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Arnaldo Pomodoro


Quelle Rive dei mari interiori, sulle quali tutti prima o poi ci sediamo a contemplare l’orizzonte della nostra vita, sono il luogo di partenza di questa storia, e quei suoni che sentiamo emergere dalle profondità custodiscono le suggestioni che levigano la memoria, rendola pura ed elementare, come l’osso di seppia. È materia dura nella quale indagare la fibra e scoprire i segni dell’origine della vita. Scoglio bianco da innalzare a scudo che come un’arcaica maschera tribale si erge a protettore dei viaggi notturni fra gli spostamenti inconsci dei nostri impulsi e dei sogni rimossi. Il percorso fra le piazze di Sorrento e gli ambienti di Villa Fiorentino crea fra le opere e i luoghi un dialogo e un rapporto nuovo con lo spazio, sia con quello aperto della città, sia con quello chiuso della Villa, mettendo in evidenza il linguaggio espressivo dello scultore, da sempre radicato in un senso dell’architettonico e del simbolico. La scultura così assume lo spazio, se ne fa segnale, porta altri segni: non celebra ma piuttosto rappresenta lo spazio e il tempo, che sono valori essenziali. Those inner Sea Shores on which we all sit, sooner or later, to contemplate the horizon of our lives, are the point of departure for this story, and those sounds that we hear emerging from the depths safeguard the allusions that polish our memories, making them pure and elemental like a cuttlefish bone. A hard material, in which we can examine the fibres, and discover the signs of the origin of life. A white cliff, to be raised as a shield, which emerges, as an ancient tribal mask, to provide protection on nocturnal journeys among the unconscious movements of our impulses and our repressed dreams. The route through the squares of Sorrento and areas of Villa Fiorentino create a dialogue and new relations with the space between works and the places, both in the open air of the city and within the Villa. This highlights the sculptor’s expressive language, rooted, as always, in the meaning of what is architectural and symbolic. In this way the sculpture takes the space in, makes it a signal, bears other signals: does not celebrate, but represents space and time which are essential values.


Per la tutela, la valorizzazione e la promozione culturale e turistica del territorio. Per lo sviluppo economico e civile della comunitĂ locale e del contesto Penisola sorrentina.


a cura di | curated by Flaminio Gualdoni Gino Fienga


A rnaldo Pomodoro . R ive dei mari a cura di | curated by Flaminio Gualdoni, Gino Fienga ISBN 978-88-96427-68-2 © 2015 con-fine edizioni © 2015 Fondazione Arnaldo Pomodoro © 2015 Fondazione Sorrento Tutti i diritti riservati | All right reserved under international copyright conventions. © Aldo Agnelli p. 139; ©Archivio Arnaldo Pomodoro pp. 113 (n. 9), 126, 127; © Aurelio Barbareschi p. 114 (n. 17, 20); © Giorgio Boschetti pp. 23, 113 (n. 13), 114 (n. 14, 16), 116 (28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35), 117 (n. 36, 37, 38, 39, 40), 119 (n. 50, 51, 52, 53), 120 (n. 54, 55, 56, 57, 61, 62, 63, 64, 68, 69, 70, 71), 121 (n. 58, 59, 60, 65, 66, 67, 72, 73, 74), 124 (n. 83, 84), 125 (n. 85); © Pietro Carrieri p. 114 (n. 18); © Gianni Coppola pp. 10-11, 17, 19, 23, 33, 34, 42, 46, 48-49, 53, 54-55, 56-57, 59, 60-61, 64-65, 67, 68-69, 70-71, 74-75, 76-77, 78, 79-80, 84-85, 88-89, 90-91, 94-95, 98-99, 100-101, 102-103, 105, 107, 108, 109, 112 (n. 6); © Mario Dondero p. 133; © Antonino Fattorusso pp. 21, 31, 36-37, 38, 40-41, 44-45, 50-51, 72, 86-87, 92-93, 112 (n. 1, 2, 3, 4, 5, 7); © Nicola Gnesi p. 145; © Carlo Orsi pp. 135, 141, 143; © Alberto Piovano p. 113 (n. 10, 11, 12); © Vaclav Sedy pp. 122 (n. 75, 76, 77, 78), 123 (n. 79, 80, 81, 82); © Dario Tettamanzi pp. 113 (n. 8), 114 (n. 15, 19, 21), 115 (n. 22, 23, 24, 25, 26, 27), 118 (n. 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49). Traduzioni | Translations: Ibis snc con-fine edizioni Via Garibaldi, 48 - 40063 Monghidoro (BO) - Italy www.con-fine.com - info@con-fine.com Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore. No part of this book may be reproduced or utilized in any form or by any means, electronic or mechanical, including photocopying, recording, or any information storage and retrieval system, without permission in writing from the publisher. Prima edizione Giugno 2015 | First Edition June 2015 Si ringraziano | Many thanks to Dialmo Ferrari, Renato Cesari, Laura Berra e tutto lo staff dello Studio Arnaldo Pomodoro per il supporto costante e la bellissima collaborazione.


Villa Fiorentino

22 Maggio | May 22 Novembre | November 2015

Città di Sorrento

Mostra promossa da Mostra a cura di | Exhibition curated by Exhibition sponsored by Flaminio Gualdoni

Comune di Sorrento Gino Fienga

Sindaco Avv. Giuseppe Cuomo

Project team

Fondazione Sorrento Progetto di allestimento | Installation project: Dialmo Ferrari

Presidente dott. Gianluigi Aponte Logistica | Logistics: Open Care Direttore Cap. Luigi Gargiulo Assistenza all’allestimento | Installation aid: Andrea Fienga Segreteria della Mostra Comunicazione | Comunication: Nadia Lazzarini

Exhibition secretary

Pina Barbato Servizi | Services Antonella Moscarella Falegnameria | Woodworks: Demo Design Ufficio stampa Cartellonistica | Billboards: EP2 Sistemi s.r.l. Press office Banners: Mormile group s.r.l. Livio Pane Lavori Tipografici | Printing works: Tipografia “La Sorrentina” Trasporti | Transport: Casa di Spedizioni Stinga Antonino sas - Sorrento

In collaborazione con

Assicurazione | Insurance

Aprile - Gestioni assicurative s.r.l.

Catalogo | Catalogue con-fine edizioni


Giuseppe Cuomo CittĂ di Sorrento

Sindaco di Sorrento Mayor of Sorrento


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a Città di Sorrento ritorna ad essere - dopo due anni dalla mostra sulla scultura di Salvador Dalì - una galleria d’arte a cielo aperto, dando seguito alla sua vocazione di porsi come punto di riferimento di quell’arte moderna e contemporanea che diventa, da un lato, omaggio ai suoi ospiti e ai suoi cittadini, con una proposta culturale di respiro internazionale; dall’altro proposta attrattiva di un turismo di qualità sempre maggiore e sempre più attento alla cultura e a proposte artistico arte di alto livello.

wo years after the Salvador Dalì sculpture exhibition, the Town of Sorrento becomes an open-air art gallery once again, following its vocation to be a reference point for that modern, contemporary art becoming, on the one hand, homage to its guests and citizens, with an international cultural proposal; and on the other, attraction for growing quality tourism, increasingly attentive to culture and top level art proposals. Hosting the works of one of the greatest sculptors of our times - Master Arnaldo Pomodoro - is, above all, a great responsibility and a considerable honour. But is also an action thought through and strongly desired to highlight the latest step taken in valorising an area that has always been at the centre of international tourism, and at the same time, that has always been ready to renew itself and look forward with innovative promotional policies able to give an unprecedented boost to and create an all-round offer. This is an area where art and culture are not just a ‘wasted’ cost – as some would have us believe – or an appendix juxtaposed on the tourist season, but a real ‘integrated’ investment ensuring not just mere added value to the image and beauty of where we live, but able to make the uniqueness of our land increasingly rarer and more surprising, over time.

Ospitare le opere di uno dei più importanti scultori del nostro tempo - qual è il Maestro Arnaldo Pomodoro - è innanzitutto una grande responsabilità e un onore di non poco conto; ma è anche un atto pensato e fortemente voluto che pone l’accento sull’ennesima tappa di un percorso di valorizzazione del territorio da sempre al centro dell’attenzione del turismo internazionale, ma sempre pronto a rinnovarsi e a guardare verso il futuro con politiche promozionali innovative in grado di dare uno slancio senza precedenti e creare un’offerta a tutto tondo, dove l’arte e la cultura non sono solo un costo ‘a perdere’ – come alcuni vorrebbero lasciare intendere – o un’appendice giustapposta alla stagione turistica; bensì un vero e proprio investimento ‘integrato’ in grado di assicurare non solo un immediato valore aggiunto all’immagine e alla bellezza dei nostri luoghi, ma capace di rendere l’unicità della nostra terra sempre più rara e sempre più sorprendente, nel tempo.

And speaking of time, this time the Sorrento commitment has almost doubled: the sculptures of Arnaldo Pomodoro will be interacting with town architecture for six months, occupying the halls of Villa Fiorentino. Those walking along our streets will discover something new every day, approaching, square after square, the magical, mysterious works of an artist who has looked for (and found) a way to dialogue with our town. Sorrento, in turn, has known how to respond enthusiastically with hospitality, well aware that this appointment is an important occasion to prove that the path laid down in the art world is the right one, with no turning back.

E, a proposito di tempo, l’impegno di Sorrento questa volta quasi raddoppia: saranno sei i mesi che vedranno le sculture di Arnaldo Pomodoro interagire con le architetture cittadine e occupare le sale di Villa Fiorentino; chi si troverà a passeggiare per le nostre strade potrà scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, avvicinandosi, piazza dopo piazza alle opere magiche e misteriose di un artista che ha cercato (e saputo trovare) un dialogo con la nostra città. Sorrento, da parte sua, ha saputo rispondere con entusiasmo e senso dell’ospitalità, cosciente che questo appuntamento è una notevole opportunità da cogliere per dimostrare che il solco tracciato nel mondo dell’arte è la giusta via dalla quale non si può tornare indietro. 7


Gianluigi Aponte

Presidente della Fondazione Sorrento President of the Sorrento Foundation


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spitare a Villa Fiorentino un grande scultore come Arnaldo Pomodoro ha comportato un impegno forse il più gravoso tra quelli che la Fondazione Sorrento ha sostenuto negli ultimi anni di attività espositiva. Un lavoro complesso, svolto con pazienza per quasi due anni che si è concretizzato anche per la determinazione e la passione con cui è stato affrontato e perseguito. L’aver ottenuto la disponibilità del Maestro che ha condiviso e guidato il progetto con entusiasmo fin dal suo nascere è motivo di soddisfazione.

osting a great sculptor like Arnaldo Pomodoro in Villa Fiorentino has involved a commitment that is perhaps even harder than those Fondazione Sorrento have sustained in its recent exhibition activity years. A complex job, carried out patiently for almost two years; reflected in the determination with which it was faced and pursued. Having obtained the availability of the Master, who shared and guided the project enthusiastically from the very start, is a motive of true satisfaction. Once again, Fondazione Sorrento leaves the spaces of Villa Fiorentino to involve the entire town, making sure that visitors and residents can live the works of this great Master, daily, and for a decidedly long period: the sculptures in the squares mean to be, besides extending the Villa exhibition to those corners dearest to the Sorrentines, an invitation to reflect on how art can and must interact with places and people, occupying space, becoming an integral part and enjoyable element of everyone’s days.

Ancora una volta, quindi, la Fondazione Sorrento esce dagli spazi di Villa Fiorentino e coinvolge tutta la città, facendo sì che gli ospiti ed i residenti possano vivere l’opera di questo grande Maestro in un rapporto quotidiano e per un periodo decisamente lungo: le sculture nelle piazze vogliono essere, oltre che un’estensione della mostra dalla Villa agli angoli più cari ai sorrentini, un invito a riflettere su come l’arte può e deve interagire con i luoghi e con le persone, occupandone lo spazio, diventandone parte integrante ed elemento fruibile delle giornate di ciascuno.

That is the path Fondazione Sorrento has chosen and wants to continue travelling., ensuring that our Town of Sorrento is increasingly acknowledged internationally as a tourist location where Art lives and has a stable residence, not only in its history and landscape, but also for the qualifying contribution of contemporary culture.

È questo il percorso che la Fondazione Sorrento ha scelto e vuole continuare a perseguire, facendo sì che la nostra Città di Sorrento venga ancor più riconosciuta a livello internazionale come località turistica dove l’Arte vive e risiede stabilmente e non solo nelle sue espressioni storiche e paesaggistiche ma anche per l’apporto qualificante della cultura contemporanea.

The fascinating exhibition path of Master Pomodoro’s monumental and non monumental works will accompany the 2015 tourist season until it ends. Enriching the stay of that growing number of Italian and foreign guests choosing, for this reason too, the comfort and beauty of the land of the Sirens.

Le opere monumentali e non del Maestro Pomodoro accompagneranno, dunque, la stagione turistica 2015 fino al suo termine ed arricchiranno con un suggestivo percorso espositivo il soggiorno degli ospiti italiani e stranieri che sceglieranno, anche per questo, sempre più numerosi l’amenità e le bellezze della terra delle sirene.

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Sommario | Contents


15 A rnaldo Pomodoro. Ragioni di segno, ragioni di forma, ragioni di tempo, ragioni di spazio Arnaldo Pomodoro. Reasons of sign, reasons of form, reasons of space , reasons of time Flaminio Gualdoni 25 R ive dei Mari. La forma del nostro destino Sea-shores. The shape of our destiny Gino Fienga 29 L a mostra | The exibhition 111 Opere | Artworks

129 Apparati | Appendix


Arnaldo Pomodoro. R agioni di segno, ragioni di forma, ragioni di spazio , ragioni di tempo . Arnaldo Pomodoro. Reasons of sign, reasons of form, reasons of space , reasons of time Flaminio Gualdoni


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a Colonna del viaggiatore, 1960, I, 1960, Sfera n. 1, 1963, Lancia di luce, II, 1985. Sono tre passaggi fondamentali del più che sessantennale corso d’opera di Arnaldo Pomodoro, dipanatosi intorno all’epicentro cruciale della scultura ma aperto a implicare, con lucidissimo piglio problematico, aspetti di importanza assai più fondamentale. Le tre opere sono, anzitutto, concepite sub specie geometriae. La Colonna del viaggiatore si svolge tutta sul piano della frontalità, del primato della superficie. La sagoma rettangolare è quella della pagina, ma anche del portale o del rilievo architettonico, la cui forte asserzione materiale conferisce una sorta di distante ieraticità. Gli anni ’50 di Pomodoro sono stati contrassegnati da una ricerca diversa da quella dello sculturale classico, pongono da subito al centro la questione di un segno capace di farsi reagente intelligente della costituzione di una possibilità plastica ulteriore: un segno attivo, portatore d’identità e qualità autonome, non frutto del crampo psicologico autre ma delucidato, ancorché preo post-alfabetico. Leonardo Sinisgalli testimone partecipe di quegli anni ’50, scrive nel 1955 di “segni non troppo lontani dal simbolo, ma neanche troppo vicini. È questa una scrittura sconcertante, che sentiamo densa di un fascino nuovo, quasi magnetico”, mentre contemporaneamente Gio’ Ponti osserva: “insomma se nella scultura è questione di corpo e di volume, dove lo spazio è escluso dal volume, qui è questione di spazio e non di corpo né di volume”. Beninteso, all’artista non importa determinare a priori la ragione e la natura del suo segno, conferirgli una ragione di codice, ma farlo affiorare nella sua ambiguità radiante, come metro spaziale e temporale, come flusso indeterminato di cui importi non il significato, ma la tensione al possibile del senso, le cui regolarità organizzative nascano da dentro, dal passo fisico e mentale del tracciare, del formare. La Colonna del viaggiatore, 1960, I, è questo, grande criptica pagina in odore di simbolo, ma è anche, appunto, colonna, luogo precisato dello spazio del vivere, che eredita dalla linea genetica sorgiva del menhir, della stele, dell’obelisco, della porta… schemi, tutti, che le

a Colonna del viaggiatore [Voyager’s column], 1960, I, 1960, Sfera n. 1 [Sphere no. 1], 1963, Lancia di luce, II [Lance of light II], 1985. These represent three fundamental steps in Arnaldo Pomodoro’s work, which spans more than sixty years and which centres on the crucial epicentre of sculpture, while involving more fundamental aspects in clearly complex manners. The three works are conceived, primarily, from a geometric perspective. La Colonna del viaggiatore operates entirely on the plane of frontality, of the supremacy of the surface. The rectangular profile represents the page, but also a portal or architectonic relief, the strong material assertion of which confers a sort of distant solemnity. For Pomodoro, the 1950s was characterised by the pursuit of something other than classical sculpture, focusing, from the outset, on the notion of the sign, capable of serving as an intelligent reagent for the establishment of further sculptural potential: an active sign, bearing an independent identity and characteristics, not the product of a psychological cramp, autre but enlightened, although pre- or post- alphabetic. Leonardo Sinisgalli, a witness to his work in the 1950s, described, in 1955, “signs not too far removed from symbols, but not too close either. It is disconcerted writing, which we perceive as being laden with a new, almost magnetic, appeal”. In the same period Gio’ Ponti observed: “if sculpture is a matter of body and volume, where space is excluded from volume, this is a question of space, and not body or volume”. Naturally, the artist is not concerned with determining, a priori, the reason and nature of the sign, by conferring a codified reason upon it. Rather he focuses on allowing it to emerge in its radiant ambiguity, as a spatial and temporal metre, as an indeterminate flow in which what matters is not its significance, but the tension among its possible meanings, the organisational regularity of which emerges from the inside, from the physical and mental process of tracing, forming. La Colonna del viaggiatore, 1960, I, is exactly this, a large cryptic page which gives the sense of a symbol, but which is also, in fact, a column, a specific place within 15


the living space, something which it inherits from its genetic lineage of menhir, stele, obelisk, door... all frameworks which are broadly represented by the works in this exhibition. Pomodoro conceives of sculpture in a fairly straightforward disciplinary sense, or rather not harnessed by the legacy of stereotypes of the profession and the need for results (although, it must be said, his work is based on a superb technical mastery of method): in other words, he is one of the extremely rare few who does not have to liberate the looming ghost in the sculpture, simply because this never formed part of his artistic mindset. Not any of a variety of anthropomorphic motivations, then, but rather architectonic inspiration, which he, as an avid and informed habitué of non-classical antiquity - specifically the great works of the Orient, and native American tradition - sees, beyond the strictly functional foundations, as an original complex machine of symbolism. Brancusi, one of Pomodoro’s most firmly held points of critical reference, is credited with the aphorism which states that “architecture is inhabited sculpture”, and it is in this very direction that the latter moved with The Pietrarubbia Group, a work of absolute intellectual clarity. Decidedly more evident is the filagree of that same notion of geometry, which comes into play in Sfera n.1. The figure of the sphere evokes a symbolically dense event, in the odour of holiness, which spans from Xenophanes and Parmenides to Cusano and Pascal. For an artist, this intertwines with metaphysical states of mind, and pursuit of the possibility of perfection, of the historical avantgarde: again, Brancusi on all fronts. In this case, Pomodoro tackles a matter diametrically opposed to that of primarily two-dimensional relief. And, as a devoutly lay person, he has no particular interest in the sacred filigrees of the theme. What matters is overcoming the abstract separateness of the perfect volume from its space and its time, and mining its abundance and extrinsic authority, and focussing not on absoluteness of the appearance of the surface, but rather on the teeming inside, the emerging corporeality. The conventionally perfect form is adopted not as an

opere in questa mostra largamente rappresentano. Pomodoro concepisce la scultura in senso assai blandamente disciplinare, ovvero non imbrigliata nel retaggio di stereotipi del mestiere e del dover essere degli esiti (anche se, peraltro, fonda il proprio fare su una padronanza tecnica sontuosa dei modi): è, in altri termini, tra i rarissimi a non doversi liberare del fantasma incombente dello statuario, semplicemente perché mai esso si è insediato nella sua attitudine artistica. Non le ragioni variamente radicate dell’antropomorfo, dunque, ma sì quelle dell’architettonico, che egli, frequentatore intenso e avvertito dell’antico non classico – dico i grandi esempi d’Oriente e della tradizione amerinda – intuisce oltre i suoi statuti schiettamente funzionali, come originaria macchina complessa di simbolizzazione. Del resto è di Brancusi, uno dei riferimenti critici più forti di Pomodoro, l’aforisma secondo cui “l’architettura è una scultura abitata”, e il nostro ha dato proprio in questa direzione The Pietrarubbia Group, opera di chiarezza intellettuale assoluta. Assai più evidente è la filigrana dell’idea stessa di geometria che entra in gioco in Sfera n. 1. La figura della sfera evoca una vicenda simbolicamente densissima, e in odore di sacro, che trascorre da Senofane e Parmenide a Cusano e Pascal. Per un artista, essa s’intreccia con gli umori metafisici, di ricerca di un possibile della perfezione, dell’avanguardia storica: Brancusi, ancora, su tutti. Pomodoro affronta in questo caso una questione diametralmente opposta a quella del rilievo prevalentemente bidimensionale. Né, laicissimo, dimostra interessi particolari per le filigrane sacrali del tema. Ciò che gli importa è vincere la separatezza astratta del volume perfetto dal suo spazio e dal suo tempo, minarne la plenitudine e l’autorevolezza straniata, porre al centro non l’assolutezza dell’apparire della superficie ma il formarsi interno brulicante, la corporeità in divenire. La forma convenzionalmente perfetta è assunta non come un “a tendere”, ma per scavarne la contraddizione definitiva. Dice Pomodoro: “a lavorare è il tarlo dentro la forma, il dubbio della forma. Nulla è perfetto: questa è la vera questione della scultura”. 16


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aspiration, but to reveal its definitive contradictions. Pomodoro says: “what is at work here is the worm within the form, the doubt within the form. Nothing is perfect: this is the true point of the sculpture”. And so the dense lines, which alter the apparent formal perfection, do not serve so much as erosions of an extant completeness, but rather as revelations – dramatic revelations, certainly – of the internal mechanism of generation of the form itself, which involves impurities, densely packed and sometimes unpredictable patterns, which are often inscrutable: and time, and physiology of space and body. Lancia di luce, II, refers to a potential third geometry. It is that of the futurist dynamis, of spatial overtone intertwined with fluid disproportion, almost as though the ancient model of menhir, which represents centre and stasis, has been transformed into a wedge that seeks, in Tatlinian style, to penetrate the sky from the ground, in an infinitely historical endeavour. The notion of the dynamics of forms, of breaking pre-established equilibriums to discover others, capable of energetically activating the entire space, openly alludes to the great futurist dream, although devoid of all linguistic derivation: it is no coincidence that shortly prior to Lancia di luce, II, came the extraordinary Colpo d’ala. Omaggio a Boccioni. [Wing-beat. Homage to Boccioni.] The effort made with the open and closed spiral, the cone, the wedge, the pursuit for equilibria arising from contrasting tensions, lends an anxious sense of transitoriness to the formal stability, which only Pomodoro, with his intimately Renaissance spirit, could succeed in restoring to perfect, intimate commensuratio. It emerges clearly, from the discussion thus far, that the artist is in no way concerned with aligning himself with pre-established formulae of sculpture, or with offering unequivocal responses regarding the boundaries of what sculpture can be. Imbued from the outset with utmost levels of physicality, of historical presence, Pomodoro’s sculptural practice shows little concern for the system of appearances. This exists, and it exists superbly in the world, but only for the purposes of captivating the spectator on the first

Dunque le tracce fitte che alterano la perfezione formale presunta non valgono tanto come erosioni di una compiutezza data per esistente, e piuttosto come svelamenti, svelamenti drammatici certo, del meccanismo interno di generazione della forma stessa, che comporta impurità, articolazione fitta e talora impreventiva, spesso imperscrutabile: e tempo, e fisiologia di spazio e corpo. Lancia di luce, II, indica un terzo possibile geometrico. È quello della dynamis futurista, del sovratono spaziale innescato da una dismisura plastica, quasi che il modello antico del menhir, che indica centro e stasi, si trasformasse in cuneo che dalla terra aspiri a configgersi, tatlinianamente, in cielo, in un tentativo tutto storico di infinito. La questione della dinamica delle forme, del rompere equilibri preventivi per ritrovarne altri, in grado di attivare energeticamente lo spazio tutto, riporta apertamente al grande sogno futurista, pur in assenza d’ogni derivazione linguistica: non è un caso che di poco precedente a Lancia di luce, II, sia la straordinaria Colpo d’ala. Omaggio a Boccioni. Il lavorio sulla spirale aperta e chiusa, sul cono, sul cuneo, sulla ricerca di equilibri nati per contrapposto di tensioni, genera una sorta di transitorietà ansiosa della stabilità formale, che solo lo spirito intimamente rinascimentale di Pomodoro riporta a un compimento di perfetta, intima commensuratio. Da tutto quanto detto sinora emerge in modo molto netto che una delle preoccupazioni minori dell’artista è identificarsi in una formulazione predeterminata dello sculturale, e ugualmente di offrire risposte univoche in ordine al perimetro di ciò che si voglia scultura. Dotata per le sue stesse origini del massimo di fisicità, di presenza storica, la scultura che Pomodoro pratica poco si preoccupa del sistema delle apparenze. Esiste, ed esiste sontuosamente al mondo, ma solo per coinvolgere lo spettatore nel primo elementare livello di captazione sensibile. Del resto essa declina una forma affatto autonoma di monumentalità. L’asserzione potente del suo apparire nello spazio riguarda tanto le dimensioni grandissime, attraverso le quali l’artista si confronta concretamente con i luoghi dell’architettonico e del naturale, quanto le ridotte: perché in lui non è 18


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elementary level of response. It also exists as a form that is decidedly far removed from monumentalism. The powerful assertion of its appearance within the space relates to its large-scale dimensions – by way of which the artist interacts in a concrete way with architectonic and natural sites – but also to its small-scale dimensions: because in his case it is never a matter of size, but rather of proportion, of internal metric reason, and of organicness that becomes body, full body, furnished with intimate completeness, arising from an entirely internal need. In other words, this work is certainly great, but this is due to the fierce logic of formation, which goes beyond considerations of external dimensions. Monere, the etymological forebear of monument, is evoked in these works as part of a desire for intellectual engagement, which is somewhat inevitable: to enter into their world means to involuntarily retrace their entire genetic journey, to participate in their doubting and interrogative substance, to come to ask oneself what form, what space, what sign inhabits them. The artist’s intention is clear: this sculpture “assumes the space, it becomes its signal, which brings with it other signs. My sculpture does not celebrate, rather it signifies, space, time, essential values”. Time, then. In Pomodoro’s work, this is a highly complex theme. Long before 1978 when he spoke openly of his “temporal, rather than spatial, sculpture”, this characteristic was noted, precociously, by Giulio Carlo Argan who, at the inauguration in 1961 of the Continuità group, of which the artist was a leading contributor, identified, as a typical characteristic of Pomodoro’s world, the “extension, limitless expansion of the fluid nucleus into the space or, rather, the dissolution of limits, of the spatial structure in the continuous extension of the material”. Elsewhere, the scholar theorised that “the opposite of representation, or form – understood as catharsis – is not the fragment, but rather the continuum: indeed form is limit, continuum is absence, with no determination of limit”. The creator’s temporality becomes that of reading, and the process of growing awareness that accompanies this in the viewer’s mind, even in his most extrovertly large and geometrically complex works. The coup d’oeil,

questione, mai, di misura, ma sempre di proporzione, di ragione metrica interna, e di un’organicità che si fa corpo, corpo pieno e dotato d’intimo compimento, in forza d’una necessità tutta interna. In altri termini, questo suo è certo un far grande, ma per via di agguerrita logica di formazione, al di là d’ogni considerazione dimensionale esteriore. Del monere cui si richiama l’etimo di monumento, è sottesa a queste opere una volontà di ingaggio intellettuale in qualche modo ineludibile: entrare nel loro mondo significa ripercorrere involutivamente il loro corso genetico tutto, farsi partecipi della loro sostanza dubitante e interrogativa, giungere a chiedersi che forma, che spazio, che segno le abitino. Chiaro è l’intendimento dell’artista: questa scultura “assume lo spazio, se ne fa segnale, che porta altri segni. La mia scultura non celebra, significa piuttosto, lo spazio, il tempo, valori essenziali”. Il tempo, dunque. Nel fare di Pomodoro si tratta di un tema ad altissimo grado di problematicità. Ben prima che nel 1978, quando parlò apertamente della sua “scultura temporale più che spaziale”, se ne avvide precocemente Giulio Carlo Argan quando, tenendo a battesimo nel 1961 l’incubante gruppo di Continuità, del quale l’artista è stato uno dei principali animatori, individuò un carattere tipico di Pomodoro nel “prolungamento, l’espansione illimitata del nucleo plastico nello spazio, o, piuttosto, la dissoluzione del limite, della struttura spaziale nella estensione continua della materia”: altrove lo studioso teorizza che “l’opposto della rappresentazione o della forma, intese come catarsi, non è il frammento, è il continuo: infatti la forma è limite, il continuo è assenza, indeterminazione del limite” . La temporalità del fare da parte dell’autore diventa quella del leggere, e del processo di presa di coscienza che l’accompagna nell’animo dello spettatore, anche quando si tratti delle opere più estroversamente spaziose e geometricamente articolate. Il coup d’oeil, l’effetto primario è, s’è detto, solo un innesco. Poi lo sguardo deve farsi per forza allentato, ravvicinato sino a sentirsi intimo, assaporando come fattore identificativo della forma proprio tale necessario doppio registro. Il dipanarsi fluente dei segni, degli accidenti visivi animati 20


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the initial effect is, indeed, just a trigger. Then the gaze necessarily relaxes, moving closer, to the point of intimacy, experiencing that necessary double register as an identifying factor of the form. The fluent unravelling of signs, of visual accidents animated by luminous incidences, becomes an indeterminate continuum, even for the eye, drawn to engage in an inevitable intellectual and psychological change of scale. That this process of reading the work, in an appropriate sense, is a crucial formative requirement for Pomodoro, is evinced by the fact that he operates in an intermediate zone between the fluid consistency of the statements, and the filigree of the surface page which is always present. It is this essential shared origin which unites sculpture and print for the artist, and which led him to engage in avantgarde and valuable experimentation in the field of publishing art. If the sense of the page emerges clearly from the fluid surfaces, the entirely material, physical intention of the tactile nature of the surface of the page created by Pomodoro in his fervid endeavours with engravings is no less clear: these are genuine, independent, accomplished works which bear no relation to the “lesser” stylistic features that often characterise the discipline. A number of extraordinary series, ranging from the illustrations in Cronaca and Lettere, 1977, to Frammenti in honour of Emilio Villa, 2004, not to mention the pivotal De-cantare Urbino by Miklos N. Varga, an artist’s book published in 1985, and La gioia delle rose e del cielo by Attilio Bertolucci, 1993, bring the sign to life, making it corporeal, and restoring that physiological auscultation to paper of which we are deprived, within the boundaries of our standard expectations, in favour of the stereotype of blankness, of anonymous abstraction, which can be exchanged for the immateriality of the electronic screen. Paper too is material, for Pomodoro: extension, substance. And here too, the reasons are the same as those that inspire the imposing sculptures that inhabit the city: reasons of sign, reasons of form, reasons of space, reasons of time.

dalle incidenze luminose, si fa continuum indeterminato anche sul piano della frequentazione dell’occhio, indotto a un cambio di scala intellettuale e psicologico ineludibile. Che la lettura, in senso appropriato, dell’opera sia una necessità che Pomodoro assume come fattore formativo cruciale, è detto da quel suo agire in una zona intermedia tra la consistenza plastica degli enunciati e la filigrana di pagina della superficie, comunque sempre presente. È questa congeneità essenziale che rende peraltro affini, nel fare dell’artista, la scultura e l’arte a stampa, ad averlo condotto a sperimentazioni pionieristiche e preziose anche nell’arte del libro. Se un aroma di pagina è ben avvertibile nelle superfici plastiche, non meno è esplicito l’intendimento tutto materiale, fisico, della tattilità della superficie del foglio che Pomodoro fa emergere nelle sue fervide prove calcografiche, vere e proprie opere autonome e alte che nulla hanno a che spartire con l’edizione “in minore” di stilemi altrimenti maturati spesso riservata a questa disciplina. Alcune serie straordinarie, dai fogli di Cronaca e delle Lettere, 1977, a quelli dei Frammenti in omaggio a Emilio Villa, 2004, per non dire dei capisaldi di Decantare Urbino di Miklos N. Varga, libro d’artista del 1985, e di La gioia delle rose e del cielo di Attilio Bertolucci, 1993, reificano il segno e lo rendono corpo, restituendo alla carta quell’auscultazione fisiologica che nei nostri ordinari orizzonti d’attesa le sono negati in favore dello stereotipo della blankness, di un’astrattezza deidentificata barattabile con l’immaterialità dello schermo elettronico. Anche la carta è materia, per Pomodoro: estensione, sostanza. Anche qui, come nelle sculture imponenti che abitano la città, agiscono le stesse ragioni di sempre: ragioni di segno, ragioni di forma, ragioni di spazio, ragioni di tempo.

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Rive dei mari. La forma del nostro destino Sea-shores. The shape of our destiny Gino Fienga

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sÏ qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Do not ask us for the formula that can open worlds for you, just some twisted syllable, dry as a branch. Today we can only tell you this, what we are not, what we do not want. Eugenio Montale Non chiederci la parola | Do not ask us for the word


S

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embra il momento di ricominciare, una riga dopo l’altra, a raccontare quel viaggio all’interno della materia e dell’essenza dell’uomo cominciato secoli fa nella notte da cui tutti veniamo; dalla riva di una spiaggia dove il rifluire delle onde sulla battigia restituisce piccoli e affusolati simboli bianchi, forme incorruttibili ed eterne. Lembo mediterraneo, dove le onde si trasformano in lento rincorrersi di voci che anziché riempire il silenzio portano via ogni suono, allontanandosi e lasciandosi dietro solo il vuoto. È il silenzio che diventa forma, il vuoto che diventa materia. Quelle Rive dei mari interiori, sulle quali tutti prima o poi ci sediamo a contemplare l’orizzonte della nostra vita, sono il luogo di partenza di questa storia, e quei suoni che sentiamo emergere dalle profondità custodiscono le suggestioni che levigano la memoria, rendola pura ed elementare, come l’osso di seppia. È materia dura nella quale indagare la fibra e scoprire i segni dell’origine della vita. Scoglio bianco da innalzare a scudo che come un’arcaica maschera tribale si erge a protettore dei viaggi notturni fra gli spostamenti inconsci dei nostri impulsi e dei sogni rimossi.

t seems appropriate to begin once again, line by line, to tell the story of that journey through material and through the essence of man, which began centuries ago in the night from which we all came; on the shore where the ebb of the waves on the water’s edge brought with it small, tapered, white symbols, incorruptible and eternal forms. It’s the edge of the Mediterranean, where the waves transform into a slow series of voices, which, rather than filling the silence, remove all sound before moving on and leaving behind only emptiness. Silence becomes form, emptiness becomes material. Those inner Sea Shores on which we all sit, sooner or later, to contemplate the horizon of our lives, are the point of departure for this story, and those sounds that we hear emerging from the depths safeguard the allusions that polish our memories, making them pure and elemental like a cuttlefish bone. A hard material, in which we can examine the fibres, and discover the signs of the origin of life. A white cliff, to be raised as a shield, which emerges, as an ancient tribal mask, to provide protection on nocturnal journeys among the unconscious movements of our impulses and our repressed dreams.

L’uomo e l’artista lungo il corso della vita lentamente si fondono con la forma del proprio destino, lasciando incisi nel passato segni che ritornano in continuazione, diventando labirinto senza fine, prigione magica costellata di crepe. Il labirinto di Arnaldo Pomodoro comincia proprio qui, nei primi segni scavati nell’osso con pazienza di cesellatore. Ma presto l’osso stesso da mezzo diventa fine, conservandone fascino e suggestione, e lasciando all’artista il gesto del togliere. Quella di Pomodoro è una ricerca cominciata ‘dentro’, sottraendo materia, non occupando spazio, ma dando dimensione al vuoto. Dimensione che si è fatta ‘monumentale’ ma senza una diretta relazione ‘scalare’. Non si è ingigantito l’osso di seppia, ma è cresciuta l’esigenza sperimentale, forse ‘architetturale’, dello scultore. Nonostante l’evoluzione della misura, Pomodoro ha continuato a portarsi dietro la sua cifra interiore trasferendo i piccoli segni nelle grandi sculture, creando così quella scrittura

The man and the artist establish themselves gradually, over time, through the shapes of their destinies, leaving signs engraved on the past, which return continuously, becoming endless labyrinths, magic prisons dappled with fissures. It is precisely here that Arnaldo Pomodoro’s labyrinth began, with those first signs carved into the bone with the patience of an engraver. But soon, the bone itself transformed from a means to become an end, embodying appeal and allusion, and leaving the artist to perform the act of removal. Pomodoro’s is a pursuit which began ‘inside’, subtracting material, not occupying space, but conferring dimension upon the void. This dimension became ‘monumental’, but it lacks a direct ‘scalar’ relationship. The cuttlefish bone did not increase in size; rather, the sculptor’s experimental – or perhaps ‘architectural’ – need grew. Despite the evolution in terms of size, Pomodoro continued to carry with him his internal code, transferring the small signs into large 25


sculptures, and in doing so creating that continuous and mysterious writing that we perceive – perhaps for our own, erroneous, convenience – as stylistic characteristics of the artist. The error that we, the viewer, make, lies in the desire to find a formula, at all costs, within this endless syntax, that can open worlds for us; but the key that we are searching for is something which we have always carried with us, in some torn pocket of our memories, and it is the only thing capable of allowing us to access our inner world. Sculpture merely poses questions which drive us to search for responses that the work itself does not claim to provide: it asks us to seek equilibrium, to look inside ourselves, to eradicate our ego and to look through the lacerations that deepen over time; to explore our inner worlds and to set down foundations and walls that support the architecture of our lives. We shouldn’t expect, therefore, that the work itself can provide us with the word to frame our shapeless spirit on all sides; rather, we must seek the vital sense that the sculptor has in some way left in the work, has impressed upon it. While on the one hand this may resemble a disorderly and illegible maze of forms and signs, on the other it expresses the effort to extricate oneself from the infinite series of combinations and complications of modern life. An extreme act of liberty towards which we should all be inclined, but which only becomes art in the moment in which it is realized, without ever being unfaithful to one’s principles. Arnaldo Pomodoro has always represented his impressions in a lively, and sometimes perhaps ironic way, without, however, ever forgetting that shore where he first found the cuttlefish bone which he began to engrave; without ever betraying himself, without ever succumbing to the flattery of success and the market. And perhaps this story ends with this great message which we should all adopt as our own: that the shape of our destinies is always forged through our principles, our archetypes, and that groove carved into the cuttlefish bone which is the matrix of our being.

continua e misteriosa che percepiamo - forse per nostra impropria comodità - come stilema dell’artista. L’errore di noi spettatori sta nel voler trovare a tutti i costi, in questa sintassi senza fine, la formula che possa aprirci mondi; ma la chiave che cerchiamo è quella che da sempre possediamo in qualche tasca bucata della nostra memoria ed è l’unica in grado di farci accedere al nostro proprio mondo interiore; la scultura non fa altro che porci domande che ci stimolino a cercare quelle risposte che lei stessa non pretende di dare: ci chiede di cercare l’equilibrio, di leggerci dentro, di azzerare il nostro ego e di guardare nelle lacerazioni che il tempo ingigantisce; di passeggiare in un mondo interiore e di farne piante e pareti interne che sostengano l’architettura della nostra vita. Non dobbiamo pretendere quindi che sia l’opera a restituirci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe; ma dobbiamo cercare nell’opera il senso vitale che lo scultore ha lasciato, in qualche modo, impresso in essa e che, se da un lato può apparire un intrico disordinato e illegibile di forme e segni, dall’altro esprime lo sforzo di districarsi fra le infinite combinazioni e complicazioni della vita moderna. Un estremo atto di libertà verso il quale tutti noi dovremmo tendere, ma che diventa arte solo nel momento in cui si realizza senza mai venire meno alla fedeltà con i propri principi. Arnaldo Pomodoro manifesta da sempre in maniera viva, e a volte forse ironica, le sue impressioni, senza tuttavia dimenticare mai quella riva sulla quale per la prima volta ha trovato l’osso di seppia in cui cominciare a scavare; senza mai tradire se stesso, senza mai cedere alle lusinghe del successo e del mercato. E, alla fine di questo racconto, è forse questo il grande messaggio che dobbiamo fare nostro: lasciare che la forma del nostro destino si fonda sempre con i nostri principi, con i nostri archetipi, con quel solco tracciato sull’osso di seppia matrice del nostro essere.

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La mostra | The exhibition


Ho voluto mettere nell’Obelisco una presenza dei sassi e delle corde dei marinai, dei rischi e dei rifiuti del mare, dell’esperienza estrema dei pescatori. C’è un mio racconto mentale – attraverso i segni delle quattro facce – di tempi antichi, di storie di uomini e di opere, fra le tensioni delle culture e delle civiltà. I wanted the presence of stones and sailors’ ropes in the Obelisk, as well as the hazards and debris from the sea, of the desperate experience of the fishermen. It is my mental story – through the signs on the four faces – of ancient times, of stories of men and of works, between the tensions of cultures and civilizations.

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Nella Lancia di luce si può leggere, per così dire, la storia industriale dal trattamento del ferro coi suoi detriti, alla fusione dell’acciaio e alle operazioni sul materiale incandescente. L’elemento vuole essere poi un moderno segnale dalla via o dal cielo, con richiamo di luce.

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In Lance of Light, we can read, so to say, the industrial history from the treatment of iron with its debris, to the fusion of steel and to work on incandescent material. This element is also a modern signal from the street or sky, recalling light.

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Con Progressione e stasi ho tentato di esprimere il movimento in corso, non riguardo a un elemento minimo parcellare, ma riguardo all’insieme astratto, come accentuazione del disequilibrio: per dare un contrasto completo con ogni staticità o con qualunque ordine raggiunto o prevedibile. With Progression and Stasis I have tried to express movement in action, it doesn’t concern a small fractured element, but rather the abstract whole, as accentuation of the imbalance: to contrast completely with immobility or with any reached or predicted order.

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Fin da giovani siamo stati influenzati dall’idea della storia, del processo storico, del progresso. Oggi però sappiamo che nella storia ci sono anche gravi rovesciamenti o vuoti o perdite. In Novecento ciò risulta evidente, per gli incavi, i buchi, le torsioni... From youth onwards, we are influenced by the idea of history, of historical process, of progress. And today, however, we know that there are also grave reversals, or lapses, or losses in history. All of that is clear in Novecento, with its hollows, perforations, and torsions...

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Punto dello spazio si connette ai miei dischi e alle ruote, ma contiene un elemento di novità: un disco bronzeo rotante con la fascia esterna liscia e sottile. L’effetto è di estrema leggerezza: quasi un punto senza forma né peso, nonostante siano forti ed evidenti i segni che ricoprono la superficie delle due grandi facce circolari. Point of Space relates to the disks and wheels, but contains an element of novelty: a rotating bronze disk with a smooth and thin outer face. The effect is that of extreme lightness: almost a point without form or weight, despite the unmistakeable marks that cover the surfaces of the two large circular faces.

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Nelle Rive dei mari, e negli Scudi ritengo, si siano depositate sia le suggestioni dell’osso di seppia, con la sua straordinaria valenza elementare e pura, sia l’immaginario che ci viene dal mare, dal suo moto, dalla sua spiaggia - e altri motivi, la veste, la ricezione della luce, il guscio stesso come scudo, la proiezione fantastica della mente nel sonno. Sea-Shores and Shields hope to grasp the feeling of cuttle-bone, with its extraordinary implications of something pure and elementary; they likewise refer to the imagery of the sea, its movements, its beaches, and to other themes as well: clothing, sensitivity to light, the shell as shield, the dimension of imagination which the mind achieves in dream. 52


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La Colonna del viaggiatore indica il desiderio di scoprire lo spazio: c’era già stato il volo di Gagarin e, dunque, per me il viaggiatore era il novello conquistatore del cosmo. The Voyager’s Column speaks of the desire to explore and discover space. Gagarin had already gone into orbit, and I saw the “voyager” as the new conquistador of the cosmos.

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Che cosa vogliono esprimere le mie Sfere? Sono anzitutto forme perfette, magiche. Io le rompo per scoprirne, cercarne, trovarne le fermentazioni interne, misteriose e viventi, mostruose e pure: cosĂŹ provoco col lucido levigato un contrasto, una tensione discordante, una completezza fatta di incompletezze. Nello stesso atto, mi libero di una forma assoluta. La distruggo, ma insieme la moltiplico. What do my Spheres want to express? First of all they are perfect, magical forms. I break them to discover them, search them, find their mysterious and living, monstrous and pure, internal fermentations: thus, with polished shine I provoke a contrast, a discordant tension, a completion formed by incompletion. With this same act, I free myself from an absolute shape. I destroy it, but at the same time multiply it. 66


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Nella Spirale aperta il grande nastro avvolgente dove sono presenti elementi sculturali con i caratteristici segni-simboli, propri del mio linguaggio espressivo, racconta il movimento e il “divenire” costante, e racconta la dinamica di un attraversamento dello spazio che oggi è della nostra civiltà. In the Open Spiral the great enveloping tape which contains sculptural elements with characteristic signs-symbols of my own expressive language, recounts the movement and the constant “becoming”, and speaks of our civilization’s dynamic space crossing.

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Devo dire anzitutto che l’osso di seppia è molto importante per me in senso teorico e tecnico sin dall’inizio del mio lavoro d’artista, scultore e scenografo. Nel 1988 arrivo alle grandi opere grafiche che ho intitolate Sogni dove è presente la trama straordinaria dell’osso di seppia, un reperto primigenio della natura a cui devo la vitalità e la matericità delle mie superfici. First of all, I must say that cuttlebone has been really important for me, theoretically and technically, ever since I started my work as an artist, sculptor, set designer. In 1988, I created the large graphic works I called Dreams with the extraordinary cuttlebone design, a primordial item of nature to which I owe the vitality and materiality of my surfaces.

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Nelle Tracce sono partito da un'idea precisa e ho utilizzato lo stesso procedimento che uso in scultura. Ho realizzato una lastra in negativo di materiale plastico di alta resistenza, come un marchio, violento e pressante che, abbassandosi sul foglio con la forza del torchio, lo increspa di quei segni che, quasi fossero veri rilievi, conservano la forza e la severitĂ del bronzo. In Traces I started with a precise idea and used the same procedure I use for sculpture. I created a negative plate of high resistance plastic material, like a violent, pressing brand which, on lowering onto the sheet with the strength of a press, imprint its signs on it and, like true relief, preserves the strength and severity of bronze.

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Le Porte del sapere sono costituite di due elementi, ciascuno girevole su un perno e apribile in mezzo. Il senso specifico del mio linguaggio visivo, presente in quest’opera, è orientato a realizzare un nesso fra le due componenti dell'accesso umano al sapere: il sistema delle discipline da un lato, e la carica emozionale dell'individuo dall’altro.

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Doors of Knowledge consist of two elements both of which are able to open in the middle like swinging doors. The specific sense of my visual presentation is such that this work will create a message into two main components: one side presents man’s exposure to knowledge, the other the emotional burden and sense of responsability of the individual.

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Opere | Ar tworks


Sculture Sculptures

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1. Punto dello spazio 2003, bronzo e corten, ø 250 x 40 cm 2. Obelisco “Cassodoro” 1988, bronzo, 590 x 90 x 90 cm 3. Lancia di luce, II 1985, bronzo, 700 cm, sez. 120x120x120 cm 4. Novecento, studio 1999, bronzo, 300 x ø 90 cm 5. Progressione e stasi 2011, bronzo, 282 x 150 x 175 cm 6. Porte del sapere 2003, fiberglass, 320 x 260 x 45 cm 7. Spirale aperta 1998, fiberglass, 321 x ø 140 cm

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8. La Colonna del viaggiatore, 1960, I 1960, bronzo, 300 x 120 x 28 cm 9. Sfera n. 1 1963, fiberglass, ø 120 cm 10. Scudo, II 1987-1988, bronzo, 252 x 95 x 35 cm 11. Scudo, VIII 1987-1988, bronzo, 252 x 95 x 35 cm 12. Scudo (Rive dei mari) 1987-1988, bronzo, 252 x 95 x 29 cm 13. Studio per Scudi, II 1988, bronzo lucido e patinato, 68 x 97 cm

1. Point of Space 2003, bronze and corten, ø 250 x 40 cm 2. Obelisk “Cassodoro” 1988, bronze, 590 x 90 x 90 cm 3. Lance of Light, II 1985, bronze, height 700 cm, section 120x120x120 cm 4. Novecento, study 1999, bronze, 300 x ø 90 cm 5. Progression and stasis 2011, bronze, 282 x 150 x 175 cm 6. Doors of Knowledge 2003, fiberglass, 320 x 260 x 45 cm 7. Open Spiral 1998, fiberglass, 321 x ø 140 cm 8. Voyager’s Column, 1960, I 1960, bronze, 300 x 120 x 28 cm 9. Sphere n. 1 1963, fiberglass, ø 120 cm 10. Shield II, 1987-1988 bronze, 252 x 95 x 35 cm 11. Shield, VIII 1987-1988, bronze, 252 x 95 x 35 cm 12. Shield, (Sea-Shores) 1987-1988, bronze, 252 x 95 x 29 cm 13. Study for Shield, II 1988, bronze, 68 x 97 cm

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14. Sfera con perforazione 1966-1995, fiberglass, ø 100 cm 15. Stele, I, II, III 1997, bronzo, 250 x 25 x 15 cm ognuna 16. Sfera con sfera 2000, fiberglass, ø 140 cm 17. Piramide 2002, bronzo, 60 x 70 x 70 cm 18. Sfera 2004, bronzo, ø 36,5 cm 19. Cuneo con frecce, studio 2006, bronzo, 130 x 23 x 38 cm 20. Disco 2008, bronzo, ø 21 x 12 cm 21. Scudo 2010, bronzo, 74 x 25,5 x 17,5 cm

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22. Rilievo Sole 2011, bronzo, 21 x 39 cm 23. Rilievo Luna 2011, bronzo, 21 x 39 cm 24. Sfera con sfera 1963-2011, bronzo, ø 100 cm 25. Progressione e stasi, studio 2011, bronzo, 49 x 26 x 30 cm 26. Astrolabio 2011, bronzo, 44 x 49 x 51 cm 27. Sfera 2013, bronzo, ø 60 cm

14. Sphere with Perforation 1966-1995, fiberglass, ø 100 cm 15. Stele, I, II, III 1997, bronze, 250 x 25 x 15 cm each 16. Sphere within a sphere 2000, fiberglass, ø 140 cm 17. Pyramid 2002, bronze, 60 x 70 x 70 cm 18. Sphere 2004, bronze, ø 36,5 cm 19. Wedge with Arrows, study 2006, bronze, 130 x 23 x 38 cm 20. Disk 2008, bronze, ø 21 x 12 cm 21. Shield 2010, bronze, 74 x 25,5 x 17,5 cm 22. Relief “Sun” 2011, bronze, 21 x 39 cm 23. Relief “Moon” 2011, bronze, 21 x 39 cm 24. Sphere within a sphere 1963-2011, bronze, ø 100 cm 25. Progression and stasis, study 2011, bronze, 49 x 26 x 30 cm 26. Astrolabe 2011, bronze, 44 x 49 x 51 cm 27. Sphere 2013, bronze, ø 60 cm

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Grafiche Graphic works

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28. Cronaca: 2 - Gastone Novelli 1977, calcografia, 100 x 70 cm Tiratura 90 esemplari + XX prove d’artista 29. Cronaca: 3 - Ugo Mulas 1977, calcografia, 100 x 70 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 30. Cronaca: 4 - Paolo Castaldi 1977, calcografia, 100 x 70 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 31. Cronaca: 5 - Paolo Castaldi 1977, calcografia, 100 x 70 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 32. Cronaca: 6 - Francesco Leonetti 1977, calcografia, 100 x 70 cm Tiratura 90 esemplari + XX prove d’artista 33. Cronaca: 7 - Gastone Novelli 1977, calcografia, 100 x 70 cm Tiratura 70 esemplari + X prove d’artista 34. Lettera con discesa 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 35. Lettera del cuore 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista

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36. Lettera a metà 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 37. Lettera di divisione dei terreni 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 38. Lettera sbarrata 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 39. Lettera narrativa 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 40. Lettera solare 1977, calcografia, 34,5 x 24,5 cm Tiratura 90 esemplari + XV prove d’artista 28. Chronicle: 2 - Gastone Novelli 1977, embossing on paper, 100 x 70 cm Edition of 90 + XX Artist Proofs 29. Chronicle: 3 - Ugo Mulas 1977, embossing on paper, 100 x 70 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 30. Chronicle: 4 - Paolo Castaldi 1977, embossing on paper, 100 x 70 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 31. Chronicle: 5 - Paolo Castaldi 1977, embossing on paper, 100 x 70 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 32. Chronicle: 6 - Francesco Leonetti 1977, embossing on paper, 100 x 70 cm Edition of 90 + XX Artist Proofs 33. Chronicle: 7 - Gastone Novelli 1977, embossing on paper, 100 x 70 cm Edition of 70 + X Artist Proofs 34. Letter with Descent 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 35. Love Letter 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs

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36. Letter Cut in Half 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 37. Letter of Division of Land 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 38. Barred Letter 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 39. Narrative Letter 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs 40. Solar Letter 1977, embossing on paper, 34,5 x 24,5 cm Edition of 90 + XV Artist Proofs

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41. Sogno I 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 42. Sogno II 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 43. Sogno III 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 44. Sogno IV 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 45. Sogno V 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 46. Sogno VI 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 47. Sogno VII 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 48. Sogno VIII 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari 49. Sogno IX 1988-1993, calcografia, 197 x 95 cm Tiratura 30 esemplari

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50. Stele I 1999, calcografia, 138 x 68 cm Tiratura 75 esemplari + XV prove d’artista 51. Stele II 1999, calcografia, 138 x 68 cm Tiratura 75 esemplari + XV prove d’artista 52. Stele III 1999, calcografia, 138 x 68 cm Tiratura 75 esemplari + XV prove d’artista 53. Stele IV 1999, calcografia, 138 x 68 cm Tiratura 75 esemplari + XV prove d’artista

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41. Dream I 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 42. Dream II 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 43. Dream III 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 44. Dream IV 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 45. Dream V 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 46. Dream VI 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 47. Dream VII 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 48. Dream VIII 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30 49. Dream IX 1988-1993, embossing on paper, 197 x 95 cm Edition of 30

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50. Stele I 1999, embossing on paper, 138 x 68 cm Edition of 75 + XV Artist Proofs 51. Stele II 1999, embossing on paper, 138 x 68 cm Edition of 75 + XV Artist Proofs 52. Stele III 1999, embossing on paper, 138 x 68 cm Edition of 75 + XV Artist Proofs 53. Stele IV 1999, embossing on paper, 138 x 68 cm Edition of 75 + XV Artist Proofs

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71 54. 61. 68. Tracce I 1998, calcografia, 79 x 69 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista 55. 62. 69. Tracce II 1998, calcografia, 79 x 49 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista 56. 63. 70. Tracce III 1998, calcografia, 79 x 89 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista 57. 64. 71. Tracce IV 1998, calcografia, 79 x 69 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista

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58. 65. 72. Tracce V 1998, calcografia, 79 x 89 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista 59. 66. 73. Tracce VI 1998, calcografia, 79 x 49 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista 60. 67. 74. Tracce VII 1998, calcografia, 79 x 89 cm tre versioni: bianco, ruggine, nero Tiratura 30 esemplari + XII prove d’artista

54. 61. 68. Traces I 1998, embossing on paper, 79 x 69 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs 55. 62. 69. Traces II 1998, embossing on paper, 79 x 49 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs 56. 63. 70. Traces III 1998, embossing on paper, 79 x 89 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs 57. 64. 71. Traces IV 1998, embossing on paper, 79 x 69 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs

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58. 65. 72. Traces V 1998, embossing on paper, 79 x 89 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs 59. 66. 73. Traces VI 1998, embossing on paper, 79 x 49 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs 60. 67. 74. Traces VII 1998, embossing on paper, 79 x 89 cm three colors: white, rust, black Edition of 30 + XII Artist Proofs


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75. Frammento I 2004, calcografia in rilievo con lamina di piombo, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari +10 esemplari ad personam + 5 prove d’artista 76. Frammento II 2004, calcografia in rilievo, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari +10 esemplari ad personam + 5 prove d’artista 77. Frammento III 2004, calcografia in rilievo con lamina di rame, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari +11 esemplari ad personam + 4 prove d’artista 78. Frammento IV 2004, calcografia in rilievo con lamina di rame, 30 x 63 cm Tiratura IV esemplari +10 ad personam + 4 prove d’artista

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79. Frammento V 2004, calcografia in rilievo, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari +10 esemplari ad personam + 6 prove d’artista 80. Frammento VI 2004, calcografia in rilievo con lamina di rame, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari +10 esemplari ad personam + 7 prove d’artista 81. Frammento VII 2004, calcografia in rilievo con lamina di piombo, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari +10 esemplari ad personam + 9 prove d’artista 82. Impronta 2004, calcografia in rilievo, 30 x 63 cm Tiratura VI esemplari + 8 esemplari ad personam + 3 prove d’artista

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75. Fragment I 2004, embossing on paper with lead lamina, 30 x 63 cm Edition of VI + 10 ad personam + 5 Artist Proofs 76. Fragment II 2004, embossing on paper, 30 x 63 cm Edition of VI + 10 ad personam + 5 Artist Proofs 77. Fragment III 2004, embossing on paper with copper lamina, 30 x 63 cm Edition of VI + 11 ad personam + 4 Artist Proofs 78. Fragment IV 2004, embossing on paper with copper lamina, 30 x 63 cm Edition of VI + 10 ad personam + 4 Artist Proofs

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79. Fragment V 2004, embossing on paper, 30 x 63 cm Edition of VI + 10 ad personam + 6 Artist Proofs 80. Fragment VI 2004, embossing on paper with copper lamina, 30 x 63 cm Edition of VI + 10 ad personam + 7 Artist Proofs 81. Fragment VII 2004, embossing on paper with lead lamina, 30 x 63 cm Edition of VI + 10 ad personam + 9 Artist Proofs 82. Impression 2004, embossing on paper, 30 x 63 cm Edition of VI + 8 ad personam + 3 Artist Proofs

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83. Untitled 1 1996, rilievo stampato a freddo su carta fatta a mano, 80 x 80 cm Tiratura 20 esemplari + V prove d’artista 84. Untitled 2 1996, rilievo stampato a freddo su carta fatta a mano, 80 x 40 cm Tiratura 20 esemplari + V prove d’artista 85. Untitled 6 1996, rilievo stampato a freddo su carta fatta a mano, 80 x 60 cm Tiratura 20 esemplari + V prove d’artista

83. Untitled 1 1996, die stamped paper bas-relief on handmade paper, 80 x 80 cm Edition of 20 + V Artist Proofs 84. Untitled 2 1996, die stamped paper bas-relief on handmade paper, 80 x 40 cm Edition of 20 + V Artist Proofs 85. Untitled 6 1996, die stamped paper bas-relief on handmade paper, 80 x 60 cm Edition of 20 + V Artist Proofs

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De-cantare Urbino Otto poesie di Miklos N. Varga e otto incisioni di Arnaldo Pomodoro Presentazione critica di Paolo Volponi Edizione di 130 esemplari numerati 1-99, I-XXV, A-F “Ad personam” Pesaro, Edizioni della Pergola, 1985 Eight poems by Miklos N. Varga and eight etchings by Arnaldo Pomodoro Critical essay by Paolo Volponi Edition of 130 numbered 1-99, I-XXV, A-F “Ad personam” Pesaro, Edizioni della Pergola, 1985

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La gioia delle rose e del cielo Quattro poesie di Attilio Bertolucci e quattro calcografie in acquatinta, acquaforte e rilievi di Arnaldo Pomodoro Edizione di 100 esemplari numerati 1-75 e I-XXV Belluno, Edizioni Proposte d’Arte Colophon Roma, Vigna Antoniniana-Stamperia d’Arte, 1993 Four poems by Attilio Bertolucci and four etchings by Arnaldo Pomodoro Edition of 100 numbered 1-75 e I-XXV Belluno, Edizioni Proposte d’Arte Colophon Roma, Vigna Antoniniana-Stamperia d’Arte, 1993

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Apparati | Appendix


Arnaldo Pomodoro Biografia | Biography


Arnaldo Pomodoro nasce a Morciano di Romagna il 23 giugno. Dopo pochi mesi la famiglia si sposta a Orciano di Pesaro, nelle Marche, dove Arnaldo trascorre l’infanzia.

1926

1937

Arnaldo Pomodoro was born in Morciano di Romagna on 23rd June. A few months later the family moves to Orciano di Pesaro, in the Province of the Marche Region, where he spends his childhood.

Arnaldo takes up residence in Rimini, so as to continue with his schooling. After finishing junior high school, he enters the Technical Institute for surveyors. 1944 - 1948 Back to Orciano. Passionate interest in contemporary authors, Al passaggio del fronte ritorna a Orciano. Si appassiona alla both foreign and Italian, leads especially to the reading of lettura di autori contemporanei italiani e stranieri, fra cui, in Vittorini, Pavese, Hemingway, Faulkner, Steinbeck and particolare, Vittorini, Pavese, Hemingway, Faulkner, Steinbeck, Fitzgerald. Once the war is over, he receives his diploma as a Fitzgerald. Conclusa la guerra, ottiene il diploma di geometra e builder and surveyor and enrolls at the Business School of the si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio dell’università University of Bologna. He is employed by the Pesaro Department di Bologna. Lavora al Genio Civile di Pesaro, con incarico di of Civil Engineering, as a consultant for the reconstruction of consulenza per la ricostruzione di edifici pubblici; continua public buildings, and continues to hold this post until 1957. He questo lavoro fino al 1957. Conosce così con partecipazione is thus directly involved in the socio-economic realities which diretta la realtà italiana del dopoguerra. Italy faced in the period of postwar recovery. 1949 - 1952 He studies at the Pesaro Art Academy, largely focusing his interest Frequenta l’Istituto d’Arte di Pesaro, precisando il suo interesse on stage design, and meanwhile reads both classical and modern per la scenografia. Legge testi teatrali classici e moderni (Eschilo, drama (Aeschylus, Sartre, Brecht). He starts to create his first Sartre, Brecht). Inizia a creare i primi gioielli con la tecnica di jewels, casting with cuttlefish bone, a technique learnt in the fusione in negativo su osso di seppia, appresa nella bottega di goldsmiths’ workshops in Pesaro. Together with his brother Gio' un orafo pesarese. Insieme al fratello Gio’ e a Giorgio Perfetti and Giorgio Perfetti, in 1952 he forms the 3P group and with forma, nel 1952, il gruppo 3P, e con loro realizza gioielli, monili them creates jewelry, pendants and articles of every day use. e oggetti d’uso. 1953 - 1955 He takes part in a stage-design competition promoted by Anton Partecipa a un concorso di scenografia promosso da Anton Giulio Bragaglia and is awarded second prize. Giulio Bragaglia e ottiene il secondo premio. Nel 1954, con una In 1954, he is again awarded a prize, this time for his sets for scenografia per Santa Giovanna dei Macelli di Brecht, ottiene un Bertolt Brecht’s Saint Joan of the Stockyards. Moves to Milan. altro premio. Si trasferisce a Milano: amicizia con Fontana, Baj, Becomes friends with Fontana, Baj, Dangelo, Milani, Sanesi, Dangelo, Milani, Sanesi, Mulas e altri artisti e uomini di cultura. Mulas and other artists and persons of culture. Invited to È invitato alla Triennale. Prime mostre, insieme al fratello Gio’, the Milan Triennale. His first exhibitions, along with his alla Galleria Numero di Firenze e alla Galleria Montenapoleone brother Gio’, at Galleria Numero, in Florence, and at Galleria 6a di Milano. Nel 1955 Leonardo Sinisgalli presenta il gruppo Montenapoleone 6a, in Milan. 3P a Roma alla Galleria l’Obelisco. Incontro con Igor Stravinskij, In 1955 Leonardo Sinisgalli presents the 3P Group in Rome at Alberto Burri, Emilio Villa e Asger Jorn del Gruppo CoBrA. Galleria l’Obelisco. Altra mostra del gruppo al Cavallino di Venezia presentata da He makes the acquaintance of Igor Stravinskij, Alberto Burri, Marco Valsecchi. Nello stesso anno Arnaldo espone le prime Emilio Villa and Asger Jorn of the CoBrA Group. Another opere di scultura in una personale alla Galleria del Naviglio di exhibition takes place at Galleria del Cavallino in Venice, Milano. curated by Marco Valsecchi. His first sculptures are exhibited in a one-man exhibition at the Galleria del Naviglio, in Milan. 1956 - 1959 The collaboration with 3P ends. He is invited to the Venice Si conclude l’esperienza del gruppo 3P. È invitato alla Biennale Biennale, together with his brother Gio’. The poet Alfonso di Venezia insieme al fratello Gio’. Il poeta Alfonso Gatto Gatto presents one of their exhibitions at Cavallino in Venice, presenta una loro mostra al Cavallino di Venezia: incontro con at Galleria del Cavallino: meetings with Emilio Vedova and Emilio Vedova e Giuseppe Santomaso. Primo viaggio a Parigi. Giuseppe Santomaso. His first trip to Paris. His reading now Letture di T.S. Eliot, Franz Kafka e Søren Kierkegaard, sulla cui centres on T.S. Eliot, Franz Kafka and Søren Kierkegaard, whose opera Arnaldo prepara una serie di rilievi. Guido Ballo inizia lo work provides the inspiration for a series of reliefs. Guido Ballo studio sistematico del suo lavoro: nel 1957 presenta a Torino la begins a systematic study of his work and in 1957 curates the mostra dal titolo “Terre e Metalli” e a Roma la nuova mostra exhibition, in Turin, entitled “Terre e Metalli”, as well as the all’Obelisco. Ottiene la medaglia d’argento alla XI Triennale di new exhibition of his work at Galleria l’Obelisco in Rome. He Milano. Importanti gli incontri con Alberto Giacometti a Parigi Si trasferisce a Rimini per proseguire gli studi. Frequenta la scuola media e poi l’Istituto Tecnico per geometri.

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receives the Silver Medal awarded by the 11th Milan Triennial. Important encounters with Alberto Giacometti, in Paris, and with Fernanda Pivano and Ettore Sottsass, in Milan. The artistic research of Gio’ and Arnaldo, after first being shared although with different potential developments, is now clearly different. In 1958, he exhibits in Cologne (Kölnischer Kunstverein), Düsseldorf (Galerie 22), and Brussels (Galerie Helios Art). In 1959, a study grant from the Ministry of Foreign Affairs permits him to make his first trip to the United States. He receives the Book Prize at Padua’s Exhibition of Small Bronzes. In 1959, he creates his first Voyager’s Column. 1960 - 1963 He is awarded the prize - ex aequo with Garelli - of the 7th Ottiene, ex aequo con Garelli, il premio della VIII Mostra National Exhibition of the Figurative Arts in Spoleto. In 1961 Nazionale di Arti Figurative di Spoleto e nel 1961 il secondo he receives the second prize at Gubbio’s 1st Biennial of the Arts premio alla I Biennale d’Arte del Metallo di Gubbio. of Metal. In occasione del “Festival dei due mondi” di Spoleto, nel 1962, On the occasion in 1962 of the “Festival dei due mondi” in nella mostra “Sculture nella città” organizzata da Giovanni Spoleto, in the exhibition “Sculture nella città”, organized by Carandente, Arnaldo presenta un’opera in ferro, Colonna del Giovanni Carandente, Arnaldo presents a work in iron, Voyager’s viaggiatore alta 5,60 metri, che segna il suo passaggio alla scultura Column (a cylinder, 5,60 metres high and 60 centimetres volumetrica. Mostre a Los Angeles alla Felix Landau Gallery, diameter) that marks his passage to volumetric sculpture. poi a Parigi alla Galerie Internationale d’Art Contemporain e a Exhibitions at the Felix Landau Gallery in Los Angeles, at the Ginevra al Musée de l’Athénée. Realizza per la città di Colonia Galerie Internationale d’Art Contemporain in Paris and at the un grande murale, Omaggio alla civiltà tecnologica, sulla facciata Musée de l’Athénée in Geneva. Creates the large-scale mural for della Volkshochschule. the City of Cologne, Homage to Technological Civilization on the Realizza nel 1963 la sua prima Sfera. Riceve il Premio façade of the Volkshochschule. Internazionale per la Scultura alla Biennale di San Paolo del He creates his first Sphere in 1963. He is awarded the International Brasile. Sculpture Prize at the Biennial of São Paulo, in Brazil. e con Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass a Milano. La ricerca artistica di Arnaldo e Gio’, dopo un inizio condiviso ma certo già sentito con diversi sviluppi potenziali, è ormai nettamente differenziata. Nel 1958 espone a Colonia (Kölnischer Kunstverein), Düsseldorf (Galerie 22), Bruxelles (Galerie Helios Art). Un premio di studio del Ministero degli Affari Esteri gli consente il primo viaggio negli Stati Uniti nel 1959. Realizza la prima Colonna del viaggiatore.

1964 - 1966 In 1964 he has a one-man room at the 32nd Venice Biennale, Ha una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia, dove where he is also awarded Italy’s National Sculpture Prize. ottiene il Premio Nazionale di Scultura. Qui, come a San Here again, as before in São Paulo, the most notable works Paolo, sono significative le sfere e le colonne fuse in bronzo con are his spheres and columns in molten bronze with interior perforazioni e lacerazioni interne: Gillo Dorfles in uno scritto ne perforations and lacerations. Gillo Dorfles dedicates a text to definisce la spazialità negativa. their exploration of negative space. Exhibitions in Rome at the Mostre alla Galleria Marlborough di Roma, al Musée des BeauxMarlborough Gallery, in La Chaux-de-Fonds at the Musée des Arts di La Chaux-de-Fonds e alla Marlborough Gallery di New Beaux-Arts, and in New York at the Marlborough Gallery. On York. In occasione di questa esposizione Frank O’Hara gli dedica the occasion of this last exhibition, Frank O’Hara dedicates a una poesia e la rivista “Time” pubblica una recensione di grande poem to the work, and “Time” magazine publishes an excellent rilievo. Nel 1966 la Stanford University lo invita come artist in critical review. residence. Amicizia con i poeti della generazione Beat, da Allen In 1966, he is invited to Stanford University as “artist in Ginsberg a Gregory Corso. residence”. He becomes friends with the poets of the Beat Generation, from Allen Ginsberg to Gregory Corso. 1967 - 1969 The Large Sphere sculpture (3,50 metres diameter) is exhibited La scultura Sfera grande (3,50 metri di diametro), esposta sul on the roof of the Italian Pavilion at the Montreal Expo, and tetto del padiglione italiano dell’Expo a Montreal, viene collocata then later permanently sited in Rome, in the square before a Roma di fronte al Ministero degli Affari Esteri: è questa l’opera the Ministry of Foreign Affairs: this is the work that marks che segna il passaggio alla grande dimensione. Riceve il Premio the passage to large-scale sculpture. He is the recipient of the Internazionale di Scultura del Carnegie Institute di Pittsburgh, International Sculpture Prize, awarded by the Carnegie Institute insieme a Josef Albers, Francis Bacon, Victor De Vasarely, Joan in Pittsburgh along with Josef Albers, Francis Bacon, Victor De Miró, Eduardo Paolozzi. Vasarely, Joan Miró ed Eduardo Paolozzi. Nel 1968 è invitato come visiting professor alla Berkeley In 1968 he is invited to assume the post of Visiting Professor at University. Realizza per la sede dell’Ambasciata italiana a Tokyo Berkeley University. He creates a large bas-relief for the Italian un grande bassorilievo. Embassy in Tokyo. Nel 1969 per la Financial Plaza of the Pacific di Honolulu

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1961. Arnaldo Pomodoro di fronte al suo studio di Via Orti, Milano con l’opera La ruota. 1961. Arnaldo Pomodoro in front of his studio in Via Orti, Milan with the artwork The wheel.

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In 1969 he creates three columns for the Financial Plaza of Honolulu, placed in the square at the front entrance to the bank. 1970 - 1972 He again teaches at Berkeley, which also becomes the starting Parte dalla Berkeley University una grande mostra itinerante che point for a large travelling exhibition that reaches San Diego, toccherà San Diego, Portland, Austin, Hartford. Nel 1971 altra Portland, Oregon, Austin, Texas, and Hartford, Connecticut. mostra di sculture all’aperto, nelle piazze e nelle vie di Pesaro. Another large-scale open-air exhibition takes place in 1971 in the Su commissione del Comune di Modena realizza l’opera Una street and squares of Pesaro. The City of Modena commissions battaglia: per i partigiani, in ricordo della Resistenza, collocata the work A Battle: for the Partisans, in memory of the Resistance, nel cimitero di San Cataldo. placed in the San Cataldo cemetery. Torna, dopo molto tempo, alla scenografia con Luca Ronconi After a long absence, he returns to stage design with Luca Ronconi’s per Das Käthchen von Heilbronn di Kleist, messo in scena a production of Kleist’s Das Käthchen von Heilbronn, which is Zurigo nel 1972. Per la nuova sede della Mondadori a Segrate, produced in Zürich in 1972. For the Milanese headquarters of progettata da Oscar Niemeyer, realizza la scultura Colonna a the Mondadori publishing company, in Segrate, he creates the grandi fogli. Mostre a Monaco e a Francoforte. A Darmstadt sculpture Column of Large Plates. He exhibits in Munich, and at viene allestita una mostra con trenta opere collocate in diversi Frankfurt. At Darmstadt an exhibition is organized, promoted spazi della città: alla chiusura restano a Darmstadt il Grande by the council and curated by Bernd Krimmel with thirty works disco, installato poi su uno specchio d’acqua, di fronte allo placed in different spaces in the city. At the end of the event the Staatstheater e la Grande tavola della memoria, collocata nel Large Disk - which will be permanently installed on a sheet of foyer dello stesso teatro. water in front of the Staastheater on 16 October 1974 - and the Large Table of Memory placed in the foyer of the theatre, remain in Darmstadt. 1973 - 1975 He wins a competition for the enlargement of the Urbino Vince un concorso per l’ampliamento del cimitero di Urbino. cemetery. The highly innovative project, of a road cut into a hill L’innovativo progetto di una via tracciata dentro la collina del in the countryside around Urbino, is highly praised by planners, paesaggio urbinate suscita l’apprezzamento di urbanisti, architetti architects and art critics and opens a lively debate that divides e critici d’arte e apre un acceso dibattito che divide il mondo the Italian cultural world; the project is never realized. della cultura italiana: il progetto non verrà poi realizzato. The American critic Sam Hunter helps him to prepare an Prepara una mostra antologica con una settantina di opere, che anthological exhibition of works, with seventy works, which ha luogo alla Rotonda della Besana di Milano, curata dal critico is presented in Milan at the Rotonda della Besana, installed americano Sam Hunter, con allestimento di Ettore Sottsass e by Ettore Sottsass and with a catalogue edited by Massimo catalogo di Massimo Vignelli. Vignelli. È del 1975 una delle sue opere fondamentali, la grande scultura 1975 is the year of one of his most essential works, the great ambientale: The Pietrarubbia Group. environmental sculpture: The Pietrarubbia Group. 1976 - 1978 He holds a large retrospective show, curated by Jean-Louis Nel Musée d’Art Moderne de la Ville, a Parigi, si tiene una grande Schefer, in Paris at the Musée d’Art Moderne de la Ville and The mostra complessiva curata da Jean-Louis Schefer, e l’opera The Pietrarubbia Group is exhibited at the Marconi Studio in Milan. Pietrarubbia Group viene esposta allo Studio Marconi di Milano. The Stamperia 2RC helps him to realize a series of graphic Con la stamperia 2RC realizza una serie di opere grafiche con works in various techniques of aquatint with interventions in tecniche varie di acquatinta e interventi a rilievo in calcografia, chalcography; the works are examined and interpreted by the studiate e interpretate dal critico Giovanni Carandente ed esposte critic Giovanni Carandente. In 1978 the exhibition of the new nel 1978 a Milano, Roma, Genova, Ivrea e più tardi alla Galerie graphic works, is presented in Milan, Roma, Genoa, Ivrea and de Saint Pères di Parigi e alla Wirtz Gallery di San Francisco. Si later at the Galerie de Saint Pères in Paris and at the Wirtz Gallery tiene anche una mostra nella Georgia State University ad Atlanta, in San Francisco. There is also an exhibition in the Georgia State che prosegue a Caracas. University in Atlanta, that continues in Caracas. 1979 - 1981 In 1979, at the invitation of Mills College, in Oakland, Su invito del Mills College di Oakland, California, riprende California, he returns to teaching in the United States (until a insegnare negli Stati Uniti (fino al 1984). Realizza le prime 1984). He designs and realizes his first Sky Shafts. Aste cielari. Nel 1980 una mostra di progetti, intitolata “Le In 1980, an exhibition of projects, entitled “Le invenzioni di invenzioni di Arnaldo”, ha luogo alla Galleria di Franca Mancini Arnaldo”, is held in Pesaro at Galleria di Franca Mancini, and a Pesaro e successivamente a Bruxelles, a Berkeley, a Milano e then later in Brussels, Berkeley, Milan, and Paris. a Parigi. Nel 1981 ottiene in Giappone all’Hakone Open-Air In 1981 he receives the Henry Moore Grand Prize, awarded by Museum il Gran Premio Henry Moore. Espone a San Francisco realizza tre colonne collocate nella piazza di fronte all’entrata della banca.

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1984. Forte di Belvedere, Firenze. Installazione dell’opera Triade. 1984. Forte di Belvedere, Florence. Installation of the artwork Triad.

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the Hakone Open-Air Museum. He exhibits at the Wirtz Gallery in San Francisco, and the large-scale Triad (three columns, each 15 metres high) is installed in the PepsiCo Sculpture Gardens, in Purchase, New York. 1982 - 1983 He creates an imposing group of sculptures - Pillars for Realizza sulla piazza Amalienborg di Copenaghen, nei giardini Amaliehaven - in Copenhagen’s Amalienborg Square, in the di fronte al Palazzo Reale, un imponente gruppo di sculture gardens in front of the Royal Palace, as well as two large fountains Pillari per Amaliehaven e due grandi fontane tra il giardino between the gardens and the sea. Rome’s Teatro dell’Opera e il mare. Riceve dal Teatro dell’Opera di Roma l’incarico di invites him to design and create the sets and costumes for realizzare scene e costumi per Semiramide di Rossini. Viene Rossini’s Semiramide. pubblicata negli Stati Uniti la monografia Arnaldo Pomodoro di Sam Hunter’s monograph, Arnaldo Pomodoro, is published in Sam Hunter (Abbeville Press). Gli viene conferita la medaglia the United States by Abbeville Press. The City of Milan awards d’oro di “Benemerenza Civica” del Comune di Milano. him its Gold Prize for “Civic Distinction”. Progetta le macchine sceniche per l’Orestea di Eschilo nella He designs the sets and scenic machines for Aeschylus’ Oresteia, versione in siciliano di Emilio Isgrò: le tre parti saranno as rendered in the Sicilian dialect by Emilio Isgrò: the three parts rappresentate nel 1983, 1984 e 1985 nella piazza di Gibellina are presented in 1983, 1984 and 1985 on the earthquake ruins distrutta dal terremoto. Si apre al Columbus Museum of Art of Gibellina’s central square. The travelling exhibition “Arnaldo (Ohio) la mostra itinerante “Arnaldo Pomodoro: A Quarter Pomodoro: A Quarter Century”, opens in Ohio at the Columbus Century”, che prosegue in importanti musei americani. Museum of Art (with a catalogue text by Mark Rosenthal), then moving on to the most important American museums. 1984 - 1985 The memorable exhibition “Luoghi Fondamentali” opens Si apre al Forte di Belvedere di Firenze la memorabile mostra in 1984, installed by Pierluigi Cerri, at the Belvedere Fort in antologica “Luoghi Fondamentali”, allestita da Pierluigi Cerri: Florence. The catalogue publishes texts by Italo Mussa, Mark in catalogo scritti di Italo Mussa, Mark Rosenthal e Jacqueline Rosenthal and Jacqueline Risset, as well as interviews by Sam Risset e due interviste a cura di Sam Hunter e Francesco Hunter and Francesco Leonetti. Leonetti. 1985 also sees exhibitions in Japan, in Tokyo and Osaka, as well Nel 1985 si tengono mostre in Giappone a Tokyo e a Osaka, as in the United States, in Santa Barbara and San Francisco. negli Stati Uniti a Santa Barbara e a San Francisco. Per le He creates the book-object De-cantare Urbino, with poetry by Edizioni della Pergola di Pesaro, realizza il libro-oggetto DeMiklos N. Varga, presented by Paolo Volponi, Edizioni della cantare Urbino, con poesie di Miklos N. Varga, presentato da Pergola, Pesaro. Paolo Volponi. 1986 - 1987 Exhibition at the Marconi Studio in Milan. Major works are Mostra allo Studio Marconi a Milano. Opere su commissione commissioned by the Sudameris Bank in São Paulo, Brazil, per la Sudameris Bank di San Paolo del Brasile, per la Berkeley by the Berkeley Library of Trinity College at the University of Library del Trinity College dell’università di Dublino e per il Dublin, and by Mills College, Oakland, California. Mills College di Oakland. He designs the sets and costumes for Christopher Marlowe’s Progetta scene e costumi per La tragedia di Didone regina di Dido, Queen of Carthage, produced in Gibellina. Cartagine di Christopher Marlowe, messa in scena a Gibellina. 1987 sees the organization of important one-man exhibitions at Nel 1987 importanti mostre personali: a New York, alla the Marisa Del Re Gallery in New York, at the Malcesine Castle Marisa Del Re Gallery, al Castello di Malcesine e al Palazzo dei by Roberto Sanesi and at Palazzo dei Diamanti in Ferrara. The Diamanti di Ferrara. Il Principato di Monaco acquista una sua Principality of Monaco purchases a large Sphere within a Sphere grande Sfera con sfera, poi collocata nei giardini della città di for the gardens of the City of Monte-Carlo. Monte Carlo. Realizza le scene e i costumi per Alceste di Gluck, Gluck’s Alcestis, produced by the City of Genoa’s Teatro messo in scena al Teatro dell’Opera di Genova. dell’Opera. 1988 - 1989 He is invited to prepare a one-man room for the 43rd Venice È invitato alla XLIII Biennale di Venezia di Giovanni Biennale, organized by Giovanni Carandente, and for the Carandente e alla mostra internazionale di scultura al World international sculpture show at the Brisbane World Expo. Expo di Brisbane. The sculpture Wing Beat, a gift of the Italian government to the Colpo d’ala, dono dell’Italia agli Stati Uniti in occasione della United States on the occasion of the commemoration of the ricorrenza del Piano Marshall, viene installato a Los Angeles. Marshall Plan, is installed in Los Angeles. Progetta scene e costumi per Oedipus Rex di Igor Stravinskij e He designs the sets and costumes for the production of Igor Jean Cocteau messo in scena sulla piazza del duomo di Siena. Stravinskij’s and Jean Cocteau’s Oedipus Rex in Siena’s Cathedral Nel 1989 l’Obelisco Cassodoro viene collocato nella piazza square. dell’isola di Lampedusa. alla Wirtz Gallery, e l’opera Triade, costituita da tre colonne alte 15 metri, viene collocata nei PepsiCo Sculpture Gardens di Purchase, New York.

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In 1989 the Cassodoro Obelisk is sited in the main square of the Island of Lampedusa. Production at Gibellina of The Passion of Cleopatra, by the Egyptian poet Ahmad Shawqi for which he planned impressive scenic machines and a series of masks and ornaments. 1990 - 1991 He donates to the CSAC of the University of Parma about Dona al CSAC dell’università di Parma una settantina di opere seventy works from between 1956 to 1960, that are presented dal 1956 al 1960, che vengono presentate in una esposizione al in an exhibition at the Palazzo Pilotta. Palazzo della Pilotta. Progetta le scene e i costumi per I paraventi He designs the scenes and costumes for the production, in di Jean Genet andato in scena a Bologna. Realizza la scultura Il Bologna, of Jean Genet’s The Screens. He creates the sculpture cercatore oscillante, di 9 metri d’altezza, che viene installata nella Rotating Drill, 9 metres high, for the Dallas headquarters of the sede della Compagnia Frito-Lay a Dallas. Frito-Lay Co. In collaborazione con il Comune di Pietrarubbia nel In collaboration with the Council of Pietrarubbia in Montefeltro, Montefeltro, con finanziamenti del Fondo Sociale Europeo e with finance from the European Social Fund and the Marche della Regione Marche, fonda il Centro TAM (Trattamento Region he founds TAM (Artistic Treatment of Metals), a school Artistico dei Metalli), una particolare scuola di perfezionamento specializing in Sculpture, jewels and design. nella scultura, nel gioiello e nel design. Riceve dalla Japan Art He is awarded the “Praemium Imperiale 1990” for sculpture by Association il Praemium Imperiale per la scultura, il più alto the Japan Art Association, the highest artistic recognition at the riconoscimento artistico a livello internazionale. international level. L’opera Sfera con sfera, di 4 metri di diametro, viene collocata nel Sphere within a Sphere, (4 metres diameter), is installed in the cortile della Pigna dei Musei Vaticani. Courtyard of the Pine Cone at the Vatican Museums. Disco solare, donato della Presidenza del Consiglio all’Unione Solar Disk a gift to the Soviet Union on behalf of the Italian Sovietica nel 1989, viene collocato a Mosca nel 1991 di fronte Prime Minister is installed in Moscow, in 1991 in front of the al Palazzo della Gioventù e successivamente spostato al museo Youth Palace and then moved to the Museum of Contemporary d’arte contemporanea della città. Art. 1992 - 1993 Trinity College of the University of Dublin awards him the Il Trinity College dell’università di Dublino gli conferisce Doctorate honoris causa in Letters. A large-scale work, entitled la laurea in Lettere honoris causa. L’opera Papyrus viene Papyrus, is designed and installed in front of the New Post and progettata e installata di fronte al Nuovo Palazzo delle Poste e Telecommunications Building at Darmstadt. He creates the sets Telecomunicazioni a Darmstadt. Progetta scene e costumi per and costumes for Bernard Marie Koltès’ In the Solitude of the Nella solitudine dei campi di cotone, di Bernard-Marie Koltès. Cotton Fields. Esce il libro L’arte lunga (Feltrinelli), un dialogo con lo scrittore A dialogue with the writer Francesco Leonetti on his experiences Francesco Leonetti sulle sue esperienze di artista. as an artist is published by Feltrinelli, under the title L’arte Progetta scene e costumi per Più grandiose dimore di Eugene lunga. O’Neill e per Oreste di Vittorio Alfieri, che vanno in scena a He designs the sets and costumes for Eugene O’Neill’s More Roma nel 1993. Viene nominato Socio Onorario dell’Accademia Stately Mansions and Vittorio Alfieri’s Oreste, both of which are di Brera. Del 1993 sono le nove opere grafiche di grandi staged in Rome in 1993. He is declared an Honorary Member dimensioni ispirate agli ossi di seppia, realizzate con tecniche of the Brera Academy. He executes nine large-scale graphic diverse (acquatinta, rilievo, collage), intitolate Sogni. Per le works, entitled Dreams, in various techniques (aquatint, relief, edizioni Proposte d’Arte Colophon di Belluno realizza il libro collage) on themes inspired by cuttlefish bone. For Proposte La gioia delle rose e del cielo con poesie di Attilio Bertolucci. d’Arte Colophon, Belluno he illustrates the poetry of Attilio Bertolucci in the book La gioia delle rose e del cielo. 1994 - 1995 The Hakone Open-Air Museum opens the exhibition “Arnaldo All’Hakone Open-Air Museum di Kanagawa si apre la mostra Pomodoro 1956-1993”, which later travels to other Japanese “Arnaldo Pomodoro 1956-1993”, che prosegue in altri musei museums. giapponesi. Al Simposio Minoa di Marsala, in Sicilia viene The Minoa Symposium, not far from Marsala, is the scene for ultimata la costruzione di Moto terreno solare, un’architetturathe construction of Earth and solar motion, an architectural scultura a forma di murale lunga 90 metri. Per incarico del sculpture in the form of a mural 90 metres long. Commissioned Comune di Rimini realizza una opera in memoria di Federico by the City of Rimini, he creates a large sculpture in memory of Fellini, La grande prua. Viene nominato Accademico di San Federico Fellini: Large Prow. He is elected Academician of the Luca. National Academy of San Luca. Nel 1995 all’Accademia di Belle Arti di Brera una mostra di In 1995, the Brera Academy of Fine Arts hosts an exhibition of progetti scenici e macchine teatrali, allestita da Pierluigi Cerri. stage-set designs and theatrical machines, installed by Pierluigi Nell’estate due mostre, al Museo della Città di Rimini e alla Messinscena, a Gibellina, della Passione di Cleopatra del poeta egiziano Ahmad Shawqi, con imponenti macchine sceniche e una serie di maschere e ornamenti.

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Cerri. The summer sees two exhibitions, curated by Renato Barilli, at the Museum of the City of Rimini, and at the Rocca Malatestiana in Cesena. He sets up the Fondazione Arnaldo Pomodoro to which he donates a significant number of his own works. Sam Hunter’s volume Arnaldo Pomodoro is published by Fabbri, Milan. An analytical study it gathers together the most beautiful images of his works. 1996 - 1997 On the occasion of the fiftieth anniversary of the founding of In occasione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione the United Nations, Sphere within a Sphere, of a diameter of dell’ONU, a New York, nel piazzale delle Nazioni Unite, viene 3,30 metres, is erected in New York in the United Nations Plaza. collocata l’opera Sfera con sfera di 3,30 metri di diametro. Personale One-man show at New York’s Marlborough Gallery presenting alla Marlborough Gallery di New York. a number of works from 1993 to 1995. Gli viene conferita dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di The President of the Italian Republic awards him the honorary Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al merito della Repubblica title of Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al merito della Italiana”. Repubblica Italiana”. Nell’estate 1997 a San Leo, nel Montefeltro, viene inaugurata In the summer of 1997, the town of San Leo, in Montefeltro, con presentazione di Achille Bonito Oliva e scritti inediti di Paolo sees the opening of an exhibition of sculptures - with a catalogue Volponi - una mostra di sculture nuove. text by Achille Bonito Oliva and previously unpublished notes All’ex convento del Carmine di Marsala viene esposta per la prima by Paolo Volponi - . volta l’opera grafica completa. Riceve l’incarico di realizzare la The complete graphic works are shown for the very first time at Croce e l’altare principale per la Nuova Aula Liturgica di Padre the former Carmine Convent in Marsala. He is commissioned Pio a San Giovanni Rotondo, progettata da Renzo Piano. Viene to realize the Cross and the high altar for the new Liturgical installata nel parco termale Negombo a Lacco Ameno, Ischia, Hall of Padre Pio in San Giovanni Rotondo, designed by the l’opera Arco-in-cielo. architect Renzo Piano. Arco-in-cielo, an arch 5 metres high and Riceve l’incarico dalla Banca d’Italia di realizzare una scultura per 10 metres wide, is installed in the marine and hydro-thermal la nuova sede di Frascati, un grande rilievo, intitolato Movimento park of the Negombo, on the Island of Ischia. in piena aria e nel profondo, inaugurato nel 1999 alla presenza del He is commissioned by the Banca d’Italia to create a sculpture for Presidente della Repubblica. its new headquarters in Frascati: a large relief entitled Movement in the Air and the Depths. The work is inaugurated in 1999, in the presence of the President of the Italian Republic. 1998 - 1999 He creates the set and costumes for Franco Scaldati’s adaptation Realizza le scene e i costumi per La tempesta di Franco Scaldati of Shakespeare’s Tempest, produced in Palermo by Cantieri da Shakespeare, messa in scena nei Cantieri culturali della Zisa Culturali della Zisa. A retrospective exhibition, curated by a Palermo. Una mostra antologica curata da Flaminio Gualdoni Flaminio Gualdoni and Riccardo Prina, is held in Varese. e Riccardo Prina ha luogo a Varese. Altre mostre a San Francisco Other exhibitions take place in San Francisco (Stephen Wirtz alla Stephen Wirtz Gallery e a Venezia alla Venice Design Art Gallery) and Venice (Venice Design Art Gallery). Gallery. Riceve l’incarico per il riallestimento della Sala d’Armi The Poldi Pezzoli Museum in Milan commissions him to del Museo Poldi Pezzoli di Milano: il suo progetto, che è redesign its ‘Armory Hall.’ His project embraces stage design, incontro tra scenografia, architettura e scultura, sarà inaugurato architecture, and sculpture, and is inaugurated in Spring 2000. nella primavera del 2000. 1999 sees Arnaldo’s first exhibition in Spain in Palma de Nel 1999 mostra a Palma di Maiorca, la prima in terra iberica. Mallorca. 2000 - 2001 Rome’s Jubilee Committee and the City of Rome commission L’Agenzia Romana per il Giubileo e il Comune di Roma gli a sculpture to install in Rome to celebrate the new millennium. commissionano una scultura da collocare a Roma, in piazza Pier Arnaldo begins to work on the plaster model for the large-scale Luigi Nervi, per celebrare il nuovo millennio. Arnaldo inizia a work 21 metres high and 7 metres wide at its base entitled lavorare al modello in gesso della grande opera Novecento (alta Novecento, that will be inaugurated on 23rd October in the 21 metri e larga alla base 7) che sarà inaugurata il 23 ottobre presence of the Mayor, the civic authorities and many critics 2004, alla presenza del sindaco, delle autorità e di numerosi and journalists. critici e giornalisti. Exhibition in the gardens of the Royal Palace at Caserta. This Mostra nel parco della Reggia di Caserta, che per la prima volta is the first occasion on which this site has hosted contemporary accoglie opere di arte contemporanea. art. Nei Frederik Meijer Sculpture Gardens di Grand Rapids, Disk in the Form of a Desert Rose, of a diameter of 3.2 metres, Michigan, viene installata l’opera Disco in forma di rosa del Rocca Malatestiana di Cesena, curate da Renato Barilli. Costituisce la Fondazione Arnaldo Pomodoro a cui dona un gruppo significativo di sue opere, e ne assume la presidenza. Esce la monografia di Sam Hunter Arnaldo Pomodoro (Fabbri Editori) che rappresenta uno studio analitico della sua ricerca e raccoglie le più belle immagini delle sue opere.

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1996. Arnaldo Pomodoro al lavoro nel suo studio di Via Vigevano, Milano. 1996. Arnaldo Pomodoro at work in his studio in Via Vigevano, Milan.

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is installed at the Frederik Meijer Sculpture Gardens, in Grand Rapids, Michigan. Two one-man shows take place in New York, at the Marlborough Gallery and at Marlborough Chelsea, where five projects for works in public spaces are presented. January 2001 sees the publication, edited by the Arnaldo Pomodoro Foundation, of Writings on the art of Arnaldo Pomodoro and a selection of the artist’s works 1955 - 2000 (Lupetti Editori di Comunicazione). He creates the sets and costumes for Bertolt Brecht’s St. Joan of the Stockyards, as performed by the inmates of the “L’Opera” theatre company, with Teresa Pomodoro as Art Director, and presented at the House of Detention at Milano-Opera. The University of Ancona awards him a Doctorate honoris causa in Civil Engineering and Architecture. 2002 - 2003 Arnaldo creates a great Radiant Crown (with a crucifixion by Realizza l’opera Corona radiante (con crocifisso di Giuseppe Giuseppe Maraniello) which is installed directly above the altar, Maraniello), che viene installata, sospesa al centro della cattedrale, in the centre of Milwaukee’s cathedral, Wisconsin. sopra l’altare, nel duomo di Milwaukee, Wisconsin. Si apre nei A retrospective exhibition including some forty works, dating Jardins du Palais-Royal di Parigi una mostra antologica con una from 1962 to 2000 opens at the Gardens of the Royal Palace quarantina di opere dal 1962 al 2000: nel catalogo scritti di in Paris. The catalogue includes texts by Jacqueline Risset and Jacqueline Risset e Pierre Restany. A Valencia, al museo Almodì, Pierre Restany. ha luogo in maggio la mostra curata da Luciano Caprile, che si May sees the opening in Valencia at the l’Almodí Museum of the sposta poi in luglio alla Llonja di Saragozza. exhibition curated by Luciano Caprile. This exhibition travels in Nel 2003 mostra personale alla Torre Guevara di Ischia. Nella July to the Llonja Palace in Zaragoza. sede dell’Unesco a Parigi, viene installata l’opera Freccia. 2003 sees the opening at the Torre Guevara in Ischia of a oneman show. The work The Arrow is placed in the Parisian seat of the Unesco. 2004 - 2005 In March an anthological exhibition, curated by Rudy Chiappini, In marzo nelle strade e nelle piazze di Lugano viene allestita is organized in the streets and squares of Lugano which includes un’antologica, a cura di Rudy Chiappini, con una trentina di approximately thirty large works. opere di grandi dimensioni. He creates the stage set for Puccini’s Madama Butterfly at Realizza le scene per Madama Butterfly di Puccini, messa in Torre del Lago, on the occasion of the centenary of the first scena a Torre del Lago in occasione del centenario della prima performance of this opera. rappresentazione dell’opera. For the centenary of the Cantine Ferrari he creates a sculpture Per il centenario delle Cantine Ferrari, una scultura in forma di in the form of a 6 metres high spiral which is placed in front of spirale, viene collocata davanti allo stabilimento di Trento. the Trento plant. Realizza sette calcografie in rilievo su carta con lamine di He creates seven chalcographies in relief on paper with sheets piombo e di rame per il libro Sette frammenti da L’arte dell’uomo of lead and copper for Sette frammenti from L’arte dell’uomo primordiale di Emilio Villa, curato da Aldo Tagliaferri e primordiale by Emilio Villa, in the book edited by Aldo stampato dalla Vigna Antoniniana per i Cento Amici del Libro Tagliaferri and printed by Vigna Antoniniana for Cento Amici di Milano. del Libro, Milan. Partecipa, con il bozzetto in bronzo del Progetto per il nuovo He participates, with a maquette in bronze of the Urbino cimitero di Urbino, alla mostra curata da Germano Celant cemetery Project, in the exhibition curated by Germano Celant “Arti&Architettura 1900-2000” che ha luogo al Palazzo Ducale “Arti&Architettura 1900-2000” which is organized in the di Genova. Palazzo Ducale of Genoa. Nel 2005 mostra personale a Paestum, organizzata dal Museo In 2005 his one-man exhibition is organized at Paestum, by dei Materiali Minimi di Arte Contemporanea, con sculture the Museum of Minimal Materials of Contemporary Art, with collocate lungo la grande muraglia che circonda le rovine: in some ten sculptures placed along the walls that encircle the catalogo testi critici di Gillo Dorfles e Raffaele D’Andria. ruins: critical texts in the catalogue are written by Gillo Dorfles Riceve dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali la medaglia and Raffaele D’Andria. d’oro con “Diploma di I classe come Benemerito della Scuola, He receives the gold medal with the “Diploma di I classe come della Cultura e dell’Arte”. Realizza le scene e i costumi per Un Benemerito della Scuola, della cultura e dell’Arte” from the ballo in maschera di Giuseppe Verdi messo in scena a novembre deserto, diametro 3,20 metri. A New York, alle gallerie Marlborough e Marlborough Chelsea, hanno luogo due personali dove vengono presentati cinque progetti di opere per spazi pubblici. Nel gennaio 2001 esce a cura della Fondazione Arnaldo Pomodoro il libro Scritti critici per Arnaldo Pomodoro e opere dell’artista 1955-2000 (Lupetti-Editori di Comunicazione). Realizza le scene e i costumi per Santa Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht, interpretata dai detenuti della compagnia teatrale “L’Opera”, messa in scena alla Casa di Reclusione di Milano-Opera, con direzione artistica di Teresa Pomodoro. L’università di Ancona gli conferisce la laurea ad honorem in Ingegneria Edile-Architettura.

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2004. Montaggio dell’opera Novecento (21 x ø 7 metri) a Roma, piazzale Pier Luigi Nervi. 2004. Installation of the artwork Novecento (21 x ø 7 metres) in Rome, Piazzale Pier Luigi Nervi.

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Ministry of Heritage and Cultural Activity. He creates the scenes and costumes for Un ballo in maschera by Giuseppe Verdi directed by Ermanno Olmi at the Oper Liepzig of Lipsia and conducted by Riccardo Chailly. 2006 - 2007 On the initiative of Giovanni Carandente, the Association Su proposta di Giovanni Carandente, l’Associazione Amici Friends of Spoleto awards him with the prize Lex Spoletina di Spoleto gli conferisce il premio Lex Spoletina 2006. Il 2006. Guggenheim di Bilbao presenta la mostra “Homenaje a / The Bilbao Guggenheim museum presents the exhibition Homage to Chillida” curata da Kosme de Barañano con le “Homenaje a / Homage to Chillida” curated by Kosme de opere di quarantacinque artisti dedicate allo scultore basco, tra Barañano with the works of 45 artists dedicated to the Basque queste Soglia: a Eduardo Chillida, che Arnaldo ha progettato e Sculptor: among these is Threshold: for Eduardo Chillida, which realizzato appositamente per l’occasione. Arnaldo designed and created especially for the occasion. In giugno a Palazzo Magnani di Reggio Emilia si inaugura In June at Palazzo Magnani in Reggio Emilia is inaugurated un’ampia antologica “Arnaldo Pomodoro. Opere 1960-2005” “Arnaldo Pomodoro. Opere 1960-2005”, an extensive curata da Sandro Parmiggiani. anthological collection curated by Sandro Parmiggiani. Nel 2007 realizza su incarico del Comune di Tivoli una nuova In 2007 he is commissioned by the Tivoli Town Council opera da collocare in piazza Garibaldi, nell’area intorno a Villa to create a new work, The Tivoli Arch, to be placed in Piazza d’Este. Garibaldi, in the area of Villa d’Este. In the Summer two oneIn estate due mostre personali: a Savona, alla Fortezza del man exhibitions are held: in Savona, at the Priamàr Fortress and Priamàr e a Monopoli, alla Fondazione Il Melograno per l’Arte. at Monopoli, at the Melograno Foundation for Art. Progetta scene e costumi per l’opera Teneke di Fabio Vacchi, Arnaldo designs sets and costums for the opera Teneke by Fabio che il 23 settembre va in scena in prima assoluta al Teatro alla Vacchi directed by Ermanno Olmi and conducted by Roberto Scala di Milano, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di Abbado, staged at the Teatro alla Scala as world premiere on the Roberto Abbado. 23rd September. Cuneo con frecce, una grande scultura sul tema del rapporto Wedge with Arrows, a large bronze sculpture on the theme of the di Torino con l’acqua, commissionata dalla SMAT (Società relationship between Turin and Water, commissioned by Smat Metropolitana Acque Torino), viene collocata all’ingresso della (Turin Metropolitan Water Authority), is installed at the front sede torinese della società. entrance of the Turin Headquarters of the Company. In ottobre esce Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della October sees the publication of Arnaldo Pomodoro. Catalogo scultura, a cura di Flaminio Gualdoni, con testi critici di ragionato della scultura, edited by Flaminio Gualdoni, with Giovanni Carandente, Gillo Dorfles, Sam Hunter e Arturo critical texts by Giovanni Carandente, Gillo Dorfles, Sam Carlo Quintavalle (Skira): la prima compiuta ricostruzione Hunter and Arturo Carlo Quintavalle (Skira). This is the first biobibliografica del lavoro di Arnaldo con le schede scientifiche complete bio-bibliographic reconstruction of Arnaldo’s work e le immagini di tutte le sue opere. with scientific inventories and pictures of all his works. 2008 - 2009 The International Sculpture Center awards him the “Lifetime Gli viene conferito dall’International Sculpture Center il Achievement in Contemporary Sculpture Award”, an important “Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award”, international recognition of his artistic career and his research into un importante riconoscimento internazionale alla sua carriera the field of sculpture. artistica e alla sua ricerca nel campo della scultura. In October a major exhibition “Grandi Opere 1972-2008”, curated In ottobre si apre negli spazi della Fondazione Arnaldo by Bruno Corà, opens at the Fondazione Arnaldo Pomodoro. Pomodoro, l’esposizione “Grandi Opere 1972-2008”, curata da 2009 sees the inauguration of Seashores, designed for the entrance Bruno Corà. walkway of the Capri Palace Hotel in Anacapri: the imposing basNel 2009 viene inaugurata l’opera Rive dei mari, progettata per relief in fiberglass with ground marble is a tribute to the sea, 3 il Capri Palace Hotel di Anacapri: un rilievo in fiberglass con metres in height and 36 metres in length. polvere di marmo (lungo 36 metri, alto 3) che è un omaggio He designs the sets for a double bill of the operas Cavalleria al mare. rusticana by Mascagni and Šárka by Janáček at the Teatro La Fenice Realizza le scene per il dittico Cavalleria rusticana di Mascagni e in Venice, in productions directed by Ermanno Olmi. Šárka di Janáček che vengono rappresentate al Teatro La Fenice di Venezia, con la regia di Ermanno Olmi. 2010 - 2011 The Great Gate of Marco Polo, 12 meters in height and 10 meters Il Grande Portale (12 metri di altezza per 10 di larghezza), in width, is inaugurated outside the Italian Pavilion at the dedicato a Marco Polo, viene collocato in prossimità del Shanghai Expo. Padiglione Italia all’Expo di Shanghai. He produces a series of new works, Continuum: in a return to Realizza una serie di opere nuove, Continuum: una sorta di the origins of his output, this sets out an inventory of all the tracciato con i codici e l’inventario di tutta la sua “scrittura”, all’Oper Leipzig di Lipsia, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione artistica di Riccardo Chailly.

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2008. L’artista durante l’allestimento della mostra "Arnaldo Pomodoro. Grandi opere", Fondazione Arnaldo Pomodoro, Via Solari, Milano. 2008. The artist during the installation of the exhibition "Arnaldo Pomodoro. Grandi opere", Fondazione Arnaldo Pomodoro, Via Solari, Milan.

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forms of his “writing”, an exploration in depth of earlier work un ritorno all’origine del suo lavoro, un approfondimento delle in incision, on small tablets. prime esperienze di incisione su piccole tavole. “Alfabeta” magazine dedicates the third issue in its new series to La rivista “alfabeta” gli dedica il n. 3 della nuova serie con le Pomodoro, with illustrations of his work and a long conversation immagini delle sue opere e con un lungo dialogo con Aldo with Aldo Nove. Nove. 2011 sees the opening a a solo exhibition in Paris, at Galerie Nel 2011 antologica a Parigi alla Galerie Tornabuoni Art, curata Tornabuoni Art, curated by Bruno Corà. In spring he exhibits da Bruno Corà. In primavera ritorna a esporre a New York alla at Marlborough Chelsea Gallery in New York with some of his Marlborough Chelsea con diverse opere recenti e il gruppo dei recent works, further to the series of Continuum. Continuum. The Pietrarubbia Group, dated 1976 and dedicated to the Nello Storm King Art Center, il grande parco di sculture a medeval small village of Pietrarubbia in the Montefeltro region nord di Manhattan, viene installata The Pietrarubbia Group, is installed at the Storm King Art Center, the wide sculpture l’opera del 1976 dedicata al borgo medievale di Pietrarubbia, park northern Manhattan. nel Montefeltro. He completes the realization of an environment inspired by the Porta a termine la realizzazione di un environment riferito Epic of Gilgamesh entitled Entering the Labyrinth (1995-2011). all’Epopea di Gilgamesh e intitolato Ingresso nel labirinto It involves a route through linked spaces and large-scale bas(1995-2011), un percorso formato da spazi articolati e grandi reliefs with movable panels and false doorways, alluding to the bassorilievi con pareti mobili e finte porte che rimanda al tema theme of the journey and labyrinth as a metaphor for life. del viaggio e del labirinto come metafora della vita. 2012 - 2013 In June the cellar for the Lunelli Family at the Castelbuono Nel mese di giugno si inaugura la cantina progettata per estate at Bevagna in Umbria is inaugurated. The work, entitled la Famiglia Lunelli nella tenuta Castelbuono a Bevagna in Carapace due to the way it recalls the form of a turtle, has Umbria. L’opera, intitolata Carapace perché ricorda la forma strong symbolic meaning and harmonious relationship with the della tartaruga, ha una forte valenza simbolica e si colloca in un surrounding countryside. rapporto armonioso con il paesaggio circostante. In a long interview with Flaminio Gualdoni, published by conIn una lunga intervista con Flaminio Gualdoni, pubblicata fine, with the title Vicolo dei Lavandai, Arnaldo talks about his da con-fine edizioni col titolo Vicolo dei Lavandai, Arnaldo arrival in Milan and the start of his activities and speaks about racconta del suo arrivo a Milano e dell’inizio della sua attività the area of the Navigli and the future of his Foundation. e parla del legame con la zona dei Navigli e del futuro della sua In September, an exhibition of all his theatrical work opens Fondazione. at Turin’s Royal Palace, with models, scenographies and In settembre una mostra di tutto il suo lavoro teatrale con sculptures. modellini, scenografie e sculture si apre nel Palazzo Reale di At this time the 600 page volume Arnaldo Pomodoro. Il teatro Torino. Nell’occasione esce il volume Arnaldo Pomodoro. Il scolpito is published, edited by Antonio Calbi and published by teatro scolpito, curato da Antonio Calbi e edito da Feltrinelli Feltrinelli and the Fondazione Arnaldo Pomodoro, with several e Fondazione Arnaldo Pomodoro, con scritti e immagini che essays and a large number of pictures that show all the 44 scenic documentano i 44 progetti scenici realizzati a partire dal 1972. projects carried out by the artist from 1972. La mostra “Una scrittura sconcertante. Arnaldo Pomodoro. In 2013 the exhibition “Una scrittura sconcertante. Arnaldo Opere 1954–1960” inaugura la nuova sede espositiva della Pomodoro. Opere 1954 - 1960” is inaugurated in the new Fondazione Arnaldo Pomodoro, situata nelle adiacenze degli exhibition hall of the Fondazione Arnaldo Pomodoro, situated archivi e dello studio dell’artista. next to the archives and the studio of the artist. L’associazione Amici della Scala lo nomina socio onorario e gli The Friends of the Scala Association name him honorary member dedica la monografia Pomodoro alla Scala di Vittoria Crespi and dedicate to him the monograph Pomodoro at the Scala by Morbio, e Laura Tansini pubblica nella rivista “Sculpture”, Vittoria Crespi Morbio and a long essay on the environmentun lungo saggio critico sull’opera-environment Ingresso nel work Entrance into the Labyrinth by Laura Tansini is published labirinto. in “Sculpture”. 2014 - 2015 In the series “Scritti d’artista” published by Maretti Forma, segno, Nella collana “Scritti d’artista” di Maretti Editore esce Forma, spazio, is published, a collection of his writings and thoughts on his segno, spazio a cura di Stefano Esengrini, una raccolta, di scritti work and art, edited by Stefano Esengrini and in “la Repubblica” e pensieri di Arnaldo sul lavoro e sull’arte e su “la Repubblica” newspaper, in a long interview with Antonio Gnoli, he recounts una lunga intervista con Antonio Gnoli, racconta le storie di the history of his family, his dreams, the meetings of his life. famiglia, i sogni, gli incontri della sua vita. For the anniversary of the Centenary of the National Institute of Nella ricorrenza del Centenario dell’Istituto Nazionale del Ancient Drama (INDA) he creates the scenography and costumes Dramma Antico (INDA) realizza l’allestimento scenico e i for Aeschylus’ Oresteia and The Wasps by Aristophanes staged at the costumi per la trilogia dell’Orestea di Eschilo e per Le Vespe di Greek Theatre of Syracuse. Aristofane rappresentati nel Teatro Greco di Siracusa. A one-man exhibition curated by Lea Mattarella, “Arnaldo Una personale curata da Lea Mattarella viene allestita durante

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2015. Arnaldo Pomodoro al lavoro nel suo studio di Via Vigevano, Milano. 2015. Arnaldo Pomodoro at work in his studio in Via Vigevano, Milan.

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l’estate a Castel del Monte, nel Castello di Trani e nel Castello Svevo di Bari. Nel gennaio 2015 la scultura Lancia di luce alta 7 metri, viene collocata nel Chiostro del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, insieme alle opere di altri scultori contemporanei, nell’ambito dell’iniziativa “Bosco nel Chiostro”. L’opera Rotante primo sezionale della collezione del Museo di Arte Contemporanea di Tehran viene ripresentata al pubblico, dopo il restauro, in una cerimonia ufficiale. A Sorrento è in corso dal 22 maggio al 22 novembre la mostra “Arnaldo Pomodoro - Rive dei Mari”, curata da Flaminio Gualdoni e Gino Fienga, a Villa Fiorentino e nelle piazze della città. Avrà luogo a Pisa dal 26 giugno al 31 gennaio 2016 una antologica, organizzata dall’Opera Primaziale Pisana, che coinvolgerà il Palazzo dell’Opera, il Museo delle Sinopie e lo spazio esterno di Piazza dei Miracoli.

Pomodoro nei castelli di Federico II”, is staged in the summer at Castel del Monte, in Trani Castle and the Svevo Castle in Bari. In January 2015, the sculpture Lance of Light, (7 metres high) is erected in the courtyard of the Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” in Milan, together with the works of other contemporary sculptors, as part of the “Bosco nel Chiostro” initiative. The Contemporary Art Museum in Tehran presents Rotating first section no. 3 (1967-1975) to the public once again, following its restoration, in a official ceremony. From May 22 through November 22 Sorrento hosts the exhibition “Arnaldo Pomodoro - Rive dei Mari”, curated by Flaminio Gualdoni and Gino Fienga at Villa Fiorentino and in the main squares of the city. A large-scale anthological exhibition is being prepared in Pisa, organised by the Opera Primaziale Pisana which will involve the Palazzo dell’Opera, the Museo delle Sinopie and the outside space of Piazza dei Miracoli.

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Arnaldo Pomodoro

Bibliografia essenziale | Selected Bibliography Nell’elenco sono comprese solo le monografie. Per una documentazione completa e un’analisi approfondita dell’opera di Arnaldo Pomodoro si rimanda a Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, a cura di Flaminio Gualdoni, Skira editore, Milano 2007; Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito, a cura di Antonio Calbi, Feltrinelli e Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano 2012. The list includes only the monographs. For complete documentation and an in-depth study of the artwork of Arnaldo Pomodoro, see Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, curated by Flaminio Gualdoni, Skira editore, Milan 2007; Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito, curated by Antonio Calbi, Feltrinelli and Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milan 2012.


1962. Guido Ballo, Dalla poetica del segno alla presenza continua. Arnaldo e Giò Pomodoro, Maestri, Milano. 1974. Libro per le sculture di Arnaldo Pomodoro, immagini di Ugo Mulas, conversazione con Francesco Leonetti, interventi di Guido Ballo, Alberto Boatto, Gillo Dorfles, presentazione di Sam Hunter, Mazzotta, Milano. 1978. Giulio Carlo Argan, Maestri contemporanei: Arnaldo Pomodoro, Vanessa, Milano. 1982. Il cimitero sepolto, un progetto di Arnaldo Pomodoro per Urbino, a cura di Francesco Leonetti, scritti di Giulio Carlo Argan, Carlo Aymonino, Paolo Volponi, Giancarlo De Carlo, saggio critico di Jacqueline Risset, Feltrinelli, Milano. Sam Hunter, Arnaldo Pomodoro, Abbeville Press, New York. 1984. Guido Ballo, Le origini romagnole di Boccioni e la scultura omaggio di Arnaldo Pomodoro, Mazzotta, Milano. 1986. Arnaldo Pomodoro al Forte di Belvedere, immagini di Carlo Orsi, testi di Giulio Carlo Argan e Italo Mussa, De Luca, Roma. 1988. Colpo d’ala di Arnaldo Pomodoro, testi di Giovanni Carandente e Italo Mussa, Fratelli Palombi, Roma. 1989. Giovanni Carandente, Il Disco solare di Arnaldo Pomodoro, Franco Maria Ricci, Parma. 1990. Il Cercatore oscillante, immagini di Carlo Orsi, presentazione di Sue Graze, Frito-Lay, Dallas. 1992. L’arte lunga, una conversazione tra Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti, Feltrinelli, Milano. 1995. Sam Hunter, Arnaldo Pomodoro, Fratelli Fabbri Editori, Milano. 1997. Arnaldo Pomodoro “Sphere within a Sphere” for the U.N. Headquarters, testo di Sam Hunter, Il Cigno Galileo Galilei, Roma. 1998. Arnaldo Pomodoro. Sculture per San Leo e per Cagliostro, saggio critico di Achille Bonito Oliva, scritti inediti di Paolo Volponi, conversazione tra Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti, Skira, Milano. 2000. Scritti critici per Arnaldo Pomodoro e opere dell’artista (1955-2000), a cura di Laura Berra e Bitta Leonetti, Lupetti Editori di Comunicazione, Milano. 2003. Arnaldo Pomodoro nei giardini del Palais-Royal di Parigi, testi di Carlo Bertelli, Pierre Restany, Jacqueline Risset, fotografie di Paolo Mussat Sartor, Skira, Milano. 2004. Arnaldo Pomodoro. Giuseppe Maraniello. Corona radiante nella Cattedrale di Milwaukee, testo di Marco Meneguzzo, fotografie di Alberto Piovano, Skira, Milano. Arnaldo Pomodoro e il Museo Poldi Pezzoli. La Sala d’Armi, testi di Vittorio Fagone, Silvio Leydi, Alessandra Mottola Molfino, Angela Vettese, Annalisa Zanni, Olivares, Milano. 2007. Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, a cura di Flaminio Gualdoni, con testi di Giovanni Carandente, Gillo Dorfles, Sam Hunter, Arturo Carlo Quintavalle, Skira, Milano. 2008. Ugo Mulas fotografa Arnaldo Pomodoro, testi di Antonia Mulas, Arnaldo Pomodoro, Angela Vettese, fotografie di Ugo Mulas, Fondazione Arnaldo Pomodoro e Olivares, Milano. 2010. Arnaldo Pomodoro. Il Grande Portale Marco Polo, testi di Bruno Corà, Huang Du, Victoria Lu, Umberto Vattani, Wu Zhiqiang, fotografie di Luciano Romano e Carlo Orsi, Skira, Milano. 2012. Arnaldo Pomodoro. Carapace. La cantina della Tenuta Castelbuono, a cura di Aldo Colonetti, fotografie di Antonia Mulas e Pietro Carrieri, scritti di Aldo Colonetti, Gillo Dorfles, Gianni Fabrizio, Gino Lunelli, Marcello Lunelli, Arnaldo Pomodoro, Editrice Compositori, Bologna. Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito a cura di Antonio Calbi, Feltrinelli e Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano. Flaminio Gualdoni, Vicolo dei Lavandai. Dialogo con Arnaldo Pomodoro, con-fine edizioni, Monghidoro. 2013. Vittoria Crespi Morbio, Pomodoro alla Scala, Amici della Scala e Umberto Allemandi & C., Milano. 2014. Forma, segno, spazio. Scritti e dichiarazioni di Arnaldo Pomodoro sull’arte, a cura di Stefano Esengrini, Maretti editore, Falciano, Repubblica di San Marino.

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Arnaldo Pomodoro Abstracts | Abstracts


Guido Ballo, 19621 Arnaldo Pomodoro ha portato alle estreme conseguenze la ripetizione ritmica del segno plastico, in verticale e in orizzontale, con “tagli d’infinito”. I suoi rilievi, le sue tavole e le Colonne del viaggiatore tendono a svilupparsi senza limiti, non hanno un centro organico; sono costruite con ritmo monodico che sembra ripetersi all’infinito, anche se materialmente hanno un limite. Ma è l’idea plastica che suggerisce l’infinito, la scultura che taglia un frammento di totalità che non ha confini.

Arnaldo Pomodoro has carried to its extreme the rhythmic repetition of the sign in plastic art, in verticals and horizontals, with “slices of the infinite”. His reliefs, his “tables”, his Traveller’s Columns tend to develop without limits, they have no organic center and are constructed with a rhythm like that of a monody, which seems to be repeated infinitely, even if materially speaking it does have its limits. It is the plastic idea that suggests the infinite, it is the sculpture that slices a fragment from a totality without limits.

Sam Hunter, 19742 Vi sono alcuni aspetti significativi dell’arte di Pomodoro che mi sembrano, come critico americano, di particolare evidenza. Prima di tutto l’elemento poetico della vulnerabilità delle sue forme, una qualità che rasenta il pathos e resta profondamente radicata come personale. Perfino i più monumentali ed eroici fra i suoi dischi, sfere e colonne, sono lacerati, o frantumati come una lastra di vetro sotto una pressione irresistibile, e rivelano una familiare struttura interna da nido d’api in cui associazioni organiche e meccaniche vengono a fondersi. Queste forme “interiorizzate” vanno oltre i misteriosi geroglifici di Klee, la scrittura gestuale del tachisme o le slabbrature e i buchi di Fontana, tutti elementi da ritenere possibili fonti e precedenti dei gesti di Pomodoro. La sua più persistente metafora è stata quella di rompere l’involucro o la buccia delle cose allo scopo di raggiungere il fragile e vulnerabile midollo interno.

There are little remarked aspects of Pomodoro’s art which seem to this critic, as an American, particularly striking and which have been inadequately discussed by his more familiar, native critics. First, there is for me the poetic element of vulnerability in his forms, a quality approaching pathos which remains ineradicably personal. Even Pomodoro’s most monumental, heroic disks, spheres and columns are riven and torn like a shattered pane of glass under irresistible pressure, revealing a familiar honeycomb structure which mixes organic and mechanical associations. These “interiorized” forms go beyond the mysterious hieroglyphs of Klee, the gestural writing of tachisme, or the cuts and slashes of Fontana, all of which have been construed as possible sources and precedents for Pomodoro’s gestures.

Giovanni Carandente, 19783 La scultura di Arnaldo Pomodoro, oltre ad essere immanente nello spazio, presta anche molta attenzione al rilievo (negativopositivo). Una parte di essa, infatti, affianca alla fusione pulita e lucente un considerevole interesse alla superficie elaborata, scavata, incisa; a quella dialettica del negativo-positivo che è l’impronta temporale, la cronaca misteriosa di una vicenda esistenziale, la veridicità di un contenuto che, pur essendo narrazione non ha testo, se non quello dell’iterazione dei segni. Avvicinandosi ai torchi, Arnaldo Pomodoro si è posto il problema di serbare questo particolare aspetto dell’immagine plastica e ne ha chiesto approdi - si può dire - impossibili alla tecnica dello stampare, con alla fine un esito tra i più compiuti e felici.

Other than being immanent in space, Arnaldo Pomodoro’s sculpture pays a great deal of attention to relief (negative and positive). In some of his pieces, Pomodoro combines shining and highly polished casting with a considerable interest to an elaborate, eroded and bitten surface. This is a repetition of the positive-negative dialectic, temporal imprint, the mysterious chronicle of the existential experience, the veracity of a content which narrates not with a text, but with iterative use of signs. When approaching etching, Arnaldo Pomodoro was faced with the problem of how to keep the eroded, bitten surfaces of his plastic image, asking almost impossible solutions of printmaking and achieving amazing results.

Giulio Carlo Argan, 19864 Siano piccole come orologi da polso o grandi come campanili, le sculture di Pomodoro hanno il dono di registrare lo spazio come le pendole il tempo: come un fabbricante di astrolabi e meridiane è sempre in cerca del posto giusto dove collocare i suoi registratori-trasformatori. Trasformatori dello spazio cubico e capiente, che una volta si chiamava euclideo, nel tempo continuo, che oggi si chiama esistenziale; dell’involucro geometrico e brillante nella delirante frequenza dei frammenti in cerca di un ordine; della forma unitaria nella infinita molteplicità dei segni.

No matter whether they are as small as watches or as huge as steeples, Pomodoro’s sculptures have a gift for measuring space much as pendulums measure time. Like a craftsman who makes astrolabes and sundials, he is always on the look-out for the proper places in which to set up his devices, which are devices that both register and transform. They transform three-dimensional containing space, which used to be called “Euclidian,” into continuous time, which today is referred to as “existential”, they transform a shining geometric shell into the delirious oscillations of fragments in search of a possible order; they transform single and integraI forms into an infinite multiplicity of signs.

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Pierre Restany, 20035 Nel panorama della grande scultura del XX secolo, l’opera di Arnaldo Pomodoro occupa un posto a parte. Essa attraversa la propria epoca col fulgore del fulmine. Essa impone allo spazio ambiente una presenza monumentale definitiva e irrefutabile. Il segreto della sua immediata comunicabilità risiede nella felice unione tra due talenti eccezionali: la potenza dell’affermazione formale dello scultore geometrico si allea con la profonda umanità dell’incisore cuneiforme. Colonne, scettri, obelischi e stele, dischi e sfere sono i volumi emblematici portatori di un linguaggio fondamentale fatto di segni elementari e essenziali.

In the panorama of large-scale twentieth-century sculpture, the work of Arnaldo Pomodoro holds a separate place of its own. It courses across its epoch with the effulgence of a stroke of lightning. The spaces that house it are marked by a monumental presence, definitive and undeniable. The secret of its immediate ability to communicate resides in the happy conjunction of two exceptional gifts: the geometric sculptor’s affirmation of the power of forms allies itself with the cuneiform engraver’s profound sense of humanity. The emblematic volumes of columns, scepters, obelisks and steles, disks and spheres serve as supports for an archetypal language of essential, elementary signs.

Jacqueline Risset, 20036 Le sfere di Pomodoro, da lungo tempo celebri, scandiscono ormai lo spazio del pianeta. Ancora oggi, fra tutte le forme create nel percorso di questo artista, sono quelle che colpiscono: colpiscono ancora, questi globi splendenti e lisci, ma aperti da fenditure e ferite, la cui massa interna si rivela infranta, travagliata di segni densi e indecifrabili: insieme frutto maturo mediterranea melagrana aperta - e disastro guerriero, esposto... Le sfere di Pomodoro sono fuori del tempo e in certo modo fuori dello spazio, ma esse hanno subito fino al loro centro una erosione che lascia comprendere che il tempo le invade. L’erosione le corrode, il tempo le disgrega.

Arnaldo Pomodoro’s spheres have long since grown famous, and now advance across the whole of the space of the planet. And still today, of all the forms this artist has been known to create, these are the works that most immediately strike uso We are already familiar with these smooth, resplendent globes, and as well with how they’re split apart, and shattered, their interior masses hollowed out and amply riddled by indecipherable signs: at one and the very same time a ripe fruit -a burst Mediterranean pomegranate- and a horror of war, thrown open before our eyes... Pomodoro’s spheres are forms outside of time (and in a certain way outside of space). They have experienced an act of erosion -extending into their very centres- which gives us to understand that time has invaded them. Erosion eats things away; time is disintegration.

Giovanni Raboni, 20047 Il potere di trasformare lo spazio della nostra esistenza rendendolo più libero e insieme più rigoroso, aprendovi inaspettate vie di fuga, insomma arricchendolo di allegorie, appartiene da sempre nel più intrinseco dei modi all’arte di Arnaldo Pomodoro ed è compiutamente attivo e leggibile non soltanto nell’insieme della sua vicenda creativa, nel suo graduale adempiersi, nella sua (direbbero gli strutturalisti) diacronia, ma anche in ciascuna delle sue singole opere, nella prodigiosa unità di apparenza e apparizione, materia e simbolo, istantaneità e racconto, senso della finitezza e sentimento dell’infinitudine che ciascuna di esse mette irresistibilmente in essere, o meglio “in scena”.

The power to transform the space of our existence, making it freer yet, at the same time, more rigorous, opening unexpected ways out, enriching it with allegory, has always belonged in the most intrinsic way to the art of Arnaldo Pomodoro, and is completely in force and legible not only in the whole of his creative activity, in its gradual realization, in his (the structuralists would say) diachrony, but also in each of his individual works, in the prodigious unity of appearance and apparition, the material and the symbol, the immediacy and the narrative, the sense of finiteness and the feeling of infinity that each of them brings irresistibly into being, or better “puts onstage”.

Gillo Dorfles, 20078 Solo una particolare sensibilità per l’ambiente urbano o rurale permette a Arnaldo di ideare alcune sue “strutture” che sono in realtà, piuttosto che normali sculture, “architettonizzazioni” di un ambiente naturale o di un tessuto urbano. Si tratta di un fatto di estrema importanza e sottigliezza di cui di solito purtroppo buona parte degli architetti e degli stessi scultori odierni si disinteressano. Trovare il giusto modo di integrare un ambiente cittadino, già denso di edifici, o un ambiente extraurbano dove ancora la natura è in parte dominante, non è cosa di poco conto.

Only a particular sensitivity for the urban or rural environment enabled Arnaldo to conceive some of his structures that, in reality, rather than normal sculptures, are “architecturalisations” of a natural environment or an urban fabric. This is a fact of extreme importance and subtlety, in which, unfortunately, most architects and even sculptors today are usually barely interested. Finding the right way of adding to an urban environment that is already crammed with buildings or an extra-urban environment, where nature is still partly dominant, is a concern of no little importance.

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Bruno Corà, 20089 Pomodoro compie nella lavorazione della materia una doppia azione che dota la scultura di caratteri inediti di oggettiva drammaticità. Tale qualità si manifesta primariamente allorché egli decide di espuntare le sue geroglifiche modellazioni di forme all’interno di una volumetria di cui sono evidenti le proprietà di solido geometrico classico, oltretutto in bronzo levigato e lisciato come lo erano, per l’appunto, le opere di Brancusi. L’effrazione delle sculture concepita come erosione, rovina parziale che lascia intravedere mondi e sistemi geometrici, strutture iterate e impalcature enigmatiche di segni, si dischiude come un boccascena all’occhio che ne penetra i recessi. Con quello spettacolo di integrità della superficie coincidente con la struttura rovinosa complessa delle quote sottostanti, entra in relazione la percezione individuale che inizia l’opera di interiore decrittazione, nella quale sicuramente l’immaginario ha un ruolo dinamico di feedback epistemologico.

In his working of the material Pomodoro carries out a twofold action that gives the sculpture unprecedented characteristics of objectively dramatic force. This quality first emerged when Pomodoro decided to set his hieroglyphic modelling of forms within a volume whose properties as a classical geometric solid were evident, and which was moreover cast in smooth and polished bronze just as Brancusi’s works had been. The infraction of the sculptures, conceived as a process of erosion, of partial ruin, which allows a glimpse of geometric worlds and systems, repeated structures and enigmatic scaffolds of signs, presents itself to the eye like a proscenium opening onto their recesses. With that spectacle of integrity of the surface coinciding with the complex ruined structure of the levels below, what enters into relation is the individual perception that initiates the work of inner decipherment, in which the imagination surely has a dynamic role of epistemological feedback.

1. Guido Ballo, Dalla poetica del segno alla presenza continua. Arnaldo e Giò Pomodoro, Luigi Maestri editore, Milano, 1962, p. 22; 2. Sam Hunter, Introduzione, in catalogo mostra personale, Rotonda di Via Besana, Milano, 1974; 3. Giovanni Carandente, Presentazione, in catalogo mostra personale, Galleria 2RC, Milano e Roma, 1978; 4. Giulio Carlo Argan, in Arnaldo Pomodoro al Forte di Belvedere, De Luca Editore, Roma, 1986; 5. Pierre Restany, Arnaldo Pomodoro. L’oracolo del bronzo, in Arnaldo Pomodoro nei giardini del Palais-Royal di Parigi, Skira editore, Milano 2003, p. 18; 6. Jacqueline Risset, La materia portata alla luce, in Arnaldo Pomodoro nei giardini del Palais-Royal di Parigi, Skira editore, Milano, 2003, p. 22; 7. Giovanni Raboni, I custodi dei nomi, in catalogo mostra personale, Centro cittadino, Lugano, Skira editore, Milano, 2004, p. 22; 8. Gillo Dorfles, Arnaldo Pomodoro e lo spazio architettonico, in Arnaldo Pomodoro. Catalogo ragionato della scultura, Skira editore, Milano, 2007, p. 16; 9. Bruno Corà, Arnaldo Pomodoro: nel teatro delle grandi sculture, in catalogo mostra personale, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, 2008, p. 18.

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Piazza Veniero PUNTO DELLO SPAZIO


Piazza Marinai d’Italia NOVECENTO

Piazza S.Antonino PROGRESSIONE E STASI

Piazza Angelina Lauro OBELISCO CASSODORO

Piazza Tasso LANCIA DI LUCE


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Finito di stampare da Grafica Metelliana (Mercato San Severino - SA) per conto di con-fine edizioni nel mese di Giugno 2015 Printed in Italy

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Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione a Pesaro. Dal 1954 vive e lavora a Milano. Le sue opere sono presenti in spazi urbani in Italia e all’estero e nelle raccolte pubbliche maggiori nel mondo. Memorabili mostre antologiche lo hanno consacrato artista tra i più significativi del panorama contemporaneo. Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane e ha ricevuto importanti riconoscimenti. Arnaldo Pomodoro was born in Montefeltro in 1926 and spent his childhood and education in Pesaro. He lives and works in Milan since 1954. His sculptures are found in the most important public collections and sited in urban spaces all over the world. Memorable retrospectives have consolidated his reputation as one of the most significant contemporary artists. He has taught in the art departments of various American universities and has been the recipient of many prestigious awards.


ISBN 978-88-96427-68-2

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