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5. ALCUNI CENNI SUI SERVIZI INDIRETTAMENTE RIVOLTI AL GENERE

• Le politiche di conciliazione e i servizi alle famiglie

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Le politiche di conciliazione e i servizi alle famiglie

I servizi indirettamente rivolti al genere sono, come già è stato anticipato nell’introduzione alla riclassificazione del bilancio, interventi che non sono rivolti in maniera specifica alle donne ma che, per le loro caratteristiche, hanno ricadute più forti sulla vita di queste ultime. Si parla di politiche di conciliazione, che dovrebbero permettere una più facile conciliazione tra la vita lavorativa e quella familiare, rendendo gestibili tempi ed esigenze che entrambe richiedono. Va sottolineato anzitutto che le politiche di conciliazione non sono, o non dovrebbero essere considerate, come “interventi di genere” ma piuttosto interventi a supporto della famiglia. Il fatto che la conciliazione venga vissuta come una questione di genere è strettamente legato al fatto che il ruolo di cura e assistenza viene delegato ancora, in gran parte, alle donne. In Italia il lavoro familiare resta infatti una responsabilità quasi esclusiva delle donne, come dimostra una recente indagine dell’Istat: il carico di lavoro familiare pesa per 82,1% sulle donne casalinghe, e per il 75,4% sulle donne che lavorano. All’interno della coppia tutte le attività di riordino e pulizia della casa e quelle relative alla preparazione dei pasti continuano ad essere di competenza quasi esclusivamente femminile (il 90% delle ore dedicate a queste attività competono alle donne), mentre il contributo degli uomini riguarda per lo più la manutenzione della casa e dei veicoli, o la cura di piante e animali. E’ da segnalare che a questa profonda disparità all’interno della coppia non si associa in genere un’ insoddisfazione sulla divisione dei ruoli al suo interno. Le donne infatti si sentono “naturalmente” investite delle responsabilità familiari e non chiedono un contributo più significativo da parte dei loro partner. Primo obiettivo quindi delle politiche di conciliazione e di quelle legate alle pari opportunità, è quello di influenzare la mentalità e la cultura che ancora assegna alla donna i compiti di gestione di casa e famiglia, per modificarle nel senso di un’ uguaglianza tra i generi, in primo luogo all’interno della coppia e della famiglia. Le misure a sostegno della conciliazione possono essere divise in due tipologie: - interventi che riducono o articolano diversamente il tempo di lavoro (parttime, jobsharing, banca del tempo…) - strumenti che “liberano tempo” (articolazione differenziata dei congedi parentali, asili nido, strutture di supporto aggiuntive per bambini e anziani…)

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In Italia gli strumenti forniti a livello legislativo sono la legge 53/2000 e la legge 328/2000: - la legge 53/2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città” si pone specificatamente come obiettivo l’introduzione di “misure per favorire la flessibilità temporale” per promuovere un equilibrio e un’armonizzazione tra i tempi di lavoro, cura e relazione. In particolare la Legge introduce la titolarità individuale di entrambi i genitori del diritto al congedo e la possibilità di utilizzo congiunto dello stesso. La legge sostiene poi politiche dei tempi sia in azienda che nelle città e l’introduzione di servizi di cura sia per l’infanzia sia per gli anziani - obiettivi della legge 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” sono invece: disciplinare la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali, alle persone e alle famiglie per garantire la qualità della vita, assicurare le pari opportunità, rimuovere le discriminazioni, prevenire, eliminare o ridurre le condizioni di bisogno e di disagio. In particolare con la L. 328/2000, ai Comuni viene riconosciuto il potere/ dovere di interpretare i bisogni collettivi ed individuali del territorio, dove svolgono sia il ruolo di regista per l’attiviazione dei servizi, sia di co-protagonisti nell’ambito della programmazione concertata, assieme ad altri attori istituzionali e non. Il Comune di Udine, nell’ambito delle sue competenze, agisce offrendo servizi a sostegno della famiglia e della conciliazione, rispetto alle seguenti aree di intervento: AREA INFANZIA: • Nidi d’infanzia • Servizio di pre e post accoglienza • Doposcuola • Mense scolastiche • Centri ricreativi estivi • Ludobus • Biblioteca dei ragazzi AREA GIOVANI: • Centri di aggregazione giovanile • Officine giovani

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AREA ANZIANI: • Centri ricreativi per anziani • Servizi di assistenza domiciliare • Progetto “No alla solitudine” • Soggiorni estivi per anziani AREA HANDICAP: • Progetti di vita indipendente • Servizio di trasporto disabili Per quanto riguarda i servizi comunali di cui sopra, si rimanda al Bilancio Sociale del Comune, dove viene effettuata una descrizione approfondita degli interventi e dell’utenza. Il Bilancio Sociale è visionabile anche sul sito internet del Comune di Udine (www.comune.udine.it).

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