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Periodico di informazione

LAVOCEDEL DONATORE

2016 Buon compleanno DICEMBRE 2015

AVIS!


Carissimi amici avisini, ringraziandovi

infinitamente per il vostro generosissimo impegno, invio a voi e ai vostri cari l’augurio più affettuoso per un nuovo anno ricco di gioia e serenità.

SOMMARIO > LE ISTITUZIONI

Insieme, a servizio della comunità

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> SPAZIO GIOVANI

Facciamo squadra

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Il Presidente Oscar Bianchi

> LE ZONE

Gioco a Zona

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> SPECIALE SALUTE

La vaccinazione tra mito e realtà

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> VITA ASSOCIATIVA

Le attività delle comunali

LA VOCE DEL DONATORE Periodico di informazione Dicembre 2015 Pubblicazione Quadrimestrale | Anno XLII | N. 2 Dir. e Amm.ne: 24123 Bergamo | Via Leonardo Da Vinci, 4 Tel. 035.342.222 | Fax 035.343.248 Legale rappresentante Oscar Bianchi Direttore responsabile Mariagrazia Mazzoleni Registrazione Tribunale di Bergamo n. 8 dell’11 maggio 1973 Fotocomp. Stampa Legatoria: CPZ | Costa di Mezzate (Bg) Rivista stampata su carta riciclata 100%

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Crescere insieme ad Avis: servizio civile 2015 La mia esperienza di servizio civile è iniziata il 3 giugno 2015; posso quindi fermarmi per fare un bilancio iniziale di questa opportunità. All’inizio ero afflitta da molti dubbi e domande: sarò in grado di svolgere le attività che mi sono richieste? Sarò all’altezza delle loro aspettative? E saranno soddisfatte le mie? In questi mesi ho avuto la possibilità di partecipare a eventi nuovi e stimolanti. Come primo passo, sono entrata a far parte del gruppo giovani di Avis provinciale Bergamo dove mi sono subito sentita accettata e considerata come una buona risorsa. Insieme abbiamo organizzato eventi di sensibilizzazione dei giovani e, grazie a questa esperienza, ho anche avuto la possibilità, insieme ai colleghi del servizio civile provenienti da tutta la Lombardia, di prendere parte ad alcune iniziative di promozione di un corretto stile di vita e una buona alimentazione all’interno di Expo. Poi ho partecipato al Meeting nazionale di Avis giovani di fine settembre a Olbia dove hanno partecipato quasi 100 ragazzi provenienti da tutta Italia: un confronto stimolante che mi ha permesso di valorizzare ulteriormente questa grande opportunità che sto affrontando. In aggiunta, da fine ottobre partecipo al progetto “Rosso Sorriso”, che prevede incontri con i bambini delle scuole elementari e ad incontri formativi sulle tematiche affrontate da Avis nelle scuole superiori, per aumentare la consapevolezza del problema e favorire l’entusiasmo giovanile. Insomma sento di aver intrapreso un percorso di crescita personale, oltre che professionale: ho acquisito una maggiore sicurezza e una maggiore fiducia nella mie capacità. Inoltre, considero il servizio civile in Avis come una sorta di sfida personale per lavorare sulle mie insicurezze, dubbi e anche sul mio carattere, che mi potrà essere utile per superare gli ostacoli del futuro. E consiglio questa esperienza a tutti i ragazzi volenterosi di condividere valori di solidarietà e sostegno sociale attivo: in qualche modo ti cambia la vita, e sicuramente in meglio!! Martina Fratus

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Buon compleanno Avis! Pronti i festeggiamenti per i 70 anni di attività

A

cavallo di un traguardo importante che celebreremo il prossimo 2 aprile nell’ambito dell’assemblea provinciale, abbiamo chiesto al presidente Oscar Bianchi, il significato di questa ricorrenza. “Ce ne sono almeno due di significati importanti. Sarà la grande occasione per ringraziare della loro generosità tutti gli amici avisini del passato e quelli che stanno lavorando con noi adesso. Tutte le persone, insomma, che passo dopo passo hanno contribuito a trasformare la nostra associazione nella significativa organizzazione di volontariato che è oggi. In questi 70 anni è cambiato il mondo, ma siamo cambiati anche noi, grazie all’impegno di tanti: l’associazione è passata dai concetti di sacrificio e generosità caritatevole a quelli di responsabilità, di coscienza civica e di partecipazione. Un salto di qualità che ci ha consentito la messa a punto di nuovi progetti. Tra cui quello portato a termine proprio quest’anno: una vera rivoluzione culturale e organizzativa al nostro interno per rispondere con maggior efficacia ai bisogni dei malati. Sono fiero e orgoglioso dei “miei” donatori che sanno rispondere con entusiasmo ai cambiamenti e sono altrettanto fiero e orgoglioso di rappresentarli come presidente”. Parlava di un secondo significato… “Si. Credo sia parimenti importante che intorno agli avisini, in questa ricorrenza, si stringano anche la città e la provincia tutta. Sono oltre centomila i volontari che operano nella Bergamasca e trentacinquemila sono i nostri donatori, e tutti accomunati dal desiderio di impegnare un po’

del proprio tempo per migliorare la comunità in cui vivono. Mi piacerebbe che sentissero intorno a loro anche il calore di questa comunità e il riconoscimento delle Istituzioni”. A proposito di istituzioni, quest’anno in Avis si sono presentati per gli esami per la donazione il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il presidente della Provincia, Matteo Rossi, la parlamentare, Elena Carnevali, il direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, Carlo Nicora e, nei giorni scorsi, anche il nuovo comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo, il generale Virgilio Pomponi… Qualcosa di più di un gesto simbolico? Mi auguro di sí. Vogliamo che la collaborazione tra Avis e il territorio bergamasco sia sempre più concreta. Perché vogliamo esserci non solo quando doniamo ma anche nel momento della progettazione e della programmazione di piani che riguardano

la salute. L’Avis provinciale si colloca con un ruolo di primaria importanza nella promozione dell’educazione sanitaria e della solidarietà ricoprendo sempre più, grazie alla qualità con cui gestisce l’attività di raccolta e alla professionalità acquisita, un ruolo fondamentale e sussidiario al servizio sanitario nazionale. Non vogliamo che questo patrimonio costruito con fatica e sacrificio vada disperso. E da quello che sto verificando, credo che non lo vogliano neanche le Istituzioni della nostra provincia.

Save the date!

2 aprile 2016 - Centro Congressi Papa Giovanni XXIII I 70 anni di Avis provinciale si festeggeranno il prossimo 2 aprile in concomitanza con l’assemblea e con un caro ricordo: il 2 aprile infatti era anche il giorno del compleanno di Gianni Civera, l’indimenticabile amico e la “colonna” di Avis che ci ha lasciati lo scorso gennaio. I lavori inizieranno alle 14.00 con l’assemblea ordinaria al Centro congressi Papa Giovanni XXIII di Bergamo, al termine è previsto un buffet per i presidenti delle Avis comunali e le autorità. Mentre la conclusione della giornata, in cui viene celebrata l’associazione dei donatori che ha fatto la storia della solidarietà bergamasca, è affidata allo spettacolo “Il riso fa buon sangue”. Per dettagli e aggiornamenti: www.avisbergamo.it

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LE ISTITUZIONI

Insieme, a servizio della comunità Rilanciata la collaborazione con la Guardia di Finanza Il comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza, Virgilio Pomponi, ha visitato questo mese il centro Avis di Monterosso: “Sono avisino da tempo a Domodossola – ha dichiarato il generale sottoponendosi agli esami di routine per poter continuare l’attività donazionale a Bergamo -. E questo è un modo per donare anche qualcosa di mio, al di là della funzione che svolgo nell’ambito della Guardia di Finanza, che è un’istituzione a servizio della comunità”. Accompagnato durante la visita dal presidente di Avis provinciale Bergamo, Oscar Bianchi, il generale Pomponi ha poi rilanciato l’intesa tra Avis e Fiamme Gialle: “L’obiettivo è di instillare anche nei “miei ragazzi” questa sensibilità. Saranno loro a scegliere volontariamente se aderire o meno all’associazione dei donatori di sangue, ma conoscendo lo spirito di servizio e la solidarietà da cui sono

animati, credo proprio che nascerà una bella intesa”. “La formazione di un allievo ufficiale della Guardia di Finanza è molto rigorosa – ha spiegato Virgilio Pomponi – e vivere questi anni in una città dove il volontariato e la solidarietà sono valori fondanti e dove c’è un grande rispetto per la legalità, che percepiamo nella vita di tutti i giorni, è un indubbio accrescimento. Ci auguriamo dal nostro punto di vista – ha aggiunto il generale – di riuscire a contraccambiare portando all’esterno dell’Accademia un’azione formativa che possa essere diretta alla comunità nel suo complesso. Soprattutto ai ragazzi dell’età dei nostri allievi. Per questo credo molto nella collaborazione con il mondo associativo”. Soddisfatto dell’intesa il presidente Bianchi: “Ci unisce il desiderio di un impegno per il bene della comunità, e mi fa ancora più piacere avvicinare alla nostra famiglia tanti nuovi giovani”.

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L’Accademia della Guardia di Finanza L’Accademia, massimo istituto di formazione del Corpo, ha il compito di formare la classe dirigente costituita dagli Ufficiali. Gli aspiranti, dopo aver superato un selettivo concorso pubblico, diventano Allievi Ufficiali e intraprendono, presso la sede di Bergamo, un primo periodo della durata di tre anni, formandosi in particolare in ambito giuridico, economico, aziendalista, informatico e linguistico, oltre che in materia di organizzazione e tecniche militari. La formazione si conclude poi con il biennio di Applicazione presso la sede di Castelporziano (Roma). A seguito della riforma universitaria, grazie ad una convenzione con le Università di Bergamo, Milano - Bicocca e Roma - Tor Vergata, gli allievi, attraverso l’attuazione del percorso formativo di durata quinquennale, conseguono la laurea in “Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria”, al termine del triennio di Accademia e l’omonima laurea specialistica, al termine del biennio di Applicazione. E dall’anno scolastico 2014/2015, al termine dei cinque anni, anche la laurea magistrale a ciclo unico in “Giurisprudenza”. Attualmente nella sede bergamasca ci sono 189 allievi di cui 38 donne, provenienti per il 50% dal sud, per il 36% dal centro, per il 13% dal nord Italia e l’1% anche dall’estero.


SPAZIO GIOVANI Facciamo squadra

Lunedì 1 febbraio nuovo incontro per i giovani delle comunali Hanno raccolto la sfida lanciata dal presidente Oscar Bianchi i giovani avisini bergamaschi e dopo l’incontro dello scorso 14 dicembre – a cui sono intervenuti numerosi ragazzi in rappresentanza di diverse Zone del nostro territorio - si sono dati appuntamento presso il centro di Monterosso il prossimo 1 febbraio. Tra gli obiettivi l’avvio di un percorso comune che coinvolga un numero sempre maggiore di giovani avisini, attraverso incontri periodici ed itineranti nelle varie Zone e la realizzazione di un convegno per approfondire gli aspetti sanitari e sociologici della donazione, e soprattutto le modalità di comunicazione nella promozione associativa. “C’è la necessità di un confronto più serrato con altri ragazzi dei comuni vicini – è il parere di Matteo Centurelli, di Carvico –. Credo che unendo le forze e le idee, l’attività di promozione della nostra associazione, oltre che essere più stimolante per noi che la organizziamo, sarà più efficace per

i coetanei che vogliamo raggiungere”. “C’è bisogno di riuscire a crescere anche tra i ragazzi che non sono figli di donatori e che quindi non respirano l’aria avisina in famiglia – dice Katiuscia Berti, di Berbenno -. Facendo rete, a cominciare dalle Zone, saremo sicuramente più operativi”. “Faremo tesoro dei contributi emersi - ha assicurato Michele Gotti, coordinatore del gruppo Giovani provinciale –. E lavoreremo per favorire l’integrazione di queste esperienze e per contribuire alla crescita e preparazione associativa dei giovani,

consentendo loro di poter affrontare il ruolo divolontariconmaggiori consapevolezze e di affiancare con grande determinazione ed efficacia l’attuale e futura dirigenza associativa”. Chi volesse cogliere da subito la nuova sfida può segnalare il proprio nominativo via e-mail (giovani@avisbergamo.it), entro il prossimo 20 gennaio.

I nuovi spot

Il bilancio di un anno

“Ti sei ricordato di prenotare la donazione?” è il “dubbio” che accompagna con un pizzico di ironia i tre spot di Avis provinciale Bergamo realizzati ancora una volta da Polar Tv per la nuova campagna di promozione. Tre ambientazioni diverse, dall’organizzazione delle vacanze estive a situazioni di vita quotidiane, tutte accomunate da un’unica domanda che ricorda l’importanza di donare e di prenotare la donazione. La campagna, che ha preso il via nel mese di giugno, ha riscosso un notevole successo soprattutto sui social network tanto che Avis regionale Toscana ha chiesto di poter utilizzare il primo video della serie per la loro campagna regionale estiva in merito all’emergenza sangue. Un’ottima collaborazione nello spirito associativo che contraddistingue da sempre Avis. Ricordiamo alle Avis comunali che volessero richiedere gli spot di contattare l’Ufficio Comunicazione comunicazione@avisbergamo.it Per visualizzare gli spot: canale You Tube Avis provinciale Bergamo F.M.

Sono stati 12 mesi molto positivi per il Gruppo Giovani provinciale: l’evento clou è stato senz’altro la festa presso la piscina e l’area feste di Calcinate dello scorso giugno, ma oltre a questa occorre sottolineare la partecipazione a decine di altri eventi per tutta la Bergamasca. La nota più lieta è sicuramente una crescita continua e costante dei membri del gruppo: giovani di Bergamo città e della provincia hanno partecipato attivamente a tutte le manifestazioni di Avis provinciale Bergamo e le riunioni presso la sede di Monterosso sono sempre animate almeno una ventina giovani avisini. Ovviamente non ci culleremo sugli allori, ma cercheremo di continuare a migliorarci. Per riuscirci siamo sempre alla ricerca di nuovi amici, dai 18 ai 35 anni, che vogliano mettersi in gioco e darci una mano. La prossima riunione è fissata per il 21 gennaio (ore 21.00) presso la sede di Monterosso. Si discuterà dell’incontro del primo febbraio di cui vi parliamo in questa pagina e delle iniziative in programma per il 2016 tra cui la gita invernale sulle ciaspole, il torneo di green volley e tante altre novità. Informazioni, novità, curiosità e fotografie sul Gruppo Giovani sono sempre facilmente consultabili sulla nostra pagina Facebook. Cosa aspetti? Unisciti al nostro gruppo! Ne varrà sicuramente la pena! Michele Gotti Coordinatore Gruppo Giovani

www.facebook.com/AvisGiovaniProvincialeBergamo

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LE ZONE

Gioco a Zona

Funziona la “tattica” avisina per rilanciare l’associazione Cominciamo con questo numero un percorso tra le Zone dell’Avis bergamasca per riflettere con i coordinatori, sulle opportunità e sulle criticità di queste realtà territoriali, a qualche anno ormai dalla loro costituzione. Nella nostra provincia Avis è articolata in 16 Zone, di cui 13 operative. In queste pagine chiacchieriamo con Valter Castellan, referente della Zona 1 (Bergamo, Azzano San Paolo, Lallio e Stezzano) e Adriano Nava, alla guida della Zona 6 Isola (Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Calusco, Carvico, Curno, Filago, Mapello, Medolago, Ponte San Pietro, Presezzo, Solza, Sotto il Monte, Suisio, Terno d’Isola, Treviolo e Villa d’Adda)

SUPPORTO PER LE AVIS COMUNALI “Sosteniamo le quattro Avis comunali e le stimoliamo con nuove iniziative. Non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto lavorando insieme per un obiettivo comune”. È la sintesi di Valter Castellan sull’attività come referente della

Zona 1. “E senza campanilismi di nessun tipo – continua -. Anzi, giusto per fare un esempio l’evento clou della nostra attività può essere rappresentato dalla promozione della nostra associazione a Orio Center. Organizziamo uno stand ormai da alcuni anni (il progetto è nato da un’intuizione di Gianni Civera) nel periodo tra la fine giugno e gli inizi di luglio, a ridosso di saldi e partenze estive. L’obiettivo è quello di catturare l’attenzione delle tante persone che passano per il centro”. Il risultato è garantito: ogni anno sono più di 100 le persone che mostrano interesse a diventare donatori. I nominativi vengono poi comunicati alle Avis di competenza perché le seguano direttamente. “È evidente che abbiamo l’opportunità di raggiungere tanta gente anche di fuori provincia, che è lì di passaggio, ma che molto probabilmente non penserebbe mai di rivolgersi all’Avis del suo comune. Noi forniamo tutte le informazioni necessarie e poi passiamo i nominativi. L’unica cosa che chiediamo in cambio – segnala Valter Castellan - è che le Avis ci tengano poi aggiornati sul percorso del possibile futuro donatore”. Sempre a proposito di supporto, la Zona 1 scende in campo anche gli anniversari, nel 2014 si è sperimentata con quello di Lallio (45°) per prepararsi agli altri tre del 2016. Azzano San Paolo e Stezzano a settembre spegneranno rispettivamente 50 e 60 candeline, mentre Bergamo raggiunge quota 80 anni: i festeggiamenti, nella splendida cornice di Città Alta, sono previsti dal 27 al 29 maggio. E ancora la collaborazione per la realizzazione di eventi culturali (concerti e teatro dialettale) ma anche incontri sanitari/

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ZONA 1 (dati ottobre 2015) Comune Donatori Donazioni Bergamo 2.960 5.397 Azzano San Paolo 197 366 Lallio 115 162 Stezzano 293 423 Totale 3.565 6.348 scientifici di cui ad Azzano San Paolo c’è una bella tradizione. Intanto in città sta girando un autobus sponsorizzato con tutte le informazioni sulla prenotazione della donazione (“amplifichiamo nei nostri quattro comuni il messaggio di Avis provinciale”), in attesa della novità 2016 con il Trofeo Avis Zona 1 per il Soap box rally. “Saremo presenti con uno stand – illustra il coordinatore – sia al momento della punzonatura che, durante la corsa, sugli spalti. In questo modo riusciremo ad essere dove ci sono i giovani”. Se di criticità per la Zona 1 si può parlare si tratta infatti di questo: riuscire a intercettare la fascia d’età tra i 18 e i 35 anni. Con qualche difficoltà in più per il comune capoluogo. “Ma credo sia un po’ anche colpa nostra – sottolinea Castellan – perché ancora non siamo riusciti a dialogare con i singoli gruppi rionali e aziendali per individuare delle forme di collaborazione che ci consentano di raggiungere il target. I comportamenti virtuosi nascono da giovani con un sano stile di vita”. Costanti e ottimi invece i rapporti tra le Avis dei quattro comuni. “Ci si incontra mensilmente. E abbiamo l’appoggio di tutti e quattro i consigli. C’è da dire – chiude Castellan – che quando emergono nuove proposte è perché a monte c’è stata una consultazione nella propria realtà. Quindi la singola comunale le porterebbe avanti comunque. La zona non fa altro che rafforzare e fornire maggior risalto all’evento”.


UN’ESPERIENZA DI ARRICCHIMENTO Senza ombra di dubbio un accrescimento personale e associativo. Lo sostiene Adriano Nava, coordinatore della Zona 6 Isola. “Si impara a stare insieme e ad ascoltare gli altri. Si condividono capacità propositive e organizzative. Sono convinto che il segreto del successo della Zona è proprio il fatto che ci si confronta, a volte anche ci si scontra, ma lontano da logiche di individualismo delle singole realtà, dove magari c’è qualche presidente che vorrebbe decidere per tutti”. Non si è più soli, insomma, ma la Zona rappresenta la giusta dimensione per sentirsi concretamente parte attiva di una grande associazione. “Certo non è semplice superare i campanilismi – sottolinea il coordinatore della Zona 6 – Bisogna aiutare a comprendere che nella Zona si cresce insieme, e non si toglie niente a nessuno”. Il legame con il proprio paese rimane dunque solido e stretto, ma grazie al confronto e alla condivisione si può prendere spunto anche dalle iniziative di altri, magari puntando a migliorarle, calandole nella propria realtà. Quello che sarebbe bello recuperare in futuro e che un po’ è mancata in questi anni è la collaborazione tra le Zone. ZONA 6 (dati ottobre 2015) Comune Donatori Donazioni Bonate Sopra 254 404 Bonate Sotto 153 290 Bottanuco 102 143 Calusco 290 451 Carvico Curno Filago Mapello Medolago Ponte San Pietro Presezzo Solza Sotto il Monte Suisio Terno d’Isola Treviolo Villa d’Adda Totale

144 209 131 192 97 308 221 80 144 101 102 235 153 2.916

221 334 251 338 140 321 361 72 217 188 165 373 274 4.543

“Adesso l’abbiamo avviata con la Zona Isola 2 sul calendario di raccolta. Sarebbe bello attivarla anche per altro”, sostiene Adriano Nava. Gli eventi meglio riusciti? “Abbiamo cercato di proporre cose diverse, unendo mezzi economici e soprattutto idee. Dai concerti alla presentazione di una prima nazionale del film di un regista bergamasco, e poi i tornei di calcetto e pallavolo, e infine una collaborazione importante con il parco di Leolandia e anche con il parco Le Cornelle”. E per tornare a giorni più recenti è positivo il bilancio di quest’anno che si è indirizzato su una nuova strada, con l’organizzazione di due eventi su tematiche non strettamente

legate al mondo avisino: a Villa d’Adda con Giancarlo Comi, scienziato impegnato nella ricerca sulla sclerosi multipla e a Mozzo con una drammaturgia teatrale a più voci intitolata “Aspetta ti accompagno”, realizzata dai volontari dell’associazione Cure Palliative di Bergamo. E Adriano Nava sta già pensando al futuro: “Mi piacerebbe allargare sempre di più la visione di Avis, individuando nuove forme di collaborazione con altre realtà del mondo del volontariato. Nel 2017, poi, è auspicabile che ci sia un ricambio generazionale dei dirigenti della zona. Io l’ho vista nascere, credo sia indispensabile nuova linfa, ma mi auguro che si continui con lo stesso spirito condiviso fin ora”.

AVIS E SCUOLA: IL SANGUE, AMICO PER LA VITA “Il sangue amico per la vita” è il nuovo progetto di Avis provinciale Bergamo per promuovere la donazione di sangue tra i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. L’iniziativa è nata all’inizio del 2015, come progetto pilota, dalla collaborazione tra alcune scuole medie della provincia e le rispettive Avis comunali del territorio. Si tratta di un nuovo percorso educativo per far conoscere in modo divertente l’associazione Avis e alcuni concetti di base sul sangue e la donazione e, attraverso una presentazione multimediale e un gioco finale, per coinvolgere i ragazzi in modo attivo e partecipativo.

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Modalità: L’incontro dura un’ora e tocca le seguenti tematiche: • Chi è Avis? • Il sistema circolatorio • La composizione del sangue • I gruppi sanguigni • Chi può donare • Modalità di donazione • Donare: un gesto di solidarietà Le Avis Comunali interessante possono richiedere il materiale del progetto ed un eventuale supporto formativo per i primi incontri da parte dei relatori di Avis Provinciale Bergamo, scrivendo all’Ufficio Comunicazione: comunicazione@avisbergamo.it Le scuole che volessero proporre gli incontri possono mettersi in contatto con l’Avis Comunale del proprio territorio. Francesca Monzani


SPECIALE SALUTE

La vaccinazione tra mito e realtà

Atteniamoci ai risultati di studi ben condotti e neutrali Questo mese Avis provinciale ha approfondito, in un convegno dedicato ai medici, gli aspetti della profilassi vaccinale: dall’efficacia alla tipologia, alla farmacovigilanza. Ne abbiamo parlato con uno dei relatori, Roberto Buzzetti, medico e specialista in Statistica medica. Togliamoci il dubbio: è meglio avere la malattia naturale o effettuare la vaccinazione? Quali sono rischi e benefici di entrambe le scelte? Innanzitutto bisogna premettere che le malattie suscettibili di prevenzione attraverso la vaccinazione sono molte (parecchie decine) e ogni situazione è diversa dalle altre. In linea di massima si procede nel modo seguente: a) La malattia che si vuole prevenire è grave? Può arrecare seri danni alla salute? b) Esiste un vaccino efficace? (qual è la percentuale dei casi di malattia evitati grazie al vaccino?) c) Gli effetti collaterali del vaccino sono accettabili, se confrontati con i rischi della malattia? d) Esiste un’organizzazione in grado di produrre, distribuire, erogare il vaccino in modo efficiente? e) I costi sono ragionevoli? Se a tutte queste domande rispondiamo di “si”, allora la vaccinazione viene attuata, se solo una di queste domande ha per risposta “no” non si deve procedere. Inoltre bisogna sempre chiedersi se possano essere adottate altre misure per evitare la malattia. Non esistono infatti solo i vaccini! Per esempio l’epatite B può essere contenuta in parte con alcune norme di comportamento. Come arrivare allora ad una scelta consapevole? Quali strumenti abbiamo a

disposizione per scegliere tra vaccinare o non vaccinare (evitando di ricorrere a Internet)? La scaletta proposta nella risposta precedente sarebbe da seguire sempre con molta attenzione. Il problema è trovare, sia in Internet che anche in altre fonti, le risposte equilibrate, oggettive, ragionate, accettando sempre anche un certo margine di incertezza. Non tutto si può sempre conoscere, su alcuni aspetti la ricerca sta ancora cercando di fare chiarezza. Va comunque detto che su molti aspetti della questione abbiamo ormai conoscenze ben consolidate. Perché si vaccina ancora contro malattie ormai scomparse in Italia (poliomielite, difterite)? Alcuni virus o batteri sembrano scomparsi dalla circolazione, e in effetti sono molto diminuiti grazie proprio alle vaccinazioni. Ma quando si scende al di sotto di alcune soglie di copertura (per alcuni vaccini il 90% piuttosto che il 95%) questi germi possono riprendere a circolare e a fare danni. Nel 1990 vi fu un’enorme epidemia di difterite nella Federazione Russa con

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successiva propagazione a tutti i Paesi della ex-Urss e alla Mongolia: oltre 150.000 casi notificati e di 5.000 morti tra il 1990 ed il 1997. I fattori che hanno contribuito sono stati: la mancata vaccinazione dei bambini per la preoccupazione circa gli effetti indesiderati, la crisi del sistema sanitario per le precarie condizioni socioeconomiche, l’aumentata suscettibilità tra gli adulti a causa della diminuzione di protezione della vaccinazione. Nel continente europeo ricordiamo una vasta epidemia di poliomielite nel 1996 in Albania, poi diffusa in Grecia ed exJugoslavia, attribuibile in Albania a una carente organizzazione soprattutto nella conservazione del vaccino; in Grecia ed ex-Jugoslavia la poliomielite si è diffusa tra gruppi di popolazione con scarsa copertura vaccinale. I vaccini conferiscono una protezione efficace e duratura? Ogni vaccino è una storia a sé. Il calendario vaccinale prevede per questo degli opportuni richiami. Come viene valutata la sicurezza di


un vaccino? Come per tutti i farmaci, prima di tutto si procede a una lunga serie di esperimenti su colture di cellule e modelli animali; poi si passa alla sperimentazione sull’uomo per valutare sia l’efficacia che l’eventuale tossicità. Dopo l’immissione in commercio si attua una stretta sorveglianza grazie alla quale qualsiasi medico, operatore sanitario, o semplice cittadino, può segnalare eventuali eventi avversi. Quindi ci sono effetti collaterali… Certamente, non si può dire che non esistano gli effetti collaterali. Questi dipendono da vaccino a vaccino. I più frequenti sono generalmente anche i più lievi, come, ad esempio, il dolore in sede di iniezione o un po’ di febbre. Gli effetti gravi sono in genere molto rari e, come detto, una regola inviolabile è che, quando vi sono, devono essere molto meno probabili dei danni che farebbe la malattia. Per quali tipologie di persone sono sconsigliati? Secondo il vaccino di cui si parla (non ripeteremo mai abbastanza che i vaccini sono tanti e tutti diversi tra loro!) esiste una lista di indicazioni (le persone che “devono” vaccinarsi, o meglio, alle quali si consiglia caldamente il vaccino), e una lista di controindicazioni (le situazioni in cui il vaccino va assolutamente evitato, o quelle in cui bisogna essere prudenti e seguire attentamente la persona vaccinata). Visto il periodo si parla di vaccino antinfluenzale, perché è consigliabile farlo? Questo vaccino è consigliato negli anziani sopra i 65 anni e in alcuni malati cronici (es: asma, diabete, cardiopatie, ecc.). Si è visto, infatti, che in queste categorie di soggetti l’influenza può dare complicazioni anche molto serie, e in molti casi quelle a livello polmonare si sono rivelate anche letali. Per quali vaccinazioni in Italia esiste l’obbligo di legge? Sono attualmente obbligatori i vaccini contro la poliomielite, la difterite, il tetano e l’epatite B. Va comunque precisato che il concetto di obbligatorietà è stato messo in dubbio in alcune regioni, e l’orientamento giuridico è oggi quello di permettere a ogni genitore la non adesione ai vaccini. Chiudiamo con i miti: i vaccini possono

Chi è Roberto Buzzetti Specialista in Statistica Medica, ha svolto in passato attività come pediatra ospedaliera e di famiglia. Successivamente si è dedicato all’Epidemiologia Clinica ed all’organizzazione dei Servizi Sanitari, in particolare in ambito infantile. Ha diretto l’Ufficio Epidemiologico dell’Asl di Bergamo. Ha lavorato come consulente presso varie agenzie, tra cui il Ceveas di Modena (Centro per la Valutazione dell’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria). Autore di circa 180 pubblicazioni scientifiche (di cui una trentina di livello internazionale) e autore di sei libri e collaboratore (stesura di capitoli o parti) in altri nove, vanta numerose presentazioni a convegni (sia nazionali che internazionali) e partecipazioni a progetti di ricerca. Docente in svariati corsi di rilievo nazionale su argomenti di statistica, epidemiologia clinica, medicina basata sulle prove (circa 200 eventi e oltre 3.600 ore di didattica negli ultimi 12 anni), ha, tra i principali interessi scientifici, la teoria dei test diagnostici, la farmaco-epidemiologia, la metodologia clinica. provocare l’autismo, la meningite, l’epilessia? A mia conoscenza, non vi sono rischi di epilessia, ma in qualche raro caso alcuni vaccini possono dare convulsioni legate alla febbre alta. Prendiamo come esempio il vaccino contro il morbillo (che associa anche la protezione da rosolia e parotite e viene detto Mmr). Gli effetti avversi conosciuti sono i seguenti: • effetti comuni: lieve reazione, con dolore, rossore o gonfiore in sede di iniezione, eruzione cutanea lieve, febbre da lieve a moderata, tumefazione dei linfonodi, rigidità, gonfiore delle articolazioni. • Nel 5% - 15% dei vaccinati: febbre oltre 39,5° da 7 a 12 giorni dopo il vaccino. • Circa nel 15% delle donne che ricevono Mmr si svilupperà artrite acuta o gonfiore delle articolazioni. • In rari casi (circa 3 bambini su 10.000 Mmr = 0,03%) convulsioni correlate a febbre alta. Ricordiamo che le convulsioni da morbillo sono circa 1 caso ogni 200. • Meno di 1 bambino su 10.000 ha reazione gravi: riduzione della coscienza, coma o ipersensibilità (anafilassi), gonfiore all’interno della bocca, difficoltà a respirare, pressione bassa, e raramente, shock. 11 segnalazioni di anafilassi su 30-40 milioni di bambini vaccinati. Nessun caso di morte.

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• Meno di 1 bambino su di 1.000.000: encefalite (6-15 giorni dopo la vaccinazione). Il morbillo provoca 1 caso di encefalite ogni 1.000 casi di malattia, nonché una lunga serie di gravi problemi, tra cui anche 1 caso di morte ogni 1.000-10.000 casi di malattia. È infine assolutamente priva di fondamento l’ipotesi che i vaccini (e soprattutto il vero accusato era l’anti-morbillo) provochino l’autismo. Naturalmente il corretto atteggiamento di tutti noi deve essere, come dicevo prima, di massima apertura mentale evitando ideologismi, sia nel senso del trionfalismo pro-vaccini che nell’eccesso di posizioni anti-vaccini. Non si tratta infatti di prendere una posizione politica o filosofica, ma di attenersi ai fatti, dunque ai risultati di studi ben condotti, neutrali e onesti. È infatti alto il pericolo di convinzioni radicali basate a volte anche su studi poco chiari o mal sponsorizzati. Ciò di cui abbiamo bisogno sono risposte equilibrate, oggettive, ragionate, e soprattutto dobbiamo accettare il fatto che gli esiti degli studi possono talvolta essere contradditori e che la conoscenza può cambiare nel corso degli anni. Come sempre l’antidoto all’ignoranza è la partecipazione. Mariagrazia Mazzoleni


SPECIALE SALUTE La campagna vaccinale di Avis provinciale Avis ha iniziato la campagna vaccinale per l’epatite B, offerta ai propri associati sprovvisti di anticorpi protettivi nei confronti del virus specifico, nel 1995, vaccinando fino ad oggi oltre 21.000 donatori periodici con il vaccino ricombinante di seconda generazione. L’avvio è successivo alla Legge 165/91, che ha introdotto l’obbligatorietà della vaccinazione tra quelle infantili, per effetto della quale tutti i nati dal 1991 in poi sono stati vaccinati, mentre i nati in precedenza non lo erano. La campagna vaccinale, attuata con risorse umane ed economiche associative, viene tutt’oggi proposta ad ogni donatore periodico che dona nelle sedi gestite da Avis provinciale in una triplice ottica: 1) Prevenzione: le vaccinazioni rappresentano la strategia più sicura per proteggere il singolo dalla infezione, non dimenticando che la ripercussione positiva si ha anche in ambito di salute pubblica, per l’arresto della diffusione della malattia specifica per cui si viene vaccinati. 2) Sicurezza trasfusionale: il donatore protetto dal vaccino non rischia di contrarre l’infezione (almeno delle forme di virus più note per le quali il vaccino è protettivo) e quindi di donare in corso di finestra sierologica dell’infezione. Nonostante il rischio infettivologico, per il malato che riceve il sangue, sia ormai un’evenienza quasi pari a 0, per l’epatite B è rimasta di 15 casi per milione di unità di sangue trasfuse. Questo è dovuto ad una nuova situazione sanitaria chiamata Obi (infezione occulta da epatite B) che si può verificare nella persona che ha contratto il virus parecchi anni fa ed ha una situazione di scomparsa dal sangue dell’antigene dell’epatite B, ma persistenza nel fegato del Dna virale. 3) Produzione di plasma iperimmune per epatite B: dal plasma dei donatori vaccinati, sottoposti a richiamo decennale, che sviluppano un elevato titolo di anticorpi anti virus, possono essere ricavati gli anticorpi anti epatite B, di cui ad esempio l’ospedale Papa Giovanni XXIII, centro di eccellenza di diverse specialità, in particolare chirurgiche, è grande consumatore. Barbara Giussani Responsabile sanitario Avis

Tattoo, mon amour Scegliere ambienti professionali e procedure corrette e asettiche Riprendiamo il titolo e il contenuto di una campagna del Centro nazionale sangue (Cns) per approfondire un tema che coinvolge anche i donatori. Non intendiamo demonizzare il tatuaggio che il più delle volte, attraverso disegni bellissimi e fantasiosi, ha l’obiettivo di raccontare qualcosa di noi stessi, della nostra personalità, di un evento che è stato o è ancora significativo nella nostra esistenza. Ma, a fronte di una serie di richieste di informazione, ci preme puntualizzare la situazione per quanto riguarda il rischio infettivologico ricordando che, a proposito della donazione, si prevede una sospensione di 4 mesi. Farsi tatuare è una questione di poche ore, ma, visto che si tratta di una decisione di modificare il proprio corpo in modo permanente, l’invito è di non farlo con leggerezza e soprattutto di rivolgersi ad una struttura professionale. Un po’ di storia Il tatuaggio vanta una storia millenaria, di oltre cinquemila anni. Il termine deriva, secondo le testimonianze del capitano James Cook, dall’onomatopeico “tau-tau”, di origini tahitiane, e che sta ad indicare il rumore del picchiettio dell’ago di legno sulla pelle. Prime testimonianze si trovano sul corpo della mummia Otzi, rinvenuta sulle Alpi e risalente a circa 5.300 anni fa. In Egitto le danzatrici erano tatuate con ornamenti, mentre i Celti si decoravano con figure animali, che adoravano come divinità. I romani iniziano a tatuarsi in seguito alle battaglie con i britannici, di cui ne ammirano la forza. Oggetto di ricerche da parte di psicologi, sociologi e tanti altri studiosi, il tatuaggio, la cui storia contemporanea nel mondo occidentale inizia verso gli anni Sessanta del Novecento, rappresenta un marchio di riconoscimento, che sia di esibizione o di differenziazione. Qualche dato sui rischi Una recente ricerca condotta dall’Università di Roma 2, Tor Vergata, su 2500 studenti liceali, attraverso un questionario anonimo, ha evidenziato come il 24% di essi abbia avuto complicanze infettive; solo il 17% ha firmato un consenso informato e solo il 54% è quasi sicuro della sterilità degli strumenti che sono stati utilizzati. Di contro, nel mese di giugno, la rivista Hepatology, ha pubblicato uno studio “Association of tattooing and hepatitis C virus infection: a multicenter case control study” dove si dimostra come l’infezione da Hcv principalmente si trasmetta attraverso: 1) riutilizzo di aghi monouso; 2) la mancata

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sterilizzazione del materiale; 3) il riutilizzo d’inchiostro contaminato con sangue infetto. Ma il dato scientificamente più interessante sta nei tempi di sopravvivenza del virus rilevati negli aghi e nell’inchiostro, variabile da pochi giorni nell’ambiente a quasi un mese nell’anestetico: dato ancor più preoccupante se incrociato con la scelta degli adolescenti verso locali spesso economici e non a norma di legge. Infatti gli infettivologi riscontrano che i casi rilevati di epatite contratti attraverso piercing e tatuaggi sono strettamente correlati a setting che non rispettano le norme di igiene in cui il “cliente” si espone ad un rischio molto superiore che in caso di ambienti professionali, ove la procedura è eseguita correttamente e in modo asettico. Recentemente è stato stimato che, nel nostro Paese, una quota di casi di epatite C acuta superiore al 10% è attribuibile ai trattamenti estetici. Inoltre, esclusi i tossicodipendenti dall’analisi, condotta dall’osservatorio Seieva (Sorveglianza delle epatiti virali acute), si può stimare che coloro i quali si sottopongono al tatuaggio hanno un rischio 3,4 volte più alto di contrarre l’epatite C rispetto a chi non si sottopone. A proposito di rimozione In Italia, secondo i dati raccolti dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) solo nel 2014 le rimozioni sono state 12.000 e non sempre l’operazione ha dato il risultato sperato, perché l’efficacia del trattamento dipende da colore, profondità, densità e tipo di pigmento e dal fototipo del paziente, ovvero dal colore della pelle. Dunque attenzione perché un momento di piacevole spensieratezza, può tradursi in un procedimento un poco anche doloroso, talvolta lungo e forse permanente.


VITA ASSOCIATIVA BERGAMO TRA SUPER DONAZIONI E POESIA Sono otto i donatori avisini che a Palazzo Frizzoni, in occasione della tradizionale “Giornata del donatore cittadina” hanno ricevuto dal sindaco, Giorgio Gori, la benemerenza per essersi particolarmente distinti nell’attività donazionale. Soddisfatto dell’iniziativa il presidente cittadino dell’Avis: “È una tradizione ultratrentennale, quella che vede l’Amministrazione impegnata a premiare i soci che hanno superato le 100 donazioni, esempio di abnegazione e stimolo all’altruismo verso coloro che soffrono – ha commentato Roberto Guerini – ed è significativa dell’attenzione nei confronti di Avis, che in città raccoglie oltre 3.000 iscritti, e che da sempre è impegnata sul territorio per promuovere azioni di generosa solidarietà”. Questi i premiati: Roberto Bonacina, Luigi Gatti, Massimiliano Locatelli, Daniele Risucci, Anna Gloria Rota, Giuseppe Senatore, Nives Tomasoni, Giuseppe Volpi. Si è conclusa con successo anche la trentaduesima edizione del concorso di poesia dialettale “Cuore d’oro”, promosso dall’Avis comunale di Bergamo sotto l’abile regia dell’infaticabile Gianni Pisoni. Questi i vincitori della sezione “a”: primo posto per Daniele Trabucco con “Ol piantù de castègne”, secondo per Luigi Furia con “Pò a’ mé” e terzo per Amadio Bertocchi con “Rierà ol dé” (segnalazione per Carmen Fumagalli Guariglia con “Gogiade de éta”). Per la sezione “b” podio più alto per Simona Medolago con “Trasfüsiù dirèta”.

BREMBATE SOPRA FESTEGGIA 40 COMPLEANNI Un prestigioso traguardo per un’Associazione, come la nostra, che si prefigge da sempre di operare al servizio del prossimo, con particolare attenzione verso la donazione di sangue, gesto di una umanità incredibile! Festa come da tradizione con l’accoglienza degli alfieri delle Avis comunali al palazzo municipale, poi il corteo accompagnato dal locale Corpo musicale, gli omaggi floreali ai monumenti dei Caduti e dispersi in guerra, degli Alpini, dell’Aviazione e dei Caduti sul Lavoro; la Santa Messa di ringraziamento, celebrata da Don Giacomo Ubbiali, e il pranzo con la consegna dei riconoscimenti agli avisini che si sono contraddistinti per la loro attività donazionale. L’Avis di Brembate conta oggi più di 350 iscritti. Chi volesse avvicinarsi ci trova tutti i sabati dalle

ore 14.00 alle ore 15.00 presso la nostra sede di Via XXV Aprile, 20. Giuseppe Previtali LA ZONA 2 VIAGGIA IN TRAM… Sul tram delle valli da Bergamo sino ad Albino passando per Redona, Torre Boldone, Ranica, Alzano Lombardo, Nembro e Pradalunga troviamo questo bel messaggio di solidarietà! Un ringraziamento a tutta l’Avis Zona 2, ottimo esempio di unità per un obiettivo comune. Per potere stare bene con noi stessi non dobbiamo dimenticarci degli altri. Walter Stancheris

… E QUELLA DI PALOSCO IN BICI Domenica 15 settembre Avis Palosco ha organizzato in collaborazione con Asc Ciclistica Avis Aido Palosco la 6a gara di Mtb, lungo un percorso di 32 km sul territorio comunale tra strade sterrate e asfaltate. La manifestazione ha registrato un grande successo di partecipanti con oltre 250 ciclisti dai 17 ai 67 anni. Il gruppo più numeroso proprio quello di Asd Avis Aido Palosco.

A LEFFE, LA VITA IN UNA GOCCIA Una grande goccia al cui interno è disegnato un albero stilizzato fatto da tante persone che si tengono per mano. Questo il regalo di compleanno che l’Avis di Leffe ha voluto concedersi per i suoi 60 anni. Un traguardo che racchiude una storia fatta di persone, di volti, di nomi, di amicizie, di valori condivisi, di passione per la comunità. Il nuovo monumento è stata inaugurato nel corso della festa tenutasi lo scorso 6 settembre per celebrare il nostro anniversario. Una splendida giornata di sole e di azzurro e le vie del paese colorate dalle bandiere dell’Avis hanno fatto da cornice al programma della giornata: il corteo festoso, la messa presieduta da Mons. Bonicelli, l’inaugurazione del nuovo monumento, il pranzo, le premiazioni. Tanti piccoli ma intensi momenti che hanno reso speciale la festa per i nostri 60 anni, insieme alla presenza del Sindaco Carrara Giuseppe, del parroco don Giuseppe Merlini, di numerose sezioni Avis della Valseriana e delle Associazioni attive nel paese. Marco Zenoni LA ZONA 10 GIOCA A BOWLING Le Avis Comunali della zona 10: Bagnatica - Bolgare - Brusaporto – Calcinate - Mornico al Serio

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- Palosco - Telgate - Montello si sono date appuntamento per la decima edizione del torneo di bowling Cavernago. Confermato il successo delle edizioni precedenti che hanno visto la partecipazione di oltre 200 avisini e simpatizzanti. E LA ZONA 8 SCENDE IN CAMPO Festa grande al centro sportivo di Costa di Mezzate per la terza edizione del torneo di calcio a sette, categoria pulcini, organizzato dall’Avis Zona 8 Seriate – Valcavallina e vinto dalla squadra di Torre de’ Roveri. La manifestazione ha lo scopo, come negli scorsi anni, di sensibilizzare le famiglie alla donazione del sangue e per questo sono stati allestiti all’interno del centro sportivo degli stand con materiale informativo e con i volontari sempre pronti a chiarire qualsiasi dubbio o curiosità. Novità di quest’anno: la sfida amichevole tra i volontari dell’Avis che hanno organizzato il torneo e una delegazione dell’Amministrazione Comunale di Costa di Mezzate. Sara Barzizza

IL 55° DI FONDAZIONE DI AVIS MALPENSATA Fondato nel lontano 1960, è composto da un gruppo di donatori (del quartiere, ma anche della vicina Campagnola) che si distinguono per la loro fedeltà all’attività trasfusionale. Dopo la partecipazione alla Messa nella chiesa parrocchiale di S. Croce, celebrata dal prevosto don Claudio Del Monte, nella quale si sono ricordati i defunti del Gruppo, donatori e simpatizzanti si sono ritrovati sul sagrato per un piccolo rinfresco e per le premiazioni ai soci più “bravi”. Tante le benemerenze assegnate, tra i premiati Mauro Locatelli, Marco Mauro Osio e il capogruppo Giampietro Tomasini hanno ottenuto il riconoscimento in oro con rubino per più di 75 donazioni.

Organizzata a puntino, si è svolta l’annuale gita sociale della sezione Avis di Seriate, con destinazione Toscana ed Umbria.


è semplice e rapido usa il sito internet www.avisbergamo.it

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Voce del Donatore - DICEMBRE  

La rivista di Avis Provinciale Bergamo

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