Issuu on Google+

N. R.G. P.M.57464/06 N. R.G. Gip 52323/07

Tribunale di Napoli Sezione del Giudice delle Indagini Preliminari – Ufficio 20° Ordinanza di applicazione della misura cautelare coercitiva personale (artt. 272 e segg., 292 cpp e 92 att. cpp) Il Giudice delle indagini preliminari, Dr. Alberto Capuano esaminata la richiesta del PM sede del 19.07.2011 trasmessa il 01.08.2011 di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di: 1) FABOZZI Enrico, da Paolo e da Fabozzi Giustina, nato a Villa Literno (CE) l’ 01.03.1950, ivi residente in via Roma n. 53 2) CAIAZZO Vincenzo, nato a Napoli il 10.03.1954, residente a Villa Literno, via Cesare Battisti n. 19, detto “Stefano”; 3) CAIAZZO Wanda, nata a Napoli il 04.07.1981, domiciliata presso il servizio centrale di protezione 4) CAIAZZO Nicola, nato a Villa Literno (CE) il 26.04.1961 5) CARRINO Anna, nata a Napoli il 26/5/65, collaboratore di giustizia 6) DI CATERINO Emilio, nato ad Aversa il 27.04.74, collaboratore di giustizia 7) GAROFALO Raffaele, nato a San Cipriano d’Aversa il 10-01-1973 8) MACCARIELLO Raffaele, nato a Casal di Principe l’1 Marzo 1972 9) MALINCONICO Giovanni, nato ad Ailano (CE) il 6 Gennaio 1952, 10) MASTROMINICO Giuseppe, nato a San Cipriano d’Aversa il 30.04.1958, 11) MASTROMINICO Pasquale, nato a San Cipriano d’Aversa il 30.01.1951, 12) ZIELLO Gaetano, nato ad Aversa (CE) il 24.04.1980, collaboratore di giustizia; 13) IOVINE Massimo, nato a Villa Literno il 9.03.78, collaboratore di giustizia 14) DIANA Francesco, nato a Villa Literno il 3.02.79, collaboratore di giustizia 15) GUIDA Luigi, nato a Napoli il 18.04.56, collaboratore di giustizia

Indagati per i reati: FABOZZI Enrico a.

per il delitto p. e p. dagli artt. 110, 416 bis c. p. perché, nella qualità prima di candidato e poi di Sindaco del Comune di Villa Literno – in due consiliature consecutive a partire dal 1


2003 - e comunque di esponente politico di rilievo provinciale e poi regionale, accordandosi con gli esponenti apicali dell’ associazione criminale clan dei casalesi egemone nei comuni della Provincia di Caserta e, segnatamente, con i reggenti della fazione BIDOGNETTI – ricevendone altresì un sostegno elettorale e prestando di contro la propria opera a favore del clan per agevolare l’attribuzione di risorse pubbliche attraverso l’aggiudicazione di appalti ad imprese compiacenti, anche in concorso e con la mediazione di Nicola FERRARO, imprenditore e politico per il quale si è proceduto separatamente per la stessa fattispecie di reato, concludendo in particolare un accordo iniziale e generale con GUIDA Luigi, reggente della fazione BIDOGNETTI fra il 2001 ed il 2005, per effetto del quale egli avrebbe assicurato al clan l’assegnazione di appalti e commesse ad imprese di gradimento del clan e/o del FERRARO, in cambio del predetto sostegno elettorale, di una parte della quota in denaro che le medesima impresa di volta in volta avrebbe assicurato al clan, nonché di una relativa “pace” sul territorio relativamente alle richieste estorsive che comunemente il clan effettuava, e continuando tale attività anche dopo l’arresto di GUIDA Luigi, forniva un apprezzabile e significativo contributo di rafforzamento alle strutture criminali interessate dagli accordi (clan dei casalesi), che acquistavano consistenti liquidità economiche da distribuire ai singoli affiliati ed un notevole apporto per il sostegno ed il proselitismo delle medesime organizzazioni, le quali acquisivano prestigio ed autorevolezza, dimostrando all’intera cittadinanza dei territori sottoposti alla loro influenza ed ai clan avversari, il controllo degli organi istituzionali locali e del settore economico degli appalti pubblici. In Villa Literno e altrove, almeno a partire dalla fine dell’anno 2002 - con condotta perdurante almeno fino al 23 aprile 2009, data di scioglimento del Consiglio Comunale di Villa Literno per infiltrazione mafiosa. FABOZZI Enrico, CAIAZZO Nicola, CAIAZZO Vincenzo detto Stefano, IOVINE Massimo, DIANA Francesco, ZIELLO Gaetano, GUIDA Luigi, b.

art. 81 cpv. 110, 86, 87 d.p.r. 16 maggio 1960, n. 570, art. 7 l. 203/91, perchè, in concorso fra loro e con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, previo accordo fra IOVINE Massimo, killer già autore di alcuni omicidi sul territorio ed affiliato al clan Bidognetti quale capozona di Villa Literno, il suocero CAIAZZO Vincenzo detto Stefano quale intermediario, FABOZZI Enrico, candidato Sindaco alle elezioni comunali del 2003 e CAIAZZO Nicola quale candidato consigliere comunale nella medesima coalizione quali richiedenti e mandanti, e con l’autorizzazione di GUIDA Luigi, reggente del clan BIDOGNETTI, avvalendosi della forza di intimidazione del clan BIDOGNETTI nel territorio di Villa Literno, talora con minaccia derivante dalla appartenenza di IOVINE Massimo, DIANA Francesco, ZIELLO Gaetano e GUIDA Luigi al clan, talora mediante promessa di pagamento di piccole somme alle famiglie più bisognose, imponevano a cittadini non identificati del Comune di Villa Literno, di votare rispettivamente i candidati FABOZZI Enrico e CAIAZZO Nicola, che poi sarebbero risultati effettivamente eletti. Con l’aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis ed al fine di agevolare l’associazione camorristica del clan dei casalesi, fazione Bidognetti, che avrebbe tratto vantaggio dall’elezione del sindaco e del consigliere comunale sponsorizzati dal clan. In Villa Literno, nella primavera del 2003 e fino al giorno delle consultazioni elettorali. DI CATERINO Emilio, GAROFALO Raffaele e MACCARIELLO Raffaele c. artt. 110, 629 co. 2 c.p., art. 7 l. 203/91 perchè in concorso fra loro, con minaccia consistita nell’avvalersi del clima di intimidazione derivante dalla appartenenza del DI CATERINO e del MACCARIELLO al clan dei casalesi, il DI CATERINO anche con funzioni direttive e di comando sul territorio di Villa Literno, a seguito di una riunione a cui partecipava anche il boss Alessandro CIRILLO, costringevano NICCHINIELLO Francesco, imprenditore titolare 2


di fatto, unitamente ai figli Salvatore ed Emma, della NICCHINIELLO Costruzioni s.r.l. e compartecipe dell’ATI partecipante ad un appalto per i “lavori di riqualificazione e riuso urbano delle strade del centro storico per un valore di euro 1.161.608,89, a non insistere nella procedura che doveva essere aggiudicata all’ Ati di GAROFALO Raffaele e a non denunciare alle forze di polizia le irregolarità connesse alla aggiudicazione, così procurando un ingiusto profitto a GAROFALO Raffaele ed al clan Bidognetti al quale il Garofalo, cugino di Maccariello Raffaele, avrebbe fatto pervenire parte dei proventi. Con l’aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis ed al fine di agevolare l’associazione camorristica del clan dei casalesi, fazione Bidognetti, che aveva stipulato un accordo generale con il Sindaco Fabozzi per l’aggiudicazione degli appalti, come meglio tratteggiato al capo a). In Villa Literno, il 1° dicembre 2006 CARRINO Anna d.

art. 648 c.p. art. 7 l. 203/91 per avere ricevuto, per conto della famiglia Bidognetti, da MACCARIELLO Raffaele e GAROFALO Raffaele, una somma di denaro di provenienza delittuosa in quanto derivante del reato di cui al capo c), Con l’aggravante di avere commesso il fatto al fine di favorire il clan dei casalesi, fazione Bidognetti. In Casal di Principe nella prima metà dell’anno 2007 FABOZZI Enrico e MALINCONICO Giovanni e. art. 319, 321 c. p., per avere FABOZZI Enrico, Sindaco di Villa Literno, ricevute denaro ed altre utilità da MALINCONICO Giovanni, rappresentante e capogruppo della ATI Malinconico–Favellato–Mastrominiio, quale prezzo per l’aggiudicazione dell’appalto relativo alla realizzazione del “programma integrato di riqualificazione urbana ed ambientale”, per l’importo complessivo a base d’appalto di euro 13.602.833,19, sulla base dell’accordo generale che il Fabozzi, in relazione a quanto indicato al capo a) aveva stipulato con il clan dei casalesi. In particolare il Malinconico forniva al Fabozzi le seguenti prestazioni, altrimenti non dovute: • contributo di euro 10.000,00 per la squadra di calcio del Villa Literno; • contributo di euro 10.000,00 per i festeggiamenti del Carnevale di Villa Literno; • elargizione di euro 2.200,00 in favore di DI FRATTA Michele per la realizzazione di cartoline augurali per i cittadini di Villa Literno; • sponsorizzazione di euro 3.000,00 per il concerto tenuto da Katya RICCIARELLI in Villa Literno – gennaio 2008; • assunzione di personale presso le imprese MASTROMINICO e MALINCONICO; • richiesta di realizzazione di una piscina smontabile all’interno della chiesa comunale. In Villa Literno, acc. il 5 ottobre 2007 CAIAZZO Vincenzo detto Stefano e FABOZZI Enrico f. artt. 81 cpv., 110- 648 ter c.p ., perché in concorso fra loro, con più azioni in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, senza aver preso parte al reato di associazione mafiosa ed agli altri reati per i quali in altri procedimenti si è proceduto nei confronti di IOVINE Massimo, affiliato al clan Bidognetti, impiegavano in attività economiche denaro e altre utilità provento dei delitti commessi dallo IOVINE, in particolare investendo tale provento nelle attività edilizie e di gestione immobiliare della società GRUPPO CASA s.r.l., di cui essi sono stati soci, unitamente a SANTORO Gennaro. In Villa Literno, fino al gennaio 2008 3


CAIAZZO Wanda g. artt. 81 cpv., 648 c.p., per avere ricevuto, in più occasioni, somme di denaro di variabile entità a titolo di “stipendio” erogato da esponenti del clan Bidognetti per il mantenimento in carcere del fidanzato IOVINE Massimo, soldi provento del delitto di associazione di stampo camorristico e di estorsione commessi in Villa literno e comuni limitrofi. In Villa Literno, fino al gennaio 2008 MASTROMINICO Pasquale. MASTROMINICO Giuseppe, MALINCONICO Giovanni h.

per il delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv., 110, 416 bis c. p. perché, nelle rispettive qualità di imprenditori nel settore dell’edilizia e partecipanti all’aggiudicazione di appalti pubblici mediante le rispettive imprese, spesso in A.T.I. fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – accordandosi con gli esponenti apicali delle associazioni criminali egemoni nei comuni della Provincia di Caserta ed in modo particolare con i reggenti del clan IOVINE, nell’ambito della più ampia organizzazione criminale del clan dei casalesi, ricevendo dal clan un appoggio costante per l’assegnazione di appalti e commesse pubbliche, con meccanismi di alterazione delle gare, e dunque un appoggio determinante per la loro affermazione imprenditoriale, prestando a loro volta la loro opera a favore del clan dei Casalesi per agevolare l’attribuzione di risorse pubbliche attraverso l’aggiudicazione di appalti, nonché per favorire il controllo da parte del clan di tale strategico settore economico, fornivano un apprezzabile contributo di rafforzamento alle strutture criminali interessate dagli accordi, che acquistavano consistenti liquidità economiche da distribuire ai singoli affiliati ed un notevole apporto per il sostegno ed il proselitismo delle medesime organizzazioni, le quali acquistavano prestigio ed autorevolezza, dimostrando all’intera cittadinanza dei territori sottoposti alla loro influenza ed ai clan avversari, il controllo degli organi istituzionali locali e del settore economico degli appalti pubblici. In Casal di Principe e altrove nella provincia di Caserta, - con condotta perdurante.

Con la recidiva reiterata e specifica per Maccariello Raffaele, Di Caterino Emilio, Malinconico Giovanni, Ziello Gaetano, Iovine Massimo, Diana Francesco, Guida Luigi. indagata per : I Gravi indizi di colpevolezza. CAPITOLO 1 Premessa: L’indagine Normandia II”. L’oggetto della richiesta cautelare inoltrata dal Pubblico Ministero trae origine dagli accadimenti illustrati nell’indagine denominata NORMANDIA II (n. r.g. 39197/04) culminata con l’arresto eseguito in data 12 luglio 2010 di Nicola FERRARO, già consigliere regionale del partito dell’UDEUR, indagato per concorso esterno nell’associazione mafiosa denominata clan dei Casalesi ed in particolare per aver stretto accordi con le fazioni SCHIAVONE e BIDOGNETTI. Nella presente indagine vengono portati all’attenzione di questo Giudice il successivo compendio probatorio raccolto in ordine ai rapporti di mediazione svolti da Nicola FERRARO fra il clan Bidognetti ed il Sindaco di Villa Literno, Enrico FABOZZI, fondati su un accordo generale volto a garantire al clan il controllo e la gestione degli appalti e delle risorse pubbliche, in cambio del sostegno elettorale e di tornaconti economici, personali ed elettorali, per il Sindaco e per le persone a lui vicine, compreso naturalmente il FERRARO. 4


In particolare va premesso che nell’indagine citata (la cui ordinanza di custodia cautelare è allegata agli atti della richiesta del P.M.) è stato ricostruito il rapporto preferenziale di NICOLA FERRARO con il clan dei casalesi e con la fazione bidognettiana, coltivato nella doppia veste di politico e di imprenditore del settore strategico del ciclo legale dei rifiuti. Da quella ricostruzione e dalle dichiarazioni acquisite è emerso come il clan avesse stipulato accordi di carattere generale con politici ed amministratori locali nei Comuni ricadenti sotto la propria influenza ed in particolare in Castelvolturno (con i Sindaci Scalzone e Nuzzo), Lusciano e Villa Literno. Intermediario attivo di questi rapporti è stato il FERRARO, capace di strumentalizzare la fitta trama di rapporti intessuti come politico ben noto sul territorio e come imprenditore interessato agli appalti pubblici, nonché come soggetto che, per origine e storia criminale, aveva la capacità di rapportarsi con i massimi livelli del clan dei casalesi, da Casal di Principe a Castelvolturno; capace insomma di racchiudere in sé l’anima camorrista, quella imprenditoriale e quella politica, quasi a voler semplificare in una sola persona ed in un solo corpo le più complesse teorie giudiziarie del cd. tavolino in materia di appalti. Invero l’esperienza giudiziaria e quanto riportato negli atti del processo NORMANDIA 2 dimostrano prima ancora di ogni commento, l’indispensabilità di un controllo, oltre che mafioso, anche politico dei settori dell’amministrazione competenti per l’erogazione delle risorse pubbliche. Il clan BIDOGNETTI, che risponde appieno al modello di associazione mafiosa classica, ha mostrato di perseguire se non il controllo esclusivo, quanto meno uno stabile rapporto di influenza con il potere politico locale. Quest’associazione mafiosa ha mostrato nel corso degli anni di aver sempre intessuto rapporti di collaborazione stabile con esponenti politici, spesso prescelti dal medesimo clan e sostenuti nelle competizioni elettorali proprio allo scopo di strumentalizzarne, in un momento successivo, l’apporto all’interno delle istituzioni. Il modello del rapporto di inferenza tra struttura mafiosa e singolo esponente politico può essere calibrato in funzione delle necessità e delle variabili che di volta in volta intervengono in un determinato momento storico, ma la sussistenza di uno stabile collegamento tra associazione mafiosa ed esponenti politici, specie locali, rappresenta una tappa necessaria per ogni organizzazione mafiosa. Ed infatti è stato dimostrato che Nicola FERRARO si è avvalso dell’aiuto del clan in alcune competizioni amministrative (di carattere locale, regionale e nazionale) e di contro si è prestato per favorire la camorra per l’acquisizione di appalti e commesse pubbliche. E’ emerso come il politico-imprenditore si sia legato di volta in volta sia alla fazione BIDOGNETTI che agli SCHIAVONE, ed abbia poi dovuto sottostare, per la sua stessa natura di imprenditore e politico colluso, alla volontà del clan che lo favoriva. In questa sede si rinvia alla ricostruzione effettuata nella richiesta di misura cautelare che ha dato origine alla indagine Normandia II circa le commistioni politico-imprenditoriali nei comuni dell’area domitiana. In effetti le indagini realizzate dai Carabinieri del ROS sulle attività di Nicola FERRARO consentono di avere un quadro completo del ruolo di cerniera svolto dal FERRARO fra la politica, l’imprenditoria e la camorra, in piena coerenza con quanto dichiarato dai collaboratori di giustizia e con particolare riferimento almeno a due comuni storicamente controllati in modo capillare dal clan BIDOGNETTI, e cioè Castelvolturno e Villa Literno. In quella sede alcuni degli accertamenti effettuati ed alcune significative intercettazioni telefoniche rappresentavano il riscontro delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ed in particolare di quelle rese da GUIDA Luigi in ordine ai rapporti preferenziali del FERRARO con i politici di Castelvolturno e di Villa Literno, ed in particolare con LORENZO Marcello e FABOZZI Enrico. Emergeva altresì la commistione degli interessi politici del FERRARO quale rappresentante apicale dell’UDEUR in Campania e nella provincia di Caserta, con il coinvolgimento di altri politici dello stesso schieramento, e le logiche clientelari e criminali che ne caratterizzavano l’azione. In questo ambito appare necessario ancora una volta il richiamo alle due OCC che hanno riguardato, negli ultimi tempi, il FERRARO per reati di criminalità comune commessi nell’esercizio delle sue funzioni politiche e di rappresentante dell’UDEUR, dimostrando, in tal modo, l’esistenza di un sistema, quello politico clientelare, che si affianca e si intreccia, per mezzo del FERRARO con quello 5


criminale e camorristico legato ai Casalesi. Lo sviluppo delle indagini espletate sul conto del FERRARO Nicola, ha dunque permesso di ricostruire anche altri episodi dai quali è possibile desumere la pericolosità del documentato legame esistente tra il Ferraro imprenditore e politico ed il sodalizio mafioso oggetto dell’indagine. E’ necessario sottolineare che, nonostante gli incarichi istituzionali dell’indagato abbiano riguardato materie amministrative coinvolgenti l’intera regione Campania, la quasi totalità degli argomenti di interesse investigativo intercettati si sono caratterizzati per essere attinenti proprio alla vita politico imprenditoriale dell’area di influenza del clan dei Casalesi. Tale particolare, poi, si è ulteriormente dotato di connotati del tutto compatibili con la pianificazione operativa degli affari illeciti stabilita in seno al clan dei Casalesi e desunta dagli stessi elementi di prova acquisiti nel presente procedimento. Si cita, a tal proposito, la conversazione registrata il 28.09.2004 all’interno della vettura Mercedes targata CF470MG intestata ed in uso a SCHIAVONE Nicola di Luigi nato a Napoli il 12.06.1978, ed intercorsa tra questi e la propria fidanzata FONTANA Raffaela nata a Caserta il 18.10.1970, nel corso della quale lo SCHIAVONE, cugino del più noto SCHIAVONE Nicola cl. 79, figlio di Sandokan, dimostrava una compiuta conoscenza dell’articolazione e delle dinamiche interne al “Clan dei Casalesi” indicando le varie aree di influenza di ciascuna compagine nonché la ripartizione delle rispettive competenze. Nello specifico, il referente imprenditoriale del clan SCHIAVONE rappresentava che nell’area sottoposta alla competenza territoriale del capo clan detenuto BIDOGNETTI Francesco alias Cicciotto e’ Mezzanotte”, l’imprenditoria veniva sottoposta ad un sistema di controllo differente da quello esercitato dal clan SCHIAVONE. In particolare, a differenza di quanto realizzato da quest’ultimo clan, che, come fedelmente documentato nell’indagine NORMANDIA provvedeva a creare dei cartelli di imprese per turbare i pubblici incanti banditi dai singoli comuni, nell’area di CastelVolturno e zone limitrofe, la fazione del Clan dei Casalesi competente per territorio provvedeva a imporre un’esazione alle imprese esecutrici di pubblici appalti, senza spingersi nel controllo dei procedimenti amministrativi connessi ai relativi finanziamenti delle opere pubbliche. In merito egli riferiva testualmente: «noi ci stiamo prendendo il nostro mica ci stiamo prendendo quello degli altri (…) questo non me lo devo vedere io, io vado a fatti già compiuti, vado quando si è parlato si è chiarito, si sà già che quello e mio (…) e poi ti sto dicendo che la prima cosa sai come ha detto a me? il primo che parla e dice qualcosa, no, a parte che non parla nessuno e già te lo posso mettere per iscritto, ho detto che l'ergastolo l'ha preso mio zio (…) si, per via delle tarantelle sulle montagne per i morti, che ci sono stati e l'hanno accusato di certi omicidi, questo no per dire, ma non è questo, tu hai capito che io c'entro politicamente, hai capito o no? da una parte ci devo entrare politicamente da un'altra ..inc...perchè quell'altro. (…) non esiste proprio manco uno, sui Comuni ci sono i Casalesi e i San Ciprianesi, se li mettono sotto e ""fonetico"" bungt - bangt -bungt - bangt hai capito? mo chi è che deve decidere ... inc...a Casale, nessuno perchè solo Noi ci siamo, gli altri fanno altre cose, Cicciotto non c'entra proprio con i lavori (…) No Cicciotto non c'entra proprio con i lavori, Cicciotto sai cosa fa, Tu prendi il lavoro a Castello (CastelVolturno) ad esempio, dice mi devi dare tanto perchè questa è zona mia basta» In effetti, proprio in diversi comuni ricadenti in quest’ultima area - stando alle indicazioni appena citate, caratterizzata per un sistema di controllo dei finanziamenti pubblici a valle e non a monte come avveniva negli enti locali sui quali le indagini avevano dimostrato un’influenza predominante del clan dei Casalesi, termine qui riferito alla fazione SCHIAVONE, territorialmente competente per la cittadina di Casal di Principe – le indagini realizzate hanno permesso di verificare che vi è stato ampio spazio di manovra per la cura degli interessi politico imprenditoriali da parte di colui a proposito del quale, il collaboratore di giustizia DIANA Luigi in data 7/06/07 ha riferito testualmente: «…domandammo un giorno al BIDOGNETTI Francesco perché mai questo soggetto che, sapevamo essere aggiudicatario di alcuni appalti per la raccolta dei rifiuti nei comuni del casertano e per il servizio di disinfestazione, non pagasse al clan. Mi spiego: siccome si trattava di un imprenditore di rilievo io pensavo che dovesse come gli altri pagare al clan. Mi ricordo che ci domandavamo come fosse possibile che gli altri imprenditori di fuori Casale pagavano l’estorsione ed il FERRARO no. Quando facemmo questa domanda al BIDOGNETTI lui ci rispose che il 6


FERRARO non si poteva toccare perché era socio di Francesco SCHIAVONE». Si vedrà come proprio l’avvento di Nicola FERRARO sulla scena del clan Bidognetti, nell’ambito dell’accordo generale effettuato con GUIDA Luigi, segnerà anche nei territori bidognettiani, ed a Villa Literno in particolare, un sensibile mutamento di sistema. Si passerà cioè, sotto l’egida del binomio GUIDA-FERRARO, da un sistema di estorsioni a valle, ad un sistema di controllo degli appalti e di determinazione dell’impresa vincitrice a monte. Il cambio di sistema imponeva conseguentemente di sfruttare l’influenza politica del FERRARO, da coniugare con quella camorristica del GUIDA, coinvolgendo gli amministratori locali. La possibilità per il FERRARO di incidere in modo strumentale nella gestione amministrativa dei comuni dell’area del basso Volturno e del litorale Domitio, che si andava ad aggiungere a quella di poter intervenire nel settore delle risorse finanziarie destinate agli altri enti locali della provincia di Caserta (che aveva determinato le attenzioni del clan SCHIAVONE nei confronti della sua figura) è stata messa in evidenza in più occasioni, in modo diretto o indiretto, dagli episodi ricostruiti tramite le attività tecniche realizzate nei suoi confronti e dalle sue stesse ammissioni intercettate. Del resto altre emergenze investigative confermavano il ruolo politico, imprenditoriale e camorristica del FERRARO nei territori di pertinenza del clan BIDOGNETTI, come dimostra la vicenda relativa al Comune di Castel Campagnano (Ce), che potrà essere letta nella sua interezza nell’informativa del ROS e nella richiesta di misura cautelare NORMANDIA. In particolare significativa si rivelò la conversazione intercettata tra presenti in data 01/04/06 alle ore 17.55, prog. 12863, intercorsa tra il FERRARO Nicola, EBOLI Filippo e due imprenditori, successivamente identificati in FERRARA Giovanni, nato a Arienzo il 24/10/44, res.te a Mariglianella, Via Sauelle 14 e nel figlio FERRARA Domenico, nato a San Felice a Cancello il 07.08.1968 che si erano rivolti al FERRARO affinché questi intervenisse sul sindaco di Castel Campagnano (CE) al fine di ottenere un’autorizzazione. Il FERRARO si rammaricava per non essere ancora riuscito ad esaudire la richiesta, giustificandosi per il fatto di non conoscerlo personalmente; nell’occasione l’indagato riferiva testualmente ai suoi interlocutori: «…se la volete fare in un altro comune, con tutti i comuni miei di là, da Castelvolturno all’ultimo Comune, vado là, vi dò la terra, vi faccio fare (inc.) vi faccio avere le autorizzazioni, quello che cazzo volete voi…». La vicenda in questione, presa in esame proprio per l’idoneità di tale affermazione a dare riscontro a quanto sopra riferito, nasceva dall’esigenza degli imprenditori di installare un impianto per la lavorazione degli inerti nel territorio del predetto comune. Il sindaco, identificato in CAMPAGNANO Nicola Giacomo, nato il 06 marzo 1955 a Castelcampagnano (CE), medico presso il presidio Ospedaliero di Maddaloni, non aveva concesso l’autorizzazione opponendo le problematiche connesse al possibile intralcio del traffico urbano causato dal conseguente transito dei mezzi di trasporto impegnati per raggiungere il sito in questione ed aveva manifestato, al contempo, l’esigenza di costruire un cavalcavia per decongestionare la viabilità. Stante la convinzione degli interlocutori che il diniego del primo cittadino fosse strumentale all’esigenza di realizzare l’opera con i fondi regionali, il FERRARO manifestava la possibilità di incidere sulla destinazione del finanziamento pubblico al fine di far ricevere l’autorizzazione in questione all’imprenditore, il quale gli prometteva, in cambio, il proprio supporto elettorale. Il FERRARO, inoltre, rappresentava agli imprenditori di essere in grado di intervenire per ritorsione sul futuro professionale del CAMPAGNANO Nicola Giacomo, all’epoca dei fatti concorrente per un posto da primario alla ASL CE 1, nel caso in cui quest’ultimo avesse persistito nell’opporre il proprio diniego alla definizione della vicenda. Il ruolo di Nicola FERRARO è compiutamente ricostruito nell’O.C.C. Normandia con riferimento ad attività di intercettazione e a dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, intranei ai clan Bidognetti, Schiavone, Belforte, Massaro: si tratta di DIANA Luigi, DE SIMONE Dario, AMODIO Pietro, BIDOGNETTI Domenico, MAIELLO Umberto, CARRINO Anna, VASSALLO Gaetano, ORSI Sergio, SPAGNUOLO Oreste, DI CATERINO Emilio, PICCOLO Raffaele, GUIDA Luigi, DIANA Francesco, FRONCILLO Michele, TURNACCO Giovanni, FARINA Antonio. In questa sede si rinvia sempre alle risultanze dell’indagine Normandia II (ed alla richiesta del P.M. 7


che la riporta) circa i rapporti di FERRARO Nicola con MARCELLO Lorenzo e NUZZO Francesco sindaci di Castelvolturno riportati dal P.M. al fine di meglio comprendere la modalità operativa del Ferraro. Par. 2 I rapporti di FERRARO Nicola con Enrico FABOZZI. Le emergenze dell’indagine NORMANDIA II. Dagli atti di indagine emerge la chiara e palese illiceità dei rapporti in essere tra il Ferraro e Fabozzi Enrico. Invero alcune intercettazioni, presenti nell’indagine Normandia II apparentemente prive di rilievo, devono essere rilette alla luce del presente procedimento penale a seguito della collaborazione di GUIDA Luigi. Come si vedrà il collaboratore di giustizia si è molto dilungato sui rapporti fra camorra e politica nel territorio di Villa Literno, evidenziando che essi si concretizzavano sull’asse FERRARO-FABOZZI, essendo quest’ultimo Sindaco del Comune. Si riportano in questa fase per comodità le dichiarazioni salienti contenute nell’indagine NORMANDIA II 1: ADR: per quanto riguarda i miei rapporti con le amministrazioni di Villa Literno devo dire che prima delle elezioni di FABOZZI non ho mai avuto rapporti diretti con l’amministrazione anche se, ovviamente, venivano regolarmente fermati i lavori pubblici e richieste le somme estorsive a costruttori e commercianti. Iniziai ad interessarmi della vicenda politica di Villa Literno quando poco prima delle consultazioni elettorali da un lato Massimo IOVINE mi informò che la fidanzata era imparentata con il candidato Sindaco FABOZZI, e dall’altro vi fu un tentativo da parte di un altro candidato, tale .. omissis … della fazione politica opposta, di ottenere il mio appoggio. Mi ricordo che infatti incontrai questo … omissis… presso l’abitazione di SIMONELLI a Frignano e, per la verità, avevo quasi deciso di appoggiarlo. Siamo nel periodo in cui io avevo un buon apporto con Nicola FERRARO e questi, che era convinto dell’affermazione di FABOZZI, mi disse di evitare di impegnarmi a favore dell’uno o dell’altro candidato perché tanto chiunque avrebbe vinto, l’amministrazione comunale avrebbe sempre eseguito il miei ordini. Vinse le elezioni il FABOZZI ed io ricordo che io primo incontro che ebbi con lui fu organizzato da Nicola FERARRO che aveva buoni rapporti con il FABOZZI e si tenne proprio presso l’abitazione del Nicola FERRARO a casal di Principe. In questo incontro prese la parola inizialmente il FERRARO il quale disse che non sarebbe stato necessario iniziare a bloccare i lavori pubblici per chiedere l’estorsione perché grazie a lui stesso ed al sindaco eletto, le gare sarebbero state preparate in modo da consentire sempre al clan il pagamento delle somme spettanti senza l’uso di intimidazioni. Il FABOZZI, prendendo a sua volta la parola, soggiunse che certamente non ci sarebbero stati problemi perché egli aveva trattenuto anche la delega ai lavori pubblici ed inoltre avrebbero nominato in comune accordo con FERRARO Nicola, l’ingegnere capo dell’ufficio tecnico che, o avrebbe proceduto a nomina diretta delle ditte per gli appalti di minore entità o avrebbe truccato le gare per quelli di ammontare maggiore… Nel corso FERRARO che hanno FABOZZI, influenza 2

dello svolgimento delle attività tecniche, in effetti, è emerso che Nicola ha avuto rapporti che hanno esulato da ragioni istituzionali e risposto invece, ad esigenze di tipo imprenditoriale, proprio con il Sindaco di un Comune che storicamente ricade sotto la stringente della fazione bidognettiana del Clan dei Casalesi , e che è stato

1

Interrogatorio di GUIDA Luigi del 28.9.2009. i cittadini di Villa Literno hanno, purtroppo, assistito ad alleanze e scissioni continue tra appartenenti a gruppi criminali contrapposti, testimoniate da una lunga e persistente sequenza di delitti di sangue che, da oltre un decennio, si verificano nella cittadina. Dalla sia pur fugace lettura degli atti processuali relativi ai numerosi giudizi relativi alla cd. faida di Villa Literno si desume, con semplicità, come molti degli episodi ad essa riconducibili, siano maturati in un 2

8


interessato da cospicui finanziamenti della Regione Campania per la riqualificazione del territorio. In particolare il sindaco FABOZZI Enrico è in carica dal 2003. L’8/06/06 il FERRARO contattava telefonicamente il primo cittadino e gli riferiva di aver concordato con gli altri amministratori regionali una serie di finanziamenti per svariati milioni di euro da far confluire nel territorio del comune di Villa Literno per la bonifica di alcune aree ; come anticipato, tale operazione scaturiva in accordo con il piano di sviluppo europeo per la riqualificazione ambientale dell’intera zona compresa tra i comuni di Villa Literno e Castel Volturno con particolare attenzione all’area del delta del fiume Volturno. momento storico in cui erano attive in Villa Literno due opposte fazioni camorristiche, in guerra fra loro per il predominio sul territorio: il gruppo TAVOLETTA-UCCIERO ed il gruppo BIDOGNETTI, così individuati per i nomi delle famiglie leader attorno alle quali si aggregavano, ed in parte si aggregano tuttora, i rispettivi affiliati. I due gruppi camorristici, entrambi confederati nel clan dei Casalesi, erano capeggiati rispettivamente:  Il gruppo TAVOLETTA, da TAVOLETTA Cesare classe 1980 che dal 01.03.2004 è collaboratore di giustizia;  Il gruppo BIDOGNETTI, prima da VERDE Enrico, da sempre fedele ai BIDOGNETTI, e poi da GUIDA Luigi, rappresentato in Villa Literno da IOVINE Massimo, anch’esso divenuto dal 31.01.2008 collaboratore di giustizia. Infine da CIRILLO Alessandro, detto o’ Sergente, fino alla sanguinosa stagione inaugurata dall’evasione di SETOLA Giuseppe dagli arresti domiciliari nei primi mesi del 2008. Il VERDE Enrico ha riportato condanna alla pena dell’ergastolo per l’omicidio di ORABONA Davide, componente del clan TAVOLETTA, ed attualmente è sottoposto al regime degli arresti domiciliari per motivi di salute. Il gruppo TAVOLETTA era appoggiato dal gruppo cd. scissionista, che si staccò dai BIDOGNETTI ed, ai suoi vertici, poteva contare su personaggi di spicco quali CANTIELLO Salvatore detto Carusiello, DIANA Luigi detto o’ Manovale (attualmente anch’egli collaboratore di giustizia), CANTIELLO Vincenzo, ZARA Nicola, APICELLA Pasquale, CORVINO Daniele ed altri esponenti del clan dei CASALESI. La compagine contrapposta ai TAVOLETTA, quella cioè facente capo a BIDOGNETTI Francesco, alias Cicciotto e’ Mezzanotte ed ai suoi figli BIDOGNETTI Aniello e Raffaele, oggi detenuti, poteva contare sull’apporto di GUIDA Luigi, reggente del clan, LETIZIA Giovanni, GRASSIA Luigi, DI MAIO Francesco, DI CATERINO Emilio (divenuto recentemente collaboratore di giustizia, dopo un periodo di latitanza). La vitalità dei due gruppi criminali non ha mai avuto momenti di stasi. Ognuna delle attività illecite cd. spia, caratterizzanti la presenza delle organizzazioni criminali di stampo camorristico si è incessantemente ripetuta sul territorio. Basti pensare alle numerose estorsioni, alle imposizioni di alcuni prodotti al commercio, (vds. imposizione del latte, del caffè, della carne) agli omicidi, gli atti intimidatori ed alle altre attività tipiche dei gruppi camorristici. In definitiva, le organizzazioni criminali non hanno mai perduto il controllo del territorio, riuscendo - peraltro continuamente ad attingere dalla società civile sempre nuovi accoliti. Per comprendere bene il fenomeno socio-criminale con cui ci si confronta è forse sufficiente riportare un nudo elenco cronologico degli episodi principali che hanno caratterizzato la contrapposizione armata tra i gruppi TAVOLETTA e BIDOGNETTI ed i fatti di sangue che ne sono scaturiti dal 1997 ad oggi: • omicidio di TAVOLETTA Antonio, capo dell'omonimo clan, avvenuto in data 23.09.97, in Villa Literno; nell'occasione rimase ferito anche LETTIERO Cuono, affiliato al sodalizio dei TAVOLETTA, divenuto poi, nel 2000, collaboratore di giustizia; • tentato omicidio di VERDE Enrico, affiliato al clan BIDOGNETTI, in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari, avvenuto in data 17.11.97 in Villa Literno; • omicidio di TAVOLETTA Mario, avvenuto in Giugliano in Campania il 16.03.98. TAVOLETTA Mario era ritenuto l'alter ego del capo clan TAVOLETTA Antonio, tra l'altro suo cugino. • omicidio di DI FRAIA Raffaele, affiliato al clan BIDOGNETTI, avvenuto in data 05.04.98 in Villa Literno dopo pochi giorni dall'omicidio di TAVOLETTA Mario. Il DI FRAIA al momento dell'agguato indossava un giubbetto antiproiettile, temendo quindi un eventuale aggressione. L’omicidio DI FRAIA Raffaele rappresenta l’imputazione di una ordinanza di custodia in carcere nei confronti di CANTIELLO Salvatore, TAVOLETTA Cesare, DEL VECCHIO Antonio e UCCIERO Massimo, quest’ultimo - all’epoca dei fatti - ancora minorenne; • omicidio di ORABONA Davide, avvenuto il 14.10.98, in Villa Literno. La vittima era ritenuta esattore del clan TAVOLETTA. Le indagini hanno consentito di raccogliere inconfutabili indizi di colpevolezza nei confronti di VERDE Enrico, riconosciuto da un testimone oculare quale autista del commando che aveva assassinato ORABONA Davide. • omicidio di FALCONE Amedeo, avvenuto in Castelvolturno il 21.10.98. Il FALCONE, domiciliato a fianco dell’abitazione di TAVOLETTA Antonio, era ritenuto a quest’ultimo affiliato; la figlia del FALCONE è l’attuale convivente di TAVOLETTA Cesare; 9


prog. 10943 del giorno 08.06.2006 delle ore 21.05 n°348/0008091, in uso a FERRARO Nicola, nato a Casal di Principe il 23.03.1961 (decreto n °998/06 RR emesso dalla D.D.A di Napoli in data 27.03.2006) (All.200) (…) FABOZZI= eehh.. senti io ti volevo dire ..eehh.. va buono e parla con BASSOLINO... e poi invece LUPACCHINI non ti ho domandato più. che facesti. FERRARO= no, c'ho parlato e ho parlato pure con CAMILLERI stamattina FABOZZI= eh • • • • •

• • • •

• • •

• •

omicidio di IANNARELLA Tammaro, avvenuto in Casal di Principe il 16.11.98, fratello del più noto Pasquale, nato a Capua il 14.5.68, affiliato al clan BIDOGNETTI. omicidio di CATERINO Vincenzo, avvenuto in Villa Literno il 16.01.99, affiliato al clan BIDOGNETTI e in ottimi rapporti d'amicizia con DI FRAIA Raffaele e VERDE Enrico, tanto che ha reso dichiarazioni alla P.G. a favore del VERDE, tentando di precostituirgli un alibi per l'omicidio di ORABONA Davide; omicidio di LAUDANDO Vincenzo, avvenuto il 18.01.99. Il LAUDANDO, appartenente al clan TAVOLETTA, è stato assassinato soltanto due giorni dopo l'omicidio di CATERINO Vincenzo; Fra il mese di aprile e settembre 1999 furono catturati i latitanti BIDOGNETTI Domenico, CANTIELLO Salvatore, CANTIELLO Vincenzo, ZARA Nicola e DIANA Luigi (gli ultimi quattro contrapposti ai BIDOGNETTI). Nella notte fra il 02/03.08.1999 vennero, altresì, arrestati: TAVOLETTA Cesare (Rino); D’ALESSANDRO Nicola, UCCIERO Massimo, TAVOLETTA Cesare (cugino di Rino) e TAVOLETTA Pasquale (cugino di Rino), per estorsione ai danni di DIANA Antonio, titolare di un supermercato in via Roma di Villa Literno ubicato di fronte l’abitazione del capo clan TAVOLETTA Cesare detto Rino. Le rappresaglie contro il DIANA Antonio furono immediate e sfociate tragicamente nella morte di CORSO Cipriano, affiliato al gruppo TAVOLETTA. Nei primi giorni del mese di dicembre del 2000 il CORSO Cipriano venne ferito mortalmente dal figlio di DIANA Antonio, Pasquale, cognato di IOVINE Massimo, mentre tentava, armato di pistola, di rapinare l’incasso del supermercato. In data 08.05.2000, venne ferito mediante esplosione di colpi d’arma da fuoco, in Villa Literno, PARABOSCHI Angelo, ritenuto “vicino” ai BIDOGNETTI. L’obiettivo dell’agguato, era però, IANNARELLA Pasquale che si trovava in compagnia del PARABOSCHI e di MICILLO Carmine, tutti affiliati al gruppo BIDOGNETTI; In data 16.05.2000, in Villa Literno, venne assassinato mediante colpi d’arma da fuoco PECCHIA Gaetano, suocero di TAVOLETTA Mario; In data 25.05.2001, in Villa Literno, veniva rinvenuto il cadavere carbonizzato di DI FRATTA Tammaro, elemento “vicino” al clan TAVOLETTA; In data 08.09.2001 in Villa Literno, venne assassinato mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco IANNARELLA Pasquale, affiliato al gruppo BIDOGNETTI. Questo Ufficio, in data 25.01.05 ha emesso, nell’ambito del p.p. 3444/05 Mod. 21, decreto di fermo nei confronti di TAVOLETTA Cesare, DIANA Francesco, IAVARAZZO Tammaro e IOVINE Gennaro, perché responsabili, i primi due dell’omicidio ed i secondi due (IAVARAZZO e IOVINE) di tentato omicidio avvenuto nel 1998; In data 23.09.2001, in Villa Literno, venne assassinato NEGRI Augusto, affiliato al gruppo TAVOLETTA. Il NEGRI aveva partecipato materialmente all’omicidio di IANNARELLA Pasquale; In data 18.02.2002, in Villa Literno, venne assassinato AMATO Antonio, cognato dell’ex capo clan TAVOLETTA Antonio, omicidio di cui si parlerà diffusamente appresso; In data 02.08.2002, in Villa Literno, venne assassinato D’ALESSANDRO Nicola, uno dei capi storici del gruppo TAVOLETTA. Per tale omicidio è stata emessa in data 04.02.2004 O.C.C. nei confronti di ZIELLO Gaetano e di IOVINE Massimo: quest’ultimo è stato condannato in primo grado all’ergastolo, prima che iniziasse a collaborare con la giustizia; In data 03.09.2003 venne scarcerato UCCIERO Massimo, alias “Capa Spaccata” e reggente del clan TAVOLETTA; In data 15.09.2003, in Villa Literno via Delle Dune, veniva investito IOVINE Massimo mentre viaggiava a bordo di una motocicletta. Nell’occorso IOVINE riportava gravi lesioni e interrogato dagli investigatori (Polizia di Stato) riferiva che si era trattato di un normale incidente stradale. Negli atti redatti dal Commissariato di P.S. di Aversa, vengono ipotizzate responsabilità nei confronti di UCCIERO Massimo. In data 24.09.03 venne posto agli arresti domiciliari CORVINO Daniele e, pochi giorni, lo stesso provvedimento fu eseguito per ZARA Nicola. Entrambi comunicarono alla Stazione CC di Casal di Principe che non volevano recarsi in Caserma per aderire all’obbligo della firma per paura di attentati; 10


FERRARO= ha detto rived.. rivediamo un poco tutto, lui non si ricordava bene le cose, ho detto allora quei 2.500.000 euro fanno parte di un'altra cosa, punto/uno FABOZZI= eh.. certo.. FERRARO= poi ci stanno.. FABOZZI= eh FERRARO= sono fuori SACCO , poi ci sta quella vicenda di quel 1.500.000 euro che.. FABOZZI= che mi ha fatto perdere FERRARO= che bisogna recuperare e poi ci stanno i 4.000.000 euro che sono a parte •

• • • •

• • • • • •

• • • •

• •

Nella serata del 28.09.2003, vennero assassinati in Villa Literno, ROVESCIO Giuseppe e NATALE Vincenzo, contestualmente rimasero feriti: GALOPPO Francesco, DE LUCA Mirko Raimondo e ROVESCIO Simeone. L’episodio omicidiario è stato trattato nell’O.C.C. nr. 678/08 O.C.C. (p.p. nr. 51129/03 R.G.) emessa dall’Ufficio 28 ° GIP del Tribunale di Napoli dr. Giustina CAPUTO, in data 10.06.2008. Il provvedimento, relativamente al duplice omicidio e contestuale tentato triplice omicidio, è stato confermato anche dal Tribunale del Riesame di Napoli. In data 26.10.03 venne scarcerato BIDOGNETTI Raffaele, alias “Lello o’ Puffo” figlio del capo clan Francesco detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte”. In data 03.11.03 furono esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco nell’autovettura Renault Clio, in uso alla madre di UCCIERO Massimo, parcheggiata davanti alla di lui abitazione. In data 19.11.2003 è stato nuovamente arrestato UCCIERO Massimo per inosservanza agli obblighi imposti e da allora non è stato più scarcerato. Nella serata del 23.11.03 è stato assassinato, in Villa Literno, MISSO Michele, “reo” di aver collaborato con i fratelli UCCIERO nella consegna di carne alle varie macellerie di Villa Literno. Anche quest’ultimo omicidio è stato contestato nella O.C.C. nr. 678/08 emessa il 10.06.08, perché ritenuto commesso da IOVINE Massimo del gruppo BIDOGNETTI. Il 13.12.2003 a Casal di Principe (CE) sulla strada statale Nola - Villa Literno è stato ucciso CAIAZZO Giuseppe, affiliato al gruppo TAVOLETTA. Il 22.01.2004 in Villa Literno, via Roma, davanti l’abitazione dei propri genitori è stato assassinato UCCIERO Domenico, fratello di Massimo, affiliato al clan TAVOLETTA. Anche l’omicidio UCCIERO Domenico è stato contestato nella O.C.C. nr. 678/08 emessa il 10.06.08, a IOVINE Massimo del gruppo BIDOGNETTI; In data 9 febbraio 2004 è stata eseguita la O.C.C. in carcere nr.°81200/01 emessa dall’ ufficio del Tribunale di Napoli, nei confronti di 34 affiliati al gruppo TAVOLETTA. In data 01.03.2004 inizia a collaborare con la giustizia il capo clan TAVOLETTA Cesare detto RINO; In data 13.03.2004, veniva catturato IOVINE Massimo, latitante perché colpito da O.C.C. relativa all’omicidio di D’ALESSANDRO Nicola. Lo IOVINE si rese irreperibile dal 22.01.2004 da quando ebbe a commettere l’omicidio di UCCIERO Domenico. In data 16 Marzo 2004, venivano esplosi diversi colpi d’arma da fuoco nella piazza antistante il Municipio di Villa Literno. Fonte confidenziale avvalorata da una telefonata anonima giunta nella stessa serata alla Stazione CC di Villa Literno indicava quali autori DI FRAIA Antonio, inteso “o’ VULPACCHIELLO”, e tale Enzino “O’ BRIATORE”, inteso UCCIERO Vincenzo; In data 18 Marzo 2004, vennero esplosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione di DI FRAIA Antonio, corrente in Villa Literno, via Salerno n. 11; In data 14.04.2004 è stato assassinato dai Tavolettiani, in Villa Literno AVERSANO Stefano, ritenuto vicino al gruppo BIDOGNETTI; In data 11 Maggio 2004, in Villa Literno, DELLE Donne Mauro, che si trovava a bordo dell’autovettura Fiat Punto, di proprietà di DI FRAIA Antonio, scampava ad un agguato tesogli da componenti del clan avverso. L’autovettura veniva raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco; In data 15.05.2004, in Villa Literno, personale della Stazione CC di Villa Literno, traeva in arresto DELLE DONNE Mauro, DI FRAIA Antonio e UCCIERO Vincenzo, responsabili di detenzione abusiva di un Kalashnikov, di una pistola a tamburo cal. 38 e di due pistole con matricola abrasa. Per tale reato rimaneva detenuto solo il DELLE DONNE; In data 27.05.2004, in Villa Literno, via Salerno, ad opera di un commando organizzato con più autovetture, veniva ucciso a colpi di arma da fuoco DI FRAIA Antonio, alias “O’ VULPACCHIELLO”; In data 09.11.2004, verso le ore 03.00 circa, in Villa Literno, via Castello, davanti l’abitazione di UCCIERO Vincenzo, un commando composto da più persone incendiava il suo furgone ed attendeva che lo stesso uscisse dalla propria abitazione, evidentemente, per ucciderlo. Dopo 17 minuti circa di attesa i killer, appostati davanti 11


FABOZZI= eh FERRARO= ha detto va bene, poi, ho detto, ci sta la vicenda ... incomprensibile... FABOZZI= del canale FERRARO= del canale, dove tu ti prendesti l'impegno che insomma alla fine .. su 20 noi dobbiamo mettere 7/8, 6-5-4-3, metti qualcosa ho detto perchè là quella situazione ha un problema per 1.000 ettari di terreno FABOZZI= eh FERRARO= che per mezzo di quella situazione sono incoltivabili.. FABOZZI= uhm FERRARO= ho detto questa è una questione di economia ... incomprensibile.. l'azienda tua non tiene più che mangiarsi.. FABOZZI= eh..noi facciamo anche un convegno su questa ...con l'università FERRARO= no ma a parte il convegno... FABOZZI= l'università FERRARO= ho parlato... ho parlato con Carlo e gli ho detto ... mo vado lì e glielo ribadisco, che i 2.500.000 euro sono fuori da questa vicenda che 1.500.000 euro bisogna recuperarlo perchè a part.. bisogna fare FABOZZI= perchè è giusto FERRARO= il fatto del dissesto idrogeologico e per quanto riguarda quei quattro ....sono.. FABOZZI= deve rispettare l'impegno.. FERRARO= deve rispettare l'impegno ... FABOZZI= ride FERRARO= preso dal presidente.. FABOZZI= okay FERRARO= perchè qua il problema...i nostri comuni sono dissestati, da tutti i punti di vista FABOZZI= va bene d'accordo (…) Le indicazioni intercettate assumono ben altra veste se integrate dalle fonti di prova acquisite alcuni giorni prima dall’ascolto dell’utenza telefonica nr. 0815047828 (decr. 1154/05 RIT), attestata presso l’abitazione del FERRARO Nicola. Su tale utenza, alle ore 10.54 del 16.05.2006, veniva registrata una conversazione tra VANACORE Carmela e suo figlio VANACORE Nicola, rispettivamente suocera e cognato dell’indagato. In tale circostanza la donna si lamentava del comportamento in famiglia del genero e, contestualmente, raccontava di aver assistito ad un colloquio intercorso la stessa mattina, a casa, tra il FERRARO Nicola ed il sindaco di Villa Literno FABOZZI Enrico. Come si evinceva dal contenuto del colloquio, di seguito riportato integralmente nella parte di interesse, la donna riferiva al figlio che i due, nel corso dell’incontro, avevano fatto esplicito riferimento a delle spettanze

• •

l’abitazione, esplodevano 14 colpi d’arma da fuoco contro il cancello d’ingresso dell’abitazione del predetto. Le fasi dell’azione delittuosa venivano riprese dalle telecamere, installate nell’abitazione dell’UCCIERO. In data 12.02.2005 venne catturato DIANA Francesco, detto Francesco SALVI che intanto era passato dal gruppo TAVOLETTA a quello BIDOGNETTI, divenendo il capo-zona di Villa Literno. Il 17 luglio 2007 UCCIERO Vincenzo, fratello di Massimo riesce a salvarsi miracolosamente da un agguato di matrice camorristica. 12


occulte che il visitatore vantava in forza degli accordi definiti con FERRARO Nicola i n relazione alla realizzazione di strutture in cemento, verosimilmente oggetto di gara di appalto bandita da quel comune: prog. 340 alle ore 10.54 del 16 maggio 2005 n° 081/5047828, in uso a VANACORE Gina, nata a Pomigliano d’Arco il 24.06.1965 (decreto n ° 1154/05 RR emesso dalla D.D.A. di Napoli in data 29.04.2005) (All.201) CARMELA VANACORE =

questo qua mo mo è uscito, sono due minuti, sapessi che ha fatto Nicò ... ogni giorno . NICOLA VANACORE = sto 'tummulo'... CARMELA VANACORE = si mette un vestito ... stanno accatastati ... manco un soldo e caccia i vestiti .. stanno tutti quanti qua sopra sporchi... NICOLA VANACORE = ...( incomp.)... è uno scemo... CARMELA VANACORE = MO È VENUTO QUELLO DI VILLA LITERNO ... LO SENTIVO LA PARLARE ... PER .. PE R.. ENZO .. NON SO COME DICEVA ... PERCHÈ HA DETTO LUI ...IO MI SONO DIMESSO GIÀ .. PER IL CONSORZIO MI SONO DIMESSO NON CI STO PIÙ … COMUNQUE DICE A TUTTI QUANTI CHE NON STA DA NESSUNA PARTE PIÙ... NICOLA VANACORE = è quello non è buono a fare niente perciò .. CARMELA VANACORE = EEHH … HA DETTO QUELLO COSÌ ... IO NON POSSO ... IO SE FACCIO IL SINDACO, DEVO AVERE LA PARTE MIA, IO DEVO AVERE UN ASSEGNO DA TE DI 9.000 €, L'AMICIZIA È UNA COSA E QUESTA NE È UN'ALTRA... NICOLA VANACORE = uuuhhh ... chi è il sindaco di Villa Literno? CARMELA VANACORE = DI VILLA... MO QUESTO LAVORO CHE QUA SI DEVE FARE ... IL CEMENTO .. . COSÌ ... DOBBIAMO DIRE A QUELLO CHE LO FA MENO IL CEMENTO E CI DEVE USCIRE PURE TANTO... OOO CHE LI POSSANO UCCIDERE QUANDO COSTRUISCONO NICOLA VANACORE = .. (incomp.) .. CARMELA VANACORE = ah? NICOLA VANACORE = sono imbroglioni... CARMELA VANACORE = uuuhhh Madonna Nicò...vanno tutti per questo nel cervello ... il furto ... nel cervello NICOLA VANACORE = e non lo sai mamma, sono tutti una maniata di cornuti di merda.. Tale conversazione appare esplicita in ordine ad un accordo corruttivo del FERRARO con il FABOZZI relativamente a lavori edili, in base ai quali il FABOZZI pretenderebbe la somma di 9.000 euro di parte sua in qualità di Sindaco (addirittura nella conversazione i due interlocutori distinguono con chiarezza l’amicizia dagli affari, riconoscendo notevole e maggior rilievo all’accordo corruttivo rispetto al vincolo di amicizia) Si tratta dell’accordo corruttivo generale di cui parla GUIDA Luigi e di cui faceva parte chiaramente anche il clan BIDOGNETTI. Inquietante poi il riferimento alla possibilità, che sarebbe stata ipotizzata dal FABOZZI, che l’impresa destinataria dell’appalto, ben avrebbe potuto ricavare i soldi da destinare al Sindaco, risparmiando sul cemento e cioè incidendo sulla quantità e sulla qualità del calcestruzzo, con ripercussioni sulla statica della costruzione. 13


L’indicazione dell’incontro emersa nel corso dell’intercettazione testé riferita, trovava comunque conferma nelle acquisizioni relative l’utenza cellulare di FERRARO Nicola nr. 335/1036988; infatti, il precedente 15 maggio 2005, alle ore 11.41, lo stesso sindaco di Villa Literno, FABOZZI Enrico, mediante l’utenza nr. 335/7400992 risultata intestata al predetto comune, aveva contattato FERRARO Nicola e, dopo aver ironizzato sull’importanza assunta dal suo interlocutore dopo l’elezione al consiglio regionale e dopo essersi assicurato che nella rimodulazione della giunta fosse stato confermato Luigi NOCERA3, un assessore all’ambiente ritenuto in grado di risolvere una non meglio specificata problematica connessa al comune di Villa Literno, gli aveva riferito che aveva la necessità di incontrarlo. prog. 330 alle ore 11.41 del 15 maggio 2005 n° 335/1036988, in uso a FERRARO Nicola, nato a Casal di Principe (CE) il 23.03.1961 (decreto n ° 1399/05 RR emesso dalla D.D.A. di Napoli in data 13.05.2005) (All. 202) FERRARO= Sindaco caro FABOZZI=eh eh caro, mannaggia... FERRARO= dove sei? FABOZZI=già non riuscivo a parlare con te, mò sei diventato onorevole, sei diventato una frana (…) FABOZZI=niente quando... quando pensate che è il momento dell'udienza mi chiamate che vi devo dire? FERRARO=dai non fare così, non mi mortificare quando è vero Dio, che mi butterei sotto una macchina FABOZZI=no ma non posso parlare, vedi che FERRARO=mi fanno fare le cinque del mattino insomma sopra lì, poi mi ritiro alle sette e mezzo esco un'altra volta e non si mettono d'accordo, cio è non è una cosa normale quella che si fa questa politica, questi parlano un'ora senza concludere un cazzo, mi fanno schifo FABOZZI=eh, ho capito ma FERRARO=Enrico vedo oggi pomeriggio di venirmi a prendere un caffè a casa tua FABOZZI=eh, il problema è che tu a me mi rimani così senza notizie FERRARO=non ti rimango così FABOZZI=senza notizie, senza niente, il capo ... FERRARO= no io FABOZZI=ti hanno fatto perlomeno capo-gruppo o no FERRARO=no, non mi fanno capo-gruppo FABOZZI=ah, non ti fanno capogruppo FERRARO=no FABOZZI=non ti fanno niente proprio FERRARO=non mi fanno niente perchè hanno iniziato una guerra su questa vicenda perchè ... insomma quel bastardo di PISACANE ha minacciato che come facevo il capo-gruppo se ne andava, in questo momento non vogliono perdere un consigliere. ha detto Nicò vedi un... facciamo prima sta cosa e poi lo facciamo fuori 3

Nato a Sant’Egidio di Monte Albino il 14 febbraio 1955 ed ivi residente viale degli Aranci nr.8. Dal sito internet della Regione Campania è emerso che è stato assessore all’ambiente nel primo Governo Bassolino 200-2005; e confermato nel secondo Governo Bassolino dal 2005.

14


FABOZZI= uhm, ma l'assessore all'ambiente lo fate voi oo.. FERRARO=si, l'assessore all'ambiente e prenderemo un altro assessorato FABOZZI=l'ambiente rimane sempre NOCERA? FERRARO=Si! FABOZZI=quindi la questione.. la questione di Villa Literno io la riesco a risolvere no? FERRARO=no al 100% Enrico ma che scherzi FABOZZI=ee che ne so io FERRARO=prima ci vai a chiedere un piacere, mo ..(inc. per disturbi di linea).. FABOZZI=comunque ti aspetto e non ti dimenticare senno la prossima volta non ti chiamo più, lo sai come faccio FERRARO=noo..noo.. FABOZZI=poi mi ingrippo e non ti chiamo più FERRARO=ho parlato pure con Pasquale stamattina, hai capito? FABOZZI=uhm FERRARO=mi ha detto ci vedevamo oggi pomeriggio FABOZZI=mi chiami, anche perche dobbiamo chiudere la partita ci dobbiamo parlare con questo? FERRARO=non ti preoccupare. Dunque nell’ambito di precedenti indagini è già emerso il nome di FABOZZI Enrico quale politico di riferimento del clan BIDOGNETTI per le attività gestite dal Comune di Villa Literno di cui è stato Sindaco fino al 2009 (attualmente il FABOZZI è consigliere regionale ed è consigliere Comunale di Villa Literno). In particolare, da quell’angolo di visuale, e cioè con la lente di ingrandimento di chi stava investigando su Nicola FERRARO era emerso all’evidenza il rapporto di sinergia fra il FERRARO ed il FABOZZI che si caratterizzava sul piano politico, imprenditoriale ed affaristico e che vedeva il FERRARO intermediare i rapporti di interesse del FABOZZI con il clan BIDOGNETTI a partire dal periodo di reggenza di GUIDA Luigi, poi divenuto collaboratore di giustizia. Pertanto, prima ancora di passare all’analisi degli elementi di prova emersi sul conto del FABOZZI e dei rapporti affaristici, criminali e politici che sono emersi dalle attività di intercettazione, sarà tuttavia utile ripercorrere le tappe delle dichiarazioni di coloro che, dall’interno dei clan presenti nel territorio di Caserta, hanno reso dichiarazioni sul conto dell’indagato. Nella sua richiesta il P.M. si sofferma, quindi dapprima, sui provvedimenti giurisdizionali relativi al cd. Clan Bidognetti, la cui indicazione non appare superflua in relazione alle contestazioni mosse agli odierni indagati. Par. 3 Il clan BIDOGNETTI nei provvedimenti giurisdizionali. Una consolidata letteratura giudiziaria, desunta da numerosi provvedimenti restrittivi emessi dall’ufficio G.i.p. (sui quali si è formato il giudicato cautelare), da sentenze di condanna definitive ovvero di primo e/o di secondo grado, consente di ritenere dimostrata l’esistenza dell’organizzazione camorrista casalese e, all’interno di essa, di quattro fondamentali gruppi a base familistica, tra cui rileva quello facente capo a Francesco Bidognetti, noto come Cicciotto ‘e Mezzanotte. Appare opportuno richiamare il contenuto di pregresse indagini e di dibattimenti che permettono di ritenere la esistenza del citato gruppo bidognettiano e, più in generale, della indicata organizzazione camorrista casalese. Un significativo compendio degli elementi di prova che pongono in evidenza siffatte articolazioni criminali, dalle quali emerge, segnatamente, la struttura del sodalizio bidognettiano, è descritto nella o.c.c. a carico di APICELLA ed altri, emessa dal G.i.p. di Napoli in data 12.01.2001

15


nell’ambito del p.p. 10085/R/99, pienamente confermata sia dal Tribunale del Riesame sia dalla Corte di Cassazione (v. provvedimenti allegati)4. La fondatezza del costrutto accusatorio, nel citato procedimento, è stata asseverata dalla sentenza di condanna all’ergastolo della quasi totalità del gruppo di fuoco bidognettiano emessa dalla 1^ Corte di Assise di S. Maria C.V., confermata dalla 4^ Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli (v. allegate Sentenze di 1° e 2° grado). Le attività delinquenziali e le dinamiche interne del gruppo bidognettiano erano state già descritte nell’ordinanza di custodia cautelare, contro AMMUTINATO Salvatore ed altri (p.p. nr 16348/21/98), emessa dal G.i.p. di Napoli in data 13.03.2000. Infatti, dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco CIRILLO, da servizi di intercettazione, dalla stessa dinamica degli omicidi, che sul finire degli anni 90’ avevano insanguinato l’agro aversano, emergeva che, all’interno di tale gruppo, si era verificata una 4

Si riporta un passaggio, riguardante la struttura del gruppo bidognettiano, tratto dalla citata ordinanza (pagg. 8, 9 e 10): …omissis…La presente ordinanza ha ad oggetto una serie di episodi criminosi posti in essere da soggetti appartenenti ad una organizzazione di stampo camorristico operante in territorio casertano e la appartenenza dei soggetti stessi al sodalizio. La dimostrazione della esistenza della predetta organizzazione costituisce, pertanto, il presupposto ineludibile per la comprensione delle singole vicende delittuose trattate. Al riguardo la richiesta di applicazione di misura cautelare contiene un’ esposizione dell’origine e delle vicissitudini dei clan camorristici che, a partire dai primi anni ’70, si sono succeduti nel territorio campano e più specificamente casertano. In questa sede, si fa pertanto rinvio sia alla richiesta del PM che alle ordinanze di custodia cautelare n.371/95 e 291/96, emesse da questo giudice ed allegate agli atti del procedimento, che contengono un’esauriente ricostruzione della storia criminale dei clan di cui si dirà appresso. Basti qui ricordare, in estrema sintesi, come l’esame dei numerosi provvedimenti giudiziari adottati negli ultimi anni, in relazione al fenomeno della criminalità organizzata casertana, nella maggior parte confermati dagli organi di impugnazione in procedimenti che in alcuni casi sono già culminati in pronunce di primo grado (op. Claudia, sentenza PICCA Aldo ed altri) o definitive (sentenza n.963/89 Bardellino + 88), consente di tratteggiare il quadro di una imponente e ramificata organizzazione mafiosa che ha controllato e controlla l’intera Provincia di Caserta, anche attraverso la corruzione di esponenti delle istituzioni e della Pubblica Amministrazione (v. misure cautelari c.d. Spartacus 2” e “AIMA”) e l’eliminazione fisica degli avversari (v. le numerose misure cautelari per omicidio). Grazie soprattutto all’apporto determinante fornito da alcuni soggetti che, dopo aver fatto parte dell’organizzazione de quo con ruoli di rilievo, decidevano di collaborare con gli inquirenti (si vedano, in particolare, le prime dirompenti dichiarazioni rese da Carmine Schiavone cui, poi, nel corso delle indagini si aggiungevano quelle, altrettanto significative, di Quadrano Giuseppe, De Simone Dario, Pagano Giuseppe, Ferrara Raffaele, D’Alessandro Salvatore, Frascogna Domenico ed altri), era possibile accertare come tale organizzazione, che dai primi anni ‘70 ebbe quale indiscusso elemento di vertice Antonio Bardellino, subiva nel corso degli anni ogni sorta di vicissitudini e contrasti, sia interni che con fazioni avverse, sino ad arrivare, alla fine degli anni ’80, all’eliminazione fisica di Bardellino ed ad una guerra feroce contro i suoi fedelissimi, conclusasi con l’affermazione delle famiglie degli Schiavone e dei Bidognetti, che acquisivano il controllo diretto dei settori criminali di stretta origine casalese ed inoltre di tutti gli altri gruppi camorristici, operanti, ciascuno, in un determinato distretto territoriale. Verso la metà degli anni ’90, però, grazie anche alla concreta azione posta in essere dalle Forze dell’Ordine e culminata con le operazioni, denominate Spartacus 1 e Spartacus 2, gli equilibri raggiunti all’interno del sodalizio subivano nuovi mutamenti. E proprio alla fase già presa in esame dalle ricordate ordinanze cautelari ed a quella immediatamente successiva, si riferisce il presente provvedimento che, avvalendosi delle pregresse acquisizioni investigative relative al clan dei casalesi, si fonda poi sugli ulteriori apporti derivanti dalle dichiarazioni di nuovi collaboratori di giustizia, che hanno consentito, anche in alcuni casi, la rivalutazione di precedenti elementi ritenuti di scarsa rilevanza probatoria ed anche su intercettazioni telefoniche che, oltre ad essere state estremamente utili nella cattura di latitanti, hanno consentito di comprendere i nuovi equilibri interni ai gruppi criminali. Il gruppo bidognettiano. Premesse queste brevi note riassuntive, nel presente procedimento sarà esaminata l’appartenenza di alcuni soggetti al gruppo di comando, che facevano capo alla famiglia “Bidognetti”, famiglia egemone, insieme a quella Schiavone, del sodalizio protagonista delle terribili vicende omicidiarie che saranno esposte, e al gruppo dei “malapelle”(così erano chiamati i componenti della famiglia Cantone), pure confederata al sodalizio casalese, operante in Trentola Dugenta, prima alle dipendenze di Dario De Simone (seppure collegata anche ai Bidognetti) e, poi, dopo che questi intraprendeva la sua collaborazione con la A.G., legati alla sola famiglia Bidognetti. In proposito deve preliminarmente osservarsi che molti componenti di tale fazione camorrista, invero quelli storicamente al vertice della stessa, ci si riferisce al Francesco Bidognetti detto “Cicciotto di Mezzanotte”, a Bidognetti Domenico, a Diana Luigi, Diana Alfonso e Cantiello Salvatore (questi ultimi tre a partire dal 1996/97 si distaccheranno dal gruppo Bidognetti per dissidi interni insorti nella cosca), a Vargas Pasquale, allo stesso Zagaria Michele, ad Apicella Pasquale, ai figli del Bidognetti Francesco, Raffaele ed Aniello, a Setola Giuseppe, a Ferrara Raffaele, ora collaboratore di giustizia, risultano già colpiti da misure cautelari per 416 bis c.p., confermate in tutte le sedi di gravame, nell’ambito delle varie operazioni “Spartacus” che si allegano e nel più recente provvedimento restrittivo dl G.i.p. di Napoli, nei confronti di Ammutinato + 63, pure allegato. Sulla struttura e sulle vicende del gruppo Bidognetti ha fornito , da ultimo, importanti informazioni il collaboratore di giustizia Ferrara Raffaele, già capozona di Parete. 16


spaccatura che aveva generato una guerra intestina, fra la famiglia BIDOGNETTI5, che si avvaleva di affiliati fedelissimi, fra i quali spiccavano, per determinazione e capacità di comando, proprio SETOLA Giuseppe e DELL’AVERSANO Giuseppe, e il gruppo scissionista, guidato da Salvatore CANTIELLO, coadiuvato dai fratelli DIANA Luigi ed Alfonso e da Luigi DE VITO nonchè, con riferimento alla zona di Villa Literno, dalla famiglia TAVOLETTA. Sulla originaria fedeltà del CANTIELLO verso il BIDOGNETTI, va ricordato un episodio: a seguito del noto blitz di Santa Lucia del 13.12.1990, nel corso del quale furono sorpresi in riunione, nell’abitazione del vice-sindaco di Casal di Principe, i capi della camorra casertana e sequestrate alcune pistole, il CANTIELLO, tra i presenti, si assunse la responsabilità dell’illegale detenzione delle armi, determinando, in tal modo, l’assoluzione del BIDOGNETTI. Vanno, in questa sede, infine esaminate le ulteriori acquisizioni probatorie, concernenti le attività del sodalizio facente capo a BIDOGNETTI Francesco: esse sono costituite dai seguenti provvedimenti giurisdizionali emessi a fare data dal 2001, che si allegano tutti alla presente richiesta. - La Corte di Assise di Santa Maria C. V. e quella di Assise di Appello condannavano Domenico BIDOGNETTI all’ergastolo e Giuseppe DELL’AVERSANO, soprannominato “Peppe o’diavolo”, a oltre 20 anni di carcere, per l’omicidio di Pasquale Raimondo; - Il Tribunale di Santa Maria C. V. condannava CANTIELLO Salvatore, per il delitto di partecipazione ad associazione di tipo mafioso; - BIDOGNETTI Francesco, SCHIAVONE Francesco di Luigi, BIONDINO Francesco erano condannati, in via definitiva, per l’acquisto di una partita di fucili mitragliatori sottratti alla Polizia di Stato; - Sentenze di condanna venivano pronunciate, in sede di rito abbreviato ovvero a seguito di dibattimenti, contro esponenti del clan dei casalesi della fazione bidognettiana, nell’ambito del procedimento nr.7279/99/21; BIDOGNETTI Francesco ed affiliati al suo gruppo venivano condannati, in via definitiva, con riferimento agli interessi del clan nel settore delle onoranze funebri; - Il Tribunale di S. Maria C.V., nell’ambito del processo contro Cilindro Luigi ed altri, condannava alcuni affiliati all’indicato sodalizio criminale, appartenenti alla articolazione Dalle sue dichiarazioni (integralmente riportate nella richiesta del P.M.), peraltro ampiamente riscontrate da quelle di altri collaboratori (cfr. dich. Cirillo Francesco, sulla cui base veniva emessa la richiamata ord. Ammutinato + 63), emerge come a seguito della cattura e della lunga carcerazione di Bidognetti Francesco, la associazione abbia continuato ad operare sotto le direttive dei figli del Bidognetti, Aniello e Raffaele, e del fratello Domenico sino al 1996. Tale situazione, però, non risultava gradita ai più fidati collaboratori di Bidognetti Francesco, tra cui Apicella Pasquale e Cantiello Salvatore, che ritenevano di aver maggior diritto di sostituire il capo, grazie ai meriti conquistati negli anni e, per tale motivo, si scatenavano nuovi contrasti all’interno del gruppo. Anche le ordinanze di custodia cautelare relative agli omicidi Raimondo e Parente, confermate in tutte le sedi di gravame, contribuiscono alla ricostruzione delle vicende del gruppo bidognettiano. Tali provvedimenti, alla cui motivazione si fa rinvio, sono stati emessi sulla base delle dichiarazioni accusatorie rese dal collaboratore di giustizia Caianiello Raffaele, ampiamente riscontrate dalle investigazioni svolte . Il Caianiello, appartenente al sodalizio casalese, e, segnatamente al gruppo dominante in Grazzanise, nell’ambito della sua collaborazione, e in particolare con riferimento all’omicidio del Raimondo, in ordine al quale sono, fra gli altri, gravemente indiziati Bidognetti Domenico e Dell’Aversano Giuseppe, evidenziava quale fosse l’enorme potere decisionale e di influenza del gruppo bidognettiano, che riusciva ad imporre la consumazione di un omicidio, di suo esclusivo interesse, ad un diverso, seppure confederato, gruppo camorrista operante nella Provincia. In conclusione, se nessun dubbio può sorgere in ordine alla esistenza del sodalizio camorrista “casalese”, egualmente può considerarsi un dato accertato, la esistenza di una fazione di tale sodalizio, facente capo al Bidognetti, fazione poi, spaccatasi con la fuoriuscita dei Diana e del Cantiello. La stessa è dimostrata non solo dalle univoche dichiarazioni di numerosissimi collaboratori, in uno con l’acquisizione di imponenti riscontri investigativi, ma anche dalla stessa sostanziale ammissione del fatto, che, a sorpresa, veniva resa, in sede di esame, dal Bidognetti Francesco, nel corso dell’udienza dibattimentale del giorno 11.04.2000, innanzi alla 7^ Sez. Penale del Tribunale di Napoli (allegata in atti), nel corso del quale il “Cicciotto di Mezzanotte”, nel tentativo di spiegare il motivo per cui veniva accusato dal De Simone, sottolineava che mentre lui aveva, sempre, fatto parte di una fazione dell’organizzazione, quella di stretta osservanza casalese, il suo accusatore, invece, faceva il doppio gioco. 5

La famiglia Bidognetti, dopo l’arresto del capo storico Francesco BIDOGNETTI, era rappresentata, nel corso degli anni, dal congiunto Domenico BIDOGNETTI, oggi divenuto collaboratore di giustizia, e dai figli Aniello e Raffaele BIDOGNETTI. 17


operante in Parete, guidata da Domenico FELICIELLO e, poi, da Ferrara Raffaele (divenuto collaboratore di giustizia); - La 1^ Sezione del Tribunale di S. Maria C.V., condannava CAVALIERE Mario ed altri appartenenti al clan bidognettiano (il procedimento costituiva lo stralcio, per il delitto associativo, alcuni episodi di estorsione e delitti inerenti il traffico di stupefacenti e l’illegale detenzione di armi, dal procedimento penale contro Apicella ed altri - di cui si è detto sopra svoltosi presso la Corte di Assise di Santa Maria C.V. che pronunciava numerose sentenze di condanna all’ergastolo. In particolare, la sentenza, nell’affermare l’esistenza del gruppo camorrista bidognettiano, condannava, fra i vari imputati presenti anche nell’attuale indagine, Mario Cavaliere, Nicola Gargiulo e Giuseppe Setola. - La 2^ Corte di Assise di S. Maria C.V., pronunciava, in data 15.09.2005, sentenza di condanna, al termine del processo celebrato a carico di ABBATE Antonio + 125. Il relativo procedimento, denominato Spartacus 1, ricostruiva la genesi e l’evoluzione storica del clan dei Casalesi (dagli inizi degli anni 80’ fino alla metà degli anni 90’), attraverso l’analisi dei principali interessi economici e criminali dell’organizzazione nonché degli omicidi più significativi che avevano punteggiato le varie guerre di camorra svoltesi nei citati anni. Riconoscendo sostanzialmente l’impianto accusatorio, la sentenza in esame affermava l’esistenza del citato sodalizio e la responsabilità, in ordine ai detti omicidi, degli imputati, fra i quali figurano i capi storici Francesco SCHIAVONE di Nicola, Francesco SCHIAVONE di Luigi, Walter SCHIAVONE, Francesco BIDOGNETTI, Michele ZAGARIA, Vincenzo ZAGARIA, Francesco BIONDINO, condannati all’ergastolo ed a centinaia di anni di reclusione. La Corte d’Appello di Napoli ha di recente confermato in larga parte la sentenza di primo grado, confermando, soprattutto, le numerose sentenze all’ergastolo. - La 3^ Corte di Assise di S. Maria c.v., al termine del processo della c.d. strage della famiglia SCAMPERTI, condannava all’ergastolo, in data 17.02.2006, Francesco SCHIAVONE di Nicola, Walter SCHIAVONE, Francesco BIDOGNETTI, Giuseppe PAPA, Aniello BIDOGNETTI, Pasquale APICELLA, Sebastiano PANARO, Antonio IOVINE e Salvatore CANTIELLO. Il citato procedimento consentiva di ricostruire circa 10 anni di attività criminali del clan dei Casalesi e, in particolare, le vicende relative alla sistematica eliminazione di tutti i componenti della avversaria famiglia Scamperti e – dato ancor più rilevante permetteva di provare la piena attendibilità delle dichiarazioni dibattimentali dei collaboratori di giustizia Diana Luigi (cui veniva riconosciuta l’attenuante di cui all’art. 8 Legge 203/91) e Diana Alfonso. Dal tempo dell’adozione dei provvedimenti appena indicati, ulteriori fonti di prova, utilizzate anche in altri procedimenti e per l’adozione di ulteriori provvedimenti coercitivi ovvero in sede dibattimentale, confermavano pienamente il costrutto accusatorio e, in particolare, consentivano di ricostruire, in modo sempre più compiuto, la struttura del gruppo camorrista bidognettiano e di individuarne i componenti e gli interessi economici e criminali. In proposito, va dato conto delle acquisizioni di altri collaboratori, a vario titolo, legati all’organizzazione casalese, i quali hanno riferito anche della frattura in seno al citato gruppo criminale.

18


Vengono in rilievo, infatti, le dichiarazioni di FERRIERO Giovanni6, già braccio destro di Francesco SCHIAVONE di Luigi, il quale ultimo era, fra i componenti della famiglia Schiavone colui che, più degli altri, aveva rapporti con il gruppo dei BIDOGNETTI. Vanno anche richiamate le dichiarazioni di LETTIERO Cuono7, già componente di primo piano del clan Tavoletta, operante in Villa Literno, stipendiato dalla famiglia BIDOGNETTI fino al 1998. Importanti si sono rivelate anche le dichiarazioni di Angela BARRA, per lungo tempo sentimentalmente legata a Francesco BIDOGNETTI (dalla fine degli anni 80’ alla fine degli anni 90’) e rimasta nell’orbita della famiglia BIDOGNETTI fino al 2003. Proprio tali dichiarazioni le faranno meritare la determinazione del clan SETOLA a commettere l’omicidio dei suoi fratelli, nella sanguinaria ottica della punizione di tutti i collaboratori di giustizia più vicini al gruppo BIDOGNETTI ed in particolare al clan. La BARRA iniziava a collaborare con la A.G. nella primavera del 2003, riferendo che l’organizzazione Casalese, fino alla metà degli anni ’90, era guidata, in posizione paritetica, da Francesco SCHIAVONE “Sandokan” e da Francesco BIDOGNETTI, quest’ultimo in buoni rapporti con le famiglie MALLARDO e MOCCIA operanti, rispettivamente, in Giugliano in Campania e in Afragola8. Anche la BARRA riferiva del conflitto tra il gruppo BIDOGNETTI e quello scissionista, guidato da CANTIELLO Salvatore, che causò diversi omicidi su entrambi i fronti 9, precisando che, a seguito dell’arresto di BIDOGNETTI Aniello, FIORETTO Giosuè assumeva un ruolo decisionale di rilievo nell’indicata organizzazione (in precedenti investigazioni non era mai emerso il suo coinvolgimento nelle attività del sodalizio). L’attendibilità della BARRA, sul punto, emergeva da un controllo della donna che era agli arresti domiciliari in Caserta, nel corso del quale la P.G. identificava FIORETTO Giosuè. 6

Il Ferriero, che iniziava a collaborare con la A.G. alla fine del 1999, confermava l’avvenuta scissione all’interno della fazione bidognettiana negli interrogatori resi in data 08.03.2000, 22.06.2000 e 07.11.2000. 7 Il Lettiero che iniziava a collaborare con la A.G. nel settembre 2000, riferiva, negli interrogatori del 28.09.2000, 11.11.2000, 03.02.2001, e 09.01.2002 di momenti di dissidio tra le famiglie Schiavone e Bidognetti con riferimento alla percezione di cospicue tangenti sulle c.d. vasche di depurazione di Villa Literno, soprattutto ad opera della seconda ed a scapito del gruppo Tavoletta egemone, da un punto di vista criminale, su quell’area territoriale, nonché della guerra che, in via generale, il gruppo scissionista, guidato da Cantiello Salvatore, portò al gruppo Bidognetti, nell’area casertana. 8 V. interrogatorio della Barra in data 11.06.2003. 9 In data 12.06.2003, la Barra riferiva …omissis… A proposito sempre del gruppo criminale BIDOGNETTI, posso dirle che ho vissuto in prima persona le vicende relative alla scissione avvenuta all’interno di questo clan. In particolare, proprio nella casa di Casaluce davanti a me si litigarono BIDOGNETTI Aniello e CANTIELLO Salvatore, detto “CARUSIELLO”. Erano presenti anche MIMI’ BRUTTACCIONE, cioè BIDOGNETTI Domenico, che parteggiava per ANIELLO e GIGINO “O SCIUOCCO” che parteggiava per “CARUSIELLO”. In pratica, BIDOGNETTI Aniello diceva a “CARUSIELLO” che lui poteva dargli solo pochi soldi perché il resto lo doveva dare al padre “CICCIOTTO” e, quindi, lo invitava a darsi da fare da solo per arrotondare le entrate delittuose. “CARUSIELLO” si arrabbiava moltissimo, perché diceva che lui aveva fatto i morti per suo padre e, quindi, non era giusto che venisse trattato in questo modo. Una discussione oggi, una discussione domani, fino a che non scoppiò la guerra con un sacco di morti. ….omissis…; In data 25.09.2003…omissis… Per quanto riguarda la vicenda del conflitto tra la famiglia BIDOGNETTI, da una parte, e CANTIELLO Salvatore e “GIGINO O SCIUOCCO”, dall’altra, posso ulteriormente dire che il primo a distaccarsi dai BIDOGNETTI fu proprio “GIGINO O SCIUOCCO” il quale si mise contro i BIDOGNETTI perché costoro avevano deciso di fare la guerra ad un suo cognato e cioè al marito di una sua sorella ….omissis…In pratica, “GIGINO O SCIUOCCO” prese le difese del cognato ed in seguito riuscì a portarsi con lui CANTIELLO Salvatore che, dal canto suo, lamentava che i BIDOGNETTI lo trattavano male, dandogli uno “stipendio” basso rispetto ai suoi “meriti” da camorrista. Io le posso dirle ciò con certezza perché queste discussioni si facevano a casa mia a Teverola; per cui io assistevo a queste litigate fra “GIGINO SCIUOCCO”, CANTIELLO Salvatore e BIDOGNETTI Aniello. Ricordo che questo cognato di “GIGINO O SCIUOCCO” era ritenuto una specie di traditore da parte di BIDOGNETTI Aniello in quanto, prima, stava con i BIDOGNETTI e, poi, aveva voluto mettersi da solo. Anzi, non posso escludere, se non ricordo male, che questo cognato di “GIGINO O SCIUOCCO” stava con gli SCHIAVONE; anzi no, ora ricordo bene: fu CANTIELLO Salvatore che, dopo aver litigato con i BIDOGNETTI, chiese a “SANDOKAN” se poteva mettersi con lui e “SANDOKAN” gli rispose che per rispetto di “CICCIOTTO” non poteva prenderselo. Questo particolare mi fu detto da BIDOGNETTI Aniello. Quanto al cognato di “GIGINO O SCIUOCCO”, le ribadisco quanto le ho detto prima e cioè che questi stava prima con i BIDOGNETTI e, poi, si mise per i fatti suoi….omissis…; 19


Sul clan BIDOGNETTI ha reso, altresì, dichiarazioni Massimo PANNULLO, divenuto collaboratore di giustizia nell’autunno del 2003. Il PANNULLO, trafficante di cocaina, entrato in contatto con i clan operanti nella provincia di Caserta, intesseva stretti rapporti con IOVINE Massimo, il quale era alle dirette dipendenze di GUIDA Luigi, divenuto reggente del sodalizio bidognettiano, a seguito dell’arresto dei componenti della famiglia BIDOGNETTI10. Anche TAVOLETTA Cesare, già capo del clan dei liternesi, divenuto, a sua volta, collaboratore di giustizia, ha riferito del suindicato conflitto. In particolare, dichiarava che il sodalizio da lui diretto era stato alleato del gruppo criminale dei BIDOGNETTI, col quale era entrato in conflitto dal 1997, a causa della gestione dell’impianto di depurazione di Villa Literno e delle estorsioni ad essa connesse11. 10

Sul punto, v. dichiarazioni del Pannullo rese in data 23.10.2003, 03.11.2003, 01.04.2004 e 08.04.2004. Il Tavoletta dichiarava in data 04.03.2004 …omissis… iniziammo a parlare dei problemi che piu’ in generale riguardavano i rapporti fra i vari gruppi operanti in zona. Michele ZAGARIA mi confermo’ subito che lui e il suo gruppo avevano preso le distanze dal gruppo Bidognetti e, quindi, intendevano sostenerci nella guerra contro i predetti . Dico confermo’, in quanto già mio zio Mario Tavoletta mi aveva detto che potevamo contare sull’appoggio di Michele Zagaria. In effetti, lo zio Mario mi aveva spiegato che non solo il Michele Zagaria stava con noi ma che anche SANDOKAN era in contatto epistolare con lui e assicurava appoggio al nostro gruppo, fornendoci anche armi, come poi spieghero’ meglio nel corso di successivi interrogatori. Furono fatti anche omicidi da parte di uomini di fiducia di Sandokan contro esponenti del clan Bidognetti contando sul fatto che la cosa poteva essere addebitata al Cantiello Salvatore notoriamente diventato nemico dei Bidognetti.…omissis…; in data 26.03.2004 …omissis… Sempre nel corso della carcerazione agosto 1999 luglio 2001, ebbi modo di avere colloqui con De Vito Luigi detto “O’ Sciuocco”. Il De Vito era persona un tempo legata Bidognetti e che, all’epoca nella quale eravamo codetenuti, era passato con Cantiello. Il De Vito mi parlo’ della circostanza che aveva una importante rilievo strategico nell’ambito degli equilibri fra i diversi gruppi camorristico operanti nel casertano. Il De Vito, in particolare, intese spiegarmi e confermarmi con un fatto specifico quanto il gruppo di Schiavone SANDOKAN fosse vicino a quello di Cantiello Salvatore nella lotta che questo gruppo aveva intrapreso contro il clan Bidognetti. In sostanza si trattava di una appoggio concreto e sostanziale che pero’ non doveva apparire all’esterno. Fu cosi’ che mi spiego’ il De Vito che proprio gli uomini di Sandokan, su ordine di quest’ultimo, avevano ucciso …omissis… persona di massima fiducia del clan Bidognetti e ordinando quell’omicidio ai suoi uomini, Sandokan voleva dimostrare a Salvatore Cantiello quanto fosse lui vicino alla sua causa. …omissis…; in data 22.04.2004 …omissis…Venni a conoscenza della vicenda relativa alle vasche di depurazione di Villa Literno o meglio degli interessi del sodalizio all’interno di tale struttura, poco dopo il mio ingresso nell’organizzazione che, come ho spiegato, è avvenuta dopo la morte di mio zio TAVOLETTA Antonio. In particolare, fu mio zio TAVOLETTA Mario che mi spiegò che tutti gli affari sulle vasche, ivi compreso il ritiro della tangente, veniva gestito da DI FRAIA Raffaele per conto del clan BIDOGNETTI. Per tale motivo, la nostra famiglia aveva mosso delle pretese nei confronti della famiglia BIDOGNETTI, rappresentando che, essendo la nostra famiglia la più importante, che gestiva gli “affari” di Villa Literno, era giusto che fossimo noi a gestire quello che era l’affare più importante e cioe’ quello delle vasche di depurazione. Per tale ragione, mio zio TAVOLETTA Antonio venne ucciso e cioè proprio il fatto che lui aveva avanzato le pretese di cui sopra ne aveva determinato la morte cosi’ come riteneva mio zio Mario. Insomma, la guerra fra noi e i BIDOGNETTI era nata proprio in conseguenza dei contrasti insorti sulla gestione delle vasche di depurazione. In sostanza, intendevamo deviare il flusso di denaro che proveniva dalla famiglia GALLO e dalla gestione delle vasche dal DI FRAIA a noi. Vero è che i soldi alla fine dovevano confluire nella cassa di Casal di Principe ma era un fatto di regole di principio dell’organizzazione. Mio zio Antonio era il capo zona ed era lui che doveva gestire l’affare…omissis… ZAGARIA Michele è uno dei capi storici del clan dei casalesi. Possiamo dire che, adesso che sono detenuti “SANDOKAN” e BIDOGNETTI Francesco, i personaggi più importanti del clan dei casalesi sono ZAGARIA Michele ed “O NINNO” cioè IOVINE Antonio. ZAGARIA Michele, prima, era una cosa con i BIDOGNETTI, poi, dopo la scissione nel clan BIDOGNETTI ed alla guerra sotterranea fra i BIDOGNETTI gli SCHIAVONE, ZAGARIA Michele ed il suo gruppo hanno preso le distanze dai BIDOGNETTI. Posso dirle, anzi, che proprio in occasione dell’incontro che ebbi con ZAGARIA Michele, nel corso del quale, come le ho detto, parlammo della questione del “latte”(n.d.P.M.: v. o.c.c. nr.60147/02 mod.21 del 20.02.2004), nell’affrontare le vicende relative alla guerra in corso fra noi ed i BIDOGNETTI, lo ZAGARIA Michele mi disse che sarebbe stato ben contento se io, come mi ero riproposto, fossi riuscito ad uccidere uno dei figli di BIDOGNETTI Francesco. Insomma, ZAGARIA Michele era molto più vicino alla famiglia SCHIAVONE e, quindi, a noi TAVOLETTA, piuttosto che ai BIDOGNETTI…omissis…; in data 02.10.2004 …omissis…Come le ho già spiegato nel corso di precedenti verbali, il clan BIDOGNETTI era il nostro principale nemico. Ho già anche specificato quali erano gli esponenti più importanti di tale gruppo in Villa Literno. Mi si chiede a questo punto di specificare quali fossero le alleanze riferibili ai bidognettiani ed in particolare sul litorale domitio. Le rispondo che il gruppo bidognettiano era in ottimi rapporti con il gruppo LA TORRE . Io stesso in carcere a S.M.C.V. ho avuto modo di constatare come parecchi esponenti del clan LA TORRE del tipo GAGLIARDI Angelo, detto “mangianastri” e CORNACCHIA Ernesto, fossero particolarmente cordiali ed in 11

20


Infine, appaiono decisive le più recenti collaborazioni dei fratelli Luigi e Alfonso DIANA. Questi, rimasti prematuramente orfani di padre, erano stati allevati dal congiunto Francesco BIDOGNETTI, divenendo esponenti dell’omonimo sodalizio fino al 1996/97, allorquando si schieravano con il gruppo scissionista guidato da CANTIELLO Salvatore. I fratelli DIANA, quindi, sono stati in grado di rendere importanti dichiarazioni su entrambi gli schieramenti camorristici e sui conflitti insorti fra gli stessi. In particolare, i DIANA, raccontavano che, a partire dalla seconda metà degli anni 80’, la loro abitazione era divenuta luogo privilegiato di incontro degli esponenti del sodalizio bidognettiano , responsabili quali organizzatori e/o esecutori delle più gravi attività criminali del gruppo camorrista (omicidi, estorsioni ecc…) ed essi stessi erano divenuti, nel tempo, prestanomi del BIDOGNETTI in significative attività economiche e titolari apparenti di molti dei beni di quest’ultimo. • • • •

Decidevano, infine, negli ultimi tempi di collaborare con la giustizia: Domenico BIDOGNETTI, nipote di Francesco BIDOGNETTI, che rendeva diffuse notizie su numerosissimi episodi di omicidio e che ricostruiva buona parte delle dinamiche del clan; Anna CARRINO, già convivente di Francesco BIDOGNETTI e madre dei suoi figli più giovani. IOVINE Massimo, killer fidato di GUIDA Luigi reggente del clan BIDOGNETTI nel periodo tra il 2001 ed il 2005. VASSALLO Gaetano, imprenditore nel settore dei rifiuti e titolare di un noto albergo di Castel Volturno, volto imprenditoriale del clan,

Le dichiarazioni dei primi due collaboratori e dei fratelli DIANA venivano duramente sanzionate dal gruppo BIDOGNETTI, attraverso la lucida determinazione di SETOLA Giuseppe, con l’omicidio di Umberto BIDOGNETTI, padre del collaboratore Domenico, ed il fallito omicidio di CARRINO Francesca, nipote della collaboratrice di giustizia colpita, per errore, in luogo di sua madre Maria CARRINO, reale obiettivo della spedizione punitiva. Vanno, in questa sede, infine esaminate le ulteriori acquisizioni probatorie, concernenti le attività del sodalizio facente capo a BIDOGNETTI Francesco: esse sono costituite da alcuni provvedimenti giurisdizionali emessi a fare data dal 2001, richiamati alla presente richiesta (viene allegata per ovvie ragioni di economia processuale il documento informatico relativo alla sentenza 9/98 della Corte d’assise di SMCV del 15/9/2005, convenzionalmente denominata sentenza Spartacus”). E’ appena il caso di osservare che i provvedimenti giudiziari appena individuati costituiscono oggetto di valutazione nel procedimento 77946/2001, cd. Operazione Domitia, allo stato pendente in fase di dibattimento. Il materiale prodotto è stato apprezzato, ai fini della ricostruzione degli antecedenti prossimi e remoti dell’organizzazione criminale dei Casalesi, dal G.I.P. che ha emesso misura cautelare per numerosissimi soggetti e dal Tribunale della Libertà di Napoli. Ma il cordone ombelicale dei fatti oggetto della presente trattazione con quelli trattati nella cd. Operazione Domitia non si arresta certamente alla citazione dei medesimi provvedimenti giudiziari. Può ben dirsi che le vicende oggi all’attenzione del lettore trovano un antecedente causale, logico nei fatti accertati in quel procedimento, in larga parte riferibili ai medesimi soggetti sottoposti alle indagini. E’ per questo che in questa sede va tuttavia effettuato un rinvio del tutto particolare alla richiesta di costante compagnia con SETOLA Giuseppe, DELL’AVERSANO Giuseppe che sono esponenti di primo piano del gruppo BIDOGNETTI. Più in generale la cosa mi fu spiegata da CORVINO Daniele, detto “o specchiato” che mi disse che i LA TORRE ed i BIDOGNETTI erano da tempo alleati e che questa alleanza, nonostante tutti i fatti successi di recente (arresti, guerre di camorra etc. etc.) continuava ad essere solida. Tali notizie ricevute sono recenti poiché risalgono al 2003. Un ruolo importante di cerniera veniva svolto da ALFIERO, detto “ o capritto”, bidognettiano molto vicino alle posizioni del gruppo LA TORRE…omissis…; 21


misura cautelare del P.M. ed alla relativa ordinanza emessa dal G.I.P. di Napoli. Si tratta insomma di un antecedente storico diretto, senza la consultazione del quale molte delle dinamiche qui accennate non potrebbero essere comprese appieno. Dovrà pertanto il lettore - per fictio iuris – considerare qui riportata l’Ordinanza di Custodia Cautelare eseguita alcuni mesi or sono e largamente confermata in sede di impugnazione cautelare, dal momento che essa costituisce il presupposto e cronologico giuridico ineliminabile per comprendere le dinamiche attuali, soprattutto nel territorio di Castelvolturno12. Invero le vicende del presente procedimento, che si collocano a partire dal 2003 e giungono almeno fino a tutto il 2008, dal punto di vista dell’esistenza e della egemonia del clan Bidognetti nel territorio di Villa Literno e del litorale domizio, risultano lucidamente ricostruite sia nei citati provvedimenti cautelari dell ’operazione Domitia, sia nella drammatica evoluzione che il clan Bidognetti ha vissuto, in senso stragista, sotto il comando si SETOLA Giuseppe, protagonista della stagione del terrore che caratterizzato tutto l’anno 2008 con la commissione di ben 18 omicidi di soggetti estranei agli ambienti criminali, imprenditori, familiari di collaboratori di giustizia e malcapitati come le evittime della strage di Castelvolturno del 18 settembre 200813. Quella stagione è riassunta nelle numerose ordinanze di custodia cautelare emesse per ciascuno di quei fatti omicidiari e nella sentenza del GUP di Napoli, 12

Il riferimento specifico è relativo all’O.C.C. a carico di ABBATE Massimiliano+67, n. 77946/2001 r.g.n.r., n. 25964/03 R.G. G.I.P. e n. 252/08 O.C.C. emessa dal G.I.P. di Napoli, Ufficio 32°, il 7.4.2008. 13 1) Omicidio di BIDOGNETTI Umberto del 2 maggio 2008 Nella mattinata del giorno 2.05.2008, un commando di persone armate giunte a bordo di almeno due autovetture, irrompeva all’interno dell’azienda bufalina ubicata in Cancello ed Arnone (CE) alla via Pietro Pagliuca, gestita da Bidognetti Umberto nato a Casal di Principe (CE) il 21.05.1939, che veniva trucidato con colpi d’arma da fuoco.- La vittima dell’agguato era il genitore del camorrista Bidognetti Domenico, alias “ò bruttaccione”, decisivo collaborare di giustizia, rimasto da sempre estraneo a logiche criminali, non aveva mai voluto aderire al piano di protezione; 2) Omicidio NOVIELLO Domenico del 16 maggio 2008 Alle ore 7:15 del 16.05.2008, in Castel Volturno (CE) – località Baia Verde – al Viale Lenin n. 329, a seguito di un agguato di camorra, decedeva Noviello Domenico nato a S. Cipriano d’Aversa (CE) il 14.08.1943 che veniva fatto bersaglio, in diverse parti del corpo, da numerosi colpi d’arma da fuoco.- Il predetto, immune da precedenti di polizia, in passato ebbe a denunciare una patita estorsione da parte dei camorristi locali, tra cui proprio Cirillo Alessandro alias “ò sergent”; 3) Tentato omicidio di CARRINO Francesca del 30.05.2008 Alle ore 22.30 del 30.05.2008, in Villaricca (NA), Carrino Francesca, figlia di Carrino Maria a sua volta sorella della predetta collaboratrice di giustizia Carrino Anna, ex convivente del capo storico Bidognetti Francesco alias “Cicciotto è mezzanotte”, veniva attinta da un colpo d’arma da fuoco esploso da un commando di tre uomini giunti sul posto con un’autovettura munita di lampeggiante che si qualificavano come appartenenti alla Direzione Investigativa Antimafia; dalla immediata ricostruzione era evidente la volontà omicida. 4) Omicidio di ORSI Michele del 1 giugno 2008 Nella mattinata del giorno 1.06.2008, in Casal di Principe (CE) all’interno del bar “Roxy Bar”, ORSI Michele nato a Casal di Principe (CE) il 13.10.1961, pregiudicato, nonché imprenditore operante nel settore dei rifiuti solidi urbani, ritenuto “vicino” al gruppo camorristico capeggiato dalla famiglia “Bidognetti”; lo stesso aveva reso dichiarazioni in ordine a vicende giudiziarie ricollegabili al ciclo di smaltimento dei rifiuti, per le quali era imputato ed era già stato arrestato; Michele ORSI veniva attinto da numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi da ignoti sicari; 5) Omicidio di GRANATA Raffaele del 11 luglio 2008 Nella mattinata dell’11.07.2008, in Castel Volturno (CE) – località Ischitella – all’interno dello stabilimento balneare “La Fiorente”, ignoti uccidevano il gestore, GRANATA Raffaele nato a Calvizzano (NA) l’1.01.1938, genitore del sindaco del comune di Calvizzano (NA).- Il de cuius, negli anni passati aveva denunciato delle richieste estorsive da parte dell’organizzazione camorristica operante in Castel Volturno.- Inoltre, si accertava che due giorni prima dell’agguato mortale, il Granata Raffaele aveva ricevuto la visita di due emissari della camorra, individuati nei pregiudicati Ferrillo Luigi e Gagliardi Giuseppe, che gli avevano imposto il pagamento di una tangente a favore degli “amici di Castel Volturno” e per questo venivano arrestati; 6) duplice omicidio dei cittadini albanesi KAZANI – DANI del 4 agosto 2008 In data 04.08.2008, in Castel Volturno, località Pescopagano venivano uccisi, a mezzo di numerosi colpi d’arma da fuoco, KAZANI Arthur e DANI Zyber di nazionalità albanese 7) la strage incompiuta del 18 agosto 2008, in Castel Volturno Il giorno 18.08.2008, alle ore 19:15, in Castel Volturno (CE) alla via Battisti n. 1, diverse persone – alcune viaggianti su delle moto ed indossanti caschi protettivi - esplodevano numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di un gruppo di stranieri di colore, ferendone cinque. 22


Toscano, del 17 dicembre 2009, che ha condannato circa 40 affiliati al gruppo SETOLA per la partecipazione all’associazione mafiosa retta dal boss evaso dal regime degli arresti domiciliari nell’aprile del 2008. Da quelle indagini sono sorte importanti collaborazioni con la giustizia, ad iniziare da DI CATERINO Emilio che, prima dell’evasione del SETOLA e dopo l’arresto di GUIDA Luigi del 2005, era stato del clan BIDOGNETTI il reggente, alternandosi con CIRILLO Alessandro, detto il sergente14. Come si vedrà, le collaborazioni di GUIDA Luigi detto ‘o ndrink e di DI CATERINO Emilio, vanno lette in sequenza e consentono di ricostruire la storia del clan Bidognetti dal 2001 al 2008, provenendo le rispettive dichiarazioni dai soggetti che hanno ricoperto funzioni apicali nel clan e dunque ben in grado di raccontare anche vicende relative ai rapporti con l apolitica e l’imprenditoria. Interveniva sul posto personale di P.S di Castelvolturno che repertava 24 bossoli calibro 7,62x 39, 7 bossoli 9x21 ed 1 calibro 40 S. & W nonché constatava la presenza sul luogo del delitto di una persona di colore, identificata in EGONMWAN NOGIEMWEN, detto TEDDY, presidente della associazione Nigeriana in Campania avente sede nella sua abitazione; nell’occasione si accertava il ferimento di cinque persone africane, ferite in varie parti del corpo. In particolare IMASVEN ALICE TAIYE risultava essere stato attinto da un colpo di striscio alla testa, OGBODU OSAHENI al fianco destro e sinistro, IGHODARO ELVIS alla regione dorsale e coscia sx, BLASING EWAMAN all’arto superiore sx e UWAGBOE LUCKY alla coscia ed al bacino sinistro: le vittime venivano immediatamente trasportati con l’ambulanza “ 118” presso la clinica Pinetagrande di CastelVolturno per le prime cure. 8) omicidio ai danni di DODA Ramis del 21 agosto 2008 Il giorno 21.08.2008, alle ore 19:45, in via Santa Croce di San Marcellino (CE), nei pressi del Bar – Paninoteca “Freedom”, due persone ignote, esplodevano numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo del cittadino straniero DODA Ramis nato in Albania il 21.01.1983, pregiudicato, che decedeva; 9) omicidio CIARDULLO e FABOZZI del 12 settembre 2008 Il giorno 12.09.2008, alle ore 17:55, nei pressi del cimitero di Trentola Ducenta (CE), nel piazzale antistante la ditta di trasporti gestita da CIARDULLO Antonio nato a San Marcellino (CE) il 14.04.1958, ignoti sicari uccidevano il predetto e il suo collaboratore, Fabozzi Ernesto nato a San Marcellino (CE) il 10.03.1962; 10) l’omicidio di CELIENTO Antonio e la strage di Castel Votlurno del 18 settembre 2008 Il 18 settembre 2008 un commando formato da più persone armate, giunte sul posto a bordo di un’ autovettura, irrompeva all’interno di una sala giochi sita in località Baia Verde del comune di Castel Volturno (CE), trucidando a colpi di diverse micidiali armi da fuoco il gestore della medesima, CELIENTO Antonio nato a Caivano (NA) l’1.01.1955. Dopo poco, intorno alle ore 21:45 circa, dopo la notizia di analoga azione omicisa, personale di P.G. interveniva in località Lago Patria del Comune di Castel Volturno (CE), presso la sartoria “OB.OB. EXOTIC FASHIONS s.a.s. di V. OSAFO” sita sulla SS Domitiana alla progressiva chilometrica 43+000, esercizio gestito da persone di colore, essendo stati ivi segnalata l’esplosione di colpi d’arma da fuoco. Lo scenario che si presentava agli investigatori era raccapricciante. Giunti sul posto, si accertava che sul pavimento dell’opificio sartoriale – un piccolo negozio il cui ingresso si affacciava sulla statale Domitiana -, giacevano i corpi senza vita di tre immigrati di colore mentre altri due, AYIMBORA Josep nato in Ghana il 13.09.1974 e GEEMES Alex nato a Monrovia (Liberia) il 5.05.1980, erano stati trasportati d’urgenza presso l’ospedale “La Schiana” di Pozzuoli ove, alle prime ore del mattino seguente, il GEEME Alex decedeva per i postumi delle ferite riportate. Altre due persone si trovavano all’esterno della sartoria e, in particolare, uno di questi era senza vita riverso sul manto stradale mentre l’altro era seduto al lato guida di una autovettura marca A.R. modello 145 di colore bordeaux con ancora le cinture di sicurezza indossate e lo stereo acceso. Il sopralluogo evidenziava, senza ombra di dubbio, il particolare volume di fuoco esploso all’indirizzo degli extracomunitari, facendo ragionevolmente propendere per l’origine camorristica dell’agguato e chiaramente emergere il carattere terroristico della stessa. 11) Omicidio di RICCIO Lorenzo, il 02.10.2008. Il 2 ottobre 2008, in Giugliano in Campania (NA), un sicario armato di una pistola e di un kalashnikov, all’interno dell’agenzia funebre “Russo”, uccideva RICCIO Lorenzo, ivi impiegato come ragioniere. Il titolare dell’agenzia, RUSSO Luciano, in passato aveva denunciato il capo clan Francesco BIDOGNETTI; 12) Omicidio di CANTELLI Stanislao, il 05.10.2008. Il 05 ottobre 2008 in Casal di Principe, Corso Umberto I, all’interno del “Circolo Sociale Ricreativo” ivi istituito, veniva ucciso, a mezzo di numerosi colpi d’arma da fuoco, CANTELLI Stanislao, nato a Casal di Principe il 31.03.1948, ivi residente alla via C. Battisti nr. 25, zio dei collaboratori di giustizia DIANA Luigi e DIANA Alfonso. 13) Tentato omicidio di ORABONA Salvatore, il 12.12.2008. Nella serata del 12 dicembre 2008 un sodalizio criminale composto da cinque persone esplodeva numerosissimi colpi d’arma da fuoco, mediante l’impiego anche di un kalashnikov, all’indirizzo del cancello di ingresso pedonale dell’abitazione di ORABONA Salvatore, nato a Trentola Ducenta (CE) il 03.02.1972, ivi residente alla via Caravaggio 23


Par. 4 La faida di Villa Literno. La guerra fra i Bidognetti ed i Tavoletta-Ucciero. Il ruolo di killer e capozona di IOVINE Massimo. La ricostruzione che segue è stata operata nel p.p. n. 57464/2006 R.G. relativo al tentato omicidio di UCCIERO Vincenzo avvenuto alle ore 12.10 circa del 17.07.2007 1 5 , ricostruzione che per semplicità si riporta e che è utile a comprendere le dinamiche criminali del territorio nel periodo a cavallo con l’inizio dei fatti contestati a FABOZZI Enrico e passati alle cronache come la faida di Villa Literno. il tentato omicidio infatti veniva immediatamente ricondotto dagli investigatori dei Carabinieri ai contrasti interni alla criminalità organizzata casertana nella quale, del resto, lo stesso UCCIERO militava, contrasti manifestati, per l’appunto, dal susseguirsi negli anni di agguati reciproci tra il gruppo TAVOLETTA-UCCIERO da un lato ed il gruppo BIDOGNETTI dall’altro. In effetti, è nr. 18. Le modalità dell’assalto lasciavano intendere l’inequivocabile volontà omicida in danno dell’ORABONA. 14) Tentato omicidio di MOLITIERNO Giuseppina, il 12.12.2008. Nella medesima serata del 12 dicembre 2008, lo stesso gruppo di sicari di cui al punto precedente, a pochi minuti di distanza dal tentato omicidio di ORABONA Salvatore, perpetrava medesimo delitto in danno di MOLITIERNO Giuseppina, nata ad Aversa (CE) il 20.02.1962, residente a Trentola Ducenta (CE), via Alfieri nr. 18. Le modalità criminali erano praticamente le stesse per entrambi gli episodi appena citati: anche in danno della MOLITIERNO, infatti, venivano esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della propria abitazione, in particolare della finestra della cucina, all’interno della quale si trovava la vittima unitamente alla sua famiglia. La MOLITIERNO rimaneva ferita con due colpi d’arma da fuoco ed escussa immediatamente a sommarie informazioni, consentiva di apprendere che l’obiettivo dei killer era verosimilmente il pregiudicato e suo vicino di casa FALCONE Pietro. 14

Interrogatorio di DI CATERINO Emilio del 17.10.08: Sono entrato a far parte del clan BIDOGNETTI alla fine del 2001, inizio 2002. Lavoravo a Villa Literno con una mia impresa edile e frequentavo il figlio di Antonio VERDE, figlio di Enrico, detto o’ Barbiere. Ad un certo punto uscì dal carcere Rino TAVOLETTA ed il suo gruppo decise di uccidermi perché mi riteneva responsabile della raccolta delle estorsioni per conto del VERDE, ma non era vero: io mi limitavo a frequentare il figlio di VERDE Enrico. Da quel momento, dopo il mio matrimonio, ho deciso di entrare a far parte del clan BIDOGNETTI. Fui presentato da Bernardo CIRILLO, che mi portò da GUIDA Luigi, all’epoca reggente del clan. Bernardo CIRILLO è un parente di mia moglie. Da quel momento ho preso lo stipendio: il primo stipendio è stato di 2 milioni e mezzo. Poi con l’euro è diventato di circa 1500 euro, quando reggeva il clan Gigino GUIDA. Ho commesso l’omicidio di DI MAIO Nicola nel 2002. Commesso con GUIDA Luigi, GRASSIA Luigi, detto O’ragno, omissis ……. Prima che uscisse SETOLA dal carcere ho partecipato al tentato omicidio di UCCIERO Vincenzo, il 17.7.2007. In un’ALFA 147 eravamo io, Antonio CORVINO e TARTARONE Luigi. L’UCCIERO doveva essere ucciso perché intendeva riprendere l’egemonia su Villa Literno. … omissis … In relazione alla scarcerazione del SETOLA ho avuto notizia da ALFIERIO Massimo il quale a dicembre 2007 è venuto da me a LUSCIANO rappresentandomi la necessità di procurare 50 mila euro da dare all’avv. LEPRE di Napoli che difende il SETOLA per farlo scarcerare per ragioni di salute. Il SETOLA in realtà ha un problema all’occhio sinistro, ma ci vede abbastanza bene, tanto che porta tranquillamente la moto, la macchina, spara ecc. Questi soldi sono stati procurati da me ed ALFIERO prelevandoli dalla cassa delle estorsioni che facevano a LUSCIANO, PARETE, CANCELLO ARNONE e VILLA LITERNO. Io ho consegnato la somma ad ALFIERO che li doveva dare all’avvocato. ALFIERO mi disse che i soldi servivano per fare avere «il visto favorevole» per andarsi a curare, ma non so dire con precisione a quale persone fossero destinate. In seguito alla scarcerazione il SETOLA disse di essere uscito grazie alla sua patologi all’occhio, ma ho saputo attraverso l’ALFIERO che la persona che aveva aiutato il SETOLA ad esser scarcerato aveva contattato più volte il SETOLA perché era stato sottoposto ad indagini dalla DIA che lo pressava per sapere che era successo e come aveva fatto a scarcerare il SETOLA. Questa stessa persona quindi in continuazione riferiva all’ALFIERO che prima o poi il SETOLA sarebbe stato arrestato di nuovo a seguito di quelle indagini e che quindi doveva al più presto darsi alla fuga. In realtà era l’ALFIERO che in quel periodo teneva i contatti per noi con il SETOLA, che stava a PAVIA. Nel periodo in cui SETOLA era agli arresti domiciliari a PAVIA egli comunicava con CIRILLO Alessandro e LETIZIA Giovanni attraverso telefoni cellulari dedicati che aveva procurato Massimo ALFIERO. In questo periodo io facevo parte integrante del gruppo ed in particolare ero molto vicino a Massimo ALFIERO. Io facevo sempre le estorsioni e avevo la lista. Ora la lista l’ho data – tramite Peppe “CASCIONE” a GAGLIARDINI Nicola, classe 1973, proprio la persona che avete arrestato nel recente provvedimento di fermo di venerdì. Quando il SETOLA è evaso, si è incontrato prima con CIRILLO, LETIZIA, ALFIERO e ha imposto a tutti la sua posizione di comando. Il CIRILLO ha dovuto subire perché il SETOLA era il più anziano del clan. A D.R. Il capo era comunque sempre BIDOGNETTI Francesco e SETOLA era il suo rappresentante sul territorio. In seguito, in aprile, prima degli omicidi ho avuto anche io un incontro con SETOLA in San Marcellino a casa di PARENTE Raffaele, che fa 24


opportuno illustrare, proprio perché la vicenda si è verificata nel comune di Villa Literno, quale sia stata l’evoluzione dei rapporti criminali che ha caratterizzato quel territorio nel corso del tempo. Difatti, i cittadini di Villa Literno hanno, purtroppo, assistito ad alleanze e scissioni continue tra appartenenti a gruppi criminali contrapposti, testimoniate da una lunga e persistente sequenza di delitti di sangue che, da oltre un decennio, si verificano nella cittadina. Dalla sia pur fugace lettura degli atti processuali relativi ai numerosi giudizi relativi alla cd. faida di Villa Literno si desume, con semplicità, come molti degli episodi ad essa riconducibili, siano maturati in un momento storico in cui erano attive in Villa Literno due opposte fazioni camorristiche, in guerra fra loro per il predominio sul territorio: il gruppo TAVOLETTAUCCIERO ed il gruppo BIDOGNETTI, così individuati per i nomi delle famiglie leader attorno alle quali si aggregavano, ed in parte si aggregano tuttora, i rispettivi affiliati. I due gruppi camorristici, entrambi confederati nel clan dei Casalesi, erano capeggiati rispettivamente:  Il gruppo TAVOLETTA, da TAVOLETTA Cesare classe 1980 16 che dal 01.03.2004 è collaboratore di giustizia; il meccanico. La sua casa si trova alle spalle dell’Equipe. Si tratta di una casa di fronte al capannone dell’officina. … omisis … In quel discorso il SETOLA mi disse subito che bisognava uccidere Umberto BIDOGNETTI, Domenico NOVIELLO e Michele ORSI. A D.R. Questi tre omicidi furono così spiegati dal SETOLA: Umberto BIDOGNETTI doveva essere ucciso perché era il padre di Domenico BIDOGNETTI; Domenico NOVIELLO doveva essere ucciso perché era una persona che aveva denunciato i suoi estorsori del clan BIDOGNETTI e bisognava dare ubn esempio agli imprenditori della zona di Castel Volturno. Michele ORSI doveva morire per ché aveva iniziato a rendere dichiarazioni collaborative con la giustizia nella materia dei rifiuti. A D.R. Non so dire se vi fosse qualcuno più in alto di SETOLA che avesse richiesto questi omicidi. Il SETOLA mi disse che gli omicidi dovevano essere eseguiti materialmente da me e da Massimo ALFIERO. Io dissi di sì perché ero disposto a commettere gli omicidi. Poi non ho partecipato perché non mi hanno più coinvolto. A D.R. A Lusciano sono stato innanzitutto presso un’abitazione da me fittata. Poi sono stato a casa di MOSCA Luca per qualche giorno ed in vari altri posti che in seguito specificherò meglio. A D.R. Un terzo incontro l’ho avuto con il SETOLA verso la fine di luglio. Il SETOLA mi voleva chiedere perché non avevo portato a termine l’omicidio di CANTELLI. Ed io gli risposi con sincerità che per il modo con cui me l’avevo chiesto mi ero molto impaurito. L’incontro avvenne a casa di Raffaele PARENTE a San Marcellino e vi presero parte anche Massimo ALFIERO, Massimo della Big Auto, ed un altro Massimo che potrebbe essere AMATRUDI. Nel corso di questo incontro si presentò l’avvocato Gerry CASELLA, che avevo già incontrato a casa di Alessandro CIRILLO. E’ un avvocato che difende gli affiliati del clan BIDOGNETTI. Si presentò insieme a Massimo credo AMATRUDI. Peppe voleva essere spiegato il processo a carico di sua moglie. Fu lo stesso Peppe SETOLA ad avere l’idea di mandare una sua foto con una benda ed un bastone, in modo da rappresentarlo come semicieco. L’avvocato disse di sì e consigliò di mandarla ai giornali. Ad un certo punto l’avvocato chiese a SETOLA di farci allontanare per parlare di una cosa delicata. SETOLA disse che avrebbe potuto parlare tranquillamente perché eravamo amici. L’avvocato disse che aveva saputo che la DIA aveva ordine di sparargli a vista. SETOLA scattò, e rivolgendosi a me disse «Milio’, se è così allora noi dobbiamo uccidere un paio di poliziotti». Io gli risposi che queste cose non ero disposto a farle. Questo scambio di vedute tra me e SETOLA ed il fatto che il SETOLA medesimo volesse ammazzare i poliziotti l’ho riferito ai miei amici BASCO Antonio e SPIERTO Pasquale, entrambi uomini di Michele ZAGARIA, per fare in modo che la notizia giungesse sia a ZAGARIA che a IOVINE, per fare in modo che costoro potessero intervenire e fermare il SETOLA. Da quel momento non ho visto più né BASCO né SPIERTO. Li ho incontrati a casa di mia cugina Maria, sorella di DI TELLA Antonio. Dopo quest’incontro mi sono allontanato, prima da solo, e poi con la mia famiglia, per recarmi a TERNI. Era l’8 agosto. Sono poi tornato la settimana scorsa per la vicenda della FIAT 500 rossa della quale ho parlato prima, per discutere con mia moglie, che nel frattempo era rientrata a Casale per l’inizio dell’anno scolastico dei bambini. … omissis 15

UCCIERO Vincenzo si trovava a bordo dell’autovettura Mazda targata DE 699WV quando, in Via Feniculenza di Villa Literno, veniva affiancato da una moto modello enduro, con a bordo due giovani, uno dei quali esplodeva al suo indirizzo un colpo di pistola. UCCIERO, allora, scendeva dall’auto e, durante, la fuga venivano esplosi nei suoi confornti altri colpi d’arma da fuoco che, tuttavia, non lo raggiungevano. La polizia giudiziaria, intervenuta nell’immediatezza dei fatti, rinveniva e sequestrava 15 bossoli calibro 9x21 marca GFL. La vittima veniva escussa a sommarie informazioni testimoniali in merito all’accaduto ed, informalmente, riferiva che alla guida della moto poteva esserci tale EMILIOTTO ovvero DI CATERINO Emilio, che aveva avuto un chiarimento con il Sargente”, ossia con CIRILLO Alessandro, reggente - all’epoca - del gruppo BIDOGNETTI. 16 Figlio di TAVOLETTA Pasquale alias ZORRO capo-clan di Villa Literno, ucciso nel 1989. 25


 Il gruppo BIDOGNETTI, prima da VERDE Enrico, da sempre fedele ai BIDOGNETTI, e poi da GUIDA Luigi, rappresentato in Villa Literno da IOVINE Massimo, anch’esso divenuto dal 31.01.2008 collaboratore di giustizia. Infine da CIRILLO Alessandro, detto o’ Sergente, e poi DI CATERINO Emilio fino alla sanguinosa stagione inaugurata dall’evasione di SETOLA Giuseppe dagli arresti domiciliari nei primi mesi del 2008. Il VERDE Enrico ha riportato condanna alla pena dell’ergastolo per l’omicidio di ORABONA Davide, componente del clan TAVOLETTA, ed attualmente è sottoposto al regime degli arresti domiciliari per motivi di salute. Il gruppo TAVOLETTA era appoggiato dal gruppo cd. scissionista, che si staccò dai BIDOGNETTI ed, ai suoi vertici, poteva contare su personaggi di spicco quali CANTIELLO Salvatore detto Carusiello, DIANA Luigi detto o’ Manovale (attualmente anch’egli collaboratore di giustizia), CANTIELLO Vincenzo, ZARA Nicola, APICELLA Pasquale, CORVINO Daniele ed altri esponenti del clan dei CASALESI. La compagine contrapposta ai TAVOLETTA, quella cioè facente capo a BIDOGNETTI Francesco, alias Cicciotto e’ Mezzanotte ed ai suoi figli BIDOGNETTI Aniello e Raffaele, oggi detenuti, poteva contare sull’apporto di GUIDA Luigi, reggente del clan, LETIZIA Giovanni, GRASSIA Luigi, DI MAIO Francesco, DI CATERINO Emilio (divenuto anch’egli collaboratore di giustizia, dopo un periodo di latitanza). La vitalità dei due gruppi criminali non ha mai avuto momenti di stasi. Ognuna delle attività illecite cd. spia, caratterizzanti la presenza delle organizzazioni criminali di stampo camorristico si è incessantemente ripetuta sul territorio. Basti pensare alle numerose estorsioni, alle imposizioni di alcuni prodotti al commercio, (vds. imposizione del latte, del caffè, della carne) agli omicidi, gli atti intimidatori ed alle altre attività tipiche dei gruppi camorristici. In definitiva, le organizzazioni criminali non hanno mai perduto il controllo del territorio, riuscendo - peraltro - continuamente ad attingere dalla società civile sempre nuovi accoliti. Per comprendere bene il fenomeno socio-criminale con cui ci si confronta è forse sufficiente riportare un nudo elenco cronologico degli episodi principali che hanno caratterizzato la contrapposizione armata tra i gruppi TAVOLETTA e BIDOGNETTI ed i fatti di sangue che ne sono scaturiti dal 1997: • omicidio di TAVOLETTA Antonio17, capo dell'omonimo clan, avvenuto in data 23.09.97, in Villa Literno; nell'occasione rimase ferito anche LETTIERO Cuono18, affiliato al sodalizio dei TAVOLETTA, divenuto poi, nel 2000, collaboratore di giustizia; • tentato omicidio di VERDE Enrico19, affiliato al clan BIDOGNETTI, in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari, avvenuto in data 17.11.97 in Villa Literno; • omicidio di TAVOLETTA Mario 20, avvenuto in Giugliano in Campania il 16.03.98. TAVOLETTA Mario era ritenuto l'alter ego del capo clan TAVOLETTA Antonio, tra l'altro suo cugino. • omicidio di DI FRAIA Raffaele 21, affiliato al clan BIDOGNETTI, avvenuto in data 05.04.98 in Villa Literno dopo pochi giorni dall'omicidio di TAVOLETTA Mario. Il DI FRAIA al momento dell'agguato indossava un giubbetto antiproiettile, temendo quindi un eventuale aggressione. L’omicidio DI FRAIA Raffaele rappresenta l’imputazione di una ordinanza di custodia in carcere22 nei confronti di CANTIELLO Salvatore, TAVOLETTA Cesare, DEL VECCHIO Antonio e UCCIERO Massimo, quest’ultimo - all’epoca dei fatti - ancora minorenne; • omicidio di ORABONA Davide, avvenuto il 14.10.98, in Villa Literno. La vittima era ritenuta esattore del clan TAVOLETTA. Le indagini hanno consentito di raccogliere inconfutabili indizi 17

TAVOLETTA Antonio, nato a Napoli il 23.05.1956, residente in Villa Literno alla via Donizetti n.35, zio paterno di Cesare TAVOLETTA; 18 LETTIERO Cuono, nato a Villa Literno il 08.10.1956, ivi residente alla via Tirso nr.6, collaboratore di giustizia; 19 VERDE Enrico, nato a Villa Literno il 13.11.1956, ivi residente via Panaro nr.5, in atto agli arresti domiciliari; 20 TAVOLETTA Mario, nato a Villa Literno il 04.10.1963, ivi residente alla via Feniculense 1°Vico n. 9. 21 DI FRAIA Raffaele, nato a Villa LITERNO il 17.02.1957, ivi residente via Salomone nr. 49. 22 O.c.c. nr. 98058/00 (stralcio dal 3615/R/93) R. G. N. R. e n. 8932/00 R. G.I.P. emessa in data 28.12.01 (G.I.P. Dott.ssa G. CEPPALUNI). 26


• • •

• • •

• •

di colpevolezza nei confronti di VERDE Enrico, riconosciuto da un testimone oculare quale autista del commando che aveva assassinato ORABONA Davide23. omicidio di FALCONE Amedeo, avvenuto in Castelvolturno il 21.10.98. Il FALCONE, domiciliato a fianco dell’abitazione di TAVOLETTA Antonio, era ritenuto a quest’ultimo affiliato; la figlia del FALCONE è l’attuale convivente di TAVOLETTA Cesare; omicidio di IANNARELLA Tammaro24, avvenuto in Casal di Principe il 16.11.98, fratello del più noto Pasquale, nato a Capua il 14.5.68, affiliato al clan BIDOGNETTI. omicidio di CATERINO Vincenzo25, avvenuto in Villa Literno il 16.01.99, affiliato al clan BIDOGNETTI e in ottimi rapporti d'amicizia con DI FRAIA Raffaele e VERDE Enrico, tanto che ha reso dichiarazioni a questa P.G. a favore del VERDE, tentando di precostituirgli un alibi per l'omicidio di ORABONA Davide; omicidio di LAUDANDO Vincenzo26, avvenuto il 18.01.99. Il LAUDANDO, appartenente al clan TAVOLETTA, è stato assassinato soltanto due giorni dopo l'omicidio di CATERINO Vincenzo; Fra il mese di aprile e settembre 1999 furono catturati i latitanti BIDOGNETTI Domenico, CANTIELLO Salvatore, CANTIELLO Vincenzo, ZARA Nicola e DIANA Luigi (gli ultimi quattro contrapposti ai BIDOGNETTI). Nella notte fra il 02/03.08.1999 vennero, altresì, arrestati: TAVOLETTA Cesare (Rino); D’ALESSANDRO Nicola, UCCIERO Massimo, TAVOLETTA Cesare (cugino di Rino) e TAVOLETTA Pasquale (cugino di Rino), per estorsione ai danni di DIANA Antonio, titolare di un supermercato in via Roma di Villa Literno ubicato di fronte l’abitazione del capo clan TAVOLETTA Cesare detto Rino. Le rappresaglie contro il DIANA Antonio furono immediate e sfociate tragicamente nella morte di CORSO Cipriano, affiliato al gruppo TAVOLETTA. Nei primi giorni del mese di dicembre del 2000 il CORSO Cipriano venne ferito mortalmente dal figlio di DIANA Antonio, Pasquale, cognato di IOVINE Massimo, mentre tentava, armato di pistola, di rapinare l’incasso del supermercato. In data 08.05.2000, venne ferito mediante esplosione di colpi d’arma da fuoco, in Villa Literno, PARABOSCHI Angelo27, ritenuto “vicino” ai BIDOGNETTI. L’obiettivo dell’agguato, era però, IANNARELLA Pasquale che si trovava in compagnia del PARABOSCHI e di MICILLO Carmine, tutti affiliati al gruppo BIDOGNETTI; In data 16.05.2000, in Villa Literno, venne assassinato mediante colpi d’arma da fuoco PECCHIA Gaetano28, suocero di TAVOLETTA Mario; In data 25.05.2001, in Villa Literno, veniva rinvenuto il cadavere carbonizzato di DI FRATTA Tammaro, elemento “vicino” al clan TAVOLETTA; In data 08.09.2001 in Villa Literno, venne assassinato mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco IANNARELLA Pasquale29, affiliato al gruppo BIDOGNETTI. L’ufficio del P.M. in data 25.01.05 ha emesso, nell’ambito del p.p. 3444/05 Mod. 21, decreto di fermo nei confronti di TAVOLETTA Cesare, DIANA Francesco, IAVARAZZO Tammaro e IOVINE Gennaro, perché responsabili, i primi due dell’omicidio ed i secondi due (IAVARAZZO e IOVINE) di tentato omicidio avvenuto nel 1998;

23

In data 14.10.1998 il prefato magistrato emetteva decreto di fermo nei suoi confronti. L’episodio omicidiario è stato poi raccontato anche dal c.d.g. LETTIERO Cuono. Per tale delitto VERDE Enrico è stato recentemente condannato in primo grado all’ergastolo; 24 IANNARELLA Tammaro, nato a Villa Literno il 11.06.1961, ivi residente via Carducci n.10. 25 CATERINO Vincenzo, nato a Villa Literno il 20.09.1954, ivi residente via Donizetti nr.31 26 LAUDANDO Vincenzo, nato a Villa Literno il 20.01.1962, ivi residente via Feniculense n.13. 27 PARABOSCHI Angelo, nato a Pavia il 22.12.1966, residente in Villa Literno. 28 PECCHIA Gaetano, nato a Villa Literno il 05.02.1939, ivi residente. 29 IANNARELLA Pasquale, nato a Capua il 14.05.1968, residente in Villa Literno. 27


• • •

• •

• • • •

In data 23.09.2001, in Villa Literno, venne assassinato NEGRI Augusto 30, affiliato al gruppo TAVOLETTA. Il NEGRI aveva partecipato materialmente all’omicidio di IANNARELLA Pasquale; In data 18.02.2002, in Villa Literno, venne assassinato AMATO Antonio 31, cognato dell’ex capo clan TAVOLETTA Antonio, omicidio di cui si parlerà diffusamente appresso; In data 02.08.2002, in Villa Literno, venne assassinato D’ALESSANDRO Nicola32, uno dei capi storici del gruppo TAVOLETTA. Per tale omicidio è stata emessa in data 04.02.2004 O.C.C. 33 nei confronti di ZIELLO Gaetano e di IOVINE Massimo: quest’ultimo è stato condannato in primo grado all’ergastolo, prima che iniziasse a collaborare con la giustizia; In data 03.09.2003 venne scarcerato UCCIERO Massimo, alias “Capa Spaccata” e reggente del clan TAVOLETTA; In data 15.09.2003, in Villa Literno via Delle Dune, veniva investito IOVINE Massimo mentre viaggiava a bordo di una motocicletta. Nell’occorso IOVINE riportava gravi lesioni e interrogato dagli investigatori (Polizia di Stato) riferiva che si era trattato di un normale incidente stradale. Negli atti redatti dal Commissariato di P.S. di Aversa, vengono ipotizzate responsabilità nei confronti di UCCIERO Massimo. In data 24.09.03 venne posto agli arresti domiciliari CORVINO Daniele e, pochi giorni, lo stesso provvedimento fu eseguito per ZARA Nicola. Entrambi comunicarono alla Stazione CC di Casal di Principe che non volevano recarsi in Caserma per aderire all’obbligo della firma per paura di attentati; Nella serata del 28.09.2003, vennero assassinati in Villa Literno, ROVESCIO Giuseppe e NATALE Vincenzo, contestualmente rimasero feriti: GALOPPO Francesco, DE LUCA Mirko Raimondo e ROVESCIO Simeone. L’episodio omicidiario è stato trattato nell’O.C.C. nr. 678/08 O.C.C. (p.p. nr. 51129/03 R.G.) emessa dall’Ufficio 28 ° GIP del Tribunale di Napoli dr. Giustina CAPUTO, in data 10.06.2008. Il provvedimento, relativamente al duplice omicidio e contestuale tentato triplice omicidio, è stato confermato anche dal Tribunale del Riesame di Napoli. In data 26.10.03 venne scarcerato BIDOGNETTI Raffaele, alias “Lello o’ Puffo” figlio del capo clan Francesco detto “Cicciotto ‘e Mezzanotte”. In data 03.11.03 furono esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco nell’autovettura Renault Clio, in uso alla madre di UCCIERO Massimo, parcheggiata davanti alla di lui abitazione. In data 19.11.2003 è stato nuovamente arrestato UCCIERO Massimo per inosservanza agli obblighi imposti e da allora non è stato più scarcerato. Nella serata del 23.11.03 è stato assassinato, in Villa Literno, MISSO Michele, “reo” di aver collaborato con i fratelli UCCIERO nella consegna di carne alle varie macellerie di Villa Literno. Anche quest’ultimo omicidio è stato contestato nella O.C.C. nr. 678/08 emessa il 10.06.08, perché ritenuto commesso da IOVINE Massimo del gruppo BIDOGNETTI. Il 13.12.2003 a Casal di Principe (CE) sulla strada statale Nola - Villa Literno è stato ucciso CAIAZZO Giuseppe34, affiliato al gruppo TAVOLETTA. Il 22.01.2004 in Villa Literno, via Roma, davanti l’abitazione dei propri genitori è stato assassinato UCCIERO Domenico, fratello di Massimo, affiliato al clan TAVOLETTA. Anche l’omicidio UCCIERO Domenico è stato contestato nella O.C.C. nr. 678/08 emessa il 10.06.08, a IOVINE Massimo del gruppo BIDOGNETTI; In data 9 febbraio 2004 è stata eseguita la O.C.C. in carcere nr.°81200/01 emessa dall’ ufficio del Tribunale di Napoli, nei confronti di 34 affiliati al gruppo TAVOLETTA.

30

NEGRI Augusto, nato ad Aversa il 26.01.1982, residente in Villa Literno. AMATO Antonio, nato a Villa Literno il 03.02.1969, ivi residente. 32 D’ALESSANDRO Nicola, nato a Villa Literno il 18.09.1958, ivi residente. 33 O.C.C. nr. 41522/02 R.G. nr. 37714/03 R. GIP e nr. 65/04 o.c.c, emessa in data 04.02.2004 dal GIP del Tribunale di Napoli Dott. Fabio DENTE. 34 Caiazzo Giuseppe, nato a Santa Maria Capua Vetere il 07.09.1978 31

28


In data 01.03.2004 inizia a collaborare con la giustizia il capo clan TAVOLETTA Cesare detto RINO; • In data 13.03.2004, veniva catturato IOVINE Massimo, latitante perché colpito da O.C.C. relativa all’omicidio di D’ALESSANDRO Nicola. Lo IOVINE si rese irreperibile dal 22.01.2004 da quando ebbe a commettere l’omicidio di UCCIERO Domenico. • In data 16 Marzo 2004, venivano esplosi diversi colpi d’arma da fuoco nella piazza antistante il Municipio di Villa Literno. Fonte confidenziale avvalorata da una telefonata anonima giunta nella stessa serata alla Stazione CC di Villa Literno indicava quali autori DI FRAIA Antonio, inteso “o’ VULPACCHIELLO”, e tale Enzino “O’ BRIATORE”, inteso UCCIERO Vincenzo; • In data 18 Marzo 2004, vennero esplosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione di DI FRAIA Antonio, corrente in Villa Literno, via Salerno n. 11; • In data 14.04.2004 è stato assassinato dai Tavolettiani, in Villa Literno AVERSANO Stefano, ritenuto vicino al gruppo BIDOGNETTI; • In data 11 Maggio 2004, in Villa Literno, DELLE Donne Mauro, che si trovava a bordo dell’autovettura Fiat Punto, di proprietà di DI FRAIA Antonio, scampava ad un agguato tesogli da componenti del clan avverso. L’autovettura veniva raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco; • In data 15.05.2004, in Villa Literno, personale della Stazione CC di Villa Literno, traeva in arresto DELLE DONNE Mauro, DI FRAIA Antonio e UCCIERO Vincenzo, responsabili di detenzione abusiva di un Kalashnikov, di una pistola a tamburo cal. 38 e di due pistole con matricola abrasa. Per tale reato rimaneva detenuto solo il DELLE DONNE; • In data 27.05.2004, in Villa Literno, via Salerno, ad opera di un commando organizzato con più autovetture, veniva ucciso a colpi di arma da fuoco DI FRAIA Antonio, alias “O’ VULPACCHIELLO”; • In data 09.11.2004, verso le ore 03.00 circa, in Villa Literno, via Castello, davanti l’abitazione di UCCIERO Vincenzo, un commando composto da più persone incendiava il suo furgone ed attendeva che lo stesso uscisse dalla propria abitazione, evidentemente, per ucciderlo. Dopo 17 minuti circa di attesa i killer, appostati davanti l’abitazione, esplodevano 14 colpi d’arma da fuoco contro il cancello d’ingresso dell’abitazione del predetto. Le fasi dell’azione delittuosa venivano riprese dalle telecamere, installate nell’abitazione dell’UCCIERO. • In data 12.02.2005 venne catturato DIANA Francesco, detto Francesco SALVI che intanto era passato dal gruppo TAVOLETTA a quello BIDOGNETTI, divenendo il capo-zona di Villa Literno. • Il 17 luglio 2007 UCCIERO Vincenzo, fratello di Massimo riesce a salvarsi miracolosamente da un agguato di matrice camorristica. Si tratta di un elenco assai eloquente, che chiarisce perché la contrapposizione armata tra i due gruppi abbia martoriato il territorio e per quali ragioni la realizzazione di un tentato omicidio, come quello contestato nelle imputazioni provvisorie, non possa essere compresa se non analizzando il contesto generale in cui esso avviene. Ad ogni modo, la conferma della matrice camorristica dell’agguato si è avuta, alcuni mesi dopo la realizzazione del fatto, dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che hanno consentito di fare piena luce sul contesto di riferimento nel cui ambito è maturata la vicenda delittuosa in esame, fornendo un apporto conoscitivo decisivo per le indagini. Questi fatti sono stati ad oggi ricostruiti quasi del tutto con numerosissime pronunce di Gip e Tribunale grazie proprio alle dichiarazioni dei collaboratori ed in particolare di IOVINE Gennaro, fratello di Massimo, IOVINE massimo, DI CATERINO Emilio, DIANA Francesco, GUIDA Luigi. IOVINE Massimo il quale ha potuto narrare della sua partecipazione a numerosi omicidi contro i TAVOLETTA-UCCIERO di cui si è accusato, avendovi preso parte come esecutore materiale e killer di provata capacità; si ricordano fra gli altri gli omicidi di DI MAIO Nicola, CAIAZZO giuseppe, D’ALESSANDRO Nicola, MISSO Michele, AMATO Antonio, UCCIERO Domenico, 29


NEGRI Augusto, FRATTA Tammaro, per i quali il collaboratore ha confessato la sua responsabilità35. CAPITOLO Par. 1 Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sui rapporti fra il clan BIDOGNETTI e gli amministratori locali del Comune di Villa Literno. In particolare il rapporto del clan con Enrico FABOZZI, Sindaco del Comune di Villa Literno in occasione del primo mandato del 2003. L’intermediazione criminale di Nicola FERRARO. La ricostruzione dei rapporti fra il clan BIDOGNETTI ed il sindaco di Villa Literno, Enrico FABOZZI, si è posta all’attenzione degli scriventi a partire dalle dichiarazioni di Emilio DI CATERINO; collaboratore di giustizia intraneo al gruppo bidognettiano, che ha iniziato a collaborare nell’ ottobre 2008, dopo aver partecipato alla prima parte della stagione stragista condotta dal clan sotto la guida di Giuseppe SETOLA. Il DI CATERINO è stato reggente del clan BIDOGNETTI proprio in costanza dell’esercizio del mandato elettorale da parte del sindaco FABOZZI, avendo assunto tale ruolo a seguito dell’arresto, nel 2005 di GUIDA Luigi, detto on drink. Inoltre sono acquisite le dichiarazioni di IOVINE Massimo, affiliato al gruppo e liternese di origine e provenienza, spietato killer a disposizione dei capi dell’associazione camorristica, nonché quelle di DIANA Francesco, detto Salvi, anch’egli affiliato con mansioni esecutive nel controllo delle estorsioni e partecipe delle attività del clan insieme allo IOVINE. Ma, soprattutto, ci si è avvalsi delle dichiarazioni di GUIDA Luigi, collaboratore di giustizia a partire dal settembre 2009 e principale protagonista della stagione degli accordi fra il clan Bidognetti, di cui era il reggente, e gli amministratori locali dell’area domitia, nonché interlocutore diretto di Nicola FERRARO e di Enrico FABOZZI. Invero le dichiarazioni di tutti i collaboratori si riscontrano fra loro, sia sui fatti oggetto di contestazione, sia in ordine al reciproco ruolo svolto da ciascuno nel clan, a costituire una credibilità complessiva del narrato. Tutti i collaboratori hanno ricevuto più volte il vaglio del giudice del dibattimento in ordine alla loro credibilità ed attendibilità, e sono stati destinatari di condanne con la diminuente dell’art. 8 l. 356/92. Va precisato che le dichiarazioni del GUIDA, pur se raccolte successivamente, andranno lette per prime, sia perchè di assoluto rilievo investigativo, sia perché dal contenuto storico precedente a quelle rese dal Di CATERINO e dagli altri collaboratori. Prima però si tratterà di un “precedente illustre” risalente alla fine degli anni ’80 e raccontato da uno dei primi storici collaboratori di giustizia, SCHIAVONE Carmine. Par. 2. Un precedente storico significativo: le elezioni comunali di Villa Literno del 1988 nel racconto di SCHIAVONE Carmine. E’ dunque utile premettere che il FABOZZI era stato già oggetto di una dichiarazione accusatoria. Nel lontano 1993 ne parlava SCHIAVONE Carmine, all’inizio della sua collaborazione 36: Nel 1988, a seguito dell'omicidio di Antonio BARDELLINO, in occasione delle elezioni amministrative di Casale e di Villa Literno, il gruppo SCHIAVONE decise di sotituire tutti gli amministratori legati ad Antonio BARDELLINO. Organizzammo una forte campagna elettorale in favore della Democrazia Cristiana. Nelle liste, come ho già fatto cenno in precedente verbale, confermammo nostri uomini. In realtà a noi interessava, soprattutto l'amministrazione di Villa Literno che era stata sempre appannaggio dei "bardelliniani" ed in particolare di Ernesto BARDELLINO e dove erano previsti lavori di grandissimo rilievo. La nostra lista Democristiana guadagnò 10 consiglieri comunali, mentre 8 toccarono al P.S.I., ancora controllato da Ernesto BARDELLINO, 1 al P.C.I. ed 1 al P.R.I.. I rappresentanti della nostra organizzazione all'interno della D.C. erano Aldo RICCARDI ed il Segretario cittadino della D.C., il dr. Antonio PEDANA. Dopo le 35 36

Si allegano le OCC già emesse. Interrogatorio del 14 ottobre 1993 di SCHIAVONE Carmine. 30


elezioni, pur di escludere il P.S.I. dall'amministrazione, non avendo raggiunto la maggioranza assoluta, convocai a casa di mio cognato una riunione (cui lo stesso rimase assolutamente estraneo), nella mia qualità di responsabile per l'organizzazione della zona di Villa Literno. A tale riunione partecipò il mio rappresentante locale TAVOLETTA Pasquale detto "Zorro" (poi ucciso come riferirò più diffusamente in seguito), il dr. RICCARDI, il dr. PEDANA e FABBOZZI Enrico, Consigliere del P.C.I.. In quella occasione, io feci un discorso molto duro e chiaro, nel senso che il dr. RICCARDI avrebbe ricoperto la carica di Sindaco, il PEDANA quella di Vice Sindaco, mentre il FABBOZZI, che doveva entrare in maggioranza con noi, avrebbe ricevuto la delega di Assessore alle Finanze. Dissi, però, che se non avesse funzionato quella organizzazione, avrei "fatto impiccare tutti i Consiglieri Comunali e persone a loro legate, sotto gli alberi di nocciole". Promisi loro, nel contempo, che avrebbero ricevuto il 50% di tutti i guadagni che la nostra organizzazione avrebbe introitato per i rilevantissimi lavori pubblici che si prevedevano sulla cittadina, quali, ad esempio: "cimitero, acquedotto, fognature, edifici scolastici, città gioco, ferrovia, aeroporto internazionale ecc.". Tutti accettarono la mia imposizione e costituimmo, così, la maggioranza. Sul punto i Carabinieri di Caserta, con nota del 6 aprile 2011 hanno comunicato l’esito delle attività di riscontro, che consentono di ritenere veritiere le affermazioni dello Schiavone. Invero dei fatti raccontati dal collaboratore di giustizia si parla nell’ordinanza di custodia cautelare cd. Spartacus I nella quale, di fatto, relativamente all’anno 1988, veniva ricostruito l’assetto politico del Comune di Villa Literno che, proprio così come affermato dal collaboratore di giustizia, aveva condizionato la gestione degli appalti che avrebbe interessato quel territorio37: 37

…dall’ordinanza di custodia cautelare SPARTACUS I avente n. 3615/R/93 Reg.PM e n. 4458/95 A Reg. GIP, relativamente alle elezioni comunali nel Comune di Villa Literno, anno 1988, si legge: ..omissis… CAPITOLO IV LA INFILTRAZIONE DI UOMINI DEL CLAN DEI CASALESI NELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI. … omissis… Risulta evidente allora che, attraverso tale meccanismo, il controllo dei flussi di spesa pubblica nella provincia di Caserta e la gestione delle attività economiche, divenne dominio esclusivo del clan dei casalesi. Nel successivo 1988, nel mese di giugno, in occasione delle nuove elezioni amministrative, grazie alla campagna elettorale condotta dalla organizzazione criminosa dei “Casalesi”, furono eletti al consiglio comunale di Casale, Schiavone Francesco, Schiavone Nicola, Corvino Gaetano e Ferraiuolo Alfonso. Analogo condizionamento si verificò nel comune di Villa Literno ove vennero eletti dieci consiglieri comunali della D.C. otto del P.S.I., uno del P.R.I. ed uno del P.C.. Appare significativa la ricostruzione effettuata da Carmine Schiavone circa le modalità della formazione della giunta comunale di Villa Literno dopo le votazioni dell’88; ciò in quanto si raggiunse un accordo e la maggioranza dei consensi nell’ente locale, a seguito di un suo diretto intervento nel corso del quale pronunciò pesanti minacce nei confronti del rappresentante del P.C.I.. Nella circostanza fu stabilito un accordo tra i futuri amministratori e l’organizzazione camorristica circa i guadagni derivanti dai lavori appaltati dal comune di Villa Literno. In quel comune vennero eletti, alla carica di sindaco Riccardi Aldo, a quella di vice sindaco, Pedana Antonio, entrambi medici ed a quella di assessore alle finanze, Fabozzi Enrico del P.C.I..Il collaborante ha precisato che l’accordo stipulato tra l’amministrazione ed i “Casalesi” venne rispettato tanto che furono pagati tangenti per i lavori appaltati in quella zona ed anche per la costruzione della superstrada Nola-Villa Literno. …omissis…. La informativa della D.I.A. nr. 125 del 10 maggio 1994 ha, analiticamente, riscontrato le dichiarazioni dello SCHIAVONE, ricostruendo le percentuali dei voti riportate nelle elezioni amministrative, con l’acquisizione delle note dell’Ufficio Elettorale della provincia di Caserta Il controllo della organizzazione camorristica sugli Enti locali, nella seconda metà degli anni ‘80, fu tale da manipolare il consenso elettorale, imporre propri uomini per le cariche elettive, condizionare la diretta gestione degli Enti per impossessarsi dei flussi di spesa pubblica. Il ruolo della camorra si estrinsecò, necessariamente, anche annientando qualsiasi forma di dissenso, spegnendo qualsivoglia barlume di democrazia e mortificando, con la violenza, le tradizioni di civiltà e di cultura da sempre presenti nella provincia di Caserta. ..omissis… 31


Dalla successiva ordinanza di custodia cautelare denominata SPARTACUS II, che colpiva, tra gli altri, proprio RICCARDI Aldo38 e PEDANA Antonio39, sindaco e vicensindaco, indagati del reato p.p. di cui all’art. 416 bis, si legge che i predetti erano contigui al clan dei casalesi. In tale contesto, i due venivano tirati in causa oltre che da SCHIAVONE Carmine anche da un altro collaboratore di giustizia, UCCIERO Adolfo, quest’ultimo imparentato con lo stesso vicesindaco. Anche dalle dichiarazioni dell’UCCIERO si evidenzia che il controllo politico/economico afferente la gestione del Comune di Villa Literno era di primaria importanza per il sodalizio “dei casalesi” attesi gli interessi che, all’epoca, ruotavano attorno a tale Ente. Quel Comune, infatti, era interessato da diversi appalti che il clan avrebbe potuto agevolmente pilotare con la compiacenza dei loro “colletti bianchi”40: 38 39

RICCARDI Aldo, nato a Villa Literno il 6 maggio 1941, ivi residente, via A. Pedana n. 8 PEDANA Antonio, nato a Villa Literno il 2 Marzo 1941, ivi residente, via San Tammaro, vico II n. 8 40 …dall’ordinanza di custodia cautelare SPARTACUS II avente n. 3615/R/93 Reg.PM e n. 2667/96 A Reg. GIP n. 291/1996 Ord. Caut., sul conto di PEDANA Antonio, nato a Villa Literno il 02.03.1941 e RICCARDI Aldo, nato a Villa Literno il 06.06.1941, rispettivamente Sindaco e Vicesindaco del Comune di Villa Literno, si legge: PEDANA Antonio - RICCARDI Aldo …omissis… Le posizioni dei due indagati, entrambi medici, sono strettamente fra loro legate, in quanto essi sono stati, in periodi omogenei, i rappresentanti politici liternesi più rappresentativi. Il RICCARDI è stato eletto Sindaco per 5 volte consecutive fra il 21/06/1988 e il 31/07/1992. E, in ogni Giunta guidata lui, il PEDANA è stato nominato assessore. Entrambi sono stati democristiani.Entrambi vanno considerati organici all’associazione camorrista dalla quale hanno ricevuto costante e pieno appoggio elettorale e con la quale, sistematicamente, raggiunta la carica amministrativa, si sono accordati per la spartizione degli appalti pubblici. Peraltro, l’adesione al gruppo camorrista dei due è stata oltremodo pregnante, se, come è vero, la loro attività in favore dello stesso ha spaziato anche in settori diversi dallo specifico accordo, sia pur stabile e permanente, con riferimento agli appalti pubblici. Infatti, sono stati posti in risalto episodi di disponibilità ad interessarsi di vicende giudiziarie degli associati, di procacciamento illegale di documenti di identità, di interessamento, presso altri clan “confederati” per l’elezione, in altre zone, di politici “amici”. Tutti episodi che, si ripete, costituiscono, gli elementi sintomatici del loro pieno inserimento nell’organizzazione criminale. …omissis… UCCIERO Adolfo, anch’egli collaboratore di giustizia e già esponente di primo piano del clan camorristico dei liternesi, confederato a quello dei Casalesi, (peraltro imparentato con il PEDANA) che ha operato, quindi, sul medesimo territorio sul quale i due indagati hanno esercitato le loro funzioni amministrative, ha reso importanti dichiarazioni sul conto di questi ultimi. Preliminarmente, però, deve osservarsi che appaiono particolarmente significative le dichiarazioni dell’UCCIERO allorquando riferisce dei rapporti fra il gruppo locale dei “liternesi” in cui era inserito e quello egemone dei “Casalesi” . In precedenza, infatti, si è rilevato che SCHIAVONE CARMINE ha riferito che i Casalesi controllavano, attraverso di lui, quale elemento di raccordo fra i loro interessi e quelli dei “Liternesi”, la zona di Villa Literno, sicchè proprio questa circostanza costituisce, per un verso, lo sfondo e la spiegazione stessa di molti fatti criminosi ( avvenuti in Villa Literno ) di cui il predetto ha riferito, e, per altro verso, il motivo per cui lo SCHIAVONE conosce in profondità i fatti in questione. Dal complessivo tenore degli interrogatori dell’UCCIERO, si evince come, effettivamente, i “liternesi”, pure avendo una certa autonomia, rispettavano, tuttavia, le direttive impartite loro dai “Casalesi”, cui riconoscevano la “leadership” sull’intera zona. Ma v’è di più: l’UCCIERO, nel riferire dei rapporti in questione, ha chiarito che proprio SCHIAVONE Carmine era fra i loro principali referenti. In particolare, nel corso dell’interrogatorio del 10/10/95, l’UCCIERO ha dichiarato: “La gestione dell’attività economica del gruppo mi fu affidata nel 1988 allorchè mio cognato venne scarcerato. Preciso che, all’epoca, il nostro gruppo gestiva in proprio alcuni affari - i più importanti - mentre altre attività economiche erano gestire congiuntamente ai Casalesi o comunque concordate con loro, mediante la comune gestione di una cassa. Voglio precisare che i Casalesi, in virtù del loro comportamento arrogante, pretendevano una divisione degli affari che li privilegiasse nei profitti; ad esempio, per quanto riguarda il Comune di Villa Literno, il 50% degli appalti banditi dal comune venivano gestiti direttamente dai Casalesi ovvero appaltati a ditte di loro gradimento, i restanti venivano gestiti dal nostro gruppo ”. Omissis… Fatta questa premessa che consente di apprezzare la perfetta coerenza del quadro d’insieme fornito dai collaboratori di giustizia, con riferimento alle posizioni degli attuali indagati, l’UCCIERO nell’interrogatorio del 28/11/1995, ha riferito ...omissis...Conosco, da moltissimo tempo, cioè fin dalla tenera età, Aldo RICCARDI ed ANTONIO PEDANA. Quest’ultimo è anche mio zio. Intendo precisare che, per la loro elezione a pubblici amministratori di Villa Literno, i due suddetti erano soliti “cercarci”, cioè chiedevano l’appoggio elettorale al clan del “liternesi”.…omissis….. Nell’interrogatorio del 14/11/1995, il collaboratore ha, poi, dichiarato ...omissis..." Le due foto che Lei mi mostra e che sono distinte sul retro dai n° 125 e 126 appartengono, la prima ad ALDO RICCARDI, più volte Sindaco D.C. di Villa Literno e la 32


Sempre dalla medesima ordinanza di custodia cautelare SPARTACUS II, allorquando viene analizzata la posizione dell’ indagato TAVOLETTA Vincenzo41, quest’ultimo viene indicato da SCHIAVONE Carmine come “uomo” di BARDELLINO Ernesto, eletto Sindaco del Comune di Villa Literno il 29-12-1983. Dalla medesima misura si legge ancora che prima del 1988, precisamente il 25-09-1987, veniva eletto Sindaco PAGANO Nicola42, personaggio militante nella D.C., amico del predetto TAVOLETTA. Dagli accertamenti svolti dalla D.I.A, a riscontro anche delle dichiarazioni di SCHIAVONE Carmine, emergeva che RICCARDI Aldo era stato nominato Sindaco il 21-06-1988, proprio in sostituzione di PAGANO Nicola43. Sempre con riferimento ai fatti storici denunciati da SCHIAVONE Carmine nell’interrogatorio del 14 ottobre 1993, agli atti del Comando Stazione CC di Villa Literno venivano reperiti alcuni fonogrammi diretti al superiore Comando Compagnia CC di Aversa che, seppure redatti per soli fini seconda a PEDANA ANTONIO, più volte Vice-Sindaco ed Assessore D.C. del medesimo Comune. Essi erano in perfetta sintonia con gli scopi economici della organizzazione camorristica; non capivano nulla di politica e, comunque, ad essi la politica non interessava. Essi venivano eletti in parte con l'appoggio elettorale del nostro gruppo. Era, in particolare, MERCURIO GUIDO che "guidava" le campagne elettorali del RICCARDI. Il RICCARDI ed il PEDANA sono entrambi medici. Sono in grado di riferire vicende diverse relative ai due ed in particolare di appalti pubblici da essi fatti ottenere ad esponenti dell'organizzazione delinquenziale. A questo punto mi riservo di raccontare tali episodi in altro interrogatorio ...omissis... Infine, nell’interrogatorio del 16/10/1995, l’UCCIERO ha aggiunto.. ...omissis... Parlerò in seguito del RICCARDI; voglio, fin da ora, affermare che con lo stesso "operavamo le spartizioni degli appalti". Egli sapeva con chi aveva a che fare e cioè con noi camorristi. Voglio anche affermare che mio zio ANTONIO PEDANA era intimo del RICCARDI ed ha ricoperto anche la carica di vice sindaco e di assessore del comune di Villa Literno. Anche egli ha favorito la nostra organizzazione nell'aggiudicazione di appalti pubblici. Ultimamente, nel corso del colloquio tenuto con la mia genitrice e con mia sorella CLAUDIA UCCIERO, mi furono portati i saluti di ANTONIO PEDANA e di PEDANA ADOLFO, i quali mi invitavano a non intraprendere una collaborazione con l'Autorità Giudiziaria poiché io, una volta uscito dal carcere, avrei potuto riprendere a tessere le file economiche del gruppo. Le dichiarazioni dei collaboratori sono assolutamente convergenti, disegnando entrambi, in modo omogeneo, il ruolo svolto dagli indagati del tutto funzionale al raggiungimento degli scopi dell’associazione camorrista .Tutti e due i collaboratori hanno riferito episodi che coinvolgono gli indagati a cui hanno assistito e partecipato. Alla convergenza delle dette dichiarazioni, si uniscono imponenti riscontri acquisiti in sede di indagini. Sicuramente, il più rilevante è costituito dalla intercettazione telefonica e dai conseguenti accertamenti di P.G. di cui all. inf. del 06/06/1990, redatta dal Rep. Op. C C. di Caserta. Nel corso della telefonata del 14.02.1990, infatti, BIDOGNETTI Francesco “Cicciotto e’ mezzanotte”, esponente di vertice dell’organizzazione ordinò al suo interlocutore di inviare tale STEFANO, “quella stessa sera” presso il Sindaco di Villa Literno (che, all’epoca, era il RICCARDI) affinché gli comunicasse: “...il primo lavoro lo fa uno di Casale, il secondo STEFANO”. Dalle indagini emerse che, effettivamente, in quel mese a Villa Literno, furono aggiudicati due appalti riguardanti la rete fognaria e che una delibera riguardante tali lavori fu approvata il giorno successivo alla telefonata fatta dal BIDOGNETTI. Viene, quindi, confermato quanto dichiarato dai collaboratori: gli effettivi esecutori delle opere pubbliche venivano decisi dall’associazione camorrista che comunicava, poi, la sua decisione all’amministratore pubblico che la stessa organizzazione aveva provveduto a far eleggere e che altro non era che l’emanazione, in sede amministrativa, della camorra dominante sul posto. …omissis… 41

TAVOLETTA Vincenzo, nato a Villa Literno il 9 Maggio 1947, ivi residente, via Armando Diaz n. 4 PAGANO Nicola, nato a Villa Literno il 09-10-1951, ivi residente, via Panaro n. 4 43 …sempre dall’ordinanza di custodia cautelare SPARTACUS II avente n. 3615/R/93 Reg.PM e n. 2667/96 A Reg. GIP n. 291/1996 Ord. Caut. si legge ancora: TAVOLETTA Vincenzo, nato a Villa Literno (CE) il 9.5.1947. TAVOLETTA Vincenzo è un referente dell’organizzazione dei Casalesi in Villa Literno, ove ha occupato la carica di sindaco. Lo SCHIAVONE lo ha indicato nell’interrogatorio del 25.11.1993 …omissis… Nello stesso interrogatorio Il collaboratore (CARMINE SCHIAVONE n.d.u.) ha dichiarato ...omissis.... Per la sua elezione, al posto di Aldo RICCARDI, si accordò, in particolare con Francesco BIDOGNETTI e Guido MERCURIO che lo appoggiarono in cambio della promessa che, all'occorrenza, avrebbe favorito affiliati all' organizzazione, così come aveva fatto in precedenza Aldo RICCARDI. Egli è stato Sindaco di Villa Literno anche in epoca anteriore al 1988, quale uomo di Ernesto BARDELLINO, in un momento in cui non v'era ancora scontro tra il gruppo SCHIAVONE ed il gruppo BARDELLINO. Il TAVOLETTA appartiene al Partito Socialista Italiano. Per la elezione a Sindaco, sia allora che nelle elezioni del 1992, si è presentato con una lista indipendente ...omissis.... Anche sulle indicate dichiarazioni sono stati trovati riscontri. Invero, dalla nota redatta dalla Prefettura di Caserta il 9 gennaio 1984 e diretta alla SEA 1 ROMA, è emerso che il Consiglio Comunale di Villa Literno, riunitosi il 29.12.1983, 42

33


informativi, sembrano utili a ricostruire, come si vedrà in seguito, il particolare momento politico di dimissioni/nomine di personaggi politici del Comune di Villa Literno citati dal collaboratore. Gli atti ai quali ci si richiama risultano, così come accertato, redatti in piena aderenza a quelli che saranno gli argomenti (ordini del giorno) riferiti alle convocazioni del Consiglio Comunale del 14 e 21 giugno 198844. Da tale atto, a firma dell’allora Sindaco Nicola PAGANO, datato 7 Giugno 1988, si legge che nei giorni 14 e 21 giugno 1988, presso la locale scuola media, si sarebbero tenuti due consigli comunali ove avrebbero trattato, tra gli altri, i seguenti argomenti: • comunicazione di presa d’atto da parte della Giunta Municipale delle dimissioni degli assessori UCCIERO Biagio e FABOZZI Enrico; • presa d’atto dimissioni del Sindaco e della Giunta Municipale; • esame situazione politica-amministrazione determinatasi at seguito dimissioni Assessori effettivi Sig. FABOZZI Enrico , UCCIERO Biagio (PCI); • elezione del Sindaco – Immediata Eseguibilità; • elezione della Giunta Municipale – Immediata Eseguibilità. (Vds. Allegato n. 1) In precedenza, come si evidenzia dal fonogramma redatto dal Comando Stazione CC di Villa Literno, datato 8 Giugno 1988, veniva comunicato al Comando Compagnia CC di Aversa che UCCIERO Biagio45 e FABOZZI Enrico, entrambi del P.C.I ., rispettivamente assessori alle Finanze e Lavori Pubblici, in datata 25-05-1988, avevano rassegnato le dimissioni al Sindaco del Comune di Villa Literno per divergenze politiche. Agli atti veniva acquisito anche un manoscritto diretto al Sindaco di Villa Literno, datato 20 maggio 1988, con il quale FABOZZI Enrico presentava le proprie dimissioni da Assessore. Da un ulteriore fonogramma diretto alla Compagnia CC di Aversa, datato 14 Giugno 1988, la Stazione CC di Villa Literno comunicava superiormente che, alle ore 20:00 della stessa giornata, in occasione del Consiglio Comunale, l’allora Sindaco

elesse la nuova Giunta che risultò così composta: Sindaco:-TAVOLETTA Vincenzo del P.S.I.; Assessori effettivi: PEDANA Tammaro del P.S.I., CAIAZZO Tammaro del P.S.I., FABOZZI Giuseppe Ind., MUSTO Aniello del P.L.I., Assessori supplenti: BOCCHINO Andrea del P.S.I. e UCCIERO Sebastiano Ind. (Allegato 191 - ann. pol. D.I.A.). Sempre nel medesimo interrogatorio, il collaboratore ha riferito ...omissis...Prima del 1988, gli successe Nicola PAGANO, della sua stessa area politica nonchè suo amico. Quest'ultimo, nel 1988, è passato con la Democrazia Cristiana ....omissis... Anche tale ultima affermazione è risultata riscontrata. Infatti, dall'anagrafe degli Amministratori Comunali del Comune di Villa Literno, si rileva che il Consiglio Comunale, riunitosi in data 25.9.1987 elesse Sindaco PAGANO Nicola militante nella D.C., impiegato dell'Amministrazione Provinciale. E, dalla nota redatta dalla Prefettura di Caserta su mod. 4, si evince che RICCARDI Aldo, anch’egli militante nella D.C., venne eletto, il 21.6.1988 alla carica di Sindaco del Comune di Villa Literno, in sostituzione di PAGANO Nicola (Allegato nr.192 inf.pol.- D.I.A.). Il collaboratore ha, ancora, aggiunto ...omissis... A solo titolo di esempio, della "vicinanza" del TAVOLETTA al gruppo Bardellino-Schiavone, cito i lavori di costruzione del campo sportivo di Villa Literno, eseguiti da AVERSANO Franco, di cui sono stato compare d'anello. Sul sindaco, intervenne Paride SALZILLO, nipote di Antonio BARDELLINO. L' AVERSANO sborsò, per ottenere il lavoro, la somma di lire 100 milioni, dei quali 50 finirono nelle tasche del SALZILLO, che li incassò per l'organizzazione e 50 nelle tasche del Sindaco, che diceva di dividerli con altri amministratori pubblici...omissis.... …omissis… 44

Nota di convocazione redatta dal Comune di Villa Literno in data 7 giugno 1988, a firma del Sindaco Nicola PAGANO. 45 UCCIERO Biagio, nato a Villa Literno il 18 ottobre 1941, ivi residente, via Settembrini n. 4, insegnante 34


PAGANO Nicola46 e gli assessori DIANA Tammaro, RICCARDI Aldo, PEDANA Antonio e DELLA CORTE Vincenzo avevano rassegnato le proprie dimissioni per divergenze politiche. Il 21 Giugno 198847, la Stazione CC di Villa Literno comunicava che il Consiglio Comunale, riunito in seduta straordinaria, aveva eletto la nuova giunta Comunale così composta 48: SINDACO RICCARDI Aldo, nato a Villa Literno il 6-05-1941, medico, esponente D.C.; ASSESSORI EFFETTIVI: UCCIERO Biagio, nato a Villa Literno il 18-10-1941, coniugato, professore, esponente P.C.I.; UCCIERO Fortunato, nato a Villa Literno l’1-09-1950, coniugato, esponente D.C.; FABOZZI Enrico, nato a Villa Literno il l’1-03-1950, esponente P.C.I.; PEDANA Antonio, nato a Villa Literno il 2-03-1941, medico, esponente D.C.; ASSESSORI SUPPLENTI: DIANA Tammaro, nato a Villa Literno il 27-07-1954, esponente D.C. e DELLA CORTE Vincenzo, nato Villa Literno il 09-04-1954. Ulteriori conferme alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia SCHIAVONE Carmine vengono altresì ricavate dall’ordinanza di custodia cautelare n. 98058/00 (stralcio dal 3615/R/93) R.G. n. 8932/00 R.GIP e n. 555/01 R.Ord. del Tribunale di Napoli, ove tratteggiando il gruppo delinquenziale “dei liternesi”, tra cui anche l’omicidio del capozona TAVOLETTA Pasquale 49 detto “zorro”, se ne affermava la piena attendibilità in forza di valutazioni operate con altri collaboratori di giustizia: UCCIERO Adolfo, DI DONA Luigi, LETTIERO Cuono e BORRIELLO Rinaldo 50. 46

PAGANO Nicola, eletto sindaco il 25-09-1987. Dall’ordinanza Spartacus II, analizzando la posizione di TAVOLETTA Vincenzo, si legge: ..omissis… <<Sempre nel medesimo interrogatorio, il collaboratore (Carmine SCHIAVONE n.d.r) ha riferito ...omissis...Prima del 1988, gli successe Nicola PAGANO, della sua stessa area politica nonchè suo amico. Quest'ultimo, nel 1988, è passato con la Democrazia Cristiana ....omissis... Anche tale ultima affermazione è risultata riscontrata. Infatti, dall'anagrafe degli Amministratori Comunali del Comune di Villa Literno, si rileva che il Consiglio Comunale, riunitosi in data 25.9.1987 elesse Sindaco PAGANO Nicola militante nella D.C., impiegato dell'Amministrazione Provinciale>> …omissis… 47

Dall’Ordinanza Spartacus II: …omissis….<<E, dalla nota redatta dalla Prefettura di Caserta su mod. 4, si evince che RICCARDI Aldo, anch’egli militante nella D.C., venne eletto, il 21.6.1988 alla carica di Sindaco del Comune di Villa Literno, in sostituzione di PAGANO Nicola (Allegato nr.192 inf.pol.- D.I.A.)….omissis…>> 48

Si ribadisce: …dall’ordinanza di custodia cautelare SPARTACUS I:…omissis…<<Analogo condizionamento si verificò nel comune di Villa Literno ove vennero eletti dieci consiglieri comunali della D.C. otto del P.S.I., uno del P.R.I. ed uno del P.C.. Appare significativa la ricostruzione effettuata da Carmine Schiavone circa le modalità della formazione della giunta comunale di Villa Literno dopo le votazioni dell’88; ciò in quanto si raggiunse un accordo e la maggioranza dei consensi nell’ente locale, a seguito di un suo diretto intervento nel corso del quale pronunciò pesanti minacce nei confronti del rappresentante del P.C.I.. Nella circostanza fu stabilito un accordo tra i futuri amministratori e l’organizzazione camorristica circa i guadagni derivanti dai lavori appaltati dal comune di Villa Literno. In quel comune vennero eletti, alla carica di sindaco Riccardi Aldo, a quella di vice sindaco, Pedana Antonio, entrambi medici ed a quella di assessore alle finanze, Fabozzi Enrico del P.C.I. Il collaborante ha precisato che l’accordo stipulato tra l’amministrazione ed i “Casalesi” venne rispettato tanto che furono pagati tangenti per i lavori appaltati in quella zona ed anche per la costruzione della superstrada Nola-Villa Literno. …omissis…. La informativa della D.I.A. nr. 125 del 10 maggio 1994 ha, analiticamente, riscontrato le dichiarazioni dello SCHIAVONE, ricostruendo le percentuali dei voti riportate nelle elezioni amministrative, con l’acquisizione delle note dell’Ufficio Elettorale della provincia di Caserta. Omississ…>> 49

TAVOLETTA Pasquale detto “zorro”, all’epoca dei fatti era ritenuto capo zona di Villa Literno per conto del clan dei Casalesi. La sua morte, ricostruita nell’ordinanza 98058/00 R.G., viene fatta risalire al 18-19 luglio 1989 50 …dall’ordinanza di custodia cautelare n. 98058/00 (stralcio 3615/R/93) R.G. a firma del GIP dott.ssa Giovanna Ceppaluni: IL GRUPPO CAMORRISTA DEI LITERNESI .omissis… Le dichiarazioni dello SCHIAVONE hanno disegnato un quadro delle dinamiche criminali liternesi, fra il finire degli anni 80’ e gli inizi degli anni ‘90, assolutamente preciso ed attendibile. Tali dichiarazioni in larga parte sono state già oggetto di indagini volte alla a acquisizione di riscontri e hanno portato alla adozione di provvedimenti cautelari nei confronti di numerosi soggetti ( vedi in particolare le ord. Spartacus 2 e Claudia). Indipendentemente però dagli elementi a carico di singoli soggetti, già colpiti da occ, in questa sede il contributo dello Schiavone in quanto fornito nel suo complesso di adeguati elementi di riscontro, costituisce il punto di partenza per comprendere 35


Sempre in relazione agli accertamenti atti a suffragare le dichiarazioni di SCHIAVONE Carmine in ordine ai molteplici lavori/appalti che avrebbero interessato il Comune di Villa Literno in quel momento storico, venivano acquisiti in fotocopia gli atti di convocazione del Consiglio Comunale di Villa Literno per il giorni 6 settembre 1988 ove, all’ordine del giorno, è possibile riscontrare la molteplicità dei lavori da eseguire in quel territorio, ovvero gli stessi indicati dal collaboratore: "cimitero, acquedotto, fognature, edifici scolastici.". In definitiva le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia avevano trovato nell’immediatezza i primi riscontri che, per quanto utile a questi fini, testimoniano la spregiudicatezza del Fabozzi, soggetto che da lunga data si è rivelato “a disposizione” del clan. Una premessa storica che naturalmente serve ad inquadrare immediatamente la personalità criminale del “Sindaco” di Villa Literno, e che potrà illuminare la lettura delle indagini compiute nei suoi confronti in tempi molto più recenti. Par.3. Il Capo A) dell’imputazione: le dichiarazioni di GUIDA Luigi. In un primo fondamentale interrogatorio 51, GUIDA Luigi riepiloga la natura dei rapporti con Nicola FERRARO e nell’ambito della ricostruzione di una serie di rapporti con imprenditori e politici, parte dei quali ancora coperti da segreto istruttorio, affronta il tema del rapporto con l’amministrazione comunale di Villa Literno. Si consideri che il FABOZZI è stato eletto il 28 Maggio 2003 quale Sindaco del Comune di Villa Literno, elezione poi confermato anche nella successiva tornata elettorale del 13 e 14 aprile 2008. L’incarico si interrompeva il 23 aprile 2009, essendo il Comune di Villa Literno commissariato con provvedimento del Ministero dell’Interno ai sensi dell’art. 143 del D. Lgs. 267/200, a seguito di scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche. Le dichiarazioni di GUIDA Luigi attengono chiaramente al primo mandato, essendo stato il futuro collaboratore arrestato alla fine del 2005. Rapporti con Nicola FERRARO ADR: La S.V. mi chiede di meglio descrivere i rapporti con Nicola FERRARO. Ho conosciuto come ho già riferito Nicola FERRARO in occasione di una estorsione di 20 milioni della quale ho già riferito nel precedente interrogatorio, si tratta della vicenda in cui il FERRARO ci riferì che aveva già consegnato la cifra che doveva a noi pervenire ad alcuni appartenenti al clan SCHIAVONE. Come ho detto, avemmo una riunione alla quale presero parte oltre a me, Nicola FERRARO, Nicola ALFIERO, DI CATERINO Emilio e forse Bernardo CIRILLO. In seguito ho avuto rapporti per numerosi altre vicende fra le quali adesso ricordo:

il contesto in cui si consumarono gli episodi omicidiari che saranno di seguito trattati. Oltre agli elementi di riscontro raccolti e posti a base delle richiamate ordinanze ( non sempre ritenuti adeguati dagli organi di impugnazione in relazione però a singole posizioni e non alla ricostruzione nel suo complesso o alla soggettiva attendibilità del propalante) si sono poi via via aggiunte le dichiarazioni di altri soggetti che ne hanno confermato la attendibilità. Ci si riferisce, segnatamente, a UCCIERO Adolfo, più volte citato dallo SCHIAVONE, a DI DONA Luigi, a Lettiero Cuono a BORRIELLO Rinaldo, il quale ultimo, avendo svolto le sue attività criminali nel gruppo “perdente” della N.C.O. liternese, ha confermato, da un opposto punto di vista, il quadro fornito dagli altri collaboratori. Sarà, quindi, sufficiente, in questa sede, richiamare, sinteticamente gli esiti delle pregresse investigazioni. In ordine alla “scomparsa” di TAVOLETTA Pasquale “Zorro”, avvenuta nel 1989 ed alla sua posizione di capo indiscusso del clan dei liternesi ed al collegato precedente omicidio di UCCIERO Fortunato (erroneamente chiamato Tammaro dallo SCHIAVONE), il racconto dello SCHIAVONE è perfettamente conforme alle risultanze investigative come si vedrà più ampiamente nella trattazione di tale episodio. …omissis… 51

Interrogatorio di GUIDA Luigi del 28.09.2009 36


la questione di Castelvolturno relativamente al’appalto per i rifiuti quando egli mi chiese di estromettere gli ORSI offrendomi una somma maggiore di quella versata dagli ORSI stesi; la gara relativa alla raccolta dei rifiuti a Castellammare e che poi non fu attribuita al FERRARO al momento che egli steso mi informò che le Forze dell’Ordine erano a conoscenza del nostro progetto. Mi ricordo che in quel periodo, infatti, io ebbi alcuni rapporti con esponenti del clan D’ALESSANDRO attraverso SIMONELLI di Frignano presso la cui abitazione ci incontrammo con queste persone; la vicenda relativa alla raccolta dei rifiuti su Sessa Aurunca o Cellole in cui favorimmo Nicola FERRARO attraverso l’intermediazione di Nicola ALFIERO detto ‘o Capritto che fece da tramite con il clan locale; inoltre ricordo la vicenda relativa al PIP di Arzano in cui sottoposi a Nicola FERRARO l’intero incartamento che mi era stato fatto pervenire da un assessore regionale, attraverso un conoscente di S. Antimo di Nicola VEROLLA; la vicenda relativa ai lavori effettuati a Villa Literno per la quale avemmo rapporti, attraverso il FERRARO, con il sindaco FABOZZI. la vicenda relativa la discarica di S. Maria CV., vicenda di cui mi sono occupato su richiesta di Nicola FERRARO per verificare la possibilità di far recedere i fratelli ORSI e affidare la discarica a persona indicatami dal FERRARO; ricordo che questa vicenda si colloca dopo un importante episodio relativo all’affidamento dei lavori per la raccolta della nettezza urbana a Castelvolturno; in particolare ricordo che ad un certo punto l’amministrazione comunale stava per deliberare definitivamente l’affidamento dell’appalto agli ORSI ed io la sera presedente la firma degli atti diedi incarico ad Emilio DI CATERINO di .. OMISSIS Rapporti con gli amministratori di Castelvolturno ADR: La S.V. mi chiede quali fossero i rapporti di Nicola FERRARO con gli amministratori di Castelvolturno; devo distinguere due fasi e cioè quella relativa all’amministrazione SCALZONE e quella successiva relativa all’amministrazione NUZZO; posso dire che i rapporti di Nicola FERRARO con l’amministrazione SCALZONE sono stati favoriti proprio da me che avevo un rapporto molto stretto con il Sindaco SCALZONE e con … OMISSIS Diversamente, devo dire che è stato Nicola FERRARO a creare i miei contatti con l’amministrazione NUZZO con il quale il FERRARO aveva uno strettissimo rapporto. Mi ricordo per esempio che già durante la campagna elettorale, poiché io cercavo di sponsorizzare GIANCOTTI, in particolare nella zona di Ischitella, il FERRARO volle incontrarmi presso il ristorante “Le Cascate” ubicato sulla strada che da Villa Literno va verso Qualiano, allorquando mi disse che era stato inviato proprio dal NUZZO il quale in quel momento attendeva notizie mentre era a colloquio con il sindaco di Villa Literno FABOZZI. In sostanza il NUZZO voleva sapere, tramite il FERRARO, se io avessi preso posizioni a favore della coalizione di SCALZONE ma …. OMISSIS Rapporti con Sindaco FABOZZI di Villa Literno ADR: per quanto riguarda i miei rapporti con le amministrazioni di Villa Literno devo dire che prima delle elezioni di FABOZZI non ho mai avuto rapporti diretti con l’amministrazione anche se, ovviamente, venivano regolarmente fermati i lavori pubblici e richieste le somme estorsive a costruttori e commercianti. Iniziai ad interessarmi della vicenda politica di Villa Literno quando poco prima delle consultazioni elettorali da un lato Massimo IOVINE mi informò che la fidanzata era imparentata con il candidato Sindaco FABOZZI, e dall’altro vi fu un tentativo da parte di un altro candidato, tale ZACCARIELLO della fazione politica opposta, di ottenere il mio appoggio. Mi ricordo 37


che infatti incontrai questo ZACCARIELLO presso l’abitazione di SIMONELLI a Frignano e, per la verità, avevo quasi deciso di appoggiarlo. Siamo nel periodo in cui io avevo un buon apporto con Nicola FERARRO e questi, che era convinto dell’affermazione di FABOZZI, mi disse di evitare di impegnarmi a favore dell’uno o dell’altro candidato perché tanto chiunque avrebbe vinto, l’amministrazione comunale avrebbe sempre eseguito il miei ordini. Vinse le elezioni il FABOZZI ed io ricordo che il primo incontro che ebbi con lui fu organizzato da Nicola FERARRO che aveva buoni rapporti con il FABOZZI e si tenne proprio presso l’abitazione del Nicola FERRARO a Casal di Principe. In questo incontro prese la parola inizialmente il FERRARO il quale disse che non sarebbe stato necessario iniziare a bloccare i lavori pubblici per chiedere l’estorsione perché grazie a lui stesso ed al sindaco eletto, le gare sarebbero state preparate in modo da consentire sempre al clan il pagamento delle somme spettanti senza l’uso di intimidazioni. Il FABOZZI, prendendo a sua volta la parola, soggiunse che certamente non ci sarebbero stati problemi perché egli aveva trattenuto anche la delega ai lavori pubblici ed inoltre avrebbero nominato in comune accordo con FERRARO Nicola, l’ingegnere capo dell’ufficio tecnico che, o avrebbe proceduto a nomina diretta delle ditte per gli appalti di minore entità o avrebbe truccato le gare per quelli di ammontare maggiore. Purtroppo ricordo che successivamente a questi accordi noi come clan BIDOGNETTI facemmo spesso brutta figura perché erano stati frattanto scarcerato Raffaele BIDOGNETTI e CIRILLO Alessandro detto ‘o Sergio i quali spesso si recarono o inviarono qualcuno a fermare i lavori delle ditte dalle quali avevamo già ricevuto le somme estorsive nonostante che io regolarmente li informassi dell’avvenuto pagamento. Il giorno dopo il dichiarante specificava52: “ADR: nell’incontro presso l’abitazione di Nicola FERRARO in Casal di Principe, fu stabilito nei particolari l’accordo sulla spartizione dei proventi illeciti che avremmo ricavato dall’attribuzione degli appalti e delle concessioni in Villa Literno e si stabilì che avremmo diviso in tre quote tra Nicola FERRARO, il sindaco FABOZZI e me, come rappresentante del clan BIDOGNETTI. L’incontro avvenne circa 15 giorni, un mese dopo l’elezione del FABOZZI. POSSO RIFERIRE CHE SONO TANTISSIMI I LAVORI SU CUI SI È POI CONCRETIZZATO QUESTO ACCORDO, ma fra questi ricordo la vicenda relativa alla gestione della piazzola per le eco balle per la quale io ricevetti, come quota mia, 40.000 euro da Nicola FERRARO in due rate di 20.000 euro ciascuna, soldi che provenivano dalla ditta che si era occupata dei lavori di realizzazione della piazzola; altre due quote di 40.000 euro furono date al FERRARO ed al Sindaco, come mi spiegò lo stesso Nicola FERRARO. Devo aggiungere un episodio che a dire il vero, non so collocare con certezza rispetto alla vicenda della piazzola delle eco balle o ad altro lavoro appaltato dal Comune in un’altra occasione: fatto sta che ricordo bene che Nicola FERRARO mi disse che c’era un problema al Comune in quanto il funzionario che doveva preparare i documenti per il pagamento alla ditta tardava nel farlo e poneva alcuni ostacoli per cui il FERRARO mi chiese di mandare qualcuno a minacciarlo; io ne parlai con Nicola ALFIERO e con Francesco DIANA detto SALVI i quali, come poi mi riferirono, andarono a minacciare il funzionario ed il SALVI addirittura gli rivoltò addosso la scrivania dell’ufficio. Non so se DIANA Francesco fosse a conoscenza degli accordi tra me ed il FERRARO Nicola perché svolgeva un ruolo essenzialmente esecutivo per il clan. Ricordo un’altra vicenda relativa alla concessione di un’area a un tale Generoso ROMA il quale aveva un’impresa nel settore della bonifica e della depurazione dei reflui liquidi in una zona a cavallo tra Castelvolturno e Villa Literno; fu proprio il Generoso ROMA a chiedermi di intercedere con il Sindaco FABOZZI per fargli avere una 52

Iterrogatorio di GUIDA Luigi del 29.09.2009 38


ulteriore area in concessione nei pressi del suo stabilimento; io ne riferii al FABOZZI, il quale rilasciò la predetta concessione. L’imprenditore, a cose fatte, mi diede 20.000 euro dalle quali io feci pervenire la quota di 10.000 euro al Sindaco FABOZZI. Devo specificare che in quella occasione non fu considerato nella spartizione il Nicola FERRARO, sia perché me la ero vista direttamente io, e sia perché in quel periodo i nostri rapporti erano più freddi. Posso dire con precisione che i soldi al FABOZZI furono consegnati per mio conto da Alfonso SANTORO, al quale li affidai in una busta chiusa e che egli li diede al Sindaco in occasione di una riunione che essi ebbero presso l’albergo Holiday Inn del Villaggio Coppola in Castelvolturno unitamente a Nicola FERRARO ed a due grossi imprenditori di cui ricordo i nomi di battesimo, Antonello e Pasquale, che erano frequentatori dell’ambiente romano. Preciso che sebbene io non fossi presente a questo incontro, avevo in precedenza già conosciuto questi due imprenditori ed in seguito li incontrai altre volte. Nella riunione presso l’Holiday Inn so che si discusse della realizzazione da parte di questi imprenditori di alcuni lavori a Villa Literno che dovevano essere riferiti, se non erro, alla costruzione di un ponte nei pressi della stazione o della stessa stazione. Al momento in cui fui arrestato questi lavori, che io sappia, non erano stati ancora effettuati. ADR: Devo precisare che, come già ho riferito prima, sono stati moltissimi i lavori effettuati a Villa Literno per i quali ha funzionato questo accordo che io presi con FERRARO Nicola e il Sindaco FABOZZI. In questo momento per me è molto difficile ricordare ogni singolo lavoro pubblico effettuato, anche perché si trattava spesso di lavori meno rilevanti, come per esempio, il rifacimento del manto stradale o la pulizia dei canali. In tutte queste circostanze era sempre il FERRARO che, in ottemperanza all’accordo tra noi stretto, mi comunicava per scritto, facendomi consegnare un foglietto, i nominativi delle ditte relative ai lavori aggiudicati; in seguito, sempre il FERRARO mi faceva pervenire la quota di spettanza del Clan BIDOGNETTI in relazione a ciascuno di questi lavori ed io provvedevo a depennarli dalla mia ”contabilità”, talvolta parzialmente perché le somme fatte pervenire al clan erano parziali. Spesso, il danaro mi veniva consegnato attraverso Nicola ALFIERO detto ‘o Capritto che era il più esperto in materia di lavori pubblici, oltre che persona in ottimi rapporti con lo stesso FERRARO Nicola. Non sono in condizione di riferire se il danaro sia stato talvolta prelevato da DI CATERINO Emilio, ma tenderei a indicare piuttosto il Nicola ALFIERO come soggetto che riscuoteva le somme. ADR: La S.V. mi chiede se noi come clan avessimo un controllo sulla gestione di questi affari da parte di Nicola FERRARO. Le rispondo di no perché io, in quel periodo, ero latitante ed avevo difficoltà concrete a controllare le scelte di Nicola FERRARO per quanto riguardava le ditte che dovevano aggiudicarsi i lavori e soprattutto il pagamento da parte loro di quanto concordato. Ricordo, però, che - in più di una circostanza - il Nicola FERRARO si mostrava inaffidabile. Posso riferire un episodio: un giorno mi trovavo insieme a Giovanni VEROLLA e Francuccio PEZZELLA detto o’ Tabaccaro a discutere con Nicola FERRARO di alcune vicende relative al OMISSIS quando giunsero alcuni dei ragazzi di Casal di Principe i quali mi dissero che si erano recati da un imprenditore che aveva effettuato lavori a Villa Literno per richiedere la somma estorsiva per il clan e si erano sentiti rispondere che il danaro era stato consegnato poco tempo prima al FERRARO Nicola. In questa occasione, allora, io chiesi conto a Nicola FERRARO del pagamento della somma di nostra spettanza, relativamente a quel lavoro che io avevo segnato nella mia contabilità. Il FERRARO mi disse che ci avrebbe pagato quando avrebbe ricevuto la somma. Questa risposta mi fece andare su tutte le furie perché, ancora una volta, scoprii che il FERRARO cercava di fare il furbo e fu soltanto

39


per l’intervento di Francuccio ‘o Tabaccaro e di Giovanni VEROLLA che non passammo a vie di fatto. ADR: effettivamente io, dopo il primo incontro avuto direttamente con il Sindaco FABOZZI, l’ho incontrato in altre circostanze in particolare presso il ristorante “Le cascate” che ho sommariamente indicato nell’interrogatorio di ieri. Il secondo incontro fu sostanzialmente necessario per informarmi in ordine alle modalità con le quali si stavano movendo per eseguire il nostro accordo circa l’aggiudicazione dei lavori. Non ricordo nelle altre circostanze l’argomento specifico quale fu, né se vi fosse stato qualche episodio di particolare rilevo di cui parlare. Posso dire che uno degli argomenti di interesse era la prospettazione da parte sua dei grossi lavori che avrebbero dovuto interessare la cittadina di Villa Literno, tra i quali ricordo questo lavoro relativo alla stazione ferroviaria ed ovviamente la realizzazione del polo nautico. ADR: un altro argomento di discussione con il Sindaco fu il possibile ingresso, dopo la scadenza dell’appalto in atto per la raccolta dei rifiuti, di una ditta direttamente riconducibile a FERRARO Nicola. Ora che mi sovviene, se non sbaglio, parlammo anche della realizzazione di un appalto per la sostituzione dei contatori dell’acqua o forse del gas a Villa Literno ma non saprei essere più preciso. ADR: Non ricordo quale fosse la ditta che, da un punto di vista concreto, poi realizzò i lavori per la piazzola relativa allo stoccaggio delle eco balle. La S.V. mi domanda se sia a conoscenza di qualche specifico episodio relativo a questo lavoro e mi viene in mente che sicuramente ci fu un intimidazione del clan effettuata mediante colpi di arma da fuoco esplosi nei confronti dei camion che procedevano allo scarico, ma si tratta di una vicenda completamente scissa dalla somma che io incassai relativamente alla concessione ed alla realizzazione della piazzola. ADR: Devo riferire che per quanto riguarda il mio accordo con il Sindaco FABOZZI io ne misi a conoscenza certamente a CIRILLO Alessandro e Raffaele BIDOGNETTI e credo, quindi, che l’accordo sia stato onorato da tutte le parti anche quando io fui arrestato. OMISSIS Dunque GUIDA Luigi narra dell’accordo concluso con FABOZZI Enrico per la gestione degli appalti nel Comune di Villa Literno, attraverso il controllo politico delle commesse e delle ditte a cui affidare le gare. L’accordo fu stipulato in occasione delle elezioni amministrative della primavera 2003 (il FABOZZI sarà poi rieletto nel 2008). La dichiarazione del collaboratore coincide con quanto aveva accennato SCHIAVONE Nicola cl. ‘78 nella intercettazione ambientale sopra riportata, nella parte in cui il collaboratore sottolinea che proprio con il Sindaco FABOZZI si inaugura per il clan BIDOGNETTI la stagione del controllo degli appalti “ a monte” nel Comune di Villa Literno, e si abbandona, su indicazione di Nicola FERRARO e dello stesso FABOZZI, quella delle estorsioni “a valle” delle imprese vincitrici delle pubbliche gare. Il GUIDA chiarisce anche la iniziale indifferenza del clan, nei suoi vertici, per il soggetto politico vincitore delle elezioni, atteso che, come da manuale, la camorra avrebbe stretto un patto con chiunque avesse vinto, stante il reciproco interesse a lucrare e strumentalizzare la funzione pubblica. Si vedrà come singoli affiliati del gruppo, in particolare coloro che più attivamente operavano sul territorio, come IOVINE Massimo e DIANA Salvi, si adoperarono in concreto per favorire l’elezione del FABOZZI, anche per le cointeressenze economiche del Candidato Sindaco con il suocero di IOVINE Massimo. Anzi vedremo che proprio il gioco strategico di non impegnare in prima persona in campagna elettorale i massimi vertici del gruppo, e lasciare campo libero a coloro che avevano invece mere mansioni esecutive, rafforza l’idea di un clan che si muove con grande accortezza e capacità di relazioni con politici ed imprenditori. E’ la nuova stagione del clan BIDOGNETTI che, dopo faide e difficoltà di leadership, si affida ad un vecchio e saggio camorrista, come GUIDA Luigi, napoletano della Sanità, capace di tessere in passato trame di alleanze con gruppi criminali di notevole spessore anche nella complessa situazione napoletana, e già fidato collaboratore di Antonio BARDELLINO 40


a Casal di Principe. Abbastanza preciso, nonostante il tempo trascorso, il ricordo degli incontri con FABOZZI Enrico e la descrizione dell’accordo, con la spartizione delle quote fra i protagonisti del tavolino: GUIDA per il clan BIDOGNETTI, FERRARO per gli imprenditori della zona, FABOZZI per la politica. Il GUIDA non rende dichiarazioni generiche ma specifica alcuni episodi, parte dei quali già oggetto dei riscontri dei CC (cfr. informativa del 19 luglio 2010 e successive dei carabinieri di Caserta). In particolare il dichiarante pone l’accento sulla realizzazione della piazzola per le eco - balle per la quale il GUIDA avrebbe ricevuto in due tranche la somma di euro 40.000.00 e altre due quote dello stesso importo vennero ripartite tra il FERRARO Nicola e il sindaco FABOZZI Enrico. Sul punto con una più recente informativa i Carabinieri hanno fornito alcuni elementi di riscontro, evidenziando innanzitutto che effettivamente nell’anno 2003, la località “Lo Spesso” di Villa Literno, nel contesto di un più ampio programma sotteso all’annoso problema dell’emergenza rifiuti della Regione Campania, era stata individuata per essere interessata dai lavori per la realizzazione di piazzole di cemento ove allocare le c.d. “ecoballe”. Lo stesso FABOZZI Enrico, in data 22 marzo 2004, unitamente ad altri manifestanti, veniva deferito dal Commissariato della P.di S. di Aversa per interruzione di servizio pubblico ed altro, in relazione a proteste poste in essere in quel comune per l’insediamento del sito di “ecoballe” le quali rimostranze si concretizzavano con il blocco della circolazione ferroviaria. La vicenda del 22 marzo 2004 era oggetto di valutazione in sede di commissione prefettizia per lo scioglimento del consiglio comunale, relazione depositata nel febbraio 2009, laddove si esaminava la posizione di uno degli assessori nominati dal Fabozzi, TAMBURRINO Nicola53, in questi testuali termini: …omissis… la FIBE Campania S.P.A. responsabile della gestione del sito ECOBALLE aveva concesso in sub appalto alla Cooperativa General Costruzioni a.r.l. di TAMBURRINO Michele diversi lavori per la realizzazione di piazzole di stoccaggio, connessi al programma di ampliamento dell’impianto. L’importo dei lavori, distinto in tre lotti, è stato complessivamente di euro 8.735.000,00 per contratti stipulati dal 6-11-2003 al 4-1- 2005, dal 16.03 al 10.06.2005 e dal 23.09.2005 al 13.07.2006, tutti regolarmente saldati. TAMBURRINO Nicola è nipote di TAMBURRINO Michele54 e figlio di TAMBURRINO Salvatore55, già legale rappresentante della “TAMBURRINO s.r.l.” e della” Montebello s.r.l” società tutte impegnate nel settore edilizio stradale ed industriale (era socio con il Sindaco FABOZZI Enrico della ESSEPI Immobiliare snc di FABOZI Enrico & C. con sede in Perugia, cancellata nel 1997 ed allo stato inattiva). Il TAMBURRINO Salvatore è anche amministratore unico della Montebello s.r.l. con sede legale in Villa Literno, della quale era socio il Sindaco FABOZZI Enrico che risulta essere stato socio anche della nuova PONTEDODDI s.r.l con sede in Villa Literno, di cui è socio, altresì, TAMBURRINO Pietro56, fratello dell’assessore TAMBURRINO Nicola …..omissis… Dunque una ulteriore conferma della natura affaristica ed in perenne conflitto di interessi dell’impegno politico del Fabozzi. Racconta poi un particolare saliente in relazione ad un suo intervento richiesto proprio dal FERRARO allorquando un funzionario del comune stava tardando nella preparazione dei documenti per il pagamento alla ditta appaltatrice di un lavoro e quindi gli chiese espressamente di mandare qualcuno a minacciare il funzionario preposto. Nell’occasione invio presso il comune

53

TAMBURRINO Nicola da Salvatore e da De Rosa Anna, nato ad Aversa il 27 dicembre 1981, residente a Villa Literno, via Vicinale delle Figliuole sc.. Il TAMBURRINO viene nominato assessore nella giunta FABOZZI nelle elezione del 28 maggio 2003 (Vds. Allegato n. 7 – 8 e 10) 54 TAMBURRINO Michele da Nicola e Tessitore Carmela, , nato a Villa Literno il 06-12-1961, ivi residente, via Volturno n. 69 55 TAMBURRINO Salvatore da Nicola e Tessitore Carmela, nato a Villa Literno il 16-09-1957, ivi residente, via Vicinale Figliuole n. 0 56 TAMBURRINO Pietro da Salvatore e da De Rosa Anna, nato ad Aversa il 17-04-1985, fratello dell’Assessore TAMBURRINO Nicola 41


Francesco DIANA Salvi e Nicola ALFIERO u’ capritto ed il DIANA nella circostanza rovescio’ anche la scrivania addosso a questo funzionario quale azione intimidatoria. Il Guida pone un ulteriore accento in merito ad un suo contatto avuto con l’imprenditore Generoso ROMA57. Questi si era rivolto a lui per avere una concessione edilizia attraverso il sindaco FA0BOZZI su un’area nei pressi del suo stabilimento. Il GUIDA asserisce al proposito che, ottenuta la concessione il ROMA, gli consegno la somma di 20.000.00 di cui 10.000.00 il GUIDA li invio al Sindaco FABOZZI in una busta attraverso Alfonso SANTORO 58(cfr allegato 5 o.c.c. nei confronti del predetto unitamente a Guida Luigi ed altri). In relazione all’avvenimento riferito dal GUIDA Luigi, i Carabinieri accertavano presso il comune che effettivamente Generoso ROMA attraverso la ditta S.I.S.E.R. sas aveva richiesto una concessione edilizia in località Iazzone del Comune di Villa Literno. In data 10.01.2005 il Comune di Villa Literno rilasciava a Generoso ROMA un permesso per costruire in sanatoria n. 07, di un impianto di compostaggio. Nell’occasione venivano acquisiti presso il predetto ente anche i pareri degli uffici preposti tutti con esito favorevole. Inoltre, in relazione ai rapporti intrattenuti con FABOZZI Enrico e con FERRARO Nicola, GUIDA Luigi in data 13 luglio 2010 effettuava alcuni sopralluoghi unitamente al personale della polizia giudiziaria delegato, nel corso dei quali venivano indicati i luoghi dove erano avvenute le riunioni fra i tre protagonisti della vicenda. (cfr allegato 7 verbale di sopralluogo GUIDA Luigi). Le dichiarazioni di DIANA Tammaro. Il collaboratore di giustizia DIANA Tammaro, nel suo interrogatorio del 22 settembre 2011 (trasmesso al Gip in data 28.09.2011 e ritrasmessa in data 3.11.2011). Il collaboratore è un affiliato storico del clan Bidognetti ed è soprannominato Top Market, dal nome del supermercato di cui è titolare con il fratello Pasquale. Egli conosce bene le vicende oggetto della richiesta cautelare non solo per la sua appartenenza al clan, ma anche perché il fratello di DIANA Tammaro, Pasquale, ha sposato una figlia di CAIAZZO Vincenzo, detto Stefano; come si ricorderà, l’altra figlia di CAIAZZO, Wanda, è la convivente di IOVINE Massimo59. 57

Nato a Trentola Ducenta il 13.10.1947 residente San Marcellino alla Via II Traversa Cimitero, coniugato pregiudicato. Il Generoso Roma risulta essere pregiudicato per vari reati ed inoltre nell’anno 2005 veniva colpito da un o.c.c.c. emessa dal G.I.P. E. Pilla del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per la violazione di cui all’art. 416 c.p. allo scopo di commetere una pluralita di delitti tutti connessi alla gestione di un imponente traffico di rifiuti pericolosi ed in particolare fanghi prodotti dal trattamento di acque reflue urbane provenienti dagli impiegati di depurazione della provincia di caserta e Napoli. 58 Nato a Santa Maria Capua Vetere il 31.03.1968, residente a Lusciano. Il 23.06.2006 personale di questo Nucleo Operativo traeva in arresto in flagranza di reato VENTRE Giuseppe, trovato in possesso della somma in contanti di 25 mila euro prelevata dagli uffici della EMINI COSTRUZIONI. L’attività di indagine, coordinata dalla S.V., era supportata da un’intercettazione video-ambientale effettuata presso gli uffici della ditta EMINI in Aversa, dalla quale è emerso che il VENTRE, mensilmente, ritirava la citata tangente. Immediatamente dopo l’arresto del VENTRE, l’ing. EMINI, dopo una iniziale reticenza, ammetteva l’estorsione ai suoi danni, riferendo anche circa responsabilità di altri appartenenti al gruppo Bidognetti, fra cui GUIDA Luigi. In particolare, l’imprenditore riferiva che la somma di 25.000,00 euro consegnata al VENTRE, era il pagamento di una rata mensile correlata ad un’estorsione riflettente l’apertura dei suoi cantieri di Lusciano, realizzati per conto dei consorzi CONSEDIL e CONSIM. A seguito di tali dichiarazioni scaturiva l’O.C.C. in carcere n. 13245/05 R.G., n. 9405/06 R.GIP e n. 467/06 O.C.C., emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli il 10.07.2006, nei confronti di GUIDA Luigi, SANTORO Alfonso, VENTRE Giuseppe e SPENUSO Salvatore. La misura cautelare, confermata anche in sede di Riesame, veniva notificata ai predetti in data 14.07.2006, fatta eccezione per SPENUSO Salvatore che, dopo un periodo di latitanza, è stato arrestato il 05.03.2007 in Gricignano d’Aversa da personale della Stazione CC di Cesa. 59

Questa la condotta contestata a DIANA Tammaro, nel corpo della più ampia imputazione di 416 bis c.p.: Diana Tammaro : -favoriva la latitanza di affiliati al gruppo Bidognetti -custodiva e procacciava autovetture , esplosivo ed armi agli affiliati -favoriva la commissione di omicidi -versava ingenti somme di danaro al clan al fine di stipendiare gli affiliati 42


Queste le dichiarazioni del DIANA: ENRICO FABOZZI DI VILLA LITERNO Enrico FABOZZI aveva rapporti con GUIDA Luigi nel 2003 – 2004, fino a quando c’è stato GUIDA Luigi. Ho appreso alcune vicende dallo stesso GUIDA ed altre le ho vissuto personalmente. Io ho un mio parente di nome ROMA Generoso, che gestisce un impianto di compostaggio, in effetti i ROMA sono cugini di mia madre. I ROMA sono tre fratelli, Elio, Generoso e Raffaele ROMA, che hanno avuto rapporti con il clan dei casalesi, fazione Bidognetti. ROMA Generoso ebbe problemi per il rilascio del permesso a costruire della “SISER SRL”, società per la gestione dei prodotti di compostaggio intestata al figlio ROMA Francesco. In effetti la difficoltà consisteva nel rilascio di un permesso a costruire nell’anno 2004-2005, se ben ricordo, e si rivolse a me per intervenire su Enrico FABOZZI, all’epoca Sindaco di Villa Literno, in quando i problemi della ditta erano proprio con l’ufficio Urbanistica del Comune di Villa Literno, il cui Dirigente era l’architetto VALENTINO. Questa è una persona “pilotata” esclusivamente da Enrico FABOZZI. Io feci presente al ROMA Generoso che per risolvere i suoi problemi avrebbe dovuto ”ungere” ovvero pagare delle tangenti a titolo corruttivo e che la persona che poteva risolvere il problema era GUIDA Luigi, in quanto questi poteva intervenite sul sindaco FABOZZI Enrico. In effetti GUIDA Luigi aveva rapporti diretti perché gestivano degli affari illeciti insieme con Enrico FABOZZI ed anche con FERRARO Nicola. Io accompagnai personalmente ROMA Generoso, fissando un appuntamento presso il negozio di autoricambi di VEROLLA Nicola con GUIDA Luigi. In quella occasione spiegai a GUIDA il problema che aveva ROMA Generoso, ed il GUIDA gli disse che non c’erano problemi a risolverlo, tuttavia chiese qualche giorno per dargli una risposta certa. Dopo qualche giorno ci siamo rincontrati e GUIDA disse al ROMA che per risolvere il problema occorrevano centomila euro, di cui 50.000 erano destinati al Sindaco Enrico FABOZZI ed i restanti 50.000 per le casse del clan. Personalmente sono stato insieme a ROMA Generoso quando ha versato i primi 50.000 euro, consegnandoli nelle mani di VEROLLA Nicola. Ho saputo poi da quest’ultimo che i soldi destinati ad Enrico FABOZZI vennero consegnati nella mani di FERRARO Nicola, dallo stesso VEROLLA Nicola. Successivamente il FERRARO Nicola, nella fase del rilascio del permesso a costruire alla ditta dei ROMA, ma comunque prima del rilascio del permesso, il FERRARO si lamentò con GUIDA Luigi, in riferimento all’assessore all’ambiente di quell’epoca, ovvero UCCIERO Augusto, in quanto questi aveva manifestato segnali di mal contento perché non avrebbe percepito alcuna somma di denaro, pur essendo l’assessore competente per la materia. Pertanto FERRARO Nicola richiese al ROMA Generoso un ulteriore pagamento di 10.000 euro, da destinare all’assessore UCCIERO Augusto. Lo stesso ROMA ha effettivamente versato questa ulteriore somma, in mia presenza sempre a VEROLLA Nicola, il quale li diede a FERRARO Nicola, che li fece avere ad UCCIERO. Io, poichè sospettavo che questa fosse una ulteriore tangente nei confronti del ROMA, mandai a chiamare -partecipava a riunioni in cui si ideavano e decidevano le strategie e i reati da commettere -otteneva attraverso l’intervento del clan sui pubblici amministratori di Castelvolturno concessioni e permessi per la realizzazione di un centro commerciale 43


UCCIERO Augusto, il quale è coniugato con una mia cugina di secondo grado, a nome UCCIERO Romilda. Ci incontrammo con UCCIERO Augusto a Castel Volturno, all’interno del bar “Imperial”, ed in quel luogo gli chiesi i motivi per i quali lui stava “dando fastidio”. L’UCCIERO mi confermò che lui era il referente di quel settore e non aveva percepito alcuna somma, mentre gli altrui avevano intascato l’intera somma di denaro, facendo riferimento alle tangenti incassate da Enrico FABOZZI. Io gli dissi che a breve gli sarebbe arrivato un compenso di diecimila euro. UCCIERO mi confermò la sua disponibilità e che non avrebbe più creato ostacoli. Il ROMA ottenne il permesso ad edificare, ma non lo utilizzò perché venne nel frattempo arrestato in seguito alle indagini della magistratura. Dopo la concessione del permesso l’UCCIERO, per la sua paura di rimanere coinvolto nelle indagini, si dimise da assessore. Posso definire Enrico FABOZZI come soggetto a disposizione per il clan Bidognetti. GUIDA Luigi stesso mi ha riferito di aver avuto degli incontri con Enrico FABOZZI. Io personalmente addirittura ho recapitato ad Enrico FABOZZI dei “pizzini” da parte di GUIDA Luigi, ma non ne conosco il contenuto. In una occasione, nell’aprire uno dei “pizzini” mi disse di riferire al GUIDA che a breve gli avrebbe risolto il problema segnalato, ma non conosco di che problema si trattasse. Mi disse pure che la risposta l’avrebbe data a FERARO Nicola. In effetti da un certo punto in poi il FABOZZI non si voleva più incontrare con il GUIDA perché temeva di essere scoperto dagli inquirenti e pertanto comunicava tramite FERRARO Nicola. Durante la reggenza di GUIDA Luigi, Enrico FABOZZI non ha mai avuto problemi. A.D.R. Le posso riferire, sempre a proposito di Enrico FABOZZI, di un appalto per l’importo di 14.000 (rectius 14 milioni n.d.r.) euro, per la riqualificazione di Villa Literno. Tale appalto è stato personalmente “pilotato” da Enrico FABOZZI nel senso che, come ho appreso da Andrea GAROFALO, appartenente al gruppo Iovine - detenuto con me a Benevento e successivamente scarcerato nello scorso mese di maggio - il sindaco Enrico FABOZZI si “era mangiato” ovvero aveva ricevuto un milione di euro per questo appalto che lui pilotava personalmente. In effetti questo appalto divenne una questione personale perché Enrico FABOZZI fece aggiudicare l’appalto a MASTROMINICO, ma lo aveva già promesso precedentemente a Paolo e Giacomo CATERINO, che sono zio e nipote di Antonio IOVINE “’o Ninno”. Paolo CATERINO, già Consigliere del comune di Caserta, aveva versato ad Enrico FABOZZI una tangente di centomila euro per ottenere l’aggiudicazione dell’appalto di 14.000 euro, ma malgrado avesse intascato i soldi, Enrico FABOZZI non gli fece aggiudicare l’appalto. Pertanto il CATERINO Paolo si rivolse a suo nipote IOVINE Antonio, per il tramite di GAROFALO Andrea, per ottenere la restituzione della somma versata quale tangente per ottenere l’appalto. Paolo CATERINO disse pure che se non avesse riavuto la restituzione della somma, avrebbe denunciato Enrico FABOZZI alle autorità. Lo stesso GAROFALO Andrea, su mandato di IOVINE Antonio, come mi ha riferito in carcere, gli disse “esci piano”, volendo intendere che doveva rivolgersi alternativamente o alla loro organizzazione criminale, oppure alle forze dell’ordine. Non so poi che successe con CATERINO Paolo, ma so che l’appalto è stato aggiudicato a MASTROMINICO. Per quanto mi risulta lo stesso MASTROMINICO, non so se è il cognome oppure un soprannome, è un soggetto anche lui collegato ad Antonio IOVNE, come riferitomi da GAROFALO Andrea. Questi diceva che quando MASTROMINICO otteneva gli appalti, li aveva grazie al legame con IOVINE Antonio.

44


L’appalto fu affidato a MASTROMINICO, con l’intervento del FABOZZI, che ottenne la somma di un milione di euro, come riferitomi da GAROFALO Andrea. Inoltre anche altre persone mi hanno parlato di somme di denaro date da MASTROMINICO per ottenere l’appalto, ho saputo ciò da CAIAZZO Vincenzo, suocero di mio fratello Pasquale e da IAVARAZZO Umberto, persona vicina ad Enrico FABOZZI e parente di CAIAZZO Vincenzo. I due non mi hanno specificato la somma, ma mi dissero questo particolare perché si lamentavano perchè Enrico FABOZZI non assegnava lavori di grossi importi a soggetti di Villa Literno. Mi riservo di parlare di altre vicende corruttive riguardanti Enrico FABOZZI, compiute non per l’interesse del clan. Nel corso dell’interrogatorio del 22.10.2011 trasmesso a questo Giudice in data 27.10.2011 il Diana precisava che “tutte le informazioni sui vari imbrogli fatti dal Fabozzi non mi furono dette dal Guida bensì dal suocero di mio fratello Caiazzo Vincenzo detto Stefano”. Le dichiarazioni del TAMMARO riscontrano quelle di GUIDA Luigi e degli altri dichiaranti sul ruolo di FABOZZI Enrico quale soggetto “a disposizione” del clan Bidognetti, e nello specifico sui rapporti con GUIDA Luigi e FERRARO Nicola. Come detto in precedenza, infatti, anche GUIDA Luigi ha accennato alla vicenda del permesso che il COMUNE doveva concedere a Generoso ROMA60. Con le sue dichiarazioni il Diana conferma la condotta corruttiva del FABOZZI e fa esplicito riferimento al ruolo di MASTROMINICO quale imprenditore legato al clan IOVINE e l’indicazione dello stesso quale destinatario, dell’appalto per la riqualificazione urbana attraverso l’operato collusivo del Sindaco Fabozzi. Le dichiarazioni di Nicola FERRARO Come si è detto in precedenza Nicola FERRARO, protagonista dell’accordo politico mafioso fra GUIDA e FABOZZI, è stato arrestato per il reato ex art. 110-416 bis in relazione al clan dei casalesi, fazione Bidognetti e fazione Schiavone, nel luglio 2010. Egli ha avuto modo di conoscere le dichiarazioni di GUIDA Luigi sul suo conto ed i riferimenti al rapporto con Enrico FABOZZI. Lo stesso in sede di interrogatorio ha reso dichiarazioni comunque utili a suffragare la ricostruzione del GUIDA. Il FERRARO nega sostanzialmente gli addebiti formulatigli ma non può negare gli incontri ed il rapporto con GUIDA, anche se ne offre una lettura diversa e assolutamente poco credibile, e non può negare che il GUIDA gli abbia chiesto un interessamento nei confronti del FABOZZI61:

60

Ricordo un’altra vicenda relativa alla concessione di un’area a un tale Generoso ROMA il quale aveva un’impresa nel settore della bonifica e della depurazione dei reflui liquidi in una zona a cavallo tra Castelvolturno e Villa Literno; fu proprio il Generoso ROMA a chiedermi di intercedere con il Sindaco FABOZZI per fargli avere una ulteriore area in concessione nei pressi del suo stabilimento; io ne riferii al FABOZZI, il quale rilasciò la predetta concessione. L’imprenditore, a cose fatte, mi diede 20.000 euro dalle quali io feci pervenire la quota di 10.000 euro al Sindaco FABOZZI. Devo specificare che in quella occasione non fu considerato nella spartizione il Nicola FERRARO, sia perché me la ero vista direttamente io, e sia perché in quel periodo i nostri rapporti erano più freddi. Posso dire con precisione che i soldi al FABOZZI furono consegnati per mio conto da Alfonso SANTORO, al quale li affidai in una busta chiusa e che egli li diede al Sindaco in occasione di una riunione che essi ebbero presso l’albergo Holiday Inn del Villaggio Coppola in Castelvolturno unitamente a Nicola FERRARO ed a due grossi imprenditori di cui ricordo i nomi di battesimo, Antonello e Pasquale, che erano frequentatori dell’ambiente romano. Preciso che sebbene io non fossi presente a questo incontro, avevo in precedenza già conosciuto questi due imprenditori ed in seguito li incontrai altre volte. Nella riunione presso l’Holiday Inn so che si discusse della realizzazione da parte di questi imprenditori di alcuni lavori a Villa Literno che dovevano essere riferiti, se non erro, alla costruzione di un ponte nei pressi della stazione o della stessa stazione. Al momento in cui fui arrestato questi lavori, che io sappia, non erano stati ancora effettuati. 61

Interrogatorio di Nicola FERRARO del 7 aprile 2011. 45


A.D.R.: Ho incontrato GUIDA Luigi l’ultima volta verso la metà del 2004, sicuramente prima di essere nominato Consigliere regionale (si tratta dell’incontro relativo al Pip di Lusciano, di cui parlerò successivamente). La prima volta l’ho incontrato intorno alla metà del 2002. Alcuni esponenti del clan BIDOGNETTI mi avevano cercato più volte per farmi incontrare il GUIDA, contattandomi anche attraverso mio fratello, perché io non abitavo più a Casal di Principe, ma a Casaluce. Una sera a Casaluce venne Nicola ALFIERO a cui mi lega una parentela (siamo cugini di secondo grado ( e comunque ci frequentiamo fin da piccoli. ALFIERO mi disse che ai vertici del clan BIDOGNETTI vi era allora GUIDA Luigi, che mi voleva parlare. Chiesi ad ALFIERO di farmi sapere il GUIDA cosa voleva e lui mi disse che voleva chiedermi una tangente per i lavori degli impianti di depurazione a Villa Literno. Io dissi che non me ne occupavo io per cui era inutile incontrarlo. ALFIERO tornò da me e mi disse che GUIDA era offeso del fatto che io non volevo parlargli, tanto che se non avessi accettato di incontrarlo, avrebbero “mandato mio fratello all’ospedale” . Allora accettai di incontrarlo e mi recai a casa di DI CATERINO Emilio, a Casal di Principe, almeno così ho ricostruito ora leggendo gli atti. Io mi accertai che il GUIDA non fosse latitante e ALFIERO mi disse di stare tranquillo perché aveva solo degli obblighi di firma. All’incontro vidi e conobbi GUIDA Luigi che sapevo dirsi o’ndrink, Il GUIDA mi fece una cattiva impressione e capii che voleva altro e non c’entrava nulla la vicenda dei depuratori. In questa casa vi erano molte persone che entravano e uscivano e anzi mi arrabbiai pure per questo. GUIDA mi rassicurò e mi chiese subito del CE 4. Mi disse che era rammaricato per la scelta fatta dal clan, prima di lui, di scegliere ORSI per il CE 4 ed anzi mi propose di sostituirlo, perché ORSI aveva tradito e si era accordato con gli SCHIAVONE. Mi disse che l’accordo prevedeva che ORSI pagasse il 50% degli utili del consorzio e poi una percentuale in più per i Comuni di loro pertinenza. Si lamentava che Santa Maria La Fossa era di pertinenza degli SCHIAVONE e così perdevano molti soldi. Inoltre ORSI non stava mantenendo i patti e ritardava con i pagamenti. Mi disse che voleva favorirmi per i Comuni di Castelvolturno, Cancello ed Arnone, Lusciano e Villa Literno, comuni di pertinenza del clan Bidognetti. Io gli spiegai che comunque era una cosa tecnicamente non fattibile perchè gli ORSI avevano vinto un appalto e non era una cosa che si poteva risolvere così. Ci lasciammo e lui mi disse che mi avrebbe fatto sapere perché ne avrebbe parlato con Valente, il Presidente del Consorzio. Al ritorno io mi lamentai molto con ALFIERO perchè le modalità dell’incontro si erano rivelate per me compromettenti. Per due, tre mesi circa cercai di evitare nuovi incontri fino a quando l’ALFIERO mi disse che non potevo più rinviare, anche perché GUIDA si innervosiva e mi mandava gente a casa ed in ufficio di Teverola a cercarmi. Ci incontrammo in un altro posto sempre a Casal di Principe ed eravamo solo io GUIDA e ALFIERO. Il GUIDA evidentemente aveva accertato che non era possibile allontanare gli ORSI dal CE 4 per cui mi propose di prendere l’appalto per la raccolta rifiuti a Castelvolturno al posto di ORSI. Gli dissi che io già avevo lavorato a Castelvolturno e poi avevo rinunciato, per cui avevano affidato l’appalto ad ECO 4. Lui mi disse che aveva la possibilità di incidere sul Comune di Castelvolturno e decidere a chi dare l’appalto. In effetti fu così e il GUIDA effettivamente aveva la carte della gara prima che il bando fosse pubblicato. Io pero all’ultimo momento non partecipai più alla gara perché non me la sentivo e questo fece arrabbiare molto il GUIDA. Successivamente su richiesta di GUIDA, l’ ALFIERO mi chiese di non partecipare alla gara di Sessa Aurunca, perché il GUIDA aveva recuperato un qualche rapporto con gli ORSI. Ma io avevo già inviato la documentazione, almeno cosi dissi, partecipai e vinsi la gara, subendo poi una serie di ritorsioni e minacce. Dopo un certo periodo di tempo, andata deserta la prima gara, Castelvolturno bandì una nuova gara e GUIDA tramite ALFIERO mi chiese ancora di 46


partecipare, ma io non partecipai nemmeno a questa. Successe poi che la gara fu affidata al consorzio CE 2 e questo fece imbestialire GUIDA perche aveva perso sia i soldi che pensava di poter avere da me ed anche i 30.000 euro del suo precedente accordo con ORSI. In questi mesi incontrai nuovamente GUIDA, il quale mi chiese di fargli una cortesia sul Comune di Villa Literno. In effetti il clan imponeva il pizzo a tutte le imprese ma gli imprenditori dicevano che poiché vincevano le gare con ribassi molto significativi, questo riduceva i margini di guadagno e non c’erano soldi per pagare le estorsioni. Allora GUIDA voleva che intercedessi con il Sindaco di Villa Literno Enrico FABOZZI perché poteva essere utile conoscere le prese visioni per le gare in modo che gli imprenditori potessero mettersi d’accordo e non ribassare tanto, o meglio il clan avrebbe potuto decidere a tavolino i ribassi e quale impresa par vincere. Voleva che il Sindaco o un suo incaricato gli dessero l’elenco dei soggetti che prendevano visione della singola gara, in modo da poter poi intervenire. Io gli dissi che il mio rapporto con FABOZZI era esclusivamente politico, poiché io facevo parte dello schieramento di centrosinistra e FABOZZI era della corrente di Bassolino e Paolucci, per cui non volevo espormi o litigare con lui. Non parlammo più di questa vicenda fino a quando poi seppi che FABOZZI ebbe la minaccia con la testa di porco ed io ribadii a ALFIERO che non doveva mettermi in difficoltà con FABOZZI e dunque che non avrei più voluto parlare della vicenda con il GUIDA. Successivamente, dopo qualche mese dalla vicenda della testa di porco, GUIDA mi fece chiamare e ci incontrammo. GUIDA mi parlo della vicenda del PIP di Lusciano che egli reputava l’affare più importante del momento…… ADR. La S.V. mi contesta che GUIDA ricostruisce al vicenda di Villa Literno e di Fabozzi in altro modo e soprattutto che la minaccia della testa di porco e di molto successiva all’arresto di GUIDA del 2005. Mi contesta che GUIDA dice di aver incontrato Fabozzi mio tramite e mi rappresenta che questa vicenda e stata ricostruita da altri collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni non sono state depositate nel procedimento NORMANDIA. Ribadisco che non ho mai fatto incontrare GUIDA e FABOZZI. ADR Ribadisco che GUIDA Luigi mi ha certamente chiesto di incontrare, mio tramite, il Sindaco FABOZZI e che certamente io non ho adempiuto a questa sua richiesta. Non so se GUIDA ha autonomamente incontrato il FABOZZI. Dunque anche Nicola FERRARO conferma che incontrò più volte GUIDA Luigi che lo aveva identificato come imprenditore di riferimento del clan Bidognetti, in particolare nel settore dei rifiuti così come conferma che GUIDA, fra le altre vicende, gli parlò della necessità di intavolare un discorso con Enrico FABOZZI, politico di Villa Literno, e che tale discorso avrebbe dovuto avere ad oggetto proprio la questione degli appalti al fine di consentire al clan di controllarne l’aggiudicazione. Il FERRARO, comprensibilmente dal suo punto di vista, si ferma qui, nel senso che non ammette di aver assecondato le richieste del GUIDA, in nessun caso e nemmeno nel caso di FABOZZI, ma è chiaro che, mutatis mutandis e cioè tenendo conto delle rispettive situazioni soggettive e processuali, le sue dichiarazioni vanno a confermare la generale e specifica attendibilità di GUIDA Luigi e la fondatezza della sua ricostruzione, al punto tale che anche uno dei personaggi che egli accusa di correità, Nicola FERRARO, non può negare gli incontri ed il contenuto dei dialoghi tenuti con il collaboratore. Tanto che lo stesso FERRARO, sentito dopo pochi giorni nuovamente, e forse resosi conto di avere detto troppo, parzialmente rettificava62: 62

Interrogatorio di Nicola FERRARO del 10 maggio 2011 47


A D. R. – In relazione al mio rapporto con il FABBOZZI ho ricordato che in occasione della sua prima elezione io sostenevo in campagna elettorale il suo avversario, ossia DELLA CORTE Vincenzo, che conoscevo da molti anni. Solo nel 2008, quando il FABBOZZI si è ripresentato, io l’ho sostenuto in quanto – nel frattempo – ero passato nell’UDEUR ed anzi convinsi il DELLA CORTE a presentarsi nella coalizione che sosteneva il FABBOZZI. Ritiene il Giudice che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e gli esiti delle indagini espletate dalla p.g. operante consentono di ritenere sussistenti le esigenze cautelari relative al reato di concorso esterno in associazione camorristica contestata al Fabozzo al capo A) dell’imputazione. Difatti la giurisprudenza della suprema Corte ha stabilito, tra l’altro, i criteri generali da seguire circa la valutazione delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia per l’applicazione di una misura cautelare personale sostenendo da ultimo che: “le dichiarazioni accusatorie rese da imputati dello stesso reato ovvero di reato connesso o interprobatoriamente collegato, per costituire prova, possono anche riscontrarsi reciprocamente, a condizione che siano dotate ciascuna di intrinseca attendibilità, soggettiva ed oggettiva, e (in assenza di specifici elementi atti a far ragionevolmente sospettare accordi fraudolenti o reciproche suggestioni), risultino concordanti sul nucleo essenziale del narrato, rimanendo quindi indifferenti eventuali divergenze o discrasie che investano soltanto elementi circostanziali del fatto”. (Cass. pen., sez. I, 28 aprile 2003, n. 19683 (ud. 19 marzo 2003) Ric. Vitale ed altri). La attendibilità soggettiva delle dichiarazioni rese da Diana Luigi si desumono quindi, dalla piena ammissione delle proprie responsabilità e dalla spontaneità, logicità e chiarezza (non essendovi contraddizioni o smentite emerse nel corso delle indagini preliminari) delle vicende narrate oltre che dalla mancanza di un interesse all’accusa dell’indagato. La contestazione operata al capo a), come noto, è stata oggetto di un intenso dibattito dottrinale e giurisprudenziale, oggi stabilizzato per effetto della sentenza delle Sezioni Unite 12 luglio 2005, Mannino, che ha fra l’altro approfondito e sviluppato alcune considerazioni già oggetto della sentenza delle SS.UU. 30 ottobre 2002, Carnevale. Per effetto di tali interventi possono farsi alcune considerazioni sulle caratteristiche della fattispecie di concorso esterno, essendo pacifica la sua ammissibilità, con particolare riferimento alla figura del politico e dell’imprenditore. Si tratta di un fattispecie a forma libera che si aggancia alla natura plurisoggettiva del reato ex art. 416 bis c.p. che trova il suo ambito di applicazione al di fuori del contributo tipico prestato dal partecipe, ma che contribuisce in ogni caso sul piano causale, all’esistenza o al rafforzamento dell’associazione e, quindi, alla realizzazione dell’offesa tipica agli interessi tutelati dalla norma incriminatrice, da parte di chi non si ritiene, e così non viene considerato dai soggetti appartenenti all’associazione criminale, incluso nell’organizzazione e nella sua struttura. Per questa ragione la naturale capacità estensiva dell’art. 110 c.p. consente di valutare in concreto il contributo di soggetti ontologicamente non partecipi che, però, in concreto, prestano un contributo serio ed apprezzabile al raggiungimento dei fini dell’associazione camorristica, come nelle figure, emblematiche, dell’imprenditore e del politico non affiliati. Già la sentenza Carnevale aveva affrontato il tema della “effettiva idoneità” del contributo del concorrente esterno. La sentenza Mannino si è poi inserita in questo filone riprendendo fra l’altro le linee tracciate in un’importante pronuncia in materia di colpa medica (S.U., 10 luglio 2002, Franzese), al fine di affermare che la rilevanza causale del contributo prestato all’associazione dall’agente esterno deve essere apprezzata ex post e deve obbedire a uno standard di certezza processuale e non di mero aumento del rischio63. Dunque la Corte spiazza ogni velleità di far 63

“In tema di associazione di tipo mafioso, assume il ruolo di concorrente esterno il soggetto che, non inserito stabilmente della struttura organizzativa dell’associazione e privo dell’affectio societatis, fornisce un contributo concreto, specifico, consapevole e volontario, sempre che questo esplichi un’effettiva rilevanza causale e quindi si configuri come condizione necessaria per la conservazione o il rafforzamento delle capacità operative dell’associazione (o, per quelle operanti su larga scala, come Cosa Nostra, di un suo particolare settore o ramo di attività o articolazione territoriale) e sia diretto alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso 48


ricorso alla cd. causalità psichica da rafforzamento dell’organizzazione criminale la quale consentirebbe di aggirare il compito probatorio e di concludere in ogni caso “che la condotta atipica, se obiettivamente significativa, determinerebbe comunque nei membri dell’associazione criminosa la fiduciosa consapevolezza di poter contare sul sicuro apporto del concorrente esterno, e quindi un reale effetto vantaggioso per la struttura organizzativa della stessa”. Sotto il profilo dell’elemento psicologico la Corte esige invece che la rappresentazione e volontà dell’agente estraneo investano sia il fatto tipico oggetto della previsione incriminatrice, sia il contributo causale recato dalla condotta dell’agente alla conservazione o al rafforzamento dell’associazione, “agendo l’interessato nella consapevolezza e volontà di recare un contributo alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso del sodalizio”. Il concorrente esterno deve essere anche consapevole dei metodi e dei fini dell’associazione, “a prescindere dalla condivisione, avversione, disinteresse o indifferenza per siffatti metodi e fini, che lo muovono nel foro interno”. Orbene, va evidenziato come nella realtà casertana il rapporto sinallagmatico fra concorrente esterno e gruppo camorristico, vede spesso confondersi nel primo la duplice veste di imprenditore e politico. Resta, ad ogni buon conto la necessità di individuare quale sia il patto, stabile e duraturo, fra un soggetto estraneo al clan ed il clan stesso, che ritiene di rilievo la collaborazione e l’apporto del concorrente esterno per la realizzazione di parte del proprio programma criminoso. In molti casi entra a far parte di questo accordo il sostegno alla campagna elettorale ed il procacciamento di voti da parte del clan al politico. Nel caso di specie si è visto come FABOZZI abbia concordato prima delle elezioni con IOVINE Massimo l’appoggio elettorale del gruppo di Villa Literno, e come GUIDA Luigi, pur non impegnandosi in prima persona, abbia dato il via libera ai suoi affiliati di Villa Literno per portare voti al candidato sindaco Fabozzi (cfr. anche dichiarazioni di DIANA Francesco detto salvi). In cambio IOVINE ha promesso e successivamente effettivamente attribuito, appalti secondo il volere del clan, in base alle indicazioni provenienti da FERRARO Nicola. Basterebbe questa parte della storia a far ritenere provato il patto ed integrato il reato contestato. Come evidenziato dalla giurisprudenza, il fatto stesso di prestarsi a pilotare gli appalti, comporta, oltre ad un oggettivo contributo al perseguimento del programma criminoso del clan, anche la consapevolezza di apportare un tale contributo e di condividere la logica ed i metodi intimidatori ed omertosi dell’organizzazione, utili al fine anche del raggiungimento di fini personali e propri del soggetto concorrente. Del resto il movente autonomo consente di ritenere, nel caso di specie, corretta la qualificazione di concorso esterno rispetto a quella di partecipazione mafiosa, pur sostenibile per effetto della durata del rapporto e delle sue modalità come ricostruite nelle indagini. Nel caso in esame, poi, la condotta sinallagmatica non si ferma solo all’ipotesi dello scambio elettorale, voti contro appalti, ma procede oltre laddove si valuti quanto riferito da GUIDA Luigi a proposito dell’accordo perfezionato anche dopo l’elezione, di divisione degli utili degli appalti pilotati e delle tangenti garantite dagli imprenditori in quote uguali fra il clan, il Sindaco e l’intermediario FERRARO. Dunque lo scambio con la camorra, a fronte dell’attribuzione degli appalti a imprese segnalate dal clan e che garantivano serenamente certi introiti fissi - necessari al mantenimento dell’organizzazione - prevedeva anche l’attribuzione di denaro allo stesso Sindaco compiacente, secondo lo schema tipico della corruzione. Inoltre veniva “contabilizzato” il reciproco interesse ad evitare nei confronti delle imprese assegnatarie di importanti e costosi lavori, l’uso della violenza per estorcere denaro; il clan ne traeva il vantaggio di ridurre al massimo il rischio di denunce o accertamenti di polizia giudiziaria, relegando lo schema estorsivo solo al pizzo ai piccoli commercianti, sicuramente meno pericoloso; il Sindaco si garantiva pace tranquillità sul territorio e possibilità di portare a termine i lavori senza “i soliti intoppi”. Fino ad arrivare alle prebende clientelari chieste ed ottenute spudoratamente da Fabozzi all’impresa Malinconico, impossibilita a sottrarsi all’abbraccio mortale dell’accordo sottostante. della medesima” 49


Insomma l’accordo fra il clan ed il Fabozzi risulta non solo chiaramente stipulato fin dal momento iniziale della campagna elettorale del 2003 e rafforzato a seguito dell’elezione, ma successivamente concretizzato con l’effettuazione di una serie di condotte tipiche di natura corruttiva e clientelare (come si vedrà meglio anche nei paragrafi successivi relativi agli altri capi di imputazione), che superano di gran lunga la soglia minima richiesta dalle pur restrittive interpretazioni giurisprudenziali oggi prevalenti. E ciò senza tener conto dell’orientamento che la stessa sentenza Mannino del 2005 sostiene secondo cui in alcune concrete situazioni anche solo la mera disponibilità scaturente dallo scambio di promesse è già essa stessa tale da costituire un valido contributo alla conservazione o al rafforzamento del sodalizio, idoneo a integrare il concorso esterno, quando per esempio l’uomo politico abbia caratura tale per cui la sua promessa di disponibilità a compiere alcune specifiche e ben chiare attività, possa già essere apprezzata quale contributo sufficiente a ritenere il concorso esterno, a maggior ragione se ad essa segue l’elezione e dunque il fatto di ricoprire l’incarico che in concreto consentirà di mantenere la promessa, senza dover provare la effettiva realizzazione di quelle condotte specifiche (es. turbativa di appalti). A maggior ragione in questo senso, nel caso del Fabozzi che diviene Sindaco di uno dei Comuni più importanti dell’agro aversano dal punto di vista del controllo del territorio e delle attività illecite del clan Bidognetti. Capitolo 3 Il Capo B) dell’imputazione: le dichiarazioni di DIANA Francesco e IOVINE Massimo sulle lezioni del 2003. L’appoggio elettorale fornito a FABOZZI Enrico quale candidato Sindaco e CAIAZZO Nicola quale candidato al consiglio comunale. Le dichiarazioni di ZIELLO Gaetano cl.’80. La corruzione elettorale. La vicenda elettorale del 2003 torna poi nelle dichiarazioni rese da DIANA Francesco, detto Salvi, e da IOVINE Massimo, entrambi affiliati al clan BIDOGNETTI e facenti parte del gruppo retto da GUIDA che si occupava fra l’altro di Villa Literno. In data 04.09.2009 il collaboratore di giustizia DIANA Francesco riferiva64: Per quanto riguarda Villa Literno, il Sindaco Fabozzi, detto Cardarella, anche lui allorquando si candidò a sindaco chiese appoggio a me, a Gaetano Ziello e a Iovine Massimo. Gli procurammo molti voti determinanti per la sua elezione. In cambio lo stesso sui riservò di farci avere l'aggiudicazione di molti appalti, cosa che non è avvenuto perché si è mangiato tutto lui.Un altro politico è Nicola 'u ficone, adesso che mi dite il cognome ricordo che si tratta di Ferraro, il quale ha avuto diversi rapporti con Luigi Guida e Raffaele Bidognetti. Il FERRARO era a disposizione per i posti di lavoro, ad esempio il padre di Iovine Massimo, Tammaro, è stato assunto come operatore ecologico nel comunde di Villa Literno proprio grazie all'intercessione di Ferraro. In merito all’appoggio elettorale fornito al sindaco di VillaLiterno, Fabozzi , posso dire che IOVINE MASSIMO mi disse di avere avuto un incontro con lui nel quale gli era stato offerto in cambio dell’appoggio elettorale, un tornaconto in termini di aggiudicazione delle gare di appalto su Villa Literno . IOVINE Massimo informò me e ZIELLO Gaetano di questo accordo e poi ne parlammo con GUIDA LUIGI. La proposta di FABOZZI ci interessava e quindi decidemmo di sostenerlo nella campagna 64

Interrogatorio del 04.09.2009 di DIANA Francesco 50


elettorale, l’epoca era il 2002/2003. L’appoggio che abbiamo fornito al FABOZZI è consistito nel fargli avere i voti di tutto il gruppo, ossia di tutti i componenti delle famiglie di IOVINE, della mia famiglia, della famiglia di Gaetano ZIELLO, della famiglia di VERDE Enrico, della famiglia di ANNARELLA PASQUALE e di MICILLO CARMINE . Preciso che ovviamente per “famiglie” intendo riferirmi ad un numero ampio di persone che comprende le famiglie allargate ai cugini, ai fidanzati etc, quindi ciascuno di noi ha portato un considerevole numero di voti . Inoltre ci siamo rivolti ad alcune famiglie più bisognose sia del rione Castello sia del rione “dietro la Caprolla” dove abitava IOVINE Massimo, a cui, in cambio di un sostegno economicio di circa 200/300 euro abbiamo imposto di votare per il sindaco FABOZZI . Il sindaco ci aveva promesso di farci aggiudicare le gare di appalto di Villa Literno, ma poi non se ne fece più niente. In quel periodo vi erano delle grosse gare di appalto, tra cui ricordo quella relativa alla Villa Comunale, al campo sportivo, l’asseto urbano, tutte opere che poi sono state fatte.A.d.r le ditte che si sarebbero aggiudicate gli appalti promessi dal sindaco FABOZZI erano ditte scelte da LUIGI GUIDA, non conosco i nomi di queste ditte…omissis…A.d.r. l’incontro tra IOVINE Massimo ed il FABOZZI avvenne su richiesta di FABOZZI . Mi disse IOVINE che il sindaco lo aveva mandato a chiamare tramite il suocero CAIAZZO STEFANO . Questo incontro tra FABOZZI e IOVINE Massimo avvenne a casa di CAIAZZO STEFANO ed alla sua presenza . Preciso che andai personalmente insieme a GAETANO ZIELLO a prendere IOVINE Massimo a casa del suocero e lui ci raccontò, una volta salito in macchina, del motivo dell’incontro. In particolare IOVINE Massimo ci raccontò della proposta avuta da Fabozzi e ci disse che quindi dovevamo parlarne con GUIDA LUIGI. Tutti e tre quindi ci recammo dopo pochi giorni a Lusciano nel deposito di autoricambi di NICOLA VEROLLA ed incontrammo

51


GUIDA LUIGI; gli esponemmo la proposta di FABOZZI e lui si dimostrò interessato ed approvò l’appoggio elettorale al FABOZZI incaricando noi di garantirgli l’elettorato . IOVINE Massimo tramite il suocero ebbe un altro incontro con FABOZZI sempre a casa di CAIAZZO STEFANO e lo informò che avremmo appoggiato la sua candidatura in cambio della promessa della aggiudicazione degli appalti.A.d.r . In realtà non sono in grado di riferire se FABOZZI abbia mantenuto gli accordi presi con GUIDA LUIGI in ordine alla aggiudicazione degli appalti . Non sono in grado di riferire se abbia effettivamente fatto in modo di far aggiudicare una o più gare di appalto al nostro gruppo in quanto sono stato distolto dalla faida in atto con il gruppo TAVOLETTA / UCCIERO .Mi sono spostato da VILLA LITERNO in quanto sono stato impegnato su LUSCIANO con RAFFAELE BIDOGNETTI.A.d.r sono a conoscenza del fatto che le opere a cui ho fatto riferimento sono state eseguite, ossia le opere di rifacimento dell’assetto urbano di Villa Literno, la Villa Comunale, il campo sportivo, ma non sono a conoscenza di quale ditta abbia eseguito i lavori … omissis…In merito al sindaco Fabozzi mi viene in mente un altro episodio che in qualche modo lo riguarda . Quando sono uscito dal carcere nell’ottobre 2008 vennero a casa mia LETTIERI Antonio e LETTIERI Carmine, persone di Villa Literno che sono miei amici. Carmine Lettieri lavora al comune di Villa Literno. Mi raccontarono che avevano in corso una trattativa per la vendita di un loro terreno, vendita alla quale erano stati costretti per l’intervento di CIRILLO Alessando, SPAGNUOLO Oreste e LETIZIA Giovanni. Si trattava di un

52


terreno del territorio di Villa Literno allo stato non edificabile sul quale però gli acquirenti, ossia CAIAZZO Stefano, DI FRAIA Nicola ed il sindaco FABOZZI volevano far nascere un centro residenziale. Mi raccontarono che si erano impegnati a vendere questo terreno per la cifra di 200,000,00 euro e che poi avevano saputo che il terreno valeva molto di più perché il terreno era diventato edificabile. Mi dissero che avevano saputo che il sindaco e gli altri due acquirenti in realtà avevano già trovato il successivo acquirente, un imprenditore di Nola che avrebbe acquistato il terreno alla cifra di 1.200.000,00 euro. Mi chiesero quindi di aiutarli per riuscire ad ottenere più soldi dal

53


sindaco e da CAIAZZO Stefano e Nicola Di Fraia . Ne parlai quindi con SETOLA Giuseppe che mi consigliò di incontrare CAIAZZO Stefano al quale avrei dovuto richiedere la somma di euro 800,000,00 in luogo dei 200.000,00 euro promessi ai fratelli LETTIERI, somma dalla quale avremmo avuto noi un guadagno di 200,000,00. Questo incontro con CAIAZZO Stefano non avvenne perchÊ lui in quanto suocero di IOVINE Massimo, divenuto collaboratore di giustizia, non si fidava. Ebbi invece un incontro con PASQUALE e TAMMARO DIANA sul ristorante dei fratelli LETTIERI a Pescopagano. Io dissi loro di dire a

54


CAIAZZO Stefano che su ordine di GIUSEPPE SETOLA se voleva il terreno dei fratelli LETTIERI doveva pagare 800,000,00 euro e non 200,000,00 euro come avevano pattuito, altrimenti avrebbero perso anche l’acconto di circa 150.000,00 euro che avevano già versato. CAIAZZO Stefano fece sapere a GIUSEPPE SETOLA, per il tramite di un imprenditore di Casal di Principe, parente di Giuseppe SETOLA, di cui non ricordo il nome, che non era disponibile a pagare 800.000,00 euro e quindi perse l’acconto che avevano dato ai fratelli LETTIERI. Caiazzo Stefano fece sapere che l’imprenditore di NOLA che

55


avrebbe dovuto fare l’operazione era venuto meno e quindi non avevano la possibilità di pagare quella cifra richiesta da SETOLA . Il terreno quindi rimase ai fratelli LETTIERI ed anche i soldi ricevuti da CAIAZZO Stefano, dal sindaco e di DI FRAIA Nicola. A.d.r. non ho mai conosciuto FERRARO Nicola ma sono a conoscenza del fatto che aveva stretti rapporti con LUIGI GUIDA e RAFFAELE BIDOGNETTI . Nel corso degli incontri a cui partecipavo a Lusciano nel deposito di autoricambi di VEROLLA Nicola, ho avuto modo in più di una occasione di

56


sentire che sia LUIGI GUIDA che Raffaele BIDOGNETTI dovevano incontrarsi con lui. In particolare ho saputo che Nicola FERRARO aveva preso un appalto su Villa Literno in materia di rifiuti, ma non conosco i particolari , se non erro la ditta si chiamava GECO o ECO. Ho saputo anche che in questa ditta venne assunto il padre di IOVINE Massimo ossia IOVINE Tammaro . Ho assistito ad un colloquio tra IOVINE Massimo e GUIDA LUIGI nel corso del quale GUIDA Luigi disse che stavano facendo avere un appalto a NICOLA Ferraro e che non appena avuto lâ&#x20AC;&#x2122;appalto questâ&#x20AC;&#x2122;ultimo avrebbe assunto il padre

57


TAMMARO all’interno della sua ditta. Seppi poi che FERRARO ebbe questo appalto ed assunse effettivamente TAMMARO IOVINE che andava a lavorare a Villa Literno come netturbino. …omissis…

Come si accennava, solo in apparenza le dichiarazioni di DIANA Francesco sembrano divergere rispetto a quelle di GUIDA Luigi. Invero è chiaro come il Sindaco FABOZZI in prima istanza cercò un contatto con soggetti presenti sul territorio ed in particolare IOVINE Massimo, liternese doc, ed il suocero, CAIAZZO Vincenzo detto “Stefano”, padre della fidanzata Caiazzo Wanda, imprenditore della zona molto noto ed introdotto. Il GUIDA acconsentì a che i suoi ragazzi si impegnassero per il FABOZZI ma non volle comparire in prima persona, proprio per mantenersi le mani libere in caso di successo della coalizione avversa (di cui faceva parte ZACCARIELLO). Salvo poi entrare in gioco ad elezioni concluse attraverso la figura carismatica di Nicola FERRARO che era in grado di stabilire un contatto ai massimi livelli. Il DIANA indica con precisione il luogo delle riunioni avute tra il capo del gruppo bidognettiano in Villa Literno, Massimo IOVINE appunto, e il futuro Sindaco, ovvero l’abitazione del CAIAZZO presso il quale il DIANA aveva prelevato IOVINE alla fine della riunione e dove quest’ultimo si era accordato con il Sindaco per ricevere l’aggiudicazione degli appalti in cambio dell’appoggio elettorale. A tal proposito và evidenziato che IOVINE Massimo ha effettivamente beneficiato di tale concessione in quanto la famiglia della cognata PEDANA Filomena, ha effettuato diverse forniture di fiori presso il comune di Villa Literno, cosi come indicato nell’informativa generale dei Carabinieri di cui si parlerà in seguito. DIANA Francesco riferisce anche di un’ assunzione a favore del genitore di IOVINE Massimo a nome TAMMARO65 proprio per l’interessamento del Nicola FERRARO, in virtù degli accordi a cui erano addivenuti i rappresentanti del clan Bidognetti con il predetto, che era già un affermato uomo politico. Effettivamente le indagini esperite in merito a tali dichiarazioni consentivano di accertare che il citato IOVINE Tammaro, nell’anno 2004/05 era stato assunto dalla società “ECOCAMPANIA s.r.l66.”, che si occupava della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tale società, allo stato dichiarata in fallimento, nel periodo di interesse era riconducibile direttamente a FERRARO Nicola67 “u Fucone”. Ciò dimostra in modo incontrovertibile i rapporti che si erano stretti tra il predetto politico e il clan Bidognetti nella persona dei suoi diretti rappresentanti, fra cui appunto IOVINE Massimo, ritenuto all’epoca dei fatti responsabile della consorteria criminale proprio nel 65

da Gennaro e da Esposito Filomena, nato a Villa Literno il 03.05.1951, ivi residente in via Tirso n. 11 Ecocampania s.r.l. con sede in Teverola Via Appia Km. 11.400. All’atto della costituzione della predetta società sono stati intestatari di quote i germani Nicola e Luigi Ferraro. Nicola nel 2004 cedeva le quote societarie ad altri soggetti. Nel corso dell’anno 2004 la prefettura di Napoli rilasciava nei confronti della Ecocampania certificazione ostativa antimafia adducendo i seguenti elementi: • I germani Ferraro risultano essere stati denunciati per il possesso di 49 cartucce perr pistola cal. 9 illegalmente detenute; • In data 20.02.2002 a Nicola FERRARO veniva notificato l’avvuiso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla procura della Repubblica di Perugia in ordine al reato di truffa realizzato in concorso con il fratello Luigi; • La moglie di Luigi Ferraro a nome di SCHIAVONE Nicolina risulta essere cugina di 2° grado con SCHIAVONE Francesco detto “Sandokan” capo indiscusso del clan dei casalesi. • I predetti germani in passato sonbo stato oggetto di indagine da parte dell’UTG di caserta ai sensi dell’art. 1 e 1 bis del DL n. 629/82 disposti dall’UTG di Caserta al termine dei quali è emerso che per la Ecocampania hanno svolto attività lavorativa persone considerate vicene ad ambienti ricollegabili ad associazioni mafiose; • Il Comando Provinciale CC di Caserta, in una nota del 03.03.2001 evidenziava che nel maggio del 2000 FERRARO Luigi era stato visto in compagnia di SCHIVONE Vincenzo agnominato “O petillo” attualm,ente detenuto ed intraneo al gruppo Schiavone del clan dei Casalesi, nonche nipote di Francesco Shiavone “Sandokan”. 67 Nato a Casal di Principe il 23.03.1961 66

58


comune di Villa Literno.(cfr allegato 1 esiti accertamenti banca dati dell’Agenzia dell’entrate) In relazione alla vicenda relativa al terreno dei germani LETTIERI citata dal Diana Francesco, si escutevano a sommarie informazioni. LETTIERI Antonio e Carmine i quali negavano in toto la predetta circostanza, anche se Antonio confermava di essere stato in passato amico del Diana con il quale era stato anche sottoposto a controllo da parte delle Forze dell’ordine. (c.f.r. allegati 3). Per la palese reticenza dei predetti germani, si rendeva necessario escutere anche il padre di questi ultimi, LETTIERI Clemente68 il quale riferiva di essere effettivamente proprietario di due appezzamenti di terreno in località Pellicce del comune di Villa Literno e che nell’anno 2007 aveva deciso di vendere uno dei due appezzamenti. Per tale vendita si era mostrato interessato tale CAIAZZO Vincenzo che abita in Villa Literno ma che lo stesso indicava come colui che ha sposato una donna di Casapesenna, il cui acquisto doveva avvenire per conto del cognato DIANA Nicola da Casapesenna. Il LETTIERI asseriva che successivamente, nonostante il CAIAZZO avesse versato un acconto di 40.000.00 euro regolarmente incassato, l’acquisto da parte di questo non era andato a buon fine poiché non aveva versato il denaro rimanente per formalizzare l’atto di vendita. L’escusso in ordine alla vicenda riferiva che dopo circa sei mesi si era recato da lui CAIAZZO Stefano conosciuto quale suocero di IOVINE Massimo. Il CAIAZZO disse che era intenzionato a comprare il terreno e si accordarono per la somma di 300.000.00 euro. Nella medesima circostanza era presente anche il cugino di questi ovvero CAIAZZO Vincenzo che precedentemente si era adoperato per l’acquisto dello stesso terreno. In quella sede CAIAZZO “Stefano” gli consegnò una caparra di 20.000.00 di cui 10.000.00 in contanti ed il resto in assegni a scadenza formalizzando un atto di compromesso tra il LETTIERI Clemente e RAINONE Pasquale non presente all’atto e che comunque nel corso di tutta la vicenda il LETTIERI afferma di non aver mai incontrato. Nel corso della verbalizzazione il LETTIERI Clemente asseriva che la compravendita con il CAIAZZO “Stefano” o meglio con il RAINONE Pasquale, la cui figura emerge in questa sede come prestanome del CAIAZZO in modo quanto mai incontrovertibile, non è andata a buon fine poiché solo alcuni assegni sono andati all’incasso, mentre la rimanente parte non è stata incassata per mancanza di copertura finanziaria, atteso che, tutti i titoli consegnati al Lettieri erano a firma di RAINONE Pasquale con il quale l’escusso ha in atto un contenzioso di carattere civile. In seguito il CAIAZZO “Stefano” aveva preteso dal LETTIERI la restituzione di tutto il denaro versato, compreso quello del cugino CAIAZZO Vincenzo riferibile al primo atto di compromesso. Il LETTIERI afferma di non aver dato corso a nessuna restituzione delle somme considerate titolo di caparra. (cfr allegato 4). Invero va evidenziato che la figura di RAINONE Pasquale 69 era emersa costantemente dalle attività di intercettazione esperita nei confronti di CAIAZZO Vincenzo “Stefano”, come persona in costante contatto ed in stretto rapporto d’affari con lo stesso CAIAZZO70. Inoltre, in relazione alle dichiarazioni rese da DIANA Francesco, ove il predetto indica quali intermediari per gli affari del clan i germani Tammaro e Pasquale DIANA, è opportuno riferire circa i grossi interessi economici che i predetti hanno nel comune di Villa Literno, nonché l’acclarata compartecipazione agli affari criminali del clan BIDOGNETTI, in particolar modo da parte del DIANA Tammaro. In effetti, nel corso delle dichiarazioni rese, il collaboratore di giustizia Massimo IOVINE ha riferito circa un’estorsione che ha interessato i lavori per la realizzazione di un centro commerciale da parte di DIANA Tammaro71. In relazione agli appoggi elettorali forniti dal clan BIDOGNETTI ed in modo particolare dalla fazione del predetto gruppo operante in Villa Literno e retta da IOVINE Massimo, questi, divenuto 68

nato a Villa Literno il 29.10.1940, residente in Via A. Diaz n. 39.nato a Napoli il 16.09.1972, residente a Castel Volturno via I. Balbo n. 19 70 Il contatto tra il RAINONE ed il CAIAZZO si evidenzia anche attraverso un controllo di Polizia avvenuto nel Comune di Sessa Aurunca sulla via Domitiana in data 21.04.2007 allorquando gli stessi erano in compagnia di CAIAZZO Nicola, cosi come emerge dalla banca dati delle FF.PP. 69

71

Interrogatorio del 15.04.2008 di IOVINE Massimo. 59


collaboratore di giustizia, a chiarimento di quanto riferito in data 15.04.200872 e 21 luglio 200873, in data 26.04.2010 riferisce74: A D. R. - In realtà, io ho già riferito che all’epoca delle elezioni, credo nel 2002, il clan sostenne Nicola CAIAZZO, che è lo zio della mia fidanzata: si tratta del cugino di mio suocero. Io parlai con GUIDA Luigi quale esponente del clan BIDOGNETTI per sostenere il Nicola CAIAZZO, che si trovava nello stesso schieramento di FABOZZI, che poi divenne GUIDA. Il GUIDA non si impegnò particolarmente in questa vicenda anche se mi disse che per lui andava bene di portare il CAIAZZO ed il FABOZZI. Della cosa parlammo in particolare quando anche l’altro candidato, tale ZACCARIELLO, chiese l’appoggio del clan. Ricordo che l’incontro avvenne presso l’abitazione di SIMONELLI a 72

«La S.V. mi chiede quali siano stati i miei rapporti con il sindaco di Villa Literno e con l’amministrazione comunale. Io personalmente non ho avuto rapporti con il sindaco FABBOZZI, ma - in qualche modo - ho preso parte alla campagna elettorale del suo partito, favorendo, nel 2003, un suo candidato di nome CAIAZZO Nicola. Questi un giorno, prima della campagna elettorale, venne a casa mia e mi chiese un appoggio elettorale ed in particolare mi chiese di far votare i liternesi per lui. In cambio lui, come mi disse, se eletto, si sarebbe messo a disposizione del clan. A D.R. Il CAIAZZO sapeva esattamente che io, all’epoca, ero il referente del clan dei CASALESI, fazione bidognettiana, di Villa Literno. Mi chiese “di fargli dei voti”. Nell’occasione io fui avvicinato anche da Franco ZACCARIELLO, che invece si presentava per il raggruppamento politico opposto a quello del CAIAZZO. Anche lui mi chiese un appoggio, ma io gli risposi di no, appunto perché stavo appoggiando il CAIAZZO. Non so bene come abbia fatto lo ZACCARIELLO a sapere che io avessi rapporti con il SIMONELLI Raffaele, quello più anziano, forse glielo aveva rivelato lo ZIELLO Gaetano, che aveva un rapporto di conoscenza maggiore con lo ZACCARIELLO. Ad ogni modo, in una delle volte che, settimanalmente avevamo a casa del SIMONELLI, alla presenza di GUIDA Luigi, si parlò nuovamente del sostegno elettorale richiesto dallo ZACCARIELLO, che forse era anche un mezzo parente del SIMONELLI Raffaele, quello più anziano. Il GUIDA mi chiese se io fossi certo che le persone da me appoggiate, avrebbero poi ricambiato, una volta elette. Io risposi di esserne certo perché tali erano stati gli accordi con il CAIAZZO. Il GUIDA, per la verità, era talmente preoccupato della contrapposizione violenta che vi era a Villa Literno con i TAVOLETTA, che non si interessò molto della vicenda elettorale, sostanzialmente seguendo, all’inizio, quella che era stata una mia iniziativa delegò a me la vicenda. Nei fatti io poi imposi a molte persone di votare per il CAIAZZO Nicola. Molte persone furono convocate a casa mia ed io dissi loro che era necessario votare per il CAIAZZO. Al momento delle votazioni, inoltre, io inviai dinanzi ai seggi elettorali, siti nelle scuole medie di Villa Literno, CATENA Vincenzo, un ragazzo che era vicino al nostro gruppo, e due miei affiliati, ossia ZIELLO Gaetano e GALOPPO Francesco, i quali, con i bigliettini del CAIAZZO imponevano a tutti di votare per lui. Non avevamo un metodo per controllare che le presone seguissero le nostre direttive, ma - di fatto - il CAIAZZO ebbe un ottimo successo. Non so dire se il CAIAZZO sia stato in passato già candidato in altre elezioni, ma sono sicuro che, se ciò fosse avvenuto, sarebbe evidente la differenza in più dei voti riportati grazie al nostro appoggio. A D.R. Di fatto so che il CAIAZZO Nicola si è messo a disposizione con il clan, ma di questi rapporti è a conoscenza il GUIDA Luigi, perché io poi fui arrestato. Posso dire però che, in una occasione ad esempio, un mio fratello mi chiese di intervenire sul CAIAZZO per ottenere un appalto per la fornitura di piante per il comune di Villa Literno» Diamo atto che alle ore 11,00 è giunta l’avvocato MAFFEI. «Mio fratello Michele mi chiese un intervento, mentre io ero in carcere. Io inviai direttamente mio fratello a nome mio ed il CAIAZZO gli consentì di ottenere la installazione di alcune piante. Quando il GUIDA fu arrestato, e fu condotto a Poggioreale, mi parlò della sua intenzione di uccidere tutte le persone che si erano avvicinate al BIDOGNETTI Raffaele e in quella occasione mi disse che aveva promesso anche 100.000 euro all’avv. SANTONASTASO, se fosse riuscito a farci scarcerare entro l’anno. La sua intenzione era di fare una vera e propria scissione dal clan BIDOGNETTI e mi parlò anche del fatto che aveva sistemato la questione di un appalto a LUSCIANO, intervenendo sia sugli imprenditori che sugli organi comunali. L’appalto era di grande valore e a suo dire avrebbe fruttato a noi circa un milione di euro: il GUIDA mi disse che gli imprenditori, nonostante la presenza del figlio di Francesco BIDOGNETTI, avevano piacere che fosse lui a concludere l’affare, perché con lui avevano trattato. Il GUIDA aveva certamente rapporti con una persona del comune di LUSCIANO di nome SALERNITANO Vincenzo, il quale costituiva un suo uomo sul comune. I rapporti tra i due venivano mantenuti per il tramite di SANTORO Alfonso, un gioielliere nipote di VEROLLA Nicola, che faceva parte del clan. A D.R. Il SANTORO rappresentava una delle facce pulite del clan, come per esempio Bernardo CIRILLO. In questa occasione il GUIDA mi disse anche che a VILLA LITERNO percepiva il 2%, 3% sugli appalti grazie ad un assessore ai lavori pubblici, del quale però non ricordo il nome. A D.R. LA CA.SA Costruzioni, se non erro è una ditta di mio suocero, ossia del padre della mia fidanzata. I rapporti tra il Sindaco e mio suocero sono buoni, anche perché la moglie di Enrico FABBOZZI e mia suocera sono cugine. In realtà credo che mio suocero ed il Sindaco abbiano in comune anche una società, ma non sono sicuro del fatto che si tratti proprio di questa società. A D.R. Nel colloquio del 7.12.2007 intercettato in carcere che la S.V. mi legge, si fa riferimento ad una notizia che io avrei appreso, ossia al fatto che la D.I.A. stava facendo indagini sul Sindaco di Villa 60


Frignano. Dopo questo incontro il GUIDA si lasciò quasi convincere e mi chiese se potevano aiutare anche questo ZACCARIELLO. Io ne riparlai con lui e lo convinsi dell’opportunità di portare il CAIAZZO ed il FABOZZI, non soltanto perché credevo che avrebbero vinto, ma ovviamente anche perché si trattava di una persona a me vicina, con la quale avevo già parlato e che mi aveva garantito che si sarebbe messa a disposizione per il clan in caso di elezioni. A D. R. - Noi chiedemmo il permesso a GUIDA perché si trattava del reggente del clan: se GUIDA mi avesse detto di non appoggiare il CAIAZZO ed il FABOZZI io non lo avrei fatto. Del resto, noi facemmo una campagna elettorale “tipo estorsione” ossia imponemmo di votare il CAIAZZO ed il FABOZZI. Io non parlai direttamente con il FABOZZI. A D. R. - Sapevo che mio suocero aveva affari con il Sindaco e che anche lui sostenne il FABOZZI, ma ripeto che non ho avuto contatti direttamente né con il FABOZZI né con mio suocero, che - del resto – non vedeva per nulla di buon occhio il mio fidanzamento con la figlia. A D. R. - Le persone del clan che ci diedero una mano in particolare furono ZIELLO Gaetano e CATENA Vincenzo, quest’ultimo il giorno delle elezioni si mise dinanzi alle scuole medie a fermare le persone che si recavano a votare. Nel rione ove io abitavo molte persone credo abbiano votato per il FABOZZI ed analogamente dovrebbe essere accaduto nel rione Castello. A D. R. - Non ricordo se sia stato offerto qualcosa a famiglie bisognose in cambio del voto. A D. R. - Il CAIAZZO promise che – se fosse stato eletto – avrebbe offerto la sua disponibilità al clan per appalti ed assunzioni. Dopo non so bene che cosa successe, perché fui arrestato, ma qualche notizia l’ho appresa in seguito da GUIDA Luigi, che incontrai nuovamente in carcere. Il GUIDA mi disse che aveva in corso buone trattative con il comune sia a LUSCIANO che a VILLA LITERNO e che un funzionario disponibile era un tale dell’Ufficio tecnico, un po’ claudicante, di nome Alfonso. Si da’ atto che lo IOVINE viene informato delle dichiarazioni rese da DIANA Francesco il 16.10.2009, nelle quali il DIANA riferisce di un incontro tra lo stesso IOVINE Massimo, il FABOZZI e il CAIAZZO Stefano, suocero dello IOVINE. Prendo atto delle dichiarazioni del DIANA Francesco, ma quest’incontro a casa di mio suocero non è mai avvenuto. A D. R. – Premesso che io continuo a non ricordare affatto alcun incontro tra me, mio suocero e FABOZZI, certamente ho parlato con lo ZIELLO e con il DIANA della necessità di appoggiare, come clan BIDOGNETTI, il CAIAZZO Nicola e il FABOZZI, nonché della necessità di ottenere l’assenso del GUIDA. Non ricordo se ciò sia avvenuto in una Literno. In effetti io appresi questa notizia durante un interrogatorio con il m.llo CICIA e il dr. CANTONE. Io capii questa situazione e capii che ciò era dovuto ai finanziamenti che erano arrivati a Villa Literno e dissi alla mia fidanzata di farlo sapere a suo padre, perché so che era in affari con il Sindaco. A D.R. Effettivamente, in alcune intercettazioni si fa riferimento ad alcuni lavori edili in San Tammaro e Mondragone, realizzati da mio suocero ed al fatto che lui sia in società con il sindaco FABBOZZI. Io non so nulla di questa vicenda ed i riferimenti che la S.V. mi ha letto sulla base delle trascrizioni delle intercettazioni ambientali del 12.10.2007 e del 28.9.2007, in realtà sono affermazioni fatte superficialmente. A D.R. Nella conversazione del 21 settembre 2007, la S.V. mi chiede a che cosa io faccia riferimento quando chiedo alla mia fidanzata di far cambiare gli assegni a suo padre. Rispondo che si tratta di assegni da me ricevuti per un risarcimento assicurativo che ottenni simulando un incidente quando fui oggetto di un agguato. Non so spiegare perché questi assegni li avesse mio suocero, visto che li avevo dati alla mia fidanzata». 73 «Riconosco nella foto contraddistinta dal nr. 86 MUSTO Nicola persona che conosco in quanto è del mio stesso paese. So che è stato accostato al clan Tavoletta di Villa Literno in quanto mi risulta aver subito un processo per favoreggiamento nei loro confronti. Dopo la scionfitta dei Tavoletta cercò di avvicinarsi al mio gruppo e nell’anno 2002/2003, se non sbaglio, essendo candidato alle elezioni comunali, con la lista del sindaco Tavolatta Vincenzo, se non sbaglio, per altro già sindaco in precedenti legislature, mi venne a chiedere anche i voti promettendomi favori ed appoggi in caso di elezioni. In quell’occasione noi però ci impegnammo a favore della lista del candidato sindaco, FABOZZI Enrico, appoggiando in particolare CAIAZZO Nicola, situazione di cui ho già parlato» 74 Interrogatorio di IOVINE Massimo del 26.04.2010 61


macchina, ma escluderei che la circostanza possa essere avvenuta in una occasione in cui io sia stato prelevato a casa di mio suocero, perché io non andavo quasi mai a casa sua, proprio perché mio suocero, come ho detto non era contento del mio rapporto con la figlia. In ogni caso io non ho mai incontrato FABOZZI. A D. R. – Sicuramente avremmo parlato con il GUIDA Luigi di questa vicenda nell’autoricambi di Nicola VEROLLA, ove ci recavamo quasi quotidianamente. In quel luogo avremmo fatto centinaia di riunioni, ed io non posso ricordare precisamente quale fosse l’argomento. Io ricordo perfettamente invece che di questa cosa ne parlammo a casa di SIMONELLI, quando vi fu la riunione per la medesima proposta dello ZACCARIELLO che, se non erro si disse essere proprio un parente del SIMONELLI. A D. R. – Il CAIAZZO Nicola mi disse che – a fronte dell’appoggio che ci richiedeva – ci avrebbe garantito, insieme al Sindaco, un ritorno nel momento in cui si sarebbero gestiti i lavori pubblici a Villa Literno. Certamente impegnò anche il FABOZZI in questa sua proposta A D. R. – Comunque nessuno di noi del clan BIDOGNETTI fece la campagna elettorale per lo ZACCARIELLO: tutti portammo FABOZZI e Nicola CAIAZZO». Invero IOVINE Massimo rende una dichiarazione ambivalente: per un verso egli conferma che il clan di fatto appoggiò FABOZZI, ma che si trattò di iniziativa che coinvolse il gruppo di Villa Literno, e lui in prima persona, mentre il GUIDA si limitò a ratificare questa richiesta, salvo poi entrare in gioco ad elezioni avvenute per concordare la gestione degli appalti; per altro verso egli nega l’incontro ed il contatto diretto con FABOZZI Enrico. Invero il dichiarante dimostra una certa prudenza per vicende che in qualche modo coinvolgono il suocero, che aveva affari in comune con il Sindaco e che in un primo momento ha timore a chiamare in causa. Meglio limitarsi al riferimento all’incontro con il consigliere comunale Nicola CAIAZZO, parente della fidanzata CAIAZZO Wanda. In data 26.4.20101 veniva nuovamente escusso GUIDA Luigi il quale dichiara: «Si da’ atto che il presente interrogatorio costituisce unicamente uno sviluppo delle dichiarazioni rese in data 10.9.2009, 28-29.9.2009, 6.10.200975, date nelle quali il sig. GUIDA ha reso già dichiarazioni in relazione alla posizione di FABOZZI Enrico che è necessario qui precisare. A D. R. Effettivamente io ricordo che lo IOVINE Massimo mi disse di appoggiare FABOZZI perché c’era una specie di legame o di parentela della fidanzata di IOVINE con il FABOZZI. In particolare, lo IOVINE mi disse che l’avrebbe sostenuto e chiese anche a me se io, nella qualità di reggente del clan BIDOGNETTI, avessi voluto appoggiarlo. A D. R. Io non ricordo se lo IOVINE o altre persone mi chiesero espressamente un permesso per appoggiare il FABOZZI. In particolare – come ho già riferito – io non avevo molto interesse a questa vicenda perché, chiunque avesse vinto, io avrei comunque comandato sul comune. Non mi ricordo, in particolare, se Francesco DIANA, detto Salvi, mi chiese qualcosa o mi parlò di questa vicenda. Il P.M. rappresenta che dalle dichiarazioni di DIANA Francesco si desume che vi fu un incontro, con lo stesso DIANA Francesco, presso l’autoricambi di Nicola VEROLLA, proprio per parlare anche di questa proposta. Il GUIDA osserva: confermo che abbiamo fatto moltissimi incontri presso l’autoricambi del VEROLLA, ai quali ha certamente preso parte anche il DIANA Francesco, ma in 75

Questo l’accenno fatto il sei ottobre 2009 da GUIDA Luigi: Voglio ancora precisare che, successivamente, ma non ne sono sicuro, vi fu un incontro a cui partecipò il sindaco FABOZZO di Villa Literno, il sindaco NUZZO di Castel Volturno, Alfonso SANTORO e due imprenditori di cui conosco solo il nome e cioè Antonello e Pasquale. Alla riunione io non ero presente ma posso dirle che tramite Alfonso SANTORO mandai una busta al sindaco FABOZZO però la prossima volta ne parlerò più approfonditamente.

62


questo momento non mi ricordo se vi fu un discorso proprio in relazione a questo punto. Potrebbe anche darsi, ma ora non lo ricordo. A D. R. Con FABOZZI mi sono incontrato due volte. Tutte le successive volte in realtà i nostri rapporti sono stati mantenuti attraverso Nicola FERRARO, come ho già riferito. Ricordo comunque, come pure ho riferito che ci incontrammo anche presso un ristorante. A D. R. Gli incontri con i ragazzi del clan BIDOGNETTI a me più vicini presso l’autoricambi di Nicola VEROLLA erano pressoché quotidiani. Si trattava di un mio punto di riferimento. A D. R. In quel periodo, i ragazzi che stavano intorno a me erano proprio IOVINE Massimo, ZIELLO Gaetano, DIANA Francesco Salvi. In definitiva io non ricordo specificamente un episodio specifico legato alla discussione con i ragazzi del mio gruppo sull’appoggio da fornire al FABOZZI, ma non posso escludere che me ne abbiano parlato proprio in quel luogo, così come non posso escludere che la volta in cui lo IOVINE mi parlò di questa sua intenzione, ciò possa essere avvenuto proprio presso l’autoricambi del VEROLLA. Io, comunque, a IOVINE Massimo dissi che certamente si poteva attivare per sostenere il FABOZZI, presentandosi nel paese di Villa Literno, quale noto affiliato al clan BIDOGNETTI. Effettivamente io non mi attivai in prima persona, come ho già detto, non volendo impegnarmi né con il FABOZZI né con lo ZACCARIELLO, come ho riferito in un precedente interrogatorio, ma diedi una specie di via libera per consentire allo IOVINE di fare in modo che le persone di VILLA LITERNO votassero per il FABOZZI. A D. R. Non so quali rapporti avessero, in concreto, il FABOZZI ed i familiari di IOVINE Massimo. A D. R. Effettivamente, io parlai anche questo ZACCARIELLO, presso l’abitazione di SIMONELLI Vincenzo, detto Raffaele, a FRIGNANO. Fu SIMONELLI a portarlo e lo ZACCARIELLO mi chiese il mio appoggio per ottenere sostegno elettorale: in cambio disse che sarebbe stato a nostra disposizione per gli affari malavitosi sul comune. Io gli dissi di sì, anche se poi non lo appoggiai, proprio per cercare di aver poi mano libera chiunque fosse stato eletto. A D. R. In quel periodo le persone dei BIDOGNETTI che stavano nel mio gruppo erano principalmente IOVINE Massimo, ZIELLO Gaetano, DI CATERINO Emilio, SPENUSO Salvatore, DIANA Francesco. Ovviamente – sul territorio – i miei referenti diretti per VILLA LITERNO, erano proprio in primis IOVINE Massimo e poi anche DIANA Francesco, dunque – avendo io dato il via libera a IOVINE Massimo, di fatto, sul territorio, il clan ha indicato, tramite lo IOVINE, proprio il FABOZZI, quale soggetto da votare per le elezioni del 2003, anche se io non comparii mai in prima persona. A D. R. Non mi ricordo di aver mai incontrato il suocero di Massimo IOVINE e non ricordo che lo IOVINE mi abbia mai spiegato per quale ragione alla famiglia della fidanzata interessava appoggiare il FABOZZI». GUIDA Luigi conferma ancora una volta il suo atteggiamento super partes nella vicenda, specificando però che diede certamente via libera a Massimo IOVINE di appoggiare il FABOZZI, come da lui richiesto, e di farlo in qualità di rappresentante del clan sul territorio di Villa Literno. Come si è accennato sui punti di contrasto far i dichiaranti si è proceduto innanzitutto a risentire DIANA Francesco, molto preciso in ordine alla vicenda dell’incontro con il Sindaco FABOZZI76: A D. R. – Ricordo chiaramente che – come la S.V. mi chiede – la prima volta che ho sentito parlare della necessità di sostenere il FABOZZI per la competizione elettorale comunale fu una sera, intorno alle 22,30 – doveva essere primavera – e ne parlai con lo IOVINE Massimo. Ero andato a prelevarlo insieme a ZIELLO Gaetano a casa della 76

Interrogatorio di DIANA Gfrancesco del 26.04.2010 63


fidanzata. In realtà lo IOVINE non andava quasi mai a casa della fidanzata, Wanda CAIAZZO, ma quella volta ci chiese di andarlo a prendere. Lo IOVINE non si recava quasi mai a casa della fidanzata, perché aveva timore anche di qualche agguato da parte del clan UCCIERO, quindi cercava di non uscire, se non accompagnato da noi. Quando scese ricordo che ci trovavamo a bordo una Y 10 verdina, intestata a mia madre, la stessa usata per fare lo specchietto nell’omicidio AMATO - lo IOVINE mi disse che a casa del suocero c’era Cardarella, soprannome con il quale a VILLA LITERNO è conosciuto il FABOZZI, il quale aveva chiesto un sostegno al clan per la consultazione elettorale prossima. Era il 2002, 2003, certamente dopo l’omicidio AMATO. Ricordo anche che parlammo della necessità di portare questa proposta a conoscenza del GUIDA, per ottenerne l’assenso. A D. R. – Che io sappia i rapporti tra Massimo IOVINE ed il suocero erano buoni. So che il suocero, ad esempio, quando veniva raggiunto da richieste estorsive per i lavori che realizzava, attraverso Massimo IOVINE, cercava di non pagare. Una di queste circostanze si verificò in un’occasione in cui il suocero dello IOVINE stava realizzando delle villette a Marcianise. Ricordo che i BELFORTE gli chiesero l’estorsione e lui, attraverso Nicola LOFFREDO, riuscì a non pagare. Ad ogni modo, il suocero dello IOVINE aveva buoni rapporti con il clan BIDOGNETTI, anche a prescindere dalla presenza dello IOVINE Massimo, in quanto l’altra figlia è sposata con DIANA Pasquale, fratello di Tammaro, titolare del TOP MARKET. I fratelli DIANA, a loro volta, sono in buoni rapporti con il clan BIDOGNETTI. Inoltre il fratello di IOVINE Massimo, Michele, aveva ricevuto un subappalto da CAIAZZO Stefano, suocero di Massimo IOVINE, per alcuni lavori aggiudicati in Mondragone. A D. R. – Non conosco CAIAZZO Nicola. Comunque noi la campagna elettorale la facemmo per FABOZZI, coinvolgendo le nostre famiglie allargate e offrendo somme di danaro alle famiglie più disagiate per far votare il FABOZZI. Questi soldi venivano prelevati dalle somme estorsive riscosse dal clan. Ribadisco che IOVINE Massimo ebbe anche un successivo incontro a casa del suocero CAIAZZO Stefano con il FABOZZI a distanza di circa 15 giorni dal primo incontro e dopo che ci eravamo riuniti con GUIDA Luigi per garantire l’appoggio elettorale a FABOZZI. Anche in questa occasione, andai personalmente, insieme allo ZIELLO Gaetano a prelevare lo IOVINE di sera a casa del suocero». DIANA Francesco ha ribadito con certezza il contenuto delle sue dichiarazioni, arricchendole di particolari che le rendono credibili e convincenti. Invero egli ha sottolineato anche il particolare rapporto di fiducia fra CAIAZZO Vincenzo detto “Stefano” e gli emissari del clan BIDOGNETTI, in virtù del doppio rapporto di affinità che legava a IOVINE Massimo ed a DIANA Pasquale, fratello di Tammaro, titolare del Top Market, imprenditore molto legato al clan come ricostruito da numerosi collaboratori di giustizia. Inoltre riferiva particolari in relazione ai rapporti che lo IOVINE intratteneva con il suocero CAIAZZO “Stefano”, facendo fra l’altro riferimento ad una occasione in cui “Stefano” aveva chiesto l’intervento dello IOVINE in relazione ad un estorsione a cui era stato sottoposto dal clan Belforte per la costruzione di alcune villette in Marcianise. Il DIANA continuava inoltre affermando che il CAIAZZO Vincenzo “Stefano” aveva dato anche alcuni lavori in sub appalto al fratello di Massimo IOVINE, Michele, in Mondragone. Tale circostanza emerge anche nel corso delle intercettazioni ambientali disposte nei confronti del detenuto IOVINE Massimo nel corso dei colloqui con i propri familiari, e che di seguito vengono riportate:

64


…intercettazione del colloquio in carcere di IOVINE Massimo, relativo al giorno 28 settembre 2007, in esecuzione al decreto nr. 3583/07 R.R. datato 11.09.2007: Legenda: IOVINE Massimo: M CAIAZZO Wanda: W PANICO Nicoletta: N IOVINE Michele: I ..omissis… .. .. Massimo e la madre parlano a bassa voce nell’orecchio .. .. M: mica ti hanno mandato i soldi? W: ehhh M: mandaceli indietro .. io non li voglio più i soldi di questi infami ... questi sono tutti infami ... mandaceli indietro .. devi dire: non vuole niente più .. a questi infamoni N: non ti incazzare sempre .. vieni a mamma tua .. vieni qua .. I: comunque hanno fatto una cagata ... M: anche Emiliotto (DI CATERINO Emilio n.d.r)si è girato con loro.. N: no ... M: ehh no .. come no .. N: stava scritto sopra al giornale che .... M: non lo pensare .. si incontrarono a casa di “a casa di scarpaleggia ..si sono incontrati a casa di Tonino SCARPALEGGIA77” ..omissis… I: va solo litigando con lo zio .. Peppe .. M: chi Peppe? I: Peppe il timido sta a lavorare anche lui con il padre (rivolge lo sguardo verso Wanda per indicare il padre di lei Caiazzo Vincenzo detto Stefano ndr)... mettiamo a questi scemi della “Madonna” W: uehhh guardate chi parla .. (ridono) I: e quello .. è quello sta sempre a dire .. Mattia ... Mattia .. W: lo sfotte .. I: ma questo scemo della Madonna .. no ma tu mi devi dire tu chi sei M: sta anche Peppe .. sta .. I: ehh M: che fà Peppe? I: niente .. W: niente .. porta il camion .. 77

MOLITIERNO Antonio, da Alberto e da Ucciero Angelina, nato a Villa Literno il 12.03.1958, ivi residente in Piazza Garibaldi n. 1. E’ stato identificato nel corso dell’interrogatorio del c. di g. IOVINE Massimo dell’01.04.2008: …omissis… Riconosco la persona effigiata nella foto nr.36 in MOLITIERNO Antonio, anzi Alberto detto “Scarpaleggia”. Non mi risulta un affiliato, ma solo amico e frequentatore con CIRILLO Alessandro. Mentre ero detenuto, sono venuto a conoscenza da ZIELLO Gaetano e da CORVINIO Antonio che il predetto ha messo a disposizione la sua abitazione per le riunioni fra CIRILLO Alessandro e UCCIERO Vincenzo detto “O Cornuto” . L’Ufficio da atto che la foto nr. 36 raffigura MOLITIERNO Antonio, nato a Villa Literno il 12.03.1958. …omissis…

65


I: ma quel camion .. sta sempre sul mare .. inc.. non vuole fare niente .. W: ma chi .. M: il padre non dice niente .. W: ma quello lo tiene a guardare .. I: ehh ma però no .. dovrebbe fare un pò le parti di tuo padre .. a me non me ne fotte .. perche mica lo devo pagare io .. M: non ho capito .. che cazzo va a fare .. a prendersi lo stipendio .. deve lavorare .. deve guardare .. quello che serve .. deve preparare le cose dietro dietro .. I: sta un solo mastro .. e tre ragazzi .. tre ragazzi .. ora uno di quelli .. se si mette ad attaccare anche lui .. si arrangia .. e resta un solo manovale vicino a due di quelli .. ci stai anche tu .. dagli una mano .. a prendere .. un secchio di colla a prendere .. se ne va per sopra al mare .. a me non me ne fotte perché .. però tu una giornata .. intera .. intera .. non ti scocci .. si siede .. se ne va sul mare .. la ehh ma quello per colpa di quello .. ehh quello già Giorgio ...Giorgio lo deve far vedere a Gennaro questo .. W: a Gennaro .. I: (fa un cenno di assenso con la testa) .. e quello non voleva venire più la .. W: e Gennaro non deve parlare .. perchè Gennaro se parla .. Papà lo avvolge .. I: Gennaro .. ehhh W: perchè Gennaro senza papà non campa .. I: Gennaro .. disse ehh va bene e quanti euro .. sempre si deve .. quando deve durare .. ci sta una baraonda la che neanche ai cani.. M: ehh ma tuo padre non ho capito ... il padre non si vede mai .. il padre .. I: ci viene .. ci viene la sera .. quando ci viene .. allora fa la finta di fare qualcosa .. M: ma tu devi dire .. papà .. tu devi mettere la gente sistemata ...gente che ... W: ma che me ne fotte a me .. M: ma com’è che te ne fotte .. W: ma i soldi .. la che me ne fotte .. basta che non mancano a me .. M: e devono rubare i soldi a tuo padre? Com’è .. W: ehh rubano .. M: ma com’è devono rubare .. gli devi dire .. devono lavorare .. W: sono i tuoi ... guarda qua .. M: ehhh sono i miei .. devono lavorare .. che significa sono i miei .. e perché non sono i miei .. N: guarda ma il capocantiere deve essere responsabile ... M: quello è mio suocero .. quello è mio suocero e perché non sono i miei .. lo devono rubare .. ti rubano a te e mi rubano anche a me così .. devono lavorare .. W: che ti rubano a te .. M: e che significa .. devono lavorare .. devi dire se tu ti metti a fare così .. W: uehh devi dire .. eccolo il mastro .. M: ehhh sentimi a me .. se si mette a fare cosi va sotto sopra .. W: ma che va sotto sopra .. M: deve fare .. devi dire devono lavorare .. poi se li tiene a cottimo così .. che quelli se lavorano guadagnano .. questo è un altro discorso .. li tiene a cottimo W: (nohhh con il capo) I: (cenno di assenso) M: allora a quello non gliene fotte proprio .. I: uehh W: li tiene a giornata .. allora ... I: allora ora fece ... M: a giornata o a cottimo li tiene .. I: a giornata W: a giornata .. 66


M: devono lavorare .. I: a giornata devono lavorare .. M: devono lavorare .. si devono guadagnare la giornata .. I: a giornata anche devono pensare a buttare il lavoro fuori .. altrimenti tuo padre .. vende gli appartamenti e ci rimette anche le giornate sopra .. M: è normale .. va a fare il conto .. per quello che ha guadagnato per quello che ha cacciato .. . I: oehh misero una porta di provino .. una porta di provino con la tapparella .. M: diglielo tu a Stefano I: con la tapparella no! W: ma perche non glielo dici .. M: devi dire Stefano questi qua .. io te lo sto dicendo .. l’ho detto anche a mio fratello ... mio fratello ha detto: digli che li fà lavorare a questi scemi .. devono lavorare ... poi se esco vado con la mazza .. la sopra ... N: (ride) ... Michele descrive un lavoro che stavano facendo ... W: ci devo andare io con la mazza in mano ... I: io devo pensare a camminare .. M: A MONDRAGONE STATE LAVORANDO? A MONDRAGONE? W: è ... I: è.... M: a Mondragone! I: stiamo la stiamo .. M: comunque vorrei stare un pò fuori .. li farei lavorare io .. W: vieni .. dai vienitene .. M: mi metterei io la sopra ... W: no ma ci dovremmo mandare mamma la sopra .. li farebbe pisciare sotto .. non farebbe neanche ... M: la gente come vede che sei bravo .. ti mangiano ... allora c’è .. ma il cristiano ... c’è .. lo devi far lavorare .. il padre si deve mettere .. dove va tuo padre? I: la uno solo lavora veramente ... W: papà .. I: ed è quel vecchio di casale .. W: quello .. Salvatore .. I: Salvatore .. W: Salvatore Natale .. I: ne tiene uno a lavorare il padre .. W: mamma mia .. Massimo .. I: a parte che è grosso pure .. le braccia cosi .. .. parlano di questo operaio.. M: il padre non viene mai? I: come .. (per dire si) M: Massimo papà .. sta ...inc.. hai capito .. I: ehh come non viene ! W: e perchè Gennaro viene a vedere .. neanche viene a vedere non se ne fotte .. I: chi è .. W: quello quando è fine mese vuole solo i soldi .. I: Gennaro si è comprato la casa a Formia .. se ne andato .. .. se ne andato là .. lui se ne .. la moglie e i figli a scuola .. I: guarda .. ma .. ma come mai se ne andato la .. questo.. W: e si vede che a Casaluce non sta bene .. 67


I: non sta bene .. W: gli vanno a cagare spesso .. e M: ehh W: ehh che ne so .. penso .. I: ma penso anche io .. perchè tiene .. un sacco di case la .. W: se ne andato no .. quello tu non l’hai vista la casa di Gennaro ... I: io l’ho vista ha trovato una bella casa .. W: ehhe come si chiama .. lo diceva da un sacco di tempo la moglie che lei a Casaluce non si trovava .. I: inc.. W: e voleva che i figli crescessero in un luogo più .. M: dove l’ha trovata a quella bufala .. W: quella bufala .. I: Gennaro .. Gennaro è un bravo ragazzo ... W: Gennaro è “cazzimmoso” Gennaro mamma mia .. M: ehhh quello tiene una “cazzimma” W: ehh vorrebbe andare in culo a papà .. pero’ a papà non lo può fare fesso .. perciò papà tiene sempre ... M: ma quello Gennaro tiene .. non è serio su queste cose qua... W: è un imbroglione .. sta campando grazie a mio padre .. M: inc.. roba di questo faceva.. W: diglielo Massimo .. M: teneva il magazzino .. le truffe .. queste cose qua.. W: anche la moglie stava protestata .. tengono la separazione dei beni .. M: è truffatore ... I: pero è un bravo ragazzo .. quando gli chiedi i soldi.. M: (fa un cenno di assenso con il capo) W: no .. ogni volta che è venuto a casa ... sempre .. Massimo .. Massimo .. salutami a Massimo .. che dice Massimo .. come stanno le cose di Massimo .. I: ehh quelli veramente sai chi erano i fratelli Cesario .. (Cesaro ndr) W: ehh quelli si .. inc... e Michele .. inc... I: sono due fratelli Michele .. inc.. M: chi sono? W: papà lo diceva sempre ... I: ehh sono soci .. W: A San Tammaro .. I: però a San Tammaro .. stavano a socio .. W: la solo a San Tammaro .. la sta a socio anche Pasquale (DIANA Pasquale n.d.r) .. ma a Mondragone .. ci sta solo papà .. I: a Mondragone .. M: A MONDRAGONE CHE SONO MICHELE? CHE SONO? W: SONO VILLE E DOVE STA LUI SONO GLI APPARTAMENTI .. I: appartamenti .. M: di chi sono? I: le che .. M: queste ville! W: di papà .. I: a Mondragone? M: (fa un cenno con il capo) I: ehh le sta facendo il padre ... sta ... M: ma sono del padre o le sta facendo? 68


W: no .. il palazzo .. lo sta ristrutturando ... le ville sono le sue .. I: ehh Massimo quello la è un palazzo che già l’hanno comprato .. gia stava fatto .. M: ho capito .. roba che inc... W: di restauro .. I: poi per dire .. era un palazzo che la .. ogni solaio di quelli .. ogni appartamento ... erano due .. ne hanno fatti uscire cinque .. M: cinque .. I: ma erano grandi ... M: li hanno fatti 80 mq.. I: ma sono grossi pero’ W: di .. piu .. di piu ... I: ora per dire .. era roba di restauro .. dai .. W: e poi stanno le ville .. M: di chi è? I: era di qualcuno di .... M: ora di chi è? I: ora di chi è? W: di papà! La CA.SA Costruzioni .. I: di tuo padre? W: ehh M: del padre? I: io so che li sta anche M: IL SINDACO.. I: ehh (per dire si .. fa un cenno di assenso con il capo) W: no .. la no quello è di papà .. non so se il palazzo o le ville .. non lo so dire .. M: di chi è? I: DEL PADRE E DEL SINDACO .. W: ehhh.. I: (fa un cenno con il capo per dire si ) io so che sta anche .... M: LA PARTE MIA DOVE STA? Senti devi dire ha detto mio fratello la sta anche la parte sua .. W: la parte mia dove sta? M: ha detto mio fratello la sta anche la parte sua .. se dice ma ... devi dire sta gia ... gia sta la parte sua .. W: la parte tua dove sta? Quando ti compri i panni .. come te li compri .. quando mangi .. come mangi come mangi .. I: io non lo so ... a me l’hanno detto W: ehh .. devo parlare? I: Wanda... W: statti zitto .. I: Wanda .. W: oehh I: ma che ..a me .. io non lo so ... W: io so che ci sta in mezzo .. ma non so se di qua o di là .. M: IO LA PARTE MIA LA VOGLIO .. W: ma che cacchio te ne importa .. stai qua dentro .. M: devono lavorare ... W: ahhhh N: digli .. io devo comandare e loro devono lavorare .. diglielo .. W: non ti preoccupare che quando esci questi (indica i soldi con le dita) li teniamo .. non teniamo problemi .. li tengo .. non sono i tuoi pero’ .. 69


N: guaglione .. qua come stanno le cose .. tieni una bella cifretta .. (con lo sguardo si rivolge a Wanda) M: come (per dire si) io tengo quello che mi faccio con le spalle mie .. mamma .. hai capito ... N: io so ... so .. che tieni conservato anche 150.000.00 M: 150.. N: cinquantamila euro tieni conservato .. M: questo è tutto! N: no .. ahhh poi non lo so .. l’altro... M: questo è tutto .. N: no ehhh M: tengo un milione di euro conservati .. N: tieni conservato .. M: (con il capo fà un cenno di assenso) N: a me .. forse non me lo dicono per paura che mi viene qualche cosa .. W: le tengo al conto alle Caiman .. M: ma se esco .. speriamo che esco .. faccio subito soldi se esco .. (mima il modo in cui velocemente vuole fare soldi) devi cacciare i soldi ... ti ricordi quando mi feci male .. quando andai all’ospedale .. ci stava il cognato di Matteone .. lo conosci .. quello che teneva i pomodori sulla strada di San Sossio.. ..omissis.. La conversazione ambientale sopra riportata attesta in modo quanto mai incontrovertibile le cointeressenze che legano IOVINE Massimo al suocero CAIAZZO Vincenzo “Stefano”. CAIAZZO Wanda, infatti, commentando le vendite di alcuni appartamenti di Mondragone realizzati dal Gruppo CASA, faceva cenno agli utili ricavati e che probabilmente erano stati versati a persone che non indicava:<<però si deve spostare Massimo .. .. non è cosa a lavorare per di qua .. gli rompono le palle .. Mondragone .. in tutto ... tutte le case ne ha vendute tre .. tre appartamenti ...inc...senza guadagnare una lira li ha dati prima a loro .. non fa niente Massimo ..>>78. Tuttavia, proprio in relazione alla capacità imprenditoriale del genitore, Wanda rappresentava che suo padre non era intenzionato a costruire nel Comune di Villa Literno per evitare possibili problemi a Massimo IOVINE: egli, anche in qualità di suocero dello IOVINE, avrebbe dovuto versare una tangente al sodalizio per le opere da realizzare. Circa la disponibilità economica di IOVINE Massimo, CAIAZZO Wanda ripercorreva le esternazione del padre del detenuto il quale era a conoscenza che il figlio, una volta uscito dal carcere, aveva una disponibilità di 100.000,00 euro.

78

Al fine di chiarire il punto, significative si ritengono le argomentazioni profferite da DI CATERINO Emilio:

…dal verbale del 23-12- 2008 di DI CATERINO Emilio ...omissis… Foto: n. 7: si tratta di Wanda Caiazzo, fidanzata di Massimo Iovine, oltre ad avere una relazione sentimentale con quest’ultimo non sono a conoscenza del ruolo dalla stessa svolto. L’ho conosciuta nel novembre/dicembre 2001 presso l’abitazione di Massimo Iovine ove mi recavo per portargli il denaro. Preciso che avevo da poco iniziato a far parte del clan. Che io sappia è un insegnante e posso dire di averla vista spesso a casa di Massimo Iovine. Sono a conoscenza per averlo appreso da Massimo Alfiero che il padre di Wanda Caiazzo corrispondeva la tangente al clan dei Mondragonesi nella persona di Emilio Boccolato. Il denaro per tale estorsione veniva consegnato ad Alfiero dal padre di Massimo Iovine a nome di Iovine Tammaro, il quale chiese di avere uno “sconto” in quanto si trattava del suocero del figlio che era detenuto. So che, come mi diceva Massimo Alfiero questi stava realizzando in Mondragone delle Villette e delle strutture in cemento. La tangente veniva portato dal Tammaro Iovine al bar “l’Incontro” di Casal di Principe. Si da atto che la Foto n. 7 ritrae Wanda Caiazzo nata a Napoli il 04.07.1981…omissis… 70


L’informazione aveva indisposto la giovane, atteso che i familiari di IOVINE Massimo, a suo dire, non ne dovevano avere contezza: <<lo sai solo tu i soldi sono i tuoi e solo io e te lo dobbiamo sapere .. non devono avere mai la soddisfazione mannaggia la marina ..inc.. li prendo gli faccio fare il falò .. lo vedi come te lo dico .. gli faccio fare il falò>>. Lo IOVINE, dopo aver mostrato il suo disappunto circa la pace fatta dai “bidognettiani”, concludeva esternando il suo stato d’animo circa gli introiti che avrebbe potuto ricavare qualora fosse stato libero, in relazione a finanziamenti 50 milioni di euro - destinati al Comune di Villa Literno e di cui aveva appreso dai giornali. Inoltre emerge quanto affermato in sede di interrogatorio da DIANA Francesco, circa i lavori che Michele IOVINE, fratello di Massimo stava svolgendo in Mondragone per conto dello “Stefano”, sottolineando i rapporti anche di tipo economici che legavano il CAIAZZO “Stefano” al genero Iovine Massimo. Significativo anche il richiamo al rapporto di affari fra il padre della Wanda ed il Sindaco. Pertanto, stante la diversità di dichiarazioni su un punto importante del narrato dei due collaboratori, e cioè in ordine all’incontro con FABOZZI dello IOVINE e del suocero, la P.G. titolare delle indagini procedeva ad un confronto far i due 79: «Si da’ atto che il presente confronto viene effettuato per chiarire alcune vicende sulle quali i due dichiaranti sono stati escussi oggi stesso a chiarimento di loro precedenti interrogatori. Il sig. DIANA ricorda al sig. IOVINE: «ricordo distintamente che andai a prendere lo IOVINE Massimo a casa della fidanzata alle 22,30 circa – 23,00 – insieme allo ZIELLO e che lui successivamente lo IOVINE ci raccontò questa vicenda relativa al sostegno del clan al FABOZZI e di aver appena parlato con lo steso aspirante sindaco». Il sig. IOVINE osserva: «In effetti ora mi ricordo meglio. E’ vero quanto dice il DIANA. Mi sono effettivamente incontrato con il FABOZZI un paio di volte. C’era presente anche il CAIAZZO Nicola, che faceva parte dello stesso raggruppamento elettorale del FABOZZI. L’incontro avvenne presso un cortile sito a pochi passi da casa di mio suocero, presso un parente del Nicola CAIAZZO. Fu lì che il FABOZZI ci chiese sostegno elettorale e non a casa di mio suocero. In questa casa ci stava il FABBOZZI ed il Nicola CAIAZZO. Il padrone di casa non era presente nell’appartamento. Quando ho finito di parlare con il futuro Sindaco poi sono andato a casa di mio suocero e lì il DIANA e lo ZIELLO mi sono venuti a prendere. Effettivamente raccontai questa cosa al DIANA ed allo ZIELLO quella sera stessa, quando mi vennero a prendere. In seguito ho incontrato nuovamente il FABOZZI, nella stessa abitazione e gli ho dato conferma della disponibilità del clan BIDOGNETTI e di GUIDA in generale e lui ci ha confermato l’accordo. Infatti nel frattempo eravamo andati, come ho già riferito a chiedere al GUIDA il permesso per effettuare questa attività di sostegno elettorale. A D. R. Mio suocero non era presente all’incontro con FABOZZI. Mio suocero sapeva che io stavo facendo i voti per FABOZZI ed era contento perché aveva interessi in comune con lo stesso FABOZZI. A D. R. Fu Nicola CAIAZZO a procurarci l’incontro con FABOZZI presso quell’appartamento . A D. R. Il CAIAZZO Nicola ebbe del resto molti voti grazie al nostro interessamento. In questa casa il FABOZI fece anche una festa di ringraziamento elettorale. A D. R. Il DIANA mi venne a prendere con una Y 10 colore verde bottiglia. E’ una macchina che lui utilizzava spesso: fu utilizzata anche in occasione dell’omicidio AMATO. A D. R. Se non ricordo male questo incontro con il FABOZZI ci fu in un periodo dell’anno in cui faceva caldo. Non ricordo bene come mi recai all’incontro: 79

Confronto fra IOVINE Massimo e DIANA francesco del 26.04.2010 71


probabilmente mi venne a prendere la mia fidanzata e mi portò all’incontro. Ho avuto qualche difficoltà a ricordare queste vicende perché una settimana fa è morto mio fratello e sono molto confuso. Ora però sono sicuro di quello che ho detto». Il sig. DIANA osserva: «Io sono certo che lui disse che aveva appena parlato con il Cardarella, ossia FABOZZI Enrico, ma non posso essere certo che lui ci avesse parlato presso l’abitazione del suocero perché non c’ero. Sono certo solo di esserlo andato a prendere sotto casa del suocero, sia nella prima che nella seconda occasione». Il confronto è dunque servito a chiarire le dichiarazioni e ricostruire la vicenda in modo del tutto credibile. Massimo IOVINE ha ricordato, a fronte degli specifici rilievi provenienti dal DIANA, di aver parlato con FABOZZI Enrico prima e dopo l’incontro con GUIDA. Di avere dunque ricevuto la richiesta di aiuto elettorale da parte del futuro Sindaco e di avere dato conferma del suo appoggio dopo averne ottenuto la autorizzazione da GUIDA Luigi. Ha confermato le circostanze storiche e le modalità dell’incontro, specificando che esso avvenne in una casa nei pressi dell’abitazione del suocero e non a casa del suocero e confermando, ancora una volta che il suocero non c’era. DIANA Francesco ha ribadito quanto da lui direttamente percepito, con la specificazione che naturalmente non poteva essere preciso sulla presenza del CAIAZZO all’incontro non avendovi preso parte, ed essendosi limitato a fare da autista dello IOVINE: Ma un’ulteriore conferma della corruzione elettorale e del patto mafioso stretto in occasione delel consultazioni di Villa Literno, si acquisiva recentemente dalle dichiarazioni del collaboratore di Giustizia ZIELLO Gaetano, cl. ’80 il quale riferiva80: ADR: circa i rapporti del mio gruppo liternese con la “politica” posso dirle che il mio clan a Villa Literno ha sostenuto la lista nella quale si candidava Caiazzo Nicola. Il Caiazzo Nicola era parente del suocero di Massimo Iovine che si chiama Stefano Caiazzo. Iovine Massimo mi disse, siamo alle elezioni del 2002/2003 non ricordo esattamente, che a lui si era rivolto il predetto Caiazzo Nicola accompagnato dal suocero Stefano. Mi disse che Caiazzo Nicola aveva chiesto un aiuto al clan per le elezioni nel senso che dovevamo far convergere su di lui i nostri voti nonché quelli di tutte le persone che potevamo avvicinare. Per tale ragione Iovine mi disse a me ed a tutti gli altri affiliati di adoperarci per votare e far votare Caiazzo Nicola. Io stesso quindi ed anche tutta la mia famiglia abbiamo votato per Caiazzo Nicola. Seppure non abbiamo noi del clan fatto azioni eclatanti tipo minacce ad avversari politici o intimidazioni agli elettori per costringerli a votare per Caiazzo, non solo abbiamo votato e fatto votare il predetto, ma abbiamo anche manifestato in maniera visibile anche il giorno delle elezioni l’appoggio che davamo al Caiazzo stesso. Ricordo in particolare che io stesso insieme a Iovine Massimo e qualche familiare dello Iovine, ci mettemmo, il giorno delle elezioni, proprio davanti all’ingresso delle sezioni elettorali, a circa 20/30 metri da una scuola dove si votava (si tratta di una scuola mi sembra elementare che sta proprio vicino alla casa di Massimo Iovine) e fermavamo le persone che si recavano al seggio ricordando loro di votare per il Caiazzo e che in cambio di questo voto ci mettevamo a disposizione sia noi che il Caiazzo stesso per qualsiasi emergenza futura. Non so dirle che tipo di favori abbia fatto in seguito il Caiazzo a noi del clan o comunque alle persone segnalate dal clan poiché in epoca successiva alle elezioni, per almeno 4/5 mesi io mi distaccai da Iovine Massimo perché non condividevo il suo stile di vita. Concetti ribaditi e chiariti in un successivo interrogatorio81:

80 81

Interrogatorio di ZIELLO Gaetano, cl.’80 del 29 settembre 2010. Interrogatorio di ZIELLO Gaetano cl. ’80 del 14 gennaio 2011 72


Circa invece i rapporti fra noi e la politica a Villa Literno, posso dire quanto ho già detto nel precedente verbale riguardo a Caiazzo Nicola, precisando che nel corso di quella campagna elettorale, ci attivammo sia per agevolare il Caiazzo che la lista dello stesso e quindi il candidato a Sindaco Fabozzi Enrico. Sapevo che il FABOZZI, proprio perché gi facevamo avere tutti questi voti, si sarebbe messo “a disposizione” del clan.

Cap. 4 I riscontri alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: l’appoggio elettorale fornito a CAIAZZO Nicola e FABOZZI Enrico e la scelta da parte del Comune di Villa Literno di un parente del fratello di IOVINE Massimo quale fornitore di piante e fiori. Dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia esaminate in precedenza è apparso palesemente che la consultazione elettorale relativa alla scelta del sindaco di Villa Literno del 2003 fu fortemente influenzata dal massiccio intervento del clan Bidognetti a favore della coalizione votata dal Sindaco Fabozzi. I collaboratori di giustizia IOVINE Massimo e ZIELLO Gaetano (suo fidatissimo collaboratore) hanno fatto riferimento anche all’aiuto fornito a CAIAZZO Nicola, aspirante consigliere comunale in una delle liste del Sindaco. Essi chiamano esplicitamnente in causa CAIAZZO Nicola82 riferendo di essersi impegnati in prima persona nella campagna elettorale a suo favore. Lo IOVINE, come si è detto, asseriva di essere stato avvicinato anche da un altro candidato, tale ZACCARIELLO Franco83, presentatosi nella fazione politica opposta a quella di Nicola Caiazzo, al quale aveva fatto presente l’impossibilità di appoggiarlo nelle consultazioni elettorali in corso proprio per gli impegni assunti con quest’ultimo. La campagna elettorale fu effettuata attraverso diverse riunioni presso l’abitazione dello IOVINE, durante le quali egli imponeva ai presenti di votare per il CAIAZZO; successivamente, al momento del voto fu compiuta anche un’opera di presidio dei seggi ad opera di alcuni suoi affiliati, quali ZIELLO Gaetano84, GALOPPO Francesco85 e CATENA Vincenzo86, per la distribuzione di bigliettini propagandistici in favore di Nicola CAIAZZO. Lo IOVINE riferiva ancora che grazie all’intervento del suo gruppo criminale, il Caiazzo ottenne una grossa affermazione e la nomina ad assessore, peraltro confermata anche nelle successive elezioni del 13-14 aprile 2008, ricevendo in cambio la disponibilità dell’assessore ad appoggiare il clan. Il collaboratore riferisce che dopo il suo arresto avvenuto il 14.03.2004, i rapporti tra Nicola CAIAZZO ed il gruppo “Bidognetti” erano stati curati direttamente da Guida Luigi, consentendo tra l’altro al fratello IOVINE Michele87 la fornitura di alcune piante per le esigenze del Comune di Villa Literno. A questo punto va precisato che IOVINE Michele è coniugato con PEDANA Filomena88, figlia di Antonio89 e di Mormile Assunta90, quest’ultima titolare sino al 31.12.2008 dell’esercizio commerciale sito nel comune di Villa Literno alla Via Castello n. 21 per la vendita di piante e fiori denominato “Boutique dei fiori”. Tale attività è stata rilevata dal figlio Pedana Tammaro e la madre risulta fiscalmente alle sue dipendenze. Successivi accertamenti esperiti presso il comune di Villa Literno hanno consentito di accertare che la ditta “Boutique dei Fiori” di Mormile Assunta, gestita unitamente al marito Pedana Antonio, dal 2003 al 2008 aveva effettuato le seguenti forniture, così come si evince da alcuni mandati di pagamento emessi da quel Comune: 82

CAIAZZO Nicola, nato a Villa Literno il 26 aprile 1961, ivi residente, via Madonna del Loreto, vico Brenta n. 5/C; ZACCARIELLO Francesco, nato a Villa Literno il 16/10/1957, ivi residente in via Verdi n. 10; 84 ZIELLO Gaetano, da Bruno e da Vitiello Olivia, nato ad Aversa (CE) il 24.04.1980, residente a Villa Literno in via Roma Vico II° n. 14; 85 GALOPPO Francesco, da Pasquale e da Potenza Emilia, nato a Caserta il 23.03.1982, residente a Montevarchi (AR) via Roma n. 33, già residente in Villa Literno in via Toti n. 9; 86 CATENA Vincenzo, nato a Caserta l’08.11.1981; 87 IOVINE Michele, nato il 07/09/1973 a Villa Literno (CE); 88 PEDANA Filomena, nata ad Aversa il 18/10/1978, residente in Villa Literno alla via Castello nr. 31; 89 PEDANA Antonio, nato a Villa Literno (CE) il 03.05.1952, ivi residente in via Castello n. 21; 90 MORMILE Assunta, nata a San Cipriano d’Aversa (CE) il 27.09.1956, ivi residente alla via Castello n. 21; 83

73


anno 2003: - fattura del 20.10.2003 dell’importo di euro 110,00; (vds. all. 123) anno 2005: -

fattura dell’08.02.2005 dell’importo di euro 187,00; (vds. all. 124) fattura del 10.11.2005 dell’importo di euro 247,00; (vds. all. 125) determina del 10.11.2005 con annessa una fattura dell’importo di euro 165.00; (vds. all. 126) determina del 20.12.2005 con annessa fattura dell’importo di euro 502.70; (vds. all. 127)

anno 2006: -

fattura del 28.01.2006 dell’importo di euro 89,65; (vds. all. 128) fattura del 18.03.2006 dell’importo di euro 55,00; (vds. all. 129) fattura del 13.04.2006 dell’importo di euro 248,59; (vds. all. 130) determina del 31.10.2006 con annessa fattura dell’8.11.2006 dell’importo di euro 165,00; (vds. all. 131)

anno 2007: -

fattura del 10.01.2007 dell’importo di euro 198.00; (vds. all. 132) fattura del 17.04.2007 dell’importo di euro 203.50; (vds. all. 133) fattura del 05.03.2007 dell’importo di euro 77.00; (vds. all. 134) determina dell’ 08.02.2007 con annessa fattura del 04.12.2006 dell’importo di euro 660.00; (vds. all. 135) determina dell’ 08.08.2007 con annesse fatture dell’importo di euro 77.00, dell’importo di euro 132.00 e dell’importo di euro 310.00; (vds. all. 136) determina del 12.11.2007 con annessa fattura del 05.11.2007 dell’importo di euro 250.00; (vds. all. 137) determina del 12.11.2007 con annessa fattura del 05.11.2007 dell’importo di euro 150.00; (vds. all. 138) determina del 10.12.2007 con annessa fattura del 16.10.2007 dell’importo di euro 250.00; (vds. all. 139)

anno 2008: -

fattura del 06.02.2008 dell’importo di euro 192.00; (vds. all. 140) fattura del 15.11.2008 dell’importo di euro 110.00; (vds. all. 141) fattura dell’ 01.12.2008 dell’importo di euro 110.00; (vds. all. 142) determina del 17.11.2008 con annessa fattura del 10.11.2008 dell’importo di euro 200.00; (vds. all. 143) - determina dell’ 01.12.2008 con annessa fattura del 18.11.2008 dell’importo di euro 316.00. (vds. all. 144) La fattura del 28.01.2006 è stata emessa dalla “Boutique dei Fiori” di Pedana Filomena con sede in Cancello Arnone via L. Settembrini n .45, ovvero dalla cognata di IOVINE Massimo. Dalla visione della fattura emerge un altro significato particolare, ovvero che l’attività commerciale, pur ricadendo nel comune di Cancello Arnone, ha effettuato una fornitura pubblica per il comune di Villa Literno, sicuramente in trattativa privata.

74


Quanto finora accertato riscontra pienamente quanto riferito dal collaboratore di giustizia, tant’è che la fornitura da parte della “Boutique dei fiori” perdura per tutto il mandato dell’amministrazione comunale dell’epoca, retta peraltro sempre dal Sindaco Enrico Fabozzi. Non avendo reperito presso il Comune di Villa Literno documentazione fiscale attestante i rapporti tra l’ente e l’esercizio commerciale “Boutique dei Fiori” nell’anno 2004, sembra credibile la richiesta di IOVINE Michele al fratello Massimo affinché potesse intercedere per le esigenze del comune. Inoltre, in relazione ai rapporti intercorrenti tra IOVINE Massimo, suo fratello Michele ed il suocero di quest’ultimo PEDANA Antonio, il 07.07.2008 personale dei carabinieri intratteneva una conversazione con Ziello Francesca, moglie di Iovine Gennaro (fratello di Michele e Massimo) nel corso della quale emergeva quanto di seguito annotato (vds. all. 145) …omissis… Nel corso della mattinata odierna, gli scriventi, impegnati in un servizio di scorta a ZIELLO Francesca, moglie del c. di g. IOVINE Gennaro, intrattenevano una conversazione con la predetta nel corso della quale la ZIELLO riferiva che il padre di PEDANA Filomena (moglie di IOVINE Michele e cognata dei fratelli IOVINE Massimo e Gennaro) svolge, unitamente ai figli, l’attività di commerciante di fiori in Cancello Arnone, ed essendo di Villa Literno, già in passato, svolgeva la medesima attivita (ambulante) nei pressi del cimitero di tale comune, alternandosi con un altro fioraio dello stesso paese. La Ziello asseriva inoltre che, allorquando il cognato aveva raggiunto l’apice del potere criminale nel comune di Villa Literno, questa persona si era rivolta a lui per ottenere l’esclusivia vendita dei fiori nei pressi del cimitero di Villa Literno, nonché di poter svolgere tale esercizio tutti i giorni della settimana, cosa che, con l’interessamento di Massimo Iovine, effettivamente avvenne. Per tale “cortesia” questa persona offrì anche dei soldi allo IOVINE, che non li accettò per rispetto del fratello Michele. La Ziello ha aggiunto inoltre che, presso il negozio di fiori di quest’ultimo sito in Cancello Arnone, si erano recati in passato i referenti camorristici locali, pretendendo il pagamento di un’estorsione. La somma di denaro (di cui si sconosce l’entità) veniva corrisposta agli estorsori dal padre della Pedana Filomena, che però interessava successivamente Iovine Massimo, ottenendo la restituzione del denaro versato a titolo di tangente, riconsegnandolo alla cognata.---/ …omissis… Dal colloquio avuto con ZIELLO Francesca, cognata di Pedana Filomena, affiora senza alcun dubbio l’interessamento di IOVINE Massimo verso la famiglia Pedana, commercialmente impegnata nella vendita di fiori. Inoltre, a testimonianza della vicinanza di FABOZZI Enrico alla famiglia di CAIAZZO Vincenzo detto “Stefano”, nonché in relazione al buon andamento delle elezioni dell’aprile 2008 in favore del candidato CAIAZZO Nicola, già favorito da IOVINE Massimo in quelle del 2003, concorre la conversazione intercettata il 15 aprile 2008, mentre erano in atto le operazioni di spoglio delle elezioni comunali. CAIAZZO Wanda, infatti, contattava sua zia Vincenza, non meglio generalizzata, e le comunicava che “cardarella”, ovvero FABOZZI Enrico, sarebbe stato nuovamente eletto così come Nicola (CAIAZZO Nicola n.d.r), quest’ultimo in competizione con altro candidato a nome Flora COVIELLO91. Sintomatica l’affermazione della “zia Vincenza” circa la riconferma di FABOZZI Enrico a Sindaco, circostanza che avrebbe destato sicura felicità nel padre di Wanda: (vds. all. 146) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3335361734 in uso a CAIAZZO Wanda, come da decreto nr. 4963/07 R.R. del 23.11.2007. 91

COVIELLO Adriana Flora, nata a Villa Literno il 28.6.56; 75


DATI: Numero Chiamato:

3203780415 in uso a zia Vincenza non meglio identificata

Progressivo n°: 2801 Data : 15/04/2008 Ora : 19:38:09 Durata : 0:07:13 LEGENDA: W: CAIAZZO Wanda E: Zia Vincenza, non meglio identificata, sorella della mamma di CAIAZZO Wanda M: Mamma di Caiazzo Wanda E: Pronto! W: Zia Enza! E: Ueh... W: E' salito "cardarella" (fonetico)! E: Eh... e avevi dubbi? W: E' salito... Ueh, ha superato a tutti quanti... ha preso il 61 percento dei voti! E: Eh...è, si... W: abbastanza... E: Ha fatto ... io ho domandato mò stavo il collegio a quella di vico... W: Ah... E: Ha detto:<<il Sindaco vecchio sta a 600 voti in più!>> W: Eh, no...parecchi proprio... Pure NICOLA ha preso bei voti! E: eh...eh... W: Ha preso 270 voti o 280... E: Nicola?? W: Eh, Nicola è!! E: ...però (viene interrotta) W: TAMMARO 170 ... di meno!.... ...omissis... Posizione 02:56 E: quindi un'altra volta NICOLA è confermato? W: dovrebbe farcela ma sta in competizione lui e la dottoressa COVIELLO! E: Ah, è COVIELLO quanto? W: eh... COVIELLO.... se Nicola 270... 273 lei! Comunque stanno con una differenza di due o tre voti... di quattro, cinque voti jà! E: Ah.. quindi quella ha fatto una bella figura... W: Brava. Il primo eletto ha preso più di 500 voti! E: E chi è? W: E' un ragazzo che tiene l'impresa... un imprenditore! E: ma già ci stava o è nuovo?? W: Eh, già ci stava! I vecchi hanno preso molti voti! E: Ah, ho capito...sono stati riconfermati...Quindi "cardarella" mò per altri cinque anni deve rovinare Vico (Villa Literno)??...deve rovinare Vico! W: (ride) Brava eh... sta lui...stanno facendo la sfilata... sparano i fuochi ... E: Si? W: ...uuhhh... stanno sparando i fuochi zero e tre...!! Dice che come hanno aperto i seggi... i seggi ... E: eh... W: Uscivano veramente le schede "Cardarella", "Cardarella", "Cardarella", "Cardarella",

76


"Cardarella", "Cardarella" ... Questi altri qua hanno fatto proprio la figura di merda quell'altra lista... E: eh?... e chi era... quell'altro DIANA??... W: Si, il medico DIANA! E: Eh... e quanto ha avuto poco?? W: Poco... 2000 e dispari! E: Eh... W: ( si intercetta una voce) Il 30 percento ha detto Menuccia! E: Ne?... W: (ride) E: E' papà (riferito al padre di WANDA) tiene il cuore nello zucchero allora?!! W: Eh, si... adesso si!! E: Eh... W: Eh, mò si è tranquillizzato da un lato e adesso lo facciamo tranquillizzare da ... adesso mi devo tranquillizzare io da un altro lato!! E: (ride) ... e mò lo dici tu quando???!! ...omissis... Posizione 06:15 W: La vuoi a tua sorella?? (riferito a sua madre) .... te la passo...Aspetta tua sorella... sta qua...è venuta qua... E: Eh... W: ...Aspetta.... Mamma c'è zia ENZA!! (mentre il telefono è in attesa si ascolta che Wanda CAIAZZO domanda alla madre se ce l'ha fatta Nicola e alla relativa conferma grida: EVVIVA!!!) M: Ueh... E: Oh M: Che è ne? E: State tutti in festa? M: E no... noi veramente... stanno gli altri in festa ... noi siamo andati a vedere i pavimenti per VALENTINA... E: Perchè? M: i pavimenti.. dico no... non siamo andati dietro al corteo diciamo! E: ah... M: Con NICOLA comunque... il NOSTRO ce l'ha fatta!! E: Eh... e com'è hanno fatto proprio il corteo? M: Si...si..si... E: E non piove! M: E lo stesso lo hanno fatto! Comunque hanno stravinto ENZINA.. stravinto proprio! E: ah... con tutta la pioggia! M: eh.. dico... la lista proprio ha stravinto!...capito E: Ah.. M: Che quelli portavano ..inc.. vincitore... E: Ho detto:<<..ENRICO deve rovinare per altri cinque anni vico mò>>??!! M: Eh... eh... eh... ...omissis... La conversazione è chiara e testimonia come anche alle elezioni del 2008, la famiglia di CAIAZZO Vincenzo detto Stefano, abbia appoggiata la candidatura di CAIAZZO Nicola – indicato eloquentemente come “il nostro” – e di FABOZZI Nicola, entrambi riconfermati nei rispettivi ruoli. Il tenore della conversazione consente di ritenere che evidentemente sia IOVINE Massimo che il suocero erano rimasti ben soddisfatti del comportamento del FABOZZI e di CAIAZZO Nicola i 77


quali “avevano rovinato Vico” (Villa Literno” e avrebbero continuato a farlo per i futuri cinque anni; un’ espressione chiara della gestione affaristica dell’attività pubblica che aveva visto protagonisti, con i politici locali, il clan Bidognetti e la famiglia di IOVINE Massimo e del suocero. Insomma un perdurare di rapporti e di interessi, di matrice illecita che coinvolge stabilmente nel tempo ed indifferentemente rispetto alle contingenze personali, FABOZZI Enrico, CAIAZZO Nicola, CAIAZZO Vincenzo detto Stefano, IOVINE Massimo, CAIAZZO Wanda. Si avranno ulteriori conferme di questo assetto, nel prosieguo della trattazione, analizzando le cointeressenze economiche del gruppo. Par. 2. Le dichiarazioni di DI CATERINO Emilio. Come si è accennato DI CATERINO Emilio, detto “emiliotto”, è stato, dopo l’arresto di GUIDA Luigi, il reggente del clan BIDOGNETTI, nel periodo di ulteriore assenza degli altri capi, BIDOGNETTI Raffaele, e CIRILLO Alessandro. Fino poi a concludere la sua carriera criminale alle dipendenze di SETOLA Giuseppe, dal quale per altro si allontanò nell’agosto 2008 essendo in disaccordo sulla prosecuzione della strategia stragista posta in essere dal capo. A partire dalla metà di ottobre 2008 ha iniziato a collaborare con la giustizia fornendo un rilevantissimo apporto alle indagini e ad alcuni processi in corso nei confronti di capi ed esponenti del clan BIDOGNETTI, della famiglia SCHIAVONE ed altri componenti del clan dei Casalesi. Il DI CATERINO rese una prima dichiarazione, in un contesto in cui si parlava di altro, su Villa Literno in data 20 ottobre 201092. A.D.R.-Nell’anno 2006 dopo la mia scarcerazione avvenuta il 18.05.2006 ho incontrato insieme a Cirillo Alessandro e a Maccariello Raffaele, Luigi FERRARO in un bar sulla strada che porta da Casale a Villa Literno, di fronte a Corvino Motor. In questo incontro chiedemmo a Luigi FERRARO di intercedere nei confronti del fratello Nicola che in quel momento essendo un importante esponente del partito di Forza Italia non potevamo incontrare apertamente, affinchè il cugino di Raffaele Maccariello, a nome anch’egli Raffaele e che abita ad Aversa, si aggiudicasse un grosso appalto per la pavimentazione stradale davanti al Comune di Villa Literno. Nicola FERRARO, infatti, era molto legato al sindaco di Villa Literno, FABOZZI Enrico, e quindi era in grado, per quanto a nostra conoscenza, di incidere nella aggiudicazione di questo appalto del valore di circa un milione di euro. La trattativa ha visto, poi, successivi incontri nei quali Luigi Ferraro ha dato la disponibilità per far vincere questo appalto alla persona da noi indicata. Ci ha detto, quindi, di recapitargli la busta con l’indicazione del nominativo della ditta rassicurandoci che non ci sarebbero stati problemi. Ho saputo, successivamente, che effettivamente l’appalto era stato aggiudicato alla persona da noi indicata e che i lavori poi sono stati effettivamente svolti (si tratta dell’appalto into da GAROFALO Raffaele, cugino di MACCARIELLO, su cui si tornerà, ndr) Successivamente, sempre nell’ambito dei 180 gg. dedicati alla redazione del verbale illustrativo della collaborazione, viene sentito ex professo sulle vicende liternesi93 che qui interessano, e riferiva innanzitutto di una vicenda che aveva particolarmente impressionato, e cioè la consegna al FABOZZI di una testa di maiale, fatto che aveva allertato gli investigatori, trattandosi di una chiara intimidazione camorristica: VILLA LITERNO La S.V. mi chiede se io sia a conoscenza dell’episodio relativo alla consegna di una testa di maiale mozzata al Sindaco di Villa Literno FABOZZI Enrico. Effettivamente sono a conoscenza di questo episodio perché ne sono uno degli ideatori. Questa testa di maiale fu recapitata a scopo intimidatorio perché il clan “Bidognetti” voleva incontrare il 92 93

Interrogatorio di DI CATERINO Emilio del 20.10.2008 Interrogatorio di DI CATERINO Emilio del 19.12.2008 78


Sindaco in relazione ad alcuni appalti che dovevano essere aggiudicati in Villa Literno. Il Sindaco alla richiesta soprattutto di Alessando CIRILLO “detto o sergente” di incontrarlo aveva fatto sapere di essere disponibile per le richieste che il clan avesse voluto fargli ma di non voler incontrare nessuno. Questo, almeno, fu quanto ci aveva riferito FERRARO Luigi, detto “fucone”, quale emissario del Sindaco di Villa Literno. Questa risposta dette fastidio a noi del clan, non ci spiegavamo infatti perché mai il Sindaco non ci volesse incontrare, Decidemmo pertanto io, CIRILLO Alessandro, ALFIERO Massimo, LETIZIA Giovanni, LETIZIA Franco, di spedire questa testa di suino al Sindaco. Tale operazione fu poi materialmente eseguita da DI BONA Metello e GRASSIA Luigi. Non so dire, come la S.V. mi chiede, se a seguito di tale minaccia siano stati inviati dei ragazzi di casale presso un bar ove il Sindaco era solito prendere il caffè per dirgli di presentarsi a Casale ma non posso escluderlo. OMISSIS Devo dire che sono a conoscenza del fatto che il Sindaco FABOZZI a seguito della ricezione della testa di maiale mozzata immediatamente si mobilitò e attraverso FERRARO Luigi “Fucone” e MASSARO Arturo che se non erro è il suo autista, fece sapere ad Alessandro CIRILLO che anche in relazione ai successivi appalti presso il Comune di Villa Literno egli sarebbe stato a disposizione del clan “bidognetti”. Il tramite per queste comunicazioni fu Nicola FERRARO, anch’egli detto “fucone”, fratello di Luigi. So che vi fu un incontro tra Nicola FERRARO ed Alessandro CIRILLO presso l’abitazione di FERRARO ove il CIRILLO fu condotto dallo stesso Arturo MASSARO. Il CIRILLO a seguito di quest’incontro mi disse che dovette abbassarsi nella macchina per non farsi vedere e che una volta effettuato il colloquio Nicola FERRARO gli garantì che il Sindaco era a disposizione per il clan “bidognetti” in relazione ad ulteriori appalti. OMISSIS La S.V. mi chiede se io abbia avuto modo di verificare questa disponibilità offerta dal sindaco FABOZZI Enrico al clan Bidognetti attraverso il colloquio avvenuto tra Nicola FERRARO e CIRILLO Alessandro. Le rispondo che in realtà poco dopo quell’incontro fu scarcerato UCCIERO Vincenzo ed io persi un po’ i contatti con le attività che si svolgevano in Villa Literno. Vi fu anzi come ho già dichiarato una specie di accordo tra CIRILLO Alessandro per il clan “bidognetti” e UCCIERO Vincenzo del clan “Ucciero” a seguito del quale furono loro due, con l’aiuto di Pasqualino Cosciafina, ossia CIRILLO Francesco, le attività estorsive nel Paese. Posso solo dire che riscontrai una notevole diminuzione dell’afflusso di denaro che proveniva dalle estorsione di Villa Literno rispetto al periodo precedente quando io gestivo questa attività. Per dare un’idea mentre in genere io racimolavo 40-45.000,00 euro mensili a seguito di questo accordo tra CIRILLO e UCCIERO arrivavano a Casale non più di 8-9.000,00 euro. era evidente pertanto che i due si fossero messi d’accordo e “rubavano” sulla quota delle estorsioni spettanti a Casale. Come ho già riferito fu anche per questo che poi nel luglio 2007 tentai di uccidere UCCIERO Vincenzo. In effetti vi fu un altro appalto che riuscii a gestire prima di questa vicenda e riguarda i lavori di manutenzione che dovevano essere realizzati presso un edificio scolastico di Villa Literno situato nella zona che in genere viene chiamata “dietro le gallinelle”. In relazione a questo appalto purtroppo l’aggiudicazione ci sfuggì. In particolare questo lavoro doveva essere aggiudicato dal cognato di LETIZIA Franco, ossia dal marito della sorella del LETIZIA, che se non erro si chiama DIOMONDO. Quando però ci interessammo per tale aggiudicazione venimmo a sapere che l’appalto era già stato attribuito all’azienda di MERCADANTE Tommaso e Antonio, costruttori di Casale. Devo precisare che noi come al solito interessammo Luigi Ferraro detto Fucone il quale si recò al Comune per cercare di far aggiudicare questo appalto al cognato del LETIZIA e fu proprio il FERRARO, di ritorno dagli uffici Comunali ad informarci che l’appalto era stato già aggiudicato dalla ditta dei MERCADANTE. Ricordo che ci portò addirittura una specie di bigliettino da visita con 79


l’indicazione della ditta. A questo punto decidemmo di recarci dal MERCADANTE a fargli rinunciare all’appalto o per farlo svolgere al cognato del LETIZIA sotto falso nome. Ricordo che ci recammo presso l’abitazione di Tommaso Mercadante io, LETIZIA Franco e CIRILLO Alessandro. Provammo a far rinunciare il Mercadante ma questi ci disse che una rinuncia espressa sarebbe risultata sospetta e che non voleva far svolgere i lavori al cognato del LETIZIA sotto falso nome. Decidemmo allora di chiedergli un’estorsione di 20.000,00 euro. Ricordo che fu minacciato anche abbastanza duramente. A prelevare la somma, che se non erro fu corrisposta in due rate, fu inviato Raffaele MACCARIELLO il quale peraltro già si recava presso la ditta a ritirare una rata di 2.500,00 euro relativo ad un precedente appalto aggiudicatosi dal MERCADANTE per la realizzazione di alcuni marciapiedi e del manto stradale sulla strada che conduce all’abitazione di Massimo IOVINE. In relazione a tale appalto non so bene quali furono le modalità di estorsione perché il lavoro era stato aggiudicato quando io ero ancora in carcere e la trattativa era stata chiusa da Raffaele BIDOGNETTI. Il danaro versato dal MERCADANTE per l’edificio scolastico fu versato nella “cassa comune” del clan “BIDOGNETTI”. L’episodio della testa mozzata, databile al gennaio 2007, dunque, va ascritto ad una sorta di richiamo all’ordine del Sindaco FABOZZI il quale non aveva voluto incontrare gli attuali vertici del clan, differentemente da quanto aveva fatto con GUIDA Luigi, ormai detenuto. CIRILLO Alessandro, detto il sergente, era il reggente e si avvaleva della collaborazione di DI CATERINO Emilio e dei fratelli LETIZIA. Il rifiuto ad incontrare il clan, dopo quanto era stato fatto in sede di appoggio elettorale corrispondeva ad uno sgarbo nell’ambito di un patto che fino a quel momento aveva ben funzionato. Invero è lo stesso DI CATERINO a raccontare di un appalto attribuito ad una impresa bidognettiana nel 2006, in pieno rispetto dell’accordo generale. Si tratta dello stesso interrogatorio94: Ad ogni modo una immediata verifica della disponibilità del Sindaco è in parte a mia conoscenza per l’episodio relativo all’attribuzione di un appalto di circa 1.300.000,00 euro se non erro relativo alla sistemazione dell’area antistante il palazzo comunale di Villa Literno. Tale appalto doveva essere aggiudicato per un accordo tra l’imprenditore, che è il cugino di MACCARIELLO Raffaele, si chiama Raffaele, ma del quale non ricordo il cognome – e Raffaele BIDOGNETTI -. In particolare l’accordo era che a Raffaele BIDOGNETTI sarebbe andato il 50% dell’utile netto. A seguito di tale accordo il cugino di Raffaele MACCARIELLO aveva predisposto una busta per partecipare alla gara e aveva inserito, come prevede la legge, già il nome del sub-appaltatore, NICCHINIELLO Franco di Villa Literno. Tale sub-appalto era stato inserito dal cugino di Raffaele MACCARIELLO su indicazione del medesimo Comune di Villa Literno. Era accaduto infatti che il NICCHINIELLO, venuto a conoscenza del bando, avrebbe voluto aggiudicarsi l’intero lavoro e siccome stava facendo molta confusione presso il Comune era stato consigliato al cugino di Raffaele MACCARIELLO di indicarlo come subappaltatore per tacitarne le richieste. Effettivamente come la S.V. mi fa notare ciò comporta che presso il Comune fosse già nota la circostanza che il cugino di Raffaele MACCARIELLO sarebbe stato l’aggiudicatario dell’appalto. Non so dire chi abbia indicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO l’espediente di nominare sub-appaltatore il NICCHINIELLO, ma su sua domanda preciso che effettivamente presso il Comune di Villa Literno vi era un componente dell’Ufficio Tecnico di cognome ZACCARIELLO il quale aveva un rapporto assiduo con il clan “bidognetti” quando a fungere da reggente vi era GUIDA LUIGI. Io stesso ho visto lo ZACCARIELLO incontrarsi con Guida Luigi a Frignano presso l’abitazione di SIMONELLI Vincenzo in più circostanze. So che oggetto 94

Interrogatorio di DI CATERINO Emilio del 19 dicembre 2008 80


di questi incontri tra lo ZACCARIELLO e GUIDA Luigi era relativo alla creazione della piazzola dello stoccaggio dei rifiuti a Villa Literno. Che ciò fosse oggetto di tali riunioni l’ho appreso dai discorsi che tra di noi affiliati facevamo dopo che lo ZACCARIELLO aveva parlato con il GUIDA Luigi. Peraltro voglio precisare che uno dei soggetti che spesso andava a prelevare lo ZACCARIELLO è Massimo IOVINE. Riprendendo il discorso relativo all’appalto che doveva essere aggiudicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO, sta di fatto che questi, prima dell’aggiudicazione della gara, ci chiese una riunione perché il Franco NICCHINIELLO stava dando fastidio in quanto non voleva accontentarsi della somma di 350.000,00 euro che costituiva il corrispettivo del sub-appalto ma avrebbe voluto gestire da solo l’intera operazione commerciale. Vi fu allora un incontro a casa di Alessandro CIRILLO al quale presero parte oltre al CIRILLO stesso e a me, l’imprenditore e lo stesso MACCARIELLO Raffaele. A seguito dell’incontro mi incaricai io di ricondurre alla ragione il NICCHINIELLO in quanto lo conoscevo ed avevo lavorato con lui in passato ad esempio per dei lavori che furono eseguiti ad Accettura, provincia di Matera, nel 1998. Quando rappresentai al NICCHINIELLO che il lavoro doveva essere aggiudicato dal cugino di MACCARIELLO Raffaele e che vi era un accordo con Raffaele BIDOGNETTI egli subito fece un passo indietro dicendo che a questo punto non gli interessava neppure di mantenere il sub-appalto che gli era stato “attribuito”. In effetti che io sappia l’appalto è stato poi aggiudicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO il quale ha presentato un ribasso del 21%. La S.V. mi chiede in che modo sia stato possibile per l’imprenditore individuare il ribasso vincente. Le rispondo che non sono sicuro delle modalità con le quali in questa circostanza si è addivenuti all’individuazione della percentuale ma so che in passato, sempre con la complicità di qualcuno all’interno del Comune, ed utilizzando una macchinetta che riesce a leggere le cifre attraverso le buste sigillate, è stato possibile sapere in anticipo le offerte degli altri partecipanti. Ripeto che nel caso in specie non so in che modo la percentuale sia stata determinata. OMISSIS La S.V. mi chiede di precisare i rapporti tra l’imprenditore Raffaele, cugino di Raffaele MACCARIELLO e NICCHINIELLO ed in particolare il motivo per il quale quest’ultimo sia stato indicato per il sub-appalto. Posso dire di essere certo che tale indicazione non è stata frutto di una libera scelta dell’imprenditore quanto piuttosto di un’indicazione ricevuta da un funzionario del Comune. Non sono in grado di precisare le generalità di tale funzionario ma sono certo che un’indicazione in tal senso sia stata da parte del Comune. Ho appreso di tale circostanza da Luigi FERRARO detto Fucone. Ancora mi viene chiesto di precisare in che senso NICCHINIELLO Franco fosse considerato una persona che dava fastidio sul Comune preciso che era considerato una persona che avrebbe potuto facilmente presentare denuncia ai carabinieri e quindi per questo motivo si voleva accontentarlo facendolo partecipare nel sub-appalto. Per lo stesso motivo a NICCHINIELLO Franco non è stata imposta una tangente in relazione ad alcuni capannoni industriali allestiti in via Delle Dune di Villa Literno, a differenza di quanto accaduto invece per tutti gli altri imprenditori. Non sono a conoscenza dei particolari e delle modalità con cui sia avvenuta la rinunzia di Franco NICCHINIELLO rispetto al sub-appalto.-/ Le dichiarazioni di DI CATERINO Emilio costituiscono dunque un formidabile riscontro alle rivelazioni di Guida Luigi in ordine alla esistenza di un rapporto preferenziale di Ferraro Nicola con i politici di Villa Literno e quindi con il sindaco Fabozzi Enrico: è un rapporto che consente al clan di incidere sulla aggiudicazione degli appalti. DI CATERINO riferisce di episodi specifici in cui è stata verificata la possibilità di manovrare le aggiudicazioni grazie all’asse FERRARO- FABOZZI. Si tratta di taluni dei più rilevanti appalti che hanno interessato il territorio di Villa Literno, appalti

81


in cui si è concretizzato l’accordo risalente alla reggenza di Guida Luigi ed al patto dallo stesso sancito con Ferraro Nicola ed il neoeletto sindaco Enrico Fabozzi. Sono appalti di ingente valore economico ( pavimentazione stradale, riassetto urbano area antistante il palazzo comunale) aggiudicati a ditte “in odore di camorra” che hanno vinto le rispettive gare nella consapevolezza del vantaggio economico riservato sia al clan sia ai politici che ne hanno favorito la aggiudicazione. In tale ottica deve essere letto anche l’atto intimidatorio rappresentato dall’invio della testa di maiale al sindaco. Un atto di cui Di CATERINO Emilio nell’assumersi la paternità spiega anche il significato e la finalità: ribadire al sindaco Fabozzi la sua disponibilità nei confronti del clan che, oltre a significare garanzia per l’aggiudicazione degli appalti, implicava anche disponibilità ad incontrare esponenti del clan. Il collaboratore ha precisato che il messaggio è stato recepito dal sindaco e che conferma della sua totale disponibilità si ebbe per il tramite di Nicola FERRARO che “garantì che il Sindaco era a disposizione per il clan “bidognetti” in relazione ad ulteriori appalti.” In conclusione dalle dichiarazioni dei collaboratori emerge un quadro indiziario grave e preciso sull’aiuto fornito a FABOZZI Enrico per le elezioni amministrative del 2003, sull’accordo stipulato prima in via di promessa con IOVINE Massimo – referente su Villa Literno – e poi in termini di effettiva realizzazione con GUIDA Luigi – reggente del clan Bidogentti – e FERRARO Nicola – immediatamente dopo l’elezione a Sindaco - in ordine alla gestione degli appalti a ditte e imprese segnalate dal clan e/o da FERRARO Nicola, con la relativa spartizione di una percentuale fissa sull’importo dei lavori. Si delinea cioè, dalla semplice lettura delle dichiarazioni e dai primi riscontri effettuati la figura del Sindaco come soggetto politico di riferimento per il clan che garantisce allo stesso introiti fissi in occasione della effettuazione di appalti e lavori pubblici, nonché la predeterminazione dell’impresa vincitrice, in cambio di appoggio elettorale, sostegno sul territorio ed una parte della quota stornata alle ditte vincitrici. Allo stesso tempo è emerso il significativo interessamento per la candidatura a consigliere comunale di CAIAZZO Nicola, legato proprio al suocero di IOVINE Massimo, CAIAZZO Vincenzo detto Stefano che appare essere presente nei momenti significativi della vita politica ed economica di Villa Literno per orientare scelte e comportamenti facendosi forte delle sue conoscenze politiche e del legame con il capozona IOVINE Massimo. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, pertanto, consentono di considerare acquisiti gravi indizi di colpevolezza per il reato di corruzione elettorale contestato al capo b) nei confronti dei due politici, FABOZZI e CAIAZZO Nicola, rispettivamente candidato Sindaco e candidato consigliere comunale, e nei confronti di CAIAZZO Vincenzo Stefano – soggetto intermediario - GUIDA Luigi, IOVINE Massimo, ZIELLO Gaetano, DIANA Francesco. Ritiene il Giudice che le condotte descritte dai collaboratori integrano la fattispecie di cui all’art. 87 T.U. agg.to dall’art. 7 L. 203/1991. Difatti il P.M. aveva ritenuto opportuno contestare sia la fattispecie prevista dall’art. 86 sia quella prevista dall’art. 87 del predetto testo unico, ma ritiene questo Giudice che dalle emergenze investigative esaminate sia emerso in modo inconfutabile che l’azione del clan è stata generale e si è concretizzata con diverse modalità, da quella minacciosa, anche implicita e fondata sulla notoria capacità intimidatoria del clan, a quella corruttiva in senso proprio, attraverso il pagamento di piccole prebende alle famiglie più bisognose. Con l’aggravante, nell’uno e nell’altro caso di aver agito per favorire il clan Bidognetti che “puntava” su quei candidati, poi effettivamente eletti. Per meglio comprendere questa valutazione appare necessario analizzare il bene giuridico tutelato dal legislatore che - nel caso di specie – riveste un ruolo primario nell’ordinamento costituzionale. La libertà elettorale, difatti, a buon diritto rappresenta uno dei beni giuridici più direttamente connessi con la salvaguardia dell’ordinamento democratico individuato dalla Costituzione repubblicana, dal momento che, chiaramente, l’alterazione delle regole per la individuazione dei rappresentanti istituzionali degli organi elettivi influenza il contenuto stesso della opzione democratica rappresentativa, alterando il mandato politico che, di essa, costituisce il presupposto 82


ineliminabile. L’elevatissima rilevanza costituzionale del bene giuridico protetto, probabilmente, ha influenzato la scelta del legislatore, orientandolo nella formulazione di una fattispecie incriminatrice di estrema ampiezza, costruita utilizzando una tecnica descrittiva articolata. La condotta materiale del reato è descritta infatti attraverso un iniziale elenco esemplificativo di comportamenti vietati che, tuttavia, lascia spazio – nella seconda parte della norma – ad una indicazione assai ampia di chiusura che incrimina «chiunque usa violenza, minaccia … o con raggiri o artifici … o con notizie riconosciute false ovvero con qualunque mezzo illecito, atto a diminuire la libertà degli elettori». L’opzione di tecnica legislativa lascia dunque il campo ad una categoria aperta di comportamenti vietati, individuati unicamente in funzione dell’attitudine a diminuire la libertà degli elettori. Ma la medesima finalizzazione delle condotte, d’altra parte, è la più varia: è incriminato chi tiene i comportamenti indicati «per costringere a firmare una dichiarazione di presentazione … a votare in favore … ad astenersi dalla firma o dal voto … ». E’ dunque del tutto giustificata l’interpretazione giurisprudenziale della norma che – senza alcuna eccezione – ritiene penalmente rilevanti una nutrita serie di comportamenti illeciti connessi con l’alterazione delle regole elettorali ed ostativi alla massima estensione possibile della espressione della libertà elettorale. Così anche solo «esercitare pressioni» per spingere l’elettore ad apporre un segno di riconoscimento sulla scheda elettorale, e dunque prescindendo dall’effettivo conseguimento dello scopo, ossia dall’avvenuta alterazione del processo volitivo rilevante per la scelta elettorale, costituisce comportamento rilevante ai sensi dell’art. 87 d.P.R. 570/6095. Si noti come nel caso descritto la pressione rilevante ai fini della configurazione dell’illecito non riguarda neppure la libera espressione della preferenza ma semplicemente l’apposizione di un segno grafico che consenta il controllo a posteriori della fedeltà dell’elettore, con una costrizione, dunque, che è solo indiretta. Del tutto chiara, d’altra parte, è la costruzione della fattispecie come reato di pericolo. Non è, cioè, richiesto dalla norma che la libertà degli elettori venga realmente compromessa per effetto del comportamento adottato dall’agente. Ne deriva che è rilevante ai fini della incriminazione ogni compressione, sia pure solo possibile, della libertà di voto e, a tal fine, la norma punisce chiunque, con qualsiasi mezzo illecito, atto anche a diminuire soltanto la libertà degli elettori, esercita pressioni per costringerli a votare per determinate candidature, senza che occorra che tale obiettivo sia poi effettivamente conseguito96. Viste le premesse, non può stupire che costituisca allora, per la Suprema Corte, «mezzo illecito atto a diminuire la libertà degli elettori, e quindi mezzo di pressione per costringere costoro a votare in favore di un determinato candidato, il procurato sostegno alla candidatura da parte di un’associazione mafiosa operante nella zona interessata alle elezioni, comunque esso si manifesti pubblicamente, ovvero con modalità tali da darne sicura contezza, (nella specie attraverso la propaganda elettorale, mediante la presenza del capo dell’associazione o degli associati nell’organizzazione e nei luoghi della campagna elettorale, ovvero dinanzi alle sezioni elettori nei giorni delle votazioni) in forza della capacità di intimidazione dell’associazione, non essendo invece necessaria l’adozione di mezzi violenti o di specifiche minacce nei confronti dei singoli elettori»97. La pronunzia della Suprema Corte fotografa appieno le condotte descritte nelle imputazioni, sicché qualunque commento appare superfluo. E’ cioè sufficiente che un’associazione mafiosa pubblicizzi adeguatamente il sostegno da lai prestato ad una particolare fazione politica per ritenere esposta a pericolo la libertà degli elettori che, certo, non vorranno contraddire un così autorevole ed efficiente organismo di sostegno. Ovviamente quando il procurato sostegno si manifesti anche in comportamenti violenti da parte della medesima associazione criminale l’effetto di turbativa della 95

Cfr. Cass. Sez. III, n. 4643 del 27.06.1972 , Pignone, in C.E.D. Cassazione , rv. 121467. Cfr. espressamente Cass. Sez. III, n. 5369 del 2.7.05.1993, Parisi, in C.E.D. Cassazione , rv. 194727: per la quale, addirittura, ricorre il reato di cui all’art. 87 d.P.R. 570/1960 nella condotta di chi consegni dei facsimile di schede con le relative indicazioni e nell'ammonimento rivolto all’elettore che le schede sarebbero state riconosciute per le caratterizzanti modalità. 97 E’ la massima desunta da Cass. Sez. VI, n. 3128 del 20.10.1992 , Butera, C.E.D. Cassazione, rv. 192283. 96

83


libertà elettorale produce un moltiplicatore intimidatorio non quantificabile, ma che investe chiaramente la libera espressione del voto da parte dell’intera comunità. E’ certo, comunque, che l’intera gamma dei comportamenti ritenuti rilevanti nel caso sottoposto alla Corte di Cassazione si è ripetuta nel presente procedimento, con ciò dimostrando, peraltro, che i canali di comunicazione delle associazioni criminali all’elettorato sulle proprie preferenze politiche non mutano nel tempo ed, anzi, seguono un paradigma efficace e collaudato. I reati elettorali oggetto di imputazione, aggravati ai sensi della L. n. 203 del 1991, art. 7, contestato nella specie - non possono dirsi prescritti in applicazione del D.P.R. n. 570 del 1960, art. 100, comma 2. Tale norma, infatti, prevede che "l'azione penale, per tutti i reati contemplati nel presente testo unico, si prescrive in due anni dalla data del verbale ultimo delle elezioni. Il corso della prescrizione è interrotto da qualsiasi atto processuale, ma l'effetto interruttivo dell'anno non può prolungare la durata dell'azione penale per un tempo che superi, nel complesso, la metà del termine stabilito per la prescrizione". Orbene, come ritenuto dalla suprema Corte di Cassazione, la previsione di una prescrizione "abbreviata" e generalizzata, proprio perché fortemente derogatoria rispetto alle norme generali di cui agli artt. 157 e 160 c.p., non può essere interpretata estensivamente (cfr. in termini Cass. Sez. 5, 6/10/2003 n. 957, Caminiti). In altre parole, la previsione di un ridotto termine prescrizionale, introdotto in una distinta normativa e riferito a delitti anche gravi (come attestato dall'entità delle pene), esige un'attenta interpretazione del T.U., art. 100, citato, che non consente di ritenere che la disciplina della legge speciale possa ritenersi riferita anche ai reati elettorali aggravati dalla L. n. 203 del 1991, art. 7. La specialità dell'istituto di cui al ridetto T.U., art. 100 può ritenersi ritagliata sull'ipotesi base del reato elettorale, ma mai su quella aggravata. In altre parole, non può certamente affermarsi che il citato articolo deroghi anche al meccanismo di computo dell'istituto prescrizionale ed alla necessaria valutabilità delle circostanze aggravanti; in altri termini, che il T.U., art. 100, deroghi all'art. 157 c.p., comma 2. Tale deroga non si rinviene ne' nel T.U., art. 100, ne' nel contesto della disciplina in cui tale articolo trovasi inserito. Nel caso di specie, i reati elettorali contestati sono quelli previsti dal D.P.R. n. 570 del 1960, art. 86, comma 1, art. 87, commi 1 e 2, art. 90, tutti aggravati dalla L. n. 203 del 1991, art. 7, che prevede un aumento di pena sino alla metà. Orbene, se la legge speciale, che prevede anche un'aggravante speciale (nella specie, per essere i reati aggravati dal metodo camorristico o dalla finalità di avvantaggiare un'associazione camorristica) non indica un termine autonomo di prescrizione, non può che farsi riferimento alla disciplina generale prevista dal codice penale. Di certo, in tema di reato elettorale aggravato si rileva una lacuna legislativa in punto di regime prescrizionale, lacuna che, pertanto, non può che essere colmata sulla base della disciplina codicistica ed alla quale non può sottrarsi la disciplina della prescrizione dei reati elettorali aggravati dalla L. n. 203 del 1991, art. 7, citato. Anche un'interpretazione esegetica dell'aggravante speciale di cui alla L. n. 203 del 1991, art. 7, milita nel senso sopra precisato. Invero, tale aggravante è stata prevista in una legge posteriore ed ha disegnato un'indubbia specialità del reato elettorale, che si atteggia in questo caso secondo cadenze e modalità assai diverse e ben più gravi rispetto a quelle ordinarie; basti per tutti il richiamo ad un elemento decisivo della fattispecie di cui all'art. 416 bis c.p. (Sez. 3, Sentenza n. 38836 del 10/10/2006 imp. Cicala ed altri). Capitolo 5 Il capo C) dell’imputazione: i lavori di riqualificazione e riuso urbano delle strade del centro storico: l’appalto aggiudicato al cugino di MACCARIELLO Raffaele. Tale vicenda risale al 1° dicembre 2006, ben prima dell’episodio delle minacce rivolte al sindaco di Villa Literno, che si concretizzavano il 10 gennaio 2007, e che si inserisce perfettamente nel quadro dei riscontri all’accordo generale che il clan Bidognetti per il tramite di GUIDA Luigi aveva stipulato con FABOZZI Enrico e FERRARO Nicola. Il Comune di Villa Literno, in data 1 dicembre 2006, sottoscriveva il contratto di appalto dei lavori di riqualificazione e riuso urbano delle strade del centro storico, per l’importo di euro 920.957,81, con l’ATI costituita dalla società CO.GE.GA. Costruzioni s.r.l. (capogruppo) – Impresa PEZZELLA Raffaele (mandante) e ECO 2000 s.r.l.- Con delibera della giunta comunale n. 106 del 84


29 settembre 2005, il Comune di Villa Literno aveva approvato il progetto esecutivo relativo ai predetti lavori per l’importo complessivo di euro 1.500.000,00 di cui euro 1.161.608,89 per lavori a basa di gara, comprensivo di euro 18.373,36 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. In data 19 Maggio 2006, indiceva il bando di gara concernente i “lavori di riqualificazione e riuso urbano delle strade del centro storico” per un importo complessivo posto a base di gara per l’importo di euro 1.161.608,89 – IVA esclusa. Il 5 luglio 2006, la Commissione98 di gara dell’appalto procedeva alla presa d’atto delle 11 (undici) offerte presentate al Comune di Villa Literno nei termini previsti dal relativo bando di gara99. Il 18 luglio 2006, la medesima commissione di aggiudicazione dell’appalto, dopo aver valutato le riserve espresse100, procedeva all’apertura delle 11 (undici) offerte fatte pervenire dalle imprese ed aggiudicava – provvisoriamente – l’appalto all’A.T.I. costituita dalle società CO.GE.CA. Costruzioni s.r.l (capogruppo) via Roma n. 162, San Marcellino; Impresa PEZZELLA Raffaele (mandante) con sede in Caserta, via Patturelli n. 141 e ECO 2000 s.r.l. con sede in Caserta, via Ferrarecce n. 191, per aver offerto un ribasso pari al 21,05%. Il contratto di appalto tra l’A.T.I aggiudicataria 101 e l’Ente veniva sottoscritto il 1° dicembre 2006. L’atto è a firma dell’ Architetto FABOZZI Antonio102, responsabile del Servizio lavori pubblici del Comune di Villa Literno, e GAROFALO Raffaele, nato a San Cipriano d’Aversa il 10-01-1973, residente a San Marcellino, via Roma n. 162, titolare dell’impresa capogruppo, cugino di MACCARIELLO Raffaele, nato a Casal di Principe l’1-03-1972, esponente di rilievo del clan “bidognetti” (vds. all.to 84 dell’informativa 466/1-77 “2007” del 7 luglio 2009), già arrestato per partecipazione ad associazione mafiosa, e condannato con sentenza passata in giudicato in data 7.06.07 e destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno103. Va immediatamente rilevato che tra le undici offerte fatte pervenire al Comune di Villa Literno dalle società interessate all’appalto, figurava, proprio come riferito dal collaboratore di giustizia, l’A.T.I. costituita dalle società Vivai Piante BONIFICO s.r.l. (capogruppo) e società NICCHINIELLO Costruzioni104 s.r.l. (mandante) che risultava di proprietà dei fratelli NICCHINIELLO Salvatore e Emma, figli di Francesco105, imprenditore, quest’ultimo, che sarà indicato dal collaboratore di giustizia DI CATERINO Emilio. 98

composta da: Architetto FABOZZI Antonio, presidente - Ragioniere UCCIERO Nicola, componente – Ragioniere DIANA Ortenzio, componente. La commissione aggiudicatrice dell’appalto, costituita con disposizione del Responsabile del servizio LL. PP. Prot. n. 11974 in data 4-07-2006, integrata con nota n. 12133 in data 5-07-2006 per sostituzione di un componente designato nella persona dell’Ing. Claudio VALENTINO 99 nella seduta del 5 luglio 2006, venivano aperti i plichi pervenuti, verificati i requisiti di qualificazione, ed ammessi a gara complessivamente n. 11 imprese di cui n. 1 con riserva: società INTERFIN Lavori s.p.a., Napoli – piazza Cavour n. 19 100 La società INTERFIN Lavori s.p.a., Napoli – piazza Cavour n. 19, viene esclusa dalla gara 101

l’ATI aggiudicataria, costituita dalle società società CO.GE.CA./ Impresa PEZZELLA Raffaele/ ECO 2000 s.r.l. darà vita, in data 18-10-1986, alla società consortile denominata UNIMPRESA costruzioni con sede in San Marcellino, via Roma n. 2, il cui amministratore veniva identificato in GAROFALO Raffaele, nato a San Cipriano d’Aversa il 1001-1973, residente a San Marcellino, via Roma n. 2. (vds. All.to n. 87dell’informativa n. 466/1-77 “2007” del 7 luglio 2009). 102 FABOZZI Antonio, da Leopoldo e da Ucciero Emma, nato a Villa Literno il 04.12.1959, ivi residente in via Vittorio Emanuele III° n. 25, 103 di MACCARIELLO Raffaele parlano numerosi collaboratori di giustizia fra cui DIANA Luigi, DIANA alfonso, BIDOGNETTI Domenico, CARRINO Anna, MOSCA Luca, DI CATERINO Emilio, DIANA Francesco, MOLA Giovanni, VERDE Enrico, GUIDA Luigi, CANTONE Francesco, TARTARONE Luigi, GRASSIA luigi. 104 la società, che ha sede in Villa Literno, via Salvo d’Acquisto n. 2, è di proprietà dei fratelli: NICCHINIELLO Salvatore da Francesco e da Scudiero Lorenza, nato a Napoli il 10.09.1979, residente a Vila Literno (CE) in via Francesco Baracca n. 78 (quota 95.000,00 euro); NICCHINIELLO Emma, da Francesco e da Scudiero Lorenza, nata a Napoli il 31-01-1976 (quota 5.000,00). L’amministratore unico è da identificare nella di loro madre, SCUDIERO Lorenza, nata ad Aversa il 27-11-1958, residente a Villa Literno, via F. Baracca n. 78 105 NICCHINIELLO Francesco da Salvatore e da Savastano Ennia, nato ad Aversa (CE) il 13.08.1956, residente a Villa Literno (CE) in via Francesco Baracca n. 78; 85


In data 29 Agosto 2007 i carabinieri di Caserta operavano un sopralluogo sul territorio del Comune di Villa Literno, allo scopo di verificare le opere pubbliche che erano in corso su quel territorio. Durante l’escursione, eseguita anche nei giorni successivi, precisamente il 29 agosto 2007 ed il 4 settembre 2007, si aveva modo di riscontrare che il piazzale antistante la sede del Municipio era transennato e l’intera area era stata interessata da lavori di rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi. Allo stesso modo, nei giorni successivi, venivano notati operai ed automezzi della predetta società che stavano operando in via Cesare Battisti di quel centro. Dal cartello da cantiere esposto sulla piazza era possibile rilevare che le opere erano state poste in essere con finanziamento regionale e che la ditta appaltatrice era da individuare nella società consortile denominata “UNIMPRESA Costruzioni s.r.l.”, con sede in San Marcellino, via Roma n. 2. Gli accertamenti alla banca dati della camera di commercio, rivelavano che l’amministratore unico della società esecutrice dei lavori era da identificare in GAROFALO Raffaele, nato a San Cipriano d’Aversa il 10-01-1973, residente a San Marcellino, via Roma n. 2. Le quote della predetta società risultavano ripartite tra: società CO.GE.GA Costruzioni s.r.l. – Eco 2000 s.r.l. – PEZZELLA Raffaele, ovvero le stesse società aggiudicatarie dell’appalto. Vale la pena ripetere le dichiarazioni di interesse del collaboratore di giustizia DI CATERINO Emilio del 19 dicembre 2008: Ad ogni modo una immediata verifica della disponibilità del Sindaco è in parte a mia conoscenza per l’episodio relativo all’attribuzione di un appalto di circa 1.300.000,00 euro se non erro relativo alla sistemazione dell’area antistante il palazzo comunale di Villa Literno. Tale appalto doveva essere aggiudicato per un accordo tra l’imprenditore, che è il cugino di MACCARIELLO Raffaele, si chiama Raffaele, ma del quale non ricordo il cognome – e Raffaele BIDOGNETTI -. In particolare l’accordo era che a Raffaele BIDOGNETTI sarebbe andato il 50% dell’utile netto. A seguito di tale accordo il cugino di Raffaele MACCARIELLO aveva predisposto una busta per partecipare alla gara e aveva inserito, come prevede la legge, già il nome del sub-appaltatore, NICCHINIELLO Franco di Villa Literno. Tale sub-appalto era stato inserito dal cugino di Raffaele MACCARIELLO su indicazione del medesimo Comune di Villa Literno. Era accaduto infatti che il NICCHINIELLO, venuto a conoscenza del bando, avrebbe voluto aggiudicarsi l’intero lavoro e siccome stava facendo molta confusione presso il Comune era stato consigliato al cugino di Raffaele MACCARIELLO di indicarlo come subappaltatore per tacitarne le richieste. Effettivamente come la S.V. mi fa notare ciò comporta che presso il Comune fosse già nota la circostanza che il cugino di Raffaele MACCARIELLO sarebbe stato l’aggiudicatario dell’appalto. Non so dire chi abbia indicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO l’espediente di nominare sub-appaltatore il NICCHINIELLO, ma su sua domanda preciso che effettivamente presso il Comune di Villa Literno vi era un componente dell’Ufficio Tecnico di cognome ZACCARIELLO il quale aveva un rapporto assiduo con il clan “bidognetti” quando a fungere da reggente vi era GUIDA LUIGI. Io stesso ho visto lo ZACCARIELLO incontrarsi con Guida Luigi a Frignano presso l’abitazione di SIMONELLI Vincenzo in più circostanze. So che oggetto di questi incontri tra lo ZACCARIELLO e GUIDA Luigi era relativo alla creazione della piazzola dello stoccaggio dei rifiuti a Villa Literno. Che ciò fosse oggetto di tali riunioni l’ho appreso dai discorsi che tra di noi affiliati facevamo dopo che lo ZACCARIELLO

86


aveva parlato con il GUIDA Luigi. Peraltro voglio precisare che uno dei soggetti che spesso andava a prelevare lo ZACCARIELLO è Massimo IOVINE. Riprendendo il discorso relativo all’appalto che doveva essere aggiudicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO , sta di fatto che questi, prima dell’aggiudicazione della gara, ci chiese una riunione perché il Franco NICCHINIELLO stava dando fastidio in quanto non voleva accontentarsi della somma di 350.000,00 euro che costituiva il corrispettivo del sub-appalto ma avrebbe voluto gestire da solo l’intera operazione commerciale. Vi fu allora un incontro a casa di Alessandro CIRILLO al quale presero parte oltre al CIRILLO stesso e a me, l’imprenditore e lo stesso MACCARIELLO Raffaele. A seguito dell’incontro mi incaricai io di ricondurre alla ragione il NICCHINIELLO in quanto lo conoscevo ed avevo lavorato con lui in passato ad esempio per dei lavori che furono eseguiti ad Accettura, provincia di Matera, nel 1998. Quando rappresentai al NICCHINIELLO che il lavoro doveva essere aggiudicato dal cugino di MACCARIELLO Raffaele e che vi era un accordo con Raffaele BIDOGNETTI egli subito fece un passo indietro dicendo che a questo punto NON gli interessava neppure di mantenere il sub-appalto che gli era stato “attribuito”. In effetti che io sappia l’appalto è stato poi aggiudicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO il quale ha presentato un ribasso del 21%. La S.V. mi chiede in che modo sia stato possibile per l’imprenditore individuare il ribasso vincente. Le rispondo che non sono sicuro delle modalità con le quali in questa circostanza si è addivenuti all’individuazione della percentuale ma so che in passato, sempre con la complicità di qualcuno all’interno del Comune, ed utilizzando una macchinetta che riesce a leggere le cifre attraverso le buste sigillate, è stato possibile sapere in anticipo le offerte degli altri partecipanti. Ripeto che nel caso in specie non so in che modo la percentuale sia stata determinata.. ..omissis.. La S.V. mi chiede di precisare i rapporti tra l’imprenditore Raffaele, cugino di Raffaele MACCARIELLO e NICCHINIELLO ed in particolare il motivo per il quale quest’ultimo sia stato indicato per il sub-appalto. Posso dire di essere certo che tale indicazione non è stata frutto di una libera scelta dell’imprenditore quanto piuttosto di un’indicazione ricevuta da un funzionario del Comune. Non sono in grado di precisare le generalità di tale funzionario ma sono certo che un’indicazione in tal senso sia stata da parte del Comune. Ho appreso di tale circostanza da Luigi FERRARO detto Fucone. Ancora mi viene chiesto di precisare in che senso NICCHINIELLO Franco fosse considerato una persona che dava fastidio sul Comune preciso che era considerato una persona che avrebbe potuto facilmente presentare denuncia ai carabinieri e quindi per questo motivo si voleva accontentarlo facendolo partecipare nel sub-appalto. Per lo stesso motivo a NICCHINIELLO Franco non è stata imposta una tangente in relazione ad alcuni capannoni industriali allestiti in via Delle Dune di Villa Literno, a differenza di quanto accaduto invece per tutti gli altri imprenditori. Non sono a conoscenza dei particolari e delle modalità con cui sia avvenuta la rinunzia di Franco NICCHINIELLO rispetto al subappalto.-/ L’ amministratore unico della società “UNIMPRESA Costruzioni s.r.l.” con sede in San Marcellino, via Roma n. 2, veniva identificato in GAROFALO Raffaele, nato a San Cipriano d’Aversa (CE) il 10 gennaio 1973 (vds. all. 87). La di lui madre, IORIO Raffaella, nata a Casal di Principe il 23 febbraio 1947, è la sorella di IORIO Cristina, nata a Casal di Principe il 19 Agosto 1944, mamma di MACCARIELLO Raffaele, nato a Casal di Principe l’1 Marzo 1972, esponente di spicco del clan “dei casalesi”. Relativamente alla vicinanza di GAROFALO Raffaele al sodalizio “bidognettiano, risulta aver fornito importanti dichiarazioni la collaboratrice di giustizia CARRINO Anna, convivente di Francesco Bidognetti detto “Cicciott’ e mezzanott”. Le dichiarazioni della

87


CARRINO, anzi, come si vedrà, sembrano far riferimento proprio all’appalto in questione ed alla parte che era stata promessa al clan dall’imprenditore. La gara di appalto, dello stesso importo indicato dal DI CATERINO, circa 1.300.000,00 euro, veniva dunque aggiudicata alla società del GAROFALO con il ribasso del 21%: (… in effetti che io sappia l’appalto è stato poi aggiudicato al cugino di Raffaele MACCARIELLO il quale ha presentato un ribasso del 21% … ), proprio come indicato dal collaboratore. Si tratta di una importante conferma del fatto che il FABOZZI favorisse in concreto gli uomini del clan, preferendo in questo caso il cugino di Raffaele MACCARIELLO, storico affiliato alla fazione bidognettiana106. Va altresì ricordato, al fine di riscontrare la credibilità delle dichiarazioni del DI CATERINO, il controllo di polizia effettuato il 22 febbraio 2007, proprio presso l’abitazione di CIRILLO Alessandro, reggente del clan Bidognetti, in Casal di Principe, corso Umberto n. 612 (vds. all. 83). In tale circostanza, MASSARO Arturo, autista di FERRARO Luigi 107, veniva controllato, alle ore 21:46, unitamente al CIRILLO stesso e ai suoi fratelli. Quanto poi a MACCARIELLO Raffaele ed al cugino GAROFALO Raffaele vanno riportate come si diceva, le dichiarazioni di CARRINO Anna108: Si dà atto a questo punto che alla CARRINO viene posta in visione la registrazione del colloquio svoltosi nella Casa Circondariale dell’Aquila il 25 luglio 2007. omissis … A questo punto si passa alla pos. 01.04.40109 Stiamo parlando di MACCARIELLO Raffele detto “o’ cunmpariello,” affiliato al Clan BIDOGNETTI da epoca immemorabile. Il MACCARIELLO, anzi, è cresciuto a casa mia. Ebbene il MACCARIELLO che noi identifichiamo come la “vecchia che abita dietro di noi” venne da me e mi disse che un suo cugino di Casapesenna di nome Raffaele che saprei riconoscere ma di cui non ricordo il cognome, aveva ottenuto dei lavori edili, non so dove né di che tipo, per cui voleva fare un regalo alla nostra famiglia. Senonchè mi disse il compariello che metà del regalo doveva andare a me e metà a LUBELLO Giovanni. La cosa mi irritò non poco perché non capivo a che titolo il LUIBELLO si fosse intromesso (il compariello mi aveva detto che il LUBELLO ne era già informato) e quindi riferii la cosa a mio marito che, ovviamente, si arrabbiò anche perché quei soldi dovevano servire per gli avvocati. La CARRINO confermava le sue dichiarazioni e procedeva poi ai riconoscimenti fotografici 110: Nel corso dell’interrogatorio del 21.12.2007 , dopo aver preso visone del colloquio in carcere del 25 luglio 2007 alla pos. 01.04.40 CARRINO Anna dichiarò: “ Stiamo parlando di MACCARIELLO Raffaele detto “o’ cumpariello,” affiliato al Clan BIDOGNETTI da epoca immemorabile. Il MACCARIELLO, anzi, è cresciuto a casa mia. Ebbene il MACCARIELLO che noi identifichiamo come la “vecchia che abita dietro di noi” venne da me e mi disse che un suo cugino di Casapesenna di nome Raffaele che saprei riconoscere ma di cui non ricordo il cognome, aveva ottenuto dei lavori edili, non so dove né di che tipo, per cui voleva fare un regalo alla nostra famiglia. Senonchè mi disse il compariello che metà del regalo doveva andare a me e metà a LUBELLO Giovanni. La cosa mi irritò non poco perché non capivo a che titolo il LUBELLO si fosse intromesso (il compariello mi aveva detto che il LUBELLO ne era già informato) e quindi 106

Dalla consulenza tecnica in atti: In questo caso, la Commissione in modo quantitativo e deterministico, cioè con riferimento a valutazioni di calcolo numerico, procede all’aggiudicazione provvisoria all’A.T.I. che ha offerto il ribasso del 21,05%, che più si avvicina per difetto alla media finale.

107

FERRARO Luigi, nato a Casal di Principe il 19 gennaio 1964; Interrogatorio di CARRINO Anna del 21 dicembre 2007 109 Registrazione del colloquio svoltosi nella Casa Circondariale dell’Aquila il 25 luglio 2007; pos. 01.04.40 110 Interrogatorio di CARRINO Anna del 7 febbraio 2008 108

88


riferii la cosa a mio marito che, ovviamente, si arrabbiò anche perché quei soldi dovevano servire per gli avvocati”.Confermo quanto da me dichiarato e ribadisco che non sono in grado di dare indicazioni specifiche sul tipo di lavoro e sul luogo ove questo dovesse essere compiuto. Io generalmente non chiedevo specificazioni quando mi portavano soldi per mio marito, perché si trattavga di soldi che generalmente venivano sempre per le stesse ragioni. Si dà atto che alla collaboratrice viene posto in visione un album fotografico composta da 5 fotografie redatto dalla DIA di Napoli in data 6.02.2008 che sarà allegato al verbale ADR: nella foto n. 1 riconosco MACCARIELLO Raffaele detto “o’ compariello” di cui ho parlato sopra; omissis ADR: nella foto n. 3 riconosco Raffaele il cugino di MACCARIELLO Raffaele il quale era molto amico di Aniello BIDOGNETTI. Si tratta della persona che ho indicato quando ho parlato di quel lavoro edile. ADR: nella foto n. 4 riconosco CIRILLO Bernardo, cugino di BIDOGNETTI Francesco, imprenditore edile insieme al fratello Francesco. So che recentemente ha preso molti lavori in zona di Castelvolturno, fra cui ricordo un lavoro presso il Ristorante “La Tortuga”, poi un lavoro presso un Hotel Ristorante di nuova costruzione ed infine per la costruzione di capannoni prefabbricati del mobilificio “Preziosa”. CIRILLO Bernardo era persona molto fidata di BIDOGNETTI Francesco ed infatti, per lungo tempo, si è occupato dei contatti con gli avvocati, in particolare con l’Avv. SANTONASTASO, con il prof. ARICO’ di Roma e con l’Avv. Umberto D’ALESSANDRO, ed era incaricato di provvedere al pagamento dei loro onorari. I soldi gli venivano forniti, di volta in volta, da GUIDA Luigi nel periodo in cui era libero, oppure da Alessandro CIRILLO. ADR: nella foto n. 5 riconosco Maria Pia, moglie di Raffaele cugino di Raffaele effigiato nella foto n. 3, persona che conosco solo per frequentazioni femminili. Si da atto che: nella foto n. 1 è raffigurato MACCARIELLO Raffaele nato a Casal di Principe l’1.03.1972; omissis; nella foto n. 3 è raffigurato GAROFALO Raffaele nato a San Cipriano d’Aversa il 10.01.1973; nella foto n. 4 è raffigurato CIRILLO Bernardo nato a Casal di Principe il 6.10.1966; nella foto n. 5 è raffigurata FONTANA Giuseppina nata a Caserta il 29.12.1975. Orbene i lavori a cui si riferisce la CARRINO (alla quale è contestato il reato di ricettazione) sono proprio quelli indicati nel presente paragrafo, considerato che il colloquio in carcere con BIDOGNETTI in cui se ne discusse è quello del 25 luglio 2007. Si ricorderà che l’aggiudicazione era avvenuta nel dicembre 2006 e che i lavori, all’atto del controllo dei carabinieri dell’agosto 2007, erano iniziati da poco. Dunque il MACCARIELLO aveva indirizzato il cugino al pagamento di una somma per riconoscenza nei confronti della famiglia del clan BIDOGNETTI, atteso che grazie al gruppo camorristico egli aveva potuto avere l’appalto, come del resto aveva evidenziato il DI CATERINO ( che aveva fatto riferimento ad un accordo con Raffaele BIDOGNETTI e dunque direttamente con la famiglia del capoclan). In relazione ai possibili appoggi presso il Comune di Villa Literno, forniti al sodalizio “bidognettiano” da tale ZACCARIELLO, è chiaro il riferimento a ZACCARIELLO Francesco 111, Consigliere comunale di minoranza, sul cui conto ha fornito dichiarazioni anche il collaboratore di giustizia Massimo IOVINE. Sul punto va detto però che il DI CATERINO riferisce di una ipotesi, e cioè si limita a collegare il fatto con gli incontri, riscontrati dallo stesso GUIDA, del GUIDA con lo ZACCARIELLO prima delle elezioni. Effettivamente è stato poi accertato in sede di acquisizione degli atti che l’impresa NICCHINIELLO COSTRUZIONI s.r.l., con sede in Villa Literno alla via Salvo D’Acquisto n. 2 – 111

ZACCARIELLO Francesco, nato a Villa Literno il 16 Ottobre 1957; 89


il cui titolare si identifica in NICCHINIELLO Salvatore112, figlio di Francesco113, quest’ultimo imprenditore indicato dal collaboratore – ha partecipato alla gara presentando un’offerta autonoma in A.T.I. con l’impresa VIVAI IMPERATORE. Si tratta di quell’imprenditore che il DI CATERINO indica come soggetto destinatario di un subappalto per evitare che egli, concorrente inizialmente per l’aggiudicazione della gara, potesse denunciare alle forze dell’ordine le forzature che erano state operate per garantire la vittoria del cugino del MACCARIELLO. Ancora una volta dunque la conferma della attendibilità generale del DI CATERINO e la riprova della disponibilità dell’amministrazione comunale di Villa Literno nella aggiudicazione degli appalti alle imprese del clan, con assoluta preferenza per quelle riconducibili al clan BIDOGNETTI. Nel caso di specie si tratta di una vicenda trattata direttamente dal DI CATERINO che addirittura si fece carico di contattare il NICCHINIELLO per rappresentargli l’opportunità di non insistere nella gara, attesa la necessità di favorire la ditta segnalata da Raffaele BIDOGNETTI. La presenza sulla scena di Raffaele BIDOGNETTI è del tutto coerente con quanto accaduto in quel periodo, atteso che all’atto della nuova carcerazione del GUIDA, risalente al dicembre 2005, il figlio di Ciccotto di mezzanotte riacquistava pienamente il suo ruolo di leader, in uno con CIRILLO Alessandro, ruolo che era stato proprio il GUIDA, su indicazione di BIDOGNETTI Francesco, ad offuscare; situazione che, come narrato dallo stesso GUIDA, aveva creato non poche tensioni interne al gruppo bidognettiano. Resta il dato che l’amministrazione comunale effettivamente attribuì l’appalto alla impresa di matrice bidognettiana a discapito di tutti gli altri concorrenti. Par. 5.1. Le altre indagini dei carabinieri di Caserta, a seguito delle dichiarazioni di DI CATERINO Emilio. I riscontri. Le intercettazioni. Le indagini realizzate dai Carabinieri di Caserta sulle gare di appalto più significative del territorio di Villa Literno confermano le infiltrazioni camorristiche ed il forte intreccio con la politica che, grazie alla figura del sindaco ed il suo rapporto preferenziale con Nicola Ferraro, governa l’assegnazione degli appalti. Veniva quindi focalizzata l’attenzione sulle principali gare d’appalto del comune di Villa Literno, rispetto alle quali il collaboratore di giustizia DI CATERINO Emilio, aveva fornito illuminanti dichiarazioni, ed in particolare sull’appalto da 13 milioni di euro per la riqualificazione dell’assetto urbano di Villa Literno. Dunque, nell’ottica del presente lavoro, occorre tenere in considerazione che le attività investigative dei Carabinieri e le intercettazioni si riferiscono ad un periodo successivo alla fine delle reggenza di Guida Luigi, in quanto egli fu arrestato alla fine del 2005. Si trattava cioè di dare seguito a quell’accordo generale stipulato fra GUIDA, FERRARO e FABOZZI in ordine alla assegnazione degli appalti. Vicenda seguita con alterne vicende da DI CATERINO Emilio, che nelle more aveva assunto un ruolo apicale nel clan bidognetti, proprio per effetto dell’arresto di alcuni uomini di rilievo dell’organizzazione camorristica. Invero gli accertamenti su alcuni appalti sono stati compiuti proprio a seguito delle dichiarazioni del DI CATERINO, divenuto collaboratore di giustizia nell’ottobre 2008. In questo contesto si è appena riferito dell’appalto vinto di GAROFALO Raffaele, cugino dell’affiliato MACCARIELLO Raffaele. L’appalto per la riqualificazione urbana. Il primo appalto preso in considerazione era quello relativo alla realizzazione del “programma integrato di riqualificazione urbana ed ambientale”, per l’importo complessivo a base d’appalto di

112

NICCHINIELLO Salvatore da Francesco e da Scudiero Lorenza, nato a Napoli il 10.09.1979, residente a Vila Literno (CE) in via Francesco Baracca n. 78; 113 NICCHINIELLO Francesco da Salvatore e da Savastano Ennia, nato ad Aversa (CE) il 13.08.1956, residente a Villa Literno (CE) in via Francesco Baracca n. 78; 90


euro 13.602.833,19 di cui euro 320.122,76 per oneri di sicurezza, con determina n. 21 del 26 giugno 2007, aggiudicato all’ATI costituita dalle imprese: • MALINCONICO Giovanni s.p.a (capogruppo), via Molino n. 2, Ailano (CE); • FAVELLATO Claudio s.p.a (mandante), via Bivio n. 1, Fornelli (IS); • MASTROMINICO Giuseppe (mandante), via A. Moro n. 31, San Cipriano d’Aversa (CE). Nello specifico, la Commissione114 di Gara d’appalto del Comune di Villa Literno, con Verbale n. 1, redatto, in data 27 febbraio 2007, prendeva atto e verificava che per i lavori da eseguire erano regolarmente prevenute n. 4 (quattro) offerte: 1. A.T.I.: Soc. D’Angelo costruzioni s.r.l. (capogruppo) e Soc. Tecno costruzioni s.r.l. (mandante), via Patturelli n. 65 (sc. A int. 5) Caserta; 2. A.T.I.: Soc. Giovanni Malinconico s.p.a. (Capogruppo), via Molino n. 2, Ailano (CE), Soc. Favellato Claudio s.p.a. (mandante), via Bivio n. 1, Fornelli, (IS) e impresa Mastrominico Giuseppe (mandante), via A. Moro n. 31, San Cipriano d’Aversa (CE); 3. A.T.I.: Soc. Fontana costruzioni s.r.l. (capogruppo), via Chiesa n. 15, Casapesenna (CE), soc. G.R.Z. costruzioni s.r.l. (mandante), via Serra Rossa, San Bartolomeo in Galdo (BN) e soc. I.T. s.r.l. (mandante), via S. Maria, San Pietro al Tanagro (SA); 4. A.T.I.: Soc. I.G.E.R. costruzioni s.r.l. (capogruppo), via Signorelli n. 112, Melito di Napoli (NA) e soc. Edilmetano s.r.l. (mandante), via Ascione n. 25, Portici (NA). (Vds. Allegato n. 2) La medesima commissione di gara, come si evince dal Verbale n. 4 redatto in data 15 marzo 2007, dopo attento accertamento della documentazione presentata dai concorrenti alla gara, ammetteva alle fasi successive della gara medesima le società indicate a predetti punti 1), 2) e 4) mentre, per quelle indicata al punto 3), Soc. Fontana costruzioni s.r.l. (capogruppo) e soc. G.R.Z. costruzioni s.r.l, veniva confermata la loro non ammissione. In data 18 Maggio 2007, inoltre, come si rileva dal Verbale n. 10 della commissione di gara, veniva determinata l’aggiudicazione provvisoria dell’appalto in favore dell’ A.T.I. costituito dalle Società Giovanni Malinconico s.p.a. (Capogruppo) - Favellato Claudio s.p.a. (mandante) e impresa Mastrominico Giuseppe (mandante) essendo stata valutata la loro offerta quella economicamente più vantaggiosa. Il contratto di appalto tra l’ente e l’A.T.I. aggiudicataria veniva sottoscritto in data 5 ottobre 2007. L’attività di intercettazione, eseguita in epoca successiva alla aggiudicazione dell’appalto, ha fornito alcuni elementi di interesse che saranno di seguito riportati. E’ emerso fra l’altro che il politico Achille NATALIZIO, amico del Sindaco FABOZZI, era pienamente a conoscenza dei ricorsi presentati dalle imprese escluse alla gara di appalto ed in stretto contatto con l’imprenditore aggiudicatario. Le attività tecniche hanno inoltre evidenziato l’esistenza di forti legami, personali e politici, tra FABOZZI Enrico, FERRARO Nicola e NATALIZIO Achille, nonché tra NATALIZIO Achille e l’imprenditore Giovanni MALINCONICO, oltre che tra FERRARO Nicola e l’imprenditore MASTROMINICO Pasquale, fratello di Giuseppe, anch’egli impegnato nei lavori di cui alla gara di Villa Literno. Analoghi rapporti venivano altresì riscontrati tra FERRARO Nicola e SCHIAVONE Claudio, titolare della società “D’Angelo Costruzioni s.r.l.”che era stato escluso dalla gara di appalto di Villa Literno e aveva proposto ricorso, prima al TAR di Napoli e poi al Consiglio di Stato. Il collaboratore DI CATERINO Emilio, nel rendere dichiarazioni in merito all’episodio dell’atto intimidatorio rivolto al sindaco (notizia criminis della testa di maiale del 10 gennaio 2007) precisava che l’atto intimidatorio non era da ricondurre all’aggiudicazione dell’appalto in favore 114

Composta da: Architetto FABOZZI Antonio, presidente - Ingegnere VALENTINO Claudio, componente – Prof. DI DOMENICO Giovanni, componente – Prof. GAMBARDELLA Cherubino, componente - Prof. RENDINA Massimiliano, componente – con la partecipazione, senza diritto di voto, dcon funzione di assistenza alla Commissione di gara, dell’Ingegnere GRECO Francesco, consulente esterno dell’Ente di supporto all’attività del RUP 91


dell’ATI, risalente come si è visto ad un periodo successivo. L’episodio, in sintesi, rappresentava per il sodalizio “bidognettiano” il veicolo per poter successivamente incontrare FABOZZI Enrico ed essere favoriti in relazione all’aggiudicazione di altre gare. Si trattava cioè, nella ricostruzione del collaboratore, del resto diretto protagonista dell’episodio, di richiamare il Fabozzi all’ordine ed al rispetto degli accordi assunti già con GUIDA Luigi. Il DI CATERINO, in ordine invece all’appalto vinto da MALINCONICO ed alle imprese aggiudicatarie rendeva precise dichiarazioni da cui emergono gli interessi di IOVINE Antonio e ZAGARIA Michele115: «… voglio spontaneamente aggiungere che in questi due giorni ho ripensato al nominativo della impresa che io definii vicino a ZAGARIA Michele e che aveva avuto l’appalto per la fornitura del cemento necessario per la realizzazione della piazzola di stoccaggio delle eco balle di Villa Literno. Il nominativo è CSM. Tale impresa viene imposta da ZAGARIA in numerosi appalti. Posso esemplificare facendo riferimento all’appalto aggiudicato a VILLA LITERNO dall’impresa MALINCONICO per la realizzazione di attività di riqualificazione della cittadina. L’appalto è difatti di circa 10 milioni di euro e la somma estorsiva è stata quantificata nella cifra di 300 mila euro. La trattativa è stata condotta da IOVINE Antonio, in quanto molto amico di MALINCONICO, nonostante che Villa Literno sia territorio bidognettiano. In questa occasione noi del gruppo BIDOGNETTI avremmo voluto che a fornire il calcestruzzo fosse la ditta RECCIA Renato perché è il cognato di Nicola ALFIERO detto o’ Capritto. Ma venimmo a conoscenza del fatto che Michele ZAGARIA aveva preteso che tale attività fosse appaltata alla CSM. Sul punto vi fu un incontro tra aprile e maggio 2007 presso l’abitazione di tale Mimì o’ Tedesco, a Casal di Principe, che abita vicino casa di mio padre, di fronte ai fratelli DI PUORTO. Nella riunione si discusse del fatto che i BIDOGNETTI avrebbero voluto che a scaricare il cemento per i lavori fosse stata, come ho detto la ditta di RECCIA Renato, il quale comunque, nonostante fosse parente di ALFIERO ci avrebbe comunque fatto un regalo nelle tre festività canoniche di di Natale, Pasqua e Ferragosto. Eravamo infatti un po’ insoddisfatti perché lo IOVINE aveva chiuso il lavoro e secondo noi la somma di 300 mila euro che lui ci versava non era corrispondente a quella effettivamente pagata dall’imprenditore su di un appalto così ricco. Tuttavia a questa riunione ci fu detto che appunto il cemento doveva essere scaricato dalla CSM perché così aveva imposto lo ZAGARIA. Alla riunione presero parte, oltre me, TARTARONE Luigi, mio cugino DI TELLA Antonio, Massimo, persona del gruppo ZAGARIA, ALFIERO Massimo, BASCO Antonio. Il MASSIMO e BASCO dissero che ci avrebbero fatto sapere. In seguito ho saputo che è stato concesso alla ditta RECCIA Renato di partecipare all’appalto, ma non so se ufficialmente o sotto il nome della medesima CSM». Ed ancora, precisazioni in ordine a tale appalto ed alla somma versata al clan dalla impresa aggiudicataria, vengono rese in un successivo interrogatorio116: «A.D.R.: sono a conoscenza di vicende del gruppo IOVINE e in particolare ribadisco che IOVINE Antonio “chiuse il lavoro” che l’impresa aveva iniziato a Villa Literno per un grosso appalto di 10 milioni di euro relativo alla riqualificazione urbana.L’impresa MALINCONICO è notoriamente una impresa di IOVINE per cui questi fece sapere 115

Interrogatorio di DI CATERINO Emilio del 05 novembre 2008

116

Interrogatorio di DI CATERINO Emilio dell’11 novembre 2008

92


che avrebbe provveduto lui a garantire al clan BIDOGNETTI la somma in percentuale sul lavoro. Il MALINCONICO avrebbe dovuto pagare 300 mila euro al clan BIDOGNETTI, che era il clan che comandava a VILLA LITERNO. I primi 20 mila furono portati ad Alessandro CIRILLO da Ernesto DE LUCA detto “O’ MASTRONE”; poi sarebbero state pagate rate di 10 mila euro al mese che sono state pagate al CIRILLO fino a quando non è andato latitante ad agosto del 2007. Io ebbi conoscenza diretta di queste cose proprio dal “MASTRONE” che mi venne a parlare nell’aprile del 2007, durante la mia latitanza, presso l’abitazione di mia sorella a Casale. Per essere più preciso, posso dire che immediatamente dopo l’estate del 2006 noi avemmo notizia dell’aggiudicazione di questo grosso appalto; CIRILLO Bernardo me ne parlò dicendomi che se l’era aggiudicato MALINCONICO e che si trattava di una ditta di IOVINE; fu così che mi incaricai io di parlare con Ernesto DE LUCA e questi mi disse che non c’era stato nessun problema e che Antonio IOVINE ci avrebbe fatto sapere quale somma ci avrebbe assicurato il MALINCONICO. Sapendo che si trattava di una ditta di IOVINE noi ci affidammo a lui anche se sapevamo che avremmo avuto una cifra senz’altro minore rispetto a quella che potevamo pretendere da una ditta normale, che ci avrebbe dovuto pagare sul 5 o 6 per cento del lavoro. Quando poi sono iniziati i lavori, constatammo che il cemento veniva scaricato dalla Calcestruzzi CSM che sapevamo essere una calcestruzzi di Michele ZAGARIA. Ricordo che ci fu un incontro a Casal di Principe, al quale presero parte oltre a me anche Massimo ALFIERO, BASCO Antonio, Massimo DI CATERINO, TARTARONE Luigi e DI TELLA Antonio. Rappresentammo al BASCO che era necessario far lavorare anche una calcestruzzi nostra amica in particolare quella di Renato RECCIA che è il cognato di Nicola ALFIERO. Alle prime opposizioni del BASCO noi rappresentammo fermamente che non era possibile che un appalto così grosso venisse in pratica gestito dalla ditta di IOVINE e il calcestruzzo fornito dalla ditta di ZAGARIA, mentre a noi spettavano soltanto i 300 mila euro pattuiti, nonostante l’appalto si trovava sul nostro territorio. Fu così che il BASCO ci dette ampie assicurazioni sul fatto che avrebbe scaricato anche RECCIA; infatti dopo poco Massimo ALFIERO mi confermò che il RECCIA stava scaricando il calcestruzzo, o direttamente con un contratto concluso con il MALINCONICO o attraverso la stessa CSM. A.D.R.: posso riferire anche che la ditta MALINCONICO ha vinto un grosso appalto a CANCELLO ARNONE per la riqualificazione del fiume VOLTURNO, anche se, per quanto mi risulta, i lavori non sono ancora iniziati. Ricordo che anche in quell’occasione ne parlammo all’interno del clan ad Ernesto DE LUCA ci rassicurò che all’inizio dei lavori avremmo avuto la nostra parte. Devo dire del resto che in questo caso, noi intendevamo partecipare ai lavori con qualche nostra ditta al sub-appalto». Ed ancora117: A D.R. In relazione alla CSM, ditta alla quale ho fatto riferimento in precedenti interrogatori non so dire precisamente in quale paese abbia la sua sede. Ora che il maresciallo mi chiede se io non mi sia sbagliato, dico che non ne sono sicuro, ma forse potrebbe anche chiamarsi CLS di PASTORANO e non CSM. Ribadisco che si tratta di una ditta che imponeva Michele ZAGARIA e che doveva scaricare il calcestruzzo per i lavori a Villa Literno aggiudicati da MALINCONICO»….omissis… La S.V. mi chiede se io sia a conoscenza delle modalità con cui fu attribuito l’appalto per la sistemazione urbana di Villa Literno del 2006. Ho già riferito che tale appalto fu assegnato a MALINCONICO, un imprenditore che è la diretta espressione di Antonio IOVINE detto “o Ninn”. Voglio tuttavia far presente che originariamente 117

Interrogatorio di DI CATERINO Emilio del 19 dicembre 2008 93


l’appalto doveva essere attribuito al costruttore Claudio SCHIAVONE che fa capo direttamente al clan “Bidognetti” ed in particolare ha un rapporto privilegiato con Bernardo CIRILLO, cugino diretto di Francesco BIDOGNETTI. In realtà Claudio SCHIAVONE si rivolse a Bernardo CIRILLO perché venne appunto a sapere dell’interessamento dell’impresa MALINCONICO e chiese pertanto un intervento a noi del gruppo “BIDOGNETTI”. A noi evidentemente avrebbe fatto molto più piacere che l’appalto fosse attribuito alla SCHIAVONE Claudio perché dati i nostri rapporti avremmo ottenuto una quota maggiore in relazione ad un appalto che comunque ammontava a circa 15 milioni di euro. Mi spiego. Lo SCHIAVONE avrebbe dovuto pagare direttamente noi del clan bidognetti essendo una nostra persona e noi successivamente avremmo poi riconosciuto una somma alle altre famiglie del clan dei Casalesi. Viceversa se l’appalto fosse stato attribuito, come poi è avvenuto, da un imprenditore espressione di un’altra famiglia, avremmo ottenuto una cifra inferiore. Il BERNARDO CIRILLO mi chiese espressamente se si potesse parlare con lo IOVINE per fargli presente che l’appalto interessava a noi bidognetti ed in particolare alla ditta di Claudio SCHIAVONE e che inoltre i lavori riguardavano Villa Literno che è territorio del clan bidognetti. Io provai a contattare Antonio IOVINE, ma non vi riuscii. Come è noto si tratta di un soggetto latitante e forse fu proprio lui a non volermi incontrare perché se avessi avuto un colloquio con lui credo che avrebbe dovuto necessariamente riconoscere che l’appalto doveva essere aggiudicato ad un esponente imprenditoriale dei bidognetti. Cercai allora di parlare con Michele ZAGARIA con il quale riuscii ad avere un incontro. Si tratta di quell’episodio che ho già raccontato alla S.V. nel quale fui nascosto nel bagagliaio di un’autovettura. ZAGARIA Michele però mi disse che l’impresa MALINCONICO era direttamente riferibile ad Antonio IOVINE per cui lui non poteva mediare ma bisognava parlare direttamente con “o Ninn”. Come ho detto non ci riuscimmo e quindi la MALINCONICO si aggiudicò l’appalto. LA S.V. MI FA NOTARE CHE TUTTA LA GESTIONE DI QUESTA VICENDA DÀ PER SCONTATO CHE IL COMUNE ATTRIBUISSE L’APPALTO A CHI FOSSE STATO INDIVIDUATO DAI GRUPPI CAMORRISTICI. Effettivamente noi avevamo la certezza che ciò sarebbe accaduto perché il nostro interlocutore era Nicola FERRARO il quale aveva garantito a Bernardo CIRILLO che sarebbe stato aggiudicato l’appalto a quell’imprenditore che noi avevamo segnalato. Ricordo anzi che vi fu proprio un incontro tra Bernardo CIRILLO e FERRARO Nicola il cui contenuto mi è stato raccontato dallo stesso Bernardo CIRILLO durante il quale il CIRILLO chiese al FERRARO di fare in modo da favorire l’impresa di Claudio SCHIAVONE. Il FERRARO per come mi riferì Bernardo CIRILLO disse che lui era amico dei BIDOGNETTI, di ZAGARIA, di IOVINE e che si trovava tra l’incudine ed il martello e che non spettava a lui quindi individuare chi dovesse aggiudicarsi l’appalto. Visto che gli era stato indicato il MALINCONICO se non fosse intervenuta una diversa indicazione da parte nostra l’appalto sarebbe stato attribuito a tale impresa. Non so dire se il Nicola FERRARO avesse garantito al Sindaco di Villa Literno una somma di danaro per l’attribuzione dell’appalto perché i rapporti che intervenivano tra Nicola FERRARO il Sindaco di Villa Literno ed il clan non erano a me noti. La S.V. mi chiede se io sia a conoscenza del fatto che l’appalto è stato poi attribuito ad un’A.T.I (Associazione Temporanea d’Impresa) composta anche dall’impresa MASTROMINICO. Le rispondo che anche MASTROMINICO è una ditta che fa capo a IOVINE Antonio. In particolare so che il MASTROMINICO abita in San Cipriano d’Aversa molto vicino a Nicola FONTANA, cognato di Antonio IOVINE detto “o Ninn’”. Posso dire che il MASTROMINICO faccia riferimento allo IOVINE proprio in relazione ad un altro grosso appalto aggiudicato a tale ditta in Villa Literno, relativo alla realizzazione del cimitero della 94


cittadina. Riservandomi di approfondire quest’argomento nel successivo interrogatorio, posso dire però che tale appalto di grosso valore fu chiuso direttamente con l’intermediazione di Nicola SCHIAVONE, figlio di Francesco SANDOKAN. In sintesi posso riferire che quando fui scarcerato nel maggio 2006, mi recai a casa di Michele BIDOGNETTI e in quell’occasione incontrai Nicola SCHIAVONE, Rodolfo CORVINO e Raffaele BIDOGNETTI. L’argomento era proprio quello relativo alla quota che spettava ai bidognetti per i lavori al cimitero. Nell’occasione Nicola SCHIAVONE disse che l’impresa era cosa sua e che però lui ci avrebbe garantito una somma di 60.000,00 euro come clan bidognetti che ci sarebbe stata recapitata a rate. Ovviamente non ci furono problemi ed io infatti presi a riscuotere questa rata di 10.000,00 euro mensili che talvolta mi veniva portata dallo stesso CORVINO Rodolfo detto “testa di legno” talvolta da Gennarino bell e papà, altro componente del gruppo di papà, qualche volta da Orestino Caterino detto recchie e lepr. Siccome dopo un po’ dalla mia scarcerazione non riuscivamo più a capire questa somma per quale specifico lavoro ci fosse riconosciuta ed anche per controllare che effettivamente il MASTROMINICO si fosse messo a posto ci recammo a bloccare i lavori in corso. In particolar modo la minaccia sul cantiere fu fatta da me e da Metello DI BONA. La sera stessa fummo chiamati a Piazza Mercato di Casal di Principe da Nicola SCHIAVONE che si trovava in compagnia dei due fratelli MASTROMINICO, di Gennarino bell e papà e Rodolfo CORVINO. Io mi trovavo invece in compagnia di Alessandro CIRILLO. In quell’occasione Nicola SCHIAVONE ci fece presente che la somma mensile che ci stava recapitando era proprio relativa ai lavori delle ditta MASTROMINICO per il cimitero di Villa Literno e quindi che non c’era ragione di bloccare i lavori. Accertatici di questa situazione ovviamente Alessandro CIRILLO dovette prendere atto che tutto era regolare e non fu dato corso alle intimidazioni.-/…omissis…>>> Orbene, dalla dichiarazioni di DI CATERINO Emilio emerge conferma dei rapporti illeciti tra Nicola FERRARO ed il primo cittadino di Villa Literno. Anche in relazione alla aggiudicazione di tale appalto FERRARO Nicola è in grado di intercedere sul potere politico locale per assecondare la volontà della criminalità organizzata. Nicola FERRARO si trova “tra l’incudine ed il martello”, tra Antonio IOVINE da un lato e la fazione del clan Bidognetti dall’altro. Gli è stato detto che l’appalto deve essere vinto da MALINCONICO e MASTROMINICO ed egli ha provveduto in questo senso, salvo avere contrordini dal clan; contrordine che non arriva perché DI CATERINO non riesce a parlare con IOVINE Antonio. Ne parla con ZAGARIA Michele il quale, pur essendo soggetto con funzioni di comando, gli fa rilevare che la ditta di MALINCONICO è strettamente legata a IOVINE per cui egli non può risolvere la questione senza che sia IOVINE ad essere interpellato. La gara viene aggiudicata dalla impresa espressione di Antonio Iovine ed al clan BIDOGNETTI viene comunque assicurato il proprio tornaconto, la tangente pari a 300.000,00 euro; ZAGARIA Michele impone la propria ditta per le forniture di calcestruzzo e gli equilibri sono assicurati. Ciò che rileva, in questa sede, è notare che il Comune di Villa Literno, ed innanzitutto il Sindaco FABOZZI sono “in attesa di sapere di volta in volta chi deve aggiudicarsi l’appalto” e come sia noto, anche fuori dall’area bidognettiana, che il contatto giusto con il FABOZZI lo tiene Nicola FERRARO. Una conferma effettiva, dunque, di quanto ha dichiarato GUIDA Luigi con riferimento al periodo ante 2005, e dell’accordo generale concluso fra il clan ed il FABOZZI. Non rileva invece che di tanto in tanto la ditta vincitrice non sia di stretta provenienza bidognettiana, ma legata ad altra fazione del medesimo clan, perché all’interno del circuito criminale si trovano immediatamente i sistemi per garantire il pagamento del dovuto a tutti, ed in particolare alla fazione bidognettiana.

95


Anche l’altra vicenda, l’appalto del cimitero assicurato a MASTROMINICO, si svolge in queste logiche, con l’intervento di SCHIAVONE Nicola che fa da garante degli equilibri criminali ed assicura la parte di competenza al clan Bidognetti. Da ricordare del resto che il MASTROMINICO è soggetto legato a IOVINE Antonio e, di traslato, a Nicola SCHIAVONE che, come ampiamente dimostrato nella fondamentale indagine NORMANDIA, dello IOVINE era diventato il più fedele alleato proprio nel settore del controllo degli appalti. Dietro le quinte, dunque, anche in relazione all’appalto di riqualificazione urbana di ben 13 milioni di euro, quale regista della aggiudicazione, il sindaco FABOZZI, la cui disponibilità è stata ribadita e dimostrata, a breve distanza dall’episodio della minaccia della testa di porco. Il FABOZZI del resto era forte proprio di quell’accordo generale e preventivo stipulato con GUIDA LUIGI, per cui il ruolo del FERRARO risultava legittimato sia sul fronte politico che su quello camorristico. Se FERRARO gli proponeva per l’occasione una ditta facente capo al clan dei casalesi ma non di stretta osservanza bidognettiana, egli era sicuro che si trattava della ditta che il clan nella totalità avrebbe accettato e dunque tutto si sarebbe svolto con serenità e senza problemi sul territorio: l’accordo generale con il clan era rispettato ed anzi egli poteva vantare la sua parte, in particolare ad opera della impresa prescelta (sul punto si vedrà come il FABOZZI esigerà dal MALINCONICO una serie di vantaggi economici per sé e per la sua clientela politica e come il MALINCONICO non sia in condizione di sottrarsi a tali pressanti richieste). L’episodio della minaccia al FABOZZI per mezzo della “testa di maiale” rappresentava un richiamo al Sindaco a non pensare che, arrestato il GUIDA, quell’accordo preventivo potesse essere violato. L’accordo è stabile e forte ed il Sindaco FABOZZI lo porta avanti. L’unica possibile variabile è affidata al clan ed ai suoi equilibri interni: spetta al clan stabilire di volta in volta se l’impresa a cui aggiudicare l’appalto deve essere espressa dai bidognettiani o da altra fazione (per es. il clan IOVINE, anch’esso storicamente molto presente dal punto di vista imprenditoriale sul territorio domizio); i rapporti interni troveranno altra sede di compensazione e risentiranno inevitabilmente degli equilibri e dei rapporti di forza contingenti interni al clan dei calalesi; resta un punto fermo: il Sindaco FABOZZI è a disposizione ed aspetta indicazioni, generalmente per il tramite di Nicola FERRARO, con il quale, dato il comune impegno politico, riteneva di poter avere rapporti da “insospettabili” e dunque sottratti a controlli ed attività investigative. Del resto la ricostruzione effettuata dal DI CATERINO è stata, con analoghi contenuti, formulata anche da altro collaboratore di giustizia, della medesima fazione bidognettiana, TARTARONE Luigi il quale nel corso dell’interrogstorio del 10.12.2010 dichiara: VILLA LITERNO Nell’ interrogatorio del 4 ottobre ho riferito dei LAVORI DELLA DITTA MALINCONICO: «L’ufficio chiede al TARTARONE di riferire ogni circostanza utile per individuare i lavori ed i soggetti coinvolti nella vicenda di cui ha fatto cenno nel precedente interrogatorio. Il Tartarone dichiara: Si tratta di lavori compresi in un'unica gara di appalto per un ammontare di 20 milioni di euro bandita dall’allora sindaco di Villa Literno ENRICO FABOZZI. Si trattava di strade, di fogne, di piazze ed altro di cui non ricordo. Venimmo a sapere noi Bidognetti di questi importanti lavori allorquando DE LUCA ERNESTO detto “o Mastrone” legato ad ANTONIO IOVINE detto “o’ Ninno” venne a casa di ALFIERO MASSIMO allora reggente del clan e ci invitò a non bloccare i lavori della ditta MALINCONICO riconoscibili attraverso la lettura della denominazione sui cartelloni installati presso i relativi cantieri.

96


A.D.R. Non ho mai conosciuto il titolare della ditta MALINCONICO ma sono a conoscenza che si tratta di una ditta dell’alto casertano. A.D.R. DE LUCA Ernesto quando ci riferì dei lavori ci fece capire che la ditta MALINCONICO si era rivolta a ZAGARIA MICHELE ed ad ANTONIO IOVINE e che per questo motivo la gestione della vicenda estorsiva spettava a loro. In realtà a noi BIDOGNETTI sembrava che si trattasse di una ditta riconducibile proprio a ZAGARIA e IOVINE e ciò in considerazione del fatto si trattava di una impresa mai sentita prima e dell’alto casertano. A.D.R. DE LUCA ERNESTO è venuto da noi dopo l’aggiudicazione della gara e prima dell’inizio dei lavori. Se non erro i lavori sono stati poi subappaltati ad una ditta riconducibile a PEZZELLA RAFFAELE, di Casal di Principe e a MASTROMINICO di San Cipriano d’Aversa. Ne sono a conoscenza in quanto direttamente ho bloccato i lavori sia del primo che del secondo, anche dopo l’incontro con DE LUCA ERNESTO, comprendendo proprio in quelle circostanze che si trattava di lavori e di ditte riconducibili a quella del MALINCONICO. In entrambi i casi ho bloccato i lavori da solo e per quanto concerne la ditta del PEZZELLA la sera del giorno in cui ho palato con gli operai è venuto da MASSIMO ALFIERO il geometra della ditta di nome ANTONIO per confermarci il subappalto ricevuto dal MALINCONICO. Preso atto di ciò ho lasciato andare avanti i lavori anche perché vi era stato un precedente accordo con DE LUCA ERNESTO. A.D.R. Le vicende a cui sto facendo riferimento si sono verificate nel periodo successivo al pentimento di BIDOGNETTI DOMENICO ed in particolare tre mesi prima della latitanza di DE LUCA ERNESTO. Dovrebbe trattarsi della fine del 2006 o 2007. A.D.R. Quando DE LUCA ERNESTO ci avvisò dell’interesse dello ZAGARIA e dello IOVINE in relazione ai lavori della ditta MALINCONICO ci riferì che fino al primo stato di avanzamento avremmo ricevuto 10.000 euro al mese, che al primo stato di avanzamento avremmo ricevuto 100.000 euro e successivamente sarebbe stata concordata una ulteriore rata mensile fino ad un ammontare del 2.5% dell’importo totale dei lavori. A.D.R. Per tre mesi DE LUCA ERNESTO ha consegnato personalmente le tre rate da 10.000 euro nelle mani di MASSIMO ALFIERO a casa sua ed in mia presenza. A.D.R. Voglio inoltre aggiungere che in uno di questi tre mesi si è verificato un episodio facilmente riscontrabile o che comunque ritengo tale. Ricordo che nel giorno in cui si facevano i conti delle tangenti a casa di MASSIMO ALFIERO per poi distribuire gli stipendi agli affiliati l’ ALFIERO si rese conto che mancava ancora la rata di DE LUCA ERNESTO, relativa ai lavori della ditta MALINCONICO e mandò FRANCESCO CIRILLO detto “pasqualino cosciafina” a rintracciare DE LUCA Ernesto per invitarlo a casa di ALFIERO MASSIMO. Il CIRILLO si recò presso un cantiere sito in Villa Literno località “san Sossio”, ove erano in corso i lavori della ditta MALINCONICO e chiese agli operai ove si trovasse DE LUCA ERNESTO, utilizzando le tipiche espressioni delle estorsioni e invitandoli a riferire al DE LUCA ERNESTO di farsi vedere per “mettersi a posto”. Quello stesso giorno, di sera, venne DE LUCA ERNESTO a casa di ALFIERO MASSIMO e si lamentò delle modalità attraverso le quali era stato rintracciato riferendoci peraltro che per non destare sospetto negli operai all’oscuro dell’accordo concluso, erano stati costretti a sporgere denuncia presso la Caserma dei Carabinieri. Ci riferì, inoltre, che gli operai avevano anche indicato l’autovettura a bordo della quale si era recato il criminale ossia una SMART di colore blu per due persone, autovettura effettivamente nella disponibilità di CIRILLO FRANCESCO. La vicenda si concluse quella sera stessa con il pagamento della rata di 10.000 euro.

97


A.D.R. Una volta divenuto latitante DE LUCA ERNESTO, sorse il problema di chi ci consegnasse la rata mensile. Ed infatti il quarto mese non ricevemmo la rata e decidemmo di risolvere il problema contattando tale RODOLFO CORVINO detto “testa di legno” soggetto vicino alla famiglia SCHIAVONE. Ricordo che MASSIMO ALFIERO mi indicò proprio il CORVINO come soggetto a cui dovevo rivolgermi per avere un contatto risolutivo del problema. Immediatamente contattai il CORVINO ed una volta incontratolo a casa sua, mi assicurò di un suo intervento e mi preannunciò un successivo incontro con LELLO LETIZIA, soggetto organico agli SCHIAVONE, ed anche legato a rapporti di parentela con i “Mastrone” termine con il quale ci si riferisce sia ai CATERINO che ai DE LUCA. In realtà In quel periodo noi BIDOGNETTI sapevamo che NICOLA PANARO, ZAGARIA MICHELE ed ANTONIO IOVINE si incontravano per gestire la cassa del clan, fare i conti e pagare gli affiliati ed è per questo motivo che rivolgendoci a LELLO LETIZIA avremmo potuto facilmente portare il nostro messaggio allo ZAGARIA, allo IOVINE ed a NICOLA PANARO. A.D.R. Da quel momento sono andato a ritirare a casa di RODOLFO CORVINO la rata di 10.000 euro dopo aver incontrato LELLO LETIZIA il quale ci garantì il successivo pagamento riferendoci di averne precedentemente discusso con NICOLA SCHIAVONE figlio di Sandokan. All’incontro risolutivo con il LETIZIA era presente anche ALFIERO MASSIMO che gli parlò direttamente. A.D.R. Ho ritirato la rata mensile fino a quando ho rotto con SETOLA GIUSEPPE ossia Agosto 2008. … omissis … A.D.R. Una volta ritirata la somma di denaro la consegnavo a MASSIMO ALFIERO che a sua volta, dopo l’evasione di SETOLA GIUSEPPE, provvedeva a fare i conti direttamente con quest’ultimo. Nell’agosto del 2008 verificatisi dei contrasti tra il SETOLA e l’ALFIERO, venni convocato dal primo e da quel momento mi occupai di raccogliere le estorsioni, compresa quella della MALINCONICO e di consegnare la relativa somma a “Salvatoriello” che a sua volta avrebbe provveduto a farla recapitare a SETOLA GIUSEPPE. In una sola circostanza e precisamente nel mese di agosto le cose sono andate così come poc’anzi riferite. Ed infatti il “Salvatoriello”, persona da me conosciuta ancor prima dell’evasione di SETOLA e disponibile per il clan, venne a casa mia a ritirare una somma di 27/32 mila euro per poi consegnarla al SETOLA. A.D.R. Non sono in grado di riferire se la gara aggiudicata dalla ditta MALINCONICO si sia svolta regolarmente o meno. A.D.R. Non sono in grado di riferire se il sindaco FABOZZI ENRICO abbia avuto o meno un ruolo nella vicenda della aggiudicazione per favorire la ditta MALINCONICO. A.D.R. voglio aggiungere che durante il periodo di latitanza di DI CATERINO EMILIO e precisamente un giorno in cui lo incontrai in una casa di Trentola ducenta ove mi recai insieme a MASSIMO ALFIERO venni a conoscenza del disappunto del clan BIDOGNETTI nei confronti del sindaco FABOZZI, determinato dalla sua indisponibilità a favorire il nostro gruppo. In quella sede ci riferì di aver apposto una testa di un maiale fuori l’abitazione del sindaco per lanciargli un messaggio chiaro e che materialmente l’intimidazione era stata eseguita da LUIGI GRASSIA e METELLO DI BONA. Il DI CATERINO giustificò la sua decisione di minacciare il sindaco FABOZZI nel favoritismo di questi nei confronti degli altri gruppi criminosi. Sono a conoscenza di un altro lavoro la cui gara è stata aggiudicata dalla ditta MALINCONICO se non mi sbaglio bandita dalla Provincia o dalla Regione a cui peraltro ho fatto riferimento nel precedente interrogatorio ossia quello sul fiume Volturno. Si da atto che alle 14.20 si sospende l’interrogatorio e la fonoregistrazione. Si da atto che alle 15.25 riprende l’interrogatorio e la fonoregistrazione. 98


A.D.R. Sono venuto a conoscenza del lavoro da realizzare nel fiume Volturno per la prima volta da CORVINO RODOLFO in occasione del ritiro della rata mensile per il lavoro di Villa Literno e poi successivamente parlandone con LELLO LETIZIA, in presenza di MASSIMO ALFIERO e RODOLFO CORVINO. A.D.R. A casa del CORVINO il LETIZIA ci informò che era stato aggiudicato sempre dalla ditta MALINCONICO un lavoro per 15 milioni di euro consistente nella bonifica del letto del fiume Volturno da Cancello Arnone fino alla foce del Volturno, finalizzato a renderlo navigabile e pertanto con asportazione della sabbia. Il lavoro si presentava particolarmente allettante, non solo per l’importo, ma anche per il guadagno derivante dalla vendita della sabbia a quel tempo di 18 euro al metro cubo asportata dal fiume. Ricordo in particolare che il LETIZIA ci chiese anche se avevamo dei mezzi da utilizzare per il lavoro nonché qualche ditta nella nostra disponibilità per eseguirlo. Prendemmo atto di ciò e concordammo di aggiornarci al momento dell’esecuzione dei lavori non ancora fissata anche perché avremmo dovuto parlarne con SETOLA GIUSEPPE nel frattempo divenuto il reggente del clan dopo la sua evasione. La vicenda si è verificata nel periodo immediatamente successivo all’evasione di SETOLA nel 2008. A.D.R. ALFIERO MASSIMO ed io lo riferimmo al SETOLA il quale manifestandosi contento della notizia al contempo ci avvisò che in questo caso non avremmo accettato le rate mensile di 10.000 euro ma avremmo consentito l’esecuzione dei lavori solo dopo aver ricevuto una somma ben consistente e tutta insieme. A.D.R. Non sono in grado di riferire altro sulla vicenda se non che i lavori sono poi effettivamente iniziati. A.D.R. Nel carcere di S.M.C.V. è stato GIOVANNI TESSITORE detto “giannuccio” che mi ha riferito dell’inizio dei lavori e della gestione della vicenda estorsiva da parte degli SCHIAVONE. Infatti nel frattempo era stato arrestato SETOLA e GIOVANNI LUBELLO aveva fatto un accordo con NICOLA SCHIAVONE consistente nell’ attribuire il potere di gestire le estorsione e gli affari illeciti anche nel territorio bidognettiano provvedendo poi a pagare gli stipendi e gli avvocati degli affiliati. A.D.R. Sempre TESSITORE GIOVANNI mi ha riferito sia dell’accordo che del suo contenuto in carcere nel 2009. Sull’accordo o altro da riferire quando la S.V. me ne farà richiesta. A.D.R. Non sono in grado di riferire se alla realizzazione dei lavori concorrano ditte riferibili ai BIDOGNETTI». ADR: Io non so dire nello specifico dei rapporti che storicamente abbia potuto avere il Sindaco FABOZZI con il clan Bidognetti. Posso solo riferire che Emilio DI CATERINO, durante la sua reggenza con Massimo ALFIERO, siamo all’incirca nel 2007, si lamentava del fatto che a un certo punto su Villa Literno il gruppo Bidognetti non riusciva più a prendere appalti per ditte vicine al clan, mentre i grossi affari erano devoluti a ditte di altri clan, come nel caso di MALINCONICO e nel caso dell’appalto del gas, assegnato a FONTANA di Casapesenna, ditta di ZAGARIA. Fu per questo che DI CATERINO mandò DI BONA Metello e GRASSIA Luigi ad appendere una testa di maiale fuori al portone del Sindaco FABOZZI, per mandargli un chiaro segnale sul fatto che doveva assegnare la gare alle ditte dei BIDOGNETTI. Infatti nell’ interrogatorio del 12 ottobre avevo riferito: «A.D.R. – Mi sembra che sempre in questa stessa occasione, BASCO Antonio e DI CATERINO Massimo, ci riferirono di una ditta FONTANA di Casapesenna, vicina a Michele Zagaria, che avrebbe dovuto vincere l’appalto per un lavoro relativo agli impianti 99


del gas a Villa Literno. Se non sbaglio era l’anno 2007, sotto la reggenza di ALFIERO Massimo. Il problema era rappresentato dal fatto che Bernardo CIRILLO, cugino di Francesco BIDOGNETTI, avanzava pretese su quest’appalto per conto di Claudio SCHIAVONE. Quest’ultimo aveva già concluso un accordo, forse addirittura una società di fatto, con Aniello BIDOGNETTI, grazie alla quale aveva già effettuato tutti i lavori per le medesime condutture del gas fatti in precdenza a Villa Literno. Sosteneva quindi Bernardo CIRILLO, che l’impegno preso da Aniello BIDOGNETTI non poteva essere disatteso e che quindi l’appalto spettava alla società di Claudio SCHIAVONE. Poiché l’appalto, in sostanza, non era stato neanche affidato in quella riunione si perse tempo per poi decidere successivamente. In carcere ho poi appreso, non ricordo da chi, che l’appalto era stato affidato alla ditta FONTANA, che lo stava realizzando». … omissis … E nell’interrogatorio del 19 ottobre ho precisato: A.D.R. Intendo rispondere e continuare il percorso collaborativo iniziato. Voglio precisare innanzitutto che in un precedente interrogatorio ho indicato erroneamente SEBASTIANO FERRARO come persona candidata alle elezione PROVINCIALI mentre era, invece, candidata come sindaco alle elezione del Comune di Casal di Principe. Voglio aggiungere che nell’anno 2004, almeno credo, venne da noi ossia a casa di ALESSANDRO CIRILLO ove eravamo anche GRASSIA LUIGI ed io, il fratello di NICOLA FERRARO, di nome LUIGI, e ci chiese di aiutare il fratello NICOLA. Era in corso la raccolta delle firme presso bancarelle posizionate a Piazza Villa ed il nostro aiuto era finalizzato a far in modo che molte persone firmassero per il fratello NICOLA FERRARO. A.D.R. Non sono in grado di riferire se effettivamente si trattasse di raccolta di firme per il fratello NICOLA ma ciò di cui sono, invece, certo è che LUIGI FERRARO ci chiese di fare in modo che fossero raccolte molte firme. Ricordo che con il GRASSIA mi adoperai al fine di invitare le persone a firmare. A.D.R. LUIGI FERRARO ci promise dei benefici in caso di affermazione del partito di MASTELLA UDEUR . A.D.R. Avevamo avuto disposizione da GUIDA LUIGI, allora reggente del clan BIDOGNETTI, di fornire assistenza ed aiuti ai FERRARO ogni qualvolta ce lo avessero chiesto. In una circostanza a casa di VEROLLA Nicola a LUSCIANO in presenza di SPENUSO SALVATORE, GUIDA LUIGI, NICOLA ALFIERO, NICOLA VEROLLA, LUIGI GRASSIA ed io FERRARO NICOLA consegnò al GUIDA la somma di 25000 euro. A.D.R. l’episodio si è verificato nel 2003/2004. A.D.R. Non sono in grado di riferire il motivo del pagamento della somma di denaro anche se, però, una volta andato via il FERRARO, GUIDA LUIGI rivolgendosi ai presenti disse che aveva estorto soldi anche ai FERRARO. Dunque le dichiarazioni di TARATARONE si inseriscono nel solco della ricostruzione effettuata da DI CATERINO, sia in ordine alle rimostranze del clan BIDOGNETTI per la concessione dell’appalto a MALINCONICO, sia in ordine al legame di tale impresa con il clan IOVINE, tanto che per l’impresa, in poche parole, parlava DE LUCA Ernesto, noto affiliato al clan ed oggi detenuto per 416 bis, dopo una lunga latinanza, per essere uno degli uomini più affidabili del boss Antonio IOVINE. Il racconto di TARTARONE è coerente anche nel prosieguo della storia, con il passaggio poi della vicenda, dopo l’arresto del DE LUCA, sotto l’egida del gruppo SCHIAVONE, particolarmente legato a IOVINE, con Rodolfo CORVINO e Lello LETIZIA, ad il successivo arretramento sul territorio del gruppo Bidognetti a seguito dell’arresto di SETOLA. Significativa,

100


poi, ad onta del ricorso al Tar presentato, la conferma del legame molto forte fra il clan Bidognetti e l’impresa di Schiavone Claudio. L’attività di intercettazione, poi, come di seguito riportato, conferma i contatti con l’impresa aggiudicataria (ATI MALINCONICO/MASTROMINICO/FAVELLATO) e gli interessi del Sindaco e del suo amico e politico Achille NATALIZIO in ordine all’esito dei ricorsi presentati dalle imprese escluse dalla aggiudicazione della gara di appalto. Si comprende che per il Sindaco e per il Comune di Villa Literno non era indifferente chi avesse vinto la gara e, dopo l’aggiudicazione, che non vi fossero problemi con il ricorso al giudice amministrativo. Tuttavia non assumono un ruolo rilevante le conversazioni indicate nella richiesta circa l’interessamento del sindaco sull’esito dei ricorsi amministrativi presentati dalle ditte escluse essendo evidente l’ìinteresse deel comune a non vedersi annullare la gara espletata. Al contrario appaioni rilevanti le richieste effettuate dal Sindaco al Mastrominico alle quali, come si vedrà, lo stesso non poteva negare i piaceri richiesti. Difatti, nella stessa giornata in cui il Sindaco si premura di organizzare un comunicato stampa che enfatizzi la regolarità e correttezza della procedura di aggiudicazione della gara di appalto si registra il contatto del primo cittadino con MASTROMINICO Pasquale, fratello di Giuseppe, finalizzato ad ottenere un proprio utile personale da tale aggiudicazione: l’assunzione di un parente alle dipendenze della impresa aggiudicataria dell’appalto. Ed invero dalla conversazione che segue si desume in maniera chiara come il Sindaco si rivolge all’ l’ingegnere MASTROMINICO Pasquale, da cui riceve assicurazione per l’assunzione di una persona a lui vicina, parente della cognata, che per non destare sospetti verrà destinata non nelle attività di Villa Literno, ma in un’altra località. Dal tenore della conversazione è evidente come tale assunzione fosse già stata concordata in precedenza. VERBALE: di trascrizione parziale di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 3583/07 RIT DDA - dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Numero chiamato: 3355872544 Intestatario: EDILIZIA PANORAMICA FIUGGI S.N.C. 00182730606 19000101, in uso a MASTROMINICO Pasquale. L’utenza è stata monitorata anche con decreto n. 4963/07 R.R. del 23.11.2007. Progressivo n°: 113 Data : 12/09/2007 Ora : 17:09:26 Durata : 0:01:41 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico M: Ingegniere MASTROMINICO Pasquale M: Si? F: Eh... Ingegniere, sono Enrico M: Ueh... ciao Sindaco....E' già arrivato? F: No, no, non sono arrivati...ti volevo dire... ti sto chiamando per dirti che ...te lo accompagna mio fratello questa persona... M: eh.... F: Arriva mio fratello lì e te l'accompagna... M: Eh, tra quanto arriva...una mezz'oretta? F: E una mezz'oretta sta lì! 101


M: va buono jà... F: Tu ci stai' M: ...ci sentiamo in questi giorni... io mò... Venerdì mattina vado a prendere quel progetto! F: Eh, ho capito....dico... ma tra mezz'ora va bene? ....state in ufficio... state lì? M: Si, si io tra un quarto d'ora sto già in Ufficio F: Ah, tra un quarto d'ora stai là M: ..inc... chiama tra venti minuti F: Senti gli ho dato il telefonino e ti chiama se ha difficoltà a trovare la casa.... M: No, no... sto qua... si, si va buono... però è la Piazza del Borgo Antico... quindi è facilissimo...inc... faccio scendere qualche geometra... F: Eh. La Piazza Del Borgo Antico ....vedi un poco... e lunedì vediamo di mandarlo a qualche parte M: Lunedì prossimo non lo sò....se mi posso organizzare... F: va bene, vedi un poco ...però ...è uno che sà lavorare altrimenti lo dobbiamo mandare fuori... M: Eh, va bene jà ... F: e' uno che sà lavorare e quindi rimane ..inc.. M: Al massimo sarà qualche settimana, non... F: Eh, va buono.,.. M: Perchè io il problema è che non ho il posto nel camion, hai capito? F: Eh, va bene... M: Mentre venendo là quello viene da solo e quindi... perchè noi al cimitero si può iniziare, ha detto il dirigente.... F: Eh, ho capito... ma io lo vorrei mandare insomma... non lo vorrei tenere qua a Villa Literno... M: Va buono jà mò vedo... F: E' un parente ...è un parente di mia cognata, hai capito ..inc.. M: Va bene. Mò vedo che sà fare e in una maniera sempre facciamo... F: vedi tu jà...inc.. M: Ok...ciao.. Prima che l’articolo di stampa concernete i ricorsi venga diffuso ai media, l’addetto del Comune Pietro CUCCARO chiama il Sindaco per dargli contezza dell’articolato redatto. Lo scritto, a suggello della correttezza del loro operato, per ovvie ragioni, non poteva altro che essere concluso con la locuzione:<<Ora finalmente possiamo cominciare a lavorare utilizzando i finanziamenti a beneficio del nostro territorio>>: VERBALE: di trascrizione di conversazione telefonica in arrivo e partenza dall’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11.09.2007. DATI: Numero Chiamante: 3206511716 Progressivo n°: 184 Data: 13/09/2007 Ora: 13:45:25 Durata : 0:02:16 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico P: CUCCARO Pietro 102


F: Si? P: Sindaco, sono PIETRO CUCCARO! F: ueh, dimmi... P: Sindaco io ho fatto tutto. Ve lo vorrei far leggere...se è possibile...?? F: eh! P: Voi dove siete? F: ma alle cinque è tardi? ...di leggerlo alle cinque? P: eh, un pò si! Un pò si! Però l'ho fatto leggere da ORTENSIO e da ALFONSO. F: eh... P: Mò sto andando da Antonio FABOZZI e lo sto facendo leggere anche a lui... Vi volevo solamente ...Io le dichiarazioni ho messo quelle due righe che mi avete detto l'altro giorno al telefono... F: Uh... P: VOLEVO SOLAMENTE SAPERE... NOI SE...SE E COME POSSIAMO RICORDARE QUELLO CHE È SUCCESSO IL DIECI GENNAIO... All'interno del comunicato... fermo restando che io ai giornalisti lo dico per sottolineare l'importanza della cosa... Però all'interno del comunicato voi cosa ritenete opportuno? ...Io l'ho messo molto, molto, molto, molto così fra le righe... proprio alla fine! Voi cosa ritenete opportuno... F: Eh...e dipende tra le righe tu come lo hai messo? ...non, non.. P: Io ho messo:<<si conclude con queste due sentenze un tortuoso iter che ha visto anche il SINDACO coinvolto in prima persona, suo malgrado...!! Si ricorda che FABOZZI è tuttora sotto tutela delle forze di polizia>>...senza nemmeno specificare quello che è successo... F: E va bene così! P: oppure lo specifico? F: no, va bene così, va bene... P: va bene così! Per quanto riguarda le dichiarazioni ho messo:<<Il Sindaco ENRICO - l'ho messo, questo l'ho messo all'inizio - ... il Sindaco Enrico FABOZZI si è detto molto soddisfatto...e commentando a caldo la sentenza ha dichiarato:"Ora finalmente possiamo cominciare a lavorare utilizzando i finanziamenti a beneficio del nostro territorio... >> F: Eh ..inc... P: va bene così, lo posso mandare...? F: Si, si...va bene P: Buona giornata Sindaco... F: Ciao, ciao... Segue altra conversazione tra il sindaco e Natalizio Achille di commento alla pubblicazione dell’articolo di stampa sul “buon esito” dei ricorsi. VERBALE: di trascrizione di conversazione telefonica in arrivo e partenza dall’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11.09.2007. DATI: Numero Chiamante : 3487124003 Intestatario: GLOBAL 1, via Del Monasteraccio 5, Firenze Progressivo n°: 221 Data : 14/09/2007 Ora : 11:31:24 Durata : 0:01:06 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico 103


R: Achille NATALIZIO F: pronto? R: Enrico... F: Presidente...allora, come andiamo? R: Tutto a posto? F: Tutto a posto, tutto a posto... R: E' uscito anche sul giornale che hai vinto la causa...qua, il Comune, cose... F: e non l'ho letto... R: Sopra al "Corriere di Caserta"... F: Ah, ah... ..inc... pure che ho fatto un Consiglio blindato pare che sta scritto in prima pagina...uh...anima, blindato! R: Ci vediamo alle quattro e trenta oggi? F: Quando ci vediamo? R: Alle quattro e trenta! F: E perchè ci vediamo alle quattro e mezza? R: perchè dobbiamo fare il punto sopra ai visti e tutte cose... F: Eh, ma io ho una cosa nella scuola però... non è ... R: va buono, appena ti sbrighi vieni... perchè là staremo due o tre ore... F: (si sovrappone la voce) come? R: Appena ti sbrighi vieni perchè là staremo due o tre ore! F: Eh, dove? R: Al VANVITELLI F: faccio questa cosa nella scuola alle cinque e alle cinque e mezza parto da Villa Literno... R: Va buono... Tanto staremo fino alle sei, sette, alle otto là!! F: Eh, va bene, ciao... R: Ciao... Dalla conversazione che segue, registrata in data 2 Ottobre 2007 emerge come FABOZZI e NATALIZIO oltre ad avere interessi comuni collegati all’appoggio lettorale per il partito democratico, sono interessati a che Giovanni MALINCONICO, amico del NATALIZIO, dia inizio ai lavori in Villa Literno. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 3583/07 RIT DDA - dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Numero Chiamato: 3487124003 in uso ad ACHILLE NATALIZIO Progressivo n°: 1331 Data : 02/10/2007 Ora : 10:50:10 Durata : 0:02:54 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico N: NATALIZIO Achille N: pronto? F: presidente buongiorno! N: Enrico... F: come state, dove state....? 104


N: Sempre a Napoli...a Napoli F: State a Napoli da voi o a Napoli in giro? N: No, a Napoli da me, da me...però poi a mezzogiorno me ne vado che devo andare a San ..inc... F: Ah, ho capito.... N: Perchè pure devo frequentare questi ambienti malsani perchè... eh... eh... per lavoro! F: E ..inc.. va bene, va bene... No, pensavo che stavi... va bene e ci vediamo con calma allora jà... N: ...senti io questa sera ho quella cosa in mano ...ho parlato con l'avvocato che me le dà... quindi.... F: quindi domani, nella giornata di domani!! N: domani... quando vuoi ci vediamo F: Eh. Ti chiamo domani, vediamo di vederci... N: Là, a Vico (Villa Literno) che si dice? F: Come? N: A Villa Literno che si dice? F: E a Villa Literno la campagna va bene! N: Per i voti come va? F: ...eh, la campagna va bene...abbiamo fatto una riunione domenica sera insomma ... così non molto... diciamo con un pò di passa parola ci stava 130-140 persone.... N: Ah. Ho capito... F: Tutti maschi! N: Eh, tutti maschi F: Tutti maschi quindi non era una cosa diciamo.... N: Uh... F: Mò vediamo se posso organizzare una cosa verso sabato o domenica... N: eh.... F: Una cosa da riempire il cinema.... N: va bene.... F: ...e poi stiamo lavorando... ognuno... dobbiamo portare la gente a votare ... dobbiamo portare un migliaio di cristiani a votare...eh... N: E' certo...questo è il problema.... F: questo è... N: ...un migliaio quelli che votano per noi...poi F: ..inc... N: Biagio porta la gente a votare per Biagio o no? F: Biagio ha messo una signorina nella lista ...una ragazza nella lista di ....al numero 5, al numero 6... lo sa lui... N: Hai visto IANNUZZI? F: C'è il probabile mio concorrente insomma... però non sarà lui perchè c'è qualcuno che insomma inizia a porre questioni ...stava al numero 5 e mò è passato penso al numero 4...se cambiano maschi e femmine.... N: Uh, uh... F: Eh... e poi ha messo una ragazza, una donna che penso che ha messo Biagio... N: Ho capito.... F: quindi... N: Loro pure porteranno due o trecento persone a votare... F: E' certo! ...inc... trecento persone le portano pure loro N: va buono... F: ..inc.. perchè poi quando uno sta al numero 5.... N: Eh, eh... F: Non è che ..inc.. non tiene tanta voglia di ... N: eh... 105


F: va bene... senti ma... Giovanni (MALINCONICO Giovanni n.d.r)sta malato? ...che ...inc... N: No, è stato una settimana, dieci giorni... una settimana a letto...per mezzo della bronchite... che ne sò? F: Eh... N: però oggi si è alzato, ieri si è alzato... tutto a posto... F: ...no, perchè insomma c'è la necessità di mettere mano, insomma!.... N: Va buono, va buono....va buono... ...i due si salutano. Il sindaco riceve poi l’informazione dal legale che cura gli interessi del Comune di Villa Literno, avv. Antonio SASSO, che il ricorso al TAR della ditta FONTANA era stato rinviato a seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato e che vi è stato presentato un esposto all’Autorità di Vigilanza, che opererà le opportune verifiche. Il Sindaco viene quindi invitato a seguire la vicenda e sensibilizzare i competenti uffici comunali affinché forniscano le dovute risposte VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11.09.2007. DATI: Numero Chiamante : 335475708 Intestatario: SASSO ANNTONIO 01504800614

19000101

Progressivo n°: 1638 Data : 08/10/2007 Ora : 10:50:34 Durata : 0:01:59 A: Antonio Sasso E: Enrico Fabozzi E: don Antonio buongiorno! A: don Enrico illustre .. senti Enrì .. io questa mattina .. hanno rivisitato quella cosa .. quella cosa FONTANA qua al TAR .. naturalmente è stata rinviata perchè .. ovviamente ci stava l'ordinanza del Consiglio di Stato, quello aveva impugnato il contratto .. hai capito quindi siccome erano gli stessi motivi del ricorso contro l'aggiudicazione naturalmente non è stata decisa .. però c'è un fatto nuovo .. E: ehh A: che non avrei detto al posto dell'avvocato di controparte ma che lui .. ha detto poi c'è anche .. c'è anche una .. una .. UN ESPOSTO ALL'AUTORITA' DI VIGILANZA .. QUINDI STIAMO ASPETTANDO ANCHE LA DETERMINAZIONE DELL'AUTORITA' DI VIGILANZA ..ora voglio dire normalmente l'Autorità di Vigilanza .. a seguito del .. di un esposto di una diffida .. scrive al comune e chiede chiarimenti .. E: ehhh A: PERO’ SEGUIAMOLA HAI CAPITO .. CIOE .. INSOMMA .. AVVERTI GLI UFFICI .. CHE APPENA ... E: ehh ho capito .. ma loro hanno fatto questo esposto .. ma non ce l'hanno comunicato a noi? A: no quello va all'Autorità .. no .. ehhh Enrico .. è un procedimento amministrativo .. va .. L'esposto va all' Autorità di Vigilanza .. E: ho capito A: l'Autorità di Vigilanza avverte il Comune .. cioè non so se è chia .. è un passaggio .. E: non è che loro c'è l'hanno .. inc... A: loro fanno .. la cosa .. dice siccome siamo intervenuti .. 106


E: e quando ci arriverà noi risponderemo .. A: no ti volevo .. comunque avvisare .. E: ehh ho capito .. A: per la .. per la .. come si dice per la completezza del procedimento E: è certo .. è certo ..è certo .. A: quando stai a Napoli fammi .. fammi sempre uno squillo se ti riesce E: ehh io ci sto .. ci sto a pranzo a Napoli .. con delle persone ed ora non lo so se .. hai capito .. inc.. dopo pranzo .. A: ehh a limite mi puoi fare uno squillo .. insomma .. voglio dire se.. se .. se ci riesci .. io cinque minuti .. insomma dovevo un attimo .. E: ehh va bene .. A: va bene .. E: daccordo si salutano… Alla fine del mese di ottobre 2007, per dare corso all’inizio dei lavori, l’ impresa aggiudicataria dell’appalto organizza un sopralluogo tra i tecnici impegnati per la realizzazione dell’opera ed esponenti della classe politica del Comune di Villa Literno: viene per l’occasione fissato un appuntamento a cui partecipa il sindaco VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero chiamato: 3381029528 Intestatario: PIANESE LUCIANO PNSLCN55P23H978L 19550923 S. MARCELLINO CE Progressivo n°: 2873 Data : 25/10/2007 Ora : 11:48:44 Durata : 0:03:03 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico P: PIANESE Luciano ...prima dell'inizio della conversazione si sente FABOZZI Enrico parlare con una persona e riferire testualmente:<<per me sarebbe meglio domani pomeriggio... ma comunque>> P: Si?...Sindaco... F: Ingegnere... P: Che c'è? F: ...lunedì per voi va bene che facciamo il sopralluogo con l'impresa... con l'impresa aggiudicataria del .... "MALINCONICO ed altri"? (si riferiscono al giorno 29-10-2007) P: Quando? F: ...lunedì... facciamo un sopralluogo tutti quanti insieme....? P: E' meglio martedì Sindaco! F: E' meglio martedì per te... P: Perchè ho la giornata libera! F: Come? 107


P: tengo l'intera giornata libera! F: Ho capito... Ma lunedì pomeriggio non hai una...... P: ...(lo interrompe) ....no, lunedì pomeriggio ..inc.. F: ..inc.. P: si, si, si... si, si... Lunedì pomeriggio sicuro! Si, va bene... Sindaco...? F: ....alle tre? P: Alle tre! F: Alle tre e trenta? P: Tre, tre e trenta! F: allora alle tre, tre e trenta! ...tre e mezza! P: ...ho dato ..inc...planimetria ad Antonio! F: Allora lunedì alle tre e trenta.... (si sovrappongono le voci)...come? P: devo dare quella planimetria ad Antonio.... F: Eh!Sta con me Antonio qua!... P: Eh, te l'ha data? F: ...eh... Lunedì alle tre e trenta (15:30 giorno 29-10-2007) P: Va buono... ..omissis… VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero chiamato: 3389052186 Intestatario: TAVOLETTA MAURIZIO TVLMRZ62M27L844Z 19620827 VILLA LITERNO CE Progressivo n°: 2883 Data : 25/10/2007 Ora : 13:06:12 Durata : 0:00:48 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico T: TAVOLETTA Maurizio T: Pronto? F: Pronto? T: Enrico.... F: Maurizio.... T: Dimmi.... F: Senti, noi abbiamo fatto con questi qua l'appuntamento alle tre e trenta (15:30) di lunedì e vogliono anche vedere l'appartamento!!! (si riferisce alla ditta che si è aggiudicata i lavori) T: L'appartamento? ...ah... giù a .... F: ..inc..a te, da te... T: Eh... mercoledì? F: No, lunedì...!! T: Ah, lunedì! F: Lunedì verso le tre e trenta al Comune!! ...poi un'ora dopo, un'ora... insomma vediamo... che poi vengono ad affacciarsi loro!! T: Va bene jà!! 108


F: che vogliono vedere com'è ...insomma.... come si devono organizzare...come devono fare... T: Si, va bene... F: eh, questo ti volevo dire, ciao... T: Va benissimo...ciao.... ...si salutano Da ultimo, sempre in relazione all’aggiudicazione della gara di appalto, si registra una conversazione del 14 dicembre 2007 in cui l’imprenditore MALINCONICO Giovanni espone al suo legale di fiducia alcuni problemi legati ad un presunto conflitto di interessi . VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero Chiamato: 3288416023 in uso a RICCIARDI Maurizio da identificare Progressivo n°: 1209 Data : 14/12/2007 Ora : 17:52:22 Durata : 0:11:46 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni R: RICCIARDI Maurizio da identificare R: cavaliere MALINCONICO.... M: Grande amico mio.... …omissis… M: ..inc.. certe volte per esempio ...mò il lavoro di VILLA LITERNO no... R: Eh! M: Avevo fatto la consortile e doveva essere Amministratore MASTROMINICO! R: Uh... M: Quello dopo che abbiamo fatto la cosa a luglio, venne due mesi fa e dice:<<io non voglio fare l'Amministratore, c'è conflitto di interesse...>> ...<<ma quali conflitti di interessi?>> ...<<no, no... ma qua, l'avvocato mi ha detto???>>... <<Va bene!!>> Abbiamo sciolto la Consortile... R: Uh, uh... E', ma dico mò... ma tu là mi dicevi che stavi procedendo per la tua quota? M: Io sto facendo i miei lavori... R: Eh, non ti dimenticare che il 4 febbraio c'è l'udienza di merito eh!! M: Io sto facendo ... guardami a me.. .Io sto facendo dei lavori... R: Eh... M: Tra l'altro farò una consortile io e FAVELLATO... R: Uh, uh... M: Per i lavori che si interfacciano tra me e FAVELLATO! R: Uh... M: Quell'altro si è preso un lotto là, una via... R: Si... M: ...e se li farà lui... va buò ma noi ci dobbiamo andare a difendere il 4 di Febbraio ...hai capito... Loro hanno presentato qualcosa no? 109


R: No, ma ... loro, allora loro voglio dire dopo la batosta al TAR o in in Consiglio di Stato non avevano ...si giocano il tutto per tutto con il merito però voglio dire lo stesso relatore, tra l'altro noi poi abbiamo fatto ricorso incidentale che dovrebbe essere esaminato per prima: vedi SESSA (sessa Aurunca) per intenderci.... M: I nos, i nos... R: Il NOS... ti ricordi quelli non hanno indicato per prima la quota di par...(tronca la parola partecipazione)... voglio dire dovrebbero accogliere già il ricorso incidentale M: E' Certo, certo.... R: Poi lo stesso relatore non credo che si rimangia quello che ha detto in sede cautelare visto che anche il Consiglio di Stato ha confortato la sua tesi... quindi voglio dire quelli si stanno giocando il tutto per tutto però per me corre l'obbligo rappresentarsi naturalmente di tirare avanti per la tua strada....insomma... M: Io vado avanti con il lavoro diciamo R: perchè poi a Marzo - Aprile salterà fuori la decisione ma io sono ottimista al riguardo, hai capito... non ci dovrebbero essere problemi...hai capito... Però noi tiriamo per la nostra strada... M: Vediamo... noi andiamo con l'aiuto di ..inc.. R: il nostro 40 percento, il nostro 40 percento credo che tu... M: .inc.. va buono, ci vediamo la settimana prossima.. R: Un abbraccio affettuoso .... ...si salutano Si accertava infine che con atto n. 1202/08 Reg. Sent. del 4 febbraio 2008 del TAR della Regione Campania – VIII Sezione (vds. all. 7), veniva respinto il ricorso proposto dalla D’ANGELO COSTRUZIONI S.R.L. TECNO COSTRUZIONI S.R.L contro il Comune di Villa Literno e nei confronti di GIOVANNI MALINCONICO s.p.a. in proprio e quale mandataria dell’ATI G. Malinconico s.p.a. - C. Favellato s.p.a - IMP. IND. G. MASTROMINICO. Emerge dalle intercettazioni il compiacimento del FABOZZI e dei suoi collaboratori per aver fatto le “cose per bene” , visto il risultato del ricorso, e dunque per essere riusciti a realizzare una procedura che, pur garantendo il risultato finale (l’aggiudicazione all’ATI di Malinconico), aveva saputo superare il vaglio del controllo del giudice aministrativo. Le “carte” stavano apposto e dunque si poteva procedere oltre. Risulta chiaramente dagli atti di indagine, dalle dichiarazioni di DI CATERINO e dalle intercettazioni sopra riportate che la gara è stata alterata o comunque “preparata” in modo da risultare formalmente inattaccabile; non è dato sapere, almeno allo stato, con quale marchingegno, si sia proceduto, essendo diverse le tecniche che l’esperienza giudiziaria ha portato alla ribalta; fatto sta che tutto è andato bene. Se ne ha conferma clamorosa, nel comportamento immediatamente successivo del FABOZZI che sottopone il MALINCONICO ad una serie di richieste pressanti alle quali l’imprenditore, sebbene talvolta chiaramente infastidito, assolutamente non si sottrae, a dimostrazione di essere consapevole di essere debitore del Sindaco che lo ha favorito nell’aggiudicazione di un appalto di tale ingente valore. Capitolo 6) Il Capo E) dell’imputazione: L’accordo corruttivo tra il Fabozzi Enrico ed il Malinconico Giovanni. Una volta sancita definitivamente la aggiudicazione della gara d’appalto il Sindaco ha la strada spianata per richiedere ed ottenere una serie di vantaggi economici che al tempo stesso rappresentano, con tutta evidenza, un tornaconto personale in vista del consenso elettorale per le imminenti elezioni e come tali configurano senz’altro una fattispecie di corruzione. Su tale linea si collocano una serie di interventi del sindaco nei confronti della A.T.I. che ha avuto l’aggiudicazione della gara d’appalto su Villa Literno: l’assunzione di un familiare, la concessione di contributi per la squadra di calcio e per i festeggiamenti del carnevale,

110


cartoline augurali per i cittadini, concerto di Katia Ricciarelli, realizzazione di una piscina per la parrocchia. L’ASSE FABOZZI- MALINCONICO consente la realizzazione di tutto ciò, una sinergia che mal si concilia con la “regolarità e correttezza nella procedura di aggiudicazione dell’appalto” e che in ogni caso, testimonia l’esistenza di un evidente legame tra l’imprenditoria criminale e la politica a vantaggio degli interessi personali e politici del primo cittadino. L’attività tecnica eseguita nell’ambito del presente procedimento ha consentito di fare luce su tale legame così come descritto dal Di CATERINO. Va sottolineato che nel medesimo arco temporale della vicenda connessa alla aggiudicazione degli appalti venivano anche registrati contatti tra FERRARO Nicola ed il sindaco FABOZZI che avvalorano ulteriormente l’esistenza di una sinergia e comunanza di interessi che lega i due politici Si riportano di seguito alcune conversazioni registrate nel settembre del 2007 Dopo alcuni giorni dall’inizio dell’attività d’intercettazione, sull’utenza casalinga del Sindaco veniva registrata una telefonata in cui il FERRARO, dopo aver parlato con la moglie del FABOZZI, a nome Rosetta, commentava con il Sindaco le liste da presentare per il costituendo “Partito Democratico”. I due interlocutori concordano un incontro presso l’abitazione del sindaco VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 0818929600 intestata ed in uso a FABOZZI Enrico, in esecuzione al Decreto ascritto al p.p. 57464/R/06 RGNR avente n. 3583/07 RIT DDA - emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11-09-2007. DATI: Numero Chiamante: 3460044937 Intestatario: Consiglio Regionale della Regione Campania - Centro Direzionale Is F13, via Porzio, Napoli Progressivo n°: 116 Data : 22/09/2007 Ora : 14:25:00 Durata : 0:01:28 LEGENDA: F: FERRARO Nicola R: Rosa, moglie del Sindaco FABOZZI Enrico. E: FABOZZI Enrico, Sindaco di Villa Literno ...voci in sottofondo... R: Pronto? F: Pronto... R: Chi è? F: Sono NICOLA, signora cara SINDACA. R: Nicola? F: FERRARO! R: Ah...ah?? (ride) F: (ride) R: Siccome non ti sentivo da tempo... F: Eh, lo sò, lo sò... R: Quindi le voci poi le comincio a dimenticarle... F: No, dobbiamo rimediare subito perchè altrimenti qua?? ... R: Aeh... F: ...si possono interpretare male le cose... 111


R: (si intercetta una voce in sottofondo) Ha detto ENRICO chi è?...Si metteva paura chi era...(ride) F: (ride) R: Comunque te lo passo subito NICOLA... Ciao... E: Pronto? F: Candidato capolista... E: Eh, ma penso che non sono capolista... F: EH, ma se non sei capolista a chi votiamo? E: ...e non sono candidato! F: E se non sei candidato non le ..inc.. E: Eh, perchè dice che deve essere una donna e io ...<<dico io nel mio collegio non posso non essere capolista. Per cui vi mando un mio nome. Metterò un nome eh....>> F: ... e cambia tutta, cambia tutta la scena, diciamo... E: (ride) F: ...questi non hanno capito niente della vita. E: Eh, eh... non hanno capito ..inc... va bene... Ma ...questi ..inc.. sai, cambiano pensiero fino a questa sera... Se cambiano?... buon per loro!... Se non cambiano per me è uguale!... F: (ride) ...ci fanno sapere... E: Mi fanno sapere F: Senti... mi vengo a prendere un caffè da te...Hai già mangiato? E: Eh, sto a pranzo... Si! F: Va buono jà... E: Ti aspetto! Ciao Dalla conversazione che segue si evince la piena consapevolezza del FERRARO in ordine alle iniziative di sviluppo edilizio intraprese dal FABOZZI per il Comune di Villa Literno. In tale occasione Ferraro Nicola conversa con il suo autista VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3460044937 in uso a FERRARO Nicola, come da decreto n. 4016/07 del 04.10.2007 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Progressivo n°: 587 Data : 05/10/2007 Ora : 18:18:52 Durata : 0:01:09 ...mentre il telefono squilla, in ambientale, si intercetta una conversazione tra il FERRARO ed il suo autista... F: FERRARO Nicola G: autista del FERRARO F: ...a Vico? G: Villa Literno! F: A Vico di Pantano! G: dove sta più il pantano? F: alla faccia del pantano ...inc.. G: Il pantano? ...ci ha fatto fare ..inc.. palazzoni di cemento Enrico (si riferiscono sicuramente al Sindaco di Villa Literno FABOZZI Enrico) là! ... sopra a quel pantano!! ..inc... pantano ..inc.. la sta costruendo tutta quanta! F: ..inc.. Vico (Villa Literno) diventa più grande di Orta d'Atella!! Mò che vengono tutti gli appartamenti mò che devono fare ... mò... vengono mille appartamenti ...dal lato di ..inc.. ponte là! G: ...Arrivano fino a quel fabbricati che ..inc.. di Coppola là ??? ...inc.. 112


F: No! ..inc... G: ..inc.. F: ...qua, dietro al ponte proprio... G: Ah? F: Dietro al ponte della Ferrovia!!! G: ..inc.. il fatto vicino alla calcestruzzi là!!! F: No, dietro al ponte della Ferrovia... proprio a Vico (Villa Literno) !! G: ..inc.. la via che porta alla Madonna del Pantano ..inc.. che ha chiuso là ...inc... F: ..inc.. Oltre a quanto già riferito circa l’assunzione di un operaio segnalato dal FABOZZI a MASTROMINICO Pasquale (telefonata registrata al Progressivo n°: 113 del 12/09/2007 sull’utenza di FABOZZI Enrico – all. 16), dalle conversazioni che seguono si evince chiaramente come ben altri siano stati i vantaggi ottenuti dal sindaco dalla impresa aggiudicataria, nell’ottica di ottenere non solo vantaggi per altri ma anche per se stesso in vista della riconferma alle elezioni dell’aprile 2008. In ordine a tali condotte il P.M. non ha inoltrato alcuna richiesta ma ha riportato gli esiti delle indagini al fine di confermare che gli appalti concessi sotto il mandato del Sindaco Fabozzi, prevedevano una necessaria disponibilità delle imprese aggiudicatarie ad assecondare dal punto di vista economico le richieste del Sindaco stesso, che le formulava per il proprio tornaconto personale e per quello elettorale e di clientela, così chiudendosi il cerchio della reciproca disponibilità fra la camorra, il politico e l’imprenditore, nello schema ormai tipico, dal punto di vista giurisprudenziale, del concorso esterno in associazione mafiosa. Per questa ragione ci si soffermerà sulle vicende risultate all’esito delle intercettazioni ed enucleate dalla polizia giudiziaria nei seguenti episodi: • contributo di euro 10.000,00 per la squadra di calcio del Villa Literno; • contributo di euro 10.000,00 per i festeggiamenti del Carnevale di Villa Literno; • elargizione di euro 2.200,00 in favore di DI FRATTA Michele per la realizzazione di cartoline augurali per i cittadini di Villa Literno; • sponsorizzazione di euro 3.000,00 per il concerto tenuto da Katya RICCIARELLI in Villa Literno – gennaio 2008; • assunzioni e proposte di assunzione di personale presso le imprese MASTROMINICO e MALINCONICO; • richiesta di realizzazione di una piscina all’interno della chiesa comunale. Il contributo per la squadra di calcio e per i festeggiamenti del carnevale Il 3 Novembre 2007, TAMBURRINO Nicola 118, assessore Comunale di Villa Literno, sollecitava il sindaco ad un incontro con il Presidente della squadra di calcio, MUSTO Antonio 119, che lamentava lo stato in cui versava il campo sportivo, interessato da lavori edili, nonché la mancata corresponsione di contributi: VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11-09-2007. DATI: Numero Chiamato: 118 119

393346054799

TAMBURRINO Nicola, nato ad Aversa il 27.12.1981 residente a Villa Literno alla via Volturno 15/a; MUSTO Antonio, nato ad Aversa il 17.04.1973, censurato, presidente della squadra di calcio del Villa Literno; 113


Intestatario: COMUNE DI VILLA LITERNO Ente 81000610618

19000101

Progressivo n°: 3418 Data : 03/11/2007 Ora : 12:43:00 Durata : 0:00:51 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico T: TAMBURRINO Nicola, assessore al Comune di Villa Literno T: Enrico, sono Nicola....! F: Ueh, dimmi... T: Ma mica stai a Vico (Villa Literno)? F: No, no... perchè...dimmi... T: No, niente... tengo il presidente MUSTO (Presidente della squadra di calcio del Villa Literno n.d.r.) ...qua ...questo sta alterato: il campo, i lavori... ...i contributi!! .. F: I lavori li stanno facendo... T: ..(si accavallano le voci) ...inc... cose... Chiamalo un poco tu a lui!! F: A chi devo chiamare?? T: fatti una passeggiata, parlagli un poco tu perchè io mi sono scocciato!... F: Il Presidente deve aspettare!! ..uno prende l'impegno e lo dobbiamo mantenere!! T: Io non... io mi sono scocciato...parlaci un poco... vedi tu...parlaci un poco tu, chiamalo F: Ma io non ce l'ho il numero di ..inc... T: E te lo posso dare se ... F: E mi chiama, digli, dici chiama il Sindaco!! Gli dai il numero e mi chiama T: Vi faccio chiamare da lui jà F: Ciao... Nella conversazione successiva il presidente della squadra di calcio, MUSTO Antonio esternava al sindaco i problemi connessi alla gestione della squadra di calcio e le difficoltà che i calciatori affrontavano quotidianamente per sostenere gli allenamenti. Il MUSTO faceva chiaro cenno a sue possibili dimissioni, affermando di non aver ancora fatto tale passo solo per evitare possibili commenti politici sfavorevoli alla rielezione di FABOZZI Enrico (”sto cercando di non far uscire fuori i problemi anche per un fatto politico che sono della vostra coalizione, mi faccio uccidere per voi...”). Veniva quindi concordato un appuntamento per il pomeriggio, insieme ad altri rappresentanti comunali, al fine di risolvere la faccenda: VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11-09-2007. DATI: Numero Chiamato: 3395615052 in uso a Musto Antonio, presidente della squadra di calcio del Villa Literno Progressivo n°: 3422 Data : 03/11/2007 Ora : 12:57:44 Durata : 0:04:55 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico M: MUSTO Antonio, presidente della squadra di calcio del Villa Literno M: Sindaco... 114


F: pronto? M: Zio Enrico! F: Chi è ANTONIO? M: Sono ANTONIO MUSTO!! F: ueh dimmi Antonio!! M: Niente... io ho avvisato Nicola (Nicola Tamburrino n.d.r) di una cosa importante ...gli ho detto:<<Nicola io per correttezza ti voglio avvisare perchè alla base ci sono un casino di problemi: i giocatori se ne stanno andando da sopra al campo; non si possono allenare; Vincenzo si è scocciato anche lui>>... gli ho detto:<<Nicola io così non posso andare più avanti!! Molto probabilmente mi dimetto lunedì mattina perchè sinceramente non ce la faccio più...mò per correttezza ti sto avvisando poi voglio parlare anche un poco con ENRICO se c'è l'occasione>>...perchè Sindaco ci sono troppi problemi... Poi per prendere il campo ogni volta che dobbiamo giocare ci dobbiamo girare mezza Campania per vedere chi di dà il campo! ...gli allenamenti di sera se ne va l'acqua... Quelli purtroppo si possono fare la doccia cinque persone e sono venticinque giocatori...ehe... F: Ma io penso che hanno già quasi finito di lavorare... M: Eh, ma non è questo il problema... Viene Nicola ha convocato questa mattina qua in ufficio e si prende ancora un altro mese di tempo... giustamente ... F: A chi ha convocato? M: ...i giocatori mi hanno dato anche un ultimatum per tanti altri problemi che ne vorrei parlare da vicino... Allora io purtroppo una squadra di promozione...farla in queste condizioni ci stiamo riuscendo solo perchè che sta SANTO VINCENZO MAZZARELLA hce li sta tenendo un poco ..inc.. la corda.. F: Ah... M: ... e io tutte le sere sul campo a cercare di farli stare zitti... Però un giocatore che viene da Napoli e se ne deve andare senza farsi la doccia ...tengono tutti quanti la febbre addosso!! ...dicono:<<o ci date un campo oppure così non si può più giocare a pallone...>>. Adesso non è che me la voglio prendere con l'Amministrazione di questa situazione qua ... Il problema è proprio questo e cioè che non si può fare un campionato senza allenamento... perchè questi non vengono a fare l'allenamento... E allora ..inc... di mettere in condizioni di andare a fare li figure di merda la domenica a perdere le partite - dice Vincenzo - fermiamoci un poco!! ... Che io non vado a mettere il nome mio... Quando poi non sanno i giornali e tutti quanti i problemi che ci stanno che non ci possiamo allenare. Poi ci stanno alla base altri tipi di problemi pure abbastanza seri economici che ho fatto capire anche a Nicola ...gli ho detto:<<Nicola a queste condizioni se tu mi dici che le cose stanno così ...pure per il campo che se ne parla a fine dicembre... io non ce la faccio più ad andare avanti così>>... mò parliamone un pochettino, sediamoci attorno ad un tavolo.... F: E parlaimone... M: Discutiamone ... altrimenti io per correttezza ho detto vicino a Nicola (Tamburrino Nicola n.d.r)...<<Nicola io faccio un comunicato che mi dimetto perchè non ce la faccio... tengo i problemi miei e mi ...devo pensare a vendere le macchine!! Non posso andare dietro al pallone ad andare a carte quarant'otto!!>> ... F: Uh...uh... M: Perciò ..inc.. F: (si accavallano le voci) va bene, oggi vediamo... M: Poi vedete voi... se c'è qualcuno che lo può fare io... F: No.. va buò... M: ...potete dare anche il contributo a lui!! Io ... F: Forse non ..inc.. .Facciamo un incontro, verifichiamo... che ti devo dire??? M: E facciamo un incontro... io sto a disposizione Sindaco... Perchè io prima di arrivare a questo Nicola sà tutte le problematiche e se non sono ancora esploso su questi problemi... io non ve li dico, li dico a Nicola, è solamente perchè sto cercando di non far uscire fuori i problemi anche per 115


un fatto politico che sono della vostra coalizione, mi faccio uccidere per voi... Io Vincenzo e tutti quanti appresso... stiamo cercando... Però poi quando è troppo è troppo...uno esplode e non ce la fa più... dice:<<guagliù ma che ne sapete dei problemi che teniamo noi la sera sul campo e tutte le situazioni ...!! la mattina invece di lavorare devo andare a vedere sopra ai Comuni chi mi dà un campo ....>> I ragazzi che io tengo cinque persone a lavorare che giocano al pallone ... F: Ho capito ma questo è un problema ... che.. M: ..inc.. a Caiazzo di giovedì e devo chiudere l'azienda mezza giornata!! Cioè sto avendo anche dei danni ...economici... F: E questo mi rendo conto di questo....però... M: No, danni economici ...inc... perchè non avendo il campo noi l'allenamento lo facevamo di sera.... facevamo le partite amichevole la sera ...mi sto chiudendo due volte la settima l'autosalone mezza giornata... Le partite e compagnia bella... quello è il problema... Quindi dico:<<guagliù se devo fallire con le macchine per mezzo del pallone ditemelo. Adesso mi tolgo da mezzo e poi...>> ... lasciate stare il pallone - ho detto vicino a ...inc... e Vincenzo - Vincenzo si è scocciato anche lui e come dobbiamo fare per andare avanti??? perciò... ne vogliamo discutere un poco da vicino... Sindaco ditemi voi quando devo venire... F: e certo!! Certo che dobbiamo discutere da vicino...però... fermo restando che.... M: ...no ma io per correttezza ho detto Nicola io chiamo prima... ho chiamato a Nicola (Tamburrino Nicola n.d.r.) ho detto:<<fammi parlare con Enrico perchè io prima di fare un comunicato stampa e avere già le dimissioni ...io le tengo già pronte me le ha portate ..inc.. Io parlo prima con Enrico per correttezza!!>> F: E certo... M: ...perchè sono abituato a vivere in un certo modo. Ne discutiamo e vediamo insieme a quello che si può fare... fermo restando che il Presidente lo potrebbe fare anche qualche altro... Non è che lo devo fare per forza solo io!! F: E certo... M: Ci sta tanta gente che potrebbe fare il Presidente... non è che per forza lo deve fare Antonio MUSTO!! ... e ne discutiamo insieme tutti quanti!! ....inc... F: Possiamo organizzare una riunione anche per questa sera alle sei (18:00) che ne sò??!... M: va bene... allora questa sera... F: ..inc.. alle sei... M: ...inc.. mi porto qualche dirigente ...se ci sta qualche dirigente mi porto pure... F: Tutti quanti...quelli che ci vogliono venire ....che... Vincenzo, M: Ditemi voi... io ci sto sicuramente! Dove ci dobbiamo incontrare F: dici a Vincenzo, Mario Rillo... quelli che ci sono....che ne ... M: Ci vogliamo incontrare questa sera al Comune alle 18:00?? F: E ci vediamo questa sera al Comune alle 18:00 che poi io tengo un impegno per cena... M: Ditemi però dove ci dobbiamo incontrare! F: Alle 18:00 ci vediamo in piazza al Comune e saliamo sopra.... M: va bene... ...i due concordano l'appuntamento per la sera al Comune. Dalla conversazione che segue, registrata in data 06 novembre tra il sindaco ed il ragioniere Ucciero Nicola, si apprende di un considerevole introito per il Comune rappresentato da un versamento di 131.000,00 euro da parte della ditta “Mirabella” s.p.a. (società della famiglia COPPOLA), verosimilmente per la realizzazione di una variante che avrebbe servito il nascente “Polo Nautico”.Il sindaco programma quindi l’adozione di due delibere di Giuta per la elargizione di contributi in favore della squadra calcio e del carnevale VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 116


3583/07 RIT DDA - emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11-09-2007. DATI: Numero Chiamante: 3357400982 Intestatario: COMUNE DI VILLA LITERNO Ente 81000610618

19000101

Progressivo n°: 3575 Data : 06/11/2007 Ora : 11:21:48 Durata : 0:02:18 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico U: UCCIERO Nicola, Ragioniere del Comune di Villa Literno. La sua identificazione è certa atteso che il Sindaco comunica l'utenza dell'UCCIERO (pr. 3898) F: pronto U: Pronto Enrico, sono Nicola. F: Ueh... dimmi... U: Senti, solo un secondo. Ti volevo dire che "Mirabella" ci ha dato i soldi! F: Uh! U: Quella... quei grossi jà! ... F: Mirabella? U: Eh, sono quei... F: VILLA MED vuoi dire! U: Eh, VILLA MED ...e comunque sono 131.000,00 euro!! F: VILLA MED no MIRABELLA! ... O MIRABELLA? U: MIRABELLA!! F: Ah, quindi COPPOLA diciamo jà! U: Eh! F: Per la VARIANTE!! U: E quindi ci ha .... F: ...ci ha... U: Ci ha messo un poco nelle condizioni di muoverci un poco!!...però... F: ...ci ha dato un poco di ossigeno diciamo!! U: Nel frattempo sono usciti anche i contribuiti dello ..inc... (forse dice stadio) ..e tra una ventina di giorni li abbiamo! F: Uh... quanto sono di contribuiti? U: eh...sui 600.000,00 euro!! F: Eh, va bene... U: Eh... poi che ti volevo dire.... F: Noi più tardi facciamo la GIUNTA per il contributo del pallone, i 5.000,00 euro che ti dissi... U: Eh... Io mò questo ti volevo dire. Voi la fate oggi o la fate domani la GIUNTA? F: No, oggi... alle 12:30! U: Però la devi far fare perchè io... non ci sto al Comune.... Adesso ti avevo chiamato per questo!... Perchè sono andato a prendere certa medicina a papà... hai capito? F: Eh... ma la facciamo fare poi ce la metti dopo la firma. Chiama ad Ortensio e diglielo... U: Eh, allora sono due le delibere che dobbiamo fare! Una è per il contributo per - io te lo dico a te in modo tale che lo sai dopo F: Eh... U: Uno è il contributo alla fondazione del carnevale... per il fatto del Carnevale che mi dicesti... F: Eh, quanto sono? ... sono dodicimila....??? 117


U: Là dobbiamo fare 15.000,00 perchè quella la facemmo su disposizione mò invece la facciamo entrare (si accavallano le voci)...inc... F: di 15.000,00 euro jà ...per il carnevale... U: Eh... eh... F: ... "Anticipazione per la fondazione" ... U: Ricordatelo tu perchè io non lo sò se ce la faccio a venirmene questa sera con la medicina...! F: Eh, sia alla fondazione del carnevale e sia il pallone... U: eh, ricordatelo tu... io perciò ti ho chiamato. Però adesso telefono anche ad Ortensio e glielo dico... F: Eh, va bene... d'accordo... U: Ok... ciao, ciao... Dalla conversazione registrata in data 14 dicembre tra il sindaco e FALCONE Arturo, già presidente del consiglio regionale, si ha conferma dei contributi richiesti a MALINCONICO Giovanni per il tramite del sindaco. Ed invero il sindaco suggeriva al Falcone di utilizzare lo stesso canale di approvvigionamento dei contributi anche per “Tonino” ( ILIENTO Antonio, Consigliere delegato al Carnevale di Villa Literno). “Tonino” si sarebbe dovuto rivolgere ad Antonio MUSTO (presidente della squadra di calcio), il quale aveva avviato la prima richiesta di sponsorizzazione per la squadra di calcio VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato: 393391239042 in uso ad Arturo FALCONE Intestatario: FALCONE ARTURO FLCRTR57B10L844M 19570210 VILLA LITERNO CE Progressivo n°: 5794 Data : 14/12/2007 Ora : 11:54:44 Durata : 0:00:41 DATI: F: FABOZZI Enrico A: Arturo FALCONE (Presidente del Consiglio Comunale) A: Enrico! F: ueh...Arturo dimmi.... A: Ho parlato con Tonino (da identificare nel presidente del carnevale di Villa Literno n.d.r.) e gli devi far sapere a chi la deve fare...hai capito? F: Eh... E ANTONIO tiene il coso, tiene... A: ANTONIO? F: Oppure, oppure ce lo fai fare ad ANTONIO MUSTO che ANTONIO MUSTO già gliel'ha fatta... hai capito? A: Eh...ANTONIO MUSTO del pallone? F: ANTONIO MUSTO del pallone già è stata ...quindi usi lo stesso canale e gliela mandi...

118


gliela prepari e gliela mandiamo a questo A: eh...va bene F: eh.. ciao... A: Ciao... L’ 8 gennaio 2008 MUSTO Antonio, presidente della squadra di calcio del Villa Literno, richiedeva un incontro con il Sindaco che si sarebbe realizzato da lì a poco presso il bar “Paradise” del Villaggio Coppola VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamante: 3395615052 in uso ad Antonio Musto, Presidente della squadra di Calcio del Villa Literno Progressivo n°: 7220 Data : 08/01/2008 Ora : 11:39:23 Durata : 0:00:59 LEGENDA: M: MUSTO Antonio F: FABOZZI Enrico F: Pronto? M: sindaco, sono Antonio MUSTO. Buongiorno! F: ueh... ANTONIO caro buongiorno. Dimmi M: Quando è possibile prendermi un caffè ... vi volevo domandare una cosa. F: E tu dove stai....Per me anche tra poco. M: Adesso mi trovo in Piazza. F: Io sto al bar "PARADISE" al Villaggio Coppola. M: vi raggiungo F: Se vieni adesso mi fa piacere se no... M: ...inc.. un poco il bar "Paradise" mò qual è? F: E' il bar che sta in mezzo... vicino al cinema M: ...nella rotonda proprio... F: no, vicino al cinema qua.... M: E allora vengo subito... F: ...questo vicino al cinema... no alla rotonda... M: Eh.. sto arrivando.... F: eh... eh... In immediata successione viene registrata una eloquente conversazione tra MALINCONICO Giovanni e la sua segretaria Carmela, in cui l’imprenditore da indicazioni affinché venisse

119


predisposto un bonifico concernente una prima tranche di contributi 120 (10.000,00 euro) in favore della squadra di calcio del Villa Literno. La conversazione che segue non lascia spazio a diverse interpretazioni: Antonio MUSTO, Presidente della squadra di calcio del Villa Literno ha inoltrato richiesta di contributo alla impresa che si è aggiudicata i lavori a Villa literno e viene accontentato VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. Numero Chiamato: 0823943411 attestato presso l'Ufficio di MALINCONICO Giovanni Progressivo n°: 2256 Data : 08/01/2008 Ora : 11:55:46 Durata : 0:02:21 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni S: Segretaria non meglio identificata C: Carmela, segretaria MALINCONICO Giovanni S: Si, pronto? M: Ah....Passami Carmela S: Si! (si intercetta una musica d'attesa) C: Pronto? M: Carmela... quello... quella squadra sportiva di Villa Literno che ci fece la richiesta la... poi non gli abbiamo dato più niente! C: E no... Poi non abbiamo dato più niente! M: Eh! Prendi quella richiesta C: Si... M: Poi ti devi fare una cartella: contributi, sponsorizzazioni devi scrivere.... C: Eh! M: Hai capito?... sponsorizzazioni, contribuiti... per sponsorizzazioni! Così quando diamo queste cose va tutto dentro una cartella! C: Eh! M: Vedi... leggi se ci sta qualche numero di telefono.... C: eh... M: ...di loro e gli dici che è stata deliberata una prima trance del contributo richiesto... C: Si... M: ...che la società ha deliberato... C:: Eh! M: Ti fai dare il ... i cosi per fargli il bonifico... C: Si, le coordinate...? 120

Il contributo di 10.000,00 euro da destinare ad Antonio MUSTO necessita di più approfonditi accertamenti in relazione alle dichiarazioni rese dal DI CATERINO Emilio. Tale dazione di danaro, così come quella richiesta per il Carnevale (di cui si parlerà in seguito e della quale si dovrebbe trovare traccia presso la sede dell’impresa MALINCONICO), ha carattere periodico ed è il medesimo importo che il collaboratore indica quale tangente percepita dal clan “bidognetti”. D’altro canto lo stesso collaboratore VASSALLO Gaetano, nel verbale del 18 Giugno 2008, indicava MUSTO Antonio quale personaggio in grado di fornire “appoggio” al consesso delinquenziale dei bidognettiani. 120


M: Le coordinate bancarie per il bonifico....e la fattura di 10.000,00 euro più IVA... se ci sta l'IVA ...penso o no? C: Eh... M: ..inc... Per poter incominciare a pagare - dici - quellà è una richiesta di contributi.... C: Eh, si! ...è una richiesta... M: Le coordinate... le coordinate bancarie e la fattura! C: Eh, va bene allora... M: ...una ricevuta, non lo sò... C: e facciamo il bonifico... M: eh, eh... C: Questi la richiesta la... M: Seduta stante gli fai il bonifico.... C: ...la richiesta la tengo qua, però? M: Però... che ci sta scritto? C: ...il numero di telefono...? ...si, ci sta il numero di telefono! M: eh, che ci sta scritto? C: ...allora:<<il sottoscritto ANTONIO...oh...., Presidente della società ...taaaa..>> M: Ma le squadre sportive fanno la fattura o fanno solo le ricevute? C: Penso che fanno solo la ricevuta, la fattura no! Fanno solo la ricevuta... M: Aeh...e domandalo a GRAZIANO! C: Eh, va bene... M: ... oppure domanda a SONIA che ...inc.. C: Eh, Ok... M: ...tu lo chiami per coordinate bancarie perchè dici eh... inc... deliberato a fine anno la prima trance, i primi 10.000,00 e poi fra qualche mese vi diamo gli altri 10.000,00... C: Eh, va bene ok... M: Va bene? ...chiama a questo e glielo dici.... C: va bene... Il 13 febbraio 2008 FABOZZI Enrico contatta nuovamente l’imprenditore MALINCONICO e concorda un incontro per il pomeriggio dello stesso giorno. Il riferimento alle elezioni imminenti è testuale, così come l’interesse a che “ perlomeno inizino i corsi principali”. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a Fabozzi Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Numero chiamato: 3356000984 Intestato a: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 ed in uso al Titolare Malinconico Giovanni Progressivo n°: 9111 Data : 13/02/2008 Ora : 12:13:46 Durata : 0:01:07 M= Malinconico Giovanni

F= Fabozzi Enrico

M= pronto F= Dott. Malinconico M= chi è! F= sono l'umile Sindaco di Villa Literno.., dottore M= ah buongiorno sindaco.., buongiorno F= vi chiamavo per.., non so se avete saputo.., che è stato.., che domani verrà emesso un decreto 121


che anticipa le elezioni al 13 aprile M= si lo so.., lo so F= io vorrei avere la possibilità… la soddisfazione che iniziamo i corsi principali per lo meno… M= si.., e.. F= per tutte queste cose.., vi state già organizzando oh… M= già hanno organizzato.., sono arrivati i materiali… stanno pronti per… ad ora per fare queste cose. Ma voi oggi ci state! F= io..., io oggiiiii, al comune no.., oggi sto a Caserta M= Ho capito F= è però se l'orario eee.., se è alle tre-tre e mezza ci posso stare M= Ehh.., embe ci vediamo alle tre al comune F= vabbene, alle tre al comune M= ok si salutano. Anche il giorno 13 febbraio 2008, così come già accaduto in data 8 gennaio, dopo avere sentito e verosimilmente incontro il sindaco, MALINCONICO Giovanni invitava la sua segretaria Sonia ad effettuare un bonifico in favore del carnevale di Villa Literno, nonostante tale ricorrenza fosse già trascorsa VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a Malinconico Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero Chiamato : 0823943411 Progressivo n°: 3829 Data : 13/02/2008 Ora : 15:21:29 Durata : 0:00:51 Malinconico Giovanni: G Segretaria: N Sonia:S N: Malinconico buongiorno... G: passami Sonia .. N: si .. S: pronto? G: Sonia ... S: si .. G: la delibera .. la delibera .. di accettazione della società .. per lo sponsor a coso là .. al CARNEVALE .. S: ehhhh G: stava là sopra .. S: ehh si .. l'abbiamo fatta ... G: l'avete fatto il bonifico .. S: ehhhh no ... G: ehh che cazzo aspetti .. te lo detto dieci giorni fà .. S: ehhh ora lo faccio .. perche ehh va bene .. lo faccio .. stavo in mezzo a tutte queste altre carte e qua mi sfugge .. G: e ma stai in mezzo alle altre carte ....il Carnevale è finito .. mi fai fare una figuraccia

122


S: ehhh e va bene G: va bene .. ciao si salutano Las stessa cosa accade in data 8 maggio 2008 allorchè MALINCONICO Giovanni, alla presenza del Sindaco FABOZZI (di cui si ascolta la voce in sottofondo), si rivolge alla sua segretaria Sonia e sollecita l’esecuzione di un bonifico in favore del Carnevale di Villa Literno. Anche in quest’occasione il MALINCONICO si preoccupa affinché l’importo sia proprio di 10.000,00 euro, già disposto anche per la squadra di calcio VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato: 393356000984 (MALINCONICO Giovanni) Numero Chiamato: 0823943411 (Ufficio MALINCONICO Giovanni) Progressivo n°: 9019 Data : 08/05/2008 Ora : 18:06:19 Durata : 0:00:58 LEGENDA: M: MALINCONICO giovanni D: Donna, dipendente della MALINCONICO s.p.a. S: Sonia, dipendente della MALINCONICO s.pa. ...mentre il telefono squilla si intercetta la voce di MALINCONICO Giovanni che riferisce a qualcuno che si trova in sua compagnia la seguente affermazione: ...e adesso sto chiedendo in ufficio!! D: Si, pronto? M: Sonia!! (si intercetta la musica di attesa della società) S: Pronto? ... si rappresenta che prima che MALINCONICO Giovanni parla con la sua segretaria, in sottofondo si intercetta la voce di FABOZZI Enrico (Sindaco di Villa Literno) e quella dello stesso MALINCONICO. Il FABOZZI riferisce: <<AGRORINASCE.... il consorzio della legalità: Agrorinasce>>.... Riprende la conversazione con la segretaria: M: eh... Sonia S: Si.... M: Noi facemmo un bonifico alla fondazione del carnevale a Villa Literno? S: No...! M: ...eh.. un'altra figura mi hai fatto fare: una a Benevento e un'altra qua!! .... Ti ricordi la storia? S: Si, si... come non mi ricordo?

123


M: E perchè non hai fatto il bonifico? S: ehe... M: ...non di quello che chiedevano... ma almeno del 50%...!! I diecimila euro!!!...eh... mettilo in programma di farglielo subito!! S: va buono!! (IN SOTTOFONDO SI SENTE LA VOCE DI FABOZZI ENRICO) N.B. si rappresenta che l'utenza di MALINCONICO Giovanni impegna la cella: Indirizzo : VIA VIA MADONNA DEL PANTANO,S.N.C. Comune : VILLA LITERNO Localita` : VILLA LITERNO Provincia : CASERTA

Par. 6.1. Le cartoline augurali per i cittadini. Il concerto di Katia Ricciarelli Il sindaco Fabozzi utilizza il legame con l’impresa aggiudicataria dell’appalto e dunque il suo “credito” rispetto al buon esito della gara per ottenere vantaggi di ogni natura. Persino le spese per le cartoline augurali da inviare ai cittadini in concomitanza del natale e la sponsorizzazione di un concerto di Katia Ricciarelli. Significativa, da un lato la scontata disponibilità da parte dell’imprenditore, dall’altro la circostanza che le somme erogate vengano imputate, a fini fiscali, a contributi per la parrocchia. Si riportano di seguito le conversazioni che attestano in maniera chiara ed eloquente quanto accaduto. Il 17 dicembre 2007, il parroco di Villa Literno CARTESIO Giuseppe 121 veniva contattato da FABOZZI Enrico ed insieme concordavano un incontro presso l’abitazione del Sindaco VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato: 393382479729 Intestatario: CARTESIO GIUSEPPE CRTGPP52R09E054T 19521009 GIUGLIANO IN CAMPANIA NA Progressivo n°: 5915 Data : 17/12/2007 Ora : 12:44:33 Durata : 0:00:40 DATI: F: FABOZZI Enrico D: CARTESIO Giuseppe, parroco di Villa Literno D: Pronto? F: Don Peppe caro... D: dove state? F: Adesso sono atterrato al mio Paese... D: Ah... F: Adesso sono qua....sono arrivato adesso in casa...dimmi...?? 121

CARTESIO Giuseppe, nato a Giugliano in Campania il 9 Ottobre 1952; 124


D: Niente... stai a casa allora? F: Mò sono arrivato a casa mia... D: Posso passare tra cinque minuti? F: Se...se passi ti aspetto... prima che esco D: Cinque minuti, cinque minuti.... F: eh.. ciao... ciao... Dopo solo sette minuti dalla precedente conversazione, il Sindaco FABOZZI Enrico contattava VASSALLO Sergio, geometra dell’impresa MALINCONICO, chiedendogli quale fosse la persona di riferimento dell’impresa, poiché doveva parlargli per il pagamento da effettuare in favore di un fotografo che aveva realizzato delle cartoline augurali per i cittadini di Villa Literno. Il geometra gli suggeriva di prendere contatti con altro dipendente, Ingegnere D’AGOSTINO, reperibile presso la sede della società MALINCONICO VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato: 3387908196 Intestatario: VASSALLO SERGIO VSSSRG77S16E335V 19771116 ISERNIA IS Progressivo n°: 5919 Data : 17/12/2007 Ora : 12:51:54 Durata : 0:02:33 DATI: F: FABOZZI Enrico V: VASSALLO Sergio, geometra della ditta Malinconico V: pronto? F: pronto... Geometra VASSALLO? V: Si... F: Buongiorno, sono il Sindaco di Villa Literno! V: Mi dica.... F: Ma voi state a Villa Literno? V: Eh? F: Voi state a Villa Literno? V: no... sto a Capua attualmente F: Ho capito... No, vi volevo chiedere una cosa... siccome noi... chi è che si interessa ... per capire... perchè io non ho capito ancora chi sono i riferimenti... Siccome qui sono state fatte queste...sono state preparate queste cartoline da inviare... da mandare ai cittadini... V: Si... F: Mò chi è che segue questa vicenda? ... perchè il fotografo è venuto all'ufficio a Villa Literno e ha trovato chiuso ... era sabato e va bene si capisce... Ma anche questa mattina insomma non c'è nessuno in quest'ufficio (si tratta dell'Ufficio allestito dalla ditta MALINCONICO a Villa Literno n.d.r) del ... V: E' L'ing. D'Agostino che si interessa di queste cose... F: E datemi il numero di quest'Ing. D'AGOSTINO.... ..in forma riassuntiva: <<Il geometra Vassallo comunica l'utenza dell'Ingegnere D'Agostino al FABOZZI. Nella circostanza tuttavia il Sindaco precisa al suo interlocutore di aver provato a contattare tale Pisaturo 125


(Dipendente dell'impresa MALINCONICO), senza riuscire nell'intento. Prima che la conversazione viene ultimata, il VASSALLO comunica anche l'utenza 0823/943411 della sede della società MALINCONICO>> Seguendo il suggerimento del geometra VASSALLO, il Sindaco FABOZZI contattava gli uffici dell’impresa e parlava proprio con l’Ingegnere D’AGOSTINO, sollecitandolo - come da accordi presi con Giovanni MALINCONICO - al pagamento delle cartoline preparate dal fotografo Michele DI FRATTA. Nella telefonata il sindaco caldeggiava anche il versamento di un “contributo” che sarebbe dovuto confluire alla Parrocchia di Villa Literno VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamante: 0823943250 (sede della MALINCONICO s.p.a.) Progressivo n°: 5927 Data : 17/12/2007 Ora : 13:03:18 Durata : 0:03:24 DATI: F: FABOZZI Enrico D: Ing. D'AGOSTINO della società MALINCONICO s.p.a F: Pronto? D: Pronto sig. Sindaco, sono l'ing. D'AGOSTINO della MALINCONICO... F: Ma il vostro numero non è 7573796?... 33575..inc.. D: 7513796!! F: Mi hanno dato proprio un numero ...??? ..7 ... 335 ..(si accavallano le voci) ... e quindi: 7513796! D: Si.. eh F: che... insomma ...è un numero ...che avevo capito che era così però io!! D: eh... F: Mentre il vostro è 0823/943411? D: Si... F: questo è il centralino... D: E' l'altro è anche 250! F: Che è questo qua che avete voi D: Si...si... F: che è 9434...?? D: 943250 e 943411! F: Allora... io vi sto chiamando perchè penso che lei è informato del fatto che noi stavamo facendo... che noi abbiamo fatto stampare quelle cartoline che dobbiamo inviare ai cittadini... alle famiglie di Villa Literno... D: eh... F: ... avete questa informazione?? Giovanni (MALINCONICO Giovanni n.d.r) ve l'ha detto?? D: Io no... F: E va bene...ehe... Però ce l'ha Giovanni!! (MALINCONICO Giovanni n.d.r) direttamente... D: Eh... F: ... che quando stava qui...stava qui... Insomma poi per non chiamarlo...

126


D: Cioè le cartoline da mandare ai cittadini diciamo?? F: Ai cittadini... Mò sono state stampate e D: Eh... F: E niente... siccome in ufficio qui a Villa Literno era chiuso anche questa mattina... D: Perchè pioveva... e poi F: E il fotografo mi aveva.... il fotografo che ha realizzato questa cosa mi ha chiamato... D: Eh... F: Gli ho detto:<<va bene... io chiamo il responsabile e ti faccio contattare>> ...Io adesso vi dò il numero 338 ... ve lo dò... D: Si... F: ...si chiama Michele DI FRATTA ... Che tra l'altro vi deve ... D: 338... F: 66 D: si F: 15 D: si F: 252 (338/6615252 Michele DI FRATTA) D: si chiama questo? F: Michele Di FRATTA! D: Michele DI FRATTA! F: Poi noi eravamo rimasti d'accordo con il sig. MALINCONICO... il sig. MALINCONICO che avremmo... o richiesto alla CARITAS, tramite il Parroco, di farle recapitare alle famiglie di Villa Literno oppure poi ...io nel momento in cui mi informo e questo non è possibile ... poi troviamo un'altra soluzione...vediamo un gruppo di persone che fanno questo lavoro!! D: Uh...uh... F: Però comunque io ho bisogno di vedervi ..insomma.... o mi date il numero di MALINCONICO perchè noi rimanemmo d'accordo... D: Uh...uh... F: Come dobbiamo fare? D: va bene mò...perchè ...mi sembra che è in una riunione e mò appena... lascio il suo numero al centralino e lui di solito quando riceva la chiamata dall'ufficio poi chiama... F: Ho capito D: Allora lo faccio chiamare e se può rispondere o non risponde però lui appena si libera vi chiama in ufficio e lascio detto che voi lo avete cercato urgentemente ... F: eh...eh...intanto voi telefonate al fotografo che le andate a ritirare! ...oppure gli dite dove le deve portare ... D: Si, si ... F: ..in modo che... D: anche per l'importo e così via ... F: eheh.. e va bene questa poi è una cosa che vedete voi ..insomma.. Dobbiamo solo stabilire insomma... Poichè, poichè dovevamo organizzare un contributo alla PARROCCHIA D: Si... F: Per stabilire come facciamo... insomma questo volevo dire... D: va bene allora mò... F: Se venite voi qua ... D: Eh.. F: E poi mi fate sapere quando venite .. va bene? D: Va bene....mò vedo con ...inc.. arrivadereci F: Grazie..

127


In perfetta successione cronologica, alle ore 13,12 della medesima giornata MALINCONICO Giovanni telefonava al Sindaco e si aveva conferma della necessità del pagamento delle cartoline augurali nonché del contributo economico da elargire in favore della parrocchia. A tal fine il MALINCONICO dava incarico ad un collaboratore, ragioniere ROCCIA, di recarsi nel pomeriggio a Villa Literno per adempiere alle richieste avanzate dal sindaco VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamante: 3356000984 in uso a Giovanni MALINCONICO Intestatario: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 19000101 Progressivo n°: 5928 Data : 17/12/2007 Ora : 13:12:01 Durata : 0:02:01 DATI: F: FABOZZI Enrico M: MALINCONICO Giovanni F: Pronto... M: Sindaco buongiorno, sono Giovanni MALINCONICO! F: ueh... carissimo Giovanni MALINCONICO... come andiamo?? M: Non c'è male... F: Eh.. Niente io vi ho cercato per quella questione insomma... perchè sono pronte le cartoline... M: Si, si... F: Eh! ... allora io avrei voluto se voi non avete tempo insomma, mi mandate un vostro M: Si...un collaboratore F: Un collaboratore vostro ... M: Si.. F: Intanto se le ritirano (le cartoline n.d.r.) e poi ci organizziamo insomma perchè ...io vi avevo accennato con il nostro parroco... M: Ma voi state al Comune?? F: io adesso sto ...inc.. M: Perchè io sto all'ASI a Caserta F: Eh... M: Se volete faccio un salto in comune? F: Eh...io faccio pure venire... al limite se mi dite a che ora io faccio venire anche il Parroco ... M: Il tempo che arrivo... F: eh.. quindi una mezz'orretta M: eh... una mezz'oretta! F: ma ci possiamo vedere anche... M: Io ci devo venire mercoledì a mezzogiorno... F: E poi si fa tardi M: ...e poi è troppo tardi! F: Eh...perchè poi natale è ...hai capito... M: E vogliamo fare oggi pomeriggio? .. vi mando qualcuno? F: eh... per me è uguale... va bene lo stesso!

128


M: fatemi sapere voi quando ci sta il coso...il prete... il parroco... F: eh... io pure da poco l'ho lasciato...inc.. rintracciare... Adesso lo chiamo e faccio un appuntamento in parrocchia... A limite andiamo noi in parrocchia... Andiamo insieme al collaboratore in parrocchia...inc... M: eh.. eh.. F: Verso le cinque (17:00) il collaboratore potrebbe venire?? M: Come... F: oppure se mi dite chi è il collaboratore insomma ... M: Il RAGIONIERE ROCCIA ... ma io mo lo chiamo io e lo metto in allerta... F: eh... M: Di tenersi a disposizione per oggi pomeriggio per venire a Villa Literno... F: Ah.. va bene...Allora io mò vedo a che ora è possibile... Ma questo è il vostro numero? ...che mi posso registrare?... M: si, si questo qui è il mio numero... F: Allora me lo registro... M: Va bene.. ..i due si salutano Anche il parroco CARTESIO Giuseppe veniva quindi immediatamente informato delle novità e dell’appuntamento concordato dal FABOZZI con il delegato da Mastrominico VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero chiamato: 393382479729 Intestatario: CARTESIO GIUSEPPE CRTGPP52R09E054T 19521009 GIUGLIANO IN CAMPANIA NA Progressivo n°: 5929 Data : 17/12/2007 Ora : 13:16:19 Durata : 0:00:52 DATI: F: FABOZZI Enrico C: CARTESIO Giuseppe, parroco di Villa Literno C: Si... F: Senti eventualmente l'appuntamento alle cinque (17:00) da te va bene? C: Oggi? F: Eh... C: Enrico un poco prima si... perchè forse tengo la messa dopo, hai capito? F: A che ora c'è la messa? C: ...un quarto tengo la messa... F: A che ora c'è la messa? C: Alle cinque e un quarto! F: Eh... quindi alle quattro e trenta ve bene? C: Eh!... F: e allora ...e allora mò gli confermo appena mi chiama dico che ci vediamo alle quattro e

129


mezza ... veniamo noi da te però! C: Va bene F: Ciao... ....si salutano. Nel pomeriggio, come concordato, avveniva l’incontro in Villa literno tra FABOZZI Enrico, il parroco ed il ragioniere ROCCIA dell’impresa MALINCONICO VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato: 393357513803 in uso al Ragioniere ROCCIA Intestatario : GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614

19000101

Progressivo n°: 5944 Data : 17/12/2007 Ora : 16:21:09 Durata : 0:00:29 DATI: F: FABOZZI Enrico R: Ragioniere ROCCIA dell'impresa MALINCONICO R: Pronto F: Pronto R: Sindaco buonasera F: ueh Ragioniere dimmi R: Io sto qua a Villa, in Piazza ...Io ho parcheggiato in una traversa di fronte al Comune ...dove sta una chiesa... mica è qua? F: Eh...eh.. sto arrivando anch'io! R: eh.. .eh. perfetto, perfetto... La conversazione che segue consente di fotografare il contenuto dell’incontro. Il ragioniere Roccia racconta al suo datore di lavoro Mastrominico quanto accaduto: il sindaco FABOZZI aveva preteso il pagamento di 2.200,00 euro per le cartoline augurali realizzate da Michele DI FRATTA; la somma di 3.000,00 euro per il concerto che Katya RICCIARELLI avrebbe dovuto tenere in Villa Literno; l’assunzione presso la società MALINCONICO di una ragazza. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato: 393356000984 (MALINCONICO Giovanni) Numero Chiamato: 3357513803 Ragioniere della società Malinconico Intestatario: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 19000101 Progressivo n°: 1352 Data : 17/12/2007 Ora : 19:03:48 Durata : 0:02:29

130


LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni R: Ragioniere ROCCIA della società di MALINCONICO Giovanni, in via di identificazione R: Pronto? M: ragioniere... R: ueh, geometra. M: Siete andato? R: Si, adesso sto ritornando...sto a Vairano... M: A Vairano dove... alla Esso? R: No, ho appena superato i semafori! M: Dove state andando a casa o all'ufficio? R: E mi ritiro...inc... M: Andatevene. Io sto sopra all'autostrada... R: Ho fatto tutte cose!! M: Che avete fatto? R: eh ..sono arrivato.. M: Avete parlato con il Prete? R: Ho parlato con il Prete! M: Gli avete dato quello che gli dovevate... R: Gli ho dato sette!! SETTE, SETTE PAGNOTTONI!! M: Eh... poi.. R: ehe... poi ho detto così:<<va buono, siamo a disposizione se è qualcosa fateci sapere!!>> ...e roba varia... M: Eh... R: Poi ... M: E' venuto quello delle cartoline? R: Eh... inc.. le cartoline. L'ho pagato... duemiladuecento euro... ladro di merda...quello è un ladro di merda! M: Alla faccia del cazzo... sono arrivati ad 1 euro per cartolina? R: Eh... no, sono 50 centesimi!! ...sono ..inc.. mi sembra!! M: Uh... R: E ...poi... questo qua lo porta a DON PEPPINO e DON PEPPINO domani manda i ragazzi....poi aspetta i contributi per KATYA RICCIARELLI!!... inc.. M: che è? R: I CONTRIBUTI PER KATYA RICCIARELLI!! M: KATYA RICCIARELLI? R: Eh! M: E che deve fare KATYA RICCIARELLI???? R: Eh, dice che il sindaco....che voi ne avete parlato con il Sindaco...gli dovete dare un contributo per la manifestazione del 4 gennaio!!! M: E non mi hanno detto niente... Ma chi è che la fa? ... Il prete? R: Il prete e l'amministrazione Comunale!! M: Ah?!... R: E mi ha detto anche il prezzo il Sindaco eh!!!! M: Quanto vanno cercando per la Katya Ricciarelli? R: E' impegnata per 3.000,00 euro!! M: tremila.. R: eh! ...

131


M: Glieli diamo qua..... Al Prete... li dobbiamo dare al Prete!!! R: Eh, li dobbiamo dare al Prete logicamente... M: ...è un contributo per la curia che almeno.... R: certo... M: ...fiscalmente?!!! R: E niente... poi siamo andati a casa di un Consigliere che a sua volta ha chiamato questa ragazza che deve venire a lavorare...e domani mattina viene e ci dobbiamo parlare!!!Io, il Sindaco e questo Consigliere!! M: eh.. e allora dovete andare anche domani mattina? R: Eh... Domenico deve andare a ... dobbiamo far firmare quella cosa da PIANESE? ... M: Aeh? R: Dobbiamo portare quella carta a PIANESE... M: Va buono, andate domani insieme jà... R: Eh... ...si salutano

Par. 6.2. Le assunzioni e proposte di assunzione presso l’A.T.I. aggiudicataria. Dalla conversazione del 17 dicembre 2007, intercorsa MALINCONICO Giovanni e il ragioniere ROCCIA, si evince come il sindaco FABOZZI ed un suo Consigliere avevano richiesto all’impresa l’assunzione di una ragazza per la quale, nella giornata seguente, era stato concordato un colloquio di lavoro VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato:

393356000984 (MALINCONICO Giovanni)

Numero Chiamato: 3357513803 Ragioniere della società Malinconico Intestatario: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 19000101 Progressivo n°: 1352 Data : 17/12/2007 Ora : 19:03:48 Durata : 0:02:29 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni R: Ragioniere ROCCIA della società di MALINCONICO Giovanni, in via di identificazione ..omissis… R: E niente... poi siamo andati a casa di un Consigliere che a sua volta ha chiamato questa ragazza che deve venire a lavorare...e domani mattina viene e ci dobbiamo parlare!!!Io, il Sindaco e questo Consigliere!! M: eh.. e allora dovete andare anche domani mattina? R: Eh... Domenico deve andare a ... dobbiamo far firmare quella cosa da PIANESE? ... M: Aeh? R: Dobbiamo portare quella carta a PIANESE... M: Va buono, andate domani insieme jà...

132


..omissis… Ed infatti il giorno seguente, 18 dicembre 2008, viene registrata una conversazione che consente l’identificazione di tale ragazza:FABOZZI Maddalena VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 1384 Data : 18/12/2007 Ora : 11:50:21 Durata : 0:02:32 Numero chiamato: 3357513800, in uso a PISATURO Domenico Intestatario: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 19000101 Legenda: Malinconico Giovanni: M Domenico Pisaturo della ditta Malinconico: D Ragioniere ditta Malinconico: Roccia da identificare .. .. dopo aver conversato con Domenico Pisaturo, questi gli passa il ragioniere circa l'assunzione della segretaria della Ditta Malinconico per gli Uffici di Villa Literno, e cosi proseguono: .. .. omissis .. .. D: mentre il ragioniere ha visto il fatto dell'Ufficio, la .. la signorina .. che deve aprire e via dicendo .. M: ma è venuta la signorina? D: si .. si è venuta pero ... M: ma è racchia .. è bona .. D: no .. non è .. non è .. (ride) e però fino a venerdi lei sta impegnata .. quindi non può .. M: inc.. D: ragioniere scusa.. mo vi passo il ragioniere .. non lo so .. lui ci ha parlato .. Ragioniere .. Malinconico .. R: pronto? M: ma che è una cessa questa? R: ehhh .. è un barattolo .. una barattolo .. M: ehhh R: na ... una nanetta .. M: è sposata? R: fa FABOZZI di cognome .. M: ahh .. va bene la si chiamano tutti Fabozzi .. R: ehhh M: ma ha avuto gia eperienze di lavoro o no? R: si sa usare il computer .. ehh tutte le cose .. M: è importante .. è ragioniera che è .. R: è ... no .. non ci ha portato la scheda anagrafica .. c'è la deve mandare ..è venuto insieme ai .. cosi .. all'assessore .. M: si .. ho capito .. ho capito .. altre novità .. nessuna .. R: altra novità .. poi ve la dico là ..

133


M: va bene .. dai ci vediamo.. R: ok La donna veniva escussa a sit dalla P.G. in data 16 aprile 2009 e confermava quanto emerso dalle conversazioni registrate. Si riporta di seguito quanto dichiarato dalla Fabozzi122: <<Dal 14 gennaio 2008 lavoro, in qualità di segretaria, presso l’ufficio della ditta “Malinconico Giovanni” s.p.a.. L’imprenditore, a seguito di lavori di riqualificazione del centro Urbano di Villa Literno, ha stanziato un ufficio sito in quella via Cimarosa ed io sono stata assunta per tale ufficio e mi occupo di attività di segretariato. D.R.: Sono stata assunta con contratto a tempo indeterminato. In particolare nel 2008, a conoscenza dei lavori che doveva essere eseguiti in Villa Literno presentai il mio curriculum al ragioniere dell’impresa, di cui non ricordo il nome, e dopo un paio di giorni venivo contattata da una persona che non sono in grado di precisare, forse si tratta della segretaria dell’impresa, sede di Ailano, a nome Fortuna, la quale mi riferiva di presentarmi presso l’ufficio di Villa Literno ove sarei stata assunta. La persona che mi ricevette, forse si trattava del ragionere di cui sopra, mi spiegò le mie mansioni e dallo stesso giorno venni assunta. D.R.: Preciso di essere diplomata con maturità al “Liceo Pedagogico” ed in precedenza non ho svolto alcuna attività lavorativa. D.R.: Mio marito svolge l’attività di imbianchino per conto di una ditta di Villa Literno di cui non ricordo il nome.>> Altre conversazioni d’interesse riferite al medesimo argomento, venivano intercettate il 4 aprile 2008. L’architetto Antonio FABOZZI, direttore dei lavori e responsabile U.T.C. del Comune, sollecitava un incontro con il MASTROMINICO rappresentando che sia l’Assessore che il Sindaco erano in attesa di conoscere qualche informazione, connessa alla assunzione di altro personale. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 6732 Data : 04/04/2008 Ora : 09:45:19 Durata : 0:02:11 Numero monitorato : Numero Chiamato :

3356000984 393346054818 in uso all'arc. FABOZZI

Legenda: Giovanni Malinconico: G Arch. Antonio Fabozzi: A .. .. Giovanni Malinconico conversa con l'arch Antonio Fabozzi di Villa Literno, la conversazione verte inizialmente sullo stato di salute del Malinconico poi circa i lavori ed in seguito cosi proseguono: A: e poi c'era .. ci stava l'assessore, il sindaco .. e voleva, voleva sapere qualche notizia G: si .. ho capito .. ho capito .. 122

dichiarazioni di FABOZZI Maddalena del 16 aprile 2009 134


A: ho detto va bene .. ora vedo .. facciamo una.. una riunione con .. con l'impresa… G: ho capito .. A: non so se mi devo .. se sulla zona .. peche siccome abbiamo programmato per oggi quella sistemazione .. di c.so Umberto .. G: con i miei là .. A: ehh .ehh .. .. in seguuito la conversazione verte nuovamente sui lavori che la ditta Malinconico sta facendo a Villa Literno .. Ed invero, in immediata successione cronologica veniva registrata altra conversazione che attesta come MALINCONICO Giovanni si sia immediatamente adoperato tramite una dipendente, Gabriella, affinché si procedesse alla immediata assunzione di tre operai di Villa Literno, estrapolandoli da una lista di sette persone, evidentemente segnalati dal Sindaco e dall’Assessore. Infine secondo le direttive del MALINCONICO Gabriella avrebbe dovuto contattare telefonicamente Maddalena FABOZZI per informarla delle nuove assunzioni VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 6733 Data : 04/04/2008 Ora : 09:47:43 Durata : 0:03:09 Numero monitorato : Numero chiamato:

3356000984 0823943411

Legenda: Malinconico Giovanni: M Ufficio Malinconico - Gabriella: G .. .. dopo aver parlato con la segretaria si fa passare Gabriella .. G: zio ... M: ma tu stai di fronte a Carmela .. G: no stavo dentro dall'ingegnere D'Agostino con Claudio Grande .. che è venuto a firmare tutte le carte .. M: chi è Claudio Grande? G: quello là che abbiamo assunto sull'Edil Matese .. M: ahh il malato là .. G: ehhh M: quei tre o quattro nomi .. G: si .. M: i primi tre nomi di Villa Literno .. G: si .. M: fa partire .. fai partire l'assunzione .. G: a partire da Lunedi? M: a partire da Lunedi è ..e G: e per .. e per .. le qualifiche come li devo assumere zi ?

135


M: operai .. come li vuoi assumere .. G: operai secondo livello .. manovale .. M: metti operaio e basta .. poi vediamo che qualifica tengono .. hai capito?.. per tre mesi .. G. zio io le assunzioni sulla Villa Literno ..le stiamo facendo .. M: ummm G: che a quando finisce la .. la SCARL .. M: ehhh G: se ne vanno direttamente .. M: no metti tre mesi .. metti tre mesi .. G: quindi questi li devo mettere a tre mesi ? M: tre mesi .. G: va bene .. ok .. M: e fai la comunicazione, chiamati la segretaria là .. G: a chi mi devo chiamare? M: la segretaria che teniamo là .. G: a Fabozzi .. M: come si chiama .. si chiama Fabozzi quella ? G: ehh Fabozzi Maddalena .. M: e la chiami e gli dici .. guarda da lunedi scendono I PRIMI TRE DELL'ELENCO .. i primi tre o quattro .. G: dimmi tu .. tre o quattro ? M: quanti ne sono in tutto ? G: ehh devo prendere l'elenco .. un attimo solo .. .. Giovanni conversa con Raffaele che sta vicino a lui .. G: zio .. M: ehh G: L'ELENCO SONO SETTE .. quello che mi hai dato .. perchè l'elenco che tenevamo prima erano due .. M: ehh va bene .. ora sono sette ? G: ehhh M: quelli che ti ho dato io .. comincia a far partire i primi tre .. dai G: quello ci sta un segnetto ai primi quattro .. M: fa partire i primi quattro G: ok, va bene M: e chiamati a Fabozzi e glielo dici .. G: si .. si glielo dico .. M: poi passami a D'Agostino .. G: Si. .. .. in seguito con l'Arch. D'Agostino .. per i lavori .. Da ultimo giova evidenziare che Maddalena Fabozzi, la cui assunzione è senza dubbio da imputare all’intervento del sindaco oltre che di un consigliere comunale, alcuni giorni dopo la sua assunzione e precisamente il 28 gennaio 2008, contattava CAIAZZO Vincenzo, legato da vincoli di parentela con IOVINE Massimo. Il tenore della telefonata registrata sulla utenza del Caiazzo risulta di particolare interesse, non solo per rimarcare i rapporti del Caiazzo con il sindaco, ma anche perché indica un interessameno ed una influenza nelle assunzioni anche da parte del CAIAZZO, che nell’occasione invita tale Enrico a procurarsi dei documenti per potere essere regolarizzato. Qust’ultimo, verosimilmente, si identifica in ARCIONE Enrico, marito di Fabozzi Maddalena

136


VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3284433789 in uso a CAIAZZO Stefano, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 5364/07 RIT del 19.12.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Progressivo n°: 1360 Data : 28/01/2008 Ora : 17:37:53 Durata : 0:01:55 Numero Chiamante : 3357513799 Intestatario: MALINCONICO Giovanni s.p.a Ailano, via Molino n. 2 Legenda: Enrico I : E Caiazzo Vincenzo "Stefano": S …squilli voci inc.... S: pronto! E: pronto Stefano .. S: uehh E: sono Enrico .. S: ohhh E: com'è il fatto .. che ..?? S: ehhh più o meno quella cosa là dai .. ora gli ho detto che ci dovevano portare i documenti .. E: ehhh e quando c'è li dobbiamo portare questi documenti .. S: comunque dovete preparare E: comunque .. .. dici .. dici .. dici .. S: la copia del libretto di lavoro .. E: ehhh S: il libretto di lavoro, il tesserino .. E. ehhh... io non lo tengo .. come devo fare? S: ehh .. non lo tieni .. mannaggia l'aria tua .. e ti devi scrivere domani ... ci vuole il tesserino .. E: no .. sto scritto .. però .. inc.. S: e il libretto chi lo tiene .. E: ehh lo persi questo libretto .. ora non lo trovo piu .. .. voci in sottofondo .. inc.. S: embè dal collocamento non ti puoi far fare una carta? una cosa .. E: mi devo far fare la carta dal collocamento .. dai .. ho capito .. S: ehh E: ehh .. poi? S: ci vuole la carta di identità .. il codice fiscale .. diciamo cosi e lo stato di famiglia .. E: e lo stato di famiglia .. S: ehhh E: di quelli la che devono essere assunti .. ehhh va bene dai .. S: ehhh .. ehhh E: inc.. domani .. dopodomani .. S: ehh appena mi dai le carte .. me lo dici .. quello lo chiama e c'è le portate .. E: ehh dai .. dai .. S: va bene .. E: ehhh se ne parla la settimana che entra .. comunque stanno a mettere le mattonelle là.. S: no .. il ferro lo potete pitturare anche domani .. però quello ci vuole il tempo che vi deve assumere .. hai capito .. o no .. due o tre giorni

137


E: va bene .. il ferro lo pitturiamo .. poi dopo lo sporchiamo un altra volta .. dobbiamo fare le soffitte .. il legname .. S: iniziate a preparare i documenti .. dai .. E: ehhh S: poi ci regoliamo strada facendo .. E: ehhh hai capito S: va bene .. E: va bene .. dai .. ora prepariamo questi cosi e poi ti chiamo .. dai. S: ehhh .. ehhh .. ehh si salutano .. ... Sul punto veniva escusso a sit anche Arcione Enrico123, <<lavoro in qualità di imbianchino per conto dell’impresa di un mio amico a nome ANCONA Carmine da circa 10 anni. Nell’ultimo anno, vale a dire nel 2008, ho svolto solo saltuariamente il mio lavoro, ovvero ho eseguito le mie mansioni di imbianchino per conto di diverse ditte. Nel 2008, tra l’altro, ho eseguito lavori anche per conto della famiglia Coppola ed in particolare per l’impresa di COPPOLA Clarita. Mi ricordo che venni presentato alla signora da un mio cugino imprenditore, a nome CAIAZZO Stefano, abitante a Villa Literno, il quale si fece carico di recapitargli anche una serie di documenti per essere assunto. Ho lavorato per conto di COPPOLA Clarita per circa venti giorni, in un cantiere ubicato ad Aversa ove hanno sede gli uffici dell’I.N.P.S. ...omissis..>> (vds. all. 47) Infine anche in data 18 Marzo 2008, nel periodo in cui erano prossime le elezioni comunali, tenutesi nell’aprile 2008. Il Sindaco FABOZZI Enrico contattava l’imprenditore Pasquale MASTROMINICO al fine di ottenere una cortesia per una persona da assumere o regolarizzare VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Numero Chiamato: 3355872544, in uso a Pasquale Mastrominico. L’utenza è stata monitorata anche con decreto n. 4963/07 R.R. del 23.11.2007. Intestatario: EDILIZIA PANORAMICA FIUGGI S.N.C. 00182730606 19000101 Progressivo n°: 11432 Data : 18/03/2008 Ora : 19:57:31 Durata : 0:01:01 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico M: Pasquale Mastrominico ...omissis... M: Pronto? F: Pronto? M: Ciao Sindaco! F: Pasquale M: ueh... dimmi... F: Senti mi serve una cortesia.. domani mattina dovremmo vederci verso le nove che c'è un problema per una persona insomma che dobbiamo metterla.... Ci dobbiamo vedere jà 123

dichiarazioni rese alla P.g. in data 16 aprile 2009 da ARCIONE Enrico: 138


domani mattina! M: Eh, ma io sto a Sessa domani tengo un appuntamento là. Posso venire più tardi... F: E può venire GEPPINO (MASTROMINICO Giuseppe n.d.r.)??? M: E sta insieme a me. Ci possiamo vedere un poco prima? F: Un poco prima delle nove? E poi non ci sta ANTONIO, non ci sta ... M: E io oggi l'ho visto ad ANTONIO... siamo stati sul cantiere assieme... F: E allora e allora facciamo una cosa... Io vado a Minturno prima e ci vediamo a mezzogiorno .. va bene per te? M: Mezzogiorno va bene ... io rientro a quell'ora F: E ci vediamo a mezzogiorno M: Eh.. vengo al Comune... F: Eh! Ci vediamo al Comune... io vado prima a Minturno e poi... M: ok.. va bene... .. .i due si salutano Del resto che l’impresa avesse proceduto a numerose assunzioni, anche eccessive rispetto alle necessità, con conseguenti oneri di spesa, emerge anche dal disappunto manifestato dal MALINCONICO . Il 9 aprile 2008 il Sindaco FABOZZI sollecitava l’esecuzione dei lavori di Corso Umberto e l’utilizzo di mezzi meccanici appropriati, e nell’occasione il MALINCONICO si lamentava delle spese connesse alle risorse umane impiegate VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a Fabozzi Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamante: 3356000984 Intestato a: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 ed in uso al Titolare Malinconico Giovanni Progressivo n°: 12932 Data : 09/04/2008 Ora : 10:12:38 Durata : 0:02:00 LEGENDA: M= Malinconico Giovanni F= Fabozzi Enrico F: Pronto? ....Sig. MALINCONICO come state, state bene? M: Buongiorno... F: State bene? M: Ditemi tutto F: Tutto bene? M: tutto bene... piove ma... F: Niente... mi ero un poco raccomandato pensavo che riuscivamo a mettere in sicurezza Corso Umberto... però purtroppo??... capisco...insomma che... i giorni sono pochi...(ride) ...vedo che non si riesce a fare questa cosa... M: stanno quaranta persone là... io non sò... F: Eh, ma quelle non servono le quaranta persone... secondo me ehe... 139


M: Non so neanche... E lo sò bene... Non riesco a lavorare .. e questo la settimana prossima dobbiamo fare un punto serio sulla situazione... F: eh... M: Io questa mattina ho litigato con tutto l'ufficio mio... F: E perchè ci vuole.... come dire... lì ci vogliono i macchinari per fare... per mettere in sicurezza ci vuole uno con una macchina più grossa, con il rullo più grosso...insomma... Mi sembra un poco... va bene, comunque??...Se si può recuperare almeno il primo tratto di corso Umberto fino a venerdì a me farebbe piacere... ma se non si riesce non fa niente... M: ...inc.. sono stati capaci a dirmi che cosa.. F: No, no .. e quelli non ha fatto niente... ha fatto ...cioè mi sembra a tipo Nord Africa insoma... tu vedi solo la folla però non vedi gli attrezzi, non vedi... M: Uh.. F: Alla fine non... M: A mettere... F: Alla fine diventa un fatto oneroso M: A corso Umberto? F: Eh ... Corso Umberto... e quello è il corso principale... M: ma quelli... quelli non si sono trovati la settimana fa.. non si sono riusciti a trovare assolutamente le ditte che fanno ...abbiamo interpellato cinque o sei ditte... pure ..inc.. Stanno tutti impegnati a mettere l'asfalto.. E' impazzita l'Italia.. chi sà F: ehhe M: Mò ci faccio, mò ci faccio F: No, no ...perlomeno riescono a sistemare alla meglio a fare una cosa M: Mò chiamo a ...inc... ciao... ...i due si salutano VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di NAPOLI -D.D.A.- in data 23.11.2007. Numero Chiamante: 0823943250, sede della MALINCONICO s.p.a Progressivo n°: 7004 Data : 09/04/2008 Ora : 10:16:22 Durata : 0:02:47 Legenda: M: MALINCONICO Giovanni D: Domenico Pisaturo M: pronto? D: Geometra, sono Domenico M: Domenico ma a Corso Umberto dove stanno mettendo l'asfalto là D: Si... M: Mò mi ha chiamato il Sindaco D: Si M: A parte il fatto:<<le persone non servono>> e io gli vorrei dire... va buò?! ...ma non abbiamo trovato nessuna finitrice? D: no... M: nessuna fresa??? 140


...omissis... Posizione 02:27 D: io glielo avevo detto a Fabozzi (architetto del Comune n.d.r) e lui mi ha detto:<<PISATURO non fa niente... se non hai trovato nulla andiamo avanti così!>> ...omissis... Par. 6.4 La richiesta di realizzazione di una piscina per la parrocchia. La assoluta sottomissione del MALINCONICO alla volontà del sindaco, finalizzata al suo tornaconto in termini di consenso elettorale, si evince anche in occasione delle richieste avanzate dal parroco di Villa Literno: la realizzazione di una piscina. A tal fine il sindaco organizza un invito a cena a cui il MALINCONICO non può sottrarsi e rispetto al quale è consapevole che sarà l’ennesima occasione durante la quale gli verranno avanzate richieste economiche che dovrà assecondare. A tale cena avrebbe dovuto partecipare anche il Natalizio, del tutto partecipe agli affari del sindaco, e consapevole del tornaconto elettorale che l’appoggio al parroco comporta. Nell’occasione viene organizzato anche un incontro con il presidente della squadra di calcio, verosimilmente finalizzato ad ottenere un ulteriore finanziamento. Si riportano di seguito le conversazioni di interesse relative a tale vicenda che per la loro chiarezza non meritano ulteriori commenti VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato: 393356000984 (MALINCONICO Giovanni) Numero Chiamante: 3346054811 (FABOZZI Enrico) Progressivo n°: 8835 Data : 06/05/2008 Ora : 14:05:08 Durata : 0:01:14 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni F: FABOZZI Enrico M: pronto? F: pronto... Signor MALINCONICO?.... sono l'umile Sindaco di Villa Literno, come state? M: Ueh, Sindaco... buongiorno! F: Sentite Signor MALINCONICO... il mio... il mio Parroco qua.... M: Si... F: mi disse che ci vuole ospitare a cena in Parrocchia per venerdì sera M: Si, si... F: Voi potreste essere disponibile per venerdì sera... prepara... ovviamente è una cena preparata dai suoi parrocchiani, quindi non è una... M: Io mi devo mangiare Sindaco... sessanta grammi... Io sto facendo una dieta ferrea... F: eh, eh.. M: ...io ...assaggerò... la compagnia ...per ...per la sacralità dell'evento... F: eh...eh... M: ...inc.. nei luoghi sacri... 141


F: Nei luoghi sacri...eh... mangiamo nella sua casa diciamo in parrocchia.. M: In parrocchia... F: in chiesa...in chiesa... M: ma voi domani state per il comune? F: eh, domani in mattinata sto tutta la mattinata in comune... M: ah... ah....e casomai io dovevo già venire F: Ah, va bene... allora... M: Parliamo del menu della chiesa F: eh...eh... concordiamo l'appuntamento con ..inc.. ci diciamo anche al parroco ...se ci sta qualche pasto leggero da fare... M: Ci vediamo domani mattina... F: va buono ... si salutano VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero monitorato: 393346054811 FABOZZI Enrico Numero Chiamato: 393382479729 Don GIUSEPPE Intestatario: CARTESIO GIUSEPPE CRTGPP52R09E054T 19521009 GIUGLIANO IN CAMPANIA NA Progressivo n°: 14764 Data : 06/05/2008 Ora : 14:07:03 Durata : 0:01:38 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico D: Don Giuseppe (Parroco di Villa Literno) D: Pronto... F: Pronto... D: Enrico! F: Don peppe... D: salve... F: ...io..io sto a Napoli... D: Ah... F: In linea di massima io ho concordato per venerdì sera la cena! D: Eh, eh... F: già... Però probabilmente siccome lui mi viene a trovare domani al comune ...però io comunque ho concordato che per venerdì facciamo questa cena in parrocchia D: Eh... F: nella tua casa... D: Parrocchiale F: Parrocchiale...eh...inc.. rimanemmo d'accordo... D: ..inc... F: Eh...Mò se domani in mattinata tu stai in giro... ci possiamo anche incontrare preventivamente...così definiamo anche il menù... il menù della serata... D: Eh... 142


F: Io comunque sto tutta la mattinata in Comune domani.. .Oggi sto ancora in giro per Napoli, Caserta, qua... stiamo recuperando insomma il tempo che abbiamo perso per la campagna elettorale... D: Si, si... Senti Enrico ...perchè volevo sapere... perchè con l'Architetto TESSITORE mi chiedeva il nome della ditta.. come ..inc.. perciò ti volevo.... F: Va bene, ma questo è successivo... perciò ehe.. ma questo lo dobbiamo presentare dopo che ci siamo visti!! D: Va buono... allora domani... ci vediamo domani F: Ci vediamo domani ... si salutano La consapevolezza che l’argomento della conversazione potesse di fatto rivelarsi un’ennesima richiesta di impegni per il Malinconico, che esulavano dalla competenza dei lavori appaltati, si chiariva nella conversazione telefonica che l’imprenditore aveva con la sua convivente il 09.05.2008, nella quale affermava che l’invito del sindaco e del parroco celava sicuramente una nuova esigenza VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato: 393356000984 (MALINCONICO Giovanni) Numero Chiamato: 0823943404 in uso a Tatyana, convivente di Malinconico Giovanni Progressivo n°: 9093 Data : 09/05/2008 Ora : 13:39:50 Durata : 0:03:21 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni T: Tatyana, convivente di Malinconico ...omissis... Posizione 01:39 M: ...io poi questa sera devo andare pure a Villa Literno... T: Uh... M: hai capito.. che mi ha invitato il Sindaco ...con il vescovo....uh..qualche cazzo vogliono.... T: uh... uh.... M: il prete, il prete. T: uh..uh.. M: ...dove sto facendo i lavori là...

143


T: uh....Ok... M: Mò sto qua e poi mi organizzo dai.... ...omissis... Achille NATALIZIO, invitato dal Sindaco e dallo stesso MALINCONICO, asseriva di non poter partecipare al convivio in relazione a precedenti impegni assunti. La conversazione faceva luce sui reali motivi che avevano spinto il FABOZZI ad organizzare l’incontro, in quanto i buoni rapporti con il parroco potevano rappresentare future alleanze che lo avrebbero potuto favorire politicamente VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamante: 3487124003 in uso a NATALIZIO Achille Progressivo n°: 15146 Data : 09/05/2008 Ora : 16:55:35 Durata : 0:02:00 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico A: NATALIZIO Achille ...omissis... Posizione 01:14 F: Noi ci vediamo questa sera?...oh... come stai messo? A: No, non lo sò se vengo... tengo da fare perchè devo avere un altro caso e allora sto, tengo un sacco di cose da fare... mò mi vedo con Giovanni (MALINCONICO Giovanni) ...che tengo un appuntamento con lui più tardi e poi... F: e se no viene solo lui...jà, va buono...me lo fai sapere però A: Eh... ..inc... ma lui viene sicuro!! Che c'entra... F: come? A: Lui viene sicuro! F: E' certo....lo sò che viene sicuro A: ... il prete là...sò... F: Il prete... A: ..inc.. là?...i preti, i parrocchiani... F: ...eh, ma quello le alleanze, le alleanze così si costruiscono... A: Va bene... F: ...quando si candidò UBALDO GRECO...inc.. <<ma quali sono le tue alleanze?>> ...gli domandai io...inc.. E non me ne disse una: nè i commercianti, nè i professionisti nè gli operai.

144


Non aveva il patto con nessuno .. e come vuoi vincere gli dissi? ... Va buono... ciao... A: Ciao... VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato: 393356000984 (MALINCONICO Giovanni) Numero chiamante: 3487124003 Achille Natalizio Progressivo n°: 9108 Data : 09/05/2008 Ora : 18:30:12 Durata : 0:00:45 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni A: NATALIZIO Achille M: pronto? A: Aooh...oh... M: Oh... A: Senti... a Villa Literno non posso venire questa sera... M: eh, va buono... adesso mi mandi solo? A: Jà... e che fa?... tanto M: ti devo parlare dove stai? A: Come? M: Ti devo parlare, dove stai? A: Eh, io ti posso parlare ... tu dove stai? M: All'Ufficio! A: e allora vediamoci là... tra mezz'ora a Caianiello.. ci vediamo là M: Va buò.. e che vado...poi da Caianiello, poi mi sposto tra mezz'ora A: E tu... e tu non devi andare a Villa Literno per là sopra che almeno te ne vieni prima? Alle sette, sette è un quarto ci vediamo a Caianiello! M: mò parto jà... ciao... A: Ciao... La cena organizzata dal parroco diveniva occasione per MUSTO Antonio di avanzare nuove richieste per la squadra di calcio. Il Presidente MUSTO, infatti, nel pomeriggio del 09.05.2008, chiedeva al Sindaco se vi era la necessità che anch’egli partecipasse alla cena organizzata, ma quest’ultimo rispondeva che non era necessario e che avrebbero potuto comunque discutere allontanandosi momentaneamente dagli altri invitati VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero monitorato: 393346054811 FABOZZI Enrico 145


Numero Chiamante: 3497097581 in uso a MUSTO Antonio Intestatario: MUSTAUTO S.A.S. DI MUSTO ANUNZIATA . 03394470615

19000101

Progressivo n°: 15150 Data : 09/05/2008 Ora : 17:08:41 Durata : 0:00:43 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico M: MUSTO Antonio F: Pronto? M: Sindaco, buonasera... sono Antonio MUSTO!! F: Ueh, Antonio...Dimmi.... M: Niente, vi volevo ricordare ....io questa sera mica devo venire a quella cena? cioè...ve la vedete voi, no?!! F: Eh, ci vediamo un poco prima...ci vediamo e gli parliamo due minuti!! M: Ah, ecco... quindi mi devo trovare disponibile a quell'ora! F: Alle otto e trenta... si, verso le otto e trenta (20.30) M: Verso le otto e trenta, nove... F: Eh, penso verso le otto e trenta, le nove ...pure dopo.... M: bene... F: Mi chiami, scendiamo io e lui un minuto eh... M: ah, va bene ... ...si salutano Anche la conversazione intercettata prima che MALINCONICO Giovanni giungesse a Villa Literno, intercorsa tra quest’ultimo e tale MANCINO Fernando, si ritiene chiarificatrice dei motivi dell’invito alla cena. L’imprenditore, parlando dell’invito al suo amico, affermava che nell’occasione gli avrebbero sicuramente richiesto l’ennesimo contributo: VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato:

393356000984 (MALINCONICO Giovanni)

Numero Chiamato: 3392777500 in uso a MANCINO Fernando Intestatario: PISATURO DOMENICO PSTDNC65M29L594H 19650829 VALLE AGRICOLA CE Progressivo n°: 9122 Data : 09/05/2008 Ora : 19:50:03 Durata : 0:02:03 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni F: MANCINO Fernando

146


in forma riassuntiva: Posizione 00:00 <<MALINCONICO Giovanni chiama il suo interlocutore con l'appellativo "Assessore". Aggiunge che da poco ha chiamato Mario (LANZONE Mario, Sindaco di Ailano) e chiede se ci sono delle novità. I due commentano poi alcuni lavori che sono in corso nel Comune di Ailano. Accennano nella circostanza a tale Palumbo che è impegnato a togliere della terra da qualche parte. Nel corso della conversazione MALINCONICO Giovanni rappresenta tutto l'itinerario della giornata>> Posizione 01:13 in forma integrale: M: Adesso parto per Villa Literno F: Ah. Mò parti? M: ..per una cena... devo andare ad una cena dal Vescovo... F: Ah? M: ... dal Prete là che mi hanno invitato F: Ah? M: Vogliono qualche contributo!!! F: Ah... si, si... M: ehe....e dato che sono bloccati i lavori, così colgo l'occasione... F: Ah.... ah... M: di parlare anche con gli Assessori là, con chi cazzo ci sta...Solo che mi rompe il cazzo di andare a quest'ora a Villa Literno.... F: ah... M: Adesso sto al bar "Cocco" a comprare i cioccolatini ed una bottiglia di cognac.... puoi mai andare... puoi mai andare con le mani vuote? ehehe... F: ehe M: Non si può andare a mani vuote, no? F: Ho capito, che vuoi fare? M: ehehe... e che vuoi fare?.... e questa è la mia vita ... lavoro per gli altri!!! Va buò... F: per gli altri... M: eh, per gli altri! ..inc.. quella è l'unica verità! F: Eh... M: Va buò, ci sentiamo... F: Stammi bene... ...si salutano Per l’occasione MALINCONICO Giovanni contattava tale Baldino, da identificare in SCHIAVONE Baldino124, affinché questi lo andasse a prelevare per accompagnarlo presso la casa canonica di Villa Literno 124

SCHIAVONE Baldino, nato a Casal di Principe (CE) il 27.04.1965, ivi residente in via Delle Rose n. 68. Lo stesso, utilizzatario della scheda telefonica 333-6777321, censita in banca dati SDI, risulta segnalato il 10.08.2000 per il reato di gioco d’azzardo. Egli è fratello di SCHIAVONE Maria Immacolata, nata a Casal di Principe l’01.05.1967, coniugata con APICELLA Nicola, da Michele e da Martino Esterina, nato a Casal di Principe il 26.06.1957. Quest’ultimo è fratello di APICELLA Pasquale, nato a Casal di Principe il 13.03.1968, detto “Pasquale ‘o bell’omm”, esponente di rilievo del clan dei “casalesi”. SCHIAVONE Baldino, inoltre, annovera numerose frequentazioni con personaggi della sfera camorristica “bidognettiana”, tra i quali CERCI Gaetano, nato a Casal di Principe il 18.12.1969. (vds. all. 59) 147


VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a Malinconico Giovanni , come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 9123 Data : 09/05/2008 Ora : 20:05:22 Durata : 0:01:46 Numero chiamato : Intestatario :

3336777321, in uso a SCHIAVONE Baldino JFEI QJT JFEQJT80B02Z100L 19800202 DWEE

Legenda: Malinconico Giovanni: G Schiavone Baldino: B B: pronto? G: Baldino! B: si .. ciao Giovanni G: inc.. B: buonasera .. G: io.. pero devo andare .. sto partendo adesso da Caianello .. B: dove? G: sto partendo adesso da Caianello .. devo andare a Villa Literno .. B: si .. G: alla casa .. alla casa Canonica .. che mi hanno invitato, il prete, il sindaco .. eccetera .. B: si .. si .. G: a me a quest'ora .. andare in giro con la macchina mia B: umm .. G: per quelle zone .. B: ho capito .. G: ti dispiacerebbe se mi vieni a prendere poi mi accompagni .. B: dove? G: ehh io .. dove posso lasciare la macchina .. io o la lascio a quell'autogril altrimentoi dove la posso lasciare .. ad una parte piu .. B: ehhh .. sempre per quella macchina la .. state? G: ehhh no io sto con la .. con la cadillac .. B: ahh ho capito .. G: inc... B: ehhh .. quel posto là .. G: ehh io ci vado normalmente .. pero è l'orario hai capito .. che non mi piace B: perche poi .. chiudono .. ehhh se uno la porta da un altra parte .. G: ehhh B: poi si fa tardi .. ehhh .. no .. non va bene .. ehhh quel posto la mi sembra piu indicato .. G. tu c'è la fai a venire a prendermi .. B: si .. si come non c'è la faccio! G: o hai delle cose da fare? B: ahhh G: se mi vieni a prendermi e mi accompagni .. là .. B: ahhh G: e poi dopo .. ci mettiamo d’accordo come ritornare .. B: va bene .. va bene .. dai ..non ci sono problemi .. ora parto dai .. G: ti aspetto là .. ciao .. 148


B: ciao .. Effettivamente, alle ore 21.07 successive, Giovanni MALINCONICO giungeva a Villa Literno e nell’occasione riceveva indicazioni dal Sindaco per raggiungerlo in parrocchia VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato : 393356000984 Intestatario: GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 19000101 Progressivo n°: 15184 Data : 09/05/2008 Ora : 21:07:08 Durata : 0:00:36 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico M: MALINCONICO Giovanni M: Pronto F: Pronto... dove siete.. state arrivando? M: Eh... la Casa canonica sta vicino al Comune dove si trova? F: Sta vicino alla Chiesa e in uno con la Chiesa M: Ah.. e tuttuno con la Chiesa principale.. dove sta il Comune? F: Eh, difronte ci sta... nel vicoletto c'è la Chiesa? ... esi sale sopra.. M: Ah... F: ...e si mangia sopra...M: va bene...Sto fuori al Comune quasi Come da accordi, alle ore 21.19 seguenti, FABOZZI Enrico contattava MUSTO Antonio e lo sollecitava a raggiungerlo nei pressi della Chiesa per incontrarsi con l’imprenditore VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA -11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero monitorato: 393346054811 FABOZZI Enrico Numero Chiamato: 3497097581 in uso a MUSTO Antonio Intestatario: MUSTAUTO S.A.S. DI MUSTO ANUNZIATA . 03394470615

19000101

Progressivo n°: 15186 Data : 09/05/2008 Ora : 21:19:36 Durata : 0:00:26 LEGENDA: M: MUSTO Antonio F: FABOZZI Enrico

149


M: Pronto... F: Antonio... M: ueh, Sindaco!! F: Dove stai? M: In Piazza!! F: eh... se vieni qua... usciamo un attimo qua fuori e gli diciamo questa cosa M: Dove state? F: Alla Parrocchia! M: va bene, sto fuori alla Parrocchia!! F: EH... ...CHIUDONO LA CONVERSAZIONE La cena, come già ipotizzato, celava altri propositi ed in effetti il MALINCONICO, in uno sfogo con la sua convivente, la informava delle richieste ricevute durante la serata VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero monitorato: 393356000984 (MALINCONICO Giovanni) Numero Chiamato: 0823943404 in uso alla convivente di MALINCONICO Giovanni Progressivo n°: 9165 Data: 10/05/2008 Ora: 00:08:30 Durata: 0:00:57 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni T: Tatyana, convivente di MALINCONICO Giovanni T: Pronto? M: Aoh... T: aoh... adesso sono arrivata M: ed io adesso sto partendo.... T: .. (ride)...fammi andare ..inc... M: ...hanno rotto il cazzo...a me mi ha rotto: il prete, quell'altro... <<insomma perchè dovevo andare là?>> ...dovevano fare una piccola piscina dentro l'oratorio! T: ah, ah.... M: Poi ci stavano gli ingegneri, ci stava il Sindaco... T: eh... M: ... c'erano pure due preti.. .sono andato a vedere l'orologio ed erano le 11 meno un quarto.... T: Aeh... M: Poi ho lasciato la macchina sopra l'autogrill per non andare... per non andare con la macchina mia... T: ah, ah... M: ...poi mi hanno accompagnato ... T: Ah, ah... M: E adesso sto girando per venire.... T: Ok... M: Ci vediamo tra poco...ciao 150


...si salutano Ad ulteriore testimonianza dell’interessamento di Achille NATALIZIO nelle vicende riferibili all’imprenditore si riporta la conversazione intercorsa tra i due in seguito alla cena. L’imprenditore, infatti, raccontando lo svolgimento della cena al Natalizio, narrava la richiesta fatta dal parroco per la realizzazione di una piscina, nonché del contributo di 3.000,00 euro per la partecipazione di Katya Ricciarelli ad un concerto a Villa Literno: VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero Chiamato : Intestatario: DEL MATESE CE

3358238690 NATALIZIO ACHILLE NTLCLL50P26C178R 19500926 CASTELLO

Progressivo n°: 9174 Data : 10/05/2008 Ora : 15:12:57 Durata : 0:03:13 LEGENDA: A: ACHILLE Natalizio G: MALINCONICO Giovanni ...omissis... Posizione 02:03 M: ...ieri sera, alle undici meno un quarto guardai l'orologio e stavo ancora là, alla casa del Prete. Una chiavica... io poi... mangiai... A: ah, ah, ah.. M: I vini che produce lui... eh.. A: ah..ah...ah...buono.. M: Mezzo dito A: ...il vino del contadino....inc... M: No, il giudizio... il giudizio che gli davamo con ENRICO: buono!! ....un altro Ingegnere: ottimo!! A: Ottimo eh...inc... M: ..veramente, veramente dissi: siete un buon vinificatore, Padre. A: (ride) M: ...la riunione viene...SI VOGLIONO FAR FARE LA PISCINA ALL'ORATORIO!! A: Ah! (ride) M: e a parte il contributo per KATYA RICCIARELLI là no... A: eh...eh... M: quello della manifestazione.... A: eh... M: Tremila benedetti euro!! A: e quelli sono sempre benedetti!! M: ... e poi l'oratorio...poi... vuole fare questa piscina all'oratorio profonda mezzo metro... settanta centimetri... Ho detto: compriamo una vasca e gliela mettiamo padre.... A: (ride) 151


M: che piscina... A: (ride) ... M: cose da pazzi, cose da pazzi... A: Cose da pazzi, cose da pazzi... M: E' un prete che pensa agli affari!! A: va buono M: ...non aveva l'abito talare...non teneva niente...Va buono ci sentiamo un altro giorno... A: ciao caro... M: Ciao... Nonostante il disappunto manifestato MALINCONICO manteneva fede agli impegni e dava mandato ai suoi dipendenti affinché si adoperassero per reperire una piscina che corrispondesse alla caratteristiche richieste VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 9392 Data : 14/05/2008 Ora : 14:40:49 Durata : 0:01:17 Numero chiamato :

0823943250 in uso all'ufficio MALINCONICO Legenda:

Giovanni Malinconico: G Barbara segretaria: B Domenico Pisaturo: D B: pronto.. G: Barbara .. B: si.. G: che Domenico? B: si .. ve lo passo ... G: passamelo .. D: si .. G: Domè ti vuoi informare delle piscine prefabbricate .. 5X10 .. profonde mediamente un metro .. D: un metro .. G: ehhh D: ma prefabbricate ... G: prefabbricate .. non quelle schifezze che vendono .. deve essere in PVC .. D: ahhh .. va bene dai .. G: cioè che facciamo il fosso .. e sia automatica .. e tutte le cose .. D: ho capito .. si .. si .. G: chi la vende .. quando costa .. e compagnia bella .. D: va bene .. G: fammi sapere .. .. 5X8.. vedi le dimensioni .. 5X10 .. 5X12 .. D: umm ho capito .. G: pero la larghezza non puo’ superare .. sei metri .. cinque metri .. D: cinque metri .. G: cinque metri .. 152


.. si ascolta una voce vicino a giovanni che dice: pure sei .. D: va bene .. ora vedo io .. G: anche sei .. fammi sapere le cose .. il costo .. tutte le cose .. D: ok .. G: novità .. D: nessuna per il momento .. G: va bene .. D: ok arrivederci .. G: pronto ...

VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a Malinconico Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di NAPOLI -D.D.A.- in data 23.11.2007. Progressivo n°: 10957 Data : 04/06/2008 Ora : 18:30:31 Durata : 0:00:51 Numero monitorato : Numero chiamato :

3356000984 0823943250 - Ufficio Malinconico

Legenda: Giovanni Malinconcico: G Segretaria: S Domenico Pisaturo: D S: Malinconico S.P.S. buonasera .. G: è ritornato Domenico Pisaturo? S: si .. un attimo .. G: passamelo .. D: pronto .. G: .. parla in ambientale .. D: pronto .. G: pronto .. Domè .. D: si .. G: ma quella piscina .. tu mi hai fatto fare una figura di merda con il prete di .. di Villa Literno .. D: perche Geometra .. G: te li hanno fatto piu i preventivi .. delle piscine? D: si li tengo qua .. geometra .. li hanno fatti .. . G: è pero non me lo dici .. a me... D: ehhh G: te li tieni tu .. ehhh a te ti arrivano .. tu li leggi .. e tu li guardi .. D: ehhh .. li tengo qua geometra .. G: fammeli vedere domani .. ricordamelo .. D: ora me lo segno .. domani mattina .. ve lo ... G: ehhh .. ehhh.. hai capito .. va bene .. D: ok .. arrivederci ..

153


Mentre il legame tra Malinconico ed il sindaco Fabozzi determinava oneri di spesa che esulavano dalla materia dell’appalto (contributi alla squadra di calcio, carnevale, piscina parrocchiale, spese per le cartoline augurali, assunzioni di dipendenti, spese per concerti) l’esecuzione dei lavori su Villa Literno vedeva delle variazioni in corso d’opera rispetto a quanto programmato , mediante l’utilizzo di materiali diversi da quelli stabiliti, utilizzati per risparmiare sui costi. Ed invero dalle conversazioni di seguito riportate si desume in maniera chiara come Malinconico abbia deciso di risparmiare sui costi dei materiali utilizzando i cordoli in cemento in luogo dei cordoli di Trani per la pavimentazione dei marciapiedi di Via Aversa VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Numero Chiamato :

0823943411 Ufficio Malinconico

Progressivo n°: 2898 Data : 22/01/2008 Ora : 11:06:21 Durata : 0:07:50 Malinconico Giovanni: G Segretaria: S Domenico:D S: pronto? G: novità? S: no ... nessuna .. G: passami a ... passami a .. Domenico ..

154


D: pronto? G: Domè buongiorno ... D: geometra buongiorno.. G: novità? D: niente .. oggi pomeriggio devo ritornare di nuovo a Villa Literno .. pero è opportuno che prendete un appuntamento voi con .. Fabozzi e Pianese .. G: ehhh D: perchè se non passa questa variante .. qua siamo bloccati .. anche con il sollevamento che loro continuano a sostenere quella tesi .. G: quale .. quella del .. sce....ehhh D: quella la degli oneri .. della sicurezza .. G: cioè te l'hanno detto a te ieri? D. si perchè ieri stavo la .. io Fabozzi... ehhh G: e che cosa dicono... nella variante si devono togliere gli oneri della sicurezza..?? D: si .. si.. G: e perchè si devono togliere se ci stanno? D: e perchè .. comunque G: ti hanno spiegato perchè .. D: e perchè .. per il fatto che per loro .. sono impliciti nel prezzo unitario offerto .. G: nei prezzi unitari di ognuno .. D: ehh io pero gli ho fatto vedere .. G: e quei trentraquattromila euro che sono? D: io gli ho fatto vedere però .. che nelle nostre schede .. visto che ci hanno chiesto di analizzare voce .. per voce .. la sicurezza non è presente .. è zero G: è certo ..

155


D: tanto l'abbiamo raggruppata ... G: ..inc... la base di gara .. un lavoro senza oneri di sicurezza è illegittimo .. non si può appaltare ..ma che ... ma perchè .. proprio ciucci .. questi .. D: Geo .. io pero più di tanto non posso ..insistere .. perchè non sono troppo ferrato .. e siccome loro .. anche dopodomani .. giovedì devono andare .. a Roma per la rete idrica.. G: ancora non hanno nominato la commissione di collaudo... D: ehh .. ehh.. quindi è preferibile secondo me che voi per domani ci andate ... G: ehhh Domè.. questi mi hanno rotto il cazzo .. questi sai che gli dico .. dico che io voglio il deposito la .. a carico loro tu mi fermi i lavori .. non mi stai a far fare i lavori .. a questo punto ..ognuno scrive quello che vuole .. mi hanno rotto il cazzo .. e hai visto se hanno fatto la richiesta di finanziamento alla regione ..no ??..

156


D: mi disse Fabozzi di si .. ora oggi .. ..omissis… G: invece via Aversa? D: mentre? G: Via Aversa .. D: via Aversa... G: la strada voglio dire .. D: la strada è via Aversa piazza Garibaldi .. quello è un unico lavoro, l'intervento 3 .. G: è ma questi cubetti chi c'è li mette .. Domenico? D: per quanto riguarda i cubetti ..stamattina ho parlato .. G: i cordoli ...che cosa viene fuori..

157


D: allora è previsto .. è previsto i cordoli di Trani .. G: ehh D: ho fatto due richieste di preventivo le tengo già qua .. per quanto riguarda i cubetti .. G: ehh D: stamattina G: i cordoli di Trani quanto .. quanto ci danno .. e quanto li paghiamo D: allora per quanto riguarda i cubetti di porf.. di.. i cubetti .. i come .. i Trani ..sta intorno ai dodici euro .. e c'è ne dovrebbero dare venti .. se non mi ricordo .. a memoria.. G: inc.. di merda .. D: ehh .. e oggi pomeriggio .. sempre ... G: e piu della metà costa ..

158


D: si .. ehh oggi pomeriggio sempre li a Villa Litero ci sta la PORFIDI DERA.. che è di Cuma .. è di Licola .. che è quello che in effetti ha curato tutta la progettazione e via dicendo .. ci incontriamo .. perchè se dobbiamo fare un preventivo buono .. G: la PORFIDO? D: DERA .. DERA 2000.. G: chi è? D: sono di Cuma .. Pozzuoli .. G: e che vogliono questi? D: e loro fanno .. io ho fatto il preventivo .. all'epoca della gara .. e loro fanno sia posa e sia fornitura .. G: ehh D: oggi ci ... G: quanto vuole .. D: Geo .. oggi ci incontriamo .. alle quattro tengo appuntamento la con questi G: dove? D: a Villa Literno .. G: ahh D: a Villa .. a Villa Literno .. G: all'ufficio là .. D: si all'ufficio là .. tanto quelli stanno a dieci minuti da Cuma .. Pozzuoli .. non è che ci vuole un gran che .. G: loro hanno fatto in sede di offerta.. loro ci hanno fatto l'offerta.. per iscritto .. D: ci hanno fatto anche l'offerta per iscritto .. G: e quanto vuole ..inc.. D: allora all'epoca di stava .. a 18 euro al mq e 10 euro per la posa ..ventotto ..

159


G: ehh... Domè ma questi sono prezzi che lo fanno tutti quanti .. ma se noi mettiamo .. e allora noi che ci abbiamo messo .. le spese generali e l'utile D: ehh mi sa di si .. G: va bene ma questa è una follia Dome ehh .. D: no .. ma noi dobbiamo definire .. come almeno diceste voi .. minimo .. 25 .. la . G: Dome ma quella è una follia .. mannaggia quella troia di merda .. quella è una follia proprio .. è una cosa che mi viene da vomitare hai capito.. a me mi viene da vomitare .. mi viene proprio da vomitare .. su questa questione .. mi viene proprio da vomitare .. li se non si aggiusta il lavoro ci rimettiamo .. la noce del collo .. ma chi li ha fatti questi prezzi .. D: chi la fatti ... G: ma chi li ha fatti .. ma come cazzo si fa a fare questo ..ma come si fa.. ma come si fa .. inc.. ci sta uno che vuole 28 euro .. le spese generali e l'utile .. D: questi sono prezzi ... G: ma sono cose dell'atro mondo .. so no cose proprio .. che .. ma io vi devo bruciare a tutti quanti mannaggia quella troia di merda .. mannaggia .. ma adesso stanno lavorando la .. D: si stanno facendo le fognature .. G: Dome ma ti rendi conto .. quelli stanno da ottobre .. a lavorare .. da quant' è che stanno .. a lavorare .. D: novembre .. G: novembre .. quanti mesi sono? D: novembre .. dicembre e gennaio .. sono tre mesi quasi .. G: tre mesi hanno fatto 500.000,00 euro di lavori .. Dome .. 24 persone. D: Geo .. io .. io .. io capisco lo sfogo .. G: cioè non lo so .. ma io .. io non lo so come si deve fare .. ma se sulle fogne ci si rimettono i soldi .. no .. ma ti pare che ma quello è un bagno di sangue .. è un bagno di sangue proprio ..

160


mannaggia quella troia di merda .. mannaggia .. io sono circondato da matti .. mannaggia quella troia di merda ..Domè si devono comprare i cubetti direttamente .. inc.. ha chiesto a Mastina quando li vende questi cazzo cubetti .. D: no .. da Mastina con ci sono passato .. geo .. G: si deve vedere Mastina quando vende i cubetti .. ci passo anche oggi mi avvio un poco prima e ci passo .. G: perchè questo 10 euro per la posa .. ma che stiamo dicendo .. 18 euro per comprarli .. ma .. a me mi pare tutto esagerato .. D: no ma io lo so .. G: il Trani .. ma come si fa .. ma chi l'ha trovato .. era previsto il Trani? D: si era previsto il Trani .. cordoli da Trani ..

161


G: erano previsti .. D: si .. G: e come si fa a comprarli a 12 euro e prendercene 20.. ma vi rendete conto che ce ne vuole un altre 10 per metterlo .. come è possibile .. chi l'ha fatta l'analisi .. D: ha fatto .. chi l'ha fatta .. lo sapete chi l'ha fatta .. lo sapete chi l'ha fatta .. no ... G: ma non sta ne in cielo ne in terra .. una cosa del genere .. tu già .. hai fatto che si prendevano 10 euro .. 12 euro al metro questi .. li tenevi i preventivi tu .. D: si .. si .. si .. si G: a dodici euro .. D: si.. G: e che ci voleva a fare 10 .. si deve arrivare almeno a trenta euro ..ma la tariffa quanto li porta

162


questi cosi .. io non loo so io non lo so .. cade la linea VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero Chiamato : 0823943411 in uso all'Ufficio della MALINCONICO s.p.a Progressivo n°: 4728 Data : 04/03/2008 Ora : 10:43:46 Durata : 0:03:48 LEGENDA G: Giovanni Malinconico D: Domenico Pisaturo, dipendente dell'impresa S: Segretaria S: pronto G: passami Domenico D: pronto? G: Domè? D: Si. G: ma gli atti quanto valgono ognuno?

163


...omissis... G: ma via Aversa (di Villa Literno n.d.r)...quello io devo andare da questo no D: si G: Oggi...! Via Aversa perchè non abbiamo cominciato? ....Ma poi è venuto quello per fare il contratto ne Domè? D: Il contratto per il porfido? G: Eh. D: Noi dovevamo andare a vedere là sul posto e l'architetto non mi ha fatto sapere più niente... quando ci voleva andare G: ma quale sul posto ne Domè? D: Voleva andare a Cuma, al deposito di quello... G: Eh, ho capito...ma quale architetto?...tu ti metti dietro a quello scemo ... noi non ne usciamo più da questa cosa...!! Noi con questo scemo non ne usciamo più.... D: Eh, ma geometra se io lo chiamo e dico geometra quando ci vogliamo andare mò ..inc... G: Ma chi geometra: l'architetto! chi? D: L'architetto, ho sbagliato a dire... G: va buò ma tu non lo devi pensare a quello Domè... noi dobbiamo andare per cazzi nostri! Noi dobbiamo mettere solo i cosi di coso la... come si chiamano?? I cordoli, i cordoli di cemento...facciamo passare i cordoli di cemento sò cubetti e cubetti si mettono ma a noi che ce ne fotte? D: E dobbiamo far passare... bisogna parlarci con l'architetto!! ... G: Ma che si deve parlare?? ... io ci parlo io... si pigliano, si iniziano a mettere i cordoli e poi possiamo dire che hanno sbagliato!! ...Ma che vogliono... risparmiano anche loro.... D: eh... G: Ma a chi vogliono rompere il cazzo questi scemi di merda che stiamo da quattro mesi a lavorare

164


e non si fa lo stato di avanzamento Domè!! Dicembre...gennaio... quando abbiamo iniziato a lavorare là?? D: Il 10 Novembre! G: Eh... tutto il mese di Novembre ...10 novembre, dicembre, gennaio, febbraio...sono quattro mesi Domè ...quattro mesi. Sai che significa quattro mesi??? ... che se facevano 400-500 euro al mese dovevano fare 2.000.000,00!! Da dove cazzo stanno questi lavori???... Ma dove cazzo stanno? Io inizio a mettermi paura proprio! Non riesco a capire perchè non si fanno... non fanno i lavori... non producono! Che cazzo è?? D: Geometra eh?? ..omissis... Orbene, gli elementi acquisiti consentono di contestare al Sindaco FABOZZI ed almeno al MALINCONICO, per conto dell’Ati vincitrice dell’appalto, una ipotesi di corruzione susseguente, per avere il MALINCONICO effettuato prestazioni economiche, come sopra analiticamente indicato, al FABOZZI, per ricompensarlo dell’avvenuta aggiudicazione dell’appalto. Come si è visto, da un punto di vista formale e prettamente amministrativo non sembra potersi individuare nello specifico le irregolarità della procedura, anche tenuto conto della considerazione, che il giudice amministrativo ha respinto i ricorsi degli imprenditori soccombenti. Invero conforta però la relazione del consulente tecnico in atti125 che ha specificato che la procedura utilizzata si connota in partenza per la sua massima discrezionalità da parte dell’ente appaltante che deve operare non sulla base della sola offerta economica più bassa, ma anche e soprattutto sulla base della valutazione complessiva del progetto, situazione che naturalmente agevola il conseguimento di un risultato predeterminato. Resta infatti l’acquisizione di rilevantissimi elementi che inducono a ritenere fondata la gravita indiziaria in ordine alla aggiudicazione pilotata dell’appalto: 125

Dalla consulenza tecnica in atti : Nel verbale n.4 del 15.3.2007, la Commissione dopo aver esaminato le Buste A) Documentazione amministrativa – ammette alle successive fasi della gara solo tre Raggruppamenti e precisamente – A.T.I.:soc. Malinconico Giovanni + mandanti; Soc. I.G.E.R. + mandante; Soc. D’Angelo +mandante. Viene esclusa dalla gara la Soc. Fontana Nicola + mandante. In tale seduta, la Commissione prima di procedere all’esame della documentazione contenuta nella busta B) ribadisce i criteri procedurali ai fini dell’attribuzione dei punteggi riportati nel bando e nel disciplinare di gara. “L’aggiudicazione avverrà a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa … da individuarsi sulla scorta degli elementi di valutazione e dei pesi sopraindicati, mediante il metodo aggregativocompensatore di cui all’allegato “B” al D.P.R. 554/99 ( vedi all.to n.3). E’ da sottolineare l’estrema variabilità del punteggio assegnabile sul criterio 1), valore tecnico ed estetico delle soluzioni progettuali proposte posto pari a peso 50, e sul criterio 3) costo di utilizzazione e manutenzione delle opere posto pari a peso 15, da valutarsi solo ed esclusivamente in maniera discrezionale e qualitativa attraverso delle preferenze numeriche. Infatti in base al criterio1), ossia al valore tecnico ed estetico delle soluzioni progettuali proposte, il relativo punteggio è stato attribuito in base ai seguenti sub criteri e subpesi: 1.1) Sub criterio valore tecnico e innovativo delle soluzioni proposte → subpeso 20 ; 1.2) Sub criterio modalità organizzative e operative di esecuzione dei lavori → subpeso 15 ; 1.3) Sub criterio misure per la riduzione dell’impatto dei lavori → subpeso 15. All’elemento di valutazione criterio 3) costo di utilizzazione e manutenzione delle opere, il relativo punteggio è stato attribuito in base ai seguenti sub criteri e subpesi: 3.1) sub criterio valore tecnico ed innovativo delle soluzioni proposte subpeso 10; 3.2 sub criterio modalità di gestione e conduzione delle soluzioni proposte subpeso 5; Da tutto quanto sopra esposto emerge che 65 punti su 100 di punteggio totale assegnabili, sono stati attribuiti mediante il confronto a coppie delle varie proposte ammesse a gara, dove ciascun componente effettua la valutazione ed attribuzione delle preferenze. Ogni componente valuta quale dei due concorrenti che formano una coppia sia da preferire, tenendo conto che la preferenza tra un concorrente o un altro possa essere più o meno forte in base a un punteggio che varia da 1 ( parità), a 2 ( preferenza minima), a 3 ( preferenza piccola), a 4 ( preferenza media), a 5 ( preferenza grande), a 6 ( preferenza massima) – ( vedi all.to n.4 – verbale gara n.8). Tale metodo di valutazione, previsto per legge, è fortemente discrezionale nell’applicazione di ciascun componente che esprime le sue valutazioni numeriche ( ma di tipo qualitativo), che risulta certamente difficile entrare nel giudizio di merito, a meno di situazioni veramente eclatanti e macroscopiche nella loro evidenza di valutazione per il confronto a coppie 165


1) il generale accordo del Sindaco FABOZZI con il clan dei casalesi stipulato per mezzo di Nicola Ferraro; 2) in particolare le dichiarazioni di DI CATERINO Emilio in ordine al tentativo di far aggiudicare l’appalto ad impresa legata al clan Bidognetti, ed il sostanziale veto imposto da ZAGARIA e IOVINE che intendevano favorire MALINCONICO, con la ricostruzione dell’attesa di Nicola FERRARO in ordine alle indicazioni provenienti dal clan e da fornire al Sindaco; 3) la soddisfazione degli amministratori comunali, nelle intercettazioni, per essere riusciti a resistere ad i ricorsi, e dunque “AVERE LAVORATO BENINO”, nel preparare la gara; 4) il pagamento del prezzo attraverso le elargizioni a FABOZZI dopo l’aggiudicazione; 5) l’accondiscendenza del Malinconico, rilevata dalle intercettazioni, spesso con modalità e toni imbarazzanti, nel soddisfare pedissequamente le richieste del Sindaco, indice di una riconoscenza per il risultato finale dell’appalto tale da non potere rifiutare quelle richieste. 6) La pretesa del Malinconico, ad un certo punto, di modificare parzialmente i termini dell’appalto con riferimento ai materiali da utilizzare, in modo da risparmiare sui costi, e rientrare delle spese “impreviste”. Tali considerazioni impongono di ritenere configurabile la fattispecie della corruzione di cui all’art. 319 c.p.. Si tratta dunque di un ampio accordo corruttivo che si inserisce nell’ambito del patto generale a monte stipulato da FABOZZI Enrico con il clan dei casalesi, che vede questa volta favorito l’imprenditore MALINCONICO con sua ATI, per un grosso appalto. Il Sindaco, a cose fatte, rispettato quel patto, a fronte del quale egli ha già un suo tornaconto politico – elettorale, chiede all’imprenditore di sdebitarsi fornendo una serie di prestazioni economiche utili per la stabilizzazione del suo consenso sul territorio. Tale orientamento concorda con quello della Suprema Corte la quale ha stabilito che: “In caso di accertato accordo corruttivo antecedente o coevo alla assegnazione degli appalti si versa in ipotesi di corruzione propria antecedente e non già in quella di "corruzione propria susseguente", a nulla rilevando che il compenso fosse corrisposto in epoca successiva procrastinando in tal modo l'esecuzione e non la consumazione del reato già perfetto in ogni suo elemento sin dal raggiungimento dell'accordo. (Principio affermato dalla Cassazione con riferimento a fattispecie nella quale, in una provincia, gli appalti per forniture di arredi venivano distribuiti a rotazione ad imprese incluse in elenchi privilegiati in esecuzione di un programmato accordo corruttivo che impegnava dette imprese a corrispondere una percentuale prefissata sul valore dell'appalto” (C. Cass. Sez. 6, Sentenza n. 7505 del 25/03/1994 Imputato: Caputo ed altri). Capitolo 7 Il capo H) dell’imputazione: Il reato associativo contestato nei confronti di Mastrominico Pasuqale, Mastrominico Giuseppe e Malinconico Giovanni La fornitura di calcestruzzo da parte della società CLS riconducibile a ZAGARIA Michele. Le indagini svolte dai CC di Caserta hanno consentito di riscontrare anche quanto riferito dal collaboratore di giustizia DI CATERINO Emilio in relazione alla fornitura di calcestruzzo per l’appalto aggiudicato all’ATI di MALINCONICO Giovanni: tale fornitura proviene dalla “C.L.S. s.r.l.”, con sede in Pastorano (CE), via Cerase – località Fontaniello, società riconducibile a Zagaria Michele. Ed invero già nell’ambito delle indagini oggetto della ordinanza cautelare denominata Normandia sono emersi elementi che consentono di ricondurre a Zagaria Michele la predetta società. Dalle conversazioni riportate nella predetta misura, si comprendono chiaramente le ingerenze di

166


FONTANA Michele126 nella società CLS, tanto da suggerire ad ESPOSITO Alfredo 127 (autotrasportatore della “Esposito Trans s.a.s”) che attraversava un momento di difficoltà lavorativa, di collaborare nelle attività caricando la breccia ed il sabbione presso la cava di “Luserta” e di scaricare tale materiale presso la società CLS di Capua: …dall’ordinanza di custodia cautelare “NORMANDIA” ..omissis.. LA RETE DI CONTROLLO DELLE ATTIVITA’ COLLATERALI Prima di esaminare nel dettaglio le specifiche vicende emerse nel corso della presente indagine, il cui contenuto dimostrativo è di enorme portata, è bene delineare alcuni aspetti, evidenziati alla pag. 37 segg. del volume 4 della nota informativa n° 463/9 – 11 prot. 2002 del 4/3/2004 del R.O.S. Carabinieri, che consentono di comprendere il meccanismo di base, attraverso il quale la consorteria criminale riesce concretamente a controllare con efficacia il settore imprenditoriale legato all’edilizia ed in relazione al quale Fontana Michele riveste un ruolo di assoluto spessore. Per l’esecuzione di opere in campo edile in senso lato, infatti, sono necessarie attività e materie prime collaterali quali il calcestruzzo, il movimento terra, il trasporto e la fornitura di materiali. Il calcestruzzo, in particolare, costituisce uno snodo essenziale. Esso, infatti, non è una materia prima, ma a sua volta frutto di un ciclo produttivo, che necessita di cave per l’estrazione di ghiaia e pietrisco, di un impianto dove i predetti materiali devono essere mescolati a cemento, acqua e sabbia e, ovviamente, di una rete di trasportatori che trasferiscano le materie prime allo stabilimento per la realizzazione del prodotto finale. Si deve, quindi, concordare in pieno con la P.G. nella parte in cui ritiene che “governare il mercato del calcestruzzo vuol dire condizionare l’esecuzione di tutte le grandi opere edili dell’area.”. Alcuni colloqui intercettati nel corso dell’indagine documentano direttamente come il “Clan Zagaria” disponga completamente del settore del calcestruzzo, mediante il capillare controllo delle attività di estrazione, trasporto e produzione con modalità che variano dalla stretta collusione, alla subordinazione scaturente da soggezione mista a profili utilitaristici. A tenere le fila di questa importante rete operativa è, appunto, Fontana Michele. Altrettanto compromesso nel contributo materiale offerto alla realizzazione della struttura di controllo è Abbate Vincenzo (detto “Lignamiello”), titolare della “CMT s.a.s.” operante nel medesimo settore. A queste due ditte, che sono diretta espressione dell’organizzazione criminale, se ne affiancano altre ad essa subordinate. Tali rapporti sono documentati, nello specifico, da una serie di colloqui intercettati, che ne cristallizzano gli aspetti fondamentali. …omissis… 126

FONTANA Michele, fu Francesco e di Riccardi Maria, nato a San Cipriano d’Aversa il 23.11.1970, pregiudicato. Nell’ordinanza di custodia cautelare denominata “Normandia”, di lui si legge: <<..omissis… La partecipazione di Fontana Michele al sodalizio criminoso non abbisogna di particolari commenti, risultando esplicitamente dal compendio investigativo analiticamente commentato nei capitoli precedenti della presente richiesta, in parte anche sommariamente richiamati nel corso dell’analisi delle posizioni di Zagaria Michele e Zagaria Pasquale. La sua militanza in seno all’organizzazione criminale, peraltro, ha radici antiche, che hanno anche trovato positivo riscontro giudiziale. La presente indagine ha fornito molteplici spunti che documentano la sua costante partecipazione al sodalizio mafioso, peraltro con compiti vieppiù incisivi e responsabilizzanti che lo pongono in una posizione di primo piano nell’apparato organizzativo che ruota attorno a Zagaria Pasquale e, suo tramite, allo stesso Zagaria Michele. Né si può fare a meno di sottolineare anche in questa sede che Fontana Michele ha accompagnato Capone Immacolata all’incontro con il latitante Zagaria Michele, con il quale ha così dimostrato di avere un rapporto personale e diretto, che esalta ed amplifica il ruolo di vertice che è chiamato a svolgere all’interno dell’associazione, senza dubbio caratterizzato da profili direttivi ed organizzativi che integrano con assoluta certezza l’aggravante prevista dal comma 2 dell’art. 416 bis c.p….omissis…>> 127 ESPOSITO Alfredo Patrizio, nato a Lusciano il 18/11/1964; 167


Tale posizione di egemonia resta documentata anche da altre telefonate intercettate. In tal senso depone quella del 17/9/2002 registrata con n° progr. 4112 dell’utenza 339/1161083 in uso al Fontana, intercorsa con Esposito Alfredo, esercente attività di trasporto merci per la “ESPOSITO TRANS s.a.s.”. Dal colloquio traspare in modo chiaro e preciso la profonda e capillare ingerenza esercitata, che coinvolge i produttori di calcestruzzo (COCEM, DMD BETON, LUSERTA, CLS) mediante il capillare controllo del mercato delle materie prime e del loro trasporto. Nessun dubbio in merito all’individuazione delle ditte menzionate nei vari dialoghi, tutte individuate dalla P.G. operante. Si riporta di seguito la trascrizione. F: FONTANA Michele; E: ESPOSITO Alfredo; F: Pronto… E: Caro… F: Uhe amore mio… Dove stai?… E: Napoli… F: Dove?… E: Napoli… F: Napoli… E: Eh!… F: Senti un po’! Domani mattina il bilico rimandalo… E: Dove lo devo rimandare?… F: Come?… E: Dove lo devo mandarlo?… F: A fare il misto… E: E quello l’hanno mandato… F: Eh! Stamattina perché è successo il bordello là, la Prefettura, lo sciopero, cose… E: Ah… F: Mo hanno sistemato, domani mattina possono andare un’altra volta… E: E quell’altro là?… F: … (inc.)… E: E quello dice che stavano i camion suoi oggi… (parola inc.)… per fare un viaggio c’è voluta l’ira di Dio… F: E allora mandalo sopra la Reggia, carica e va a scaricare… alla DMD… DMD e COCEM… E: DMD e COCEM… F: Uhm!… E: Va bene… F: Va bene?… E: Vedi un poco di farmi faticare un poco mannaggia la Madonna, non stanno “accocchiando” niente più questi… F: Fratello mio io che devo fare, quelli vanno là sopra vanno a fare lo sciopero col Prefetto… (sovrapposizione di voci)… E come se ne sono andati i camion tuoi non se n’è andato pure il camion mio… E: Dico io; tu ti devi alzare la mattina perché, se ti alzi ed organizzi in un’altra maniera, il capocantiere “s’imbriaca ‘e cervelle” e non capisce niente più… F: Fa una cosa allora Alfredo, vuoi stare a pensieri tranquilli?… E: Eh… F: Il bianco mettilo a fare il misto, quell’altro là mandalo sopra da LUSERTA… E: Eh… 168


F: … carica la breccia, il sabbione, e va a scaricare alla CLS insieme ai camion miei, e stai a fare questo giro tranquillo… Qua non succede niente e stai sempre tranquillo… E: Va bene… F: Va bene? Uno lo mandi là e un altro lo mandi là… E: Deve andare per l’autostrada?… F: Eh per l’autostrada!… E: Va bene dai… F: Può andare pure per fuori, a me che me ne importa… E: Dici tu: basta che arriva là… F: Basta che va a Capua a scaricare dentro la CLS… E: Va bene… F: Ciao caro… E: Ne ma ci esce là? Quant’è là alla CLS?… F: Dove?… E: Da sopra a LUSERTA alla CLS… F: Alfredo, sono seimila lire al metro… E: A venticinque metri ci esce dico… (parola inc.)… F: E fatti il conto e vedi tu… Vedi… (inc.)… se ce lo puoi mandare ce lo mandi sennò alza un po’ le spuntine (o simile), che vuoi fare?!… E: Va bene dai… F: Va bene?… E: Va bene… (sovrapposizione di voci)… F: Sto andando a casa… E: E ma non mi abbandonare però, mi tratti… F: No, e Alfredo eh… E: (inc. per problemi di linea)… F: Non ti preoccupare… E: Ehhh non ti preoccupare… F: Tu non mi vieni a trovare, io non sono stato bene non porti un po’ di frutta, qualcosa… E: Che devo portare un poco di frutta?… F: Un poco di frutta, un poco di zucchero e caffè… E: E qual è il problema, tu lo devi dire solo, lo zucchero e il caffè non si porta… F: … (ride)… E: … è peccato… (sovrapposizione di voci)… F: Dai ci sentiamo più… se più tardi fai subito puoi passare pure da casa… E: Va bene… F: Ciao… E: Ciao… Fine conversazione. Nella medesima ordinanza, inoltre, si legge ancora sul conto di altro affiliato al clan di ZAGARIA Michele, come colui che avrebbe dovuto intrattenere – in via esclusiva - i rapporti con la società CLS: …dall’ordinanza di custodia cautelare “NORMANDIA��� …omissis… CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SUL REATO ASSOCIATIVO Le risultanze investigative analizzate nelle parti precedenti della trattazione consentono di 169


sviluppare un giudizio fondato sulla lettura unitaria e sinottica dei vari avvenimenti, che descrivono l’esistenza dell’associazione di tipo mafioso e l’assoluto spessore del livello operativo raggiunto, documentando al tempo stesso le responsabilità personali ed i ruoli rivestiti dai vari compartecipi. Rinviando al capitolo successivo l’esame delle singole posizioni soggettive, preme in questa sede rimarcare e richiamare, in una visione d’insieme, gli aspetti organizzativi del “clan Zagaria”, l’ampiezza degli interessi criminosi perseguiti e l’efficacia della sua azione. Conformemente alla più consolidata tradizione, anche il “Clan Zagaria” si distingue per il profondo e vitale legame con il territorio da cui provengono i suoi accoliti. In più circostanze si è avuto modo di constatare tale radicamento, che è conseguenza diretta della risalente e massiccia presenza nell’area casertana di fenomeni di criminalità organizzata, dei quali i membri della famiglia Zagaria sono sempre stati parte attiva ed integrante. Si richiama in proposito il breve excursus riportato nella premessa, che tratteggia, nel solco delle precedenti esperienze investigative e giudiziarie, le vicende storiche che hanno contraddistinto negli anni i rapporti di potere tra i sodalizi mafiosi della zona. E’ chiaro ed evidente, infatti, che una penetrazione tanto profonda nel tessuto economico e sociale di un determinato ambito territoriale, può essere frutto soltanto di una duratura decantazione capace di consolidare nella popolazione la consapevolezza dell’esistenza del fenomeno aggregativo di natura illecita. In questa prospettiva assume particolare valore dimostrativo l’episodio contestato e descritto al capo B) della rubrica, nel corso del quale la mera indicazione della zona di provenienza - “io sono di Casapesenna… la terra è eredità di famiglia” – sortisce il duplice ed immediato effetto di palesare all’interlocutore la fonte da cui proviene la richiesta estorsiva e (in modo del tutto consequenziale) di prospettare di per sé la minaccia intimidatoria, direttamente collegata all’ambito di appartenenza ed alla conosciuta e riconosciuta esistenza di consorterie criminali organizzate e radicate. La comprovata esistenza ed efficacia della compenetrazione tra territorio ed associazione, peraltro, non è soltanto il frutto della mera storicizzazione del fenomeno criminale, ma discende dalla costante commissione di illeciti in danno dei settori produttivi della società locale, tenuti costantemente sotto la pressione di condotte delittuose, ritorsive e violente. Assumono particolare risalto, in questa prospettiva, le pretese estorsive rivolte nei confronti di imprenditori, costretti a corrispondere cospicue somme di denaro per evitare gravi ritorsioni. Emblematici gli episodi di cui ai capi D), E) ed F) della rubrica, relativi alle estorsioni consumate in danno dei titolari dell’azienda agricola e bufalina “Garofalo” e dell’imprenditore Nicola Picascia, che, per modalità esecutive e periodicità delle richieste di pagamento, si inquadrano incontrovertibilmente in un contesto non occasionale, definibile – con terminologia atecnica, ma senza dubbio efficace – quale “pagamento del pizzo”. E’ opportuno sottolineare, peraltro, che l’ampiezza del fenomeno non costituisce affatto una forzatura argomentativa e logica, ma trova obiettiva e diretta conferma anche in altre conversazioni intercettate durante le indagini, dalle quali emerge con assoluta chiarezza l’esistenza di una vasta e diffusa attività di imposizione e di esazione, perpetrata avvalendosi della forza di intimidazione espressa dal gruppo criminale e dalle sue risolute ed efferate condotte, che determinano una stretta tentacolare dalle conseguenze devastanti e tangibili. Sebbene la mancata individuazione delle persone offese e la conseguente impossibilità di svolgere più accurati approfondimenti istruttori non consenta, allo stato, di formalizzare specifiche e precise contestazioni, non vi è dubbio che le conversazioni ascoltate forniscano poderosi elementi di prova in ordine all’addebito di partecipazione all’associazione e consentano, altresì, di delinearne l’assetto organizzativo e di fare luce sulle singole responsabilità, con diretta refluenza sulle considerazioni che si dovranno trarre in relazione alle circostanze aggravanti di cui al comma 2 dell’art. 416 bis c.p.. Si riportano di seguito i brani, tutti di significato e contenuto esplicito, anche in virtù della correlazione tra la somma richiesta e l’importo dell’opera, che costituisce l’elemento più caratterizzante della sistematica e continuativa attività estorsiva riconducibile a fenomeni stabili e 170


collaudati di criminalità organizzata: …omissis… conversazione tra Fontana Michele e Zagaria Pasquale captata il 13/1/2003 h. 16,50 a bordo dell’autovettura “MERCEDES” targata BZ332RX in uso al Fontana (progr. 149) 13/01/2003, ore 16:50, n. 149 B: BARONE Michele F: FONTANA Michele … omissis … Scendono dall’auto… F: … non c’è… mò glielo vado a dire e si crede… meno male che ci sei tu appresso… B: come ha detto? Che alla CLS ci deve andare O’mastrone quando è qualcosa chi lo deve accompagnare? F: … ed io che ne so… e se ci deve andare O’mastrone, se la deve vedere O’mastrone!… B: … è giusto però lo deve accompagnare uno di noi… F: … lo posso accompagnare la prima volta… . B: … deve parlare con il Conte… che poi il marito della sorella è mio zio, e ci deve parlare O’mastrone?… E poi O’mastrone mi deve dire fai l’appuntamento con questo? Ma che stiamo dando i numeri davvero?… F: … e che mi dici… B: … O’mastrone lo disse davanti a Pasquale, e Pasquale gli disse <parlaci Mastrò!>… ma che stiamo dando i numeri?… F: … perché dice che tu non ci parli! Perciò ci va a parlare O’mastrone, perché se tu mantenessi gli impegni non ci sarebbe… inc… di O’mastrone… B: … Michele io non ho nessun interesse a parlare con la gente!… inc… come devo dirtelo. Per me… inc… nessun interesse… F: …a me il fatto di Certini ( o simile ) … inc… Michele Barone a dirmelo, ma se era Pasquale io dicevo <Pasquale lasciami stare hai capito?> B: … quello non me lo chiese proprio il cinque hai visto? Poi si incollerirono quando quello disse<… inc… o tu o Michele O’ sceriffo io sono qui a disposizione!>, però disse <non ditemi niente, O’ mastrone può essere anche meglio degli altri però io…> e si incollerì Pasquale… poi vengono a parlare con te (inc) e ti prendi il due o il tre, ed in mano a me dobbiamo chiudere il cinque, ma che stai dicendo ne Pasquale?… inc… due… inc… sta a posto glielo dissi, non ti preoccupare… o no come avresti fatto tu?… mi fecero fare la più brutta grossa figura, loro me la fecero fare, andai a chiudere con la “ Pi…”(o simile) centoquarantacinquemilioni, poi viene un altro e chiudi con il tre per cento?… Andai da Bartolomeo,… inc… quello là se lo meritava, andai là a modo mio, e dissi:< a quello gli hai dato undici milioni, e adesso a me me ne dai venti> perché andai a dare dei soldi ad uno, chiusi per venti milioni però… mi disse <mi devi dare un po’ di tempo>. Poi va da Salvatore e chiude dieci milioni, e a me come mi fai calcolare?Io quello che dico dico, non mi prende più in considerazione o no?… Guarda a me dispiace molto che hanno arrestato Salvatore, però è la sua salvezza… inc… …omissis… L’amministratore unico della società, come da visura alla banca dati Camera di Commercio (vds. all. 68), è da identificare in DE CRESCENZO Giuseppina, nata a Pastorano il 28 Gennaio 1963, residente a Pignataro Maggiore, via P. Togliatti n. 2. Gli altri soci venivano identificati in: D’AMICO Antonio, nato a Caserta il 19 gennaio 1988, residente a San prisco, via Roma n. 2 (cfs DMCNTN88A19B963T), titolare della quota di euro 5.200,00; PALLADINO Nicola, nato a Caserta il 18 aprile 1956, residente a Pastorano, via Togliatti n. 2, (cfs PLLNCL56D18B963Y), titolare della quota di euro 4.680,00 e marito della De Crescenzo Giuseppina; 171


DE CRESCENZO Giuseppina, sopra generalizzata, titolare della quota di euro 520,00. Il Presidente del collegio sindacale veniva identificato in SORVILLO Guido, nato a Sparanise il 21 giugno 1947, ivi residente, via Pucciarelli n. 5, nominato con atto del 13 maggio 2008. La qualifica di Sindaco era attribuita a: BIANCO Giovanni, nato a casal di Principe il 2 Ottobre 1942, residente a Francolise, via Isonzo, sindaco supplente nominato con atto del 13 maggio 2008; D’ANGELO Silvio, nato a Sparanise il 31 agosto 1946, ivi residente, via Padre Seteria n. 20, sindaco supplente nominato con atto del 13 maggio 2008; TRABUCCO Alfredo, nato a Francolise il 23 gennaio 1947, residente a Sparanise, via Calcara n. 7, sindaco effettivo nominato con atto del 13 maggio 2008; DEL PRETE Mario, nato ad Aversa l’1 marzo 1951, residente a Teverola, via Roma n. 10, sindaco supplente nominato con atto del 13 maggio 2008. Anche altro collaboratore di giustizia, PETTRONE Giuseppe, indicava la vicinanza di PALLADINO Nicola, gestore dell’impianto, al clan dei “casalesi”: In particolare Pettrone Giuseppe dall’interrogatorio dell’08.10.2007:

<<…omissis… ADR Conosco MISSO Giuseppe detto “Caricallieggio”: egli è un luogotenente di SCHIAVONE Francesco detto “CICCIARIELLO”. In Pignataro il clan dei cd. Casalesi aveva come proprio capozona Vincenzo SCHIAVONE detto O’ Petillo, il quale aveva come propri emissari nell’agro-Caleno Raffaele PICCOLO, detto “MORTADELLA” (ha una cicatrice sul volto), BIANCO Francesco, detto “MUSSOLINI”, AVERSANO STABILE Romeo, IORIO Luigi detto “33”; quest’ultimo, sino alla data del mio arresto, era la persona che gestiva le estorsioni nella zona industriale di Pignataro, unitamente a Nicola PALLADINO della Calcestruzzi CLS.…omissis… ADR. L’alleanza tra i LIGATO ed i cd. Casalesi è durata pochissimo, perché i LIGATO continuavano sotto banco ad effettuare estorsioni in autonomia. I cd. casalesi veniva però a conoscenza di tale comportamento, poiché glielo riferivano alcuni imprenditori della zona, tra cui PALLADINO Nicola e PALMA Raffaele, rispettivamente a capo si un’impresa di calcestruzzi e di movimento terra…omissis… ADR Io facevo il custode della Calcestruzzi GLS di Pastorano, di proprietà della mogli Pina ma gestita da PALLADINO Nicola. ...omissis… ADR: Il PALLADINO ovviamente continuò a pagare il pizzo ai cd. Casalesi e tuttora continua a pagare ai cd. Casalesi. Però, devo anche dire che il PALLADINO, per via del suo lavoro, è a conoscenza di qualunque cantiere che apra nella zona: immediatamente ne dà notizia ai cd. Casalesi, che così effettuano estorsioni a tappeto. Egli è un vero e proprio fiancheggiatore dei cd. Casalesi; …omissis… ADR Gli esecutori utilizzarono per l’agguato due Alfa 164; nei giorni precedenti all’agguato le autovetture e le armi poi utilizzate furono custodite presso la Nuova Calcestruzzi, di Nicola PALLADINO: questi era ben consapevole del fatto che le autovetture e le armi erano destinate all’omicidio di …omissis…>> Inoltre che MALINCONICO Giovanni si fosse realmente rivolto alla CLS per la fornitura di calcestruzzo, emergeva da alcune conversazioni registrate nell’ambito della presente indagine. Nel rivolgersi al suo collaboratore Domenico Pisaturo, il Malinconico confermava che il cemento lo avrebbe portato la ditta CLS

172


VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 95 Data : 27/11/2007 Ora : 09:44:22 Durata : 0:03:14 Numero Chiamante :

0823943250 (ufficio Malinconico)

Legenda: PISATURO Domenico della ditta Malinconico: D Malinconico Giovanni : G G: pronto? D: Geometra Buongiorno, Domenico .. G: Buongiorno, Dome .. Dome che hanno fatto ieri a Villa .. D: a Villa? G: ehhh D: in totale 130 mt.. G: ehhh D: pero una squadra è partita più tardi perchè ci stanno .. inc.. sono da verificare tutti quanti i capidotto che ci stavano sotto .. G: ehhh D: e via dicendo .. G: una squadra l'ha fatto .. tutte due .. tutte due le squadre .. D: ehh però Zerbini .. ha detto non ci stanno problemi .. perchè minimo si anno 70-80 mt a squadra .. minimo .. G: ehhh D: ha detto .. ehh ora fra poco ci devo andare anche io a vedere il fatto dell'appartamento G: ehhh D: ehh questo è .. comunque .. G: io oggi tengo appuntamento la alle quattro.. D: al comune .. G: ehh dobbiamo vedere il fatto dei calcoli .. chi li sta seguendo là .. D: allora l'ingegnere D'Agostino mi ha detto che entro sera .. sono pronti i calcoli per fare il deposito al Genio Civile .. G: ehhh D: si è preso tutte quante le carte se le stava guardando e preparando .. quello proprio stamattina gliel'ho chiesto.. e per stasera stavano pronti G: stavano fatti i calcoli .. mi pare D: si .. si.. G: si deve vedere solo la pratica amministrativa .. D: si stavano fatti .. li abbiamo trovati .. si ci stanno G: ci stavano .. i calcoli

173


D: ci stavano .. G: quindi ihhh, i calcoli ci stanno si deve iniziare a mettere in porto la questione della ... la questione della .. picchettare là .. la vasca dove viene .. ehhh D: si.. G: e fare i cosi .. la fare i pali .. D: i pali .. G: il cemento c'è lo porta la CPL .. D: la calcestruzzi .. G: come si chiama? ehh la calcestruzzi .. D: CLS G: ehhhh D: eh …omissis… Altre conferme relative alla fornitura di cemento si ricavano anche da una conversazione intercettata nel mese di dicembre 2007. L’imprenditore nella circostanza chiedeva notizie circa i crediti vantati dai suoi fornitori, ovvero dall’ impresa VERAZZO e dalla CLS VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni , come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23.11.2007. Progressivo n°: 1081 Data : 13/12/2007 Ora : 12:08:48 Durata : 0:02:24 Numero monitorato : Selezione monitorato :

393356000984 0823943411 (ufficio MALINCONICO)

Legenda: Malinconico Giovanni: G Ufficio Malinconico, Sonia segretaria: S .. parla con un altra segretaria po si fa passare Sonia.. S: si pronto? G: Sonia ma .. ..omissis… S: che mi dovevate dire? G: quanti soldi dobbiamo dare a Verazzo (fornitore ndr) S: ehhh, lo stavo vedendo con Domenico sto fatto .. G: e quando cazzo lo vedi .. S: e noi poi gli ho fatto vedere CLS ehhh G: quanto gli dobbiamo dare alla CLS... S: 73 (intende in migliaia di euro ndr) G: e questo lo so dai .. S: ehhh aspettate che vedo Tommaso Verazzo .. allora a ottobre 431 e ci manca novembre che le devo mettere .. G: 431.000.00 S: e sono altre 41 .. .. se non ci sta qualcun altra fattura ..

174


G: gli dobbiamo dare? S: sono Cinquecento quasi .. G: quando .. cinquecentomila euro a Verazzo .. ... in seguito parlano dei lavori e dei costi delle forniture .. In definitiva dalle attività di indagine emergevano puntualmente riscontri oggettivi alle dichiarazioni del DI CATERINO che, ancora una volta si dimostrava soggetto di assoluta attendibilità. Inoltre, ancora una volta, risultava confermato che il clan determinava di volta in volta l’impresa di riferimento in modo da mantenere un certo equilibrio sul territorio e fra le diverse anime dell’organizzazione; nel caso di specie, la fornitura del calcestruzzo alla CLS garantiva il consenso del gruppo Zagaria. Par. 7.1. L’esclusione dalla gara d’appalto della D’ANGELO Costruzioni Le attività tecniche autorizzate nell’ambito del presente procedimento, in uno ai riscontri documentali acquisiti, hanno consentito altresì di riscontrare quanto riferito dal Di CATERINO in ordine all’interesse dell’impresa riconducibile a SCHIAVONE Claudio nell’appalto di Villa Literno, appalto poi aggiudicato all’impresa facente capo a Iovine Antonio. Ed invero si accertava che la ditta D’ANGELO, perdente nella procedura di aggiudicazione, presentava ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato. Inoltre dal monitoraggio dell’utenza in uso a Schiavone Claudio si registrava una conversazione con MUSTO Tammaro128, intercorsa durante le votazioni comunali in Villa Literno, da cui si evince il chiaro riferimento al sindaco FABOZZI, in vantaggio nelle operazioni di spoglio elettorale. Dal tenore della conversazione, di seguito riportata, si evince chiaramente che gli interlocutori riferendosi al FABOZZI ed al suo operato nell’amministrazione del Comune, commentavano positivamente l’invio da parte della Prefettura della Commissione di accesso per sospette infiltrazioni mafiose presso quell’Ente, auspicando nelle opportune verifiche. In particolare gli interlocutori si auguravano che la commissione facesse luce anche sull’iter di aggiudicazione dell’appalto e sull’esclusione dell’impresa dello SCHIAVONE, il quale, aveva inoltrato ricorso prima al TAR e poi anche al consiglio di Stato VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3357727753 in uso a SCHIAVONE Claudio, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 1553/08 RR del 03.04.2008 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. Numero Chiamato : 3339809038 Intestatario : MUSTO TAMMARO MSTTMR65B04L844U 19650204 VILLA LITERNO CE Progressivo n°: 1236 Data : 15/04/2008 Ora : 16:21:17 Durata : 0:02:54 MUSTO Tammaro: T SCHIAVONE Claudio: C T: pronto?

128

MUSTO Tammaro, nato a Villa Literno il 04.02.1965, ivi residente in via Castello n. 17; 175


C: giovanotto! T: oehh C: chi va davanti? T: ehhh ... i .. i nemici .. C: i nemici ehhh .. io sono convinto che i nemici ... vincono sicuro .. T: si .. si .. si sa ... un bel poco davanti .. C: ehh guaglione ma quello ... quell'altro .. T: guaglione .. subito si .. subito si sono iniziati a togliere le pietre dalle scarpe .. ieri mi hanno notificato una carta che io gia avevo .. avevo pagato l'oblazione al Governo .. prima dissero che non mi toccava a pagare .. C: non per le votazioni dai .. adesso .... T: no .. no .. no .. subito .. subito .. subito se le sono tolte le pietre dalle scarpe .. subito .. ehhh allora .. prima tanta accoglienza .. ora fece .. non mi fece dire tre parole .. disse questo .. è questo è .. hai capito .. C: guaglione questo è una potenza .. che vuoi .. T: no .. no è .. è .. però non ci scordiamo che è venuta la commissione d'accesso .. ora sono tre o quattro giorni che se ne andata .. sperando che faccia il suo dovere .. ehh ehh poi vediamo .. ehhh .. l'hanno trovato il marcio .. non ti preoccupare .. l'hanno trovato .. sperando che faccia il suo dovere .. e non intervengono le potenze politiche... ehh che dobbiamo fare… C: questi la tengono la potenza .. lascia fare .. T: che dobbiamo fare ... C: va bene .. hanno finito qua o no .. hanno quasi finito? T: no .. ehh hanno quasi finito .. io non ci sto .. sto in contatto ogni tanto li chiamo .. pero .. ormai .. C: ma stanno avanti di parecchio .. di qualche migliaio di voti ..o che? T: no ehhh vanno avanti che non si possono recuperare piu .. ogni sezione cinquanta .. sessanta voti .. a sezione avanti .. sono parecchia hai capito! C: ho capito .. T: sono parecchi voti .. quindi .. non si recuperano piu .. C: ehh va bene .. T: ehh che dobbiamo fare .. se lo vedono loro .. C: tu .. tu .. tu.. non mi capivi .. pero io me lo sentivo .. un amministrazione che ha fatto tutto quel poco .. è difficile che .. T: ehh ma che la gente .. ma quella la gente .. non capisce niente .. che ha fatto .. ha fatto i guai .. ha fatto .. quelli sono guai che teniamo .. ci sono .. si sono accontentati di quel poco di vie che hanno fatto .. C: e va bene sono tutti debiti .. T: e quello ha fatto .. C: che escono fra cinque /sei anni .. tutti debiti che .. T: ehhh si .. si .. sperando che anche il debito tuo .. esce in mezzo C: ehhh T: speriamo proprio .. quella non si sa quando esce la sentenza a te .. C: ehh senti io ora mi sono dovuto spostare da Napoli ora devo .. dobbiamo andare a Roma .. perche a Napoli .. non c'è l'ho fatta neanche a Napoli .. .. T: ehhh so che sta la sentenza definitiva a Roma .. C: ehhh .. ehhh .. ci vuole ancora tempo ..

176


T: ci vuole tempo ehh .. C: si .. si .. T: ehh va bene .. e aspettiamo .. C: va bene .. T: va bene .. ciao .. ciao ...ciao .. C: ciao… Infine ad ulteriore conferma delle dichiarazioni rese da DI CATERINO Emilio e segnatamente per quanto attiene i rapporti129 tra SCHIAVONE Claudio e CIRILLO Bernardo, concorre un controllo di polizia eseguito in data 20.10.001, allorquando personale della Polstato di Casapesenna, procedeva al controllo dell’autovettura targata AW305PF con a bordo i predetti. (vds. all. 79) Par. 7.2. L’appalto di Cancello e Arnone. Le attività tecniche hanno consentito altresì di acquisire riscontri anche in ordine ad altro appalto aggiudicato dalla impresa facente capo a MASTROMINICO: l’appalto a Cancello e Arnone. In merito il collaboratore di giustizia DI CATERINO Emilio nei corso degli interrogatori resi in data 11.11.2008 e 15.05.2009 dichiarava quanto segue: Dal verbale di interrogatorio di Di Caterino Emilio dell’11.11.2008: …omissis… A.D.R.: posso riferire anche che la ditta MALINCONICO ha vinto un grosso appalto a CANCELLO ARNONE per la riqualificazione del fiume VOLTURNO, anche se, per quanto mi risulta, i lavori non sono ancora iniziati. Ricordo che anche in quell’occasione ne parlammo all’interno del clan ad Ernesto DE LUCA ci rassicurò che all’inizio dei lavori avremmo avuto la nostra parte. Devo dire del resto che in questo caso, noi intendevamo partecipare ai lavori con qualche nostra ditta al sub-appalto>>…omissis… DI CATERINO Emilio: …dal verbale del 15 maggio 2009: …omissis… La S.V. mi chiede qualche precisazione in ordine all’appalto aggiudicato dalla MALINCONICO a Cancello Arnone. Le rispondo che seppi dell’aggiudicazione nel 2006, settembre ottobre. Lo seppi da ClRILLO Bernardo, il quale mi disse che si trattava di un lavoro di 14-15 milioni di euro. Qualche tempo dopo venni a sapere che la stessa ditta era riuscita ad aggiudicarsi i lavori a Villa Litcrno. …omissis… Dal monitoraggio dell’utenza in uso al MALINCONICO emergevano chiari riferimenti a tale appalto, rispetto al quale anche Achille NATALIZIO sembra avere avuto un ruolo ed essere comunque interessato rispetto al progetto dell’imprenditore In particolare dalle conversazione registrata in data 4 gennaio si evince che il dipendente geometra ELETTRINI si era recato presso gli Uffici della Provincia per la vicenda relativa a Cancello ed

129

Dal verbale di interrogatorio di Di Caterino Emilio del 19.12.2008: …omissis… Il BERNARDO CIRILLO mi chiese espressamente se si potesse parlare con lo IOVINE per fargli presente che l’appalto interessava a noi bidognetti ed in particolare alla ditta di Claudio SCHIAVONE e che inoltre i lavori riguardavano Villa Literno che è territorio del clan bidognetti. Io provai a contattare Antonio IOVINE, ma non vi riuscii. Come è noto si tratta di un soggetto latitante e forse fu proprio lui a non volermi incontrare perché se avessi avuto un colloquio con lui credo che avrebbe dovuto necessariamente riconoscere che l’appalto doveva essere aggiudicato ad un esponente imprenditoriale dei bidognetti…omissis… 177


Arnone ed in particolare per un’autorizzazione a procedere al taglio di piante. Gli interlocutori fanno chiaro riferimento ad una riunione presso la Regione Campania ove erano state convocate le imprese MALINCONICO ed UNILAND, relativamente all’appalto che avrebbe interessato il Comune di Cancello ed Arnone. Emergono chiari i riferimenti ai seguenti personaggi interessati nel progetto: ing. NAPOLI (ing. Vincenzo NAPOLI, coordinatore e progettista), FLAMINIO (ing. Lucio FLAMINIO, progettista), D’OCCHIO (ing. Giuseppe D’OCCHIO, direttore dei lavori), PELLEGRINI (ing. Pasquale PELLEGRINI, dell’ATI Uniland s.c.a r.l. – Giovanni Malinconico s.p.a.) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007DATI: Numero Chiamato : 3357746147 Intestatario : GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614

19000101

Progressivo n°: 2100 Data : 04/01/2008 Ora : 11:30:20 Durata : 0:09:05 LEGENDA: M: MALINCONICO Giovanni E: Geometra Elettrini, dipedente di MALINCONICO ...omissis... E: Tra le altre cose, stando lì alla Provincia poi sono andato all'Ufficio Agricoltura e Foreste M: Si E: ...per vedere la pratica di Cancello Arnone M: Si E: La pratica di Cancello Arnone per il taglio sia delle piante e per l'asportazione dei materiali mi sembra di aver capito... M: Si. E: Lunedì mattina la dottoressa ROMANO è su... è in Provincia e io quindi ho tutto quello che bisogna presentare per la domanda perchè bisogna presentarla a loro e poi la pubblicazione al comune di Cancello (Cancello ed Arnone) successivamente loro fanno rientrare... fanno il sopralluogo...inc.. provinciale (si accavallano le voci) M: si, va bene... ma voi avete detto... voi avete detto a cosa che io devo chiamare l'Ingegnere D'OCCHIO??? E: No, c'era quel discorso dell'Ingegnere D'OCCHIO per il discorso di martedì! Martedì allora c'è... è arrivata la comunicazione alla UNILAND M: Si E: Di quella riunione per il discorso del progetto! M: Ma dove sta all'Autorità o alla Regione??? E: E sembra che ci sia... è alla Regione! Allora dovrebbe essere arrivato lì un fax ...

178


M: Da noi? E: Si! ...che dice l'orario e tutto. Io adesso devo chiamare all'ufficio dell'Ingegner NAPOLI M: Si E: Per capire se lui c'è o non c'è. Se non c'è (si accavallano le voci) M: ma come... non deve venire quell'altro? E: Eh, ho capito ma noi quando ci presentiamo lì e non ci sarà l'Ingegnere NAPOLI ... Allora o NAPOLI ... l'ufficio di NAPOLI ci fa... M: una delega... E: ...una delega...perchè questa mattina parlando con l'Ingegner LE NOCI ...mi dice che ha sentito anche l'Ingegnere DI MARCO M: si... E: E ci sarà lui martedì. M: Eh... E: Mò devo sentire se c'è DI MARCO oppure DI MARCO ha detto "ci sono io" nel senso che manda FLAMINIO...perchè siamo rimasti d'accordo che lunedì pomeriggio a Napoli è il caso ...e loro vogliono venire giù sia PELLEGRINI che LE NOCI per parlare con il progettista. Per capire chi viene dovrà esporre lì il progetto e tutto in modo che dobbiamo avere la persona che sia..... M: ...il più adatto... E: ...all'altezza ecco! M: Deve venire chi ha fatto il progetto.... deve venire DI MARCO chi deve venire?? E: E certo! Siccome quando ho parlato l'altra sera con DI MARCO mi era sembrato di capire che non volesse comparire... cioè è stata un'impressione mia... adesso lo devo chiamare...tra lui e sentire se per caso la delega che ci fa NAPOLI in modo da essere diciamo giustificati per la presenza di una persona diversa dal progettista insomma... M: Ma quando facemmo le altre riunioni chi venne NAPOLI o venne…??? E: No M: noi la facemmo una riunione vi ricordate? E: Eh, ma non c'era nessuno dei....dei.. M: No, mi pare che venne NAPOLI o no? E: No.... L'ultima riunione c'era ...c'eravamo noi, c'era la UNILAND e poi basta...c'era... chi è che c'era?? ..D'OCCHIO... ...omissis... Ed ancora nel corso della conversazione di seguito riportata, registrata in data 1° aprile 2008, il geometra Elettrini informava l’imprenditore MALINCONICO di trovarsi presso altro professionista (tale ing. Di Marco), unitamente all’Ing. D’OCCHIO Giuseppe 130, per la vicenda riconducibile ai lavori di Cancello ed Arnone. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero Chiamato : 3357746147 Intestatario : GIOVANNI MALINCONICO S.P.A. 02837290614 130

19000101

D’OCCHIO Giuseppe, nato a Telese (BN) il 30.09.1956, ivi residente, direttore dei lavori dell’appalto riferito agli interventi della riduzione del rischio da inondazione dell’asta terminale del fiume Volturno – Bacino del Volturno – che interessava il Comune di Cancello ed Arnone; (vds. all. 71 bis) 179


Progressivo n°: 6499 Data : 01/04/2008 Ora : 10:47:43 Durata : 0:01:49 LEGENDA M: MALINCONICO Giovanni E: Geometra Elettrini, dipendente Malinconico E: Pronto? M: geometra buongiorno! E: Buongiorno M: Ma dove siete andato? E: A Napoli, dall'Ingegnere DI MARCO! M: Ma era questa mattina?? ... non era oggi pomeriggio? E: Questa mattina per altre cose e per CANCELLO ARNONE... Nel pomeriggio c'è la riunione... c'è anche l'Ingegnere D'OCCHIO!...che da mercoledì ha spostato la riunione ad oggi! M: Ma sempre per Cancello Arnone? E: Sempre per Cancello Arnone! M: E dove? ...sempre da DI MARCO? E: Si M: Oggi pomeriggio? E: Si... Ha detto alle tre...potrebbe arrivare anche... M: Alle tre da DI MARCO? E: si M: va buò! Ma all'ASI chi è andato, nessuno?! ... E: All'ASI c'è il geometra CHIATTO M: Eh E: ...che io ho parlato questa mattina ...allora lui adesso sta andando con TRAMONTANA dai militari per Capua.... M: Il decreto lo hanno fatto? E: ci siamo sentiti anche per il discorso del decreto e della notifica ...adesso lui è lì, gli ho spiegato tutto il discorso. Oggi pomeriggio alle tre c'è una riunione e ci sono quelli degli espropri...e ci sarà anche lui... per verificare se hanno notificato e quali sono i problemi per...per notificare...adesso sento il geometra RUSSO ma comunque sta lì lui e ...e ..inc.. M: Chiamate... chiamate a questi "sfessati"... ma coso ci sta in ufficio? E: Chi? M: MARTINO! E: Non ho senito MARTINO, ho sentito TRAMONTANA!! ...TRAMONTANA era in ufficio con CHIATTO! Adesso sento se c'è MARTINO e glielo faccio sapere... M: Bene ok... ...si salutano Il successivo 8 maggio 2008 Giovanni Malinconico contattava l’ing. Giuseppe D’Occhio e lo sollecitava a raggiungerlo presso gli uffici della Regione Campania (ove avrebbero dovuto farsi approvare il progetto riguardante Cancello ed Arnone) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a Giovanni MALINCONICO, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di NAPOLI -D.D.A.- in data 23-11180


12007. Numero Chiamato: 3391616331 in uso all'Ingegnere Giuseppe D'Occhio Intestatario: D'OCCHIO Giuseppe, nato a Telese il 30-09-1956, ivi residente. Progressivo n°: 9002 Data : 08/05/2008 Ora : 11:24:03 Durata : 0:00:46 LEGENDA: D: Ingegnere Giuseppe D'Occhio G: Giovanni Malinconico D: Giovanni G: Ingegnere, qua ci sta venendo un'insolazione D: ehehe... il problema è che ci stava un incidente ...sto arrivando adesso all'uscita del Centro Direzionale...c'era un incidente sulla strada... G: Eh... ma hai chiamato...qua più che incidente ci stanno i manifestanti qua! D: No... G: A che altezza... stai arrivando adesso al Centro?... D: Arrivo tra cinque, dieci minuti... sto là! G: Eh, come i quaranta... quei venti minuti di prima... D: no...no...no... eh.. ma eheh... inc... G: e chiama, chiama alla Regione Ingegnere! D: si.. si lo chiamo io dopo e gli dico che stiamo in ritardo.. G: chiamalo...eh...ok... Nella stessa giornata Giovanni MALINCONICO contattava l’amico Achille NATALIZIO. Dal tenore della conversazione si desume che il Natalizio era a conoscenza della presenza di MALINCONICO presso la Regione Campania e si evince un preciso interesse del politico nella vicenda connessa al progetto da realizzare su Cancello ed Arnone (“Ma con quella femmina non hai parlato niente tu eh???... con quella "guagliola"?” … “Poi tu dovevi parlare con quelle altre ragazze” … “ma quelle ragazze la non risulta che hanno chiamato!…qua” … “Tenevo la riunione per far approvare il progetto di Cancello Arnone!” … “le ragazze non mi hanno chiamato fino adesso!”). Dal linguaggio adoperato è possibile desumere che l’intervento del NATALIZIO sia diretto a favorire, anche questa volta, la società MALINCONICO Natalizio, infatti, comprendeva la natura della richiesta del Malinconico solo quando questi gli precisava di trovarsi presso gli uffici della Regione proprio per l’approvazione del progetto di Cancello ed Arnone. Il NATALIZIO, avendo quindi interpretato il senso del linguaggio utilizzato da Malinconico, lamentava il mancato intervento della persona interessata, asserendo di avere delle novità circa tale soggetto. VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero chiamato: 3392777500 Intestatario: PISATURO DOMENICO PSTDNC65M29L594H 19650829 VALLE AGRICOLA CE

181


Progressivo n°: 9006 Data : 08/05/2008 Ora : 13:34:48 Durata : 0:01:46 LEGENDA: M: Giovanni MALINCONICO F: MANCINO Fernando, assessore F: Si M: C'è chi mangia e che non mangia! F: Io già ho fatto M: Ehehe.. figurati... Io sto facendo una riunione qua... alla Regione... da due ore! F: eh... M: Mi gira la testa...oh fratello mio! F: (ride) M: uf....Sbando proprio... ma che è? ..omissis... VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto ascritto al P.P. 57464/R/06 R.G. avente n. 4963/07 R.R., emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 23-11-2007. DATI: Numero Chiamato : 3487124003 (Achille Natalizio) Intestatario: GLOBAL 1, via Del Monasteraccio 5, Firenze Progressivo n°: 9009 Data : 08/05/2008 Ora : 13:38:45 Durata : 0:02:17 LEGENDA: A: Achille NATALIZIO M: Giovanni MALINCONICO ...Malinconico, prima che inizia la conversazione, parla con qualcuno che si trova con lui:<<vediamo che facciamo... questo dice che è più problemi con l'ingegnere INTINI che quest'altro>>...Poi: A: pronto? M: Onorevole! A: Oh! M: Buongiorno A: buongiorno a te! M: Che caldo a Napoli... Sto facendo una riunione da tre ore qua per un progetto...Allora domani andiamo a prendere i confetti? A: Si... M: Ma con quella femmina non hai parlato niente tu eh???... con quella "guagliola"???...perchè non mi è arrivata nessuna telefonata ....con quelle donne che dovevi parlare.... facemmo dicemmo??? ....così...così risulta!

182


A: Ma.....Giovà non... non ... M: Non colleghi!! A: Come?... Non collego...! Sono bloccato adesso! Noi domani alle 11:00 abbiamo l'appuntamento a Napoli. (si accavallano le voci) M: ...scusa ma tu... tu dovevi parlare.... Eh... e quello è uno!!! A: Eh! M: Poi tu dovevi parlare con quelle altre ragazze?! ...che parla... che parlasti sapendo che io oggi venivo a Napoli??? ....e quindi avevo disponibilità di tempo! ....passando...poi dopo vado a Villa Literno, a Cancello Arnone (cerca di dargli delle indicazioni per farlo ricordare) ....a Baia Domitia A: .....eh, tu vai a fare queste attività... M: eh... ma quelle ragazze la non risulta che hanno chiamato!!...qua...!! A: No... non collego... non sò.... !! M: Va buono jà! A: ma dove stai tu??? M: Sto di fronte all'Ufficio tuo qua... al II piano!! A: no...no...io... a Napoli? M: Eh, a Napoli!! .... Tenevo la riunione per far approvare il progetto di Cancello Arnone!! A: Ho capito... ah, si!! ...eehehe... non è arrivato.... M: ...eh, le ragazze non mi hanno chiamato fino adesso!! A: Eh, ho capito.. .non hanno chiamato! ...ho capito... ho capito... ho capito...ho capito... ho capito...mò collego tutto. Ehehe ... non è arrivata lalala la comunicazione...! M: Significa che sono troie queste???!! A: ehe...sono troie... ehehe... Fra l'altro tengo anche una novità sopra a questa "guagliola" ...che è proprio una stronza!... M: Eh... A: va buò... questa qua domani ti spiego quest'altra novità!! M: va buò... ...si salutano Sempre in ordine all’appalto di Cancello ed Arnone ed all’interessamento di Achille Natalizio nella vicenda, in data 13.05.2008 veniva intercettata una conversazione tra quest’ultimo e Giovanni Malinconico, nel corso della quale NATALIZIO rappresentava che il giorno seguente avrebbe pranzato con COZZOLINO131 per stabilire “delle scelte politiche” VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di NAPOLI -D.D.A. Progressivo n°: 9308 Data : 13/05/2008 Ora : 16:32:29 Durata : 0:03:51. L'utenza intercettata 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, contatta l'utenza 3487124003 intestata alla società GLOBAL 1 con sede in Firenze, ed in uso a NATALIZIO Achille. Legenda: G: Giovanni MALINCONICO (chiamante) A: Achille NATALIZIO (chiamato) Gli interlocutori discutono inizialmente del fatto che Natalizio è stato presso gli uffici di Malinconico per prendere dei confetti. Successivamente discutono della sospensione dei lavori di 131

COZZOLINO Andrea, Assessore al’Agricoltura ed Attività Produttive della Regione Campania; 183


Malinconico a Villa Literno, a causa del ritrovamento di ordigni bellici. Alle ore 16.35.32: A: Stammi a sentire, io domani sto a pranzo con COZZOLINO e come si chiama là... G: Per la scelta politica della cosa. A: No...e per quelle cose là... G: Ho capito, ho capito, la scelta politica, ho capito. A: ormai quello va trovando che poi lascio PAOLUCCI e passo con lui. G: Eh. A: Bisogna trovare una mediazione. Va bene. G: E allora, e allora domani è mercoledi. A: Eh. G: Eeee....concretizziamo subito. A: va be', domani, domani sera. G: perché pure stamattina il sindaco di Ailano dice che deve aprire la sezione, la corrente così, colì...Perché più si concretizza, più si parte subito... A: Eh, eh. G: ...(incomp)...le cose e più uno affronta la politica con amore. A: Va be', ok. G: Va be'. Fammi sapere. Ciao. A: Ciao. Dalla conversazione che segue si comprende che il riferimento alle “femmine” utilizzato anche nella conversazione che precede è relativo ad una persona in grado di operare a favore dell’imprenditore. Ed invero in giorno successivo all’incontro con COZZOLINO, Achille Natalizio, informa Giovanni Malinconico di aver interessato sia l’assessore Andrea COZZOLINO, che “le femmine”, persona che la P.G. ritiene debba essere identificata in DELLE FEMMINE Agostino, Dirigente del Settore Acque, Suolo e Rifiuti del Servizio territoriale ARPAC di Caserta. In tale ottica la conversazione precedente ha una chiara chiave di lettura: MALINCONICO si trova alla Regione Campania per l’approvazione del progetto di Cancello ed Arnone e sollecita l’intervento di Natalizio poiché “quella femmina…quella guagliola” non aveva ancora contattato gli uffici regionali: “Ma con quella femmina non hai parlato niente tu eh???... con quella "guagliola"?” … “Poi tu dovevi parlare con quelle altre ragazze” …“ma quelle ragazze la non

184


risulta che hanno chiamato!…qua” … “Tenevo la riunione per far approvare il progetto di Cancello Arnone!” … “le ragazze non mi hanno chiamato fino adesso!”: VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, come da decreto nr. P.P. 57464/R/06 R.G. e 4963/07 R.R. emesso dalla Procura della Repubblica di NAPOLI -D.D.A. Progressivo n°: 9504 Data : 15/05/2008 Ora : 20:01:39 Durata : 0:02:28. L'utenza intercettata 3356000984 in uso a MALINCONICO Giovanni, contatta l'utenza 3358238690 intestata ed in uso a NATALIZIO ACHILLE NTLCLL50P26C178R 19500926 CASTELLO DEL MATESE CE. Legenda: G: Giovanni MALINCONICO (chiamante) A: Achille NATALIZIO (chiamato) Giovanni Malinconico chiama Achille Natalizio ed i due interlocutori conversano inizialmente della dieta che sta facendo Malinconico, di un incontro che si terrà il giorno 08 giugno con cinque importanti cuochi al quale parteciperanno gli interlocutori, nonché della relativa prenotazione e quota di partecipazione. Alle ore 20.03.26: G: Tu hai fatto cose buone con quelle amiche tue? A: Ti do la parte mia e... G: Si, si, si, la parte tua...Ma hai fatto cose buone con queste zoccole? A: Ho avviato per la possibilità di trasformare. G: Ah, ah, ah. A: No, però poi stasera ho dovuto fare un incontro politico, perché mi ha chiamato l'assessore all'Agricoltura COZZOLINO, voleva parlare con me e quindi ho parlato con Andrea di una serie di questioni, invece le femmine (ndr. le donne oppure LE FEMMINE cognome) avevo parlato prima. Va be', poi parliamo da vicino. G: Va be', parliamo da vicino. A: Due argomenti differenti insomma. G: Va bene, va bene, va bene. La politica la fai tu...(incomp. - disturbo sulla linea)... A: Ci sentiamo domani. G: Io devo recuperare. Ciao ciao. A: Ciao. Infine, in data 11.05.2009, presso il Comune di Cancello ed Arnone si provvedeva ad acquisire atti relativi a procedure di esproprio per causa di pubblica utilità da parte della società Giovanni MALINCONICO s.p.a., riguardanti interventi per la riduzione del rischio da inondazione nell’asta terminale del fiume Volturno – Bacino del Volturno. Si accertava che tali lavori sono stati oggetto di gara d’appalto della Regione Campania – Settore Programmazione Interventi di Protezione Civile sul territorio – in forza di un accordo di programma quadro “Difesa del Suolo” – intervento DS. CE. 01/2, e consegnati l’08.10.2008, sotto riserva di legge, nelle more della stipula del contratto d’appalto, all’A.T.I. UNILAND Società Consortile a r.l. – Consorzio Stabile e l’impresa Giovanni MALINCONICO s.p.a.L’appalto in oggetto era stato indetto con bando di gara della Giunta Regionale della Campania – A.G.C. – Ecologia, Tutela Ambiente, Protezione Civile, Settore Programmazione, Interventi di 185


Protezione Civile sul Territorio – per l’importo di euro 9.766.844,35 ed euro 274.369,28 per oneri per la sicurezza. Il termine della presentazione delle offerte era stabilito per il 10 febbraio 2006, mentre l’apertura delle stesse sarebbe avvenuta in seduta pubblica il 21 febbraio 2006. La Commissione di aggiudicazione veniva nominata il 26 aprile 2006 con decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania nr. 313 del 26 aprile 2006. (vds. all. 77 bis) Presso la Camera di Commercio risulta registrata la società denominata “Fiume Volturno S.C. a r.l.” iscritta presso il registro imprese il 17.04.2009, costituita dalle società INTINI ANGELO s.r.l. con sede in Noci (BA), via Zona Industriale (quota 9000 euro) e GIOVANNI MALINCONICO s.p.a. con sede in Napoli via Dei Mille n. 16 (quota 1000 euro), il cui amministratore veniva identificato in MALINCONICO Giovanni, sopra generalizzato. L’oggetto sociale dell’impresa consortile è riferito: “…all’esecuzione dell’appalto aggiudicato dalla regione Campania A.G.C. – Ecologia Tutela dell’Ambiente, C.I.A. Settore Programmazione Interventi di protezione civile sul territorio avente ad oggetto la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori afferenti interventi per la riduzione del rischio da inondazione nell’asta terminale del fiume Volturno, inalveazione del tratto del fiume Volturno tra il ponte Garibaldi ed il successivo ponte della R.F.I. nel comune di cancello ed Arnone con la risagomatura della savanella; rifunzionalizzazione dell’argine destro in agro del comune di Cancello ed Arnone; rifunzionalizzazione dell’argine sinistro in agro del comune di Cancello ed Arnone; completamento e ripristino della funzionalità dello scolmatore “lavapiatti” in località Focella nel comune di Castel Volturno”. (vds. all. 77 ter) Alla luce di tali risultanze risulta pertanto riscontrato quanto riferito dal DI CATERINO in ordine alla aggiudicazione di tale appalto all’impresa di Malinconico sin dal settembre 2006, con consegna dei lavori datata 08.10.2008 L’interessamento di Achille NATALIZIO nella vicenda, coinvolto proprio dal Malinconico per l’approvazione del progetto in argomento, si desume sia dai suoi stretti rapporti con l’imprenditore sia dal suo legame con Enrico INTINI. Quest’ultimo infatti è presidente del GRUPPO INTINI con sede in Noci (BA), di cui fanno parte la società UNILAND, aggiudicataria dell’appalto, e la società mista S.M.A. CAMPANIA S.p.A.di cui Natalizio è Presidente, costituita dalla S.M.A. S.p.A. e dalla Regione Campania. Secondo le dichiarazioni di Emilio DI CATERINO, l’accordo con DE LUCA Ernesto - persona di fiducia di Antonio IOVINE - era proprio quello che all’inizio di tali lavori il clan Bidognetti avrebbe percepito la propria “quota” sull’appalto, così come accaduto per Villa Literno. Par. 7.3 Le Dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e le altre prove raccolte nel corso delle indagini. I collaboratori di giustizia DI CATERINO Emilio e TARTARONE Luigi nel corso della loro escussione riferivano che sia l’impresa “MASTROMINICO” che quella di MALINCONICO Giovanni, erano due società che facevano direttamente capo al latitante IOVINE Antonio. MASTROMINICO Pasquale è coniugato con la sorella di FONTANA Nicola, pregiudicato, strettamente legato allo IOVINE per averne sposato a sua volta la sorella IOVINE Rachele. Costoro, come già accennato in precedenza e confermato dal collaboratore di giustizia DI CATERINO Emilio, effettivamente si aggiudicavano i lavori di ampliamento del cimitero Comunale di Villa Literno. Come si è visto si tratta di una gara d’appalto interamente gestita, secondo le logiche criminali operanti nel tempo, dal clan dei casalesi e riferibile alla generale “disponibilità” del Sindaco FABOZZI nei confronti del gruppo criminale. MALINCONICO Giovanni, invece presenta nell’assetto societario dell’impresa edile la figura di IOVINE Domenico, cugino di IOVINE Antonio.

186


Altri rapporti lavorativi/societari sono riscontrabili con CATERINO Paolo e Renato, figli di Giacomo, cugini del latitante132. Infatti, sia Paolo che Renato CATERINO, attraverso la società “CCR General Building s.n.c. di Caterino Renato & C”, risultano soci con il MALINCONICO nella società denominata “Sessa Aurunca società consortile a r.l. 133”, con sede in Ailano, via Molino n. 2134. (vds. all. 3). CATERINO Giacomo e CATERINO Paolo sono imputati nel processo NORMANDIA due per 416 bis c.p. e reati connessi all’alterazione di gare d’appalto per conto dell’associazione criminale retta da IOVINE Antonio e SCHIAVONE Nicola. Hanno scelto la strada del rito abbreviato, ancora in corso. Ulteriori rapporti delle imprese di CATERINO Giacomo, MASTROMINICO Pasquale e FONTANA Nicola con IOVINE Antonio, vengono evidenziati nell’attività d’indagine dalla quale è scaturita l’ordinanza di custodia cautelare n. 28515/03 R.G.N.R. n. 29166/04 R.GIP e nr. 287/08 OCC, del Tribunale di Napoli, datata 28 aprile 2008, nei confronti di IOVINE Antonio e suoi affiliati. Si tratta del più recente processo, di cui è in corso il dibattimento presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in cui è stata attualizzata l’esistenza del clan IOVINE, dal punto di vista della tradizionale capacità di controllare il territorio attraverso estorsioni, omicidi e gestione di settori dell’economia pubblica e privata. Dalla lettura della misura cautelare ed in particolare da alcune conversazioni intercettate nel corso delle investigazioni, si comprende chiaramente la notevole capacità del gruppo camorristico capeggiato dal latitante di interferire nella fase di aggiudicazione degli appalti. Le imprese edili a lui riconducibili dovevano soltanto presentare domanda di partecipazione e successivamente IOVINE Antonio interveniva secondo i suoi criteri:

132

I Carabinieri riferivano queste informazioni su MALINCONICO Giovanni nell’informativa del 20 novembre 2007 allorquando riferisocno di accertamenti fatti a seguito di esposti anonimi, il cui esito si riporta: … Circa l’assegnazione dell’appalto da 13 milioni di euro, mentre nel primo esposto viene indicata la figura di CATERINO Paolo come colui che avrebbe potuto far leva per l’aggiudicazione dell’appalto in favore della “D’ANGELO Costruzioni”, nel secondo libello viene richiamata la società “MALINCONICO Giovanni s.p.a.”, in seno alla quale - “casualità vuole” -, a far data dal 24 gennaio 2005, riveste la carica di Sindaco IOVINE Domenico , imparentato con il boss IOVINE Antonio, di professione dottore commercialista di Casal di Principe che “controlla” gli aspetti economici/amministrativi di una società con sede in Ailano (CE), via Molino n. 2. Sempre in relazione alla “capacità di acquisizione degli appalti” e ai rapporti che intercorrono tra i personaggi e/o le imprese citate emergeva la “Sessa Aurunca società consortile a responsabilità limitata”, con sede sempre in Ailano, via Molino n. 2, da cui si aveva conferma degli ulteriori rapporti tra il predetto MALINCONICO Giovanni e la famiglia CATERINO. La società “CCR General Building s.n.c. di Caterino Renato & C”, consorziatasi con la società del MALINCONICO, ha come amministratore CATERINO Renato, fratello di Paolo, cugino del latitante IOVINE Antonio. Inoltre, il presidente del Consiglio di amministrazione del predetto consorzio, si identifica in CATERINO Giacomo, figlio di Paolo, nato a San Cipriano d’Aversa il 18.01.1971 … 133

134

la società, iscritta al registro delle imprese il 27.02.2003, ha per oggetto sociale l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione rete di adduzione impianto irriguo di cellole – 3 lotto – 1° Stralcio; si tratta della stessa sede della società “Giovanni Malinconico s.p.a”; 187


…dall’ordinanza di custodia cautelare n. 28515/03 R.G.N.R. n. 29166/04 R.GIP e nr. 287/08 OCC, del Tribunale di Napoli, datata 28 aprile 2008: …omissis… CONVERSAZIONE NR. 832 DEL: 10/10/2003 ORE: 09.28.19 Decreto 1766/03 RR Autovettura Fiat Punto targata BX 228 TM In uso a DE NOVELLIS Rosanna Legenda: R: Rosanna DE NOVELLIS135 O: Oreste IOVINE136 .. omissis .. O: disse lo zio: "con Paolo CATERINO me la vedo io" . Gli disse Paolo CATERINO ci mandava sempre indietro R: questo glielo disse anche Luigi ? O: Luigi gli disse tutto quanto ! R: senti vicino a quello, la migliore cosa si deve essere molto chiari O: Luigi lo prese e disse: " senti Antonio qua ogni volta che andiamo vicino ci mandano sempre indietro, sembra che non ci vogliono mai mettere in mezzo a nulla". Lo zio rispose: " come, voi che non dovreste avere nessun problema sta succedendo tutto questo ? " . Luigi rispose: " si Antonio, è un anno circa che ci mandano tutti indietro, iniziando dal parente mio Nicola! " Glielo disse proprio Luigi, iniziando dal parente mio, Nicola, e finendo ai parenti tuoi ! R: ha fatto bene ! O: gli disse: ci mandano tutti indietro, ci sta Paolo CATERINO, una volta per chiedergli un piacere sul consorzio rispose: "quella già sta promessa a quello, quella sta promessa a quell'altro" R: cosi devi fare, bello chiaro e "spiccicato" gli si deve dire, io O: lo zio gli disse: " tu continua a rispondere alle gare normalmente poi con questi qua me la vedo io, voi non dovete stare in mezzo a nulla, voi dovete fare solo, poi a livello di imbrogli me la vedo io ! LO SO IO QUANDO VI DEVO CHIAMARE E DARVI LA GARA R: lui (IOVINE Antonio) disse vicino a me: " lui (IOVINE Oreste) per adesso deve fare questo, ma io ho altre vedute, deve fare l'imprenditore di altre cose, non deve stare nei casini, disse: io devo fare una cosa grande e lui (IOVINE Oreste) deve fare il presidente , che acchiappa tutta la famiglia, hai capito ? .. omissis .. Le conversazioni che seguono, riportate nella medesima misura cautelare, forniscono ulteriori indicazioni sui soggetti, tutti orbitanti attorno allo IOVINE, che si avvantaggerebbero dell’appoggio del boss: Nicola FONTANA e Giacomo CATERINO. Si apre, poi, uno scenario inquietante di collusioni con i funzionari pubblici, giacché appare evidente la sistematica manomissione delle buste contenenti le offerte, cui seguono opportuni ribassi. Colpisce la circostanza che i partecipi alla gara di appalto, vicini al latitante, anche a gara espletata si rivolgessero, in ultima istanza allo IOVINE, il quale 135

DE NOVELLIS Rosa di Nicola e di Mallardo Francesca, nata ad Aversa (CE) il 17.04.1060 ivi residente via Giotto nr. 22 di fatto domiciliata via Amendola nr. 31 sc. B, cognata di IOVINE Antonio per averne sposato il fratello, Carmine, ucciso in data 30.03.1994 a seguito di un agguato camorristico; 136 IOVINE Oreste fu Carmine e di De Novellis Rosa, nato a Mugnano di Napoli (NA) il 13.08.1984 residente ad Aversa (CE) via Giotto nr. 22 di fatto domiciliato via Amendola nr. 31 sc. B, nipote del latitante IOVINE Antonio; 188


doveva -e poteva- dire la parola definitiva su colui che di fatto, a prescindere dal risultato formale, doveva eseguire le opere. Nel corso dell’attività d’indagine, il 31.01.2005 si registravano le conversazioni n. 1815 e 1816, avvenute tra DI BELLO Luigi137 e IOVINE Oreste:

137

DI BELLO Luigi fu Rinaldo e di Scalzone Giuseppina nato a San Cipriano d’Aversa (CE) il 19.04.1973 ivi residente via Starza nr. 14; 189


…dall’ordinanza di custodia cautelare n. 28515/03 R.G.N.R. n. 29166/04 R.GIP e nr. 287/08 OCC, del Tribunale di Napoli, datata 28 aprile 2008 …omissis… TRASCRIZIONE NR.1815 ORE 07:35 DEL 31.01.2005 Decreto nr. 2685/04 RR LEGENDA: DI BELLO LUIGI: Luigi IOVINE ORESTE: Oreste .. omissis .. ORE: 07.39.57 Oreste: come stanno! Luigi: che fa? Oreste: sta “ammazzato” (litigato) con il cognato, MASSIMINO Luigi: davvero? .. pausa .. allora stanno litigati? Oreste: si Luigi: e perché? Oreste: a causa di un lavoro Luigi: la prendi tu, la prendo io!? Oreste: no, no perché Giacomo CATERINO doveva prendere un lavoro di restauro. Luigi: si Oreste: e non teneva la classe .. inc .. Luigi: si Oreste: era grande assai!! Prese e disse: chiamate a Nicola (Fontana) e disse: “Nicola rispondi tu” (alla gara d’appalto) Luigi: si Oreste: questo qua, dobbiamo prenderlo noi e facciamo i conti (media dei ribassi percentuali). Loro aprirono tutte le buste la sera Luigi: si, stava pure quello di Marcellino (San Marcellino) Oreste: no, non ci stava quello di S. Marcellino (parla a bassa voce …. incomp ….) e misero il ribasso. A detta di zio Nicola, Massimino andò ad aprire la busta di zio Nicola e mise il ribasso che se la prendeva lui la fatica (ovvero, avevano indicato i ribassi in modo che dalla media la gara doveva essere aggiudicata a FONTANA Nicola, n.d.r.) Luigi: rispose anche Mastrominico? Oreste: non rispose MASTROMINICO, loro non la videro la busta aperta Luigi: come, non la videro la busta aperta? Oreste: e lo sanno loro che cazzo “impricchiaccarono” (combinarono) per là sopra! Luigi: andò MASTROMENICO, ora me la faccio io Oreste: andò MASTROMINICO, aprì solo la busta di Giacomo (Caterino) e si prese il ribasso suo (di Giacomo), allora rispose pure per Giacomo Luigi: e, scusa, quando andarono a …… Oreste: comunque una cosa di queste è successa 07.41.55 Luigi si ferma e parla con qualcuno al di fuori della vettura, la conversazione è basata sul lavoro…. Oreste e Luigi parlano di lavoro…. Ore: 07.43.01 Luigi: 7.500 euro Oreste: mannaggia il manicomio, ora te lo stavo dicendo Luigi: quattro assegni me li hanno mandati indietro, OTTOMILA “u’ Russo” (IORIO Antonio), 190


Nella conversazione che precede IOVINE Oreste raccontava a DI BELLO che CATERINO Giacomo doveva aggiudicarsi un grosso appalto relativo a lavori di restauro e siccome la sua impresa non aveva la necessaria classe d’iscrizione, aveva chiesto a FONTANA Nicola di parteciparvi. Per tale motivo, FONTANA Nicola aveva avuto una discussione con il cognato, ovvero MASTROMINICO Pasquale, coniugato con FONTANA Luigia, nata a S. Cipriano d’Aversa il 13.04.1957, residente ivi, Via Aldo Moro n. 31, sorella, appunto, di FONTANA Nicola. Dopo l’aggiudicazione della gara, FONTANA Nicola aveva convocato la sorella, quindi Luigia, alla quale aveva ingiunto che il marito avrebbe dovuto cedergli i lavori. Nella questione era intervenuta anche la moglie del FONTANA, IOVINE Rachele la quale aveva deciso di inviare l’imbasciata al fratello, IOVINE Antonio (“…comunque, si litigarono, Zio Nicola si mandò a prendere la sorella e gli disse: “di a tuo padre che ci desse il lavoro, di a tuo marito che ci da il lavoro!”… “prese zia Rachele e disse: “<DEVO PARLARE CON QUELLO”). Così era stato fatto e IOVINE Antonio aveva disposto che se i lavori erano stati aggiudicati a MASTROMINICO, doveva essere lo stesso ad eseguirli ed in tal caso FONTANA Nicola avrebbe potuto collaborare il cognato. Insomma il Boss Antonio IOVINE fornisce copertura al MASTROMINICO che, evidentemente, ritiene di sua assoluta fiducia e tale che anche il cognato non può e non deve lamentarsi dell’appalto vinto da Mastrominico, ma eventualmente solo accodarsi a lui e chiedere una compartecipazione. Nella conversazione immediatamente successiva, n. 1816, gli interlocutori continuavano a commentare l’esito della gara in argomento, ammontante a circa 2.000.000 di €. Ma di assoluto rilievo ed interesse è il riferimento alla gara di Frignano nella quale il Mastrominico, per espresso volere di Antonio IOVINE ha dovuto cedere il passo. Addirittura, dicono gli interlocutori nella conversazione, dimostrando di conoscere bene la situazione, IOVINE diede indicazione che la busta di MASTROMINICO dovesse essere “strappata”. La conversazione è del 31 gennaio 2005. Ebbene l’intercettazione – assunta nel procedimento che ha portato alla cattura di circa 40 affiliati al clan IOVINE nella primavera 2008 di cui sopra sono stati indicati analiticamente gli estremi – si combina perfettamente con le risultanze del processo n. . 39197/04 R.G. notizie di reato, relativo all’indagine cd NORMANDIA II. Di questo processo, attualmente diviso in due tronconi, con 26 posizioni in sede di giudizio abbreviato, e circa 50 in sede di dibattimento di primo grado, occorre a questo punto parlare brevemente. Esso rappresenta il procedimento in cui in maniera più analitica e completa si è svelato il sistema di controllo degli appalti da parte del clan dei casalesi ed in particolare della parte del clan riconducibile a IOVINE Antonio e SCHIAVONE Nicola cl. 79, di Francesco detto Sandokan. Il “sistema” ivi descritto è quello della rotazione e delle cd. buste di appoggio fornite dagli imprenditori al clan. I Comuni ove tale sistema è stato riscontrato, con la limitatezza di orizzonte di ogni indagine, sono innanzitutto quelli di Casal di Principe e Frignano (vere roccaforti rispettivamente della famiglia SCHIAVONE e della famiglia IOVINE) oltre ad alcuni Comuni dell’alto casertano (Piana di Monte Verna e Pietramelara) scelti presumibilmente perché al riparo dalle attenzioni della polizia giudiziaria. Ebbene proprio Frignano è stato il teatro uno degli appalti pilotati in maniera più clamorosa. Si tratta della gara indicata ai capi da 16 a 18 dell’imputazione 138, nella quale il Pubblico Ministero ha 138

SCHIAVONE Nicola del ’79 e IOVINE Antonio , DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, D’ALESSIO Giuseppe (poi deceduto), DE LUCA Giuseppe, MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina

191


indicato come parte offesa i fratelli Mastrominico. I fatti sono del dicembre 2004 e dunque assolutamente in linea con quella intercettazione, n. 1816, sopra riportata in cui si fa riferimento alla gara di Frignano in cui i Mastrominico hanno dovuto cedere il passo. Ma vi è di più. La lettura degli atti del processo NORMANDIA permette di affermare che fra le alterazioni più vistose di quella gara vi fu al momento della redazione del verbale di gara con la commissione aggiudicatrice che tornò sui propri passi su insistenza di alcuni degli affiliati al clan dei casalesi ed escluse una serie di imprese al fine di far tornare i conti della media e dunque consentire di vincere all’impresa predeterminata da IOVINE Antonio e SCHIAVONE Nicola e cioè nel caso di specie la ditta D’ALESSIO, legatissima al cugino di Schiavone Nicola, il suo omonimo cl. 78 e secondo le direttive di IOVINE Antonio al suo fiduciario nel settore degli appalti DELLA VOLPE Vincenzo139. 16. per il delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv., 110, 112 n. 1, 353, co. I° e II°, 61 n. 9 c. p. e 7 D.L. 152/91, perché in concorso tra loro e nelle qualità di seguito indicate, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso attraverso la predisposizione concordata di offerte con gli imprenditori partecipanti, nonché l’allontanamento mediante l’impiego della forza d’intimidazione derivante dall’appartenenza al clan dei Casalesi degli imprenditori non disponibili ad assecondarne le richieste, nonché attraverso la sistematica violazione del segreto di Ufficio e gli accordi con i pubblici funzionari preposti alla gestione della gara nel singolo comune, turbavano il pubblico incanto relativo all’aggiudicazione delle opere di urbanizzazione primaria del comparto n. 1 dell’area P.I.P del Comune di Frignano. In particolare: • DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, DE LUCA Giuseppe, quali imprenditori che direttamente o per interposta persona, si prestavano a concordare le offerte e fornire le cc.dd. “buste di appoggio” per truccare la gara d’appalto; quali organizzatori della turbativa d’asta e materiali esecutori delle attività di predisposizione delle offerte concordate, anche con il compito di allontanare gli imprenditori non compiacenti. • SCHIAVONE Nicola del ’79 e IOVINE Antonio quali mandanti ed istigatori, nochè capaci di assicurare ai soggetti sopra indicati la “copertura” del clan dei casalesi e la possibilità di utilizzarne la “ditta” nell’esercizio delle attività di turbativa. • MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina , quali funzionari pubblici e componenti della commisione di gara con il compito di alterare la documentazione allegata da ditte non compiacenti e di effettuare valutazioni volte alla loro esclusione, • D’ALESSIO Giuseppe (poi deceduto), quale imprenditore prescelto per la aggiudicazione concordata della gara. Con l’aggravante di aver commesso il fatto allo scopo di favorire l’organizzazione camorristica cd. dei Casalesi ed in particolare le fazioni facenti capo al latitante Antonio IOVINE ed a Nicola SCHIAVONE Cl. ’79, accordatisi tra loro, che incaricavano della gestione del settore legato alla presenza del clan nel controllo degli appalti pubblici locali, rispettivamente il DELLA VOLPE Vincenzo e SCHIAVONE Nicola, cl. ‘78. In Frignano fino al febbraio 2005 DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, DE LUCA Giuseppe, MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina, 17. per il delitto p. e p. dagli art. 81 cpv., 476, 479, 491, 61 n. 2 e 9 c.p., 7 D. L. 152/91, perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità il MACCHIONE, il TESSITORE il PUORTO e la DI TELLA di componenti della commissione di gara di cui all’incanto descritto nel capo che precede, gli altri come istigatori e mandanti, redigevano falsamente atti pubblici al fine di turbare l’asta, alterando la documentazione allegata da singole imprese anche attraverso la soppressione e la sottrazione dai fascicoli di documenti e certificati, e rivedendo precedenti valutazioni, in particolare al fine di estromettere la ditta facente capo a MASTROMINICO Pasquale e quella riferibile al fratello MASTROMINICO Giuseppe, così facendo risultare vincitrice per effetto della alterazione della media, la ditta di D’ALESSIO Giuseppe. Con l’aggravante di aver commesso il fatto allo scopo di favorire l’organizzazione camorristica cd. dei Casalesi ed in particolare le fazioni facenti capo al latitante Antonio IOVINE ed a Nicola SCHIAVONE Cl. ’79, accordatisi tra loro, che incaricavano della gestione del settore legato alla presenza del clan nel controllo degli appalti pubblici locali, rispettivamente il DELLA VOLPE Vincenzo e SCHIAVONE Nicola, cl. ‘78. In Frignano il 27.12.2004. DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, DE LUCA Giuseppe, MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina, 18. per il delitto p. e p. dagli art. 81 cpv., 323 c.p., 7 DL 152/91, perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità il MACCHIONE, il TESSITORE il PUORTO e la DI TELLA di componenti della commissione di gara di cui all’incanto descritto nei capi che precedono, gli altri come istigatori e mandanti, nello svolgimento delle proprie funzioni, in violazione del disciplinare di gara, attraverso la redazione di falsi atti, la soppressione di documenti e allegati, intenzionalmente procuravano a D’ALESSIO Giuseppe ed agli altri complici di cui il D’ALESSIO era espressione quale soggetto beneficiario delle attività di turbativa d’asta, un ingiusto vantaggio patrimoniale con conseguente danno per MASTROMINICO Pasquale e MASTROMINICO Giuseppe. Con l’aggravante di aver commesso il fatto allo scopo di favorire l’organizzazione camorristica cd. dei Casalesi ed in particolare le fazioni facenti capo al latitante Antonio IOVINE ed a Nicola SCHIAVONE Cl. ’79, accordatisi tra loro, che incaricavano della gestione del settore legato alla presenza del clan nel controllo degli appalti pubblici locali, rispettivamente il DELLA VOLPE Vincenzo e SCHIAVONE Nicola, cl. ‘78. In Frignano, il 27.12.2004

192


L’andamento della gara viene raccontato nella sua interezza da SCHIAVONE Nicola cl. 78 a IOVINE Francesco, altro imprenditore del clan. prog. 4841 alle ore 16.13 del 29 gennaio 2005: conversazione tra presenti all’interno dell’autovettura MERCEDES E270 CDI targata CF470MG intestata ed in uso a SCHIAVONE Nicola, nato a Napoli il 12.06.1978 ( decreto n° 1644/04 RR emesso dalla D.D.A di Napoli in data 25.06.2004).Nicola SCHIAVONE cl.78 parla con Francesco IOVINE, nato ad Aversa il 28.09.1979. (All. 426) (…) NICOLA = a Ugo...inc.. 'Nicò se è per me.. digli che possono dormire a 4 cuscini', ha detto ma là ci sono 30 esposti.... 30... FRANCESCO = io pure lo so che ci sono gli esposti.... NICOLA = si?... FRANCESCO = perciò ho detto ad Enzuccio... NICOLA = e come lo sapevi tu?... FRANCESCO = lo so perchè me lo disse ieri mio zio.... NICOLA = chi zio?..... FRANCESCO = il piccolino.... NICOLA = come ti disse?.... FRANCESCO = inc.. mi disse, che stavano parlando di gare, non gare, disse ' tu qua senza che rispondi, perchè imbrogliano tutti quanti', disse 'ho quella gara a Frignano, dice che stanno facendo tutti ricorso, inc.. 90 persone inc...'... NICOLA =eh.. FRANCESCO = io feci finta che non sapevo niente.. NICOLA = eh... FRANCESCO = questo è tutto, sentite inc.. qualcuno ha fatto ricorso?... NICOLA = eh... FRANCESCO = no... NICOLA = NON LO DICONO CHE SI METTE PAURA... CHE LO VIENE A SAPERE QUELLO DI SAN CIPRIANO, DOPO DICE CHE NON SONO BUONI... HAI CAPITO?.. FRANCESCO = quello è vero che non sono buoni....inc.. NICOLA = barvo.... FRANCESCO = voi sapete già da tre mesi che deve uscire questo lavoro.... questa gara no?.... ora tu il bando lo puoi tenere un mese prima.... già ti devi incominciare a preparare.... devi andare a prendere i cristiani.. a dire datemi la busta....inc.. senza che ci partecipate... gia devi incominciare a fare questo..... perchè è una gara di un milione di euro... e tutti quanti Nico... gli fanno gola un milione di euro.... a Frignano NICOLA = bravo... FRANCESCO = a noi di San Cipriano, di Casale.... NICOLA = ha detto.... FRANCESCO = un'altro lavoro di questo.... quando esce?... NICOLA = inc.. però... a noi non ce ne fotte.... se lo piange lui.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = bravo, e a noi, non ci si deve manco dire.... inc.. perchè comunque.... ci stiamo prendendo due gare.... inc... (disturbo di linea).... io lo vado a dire bello chiaro e tondo.... e vede.... ti dico un'altra cosa di più.... vedo di non farci 139

Basta leggere in particolare in quesgli atti le conversazioni n. 3958 del 19 dicembre 2004, la 4248 del 1 gennaio 2005 193


rimanere a nessuno proprio... là.... insomma contro a noi.... per quando è la fine dell'otto.... che le gare, quando si fanno cosi si fanno.... inc.. come vuole fare lui.... voglio fare le scemità.... poi la prossima volta ci organizziamo in un'altra maniera.... FRANCESCO = Nico quello la prossima volta.... la prima cosa dobbiamo levare quel inc.. da mezzo... NICOLA = e lo so.... FRANCESCO = hai capito?... se la vogliamo fare.. ma che cazzo inc.. NICOLA = il bando stava fatto bene però.... il bando stava fatto bene.... oi CI!.... inc.. per (disturbi sulla linea)... ....omissis.... DISTURBI SULLA LINEA Posizione 1257 ....omissis... NICOLA = se ne andarono tutti quanti.... salirono alle 11.00 della sera.... tu ci puoi credere, quello che ti sto dicendo..... tu se ci venivi.... quel giorno là... alle 11 di sera... abbiamo cacciato la gente fuori, l'abbiamo cacciato fuori proprio, hai capito?.... cioè abbiamo fatto cose che... hai capito?.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = inc.. non si potevano fare.... e non si dovevano fare.. assolutamente..... però loro dissero che la gara se la doveva prendere per forza.... hai capito?.... oi Ci si è preso l'impegno... dopo..... oi Ci noi.. andavamo male anche noi.... Francè.... ti spiego il perchè.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = no!... aspetta, esci piano.... noi andavamo male.... andavamo male anche noi.... sai perchè?.... inc.. (distubi sulla linea).... disse io mi voglio interessare io di questa situazione qua... inc.... mi sono spiegato?.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = ora quelli là inc.. si misero in mezzo, 'no la dobbiamo far fare noi... no cosi no coli.... e la fecero fare a Enzuccio...ora quando è dopo... la prendeva Enzuccio?.... hai capito?.... FRANCESCO = la posso dire una cosa?.... NICOLA = mo automaticamente.... aspetta, se Enzuccio veniva fatto bene sopra a questa situazione, può essere pure che veniva fatto fuori al campo sportivo... inc.. che incominciava a inciarmare un'altro cristiano... chi è che malamente?.... FRANCESCO = la posso dire una cosa?.... NICOLA = eh... dici... FRANCESCO = inc.. avevano fatto la gara... usciva il ribasso, quello inc... NICOLA = allora senti un poco..... la prima cosa, ma tu ti credi che è semplice cambiare le offerte?.... le offerte la puoi cambiare France quando stai facendo la gara... quando stai solo tu?.... o quando ci sta la chiatta a vedere la gara e altre 20 persone di Casapesenna.... FRANCESCO = inc... NICOLA = di che?.... già le avevano aperte le offerte, perchè France misero la gente fuori gara e saltò la gara.... il numero non si trovo più... la gara andava a finire in faccia a Edil Moter... tu ci dovevi stare per capire là.... allora ora ti spiego da capo.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = inc... (per disturbo di linea) allora fecero la gara! inc.. il primo giorno inc.. andarono a prendere le buste.... e controllarono documenti e inc.. mi sono spiegato?..... quando controllarono i documenti no si accorsero.... inc.. (disturbi sulla linea)... mi sono spiegato o no?... perchè, perchè la gara quando si imbroglia inc.. tu devi vedere prima chi è che viene ammesso o chi non viene ammesso... inc.. 194


FRANCESCO = inc.. NICOLA = stava a posto la gara.... FRANCESCO = inc.. Disturbi sulla linea.... NICOLA = inc.. se tu è vero che stavi a posto..... tu queste carte guardale.. FRANCESCO = inc.. NICOLA = no non le mettere... fuori gara a questi.. FRANCESCO = falli partecipare.... NICOLA = falli partecipare..... solo che però cosa successe.... successe che quando stavano facendo la gara.... ci stava la chiatta e un'altra... e altri cristiani.... questo non ha messo la dichiarazione, questo non ha messo la presa visione.... FRANCESCO = lo dovette buttare fuori... NICOLA = LO DOVETTE METTERE PER FORZA FUORI... ALLO LA COLPA inc.. (disturbi sulla linea)... LA COLPA SI PUÒ DARE A LORO.... CHE NON FURONO IN GRADO DI ACCORGERSI CHE CI STAVA L'ERRORE.... NELLA DOCUMENTAZIONE.... USCENDO FUORI GARA QUELLO... LA MEDIA inc.... E NON ANDVA PIÙ IN FACCIA A inc.. IN FACCIA A EDIL MOTER.... QUANDO USCI IL PRIMO....inc.. POI NÈ USCI UN ALTRO.... FUORI GARA.... E LA PRENDEVA UNO DI POMIGLIANO.... ERRICHIELLO..... inc.. ERRICHIELLO... INC.. FECERO LA GARA E L’AGGIUDICARONO A QUELLO DI POMIGLIANO... QUANDO FU FATTA L'AGGIUDICAZIONE... RIMANEMMO IO, PINOCCHIO, TUTTI SI ALZARONO.... LA GARA ERA FINITA NO?.... RIMANEMMO IO, PINOCCHIO, PINUCCIO, SASAMEN E DUE GEOMETRI DI CASAPESENNA... inc.. (disturbi sulla linea).... ANDÒ IL PORCO INC.. ANDÒ IL PORCO.. INC.... NON POSSONO ESSERE AMMESSI... NON È GIUSTO..... PRESIDÈ QUESTO È UNA GARA DI UN MILIONE DI EURO..... NON ESCE PIÙ.... ALLORA IO .... D'ALESSIO SOLO MI IMPUGNA IL BANDO... STA SCRITTO CASELLARIO E CARICHI PENDENTI.... NON C'È SCRITTO CHE POSSONO METTERE LE DICHIARAZIONI..... QUESTI DEVONO ESSERE... inc.. FUORI GARA.... inc.. disturbi di linea... PINUCCIO L'HA PRESO.. inc.. disturbi di linea... L'INGEGNERE... inc.. DOPO CHE ERA STATA AGGIUDICATA.... LA GARA MI SONO SPIEGATO?.... ORA UNA CHIATTA DI QUELLA CHE SI ERA VISTA LA GARA ..... E L'AVEVA PRESA ERRICHIELLO .... IL GIORNO DOPO VA LÀ E VAI A VEDERE CHE L’HA PRESA D'ALESSIO.... E SONO STATI ESCLUSI TUTTI QUANTI.... inc.. disturbi di linea... .... ORA COSA SUCCESSE..... QUANDO .... inc.. ORA COSA SUCCESSE... QUANDO..... PRESE... LA GARA D'ALESSIO... inc.. disturbi sulla linea.... QUANDO FECERO IL FATTO DEI CASELLARI E DEI CARICHI PENDENTI, ORIGINALI.... ERANO AMMESSI SOLO QUELLI.... IN ORIGINALE.... L'UNICO CHE LI AVEVA IN ORIGINALE.... ERA PASQUALE MASTROMINICO E GIUSEPPE D'ALESSIO.... MI SONO SPIEGATO?.... E LA PRESE PASQUALE MASTROMINICO.... LA GARA, PERCHÈ AVEVA 34,5 E DISPARI... SASAMEN AVEVA 34.100 E DISPARI.... inc.. O NO?... AH... COSA È SUCCESSO... SUCCESSE CHE inc.. L'INGEGNERE E SCIPPARONO LA PRESA VISIONE inc.. (disturbi di linea).... QUESTA È LA GARA TE L'HO RACCONTATA DALLA A ALLA Z.. inc.. disturbi sulla linea.. A ME NON MI PIACE PROPRIO.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = e bravo e tutti quanti gli altri... questo è....intanto quello la gara se l'è presa...

195


FRANCESCO = ora ti dico una cosa quello si è preso la gara.... e se si incontra a parlare con gli altri.... inc.. questo si è preso la gara.... ma ... inc... disturbi di linea... è capace che questo può venire pure a Casale.... inc.. NICOLA = inc... FRANCESCO = inc... NICOLA = lo vollero fare per forza.... oi Ci!..... lo vollero fare per forza.... la inc.. la noi ormai.... inc... non l'aveva preso... perchè l'errore fu sopra i documenti.... inc.. (disturbi di linea) e non lo so non mi ricordo i nome... inc.. (disturbi di linea).... questo fu il problema oi Ci!... se no la cosa l'avevano fatta bene.. hai capito?... meglio di come l'avevano fatta non la potevano fare.... ora dice che si sono preparati i ricorsi.... inc.. (disturbi di linea) quella è una cosa grave.... LA COSA PIÙ GRAVE.... VUOI SAPERE QUAL'È?.. inc.. (disturbi di linea)...... ANCHE PERCHÈ RISULTA UN PRIMO VERBALE.... POI UN SECONDO VERBALE... NON È AMMESO QUESTO QUA NELLE GARE D'APPALTO.... PERÒ IL PRIMO CHE CI VA SOTTO LÀ E L'INGEGNERE..... inc.. QUESTO SI CANTA TUTTE LE COSE.... LI FA ARRESTARE A QUELLI.. FRANCESCO = inc.. NICOLA = a chi?.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = da enzuccio?.... perchè cosa fa?... FRANCESCO = inc.. NICOLA = oi Ci ma quando tu una gara te la vuoi prendere per forza.... e quello Gesù Cristo non te la manda bene invece... te la manda sempre storta.... no come a quella.... che quelli avevano fatto tutte le cose... uscirono fuori gara.... poi misero tutti quanti fuori gara... e la prese il mastrone MASTROMINICO... gli andarono a scippare... la presa visione.... FRANCESCO = Nicò secondo te.. tu inc.. la gara... imbrogliata... inc.. NICOLA = France quelli là.... te lo dico già da ora.... quelli là non sono buoni a niente... inc.. ne lui e ne uno.. l'unica cosa... che dico io... FRANCESCO = Nicò le buste sue.. che hanno fatto 50 buste.... se avevano 20-30 copie delle offerte fatte.. NICOLA = eh.. FRANCESCO = lo cambiavano il ribasso... senza buttare la gente fuori.... NICOLA = e che fa?... FRANCESCO = lo cambiavano... inc.. COME TU TENEVI LA FOTOCOPIA.... NICOLA = eh.. FRANCESCO = SE LA FACEVANO... PURE LUI... NICOLA = eh.. FRANCESCO = la fotocopia in bianco e tu inc.. 30 fotocopie.... ti prendi e ti metti a fare la media inc.. NICOLA = oi Ci inc.. (disturbi di linea)... FRANCESCO = inc.. disturbi di linea.. se dobbiamo abbassare... dobbiamo alzare.... dobbiamo mettere in mezzo... inc.. NICOLA = però ti dico un'altra cosa... quelli là sono stati fortunati... perchè l'avevano fatto a inc.. là il problema.. il fatto dei documenti.... FRANCESCO = inc.. NICOLA = andarono troppo per il sottile.... questo ha il documento scaduto.... quell'altro tiene questo, quell'altro tiene quest'altro... quando ora pure sopra la gara di PIANA DI MONTEVERNA, France’ dato che si è sparsa la voce che .... inc.. prende e viene quel panzone che abbiamo incontrato là fuori... inc. quelli la 196


capiscono l'antifona.... oi Ci inc.. (disturbi sulla linea)... incomincia a controllare.. inc.. (disturbi sulla linea) se quello prende e va a vedere.. in una dichiarazione... di quella come stava inc.. lo devi mettere fuori gara... inc.. ti cambia tutta la giostra.... inc.. perciò dicevo io del fatto di tante buste.... io avrei il coraggio... no .. che se noi riuscissimo a levare a tutti quanti.... FRANCESCO = facciamo la gara con 7 buste... NICOLA = fa la gara con sette buste.... COSA LE METTI A FARE 20-30 BUSTE... CHE QUELLO LÀ A DI FRIGNANO... LE FA DA 40 ANNI... CON SETTE BUSTE... 40 ANNI SONO... corre solo il rischio di inc.. FRANCESCO = inc.. NICOLA = dovremmo andare tranquilli...perchè la maggior parte... hanno tutti quanti...la Soa e i documenti sono stati tutti quanti controllati... abbiamo controllato inc.. che questi mettono sempre cose scadute dentro... e questo.. che quello inc.. FRANCESCO = inc.. tu devi prendere la gara della fontana... inc.. cade la linea. Si comprende come siano state eliminate numerose ditte sul presupposto di avere presentato in copia alcuni documenti e come poi sia stata eliminata la ditta del Mastrominico sottraendo dal fascicolo la certificazione di presa visione. Questo perché vi erano stati degli errori nel preparare la gara e nel fare le buste per cui la media era diversa da quella prevista ed era risultata vincitrice la ditta Errichiello. Si comprende la preoccupazione per il fatto che qualcuno avrebbe potuto riferire del doppio verbale di aggiudicazione. In effetti controlli documentali effettuati dal R.O.S., permettevano di trovare puntuale e fedele riscontro alle fonti di prova acquisite attraverso le captazioni tecniche. Infatti, da verbale inserito al nr. 4328 del protocollo dell’U.T. – Settore ll. pp. del Comune di Frignano, che seguiva quelli protocollati al nr. 4320 del 22/12/04, 4325 del 23/12/04 e 4326 del 24/12/04 (All. 427) si accertava che, il 27/12/04, alle ore 10.30, si era riunita presso il locale Ufficio Tecnico la commissione di gara per l’appalto relativo ai lavori di «Realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria del comparto nr. 1 dell’area p.i.p.» (nelle intercettazioni spesso chiamato «o’PIT») per un importo a base d’asta di Euro 1.104.046,31, composta dall’Ing. MACCHIONE Raffaele, dirigente dell’U.T.C. (convenzionato), dall’Ing. TESSITORE Nicola con funzioni di segretario verbalizzante, dal Geom. PUORTO Pasquale e dalla Sig.ra DI TELLA Adelina, con funzioni di testi. La commissione, in tale data, aveva ripreso la fase istruttoria di controllo della documentazione annessa alle buste d’offerta delle ditte partecipanti alla gara ed aveva continuato ad escludere diverse offerte per varie carenze documentali (così come veniva riferito nel corso dell’intercettazione sopra richiamata), tra le quali, da ultimo proprio la mancanza dell’attestato di presa visione. Terminata la fase del controllo documentale, la commissione aveva proceduto all’apertura delle buste d’offerta ed alla verbalizzazione di tutte le percentuali di ribasso delle imprese rimaste in gara. A questo punto, il verbalizzante, faceva presente che, prima della fase di conteggio per l’individuazione dell’impresa aggiudicataria, sia il Geom. DE LUCA Oreste, titolare della IM.CO. s.r.l. (impresa riconducibile, come si è già riferito, al sopra nominato DELLA VOLPE Vincenzo), che il Geom. D’ALESSIO Raffaele, titolare dell’impresa omonima, avevano effettuato delle contestazioni. Il primo ne aveva effettuate diverse che riguardavano specificamente la documentazione di alcune imprese ed aveva chiesto, al contempo, «la verifica, nella documentazione amministrativa delle ditte ammesse, dell’attestazione di presa visione». Tale ultimo particolare deve essere necessariamente correlato ai riferimenti acquisiti in ambientale; la commissione aveva, infatti, già escluso diverse offerte proprio per questa ragione: era evidente che la ratio di questa contestazione stava nell’esigenza di trovare una giustificazione plausibile 197


all’esclusione illecita dell’offerta dell’impresa riconducibile a MASTROMINICO Pasquale che aveva già passato il precedente controllo documentale della commissione di gara. Il secondo contestava la presentazione dei certificati dei carichi pendenti e del casellario giudiziale in copia conforme o autenticata e non in originale come previsto dal disciplinare di gara. Nonostante le rimostranze effettuate all’ultima contestazione del D’ALESSIO da un altro imprenditore presente, il quale riteneva equivalenti le due forme di certificazione, la Commissione, valutate le contestazioni di cui sopra e interpretato alla lettera il disciplinare di gara accettava sia quelle effettuate dal DE LUCA che quelle effettuate dal D’ALESSIO, procedeva alle conseguenti verifiche. Accadeva così che, un ulteriore controllo delle 75 offerte rimaste in gara delle originarie 92, portava all’eliminazione di altre 73 imprese partecipanti per i motivi addotti dal D’ALESSIO ed di un’altra per uno dei motivi contestati dal DE LUCA e, cioè, dell’offerta presentata dall’A.T.I. Impresa edile Dr. Ing. MASTROMINICO Giuseppe (fratello e socio di MASTROMINICO Pasquale) che, stranamente, veniva eliminata perché non corredata dell’attestato di presa visione, nonostante avesse già passato un primo controllo e la percentuale di ribasso del 34,351% in essa contenuta fosse stata già inclusa per il calcolo della media. Alla luce di quanto sopra, la commissione di gara dichiarava provvisoriamente aggiudicataria la ditta A.T.I. Impresa Costruzioni dr. Ing. H.C. D’ALESSIO Giuseppe , che aveva offerto un ribasso del 34,120%. E’ opportuno riferire che, per ciò che attiene agli imprenditori che avevano presentato ricorso ai quali si faceva riferimento nella conversazione sopra riportata, ed in particolare a colei che era stata indicata dagli interlocutori come la chiattona, il successivo 21/02/05 veniva intercettata una pertinente telefonata fra lo SCHIAVONE cl. ‘78 ed il DELLA VOLPE nella quale si intuiva chiaramente che la stessa imprenditrice, presente in quel momento presso il Comune di Frignano verosimilmente in ragione dell’episodio descritto più sopra, sarebbe stata avvicinata dagli interlocutori per essere convinta a desistere dal suo intento. In particolare, essendo originaria di Casal di Principe, sarebbe stata avvicinata dallo SCHIAVONE, suo compaesano. prog. 2909 alle ore 11.14 del 21 febbraio 2005: n° 338/9171030, in uso a SCHIAVONE Nicola, nato a Napoli il 12/06/78 (decreto n° 2819/04 RR emesso dalla D.D.A. di Napoli in data 18.11.2004); Nicola SCHIAVONE cl.78 viene chiamato da Vincenzo Della Volpe, con l’utenza n° 335/6444604, a lui intestata. (All. 428) NICOLA = Enzo.... ENZO = buon giorno.... ma dove stai?.... NICOLA = sto sopra al Comune di Casale sto facendo un certificato di residenza?!... ENZO = eh.... NICOLA = ehhhh dimmi... ENZO = senti un poco per quella porca.... di Casale no?!.... NICOLA = eh.... ENZO = ci sei andato?.... non ci sei andato più?!... NICOLA = si.... ENZO = eh.. e quella sta qua sopra qua da questa mattina.... NICOLA = lo so, lo so.... l'ho vista pure io.... lei e il marito sta... ENZO = eh.... NICOLA = eh.... e cosa vuole?!.. cosa sta facendo?!.... ENZO = sempre per quel fatto là.... NICOLA = no..... quella disse... disse.. allora lei mi disse.. disse.... buon giorno (riferito a una persona vicino a lui).... "se tu mi vedi andare la sopra là".. dice " io vado la sopra là che vado a fare altre cose"... dice " ma non per via di

198


questo" disse.... vicino a me... dice "noi andiamo la che conosciamo l'ingegnere.. cose..... a quel MAGLIONE?! (o simile).... ENZO = e quello.. va bene comunque.. tu dove stai?.... dopo fatti vedere un poco.... che ci parliamo un poco dai... NICOLA = ma perchè sta un'altra volta a spiccicare questo?... tu dici?.. ENZO = ehh.. ehhh... NICOLA = sicuro?.... ENZO = si, si... NICOLA = e si per me ci possiamo vedere pure mo.... ENZO = io sto già qua.... hai capito?!... NICOLA = devo venire la?... ENZO = ehh.... NICOLA = e io acchiappo e ce lo dico.... dico "ora mi avete proprio scassato il cazzo"... ENZO = sto... sto qua ora ci parliamo insieme.... hai capito perchè.... NICOLA = ora ci vengo.... ora ci vengo pure io.... ENZO = va bene.... (...)

199


E’ chiaro, quindi, che nella gara di Frignano era stata alterata la documentazione a sostegno della offerta dei Mastrrominico. La circostanza è pienamente in linea con quella iniziale intercettazione, assunta in diverso procedimento e che nulla allora poteva svelare ad altra p.g. laddove si fa riferimento al fatto che Mastrominico aveva visto la propria busta essere strappata . L’espressione ben si attaglia con il fatto storico: Mastrominico ad un certo punto poteva essere il vincitore ma la sua documentazione è stata alterata sottraendo la certificazione di presa visione140. Ebbene questa breve ricostruzione è utile a suffragare quanto si diceva inizialmente in ordine allo stretto legame dei fratelli MASTROMINICO con il clan e con la fazione IOVINE in particolare. In effetti anche per Mastrominico sembra prevalere la logica del turno ed in particolare della sottoposizione del proprio operato di imprenditore alle logiche tipiche del clan, che in un caso (cfr. interc. 1815) lo fa prevalere anche rispetto ad altri familiari del boss, e nell’altro – appalto di Frignano - gli impone di cedere il passo al D’ALESSIO, imprenditore scelto in quel caso dall’asse SCHIAVONE- IOVINE sulla base di logiche tutte interne al clan. E, si badi bene, i fratelli MASTROMINICO non protestano, non reagiscono, non fanno ricorso, nonostante la grossolana alterazione della documentazione a loro riferibile. Accettano la decisione del clan rispetto a cui si pongono in funzione servente e strumentale, consapevoli che in altre occasioni di tali logiche si sono avvantaggiati. Dunque la doppia chiamata in correità del DI CATERINO e del TARTARONE, che trova autonomi riscontri nella ricostruzione dell’intera vicenda dell’appalto di Villa Literno, è confermata anche dalle predette intercettazioni da cui emerge chiaramente la natura mafiosa dell’impresa ed il legame con il boss IOVINE per l’acquisizione degli appalti. L’accoppiata MASTROMINICOMALINCONICO, a livello imprenditoriale appare del tutto organica al clan dei casalesi ed agli interesse del gruppo IOVINE. Del resto, più recentemente sono state acquisite ulteriori dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno asseverato l’assunto accusatorio. Si tratta innanzitutto delle dichiarazioni di VARGAS Roberto, soggetto di lunga militanza nel clan dei casalesi, prima in qualche modo subordinato alla figura criminale spietata del fratello Pasquale, fin dai tempi della militanza nel clan Bidognetti, poi protagonista dell’ultima stagione della famiglia Schiavone alle strette dipendenze del boss Nicola SCHIAVONE, figlio di Sandokan, stagione caratterizzata proprio dalla gestione capillare del settore degli appalti. Queste le dichiarazioni del VARGAS141: Si dà atto che viene posto in visione un album fotografico composto da n° 7 fotografie tutte numerate e prive di generalità riportate su un elenco a parte, redatto in data 24.06.2011dal personale della DIA di Napoli come da specifica delega, depositato in data odierna presso l’ufficio del P.M,. che allegato al presente verbale ne diventa parte integrante. Al riguardo VARGAS dichiara: omissis 140

La circostanza è stat confermata da uno degli indagati nell’interrogatorio reso in data 4.03.2011 al P.M.. si tratta di IOVINE Francesco: Dopo questo episodio, Nicola SCHIAVONE cl. 78 mi chiese se avessi voluto partecipare ad una gara a FRIGNANO in A.T.I., perché lui con la sua azienda non ce la faceva. In seguito mi spiegò che il D’ALESSIO l’aveva preso in giro perché, in effetti, aveva capito che lui non avrebbe dovuto attribuirsi la gara, ma solo partecipare prestando la busta a D’ALESSIO. Venne invece a sapere che il D’ALESSIO era d’accordo – per quella gara – con Enzo DELLA VOLPE, e che ovviamente lui non poteva certo favorire il DELLA VOLPE, che sapeva essere imprenditore legato ad Antonio IOVINE, detto o’ Ninno. In seguito Nicola SCHIAVONE cl. 78 mi spiegò che la gara era stata del tutto alterata per favorire il D’ALESSIO, tanto che egli ipotizzava che, prima o poi, avrebbero arrestato tutti. In particolare mi spiegò che la Commissione Aggiudicatrice aveva modificato il verbale di gara, dopo la prima aggiudicazione, per favorire il D’ALESSIO, il quale - insieme ad un’altra ditta, era l’unico che aveva presentato i documenti in originale. La gara fu poi vinta effettivamente da D’ALESSIO. 141

Interrogatorio di Vargas Roberto del 24 giugno 2011 200


Riconosco il soggetto della foto nr. 3, ha un volto conosciuto. L’Ufficio dà atto che la foto nr. 3 ritrae MASTROMINICO Giuseppe, nato a S. Cipriano d’Aversa il 30.04.1958; adesso che mi dite il nome posso riferirvi di aver sentito parlare di Mastrominico, in particolare ne parlavano i miei cugini Madonna Michelangelo e Nicola unitamente a mio fratello Pasquale Vargas in quanto il Mastrominico era agevolato dagli affiliati del clan Schiavone, in particolare da Lello Letizia e Gennaro Mastrominico suo parente. In effetti il Mastrominico era agevolato nella aggiudicazione degli appalti, nella provincia di Caserta, in quanto riusciva ad aggiudicarsi più appalti rispetto ai miei cugini, anzi mentre i miei cugini partecipavano regolarmente alle gare e le vincevano senza fare imbrogli, costituendo anche delle associazione temporanea di imprese, mentre i Mastrominico venivano agevolati direttamente dal clan poiché le gare venivano truccate con l’appoggio del clan sui politici ed uffici tecnici dei vari comuni per consentire ai Mastrominico una più agevole aggiudicazione. Anche i Mastrominico formavano associazioni di imprese, in particolare Mastrominico, che non ho mai visto di persona, era molto legato alla famiglia Schiavone, Iovine e Zagaria e più in particolare con Raffaele Letizia e Mastrominico Gennaro, anche quest’ultimo nostro affiliato, il quale era parente dei Mastrominico imprenditori. Ribadisco che parlando con mio fratello Pasquale e i miei cugini Madonna, questi ultimi si lamentavano, nel periodo dopo la scarcerazione di Pasquale Vargas avvenuta nell’anno 2004, che i Mastrominico, alcuni dei quali erano ingegneri, riuscivano a vincere facilmente gli appalti grazie all’appoggio del Letizia, affiliato al gruppo Russo, di Mastrominico Gennaro e Sebastiano FERRARO affiliato al clan Schiavone. Vi spiego meglio il meccanismo: i Mastrominico vincevano le gare grazie all’intervento del clan dei casalesi sui comuni, in particolare l’appoggio di Sebastiano Ferraro che era la faccia pulita del clan ed in particolare di Valter Schiavone, almeno fino all’esecuzione degli arresti per lo spartacus 1. In cambio i Mastrominico versavano al clan dei casalesi una percentuale pari al 3% che doveva essere utilizzata per il pagamento degli stipendi agli affiliati, il 20% andava direttamente alla famiglia Schiavone, in particolare ai vari referenti per il tramite di Lello Letizia; alla fine veniva fatto un regalo a Lello Letizia, Sebastiano Ferraro o Mastrominico Gennaro a secondo di chi era intervenuto per l’aggiudicazione dell’appalto. A.D.R. La S.V. mi chiede di chiarire come potesse essere conveniente per l’imprenditore ed in particolar modo per il Mastrominico ottenere un appalto dovendo poi pagare tutte queste somme, così elevate, che ho appena elencato. Le rispondo osservando che questo sistema mi è stato più chiaro in seguito quando ho discusso proprio della vicenda di Mastrominico, prima con i miei cugini, ossia gli imprenditori Madonna Michelangelo e Nicola, ed in seguito anche con Nicola Schiavone. Mi fu detto che era necessario, affinché l’imprenditore riuscisse ad avere comunque un guadagno, che per l’attribuzione dell’appalto, attraverso il controllo di tutte le offerte, si evitasse che il ribasso praticato per la aggiudicazione, non fosse eccessivamente elevato. Questa possibilità derivava dal controllo effettuato dal clan di tutti i soggetti che partecipavano alla gara, in modo da far attribuire al vincitore un appalto con un margine sufficiente per far pagare tutti questi soldi anche all’associazione e far avere comunque un utile all’imprenditore. In sostanza per far questo si ricorreva alla costituzione di associazioni temporanee d’imprese. Preciso che questo meccanismo mi fu spiegato da Nicola Schiavone, figlio di Francesco, in occasione di una riunione che avemmo anche con mio fratello Pasquale ed alla presenza dei miei cugini, ossia i Madonna, durante la quale in qualche modo mio fratello si lamentava del fatto che tutti i principali appalti erano stati fatti vincere ai Mastrominico ed a tutte le ditte in associazione d’impresa con Mastrominico.

201


Nicola Schiavone in ogni caso fece capire a mio fratello che lui era a disposizione per fare vincere qualche appalto anche alle imprese dei Madonna, come poi è successo realmente, tanto che io mi sono recato mensilmente nel deposito dei miei cugini a ritirare la somma di euro 20000 mensili da consegnare a Nicola Schiavone. Voglio precisare che il sistema funzionava anche perché Nicola Ferraro comunicava le notizie in ordine agli appalti prima a Sebastiano Ferraro e successivamente, dopo Spartacus direttamente a Nicola Schiavone o a Lello Letizia. Talvolta venivano informati altri esponenti del clan quali Panaro Nicola, Mario Caterino, Giuseppe Misso e per quanto riguarda il gruppo dei Bidognetti, Guida Luigi. Voglio comunque precisare che questo sistema funzionava soprattutto se si riusciva ad evitare che partecipassero ditte “napoletane”, ossia imprese che avrebbero potuto formulare delle offerte molto vantaggiose alterando l’attribuzione dell’appalto. Per fare questo era stato fatto un accordo con i clan napoletani, per cui non dovevano partecipare senza il nostro consenso imprese napoletane alle gare d’appalto. D’altra parte gli imprenditori che avevano necessità di lavorare preferivano pagare una quota del loro guadagno per il referente del clan che “li portava” piuttosto che rimanere senza lavoro perché era evidente che, senza scendere a patti con il clan, le imprese difficilmente avrebbero potuto lavorare nel territorio di nostra competenza e si sarebbero dovute spostare fuori territorio. I Mastrominico sono imprenditori originari di S. Cipriano d’Aversa e voglio anche riferire che vi era un accordo tacito con i camorristi napoletani, in particolare con il clan Sarno, per il quale le imprese napoletane non dovevano partecipare alla gare nella provincia di Caserta oppure si dovevano accordare con il clan dei casalesi e dare in sub appalto i lavori alle ditte dei casalesi. Omissis A.D.R. Voglio anche chiarire, tornando al sistema degli appalti, che quando accadeva qualche problema in relazione alla individuazione della ditta che avrebbe dovuto vincere l’appalto risultando vincitrice quella che non era stata indicata dal clan, si poneva rimedio alla situazione facendo in modo che questa ditta attribuisse un sub appalto alla ditta che invece il clan voleva privilegiare. Questo sistema valeva anche per i Mastrominico. Questo accadeva anche in relazione ad eventuali difetti di specializzazione della ditta che si attribuiva l’appalto, allorquando aveva difficoltà nell’eseguire i lavori, si appoggiava a dei sub appaltatori più qualificati. A.D.R. Mastrominico Gennaro era un affiliato del clan dei casalesi ed è in diretto contatto con Antonio Schiavone fratello di Francesco detto Sandokan e Antonio Schiavone detto “il postino”. In seguito si relazionava con Nicola Schiavone che aveva preso la direzione del clan. Per far comprendere bene il ruolo di Gennaro Mastrominico e la sua notevole importanza per il clan, posso riferire che egli aveva proprio il compito di girare sul territorio, di avere contatti sia con politici che con amministratori locali. Il clan Schiavone ha sempre avuto il problema di stabilire un contatto diretto con amministratori e esponenti politici senza tuttavia impegnare direttamente il capo clan e così si è sempre servito di questi soggetti, come Gennaro Mastrominico, Antonio Schiavone detto o russo, Giacomo Capoluongo, Sebastiano Ferraro, Marcello Schiavone, Nicola Ferraro – che si interessava di tutti gli appalti – che rappresentavano l’interfaccia di Nicola Schiavone con questi soggetti istituzionali. Preciso che quando nei rapporti con le istituzioni locali ed il clan sorgeva qualche difficoltà, noi ricorrevamo a Nicola Ferraro il quale grazie alla sua influenza politica ed alla sua contemporanea appartenenza al gruppo Schiavone riusciva sempre ad appianare le difficoltà. La forza di Nicola Ferraro in realtà è anche cresciuta proprio da quando attraverso la Ecocampania è riuscito ad attribuirsi appalti legati al ciclo dei rifiuti in quasi tutta la 202


Campania, consolidando rapporti con gli amministratori locali e realizzando una sorta di ragnatela con vari esponenti del clan e la politica locale che gli consentivano di poter sollevare il telefono in qualunque momento e di avere massima disponibilità. Tornando a Gennaro Mastrominico ricordo per esempio una circostanza in cui nel marzo 2009 avemmo una riunione con esponenti del clan Zagaria. La riunione avvenne a Casale e fummo accompagnati là da un affiliato detto “Mario ‘o Spagnuolo”, io e Nicola Schiavone. Ci incontrammo con gli affiliati di Zagaria Michele e parlammo dei conti da fare per le casse del clan per il periodo pasquale del 2009. Al ritorno ci venne a prendere proprio Gennaro Mastrominico. Non so con precisione il tipo di parentela che c’è tra Gennaro Mastrominico e gli imprenditori Mastrominico, ma sono sicuro che si tratti di un rapporto molto stretto, perché questa impresa era molto sponsorizzata da Gennaro Mastrominico proprio per la questione degli appalti. Mi fu confermato che i Mastrominico stavano bene sia con Antonio Iovine che con Michele Zagaria, ma anche nei comuni di influenza dei bidognettiani e nei comuni d’interesse di Iovine e Zagaria venivano agevolati dai vari referenti del clan come Iovine, Zagaria o referenti dei Bidognetti nell’ottenimento degli appalti con lo stesso meccanismo che vi ho riferito poco innanzi utilizzato da Nicola Schiavone. A.D.R. Per Villa Literno, premesso che si tratta di un comune sottoposto all’influenza criminale del clan Bidognetti, ho avuto comunque qualche notizie da esponenti vari dell’organizzazione mafiosa. Sapevo che il Sindaco Fabozzi non era molto semplice da trattare ed anzi era un po’ duro, ma proprio per questo so che a Villa Literno è stato molto importante l’intervento di Nicola Ferraro che aveva, in quanto responsabile UDEUR, suoi uomini all’interno del consiglio comunale ed in particolare mi riferisco a Vincenzo Della Corte, consigliere comunale proprio a Villa Literno. In queste circostanze come ad esempio a Villa Literno, il clan dei casalesi si appoggiava molto a Nicola Ferraro ed a lui si relazionavano sia Guida Luigi sia Bidognetti Raffaele, figlio di Francesco, e Cirillo Alessandro. Fabozzi inizialmente non voleva avere contatti con il clan Schiavone temendo soprattutto di essere coinvolto in inchieste giudiziarie e di essere arrestato. Per questo ebbe rapporti quasi esclusivamente con Nicola Ferraro il quale rappresentava le esigenze del clan, ma nello stesso tempo era un esponente politico di spicco. In ogni caso a sua volta Ferraro si relazionava direttamente al gruppo Bidognetti ed in particolare Guida Luigi. Stesso Ferraro mi ha confessato di aver fatto da tramite tra il gruppo Bidognetti e il sindaco di Villa Literno Fabozzi nell’agevolazione di appalti a ditte a loro vicine. Le posso riferire anche a Villa literno così come anche negli altri comuni di competenza del gruppo Bidognetti, il Ferraro agevolò la concessione di appalti a ditte vicine al gruppo Bidognetti per il tramite dei suoi consiglieri comunali di riferimento di cui ho parlato che influenzavano in modo decisivo le decisioni del sindaco Fabozzo. In sintesi posso riferire che il Mastrominico Gennaro ha avuto rapporti preferenziali da sempre, così come oggi ho descritto, sia con il clan Schiavone, sia con Iovine e Zagaria nonché con il gruppo bidognetti in tutta la provincia di Caserta e grazie al clan dei casalesi hanno ottenuto l’aggiudicazione di molti appalti. Omissis Riconosco il soggetto della foto nr. 6. L’Ufficio dà atto che la foto nr. 6 ritrae MASTROMINICO Pasquale, nato a S. Cipriano d’Aversa il 30.01.1951; A.D.R. Questa persona l’ho visto qualche volta in giro per casale, ma non lo conosco personalmente. Io conosco personalmente Mastrominico Gennaro

203


Si acquisivano altresì le dichiarazioni di CATERINO Salvatore, collaboratore di giustizia legato, anche da vincoli di parentela con la potente famiglia dei RUSSO di Casal di Prinicpe, comandata da RUSSO Giuseppe detto o’padrino e RUSSO Massimo detto Paperino, legati da sempre alla famiglia SCHIAVONE142: Omissis … Si dà atto che viene posto in visione l’album fotografico redatto dalla D.I.A. di Napoli e qui depositato il 24.06.2011 costituito da n° 7 fotografie tutte numerate e prive di generalità , l’album diventa parte integrante del presente verbale. Riconosco la persona effigiata nella foto n° 3 in un imprenditore di S.Cipriano d’Aversa, si accompagnava ad un vecchio affiliato della famiglia SCHIAVONE che Gennarino U’ Chiattone, e COPPOLA Nicola braccio destro di Antonio IOVINE, adesso che me lo dite mi ricordo che si chiamava MASTROMINICO Giuseppe. Costui era un imprenditore “coperto” da Antonio IOVINE , voglio intendere che era un imprenditore agevolato da Antonio IOVINE e grazie a IOVINE riusciva ad aggiudicarsi appalti anche al di fuori della Campania per esempio nella zona di Roma,in tutti nei comuni ove lo IOVINE era influente, in cambio versava una quota provento dei guadagni degli appalti allo IOVINE. Inoltre lo IOVINE dava al MASTROMICO i soldi proventi delle attività criminali del suo gruppo affinché MASTROMINICO li investisse e riciclasse nelle sue imprese. Tali fatti mi sono state riferite direttamente da Massimo RUSSO e da BIANCO Franco e altri ragazzi affiliati al gruppo. Molte cose sul conto di MASTROMINICO le ho apprese da BIANCO Franco che frequentava il Bar NAPOLI ubicato alla via Baracca di Casal di Principe posta al confine con il comune di San Cipriano d’Aversa e comunque nei pressi dell’abitazione del MASTROMINICO. L’Ufficio dà atto che la foto n° 3 ritrae S.Cipriano d’Aversa il 30.04.1958. … omissis …

MASTROMINICO Giuseppe, nato a

Ed ancora ne parlava il collaboratore di giustizia CANTONE Francesco143: Si dà atto che viene posto in visione un Album fotografico, in copia, composto da n°7 fotografie tutte numerate e prive di generalità riportate su un elenco a parte, redatto dalla CO. D. I. A. di Napoli l’album in argomento viene allegato al presente verbale e ne diventa parte integrante. Al riguardo CANTONE Francesco, visionato attentamente le foto dichiara: Riconosco la persona effigiata nella foto nr.3 in un imprenditore vicino a IOVINE Antonio , ZAGARIA Michele e SCHIAVONE Nicola . Me ne hanno parlato durante la mia detenzione nel carcere di S.Maria C.V. circa un anno prima della mia decisione di collaborare con la giustizia.ed esattamente nell’anno 2009, durante la codetenzione, CATERINO Massimiliano detto “ MASTRONE” ed un cugino del “MASTRONE” CATERINO Ernesto, la S.V. mi dice che un cugino si chiama DE LUCA Ernesto e adesso che mi dite il nome, ricordo che si tratta proprio di lui . La S.V. mi dice che si tratta di MASTROMINICO Giuseppe, nato a S.Cipriano d’Aversa il 30.04.1958. 142

Interrogatorio di CATERINO Salvatore del 27 giugno 2006

143

Interrogatorio di CANTONE Francesco del 28 giugno 2011 204


Adesso che la S.V. mi dice il nome ricordo di aver conosciuto bene la persona effigiata nella foto n° 3 che fa di cognome MASTROMINICO ma non ricordo il nome, riconosco inoltre nella foto nr. 6 un altro imprenditore che si chiama pure MASTROMINICO . Adesso che faccio mente locale ricordo di averli anche incontrati di persona ma non riesco a ricordare dove. Tornando a quanto riferitomi in carcere , vi dico che quando si parlava degli imprenditori MASTROMINICO, era presente anche l’imprenditore BOCCINI Giovanni anche lui in carcere in virtù di un omicidio. Ricordo che ho assistito ad una conversazione in carcere tra il BOCCINO Giovanni ed Ernesto DE LUCA, ed in quella occasione il BOCCINO si lamentava che non gli arrivava nessun mensile dal clan ed il fratello doveva anche pagare le spese legali. Il BOCCINO chiedeva un interessamento da parte del clan tramite il DE LUCA per far ottenere lavori al fratello imprenditore,e ricordo cheil BOCCINO chiese al DE LUCA di vedere tramite gli imprenditori MASTROMINICO di far avere dei lavori all’impresa edile del fratello, mediante una ambasciata che DE LUCA avrebbe dovuto inviare a Antonio IOVINE . In quella occasione il BOCCINO indicò il nominativo dei MASTROMINICO imprenditori di S.Cipriano d’Aversa dicendo al DE LUCA che si trattava di amici di Antonio IOVINE e che pertanto sicuramente se fosse intervenuto IOVINE sui MASTROMINICO il fratello avrebbe potuto lavorare con la sua ditta. In quella occasione DE LUCA al Boccino confermò che i MASTROMINICO erano imprenditori di Antonio IOVINE, specificando che IOVINE faceva investimenti attraverso i MASTROMINICO. Ernesto DE LUCA disse che avrebbe provveduto a far avere l’imbasciata del BOCCINO a Antonio IOVINE e non ci sarebbero stati problemi. Successivamente sempre in carcere ho appreso direttamente da Giovanni BOCCINO che poco dopo quella richiesta fatta da DE LUCA Ernesto, furono recapitati a casa del BOCCINO diecimila euro inviati da Antonio IOVINE, non so chi li portò materialmente. ADR Ho incontrato le persone raffigurate ai nn° 3 e 6 anche nel 2005 ,insieme a BALIVO Gaetano, a Parete dove il BALIVO vende i mobili. Gaetano BALIVO come ho già in precedenza riferito era un punto di riferimento dei clan dei casalesi e era in contatto con tutti gli imprenditori. Ricordo che il BALIVO mi presentò i due MASTROMINICO ovvero le persone effigiate ai nn° 3 e 6 poi quando gli stessi si allontanarono, mi disse che i due MASTROMINICO erano imprenditori di Michele ZAGARIA e Antonio IOVINE ovvero che erano soci dei due boss, avendo questi ultimi investiti i soldi della camorra nelle società dei MASTROMINICO. Omissis …. L’Ufficio dà atto che la foto n° 3 ritrae MASTROMINICO Giuseppe, nato a S.Cipriano d’Aversa il 30.04.1958. Omissis … L’Ufficio dà atto che la foto n° 6 ritrae MASTROMINICO Pasquale, nato a San Cipriano d’Aversa il 30.01.1951. Omissis … Ebbene il compendio di dichiarazioni accusatorie nei confronti dei fratelli MASTROMINICO ha assunto nel tempo una notevole entità e consente di affermare che i fratelli MASTROMINICO sono soggetti legati al clan dei casalesi ed in particolare ad Antonio IOVINE, legame dal quale traggono la forza – criminale – per stabilire rapporti anche con le altre fazioni del clan dei casalesi e per aggiudicarsi appalti in tutti i territori controllati da questa potente organizzazione camorristica. 205


Il coinvolgimento del MALINCONICO – partner ideale dei MASTROMINICO - con il clan, poi, emerge indirettamente anche da altre dichiarazioni di TARTARONE144: A.D.R. Riguardo all’estorsione al campo di golf mi ricordo che su indicazione di tale Cristoforo, fermai la ditta di calcestruzzo di tale Malinconico, sita nell’alto casertano, io, insieme ad altri affiliati come Massimo Alfiero, Metello Di Bona, Luigi Grassia e Di Tella Antonio fermammo il Malinconico chiedendogli l’estorsione. Poi dopo l’avvento di Peppe Setola, le estorsioni sulla domitiana se le curava lui direttamente insieme a Davide Granata ed Antonio Alluce. La ditta Malinconico fu fermata anche in una seconda occasione da Granato Davide che sparò dei colpi su una betoniera. In realtà Malinconico già pagava a noi la somma di 3500 €, per tre volte all’anno, tramite Dante APICELLA detto “damigiana” che ci versava le somme. Poi Malinconico ci versava la somma di diecimila € mensili, come già ho riferito, per una estorsione in Villa Literno, ma decidemmo comunque di bloccare i camion quando ci rendemmo conto che la fornitura di calcestruzzo era molto più consistente di quella che noi sapevamo. BASCO Antonio detto “pagliarone” ci disse tuttavia durante una riunione a cui ero presente io, Massimo Alfiero, Di Tella Antonio, ed altri affiliati che il MALINCONICO era vicino al gruppo Schiavone, ed avemmo conferma di quanto riferitoci da BASCO, in quanto tra i subappaltatori vi era anche MASTROMINICO che so essere legato agli SCHIAVONE, così come riferito da Massimo Alfiero, BASCO Antonio detto “pagliarone” ed altri affiliati. Ciò nonostante decidemmo di sottoporre ad estorsione il MALINCONICO per i lavori al campo di golf dei COPPOLA, perché la regola è che se anche un imprenditore, ancorché colluso con il clan, viene a lavorare nel nostro territorio ci deve comunque pagare. La dichiarazione di TARTARONE è esplicativa della effettiva situazione sul territorio. L’imprenditore del clan, come evidentemente è per MALINCONICO e per il suo socio MASTROMINICO, si avvantaggia di questo rapporto per ottenere gli appalti e si presta al riciclaggio dei soldi del clan stesso. Ne ottiene un grande vantaggio nello spiazzare la concorrenza, nel drogare il mercato ed eliminare gli imprenditori sprovvisti di appoggi criminali. Il sistema, del resto, è stato oggetto di accurata analisi da parte dell’ufficio del P.M. nel procedimento denominato NORMANDIA DUE nel quale è stato svelato il meccanismo di controllo degli appalti proprio ad opera dell’ asse criminale che ruota intorno alle famiglie, saldamente alleate, degli SCHIAVONE e degli IOVINE. Ciò non toglie che se egli lavora sul territorio dei Bidognetti deve comunque elargire somme di denaro anche a tale gruppo organizzato. E’ una regola di camorra, che fa parte delle stesse regole che l’imprenditore ha accettato di applicare a suo vantaggio ed a danno degli altri imprenditore. Come si è avuto modo di affermare nel citato procedimento; l’imprenditore mafioso accetta le logiche criminali del clan e le ritiene sostitutive di quelle dello Stato per cui soggiace alle prime anche quando occorre risolvere problemi prettamente criminali di riequilibrio sul territorio, che non possono che avvenire secondo logiche interamente ed esclusivamente criminali, ivi compresa la necessità di pagare somme a gruppi criminali concorrenti. Invero il coinvolgimento dell’attività imprenditoriale in un circuito interamente dominato dalla cura dell’interesse delle organizzazioni camorristiche può, evidentemente, in alcune circostanze perfino condurre al sacrificio di alcune pretese, nella consapevolezza che esse saranno soddisfatte in occasione di ulteriori e diversi affari. 144

Interrogatorio di Tartarone del 9 dicembre 2010 206


Ma è evidente che la costruzione di un rapporto di cointeressenza con la struttura criminale se assicura copertura criminale in determinate imprese, può indurre a fare un passo indietro in altre; il tutto, evidentemente in base a logiche ed equilibri puramente criminali. Si tratta della logica che guida l’appalto di cui si sta discutendo, laddove occorre garantire equilibrio (criminale) sul territorio fra IOVINE (Malinconico-Mastrominico), Zagaria (LCS calcestruzzo) e gruppo Bidognetti (Di Caterino che pretende una tangente). Così come in altre occasioni il duo Malinconico-Masrominico non potrà esimersi dal pagare il pizzo su altri appalti acquisiti nel territorio bidognettiano. Il tutto, nel caso di Villa Literno, sul presupposto di avere il Sindaco FABOZZI a disposizione e che si fa egli stesso poi protagonista di richieste corruttive all’imprenditore, che a tale logica non proverà nemmeno a sottrarsi. E’ dunque conseguenza della stessa logica criminale il fatto che la partecipazione ad un sistema illegale di controllo del territorio e delle attività economiche, comporti una delega in bianco all’organizzazione sulle iniziative imprenditoriali da intraprendere e che determina l’assoggettamento ai desideri ed alle logiche dell’ente criminale di riferimento, nel bene e nel male. Dunque, lungi dal rappresentare un elemento di discontinuità o distonico rispetto alla contestazione di concorso esterno in associazione mafiosa, il fatto di aver dovuto pagare somme ad organizzazioni criminali, rappresenta un elemento di coerenza e di chiarezza del rapporto malato che l’imprenditore ha ritenuto di intraprendere con la criminalità organizzata, ritenendolo evidentemente vantaggioso. Ecco che non risulta per nulla strano che in alcuni casi le imprese Malinconico e Mastrominico siano state escluse illegittimamente da alcune gare, come del resto accaduto nel caso in oggetto a Schiavone Claudio – legato a Bidognetti – circostanza che la P.G. ha documentato e rappresentato nel procedimento n. 39197/04 r.g. detto NORMANDIA II allorquando all’impresa Mastrominico fu

207


preferita l’impresa di altro imprenditore del clan e cioè D’Alessio Giuseppe145 (vicenda per la quale fra l’altro nessuna denuncia perveniva dall’imprenditore escluso). Inoltre in alcune occasioni i predetti imprenditori MALINCONICO e MASTROMINICO hanno addirittura presentato delle denuncie per estorsioni subite Risulta per es. che in data n data 12 e 13.11.2007, il geometra Policastro Nicola, dipendente della ATI aveva già denunciato presso il citato Comando Arma, due tentativi di estorsione consumati in suo danno ad opera di soggetti rimasti non identificati, mentre stava dirigendo i lavori di ampliamento del cimitero di Villa Literno, aggiudicati dalla ATI con il metodo del progetto Financing per un valore di €. 3.000.000,00. Si tratta proprio di quanto spiegato da Tartarone e Di Caterino Emilio a proposito dell’intervento violento sul cantiere che i bidognettiani intesero fare pur 145

Queste le imputazioni : SCHIAVONE Nicola del ’79 e IOVINE Antonio, DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, D’ALESSIO Giuseppe (poi deceduto), DE LUCA Giuseppe, MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina 19. per il delitto p. e p. dagli artt. 81 cpv., 110, 112 n. 1, 353, co. I° e II°, 61 n. 9 c. p. e 7 D.L. 152/91, perché in concorso tra loro e nelle qualità di seguito indicate, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso attraverso la predisposizione concordata di offerte con gli imprenditori partecipanti, nonché l’allontanamento mediante l’impiego della forza d’intimidazione derivante dall’appartenenza al clan dei Casalesi degli imprenditori non disponibili ad assecondarne le richieste, nonché attraverso la sistematica violazione del segreto di Ufficio e gli accordi con i pubblici funzionari preposti alla gestione della gara nel singolo comune, turbavano il pubblico incanto relativo all’aggiudicazione delle opere di urbanizzazione primaria del comparto n. 1 dell’area P.I.P del Comune di Frignano. In particolare: • DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, DE LUCA Giuseppe, quali imprenditori che direttamente o per interposta persona, si prestavano a concordare le offerte e fornire le cc.dd. “buste di appoggio” per truccare la gara d’appalto; quali organizzatori della turbativa d’asta e materiali esecutori delle attività di predisposizione delle offerte concordate, anche con il compito di allontanare gli imprenditori non compiacenti. • SCHIAVONE Nicola del ’79 e IOVINE Antonio quali mandanti ed istigatori, nochè capaci di assicurare ai soggetti sopra indicati la “copertura” del clan dei casalesi e la possibilità di utilizzarne la “ditta” nell’esercizio delle attività di turbativa. • MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina, quali funzionari pubblici e componenti della commisione di gara con il compito di alterare la documentazione allegata da ditte non compiacenti e di effettuare valutazioni volte alla loro esclusione, • D’ALESSIO Giuseppe (poi deceduto), quale imprenditore prescelto per la aggiudicazione concordata della gara. Con l’aggravante di aver commesso il fatto allo scopo di favorire l’organizzazione camorristica cd. dei Casalesi ed in particolare le fazioni facenti capo al latitante Antonio IOVINE ed a Nicola SCHIAVONE Cl. ’79, accordatisi tra loro, che incaricavano della gestione del settore legato alla presenza del clan nel controllo degli appalti pubblici locali, rispettivamente il DELLA VOLPE Vincenzo e SCHIAVONE Nicola, cl. ‘78. In Frignano fino al febbraio 2005 DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, DE LUCA Giuseppe, MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina, 20. per il delitto p. e p. dagli art. 81 cpv., 476, 479, 491, 61 n. 2 e 9 c.p., 7 D. L. 152/91, perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità il MACCHIONE, il TESSITORE il PUORTO e la DI TELLA di componenti della commissione di gara di cui all’incanto descritto nel capo che precede, gli altri come istigatori e mandanti, redigevano falsamente atti pubblici al fine di turbare l’asta, alterando la documentazione allegata da singole imprese anche attraverso la soppressione e la sottrazione dai fascicoli di documenti e certificati, e rivedendo precedenti valutazioni, in particolare al fine di estromettere la ditta facente capo a MASTROMINICO Pasquale e quella riferibile al fratello MASTROMINICO Giuseppe, così facendo risultare vincitrice per effetto della alterazione della media, la ditta di D’ALESSIO Giuseppe. Con l’aggravante di aver commesso il fatto allo scopo di favorire l’organizzazione camorristica cd. dei Casalesi ed in particolare le fazioni facenti capo al latitante Antonio IOVINE ed a Nicola SCHIAVONE Cl. ’79, accordatisi tra loro, che incaricavano della gestione del settore legato alla presenza del clan nel controllo degli appalti pubblici locali, rispettivamente il DELLA VOLPE Vincenzo e SCHIAVONE Nicola, cl. ‘78. In Frignano il 27.12.2004. DELLA VOLPE Vincenzo, D’ANIELLO Michele, IOVINE Francesco, SCHIAVONE Nicola cl. ’78, D’ALESSIO Raffaele, DE LUCA Giuseppe, MACCHIONE Raffaele, TESSITORE Nicola, PUORTO Pasquale, DI TELLA Adelina, 21. per il delitto p. e p. dagli art. 81 cpv., 323 c.p., 7 DL 152/91, perché con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in qualità il MACCHIONE, il TESSITORE il PUORTO e la DI TELLA di componenti della commissione di gara di cui all’incanto descritto nei capi che precedono, gli altri come istigatori e mandanti, nello svolgimento delle proprie funzioni, in violazione del disciplinare di gara, attraverso la redazione di falsi atti, la soppressione di documenti e allegati, intenzionalmente procuravano a D’ALESSIO Giuseppe ed agli altri complici di cui il D’ALESSIO era espressione quale soggetto beneficiario delle attività di turbativa d’asta, un ingiusto vantaggio patrimoniale con conseguente danno per MASTROMINICO Pasquale e MASTROMINICO Giuseppe. Con l’aggravante di aver commesso il fatto allo scopo di favorire l’organizzazione camorristica cd. dei Casalesi ed in particolare le fazioni facenti capo al latitante Antonio IOVINE ed a Nicola SCHIAVONE Cl. ’79, accordatisi tra loro, che incaricavano della gestione del settore legato alla presenza del clan nel controllo degli appalti pubblici locali, rispettivamente il DELLA VOLPE Vincenzo e SCHIAVONE Nicola, cl. ‘78. In Frignano, il 27.12.2004

208


sapendo che si trattava di impresa del gruppo IOVINE-SCHIAVONE, per alzare la pressione sul territorio ed avere la loro parte. Inoltre risulta che in data 9.06.2008, MASTROMINICO Giuseppe, aveva denunciato che alcuni suoi operai che si trovavano sul cantiere in corso d’opera nella Frazione Sossio di Villa Literno, avevano abbandonato il posto di lavoro, poiché venivano minacciati di morte da due ignoti malfattori, qualora non avessero lasciato immediatamente il cantiere. Il 9.09.2009, invece, a seguito di una ulteriore denuncia sporta dai fratelli MASTROMINICO, i CC. di Villa Literno, avevano tratto in arresto in flagranza di reato di tentata estorsione, i pregiudicati ZIELLO Gaetano nato ad Aversa (CE) il 16.07.1979, residente in Villa Literno alla via Castello n. 92 e GAROFALO Costantino nato a Villaricca (NA), il 21.11.1983, residente in Casapesenna (CE) alla via G. Ungaretti n. 8, entrambi ritenuti affiliati al clan dei casalesi146. In data 13.03.2010, i carabinieri hanno ricevuto denuncia di tentata estorsione – contro ignoti – dai fratelli MASTROMINICO Giuseppe e Pasquale, titolari del progetto d’impresa A.T.I. con sede legale in San Cipriano d’Aversa (CE) via Aldo Moro n. 1 e aggiudicataria di gara d’appalto per la riqualificazione urbana del Comune di Villa Literno (CE), per un importo di €. 3.500.000,00. Orbene i collaboratori di giustizia hanno dato una lettura di quanto accadeva sul territorio e soprattutto hanno evidenziato come il fatto che gli imprenditori Mastrominico e Malinconico fossero oggetto di blocco dei lavori era del tutto compatibile con il loro essere legati al clan IOVINE. Inoltre si noterà che i MASTROMINICO hanno sporto la gran parte delle denunce dopo il maggio 2008. Orbene in quella data si diede esecuzione ad un provvedimento cautelare di ampia portata nei confronti di circa 40 appartenenti al gruppo IOVINE nell’ambito dell’indagine di cui alle conversazioni appena riportate sopra, nelle quali si parlava apertamente del rapporto fra il clan ed i Mastrominico. Gli atti di quella indagine divennero immediatamente pubblici e, del resto dei Mastrominico si parlava nella stessa OCC. Pertanto non è da escludere che l’intensificarsi delle denunce è da attribuirsi anche alla volontà degli imprenditori di stabilire una sorta di difesa preventiva, premunendosi di elementi di difesa per l’immancabile azione degli investigatori. Né può negarsi che negli ultimi tempi la fazione bidognettiana risulta essersi disarticolata a seguito dei numerosi arresti per cui molte azioni estorsive sono state rimesse ad iniziative di singoli o cani sciolti, a fronte dei quali i citati imprenditori, evidentemente ben aggiornati sugli equilibri criminali del territorio, non hanno esitato a denunciare. Del resto un’insuperabile prova del concorso dei fratelli MASTROMINICO nell’associazione mafiosa, sia pure dall’esterno nella qualità di imprenditori del clan, si rinviene in una nota 146

ZIELLO Gaetano e GAROFALO Costantino imputati per il reato sotto indicato:

-in ordine al reato di cui agli artt. 56, 110, 81, 629 co.1 e 2 in relazione all’art.628 co.3 n.1 c.p., 7 L.203/91 perché, in concorso ed unione tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, mediante reiterate implicite minacce di ritorsioni di tipo camorristico -facendo continuo riferimento al clan dei casalesi operante in Villa Liternoconsistite nel richiedere più volte nei giorni scorsi di parlare con i responsabili dell’impresa A.T.I. di Mastrominico Pasquale e Mastrominico Giuseppe, ditta esecutrice dei lavori pubblici di riqualificazione urbana nel Comune di Villa Literno a seguito di aggiudicazione di gara d’appalto per un importo di euro 3.500.000,00 e nel proferire, nella tarda mattinata del 9 settembre, all’indirizzo di Serao Luigi e Amato Emilio, dipendenti della citata impresa e precisamente responsabile dei lavori in corso d’opera alla via Provinciale delle Dune di Villa Literno ed operaio, le seguenti frasi, dopo avere richiesto, senza esito, di poter parlare ai titolari della ditta: ‘‘Riferite ai responsabili dell’impresa che ci debbono dare i soldi e dite loro che apparteniamo agli amici di Villa Literno, altrimenti non dovete più lavorare e dovete andare via’’ e successivamente portandosi nei pressi di altri operai presenti nel cantiere e, dopo aver parlato loro, allontanandosi costringendo gli operai ad abbandonare il posto di lavoro, compivano atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere i titolari dell’impresa Mastrominico Giuseppe e Mastrominico Pasquale a versare loro imprecisate somme di danaro per poter continuare i lavori in quel cantiere, così procurandosi un ingiusto profitto con relativo altrui danno, non verificandosi l’evento per cause indipendenti dalla loro volontà [intervento dei Carabinieri ed arresto in flagranza], commettendo il reato avvalendosi delle condizioni e modalità previste dall’art.416 bis c.p. In Villa Literno, fino al 9.9.09. 209


informativa dei carabinieri di Caserta147, dedicata a parte delle indagini che hanno condotto alla cattura di IOVINE Antonio e prima di lui dei suoi fidatissimi DE LUCA Ernesto e MARTINELLI Enrico (29 agosto 2007). Proprio quest’ultimo è un boss di antica tradizione criminale, capace di gestire gli affari del clan per conto del capo con autonomia decisionale148. Ebbene in quella informativa i carabinieri hanno dato conto di una inattesa ed originale acquisizione probatoria. Infatti nel prosieguo delle indagini e nel tentativo costante di catturare il superlatitante Antonio IOVINE, in data 11 maggio 2010, si eseguiva una perquisizione locale Casal di Principe, in via Ada Negri numero 12, all’interno dell’abitazione che era nella materiale disponibilità di LOCUSTA Vincenzo, nato a Casal di Principe il 01.12.1953, e del figlio LOCUSTA Danilo Raffaele, nato ad Aversa il 26.10.1981. Durante l’operazione di Polizia Giudiziaria si rinveniva un sofisticatissimo bunker sotterraneo all’interno del quale si sequestrava una macchina per scrivere elettronica, di colore giallo, marca Canon, modello Q S 100, dotata di nastro carbografico. I reperti sopra citati, poi, sono stati inoltrati al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma al fine di compiere esami dattiloscopici e grafici. In data 01.02.2011, sono pervenuti dal Ra.C.I.S. i primi risultati dattiloscopici dai quali emergeva che le impronte rilevate all’interno del bunker, pur essendo “utili per il confronto”, non appartenevano al citato LOCUSTA Vincenzo (ALL. n. 1). In data 09.12.2010, il predetto Reparto ha trasmesso anche gli esiti degli accertamenti tecnicografici eseguiti sulla macchina da scrivere, che consentivano di estrapolare ben cinque pagine di testo cosi descritte dal RACIS: “Di seguito si riporta in grassetto, per intero, il testo estrapolato dalla lettura del nastro carbografico oggetto di analisi. Per agevolare l’interpretazione dello stesso si ricorda che il testo è privo di spaziature e presenta anche caratteri i quali possono essere stati successivamente oggetto di sovrascrittura. Inoltre, la sottoriportata esposizione non è fedele agli spazi di paragrafatura originariamente utilizzati dall’autore degli scritti” (ALL. n. 2). Il testo evidenziato dal RACIS, in effetti, è un composto di molteplici messaggi dai contenuti camorristici, di cui si tratterà in questa sede esclusivamente in relazione ad uno di essi, per quanto interessa a questi fini. Il contenuto complessivo degli stessi, del resto ha consentito, inequivocabilmente, di individuarne l’autore in MARTINELLI Enrico che li ha redatti durante la sua latitanza. Di seguito, si enunciano i dati oggettivi che hanno consentito la sua identificazione: - il testo del “pizzino n. 2” è iniziato: “Ciao amore”, ed terminato con: “Ti amo Enrico”; - quello del “pizzino n. 4” è iniziato “Carissimo amore” e termina: “volevo sapere se la macchina ad Emilio è arrivata” ed è concluso: “Bacioni ai bambini ti amo tuo Enrico”. - il testo del “pizzino n. 7”, indirizzato al Sindaco di S. Cipriano d’Aversa MARTINELLI Enrico (1964) è iniziato: “Carissimo Sindaco” ed è concluso: “Non dimenticarti che fai di cognome MARTINELLI … omissis … ti saluto Enrico”; - con i contenuti dei “pizzini n. 20, 34 e 35” è fatto riferimento all’abitazione ubicata in San Cipriano d’Aversa, Via Redi n. 6, confiscata con sentenza penale. I contenuti dei predetti “pizzini” sono univocamente riconducibili al boss MARTINELLI Enrico perché: - effettivamente, ha un figlio di nome Emilio nato a Villaricca (NA) il 27.06.1990; - effettivamente, il Sindaco dell’epoca, e tuttora, è il suo omonimo MARTINELLI Enrico (1971) e in pubblico i due sono conosciuti quali cugini; 147

Informativa dei CC di Caserta del 11 maggio 2011, nel p.p. 8481/08, allegat ain atti idoneamente omissata. MARTINELLI Enrico è detenuto in regime di 41 bis ed è stato condannato all’ergastolo nella sentenza Spartacus per omicidio e partecipazione all’associazione criminale clan dei casalesi. Numerosissimi collaboratori di giustizia riferiscono del suo ruolo assiduo di capo e di reggente del clan, in particolare simbiosi con il boss Antonio IOVINE e con gli esponenti apicali della famiglia Schiavone. Agli atti è allegato un estratto della sentenza Spartacus ed una strisciata dei verbali delle dichiarazioni dei collaboratori di giustiza, o almeno parte di esse, da cui emergono dati molto significativi per la ricostruzione degli assetti criminali riportati nella presente richiesta. 148

210


effettivamente, gli è stata confiscata l’abitazione in S. Cipriano d’Aversa, Via Redi n. 6, e per tale circostanza ne sono state riportate le vicende nel presente documento. Il pizzino di maggiore interesse per la presente indagine è il n. 33. Così l’informativa dei Carabinieri: PIZZINO NR. 33 TESTO ESTRAPOLATO DAL NASTRO CARBO-GRAFICO OratielengotuttiilavorichilidevonofareOratielengotuttiinominatividellepersonechedebb onofareilOratielengotuttiilavorichilidevefarepernoncrearemalintesi.Cimitero:Mastrom enico,PIPbambinonedicuiappalderàunadittanonintestataaaluiu,asfalto1lottoLicenz,2lot toasfaltoRObertoamicodiraf,villacomunaleviaacquarioclaudioC.Ristruttariazionecasac omunalePinoMArtinello,AMPpliamentostadioc2lottoMimmoriccio,Villacomunaledifro ntechiesaannunziatagenerodipeppinotto,rifiutifigonesepoihaiunadittatul’importantech ecidaisoldianoiPIazettaincoronataunadittaaquelffamosoprontointerventopubblicaillum inazioneeservizicimiterialipoitifarosaperesepoituvuoiaccontentarequqalcunofammisap erel’importanteedirloprimacompiuterverroneOK.ORAADIFUORIAQUESTILAVORI C47è’èqualchealtrolavorifammisapereCIAO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CORREZIONE ORTOGRAMMATICALE DEL TESTO EFFETTUATA DALLA P.G. Ora ti elenco tutti i lavori e chi li deve fare. Ora ti elenco tutti i nominativi delle persone che devono fare il…..Ora ti elenco tutti i lavori e chi li deve fare, per non creare malintesi. Cimitero: Mastromenico; omissis. DATAZIONE DEL TESTO Dal 09 maggio 2007 al 29 agosto 2007, data della Delibera di Giunta numero 38, e arresto del Martinelli Enrico. LE RISULTANZE INVESTIGATIVE Il presente “pizzino” è l’ultima della fitta corrispondenza epistolare intercorsa tra il latitante MARTINELLI Enrico e il suo omonimo Sindaco, MARTINELLI Enrico (1971). La P.G. lo indica quale ultimo documento cartaceo perché successivamente, si ritiene che i predetti abbiamo comunicato tra loro facendo uso del computer usando la chat. In più occasioni, infatti, compresa la presente, il latitante ha chiesto notizie al Sindaco circa il computer: “Computer: Verrone. OK”. Dal contenuto del “pizzino”, si rileva che il latitante MARTINELLI Enrico, evidentemente conscio e preoccupato dai comportamenti del suo affiliato, l’omonimo Sindaco, che non sempre è fedele nell’esecuzione dei suoi ordini, per evitare i frequenti malintesi gli ha elencato, in forma scritta, tutti gli appalti e le ditte alle quali devono essere affidati: “… omissis … Ora ti elenco tutti i lavori e chi li deve fare, per non creare malintesi … omissis …”. In merito ai suddetti appalti sono stati svolti i seguenti accertamenti. Cimitero: Mastrominico I predetti lavori sono stati individuati in quelli riguardanti la realizzazione e l’ampliamento del nuovo cimitero comunale. Per gli stessi, il latitante MARTINELLI Enrico ha disposto di affidarli a “Mastromenico”. Quest’ultimo si identifica in MASTROMINICO Giuseppe, di Carlo e di Coppola Anna, nato a San Cipriano d’Aversa il 30.04.1958, ivi residente alla via Aldo Moro numero 31, titolare della ditta “MA. DA. S.n.c. DI MASTROMINICO GIUSEPPE E C.”, avente anch’essa sede alla via Aldo Moro 31, che ha come oggetto 211


sociale: “….L’appalto il subappalto e l’esecuzione, per conto proprio e di terzi (Enti pubblici e privati) di lavori edili in genere ed affini, in particolare di complessi edilizi anche residenziali, di case per civili abitazioni, strade, ponti….” (ALL. n. 98 e 99). Omissis … dagli accertamenti svolti è emerso che finora non sono stati appaltati perché il progetto iniziale è stato modificato e l’Amministrazione Comunale non ha ancora indetto la relativa gara di appalto. Qui di seguito è stato ricostruito cronologicamente l’iter amministrativo dell’appalto: LAVORI DI AMPLIAMENTO E COMPLETAMENTO DEL NUOVO CIMITERO COMUNALE: • 30.09.2005, il Comune di San Cipriano d’Aversa indiceva una gara d’appalto per la “Costruzione, gestione, ampliamento e completamento del nuovo cimitero comunale”, mediante procedura “Project financing”, quantificando l’intervento in 3.258.000,00 di euro (ALL. n. 102); • Con delibera della Giunta Municipale, numero 80 del 03.11.2006, venivano apportate delle modifiche qualitative e quantitative alla proposta del promotore (ALL. n. 103); • 19.01.2007, il Geometra DIANA Gennaro, nato a Casal di Principe il 25.07.1954 ed ivi residente alla via Cesare Battisti numero 21, Legale Rappresentante della ditta denominata “Soc. Edil Tecno Fer S.r.l”, avente sede in Casal di Principe alla via Cesare Battisti numero 21, comunicava al comune di San Cipriano d’Aversa formale recesso dell’offerta precedentemente avanzata, in data 30.12.2005, quale “promotore”, adducendo di non ritenere più vantaggiose ed accettabili le richieste avanzate dall’amministrazione (ALL. n. 104); • Allo stato attuale, il progetto “Costruzione, gestione, ampliamento e completamento del nuovo cimitero comunale”, mediante procedura “Project financing” è stato modificato e l’amministrazione ancora non ha indetto gara per individuare un “promotore”. Intanto, sempre in merito all’appalto in trattazione, si deve evidenziare che in data 19.01.2007, il Geometra DIANA Gennaro, sopra identificato, legale rappresentante della ditta “Soc. Edil Tecno Fer S.r.l”, ha avanzato formale recesso per la realizzazione dell’opera. Orbene è evidente che quanto acquisito contribuisce in modo determinante a confermare la prospettazione che il MARTINELLI Enrico fornisce precise indicazioni al suo omonimo MARTINELLI Enrico Sindaco, di assegnare l’appalto a MATROMINICO, che egli individua come suo imprenditore di fiducia. Ne fa menzione in un pizzino che dalla latitanza, insieme a numerosi altri, invia al Sindaco, che egli stesso ha fatto eleggere e che deve sdebitarsi con lui. Gli si rivolge con uno scritto il cui contenuto non lascia dubbio ad interpretazioni. Un riscontro, meramente “ambientale” ma altamente significativo risulta anche dagli atti che la stessa difesa del Mastrominico ha inteso depositare all’ufficio del P.M. in data 21 giugno 2011149 . Invero da quegli atti emerge, oltre alle già citate denunce per estorsione presentate nel tempo dagli imprenditori, circostanze rimesse alla valutazione del giudice essendo astrattamente qualificabili come elementi favorevoli all’indagato, la ricostruzione di una vicenda relativa ad un appalto aggiudicato alla “Mastrominico Costruzioni s.r.l.” in data 1/09/2010 per una gara d’appalto indetta dalla TESS Costa del Vesuvio s.p.a. relativa alla progettazione ed esecuzione dei lavori di restauro dell’ex Convento di San Nicola dei Miri a Gragnano per il considerevole importo di circa 11 milioni di euro, con la prtnership amministrativa del comune di Gragnano, interessato ai lavori. Ebbene, per quanto qui di interesse, l’iniziale sospetto che può venire al lettore in ordine alla partecipazione, inizialmente vittoriosa, di una impresa di San Cipriano d’Aversa per una gara d’appalto in Gragnano, località apparentemente lontana dagli interessi casalesi, può trovare conforto e costituire un ulteriore indizio rispetto a quanto appena sopra accennato nella circostanza, riportata 149

Memoria con allegati atti depositati dalal difesa di Mastrominico Pasquale e Mastrominico Carlo in data 21 giugno 2011 presso la segreteria del P.. dott. Ardituro 212


dalle cronache ed allegata alla memoria difensiva, che il Sindaco di Gragnano, Annarita Patriarca, è sposata proprio con Enrico Martinelli, il Sindaco di San Cipriano d’Aversa che riceveva le indicazioni dal boss di riferimento suo omonimo e affiliato al clan dei casalesi gruppo IOVINE. In conclusione, appare ampiamente provata la condotta contestata di concorso esterno in associazione mafiosa da parte di MASTROMINICO Giuseppe e Pasquale e di MALINCONICO Giovanni, imprenditori di riferimento del clan dei casalesi e legati a doppio filo alla caratura criminale del boss Antonio IOVINE. In relazione alla condotta degli imprenditori MASTROMINICO Giuseppe e Pasquale e MALINCONICO Giovanni, la stessa appare chiara, in relazione al ruolo di imprenditori di riferimento del clan che sono destinatari di appalti in cambio della garanzia di proventi per il gruppo camorristico che diventano utili a sostenere il clan nella sua vita corrente. Gli imprenditori, nel settore degli appalti, sono funzionali all’essenza stessa dell’organizzazione mafiosa, in quanto consentono di godere dello strumento necessario ad esercitare il controllo di questo strategico settore del’economia, in ossequio al dettato dell’art. 416 bis c.p., fornendo un contributo dall’esterno ma altrettanto essenziale quanto quello di un affiliato dedito ad estorsioni o ad omicidi. Quanto sopra riportato in termini generali e nello specifico per il Sindaco Fabozzi, nonchè quanto riportato in atti dall’ufficio del P.M. a proposito del concorso esterno dell’imprenditore e politico Nicola Ferraro, rappresenta il presupposto motivazionale ideale della condotta attribuita, sulla base delle numerose dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, delle intercettazioni e delle indagini a riscontro della polizia giudiziaria ai suddetti imprenditori. Deve aggiungersi in questa sede solo la considerazione che il perverso rapporto fra imprenditori e camorra ha effetti dirompenti per l’economia del Paese, lungi dal rappresentare una questione meramente locale o devoluta a mera “questione meridionale”. Gli imprenditori casalesi nascono e crescono sul territorio fino a raggiungere capacità economiche tali da poter poi competere con i più importanti imprenditori nazionali con i quali si confrontano ben lontano dai territori campani, dove il vizio di origine è meno facilmente identificabile anche per la costante tendenza alla minimizzazione delle autorità istituzionali in ordine alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel Centro e nel nord dell’Italia. Capitolo 8 Il Capo F) dell’imputazione: Il reimpiego con la società GRUPPO CASA s.rl. Si è già accennato al legame esistente fra il Sindaco FABOZZI e l’imprenditore edile CAIAZZO Vincenzo detto “Stefano”, padre della fidanzata di IOVINE Massimo, spietato killer assoldato dalla famiglia Bidognetti divenuto poi collaboratore di giustizia. Da accertamenti alla banca dati camera di commercio, dal 21 novembre 2005 (data di costituzione della società d’interesse 150) fino al 20 febbraio 2008, CAIAZZO Vincenzo risultava socio, con quota nominale di euro 16.500,00, nell’impresa denominata “Gruppo CA.SA. s.r.l.”, impegnata nella realizzazione e vendita di diverse unità immobiliari ubicate nel Comune di Mondragone. Gli altri due membri venivano identificati in: • FABOZZI Enrico, nato a Villa Literno l’1 marzo 1950, ivi residente, via Roma n. 53, socio maggioritario con quota nominale di 17.000,00 euro; •

SANTORO Gennaro, nato a Napoli il 17 giugno 1968, residente a Casaluce (CE), via Morandi n. 28, con quota nominale di 16.500,00 euro. (vds. all. 88)

Circa le variazioni della compagine societaria nel tempo, il Sindaco FABOZZI, in data 20 febbraio 2008, in periodo coincidente con l’inizio della collaborazione di IOVINE Massimo (31 Gennaio 2008), recedeva dalla società previa cessione della intera quota, 17.000,00 euro, in favore di CAIAZZO Vincenzo. (vds. all. 89) Della circostanza, se ne può ravvedere traccia nel corso dell’intercettazione del colloquio in carcere del 7 dicembre 2007, intrattenuto da IOVINE Massimo e la sua fidanzata CAIAZZO Wanda. 150

Società denominata “Gruppo CA.SA. s.r.l.”, corrente in Caserta, via Unità Italiana, palazzo ETA n. 16; 213


Quest’ultima, infatti, veniva informata che la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) aveva in corso un’attività investigativa nei confronti del Sindaco di Villa Literno. Chiaro il suggerimento di IOVINE di informare il Sindaco proprio attraverso il futuro suocero, CAIAZZO Vincenzo, evidentemente per poter adottare le necessarie precauzioni per eludere possibili investigazioni nei suoi confronti e dello stesso Sindaco: (vds. all. D151, colloquio del 7.12.2007) …intercettazione del colloquio in carcere di IOVINE Massimo, relativo al giorno 7 dicembre 2007, in esecuzione al decreto nr. 4965/07 R.R. datato 21.11.2007: Legenda IOVINE Massimo: M CAIAZZO Wanda: W ..omissis… Posizione 13.48:

151

Gli allegati A, B, C, D ed E richiamati nella presente informativa ed inseriti come allegati finali, contengono i verbali di trascrizione di tutti i colloqui ambientali intercettati nel presente procedimento, eseguiti rispettivamente nei conforni di: Allegato A: Ucciero Massimo casa di reclusione di Napoli-Secondigliano; Allegato B: Corvino Antonio casa circondariale di Carinola; Allegato C: Ucciero Massimo casa circondariale di Melfi; Allegato D: Iovine Massimo casa circondariale di Carinola; Allegato E: Iovine Massimo casa circondariale di Benevento; 214


M: SENTI UN POCO A ME .. SENTI A TUO PADRE.. W: EHH M: INC...IL PROCESSO W: EHH INSOMMA .. M: DEVI DIRE .. DEVI DIRE: LA DIA .. LA DIA STA INDAGANDO SOPRA AL SINDACO W: NEHH .. M: EHH ... labiale ...INC.. W: NEHH .. A CHI .. M: PERCHÉ SONO ARRIVATI 50 MILIONI DI EURO ... W: EHHH .. (PER DIRE SI)

215


M: VANNO CONTROLLANDO..... W: MA QUELLO PAPA’ NON GLIELO DICE .. M: DIGLIELO A LUI ... A TUO PADRE .. CHE STIA ATTENTO LUI W: AHHH ..SI .. MA PAPA’ NON HA NIENTE DA VEDERE ..MASSIMO .. LO SAI .. PAPA’ VA A LAVORARE .. SE LO GUADAGNA QUELLO CHE SI DEVE GUADAGNARE .. M: INC... W: STA SEMPRE FUORI DA TUTTO .. NON VUOLE PROBLEMI.. CHE GIA’ GLIELI STIAMO CREANDO IO E MIA SORELLA I PROBLEMI .. ..omissis… Gli elementi probatori emergono sia dai frequenti contatti telefonici accertati tra il Sindaco FABOZZI Enrico ed il suo fraterno amico CAIAZZO Vincenzo, che dalle intercettazioni ambientali effettuate proprio presso la casa circondariale di Carinola ove si trovava ristretto IOVINE Massimo, prima della sua collaborazione. Mentre dalle intercettazioni telefoniche si acclaravano i rapporti intercorrenti tra il FABOZZI e l’imprenditore CAIAZZO - anche successivi alla cessione della quota societaria del primo in favore del secondo - dall’ambientale in carcere dello IOVINE si riscontravano gli interessi economici che legavano l’attuale collaboratore di giustizia, all’epoca affiliato e “stipendiato” dai 152 “bidognettiani” , con il suo futuro suocero e, dunque, con lo stesso Fabozzi. 152

…Dal verbale di IOVINE Massimo del 28 febbraio 2008: …omissis… APPARTENENZA AL CLAN DEI CASALESI GRUPPO “BIDOGNETTI” A.D.R.: confermo quanto riferito nei precedenti interrogatori, precisamente di aver incominciato a far parte attiva del cla dei casalesi – “gruppo Bidognetti” intorno agli anni 2000-2001…omissis… A.D.R.: all’epoca del mio ingresso nel clan la zona di Villa Literno era in mano ai TAVOLETTA, in quanto l’unico referente, all’epoca, VERDE Enrico detto “Enricuccio o’ barbiere” non aveva grandi capacità operative perchè agli arresti domiciliari ed il gruppo che faceva capo al predetto si era notevolmente indebolito, soprattutto dopo la morte di DI FRAIA Raffaele detto “o muzzone”. I TAVOLETTA controllavano la zona di Villa Literno e facevano capo, a loro volta, al gruppo SCHIAVONE – CANTIELLO. Appena entrai nel clan decisi di riconquistare il territorio di Villa Literno, creandomi un mio gruppo, naturalmente subordinato ai bidognettiani. ..omissis… A.D.R.: quando ho iniziato a far parte del gruppo ricordo che vi era GUIDA Luigi del rione Sanità di Napoli. Posso precisare che GUIDA Luigi rappresentava in tutti e per tutto BIDOGNETTI Francesco e cercava di riprendere il controllo del territorio, in particolare di Villa Literno ove ormai predominavano i tavolettiani. Ricordo infatti, come ho già riferito nei precedenti interrogatori, che fu proprio il GUIDA che mi contattò affinchè partecipassi con lui al gruppo che si sarebbe costituito per riprendere il controllo della zona di Villa Literno, iniziando pertanto la guerra contro la frazione dei tavolettiani. Posso quindi riferire che GUIDA Luigi, sin dall’inizio ma anche nel corso della mia affiliazione ricopriva certamente il ruolo di capo del clan dei Bidognetti. Mi risulta che Francesco BIDOGNETTI conoscesse da anni il GUIDA Luigi e le sue capacità criminali, essendo quest’ultimo appartenente ai vecchi clan dei Mallardo, Licciardi e Contini …omissis… A.D.R.: dopo aver accettato l’incarico di rinsaldare il gruppo BIDOGNETTI offertomi da GUIDA Luigi, ben presto formai un gruppo di uomini che in Villa Literno avevano me come unico referente. Il gruppo era composto da ..omissis… Queste persone percepivano da me uno stipendio mensile, che era costituito parte da denaro che ci mandavano i casalesi ed il restante era costituito dalle tangenti che direttamente il suddetto gruppo riscuoteva dalle estorsioni commesse in Villa Literno. Preciso che a Villa Literno, una volta preso il comando del gruppo, stilai personalmente una lista delle imprese da sottoporre ad estorsione e le tangenti che riscuotevamo venivano solo in parte versate al gruppo dei casalesi…omissis… A.D.R.: lo stipendio percepito da tutti gli appartenenti al gruppo BIDOGNETTI derivava principalmente dall’attività estorsiva. Tuttavia, il gruppo ricavava illeciti profitti anche dall’aggiudicazione di alcuni appalti di opere pubbliche, aggiudicazioni che avvenivano sicuramente in quanto agivamo per nome di Francesco BIDOGNETTI.omissis… A.D.R.: i commercianti generalmente pagavano la tangente a Natale, Pasqua e Ferragosto. Lo stipendio che percepivamo mensilmente aveva un importo fisso, naturalmente la somma da me percepita in quanto capozona di Villa Literno era di gran lunga superiore rispetto a quella che riceveve l’affiliato. Lo stipendio di un affiliato si aggira dai mille ai millecinquecento euro mensili, mentre un capozona raggiunge i settemila euro fino ad un massimo di diecimila euro mensili, ma anche cifre superiori. Ricordo che in alcuni periodi come quelli del Natale sono riuscito a guadagnare anche ventimila euro. Voglio precisare che una fonte di guadagno derivava anche dall’imposizione di prodotti alimentari, in particolare caffè, ai vari esercizi commerciali in Villa Literno, Castel Volturno e Cancello Arnone. Anche quest’attività veniva condotta dal gruppo dei bidognettiani, sebbene il guadagno lo trattenevo quasi per intero personalmente. A.D.R.: ho percepito lo stipendio mensile anche in carcere sino allo scorso mese di Dicembre. Fino a quando c’era GUIDA Luigi il mio stipendio in carcere variava dai duemila cinquecento - tremila euro, mentre quando quest’ultimo è stato arrestato hanno iniziato a mandarmi di meno. Preciso che nel periodo delle festivita, Natale, Pasqua e Ferragosto, il GUIDA mi mandava 5000 euro. Successivamente all’arresto del GUIDA lo stipendio mi veniva corrisposto da Raffaele BIDOGNETTI e si aggirava intorno ai 1500 euro mensili e ciò anche durante le festività. Dopo l’arresto di BIDOGNETTI i soldi mi venivano recapitati per il tramite 216


Segnatamente, nel corso di un colloquio ambientale intercettato e di seguito commentato, lo IOVINE rivendicava sia al fratello Michele IOVINE153 che alla propria fidanzata, i suoi utili nella realizzazione degli immobili di Mondragone, tanto da fargli esclamare testualmente:<<dove sta la parte mia??>>. A suggello del contributo economico offerto dallo IOVINE al suo futuro suocero e quindi nell’attività edile che aveva in corso il “Gruppo CA.SA. s.r.l.”, emergeva chiaramente che CAIAZZO Wanda, desiderosa di aderire al programma di protezione disposto per il collaboratore, in disaccordo con i suoi familiari, alla presenza di suo cognato DIANA Pasquale 154 e di sua sorella CAIAZZO Valentina155, richiedeva al DIANA di intercedere con il padre (CAIAZZO Vincenzo) affinché le venisse restituito il solo denaro di IOVINE Massimo. Va premesso, del resto che lo IOVINE, pur sentito su queste specifiche vicende, nell’interrogatorio del 15 aprile 2008, pur confermando i rapporti tra il Sindaco FABOZZI e CAIAZZO Vincenzo, rendeva le seguenti dichiarazioni156: …dal verbale di interrogatorio di IOVINE Massimo del 15 aprile 2008: ..omissis… « …omissis… A D.R. LA CA.SA Costruzioni, se non erro è una ditta di mio suocero, ossia del padre della mia fidanzata. I rapporti tra il Sindaco e mio suocero sono buoni, anche perché la moglie di Enrico FABBOZZI e mia suocera sono cugine. In realtà credo che mio suocero ed il Sindaco abbiano in comune anche una società, ma non sono sicuro del fatto che si tratti proprio di questa società. A D.R. Nel colloquio del 7.12.2007 intercettato in carcere che la S.V. mi legge, si fa riferimento ad una notizia che io avrei appreso, ossia al fatto che la D.I.A. stava facendo indagini sul Sindaco di Villa Literno. In effetti io appresi questa notizia durante un interrogatorio con il m.llo CICIA e il dr. CANTONE. Io capii questa situazione e capii che ciò era dovuto ai finanziamenti che erano arrivati a Villa Literno e dissi alla mia fidanzata di farlo sapere a suo padre, perché so che era in affari con il Sindaco. A D.R. Effettivamente, in alcune intercettazioni si fa riferimento ad alcuni lavori edili in San Tammaro e Mondragone, realizzati da mio suocero ed al fatto che lui sia in società con il sindaco FABBOZZI. Io non so nulla di questa vicenda ed i riferimenti che la S.V. mi ha letto sulla base delle trascrizioni delle intercettazioni ambientali del 12.10.2007 e del 28.9.2007, in realtà sono affermazioni fatte superficialmente. di componenti sempre del gruppo bidognettiano, quali DI CATERINO Emilio, Massimo ALFIERO GRASSIA Luigi, CIRILLO Alessandro alias o’ sargente. …omissis… A.D.R.: lo stipendio che percepivo veniva portato direttamente presso l’abitazione dei miei genitori. Le persone che lo portavano erano solitamente GRASSIA Luigi, DI CATERINO Emilio, in qualche occasione è stato anche lasciato a casa di VERDE Enrico da DI CATERINO Emilio. Come ho detto lo stipendio l’ho percepito fino al dicembre 2007, ma voglio precisare che dopo l’arresto di BIDOGNETTI Raffaele non ho percepito lo stipendio con la solita cadenza mensile….omissis… …omissis.. Ricordo che sempre nel periodo in cui ero detenuto a Poggioreale, precisamente qualche mese prima che avanzassi richiesta scritta al Dott. Cantone di essere interrogato perchè avevo intenzione di collaborare ed anche DIANA Francesco, venni a conoscenza di una possibile riappacificazione tra le fazione dei tavoletta e dei bidognetti. …omissis… …omissis… Naturalmente di fronte a queste notizie mi sono sentito tradito dalla mia stessa organizzazione per la quale avevo dato la vita, avendo anche personalmente ucciso una serie di componenti del gruppo avverso. E’ seguita la condanna all’ergastolo per l’omicidio di D’ALESSANDRO Nicola e anche in quest’occasione, malgrado il mio gruppo continuasse a versarmi lo stipendio, seppure non regolarmente, mi sono sentito tradito. Dopo circa un mese dalla sentenza di condanna, sono stato sottoposto al regime del 41 bis ed ho sofferto da subito per le diverse difficoltà incontrate, in particolare ad avere colloqui mensili con la mia famiglia e con la mia convivente, anche perche la distanza imponeva delle gravose spese che gli stessi avrebbero dovuto sostenere e senza ricevere l’aiuto di nessuno. 153

IOVINE Michele, di Tammaro e di Panico Nicoletta, nato a Villa Literno il 07.09.1973, ivi resdiente in Via Garigliano n. 3; 154 DIANA Pasquale di Antonio, nato a Napoli il 17.01.1978; 155 CAIAZZO Valentina, da Vincenzo e da Ucciero Raffaella, nata a Napoli il 27.08.1982; 156 interrogatorio di IOVINE Massimo del 15 aprile 2008 217


A D.R. Nella conversazione del 21 settembre 2007, la S.V. mi chiede a che cosa io faccia riferimento quando chiedo alla mia fidanzata di far cambiare gli assegni a suo padre. Rispondo che si tratta di assegni da me ricevuti per un risarcimento assicurativo che ottenni simulando un incidente quando fui oggetto di un agguato. Non so spiegare perché questi assegni li avesse mio suocero, visto che li avevo dati alla mia fidanzata»…omissis… A D.R. Pasquale e Tammaro DIANA non so se possano essere definiti degli affiliati, ma posso raccontarvi quello che hanno fatto. Ad esempio il DIANA Tammaro mi mandò una motocicletta, in occasione dell’agguato che condusse alla morte di MISSO Michele. Lui sapeva a che cosa mi servisse la moto. Nel 2002, se non mi sbaglio, ci fermarono i Carabinieri di Casal di Principe. Mi trovavo con DIANA Tammaro, VARGAS Domenico, ZIELLO Gaetano. A quell’epoca il DIANA Tammaro si preoccupava del fatto che il controllo con noi gli avrebbe pregiudicato il mantenimento della licenza di porto d’armi. In effetti il DIANA riuscì a non farsi inserire tra coloro che erano stati fermati in quella occasione, come poi mi accorsi quando visionai le carte di quel controllo in occasione della misura di prevenzione che mi fu applicata. ..omissis... Voglio inoltre ribadire che il DIANA Tammaro è stato l’istigatore dell’omicidio di… omissis… …omissis…Si da’ atto che viene letto un passo dell’intercettazione ambientale del 14.12.2007. In realtà il DIANA Tammaro era preoccupato per il fatto che io avessi preso l’ergastolo perché io rappresentavo la sua spalla forte su Villa Literno: lui aveva denunciato i TAVOLETTA e, anche sfruttando la mia presenza, si faceva in qualche modo coprire dal gruppo BIDOGNETTI, mio tramite. Tra l’altro il DIANA Tammaro mi ha pagato anche l’avvocato per tutti e 4 anni che sono stato in carcere. Lui mi ha pagato l’avvocato SANTONASTASO, al quale sono stati versati circa 65 mila euro. In realtà, dopo l’ergastolo, io avevo difficoltà a pagare l’avvocato e volevo che me lo pagasse Tammaro DIANA, perché anche lui aveva beneficiato delle mie attività criminali. Il Pasquale DIANA è mio cognato. E’ meno coinvolto di suo fratello. Non partecipava ad incontri con il GUIDA Luigi, non ha avuto un ruolo nella mia vita criminale…omissis… L’interrogatorio reso dallo IOVINE, trova la sua chiave di lettura a quelle che di fatto sono state le asserzioni acquisite da CAIAZZO Wanda in epoca antecedente all’interrogatorio stesso. La CAIAZZO, infatti, il 13 marzo 2008, mentre si trovava in compagnia di sua sorella Valentina e di suo cognato DIANA Pasquale, lasciava chiaramente intendere che l’orientamento di IOVINE Massimo fosse proprio quello di tacere in ordine a fatti/reato a lui noti, a partire già dal semplice rapporto familiare suocero/genero. Il brano di conversazione che segue, preludio a quelle che saranno le richieste di Wanda CAIAZZO al cognato volte a recuperare i soldi di Massimo IOVINE, di per sé non necessita di ulteriori commenti: (vds. all. 90) Trascrizione della conversazione ambientale all'interno dell'autovettura Peugeot 107 targata DG 163 HA, in uso a Caiazzo Wanda. Decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 4135/07 RIT del 17.10.2007 Progressivo n°: 364 Data : 13/03/2008 Ora : 17:51:05 Durata : 0:11:00 CAIAZZO Wanda: W CAIAZZO Valentina: V DIANA Pasquale: P …omissis.. W: disse Massimo disse sentite disse: ora mi avete scocciato .. disse io di me vi posso dire qualsiasi cosa .. disse di mio suocero .. vi dico solo questo .. che a mala pena mi salutava quando andavo a casa sua .. che quello è peggio di Hitler.. punto e basta .. P: e noi? W: di voi .. la stessa cosa il resto chiunque ha fatto qualsiasi cosa .. ci va di mezzo .. tranne 218


tu .. va bene tu ...ehhh Tammaro .. e papà .. ahh e pure questo mi disse .. disse digli a Tammaro disse che poi non gli ho detto niente a tuo fratello .. disse che non si preoccupa che solo io disse .. lo potrei inguaiare .. ne possono uscire altri trentamila .. io mi .. io mi nego sempre tutto .. e contraddico.. sempre tutte le cose .. non ci possono fare mai niente .. ahha cosi ti credi .. e che ti fanno .. quello che ha voce in capitolo e lui .. gli altri sono niente .. ..omissis… W: Pasquale ma questo .. si aspettava solo se Massimo faceva il pentito .. rispondimi .. P: no forse .... W: nella trappola ci stavate già .. P: a me il problema .. era ... il problema .. io quello che abbiamo fatto ... W: e l'unica cosa .. che ...inc.. che dice che non è vera la parte vostra ..Pasquale .. più avanti si andava e peggio era .. P: inc... W: erano pronti anche ad arrestare me .. o mio padre o tuo fratello .. bella roba ... P: alla fine .. le devono tenere le prove .. W: ehh ti buttano là dentro .. P: inc.. W. e allora .. che puoi ... P: quelli se ci potevano arrestare .. W: ehh P: se ci potevano arrestare .. noi gia saremmo stati .. ci avrebbero messo con il collo sopra .. sopra alla trappola .. ..omissis.. Dalle affermazioni sopra richiamate, CAIAZZO Wanda esplicita quello che avrebbe appreso nel colloquio con IOVINE Massimo, ovvero che quest’ultimo, con le sue dichiarazioni, non avrebbe mai coinvolto i fratelli Pasquale e Tammaro DIANA, nonché il suo futuro suocero Vincenzo CAIAZZO. Invero, in via del tutto preliminare ed al fine di non lasciar trapelare possibili indagini in corso, evitando quindi accertamenti diretti al Comune di Mondragone, l’individuazione degli immobili in costruzione da parte della società GRUPPO CA.SA. s.r.l., veniva effettuata esclusivamente nel corso di uno specifico servizio di osservazione. Nella mattinata del 2 ottobre 2007 i carabinieri si recavano in Mondragone, Via Lungomare Nord, ove riscontravano un primo edificio riconducibile alla predetta società e concernente la realizzazione di unità abitative allo stato in via di ristrutturazione. Il secondo cantiere, invece, veniva individuato in quella Via Monte Petrino, comprensorio di alcune villette anch’esse in via di ultimazione. (vds. all. 91) Ulteriori accertamenti presso il Comune di Mondragone, consentivano di stabilire che il 24 Ottobre 2007, CAIAZZO Vincenzo, amministratore unico della società denominata Gruppo CA.SA. s.r.l., aveva ottenuta il permesso di costruire – in sanatoria - per i lavori di ultimazione al fabbricato sito in quella via Lungomare Nord, così quantificabili: - n. 4 appartamenti al piano seminterrato; - n. 4 appartamenti al piano rialzato; - n. 4 appartamenti al piano primo; - n. 2 appartamenti al piano secondo; - n. 1 terrazzo. (vds. all.ti 92 e 93) Analoga autorizzazione era stata concessa dal Comune di Mondragone, sempre in favore della società del CAIAZZO, intesa al completamento di opere di urbanizzazione di n. 7 villette site in quella via Monte Petrino. (vds. all. 94). Con recentissima informativa i Carabinieri di Caserta hanno dato atto del completamento dei lavori e della vendita di quasi tutti gli appartamenti.

219


Par. 8.1. Gli elementi emersi dalle intercettazioni telefoniche in relazione ai rapporti fra FABOZZI e CAIAZZO Vincenzo detto Stefano, suocero di IOVINE Massimo. In ordine ai fatti in contestazione, i primi riscontri relativi ai rapporti FABOZZI -CAIAZZO, emergevano già dopo alcuni giorni che erano state avviate le attività tecniche di intercettazione sull’utenza in uso al Sindaco. Il 21 settembre 2007, CAIAZZO Vincenzo contattava il Sindaco FABOZZI e gli ricordava di portarsi presso il notaio Palermiti per apporre la propria firma su di un atto che era stato redatto dal predetto professionista: (vds. all. 95) VERBALE:di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - emesso l'11-09-2007. DATI: Numero Chiamante: 3284433789 in uso a CAIAZZO Vincenzo. L'utenza è stata monitorata nell'ambito del presente procedimento con decreto 5364/07 del 19-12-2007 Progressivo n°: 650 Data : 21/09/2007 Ora : 12:00:34 Durata : 0:00:48 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico C: CAIAZZO Vincenzo detto "Stefano", padre di CAIAZZO Wanda F: Pronto? C: Enrico... F: ueh..... C: Sentimi un poco... dovresti passare un poco dal notaio PALERMITI F: Uh... C: Che quando facemmo l'atto ti dimenticasti di mettere una firma o lui si dimenticò di farti mettere una firma diciamo... F: Ah... C: Se ci puoi passare un poco ... o oggi pomeriggio o lunedì?... F: Lunedì jà, verso lunedì!... C: Lunedì F: Eh...lunedì ci vado... C: eh... oppure, oppure ci arriviamo assieme F: Eh, va bene...d'accordo C: Non ti dimenticare, lunedì F: Ciao... C: eh, che tiene l'ispezione in corso... F: Eh... Che il CAIAZZO fosse colui che seguisse direttamente l’aspetto imprenditoriale e societario dell’impresa, emergeva il giorno 24 settembre 2007, allorquando il predetto ricordava nuovamente al Sindaco l’incombenza da adempiere presso il Notaio PALERMITI: (vds. all. 96)

220


VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli l'11-09-2007. DATI: Numero Chiamato: 393284433789 CAIAZZO Vincenzo, padre di Wanda. Il personaggio è stato intercettato nel presente procedimento con decreto 5364/07 del 19-12-2007 Progressivo n°: 839 Data : 24/09/2007 Ora : 11:06:38 Durata : 0:01:04 Legenda: F: FABOZZI Enrico C: CAIAZZO Vincenzo detto "Stefano" C: Pronto... F: Pronto... C: Ueh, buongiorno ... F: Buongiorno, come andiamo?... C: Senti non ti dimenticare che questa mattina dovevi andare dal Notaio! F: Eh... sto andando a fare... sto a Caivano... devo andare a fare un servizio sopra al Comune di Caivano e poi me ne vado a Santa Maria ... C: E allora passa un poco, metti questa firma e te ne vieni jà... quella è una fesseria... F: Ma il documento non lo tengo dietro, non fa niente? C: No, che fa il documento?!!.... F: Dovrebbe dire che vuole il documento? C: (ride) ... almeno non dovrebbe servire il documento... F: Uh... Ma con chi devo parlare? C: Parli o con ANTONIO...o con come si chiama la... Adesso chiamo io jà! Mò chiamo io e ti faccio .... F: Gli dici... viene ...ehe... C: Eh, eh F: diciamo che orientativamente arrivo lì verso mezzogiorno... C: Verso mezzogiorno va buono... F: Ciao... C: Ciao... Il Sindaco FABOZZI, così come riferito anche da IOVINE Massimo, era particolarmente legato alla famiglia “CAIAZZO” tanto che venivano accertati rapporti di parentela con sua moglie. Egli, infatti, nel corso della conversazione del 15 Ottobre 2007, dava incarico di recapitare dei fiori alla suocera di “Stefano” (Caiazzo Vincenzo), zia di sua moglie: (vds. all. 97) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso A FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - emesso l'11-09-2007 dalla Procura della Repubblica di Napoli. Dati: Numero Chiamato: 3346054839 in uso a BONOVOLONTA' Alfonso, nato ad Aversa il 9-08-1956 Intestatario: COMUNE DI VILLA LITERNO Ente 81000610618 19000101 Identificazione: L'identificazione di BONOVOLONTA' Alfonso, Responsabile Ufficio Staff del

221


Comune, si ricava dalle conversazione registrate ai prog. 1871 e 11854 dove il Sindaco comunica a terzi l'utenza del predetto. Progressivo n°: 2240 Data : 15/10/2007 Ora : 20:12:34 Durata : 0:01:32 Legenda: B: BONOVOLONTA' Alfonso F: FABOZZI Enrico B: Sindaco... F: Alfonso! ... B: Eh... F: Sentimi un poco... O Vittorio o qualcuno, domani mattina, bisogna... o incarichiamo Vittorio ... La zia MARGHERITA fa 80 anni domani ... hai capito chi è? ...la suocera di STEFANO (CAIAZZO Vincenzo n.d.r.) ...pronto? B: La suocera? F: La suocera di Stefano... B: La suocera... F: A VIA CESARE BATTISTI (...si tratta dell'indirizzo di CAIAZZO Vincenzo n.d.r) ...jà B: A via Cesare Battisti... F: la zia MARGHERITA: la mamma di Enzino, la mamma di Raffelina...la zia di mia moglie... B: Ah, ho capito... F: La moglie di ..inc.. la buonanima ... B: Ho capito... F: Ci dobbiamo mandare i fiori... i fiori per come li abbiamo mandati perchè hanno visto i cosi di CAIAZZO .... B: Uh... F: Però non li facciamo fare sempre a .......omissis... Gli interessi del Sindaco nella realizzazione delle costruzioni di Mondragone, si riscontravano il 21 Ottobre 2007, nel momento in cui, prima che partisse la telefonata, in ambientale, questi chiedeva informazioni ad una persona che si trovava in sua compagnia circa l’ultimazione delle “Villette”. La conferma che si trattasse proprio dei lavori in corso di esecuzione del Gruppo CA.SA. s.r.l. si ricavava dal contenuto della conversazione che lo stesso sosteneva con un suo amico, Michele NOVIELLO157, il quale verrà invitato a prendere un aperitivo insieme “agli amici CAIAZZO”, ovvero le stesse persone con le quali stava parlando degli immobili di Mondragone: (vds. all. 98) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato: 3398749256 Intestatario: ITACA COSTRUZIONI S.R.L. 02795570619

157

19000101

NOVIELLO Michele, nato a Villa Literno il 23-07-1958, imprenditore; 222


Progressivo n°: 2600 Data : 21/10/2007 Ora : 13:08:30 Durata : 0:00:39 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico M: NOVIELLO Michele C: uomo da identificare ...mentre il telefono squilla FABOZZI Enrico parla con delle persone che si trovano in sua compagnia: F: Ma dico le villette come stanno??? ...pavimenti, cose?? già tutto??? C: in questi giorni ..inc.. F: Ci andai sei, sette mesi fa...!! C: ...inc... ...inizia la conversazione telefonica: F: Pronto? M: Zio Enricuccio ditemi.... F: Ma dove state Michelino? M: sono al circolo F: Noi ci stiamo andando a prendere un aperitivo al "Classic" (bar n.d.r)... con gli amici CAIAZZO!! M: Ah, ah... F: ..inc.. siete invitato ufficialmente!! M: eh... grazie F: eh... M: Ci vediamo tra poco.. adesso vengo... ciao... I rapporti del Sindaco con CAIAZZO Vincenzo detto “Stefano” e quindi con la famiglia “CAIAZZO” venivano ulteriormente accertati in data 2 Novembre 2007. Il Sindaco nella circostanza contattava l’ingegnere ADAMI Giancarlo158 e lo invitava a raggiungerlo presso il ristorante “La Prua” di Pozzuoli dove lo avrebbe atteso insieme a “Stefano” (Vincenzo CAIAZZO): (vds. all. 99) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA - emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli in data 11-09-2007. DATI: Numero chiamato: Intestatario:

393358387990 GIANCARLO ADAMI DMAGCR46D07F839F 19000101

Progressivo n°: 3399 Data : 02/11/2007 Ora : 20:25:02 Durata : 0:01:06 158

ADAMI Giancarlo, nato a Napoli il 07-04-1946, ivi residente – via Caravaggio n. 68. L’ingegnere,come da accertamenti alla Camera di Commercio, risulta socio con FERRARO Nicola ed altri, nella società “PROTEK s.r.l.”, con sede in Caserta, via Ferrarecce n. 191; 223


LEGENDA: F: FABOZZI Enrico A: ADAMI Giancarlo ...in forma riassuntiva: <<FABOZZI Enrico chiama ADAMI Giancarlo e lo invita a raggiungerlo presso il ristorante "La Prua" ubicato tra Pozzuoli e Bagnoli>> ...in forma integrale: A: Con chi stai? F: Io, Stefano (Caiazzo Vincenzo, padre di Wanda n.d.r), i CAIAZZO...insomma... Rosetta... A: Ho capito... F: Se ti fa piacere scendi... A: Ti vengo un poco a trovare allora, va bene... ...si salutano... Ulteriori rapporti che legano il Sindaco all’imprenditore CAIAZZO emergevano anche il 13 Dicembre 2007, data del matrimonio della figlia di quest’ultimo, CAIAZZO Valentina, con l’imprenditore DIANA Pasquale. Il FABOZZI infatti, invitato alla cerimonia di nozze, contattava sua moglie Rosetta 159 e le riferiva che da poco era uscito dal ristorante. La circostanza che Wanda CAIAZZO, studentessa universitaria in Giurisprudenza, fosse legata a persona di dubbia morale e che di fatto potesse rappresentare il problema di CAIAZZO Vincenzo, diveniva argomento di discorso tra la moglie del FABOZZI ed altra invitata alle nozze: (vds. all. 100) VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero 3346054811 in uso a FABOZZI Enrico, come da decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA 3583/07 RIT DDA dell'11.09.07 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli. DATI: Numero Chiamato: 393393738169 Intestatario: CAVALLO GIOVANNI CVLGNN74R02F839V 19741002 NAPOLI NA, in uso alla moglie del Sindaco Progressivo n°: 5771 Data : 13/12/2007 Ora : 21:07:24 Durata : 0:04:51 LEGENDA: F: FABOZZI Enrico R: Rosetta, moglie di FABOZZI P: Pina non meglio identificata ...in forma riassuntiva: <<FABOZZI Enrico chiama sua moglie e le riferisce che da poco è uscito dalla sala dove si è tenuto un matrimonio. I due parlano del pranzo e degli invitati al matrimonio. FABOZZI Enrico passa poi il telefono a tale "Pina" la quale accenna alla madre della sposa, Raffelina, che si era 159

ELIA Rosa, nata a Villa Literno il 14-06-1950; 224


posta il problema sugli inviti. Accennano alla famiglia CAIAZZO che si sono autoinvitati. Le due donne cerano di giustificare Raffelina precisando che la ragione di alcuni mancati inviti è da attribuire alla circostanza che il matrimonio è stato organizzato in tutta fretta>> Posizione 04:18 R: Lei sembrava bella la sposa? P: Si.. va bene... quella poi VALENTINA (CAIAZZO) è bellina proprio! Sembrava Raffelina quand'era zitella... R: Uh...le somiglia a Raffelina P: Uh... R: A quell'altra scema dell'altra figlia là? (riferito a CAIAZZO Wanda n.d.r) P: felice e contenta... R: uhh.. come è scema quella... P: E si... R: E' scema proprio P: (ride) R: Se non era scema non si trovava ... inc... P: E va bene... quel povero "Stefano" (Caiazzo vincenzo n.d.r.) là che dobbiamo fare? ...inc.. R: (si accavallano le voci) ..inc.. sono bravi ragazzi... P: ...e pure Raffelina... inc... R: va bene ... ci sentiamo... ..si salutano Par. 8.2.Gli elementi acquisiti dai colloqui di IOVINE Massimo in carcere. La ricettazione di CAIAZZO Wanda ed il riciclaggio di CAIAZZO Stefano e FABOZZI Enrico. Il 21 settembre 2007, nell’ambito delle intercettazioni dei colloqui in carcere si acquisivano significativi elementi in ordine ai rapporti fra IOVENE Massimo ed il padre della sua fidanzata. Emergeva il riferimento ad una sorta di cambio assegni che l’imprenditore doveva effettuare per lo IOVINE ed emergeva altresì che il detenuto, all’epoca dei fatti ritenuto capo-zona di Villa Literno – fazione “bidognetti”, continuava a percepire lo stipendio da parte del clan con la complicità della fidanzata CAIAZZO Wanda. Del resto, essendo intenzione dello IOVINE di iniziare a collaborare con la giustizia, la CAIAZZO era timorosa di eventuali ritorsioni del clan proprio nei confronti del padre. Il colloquio si ritiene di particolare importanza anche perché IOVINE Massimo, così come confermato successivamente in sede di interrogatorio, era venuto a conoscenza della “pax” che era stata operata da Alessandro CIRILLO con UCCIERO Vincenzo, lamentandosi ovviamente di tale atteggiamento e dello stesso “stipendio” percepito, da lui ritenuto esiguo: (vds. all. D, colloquio del 21.09.2007) …intercettazione del colloquio in carcere di IOVINE Massimo, relativo al giorno 21 settembre 2007, in esecuzione al decreto nr. 3583/07 R.R. datato 11.09.2007: Legenda: W: Wanda CAIAZZO (fidanzata di IOVINE Massimo) M: Massimo IOVINE

225


A minuti 0.13.12: ..omissis… M: Allora, mi senti? Queste scarpe qua le caccio la settimana prossima. Fammi sapere se le vuole tuo padre, che le caccio. W: Se le prende, se le prende, come non se le prende. M: Allora mi fai prendere un paio di…(incomp)…sempre modello Hogan, e poi un paio di Hogan me le prendi tu. …omissis… A minuti 0.26.53: ..omissis… M: Di a tuo padre “CAMBIA GLI ASSEGNI”, fatti dare i soldi, quelli che diede in mano a Pasquale, fatti dare tutto. W: Teso’, abbiamo un altro mese di tempo, hai voglia a fare. Ce li ha papà, non ce li ha Pasquale… Ah, Massimo, mi senti? Ah, il fatto del medico…tu mi fai scordare…tu mi fai scordare le cose. ..omissis… W: Una cosa seria…Dammi un po’ la mano?...Noi abbiamo fatto un contratto io e te, no, abbiamo fatto un patto…abbiamo parlato del fatto…(incomp)…io non faccio… M: …(incomp)…non si è saputo più niente? AH, ADESSO CHE MANDANO I SOLDI… W: M: Quando? GIÀ LI HANNO MANDATI DUEMILA…(INCOMP)… W: Mercoledì. M: ADESSO CHE MANDANO I SOLDI DEGLI STIPENDI, PRENDITI TUTTO. NON DARE NIENTE A NESSUNO. W: A Gaetano. M: Eh? W: A Gaetano. M: No. W: E quelli glielo vanno a dire alla moglie. M: Chi glielo va a dire? Chi glielo va a dire alla moglie? W: Quando incontra…quando incontra… M: PRENDITELI E METTI LÀ, POI QUANDO SARÀ…TU METTI DA PARTE…NON PENSARE A NIENTE CHE QUESTI…(INCOMP)… ..omissis… A minuti 0.43.28: M: Li devo uccidere tutti quanti se esco. W: Adesso devi uscire…(incomp)… Tratto incomprensibile W: Lo dissi a papà e papà lo andò a dire a Pasquale e allora Tammaro disse “IO QUELLO… CHI CAZZO…SE ERA CASALE UNO POTEVA VEDERE, MA QUESTI – DISSE – QUELLO CHE VUOI, QUELLO…(incomp)…”. Eh… che dobbiamo fare noi?…Che devono fare, si devono mettere a parlare con quello?

226


M: …(incomp)…Quello glieli ha dati? W: Eh. M: E me li da pure a me. W: Che me ne importa a me…che me ne importa teso’ a me…di queste cose…non mi interessa. M: Adesso ti dico una cosa. W: Che c’è? M: Adesso te lo dico adesso e non te lo dico più. Aspettiamo… W: Teso’, però io mi metto paura…(incomp)… M: Che? W: Io mi metto paura che fanno…(incomp)… M: Ma chi fa? W: Che ne so. Tutti questi drogati in giro. Papà non se ne viene. Non se ne vanno. M: Ma chi te l’ha detto che se ne devono andare? Non ho capito. W: Ma quello lavora… M: Ma chi te l’ha detto? W: Vanno ad incendiare qualcosa… M: Ma che devono andare a incendiare? W: E che ce la da’ la sicurezza poi Massimo? M: Ma te ne vuoi venire o no? W: Si. M: E allora non devi pensare a niente che non succede…perché, agli altri sono successi? Fammi capire. W: Aspetta un altro poco però. Io me ne voglio venire, me ne vengo e basta, te l’ho detto. M: Dobbiamo aspettare qua? W: Eh, si, me ne vengo e basta, su questo non ci piove. M: …(incomp)… Ti dovessi credere che io non voglio uscire. Io glielo voglio andare a fare io il culo così…con le mani mie glielo voglio fare…li voglio prendere con le teste così (fa un gesto con le mani come per torcere il collo) ..omissis… M: Voglio vedere se mi capitava a me. La gente l’ho chiamata a casa…venivano così…(enfatizza abbassandosi con il corpo) come le pecore venivano. ..omissis… M: Forse non hai capito. Ti aspetto questo mese. Te lo ritorno a dire…poi…chi vuole venire viene, chi non vuole venire non viene. A me non me ne fotte proprio. Ti aspetto questo mese. I sacrifici miei, la vita mia, la butto nel cesso ma per che cosa? Per questi mille euro che non mi mandano, quando me li mandano, quando… Mi mandassero 20-30 mila euro al mese…qual è il problema? Faccio il signore nel carcere…regalo pure i soldi alla gente. Faccio pure il guappo…ma così no… …omissis… Dal successivo colloquio del 28 settembre 2007, poi, si evidenzia che CAIAZZO Wanda aveva riscosso per conto di IOVINE Massimo lo stipendio di affiliato ma, proprio a seguito dell’atteggiamento del gruppo nei confronti della famiglia UCCIERO, loro acerrimi nemici, il detenuto suggeriva di rispedire il denaro al mittente: <<devi dire: non vuole niente più … a questi infamoni >>. Significativo appare il riferimento ad “Emiliotto”, DI CATERINO Emilio, del quale nutriva una notevole stima, e che – a seguito della pace raggiunta con gli UCCIERO – gli faceva esclamare:<<anche Emiliotto (DI CATERINO Emilio n.d.r) si è girato con loro..>>.160 160

…dal verbale di DI CATERINO Emilio del 19 dicembre 2008: …omissis.. Le rispondo che in realtà poco dopo quell’incontro fu scarcerato UCCIERO Vincenzo ed io persi un po’ i contatti con le attività che si svolgevano in Villa Literno. Vi fu anzi come ho già dichiarato una specie di accordo tra CIRILLO Alessandro per il clan “bidognetti” e UCCIERO Vincenzo del clan “Ucciero” a seguito del quale furono loro due, con 227


Dal colloquio emergevano anche chiare allusioni a quelli che erano i reali interessi dello IOVINE in ordine alla realizzazione delle opere che il GRUPPO CA.SA aveva in corso, con particolare riferimento anche agli operai impiegati nelle costruzioni e a tale Gennaro, da identificare proprio nel socio di CAIAZZO Vincenzo, SANTORO Gennaro. In relazione al comportamento degli operai del gruppo CA.SA., IOVINE Massimo incaricava suo fratello Michele, anch’egli manovale presso tale società, ad informare “STEFANO” – CAIAZZO Vincenzo – di esercitare un maggiore controllo. Eloquente, a tal proposito, si ritengono le argomentazioni suggerite da IOVINE Massimo al fratello Michele, ovvero di ricordare a CAIAZZO Vincenzo che nelle costruzioni di Mondragone vi era anche la “sua parte”, ben consapevole che nella realizzazione degli immobili erano interessati anche il sindaco FABOZZI e SANTORO Gennaro, quest’ultimo descritto dai colloquianti anche sotto il profilo caratteriale e affermando di conoscerne anche i familiari. La fidanzata tuttavia, al fine di non rendere partecipi gli altri membri della famiglia dei loro comuni interessi economici, cercava di distogliere lo IOVINE dall’argomento replicando che comunque per lui stava sostenendo delle spese. Nel corso del colloquio, assai importante si ritiene l’affermazione di IOVINE Michele al fratello e dalla quale trapela che il primo avesse avuto l’informazione della “quota” di Massimo nella realizzazione degli immobili di Mondragone: (vds. all. D, colloquio del 28.09.2007) …intercettazione del colloquio in carcere di IOVINE Massimo, relativo al giorno 28 settembre 2007, in esecuzione al decreto nr. 3583/07 R.R. datato 11.09.2007: Legenda: IOVINE Massimo: M CAIAZZO Wanda: W PANICO Nicoletta: N IOVINE Michele: I ..omissis… .. .. Massimo e la madre parlano a bassa voce nell’orecchio .. .. M: mica ti hanno mandato i soldi? W: ehhh M: MANDACELI INDIETRO .. IO NON LI VOGLIO PIÙ I SOLDI DI QUESTI INFAMI ... QUESTI SONO TUTTI INFAMI ... MANDACELI INDIETRO .. DEVI DIRE: NON VUOLE NIENTE PIÙ .. A QUESTI INFAMONI N: non ti incazzare sempre .. vieni a mamma tua .. vieni qua .. I: comunque hanno fatto una cagata ... M: anche Emiliotto (DI CATERINO Emilio n.d.r)si è girato con loro.. N: no ... M: ehh no .. come no .. N: stava scritto sopra al giornale che .... M: non lo pensare .. si incontrarono a casa di “a casa di scarpaleggia ..si sono incontrati a casa di Tonino SCARPALEGGIA161” l’aiuto di Pasqualino Cosciafina, ossia CIRILLO Francesco, le attività estorsive nel Paese. Posso solo dire che riscontrai una notevole diminuzione dell’afflusso di denaro che proveniva dalle estorsione di Villa Literno rispetto al periodo precedente quando io gestivo questa attività. Per dare un’idea mentre in genere io racimolavo 40-45.000,00 euro mensili a seguito di questo accordo tra CIRILLO e UCCIERO arrivavano a Casale non più di 8-9.000,00 euro. era evidente pertanto che i due si fossero messi d’accordo e “rubavano” sulla quota delle estorsioni spettanti a Casale. Come ho già riferito fu anche per questo che poi nel luglio 2007 tentai di uccidere UCCIERO Vincenzo. 228


..omissis… I: va solo litigando con lo zio .. Peppe .. M: chi Peppe? I: Peppe il timido sta a lavorare anche lui con il padre (rivolge lo sguardo verso Wanda per indicare il padre di lei Caiazzo Vincenzo detto Stefano ndr)... mettiamo a questi scemi della “Madonna” W: uehhh guardate chi parla .. (ridono) I: e quello .. è quello sta sempre a dire .. Mattia ... Mattia .. W: lo sfotte .. I: ma questo scemo della Madonna .. no ma tu mi devi dire tu chi sei M: sta anche Peppe .. sta .. I: ehh M: che fà Peppe? I: niente .. W: niente .. porta il camion .. I: ma quel camion .. sta sempre sul mare .. inc.. non vuole fare niente .. W: ma chi .. M: il padre non dice niente .. W: ma quello lo tiene a guardare .. I: ehh ma però no .. dovrebbe fare un pò le parti di tuo padre .. a me non me ne fotte .. perche mica lo devo pagare io .. M: non ho capito .. che cazzo va a fare .. a prendersi lo stipendio .. deve lavorare .. deve guardare .. quello che serve .. deve preparare le cose dietro dietro .. I: sta un solo mastro .. e tre ragazzi .. tre ragazzi .. ora uno di quelli .. se si mette ad attaccare anche lui .. si arrangia .. e resta un solo manovale vicino a due di quelli .. ci stai anche tu .. dagli una mano .. a prendere .. un secchio di colla a prendere .. se ne va per sopra al mare .. a me non me ne fotte perché .. però tu una giornata .. intera .. intera .. non ti scocci .. si siede .. se ne va sul mare .. la ehh ma quello per colpa di quello .. ehh quello già Giorgio ...Giorgio lo deve far vedere a Gennaro questo .. W: a Gennaro .. I: (fa un cenno di assenso con la testa) .. e quello non voleva venire più la .. W: e Gennaro non deve parlare .. perchè Gennaro se parla .. Papà lo avvolge .. I: Gennaro .. ehhh W: perchè Gennaro senza papà non campa .. I: Gennaro .. disse ehh va bene e quanti euro .. sempre si deve .. quando deve durare .. ci sta una baraonda la che neanche ai cani.. M: ehh ma tuo padre non ho capito ... il padre non si vede mai .. il padre .. I: ci viene .. ci viene la sera .. quando ci viene .. allora fa la finta di fare qualcosa .. M: ma tu devi dire .. papà .. tu devi mettere la gente sistemata ...gente che ... W: ma che me ne fotte a me .. 161

MOLITIERNO Antonio, da Alberto e da Ucciero Angelina, nato a Villa Literno il 12.03.1958, ivi residente in Piazza Garibaldi n. 1. E’ stato identificato nel corso dell’interrogatorio del c. di g. IOVINE Massimo dell’01.04.2008: …omissis… Riconosco la persona effigiata nella foto nr.36 in MOLITIERNO Antonio, anzi Alberto detto “Scarpaleggia”. Non mi risulta un affiliato, ma solo amico e frequentatore con CIRILLO Alessandro. Mentre ero detenuto, sono venuto a conoscenza da ZIELLO Gaetano e da CORVINIO Antonio che il predetto ha messo a disposizione la sua abitazione per le riunioni fra CIRILLO Alessandro e UCCIERO Vincenzo detto “O Cornuto” . L’Ufficio da atto che la foto nr. 36 raffigura MOLITIERNO Antonio, nato a Villa Literno il 12.03.1958. …omissis…

229


M: ma com’è che te ne fotte .. W: ma i soldi .. la che me ne fotte .. basta che non mancano a me .. M: e devono rubare i soldi a tuo padre? Com’è .. W: ehh rubano .. M: ma com’è devono rubare .. gli devi dire .. devono lavorare .. W: sono i tuoi ... guarda qua .. M: ehhh sono i miei .. devono lavorare .. che significa sono i miei .. e perché non sono i miei .. N: guarda ma il capocantiere deve essere responsabile ... M: quello è mio suocero .. quello è mio suocero e perché non sono i miei .. lo devono rubare .. ti rubano a te e mi rubano anche a me così .. devono lavorare .. W: che ti rubano a te .. M: e che significa .. devono lavorare .. devi dire se tu ti metti a fare così .. W: uehh devi dire .. eccolo il mastro .. M: ehhh sentimi a me .. se si mette a fare cosi va sotto sopra .. W: ma che va sotto sopra .. M: deve fare .. devi dire devono lavorare .. poi se li tiene a cottimo così .. che quelli se lavorano guadagnano .. questo è un altro discorso .. li tiene a cottimo W: (nohhh con il capo) I: (cenno di assenso) M: allora a quello non gliene fotte proprio .. I: uehh W: li tiene a giornata .. allora ... I: allora ora fece ... M: a giornata o a cottimo li tiene .. I: a giornata W: a giornata .. M: devono lavorare .. I: a giornata devono lavorare .. M: devono lavorare .. si devono guadagnare la giornata .. I: a giornata anche devono pensare a buttare il lavoro fuori .. altrimenti tuo padre .. vende gli appartamenti e ci rimette anche le giornate sopra .. M: è normale .. va a fare il conto .. per quello che ha guadagnato per quello che ha cacciato .. . I: oehh misero una porta di provino .. una porta di provino con la tapparella .. M: diglielo tu a Stefano I: con la tapparella no! W: ma perche non glielo dici .. M: devi dire Stefano questi qua .. io te lo sto dicendo .. l’ho detto anche a mio fratello ... mio fratello ha detto: digli che li fà lavorare a questi scemi .. devono lavorare ... poi se esco vado con la mazza .. la sopra ... N: (ride) ... Michele descrive un lavoro che stavano facendo ... W: ci devo andare io con la mazza in mano ... I: io devo pensare a camminare .. M: A MONDRAGONE STATE LAVORANDO? A MONDRAGONE? W: è ... I: è.... M: a Mondragone! I: stiamo la stiamo .. M: comunque vorrei stare un pò fuori .. li farei lavorare io .. W: vieni .. dai vienitene .. M: mi metterei io la sopra ... 230


W: no ma ci dovremmo mandare mamma la sopra .. li farebbe pisciare sotto .. non farebbe neanche ... M: la gente come vede che sei bravo .. ti mangiano ... allora c’è .. ma il cristiano ... c’è .. lo devi far lavorare .. il padre si deve mettere .. dove va tuo padre? I: la uno solo lavora veramente ... W: papà .. I: ed è quel vecchio di casale .. W: quello .. Salvatore .. I: Salvatore .. W: Salvatore Natale .. I: ne tiene uno a lavorare il padre .. W: mamma mia .. Massimo .. I: a parte che è grosso pure .. le braccia cosi .. .. parlano di questo operaio.. M: il padre non viene mai? I: come .. (per dire si) M: Massimo papà .. sta ...inc.. hai capito .. I: ehh come non viene ! W: e perchè Gennaro viene a vedere .. neanche viene a vedere non se ne fotte .. I: chi è .. W: quello quando è fine mese vuole solo i soldi .. I: Gennaro si è comprato la casa a Formia .. se ne andato .. .. se ne andato là .. lui se ne .. la moglie e i figli a scuola .. I: guarda .. ma .. ma come mai se ne andato la .. questo.. W: e si vede che a Casaluce non sta bene .. I: non sta bene .. W: gli vanno a cagare spesso .. e M: ehh W: ehh che ne so .. penso .. I: ma penso anche io .. perchè tiene .. un sacco di case la .. W: se ne andato no .. quello tu non l’hai vista la casa di Gennaro ... I: io l’ho vista ha trovato una bella casa .. W: ehhe come si chiama .. lo diceva da un sacco di tempo la moglie che lei a Casaluce non si trovava .. I: inc.. W: e voleva che i figli crescessero in un luogo più .. M: dove l’ha trovata a quella bufala .. W: quella bufala .. I: Gennaro .. Gennaro è un bravo ragazzo ... W: Gennaro è “cazzimmoso” Gennaro mamma mia .. M: ehhh quello tiene una “cazzimma” W: ehh vorrebbe andare in culo a papà .. pero’ a papà non lo può fare fesso .. perciò papà tiene sempre ... M: ma quello Gennaro tiene .. non è serio su queste cose qua... W: è un imbroglione .. sta campando grazie a mio padre .. M: inc.. roba di questo faceva.. W: diglielo Massimo .. M: teneva il magazzino .. le truffe .. queste cose qua.. W: anche la moglie stava protestata .. tengono la separazione dei beni .. M: è truffatore ... I: pero è un bravo ragazzo .. quando gli chiedi i soldi.. 231


M: (fa un cenno di assenso con il capo) W: no .. ogni volta che è venuto a casa ... sempre .. Massimo .. Massimo .. salutami a Massimo .. che dice Massimo .. come stanno le cose di Massimo .. I: ehh quelli veramente sai chi erano i fratelli Cesario .. W: ehh quelli si .. inc... e Michele .. inc... I: sono due fratelli Michele .. inc.. M: chi sono? W: papà lo diceva sempre ... I: ehh sono soci .. W: A San Tammaro .. I: però a San Tammaro .. stavano a socio .. W: la solo a San Tammaro .. la sta a socio anche Pasquale (DIANA Pasquale n.d.r) .. ma a Mondragone .. ci sta solo papà .. I: a Mondragone .. M: a Mondragone che sono Michele? Che sono? W: sono Ville e dove sta lui sono gli appartamenti .. I: appartamenti .. M: di chi sono? I: le che .. M: queste ville! W: di papà .. I: a Mondragone? M: (fa un cenno con il capo) I: ehh le sta facendo il padre ... sta ... M: ma sono del padre o le sta facendo? W: no .. il palazzo .. lo sta ristrutturando ... le ville sono le sue .. I: ehh Massimo quello la è un palazzo che già l’hanno comprato .. gia stava fatto .. M: ho capito .. roba che inc... W: di restauro .. I: poi per dire .. era un palazzo che la .. ogni solaio di quelli .. ogni appartamento ... erano due .. ne hanno fatti uscire cinque .. M: cinque .. I: ma erano grandi ... M: li hanno fatti 80 mq.. I: ma sono grossi pero’ W: di .. piu .. di piu ... I: ora per dire .. era roba di restauro .. dai .. W: e poi stanno le ville .. M: di chi è? I: era di qualcuno di .... M: ora di chi è? I: ora di chi è? W: di papà! La CA.SA Costruzioni .. I: di tuo padre? W: ehh M: del padre? I: io so che li sta anche M: IL SINDACO.. I: ehh (per dire si .. fa un cenno di assenso con il capo) W: no .. la no quello è di papà .. non so se il palazzo o le ville .. non lo so dire .. M: di chi è? I: DEL PADRE E DEL SINDACO .. 232


Il colloquio è chiaro; IOVINE Massimo sa che la CA.SA. Costruzioni è una società del Sindaco Fabozzi e del padre della sua fidanzata Wanda, CAIAZZO Vincenzo detto Stefano; Wanda lo tiene al corrente dei lavori di costruzione e ristrutturazioni di appartamenti e ville a Mondragone e lo IOVINE, detenuto con la grave accusa di omicidio sta pensando all’ipotesi concreta della collaborazione con la giustizia reclama la sua parte; sostiene con forza che in quella società ci sono i suoi soldi e che dunque la fidanzata deve pretendere che gli venga riconosciuta una parte del guadagno; tanto che Wanda gli ricorda che i soldi da parte del padre stanno già arrivando, sebbene in maniera occulta, per il suo mantenimento in carcere (la parte tua dove sta? quando ti compri i panni .. come te li compri .. quando mangi .. come mangi come mangi ..). Anche il colloquio del 12 ottobre 2007 attesta delle cointeressenze di IOVINE Massimo con il suo futuro suocero CAIAZZO Vincenzo. CAIAZZO Wanda, infatti, commentando le vendite di alcuni appartamenti di Mondragone realizzati dal Gruppo CA.SA, faceva cenno agli utili ricavati e che probabilmente erano stati versati a persone che non indicava:<<però si deve spostare Massimo .. .. non è cosa a lavorare per di qua .. gli rompono le palle .. Mondragone .. in tutto ... tutte le case ne ha vendute tre .. tre appartamenti ...inc...senza guadagnare una lira li ha dati prima a loro .. non fa niente Massimo ..>>162. Tuttavia, proprio in relazione alla capacità imprenditoriale del genitore, Wanda rappresentava che suo padre non era intenzionato a costruire nel Comune di Villa Literno per evitare possibili problemi a Massimo IOVINE: egli, anche in qualità di suocero dello IOVINE, avrebbe dovuto versare una tangente al sodalizio per le opere da realizzare. Circa la disponibilità economica di IOVINE Massimo, CAIAZZO Wanda ripercorreva le esternazione del padre del detenuto il quale era a conoscenza che il figlio, una volta uscito dal carcere, aveva una disponibilità di 100.000,00 euro. L’informazione aveva indisposto la giovane, atteso che i familiari di IOVINE Massimo, a suo dire, non ne dovevano avere contezza: <<lo sai solo tu i soldi sono i tuoi e solo io e te lo dobbiamo sapere .. non devono avere mai la soddisfazione mannaggia la marina ..inc.. li prendo gli faccio fare il falò .. lo vedi come te lo dico .. gli faccio fare il falò>>. Lo IOVINE, dopo aver mostrato il suo disappunto circa la pace fatta dai “bidognettiani”, concludeva esternando il suo stato d’animo circa gli introiti che avrebbe potuto ricavare qualora fosse stato libero, in relazione a finanziamenti - 50 milioni di euro - destinati al Comune di Villa Literno e di cui aveva appreso dai giornali. (vds. all. D, colloquio del 12.10.2007) …intercettazione del colloquio in carcere di IOVINE Massimo, relativo al giorno 12 ottobre 2007, in esecuzione al decreto nr. 3583/07 R.R. datato 11.09.2007: Legenda:

162

Al fine di chiarire il punto, significative si ritengono le argomentazioni profferite da DI CATERINO Emilio:

…dal verbale del 23-12- 2008 di DI CATERINO Emilio ...omissis… Foto: n. 7: si tratta di Wanda Caiazzo, fidanzata di Massimo Iovine, oltre ad avere una relazione sentimentale con quest’ultimo non sono a conoscenza del ruolo dalla stessa svolto. L’ho conosciuta nel novembre/dicembre 2001 presso l’abitazione di Massimo Iovine ove mi recavo per portargli il denaro. Preciso che avevo da poco iniziato a far parte del clan. Che io sappia è un insegnante e posso dire di averla vista spesso a casa di Massimo Iovine. Sono a conoscenza per averlo appreso da Massimo Alfiero che il padre di Wanda Caiazzo corrispondeva la tangente al clan dei Mondragonesi nella persona di Emilio Boccolato. Il denaro per tale estorsione veniva consegnato ad Alfiero dal padre di Massimo Iovine a nome di Iovine Tammaro, il quale chiese di avere uno “sconto” in quanto si trattava del suocero del figlio che era detenuto. So che, come mi diceva Massimo Alfiero questi stava realizzando in Mondragone delle Villette e delle strutture in cemento. La tangente veniva portato dal Tammaro Iovine al bar “l’Incontro” di Casal di Principe. Si da atto che la Foto n. 7 ritrae Wanda Caiazzo nata a Napoli il 04.07.1981…omissis… 233


IOVINE Massimo: M CAIAZZO Wanda: W ..omissis… W: aspetta stammi a sentire .. Francé con tutto il cuore dissi io .. con tutto il cuore .. mamma l’accetterebbe una cosa del genere .. ma papà no .. se sapessi cosa gli hanno fatto a papà .. dopo ti spiego .. M: che gli hanno fatto ... W: uhhh .. il cantiere a San Tammaro .. gli hanno dato .. inc.. le mansarde sopra .. M: e perché? W: perché erano 10 cm di più della norma .. M: (fa un gesto di stupore con il capo) W: ora sta nervoso come la bestia .. Massimo .. ora secondo te ... sono tutti soldi che non sia mai alla Madonna M: Come ( per dire si) W: hai capito? Ho detto Francè .. papà ti ricordi bene .. inc.. da Massimo .. inc.. ti ricordi .. non ci ho parlato per due mesi .. e quello però portava ragione .. perche io senza Massimo ... non ci andavo .. M: ma poi devi dire .. non è cosa .. W: Massimo ma sta la nonna .. sta mio zio Peppe .. M: devi dire .. evitate ora di vedervi devi dire noi passiamo un guaio .. W: inc... ,ma poi mi inguaio anche per me .. M. ma che devono inguaiare Wanda .. devi dire .. evitate .. evitate devi dire perchè vi dovete vedere per forza adesso? W: io la picchio .. M: devi dire fai passare un po di tempo .. W: sei venuto con l’occhio cosi perchè avevi paura che te lo facevo io .. M: devi dire fai passare un poco di tempo no .. devi dire ora tenete i Carabinieri addosso .. fai passare il tempo.. W: tesoro io gliel’ho detto .. dissi Francè con tutto il cuore .. dissi ora mamma e papa non ci stanno .. due o tre giorni .. devono andare a Perugia .. alla fiera della cioccolata .. in seguito di argomenti a carattere personale M: ma com’è la... W: che cosa? M: le mansarde.. si risolve no ... W: inc.. è arrivato il coso ... fecero il ricorso al T.A.R. ... Massimo no .. quelle mansarde stavano bene con il sindaco di allora a San Tammaro .. M: ehh quello perché successe lo scandalo di Casalnuovo .. .. perciò .. W: bravo .. bravo .. è a San .. no a San Tammaro .. un sindaco sta inguaiato l’amico di papa ...perche gli hanno dato l’antimafia .. che lui era un sindaco affiliato anche se non lo era il caprio espiatorio è stato quello .. .. chi è sindaco Massimo che non si metteva daccordo con quello .. tutti quanti e lui ha pagato .. ora tre o quattro cantieri .. mica solo a papa ... pure a tre o quattro parti e non gli vogliono dare la cosa .. non sia mai ci sta l’abbattimento di quei caspiti .. che a volte .. quelle le devono buttare a terra .. non devono buttare il palazzo .. quello là in piu .. pero hanno fatto la richiesta .. noi le chiudiamo quelle case .. lasciamo i tetti aperti .. non le facciamo abitabili .. neanche quello non accettano .. hai capito un po .. immagina che tu devi tagliare .. tu devi tagliare .. il solaio la sopra .. sai quanto costa M: ( fa un cenno di assenso con il capo) W: sta come la bestia assassina .. sta come la bestia .. vado a dire a questo .. uhh mamma mia .. quello gia sta ... ahhh che poi nelle carte .. Pasquale ... ora gliel’hanno dato il porto d’armi a 234


Pasquale .. nelle carte finalmente .. ora Pasquale ha avuto il quello per la pistola .. disse ora me lo devo far dare .. inc della scoppetta (fucile) .. mi devo far dare tutti i porto d’armi .. poi dopo che me li hanno dati .. mi cambio la residenza .. così la caserma .. venivano un altra volta ..inc.. ma la tu .. stai anche tu a società ..inc.. solo a San Tammaro loro ... entrarono in società insieme ai fratelli CESARO .. solo per il cantiere di San Tammaro .. dice la .. dice .. il sindaco affiliato con la mafia .. se ti metti ... inc... in mezzo a .. hai capito come andarono a dire .. disse papà nelle carte esce anche questo .. comunque Massimo stanno cagando proprio il cazzo .. io glielo dissi a quegli stronzi .. quando li vidi .. stanno cagando il cazzo a quelli che .. inc... M: quelli stanno bene in grazia di Dio .. si guadagnano piu soldi .. W: Massimo ora tiene questi cantieri qua aperti e purtroppo .. li tiene comprati .. ora devono incominciare anche a Santa Maria .. no .. anche speso i soldi .. che fa li buttano .. li fanno .. M: ( fa un cenno di negazione) W: però si deve spostare Massimo .. .. non è cosa a lavorare per di qua .. gli rompono le palle .. Mondragone .. in tutto ... tutte le case ne ha vendute tre .. tre appartamenti ...inc...senza guadagnare una lira li ha dati prima a loro .. non fa niente Massimo .. M: ma perché a Vico ( Villa Literno n.d.r.) non si puo fare? W: che cosa? M: queste case? W: dove le fanno .. tiene la terra nostra .. ma papà non le vuole fare a Vico .. proprio per .. proprio per .. Massimo per non far tenere problemi a te ... per questo .. per quello .. hai capito .. allora evita .. meglio il forestiero .. M: speriamo che esco .. ..omissis.. W: disse Filomena .. ..quando noi stavamo a casa tua .. stava lei con il marito .. stava tuo padre .. stavamo parlano .. i soldi .. non i soldi .. lo fece una merda a tuo padre .. i soldi .. no i soldi .. ohh M: glielo dicesti a Tammaro che non ci da più niente all’avvocato? W: ahhh glielo dissi .. glielo mandai a dire per Valentina .. io non l’ho visto proprio a Tammaro .. non sto uscendo proprio .. M: se lo vedi diglielo .. ha detto Massimo non ci dare piu niente all’avvocato .. W: .. i soldi .. no i soldi .. ohh Massimo tiene 100.000.00 conservati .. inc.. tiene 100.000.00 euro conservati .. mi segno tutti i mesi .. dobbiamo .. dobbiamo vedere la fidanzata .. ora che esce .. dobbiamo sapere .. dobbiamo sapere .. perchè io non gli dico niente .. non sanno niente .. lo sai solo tu i soldi sono i tuoi e solo io e te lo dobbiamo sapere .. non devono avere mai la soddisfazione mannaggia la marina ..inc.. li prendo gli faccio fare il falò .. lo vedi come te lo dico .. gli faccio fare il falò. M: e che me ne fotte ... W: io glielo dissi vicino a tuo fratello .. dissi vicino a Michele che poi lo acchiappai da parte ..inc... che dovevano mettere queste cose in mezzo .. dissi tu non hai capito proprio niente .. perché tuo fratello li vorrebbe spendere tutti in una giornata .. tutti in una giornata .. non mi dice niente a me .. e io sono la moglie .. hai capito .. inc.. la moglie .. io sono la moglie dissi .. M: sei mia moglie? W: ehhh e perchè che sono .. M: inc... W: e me li segno .. ohh zitto .. me li segno .. cosi quando viene facciamo i conti .. dissi e facciamo i conti dissi .. e perchè dissi .. SE LI VUOLE SEGNARE DA QUANDO ME LI HA DATI A ME NO .. CHE NON TENEVA NIENTE DI VECCHIO MA MI HA DATO SOLO LO STIPENDIO CHE È ARRIVATO ... LO STIPENDIO PERCHE’ DI VECCHIO NON C’ERA NIENTE .. NON CI STAVA NIENTE PROPRIO .. DISSI QUANDO ARRIVAVANO TRE .. QUATTRO .. CINQUEMILA EURO .. NO.. E CHI LI HA VISTI .. DOVE STANNO .. DISSI IO .. DISSE LUI E IO CHE NE SO ... MICHELE DOVE STANNO 235


.. DISSI .. ME LO VOLETE DIRE .. DOVE STANNO .. M: io tenevo cinquemila euro alla posta! w: e dove stanno? ne massimo m: e che ne so io! w: no massimo tu me lo devi dire dove stanno .. m: te li sei presi tu? w: mi hai dato i soldi .. mi sono comprato la cip (con questo termine indica la propria autovettura n.d.r.) M: TE LI SEI PRESI TU .. W: COME SE AVESSI SPESO 10.000.00 EURO .. TI POSSANO FAR NIENTE .. COME HAI DETTO TE LI SEI PRESI TU? …omissis… posizione .30.35 ..omissis… W: teso’ pensaci bene sopra .. quello che vuoi fare tu .. quello faccio io .. M: lo sai dove mi prendo collera? Ne .. W: quello che vuoi fare tu quello faccio io .. M: lo sai dove mi prendo collera .. ne che io .. tanti sacrifici alla fine questi .. non mi pagano l’avvocato .. in una voltata e una girata mi hanno venduto .. e mi hanno venduto .. hanno fatto pace con quello .. e per fare pace con quello gli hanno dovuto dire qualcosa o no.. W: come (si n.d.r.) M: quello tiene il fratello ucciso .. come si sono giustificati secondo te .. allora stava quello e la colpa è se lo vedeva allora lui .. faceva tutte le cose di testa sua .. ma .. mi hanno escluso da queste cose qua .. inc.. che ho fatto sacrifici ... lo so io .. quello che ho ... una minima parte .. alla fine il risultato qual’è stato .. che io devo andare a pagare l’ergastolo .. perché sicuramente spero che no .. che esco perché gli devo fare il culo così .. alla fine in cambio di che cosa .. W: se esci .. tu .. se esci ti devono legare con le catene .. M: in cambio di che cosa .. mi devo inc.. un po alla fidanzata mia .. gli devo portare .. diciamo quello che arriva alla settimana .. io sono lussuoso .. lo sai .. tu lo sai a me piace il lusso ... fino ad ora non mi è mai mancato niente .. pero a me .. la cervella mia .. mi prendo collera .. perché leggo i giornali .. e quelli sono arrivati 50 milioni di euro .. e stanno facendo i lavori .. i lavori li vanno a fare le altre persone .. W: che sono scarpari .. ..omissis… Un’ulteriore conferma che IOVINE Massimo percepisse uno stipendio mensile dall’organizzazione “bidognettiana”, quindi di sicura provenienza illecita, si ricavava anche il 19 ottobre 2007. IOVINE Massimo, difatti, chiedeva conferma della retribuzione alla mamma, PANICO Nicoletta 163, mentre Wanda CAIAZZO, amministratrice del patrimonio del fidanzato, reagiva in malo modo tanto da suscitare l’irritazione della suocera: (vds. all. D, colloquio del 19.10.2007) …intercettazione del colloquio in carcere di IOVINE Massimo, relativo al giorno 19 ottobre 2007, in esecuzione al decreto nr. 3583/07 R.R. datato 11.09.2007: Legenda: IOVINE Massimo: M CAIAZZO Wanda: W PANICO Nicoletta:N PEDANA Filomena: F 163

PANICO Nicoletta da Saverio, nata a Mugnano di Napoli il 22.11.1954; 236


..omissis… M: i soldi non te li hanno mandati questi qua? N: ehh M: .. I SOLDI NON LI HANNO MANDATI N: si ... M: quanto mi hanno mandato? N: AHHH .. DUEMILA E CINQUE! W: LO SO IO QUANDO TI HANNO MANDATO! LO SO IO .. MI VEDO TUTTO .. IO SONO IO CHE COMANDO .. SONO IO TUA MOGLIE .. E IO TUTTE LE COSE .. (WANDA È IN ESCANDESCENZA) M: (si rivolge alla mamma) quando me li hanno mandati? N: Wanda ma mi stai facendo prendere collera anche a me .. tu e lui .. M: quando mi hanno mandato? N: e se volete che non ci vengo più .. io non ci vengo più .. M: ma chi te l’ha detto che non ci devi venire piu? W: ma che vi sto dicendo io .. contro a voi? …omissis… Durante il servizio di intercettazione ambientale sull’autovettura in uso a CAIAZZO Wanda, poi, il 13 Marzo 2008 veniva censurata una conversazione di interesse tra la donna, sua sorella Valentina ed il cognato DIANA Pasquale, anch’egli imprenditore. L’intento della giovane, così come poi rivelatosi nella realtà, era quello di seguire ad ogni costo le sorti di Massimo IOVINE e che l’unica cosa che le importava era di rientrare in possesso del danaro del suo fidanzato. La circostanza che tale importo fosse stato totalmente impiegato dall’imprenditore CAIAZZO Vincenzo, si ricava proprio dall’affermazione che il DIANA Pasquale profferiva alla cognata e cioè che in tale periodo storico il suocero non avrebbe potuto assicurarle niente. La frase proferita da Wanda CAIAZZO al cognato:<<mio padre non cambia idea Pasquale .. tu non lo conosci mio padre è categorico .. se dice che non mi da neanche una lira .. non mi darà neanche ... una lira .. per tutta la vita .. e non fa niente .. ci stanno i nipoti ..>> , oltre a stigmatizzare il disappunto familiare per la scelta della figlia, chiarisce oltremodo i comuni interessi economici di IOVINE Massimo e CAIAZZO Vincenzo, atteso che la giovane non si preoccupa del denaro che avrebbe dovuto ricevere quale “dote” dalla sua famiglia, affermando che ne avrebbero potuto giovare in futuro i nipoti: (vds. all. 101) Trascrizione della conversazioni ambientale all'interno dell'autovettura Peugeot 107 targata DG 163 HA, in uso a Caiazzo Wanda. Decreto nr. 57464/R/06 RGNR DDA - 4135/07 RIT del 17.10.2007 emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli Progressivo n°: 366 Data : 13/03/2008 Ora : 18:04:03 Durata : 0:06:14 CAIAZZO Wanda: W CAIAZZO Valentina: V DIANA Pasquale: P La conversazione inizialmente verte circa le preoccupazioni di Massimo per Wanda .. W: Pasquale quello (Massimo ndr) ha rinnegato a tutti quanti per me .. ed io come minimo .. solo per questo .. ci devo andare .. P: Tu .. inc... 237


W: chiamai alla madre .. lo sai .. te lo dissi che chiamai la mamma.. gli dissi, andatelo a trovare .. dissi quando volete qualcosa andatelo a trovare .. ma che dobbiamo andare a trovare .. P: tu chiami la mamma? W: che è? P: tu chiami la mamma .. chi glielo dice .. W: no anzi ... lo sai che gli dissi vicino alla mamma .. dissi sentite .. io a Massimo .. non l'ho visto .. la verità .. .. si sovrappone con la voce di Valentina ... W: non l'ho visto .. e non so quando lo andrò a vedere di nuovo dissi .. perche vostro figlio mi ha procurato .. problemi a Villa Literno .. e gli raccontai il fatto del (inc) e tutte le cose.. dissi ma i 5.000 euro li avete avuti .. siete contenti .. avete fatto un estorsione alla mia fam .. queste parole gli dissi .. avete fatto un estorsione alla mia famiglia .. voi quando è qualcosa lo dovete andare a dire a Massimo .. no con me .. a me e mio padre .. QUALCHE VOLTA AVETE SAPUTO CHE MIO PADRE AHHHH.. VI HA TOLTO QUALCOSA DI SOLDI .. O VI HA DATO QUALCOSA DI SOLDI .. O VI HA DATO QUALCOSA DI SOLDI .. NO .. E ALLORA PERCHÈ COME .. I PERMETTI DI CHIAMARE A MIO PADRE .. ma io non so niente Michele che l'ha chiamato per il lavoro .. e perchè si è fatto dare 5.000.00 (cinquemila euro ndr) da mio padre .. ma che Michele è diventato un altro camorrista .. dissi .. diteglielo che Massimo .. mi ha chiamato l'avvocato e me l'ha detto .. questo lo sanno che l'avvocato mi chiama .. Massimo è molto arrabbiato con il fratello .. che si mettesse al suo posto .. V: buonasera (saluta qualcuno fuori dall'abitacolo) .. W: buonasera (saluta qualcuno fuori dall'abitacolo) .. e che non chiamasse più a nessuno .. perchè Massimo .. ditegli a Michele che sta molto arrabbiato e sa lui .. lo sapete Massimo è vendicativo .. e sa lui come vendicarsi .. proprio queste parole gli dissi .. il fratello te lo dissi , che andava facendo il padre di Filomena se la tira la lingua Michele, perchè si mette paura .. .. poi una bomba gliela devo buttare .. devo vedere anche io .. e la mamma tutti i giorni chiama l'avvocato perchè vogliono la protezione .. P: perchè non la prendono .. W: gliel'hanno data però l'hanno rifiutata due volte e ci vuole piu tempo di incartamento .. per averla .. e stanno a casa del figlio Crescenzo .. e Crescenzo li sta cacciando fuori .. vedi che gente .. V: Pasquale .. inc.. W: IO ME NE DEVO ANDARE CON I SOLDI .. PERO .. V: Pasquale perchè non li leva .. inc... che devi fare ora .. che tieni da fare .. P: andiamo .. dai .. V: ne .. che tieni da fare .. uehh non me li ha dati i soldi ..vedi un poco .. W: Pasquale è vero pero .. come dobbiamo fare .. no Pasquale ti ho detto io .. per massimo dopo Pasqua .. la settimana dopo Pasqua .. Pasquale ho deciso .. e non torno indietro .. davvero .. te lo dico con tutto il cuore .. ho deciso .. non voglio aspettare più .. mi devo mettere .. P: inc.. W: mi devo mettere a studiare .. mi devo fare .. P: vengo pure io .. W: e che gli vieni a dire .. P: che aspettasse .. W: che deve aspettare .. P: che aspettasse.. W: e quello dice vicino a lui .. perchè deve aspettare .. che tengo da vedere .. che tiene da aspettare .. P: com'è che tiene da aspettare .. stai a fare quello .. continua .. continua .. stai attento a quello che fai .. inc.. e aspetta ... W: no ma quello .. stai attento a quello che fai .. non glielo devi proprio dire .. levatelo proprio da 238


dentro al cervello .. perchè se era un altro .. e sapesse che tu mi vuoi far aspettare .. inc.. lo sai quello com'è .. direbbe .. mannaggia il cazzo .. P: mi vuoi .. mi vuoi ... W: PASQUALE HO DECISO .. DOPO PASQUA ME NE VADO .. P: ma scusa .. ma che te ne devi andare adesso .. come una cagna solo tu W: ma chi te l'ha detto che vado come una cagna .. so a me .. P: vai a finire insieme a qualche Carabiniera .. .. W: non mi mettono insieme a nessuna .. niete .. mi sto in albergo sopra al mare .. tutto il mese che devo stare .. P: inc... W: e mi vado a fare la vacanza .. mi vado a fare la vacanza .. P: la vacanza gratis... W: ehhh .. quando vado a fare l'esame .. vado a fare l'esame .. una volta alla settimana lo chiamo .. mi chiama tutti i giorni lui .. perche se vado in protezione mi chiama tutti i giorni .. P: dove ti mandano .. W: dove cazzo mi mandano .. mi mandano .. P: ora .. ora .. ora ti dico una cosa .. W: guarda .. guarda .. P: ora ti dico una cosa .. W: ora .. ora . non fare il balbuziente .. P: inc... hanno rinnegato la mamma ... inc.. sta ancora ad aspettare .. W: io a casa mia non volevo rinnegare .. P: comunque .. W: io a casa mia gliel'ho detto ..io non vi volevo rinnegare .. P: gli ho detto, il problema lo risolviamo .. pero .. W: mio padre non cambia idea Pasquale .. tu non lo conosci mio padre è categorico .. se dice che non mi da neanche una lira .. non mi darà neanche ... una lira .. per tutta la vita .. e non fa niente .. ci stanno i nipoti .. P: i soldi ... W: non me ne fotte a me dei soldi .. P: inc.. W: se mi vogliono castigare sopra i soldi non me ne fotte .. P: ora il problema e che non tiene neanche una lira .. W: io non li voglio .. io non li ho mai voluti .. io non li ho mai voluti .. a me non me ne fotte .. A ME BASTA CHE MI DA I SOLDI DI MASSIMO A ME NON ME NE FOTTE .. V: Pasquale .. inc.. P: mi senti .. mi senti ... V: la devi finire .. W: Pasquale quello non mi vede .. quando ci vado adesso .. dopo Pasqua non mi vede da un mese ... e io non so quando lo mantengo .. P: lo vai a trovare ... W: io gli devo far prendere le pillole per farlo calmare .. no .... P: vallo a trovare ... W: perchè gli danno le botte in testa .. io dopo Pasqua devo andarlo a trovare .. Massimo era contento che io rimanevo a casa mia .. il tempo che lui sta in galera .. P: e allora voleva la morte tua .. voglio sapere .. perché io ci voglio parlare .. W: ehhh P: se vuole la morte tua .. devi rimanere a Vico .. devi andare davanti e indietro .. devi fare la mongoloide .. come .. domani si sveglia qualcuno, viene a sapere che tu dovessi andare a fare il colloquio ..

239


L’intercettazione è chiarissima: Wanda è in procinto di aderire al programma di protezione e per questo ha litigato con tutti i familiari, e con quelli della famiglia di Massimo IOVINE. Il padre le ha fatto capire che non intende darle nulla, dal punto di vista economico, e che la abbandonerà a se stessa. WANDA se ne fa una ragione ma reclama ancora una volta che il padre restituisca i soldi di IOVINE, evidentemente consegnati al futuro suocero perché li investisse e riciclasse nelle sue attività, prime fra tutte come si è visto la CA.SA Costruzioni. Si tratta di una ipotesi di reimpiego che correttamente il P.M. ha contestato a CAIAZZO Stefano ed allo stesso FABOZZI, più volte evocato nei colloqui, i quali si avvalgono della presenza criminale di IOVINE e ne reinvestono i proventi. CONCLUSIONI Con riferimento a FABOZZI va qui evidenziato che non osta alla contestazione il fatto che il FABOZZI sia contestualmente indagato per 110-416 bis c.p., sotto due profili: il primo sta nella ontologica differenza fra la contestazione di partecipazione ad associazione mafiosa ed il concorso esterno, per cui appare pienamente compatibile il concorso di reati con l’ipotesi di 648 bis c.p.; il secondo sta nella considerazione che il denaro riciclato non è quello del clan nel suo complesso ma quello di un singolo affiliato che reinveste il provento dei suoi delitti e della sua partecipazione al clan. Allo stesso modo è chiaro che Wanda ha ricevuto, durante la detenzione del fidanzato (cfr. intercettazioni dei colloqui in carcere del settembre 2007), e fino alle soglie della collaborazione (gennaio 2008) lo “stipendio” che il clan inviava agli affiliati in carcere, così commettendo, come ormai da pacifica giurisprudenza sia di merito del tribunale di Napoli sia della Suprema Corte, il reato di ricettazione (cfr. fra le varie, la stessa fattispecie contestata in altri procedimenti a NAPPA Giuseppina – con l’ordinanza così detta Spartacus III emessa da questo Giudice il 30.09.2008 - , moglie di Schiavone Francesco detto Sandokan e MARTINELLI Stefania, moglie di SETOLA Giuseppe). La fidanzata di IOVINE gestisce chiaramente gli introiti illeciti che continuano a pervenire durante la detenzione, ed anzi è gelosa di tale ruolo rispetto agli altri familiari del fidanzato, rivendicando chiaramente ed a voce alta di esserne la moglie . Orbene se si pensa ai rapporti intensi fra il CAIAZZO ed il FABOZZI, dal punto di vista economico, e che la CA.SA Costruzioni è stata fino al 20 febbraio 2008 formalmente nella disponibilità del FABOZZI che ne era socio di maggioranza, ruolo dismesso a seguito proprio della conoscenza dell’inizio della collaborazione di IOVINE Massimo, e se si ricorda quanto emerso a proposito dei rapporti di FABOZZI con il clan Bidognetti, per un certo periodo rappresentato a Villa Literno proprio da IOVINE, che si era fatto strada a colpi di pistola, rendendosi protagonista dei più efferati omicidi della guerra di camorra di quegli anni, ne deriva un quadro che definire inquietante è davvero riduttivo. Il punto di partenza - definito da GUIDA Luigi per il tramite di Nicola FERRARO – costituito dall’accordo con Enrico FABOZZI, futuro Sindaco, volto alla gestione concordata degli appalti e delle tangenti sul territorio per un sereno e tranquillo controllo del territorio, dal punto di vista politico e dal punto di vista camorristico, secondo linee di evidente convergenza di interessi, nel tempo si è giovato di aggiustamenti, conferme ed evoluzioni. E’ apparso estremamente chiaro cosa sia stato di interesse effettivamente per il sindaco più di ogni altra cosa: non la politica, non il potere, non la carriera, ma i soldi, solo e soltanto gli affari connessi all’esercizio ed alla strumentalizzazione della carica pubblica. Sono i soldi il motore dell’accordo con GUIDA. E’ l’accoppiata vincente affari-politica il filo conduttore della “amicizia” con Nicola FERRARO; sono sempre i soldi la molla degli appalti ad imprenditori di rilievo – dal punto di vista economico e camorristico - come MALINCONICO e MASTROMINICO; ma, ancora di più, sono i soldi a muovere un accordo stabile con il killer IOVINE Massimo per il tramite del futuro suocero; l’accordo politico, criminale ed economico fra un sindaco ed un Killer. E’ questo il prodotto, triste, drammatico, deprimente, che produce rabbia, della storia recente di Terra di Lavoro. Uno dei luoghi di maggiore tradizione e storia del nostro Paese, fra i più fertili e 240


dalle impareggiabili bellezze naturali, caratterizzato dalla presenza operosa di tantissimi lavoratori onesti, ridotto a pattumiera d’Italia, dai clan ma anche dalla politica – locale che aspira a diventare nazionale e qualche volta lo diventa – con un tasso altissimo di disoccupazione giovanile che deprime le famiglie e le consegna nelle mani fameliche della camorra e del clientelismo politico; due mani che lavorano insieme, per gli interessi personali di pochi che si arricchiscono mentre il territorio muore sotto i colpi delle armi, della spazzatura, delle raccomandazioni e degli appalti pilotati. Questo è il risultato prodotto dai FABOZZI (il politico), dai FERRARO (l’imprenditore dei rifiuti che si occupa di appalti e fa politica), dai GUIDA e dagli IOVINE (il boss capoclan ed il killer in affari con il sindaco), ma anche dagli stessi cittadini incapaci di reagire con gli strumenti del voto e del controllo democratico dell’azione politica. E’ così che Nicola FERRARO diviene consigliere regionale e rischia di diventare parlamentare, tanto da essere individuato come possibile interlocutore del Ministro della Giustizia, espresso dal suo stesso partito, per la risoluzione di alcuni problemi dei boss. E’ così che anche Enrico FABOZZI fa carriera e diviene consigliere regionale, mentre continua a fare affari e nell’indifferenza delle fonti di prova che si accumulano sul suo conto, essendo notoriamente divenuti collaboratori di giustizia i soggetti con cui ha avuto tali rapporti illeciti. La saldatura che nella fattispecie in esame si realizza tra ceto politico e amministrativo locale e imprenditoria criminale produce distorsioni profonde a tutti i livelli, dal governo del territorio alle direzioni dello sviluppo e dell’occupazione, ma soprattutto sostiene, da un lato, il consolidamento sul mercato legale dell’imprenditoria criminale, e, dall’altro, il rafforzamento di un ceto politico e amministrativo affaristico, clientelare, e, esso stesso, malavitoso. Per meglio comprendere il fenomeno appare opportuno ricordare una attinente definizione della camorra fornita da un noto studioso del fenomeno il quale descriveva la camorra come “un modello di evoluzione e trasformazione che si riproduce continuamente e che vede il passaggio da un livello "predatorio", a un livello "parassitario", fino a un livello "simbiotico. Passaggi che in alcuni casi hanno comportato l'abbandono del livello precedente nel momento in cui si è raggiunto quello successivo, ma nella maggioranza dei casi prevedono solo un ampliamento delle attività tenendo, però, ben salda la presenza consolidata nei livelli precedenti e, anzi, utilizzando, per raggiungere i risultati, modalità di azione sperimentate e "capitale sociale" accumulato”. (A.Lamberti ). Nella fattispecie in esame il livello simbiotico veniva realizzato dalla aggiudicazione degli appalti concessi dal comune di Villa Literno alle ditte edili scelte direttamente dai clan camorristici. Ogni giorno nascono mille ed uno modi per poter veicolare un appalto. Ciò che accomuna questi mille ed uno modi sono essenzialmente le due finalità di un bando di gara truccato. Nel primo caso è la camorra che ha a cuore l'appalto. Aggiudicarsi un appalto intimorendo consiglieri, altre aziende o addirittura falsificando la gara grazie a collusi all'interno della casa comunale significa mettere le mani su denaro pubblico che va ad intrecciarsi con denaro proveniente da attività illegali creando una forma di binario parallelo tra denaro sporco che va a finanziare attività legali e denaro pulito che può sostenere attività illegali, senza considerare che tutto questo va ad alterare tutte le regole del mercato e della concorrenza. Molto spesso abbiamo la sparizione totale di questi soldi grazie al fallimento della società gestita da prestanome titolare della ditta vincitrice non riconducibile al clan. Nel peggiore dei casi ci troviamo di fronte a situazioni di "volontaria incompetenza edilizia" come gli innumerevoli scandali del cemento annacquato hanno purtroppo dimostrato. § 12. Le esigenze cautelari. I reati contestati ai capi A), B), C) ed H) impongono l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di FABOZZI Enrico, MASTROMINICO Giuseppe, MASTROMINICO Pasquale e MALINCONICO Giovanni, CAIAZZO Nicola CAIAZZO Vincenzo detto Stefano, GAROFALO Raffaele, MACCARIELLO Raffaele. Si tratta di reati per i quali deve ritenersi sussistente la presunzione di pericolosità dell’art. 275 co. 3 c.p.p. in considerazione della attualità dei rapporti degli indagati con elementi di spicco della criminalità organizzata. 241


Del resto la condotta contestata si fonda sulla capacità del Fabozzi di influenzare la concessione di appalti e commesse pubbliche, in particolare a Villa Literno, e non può non rilevarsi come l’indagato non solo svolga ancora un ruolo politico di grande rilievo, quello di consigliere regionale, ma sia stato nuovamente eletto al consiglio comunale di Villa Literno. Quanto ai tre imprenditori essi continuano ad operare e partecipare ad appalti avvalendosi dei favori del clan, come anche la recentissima vicenda di Gragnano dimostra. In relazione alla posizione di CAIAZZO Vincenzo devono ritenersi sussistenti anche le esigenze cautelari di cui alla lett. C) dell’art. 275 c.p.p le quali emergono dal perdurante impegno imprenditoriale dell’indagato, in asse con il FABOZZI e con i suoi legami con il clan BIDOGNETTI, ancora persistenti in considerazione del suo legame di parentela con i fratelli DIANA, uno dei quali, Pasquale, ha sposato l’altra sua figlia, e l’altro Tammaro è stato recentemente arrestato per 418 bis c.p. Inoltre, come si è visto, il genero IOVINE Massimo con il suo atteggiamento reticente sul punto ha ingenerato il sospetto di una volontà di copertura del suocero e della fidanzata. Allo stesso modo deve dirsi per CAIAZZO Wanda, pur attualmente sotto protezione, che appare la vera ispiratrice delle scelte dello IOVINE, nel momento in cui si affaccia alla collaborazione. Per l’indagata occorre tenere fuori, per evidenti ragioni affettive e per ancora più rilevanti ragioni economiche il padre che, dopo la prima arrabbiatura per la scelta collaboratrice, capirà e saprà sostenere la figlia. Da qui la reticenza del collaboratore solo su questo punto, a fronte di dichiarazioni confessorie di altri gravissimi fatti. Fino all’espletamento del confronto con DIANA Francesco detto Salvi. Per la CAIAZZO si ritiene equo applicare la misura cautelare agli arresti domiciliari presso una località protetta. Anche per CAIAZZO Nicola, la gravità dei fatti contestati ed il perdurante impegno politico, nonché i rapporti attuali con gli indagati consentono di ritenere sussistenti le esigenze cautelari la applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Analogamente deve dirsi per le posizioni relative a MACCARIELLO Raffaele (soggetto intraneo al clan bidognetti ed affiliato di lunga data al quale è contestato il reato) a GAROFALO Raffaele e MALINCONICO Giovanni nei cui confronti sussistono le esigenze cautelari presunte previste dall’art. 275 co. 3 c.p.p. in relazione ai reati loro contestati ed alle modalità gravissime delle condotte poste in essere. Nessuna richiesta è stata inoltrata dal P.M. in relazione alla posizione degli indagati Carrino Anna, Di Caterino Emilio, Ziello Gaetano, Iovine Massimo, Diana Francesco e Guida Luigi. P.Q.M. APPLICA Nei confronti di 1. FABOZZI Enrico nato a Villa Literno (CE) l’ 01.03.1950 2. CAIAZZO Nicola, nato a Villa Literno (CE) il 26.04.1961 3. GAROFALO Raffaele, nato a San Cipriano d’Aversa il 10-01-1973 4. MACCARIELLO Raffaele, nato a Casal di Principe l’1 Marzo 1972 5. MALINCONICO Giovanni, nato ad Ailano (CE) il 6 Gennaio 1952, 6. MASTROMINICO Giuseppe, nato a San Cipriano d’Aversa il 30.04.1958, 7. MASTROMINICO Pasquale, nato a San Cipriano d’Aversa il 30.01.1951 8. CAIAZZO Vincenzo, nato a Napoli il 10.03.1954 detto “Stefano”

242


in ordine ai reati a loro rispettivamente ascritti, la misura cautelare della custodia in carcere ordinando, ai sensi dellâ&#x20AC;&#x2122;art. 285 c.p.p., agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di procedere alla cattura degli stessi e di condurli immediatamente, (ove non risultino allo stato non ristretti presso altro istituto penitenziario) in un istituto di custodia per rimanervi a disposizione dellâ&#x20AC;&#x2122;autoritĂ  giudiziaria. Nei confronti di 9) CAIAZZO Wanda nata a Napoli il 04.07.1981, domiciliata presso il servizio centrale di protezione Applica la misura cautelare degli arresti domiciliari presso una localitĂ  protetta manda alla Cancelleria Gip di restituire il presente provvedimento in duplice copia al P.M. sede richiedente al fine di porlo in esecuzione. Napoli 03.11.2011 dott. Alberto Capuano Giudice delle Indagini Preliminari

243



Ordinanza Custodia Cautelere in Carcere sindaco Fabozzi