

Mindendo

LILLIPUT

METAPHORES

METAFORE

LILLIPUT

FIGHT ABOUT EGGS DIATTRIBA SULLE UOVA

FRANCE [FRANCIA]

UK Protestants [Protestanti]

LILLIPUT EMPEROR [IMPERATORE DI LILLIPUT]

King George I [IRe Giorgio I]

BLEFUSCU

Catholics [Cattolici]

In war for “six and thirty moons” [In guerra da sei lune e mezza]

Nine Years War [Guerra dei Nove Anni] War of the Spanish Succession [Guerra di successione spagnola]

BLEFUSCU EMPEROR [IMPERATORE DI BLEFUSCU]

James Frances Edward Stuart


The Mysterious Island MONT FRANKLYN

LOCATION: 2500 km east of New Zeland FEATURED IN: The Mysterious Island AUTHOR: Jules Verne

Fo re ts Du

COLLOCAZIONE: 2500 km ad est della Nuova Zeland APPARE IN: L’Isola Misteriosa AUTORE: Jules Verne

Bois Du Jamacar

Key character [Personaggio Chiave]

CHARACTERS AND ANIMALS PERSONAGGI E ANIMALI

Pets in the island [Animali domestici]

TAP Smith’s Dog [Cane di Smith]

uin eq eR

Baie De L’union Ilot Du Salut

Marai Des Tardones

Baie Washington

PROMONTOIRE DU REPTILE pe Ser ’Ile Presq

AYRTON HERBERT BROWN ROBERT GREY NABUCODONOSOR NEMO PENCROFF CYRUS SMITH GIDEON SPILLET

est rW Fa

D lfe Go

ne nti

MISTERIOUS EVENTS EVENTI MISTERIOSI

Student and teacher [Allievo e insegnante] Servant and master [Servo e padrone]

Smith’s rescue

Salvataggio di Smith

Hunting bullet in a wild boar

Pallino da caccia trovato in un cinghiale

Discovery of a toolbox Fire on the plateau finding of a bottle with a message

Ritrovamento di una cassetta degli attrezzi Fuoco sull’altopiano Ritrovamento di una bottiglia con un messaggio

JUPITER

Killing pirates

Uccisione dei pirati

Tamed Orangutan [Orango addomesticato]

Shipwrecked rescue

Salvataggio dei naufraghi


Skull Island LOCATION: 12째S 78째E West of Sumatra FEATURED IN: King Kong AUTHOR: Merian C. Cooper COLLOCAZIONE: 12째S 78째E Ovest di Sumatra APPARE IN: King Kong AUTORE: Merian C. Cooper

INHABITANTS ABITANTI

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1. Pachycephalosauria; 2. Erythrosuchus; 3. Stegosaurus; 4. Styracosaurus; 5. Triceratops; 6. Tyrannosaurus; 7. Diplodocus; 8. Brachiosaurus; 9. Arsinoitherium; 10. Nothosaurus; 11. Ornithominus; 12. Megalania; 13. Elasmosaurus; 14. Plesiosaur; 15. Pteranodon; 16. Uinttather; 17. Ursus Spelaeus; 18. Smilodor; 19. Ludodactylus; 20. Rhamph; 21. Archaeopteryx; 22. Teratornis; 23. Gigantophis; 24. Carcharodon carcharias; 25. Woolly Mammuth.


Kirrin Island LOCATION: South West of England FEATURED IN: The Famous Five AUTHOR: Enid Blyton COLLOCAZIONE: Sud Ovest dell’Inghilterra APPARE IN: King Kong AUTORE: Enid Blyton

PARODIES PARODIE


Gilligan’s Island LOCATION: Close to Hawaii FEATURED IN: Gilligan’s Island AUTHOR: Sherwood Schwartz COLLOCAZIONE: Vicino alle Hawaii APPARE IN: Gilligan’s Island AUTORE: Sherwood Schwartz

10 PROFESSOR’S INVENTIONS 10 INVENZIONI DEL PROFESSORE

Nitroglycerine [Nitroglicerina]

Geiger Counter [Contatore Geiger]

Battery Charger [Carica Batteria]

Curative Potion [Pozione Curativa]

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Hot Air Balloon [Mongolfiera ad aria calda]

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Washing Machine [Lavatrice]

Jet Pack Fuel [Zaino Jet]

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Roulette [Roulette]

9. Pool Table [Biliardo]

10. Lie Detector [Rilevatore di bugie] 1. Operation: Steam Heat [S.02 – EP. 25] 2. X Marks the Spot [S.01 – EP. 18] 3. Meet the Meteor [S.02 – EP. 32] 4. Gilligan Meets Jungle Boy [S.01 – EP. 19]

5. Gilligan’s Living Doll [S.02 – EP. 21] 6. Topsy-Turvy [S.03 – EP. 10] 7. Three Million Dollars More or Less [S.01 – EP. 13]

8. Three Million Dollars More or Less [S.01 – EP. 13] 9. It’s a bird It’s a plane [S.03 – EP. 27] 10. Lovey’s Secret Admirer [S.03 – EP. 19]


San Seriffe LOCATION: Indian Ocean FEATURED IN: The Guardian

COLLOCAZIONE: Oceano Indiano APPARE IN: The Guardian San Seriffe is a fictional island invented by the Guardian as hoax for the 1977 April Fool’s Day. They created a seven page special report dedicated to it. Articles examined the history and economy of San Serriffe. San Seriffe è un’isola fittizia creata dal Guardian come pesce d’aprile. Il quotidiano realizzò un inserto speciale dedicato ad essa, esaminandone la storia e l’economia.

Lamson

Erbar

CAISSA SUPERIORE [UPPER CAISSE]

Bodoni

Port Clarendon

Nomp Adze

Umbra

OVA MATA

E DZ FA O S

L OA SH

Garamondo

Villa Pica

CAISSA INFERIORE [LOWER CAISSE]

Gillcameo GILL SANDS

Thirty Point ADVERTISMENTS ABOUT SAN SERIFFE PUBBLICITÀ SU SAN SERIFFE


Monkey Island LOCATION: Carribean FEATURED IN: Monkey Island Saga

CANNIBALS VILLAGE

FORT

COLLOCAZIONE: Caraibi APPARE IN: Monkey Island Saga

CLEARING RIVER FORK

POND CRACK Monkey

Monkey Island 1990

Monkey Island 2 1991

The Curse of Monkey Island 1997

Escape from Monkey Island 2000

Tales of Monkey Island 2009


Isla Nublar LOCATION: 120 miles west of Costa Rica FEATURED IN: Jurassic Park AUTHOR: Steven Spielberg

COLLOCAZIONE: 120 miglia ad ovest del Costa Rica APPARE IN: Jurassic Park AUTORE: Steven Spielberg

FORESTED HIGHLANDS

GRASSLANDS

CENTRAL PADDOCKS

SAUTHERN PLATEAU

DINOSAURS DINOSAURI

1. Herrerasaurus; 2. Dilophosaurus; 3. Parasaurolophus/ Brachiosauru; 4. Dilophosaurus; 5. Triceratops; 6. Metriacanthosaurus; 7. Tyrannosaurus Rex; 8. Velociraptor; 9. Proceratosaurus; 10. Parasaurolophus/ Brachiosauru; 11. Ptenarodon; 12. Stegosaurus; 13. Triceraptors; 14. Segisaurus; 15. Baryonyx; 16. Dilophosaurus; 17. Gallimimus.


Isla Sorna

SITE B Laboratory and research facilities

LOCATION: 87 miles southwest of Isla Nublar FEATURED IN: Jurassic Park AUTHOR: Steven Spielberg

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COLLOCAZIONE: 87 miglia sud ovest di Isla Nublar APPARE IN: Jurassic Park AUTORE: Steven Spielberg


Lost LOCATION: South Pacific FEATURED IN: Lost AUTHORS: Jeffrey Lieber J. J. Abrams Damon Lindelof

DANGEROUS RIVERS

Othersville Tube Dump

COLLOCAZIONE: Sud del Pacifico APPARE IN: Lost AUTHOR: Jeffrey Lieber J. J. Abrams Damon Lindelof

Zeke

French first camp

Flame

DARK TERRITORY

Fake camp

Four-Toed Statue

Black Rock UNKNOWN DHARMA STATION

Caves

Second Beach Camp Desmond Boat

RELATIONSHIPS RELAZIONI

Boone

Sun

Jin

Man in black

Shannon

Rose

Eko

Sayid

Wart

Bernard

Ana Lucia

Kate

Jack

Locke

Michael

Sawyer

Juliet

Ben

Libby

Hurley

Love [Amore] Murders [Omicidi] Family [Famiglia] Dead [Morto]

Claire

Charlie


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CONDO Issue #5  

Condo is a brand new online magazine, completely free and home printable. Each Condo issue will feature 6 people’s thoughts and ideas on a s...